A PAGINA 3
Catania - anno XXVIII - n. 43 - 2 dicembre 2012 - Euro 0,60 - www.prospettiveonline.it
“Poste Italiane s.p.a.” - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003
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settimanale regionale di attualità
RUBRICA
ANNO
DELLA FEDE
“In caso di mancato recapito rinviare al CMP/CPO di Catania, per la restituzione al mittente previo addebito. Il mittente si impegna a pagare la tariffa vigente”
Conferenza stampa di presentazione del programma delle celebrazioni 2013 di S. Agata
D
ue dei tanti punti salienti
della prossima festa
patronale della città e
dell’Arcidiocesi di Catania, in onore di S. Agata vergine e
protomartire concittadina, sono
emersi particolarmente durante la
conferenza stampa di presentazione
del programma dell’anno 2013:
1) la presenza il 5 febbraio, dies
natalis della Santa Patrona, del cardinale Crescenzio Sepe -Arcivescovo
di Napoli nonché presidente della
Conferenza Episcopale della Campania nel cui territorio si trova la cattedrale di Trevico in cui sono conservate le reliquie del nostro martire
concittadino sant’Euplio- al solenne
pontificale in Cattedrale che presiederà con la partecipazione degli
Arcivescovi e Vescovi di Sicilia e del
clero secolare e regolare della Chiesa catanese; il porporato è stato l’organizzatore del Grande Giubileo dell’Incarnazione dell’anno Duemila e
prefetto di Propaganda Fide; precedentemente, similmente a quanto
sperimentato da Mons. Gristina, è
stato docente e dal 1972 in servizio
diplomatico della Santa Sede nella
nunziatura apostolica in Brasile.
2) l’attribuzione del premio civico
della candelora d’oro al presidente
delle celebrazioni comm. grand’ufficiale Luigi Maina, il cui annuncio
per la prima volta è stato dato dal
sindaco con notevole anticipo e in
occasione della presentazione delle
grandi feste agatine d’inverno; l’impeccabile ed infaticabile cerimoniere
municipale merita l’attribuzione di
quest’ambìto riconoscimento civico
che corona tutta una vita spesa per
esaltare il buon nome di Catania nel
segno della comune devozione alla
sua santa venerata Patrona.
Il tradizionale incontro, guidato dall’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e dal sindaco avv. Raffaele
DEVOZIONE
PREMIO
NINO
MARTOGLIO
significa imitazione
a pagina 5
XII GIORNATA
CONFRATERNALE
DIOCESANA
Stancanelli, con la Stampa e i media
è avvenuto la mattina di lunedì 26
novembre nel Salone dei Vescovi
dell’episcopio, gremito di tante autorità civili, militari, amministrative ed
accademiche, di esponenti della
Curia arcivescovile, delle associazioni agatine e legate al culto verso
la Santa Patrona, del maestro del fercolo, della commissione ecclesiale,
dei responsabili e collaboratori della
festa di S. Agata e di tanti devoti.
L’Arcivescovo ha evidenziato la
contestualità delle celebrazioni dell’Anno della Fede da vivere in sintonia con le manifestazioni religiose
della festa di S. Agata: “Il Papa ha
pubblicato un documento ‘La Porta
della Fede’; vi invito a leggerlo, forse qualcuno ancora non lo conosce;
leggetelo, è molto bello. Al n. 13 il
Pontefice sottolinea una realtà gran-
diosa, dice che noi dobbiamo vivere
l’Anno della Fede guardando Gesù;
quest’atteggiamento è qualcosa che
ci unisce alla Vergine Santissima,
agli Apostoli, ai primi cristiani e particolarmente ai martiri. Per i martiri
c’è questa bella espressione: <per
fede i martiri donarono la loro vita
Antonino Blandini
(segue a pagina 2)
a pagina 9
IL LIBRO
DI BENEDETTO
XVI: L’INFANZIA
DI GESÙ
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne indetta dall’ONU
Creare una cultura di rispetto
ilenzio. Un pesante ed insopportabile
silenzio. Una coltre oscura che avvolge tutto ciò che le circonda. Paura. Parole. Tantissime parole pronunciate, scritte, persino urlate, in
attesa di essere semplicemente Ascoltate. Non è
altro che questa la linea di un ideale, ma allo stesso tempo concreto (ed è davvero doloroso ammetterlo), confine che demarca irrimediabilmente la
S
vita di tutte quelle donne che hanno o continuano
a subire violenza e quella dell’opinione pubblica
della nostra società civile. Il loro è un silenzio gravato dalla paura, dalle minacce verbali, da atti intimidatori. Le nostre tante parole in occasione della
giornata internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne indetta dall’ONU, celebrata lo scorso 25 novembre,
sono state scritte dai giornali, comunicate
dal web, emesse dalle televisioni, dimostrate da parecchie iniziative. I riflettori
sono stati puntati su numerose esperienze
ed hanno richiamato all’attenzione collettiva questo doloroso problema.
E quando pian piano la cronaca e i diversi dibattiti si occuperanno di un altro problema, che cosa accadrà? Quando i riflettori si spegneranno e si rivolgeranno altrove, queste drammatiche esperienze verranno ricoperte dal buio fitto dell’indifferenza? Questa società così assoggettata
alla visione quotidiana della violenza sarà
in grado di scrollarsi di dosso così tanta retorica e
agire?
Antonella Agata Di Gregorio
(segue a pagina 2)
a pagina 12
2
Prospettive - 2 dicembre 2012
sommario al n. 43
In un libretto del cardinale Giacomo Biffi la sintesi della fede cristiana
L’ABC della fede
PRIMO PIANO
Giornata dei diritti
dell’infanzia __________4
Inaugurate da AVSI nove
scuole dopo il terremoto__4
Indietro nel tempo
intervistando Giuseppe
Petronio Russo ________5
INFORMADIOCESI
Notizie in breve________7
DIOCESI
Basilica Collegiata:
insediamento del nuovo
parroco ______________7
Presentato il progetto
di restauro Chiesa Istituto
“Ardizzone Gioeni” ____9
Giornata mondiale
del diabete. Campagna
informativa __________11
Nasce Sardex, moneta
virtuale per combattere
la crisi ______________11
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Questo numero è stato chiuso
alle ore 13.00 di mercoledì 28 novembre 2012
entre la trasmissione
televisiva “A Sua
immagine” ha bandito un hit parade sui libri di tematica religiosa
più graditi e più amati dagli italiani, ecco che il Card. Giacomo Biffi, attraverso 15 brevi e appassionati capitoletti, propone una sintesi della fede cristiana, in maniera
schietta e arguta, così come è il
carattere dell’autore
“La fede cristiana, afferma con
chiarezza il cardinale, Arcivescovo emerito di Bologna, è un arrendersi a questo avvenimento che
salva ed è un lasciarsi cambiare di
dentro da ciò che è avvenuto” ed il
più grande ostacolo a credere è l’enigma del male nel mondo. Perché
c’e il male? Perché c’è il dolore?
Mentre alcuni affermano che dopo
gli orrori di Auschwitz non è più
possibile credere in Dio, il card.
Biffi sostiene che “dopo Auschwitz non è più possibile non credere in Dio” perché “diversamente
tutto nell’esistenza umana e nella
storia sarebbe tragicamente inutile e quasi beffardo”.
Il dolore alcune volte diventa causa di fuga da Dio e dalla Luce.
Molto spesso avvicina
alla fede e consente di
incontrare il mistero della salvezza.
Un dodicenne catanese,
colloquiando in videoconferenza con un coetaneo statunitense di
New York, nello svolgimento del progetto Face
to Faith della Tony Blair
Foundation, dice di aver
incontrato la fede quando è morto il nonno al
quale era legatissimo ed
il pensiero della morte e
della fine gli ha consentito di aprire gli occhi su
valori della fede che non
basta dichiarare di averli, ma occorre viverli e
incarnarli nella quotidianità della vita, come
Maria che “conservava
tutto in cuor suo”.
Gli idoli della società
moderna e tecnologica
allontanano l’uomo da
Dio e la ricerca effimera
della felicità e del
benessere non ripaga i
(continua da pag. 1)
DEVOZIONE...
sa tutta la comunità cittadina in tutte
le sue sfaccettature: S. Agata è vista
dai catanesi come un simbolo della
città. Il primo cittadino ha sottolineato, inoltre, alcuni aspetti che debbono caratterizzare anche quest’anno le
festività: “Dobbiamo ancor di più
continuare in quel percorso di legalità che abbiamo iniziato da alcuni
anni e che si estrinseca, per esempio,
nelle gare di evidenza pubblica per
tutti i servizi annessi e connessi alla
festa. Sento il dovere di ringraziare
S. E. il Prefetto il quale già mi ha
comunicato che la convocazione del
comitato per l’ordine e la sicurezza
quest’anno sarà anticipata per dare
ulteriore possibilità al percorso di
legalità ed anche organizzativo. La
cornice della legalità e dell’organizzazione è indispensabile”.
*Ha preso la parola anche il delegato arcivescovile della Cattedrale,
mons. Barbaro Scionti, per evidenziare come la commissione diocesana per le celebrazioni agatine ha continuato il suo impegno attraverso la
verifica delle celebrazioni 2012 e la
riflessione programmatica 2013. In
tal senso prosegue l’operatività del
gruppo di lavoro che dovrà spendersi nella sua realizzazione. L’Anno
della Fede sarà una bella occasione
per proseguire nell’impegno intrapreso e ormai irreversibile, nella
valorizzazione dei segni di religiosità e di fede che il nostro popolo
manifesta nelle varie espressioni di
devozione alla Santa Patrona. Il
tema-guida della festa è tratto dal
Motu Proprio “Porta Fidei” di Benedetto XVI e sarà sviluppato nel tempo di preparazione -catechesi nei
mercoledì di gennaio, peregrinatio
delle reliquie nelle parrocchie,
incontri con le scuole e i giovaninella predicazione e nelle riflessioni
durante la processione.
“La Cattedrale”, ha aggiunto mons.
Scionti, “in collaborazione con il
vicario episcopale per la cultura,
mons. Gaetano Zito, ha elaborato un
piano per la comunicazione sociale
della festa ed è stato nominato un
addetto stampa, che sarà presentato
lunedì 10 dicembre nel corso di una
conferenza stampa, che avrà luogo
nell’aula capitolare della Basilica
Cattedrale. Il regolamento circa la
collaborazione e la responsabilità
nella festa per quanto di competenza
della Chiesa, varato lo scorso anno
dall’Arcivescovo, viene pienamente
attuato. Con il gruppo di 12 responsabili, ma anche un nutrito gruppo di
collaboratori ci si è incontrati mensilmente. La nuova realtà, sempre
più compatta, si è impegnata nella
formazione spirituale e nella riflessione attenta a coinvolgere nella collaborazione, al servizio del bene
comune. Alla partecipazione, per la
prima volta, alla stesura del programma si aggiungono alcune iniziative specifiche che si stanno portando avanti per incontrare preventivamente tanti devoti”.
Il comm. Maina, infine, dopo aver
ringraziato molto commosso ed
emozionato sia il sindaco che l’Arcivescovo per l’onore a lui tributato
anche con un lungo e caloroso
applauso, ha letto il programma dei
festeggiamenti che si può consultare
anche sul sito: www.cattedrale.it.
lenze subite ad opera del partner ha
raggiunto il picco dell’85%, contro
l’8% di quella subita da parte di
familiari) e sono più colpite, per il
60% dei casi, le donne nella fascia
d’età compresa tra i 35 e i 54 anni.
Alle violenze continue e molteplici,
nell’81% dei casi, assistono i figli.
Nei primi sei mesi di quest’anno
sono state uccise ben 71 donne.
Gli artefici di queste inconcepibili
violenze non sono estranei alla vita
delle donne colpite: l’aguzzino fa
parte della vita della vittima, della
sua quotidianità, del suo universo.
Violenze fisiche, sessuali, psicologiche. In molti casi atti dapprima sporadici, che pian piano si intensificano e sfociano nel tragico delitto.
Minacce di essere colpite, aggredite.
