Apla e ilEditoriale
territorio
Tra burocrazia e giungla fiscale
Siamo sudditi o cittadini?
4 Apla e il territorio
8 Dal nazionale
10Lavoro
11 Marketing territoriale
12 Apla e le sue imprese
13Categorie
16 Confartigianato Persone
17 Servizi e convenzioni
18Fiscale
22Credito
Parma Artigiana
Mensile
Direttore Responsabile:
Gianfranco Ragonesi
Hanno collaborato a questo numero:
Fabio Bonatti
Annamaria Borelli
Clementino Gabbi
Ivano Mangi
Gianluigi Pellegrini
Manuela Pollari
Paolo De Santi
Davide Soliani
Coordinamento editoriale:
Tatiana Cogo - [email protected]
Stampa e grafica:
Tipolito AMC
Via Nitti, 5 - Parma - tel. 0521 291432
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Tel. 0521.219291 - Cell. 347.3765645
Ancora una volta dobbiamo constatare,
purtroppo, che non sempre quanto viene dichiarato dal governo si traduce in
realtà. Non abbiamo mai amato la politica dell’annuncio, strategia che serve solo per acquisire consenso anche
perché di tante promesse, purtroppo,
non abbiamo visto una concreta attuazione. A oggi, per fare un esempio, siamo ancora molto distanti da una vera
semplificazione e sburocratizzazione,
promesse più volte.
Pensiamo al 730 precompilato: cercando di copiare esperienze da altri paesi,
da questo punto di vista più avanzati, il
governo ha voluto introdurre, in pochissimi mesi, la dichiarazione dei redditi
precompilata.
Moltissime persone si aspettano che la loro dichiarazione dei redditi arriverà pronta per essere firmata e consegnata al CAF di turno e, in tanti, rimarranno presto
delusi.
I sostituti d’imposta (datori di lavoro e soggetti che hanno erogato compensi a
lavoratori autonomi) sono stati obbligati a stringere i tempi e hanno dovuto sostenere maggiori oneri per anticipare all’Agenzia delle Entrate, in via telematica,
redditi e compensi erogati.
Tutto questo sforzo però non sarà sufficiente perché il 730 precompilato non sarà
utilizzabile, in moltissimi casi. Il CAF che - voglio sottolineare - non riceverà alcun
compenso per il servizio svolto (apposizione del visto di conformità e invio telematico) rischia addirittura di dover rispondere non solo per sanzioni, ma anche per
le imposte eventualmente non versate oppure erroneamente chieste a rimborso.
Una situazione quanto meno paradossale e che scontenta tutti.
È vero che se si vuole andare avanti verso la semplificazione da qualche parte
bisogna cominciare, ma è anche vero che le cose fatte in fretta, senza pensare
alle conseguenze, non portano a buoni risultati.
Quello che non sanno i contribuenti è che al Caf si deve presentare il 730 precompilato solo se effettivamente corrisponde alla situazione personale. Quindi
ognuno deve scaricarlo dal sito dell’Agenzia delle Entrate che vuol dire avere una
postazione con accesso a Internet e dimestichezza con le tecnologie: situazioni
che purtroppo non sempre si verificano. È probabile che chi ha pensato a questa
soluzione avesse un’immagine dell’Italia e degli italiani ben diversa da quella
reale. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un proliferare di modifiche normative enorme, che ha spesso solo complicato le cose, in particolare quelle di
carattere fiscale.
Ci troviamo di fronte a un comportamento da parte del governo di turno e del
Parlamento poco rispettoso dei cittadini. Se un contribuente ritarda a pagare
o commette un errore in un adempimento ecco che scattano sanzioni, ma se
sono le stesse istituzioni come il governo, i ministeri e il parlamento a ritardare
l’adozione di norme che danno attuazione a leggi dello Stato nessuno risponde
di nulla. A oggi mancano tra i 230 e 250 provvedimenti attuativi di norme già in
vigore. Non parliamo poi delle circolari ministeriali.
Forse siamo ancora considerati sudditi e non cittadini, in barba alla Costituzione, allo Statuto del contribuente e allo Statuto delle imprese. È assurdo che ciò
possa capitare ancora nel 2015 visto che l’Italia non è più monarchia da quasi
70 anni.
Leonardo Cassinelli
Presidente Confartigianato Imprese Apla di Parma
#presidenteapla
aprile 2015
parma artigiana 3
Apla e il territorio
Confartigianato Imprese Apla e Cna hanno in
Tra i temi trattati: l’abusivismo dilagante, reverse charge e split payment
I
vertici di Confartigianato
Imprese Apla e CNA Parma hanno recentemente incontrato
il prefetto di Parma Giuseppe Forlani. La delegazione era composta
da Leonardo Cassinelli, presidente
di Confartigianato Imprese Apla,
Gualtiero Ghirardi, presidente di
Cna, Alberto Bertoli, segretario provinciale di Apla e Domenico Capitelli, direttore generale Cna.
Un incontro che le Associazioni
dell’artigianato hanno ritenuto necessario, per portare all’attenzione
del prefetto temi che preoccupano
fortemente gli imprenditori: dai disagi che derivano dall’applicazione
di reverse charge e split payment
per come attualmente previsti dalla
Legge di stabilità, al grave problema legato all’abusivismo e alle attività illegali in un contesto che vede
la nostra provincia arrancare.
I dati economici sono ormai noti
per dimostrare, nel caso ce ne
fosse bisogno, che Parma sta soffrendo. Come abbiamo già riportato
4 parma artigiana
aprile 2015
nel numero precedente il comparto artigiano ha registrato una forte
diminuzione delle imprese iscritte all’Albo. Siamo passati dalle
15.710 imprese iscritte nel 2006
alle 13.226 di fine 2014 (- 2.484),
la Cassa edile ha visto diminuire
nel periodo 2013/2014 di 228
unità le imprese iscritte (- 24,6%)
e di 1.668 il numero dei lavoratori (- 27,2%) e delle ore lavorate
(-27,9%), la cassa integrazione è
Apla e il territorio
ncontrato il prefetto
stata utilizzata nel 2014 per oltre 2
milioni di ore.
In questo contesto di generale difficoltà i due provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità 2015, lo
“Split Payment” e l’allargamento
del “Reverse charge” a talune attività o a prestazioni di esse, vanno
ad aggravare una situazione già per
se stessa di grave difficoltà.
È stato ampiamente trattato anche
il tema della legalità e dell’abusivismo, un problema che spesso si
presta a considerazioni non sempre corrette, arrivando a volte ad
accostare la lotta o la richiesta di
lotta all’abusivismo all’idea di intolleranza, non comprendendo invece
che il fenomeno oltre che danneggiare le imprese regolari, molto
spesso cela pericolose connivenze
con la criminalità organizzata. Durante l’incontro si è parlato anche
dei cosiddetti “concordati in bianco”, che in questi ultimi anni hanno
subito una notevole accelerazione
e sono trasversali alla maggior
parte delle attività imprenditoriali.
Imprese, anche se formalmente regolari, che operano scorrettamente
sul mercato portano a una destabilizzazione del sistema in termini di
concorrenza sleale. Modus operandi che sta mettendo in crisi, facendo fallire o rendendo marginali le
aziende storiche del territorio che
hanno sempre operato in maniera
regolare. Il mondo dell’artigianato
e della piccola impresa vuole essere messo nelle condizioni di poter
operare senza angosce, in un clima
di serenità e di concorrenza leale e
si augura che tale aspirazione non
possa rimanere solo un desiderio
ma sia prima di tutto un diritto.
L’incontro si è concluso proficuamente e il prefetto ha sottolineato
che le istituzioni sono vicine agli
imprenditori confermando che presto sarà riattivato il tavolo di concertazione con le Associazioni di
categoria.
