A PAGINA 3 Catania - anno XXVIII - n. 43 - 2 dicembre 2012 - Euro 0,60 - www.prospettiveonline.it “Poste Italiane s.p.a.” - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/ 2004 no 46) art. 1, c. 1, DCB - Fil. di CT - Taxe perçue - Tassa riscossa - ISSN: 1720-0881 settimanale regionale di attualità RUBRICA ANNO DELLA FEDE “In caso di mancato recapito rinviare al CMP/CPO di Catania, per la restituzione al mittente previo addebito. Il mittente si impegna a pagare la tariffa vigente” Conferenza stampa di presentazione del programma delle celebrazioni 2013 di S. Agata D ue dei tanti punti salienti della prossima festa patronale della città e dell’Arcidiocesi di Catania, in onore di S. Agata vergine e protomartire concittadina, sono emersi particolarmente durante la conferenza stampa di presentazione del programma dell’anno 2013: 1) la presenza il 5 febbraio, dies natalis della Santa Patrona, del cardinale Crescenzio Sepe -Arcivescovo di Napoli nonché presidente della Conferenza Episcopale della Campania nel cui territorio si trova la cattedrale di Trevico in cui sono conservate le reliquie del nostro martire concittadino sant’Euplio- al solenne pontificale in Cattedrale che presiederà con la partecipazione degli Arcivescovi e Vescovi di Sicilia e del clero secolare e regolare della Chiesa catanese; il porporato è stato l’organizzatore del Grande Giubileo dell’Incarnazione dell’anno Duemila e prefetto di Propaganda Fide; precedentemente, similmente a quanto sperimentato da Mons. Gristina, è stato docente e dal 1972 in servizio diplomatico della Santa Sede nella nunziatura apostolica in Brasile. 2) l’attribuzione del premio civico della candelora d’oro al presidente delle celebrazioni comm. grand’ufficiale Luigi Maina, il cui annuncio per la prima volta è stato dato dal sindaco con notevole anticipo e in occasione della presentazione delle grandi feste agatine d’inverno; l’impeccabile ed infaticabile cerimoniere municipale merita l’attribuzione di quest’ambìto riconoscimento civico che corona tutta una vita spesa per esaltare il buon nome di Catania nel segno della comune devozione alla sua santa venerata Patrona. Il tradizionale incontro, guidato dall’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e dal sindaco avv. Raffaele DEVOZIONE PREMIO NINO MARTOGLIO significa imitazione a pagina 5 XII GIORNATA CONFRATERNALE DIOCESANA Stancanelli, con la Stampa e i media è avvenuto la mattina di lunedì 26 novembre nel Salone dei Vescovi dell’episcopio, gremito di tante autorità civili, militari, amministrative ed accademiche, di esponenti della Curia arcivescovile, delle associazioni agatine e legate al culto verso la Santa Patrona, del maestro del fercolo, della commissione ecclesiale, dei responsabili e collaboratori della festa di S. Agata e di tanti devoti. L’Arcivescovo ha evidenziato la contestualità delle celebrazioni dell’Anno della Fede da vivere in sintonia con le manifestazioni religiose della festa di S. Agata: “Il Papa ha pubblicato un documento ‘La Porta della Fede’; vi invito a leggerlo, forse qualcuno ancora non lo conosce; leggetelo, è molto bello. Al n. 13 il Pontefice sottolinea una realtà gran- diosa, dice che noi dobbiamo vivere l’Anno della Fede guardando Gesù; quest’atteggiamento è qualcosa che ci unisce alla Vergine Santissima, agli Apostoli, ai primi cristiani e particolarmente ai martiri. Per i martiri c’è questa bella espressione: <per fede i martiri donarono la loro vita Antonino Blandini (segue a pagina 2) a pagina 9 IL LIBRO DI BENEDETTO XVI: L’INFANZIA DI GESÙ Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne indetta dall’ONU Creare una cultura di rispetto ilenzio. Un pesante ed insopportabile silenzio. Una coltre oscura che avvolge tutto ciò che le circonda. Paura. Parole. Tantissime parole pronunciate, scritte, persino urlate, in attesa di essere semplicemente Ascoltate. Non è altro che questa la linea di un ideale, ma allo stesso tempo concreto (ed è davvero doloroso ammetterlo), confine che demarca irrimediabilmente la S vita di tutte quelle donne che hanno o continuano a subire violenza e quella dell’opinione pubblica della nostra società civile. Il loro è un silenzio gravato dalla paura, dalle minacce verbali, da atti intimidatori. Le nostre tante parole in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne indetta dall’ONU, celebrata lo scorso 25 novembre, sono state scritte dai giornali, comunicate dal web, emesse dalle televisioni, dimostrate da parecchie iniziative. I riflettori sono stati puntati su numerose esperienze ed hanno richiamato all’attenzione collettiva questo doloroso problema. E quando pian piano la cronaca e i diversi dibattiti si occuperanno di un altro problema, che cosa accadrà? Quando i riflettori si spegneranno e si rivolgeranno altrove, queste drammatiche esperienze verranno ricoperte dal buio fitto dell’indifferenza? Questa società così assoggettata alla visione quotidiana della violenza sarà in grado di scrollarsi di dosso così tanta retorica e agire? Antonella Agata Di Gregorio (segue a pagina 2) a pagina 12 2 Prospettive - 2 dicembre 2012 sommario al n. 43 In un libretto del cardinale Giacomo Biffi la sintesi della fede cristiana L’ABC della fede PRIMO PIANO Giornata dei diritti dell’infanzia __________4 Inaugurate da AVSI nove scuole dopo il terremoto__4 Indietro nel tempo intervistando Giuseppe Petronio Russo ________5 INFORMADIOCESI Notizie in breve________7 DIOCESI Basilica Collegiata: insediamento del nuovo parroco ______________7 Presentato il progetto di restauro Chiesa Istituto “Ardizzone Gioeni” ____9 Giornata mondiale del diabete. Campagna informativa __________11 Nasce Sardex, moneta virtuale per combattere la crisi ______________11 7Direzione amministrazione e redazione: via San Giuseppe al Duomo 2/4, 95124 Catania Redazione e amministrazione: tel. 095 2500220 fax 095 8992039 www.prospettiveonline.it E-mail: [email protected] [email protected] [email protected] Editrice ARCA s.r.l. via San Giuseppe al Duomo 2/4, 95124 Catania Iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n. 7858 Direttore responsabile Giuseppe Longo Progetto grafico: Patrizia Di Blasi - SRI spa. Impaginazione e grafica: Vera Cannavò Abbonamenti: ordinario Euro 40,00 ridotto (scuole, associazioni, confraternite, etc.) Euro 30,00 versamento su c/c postale n. 12442935 intestato a: ARCA s.r.l. via San Giuseppe al Duomo 2/4 95124 Catania Pubblicità: a mod. (1 colonna x 41mm). Commerciali Euro 27,11 a mod. Redazionali Euro 1,55 a mm Annunci immobiliari e R.P.Q. 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Giacomo Biffi, attraverso 15 brevi e appassionati capitoletti, propone una sintesi della fede cristiana, in maniera schietta e arguta, così come è il carattere dell’autore “La fede cristiana, afferma con chiarezza il cardinale, Arcivescovo emerito di Bologna, è un arrendersi a questo avvenimento che salva ed è un lasciarsi cambiare di dentro da ciò che è avvenuto” ed il più grande ostacolo a credere è l’enigma del male nel mondo. Perché c’e il male? Perché c’è il dolore? Mentre alcuni affermano che dopo gli orrori di Auschwitz non è più possibile credere in Dio, il card. Biffi sostiene che “dopo Auschwitz non è più possibile non credere in Dio” perché “diversamente tutto nell’esistenza umana e nella storia sarebbe tragicamente inutile e quasi beffardo”. Il dolore alcune volte diventa causa di fuga da Dio e dalla Luce. Molto spesso avvicina alla fede e consente di incontrare il mistero della salvezza. Un dodicenne catanese, colloquiando in videoconferenza con un coetaneo statunitense di New York, nello svolgimento del progetto Face to Faith della Tony Blair Foundation, dice di aver incontrato la fede quando è morto il nonno al quale era legatissimo ed il pensiero della morte e della fine gli ha consentito di aprire gli occhi su valori della fede che non basta dichiarare di averli, ma occorre viverli e incarnarli nella quotidianità della vita, come Maria che “conservava tutto in cuor suo”. Gli idoli della società moderna e tecnologica allontanano l’uomo da Dio e la ricerca effimera della felicità e del benessere non ripaga i (continua da pag. 1) DEVOZIONE... sa tutta la comunità cittadina in tutte le sue sfaccettature: S. Agata è vista dai catanesi come un simbolo della città. Il primo cittadino ha sottolineato, inoltre, alcuni aspetti che debbono caratterizzare anche quest’anno le festività: “Dobbiamo ancor di più continuare in quel percorso di legalità che abbiamo iniziato da alcuni anni e che si estrinseca, per esempio, nelle gare di evidenza pubblica per tutti i servizi annessi e connessi alla festa. Sento il dovere di ringraziare S. E. il Prefetto il quale già mi ha comunicato che la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza quest’anno sarà anticipata per dare ulteriore possibilità al percorso di legalità ed anche organizzativo. La cornice della legalità e dell’organizzazione è indispensabile”. *Ha preso la parola anche il delegato arcivescovile della Cattedrale, mons. Barbaro Scionti, per evidenziare come la commissione diocesana per le celebrazioni agatine ha continuato il suo impegno attraverso la verifica delle celebrazioni 2012 e la riflessione programmatica 2013. In tal senso prosegue l’operatività del gruppo di lavoro che dovrà spendersi nella sua realizzazione. L’Anno della Fede sarà una bella occasione per proseguire nell’impegno intrapreso e ormai irreversibile, nella valorizzazione dei segni di religiosità e di fede che il nostro popolo manifesta nelle varie espressioni di devozione alla Santa Patrona. Il tema-guida della festa è tratto dal Motu Proprio “Porta Fidei” di Benedetto XVI e sarà sviluppato nel tempo di preparazione -catechesi nei mercoledì di gennaio, peregrinatio delle reliquie nelle parrocchie, incontri con le scuole e i giovaninella predicazione e nelle riflessioni durante la processione. “La Cattedrale”, ha aggiunto mons. Scionti, “in collaborazione con il vicario episcopale per la cultura, mons. Gaetano Zito, ha elaborato un piano per la comunicazione sociale della festa ed è stato nominato un addetto stampa, che sarà presentato lunedì 10 dicembre nel corso di una conferenza stampa, che avrà luogo nell’aula capitolare della Basilica Cattedrale. Il regolamento circa la collaborazione e la responsabilità nella festa per quanto di competenza della Chiesa, varato lo scorso anno dall’Arcivescovo, viene pienamente attuato. Con il gruppo di 12 responsabili, ma anche un nutrito gruppo di collaboratori ci si è incontrati mensilmente. La nuova realtà, sempre più compatta, si è impegnata nella formazione spirituale e nella riflessione attenta a coinvolgere nella collaborazione, al servizio del bene comune. Alla partecipazione, per la prima volta, alla stesura del programma si aggiungono alcune iniziative specifiche che si stanno portando avanti per incontrare preventivamente tanti devoti”. Il comm. Maina, infine, dopo aver ringraziato molto commosso ed emozionato sia il sindaco che l’Arcivescovo per l’onore a lui tributato anche con un lungo e caloroso applauso, ha letto il programma dei festeggiamenti che si può consultare anche sul sito: www.cattedrale.it. lenze subite ad opera del partner ha raggiunto il picco dell’85%, contro l’8% di quella subita da parte di familiari) e sono più colpite, per il 60% dei casi, le donne nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Alle violenze continue e molteplici, nell’81% dei casi, assistono i figli. