CIRCUITO MULTIDISCIPLINARE
DELLA SARDEGNA
con il contributo di
REGIONE AUTONÒMA DE SARDIGNA
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Assessoradu de s’istrutzione pùblica, benes culturales, informatzione, ispetàculu e isport
Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport
COMUNE
DI ALGHERO
COMUNE
DI ARZACHENA
COMUNE
DI CARBONIA
COMUNE
DI IGLESIAS
COMUNE
DI MEANA SARDO
COMUNE
DI NUORO
COMUNE
DI ORISTANO
COMUNE
DI OZIERI
in collaborazione con
Ente Regionale Studio Universitario
media partner
stampa Litotipografia Trudu srl - Cagliari
COMUNE
DI MACOMER
COMUNE
DI OLBIA
COMUNE
DI SASSARI
con il sostegno di
progetto grafico Antonello Manca
COMUNE
DI LANUSEI
COMUNE
DI PALAU
COMUNE
DI SANTA TERESA
GALLURA
PROVINCIA
DI ORISTANO
COMUNE
DI CAGLIARI
COMUNE
DI SAN GAVINO
MONREALE
COMUNE
DI TEMPIO PAUSANIA
Stagione 2015/2016
La Grande Prosa al Teatro Comunale
COMUNI ADERENTI AL CIRCUITO DI PROSA
CIRCUITO
MULTIDISCIPLINARE
DELLA SARDEGNA
Cagliari
Teatro Massimo
Alghero
Teatro Civico
Consiglio di Amministrazione
Antonio Cabiddu
Presidente
Mario Pinna
Vice Presidente
Lucia Loddo
Consigliere
Gabriella Noè
Consigliere
Annalaura Pau
Consigliere
Arzachena
Auditorium Comunale
Salvatore Satta
Lanusei
Teatro Tonio Dei
Revisore unico
Direttore artistico
Valeria Ciabattoni
Segreteria organizzativa
Lucia Loddo
Amministrazione
Stefania Carrucciu
Alessia Cicala
Giangonario Sanna
Promozione
Carbonia
Teatro Centrale
Iglesias
Teatro Electra
Macomer
Teatro
Meana Sardo
Teatro San Bartolomeo
Nuoro
Teatro Eliseo
Olbia
Cine Teatro Olbia
Oristano
Auditorium IT Lorenzo Mossa
Francesco Cabiddu
Carlotta Ortu
Ozieri
Teatro Civico Oriana Fallaci
Addetto stampa
Palau
Cine Teatro Montiggia
Anna Brotzu
San Gavino Monreale
Teatro Comunale
Santa Teresa Gallura
Auditorium Comunale Nelson Mandela
Cagliari, via Mameli 153
www.cedacsardegna.it
[email protected]
Sassari
Teatro Comunale
Tempio Pausania
Teatro del Carmine
11 > 15 Novembre | Cagliari - Teatro Massimo
L’Eolienne
MARIE-LOUISE
circo coreografico
ideazione e coreografia
Florence Caillon
con
Laura Collin
Arnaud Jamin
SÈbastien Jolly
Jennifer François
Marion Soyer
Guillaume Varin
musiche originali
Xavier Demerliac
Florence Caillon
luci
Dominique Maréchal
Gilles Mogis
costumi
Flora Loyau
Coproduzione: Le Rive Gauche, scène conventionnée pour la danse,
St Etienne du Rouvray, Le Grand Theatre de Lorient. Con il sostegno
di: La DRAC, Regione Haute-Normandie, Consiglio generale di
Seine Maritime e ADAMI Ulteriore sostegno di: Carré Magique de
Lannion, La Gare de Fontenay le Comte e La Passerelle de Mauléon.
Ringraziamenti a Dominique Boivin, Robert Labaye, Paul Grenier,
Le Théâtre Ephéméride, Zoé Maistre.
Marie-Louise deve l’origine del suo titolo all’espressione
francese usata per indicare lo spazio tra il telaio e l’immagine
di un dipinto. Lo spettacolo è un viaggio sensoriale e emozionale nella storia dell’arte e della pittura. Attraversando
l’immaginario di Bosch, Edward Hopper, Mirò, Egon Schiele,
e molti altri, Marie-Louise pone in relazione temi pittorici,
colori, sensazioni e suggestioni con il mondo contemporaneo.
Sullo sfondo di un grande schermo quasi cinematografico,
i dipinti appaiono come una metafora della vita, su questo
sfondo i danzatori/acrobati si muovono in coreografie
circensi, fra musica e proiezioni video che rimandano alle
suggestioni dei dipinti. “In un’epoca in cui la frenesia è un
modo di vivere, l’atto di contemplare mi sembra più che mai
necessario”...
9 Dicembre | Santa Teresa Gallura
Auditorium Comunale Nelson Mandela
10 Dicembre | Alghero - Teatro Civico
11 Dicembre | Olbia - Cine Teatro Olbia
12 Dicembre | Macomer Teatro Costantino
Compagnia Molière
LEI È RICCA, LA SPOSO... E L’AMMAZZO
di Mario Scaletta
con
Gianfranco Jannuzzo
Debora Caprioglio
e con
Antonella Piccolo
Claudia Bazzano
Antonio Fulfaro
Cosimo Coltraro
scene Salvo Manciagli
costumi Dora Argento
regia
Patrick Rossi Gastaldi
Orazio Pignatelli è un ricco scapolo che ha scialacquato
tutti i suoi soldi e il suo patrimonio. Arrivato alla bancarotta
e consigliato della sua fedele governante Nunziatina, è
costretto a farsi prestare dei soldi da un presunto mafioso
Lucky Bonanno a condizioni molto svantaggiose e con solo
un mese per restituirli. A questo scopo, sempre dietro
consiglio di Nunziatina, l’unica soluzione possibile è riuscire
a sposare una donna ricca, riservandosi però l’idea di ucciderla una volta rimessosi in sesto finanziariamente. Dopo
varie vicissitudini alquanto comiche, l’amore e la totale
incapacità di Albertina, la moglie ricca, risvegliano involontariamente in Orazio un senso di protezione e anche di
affetto nei confronti della donna, con il risultato di risvegliare in lei una nuova volontà di vivere. Una spiritosa e
molto comica metafora sul “farsi carico” e “sull’attivarsi”.
Un incapace (Orazio) che detesta nella moglie (Albertina)
tutto quello che lui non è in grado di fare. Il rapporto d’amore
si genera quando Orazio, aspirante uxoricida, si fa carico
della più buffa e distratta moglie riconoscendole meriti e
risorse non comuni. (Patrick Rossi Gastaldi)
14 Dicembre | Sassari - Teatro Comunale
16 > 20 Dicembre | Cagliari - Teatro Massimo
Gli Ipocriti in cooproduzione con Fondazione Teatro della Pergola
LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA
di Tennessee Williams
traduzione Gerardo Guerrieri
con
Vittoria Puccini
Vinicio Marchioni
e con
Paolo Musio
e Franca Penone
Salvatore Caruso
Francesco Petruzzelli
Carlotta Mangione
scena Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Pasquale Mari
musiche Francesco De Melis
regia
Arturo Cirillo
Presentato per gentile concessione
de la University of the South, Sewanee,
Tennessee
Sono rare, in Italia, le messe in scena de La gatta sul tetto
che scotta il dramma teatrale di Tennesse Williams valsogli
il secondo premio Pulitzer. Rappresentato per la prima
vota nel 1955 al Morosco Theatre di New York con la regia
di Elia Kazan, deve ad Arturo Cirillo il nuovo allestimento,
che si rivela particolarmente raffinato, sia per l’ambientazione, sia per un cast appropriato d’interpreti, con principali protagonisti la coppia Vittoria Puccini (al suo debutto
teatrale) e Vinicio Marchioni, ovvero Margaret e Brick. Il
dramma narra la storia di una donna, Maggie, che per alleviare la cocente situazione familiare in cui si trova, imbastisce una rete di bugie. Di bassa estrazione sociale, Maggie
la gatta, innamorata del marito, ex sportivo, teme di dover
lasciare lui e la casa, se non riesce a dare alla famiglia di
lui un erede. Interamente ambientato nella loro camera da
letto, tra giochi passionali e abili caratterizzazioni, affiorano
a poco a poco tra Brick e Maggie sensualità cariche di
sottintesi e di contenuti inespressi o inesprimibili.