La lettera del
presidente Cassinelli
pubblicata sulla
Gazzetta di Parma
il 13 marzo
per denunciare
l’abusivismo
Confartigianato ringrazia per la collaborazione Andrea Mareschi
Ufficio Stampa di CNA
Continua la raccolta firme di Anaepa
contro lo split payment
“No allo split payment”: è questo il titolo della petizione
promossa dall’ANAEPA Confartigianato Edilizia insieme
all’Ance, Cna e Alleanza delle Cooperative, come segno
tangibile della protesta forte e unitaria dell’intero settore
finalizzata a portare all’attenzione di Governo e Parlamento gli effetti dello split payment, meccanismo che incide
sulla liquidità delle imprese già fortemente pregiudicata
dal fenomeno dei ritardati pagamenti della PA.
Lo split payment (scissione dei pagamenti) è stato introdotto con la Legge di stabilità 2015 e prevede che, per
le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate
dalle imprese nei confronti di enti pubblici, le Pubbliche
amministrazioni versino l’Iva direttamente all’Erario. In
questo modo, gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla
Pa si troveranno in una posizione creditoria. In sostanza
l’impresa continuerà a pagare l’iva ai propri fornitori, ma
senza incassarla in quanto dovrà essere versata all’erario
dal committente pubblico, determinando così per l’azienda una minore disponibilità di liquidità.
Anche Rete Imprese Italia si è subito mobilitata chiedendo a Governo e Parlamento un intervento immediato per
abrogare lo split payment a partire da marzo, quando sarà
obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le opera-
zioni con la P.A., e per escludere l’applicazione del reverse
charge nei casi di fatturazione elettronica tra imprese.
Infatti sempre dal 1° gennaio 2015, per effetto della legge
di Stabilità, si amplia l’ambito di applicazione del meccanismo del reverse charge a nuovi settori di attività, tra
cui anche al comparto edile (prestazioni di demolizione,
installazioni di impianti e completamento di edifici). Questo sistema d’inversione contabile, in pratica, derogando
alla disciplina generale sull’Iva, trasferisce gli obblighi di
assolvimento dell’imposta dal cedente all’acquirente. Fino
allo scorso dicembre il reverse charge era impiegato solo
nei subappalti del settore costruzioni e dal 1° gennaio
viene esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di
impianti, demolizione e completamento di uffici.
I due meccanismi fanno aumentare in modo esponenziale
i crediti Iva degli imprenditori e peggiorano la situazione
finanziaria, già precaria, delle imprese che operano con
la Pubblica Amministrazione o che lavorano nei settori
dell’edilizia, dell’impiantistica, dei servizi di pulizia e della
distribuzione organizzata.
A questo link, le imprese possono sottoscrivere la petizione:
http://sondaggi.confartigianato.it/limesurvey/index.
php/884976/lang-it
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parma artigiana 5
Apla e il territorio
Aumentano le srl artigiane, in regione +3,2%
La crescita maggiore a Piacenza, seguono Reggio Emilia e Ferrara
N
el settore artigiano durante il 2014 sono cresciute
le Società a responsabilità limitata, con un +3,% in controtendenza
rispetto al -1,4% che riguarda il totale delle imprese artigiane; tra il
2009 al 2014 le Srl artigiane sono
cresciute del 19,9% a fronte del
calo del 5,4% del totale delle imprese artigiane. Sono numeri che
emergono da uno studio di Confartigianato che contiene dati interessanti per l’Emilia-Romagna.
Le Srl sono il 4,8% delle imprese
artigiane in totale ma il loro peso
dell’occupazione è del 14%, con
una dimensione media (7 addetti) quasi tripla rispetto alla media
(2,5). Nel 2014 la crescita delle Srl artigiane è diffusa in tutte
le regioni; più intensa in Sicilia
(+7,9%), Campania (+5,8%) e Liguria (+5,0%). In Emilia Romagna nel
2014 le Srl artigiane sono aumentate del 3,2%, mentre le società di
persone sono calate del -2,9% e le
ditte individuali del -1,3%; è quindi
solo grazie alla crescita delle Srl
artigiane se in Emilia Romagna il
tasso di natalità totale è a -1,4%,
in media con quello italiano.
Tra le province, la crescita più rilevante a Oristano (+15,9%), Messina (+13,3%), La Spezia (+12,5%);
solo cinque territori con dinamica
negativa: Torino (-0,2%), Chieti
(-0,4%), Taranto (-0,5%), Savona (-0,8%) e Cagliari (-1,8%). Per
quanto riguarda le province della
nostra regione la provincia con la
maggiore crescita è Piacenza a
+5,3%, seguita da Reggio Emilia
+5%, Ferrara +4,2%, Forlì-Cesena
+3,3%, Modena +3,1%, Parma
+ 2,8%, Ravenna +2,6%, Rimini
+2,4%, fanalino di coda Bologna
con +2%.
Parma con -2,5% è fanalino di coda
nel saldo totale di natalità e mortalità delle imprese. È Reggio Emilia
a far registrare la migliore performance con -0,4%, segue Bologna
-0,7%, Modena e Piacenza a -1,4%,
Ferrara -1,5%, Forlì-Cesena -1,8%,
Ravenna -1,9%, Rimini -2,1%.
Le incidenze di occupazione nelle
Srl artigiane più elevate si riscon-
trano nel Nord-est con il 18,1% e
nel Centro con il 14,9%; nel Nordovest la quota è del 13,2%, mentre
nel mezzogiorno si ferma sul 9,3%.
Nel dettaglio regionale, l’incidenza
media nazionale si supera in sette
territori: Veneto (19,6%), Marche
(19,3%), Emilia-Romagna (18,0%),
Friuli-Venezia Giulia (15,9%), Umbria (14,9%), Lombardia (14,2%) e
Toscana (14,2%).
«Sono dati che raccontano di un
artigianato, nonostante tutto,
ancora vivo e attivo - commenta
Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia Romagna - artigiani che si evolvono anche nella
scelta della compagine societaria,
puntando su forme più adatte alla
competizione sui mercati internazionali».
Ambiente: Certificazione F-gas
Ancora costi e burocrazia per le imprese
Rinaldi: «È un’opportunità di qualificazione, ma le regole devono valere per tutti»
L
a burocrazia italiana fa nuove ‘vittime’ tra gli imprenditori. Stavolta a rimanere intrappolati
nella rete d’inutili costi e complicazioni sono circa 150.000 installatori
d’impianti e autoriparatori. Il dpr 43
del 2012, che disciplina il trattamento dei gas fluorurati a effetto serra,
li costringe ad una assurda trafila di
adempimenti per poter operare su
apparecchiature di uso domestico
e industriale contenenti i cosiddetti
F-gas (pompe di calore, gruppi frigo6 parma artigiana
aprile 2015
riferi, condizionatori d’aria, lavatrici
industriali, climatizzatori in abitazioni
e su auto).
L’allarme arriva da Confartigianato
secondo la quale «siamo in presenza
di un altro Sistri, un mostro burocratico inutilmente costoso per gli imprenditori».
Ancora una volta - segnala l’associazione - il ministero dell’Ambiente ha
recepito in maniera inutilmente restrittiva e complessa le indicazioni di
un regolamento europeo del 2006.
Risultato: un aggravio di oneri e di pastoie burocratiche per le imprese. Per
poter lavorare, infatti, gli imprenditori
devono iscriversi al Registro nazionale dei gas fluorurati al fine di ottenere
il certificato che li abilita ad operare
sugli impianti. Certificato che si consegue soltanto presentando un complicato ‘Piano di Qualità’ conforme
alla norma tecnica UNI/ISO 10.005,
da rinnovare ogni anno. Inoltre, gli
imprenditori devono presentare, ogni
anno, al ministero dell’Ambiente una
Apla e il territorio
Parla il presidente regionale di Confartigianato Carrozzieri
Riforma Rc Auto: è stato di agitazione per i carrozzieri
Malpeli: «Chiuderanno migliaia imprese se non sarà modificato il ddl ‘concorrenza’»
I
carrozzieri di Confartigianato proclamano lo stato di
mobilitazione contro la riforma RC
Auto, perché non ci stanno a subire
l’ennesimo tentativo di consegnare
il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle assicurazioni, in nome
di una presunta liberalizzazione.
