IN iEME i INS S EME UNITÀ PASTORALE ALTA VAL SERINA 03 - Luglio - Settembre 2011 Ciclostilato in proprio, distribuito gratuitamente Prima Confessione, Chiesa di S. Bartolomeo, 30 Aprile. Prima Comunione, Chiesa di S. Maria Maddalena, 8 Maggio. Cresima, Chiesa di S. Maria Immacolata, 15 Maggio. Maggio 2011 Sacramenti dell‘iniziazione cristiana INS iEME ANAGRAFE PARROCCHIALE N E L L A ZAMBELLINI SUOR MANSUETA di anni 82 defunta il 31/01/2011 (Melegnano) NESPOLI NATALE di anni 81 defunto il 22/05/2011 (Zambla Bassa) RIZZI VANNA IN CERONI di anni 69 defunto il 13/06/2011 (Oltre il Colle) V I T A E T E R N A TIRABOSCHI GUGLIELMINA di anni 85 defunto il 17/03/2011 (Nembro) EPIS ELSA di anni 52 defunta il 25/05/2011 (Oltre il Colle) RIZZI GIOVANMARIA di anni 88 defunto il 27/06/2011 (Zambla Bassa) 2 TIRABOSCHI GILDO di anni 81 defunto il 28/04/2011 ( ) VITTORIO VALLE VALLOMINI di anni 70 defunto il 3/06/2011 (Oltre il Colle) DORALICE EPIS POLLI VED. ZANNI di anni 90 defunta il 30/06/2011 (Cantoni d’Oneta) INS iEME PREGHIERA DEL CACCIATORE Ti lodiamo, Signore, perché dai vita all‟acqua, ai boschi, ai fiori, agli animali, alle pianure, alle montagne ed al sole che illumina. E Ti lodiamo perché ci doni di giungere alle nevi bianche ed alle paludi,camminare nelle pianure e salire le colline e perché ci fai continuamente comprendere la bellezza della Tua Creazione. Ti lodiamo Signore perché dai nostri capanni di caccia ci fai partecipare al misterioso migrare degli uccelli; perché ci concedi di vedere caprioli e camosci sui monti, l‟aquila e il falco nel cielo e quante altre creature sono nel mondo a Tua gloria. Perdonaci, Signore, se talvolta le sacrifichiamo alla nostra passione, ma la loro esistenza ci fa capire la Tua generosità, ci dispone al rispetto dei Tuoi beni ed alla riflessione. Sii lodato, Signore, per la pace che ci donano le montagne, pianure, boschi e paludi, ed i pensieri che ci suscitano: scrutando la natura ed ascoltandone la voce impariamo a ritrovarTi nell‟abisso del nostro spirito. E se un giorno Tu volessi farci restare fra loro, accogli, nella Tua infinita misericordia, la nostra anima di peccatori ma a Te più vicina. TIRABOSCHI MARIO di anni 59 defunto il 21/03/2011 (Oltre il Colle) Con Approvazione Ecclesiastica 05 aprile 1991. La preghiera è stata benedetta dal Santo Padre in occasione del Giubileo dei Cacciatori. Mariolino, la nosta fede cristiana la dìs che en risusciterà perciò ariedis. ‗Nsè sigür che la proidenza che töt la et e a töt la pensa l‘avrà preparat söi mucc del Paradis u tabiot eterno per te ‗ndo ndà a cassa tocié dé. Ciao Mariolino che la téra la ta sies dulsa. Papà, dopo 3 anni di sofferenza ma anche di lotta per raggiungere gli obiettivi che ci fissavamo: accompagnare Nadège all‘altare, festeggiare i tuoi 50 anni di matrimonio nel 2009, la tua tanta attesa grigliata alla ―Femlina‖ con i tuoi famigliari nel 2010, anche se i medici erano contrari alla tua venuta in Italia; ci hai lasciati perché quest‘ultimo intervento non è andato come volevi tu. Ci hai lasciato con serenità e noi dobbiamo accettare le tue volontà. All‘età di 19 anni, sei partito in Francia a lavorare come muratore e lì, hai costruito la tua casa, casa sempre aperta a parenti ed amici, non solo tuoi ma anche dei tuoi figli che la considerano tutt‘ora, per qualcuno di loro, come la loro seconda casa. Dovunque tu sia, sarai sempre nei nostri cuori, la nostra mente, perché ognuno di noi ha qualcosa a casa sua che ci ricorda di te. Yvette Dopo una lunga vita, colpita dal grande dolore per la perdita di una figlia, si è serenamente spenta EPIS OSCAR di anni 75 defunto il 28/04/2011 (Caluire - Francia) ANTONIA EPIS, vedova di Alfredo Tirboschi. A tutti coloro che l‘hanno conosciuta mancherà il suo sorriso mite e la sua parola sempre cordiale. EPIS ANTONIA VED. TIRABOSCHI di anni 90 defunta il 27/03/2011 (Zambla Alta) 3 INS iEME Cara nonna, hai voluto raggiungere il tuo sposo, il nonno Guerino, lo stesso giorno in cui ti sei sposata 60 anni fa. La tua vita è stata molto intensa, costellata da momenti intensi di gioia, ma anche di altri segnati da tanta sofferenza. Sei sempre stata una donna forte animata da grande senso del dovere e da grande spirito d‘altruismo sempre pronta a dare consigli a tutti Noi tuoi nipoti e ad aiutare chiunque era in difficoltà. Molte sono gli insegnamenti che ci hai lasciato: - L‘importanza di condurre una vita semplice, ma vera, volta a valorizzare le piccole cose quotidiane. Come non ricordare le splendide giornate passate alla cascina in Gremsolino - L‘importanza del lavoro e dell‘impegno quotidiano. Non eri mai stanca quando eri impegnata nei lavori da contadina che tanto amavi - L‘importanza di avere sempre coraggio delle proprie azioni. A volte eri RIZZI CAMILLA VED. RIZZI severa, ma sempre dicevi ciò che pensavi senza usare parole di convenienza di anni 85 - L‘importanza di non sprecare le cose. Non eri schiava delle cose defunta il 14/04/2011 materiali, ma non sopportavi che venissero sprecate proprio perché nella (Zambla Bassa) vita avevi provato momenti difficili soprattutto nella tua gioventù durante la guerra - L‘importanza di superare il proprio egoismo per essere pronti ad aiutare gli altri nel bisogno - L‘importanza della preghiera. Sin da piccoli ci hai insegnato a pregare facendoci capire il valore della preghiera . Non potremo mai dimenticare quante volte ti abbiamo osservato mentre pregavi e sfogliavi il libro delle preghiere ormai ingiallito negli anni. Per tutti questi insegnamenti che ci hai lasciato cara nonna ti ringraziamo e chiediamo di continuare a guidarci dal cielo insieme al nonno Guerino. A N N I V E R S A R I O Attorniati da figli, nipoti e amici, il primo Maggio 2011 Caterina e RiccarRiccardo Valle hanno festeggiato il loro 50° di matrimonio. 4 INS B iEME A T T E S I M I Pandolfi Greta, di Diego e Prompicai Stefania Nata il 23 Maggio 2010 Battezzata il 26 Settembre 2010 a Oltre il Colle Cavagna Mauro, di Mattia e Palazzi Veronica Nato il 23 Maggio 2010 Battezzato il 26 Settembre 2010 a Oltre il Colle Scolari Simone, di Ugo e Palazzi Marta Nato l’11 Gennaio 2011 Battezzato il 22 Maggio 2011 a Zorzone Mattia Parravicini, di Pierluigi e Manenti Rita Nato il 17 Gennaio 2011 Battezzato il 15 Maggio 2011 a Oltre il Colle Piantoni Martina, di Matteo e Carrara Rosanna Nata il 22 Marzo 2011 Battezzata il 22 Giugno 2011 a Oltre il Colle Vimercati Evan, di Maurizio e Palazzi Viviana Nato il 3 Marzo 2011 Battezzato il 17 Luglio 2011 a Oltre il Colle 5 INS M iEME A T R I M O N I O Carrara Marzia e Cavagna Daniele coniugati il 2 Luglio 2010 nella Chiesa di S. Maria Maddalena in Zambla 6 INS iEME MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA XLVIII GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. 