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News dagli Amici di Angal
a cura della sezione torinese dell’Associazione “Amici di Angal”
Numero 11 _ MAGGIO 2013
In questo numero:
Cronache da Angal
Tempo di bilanci
Nuovi obiettivi e realizzazioni
E lontano da Angal…
Testimonianze
Qui è inutile chiedere una pinza:
di Andrea Foracchia
Il punto sull’Unità nutrizionale:
di Marina Anghileri
Il punto sui sistemi informatici:
di Dino Maurizio
Mamma Klaùdia racconta
Opinymungo
1
2
3
3
Saggezza africana (VII)
7
4
5
5
6
esprimendo affetto e riconoscenza verso tutti coloro che
ne fanno parte e che si impegnano per l’Ospedale.
Ai soci fondatori (Mario e Claudia Marsiaj, Mariarosa
Stocchiero, Camillo Smacchia, Giovanni Cardellino,
Rita Polo e Don Dante Carraro, Direttore del CUAMM)
si sono aggiunti negli anni 88 soci, costituiti in buona
parte da medici e paramedici (infermieri, ostetriche…)
che hanno lavorato ad Angal per lunghi o brevi periodi.
Fra qualche mese l’Assemblea generale dei Soci
rieleggerà il Consiglio Direttivo, che rimarrà in carica
nel prossimo triennio: a quest’organo spetterà il non
facile compito di concretizzare e rendere funzionante il
“piano quinquennale” proposto e formulato dal nostro
insostituibile Italo Nessi (col supporto della moglie
Betty), che regolerà i rapporti fra Associazione e Diocesi,
retta dal nuovo Vescovo Mons. Sancto Lino Wanok.
Lo scorso autunno non c’è stata la seconda missione
annuale ad Angal di Mario e Claudia, sostituiti da
numerose altre presenze. Nel precedente numero (10°)
concludevamo infatti questa rubrica prospettando le
successive missioni dei Soci Italo Nessi, Giovanni
Cardellino e Soumia Ferg, e degli “Informatici Senza
Frontiere” Dino Maurizio e Alessandro Damanico
(v. Testimonianza a pag. 5), tutte portate a termine
efficacemente.
Cronache da Angal
...e indietro nel tempo.
a cura di Rita Polo
Ciò che ha sempre mosso, in quasi 50 anni, gli
innumerevoli passi di Mario e Claudia verso Angal è
stata la scelta, ispirata dal credo evangelico, di porsi al
servizio dell’umanità povera e sofferente, nella dimensione
allargata di Mario, che si prende cura della salute della
“popolazione”, e in quella più raccolta di Klaùdia, capace
di guardare negli occhi ogni “singolo” che bussi alla porta
del suo cuore: due facce della stessa medaglia, che hanno
permesso ad un ospedale sperduto nella savana africana
di sopravvivere nel corso di tutti questi anni, a dispetto
di ogni avversità, e di continuare a funzionare a servizio
degli ultimi del mondo.
Nello stesso spirito, nel 2001 è nata l’Associazione
ONLUS “Amici di Angal”, che ha riunito sotto
lo stesso “tetto” un folto seguito di “discepoli” dei
Marsiaj, innamorati del posto e dell’ideale, desiderosi di
contribuire concretamente all’accudimento del “pargolo”,
l’Ospedale di Angal.
Con questo numero delle News vogliamo festeggiare
il 12° Anniversario della nascita dell’Associazione,
1
Giannino e Sonia Busato dal 2 novembre all’8
dicembre hanno completato con successo il 2° corso
di anestesiologia. Erano accompagnati dall’infermiera
Zenaide Vedelago e dal chirurgo pediatrico Giancarlo
Schiavon.
Di particolare importanza è stata la partecipazione di Italo
Nessi al Board of Governors del 20 novembre, quando è
stato presentato a quest’organo di gestione dell’Ospedale
il nuovo piano strategico quinquennale.
La prima missione del nuovo anno è stata quella delle
pediatre Marina Anghileri e Sabina Trojan, ambedue
con esperienza d’Africa (soprattutto Marina, che ha alle
spalle una decina d’anni di lavoro in ospedali africani).