6 > 10 Gennaio | Cagliari - Teatro Massimo
11 Gennaio | Sassari - Teatro Comunale
Goldenart Production
IL VISITATORE
di Eric-Emmanuel Schmitt
traduzione e adattamento
Valerio Binasco
con
Alessandro Haber
Alessio Boni
e con
Nicoletta Robello Bracciforti
e Alessandro Tedeschi
musiche Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
regia
Valerio Binasco
Aprile 1938. L’Austria è stata da poco annessa di forza al
Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono
perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud (Alessandro Haber), il famoso
psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna,
portata via da un ufficiale della Gestapo. Ma l’angosciata
solitudine non dura molto: spunta infatti un inaspettato
visitatore (Alessio Boni) che intavola con Sigmund Freud
una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore
dell’inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è
quell’importuno? Cosa vuole?
È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro
né uno psicopatico. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si
rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di
fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. O è un pazzo che si crede Dio?
Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta
Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché
permette tutto ciò?
13 Gennaio | Santa Teresa Gallura - Auditorium Comunale Nelson Mandela
Bocheteatro
BACHISIO SPANU
libero adattamento
da Un anno sull’Altipiano
di Emilio Lussu
con inserti tratti
da Roccu ‘u stortu
di Francesco Suriano
tradotti in campidanese
da Rossana Copez
con Giovanni Carroni
drammaturgia e regia
Marco Parodi
Il protagonista è un fante della Brigata Sassari, un contadino della Sardegna che è al tempo stesso uno storico che
espone, con i suoi poveri mezzi, in una lingua semplice, la
terribile cronaca della Grande Guerra, riprendendo i temi
affrontati da Emilio Lussu nel suo Un anno sull’altipiano,
compresi quelli dell’ammutinamento e della inutile decimazione della Brigata, un sacrificio che ancora oggi chiede
delle risposte. Il testo è integrato da inserti tratti dal monologo teatrale di Francesco Suriano Roccu ‘u stortu , ed
è stato tradotto in campidanese da Rossana Copez, che ha
operato una radicale trasformazione linguistica rispetto
al calabro-italiano dell’originale, lasciando però intatta la
struttura drammaturgica voluta da Suriano, fatta di continui
flash-back frutto di una memoria ingolfata da immagini
terrificanti di morte e distruzione. Su di esse abbiamo
innestato le memorie di E. Lussu, lo sgomento che coglieva
i soldati nell'attesa dell’assalto, i momenti resi tragici
dall’incertezza della morte inevitabile, dall’atroce scoperta
di aver conquistato trincee di cadaveri, allineati ai loro
posti, uno a fianco all’altro. (Marco Parodi)
13 Gennaio | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa
14 Gennaio | Alghero - Teatro Civico
15 Gennaio | Olbia - Cine Teatro Olbia
16 Gennaio | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci
Theama Produzioni
MISTER GREEN
di Jeff Baron
traduzione
Michela Zaccaria
con
Massimo De Francovich
Maximilian Nisi
musiche originali
Stefano De Meo
regia
Piergiorgio Piccoli
Mr. Green, un ottuagenario proprietario di lavanderia in
pensione, camminando nel traffico dell’Upper West Side
di New York, viene investito da un’automobile. Il conducente
della vettura è un giovane uomo impiegato in una multinazionale, il quale viene accusato di guida pericolosa e condannato dalla giustizia ad assistere Mr. Green una volta
alla settimana per sei mesi. L’anziano signore abita in un
appartamentino al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per le spese e il resto... La commedia, scandita in scene con ritmo cinematografico, segue dall’inizio
queste visite settimanali. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto fra i personaggi si sviluppa e
i due imparano a conoscersi, diventando indispensabili l’uno
all’altro.
Il testo, andato in scena sui palcoscenici di tutto il mondo,
si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del
dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni
lontanissime. Mister Green negli ultimi vent’anni è stata
messa in scena in quasi 500 versioni teatrali in 45 paesi e
in 24 lingue, conquistando molti premi e riconoscimenti.
14 Gennaio | Palau - Cine Teatro Montiggia
15 Gennaio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
16 Gennaio | San Gavino Monreale - Teatro Comunale
La città degli artisti
QUALCHE VOLTA SCAPPANO
dalla commedia Toutou
di Daniel Besse, Agnès Besse
con
Pino Quartullo
Rosita Celentano
Attilio Fontana
scene Francesco Ghisu
costumi Giovanni Ciacci
adattamento e regia
Pino Quartullo
Qualche volta scappano è un lavoro teatrale di Pino Quartullo
- attore, regista, sceneggiatore e doppiatore - tratto dalla
commedia Toutou di Daniel Besse e Agnès Besse, che lo
vede in scena con Rosita Celentano, al suo esordio teatrale,
e Attilio Fontana. La storia comincia in una sera come tante
altre, in casa di Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita
Celentano). Sposati da oltre vent’anni, professionalmente
realizzati e legatissimi al loro cane Toutou, i due coniugi
all’improvviso vedono crollare il loro mondo, le loro certezze.
O almeno quelle che credevano tali: Alessandro ha portato
fuori per il giretto serale Toutou, ma - ahimé - rientra a casa
senza il cane. Tragedia. Il cane è fuggito. Non si è perso, come
Marzia rimprovera ad Alessandro, non è stato abbandonato
come tante, troppe volte, accade. No. Quella del cane è una
deliberata dichiarazione di ribellione, perché un cane ha una
sua identità, una sua dignità. L’amato quadrupede di casa
diviene il rivelatore di disagi e compromessi, ed il detonatore
di segreti, complice l’arrivo dell’amico Paolo (Attilio Fontana),
figura chiave della commedia.
16 Gennaio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo
Teatro dallarmadio
BESTIE FEROCI REVOLUTION
di e con
Fabio Marceddu
e Antonello Murgia
regia e musiche originali
Antonello Murgia
Primo Premio della giuria
al XVI Festival Internazionale
“L’Altro Teatro”, Teatro Pan di Lugano
Primo Premio del pubblico
al XII Palio poetico musicale
Ermo Colle 2013
Lo spettacolo è una “sinfonia-mosaico” per due voci, una
chitarra classica e un pianoforte in miniatura. Bestie Feroci
racconta i nostri tempi col solo uso del patrimonio musicale
che ci ha accompagnato in tanti decenni. Il gioco è quello
di legare, cucire, tagliare e accostare strofe, ritornelli, sigle,
per creare un discorso, per raccontare le contraddizioni e
la follia, la bestialità e la “meraviglia” del tempo che viviamo
o che crediamo di vivere. Tutto questo con una “pensata
leggerezza”, e con una spontanea e quanto mai voluta ironia
nel trattare temi delicati e irrisolti del nostro Paese e del
mondo.
Non vi è, per scelta, una sola parola recitata. I tempi della
narrazione sono ferrei e fuggevoli, le chiavi di lettura molteplici. Perché si canta? Forse perché quando le parole non
bastano più non resta che cantare. C’è sempre qualcosa
che sfugge nel leggere il mondo, qualcosa che “accade al
di sopra delle parole”.
19 Gennaio | Carbonia - Teatro Centrale
20 Gennaio | Nuoro - Teatro Eliseo
21 Gennaio | Palau - Cine Teatro Montiggia
22 Gennaio | Lanusei - Teatro Tonio Dei
23 Gennaio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
a.Artisti Associati / Ass.Cult.Artù di Roma
FORBICI & FOLLIA
di Paul Portner
versione italiana
di Marco Rampoldi
e Gianluca Ramazzotti
con
Michela Andreozzi
Roberto Ciufoli
Max Pisu
Barbara Terrinoni
e la partecipazione di
Nino Formicola
Nini Salerno
luci Alessandro Iacoangeli
costumi Adele Bargilli
scene Alessandro Chiti
regia
Marco Rampoldi
Premio EDGAR in America
Premio Molière 2014
Miglior commedia a Parigi
Forbici&Follia è un gioco di contrasti e di tante possibili
verità. Forbici&Follia è un salone da coiffeur, di una città
italiana. Anzi... della città in cui si rappresenta lo spettacolo.
