Apla e ilEditoriale territorio Tra burocrazia e giungla fiscale Siamo sudditi o cittadini? 4 Apla e il territorio 8 Dal nazionale 10Lavoro 11 Marketing territoriale 12 Apla e le sue imprese 13Categorie 16 Confartigianato Persone 17 Servizi e convenzioni 18Fiscale 22Credito Parma Artigiana Mensile Direttore Responsabile: Gianfranco Ragonesi Hanno collaborato a questo numero: Fabio Bonatti Annamaria Borelli Clementino Gabbi Ivano Mangi Gianluigi Pellegrini Manuela Pollari Paolo De Santi Davide Soliani Coordinamento editoriale: Tatiana Cogo - [email protected] Stampa e grafica: Tipolito AMC Via Nitti, 5 - Parma - tel. 0521 291432 [email protected] - www.amcparma.it Pubblicità Francesco Melley - [email protected] Tel. 0521.219291 - Cell. 347.3765645 Ancora una volta dobbiamo constatare, purtroppo, che non sempre quanto viene dichiarato dal governo si traduce in realtà. Non abbiamo mai amato la politica dell’annuncio, strategia che serve solo per acquisire consenso anche perché di tante promesse, purtroppo, non abbiamo visto una concreta attuazione. A oggi, per fare un esempio, siamo ancora molto distanti da una vera semplificazione e sburocratizzazione, promesse più volte. Pensiamo al 730 precompilato: cercando di copiare esperienze da altri paesi, da questo punto di vista più avanzati, il governo ha voluto introdurre, in pochissimi mesi, la dichiarazione dei redditi precompilata. Moltissime persone si aspettano che la loro dichiarazione dei redditi arriverà pronta per essere firmata e consegnata al CAF di turno e, in tanti, rimarranno presto delusi. I sostituti d’imposta (datori di lavoro e soggetti che hanno erogato compensi a lavoratori autonomi) sono stati obbligati a stringere i tempi e hanno dovuto sostenere maggiori oneri per anticipare all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, redditi e compensi erogati. Tutto questo sforzo però non sarà sufficiente perché il 730 precompilato non sarà utilizzabile, in moltissimi casi. Il CAF che - voglio sottolineare - non riceverà alcun compenso per il servizio svolto (apposizione del visto di conformità e invio telematico) rischia addirittura di dover rispondere non solo per sanzioni, ma anche per le imposte eventualmente non versate oppure erroneamente chieste a rimborso. Una situazione quanto meno paradossale e che scontenta tutti. È vero che se si vuole andare avanti verso la semplificazione da qualche parte bisogna cominciare, ma è anche vero che le cose fatte in fretta, senza pensare alle conseguenze, non portano a buoni risultati. Quello che non sanno i contribuenti è che al Caf si deve presentare il 730 precompilato solo se effettivamente corrisponde alla situazione personale. Quindi ognuno deve scaricarlo dal sito dell’Agenzia delle Entrate che vuol dire avere una postazione con accesso a Internet e dimestichezza con le tecnologie: situazioni che purtroppo non sempre si verificano. È probabile che chi ha pensato a questa soluzione avesse un’immagine dell’Italia e degli italiani ben diversa da quella reale. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di modifiche normative enorme, che ha spesso solo complicato le cose, in particolare quelle di carattere fiscale. Ci troviamo di fronte a un comportamento da parte del governo di turno e del Parlamento poco rispettoso dei cittadini. Se un contribuente ritarda a pagare o commette un errore in un adempimento ecco che scattano sanzioni, ma se sono le stesse istituzioni come il governo, i ministeri e il parlamento a ritardare l’adozione di norme che danno attuazione a leggi dello Stato nessuno risponde di nulla. A oggi mancano tra i 230 e 250 provvedimenti attuativi di norme già in vigore. Non parliamo poi delle circolari ministeriali. Forse siamo ancora considerati sudditi e non cittadini, in barba alla Costituzione, allo Statuto del contribuente e allo Statuto delle imprese. È assurdo che ciò possa capitare ancora nel 2015 visto che l’Italia non è più monarchia da quasi 70 anni. Leonardo Cassinelli Presidente Confartigianato Imprese Apla di Parma #presidenteapla aprile 2015 parma artigiana 3 Apla e il territorio Confartigianato Imprese Apla e Cna hanno in Tra i temi trattati: l’abusivismo dilagante, reverse charge e split payment I vertici di Confartigianato Imprese Apla e CNA Parma hanno recentemente incontrato il prefetto di Parma Giuseppe Forlani. La delegazione era composta da Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Apla, Gualtiero Ghirardi, presidente di Cna, Alberto Bertoli, segretario provinciale di Apla e Domenico Capitelli, direttore generale Cna. Un incontro che le Associazioni dell’artigianato hanno ritenuto necessario, per portare all’attenzione del prefetto temi che preoccupano fortemente gli imprenditori: dai disagi che derivano dall’applicazione di reverse charge e split payment per come attualmente previsti dalla Legge di stabilità, al grave problema legato all’abusivismo e alle attività illegali in un contesto che vede la nostra provincia arrancare. I dati economici sono ormai noti per dimostrare, nel caso ce ne fosse bisogno, che Parma sta soffrendo. Come abbiamo già riportato 4 parma artigiana aprile 2015 nel numero precedente il comparto artigiano ha registrato una forte diminuzione delle imprese iscritte all’Albo. Siamo passati dalle 15.710 imprese iscritte nel 2006 alle 13.226 di fine 2014 (- 2.484), la Cassa edile ha visto diminuire nel periodo 2013/2014 di 228 unità le imprese iscritte (- 24,6%) e di 1.668 il numero dei lavoratori (- 27,2%) e delle ore lavorate (-27,9%), la cassa integrazione è Apla e il territorio ncontrato il prefetto stata utilizzata nel 2014 per oltre 2 milioni di ore. In questo contesto di generale difficoltà i due provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità 2015, lo “Split Payment” e l’allargamento del “Reverse charge” a talune attività o a prestazioni di esse, vanno ad aggravare una situazione già per se stessa di grave difficoltà. È stato ampiamente trattato anche il tema della legalità e dell’abusivismo, un problema che spesso si presta a considerazioni non sempre corrette, arrivando a volte ad accostare la lotta o la richiesta di lotta all’abusivismo all’idea di intolleranza, non comprendendo invece che il fenomeno oltre che danneggiare le imprese regolari, molto spesso cela pericolose connivenze con la criminalità organizzata. Durante l’incontro si è parlato anche dei cosiddetti “concordati in bianco”, che in questi ultimi anni hanno subito una notevole accelerazione e sono trasversali alla maggior parte delle attività imprenditoriali. Imprese, anche se formalmente regolari, che operano scorrettamente sul mercato portano a una destabilizzazione del sistema in termini di concorrenza sleale. Modus operandi che sta mettendo in crisi, facendo fallire o rendendo marginali le aziende storiche del territorio che hanno sempre operato in maniera regolare. Il mondo dell’artigianato e della piccola impresa vuole essere messo nelle condizioni di poter operare senza angosce, in un clima di serenità e di concorrenza leale e si augura che tale aspirazione non possa rimanere solo un desiderio ma sia prima di tutto un diritto. L’incontro si è concluso proficuamente e il prefetto ha sottolineato che le istituzioni sono vicine agli imprenditori confermando che presto sarà riattivato il tavolo di concertazione con le Associazioni di categoria. La lettera del presidente Cassinelli pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 13 marzo per denunciare l’abusivismo Confartigianato ringrazia per la collaborazione