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S EME
UNITÀ PASTORALE ALTA VAL SERINA
03 - Luglio - Settembre 2011
Ciclostilato in proprio, distribuito gratuitamente
Prima Confessione, Chiesa di S. Bartolomeo, 30 Aprile.
Prima Comunione, Chiesa di S. Maria Maddalena, 8 Maggio.
Cresima, Chiesa di S. Maria Immacolata, 15 Maggio.
Maggio 2011
Sacramenti dell‘iniziazione cristiana
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ANAGRAFE PARROCCHIALE
N
E L L A
ZAMBELLINI SUOR MANSUETA
di anni 82
defunta il 31/01/2011
(Melegnano)
NESPOLI NATALE
di anni 81
defunto il 22/05/2011
(Zambla Bassa)
RIZZI VANNA IN CERONI
di anni 69
defunto il 13/06/2011
(Oltre il Colle)
V I T A
E T E R N A
TIRABOSCHI GUGLIELMINA
di anni 85
defunto il 17/03/2011
(Nembro)
EPIS ELSA
di anni 52
defunta il 25/05/2011
(Oltre il Colle)
RIZZI GIOVANMARIA
di anni 88
defunto il 27/06/2011
(Zambla Bassa)
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TIRABOSCHI GILDO
di anni 81
defunto il 28/04/2011
(
)
VITTORIO VALLE VALLOMINI
di anni 70
defunto il 3/06/2011
(Oltre il Colle)
DORALICE EPIS POLLI VED. ZANNI
di anni 90
defunta il 30/06/2011
(Cantoni d’Oneta)
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PREGHIERA DEL CACCIATORE
Ti lodiamo, Signore, perché dai vita all‟acqua, ai boschi, ai fiori, agli
animali, alle pianure, alle montagne ed al sole che illumina. E Ti lodiamo
perché ci doni di giungere alle nevi bianche ed alle paludi,camminare
nelle pianure e salire le colline e perché ci fai continuamente
comprendere la bellezza della Tua Creazione. Ti lodiamo Signore perché
dai nostri capanni di caccia ci fai partecipare al misterioso migrare degli
uccelli; perché ci concedi di vedere caprioli e camosci sui monti, l‟aquila
e il falco nel cielo e quante altre creature sono nel mondo a Tua gloria.
Perdonaci, Signore, se talvolta le sacrifichiamo alla nostra passione, ma
la loro esistenza ci fa capire la Tua generosità, ci dispone al rispetto dei
Tuoi beni ed alla riflessione. Sii lodato, Signore, per la pace che ci
donano le montagne, pianure, boschi e paludi, ed i pensieri che ci
suscitano: scrutando la natura ed ascoltandone la voce impariamo a
ritrovarTi nell‟abisso del nostro spirito. E se un giorno Tu volessi farci
restare fra loro, accogli, nella Tua infinita misericordia, la nostra anima
di peccatori ma a Te più vicina.
TIRABOSCHI MARIO
di anni 59
defunto il 21/03/2011
(Oltre il Colle)
Con Approvazione Ecclesiastica 05 aprile 1991. La preghiera è stata benedetta
dal Santo Padre in occasione del Giubileo dei Cacciatori.
Mariolino, la nosta fede cristiana la dìs che en risusciterà perciò ariedis. ‗Nsè sigür che la proidenza che töt
la et e a töt la pensa l‘avrà preparat söi mucc del Paradis u tabiot eterno per te ‗ndo ndà a cassa tocié dé.
Ciao Mariolino che la téra la ta sies dulsa.
Papà, dopo 3 anni di sofferenza ma anche di lotta per raggiungere gli
obiettivi che ci fissavamo: accompagnare Nadège all‘altare, festeggiare i
tuoi 50 anni di matrimonio nel 2009, la tua tanta attesa grigliata alla
―Femlina‖ con i tuoi famigliari nel 2010, anche se i medici erano
contrari alla tua venuta in Italia; ci hai lasciati perché quest‘ultimo
intervento non è andato come volevi tu. Ci hai lasciato con serenità e noi
dobbiamo accettare le tue volontà. All‘età di 19 anni, sei partito in
Francia a lavorare come muratore e lì, hai costruito la tua casa, casa
sempre aperta a parenti ed amici, non solo tuoi ma anche dei tuoi figli
che la considerano tutt‘ora, per qualcuno di loro, come la loro seconda
casa. Dovunque tu sia, sarai sempre nei nostri cuori, la nostra mente,
perché ognuno di noi ha qualcosa a casa sua che ci ricorda di te.
Yvette
Dopo una lunga vita,
colpita dal grande
dolore per la perdita
di una figlia, si è
serenamente spenta
EPIS OSCAR
di anni 75
defunto il 28/04/2011
(Caluire - Francia)
ANTONIA EPIS,
vedova di Alfredo
Tirboschi. A tutti
coloro che l‘hanno
conosciuta mancherà
il suo sorriso mite e
la sua parola sempre
cordiale.
EPIS ANTONIA VED. TIRABOSCHI
di anni 90
defunta il 27/03/2011
(Zambla Alta)
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Cara nonna,
hai voluto raggiungere il tuo sposo, il nonno Guerino, lo stesso giorno in
cui ti sei sposata 60 anni fa. La tua vita è stata molto intensa, costellata da
momenti intensi di gioia, ma anche di altri segnati da tanta sofferenza. Sei
sempre stata una donna forte animata da grande senso del dovere e da
grande spirito d‘altruismo sempre pronta a dare consigli a tutti Noi tuoi
nipoti e ad aiutare chiunque era in difficoltà.
Molte sono gli insegnamenti che ci hai lasciato:
- L‘importanza di condurre una vita semplice, ma vera, volta a valorizzare
le piccole cose quotidiane. Come non ricordare le splendide giornate
passate alla cascina in Gremsolino
- L‘importanza del lavoro e dell‘impegno quotidiano. Non eri mai stanca
quando eri impegnata nei lavori da contadina che tanto amavi
- L‘importanza di avere sempre coraggio delle proprie azioni. A volte eri
RIZZI CAMILLA VED. RIZZI severa, ma sempre dicevi ciò che pensavi senza usare parole di convenienza
di anni 85
- L‘importanza di non sprecare le cose. Non eri schiava delle cose
defunta il 14/04/2011
materiali, ma non sopportavi che venissero sprecate proprio perché nella
(Zambla Bassa)
vita avevi provato momenti difficili soprattutto nella tua gioventù durante
la guerra
- L‘importanza di superare il proprio egoismo per essere pronti ad aiutare gli altri nel bisogno
- L‘importanza della preghiera. Sin da piccoli ci hai insegnato a pregare facendoci capire il valore della
preghiera . Non potremo mai dimenticare quante volte ti abbiamo osservato mentre pregavi e sfogliavi il
libro delle preghiere ormai ingiallito negli anni.
Per tutti questi insegnamenti che ci hai lasciato cara nonna ti ringraziamo e chiediamo di continuare a
guidarci dal cielo insieme al nonno Guerino.
A
N N I V E R S A R I O
Attorniati da figli, nipoti e amici, il primo Maggio 2011 Caterina e RiccarRiccardo Valle hanno festeggiato il loro 50° di matrimonio.
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A T T E S I M I
Pandolfi Greta,
di Diego e Prompicai Stefania
Nata il 23 Maggio 2010
Battezzata il 26 Settembre 2010 a Oltre il Colle
Cavagna Mauro,
di Mattia e Palazzi Veronica
Nato il 23 Maggio 2010
Battezzato il 26 Settembre 2010 a Oltre il Colle
Scolari Simone,
di Ugo e Palazzi Marta
Nato l’11 Gennaio 2011
Battezzato il 22 Maggio 2011 a Zorzone
Mattia Parravicini,
di Pierluigi e Manenti Rita
Nato il 17 Gennaio 2011
Battezzato il 15 Maggio 2011 a Oltre il Colle
Piantoni Martina,
di Matteo e Carrara Rosanna
Nata il 22 Marzo 2011
Battezzata il 22 Giugno 2011 a Oltre il Colle
Vimercati Evan,
di Maurizio e Palazzi Viviana
Nato il 3 Marzo 2011
Battezzato il 17 Luglio 2011 a Oltre il Colle
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A T R I M O N I O
Carrara Marzia e Cavagna Daniele
coniugati il 2 Luglio 2010
nella Chiesa di S. Maria Maddalena in Zambla
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
PER LA XLVIII GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI.
