PERIODICO GIOVANILE
DI CULTURA E SPORT
Anno XXIV N.7-8
Luglio 2009
Hanno collaborato
a questo numero:
Edoardo Ciampi, Goffredo Forconi, Eleonora
Bozzoni, Chiara D’Ambrosio, Enrico
Paparelli, Silvia Rognone,
Pier Luigi Roesler Franz,
Augusto Migliori, Vanessa Mazzetti,
Federico Guerzoni,
Livia Facciolo, Alessia Amato,
Francesca Giacomini, Sara D’Itri,
M. Concetta Gentile, Marcello Zolla,
Augusto Bartolini
Fotografie:
E. Costa, A. Bartolini, L. Fallani,
M. P. Tomassini, Sergio Andrea Amazzone
Composizione, impaginazione
e prestampa:
SATIZ (gruppo ILTE)
Stampa:
ILTE SpA Moncalieri (TO)
Edizione "Blutime"
Via S. Sebastianello, 3-Roma
SOMMARIO
Direttore responsabile
Virginio Mattoccia
Primo Piano
5
La Bioetica
e il diritto alla vita
Cultura
8
La copertina
di questo numero
Il pittore
di “Roma sparita”
Autorizzazione n. 242
del 9 maggio 1986
del Tribunale di Roma
Day By Day
32
Alla scoperta di storie
e leggende su Bracciano
Lezione non convincente
di ecologia
Napoli sotterranea
Pompei antica
e moderna
Pompei cristiana e pagana
Todi & Perugia: Storia
e l’arte e gastronomia
Sport
In copertina:
“Tramonto” del pittore Enrico Paparelli
Distribuito gratuitamente presso il collegio
S. Giuseppe - Istituto De Mérode
Trofeo di Atletica
fr. Valentino
Campionati
di atletica 2009
Primati di atletica leggera
della scuola media
Una giornata di sport
con un campione
44
Primo piano
La Bioetica e
il diritto alla vita
Solo l’atto umano può essere considerato sul piano etico. La connotazione morale del nostro agire viene dallo
strumento per arrivare al fine. Il tema che vogliamo affrontare in queste pagine può essere trattato in modo scientifico e di ricerca. Dal punto di vista etimologico, il termine
è composto dal greco Bios, che vuol dire vita e etos, nel
senso di abitudine, disposizione emotiva e spirituale. In
questo senso il vocabolo non comporterebbe nulla di nuo-
Matisse-Viso maschera -1949
vo perché sui rapporti tra medicina e morale si trova
ampia discertazione nei trattati di Teologia Morale. La
novità è nell’uso del termine e del contenuto che invece
suscita molto interesse per la discordanza di vedute, di
significato e di atteggiamento di fondo nei confronti dei
problemi che il progresso della tecnica e delle scienze
esatte ha evidenziato negli ultimi decenni. In questo senso il vocabolo non comporterebbe nulla di nuovo perché
sui rapporti tra medicina e morale si è parlato a sufficienza nei trattati di Teologia Morale. La novità è nell’uso del
termine e del contenuto che invece suscita molto interesse
per la discordanza di vedute, di significato e di atteggiamento di fondo nei confronti dei problemi che il progresso della tecnica e delle scienze esatte ha evidenziato negli
ultimi decenni. E’ una scienza complessa cioè intrecciata
con la filosofia, la medicina, la biologia, la genetica, la
zoologia, l’ecologia, la giurisprudenza, la sociologia, la
psicologia e la teologia. E’ una scienza architettonica nel
senso che deve coordinare i risultati di altre scienze cercando di mettere in sintonia i linguaggi e i contenuti in
un’armonica costruzione offrendo a chi l’osserva uno sguardo d’insieme. E’ una scienza di
frontiera perché i temi trattati sono di grande attualidi Edoardo Ciampi
tà e quindi non possiamo
rifarci alle soluzione di essi interrogando il nostro passato
prossimo, perché alcuni argomenti appena un decennio
fa non erano neppure oggetto della fantascienza. È una
scienza multidisciplinare, perché diversi saperi, pur mantenendo la loro individualità, devono, in qualche modo,
cercare di coesistere e possibilmente fondersi. Circa la
novità del termine gli studiosi sono tutti d’accordo nel riconoscere a Potter1 il merito di aver usato per primo questa
parola in articolo del 1971 e poi nel libro Bioetica.