Anche se per un periodo limitato, le due Dottoresse
hanno potuto collaborare proficuamente a fianco del
collega ugandese Daniel nell’organizzazione del reparto
(v. Testimonianza a pag. 5).
Primavera: Tempo di bilanci
a cura di Luca e Frency
E’ proprio così: con l’arrivo della primavera ogni
anno si rende ineludibile, per la nostra come per ogni
associazione, fare il punto sull’andamento finanziario
dell’anno precedente.
Le entrate sociali sono ancora una volta sostenute dalla
generosità di tutti voi: tre quarti del finanziamento
dell’associazione (215.813,84 euro) vengono proprio da
elargizioni liberali, vale a dire da offerte di privati o aziende
che decidono di donare parte del frutto del loro lavoro
a vantaggio di Amici di Angal. Con due caratteristiche
degne di nota: la costanza – ci sono persone / gruppi che
donano da parecchi anni, instancabilmente – e la fantasia
– ci sono gruppi che si autotassano versando una somma
periodica, altri che organizzano cene di beneficenza, altri
ancora che versano proporzionalmente all’ esito di corsi
di aggiornamento organizzati.
Il 5 per mille ha contribuito al bilancio per un 12%,
con un totale di 35.874,90 euro, in leggera flessione
dall’anno precedente, mentre le entrate finanziarie hanno
In conclusione, cari Amici, si può notare come
attualmente ci siano numerose valide persone, attive
nel seguire le sorti di questo Ospedale, facendone
una perla rara nella realtà africana, che facilmente
inghiotte tanti buoni propositi, quando non vengano
sostenuti con costanza e fermezza.
Si prospettano tempi duri, sia per la crisi economica che
ha ridotto le entrate anche dell’Associazione (l’ultimo
bilancio è stato negativo per ben 85.000 euro!), sia per
il recente esodo di numerosi infermieri dall’Ospedale,
probabilmente in cerca di più facili guadagni. Ma siamo
sicuri che, confidando nell’impegno di tutti e nell’aiuto
di Dio, anche questo periodo potrà essere superato.
E la storia dell’Ospedale di Angal continuerà…
Noi continueremo a raccontarvela.
ENTRATE 2012 AMICI DI ANGAL
Entrate
finanziarie
13%
5 x mille
12%
Erogazioni
Liberali
75%
contribuito per un 13%.
Le uscite sono ammontate a 369.000 euro, tutte a favore
dei noti progetti a sostegno dell’ospedale di Angal, per
il 98% del bilancio. Questo, a nostro avviso, rappresenta
un carattere distintivo del modo di lavorare di Amici di
Angal: le spese amministrative sono mantenute ancora su
percentuali risibili, così da devolvere quanto più possibile
a beneficio dell’ospedale, attività istituzionale dell’associazione. Certamente potremo migliorare : tuttavia va riconosciuto che anche nel panorama internazionale sono
rare le associazioni che finanziano i costi ricorrenti di
un ospedale, e soprattutto di un ospedale amministrato
da persone locali, mentre più facile è trovare finanziatori per costruire edifici, per comprare apparecchiature,
o per finanziare ospedali purché governati direttamente
o indirettamente dai donatori stessi. Rispetto a quest’ul-
Gli allievi anestesisti in sala operatoria in attesa del Dr. Busato.
2
timo punto, l’associazione si è impegnata in questi mesi,
con la direzione dell’ospedale, per rafforzarne i meccanismi di gestione, rendendola più efficiente e orientata ad
una progettualità condivisa con noi e coerente con la sua
mission, nel medio termine di cinque anni. Non si può
concludere senza segnalare che, al netto di un importante
quanto occasionale lascito testamentario dell’anno scorso
di 211.000 euro, le entrate hanno comunque segnato
una sensibile contrazione, che ci farà chiudere il bilancio
in perdita di poco più di 85.000 euro.