15 MAGGIO 2011 - IV DOMENICA DI PASQUA
Cari fratelli e sorelle!
La XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le
Vocazioni, che sarà celebrata il 15 maggio 2011,
quarta Domenica di Pasqua, ci invita a riflettere sul
tema: ―Proporre le vocazioni nella Chiesa locale‖.
Settant‘anni fa, il Venerabile Pio XII istituì la Pontifìcia Opera per le Vocazioni Sacerdotali. In seguito, opere simili sono state fondate dai Vescovi
in molte diocesi, animate da sacerdoti e da laici, in
risposta all'invito del Buon Pastore, il quale,
―vedendo le folle, ne sentì compassione, perché
erano stanche e sfinite come pecore che non hanno
pastore‖, e disse: ―La messe è abbondante, ma sono
pochi gli operai. Pregate, dunque, il Signore della
messe perché mandi operai nella sua messe!‖ (Mt
9,36-38).
L‘arte di promuovere e di curare le vocazioni trova
un luminoso punto di riferimento nelle pagine del
Vangelo in cui Gesù chiama i suoi discepoli a seguirlo e li educa con amore e premura. Oggetto
particolare della nostra attenzione è il modo in cui
Gesù ha chiamato i suoi più stretti collaboratori ad
annunciare il Regno di Dio (cfr Lc 10,9). Innanzitutto, appare chiaro che il primo atto è stata la preghiera per loro: prima di chiamarli, Gesù passò la
notte da solo, in orazione ed in ascolto della volontà del Padre (cfr Lc 6,12), in un’ascesa interiore al
di sopra delle cose di tutti i giorni. La vocazione
dei discepoli nasce proprio nel colloquio intimo di
Gesù con il Padre. Le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente
frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di
un'insistente preghiera che si eleva al ―Padrone della messe‖ sia nelle comunità parrocchiali, sia nelle
famiglie cristiane, sia nei cenacoli vocazionali.
Il Signore, all‘inizio della sua vita pubblica, ha
chiamato alcuni pescatori, intenti a lavorare sulle
rive del lago di Galilea: ―Venite dietro a me, vi farò
pescatori di uomini‖ (Mt 4,19). Ha mostrato loro la
sua missione messianica con numerosi ―segni‖ che
indicavano il suo amore per gli uomini e il dono
della misericordia del Padre; li ha educati con la
parola e con la vita affinché fossero pronti ad essere continuatori della sua opera di salvezza; infine,
―sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre‖ (Gv 13,1), ha affidato loro
il memoriale della sua morte e risurrezione, e prima
di essere elevato al Cielo li ha inviati in tutto il
mondo con il comando: ―Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli‖ (Mt 28,19).
È una proposta, impegnativa ed esaltante, quella
che Gesù fa a coloro a cui dice ―Seguimi!‖: li invita
ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare da vicino
la sua Parola e a vivere con Lui; insegna loro la
dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno secondo la legge del Vangelo: ―Se il chicco di
grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se
invece muore, produce molto frutto‖ (Gv 12,24); li
invita ad uscire dalla loro volontà chiusa, dalla loro
idea di autorealizzazione, per immergersi in
un‘altra volontà, quella di Dio e lasciarsi guidare
da essa; fa vivere loro una fraternità, che nasce da
questa disponibilità totale a Dio (cfr Mt 12,49-50),
e che diventa il tratto distintivo della comunità di
Gesù: ―Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri‖ (Gv
13,35).
Anche oggi, la sequela di Cristo è impegnativa;
vuol dire imparare a tenere lo sguardo su Gesù, a
conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola
e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a
conformare la propria volontà alla Sua. Si tratta di
una vera e propria scuola di formazione per quanti
si preparano al ministero sacerdotale ed alla vita
consacrata, sotto la guida delle competenti autorità
ecclesiali. Il Signore non manca di chiamare, in
tutte le stagioni della vita, a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e
nella vita consacrata, e la Chiesa ―è chiamata a custodire questo dono, a stimarlo e ad amarlo: essa è
responsabile della nascita e della maturazione delle
vocazioni sacerdotali‖ (Giovanni Paolo II, Esort.
ap. postsinodale Pastores dabo vobis, 41). Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del
Signore sembra soffocata da ―altre voci‖ e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ogni comunità cristiana, ogni
fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza
l‘impegno di promuovere le vocazioni. È importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano
chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e
alla consacrazione religiosa, perché sentano il calore dell‘intera comunità nel dire il loro ―sì‖ a Dio e
alla Chiesa. Io stesso li incoraggio come ho fatto
con coloro che si sono decisi ad entrare in Seminario e ai quali ho scritto: ―Avete fatto bene a farlo.
Perché gli uomini avranno sempre bisogno di Dio,
anche nell‘epoca del dominio tecnico del mondo e
della globalizzazione: del Dio che ci si è mostrato
in Gesù Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale, per imparare con Lui e per mezzo di Lui la
vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i
criteri della vera umanità‖ (Lettera ai Seminaristi,
18 ottobre 2010).
Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più
sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, edu7
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cando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani
- come Gesù fece con i discepoli – a maturare una
genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare l‘ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre
Scritture; a comprendere che entrare nella volontà
di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma
permette di scoprire e seguire la verità più profonda
su se stessi; a vivere la gratuità e la fraternità nei
rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi
all‘amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni.
―Proporre le vocazioni nella Chiesa locale‖, significa avere il coraggio di indicare, attraverso una pastorale vocazionale attenta e adeguata, questa via
impegnativa della sequela di Cristo, che, in quanto
ricca di senso, è capace di coinvolgere tutta la vita.
Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli
nell‘Episcopato. Per dare continuità e diffusione
alla vostra missione di salvezza in Cristo, è importante ―incrementare il più che sia possibile le vocazioni sacerdotali e religiose, e in modo particolare
quelle missionarie‖ (Decr. Christus Dominus, 15).
Il Signore ha bisogno della vostra collaborazione
perché le sue chiamate possano raggiungere i cuori
di chi ha scelto. Abbiate cura nella scelta degli operatori per il Centro Diocesano
Vocazioni, strumento prezioso di
promozione e organizzazione
della pastorale vocazionale e
della preghiera che la sostiene e
ne garantisce l‘efficacia. Vorrei
anche ricordarvi, cari Confratelli
Vescovi, la sollecitudine della
Chiesa universale per un‘equa
distribuzione dei sacerdoti nel
mondo. La vostra disponibilità
verso diocesi con scarsità di vocazioni, diventa una benedizione
di Dio per le vostre comunità ed
è per i fedeli la testimonianza di
un servizio sacerdotale che si
apre generosamente alle necessità dell‘intera Chiesa.
Il Concilio Vaticano II ha ricordato esplicitamente che ―il dovere di dare incremento alle vocazioni sacerdotali spetta a tutta la
comunità cristiana, che è tenuta
ad assolvere questo compito anzitutto con una vita perfettamente cristiana‖ (Decr. Optatam totius, 2). Desidero indirizzare
quindi un fraterno e speciale saluto ed incoraggiamento a quanti
collaborano in vario modo nelle parrocchie con i
sacerdoti. In particolare, mi rivolgo a coloro che
possono offrire il proprio contributo alla pastorale
delle vocazioni: i sacerdoti, le famiglie, i catechisti,
gli animatori. Ai sacerdoti raccomando di essere
capaci di dare una testimonianza di comunione con
il Vescovo e con gli altri confratelli, per garantire
l‘humus vitale ai nuovi germogli di vocazioni sacerdotali. Le famiglie siano ―animate da spirito di
fede, di carità e di pietà‖ (ibid.), capaci di aiutare i
figli e le fìglie ad accogliere con generosità la chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata. I catechisti e gli animatori delle associazioni cattoliche e
dei movimenti ecclesiali, convinti della loro missione educativa, cerchino ―di coltivare gli adolescenti a loro affidati in maniera di essere in grado
di scoprire la vocazione divina e di seguirla di buon
grado‖ (ibid.).