Andrea Mareschi Ufficio Stampa di CNA Continua la raccolta firme di Anaepa contro lo split payment “No allo split payment”: è questo il titolo della petizione promossa dall’ANAEPA Confartigianato Edilizia insieme all’Ance, Cna e Alleanza delle Cooperative, come segno tangibile della protesta forte e unitaria dell’intero settore finalizzata a portare all’attenzione di Governo e Parlamento gli effetti dello split payment, meccanismo che incide sulla liquidità delle imprese già fortemente pregiudicata dal fenomeno dei ritardati pagamenti della PA. Lo split payment (scissione dei pagamenti) è stato introdotto con la Legge di stabilità 2015 e prevede che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti di enti pubblici, le Pubbliche amministrazioni versino l’Iva direttamente all’Erario. In questo modo, gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla Pa si troveranno in una posizione creditoria. In sostanza l’impresa continuerà a pagare l’iva ai propri fornitori, ma senza incassarla in quanto dovrà essere versata all’erario dal committente pubblico, determinando così per l’azienda una minore disponibilità di liquidità. Anche Rete Imprese Italia si è subito mobilitata chiedendo a Governo e Parlamento un intervento immediato per abrogare lo split payment a partire da marzo, quando sarà obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le opera- zioni con la P.A., e per escludere l’applicazione del reverse charge nei casi di fatturazione elettronica tra imprese. Infatti sempre dal 1° gennaio 2015, per effetto della legge di Stabilità, si amplia l’ambito di applicazione del meccanismo del reverse charge a nuovi settori di attività, tra cui anche al comparto edile (prestazioni di demolizione, installazioni di impianti e completamento di edifici). Questo sistema d’inversione contabile, in pratica, derogando alla disciplina generale sull’Iva, trasferisce gli obblighi di assolvimento dell’imposta dal cedente all’acquirente. Fino allo scorso dicembre il reverse charge era impiegato solo nei subappalti del settore costruzioni e dal 1° gennaio viene esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. I due meccanismi fanno aumentare in modo esponenziale i crediti Iva degli imprenditori e peggiorano la situazione finanziaria, già precaria, delle imprese che operano con la Pubblica Amministrazione o che lavorano nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica, dei servizi di pulizia e della distribuzione organizzata. A questo link, le imprese possono sottoscrivere la petizione: http://sondaggi.confartigianato.it/limesurvey/index. php/884976/lang-it aprile 2015 parma artigiana 5 Apla e il territorio Aumentano le srl artigiane, in regione +3,2% La crescita maggiore a Piacenza, seguono Reggio Emilia e Ferrara N el settore artigiano durante il 2014 sono cresciute le Società a responsabilità limitata, con un +3,% in controtendenza rispetto al -1,4% che riguarda il totale delle imprese artigiane; tra il 2009 al 2014 le Srl artigiane sono cresciute del 19,9% a fronte del calo del 5,4% del totale delle imprese artigiane. Sono numeri che emergono da uno studio di Confartigianato che contiene dati interessanti per l’Emilia-Romagna. Le Srl sono il 4,8% delle imprese artigiane in totale ma il loro peso dell’occupazione è del 14%, con una dimensione media (7 addetti) quasi tripla rispetto alla media (2,5). Nel 2014 la crescita delle Srl artigiane è diffusa in tutte le regioni; più intensa in Sicilia (+7,9%), Campania (+5,8%) e Liguria (+5,0%). In Emilia Romagna nel 2014 le Srl artigiane sono aumentate del 3,2%, mentre le società di persone sono calate del -2,9% e le ditte individuali del -1,3%; è quindi solo grazie alla crescita delle Srl artigiane se in Emilia Romagna il tasso di natalità totale è a -1,4%, in media con quello italiano. Tra le province, la crescita più rilevante a Oristano (+15,9%), Messina (+13,3%), La Spezia (+12,5%); solo cinque territori con dinamica negativa: Torino (-0,2%), Chieti (-0,4%), Taranto (-0,5%), Savona (-0,8%) e Cagliari (-1,8%). Per quanto riguarda le province della nostra regione la provincia con la maggiore crescita è Piacenza a +5,3%, seguita da Reggio Emilia +5%, Ferrara +4,2%, Forlì-Cesena +3,3%, Modena +3,1%, Parma + 2,8%, Ravenna +2,6%, Rimini +2,4%, fanalino di coda Bologna con +2%. Parma con -2,5% è fanalino di coda nel saldo totale di natalità e mortalità delle imprese. È Reggio Emilia a far registrare la migliore performance con -0,4%, segue Bologna -0,7%, Modena e Piacenza a -1,4%, Ferrara -1,5%, Forlì-Cesena -1,8%, Ravenna -1,9%, Rimini -2,1%. Le incidenze di occupazione nelle Srl artigiane più elevate si riscon- trano nel Nord-est con il 18,1% e nel Centro con il 14,9%; nel Nordovest la quota è del 13,2%, mentre nel mezzogiorno si ferma sul 9,3%. Nel dettaglio regionale, l’incidenza media nazionale si supera in sette territori: Veneto (19,6%), Marche (19,3%), Emilia-Romagna (18,0%), Friuli-Venezia Giulia (15,9%), Umbria (14,9%), Lombardia (14,2%) e Toscana (14,2%). «Sono dati che raccontano di un artigianato, nonostante tutto, ancora vivo e attivo - commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia Romagna - artigiani che si evolvono anche nella scelta della compagine societaria, puntando su forme più adatte alla competizione sui mercati internazionali». Ambiente: Certificazione F-gas Ancora costi e burocrazia per le imprese Rinaldi: «È un’opportunità di qualificazione, ma le regole devono valere per tutti» L a burocrazia italiana fa nuove ‘vittime’ tra gli imprenditori. Stavolta a rimanere intrappolati nella rete d’inutili costi e complicazioni sono circa 150.000 installatori d’impianti e autoriparatori. Il dpr 43 del 2012, che disciplina il trattamento dei gas fluorurati a effetto serra, li costringe ad una assurda trafila di adempimenti per poter operare su apparecchiature di uso domestico e industriale contenenti i cosiddetti F-gas (pompe di calore, gruppi frigo6 parma artigiana aprile 2015 riferi, condizionatori d’aria, lavatrici industriali, climatizzatori in abitazioni e su auto). L’allarme arriva da Confartigianato secondo la quale «siamo in presenza di un altro Sistri, un mostro burocratico inutilmente costoso per gli imprenditori». Ancora una volta - segnala l’associazione - il ministero dell’Ambiente ha recepito in maniera inutilmente restrittiva e complessa le indicazioni di un regolamento europeo del 2006. Risultato: un aggravio di oneri e di pastoie burocratiche per le imprese. Per poter lavorare, infatti, gli imprenditori devono iscriversi al Registro nazionale dei gas fluorurati al fine di ottenere il certificato che li abilita ad operare sugli impianti. Certificato che si consegue soltanto presentando un complicato ‘Piano di Qualità’ conforme alla norma tecnica UNI/ISO 10.005, da rinnovare ogni anno. Inoltre, gli imprenditori devono presentare, ogni anno, al ministero dell’Ambiente una Apla e il territorio Parla il presidente regionale di Confartigianato Carrozzieri Riforma Rc Auto: è stato di agitazione per i carrozzieri Malpeli: «Chiuderanno migliaia imprese se non sarà modificato il ddl ‘concorrenza’» I carrozzieri di Confartigianato proclamano lo stato di mobilitazione contro la riforma RC Auto, perché non ci stanno a subire l’ennesimo tentativo di consegnare il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle assicurazioni, in nome di una presunta liberalizzazione. «Ci chiediamo a quale liberalizzazione stiano pensando - afferma Antonio Malpeli presidente dei carrozzieri di Confartigianato Emilia