Però già nel 1949 Aldo Leopold aveva avuto
l’idea di una scienza che accomunasse diverse
discipline ìn modo trasversale per studiare “la
sopravvivenza dell’uomo sia per il
momento presente che per le
generazioni future”. La novità più rilevante si trova nel
contenuto. Un panorama nuovo ed inquietante si veniva dischiudendo allo sguardo
pensoso e responsabile di alcuni uomini
di scienza. A partire
da Potter, la bioetica
viene intesa come
una scienza dalle
molte facce, che
doveva indagare
su svariati problemi
direttamente
collegati con la
medicina e l’ambiente per consentire all’umanità di
Viso Fiore-Matisse-1949
sopravvivere.
ÿ5 ÿ
Primo piano
La Bioetica e il diritto alla vita
Ma prima di
Potter altri avevano
tentato di “considerare se un nostro
sapere speciale
potesse contribuire
alla sopravvivenza
e al miglioramento
della condizione
umana”. Il tema
della sopravvivenza del genere umano fu messo da parte da altri studiosi
che vollero collegare alla bioetica tutto il vasto problema della cura della
salute. “La preoccupazione principale
era la preponderante problematica
degli effetti delle
tecnologie sulla
società”2 e la relazione con l’ambiente in cui la persona vive... La
bioetica deve essere “una scienza che
accomuni, in modo interdisciplinare, le informazioni provenienti, oltre che dalle discipline biologiche
tradizionali, anche dall’ecologia e dalla sociologia,
inquadrate in una impostazione filosofica che abbia
come centro focale l’uomo”. Anche i cambiamenti
della ricerca biomedica hanno contribuito allo sviluppo della riflessione sui temi etici di alcuni indirizzi di ricerca. Già dal 1947, con il codice di Norimberga è sorta una nuova presa di coscienza sui
pericoli provocati dal progresso sconsiderato. Il primo fatto che colpì molto l’opinione pubblica fu la
nascita di bambini con malformazioni dovute all’assunzione da parte di madri in gestazione del t alidomide3. In America poi nel 1966 il medico Henry
Beecher descrisse per un pubblico di specialisti, una
serie di esperimenti (per lo più) mortali fatti su persone senza il loro consenso. L’autore giunse alla conclusione secondo la quale i procedimenti usati era-
no moralmente inaccettabili, o almeno
dubbi dal punto di
vista etico. Quando i
mass media vennero
in possesso di tali notizie ci fu una f orte reazione sia nell’opinione
pubblica che nella
comunità scientifica.
Secondo Guy Durand,
negli anni successivi si
venne a sapere di altri
eventi eclatanti con
conseguente scandalo
nell’opinione pubblica
mondiale 4. Anche sul
fronte
strettamente
economico la diffusione delle cure mediche
e il progresso di alcune terapie, lasciò perplessi perché non sempre
il
beneficio
ricavato corrispose al
sacrificio che la società era costretta ad
affrontare. Infatti lo sviluppo dì terapie impegnative
ponevano
anche dei problemi d’ordine di priorità e di graduatoria delle urgenze dei pazienti con problemi di
distribuzione sul territorio di una nazione delle risorse di cui si dispone. Tutti questi elementi, nei vari settori della sanità, hanno contribuito, in diverse maniere all’affermazione della riflessione etica applicata
al settore della salute. Sono sorti gruppi di ricerca e
di riflessione auspicando l’elaborazione di leggi e
norme in riferimento al giusto comportamento in
ambito sanitario.
lità della vita”5... “una sapienza che sappia realizzare il ‘ponte’ tra scienze bio-sperimentali e scienze
etico — antropologiche. Solo tale ‘ponte’ può assicurare il ponte per il futuro” 6. In ambito cattolico si
riporta la definizione di Elio Sgreccia secondo il quale ‘la bioetica è una disciplina con uno statuto epistemologico razionale, aperta alla teologia.., che
partendo dal dato scientifico, biologico e medico,
esamina la liceità dell’intervento dell’uomo sull’uomo” 7. Ma la definizione che ha riscosso maggiori
consensi è quella di Warren T. Reich8: “La bioetica
è lo studio sistematico della condotta umana nell’ambito della scienza della vita e della cura della salute, in quanto questa condotta è esaminata alla luce
dei valori morali e dei principi” 9. “La bioetica è lo
studio sistematico delle dimensioni morali — comprendenti la visione morale, le decisioni, la condotta, le politiche — delle scienze della vita e della cura
della salute, attraverso una varietà di metodologie
etiche in contesto interdisciplinare” 10.
