CIRCUITO MULTIDISCIPLINARE DELLA SARDEGNA con il contributo di REGIONE AUTONÒMA DE SARDIGNA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Assessoradu de s’istrutzione pùblica, benes culturales, informatzione, ispetàculu e isport Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport COMUNE DI ALGHERO COMUNE DI ARZACHENA COMUNE DI CARBONIA COMUNE DI IGLESIAS COMUNE DI MEANA SARDO COMUNE DI NUORO COMUNE DI ORISTANO COMUNE DI OZIERI in collaborazione con Ente Regionale Studio Universitario media partner stampa Litotipografia Trudu srl - Cagliari COMUNE DI MACOMER COMUNE DI OLBIA COMUNE DI SASSARI con il sostegno di progetto grafico Antonello Manca COMUNE DI LANUSEI COMUNE DI PALAU COMUNE DI SANTA TERESA GALLURA PROVINCIA DI ORISTANO COMUNE DI CAGLIARI COMUNE DI SAN GAVINO MONREALE COMUNE DI TEMPIO PAUSANIA Stagione 2015/2016 La Grande Prosa al Teatro Comunale COMUNI ADERENTI AL CIRCUITO DI PROSA CIRCUITO MULTIDISCIPLINARE DELLA SARDEGNA Cagliari Teatro Massimo Alghero Teatro Civico Consiglio di Amministrazione Antonio Cabiddu Presidente Mario Pinna Vice Presidente Lucia Loddo Consigliere Gabriella Noè Consigliere Annalaura Pau Consigliere Arzachena Auditorium Comunale Salvatore Satta Lanusei Teatro Tonio Dei Revisore unico Direttore artistico Valeria Ciabattoni Segreteria organizzativa Lucia Loddo Amministrazione Stefania Carrucciu Alessia Cicala Giangonario Sanna Promozione Carbonia Teatro Centrale Iglesias Teatro Electra Macomer Teatro Meana Sardo Teatro San Bartolomeo Nuoro Teatro Eliseo Olbia Cine Teatro Olbia Oristano Auditorium IT Lorenzo Mossa Francesco Cabiddu Carlotta Ortu Ozieri Teatro Civico Oriana Fallaci Addetto stampa Palau Cine Teatro Montiggia Anna Brotzu San Gavino Monreale Teatro Comunale Santa Teresa Gallura Auditorium Comunale Nelson Mandela Cagliari, via Mameli 153 www.cedacsardegna.it [email protected] Sassari Teatro Comunale Tempio Pausania Teatro del Carmine 11 > 15 Novembre | Cagliari - Teatro Massimo L’Eolienne MARIE-LOUISE circo coreografico ideazione e coreografia Florence Caillon con Laura Collin Arnaud Jamin SÈbastien Jolly Jennifer François Marion Soyer Guillaume Varin musiche originali Xavier Demerliac Florence Caillon luci Dominique Maréchal Gilles Mogis costumi Flora Loyau Coproduzione: Le Rive Gauche, scène conventionnée pour la danse, St Etienne du Rouvray, Le Grand Theatre de Lorient. Con il sostegno di: La DRAC, Regione Haute-Normandie, Consiglio generale di Seine Maritime e ADAMI Ulteriore sostegno di: Carré Magique de Lannion, La Gare de Fontenay le Comte e La Passerelle de Mauléon. Ringraziamenti a Dominique Boivin, Robert Labaye, Paul Grenier, Le Théâtre Ephéméride, Zoé Maistre. Marie-Louise deve l’origine del suo titolo all’espressione francese usata per indicare lo spazio tra il telaio e l’immagine di un dipinto. Lo spettacolo è un viaggio sensoriale e emozionale nella storia dell’arte e della pittura. Attraversando l’immaginario di Bosch, Edward Hopper, Mirò, Egon Schiele, e molti altri, Marie-Louise pone in relazione temi pittorici, colori, sensazioni e suggestioni con il mondo contemporaneo. Sullo sfondo di un grande schermo quasi cinematografico, i dipinti appaiono come una metafora della vita, su questo sfondo i danzatori/acrobati si muovono in coreografie circensi, fra musica e proiezioni video che rimandano alle suggestioni dei dipinti. “In un’epoca in cui la frenesia è un modo di vivere, l’atto di contemplare mi sembra più che mai necessario”... 9 Dicembre | Santa Teresa Gallura Auditorium Comunale Nelson Mandela 10 Dicembre | Alghero - Teatro Civico 11 Dicembre | Olbia - Cine Teatro Olbia 12 Dicembre | Macomer Teatro Costantino Compagnia Molière LEI È RICCA, LA SPOSO... E L’AMMAZZO di Mario Scaletta con Gianfranco Jannuzzo Debora Caprioglio e con Antonella Piccolo Claudia Bazzano Antonio Fulfaro Cosimo Coltraro scene Salvo Manciagli costumi Dora Argento regia Patrick Rossi Gastaldi Orazio Pignatelli è un ricco scapolo che ha scialacquato tutti i suoi soldi e il suo patrimonio. Arrivato alla bancarotta e consigliato della sua fedele governante Nunziatina, è costretto a farsi prestare dei soldi da un presunto mafioso Lucky Bonanno a condizioni molto svantaggiose e con solo un mese per restituirli. A questo scopo, sempre dietro consiglio di Nunziatina, l’unica soluzione possibile è riuscire a sposare una donna ricca, riservandosi però l’idea di ucciderla una volta rimessosi in sesto finanziariamente. Dopo varie vicissitudini alquanto comiche, l’amore e la totale incapacità di Albertina, la moglie ricca, risvegliano involontariamente in Orazio un senso di protezione e anche di affetto nei confronti della donna, con il risultato di risvegliare in lei una nuova volontà di vivere. Una spiritosa e molto comica metafora sul “farsi carico” e “sull’attivarsi”. Un incapace (Orazio) che detesta nella moglie (Albertina) tutto quello che lui non è in grado di fare. Il rapporto d’amore si genera quando Orazio, aspirante uxoricida, si fa carico della più buffa e distratta moglie riconoscendole meriti e risorse non comuni. (Patrick Rossi Gastaldi) 14 Dicembre | Sassari - Teatro Comunale 16 > 20 Dicembre | Cagliari - Teatro Massimo Gli Ipocriti in cooproduzione con Fondazione Teatro della Pergola LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA di Tennessee Williams traduzione Gerardo Guerrieri con Vittoria Puccini Vinicio Marchioni e con Paolo Musio e Franca Penone Salvatore Caruso Francesco Petruzzelli Carlotta Mangione scena Dario Gessati costumi Gianluca Falaschi luci Pasquale Mari musiche Francesco De Melis regia Arturo Cirillo Presentato per gentile concessione de la University of the South, Sewanee, Tennessee Sono rare, in Italia, le messe in scena de La gatta sul tetto che scotta il dramma teatrale di Tennesse Williams valsogli il secondo premio Pulitzer. Rappresentato per la prima vota nel 1955 al Morosco Theatre di New York con la regia di Elia Kazan, deve ad Arturo Cirillo il nuovo allestimento, che si rivela particolarmente raffinato, sia per l’ambientazione, sia per un cast appropriato d’interpreti, con principali protagonisti la coppia Vittoria Puccini (al suo debutto teatrale) e Vinicio Marchioni, ovvero Margaret e Brick. Il dramma narra la storia di una donna, Maggie, che per alleviare la cocente situazione familiare in cui si trova, imbastisce una rete di bugie. Di bassa estrazione sociale, Maggie la gatta, innamorata del marito, ex sportivo, teme di dover lasciare lui e la casa, se non riesce a dare alla famiglia di lui un erede. Interamente ambientato nella loro camera da letto, tra giochi passionali e abili caratterizzazioni, affiorano a poco a poco tra Brick e Maggie sensualità cariche di sottintesi e di contenuti inespressi o inesprimibili. 6 > 10 Gennaio | Cagliari - Teatro Massimo 11 Gennaio | Sassari - Teatro Comunale Goldenart Production IL VISITATORE di Eric-Emmanuel Schmitt traduzione e adattamento Valerio Binasco con Alessandro Haber Alessio Boni e con Nicoletta Robello Bracciforti e Alessandro Tedeschi musiche Arturo Annecchino scene Carlo De Marino costumi Sandra Cardini regia Valerio Binasco Aprile 1938. L’Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud (Alessandro Haber), il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo. Ma l’angosciata solitudine non dura molto: spunta infatti un inaspettato visitatore (Alessio Boni) che intavola con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell’inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell’importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro né uno psicopatico. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò? 13 Gennaio | Santa Teresa Gallura - Auditorium Comunale Nelson Mandela Bocheteatro BACHISIO SPANU libero adattamento da Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu con inserti tratti da Roccu ‘u stortu di Francesco Suriano tradotti in campidanese da Rossana Copez con Giovanni Carroni drammaturgia e regia Marco Parodi Il protagonista è un fante della Brigata Sassari, un contadino della Sardegna che è al tempo stesso uno storico che espone, con i suoi poveri mezzi, in una lingua semplice, la terribile cronaca della Grande Guerra, riprendendo i temi affrontati da Emilio Lussu nel suo Un anno sull’altipiano, compresi quelli dell’ammutinamento e della inutile decimazione della Brigata, un sacrificio che ancora oggi chiede delle risposte. Il testo è integrato da inserti tratti dal monologo teatrale di Francesco Suriano Roccu ‘u stortu , ed è stato tradotto in campidanese da Rossana Copez, che ha operato una radicale trasformazione linguistica rispetto al calabro-italiano dell’originale, lasciando però intatta la struttura drammaturgica voluta da Suriano, fatta di continui flash-back frutto di una memoria ingolfata da immagini terrificanti di morte e distruzione. Su di esse abbiamo innestato le memorie di E. Lussu, lo sgomento che coglieva i soldati nell'attesa dell’assalto, i momenti resi tragici dall’incertezza della morte inevitabile, dall’atroce scoperta di aver conquistato trincee di cadaveri, allineati ai loro posti, uno a fianco all’altro. (Marco Parodi) 13 Gennaio | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa 14 Gennaio | Alghero - Teatro Civico 15 Gennaio | Olbia - Cine Teatro Olbia 16 Gennaio | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci Theama Produzioni MISTER GREEN di Jeff Baron traduzione Michela Zaccaria con Massimo De Francovich Maximilian Nisi musiche originali Stefano De Meo regia Piergiorgio Piccoli Mr. Green, un ottuagenario proprietario di lavanderia in pensione, camminando nel traffico dell’Upper West Side di New York, viene investito da un’automobile. Il conducente della vettura è un giovane uomo impiegato in una multinazionale, il quale viene accusato di guida pericolosa e condannato dalla giustizia ad assistere Mr. Green una volta alla settimana per sei mesi. L’anziano signore abita in un appartamentino al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per le spese e il resto... La commedia, scandita in scene con ritmo cinematografico, segue dall’inizio queste visite settimanali. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto fra i personaggi si sviluppa e i due imparano a conoscersi, diventando indispensabili l’uno all’altro. Il testo, andato in scena sui palcoscenici di tutto il mondo, si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni lontanissime. Mister Green negli ultimi vent’anni è stata messa in scena in quasi 500 versioni teatrali in 45 paesi e in 24 lingue, conquistando molti premi e riconoscimenti. 14 Gennaio | Palau - Cine Teatro Montiggia 15 Gennaio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine 16 Gennaio | San Gavino Monreale - Teatro Comunale La città degli artisti QUALCHE VOLTA SCAPPANO dalla commedia Toutou di Daniel Besse, Agnès Besse con Pino Quartullo Rosita Celentano Attilio Fontana scene Francesco Ghisu costumi Giovanni Ciacci adattamento e regia Pino Quartullo Qualche volta scappano è un lavoro teatrale di Pino Quartullo - attore, regista, sceneggiatore e doppiatore - tratto dalla commedia Toutou di Daniel Besse e Agnès Besse, che lo vede in scena con Rosita Celentano, al suo esordio teatrale, e Attilio Fontana. La storia comincia in una sera come tante altre, in casa di Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita Celentano). Sposati da oltre vent’anni, professionalmente realizzati e legatissimi al loro cane Toutou, i due coniugi all’improvviso vedono crollare il loro mondo, le loro certezze. O almeno quelle che credevano tali: Alessandro ha portato fuori per il giretto serale Toutou, ma - ahimé - rientra a casa senza il cane. Tragedia. Il cane è fuggito. Non si è perso, come Marzia rimprovera ad Alessandro, non è stato abbandonato come tante, troppe volte, accade. No. Quella del cane è una deliberata dichiarazione di ribellione, perché un cane ha una sua identità, una sua dignità. L’amato quadrupede di casa diviene il rivelatore di disagi e compromessi, ed il detonatore di segreti, complice l’arrivo dell’amico Paolo (Attilio Fontana), figura chiave della commedia. 16 Gennaio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo Teatro dallarmadio BESTIE FEROCI REVOLUTION di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia regia e musiche originali Antonello Murgia Primo Premio della giuria al XVI Festival Internazionale “L’Altro Teatro”, Teatro Pan di Lugano Primo Premio del pubblico al XII Palio poetico musicale Ermo Colle 2013 Lo spettacolo è una “sinfonia-mosaico” per due voci, una chitarra classica e un pianoforte in miniatura. Bestie Feroci racconta i nostri tempi col solo uso del patrimonio musicale che ci ha accompagnato in tanti decenni. Il gioco è quello di legare, cucire, tagliare e accostare strofe, ritornelli, sigle, per creare un discorso, per raccontare le contraddizioni e la follia, la bestialità e la “meraviglia” del tempo che viviamo o che crediamo di vivere. Tutto questo con una “pensata leggerezza”, e con una spontanea e quanto mai voluta ironia nel trattare temi delicati e irrisolti del nostro Paese e del mondo. Non vi è, per scelta, una sola parola recitata. I tempi della narrazione sono ferrei e fuggevoli, le chiavi di lettura molteplici. Perché si canta? Forse perché quando le parole non bastano più non resta che cantare. C’è sempre qualcosa che sfugge nel leggere il mondo, qualcosa che “accade al di sopra delle parole”. 19 Gennaio | Carbonia - Teatro Centrale 20 Gennaio | Nuoro - Teatro Eliseo 21 Gennaio | Palau - Cine Teatro Montiggia 22 Gennaio | Lanusei - Teatro Tonio Dei 23 Gennaio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine a.Artisti Associati / Ass.Cult.Artù di Roma FORBICI & FOLLIA di Paul Portner versione italiana di Marco Rampoldi e Gianluca Ramazzotti con Michela Andreozzi Roberto Ciufoli Max Pisu Barbara Terrinoni e la partecipazione di Nino Formicola Nini Salerno luci Alessandro Iacoangeli costumi Adele Bargilli scene Alessandro Chiti regia Marco Rampoldi Premio EDGAR in America Premio Molière 2014 Miglior commedia a Parigi Forbici&Follia è un gioco di contrasti e di tante possibili verità. Forbici&Follia è un salone da coiffeur, di una città italiana. Anzi... della città in cui si rappresenta lo spettacolo. Forbici&Follia è il racconto di un giorno come gli tutti altri. Anzi... del giorno in cui si svolge la rappresentazione. Il giorno in cui la tranquilla vita di pettegolezzi che scorre allegramente fra le avances del parrucchiere a tutti i clienti maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante viene interrotta dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di sopra. Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente che giustificherebbe il delitto. E si scopre che, in realtà, due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare il colpevole... Come? Con la collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono risolvere il mistero. Forbici&Follia è uno spettacolo con due nature contrapposte che si rafforzano a vicenda: quella del racconto giallo e quella della comicità che scaturisce dal gioco di interazione col pubblico. (Marco Rampoldi) 20 Gennaio | Macomer 19 Febbraio | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa Sardegna Teatro MARATONA DI NEW YORK di Edoardo Erba con Corrado Giannetti e Luigi Tontoranelli luci Loïc François Hamelin regia Francesco Brandi Maratona di New York di Edoardo Erba, non è solo un testo, è un manifesto teatrale. Dal suo esordio nel 1993 sorprese come un modo innovativo di pensare il teatro. Una drammaturgia unica, soprattutto nel rapporto che instaura fra l’attore e lo spettatore. Concepire un testo dove i due personaggi corrono, nel vero senso della parola, per tutta la durata dello spettacolo è, oltre un tratto di delizioso sadismo, un tocco di prepotente contemporaneità. L’attore che, durante uno spettacolo di prosa, deve recitare correndo è costretto a esibire una capacità atletica e una concretezza interpretativa, che lo legano indissolubilmente allo spettatore. Contemporaneamente si crea quel crudele inganno, come nella danza classica, dove la ballerina impegna con estenuante fatica muscoli e nervi per regalare allo spettatore un’illusione di leggerezza. E dietro l’apparente leggerezza di due personaggi che chiacchierano allenandosi per la maratona di New York non c’è solo la fatica della corsa, c’è un’amicizia profonda, tesa tra solidarietà e competizione. Sfidano se stessi, prosciugano il fiato che gli resta in corpo, cercano di accorciare di ancora un altro metro la distanza che li separa dal sogno di correre la Maratona di New York. Ma ci credono davvero a quel sogno? 27 > 31 Gennaio | Cagliari - Teatro Massimo Goldenart Production TRADIMENTI di Harold Pinter traduzione di Alessandra Serra con Ambra Angiolini Francesco Scianna e con Francesco Biscione scene Gianluca Amodio costumi Mariano Tufano musiche Luca D’Alberto luci Giuseppe Filipponio regia Michele Placido Tradimenti (Betrayal), commedia che Harold Pinter scrisse nel 1978, è stata celebrata fin dagli esordi come uno dei maggiori testi del premio Nobel inglese, grazie ai dialoghi stringati, alle ambigue emozioni che filtrano attraverso il fair play dei protagonisti, all’ipocrisia dei rapporti personali e professionali. La pièce parte dall’appuntamento tra due ex amanti che, anni dopo la fine del loro affaire, si incontrano in un pub. In nove, rapide scene si riavvolge il nastro della storia clandestina dei due, fino al bacio che sigla l’inizio della relazione tra Emma, sposata con Robert, e Jerry, miglior amico dell’uomo. Tra viaggi all’estero e riferimenti al mondo sofisticato in cui si muovono i protagonisti, Tradimenti mette in scena personaggi poco amabili e profondamente egocentrici, le cui parole vengono smentite dai fatti, scena dopo scena, in un brutale viaggio nel tempo ma anche viaggio alla ricerca dell’identità di ciascuno, che sembra strutturarsi proprio partendo dai ricordi. La commedia non ha pretese moralistiche, Pinter non prende di mira la (solita) società borghese, si limita a narrare una storia di ordinaria quotidianità. 30 Gennaio | Arzachena - Auditorium Comunale Spazio T in collaborazione con Grandi Allestimenti ERA LA NONA? Liberamente tratto da Non era la quinta era la nona di Aldo Nicolaj con Chiara Murru Maurizio Pulina e Antonio Luvinetti disegno luci Tony Grandi musiche Marco Valentino regia Chiara Murru Al centro della storia è Eva (Chiara Murru), una donna prorompente, possessiva, accentratrice e dai modi talmente soffocanti da dominare la vita ed il destino di due uomini, Bruno (Maurizio Pulina) e Mario (Antonio Luvinetti). Con il primo, conosciuto casualmente, innesca una vera propria persecuzione portata avanti con meticolosa cura e dietro la quale si cela un preciso, quanto assurdo, intento. Mario, marito pacato e dotato di grande autocontrollo, sembra essere l’unico a resistere alle continue, ossessive incursioni della donna. Una storia surreale e verosimile dai risvolti imprevisti. Colonna sonora dello spettacolo le musiche composte da Marco Valentino ispirate alle sinfonie di L. V. Beethoven, passione condivisa dai protagonisti maschili di questa commedia dal finale inatteso! Lo spettacolo è caratterizzato da una messa in scena essenziale e lineare. Al centro del palco due triangoli all’interno dei quali si muovono i protagonisti di una vicenda di cui l’omicidio passionale è filo conduttore. I legami tra i tre sono tragicamente comici. Niente è casuale, neppure le arance che diventano l’elemento ossessivo di tutto lo spettacolo. 4 Febbraio | Carbonia - Teatro Centrale Teatro Actores Alidos MOBILIT-AZIONE spettacolo di “corpi in esposizione” ispirato all’arte espressionista con Valeria Pilia Manuela Sanna Valeria Parisi Roberta Locci Manuela Ragusa Michela Atzeni Felice Montervino Federico Saba Mariano Anni ideazione e regia Gianfranco Angei Mobilit-Azione è un grido d’allarme per la situazione drammatica che l’arte e il mondo culturale stanno vivendo a causa della crisi economica, dei tagli delle sovvenzioni pubbliche, della massificazione culturale, dell’incessante opera di mercificazione dell’arte e dell’esasperazione della spettacolarizzazione, che continuano ad avvilire la complessa originalità della ricerca artistica. Dopo l’esperienza performativa di (S)mobilit-azione - Esposizione s/composta di corpi in r/esistenza disse/minati nel teatro nel 2012, il TAA prosegue la sua battaglia per la resistenza e si mobilita con questo nuovo spettacolo, affermando il suo r-esistere artistico in una esposizione di “quadri scenici” dove corpi d’attore incarnano situazioni ispirate a circostanze artistiche e sociali. Il risultato finale è uno spettacolo composito desunto dal montaggio di situazioni poliedriche che, come tanti tasselli, formano un “mosaico drammaturgico”; ne deriva un significativo affresco dell’umanità, un microcosmo rappresentativo in cui i personaggi perdono la dimensione concreta e diventano simboli che rafforzano la visione della natura onirica dell’esistere. 