RELAZIONE DEL PRESIDENTE CAI MANZANO :
ATTIVITA’ E VITA SEZIONALE ANNO 2015 - TRIENNIO 2013-2015
Manzano, 28 gennaio 2016
Cari soci e socie della Sezione di Manzano del Club Alpino Italiano, benvenuti al consueto appuntamento dell’assemblea annuale.
Mi trovo a relazionare il mio terzo anno di mandato, che completa un triennio della mia partecipazione come
presidente alla sezione CAI DI MANZANO.
Approfitto per ringraziare chi con me in questo triennio ha collaborato in questo sodalizio per conservare e
diffondere i principi del Club Alpino Italiano, in particolar modo dall’attento lavoro del Consiglio direttivo che
voglio ringraziare personalmente: Stefano Nonini, Tami PierGiorgio, Franco Miani, Nonini Laura, Passoni Alvise
e Pallavisini Sandro. Un gruppo che ha saputo onorare al meglio la vita dell’ associazionismo non perdendo
mai di vista i valori del CAI, raccogliendo la mia stima e quelli dei soci.
Con soddisfazione quindi sottolineo il lavoro svolto e gli obiettivi centrati nel triennio:
-Riapertura parziale del sentiero della Sdricca di Manzano e tutto il lavoro di manutenzione svolto in stretta
collaborazione con il comune, fianco a fianco sul sentiero con alcuni volontari della protezione civile di Manzano, volontari della nostra sezione e infine i nostri ragazzi. Anche loro protagonisti nel lavoro di pulizia e segnaletica dei sentieri;
-un altro importante risultato è stato quello della realizzazione del sito cai, grazie al contributo di Sara Miani
abbiamo potuto mettere in evidenza sul web la storia, le informazioni e la vita sociale della nostra sezione;
Nel triennio inoltre, il consiglio direttivo e’ riuscito ad operare tenendo sempre sotto controllo il bilancio, infatti
anche in questo ultimo noterete risultati più che soddisfacenti.
ATTIVITA’ ORDINARIA:
I) ESCURSIONI - USCITE IN AMBIENTE
L’anno appena concluso, vissuto “per monti”, ha rafforzato il nostro senso di appartenenza alla sezione,
permettendoci di condividere insieme a voi tutti, forti emozioni,conquistato cime, goduto di balconi panoramici e mozzafiato, divertiti in serate allegre nei rifugi, attraversato boschi dai ricchi profumi e prati tapezzati
da una infinita varietà di fiori , camminato su sentieri ripidi che s’inerpicano velocemente in cima compensando con il panorama le nostre fatiche, lasciandoci ancora oggi dolci ed entusiasmanti ricordi.
Il tempo meteorologico è stato abbastanza clemente con gli escursionisti e ci ha permesso di svolgere tutte
le gite in programma: 12 più la castagnata di fine anno.
Ad aprire l’attività escursionistica come ogni anno è stata la gita con le cjaspe del 15 febbraio al rifugio Zacchi nelle Alpi Giulie. Il pullman con 47 partecipanti ci ha trasportato fino ai laghi di fusine, poi attraverso boschi e prati innevati siamo giunti all’accogliente rifugio.
22 Marzo si è svolta la prima escursione dell’anno senza neve, in compenso la pioggia ha accompagnato il
gruppo fino al Santuario di Maria Zell in Slovenia. Un luogo importante di culto a noi vicino, ma sconosciuto
per molti. Il luogo si è rivelato una meta interessante sia per la storico e per la sua panoramica posizione dal
colle.
12 aprile ci siamo addentrati nella Riserva Naturale del Monte Orsario nel Carso Triestino. Lo spettacolo dei
Torioni di Monrupino ci lascia affascinati della forza della natura per poi proseguire l’escursione alla scoperta
di doline e della landa carsica famose per il loro carsismo in superficie.
3 Maggio- escursione intersezionale si è svolta in val Resia nella valle a noi molto cara. Quest’anno la ns sezione si è occupata dell’organizzazione e ci è sembrato doveroso ed emozionate far conoscere alle altre sezioni di Udine e sottosezioni di Pasian di Prato, San Daniele, Palmanova e Valnatisone quanto la Val Resia sia
un luogo molto selvaggio, ricco di storia,di flora di fauna attraversando sentieri tenuti ad doc grazie alla collaborazione dei resiani, dal parco e dai volontari del cai. Proprio così ci siamo trovati a percorrere il sentiero
ad anello di San Matteo, con partenza da Stolvizza e rientro.