Fondamentale diventa per tutti noi la sollecitazione
a farsi promotori nei propri ambienti di nuove forme
di finanziamento, dove anche un evento piccolo può
produrre un contributo comunque prezioso.
zione con la SMOM. Durante il 2012 ha inviato 4
volontari, che hanno provveduto al rifornimento del
materiale di consumo, alla sostituzione di pezzi di
ricambio delle apparecchiature e alla loro riparazione,
nonché all’addestramento del “Dental Assistant”
ugandese Moses. Purtroppo pochi giorni fa se n’è
andato vanificando quanto si era investito per offrire un
servizio molto apprezzato dalla popolazione di Angal.
Cercheremo una soluzione assieme all’amministratore
e alla SMOM per poter continuare questa attività.
USCITE 2012 AMICI DI ANGAL
Spese per
raccolta fondi
1%
Uscite
finanziarie
1%
Progetti per
Angal
98%
Le nuove case per i medici con il costruttore Fr. Gianni Bonafini.
eventi
Nuovi obiettivi e realizzazioni
E lontano da Angal...
1. Nello scorso numero avevamo prospettato la necessità di costruire 2 case per i colleghi ugandesi. In questi
6 mesi l’obiettivo è stato raggiunto, grazie al lavoro
del fratello comboniano Gianni Bonafini. Con la sua
vasta competenza in campo edilizio ha realizzato due
abitazioni dignitose e funzionali, che sono state molto
gradite dai due medici che le hanno subito abitate.
Il costo totale, purtroppo, è stato maggiore di quello
preventivato (20.000), perché il prezzo dei materiali in
quest’ultimo anno in Uganda è aumentato del 20%.
e manifest
25/11/12 L’amico e sostenitore Renzo Damoli, presidente del
Club Ferrari di Arbizzano e il Rugby Club Valpolicella organizzano una serata conviviale per raccogliere aiuti per Angal.
Mario e Claudia in un clima di grande cordialità presentano i
vari progetti in corso di realizzazione con l’ausilio di una cinquantina di diapositive.
28/11/12 a Verona-Palazzo della Gran Guardia. L’Avv. Guariente
Guarienti presenta una breve raccolta di racconti, alla quale
hanno collaborato vari Autori, fra cui Claudia, dal titolo “...e me
pioea nel caffè”. Il ricavato della vendita del libretto, illustrato
dai “ragazzi” diversamente abili (e in questo caso abilissimi) di
“Arcobaleno”sarà devoluto ad Angal.
8/12/12 a Como, a casa di Italo e Betty, si riunisce il Consiglio
Direttivo per discutere i problemi emersi durante le recenti
missioni ad Angal da parte di Andrea e Mimma Foracchia, Giovanni e Soumia, e Italo.
8/12/12 a Stresa il numeroso gruppo di Amici di Cinzia (Giuse,
Claudio, Cecilia, Alice e gli altri) organizza l’ormai tradizionale
mercatino natalizio per sostenere le borse di studio istituite
col concorso di Camillo Smacchia per ricordare Cinzia Miscio.
2. Progetto informatico: purtroppo non è passato alla
fase realizzativa. Ciò non è dipeso dagli ISF, che tra
l’altro hanno compiuto una missione esplorativa dal
21 al 29 novembre (vedi loro Testimonianza), ma
dalla contrarietà del consiglio di Amministrazione.
I responsabili hanno ritenuto tale progetto non
“prioritario”, considerata anche la situazione finanziaria
dell’Associazione, che quest’anno ha posto un tetto
massimo al contributo previsto per l’Ospedale.