1
Van Reusselaer Potter (nato nel South Dakota il 28-02-1912 e morto nel 2001)
Medico oncologo e biochimico. Concepì il neologismo “bioetica” già negli
anni sessanta attraverso gli studi nel campo della sopravivenza. Usò il termine
in un suo lavoro del 1970 e nel 1971 lo pose come titolo della sua opera più
famosa Bioetica, ponte per il futuro. Prima di Potter la “bioetica” non esisteva
né come termine, né come disciplina, tantomeno esistevano istituzioni che se ne
occupassero.
2
G. Russo, Storia della Bioetica, Armando editore, Roma 1995, p. 40.
3
Talidomide sm. o f. Nome comune dell'immide dell'acido N-ftaliglutammico.
Farmaco di sintesi introdotto originariamente in terapia come ipnotico e sedativo, ormai non più in uso, si è rivelato fattore casuale di lesioni gravi degli arti
del feto (amelia, emimelia, focomelia, micromelia
4
Cfr.G. DURAND, Introduction gènèrale à la bioèthique, p.45.
5
E per vita qui si vuole intendere sia quella vegetale che quella animale ed
umana.
6
G. RUSSO, Storia della Bioetica, Armando, Roma 1995, p. 12, nota 7.
7
E. SGRECCIA, Manuale di bioetica, Vita e Pensiero, Milano 1999, voI, I, p.
30 passim.
8
Laureato alla PLJG e specializzato in Germania, ha insegnato Teologia Mora-
le all’Università di Washington. Dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae
La bioetica, è stato detto, è un sapere che ci fa
tornare al tempo delle “Summae” quando le scienze
sperimentali e le scienze umanistiche si fondevano
in un unico sapere. Van Resselaer Potter definisce la
bioetica come “uno sforzo per utilizzare le scienze
biologiche al servizio del miglioramento della qua-
ÿ6 ÿ
Vitae, lasciò l’università cattolica ed approdò alla Georgetown Univcrsity. Ha
fondato e diretto la Enciclopedia ofl3ioethic che da lui fu definita “la prima enciclopedia che sia stata creata non per raccogliere un sapere ma per fondarlo”
(S. SPINSANTI, La Bioetica Angeli, Milano 1995, p. 227).
9
Viso Fiore-Matisse-1949
W.T. REICH, Enciclopedia ofBioethic prima edizione del 1978, p. XIX.
10
Ibidem, seconda edizione del 1995, p. XXI.
ÿ7 ÿ
Cultura
La copertina
di questo numero
Il nome, la luce, il colore delle cose e dei sentimenti
La copertina di questo
numero di Time Out, in
un tripudio di luce e
colore, rappresenta il
tramonto secondo il pittore Enrico Paparelli,
tela eseguita appositamente per Time Out.
L’esperienza del tramonto sul mare è comune a
tutti, in tutte le latitudini e
in tutte le stagioni, eppure comunica una magia
personale, unica.
Paparelli nel “suo tramonto” raccoglie non pochi
pensieri e sentimenti che
talvolta abbiamo provato
davanti all’incanto e al
mistero della natura.
Di lui prima di tutto va
detto che egli è un uomo
comune, si direbbe “borghese” (se a questo termine non si desse un significato negativo), che tutto
ha fuorché dell’abusato
cliscè di artista dal volto accigliato, dall’abbigliamento trasandato,
dai capelli arruffati, dal
dialettale,
linguaggio
dalle filosofie astrali:
l’aspetto e il comportamento di un gentiluomo nascondono nobiltà di animo, saggezza di esperienza, purezza di sentimenti e chiarezza di rappresentazione, fondendo etica
ed estetica, oggetto e corrispondenza interiore,
cose e nome delle cose, sentimento e materia.
“Una rosa è una rosa, il mare è il mare”, ma il sentimento con il quale si riconoscono le cose è diver-
so e diversa diventa
automaticamente
la
maniera e il colore per
fissarlo nella tela: totalmente dentro le cose, nei
paesaggi siciliani o
veneti, nella nuvola passeggera, in un prato di
papaveri, in una vasca
di ninfee, in un tramonto
marino, ma anche totalmente fuori delle cose,
momenti del giorno o della stagione, a cui
aggiunge particolari toni di forza o malinconia, di consonanza o dissonanza spirituale.
I suoi paesaggi non sono animati perché
aspettano che l’osservatore li riempia con i
suoi pensieri, li animi con la sua vita interiore, oppure li isoli con il suo silenzio.
