LA SICUREZZA
NEI CANTIERI
GUIDA PRATICA
PER LA REDAZIONE DEL
Pi.M.U.S.
PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO
DEI PONTEGGI METALLICI FISSI
LA SICUREZZA NEI
CANTIERI
GUIDA PRATICA
PER LA REDAZIONE DEL
Pi.M.U.S.
PIANO DI MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO
DEI PONTEGGI METALLICI FISSI
A cura di:
dott. ing. Antonio Leonardi
dott. ing. Roberta Rita Grillo
dott. ing. Salvatore Lombardo
dott. ing. Salvatore Pulvirenti
dott. ing. Maurizio Razete
Si ringraziano per il materiale fornito per la redazione della presente guida l’Ing. A. Scalia e il
Geom. A. Accillaro della PONTEGGI TUBORALI S.p.a.
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Prefazione
Nonostante negli ultimi anni vi sia stato fervore in ambito normativo e siano state apportate
modiche e integrazioni alle leggi vigenti in materia di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, in
particolare con il recentissimo D. Lgs n. 81/08, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei
luoghi di lavoro, non si sono ancora ottenuti sostanziali miglioramenti in merito all’abbattimento del
numero di infortuni sul lavoro, in particolare di quelli gravi e mortali.
Oltre alla necessità di una puntuale applicazione delle norme cogenti, di controlli più efcaci da
parte degli organi preposti, occorre adoperarsi per la diffusione di una “cultura della sicurezza”.
Il Testo Unico pone particolare attenzione alla promozione della cultura della sicurezza nei luoghi
di lavoro ed in particolare agli obblighi di informazione e formazione di datori di lavoro, dirigenti,
preposti, RSPP, RLS, Coordinatori per la sicurezza nei cantieri, lavoratori, etc..
L’informazione e la formazione sono quindi strumenti fondamentali afnchè la sicurezza e la
salute dei lavoratori divengano parte integrante della pianicazione e programmazione aziendale e
non siano viste solo come un insieme di norme, regole e obblighi, la cui violazione fa scattare delle
sanzioni.
La Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, che ha per scopo la
valorizzazione e la tutela della gura dell’ingegnere e il suo costante aggiornamento tecnico-scientico
e culturale, è ormai da tempo impegnata nell’attività di informazione e formazione sulle molteplici
discipline inerenti l’attività professionale dell’ingegnere e tra queste anche quella della sicurezza nei
luoghi di lavoro e nei cantieri. La scelta strategica è quella di puntare ad una formazione di eccellenza
atta a qualicare in modo determinante la professionalità dell’ingegnere. In particolare nell’anno
2008 la Fondazione ha organizzato 18 corsi di formazione, erogando ben 680 ore di formazione. La
Fondazione intende inoltre perseguire l’obiettivo di divenire un vero e proprio Centro Studi su tutte
le problematiche tecniche, culturali, professionali di interesse della categoria. La realizzazione di
iniziative editoriali di carattere culturale e tecnico-scientico è infatti uno dei tanti obiettivi previsti
dallo Statuto della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Catania In tale ambito un primo grande
risultato raggiunto è proprio la realizzazione di questa pubblicazione scientica “ La sicurezza nei
cantieri - Guida pratica per la redazione del Pi.M.U.S”.
Alla luce del D. Lgs n.81/2008, con particolare attenzione alla Sessione dedicata ai ponteggi ssi,
questa Guida Pratica vuole offrire ai professionisti utili e pratici strumenti di aggiornamento sui
ponteggi e sulla redazione del Piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi metallici ssi,
anche alla luce delle recenti novità legislative, trattando anche temi quali: la redazione del progetto di
un ponteggio, dei calcoli, la formazione degli addetti, le attrezzature, l’uso dei DPI, la descrizione di
diversi metodi di montaggio, la modulistica da cantiere, esempi pratici di montaggio e smontaggio di
diverse tipologie di ponteggio per una diretta comprensione delle fasi più delicate che si affrontano
nella redazione di un PiMUS.
Si ringraziano gli autori, per l’impegno profuso e la professionalità con la quale hanno realizzato
questa guida.
Il Segretario della Fondazione dell’Ordine degli
Ingegneri della Provincia di Catania
Dott. Ing. Antonio Leonardi
Il Presidente della Fondazione dell’Ordine degli
Ingegneri della Provincia di Catania
Dott. Ing. Luigi Bosco
3
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLA FONDAZIONE DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI
DELLA PROVINCIA DI CATANIA
dott. ing.
Luigi BOSCO
Presidente
dott. ing.
Antonio LEONARDI
Segretario
dott. ing.
Alo GRASSI
Tesoriere
dott. ing.
Giuseppe AMANTIA
Vice Presidente
dott. ing.
Francesco LUPO
Vice Presidente
dott. ing.
Erika BUCCELLATO
Consigliere
dott. ing.
Salvatore DI PAOLA
Consigliere
dott. ing.
Alfredo FOTI
Consigliere
dott. ing.
Francesco GULLI
Consigliere
dott. ing.
Nunziato LA SPINA
Consigliere
dott. ing.
Giovanni PAMPALLONA
Consigliere
dott. ing.
Giuseppe PLATANIA
Consigliere
dott. ing.
Alberto PUGLISI
Consigliere
Via Vincenzo Giuffrida, 202 - 95128 CATANIA
Tel. 095.433810 - Fax 095.553885 - cell. 340 1871122
e-mail: [email protected]
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Indice
Prefazione ............................................................................................................................................5
1. Denizione delle gure coinvolte nel processo ............................................................................7
2. Glossario dei termini usati nella guida pratica ...........................................................................9
3. Informazioni sul sito ....................................................................................................................12
4. Contenuti minimi del Pi.M.U.S...................................................................................................13
4.1 Elenco contenuti minimi ..............................................................................................................13
4.2 Contenuti generali ........................................................................................................................14
5. Calcolo strutturale del ponteggio ...............................................................................................15
6. Metodi di montaggio ....................................................................................................................16
7. Procedure di montaggio...............................................................................................................19
7.0 Introduzione .................................................................................................................................19
7.1 Ponteggio a telai prefabbricati .....................................................................................................19
7.2 Ponteggio a tubi e giunti ..............................................................................................................21
7.3 Ponteggio a montanti e traversi prefabbricati multidirezionale ...................................................33
8. Procedure di uso ...........................................................................................................................44
9. Procedure di trasformazione.......................................................................................................45
10. Procedure di smontaggio ...........................................................................................................46
11. Procedura in caso di emergenza ...............................................................................................46
12. Controlli periodici o straordinari .............................................................................................46
13. Dpi e regole d’uso .......................................................................................................................47
14. Dispositivi anti-caduta e regole d’uso ......................................................................................48
15. Normativa di riferimento ..........................................................................................................50
16. Riferimenti bibliograci ............................................................................................................50
17. Modulistica .................................................................................................................................51
17.1 Modello di identicazione del cantiere ......................................................................................51
17.1.1 Modello di identicazione dell’impresa .................................................................................52
17.2 Modello di verica degli elementi di ponteggio prima di ogni montaggio ..............................53
17.3 Dichiarazione di consegna del PiMUS ......................................................................................54
18. Check list ponteggi (allegato XIX d.lgs n.81/08) .....................................................................55
18.1 Ponteggio metallico a telai prefabbricati ...................................................................................55
18.2 Ponteggio metallico a montanti e traversi prefabbricati ............................................................57
18.3 Ponteggio metallico a tubi e giunti ............................................................................................59
19. Allegati ........................................................................................................................................61
19.1 Contenuti minimi del PiMUS(Allegato XXII d.lgs n.81/2008)................................................61
19.2 Circolare Ministero del Lavoro n.3/2008...................................................................................62
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
1. DEFINIZIONE DELLE FIGURE COINVOLTE NEL PROCESSO
COMMITTENTE
“il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione…” (art. 89 DLgs n. 81/08).
Il committente del ponteggio è il soggetto che ha commissionato il montaggio / la trasformazione / lo
smontaggio del ponteggio all’impresa esecutrice.
RESPONSABILE DEI LAVORI
“soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell’esecuzione dell’opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera e con il direttore
dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera.” (art. 89 DLgs n. 81/08).
DATORE DI LAVORO
“il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo
il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unita’ produttiva in quanto esercita i poteri decisionali
e di spesa.” (art. 2 DLgs n. 81/08)
“Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in funzione della complessità del ponteggio scelto,
con la valutazione delle condizioni di sicurezza realizzate attraverso l’adozione degli specici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista…” (art. 136 DLgs
n. 81/08)
IMPRESA ESECUTRICE – AZIENDA
“Il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato…”(art. 2 DLgs
n. 81/08).
PREPOSTO
“Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce
l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed
esercitando un funzionale potere di iniziativa” (art. 2 DLgs n. 81/08).
I compiti del preposto sono quelli previsti per legge (art. 19 - DLgs 9 aprile 2008 n. 81) e in particolare:
• vericare che prima del montaggio del ponteggio siano disponibili tutte le attrezzature e i
dispositivi necessari allo svolgimento delle operazioni sul ponteggio;
• sorvegliare che i lavoratori addetti alle operazioni sul ponteggio utilizzino i necessari DPI;
• vericare che il ponteggio sia montato secondo le indicazioni riportate nel PiMUS ed in particolare che sia seguito quanto previsto dal disegno esecutivo e dal libretto di autorizzazione
ministeriale;
• interrompere le operazioni in caso di pericolo grave ed imminente per i lavoratori e in caso di
maltempo improvviso;
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
LAVORATORE
“persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attivita’ lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato…” (art. 2 DLgs n. 81/08).
I compiti del lavoratore subordinato sono di attuare le misure comportamentali che sono state oggetto
di formazione, informazione ed addestramento. Deve utilizzare i D.P.I., agire in base a quanto concordato con il preposto in merito alle attività di montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi.
COORDINATORE DELLA SICUREZZA
“Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito
denominato coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 91 del DLgs n. 81/08..” (art. 89 DLgs
n. 81/08).
“Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito
denominato coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92 del DLgs n. 81/08..” (art. 89
DLgs n. 81/08).
Al coordinatore per l’esecuzione dei lavori spetta il compito di coordinare il PiMUS con gli altri piani
per evitare pericoli sul cantiere di chiedere al datore di lavoro la predisposizione del PiMUS stesso.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
2. GLOSSARIO DEI TERMINI USATI NELLA GUIDA PRATICA
• ANCORAGGIO DEL PONTEGGIO:
elemento di collegamento strutturale del ponteggio all’opera servita.