Un impeccabile organizzazione grazie ai volontari della sezione e ai ragazzi dell’ag, ha permesso a tutti e 100
partecipanti di percorrere il sentiero senza difficoltà, non perdendo mai di vista il gruppo nei bivi, segnalando
i punti di difficoltà, consolando i più stanchi in fondo al gruppo. A metà percorso una sosta con un tè caldo e
diversi dolciumi (preparato con cura dal gruppo alpini di Stolvizza) ci ha rincuorati e ci ha permesso di fare
rientro a Stolvizza con meno fatica, dimenticando la giornata uggiosa ma dalla compagnia allegra.
Il proseguo della festa si svolta nella struttura del gruppo alpini di Stolvizza che ci ha permesso di concludere
il sodalizio tra sezioni e sottosezioni in allegria con il pranzo e poi con canti e brindisi. Doveroso ringraziare
quanti si sono promulgati e resi disponibili per la buona riuscita della festa intersezionale, complimenti anche
al gruppo dei ragazzi dell’alpinismo giovanile. Ancora oggi , incontro soci di altre sezioni che si congratulano
con la sezione perchè rimasti incantati dal lavoro svolto sul sentiero da parte dei più giovani.
17 Maggio Monte Prat
Ventitre partecipanti hanno trascorso la giornata escursionistica nei boschi e prati attraversando stavoli antichi fino alla cima del Cuar.
7 giugno monte Zoufplan
Una gita interessante sia dal punto di vista storico, naturalistico e paesaggistico. Nell’anno del centenario della guerra abbiamo scelto di fare visita ai musei all’aperto come fortificazioni, trincee ed edifici, a ricordare lo
scempio della guerra e il duro lavoro dei soldati a mantenimento dei confini con climi invernali rigidi e impervi.
28 giugno Monte Schenone
E’ stata la gita con più partecipanti, 48 escursionisti di cui 5 giovani a salire in cima. La comitiva ha percorso il
costone del monte Piccet sino al ricovero Jeluz per poi raggiungere la cima a quota 1950 m. L’allegra compagnia ha poi continuato questa bella giornata in montagna all’ agriturismo di Malga Poccet (punto di partenza dell’escursione).
24/25/26 luglio Granparadiso- cima m 4061m
Sul mio libretto di montagna ho intitolato questa grande escursione “dentro i ghiacciai”. Proprio così, un
ghiacciaio in continua evoluzione, diversi sono i crepacci che si aprono per diversi metri.
All’improvviso ti fanno cambiare percorso, oppure sono legati tra loro da sottili ponti di neve fresca.
La salita è faticosa il fiato si fa intenso e affannoso. La montagna quassù è severa, il meteo molto variabile, e
bisogna rispettarla se occorre anche rinunciare.
Malgrado tutte questi possibili imprevisti in 15 alpinisti siamo arrivati in cima con immensa soddisfazione a
quota 4061 m. Il panorama ci ha fatto dimenticare per un attimo le nostra stanchezza e ci siamo fatti inebriare
dall’aria frizzantina che avvolge le cime a 4000 m. Lo spettacolo della natura quassù è unico.
Il secondo gruppo (composto da altrettante 15 persone) ha compiuto l’attraversata dal rifugio Chabot al rifugio Vittorio Emanuele per i ghiaioni e morene dell’anfiteatro glaciale di Moncorvè, raggiungendo prima la
Cima Ovest a m. 3295. Prima di lasciare la Val d’Aosta ci siamo degustati un tipico pranzo con prodotti locali
e visitato il complesso fortificato del forte di Bart.