4 Febbraio | Olbia - Cine Teatro Olbia 5 Febbraio | Alghero - Teatro Civico 6 Febbraio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo 7 Febbraio | Macomer 8 Febbraio | Iglesias - Teatro Electra Compagnia Stabile del Molise in collaborazione con DoppioSogno IO SONO MISIA L’APE REGINA DEI GENI di Vittorio Cielo liberamente ispirato alle memorie di Misia Sert e alle confidenze, ricordi, messaggi, lettere di Proust, Stravinsky, Diaghilev, Nijinsky, Debussy, Toulouse-Lautrec, Picasso, Ravel, Cocteau... su Misia con Lucrezia Lante della Rovere scene Gianluca Amodio costumi Alessandro Lai luci Pasquale Mari musiche Diego Buongiorno regia Francesco Zecca Spettacolo promosso da Fondazione Devlata Picasso, Proust, Chanel, Ravel, Debussy, Stravinsky, Toulouse Lautrec, Cocteau, Nijinsky, e i loro segreti, svelati... dalla regina di Parigi. “Io non partorisco. Io Faccio Partorire. Gli uomini hanno bisogno di una sfinge per partorire la bellezza. Per diventare artisti. Io li faccio partorire. Li ho fatti partorire, tutti!... Dicono che il mio talento sia saper annusare il talento... Dove tutti vedono un nano, io vedo un Toulouse-Lautrec. Se c’è una tizia muta, a occhi bassi, contro il muro, io sento profumo di Cocò, nel senso che sarà Chanel. Sono una cercatrice di geni... Una cercatrice di meraviglie umane. Detesto suonare. Perché amo la musica. Ho imparato sulle ginocchia di Liszt, vecchio, con i capelli lunghi a bacchetta bianchi, come un salice ghiacciato,la faccia a verruche come la corteccia di un albero. Con i miei occhi color malva, ho visto ora dopo ora inevitabilmente. Pablo Ruiz trasformarsi nel mostro-toro Picasso. Debussy sui miei divani sognare il sesso del fauno. Cocteau fare la corte agli attori come in Marocco. Stravinsky incendiarsi nella Sagra di Primavera. Ravel ricamare musica a dispetto di Satie”. 10 Febbraio | Nuoro - Teatro Eliseo 11 Febbraio | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci 12 Febbraio | Santa Teresa Gallura Auditorium Comunale Nelson Mandela Teatro de Gli Incamminati - La Versiliana OTELLO di William Shakespeare con Filippo Dini Antonio Zavatteri Giulia Eugeni Roberto Serpi Alberto Giusta Mariella Speranza Massimo Brizi Cristina Pasino scene e costumi Catherine Rankl luci Sandro Sussi musiche Andrea Nicolini traduzione e regia Carlo Sciaccaluga Di tutte le tragedie di Shakespeare, Otello secondo me è la più impressionante e la più terribile. Dal momento in cui nel cuore di Otello si insedia la gelosia, il cuore e la mente dello spettatore sono stretti in una morsa. Amore, pietà, paura, speranza e timorosa sospensione dell’animo lo attraversano. Forse non esiste argomento più eccitante della gelosia sessuale che sale all’intensità della passione; sono sentimenti che comportano un senso di vergogna e di umiliazione, e per questo spesso si tengono nascosti. Perché una gelosia come quella di Otello converte la natura umana nel caos, e libera la bestia che è nell’uomo. Artefice di questa liberazione è Iago, in cui il male si dispiega sotto forma di una superiorità intellettuale comune solo ad Amleto e Falstaff. Protagonisti di questo allestimento sono attori di provato talento, Filippo Dini e Antonio Zavatteri. In un’ambientazione ibrida tra il Medio Oriente antico e la prima Guerra del Golfo sullo sfondo del tema della diffidenza razziale e culturale si consumerà lo scontro tra “il parto mostruoso” dell’intelligenza di Iago, e la natura romantica e primitiva di Otello... (Carlo Sciaccaluga) 14 Febbraio | Arzachena - Auditorium Comunale 15 Febbraio | Alghero - Teatro Civico TieffeTeatro Milano - Centro di produzione diretto da Emilio Russo LE OLIMPIADI DEL 1936 di Federico Buffa, Emilio Russo, Paolo Frusca, Jvan Sica con Federico Buffa pianoforte Alessandro Nidi fisarmonica Nadio Marenco voce Cecilia Gragnani direzione musicale Alessandro Nidi costumi Pamela Aicardi luci Mario Loprevite regia Emilio Russo Caterina Spadaro Federico Buffa, cronista e commentatore sportivo, affabula e conquista il pubblico con il suo stile avvolgente ed evocativo. Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, quella del 1936, racconta una storia di sport e di guerra. È capitato a Berlino nel ’36 quando Hitler e Goebbels volevano trasformare le loro Olimpiadi, o quelle che credevano che fossero le “loro” Olimpiadi, nell’apoteosi della razza ariana e del “nuovo corso”. E invece quelle Olimpiadi divennero il simbolo più luminoso dell’uguaglianza. Il primo giorno di gara due atleti neri sul podio del salto in alto, Cornelius Johnson e Dave Albritton. Al secondo giorno qualcuno suggerì al Führer di evitare di salutare personalmente gli atleti vincitori di medaglie. Jesse Owens di medaglie ne vinse addirittura 4, due record mondiali e un record olimpico, il tutto documentato, in diretta, con le immagini di Leni Riefensthal. La sua libertà creativa ha consentito di regalare all’umanità la straordinaria smorfia di disappunto di Hitler al terzo oro di Owens. 17 Febbraio | San Gavino Monreale - Teatro Comunale 18 Febbraio | Lanusei - Teatro Tonio Dei 19 Febbraio | Sassari - Teatro Comunale 20 Febbraio | Macomer CTB - Le Belle Bandiere SVENIMENTI vaudeville, dagli atti unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov progetto, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso con Elena Bucci Gaetano Colella Marco Sgrosso regia Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso Entriamo nel labirinto creativo di Anton Cechov a partire dalle lettere che sua moglie, l’attrice Olga Knipper, continua a scrivergli anche dopo la morte, in un dialogo ininterrotto che ne vuole evocare presenza e voce. La drammaturgia intesse gli atti unici con visioni tratte dai racconti, irruzioni di frammenti di altre opere, lettere che l’autore scambiò con persone care, scrittori e compagni di lavoro. Ne emerge il ritratto, pieno di contrasti, di un uomo medico per vocazione e scrittore per passione, affettuoso e intelligente osservatore degli umani, instancabile e gentile difensore degli ideali, amante della vita tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine, sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Ne inseguiamo l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Diventiamo, di volta in volta, compagni del Teatro d’Arte, fantasmi dell’autore, evocazioni di personaggi o testimoni al presente, accompagnati dalla danza di pochi elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono. Partiamo da una fantasia in trio incentrata su alcuni dei suoi formidabili Atti Unici, al cui straordinario successo lo stesso Cechov assisteva stupito. 17 > 21 Febbraio | Cagliari - Teatro Massimo Tieffe Teatro Milano - Centro di produzione diretto da Emilio Russo CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? di Edward Albee traduzione di Ettore Capriolo con Milvia Marigliano Arturo Cirillo Valentina Picello Edoardo Ribatto scene Dario Gessati costumi Gianluca Falaschi luci Mario Loprevite regia Arturo Cirillo Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's afraid of Virginia Woolf?) è un dramma teatrale che ha debuttato a Broadway nel 1962 ed è tuttora rappresentato in tutto il mondo. Nonostante il successo riscosso esso è rimasto praticamente l’unico conosciuto al grande pubblico tra quelli scritti dal suo autore, il drammaturgo statunitense Edward Albee. Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa un giovane collega di lui e sua moglie. Tra un bicchiere e l’altro, complici l’ora tarda e i fumi dell’alcool, i quattro si addentrano in una specie di gioco della verità che porta le due coppie, soprattutto i padroni di casa, a mettere a nudo tutto di sè. La figura di Virginia Woolf non ha alcuna attinenza con il dramma: il titolo è un gioco di parole con la canzoncina Chi ha paura del grande lupo cattivo? (Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?), che George e Martha canticchiano di quando in quando, evocando con essa il lupo cattivo presente nella loro esistenza, e al contempo la Virginia Woolf che c’è in loro, squilibrata e suicida come il loro matrimonio. 