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state uccise ben 71 donne. Gli artefici di queste inconcepibili violenze non sono estranei alla vita delle donne colpite: l’aguzzino fa parte della vita della vittima, della sua quotidianità, del suo universo. Violenze fisiche, sessuali, psicologiche. In molti casi atti dapprima sporadici, che pian piano si intensificano e sfociano nel tragico delitto. Minacce di essere colpite, aggredite. Spintoni, colpi, schiaffi, tentativi di strangolamento. Denigrazioni, isolamento, intimidazioni. Solo per citare alcune forme di violenza. Le politiche nazionali si sono impegnate per eliminare, o almeno ridurre, tutto ciò ma ancora, secondo i dati dell’ONU (che recentemente ha istituito l’agenzia UN Women, il cui Vice Segretario Generale e Direttore Esecutivo è Michelle Bachelet), oltre 100 paesi non possiedono strumenti legislativi specifici per la violenza domestica: più del 70% delle donne su scala mondiale, nel corso della loro vita, hanno subito violenze fisiche o sessuali. Illuminante l’affermazione di Michelle Bachelet: “occorrono cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come ‘cittadine di seconda classe’. Dobbiamo creare una cultura di rispetto”. Di fronte a così tanta barbarie è impossibile non interrogarsi sui perché e sulle possibili cause. Sicuramente contribuisce un fattore di natura culturale, un retaggio sbagliato che inevitabilmente, malgrado l’evolversi della società odierna, ci portiamo ancora dietro. Bisogna ammettere che ancora oggi la realtà sociale affonda le sue radici in un humus fertile di stereotipi, linee di pensiero arretrate e un diffuso e negativo senso della sopraffazione. Solo eliminando queste persistenti tracce di erronee concezioni ideologiche, che minano seriamente alla base non solo la tanto auspicata e vera parità tra uomo e donna, ma la stessa accettazione della diversità, si potranno avere necessarie risorse ed utili strumenti per combattere ogni forma violenza perpetrata ai danni dei soggetti più deboli: lo straniero, l’orfano e la vedova. M per testimoniare la verità del Vangelo che li aveva trasformati e resi capaci di giungere fino al dono più grande dell’amore con il perdono dei propri persecutori>. I martiri hanno dato tale testimonianza. Il Papa così conclude: <Per fede viviamo anche noi per il riconoscimento vivo del Signore Gesù presente nella nostra esistenza e nella storia. Ecco il significato della festa di S. Agata, guardando, seguendo il suo esempio. Noi non possiamo capire S. Agata se non facciamo riferimento al Signore. Per quale motivo questa ragazza ha anche rinunciato a tante cose che poteva tranquillamente perseguire? Se non si mette l’amore che aveva per Gesù S. Agata non si capisce. Noi vogliamo sempre meglio comprenderla e cercare di imitarla affinché la festa di S. Agata sia una sottolineatura particolare del nostro essere cristiani. Devozione significa imitazione. Il sindaco ha evidenziato l’aspetto civico e civile della festa che interes(continua da pag. 1) CREARE... Nonostante numerosi attori (organizzazioni, enti, istituzioni) si stiano ormai da tempo muovendo all’interno della società verso una maggiore consapevolezza e si stia cercando in qualche modo di attuare misure che possano scongiurare questi intollerabili atti, in media ogni tre giorni si registra un nuovo caso di uccisione di una donna. Dalle prime analisi dei dati, raccolti dall’Osservatorio 2012 del Telefono Rosa, emerge chiaramente che i consueti cliché sono tramontati: la violenza perpetrata sulle donne non è generata solo all’interno di contesti socialmente disagiati, ma colpisce anche fasce con un alto livello di istruzione. La quasi totalità delle violenze avviene all’interno delle mura domestiche (quest’anno le vio- sacrifici e le rinunce che spesso si fanno per una soddisfazione che presto si sbriciola e va in frantumi. Le pagine ed i fatti narrati dal Vangelo: dal Natale alla Pasqua, il mistero della Croce, la Redenzione, l’Eucarestia, la riconciliazione e la Chiesa “corpo vivo di Cristo nel quale i singoli sono rianimati e sorretti”, costituiscono le parole in neretto che danno alle 15 preziose pagine una particolare valenza di vademecum della salvezza e una torcia che illumina il cammino sul sentiero della fede. Se il documento Porta Fidei è la guida del’anno della Fede, il volumetto sull’abc è la chiave che consente più agevolmente di aprire la porta che proietta l’uomo sui sentieri della luce e della speranza. Il condottiero ® ® 3 Prospettive - 2 dicembre 2012 Per una lettura della lettera apostolica Porta Fidei 1. Nella lettera apostolica Porta Fidei, Benedetto XVI, dopo aver parlato della fede come «cammino che dura tutta la vita» (n. 1), mostra il legame tra l’Anno della Fede e un tema rilevante che attraversa, sin dall’inizio, il suo ministero petrino: «l’esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo» (n. 2). Il motivo di tale esigenza – spiega il Papa – sta in una constatazione del vissuto dei credenti: «capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato» (n. 2). Di conseguenza, e in modo incisivo, la descrizione ora riportata si conclude, con la menzione di «una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone» (n. 2). Nel contesto, il Papa offre nuove formulazioni della suddetta esigenza, attestate da alcuni esempi successivi. Prima, in termini evangelici, osserva: «non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta (cfr. Mt 5,13-16)» (n. Perché l’Anno della Fede? 3). Dopo, nota: «dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli (cfr. Gv 6, 51)» (n. 3). Infine, parla dell’Anno, quale «tempo di particolare riflessione e riscoperta della fede» (n. 4) e, nel pensarlo in relazione con quello indetto da Paolo VI nel 1967, riprendendo pure le parole del suo predecessore, aggiunge: questi «pensava che in tal modo la Chiesa intera potesse riprendere “esatta coscienza della sua fede, per ravvivarla, per purificarla, per confessarla”» (n. 4). 2. Gli elementi appena raccolti fanno pensare 18 ottobre 2012 apertura ufficiale dell’Anno della Fede a Catania. che si coglie autenticamente il senso e lo scopo dell’Anno della Fede, soltanto quando lo si intende come “tempo” di esame di coscienza, di discernimento spirituale per i credenti. Questi, infatti, pur facendo esperienza di “una profonda crisi di fede”, sono chiamati a dare oggi la risposta della fede che è obbedienza (cfr Rm 1:5), ossia a rispondere alla parola di Dio, trasmessa dagli apostoli (cfr Rm 10:8), con la totale sottomissione della mente e della vita. Lontano dalla tentazione di ripiegarsi sui meccanismi di divulgazione o sull’organizzazione degli “eventi”, vivere in modo autentico l’Anno della Fede com- porta il confronto con delle questioni radicali, di cui se ne può indicare qualcuna, a titolo esemplificativo, prendendo spunto da una riflessione del cardinale Walter Kasper. Egli osserva come, oggi, non si dice che Dio non esiste, ma che la sua esistenza non interessa più. Gli uomini e le donne, in altri termini, si rendono artefici della propria felicità e rimandano tutti gli altri problemi al complicato vivere di ogni giorno. Tale indifferentismo, serpeggiante anche tra i credenti, non è più pericoloso di qualsiasi forma di ateismo? Infatti, mentre per questo, Dio rappresenta comunque un problema, per l’indifferentismo, invece, egli è avvolto nel silenzio, da lui non scaturisce più vita alcuna. Sperimentando tali problemi e tali difficoltà, non bisogna cercare di individuare, per noi e per i nostri contemporanei, nuovi itinerari di fede? Soprattutto, non si deve riscoprire l’importanza dell’invocazione: «credo; aiuta la mia incredulità!» (Mc 9:24)? P. Nunzio Capizzi L’annuncio del Vangelo riguarda ogni cristiano Varcare la soglia per un incontro che salva ’Anno della Fede indetto dal S. Padre Benedetto XVI, ci aiuta ad approfondire la virtù teologale per illuminare ulteriormente la prassi pastorale. La Fede come risposta alla chiamata interessa i singoli e le comunità. Il Padre ci chiama nel suo Figlio Gesù Cristo, Lui è la sua Parola fatta carne che ci salva da Pastore buono e bello per condurci ai pascoli verdeggianti e alle acque tranquille (Gv. 10). La risposta dell’uomo suppone l’incontro con Gesù Cristo che chiama, e questa risposta diventa “obbedienza della fede” risposta dell’uomo a Dio che in Gesù di Nazareth si rivela (cf. Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum 5). Si fa parte della chiesa solo dopo aver varcato questa soglia, solo dopo aver varcato l’ingresso, la cui Porta è sempre spalancata. Cristo si è identificato con la “Porta”: “Io sono la Porta” (Gv. 10, 7b), ha detto perché ogni cristiano, ogni operatore, ogni pastore sia aperto a Dio e ai fratelli. Varcare la soglia è consequenziale all’apertura della porta del nostro cuore alla Parola annunciata ed accolta con gioia. La Parola accolta in un cuore e in una mente aperti veicola l’unzione della Grazia che trasforma. La Parola di Dio seminata nel “buon terreno” produce molto frutto e ci trasforma a partire dall’interno perché dagli atteggiamenti interiori si possano concretizzare comportamenti coerenti e verificabili anche all’esterno. Varcare la soglia non solo per entrare nella “Casa” di Dio situata tra le case degli uomini, ma anche per varcarla per andare e portare agli altri il dono della Fede celebrata, vissuta e L donata perché possa aumentare e svilupparsi sempre più dentro il cuore di ogni operatore pastorale. Varcare quella soglia significa far parte della Comunità dei credenti, Comunità dei salvati, Comunità che celebra nell’Eucaristia la passione, la morte e la risurrezione del Signore Gesù Cristo dal cui mistero effonde lo Spirito della Pentecoste. Varcare la soglia è immettersi nella chiesa pellegrina in questo mondo che in ogni sosta si raduna, portando gioia e fatica, si rinfranca e si dispone ad offrire il sacrificio durante il suo cammino verso la patria. Varcare quella porta è anche immettersi nella comunità del divino Maestro Crocifisso e Risorto che la educa e la forma con la sua Parola per tutta la vita. Non più una catechesi finalizzata ai sacramenti ma orientata per tutte le stagioni della vita umana per essere catechesi per la vita cristiana lungo la quale celebra i sacramenti della fede. Varcare quella porta è ancora intraprendere il cammino della vita cristiana dal Battesimo che ci fa figli del Padre, nel Figlio Gesù Cristo Morto e risorto che dà lo Spirito Santo, fino a quando si conclude con il suo passaggio attraverso la morte alla vita eterna. Varcare la Porta è entrare nella Trinità beata rivelata nella Pasqua di Gesù Cristo, che equivale a credere in un solo Dio che è