• ANCORAGGIO DEL DPI ANTICADUTA:
elemento o elementi ssati ad una struttura, a cui si può applicare un dispositivo di ancoraggio
del dispositivo di protezione individuale.
• ASSORBITORE DI ENERGIA:
elemento o componente di un sistema di arresto caduta progettato per disperdere l’energia cinetica
sviluppatasi nel corso di una caduta dall’alto. E’ utilizzato come elemento o componente integrato
in un cordino, in una linea di ancoraggio, oppure in una imbracatura per il corpo o in combinazione
con uno dei due.
• CADUTA DALL’ALTO:
caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.
• CINTURA DI POSIZIONAMENTO SUL LAVORO E DI TRATTENUTA INCORPORATA
IN UNA IMBRACATURA PER IL CORPO:
supporto che, incorporato nell’imbracatura, circonda il corpo a livello della vita.
La cintura non può essere utilizzata come sistema di arresto caduta.
• CONNETTORE:
elemento di connessione apribile e bloccabile. Può avere varie forme, il tipo più usato è il “moschettone”.
Il bloccaggio della leva di chiusura può essere di tipo automatico o manuale, da scegliere in base
alle esigenze operative.
• CORDINO:
elemento di collegamento o componente di un sistema di arresto della caduta, in genere utilizzato tra
l’imbracatura e il punto di ancoraggio. Può costituire parte di un sistema di protezione anticaduta,
per esempio in abbinamento ad un dissipatore di energia.
• CORDINO DI POSIZIONAMENTO SUL LAVORO:
componente usato per collegare una cintura ad un punto di ancoraggio, o ad una struttura, circondandola,
costituendo un mezzo di supporto. Consente ad una persona di lavorare sostenuta dal DPI in tensione.
Non può essere utilizzato come sistema di arresto caduta.
• DISPOSITIVO DI ARRESTO CADUTA DI TIPO RETRATTILE:
dispositivo anticaduta dotato di funzione autobloccante e di sistema automatico di tensione e di
ritorno del cordino, ovvero del cordino retrattile (fune metallica, cinghia o corda di bra sintetica).
Nel dispositivo stesso o nel cordino retrattile può essere incorporato un elemento di dissipazione
di energia.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
• DISPOSITIVO DI PROTEZIONE COLLETTIVA (DPC):
Parapetto temporaneo o permanente, costituito da uno o più correnti paralleli all’intavolato e da una
tavola fermapiede.
• DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) CONTRO LE CADUTE DALL’ALTO
(SISTEMA DI ARRESTO CADUTA):
dispositivo di protezione individuale comprendente un’imbracatura per il corpo e un sottosistema
di collegamento atto ad assicurare una persona a un punto di ancoraggio in modo tale da arrestare
in condizioni di sicurezza la caduta dall’alto.
• DISTANZA DI ARRESTO:
distanza verticale H in metri, misurata sul punto mobile di supporto del carico del sottosistema di
collegamento (punto aggancio imbracatura), dalla posizione iniziale (inizio della caduta libera) alla
posizione nale (equilibrio dopo l’arresto), escludendo gli spostamenti dell’imbracatura sul corpo
e del relativo elemento di ssaggio.
• EMERGENZA:
situazione che richiede un intervento in aiuto del lavoratore, prevedibile nell’ambito della valutazione
dei rischi e realizzabile dagli altri lavoratori presenti.
• IMBRACATURA:
supporto per il corpo che ha lo scopo di arrestare la caduta, cioè un componente di un sistema di
arresto caduta. L’imbracatura per il corpo può comprendere cinghie, accessori, bbie o altri elementi
disposti e montati opportunamente per sostenere tutto il corpo di una persona e tenerla durante la
caduta e dopo l’arresto della caduta.
• LAVORO IN QUOTA:
attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad una altezza superiore
a 2 m rispetto ad un piano stabile (art. 107 d.lgs. n. 81/08).
• LINEA DI ANCORAGGIO:
linea essibile tra punti di ancoraggio a cui si può applicare il dispositivo di protezione individuale di
arresto caduta di tipo guidato. Una linea di ancoraggio essibile può essere una corda di bra sintetica
o una fune metallica ssata a più punti di ancoraggio con arresti terminali alle estremità.
• OPERA SERVITA:
manufatto su cui viene montato il ponteggio. Vengono serviti dal ponteggio diversi tipi di opere civili ed
edili. Tra le più ricorrenti ci sono le facciate di palazzi e chiese, ma i ponteggi vengono messi in opera
anche per servire torri, tralicci, ponti, etc.
• ORGANO DI TRATTENUTA (CORDINO):
organi essibili che servono a ssare l’imbracatura di sicurezza a un punto di attacco. Un cordino
può essere costituito da una corda di bra sintetica, una fune metallica, una cinghia o una catena
con adatti collegamenti terminali (anelli, moschettoni).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
• PUNTO DI ANCORAGGIO:
elemento a cui il dispositivo di protezione individuale anticaduta può essere applicato dopo
l’installazione del dispositivo di ancoraggio (punto geometrico di aggancio).
• PUNTO DI ATTACCO/DISTACCO:
punto sulla linea o rotaia di ancoraggio in cui può essere attaccato o staccato il dispositivo anticaduta
di tipo guidato.
• TIRANTE D’ARIA:
misura dello spazio verticale libero, posto sotto il piano del lavoratore, necessario per arrestarne la caduta
in condizioni di sicurezza e senza alcun impatto con il suolo tramite un sistema ad assorbimento di energia
cinetica. Questo è funzione del tipo di ponteggio, della posizione del lavoratore, del punto di possibile
caduta e del tipo di cordino e si calcola come somma dei seguenti termini: TA=A+B+C+D+E
Dove:
• A = effetto pendolo;
• B = distanza di intervento o arresto ed è indicata dal costruttore dell’assorbitore di energia
(varia tra 60 e 100 cm);
• C = altezza del lavoratore (assunta pari a 150 cm);
• D = cedimento dell’imbracatura a seguito della caduta (valutabile tra 10 e 20 cm);
• E = distanza di sicurezza, ovvero dallo spazio libero tra i piedi del lavoratore dopo la caduta
ed il terreno (pari a 100 cm).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
3. INFORMAZIONI SUL SITO
Il primo passo da seguire nella progettazione del ponteggio e nella redazione del PiMUS è un’accurata
analisi del luogo dove andrà montato il ponteggio e un rilievo dettagliato dell’opera servita. Tali
informazioni preliminari sono essenziali per valutare l’allestimento delle aree speciche quali ad
esempio quella di stoccaggio del materiale e per una scelta coerente della tipologia del ponteggio da
montare. Infatti l’analisi del progetto e del contesto ambientale permette di avere informazioni utili
che consentono di adottare misure speciche adeguate, di sapere se è necessario il calcolo strutturale
in caso di difformità dai parametri alla base della relazione di calcolo del libretto di autorizzazione
ministeriale e di redigere un corretto disegno esecutivo (art. 133 DLgs n. 81/08).
Tra le indicazioni importanti da acquisire prima della redazione del PiMUS vi sono:
-
La presenza o meno di aree libere per il deposito del materiale necessario al montaggio del
ponteggio;
-
Altezze diverse dei fronti dell’opera servita;
-
Altezza dell’ultimo impalcato rispetto al piano di campagna;
-
Presenza di aggetti e di rientranze sull’opera servita;
-
Presenza di aperture che non consentono un’uniforme distribuzione degli ancoraggi del
ponteggio;
-
Presenza di murature su cui non è possibile eseguire ancoraggi di idonea portata;
-
Presenza di piano di appoggio non planare;
-
Piano di appoggio con adeguata portata (caso di ponteggi che montati su solai in c.a. o altri
materiali, terrazzi, balconi, ecc.);
-
Presenza di passi carrabili tali da continuare a consentirne l’utilizzo ;
-
Necessità di montare sul ponteggio dei cartelloni, reti, graticci;
-
Necessità di realizzare castelli di carico;
-
Luoghi di passaggio stretti che richiedono l’adozione di partenze ristette se non addirittura da
ponti a sbalzo;
-
Presenza nelle vicinanze di linee elettriche in tensione;
-
Presenza di terreni poco coesivi;
-
Utilizzo del ponteggio come opera provvisionale di sostegno.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
4. CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S.
Nel seguito vengono riportati, in conformità con la Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza
Sociale n. 25 del 13/09/2006, i contenuti minimi del PiMUS (allegato XXII del DLgs n. 81/08 riportato
a pag. 61).
4.1 Elenco contenuti minimi
• Dati identicativi del luogo di lavoro;
•
Identicazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione
e/o smontaggio del ponteggio;
•
Identicazione della squadra di lavoratori: preposto, addetti alle operazioni di montaggio e/o
trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
•
Identicazione del ponteggio;
•
Autorizzazione ministeriale del ponteggio;
•
Disegno esecutivo del ponteggio (laddove il ponteggio differisce dagli schemi di montaggio
riportati nell’autorizzazione ministeriale);
•
Progetto del ponteggio, quando previsto;
Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio
(“piano di applicazione generalizzata”) secondo il seguente elenco:
- planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando,
inoltre: delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,
- modalità di verica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della supercie,
omogeneità, ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.),
- modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della
verticalità, livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (lo impalcato di servizio)
e opera servita, ecc.,
- descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio
del ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all’eventuale sistema di arresto
caduta utilizzato ed ai relativi punti di ancoraggio,
- descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o
smontaggio del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso,
- misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche
aeree nude in tensione (art. 117 del DLgs n. 81/08),
- tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi,
- misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve,
vento, ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori,
- misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti;
• Illustrazione delle modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie
sequenze “passo dopo passo”, nonché descrizione delle regole puntuali/speciche da applicare
durante le suddette operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio (“istruzioni e
•
13
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
•
•
progetti particolareggiati”), con l’ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni,
privilegiando gli elaborati graci costituiti da schemi, disegni e foto (art.136 d.lgs n.81/08);
Descrizione delle regole da applicare durante l’uso del ponteggio (art. 137 d.lgs n.81/08);
Indicazioni delle veriche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l’uso (allegato
XIX del d.lgs n.81/08).
