dom 6 gen 08 (Now Playing)
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Ricordo alcuni momenti in cui ho avuto
come una “rivelazione” di Dio, in cui l’ho
riconosciuto?
➢Faccio memoria e affido al Signore tutte le
persone che, in qualche misura, mi hanno
aiutato a scoprire Dio.
➢
Dio delle genti,
Dio Padre di tutti gli uomini
Tu certo sei più vicino a quanti
noi pensiamo ti siano lontani
poiché ci vuoi tutti salvi;
Dio unico e universale,
Dio, unità di ogni vita
che attiri a te nell’amore l’intero creato
fa’ di noi una sola famiglia nell’armonia libera e necessaria.
Dio, tu sei la sorpresa senza fine,
e imprevedibili sono le forme sotto cu ti celi:
che nessuno si stanchi di cercarti, Signore!
Il segno che ti abbiamo trovato
è il fatto che ti cerchiamo ancora,
che ti cerchiamo sempre, Signore;
e nessuno mai osi dire:
Ecco io so tutto di Dio!
Amen.
David Maria Turoldo
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iBelieve
Che musica, ragazzi!
Quest’anno la vostra amata AC vi regala nientemeno che un “iBelieve”! Che roba sarebbe, direte voi… beh, avete
presente l’iPod, quell’aggeggino che vi permette di ascoltare la vostra musica preferita dovunque vi troviate?
Abbiamo pensato di fornirvi uno strumento ben più potente, che vi permetterà portare facilmente con voi,
dovunque sarete, la colonna sonora non solo dell’Avvento, ma di tutto il periodo delle feste natalizie!
Come per ogni aggeggio tecnologico che si rispetti, è necessario prendersi un po’ di tempo per leggere il manuale
delle istruzioni, per familiarizzare cioè con la struttura e le varie “funzioni” di questo libretto.
I tasti del vostro iBelieve
Questo tasto vi permetterà di ascoltare non un banale motivetto natalizio, ma qualcosa di ben più
significativo, in grado di arrivare dritto al cuore: la Parola di Dio! Unica avvertenza, occorre avere le orecchie
libere (accertarsi di avere rimosso eventuali auricolari di altri lettori di musica!) ma soprattutto creare una
situazione ambientale e mentale che permetta di ridurre al minimo le distrazioni, per potersi concentrare
sull’essenziale… insomma, se volete ascoltare il vostro pezzo del cuore, vorrete pure essere certi che non ci
sia nel corridoio la mamma che passa l’aspirapolvere, o il fratellino che gioca a pallacanestro, e probabilmente vi
piazzerete nel vostro angolo preferito, chiudendo gli occhi per non perdervi nemmeno una nota di quella
musica che sa toccarvi il cuore… e allora sapete già cosa fare: buona preparazione e soprattutto buon
ascolto!
gio 27 dic 07 (Now Playing)
dom 9 dic 07 (Now Playing)
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Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che
noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è
fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era
presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché
anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi
scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.
Prima lettera di
Giovanni 1, 1-4
Giovanni racconta un incontro, quello con Gesù. Non una teoria, non un'idea, ma un'esperienza, una
relazione, un'amicizia. Non un "ciò", ma un "chi". Per Giovanni, il "principio" di tutte le cose, l'arché tanto cercato dai
filosofi, è in realtà una persona, con cui l'evangelista ha vissuto tre anni della propria vita. Giovanni ha seguito
Gesù, gli ha voluto bene, lo ha visto morire in croce, lo ha incontrato da risorto. Ecco ciò in cui crediamo: che su
questo pianeta, tempo fa, qualcuno ha udito, veduto, toccato Dio. Che l'origine stessa della vita, Dio stesso, si
è fatta persona. Che Gesù è l'uomo che Dio ha voluto essere. E anche noi, oggi, possiamo fare l'esperienza
dell'incontro con Gesù, non con i sensi, certo, ma con il cuore. Anche oggi possiamo entrare in relazione con lui,
possiamo amarlo, possiamo farci "contagiare" di vita.
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In quei giorni comparve il
Battista a predicare nel
deserto della Giudea,
dicendo: "Convertitevi,
perché il regno dei cieli è
vicino!". Egli è colui che fu
annunziato dal profeta
Isaia quando disse: "Voce
di uno che grida nel
deserto: preparate la via
del Signore, raddrizzate i
suoi sentieri!"
Vangelo secondo
Matteo 3,1-12
Il nostro cammino di Avvento ci porta, in qualche modo, a condensare in poche settimane la
lunga attesa vissuta dal popolo ebraico: dapprima gli annunci dei profeti, che parlavano del
Messia e del regno di pace che avrebbe instaurato, poi i Magi che si incamminano da lontano per
venerare un Re insolito, che si presenta a loro nei panni di un neonato in una mangiatoia, e
infine, quando Gesù sta ormai per farsi conoscere come Figlio di Dio, Giovanni che grida a gran
voce ai suoi contemporanei di convertirsi, di cambiare stile, perché "il regno dei cieli è vicino". E
oggi lo stesso richiamo viene rivolto a noi: il regno di Dio è più che vicino, è già presente, già
cresce in noi e in mezzo a noi, anche se nascosto e poco appariscente, come quel
bimbetto deposto nella paglia che tutto sembrava fuorché un re e men che meno il Figlio di Dio!
Ma la conversione che ci viene chiesta è proprio un cambiamento drastico di mentalità: basta
pensare che "un giorno, prima o poi", Dio irromperà nella nostra vita e in quella del mondo e con
un'azione spettacolare rimetterà a posto tutte le cose... è oggi che Dio bussa alla nostra porta,
bussa piano come il Bambino Gesù che è nato senza fare tanto chiasso, e ci chiede di
accoglierlo nel nostro cuore perché la sua potenza possa farvi germogliare il suo regno,
perché possa, giorno dopo giorno, trasformarci da timidi e pigri fedeli in attesa del miracolo a
costruttori attivi del suo regno, a collaboratori del suo progetto sull'umanità...
Qual è la conversione, il cambiamento che il Signore mi chiede in questo momento? In quali ambiti della mia vita sento che c?è qualcosa
che potrei fare molto meglio? In questi giorni, cerco di guardarmi attorno e di chiedere al Signore dove posso iniziare a concretizzare il
desiderio di costruire il suo regno... forse proprio a partire dalle relazioni nella mia famiglia, o con i compagni di classe, o con un amico:
come si comporterebbe Gesù nei loro confronti? Con che sguardo li vedrebbe? Quali bellezze saprebbe cogliere in loro, che io invece
spesso fatico a riconoscere e valorizzare?
➢
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iBelieve
dom 6 gen 08 (Now Playing)
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Ok, avete ascoltato il brano una prima volta… ora mettetelo in pausa e provate a lasciarvi guidare dalle
riflessioni che qualcuno ha scritto per voi, per aiutarvi ad entrare più facilmente in sintonia con quelle parole, a
volte non semplici o addirittura dure come uno schiaffo in piena faccia… e poi rileggete il brano alla luce
di questo breve commento, e dei pensieri o delle emozioni che ha suscitato in voi… cercate di capire come queste
parole possono entrare nella vostra vita, proprio oggi, proprio nella specifica situazione che state
vivendo, perché quelle parole sono rivolte proprio a voi, là dove siete ora…
Avete riletto il brano? Vi sta dicendo qualcosa di più? Allora è giunto il momento di lasciarvi interrogare,
anche aiutati dalle domande che vi sono proposte. Già, perché lo scopo di tutta ‘sta fatica non è quello di
emozionarsi per un minutino per poi dimenticare tutto una volta spento l’iBelieve, ma quello di permettere alla
Parola di Dio di incidere concretamente sulla nostra vita di tutti i giorni, magari anche prendendoci un
piccolo impegno a cui essere fedeli, perché anche i cambiamenti e le scelte più grandi si costruiscono così,
attraverso piccoli impegni rinnovati giorno dopo giorno…
Ogni tanto ti capiterà di trovare un link ad un diverso tipo di “brano musicale”: si tratta di preghiere o di
riflessioni che alcuni personaggi, più o meno noti, hanno scritto ispirati dall’ascolto della stessa colonna
sonora… spesso l’esperienza di altri ci aiuta a leggere più chiaramente la nostra: non vi è mai capitato di imbattervi
in una poesia o nel testo di una canzone e di scoprire con immenso stupore che diceva, in un modo in cui voi non
avreste saputo farlo, esattamente quel che voi stavate provando? Come se qualcuno vi avesse letto dentro e
avesse miracolosamente trovato le parole giuste per dire quel che voi non riuscivate ad esprimere?
lun 10 dic 07 (Now Playing)
Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:
«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto
la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».
Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta
Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli
scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva
nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea».
Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò
esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e,
mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete
informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato,
fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».
Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che
avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta
al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro
la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati
nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre;
prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono
dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non
ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via.
Vangelo secondo Matteo 2, 1-12
Epifania significa manifestazione; e noi diamo questo
nome alla manifestazione di Cristo al mondo, a tutto il
mondo. Un fenomeno di oscurità religiosa, come una notte
spirituale, si è disteso sul mondo moderno; la scienza, che
apre tante vie alla verità naturale, vigilia di quella
soprannaturale, invece di accrescere il senso religioso lo
indebolisce e lo addormenta. Si osa perfino dire che « Dio è
morto ». No, Dio non muore. Il sole non si spegne.