«Ci chiediamo a quale liberalizzazione stiano pensando - afferma Antonio Malpeli presidente dei carrozzieri di Confartigianato Emilia Romagna
- qui non si vuole ampliare l’offerta,
ma mettere fuori gioco le carrozzerie
che non vogliono firmare convenzioni con le assicurazioni. Inoltre, si
crea un grave e palese conflitto d’interesse per Le assicurazioni che,
per legge, sono obbligate a risarcire
il danno e non a occuparsi direttamente della riparazione».
Al centro del mirino c’è la riforma Rc
dichiarazione con informazioni sulle
emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente.
Confartigianato segnala che l’obbligo
imposto in Italia di presentare il Piano Qualità è un caso unico nell’Unione europea.
Agli imprenditori - fa rilevare la Confederazione - la certificazione costa dai
2000 ai 3000 euro e ogni anno deve
essere rinnovata con un altro onere
che oscilla tra 500 e 800 euro. Costi e complicazioni che scoraggiano
l’iscrizione al Registro nazionale gas
serra: a oggi sono certificate il 66%
delle persone e il 29% delle imprese.
Alessandra Rinaldi - presidente federazione Impiantisti di Parma ha però
ha evidenziato anche alcuni aspetti
Auto contenuta nel disegno di legge
‘Concorrenza’ presentato dal Governo lo scorso 20 febbraio e il nodo
da correggere riguarda - esattamente come lo scorso anno quando era
stato fatto un analogo tentativo - il
cosiddetto risarcimento in forma
specifica.
L’assemblea della categoria dello
scorso 7 marzo ha proclamato lo
stato di mobilitazione contro le minacce alla libertà d’impresa e alla
libertà di scelta dei consumatori.
Proprio sui consumatori pone l’accento Malpeli che spiega: «A essere
più penalizzati da questo provvedimento saranno proprio gli automobilisti, che non potranno più scegliere
liberamente la propria carrozzeria di
fiducia. E mi chiedo come mai non
intervengano anche le associazioni
dei consumatori che dovrebbero tutelare gli interessi delle persone».
«Questo provvedimento - conclude
Malpeli - finirà per incidere sulla
qualità, perché lavorare sottocosto
penalizza anche la sicurezza, senza
margini di guadagno i carrozzieri non
potranno più eseguire i lavori a regola d’arte, secondo le direttive dei
costruttori. I costi riconosciuti non
saranno sufficienti a garantire il reddito d’impresa e crediamo che una
riforma del genere, se non cambierà, porterà alla chiusura di moltissime imprese».
positivi: «Questa normativa costituisce un’opportunità di qualificazione
e di distinzione per le imprese del
settore. Il problema è che il legislatore ha scelto una modalità eccessiva
per la realtà economico sociale delle
imprese. In più, non ha previsto un
sistema efficace per effettuare i controlli: questo favorisce senza dubbio
gli abusivi o i non qualificati. La crescita e la qualificazione professionale
richieste dalla normativa europea di
riferimento, invece, sono un aspetto
estremamente positivo e un investimento per le aziende del settore: gli
effetti che oggi cominciamo a vedere
sono maggior lavoro per chi è certificato. Certamente, si sarebbe potuto
essere un po’ più elastici nel preve-
dere alcuni passaggi normativi, ma
questo, come già capitato per altre
materie, non è decisamente proprio
del legislatore che, quando si mette all’opera, spesso si dimentica di
come le imprese lavorano. La categoria sarebbe anche disposta ad accettare alcuni passaggi necessari alla
qualificazione (soprattutto perché le
certificazioni devono essere rilasciate da un ente “terzo”, un organismo
che opera con determinati standard
qualitativi e procedurali) e che certamente potrebbero essere migliorati
in termini di semplificazione, ma di
contro - conclude Rinaldi - non può
accettare che, nella realtà dei fatti, ci
siano operatori che lavorano ancora
al di fuori delle regole».
aprile 2015
parma artigiana 7
Dal nazionale
Confartigianato Odontotecnici in audizione alla Camera
Stop a illegalità nel settore odontotecnico
Chiesto il riconoscimento della professione sanitaria e pene per gli abusivi
P
ene più severe per colpire
i ‘prestanome’ e chi favorisce l’esercizio abusivo dell’attività
di dentista, oltre al riconoscimento
della professione sanitaria svolta
dagli odontotecnici. È quanto sollecita il presidente di Confartigianato
Odontotecnici, Antonio Ziliotti, che
è intervenuto a un’audizione alla II
Commissione Giustizia della Camera sul Disegno di legge A.C. 2281,
già approvato dal Senato, in materia
di esercizio abusivo delle professioni.
Il presidente Ziliotti ha sottolineato
la necessità di norme che tutelino la
legalità nel settore odontoiatrico, a
vantaggio di tutti gli operatori e soprattutto dei pazienti.
«Siamo contrari - ha detto Ziliotti - alla soppressione, da parte del
Senato, delle sanzioni per colpire
il fenomeno dei cosiddetti ‘prestanome’, vale a dire i professionisti
che consentono e ‘coprono’ con il
loro nome l’esercizio abusivo della
professione medica da parte di chi
medico non è. Si tratta di una situazione frequente nella pratica di
dentisti che avallano l’attività abusiva della professione odontoiatrica
da parte di soggetti non abilitati, ad
esempio assumendo la responsabilità delle strutture nell’ambito delle
quali operano tali soggetti. Queste
pratiche abusive - ha affermato il
Presidente di Confartigianato Odontotecnici - devono essere perseguite con decisione poichè generano
concorrenza sleale nei confronti
degli odontotecnici professionali, ne
danneggiano l’immagine e costitui-
scono un pericolo potenziale per la
salute dei pazienti».
Al tempo stesso, il presidente Ziliotti ha rilevato che la legge sull’attività di odontotecnico è datata e non
tiene conto dei rapporti di collaborazione tra l’odontoiatra e l’odontotecnico stesso, al quale molto
spesso viene richiesto di verificare
direttamente sul paziente la qualità delle protesi. «È una situazione
molto rischiosa per l’odontotecnico,
considerate le norme penali per la
repressione dell’esercizio abusivo
delle professioni previste dalla proposta di legge. Va superata con il
riconoscimento della professione
sanitaria dell’odontotecnico e la
conseguente previsione di un nuovo
rapporto di collaborazione interprofessionale tra odontoiatra e odontotecnico. Questo riconoscimento
è fondamentale per il settore delle
cure dentali perché permetterebbe
di superare situazioni di ambiguità e
incertezza e i rischi d’irregolarità in
cui spesso vengono a trovarsi sia gli
odontoiatri che gli odontotecnici».
Infine, Confartigianato Odontotecnici giudica troppo lievi le sanzioni amministrative pecuniarie previste per
l’esercizio abusivo di una professione o di un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie, tra le quali rientra
quella di odontotecnico. A questo
proposito, l’Associazione ha chiesto
di elevare il minimo a 10.000 e il
massimo a 25.000 euro.
Riforma scuola
Rete Imprese Italia ‘promuove’ collegamento fra istruzione e lavoro
S
econdo Rete Imprese Italia, il disegno di legge di riforma del sistema nazionale d’istruzione e della formazione, “La Buona
Scuola”, approvato dal Consiglio dei
Ministri, è un provvedimento che introduce molte novità utili a migliorare il livello d’istruzione degli studenti
e a prepararli al meglio alle sfide del
lavoro.
Particolarmente positivo il forte col8 parma artigiana
aprile 2015
legamento tra il mondo del lavoro e
quello dell’istruzione, previsto dall’alternanza obbligatoria scuola-lavoro e
dal rafforzamento dell’apprendistato
di primo livello, che si svolge direttamente nell’impresa. Due elementi
decisivi per l’orientamento dei giovani e per l’acquisizione delle prime
competenze professionali.
Nella logica di qualificare l’offerta
formativa, altrettanto importante è
la possibilità per i presidi di scegliere i docenti in coerenza con l’offerta
formativa del proprio istituto.
Rete Imprese Italia si augura che il
disegno di legge possa essere velocemente discusso e approvato dal
Parlamento, anche con il contributo
di quelle rappresentanze del mondo produttivo da sempre impegnate per il miglioramento della scuola
italiana.