15 MAGGIO 2011 - IV DOMENICA DI PASQUA Cari fratelli e sorelle! La XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che sarà celebrata il 15 maggio 2011, quarta Domenica di Pasqua, ci invita a riflettere sul tema: ―Proporre le vocazioni nella Chiesa locale‖. Settant‘anni fa, il Venerabile Pio XII istituì la Pontifìcia Opera per le Vocazioni Sacerdotali. In seguito, opere simili sono state fondate dai Vescovi in molte diocesi, animate da sacerdoti e da laici, in risposta all'invito del Buon Pastore, il quale, ―vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore‖, e disse: ―La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate, dunque, il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe!‖ (Mt 9,36-38). L‘arte di promuovere e di curare le vocazioni trova un luminoso punto di riferimento nelle pagine del Vangelo in cui Gesù chiama i suoi discepoli a seguirlo e li educa con amore e premura. Oggetto particolare della nostra attenzione è il modo in cui Gesù ha chiamato i suoi più stretti collaboratori ad annunciare il Regno di Dio (cfr Lc 10,9). Innanzitutto, appare chiaro che il primo atto è stata la preghiera per loro: prima di chiamarli, Gesù passò la notte da solo, in orazione ed in ascolto della volontà del Padre (cfr Lc 6,12), in un’ascesa interiore al di sopra delle cose di tutti i giorni. La vocazione dei discepoli nasce proprio nel colloquio intimo di Gesù con il Padre. Le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di un'insistente preghiera che si eleva al ―Padrone della messe‖ sia nelle comunità parrocchiali, sia nelle famiglie cristiane, sia nei cenacoli vocazionali. Il Signore, all‘inizio della sua vita pubblica, ha chiamato alcuni pescatori, intenti a lavorare sulle rive del lago di Galilea: ―Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini‖ (Mt 4,19). Ha mostrato loro la sua missione messianica con numerosi ―segni‖ che indicavano il suo amore per gli uomini e il dono della misericordia del Padre; li ha educati con la parola e con la vita affinché fossero pronti ad essere continuatori della sua opera di salvezza; infine, ―sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre‖ (Gv 13,1), ha affidato loro il memoriale della sua morte e risurrezione, e prima di essere elevato al Cielo li ha inviati in tutto il mondo con il comando: ―Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli‖ (Mt 28,19). È una proposta, impegnativa ed esaltante, quella che Gesù fa a coloro a cui dice ―Seguimi!‖: li invita ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare da vicino la sua Parola e a vivere con Lui; insegna loro la dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno secondo la legge del Vangelo: ―Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto‖ (Gv 12,24); li invita ad uscire dalla loro volontà chiusa, dalla loro idea di autorealizzazione, per immergersi in un‘altra volontà, quella di Dio e lasciarsi guidare da essa; fa vivere loro una fraternità, che nasce da questa disponibilità totale a Dio (cfr Mt 12,49-50), e che diventa il tratto distintivo della comunità di Gesù: ―Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri‖ (Gv 13,35). Anche oggi, la sequela di Cristo è impegnativa; vuol dire imparare a tenere lo sguardo su Gesù, a conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a conformare la propria volontà alla Sua. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione per quanti si preparano al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, sotto la guida delle competenti autorità ecclesiali. Il Signore non manca di chiamare, in tutte le stagioni della vita, a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e nella vita consacrata, e la Chiesa ―è chiamata a custodire questo dono, a stimarlo e ad amarlo: essa è responsabile della nascita e della maturazione delle vocazioni sacerdotali‖ (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsinodale Pastores dabo vobis, 41). Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da ―altre voci‖ e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ogni comunità cristiana, ogni fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza l‘impegno di promuovere le vocazioni. È importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perché sentano il calore dell‘intera comunità nel dire il loro ―sì‖ a Dio e alla Chiesa. Io stesso li incoraggio come ho fatto con coloro che si sono decisi ad entrare in Seminario e ai quali ho scritto: ―Avete fatto bene a farlo. Perché gli uomini avranno sempre bisogno di Dio, anche nell‘epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si è mostrato in Gesù Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale, per imparare con Lui e per mezzo di Lui la vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i criteri della vera umanità‖ (Lettera ai Seminaristi, 18 ottobre 2010). Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, edu7 INS iEME cando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani - come Gesù fece con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare l‘ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture; a comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la verità più profonda su se stessi; a vivere la gratuità e la fraternità nei rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi all‘amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni. ―Proporre le vocazioni nella Chiesa locale‖, significa avere il coraggio di indicare, attraverso una pastorale vocazionale attenta e adeguata, questa via impegnativa della sequela di Cristo, che, in quanto ricca di senso, è capace di coinvolgere tutta la vita. Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli nell‘Episcopato. Per dare continuità e diffusione alla vostra missione di salvezza in Cristo, è importante ―incrementare il più che sia possibile le vocazioni sacerdotali e religiose, e in modo particolare quelle missionarie‖ (Decr. Christus Dominus, 15). Il Signore ha bisogno della vostra collaborazione perché le sue chiamate possano raggiungere i cuori di chi ha scelto. Abbiate cura nella scelta degli operatori per il Centro Diocesano Vocazioni, strumento prezioso di promozione e organizzazione della pastorale vocazionale e della preghiera che la sostiene e ne garantisce l‘efficacia. Vorrei anche ricordarvi, cari Confratelli Vescovi, la sollecitudine della Chiesa universale per un‘equa distribuzione dei sacerdoti nel mondo. La vostra disponibilità verso diocesi con scarsità di vocazioni, diventa una benedizione di Dio per le vostre comunità ed è per i fedeli la testimonianza di un servizio sacerdotale che si apre generosamente alle necessità dell‘intera Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha ricordato esplicitamente che ―il dovere di dare incremento alle vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunità cristiana, che è tenuta ad assolvere questo compito anzitutto con una vita perfettamente cristiana‖ (Decr. Optatam totius, 2). Desidero indirizzare quindi un fraterno e speciale saluto ed incoraggiamento a quanti collaborano in vario modo nelle parrocchie con i sacerdoti. In particolare, mi rivolgo a coloro che possono offrire il proprio contributo alla pastorale delle vocazioni: i sacerdoti, le famiglie, i catechisti, gli animatori. Ai sacerdoti raccomando di essere capaci di dare una testimonianza di comunione con il Vescovo