Sono i nostri occhi, che, abbagliati dalla luce di altre
forme di conoscenza, si sono chiusi e non vedono più
l’aurora divina che si apre anche nell’orizzonte razionale e
che dovrebbe diventare tanto più manifesta quanto più
chiaro oggi è a noi il mondo della natura.
Cristo, come una scintilla, come una stella, appare in
queste tenebre inverosimili; e chi sa scoprirlo, chi sa
conoscerlo, chi gli crede entra in una nuova zona di luce,
che rischiara non solo un mondo superiore, il regno dei cieli,
ma riflette raggi di intelligenza e di sapienza anche sul regno
della terra, sul mondo della vita terrena.
Paolo VI, 1970
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mer 26 dic 07 (Now Playing)
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Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
La sua salvezza è vicina a chi lo
teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
Misericordia e verità si
incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
La verità germoglierà dalla terra
E la giustizia si affaccerà dal cielo.
Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
Davanti a lui camminerà la giustizia
E sulla via dei suoi passi la salvezza.
Salmo 84, 9-14
Questo Salmo è l’annuncio della certa venuta del Signore che porta con sé
una grande speranza. La speranza qui espressa è molto di più
dell’ottimismo umano. Sperare vuol dire vivere con la convinzione
interiore che ciò che si desidera accadrà. Il salmista proclama e desidera
più di ogni altra cosa la salvezza, la giustizia, la pace, la verità. Egli è sicuro
che l’avvento del Signore realizzerà la sua speranza. Don Tonino
Bello diceva che “il buon profumo del Cristo che dobbiamo diffondere nel
mondo è la speranza. Essa è parente stretta del realismo. E’ la tensione
di chi, incamminatosi su una strada, orienta i suoi passi, con amore e
trepidazione, verso il traguardo non ancora raggiunto. La speranza è
impegno robusto, che non ha nulla a che spartire con la fuga. Chi spera,
costruisce il futuro, non lo attende con pigrizia. Chi spera ha la grinta del
lottatore e la passione del veggente”.
Qual è la speranza per la mia vita? Cosa desidero di più?
Parlo con Gesù riguardo a cosa vorrei per la mia vita?
➢L’ arrivo del Signore da’ senso alle mie speranze? Dov’è e chi è per me la fonte di
speranza?
➢“La speranza è impegno” che per il salmista significa ascoltare cosa dice Dio. Quale
impegno metto nella realizzazione delle mie speranze?
➢
➢
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25 of 36
Gesù
disse
ai
suoi
discepoli:«Sarete
condotti
davanti ai governatori e ai re per
causa mia, per dare
testimonianza a loro e ai
pagani.
E
quando
vi
consegneranno nelle loro mani,
non preoccupatevi di come o
di cosa dovrete dire, perché vi
sarà suggerito in quel
momento ciò che dovrete dire:
non siete infatti voi a parlare, ma
è lo Spirito del Padre vostro
che parla per voi. E sarete odiati
da tutti a causa del mio nome;
ma chi persevererà sino alla fine
sarà salvato»
Vangelo secondo Matteo 10, 17-22
In questo clima natalizio, in cui ci sentiamo più buoni, le parole di Gesù sono come
una doccia fredda: sarete odiati a causa del mio nome! Il vangelo è chiaro, non
lascia spazio a compromessi o a mezze misure. La buona notizia è affascinante ma
anche esigente e chiede posizioni chiare e coraggiose. Matteo ha ben presente la
realtà della giovane comunità cristiana e dei suoi rapporti con il mondo giudaico e
pagano.
Per motivi, anche molto diversi, questa è anche la realtà dei nostri giorni, non
è facile seguire Gesù. Non sempre ci sentiamo all’altezza di quanto richiede, il
giudizio degli altri spesso ci blocca ma non dobbiamo preoccuparci o scoraggiarci
se non riusciamo sempre a dare il meglio in ogni occasione.
Gesù ci suggerisce alcuni atteggiamenti concreti: essere intelligenti,
prudenti come serpenti, semplici come bambini…ma soprattutto di avere
fiducia in Lui che ha un grande progetto di salvezza per tutti.
Stefano, affascinato dall’esempio del maestro, prima di morire presenta se
stesso e i propri “nemici”, che hanno ancora le pietre in mano, al Dio misericordioso.
Sarei capace anch’io di morire per Cristo?
Più concretamente, nella mia vita di tutti i giorni(famiglia, amici, scuola…) sono
capace di essere fedele alla mia scelta cristiana?
➢
➢
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sab 5 gen 08 (Now Playing)
iBelieve
35 of 36
Carissimi, questo è il messaggio che avete
udito fin da principio: che ci amiamo gli
uni gli altri. […] Fratelli, non amiamo a
parole né con la lingua, ma coi fatti e nella
verità. […]
Prima lettera di
Giovanni, 3, 11-21
in un momento di riflessione, provo a ricordare
a me stesso cosa per me è davvero essenziale
nella mia fede, magari scrivendo il mio personale
"credo", le cose che davvero vivo come
fondamentali nel mio rapporto con Dio
➢provo a pensare ad una persona o situazione in
particolare verso la quale potrei essere un
canale dell'amore di Dio, magari facendo il primo
passo per una riconciliazione o un'apertura
➢
Ogni tanto rischiamo di perdere un po’ il filo: tra tante parole, anche
bellissime, tra le riflessioni al gruppo, le prediche del parroco, le nostre
domandone a cui non troviamo risposta, le provocazioni che ci giungono
da ogni parte, finiamo per non raccapezzarci più e per non capire più qual è
il punto essenziale dell’essere cristiani… Bene, oggi la lettera di
Giovanni ce lo ricorda: il messaggio di Gesù è sempre lo stesso, non è
cambiato, non esiste la versione 2.0, né ci sono gli aggiornamenti da
scaricare ogni pochi giorni: il cuore del cristianesimo rimane l’invito
dei Gesù agli Apostoli prima di lasciarli: “Amatevi gli uni gli altri come io ho
amato voi”. E’ vero, “amore” è una parola talmente sfruttata da suonare
banale e falsa… ma tutta la nostra fede sta nel credere che Dio stesso è
amore, e che solo lasciandoci amare da Lui possiamo imparare a
nostra volta ad amare con il suo cuore, ovvero non in modo banale,
sdolcinato, effimero, ma in modo gratuito e assoluto, fino al dono di noi
stessi… è questa, alla fine, l’unica cosa che conta, ma chiunque ci abbia
provato seriamente almeno una volta nella vita sa che è tutt’altro che
facile! Eppure è l’unica strada per realizzarci pienamente come uomini,
creati ad immagine di Dio, dunque per amare ed essere amati,,,
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Natale 07 (Now Playing)
Godetevi queste parole, trascrivetele sul vostro diario, se vi piacciono: sono uno dei tanti modi di sperimentare
la comunione con gli altri membri della Chiesa, che siano ancora tra noi o che vivano già nella casa del Padre…
D’accordo, è fondamentale vivere pienamente il presente, attimo dopo attimo… ma ogni tanto è utile anche
dare uno sguardo al futuro: questo tasto ti permetterà di essere informato sulle iniziative che si
svolgeranno in questo periodo, in modo che tu possa trascriverle sulla tua agenda ed organizzarti per partecipare:
sono tutti aiuti per portare avanti un cammino e soprattutto per condividere la tua esperienza con altri che
percorrono la stessa strada… e allora non mancare!
MENU
I brani che state per ascoltare sono la colonna sonora che la Chiesa propone per il tempo di Avvento e per quello
di Natale. Conoscendo il bisogno dell’uomo di dare un ordine, un colore speciale allo scorrere sempre uguale
dei giorni, la Chiesa ha diviso l’anno in una serie di “Tempi”, ciascuno con un proprio spirito: l’Avvento, che dà il
via all’anno liturgico, è un tempo di preparazione al Natale, ma soprattutto è il tempo dell’attesa, l’occasione,
come dice Isaia, per “spianare i colli e colmare le valli”, ovvero per togliere di mezzo gli ostacoli che ci
impediscono di aprirci all’amore di Dio e per impegnarci a porre dei gesti concreti per riempire i vuoti di senso
della nostra esistenza, facendo posto all’unico che li può riempire: il Signore.
lun 10 dic 07 (Now Playing)
24 of 36
L'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi
annunzio una grande gioia, che sarà di
tutto il popolo: oggi è nato nella città di Davide
un salvatore, che è il Cristo Signore.
Vangelo secondo Luca
2, 10-11
…e allora eccoci. Ecco la notte delle meraviglie, anche
noi pellegrini sulla scia di una cometa. Trepidanti nell’attesa,
come un po’ in tutta la nostra vita, di una Speranza che già
c’è, ma non ancora del tutto. Ma che è qui, ora, per noi. Auguro
a tutti la gioia dei pastori, la gioia di chi porta nella bisaccia il
pane nero dell’anno che è passato, con le sue fatiche e le sue
rinunce, ma che ha piedi agili e cuore leggero per la
certezza di non essere solo. “Oggi è nato per voi un
Salvatore”. E’ nato per noi, è nato tra noi… forse perché
sapeva che da giovani pastori più del buio, più del freddo, più
del lupo o della fame, temiamo la solitudine. E allora bando agli
indugi, “berdzé parten! parten!” , saremo il quarto re mago in
ritardo che porta in dono il suo piccolo sì.
Anche noi siamo albergatori distratti che non hanno più un posto per Gesù?
➢Da bravi re magi, cosa possiamo offrire in dono? Il nostro tempo? La nostra gioia?