Amore (1 Gv n. 8) e dalla Trinità trova origine, fondamento e fine alla stessa chiesa che confessa il Padre Creatore, che nella pienezza dei tempi ha mandato il Figlio per la nostra salvezza; lo Spirito Santo che santifica e guida la chiesa fino al ritorno glorioso del Signore. Ormai è un’esigenza riscoprire a tutti i livelli quel rinnovato incontro con Gesù Cristo per darci maggiore luce, rinnovato entusiasmo. Questo chiede alla chiesa e ai Pastori di conoscere e approfondire le diversificate modalità di come Gesù Cristo ha incontrato gli uomini e le donne del suo tempo. Trovare quelle modalità che superano la contingenza del tempo e dello spazio e possono essere applicate, nel rispetto di tutti, a quanti cercano con cuore sincero, di fare l’incontro con Cristo. Nell’ottica della Fede il cercare dell’uomo è sempre stimolato dall’iniziativa di Dio che cerca la sua crea- Vaticano, 11 ottobre: Benedetto XVI presiede la celebrazione eucaristica in occasione dell’apertura dell’Anno della fede Foto Siciliani-Gennari/SIR tura pertanto ogni evento, ogni persona, ogni contingenza è diretta dalla grazia e dalla sapienza di Dio affinché accada l’evento dell’incontro. Il Figlio mandato dal Padre sulla terra non ha disdegnato nessun luogo di essa; ogni punto di terra o mare, deserto o città, luoghi sacri o di lavo- ro, strade o case ecc… sono diventati teatro dell’epifania di un Dio che cerca tutti, che parla a tutti, che non disprezza nessuno. Il suo procedere è stato l’avanzare del Regno che non lascia posto al potere del male. Il mistero dell’incontro parte dall’incarnazione, “conditio sine qua non”, perché si potesse sviluppare e realizzare la salvezza. Gesù di Nazareth incontra tutti lungo la sua breve esistenza. Trent’anni di nascondimento, lavoro e preghiere; di preparazione per poter svolgere tre anni di ministero. Tre anni d’intensa attività messianica per culminare nei tre giorni utili per celebrare il Mistero Pasquale. Ha incontrato tutti stabilendo con ciascuno una relazione educativa e salvifica. Come chiesa e come pastori, come battezzati e come operatori pastorali non possiamo non attenzionare oggi di mettere in luce e con maggiore evidenza, la gioia e il rinnovato entusiasmo affinché accada ancora una volta per noi e per tutti gli uomini la grazia dell’incontro con Gesù Cristo Crocifisso e risorto. È un incontro che noi non possiamo gestire o preordinare; non possiamo improvvisarlo o preconfezionarlo; da operatori pastorali possiamo soltanto in parte prepararlo, chiederlo con fervorosa attesa e rassicurante preghiera. Tutto il Vangelo è un incontro di salvezza degli uomini col Salvatore, siano in gruppo o siano soli, siano simpatizzanti o amici siano nel dolore, siano giusti che peccatori, quanti si sono incontrati con Lui hanno potuto registrare un segno indelebile dentro la loro esistenza al (segue a pagina 4) 4 Prospettive - 2 dicembre 2012 Giornata dei diritti dell’infanzia Prendersi cura del legno verde ’Associazione Ex Allieve dell’Istituto delle Suore domenicane del Sacro Cuore di Gesù, in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, ha promosso un incontro informativo-culturale aperto al pubblico e guidato magistralmente dal prof. Giuseppe Paradiso, scrittore, giornalista e documentarista cine-televisivo, già docente di Storia e Filosofia nei licei e di Psicologia e Pedagogia del corso di laurea D.U., che ha tenuto una conversazione sulla sconvolgente condizione dell’infanzia nei cinque continenti. Tra i presenti diversi studiosi della materia tra cui il prof. Antonino Leocata, docente universitario e primario pediatra emerito e presidente del Centro Interuniversitario di Bioetica e Diritti Umani, che si è sempre dedicato alla cura dei bambini e ai diritti dell’infanzia, e il prof. Vincenzo Rapisarda, neuropsichiatra e docente universitario emerito di Psichiatria. L’infanzia, ha affermato il relatore, è stata sempre considerata la prima età della vita insignificante e priva di importanza. Niente di più errato: poco più di un secolo fa si è cominciato a capire che i comportamenti da adulti hanno origine nell’infanzia, oggi ritenuta fondamentale per la formazione della persona umana, cosciente e responsabile dei suoi atti. “Tendenze, gusti, emozioni, paure e stati d’animo hanno origine nel periodo più formativo dell’esistenza”, ha affermato il professore, “Nell’infanzia si formano carattere, modo di pensare ed agire, attitudini, difetti, pregi dell’adulto. Ciò che accade nella fase infantile può produrre individui normali o soggetti predisposti all’angoscia o alla delinquenza. Talvolta, paradossalmente, anche coloro che si sono interessati all’educazione dell’infanzia hanno predicato bene e razzolato male. Il celebre pedagogista Rousseau abbandonò i suoi cinque figli negli ospizi”. Lo studioso si è soffermato anche sulla barbara usanza della castrazione: “Castrati ve ne furono a Roma nel periodo classico, e, per secoli in tutto l’Oriente, preposti a guardia degli harem. L’abitudine di castrare i bambini per la loro voce iniziò nel XVI secolo. Una vera e propria corsa alla ricerca di voci bianche e i possessori venivano evirati. Non sempre erano figli di povera gente. Carlo Broschi, detto Farinelli, era figlio di famiglia benestante. Altri, tra cui Francesco Baglione, Antonio Maria Carnacci, Alessandro Moreschi, Matteuccio Sassani, Gasparo Baldassarri, il Cusanini, il Ferri guadagnarono somme ingenti. Solo una minima parte di quei bambini giungeva al successo, altri languivano con la loro menomazione, e, in certi casi, morivano per infezione”. Il prof. Paradiso ha esposto la tesi della psicologa Elena Gianini Belotti secondo cui l’amore genitoriale a volte può diventare repressivo, ricattatorio e paralizzante: celebri personaggi si sono dimostrati impreparati o negligenti nell’educare. Non si curarono dei figli D’Annunzio, Galilei, Einstein, e persino la Montessori! “Per educare è necessario che gli educatori siano un modello idoneo perché i problemi mentali dei genitori si riflettono su di loro”, ha aggiunto il relatore, “Per Freud il compito dell’educazione è rendere il bambino mentalmente sano ed evitargli angosce e inquietudini. Quando indaghiamo sulle cause dei sintomi nevrotici ci si imbatte sempre nei problemi della prima infanzia”. Ci sono state personalità ossessiona- (continua da pag. 3) VARCARE LA SOGLIA.. no perdere la pazienza, che non meritano più di tanto… L’operatore pastorale deve varcare la soglia “in entrata” per stare sempre in comunione col Signore; ma non può non varcare la soglia “in uscita” per sposare il territorio parrocchiale, la città degli uomini, che attendono la salvezza da quanti l’hanno incontrata; siano essi giovani, adulti, professionisti, ammalati ecc… Tutti aspettano! Non è affare soltanto del prete o della suore mediare o preparare l’incontro con Cristo Parola, con Cristo Sacramenti, con Cristo Salvezza, perché nei posti dove tu ti trovi, di parentela, di lavoro, di abitazione, di amicizia, di svago ecc… il sacerdote o la suore forse non si troveranno mai, tu invece hai questa L punto tale da cambiarla qualitativamente, al punto tale da vivere una vita nuova abbandonando l’uomo vecchio. Ogni operatore, ogni battezzato, chiunque è stato segnato da quell’incontro da cambiargli la vita, deve mettersi in cammino come Gesù; non può fare vita da sedentario o varcare la soglia e chiudersi dentro la chiesa perché non ne vuol sapere del mondo e della gente di questo mondo. Non può pensare egoisticamente di salvarsi da solo, o che solo Dio lo comprende, lo ama, lo perdona e pertanto si rifugia per non avere noie o disturbi vari provenienti da terzi che non la pensano come lui, che gli fan- Prof. Giuseppe Paradiso te dal genitore: le scrittrici Daphne du Maurier e Mary Wollstonecraft, Michael Jackoson. Per escluderlo dal trono Luigi d’Orleans, fratello del Re Sole, fu “educato” come damina di corte. “In passato”, ha proseguito, “era uso pensare che i bambini dovessero essere piegati con la forza e che solo punizioni potevano educarli. La violenza i ragazzi delle famiglie più povere oggi la apprendono anche in strada. Abbandonati a se stessi sono spinti al crimine”. Un esempio molto negativo e diseducativo: Himmler, il sanguinario ed esaltato capo delle SS fu spinto all’odioso razzismo dal padre. Fortunatamente non mancano esempi di adulti che sanno infondere ai minori luminosi orizzonti: il padre di Andersen era un ciabattino ma aveva una grande passione per la letteratura; Pellico doveva allo zio De Rubod l’amore per gli studi letterari. Picasso si appassionò alla pittura grazie al padre insegnante di disegno. Il padre di Gogol s’interessava di letteratura. Newton doveva tutto allo zio. Il nonno di Toscanini era un musicofilo. Secondo Kant l’educazione arricchisce il sapere e insegna a pensare, per cui gli adulti non devono suggerire ai bambini nulla che li possa fuorviare dalla realtà. Lo studioso ha chiarito che l’infanzia è ancora sottoposta a vessazioni psicologiche e fisiche. Nel 2011 sono morti quasi 7 milioni di bambini di stenti e di fame. Un dato confortante in Italia: il Senato l’anno scorso ha legiferato l’istituzione dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. È seguita la proiezione di un ricco filmato “Infanzia a rischio” (titolo di un volume dello stesso autore) ricavato dal prof. Paradiso da diligenti e rigorose ricerche di archivio per presentare tanti tristi e pericolosi aspetti di devianza e violenza sui minori. Ecco scorrere sullo schermo la gioventù sbandata del Terzo mondo; i ragazzi che vivono in strada assoldati dalla delinquenza organizzata; la tragedia dei bambini del Ruanda; i ragazzini sudamericani che si feriscono per essere ricoverati in ospedale e togliersi dal fango; la piaga disumana della droga, con la quale i giovanissimi credono di poter dimenticare disagi e frustrazioni; i bambini africani ammalati di malaria “curati” ancora dagli stregoni; l’orrenda ed incivile pratica dell’infibulazione; i nostri “carusi” delle miniere di zolfo; il vergognoso e delirante progetto nazista Lebensborn per la “pura razza ariana”; il sistema scolastico prima e dopo la seconda guerra mondiale”. A.B. Inaugurate da AVSI nove scuole dopo il terremoto Educazione: una speranza anche per Haiti l teatro Sipario Blu dell’Istituto “Sant’Orsola” di Catania, Semedimela associazione di genitori nata qualche anno fa all’ interno della scuola - ha promosso un incontrotestimonianza per far conoscere la realtà di alcune opere educative costruite da AVSI ad Haiti dopo il terremoto del 2010. Infatti pochi mesi prima, un gruppo di bambini del Sant’Orsola, in occasione della loro Prima Comunione, ha offerto insieme alle proprie famiglie una somma di denaro destinata proprio a queste opere, perché - spiegano i catechisti - “sappiamo come AVSI aiuti tanta gente, in molte parti del mondo, a ritrovare la speranza di vivere e la propria dignità di uomini, e abbiamo pensato proprio ad un’opera educativa per ragazzi come i nostri figli, col desiderio che tanti di loro possano - attraverso la scuola - imparare a