La sua attività artistica ha attraversato tutti i
colori dell’Italia, partendo dal candore delle Alpi fino al “giallo dei limoni” della Sicilia e riscuotendo successi in numerosissime mostre personali e collettive ovunque.
La copertina di questo numero di Time
Out, “Tramonto” è il classico tramonto estivo sul mare, che fa bene sperare per il domani, illuminato dalla
luce del sole e dal riflesso delle
acque, popolato dai silenzi della
sera dopo una giornata di intenso
lavoro, vivificato dalla speranza
del bel giorno di domani; ma quella luce che va oltre l’orizzonte in
un vortice di rossi e verdi coinvolge verso altre mete indistinte di
terra, cielo, acqua, luce, dove il
mondo non finisce, il sole non
tramonta e la luce compie la sua funzione di essere vita.
V.M.
perché il paesaggio esterno diventi il paesaggio dell’animo e perciò di tutti, la cifra
di un percepire e riconoscere comune della realtà esterna.
Per comunicare si serve essenzialmente
del colore in tutte le sfumature e combinazioni possibili, come sono offerte dai
ÿ8 ÿ
ÿ9 ÿ
Cultura
Il pittore di "Roma sparita"
di Pierluigi
Roesler Franz
Ettore Roesler Franz (roma 1845-1907)
fu allievo dei Fratelli delle Scuole Cristiane
Pubblichiamo anche su Time Out, questo interessante
articolo dell’ex-alunno, giornalista, Pierluigi Roesler Franz,
che egli ha scritto per “Lasalliani in Italia”, sul suo prozio
Ettore, grande vedutista e paesaggista della “Roma
Sparita”. La visione dei suoi acquerelli è una ottima
lezione di urbanistica e storia sulla città di Roma e sui
cambiamenti avvenuti dalla unità di Italia.
L’articolo è fitto di nomi, luoghi e riferimenti familiari a chi
conosce il centro storico di Roma.
Gli acquerelli di Ettore sono esposti al museo di Roma,
in piazza s. Egidio.
Vivi ringraziamenti a Pierluigi per la collaborazione.
Anche il pittore dell'Ottocento
romano Ettore Roesler Franz, noto
nel mondo per la celebre Serie
di "Roma sparita", fu uno dei primi allievi delle Scuole Cristiane
di Trinità de' Monti. Lo dimostra
un saggio calligrafico del
1861 nel cui frontespizio compare al centro la sua foto
all'epoca sedicenne.
di un cognome straniero era quindi romano ormai da
più generazioni.
Era nato a Roma l'11 maggio 1845 da Luigi e Teresa
Biondi, mentre la sua famiglia di origine tedesca si
era trapiantata a Roma
all'inizio del Settecento
proveniente dai Sudeti (e
Ritratto d
non dalla Svizzera come
i Ettore R
oesler Fra
a 18 an
nz
ni, paste
spesso é stato inesattallo di Ett
o
re
Ferrari.
mente scritto). A dispetto
ÿ10 ÿ
La famiglia Roesler Franz aveva
fondato nella capitale il celebre
hotel d'Allemagne, tra via Condotti e Piazza di Spagna dove
furono ospitati, tra gli altri, lo scrittore francese Stendhal, il fratello
di Napoleone Luciano Bonaparte,
l'ideatore del canale di Suez Ferdinand de Lesseps, il romanziere
inglese William Thackeray, il compositore tedesco Richard Wagner e
il sommo poeta tedesco e genio della storia moderna Johann Wolfgang
von Goethe (1). I Roesler Franz si erano poi imparentati con le più antiche
famiglie aristocratiche della città e
furono persino citati in un sonetto di
Giuseppe Gioachino Belli (2).
Ritratto
di Ettore Roesler Franz
a 57 anni,
olio di Giacomo Balla.
Allievi delle Scuole Cristiane di Trinità de' Monti furono anche i suoi fratelli Alessandro (poi console inglese a Roma) e Adolfo (mio bisnonno, che nel 1869
aveva fondato l'omonima Banca privata, nonchè
Cambio, Spedizioni e Agenzia per viaggiatori delle Ferrovie dello Stato, con sede prima a Palazzo
Torlonia in via Condotti 19b-20, poi in via Condotti 87-88 e 91, adiacente al Caffé Greco, che operò per 67 anni fino al 1936).