Apla e il territorio
Lavoro
Jobs Act, il secondo decreto attuativo
La nuova indennità di disoccupazione NASPI
C
ontestualmente al nuovo
contratto a tutele crescenti
(di cui abbiamo ampiamente scritto
nel numero scorso) è stata approvata la regolamentazione della Naspi,
acronimo che identifica la nuova assicurazione sociale per I’impiego. La
Naspi darà sostegno economico al
reddito dei titolari di un rapporto di
lavoro subordinato nel settore privato (escluso quello agricolo) che abbiano perduto involontariamente la
propria occupazione. Ne beneficeranno anche i lavoratori dimessi per giusta causa e quanti hanno concordato una risoluzione consensuale del
rapporto di lavoro nell’ambito della
procedura di conciliazione obbligatoria prevista per i datori di lavoro con
più di 15 dipendenti che effettuano
licenziamenti per motivi economici
(giustificato motivo oggettivo). La neonata Naspi sostituirà a tutti gli effetti, dal prossimo 1° maggio, le prestazioni di ASPI e mini ASPI, introdotte
nel nostro ordinamento dalla riforma
Fornero nel 2012.
Per avere diritto alla prestazione il
lavoratore dovrà dimostrare di avere
almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del
periodo di disoccupazione nonché almeno 30 giornate di effettivo lavoro
nei 12 mesi che precedono il medesimo periodo.
L’ammontare della prestazione è
calcolato sommando tutti gli emolumenti imponibili ai fini previdenziali
degli ultimi 4 anni precedenti il periodo di disoccupazione e dividendo
il risultato per il numero di settimane
di contribuzione nel medesimo periodo. Il valore così ottenuto dovrà
essere moltiplicato per il coefficiente
fisso 4,33, si otterrà così l’ammontare della retribuzione mensile che,
se inferiore ai 1.195 €, darà luogo a
un ammontare di Naspi pari al 75%
di tale importo; qualora invece la retribuzione mensile sia superiore ai
Un esempio di Naspi
Consideriamo un lavoratore che nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione ha percepito mensilmente una retribuzione lorda imponibile
Inps di 2.200 € mensili per 13 mensilità contrattuali con una copertura
contributiva annuale piena.
Il conteggio sarà il seguente:
2.200 x 13 mesi x 4 anni = 114.400 euro : 208 (2 settimane /anno per
4 anni) x 4,33 = 2.381 € (retribuzione mensile di riferimento).
Poiché tale valore supera 1.195 € occorrerà un successivo passaggio:
2.381 € - 1.195 € = 1.186 € x 25% = 296 € che sommati a 896
(equivalenti al 75% di 1.195) fornisce il risultato finale della prestazione
NASPI pari a 1.192 € mensili.
10 parma artigiana aprile 2015
1.195 € l’importo Naspi sarà pari
al 75% di tale valore (896 €) incrementato di una somma pari al 25%
del differenziale tra la retribuzione
mensile e l’importo di 1.195 €. In
ogni caso, nel 2015, la prestazione
Naspi non potrà essere superiore ai
1.300 € mensili lordi, rivalutabili annualmente.
Gli importi erogati a titolo di Naspi
non soggiacciono al prelievo contributivo del 5,84%, viene però prevista
una riduzione dell’erogazione pari al
3% mensile a decorrere dal quarto
mese di fruizione.
La durata dell’erogazione non segue
il criterio dell’età anagrafica del beneficiario, come si verificava invece
con l’ASPI. Per il 2015 e il 2016 è,
infatti, stabilita per un numero di settimane pari alla metà di quelle per
cui negli ultimi 4 anni vi è stata contribuzione, per cui il massimo di erogazione possibile è di 24 mesi, mentre per gli eventi di disoccupazione
verificatisi a partire dal 1° gennaio
2017 la durata massima della NASPI
sarà di 78 settimane. Al termine di
tale periodo permanendo lo stato di
disoccupazione e trovandosi in particolari condizioni di gravi difficoltà
economiche attestate dai parametri
ISEE il lavoratore potrà fruire dell’Asdi (assegno di disoccupazione) per
un massimo di 6 mesi e in misura
pari al 75% dell’ultimo trattamento
percepito a titolo di Naspi.
Il diritto alle erogazioni illustrate decade in caso di mancata partecipazione del beneficiario alle iniziative di
attivazione lavorativa e/o ai percorsi
di qualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego o da
altri organismi accreditati finalizzati
al reperimento di una nuova occupazione (secondo percorsi che saranno
definiti).
È prevista la possibilità per il lavoratore beneficiario della Naspi di richiedere la liquidazione anticipata
in unica soluzione dell’indennità cui
avrebbe ancora diritto nel caso in
cui, nel corso del periodo di Naspi,
intenda avviare un’attività di lavoro
autonomo, un’impresa individuale o
si associ in una cooperativa.
Clementino Gabbi
Marketing territoriale
Ritorna “Parma, made in”
Una guida per turisti urbani
I
I turismo nella nostra
provincia è un tema di
assoluta rilevanza al quale bisogna guardare come opportunità di
sviluppo e risorsa per le imprese,
è dunque fondamentale dargli impulso valorizzando i settori di maggior interesse per ogni tipologia di
turismo.
Il turismo è stato frequentemente
rappresentato e teorizzato come
un viaggio attraverso luoghi, identità ed esperienze. Mentre vive la
sua esperienza di viaggio, il turista,
oggi come mai prima d’ora, raccoglie immagini dei luoghi, delle persone e dei prodotti per rappresentare la sua esperienza, raccontarla
e memorizzarla.
Sia che si tratti di «viaggiatori che
osservano
contemplativamente
quanto li circonda, turisti che accumulano occhiate superficiali o gitanti che vedono tutto a sprazzi, spizzichi e bocconi», scrive John Taylor
nel 1994, sono tutti, in questa era
votata all’immagine, più attratti dalla raffigurazione che dal racconto
testuale.
Per questo abbiamo stampato una
seconda edizione della guida Confartigianato Imprese Apla Parma
made in dove le imprese si raccontano prevalentemente attraverso
fotografie.
Questo volume vuole essere una
guida per turisti urbani e per quei
viaggiatori che amano le deviazioni
dai soliti percorsi, che cercano le
osterie di cucina tipica, che vogliono acquistare oggetti esclusivi fatti
a mano o addirittura su misura, che
vogliono gustare i prodotti della tradizione locale e immergersi nell’esperienza del vivere quotidiano.
Ci sono consigli per un’esperienza
di viaggio vissuta calcando itinerari inusuali, per osservare la città
con uno sguardo diverso e visitare
la provincia scegliendo di perdersi
alla ricerca della autenticità del territorio e dei suoi abitanti.
Siamo sicuri che sarà un’utile
esperienza di viaggio anche per i
parmigiani che scopriranno qualche negozio ancora sconosciuto!
La guida sarà stampata in 7.000
copie e distribuita agli uffici turismo del Comune e della Provincia di Parma, in hotel e B&B e in
occasione delle prossime fiere a
Parma. Sarà inoltre presentato e
distribuito al Fuori EXPO 2015 di
Italian Makers Village in via Tortona a Milano, in giugno 2015.
Tutte le imprese protagoniste del volume si possono trovare anche nel
sito http://madein.aplaparma.com
Info: Manuela Pollari, tel. 0521 219267
Al via il progetto Città alla Carta
Un progetto per incentivare il turismo tra le città d’arte della Pianura Padana
merosi vantaggi turistici, tra le città
aderenti al Circuito Città d’Arte della
Pianura Padana, ovvero: Bergamo,
Brescia, Cremona, Lodi, Modena,
Monza, Parma, Piacenza, Pavia,
Reggio Emilia e Vercelli. Un progetto
che permetterà ai circa 1.400.000
residenti delle città del circuito (ai
quali bisogna aggiungere gli abitanti
delle province), di usufruire di particolari agevolazioni quando si recheranno negli altri Comuni aderenti.
«L’idea - ha spiegato l’assessore
l progetto “Città alla Caralle Attività produttive, Commercio
ta” è uno strumento di
e Turismo Cristiano Casa - è stimopromozione del turismo di prossilare gli abitanti di queste città a vimità in grado di coinvolgere i citsitare, effettuare acquisti e soggiortadini, attraverso una piattaforma
nare, anche per brevi periodi, nelle
interattiva, comunicando eventi ed
altre province. Si tratta di un’iniziainiziative, ma anche offrendo nuInfo e richieste: [email protected]
I
tiva che speriamo possa ampliarsi
sempre più».