Cari fratelli e sorelle, il vostro impegno nella promozione e nella cura delle vocazioni acquista pienezza di senso e di efficacia pastorale quando si
realizza nell‘unità della Chiesa ed è indirizzato al
servizio della comunione. È per questo che ogni
momento della vita della comunità ecclesiale - la
catechesi, gli incontri di formazione, la preghiera
liturgica, i pellegrinaggi ai santuari - è una preziosa
opportunità per suscitare nel Popolo di Dio, in particolare nei più piccoli e nei giovani, il senso di
appartenenza alla Chiesa e la
responsabilità della risposta alla
chiamata al sacerdozio ed alla
vita consacrata, compiuta con
libera e consapevole scelta.
La capacità di coltivare le vocazioni è segno caratteristico della
vitalità di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza l‘aiuto della Vergine Maria, perché, con l‘esempio della
sua accoglienza del piano divino
della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere all‘interno di ogni comunità
la disponibilità a dire ―sì‖ al Signore, che chiama sempre nuovi
operai per la sua messe. Con
questo auspicio, imparto di cuore
a tutti la mia Apostolica Benedizione.
Dal Vaticano, 15 novembre 2010
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Don Massimo Epis nuovo preside della Teologia
del Seminario di Bergamo
preoccupazione insieme, – dichiara don Epis – succedendo a queste due grandi figure della Chiesa
bergamasca. Monsignor Bertuletti, nella Scuola di
teologia, è stato molto di più che un preside, perché
ha saputo fondere in questi anni istituzione e carisma». Uomo di grande intelligenza, profondo e
rigoroso, capace di far dialogare il pensiero classico con quello contemporaneo, la sua passione per
lo studio, che lo accompagna da decenni, è la sua
vita. «Un grande preside – commenta don Epis –. Monsignor Bertuletti è stato, è e rimane un grande
maestro».
È don Massimo Epis il nuovo preside della Scuola
di teologia del Seminario di Bergamo. Succede a
monsignor Angelo Bertuletti, preside dal 1981,
insegnante e fine studioso nel campo della teologia
e della filosofia. [...] Ora l'avvicendamento con don
Massimo Epis, anch'egli laureato in Teologia e Filosofia. Quarantasette anni, nativo di Oltre il Colle,
ordinato sacerdote nel 1988, è anch'egli insegnante
in Seminario e docente alla Facoltà di Milano. È
stato amministratore parrocchiale di
Sant'Antonio Abbandonato dal
1991 al 1993, coadiutore festivo di
Brembilla dal 1994 al 1997, di Berbenno dal 1997 al 2006 e di Lallio
dal 2006. Sarà di fatto il terzo preside della Scuola di teologia di Bergamo. Da quando la Scuola è affiliata alla Facoltà teologica di Milano, due soli sono stati i suoi predecessori, monsignor Roberto Amadei, preside fino al 1981, e monsignor Angelo Bertuletti. «È un incarico che assumo con gratitudine e
Da “L‟eco di Bergamo” di Venerdì
22 Luglio 2011.
Comunicazioni dall‘A.M.A.
Indirizzi Internazionali dei nostri missionari aggiornato al 24 Giugno 2011
Nome Cognome
Posta Elettronica
Padre Aldo Balzi - Catholic Church - P. O. Box 221/2 - Bedele - Illubabor Etiopia
Padre Marco Ceroni - Rua 13 - n° 199 - Jaraguà I - 39404 - 212 - Montes
[email protected]
Claros - Brasile
Suor Maddalena Manenti - P. O. Box 31832 - Lusaka - Zambia
[email protected]
Don Pierluigi Manenti - Calle Passeo - 812 - 95100 Guantanamo - Cuba
[email protected]
Padre Dante Bertolazzi - Av. Pe. Manoel da Norberga 1046 - C. P. 95 [email protected]
68908-030 - Macapà - AP - Brasile
Padre Raffaele Manenti - PIME House 69/13 - MOO 1 - Tivanon Road Ban
[email protected]
Mai - Pakkret - Nonthaburi - 11120 - Tailandia
Adriana Valle - Rua Pauline Gogler 61 - 06730 - 000 - S. Paolo - Brasile
[email protected]
Suor Valentina Rizzi - Josè Francisco Acosta 1949 - Villa Argentina 5006 [email protected]
Còrdoba - Argentina
Suor Eugenia Valle - Comboni Sisters Lavington Aerea - P. O. Box 25736 00603 - Nairobi - Kenia
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Nuovi ministri straordinari della Comunione
per una Chiesa ministeriale.
Da “37° Sinodo della Chiesa di Bergamo.
Costituzioni sinodali”, Litostampa Istituto Grafico,
Bergamo 2007, pp.61-62:
Signore.
Queste persone da me contattate hanno sostenuto
un corso condotto da alcuni sacerdoti della Diocesi.
Dopo di che ho mandato al Vescovo la domanda di
ammissione al ministero. Ad oggi siamo in attesa
della risposta. Quando arriverà ci sarà nelle
parrocchie il rito del mandato e potrà cominciare il
servizio effettivo. Le persone da me individuate
sono:
Collaborazione in forma personale o in gruppo:
ministerialità diffusa
56. Nella comunità cristiana non sono mai mancati
e non mancano uomini e donne, religiosi e laici,
disponibili a farsi carico di compiti di carità e di
assistenza, di culto e di educazione cristiana, di
attività pratiche e organizzative. Ciò può avvenire
mediante un incarico svolto in forma individuale o
in gruppi. Le situazioni sempre più diverse e
complesse dell‘odierna società e la necessità di
risposte più attente alle persone e agli aspetti
relazionali sollecitano nuove figure ministeriali al
servizio della parrocchia, nel campo catechistico e
in quello liturgico, nell‘animazione caritativa e
nella pastorale familiare. Si promuovano forme di
ministero straordinario da affidare, secondo i riti
prescritti e le norme della legge universale e
particolare, con l‘autorizzazione del Vescovo, a
persone debitamente preparate, distinte per la vita
cristiana, la fede e la condotta e che abbiano una
congrua formazione liturgica e biblica. Ciò che già
avviene nella nostra diocesi, per esempio, con i
ministri straordinari della comunione, per facilitare
l‘accostamento alla S. Comunione degli ammalati e
degli anziani, impediti di partecipare alla Messa.
Per la parrocchia di Oltre il Colle:
Manenti Oriella, Ceroni Francesco (Tonino),
Ghilardi Luisella, che si aggiungono a Cortinovis
Mariangela.
Per la parrocchia di Zambla:
Rizzi Mario, Valle Elisa, Tiraboschi Giacomina,
che si aggiungono a Blacut Elvira.
Per la parrocchia di Zorzone:
Dolci Paolo, Carrara Gianna, Palazzi Vittoria, che
si aggiungono a Palazzi Natale e Palazzi Dario.
D. Augusto
+ S.E.Rev.ma Mons. Amadei Roberto.
Nelle nostre parrocchie
sono già presenti alcuni
ministri straordinari della
Comunione. Essendo
però elevato il numero
delle persone che
chiedono di potersi
comunicare in casa a
causa della salute
malferma (parliamo di
circa 40 anziani e/o
ammalati), ho ritenuto
opportuno chiamare a
questo ministero altre
persone per ―rafforzare‖
il servizio. Sarebbe bello
poter
portare
la
Comunione tutte le
domeniche a tutti i
malati, ma per fare
questo occorrono molti
―operai‖ nella messe del
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Pensieri dei ragazzi della Cresima e della
Prima Comunione
Abbiamo riportato, in queste brevi frasi, le testimonianze dei bambini che hanno ricevuto il
sacramento dell‟eucarestia.