conoscere la realtà e a sfruttare i propri talenti per costruire una civiltà migliore”. All’incontro sono intervenuti Valerio Montalbano e Maria Leone, responsabili AVSI rispettivamente possibilità di “celebrare con tante persone l’“incontro” oltre al territorio della parrocchia di appartenenza o di elezione. L’“incontro non deve essere ridotto a sola preoccupazione sociale, culturale o politica, oppure amicale con cui i convenevoli di un’amicizia tra persone buone danno anche per scontata la fede. Oggi non è scontata la fede nelle persone. Il contesto sociale nel passato era Cristiano e solo alcuni erano non credenti. Oggi è il contrario, i cristiani sono minoranza, mentre grandi settori della società vivono un ateismo pratico a motivo della profonda crisi di fede che ha toccato tante persone (cf. Benedetto XVI, Porta Fidei, 11.10.2011, Ed. Vat. N. 2). Non dare per scontato l’incontro con Gesù Cristo né la fede in Lui; molte persone possono essere buone ma questo non coincide con l’essere discepoli. Pertanto ogni operatore deve essere sole e luce della terra per moltiplicare i pozzi per attingervi l’acqua che zampilla per la vita eterna (Gv. 4,14). Dall’incontro con Cristo rinasce il gusto di nutrirci della Parola e del Pane della vita offerti a sostegno dei discepoli. L’opera di Dio è questa: Credere in colui che il Padre ha mandato (Gv. 6,29). Incontrarlo, accoglierlo è possibilità di giungere a salvezza eterna. (Cf. Benedetto XVI, Porta Fidei n. 3). di Palermo e di Siracusa, i quali hanno partecipato qualche mese fa ad Haiti all’inaugurazione di 9 scuole, presentati dal coordinatore AVSI di Catania Silvio Incardona. Essi hanno raccontato che la realtà haitiana è durissima, perché - a fronte di una possibilità di ricchezza che verrebbe dalle risorse naturali manca ogni tipo di struttura e la gente è poverissima e spesso non lavora: ha abbandonato l’agricoltura e vive del miraggio della città, che porta alla miseria o alla malavita. Nonostante ciò, è vero anche ad Haiti che il cuore dell’uomo desidera uno scopo e un compimento: infatti di fronte alla proposta concreta di costruire le scuole o lavorare in esse, tanti haitiani si sono coinvolti e concretamente iniziano a cooperare al miglioramento del loro Paese. I relatori hanno constatato come sia vero e reale che l’educazione è il punto da cui ripartire per la costruzione di una civiltà: senza di essa anche gli aiuti più dispendiosi, se non valorizzano e spalancano l’umanità di ciascuno, sono destinati a fallire. A conclusione dell’incontro è stata presentata la campagna di raccolta fondi “Tende 2012”, per far conoscere AVSI e i suoi progetti nella nostra città attraverso diverse iniziative, tese a testimoniare e a sostenere piccoli e grandi contributi. P. Pietro Longo Teresa Scacciante A 5 Prospettive - 2 dicembre 2012 PRIMOPIANO Ventisei anni di cultura internazionale, solidarietà e lotta per i valori sociali Il “Nino Martoglio” un PREMIO STORICO entisei anni di cultura internazionale, solidarietà e lotta per i valori sociali. È il “Nino Martoglio”, un premio storico che, come di consueto, ha avuto luogo al Teatro Comunale di Belpasso, gremito di autorità civili e religiose, personalità del mondo del giornalismo e della cultura, insieme a moltissimi giovani. Segnale quanto mai confortante in un momento come quello odierno in cui la crisi economica è amplificata dallo smarrimento ideologico e dall’assenza di precise coordinate morali. Obiettivo precipuo del premio, ribadito in apertura da Sina Pappalardo (presidente del Circolo Culturale Athena, cui si deve l’ambito riconoscimento), è la tutela e la diffusione del libro, volano privilegiato per ogni progresso civile. Chi meglio del libro può infatti veicolare sentimenti, valori, idee? Una lezione rifluita anche in questa ricca edizione, che si è riconfermata ad altissimi livelli. Presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Sina Pappalardo (presidente Circolo Athena), Angelo Sajeva (Commissario Straordinario Comune di Belpasso), Domenico Tempio (editorialista de “La Sicilia”) e Vicente González Martín (Università di Salamanca), la qualificata giuria ha assegnato il Martoglio 2012 nelle sue diverse sezioni. Per la Sezione Letteratura premiato Roberto Alajmo per il pamphlet satirico “Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)” (ed. Laterza) che “mentre avvince, costringe ad una riflessione scomoda sui vizi e le virtù del genere umano, inserendosi nell’alveo di una nobile tradizione che dal Settecento francese di Voltaire giunge nella nostra Isola fino a Leonardo Sciascia” (così la motivazione). Un libro che mette a nudo il sistema dell’informazione, il mondo della politica, i rituali fatui dei nuovi poveri che si celano dietro un finto glamour, l’ipocrita e distratto buonismo dell’opulento Occidente nei confronti di calamità troppo lontane geograficamente per lasciarsene travolgere. Per il Giornalismo a ricevere il riconoscimento è stato Antonio Troiano, tra i più apprezzati giornalisti italiani, responsabile delle pagine culturali del “Corriere della Sera” nonché fondatore e direttore del supplemento domenicale del noto quotidiano milanese. Riunendo i maggiori intellettuali e artisti, “La lettura” si configura “osservatorio imprescindibile per la conoscenza dell’universo culturale e dei suoi consumi”. Un’esperienza editoriale che, sin dal titolo, ricorda volutamente la felice impresa dello storico mensile che all’inizio del secolo scorso era stato ideato da Luigi Albertini e da Giuseppe Giacosa, frequentato da penne d’eccezione quali Pirandello e Gozzano. Appartenente ad una razza intellettuale in via d’estinzione, Antonio Troiano, “con coraggiosa lungimiranza e profonda sensibilità culturale”, ha saputo fare del neonato periodico “un V Da sinistra: Gabriele Denaro, Sina Pappalardo, Roberto Alajmo, Domenico Tempio, Angelo Sajeva, Licia Aresco Sciuto, Sarah Zappulla Muscarà, Antonio Troiano, Karl Staudinger, Michael Aichmayr, Vincenzo Pirrotta. riferimento lucido e di altissimo profilo per la crescita civile e sociale”, sfidando la crisi della carta stampata. Intervistato dall’acuto Sergio Sciacca, Troiano è riuscito a restituire il senso più profondo di un’operazione culturale eclettica, classica e insieme contemporanea per i rinnovati interessi volti non solo alla narrativa e alla saggistica ma anche ai variegati linguaggi dei media (in primo luogo la graphic novel e la scrittura del blogger). Degna di menzione la sua scelta di destinare la somma del pre- mio a buoni libro per le scuole e la biblioteca di Belpasso. L’ “Athena” per lo Spettacolo a Vincenzo Pirrotta “interprete di dirompente fisicità e di non comune forza interpretativa, capace di coniugare tradizione e modernità, le radici culturali della sua terra e la più ardita sperimentazione”. Formatosi alla scuola di Mimmo Cuticchio, si afferma subito come uno dei più grandi eredi della tradizione dei “cuntisti” siciliani, lavorando nel tempo a fianco di registi della statura di Giancarlo Sbragia, Sandro Sequi, Gabriele Lavia, Mario Martone, Roberto De Simone. Memorabile negli spettacoli “Diceria dell’Untore”, “Terra Matta”, “I ragazzi di Regalpetra”, “‘U Ciclopu”, “Eumenidi”, “La ballata delle balate”, “Lunaria”. Attore e regista, Pirrotta testimonia incessantemente la cura filologica dei testi, sempre sorretto da “slancio etico, lucida denuncia, riflessione critica”. A ricevere il premio per la Letteratura per ragazzi il Comune di Schwanenstadt (Austria), impersonato dal sindaco Karl Staudinger e dal coordinatore delle attività culturali Michael Aichmayr (docente dell’Università di Salisburgo). Un premio che testimonia anche l’impegno assunto dalla cittadina austriaca e da Belpasso mediante un gemellaggio che ha promosso nel tempo un fortunato concorso destinato alle scolaresche. D’altronde, a Karl Staudinger e a Michael Aichmayr si devono numerose operazioni culturali finalizzate alla crescita intellettuale e morale delle nuove generazioni. Tra le novità di quest’edizione del “Martoglio” la Sezione (segue a pagina 9) l’intervista Indietro nel tempo intervistando Giuseppe Petronio Russo ccetto l’invito della mia amica Luana Chiarenza di assistere a una kermesse di auto d’epoca nel cuore storico della città. Il connubio quartieri antichi e automobili retrò è particolarmente indovinato e così entusiasmata di rivivere tra le Balilla e le Topolino il tempo passato, mi dirigo nei pressi di Via Vittorio Emanuele dove si tiene l’originale raduno con proiezione di video a tema. Il luogo dell’originale manifestazione è il Cortile Platamone e dintorni. La città storica così come un caldo abbraccio accoglie quella tranche di memoria che ricostruisce i primi anni del novecento. Sono intervenuti anche gli studenti del Liceo Artistico “Emilio Greco” di Sant’Agata Li Battiati (CT), i quali con il loro talento grafico hanno immortalato su tele e cartoncini da disegno questa memorabile testimonianza del passato. Mentre procedo tra queste espressioni di rievocazione storica noto che un gentiluomo, elegantemente vestito e con monocolo al gilet si accosta a me. Dimostra circa settant’anni e un paio di vistosi baffi gli danno un’aria solenne al volto. Quello che attira la mia attenzione è il suo sguardo, acuto e profondo, talvolta velato da una certa mestizia. Mi saluta con un baciamano, atteggiamento di benvenuto ormai desueto e che sorprende non poco la mia persona, e poi così esordisce: <<Il mio nome è Giovanni Petronio Russo e la città di Adrano (CT) mi diede i natali il 24 giugno del 1840>>. Ero ancora una volta sorpresa; stavo partecipando a un’esperienza meta-temporale e questa volta il mio illustre interlocutore era niente meno che l’inventore della prima macchina a vapore stradale. Confusa ed emozionata per l’insolito incontro, pregai quel gentiluomo venuto dal passato A Il tempo è galantuomo di parlarmi di sé. Sedette e incrociando le mani sull’impugnatura del suo bastone da passeggio mi rivelò questo: <<Sin da giovane nutrii un profondo interesse per le discipline matematiche e le scienze meccani- stabilità nel percorso come anche la velocità di 15 Km/h. Finalmente nel 1871, finita la guerra d’indipendenza, il mio progetto era realizzato e con tanto di brevetto ottenuto sia in Italia che in Francia, Belgio e che. Mi iscrissi così all’Università di Catania, prima alla Facoltà di Medicina e poi di Ingegneria. Non conseguii la laurea perché impegnato ad aiutare mio padre nel negozio di famiglia, ma continuai da solo a studiare matematica, fisica e meccanica. In quegli anni l’invenzione della locomotiva a vapore realizzata dall’inglese George Stephenson, mi entusiasmò notevolmente, tanto che subodorai la possibilità di applicare la trazione a vapore su strada, magari come mezzo di funzionamento di un’automobile. Trascorsi anni nel disegnare e costruire pezzi per la mia locomotiva a vapore stradale che potesse frenare all’istante e tenere Austria. Subii però boicottaggi nella realizzazione di questo innovativo mezzo di trasporto, tanto che fui indotto a costruire una nuova macchina a vapore