Come funziona? L’utente residente
in una delle città convenzionate si
potrà iscrivere al servizio online al
sito www.cittallacarta.it o rivolgendosi ad uno degli IAT delle nostre
città. Le aziende che vogliono inserirsi nel portale e avere visibilità
possono registrarsi contattando
l’ufficio del Comune.
Ma quali sono i vantaggi? Gli utenti
registrati potranno usufruire di ingressi a prezzo ridotto per musei e
visite a luoghi artistici, sconti in negozi di vario genere, particolari convenzioni in alberghi, bar e ristoranti
e agevolazioni nell’acquisto delle
city card.
aprile 2015 parma artigiana 11
Apla e le sue imprese
Taste Firenze 2015: un successo per il cioccolato Banchini
Per i fratelli parmigiani una menzione di merito
U
n vero tuffo al cuore quello che i due giovani fratelli,
Alberto e Giacomo Banchini, hanno
provato nel salire quegli scalini diretti al palco dei grandi.
Per il tredicesimo anno consecutivo, Compagnia del Cioccolato ha
indetto il premio Tavoletta d’Oro, a
ricompensare tutti i professionisti
cioccolatieri che, a conferma della
qualità, ma anche a riconoscimento
di un importante processo creativo,
hanno contribuito a rendere unico il
panorama italiano del cioccolato artigianale. A ospitare Taste, l’evento
gastronomico, è stata la Stazione
Leopolda di Firenze.
Tra le tante categorie in gara ai Banchini è spettata una posizione tra i
finalisti delle Praline, grazie al loro
originale cioccolato bianco e ripieno
di crema all’Erba Luigia.
Un riconoscimento di prestigio per i
due fratelli che hanno concorso fra
i grandi come Bruco, Slitti, Gobino.
Al loro giovane operato è andata
anche una menzione di merito, che
li ha visti salire sul palco in qualità
di azienda emergente operante nel
settore. Tanta la soddisfazione per
Alberto e Giacomo che a caldo hanno ringraziato per il primo ufficiale
riconoscimento del loro lavoro.
La nascita de ‘La fabbrica di cioccolato Banchini’, in piazza Garibaldi a
Parma, risale al 1879 anche se ha
avuto una lunghissima pausa dagli
anni ’50 al 2012. Il marchio è rinato, infatti, nel novembre di tre anni
fa, grazie all’iniziativa dei due fratelli di cui il fondatore Gian Battista
12 parma artigiana aprile 2015
era il trisavolo.
A precedere l’apertura una mostra
realizzata con l’intento di riportare
alla memoria gli antichi fasti dell’azienda, perché era sempre presente
I fratelli Banchini al ritiro del premio
il ricordo di quella scatola di cioccolato Banchini che la nonna paterna
regalò ai genitori. Le ricerche nelle
cantine di parenti e amici, mercatini e studi di avvocati, sono state
lunghe, ma alla fine sono riemerse
scatole, etichette, stagnole colorate, addobbi natalizi di cioccolato,
utensili, premi, riconoscimenti e un
ricettario. E proprio quel ricettario
è stata la miccia per riaccendere
la passione del cioccolato made in
Parma e andare ben oltre alla sola
esposizione.
E ora, dopo la soddisfazione per il riconoscimento a Taste, i due fratelli
che hanno recentemente associato
l’azienda a Confartigianato Imprese
Apla, hanno un altro obiettivo: un laboratorio di cioccolateria e gelateria
in via La Spezia che dovrebbe aprire
entro la fine della primavera.
Categorie
Mud, la denuncia entro il 30 aprile
Le sanzioni per la mancata denuncia vanno da 2.600 a 15.500 euro
E
ntro il 30 aprile le aziende
che producono, trasportano, recuperano e smaltiscono
rifiuti sono tenute a presentare
la denuncia MUD relativa all’anno
2014. I soggetti interessati sono:
produttori e trasportatori in conto
proprio di rifiuti pericolosi; produttori di rifiuti speciali non pericolosi, con più di 10 dipendenti,
derivanti da lavorazioni industriali
e artigianali, da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi
prodotti dalla potabilizzazione e da
altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue
e da abbattimento dei fumi; chi effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
chi svolge operazioni di recupero
e smaltimento dei rifiuti; chi effettua raccolta, trasporto, recupero e
smaltimento dei veicoli fuori uso e
dei relativi componenti e materiali; soggetti iscritti al Registro Nazionale dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche,
commercianti e intermediari di ri-
fiuti senza detenzione.
La mancata presentazione della
denuncia comporta una sanzione
amministrativa pecuniaria che va
da 2.600 a 15.500 euro; se la
comunicazione è effettuata entro
il sessantesimo giorno dalla scadenza si applica la sanzione da 26
a 160 euro.
L’ufficio Ambiente di Confartigianato Imprese Apla di Parma ha predisposto un servizio per la redazione
del MUD e delle dichiarazioni ambientali relative al 2014.
Info: ufficio Ambiente e Sicurezza, Annamaria Borelli, tel. 0521 219287, [email protected]
SISTRI
Iscrizione e pagamento del contributo entro il 1° aprile
N
ella Gazzetta Ufficiale è
stata pubblicata la Legge
11 del 27 febbraio 2015, di conversione del decreto legge “Milleproroghe” 192/2014, che è entrata in
vigore il giorno stesso.
In materia di Sistri, rispetto al testo
del decreto legge - che fissava al 1°
febbraio l’obbligo di pagamento per
le aziende tenute all’iscrizione - è
stata concessa una proroga di due
mesi alle sanzioni per la mancata
iscrizione e per il mancato pagamento del contributo annuale 2014.
Quindi il termine, precedentemente fissato al 1° febbraio, è stato
posticipato al 1° aprile 2015. Oltre
questa data, la mancata iscrizione
e il mancato pagamento del contributo per le aziende obbligate al
Sistri comportano le sanzioni previste dall’articolo 260 bis del D. Lgs.
152/2006: da 2.600 a 15.500
euro, fino a 93.000 euro in caso di
rifiuti pericolosi.
Sono invece posticipati di un anno,
al 1° gennaio 2016, tutti gli obblighi legati all’operatività e le relative
sanzioni. Quindi per il 2015 è confermato il regime transitorio, durante il
quale restano sanzionabili i vecchi
adempimenti in materia di gestione
dei rifiuti (mancata o erronea tenuta
dei registri di carico e scarico e dei
Formulari di trasporto, mancata; erronea o tardiva presentazione della
denuncia MUD).
aprile 2015 parma artigiana 13
Apla e il territorio
Categorie
Delibera 40/2014
Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas
Gli accertamenti dei documenti della sicurezza degli impianti a gas
R
icordiamo alle imprese
del settore installazione
e manutenzione d’impianti termici
che dal 1° luglio 2014 è in vigore
la delibera dell’Autorità per l’Energia
Elettrica e il Gas (AEEG) nella quale
sono contenute le disposizione in
materia di accertamento della sicurezza degli impianti di utenza gas
che modificano e integrano quelle
contenute nella deliberazione 40
del 2004.
La principale novità contenuta nella “nuova” versione riguarda gli impianti modificati o trasformati che
dal 1° luglio 2014 sono soggetti ad
accertamento dei documenti prima
della loro attivazione.
Gli impianti modificati o trasformati sono, quindi, equiparati ai nuovi
impianti.
Non c’è più la possibilità di dichiarare l’accertamento come “impedito”.
La delibera 40/14 prevede anche
nuovi allegati F/40, G/40 H/40 e
I/40 che hanno sostituito i vecchi
allegati H e I.
