CRONACHE
CILENTANE
ANNO XXVIII - N. 4/2011
Sped. A. P. com. 20 art. 2 legge 662/SA
LA PRIMA VOCE LIBERA DEL TERRITORIO DEL PARCO
MENSILE DI INFORMAZIONE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI
Castellabate:
“Nel segno di Maurano”
Dieci anni la sfida del prof.
Costabile Maurano. Dimenticando le brutte esperienze
degli anni 70 decise di candidarsi a sindaco. Ricordo qualche
intervista rilasciatami nei primi
momenti della sua nuova
avventura e sinceramente debbo ammettere che registravo le
Ad un mese dalle elezioni che
vedranno, per fine mandato, un
successore di Maurano , la mia
esperienza di cronista del territorio mi fa affermare che certamente abbiamo avuto un sindaco che non sarà dimenticato
facilmente.
Non è compito mio fare l’e-
Nella foto. Il sindaco Maurano con uno dei suoi più illustri concittadini, il
Maresciallo Costabile Maffia comandante la stazione carabinieri di Pollica, che ha
ricevuto, dopo il titolo di Cavaliere da parte del Presidente della Repubblica,
anche l’onorificenza di “Ufficiale al merito della Repubblica Italiana”.
sue risposte, ma nutrivo dei
dubbi sulle sue promesse. Non
perché non fossi sicuro delle
sue capacità , ma perché ero a
conoscenza delle difficoltà che
avrebbe trovato. Ma un suo
intervento ad una mia trasmissione televisiva mi convinse della sua volontà di portare avanti
il programma dell’amministrazione ad ogni costo e di voler
proiettare il territorio del Comune di Castellabate in un discorso di respiro non solo nazionale
ma anche internazionale.
lenco delle opere fatte, prima
perché anche le più belle realizzazioni trovano sempre delle
critiche e poi perché ho affermato e scritto che le capacità di
un primo cittadino non si misurano con i metri cubi. Maurano
ha dato un respiro diverso al
suo modo di interpretare la funzione di chi è chiamato, per
volontà popolare, a gestire le
cose di un Comune. Non saranno mancati, anche a Castellabate momenti di tensione tra
gli stessi componenti dell’Am-
ministrazione, ma questo fa
parte del nostro modo di far
politica. La verità è che il sindaco uscente ha saputo varcare i
confini del proprio territorio,
con mirati interventi volti ad
attirare l’attenzione invece sul
“ patrimonio artistico e paesaggistico” che annovera il capoluogo come uno dei borghi più
belli d’Italia e le frazioni costiere come uno dei posti più splendidi. E poi ( ne abbiamo più volte parlato su Cronache) i benefici della pellicola “ Benvenuti
al sud” si vedranno in seguito.
E’ di questi giorni la notizia che
un altro personaggio della Tv
Bruno Cabrerizo, della trasmissione “ Ballando con le Stelle “
ha… ritrovato il bisnonno a
Castellabate.Ma il prof. Maurano, per me , è stato un ottimo
sindaco per i rapporti che ha
saputo mantenere , sempre
disponibile ad iniziative di
carattere culturale. Ha avuto
una visione globale dei suoi
amministrati, dai piccoli , che
costituiranno il futuro, agli
anziani che hanno fatto la storia. La politica non è stata,
come avviene in molti altri
Comuni, di chiusura ai giovani.
Apertura , sempre nella protezione del paesaggio, alle iniziative turistiche. Corsi di lingue
perché se vogliamo gli stranieri
dobbiamo conoscere anche le
lingue. E poi aperture a chi opera per il bene del nostro Cilento.Infine,se il sindaco ha operato bene,merito anche al suo
gruppo e ai suoi collaboratori.
Amministrative 2011
Comuni in cui si vota
il 14 e 15 maggio
Moio della Civitella, un comune in cui si vota
Sono molti i Comuni del
nostro territorio interessanti
alle votazioni amministrative
del 14 e 15 maggio per l’elezione del sindaco e per il rinnovo dei Consigli Comunali.
Altavilla Silentina, Cannalonga, Castellabate, Castel
San Lorenzo, Ceraso, Controne, Contursi, Corleto
Monforte, Moio della Civitella, Monteforte Cilento, Mon-
te San Giacomo, Montesano
sulla Marcellana, Ogliastro
Cilento, Orria, Padula, Perdifumo, Perito, Pollica, Prignano, Roccadaspide, Rutino,
San Mauro La Bruca , Santa
Marina, Sant’Angelo a Fasanella, Serramezzana, Sessa
Cilento, Sicignano degli
Alburni, Tortorella, Trentinata, Vallo della Lucania, Vibonati.
Dino Baldi
Controcorrente
Una cerimonia semplice ma pregna
di contenuti, tenutasi nella sala S.
Pasquale del magnifico convento di S.
Francesco in territorio di Lustra, ha
visto la numerosa ed entusiastica partecipazione di ospiti provenienti da
tutto il Cilento.
Premesso che non abbiamo mai
visto nelle pro-loco un fattore di crescita, specificamente in quelle gestite
politicamente le quali per anni sono
nate a favore o contro le amministrazioni locali e, dichiariamo la nostra
opinione, la maggior parte si sono
rivelate dannose sia per la loro servile
assuefazione al precario potere pro
tempore, che per la, spesso pretestuosa, opposizione. Molte sono scomparse velocemente e quelle che sono
SPERANZA CILENTO?
San Martino, 27 marzo scorso,
festeggiati i venticinque anni di esistenza della Pro-Loco.
sopravvissute sono diventate un terminale di estemporanei contributi per
improvvisate e improduttive manifestazioni, mai scaturite da un progetto.
Quella di S. Martino, nata in una
sala parrocchiale, sembra smentire la
nostra opinione e
per questo esclusivo motivo non
vogliamo parlare degli uomini e delle
donne che in questo caso sono stati
determinanti, ma del metodo che hanno messo in campo, della capacità di
aggregazione senza il solito abituale
distinguo, del graduale coinvolgimento di esponenti cilentani, mai troppo
noti, della cultura e dell’arte in tutte le
sue forme espressive, la custodia del
folklore nella sua tradizione orale, a
partire dai bambini fino alla terza età.
Venticinque anni di granitico impegno
e di notevoli risultati, con soci residenti in tutta Italia, pronti a sostenere
anche economicamente, questi operatori di un turismo che potremmo defi-
nire di frontiera.
Viene quasi da pensare che il riscatto della terra cilentana e della sua
gente,vissuto sempre nei nostri sogni,
trovi, in un piccolo centro agricolo dell’entroterra, l’esempio di unità di
intenti e la giusta dimensione nella
cultura, nell’arte, nelle tradizioni, con
unico denominatore il Cilento, questa
terra meravigliosa da sempre mortificata dai masnadieri della politica che
hanno sempre raccolto messi di consensi elettorali, rivelatisi poi inutili se
non dannosi, per una ingenua comunità che non ha saputo mai essere
compatta nella ribellione e nel dissenso, debolezza che ha sbarrato il sentiero verso l’auspicata autonomia.
Corrado Lucibello
aprile 2011
1977: l’anno in cui furono “allargati” i confini del Cilento
cronache cilentane primo piano
Forse non motivazioni storiche, ma certamente la consapevolezza che bisogna presentarsi agli
altri con la mappa di un vasto comprensorio. Quei confini ora costituiscono il territorio del
Parco Nazionale del Cilento. Il ruolo del consorzio comprensoriale delle Pro Loco del Cilento.
2
Siamo nel 1977, tra le tante iniziative dell’epoca per il rilancio del Cilento, merita di essere ricordata una riunione, dopo tante altre di preparazione, tenutasi a Caggiano. In un paese
che separa la Campania della Basilicata , studiosi del territorio, imprenditori, rappresentanti degli Enti Locali,
rappresentanti delle associazioni,
componenti delle Pro Loco , arrivano
ad una conclusione: “ Se vogliamo lo
sviluppo dei nostri paesi, se vogliamo
inserirci in circuito turistico nazionale
ed internazionale, dobbiamo presentarsi con mappa allargata. In altre
parole il campanilismo deve cedere il
posto a nuove visioni “.
E tutto sommato arriva anche il
parere favorevole degli storici. Il ruolo
svolto dal dott. Pietro Ebner, di Ceraso e dal dott. Gaetano Lamattina di
Caggiano appare di fondamentale
importanza. “ Sì, si può affermare che
i confini del Cilento partono dal Sele a
nord , ma possono benissimo arrivare
, a Sud, ai confini con la Basilicata,
includendo quindi anche il Vallo di
Diano. “
In altre parole il Cilento ed il Vallo
di Diano si presentano uniti. Allora il
1977 costituisce solo una data storica
? Niente affatto. Costituisce una
realtà. Perché successivamente ,
quando è sorto il Parco Nazionale , i
confini inseriti sono proprio quelli
suggeriti nell’incontro di Caggiano.
Oggi il Parco si chiama “ Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ed i
confini partono dal Sele ed arrivano
all’ingresso della Basilicata.
E affrontando questo argomento
troviamo la gioia di un grande promotore di questa intuizione, Gennaro
Greco. Ma quale fu la molla che spinse l’allora presidente della Pro Loco di
Acea ad adoperarsi per “ allargare” i
confini ?
“ L’esperienza fatta durante alcune partecipazioni a fiere turistiche, ed
in modo particolare la partecipazione
alla Fiera di Monaco di Baviera. Presentarsi come Palinuro o come Ascea
non aveva effetti concreti. Raccogliemmo l’imput di presentarsi come
un comprensorio che potesse offrire ,
oltre al mare, al paesaggio, la storia,
la cultura, anche la ricettività. In altre
parole- precisa Gennaro Greco – bisognava presentarsi con un bigliettino
da visita in cui , nel territorio, si offrivano moltissimi posti letto”.
E così la prima idea , considerato
che in quel periodo era inutile sperare
nella promozione degli Enti Locali, di
unire tutte le Pro Loco del territorio.
Sorse così il Consorzio comprensoriale
delle Pro Loco del Cilento, che provvide a dare alla stampa il primo vero “
manifesto” pubblicitario della zona,
ovvero la cartina
“ Vacanze nel
Cilento”. Escono
dalla rotativa
ottantamila
copie, di cui
30.000 inviate
all’ENIT di Roma
e diffuse in varie
località del mondo grazie all’impegno di un
cilentano che
insegnava all’università di Perugia , ma che era
in contatto con
l’ENIT, il prof. Felice Vertullo, originario di Laurino.
Certo questo lavoro di promozione
non ebbe subito gli effetti sperati ,
anche perché- precisa Gennaro Greco- gli ostacoli a far “ girare” il nome
del Cilento arrivarono proprio da altre
zone della Campania. Una sorta di
boicottaggio per “gelosia” turistica.
Tanto è vero che la cartina del Cilen-
to, in qualche Fiera all’Estero trovava
posto nello Stend Italia e non in quella della Campania. Ma anche a Salerno non è che ci fu amore a prima
vista. Solo successivamente l’Ente del
Turismo incominciò a stampare ogni
anno 20.000 copie della cartina “
Vacanze nel Cilento”.
“ Ma va fatta una doverosa precisazione-afferma l’ideatore del Consorzio delle Pro Loco e tenace
Assertore della utilità dell’allargamento , Gennaro Greco-che non ci
furono solo perplessità per il Vallo di
Diano , ma anche per la zona che va
da Agropoli a Capaccio. Ma oggi
abbiamo avuto la grande soddisfazione da parte del Vescovo Favale che
ha fortemente voluto che il quadro
della Madonna con la scritta Benvenuti nel Cilento terra di Maria, sia stato collocato a Ponte Barizzo non solo
perché là hanno inizio i confini della
Diocesi di Vallo, ma anche perché a
Nord quelli era i confini da noi indicati come porta d’ingresso al Cilento”.
Nelle foto, Gennaro Greco, all’epoca presidente del consorzio delle ProLoco del Cilento; il rimpianto dott.
Pietro Ebner (nella foto in alto) ed un
gruppo di studiosi attorno al tavolo
per definire i reali confini del Cilento.
Sanza
Convocato il Consiglio Comunale in piazza Plebiscito
per dare avvio ai festeggiamenti per l’Unità d’Italia
Con una manifestazione solenne,
aperta dalla seduta di Consiglio
Comunale convocato per la prima volta nella storia locale in piazza Plebiscito, l’amministrazione civica guidata
dal Sindaco Antonio Peluso, ha aperto
il ciclo di iniziative programmate per
tutto l’arco dell’anno, in onore del
150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Primo atto ufficiale, il pomeriggio del
17 marzo, è stata la proclamazione
del neonato Comitato del Centocinquantesimo costituito oltre che dall’amministrazione comunale anche
dai rappresentanti della società civile
e del mondo dell’associazionismo
locale. In piazza Plebiscito, nel cuore
del centro storico, Consiglio Comunale e successiva scopritura della targa
a ricordo dell’evento nel vicolo di Via
Unità Italiana. A seguire un convegno
organizzato su iniziativa dell’Università Popolare “Sabino Peluso” presso
l’antichissima cappella della millenaria Arciconfraternita di Maria Santissima delle Neve per presentare due
distinti volumi sul tema del patriottismo e delle lotte risorgimentali. I due
testi: “Prima che altro silenzio entri
negli occhi” di Ubaldo Baldi e “Storia
di antifascisti torrachesi 1926/1943”
di G. Santoro sono stati introdotti dal-
lo storico locale prof. Felice Fusco alla
presenza degli autori. Questo solo l’inizio. Il 20 marzo è stata la volta della
“Maratona dell’Unità d’Italia” evento
organizzato dalla Prefettura di Salerno con la seconda tappa della gara
podistica nazionale, non agonistica,
che sarà ospitata dall’Amministrazione locale che ne curerà l’arrivo e la
successiva ripartenza. Un ulteriore ed
importante evento ha visto protagonista l’intera comunità locale che attraverso una delegazione di studenti,
amministratori locali e cittadini ha
partecipato il 2 aprile ad un importantissimo scambio culturale promosso
dal Comune di Mordano, in provincia
di Bologna, dal tema: 1861- 2011
“l’Europa se desta” Italia-UngheriaAustria una storia in comune. 150
anni dopo, i Comuni di Mordano,
Mezohegyes, Sanza, a confronto per
un’Europa unita. Insomma ha preso il
via un articolato programma di eventi
che seguirà durante tutto il corso dell’anno e che avrà il suo momento più
importante il prossimo 2 luglio quando nella ricorrenza della tragica fine
della “Spedizione di Sapri” sarà organizzata una giornata a ricordo dell’evento.
Lorenzo Peluso
aprile 2011
Si è insediata l’Unione dei Comuni
“Valle dell’Alento”. Nella sala comunale in piazza Sant’Antonio a Omignano Scalo sono stati compiuti gli
adempimenti formali per dare vita a
quella che dagli stessi sindaci coinvolti è stata definita “…una svolta storica per il Cilento”. Il presidente, per il
primo anno visto che tutti avranno
pari dignità e ricopriranno a turno la
carica, è il primo cittadino di Omignano Emanuele Giancarlo Malatesta.
“Ci metteremo subito a lavoro – ha
affermato Malatesta – per gestire
insieme la raccolta e il conferimento
dei rifiuti solidi urbani, il trasporto
scolastico, la vigilanza urbana e quella ambientale, la lotta al randagismo
e un occhio di riguardo sarà riservato
alla programmazione intercomunale
in campo urbanistico. Lo scopo con il
quale siamo nati è quello di una
gestione duratura dell’esistente, ma
con l’occhio rivolto al futuro e soprattutto a un ente che non limiti l’autonomia dei singoli paesi ma che rafforzi la coesione tra territori omogenei
che fino a oggi forse hanno lavorato
poco insieme”. All’Unione, la cui
giunta sarà composta dai primi cittadini dei paesi aderenti, prendono parte oltre il Comune di Omignano,
Castelnuovo Cilento con Eros Lamaida, Gioi con Andrea Salati, Moio della
Civitella con Antonio Gnarra, Orria
con Mario Maio, Perito con Edmondo
Lava, Salento con Angelo De Marco,
Sessa Cilento con Aldo Niglio e Stella
Cilento Antonio Radano. La vicepresidenza dell’Ente è stata destinata al
sindaco di Sessa Cilento Aldo Niglio,
mentre presidente del consiglio è stato eletto il consigliere comunale di
Stella Cilento Giusepe Bianco che ha
posto l’accento su come “…l’Unione
è un passo importante per le nostre
comunità perché grazie alla condivisione dei servizi essenziali i cittadini
interessati possono avere migliori
opportunità di vivibilità quotidiana,
ma con una tassazione meno esosa
rispetto a quella che fino a oggi i singoli comuni hanno dovuto imporre
per rientrare nelle spese sostenute”.