Ettore Roesler Franz aveva praticamente iniziato la sua
attività artistica dopo il ritratto a 18 anni eseguito a
pastello nel 1863 da Ettore Ferrari, suo coetaneo e
compagno di studi all'Accademia di San Luca, noto poi
per il monumento a Giordano Bruno in piazza Campo
de' Fiori a Roma e successivamente deputato e Gran
Maestro della Massoneria italiana. Un suo secondo e
ben più importante ritratto a 57 anni fu eseguito ad olio
a Villa d'Este nel 1902 da Giacomo Balla. E proprio
con questo quadro il pittore piemontese debuttò alla V
Biennale internazionale d'Arte di Venezia del 1903.
"La sincerità fa l'artista grande" era la scritta che figurava all'ingresso del suo studio romano in piazza
San Claudio 96 (che nel 1876 aveva sostituito
quello precedente di via del Bufalo 133). E a questa massima Ettore Roesler Franz si è sempre attenuto. Ma non si può comunque escludere che l'artista,
abbia avuto una spinta iniziale e forse determinante per intraprendere la sua carriera proprio per
seguire le orme del suo amato cuginetto Giuseppe,
morto ad appena 13 anni nel 1851 quando era
già un valente acquarellista nonostante la giovanissima età, come dimostrano tre suoi lavori conservati nel Museo di Roma di Palazzo Braschi (3). Non
a caso, quindi, nel suo monumento funebre sopra la
porta di accesso alla sagrestia della basilica di San
Lorenzo in Lucina a Roma é scolpito un pennello.
Padrone assoluto della difficile tecnica dell'acquarello (carta, pennelli e colori, da lui personalmente
scelti con cura meticolosa, e il relativo raccoglitore
erano tutti di provenienza inglese) perché gli sem-
Cultura
re i suoi personaggi quasi sempre nelle loro funzioni più umili.
L'artista, viaggiò in lungo e in largo per l'Europa,
facilitato anche dalla perfetta conoscenza di varie
lingue (oltre all'italiano, parlava correntemente l'inglese, il francese e il tedesco). Non si limitò quindi
a ritrarre la Città eterna. Le sue vedute spaziano dai
cipressi di Villa d'Este a quelli di Villa Adriana a Tivoli, dalla Valle dell'Empiglione a quella dell'Aniene,
dall'Acquedotto romano dell'"Anio Novus" a quello
dell'Aqua Marcia", dai pratoni di Monte Gennaro
alle querce di San Gregorio da Sassola, dagli stagni di Maccarese a quelli di Castelporziano, dall'Oasi di Ninfa alle paludi Pontine, dalla Via Appia
Antica ai Colli Albani, dai paesaggi umbro-abruzzesi a quelli inglesi, olandesi e tedeschi.
Torre e ingresso della fortezza degli Anguillara
brava il mezzo migliore per riprodurre le vedute
campestri e specialmente la trasparenza dei cieli e
delle acque, é stato un artista cosmopolita e di mentalità "europea", che vedeva lontano e voleva dare
testimonianza del proprio tempo, e soprattutto un
esploratore delle città che scomparivano o rinascevano. Fu il fondatore della Società degli acquarellisti in Roma e ne fu poi più volte Presidente.
L'opera di Ettore Roesler Franz che più gli ha dato
notorietà in tutto il mondo è indubbiamente la "Roma
sparita", o meglio, per dirla con le sue parole, "Roma
pittoresca/Memorie di un'era che passa". Si tratta
di 120 acquarelli (di dimensione ognuno di circa
cm. 53x75, orizzontali o verticali), suddivisi in tre
Serie da 40 l'una, che rappresentano l'unica testimonianza a colori di quello storico mutamento, consentendoci oggi di immaginare con facilità come
fosse stata la città prima degli sventramenti.
Molte sono state le zone colpite a cominciare dalla
demolizione di tutte le case sulla sponda sinistra del
Tevere e su quella destra nella zona di Trastevere
per proseguire con Villa Ludovisi, considerata il più
Via del Campanile in Borgo
Predilesse il mercato inglese, favorito soprattutto dall'amicizia con il pittore e console inglese a Roma
Joseph Severn(1793-1879), amico devoto di John
Keats che assistette fino alla morte. Sul retro della
lapide di Severn al cimitero acattolico di Testaccio
figura, tra gli altri, proprio il nome di Ettore Roesler
bel giardino d'Europa, se non del mondo, e continuare con la completa distruzione del Ghetto (è stato uno dei pochi artisti ad aver immortalato a colori questa storica parte della capitale abitata dalla
comunità ebraica) e finire con l'irreparabile perdita
del Porto di Ripetta e di quello di Ripa Grande. I
successivi sventramenti della città durante il fascismo
hanno poi portato ad ulteriori distruzioni di altre
zone di Roma come la "Spina di Borgo" di fronte
alla basilica di San Pietro (per costruire l'attuale via
della Conciliazione) e tutta la zona compresa tra
piazza Venezia e il Teatro Marcello, da un lato, e
la via Alessandrina, dall'altro, con l'ingiustificabile
abbattimento della casa di Giulio Romano.