Queste sono le riflessioni dei ragazzi che hanno
ricevuto il sacramento della Confermazione.
JACOPO: quando ho ricevuto la Cresima ho
provato tanta emozione. So che se voglio
migliorare, se voglio cambiare, devo mettere
tutta la mia volontà e Dio mi aiuterà. Ho capito
che devo davvero impegnarmi se voglio dare
l‘esempio. Sento che lo Spirito Santo mi sta
aiutando e io voglio cambiare.
ALESSIA: grazie Gesù, perché mi hai regalato
il dono più bello della vita e sarai per sempre
vicino a me. Grazie perche sei entrato nel mio
cuore che adesso è pieno di felicità e purezza.
ANDREA: grazie Gesù, perché sei entrato nel
mio cuore e potrai starmi vicino ed aiutarmi,
Tu, tua madre Maria e il tuo padre S. Giuseppe.
LORENA: il giorno della Cresima ho provato,
nel momento di ricevere lo Spirito Santo, grande
gioia e agitazione perché ero contentissima di
riceverlo.
ASIA: grazie Gesù, perché il giorno della mia
Prima Comunione è stata una bellissima giornata e per la prima volta sei entrato nel mio
cuore. Il momento più bello è stato quando ho
ricevuto il corpo e il sangue di Gesù.
ADOLFO: quando ho ricevuto lo Spirito Santo
ho sentito tanta gioia.
LORENZO, ANNA, LARISA, DAVIDE,
PAOLO: ricevere la S. Cresima è stato un
evento commemorabile, abbiamo provato
felicità, allegria, entusiasmo ed emozione. Nel
nostro corpo non è cambiato niente, ma la nostra
anima è migliore.
DANIEL: mi è piaciuto moltissimo il momento
in cui ho ricevuto il corpo e il sangue di Gesù.
Voglio ringraziare Gesù e Maria perché è stata
una bella festa e c‘erano tante persone con noi.
SARA: grazie Gesù perché ho ricevuto la Prima Comunione e Tu sei entrato nel mio cuore.
Ti ricorderò sempre nelle mie preghiere.
LAURA E SARA: ricevere lo Spirito Santo
significa prendere in dono una guida che ti
seguirà per tutta la vita. Lo Spirito Santo dà
forza e gioia, dà coraggio e speranza, dà luce e
amore. Noi abbiamo provato tutte queste
sensazioni e siamo sicure che lo Spirito Santo ci
aiuterà a superare gli ostacoli della vita.
BENEDETTA: grazie Gesù perché mi hai invitato alla Tua mensa e mi hai reso più buona di
prima.
MARTINA: grazie Gesù per avermi invitato
alla Tua mensa e grazie per avermi fatta diventare più buona. Ti ringrazio per la mia famiglia.
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50° di Messa di
don Dante Palazzi e don Pietro Scolari
Il 27 Maggio del 1961 per l‘imposizione delle mani
del Vescovo Sua Eccellenza mons. Giuseppe Piazzi
sono stati ordinati 18 sacerdoti, tra i quali i nostri
don Dante e don Pietro: due preti novelli nella
parrocchia di Zorzone in un solo giorno: un evento
più unico che raro!
Giorno di grande festa la domenica quando hanno
celebrato la loro prima Messa in parrocchia. Chi
c‘era ricorda la gioia di quei momenti e dice:
«Sembra ieri!». Invece, cari don Pietro e don
Dante, sono passati 50 anni. Anni di apostolato
nella nostra diocesi: don Pietro è stato nominato
vicerettore al Patronato S. Vincenzo, poi parroco a
Frerola ed economo spirituale a Bagnella;
coadiutore parrocchiale nella parrocchia di S. Lucia
in città; parroco a Comenduno; prevosto a
Valtesse; infine Vicario parrocchiale a Zanica.
Don Dante ha iniziato il suo ministero come
coadiutore parrocchiale a Parre, poi a Cornalba,
dove in seguito è stato nominato parroco; poi
parroco a S. Gervasio; a S. Pietro in Romano di
Lombardia; Vicario Parrocchiale in Santa Maria
delle Grazie in città; parroco a Pezzolo; infine
cappellano della fondazione ―Maria Ausiliatrice‖ in
Bergamo. 50 ani di lavoro nella vigna del Signore.
Mi piace ricordare in questa occasione che qualche
anno dopo, nel 1997, la Parrocchia di Zorzone ha
dato alla Chiesa un nuovo sacerdote, d. Sergio
Carrara. Ed oggi ancora un ―bocciolo‖: Paolo,
seminarista alle medie.
Preghiamo per i nostri sacerdoti, per i nostri
seminaristi, per le vocazioni, perché le nostre
parrocchia siano ancora madri di sacerdoti e
consacrati/e per la vigna del Signore.
Nella foto don Dante e don Pietro assieme ai loro compagni il giorno dell‘ordinazione. Con loro il Vescovo,
mons. Giuseppe Piazzi con il segretario mons. Luigi Affini, il rettore del Seminario, mons. Luigi Sonzogni,
il Vicerettore don Giovanni Carnazzi, il padre spirituale mons. Giuseppe Angiolini.
d. Dante
d. Pietro
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1961-2011
50 ANNI DI AZIONE CATTOLICA A ZORZONE
Dal ―Liber Cronicon‖ del 1961
conservato nell‘archivio parrocchiale di Zorzone.
pag 35:
«Si è agli inizi. Si tratta di impostare l‘attività. Mentre la domenica in genere è riservata alle attività per
tutta la parrocchia, le sere della settimana si riservano all‘A.C., alle filodrammatiche, ai consigli vari, alle
altre iniziative. Bisogna dire che c‘è diffidenza verso l‘A.C., forse perché quando era stata iniziata da don
Imberti avvenne qualcosa che la fece morire; nei giovani per qual naturale e sotto un certo aspetto buon
gusto di vedere prima, nelle figliole perché molte s‘allontanano in permanenza per ragioni di servizio, altre
per tutta la stagione per motivi di lavoro. Quest‘anno funzionano le sezioni minori: Beniamine ed aspiranti
con le loro dirigenti. Per la GIAC la Sezione Aspiranti con un‘attenzione particolare alla sotto-sezione Preju che quindicinalmente hanno una riunione in casa del parroco. Il parroco per sfrondare alcuni abusi
penetrati nella gioventù tanto maschile che femminile, forse anche perché da tempo non si è fatto nulla per
le diverse categorie, a volte è costretto ad essere un poco severo, ma è più l‘impressione che la realtà».
pag 37:
Distribuzione per contrada
Famiglie
Scolari Santini
Gasparelli Nedai
Pere
Chiesa
Sotaralli
Colombo Vandulas
tot.
18
15
27
38
12
10
—-120
Abitanti
tot.
75
59
121
190
72
43
——
560
ORGANIZZATIVA
Confraternite
Associazioni
Confratelli
Consorelle
Figlie di Maria
52 eff. 9 asp.
Cintura
Giov. Maschile di A.C.
15 eff. 10 asp.
Giov. Femm. di A.C.
A.C.L.I.
Apostolato Preghiera
Perdono d‘Assisi
Piccolo Clero
n° 15
n° 110
(1960 = 14)
n° 61
tutti
(1960 = 28)
(1960 = id.)
n° 25
n° 25
n° 45
n° 146
n° 187
n° 12
(1960 non esisteva)
(1960 non esisteva)
(1960 = 45)
(1960 = 111)
(1960 = 182)
n° 65
n° 28
n° 25
n° 12
}n° 93 (‗60 non esiste elenco)
}n° 37
(1960 = 111)
Scuole di catechismo
Iscritti alle elementari
Iscritti post-Elementari
Premiati elementari
Premiati post elementari
Asilo
Frequentanti in media
Oratorio Femm.
=
Oratorio maschile =
n° 35 (1960 = 35)
c’è l’ambiente, TV, teatro, cine, cortile. Poco frequentato
nel 1961 si completano le due sale a pianterreno casa parrocchiale.