Le imprese distributrici di gas devono effettuare l’accertamento dei documenti sulle richieste di attivazione o riattivazione della fornitura dei
seguenti impianti: utenze trasformate; utenze precedentemente alimentate a GPL non da rete canalizzata
di distribuzione; impianti riattivati in
seguito alla sospensione per spo14 parma artigiana aprile 2015
stamento del contatore su richiesta
del cliente finale o per disposizione
motivata dell’impresa di distribuzione; impianti riattivati in seguito alla
sospensione per cambio di contatore su richiesta del cliente finale per
variazione della portata complessiva
dell’impianto; impianti riattivati in
seguito alla sospensione su richiesta del cliente finale per lavori di
ampliamento o manutenzione straordinaria dell’impianto.
Per comprendere fino in fondo le
novità introdotte dalla deliberazione
40/14 facciamo un passo indietro e
spieghiamo nel dettaglio cosa vuol
dire sottoporre un impianto gas ad
accertamento dei documenti.
La delibera 40/04 aveva introdotto
l’obbligo di verificare la documentazione redatta dall’installatore a
fronte della realizzazione di un impianto gas, i così detti allegati tecnici obbligatori alla dichiarazione di
conformità.
Su questi allegati è effettuato un accertamento, esclusivamente dei documenti, che ha esito positivo quando la documentazione esaminata
risulta conforme a quanto previsto
dalla legislazione e dalle norme tecniche vigenti in materia. L’attivazione della fornitura gas può essere
concessa solamente a fronte dell’esito positivo dell’accertamento.
Ricordiamo anche che sul sito del
CIG (http://www.cig.it/pubblicazioni/) è disponibile gratuitamente la
linea guida n. 11 (Esecuzione degli
accertamenti documentli della sicurezza degli impianti di utenza a gas),
uno strumento utile per tutte le imprese, per verificare le modalità operative dell’azienda di distribuzione
del gas che effettua l’accertamento.
Ricordiamo, infine, che in merito
alla qualificazione degli operatori
del post-contatore gas (definiti dalla
norma UNI 11554) è stato recentemente emanato un comunicato di
ACCREDIA/CIG che riportiamo qui
sotto.
Presunti obblighi formativi per chi opera sugli impianti a gas
Accredia e Cig
smentiscono l’obbligo di patentino
ACCREDIA e il Comitato Italiano Gas – CIG, informano che i percorsi di
qualificazione/certificazione degli operatori del post-contatore gas, così
come definiti nella norma UNI 11554 “Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile
alimentati da reti di distribuzione - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza” e associata UNI PdR n.11, sono assolutamente volontari. Non
esiste pertanto alcun obbligo di certificazione, né sono previsti obblighi
per dotarsi di “patentini” e/o altri tipi di riconoscimenti.
Illazioni in questo senso sono assolutamente prive di valore e vengono
pertanto smentite. Con l’occasione ACCREDIA/CIG ricordano che informazioni sulla questione sono state pubblicate sui rispettivi siti.
Categorie
Libretti di caldaia
Integrazione entro dicembre 2015
U
na delle tante proroghe inserita nel decreto “milleproroghe” di fine anno ha differito
al 31 dicembre 2015 il termine per
gli adempimenti relativi al libretto
di centrale per gli impianti termici
civili da 35 kW in su.
Il testo unico ambientale (D.Lgs.
152/2006) prevede che gli impianti termici con potenza nominale superiore o uguale al valore
di soglia di 35 kW devono essere
muniti di un libretto di centrale.
Questo deve essere conservato
presso l’edificio o l’unità immobiliare in cui è collocato l’impianto
termico.
La compilazione per le verifiche periodiche dell’impianto è effettuata
dal responsabile dell’esercizio e
della manutenzione dell’impianto
termico. L’articolo 284, comma 2
del d.lgs. 152/06 prevedeva, tra
l’altro, che per gli impianti termici
civili con potenza nominale superiore al valore di soglia (35 kW), il
libretto di centrale avrebbe dovuto
essere integrato, entro il 31 dicembre 2012, da un atto in cui si
dichiara che l’impianto è conforme
alle caratteristiche tecniche (di cui
all’art. 285) ed è idoneo a rispettare i valori limite di emissione (di
cui all’art. 286) previsti dallo stes-
so decreto. Di proroga in proroga,
fra vari atti legislativi, si era giunti
fino al 31 dicembre 2014.
Questo ultimo rinvio si era reso necessario poiché gli adempimenti integrativi suddetti erano scomparsi,
in seguito all’entrata in vigore di un
altro provvedimento normativo del
2012: un’ulteriore vuoto legislativo
in un caos di leggi e provvedimenti
che da tempo soffoca le imprese.
Per cercare di supplire a questa
situazione, il legislatore ha previsto il differimento della scadenza
del 31 dicembre 2014 allo stesso giorno dell’anno successivo
(2015).
Il libretto di centrale deve essere
inoltre integrato con l’indicazione delle manutenzioni ordinarie e
straordinarie necessarie ad assicurare il rispetto dei valori limite
di cui all’art. 286 del codice ambientale.
Le sanzioni previste sono di tipo
amministrativo: da 516 a 2.582
euro per il responsabile dell’esercizio e della manutenzione
dell’impianto che non redige o che
lo fa in modo incompleto questo
documento con l’indicazione delle
manutenzioni o non lo trasmette
all’autorità competente. La stessa
sanzione è prevista nel caso cui
venga mantenuto in esercizio un
impianto termico non conforme.
aprile 2015 parma artigiana 15
Confartigianato Persone
Convegno nazionale
Alzheimer: dalla ricerca alla cura
Aspetti medici, legali e sociali della malattia
Il 16 aprile all’Hotel Parma&Congressi
C
onfartigianato
Imprese
Apla e Anap Confartigianato ospiteranno il convegno nazionale ‘Alzheimer: dalla ricerca
alla cura. Aspetti medici, legali e
sociali della malattia’ che si svolgerà il prossimo 16 aprile alle
16, all’Hotel Parma&Congressi.
Dopo i saluti di Ero Luigi Gualerzi
presidente provinciale ANAP e di
Leonardo Cassinelli presidente
provinciale Confartigianato Im-
prese APLA, introdurrà il tema
Marco Granelli vicepresidente
nazionale Confartigianato.
Seguiranno gli intervernti di Vincenzo Marigliano, Ordinario di Gerontologia e Geriatria Policlinico
Umberto I - Facoltà di Medicina
e Chirurgia Università Sapienza
di Roma, Claudio Secchi, presidente Aima Parma, Mara Colla,
presidente nazionale Confconsumatori e dell’avvocato Giovanni
Franchi.
Chiuderanno i lavori, Giampaolo Palazzi, presidente nazionale
Anap, Sergio Venturi, assessore
alla Sanità della Regione EmiliaRomagna.
Il convegno è organizzato con il
patrocinio dell’Ordine dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri di
Parma e in collaborazione con Inapa Confartigianato, Aima, Croce
Rossa Italia, e Confconsumatori.
Info: Patrizia Gualerzi, segreteria organizzativa, tel. 0521 219269, www.aplaparma.it
persone
Sabato 11 aprile dalle 9 alle 18
Via Garibaldi (di fianco al Teatro Regio)
Giornata nazionale predittiva
dell’Alzheimer
Partecipa allo screening gratuito compilando il questionario
16 parma artigiana aprile 2015
Servizi
AplaeeConvenzioni
il territorio
Costruirsi un futuro sereno con la previdenza integrativa
Le soluzioni complementari offerte da art.Ass
T
ra i vantaggi offerti ai soci
di Confartigianato Imprese
Apla dall’agenzia art.Ass, ci sono
quelli di poter disporre di prodotti
costruiti su misura per le loro esigenze singole e di categoria, oltre
che di poter contare su una politica
dei costi che privilegia gli interessi
dell’assicurato rispetto a quelli della grande compagnia assicurativa.
Accanto a prodotti pensati per coprire ogni rischio dell’attività professionale ci sono quelli progettati per
prevenire una delle preoccupazioni
oggi più grandi per le famiglie italiane: quello di non vedersi garantito
un futuro sereno per sé e per i propri cari. I consulenti art.Ass presenti ogni giorno nella sede di Parma e
Fidenza ci sono anche per questo:
aiutare i soci di Confartigianato a
programmare un piano di investi-
menti in tema di assicurazioni sulla
vita, fondi pensione e previdenza
integrativa.