➢
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9 of 36
Charles Peguy ha così immaginato Dio:
La virtù che più mi piace, dice Dio, è la speranza.
Non mi sorprende la fede. Splendo talmente tanto nel mio creato…
Non mi sorprende la carità. Queste povere creature sono talmente infelici che, a
meno di avere un cuore di pietra, come potrebbero non avere carità le une per le altre?
E, dice Dio, mi sorprende invece la speranza.
Che questi poveri figli possano vedere come vanno oggi le cose e credano che domani andrà
meglio, questo sì che mi sorprende ed è senz’ altro la cosa più meravigliosa della nostra grazia.
Questa piccola speranza che sembra una cosa da nulla, questa piccola speranza bambina,
immortale.
Il Signore è la mia forza e io spero in Lui.
Il Signore è il Salvator. In Lui confido, non ho timor.
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iBelieve
ven 4 gen 08 (Now Playing)
34 of 36
Nelle quattro settimane dell’Avvento, allora, siamo invitati a risvegliare nel nostro cuore il desiderio di qualcosa
di bello, di un mondo diverso, non come un sogno infantile ed irrealizzabile, ma come un modo diverso di vivere
che ognuno di noi può iniziare a sperimentare fin da oggi, se accetta di correre il rischio e di fidarsi di Dio, che può
cambiare anche i cuori più induriti.
Nel tempo di Natale, è come se il mondo si fermasse a contemplare un mistero per noi incomprensibile: Dio si
mostra all’uomo in tutta la sua fragilità, nei panni di un neonato bisognoso di tutto! Per noi ora è quasi scontato,
ma provate a pensarci un attimo… non vi sembra più logico aspettarvi un Dio che si manifesta in modo eclatante,
con tuoni e fulmini, per far capire chi è che comanda? Il nostro Dio invece ha scelto di guidarci non con la forza, non
tenendoci schiavi con la paura della sua vendetta, ma con l’arma più potente e disarmante che si possa
immaginare: l’amore. Un Dio-Superman ci potrebbe forse rassicurare, ma non intenerire… un Dio che sta nelle
nostre braccia invece rischia di toccarci là dove abita la nostra più grande vulnerabilità ma anche la nostra più
grande forza: la capacità di amare. Che poi, per inciso, è la Sua capacità di amare, che abita in noi perché creati a sua
immagine…
Davanti al presepe siamo allora invitati ad andare oltre la commozione superficiale dell’atmosfera natalizia, oltre il
“siamo tutti più buoni”, per lasciarci interrogare in profondo da questo Dio misterioso, inaspettato. Se Lui ha
avuto una così grande fiducia da mettersi letteralmente nelle nostre mani, forse anche noi possiamo rischiare di
fidarci di Lui, di ascoltarlo e seguirlo sapendo che non ci abbandonerà nei momenti difficili…
mar 11 dic 07 (Now Playing)
Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi
discepoli; e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse:
«Ecco l'Agnello di Dio!». I suoi due discepoli, avendolo udito
parlare, seguirono Gesù. Gesù, voltatosi, e osservando che lo
seguivano, domandò loro: «Che cercate?». Ed essi gli dissero:
«Maestro, dove abiti?». Egli rispose loro: «Venite e vedrete».
Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui
quel giorno. Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che
avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. Egli per primo
trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il
Messia»; e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu
sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa» (che si traduce
«Pietro»).
Vangelo secondo Giovanni 1, 35-42
Signore, fa di me ciò che vuoi!
Non cerco di sapere in anticipo i tuoi disegni su di me,
voglio ciò che Tu vuoi per me.
Non dico: "Dovunque andrai, io ti seguirò!",
perché sono debole,
ma mi dono a Te perché sia Tu a condurmi.
Voglio seguirTi nell'oscurità,
non Ti chiedo che la forza necessaria.
O Signore, fa' ch'io porti ogni cosa davanti a Te,
e cerchi ciò che a Te piace in ogni mia decisione
e la benedizione su tutte le mie azioni.
Come una meridiana non indica l'ora se non con il sole,
così io voglio essere orientato da Te,
Tu vuoi guidarmi e servirTi di me.
Così sia, Signore Gesù!
John Henry Newman
Cerco talvolta di essere come Giovanni, capace di indicare l’Agnello di Dio, Gesù, a chi mi sta attorno? Come Andrea, capace di
comunicare con gioia al fratello “Abbiamo trovato il Messia”?
➢Per scoprire dov’è Dio, la sua dimora, è sufficiente avere il coraggio e l’umiltà di chiederglielo ( Maestro, dove abiti?) e la pazienza di
ascoltare la sua risposta: Venite e Vedrete. Sappiamo ricavare degli spazi di preghiera in cui dialogare con Dio, per potergli fare le
nostre richieste e sentire la sua voce?
➢
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lun 24 dic 07 (Now Playing)
10 of 36
"Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita
la sua schiavitù". Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi
liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere, annunzia alle città di Giuda: "Ecco il vostro Dio! Ecco, il
Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo
precedono. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e
conduce pian piano le pecore madri.
Libro del Profeta Isaia 40, 1-11
E' proprio a noi, ad ognuno di noi che è rivolto questo appello, quasi una supplica: "Consolate il mio popolo!". Chi, se non noi, ha
delle liete notizie da annunciare a chi ci passa accanto? Cosa si può annunciare di più bello di un Dio che viene ad incontrarci,
che ci viene incontro sulle nostre strade, che si fa piccolo e indifeso per non spaventarci, che viene a condividere le nostre
vicissitudini? Ma se non lo diciamo noi, che almeno una volta nella vita l'abbiamo incontrato e abbiamo sperimentato la gioia della
sua presenza, chi mai lo annuncerà alle tante persone sfiduciate che non trovano un buon motivo per alzarsi la mattina e che
vedono la loro vita come una serie sterminata di giornate senza senso, se non addirittura schiacciate dal dolore o dall'angoscia?
Non si tratta di diventare dei predicatori o dei teologi, né di "convincere" le persone che incontriamo a suon di parole illuminate, ma
molto più semplicemente di condividere con gli altri la nostra esperienza, la gioia di aver incontrato Qualcuno che può ridare
senso e speranza anche alle situazioni più disastrate. Un giorno qualcuno ci ha parlato di Gesù, altrimenti non saremmo qui a
leggere questo libriccino... ora tocca a noi parlarne a chi ci interroga, farlo conoscere, proporre le esperienza grazie alle quali
l'abbiamo incontrato: un incontro di preghiera, un colloquio con un sacerdote, un cammino di gruppo, un ritiro, la lettura della
Bibbia, la partecipazione alla Messa, la celebrazione dei sacramenti... Se un giorno il Signore ha toccato il nostro cuore, passiamo
parola!
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23 of 36
Zaccaria, pafre di Giovanni, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo:
Questa profezia ci illustra come Giovanni abbia
dedicato tutta la sua vita a diffondere la Parola di Dio
nel mondo. Penso che noi giovani, oggi più che mai
circondati da un mondo difficile e che a volte ci fa
dimenticare chi siamo, dobbiamo far nostra
questa profezia un po' come se Zaccaria l'avesse
fatta a noi! Se siamo cristiani non possiamo esserlo
solo "part-time", cioè solo quando siamo all'oratorio o
quando andiamo a messa. Essere cristiani oggi è
difficile e Dio per questo ci lancia una sfida.
Tocca a noi ora non far finta di niente ma accogliere
questa sfida difficile. Quando siamo a scuola, in
famiglia, con gli amici e quando usciamo il sabato sera
non possiamo dimenticare chi siamo. Quindi, senza
paura, nella nostra vita dobbiamo avere il coraggio di
dire di essere cristiani annunciando la Parola ovunque
andiamo! Proprio come Giovanni ha fatto...
«Benedetto il Signore Dio d'Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
Vangelo secondo Luca
e nell'ombra della morte
1, 67-79
e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
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E' difficile essere cristiani oggi?
Come si può dire agli altri di esserlo?
➢Siamo pronti ad accettare questa sfida?
➢
➢
gio 3 gen 08 (Now Playing)
dom 2 dic 07 (Now Playing)
33 of 36
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il
peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era
prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a
Israele». Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e
posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale
vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che
questi è il Figlio di Dio».
Vangelo secondo Giovanni 1, 29-34
In questo brano del Vangelo, Gesù compare per la prima volta nel Vangelo di
Giovanni e sta andando verso il Battista. Giovanni è consapevole del fatto che
l'iniziativa della fede provenga da Gesù. E così accade anche nella nostra
vita. E' sempre Gesù che prende l'iniziativa e che viene a cercarci; non
siamo noi che andiamo a cercare lui. A noi non resta che accoglierlo!!
Purtroppo spesso accade che l'uomo non si lasci trovare. Giovanni Battista
vedendo Gesù non lo riconosce immediatamente ma solamente dopo un
cammino che dura tre giorni. Ma, una volta riconosciuto, Giovanni ha fatto
esperienza della fede e ne rende testimonianza.
Proviamo a ricordare: Quando
Gesù è venuto da noi? Lo
abbiamo riconosciuto subito?
➢Che tipo di percorso abbiamo
compiuto per riconoscerlo?
➢Da che tipo di esperienze è
fatta la nostra fede?
➢
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Fratelli, è ormai tempo di
svegliarvi dal sonno, perché la
nostra salvezza è più vicina ora
di quando diventammo credenti. La
notte è avanzata, il giorno è
vicino. Gettiamo via perciò le opere
delle tenebre e indossiamo le armi
della
luce.