e con gli altri confratelli, per garantire l‘humus vitale ai nuovi germogli di vocazioni sacerdotali. Le famiglie siano ―animate da spirito di fede, di carità e di pietà‖ (ibid.), capaci di aiutare i figli e le fìglie ad accogliere con generosità la chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata. I catechisti e gli animatori delle associazioni cattoliche e dei movimenti ecclesiali, convinti della loro missione educativa, cerchino ―di coltivare gli adolescenti a loro affidati in maniera di essere in grado di scoprire la vocazione divina e di seguirla di buon grado‖ (ibid.). Cari fratelli e sorelle, il vostro impegno nella promozione e nella cura delle vocazioni acquista pienezza di senso e di efficacia pastorale quando si realizza nell‘unità della Chiesa ed è indirizzato al servizio della comunione. È per questo che ogni momento della vita della comunità ecclesiale - la catechesi, gli incontri di formazione, la preghiera liturgica, i pellegrinaggi ai santuari - è una preziosa opportunità per suscitare nel Popolo di Dio, in particolare nei più piccoli e nei giovani, il senso di appartenenza alla Chiesa e la responsabilità della risposta alla chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata, compiuta con libera e consapevole scelta. La capacità di coltivare le vocazioni è segno caratteristico della vitalità di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza l‘aiuto della Vergine Maria, perché, con l‘esempio della sua accoglienza del piano divino della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere all‘interno di ogni comunità la disponibilità a dire ―sì‖ al Signore, che chiama sempre nuovi operai per la sua messe. Con questo auspicio, imparto di cuore a tutti la mia Apostolica Benedizione. Dal Vaticano, 15 novembre 2010 8 INS iEME Don Massimo Epis nuovo preside della Teologia del Seminario di Bergamo preoccupazione insieme, – dichiara don Epis – succedendo a queste due grandi figure della Chiesa bergamasca. Monsignor Bertuletti, nella Scuola di teologia, è stato molto di più che un preside, perché ha saputo fondere in questi anni istituzione e carisma». Uomo di grande intelligenza, profondo e rigoroso, capace di far dialogare il pensiero classico con quello contemporaneo, la sua passione per lo studio, che lo accompagna da decenni, è la sua vita. «Un grande preside – commenta don Epis –. Monsignor Bertuletti è stato, è e rimane un grande maestro». È don Massimo Epis il nuovo preside della Scuola di teologia del Seminario di Bergamo. Succede a monsignor Angelo Bertuletti, preside dal 1981, insegnante e fine studioso nel campo della teologia e della filosofia. [...] Ora l'avvicendamento con don Massimo Epis, anch'egli laureato in Teologia e Filosofia. Quarantasette anni, nativo di Oltre il Colle, ordinato sacerdote nel 1988, è anch'egli insegnante in Seminario e docente alla Facoltà di Milano. È stato amministratore parrocchiale di Sant'Antonio Abbandonato dal 1991 al 1993, coadiutore festivo di Brembilla dal 1994 al 1997, di Berbenno dal 1997 al 2006 e di Lallio dal 2006. Sarà di fatto il terzo preside della Scuola di teologia di Bergamo. Da quando la Scuola è affiliata alla Facoltà teologica di Milano, due soli sono stati i suoi predecessori, monsignor Roberto Amadei, preside fino al 1981, e monsignor Angelo Bertuletti. «È un incarico che assumo con gratitudine e Da “L‟eco di Bergamo” di Venerdì 22 Luglio 2011. Comunicazioni dall‘A.M.A. Indirizzi Internazionali dei nostri missionari aggiornato al 24 Giugno 2011 Nome Cognome Posta Elettronica Padre Aldo Balzi - Catholic Church - P. O. Box 221/2 - Bedele - Illubabor Etiopia Padre Marco Ceroni - Rua 13 - n° 199 - Jaraguà I - 39404 - 212 - Montes [email protected] Claros - Brasile Suor Maddalena Manenti - P. O. Box 31832 - Lusaka - Zambia [email protected] Don Pierluigi Manenti - Calle Passeo - 812 - 95100 Guantanamo - Cuba [email protected] Padre Dante Bertolazzi - Av. Pe. Manoel da Norberga 1046 - C. P. 95 [email protected] 68908-030 - Macapà - AP - Brasile Padre Raffaele Manenti - PIME House 69/13 - MOO 1 - Tivanon Road Ban [email protected] Mai - Pakkret - Nonthaburi - 11120 - Tailandia Adriana Valle - Rua Pauline Gogler 61 - 06730 - 000 - S. Paolo - Brasile [email protected] Suor Valentina Rizzi - Josè Francisco Acosta 1949 - Villa Argentina 5006 [email protected] Còrdoba - Argentina Suor Eugenia Valle - Comboni Sisters Lavington Aerea - P. O. Box 25736 00603 - Nairobi - Kenia 9 i INS EME Nuovi ministri straordinari della Comunione per una Chiesa ministeriale. Da “37° Sinodo della Chiesa di Bergamo. Costituzioni sinodali”, Litostampa Istituto Grafico, Bergamo 2007, pp.61-62: Signore. Queste persone da me contattate hanno sostenuto un corso condotto da alcuni sacerdoti della Diocesi. Dopo di che ho mandato al Vescovo la domanda di ammissione al ministero. Ad oggi siamo in attesa della risposta. Quando arriverà ci sarà nelle parrocchie il rito del mandato e potrà cominciare il servizio effettivo. Le persone da me individuate sono: Collaborazione in forma personale o in gruppo: ministerialità diffusa 56. Nella comunità cristiana non sono mai mancati e non mancano uomini e donne, religiosi e laici, disponibili a farsi carico di compiti di carità e di assistenza, di culto e di educazione cristiana, di attività pratiche e organizzative. Ciò può avvenire mediante un incarico svolto in forma individuale o in gruppi. Le situazioni sempre più diverse e complesse dell‘odierna società e la necessità di risposte più attente alle persone e agli aspetti relazionali sollecitano nuove figure ministeriali al servizio della parrocchia, nel campo catechistico e in quello liturgico, nell‘animazione caritativa e nella pastorale familiare. Si promuovano forme di ministero straordinario da affidare, secondo i riti prescritti e le norme della legge universale e particolare, con l‘autorizzazione del Vescovo, a persone debitamente preparate, distinte per la vita cristiana, la fede e la condotta e che abbiano una congrua formazione liturgica e biblica. Ciò che già avviene nella nostra diocesi, per esempio, con i ministri straordinari della comunione, per facilitare l‘accostamento alla S. Comunione degli ammalati e degli anziani, impediti di partecipare alla Messa. Per la parrocchia di Oltre il Colle: Manenti Oriella, Ceroni Francesco (Tonino), Ghilardi Luisella, che si aggiungono a Cortinovis Mariangela. Per la parrocchia di Zambla: Rizzi Mario, Valle Elisa, Tiraboschi Giacomina, che si aggiungono a Blacut Elvira. Per la parrocchia di Zorzone: Dolci Paolo, Carrara Gianna, Palazzi Vittoria, che si aggiungono a Palazzi Natale e Palazzi Dario. D. Augusto + S.E.Rev.ma Mons. Amadei Roberto. Nelle nostre parrocchie sono già presenti alcuni ministri straordinari della Comunione. Essendo però elevato il numero delle persone che chiedono di potersi comunicare in casa a causa della salute malferma (parliamo di circa 40 anziani e/o ammalati), ho ritenuto opportuno chiamare a questo ministero altre persone per ―rafforzare‖ il servizio. Sarebbe bello poter portare la Comunione tutte