Romagna - qui non si vuole ampliare l’offerta, ma mettere fuori gioco le carrozzerie che non vogliono firmare convenzioni con le assicurazioni. Inoltre, si crea un grave e palese conflitto d’interesse per Le assicurazioni che, per legge, sono obbligate a risarcire il danno e non a occuparsi direttamente della riparazione». Al centro del mirino c’è la riforma Rc dichiarazione con informazioni sulle emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente. Confartigianato segnala che l’obbligo imposto in Italia di presentare il Piano Qualità è un caso unico nell’Unione europea. Agli imprenditori - fa rilevare la Confederazione - la certificazione costa dai 2000 ai 3000 euro e ogni anno deve essere rinnovata con un altro onere che oscilla tra 500 e 800 euro. Costi e complicazioni che scoraggiano l’iscrizione al Registro nazionale gas serra: a oggi sono certificate il 66% delle persone e il 29% delle imprese. Alessandra Rinaldi - presidente federazione Impiantisti di Parma ha però ha evidenziato anche alcuni aspetti Auto contenuta nel disegno di legge ‘Concorrenza’ presentato dal Governo lo scorso 20 febbraio e il nodo da correggere riguarda - esattamente come lo scorso anno quando era stato fatto un analogo tentativo - il cosiddetto risarcimento in forma specifica. L’assemblea della categoria dello scorso 7 marzo ha proclamato lo stato di mobilitazione contro le minacce alla libertà d’impresa e alla libertà di scelta dei consumatori. Proprio sui consumatori pone l’accento Malpeli che spiega: «A essere più penalizzati da questo provvedimento saranno proprio gli automobilisti, che non potranno più scegliere liberamente la propria carrozzeria di fiducia. E mi chiedo come mai non intervengano anche le associazioni dei consumatori che dovrebbero tutelare gli interessi delle persone». «Questo provvedimento - conclude Malpeli - finirà per incidere sulla qualità, perché lavorare sottocosto penalizza anche la sicurezza, senza margini di guadagno i carrozzieri non potranno più eseguire i lavori a regola d’arte, secondo le direttive dei costruttori. I costi riconosciuti non saranno sufficienti a garantire il reddito d’impresa e crediamo che una riforma del genere, se non cambierà, porterà alla chiusura di moltissime imprese». positivi: «Questa normativa costituisce un’opportunità di qualificazione e di distinzione per le imprese del settore. Il problema è che il legislatore ha scelto una modalità eccessiva per la realtà economico sociale delle imprese. In più, non ha previsto un sistema efficace per effettuare i controlli: questo favorisce senza dubbio gli abusivi o i non qualificati. La crescita e la qualificazione professionale richieste dalla normativa europea di riferimento, invece, sono un aspetto estremamente positivo e un investimento per le aziende del settore: gli effetti che oggi cominciamo a vedere sono maggior lavoro per chi è certificato. Certamente, si sarebbe potuto essere un po’ più elastici nel preve- dere alcuni passaggi normativi, ma questo, come già capitato per altre materie, non è decisamente proprio del legislatore che, quando si mette all’opera, spesso si dimentica di come le imprese lavorano. La categoria sarebbe anche disposta ad accettare alcuni passaggi necessari alla qualificazione (soprattutto perché le certificazioni devono essere rilasciate da un ente “terzo”, un organismo che opera con determinati standard qualitativi e procedurali) e che certamente potrebbero essere migliorati in termini di semplificazione, ma di contro - conclude Rinaldi - non può accettare che, nella realtà dei fatti, ci siano operatori che lavorano ancora al di fuori delle regole». aprile 2015 parma artigiana 7 Dal nazionale Confartigianato Odontotecnici in audizione alla Camera Stop a illegalità nel settore odontotecnico Chiesto il riconoscimento della professione sanitaria e pene per gli abusivi P ene più severe per colpire i ‘prestanome’ e chi favorisce l’esercizio abusivo dell’attività di dentista, oltre al riconoscimento della professione sanitaria svolta dagli odontotecnici. È quanto sollecita il presidente di Confartigianato Odontotecnici, Antonio Ziliotti, che è intervenuto a un’audizione alla II Commissione Giustizia della Camera sul Disegno di legge A.C. 2281, già approvato dal Senato, in materia di esercizio abusivo delle professioni. Il presidente Ziliotti ha sottolineato la necessità di norme che tutelino la legalità nel settore odontoiatrico, a vantaggio di tutti gli operatori e soprattutto dei pazienti. «Siamo contrari - ha detto Ziliotti - alla soppressione, da parte del Senato, delle sanzioni per colpire il fenomeno dei cosiddetti ‘prestanome’, vale a dire i professionisti che consentono e ‘coprono’ con il loro nome l’esercizio abusivo della professione medica da parte di chi medico non è. Si tratta di una situazione frequente nella pratica di dentisti che avallano l’attività abusiva della professione odontoiatrica da parte di soggetti non abilitati, ad esempio assumendo la responsabilità delle strutture nell’ambito delle quali operano tali soggetti. Queste pratiche abusive - ha affermato il Presidente di Confartigianato Odontotecnici - devono essere perseguite con decisione poichè generano concorrenza sleale nei confronti degli odontotecnici professionali, ne danneggiano l’immagine e costitui- scono un pericolo potenziale per la salute dei pazienti». Al tempo stesso, il presidente Ziliotti ha rilevato che la legge sull’attività di odontotecnico è datata e non tiene conto dei rapporti di collaborazione tra l’odontoiatra e l’odontotecnico stesso, al quale molto spesso viene richiesto di verificare direttamente sul paziente la qualità delle protesi. «È una situazione molto rischiosa per l’odontotecnico, considerate le norme penali per la repressione dell’esercizio abusivo delle professioni previste dalla proposta di legge. Va superata con il riconoscimento della professione sanitaria dell’odontotecnico e la conseguente previsione di un nuovo rapporto di collaborazione interprofessionale tra odontoiatra e odontotecnico. Questo riconoscimento è fondamentale per il settore delle cure dentali perché permetterebbe di superare situazioni di ambiguità e incertezza e i rischi d’irregolarità in cui spesso vengono a trovarsi sia gli odontoiatri che gli odontotecnici». Infine, Confartigianato Odontotecnici giudica troppo lievi le sanzioni amministrative pecuniarie previste per l’esercizio abusivo di una professione o di un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie, tra le quali rientra quella di odontotecnico. A questo proposito, l’Associazione ha chiesto di elevare il minimo a 10.000 e il massimo a 25.000 euro. Riforma scuola Rete Imprese Italia ‘promuove’ collegamento fra istruzione e lavoro S econdo Rete Imprese Italia, il disegno di legge di riforma del sistema nazionale d’istruzione e della formazione, “La Buona Scuola”, approvato dal Consiglio dei Ministri, è un provvedimento che introduce molte novità utili a migliorare il livello d’istruzione degli studenti e a prepararli al meglio alle sfide del lavoro. Particolarmente positivo il forte col8 parma artigiana aprile 2015 legamento tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione, previsto dall’alternanza obbligatoria scuola-lavoro e dal rafforzamento dell’apprendistato di primo livello, che si svolge direttamente nell’impresa. Due elementi decisivi per l’orientamento dei giovani e per l’acquisizione delle prime competenze professionali. Nella logica di qualificare l’offerta formativa, altrettanto importante è la