13
INS
iEME
Comincia da questo resoconto del 1961 tratto dal
―Cronicon‖, diario parrocchiale curato dal parroco,
la storia dell‘Azione Cattolica a Zorzone.
Introdotta e sostenuta dal caro parroco don
Domenico Avogadro che ne guidò i primi passi tra
i giovani di allora.
tutti i sacerdoti che hanno sostenuto e sostengono
l‘associazione. Grazie ai tanti laici che si sono
avvicendati nei vari incarichi, dai presidenti agli
animatori ai semplici soci che con l‘impegno e la
costanza hanno tenuto e tengono viva l‘AC e
continuano a spendersi nella dedizione e
nell‘amore a Gesù Cristo, alla Chiesa e alla
parrocchia.
Un parroco che introduce e incoraggia l‘insorgere
in parrocchia di un‘associazione di laici, nel
lontano 1961, in un piccolo paese di montagna
come Zorzone, negli anni straordinari del Concilio
Vaticano II°; una storia che si apriva a grandi
speranze.
Abbiamo festeggiato durante il triduo della nostra
festa patronale della S.S.Trinità, proponendo alla
parrocchia due iniziative:
sabato 18 giugno alle 21,00: ―Lodi all‘altissimo‖,
preghiera in canto con il coro Santa Maria del
Bosco di Miragolo-Somendenna, mirabile
esecuzione di canti sacri che ha visto un‘ottima
partecipazione;
È interessante rileggere i tanti gruppi e attività
presenti in parrocchia; fa pensare di certo il numero
degli abitanti, ben 560: anche questa è nostra storia
e nostro presente.
Dal 1961 ai giorni nostri, non senza fatiche e
trasformazioni obbligate, l‘Azione Cattolica è
ancora realtà nel nostro paese e conta 9 tesserati nel
settore adulti, 6 nel settore giovani e 14 nel settore
ragazzi, la mitica ―ACR‖!!!
domenica 19 giugno ore 17,00 animazione per
ragazzi e per tutti con il mago dell‘allegria padre
Giosuè Torquati, che ha saputo coinvolgere e
divertire nel segno della fede.
Ringraziamo davvero il Signore per tutti questi
anni di lavoro e di apostolato, e ci rimettiamo come
ad ogni nuovo tesseramento sotto la protezione di
Maria Immacolata con tutte le nostre fragilità, le
nostre poche energie, con i nostri propositi e le
nostre grandi speranze.
Adulti, giovani e ragazzi che continuano ancora a
trovarsi insieme nella preghiera, nel confronto, nel
gioco, a seguire il cammino di formazione proposto
ogni anno dall‘Associazione.
1961-2011. Quest’anno tocca a noi festeggiare i 50
anni di fondazione e non potremmo farlo senza
prima ringraziare chi per noi ha iniziato questa
avventura . Grazie quindi al parroco fondatore e a
Maria Madre della Chiesa prega per noi.
Paolo.
14
INS
iEME
La Scuola Materna ―Gerolamo Palazzi‖ e
i finanziamenti statali.
Ad Oltre il Colle c‘è una bellissima Scuola
dell‘Infanzia, che tutti conosciamo. Quest‘anno
ospita 19 bambini dai tre ai sei anni, seguiti dalla
maestra Marianna, dalla cuoca Franca e da alcuni
volontari che collaborano nell‘accudire i bambini,
nel tenere pulito e ordinato l‘ambiente, nel lavoro
di segreteria.
Tutti conosciamo questa bella realtà e, penso, tutti
comprendiamo quanto sia importante per la crescita
umana dei nostri figli e come supporto alle
famiglie.
Forse non tutti sanno quanto sia impegnativa la
gestione e il mantenimento economico (far
quadrare i conti).
Scrivo queste righe perché l‘ADASM,
l‘associazione delle scuole materne paritarie cui
aderiamo, ci comunica che a livello statale si parla
di tagliare i finanziamenti alle scuole come la
nostra di oltre il 50%.
La notizia avrà dato un certo sollievo a chi è
abituato a sentir dire che ―lo stato dà soldi alla
scuola privata togliendo così risorse alla scuola
pubblica‖: finalmente si taglia alla privata per
restituire alla pubblica.
Questo tipo di informazione, che tutti abbiamo
nelle orecchie, è alquanto imprecisa.
Per spiegare questo pensiero vi propongo una
riflessione che non parte da ―massimi sistemi‖, che
rischiano di rimanere astratti (come l‘idea che i
soldi alla privata sono un furto contro la pubblica),
ma dalla nostra realtà.
La nostra scuola sarebbe ―privata‖. Ma è così? Non
direi: la nostra non è una scuola ―privata‖, ma una
scuola pubblica (è aperta a tutti) e paritaria (cioè
garantisce determinati standard richiesti per legge).
È la gestione che cambia: non è statale, ma
parrocchiale. Allora la prima considerazione che
faccio è questa: non posso distinguere tra ―privato‖
e ―statale‖ inducendo l‘idea che la privata è per chi
vuole, mentre la statale è pubblica, ma posso
distinguere tra ―scuole pubbliche a gestione statale‖
e ―scuole pubbliche a gestione privata‖ (nel nostro
caso parrocchiale). Già questo ci aiuta a cambiare
prospettiva.
Andiamo avanti con la riflessione: cosa vuol dire
―50% finanziamenti statali in meno‖ per la nostra
scuola materna (pubblica - paritaria) a gestione
parrocchiale?
Partiamo dal preventivo di spesa per l‘anno
scolastico in corso.
Ecco le voci di spesa:
Costo del personale
Beni di consumo
Servizi
Tasse
Ammortamenti
TOTALE USCITE
IRAP
2%
€
€
€
€
€
€
51.750,00
20.200,00
13.100,00
1.600,00
6.200,00
92.850,00
Preventivo spese
2010/11 Ammorta
menti
6%
Servizi
14%
Costo del
personal
Beni di
e
consumo
56%
Adesso22%
vediamo dove andiamo a prendere
92.850,00 Euro.
Contributo famiglie (rette)
Contributo statale
Contributo comunale
Contributo regionale
A carico della Parrocchia
TOTALE
€
€
€
€
€
25.745,00
18.000,00
21.000,00
3.800,00
24.305,00
92.850,00
Cosa vuol dire riduzione del contributo statale del
50%? Vuol dire che la voce “contributo statale”
(Continua a pagina 17)
15
INS
iEME
I bambini della Scuola Materna al castello
di Malpaga
non entri più‖.
Noi siamo stati accolti da amici e abbiamo varcato
il ponte levatoio per scoprire il magico mondo del
castello: le stanze dove viveva il principe
Bartolomeo Colleoni con le sue figlie, la torre dove
ci si rifugiava quando il castello era attaccato dai
nemici… abbiamo visto anche la stanza della
strega, che però era stata resa innocua da un
incantesimo che l‘ha fatta diventare piccina
piccina…
Nel pomeriggio due principesse abitanti del
castello ci hanno vestiti come cavalieri e dame
medievali e abbiamo rivissuto la visita che il re
Cristiano I di Danimarca ha fatto tanti secoli fa al
castello di Malpaga. Nella foto ci siamo noi con
questi bei vestiti.
Il giorno 25 Maggio i bambini della nostra Scuola
Materna, accompagnati dalla maestra Marianna e
da don Augusto, sono andati in gita al castello di
Malpaga.
Siamo stati accolti da una principessa che ci ha
spiegato tutto sul mondo del castello: ci ha
mostrato le mura ornate da una bella merlatura e
circondate da un enorme fossato, oggi asciutto, ma
un tempo pieno di acqua. Mura e fossato servivano
per far sì che dentro il castello gli abitanti fossero
protetti. Infatti si diceva: ―dentro il castello sicuri
come in un baccello, fuori nella boscaglia divampa
la battaglia‖. Per entrare e uscire dal castello c‘era
il ponte levatoio, che veniva calato a superare il
fossato per far entrare gli amici e sollevato per
sbarrare l‘accesso ai nemici. E si diceva ―ponte giù
con gli amici entri anche tu; ponte su nel castello
16
INS
80° degli Alpini di
Oltre il Colle
iEME
nostra associazione e per il nostro paese.