che venne presentata prima a Roma e poi a Catania. Tanti plausi e riconoscimenti, ma nessuno volle fruttare quell’invenzione rivoluzionaria dei trasporti, nessuna banca di Sicilia, di Napoli e Roma la volle finanziare. Deluso mi trasferii alcuni anni a Napoli dove vinsi il concorso per insegnante di Disegno. Trascorsi così un altro periodo della mia vita a scrivere libri di agraria, di meccanica e di scienze e a produrre congegni meccanici per i tram. Ritornai a Adrano e lì mi dedicai prima all’atti- vità di scultore realizzando il Battistero le ringhiere e le transenne della Chiesa Madre, poi venni eletto assessore ma non cessai di dedicarmi con instancabile attività alla popolazione. In quegli anni era scoppiato in paese il colera e si era riconosciuta la causa scatenante nell’esistenza di pozzi privati. Feci chiudere pertanto quelle cisterne e a spese mie feci installare delle fontane dove sgorgava l’acqua non contaminata. Ma l’invidia è meretrice tra la gente, quindi venni accusato ingiustamente di corruzione e venni dichiarato decaduto come consigliere. Lasciai questa vita terrena il 14 dicembre del 1910. Solo dopo la mia morte venne riconosciuta la mia dirittura morale e il valore della mia invenzione>>. Mentre lo ascoltavo provavo una profonda commozione e pensavo come i geni dell’umanità siano stati sempre ostacolati nei loro percorsi esistenziali e come la loro personalità sia stata invulnerabile alle meschinità. Così mi venne spontaneo inchinarmi di fronte a questo illustre personaggio e chiedergli un consiglio, un messaggio, quasi un soffio di saggezza; sapevo che la nostra conversazione non sarebbe durata ancora a lungo e che presto sarebbe svanito, sarebbe tornato in quell’altro mondo più giusto e più retto di questo. Asciugandomi una lacrima che furtivamente mi scese in viso, mi sussurrò: <<Procedi sempre sui binari della vita che ti ha assegnato il Cielo e non deviare mai>> Detto questo svanì. Intorno a me lucenti le auto d’epoca e un allegro vociare dei ragazzi. Stefania Bonifacio 7 Prospettive - 2 dicembre 2012 Basilica Collegiata: insediamento nuovo parroco Col cuore in mano, ma anche in gola a sera di lunedì 26 novembre la storica ed antica basilica Collegiata Santa Maria dell’Elemosina ha spalancato le porte ai parrocchiani e ai fedeli di tutta la città per accogliere con gioia e solennità il novello prevosto parroco nominato dall’Arcivescovo con proprio decreto dello scorso 25 ottobre, esaudendo le attese della comunità ecclesiale che ivi opera con varietà di carismi e di propositi, finalizzati in modo particolare a promuovere il culto e la devozione verso la Beata Vergine Maria Madre della Divina Misericordia, i santi martiri e confessori della fede dei quali, in un luogo così significativo per la storia religiosa e civile della città, si conservano le memorie iconografiche: i venerati santi compatroni e concittadini, Agata ed Euplio, sant’Apollonia v. e m., il beato cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet. La parrocchia S. Maria dell’Elemosina, canonicamente eretta il 26 ago- Notizie in breve dal 3 al 9 dicembre L sto 1949 allorché l’Arcivescovo mons. Carmelo Patanè attribuì al prevosto il titolo, i diritti e le mansioni di parroco, ha così un nuovo prevosto-parroco, il sacerdote Ottavio Marco Musumeci, insediato solennemente con il suggestivo rito del possesso canonico da S.E. Mons. Salvatore Gristina, durante la concelebrazione dell’Eucaristìa che ha presieduto con 15 sacerdoti concelebranti e l’assistenza di 7 canonici del capitolo della basilica, guidati dal decano mons. Carmelo Smedila, vicario della I forania di Catania Centro, che per oltre un anno ha svolto con zelo ed abnegazione il delicato compito di amministratore parrocchiale. Al sacro rito, liturgicamente animato dalla corale parrocchiale, svoltosi nella storica “regia cappella aragonese” sede del collegio canonicale secolare eretto da papa Eugenio IV, strapiena di fedeli ed allietata dalla corale della basilica, hanno parteci- pato, oltre ai familiari e parenti del novello prevosto, il Prefetto, il cui ufficio si trova nel territorio della parrocchia, autorità civili, i rappresentanti del Circolo cittadino S. Agata, maschile e femminile, del gruppo diocesano Amici del Rosario e di altri gruppi laicali. Dopo i riti di accoglienza e di introduzione è avvenuta la presentazione del nuovo parroco con la lettura del decreto di nomina; successivamente l’Arcivescovo ha invitato don Ottavio alla sede presidenziale e ha benedetto l’acqua per l’aspersione dell’assemblea liturgica. Sono seguiti i riti esplicativi da parte del parroco: venerazione dell’altare, benedizione del popolo con l’aspersorio. Il brano del Vangelo secondo Luca (21,1-4) “Vide una vedova povera, che gettava monetine” è stato proclamato dal novello parroco secondo l’esortazione dell’Arcivescovo: “Predica il Vangelo, esorta, incoraggia, raccomanda, usando tutta la tua pazienza e Dall’Agenda dell’Arcivescovo Lunedì 3 • Ore 9.00 Arcivescovado: udienze. • Ore 12.30 Mascalucia, (PIME): incontra i sacerdoti in occasione della festa di S. Francesco Saverio. • Ore 18.00 Catania, Basilica Cattedrale: celebra la S. Messa e conferisce il mandato ai nuovi ministri straordinari della Comunione. • Ore 21.00 Catania, parrocchia S. Leone: presiede il rito della consegna della Bibbia. Martedì 4 • Ore 9.30 Catania, Seminario: prende parte al Ritiro di Avvento del Clero predicato dall’Abate Ildebrando Scicolone. • Ore 17.00 Catania, parrocchia S. Maria della Consolazione: (Visita pastorale). Mercoledì 5 • Ore 10.00 Paternò, parrocchia S. Maria dell’Alto: presiede il Pontificale in occasione della Festa di S. Barbara. • Ore 18.00 Catania, Chiesa S. Placido: celebra la S. Messa di ringraziamento per la colletta alimentare. Giovedì 6 • Ore 9.00 Catania, parrocchia S. Maria della Consolazione: (Visita pastorale). • Ore 19.00 Misterbianco, Chiesa S. Nicolò: cele- bra la S. Messa. Venerdì 7 • Ore 10.00 Catania, Chiesa della Badia S. Agata: presiede la Conferenza Stampa per la “Casa del Sorriso”. • Ore 17.00 Catania, parrocchia S. Maria della Consolazione: (Visita pastorale). Sabato 8 • Ore 9.00 Catania, parrocchia S. Maria delle Grazie: inaugura la “Casa del Sorriso”. • Ore 11.30 Catania, Chiesa S. Francesco all’Immacolata: celebra la S. Messa per la Solennità dell’Immacolata. Nel pomeriggio guida la Processione Cittadina. Domenica 9 • Ore 9.30 Catania, Seminario: saluta gli Insegnanti di Religione in occasione del loro Ritiro. • Ore 10.30 Catania, parrocchia S. Giuseppe in Ognina: celebra la S. Messa. • Ore 12.15 Catania, Palazzo Biscari: saluta la Famiglia Vincenziana in occasione della loro annuale Fiera Gastronomica. • Ore 17.30 Catania, parrocchia Nostra Signora di Lourdes: (Visita pastorale). Offerta eccezionale PER IL CLERO Per Wind e H3G sarà praticato Avvento, e presentarli nei pun- uno sconto pari al 30%. ti vendita di Centro Sicilia È necessario munirsi dei buoni (Wind e H3G), oppure dei Por- sconto, distribuiti il 4 dicembre tali (solo Wind). p.v. in Seminario per il ritiro di ® la tua capacità di insegnare. La tua vita stessa sia un Vangelo scritto dallo Spirito, che tutti possano leggere”. L’omelia sui brani della Sacra Scrittura è stata offerta ai fedeli da padre Musumeci che, chiamato a guidare e a moderare l’attività e non l’attivismo dei fratelli e delle sorelle della parrocchia, ha ricordato la saggia e sapiente esortazione del beato Papa Giovanni Paolo II contenuta nella bolla di indizione del Grande Giubileo dell’Incarnazione: <Bisogna avere un po’ di tempo per pensare e per pregare>. “Quest’oggi io mi presento davanti a voi”, ha affermato col cuore in mano don Ottavio, “come colui che ha bisogno di un po’ di tempo per pensare e per pregare, perché sia possibile imitare il Maestro che venne per servire e non per essere servito”. È seguito il rinnovo delle promesse fatte dal parroco nel giorno della sua ordinazione presbiterale, rispondendo all’interrogazione dell’Arcivescovo. Alla preghiera dei fedeli affidata ad alcuni parrocchiani Mons. Gristina ha aggiunto una speciale intenzione rituale per padre Ottavio, al quale è stata affidata la comunità di S. Maria dell’Elemosina. All’offertorio i doni sono stati presentati dai bambini del catechismo e dai catechisti. Prima della benedizione finale, l’Arcivescovo ha invitato la dottoressa Mariella Aurite Baturi, presidente del Circolo femminile S. Agata, a nome dei parrocchiani, a rivolgere brevi parole di augurio. Il canto della Salve Regina in latino ha concluso tra la commozione generale la solenne celebrazione. Padre Musumeci, cancelliere della Curia arcivescovile, canonico minore della cattedrale e rettore delle chiese filiali S. Sebastiano al Castello e S. Maria dell’Ogninella, è nato a Catania il 25 aprile 1970 ed è stato ordinato presbitero il 2 gennaio 2002. Il giovane e dinamico don Ottavio si aggiunge alla breve ed eletta schiera dei suoi predecessori: mons. Francesco Ricchena, mons. Lucio Rapicavoli, mons. Giovanni Lanzafame e mons. Giorgio Giuffrida Blanc 8 Prospettive - 2 dicembre 2012 9 Prospettive - 2 dicembre 2012 DIOCESI La scorsa domenica si è celebrata la XII Giornata Confraternale Diocesana a 12ª Giornata Confraternale dell’Arcidiocesi di Catania si è svolta nel capoluogo etneo con la dovuta e sobria solennità e con la consolante partecipazione di confrati e consorelle d’ogni età con i tradizionali abiti rituali, a cura della confederazione diocesana delle confraternite, alla quale aderiscono 114 pii sodalizi laicali confraternali, di cui soltanto 36 nel capoluogo etneo. Diverse centinaia di confratelli e consorelle provenienti da tutte le zone pastorali della Chiesa diocesana catanese, in rappresentanza di decine di migliaia di fedeli associati, hanno animato il centro storico cittadino la sera del 25 novembre, solennità liturgica di Cristo Re dell’Universo e ultima domenica del tempo ordinario e dell’anno liturgico, per celebrare in comunione di fede e di fratellanza il loro XII RadunoCammino diocesano, nel contesto dell’Anno della Fede con l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina. La prima parte si è svolta in Collegiata, con la partecipazione del vicario foraneo ed amministratore parrocchiale mons. Carmelo Smedila, del presidente della confederazione delle confraternite, consigliere nazionale e coordinatore regionale ing. Vincenzo Musumarra con gli altri membri del direttivo, del delegato arcivescovile can. Giovanni Sciuto, del consigliere nazionale e delegato di Ragusa dr Giuseppe Vona, del presidente calabro Antonio Pinturiero. Il prof. Marco Pappalardo, cooperatore salesiano, giornalista, ha svolto una breve e relazione su “Le confraternite nell’Anno della Fede… sulle strade della vita”, imperniata sui testi fondamentali della fede cristiana- Sacra Scrittura, Credo come professione di fede e sintesi del Vangelo, documenti del Concilio Vaticano II, Catechismo della Chiesa Cattolica- e sul beato Piergiorgio Frassati, patrono delle confraternite italiane. All’imbrunire si è snodato un lungo, silenzioso e suggestivo