possibilità per i presidi di scegliere i docenti in coerenza con l’offerta formativa del proprio istituto. Rete Imprese Italia si augura che il disegno di legge possa essere velocemente discusso e approvato dal Parlamento, anche con il contributo di quelle rappresentanze del mondo produttivo da sempre impegnate per il miglioramento della scuola italiana. Apla e il territorio Lavoro Jobs Act, il secondo decreto attuativo La nuova indennità di disoccupazione NASPI C ontestualmente al nuovo contratto a tutele crescenti (di cui abbiamo ampiamente scritto nel numero scorso) è stata approvata la regolamentazione della Naspi, acronimo che identifica la nuova assicurazione sociale per I’impiego. La Naspi darà sostegno economico al reddito dei titolari di un rapporto di lavoro subordinato nel settore privato (escluso quello agricolo) che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Ne beneficeranno anche i lavoratori dimessi per giusta causa e quanti hanno concordato una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria prevista per i datori di lavoro con più di 15 dipendenti che effettuano licenziamenti per motivi economici (giustificato motivo oggettivo). La neonata Naspi sostituirà a tutti gli effetti, dal prossimo 1° maggio, le prestazioni di ASPI e mini ASPI, introdotte nel nostro ordinamento dalla riforma Fornero nel 2012. Per avere diritto alla prestazione il lavoratore dovrà dimostrare di avere almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione nonché almeno 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono il medesimo periodo. L’ammontare della prestazione è calcolato sommando tutti gli emolumenti imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni precedenti il periodo di disoccupazione e dividendo il risultato per il numero di settimane di contribuzione nel medesimo periodo. Il valore così ottenuto dovrà essere moltiplicato per il coefficiente fisso 4,33, si otterrà così l’ammontare della retribuzione mensile che, se inferiore ai 1.195 €, darà luogo a un ammontare di Naspi pari al 75% di tale importo; qualora invece la retribuzione mensile sia superiore ai Un esempio di Naspi Consideriamo un lavoratore che nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione ha percepito mensilmente una retribuzione lorda imponibile Inps di 2.200 € mensili per 13 mensilità contrattuali con una copertura contributiva annuale piena. Il conteggio sarà il seguente: 2.200 x 13 mesi x 4 anni = 114.400 euro : 208 (2 settimane /anno per 4 anni) x 4,33 = 2.381 € (retribuzione mensile di riferimento). Poiché tale valore supera 1.195 € occorrerà un successivo passaggio: 2.381 € - 1.195 € = 1.186 € x 25% = 296 € che sommati a 896 (equivalenti al 75% di 1.195) fornisce il risultato finale della prestazione NASPI pari a 1.192 € mensili. 10 parma artigiana aprile 2015 1.195 € l’importo Naspi sarà pari al 75% di tale valore (896 €) incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e l’importo di 1.195 €. In ogni caso, nel 2015, la prestazione Naspi non potrà essere superiore ai 1.300 € mensili lordi, rivalutabili annualmente. Gli importi erogati a titolo di Naspi non soggiacciono al prelievo contributivo del 5,84%, viene però prevista una riduzione dell’erogazione pari al 3% mensile a decorrere dal quarto mese di fruizione. La durata dell’erogazione non segue il criterio dell’età anagrafica del beneficiario, come si verificava invece con l’ASPI. Per il 2015 e il 2016 è, infatti, stabilita per un numero di settimane pari alla metà di quelle per cui negli ultimi 4 anni vi è stata contribuzione, per cui il massimo di erogazione possibile è di 24 mesi, mentre per gli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1° gennaio 2017 la durata massima della NASPI sarà di 78 settimane. Al termine di tale periodo permanendo lo stato di disoccupazione e trovandosi in particolari condizioni di gravi difficoltà economiche attestate dai parametri ISEE il lavoratore potrà fruire dell’Asdi (assegno di disoccupazione) per un massimo di 6 mesi e in misura pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito a titolo di Naspi. Il diritto alle erogazioni illustrate decade in caso di mancata partecipazione del beneficiario alle iniziative di attivazione lavorativa e/o ai percorsi di qualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego o da altri organismi accreditati finalizzati al reperimento di una nuova occupazione (secondo percorsi che saranno definiti). È prevista la possibilità per il lavoratore beneficiario della Naspi di richiedere la liquidazione anticipata in unica soluzione dell’indennità cui avrebbe ancora diritto nel caso in cui, nel corso del periodo di Naspi, intenda avviare un’attività di lavoro autonomo, un’impresa individuale o si associ in una cooperativa. Clementino Gabbi Marketing territoriale Ritorna “Parma, made in” Una guida per turisti urbani I I turismo nella nostra provincia è un tema di assoluta rilevanza al quale bisogna guardare come opportunità di sviluppo e risorsa per le imprese, è dunque fondamentale dargli impulso valorizzando i settori di maggior interesse per ogni tipologia di turismo. Il turismo è stato frequentemente rappresentato e teorizzato come un viaggio attraverso luoghi, identità ed esperienze. Mentre vive la sua esperienza di viaggio, il turista, oggi come mai prima d’ora, raccoglie immagini dei luoghi, delle persone e dei prodotti per rappresentare la sua esperienza, raccontarla e memorizzarla. Sia che si tratti di «viaggiatori che osservano contemplativamente quanto li circonda, turisti che accumulano occhiate superficiali o gitanti che vedono tutto a sprazzi, spizzichi e bocconi», scrive John Taylor nel 1994, sono tutti, in questa era votata all’immagine, più attratti dalla raffigurazione che dal racconto testuale. Per questo abbiamo stampato una seconda edizione della guida Confartigianato Imprese Apla Parma made in dove le imprese si raccontano prevalentemente attraverso fotografie. Questo volume vuole essere una guida per turisti urbani e per quei viaggiatori che amano le deviazioni dai soliti percorsi, che cercano le osterie di cucina tipica, che vogliono acquistare oggetti esclusivi fatti a mano o addirittura su misura, che vogliono gustare i prodotti della tradizione locale e immergersi nell’esperienza del vivere quotidiano. Ci sono consigli per un’esperienza di viaggio vissuta calcando itinerari inusuali, per osservare la città con uno sguardo diverso e visitare la provincia scegliendo di perdersi alla ricerca della autenticità del territorio e dei suoi abitanti. Siamo sicuri che sarà un’utile esperienza di viaggio anche per i parmigiani che scopriranno qualche negozio ancora sconosciuto! La guida sarà stampata in 7.000 copie e distribuita agli uffici turismo del Comune e della Provincia di Parma, in hotel e B&B e in occasione delle prossime fiere a Parma. Sarà inoltre presentato e distribuito al Fuori EXPO 2015 di Italian Makers Village in via Tortona a Milano, in giugno 2015. Tutte le imprese protagoniste del volume si possono trovare anche nel sito http://madein.aplaparma.com Info: Manuela Pollari, tel. 0521 219267 Al via il progetto Città alla Carta Un progetto per incentivare il turismo tra le città d’arte della Pianura Padana merosi vantaggi turistici, tra le città aderenti al Circuito Città d’Arte della Pianura Padana, ovvero: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Modena, Monza, Parma, Piacenza, Pavia, Reggio Emilia e Vercelli. Un progetto che permetterà ai circa 1.400.000 residenti delle città del circuito (ai quali bisogna aggiungere gli abitanti delle province), di usufruire di particolari agevolazioni quando si recheranno negli altri Comuni aderenti. «L’idea - ha spiegato l’assessore l progetto “Città alla Caralle Attività produttive, Commercio ta” è uno strumento di e Turismo Cristiano Casa - è stimopromozione del turismo di prossilare gli abitanti di queste città a vimità in grado di coinvolgere i citsitare, effettuare acquisti e soggiortadini, attraverso una piattaforma nare, anche per brevi periodi, nelle interattiva, comunicando eventi ed altre province. Si tratta di un’iniziainiziative, ma anche offrendo nuInfo e richieste: [email protected] I tiva che speriamo possa ampliarsi sempre più». Come funziona? L’utente residente in una delle città convenzionate si potrà iscrivere al servizio online al sito www.cittallacarta.it o rivolgendosi ad uno degli IAT delle nostre città. Le aziende che vogliono inserirsi nel portale e avere visibilità possono registrarsi contattando l’ufficio del Comune. Ma quali sono i vantaggi? Gli utenti registrati potranno usufruire di ingressi a prezzo ridotto per musei e visite a luoghi artistici, sconti in negozi di vario genere, particolari convenzioni in alberghi, bar e ristoranti e agevolazioni nell’acquisto delle city card. aprile 2015 parma artigiana 11 Apla e le sue imprese Taste Firenze 2015: un successo per il cioccolato Banchini Per i fratelli parmigiani una menzione di merito U n vero tuffo al cuore quello che i due giovani fratelli, Alberto e Giacomo Banchini, hanno provato nel salire quegli scalini diretti al palco dei grandi. Per il tredicesimo anno consecutivo, Compagnia del Cioccolato ha indetto il premio Tavoletta d’Oro, a ricompensare tutti i professionisti cioccolatieri che, a conferma della qualità, ma anche a riconoscimento di un importante processo creativo, hanno contribuito a rendere unico il panorama italiano del cioccolato artigianale. A ospitare Taste, l’evento gastronomico, è stata la Stazione Leopolda di Firenze. Tra le tante categorie in gara ai Banchini è spettata una posizione tra i finalisti delle Praline, grazie al loro originale cioccolato bianco e ripieno di crema all’Erba Luigia. Un riconoscimento di prestigio per i due fratelli che hanno concorso fra i grandi come Bruco, Slitti, Gobino. Al loro giovane operato è andata anche una menzione di merito, che li ha visti salire sul palco in qualità di azienda emergente operante nel settore. Tanta la soddisfazione per Alberto e Giacomo che a caldo hanno ringraziato per il primo ufficiale riconoscimento del loro lavoro. La nascita de ‘La fabbrica di cioccolato Banchini’, in piazza Garibaldi a Parma, risale al 1879 anche se ha avuto una lunghissima pausa dagli anni ’50 al 2012. Il marchio è rinato, infatti, nel novembre di tre anni fa, grazie all’iniziativa dei due fratelli di cui il fondatore Gian Battista 12 parma artigiana aprile 2015 era il trisavolo. A precedere l’apertura una mostra realizzata con l’intento di riportare alla memoria gli antichi fasti dell’azienda, perché era sempre presente I fratelli Banchini al ritiro del premio il ricordo di quella scatola di cioccolato Banchini che la nonna paterna regalò ai genitori. Le ricerche nelle cantine di parenti e amici, mercatini e studi di avvocati, sono state lunghe, ma alla fine sono riemerse scatole, etichette, stagnole colorate, addobbi natalizi di cioccolato, utensili, premi, riconoscimenti e un ricettario. E proprio quel ricettario è stata la miccia per riaccendere la passione del cioccolato made in Parma e andare ben oltre alla sola esposizione. E ora, dopo la soddisfazione per il riconoscimento a Taste, i due fratelli che hanno recentemente associato l’azienda a Confartigianato Imprese Apla, hanno un altro obiettivo: un laboratorio di cioccolateria e gelateria in via La Spezia che dovrebbe aprire entro la fine della primavera. Categorie Mud, la denuncia entro il 30 aprile Le sanzioni per la mancata denuncia vanno da 2.600 a 15.500 euro E ntro il 30 aprile le aziende che producono, trasportano, recuperano e smaltiscono rifiuti sono tenute a presentare la denuncia MUD relativa all’anno 2014. I soggetti interessati sono: produttori e trasportatori in conto proprio di rifiuti pericolosi; produttori di rifiuti speciali non pericolosi, con più di 10 dipendenti, derivanti da lavorazioni industriali e artigianali, da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi; chi effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti; chi svolge operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti; chi effettua raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali; soggetti iscritti al Registro Nazionale dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, commercianti e intermediari di ri- fiuti senza detenzione. La mancata presentazione della denuncia comporta una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 2.600 a 15.500 euro; se la comunicazione è effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza si applica la sanzione da 26 a 160 euro. L’ufficio Ambiente di Confartigianato Imprese Apla di Parma ha predisposto un servizio per la redazione del MUD e delle dichiarazioni ambientali relative al 2014. Info: ufficio Ambiente e Sicurezza, Annamaria Borelli, tel. 0521 219287, [email protected] SISTRI Iscrizione e pagamento del contributo entro il 1° aprile N ella Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la Legge 11 del 27 febbraio 2015, di conversione del decreto legge “Milleproroghe” 192/2014, che è entrata in vigore il giorno stesso. In materia di Sistri, rispetto al testo del decreto legge - che fissava al 1° febbraio l’obbligo di pagamento per le aziende tenute all’iscrizione - è stata concessa una proroga di due mesi alle sanzioni per la mancata iscrizione e per il mancato pagamento del contributo annuale 2014. Quindi il termine, precedentemente fissato al 1° febbraio, è stato posticipato al 1° aprile 2015. Oltre questa data, la mancata iscrizione e il mancato pagamento del contributo per le aziende obbligate al Sistri comportano le sanzioni previste dall’articolo 260 bis del D. Lgs. 152/2006: da 2.600 a 15.500 euro, fino a 93.000 euro in caso di rifiuti pericolosi. Sono invece posticipati di un anno, al 1° gennaio 2016, tutti gli obblighi legati all’operatività e le relative sanzioni. Quindi per il 2015 è confermato il regime transitorio, durante il quale restano sanzionabili i vecchi adempimenti in materia di gestione dei rifiuti (mancata o erronea tenuta dei registri di carico e scarico e dei Formulari di trasporto, mancata; erronea o tardiva presentazione della denuncia MUD). aprile 2015 parma artigiana 13 Apla e il territorio Categorie Delibera 40/2014 Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Gli accertamenti dei documenti della sicurezza degli impianti a gas R icordiamo alle imprese del settore installazione e manutenzione d’impianti termici che dal 1° luglio 2014 è in vigore la delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) nella quale sono contenute le disposizione in materia di accertamento della sicurezza degli impianti di utenza gas che modificano e integrano quelle contenute nella deliberazione 40 del 2004. La principale novità contenuta nella “nuova” versione riguarda gli impianti modificati o trasformati che dal 1° luglio 2014 sono soggetti ad accertamento dei documenti prima della loro attivazione. Gli impianti modificati o trasformati sono, quindi, equiparati ai nuovi impianti. Non c’è più la possibilità di dichiarare l’accertamento come “impedito”. La delibera 40/14 prevede anche nuovi allegati F/40, G/40 H/40 e I/40 che hanno sostituito i vecchi allegati H e I. Le imprese distributrici di gas devono effettuare l’accertamento dei documenti sulle richieste di attivazione o riattivazione della fornitura dei seguenti impianti: utenze trasformate; utenze precedentemente alimentate a GPL non da rete canalizzata di distribuzione; impianti riattivati in seguito alla sospensione per spo14 parma artigiana aprile 2015 stamento del contatore su richiesta del cliente finale o per disposizione motivata dell’impresa di distribuzione; impianti riattivati in seguito alla sospensione per cambio di contatore su richiesta del cliente finale per variazione della portata complessiva dell’impianto; impianti riattivati in seguito alla sospensione su richiesta del cliente finale per lavori di ampliamento o manutenzione straordinaria dell’impianto. Per comprendere fino in fondo le novità introdotte dalla deliberazione 40/14 facciamo un passo indietro e spieghiamo nel dettaglio cosa vuol dire sottoporre un impianto gas ad accertamento dei documenti. La delibera 40/04 aveva introdotto l’obbligo di verificare la documentazione redatta dall’installatore a fronte della realizzazione di un impianto gas, i così detti allegati tecnici obbligatori alla dichiarazione di conformità. Su questi allegati è effettuato un accertamento, esclusivamente dei documenti, che ha esito positivo quando la documentazione esaminata risulta conforme a quanto previsto dalla legislazione e dalle norme tecniche vigenti in materia. L’attivazione della fornitura gas può essere concessa solamente a fronte dell’esito positivo dell’accertamento. Ricordiamo anche che sul sito del CIG (http://www.cig.it/pubblicazioni/) è disponibile gratuitamente la linea guida n. 11 (Esecuzione degli accertamenti documentli della sicurezza degli impianti di utenza a gas), uno strumento utile per tutte le imprese, per verificare le modalità operative dell’azienda di distribuzione del gas che effettua l’accertamento. Ricordiamo, infine, che in merito alla qualificazione degli operatori del post-contatore gas (definiti dalla norma UNI 11554) è stato recentemente emanato un comunicato di ACCREDIA/CIG che riportiamo qui sotto. Presunti obblighi formativi per chi opera sugli impianti a gas Accredia e Cig smentiscono l’obbligo di patentino ACCREDIA e il Comitato Italiano Gas – CIG, informano che i percorsi di qualificazione/certificazione degli operatori del post-contatore gas, così come definiti nella norma UNI 11554 “Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza” e associata UNI PdR n.11, sono assolutamente volontari. Non esiste pertanto alcun obbligo di certificazione, né sono previsti obblighi per dotarsi di “patentini” e/o altri tipi di riconoscimenti. Illazioni in questo senso sono assolutamente prive di valore e vengono pertanto smentite. Con l’occasione ACCREDIA/CIG ricordano che informazioni sulla questione sono state pubblicate sui rispettivi siti. Categorie Libretti di caldaia Integrazione entro dicembre 2015 U na delle tante proroghe inserita nel decreto “milleproroghe” di fine anno ha differito al 31 dicembre 2015 il termine per gli adempimenti relativi al libretto di centrale per gli impianti termici civili da 35 kW in su. Il testo unico ambientale (D.Lgs. 152/2006) prevede che gli impianti termici con potenza nominale superiore o uguale al valore di soglia di 35 kW devono essere muniti di un libretto di centrale. Questo deve essere conservato presso l’edificio o l’unità immobiliare in cui è collocato l’impianto termico. La compilazione per le verifiche periodiche dell’impianto è effettuata dal responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico. L’articolo 284, comma 2 del d.lgs. 152/06 prevedeva, tra l’altro, che per gli impianti termici civili con potenza nominale superiore al valore di soglia (35 kW), il libretto di centrale avrebbe dovuto essere integrato, entro il 31 dicembre 2012, da un atto in cui si dichiara che l’impianto è conforme alle caratteristiche tecniche (di cui all’art. 285) ed è idoneo a rispettare i valori limite di emissione (di cui all’art. 286) previsti dallo stes- so decreto. Di proroga in proroga, fra vari atti legislativi, si era giunti fino al 31 dicembre 2014. Questo ultimo rinvio si era reso necessario poiché gli adempimenti integrativi suddetti erano scomparsi, in seguito all’entrata in vigore di un altro provvedimento normativo del 2012: un’ulteriore vuoto legislativo in un caos di leggi e provvedimenti che da tempo soffoca le imprese. Per cercare di supplire a questa situazione, il legislatore ha previsto il differimento della scadenza del 31 dicembre 2014 allo stesso giorno dell’anno successivo (2015). Il libretto di centrale deve essere inoltre integrato con l’indicazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie ad assicurare il rispetto dei valori limite di cui all’art. 286 del codice ambientale. Le sanzioni previste sono di tipo amministrativo: da 516 a 2.582 euro per il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto che non redige o che lo fa in modo incompleto questo documento con l’indicazione delle manutenzioni o non lo trasmette all’autorità competente. La stessa sanzione è prevista nel caso cui venga mantenuto in esercizio un impianto termico non conforme. aprile 2015 parma artigiana 15 Confartigianato Persone Convegno nazionale Alzheimer: dalla ricerca alla cura Aspetti medici, legali e sociali della malattia Il 16 aprile all’Hotel Parma&Congressi C onfartigianato Imprese Apla e Anap Confartigianato ospiteranno il convegno nazionale ‘Alzheimer: dalla ricerca alla cura. Aspetti medici, legali e sociali della malattia’ che si svolgerà il prossimo 16 aprile alle 16, all’Hotel Parma&Congressi. Dopo i saluti di Ero Luigi Gualerzi presidente provinciale ANAP e di Leonardo Cassinelli presidente provinciale Confartigianato Im- prese APLA, introdurrà il tema Marco Granelli vicepresidente nazionale Confartigianato. Seguiranno gli intervernti di Vincenzo Marigliano, Ordinario di Gerontologia e Geriatria Policlinico Umberto I - Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Sapienza di Roma, Claudio Secchi, presidente Aima Parma, Mara Colla, presidente nazionale Confconsumatori e dell’avvocato Giovanni Franchi. Chiuderanno i lavori, Giampaolo Palazzi, presidente nazionale Anap, Sergio Venturi, assessore alla Sanità della Regione EmiliaRomagna. Il convegno è organizzato con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Parma e in collaborazione con Inapa Confartigianato, Aima, Croce Rossa Italia, e Confconsumatori. Info: Patrizia Gualerzi, segreteria organizzativa, tel. 0521 219269, www.aplaparma.it persone Sabato 11 aprile dalle 9 alle 18 Via Garibaldi (di fianco al Teatro Regio) Giornata nazionale predittiva dell’Alzheimer Partecipa allo screening gratuito compilando il questionario 16 parma artigiana aprile 2015 Servizi AplaeeConvenzioni il territorio Costruirsi un futuro sereno con la previdenza integrativa Le soluzioni complementari offerte da art.Ass T ra i vantaggi offerti ai soci di Confartigianato Imprese Apla dall’agenzia art.Ass, ci sono quelli di poter disporre di prodotti costruiti su misura per le loro esigenze singole e di categoria, oltre che di poter contare su una politica dei costi che privilegia gli interessi dell’assicurato rispetto a quelli della grande compagnia assicurativa. Accanto a prodotti pensati per coprire ogni rischio dell’attività professionale ci sono quelli progettati per prevenire una