VIII edizione di Miss Parco 2011
Nella foto: Mary Manna di Cardile Miss Parco 2010
E‘ partita la macchina organizzativa
della VIII edizione del Concorso di
bellezza `Miss Parco del Cilento e Vallo di Diano´. La manifestazione, ideata e promossa sull´intero territorio del
Parco da Lino Miraldi è, sotto certi
aspetti, diversa nel suo genere dagli
altri concorsi che , durante il periodo
estivo si svolgono nella provincia di
Salerno. L´ideatore a proposito ci
spiega: "Gli obiettivi della manifestazione sono quelli di sviluppare la
conoscenza del Parco e dei suoi centri
storici, valorizzare l´artigianato locale
e raccontare il territorio attraverso le
sue bellezze, le sue
tradizioni, la sua cultura dal punto
di vista di chi il territorio lo vive,dando voce ai cittadini di ogni singolo
paese attraversato dalla manifestazione stessa, con lo scopo di riportare
alla luce suoni, profumi e piccoli scor-
ci di vita quotidiana"; il Concorso che
si svolgerà nei mesi di luglio ed agosto rappresenterà l´evoluzione non
ripetitiva ma aggiornata di un evento
che, negli
ultimi sette anni, ha riscosso notevoli consensi e, quindi, incoraggiamenti a proseguire anche negli anni
futuri. Il Concorso nato da una mia
idea -spiega Lino Miraldi - nell`estate
del 2004, a tre anni dalla vittoria a
Miss Italia di Daniela Ferolla, tipica
ragazza cilentana per raccontare il
territorio del Parco Nazionale del
Cilento e Vallo di Diano, ha sin
dall`inizio riconosciuto tra isuoi obiettivi: il lancio di volti nuovi per il cinema, la moda, la pubblicità; "lo scopo
della mia manifestazione- sottolinea il
Patron - è quello di dare alle ragazze
del Cilento e del Vallo di Diano una
certa visibilità, visto che il nostro territorio, per motivi soprattutto geografici, è un po`
tagliato fuori da quello che accade
a Roma e a Milano. A tal proposito
non è casuale il fatto che sia nato
proprio nel Cilento, una terra di tante
contraddizioni, con l`esigenza particolare di realizzare un Concorso di bellezza che non fosse fine a se stesso,
ma bensì il punto d`incontro tra le
Aziende che operano nel campo della
moda e della cosmesi e la ragazza
della porta accanto che insegue il
sogno di diventare una modella affermata e, poi, quotidianamente, le
Aziende locali che investono enormi
budget nella realizzazione delle loro
campagne pubblicitarie devono cercare in altri segmenti di mercato le
modelle che fanno al loro caso." Inoltre - aggiunge Miraldi- mancava un
evento che potesse magicamente
congiungere il territorio del Cilento e
quello del Vallo di Diano, due culle di
civiltà e di pensiero, un ambiente in
cui si respira aria di mito, di cultura,
di filosofia. Se nel Cilento nasceva la
filosofia di Parmenide, il filosofo
dell´essere, padre fondatore della
scuola eleatica, nel Vallo di Diano la
Certosa di Padula resta il punto di
riferimento da tutelare e valorizzare;
il Cilento e il Vallo di Diano, non solo
come vertici culturali, ma come punti
che si collegano alle realtà umane,
politiche e sociali di due territori, nonché di una Regione difficile, eternamente sospesa tra la voglia di rinnovarsi e le paure del suo presente.
1991- 2011
20 ANNI DI VIAGGI CULTURALI
PER I LETTORI DI CRONACHE CILENTANE
In occasione dei venti anni di viaggi culturali promossi da Cronache Cilenane , in collaborazione le con le agenzie di viaggio, per i propri lettori , vengono proposti tre interessanti itinerari in fase di programmazione. Il primo all’inizio di giugno di gg. 5. Il secondo all’Estero di
gg. 7 all’inizio di settembre. Il terzo di due giorni all’inizio di Ottobre.
I lettori interessati possono già chiedere il programma a Cronache Cilentane – Via Ponte
84068 PIOPPI (SA) oppure telefonando al n. 0974 905046
cronache cilentane attualità
Unione dei Comuni “Valle dell’Alento”
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aprile 2011
I Periodici del 1861 esposti alla Certosa di Padula
cronache cilentane iniziative
La Soprintendenza BAP di Salerno espone per la prima volta
al pubblico alcuni giornali del secolo scorso
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L’esposizione dal titolo: “VERSO
L’UNITA’ D’ITALIA IN CERTOSA, allestita in occasione delle celebrazioni
del 150° anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia nella saletta
dell’appartamento del Priore della
Certosa di Padula, resterà aperta al
pubblico fino al 31 maggio 2011. L’iniziativa a cura della Soprintendenza
BAP di Salerno e Avellino, diretta da
Gennaro Miccio.
Per la prima volta sono stati esposti al pubblico alcuni periodici dell’anno 1861, conservati e ritrovati tra i
volumi del patrimonio librario sopravvissuto in Certosa. I giornali facevano
sicuramente parte della piccola “emeroteca” dell’Ordine certosino padulese che in quegli anni occupava ancora
stabilmente il Monastero (ivi reinsediatosi dopo il Concordato del 1818,
seppure in uno stato di grande decadenza, dovuto alle espropriazioni del
precedente decennio francese).
Si tratta di due testate giornalistiche di orientamento dichiaratamente cattolico e clericale, che pervenivano regolarmente in Certosa, pro-
nuovo giornale fare propria la protesta cattolica, ponendolo come organo
nazionale di stampa del cattolicesimo
papale.
Le riviste riecheggiano pienamente
il problematico passaggio degli avvenimenti politici in atto: l’affermazione
politico-sociale della nuova ideologia
liberale, la criticità dei rapporti fra
Chiesa e Stato, i problemi della compagine ecclesiale e, soprattutto, l’ansia per la conservazione degli Ordini
Religiosi in Italia. L’iniziativa è curata
dalla dott.ssa Eufemia Baratta
babilmente tramite abbonamento
postale, con cadenza bisettimanale
poichè le uscite erano fissate nei giorni di mercoledi’ e sabato. Pochi sono
i numeri sopravvissuti de L’Aurora:
Giornale Religioso politico; consi-
stenti, invece, quelli de L’Unità Cattolica: Foglio periodico religioso, fondato a Torino proprio nel 1861 da
Don Giacomo Margotti, il quale, reduce dalla precedente esperienza con
L’Armonia, intese, con la direzione del
Ulteriori informazioni sul sito web
della Soprintendenza BAP di Salerno e
Avellino www.ambientesa.beniculturali.it / info 089 2573241 / FAX 089
318120 Michele Faiella (Ufficio
Stampa)
e mail: [email protected] - Per
approfondimenti:I luoghi e gli eventi
www.beniculturali.it - Numero verde
800 99 11 99 - Il MiBAC è anche su
Youtube, Facebook e Twitter
Castellabate: un albero per ogni nato
L'amministrazione comunale festeggia i nati nel 2010
Cinquantasette alberi sono stati
piantati per altrettanti bambini nati
nel 2010. E' diventato ormai un
appuntamento atteso e consolidato
quello con “Un albero per ogni nato”,
l'iniziativa introdotta per ricordare
con un albero ogni bambino che viene
al mondo in una famiglia del Comune
di Castellabate. Ogni albero porterà il
nome di uno dei bambini nati nel corso dello scorso anno.
Sabato 19 marzo, è stata festa doppia per i papà dei nati nel 2010, che
con le famiglie hanno partecipato alla
festa di accoglienza per i neonati del-
Sanza – sarà il Prefetto di Salerno,
Sabatino Marchione, a dare il via alla
terza tappa della maratona dell’unità
d’Italia che partirà d’innanzi il Cippo
di Pisacane, posto lungo la Statale
517, a poche centinaia di metri dal
centro urbano, domenica 27 marzo
alle ore 10,00. La terza tappa che
vedrà il suo traguardo a Padula, con
una lunghezza di circa venti chilometri, attraverserà anche il centro abitato di Buonabitacolo per giungere al
Sacrario dei Trecento intorno alle ore
12,30. Dopo la partenza dei corridori
il Prefetto si intratterrà nel comune ai
piedi del Cervati, ospite del Sindaco
Antonio Peluso e dell’amministrazione civica, per incontrare i cittadini di
Sanza e discutere di uno degli eventi
maggiormente caratterizzanti del
Risorgimento italiano, la Spedizione
dei trecento, appunto. Successivamente lo stesso Prefetto, accompa-
l'ultimo anno nella sala convegni di
Villa Matarazzo a Santa Maria.
Durante la cerimonia, il sindaco
Costabile Maurano ha consegnato ai
genitori la pergamena che attesta la
messa a dimora di un albero a nome
del figlioletto, e la foto che indica la
località in cui l'albero è stato piantato. Quest'anno i 57 alberi sono stati
messi a dimora tutti nel bosco in località Piano Melaino. Inoltre la Bcc dei
Comuni cilentani ha donato alle famiglie dei bimbi un libretto di risparmio
a nome del piccolo con la cifra simbolica di 30 euro. L'appuntamento con
“Un albero per ogni nato” si rinnova
ormai da anni nel Comune di Castellabate. Dal 2001 ad oggi sono 604 i
bambini venuti al mondo che hanno
una piantina con il proprio nome.
Alberelli autoctoni tra piante lacustri,
pini d’Aleppo, tamerici e lecci, tutti
caratteristici della vegetazione mediterranea I genitori e il bimbo, in futuro, potranno riconoscere l'albero ed
occuparsene, grazie ad una targhetta
con il nome del piccolo agganciata su
un palo accanto all'albero. Molti genitori, in questi anni, hanno assunto
come impegno la cura della piantina
Il Prefetto Sabatino
Marchione a Sanza per la
terza Tappa della maratona
dell’Unità d’Italia
gnato dagli amministratori locali raggiungerà Padula per l’arrivo dei
maratoneti nella cittadina che segno
la fine della Spedizione di Sapri e
dove, a testimonianza, si trova presso la Chiesa dell’Annunziata il Sacrario che ospita le spoglie mortali dei
valorosi che il giorno primo luglio del
1857 in un duro scontro a fuoco con i
gendarmi borbonici persero la vita. A
Sanza, il giorno successivo, la mattina del 2 luglio, gli scampati all’eccidio di Padula si scontrarono con le
guardie urbane ed in un conflitto a
fuoco persero la vita ventisette valorosi patrioti e tra questi l’eroe Pisacane. Una pagina di storia dolorosa ed
importante per il percorso di unificazione nazionale che vide, in quei
giorni, protagoniste, loro malgrado,
che porta il nome di loro figlio, innaffiandola e facendo in modo che cresca bene.
«Ogni nuova pianta simbolizza una
vita che nasce e cresce. – ha commentato il sindaco Costabile Maurano
– L'iniziativa, al di là del valore simbolico, vuole essere anche da stimolo
per le nuove generazioni e le loro
famiglie ad amare e proteggere la
splendida natura che, insieme al
patrimonio storico, rende unico il paese in cui devono sentirsi fieri di vivere».
Paola Desiderio
le comunità cilentane. La Maratona a
tappe, partita lo scorso 17 marzo da
San Giovanni a Piro, toccherà tutti i
comuni protagonisti degli eventi
risorgimentali salernitani che portarono all’avvento dello Stato Italiano.
Dopo la tappa di domenica 27 marzo, il due aprile la tappa PadulaAuletta, passando per Sala Consilina,
Atena Lucana, Polla e Caggiano; il 10
aprile ad Eboli la Maratona agonistica a circuito di 10 km “Ebolitaliani”;
il 16 aprile sempre ad Eboli con la
maratonina non competitiva di 2 km
ed una gara di Salto con l’asta. La
conclusione il prossimo 17 aprile con
la tappa Eboli, Battipaglia, Bellizzi,
Pontecagnano, Salerno. Una bella
manifestazione con un unico filo conduttore: celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia nei comuni del salernitano protagonisti degli eventi risorgimentali.
aprile 2011
I 19 sindaci del Vallo di Diano
hanno "depositato" le fasce tricolore davanti alla sede dell'ospedale di
Polla come gesto simbolico per definire la "resa" delle istituzioni locali
"alle inefficienze della direzione
sanitaria e del distretto di Sala Consilina", e annunciano che "se non si
avranno risposte concrete dalla
Regione e dei vertici sanitari", in
particolare sulla carenza degli organici, a breve consegneranno le fasce
e i mandati al Prefetto di Salerno.
La "deposizione" delle fasce si è
svolta il 29 marzo, nel corso della
manifestazione pubblica svoltasi a
Polla ed hanno invitato i cittadini,
gli amministratori, i medici e il personale sanitario del Vallo di Diano a
partecipare alla protesta "per inviare un segnale forte del nostro disagio", ha spiegato il sindaco di
Sant'Arsenio, Nicola Pica.
È proseguita per alcuni giorni l'occupazione della direzione sanitaria
dell'ospedale. I sindaci hanno poi
inviato una lettera al commissario
straordinario dell'Asl di Salerno, per
denunciare la carenza di personale
nelle strutture sanitarie di Polla e
Sant'Arsenio, la diminuzione o la
soppressione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e l'aumento
dei tempi di attesa delle prenotazioni.
"La goccia che ha fatto traboccare il vaso - hanno evidenziato i sindaci - è stata la mancanza di gasolio nei serbatoi degli impianti di
riscaldamento degli ospedali, sulla
quale non si poteva passare oltre". I
primi cittadini non escludono azioni
"più eclatanti", prima fra tutte la
consegna dei mandati al prefetto di
Salerno.
LETTERA DEI SINDACI AL
COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL SALERNO
I sindaci del Vallo di Diano dicono
basta al depauperamento di risorse
umane ed economiche che la struttura ospedaliera di Polla-Sant’Arsenio sta subendo da tempo.
I nostri cittadini, negli ultimi mesi,
devono patire continui disservizi
causati sia dalla carenza di personale medico e paramedico sia dalla
inadeguata organizzazione posta in
essere dalla Direzione Sanitaria.
Siamo al colmo. Per fare soltanto
qualche esempio su come viene
gestita la macchina sanitaria ospedaliera valdianese, basta dire che
all'ospedale ”Luigi Curto” di Polla,
da almeno un decennio, non si fanno nuove assunzioni. E quanti, sia
fra i medici sia fra gli infermieri,
vanno in pensione o sono trasferiti
di ufficio o su loro richiesta presso
altri nosocomi, non vengono rimpiazzati. Succede così che l'organico
medico e paramedico risulta essere
sempre più carente, cosa che rende
quanto mai difficoltoso organizzare
i normali turni di servizio e la pronta
disponibilità. Allo stato, infatti,
mancano circa quaranta medici ed
altrettanti infermieri rispetto all'organico previsto.
La conseguenza di tutto ciò è che
non si possono organizzare i turni di
servizio nei diversi reparti, ci sono
difficoltà per la composizione di
equipe mediche per le sedute operatorie, sono diminuite o soppresse
le prestazioni specialistiche ambulatoriali di oltre il 50%, sono aumentati i tempi di attesa delle prenotazioni, la turnazione notturna è assi-
curata con l’utilizzo di medici esterni (ognuno costa 720 euro a turno
di 12 ore), si registra una sempre
più continua mobilità passiva verso
altre strutture. E, come se tutto ciò
non bastasse, si continuano a concedere nulla osta alle numerose
richieste di trasferimento presso
altri plessi ospedalieri provinciali da
parte di sanitari operanti nei nosocomi valdianesi.
Vogliamo, infine, ricordare che il
nostro presidio ospedaliero è al servizio di un vasto bacino di utenza,
che va dal Vallo di Diano alla Bassa
Valle del Tanagro, cui sono da
aggiungere i pazienti provenienti
dalle aree limitrofe della Basilicata
(Val d'Agri, in particolare), per una
popolazione complessiva di oltre
80.000 unità. Ciò senza contare la
sua posizione strategica, ubicato
com'è a qualche centinaio di metri
dallo svincolo dell'A3.