Forbici&Follia è il racconto di un giorno come gli tutti altri.
Anzi... del giorno in cui si svolge la rappresentazione. Il
giorno in cui la tranquilla vita di pettegolezzi che scorre
allegramente fra le avances del parrucchiere a tutti i clienti
maschi, e i piccoli sogni della sua aiutante viene interrotta
dall’assassinio della vecchia pianista che vive al piano di
sopra. Ma, colpo di scena, tutti i presenti hanno un movente
che giustificherebbe il delitto. E si scopre che, in realtà,
due clienti sono poliziotti in borghese e devono arrestare
il colpevole... Come? Con la collaborazione degli spettatori/testimoni oculari, che possono risolvere il mistero.
Forbici&Follia è uno spettacolo con due nature contrapposte che si rafforzano a vicenda: quella del racconto giallo
e quella della comicità che scaturisce dal gioco di interazione col pubblico. (Marco Rampoldi)
20 Gennaio | Macomer
19 Febbraio | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa
Sardegna Teatro
MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
con Corrado Giannetti
e Luigi Tontoranelli
luci Loïc François Hamelin
regia Francesco Brandi
Maratona di New York di Edoardo Erba, non è solo un testo, è un
manifesto teatrale. Dal suo esordio nel 1993 sorprese come un
modo innovativo di pensare il teatro. Una drammaturgia unica,
soprattutto nel rapporto che instaura fra l’attore e lo spettatore.
Concepire un testo dove i due personaggi corrono, nel vero senso
della parola, per tutta la durata dello spettacolo è, oltre un tratto
di delizioso sadismo, un tocco di prepotente contemporaneità.
L’attore che, durante uno spettacolo di prosa, deve recitare
correndo è costretto a esibire una capacità atletica e una concretezza interpretativa, che lo legano indissolubilmente allo
spettatore. Contemporaneamente si crea quel crudele inganno,
come nella danza classica, dove la ballerina impegna con estenuante fatica muscoli e nervi per regalare allo spettatore
un’illusione di leggerezza. E dietro l’apparente leggerezza di due
personaggi che chiacchierano allenandosi per la maratona di
New York non c’è solo la fatica della corsa, c’è un’amicizia profonda,
tesa tra solidarietà e competizione. Sfidano se stessi, prosciugano
il fiato che gli resta in corpo, cercano di accorciare di ancora un
altro metro la distanza che li separa dal sogno di correre la
Maratona di New York. Ma ci credono davvero a quel sogno?
27 > 31 Gennaio | Cagliari - Teatro Massimo
Goldenart Production
TRADIMENTI
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
con
Ambra Angiolini
Francesco Scianna
e con
Francesco Biscione
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche Luca D’Alberto
luci Giuseppe Filipponio
regia
Michele Placido
Tradimenti (Betrayal), commedia che Harold Pinter scrisse
nel 1978, è stata celebrata fin dagli esordi come uno dei
maggiori testi del premio Nobel inglese, grazie ai dialoghi
stringati, alle ambigue emozioni che filtrano attraverso il
fair play dei protagonisti, all’ipocrisia dei rapporti personali
e professionali. La pièce parte dall’appuntamento tra due
ex amanti che, anni dopo la fine del loro affaire, si incontrano
in un pub. In nove, rapide scene si riavvolge il nastro della
storia clandestina dei due, fino al bacio che sigla l’inizio della
relazione tra Emma, sposata con Robert, e Jerry, miglior
amico dell’uomo. Tra viaggi all’estero e riferimenti al mondo
sofisticato in cui si muovono i protagonisti, Tradimenti mette
in scena personaggi poco amabili e profondamente egocentrici, le cui parole vengono smentite dai fatti, scena dopo
scena, in un brutale viaggio nel tempo ma anche viaggio alla
ricerca dell’identità di ciascuno, che sembra strutturarsi
proprio partendo dai ricordi.
La commedia non ha pretese moralistiche, Pinter non prende
di mira la (solita) società borghese, si limita a narrare una
storia di ordinaria quotidianità.
30 Gennaio | Arzachena - Auditorium Comunale
Spazio T in collaborazione con Grandi Allestimenti
ERA LA NONA?
Liberamente tratto da
Non era la quinta era la nona
di Aldo Nicolaj
con
Chiara Murru
Maurizio Pulina
e Antonio Luvinetti
disegno luci
Tony Grandi
musiche
Marco Valentino
regia
Chiara Murru
Al centro della storia è Eva (Chiara Murru), una donna prorompente, possessiva, accentratrice e dai modi talmente
soffocanti da dominare la vita ed il destino di due uomini,
Bruno (Maurizio Pulina) e Mario (Antonio Luvinetti). Con il
primo, conosciuto casualmente, innesca una vera propria
persecuzione portata avanti con meticolosa cura e dietro
la quale si cela un preciso, quanto assurdo, intento. Mario,
marito pacato e dotato di grande autocontrollo, sembra
essere l’unico a resistere alle continue, ossessive incursioni
della donna. Una storia surreale e verosimile dai risvolti
imprevisti. Colonna sonora dello spettacolo le musiche
composte da Marco Valentino ispirate alle sinfonie di L. V.
Beethoven, passione condivisa dai protagonisti maschili
di questa commedia dal finale inatteso! Lo spettacolo è
caratterizzato da una messa in scena essenziale e lineare.
Al centro del palco due triangoli all’interno dei quali si
muovono i protagonisti di una vicenda di cui l’omicidio
passionale è filo conduttore. I legami tra i tre sono tragicamente comici. Niente è casuale, neppure le arance che
diventano l’elemento ossessivo di tutto lo spettacolo.
4 Febbraio | Carbonia - Teatro Centrale
Teatro Actores Alidos
MOBILIT-AZIONE
spettacolo di
“corpi in esposizione”
ispirato all’arte espressionista
con
Valeria Pilia
Manuela Sanna
Valeria Parisi
Roberta Locci
Manuela Ragusa
Michela Atzeni
Felice Montervino
Federico Saba
Mariano Anni
ideazione e regia
Gianfranco Angei
Mobilit-Azione è un grido d’allarme per la situazione drammatica che l’arte e il mondo culturale stanno vivendo a causa
della crisi economica, dei tagli delle sovvenzioni pubbliche,
della massificazione culturale, dell’incessante opera di mercificazione dell’arte e dell’esasperazione della spettacolarizzazione, che continuano ad avvilire la complessa originalità
della ricerca artistica.
Dopo l’esperienza performativa di (S)mobilit-azione - Esposizione s/composta di corpi in r/esistenza disse/minati nel
teatro nel 2012, il TAA prosegue la sua battaglia per la
resistenza e si mobilita con questo nuovo spettacolo, affermando il suo r-esistere artistico in una esposizione di “quadri
scenici” dove corpi d’attore incarnano situazioni ispirate a
circostanze artistiche e sociali. Il risultato finale è uno spettacolo composito desunto dal montaggio di situazioni poliedriche che, come tanti tasselli, formano un “mosaico drammaturgico”; ne deriva un significativo affresco dell’umanità, un
microcosmo rappresentativo in cui i personaggi perdono la
dimensione concreta e diventano simboli che rafforzano la
visione della natura onirica dell’esistere.
4 Febbraio | Olbia - Cine Teatro Olbia
5 Febbraio | Alghero - Teatro Civico
6 Febbraio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo
7 Febbraio | Macomer
8 Febbraio | Iglesias - Teatro Electra
Compagnia Stabile del Molise in collaborazione con DoppioSogno
IO SONO MISIA L’APE REGINA DEI GENI
di Vittorio Cielo
liberamente ispirato
alle memorie di Misia Sert
e alle confidenze, ricordi,
messaggi, lettere di Proust,
Stravinsky, Diaghilev, Nijinsky,
Debussy, Toulouse-Lautrec,
Picasso, Ravel, Cocteau...
su Misia
con
Lucrezia Lante della Rovere
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
luci Pasquale Mari
musiche Diego Buongiorno
regia
Francesco Zecca
Spettacolo promosso da
Fondazione Devlata
Picasso, Proust, Chanel, Ravel, Debussy, Stravinsky, Toulouse Lautrec, Cocteau, Nijinsky, e i loro segreti, svelati...
dalla regina di Parigi. “Io non partorisco. Io Faccio Partorire.