Comportiamoci
onestamente, come in pieno
giorno: non in mezzo a gozzoviglie
e ubriachezze, non fra impurità e
licenze, non in contese e gelosie.
Rivestitevi invece del Signore
Gesù Cristo e non seguite la
carne nei suoi desideri.
Lettera di San Paolo ai
Romani 13, 11-14
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L'inizio dell'Avvento coincide con l'inizio di un nuovo anno liturgico. Spesso a Capodanno
pensiamo ai progetti che ci piacerebbe portare avanti, ai nuovi propositi con cui
vorremmo arricchire la nostra vita. E' un momento in cui fare il punto della situazione,
chiederci a che punto siamo sul nostro cammino, e se stiamo andando nella direzione in
cui vogliamo andare davvero. Una specie di check-point in cui fermarsi a prendere fiato
e controllare la cartina.
San Paolo ci dice di svegliarci dal sonno, di prepararci all'arrivo di Cristo. E' ciò
che ci dice anche il Vangelo, che ogni anno, alla prima domenica di avvento, ci esorta a
vegliare perché l'arrivo del Signore è vicino. Spesso ci lasciamo trascinare da cose che in
realtà non sono essenziali, ed esse riempiono la nostra vita al punto di sembrare il
vero senso. San Paolo ci esorta a fermarci un attimo a ripensare a qual è il senso che
vogliamo per la nostra vita, a prepararci all'alba, quando Gesù arriverà. Ci invita a svegliarci
dal sonno delle distrazioni per prepararci ad una giornata piena di vita. A fare le nostre
scelte con consapevolezza.
Non è sempre facile trovare del tempo per se stessi, per fermarsi a pregare o
semplicemente a pensare. L'avvento può essere un'occasione per ritagliare
quotidianamente un po' di tempo per noi stessi.
Ti è mai capitato di sentirti "addormentato"? Ti sei svegliato? Come?
Ti senti "addormentato" in questo momento? Di cosa senti di aver bisogno per
svegliarti?
➢Nella tua vita c'è qualcosa che stai aspettando?
➢
➢
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dom 23 dic 07 (Now Playing)
mar 11 dic 07 (Now Playing)
22 of 36
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,
prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo
sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava
pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe,
figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele», che significa Dio con
noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la
sua sposa
Vangelo secondo Matteo 1, 18-24
Il tuo Natale è il mio
natale. Nella gioia di
questo nascere, nello
stupore di poterti
amare, nel dono
immenso di vivere
insieme, io accetto, io
voglio, io chiedo che
anche per me,
Signore, sia subito
Pasqua.
Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele: "Dio con noi". Questa frase del profeta Isaia è
sicuramente il centro delle letture di questa domenica, infatti viene ripetuta per ben tre volte: nella prima lettura, nel versetto
dell'Alleluia e nel Vangelo. Fermiamoci un attimo a riflettere su quel "Dio con noi" che ci rivela tutto l'amore di Gesù. Non solo
Dio è nato e si è fatto uomo (già una novità stratosferica), ma lo ha fatto per stare con noi. E in quel "noi" ci sono anch'io! E
tutte le persone che ho vicino, a cui io posso tendere la mano sull'esempio di Gesù! E non solo duemila anni fa, ma oggi! Infatti, in
tutto il Vangelo di Matteo, che ascolteremo quest'anno nella Messa domenicale, ci verrà ripetuto che Gesù è nato per stare in
nostra compagnia, per fare il cammino di tutti i giorni mano nella mano con noi, per risollevarci ogni volta che inciampiamo sul
sasso dell'egoismo, dell'indifferenza... Non dimentichiamoci mai come si conclude il Vangelo di Matteo, quando Gesù risorto manda
i suoi discepoli ad ammaestrare tutte le nazioni: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Questa frase
Gesù la dice ogni giorno anche a me.
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10 of 36
Cerco di non farmi "fregare" dall'imbarazzo di parlare di Dio in un mondo in cui
sembra di essere bigotti o fanatici, proprio perché di Dio si parla sempre di meno
tanti ragazzi rischiano di perdere l'occasione per trovare un senso alla propria vita,
finendo per cercarlo in modi che lasciano sempre l'amaro in bocca. D'accordo, le vie
del Signore sono infinite, ma una delle sue vie per arrivare ai nostri coetanei passa
sicuramente attraverso di noi!
➢Provo a pensare a come "consolare", ridare speranza alle persone che intorno a
me vedo in crisi: anche un piccolo gesto, un bigliettino, una telefonata, un invito per
una cioccolata possono essere segni di un amore che va oltre la simpatia istintiva:
vogliamo prestare per una volta le nostre mani, la nostra fantasia, il nostro sorriso
a Dio per permettergli di mostrare il suo volto pieno di amore alle persone che ci
stanno intorno?
➢
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lun 3 dic 07 (Now Playing)
mer 2 gen 08 (Now Playing)
2 of 36
“Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo
camminare per i suoi sentieri” […] Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore.
libro del Profeta
Isaia 2, 1-5
Questo è l’invito che la Chiesa ci rivolge e
che in qualche modo anche noi ci rivolgiamo
l’un l’altro: venite, rimettiamoci in
cammino, insieme, verso il Signore! Buffo,
no? L’Avvento è proprio l’attesa del Signore
che viene, e siamo invece invitati ad alzarci
noi e ad incamminarci per andargli
incontro… una delle prime cose che si
sperimenta quando si intuisce la presenza di
Dio è proprio questo continuo
movimento, questo venirsi incontro
reciproco, cercarsi e a volte nascondersi, ora
correndo con le ali ai piedi, ora trascinando i
piedi a fatica, ma senza mai fermarsi
veramente.
All'inizio di questo cammino di Avvento, cerco di ripensare al
mio rapporto con il Signore: aspetto che sia Lui a venirmi a
riscuotere o sono disposto ad incamminarmi per andargli
incontro?
➢In ogni parrocchia si organizzano varie iniziative per rendere
più significativo il cammino verso il Natale: perché non
informarmi su cosa propone la mia parrocchia e partecipare a
qualche incontro, per non fare la strada da solo?
➢
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32 of 36
Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.
Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio,
anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Prima lettera di San Giovanni 1, 22-25
La tentazione di scegliere gli aspetti della fede in cui credere è forte e, forse,
anche un po' di moda. Giovanni ci dice, al contrario, che la fede è un "pacchetto"
unico. E' come una cattedrale: se togliamo una colonna, o una pietra da una
volta non si regge più in piedi. Non ha senso dire di credere in Gesù, ma non la vita
eterna. Oppure affermare di credere in Gesù, ma non nei Sacramenti. Anche se il
nesso non è sempre semplice ed evidente, ogni aspetto della nostra fede è
strettamente legato a Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo) e alla sua parola.
Giovanni afferma che nessuno è più bugiardo di chi nega che Gesù sia il
Figlio di Dio, colui che viene mandato per la salvezza degli uomini. Infatti Gesù è la
Verità! Attenzione: la fede non si professa solo a parole, ma anche nel nostro
intimo e con la vita. Negare che Gesù sia il Cristo, può semplicemente voler dire
non riconoscere e testimoniare che Lui è risorto e che è Dio. Oppure vivere come
se Lui non esistesse.
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mer 12 dic 07 (Now Playing)
sab 22 dic 07 (Now Playing)
11 of 36
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
“La mia sorte è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio? ”.
Non lo sai forse?
Non lo hai udito?
Dio eterno è il Signore,
creatore di tutta la terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore
riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.
Libro del Profeta Isaia 40, 25-31
Ogni tanto mi sembra che la mia sorte sia nascosta al Signore e il mio diritto
trascurato?
➢Riesco a riconoscere in Dio il Creatore, fonte della vita e instancabile fonte di forza
anche per me e il mio cammino?
➢
Seguirti è un’avventura, Signore Gesù.
Con te il futuro non presenta certezze di tipo umano.
La meta che proponi non è ben segnata sulle mappe della vita.
Il sentiero che percorri non assomiglia ad una autostrada.
Non prometti, né illudi offrendo riuscita e successo.
Chiedi solo una grande fiducia,
il coraggio di seguirti fino in fondo,
la libertà di non rimanere attaccati alle cose di questo mondo.
Non è poco.
Scusa, perciò, se mi viene da dubitare delle mie possibilità
e delle mie forse e, magari, qualche volta, anche di Te.
Tienimi per mano, Signore.
Non camminare troppo in fretta, ho paura di perderti.
Tienimi sotto il tuo sguardo, che dà fiducia e coraggio.
Con tutti i miei amici Ti seguirò ovunque Tu vorrai.
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Come posso informarmi per
conoscere meglio la fede che
professo? La Chiesa (magari il
parroco, il catechista o l'animatore)
può aiutarmi?
➢Ho il coraggio di testimoniare a
parole e con i fatti la mia fede? Anche
davanti allo specchio?
➢Sono in grado di rendere conto
della mia fede a chi mi interroga?
➢Quali
sono gli aspetti del
messaggio di Cristo che fatico ad
accettare o a capire? Perché?
➢
21 of 36
Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Cara Maria, aiutaci a vivere bene tutti i
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
momenti della nostra giornata,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
ricordandoci che tu sei sempre accanto
così è germinato questo fiore.
a noi, poiché la tua carità soccorre anche
Qui se' a noi meridiana face
chi non la domanda. Fa’ che il nostro
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
spirito tenda verso la tua infinita bontà.