8 settembre Monte Cristallo Gita complessa sotto il punto di vista organizzativo, con due gruppi su altrettanti
itinerari in contemporanea. Il gruppo escursionisti esperti ha completato la lunga traversata di quasi sette ore
attraverso un percorso impegnativo. Il gruppo di alpinismo giovanile ha salito la cima di mezzo attraverso la
ferrata bianchi sino in cima. A rendere ancora più difficile i due itinerari, durante la giornata, un tempo inclemente, che tra foschie che impedivano la visibilità e la neve caduta poche ore prima, non ha certamente
favorito i partecipanti. Gita impegnativa ma riuscita.
20 settembre Creta Forata . La giornata splendida ha visto due gruppetti percorrere uno la salita alla cima e
l’altro un anello in quota. Ambiente di rara bellezza con panorami che spaziavano dal Cadore a gran parte
delle alpi carniche. La cima raggiunta è la cima più elevata del gruppo del Siera m. 2462.
4 ottobre Monte Nanos.
Le previsioni meteo già di primo mattino non erano ottime. Ugualmente due gruppetti di escursionisti si sono
incamminati uno verso la cima e l’altro verso il rifugio sloveno di Vojkova. Una leggera pioggerellina ci ha
accompagnati per tutto il giorno, nuvole molto basse non hanno regalato molti scorci per ammirare il panorama a chi ha raggiunto la cima. Il tutto accompagnato da un forte vento (tipico di questa zone). Dopo aver
consumato tutti insieme il pranzo al rifugio sloveno ci siamo incamminati verso il parcheggio e quindi alla
conclusione della gita, allo stesso istante la pioggia ha aumentato l’intensità.
20 ottobre Castagnata
L’agriturismo Fornas nel bellissimo altopiano di Curiedi a Tolmezzo ci ha ospitato per il consueto appuntamento con la castagnata e la gara di orienteering.
La gara vede partecipare piccoli e grandi, spicca la forza e lo spirito dei giovani dell’alpinismo giovanile ,
ma anche tra i grandi si nota una bella e allegra competitività, divertendosi tutti allo stesso modo.. Nel primo
pomeriggio dopo un sostanzioso pranzo, si sono svolte poi le premiazioni della gara e per concludere castagne e ribolla per tutti.
8 novembre Casera Malga Palis
Mentre in cucina si preparava un veloce convivio da consumare tutti insieme, un gruppetto di 21 escursionisti
ha proseguito la gita fino alla Forchia di Rizzat. Luogo che permette di ammirare la Val Preone e l’intero altopiano della carnia. Il pranzo si è consumato all’aria aperta considerato il sole caldo autunnale molto forte
(dato il periodo). Il convivio in questo bella casera in Carnia ci ha regalato una giornata di relax e serenità,
riscaldati da un sole un po’ “fuori stagione” ma che abbiamo apprezzato.
-Approfitto quindi, per ringraziare i capi-gita , i referenti e tutte i soci che si sono resi disponibili per la riuscita
di escursioni e momenti conviviali. Grazie per il tempo che avete dedicato, per l’entusiasmo e risorse personali che avete impiegato per questo sodalizio.
Sottolineo ancora la costanza e la caparbietà di non essersi mai dimenticati che si va in montagna sempre in
sicurezza. I capi-gita ove possibile, hanno sempre organizzato due tipi di escursione all’interno di una gita
sociale, per dare la possibilità a tutti i soci di partecipare secondo le proprie capacità fisiche o di abilità.
Questi risultati raccolgono in maniera positiva consensi e meriti del lavoro svolto, a tal punto da essere menzionati anche da altri gruppi CAI e altre associazioni.
II) ALPINISMO GIOVANILE:
Che cos’e l’alpinismo giovanile?
-L’attività proposta offre una tipologia di esperienze che affrontano le varie tematiche del mondo della
montagna. Le uscite in ambiente invernale con le ciaspe lasciano in primavera il posto ad una serie di
proposte che consentono ai ragazzi di individuare il modo migliore di frequentare la montagna e
contemporaneamente consentono un arricchimento del proprio bagaglio di esperienze. Dal mondo ipogeo
alle prime esperienze in falesia o in ferrata, i ragazzi effettuano un percorso che ha il suo apice il mese di
luglio con la partecipazione alla settimana naturalistico alpinistica.