Gli uomini hanno bisogno di una sfinge per partorire la
bellezza. Per diventare artisti. Io li faccio partorire. Li ho
fatti partorire, tutti!... Dicono che il mio talento sia saper
annusare il talento... Dove tutti vedono un nano, io vedo un
Toulouse-Lautrec. Se c’è una tizia muta, a occhi bassi, contro
il muro, io sento profumo di Cocò, nel senso che sarà Chanel.
Sono una cercatrice di geni... Una cercatrice di meraviglie
umane. Detesto suonare. Perché amo la musica. Ho imparato sulle ginocchia di Liszt, vecchio, con i capelli lunghi a
bacchetta bianchi, come un salice ghiacciato,la faccia a
verruche come la corteccia di un albero. Con i miei occhi
color malva, ho visto ora dopo ora inevitabilmente. Pablo
Ruiz trasformarsi nel mostro-toro Picasso. Debussy sui
miei divani sognare il sesso del fauno. Cocteau fare la corte
agli attori come in Marocco. Stravinsky incendiarsi nella
Sagra di Primavera. Ravel ricamare musica a dispetto di
Satie”.
10 Febbraio | Nuoro - Teatro Eliseo
11 Febbraio | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci
12 Febbraio | Santa Teresa Gallura
Auditorium Comunale Nelson Mandela
Teatro de Gli Incamminati - La Versiliana
OTELLO
di William Shakespeare
con
Filippo Dini
Antonio Zavatteri
Giulia Eugeni
Roberto Serpi
Alberto Giusta
Mariella Speranza
Massimo Brizi
Cristina Pasino
scene e costumi Catherine Rankl
luci Sandro Sussi
musiche Andrea Nicolini
traduzione e regia
Carlo Sciaccaluga
Di tutte le tragedie di Shakespeare, Otello secondo me è
la più impressionante e la più terribile. Dal momento in cui
nel cuore di Otello si insedia la gelosia, il cuore e la mente
dello spettatore sono stretti in una morsa. Amore, pietà,
paura, speranza e timorosa sospensione dell’animo lo attraversano. Forse non esiste argomento più eccitante della
gelosia sessuale che sale all’intensità della passione; sono
sentimenti che comportano un senso di vergogna e di umiliazione, e per questo spesso si tengono nascosti. Perché
una gelosia come quella di Otello converte la natura umana
nel caos, e libera la bestia che è nell’uomo. Artefice di
questa liberazione è Iago, in cui il male si dispiega sotto
forma di una superiorità intellettuale comune solo ad Amleto e Falstaff. Protagonisti di questo allestimento sono
attori di provato talento, Filippo Dini e Antonio Zavatteri.
In un’ambientazione ibrida tra il Medio Oriente antico e la
prima Guerra del Golfo sullo sfondo del tema della diffidenza razziale e culturale si consumerà lo scontro tra “il
parto mostruoso” dell’intelligenza di Iago, e la natura romantica e primitiva di Otello... (Carlo Sciaccaluga)
14 Febbraio | Arzachena - Auditorium Comunale
15 Febbraio | Alghero - Teatro Civico
TieffeTeatro Milano - Centro di produzione diretto da Emilio Russo
LE OLIMPIADI DEL 1936
di Federico Buffa, Emilio Russo,
Paolo Frusca, Jvan Sica
con Federico Buffa
pianoforte
Alessandro Nidi
fisarmonica
Nadio Marenco
voce
Cecilia Gragnani
direzione musicale
Alessandro Nidi
costumi Pamela Aicardi
luci Mario Loprevite
regia
Emilio Russo
Caterina Spadaro
Federico Buffa, cronista e commentatore sportivo, affabula
e conquista il pubblico con il suo stile avvolgente ed evocativo. Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una
delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, quella
del 1936, racconta una storia di sport e di guerra. È capitato
a Berlino nel ’36 quando Hitler e Goebbels volevano trasformare le loro Olimpiadi, o quelle che credevano che
fossero le “loro” Olimpiadi, nell’apoteosi della razza ariana
e del “nuovo corso”. E invece quelle Olimpiadi divennero il
simbolo più luminoso dell’uguaglianza. Il primo giorno di
gara due atleti neri sul podio del salto in alto, Cornelius
Johnson e Dave Albritton. Al secondo giorno qualcuno suggerì al Führer di evitare di salutare personalmente gli atleti
vincitori di medaglie. Jesse Owens di medaglie ne vinse
addirittura 4, due record mondiali e un record olimpico, il
tutto documentato, in diretta, con le immagini di Leni Riefensthal. La sua libertà creativa ha consentito di regalare
all’umanità la straordinaria smorfia di disappunto di Hitler
al terzo oro di Owens.
17 Febbraio | San Gavino Monreale - Teatro Comunale
18 Febbraio | Lanusei - Teatro Tonio Dei
19 Febbraio | Sassari - Teatro Comunale
20 Febbraio | Macomer
CTB - Le Belle Bandiere
SVENIMENTI
vaudeville, dagli atti unici,
dalle lettere e dai racconti
di Anton Cechov
progetto,
elaborazione drammaturgica
Elena Bucci e Marco Sgrosso
con
Elena Bucci
Gaetano Colella
Marco Sgrosso
regia
Elena Bucci
con la collaborazione
di Marco Sgrosso
Entriamo nel labirinto creativo di Anton Cechov a partire dalle
lettere che sua moglie, l’attrice Olga Knipper, continua a scrivergli anche dopo la morte, in un dialogo ininterrotto che ne
vuole evocare presenza e voce. La drammaturgia intesse gli
atti unici con visioni tratte dai racconti, irruzioni di frammenti
di altre opere, lettere che l’autore scambiò con persone care,
scrittori e compagni di lavoro. Ne emerge il ritratto, pieno di
contrasti, di un uomo medico per vocazione e scrittore per
passione, affettuoso e intelligente osservatore degli umani,
instancabile e gentile difensore degli ideali, amante della vita
tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine,
sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Ne inseguiamo l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Diventiamo, di volta in volta, compagni
del Teatro d’Arte, fantasmi dell’autore, evocazioni di personaggi
o testimoni al presente, accompagnati dalla danza di pochi
elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono. Partiamo
da una fantasia in trio incentrata su alcuni dei suoi formidabili
Atti Unici, al cui straordinario successo lo stesso Cechov assisteva stupito.
17 > 21 Febbraio | Cagliari - Teatro Massimo
Tieffe Teatro Milano - Centro di produzione diretto da Emilio Russo
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?
di Edward Albee
traduzione di Ettore Capriolo
con
Milvia Marigliano
Arturo Cirillo
Valentina Picello
Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Mario Loprevite
regia
Arturo Cirillo
Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's afraid of Virginia
Woolf?) è un dramma teatrale che ha debuttato a Broadway
nel 1962 ed è tuttora rappresentato in tutto il mondo.
Nonostante il successo riscosso esso è rimasto praticamente l’unico conosciuto al grande pubblico tra quelli scritti
dal suo autore, il drammaturgo statunitense Edward Albee.
Martha e George sono una coppia di mezza età che ha
invitato a casa un giovane collega di lui e sua moglie. Tra
un bicchiere e l’altro, complici l’ora tarda e i fumi dell’alcool,
i quattro si addentrano in una specie di gioco della verità
che porta le due coppie, soprattutto i padroni di casa, a
mettere a nudo tutto di sè.
La figura di Virginia Woolf non ha alcuna attinenza con il
dramma: il titolo è un gioco di parole con la canzoncina Chi
ha paura del grande lupo cattivo? (Who’s Afraid of the Big
Bad Wolf?), che George e Martha canticchiano di quando
in quando, evocando con essa il lupo cattivo presente nella
loro esistenza, e al contempo la Virginia Woolf che c’è in
loro, squilibrata e suicida come il loro matrimonio.