Senza medici, senza infermieri,
senza farmaci, senza strumentazioni
non si può garantire il diritto alla
salute dei cittadini del Vallo di Diano. Queste sono soltanto alcune
delle motivazioni per le quali abbiamo deciso di occupare ad oltranza
l’ospedale di Polla. La nostra protesta continuerà sino a quando non
saranno firmati i decreti di assegnazione di nuovi medici dell’area
medica e di quella chirurgica al
nostro ospedale. Questa volta non ci
accontenteremo di semplici promesse verbali. Vogliamo fatti e non
parole. Lasceremo l’ospedale soltanto quando avremo la certezza di
poter garantire ai cittadini il sacrosanto diritto alla salute.
I sindaci del Vallo di Diano
Caprioli
Anche nel Cilento si fa cultura
Anche nel Cilento ci sono grandi
menti. Quando mettono insieme le
loro genialità ecco che ti compare la
magia di un evento. E’ successo a
Caprioli, splendida frazione di Pisciotta, dove una cilentana di adozione,
Lara Formai, scrive in vernacolo “I
Promessi Sposi nel Cilento”, riproponendo tradizioni e detti di un tempo
quasi dimenticato nella cornice di un
momento solenne e di altissima
valenza storica, che deve renderci
solo orgogliosi, qual è l’Unità d’Italia
e ne cura anche la scenografia;dove
la regia di Aniello Fiorillo, attenta ai
particolari, lavorando capillarmente
sulla sensibilità degli attori che pur
essendo dei dilettanti ha inculcato
loro mentalità da professionisti e
facendo tesoro di tante esperienze
accumulate negli anni precedenti;
dove l’estro e l’inventiva del maestro
Claudio Mautone che ha scritto le
musiche sempre sui testi di Lara Formai eseguiti dalla classe della piani-
sta Paola Fazio, parlare di fascino e di
incanto diventa semplice e naturale.
La rappresentazione teatrale, ma parlare di musical è altrettanto appropriato, si è svolta presso “La Grotta”
di Caprioli, incantando critica e pubblico. I protagonisti di questo evento
culturale, riuniti sotto il nome di compagnia amatoriale “Amici di Caprioli”sono stati:Alessia Duilio che ha
interpretato Lucia, Vito D’Alessandro
(Renzo),Assunta Saullo (Agnese),
Sofia Saullo (Concetta la Perpetua),
Carmine D’Angelo (Don Peppino),
Umberto Mautone (Fattore), Antonio
Tancredi (Don Romualdo),Maurizio
Scarpati (Don Michele), Mauro Carmelo (amico Mauro), Luigi Saullo
(amico Gigi), Silver Mautone (amico
Aniello), Marta Mautone (amica Filomena), Chiara Audino (amica Maria),
Angela Cusati (Isabella),Maria Teresa
Valiante (Donna Maria), Felica Mautone (Lupo di Cuccaro),Anna Tambasco (Nannina), Domenico D’Angelo
(Egidio),Antonio
Mautone
(Nicola),Stefano Greco (Zi Monaco),
Adriana
Delli
Santi
(Suor
Gertrude),Paola Della valle, Simona
Delli Santi, Mariasofia Fiorillo, Carmela Carro,Gerardina D’Angelo, Elisa
Audino, Carmela Saullo, Anna Iannuzzi, Sofia Tambasco e Jessica Ottati
(Suore), Claudio Cirillo (Cumpà Menico), Raffaele Greco (Cumpà Antonio),
e con la partecipazione dei piccoli
Antonio D’Alessandro, Daniele Greco,
Luca Greco e Gaetano Mautone.
Nicola De Feo
cronache cilentane prospettive
I Sindaci del Vallo di Diano abbandonano
le fasce tricolore davanti all’Ospedale di Polla
5
aprile 2011
Vallo della Lucania
cronache cilentane promozioni
Si è chiusa con 10mila visitatori la Mostra-scambio
di auto, moto e ricambi d’epoca
6
Si è chiusa con circa diecimila visitatori la Mostra scambio di auto,
moto e ricambi d’epoca”, di scena nel
weekend (19 e 20 marzo) nell’area
espositiva di Vallo della Lucania (SA).
Un successo che supera perfino l’ottimo risultato ottenuto nella scorsa edizione, con ingressi dalle prime ore del
mattino fino al termine dell’orario di
apertura. La giornata conclusiva di
oggi (20 marzo), in particolare, è stata da record, con una fila continua di
auto all’ingresso del centro artigianale e i parcheggi esauriti.
Soddisfatti gli organizzatori dell’evento che si è svolto sotto l’egida del
Comune di Vallo della Lucania, l’associazione Auto revival club di Orria e
Fiere di Vallo, per lo straordinario gradimento ottenuto dalla rassegna che,
alla quinta edizione, si è guadagnata
un posto di rilevo tra le manifestazioni di settore. I visitatori, in effetti,
sono arrivati da tutte le regioni del
Centro-Sud, perfino Lazio, Puglia e
Sicilia. Tutti in cerca di accessori rari e
ricambi introvabili per i loro motori
d’epoca. E la manifestazione, forte di
oltre 200 espositori dislocati in 6mila
metri quadri coperti e 3mila esterni,
con al suo interno lo stand istituzionale dell’Asi (Automotoclub storico
italiano), ha risposto appieno alle
aspettative.
Nella prima giornata della Mostra
scambio 70 autoveicoli e 38 moto
sono stati sottoposti anche alla verifica per il rilascio del certificato di identità, dalla Commissione tecnica dell’Asi. «Si tratta di un numero di veicoli molto più alto della media in manifestazioni simili, a testimonianza del
grande patrimonio motoristico che la
Campania e il Salernitano in partico-
L’appello dell’Asi: i motori storici sono beni
culturali da tutelare come le opere d’arte
lare custodiscono», spiega Mauro
Pasotti, presidente della commissione
tecnica nazionale moto dell’Automotoclub storico italiano, che coglie l’occasione per lanciare un appello.
«Le auto e moto d’epoca sono, a
tutti gli effetti, beni culturali, che
essere quella di salvare quanto più
possibile di questo patrimonio motoristico».
«I motivi sono molteplici – prosegue l’esponente dell’Asi – Restaurando questi veicoli ci si rende conto che
hanno già alcuni accorgimenti tecnici
richiedono una maggiore attenzione
da parte di tutti. Lo Stato, in effetti,
ha già previsto che, con l’iscrizione
nel nostro Registro storico nazionale,
i veicoli costruiti da più di 20 anni
possano ottenere l’esenzione dalla
tassa di possesso e polizze assicurative agevolate, con una spesa molto
contenuta. Ma oggi la priorità deve
propri delle vetture moderne, grazie
all’ingegno di chi le ha progettate e
realizzate. Salvarli significa anche
preservare la memoria storica per le
generazioni future, ora che la plastica
e l’elettronica stanno sostituendo del
tutto la meccanica e il metallo. Difficilmente le auto di oggi riusciranno a
superare i 20 anni, quelle d’epoca
invece, se ben restaurate, funzionano
ancora. C’è poi pure un motivo emozionale: è quel feeling che si crea tra
il conducente e il suo veicolo d’epoca,
perché il primo sa che bastano le
conoscenze e l’esperienza per poter
intervenire su di esso, senza bisogno
delle sofisticate apparecchiatura da
cui dipende l’efficienza delle auto
moderne».
Grande animatore della mostrascambio di Vallo della Lucania è l’Auto revival club di Orria (SA), che con i
suoi circa 1.500 soci rappresenta una
importante realtà associativa del
Mezzogiorno. «Questo evento sta crescendo ad ogni edizione, sia in termini di pubblico che qualità degli espositori – spiega il presidente del club,
Giovanni Botti – In questa quinta edizione abbiamo registrato un interesse
a livello nazionale, che ha fatto scoprire a migliaia di visitatori il territorio
del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con significative ricadute
per un comparto finora poco valorizzato in questo territorio».
La mostra-scambio è stata anche la
prima rassegna del calendario espositivo di Vallo della Lucania, al quattordicesimo anno di attività. «È il miglior
inizio possibile della stagione – spiega Massimiliano Viviano delle Fiere di
Vallo – Il record di affluenza e l’interesse suscitato ci fanno ben sperare
per le prossime manifestazioni. Dall’1
al 3 aprile tornerà infatti nei padiglioni vallesi “International fireworks
fair”, con spettacoli pirotecnici tutte
le sere. Dal 30 aprile all’8 maggio si
terrà, invece, la grande maratona dello shopping per tutta la famiglia con
la Fiera campionaria “Città di Vallo”».
Miss Carnevale di Ascea 2011
eletta a Viareggio Miss Carnevale d’Italia
Si è svolta dal 5 marzo all’ 8 marzo l’ edizione del Carnevale Asceoto
2011, con il patrocinio del Comune di
Ascea, in collaborazione con la Pro
loco di Ascea, e l’ organizzazione
curata dall’associazione del carnevale e delle tradizioni.
Sabato 5 marzo presso Palazzo Ricci di Ascea Capoluogo la rappresentazione teatrale Quannu Berta Filava…. Filava pure Vambaredda libero
adattamento tratto da : Finestra
Aperta su Ascea del prof. Antonio
Rizzo, sceneggiata e diretta da Maria
Cardillo ha dato inizio alle manifestazioni.
Domenica 6 marzo in Ascea Marina la prima sfilata dei carri allegorici
con una moltitudine di mascherine,
sin dalle prime ore del pomeriggio
una folla di turisti ha atteso il corteo
Carnevalesco che partendo dall’aria
archeologica di Velia si è snodato per
tutte le strade di Marina, nell’isola
pedonale del Corso Elea si sono esibiti gruppi e balli organizzati dalla
scuola di ballo di Carmelo Naro.
Lunedi 7 marzo nei locali della
discoteca di Bacco elezione della
Miss, Tappa del Concorso Miss Carnevali d’Italia e d’Europa selezione
di splendide fanciulle Asceote,e
Cilentane , con l’aggiudicarsi della
fascia di Miss Carnevale Ascea 2011
da parte di Lucrezia Gruppuso,
che in quel di Viareggio nella finale
del 13 marzo è stata incoronata Miss
Carnevali d’Italia.
Gran finale Martedì grasso con la
sfilata di Ascea capoluogo dove una
enorme folla di persone ha fatto da
cornice alla manifestazione finale con
la vittoria del carro numero 8” Berlusconi”. Una edizione di successo sia
in termini di partecipazione, che qualitativa dice il Presidente della Pro
loco Giancarlo Avossa, la manifattura
dei carri e le coreografie sono di una
qualità eccelsa ed il numero di carri
nove fa ben sperare sulle potenzialità
di questo Evento che senza dubbio
deve essere momento di riferimento
per un intero territorio.
Un successo per la Pro Loco suggellato giovedì 17 Marzo con la partecipazione alla trasmissione di Rai
internazionale “Italia chiama Italia”
dedicata a i nostri emigranti all’estero, in occasione dei festeggiamenti
dei 150 di Unità d’Italia, dove a rappresentare l’unità dalle Alpi alla Sicilia, sono state invitate 20 pro loco in
rappresentanza delle 6000 esistenti
sull’intero territorio nazionale.
Capeggiate dal presidente Nazionale Unpli Bruno Nardocci, nello studio Rai la trasmissione ha messo in
risalto le peculiarità delle singole pro
loco presenti, considerate scrigni che
al proprio interno custodiscono gelosamente storia tradizioni che senza
una attenta custodia sono destinate
a scomparire.
Una dinamicità quella della Pro
Loco di Ascea e del suo presidente
Giancarlo Avossa, riconosciuta in
ambito Unpli Provinciale con l’indicazione a responsabile del Cilento di
tutte le iniziative che coinvolgeranno
il nostro territorio, infatti nell’Assemblea Provinciale Unpli del 18 marzo il
presidente Provinciale Cav. Guido
Forlenza ha voluto affiancare al direttivo Provinciale un organismo territoriale di consulta diviso per Aree geografiche.
Una sfida che raccolgo volentieri
dice Avossa per un territorio che
merita visibilità per le sue tipicità
votate al turismo e alla conservazione di tradizioni millenarie.
aprile 2011
Nell’ambito di un normale controllo
e verifica di conformità del “Progetto
speciale per interventi di forestazione
nelle aree a rischio idrogeologico della Regione Campania-progetto n.
14/FOR/SA- interventi di forestazione
protettiva in agro del Comune di
Magliano Vetere” finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali alla Comunità Montana “ Calore Salernitano”, gli uomini
del Comando Stazione Forestale di
Stio nel territorio protetto del Parco
Nazionale del Cilento hanno rilevato
pesanti difformità nella conduzione
dei lavori in corso nella località “
Calore” del Comune di Magliano
Vetere.
Premesso che l’area in questione
costituisce una sorta di monumento
naturalistico del Parco Nazionale,
interessando il sito meglio noto come
Gole del Calore all’altezza del Ponte
Medioevale che unisce le due sponde
del fiume sull’antico percorso immediatamente a monte degli stretti
meandri delle Gole, la sorpresa che
ha attirato l’attenzione degli Agenti
del Corpo Forestale dello Stato è stata
la spregiudicata realizzazione degli
interventi che hanno portato alla
cementificazione di diverse centinaia
di metri di pista naturale preesistente,
creando un impatto visivo sul delicato
paesaggio del sito percepibile a chilometri di distanza, contravvenendo alle
prescrizione dell’Ente Parco che vieta
la cementazione delle piste nell’ambito del territorio protetto.
Ulteriore sorpresa è stato il riscontro della costruzione di gabbionate
per il consolidamento di alcuni tratti
di sponda del Fiume che hanno avuto
l’effetto opposto: infatti per realizzare
l’area di sedime delle opere si è inopportunamente provveduto ad asportare la vegetazione ripariale che di per
sé già naturalmente esercitava , tra
Comune di Magliano Vetere- Il C.T.A. del Corpo
Forestale dello Stato appone i sigilli ad un’area
di 36 ettari nel cuore del Parco Nazionale del
Cilento e Vallo di Diano
l’altro gratuitamente, un’azione efficace di protezione dall’erosione della
corrente idrica, affidandola alle gabbionate in pietra che alla prima corrente di piena sono state scalzate,
spostate e travolte esponendo le
pareti dell’alveo all’azione erosiva del
flusso idrico, che in poche ore di piena ha spazzato completamente il vecchio tracciato della pista ivi esistente.
Per aggirare il tratto di strada eroso
dalla corrente si è riscontrata la realizzazione di un tratto nuovo completamente abusivo con soppressione del
bosco ivi presente. Tali opere non
risultano previste nella progettazione
approvata né contemplate in alcuna
variante in corso d’opera.
Infine, trattandosi di forestazione e
riforestazione di ben 36 ettari di
bosco per lo più gia esistente, la nor-
ma in materia ambientale costituita
dal Decreto Legislativo n. 152 del 3
aprile 2006 prevede che per interventi
su superfici boscate superiori ai 10
ettari occorre sottoporre il progetto
alla preventiva procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; inoltre,
essendo l’area già stata individuata
come Sito di Interesse Comunitario di
cui al codice Area SIC “ IT8050002 “
per la tutela degli habitat particolari
della fauna migratoria e stanziale, lo
stesso progetto avrebbe dovuto essere sottoposto almeno alla procedura
semplificata della Valutazione d’incidenza.
Per quanto emerso nel corso degli
accertamenti svolti dal Corpo Forestale dello Stato si è reso inevitabile sottoporre a sequestro l’intera area interessata dai lavori, apponendo ai sigilli
ad un’area di ben 36 ettari; l’azione
penale si è resa necessaria per l’accertamento definitivo dei fatti e delle
responsabilità in considerazione che
sussiste il pericolo di un’alterazione o
modifica dei luoghi del reato e per
evitare che il proseguire dei lavori
continuasse ad arrecare conseguenze
al delicato ecosistema fluviale
Gli Agenti del Corpo Forestale dello
Stato del Comando Stazione di Stio,
coordinati dal CTA di Vallo della Lucania sotto la guida del V.Q.A.F. Fernando Sileo, hanno speditamente
proceduto ad individuare tra i tecnici
dipendenti della Comunità Montana
“Calore Salernitano”, il Responsabile
del Procedimento ed il Direttore dei
Lavori del Cantiere, deferendoli
all’Autorità Giudiziaria per le loro
responsabilità dirette nella realizzazione di interventi rivelatisi illegittimi.