Per una ventina d'anni a partire dal 1876 Ettore Roesler Franz si aggirò con pennelli, cavalletti e macchina fotografica, l'immancabile "kinegrafo" per vicoli e
cortili, strade e piazze della capitale prima che Roma
venisse in gran parte spazzata a raso dai demolitori e costruita a misura dalle immobiliari piemontesi.
Fu, infatti, uno dei primi pittori al mondo a servirsi di
questo nuovo mezzo per meglio focalizzare con precisione assoluta tutti i particolari di una veduta e ritrar-
ÿ12 ÿ
ll porto di Ripetta
Franz. Tra i suoi maggiori estimatori vi fu anche il
grande storico tedesco e cittadino onorario di Roma
Ferdinand Gregorovius (1821-1891).
La sua notorietà dell’artista fu anche facilitata dal fatto che suo fratello Alessandro Roesler Franz fu per
molti anni fino al 1899 console d'Inghilterra a Roma
e sposò una lady, Julia Teiser, che gli aprì le porte
della clientela inglese ed ospitò più volte Ettore Roesler Franz e il suo giovane allievo Adolfo Scalpelli
a Uopini vicino Siena dove possedeva una villa.
Nel 1883 il Sindaco di Roma Leopoldo Torlonia
acquistò dall'artista per 18 mila lire i 40 acquarelli
che componevano la prima serie di "Roma sparita"
e che furono inizialmente conservati nel Palazzo
comunale in Campidoglio. Il 4 maggio 1908, un
anno dopo la morte di Ettore Roesler Franz, avvenuta nella capitale all'età di 62 anni, il Comune di
Roma comprò per 35 mila lire da suo fratello e suo
erede universale Adolfo Roesler Franz (mio bisnonno) i rimanenti 80 acquarelli, che componevano la
seconda e terza serie di "Roma sparita".
Attualmente il Comune ne possiede, però, 119 (tutti
conservati al Museo di Roma in Trastevere in piazza
Cultura
ll porto di Ripa Grande
Sant'Egidio), perchè un acquarello, raffigurante "palazzo Mattei alla Lungaretta" è stato rubato nel 1966 a
Colonia (Germania) durante una mostra itinerante e da
allora non è stato più ritrovato dalla polizia tedesca.
Nel suo lavoro era particolarmente meticoloso,
come dimostra un suo scritto in inglese (una sorta di
"testamento spirituale") del 29 marzo 1894, in cui
Ettore Roesler Franz auspicava che "la collezione
dovrebbe essere posta in una sala speciale con una
grande carta topografica della vecchia Roma in cui
io darei indicazioni dei luoghi dove sono stati ripresi i quadri e questo faciliterebbe gli studiosi delle
future generazioni nel capire quale era l'aspetto di
Roma prima dei presenti mutamenti."
Quale fosse il grande amore dell'artista per l'acquarello é anche testimoniato da una sua lettera, pubblicata nella primavera del 1880 su "il Popolo Romano", giornale diretto da Luigi Bellinzoni, in cui il
pittore lamentava sia che l'acquarello non fosse
apprezzato in Italia come, invece, accadeva all'estero, sia che nell'ultima Esposizione di piazza del
Popolo a Roma i quadri fossero stati esposti assurdamente senza luce e in un ambiente molto umido (4).