delle preoccupazioni oggi più grandi per le famiglie italiane: quello di non vedersi garantito un futuro sereno per sé e per i propri cari. I consulenti art.Ass presenti ogni giorno nella sede di Parma e Fidenza ci sono anche per questo: aiutare i soci di Confartigianato a programmare un piano di investi- menti in tema di assicurazioni sulla vita, fondi pensione e previdenza integrativa. «La previdenza complementare offre all’imprenditore la possibilità di costituirsi una pensione che, aggiunta a quella di base, gli consente di mantenere il proprio tenore di vita al termine dell’attività lavorativa e di guardare con maggiore serenità al proprio futuro. È un aspetto davvero da non trascurare, anche perché guardare con più tranquillità al domani, consente di lavorare meglio nell’oggi – spiega Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Apla Parma -. Tra l’altro i vantaggi per chi risparmia in vista della pensione sono cresciuti ancora e riguardano la fase contributiva, il trattamento fiscale della prestazione pensionistica e altro ancora». I consulenti art.Ass sono disponibili ad affrontare queste problematiche con professionalità e competenza e, anche in questo caso, a costruire, partendo da prodotti che ben si adattano alle esigenze delle diverse categorie professionali, soluzioni cucite su misura delle singole realtà e delle tasche di ciascuno. E nella previdenza come nel resto dell’attività per art.Ass, la parola d’ordine rimane sempre “qualità” sia nel rapporto con il cliente che nei prodotti offerti. Info: Fernanda Bellido, Enrico Carra, ufficio di Parma, tel. 0521 219200 Guido Zanelli, ufficio di Fidenza, tel. 0524 522700 Sconti consistenti alla terme, rinnovata la convenzione A Salsomaggiore e Tabiano riduzioni dal 10 al 20% G razie all’accordo rinnovato con Terme di Salsomaggiore e di Tabiano Spa, gli imprenditori associati, i pensionati Anap, gli aderenti Ancos e i collaboratori della associazione, potranno usufruire di particolari agevolazioni sull’erogazione di cure, servizi termali e trattamenti benessere. Ci sono riduzioni del 10% da listino 2014 per le cure termali e percorsi vascolari allo stabilimento Zoja di Salsomaggiore e al Respighi di Tabiano e, per quanto riguarda i trattamenti benessere, le riduzioni sono del 20% per i trattamenti esteti- ci e percorsi acquatici al Berzieri e al T-Spatum di Tabiano (sono esclusi i pacchetti). Le particolari agevolazioni proposte sono ovviamente riservate alle aziende e agli imprenditori regolarmente associati per l’anno in corso. Studio di fisioterapia fidentino Rinnovata la convenzione con Habilis G razie all’accordo stipulato nel 2008 e rinnovato anche per il 2015 da Confartigianato Imprese Apla Parma e dallo studio di fisioterapia Habilis gli imprenditori associati, i pensionati del gruppo Anap e gli aderenti ad ANCOS, potranno usufruire di particolari agevolazioni sull’erogazione di cure fisioterapiche e terapie manuali di riabilitazione. Lo studio Habilis, che ha sede in via Gialdi, 8 a Fidenza, da sempre mette Info: Fabio Bonatti, tel. 0521 219234, a disposizione della propria clientela personale altamente specializzato e qualificato. La preparazione e il costante aggiornamento dei collaboratori del centro è da sempre primario obbiettivo, proprio per garantire e mantenere gli standard qualitativi ai massimi livelli. Il fondatore del centro, Gaetano Magliano (fisioterapista, osteopata D.O.) ha sempre operato con il massimo impegno e passione proprio per raggiungere risultati di [email protected] cellenza che da vent’anni, dal 1994 anno di fondazione dello studio, caratterizzano l’operato della struttura Le agevolazioni proposte sono riservate a chi è in regola con la quota associativa. aprile 2015 parma artigiana 17 Fiscale Le novità del decreto ‘milleproroghe’ DICHIARAZIONE IVA Sono prorogate dal mod. Iva 2016 al mod. Iva 2017 le IVA disposizioni che 7 201 prevedono l’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva annuale: in forma autonoma, non è pertanto più consentita l’inclusione della stessa nel mod. Unico ed entro il mese di febbraio di ogni anno. Conseguentemente è stata prorogata anche l’abrogazione dell’obbligo di presentare la comunicazione dati Iva. INCREMENTO ACCONTO IRES/IRAP 2015 È prorogato al 30 settembre 2015 30 re il termine entro b il quale il minisettem stero Economia 2015 e Finanze potrà stabilire l’aumento, per i soggetti Ires, della misura degli acconti Ires/Irap con riferimento al 2015 (applicabile in sede di versamento della seconda / unica rata in scadenza il 30 novembre 2015). 18 parma artigiana aprile 2015 IMPOSTA MUNICIPALE SECONDARIA (Imus) È prorogata al 1° gennaio 2016 la decorrenza 1 dell’imposta muio genna nicipale secon2016 daria (Imus) prevista a partire dall’1 gennaio 2014 e già prorogata all’1 gennaio 2015 dalla Finanziaria 2014. DECADENZA RATEAZIONE DEBITI TRIBUTARI È posticipato il termine entro il quale i contri1 3 o i l buenti decadug lu ti dal beneficio 2015 della rateazione dei debiti tributari, previsto dall’art. 19, DPR n. 602/73 in caso di “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”, possono chiedere la concessione di un nuovo piano di rateazione, fino a un massimo di 72 rate mensili. A tal fine è, infatti, ora richiesto che: la decadenza sia intervenu- ta entro e non oltre il 31 dicembre 2014 (in luogo del 22 giugno 2013); la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2015 (in luogo del 31 luglio 2014). Ricordiamo che la nuova rateazione non è prorogabile; il mancato pagamento da parte del contribuente di 2 rate (anche non consecutive) costituisce causa di decadenza. Il decreto dispone inoltre che a seguito della presentazione della richiesta del piano di rateazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive e qualora la richiesta di rateazione sia presentata successivamente ad una segnalazione effettuata all’agente della riscossione da parte della Pubblica amministrazione ex art. 48-bis, DPR n. 602/73 (pagamenti d’importo superiore a 10.000 euro a favore del contribuente che risulta inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di cartelle di pagamento di ammontare almeno pari a tale limite), la rateazione non è concessa limitatamente agli importi che costituiscono oggetto della segnalazione. Apla e il territorio Fiscale PROROGA 2015 REGIME DEI MINIMI È prorogato fino al 31 dicembre 31 e 2015 il termine br entro il quale i dicem soggetti in pos2015 sesso dei relativi requisiti possono scegliere di adottare il regime dei minimi di cui all’art. 27, commi 1 e 2, dl n. 98/2011, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 5%. La proroga non riguarda il regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge n. 388/2000 e il regime contabile agevolato ex art. 27, comma 3, DL n. 98/2011, che pertanto dal 2015 non sono più applicabili. Nel 2015, quindi, coesisteranno il regime dei minimi, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% e il nuovo re- gime forfetario, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 15%. TARI È riconosciuta la validità, limitata30 re mente al 2014, b novem delle deliberazioni in materia 4 1 0 2 di Tari adottate dal Comune entro il 30 novembre 2014. ALIQUOTE 2015 GESTIONE SEPARATA INPS 2015 È prorogato anche per il 2015 il “blocco” al 27% dell’aliquota dei contributi dovuti alla Gestione separata Inps da parte dei lavoratori autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale titolari di partita Iva. Di conseguenza, per il 2015 l’aliquota è differenziata a seconda che siano