Suscita molti interrogativi la circostanza che ancora una volta l’impiego
di fondi pubblici venga realizzato in
modo improprio arrecando dei danni
all’ambiente anziché migliorarlo e
proteggerlo secondo i fini istituzionali
sia dell’Ente titolare della conduzione
dei lavori sia della fonte Ministeriale
del finanziamento impiegato.
Inoltre, si ravvisano due livelli di
danno all’interesse pubblico: il primo
senz’altro rappresentato da troppa
approssimazione nell’impiego dei fondi Pubblici su interventi così delicati
per l’ambiente; il secondo è che per
ripristinare i danni arrecati al paesaggio occorre impiegare ulteriori risorse
per restituire all’ambiente l’aspetto
originario.
il Coordinatore Territoriale
V.Q.A.F. SILEO Fernando
L’addetto alla
Comunicazione Istituzionale
v.q.a.f. GUARIGLIA Ing. Mario
“No al nucleare” da parte dei Sindaci dei fiumi Sele e Tanagro
Unanime e deciso il “NO al nucleare”
dei Sindaci della Comunità delle Riserve Sele e Tanagro anche con toni forti
ed accesi, i Sindaci hanno votato all’unanimità contro la eventuale Centrale
a Foce Sele ma anche contro il nucleare
in generale e la tutela del territorio, ieri
24 marzo 2010 nell’aula consiliare del
Comune di Eboli.
Nessun allarmismo, nessun pregiudizio, ma quando di mezzo c’è la salute
dei cittadini e il futuro di un’intera area
della Provincia di Salerno, è giusto
“prevenire piuttosto che curare”. La
Comunità delle Riserve Sele e Tanagro
( 41 Sindaci, 5 Comunità Montane, Province di Salerno e Avellino e Regione
Campania che attraverso l’Assessore
all’Ambiente Romano ha comunicato
ogni sostegno all’azione dei Sindaci
contro il nucleare, alla presenza delle
associazioni ambientaliste WWF,
Legambiente e dei Comitati per il referendum contro il nucleare di Eboli) ha
deliberato all’unanimità la dichiarazione di territorio denuclearizzato per l’area della Riserva.
Articolate argomentazioni, durate
per più di tre ore di dibattito e confron-
to su un argomento delicato per delineare un percorso amministrativo efficace e determinato contro il nucleare e
l’attenzione a seguire con trasparenza e
partecipazione l’individuazione di siti
di stoccaggio per i rifiuti radioattivi,
derivanti anche dal decommissioning
delle centrali dismesse nel paese.
Dopo la moratoria di un anno del
Governo Italiano e le dichiarazioni rassicuranti dell’Assessore Romano già
annunciate dal Presidente Caldoro della Regione Campania, la discussione si
è concentrata sulla sensibilizzazione e
partecipazione con propri atti da parte
di tutti i comuni della Riserva oltre a
delineare un percorso istituzionale sulla
dichiarazione del “territorio delle
Riserve Regionali Sele e Tanagro Monti Eremita e Marzano denuclearizzato”, facendo voti alla Regione Campania in attuazione alle direttive europee
sui siti di interesse comunitari e delle
particolari condizioni di rischio idrogeologico e sismico, di vietare su tutto
il territorio delle “Riserve Regionali
Sele e Tanagro Monti Eremita e Marzano ” l’installazione di centrali che
sfruttino l’energia atomica.
Particolare attenzione nella richiesta
alla Provincia di Salerno di dichiarare
denuclearizzato tutto il territorio delle
“Riserve Regionali” con specifica previsione nella proposta di PTCP, attualmente all’esame di tutte le amministrazioni della Provincia, di assumere tale
decisione, come specifica OSSERVAZIONE al PTCP per l’elevato rischio
idrogeologico oltre che sismico del territorio dichiarato della Comunità
Europea sito di interesse comunitario,
e destinazione turistica d’eccellenza.
I Sindaci hanno tenuto a precisare la
natura delle aree fortemente antropizzate e la caratteristica del strategica
nell’economia agricola e turistica locale
per la presenza di importanti giacimenti culturali e ambientali vanto dell’intera nazione (patrimonio mondiale dell’umanità riserve di biosfera, destinazione d’eccellenza turistica della Comunità europea, ecc.) nonché di produzioni di eccellenza (mozzarella di bufala,
carciofi del sele, terza gamma di qualità).
Una vera follia secondo alcuni il solo
pensare ad una Centrale in un’area così
delicata che porterebbe la Regione
Campania a perdere anche quelle poche
aree vanto e orgoglio della stessa
Regione sia in termini ambientali che
culturali.
Viva soddisfazione ha espresso il
Presidente della Riserva Prof. Domenico Nicoletti che ha dichiarato “la
necessità di sbloccare gli incentivi per
le foni energetiche naturali ancora tutte da esplorare e promuovere nelle aree
protette, dal microidro per riabilitare i
luoghi della produzione del fiume, alle
energie dal mare, come dal sottosuolo
(geotermiche), a quelle integrate con
biomasse e forsu” , aggiungendo “i
rifiuti come risorsa nel nostro territorio
sono ancora una chimera, come lo sono
le fonti naturali dall’idrogeno alle celle
a combustibile che in altre aree del paese hanno attivato processi di integrazione dell’efficentamento energetico
territoriale”. Ed allora vista la moratorio sul nucleare da parte del governo
italiano, perché non pensare a sbloccare gli incentivi nei settori come le energie rinnovabili (ricerca e innovazione)
di sicura prospettiva per il futuro del
paese?
cronache cilentane territorio
Forestazione: le gole del Calore
sconvolte da lavori di rimboschimento abusivi
7
aprile 2011
Orria
cronache cilentane i nostri paesi
Il Presidente Cirielli inaugura “Piazza Unità d’Italia”
8
Venerdì 18 marzo scorso, ad Orria
(SA), nel novero delle celebrazioni per
i 150 anni dell’Unità d’Italia, si è
tenuta la cerimonia inaugurale della
Piazza “Unità d’Italia”.
In occasione dello storico anniversario, il Consiglio Comunale del
Comune Cilentano, quale testimonianza tangibile dell’importante celebrazione, ha voluto intitolare all’Unità
della Nazione, la Piazza antistante la
Residenza Municipale, all’indomani
dei lavori di riqualificazione che l’hanno interessata.
Il restyling urbano, fortemente
voluto dal Sindaco Mario Maio, ha
riguardato: la ristrutturazione della
facciata del Municipio; la realizzazione di una Fontana artistica a 4 getti;
la costruzione di un’edicola votiva
destinata ad ospitare l’effigie di
Nostra Signora di Fatima (acquistata
in Portogallo da una delegazione di
pellegrini orriesi); la messa a dimora
di 3 pennoni per le Bandiere: Italiana,
Europea, Comunale; l’adeguamento
dell’ impianto di illuminazione; una
diversa disposizione dei nuovi elementi di arredo urbano (panchine,
dissuasori, cestini).
Alla cerimonia, svoltasi in una
eccezionale cornice di pubblico, sono
intervenuti:
Don Guglielmo Manna (Vicario
Generale della Diocesi di Vallo della
Lucania); l’On. Edmondo Cirielli (Presidente della Provincia di Salerno);
l’Avv. Marcello Feola (Ass. ai Lavori
Pubblici della Provincia di Salerno); il
Dott. Giovanni Romano (Ass. all’Ambiente della Provincia di Salerno); il
Dott. Alberigo Gambino (Ass. al Turismo della Provincia di Salerno); l’On.
Giovanni Fortunato (Consigliere
Regionale) ed una ventina di Sindaci
del comprensorio cilentano.
Folta e particolarmente apprezzata dagli intervenuti, anche la rappresentanza dei vari corpi ed associazioni militari, quali: l’Associazione
Nazionale Carabinieri (gruppo di Omignano); l’Associazione Nazionale
Alpini (gruppo di Salerno) e l’Associazione Nazionale Finanzieri (gruppo di
Agropoli).
La cerimonia, nonostante l’inclemenza del tempo, si è svolta secondo
il programma.
Dopo la benedizione dell’effigie
di Nostra Signora di Fatima, nella
Chiesa di S. Felice Martire, impartita
da Don Guglielmo Manna, affiancato
nel sacro officio, da Don Marco Torraca e Don Wilfredo Ninofranco, cittadini ed autorità, in solenne processione
hanno raggiunto l’edicola votiva realizzata appositamente in Piazza, per
ospitare l’effigie della Madonna.
Completato il sacro rituale, l’on.
Cirielli, “scortato” da due uomini dell’Arma in alta uniforme (il Brig. Arturo
Federico e l’Ag.s. Stefano Corvi della
Stazione di Gioi C.to, al Comando del
Maresciallo Matteo Bruno), è stato
chiamato al taglio del nastro ed allo
scoprimento della lastra marmorea di
intitolazione della “Piazza Unità d’Italia”, L’Inno Nazionale, intonato dagli
alunni del locale Plesso Scolastico Elementare e dell’Infanzia, è stato
accompagnato dall’alza Bandiera da
parte di un Picchetto d’Onore dell’Esercito Italiano proveniente dalla
Caserma di Persano (SA), al comando
del Col. Michele Farino e dalla presenza di una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri al comando del
Tenente Giulio Presutti (Compagnia di
Vallo della Lucania), della Guardia di
Finanza al comando del Tenente
Manifestazioni per l’Unità d’Italia a Cicerale
Si sono concluse in un tripudio di
canti e bandiere le manifestazioni
del mese di marzo organizzate a
lungamente applauditi. La manifestazione è poi proseguita con la
presentazione del libro di Pasquale
Cicerale in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Alla presenza del sindaco, Francesco Carpinelli, dei dirigenti scolastici degli
Istituti comprensivi di Ogliastro e
Rutino, prof. Bruno Bonfrisco e
prof.ssa Anna Tramutoli, e di numerosi ospiti intervenuti , gli alunni
della scuola primaria e secondaria
di Cicerale con i loro docenti, hanno
dato prova di grande bravura e preparazione nelle varie performance
in cui si sono esibiti.
Dall’esecuzione vocale e strumentale dell’inno di Mameli alla recentissima “Tre colori” di Tricarico presentata all’ultimo festival di Sanremo, dalla proiezione di slides sulla
storia del Risorgimento alla declamazione del giuramento dei Filadelfi
fino alla sceneggiatura della spedizione di Carlo Pisacane attraverso i
versi della “Spigolatrice di Sapri”, i
ragazzi hanno saputo intrattenere
ed entusiasmare la platea che li ha
Giuliani Mazzei “Antonio Maria De
Luca: canonico deputato rivoluzio-
nario” preceduta da un’introduzione del prof. Francesco Volpe sulle
condizioni del Cilento nell’Ottocento.
Pasquale Mazzei ha illustrato la
struttura del libro quale ricostruzione storica della vita di Antonio
Maria De Luca, ottenuta dal recupero di fonti bibliografiche e documentarie che ne contestualizzano la
figura all’interno delle grandi riforme, le restaurazioni, gli atti diplomatici e le guerre che si svolgevano
in Europa tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Un grande e
significativo messaggio ha concluso
la giornata: recuperare l’orgoglio di
essere cilentani ma soprattutto di
continuare a credere in quei valori
che hanno portato i nostri antenati
a sacrificare la propria vita per una
Patria unita, libera e indipendente.
Mirko Maiello (Tenenza di Vallo della
Lucania), del Corpo Forestale dello
Stato al comando dell’A.S. Giuseppe
Cruciano Messina (Stazione di Stio
C.to).
A seguire, dopo la declamazione di alcune poesie da parte degli
alunni presenti, i discorsi celebrativi
del Sindaco Mario Maio, visibilmente
commosso per la straordinaria partecipazione popolare ed istituzionale
riscontrata, e dell’on. Edmondo Cirielli, hanno concluso la cerimonia ufficiale, dando inizio al rinfresco a base
di prodotti locali.
Il Sindaco Maio, dopo 10 anni di
mandato amministrativo, approfittando del contesto di festa, idealmente,
si è congedato dai suoi concittadini
ringraziandoli per la fiducia accordatagli nel tempo ed auspicando una
gestione oculata ed attenta dell’Ente
da parte dei nuovi amministratori, che
verranno eletti nelle Amministrative
di maggio. “Delegati per una funzione pubblica”, ha precisato il Sindaco:
“ capaci, con onestà intellettuale ed
amore autentico nei riguardi dell’intera Comunità, di continuare le iniziative avviate e realizzarne di nuove”.
Massimo Sica
Centola
L’Unità d’Italia
a scuola
L’Unità d’Italia sale in cattedra al Liceo
“Carlo Pisacane” di Centola. Una giornata ricca di momenti alti e nobili per celebrare i 150 anni del nostro Paese. La
scuola cilentana ancora una volta ha
messo in campo amore e professionalità
a 360°, dimostrandosi una scuola di assoluta eccellenza. E’ stato un binomio perfetto tra corpo docente e ragazzi guidati
dal dirigente scolastico Franca Principe
che sta mettendo in campo preziose energie per far sì che questa scuola continui a
vivere. A tale proposito il dirigente scolastico così si è espresso:” Il mio rammarico
è quello di registrare un numero risicato
di alunni e la chiusura di una scuola significa danni enormi per il territorio”. Presenti alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia anche gli esperti e navigati
sindaci di Camerota e di Centola-Palinuro, Domenico Bortone e Romano Speranza che hanno affermato di lavorare insieme per far crescere questa sezione distaccata dell’Istituto Superiore di Sapri. Auguriamoci che alle parole seguano i fatti. I
ragazzi hanno rappresentato vari quadri
del nostro glorioso Risorgimento e ne è
venuto fuori un mosaico straordinario. La
manifestazione è stata condotta dallo
studente Gerardo Petrillo che ha esordito
affermando:”Noi giovani siamo fieri di
appartenere ad una unica Patria”. Hanno
presenziato anche il preside delle scuole
medie di Centola, Ferdinando De Luca, ed
ha sostenuto che di una ricorrenza del
genere bisogna rendere consapevoli i
ragazzi ed inoltre si è sentito indignato
perché proprio dal luogo dove i patrioti
hanno iniziato l’Unità d’Italia si ha il rifiuto di ascoltare l’Inno Nazionale da parte
di alcuni politici (N.d.r. il riferimento è
agli esponenti della Lega) e l’editore Giuseppe Galzerano.
Nicola De Feo
aprile 2011
Libri
pagina a cura di
Carmela Baldi
Lucio Isabella
Quel treno per il Sud
Quest’ultimo lavoro di Lucio Isabella, recentemente presentato a Castellabate in occasione della settimana
della cultura, vede la presentazione
del nostro collaboratore Corrado Lucibello.
“ Nel corso della vita dei cilentani
emigrati, dispersi per il mondo, regalate loro un romanzo di Lucio Isabella
e, per incanto, si ritroveranno in
quella casa che hanno dovuto lasciare
a malavoglia. Essi risentiranno il forte
odore di mosto, riascolteranno il canto degli uccelli, rivedranno albe e tramonti da tempo dimenticati “.
La presentazione di Lucibello fotografa la bravura dell’autore che fa
rivivere i ricordi come se fossero
momenti attuali.
Va ricordato che Lucio Isabella ,
nato a Castellabate ,vive nel Lazio,
però è innamorato pazzo della sua
terra . Infatti nei suoi romanzi rievoca
con la fantasia vicende toccanti ma
sempre colme d’amore per il suoi conterranei, per il suo Cilento. “ Quel treno per il Sud” è il 26° romanzo e fa
parte della collana “ Storie d’amore e
di vita del Cilento”.
Come per il precedente romanzo
anche stavolta l’autore decide di presentare le pagine del libro da lui scritte a mano.
La trama del romanzo parte da un
treno che dal Nord va al Sud dove
una giovane ed un giovane si trovano
nello stesso scompartimento. Lei è del
Nord e va verso il Sud, lui invece è
meridionale e ritorna al Sud dopo che
ha perso il lavoro.
Un susseguirsi di imprevisti , sciopero dei treni, fermata obbligatoria
ad Agropoli, ovvero quando si dice “ i
casi ( fortuiti) della vita “! Davvero
un romanzo che si fa leggere con
grande passione.
Bellissima la copertina a cura di
Rosaria Verrone.