La settimana che la sezione organizza dal 1990, viene proposta ai ragazzi della seconda e terza fascia e
attinge le proprie risorse dal lavoro con le scuole. Da sette anni la sezione è impegnata con un progetto
educativo nelle scuola , che ha per scopo il graduale inserimento del ragazzi nel mondo AG. Dalla terza
elementare inizia la scoperta dell’ambiente limitrofo la propria scuola, alla comparazione di ambienti naturali
e antropizzati sino in quinta alla gita in media montagna alla quale il ragazzo giunge in modo consapevole.
Il progetto con le scuole secondarie prosegue il percorso conducendo i ragazzi all’attività sezionale.
Interventi in classe e proiezioni audiovisive sulle attività svolte con i genitori e insegnanti completano il
coinvolgimento di tutti i soggetti del progetto scuola.
Approfitto per ringraziare per la loro disponibilità e lavoro svolto i due referenti per le scuole. Per Premariacco
Fadone Maurizio e per Manzano Stefano Nonini.
-Un ringraziamento va anche ai revisori dei conti, fondamentale e importante il loro sostegno a visone costante e monitoraggio del bilancio per tutto il triennio.
III) SENTIERISTICA CAI
Il monitoraggio della nostra sentieristica di competenza della sezione, richiede tempo e lavoro per effettuare
controlli, perlustrazioni per svolgere le sistemazioni ove è possibile in tempi brevi.
Ringrazio a tal proposito Pier Giorgio Tami per il lavoro di monitoraggio svolto, inoltre come segretario della
Commissione Giulio Carnica sentieri e rifugi ci tiene sempre informati su tutti i programmi svolti e futuri.
A tal proposito, previa autorizzazione dell' Ente Parco Prealpi Giulie,insieme ad altri volontari hanno realizzato
la segnaletica ex novo del sentiero CAI 719 che nella Val Torre ci conduce da Simaz al Pian dei Ciclamini. E'
un sentiero lungo circa 5 km e presenta evenienze floristiche ed ambientali di tutto rilievo.
I lavori sono stati eseguiti il mese di giugno scorso dai soci:
Tami Pier Giorgio, Miani Franco, Brezigar Giancarlo, Vendramini Paola.
La perdurante crisi di fondi non ci ha messi in condizione di fare altri interventi sui sentieri. La decina di sentieri
che gravitano nell' area del Parco e che sono in carico come manutenzione alla nostra sezione sicuramente
avrebbero bisogno di una rinfrescata. Nel corrente anno però saremo impegnati a percorrere alcuni dei nostri
sentieri per verificare il loro grado di salute.
Il lavoro di manutenzione dei sentieri è importante. Quando andiamo a camminare per monti, è fondamentale trovare segnaletiche appropriate, l’erba sfalciata, ponti intatti, percorsi fruibili e senza ostacoli.
Siamo esigenti quando andiamo in montagna e ci capita di bofonchiare se troviamo imprevisti su sentieri
causa scarsa manutenzione delle sezioni. Se vogliamo essere esigenti, dobbiamo pensare che questo lavoro
ha bisogno di sostegno, ossia di volontari che si aggregano a questo gruppo di Pier Giorgio Tami, per dare
una mano.
Sono davvero a chiedere a tutti voi una mano nelle proprie possibilità.
Non lo chiamerei lavoro, ma una gita in montagna con un attenzione a quel importante patrimonio culturale
che sono i sentieri del cai.
-SDRICCA
La situazione lavori ossia di pulizia di alberi, tronchi, vegetazione infestante del sentiero della “Sdricca” è stata
fatta in autunno. Grazie al lavoro (come dicevo all’inizio) da un gruppo di volontari e dai giovani della sezione, in collaborazione con la protezione civile e al Comune di Manzano. Il lavoro di squadra in questi termini è
importante perché si uniscono mezzi, forze e capacità per ottenere ottimi risultati in breve tempo.
La frana che è caduta ancora l’anno precedente all’inizio del sentiero della Sdricca non è stata rimossa e
credo che ci vorrà del tempo considerata la spesa piuttosto ingente che il comune di Manzano dovrà sostenere. Per cui si accede al sentiero, percorrendo ancora la deviazione imposta subito dopo l’accaduto.