o meno titolari di partita Iva, ossia è pari al: 27% (+0,72%) per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva (in luogo del 30% + 0,72% previsto dalla Legge n. 92/2012), analogamente a quanto già previsto per il 2014; 30% (+0,72%) per i lavoratori autonomi non titolari di partita Iva. Per il 2016 e 2017 è fissata l’aliquota dei contributi dovuti dai lavoratori autonomi titolari di partita Iva iscritti alla Gestione separata Inps rispettivamente di 28% e 29% in luogo del 31% e 32%. Ricordiamo, infine, che per i pensionati e gli iscritti ad altra gestione obbligatoria l’aliquota per il 2015 è di 23,5%. Acquisti di beni (in Italia) da soggetti intracomunitari L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le cessioni di beni esistenti in Italia nei confronti di un soggetto passivo italiano, la “fattura” emessa dal rappresentante fiscale in Italia del soggetto non residente, con indicazione della sola partita Iva italiana, costituisce un documento non rilevante ai fini Iva. In tal caso è necessario richiedere al cedente UE l’emissione della fattura con indicazione della propria partita Iva estera, al fine di provvedere all’integrazione della stessa. In caso di mancato ricevimento della fattura estera, l’acquirente italiano dovrà procedere alla regolarizzazione tramite l’emissione di un’apposita autofattura. Beni significativi: i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate L’Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta con la Risoluzione n.25/E del 6.32015 nella quale ha analizzato l’applicazione della disciplina nel caso in cui il bene significativo (nel caso di specie infissi) è realizzato direttamente dall’impresa che esegue l’intervento di manutenzione. Riproponendo, di fatto, i chiarimenti forniti con la Circolare n. 71/E, l’Agenzia precisa che: sia nel caso in cui le operazioni poste in essere siano riconducibili ad un contratto di cessione con posa in opera che nel caso in cui siano riconducibili ad un contratto di appalto, per individuare l’aliquota IVA applicabile, la fornitura degli infissi rileva come fornitura di beni significativi. In entrambe le ipotesi, quindi, l’aliquota IVA agevolata è applicabile al valore degli infissi realizzati dall’azienda installatrice entro i limiti previsti per i beni significativi. Il valore dei beni significativi va individuato nell’imponibile ai fini IVA di cui all’art. 13, DPR n. 633/72 ed è quindi pari all’ammontare del corrispettivo dovuto al cedente/prestatore secondo le condizioni contrattuali. Conseguentemente, ferma restando l’autonomia contrattuale delle parti, nel caso in cui il bene significativo sia realizzato dal soggetto che esegue i lavori, si ritiene corretto quantificare il relativo valore tenendo conto di tutti gli oneri che hanno concorso alla produzione dello stesso e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegate per la realizzazione. aprile 2015 parma artigiana 19 Apla e il territorio Fiscale Scadenze fiscali Aprile 2015 Maggio 2015 Giovedì 16 aprile Lunedì 18 maggio ◆ IVA Dichiarazioni d’intento ◆ IVA ◆ IVA Liquidazione mensile ◆ Irpef ◆ Ritenute scadenza prima rata gestione commercianti-artigiani Comunitaria - Elenchi Intrastat mensili e trimestrali Giovedì 30 aprile Mercoledì 20 maggio ◆ Enasarco ◆ Approvazione ◆ Invio bilancio società di capitali spesometro 2014 mensili e trimestrali versamento contributi Lunedì 25 maggio ◆ IVA mese e anno pagamento ritenute alla fonte ◆ Inps Venerdì 24 aprile ◆ IVA Liquidazione mensile e trimestrale Comunitaria elenchi Intrastat mensili indice variazione annuale variazione annuale mensile intera 100% ridotta 75% Febbraio 2015106,8 -0,4% -0,30% In arrivo i 730 precompilati dall’Agenzia delle Entrate Il Caaf di Confartigianato è pronto ad assistervi A partire dal prossimo aprile l’amministrazione finanziaria metterà a disposizione dei contribuenti, su una piattaforma informatica, i dati dei redditi e di alcune spese detraibili, relative al 2014. Il contribuente potrà, entro il 7 luglio 2015, confermare, integrare o modificare i dati. Delegando il Caaf Confartigianato all’accesso ai dati della dichiarazione precompilata - Modello 730/2015, sarà possibile provvedere all’adempimento evitando di doversi abilitare e trasmettere la dichiarazione con procedure informatiche e fruire della consulenza di professionisti che verificheranno la correttezza dei dati messi a disposizione, inserendo ulteriori spese detraibili. Avrete inoltre una copia della dichiarazione e della ricevuta di presentazione, con il calcolo dell’IRPEF a rimborso. Sarete poi esentati da eventuali sanzioni per errori sulla dichiarazione dei quali risponderà il Caaf Confartigianato. Per queste ragioni consigliamo di contattare la più vicina sede del Caaf Confartigianato, per concordare un appuntamento. Il personale della struttura sarà lieto di fornire tutte le informazioni sulla nuova dichiarazione Modello 730/2015 “precompilato”. Info: Parma, v.le Mentana 139/a, tel. 0521 2191 20 parma artigiana aprile 2015 Credito Green economy, arrivano i finanziamenti Il bando è aperto da marzo I n arrivo finanziamenti a tasso 0 sul 70% dei progetti per le pmi che investono in green economy. Il fondo energia cambia veste, la Regione Emilia Romagna incrementa la percentuale di provvista pubblica dal 40 al 70%. I finanziamenti vanno da un minimo di 20mila euro a un massimo di 1 milione, il tasso finito è pari a Euribor 3mmp + 1,425% (durata massima 84 mesi). Il fondo agevola gli investimenti destinati all’efficientamento energetico, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla realizzazione d’impianti tecnologici che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali. Il Fondo Energia è un fondo rotativo di finanza agevolata a compartecipaDal marzo scorso si possono prezione privata finalizzato al finanziasentare le richieste di finanziamenmento della green economy. È dotato, per l’erogazione sarà sufficiente to di un plafond iniziale di 9,5 milioni presentare il 50% di titoli di spesa di euro provenienti da risorse pubblianche non ancora pagati, entro il 31 che del Piano Operativo Regionale. Info: Gianluigi Pellegrini, tel. 0521 219277 ottobre 2015. I progetti dovranno essere conclusi e rendicontati entro il 30 giugno 2016. L’ufficio Credito è a disposizione delle imprese interessate per i chiarimenti necessari. Le convenzioni bancarie di marzo Per le imprese inserite nel nuovo accordo a fasce Cariparma, Credem FASCIA 1 Conto Corrente Anticipi (SBF - Ant. Fatture) FASCIA 1 C.D.F. (Comm. Disp. Fondi) Unicredit Conto Corrente S.B.F. Ant. Fatture FASCIA 2 FASCIA 3 FASCIA 4 4,451% 5,401% 6,801%8,351% 3,051% 3,751% 4,751%5,451% FASCIA 2 FASCIA 3 FASCIA 4 0,20% 0,30% 0,40%0,50% FASCIA 1 FASCIA 2 FASCIA 3 FASCIA 4 4,301% 5,201% 6,351%8,351% 2,451% 2,951% 4,751%5,451% 3,051% 3,751% 4,751%5,451% Banca Monte Parma - Carisbo - BCC - Banca Popolare di Lodi - Banca Popolare dell’Emilia Romagna FASCIA 1 Conto Corrente Anticipi (SBF - Ant. Fatture) FASCIA 2 FASCIA 3 FASCIA 4 4,301% 5,201% 6,801%8,351% 3,051% 3,751% 4,751%5,451% Monte Paschi di Siena FASCIA 1 Conto Corrente SBF Ant. Fatture 22 parma artigiana aprile 2015 FASCIA 2 FASCIA 3 FASCIA 4 4,301% 5,201% 6,351%7,551% 2,451% 2,951% 3,851%4,951% 3,051% 3,751% 4,751%5,451% ENERGIE NUOVE PER L’IMPRESA Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo regime fiscale… CI RIENTRO? SI NO Per non sbagliare chiedi una consulenza gratuita a Chiama il 0521.219229 Prova il pacchetto di servizi studiato per le imprese e le persone www.aplaparma.it