4.2 Contenuti generali
In generale ogni piano di montaggio deve contenere:
1. informazioni sul redattore del PiMUS con:
• nominativo,
• dati anagraci,
• recapiti telefonici,
• ruolo ricoperto nell’impresa,
2. scheda degli utilizzatori PiMUS (impresa montaggio)
• dati anagraci e recapiti telefonici dell’impresa,
• i nominativi degli addetti al montaggio/smontaggio del ponteggio,
• il nominativo, i dati anagraci e i recapiti telefonici del preposto,
• estremi del corso di formazione effettuato dagli addetti al montaggio e smontaggio
del ponteggio (art. 136 del d.lgs. 81/08),
3. indicazioni cantiere con:
• anagraca,
• informazioni sul sito,
• informazioni sull’opera da servire,
4.
caratteristiche dell’opera da realizzare;
5.
analisi PSC (piano sicurezza e coordinamento);
6.
tipologia di ponteggio/i metallico/i scelto/i;
7.
numero della Autorizzazione Ministeriale del ponteggio da montare;
8.
schemi di montaggio e smontaggio ponteggio;
9.
progettista ponteggio;
10. dispositivi protezione collettiva e dispositivi protezione individuale;
11. allestimento area cantiere per deposito temporaneo elementi del ponteggio;
12. allestimento area cantiere per montaggio ponteggio.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
5. CALCOLO STRUTTURALE DEL PONTEGGIO
Come prima descritto (cap. 4.) può far parte dei contenuti minimi del PiMUS il calcolo del
ponteggio.
Il calcolo del ponteggio deve essere eseguito obbligatoriamente da un tecnico abilitato, ingegnere –
architetto, (art. 133 d.lgs n. 81/08) quando si verica almeno una delle seguenti condizioni:
- l’altezza dell’ultimo impalcato supera i 20 ml dal piano di campagna;
- il ponteggio non rispetta gli schemi-tipo riportati nell’autorizzazione ministeriale del ponteggio
(numero e posizionamento ancoraggi, disposizioni controventature, etc.);
- si fa uso di un ponteggio misto;
- si dispongono apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 kg;
- si devono installare teloni, cartelloni pubblicitari, graticci, etc.;
- il sovraccarico complessivo in proiezione verticale è superiore a quello preso in considerazione
nella verica di stabilità del ponteggio riportata nel libretto di istruzioni allegato al libretto di
autorizzazione ministeriale;
- il traverso più alto del ponteggio supera i 4 m dall’ultimo ordine di ancoraggi;
- il ponteggio viene disposto su terreni poco coesivi o su elementi strutturali quali solai esistenti
o telai e travi prefabbricati provvisionali (ad esempio carpenteria di acciaio o legno su cui si
poggiano le basette del ponteggio e quindi su cui si scaricheranno tutti i carichi); in tal caso
è necessario fare la verica di tutti gli elementi direttamente sollecitati per la presenza del
ponteggio.
Il progetto del ponteggio deve comprendere:
a) il calcolo di resistenza e stabilità eseguito secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione
ministeriale da cui si deve evincere l’entità dei carichi applicati e delle sollecitazioni ricavate;
b) il disegno esecutivo del ponteggio con i particolari costruttivi degli ancoraggi e il
posizionamento.
15
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
6. METODI DI MONTAGGIO
La scelta del metodo di montaggio si basa sulla valutazione dei rischi, cui sono esposti gli addetti al
montaggio e smontaggio, riportati nel PSC e/o nel POS, ed è strettamente legata alla tipologia del
ponteggio da montare. Ciascun metodo si basa infatti su accorgimenti di ordine tecnico e organizzativo
che servono principalmente a ridurre il rischio di caduta dall’alto, mirando alla creazione, nel contempo,
di una procedura che consenta un semplice montaggio dell’opera provvisionale. Sulla base di diverse
considerazioni quali ad esempio: la squadra tipo che opera il montaggio, le diverse quote dell’impalcato
da montare, i dispositivi di protezione da utilizzare, i rischi dovuti alla movimentazione manuale dei
carichi, etc., uno o più metodi di montaggio possono essere inseriti nello stesso piano di montaggio
per rendere l’intero sistema ottimale dal punto di vista della sicurezza.
Sulla base di questi principi si possono denire i metodi di montaggio e smontaggio descritti di seguito,
che in ogni PiMUS devono essere dettagliatamente delineati in modo da rendere chiare ed esplicative
tutte le fasi dal posizionamento delle basette di appoggio al montaggio del montacarichi, etc..
Metodo dell’impalcato provvisorio senza parapetto
Particolarmente utilizzato in ponteggi a tubi e giunti (ad esempio quando non si hanno piani di lavoro
a tutte le quote degli impalcati come nel caso di lavorazioni da eseguirsi su volte di chiese o palazzi),
consiste nel montare un impalcato in legno, per il montaggio in quota dei vari elementi quali le
diagonali di piano e di parete, che viene poi smontato e rimontato nel piano successivo. Proprio per
la provvisorietà del piano su cui l’addetto lavora senza protezione di parapetto, il metodo necessita
dell’utilizzo di DPI anticaduta retrattili per cui è necessario il calcolo del tirante d’aria.
Metodo dell’impalcato provvisorio con parapetto
Utilizzato per tipologia di ponteggi a tubi e giunti dove è difcile vericare il tirante d’aria, consente
di montare da posizione sicura il parapetto e un impalcato in legno provvisorio poggiato su di esso
su cui il lavoratore potrà così successivamente salire protetto dal corrente dell’impalcato successivo,
operando senza l’utilizzo di DPI anticaduta per il montaggio degli elementi successivi adottando di
volta in volta le stesse misure di sicurezza.
Metodo del traliccio
Utilizzato per ponteggi a tubi e giunti caratterizzati da un tracciato plano-altimetrico complesso e che
devono avere come caratteristica un esiguo peso, questo metodo consente all’addetto, protetto con un
DPI anticaduta retrattile, di spostarsi camminando su elementi del ponteggio quali traversi, diagonali,
etc., di raggiungere le varie parti del ponteggio senza dover montare impalcati denitivi o provvisori,
la cui disposizione a causa del complessità spaziale della struttura sarebbe troppo difcile.
Metodo del DPI retrattile
Tramite l’utilizzo di DPI anticaduta retrattili collegati al montante, si consente il montaggio del ponteggio
alla stessa quota dell’impalcato anche in assenza degli elementi orizzontali di protezione, purché sia
vericata opportunamente la lunghezza del tirante d’aria che generalmente non risulta vericato per
i primi due piani.
Metodo del doppio DPI retrattile
Utilizzando la stessa procedura di montaggio descritta sopra, con questo consente di avere una lunghezza
del tirante d’aria inferiore a quella del metodo del DPI retrattile essendo l’addetto agganciato con due
DPI anticaduta retrattili uguali tra loro e agganciati a due montanti distanti il più possibile.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Metodo del montaggio di punta
Utilizzato per tipologie di ponteggio a telai prefabbricati con passo non superiore a 2,50 m, consente di
montare la prima campata del 1° e 2° piano in completa sicurezza con movimentazione manuale da parte
dell’addetto che riceve i telai e i correnti per il parapetto rimanendo posizionato sulla scala di accesso da
cui riesce a completare il montaggio di tutti gli elementi necessari per la messa in sicurezza della parte
iniziale del piano su cui potrà salire e agganciando il suo DPI anticaduta al traverso superiore, previa
verica della lunghezza del tirante d’aria, procederà con il montaggio delle campate successive.
Metodo dei telai sovrapposti
Seguendo la stessa procedura di montaggio di quello sopra con l’unica differenza che il 1° e 2° ordine
di telai prefabbricati vengono montati a terra e successivamente sollevati diminuendo così i rischi
dovuti alla movimentazione manuale dei carichi con torsione del busto.
Metodo della linea di ancoraggio con DPI anticaduta
Consiste nel montare una linea di ancoraggio a parti del ponteggio distanti tra loro su cui ancorare
un DPI anticaduta di cui si è calcolata la lunghezza del tirante d’aria. In questo modo l’operatore può
agevolmente muoversi lungo il piano per montare gli altri elementi a quella quota del ponteggio con
due principali limitazioni quali: tiranti d’aria compresi tra 4,90 e 7,00 m e una resistenza notevole dei
punti in cui si aggancia la linea di ancoraggio orizzontale a causa degli eccessivi sforzi di trazione.
Metodo della linea di ancoraggio con DPI di trattenuta
Seguendo le procedure di montaggio come quello sopra descritto, con la differenza per l’utilizzo di
un cordino di trattenuta piuttosto che di un DPI anticaduta consente, seppur limitando i movimenti
dell’addetto al montaggio, di operare anche a quote ridotte (ad esempio 1° e 2° piano) in quanto non
necessita di vericare la lunghezza del tirante d’aria.
Metodo del parapetto provvisorio montabile dal basso
L’operatore posto sull’impalcato completamente nito solleva e monta un parapetto prefabbricato
provvisorio al piano superiore per consentire l’accesso sicuro al piano successivo dove una volta
ancorato il suo DPI anticaduta può procedere previa rimozione del parapetto provvisorio al montaggio
dei vari elementi.
Metodo del parapetto denitivo montabile dal basso
Applicabile solo a modelli di ponteggio a telai ad H o a T, consente di montare dal basso un parapetto
denitivo completo di ferma-piede, per cui l’operatore una volta salito a quel piano non necessita di
protezione per le cadute dall’alto di DPI anticaduta.
Metodo del passamano manuale
Prevede la movimentazione manuale degli elementi per portarli con un “passamano” tra operatori posti
sui diversi piani del ponteggio dal piano di campagna alla quota del piano da montare dove l’addetto
agganciato ad un DPI anticaduta o di trattenuta li metterà in opera.
Metodo del montante provvisorio con movimentazione meccanizzata
Prevede che la movimentazione dei carichi avvenga con un argano montato ad una bandiera collegata
ad un tubo che provvisoriamente prolunga il montante del piano inferiore riducendo così i rischi di
movimentazione.
Metodo del castello di movimentazione
Prevede, con le opportune considerazioni o gli eventuali calcoli, di montare in una campata del ponteggio
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
almeno due piani successivi in più delle altre su cui agganciare l’apparecchiatura di sollevamento in
modo da consentire lo sbarco in maniera agevole dei carichi ai piani inferiori.