Ettore Roesler Franz, che nel 1890 era stato nominato Cavaliere della Corona d'Italia da Re Umberto I di
Savoia e successivamente Commendatore, ha avuto
per città di adozione Tivoli, frequentata sin dalla sua
gioventù e dove nel 1900 acquistò la casa del pittore Onorato Carlandi, suo amico e suo lontano parente. Il 6 febbraio 1903 la Giunta comunale di Tivoli (il
Sindaco era Fabio Mastrangeli) gli conferì all'unanimità la cittadinanza onoraria tiburtina, che gli fu consegnata in forma solenne nell'agosto di quell'anno
con una splendida pergamena, miniata da Giuseppe Cellini. Il prestigioso riconoscimento fu ricambiato da Ettore Roesler Franz l'8 dicembre 1903 che
donò al Comune un bellissimo acquarello raffigurante "Ponte Lupo - Poli 1898" che é tuttora appeso nella stanza del Sindaco nel Municipio di Tivoli.
Nel 1908, un anno dopo la morte, il suo unico allievo Adolfo Scalpelli (giovane e valente pittore tiburtino che per testamento (5) aveva ereditato da Ettore Roesler Franz tutti i bozzetti, gli schizzi, i disegni,
ÿ14 ÿ
gli acquarelli non finiti dell'artista, nonché le sue
foto, e che era morto nel 1917 ad appena 29 anni
combattendo sull'Altipiano della Bainsizza durante
la prima guerra mondiale) pose una piccola lapide
lungo la strada di Pomata, nei pressi di Villa Adriana, in cui si legge: "In questo luogo di pace Ettore
Roesler Franz, acquarellista insigne, desiderava
ricordato Alessandro fratello suo, console d'Inghilterra. I voti del chiaro maestro reverente adempiva
il suo unico allievo Adolfo Scalpelli - 1908".
Il 25 settembre 2004, a conclusione della grande
mostra per il 1° Centenario della cittadinanza onoraria della città latina, inaugurata il precedente 12
maggio nell'Appartamento del Cardinale di Villa
d'Este, il Sindaco di Tivoli Marco Vincenzi ha intitolato all'artista la "Scalinata Ettore Roesler Franz",
rampa di piazza Campitelli, adiacente all'ingresso
laterale di Villa d'Este. Contestualmente alla conclusione della stessa Esposizione, che ha avuto circa
400 mila visitatori, il Comune di Tivoli ha anche intitolato alla memoria di Ettore Roesler Franz una Sala
per mostre di pittura ed eventi culturali nell'ex Chiesa di S. Michele Arcangelo in Piazza Palatina.
Viceversa il Comune di Roma non ha, purtroppo,
sinora mostrato di avere la stessa attenzione per il
suo illustre concittadino. Difatti per una "distrazione"
di una Giunta capitolina verso la fine degli Anni Sessanta fu intitolata a Ettore Roesler Franz una desolata strada di Acilia, lontano dalla città a lui tanto
cara e ritratta in numerosissimi suoi angoli.
Ettore Roesler Franz espose più volte in Europa: a
Parigi (1878 e 1900), Londra (1876, 1885, 1888
e 1904), San Pietroburgo (1876, 1898, 1902 e
1904), Berlino (1888 e 1895), Dresda (1890),
Stoccarda (1891), Monaco di Baviera (1883,
1893, 1898, 1902 e 1903) e Vienna (1890),
nonché in Olanda e Belgio.
Numerose furono le mostre dei suoi quadri in Italia.
In particolare a Roma (Esposizioni annuali della Associazione degli Acquarellisti e della Società degli
Amatori e Cultori di Belle Arti) dal 1873 al 1895,
nel 1897, nonchè dal 1899 al 1900, dal 1902 al
1905 e nel 1907. In pratica, l'artista fu assente appena 4 volte in 35 anni di mostre nella capitale. A Torino (Società promotrice di Belle Arti) espose dal 1874
al 1880, nel 1884 e nel 1902, mentre a Milano
(Esposizione straordinaria nazionale ed internazionale di acquarelli) nel 1893, a Firenze (Esposizioni
Busto di fr. Edoardo di Maria, assistente
della Associazione degli Ex-alunni, realizzato
dallo scultore Enrico Tadoilini (anche degli
ex-alunno) e voluto dal presidente
della Associazione Luigi Roesler Franz
solenni e Festa dell'Arte e dei Fiori) nel 1874, 1876
e 1896, a Trieste nel 1876 e a Venezia (Sesta Esposizione Internazionale d'Arte) nel 1905.