corteo aux flambeaux che ha raggiunto piazza Duomo per concludersi nella basilica Cattedrale illuminata a festa, dove l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina ha concelebrato l’Eucaristìa con i sacerdoti assistenti ecclesiastici delle confraternite. All’omelìa l’Arcivescovo ha definito le nostre confraternite una splendida e numerosa realtà che, nell’Anno della Fede, si raduna L (continua da pag. 5) IL “NINO MARTOGLIO”... Musica per la quale è stato premiato Gabriele Denaro, compositore, pianista, concertista di fama internazionale, artista in grado di “creare musiche delicate e vibranti, romantiche e melanconiche, passionali e struggenti, che sciolgono le immagini in emozioni e le emozioni in immagini”. Definito dagli esperti “anima musicale pura”, degno di occupare un posto di rilievo accanto ad Allevi, Einaudi, Nyman, Gabriele Denaro continua a riscuotere nelle sue tournée in Italia, Francia, Spagna, Russia, Romania, Germania, Svizzera e Egitto, lusinghieri consensi di pubblico e di critica, attraversando una pluralità di generi e di tematiche musicali. In ultimo, per la Sezione Tutto ruota attorno all’EUCARISTIA attorno all’altare del Signore nel giorno sacro della domenica, segno dell’identità del cristiano, in cui i fedeli proclamano di credere nel Padre che ha inviato il Figlio suo, nel Figlio che ha annunziato l’amore del Padre e lo ha testimoniato lungo la sua esistenza soprattutto nel mistero pasquale, la Morte e la Resurrezione, nello Spirito Santo sempre donato alla Chiesa da Cristo risorto. Lo Spirito continuamente ci porta a Gesù, ci fa comprendere il senso e il significato dell’opera di Gesù. “Nella celebrazione dell’Eucaristìa”, ha sottolineato, “abbiamo il centro della nostra fede. Non si può far parte di una confraternita senza l’impegno della partecipazione alla s. Messa. Tutto deve essere visto come preparazione: dopo aver partecipato all’Eucaristìa, nella nostra vita quotidiana dobbiamo la ricchezza straordina- ria del giorno del Signore. Chiedo a voi, sorelle e fratelli delle nostre confraternite di comprendere il senso della domenica, per tanti ver- si offuscato. ‘Senza domenica non possiamo vivere’ lo dissero un gruppo di martiri che diedero la vita per questo”. Alla conclusione l’ing. Musumarra ha rivolto un indirizzo di omaggio all’Arcivescovo nel nome di Cristo e di Maria Vergine, del Santo padre Papa Benedetto XVI, di S. Agata e del santo patrono Pier Giorgio Frassati, confermando l’impegno dei confratelli ad essere testimoni credibili di Culto, Carità e Cultura alla luce dei temi trattati nelle ultime riunioni di Consiglio, quali partecipazione, comunione, trasparenza, democrazia, diritti: “Nella vigna del Signore”, ha aggiunto il presidente, “operano i sacerdoti, noi laici. Noi confrati, laici impegnati al servizio del Signore, dobbiamo essere quel serbatoio di risorse professionali, artigiane, operaie che portano la loro esperienza di vita per collaborare con i parroci per un miglior servizio nel territorio”. A S. E. mons. Gristina le confraternite dell’arcidiocesi hanno donato una targa d’argento per i 20 anni di episcopato e i 10 anni di servizio vescovile a Catania con impressi i loghi della confederazione confraternale catanese, dell’Anno della Fede e dell’Arcivescovo con il motto episcopale “In spe resurrectionis ministrare”. Memorex Presentato il progetto di restauro Chiesa Istituto “Ardizzone Gioeni” Restaurare per rivalutare il patrimonio artistico a mattina di mercoledì 21 novembre è stato presentato ufficialmente il progetto di restauro della chiesa dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Cata- nia intitolata a S. Lucia. La cappella risale ai primi del ’900 ed è costituita da un’architettura neogotica. “L’inaccessibilità al patrimonio monumentale dell’istituto per noi Opera Prima, il “Martoglio” è andato a Licia Aresco Sciuto per “In amore, succede...” (ed. Lombardi), silloge di racconti caratterizzati “da una scrittura dalla cifra spiccatamente esistenziale, dal linguaggio accattivante, dalla padronanza di una tecnica volta alla ricerca degli effetti di suspence e di spiazzamento surreale”. Un sorprendente esordio narrativo che tributa pure “un omaggio ai grandi della letteratura siciliana e alla città di Catania, ombelico del mondo, struggente metafora della condizione umana”. Una vera e propria festa del libro. D’altra parte, come ricordato dalla studiosa Sarah Zappulla Muscarà “a chi gli chiedeva di suggerire una soluzione ai mali della società, Gesualdo Bufalino affermava che il libro e la cultura rimangono i fonda- menti del riscatto sociale”. Momenti preziosi di confronto e di dibattito culturale grazie alla presenza di premiati di spicco che vanno ad impreziosire l’Albo d’Oro del Premio che, promosso dal Circolo Athena in collaborazione con la Regione Siciliana, la Provincia Regionale di Catania e il Comune di Belpasso, e la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano diretto da Enzo Zappulla, annovera nelle passate edizioni, tra gli altri, Andrea Camilleri, Gesualdo Bufalino, Turi Ferro, Leo Gullotta, Nico Orengo, Mino Milani, Marcello Sorgi, Paolo Mieli, Maria Latella, Pietrangelo Buttafuoco, Francesco Merlo, Gaetano Savatteri, Attilio Bolzoni, Vittorio Sgarbi, don Giuseppe Costa (direttore della Libreria Editrice Vaticana). L non vedenti è sempre stato un grosso problema”, ha spiegato il presidente prof. Gianluca Rapisarda, “Questo progetto per noi rappresenta finalmente l’abbattimento di un’inaccessibile barriera e di questo dobbiamo ringraziare anche la Curia arcivescovile, la Soprintendenza ai beni culturali e l’Accademia di Belle Arti che hanno reso possibile questo sogno”. “Sarà uno stage dove verranno sperimentate nuove tecniche di pittura in rilievo”, ha aggiunto Rapisarda, “In questo modo i non vedenti, attraverso il tatto, potranno ricostruire nella loro mente le immagini presenti sulle pareti. Un ulteriore tassello verso l’abbattimento delle barriere sensoriali. Un obiettivo che da un secolo si prefigge l’istituto”. Attraverso la convenzione con l’Ecap i volontari eseguiranno gli interventi necessari che garantiranno ai non vedenti di usufruire direttamente e liberamente, con l’uso del tatto, delle splendide pitture, delle statue e A corredo l’inaugurazione, nell’antico Club Progressista di Belpasso, di due mostre documentarie: la prima dedicata a “La Lettura”, che consente di cogliere la nostra Isola e l’Italia tutta nei difficili anni di trapasso dagli inizi del Novecento alla guerra, dal fascismo alla ricostruzione postbellica; la seconda, intitolata “Sulle ali delle farfalle e dei cigni” e incentrata sulle pubblicazioni in diverse lingue riservate all’infanzia e realizzate dal Comune austriaco di Schwanenstadt, restituisce lo spaccato europeo di un mondo ora più che mai da salvaguardare. Un appuntamento il “Martoglio” che, ancora una volta, valorizza l’identità storico-culturale della Sicilia. Maria Valeria Sanfilippo degli stucchi che si trovano all’interno della cappella: “Vogliamo lanciare un messaggio di grande positività nei confronti degli studenti”, sottolinea il direttore dr Antonio Cocuccio, “Questo stage formativo sarà un’esperienza unica nel suo genere che permetterà ai nostri ragazzi di confrontarsi con una struttura architettonica di inestimabile valore. Il restauratore oggi rappresenta una grande risorsa per rivalutare il patrimonio artistico della nostra terra”. Il progetto, che comincerà a dicembre ed avrà una durata di tre mesi, prevede uno speciale restauro conservativo delle pareti, delle statue e della rappresentazione della Via Crucis. I volontari spiegheranno ai ragazzi dell’istituto i vari passaggi del restauro come il consolidamento, la pulitura, l’integrazione e il rifacimento delle parti strutturali deperite. Nel caso in cui l’affresco o l’opera muraria saranno fortemente danneggiati verrà utilizzata la speciale tecnica pittorica del sottolivello che permetterà una percezione diversa, attraverso il tatto, delle varie parti della parete. Presenti alla conferenza la dott.ssa Cristina Grasso direttrice vicaria dell’Archivio di Stato, il prof. Pietro Privitera preside dell’Istituto tecnico regionale per le attività sociali e professionale per l’industria e l’artigianato per ciechi, mons. Giuseppe Schillaci rettore del seminario arcivescovile, il dr Cocuccio, il nuovo segretario generale dell’Istituto Ardizzone Gioeni dr Giampaolo Adonia, il direttore del Centro per l’impiego di Catania dr Vito Maugeri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti prof. arch. Virgilio Piccari. Il restauro dell’artistica cappella concluderà il cartellone di eventi, promossi nel corso del 2011, per celebrare il centenario di fondazione dell’istituto. ® 10 Prospettive - 2 dicembre 2012 DIOCESI Riflessioni sul Vangelo …ALLORA VEDRANNO IL FIGLIO DELL’UOMO VENIRE SU UNA NUBE … Anno Liturgico 2012-2013 - I DOM DI AVVENTO / C - Gr 33,14-16; Sal 24/25,4-5.8-10.14; 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36 La descrizione di avvenimenti, che mettono paura, è annunciata da Luca nel brano della liturgia di oggi. “Segni nel sole, nella luna e nelle stelle, sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti”, la conseguenza è nefasta: “ mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte”. Di fronte a questo disastro nasce la speranza, che non delude, dalla visione “del Figlio dell’uomo che viene su una nube con grande potenza e gloria”. La visione del Figlio dell’uomo, che realizzerà le promesse di bene annunciate da Geremia, costituisce la certezza che l’uomo non sarà sopraffatto né dagli eventi della natura né dalle opere del male. Dio farà germogliare un germoglio giusto che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. L’esercizio del giudizio e della giustizia, che assicura la pace a tutti gli uomini, porterà Gerusa- lemme a essere chiamata: Signore-nostragiustizia. In altri termini le cose buone che realizzano il giudizio e la giustizia rende presente Dio nel mondo, nella città, in mezzo agli uomini. Chi garantisce tutto questo è il giusto germoglio che Dio suscita per la casa di David e che simbolicamente possiamo dire, oggi, è il mondo. La vita giusta e santa dei credenti è la garanzia delle promesse di bene fatte da Dio alla casa di Israele e alla casa di Giuda. Il suggerimento e la preghiera di Paolo sono che i credenti, per opera del Signore, crescano sovrabbondantemente nell’amore fra loro e verso tutti. Ciò rende i cuori dei cristiani “saldi e irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi”. Per Paolo è impossibile pensare che la vita dei credenti possa arrestarsi: è una vita, quindi bisogna che progredisca “ancora di più”. Vivere con Cristo e per Cristo assicura, andare incontro a Cristo è la certezza che paura, ansia, angoscia, avvenimenti paurosi sono niente, sono nulla. Incontrare Cristo invece è vivere nell’amore, nella giustizia. Leone Calambrogio San Paolo in briciole Come agire? 