23 Febbraio | Sassari - Teatro Comunale
24 > 28 Febbraio | Cagliari - Teatro Massimo
Compagnia Molière
DOPPIO SOGNO
di Giancarlo Marinelli
tratto dall’omonimo racconto
di Arthur Schnitzler
con
Ivana Monti
Caterina Murino
Ruben Rigillo
Rosario Coppolino
e con
Andrea Cavatorta
Francesco Maria Cordella
Serena Marinelli
Simone Vaio
Carlotta Maria Rondana
scene
Paolo Beleù / Andrea Bianchi
costumi Adelia Apostolico
musiche Roberto Fia
light designer Mirko Oteri
regia
Giancarlo Marinelli
Per la prima volta in teatro il racconto di Arthur Schnitzler
che fonde in modo affascinante il sogno e la realtà, Freud
e il romanzo d’appendice, e da cui Stanley Kubrick, con Eyes
Wide Shut, ha tratto il suo ultimo capolavoro, rimasto
incompiuto. Dopo il grande successo delle due stagioni di
Elephant Man, cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come
regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un
testo che fosse già teatro multiplo...
In una Vienna innevata, il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine:
“Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel
giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto
oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina,
tutto il mio futuro”.
Dall’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato
all’ossessione che dura un’interminabile notte; dopo aver
viaggiato negli inferi della mente e della carne, i due coniugi
si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima.
(Giancarlo Marinelli)
25 Febbraio | Olbia - Cine Teatro Olbia
26 Febbraio | Alghero - Teatro Civico
27 Febbraio | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo
Argot
NESSUN LUOGO È LONTANO
scritto e diretto
da Giampiero Rappa
con
Valentina Cenni
Totò Onnis
Giuseppe Tantillo
musiche
Stefano Bollani
Una baita sperduta tra le montagne. Una giornalista giovane e determinata affronta un lungo viaggio per intervistare Mario Capaldini, ex scrittore di successo, un uomo
burbero e cinico che da alcuni anni ha chiuso ogni rapporto
con il mondo.
Quali verità nascoste la giornalista vuole scoprire su di lui?
E che cosa cerca e nasconde Ronny, il giovanissimo e irruento nipote di Mario che a sorpresa e con entusiasmo
torna a trovarlo dopo tanto tempo? Riuscirà l’uomo a difendere la sua baita dalla intrusione dei due giovani? O
forse è proprio quell’intrusione che sta attendendo da
tempo senza saperlo?
Mistero, silenzi, ritmi serrati, colpi di scena e ironia in un
testo che parla di orgoglio, conflitti tra genitori e figli,
amore, perdono. E mentre Mario recita come se avesse la
maschera dell’attore tragico, i due ragazzi, nella ricerca
affannosa e tragicomica di smascherarlo, finiranno per
conoscere meglio se stessi e ritornare al mondo più adulti.
25 Febbraio | Palau - Cine Teatro Montiggia
26 Febbraio | Nuoro - Teatro Eliseo
27 Febbraio | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
Bananas
SONO NATA IL VENTITRÈ
con
Teresa Mannino
Pensa sempre a quello che dice e dice sempre quello che
pensa. Si potrebbe sintetizzare in questo modo il carattere
che contraddistingue Teresa Mannino che, in questo suo
nuovo lavoro teatrale, attraversa strade e temi diversi ed
istintivi: l’amore, la vita, il tradimento, gli uomini e le donne,
la passione per la conoscenza e per la propria terra.
E con la stessa passione racconterà i tormenti di Penelope
e quelli della vicina di casa. Si rifarà alle donne, eroine e
non, dei classici, per dare consigli e consolare, soprattutto,
le amiche con problemi di cuore. Filosofa su carta e nello
spirito, non vuole smettere mai di conoscere e sapere,
raccontare e raccontarsi purché i fatti siano epici oppure
siano sempre (più o meno) reali o realmente accaduti e
questa volta, più che mai, lo farà senza rete e senza filtri.
Padrona, con zelo costante, della scena, Teresa non mancherà di coinvolgere il pubblico a tal punto che il suo monologo diventerà, quasi, un dialogo, un incontro, uno scambio
singolare ed autentico di battute e verità.
26 Febbraio | Lanusei - Teatro Tonio Dei
Associazione Rosso Levante
IL VIRUS CHE TI SALVA LA VITA
tratto da
Libro che ti salva la vita
di Sabatino De Sanctis
e Davide Scotti
di e con
Silvia Cattoi e Juri Piroddi
collaborazione
Ennio Ruffolo
elaborazioni video
Andrea Anglani e Fabio Fiandrini
tecnica
Cinzia Piras e Antonio Sida
costumi di scena
Francesca Pischedda
si ringrazia
Sergio Cadeddu
per l'amichevole partecipazione
Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere
Mahatma Ghandi. Liberamente tratto da Il libro che ti salva
la vita (che è per il 50% una guida e per la restante metà una
sorta di testo-testimonianza coinvolgente ed emozionante),
IL VIRUS - c.t.s.l.vita è uno spettacolo teatrale che - mescolando parole, movimento, musica e video - vuole offrire, con
emozione e ironia, una galleria ricca di spunti di riflessione
sulla Salute e la Sicurezza. Lo spettacolo - proprio come un
libro - è suddiviso in capitoli e si struttura in due fasi distinte:
una prima parte più propriamente “teatrale”, con situazioni,
personaggi e video che mostrano l’assurdità dei nostri cliché
comportamentali sul lavoro, sulle strade e nella vita quotidiana; i limiti, l’inerzia e l’apatia di fronte al cambiamento tipico
dell’Italian Way of Life. Una seconda parte - quella che più
aderisce alla “lettera” del libro di riferimento - in cui, tolta di
mezzo la “quarta parete”, il pubblico è chiamato a partecipare
all’azione scenica attraverso domande e provocazioni tese a
indurre un cambiamento nel modo di vedere e di fare le cose
più semplici, quotidiane. Lo spettacolo è strutturato come
uno strumento utile per avviare, da subito, il cambiamento.
1 Marzo | Sassari - Teatro Comunale
2 Marzo | Olbia - Cine Teatro Olbia
3 Marzo | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa
4 Marzo | Carbonia - Teatro Centrale
Ente Teatro Cronaca Vesuvio Teatro
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all’opera
di William Shakespeare
con
Isa Danieli
Lello Arena
e con
Fabrizio Vona
e Renato De Simone
Enzo Mirone
Rossella Pugliese
Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli
scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi
burattini Selvaggia Filippini
regia
Claudio Di Palma
Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo
napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia
di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili
trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di
dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno
e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti
umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei
surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori),
dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative,
reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o
scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano. Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il Sogno per cercare ulteriori
rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande,
onirico e vagamente circense carillon.
2 > 6 Marzo | Cagliari - Teatro Massimo
Compagnia Nuovo Teatro - diretta da Marco Balsamo
UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE
di Rocco Papaleo
e Valter Lupo
con Rocco Papaleo
e con
Francesco Accardo
chitarra
Jerry Accardo
percussioni
Guerino Rondolone
contrabbasso
Arturo Valiante
pianoforte
costumi Eleonora Rella
disegno Luci Marco Palmieri
regia
Valter Lupo
Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti.
Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono
nel rileggerle ora. Non è che un diario racchiuda una vita,
ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel
mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse
la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi ha
voglia di ascoltare. Fin qui, il senso della piccola impresa.
A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della
band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso.
La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto
di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso
intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo
gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte
altrove, mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure. Dunque,
un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere,
solo di stringerne altre. (Rocco Papaleo)
4 Marzo | Alghero - Teatro Civico
5 Marzo | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci
6 Marzo | Nuoro - Teatro Eliseo
7 Marzo | San Gavino Monreale - Teatro Comunale
OTI - Officine del Teatro Italiano
I SUOCERI ALBANESI
di Gianni Clementi
con
Francesco Pannofino
Emanuela Rossi
e con
Andrea Lolli
Silvia Brogi
Maurizio Pepe
Filippo Laganà
Elisabetta Clementi
regia
Claudio Boccaccini
Una famiglia borghese: un padre, una madre e una figlia.
Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei,
Ginevra, 50enne, Chef in carriera, con un passato fatto di
lotte politiche e rivolte generazionali, conducono
un’esistenza improntata al politically correct, cercando
quotidianamente di trasmettere alla figlia Camilla, 16enne,
questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di
parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza. Ogni occasione è buona per ribadire
simili concetti... Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante e la
rottura di una tubazione del bagno di servizio obbliga i
coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del
servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 35
anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle
di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani, ma che
hanno saputo riscattarsi con il lavoro. Un esempio da seguire per Camilla e i giovani come lei... è questo che Lucio
e Ginevra pensano... Ma un giorno...
8 Marzo | Arzachena - Auditorium Comunale
9 Marzo | Santa Teresa Gallura - Auditorium Comunale
10 Marzo | Meana Sardo - Teatro San Bartolomeo
11 Marzo | Macomer
Bananas
GLI IMPIEGATI DELL’AMORE (CELIBATAIRES)
di David Foenkinos
traduzione e adattamento
di Michele De Virgilio
con la collaborazione
di Marie Pascale Osterrieth
con Nuzzo di Biase
regia Marie Pascale Osterrieth
Dopo il successo di Paradossi e Parastinchi Nuzzo Di Biase
tornano in teatro con una commedia francese romantica e
spregiudicata. I destini dei protagonisti, Michel e Sylvie,
si incrociano in un’agenzia matrimoniale, dove i due vanno
non per cercare l’anima gemella, ma per svolgere il loro
onesto lavoro di impiegati. Sono singles che vendono felicità ai loro clienti, ma che vivono un’esistenza piuttosto
monotona e insignificante. Quando, per via di internet, più
nessuno cercherà le loro consulenze amorose, questi
“Cupidi” dal contratto a termine saranno costretti a posare
le frecce e ad intraprendere un viaggio introspettivo che
li porterà a sedersi al di là della scrivania; perché un problema può scatenare reazioni a catena dalle conseguenze
imprevedibili e costringere due timidi ad uscire dal guscio
per affrontare la vita. In questa commedia dell’autore francese David Foenkinos, si ritrova tutto il suo universo, pieno
di fantasia e di humor. Riflessioni sulla coppia, sulla solitudine, sulla paura della felicità, sul divorzio e sull’arte di
ballare il tango!
15 Marzo | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
16 Marzo | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci
17 Marzo | Lanusei - Teatro Tonio Dei
18 Marzo | Arzachena - Auditorium Comunale
Laros
CLASSE DI FERRO
di Aldo Nicolaj
con Paolo Bonacelli
e Cochi Ponzoni
regia Giovanni Anfuso
Classe di ferro è incentrata sui problemi della terza età,
trattati con una delicatezza e uno humour non frequenti
nella nostra drammaturgia. La vicenda, sempre attuale, è
ambientata in un giardino pubblico di una grande città.
Protagonisti sono tre anziani - Libero Bocca, Luigi Lapaglia
e Ambra - che si sono conosciuti casualmente durante le
loro quotidiane passeggiate. I loro caratteri sono assolutamente differenti - aggressivo e riottoso quello di Bocca,
docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore
quello di Ambra - e consentono all’autore di creare un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani. Dopo
una prima descrizione trionfalistica dei propri cari viene
alla luce, un po’ alla volta, la confessione amara di essere
divenuti ormai un peso per i nipoti. A questo punto Bocca
e Lapaglia progettano una fuga in piena regola, una sorta
di evasione dalla grande città, per approdare in un piccolo
paese di provincia. Ma il finale, che giunge rapido e imprevisto con la morte di Bocca, riporta tutti alla crudele realtà
di una società dove i sogni sembrano non poter avere cittadinanza.
16 > 20 Marzo | Cagliari - Teatro Massimo
Teatri Uniti in collaborazione con Onorevole Teatro Casertano | Institut Ramon Llull
JUCATÙRE / I GIOCATORI
di Pau Mirò
con
Renato Carpentieri
Tony Laudadio
Enrico Ianniello
Luciano Saltarelli
collaborazione artistica
Simone Petrella
costumi
Francesca Apostolico
traduzione e regia
Enrico Ianniello
Premio Ubu 2013
Miglior testo straniero
Napoli e Barcellona ancora una volta unite in teatro da
Enrico Ianniello nel primo allestimento in Italia di Jùcature
(Giocatori) di Pau Mirò, vincitore del premio Butaca 2012
per il miglior testo in lingua catalana e messo in scena con
successo la scorsa stagione a Barcellona con la regia dello
stesso Mirò al Teatre Lliure diretto da Lluís Pasqual.
In scena quattro uomini condividono tragicomiche frustrazioni e fallimenti giocando a carte, in attesa di un ultimo
estremo guizzo vitale. I soldi sono spariti da tempo, come
qualsiasi possibilità di successo personale. L’appartamento
è un rifugio dove tutti i fallimenti sono accettati, permessi.
Il fallimento è la regola, non l’eccezione. Anche in questa
occasione, come nella fortunatissima esperienza di Chiòve,
(riadattamento napoletano della messinscena catalana Plou
a Barcelona trapiantata da Barcellona ai Quartieri Spagnoli
di Napoli), Jùcature è ambientato a Napoli «anche se questa
volta – sottolinea il regista – si tratta di un’ambientazione
esclusivamente linguistica, senza riferimenti geografici
precisi, un’assenza di collocazione che mi pare una cifra
fondamentale dei quattro personaggi raccontati da Mirò».
16 Marzo | Sassari - Teatro Comunale
18 Marzo | Nuoro - Teatro Eliseo
22 Marzo | Carbonia - Teatro Centrale
Sardegna Teatro
INCENDI
di Wajdi Mouawad
con
Maria Grazia Bodio
Lia Careddu
Corrado Giannetti
Paolo Meloni, Isella Orchis
Marta Proietti Orzella
Cesare Saliu, Giorgia Senesi
Marco Spiga
Mariagrazia Sughi
Luigi Tontoranelli, Agnese Fois
Leonardo Tomasi
scene Fausto Dappiè
costumi Stefania Grilli
disegno luci
Loic François Hamelin
musiche Alessandro Olla
assistente alla regia
Rosalba Ziccheddu
regia
Guido De Monticelli
Incendi di Wajdi Mouawad, seconda tappa di una tetralogia
(o quartetto) dedicata alla memoria (e intitolata “Il sangue
delle promesse”) riesce a farci rivivere gli sconvolgenti
orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato
a convivere, e, insieme, a farci commuovere profondamente
e a comunicarci un fortissimo senso della vita, perfino della
leggerezza e dell’incanto. Ha dell’epopea, a un tempo antichissima e modernissima, quest’opera, intessuta coi fili del
sangue e delle parole che combattono e risanano:
un’odissea, che Mouawad affida a due fratelli gemelli, Jeanne e Simon, due giovani d’oggi, che vivono nella stessa città
occidentale in cui lui si è trovato a crescere. Il loro sarà un
lungo viaggio verso il mistero della loro origine. Tutto nasce
dall’apertura del testamento lasciato dalla madre appena
morta. Ora, a ciascuno dei due giovani, lascia una lettera:
destinata l’una al padre che essi credevano morto, l’altra
al fratello di cui ignoravano l’esistenza. La vicenda assume
il carattere dell’inchiesta, l’inseguimento di un enigma da
sciogliere.