3. Progetto dentistico: Da anni continua la collabora-
3
event i
23/12/12 a Aymavilles (Aosta) Giovanni Cardellino col suo Gruppo Karacel organizza il “Concerto di Natale”per Angal con la
partecipazione dell’orchestra Suzuki e il Coro “Canto leggero”.
ratoria. Lavorare in sala operatoria in Africa non è mai
semplice, lo so, e mi ritornano in mente tutte le esperienze passate. A parte il caldo e il rumore del generatore, si fa i conti con il fatto di lavorare in due lettini in
contemporanea, in spazi stretti, con un anestesista che
balza dall’uno all’altro e che non ti fa mai essere molto
tranquillo... Dobbiamo strumentare da soli e non è facile quando non si sa bene cosa c’è, cosa puoi chiedere
e cosa invece può essere una richiesta lunare… e questo
è diverso da posto a posto… Qui è inutile chiedere una
pinza di Kocher o di Klemmer, una pinza anatomica o
chirurgica, ti danno quello che hanno. Opero insieme al
mio giovane collega ugandese. Si chiama Bernard ed è un
bel giovane dal sorriso simpatico, e anche bravo. Oggi
è stato il mio battesimo di sala operatoria “elettiva”. Di
urgenze ne sono già capitate varie e mi sembra di avere
ripreso un discorso interrotto da anni. Beh… era quello
che volevo e sono contento, anche se la tensione, quando
entri in questa sala parto, è sempre alta perché di sorprese
ce ne sono continuamente. Ieri c’è stato anche il fuori
programma di un lettino da parto che si è ribaltato…
troppo leggero e instabile per una mamma che si muoveva durante il travaglio. Ma nessuno ha drammatizzato.
La mamma ha raddrizzato il letto insieme all’ostetrica e
hanno ricominciato dove avevano interrotto……
24 ottobre Siamo all’ultima settimana di lavoro, che
concludo purtroppo con la morte di due giovani madri.
Una di loro ha avuto un parto gemellare a casa con ritenzione di placenta ed emorragia post-parto. L’hanno portata al dispensario più vicino e di lì all’ospedale, dove è
morta prima ancora di essere visitata. Cosa si prova in casi
e manf
6/3/13 a Las Terrenas (Rep.Dom.) Durante una vacanza di Mario
e Claudia, un gruppo di Amici si riunisce per ascoltare il racconto del loro impegno ad Angal, dimostrando molto interesse
e partecipazione.
20/3/13 ad Orgiano (VI) nella Chiesa parrocchiale si rinnova il
Concerto organizzato dalle insegnanti Mariangela Gazzetta, Maria Emma Dal Bosco e Colleghe, con la geniale regia
del Prof. Sergio Costa. E da 15 anni si rinnova l’impegno degli
alunni che, con l’aiuto dei genitori, organizzando la cosiddetta
“merenda solidale”, ci sonsegnano un sostanzioso contributo
per i progetti di Angal a favore dei bambini.
Testimonianze
Qui è inutile chiedere una pinza...
di Andrea Foracchia
Andrea ha tenuto un diario ricco di spunti interessanti, sia
dal punto di vista professionale che umano. Ne pubblichiamo alcuni brevi stralci... peccato che lo spazio non ci permetta di più. Sottolineiamo che la sua presenza ad Angal,
come pure quella della moglie Mimma, farmacista, che si è
prodigata in farmacia, è stata di grande aiuto per focalizzare molti problemi.
4 Ottobre Scrivo da Angal alla luce delle lampade di
emergenza perché la sera non c’è elettricità e si va con
le batterie caricate durante le ore del giorno. La casa è
confortevole, anche se molto “africana”. Ma c’è la doccia,
un letto con zanzariera senza buchi, un frigorifero funzionante che io e Mimma abbiamo riempito con le scorte
comperate a Kampala... Ma soprattutto, poiché è la casa
utilizzata da molte generazioni di medici che sono passati
da qui, ci sono tantissimi libri (di medicina e non..) e
questo è un sollievo perché qua si è veramente isolati. Il
buio fuori è assoluto, con una meravigliosa visione delle
stelle e con un gran silenzio. Si sentono solo, di tanto in
tanto, le voci che vengono dall’ospedale con cui la casa
confina e a cui posso accedere direttamente dal cancelletto del giardino... il che sarà un vantaggio per le chiamate
notturne. Domani mi incontrerò con i medici dell’ospedale per definire quello che farò! Mi chiedo chi me lo
fa fare ogni volta di ricominciare da capo con persone
nuove in posti nuovi e con una lingua che non conosco:
vedremo come riusciremo a capirci in inglese e swahili.