2 Cor 10,1-11 Paolo è accusato di due cose: di non essere energico, se non per lettera, e di non essere ambizioso. L’accusa che gli si muove è di agire con criteri umani. Egli li esorta a non costringerlo ad agire energicamente perché le armi con cui combatte non sono carnali ma “ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti ed ogni arroganza che si leva contro la conoscenza di Dio e sottomettendo ogni intelligenza all’obbedienza di Cristo”. Li esorta a guardare le cose in faccia perché se qualcuno ha in sé la persuasione di appartenere a Cristo “lo siamo anche noi”, e se si dovesse vantare di più per l’autorità che Dio gli ha dato per la loro edificazione e non per la loro rovina, non se ne vergognerebbe. Non li vuole spaventare con le lettere, ma non pensino che, se le lettere “si dice sono dure e forti”, non sarebbe lo stesso di presenza. La mancanza di ambizione proviene dal fat- to che coloro che si misurano su se stessi e si paragonano a se stessi mancano di intelligenza. “Noi invece non ci vanteremo oltre misura, ma secondo la misura della norma che Dio ci ha assegnato, quella di arrivare anche fino a voi. E conclude dicendo: “Chi si vanta si vanti nel Signore, infatti non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda”. L.C. Il Sacerdote sente urgerne l’esigenza del silenzio vero e pieno della presenza di Dio Amore Viene un Dio esperto d’amore “Di più” Il Sacerdote sa che il Vangelo ci spinge sempre a un “di più”. Da un lato questo “di più” può essere espresso facendo riferimento al Vangelo, al Regno, alla realtà di Gesù morto, risorto e vivente nella Chiesa. Realtà che esprimono l’infinito amore del Padre il quale chiama l’uomo alla partecipazione alla sua stessa vita. Dall’altro, possono essere intraviste anche mediante una riflessione che colga l’uomo come aperto al mistero, paradossale promontorio sporgente sull’Assoluto, essere eccentrico e insoddisfatto. Soltanto in un’incondizionata dedizione all’imprevedibile piano di Dio l’uomo trova le condizioni per realizzare la propria autenticità. Ma questo “di più” evangelico, questa tensione e vocazione dell’uomo a qualcosa che lo trascende, richiede, per essere capite e accolte, uno spazio di silenzio, un’attitudine contemplativa. Ma a ciò si oppongono la molteplicità e l’urgenza degli impegni quotidiani, che tendono a dividere l’uomo, a sommergerlo nelle preoccupazioni e a stordirlo con mille sensazioni diverse, così come le spine tendono a soffocare il germoglio. Evangelizzazione Il Sacerdote avverte che è necessario dare un’attenzione alla dimensione contemplativa della vita per inserirsi con verità nel cammino della Chiesa sulla linea di una nuova evangelizzazione. A volte si avverte il tono esasperato che assumono le contraddizioni della nostra civiltà. Questo rende ancor più avvincente e profetico il compito di elaborare modelli e forme di preghiera contemplativa per l’uomo d’oggi. C’è quel misto di realismo pratico e di soda pietà tradizionale che caratterizza la vita del popolo e costituisce un patrimonio da verificare, aggiornare, armonizzare, approfondire. C’è la crisi degli adulti che, sparite certe forme tradizionali di preghiera, faticano a trovare nuove forme La dimensione contemplativa provoca il recupero di alcune certezze che nei confusi e pur fecondi anni appena trascorsi hanno patito qualche scolorimento o qualche eclissi. Possiamo ricordare l’importanza religiosa del silenzio, il primato, nella persona umana, dell’essere sull’avere, sul dire, sul fare, il giusto rapporto persona-comunità. Il recupero di questi valori non può significare abbandono di quelli che il recente passato ha posto giustamente in rilievo, come la preghiera della comunità che coralmente canta e parla con Dio, la necessità che alla professione di fede e alla lode segua la coerenza della testimonianza e delle opere, l’importanza della dimensione ecclesiale in tutti gli ambiti dell’esistenza cristiana. In vista di una sequela di Cristo più intensa e armoniosa, l’abitudine alla contemplazione e al silenzio arricchisce la preghiera vocale e comunitaria. Non si dà azione o impegno che non sgorghi dalla verità dell’essere profondo dell’uomo che in Cristo è stato rinnovato ed esaltato. Proprio la coscienza e la libertà delle singole persone, con le loro convinzioni, le loro speranze e i loro desideri, costituiscono l’autenticità e il pregio di ogni esistenza vissuta nel nome del Signore. In principio c’era la Parola. E dalla Parola di Dio, venuta tra noi, è cominciata a realizzarsi la nostra redenzione. Da parte nostra, all’inizio della storia personale della salvezza c’è il silenzio. Il silenzio che ascolta, accoglie e si lascia animare. Certo, alla Parola che si manifesta, dovranno poi corrispondere le nostre parole di gratitudine, di adorazione, di supplica. Silenzio Ma prima c’e il silenzio. Se, com’è avvenuto per Zaccaria, padre di Giovanni Battista, il secondo miracolo del Verbo di Dio è quello di far parlare i muti, cioè di sciogliere la lingua dell’uomo terrestre ricurvo su se stesso nel canto delle meraviglie del Signore, il primo è quello di far ammutolire l’uomo ciarliero e disperso. “La Parola zittì chiacchiere mie”: così Clemente Rebora, nobile spirito di poeta dei nostri tempi, descrive con rude chiarezza gli inizi della sua conversione. L’uomo che ha estromesso dai suoi pensieri, secondo i dettami della cultura dominante, il Dio vivo che di sé riempie ogni spazio, non può sopportare il silenzio. Per lui, che ritiene di vivere ai margini del nulla, il silenzio è il segno terrificante del vuoto. Ogni rumore, per quanto tormentoso e ossessivo, gli riesce più gradito. Ogni parola, anche la più insipida, è liberatrice da un incubo. Tutto è preferibile all’essere posto implacabilmente, quando ogni voce tace, davanti all’orrore del niente. Ogni ciarla, ogni lamento, ogni stridore è bene accetto se in qualche modo e per qualche tempo riesce a distogliere la mente dalla consapevolezza spaventosa dell’universo deserto. L’uomo “nuovo”, al quale la fede ha dato un occhio penetrante che vede oltre la scena e la carità, un cuore capace di amare l’Invisibile, sa che il vuoto non c’è e il niente è eternamente vinto dalla divina Infinità. Sa che l’universo è popolato di creature gioiose. Sa di essere spettatore e già in qualche modo partecipe dell’esultanza cosmica, riverberata dal mistero di luce, di amore, di felicità che riempie la vita inesauribile del Dio. L’uomo nuovo, come il Signore Gesù che all’alba saliva solitario sulle cime dei monti, aspira ad avere per sé qualche spazio immune da ogni frastuono alienante, dove sia possibile tendere l’orecchio e percepire qualcosa della festa eterna e della voce del Padre. L’uomo “vecchio”, che ha paura del silenzio, e l’uomo “nuovo” solitamente convivono, con proporzioni diverse, in ciascuno di noi. Ogni uomo è esteriormente aggredito da orde di parole, di suoni, di clamori, che assordano il nostro giorno e perfino la nostra notte. Ciascuno è interiormente insidiato dal chiacchierare mondano che con mille futilità ci distrae e ci disperde. S’impone la dimensione contemplativa Padre Angelico Savarino 11 Prospettive - 2 dicembre 2012 eventi Giornata mondiale del diabete. Campagna informativa 2012 per la prevenzione e l’educazione a Giornata del Diabete, si celebra il 14 novembre, è la principale campagna mondiale per la prevenzione e la diffusione delle informazioni sul diabete, istituita nel 1991 dalla International Diabetes Federation (IDF) composta da 200 Associazioni di oltre 160 paesi e dalla OMS. In Italia 3 milioni in crescente aumento, ogni anno circa 100.000 nuovi casi di malattia, la media nazionale è del 5% della popolazione. Slogan “Contro il diabete occhi aperti!” con manifestazioni e appuntamenti di rilievo regionale o nazionale. A Catania in piazza Stesicoro, è stata messa a disposizione una postazione per rilevare gratuitamente glicemia, peso e colesterolo, realizzata da Aidf (Associazione Italiana Diabete in… forma) e Cramd (Centro ricerca attività motoria e riabilitazione metabolica del diabetico) presiedute dal prof. Maurizio Di Mauro, responsabile del centro diabetico del Policlinico. Nella provincia di Catania su una popolazione di un milione di persone, i diabetici sono circa 35.000, nel solo hinterland acese più di 7000, la Sicilia è la terza regione per diffusione del diabete, toccando punte del 6,5 %; la malattia colpisce prevalentemente le fasce di popolazione più deboli, culturalmente inferiori, economicamente più disagiate. Il diabete è una malattia cronica caratteriz- L “Contro il diabete occhi aperti!” zata da iperglicemia, cioè da un aumento di zuccheri nel sangue, causata da difetto di secrezione di insulina: il tipo 1, o insulinodipendente, colpisce persone di giovane età, determinato da una distruzione delle cellule beta che producono insulina; il tipo 2 colpisce soprattutto gli adulti in sovrappeso e bambini con problemi di obesità. I dati ci informano che negli ultimi 30 anni i casi di dia- bete nel mondo si sono più che centuplicati. Nel 1980 i diabetici nel mondo erano 30 milioni, nel 1994 135 mln, nel 2010 221 mln e si prevede che nel 2025 saranno 300 mln; in più del 30% dei casi il diabete tipo 2 non è diagnosticato come spiega la dott. Maria Grazia Amore, responsabile dell’ambulatorio di diabetologia dell’ospedale di Acireale, nell’intervista. Qual è la fisiopatologia dl diabete? “Quando mangiamo, il pancreas produce la giusta quantità di insulina per consentire l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule. Nelle persone affette da diabete, il pancreas produce una quantità insuffi- parlato di un nuovo sistema anti crisi. Alla base infine, come ha spiegato bene il fondatore, c’è la volontà di offrire e scambiarsi servizi senza l’assillo del contante: “L’esempio è quello del tavolo vuoto al ristorante e del trasportatore che vuole consumare una cena, ma non ha i soldi. Con il Sardex il trasportatore potrà mangiare in quel ristorante offrendo a un altro iscritto il trasferimento con i propri mezzi di vini o altri prodotti. Il ristoratore con i crediti accumulati potrà acquistare ad esempio il vino o altri prodotti alimentari. Triangolazioni che possono valere per qualsiasi tipo di prodotto e servizio”. Il nuovo circuito di credito commerciale si sta espandendo a macchia d’olio e adesso punta a diffondersi ad altre regioni italiane. consumo dei farmaci è aumentato negli ultimi dieci anni del 4% l’anno, con un aumento di spesa del 37% e un trend crescente NordSud. È utile il lavoro di rete e il processo di benchmarking, nell’ambito del Servizio nazionale. Come ci si orienta con i costi? “Sono molto elevati, per la minore aspettativa di vita dei pazienti diabetici, per le cure necessarie e per la perdita di ore di lavoro. In Italia il diabete assorbe il 20% della spesa sanitaria globale”. Chi è a rischio di ammalarsi di diabete? “Alcuni fattori possono aumentare il rischio: familiarità, sovrappeso, anzianità o coloro che appartengono a particolari gruppi etnici, soggetti con valori glicemici a digiuno appena superiori alla norma, le donne che abbiano avuto il diabete in precedenti gravidanze (diabete gestazionale). Il