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Dante Alighieri, “Divina Commedia”, canto XXXIII del Paradiso
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mar 1 gen 08 (Now Playing)
mar 4 dic 07 (Now Playing)
31 of 36
Ma quando venne la pienezza del
tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato
da donna, nato sotto la legge, per
riscattare coloro che erano sotto la
legge, perché ricevessimo l’adozione a
figli. E che voi siete figli ne è prova il
fatto che Dio ha mandato nei nostri
cuori lo Spirito del suo Figlio che
grida: Abbà, Padre! Quindi non sei
più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei
anche erede per volontà di Dio.
Lettera di San Paolo ai Galati
4, 4-7
Il 1 gennaio si festeggia Maria Madre di Dio, e questo legame di Maria,
madre di Dio e madre di Gesù, è sottolineato anche in questo passo dei
Galati, “nato da donna”. In questo poche righe però più che su Maria
l’attenzione è posta sul messaggio salvifico della fede di ciascun
cristiano, di ciascuno di noi.
Dio ha inviato sulla terra il suo unico Figlio, Gesù Cristo, per
riscattare coloro che credevano in lui, che avevano fede, ha immesso
nei cuori di ciascuno di noi lo Spirito Santo.
Parole troppo belle per essere vere, e difatti troppe poche
persone vi credono. Eppure è proprio così. Dio ci ha liberato attraverso
il suo Figlio, non siamo più schiavi della terra, della morte, ma
divenendo suoi figli abbiamo acquistato la vita eterna…eppure come
mai vi sono ancora così tante persone diffidenti a questo messaggio?
Semplicemente perché hanno il cuore troppo chiuso in loro stessi e
non compiono nessun atto di fede… ma cosa c’è di più bello del sapere
che si è figli di Dio, amati, salvati, pensati, protetti e consolati?
3 of 36
In quel giorno, un germoglio
spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle
sue radici. Su di lui si poserà lo
spirito del Signore, spirito di
sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di
fortezza,
spirito
di
conoscenza e di timore del
Signore. Non giudicherà
secondo le apparenze e
non prenderà decisioni per
sentito dire, ma giudicherà con
giustizia i poveri e prenderà
decisioni eque per gli
oppressi del paese. La sua
parola sarà una verga che
percuoterà il violento, con il
soffio delle sue labbra
ucciderà l'empio.
Libro del Profeta Isaia
11,1-10
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sab 22 dic 07 (Now Playing)
Il Messia era atteso già ai tempi di Isaia, e le idee su di lui erano piuttosto chiare: un re che avrebbe
finalmente fatto giustizia... considerando che all'epoca la pari dignità di ricchi e poveri non solo non era
realtà ma non era nemmeno riconosciuta come un diritto, l'annuncio di qualcuno che avrebbe preso
"decisioni eque per gli oppressi" doveva suonare decisamente rivoluzionario! E il desiderio di non
essere giudicati "secondo le apparenze" e "per sentito dire" è un'aspirazione che ognuno di
noi porta nel cuore e vede spesso delusa. Quando però Gesù, il Messia tanto atteso, inizia a
percorrere le strade invitando la gente a convertirsi per entrare nel regno di Dio, qualcosa sembra
non funzionare per niente: Gesù non si crea un esercito, non organizza una rivoluzione contro i
Romani, dominatori e quindi ingiusti per definizione... no: questo Messia sconcertante si ferma a
giocare con i bambini, avvicina le donne e parla liberamente con loro, mangia in casa dei
peccatori, tocca i lebbrosi, parla di un Padre misericordioso... la nostra idea di stabilire la giustizia a
volte è così lontana da quella di Dio che rischiamo di non riconoscerlo, di vederlo come un debole che
non combatte con sufficiente energia il male che è nel mondo. Gesù invece ci insegna che il male non
si combatte con le rivoluzioni e i colpi di stato, ma a partire dal cuore dell'uomo, di ogni uomo, a partire
dal mio cuore, che solo aprendosi alla novità e alle sorprese di Dio può diventare capace di amare
come Lui, e di leggere la storia con i suoi occhi...
Provo a riflettere sulla mia idea di giustizia: assomiglia più alla legge del taglione (hai sbagliato? Ora
paga fino all'ultimo centesimo, e comunque sarai bollato a vita come disonesto) o alla misericordia di
Dio, che guarda il cuore e non l'apparenza?
➢In questo periodo di Avvento, cerco di non giudicare secondo le apparenze, di non dare troppa retta ai
pettegolezzi che mi racconteranno, di non etichettare le persone senza aver prima cercato di
conoscerle e di incontrarle davvero
➢
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gio 13 dic 07 (Now Playing)
21 of 36
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».
Vangelo secondo Luca 1, 46-55
A pensarci bene, Maria è stata davvero una grande figura
femminile, che non ha certo perso il suo carisma col
passare del tempo: l’Ave Maria è la preghiera che, prima di
tutte, viene insegnata ai bambini; i miei compagni di classe
conservano con cura un’immagine sacra della Vergine tra
le pagine del diario scolastico… Eh già, perché Maria è la
nostra mamma affettuosa, alla quale tutti ci rivolgiamo.
Spesso, anzi quasi sempre, mi capita di confessarmi prima
a lei che a Dio. Non so, forse ho più confidenza, perché
penso che anche lei, come me, come noi, è stata una
ragazza, anche se molto speciale…
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12 of 36
Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere,
vermiciattolo di Giacobbe, larva di Israele; io vengo in tuo aiuto - oracolo del Signore - tuo redentore è il Santo di Israele. Ecco, ti
rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li
vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà. Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo di Israele.
Il profeta Isaia sembra dipingere Dio come una madre. Chi, infatti, è solito tenere un
figlio per mano? Chi viene sempre in aiuto? Chi dice (e ripete in continuazione):
"Non temere!"? Sì, Dio ha "viscere" di madre, è capace di dolcezza, di affetto (qui i
termini "vermiciattolo", "larva" sono affettuosi). E come ogni madre vera, anche Dio
desidera una sola cosa: che noi, i figli, cresciamo bene. Ecco perché Lui non
"sistema le cose" con azioni appariscenti e straordinarie, ecco perché non si
sostituisce al faticoso lavoro dell'uomo, alla nostra responsabilità, anche nei
momenti di maggiore difficoltà. Ci accompagna alle nostre spalle, ci suggerisce
quasi impercettibilmente i passi da compiere, ma ci lascia liberi. Solo attraverso
questa "pedagogia", Dio ci aiuta a diventare "trebbie acuminate", persone
coraggiose, liete, forti nella fede, capaci di amare, perseveranti nella speranza. In una
parola, santi. "Io ti vengo in aiuto", dice Dio, specialmente a Natale. Questa volta non
scherza: viene davvero (Avvento è sinonimo di venuta), si china su questa terra e si
fa uomo, in Gesù.
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libro del Profeta
Isaia 41, 13-16
Da quali paure devo essere
liberato? A quali situazioni della mia
vita devo riferire il "Non temere"?
➢In quali momenti della mia vita ho
maggiore bisogno di aiuto da parte
di Dio? Lo chiedo? Prego?
➢Credo che un cammino di fede
possa aiutarmi a crescere anche
come persona?
➢
mer 5 dic 07 (Now Playing)
lun 31 dic 07 (Now Playing)
4 of 36
In quel giorno, il Signore preparerà su questo monte un banchetto di grasse vivande per tutti i popoli, un banchetto di vini
eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la
coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto […]
libro del Profeta Isaia 25,61-10
Ok, l’impressione, nel leggere i brani profetici che la liturgia ci propone durante
l’Avvento, è quella di essere presi per degli ingenui invitati a credere alle favole: si
parlerà di lupi che fanno amicizia con gli agnelli, di bambini che giocano coi serpenti
velenosi e chi più ne ha, più ne metta… ma allora essere cristiano vuol dire vivere
nel mondo delle favole e chiudere gli occhi di fronte alla realtà??!! Certo che no… ciò
che questi brani cercano di comunicarci è un assaggio di quel che può
diventare la vita quando accogliamo il Signore, quando gli facciamo spazio e
gli permettiamo di “lavorarci” da dentro… il Regno di Dio, che è un regno di pace,
amore, giustizia, è già stato seminato nei nostri cuori, ma non può crescere senza
un minimo di partecipazione da parte nostra! Queste parole che ci sembrano il
sogno di un illuso sono invece un invito a riconoscere fin d’ora i segni dell’opera
di Dio, e soprattutto una parola di speranza per confortarci quando invece ci
sembra che nulla cambi mai e che il male prevalga sempre… alziamo gli occhi: il
Signore cammina con noi ed è a questo regno dove non esistono più lacrime che
vuole portare, passo dopo passo, l’umanità intera!
per vincere lo scoraggiamento che ci può
assalire di fronte alle tante cattive notizie che i
media ci rovesciano addosso, possiamo per
prima cosa portare nel cuore le situazioni
dolorose, affidandole al Signore nella
preghiera, l'arma più silenziosa ma più potente
che abbiamo
➢perché non impegnarmi, almeno in questo
periodo, a prestare attenzione ai piccoli ma
forti segni di speranza che spesso passano
inosservati, e magari a farli conoscere ad altri?
Ad esempio, posso spulciare i giornali a caccia
di buone notizie, o più semplicemente
osservare i piccoli gesti di attenzione che le
persone comuni intorno a me compiono ogni
giorno?
➢
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30 of 36
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto
di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta.