le domeniche a tutti i malati, ma per fare questo occorrono molti ―operai‖ nella messe del 10 INS iEME Pensieri dei ragazzi della Cresima e della Prima Comunione Abbiamo riportato, in queste brevi frasi, le testimonianze dei bambini che hanno ricevuto il sacramento dell‟eucarestia. Queste sono le riflessioni dei ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. JACOPO: quando ho ricevuto la Cresima ho provato tanta emozione. So che se voglio migliorare, se voglio cambiare, devo mettere tutta la mia volontà e Dio mi aiuterà. Ho capito che devo davvero impegnarmi se voglio dare l‘esempio. Sento che lo Spirito Santo mi sta aiutando e io voglio cambiare. ALESSIA: grazie Gesù, perché mi hai regalato il dono più bello della vita e sarai per sempre vicino a me. Grazie perche sei entrato nel mio cuore che adesso è pieno di felicità e purezza. ANDREA: grazie Gesù, perché sei entrato nel mio cuore e potrai starmi vicino ed aiutarmi, Tu, tua madre Maria e il tuo padre S. Giuseppe. LORENA: il giorno della Cresima ho provato, nel momento di ricevere lo Spirito Santo, grande gioia e agitazione perché ero contentissima di riceverlo. ASIA: grazie Gesù, perché il giorno della mia Prima Comunione è stata una bellissima giornata e per la prima volta sei entrato nel mio cuore. Il momento più bello è stato quando ho ricevuto il corpo e il sangue di Gesù. ADOLFO: quando ho ricevuto lo Spirito Santo ho sentito tanta gioia. LORENZO, ANNA, LARISA, DAVIDE, PAOLO: ricevere la S. Cresima è stato un evento commemorabile, abbiamo provato felicità, allegria, entusiasmo ed emozione. Nel nostro corpo non è cambiato niente, ma la nostra anima è migliore. DANIEL: mi è piaciuto moltissimo il momento in cui ho ricevuto il corpo e il sangue di Gesù. Voglio ringraziare Gesù e Maria perché è stata una bella festa e c‘erano tante persone con noi. SARA: grazie Gesù perché ho ricevuto la Prima Comunione e Tu sei entrato nel mio cuore. Ti ricorderò sempre nelle mie preghiere. LAURA E SARA: ricevere lo Spirito Santo significa prendere in dono una guida che ti seguirà per tutta la vita. Lo Spirito Santo dà forza e gioia, dà coraggio e speranza, dà luce e amore. Noi abbiamo provato tutte queste sensazioni e siamo sicure che lo Spirito Santo ci aiuterà a superare gli ostacoli della vita. BENEDETTA: grazie Gesù perché mi hai invitato alla Tua mensa e mi hai reso più buona di prima. MARTINA: grazie Gesù per avermi invitato alla Tua mensa e grazie per avermi fatta diventare più buona. Ti ringrazio per la mia famiglia. 11 INS iEME 50° di Messa di don Dante Palazzi e don Pietro Scolari Il 27 Maggio del 1961 per l‘imposizione delle mani del Vescovo Sua Eccellenza mons. Giuseppe Piazzi sono stati ordinati 18 sacerdoti, tra i quali i nostri don Dante e don Pietro: due preti novelli nella parrocchia di Zorzone in un solo giorno: un evento più unico che raro! Giorno di grande festa la domenica quando hanno celebrato la loro prima Messa in parrocchia. Chi c‘era ricorda la gioia di quei momenti e dice: «Sembra ieri!». Invece, cari don Pietro e don Dante, sono passati 50 anni. Anni di apostolato nella nostra diocesi: don Pietro è stato nominato vicerettore al Patronato S. Vincenzo, poi parroco a Frerola ed economo spirituale a Bagnella; coadiutore parrocchiale nella parrocchia di S. Lucia in città; parroco a Comenduno; prevosto a Valtesse; infine Vicario parrocchiale a Zanica. Don Dante ha iniziato il suo ministero come coadiutore parrocchiale a Parre, poi a Cornalba, dove in seguito è stato nominato parroco; poi parroco a S. Gervasio; a S. Pietro in Romano di Lombardia; Vicario Parrocchiale in Santa Maria delle Grazie in città; parroco a Pezzolo; infine cappellano della fondazione ―Maria Ausiliatrice‖ in Bergamo. 50 ani di lavoro nella vigna del Signore. Mi piace ricordare in questa occasione che qualche anno dopo, nel 1997, la Parrocchia di Zorzone ha dato alla Chiesa un nuovo sacerdote, d. Sergio Carrara. Ed oggi ancora un ―bocciolo‖: Paolo, seminarista alle medie. Preghiamo per i nostri sacerdoti, per i nostri seminaristi, per le vocazioni, perché le nostre parrocchia siano ancora madri di sacerdoti e consacrati/e per la vigna del Signore. Nella foto don Dante e don Pietro assieme ai loro compagni il giorno dell‘ordinazione. Con loro il Vescovo, mons. Giuseppe Piazzi con il segretario mons. Luigi Affini, il rettore del Seminario, mons. Luigi Sonzogni, il Vicerettore don Giovanni Carnazzi, il padre spirituale mons. Giuseppe Angiolini. d. Dante d. Pietro 12 INS iEME 1961-2011 50 ANNI DI AZIONE CATTOLICA A ZORZONE Dal ―Liber Cronicon‖ del 1961 conservato nell‘archivio parrocchiale di Zorzone. pag 35: «Si è agli inizi. Si tratta di impostare l‘attività. Mentre la domenica in genere è riservata alle attività per tutta la parrocchia, le sere della settimana si riservano all‘A.C., alle filodrammatiche, ai consigli vari, alle altre iniziative. Bisogna dire che c‘è diffidenza verso l‘A.C., forse perché quando era stata iniziata da don Imberti avvenne qualcosa che la fece morire; nei giovani per qual naturale e sotto un certo aspetto buon gusto di vedere prima, nelle figliole perché molte s‘allontanano in permanenza per ragioni di servizio, altre per tutta la stagione per motivi di lavoro. Quest‘anno funzionano le sezioni minori: Beniamine ed aspiranti con le loro dirigenti. Per la GIAC la Sezione Aspiranti con un‘attenzione particolare alla sotto-sezione Preju che quindicinalmente hanno una riunione in casa del parroco. Il parroco per sfrondare alcuni abusi penetrati nella gioventù tanto maschile che femminile, forse anche perché da tempo non si è fatto nulla per le diverse categorie, a volte è costretto ad essere un poco severo, ma è più l‘impressione che la realtà». pag 37: Distribuzione per contrada Famiglie Scolari Santini Gasparelli Nedai Pere Chiesa Sotaralli Colombo Vandulas tot. 18 15 27 38 12 10 —-120 Abitanti tot. 75 59 121 190 72 43 —— 560 ORGANIZZATIVA Confraternite Associazioni Confratelli Consorelle Figlie di Maria 52 eff. 9 asp. Cintura Giov. Maschile di A.C. 15 eff. 10 asp. Giov. Femm. di A.C. A.C.L.I. Apostolato Preghiera Perdono d‘Assisi Piccolo Clero n° 15 n° 110 (1960 = 14) n° 61 tutti (1960 = 28) (1960 = id.) n° 25 n° 25 n° 45 n° 146 n° 187 n° 12 (1960 non esisteva) (1960 non esisteva) (1960 = 45) (1960 = 111) (1960 = 182) n° 65 n° 28 n° 25 n° 12 }n° 93 (‗60 non esiste elenco) }n° 37 (1960 = 111) Scuole di catechismo Iscritti alle elementari Iscritti post-Elementari Premiati elementari Premiati post elementari Asilo Frequentanti in media Oratorio Femm. = Oratorio maschile = n° 35 (1960 = 35) c’è l’ambiente, TV, teatro, cine, cortile. Poco frequentato nel 1961 si completano le due sale a pianterreno casa parrocchiale. 