Spintoni, colpi, schiaffi, tentativi di
strangolamento. Denigrazioni, isolamento, intimidazioni. Solo per citare
alcune forme di violenza.
Le politiche nazionali si sono impegnate per eliminare, o almeno ridurre, tutto ciò ma ancora, secondo i
dati dell’ONU (che recentemente ha
istituito l’agenzia UN Women, il cui
Vice Segretario Generale e Direttore
Esecutivo è Michelle Bachelet), oltre
100 paesi non possiedono strumenti
legislativi specifici per la violenza
domestica: più del 70% delle donne
su scala mondiale, nel corso della
loro vita, hanno subito violenze fisiche o sessuali. Illuminante l’affermazione di Michelle Bachelet:
“occorrono cambiamenti culturali
per smettere di guardare alle donne
come ‘cittadine di seconda classe’.
Dobbiamo creare una cultura di
rispetto”.
Di fronte a così tanta barbarie è
impossibile non interrogarsi sui perché e sulle possibili cause.
Sicuramente contribuisce un fattore
di natura culturale, un retaggio sbagliato che inevitabilmente, malgrado
l’evolversi della società odierna, ci
portiamo ancora dietro. Bisogna
ammettere che ancora oggi la realtà
sociale affonda le sue radici in un
humus fertile di stereotipi, linee di
pensiero arretrate e un diffuso e
negativo senso della sopraffazione.
Solo eliminando queste persistenti
tracce di erronee concezioni ideologiche, che minano seriamente alla
base non solo la tanto auspicata e
vera parità tra uomo e donna, ma la
stessa accettazione della diversità, si
potranno avere necessarie risorse ed
utili strumenti per combattere ogni
forma violenza perpetrata ai danni
dei soggetti più deboli: lo straniero,
l’orfano e la vedova.
M
per testimoniare la verità del Vangelo che li aveva trasformati e resi
capaci di giungere fino al dono più
grande dell’amore con il perdono dei
propri persecutori>. I martiri hanno
dato tale testimonianza. Il Papa così
conclude: <Per fede viviamo anche
noi per il riconoscimento vivo del
Signore Gesù presente nella nostra
esistenza e nella storia. Ecco il significato della festa di S. Agata, guardando, seguendo il suo esempio. Noi
non possiamo capire S. Agata se non
facciamo riferimento al Signore. Per
quale motivo questa ragazza ha
anche rinunciato a tante cose che
poteva tranquillamente perseguire?
Se non si mette l’amore che aveva
per Gesù S. Agata non si capisce.
Noi vogliamo sempre meglio comprenderla e cercare di imitarla affinché la festa di S. Agata sia una sottolineatura particolare del nostro essere cristiani. Devozione significa imitazione.
Il sindaco ha evidenziato l’aspetto
civico e civile della festa che interes(continua da pag. 1)
CREARE...
Nonostante numerosi attori (organizzazioni, enti, istituzioni) si stiano
ormai da tempo muovendo all’interno della società verso una maggiore
consapevolezza e si stia cercando in
qualche modo di attuare misure che
possano scongiurare questi intollerabili atti, in media ogni tre giorni si
registra un nuovo caso di uccisione
di una donna.
Dalle prime analisi dei dati, raccolti
dall’Osservatorio 2012 del Telefono
Rosa, emerge chiaramente che i consueti cliché sono tramontati: la violenza perpetrata sulle donne non è
generata solo all’interno di contesti
socialmente disagiati, ma colpisce
anche fasce con un alto livello di
istruzione. La quasi totalità delle
violenze avviene all’interno delle
mura domestiche (quest’anno le vio-
sacrifici e le rinunce che
spesso si fanno per una soddisfazione che presto si
sbriciola e va in frantumi.
Le pagine ed i fatti narrati
dal Vangelo: dal Natale alla
Pasqua, il mistero della
Croce, la Redenzione, l’Eucarestia, la riconciliazione e
la Chiesa “corpo vivo di
Cristo nel quale i singoli
sono rianimati e sorretti”,
costituiscono le parole in
neretto che danno alle 15
preziose pagine una particolare valenza di vademecum della salvezza e una
torcia che illumina il cammino sul sentiero della
fede.
Se il documento Porta Fidei
è la guida del’anno della
Fede, il volumetto sull’abc
è la chiave che consente più
agevolmente di aprire la
porta che proietta l’uomo
sui sentieri della luce e della speranza.
Il condottiero
®
®
3
Prospettive - 2 dicembre 2012
Per una lettura della lettera apostolica Porta Fidei
1. Nella lettera apostolica Porta
Fidei, Benedetto XVI, dopo aver
parlato della fede come «cammino
che dura tutta la vita» (n. 1), mostra
il legame tra l’Anno della Fede e un
tema rilevante che attraversa, sin
dall’inizio, il suo ministero petrino:
«l’esigenza di riscoprire il cammino
della fede per mettere in luce con
sempre maggiore evidenza la gioia
ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo» (n. 2).
Il motivo di tale esigenza – spiega il
Papa – sta in una constatazione del
vissuto dei credenti: «capita ormai
non di rado che i cristiani si diano
maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche
del loro impegno, continuando a
pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In
effetti, questo presupposto non solo
non è più tale, ma spesso viene perfino negato» (n. 2). Di conseguenza,
e in modo incisivo, la descrizione
ora riportata si conclude, con la menzione di «una profonda crisi di fede
che ha toccato molte persone» (n. 2).
Nel contesto, il Papa offre nuove formulazioni della suddetta esigenza,
attestate da alcuni esempi successivi.
Prima, in termini evangelici, osserva: «non possiamo accettare che il
sale diventi insipido e la luce sia
tenuta nascosta (cfr. Mt 5,13-16)» (n.
Perché l’Anno della Fede?
3). Dopo, nota: «dobbiamo ritrovare il
gusto di nutrirci della
Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in
modo fedele, e del
Pane della vita, offerti
a sostegno di quanti
sono suoi discepoli
(cfr. Gv 6, 51)» (n. 3).
Infine, parla dell’Anno, quale «tempo di
particolare riflessione
e riscoperta della
fede» (n. 4) e, nel pensarlo in relazione con
quello indetto da Paolo
VI nel 1967, riprendendo pure le parole
del suo predecessore,
aggiunge: questi «pensava che in tal modo la
Chiesa intera potesse
riprendere
“esatta
coscienza della sua
fede, per ravvivarla,
per purificarla, per
confessarla”» (n. 4).
2. Gli elementi appena
raccolti fanno pensare
18 ottobre 2012 apertura
ufficiale dell’Anno della Fede
a Catania.
che si coglie autenticamente il senso e lo scopo dell’Anno della Fede, soltanto
quando lo si intende come
“tempo” di esame di
coscienza, di discernimento spirituale per i credenti.
Questi, infatti, pur facendo
esperienza di “una profonda crisi di fede”, sono chiamati a dare oggi la risposta
della fede che è obbedienza
(cfr Rm 1:5), ossia a
rispondere alla parola di
Dio, trasmessa dagli apostoli (cfr Rm 10:8), con la
totale sottomissione della
mente e della vita.
Lontano dalla tentazione di
ripiegarsi sui meccanismi
di divulgazione o sull’organizzazione degli “eventi”, vivere in modo autentico l’Anno della Fede com-
porta il confronto con delle questioni
radicali, di cui se ne può indicare
qualcuna, a titolo esemplificativo,
prendendo spunto da una riflessione
del cardinale Walter Kasper. Egli
osserva come, oggi, non si dice che
Dio non esiste, ma che la sua esistenza non interessa più. Gli uomini
e le donne, in altri termini, si rendono artefici della propria felicità e
rimandano tutti gli altri problemi al
complicato vivere di ogni giorno.
Tale indifferentismo, serpeggiante
anche tra i credenti, non è più pericoloso di qualsiasi forma di ateismo?
Infatti, mentre per questo, Dio rappresenta comunque un problema, per
l’indifferentismo, invece, egli è
avvolto nel silenzio, da lui non scaturisce più vita alcuna.
Sperimentando tali problemi e tali
difficoltà, non bisogna cercare di
individuare, per noi e per i nostri
contemporanei, nuovi itinerari di
fede? Soprattutto, non si deve riscoprire l’importanza dell’invocazione:
«credo; aiuta la mia incredulità!»
(Mc 9:24)?
P. Nunzio Capizzi
L’annuncio del Vangelo riguarda ogni cristiano
Varcare la soglia per un incontro che salva
’Anno della Fede indetto dal S. Padre Benedetto XVI, ci aiuta ad approfondire la
virtù teologale per illuminare ulteriormente la prassi pastorale.
La Fede come risposta alla chiamata
interessa i singoli e le comunità. Il
Padre ci chiama nel suo Figlio Gesù
Cristo, Lui è la sua Parola fatta carne
che ci salva da Pastore buono e bello
per condurci ai pascoli verdeggianti
e alle acque tranquille (Gv. 10). La
risposta dell’uomo suppone l’incontro con Gesù Cristo che chiama, e
questa risposta diventa “obbedienza
della fede” risposta dell’uomo a Dio
che in Gesù di Nazareth si rivela (cf.
Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum 5).
Si fa parte della chiesa solo dopo
aver varcato questa soglia, solo dopo
aver varcato l’ingresso, la cui Porta è
sempre spalancata. Cristo si è identificato con la “Porta”: “Io sono la
Porta” (Gv. 10, 7b), ha detto perché
ogni cristiano, ogni operatore, ogni
pastore sia aperto a Dio e ai fratelli.
Varcare la soglia è consequenziale
all’apertura della porta del nostro
cuore alla Parola annunciata ed
accolta con gioia. La Parola accolta
in un cuore e in una mente aperti veicola l’unzione della Grazia che trasforma. La Parola di Dio seminata
nel “buon terreno” produce molto
frutto e ci trasforma a partire dall’interno perché dagli atteggiamenti
interiori si possano concretizzare
comportamenti coerenti e verificabili anche all’esterno.
Varcare la soglia non solo per entrare nella “Casa” di Dio situata tra le
case degli uomini, ma anche per varcarla per andare e portare agli altri il
dono della Fede celebrata, vissuta e
L
donata perché possa aumentare e
svilupparsi sempre più dentro il cuore di ogni operatore pastorale.
Varcare quella soglia significa far
parte della Comunità dei credenti,
Comunità dei salvati, Comunità che
celebra nell’Eucaristia la passione, la
morte e la risurrezione del Signore
Gesù Cristo dal cui mistero effonde
lo Spirito della Pentecoste.
Varcare la soglia è immettersi nella
chiesa pellegrina in questo mondo
che in ogni sosta si raduna, portando
gioia e fatica, si rinfranca e si dispone ad offrire il sacrificio durante il
suo cammino verso la patria.
Varcare quella porta è anche immettersi nella comunità del divino Maestro Crocifisso e Risorto che la educa e la forma con la sua Parola per
tutta la vita. Non più una catechesi
finalizzata ai sacramenti ma orientata per tutte le stagioni della vita umana per essere catechesi per la vita cristiana lungo la quale celebra i sacramenti della fede.
Varcare quella porta è ancora intraprendere il cammino della vita cristiana dal Battesimo che ci fa figli
del Padre, nel Figlio Gesù Cristo
Morto e risorto che dà lo Spirito Santo, fino a quando si conclude con il
suo passaggio attraverso la morte
alla vita eterna.
Varcare la Porta è entrare nella Trinità beata rivelata nella Pasqua di Gesù
Cristo, che equivale a credere in un
solo Dio che è Amore (1 Gv n. 8) e
dalla Trinità trova origine, fondamento e fine alla stessa chiesa che
confessa il Padre Creatore, che nella
pienezza dei tempi ha mandato il
Figlio per la nostra salvezza; lo Spirito Santo che santifica e guida la
chiesa fino al ritorno glorioso del
Signore. Ormai è un’esigenza riscoprire a tutti i livelli quel rinnovato
incontro con Gesù Cristo per darci
maggiore luce, rinnovato entusiasmo. Questo chiede alla chiesa e ai
Pastori di conoscere e approfondire
le diversificate modalità di come
Gesù Cristo ha incontrato gli uomini
e le donne del suo tempo. Trovare
quelle modalità che superano la contingenza del tempo e dello spazio e
possono essere applicate, nel rispetto
di tutti, a quanti cercano con cuore
sincero, di fare l’incontro con Cristo.