“ Quel reno per il Sud”, di
Lucio Isabella può essere richiesto direttamente all’autore 338
7403819
Alberto Fidanza
La
dieta
cilentana
Interessante il ricettario delle pietanze tradizionali
“Questo libro sulla Dieta Cilentana
mi è stato suggerito dalla constatazione
che nel Cilento sono disponibili degli
alimenti come l’olio di oliva, il pesce, i
legumi, i cereali, la frutta , la verdura,
tutti alimenti particolarmente salutari e
consigliati per realizzare un’alimentazione completa ed equilibrata, che sia
in grado di prevenire le gravi patologie
metaboliche, cardiovascolari, renali ed
oncologiche”.
La prefazione intende subito affermare le finalità della pubblicazione. L’autore è l’illustre prof. Alberto Fidanza che
ha insegnato Fisiologia e Scienza della
nutrizione nell’Università “La Sapienza”
di Roma fin dal 1950, Autore di centinaia di ricerche scientifiche ha pubblicato un grande trattato di Fisiologia , il
volume “ Le vitamine, Biochimica. Fisio-
logia, Nutrizione” ed i volumi “ La dieta
Mediterranea”, Mangiar bene per vivere meglio” e “ La mia dieta mediterranea”.
L’autore parte dalla consapevolezza
che quasi tutti noi abbiamo delle brutte
abitudini alimentari, con un eccessivo
consumo di grassi animali e con quantità di alimenti che superano di ben il
25% il reale fabbisogno calorico. Pertanto ecco il messaggio della dieta
cilentana : non occorre ogni volta che ci
mettiamo a tavola il primo piatto, il
secondo piatto, il contorno ecc. Sia a
pranzo che a cena va benissimo un
piatto unico con un contorno, pane e
frutta.
Il prof. Fidanza suggerisce anche uno
schema per una dieta da 2000 , 1500,
e 1000 kcal al giorno.
E propone 50 semplici ricette di piatti
unici e 50 ricette di contorni. In concreto se si eseguono i consigli di uno scienziato dell’alimentazione si risparmia
denaro, tempo di preparazione e si rende un grande servizio al nostro organismo.
La Dieta Cilentana di Alberto Fidanza
è stato stampato presso la C.G.M di
Ogliastro dal Centro di Promozione Culturale per il Cilento. Tel 0974- 904183
Francesco De Marco
Mi trattengo con i ragni
Una raccolta di liriche che segnano i giorni dapprima dell’emigrazione
e poi... del rientro
“ La poesia è voce dell’anima, la
poesia si nutre dell’anima del poeta”. Così scrive lo scrittore Domenico
Chieffallo che cura la presentazione di
questa raccolta di poesie di Francesco
De Marco.”Versi gioitesi ed altre liriche “ ma si nota come il cammino
esistenziale dell’Autore sia stato
segnato profondamente dallo sradicamento dalla terra natia e dagli affetti
in essa nutriti. “ Vivere lontano , in
una terra mai in precedenza immaginata, crea una sorta di estraneità psicologica.
C’è nei versi il percorso dell’autore
che accetta , per un posto di lavoro,
di insegnare in una scuola del Nord,
ma il cuore pende verso la terra natia.
Non è facile abbandonare “ la casa
dove si è cresciuti; i vicoli stretti ed
angusti, spazio vitale della prima
infanzia; la piazza, simbolo di aggregazione nelle ore di disimpegno; la
chiesa che ha scandito con il suono
delle sue campane i ritmi esistenziali
più sacri della gente; i volti ; le voci;
gli amici della gioventù; la tradizioni
paesane; gli usi; i costumi; il linguaggio dialettale. Tutto ciò un giorno
deve essere abbandonato”
Ed ecco che una volta lontano da
tutti questi affetti il poeta non si “
innamora” neanche di quello che aveva sognato : “ la scuola non riusciva a
toccarmi, era una cosa distante da me
“.
L’autore , docente, con queste liriche descrive la nostalgia che ha provato stando lontano da casa per un
po’ di anni e poi finalmente il rientro
nella sua terra. Ma ammette che questa lontananza certamente gli è stata
utile. Ha sofferto, forse, ma senza
quelle sofferenze non avrebbe scritto
un solo verso.
Il desiderio di tornare è stato forte,
ma una volta arrivato di nuovo nel
suo paese c’è una sorta di delusione
perché tutto sembra cambiato, non
cronache cilentane iniziative editoriali
Un altro romanzo della collana “ Storia d’amore e di vita del Cilento”. E anche questa
volta scritto a mano.
9
solo l’habitat ma anche la gente. Il
tempo ha fatto opera di trasformazione.
Un libro che si fa leggere senza tante interruzioni sia per il linguaggio,
sia perché certamente nei versi di De
Marco c’è la storia di tanti nostri conterranei.
“ Mi trattengo coi ragni “ di Francesco De Marco è stato stampato dalla Digital Press di Santa Maria di
Castellabate a cura del Centro di Promozione Culturale per il Cilento (tel
0974 904183)
aprile 2011
cronache cilentane società
Un bianchetto, per favore!
Mi capitò una volta di andare in
Veneto, e precisamente a Venezia. La
giornata era uggiosa e perlopiù piovosa, tant'è che dopo aver fatto su e
giù per le calle, alla fine, stanco di
accogliere addosso l'acqua che incessantemente cadeva dal cielo plumbeo, entrai in un bugigattolo che l'insegna descriveva come taverna (ma
sarebbe stato più appropriato "bettola" a mio dire). Come vuoi e come
non vuoi, mi asciugai alla meglio e mi
appressai al banco per chiedere qualcosa da bere. Mentre ero in fila sentivo ripetere spesso la frase " Dame un
biancheto". Incuriosito, mi azzardai a
chiedere la stessa cosa, e mi fu servito un bel bicchiere di vino giallo
paglierino, il bianchetto appunto. La
vicenda mi è tornata in mente dopo
aver letto su di un quotidiano della
visita del ministro dell'agricoltura nel
nostro Cilento, quando appunto dopo
aver tenuto un intervento sulla dieta
mediterranea è stato ospite di un
rinomato albergo di un rinomato centro costiero. Tra le pietanze offertegli
a pranzo, un piatto di "bianchetti"
che il ministro subito indica come vietati dalle nuove normative sulla
pesca. Al che il ristoratore gli risponde che non sono di provenienza italiana. La vicenda è stata magistralmente
dipinta nella vignetta del numero
scorso dall'amico Corrado Lucibello.
Fin qui il fatto. Ora le considerazioni.
Che la dieta mediterranea sia ormai
un patrimonio storico e culturale del
nostro Cilento è cosa indiscussa e va
al di là di ogni ragionevole dubbio.
Che la stessa, grazie ad un'opera
divulgativa, descrittiva e propagandistica portata avanti anche dal nostro
“Cronache Cilentane” sia diventata
Patrimonio Immateriale dell'Uniesco,
è un merito che compete a chiunque
di noi si sia adoperato senza secondi
di Leonardo Giambattista Venneri
fini, per far conoscere ed apprezzare
qualcosa che è anche più di una semplice dieta, ma uno stile di vita sano e
salutare, oltre che propedeutico ad
un'età longeva (come dimostra l'alto
numero di nonnini ultracentenari che
il nostro Cilento annovera). Ma che la
stessa venga usata come mezzo di
propaganda a fini politici o meramente economici, questo dovrebbe farci
indignare tutti.
Molto spesso si confonde quello
che è il leitmotiv della “Dieta Mediterranea” che Ancel Keys definì come
“eat well, stay well”, ovvero mangiar
bene per vivere meglio. La frase
“mangiar bene” spesso è confusa con
il “buon mangiare” attività non proprio simile in quanto il mangiar bene
spesso implica dei sacrifici a tavola,
cosa che il buon mangiare vieta
espressamente, almeno a mio dire.
Un esempio chiarirà il concetto.
Una bella frittura di paranza è un
esempio di“mangiar bene” (risp. A) o
di buon mangiare (risp. B)?
Per chi risponde A, dico: Complimenti, sei un vero buongustaio. Pur-
troppo la risposta è sbagliata pertanto ti invito a rileggere gli atti dei convegni mediterranei.
Per chi ha correttamente risposto B
dico: Complimenti ben conosci lo spirito della dieta mediterranea che,
come tutte le diete, impone dei sacrifici soprattutto a tavola.
In effetti la frittura di cui sopra,
sebbene un prelibatissimo piatto,
quand'anche preparata con tutti i crismi di una buona cucina, sfortunatamente è pur sempre una pietanza
“fritta” e come tale “poco praticata”
in una corretta dieta mediterranea, se
non proprio bandita
(Ma non mi sento di dirlo a gran
voce, in quanto io stesso ogni tanto
mi abbandono ai piaceri della tavola
ritenendomi non a torto un estimatore della frittura di paranza...)
Tornando a noi, spesso si confonde
quello che è un ottimo piatto ben
cucinato, magari presente nella tradizione eno-gastronomica del nostro
territorio, con tutt'altro. Non necessariamente tutte le pietanze della
nostra cucina devono essere automa-
ticamente classificati come piatti della
“Dieta mediterranea” il cui menù è
semplice e scarno e proprio nella sua
semplicità di materia prima, e di preparazione, e di condimento racchiude
quel “mangiar bene” di Keys.
Una cosa è la “Dieta Mediterranea”, altra cosa un piatto che magari
sarà anche tradizionale, sarà anche
tipico ed indicativo di un territorio,
ma che di dietetico non ha nulla.
Tant'è che che per questi prodotti è
sorta la certificazione di “ presidio
slow food”.
Ma sulla facilità di confusione tra
dieta mediterranea e presidio slow
food torneremo in seguito, avendo
già abusato dell'ospitalità di queste
pagine.
Pertanto saluto tutti e colgo l'occasione per invitare il neo-ministro dell'agricoltura nel nostro cilento, mio
ospite a pranzo, col seguente menù
esclusivamente TUTTO MEDITERRANEO:
Antipasto:
Tagliere di Salumi Tartufati con pecorino di fossa;
Tris di Primi:
a) Risotto alla milanese mantecato
con burro alpino al mango;
b) Strozzapreti Salsiccia di Norcia e
Porcini
c) Tortellini Emiliani panna e prosciutto
Tris di secondi Mari e Monti:
a) Spiedini di anguilla
b) Storione allo yogurt
c) Stinco di Maiale con brovada
Contorno: Patate al forno con
essenza di tartufo e maggiorana
Barbabietole alla crema
Dolce: Cassatina siciliana; Bavarese
al pistacchio.
Vino: ovviamente un bel Pinot Grigio.
Buona Pasqua a tutti e soprattutto
BUON APPETITO !!!
La settimana santa a Pisciotta
Il Giovedì Santo l’Arciconfraternita di S. Agnello abate distribuirà dei
panini ai fedeli presenti in chiesa come segno di amore
10
Anche a Pisciotta l’evento di fede dell’anno liturgico è rappresentato dalla “Semana Santa”. Ma il
tutto ha inizio dai venerdì di Quaresima, dove un
ruolo centrale è svolto dall’Arciconfraternita di S.
Agnello Abate. Tre confratelli coadiuvano il parroco
lungo il doloroso ma salvifico percorso delle XIV
Stazioni della Via Crucis. La Domenica delle Palme
si ricorda con il rito della benedizione delle stesse o
dei rami d’ulivo il trionfale ingresso di Cristo a
Gerusalemme e si parte in processione dalla Chiesa
di via Tuvolo per arrivare alla Chiesa Madre e sempre con la presenza del Pio Sodalizio pisciottano.
Nel frattempo sono tanti i fedeli che hanno messo a
nascere chicchi di grano che serviranno per allestire
uno straordinario Sepolcro, luogo di profonda meditazione e preghiera. Il Giovedì Santo viene celebrata l’Ultima Cena di Nostro Signore e, mentre lo
scorso anno, hanno interpretato la parte dei dodici
Apostoli altrettante persone adulte, quest’anno il
parroco don Franco Giordano laverà i piedi, come
fece Gesù, e dividerà il pane e berrà il vino con giovani della parrocchia. Al termine della Santa Messa,
come da tradizione, l’Arciconfraternita di S. Agnello
Abate, distribuirà dei panini ai numerosi fedeli presenti, segno di amore e che tutti devono sentirsi
apostoli ed evangelizzatori. Il Venerdì Santo si toccano le massime vette di fede, di emozione e di
commozione. Grazie alla Passione e Morte di Cristo
sulla Croce che diventa l’unico espiatore della colpa
commessa da tutti che è il peccato, Dio esprime il
suo grande amore per la salvezza dell’umanità.
Durante le celebrazioni di questo immenso dolore, il
bacio della Croce acquista un significato talmente
alto che dovrebbe essere ricordato per l’intero anno
e non soltanto nel momento in cui si svolge. L’intera Arciconfraternita di S. Agnello Abate, quest’anno
presenzierà per la prima volta anche la rinata congrega dell’Assunta, si accosterà tutta compatta al
bacio del Sacro Legno. Al termine delle funzioni si
svolgerà la struggente processione al Calvario di
Gesù morto, la cui bara è portata da quattro confratelli, affiancati da altrettanti che porteranno delle
lampade importanti la cui luce ha il grande significato di ribadire che Nostro Signore anche da morto
è vivo, segue la straordinaria statua della Madonna
Addolorata che i fedeli fanno letteralmente a gara
per portarla, e dietro ancora la banda cittadina che
quasi ininterrottamente suona le commoventi note
dello Stabat Mater, musicato dal pisciottano Camillo Buonomo. Raccontarla e non viverla è un compito arduo. Prendo a prestito alcuni versi di due poeti
pisciottani: Gennaro Mazzotti ed Aniello Fiorillo, in
lingua il primo ed in vernacolo il secondo, che hanno partorito due capolavori nei quali hanno fissato
ed immortalato fotogrammi dell’evento di fede:” …
E’ la confraternita di S. Agnello col suo priore e al
gran completo “imbacuccata” per la circostanza a
rendere più tragico e commovente l’ultimo cammino in questa sera di Gesù e Maria … Pisciotta piange, speranzosa, di riveder Gesù vittorioso …
Venerdì Santo, Pisciotta, la fede … “ e “U capu
banda prontu, rai l’attaccu cu ‘na manu: quattu battuti forti, poi cittu, chianu chianu. U compitu ri fratielli cu baluccu aizatu, è di carrià u Signuri, addù
vinni ‘nchiuvatu … “.
Nicola De Feo
aprile 2011
150 anni dall’Unità d’Italia
Luoghi e momenti che nel Cilento
testimoniano il cammino verso l’Unità nazionale
le spargimento di sangue,lasciarono
Napoli riparandosi a Gaeta. A salutare i
due reali vi era solo la servitù ,inginocchiata e piangente. Dei cortigiani vi era
solo il marchese Imperiali. Successivamente i Borboni furono ospitati da Pio
IX fino al 1870 .Dopo passarono in
Austria II 27-12 -1894 , Francesco II si
presentava al cospetto di Dio .Per un
inspiegabile destino , voluto così dall'Altissimo,con la partenza dei Borboni
da Napoli, quella rosa di cui ho parlato
all'inizio della prima puntata, perse l'ultimo petalo e lo stelo si ramificò e spuntarono migliaia di spine. Vittorio Emanuele II, il 26 ottobre,accompagnato
dai ministri:Fanti e Farini, s'incontrò con
Garibaldi a Teano,secondo alcuni a
Taverna Catena,secondo altri a Caianello.Quando Garibaldi vide il Re esclamò:
"Saluto il Re d'Italia ".Vittorio Emanuele abbia risposto :"Saluto il mio migliore amico". Secondo alcuni storiografi il
Re abbia risposto:"Grazie" Secondo
altri non avrebbe affatto risposto. Il Re
nel salutare Garibaldi lo abbia invitato
a colazione.ma questi non accettò l'invito dicendo di aver già mangiato:
Mentre Vittorio Emanuele partiva
accompagnato dalla fanfara militare,
Garibaldi, seduto sugli scalini di una
chiesa,mangiava pane e formaggio,avu-
LA BANDIERA
La bandiera è il simbolo dell' Unità nazionale di ogni Stato. Generalmente la bandiera è formata da strisce di stoffa
variopinta, a secondo lo stato, cucita verticalmente. Vi sono delle bandiere che hanno un linguaggio universale, ad
esempio: bandiera gialla,:ammalato contagioso a bordo. Bandiera a mezz'asta: lutto cittadino, nazionale, ecc. Bandiera
bianca: resa o incontro con il nemico, ecc.