23 Febbraio | Sassari - Teatro Comunale 24 > 28 Febbraio | Cagliari - Teatro Massimo Compagnia Molière DOPPIO SOGNO di Giancarlo Marinelli tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler con Ivana Monti Caterina Murino Ruben Rigillo Rosario Coppolino e con Andrea Cavatorta Francesco Maria Cordella Serena Marinelli Simone Vaio Carlotta Maria Rondana scene Paolo Beleù / Andrea Bianchi costumi Adelia Apostolico musiche Roberto Fia light designer Mirko Oteri regia Giancarlo Marinelli Per la prima volta in teatro il racconto di Arthur Schnitzler che fonde in modo affascinante il sogno e la realtà, Freud e il romanzo d’appendice, e da cui Stanley Kubrick, con Eyes Wide Shut, ha tratto il suo ultimo capolavoro, rimasto incompiuto. Dopo il grande successo delle due stagioni di Elephant Man, cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo... In una Vienna innevata, il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine: “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”. Dall’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato all’ossessione che dura un’interminabile notte; dopo aver viaggiato negli inferi della mente e della carne, i due coniugi si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima. (Giancarlo Marinelli) 25 Febbraio | Olbia - Cine Teatro Olbia 26 Febbraio | Alghero - Teatro Civico 27 Febbraio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo Argot NESSUN LUOGO È LONTANO scritto e diretto da Giampiero Rappa con Valentina Cenni Totò Onnis Giuseppe Tantillo musiche Stefano Bollani Una baita sperduta tra le montagne. Una giornalista giovane e determinata affronta un lungo viaggio per intervistare Mario Capaldini, ex scrittore di successo, un uomo burbero e cinico che da alcuni anni ha chiuso ogni rapporto con il mondo. Quali verità nascoste la giornalista vuole scoprire su di lui? E che cosa cerca e nasconde Ronny, il giovanissimo e irruento nipote di Mario che a sorpresa e con entusiasmo torna a trovarlo dopo tanto tempo? Riuscirà l’uomo a difendere la sua baita dalla intrusione dei due giovani? O forse è proprio quell’intrusione che sta attendendo da tempo senza saperlo? Mistero, silenzi, ritmi serrati, colpi di scena e ironia in un testo che parla di orgoglio, conflitti tra genitori e figli, amore, perdono. E mentre Mario recita come se avesse la maschera dell’attore tragico, i due ragazzi, nella ricerca affannosa e tragicomica di smascherarlo, finiranno per conoscere meglio se stessi e ritornare al mondo più adulti. 25 Febbraio | Palau - Cine Teatro Montiggia 26 Febbraio | Nuoro - Teatro Eliseo 27 Febbraio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine Bananas SONO NATA IL VENTITRÈ con Teresa Mannino Pensa sempre a quello che dice e dice sempre quello che pensa. Si potrebbe sintetizzare in questo modo il carattere che contraddistingue Teresa Mannino che, in questo suo nuovo lavoro teatrale, attraversa strade e temi diversi ed istintivi: l’amore, la vita, il tradimento, gli uomini e le donne, la passione per la conoscenza e per la propria terra. E con la stessa passione racconterà i tormenti di Penelope e quelli della vicina di casa. Si rifarà alle donne, eroine e non, dei classici, per dare consigli e consolare, soprattutto, le amiche con problemi di cuore. Filosofa su carta e nello spirito, non vuole smettere mai di conoscere e sapere, raccontare e raccontarsi purché i fatti siano epici oppure siano sempre (più o meno) reali o realmente accaduti e questa volta, più che mai, lo farà senza rete e senza filtri. Padrona, con zelo costante, della scena, Teresa non mancherà di coinvolgere il pubblico a tal punto che il suo monologo diventerà, quasi, un dialogo, un incontro, uno scambio singolare ed autentico di battute e verità. 26 Febbraio | Lanusei - Teatro Tonio Dei Associazione Rosso Levante IL VIRUS CHE TI SALVA LA VITA tratto da Libro che ti salva la vita di Sabatino De Sanctis e Davide Scotti di e con Silvia Cattoi e Juri Piroddi collaborazione Ennio Ruffolo elaborazioni video Andrea Anglani e Fabio Fiandrini tecnica Cinzia Piras e Antonio Sida costumi di scena Francesca Pischedda si ringrazia Sergio Cadeddu per l'amichevole partecipazione Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere Mahatma Ghandi. Liberamente tratto da Il libro che ti salva la vita (che è per il 50% una guida e per la restante metà una sorta di testo-testimonianza coinvolgente ed emozionante), IL VIRUS - c.t.s.l.vita è uno spettacolo teatrale che - mescolando parole, movimento, musica e video - vuole offrire, con emozione e ironia, una galleria ricca di spunti di riflessione sulla Salute e la Sicurezza. Lo spettacolo - proprio come un libro - è suddiviso in capitoli e si struttura in due fasi distinte: una prima parte più propriamente “teatrale”, con situazioni, personaggi e video che mostrano l’assurdità dei nostri cliché comportamentali sul lavoro, sulle strade e nella vita quotidiana; i limiti, l’inerzia e l’apatia di fronte al cambiamento tipico dell’Italian Way of Life. Una seconda parte - quella che più aderisce alla “lettera” del libro di riferimento - in cui, tolta di mezzo la “quarta parete”, il pubblico è chiamato a partecipare all’azione scenica attraverso domande e provocazioni tese a indurre un cambiamento nel modo di vedere e di fare le cose più semplici, quotidiane. Lo spettacolo è strutturato come uno strumento utile per avviare, da subito, il cambiamento. 1 Marzo | Sassari - Teatro Comunale 2 Marzo | Olbia - Cine Teatro Olbia 3 Marzo | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa 4 Marzo | Carbonia - Teatro Centrale Ente Teatro Cronaca Vesuvio Teatro SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di Ruggero Cappuccio liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare con Isa Danieli Lello Arena e con Fabrizio Vona e Renato De Simone Enzo Mirone Rossella Pugliese Antonella Romano costumi Annamaria Morelli scene Luigi Ferrigno musiche Massimiliano Sacchi burattini Selvaggia Filippini regia Claudio Di Palma Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano. Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il Sogno per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon. 2 > 6 Marzo | Cagliari - Teatro Massimo Compagnia Nuovo Teatro - diretta da Marco Balsamo UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE di Rocco Papaleo e Valter Lupo con Rocco Papaleo e con Francesco Accardo chitarra Jerry Accardo percussioni Guerino Rondolone contrabbasso Arturo Valiante pianoforte costumi Eleonora Rella disegno Luci Marco Palmieri regia Valter Lupo Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti. Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora. Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare. Fin qui, il senso della piccola impresa. A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso. La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove, mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure. Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di stringerne altre. (Rocco Papaleo) 4 Marzo | Alghero - Teatro Civico 5 Marzo | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci 6 Marzo | Nuoro - Teatro Eliseo 7 Marzo | San Gavino Monreale - Teatro Comunale OTI - Officine del Teatro Italiano I SUOCERI ALBANESI di Gianni Clementi con Francesco Pannofino Emanuela Rossi e con Andrea Lolli Silvia Brogi Maurizio Pepe Filippo Laganà Elisabetta Clementi regia Claudio Boccaccini Una famiglia borghese: un padre, una madre e una figlia. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, Chef in carriera, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere alla figlia Camilla, 16enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza. Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti... Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante e la rottura di una tubazione del bagno di servizio obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 35 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani, ma che hanno saputo riscattarsi con il lavoro. Un esempio da seguire per Camilla e i giovani come lei... è questo che Lucio e Ginevra pensano... Ma un giorno... 8 Marzo | Arzachena - Auditorium Comunale 9 Marzo | Santa Teresa Gallura - Auditorium Comunale 10 Marzo | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo 11 Marzo | Macomer Bananas GLI IMPIEGATI DELL’AMORE (CELIBATAIRES) di David Foenkinos traduzione e adattamento di Michele De Virgilio con la collaborazione di Marie Pascale Osterrieth con Nuzzo di Biase regia Marie Pascale Osterrieth Dopo il successo di Paradossi e Parastinchi Nuzzo Di Biase tornano in teatro con una commedia francese romantica e spregiudicata. I destini dei protagonisti, Michel e Sylvie, si incrociano in un’agenzia matrimoniale, dove i due vanno non per cercare l’anima gemella, ma per svolgere il loro onesto lavoro di impiegati. Sono singles che vendono felicità ai loro clienti, ma che vivono un’esistenza piuttosto monotona e insignificante. Quando, per via di internet, più nessuno cercherà le loro consulenze amorose, questi “Cupidi” dal contratto a termine saranno costretti a posare le frecce e ad intraprendere un viaggio introspettivo che li porterà a sedersi al di là della scrivania; perché un problema può scatenare reazioni a catena dalle conseguenze imprevedibili e costringere due timidi ad uscire dal guscio per affrontare la vita. In questa commedia dell’autore francese David Foenkinos, si ritrova tutto il suo universo, pieno di fantasia e di humor. Riflessioni sulla coppia, sulla solitudine, sulla paura della felicità, sul divorzio e sull’arte di ballare il tango! 15 Marzo | Tempio Pausania - Teatro del Carmine 16 Marzo | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci 17 Marzo | Lanusei - Teatro Tonio Dei 18 Marzo | Arzachena - Auditorium Comunale Laros CLASSE DI FERRO di Aldo Nicolaj con Paolo Bonacelli e Cochi Ponzoni regia Giovanni Anfuso Classe di ferro è incentrata sui problemi della terza età, trattati con una delicatezza e uno humour non frequenti nella nostra drammaturgia. La vicenda, sempre attuale, è ambientata in un giardino pubblico di una grande città. Protagonisti sono tre anziani - Libero Bocca, Luigi Lapaglia e Ambra - che si sono conosciuti casualmente durante le loro quotidiane passeggiate. I loro caratteri sono assolutamente differenti - aggressivo e riottoso quello di Bocca, docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore quello di Ambra - e consentono all’autore di creare un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani. Dopo una prima descrizione trionfalistica dei propri cari viene alla luce, un po’ alla volta, la confessione amara di essere divenuti ormai un peso per i nipoti. A questo punto Bocca e Lapaglia progettano una fuga in piena regola, una sorta di evasione dalla grande città, per approdare in un piccolo paese di provincia. Ma il finale, che giunge rapido e imprevisto con la morte di Bocca, riporta tutti alla crudele realtà di una società dove i sogni sembrano non poter avere cittadinanza. 16 > 20 Marzo | Cagliari - Teatro Massimo Teatri Uniti in collaborazione con Onorevole Teatro Casertano | Institut Ramon Llull JUCATÙRE / I GIOCATORI di Pau Mirò con Renato Carpentieri Tony Laudadio Enrico Ianniello Luciano Saltarelli collaborazione artistica Simone Petrella costumi Francesca Apostolico traduzione e regia Enrico Ianniello Premio Ubu 2013 Miglior testo straniero Napoli e Barcellona ancora una volta unite in teatro da Enrico Ianniello nel primo allestimento in Italia di Jùcature (Giocatori) di Pau Mirò, vincitore del premio Butaca 2012 per il miglior testo in lingua catalana e messo in scena con successo la scorsa stagione a Barcellona con la regia dello stesso Mirò al Teatre Lliure diretto da Lluís Pasqual. In scena quattro uomini condividono tragicomiche frustrazioni e fallimenti giocando a carte, in attesa di un ultimo estremo guizzo vitale. I soldi sono spariti da tempo, come qualsiasi possibilità di successo personale. L’appartamento è un rifugio dove tutti i fallimenti sono accettati, permessi. Il fallimento è la regola, non l’eccezione. Anche in questa occasione, come nella fortunatissima esperienza di Chiòve, (riadattamento napoletano della messinscena catalana Plou a Barcelona trapiantata da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli), Jùcature è ambientato a Napoli «anche se questa volta – sottolinea il regista – si tratta di un’ambientazione esclusivamente linguistica, senza riferimenti geografici precisi, un’assenza di collocazione che mi pare una cifra fondamentale dei quattro personaggi raccontati da Mirò». 16 Marzo | Sassari - Teatro Comunale 18 Marzo | Nuoro - Teatro Eliseo 22 Marzo | Carbonia - Teatro Centrale Sardegna Teatro INCENDI di Wajdi Mouawad con Maria Grazia Bodio Lia Careddu Corrado Giannetti Paolo Meloni, Isella Orchis Marta Proietti Orzella Cesare Saliu, Giorgia Senesi Marco Spiga Mariagrazia Sughi Luigi Tontoranelli, Agnese Fois Leonardo Tomasi scene Fausto Dappiè costumi Stefania Grilli disegno luci Loic François Hamelin musiche Alessandro Olla assistente alla regia Rosalba Ziccheddu regia Guido De Monticelli Incendi di Wajdi Mouawad, seconda tappa di una tetralogia (o quartetto) dedicata alla memoria (e intitolata “Il sangue delle promesse”) riesce a farci rivivere gli sconvolgenti orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato a convivere, e, insieme, a farci commuovere profondamente e a comunicarci un fortissimo senso della vita, perfino della leggerezza e dell’incanto. Ha dell’epopea, a un tempo antichissima e modernissima, quest’opera, intessuta coi fili del sangue e delle parole che combattono e risanano: un’odissea, che Mouawad affida a due fratelli gemelli, Jeanne e Simon, due giovani d’oggi, che vivono nella stessa città occidentale in cui lui si è trovato a crescere. Il loro sarà un lungo viaggio verso il mistero della loro origine. Tutto nasce dall’apertura del testamento lasciato dalla madre appena morta. Ora, a ciascuno dei due giovani, lascia una lettera: destinata l’una al padre che essi credevano morto, l’altra al fratello di cui ignoravano l’esistenza. La vicenda assume il carattere dell’inchiesta, l’inseguimento di un enigma da sciogliere. 