17 Marzo | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa
18 Marzo | Olbia - Cine Teatro Olbia
19 Marzo | Alghero - Teatro Civico
Tangram Teatro Torino
UN LADRO IN CASA
scritto da
Fabrizio Coniglio
collaborazione drammaturgica
Bebo Storti
Stefano Masciarelli
diretto e interpretato da
Bebo Storti
Stefano Masciarelli
Fabrizio Coniglio
Il titolo di questo spettacolo prende spunto da una frase, che
una signora di 78 anni si è sentita dire dal direttore della propria
banca, quando è andata a lamentarsi per come le avessero
volatilizzato i risparmi: «Signora non c’è più niente da fare, ci
metta una pietra sopra... come se un ladro le fosse entrato in
casa». C’è un momento della vita, magari in tarda età, in cui una
famiglia, dopo anni di sacrifici, può aver messo da parte un
risparmio, un tesoretto. È in quel momento che la nostra banca
ci suggerisce un investimento sicuro, infallibile, un guadagno
facile per realizzare i nostri sogni di vecchiaia... Ma dopo poco
tempo si scopre che i nostri soldi sono spariti... nel nulla... in
obbligazioni proposte come sicure e infallibili, che invece sono
pura spazzatura senza valore (Bond argentini, Parmalat, Cirio,
Lehmann). Un viaggio dentro le famiglie truffate, dentro le
strategie di un sistema bancario che non conosce più regole, che
ha distrutto migliaia di risparmiatori e che vive solo per arricchire
se stesso. Porteremo in scena quindi, ancora una volta, storie
vere, che ci faranno magari anche ridere per la loro assurdità, il
tono ancora una volta sarà infatti della commedia, ma che ci
immergeranno in uno scenario avvilente. Un teatro dell’assurdo.
30 Marzo | Palau - Cine Teatro Montiggia
31 Marzo | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
1 Aprile | San Gavino Monreale - Teatro Comunale
2 Aprile | Carbonia - Teatro Centrale
Elsinor
LE INTELLETTUALI
di Molière
traduzione Cesare Garboli
adattamento e regia
Monica Conti
con
Maria Ariis
Stefano Braschi
Marco Cacciola
Monica Conti
Federica Fabiani
Miro Landoni
Angelica Leo
Roberto Trifirò
Carlotta Viscovo
scene e costumi
Domenico Franchi
disegno luci Antonio Zappalà
musiche Giancarlo Facchinetti
Le intellettuali (titolo originale Les femmes savantes) fu
rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais Royal,
l’11 marzo 1672. La scena si svolge in una “casa”, quella del
ricco borghese Crisalo. Clitandro, rifiutato da Armanda,
figlia di Crisalo e Filaminta, vuole sposare la sorella di lei,
Enrichetta. Il padre è favorevole al matrimonio ma la madre,
amante della cultura e della scienza, la vuole invece dare
in sposa a Trissottani, un pedante vanesio idolatrato da lei
e dalle altre due “intellettuali” di casa, Armanda e la zia
Belisa. Il contrasto tra padre e madre per la scelta del
genero si risolve nel momento in cui arriva il finto annuncio
che la famiglia di Enrichetta è completamente rovinata
economicamente. Le intellettuali sviluppa il noto schema
delle nozze ostacolate, in cui il solito trucco provvidenziale
delle lettere scioglie i nodi e fa correre al lieto fine. Teatralmente questa storia regge solo a patto che si presti
fede alla “finzione” perché, come nota Cesare Garboli: «né
la famiglia, in Femmes Savantes, né la cultura sono valori
di primo grado, quanto spazi di un discorso teatrale, luoghi
di una finzione.
6 > 10 Aprile | Cagliari - Teatro Massimo
Emilia Romagna Teatro Fondazione - Compagnia Pippo Delbono
ORCHIDEE
uno spettacolo
di Pippo Delbono
con
Dolly Albertin
Gianluca Ballarè
Bobò
Margherita Clemente
Pippo Delbono
Ilaria Distante
Simone Goggiano
Mario Intruglio
Nelson Lariccia
Gianni Parenti
Pepe Robledo
Grazia Spinella
immagini Pippo Delbono
luci Robert John Resteghini
musiche Enzo Avitabile
Ancora posso scrivere d’amore scriveva il poeta Dario
Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini morto ucciso
dall’Aids. L’orchidea è il fiore più bello ma anche il più
malvagio, mi diceva una mia amica, perchè non riconosci
quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro
tempo. In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il
tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un
tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano
ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo
attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei,
occidentali, cittadini del mondo.
Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti,
credo, sperduti. Con la sensazione di aver perduto qualcosa.
Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana,
spirituale. Orchidee nasce anche da un grande vuoto che
mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre...
Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti da tanti abbandoni.
(Pippo Delbono)
7 Aprile | Iglesias - Teatro Electra
8 Aprile | Ozieri - Teatro Civico Oriana Fallaci
9 Aprile | Alghero - Teatro Civico
I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014
PICCOLI SUICIDI IN OTTAVA RIMAVol. I e II
ideazione Giovanni Guerrieri
e Giulia Gallo
con
Gabriele Carli
Giulia Gallo
Giovanni Guerrieri
Enzo Illiano
Giulia Solano
illustrazioni
Guido Bartoli
regia
Giovanni Guerrieri
con la collaborazione
di Dario Marconcini
Iniziata in forma di happening per Inequilibrio e Santarcangelo edizione 2013, l’escursione nella tradizione dei maggi
toscani da parte de I Sacchi di Sabbia - dopo una tappa al
Teatro Studio di Scandicci - approda alla sua forma definitiva: una raccolta di episodi, recitati in ottava rima e in
quartine di ottonari. Avventura, western, fantascienza (uno
degli episodi è il ben noto L’invasione degli Ultracorpi, i cui
temi vegetali e di rinascita si sposano perfettamente con
quelli del canto in maggio) sono gli ingredienti di queste
piccole allegorie di genere, riformulate secondo questa
antica tecnica popolare. Questo lavoro - grazie alla complicità e alla collaborazione con la storica Compagnia del
Maggio “Pietro Frediani” di Buti diretta da Dario Marconcini
- segna una tappa decisiva nell’indagine sulla parodia che
I Sacchi di Sabbia stanno conducendo negli ultimi anni.
Ricalcare e abitare una forma arcaica - quella dei cantori
dei paladini di ariostesca memoria - diventa la chiave per
condividere un immaginario con lo spettatore, per poi rovesciarlo e/o straniarlo.
8 Aprile | Olbia - Cine Teatro Olbia
9 Aprile | Tempio Pausania - Teatro del Carmine
16 Aprile | Alghero - Teatro Civico
Gurdulù Teatro
I VIAGGI D’OGGI
Viaggio teatral musicale
auto-tragi-comico tra voli
low cost, treni e navi
da e per la Sardegna
scritto e diretto
da Maurizio Giordo
con
Mauriziaccio Giordo
(ViaggiAttore)
Marcus Pintus
(Musicomico da viaggio)
scenografia Marcello Scalas
luci Grandi Luci di Tony Grandi
audio Carmelo Sisto
Avventure on the road con I viaggi d’oggi di e con Maurizio
Giordo e Marco Pintus: una pièce originale, o meglio un
“viaggio teatral musicale auto-tragi-comico tra voli low
cost, treni e navi da e per la Sardegna” tra curiosità, appunti
di bordo e tanta (auto)ironia.
… Proprio vero, i voli low cost ci hanno cambiato la vita.
Ma quante ore passate davanti al pc a cercare le offerte e
a fare assurdi check in on line pieni di trappole, tutto per
un week end in una grande città in cui non fai in tempo a
veder nulla. E torni a casa più stanco di prima... che vacanze!
E in Sardegna si viaggia come sempre... con i trenini della
speranza... Fai prima ad arrivare a Beyrut che a Borutta,
arrivi a Singapore e non a Siniscola, a Bosa no! A Boston si!
Per Oslo? Un’ora e un quarto... Per Osilo? Tre ore... Fai prima
ad arrivare a piedi a Santiago di Compostela che arrivare
in pullman a Mogorella...
14 Aprile | Sassari - Teatro Comunale
15 Aprile | Palau - Cine Teatro Montiggia
16 Aprile | Lanusei - Teatro Tonio Dei
17 Aprile | San Gavino Monreale - Teatro Comunale
18 Aprile | Macomer
BAM Teatro
NOVANTADUE Falcone e Borsellino, 20 anni dopo
di Claudio Fava
con
Filippo Dini
Fabrizio Ferracane
Giovanni Moschella
allestimento e regia
Marcello Cotugno
in collaborazione con XXXVII Cantiere
Internazionale d’Arte di Montepulciano
Festival L’Opera Galleggiante
Il 1992 fu un anno denso di avvenimenti, dalla firma del
trattato di Maastricht, alla chiusura del giornale Pravda,
l’organo di stampa del partito comunista nell’Unione Sovietica, dall’assedio di Sarajevo da parte delle truppe serbobosniache all’elezione del democratico Bill Clinton a Presidente degli Stati Uniti di America, fino alla riabilitazione da
parte della Chiesa Cattolica della figura di Galileo Galilei.