10 Ottobre Sono le 5 del pomeriggio e sono seduto in
veranda. C’è un bella arietta che stempera la calura di
quest’ora... Dalle 8 alle 15 è stata una lunga seduta ope-
Andrea e Mimma Foracchia.
4
come questi? Servirà il corso di aggiornamento che stiamo facendo? Certo è che se la donna fosse stata assistita
da una brava ostetrica, che le avesse rimosso la placenta...
In ogni caso ti prende un grande senso di frustrazione e
di abbattimento. Nessuno pensa di salvare il mondo ma
queste cose, che pure sai che possono succedere, ti fanno
ugualmente star male. Mi ha sempre fatto sorridere chi
veniva in Africa con delle certezze e se ne veniva via con
l’illusione di avere fatto qualcosa…
E’ stato un mese
molto intenso e faticoso: come sempre ti chiedi se valeva
la pena, sia per quello che hai ricevuto, sia per quello
che sei riuscito a dare. E’ indubbio che quello che guadagni come stimoli professionali e conoscenze di persone
è sempre molto, molto di più di quel pò che hai potuto
dare di conoscenze tecniche.
I punti di forza sono parecchi: pulizia, provvista adeguata
di cibo, coinvolgimento delle mamme nella preparazione, ricetta per il porridge disponibile e chiara, presenza di
giochi per i bambini, cartella clinica specifica per malnutriti e protocollo per stabilire la quantità di cibo da somministrare, momenti di educazione sanitaria, fornitura di
cibo al momento della dimissione e durante le visite del
follow up.
Altrettanti, però, sono i punti deboli. I più importanti
vanno dalla mancanza di un’infermiera stabile in questo
reparto all’irregolare somministrazione di terapie farmacologiche, alla mancata registrazione della quantità di
cibo realmente assunta, fino agli orari dei pasti, non sempre rispettati.
Certo molto si è fatto in tutti questi anni – aggiunge Claudia – ma molto resta ancora da fare, soprattutto nel campo
dell’educazione delle mamme e delle comunità e nell’ambito
della sensibilizzazione e formazione del personale medicoinfermieristico, a volte poco attento al problema della malnutrizione.
Testimonianze
Il punto sull’Unità nutrizionale
di Marina Anghileri
Le pediatre Marina Anghileri e Sabina Trojan hanno trascorso due impegnatissime settimane ad Angal, nel duplice
intento di collaborare con il medico Dr. Daniel, da poco
al lavoro nel reparto pediatrico, e di verificare il funzionamento dell’Unità nutrizionale, fiore all’occhiello e al tempo
stesso spina dolente dell’Ospedale di Angal. Ne è scaturita
una dettagliata relazione, corredata da alcuni suggerimenti
utili a migliorare la qualità delle cure offerte e a ridurre la
mortalità dei piccoli ospiti dell’Unità nutrizionale.
Testimonianze
Il punto sui sistemi informatici
di Dino Maurizio
Ero stato in diversi paesi africani, ma è per me la prima
volta in Uganda, e l’impressione all’arrivo a Kampala è
proprio quella riportata dalle statistiche: un sacco di giovani, se non addirittura di ragazzini, un paese povero
(PIL: meno di 300 euro a persona all’anno) ma nello stesso tempo un paese dinamico e in forte crescita.
Chiaramente tutto questo man mano ci si avvicina ad
Angal aquista una dimensione diversa; tutto si fa più
confuso e si viene sommersi dall’atmosfera africana fatta,
come al solito, di sole, polvere, sorrisi, odori, confusione
disordinata e silenzi confortanti. Con Alessandro Damanico e Joseph, il nostro tecnico ugandese, siamo qui
per verificare lo stato dei sistemi informatici, che qualche
anno fa Informatici Senza Frontiere ha messo a punto, e
che, avevamo capito, non funzionavano più come avrebbero dovuto...