Metodo del piano inferiore
Prevede un mix del metodo del “passamano” e quello della “movimentazione meccanizzata” prevedendo
di montare agevolmente l’argano sull’impalcato già montato e completo di parapetti e operare una
movimentazione manuale verso l’alto solo per il montaggio del piano superiore del ponteggio a cui è
ancorato l’operatore con un DPI anticaduta.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
7. PROCEDURE DI MONTAGGIO
7.0 Introduzione
Scelto il metodo o i metodi di montaggio, il PiMUS deve contenere la descrizione, in ogni fase, delle
operazioni primarie che gli addetti al montaggio devono seguire per operare in sicurezza e per garantire
un ponteggio correttamente montato e funzionale. Di solito occorre progettare procedure e sequenze di
montaggio tali che i margini di discrezionalità dei montatori siano limitati a quelle situazioni impreviste
che nessun progetto, anche se ben dettagliato, potrà evitare.
Di seguito si riportano tre esempi pratici di montaggio di diverse tipologie di ponteggi.
- Il primo riguarda il montaggio di un ponteggio a telai prefabbricati.
- Il secondo, realizzato con una sequenza di immagini di cantiere, riguarda il montaggio di un
ponteggio a tubi e giunti.
- Il terzo, in veste graca con disegni CAD, riguarda il montaggio e lo smontaggio di un
ponteggio a montanti e traversi prefabbricati multi direzionale.
È bene precisare che molte operazioni di montaggio sono ripetitive mentre altre sono speciche perché
dipendono dalla tipologia del ponteggio da montare, dal metodo di montaggio scelto, dalle particolarità
dell’opera da servire, dalle caratteristiche del sito, etc.
7.1 Ponteggio a telai prefabbricati
Di seguito si riporta l’esempio di montaggio di un ponteggio a telai prefabbricati con una squadra di
montaggio formata da n. 3 addetti e n. 1 preposto, che coordina le operazioni di montaggio seguendo
il progetto e la procedura contenuta nel PiMUS.
7.1.1 Cantierizzazione
- Studio dell’area di cantiere per l’organizzazione logistica delle varie zone di lavoro;
- Accatastamento degli elementi del ponteggio nell’area di stoccaggio del materiale;
- Veriche degli elementi del ponteggio prima del montaggio (art. 135 d.lgs n. 81/08 e allegato
XIX d.lgs n. 81/08),
- Verica planarità, regolarità e resistenza del piano d’appoggio.
7.1.2 Montaggio 1° livello di ponteggio
- Tracciamento del ponteggio (è importante valutare con attenzione la parte da cui iniziare il
montaggio del ponteggio rispetto all’opera servita),
- Posa basette sse o regolabili,
- Posa 1° corso di telai prefabbricati,
- Posa correnti di collegamento dei telai o montanti,
- Posa diagonali in verticale (in facciata),
- Posa diagonali in orizzontale (in pianta),
- Posa scala d’accesso 1° piano ponteggio,
- Creazione 1° piano di camminamento ponteggio,
- Verica planarità del piano del primo impalcato con la livella,
- Realizzazione protezioni del ponteggio contro le scariche atmosferiche (se il ponteggio non è
di tipo auto protetto),
- Verica della situazione di carico del ponteggio,
- Realizzazione ancoraggio come da autorizzazione ministeriale o da progetto (ancoraggio ad
anello, a cravatta, a vitone, a tassello),
- Posizionamento segnaletica relativa al ponteggio.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
7.1.3 Montaggio 2° livello di ponteggio
- L’addetto al montaggio sale sulla scala, si dispone a metà della sua altezza, per ricevere in
modo sicuro il telaio di testata che l’altro addetto al montaggio gli passa da basso,
- Posa parapetto di testata,
- Dopo aver invertito la posizione della scala sulla botola rispetto l’addetto con la stessa procedura
monta il telaio in corrispondenza della prima campata, e i correnti che fungono da parapetto,
- Una volta montati i due telai della prima campata e il parapetto di sicurezza (si è operato dalla
scala in condizioni di sicurezza), l’addetto al montaggio sale sul piano del 1° impalcato e procede
al ssaggio del cordino di ritenuta retrattile dell’imbracatura a un punto sicuro del ponteggio, da
questa posizione riceverà tutti gli elementi dal basso e procederà al loro montaggio (in questo
modo oltre che operare in modo sicuro sarà vericato anche il tirante d’aria).
- Posa correnti parapetto,
- Posa correnti superiori di collegamento dei telai o montanti,
- Posa diagonali in verticale (in facciata),
- Posa diagonali in orizzontale (in pianta),
- Posa parapetto alle testata,
- Posa tavole fermapiede relative al 1° piano di camminamento,
- Posa scala d’accesso 2° piano ponteggio,
- Creazione 2° piano di camminamento ponteggio.
7.1.4 Montaggio 3° livello di ponteggio e successivi
- L’addetto al montaggio sale sulla scala del secondo impalcato, si dispone a metà della sua
altezza, per ricevere in modo sicuro il telaio di testata che l’altro addetto al montaggio, posto
alla quota del 1° impalcato, gli passa da basso,
- Posa parapetto di testata,
- Dopo aver invertito la posizione della scala sulla botola rispetto l’addetto con la stessa procedura
monta il telaio, al 2° impalcato, in corrispondenza della prima campata, e i correnti che fungono
da parapetto,
- Posa correnti parapetto,
- Una volta montati i due telai della prima campata e il parapetto di sicurezza (si è operato
dalla scala in condizioni di sicurezza), l’addetto al montaggio sale sul piano del 2° impalcato
e procede al ssaggio del cordino di ritenuta retrattile dell’imbracatura a un punto sicuro del
ponteggio, da questa posizione riceverà tutti gli elementi dall’addetto che si trovo sull’impalcato
inferiore,
Posa 3° corso di telai prefabbricati,
Posa correnti di parapetto,
Posa correnti superiori di collegamento dei telai o montanti,
Creazione sistema di sollevamento in quota dei componenti del ponteggio,
Posa diagonali in verticale (in facciata),
Posa diagonali in orizzontale (in pianta),
Posa parapetto alle testata,
Posa tavole fermapiede relative al 1° piano di camminamento,
Posa scala d’accesso 3° piano ponteggio,
Creazione 3° piano di camminamento ponteggio,
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Creazione ancoraggi 3° livello ( se presenti come da autorizzazione ministeriale o da
progetto),
Creazione 1° parasassi (se presenti come da autorizzazione ministeriale o da progetto),
Posizionamento e ssaggio del tubolare metallico di sostegno del parasassi,
Posizionamento e ssaggio del tirante,
Realizzazione del parasassi,
Sollevamento in quota (al 2° piano di camminamento) degli elementi del 3° impalcato.
7.2 Ponteggio a tubi e giunti
Di seguito si riporta l’esempio di montaggio di un ponteggio a tubi e giunti redatto con immagini di
cantiere.
1) Eseguire il tracciamento del
ponteggio in base al progetto
e/o al disegno esecutivo.
Il tracciamento può essere
effettuato tramite la messa
in opera di li ssi, ad
esempio in corrispondenza
dei montanti interni (quelli dal
lato dell’opera servita), oppure
tramite tracciamento sul terreno
delle rette congiungenti gli assi
dei montanti.
2) In corrispondenza dei punti
in cui si dovranno posizionare le basette, si posizionano
tavole di legno di spessore 5
cm con funzione di elementi
di ripartizione del carico sul
piano di appoggio (come da
Aut. Ministeriale). Alle tavole
in legno verranno inchiodate le
basette.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
3) Preparazione del
piano terra, mediante il
posizionamento dei correnti
(l’operazione favorisce una
sorta di pregurazione visiva
per l’addetto, circa la struttura
da montare).
4) Montaggio di due
montanti ed un traverso
tramite due giunti
ortogonali (la posizione
del traverso, è stabilita in
base al progetto tramite
segno in gesso sul montante
in corrispondenza della
posizione del giunto da
montare, l’orizzontalità del
traverso è vericata tramite
livella).
5) Dopo avere predisposto
le campate di sinistra,
si procede a riportare la
quota del traverso sulla
campata di destra (per
riportare a destra la quota
del traverso si monta
un giunto ortogonale in
corrispondenza di quello
che porta il traverso già
montato, e cosi via per gli
altri lati).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
6) La successiva campata,
viene ssata con il metro.
In particolare la distanza
a cui bloccare il giunto
sul corrente corrisponde,
secondo il progetto,
all’interasse 1,80 m della
campata. (La posizione del
montante, e quindi della
basetta, viene determinata
dalla posizione del giunto
sul corrente).
7) I giunti ortogonali a due
bulloni, vengono serrati con
la coppia di serraggio di 6
daNm, secondo le istruzioni
del fabbricante.
8) Dopo aver consultato
il progetto, il lavoratore
segna la posizione di un
giunto della stilata tramite
l’ausilio di un metro
(poiché è estremamente
difcile apprezzare la
distanza fra gli interassi
dei traversi per portarla
a 60 cm, l’addetto al
montaggio prenderà come
riferimento la distanza fra i
bordi esterni dei due giunti
contigui, sottraendo dai 60
cm, la distanza fra l’asse
giunto ed il bordo).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
9) Dopo avere montato un
impalcato in legname, in
questo caso si appone il
contrappeso costituito da
conci di tufo (necessario per
dare stabilità al ponteggio,
in mancanza di ancoraggi).
10) Dopo aver predisposto i
giunti, l’operatore provvede
al montaggio del corrente.
11) Montaggio della scala di
accesso al primo impalcato,
costituita da tubi e giunti
è una soluzione che è
conforme al progetto (una
delle tante possibili).
12) Montaggio del montante
a servizio della scala di
accesso al 1° impalcato.
Il traverso a cui si collega
perpendicolarmente il
montante è tenuto a lo
del giunto, onde evitare
sporgenze pericolose
della supercie tagliente
dell’estremità del tubo.
13) Il fermapiede del 1°
impalcato in corrispondenza
della scala viene bloccato
con il classico sistema
del giunto (il cappello del
giunto viene posizionato
sul fermapiede in legno, e
bloccato grazie al serraggio
del bullone).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
14) Montaggio del corrente
intermedio del parapetto del
1° impalcato.
I correnti sono montati
all’interno dei montanti.
Rispetto al progetto, che
prevede tale corrente
ad 1,60 m dal piano di
appoggio, esso si trova a
circa + 1,80 m. Infatti in
fase di montaggio l’uso
delle basette regolabili ha
comportato l’innalzamento
delle quote di circa 20 cm.
15) I lavoratori sono saliti
sul 1° impalcato (quota
circa +1,20 m) e montano
un corrente superiore del
parapetto.
16) Dopo avverrà il
montaggio del fermapiede in
corrispondenza del parapetto
( l’asse è stata tagliata a
misura, ed inchiodata di
testa ad i due fermapiedi
perpendicolari).