«La previdenza complementare offre all’imprenditore la possibilità
di costituirsi una pensione che, aggiunta a quella di base, gli consente di mantenere il proprio tenore di
vita al termine dell’attività lavorativa e di guardare con maggiore serenità al proprio futuro. È un aspetto
davvero da non trascurare, anche
perché guardare con più tranquillità al domani, consente di lavorare
meglio nell’oggi – spiega Leonardo
Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Apla Parma -. Tra
l’altro i vantaggi per chi risparmia in
vista della pensione sono cresciuti
ancora e riguardano la fase contributiva, il trattamento fiscale della
prestazione pensionistica e altro
ancora».
I consulenti art.Ass sono disponibili
ad affrontare queste problematiche
con professionalità e competenza
e, anche in questo caso, a costruire, partendo da prodotti che ben
si adattano alle esigenze delle diverse categorie professionali, soluzioni cucite su misura delle singole
realtà e delle tasche di ciascuno.
E nella previdenza come nel resto
dell’attività per art.Ass, la parola
d’ordine rimane sempre “qualità”
sia nel rapporto con il cliente che
nei prodotti offerti.
Info: Fernanda Bellido, Enrico Carra, ufficio di Parma, tel. 0521 219200
Guido Zanelli, ufficio di Fidenza, tel. 0524 522700
Sconti consistenti alla terme, rinnovata la convenzione
A Salsomaggiore e Tabiano riduzioni dal 10 al 20%
G
razie all’accordo rinnovato
con Terme di Salsomaggiore e di Tabiano Spa, gli imprenditori
associati, i pensionati Anap, gli aderenti Ancos e i collaboratori della associazione, potranno usufruire di particolari agevolazioni sull’erogazione
di cure, servizi termali e trattamenti
benessere. Ci sono riduzioni del 10%
da listino 2014 per le cure termali e
percorsi vascolari allo stabilimento
Zoja di Salsomaggiore e al Respighi
di Tabiano e, per quanto riguarda i
trattamenti benessere, le riduzioni
sono del 20% per i trattamenti esteti-
ci e percorsi acquatici al Berzieri e al
T-Spatum di Tabiano (sono esclusi i
pacchetti). Le particolari agevolazioni
proposte sono ovviamente riservate
alle aziende e agli imprenditori regolarmente associati per l’anno in corso.
Studio di fisioterapia fidentino
Rinnovata la convenzione con Habilis
G
razie all’accordo stipulato
nel 2008 e rinnovato anche
per il 2015 da Confartigianato Imprese Apla Parma e dallo studio di fisioterapia Habilis gli imprenditori associati, i pensionati del gruppo Anap
e gli aderenti ad ANCOS, potranno
usufruire di particolari agevolazioni
sull’erogazione di cure fisioterapiche
e terapie manuali di riabilitazione.
Lo studio Habilis, che ha sede in via
Gialdi, 8 a Fidenza, da sempre mette
Info: Fabio Bonatti, tel. 0521 219234,
a disposizione della propria clientela
personale altamente specializzato e
qualificato. La preparazione e il costante aggiornamento dei collaboratori del centro è da sempre primario
obbiettivo, proprio per garantire e
mantenere gli standard qualitativi ai
massimi livelli. Il fondatore del centro, Gaetano Magliano (fisioterapista,
osteopata D.O.) ha sempre operato
con il massimo impegno e passione
proprio per raggiungere risultati di [email protected]
cellenza che da vent’anni, dal 1994
anno di fondazione dello studio, caratterizzano l’operato della struttura
Le agevolazioni proposte sono riservate a chi è in regola con la quota
associativa.
aprile 2015 parma artigiana 17
Fiscale
Le novità del decreto ‘milleproroghe’
DICHIARAZIONE IVA
Sono prorogate dal
mod. Iva 2016 al
mod. Iva 2017 le
IVA
disposizioni che
7
201
prevedono l’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva
annuale: in forma autonoma, non è
pertanto più consentita l’inclusione
della stessa nel mod. Unico ed entro
il mese di febbraio di ogni anno.
Conseguentemente è stata prorogata anche l’abrogazione dell’obbligo di
presentare la comunicazione dati Iva.
INCREMENTO ACCONTO
IRES/IRAP 2015
È prorogato al 30
settembre 2015
30 re il termine entro
b
il quale il minisettem
stero Economia
2015
e Finanze potrà
stabilire l’aumento, per
i soggetti Ires, della misura degli
acconti Ires/Irap con riferimento al
2015 (applicabile in sede di versamento della seconda / unica rata in
scadenza il 30 novembre 2015).
18 parma artigiana aprile 2015
IMPOSTA MUNICIPALE
SECONDARIA (Imus)
È prorogata al 1°
gennaio
2016
la
decorrenza
1
dell’imposta muio
genna
nicipale
secon2016
daria (Imus) prevista a partire dall’1
gennaio 2014 e già prorogata all’1
gennaio 2015 dalla Finanziaria
2014.
DECADENZA RATEAZIONE
DEBITI TRIBUTARI
È posticipato il
termine entro il
quale i contri1
3
o
i
l
buenti
decadug
lu
ti dal beneficio
2015
della rateazione
dei debiti tributari, previsto dall’art. 19, DPR n. 602/73
in caso di “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”, possono chiedere la concessione di un
nuovo piano di rateazione, fino a
un massimo di 72 rate mensili.
A tal fine è, infatti, ora richiesto
che: la decadenza sia intervenu-
ta entro e non oltre il 31 dicembre 2014 (in luogo del 22 giugno
2013); la richiesta sia presentata
entro e non oltre il 31 luglio 2015
(in luogo del 31 luglio 2014).
Ricordiamo che la nuova rateazione non è prorogabile; il mancato
pagamento da parte del contribuente di 2 rate (anche non consecutive) costituisce causa di decadenza.
Il decreto dispone inoltre che a
seguito della presentazione della richiesta del piano di rateazione, non possono essere avviate
nuove azioni esecutive e qualora
la richiesta di rateazione sia presentata successivamente ad una
segnalazione effettuata all’agente
della riscossione da parte della
Pubblica amministrazione ex art.
48-bis, DPR n. 602/73 (pagamenti d’importo superiore a 10.000
euro a favore del contribuente che
risulta inadempiente all’obbligo
di versamento derivante dalla notifica di cartelle di pagamento di
ammontare almeno pari a tale limite), la rateazione non è concessa limitatamente agli importi che
costituiscono oggetto della segnalazione.
Apla e il territorio
Fiscale
PROROGA 2015 REGIME
DEI MINIMI
È prorogato fino
al 31 dicembre
31 e 2015 il termine
br
entro il quale i
dicem
soggetti in pos2015
sesso dei relativi requisiti possono
scegliere di adottare il regime dei
minimi di cui all’art. 27, commi 1
e 2, dl n. 98/2011, con applicazione dell’imposta sostitutiva del
5%.
La proroga non riguarda il regime
delle nuove iniziative ex art. 13,
Legge n. 388/2000 e il regime
contabile agevolato ex art. 27,
comma 3, DL n. 98/2011, che
pertanto dal 2015 non sono più
applicabili. Nel 2015, quindi, coesisteranno il regime dei minimi,
con applicazione dell’imposta
sostitutiva del 5% e il nuovo re-
gime forfetario, con applicazione
dell’imposta sostitutiva del 15%.
TARI
È riconosciuta la
validità, limitata30 re mente al 2014,
b
novem
delle
deliberazioni
in
materia
4
1
0
2
di Tari adottate
dal Comune entro il 30 novembre
2014.
ALIQUOTE 2015 GESTIONE
SEPARATA INPS
2015
È prorogato anche
per il 2015 il “blocco” al 27% dell’aliquota dei contributi dovuti alla
Gestione separata Inps da parte
dei lavoratori autonomi non iscritti
ad altra forma previdenziale titolari
di partita Iva. Di conseguenza, per
il 2015 l’aliquota è differenziata a
seconda che siano o meno titolari
di partita Iva, ossia è pari al: 27%
(+0,72%) per i lavoratori autonomi
titolari di partita Iva (in luogo del
30% + 0,72% previsto dalla Legge n. 92/2012), analogamente a
quanto già previsto per il 2014;
30% (+0,72%) per i lavoratori autonomi non titolari di partita Iva.