Adesso parleremo del nostro bel tricolore. La prima volta che comparve era di colore verde, bianco e rosso ed è rimasta tale. Era il 14 maggio
del 1795, secondo altri era l’11 novembre, sempre del 1795. Il tricolore fu
usato in Lombardia ad opera dei patrioti Lombardi che operavano con
Napoleone Bonapartc. Il tricolore fu sancito dal congresso Cispadano a
Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 per il Regno Italico 1804 -1814. Da
quella data, il tricolore ha sventolato e spero che sventolerà ancora, per
molti secoli senza essere contaminato ed invitto. Invano, nel 1821, i
patrioti piemontesi (Santorre di Santarosa) chiesero di usare come bandiera piemontese il tricolore. Solo il 23 marzo 1848, inizio della prima
Guerra d'Indipendenza, forse per avere aiuto dai rivoluzionari Lombardi, Carlo Alberto si decise a scegliere il tricolore come bandiera piemontese. Molti vessilliferi, pur di non far cadere la bandiera nelle mani del
nemico hanno perso la propria vita. Dice un proverbio Cilentano "Bandiera vecchia onor di capitano "W L'Italia! Viva la bandiera più bella
del mondo: Verde fianco e Rosso!"
Vincenzo Marrocco
to dal priore della chiesa. Bevve un sorso di acqua attinta da una cisterna,il
resto dell'acqua la buttò via esclamano:
"Non è buona".
II 26 ottobre, il Re, che fece il suo
ingresso a Napoli,alla sua sinistra vi era
Garibaldi che offri nuovi servigi al Piemonte. Il Re rispose che non poteva
accettare perché l'esercito garibaldino
era stanco e avrebbe dovuto chiedere il
parere al ministro dell' Interno Farini
(questi era acerrimo nemico di Garibaldi). Infine Garibaldi chiese al Re di poter
partecipare alla rivista di addio per
poter salutare le sue camicie rosse. Il Re
promise ma non mantenne la promessa.
Il Re per addolcire la pillola offrì a Garibaldi il Collare dell'Annunziata , il titolo
di Duca, una pensione ed un castello,
ma Garibaldi rifiutò dicendo. "Sono qui
per unire l'Italia e non per fare carriera." Infine Garibaldi, come bottino di
guerra, prese un sacco di semenza, una
cassa di maccheroni, una balla di stoccafisso, del caffè e dello zucchero. Una
nave portò Garibaldi nell'isola di Caprera, che, fu circondata da guardie. Una
volta Garibaldi, coricato in una barca,
cercò di evadere dall'isola, fu scoperto e
riportato nella dimora assegnatagli.
L'otto agosto 1861 muore Camillo
Benso conte di Cavour (tessitore delle
sorti d'Italia e fondatore della Società
Nazionale in Italia), lasciando una
modesta eredità di 200 miliardi. Bella
carriera!
I maggiori fautori della distruzione
del Regno delle Due Sicilie furono la
Francia, il Piemonte, l’Inghilterra ed
altri. La Francia seguiva il Piemonte perché era legata al Cavour per i fatti della
guerra di Crimea.Il Piemonte ,pieno di
debiti, aspirava a mettere le mani nel
Regno delle Due Sicilie per spogliarlo
del tesoro e di ogni oggetto di
valore.Infatti Francesco Secondo, nel
lasciare il Suo Regno, predisse:" Non vi
lasceranno gli occhi per piangere"e così
fu. L'Inghilterra odiava i Borboni, perché questi avevano vietato l'estrazione
dello zolfo in Sicilia (1836).
La concorrenza delle navi, i cantieri
navale, le fabbriche di locomotive e treni, facevano diminuire i guadagni dell'Inghilterra.
Vi erano anche motivi religiosi, infatti, il Re Borbone aveva ospitato Pio IX
nel periodo della Repubblica Romana.
Ma la causa principale, di tale livore,
era il dominio della Massoneria inglese
che comandava tutta l'Europa. LA politica piemontese veniva decisa proprio
nella capitale inglese da Mr. Pike (Gran
maestro venerabile della massoneria di
Londra), e da Lord Palmerstone. Cavour
(padre della Massoneria italiana) doveva eseguire ciecamente ciò che gli veniva ordinato. In Italia, il Cavour fondò
"La Società Nazionale", struttura puramente massonica e rivoluzionaria.
Lord Gladstone, ipocritamente,
affermò : "Le carceri del regno di Napoli sono la negazione di Dio". Di certo, le
carceri napoletane non erano peggiori
dei Piombi di Venezia.
Vincenzo Marrocco
cronache cilentane
Nel continente, i garibaldini trovarono poche difficoltà. Il 6 settembre Garibaldi giunse a Salerno accolto da una
moltitudine plaudente. A Salerno, Garibaldi ricevette un telegramma da parte
delMinistro dell'Interno di Napoli:
Liborio Romano, che lo invitava a raggiungere Napoli per prendere, pacificamente, possesso della città.
Per guadagnare tempo, Garibaldi, si
servì della ferrovia fatta costruire dai
Borboni.
Anche Napoli, tributò al condottiero,
manifestazioni di simpatia e di affetto,
Garibaldi andò a venerare S. Gennaro. Nel duomo frate Pantaleo, che aveva un pistolone al posto del rosaio,
recitò il TE DEUM. L'8 settembre, festa
di Piedigrotta,Garibaldi si unì al popolo
festante ed andò nella chiesa e sedette
al posto ove solevano accomodarsi i
Borboni. Ma Garibaldi non aveva detto
che Pio IX, era un metro cubo di letame? Spesso soleva ripetere "Se sorgesse una società del demonio, che combattesse il dispotismo e i preti mi arruolerei nelle sue file" A Napoli Garibaldi e
Mazzini ebbero un incontro.
Quando il governo piemontese, seppe
dell'incontro di Garibaldi e Mazzini,
suppose che i due volessero formare la
repubblica,come avvoltoio famelico,
Vittorio Emanuele II andò ad occupare
Napoli, assicurando la Francia ed il
Papa che Roma non sarebbe stata toccata. A Castelfidardo avvenne un scontro tra l'esercito del Piemonte e l'esercito pontificio: quest'ultimo fu sconfitto.
Intanto, a Napoli si riunì la Camera
ed all'unanimità votò per ringraziare
Garibaldi. Le cose cambiarono quando
si trattò del secondo punto all'ordine
del giorno annessione del Regno delle
Due Sicilie al Piemonte Il responso fu di
290 voti si e 6 no. Garibaldi fu sconfitto
e rassegnò le dimissioni, dando carta
bianca al prodittatore Pallavicini, questi, subito diede lo sfrattto da Napoli a
Mazzini.
Il 7 settembre, Francesco II (detto il
figlio della santa) e la moglie Maria
Sofia,(sorella di Sissi ) ,per evitare inuti-
appunti di viaggio
La spedizione dei Mille.
L’arrivo di Garibaldi nella nostra regione
11
aprile 2011
Riconversione Ospedale di Agropoli
cronache cilentane attività
Lettera del Sindaco di Castellabate Al
Commissario ASL di SALERNO e al Presidente
della Provincia
12
Gentile commissario Maurizio Bortoletti,
con vivo piacere Le porgo i miei
auguri di benvenuto alla guida dell'Asl di Salerno e di buon lavoro. Ma
nel farlo non posso fare a meno di
chiederLe di analizzare nuovamente
quanto previsto per l'ospedale di
Agropoli nel piano di rientro del set-
tore sanitario della Regione Campania che prevede l'uscita della struttura dalla rete dell'emergenza e la sua
riconversione in centro ambulatoriale
ad indirizzo oncologico e in hospice,
ossia struttura residenziale per cure
palliative.
L'ospedale di Agropoli è una struttura moderna, la più giovane dell'ex
Asl Salerno 3, inaugurata appena 7
anni fa e realizzata secondo gli standard più moderni. E' quello che conta
il maggior numero di accessi al pronto soccorso nell’ambito dell’ex Asl
Salerno 3, servendo un’utenza fissa
di oltre 60mila persone e di molto
maggiore d'estate, con l'arrivo dei
vacanzieri. Basti pensare che è l'ospedale di riferimento, oltre che per
Agropoli, anche per i comuni di
Capaccio e Castellabate, e di tanti
altri piccoli comuni costieri e collinari
per i quali i tempi per raggiungere un
altro presidio si allungherebbero di
molto.
L’uscita dalla rete dell’emergenza
priverà la popolazione di tutto il
comprensorio di un servizio essenzia-
Abusivismo edilizio e rifiuti:
denunce e sequestri nei comuni di
Centola e Caselle in Pittari
IL CORPO FORESTALE
DELLO STATO ACCERTA
ABUSI EDILIZI E
TRASPORTO ILLECITO DI
RIFIUTI SPECIALI
PERICOLOSI NEL PARCO
NAZIONALE DEL CILENTO
E VALLO DIANO
Nell’ambito dell’attività di contrasto agli eco-illeciti e di difesa
del patrimonio ambientale, di
recente sono stati scoperti abusi
edilizi nel comune di Centola e
trasporto illecito di rifiuti speciali
pericolosi nel comune di Caselle in
Pittari.
A Centola, gli Agenti del
Comando Stazione Forestale di
Pisciotta, nell’espletamento di un
servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, hanno scoperto in località
“Trivento” in agro di Centola frazione Palinuro, in una zona di particolare pregio naturalistico ricadente nell’area protetta del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di
Diano, un’opera abusiva e la
sopravvenuta trasformazione
urbanistica edilizia del territorio,
realizzata senza alcun titolo abilitativo.
Il manufatto abusivo consiste in
una piattaforma in cemento armato avente le dimensioni di mt. 10
di larghezza per mt. 10 di lunghezza, per una altezza dal piano
di campagna di cm. 50 insistente
su una superficie totale di circa
mq. 100.
Accertato gli abusi, gli uomini
del Corpo Forestale dello Stato,
procedevano a sottoporre a
sequestro penale l’area, denunciando all’Autorità Giudiziaria il
Sig. I.G. in qualità di proprietario
ed esecutore materiale.
Nel comune di Caselle in Pittari,
gli Agenti del Comando Stazione
Forestale di Sanza unitamente a
quello di Teggiano, hanno fermato
e posto sotto sequestro un veicolo
tipo autocarro marca Ford modello
Transit, lungo la strada Provinciale
nei pressi dell’incrocio che conduce in località “Tempa” in agro di
Caselle in Pittari, al cui interno si
riscontrava la presenza di circa q.li
10 di rifiuti speciali pericolosi e
non pericolosi costituiti, da materiale ferroso, bidoni, semiassi,
lavelli, sportelli di auto, bombole
di gas, batterie al piombo per
autovetture, filtri di olio, ingranaggi contenenti olio; trasportati privi
della documentazione adeguata,
infatti, mancante del prescritto
titolo abilitativo ed in particolare
dell’autorizzazione-iscrizione categoria 4 F all’Albo Gestori Ambientali-Sezione Campania.
Denunciati all’Autorità Giudiziaria i Sig.ri O.C. di anni 39 in qualità di proprietario dell’autocarro,
C.F. di anni 25 in qualità di conducente dell’autocarro e C.C. di anni
19, tutti di nazionalità Rumena.
V.Q.A. Ing. Fernando Sileo
le con gravissimi danni anche per
l’attività turistica che costituisce la
linfa vitale della nostra economia. È,
infatti, impossibile fare turismo in un
territorio dove non viene garantita
l’assistenza sanitaria.
E' questo il motivo per cui Le rivolgo un accorato appello affinché
prenda seriamente in considerazione
l'eventualità di non escludere l'ospedale di Agropoli dalla rete delle
emergenze, a fronte della legittima
domanda di salute dei cittadini di
questo territorio e dei visitatori che
lo scelgono per le loro vacanze estive.
IL SINDACO
Prof. Costabile Maurano
Roccadaspide
Il comune per le
celebrazioni del
150° anniversario
dell'Unità d'Italia
Il Comune di Roccadaspide non
poteva mancare all’importante
appuntamento con la storia rappresentato dall’anniversario dell’unità
d’Italia,. In occasione delle celebrazioni per il centocinquantenario,
l’amministrazione comunale ha
organizzato una manifestazione che
si è tenuta sabato 19 in Piazza XX
Settembre con la “Serata tricolore”.
I festeggiamenti hanno preso il
via giovedì: il primo appuntamento
si è tenuto in piazzetta De Marco, da
dove è partito un itinerario patriottico per le vie del paese con la banda musicale “Città di Aquara”. È
seguito l’alzabandiera con l’inno di
Mameli eseguito dal coro polifonico
“Santa Sinforosa”, diretto dal Maestro Sabina Martiello. C’è stato l’intervento del presidente del Consiglio
comunale, e quello dello storico, il
professor Anthony Brewer, cui è
seguita la celebrazione della Santa
Messa presso la Chiesa della Natività. “Si è trattato di una ricorrenza
importante – ha dichiarato il sindaco
Girolamo Auricchio - che è stato
nostro dovere festeggiare per rendere omaggio al nostro Paese e per
onorare la memoria delle persone
che hanno contribuito al processo di
unificazione della nostra Italia”.
La serata di sabato, condotta da
Tonino Battagliese si è aperta con i
saluti del Presidente del Consiglio
Comunale ed assessore alla cultura,
Vincenzo Iuliano. L’aspetto storico
della serata è stato curato dal prof.
Michele Di Matteo. Spazio è stato
dato anche allo spettacolo con l’esibizione del gruppo musicale “Blue
Eyes” e di un gruppo di giovani
organettisti.
Annavelia Salerno
aprile 2011
E’ festa gioiosa alla scuola media
di Vallo della Lucania ben diretta dall’eclettico preside dott.prof.Angelo
Russo.Si sente la presenza della Primavera dopo alcuni giorni gelidi e
freddi. Grazie allo spirito di abnegazione della dott.ssa prof. Chiara Blasi, primaria del reparto di medicina
dell’ospedale di Vallo della Lucania e
della farmacista dott.ssa Mariella
Elia della Merck Sharp e Dohme gli
studenti sono stati sottoposti ad un
controllo medico per prevenire
disturbi respiratori e malattie allergiche. La Primavera, è vero, è molto
bella, e come dice il poeta dott. Giuseppe D’Aiuto“Nelle siepi di rovo e
di mirto/già fiorisce il biancospino/e
imbianca col suo candore/la macchia
mediterranea.omissis/ in DenebRiemma Editore, ma essa porta ad un
notevole incremento delle allergopatie in generale e della pollinosi in
particolare. Ecco perché è importante
la prevenzione. Le reazioni allergiche
possono essere di diverso tipo. Gli
eventi patologici che ne conseguono
interessano soprattutto le mucose
che sono esposte ad allergeni aerodiffusi (congiuntive, naso e bronchi),
ma anche l’apparato cardiovascolare
e la cute (shock allergico e angioedema-orticaria).
L’allergia da polline o pollinosi che
si manifesta con sintomi clinici nasali
–starnutazione, prurito, rinorrea,
ostruzione-associati anche spesso a
Gli studenti sono stati visitati dalla primaria del
Reparto di Medicina di Vallo della Lucania:
dott.ssa prof.Chiara Blasi.
congiuntivite e talvolta ad asma o
tosse insistente insorge in soggetti
predisposti per l’azione degli allergeni liberati da alcuni pollini. “ I pollini
che rappresentano le cellule riprodut-
tive maschili delle piante sono liberati durante la stagione di fioritura al
fine di consentire la fecondazione”.
Solo pochi granuli raggiungono lo
stigma delle piante, la maggior parte
dei granuli va anche a depositarsi
sulle mucose congiuntivali sulle vie
aeree dei ragazzi. Questo male fu
segnalato primariamente da Ippocrate nel VI secolo a.c. e da Galeno nel
II secolo. Il primo ad identificare gli
agenti eziologici con i pollini fu Charles Blackley nel 1873.
Nel Cilento partecipano alla pollinosi del periodo pre-primaverile il
cipresso, i ginepri, tuje, nocciolo. Tra
aprile e giugno è il periodo delle graminacee La stagione di pollinazione
dell’olivo interessa i mesi di maggio
e giugno, mentre la paritaria (il cui
polline è presente anche nel basilico,
ortica, melone, ciliegia, gelso) si verifica nel mese di marzo raggiungendo
picchi a maggio e giugno. I principali
alberi e arbusti allergenici sono:
cipresso, ontano nero, betulla bianca,
nocciolo, carpino, frassino, olivo, ligustro, platano. Le principali erbe allergeniche: graminacee( gramigna, scagliola, avena, orzo, riso, segale, frumento, mais, ecc.ecc.), amaranto,
farinaccio, artemisia, ambrosia, mercorella, lanciala, romice, paritaria.