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
17) Dopo avere realizzato
mediante posa manuale di
assi di legname (di 4,0 m) il
1° impalcato, si provvede
al montaggio di un corrente
posto ad altezza di circa
+ 0,80 m dal piano del 1°
impalcato.
18) Montaggio del corrente
del 2° impalcato. È stato
già montato dal basso un
corrente di facciata che
funge da parziale parapetto
(corrente superiore) per il
lavoratore di sinistra.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
19) Il parapetto completo
del 1° impalcato non è
stato ancora montato per
esigenza di studio. La scala
portatile è ancorata, in
alto, sul corrente di quello
che sarà il 2° impalcato (il
traverso che porterà le tavole
è subito al di sopra). Il
lavoratore si accinge a salire
su un impalcato provvisorio
sostenuto da due coppie di
tavole poggianti sui correnti
provvisori.
20) Il lavoratore posa i piedi
sull’impalcato provvisorio
precedentemente montato.
Da questa posizione protetta
da un parapetto (senza
arresto al piede) monta
il corrente - parapetto
superiore del 2° impalcato.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
21) Montaggio dei montanti
della stilata successiva.
Il lavoratore ha i piedi
sull’impalcato provvisorio,
ed ha scavalcato il corrente
superiore del parapetto del
primo impalcato. In questa
situazione si trova protetto
contro le cadute, infatti
a sinistra dell’immagine
lo spazio vuoto fra tavole
e muratura è minore di
20 cm; sugli altri due lati
sono presenti due parziali
parapetti di testata;
Nota: non si ritiene che
in fase di montaggio /
smontaggio un eventuale
fermapiede sull’impalcato
provvisorio contribuisca
a minimizzare i rischi di
caduta dall’alto di persone
o oggetti. Pertanto non
si prevede il montaggio
del fermapiede su tutti gli
impalcati provvisori.
22) Il lavoratore monta
le tavole del 2° impalcato
(l’impalcato provvisorio,
ha premesso di realizzare
il parapetto del 2°
impalcato, dal basso e
da posizione protetta contro
le cadute dall’alto).
23) La scala di
collegamento tra il 1°
ed il 2° impalcato, viene
ssata tramite un giunto
ortogonale ad un corrente
interno.
28
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
24) I lavoratori, operando
da posizione protetta sul
1° impalcato, installano
un ancoraggio strutturale
di estremità (cd. paletto)
di una linea di ancoraggio
essibile orizzontale Classe
C secondo UNI EN 795.
L’ancoraggio strutturale è
dotato di due giunti paralleli
che permettono di ssarlo al
montante.
25) Una volta montato
il parapetto esterno (a
meno del fermapiede)
il lavoratore ssa le
tavole di impalcato a
quelle sottostanti in
sovrapposizione tramite
chiodi (lavoratore ssato
alla linea di ancoraggio).
29
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
26) I lavoratori collegati
alla linea di ancoraggio
sono adesso due. Inizia
la fase di montaggio
di correnti, traversi e
montanti, che vengono
passati manualmente dal
lavoratore che opera in
basso
27) Finiti di montare i
parapetti del 2° impalcato,
i lavoratori si scollegano
dalla linea di ancoraggio. Il
rischio di caduta in basso
attraverso l’apertura per la
scala è stato classicamente
risolto con due correnti
ssati ad uno dei montanti
laterali. In caso di spinta
contro i correnti, la loro
estremità libera si appoggia
contro il montante,
realizzando di fatto un
parapetto
30
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
28) Montaggio dei montanti
lunghi 6 m. Lo sforzo di
tutto il tronco (e non solo
dell’apparato dorso lombare
è notevole). Il peso di un
tubo con diametro 48,25
mm e spessore 3,25 mm,
lungo 6 m è di 21,54 kg.
L’esigenza di precisione
nel punto di arrivo del
sollevamento (inlare
il tubo nello spinotto)
accresce lo sforzo. Molti
lavoratori lamentano la
difcoltà di mantenere un
tubo lungo 6 m in posizione
verticale.
29) Montaggio della
bandiera dell’argano
sul montante esterno. Il
lavoratore è salito sulla
scala a pioli e, raggiunta
l’attuale posizione, ha
passato il suo cordino di
posizionamento attorno
al montante, collegandolo
poi al secondo anello della
cintura di posizionamento.
In questa maniera la sua
posizione sulla scala è
sicura contro le cadute
dall’alto. Successivamente
l’altro lavoratore gli
ha passato la bandiera
dell’argano (peso 15,5
kg), che è stata ssata
prima superiormente e poi
inferiormente.
31
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
30) Montaggio della
mensola e del puntone
della mensola. Il lavoratore
di destra opera su un
impalcato provvisorio
sostenuto da traversi
montati appositamente
per questo scopo (con
DPI anticaduta retrattile
collegato al montante del
ponteggio tramite anello
di ancoraggio classe B
secondo UNI EN 795).
Le immagini di cantiere sono per gentile concessione della Ponteggi Tubolari S.p.a.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
7.3 Ponteggio a montanti e traversi prefabbricati multidirezionale
Di seguito si riporta un esempio di montaggio di ponteggio multi direzionale realizzato mediante
l’utilizzo di programmi CAD.
7.3.1 Montaggio
1) Tracciamento a terra
come da ponteggio.
2) Piazzamento delle
basette e degli elementi di
partenza.
3) Livellamento dei traversi
e dei correnti mediante
livella teorica.
4) Completamento della
fase di livellamento e
collegamento dei correnti e
dei traversi alle rosette degli
elementi di partenza con
successiva fase di ssaggio
con martello dei cunei di
blocco.
5) Inserimento dei
montanti sugli elementi di
partenza con verica della
verticalità.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
6) Inserimento dei traversi
ad U a traliccio e dei
correnti tubolari in ogni
campo con successiva fase
di ssaggio con martello
di cunei di blocco sulle
rosette.
7) Completamento
1° livello.
8) Montaggio delle tavole
metalliche da impalcato
e della tavola con botola
e scala integrata con
successivo blocco sui
traversi.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
9) Completamento del
montaggio delle tavole del
1° impalcato.
10) Montaggio dei correnti
del parapetto utilizzando
o DPI anticaduta o il
posizionamento preliminare
dal livello più basso di
parapetti provvisori.
11) Montaggio delle tavole
fermapiede.
12) Completamento del
montaggio dei correnti
del parapetto utilizzando
o DPI anticaduta o il
posizionamento preliminare
dal livello più basso di
parapetti provvisori.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
13) Completamento
montaggio tavole
fermapiede.
14) Posizionamento dei
montanti del 2° livello con
spinotto di collegamento e
spine di sicurezza, verica
della verticalità.
15) Montaggio dei traversi
ad U a traliccio e dei
correnti tubolari per campo
con successiva fase di
ssaggio con martello
dei cunei di blocco sulle
rosette.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
16) Montaggio delle tavole
metalliche da impalcato
del 3° livello e della
tavola con botola e scala
integrata con successivo
blocco sui traversi. Le
tavole con botola vengono
montate su impalcati plani
metricamente sfalsati e tale
da sbarcare sull’impalcato
metallico.
17) Montaggio delle
diagonali di facciata.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
18) Realizzazione degli
ancoraggi come da disegno.
19) Montaggio del
ponteggio completo
mediante ripetizione delle
fasi da 5 a 17.
38
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
7.3.1 Smontaggio
1) Smontaggio parapetti
tavole fermapiede e
montanti di sommità ultimo
impalcato iniziando dalla
zona opposta al punto di
aggancio del lavoratore,
avendo cura di eseguire
tale operazione rimanendo
sempre protetto dai
parapetti ancora montate.
2) Smontaggio tavole
metalliche ultimo
impalcato.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
3) Smontaggio traversi
a traliccio e correnti di
campo.
4) Smontaggio diagonali
di facciata e parapetti di
impalcato.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
5) Smontaggio tavole
fermapiede.
6) Smontaggio tavole
metalliche d’impalcato.
41
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
7) Smontaggio traversi
a traliccio e correnti di
campo.
8) Smontaggio diagonali di
facciata.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
9) Smontaggio dei
montanti.
10) Smontaggio tavole
d’impalcato.
11) Smontaggio traversi a
traliccio e montanti nali.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
8. PROCEDURE DI USO
Il PiMUS deve contenere anche tutte le procedure di utilizzo del ponteggio stesso che devono essere
seguite dalle imprese per eseguire le lavorazioni di loro competenza sull’opera servita.
Poiché l’uso in sicurezza del ponteggio è normato anche da quanto presente all’interno del PSC (se
presente) e dei POS delle imprese esecutrici delle opere, il PiMUS, prima dell’inizio dei lavori di
montaggio, deve essere messo a disposizione del CSE e/o delle imprese esecutrici dei lavori che lo
utilizzeranno per la valutazione dei rischi e delle procedure e per coordinarne l’attuazione in accordo
a quanto strettamente necessario e contemplato nel PSC o del POS.
In particolare il piano d’uso deve contenere:
• Documento di consegna ponteggio da parte dell’impresa di montaggio alla /e impresa/e
che ne faranno uso:
- Impresa addetta al montaggio del ponteggio,
- Impresa/e che utilizzeranno il ponteggio,
- Impresa addetta alla trasformazione del ponteggio
- Impresa addetta allo smontaggio del ponteggio.
Ogni scheda deve contenere:
- Dati anagraci e recapiti telefonici dell’impresa,
- I nominativi degli addetti al montaggio/smontaggio del ponteggio,
- Il nominativo, i dati anagraci e i recapiti telefonici del preposto,
- estremi del corso di formazione effettuato dagli addetti al montaggio e smontaggio del
ponteggio (art. 136 del d.lgs. 81/08).
• Controllo periodico degli elementi di ponteggio (art. 137 d.lgs. n. 81/08):
- verica generale,
- verica del telaio (per ponteggi a telai prefabbricati),
- verica di correnti e diagonali,
- verica degli impalcati in legno,
- verica delle basette (sse e regolabili),
- verica degli ancoraggi,
• Indicazioni per il corretto uso del ponteggio con:
- rispetto delle indicazioni fornite dal fabbricante / progettista (libretto Aut. Min. /
progetto),
- rispetto delle indicazioni fornite dall’impresa di montaggio,
- rispetto delle caratteristiche costruttive del ponteggio,
- divieto di rimozione di alcuna parte di ponteggio, se non per casi di effettiva necessità.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
9. PROCEDURE DI TRASFORMAZIONE
Spesso il ponteggio è soggetto a procedure di trasformazione durante il suo utilizzo per cui è necessario
che le diverse fasi siano controllate dal preposto al montaggio/smontaggio ed eseguite da personale
specializzato.