Un abbraccio a tutti e in particolare modo a chi
ama questa conca e, se può, fa qualcosa per questo
nostro stupendo angolo di mondo. E per chi sa solo
criticare e non muove un dito, suggerisco di
provare a fare qualcosa per gli altri e forse si
renderanno conto dell‘utilità e necessità del
volontariato e di com‘è più bello donare che
ricevere.
Arnaldo Cavagna Capogruppo
28 maggio, ore 21.00, Chiesa parrocchiale di Oltre
il Colle: si sentono canzoni della Montagna e in
particolare degli Alpini. Inizia così l‘80° del nostro
gruppo A.N.A.
29 maggio: il grande giorno. La giornata è
stupenda (sole), tanti alpini, tanti simpatizzanti,
tutto va bene, nessun problema vero e si inizia:
alzabandiera, sfilata, discorsi vari e S. Messa; poi
più rilassati pranzo e alcuni anche pizza la sera.
Non ho molto da dire: anche ripensandoci non
cambierei niente dell‘organizzazione. Devo solo
ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato (alpini e
non) per far sì che risultasse una giornata da
ricordare. In particolare devo ringraziare l‘alpino
Massimo Gotti che è stato il coordinatore della
sfilata, quello che sentivate gridare al microfono.
Pensate che è salito da Brembilla, ha lavorato per la
nostra sfilata e poi è corso subito a casa perché suo
figlio era rientrato dall‘ospedale il giorno prima.
Sono cose che fanno solo gli alpini. Per fortuna ce
ne sono ancora alcuni.
Un grazie sincero ai reduci che hanno deciso di
partecipare nonostante le fatiche causate da una
giornata così impegnativa.
Due parole sul nostro gruppo A.N.A. 80 anni sono
una vita, trascorsa a fare sì belle gare di sci e delle
feste campestri, ma anche a fare del volontariato,
fisico ed economico. I soldi ricavati ogni anno
nelle nostre feste sono stati subito distribuiti a chi
ne ha più bisogno di noi. Ora siamo in rosso, ma
piano piano rimetteremo i conti in ordine perché
quello che facciamo non lo facciamo solo per noi,
ma per la comunità. Purtroppo mi sembra che non
tutti lo capiscono. Comunque pazienza noi
andremo avanti fino a quando riusciremo e se un
giorno dovremo mettere lo zaino a terra lo faremo
consapevoli di aver fatto tutto il possibile per la
(Continua da pagina 15)
passa da 18.000 a 9.000 Euro.
Se non ce li mette più lo stato vuol dire che ce li
deve mettere qualcun altro. Chi?
La parrocchia, cioè tutti noi con le nostre offerte
libere che versiamo quando andiamo a Messa, ci
mette già la struttura (che non è poco), il lavoro
volontario delle persone che si occupano della
segreteria (che non è poco), e 24.305,00 Euro (che
non è poco).
Andiamo avanti con la riflessione.
La nostra scuola ―privata‖ (per usare il linguaggio
scorrettamente utilizzato dai grandi canali di
comunicazione), guarda caso è l‘unica che possono
scegliere i bambini della nostra valle. Cioè non c‘è
una scuola pubblica statale dove poter andare, ma
solo la scuola ―privata‖ (succhiasangue verso le
risorse dello stato come si vorrebbe lasciar
credere), che allora capisco bene non essere
―privata‖, ma pubblica a gestione parrocchiale
perché non c‘è nessun altro che apre una scuola
pubblica statale oggi qui in Alta valle Serina!
E la maggioranza delle scuole materna d‘Italia
sono paritarie!
Andiamo avanti e vediamo come fanno le scuole
―private‖ a ―rubare soldi e risorse‖ alla scuola
statale.
La nostra scuola costa quest‘anno 92.850,00. Allo
stato costa 18.000, Euro (se dimezza i contributi
9.000,00 Euro). Se fosse statale quanto costerebbe
allo stato? Molto più di 92.850,00 Euro: pensiamo
solo all‘aumento del costo del personale e al costo
della struttura che è
parrocchiale…
A conti fatti la scuola paritaria di
Oltre il Colle (e le scuole paritarie
in genere) è un costo o una risorsa
per lo Stato (e la comunità)?
Siamo in un periodo di crisi
economica e di scelte difficili:
bisogna fare dei tagli. Ma è giusto
tagliare
nel
campo
dell‘educazione?
17
d. Augusto, presidente della
Scuola Materna ―Gerolamo
Palazzi‖
INS
iEME
cercando di creare più spazio e speriamo che il
municipio ci dia una mano. I pacchi sono arrivati
tutti, i due che ho fatto io e quello di Anna. Non ho
più niente, oggi ho fatto un bazar simbolico con
prezzi da un Euro fino a 5 Euro e non vi
immaginate la gioia di avere una giacca per il figlio
la tuta per la bambina, il maglione per il fratello e
così via. Se riuscite a fare altri pacchi ve ne
ringrazio. Giacche a vento tute, maglioncini jeens e
giacche estive per ragazzi e ragazze. Sono quanto
più cercano per bambini .C'é bisogno anche per
giovani e i mariti. Grazie di cuore per tutto e che la
Madonna vi ringrazi sempre. Un abbraccio Adriana
Brevissime
Padre Marco Ceroni
ci manda i
suoi auguri di buona Pasqua:
―I popoli cristiani scambiano oggi lo stesso
annuncio, che da quasi duemila anni è principio di
fede, dono di grazia celeste, stimolo di attività
coerente. Il Cristo è risorto: tutto e tutti devono
riflettere la luce di lui: l'uomo e la famiglia, le leggi
e il costume, e le varie forme di vita comunitaria
delle nazioni. Poiché Cristo ha vinto il peccato e la
morte, instaurando nuovo ordine nei rapporti
dell'uomo con Dio, nulla può ormai esimersi dal
suo divino imperio: «come Cristo risuscitò da
morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo
in novità di vita» (Rm 6, 4). Surrexit Christus,
alleluia! Il saluto dice radioso programma: non
morte, ma vita; non divisioni, ma pace; non
egoismi, ma carità; non menzogna, ma verità; non
quel che deprime, ma il trionfo della luce, della
purezza, del mutuo rispetto. E poiché ciò
costituisce la salvezza, il servizio, l'onore del
cristiano, questa sia la vostra testimonianza. La
letizia di Pasqua irraggi dalle vostre parole e opere,
sì che la forza animatrice del Cristianesimo si
propaghi in tutti gli stadi della vita, e vi rechi
fermento rinnovatore di giustizia e di carità.
Buona Pasqua!‖ .
Il futuro del Cinema di
Adriana Valle ci scrive: Oltre il Colle.
In questi anni a livello mondiale il Cinema sta
vivendo una importante innovazione tecnologica: il
passaggio dalla pellicola al digitale. Ad oggi
convivono questi due supporti. A Oltre il Colle
siamo dotati di una macchina per la proiezione di
pellicole. Nel giro di due anni il passaggio sarà
completato, cioè le case cinematografiche non
produrranno più pellicole, ma solo ―hard disk‖ per
la proiezione di film in digitale. Questo significa
che chi vorrà continuare a proiettare film dovrà
dotarsi di una macchina per la proiezione in
digitale. Il costo dell‘apparecchiatura? Dai 60.000
Euro in su (i.v.a. esclusa). Quale futuro per il
cinema a Oltre il Colle?