Nell’ottica della Fede il cercare dell’uomo è sempre stimolato dall’iniziativa di Dio che cerca la sua crea-
Vaticano, 11 ottobre: Benedetto XVI
presiede la celebrazione eucaristica in
occasione dell’apertura dell’Anno della
fede Foto Siciliani-Gennari/SIR
tura pertanto ogni evento, ogni persona, ogni contingenza è diretta dalla grazia e dalla sapienza di Dio
affinché accada l’evento dell’incontro. Il Figlio mandato dal Padre sulla
terra non ha disdegnato nessun luogo
di essa; ogni punto di terra o mare,
deserto o città, luoghi sacri o di lavo-
ro, strade o case ecc… sono diventati teatro dell’epifania di un Dio che
cerca tutti, che parla a tutti, che non
disprezza nessuno. Il suo procedere è
stato l’avanzare del Regno che non
lascia posto al potere del male. Il
mistero dell’incontro parte dall’incarnazione, “conditio sine qua non”,
perché si potesse sviluppare e realizzare la salvezza.
Gesù di Nazareth incontra tutti lungo
la sua breve esistenza. Trent’anni di
nascondimento, lavoro e preghiere;
di preparazione per poter svolgere
tre anni di ministero. Tre anni d’intensa attività messianica per culminare nei tre giorni utili per celebrare
il Mistero Pasquale. Ha incontrato
tutti stabilendo con ciascuno una
relazione educativa e salvifica.
Come chiesa e come pastori, come
battezzati e come operatori pastorali
non possiamo non attenzionare oggi
di mettere in luce e con maggiore
evidenza, la gioia e il rinnovato entusiasmo affinché accada ancora una
volta per noi e per tutti gli uomini la
grazia dell’incontro con Gesù Cristo
Crocifisso e risorto.
È un incontro che noi non possiamo
gestire o preordinare; non possiamo
improvvisarlo o preconfezionarlo;
da operatori pastorali possiamo soltanto in parte prepararlo, chiederlo
con fervorosa attesa e rassicurante
preghiera. Tutto il Vangelo è un
incontro di salvezza degli uomini col
Salvatore, siano in gruppo o siano
soli, siano simpatizzanti o amici siano nel dolore, siano giusti che peccatori, quanti si sono incontrati con Lui
hanno potuto registrare un segno
indelebile dentro la loro esistenza al
(segue a pagina 4)
4
Prospettive - 2 dicembre 2012
Giornata dei diritti dell’infanzia
Prendersi cura del legno verde
’Associazione Ex Allieve dell’Istituto delle
Suore domenicane del Sacro Cuore
di Gesù, in occasione della Giornata
mondiale per i diritti dell’infanzia,
ha promosso un incontro informativo-culturale aperto al pubblico e guidato magistralmente dal prof. Giuseppe Paradiso, scrittore, giornalista
e documentarista cine-televisivo, già
docente di Storia e Filosofia nei licei
e di Psicologia e Pedagogia del corso di laurea D.U., che ha tenuto una
conversazione sulla sconvolgente
condizione dell’infanzia nei cinque
continenti. Tra i presenti diversi studiosi della materia tra cui il prof.
Antonino Leocata, docente universitario e primario pediatra emerito e
presidente del Centro Interuniversitario di Bioetica e Diritti Umani, che
si è sempre dedicato alla cura dei
bambini e ai diritti dell’infanzia, e il
prof. Vincenzo Rapisarda, neuropsichiatra e docente universitario emerito di Psichiatria.
L’infanzia, ha affermato il relatore, è
stata sempre considerata la prima età
della vita insignificante e priva di
importanza. Niente di più errato:
poco più di un secolo fa si è cominciato a capire che i comportamenti
da adulti hanno origine nell’infanzia,
oggi ritenuta fondamentale per la
formazione della persona umana,
cosciente e responsabile dei suoi atti.
“Tendenze, gusti, emozioni, paure e
stati d’animo hanno origine nel
periodo più formativo dell’esistenza”, ha affermato il professore, “Nell’infanzia si formano carattere, modo
di pensare ed agire, attitudini, difetti,
pregi dell’adulto. Ciò che accade
nella fase infantile può produrre
individui normali o soggetti predisposti all’angoscia o alla delinquenza. Talvolta, paradossalmente, anche
coloro che si sono interessati all’educazione dell’infanzia hanno predicato bene e razzolato male. Il celebre
pedagogista Rousseau abbandonò i
suoi cinque figli negli ospizi”.
Lo studioso si è soffermato anche
sulla barbara usanza della castrazione: “Castrati ve ne furono a Roma
nel periodo classico, e, per secoli in
tutto l’Oriente, preposti a guardia
degli harem. L’abitudine di castrare i
bambini per la loro voce iniziò nel
XVI secolo. Una vera e propria corsa alla ricerca di voci bianche e i
possessori venivano evirati. Non
sempre erano figli di povera gente.
Carlo Broschi, detto Farinelli, era
figlio di famiglia benestante. Altri,
tra cui Francesco Baglione, Antonio
Maria Carnacci, Alessandro Moreschi, Matteuccio Sassani, Gasparo
Baldassarri, il Cusanini, il Ferri guadagnarono somme ingenti. Solo una
minima parte di quei bambini giungeva al successo, altri languivano
con la loro menomazione, e, in certi
casi, morivano per infezione”.
Il prof. Paradiso ha esposto la tesi
della psicologa Elena Gianini Belotti secondo cui l’amore genitoriale a
volte può diventare repressivo, ricattatorio e paralizzante: celebri personaggi si sono dimostrati impreparati
o negligenti nell’educare. Non si
curarono dei figli D’Annunzio, Galilei, Einstein, e persino la Montessori! “Per educare è necessario che gli
educatori siano un modello idoneo
perché i problemi mentali dei genitori si riflettono su di loro”, ha aggiunto il relatore, “Per Freud il compito
dell’educazione è rendere il bambino
mentalmente sano ed evitargli angosce e inquietudini. Quando indaghiamo sulle cause dei sintomi nevrotici
ci si imbatte sempre nei problemi
della prima infanzia”.
Ci sono state personalità ossessiona-
(continua da pag. 3)
VARCARE LA SOGLIA..
no perdere la pazienza, che non
meritano più di tanto…
L’operatore pastorale deve varcare la
soglia “in entrata” per stare sempre
in comunione col Signore; ma non
può non varcare la soglia “in uscita”
per sposare il territorio parrocchiale,
la città degli uomini, che attendono
la salvezza da quanti l’hanno incontrata; siano essi giovani, adulti, professionisti, ammalati ecc… Tutti
aspettano! Non è affare soltanto del
prete o della suore mediare o preparare l’incontro con Cristo Parola, con
Cristo Sacramenti, con Cristo Salvezza, perché nei posti dove tu ti trovi, di parentela, di lavoro, di abitazione, di amicizia, di svago ecc… il
sacerdote o la suore forse non si troveranno mai, tu invece hai questa
L
punto tale da cambiarla qualitativamente, al punto tale da vivere una
vita nuova abbandonando l’uomo
vecchio.
Ogni operatore, ogni battezzato,
chiunque è stato segnato da quell’incontro da cambiargli la vita, deve
mettersi in cammino come Gesù;
non può fare vita da sedentario o varcare la soglia e chiudersi dentro la
chiesa perché non ne vuol sapere del
mondo e della gente di questo mondo. Non può pensare egoisticamente
di salvarsi da solo, o che solo Dio lo
comprende, lo ama, lo perdona e pertanto si rifugia per non avere noie o
disturbi vari provenienti da terzi che
non la pensano come lui, che gli fan-
Prof. Giuseppe Paradiso
te dal genitore: le scrittrici Daphne
du Maurier e Mary Wollstonecraft,
Michael Jackoson. Per escluderlo dal
trono Luigi d’Orleans, fratello del
Re Sole, fu “educato” come damina
di corte. “In passato”, ha proseguito,
“era uso pensare che i bambini
dovessero essere piegati con la forza
e che solo punizioni potevano educarli. La violenza i ragazzi delle
famiglie più povere oggi la apprendono anche in strada. Abbandonati a
se stessi sono spinti al
crimine”. Un esempio
molto negativo e diseducativo: Himmler, il
sanguinario ed esaltato
capo delle SS fu spinto
all’odioso razzismo dal
padre. Fortunatamente
non mancano esempi di
adulti che sanno infondere ai minori luminosi
orizzonti: il padre di
Andersen era un ciabattino ma aveva una
grande passione per la
letteratura;
Pellico
doveva allo zio De
Rubod l’amore per gli
studi letterari. Picasso
si appassionò alla pittura grazie al
padre insegnante di disegno. Il padre
di Gogol s’interessava di letteratura.
Newton doveva tutto allo zio. Il nonno di Toscanini era un musicofilo.
Secondo Kant l’educazione arricchisce il sapere e insegna a pensare, per
cui gli adulti non devono suggerire
ai bambini nulla che li possa fuorviare dalla realtà.
Lo studioso ha chiarito che l’infanzia è ancora sottoposta a vessazioni
psicologiche e fisiche. Nel 2011
sono morti quasi 7 milioni di bambini di stenti e di fame. Un dato confortante in Italia: il Senato l’anno
scorso ha legiferato l’istituzione dell’Autorità Garante per l’infanzia e
l’adolescenza. È seguita la proiezione di un ricco filmato “Infanzia a
rischio” (titolo di un volume dello
stesso autore) ricavato dal prof.
Paradiso da diligenti e rigorose ricerche di archivio per presentare tanti
tristi e pericolosi aspetti di devianza
e violenza sui minori. Ecco scorrere
sullo schermo la gioventù sbandata
del Terzo mondo; i ragazzi che vivono in strada assoldati dalla delinquenza organizzata; la tragedia dei
bambini del Ruanda; i ragazzini
sudamericani che si feriscono per
essere ricoverati in ospedale e
togliersi dal fango; la piaga disumana della droga, con la quale i giovanissimi credono di poter dimenticare
disagi e frustrazioni; i bambini africani ammalati di malaria “curati”
ancora dagli stregoni; l’orrenda ed
incivile pratica dell’infibulazione; i
nostri “carusi” delle miniere di zolfo; il vergognoso e delirante progetto nazista Lebensborn per la “pura
razza ariana”; il sistema scolastico
prima e dopo la seconda guerra mondiale”.
A.B.
Inaugurate da AVSI nove scuole dopo il terremoto
Educazione: una speranza anche per Haiti
l teatro Sipario Blu dell’Istituto “Sant’Orsola” di
Catania, Semedimela associazione di genitori
nata qualche anno fa all’
interno della scuola - ha
promosso un incontrotestimonianza per far conoscere la realtà di alcune
opere educative costruite
da AVSI ad Haiti dopo il
terremoto del 2010. Infatti
pochi mesi prima, un gruppo di bambini del Sant’Orsola, in occasione della
loro Prima Comunione, ha
offerto insieme alle proprie famiglie
una somma di denaro destinata proprio a queste opere, perché - spiegano i catechisti - “sappiamo come
AVSI aiuti tanta gente, in molte parti del mondo, a ritrovare la speranza
di vivere e la propria dignità di
uomini, e abbiamo pensato proprio
ad un’opera educativa per ragazzi
come i nostri figli, col desiderio che
tanti di loro possano - attraverso la
scuola - imparare a conoscere la
realtà e a sfruttare i propri talenti per
costruire una civiltà migliore”.
All’incontro sono intervenuti Valerio Montalbano e Maria Leone,
responsabili AVSI rispettivamente
possibilità di “celebrare con tante
persone l’“incontro” oltre al territorio della parrocchia di appartenenza
o di elezione.
L’“incontro non deve essere ridotto a
sola preoccupazione sociale, culturale o politica, oppure amicale con cui
i convenevoli di un’amicizia tra persone buone danno anche per scontata la fede. Oggi non è scontata la
fede nelle persone.