diabete di tipo 1 è più comune nella razza bianca”. Qual è la strategia nel trattamento del diabete? “Mantenere la concentrazione del glucosio nel sangue il più possibile vicino alla normalità; effettuare visite oculistiche, far riferimento a un dietista e a un podologo”. Quali sono le attuali ricerche sul diabete, cosa ci porterà il futuro? “Sebbene l’insulina non sia considerata una cura del diabete, la sua scoperta è stato il primo grande passo. Prima, nel 1921, le persone affette da diabete morivano nel giro di pochi anni. È in sperimentazione l’insulina che si somministra sotto forma di pillola o cerotto, e inoltre si sta sperimentando il pancreas artificiale capace di erogare la giusta quantità di insulina. Numerosi farmaci sono già in commercio negli Stati Uniti e ancora non presenti in Italia (insuline a lento rilascio che si somministrano una volta la settimana, o farmaci che rimuovono l’eccesso di glucosio dall’organismo eliminandolo con le urine). Il trapianto del pancreas, o delle cellule beta del pancreas, offre la migliore speranza per una cura definitiva nel diabete tipo 1, ma comporta l’assunzione di farmaci molto potenti per evitare il rigetto; a sua volta i farmaci possono causare seri problemi alla salute e sono costosi, ma già i ricercatori sono al lavoro per sviluppare farmaci meno pericolosi e metodi migliori per il trapianto del tessuto del pancreas, usando tecniche di bioingegneria; si sta cercando di creare cellule artificiali che secernono insulina. In programma anche una ricerca sul trapianto di cellule staminali che vengono stimolate per differenziarsi in cellule beta che producono insulina”. Filippo Cannizzo Lella Battiato ciente di insulina, o non la produce affatto. Come conseguenza, la concentrazione del glucosio nel sangue aumenta al di sopra dei livelli normali, passa nell’urina e viene così eliminato dall’organismo. Il corpo perde in questo modo la sua principale fonte di energia, pur essendoci paradossalmente un eccesso di glucosio nel sangue”. Quali sono i danni indotti dal diabete? “Può portare a cecità, malattie di cuore come l’infarto del miocardio, ictus cerebrale, insufficienza renale, gravi danni ai nervi e al sistema vascolare delle gambe (con dolore alla deambulazione sino alla gangrena). Un diabete non controllato in modo adeguato può complicare una gravidanza e i bambini nati da madri diabetiche presentano difetti alla nascita con maggior frequenza rispetto agli altri bambini”. L’epidemia del diabete ha importanti risvolti economici, ogni anno abbiamo 70.000 ricoveri e anche il Nasce Sardex, moneta virtuale per combattere la crisi Do ut des na moneta virtuale contro la crisi. È questa l’idea di base sviluppata da un gruppo di ragazzi sardi per capovolgere le leggi di un mercato finanziario selvaggio. Cosi è nato il Sardex, moneta virtuale fondata su una sorta di baratto rivoluzionario progettato e ideato da quattro giovani di Serramanna (comune italiano di 9.333 abitanti della Provincia del Medio Campidano, in Sardegna). Una moneta che nasce e si sviluppa sul web, luogo dove avvengono gli scambi commerciali tra le aziende, con la piccola ma grande differenza che non sono presenti tassi d’interesse. Nello specifico come funziona? Presto spiegato: “C’è l’autofficina che ha bisogno di promuovere la sua immagine. Per questo si rivolge allo studio che progetta siti web. Per pagare il lavoro svolto, utilizza un tot di sardex. Lo studio grafico, con il suo malloppo di sardex, bussa al negozio d’informatica e fa scorta di materiale per i pc. Il negozio, invece, potrà spendere i sardex ricevuti per rinnovare la cancelleria oppure per pagare la pulizia del negozio all’apposita cooperativa che offre quel servizio. Che, a sua volta, potrà acquistare scope, secchi e affini. Oppure concedersi quella cena in ristorante rimandata chissà da quanto tempo a causa della crisi economica. Con i sardex, insomma, si possono risparmiare gli euro che servono per altri scopi: per pagare l’affitto, la rata del mutuo o le bollette”. Questo è quan- U to si legge nella presentazione degli ideatori del nuovo (in realtà se ne parla in rete da un anno e mezzo) circuito finanziario, in altre parole, Gabriele e Giuseppe Littera, Carlo Mancosu e Franco Contu. Progetto che si fonda sulla cosiddetta finanza etica, perché all’interno del circuito sardex.net non vi è alcun fine di lucro. L’equilibrio finanziario deve essere la priorità fondamentale sulla quale si fonda questo nuovo sistema commerciale. Pertanto, quando c’è qualcosa che non “torna” si mette in circolo un sistema di sussidiarietà e solo in casi estremi il saldo, poi, è coperto in euro. Ma ciò non succede quasi mai, come Gabriele Littera, presidente del cda ammette: “Siamo partiti agli inizi del 2009, ora contiamo 400 associati distribuiti in tutta l’isola e transazioni, nel 2011, per oltre 1 milione di sardex. L’idea piace, le aziende ne colgono le grandi opportunità. E sono consapevoli che dall’ingresso dei privati potranno trarre enormi vantaggi”. E gli associati chi sono? C’è un po’ di tutto, dal negozio di frutta e verdura all’impresa edile. Molti i commercianti, sia al dettaglio sia all’ingrosso, gli artigiani, le aziende d’informatica e le strutture ricettive: dagli hotel a quattro stelle agli agriturismo. Requisito fondamentale è essere una piccola-media impresa, che inizialmente doveva operare solo in Sardegna. Ci sono anche degli esclusi, semplicemente per una questione etica. Infatti, non possono aderire le finanziarie e le rivendite di armi. Ma dopo un buon avvio in Sardegna il progetto sta per espandersi in altre regioni italiane a cominciare dalla Sicilia. E c’è di più. Anche i privati potranno, al più presto, entrare nel mondo del baratto moderno e virtuale di Sardex. Con una sostanziale differenza: le aziende pagano una quota d’iscrizione, i privati, invece, dovranno necessariamente fare un acquisto in euro. Per esempio, se un privato compra un elettrodomestico del valore di 400 euro da un rivenditore associato, riceve una somma di sardex da spendere all’interno della rete commerciale. Cosi i soldi virtuali potranno essere utilizzati per fare shopping o magari per una cena in compagnia di amici. Insomma un nuovo sistema finanziario che ha convinto a pieno la Confcommercio isolana che ha 12 Prospettive - 2 dicembre 2012 RUBRICHE Il nuovo libro di Benedetto XVI: L’infanzia di Gesù L’infanzia di Gesù (Rizzoli -LEV, 2012), terzo volume in 8 lingue, dedicato da Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, alla vita di Gesù Cristo completa la trilogia composta da Gesù di Nazareth; Dal Battesimo alla Trasfigurazione (Rizzoli) e Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione (Libreria Editrice Vaticana), pubblicati rispettivamente nel 2007 e nel 2011. “Un piccolo, grande libro”, un concentrato di saggezza e di cultura, una felice occasione di incontro e di scoperta di quel Gesù bambino, adolescente, fino a 12 anni, prima della “vita pubblica”. L’espressione evangelica: Gesù “cresceva in sapienza, età e grazia”, manifesta appunto il mistero della sua natura di vero Dio e, insieme, di vero uomo, che “ha pensato ed imparato in maniera umana”. Dai 180 versetti che gli evangelisti Matteo e Luca dedicano all’infanzia di Gesù, tanto ben descritti nelle opere d’arte e nella tradizione della religiosità cristiana popolare, Benedetto XVI ha tratto una magistrale lezione di storia della fede cristiana che in Gesù ha il suo centro vitale e nel racconto del tempo dell’infanzia e dell’adolescenza, particolare importanza assume il ruolo di Maria, la giovane madre, la quale, come ha sottolineato la teologa brasiliana Maria Clara Lucchetti Bingemer, docente presso l’Università Cattolica di Rio de Janeiro, viene presentata come modello, sintesi di “fedeltà alla fede del suo popolo” vecchio e del nuoto testamento dell’Antica e della Nuova Alleanza. Joesph Ratzinger, tanto devoto del “Aprire uno spazio” A COLUI CHE È e protagonista della novità, della “buona novella” che Gesù ha portato nel mondo: “Ella serbava in sé ogni cosa”. Grazie a Maria si manifesta “un nuovo inizio per l’umanità” e la nascita di suo Figlio diventa “l’origine di ogni uomo e di ogni donna che viene al mondo”. Della Madre di Gesù si sottolinea il suo “sì” all’invito di un “Dio che non si impone ma si espone rispettosamente alla libertà della sua creatura”. Pur non conoscendo il futuro, Maria “conosce il suo Dio e non ha paura”. L’invito dell’Angelo: “non temere” diventa seme di speranza e forza per il compimento dell’evento che cambia la storia dell’umanità. La nascita di Gesù segna, infatti, nel ciclo della storia del mondo la data del “dopo Cristo”, parametro di riferimento e soglia del cambiamento. La metafora dell’anticamera, della “sala d’attesa” che prepara e completa gli altri due testi su Gesù e poi ancora la prefigurazione dei tre giorni che intercorrono da quando Maria e Giuseppe si accorgono di aver perduto Gesù e lo ritrovano nel tempio ad insegnare, costituiscono un file rouge che unisce i tre volumi in quanto sono in essi prefigurati i tre giorni che intercorrono dalla morte alla Risurrezione, culmine e meta del- Copertina del libro “L’infanzia di Gesù” di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI Foto Siciliani-Gennari/SIR la missione redentiva. I quattro brevi capitoli, tutti intrecciati come un vero “dialogo” con i testi sacri, sono introdotti dalla domanda di Pilato a Gesù: “Da dove vieni?” e dalla risposta alla domanda si snoda la traccia storica della nascita di Gesù e della sua presenza nel mondo. Per liberare l’umanità dal peccato, Dio ha avuto bisogno dell’assenso di Maria, del “fiat”, dell’“obbedienza libera” alla sua volontà. “Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al “sì” non forzato di una persona umana”. Queste espressioni del Papa costituiscono un vero poema della libertà, che Maria esercita responsabilmente per dare inizio alla storia della salvezza. I capitoli del Natale, dei Magi venuti dall’Oriente, la fuga in Egitto, intersecano elementi del suo patrono San Giuseppe, lo presenta come “uomo saggio e capace di comprendere il mistero; uomo che sa andare oltre il legalismo esterno. San Giuseppe è presentato dal Papa come il modello per il cristiano di oggi, fedele al Vangelo e quindi capace di “armonizzare l’amore e la legge”. Il mattino della vita di Gesù annuncia e precede l’intero cammino esistenziale del Figlio dell’Uomo, venuto per redimere e salvare il suo popolo ed anche i diversi simboli, come la stella che ha guidato i Magi, sono un chiaro messaggio di speranza, di cui il mondo d’oggi ha tanto bisogno. La professoressa Lucchetti Bingemer, sostiene che il Papa con il suo libro invita i lettori ad “aprire uno spazio” a “Colui che è vero Dio e vero uomo”, affinché Egli “possa nascere e manifestarsi, in un mondo come il nostro che ha tanto bisogno del suo Vangelo”. L’auspicio del Papa che il suo libro sull’infanzia di Gesù possa “aiutare molte persone nel loro cammino verso e con Gesù” è il più bell’augurio di Natale nell’anno della fede. Giuseppe Adernò