13 INS iEME Comincia da questo resoconto del 1961 tratto dal ―Cronicon‖, diario parrocchiale curato dal parroco, la storia dell‘Azione Cattolica a Zorzone. Introdotta e sostenuta dal caro parroco don Domenico Avogadro che ne guidò i primi passi tra i giovani di allora. tutti i sacerdoti che hanno sostenuto e sostengono l‘associazione. Grazie ai tanti laici che si sono avvicendati nei vari incarichi, dai presidenti agli animatori ai semplici soci che con l‘impegno e la costanza hanno tenuto e tengono viva l‘AC e continuano a spendersi nella dedizione e nell‘amore a Gesù Cristo, alla Chiesa e alla parrocchia. Un parroco che introduce e incoraggia l‘insorgere in parrocchia di un‘associazione di laici, nel lontano 1961, in un piccolo paese di montagna come Zorzone, negli anni straordinari del Concilio Vaticano II°; una storia che si apriva a grandi speranze. Abbiamo festeggiato durante il triduo della nostra festa patronale della S.S.Trinità, proponendo alla parrocchia due iniziative: sabato 18 giugno alle 21,00: ―Lodi all‘altissimo‖, preghiera in canto con il coro Santa Maria del Bosco di Miragolo-Somendenna, mirabile esecuzione di canti sacri che ha visto un‘ottima partecipazione; È interessante rileggere i tanti gruppi e attività presenti in parrocchia; fa pensare di certo il numero degli abitanti, ben 560: anche questa è nostra storia e nostro presente. Dal 1961 ai giorni nostri, non senza fatiche e trasformazioni obbligate, l‘Azione Cattolica è ancora realtà nel nostro paese e conta 9 tesserati nel settore adulti, 6 nel settore giovani e 14 nel settore ragazzi, la mitica ―ACR‖!!! domenica 19 giugno ore 17,00 animazione per ragazzi e per tutti con il mago dell‘allegria padre Giosuè Torquati, che ha saputo coinvolgere e divertire nel segno della fede. Ringraziamo davvero il Signore per tutti questi anni di lavoro e di apostolato, e ci rimettiamo come ad ogni nuovo tesseramento sotto la protezione di Maria Immacolata con tutte le nostre fragilità, le nostre poche energie, con i nostri propositi e le nostre grandi speranze. Adulti, giovani e ragazzi che continuano ancora a trovarsi insieme nella preghiera, nel confronto, nel gioco, a seguire il cammino di formazione proposto ogni anno dall‘Associazione. 1961-2011. Quest’anno tocca a noi festeggiare i 50 anni di fondazione e non potremmo farlo senza prima ringraziare chi per noi ha iniziato questa avventura . Grazie quindi al parroco fondatore e a Maria Madre della Chiesa prega per noi. Paolo. 14 INS iEME La Scuola Materna ―Gerolamo Palazzi‖ e i finanziamenti statali. Ad Oltre il Colle c‘è una bellissima Scuola dell‘Infanzia, che tutti conosciamo. Quest‘anno ospita 19 bambini dai tre ai sei anni, seguiti dalla maestra Marianna, dalla cuoca Franca e da alcuni volontari che collaborano nell‘accudire i bambini, nel tenere pulito e ordinato l‘ambiente, nel lavoro di segreteria. Tutti conosciamo questa bella realtà e, penso, tutti comprendiamo quanto sia importante per la crescita umana dei nostri figli e come supporto alle famiglie. Forse non tutti sanno quanto sia impegnativa la gestione e il mantenimento economico (far quadrare i conti). Scrivo queste righe perché l‘ADASM, l‘associazione delle scuole materne paritarie cui aderiamo, ci comunica che a livello statale si parla di tagliare i finanziamenti alle scuole come la nostra di oltre il 50%. La notizia avrà dato un certo sollievo a chi è abituato a sentir dire che ―lo stato dà soldi alla scuola privata togliendo così risorse alla scuola pubblica‖: finalmente si taglia alla privata per restituire alla pubblica. Questo tipo di informazione, che tutti abbiamo nelle orecchie, è alquanto imprecisa. Per spiegare questo pensiero vi propongo una riflessione che non parte da ―massimi sistemi‖, che rischiano di rimanere astratti (come l‘idea che i soldi alla privata sono un furto contro la pubblica), ma dalla nostra realtà. La nostra scuola sarebbe ―privata‖. Ma è così? Non direi: la nostra non è una scuola ―privata‖, ma una scuola pubblica (è aperta a tutti) e paritaria (cioè garantisce determinati standard richiesti per legge). È la gestione che cambia: non è statale, ma parrocchiale. Allora la prima considerazione che faccio è questa: non posso distinguere tra ―privato‖ e ―statale‖ inducendo l‘idea che la privata è per chi vuole, mentre la statale è pubblica, ma posso distinguere tra ―scuole pubbliche a gestione statale‖ e ―scuole pubbliche a gestione privata‖ (nel nostro caso parrocchiale). Già questo ci aiuta a cambiare prospettiva. Andiamo avanti con la riflessione: cosa vuol dire ―50% finanziamenti statali in meno‖ per la nostra scuola materna (pubblica - paritaria) a gestione parrocchiale? Partiamo dal preventivo di spesa per l‘anno scolastico in corso. Ecco le voci di spesa: Costo del personale Beni di consumo Servizi Tasse Ammortamenti TOTALE USCITE IRAP 2% € € € € € € 51.750,00 20.200,00 13.100,00 1.600,00 6.200,00 92.850,00 Preventivo spese 2010/11 Ammorta menti 6% Servizi 14% Costo del personal Beni di e consumo 56% Adesso22% vediamo dove andiamo a prendere 92.850,00 Euro. Contributo famiglie (rette) Contributo statale Contributo comunale Contributo regionale A carico della Parrocchia TOTALE € € € € € 25.745,00 18.000,00 21.000,00 3.800,00 24.305,00 92.850,00 Cosa vuol dire riduzione del contributo statale del 50%? Vuol dire che la voce “contributo statale” (Continua a pagina 17) 15 INS iEME I bambini della Scuola Materna al castello di Malpaga non entri più‖. Noi siamo stati accolti da amici e abbiamo varcato il ponte levatoio per scoprire il magico mondo del castello: le stanze dove viveva il principe Bartolomeo Colleoni con le sue figlie, la torre dove ci si rifugiava quando il castello era attaccato dai nemici… abbiamo visto anche la stanza della strega, che però era stata resa innocua da un incantesimo che l‘ha fatta diventare piccina piccina… Nel pomeriggio due principesse abitanti del castello ci hanno vestiti come cavalieri e dame medievali e abbiamo rivissuto la visita che il re Cristiano I di Danimarca ha fatto tanti secoli fa al castello di Malpaga. Nella foto ci siamo noi con questi bei vestiti. Il giorno 25 Maggio i bambini della nostra Scuola Materna, accompagnati dalla maestra Marianna e da don Augusto, sono andati in gita al castello di Malpaga. Siamo stati accolti da una principessa che ci ha spiegato tutto sul mondo del castello: ci ha mostrato le mura ornate da una bella merlatura e circondate da un enorme fossato, oggi asciutto, ma un tempo pieno di acqua. Mura e fossato servivano per far sì che dentro il castello gli abitanti fossero protetti. Infatti si diceva: ―dentro il castello sicuri come in un baccello, fuori nella boscaglia divampa la battaglia‖. Per entrare e uscire dal castello c‘era il ponte levatoio, che veniva calato a superare il fossato per far entrare gli amici e sollevato per sbarrare l‘accesso ai nemici. E si diceva ―ponte giù con gli amici entri anche tu; ponte su nel castello 16 INS 80° degli Alpini di Oltre il Colle iEME nostra associazione e per il nostro paese. Un abbraccio a tutti e in particolare modo a chi ama questa conca e, se può, fa qualcosa per questo nostro stupendo angolo di mondo. E per chi sa solo criticare e non muove un dito, suggerisco di provare a fare qualcosa per gli altri e forse si renderanno conto dell‘utilità e necessità del volontariato e di com‘è più bello donare che ricevere. Arnaldo Cavagna Capogruppo 28 maggio, ore 