Il contesto sociale nel passato era
Cristiano e solo alcuni erano non
credenti. Oggi è il contrario, i cristiani sono minoranza, mentre grandi
settori della società vivono un ateismo pratico a motivo della profonda
crisi di fede che ha toccato tante persone (cf. Benedetto XVI, Porta
Fidei, 11.10.2011, Ed. Vat. N. 2).
Non dare per scontato l’incontro con
Gesù Cristo né la fede in Lui; molte
persone possono essere buone ma
questo non coincide con l’essere
discepoli. Pertanto ogni operatore
deve essere sole e luce della terra per
moltiplicare i pozzi per attingervi
l’acqua che zampilla per la vita eterna (Gv. 4,14).
Dall’incontro con Cristo rinasce il
gusto di nutrirci della Parola e del
Pane della vita offerti a sostegno dei
discepoli. L’opera di Dio è questa:
Credere in colui che il Padre ha mandato (Gv. 6,29). Incontrarlo, accoglierlo è possibilità di giungere a salvezza eterna. (Cf. Benedetto XVI,
Porta Fidei n. 3).
di Palermo e di Siracusa, i quali hanno partecipato qualche mese fa ad
Haiti all’inaugurazione di 9 scuole,
presentati dal coordinatore AVSI di
Catania Silvio Incardona.
Essi hanno raccontato che la realtà
haitiana è durissima, perché - a fronte di una possibilità di ricchezza che
verrebbe dalle risorse naturali manca ogni tipo di struttura e la gente è poverissima e spesso non lavora: ha abbandonato l’agricoltura e
vive del miraggio della città, che
porta alla miseria o alla malavita.
Nonostante ciò, è vero anche ad
Haiti che il cuore dell’uomo desidera uno scopo e un compimento:
infatti di fronte alla proposta concreta di costruire le scuole o lavorare in
esse, tanti haitiani si sono coinvolti
e concretamente iniziano a cooperare al miglioramento del loro Paese. I
relatori hanno constatato come sia
vero e reale che l’educazione è il
punto da cui ripartire per la costruzione di una civiltà: senza di essa
anche gli aiuti più dispendiosi, se
non valorizzano e spalancano l’umanità di ciascuno, sono destinati a
fallire.
A conclusione dell’incontro è stata
presentata la campagna di raccolta
fondi “Tende 2012”, per far conoscere AVSI e i suoi progetti nella
nostra città attraverso diverse iniziative, tese a testimoniare e a sostenere piccoli e grandi contributi.
P. Pietro Longo
Teresa Scacciante
A
5
Prospettive - 2 dicembre 2012
PRIMOPIANO
Ventisei anni di cultura internazionale, solidarietà e lotta per i valori sociali
Il “Nino Martoglio”
un PREMIO STORICO
entisei anni di cultura
internazionale, solidarietà e lotta per i valori sociali. È il
“Nino Martoglio”, un premio storico
che, come di consueto, ha avuto luogo al Teatro Comunale di Belpasso,
gremito di autorità civili e religiose,
personalità del mondo del giornalismo e della cultura, insieme a moltissimi giovani. Segnale quanto mai
confortante in un momento come
quello odierno in cui la crisi economica è amplificata dallo smarrimento ideologico e dall’assenza di precise coordinate morali.
Obiettivo precipuo del premio, ribadito in apertura da Sina Pappalardo
(presidente del Circolo Culturale
Athena, cui si deve l’ambito riconoscimento), è la tutela e la diffusione
del libro, volano privilegiato per
ogni progresso civile. Chi meglio del
libro può infatti veicolare sentimenti, valori, idee? Una lezione rifluita
anche in questa ricca edizione, che si
è riconfermata ad altissimi livelli.
Presieduta da Sarah Zappulla
Muscarà (Università di Catania) e
composta da Sina Pappalardo (presidente Circolo Athena), Angelo Sajeva (Commissario Straordinario
Comune di Belpasso), Domenico
Tempio (editorialista de “La Sicilia”) e Vicente González Martín
(Università di Salamanca), la qualificata giuria ha assegnato il Martoglio 2012 nelle sue diverse sezioni.
Per la Sezione Letteratura premiato
Roberto Alajmo per il pamphlet satirico “Arriva la fine del mondo (e
ancora non sai cosa mettere)” (ed.
Laterza) che “mentre avvince,
costringe ad una riflessione scomoda
sui vizi e le virtù del genere umano,
inserendosi nell’alveo di una nobile
tradizione che dal Settecento francese di Voltaire giunge nella nostra Isola fino a Leonardo Sciascia” (così la
motivazione). Un libro che mette a
nudo il sistema dell’informazione, il
mondo della politica, i rituali fatui
dei nuovi poveri che si celano dietro
un finto glamour, l’ipocrita e distratto buonismo dell’opulento Occidente nei confronti di calamità troppo
lontane geograficamente per lasciarsene travolgere. Per il Giornalismo a
ricevere il riconoscimento è stato
Antonio Troiano, tra i più apprezzati
giornalisti italiani, responsabile delle
pagine culturali del “Corriere della
Sera” nonché fondatore e direttore
del supplemento domenicale del
noto quotidiano milanese. Riunendo
i maggiori intellettuali e artisti, “La
lettura” si configura “osservatorio
imprescindibile per la conoscenza
dell’universo culturale e dei suoi
consumi”. Un’esperienza editoriale
che, sin dal titolo, ricorda volutamente la felice impresa dello storico
mensile che all’inizio del secolo
scorso era stato ideato da Luigi
Albertini e da Giuseppe Giacosa,
frequentato da penne d’eccezione
quali Pirandello e Gozzano. Appartenente ad una razza intellettuale in
via d’estinzione, Antonio Troiano,
“con coraggiosa lungimiranza e profonda sensibilità culturale”, ha saputo fare del neonato periodico “un
V
Da sinistra: Gabriele
Denaro, Sina Pappalardo,
Roberto Alajmo,
Domenico Tempio,
Angelo Sajeva, Licia
Aresco Sciuto, Sarah
Zappulla Muscarà,
Antonio Troiano, Karl
Staudinger, Michael
Aichmayr, Vincenzo
Pirrotta.
riferimento lucido e di altissimo profilo per la crescita civile e sociale”,
sfidando la crisi della carta stampata.
Intervistato dall’acuto Sergio Sciacca, Troiano è riuscito a restituire il
senso più profondo di un’operazione
culturale eclettica, classica e insieme
contemporanea per i rinnovati interessi volti non solo alla narrativa e
alla saggistica ma anche ai variegati
linguaggi dei media (in primo luogo
la graphic novel e la scrittura del
blogger). Degna di menzione la sua
scelta di destinare la somma del pre-
mio a buoni libro per
le scuole e la biblioteca di Belpasso. L’
“Athena” per lo Spettacolo a Vincenzo Pirrotta “interprete di dirompente fisicità e di non
comune forza interpretativa, capace
di coniugare tradizione e modernità,
le radici culturali della sua terra e la
più ardita sperimentazione”. Formatosi alla scuola di Mimmo Cuticchio,
si afferma subito come uno dei più
grandi eredi della tradizione dei
“cuntisti” siciliani, lavorando nel
tempo a fianco di registi della statura di Giancarlo Sbragia, Sandro
Sequi, Gabriele Lavia, Mario Martone, Roberto De Simone. Memorabile
negli spettacoli “Diceria dell’Untore”, “Terra Matta”, “I ragazzi di
Regalpetra”, “‘U Ciclopu”, “Eumenidi”, “La ballata delle balate”,
“Lunaria”. Attore e regista, Pirrotta
testimonia incessantemente la cura
filologica dei testi, sempre sorretto
da “slancio etico, lucida denuncia,
riflessione critica”. A ricevere il premio per la Letteratura per ragazzi il
Comune di Schwanenstadt (Austria),
impersonato dal sindaco Karl Staudinger e dal coordinatore delle attività culturali Michael Aichmayr
(docente dell’Università di Salisburgo). Un premio che testimonia anche
l’impegno assunto dalla cittadina
austriaca e da Belpasso mediante un
gemellaggio che ha promosso nel
tempo un fortunato concorso destinato alle scolaresche. D’altronde, a
Karl Staudinger e a Michael Aichmayr si devono numerose operazioni
culturali finalizzate alla crescita
intellettuale e morale delle nuove
generazioni. Tra le novità di quest’edizione del “Martoglio” la Sezione
(segue a pagina 9)
l’intervista
Indietro nel tempo intervistando Giuseppe Petronio Russo
ccetto l’invito della
mia amica Luana Chiarenza di assistere a una kermesse di
auto d’epoca nel cuore storico della
città. Il connubio quartieri antichi e
automobili retrò è particolarmente
indovinato e così entusiasmata di
rivivere tra le Balilla e le Topolino il
tempo passato, mi dirigo nei pressi
di Via Vittorio Emanuele dove si tiene l’originale raduno con proiezione
di video a tema.
Il luogo dell’originale manifestazione è il Cortile Platamone e dintorni.
La città storica così come un caldo
abbraccio accoglie quella tranche di
memoria che ricostruisce i primi
anni del novecento. Sono intervenuti
anche gli studenti del Liceo Artistico
“Emilio Greco” di Sant’Agata Li
Battiati (CT), i quali con il loro
talento grafico hanno immortalato su
tele e cartoncini da disegno questa
memorabile testimonianza del passato.
Mentre procedo tra queste espressioni di rievocazione storica noto che
un gentiluomo, elegantemente vestito e con monocolo al gilet si accosta
a me. Dimostra circa settant’anni e
un paio di vistosi baffi gli danno
un’aria solenne al volto. Quello che
attira la mia attenzione è il suo
sguardo, acuto e profondo, talvolta
velato da una certa mestizia. Mi
saluta con un baciamano, atteggiamento di benvenuto ormai desueto e
che sorprende non poco la mia persona, e poi così esordisce: <<Il mio
nome è Giovanni Petronio Russo e la
città di Adrano (CT) mi diede i natali il 24 giugno del 1840>>. Ero ancora una volta sorpresa; stavo partecipando a un’esperienza meta-temporale e questa volta il mio illustre
interlocutore era niente meno che
l’inventore della prima macchina a
vapore stradale. Confusa ed emozionata per l’insolito incontro, pregai
quel gentiluomo venuto dal passato
A
Il tempo è galantuomo
di parlarmi di sé. Sedette e incrociando le mani sull’impugnatura del
suo bastone da passeggio mi rivelò
questo: <<Sin da giovane nutrii un
profondo interesse per le discipline
matematiche e le scienze meccani-
stabilità nel percorso come anche la
velocità di 15 Km/h. Finalmente nel
1871, finita la guerra d’indipendenza, il mio progetto era realizzato e
con tanto di brevetto ottenuto sia in
Italia che in Francia, Belgio e
che. Mi iscrissi così all’Università di
Catania, prima alla Facoltà di Medicina e poi di Ingegneria. Non conseguii la laurea perché impegnato ad
aiutare mio padre nel negozio di
famiglia, ma continuai da solo a studiare matematica, fisica e meccanica.
In quegli anni l’invenzione della
locomotiva a vapore realizzata dall’inglese George Stephenson, mi
entusiasmò notevolmente, tanto che
subodorai la possibilità di applicare
la trazione a vapore su strada, magari come mezzo di funzionamento di
un’automobile. Trascorsi anni nel
disegnare e costruire pezzi per la mia
locomotiva a vapore stradale che
potesse frenare all’istante e tenere
Austria. Subii però boicottaggi nella
realizzazione di questo innovativo
mezzo di trasporto, tanto che fui
indotto a costruire una nuova macchina a vapore che venne presentata
prima a Roma e poi a Catania. Tanti
plausi e riconoscimenti, ma nessuno
volle fruttare quell’invenzione rivoluzionaria dei trasporti, nessuna banca di Sicilia, di Napoli e Roma la
volle finanziare.