E’ necessario comunque distinguere una procedura che altera lo schema del ponteggio per un breve
periodo da una che provoca una sostanziale trasformazione del ponteggio sia dal punto di vista
strutturale che funzionale. Ad esempio lo smontaggio di un parapetto per consentire lo scarico a piano
di materiale è una trasformazione temporanea del ponteggio che, evidentemente, deve prevedere l’uso
di misure di sicurezza per l’operatore che lavora su l’impalcato sprovvisto di parapetto, quali, ad
esempio, l’utilizzo di una idonea cintura di sicurezza con bretelle collegate ad una fune di trattenuta.
Tale trasformazione è ovviamente subordinata al ripristino degli elementi non appena la lavorazione
prevista risulta completata.
Differente è invece il caso in cui si deve provvedere all’eliminazione di una o più stilate, precedentemente
montate, per consentire, ad esempio, l’apertura di varchi al piano terra o ai piani successivi (ad esempio
nel caso si debba consentire l’entrata di un automezzo quale dumper, escavatore o altro all’interno
del fabbricato). Imprevisti di questo genere, che determinano una modica sostanziale del ponteggio,
comportano l’aggiornamento del PiMUS, nel quale dovranno essere dettagliatamente descritte tutte
le fasi operative necessarie per operare la trasformazione, compresa l’eventuale verica dello schema
del ponteggio, che deve continuare a vericare i requisiti riportati nel libretto ministeriale della ditta
produttrice o il calcolo di verica eseguito da tecnico competente (art. 131-132-133 DLgs n. 81/08).
In particolare il piano d’uso deve contenere:
• Impresa/e incaricata/e della trasformazione del ponteggi con:
- Dati anagraci e recapiti telefonici dell’impresa,
- I nominativi degli addetti alla montaggio, smontaggio e trasformazione,
- Il nominativo, i dati anagraci e i recapiti telefonici del preposto,
- Estremi del corso di formazione effettuato dagli addetti al montaggio e smontaggio del
ponteggio (come prescritto dall’art.136 del d.lgs. 81/08).
• Indicazioni relative alla parte di ponteggio in trasformazione con:
- segnalazione visiva della parte di ponteggio in trasformazione,
- segregazione della parte di ponteggio in trasformazione,
- divieto di accesso alla parte di ponteggio in trasformazione.
• Obblighi relativi alla parte di ponteggio in trasformazione
- verica planarità, regolarità e resistenza del piano d’appoggio,
- creazione ancoraggi,
- predisposizione sistemi di protezione anticaduta (imbracature di sicurezza),
- creazione del parasassi (mantovana),
- innalzamento del ponteggio no alla quota stabilita,
- raggiungimento quota stabilita e termine operazioni di trasformazione del ponteggio.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
10. PROCEDURE DI SMONTAGGIO
Anche la fase di smontaggio deve essere effettuata sotto il controllo di preposti, tenendo conto che le
operazioni presentano grossi rischi di caduta dall’alto.
Durante lo smontaggio gli addetti, dovendo provvedere alla rimozione dei montanti di piano, non possono
agganciare ad essi il proprio DPI anticaduta retrattile, per cui un idoneo dispositivo di trattenuta può
essere realizzato solo mediante una fune di acciaio orizzontale tesa (metodo della linea orizzontale di
ancoraggio con DPI anticaduta).
In particolare il piano di smontaggio deve contenere:
1. Impresa/e incaricata/e dello smontaggio del ponteggio,
2. Indicazioni relative alla parte di ponteggio in dismissione:
- segnalazione visiva della parte di ponteggio in dismissione,
- segregazione della parte di ponteggio in dismissione,
- preposto alla smontaggio ponteggio,
3. Ripristino del sistema di trasporto a terra dei componenti del ponteggio,
4. Predisposizione sistemi di protezione anticaduta individuali (imbracature di sicurezza),
5. Smontaggio progressivo dei parasassi e dei vari livelli del ponteggio.
11. PROCEDURA IN CASO DI EMERGENZA
Se durante le fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio si verichi la rottura di parti
del ponteggio (montanti, traversi, diagonali e ancoraggi) o si vi siano pessime condizioni meteorologiche
come forte vento, il ponteggio dovrà essere evacuato esclusivamente mediante le apposite scale montate
oppure direttamente dall’opera servita nei punti indicati nello schema strutturale.
12. CONTROLLI PERIODICI O STRAORDINARI
Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o
prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsi (art. 137 DLgs n. 81/08):
- dell’efcienza dei sistemi di appoggio;
- della verticalità dei montanti;
- dell’efcienza dei collegamenti degli elementi del ponteggio, con particolare riguardo al
serraggio dei giunti;
- dell’efcienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l’eventuale sostituzione o il
rinforzo di elementi inefcienti.
La manutenzione del ponteggio inoltre dovrà avvenire secondo le istruzioni riportate dal fabbricate
nel libretto d’uso di cui all’ Autorizzazione Ministeriale.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
13. DPI E REGOLE D’USO
I dispositivi di protezione individuale da utilizzare in fase di montaggio, trasformazione e smontaggio
dei ponteggi sono di seguito elencati:
Guanti di protezione da azioni meccaniche - conformi alla norma UNI EN 388 per uso generale e
lavori pesanti, resistenti a tagli, abrasioni, strappi e perforazioni.
Regole generali d’uso - I guanti di protezione da azioni meccaniche devono essere impiegati durante
il maneggio dei vari elementi del ponteggio o l’uso delle attrezzature necessarie al montaggio,
trasformazione e smontaggio del ponteggio.
Scarpe con suola imperforabile - conformi alle norme UNI EN 344, UNI EN 345, UNI EN 346 e UNI EN
347. Scarpe di sicurezza realizzate con suola imperforabile, puntale di protezione e antisdrucciolo.
Regole generali d’uso - Le scarpe con suola imperforabile devono essere utilizzate durante tutte le
fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio.
Elmetti di protezione - conformi alla noma UNI EN 397. Elmetto dotato al suo interno di sostegni
che lo mantengono distaccato dal capo in modo da attutire l’eventuale urto da cui deve proteggere.
Dotati di cinghietta sottomento per evitarne la caduta quando si opera in determinate posizioni.
Regole generali d’uso - Devono essere utilizzati durante tutte le fasi di montaggio, trasformazione e
smontaggio del ponteggio.
Schermi - composti da un telaio adattabile a qualsiasi conformazione del capo ed ai più comuni
elmetti. Sono inoltre dotati di visiera ribaltabile.
Regole generali d’uso - Gli schermi offrono, rispetto agli occhiali, una protezione anche del viso;per il montaggio di parti leggere, visitatori, lavori posti in adiacenza a posti di lavoro pericolosi, che
comportano il rischio di lesioni da schegge ma con impatto debole, vanno utilizzati occhiali con ripari
laterali con lenti di sicurezza senza effetto ltrante della luce;- per saldature elettriche, che comporta
il rischio di lesioni agli occhi per radiazione ottica con irradiazione di calore, devono essere utilizzati
occhiali con ripari laterali o visiera, per la protezione anche del viso, con lenti di sicurezza ad effetto
ltrante della luce.
Per l’uso di tutti i dispositivi di protezione individuale si deve sempre tener conto delle seguenti
indicazioni:
- I dispositivi devono essere utilizzati soltanto per gli usi previsti e conformemente alle informazioni
del fabbricante riportate nel “Manuale d’uso e manutenzione” ;
- I dispositivi devono essere utilizzati con attenzione al ne di non danneggiarli;
- I dispositivi devono essere utilizzati soltanto da lavoratori che siano stati sottoposti al programma
di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro;
- I dispositivi devono essere utilizzati dai lavoratori avendone cura e non apportando
modiche;
- Le combinazioni dei dispositivi devono essere quelle previste dal fabbricante riportate nel
“Manuale d’uso e manutenzione”;
- Dopo l’uso il dispositivo deve essere correttamente riposto
47
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
14. DISPOSITIVI ANTI-CADUTA E REGOLE D’USO
I lavoratori in quota dovranno utilizzare sistemi di arresto anticaduta costituiti da imbracatura per
il corpo, cordino, elemento assorbitore di energia, ancoraggio e elementi di connessione e/o sistemi
di posizionamento costituiti da cintura di posizionamento sul lavoro con il relativo cordino di
posizionamento. I sistemi anticaduta o di posizionamento dovranno essere realizzati con i seguenti
dispositivi di protezione individuale anticaduta:
Linea di ancoraggio orizzontale essibile - conforme alla norma UNI EN 795 classe C. Linea di
ancoraggio orizzontale essibile costituita da un cavo metallico collegato, mediante ancoraggi di
estremità o ancoraggi intermedi, direttamente al ponteggio o a puntoni metallici a loro volta ssati ai
montanti del ponteggio che permettono di alzare la quota della linea di ancoraggio rispetto al piano
di calpestio.
Regole generali d’uso - La linea di ancoraggio orizzontale essibile deve essere impiegata per realizzare
un ancoraggio del sistema anticaduta o del sistema di posizionamento che si sviluppa lungo il ponteggio
in allestimento. Durante l’utilizzo, in particolare, si faccia riferimento alle istruzioni d’uso fornite da
fabbricante per la messa in tensione del cavo e per il numero di utilizzatori.
Connettore - conforme alla norma UNI EN 363, di forma ad anello dotato di un sistema di
chiusura.
Regole generali d’uso - Il connettore deve essere impiegato per realizzare l’unione degli elementi del
sistema anticaduta o del sistema di posizionamento. Durante le fasi di montaggio, trasformazione e
smontaggio del ponteggio evitare di sollecitare il dispositivo di chiusura del connettore con carichi
laterali e di utilizzare connettori con sedi piccole rispetto al diametro delle funi.
Cordino di posizionamento regolabile - conforme alla norma UNI EN 358. Cordino di posizionamento
costituito da un cordino regolabile in bra tessile con estremità impalmate per l’aggancio dei
connettori.
Regole generali d’uso - Il cordino di posizionamento deve essere impiegato per realizzare un sistema
di posizionamento quando si vuole impedire al “lavoratore in quota” di raggiungere zone pericolose.