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi.
Vangelo secondo Giovanni 1, 1-18
Si conclude un anno. Tutti pronti a recitare il fatidico conto alla rovescia…il
cibo, la musica, il vestito elegante, il brusio delle voci in festa..10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3,
2, 1... ecco che esplodono applausi, risate, abbracci, grida… Forse ora le
tenebre sono tutto questo... il buio può essere la troppa luce?
A volte la luce è troppo forte, la luce di tutto quello che è involucro. Più
che luce probabilmente è un luccichio che può ammaliare, può attrarre e
soddisfare alcune aspettative... le più superficiali, forse. E tutto questo diventa
tenebra nel momento in cui non si riesce più a distinguere la vera Luce tra
tutte le altre... perché la vera Luce è meno appariscente e solo un occhio
attento La può scovare.
Ma ci è stata donata, nonostante tutto.
E ci sono stati donati anche gli strumenti per poterLa annunciare agli
altri, per portarLa a chi l’ha perduta, per donarne un raggio a chi è stanco del
brusio, delle grida, del luccichio a volte accecante. Per essere un po’ anche noi,
come Giovanni, profeti e testimoni di luce.
E allora, quando arriverà l’ultimo secondo prima che la mezzanotte scatti,
perché non pensare a come essere più fiamme che rischiarano per il
prossimo anno?!
➢Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo accogliere la Luce e ritrasmetterla
agli altri? Come?
➢
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ven 14 dic 07 (Now Playing)
ven 21 dic 07 (Now Playing)
13 of 36
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
“A chi paragonerò io questa
generazione? Essa è simile a quei
fanciulli seduti sulle piazze che si
rivolgono agli altri compagni e dicono:
Vi abbiamo suonato il flauto e non
avete ballato, abbiamo cantato un
lamento e non avete pianto.
È venuto Giovanni, che non mangia e
non beve, e hanno detto: Ha un
demonio. È venuto il Figlio dell’uomo,
che mangia e beve, e dicono: Ecco
un mangione e un beone, amico dei
pubblicani e dei peccatori. Ma alla
sapienza è stata resa giustizia dalle
sue opere”.
Vangelo secondo
Matteo 11,16-19
Qui Gesù ci dice che spesso assomigliamo a quei bambini incontentabili che
rifiutano ogni gioco. Ci viene proposto di giocare a far festa con suoni e danze. E
non accettiamo. Siamo invitati a giocare al lamento tipico dei funerali. Niente!
Rifiutiamo anche questo.
Siamo sempre scontenti, non accettiamo il gran gioco di Dio che, attraverso
le vicende liete o tristi, ci vuole sempre condurre verso un esito di salvezza. Lo si
respira, spesso, anche presso quelli che si dicono credenti questo rifiuto del Signore
Gesù.
Quando viviamo di critica negativa, quando siamo sempre pronti a
denunciare la "pagliuzza nell'occhio del fratello" senza neppure lontanamente
ammettere la trave che è nel nostro. Quando siamo perpetuamente a caccia di
gratificazioni superficiali. Quando, imbattendoci nelle negatività delle persone e
della vita, ci chiudiamo in noi stessi, pessimisti oppure rassegnati.
Non calunniare mai nessuno nel modo più assoluto, e non cercare di farti bello
mettendoti a criticare gli altri, e impara a rendere più perfetta la tua vita piuttosto che
denigrare quella degli altri. Questo difetto devi evitarlo al punto che non solo non devi
permetterti di criticare, ma non devi dar retta neppure una volta a chi critica, per non
rafforzare con la tua complicità l'influenza di chi sparla degli altri, e per non favorire
con la tua accondiscendenza il suo vizio... (S. Girolamo)
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20 of 36
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una
città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe
udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di
Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il
frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco,
appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di
gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole
del Signore».
Vangelo secondo Luca 1, 39-45
L'immagine che ci colpisce è il desiderio di Maria di rendere partecipe della sua
gioia coloro che le sono cari. E noi, siamo come Maria? Ovvero, nella nostra
quotidianità, siamo soliti condividere con le persone che abbiamo nel cuore i nostri
sentimenti, le nostre situazioni di difficoltà e di felicità? E, nello stesso tempo, siamo
capaci a gioire delle grazie altrui? Spesso capita che, sopraffatti dalla gelosia,
non riusciamo a rallegrarci per gli altri, ma rimaniamo rinchiusi nel nostro egoismo.
Nessuno, però, è fatto per vivere da solo! Così come Giovanni sente grazie
agli orecchi di Elisabetta, anche noi abbiamo bisogno degli altri per ascoltare la voce
del Signore, perché Lui parla attraverso i nostri fratelli. Allo stesso tempo siamo
tenuti a testimoniare con il sorriso la nostra Fede: così saremo beati come Maria
che, per prima, “ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”.
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Maria, rendi il mio amore sorridente,
perché sia ancor più ricco di amore!
Insegnami a dimenticare con un sorriso
le mie preoccupazioni e le mie pene, per
prestare attenzione soltanto alle gioie
degli altri. Il mio volto sorridente renda i
miei contatti col prossimo più cordiali e
più caldi di fraternità. Aiutami a custodire
in fondo al cuore quella gioia di amare.
Insegnami, Maria, a servire il Signore,
con gioia.
Impegno: Nella giornata di oggi
cerchiamo di parlare della gioia della
nostra Fede a qualcuno (amici, parenti, ...)
in modo tale da far “sussultare” di felicità
il suo cuore.
dom 30 dic 07 (Now Playing)
gio 6 dic 07 (Now Playing)
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Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di
pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi
degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di
perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate
riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a
Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel
nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
San Paolo invita a fare ogni giorno scelte coraggiose, a vivere la nostra
vita con maggior consapevolezza e responsabilità. Ci insegna a vedere gli
altri non come nemici, ma come fratelli da rispettare, da amare e per i
quali ringraziare. Dio fa entrare nella nostra vita gli altri, con i loro volti e le
loro necessità. Se proviamo ad aprire il nostro cuore all'ascolto dell'altro, al
prenderci cura dell'altro, al dono, aiutati anche dalla forza che ci viene dalla
preghiera, scopriremo che amare e donare non possono che portare
gioia... perché un po' di profumo rimane sempre nella mano di chi ha
donato una rosa. E se ogni tanto ci sentiamo in difficoltà, ricordiamoci che
non siamo soli perché intorno a noi c'è la grande famiglia della Chiesa
che ci sostiene.
Lettera di San Paolo ai
Colossesi 3, 12-17
In chiusura di un anno e nella prospettiva di uno
nuovo, può essere utile fermarsi un momento per
fare il check-up della nostra vita fino ad oggi e
chiedersi: e io verso dove cammino? La strada che
sto percorrendo porta verso Dio? Voglio
incontrarlo? E in quest'ultimo anno mi sono
lasciato incontrare da Lui?
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Perciò chiunque ascolta
queste mie parole e le
mette in pratica è simile
a un uomo saggio che ha
costruito la sua casa sulla
roccia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si
abbatterono su quella
casa, ed essa non cadde,
perché era fondata
sopra la roccia.
Vangelo secondo
Matteo 7,21.24-27
Capita, a volte, di incontrare persone che, nonostante una vita difficile e ricca di eventi tragici, non
solo non crollano, ma addirittura diventano motivo di speranza per chi sta loro vicino. Una
nostra reazione istintiva è quella di pensare che sicuramente hanno una personalità
particolarmente forte, o hanno vicino delle persone speciali che danno loro il coraggio per
andare avanti, e ci diciamo che "loro sono fatti così, beati loro!", sottintendendo che noi mica
siamo dei supereroi come loro e che quindi non ce la potremmo mai fare a seguire il loro
esempio. Non dimentichiamo, però, che la nostra forza più grande non sta nelle nostre
povere qualità umane, così altalenanti e inaffidabili, ma nella decisione di fondare la nostra
vita sull'unica roccia che nemmeno il peggior tornado può far crollare: il Signore. Ogni altro
appiglio a cui possiamo scegliere di aggrapparci rischia di venir meno: i nostri entusiasmi si
spengono facilmente, gli amici possono abbandonare, la salute può venir meno, i gruppi si
possono disperdere... solo il Signore non passa mai, non tradisce mai, non cambia mai
idea! Non è facile ricordarlo, nei momenti difficili, ma stringerci a Lui con tutte le nostre forze è
l'unica vera àncora di salvezza, che nessuno potrà mai toglierci!
In questi giorni mi impegno a pregare per le persone che stanno vivendo un momento di "tempesta", perché possano aggrapparsi
a Dio, unica roccia solida
➢Gesù ci dice che ascoltare le sue parole e metterle in pratica è il nostro modo per costruire la casa della nostra vita sulla roccia solida della
sua amicizia. Perché non provare, anche oltre questo periodo di Avvento/Natale, a leggere con assiduità la Parola di Dio, cercando di capire
cosa vuole dire alla mia vita, a quali gesti e scelte mi invita?
➢
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gio 20 dic 07 (Now Playing)
sab 15 dic 07 (Now Playing)
19 of 36
Signore,ti vorrei pregare
affinché io riesca a cogliere al meglio
la tua chiamata "eccomi".
Fa' che non abbia paura
e riesca a portare
la testimonianza del tuo Amore.
Se incontrassi difficoltà,
aiutami a superarle.
Dammi la forza e la sicurezza di Maria
all'annuncio dell'angelo.