Deluso mi trasferii alcuni anni a
Napoli dove vinsi il concorso per
insegnante di Disegno. Trascorsi
così un altro periodo della mia vita a
scrivere libri di agraria, di meccanica e di scienze e a produrre congegni
meccanici per i tram. Ritornai a
Adrano e lì mi dedicai prima all’atti-
vità di scultore realizzando il Battistero le ringhiere e le transenne della
Chiesa Madre, poi venni eletto
assessore ma non cessai di dedicarmi
con instancabile attività alla popolazione. In quegli anni era scoppiato in
paese il colera e si era riconosciuta la
causa scatenante nell’esistenza di
pozzi privati. Feci chiudere pertanto
quelle cisterne e a spese mie feci
installare delle fontane dove sgorgava l’acqua non contaminata. Ma l’invidia è meretrice tra la gente, quindi
venni accusato ingiustamente di corruzione e venni dichiarato decaduto
come consigliere. Lasciai questa vita
terrena il 14 dicembre del 1910. Solo
dopo la mia morte venne riconosciuta la mia dirittura morale e il valore
della mia invenzione>>. Mentre lo
ascoltavo provavo una profonda
commozione e pensavo come i geni
dell’umanità siano stati sempre ostacolati nei loro percorsi esistenziali e
come la loro personalità sia stata
invulnerabile alle meschinità. Così
mi venne spontaneo inchinarmi di
fronte a questo illustre personaggio e
chiedergli un consiglio, un messaggio, quasi un soffio di saggezza;
sapevo che la nostra conversazione
non sarebbe durata ancora a lungo e
che presto sarebbe svanito, sarebbe
tornato in quell’altro mondo più giusto e più retto di questo.
Asciugandomi una lacrima che furtivamente mi scese in viso, mi sussurrò: <<Procedi sempre sui binari
della vita che ti ha assegnato il Cielo e non deviare mai>> Detto questo
svanì. Intorno a me lucenti le auto
d’epoca e un allegro vociare dei
ragazzi.
Stefania Bonifacio
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Prospettive - 2 dicembre 2012
Basilica Collegiata: insediamento nuovo parroco
Col cuore in mano,
ma anche in gola
a sera di lunedì 26
novembre la storica ed
antica basilica Collegiata Santa
Maria dell’Elemosina ha spalancato
le porte ai parrocchiani e ai fedeli di
tutta la città per accogliere con gioia
e solennità il novello prevosto parroco nominato dall’Arcivescovo con
proprio decreto dello scorso 25 ottobre, esaudendo le attese della comunità ecclesiale che ivi opera con
varietà di carismi e di propositi, finalizzati in modo particolare a promuovere il culto e la devozione verso la
Beata Vergine Maria Madre della
Divina Misericordia, i santi martiri e
confessori della fede dei quali, in un
luogo così significativo per la storia
religiosa e civile della città, si conservano le memorie iconografiche: i
venerati santi compatroni e concittadini, Agata ed Euplio, sant’Apollonia v. e m., il beato cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet.
La parrocchia S. Maria dell’Elemosina, canonicamente eretta il 26 ago-
Notizie in breve dal 3 al 9 dicembre
L
sto 1949 allorché l’Arcivescovo
mons. Carmelo Patanè attribuì al
prevosto il titolo, i diritti e le mansioni di parroco, ha così un nuovo
prevosto-parroco, il sacerdote Ottavio Marco Musumeci, insediato
solennemente con il suggestivo rito
del possesso canonico da S.E. Mons.
Salvatore Gristina, durante la concelebrazione dell’Eucaristìa che ha
presieduto con 15 sacerdoti concelebranti e l’assistenza di 7 canonici del
capitolo della basilica, guidati dal
decano mons. Carmelo Smedila,
vicario della I forania di Catania
Centro, che per oltre un anno ha
svolto con zelo ed abnegazione il
delicato compito di amministratore
parrocchiale.
Al sacro rito, liturgicamente animato
dalla corale parrocchiale, svoltosi
nella storica “regia cappella aragonese” sede del collegio canonicale
secolare eretto da papa Eugenio IV,
strapiena di fedeli ed allietata dalla
corale della basilica, hanno parteci-
pato, oltre ai familiari e parenti del
novello prevosto, il Prefetto, il cui
ufficio si trova nel territorio della
parrocchia, autorità civili, i rappresentanti del Circolo cittadino S. Agata, maschile e femminile, del gruppo
diocesano Amici del Rosario e di
altri gruppi laicali.
Dopo i riti di accoglienza e di introduzione è avvenuta la presentazione
del nuovo parroco con la lettura del
decreto di nomina; successivamente
l’Arcivescovo ha invitato don Ottavio alla sede presidenziale e ha benedetto l’acqua per l’aspersione dell’assemblea liturgica. Sono seguiti i
riti esplicativi da parte del parroco:
venerazione dell’altare, benedizione
del popolo con l’aspersorio. Il brano
del Vangelo secondo Luca (21,1-4)
“Vide una vedova povera, che gettava monetine” è stato proclamato dal
novello parroco secondo l’esortazione dell’Arcivescovo: “Predica il
Vangelo, esorta, incoraggia, raccomanda, usando tutta la tua pazienza e
Dall’Agenda dell’Arcivescovo
Lunedì 3
• Ore 9.00 Arcivescovado: udienze.
• Ore 12.30 Mascalucia, (PIME): incontra i sacerdoti in occasione della festa di S. Francesco Saverio.
• Ore 18.00 Catania, Basilica Cattedrale: celebra la
S. Messa e conferisce il mandato ai nuovi ministri
straordinari della Comunione.
• Ore 21.00 Catania, parrocchia S. Leone: presiede
il rito della consegna della Bibbia.
Martedì 4
• Ore 9.30 Catania, Seminario: prende parte al Ritiro di Avvento del Clero predicato dall’Abate Ildebrando Scicolone.
• Ore 17.00 Catania, parrocchia S. Maria della
Consolazione: (Visita pastorale).
Mercoledì 5
• Ore 10.00 Paternò, parrocchia S. Maria dell’Alto:
presiede il Pontificale in occasione della Festa di
S. Barbara.
• Ore 18.00 Catania, Chiesa S. Placido: celebra la S.
Messa di ringraziamento per la colletta alimentare.
Giovedì 6
• Ore 9.00 Catania, parrocchia S. Maria della Consolazione: (Visita pastorale).
• Ore 19.00 Misterbianco, Chiesa S. Nicolò: cele-
bra la S. Messa.
Venerdì 7
• Ore 10.00 Catania, Chiesa della Badia S. Agata:
presiede la Conferenza Stampa per la “Casa del
Sorriso”.
• Ore 17.00 Catania, parrocchia S. Maria della
Consolazione: (Visita pastorale).
Sabato 8
• Ore 9.00 Catania, parrocchia S. Maria delle Grazie: inaugura la “Casa del Sorriso”.
• Ore 11.30 Catania, Chiesa S. Francesco all’Immacolata: celebra la S. Messa per la Solennità
dell’Immacolata. Nel pomeriggio guida la Processione Cittadina.
Domenica 9
• Ore 9.30 Catania, Seminario: saluta gli Insegnanti di Religione in occasione del loro Ritiro.
• Ore 10.30 Catania, parrocchia S. Giuseppe in
Ognina: celebra la S. Messa.
• Ore 12.15 Catania, Palazzo Biscari: saluta la
Famiglia Vincenziana in occasione della loro
annuale Fiera Gastronomica.
• Ore 17.30 Catania, parrocchia Nostra Signora di
Lourdes: (Visita pastorale).
Offerta eccezionale
PER IL CLERO
Per Wind e H3G sarà praticato
Avvento, e presentarli nei pun-
uno sconto pari al 30%.
ti vendita di Centro Sicilia
È necessario munirsi dei buoni
(Wind e H3G), oppure dei Por-
sconto, distribuiti il 4 dicembre
tali (solo Wind).
p.v. in Seminario per il ritiro di
®
la tua capacità di insegnare. La tua
vita stessa sia un Vangelo scritto dallo Spirito, che tutti possano leggere”.
L’omelia sui brani della Sacra Scrittura è stata offerta ai fedeli da padre
Musumeci che, chiamato a guidare e
a moderare l’attività e non l’attivismo dei fratelli e delle sorelle della
parrocchia, ha ricordato la saggia e
sapiente esortazione del beato Papa
Giovanni Paolo II contenuta nella
bolla di indizione del Grande Giubileo dell’Incarnazione: <Bisogna avere un po’ di tempo per pensare e per
pregare>. “Quest’oggi io mi presento davanti a voi”, ha affermato col
cuore in mano don Ottavio, “come
colui che ha bisogno di un po’ di
tempo per pensare e per pregare, perché sia possibile imitare il Maestro
che venne per servire e non per essere servito”.
È seguito il rinnovo delle promesse
fatte dal parroco nel giorno della sua
ordinazione presbiterale, rispondendo all’interrogazione dell’Arcivescovo. Alla preghiera dei fedeli affidata ad alcuni parrocchiani Mons.
Gristina ha aggiunto una speciale
intenzione rituale per padre Ottavio,
al quale è stata affidata la comunità
di S. Maria dell’Elemosina. All’offertorio i doni sono stati presentati
dai bambini del catechismo e dai
catechisti. Prima della benedizione
finale, l’Arcivescovo ha invitato la
dottoressa Mariella Aurite Baturi,
presidente del Circolo femminile S.
Agata, a nome dei parrocchiani, a
rivolgere brevi parole di augurio. Il
canto della Salve Regina in latino ha
concluso tra la commozione generale la solenne celebrazione.
Padre Musumeci, cancelliere della
Curia arcivescovile, canonico minore
della cattedrale e rettore delle chiese
filiali S. Sebastiano al Castello e S.
Maria dell’Ogninella, è nato a Catania il 25 aprile 1970 ed è stato ordinato presbitero il 2 gennaio 2002. Il
giovane e dinamico don Ottavio si
aggiunge alla breve ed eletta schiera
dei suoi predecessori: mons. Francesco Ricchena, mons. Lucio Rapicavoli, mons. Giovanni Lanzafame e
mons. Giorgio Giuffrida
Blanc
8
Prospettive - 2 dicembre 2012
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Prospettive - 2 dicembre 2012
DIOCESI
La scorsa domenica si è celebrata la XII Giornata Confraternale Diocesana
a 12ª Giornata Confraternale dell’Arcidiocesi di Catania si è svolta nel capoluogo etneo con la dovuta e sobria
solennità e con la consolante partecipazione di confrati e consorelle
d’ogni età con i tradizionali abiti
rituali, a cura della confederazione
diocesana delle confraternite, alla
quale aderiscono 114 pii sodalizi
laicali confraternali, di cui soltanto
36 nel capoluogo etneo. Diverse
centinaia di confratelli e consorelle
provenienti da tutte le zone pastorali della Chiesa diocesana catanese, in rappresentanza di decine di
migliaia di fedeli associati, hanno
animato il centro storico cittadino
la sera del 25 novembre, solennità
liturgica di Cristo Re dell’Universo
e ultima domenica del tempo ordinario e dell’anno liturgico, per
celebrare in comunione di fede e di
fratellanza il loro XII RadunoCammino diocesano, nel contesto
dell’Anno della Fede con l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina.
La prima parte si è svolta in Collegiata, con la partecipazione del
vicario foraneo ed amministratore
parrocchiale mons. Carmelo Smedila, del presidente della confederazione delle confraternite, consigliere nazionale e coordinatore regionale ing. Vincenzo Musumarra con
gli altri membri del direttivo, del
delegato arcivescovile can. Giovanni Sciuto, del consigliere nazionale e delegato di Ragusa dr Giuseppe Vona, del presidente calabro
Antonio Pinturiero.
Il prof. Marco Pappalardo, cooperatore salesiano, giornalista, ha
svolto una breve e relazione su “Le
confraternite nell’Anno della
Fede… sulle strade della vita”,
imperniata sui testi fondamentali
della fede cristiana- Sacra Scrittura, Credo come professione di fede
e sintesi del Vangelo, documenti
del Concilio Vaticano II, Catechismo della Chiesa Cattolica- e sul
beato Piergiorgio Frassati, patrono
delle confraternite italiane.
All’imbrunire si è snodato un lungo, silenzioso e suggestivo corteo
aux flambeaux che ha raggiunto
piazza Duomo per concludersi nella basilica Cattedrale illuminata a
festa, dove l’Arcivescovo Mons.