Altre piantecon interesse allergologico: ginepro, tuia, pino d’Aleppo, tasso, acero, sambuco, casuarina, gira-
VALLO DELLA LUCANIA/ Teatro La Provvidenza
Festival delle Compagnie amatoriali
Si è aperto con il botto il Festival
delle Compagnie Amatoriali che come
da tradizione si svolge presso il meraviglioso teatro “La Provvidenza” di
Vallo della Lucania. Ad aprire la kermesse è stata la Compagnia “Amici
di Caprioli” che ha presentato “I Promessi Sposi nel Cilento”. Sgomberiamo subito il campo da equivoci e
dobbiamo parlare di un autentico
capolavoro che è stato partorito dalla
mente e dalla penna di Lara Formai,
che ne ha curato anche la scenografia. La regia di Aniello Fiorillo che da
consumato psicologo è stata attenta
finanche ai particolari e lavorando
capillarmente sulla sensibilità degli
attori che pur essendo dei dilettanti e
molti di essi all’esordio, ha inculcato
loro mentalità da professionisti, mettendo a disposizione le tante esperienze accumulate negli anni precedenti. Gli attori hanno dimostrato una
grande bravura cantando a cappella,
perché a causa dell’indisponibilità
della brava pianista Paola Fazio, il
pubblico non ha potuto godere della
sua classe e nello stesso tempo della
genialità del maestro Claudio Mautone che ha scritto le musiche sempre
sui testi di Lara Formai. Questo musical, è stato scritto in dialetto cilentano nel quale sono stati trasportati con
mirabile competenza usi, tradizioni,
La Compagnia “Amici
di Caprioli”
ha presentato
“I Promessi sposi
nel Cilento”
costumi e detti di un tempo che fu ed
è stato collocato ai tempi dell’Unità
d’Italia, ha letteralmente affascinato
ed incantato gli spettatori della
“Provvidenza”. Al termine dello spettacolo abbiamo incontrato un raggiante e soddisfatto Aniello Fiorillo
che con rara competenza ne ha curato la regia e ci ha dichiarato:” Quello
che la compagnia amatoriale “Amici
di Caprioli” ha realizzato, ieri rappresentava un sogno, oggi è una realtà
di cui andare fieri. Questo percorso
storico-educativo inizia nel 2010, con
il lavoro teatrale “Viva la libertà”,
che riguardava i moti rivoluzionari
cilentani del 1828, con personaggi
che hanno scritto pagine di storia
indimenticabili, provvisti di spirito di
libertà ed amor patrio per cui hanno
dato la vita. Oggi, nel solco di questo
percorso storico, abbiamo affrontato
il 1861, cioè l’Unità d’Italia. E’ stato
un lavoro entusiasmante e frutto di
ricerche, anche linguistiche, da parte
della nostra Lara Formai (N.d.r. l’autrice del testo), che si prodiga continuamente affinché questo spirito di
amicizia conservi la sua essenza. Ringrazio tutti, in particolare, quegli
attori che arrivando in anticipo hanno
mostrato un alto senso di professionalità e chiedendomi di provare e
riprovare. E, credo, che questa sia stata la vera forza del gruppo”. Ci è parso doveroso sentire anche il parere
dell’autrice del testo, Lara Formai,
che ha avuto al suo fianco, il marito,
dottor Marcello Casaburi, che ne ha
condiviso tutti i momenti di questo
autentico capolavoro:” Quando scrivo
non mi innamoro mai di un personaggio ma di un evento, mi piace parlare
del passato e più ancora delle tradizioni, dei detti e degli stili di vita di
un tempo, che altrimenti andrebbero
dimenticati così come di alcuni vocaboli dialettali che rischiamo di perdere”. Questa storia di due giovani
innamorati, calati nel periodo dell’Unità d’Italia, ha tutte le carte in regola
per aspirare ad un posto di assoluta
eccellenza al Festival delle Compagnie Amatoriali di Vallo della Lucania.
Nicola De Feo
sole, soffione, colza, castagno, faggio, quercia, ippocastano, noce,
mimosa, gelso, eucalipto, ornello,
palma nana, ranuncolo, pioppo, salice piangente, olmo, ortica, narciso,
edera, begonia, crisantemo, gerbera,
stella di natale, ricino, tulipano, ficus,
kiwi, soia, fico, melo, prezzemolo.
Il progetto “Libero Respiro” ha
come intento la prevenzione e la diagnosi precoce dell’asma. Già lo scorso anno si è cercato d’individuare la
malattia negli scolari appartenenti
alle quinte classi delle scuole elementari di Vallo della Lucania, Agropoli, Capaccio, S.Arsenio ed altri
comuni cilentani. Quest’anno il progetto si applica ai ragazzi delle terze
medie. La dott.prof. Chiara Blasi,(nella foto) di origine calabrese, responsabile del reparto di medicina, illustra la metodologia utilizzata: ” Viene praticato un esame spirometrico
dopo una attenta valutazione di ogni
studente per quanto riguarda l’anamnesi familiare.I
dati raccolti vengono messi a confronto con quelli dell’anno precedente. Il 2 aprile 2011 seguirà un convegno in Agropoli a cui parteciperanno
specialisti in malattie respiratorie
allergologi, pediatri, medici di base.Ci
si confronterà sull’incidenza delle
malattie allergiche e dei disturbi
respiratori nella popolazione, i fattori
di rischio principali e rischi relativi”.
Maria Cerullo
Altavilla Silentina.
Conferimento di
un encomio solenne
ai Carabinieri
Sono stati artefici del
ritrovamento della statua
della Madonna di
Montevergine trafugata a
febbraio
Il consiglio comunale di Altavilla
Silentina ha deciso di conferire un
Encomio Solenne ai Carabinieri, e
per loro tutti ai componenti della
locale stazione - al suo comandante, Francesco Antonio Salerno, ed
ai militari che ad essa fanno capo per la brillante operazione che, a
seguito di una particolareggiata
attività di indagine, ha portato al
ritrovamento della statua della
Madonna di Montevergine, che era
stata trafugata dall’omonima chiesa lo scorso mese di febbraio. L’operazione dei militari dell’Arma, ed
in particolare, di quelli in servizio
ad Altavilla Silentina è stata motivo
di soddisfazione per l’amministrazione comunale e per la comunità,
per la quale la statua della Madonna di Montevergine ha un significato profondo che testimonia una
grande fede.
cronache cilentane attualità
Il progetto “Libero respiro” coinvolge gli studenti
della Scuola Media di Vallo della Lucania
13
aprile 2011
Corleto Monforte
cronache cilentane ricordi
Cinque anni di amministrazione. Bilancio delle
attività realizzate dall’amministrazione Sicilia
14
Con la prossima tornata elettorale
giungerà al termine il primo mandato
da sindaco per Antonio Sicilia, primo
cittadino di Corleto Monforte. Mentre ci si prepara alla campagna elettorale, che tuttavia non dovrebbe
riservare spiacevoli sorprese agli
amministratori uscenti, si fa il bilancio di quanto fatto e di quanto investito sul territorio in termini di impegno e di risorse.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, nei cinque anni di amministrazione sono stati programmati
6.630.920,19 euro: sono stati realizzati 21 interventi per importo speso
pari ad € 1.933.071,52; 2 opere sono
state già appaltate per un importo
pari a € 195.000,00; inoltre sono in
corso di espletamento con procedura
di appalto 6 opere per un importo di
€. 1.326.851,78.
Importante anche il capitolo
riguardante le risorse finanziarie
ottenute dal PSR 2007- 2013, da
molti spesso definito l’ultimo treno
per aspirare allo sviluppo del Meridione.
Le opere pubbliche sono state al
centro dell’attenzione, dunque, ma
non sono state l’unica priorità per
Antonio Sicilia e la sua squadra,
composta dal vicesindaco Carmine
Palese che è anche assessore alle
Politiche Sociali, Eugenio Di Ruberto,
Filippo Ferraro, Arsenio Mangieri,
Angelo Moliterno, Camillo Pignataro
e Giuseppe Ruberto. Molto è stato
Il Sindaco Antonio Sicilia ha “gettato le basi”
per ottenere il secondo mandato
fatto per quanto riguarda le politiche
sociali per le quali è stata spesa una
cifra pari a € 243.903,84. E’ di qualche anno fa la lungimirante scelta di
acquistare un defibrillatore a servizio
della popolazione e di promuovere
corsi di formazione per il suo utilizzo,
oltre a varie manifestazioni nel campo sanitario. In considerazione del
gran numero di persone immigrate
che vivono sul territorio è stato
recentemente aperto lo sportello per
gli immigrati; per gli anziani è stato
promosso il progetto “Nonno Civico”, utile per impegnare e responsabilizzare persone ancora utili alla
società ma spesso sole; è stata poi
realizzata una capillare attività di
assistenza domiciliare. Altri provvedimenti riguardano le borse lavoro e
l’assegno civico, le gite per anziani e
per ragazzi e le cure termali per
anziani.
Altro settore che ha richiesto un
grande investimento di impegno e
risorse, specie in questi ultimi 5 anni
contraddistinti anche dall’emergenza
rifiuti che ha attanagliato a lungo la
regione Campania e che ancora
adesso crea problemi nelle aree
metropolitane della regione, è la raccolta differenziata: il comune di Corleto Monforte è riuscito in breve a
raggiungere una percentuale del
60%, utilizzando il metodo del “Porta a Porta”.
In altri settori si possono annoverare altri interventi molto importanti:
il Servizio AIB, la stabilizzazione dei
lavoratori socialmente utili, l’approvazione del Piano di Protezione Civile, l’accreditamento per il Servizio
Civile Nazionale, la Certificazione del
territorio per l’agricoltura biologica;
l’incentivazione alle attività esistenti
alle quali è stato offerto un contributo di € 500,00, e l’incentivazione per
le nuove attività con una concessione di contributi ai richiedenti. Si è
provveduto all’informatizzazione di
tutti i processi Amministrativi e creazione di banche dati; all’istituzione
della Consulta Giovani e all’apertura
di una nuova sede dotata di nuova
attrezzatura acquistata con fondi
regionali. Diverse attività sono in corso di programmazione per i giovani,
come il Cineforum, la campagna di
sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.
Ci sono poi altre attività che meritano menzione: l’istituzione di un
ufficio stampa; la realizzazione di un
percorso di trekking, la partecipazione alla Borsa del Turismo Archeologico, l’adesione alla giornata sulla biodiversità; e ancora attività di promozione del territorio con adesione al
progetto “Gli Itinerari del Parco” realizzato nel 2010; il completamento e
l’inaugurazione della nuova sede del
Museo Naturalistico, e promozione di
attività collaterali come la “Mostra
di Zoologia Fantastica”. Da segnalare
ancora il completamento e la riapertura della Cappella della Selice, il
completamento degli spogliatoi del
campo di calcio a cinque; la realizzazione di depliants e DVD su Corleto
Monforte, oltre a momenti ricreativi,
iniziative culturali, sostegno alle
associazioni.
Infine sono stati approvati diversi
regolamenti comunali redatti internamente dai rispettivi uffici comunali.
Annavelia Salerno
In occasione del Carnevale a Ceraso
raccolte offerte per la ristrutturazione della chiesa
E’ sabato sera. Si festeggia il carnevale anche
a Ceraso, con il suo fascino collinare , con le sue
tradizioni di lunga durata, con le sue ritualità che
stanno scomparendo, ma “non debbono scomparire”ci dice nella sua semplicità, ma in maniera
perentoria e risoluta, la signora Anella che con
orgoglio vanta la sua origine di Futani..E’ una
serata umida, con una pioggerellina di marzo che
non fa sperare nulla di buono. Giustamente gli
organizzatori infaticabili hanno pensato bene di
costruire sulla bella piazza davanti al municipio
un’ampia tenda per ripararsi eventualmente dagli
scrosci di pioggia..E’ una disfida fatta con una
sconfinata passione.La piazza è palpitante ed è
.animata da una popolazione unita dal buon
gusto per l’enogastronomia festaiola e da conversazioni sulle prossime elezioni comunali.
Una scatenata e brava animatrice, un’armonia
di note e battiti di cuore, come un buon cane da
pastore, riesce a tenere a bada e far divertire la
moltitudine dei bambini cerasuoli con le mamme
attente comunque a guardarli mentre assaggiano
le specialità culinarie e dolciarie fatte dalle stesse
confrontando le ricette.
Al tempo di spettacoli sfolgoranti a tutti i costi,
può sembrare una sfida mettere una festa semplice, paesana, familiare dove consumatori e
organizzatori sono le stesse persone.Un viaggio
nel mondo dei rioni del paese e nelle emozioni
che scaturiscono dalle “mascherine” dove si
mescolano fantasia e manualità delle mamme di
Ceraso:le maschere tradizionali vengono reinterpretate, rivissute, facendo uso di drappi di colori
intensi che risultano abilmente lavorati.
La festa è un tributo alla forza di coesione dei
cittadini intorno al giovane parroco don Pasquale
Gargione.
Le contemporanee e proliferanti manifestazioni carnevalesche in tutti gli altri paesi eccentrici
non hanno portato ad un flusso turistico.Non
sono presenti turisti e visitatori come accade per
gli altri appuntamenti festaioli dedicati ad eventi
relativi alla gastronomia, alla letteratura, religiosi.Molta gente ha preferito partecipare a festeggiamenti più rilevanti.Per festeggiare il Carnevale
ogni paese cilentano ha cercato di mettere in scena il meglio della sua cultura popolare, tornando
così a tradizioni antichissime che sembrano di
stare sulla via di estinzione.C’è una energia
incantatrice nel Cilento tra gli anziani, i “vecchi”
ed i giovani, gli uni dicono agli altri di non
dimenticare, la dea Prudenza che guarda nello
specchio dove vede la memoria del tempo che
fu, un magnetismo gioioso ed ipnotico.Sarebbe
utile in futuro verificare la possibilità di organizzare le feste in giorni diversi tramite le pro-loco e
le altre associazioni no-profit dando visibilità
annualmente ad ogni piccolo o grande comune,
a rotazione, con una manifestazione importante
e con mini manifestazioni collaterali per far conoscere il comune in festa ai turisti per invogliarli a
ritornare.
E’ una sera questa di Carnevale a Ceraso un
po’ più sera, più ricca rispetto alle altre, nonostante tutto, bizzarra ed armoniosa. Uno spettacolo per vista, olfatto e gusto. Le tentatrici sollecitazioni dei profumi della cucina cilentana-cerasuola , onore al merito, sono state realizzate da
Elisa,Anna, Luigi, Angioletta, Immacolata, Annamaria, Carmelo, Marzia, Antonio, Marco in cucina
per i famosi panini di salsiccia e broccoletti, antico pasto dei lavoratori preparato dalle loro donne
nelle povere abitazioni che lo consumavano a
mezzogiorno durante una breve pausa di lavoro,
lavoro che tuttora ,a causa della crisi, manca e
non solo i giovani-come dice la prof.Elisa-ma
anche i loro genitori anziani vanno via in città per
aiutare i figliuoli, a tutte le casalinghe che hanno
preparato vere leccornie ricamate e chic, pezzi da
novanta, ad Anna e Antonio all’ingresso per
accettare le offerte per ristrutturare la Chiesa
Madre, chi sa domani costituire un fondo cassa
anche per costruire una bella chiesa nella frazione di Metoio.
aprile 2011
Carlo Pisacane nacque a Napoli il 22
agosto 1818, dal Duca Gennaro di San
Giovanni e da Nicotina Basile de Luna..
Rimase orfano di padre a sei anni. A
tredici anni entrò nel Rea! Collegio Militare della Nunziatella di Napoli,per
apprendere l'arte militare.Dopo otto
anni trascorsi nell'Accademia .segnalato tra i migliori allievi, per quattro anni
mani dei rivoltosi e subito ,fu dirottata
ali' isola di Ponza.Quivi furono liberati
trecentoventi carcerati ,di cui solo settantacinque erano prigionieri politici.