Da utilizzarsi, in particolare, durante le fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio di mantovane,
piazzole di carico, sbalzi sommitali, ecc…. Il cordino di posizionamento, accoppiato con una linea
di ancoraggio, permette di realizzare un sistema di posizionamento per l’allestimento di un intero
impalcato del ponteggio.
Dispositivo anticaduta retrattile - conforme alla norma UNI EN 360. Dispositivo anticaduta retrattile
costituito da un cordino, con estremità impalmata per l’aggancio di un connettore, e da un carter con
avvolgibile dotato di molla di richiamo per mantenere sempre teso il cordino. In caso di caduta si attiva
un dispositivo di frenata con dissipatore di energia, conforme alla norma UNI EN 355, per mitigare
l’effetto traumatizzante della caduta.
Regole generali d’uso - Il dispositivo anticaduta retrattile deve essere impiegato per realizzare un sistema
anticaduta. Deve essere utilizzato dal “lavoratore in quota” durante le fasi di montaggio, trasformazione
e smontaggio del ponteggio. Prima dell’utilizzo ci si deve assicurare che il dispositivo sia dotato di
una distanza di frenata idonea a garantire un Tirante d’Aria sicuro per il posizionamento in quota.
Cordino di trattenuta - conforme alla norma UNI EN 354. Cordino di trattenuta costituito da un
cordino in bra tessile, con estremità impalmate per l’aggancio dei connettori, e da un dissipatore di
energia, conforme alla norma UNI EN 355, per mitigare l’effetto traumatizzante in caso di caduta.
48
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Regole generali d’uso - Il dispositivo anticaduta retrattile deve essere impiegato per realizzare un sistema
anticaduta. Deve essere utilizzato dal “lavoratore in quota” durante le fasi di montaggio, trasformazione
e smontaggio del ponteggio. Prima dell’utilizzo ci si deve assicurare che il dispositivo sia dotato di
una lunghezza idonea a garantire un Tirante d’Aria sicuro per il posizionamento in quota.
Cintura di posizionamento - conforme alla norma UNI EN 358. Cintura di posizionamento dotata di
due anelli metallici a D per l’aggancio di un cordino di posizionamento e di una bbia per la regolazione
alla vita del lavoratore.
Regole generali d’uso - La cintura di posizionamento deve essere impiegata per realizzare un sistema di
posizionamento. Da utilizzarsi, in particolare, durante le fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio
di mantovane, piazzole di carico, sbalzi sommitali, ecc….
Imbracatura con aggancio dorsale - conforme alla norma UNI EN 361. Imbracatura composta da
diverse cinghie a formare: cosciali, cintura e bretelle, regolabili mediate bbie. Imbracatura con punto
di collegamento al cordino posizionato sul dorso.
Regole generali d’uso - L’imbracatura deve essere impiegata per realizzare un sistema anticaduta. Deve
essere utilizzata dal “lavoratore in quota” durante le fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio
del ponteggio.
Durante l’uso dei dispositivi anticaduta si dovranno osservare le seguenti indicazioni:
- il lavoratore, prima di utilizzare il dispositivo, deve assicurarsi che sia correttamente assemblato
secondo le indicazioni del fabbricante riportate nel “Manuale d’uso e manutenzione” e che i
ganci e i connettori siano completamente e correttamente chiusi;
- quando il dispositivo è stato utilizzato per un arresto della caduta, deve essere ritirato dall’uso
e predisposto per l’ispezione conformemente alle informazioni del fabbricante riportate nel
“Manuale d’uso e manutenzione”.
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GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
15. NORMATIVA DI RIFERIMENTO
-
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 11 del 14/04/2008 - Oggetto:
Autorizzazione alla costruzione ed all’ impiego di ponteggi metallici ssi. (Elenco)
-
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – Sezione V Ponteggi
ssi.
-
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 3 del 25/01/2008, Prot. n.15/
VI/1436 - Art. 36-quater e 36 quinquies d.lgs. n. 626/94 e s.m.i. – Obblighi del datore di lavoro
relativi all’impiego dei ponteggi e all’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante
funi – Chiarimenti concernenti la formazione dei lavoratori addetti al montaggio e allo smontaggio
dei ponteggi e addetti all’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
-
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 30 del 03/11/2006 - Oggetto:
Art. 36 – quater d.lgs. 626/94 - Obblighi del datore di lavoro relativi all’ impiego dei ponteggiChiarimenti concernenti i ponteggi su ruote (trabattelli) ed altre attrezzature per l’esecuzione di
lavori temporanei in quota in relazione agli obblighi di redazione del Piano di montaggio, uso e
smontaggio (PIMUS) e di formazione.
-
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 25 del 13/09/2006 - Oggetto: Art. 36
– quater d.lgs. 626/94 - Obblighi del datore di lavoro relativi all’ impiego dei ponteggi- Contenuti
minimi del Piano di montaggio, uso e smontaggio (PIMUS).
-
Accordo Stato Regioni e Provincie Autonome del 26/01/2006 - Oggetto: Accordo Stato regioni
e Provincie Autonome in attuazione degli Art. 36 – quater comma 8 e 36 – quinques comma 4 del
d.lgs. 626/94 - Accordo ai sensi dell’ art.4 del d.lgs. 28/08/1997 n. 281
16. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
•
•
•
•
“Nuova enciclopedia del ponteggio. Dal progetto al montaggio” – L. Galli – EPC LIBRI 2005;
“Ponteggi metallici ssi” – M. Candreva – EPC LIBRI 2004;
“Linee guida PiMUS Bolzano” – INTERNET;
“Linee guida PiMUS Padova” – Ambiente e sicurezza – Il sole 24 ore;
50
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
17. MODULISTICA
17.1
Modello di identicazione del cantiere
Nome/ragione sociale:
Committente dell’opera
Indirizzo/sede legale:
Lavori di
Indirizzo cantiere
Nome/ragione sociale:
Committente delle attività sul ponteggio
Indirizzo/sede legale:
51
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
17.1.1 Modello di identicazione dell’impresa
adibita al montaggio/trasformazione/smontaggio del ponteggio
Impresa
Lavorazioni da eseguire
Presenza presunta in cantiere
Dal
Tipo di contratto
R subappaltatrice dell’impresa
al
Via :
Sede legale
Tel :
Fax :
Rappresentante legale
Iscrizione C.C.I.A.A.
Posizione INAIL
Posizione INPS
Posizione Cassa Edile
Assicurazione RCT
Assicurazione RCO
Resp. Serv. Prevenzione
Nome:
Medico competente
Nome:
Direttore tecnico dell’impresa
Nome:
Nome:
Responsabile di cantiere
Tel.:
Fax:
Operai n.:
Personale in cantiere
Tecnici n.:
Amministrativi n.
Totale n.:
52
Cell. :
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
17.2
Modello di verica degli elementi di ponteggio prima di ogni montaggio
(art. 136 d.lgs n.81/2008)
Ponteggio
vericato
Fabbricante ……………………………………..Modello………………………………….......…
Data verica
Vericatore
Sig.:………………....……………………………………………………………………………..
ditta:……………………......……………………………………………………………………….
ruolo ricoperto:………......…………………………………………………………………………
Indirizzo
cantiere
Via:…………………………………………………………………………..……………………
Località:……………………………………Comune:…………......….…………….Prov:………
Data_____________
rma del vericatore
53
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
17.3 Dichiarazione di consegna del PiMUS
Il sottoscritto ____________________________________________________________________________
Titolare/legale rappresentante della Ditta/Impresa _______________________________________________
Esecutrice del montaggio del/i ponteggio/i presente/i nel cantiere di_________________________________
_______________________________________________________________________________________
per i lavori di____________________________________________________________________________
DICHIARA
Di aver trasmesso copia del Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio (PiMUS) ai sensi dell’art. 134 del d.lgs.
n. 81/2008 alla seguente ditta/impresa:
nome Ditta/Impresa che esegue
la trasformazione del ponteggio
nome Ditta/Impresa che esegue
la manutenzione/verica periodica del ponteggio
nome Ditta/Impresa che esegue
la smontaggio del ponteggio
La Ditta/Impresa si impegna:
R Ad una attenta lettura della documentazione;
R A richiedere chiarimenti in caso di necesssità;
R A ritenere le disposizione ivi contenute come inderogabili;
R Ad impegnarsi perché anche le ditte in subappalto e/o gli eventuali lavoratori autonomi
le considerino tali;
data___________________
rma Titolare/Legale Rappresentante
_____________________________
Impresa esecutrice della:
- Trasformazione
- Manutenzione/verica
- Verica periodica
- Smontaggio
Lavoratore autonomo
Data di accettazione
54
rma Titolare/Legale Rappresentante
rma Lavoratore autonomo
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
18. CHECK LIST PONTEGGI (allegato XIX d.lgs n. 81/08)
18.1 Ponteggio metallico a telai prefabbricati
Elementi
Tipo di verica
Visivo
GENERALE
Controllo esistenza del libretto di
cui all’autorizzazione ministeriale,
rilasciata dal Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale
Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere
utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve
contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante
del ponteggio
Controllo che gli elementi in tubi e
giunti, eventualmente utilizzati, siano
di tipo autorizzato appartenenti ad unico
fabbricante
Visivo
Se il controllo è negativo, è necessario utilizzare
elementi autorizzati appartenenti ad un unico fabbricante,
richiedendone il relativo libretto
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello
indicato nel libretto, occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
Modalità
di verica
Misura adottata
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante del
ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo, procedere
al ripristino della protezione, in conformità alle
modalità previste dal fabbricante del ponteggio
TELAIO
Controllo verticalità montanti telaio
Visivo, ad esempio con
utilizzo lo a piombo
Se la verticalità dei montanti non è soddisfatta occorre
scartare l’elemento
Controllo spinotto di collegamento
fra montanti
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo attacchi controventature:
perni e/o boccole
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo, occorre:
•
Scartare l’elemento, o
•
Ripristinare la funzionalità dell’elemento in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
Controllo orizzontalità traverso
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello
indicato nel libretto, occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione
della protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante del
ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo, procedere
al ripristino della protezione, in conformità alle
modalità previste dal fabbricante del ponteggio
CORRENTI
E DIAGONALI
Controllo linearità dell’elemento
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione
collegamenti al telaio
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
55
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
IMPALCATI
PREFABBRICATI
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante del
ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo, procedere
al ripristino della protezione, in conformità alle
modalità previste dal fabbricante del ponteggio
Controllo orizzontalità piani di
calpestio
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo assenza di deformazioni negli
appoggi al traverso
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo efficienza dei sistemi di
collegamento tra: piani di calpestio,
testata con ganci di collegamento
al traverso ed irrigidimenti
(saldatura, rivettatura, bullonatura e
cianfrinatura)
Visivo:
Se il controllo è negativo:
•
•
Integrità del
sistema di
collegamento
per rivettatura,
bullonatura e
cianfrinatura
•
Scartare l’elemento, o
•
Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio,
al ripristino dell’efcienza dei sistemi di
collegamento
Assenza, nel
sistema di
collegamento, di
cricche, distacchi
ed ossidazioni
penetranti per
saldatura
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo verticalità stelo
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione della
lettatura dello stelo e della ghiera
lettata
Visivo e funzionale
Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi occorre
scartare l’elemento
BASETTE FISSE
BASETTE
REGOLABILI
•
•
Visivo: stato di
conservazione
della lettatura
•
Funzionale:
regolare
avvitamento della
ghiera
Se è negativo il solo controllo funzionale occorre
ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio). Se
ciò non è possibile, scartare l’elemento
N.B.: Per le veriche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di
sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all’autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verica e misure, analoghi a
quelli descritti per gli elementi sopraelencati.