Salvatore Gristina ha concelebrato
l’Eucaristìa con i sacerdoti assistenti ecclesiastici delle confraternite.
All’omelìa l’Arcivescovo ha definito le nostre confraternite una
splendida e numerosa realtà che,
nell’Anno della Fede, si raduna
L
(continua da pag. 5)
IL “NINO MARTOGLIO”...
Musica per la quale è stato premiato
Gabriele Denaro, compositore, pianista, concertista di fama internazionale, artista in grado di “creare musiche delicate e vibranti, romantiche e
melanconiche, passionali e struggenti, che sciolgono le immagini in
emozioni e le emozioni in immagini”.
Definito dagli esperti “anima musicale pura”, degno di occupare un
posto di rilievo accanto ad Allevi,
Einaudi, Nyman, Gabriele Denaro
continua a riscuotere nelle sue tournée in Italia, Francia, Spagna, Russia, Romania, Germania, Svizzera e
Egitto, lusinghieri consensi di pubblico e di critica, attraversando una
pluralità di generi e di tematiche
musicali. In ultimo, per la Sezione
Tutto ruota attorno
all’EUCARISTIA
attorno all’altare del Signore nel
giorno sacro della domenica, segno
dell’identità del cristiano, in cui i
fedeli proclamano di credere nel
Padre che ha inviato il Figlio suo,
nel Figlio che ha annunziato l’amore del Padre e lo ha testimoniato
lungo la sua esistenza soprattutto
nel mistero pasquale, la Morte e la
Resurrezione, nello Spirito Santo
sempre donato alla Chiesa da Cristo risorto. Lo Spirito continuamente ci porta a Gesù, ci fa comprendere il senso e il significato
dell’opera di Gesù. “Nella celebrazione dell’Eucaristìa”, ha sottolineato, “abbiamo il centro della
nostra fede.
Non si può far parte di una confraternita senza l’impegno della partecipazione alla s. Messa. Tutto deve
essere visto come preparazione:
dopo aver partecipato all’Eucaristìa, nella nostra vita quotidiana
dobbiamo la ricchezza straordina-
ria del giorno del Signore. Chiedo a
voi, sorelle e fratelli delle nostre
confraternite di comprendere il
senso della domenica, per tanti ver-
si offuscato. ‘Senza domenica non
possiamo vivere’ lo dissero un
gruppo di martiri che diedero la
vita per questo”.
Alla conclusione l’ing. Musumarra
ha rivolto un indirizzo di omaggio
all’Arcivescovo nel nome di Cristo
e di Maria Vergine, del Santo padre
Papa Benedetto XVI, di S. Agata e
del santo patrono Pier Giorgio
Frassati, confermando l’impegno
dei confratelli ad essere testimoni
credibili di Culto, Carità e Cultura
alla luce dei temi trattati nelle ultime riunioni di Consiglio, quali partecipazione, comunione, trasparenza, democrazia, diritti: “Nella
vigna del Signore”, ha aggiunto il
presidente, “operano i sacerdoti,
noi laici. Noi confrati, laici impegnati al servizio del Signore, dobbiamo essere quel serbatoio di
risorse professionali, artigiane,
operaie che portano la loro esperienza di vita per collaborare con i
parroci per un miglior servizio nel
territorio”.
A S. E. mons. Gristina le confraternite dell’arcidiocesi hanno donato
una targa d’argento per i 20 anni di
episcopato e i 10 anni di servizio
vescovile a Catania con impressi i
loghi della confederazione confraternale catanese, dell’Anno della
Fede e dell’Arcivescovo con il
motto episcopale “In spe resurrectionis ministrare”.
Memorex
Presentato il progetto di restauro Chiesa Istituto “Ardizzone Gioeni”
Restaurare per rivalutare il patrimonio artistico
a mattina di mercoledì
21 novembre è stato
presentato ufficialmente il progetto
di restauro della chiesa dell’Istituto
per ciechi Ardizzone Gioeni di Cata-
nia intitolata a S. Lucia. La cappella
risale ai primi del ’900 ed è costituita da un’architettura neogotica.
“L’inaccessibilità al patrimonio
monumentale dell’istituto per noi
Opera Prima, il “Martoglio” è andato a Licia Aresco Sciuto per “In amore, succede...” (ed. Lombardi), silloge di racconti caratterizzati “da una
scrittura dalla cifra spiccatamente
esistenziale, dal linguaggio accattivante, dalla padronanza di una tecnica volta alla ricerca degli effetti di
suspence e di spiazzamento surreale”. Un sorprendente esordio narrativo che tributa pure “un omaggio ai
grandi della letteratura siciliana e
alla città di Catania, ombelico del
mondo, struggente metafora della
condizione umana”.
Una vera e propria festa del libro.
D’altra parte, come ricordato dalla
studiosa Sarah Zappulla Muscarà “a
chi gli chiedeva di suggerire una
soluzione ai mali della società,
Gesualdo Bufalino affermava che il
libro e la cultura rimangono i fonda-
menti del riscatto sociale”. Momenti
preziosi di confronto e di dibattito
culturale grazie alla presenza di premiati di spicco che vanno ad impreziosire l’Albo d’Oro del Premio che,
promosso dal Circolo Athena in collaborazione con la Regione Siciliana, la Provincia Regionale di Catania
e il Comune di Belpasso, e la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano diretto
da Enzo Zappulla, annovera nelle
passate edizioni, tra gli altri, Andrea
Camilleri, Gesualdo Bufalino, Turi
Ferro, Leo Gullotta, Nico Orengo,
Mino Milani, Marcello Sorgi, Paolo
Mieli, Maria Latella, Pietrangelo
Buttafuoco, Francesco Merlo, Gaetano Savatteri, Attilio Bolzoni, Vittorio Sgarbi, don Giuseppe Costa
(direttore della Libreria Editrice
Vaticana).
L
non vedenti è sempre stato un grosso
problema”, ha spiegato il presidente
prof. Gianluca Rapisarda, “Questo
progetto per noi rappresenta finalmente l’abbattimento di un’inaccessibile barriera e di questo dobbiamo
ringraziare anche la Curia arcivescovile, la Soprintendenza ai beni culturali e l’Accademia di Belle Arti che
hanno reso possibile questo sogno”.
“Sarà uno stage dove verranno sperimentate nuove tecniche di pittura in
rilievo”, ha aggiunto Rapisarda, “In
questo modo i non vedenti, attraverso il tatto, potranno ricostruire nella
loro mente le immagini presenti sulle pareti. Un ulteriore tassello verso
l’abbattimento delle barriere sensoriali. Un obiettivo che da un secolo
si prefigge l’istituto”.
Attraverso la convenzione con l’Ecap i volontari eseguiranno gli interventi necessari che garantiranno ai
non vedenti di usufruire direttamente e liberamente, con l’uso del tatto,
delle splendide pitture, delle statue e
A corredo l’inaugurazione, nell’antico Club Progressista di Belpasso, di
due mostre documentarie: la prima
dedicata a “La Lettura”, che consente di cogliere la nostra Isola e l’Italia
tutta nei difficili anni di trapasso
dagli inizi del Novecento alla guerra,
dal fascismo alla ricostruzione postbellica; la seconda, intitolata “Sulle
ali delle farfalle e dei cigni” e incentrata sulle pubblicazioni in diverse
lingue riservate all’infanzia e realizzate dal Comune austriaco di Schwanenstadt, restituisce lo spaccato
europeo di un mondo ora più che mai
da salvaguardare.
Un appuntamento il “Martoglio”
che, ancora una volta, valorizza
l’identità storico-culturale della
Sicilia.
Maria Valeria Sanfilippo
degli stucchi che si trovano all’interno della cappella: “Vogliamo lanciare un messaggio di grande positività
nei confronti degli studenti”, sottolinea il direttore dr Antonio Cocuccio,
“Questo stage formativo sarà un’esperienza unica nel suo genere che
permetterà ai nostri ragazzi di confrontarsi con una struttura architettonica di inestimabile valore. Il restauratore oggi rappresenta una grande
risorsa per rivalutare il patrimonio
artistico della nostra terra”.
Il progetto, che comincerà a dicembre ed avrà una durata di tre mesi,
prevede uno speciale restauro conservativo delle pareti, delle statue e
della rappresentazione della Via
Crucis. I volontari spiegheranno ai
ragazzi dell’istituto i vari passaggi
del restauro come il consolidamento,
la pulitura, l’integrazione e il rifacimento delle parti strutturali deperite.
Nel caso in cui l’affresco o l’opera
muraria saranno fortemente danneggiati verrà utilizzata la speciale tecnica pittorica del sottolivello che
permetterà una percezione diversa,
attraverso il tatto, delle varie parti
della parete. Presenti alla conferenza
la dott.ssa Cristina Grasso direttrice
vicaria dell’Archivio di Stato, il
prof. Pietro Privitera preside dell’Istituto tecnico regionale per le attività sociali e professionale per l’industria e l’artigianato per ciechi, mons.
Giuseppe Schillaci rettore del seminario arcivescovile, il dr Cocuccio, il
nuovo segretario generale dell’Istituto Ardizzone Gioeni dr Giampaolo
Adonia, il direttore del Centro per
l’impiego di Catania dr Vito Maugeri, il direttore dell’Accademia di
Belle Arti prof. arch. Virgilio Piccari. Il restauro dell’artistica cappella
concluderà il cartellone di eventi,
promossi nel corso del 2011, per
celebrare il centenario di fondazione
dell’istituto.
®
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Prospettive - 2 dicembre 2012
DIOCESI
Riflessioni sul Vangelo
…ALLORA VEDRANNO IL FIGLIO
DELL’UOMO VENIRE SU UNA NUBE …
Anno Liturgico 2012-2013 - I DOM DI AVVENTO / C - Gr 33,14-16; Sal 24/25,4-5.8-10.14; 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36
La descrizione di avvenimenti, che mettono
paura, è annunciata da Luca nel brano della liturgia di oggi. “Segni nel sole, nella
luna e nelle stelle, sulla terra angoscia di
popoli in ansia per il fragore del mare e dei
flutti”, la conseguenza è nefasta: “ mentre
gli uomini moriranno per la paura e per
l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.
Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte”. Di fronte a questo disastro nasce la speranza, che non delude, dalla visione “del
Figlio dell’uomo che viene su una nube con
grande potenza e gloria”.
La visione del Figlio dell’uomo, che realizzerà le promesse di bene annunciate da
Geremia, costituisce la certezza che l’uomo
non sarà sopraffatto né dagli eventi della
natura né dalle opere del male. Dio farà germogliare un germoglio giusto che eserciterà
il giudizio e la giustizia sulla terra. L’esercizio del giudizio e della giustizia, che assicura
la pace a tutti gli uomini, porterà Gerusa-
lemme a essere chiamata: Signore-nostragiustizia. In altri termini le cose buone che
realizzano il giudizio e la giustizia rende presente Dio nel mondo, nella città, in mezzo
agli uomini. Chi garantisce tutto questo è il
giusto germoglio che Dio suscita per la casa
di David e che simbolicamente possiamo
dire, oggi, è il mondo. La vita giusta e santa
dei credenti è la garanzia delle promesse di
bene fatte da Dio alla casa di Israele e alla
casa di Giuda. Il suggerimento e la preghiera di Paolo sono che i credenti, per opera
del Signore, crescano sovrabbondantemente
nell’amore fra loro e verso tutti. Ciò rende i
cuori dei cristiani “saldi e irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, alla
venuta del Signore nostro Gesù Cristo con
tutti i suoi santi”.
Per Paolo è impossibile pensare che la vita
dei credenti possa arrestarsi: è una vita,
quindi bisogna che progredisca “ancora di
più”. Vivere con Cristo e per Cristo assicura,
andare incontro a Cristo è la certezza che
paura, ansia, angoscia, avvenimenti paurosi
sono niente, sono nulla. Incontrare Cristo
invece è vivere nell’amore, nella giustizia.
Leone Calambrogio
San Paolo in briciole
Come agire? 2 Cor 10,1-11
Paolo è accusato di due cose: di non essere
energico, se non per lettera, e di non essere
ambizioso. L’accusa che gli si muove è di
agire con criteri umani.