Eppure fu un anno oscuro e orribile della storia italiana. Era
cominciato proprio con la pronuncia da parte della Cassazione della sentenza storica e definitiva di condanna che
chiuse di fatto il Maxi-processo, il più grande processo
penale mai celebrato al mondo. La sentenza finale della
Corte di Cassazione, emessa nel gennaio 1992, sembrò quasi
“una pietra di tomba sulla mafia" che intanto, invece, si era
rimessa in salute. Così, mentre si segnava la fine della cosiddetta Prima Repubblica, i due magistrati simbolo della
lotta alla mafia, i cervelli del primo grande processo a Cosa
Nostra, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, saltarono in
aria con chili e chili di tritolo. Da allora, si cerca affannosamente una verità.
15 Aprile | Oristano - Auditorium IT Lorenzo Mossa
L’Aquilone di Viviana
UNGHIE & CRISI
spettacolo di teatro
e video mapping
con
Marta Proietti Orzella
Daniela Pulisci
light Designer e Vj
Marco Quondamatteo
fonico
Fabio Piras
drammaturgia e regia
Ilaria Nina Zedda
Vincitore nel 2009 del primo premio di drammaturgia
“Donne e lavoro, donne al lavoro”, lo spettacolo mette in
scena una vicenda di donne al passo coi tempi, e se i tempi
sono quelli della crisi... ecco che spariscono dalle nostre
città i negozi storici e al loro posto troviamo negozi di
manicure e ricostruzione unghie. Sonia è una giovane mamma single che si improvvisa estetista. Tra smalti e unghie
Sonia si prodiga in consigli, aneddoti e proverbi popolari
per aiutare le clienti ad uscire dalle proprie crisi esistenziali... Un modo diretto, tragico e ironico per riflettere sulla
condizione della donna e sulla sua “attraversata” in solitario
nella società contemporanea. Per le sue clienti, Sonia, è
una specie di psicologa a buon mercato. Cliente è un Avvocato quarantacinquenne, che vive una sconfitta personale,
data dal recente divorzio col marito. L’incontro tra Sonia e
l’Avvocato è raccontato in modo ironico, le posizioni sociali
sono messe a confronto ed in parte annullate. Nei racconti
di Sonia incontriamo la vita di tante altre clienti che si
confrontano su vari problemi, quali l’amore, i desideri, le
malattie e soprattutto le crisi esistenziali di ognuna di loro.
20 Aprile | Sassari - Teatro Comunale
21 Aprile | Nuoro - Teatro Eliseo
22 Aprile | Olbia - Cine Teatro Olbia
23 Aprile | Palau - Cine Teatro Montiggia
Centro D’arte Contemporanea Teatro Carcano in cooproduzione con Mismaonda
MATTI DA SLEGARE
di Axel Hellstenius
versione italiana
della commedia
Elling & Kjell Bjarne
con
Enzo Iachetti
Giobbe Covatta
e con
Irene Serini
Gisella Szaniszló
scene e costumi
Francesca Pedrotti
disegno luci Carlo Signorini
musiche Ugo Gangheri
regia
Gioele Dix
Dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati
amici inseparabili, Elling e Kjell Bjarne vengono mandati
dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento
messo a disposizione dal Comune. Dovranno dimostrare di
saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all’interno
della società. Elling, autodefinitosi “cocco di mamma”, ha
vissuto perennemente in compagnia della madre, imbastendo con lei un rapporto (quasi) morboso, escludente qualsiasi
altro contatto umano, motivo per il quale alla morte della
donna l’uomo si ritroverà completamente perso e assolutamente incapace di prendersi cura di sé stesso.
Saranno i suoi pensieri ad accompagnarci durante la commedia, e così scopriremo che il non aver saputo assaporare
la propria indipendenza e autosufficienza lo ha portato a
soffrire di ansia e di capogiri. L’altro, Kjell Bjarne, continua
a dare capocciate sul muro ogni volta che si trova in difficoltà e cerca di dimenticare il suo terribile rapporto con la
madre ubriaca e il patrigno violento.
20 > 24 Aprile | Cagliari - Teatro Massimo
Pierfrancesco Pisani e Parmaconcerti in collaborazione con Infinito srl e Teatro di Dionisio
VENERE IN PELLICCIA
di Davis Ives
con
Sabrina Impacciatore
Valter Malosti
scene e disegno luci
Nicolas Bovey
suono
G.U.P. Alcaro
regia
Valter Malosti
Un giovane regista-autore, Thomas, vuole mettere in scena
un romanzo di Von Masoch, ma non riesce a trovare la
protagonista. Alla fine di una giornata di deludenti provini,
gli si presenta una giovane attrice molto aggressiva e apparentemente un pò naive, Vanda, che lo travolge fino a
stravolgere gli equilibri: tra regista e attrice, vittima e
carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco
elettrizzante del gatto col topo confondendo i confini tra
fantasia e realtà, seduzione e potere, amore e sesso.
Una sorta di duello teatrale tra due attori di grande talento.
Spettacolo acclamato e pluripremiato, Venere in pelliccia
di David Ives debutta Off Broadway nel 2010, per poi approdare, sull’onda del grande successo ottenuto, a Broadway nel 2011.
Il testo riprende il proprio titolo dall’omonimo romanzo di
Leopold von Sacher Masoch del 1870, ispirato alla biografia
dello stesso autore, che suscitò un forte scandalo per i
suoi contenuti scabrosi, trattando di una relazione di totale
sottomissione sessuale con cui un uomo succube si lega a
una donna dominatrice.
GENNAIO / APRILE 2016
CAGLIARI - Piccolo Auditorium
LANUSEI - Teatro Tonio Dei
MONSERRATO - Auditorium dell’Ist. Tecnico Besta
PALAU - Cine Teatro Montiggia
SANTA TERESA GALLURA - Auditorium Nelson Mandela
TEMPIO PAUSANIA - Teatro del Carmine
Boche teatro
Centro Internazionale del Fumetto - Cagliari
BACHISIO SPANU
STORIA DELLA SARDEGNA
E DEI SARDI
l’epopea di un contadino sardo
alla guerra
di e con Giovanni Carroni
regia Marco Parodi
GIORNATA DELLA MEMORIA
Compagnia Chajka
DESTINATARIO
SCONOSCIUTO
dal romanzo in forma di carteggio
di Katherine Kressmann Taylor
lettura scenica a cura di Francesco Origo
con Francesco Origo e Enrico Incani
violino Diego Milia
di Bepi Vigna
un recital di Fausto Siddi
percussioni e Elettronica Alessandro Atzori
selezione e montaggio immagini Laura Congiu
Il Mulino di Amleto - Teatro Marenco di Ceva - Tedacà
GIARDINETTI
drammaturgia di gruppo, parole di Fabio Bisogni
con Fabio Bisogni, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi,
Alba Porto
Compagnia B
SEI QUELLO CHE MANGI
Principio attivo
Scritto e diretto da Alice Capitanio
STORIA DI UN UOMO
E DELLA SUA OMBRA
Gurdulù Teatro
(mannaggia ’a mort)
con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei,
Leone Marco Bartolo
regia Giuseppe Semeraro
musiche originali eseguite dal vivo
Leone Marco Bartolo
Premio Eolo Awards 2010
migliore spettacolo teatro ragazzi e giovani dell’anno
Premio Amici di Emaniele Luzzati
XXIX Festival nazionale teatro ragazzi (Padova 2010)
COS’È IL GIULLARE
di e con Maurizio Giordo
Associazione culturale Micro fratture Teatro
GEOGRAFIE FISICHE
[tracce di memorie vocali]
Performance di Monica Serra
con Daniela Collu, Monica Serra
elaborazioni sonore di Valentino Nioi
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La Grande Prosa al Teatro Comunale