17 Marzo | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa 18 Marzo | Olbia - Cine Teatro Olbia 19 Marzo | Alghero - Teatro Civico Tangram Teatro Torino UN LADRO IN CASA scritto da Fabrizio Coniglio collaborazione drammaturgica Bebo Storti Stefano Masciarelli diretto e interpretato da Bebo Storti Stefano Masciarelli Fabrizio Coniglio Il titolo di questo spettacolo prende spunto da una frase, che una signora di 78 anni si è sentita dire dal direttore della propria banca, quando è andata a lamentarsi per come le avessero volatilizzato i risparmi: «Signora non c’è più niente da fare, ci metta una pietra sopra... come se un ladro le fosse entrato in casa». C’è un momento della vita, magari in tarda età, in cui una famiglia, dopo anni di sacrifici, può aver messo da parte un risparmio, un tesoretto. È in quel momento che la nostra banca ci suggerisce un investimento sicuro, infallibile, un guadagno facile per realizzare i nostri sogni di vecchiaia... Ma dopo poco tempo si scopre che i nostri soldi sono spariti... nel nulla... in obbligazioni proposte come sicure e infallibili, che invece sono pura spazzatura senza valore (Bond argentini, Parmalat, Cirio, Lehmann). Un viaggio dentro le famiglie truffate, dentro le strategie di un sistema bancario che non conosce più regole, che ha distrutto migliaia di risparmiatori e che vive solo per arricchire se stesso. Porteremo in scena quindi, ancora una volta, storie vere, che ci faranno magari anche ridere per la loro assurdità, il tono ancora una volta sarà infatti della commedia, ma che ci immergeranno in uno scenario avvilente. Un teatro dell’assurdo. 30 Marzo | Palau - Cine Teatro Montiggia 31 Marzo | Tempio Pausania - Teatro del Carmine 1 Aprile | San Gavino Monreale - Teatro Comunale 2 Aprile | Carbonia - Teatro Centrale Elsinor LE INTELLETTUALI di Molière traduzione Cesare Garboli adattamento e regia Monica Conti con Maria Ariis Stefano Braschi Marco Cacciola Monica Conti Federica Fabiani Miro Landoni Angelica Leo Roberto Trifirò Carlotta Viscovo scene e costumi Domenico Franchi disegno luci Antonio Zappalà musiche Giancarlo Facchinetti Le intellettuali (titolo originale Les femmes savantes) fu rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais Royal, l’11 marzo 1672. La scena si svolge in una “casa”, quella del ricco borghese Crisalo. Clitandro, rifiutato da Armanda, figlia di Crisalo e Filaminta, vuole sposare la sorella di lei, Enrichetta. Il padre è favorevole al matrimonio ma la madre, amante della cultura e della scienza, la vuole invece dare in sposa a Trissottani, un pedante vanesio idolatrato da lei e dalle altre due “intellettuali” di casa, Armanda e la zia Belisa. Il contrasto tra padre e madre per la scelta del genero si risolve nel momento in cui arriva il finto annuncio che la famiglia di Enrichetta è completamente rovinata economicamente. Le intellettuali sviluppa il noto schema delle nozze ostacolate, in cui il solito trucco provvidenziale delle lettere scioglie i nodi e fa correre al lieto fine. Teatralmente questa storia regge solo a patto che si presti fede alla “finzione” perché, come nota Cesare Garboli: «né la famiglia, in Femmes Savantes, né la cultura sono valori di primo grado, quanto spazi di un discorso teatrale, luoghi di una finzione. 6 > 10 Aprile | Cagliari - Teatro Massimo Emilia Romagna Teatro Fondazione - Compagnia Pippo Delbono ORCHIDEE uno spettacolo di Pippo Delbono con Dolly Albertin Gianluca Ballarè Bobò Margherita Clemente Pippo Delbono Ilaria Distante Simone Goggiano Mario Intruglio Nelson Lariccia Gianni Parenti Pepe Robledo Grazia Spinella immagini Pippo Delbono luci Robert John Resteghini musiche Enzo Avitabile Ancora posso scrivere d’amore scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini morto ucciso dall’Aids. L’orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perchè non riconosci quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro tempo. In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti. Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale. Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre... Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti da tanti abbandoni. (Pippo Delbono) 7 Aprile | Iglesias - Teatro Electra 8 Aprile | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci 9 Aprile | Alghero - Teatro Civico I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014 PICCOLI SUICIDI IN OTTAVA RIMAVol. I e II ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo con Gabriele Carli Giulia Gallo Giovanni Guerrieri Enzo Illiano Giulia Solano illustrazioni Guido Bartoli regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini Iniziata in forma di happening per Inequilibrio e Santarcangelo edizione 2013, l’escursione nella tradizione dei maggi toscani da parte de I Sacchi di Sabbia - dopo una tappa al Teatro Studio di Scandicci - approda alla sua forma definitiva: una raccolta di episodi, recitati in ottava rima e in quartine di ottonari. Avventura, western, fantascienza (uno degli episodi è il ben noto L’invasione degli Ultracorpi, i cui temi vegetali e di rinascita si sposano perfettamente con quelli del canto in maggio) sono gli ingredienti di queste piccole allegorie di genere, riformulate secondo questa antica tecnica popolare. Questo lavoro - grazie alla complicità e alla collaborazione con la storica Compagnia del Maggio “Pietro Frediani” di Buti diretta da Dario Marconcini - segna una tappa decisiva nell’indagine sulla parodia che I Sacchi di Sabbia stanno conducendo negli ultimi anni. Ricalcare e abitare una forma arcaica - quella dei cantori dei paladini di ariostesca memoria - diventa la chiave per condividere un immaginario con lo spettatore, per poi rovesciarlo e/o straniarlo. 8 Aprile | Olbia - Cine Teatro Olbia 9 Aprile | Tempio Pausania - Teatro del Carmine 16 Aprile | Alghero - Teatro Civico Gurdulù Teatro I VIAGGI D’OGGI Viaggio teatral musicale auto-tragi-comico tra voli low cost, treni e navi da e per la Sardegna scritto e diretto da Maurizio Giordo con Mauriziaccio Giordo (ViaggiAttore) Marcus Pintus (Musicomico da viaggio) scenografia Marcello Scalas luci Grandi Luci di Tony Grandi audio Carmelo Sisto Avventure on the road con I viaggi d’oggi di e con Maurizio Giordo e Marco Pintus: una pièce originale, o meglio un “viaggio teatral musicale auto-tragi-comico tra voli low cost, treni e navi da e per la Sardegna” tra curiosità, appunti di bordo e tanta (auto)ironia. … Proprio vero, i voli low cost ci hanno cambiato la vita. Ma quante ore passate davanti al pc a cercare le offerte e a fare assurdi check in on line pieni di trappole, tutto per un week end in una grande città in cui non fai in tempo a veder nulla. E torni a casa più stanco di prima... che vacanze! E in Sardegna si viaggia come sempre... con i trenini della speranza... Fai prima ad arrivare a Beyrut che a Borutta, arrivi a Singapore e non a Siniscola, a Bosa no! A Boston si! Per Oslo? Un’ora e un quarto... Per Osilo? Tre ore... Fai prima ad arrivare a piedi a Santiago di Compostela che arrivare in pullman a Mogorella... 