Carissimi tutti, eccomi viva dopo il mio rientro in
Brasile. Vi potete immaginare dopo 40 giorni fuori
ti sembra di ricominciare tutto. La vita va avanti e
anche le gioie e i problemi crescono. Venti giorni
fa un ragazzino dei nostri progetti stava venendo
dalla sua casa per ritrovarsi con gli altri ragazzini
che dovevamo andare in un'altra città a fare un
torneo di calcetto, quando una moto lo ha travolto e
anche se i soccorsi sono stai immediati non ha
resistito alle ferite. Aveva 12 anni. È stato un colpo
per tutti e domenica scorsa abbiamo fatto il nostro
torneo dedicato a lui. All'altro villaggio le mura del
cintato sono crollati per i lavori che stanno facendo
nella strada comunale per l'asfalto. Ora dobbiamo
chiedere che il municipio ci aiuti perché dobbiamo
sbatterlo giù per il pericolo dei bambini e
ricostruirlo. Al mio rientro dopo tre giorni la
polizia alle 5 del mattino ha invaso il villaggio per
cercare armi e droga che erano nascoste nelle case
da alcuni del villaggio. Hanno trovato armi pesanti,
munizioni e droga e fatti prigionieri 7 giovani e
adulti. Il centro comunitario del Bairro do Carmo
sta crescendo con la frequenza dei bambini e lo
spazio diventa sempre più piccolo ma stiamo
18
INS
iEME
Esercizi Spirituali Parrocchiali 2010
Fate questo in memoria di me: La preghiera cristiana della Messa
Quinta Meditazione: Riti di Comunione e riti di conclusione
“Beati gli invitati alla cena del Signore.”
presente nell‘assemblea stessa? Questo gesto è
segno del nostro proposito di dimenticare qualsiasi
rancore e abbandonarci nell‘unione della Chiesa
riunita per celebrare il Memoriale della Morte e
Risurrezione del suo Signore. Il gesto può essere
considerato conclusione dell‘atto penitenziale e
risposta alla preghiera del Padre Nostro.
RITI DI COMUNIONE
Padre Nostro (In piedi)
( C ) Obbedienti alla parola del Salvatore e formati
al suo divino insegnamento, osiamo dire:
( C ) ( A ) Padre nostro, che sei nei cieli, sia
santificato il tuo nome, ... ma liberaci dal male.
Frazione del pane (In piedi)
La preghiera che Gesù ci ha insegnato, recitando la
quale tutti ci riconosciamo figli di un solo Padre e
chiediamo il pane quotidiano e quello eucaristico, è
la preghiera che ci aiuta a rivestire a festa il nostro
cuore.
Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo
nell‘ultima Cena, sin dal tempo apostolico ha dato
il nome a tutta l‘azione eucaristica. Tale gesto, al di
là dell‘utilità pratica, è il segno della comunione
con il corpo di Cristo nella Chiesa. Significa che
noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo
nella comunione a un solo pane di vita. (1 Cor
10,17). Come Gesù nell’ultima Cena, spezzò il
pane per distribuirlo agli Apostoli, così il sacerdote
spezza il pane (vedi Gesù nella moltiplicazione dei
pani e dei pesci, all‘istituzione dell‘Eucaristia, a
Emmaus).
Embolismo
Significa far risuonare. È una amplificazione della
richiesta di liberazione da ogni male espressa nel
Padre Nostro.
( C ) Liberaci, o Signore, da tutti i mali concedi la
pace ai nostri giorni e con l‟aiuto della tua
misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e
sicuri da ogni turbamento, nell‟attesa che si
compia la beata speranza e venga il nostro
salvatore Gesù Cristo.
Immixtio (In piedi)
Il celebrante prende un frammento dal pane
spezzato che depone nel calice, dicendo sottovoce:
Dossologia (glorificazione)
( C ) Il Corpo e il Sangue di Cristo, uniti in questo
calice, siano per noi cibo di vita eterna.
( A ) Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei
secoli.
Ovvero immissione di una particella del Pane
eucaristico nel calice. Nella Chiesa degli inizi la
liturgia era presieduta sempre dal Vescovo. Però
con la diffusione del Vangelo la S. Messa
domenicale celebrata in un solo luogo, non fu più
sufficiente. Si delegarono, per queste nuove
necessità, dei sacerdoti a presiedere l‘Eucaristia
nelle Chiese della periferia. Per significare l‘unione
di queste con la Chiesa ove il Vescovo presiedeva,
da questa, partivano dei ministri con dei frammenti
dell‘Eucaristia per le ―celebrazioni nelle comunità
lontane‖. Quel fermentum che era posto nel calice
del Sangue di Cristo, simboleggiava il ―lievito‖ che
fa fermentare. E‘ segno di intima comunione.
Rito della pace (In piedi)
( C ) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi
Apostoli, vi lascio la pace, vi do la mia pace, non
guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua
Chiesa e donale unità e pace secondo la tua
volontà, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
( A ) Amen.
( C ) La pace del Signore sia sempre con voi ( A ) E
con il tuo spirito
( C ) Scambiatevi un segno di pace.
Rito della pace, con il quale i fedeli implorano la
pace e l‘unità per la Chiesa e per l‘intera famiglia
umana, ed esprimono fra di loro l‘amore
vicendevole, prima di partecipare all‘unico pane
(PNMR 56). È un gesto esigente. Come potremmo
entrare in chiesa, celebrare l‘Eucaristia assieme a
tutti i nostri fratelli, figli del medesimo Padre,
celebrare il Signore Morto e Risorto per noi, e allo
stesso tempo provare odio contro qualcuno, magari
( A ) Agnello di Dio, che toglie i peccati del
mondo abbi pietà di noi, Agnello di Dio ... dona a
noi la pace.
Si può ripetere questa invocazione quante volte è
necessario per accompagnare la frazione del pane.
Questo canto riprende le parole del Battista per
indicare il Cristo ai discepoli: ”Il giorno dopo,
Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse:
19
INS
iEME
„Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il
peccato del mondo!‟” (Gv 1,29).
una delle tue membra. Se ti dessero delle pagliuzze
d‟oro, non le prenderesti con la massima cura,
facendo attenzione a non perderne nulla e a non
danneggiarle? Non farai dunque assai più
attenzione per qualcosa che è ben più prezioso
dell‟oro e delle pietre preziose, in modo da non
perderne nemmeno una briciola? Dopo esserti
comunicato al Corpo di Cristo, aspettando
l‟orazione, rendi grazie a Dio che ti stimò degno di
così grandi misteri». (s. Cirillo di Gerusalemme).
L‘implorazione è ancora una volta richiesta di
perdono e di pace.
Comunione (In piedi)
Il sacerdote con le mani giunte si prepara con una
preghiera silenziosa a ricevere fruttuosamente il
Corpo di Cristo dicendo:
( C ) La comunione con il tuo Corpo e il tuo
Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me
giudizio di condanna, ma per tua misericordia sia
rimedio e difesa dell‟anima e del corpo.
Il gesto a cui invita Cirillo di Gerusalemme è il
gesto del povero che tende tutto il suo essere verso
Colui che gli porterà ogni ricchezza.
«Non senza ragione tu dici „Amen‟ riconoscendo
nel tuo intimo che ricevi il Corpo di Cristo.
Quando ti presenti per riceverlo, il Vescovo ti dice:
„Il Corpo di Cristo‟ e tu rispondi „Amen‟, cioè „è
vero‟; il tuo animo custodisca ciò che la tua lingua
riconosce» (S. Ambrogio).
Allo stesso modo pregano i fedeli con parole
proprie. Il sacerdote presenta il Pane eucaristico ai
fedeli, dicendo:
( C ) Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco
l‟Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.
( A ) ( C ) O Signore, non sono degno di
partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una
parola e io sarò salvato. Esprimiamo un
sentimento di umiltà di fronte al Signore nostro,
Agnello immolato.
Il sacerdote purifica la patena e il calice, dicendo
sottovoce:
( C ) Il sacramento ricevuto con la bocca sia
accolto con purezza nel nostro spirito, o Signore, e
il dono a noi fatto nel tempo ci sia rimedio per la
vita eterna.
Il sacerdote si comunica con il Corpo e il Sangue
del Signore e dice sottovoce:
Ringraziamento (Seduti)
Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
Momento di silenzio
Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
Nessuno si è addormentato, ma si sta in ascolto del
soffio illuminante dello Spirito Santo che agisce
nel nostro cuore.
( A ) Il popolo canta o recita:
Antifona alla comunione e Salmo
Orazione dopo la comunione (In piedi)
Il canto durante la comunione, è segno dell‘unione
spirituale di coloro che si comunicano, dimostra la
gioia del cuore e rende più fraterna la processione
alla mensa.