56
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
18.2
Ponteggio metallico a montanti e traversi prefabbricati
Elementi
GENERALE
Tipo di verica
Modalità
di verica
Misura adottata
Controllo esistenza del libretto di
cui all’autorizzazione ministeriale
rilasciata dal Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale
Visivo
Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere
utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve
contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante
del ponteggio
Controllo che gli elementi in tubi e
giunti, eventualmente utilizzati, siano
di tipo autorizzato appartenenti ad
unico fabbricante
Visivo
Se il controllo è negativo, è necessario utilizzare
elementi autorizzati appartenenti ad un unico
fabbricante, richiedendone il relativo libretto
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
MONTANTE
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
Controllo verticalità
Visivo, ad esempio con
utilizzo lo a piombo
Se la verticalità del montante non è soddisfatta occorre
scartare l’elemento
Controllo spinotto di collegamento
fra montanti
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo attacchi elementi :
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità traverso
Visivo
Se il controllo è negativo scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
TRAVERSO
CORRENTI E
DIAGONALI
Controllo stato di conservazione
collegamenti ai montanti
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento, o
ripristinare la funzionalità dell’elemento in conformità
alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
57
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
Controllo linearità dell’elemento
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione
collegamenti ai montanti
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento, o
ripristinare la funzionalità dell’elemento in conformità
alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
IMPALCATI
PREFABBRICATI
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo assenza di deformazioni
negli appoggi al traverso
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo efcienza dei sistemi di
collegamento tra: piani di calpestio,
testata con ganci di collegamento
al
traverso
ed
irrigidimenti
(saldatura, rivettatura, bullonatura e
cianfrinatura)
Visivo:
• Integrità del
sistema di
collegamento
per rivettatura,
bullonatura e
cianfrinatura
• Assenza, nel
sistema di
collegamento, di
cricche, distacchi
ed ossidazioni
penetranti per
saldatura
Se il controllo è negativo:
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo verticalità stelo
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione della
lettatura dello stelo e della ghiera
lettata
Visivo e funzionale
• Visivo: stato di
conservazione
della lettatura
• Funzionale:
regolare
avvitamento della
ghiera
Controllo
calpestio
orizzontalità
piani
di
•
Scartare l’elemento, o
•
Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio,
al ripristino dell’efcienza dei sistemi di
collegamento
BASETTE FISSE
BASETTE
REGOLABILI
•
Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi
occorre scartare l’elemento
•
Se è negativo il solo controllo funzionale
occorre ripristinare la funzionalità (pulizia e
ingrassaggio). Se ciò non è possibile, scartare
l’elemento
N.B.: Per le veriche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di
sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all’autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verica e misure, analoghi a
quelli descritti per gli elementi sopraelencati.
58
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
18.3
Ponteggio metallico a tubi e giunti
Elementi
Tipo di verica
Controllo esistenza del libretto di
cui all’autorizzazione ministeriale
rilasciata dal Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale
Visivo
GENERALE
Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere
utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve
contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante
del ponteggio
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
Modalità
di verica
TUBI
Misura adottata
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
Controllo verticalità
Visivo, ad esempio con
uutilizzo lo a piombo
Se la verticalità del tubo non è soddisfatta occorre
scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo bulloni completi di dadi
Visivo e funzionale
Se il controllo visivo è negativo occorre : sostituire il
bullone e/o il dado con altro fornito dal fabbricante del
giunto
•
GIUNTI
•
Visivo: stato di
oneconservazione
della lettatura
Funzionale:
regolare
avvitamento del
dado
Se è negativo il solo controllo funzionale occorre
ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio).
Se ciò non è possibile, sostituire l’elemento con altro
fornito dal fabbricante del giunto
Controllo linearità martelletti
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo perno rotazione giunto
girevole
Visivo e funzionale
Se i controlli sono negativi occorre scartare
l’elemento
•
Visivo:
parallelismo dei
due nuclei
•
Funzionale:
corretta rotazione
59
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
IMPALCATI
PREFABBRICATI
(non strutturali)
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo stato di conservazione della
protezione contro la corrosione
Visivo
Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli
spessori:
Controllo
calpestio
orizzontalità
piani
di
•
Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto
conto delle tolleranze previste dal fabbricante
del ponteggio), scartare l’elemento
•
Se il controllo degli spessori è positivo,
procedere al ripristino della protezione, in
conformità alle modalità previste dal fabbricante
del ponteggio
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo assenza di deformazioni
negli appoggi al traverso
Visivo e/o funzionale
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo efcienza dei sistemi di
collegamento tra: piani di calpestio,
testata con ganci di collegamento
al
traverso
ed
irrigidimenti
(saldatura, rivettatura, bullonatura e
cianfrinatura)
Visivo:
Se il controllo è negativo:
•
•
Integrità del
sistema di
collegamento
per rivettatura,
bullonatura e
cianfrinatura
•
Scartare l’elemento, o
•
Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio,
al ripristino dell’efcienza dei sistemi di
collegamento
Assenza, nel
sistema di
collegamento, di
cricche, distacchi
ed ossidazioni
penetranti per
saldatura
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo marchio come da libretto
Visivo
Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto
a quello indicato nel libretto, occorre scartare
l’elemento
Controllo orizzontalità piatto di base
Visivo, ad esempio con
un piano di riscontro
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo verticalità stelo
Visivo
Se il controllo è negativo occorre scartare l’elemento
Controllo stato di conservazione della
lettatura dello stelo e della ghiera
lettata
Visivo e funzionale
BASETTE FISSE
BASETTE
REGOLABILI
•
Visivo: stato di
conservazione
della lettatura
•
Funzionale:
regolare
avvitamento della
ghiera
•
Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi
occorre scartare l’elemento
•
Se è negativo il solo controllo funzionale
occorre ripristinare la funzionalità (pulizia e
ingrassaggio). Se ciò non è possibile, scartare
l’elemento
N.B.: Per le veriche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di
sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all’autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verica e misure, analoghi a
quelli descritti per gli elementi sopraelencati.
60
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
19. ALLEGATI
19.1 Contenuti minimi del PiMUS (Allegato XXII d.lgs n. 81/2008)
1. Dati identicativi del luogo di lavoro;
2. Identicazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o
smontaggio del ponteggio;
3. Identicazione della squadra di lavoratori, compreso il preposto, addetti alle operazioni di montaggio
e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
4. Identicazione del ponteggio;
5. Disegno esecutivo del ponteggio;
6. Progetto del ponteggio, quando previsto;
7. Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio
(“piano di applicazione generalizzata”):
7.1. planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando, inoltre:
delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,
7.2. modalità di verica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della supercie, omogeneità,
ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.),
7.3. modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della verticalità,
livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (lo impalcato di servizio) e opera servita, ecc.,
7.4. descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del
ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all’eventuale sistema di arresto caduta utilizzato
ed ai relativi punti di ancoraggio,
7.5. descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio
del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso,
7.6. misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche aeree
nude in tensione, di cui all’articolo 107 del Titolo IV capo II sezione II,
7.7. tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi,
7. 8. misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve, vento,
ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori,
7. 9. misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti;
8. Illustrazione delle modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie sequenze
“passo dopo passo”, nonché descrizione delle regole puntuali/speciche da applicare durante le suddette
operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio (“istruzioni e progetti particolareggiati”), con
l’ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni, privilegiando gli elaborati graci costituiti
da schemi, disegni e foto;
9. Descrizione delle regole da applicare durante l’uso del ponteggio;
10. Indicazioni delle veriche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l’uso (vedasi ad
es. ALLEGATO XIX)
61
GUIDA PRATICA PER LA REDAZIONE DEL Pi.M.U.S.
19.2 Circolare Ministero del Lavoro n. 3/2008
CIRCOLARE N. 3/2008
Roma, 25 gennaio 2008
MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
DIVISIONE VI
Prot. n.: 15/VI/1436
All. n.:
!
Oggetto: Artt. 36-quater e 36-quinquies, D.Lgs. n. 626/94 e s.m.i. – Obblighi del datore di
lavoro relativi all’impiego dei ponteggi e all’impiego di sistemi di accesso e di
posizionamento mediante funi – Chiarimenti concernenti la formazione dei
lavoratori addetti al montaggio e allo smontaggio dei ponteggi e addetti all’impiego
di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
Si fa riferimento alle numerose richieste di chiarimenti in merito ai termini di scadenza entro
cui effettuare i corsi di formazione previsti dall’art. 36-quater, commi 9 e 10 e dall’art. 36quinquies, comma 5, del D.Lgs. n. 626/94 e s.m.i., chiarimenti che scaturiscono anche dalle
difficoltà di effettuazione della parte pratica del percorso formativo.
Al riguardo, in accordo con il Coordinamento Tecnico delle Regioni e P.A., si precisa che i
termini di scadenza del 23.02.2008 (cioè dopo due anni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale
dell’Accordo Stato, regioni e province autonome, del 26 gennaio 2006 pubblicato sulla G.U. in data
23 febbraio 2006) si intendono quelli di attivazione dei percorsi formativi, che comunque devono
terminare entro e non oltre il 23/02/2009.
f.to Il Direttore Generale
ad interim
(Dott. Ugo MENZIANI)
CM/formazione ponteggi e funi termini di scadenza corsi 23.02.08
62
Finito di stampare
nel mese di marzo 2009
da Digital Master - Catania - tel. 095.448600




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