L’impatto con l’ospedale non è diverso da altri luoghi simili che già conosciamo: la vita all’interno dell’ospedale
è una compenetrazione fra pazienti, medici, infermieri
e parenti che forma una sorta di comunità temporanea
dove tutto acquista dimensioni e valori compresi e rispettati... Iniziata la nostra attività, la prima verifica tecnica
purtroppo è peggiore delle nostre aspettative: computer
usabili sono soltanto tre, di cui due con il software originale ma malfunzionante, e con un video quasi illeggibile;
il terzo computer ha installato un’applicazione che qualcuno ha scaricato prendendola chissà dove, ma è affetta
Anche se la nostra permanenza ad Angal è stata di breve durata e pur non avendo raccolto dati sull’incidenza
della malnutrizione, ci sembra di poter affermare che la
malnutrizione infantile rappresenti ancora un problema
rilevante nella popolazione di riferimento dell’Ospedale
di Angal.
Abbiamo trascorso molto tempo presso l’Unità nutrizionale, in momenti diversi della giornata, potendo così osservare le varie attività che vi si svolgono.
Sabina in Pediatria.
5
da virus che ne blocca l’operatività con frequenza sconfortante.
Quello che notiamo è che, al di là degli aspetti meramente tecnici, manca una gestione razionale e strutturata, per cui qualsiasi iniziativa sembri interessante viene
perseguita, e ti ritrovi con internet operativo solo per utilizzare face-book, ma non per la posta dell’amministrazione o per la consultazione da parte dei medici, oppure
ti trovi i dati sui pazienti inseriti a computer ma utilizzati
non per seguire lo stato clinico dei pazienti stessi, bensì
per calcolare le statistiche da fornire al ministero. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo risistemato e messo
a punto il software Open Hospital per il reparto OPD
(=dispensario) Abbiamo ripristinato le connessioni internet, anche se con limitazioni dovute alla scarsità delle
prestazioni della rete di comunicazione...Abbiamo messo
in piedi un piccolo management system fra Margareth
(OPD Angal), Joseph (ISF Uganda) ed Alessandro (ISF
Italia) per segnalare malfunzionamenti, correggere errori
e pianificare cambiamenti. Abbiamo fatto tutto ciò che
serviva? No, c’è ancora tantissimo da fare; abbiamo realizzato una sorta di chirurgia d’urgenza, manca la terapia
ed il recupero.
E’ e sarà un’attività lunga ed impegnativa, che ci auguriamo di poter intraprendere e portare a compimento,
magari attraverso passi successivi.
Sappiamo che in Africa niente è facile, e niente può essere fatto con il nostro metro e le nostre abitudini. La
ricompensa per noi tutti poi sarà sicuramente maggiore
di ogni aspettativa, e la misureremo con i nostri cuori.
attenzione e amore. Il bambino non cresceva bene -ci
hanno detto- nonostante il cibo a casa loro non mancasse.
E poi si affaticava facilmente! Opiny è rimasto in
ospedale alcuni mesi. La mamma sempre con lui, il papà
si sobbarcava spesso la “passeggiata” dal Congo. Il piccolo
paziente mangiava poco.
Alla sera, prima che si spegnesse il generatore, gli portavo
un supplemento di cibo, qualcosa di appetitoso, che lui
accoglieva con molto piacere. Il giorno dopo sentivo
bussare lievemente alla porta: era lui che mi tendeva
il tegamino, accuratamente lavato e coperto da una
piccola kitambara. E io fingevo di stupirmi e gli dicevo:
”sei venuto da solo? Hai trovato la strada?” “Sì –mi
rispondeva– tutto orgoglioso”.
Lo prendevo in braccio e lo mettevo seduto su quella
poltrona. “Vuoi prendere il the e poi disegnare?” Gli
chiedevo. “Eio (sì)” mi rispondeva ancora. Aveva
un modo tutto suo di lavarsi le mani, dopo aver fatto
merenda, godendo della schiuma e del profumo del
mio sapone... Quando vedevo spuntare attorno al
nasino qualche goccia di sudore capivo che era tempo di
tornare in ospedale. Me lo legavo sul dorso, come fanno
le mamme Alùr, e lo riportavo perché non si stancasse,
anche se in realtà l’0spedale era attaccato a casa.