Per il 2016 e 2017 è fissata l’aliquota dei contributi dovuti dai lavoratori autonomi titolari di partita
Iva iscritti alla Gestione separata
Inps rispettivamente di 28% e 29%
in luogo del 31% e 32%. Ricordiamo, infine, che per i pensionati e
gli iscritti ad altra gestione obbligatoria l’aliquota per il 2015 è di
23,5%.
Acquisti di beni (in Italia) da soggetti intracomunitari
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le cessioni di beni esistenti in Italia nei confronti di un soggetto passivo italiano, la “fattura” emessa dal rappresentante fiscale in Italia del soggetto non residente, con indicazione
della sola partita Iva italiana, costituisce un documento non rilevante ai fini Iva. In tal caso è necessario richiedere al cedente UE l’emissione della fattura con indicazione della propria partita Iva estera, al fine di provvedere
all’integrazione della stessa.
In caso di mancato ricevimento della fattura estera, l’acquirente italiano dovrà procedere alla regolarizzazione
tramite l’emissione di un’apposita autofattura.
Beni significativi: i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta con la Risoluzione n.25/E del 6.32015 nella quale ha analizzato l’applicazione della disciplina nel caso in cui il bene significativo (nel caso di specie infissi) è realizzato
direttamente dall’impresa che esegue l’intervento di manutenzione.
Riproponendo, di fatto, i chiarimenti forniti con la Circolare n. 71/E, l’Agenzia precisa che: sia nel caso in cui le
operazioni poste in essere siano riconducibili ad un contratto di cessione con posa in opera che nel caso in cui
siano riconducibili ad un contratto di appalto, per individuare l’aliquota IVA applicabile, la fornitura degli infissi
rileva come fornitura di beni significativi. In entrambe le ipotesi, quindi, l’aliquota IVA agevolata è applicabile al
valore degli infissi realizzati dall’azienda installatrice entro i limiti previsti per i beni significativi.
Il valore dei beni significativi va individuato nell’imponibile ai fini IVA
di cui all’art. 13, DPR n. 633/72 ed è quindi pari all’ammontare del
corrispettivo dovuto al cedente/prestatore secondo le condizioni
contrattuali.
Conseguentemente, ferma restando l’autonomia contrattuale delle
parti, nel caso in cui il bene significativo sia realizzato dal soggetto
che esegue i lavori, si ritiene corretto quantificare il relativo valore
tenendo conto di tutti gli oneri che hanno concorso alla produzione
dello stesso e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegate per la realizzazione.
aprile 2015 parma artigiana 19
Apla e il territorio
Fiscale
Scadenze fiscali
Aprile 2015
Maggio 2015
Giovedì 16 aprile
Lunedì 18 maggio
◆ IVA
Dichiarazioni d’intento
◆ IVA
◆ IVA
Liquidazione mensile
◆ Irpef
◆ Ritenute
scadenza prima rata
gestione commercianti-artigiani
Comunitaria - Elenchi Intrastat mensili e trimestrali
Giovedì 30 aprile
Mercoledì 20 maggio
◆ Enasarco
◆ Approvazione
◆ Invio
bilancio società di capitali
spesometro 2014 mensili e trimestrali
versamento contributi
Lunedì 25 maggio
◆ IVA
mese e anno
pagamento ritenute alla fonte
◆ Inps
Venerdì 24 aprile
◆ IVA
Liquidazione mensile e trimestrale
Comunitaria elenchi Intrastat mensili
indice variazione annuale variazione annuale
mensile
intera 100%
ridotta 75%
Febbraio 2015106,8 -0,4%
-0,30%
In arrivo i 730 precompilati dall’Agenzia delle Entrate
Il Caaf di Confartigianato è pronto ad assistervi
A
partire dal prossimo aprile l’amministrazione
finanziaria metterà a disposizione dei contribuenti, su una piattaforma informatica, i dati dei redditi e di alcune spese detraibili, relative al 2014. Il
contribuente potrà, entro il 7 luglio 2015, confermare,
integrare o modificare i dati.
Delegando il Caaf Confartigianato all’accesso ai dati
della dichiarazione precompilata - Modello 730/2015,
sarà possibile provvedere all’adempimento evitando di doversi abilitare e trasmettere la dichiarazione
con procedure informatiche e fruire della consulenza
di professionisti che verificheranno la correttezza dei
dati messi a disposizione, inserendo ulteriori spese
detraibili.
Avrete inoltre una copia della dichiarazione e della
ricevuta di presentazione, con il calcolo dell’IRPEF a
rimborso. Sarete poi esentati da eventuali sanzioni per
errori sulla dichiarazione dei quali risponderà il Caaf
Confartigianato.
Per queste ragioni consigliamo di contattare la più vicina sede del Caaf Confartigianato, per concordare un
appuntamento. Il personale della struttura sarà lieto di
fornire tutte le informazioni sulla nuova dichiarazione
Modello 730/2015 “precompilato”.
Info: Parma, v.le Mentana 139/a, tel. 0521 2191
20 parma artigiana aprile 2015
Credito
Green economy, arrivano i finanziamenti
Il bando è aperto da marzo
I
n arrivo finanziamenti a tasso 0 sul 70% dei progetti
per le pmi che investono in green
economy.
Il fondo energia cambia veste, la Regione Emilia Romagna incrementa
la percentuale di provvista pubblica
dal 40 al 70%. I finanziamenti vanno
da un minimo di 20mila euro a un
massimo di 1 milione, il tasso finito
è pari a Euribor 3mmp + 1,425% (durata massima 84 mesi).
Il fondo agevola gli investimenti destinati all’efficientamento energetico, alla produzione di energia da
fonti rinnovabili e alla realizzazione
d’impianti tecnologici che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali.
Il Fondo Energia è un fondo rotativo
di finanza agevolata a compartecipaDal marzo scorso si possono prezione privata finalizzato al finanziasentare le richieste di finanziamenmento della green economy. È dotato, per l’erogazione sarà sufficiente
to di un plafond iniziale di 9,5 milioni
presentare il 50% di titoli di spesa
di euro provenienti da risorse pubblianche non ancora pagati, entro il 31
che del Piano Operativo Regionale.
Info: Gianluigi Pellegrini, tel. 0521 219277
ottobre 2015. I progetti dovranno
essere conclusi e rendicontati entro
il 30 giugno 2016. L’ufficio Credito
è a disposizione delle imprese interessate per i chiarimenti necessari.
Le convenzioni bancarie di marzo
Per le imprese inserite nel nuovo accordo a fasce
Cariparma, Credem
FASCIA 1
Conto Corrente
Anticipi (SBF - Ant. Fatture)
FASCIA 1
C.D.F. (Comm. Disp. Fondi)
Unicredit
Conto Corrente
S.B.F.
Ant. Fatture
FASCIA 2
FASCIA 3
FASCIA 4
4,451% 5,401% 6,801%8,351%
3,051% 3,751% 4,751%5,451%
FASCIA 2
FASCIA 3
FASCIA 4
0,20% 0,30% 0,40%0,50%
FASCIA 1
FASCIA 2
FASCIA 3
FASCIA 4
4,301% 5,201% 6,351%8,351%
2,451% 2,951% 4,751%5,451%
3,051% 3,751% 4,751%5,451%
Banca Monte Parma - Carisbo - BCC - Banca Popolare di Lodi - Banca Popolare dell’Emilia Romagna
FASCIA 1
Conto Corrente
Anticipi (SBF - Ant. Fatture)
FASCIA 2
FASCIA 3
FASCIA 4
4,301% 5,201% 6,801%8,351%
3,051% 3,751% 4,751%5,451%
Monte Paschi di Siena
FASCIA 1
Conto Corrente
SBF
Ant. Fatture
22 parma artigiana aprile 2015
FASCIA 2
FASCIA 3
FASCIA 4
4,301% 5,201% 6,351%7,551%
2,451% 2,951% 3,851%4,951%
3,051% 3,751% 4,751%5,451%
ENERGIE NUOVE PER L’IMPRESA
Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo regime fiscale…
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