IV) SERATE CULTURALI
12 marzo
Luigino Zamaro, della sezione Cai di Cividale, ci ha dedicato una serata di approfondimento sull’utilizzo del
gps in montagna. Il gps ha spiegato Zamaro, è un interessante apparecchio che aiuta gli escursionisti a localizzare la posizione e a trovare il sentiero. Questo ormai famoso e duttile apparecchio non esclude però la
capacità di lettura e studio delle carte topografiche, nonché la conoscenza dei metodi di orientamento in
qualsiasi ambiente di montagna. La topografia resta la base fondamentale delle conoscenze di un escursionista.
12 novembre
I Mammiferi del Friuli Venezia Giulia è stato il tema interessante della serata culturale tenuta da Tiziano Ermacora, appassionato di animali che popolano le nostre montagne. L’autore ci ha illustrato le specie di ungulati
presenti nella nostra regione e catena montuosa soprattutto quelli ricomparsi dopo diversi anni.
26 novembre
Linda Grattoni ci ha parlato del suo trekking fatto a Ladah in India. Un appassionante racconto testimoniato
da video e foto di quei posti lontani, selvaggi e dagli spazi e panorami immensi. Abbiamo così condiviso le
emozioni che Linda assieme al suo compagno e alle guide del posto hanno vissuto.
V) CONCLUSIONI
-Sono soddisfatta come presidente del lavoro svolto in questo triennio di mia competenza, abbiamo raggiunto obiettivi importanti ancora una volta attraverso la nostra passione per la montagna, abbiamo dato
testimonianza del rispetto per l’ambiente che ci circonda, non perché di voga , ma perché unica risorsa benefica dell’uomo da sempre.
Qualche socio si iscrive per lo sconto nei rifugi o per l’assicurazione, ma noi sappiamo la proposta di qualità
che questa sezione offre ai suoi soci.
Il CAI è una famiglia dove tutti i suoi componenti al momento del tesseramento devono essere consapevoli
che si fa parte di un storia che non può lasciarci indifferenti.
Il CAI nel scorso degli anni ha raccolto e diffuso culture di paesi di montagna, ha impiegato risorse e uomini
per rendere sentieri, vie di montagna, bivacchi e rifugi a portata di tutti, per tutte le esigenze.
La cultura dell’ andar in montagna è espressione di libertà, di soddisfazione, di contatto con la natura, di solitudine, di intimità con noi stessi. Ce lo insegnano grandi alpinisti, botanici e naturalisti da più di un secolo, attraverso le loro affascinati letture.
Appartenere al CAI è saper tramandare questa storia, ricca di stimoli per poter anche noi divenire parte importante di questo sodalizio.
Andare in montagna è diventato facile, strade di accesso, infrastrutture, materiali tecnici e proliferare di nuove discipline turistico sportive . Ma le risorse per la salvaguardia ed il presidio del territorio vengono continuamente tagliate e restano sempre e solo i volontari del CAI per la manutenzione dei sentieri e delle strutture in
quota: e sempre ai volontari, ai dirigenti ed agli istruttori del CAI viene delegata la responsabilità, anche in
sede penale, per eventuali incidenti che dovessero avvenire sui nostri sentieri o durante le nostre escursioni.
Tutto in montagna diventa velocità performance e condivisione immediata sui social network mentre a noi
spetta ancora il compito meno gratificante e più impegnativo dell'informazione e della formazione di questa nuova schiera di utenti della montagna.
Questo è il contesto in cui operiamo e la difficoltà di essere dirigenti del cai .
Ma essere soci CAI non significa andare solo in montagna!
Il nostro è un impegno nella preparazione tecnica per la sicurezza in linea con i principi del sodalizio.
Sono sempre stata consapevole che non bastano i buoni sentimenti o le buone intenzioni per gestire le complesse dinamiche di una sezione, soprattutto oggi, dove regole e regolamenti a volte, sviliscono la voglia di
fare, ma sono sempre convinta che l’unione fa la forza e la condivisione d’intenti lenisce i momenti di sconforto, così pure l’entusiasmo ed il divertimento ci spronano a voler fare.
Auguro quindi al nuovo consiglio che possa operare con lealtà, trasparenza e onestà, e che possa essere
orgoglioso del proprio lavoro, come io lo sono stata in questi tre anni.
Sabina Paviotti
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