Ora metto nelle tue mani la mia giornata
e ti ringrazio. Amen
Impegno: in questa giornata mi
impegno a cercare di rispondere
"Eccomi" ai piccoli impegni che mi
affidi ogni giorno.
14 of 36
E i discepoli gli domandarono:
«Perché dunque gli scribi dicono che
prima deve venire Elia?» Egli
rispose: «Certo, Elia deve venire e
ristabilire ogni cosa. Ma io vi dico: Elia
è già venuto e non l'hanno
riconosciuto; anzi, gli hanno fatto
tutto quello che hanno voluto; così
anche il Figlio dell'uomo deve
soffrire da parte loro». Allora i
discepoli capirono che egli aveva
parlato loro di Giovanni il battista.
Vangelo secondo
Matteo 17, 10-13
Elia era un profeta. Un profeta è un segno della presenza di Dio in
mezzo al popolo, è un uomo afferrato da Dio, consacrato, messo da
parte per una missione: comunicare al mondo ciò che ha udito dal Signore.
Egli è anche disposto a pagare di persona per questo: come Gesù, tutti i
profeti nella Bibbia subiscono violenze fisiche, morali, psicologiche, fino alla
morte … Ma guai se i profeti non dicessero la verità, se proferissero
solo parole gradite agli uomini per avere plauso ed approvazione!
Come mi comporto quando gli altri mi attaccano o mi deridono per ciò che dico,
specialmente quando parlo di Dio? So rimanere fermo sulle mie posizioni, nella
verità? Riesco a rimanere sereno, conscio che il Signore mi sostiene e guida la mia
vita e la mia parola?
➢Quanto conta ciò che gli altri pensano di me? Ricordiamoci che L’uomo guarda
l’apparenza, il Signore guarda il cuore. (1 Sam 16,7).
➢
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi.
Solo Dio basta.
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Teresa d’Avila
ven 7 dic 07 (Now Playing)
sab 29 dic 07 (Now Playing)
6 of 36
In quel tempo, Gesù disse: "Io sono il
buon pastore. Il buon pastore offre
la vita per le pecore. Io sono il buon
pastore, conosco le mie pecore e le
mie pecore conoscono me, come il
Padre conosce me e io conosco il
Padre; e offro la vita per le pecore. E ho
altre pecore che non sono di
quest'ovile; anche queste io devo
condurre; ascolteranno la mia voce e
diventeranno un solo gregge e un
solo pastore.
Per questo il Padre mi ama:
perché io offro la mia vita, per poi
riprenderla di nuovo. Nessuno me la
toglie, ma la offro da me stesso, poiché
ho il potere di offrirla e il potere
di riprenderla di nuovo. Questo
comando ho ricevuto dal Padre mio".
Vangelo secondo
Giovanni 10, 11-18
Ho letto una volta che “siamo soli al mondo perché siamo unici”.
Spesso sentirci diversi, fuori dal gregge, ci rende orgogliosi di
essere riusciti ad emergere da una massa informe e incolore per
diventare unici. Il problema è che essendo colorati con una sfumatura
solo nostra, nessuno può sentire sempre ed esattamente quello che
sentiamo noi.
E’ così bello invece sapere che esiste un buon Pastore che mi
conosce, che sa sempre quello che provo e che mi capisce fino in fondo,
o, come direbbe Charlie Brown, “capisce anche perché mi piace la granita
alla menta senza menta”. Così sono libero di far parte del gregge, pur
continuando ad essere unico. Questo non impedisce al lupo di esistere e
avvicinarsi, ma quando succede ci dà la sicurezza di non esser soli,
perché il nostro Pastore si prende cura di noi e non ci abbandona.
Se applichi queste parole alla tua vita, in che cosa ti senti unico? Cosa
invece ti fa sentire parte del gregge? C’è un lupo di cui hai paura?
➢
28 of 36
A Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito
Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese
tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi
han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
Vangelo secondo Luca 2, 25-32
Luca ci presenta in questa pagina di Vangelo una figura stupenda, quella di
Simeone. Simeone è un uomo di fede, ormai vecchio. Una vita intera, la
sua, passata ad attendere il Messia. E finalmente l'oggetto della sua
attesa, il piccolo Gesù, incrocia il suo cammino. Simeone a ragione può
allora dire: "Ora posso anche morire": la speranza di una vita, l'incontro
col Salvatore, è divenuta realtà. Simeone è l'icona di coloro che attendono
e che continuano a sperare nonostante tutto, nonostante il tempo
passi e nulla sembri cambiare. Il suo merito è di non aver desistito, di
aver continuato a cercare, con gli occhi ormai quasi ciechi e, soprattutto,
col cuore, sicuro che Dio mantiene le promesse. Le parole di
Simeone (conosciute anche come il "Nunc dimittis") sono diventate le
parole con cui i cristiani ogni giorno concludono la preghiera serale dei
salmi, ringraziando Dio per le meraviglie operate durante la giornata.
Qual è il desiderio più importante, l'attesa più
struggente che mi porto nel cuore?
➢Perdo facilmente la speranza? Sono capace di
attendere, senza abbattermi, senza arrendermi?
➢Quali segni di salvezza, nella mia vita, posso già
scorgere oggi?
➢Questa
sera concluderò la mia giornata
ringraziando Dio con le parole di Simeone.
➢
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dom 16 dic 07 (Now Playing)
gio 20 dic 07 (Now Playing)
15 of 36
Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo,
mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o
dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò
che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi
sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la
buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me».
Vangelo secondo Matteo 11, 2-11
Ai giorni nostri una affermazione così ci sembra esagerata, chi mai potrebbe
scandalizzarsi di Gesù? Si può credere o non credere ma arrivare a tanto? Invece
Egli, a quel tempo, era “alternativo”, andava contro alcune leggi, guariva di sabato,
tutte azioni che provocavano scandalo. Così Gesù ci mette alla prova: se
vogliamo seguirlo non dobbiamo scandalizzarci né di Lui né di chi fa come Lui. Egli ci
invita ad essere i più piccoli, ad essere servi, a non vergognarci di annunciare la
buona novella, anche ai poveri, a coloro che sembrano non “meritarsela”. Egli è
presente tra di noi sempre, quando accadono le piccole cose straordinarie
quotidiane: un bambino che sorride, due compagni che si aiutano. E’ questo che
Gesù cerca di dirci: saremo beati solo quando non avremo più paura di seguirlo e di
mettere in pratica ciò che Lui ci ha insegnato, anche se andrà contro la corrente del
momento.
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BEATI NOI GIOVANI
Se avremo il coraggio dell’autenticità
Quando falsità e compromesso sono
Più comodi: la verità ci renderà liberi.
Se costruiremo la giovinezza
Nel rispetto della vita e nell’attenzione
Dell’ uomo in un mondo malato
d’egoismo:
daremo testimonianza di amore.
Se, in una società deturpata dall’odio
E dalla violenza, sapremo accogliere
E amare tutti, saremo costruttori
E artigiani della pace: “I giovani
E la pace camminano insieme.”
(…)
Se avremo il coraggio
Di dire in famiglia, nella scuola,
tra gli amici che Cristo è la certezza:
saremo sale della terra.
19 of 36
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una
vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La
vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il
Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso
avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato
grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo».
Vangelo secondo Luca 1, 26-38
Dopo aver visto il film sulla natività ho riflettuto su che cosa deve aver voluto dire, per Maria, quell'eccomi pronunciato all'angelo.
La donna risponde senza esitazione, né paura, fidandosi completamente di Dio e dei suoi progetti. Anche se era una
grandissima responsabilità, ha trovato un ammirevole coraggio. Oltretutto ha avuto ha avuto numerose difficoltà: prima di tutto
spiegare la situazione ai genitori e soprattutto a Giuseppe, il quale pensava inizialmente di essere stato tradito, poi il viaggio che ha
dovuto intraprendere con lo sposo a Betlemme e infine i rischi che ha corso una volta nato il bambino. La domanda mi è sorta
spontanea: io avrei accettato?
Non so se, accettando, sarei stata capace di riuscire a portare a termine questo compito. Maria era una donna speciale,
diversa da tutte le altre. Questo pero non vuol dire che noi non possiamo dare un piccolo aiuto e voltare le spalle a Dio e
giustificandoci dicendo: "Io non sono come Maria!". Dovremmo impegnarci a trovare la forza di dire "Eccomi" anche noi, anche nelle
piccole cose quotidiane, a casa, a scuola, in parrocchia, Può essere proprio quell'"Eccomi" in più che può cambiare la vita a noi e alle
persone che ci circondano.
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ven 28 dic 07 (Now Playing)
ven 7 dic 07 (Now Playing)
27 of 36
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e
sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode,
perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo
territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto
per mezzo del profeta Geremia:
Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
Vangelo secondo
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
Matteo 2, 13-18
Oggi è la festa dei Santi innocenti. Nel Vangelo si ricordano, in
particolare, i bambini. Quanti bambini innocenti passano oggi
davanti ai nostri occhi, quanti ne abbiamo sentiti alla televisione,
forse ne abbiamo anche conosciuti. Sono i bambini soldato, i
bambini costretti a prostituirsi, quelli sfruttati nel lavoro, quelli
vittime di violenze che costano loro anche la vita. Ma sono anche
quelli che non hanno mai potuto vedere la luce del sole, perché
non è stata data loro neanche la possibilità di nascere.