21.00, Chiesa parrocchiale di Oltre il Colle: si sentono canzoni della Montagna e in particolare degli Alpini. Inizia così l‘80° del nostro gruppo A.N.A. 29 maggio: il grande giorno. La giornata è stupenda (sole), tanti alpini, tanti simpatizzanti, tutto va bene, nessun problema vero e si inizia: alzabandiera, sfilata, discorsi vari e S. Messa; poi più rilassati pranzo e alcuni anche pizza la sera. Non ho molto da dire: anche ripensandoci non cambierei niente dell‘organizzazione. Devo solo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato (alpini e non) per far sì che risultasse una giornata da ricordare. In particolare devo ringraziare l‘alpino Massimo Gotti che è stato il coordinatore della sfilata, quello che sentivate gridare al microfono. Pensate che è salito da Brembilla, ha lavorato per la nostra sfilata e poi è corso subito a casa perché suo figlio era rientrato dall‘ospedale il giorno prima. Sono cose che fanno solo gli alpini. Per fortuna ce ne sono ancora alcuni. Un grazie sincero ai reduci che hanno deciso di partecipare nonostante le fatiche causate da una giornata così impegnativa. Due parole sul nostro gruppo A.N.A. 80 anni sono una vita, trascorsa a fare sì belle gare di sci e delle feste campestri, ma anche a fare del volontariato, fisico ed economico. I soldi ricavati ogni anno nelle nostre feste sono stati subito distribuiti a chi ne ha più bisogno di noi. Ora siamo in rosso, ma piano piano rimetteremo i conti in ordine perché quello che facciamo non lo facciamo solo per noi, ma per la comunità. Purtroppo mi sembra che non tutti lo capiscono. Comunque pazienza noi andremo avanti fino a quando riusciremo e se un giorno dovremo mettere lo zaino a terra lo faremo consapevoli di aver fatto tutto il possibile per la (Continua da pagina 15) passa da 18.000 a 9.000 Euro. Se non ce li mette più lo stato vuol dire che ce li deve mettere qualcun altro. Chi? La parrocchia, cioè tutti noi con le nostre offerte libere che versiamo quando andiamo a Messa, ci mette già la struttura (che non è poco), il lavoro volontario delle persone che si occupano della segreteria (che non è poco), e 24.305,00 Euro (che non è poco). Andiamo avanti con la riflessione. La nostra scuola ―privata‖ (per usare il linguaggio scorrettamente utilizzato dai grandi canali di comunicazione), guarda caso è l‘unica che possono scegliere i bambini della nostra valle. Cioè non c‘è una scuola pubblica statale dove poter andare, ma solo la scuola ―privata‖ (succhiasangue verso le risorse dello stato come si vorrebbe lasciar credere), che allora capisco bene non essere ―privata‖, ma pubblica a gestione parrocchiale perché non c‘è nessun altro che apre una scuola pubblica statale oggi qui in Alta valle Serina! E la maggioranza delle scuole materna d‘Italia sono paritarie! Andiamo avanti e vediamo come fanno le scuole ―private‖ a ―rubare soldi e risorse‖ alla scuola statale. La nostra scuola costa quest‘anno 92.850,00. Allo stato costa 18.000, Euro (se dimezza i contributi 9.000,00 Euro). Se fosse statale quanto costerebbe allo stato? Molto più di 92.850,00 Euro: pensiamo solo all‘aumento del costo del personale e al costo della struttura che è parrocchiale… A conti fatti la scuola paritaria di Oltre il Colle (e le scuole paritarie in genere) è un costo o una risorsa per lo Stato (e la comunità)? Siamo in un periodo di crisi economica e di scelte difficili: bisogna fare dei tagli. Ma è giusto tagliare nel campo dell‘educazione? 17 d. Augusto, presidente della Scuola Materna ―Gerolamo Palazzi‖ INS iEME cercando di creare più spazio e speriamo che il municipio ci dia una mano. I pacchi sono arrivati tutti, i due che ho fatto io e quello di Anna. Non ho più niente, oggi ho fatto un bazar simbolico con prezzi da un Euro fino a 5 Euro e non vi immaginate la gioia di avere una giacca per il figlio la tuta per la bambina, il maglione per il fratello e così via. Se riuscite a fare altri pacchi ve ne ringrazio. Giacche a vento tute, maglioncini jeens e giacche estive per ragazzi e ragazze. Sono quanto più cercano per bambini .C'é bisogno anche per giovani e i mariti. Grazie di cuore per tutto e che la Madonna vi ringrazi sempre. Un abbraccio Adriana Brevissime Padre Marco Ceroni ci manda i suoi auguri di buona Pasqua: ―I popoli cristiani scambiano oggi lo stesso annuncio, che da quasi duemila anni è principio di fede, dono di grazia celeste, stimolo di attività coerente. Il Cristo è risorto: tutto e tutti devono riflettere la luce di lui: l'uomo e la famiglia, le leggi e il costume, e le varie forme di vita comunitaria delle nazioni. Poiché Cristo ha vinto il peccato e la morte, instaurando nuovo ordine nei rapporti dell'uomo con Dio, nulla può ormai esimersi dal suo divino imperio: «come Cristo risuscitò da morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo in novità di vita» (Rm 6, 4). Surrexit Christus, alleluia! Il saluto dice radioso programma: non morte, ma vita; non divisioni, ma pace; non egoismi, ma carità; non menzogna, ma verità; non quel che deprime, ma il trionfo della luce, della purezza, del mutuo rispetto. E poiché ciò costituisce la salvezza, il servizio, l'onore del cristiano, questa sia la vostra testimonianza. La letizia di Pasqua irraggi dalle vostre parole e opere, sì che la forza animatrice del Cristianesimo si propaghi in tutti gli stadi della vita, e vi rechi fermento rinnovatore di giustizia e di carità. Buona Pasqua!‖ . Il futuro del Cinema di Adriana Valle ci scrive: Oltre il Colle. In questi anni a livello mondiale il Cinema sta vivendo una importante innovazione tecnologica: il passaggio dalla pellicola al digitale. Ad oggi convivono questi due supporti. A Oltre il Colle siamo dotati di una macchina per la proiezione di pellicole. Nel giro di due anni il passaggio sarà completato, cioè le case cinematografiche non produrranno più pellicole, ma solo ―hard disk‖ per la proiezione di film in digitale. Questo significa che chi vorrà continuare a proiettare film dovrà dotarsi di una macchina per la proiezione in digitale. Il costo dell‘apparecchiatura? Dai 60.000 Euro in su (i.v.a. esclusa). Quale futuro per il cinema a Oltre il Colle? Carissimi tutti, eccomi viva dopo il mio rientro in Brasile. Vi potete immaginare dopo 40 giorni fuori ti sembra di ricominciare tutto. La vita va avanti e anche le gioie e i problemi crescono. Venti giorni fa un ragazzino dei nostri progetti stava venendo dalla sua casa per ritrovarsi con gli altri ragazzini che dovevamo andare in un'altra città a fare un torneo di calcetto, quando una moto lo ha travolto e anche se i soccorsi sono stai immediati non ha resistito alle ferite. Aveva 12 anni. È stato un colpo per tutti e domenica scorsa abbiamo fatto il nostro torneo dedicato a lui. All'altro villaggio le mura del cintato sono crollati per i lavori che stanno facendo nella strada comunale per l'asfalto. Ora dobbiamo chiedere che il municipio ci aiuti perché dobbiamo sbatterlo giù per il pericolo dei bambini e ricostruirlo. Al mio rientro dopo tre giorni la polizia alle 5 del mattino ha invaso il villaggio