Egli li esorta a non costringerlo ad agire
energicamente perché le armi con cui combatte non sono carnali ma “ma hanno da Dio
la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti ed ogni arroganza che
si leva contro la conoscenza di Dio e sottomettendo ogni intelligenza all’obbedienza di
Cristo”. Li esorta a guardare le cose in faccia perché se qualcuno ha in sé la persuasione di appartenere a Cristo “lo siamo anche
noi”, e se si dovesse vantare di più per l’autorità che Dio gli ha dato per la loro edificazione e non per la loro rovina, non se ne vergognerebbe. Non li vuole spaventare con le
lettere, ma non pensino che, se le lettere “si
dice sono dure e forti”, non sarebbe lo stesso di presenza.
La mancanza di ambizione proviene dal fat-
to che coloro che si misurano su se stessi e
si paragonano a se stessi mancano di intelligenza. “Noi invece non ci vanteremo oltre
misura, ma secondo la misura della norma
che Dio ci ha assegnato, quella di arrivare
anche fino a voi. E conclude dicendo: “Chi
si vanta si vanti nel Signore, infatti non colui
che si raccomanda da sé viene approvato,
ma colui che il Signore raccomanda”.
L.C.
Il Sacerdote sente urgerne l’esigenza del silenzio vero e pieno della presenza di Dio Amore
Viene un Dio esperto d’amore
“Di più”
Il Sacerdote sa che il Vangelo ci
spinge sempre a un “di più”.
Da un lato questo “di più” può essere espresso facendo riferimento al
Vangelo, al Regno, alla realtà di
Gesù morto, risorto e vivente nella
Chiesa.
Realtà che esprimono l’infinito amore del Padre il quale chiama l’uomo
alla partecipazione alla sua stessa
vita.
Dall’altro, possono essere intraviste
anche mediante una riflessione che
colga l’uomo come aperto al mistero, paradossale promontorio sporgente sull’Assoluto, essere eccentrico e insoddisfatto. Soltanto in un’incondizionata dedizione all’imprevedibile piano di Dio l’uomo trova le
condizioni per realizzare la propria
autenticità.
Ma questo “di più” evangelico, questa tensione e vocazione dell’uomo a
qualcosa che lo trascende, richiede,
per essere capite e accolte, uno spazio di silenzio, un’attitudine contemplativa.
Ma a ciò si oppongono la molteplicità e l’urgenza degli impegni quotidiani, che tendono a dividere l’uomo, a sommergerlo nelle preoccupazioni e a stordirlo con mille sensazioni diverse, così come le spine tendono a soffocare il germoglio.
Evangelizzazione
Il Sacerdote avverte che è necessario
dare un’attenzione alla dimensione
contemplativa della vita per inserirsi
con verità nel cammino della Chiesa
sulla linea di una nuova evangelizzazione. A volte si avverte il tono esasperato che assumono le contraddizioni della nostra civiltà. Questo rende ancor più avvincente e profetico il
compito di elaborare modelli e forme di preghiera contemplativa per
l’uomo d’oggi.
C’è quel misto di realismo pratico e
di soda pietà tradizionale che caratterizza la vita del popolo e costituisce
un patrimonio da verificare, aggiornare, armonizzare, approfondire. C’è
la crisi degli adulti che, sparite certe
forme tradizionali di preghiera, faticano a trovare nuove forme
La dimensione contemplativa provoca il recupero di alcune certezze che
nei confusi e pur fecondi anni appena trascorsi hanno patito qualche
scolorimento o qualche eclissi. Possiamo ricordare l’importanza religiosa del silenzio, il primato, nella persona umana, dell’essere sull’avere,
sul dire, sul fare, il giusto rapporto
persona-comunità.
Il recupero di questi valori non può
significare abbandono di quelli che il
recente passato ha posto giustamente
in rilievo, come la preghiera della
comunità che coralmente canta e
parla con Dio, la necessità che alla
professione di fede e alla lode segua
la coerenza della testimonianza e
delle opere, l’importanza della
dimensione ecclesiale in tutti gli
ambiti dell’esistenza cristiana.
In vista di una sequela di Cristo più
intensa e armoniosa, l’abitudine alla
contemplazione e al silenzio arricchisce la preghiera vocale e comunitaria. Non si dà azione o impegno
che non sgorghi dalla verità dell’essere profondo dell’uomo che in Cristo è stato rinnovato ed esaltato. Proprio la coscienza e la libertà delle
singole persone, con le loro convinzioni, le loro speranze e i loro desideri, costituiscono l’autenticità e il
pregio di ogni esistenza vissuta nel
nome del Signore.
In principio c’era la Parola. E dalla
Parola di Dio, venuta tra noi, è
cominciata a realizzarsi la nostra
redenzione. Da parte nostra, all’inizio della storia personale della salvezza c’è il silenzio. Il silenzio che
ascolta, accoglie e si lascia animare.
Certo, alla Parola che si manifesta,
dovranno poi corrispondere le nostre
parole di gratitudine, di adorazione,
di supplica.
Silenzio
Ma prima c’e il silenzio. Se, com’è
avvenuto per Zaccaria, padre di Giovanni Battista, il secondo miracolo del
Verbo di Dio è quello di far parlare i
muti, cioè di sciogliere la lingua dell’uomo terrestre ricurvo su se stesso
nel canto delle meraviglie del Signore,
il primo è quello di far ammutolire
l’uomo ciarliero e disperso.
“La Parola zittì chiacchiere mie”:
così Clemente Rebora, nobile spirito
di poeta dei nostri tempi, descrive
con rude chiarezza gli inizi della sua
conversione.
L’uomo che ha estromesso dai suoi
pensieri, secondo i dettami della cultura dominante, il Dio vivo che di sé
riempie ogni spazio, non può sopportare il silenzio. Per lui, che ritiene
di vivere ai margini del nulla, il
silenzio è il segno terrificante del
vuoto. Ogni rumore, per quanto tormentoso e ossessivo, gli riesce più
gradito. Ogni parola, anche la più
insipida, è liberatrice da un incubo.
Tutto è preferibile all’essere posto
implacabilmente, quando ogni voce
tace, davanti all’orrore del niente.
Ogni ciarla, ogni lamento, ogni stridore è bene accetto se in qualche
modo e per qualche tempo riesce a
distogliere la mente dalla consapevolezza spaventosa dell’universo
deserto.
L’uomo “nuovo”, al
quale la fede ha dato
un occhio penetrante
che vede oltre la scena
e la carità, un cuore
capace di amare l’Invisibile, sa che il vuoto
non c’è e il niente è
eternamente vinto dalla divina Infinità. Sa
che l’universo è popolato di creature gioiose.
Sa di essere spettatore
e già in qualche modo
partecipe dell’esultanza cosmica, riverberata
dal mistero di luce, di
amore, di felicità che
riempie la vita inesauribile del Dio.
L’uomo nuovo, come il
Signore Gesù che
all’alba saliva solitario
sulle cime dei monti,
aspira ad avere per sé
qualche spazio immune da ogni frastuono alienante, dove sia possibile
tendere l’orecchio e percepire qualcosa della festa eterna e della voce
del Padre.
L’uomo “vecchio”, che ha paura del
silenzio, e l’uomo “nuovo” solitamente convivono, con proporzioni
diverse, in ciascuno di noi. Ogni
uomo è esteriormente aggredito da
orde di parole, di suoni, di clamori,
che assordano il nostro giorno e perfino la nostra notte. Ciascuno è interiormente insidiato dal chiacchierare
mondano che con mille futilità ci
distrae e ci disperde. S’impone la
dimensione contemplativa
Padre Angelico Savarino
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Prospettive - 2 dicembre 2012
eventi
Giornata mondiale del diabete. Campagna informativa 2012 per la prevenzione e l’educazione
a Giornata del Diabete,
si celebra il 14 novembre, è la principale campagna mondiale per la prevenzione e la diffusione delle informazioni sul diabete,
istituita nel 1991 dalla International
Diabetes Federation (IDF) composta
da 200 Associazioni di oltre 160 paesi e dalla OMS. In Italia 3 milioni in
crescente aumento, ogni anno circa
100.000 nuovi casi di malattia, la
media nazionale è del 5% della
popolazione. Slogan “Contro il diabete occhi aperti!” con manifestazioni e appuntamenti di rilievo regionale o nazionale. A Catania in piazza
Stesicoro, è stata messa a disposizione una postazione per rilevare gratuitamente glicemia, peso e colesterolo, realizzata da Aidf (Associazione Italiana Diabete in… forma) e
Cramd (Centro ricerca attività motoria e riabilitazione metabolica del
diabetico) presiedute dal prof. Maurizio Di Mauro, responsabile del
centro diabetico del Policlinico. Nella provincia di Catania su una popolazione di un milione di persone, i
diabetici sono circa 35.000, nel solo
hinterland acese più di 7000, la Sicilia è la terza regione per diffusione
del diabete, toccando punte del 6,5
%; la malattia colpisce prevalentemente le fasce di popolazione più
deboli, culturalmente inferiori, economicamente più disagiate. Il diabete è una malattia cronica caratteriz-
L
“Contro il diabete
occhi aperti!”
zata da iperglicemia, cioè da un
aumento di zuccheri nel sangue, causata da difetto di secrezione di insulina: il tipo 1, o insulinodipendente,
colpisce persone di giovane età,
determinato da una distruzione delle
cellule beta che producono insulina;
il tipo 2 colpisce soprattutto gli adulti in sovrappeso e bambini con problemi di obesità. I dati ci informano
che negli ultimi 30 anni i casi di dia-
bete nel mondo si
sono più che centuplicati.
Nel
1980 i diabetici
nel mondo erano
30 milioni, nel
1994 135 mln, nel
2010 221 mln e si
prevede che nel
2025 saranno 300
mln; in più del
30% dei casi il
diabete tipo 2 non
è diagnosticato
come spiega la
dott. Maria Grazia Amore, responsabile dell’ambulatorio di diabetologia dell’ospedale di Acireale, nell’intervista.
Qual è la fisiopatologia dl diabete?
“Quando mangiamo, il pancreas produce la giusta quantità di insulina
per consentire l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule. Nelle
persone affette da diabete, il pancreas produce una quantità insuffi-
parlato di un nuovo sistema anti crisi. Alla base infine, come ha spiegato bene il fondatore, c’è la volontà di
offrire e scambiarsi servizi senza
l’assillo del contante: “L’esempio è
quello del tavolo vuoto al ristorante
e del trasportatore che vuole consumare una cena, ma non ha i soldi.
Con il Sardex il trasportatore potrà
mangiare in quel ristorante offrendo
a un altro iscritto il trasferimento
con i propri mezzi di vini o altri prodotti.
Il ristoratore con i crediti accumulati
potrà acquistare ad esempio il vino o
altri prodotti alimentari. Triangolazioni che possono valere per qualsiasi tipo di prodotto e servizio”. Il nuovo circuito di credito commerciale si
sta espandendo a macchia d’olio e
adesso punta a diffondersi ad altre
regioni italiane.
consumo dei farmaci è aumentato
negli ultimi dieci anni del 4% l’anno, con un aumento di spesa del
37% e un trend crescente NordSud. È utile il lavoro di rete e il processo di benchmarking, nell’ambito
del Servizio nazionale. Come ci si
orienta con i costi? “Sono molto
elevati, per la minore aspettativa di
vita dei pazienti diabetici, per le cure
necessarie e per la perdita di ore di
lavoro. In Italia il diabete assorbe il
20% della spesa sanitaria globale”.
Chi è a rischio di ammalarsi di diabete? “Alcuni fattori possono
aumentare il rischio: familiarità,
sovrappeso, anzianità o coloro che
appartengono a particolari gruppi
etnici, soggetti con valori glicemici a
digiuno appena superiori alla norma,
le donne che abbiano avuto il diabete in precedenti gravidanze (diabete
gestazionale). Il diabete di tipo 1 è
più comune nella razza bianca”.