Prova ad avere una sensibilità particolare, nella giornata di
oggi, per i bambini innocenti che hai modo di vedere attorno a
te. Dedica un’intenzione di preghiera per un bambino innocente
o per un gruppo di bambini innocenti che ti ha particolarmente
colpito e un’altra per ringraziare di avere accanto una persona
(amici, parenti,…) che ti vuole bene.
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6 of 36
Congresso del MSAC e Festa di Natale
Questo pomeriggio si terrà al Circolino di Saint-Martin alle ore 17 il
congresso del Movimento Studenti, l’appuntamento più importante
della vita associativa del MSAC. Saranno infatti eletti da parte degli
studenti ( e tra gli studenti ) i nuovi responsabili.
Sarà inoltre un momento di festa per ricordare con gioia
tutte le iniziative che in questi due anni il MSAC ha organizzato.
Insomma, partecipa e invita a partecipare, si tratta di un’iniziativa
per te probabilmente unica (il congresso si svolge una volta ogni 3
anni).
Seguirà la cena e una serata di gioco!
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mer 19 dic 07 (Now Playing)
lun 17 dic 07 (Now Playing)
18 of 36
E’ così difficile scegliere il lavoro che faremo da grandi
è così difficile pensare al nostro domani
Signore aiutaci a capire qual è la strada giusta per noi,
ma soprattutto aiutaci a capire chi vogliamo diventare
in modo da poter dire
“non so ancora che cosa farò da grande,
ma so che tipo di persona voglio essere”.
Impegnarsi a non vedere solo le cose che nella
nostra vita non vanno come dovrebbero andare, ma
ad accorgersi di almeno una cosa che noi diamo per
scontata ma che nella nostra vita è importante. A fine
giornata spesso si è tristi perché qualcosa è andato
storto… allora si è depressi fino al giorno dopo…
oggi invece, oltre a imprecare per tutto quello che non
va, possiamo fermarci a pensare a qualcosa che è
andato bene, che sicuramente c’è, però noi non ce ne
accorgiamo perché lo diamo per scontato.
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16 of 36
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo [...] Giacobbe generò
Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di
quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici;
dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.
Vangelo secondo Matteo 1, 1-17
Nel brano di Matteo, possiamo notare come la genealogia mette in evidenza la
continuità tra la storia d'Israele e la missione di Gesù. Nomi su nomi, alcuni
sconosciuti, altri più noti, come Abramo o Davide; l'intento di Matteo, ebreo, è
chiaro: dimostrare ai destinatari del suo Vangelo, ebrei, che Gesù realizza la
condizione principale del Messia secondo le profezie: provenire dalla discendenza di
Abramo e di Davide, cioè testimoniare la fedeltà della promessa fatta ad
Abramo e alla sua discendenza. Per noi oggi, questa genealogia che all’apparenza
non dice nulla, in realtà ci rivela qualcosa di straordinario: Dio si lega alla
storia degli uomini e non alla storia degli imperatori e degli eroi, ma a quella
minore e fragile di un piccolo sperduto popolo del Medio Oriente. Dio riempie di
salvezza la nostra piccola storia, la nostra quotidianità, non aspetta i grandi
eventi, le frasi eclatanti, ricordiamocelo sempre!
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Quante volte io mi ricordo dell’amore
che Dio mi dà?
➢Ho mai riflettuto sul fatto che Dio non ha
scelto di entrare nella vita di grandi
persone, ma di gente come noi?
➢
Domandiamo al Signore di ricordarci in
ogni momento che a Lui non importa
come noi vogliamo apparire, perché ci
conosce all’interno, e ci ritiene speciali
così come siamo, perché siamo noi
stessi!
In questa giornata quindi, come
Gesù, cerchiamo di non giudicare le
persone dalle apparenze, ma
impegniamoci a conoscerle almeno un
po’, e solo in seguito diamo dei giudizi
positivi o negativi che siano. E non
scordiamo mai che il Signore ci ama e ci
protegge sempre!
sab 8 dic 07 (Now Playing)
gio 27 dic 07 (Now Playing)
7 of 36
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della
casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava
che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un
figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo
padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te:
nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E
l’angelo partì da lei.
Oggi è la festa dell’Immacolata concezione di Maria. Il vangelo ci mette proprio davanti alla
giovane Maria. Immacolata, senza macchia, non è stata toccata dal peccato originale. Maria è
la giovane che all’annuncio dell’angelo è già “piena di grazia” e viene a sapere che nella sua
storia, fin dall’inizio, era scritta una responsabilità non comune. E lei è una giovane
responsabile, capace cioè di rispondere con un sì che impegna tutta se stessa,
accogliendo il mistero di una vita. Maria, però, non aveva chiaro nulla, non aveva davanti a
sé tutto l’orizzonte della storia della salvezza nel quale si inseriva la sua vita. Eppure con
fiducia dice sì. Chiediamole allora, con forza, di esserci d’esempio e di aiutarci ad essere
giovani responsabili, capaci di rispondere sì a progetti di vita esigenti di cui non si intravede mai
bene tutto il percorso. Sembra paradossale, ma dire sì al Signore senza sapere, come fa
Maria, non è incoscienza, ma piena coscienza, consapevolezza che accogliere la volontà di Dio
è pienezza per la nostra vita.
Vangelo secondo Luca
1, 26-38
Alla fine di questa giornata rileggo il
vangelo di oggi e affido a Maria tutti i
miei progetti e tutte le speranze che
porto nel cuore, dicendo l’Ave Maria.
➢
26 of 36
Che cosa c'è al "principio" della mia vita? Su che
cosa baso la mia vita?
➢Credo che Dio si sia fatto visibile, vicino, anche
per me? Vivo la mia fede come un incontro?
➢Come annuncio la mia fede?
➢
Marie le regarde et elle pense: «Ce Dieu est mon enfant.
Cette chair divine est ma chair. Il est fait de moi, il a mes
yeux, et cette forme de sa bouche c'est la forme de la
mienne. Il me ressemble. Il est Dieu et il me ressemble.
Et aucune femme n'a eu de la sorte son Dieu pour elle
seule. Un Dieu tout petit qu'on peut prendre dans ses
bras et couvrir de baisers, un Dieu tout chaud qui sourit
et qui respire, un Dieu qu'on peut toucher et qui vit. Et
c'est dans ces moments-là que je peindrais Marie, si
j'étais peintre, et j'essaierais de rendre l'air de
hardiesse tendre et de timidité avec lequel elle avance le
doigt pour toucher la douce petite peau de cet enfantDieu dont elle sent sur les genoux le poids tiède et qui lui
sourit.
J. P. Sartre
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mar 18 dic 07 (Now Playing)
mer 19 dic 07 (Now Playing)
17 of 36
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di
Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del
Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua
sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo
chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Destatosi dal sonno,
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Dio, in ogni modo ti sei fatto
vicino:
Nella tua eternità ogni giorno
vuoi sacrificarti
per me, per lui, per lei...
Ogni giorno ti fai uomo anche
perme, per il politico in tv, per il
Vangelo secondo Matteo 1, 18-24 soldato che spara.
Di primo impatto la cosa che mi colpisce di più in questo brano è il fatto che nella sua missione Ogni giorno e notte accetti la
Dio desideri andare fino in fondo: non vuole semplicemente incarnarsi, vuole avere una nostra umanità fino in fondo,
famiglia, composta da due genitori, come ogni uomo è nato da due genitori. Questa che a e sai benissimo cosa
prima vista potrebbe sembrare una banalità, dopo un esame più attento diventa chiaro che significhi.
Tu hai scelto di essere
sia, oltre che un miracolo, anche uno sforzo di Dio ad essere come noi senza eccezioni, l'Emmanuele, il Dio che sta
dall'inizio alla fine. Far parte di una famiglia significa condividere gioie e dolori, essere vicino all'uomo sempre
disposti ad imparare, dover sopportare, nella maggior parte dei casi, la morte di un genitore perché lo conosce e lo ama.
(evento che non verrà risparmiato a Gesù per la sua divinità). Dio dunque si sacrifica Ricorda a noi uomini l'unica
volontariamente scegliendo una vita normale, escogitando il parto di una vergine per cosa che ci hai chiesto: volerti
garantire la sua vera natura agli uomini, giustamente stupefatti e increduli: non a caso questo dire di sì o di no.
Dio, disposto a sacrificarsi fin dall'inizio per noi, è l'Emmanuele, il Consolatore che ci salva dalle
nostre tristezze, se noi lo vogliamo.
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18 of 36
Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria e
aveva in moglie Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano
irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli,
perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre
Zaccaria officiava davanti al Signore, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per
fare l'offerta dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla
destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da
timore. Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata
esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni».
Zaccaria disse all'angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e
mia moglie è avanzata negli anni». L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che
sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio».
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni
Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:
«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di
togliere la mia vergogna tra gli uomini».
Vangelo secondo Luca 1, 5-25
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Elisabetta e Zaccaria sono sempre stati
molto religiosi… eppure il loro più
grande desiderio, quello di avere un
figlio, stentava ad essere esaudito. A
loro alla fine è andata bene, ma quante
persone vedono rifiutarsi i propri
desideri, vedono chiudersi le porte dei
propri sogni… ma Dio ha un suo
progetto per ognuno di noi.
Anche il nostro destino è scritto
da qualche parte… non resta che
scoprirlo. Non è proprio “facile” come
per i profeti… ma se la vita non fosse
accompagnata da qualche mistero,
sarebbe
sicuramente
meno
affascinante.
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iBelieve gio 27 dic 07 (Now Playing)