per cercare armi e droga che erano nascoste nelle case da alcuni del villaggio. Hanno trovato armi pesanti, munizioni e droga e fatti prigionieri 7 giovani e adulti. Il centro comunitario del Bairro do Carmo sta crescendo con la frequenza dei bambini e lo spazio diventa sempre più piccolo ma stiamo 18 INS iEME Esercizi Spirituali Parrocchiali 2010 Fate questo in memoria di me: La preghiera cristiana della Messa Quinta Meditazione: Riti di Comunione e riti di conclusione “Beati gli invitati alla cena del Signore.” presente nell‘assemblea stessa? Questo gesto è segno del nostro proposito di dimenticare qualsiasi rancore e abbandonarci nell‘unione della Chiesa riunita per celebrare il Memoriale della Morte e Risurrezione del suo Signore. Il gesto può essere considerato conclusione dell‘atto penitenziale e risposta alla preghiera del Padre Nostro. RITI DI COMUNIONE Padre Nostro (In piedi) ( C ) Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire: ( C ) ( A ) Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, ... ma liberaci dal male. Frazione del pane (In piedi) La preghiera che Gesù ci ha insegnato, recitando la quale tutti ci riconosciamo figli di un solo Padre e chiediamo il pane quotidiano e quello eucaristico, è la preghiera che ci aiuta a rivestire a festa il nostro cuore. Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo nell‘ultima Cena, sin dal tempo apostolico ha dato il nome a tutta l‘azione eucaristica. Tale gesto, al di là dell‘utilità pratica, è il segno della comunione con il corpo di Cristo nella Chiesa. Significa che noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo nella comunione a un solo pane di vita. (1 Cor 10,17). Come Gesù nell’ultima Cena, spezzò il pane per distribuirlo agli Apostoli, così il sacerdote spezza il pane (vedi Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, all‘istituzione dell‘Eucaristia, a Emmaus). Embolismo Significa far risuonare. È una amplificazione della richiesta di liberazione da ogni male espressa nel Padre Nostro. ( C ) Liberaci, o Signore, da tutti i mali concedi la pace ai nostri giorni e con l‟aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell‟attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo. Immixtio (In piedi) Il celebrante prende un frammento dal pane spezzato che depone nel calice, dicendo sottovoce: Dossologia (glorificazione) ( C ) Il Corpo e il Sangue di Cristo, uniti in questo calice, siano per noi cibo di vita eterna. ( A ) Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli. Ovvero immissione di una particella del Pane eucaristico nel calice. Nella Chiesa degli inizi la liturgia era presieduta sempre dal Vescovo. Però con la diffusione del Vangelo la S. Messa domenicale celebrata in un solo luogo, non fu più sufficiente. Si delegarono, per queste nuove necessità, dei sacerdoti a presiedere l‘Eucaristia nelle Chiese della periferia. Per significare l‘unione di queste con la Chiesa ove il Vescovo presiedeva, da questa, partivano dei ministri con dei frammenti dell‘Eucaristia per le ―celebrazioni nelle comunità lontane‖. Quel fermentum che era posto nel calice del Sangue di Cristo, simboleggiava il ―lievito‖ che fa fermentare. E‘ segno di intima comunione. Rito della pace (In piedi) ( C ) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli, vi lascio la pace, vi do la mia pace, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa e donale unità e pace secondo la tua volontà, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. ( A ) Amen. ( C ) La pace del Signore sia sempre con voi ( A ) E con il tuo spirito ( C ) Scambiatevi un segno di pace. Rito della pace, con il quale i fedeli implorano la pace e l‘unità per la Chiesa e per l‘intera famiglia umana, ed esprimono fra di loro l‘amore vicendevole, prima di partecipare all‘unico pane (PNMR 56). È un gesto esigente. Come potremmo entrare in chiesa, celebrare l‘Eucaristia assieme a tutti i nostri fratelli, figli del medesimo Padre, celebrare il Signore Morto e Risorto per noi, e allo stesso tempo provare odio contro qualcuno, magari ( A ) Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo abbi pietà di noi, Agnello di Dio ... dona a noi la pace. Si può ripetere questa invocazione quante volte è necessario per accompagnare la frazione del pane. Questo canto riprende le parole del Battista per indicare il Cristo ai discepoli: ”Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: 19 INS iEME „Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!‟” (Gv 1,29). una delle tue membra. Se ti dessero delle pagliuzze d‟oro, non le prenderesti con la massima cura, facendo attenzione a non perderne nulla e a non danneggiarle? Non farai dunque assai più attenzione per qualcosa che è ben più prezioso dell‟oro e delle pietre preziose, in modo da non perderne nemmeno una briciola? Dopo esserti comunicato al Corpo di Cristo, aspettando l‟orazione, rendi grazie a Dio che ti stimò degno di così grandi misteri». (s. Cirillo di Gerusalemme). L‘implorazione è ancora una volta richiesta di perdono e di pace. Comunione (In piedi) Il sacerdote con le mani giunte si prepara con una preghiera silenziosa a ricevere fruttuosamente il Corpo di Cristo dicendo: ( C ) La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia sia rimedio e difesa dell‟anima e del corpo. Il gesto a cui invita Cirillo di Gerusalemme è il gesto del povero che tende tutto il suo essere verso Colui che gli porterà ogni ricchezza. «Non senza ragione tu dici „Amen‟ riconoscendo nel tuo intimo che ricevi il Corpo di Cristo. Quando ti presenti per riceverlo, il Vescovo ti dice: „Il Corpo di Cristo‟ e tu rispondi „Amen‟, cioè „è vero‟; il tuo animo custodisca ciò che la tua lingua riconosce» (S. Ambrogio). Allo stesso modo pregano i fedeli con parole proprie. Il sacerdote presenta il Pane eucaristico ai fedeli, dicendo: ( C ) Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l‟Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. ( A ) ( C ) O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una parola e io sarò salvato. Esprimiamo un sentimento di umiltà di fronte al Signore nostro, Agnello immolato. Il sacerdote purifica la patena e il calice, dicendo sottovoce: ( C ) Il sacramento ricevuto con la bocca sia accolto con purezza nel nostro spirito, o Signore, e il dono a noi fatto nel tempo ci sia rimedio per la vita eterna. Il sacerdote si comunica con il Corpo e il Sangue del Signore e dice sottovoce: Ringraziamento (Seduti) Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna. Momento di silenzio Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna. Nessuno si è addormentato, ma si sta in ascolto del soffio illuminante dello Spirito Santo che agisce nel nostro cuore. ( A ) Il popolo canta o recita: Antifona alla comunione e Salmo Orazione dopo la comunione (In piedi) Il canto durante la comunione, è segno dell‘unione spirituale di coloro che si comunicano, dimostra la gioia del cuore e rende più fraterna la processione alla mensa. ( C ) Il Corpo di Cristo In questa orazione si invocano i frutti del mistero celebrato. Pellegrina