Narra la storia locale, che la nave
Cagliari» sarebbe dovuta approdare a
San Marco di Castellabate (Salemo), ma
il mare in tempesta non permise lo
sbarco! patrioti che aspettavano Pisaca-
sempre più diminuendo.il 12 luglio
1857 a Padula vi fu uno scontro .Pisacane . perse la metà dei suoi uomini.I
rivoltosi decisero di marciare verso Sanza. Gli abitanti di Sanza avvelenati dal
sacerdote Don Francesco Bianco, divennero sempre più feroci. Infetti armatisi
con utensili agricoli, armi, ecc. assalirono i rivoluzionari. Pisacane esortava i
suoi a non sparare. I pochi uomini rimasti per evitare i terrazzani volevano passare all'altra riva del Valloncello Diavolone, ma.il comandante delle Guardie
UrbanerSabino La Veglia, sparò un colpo e ferì ad un braccio Carlo
Pisacane.,Successivamente,il ferito fu
spogliato ed ucciso a colpi di forca
aprendo l'addome e mettendo fuori gli
intestini. Secondo altri,Pisacane ferito
,si sarebbe ucciso con un colpo di pistola. Vedi trasmissione di "Mattino in
famiglia" del "26 febbraio 2011. Qual è
la verità? Ove avvenne l'eccidio, oggi vi
sorge un cippo marmoreo. Dopo il massacro, tutti i rivoltosi furono ammassati
spogliati e bruciati.Ancora oggi, s'ignora ove riposano i resti (se ve né rimasero) di Carlo Pisacane e compagni.
Pisacane aveva una borsa con documenti e tredicimila ducati d'oro. In
pochi minuti i ducati scomparvero. I
documenti furono sparpagliati per terra.Due monaci francescani ad evitare
altri processi ed uccisioni accolsero le
carte e le distrussero. I feriti, completamente nudi, furono portati nel vicino
convento, da quegli umili francescani e
curati amorevolmente. Pisacane prima
di essere colpito a morte esclamò: "Voi
siete assassini! Mi derubaste ed ora mi
uccidete.Conducetemi alla Giustizia
"Dopo il 1860,il Governo accordò alla
figlia di Pisacane. Silvia una pensione
mensile di sessanta ducati.
Vincenzo Marrocco
I più preziosi francobolli del Regno
di Italia in mostra ad Agropoli
fu paggio nella Real Corte. A ventidue
anni fu nominato Ufficiale del Genio.
Lavorò come ing.sulla ferrovia Napoli Casetta Successivamente fu mandato in
Abruzzo a costruire strade e fortìficaziorà.Pisacane ebbe una vita travagliata
.specie in Inghilterra e Francia.Tutte
quelle traversie,per mancanza di spazio
le ometto.Nel pomerìggio del 25 luglio
1857 s'imbarcò con trentacinque legionari sulla nave :"Cagliari"Dopo circa
due ore di navigazione,il capitano Sitzia
fu estromesso dal comando della nave
ed al suo posto fu messo il timoniere
Giuseppe Daneri. La nave passò nelle
ne furono arrestati e processatiJFbituna
volle.,che il giudice di Castellabate era
il
padre
del
musicista
Leoncavallo,essendo anche lui un antiborbonico comminò il minimo della
pena.il Cagliari proseguì per Sapri.
Quante delusioni ed amarezze provarono Pisacane ed i compagni per non aver
trovato gli uomini ed i mezzi promessigli primo pensiero di Pisacane, fu quello
di dare una lezione al sacerdote sanfedista Peluso, per aver il 1848 fatto massacrare Costabile Carducci. Il Peluso
avvisato in tempo si mise in salvo.
I compagni di Pisacane andavano
Vicini nel dolore
È venuto a mancare il
prof . Giuseppe Bardascino
il 21/02/2011; era nato a
Casalvelino il 13/08/1928
Conseguì l'abilitazione magistrale il
1949 a Vallo della Lucania e superato
il 6° corso AUC di Cesano (ROMA) è
stato ufficiale istruttore presso il VII
CAR di Siena nel 1951. Congedato è
stato vice direttore presso l'istituto per
orfani di guerra "De Vivo" di San Marco di Castallabate negli anni '50
durante i quali effettuava periodi di
insegnamento presso scuole elementari e medie del Cilento (Acquara, Pollica,Castellabate) , conseguiva il diploma di educazione fisica presso ISEF di
Napoli nel 1962 con il massimo dei
voti ed a quel punto si dedicava all'insegnamento dell'educazione fisica prima presso l'istituto "Enrico Fermi " di
Napoli anni 1964-1966 successivamente presso l'istituto tecnico per chimici
"Amedeo Avogadro" di Salerno svolgendo dal 1976 il ruolo di VicePreside ,
seguendo l'assorbimento nell'istituto tecnico "Focaccia " giungeva al pensionamento nel 1998-99 , avendo avuto la voglia di migliorare la sua conoscenza si laureava in Pedagogia nel 1990 presso l'Università degli studi di
Salerno con la tesi "L'istruzione tecnica e professionale in Italia e in Francia
" , e dedicandosi sempre allo sport come allenatore dilettantistico di calcio ,
arbitro federale di pallacanestro ed istruttore di educazione fisica anche
dopo il pensionamento al livello amatoriale per tutti gli amici che volevano
mantenersi in forma!
Condoglianze ai familiari tutti.
E’ stato inaugurato il nuovo allestimento dello spazio espositivo del Palazzo
Civico delle Arti di Agropoli, presso l’ex Pretura, con una mostra filatelica dal
titolo “I protagonisti, i luoghi e gli eventi dal Risorgimento all’Unità d’Italia
nella filatelia”. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Agropoli, Franco
Alfieri, l'assessore all’Identità Culturale, Franco Crispino ed il curatore, il noto
filatelico Pasquale Fascitiello. La mostra che è tra le attività di punta del calendario della città di Teano, sede tra le più importanti degli eventi ITALIA150, ha
eccezionalmente concesso alla cittadina cilentana il privilegio di ospitare una
mostra che a maggio tornerà a Teano per essere visitata dal Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano. Lo spazio ospiterà nei suoi saloni, recentemente restaurati dall’Amministrazione comunale, una serie di importanti mostre
didattiche e documentarie. La prima di queste, fortemente voluta dall'assessore
Crispino, espone ad Agropoli alcuni tra i più preziosi francobolli del Regno.
L'hobby del collezionare e classificare le carte valori postali ebbe inizio a fine
Ottocento in Gran Bretagna e Francia. Nel XX secolo si sviluppò ed allargò il
suo interesse non solo al singolo francobollo ma ad interi postali, annulli, tariffe
postali, percorsi di invio dei documenti e alla semplice immagine che sul francobollo era rappresentata. Nel tempo anche il modo di collezionare i francobolli è
cambiato. Nei primi anni spesso veniva conservata la sola vignetta e ritagliato
tutto il margine rimanente, in quanto i francobolli erano privi della dentellatura.
Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1° giugno del 1850 quando il
Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie che comprendeva 5 valori
diversi. Nel giro di pochi mesi anche gli altri stati italiani preunitari si dotarono
di francobolli. L’ultimo degli antichi stati italiani ad adottare il francobollo fu il
Regno delle Due Sicilie, nel 1858.
Giuseppe Feo
Solidarietà col giornale
“CRONACHE CILENTANE” si sostiene con il vostro contributo
volontario. C/C postale 10197846 intestato a Baldi Dino
Dalle Regioni
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Sodano Vincenzo, Genova; Allocca dott. Benito, Napoli
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Roma
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Dal Cilento
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Perrotti dott. Tommaso; Schiavo Giuseppe; Esposito Laura
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Pecoraro Raffaele; Di Fiore Barbara; Mazziotti Ubaldo; De Marco prof. Gabriele; Marrocco prof. Vincenzo; Un amico Pioppi
Euro 15.oo
Lerro Carmelo
Euro 10,oo
Niglio Biagio; Famiglia Niglio Giuseppe; Di Gregorio Amedeo; Pinto Alfonso
cronache cilentane rubriche
Carlo Pisacane.
Continua la discussione tra gli storici sulla sua morte
15
aprile 2011
cronache cilentane spazio aperto
Molte mistificazioni
sul Regno dei Borbone
16
Caro Direttore
Ho letto con sorpresa e –
debbo dire- con disgusto
l’articolo del prof. Vincenzo
Marrocco sull’ultimo numero
di “ Cronache Cilentane”
intitolato “ L’inizio della
distruzione dell’economia
del Sud”. Mi dispiace di
doverlo dire , perché il prof.
Marrocco ha pubblicato, nel
numero di febbraio di Cronache Cilentane, un articolo in
memoria e lode della mia
bisnonna Marianna Mazziotti, per il coraggio da lei
dimostrato , quando fu duramente perseguitata dal
governo borbonico: iniziativa per la quale gli ho espresso , scrivendogli direttamente, la mia riconoscenza.
I problemi che però
suscita il suo articolo “ l’inizio dell’economia del Sud”
sono però di grosso rilievo.
Secondo Marrocco, il
regno delle Due Sicilie sareb-
be stato, sotto i Borboni,
una specie di eldorado: Carlo III avrebbe istituito scuole
per uomini e donne in ogni
paese e città; le industrie
sarebbero state fiorenti; la
flotta mercantile avrebbe
fatto concorrenza a quella
inglese; Ferdinando IV
avrebbe addirittura progettato un “ repubblica socialista cattolica”; la colonia di
San Leucio.
Tutte queste meraviglie
sarebbero state distrutte ad
opera della Francia, del Piemonte e dell’Inghilterra,
quando quest’ultima specialmente, “ con la sua massoneria” avrebbe organizzato
la spedizione dei Mille e
dato anche a Garibaldi il
denaro necessario, equivalente oggi a” milioni di dollari” per “ comprare ministri
e generali borbonici”.
Io sono certo dell’onestà
del prof. Marrocco e lo invito
pertanto a rendere note le
fonti da cui ha tratto queste
notizie, che contraddicono la
generale opinione sulla
povertà e l’arretratezza del
Mezzogiorno, quando fu
annesso all’Italia, sulla quale
Benedetto Croce ha scritto
pagine memorabili nella sua
storia del regno di Napoli.
Non mi sembra ammissibile, in particolare, diffondere,
senza dimostrare la fondatezza, notizie infamanti su
persone che appartengono
ai ceti dirigenti di regime
borbonico, talune delle quali
facevano parte di famiglie, i
cui discendenti esistono a
tutt’oggi.
Vi sarei grato se vorrete
pubblicare questa lettera sul
prossimo numero di “Cronache Cilentane”.
I mie più cordiali saluti
do una condizione di caos
territoriale senza pari e sotto gli occhi di tutti. Lo stesso presidente del parco
Amilcare Troiano ha dovuto
sostenere che esistono zone
del parco “che non hanno
ne identità e ne un’anima”,
nel mentre la Soprintendenza, in difesa, evidenzia
che le amministrazioni
comunali cercano di sottrarsi ad una ormai antistorica
e pervasiva invasione di
campo senza riflettere su
quanto sia meglio svolgere
il ruolo di promozione e crescita della responsabilità
territoriale sulla tutela e
conservazione dei beni culturali.
Mi è sembrato di assistere ad una confusa e ancora
incerta visione della “governance” territoriale che
come ha giustamente affermato il Prof. Persico vede un
sempre maggiore interesse
economico sopravanzare
sulle scelte della politica e
l’isolamento simbolico dei
sindaci a riaffermare una
vecchia massima sempre
attuale “dividi ed impera”.
Manca lo scenario e la
condivisione di un progetto
organico di ripartenza e gli
strumenti in campo ottenuti
con grande sforzo e impegno di fondi pubblici, vengono già messi in dubbio
pur detenendo un bagaglio
I Frati , i figli di San Francesco d’Assisi, tutti i seguaci del
Serafico, del grande Santo, il patrono d’Italia , augurano unità,
felicità, pace e il bene all’Italia nel 150° anno dalla sua Unità.
Noi francescani della terra cilentana, piccolo gregge del
Comune di Pollica, siamo nella gioia e auguriamo a tutto il
popolo italiano felicità, che San Francesco ha chiamato perfetta letizia, manifestata in quella grammatica posta nel Cantico
delle creature che è diventato il tessuto della nostra lingua, il
testo più autorevole della letteratura italiana. Un manifesto
che propone una concezione della vita che fa di tutti noi una
famiglia di consanguinei, di fratelli e sorelle, i figli di Dio e di
Lui portano significazione.
Il cantico di Francesco non è una semplice poesia, ma lo
sforzo, la fatica e la felicità di chi ha guardato Dio, l’uomo, la
creazione, le cose non come fonte di un effimero piacere, ma
fonte di una gioia che ci permette di stare l’uno accanto all’al-
Manlio Mazziotti
di Celso, Roma
Pianificazione debole
e solitudine dei sindaci.
Tutto cambia perché nulla cambi
L’11 marzo ad Ascea, si è
svolto l’incontro dal Titolo
“Pianificazione debole e
solitudine dei sindaci”. Il
programma dei lavori ha
visto i saluti istituzionali del
Sindaco di Ascea Mario Rizzo; dell’ Assessore ai Lavori
pubblici della provincia di
Salerno Marcello Feola, del
Presidente Ente Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Amilcare Troiano
e del Presidente ANCE
Salerno Antonio Lombardi.
Una serie di successivi
interventi tecnici (Arch. Iole
Giarletta direttore del
LAMAV, Dott. ssa Maria Adinolfi dirigente e coordinatrice A.G.C. Governo del territorio Regione Campania,
Arch. Catello Bonadia dirigente settore urbanistica e
governo del territorio Provincia di Salerno; Arch.
Roberto Monaco e arch.
Lucia De Santis, consulenti
ANCE Salerno) coordinati
dal prof. Pasquale Persico.
Una serie di riflessioni
sulla pianificazione territoriale che ha lasciato una
serie di perplessità sulle
competenze e le responsabilità per un settore che
vive una profonda crisi tra
piano e progetto, tra programmazione e regolamentazione, tra abusivismo e
frammentazione, tra economia e politica, determinan-
Italia unita?
Onore al patrono d’Italia
di conoscenze e di alto profilo scientifico e programmatico. Mi sono chiesto più
volte, durante l’incontro,
quanti degli intervenuti
hanno mai letto quei documenti e quelle programmazioni, nell’imminenza dei
tanti impegni ed interessi
contingenti, che appaiono
prevalenti sull’interesse di
programmazione che richiede non solo uno sforzo di
consapevolezza, ma anche
una autorevole capacità di
indirizzo e governo.
Viviamo una stagione
mediatica di immagine e
spot, nella quale i contenuti passano in secondo piano
e ogni sentire comune
diventa imperativo d’ordine
e non auspicio di governance. Per chiarire, pare che chi
ci governa sia più interessato a controllare il consenso
che avere la consapevole di
operare per il bene del territorio che amministra. Lo
sforzo “educativo” dell’incontro non ha avuto i suoi
effetti, cosi come il rispetto
per un processo, che pare
non avere storia e memoria,
rapidamente riclassificato
nel controllo dell’alto in
basso a scapito - sempre della partecipazione dei cittadini alle scelte per il proprio futuro.
Domenico Nicoletti
tro .Poco o quasi niente si è menzionato in questa celebrazione dei 150 anni della figura di S. Francesco, il vero sognatore ,
l’innamorato di Dio, della nostra natura, di tutto il creato.
Di padre umbro e madre straniera, il santo, il poeta scrive un
canto di lode ( che attraverso il sole, le stelle, il vento, l’acqua,
il fuoco, la terra , gli uomini e persino la morte ) si leva al
Padre di tutti gli esseri che sono sulla terra. Il Cantico delle
creature raggiunge un pubblico che non si sapeva popolo,stringe tutti al calore di un unico Padre. Così Francesco inventava
l’Italia. Egli è il più italiano dei Santi, il più santo degli Italiani.
A questo giovane intrepido, cavaliere e giullare innamorato,
attraverso il suo Cantico delle Creature abbiamo chiesto noi
francescani del Cilento e tutti gli innamorati di Lui in questo
compleanno dell’Unità d’Italia, il dono della pietà e che come
Lui possiamo avere il coraggio di dimenticare il nostro orticello
e di mettere al centro della nostra esistenza il bene comune.
Così il nostro paese sarà un’aureola in cui vivono cittadini fraterni e gioiosi.
Il poeta italiano Petrarca scrive “ Italia mia benché il parlar
sia indarno”, chiede : Oh Dio, che la pietà ti condusse in terra/ ti rivolga al tuo diletto, al mio Paese. Sia l’Italia terra benedetta e santa e di tante famiglie/ una sola famiglia.
Ecco la più bella visione del nostro Bel Paese, l’Italia
P. Adolfo
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Aprile 2011 - Cronache Cilentane