Quella volta il mio ritorno in Italia è stato particolarmente
doloroso. Sapevo che non avrei più rivisto Opinymungo.
L’anno successivo, pochi giorni dopo aver riaperto casa
ad Angal, i suoi genitori sono venuti dal Congo, a piedi
attraverso la savana per portarmi una gallina. Ci siamo
abbracciati, in silenzio.
Mamma Klaùdia
racconta
Opinymungo
Tra le foto dei miei nipoti, sul comò di camera mia,
c’è quella di un bimbo di 6-7 anni dalla pelle scura e
dallo sguardo dolcissimo. E’ seduto su una poltrona,
nel soggiorno della nostra casa di Angal. E’ molto
composto, il sorriso appena accennato, gli occhi... gli
occhi... ho l’impressione che non mi abbandonino mai,
come quando, nell’unità nutrizionale dell’ospedale,
trascorreva le giornate disegnando piccoli cerchi per terra
con un lungo bastoncino, seguendo con gli occhi ogni
mio movimento. Si chiamava Opinymungo, veniva dal
Congo, aveva, probabilmente, un difetto cardiaco ed era
il bambino più tenero e dolce che abbia mai incontrato.
Era arrivato con i genitori, a piedi attraverso la savana.
Erano ben vestiti, dignitosi. Avevano sentito che ad
Angal i bambini, in particolare, erano curati con molta
6
Saggezza
africana (VI)
a cura di Claudia Marsiaj
I racc
onti
sono
com
e i
pon
ti...
“
La favola, di cui proponiamo un riassunto, è stata raccolta da Padre Fernando
Sembiante, comboniano, scrittore e poeta, per lunghi anni Missionario in Congo.
“Attorno ai fuochi della sera”*, nei villaggi sulle colline che fanno corona ad Angal
per poi inoltrarsi oltre i confini del Congo, le mamme raccontano ancora, ai bambini
più piccoli, storie di animali che si chiudono con una morale. Non una di queste mamme
è mai stata a scuola. Queste storie non le hanno lette, ma le hanno ascoltate da piccole
dalla loro mamma, che a sua volta l’aveva sentita dalla sua mamma e così sù sù, sempre
più indietro nel tempo. Alcune favole rispecchiano intimamente la vita del villaggio; altre,
interessanti per il loro serpeggiante umorismo, interpretano perfettamente l’animo di questa gente.
E’ il caso della favola che segue.
Il gallo incendiario
La lepre e il gallo una volta erano amicissimi. Decisero perciò di coltivare insieme un pezzetto di
terreno. La lepre, che era il cervello di quella piccola società, divise il terreno in quattro parti: due
venivano coltivate e due riposavano per essere zappate l’anno seguente; così, a rotazione. Per un pò
tutto andò bene e il raccolto veniva diviso in due parti uguali, ma un bel giorno il gallo, con la scusa
che doveva mantenere un intero pollaio con galline e pulcini, cominciò a pretendere di dar fuoco al
terreno non coltivato per iniziare subito a seminarvi qualcosa. Al rifiuto della lepre il gallo s’infuriò e in
quel momento i suoi bargigli divennero così rossi da sembrare infuocati, tanto che la lepre si spaventò e
accettò di pensarci un pò sopra e di discuterne. Per rabbonire il gallo e prendere tempo, lo invitò a cena
e quello s’ingozzò a tal punto che, poco dopo l’ultimo boccone, cadde in un sonno profondo. La lepre
allora ne approfittò per controllare cautamente da vicino quelle due escrescenze, che durante il sonno
non apparivano più così minacciose… Con sollievo constatò che non erano fatte di fuoco! Così, quando
il gallo risvegliatosi tornò alla carica, gonfiando i bargigli a più non posso e rendendoli così scarlatti che
sembravano sprizzar scintille, la lepre lo prese a calci e mise fine alla loro società. Da allora, se sentite
schiamazzare un gallo più del dovuto, ricordatevi che nei dintorni dev’esserci una lepre...