( C ) Il Corpo di Cristo
In questa orazione si invocano i frutti del mistero
celebrato. Pellegrina nel tempo, nutrita alla mensa
della Parola e dei santi misteri, la Sposa del
Signore, assemblea santa, nel momento in cui sta
per sciogliere la convocazione ancora insiste
affinché il mistero celebrato diventi, per ogni
battezzato nella Morte e Risurrezione del Signore,
vita nuova nel tempo nel cammino verso il
compimento.
( A ) Amen
È segno di un dono e i doni si ricevono, non si
prendono. Non si può ricevere la comunione in un
modo qualsiasi! Contegno, dignità, rispetto, umiltà
si impongono. È il Figlio di Dio che viene verso di
noi! È il Corpo del Risorto che sarà deposto nelle
nostre mani. È il gesto del cristiano che, sapendosi
fragile, domanda di essere nutrito di questo Pane,
grazie al quale potrà vivere secondo il Vangelo.
( C ) Donaci, Signore, di godere pienamente della
tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto
pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e
del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei
secoli
«Quando ti avvicini, fa della tua mano sinistra un
trono per la destra, poiché questa riceve il Re dei
re e, nel cavo delle mani ricevi il Corpo di Cristo,
dicendo “Amen”.
( A ) Amen
RITI DI CONCLUSIONE
Santifica dunque accuratamente i tuoi occhi
mediante il contatto con il corpo santo, poi
prendilo e fa attenzione a non perderne nulla. Ciò
che tu dovessi perdere, infatti, è come se perdessi
Rito di congedo o rito di ingresso nel mondo?
I Riti di conclusione che portano a compimento la
celebrazione dei divini misteri comprendono: il
20
INS
iEME
saluto; la benedizione del sacerdote e il congedo. In
questo modo, il saluto e l‘invocazione trinitaria con
il segno della Croce, aprono e chiudono la
celebrazione, che si presenta come una
straordinaria ‗azione centrale‘ carica di significato.
La benedizione non è cosa da nulla. Biblicamente,
la benedizione torna sempre sul benedicente e
unisce a lui il benedetto. Dunque il celebrante
ancora una volta riporta i fedeli all‘unione con il
Padre ed il Figlio e lo Spirito Santo.
(A) Amen.
(C) Rivolga su di voi il suo sguardo e vi doni la sua
pace.
(A) Amen
(C) E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e
Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi
rimanga sempre.
(A) Amen
Congedo
Giustamente i Riti di conclusione possono essere
considerati una ‗liturgia di ingresso‘ nel mondo da
parte dei battezzati che, santificati dall‘Eucaristia e
nutriti in sovrabbondanza nella celebrazione,
sciogliendo l‘Assemblea santa, vanno ad adempire
la loro missione di diffusione del messaggio
evangelico nel mondo agli uomini amati da Dio e a
portare loro le primizie del Regno.
( C ) La Messa è finita: andate in pace.
( A ) Rendiamo grazie a Dio
L‘assenso finale e grato dell‘assemblea, ―Rendiamo
grazie a Dio‖ , esprime ancora il sentimento
perenne di riconoscenza della Chiesa per i doni
ricevuti
nella
celebrazione
e
insieme
l‘affermazione di volerli vivere di continuo nel
tempo.
Il Mistero del Signore è memoriale permanente che
i fedeli devono di continuo attuare fra i fratelli su
tutta la terra
Il sacerdote bacia l‘altare come all‘inizio.
L‘assemblea del popolo si scioglie lodando e
benedicendo Dio, per ritornare alle proprie case,
operanti nella fede, nella speranza e nella carità,
vigilanti nell‘attesa del suo Ritorno.
Saluto (In piedi)
( C ) Il Signore sia con voi ( A ) E con il tuo spirito
Benedizione
Andate in pace : Il discepolo, chiamato ad essere
per sua costituzione anche missionario, infatti:
“Gesù disse loro di nuovo: „Pace a voi! Come il
Padre ha mandato me, anch'io mando voi‟‖ (Gv
20,21), deve rispondere in cuor suo :”ora comincia
la mia missione‖, e ritornare con gioia al mondo e
ai fratelli a manifestare con il proprio
comportamento l‘opera di Dio e del suo Figlio
Gesù Cristo , ed annunciare come un giorno Maria
di Magdala (Gv 18,18):
( C ) Vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio
e Spirito Santo.
( A ) Amen
Il segno di Croce apre e chiude la celebrazione.
La Messa inizia e finisce con il segno della Croce,
come già indicato, tutto deve essere ricondotto alla
Croce e a quello che essa rappresenta.
In giorno e circostanze particolari, a questa
formula di benedizione si premette, secondo le
rubriche, un‟altra formula, più solenne. (PNMR
124)
HO VISTO IL SIGNORE!
Questa prevede che il sacerdote imponga le mani
sul popolo e pronunci la benedizione. La Chiesa
quando benedice, agisce su mandato del Signore
Risorto e in virtù del suo Spirito, da Lui concessole
come ausilio permanente. Essa loda Dio per i suoi
doni. Invoca la sua benedizione sugli uomini, su
ciò che essi realizzano e che serve loro. La parola e
il segno benedicente testimoniano perciò la
sollecitudine e l‘amore di Dio per l‘uomo e per il
suo mondo.
BIBLIOGRAFIA:
Egon Kapellari, ―I santi Segni della liturgia‖, Edizioni
Paoline Milano
Jean-Yves Garneau, ―SCOPRIRE L‘EUCARISTIA. Il
senso dei riti‖ Edizioni Messaggero Padova
Ludovico Maule, ―Per grazia tua ti lodo‖, Edizioni
Dehoniane Bologna;
Un esempio:
Romano Guardini, ―Lo spirito della liturgia. I santi
segni‖, Edizioni Morcelliana
(C) Il Signore vi benedica e vi protegga sempre.
―Messale festivo‖, Nuova Coletti Editore Roma
(A) Amen.
―PRINCIPI E NORME PER L‘USO DEL MESSALE
ROMANO‖, Edizioni O.R. Milano
(C) Faccia risplendere il suo volto su di voi e vi
doni la sua misericordia.
21
INS
iEME
A la nósta bràa maestra
Cara mé sciùra maestra
con lé a scöla l‘ éra sémper fèsta.
Adèss pörtròp la ‗ndà en pensiù
e nóter en rèsta poarì del bù.
La éta l‘ è essé, cognósess,
‗ncuntràss,
ma dòpo el v‘é chèl dé che mè
lagàss.
Però a Oltra l‘ Còl l‘gh‘è la sò cà
Essé ogni tàt m‘ la ‗ncuntrérà.
E se a Gremóld la égnerà a caminà
i porte i è érte e la nósta scöla
‗l la brassèrà fò comè sò fiöla.
Evviva Anna Carminati nósta
maestra
a scöla con lé, i éra dè de festa.
Sergio Fezzoli
22
INS
iEME
ANGOLO DELLA MEMORIA
28 Maggio 1961: festa della Prima Messa di don Dante Palazzi e don Pietro Scolari a Zorzone
23
INS
iEME
INSIEME
Responsabile: don Augusto Benigni
Comitato di redazione: Yvette Epis, Ivonne Arioli, Sergio
Fezzoli, Piera Palazzi, Milena Rizzi, Aurelia Tiraboschi,
Oscar Tiraboschi
Addetti alla consegna: Graziella Bonzi, Gianna Carrara,
Martina Carrara, Eleonora Ceroni, Claudia Maurizio, Anna
Palazzi, Ofelia Palazzi, Piera Palazzi.
Periodico dell‟Unità Pastorale Alta Valle Serina.
È distribuito gratuitamente a tutte le famiglie dell‘Unità
Pastorale Alta Valle Serina (parrocchie di Oltre il Colle,
Zambla e Zorzone), a preti, religiose e religiosi nativi o che
hanno prestato servizio in parrocchia.
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Luglio Settembre