nel tempo, nutrita alla mensa della Parola e dei santi misteri, la Sposa del Signore, assemblea santa, nel momento in cui sta per sciogliere la convocazione ancora insiste affinché il mistero celebrato diventi, per ogni battezzato nella Morte e Risurrezione del Signore, vita nuova nel tempo nel cammino verso il compimento. ( A ) Amen È segno di un dono e i doni si ricevono, non si prendono. Non si può ricevere la comunione in un modo qualsiasi! Contegno, dignità, rispetto, umiltà si impongono. È il Figlio di Dio che viene verso di noi! È il Corpo del Risorto che sarà deposto nelle nostre mani. È il gesto del cristiano che, sapendosi fragile, domanda di essere nutrito di questo Pane, grazie al quale potrà vivere secondo il Vangelo. ( C ) Donaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli «Quando ti avvicini, fa della tua mano sinistra un trono per la destra, poiché questa riceve il Re dei re e, nel cavo delle mani ricevi il Corpo di Cristo, dicendo “Amen”. ( A ) Amen RITI DI CONCLUSIONE Santifica dunque accuratamente i tuoi occhi mediante il contatto con il corpo santo, poi prendilo e fa attenzione a non perderne nulla. Ciò che tu dovessi perdere, infatti, è come se perdessi Rito di congedo o rito di ingresso nel mondo? I Riti di conclusione che portano a compimento la celebrazione dei divini misteri comprendono: il 20 INS iEME saluto; la benedizione del sacerdote e il congedo. In questo modo, il saluto e l‘invocazione trinitaria con il segno della Croce, aprono e chiudono la celebrazione, che si presenta come una straordinaria ‗azione centrale‘ carica di significato. La benedizione non è cosa da nulla. Biblicamente, la benedizione torna sempre sul benedicente e unisce a lui il benedetto. Dunque il celebrante ancora una volta riporta i fedeli all‘unione con il Padre ed il Figlio e lo Spirito Santo. (A) Amen. (C) Rivolga su di voi il suo sguardo e vi doni la sua pace. (A) Amen (C) E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. (A) Amen Congedo Giustamente i Riti di conclusione possono essere considerati una ‗liturgia di ingresso‘ nel mondo da parte dei battezzati che, santificati dall‘Eucaristia e nutriti in sovrabbondanza nella celebrazione, sciogliendo l‘Assemblea santa, vanno ad adempire la loro missione di diffusione del messaggio evangelico nel mondo agli uomini amati da Dio e a portare loro le primizie del Regno. ( C ) La Messa è finita: andate in pace. ( A ) Rendiamo grazie a Dio L‘assenso finale e grato dell‘assemblea, ―Rendiamo grazie a Dio‖ , esprime ancora il sentimento perenne di riconoscenza della Chiesa per i doni ricevuti nella celebrazione e insieme l‘affermazione di volerli vivere di continuo nel tempo. Il Mistero del Signore è memoriale permanente che i fedeli devono di continuo attuare fra i fratelli su tutta la terra Il sacerdote bacia l‘altare come all‘inizio. L‘assemblea del popolo si scioglie lodando e benedicendo Dio, per ritornare alle proprie case, operanti nella fede, nella speranza e nella carità, vigilanti nell‘attesa del suo Ritorno. Saluto (In piedi) ( C ) Il Signore sia con voi ( A ) E con il tuo spirito Benedizione Andate in pace : Il discepolo, chiamato ad essere per sua costituzione anche missionario, infatti: “Gesù disse loro di nuovo: „Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi‟‖ (Gv 20,21), deve rispondere in cuor suo :”ora comincia la mia missione‖, e ritornare con gioia al mondo e ai fratelli a manifestare con il proprio comportamento l‘opera di Dio e del suo Figlio Gesù Cristo , ed annunciare come un giorno Maria di Magdala (Gv 18,18): ( C ) Vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. ( A ) Amen Il segno di Croce apre e chiude la celebrazione. La Messa inizia e finisce con il segno della Croce, come già indicato, tutto deve essere ricondotto alla Croce e a quello che essa rappresenta. In giorno e circostanze particolari, a questa formula di benedizione si premette, secondo le rubriche, un‟altra formula, più solenne. (PNMR 124) HO VISTO IL SIGNORE! Questa prevede che il sacerdote imponga le mani sul popolo e pronunci la benedizione. La Chiesa quando benedice, agisce su mandato del Signore Risorto e in virtù del suo Spirito, da Lui concessole come ausilio permanente. Essa loda Dio per i suoi doni. Invoca la sua benedizione sugli uomini, su ciò che essi realizzano e che serve loro. La parola e il segno benedicente testimoniano perciò la sollecitudine e l‘amore di Dio per l‘uomo e per il suo mondo. BIBLIOGRAFIA: Egon Kapellari, ―I santi Segni della liturgia‖, Edizioni Paoline Milano Jean-Yves Garneau, ―SCOPRIRE L‘EUCARISTIA. Il senso dei riti‖ Edizioni Messaggero Padova Ludovico Maule, ―Per grazia tua ti lodo‖, Edizioni Dehoniane Bologna; Un esempio: Romano Guardini, ―Lo spirito della liturgia. I santi segni‖, Edizioni Morcelliana (C) Il Signore vi benedica e vi protegga sempre. ―Messale festivo‖, Nuova Coletti Editore Roma (A) Amen. ―PRINCIPI E NORME PER L‘USO DEL MESSALE ROMANO‖, Edizioni O.R. Milano (C) Faccia risplendere il suo volto su di voi e vi doni la sua misericordia. 21 INS iEME A la nósta bràa maestra Cara mé sciùra maestra con lé a scöla l‘ éra sémper fèsta. Adèss pörtròp la ‗ndà en pensiù e nóter en rèsta poarì del bù. La éta l‘ è essé, cognósess, ‗ncuntràss, ma dòpo el v‘é chèl dé che mè lagàss. Però a Oltra l‘ Còl l‘gh‘è la sò cà Essé ogni tàt m‘ la ‗ncuntrérà. E se a Gremóld la égnerà a caminà i porte i è érte e la nósta scöla ‗l la brassèrà fò comè sò fiöla. Evviva Anna Carminati nósta maestra a scöla con lé, i éra dè de festa. Sergio Fezzoli 22 INS iEME ANGOLO DELLA MEMORIA 28 Maggio 1961: festa della Prima Messa di don Dante Palazzi e don Pietro Scolari a Zorzone 23 INS iEME INSIEME Responsabile: don Augusto Benigni Comitato di redazione: Yvette Epis, Ivonne Arioli, Sergio Fezzoli, Piera Palazzi, Milena Rizzi, Aurelia Tiraboschi, Oscar Tiraboschi Addetti alla consegna: Graziella Bonzi, Gianna Carrara, Martina Carrara, Eleonora Ceroni, Claudia Maurizio, Anna Palazzi, Ofelia Palazzi, Piera Palazzi. Periodico dell‟Unità Pastorale Alta Valle Serina. È distribuito gratuitamente a tutte le famiglie dell‘Unità Pastorale Alta Valle Serina (parrocchie di Oltre il Colle, Zambla e Zorzone), a preti, religiose e religiosi nativi o che hanno prestato servizio in parrocchia. Per chi desidera riceverlo via posta chiediamo un contributo SPESE DI SPEDIZIONE PER 4 NUMERI : Italia: 8,00 Euro Europa: 10,00 Euro Africa - Asia - Americhe: 16,80 Euro Oceania: 18,80 Euro N UMERI TELEFONICI PARROCCHIALI Don Augusto 0345 95095 Don Plebani Don Cossali 0345 95611 Scuola materna 0345 95065 www.webalice.it/gerolamopalazzi di Valle Vallomini Cinzia Via Roma, 545/7 - 24013 OLTRE IL COLLE (BG) Tel. 0345.95271 ferro battuto - letti in ferro - lavorazione acciaio inferriate - cancelli - ringhiere scaffalature leggere e pesanti porte - basculanti - complementi d’arredo lavori di falegnameria - manutenzione legno 24013 OLTRE IL COLLE (BG) Tel. 0345.95220 Con il sostegno del FABBRO Dario Maurizio cell. 338.1184060 FALEGNAME Matteo Maurizio cell. 349.8374646 24 0345 95119