14 Aprile | Sassari - Teatro Comunale 15 Aprile | Palau - Cine Teatro Montiggia 16 Aprile | Lanusei - Teatro Tonio Dei 17 Aprile | San Gavino Monreale - Teatro Comunale 18 Aprile | Macomer BAM Teatro NOVANTADUE Falcone e Borsellino, 20 anni dopo di Claudio Fava con Filippo Dini Fabrizio Ferracane Giovanni Moschella allestimento e regia Marcello Cotugno in collaborazione con XXXVII Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano Festival L’Opera Galleggiante Il 1992 fu un anno denso di avvenimenti, dalla firma del trattato di Maastricht, alla chiusura del giornale Pravda, l’organo di stampa del partito comunista nell’Unione Sovietica, dall’assedio di Sarajevo da parte delle truppe serbobosniache all’elezione del democratico Bill Clinton a Presidente degli Stati Uniti di America, fino alla riabilitazione da parte della Chiesa Cattolica della figura di Galileo Galilei. Eppure fu un anno oscuro e orribile della storia italiana. Era cominciato proprio con la pronuncia da parte della Cassazione della sentenza storica e definitiva di condanna che chiuse di fatto il Maxi-processo, il più grande processo penale mai celebrato al mondo. La sentenza finale della Corte di Cassazione, emessa nel gennaio 1992, sembrò quasi “una pietra di tomba sulla mafia" che intanto, invece, si era rimessa in salute. Così, mentre si segnava la fine della cosiddetta Prima Repubblica, i due magistrati simbolo della lotta alla mafia, i cervelli del primo grande processo a Cosa Nostra, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, saltarono in aria con chili e chili di tritolo. Da allora, si cerca affannosamente una verità. 15 Aprile | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa L’Aquilone di Viviana UNGHIE & CRISI spettacolo di teatro e video mapping con Marta Proietti Orzella Daniela Pulisci light Designer e Vj Marco Quondamatteo fonico Fabio Piras drammaturgia e regia Ilaria Nina Zedda Vincitore nel 2009 del primo premio di drammaturgia “Donne e lavoro, donne al lavoro”, lo spettacolo mette in scena una vicenda di donne al passo coi tempi, e se i tempi sono quelli della crisi... ecco che spariscono dalle nostre città i negozi storici e al loro posto troviamo negozi di manicure e ricostruzione unghie. Sonia è una giovane mamma single che si improvvisa estetista. Tra smalti e unghie Sonia si prodiga in consigli, aneddoti e proverbi popolari per aiutare le clienti ad uscire dalle proprie crisi esistenziali... Un modo diretto, tragico e ironico per riflettere sulla condizione della donna e sulla sua “attraversata” in solitario nella società contemporanea. Per le sue clienti, Sonia, è una specie di psicologa a buon mercato. Cliente è un Avvocato quarantacinquenne, che vive una sconfitta personale, data dal recente divorzio col marito. L’incontro tra Sonia e l’Avvocato è raccontato in modo ironico, le posizioni sociali sono messe a confronto ed in parte annullate. Nei racconti di Sonia incontriamo la vita di tante altre clienti che si confrontano su vari problemi, quali l’amore, i desideri, le malattie e soprattutto le crisi esistenziali di ognuna di loro. 20 Aprile | Sassari - Teatro Comunale 21 Aprile | Nuoro - Teatro Eliseo 22 Aprile | Olbia - Cine Teatro Olbia 23 Aprile | Palau - Cine Teatro Montiggia Centro D’arte Contemporanea Teatro Carcano in cooproduzione con Mismaonda MATTI DA SLEGARE di Axel Hellstenius versione italiana della commedia Elling & Kjell Bjarne con Enzo Iachetti Giobbe Covatta e con Irene Serini Gisella Szaniszló scene e costumi Francesca Pedrotti disegno luci Carlo Signorini musiche Ugo Gangheri regia Gioele Dix Dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, Elling e Kjell Bjarne vengono mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento messo a disposizione dal Comune. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all’interno della società. Elling, autodefinitosi “cocco di mamma”, ha vissuto perennemente in compagnia della madre, imbastendo con lei un rapporto (quasi) morboso, escludente qualsiasi altro contatto umano, motivo per il quale alla morte della donna l’uomo si ritroverà completamente perso e assolutamente incapace di prendersi cura di sé stesso. Saranno i suoi pensieri ad accompagnarci durante la commedia, e così scopriremo che il non aver saputo assaporare la propria indipendenza e autosufficienza lo ha portato a soffrire di ansia e di capogiri. L’altro, Kjell Bjarne, continua a dare capocciate sul muro ogni volta che si trova in difficoltà e cerca di dimenticare il suo terribile rapporto con la madre ubriaca e il patrigno violento. 20 > 24 Aprile | Cagliari - Teatro Massimo Pierfrancesco Pisani e Parmaconcerti in collaborazione con Infinito srl e Teatro di Dionisio VENERE IN PELLICCIA di Davis Ives con Sabrina Impacciatore Valter Malosti scene e disegno luci Nicolas Bovey suono G.U.P. Alcaro regia Valter Malosti Un giovane regista-autore, Thomas, vuole mettere in scena un romanzo di Von Masoch, ma non riesce a trovare la protagonista. Alla fine di una giornata di deludenti provini, gli si presenta una giovane attrice molto aggressiva e apparentemente un pò naive, Vanda, che lo travolge fino a stravolgere gli equilibri: tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco elettrizzante del gatto col topo confondendo i confini tra fantasia e realtà, seduzione e potere, amore e sesso. Una sorta di duello teatrale tra due attori di grande talento. Spettacolo acclamato e pluripremiato, Venere in pelliccia di David Ives debutta Off Broadway nel 2010, per poi approdare, sull’onda del grande successo ottenuto, a Broadway nel 2011. Il testo riprende il proprio titolo dall’omonimo romanzo di Leopold von Sacher Masoch del 1870, ispirato alla biografia dello stesso autore, che suscitò un forte scandalo per i suoi contenuti scabrosi, trattando di una relazione di totale sottomissione sessuale con cui un uomo succube si lega a una donna dominatrice. GENNAIO / APRILE 2016 CAGLIARI - Piccolo Auditorium LANUSEI - Teatro Tonio Dei MONSERRATO - Auditorium dell’Ist. Tecnico Besta PALAU - Cine Teatro Montiggia SANTA TERESA GALLURA - Auditorium Nelson Mandela TEMPIO PAUSANIA - Teatro del Carmine Boche teatro Centro Internazionale del Fumetto - Cagliari BACHISIO SPANU STORIA DELLA SARDEGNA E DEI SARDI l’epopea di un contadino sardo alla guerra di e con Giovanni Carroni regia Marco Parodi GIORNATA DELLA MEMORIA Compagnia Chajka DESTINATARIO SCONOSCIUTO dal romanzo in forma di carteggio di Katherine Kressmann Taylor lettura scenica a cura di Francesco Origo con Francesco Origo e Enrico Incani violino Diego Milia di Bepi Vigna un recital di Fausto Siddi percussioni e Elettronica Alessandro Atzori selezione e montaggio immagini Laura Congiu Il Mulino di Amleto - Teatro Marenco di Ceva - Tedacà GIARDINETTI drammaturgia di gruppo, parole di Fabio Bisogni con Fabio Bisogni, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Alba Porto Compagnia B SEI QUELLO CHE MANGI Principio attivo Scritto e diretto da Alice Capitanio STORIA DI UN UOMO E DELLA SUA OMBRA Gurdulù Teatro (mannaggia ’a mort) con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Leone Marco Bartolo regia Giuseppe Semeraro musiche originali eseguite dal vivo Leone Marco Bartolo Premio Eolo Awards 2010 migliore spettacolo teatro ragazzi e giovani dell’anno Premio Amici di Emaniele Luzzati XXIX Festival nazionale teatro ragazzi (Padova 2010) COS’È IL GIULLARE di e con Maurizio Giordo Associazione culturale Micro fratture Teatro GEOGRAFIE FISICHE [tracce di memorie vocali] Performance di Monica Serra con Daniela Collu, Monica Serra elaborazioni sonore di Valentino Nioi 1