Qual è la strategia nel trattamento
del diabete? “Mantenere la concentrazione del glucosio nel sangue il
più possibile vicino alla normalità;
effettuare visite oculistiche, far riferimento a un dietista e a un podologo”.
Quali sono le attuali ricerche sul
diabete, cosa ci porterà il futuro?
“Sebbene l’insulina non sia considerata una cura del diabete, la sua scoperta è stato il primo grande passo.
Prima, nel 1921, le persone affette
da diabete morivano nel giro di
pochi anni. È in sperimentazione
l’insulina che si somministra sotto
forma di pillola o cerotto, e inoltre si
sta sperimentando il pancreas artificiale capace di erogare la giusta
quantità di insulina.
Numerosi farmaci sono già in commercio negli Stati Uniti e ancora
non presenti in Italia (insuline a lento rilascio che si somministrano una
volta la settimana, o farmaci che
rimuovono l’eccesso di glucosio
dall’organismo eliminandolo con le
urine).
Il trapianto del pancreas, o delle cellule beta del pancreas, offre la
migliore speranza per una cura definitiva nel diabete tipo 1, ma comporta l’assunzione di farmaci molto
potenti per evitare il rigetto; a sua
volta i farmaci possono causare seri
problemi alla salute e sono costosi,
ma già i ricercatori sono al lavoro
per sviluppare farmaci meno pericolosi e metodi migliori per il trapianto del tessuto del pancreas, usando
tecniche di bioingegneria; si sta cercando di creare cellule artificiali che
secernono insulina. In programma
anche una ricerca sul trapianto di
cellule staminali che vengono stimolate per differenziarsi in cellule beta
che producono insulina”.
Filippo Cannizzo
Lella Battiato
ciente di insulina, o non la produce
affatto. Come conseguenza, la concentrazione del glucosio nel sangue
aumenta al di sopra dei livelli normali, passa nell’urina e viene così
eliminato dall’organismo. Il corpo
perde in questo modo la sua principale fonte di energia, pur essendoci
paradossalmente un eccesso di glucosio nel sangue”.
Quali sono i danni indotti dal diabete? “Può portare a cecità, malattie
di cuore come l’infarto del miocardio, ictus cerebrale, insufficienza
renale, gravi danni ai nervi e al sistema vascolare delle gambe (con dolore alla deambulazione sino alla gangrena). Un diabete non controllato in
modo adeguato può complicare una
gravidanza e i bambini nati da madri
diabetiche presentano difetti alla
nascita con maggior frequenza
rispetto agli altri bambini”.
L’epidemia del diabete ha importanti risvolti economici, ogni anno
abbiamo 70.000 ricoveri e anche il
Nasce Sardex, moneta virtuale per combattere la crisi
Do ut des
na moneta virtuale
contro la crisi. È questa l’idea di base sviluppata da un
gruppo di ragazzi sardi per capovolgere le leggi di un mercato finanziario selvaggio. Cosi è nato il Sardex,
moneta virtuale fondata su una sorta
di baratto rivoluzionario progettato e
ideato da quattro giovani di Serramanna (comune italiano di 9.333
abitanti della Provincia del Medio
Campidano, in Sardegna). Una
moneta che nasce e si sviluppa sul
web, luogo dove avvengono gli
scambi commerciali tra le aziende,
con la piccola ma grande differenza
che non sono presenti tassi d’interesse. Nello specifico come funziona?
Presto spiegato: “C’è l’autofficina
che ha bisogno di promuovere la sua
immagine. Per questo si rivolge allo
studio che progetta siti web. Per
pagare il lavoro svolto, utilizza un
tot di sardex. Lo studio grafico, con
il suo malloppo di sardex, bussa al
negozio d’informatica e fa scorta di
materiale per i pc. Il negozio, invece,
potrà spendere i sardex ricevuti per
rinnovare la cancelleria oppure per
pagare la pulizia del negozio all’apposita cooperativa che offre quel servizio. Che, a sua volta, potrà acquistare scope, secchi e affini. Oppure
concedersi quella cena in ristorante
rimandata chissà da quanto tempo a
causa della crisi economica. Con i
sardex, insomma, si possono risparmiare gli euro che servono per altri
scopi: per pagare l’affitto, la rata del
mutuo o le bollette”. Questo è quan-
U
to si legge nella presentazione degli
ideatori del nuovo (in realtà se ne
parla in rete da un anno e mezzo) circuito finanziario, in altre parole,
Gabriele e Giuseppe Littera, Carlo
Mancosu e Franco Contu. Progetto
che si fonda sulla cosiddetta finanza
etica, perché all’interno del circuito
sardex.net non vi è alcun fine di
lucro. L’equilibrio finanziario deve
essere la priorità fondamentale sulla
quale si fonda questo nuovo sistema
commerciale. Pertanto, quando c’è
qualcosa che non “torna” si mette in
circolo un sistema di sussidiarietà e
solo in casi estremi il saldo, poi, è
coperto in euro. Ma ciò non succede
quasi mai, come Gabriele Littera,
presidente del cda ammette: “Siamo
partiti agli inizi del 2009, ora contiamo 400 associati distribuiti in tutta
l’isola e transazioni, nel 2011, per
oltre 1 milione di sardex. L’idea piace, le aziende ne colgono le grandi
opportunità.
E sono consapevoli che dall’ingresso dei privati potranno trarre enormi
vantaggi”. E gli associati chi sono?
C’è un po’ di tutto, dal negozio di
frutta e verdura all’impresa edile.
Molti i commercianti, sia al dettaglio
sia all’ingrosso, gli artigiani, le
aziende d’informatica e le strutture
ricettive: dagli hotel a quattro stelle
agli agriturismo. Requisito fondamentale è essere una piccola-media
impresa, che inizialmente doveva
operare solo in Sardegna. Ci sono
anche degli esclusi, semplicemente
per una questione etica. Infatti, non
possono aderire le finanziarie e le
rivendite di armi. Ma dopo un buon
avvio in Sardegna il progetto sta per
espandersi in altre regioni italiane a
cominciare dalla Sicilia.
E c’è di più. Anche i privati potranno, al più presto, entrare nel mondo
del baratto moderno e virtuale di
Sardex.
Con una sostanziale differenza: le
aziende pagano una quota d’iscrizione, i privati, invece, dovranno necessariamente fare un acquisto in euro.
Per esempio, se un privato compra
un elettrodomestico del valore di
400 euro da un rivenditore associato,
riceve una somma di sardex da spendere all’interno della rete commerciale. Cosi i soldi virtuali potranno
essere utilizzati per fare shopping o
magari per una cena in compagnia di
amici. Insomma un nuovo sistema
finanziario che ha convinto a pieno
la Confcommercio isolana che ha
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Prospettive - 2 dicembre 2012
RUBRICHE
Il nuovo libro di Benedetto XVI: L’infanzia di Gesù
L’infanzia di Gesù (Rizzoli -LEV,
2012), terzo volume in 8 lingue,
dedicato da Joseph Ratzinger,
papa Benedetto XVI, alla vita di
Gesù Cristo completa la trilogia
composta da Gesù di Nazareth;
Dal Battesimo alla Trasfigurazione (Rizzoli) e Dall’ingresso
in Gerusalemme fino alla risurrezione (Libreria Editrice Vaticana), pubblicati rispettivamente nel
2007 e nel 2011.
“Un piccolo, grande libro”, un
concentrato di saggezza e di cultura, una felice occasione di
incontro e di scoperta di quel
Gesù bambino, adolescente, fino a
12 anni, prima della “vita pubblica”. L’espressione evangelica:
Gesù “cresceva in sapienza, età e
grazia”, manifesta appunto il
mistero della sua natura di vero
Dio e, insieme, di vero uomo, che
“ha pensato ed imparato in maniera umana”.
Dai 180 versetti che gli evangelisti Matteo e Luca dedicano all’infanzia di Gesù, tanto ben descritti
nelle opere d’arte e nella tradizione della religiosità cristiana popolare, Benedetto XVI ha tratto una
magistrale lezione di storia della
fede cristiana che in Gesù ha il
suo centro vitale e nel racconto
del tempo dell’infanzia e dell’adolescenza, particolare importanza assume il ruolo di Maria, la
giovane madre, la quale, come ha
sottolineato la teologa brasiliana
Maria Clara Lucchetti Bingemer,
docente presso l’Università Cattolica di Rio de Janeiro, viene presentata come modello, sintesi di
“fedeltà alla fede del suo popolo”
vecchio e del nuoto testamento
dell’Antica e della Nuova Alleanza.
Joesph Ratzinger, tanto devoto del
“Aprire uno spazio”
A COLUI CHE È
e protagonista della novità, della
“buona novella” che Gesù ha portato nel mondo: “Ella serbava in
sé ogni cosa”.
Grazie a Maria si manifesta “un
nuovo inizio per l’umanità” e la
nascita di suo Figlio diventa “l’origine di ogni uomo e di ogni donna che viene al mondo”.
Della Madre di Gesù si sottolinea
il suo “sì” all’invito di un “Dio
che non si impone ma si espone
rispettosamente alla libertà della
sua creatura”. Pur non conoscendo il futuro, Maria “conosce il suo
Dio e non ha paura”. L’invito dell’Angelo: “non temere” diventa
seme di speranza e forza per il
compimento dell’evento che cambia la storia dell’umanità.
La nascita di Gesù segna, infatti,
nel ciclo della storia del mondo la
data del “dopo Cristo”, parametro
di riferimento e soglia del cambiamento.
La metafora dell’anticamera, della
“sala d’attesa” che prepara e completa gli altri due testi su Gesù e
poi ancora la prefigurazione dei
tre giorni che intercorrono da
quando Maria e Giuseppe si
accorgono di aver perduto Gesù e
lo ritrovano nel tempio ad insegnare, costituiscono un file rouge
che unisce i tre volumi in quanto
sono in essi prefigurati i tre giorni
che intercorrono dalla morte alla
Risurrezione, culmine e meta del-
Copertina del libro “L’infanzia di Gesù”
di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI
Foto Siciliani-Gennari/SIR
la missione redentiva.
I quattro brevi capitoli, tutti
intrecciati come un vero “dialogo”
con i testi sacri, sono introdotti
dalla domanda di Pilato a Gesù:
“Da dove vieni?” e dalla risposta
alla domanda si snoda la traccia
storica della nascita di Gesù e della sua presenza nel mondo.
Per liberare l’umanità dal peccato,
Dio ha avuto bisogno dell’assenso
di Maria, del “fiat”, dell’“obbedienza libera” alla sua volontà.
“Creando la libertà, Dio, in un
certo modo, si è reso dipendente
dall’uomo. Il suo potere è legato
al “sì” non forzato di una persona
umana”. Queste espressioni del
Papa costituiscono un vero poema
della libertà, che Maria esercita
responsabilmente per dare inizio
alla storia della salvezza.
I capitoli del Natale, dei Magi
venuti dall’Oriente, la fuga in
Egitto, intersecano elementi del
suo patrono San Giuseppe, lo presenta come “uomo saggio e capace di comprendere il mistero;
uomo che sa andare oltre il legalismo esterno. San Giuseppe è presentato dal Papa come il modello
per il cristiano di oggi, fedele al
Vangelo e quindi capace di “armonizzare l’amore e la legge”.
Il mattino della vita di Gesù
annuncia e precede l’intero cammino esistenziale del Figlio dell’Uomo, venuto per redimere e
salvare il suo popolo ed anche i
diversi simboli, come la stella che
ha guidato i Magi, sono un chiaro
messaggio di speranza, di cui il
mondo d’oggi ha tanto bisogno.
La professoressa Lucchetti Bingemer, sostiene che il Papa con il
suo libro invita i lettori ad “aprire
uno spazio” a “Colui che è vero
Dio e vero uomo”, affinché Egli
“possa nascere e manifestarsi, in
un mondo come il nostro che ha
tanto bisogno del suo Vangelo”.
L’auspicio del Papa che il suo
libro sull’infanzia di Gesù possa
“aiutare molte persone nel loro
cammino verso e con Gesù” è il
più bell’augurio di Natale nell’anno della fede.
Giuseppe Adernò
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N° 43 Domenica 2