Morale:
se avete qualcosa che vale, custoditela con cura e non sperperatela incautamente!
*E’ il titolo di uno dei libri di Padre Sembiante.
7
L’Associazione in breve
Che cosa puoi fare tu
L’Associazione “Amici di Angal” sostiene l’attività
dell’Ospedale St. Luke di Angal, in Uganda, e
vari Progetti di assistenza e cura di bambini e adulti
indigenti.
•Svolgereun’operadisensibilizzazione.
•Partecipareaglieventidiraccoltafondi.
• Impegnarti in una donazione regolare a
sostegno dei singoli Progetti.
I Progetti
Come contribuire
I contributi si possono inviare con bonifico bancario a:
Assistenza degli orfani da AIDS
ASSOCIAZIONE AMICI DI ANGAL - ONLUS
Unicredit Banca Agenzia di Arbizzano - Negrar (Vr)
contributo annuo necessario: € 200
Il progetto intende offrire un aiuto diretto alle famiglie
locali che accolgono e si prendono cura di questi orfani
(230 al 30 giugno 2012).
c/c n. 000005412019
ABI: 02008 CAB: 59601 CIN: L
IBAN: IT 31 L 02008 59601 000005412019
Con 200 euro all’anno si provvede alle elementari
necessità del bambino orfano (sostentamento, vestiti, cure
mediche, istruzione).
(Ai sensi dell’art.14 del D.L. n.35 del 14 marzo 2005, convertito in
Legge con L. n.80 del 14 maggio 2005, le offerte fatte alle ONLUS
con assegno o bonifico bancario sono deducibili dal reddito complessivo dichiarato fino alla misura del 10%).
Ricovero gratuito per i bambini
L’Associazione è iscritta nelle liste dell’Agenzia delle
Entrate fra i possibili beneficiari del 5x1000 dell’IRPEF.
Al momento della dichiarazione dei redditi, per devolvere il 5x1000 basta apporre la propria firma e il codice
fiscale dell’Associazione - 93143850233 - nell’apposito
spazio del modello IRPEF.
spesa annua: € 60.000
Permette di ricoverare tutti i bambini malati,
anche per lunghi periodi, chiedendo solo il contributo simbolico di 1 euro.
Assistenza degli ammalati di AIDS
Quanto fa 5x mille? 35.874 euro. Questa è la cifra raccolta
grazie alla generosità di 715 persone che nella dichiarazione dei redditi del 2010 hanno destinato il proprio 5
per mille per Angal. Per il 2011 e 2012 dovremo attendere
ancora 8 mesi per conoscere gli importi destinati.
spesa annua: € 35.000
Consente di offrire assistenza domiciliare agli
ammalati di AIDS attraverso una équipe di infermieri espressamente formati per questo servizio.
Ulteriori informazioni si possono richiedere a:
Amici di Angal ONLUS
Via Vivaldi 3 - 37020 Arbizzano- Negrar (Vr)
tel. (+39) 045 6020726
sito web: www.amicidiangal.org
e-mail: [email protected]
[email protected]
Operazione Proteine
spesa annua: € 8.000
Fa capo al Centro Nutrizionale (Nutrition Unit)
interno all’Ospedale, che fornisce tre pasti al
giorno ad alto contenuto proteico ai bambini con
forme gravi di malnutrizione.
Dal Centro viene inoltre distribuito il cibo anche
ai pazienti bisognosi degli altri reparti.
Il Notiziario è a cura della sezione torinese dell’Associazione, coordinata da
Samaritan Fund
spesa annua: € 7.500
Questo “fondo” permette di ricoverare le persone
che non possono pagare la sia pur modesta retta
chiesta dall’Ospedale e di fornire gratuitamente i
cosiddetti “farmaci salvavita”.
Tilde Barone
[email protected]
tel. (+39) 333 7122535
Giuseppina Ricciardi
[email protected]
tel. (+39) 338 7728989
Impaginazione: DildaDesign - Vicenza
Fotografie: da archivio dell’Associazione
Stampa: Gestioni Grafiche Stocchiero - Vicenza
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