L'Artista, cattolico osservante, morì a Roma, munito
dei conforti religiosi, il 26 marzo 1907 all'età di 62
anni ed è sepolto nella Cappella di famiglia nel cimitero del Verano.Il suo bellissimo testamento (5), che
non a caso inizia così: "In nome di Dio cosi sia" e termina con questa frase: "Augurando bene a tutti il
Signore vi proteggerà", é davvero un esempio del
grande amore che nutriva verso le persone che gli
erano state più care. Tra queste é menzionato in un
posto di rilievo il suo giovane nipote Luigi Roesler
Franz (mio nonno), che fu poi per 6 anni dal 1929
al 1934 Presidente dell'Associazione Ex Alunni del
Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode. Dall'Ita-
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Cultura
lia i suoi quadri, oltre che in Europa (Regno Unito, re sono visibili anche su numerosi siti Internet non
Spagna, Francia, Germania, Repubblica Ceka, Sve- solo italiani, ma anche stranieri (USA, Gran Bretazia, Finlandia e Stati Uniti), sono così finiti nei luoghi gna, Francia, Germania, Ungheria, Finlandia e
tra i più lontani del pianeta, come l'Australia, l'Ala- Giappone).
ska, e l'Argentina.Tra gli acquirenti delle opere del- Le monografie sul pittore romano, nonchè i catalol'artista durante la sua vita figurano personaggi illustri ghi delle ultime dieci mostre monografiche dei suoi
di Casa Savoia, che acquistarono cinque acquarelli acquarelli del 1982 a Villa d'Este di Tivoli, del Natae sei pastelli: Vittorio Emanuele II di Savoia, la Regi- le 1984 a Roma presso la Galleria Romana dell'Otna Margherita, Umberto I, Vittorio Emanuele III e il tocento, del Natale 1993 al Museo del Folklore ora
Granduca d'Assia. Altri sei acquarelli furono, invece, Museo di Roma in Trastevere, delle due Esposizioni
comprati dall'allora ministro delle Finanze e celebre del 1995, la prima a Roma in piazza Margana
statista Quintino Sella. Tra i suoi clienti "eccellenti" figu- mentre la seconda nella Sala del Trono di Villa d'Este
rano, infine, Sua Maestà l'Imperatrice Maria Fedo- a Tivoli, e da ultime quella di Villa d'Este dal 12 magrovna di Danimarca, vedova dello zar di Russia Ales- gio al 26 settembre 2004 e presso la Galleria antisandro III, e suo figlio il Granduca Giorgio che
quaria Alessio Ponti di Roma dal
novembre al dicembre 2004 e
acquistarono due acquarelli. Un suo acquarello si
l'ultima tenutasi dal dicembre
trova nel Museo "Art Gallery of
2007 al 2008 al Museo di
New South Wales" di
Roma in Trastevere per il 1°
Sydney (Australia), un
Centenario della morte delaltro in quello di Boston,
l'artista, sono reperibili anche
mentre altri due acquasu Internet tramite le più autorelli nel Museo di Sourevoli librerie italiane ed
thampton (Gran Bretaestere, e consultabili presso
gna). Nel Museo di Roma
biblioteche di tutto il mondi Palazzo Braschi sono
do: Roma, Città del Vaticaconservati altri quattro
no, Tivoli, Napoli, Caseracquarelli di Ettore Roesler
ta, Firenze, Macerata,
Franz, provenienti da donazioni private, tra i quali "AntiSaggio calligrafico quando Ettore Bologna, Reggio Emilia,
Milano, Vicenza, Venezia,
ca porta di Frascati" del
era alunno a Trinità de’ Monti
Madrid, Lisbona, Parigi,
1878 e "Insenatura della costa con personaggi". Un altro acquarello é di proprietà pubblica Londra, Glasgow, Heidelberg, Edimburgo, Dublino,
(appartiene al Museo Centrale del Risorgimento al Vit- Cork, Amsterdam, Stoccolma, Oslo, Helsinki,
toriano di piazza Venezia a Roma) e ritrae "Re Vitto- Mosca, Gerusalemme, Toronto, Boston, Milwaukee
rio Emanuele II di Savoia durante la sua prima visita e Los Angeles. Delle sue opere si ha traccia anche
ufficiale a Roma del 31 dicembre 1870 dopo l'inon- in 20 biblioteche di 4 Stati USA (Colorado, Florida,
dazione del Tevere" in cui si testimonia la venuta del Indiana e Ohio) e di 16 Università americane (Arire sabaudo nella capitale allagata100 giorni dopo zona, Boston, California, Colgate, Columbia, Corla presa di Porta Pia.Tre acquarelli fanno parte della nell, Duquesne, Emory, Houston, Iowa, Yale, Michicollezione d'arte di Unicredit- Banca di Roma, men- gan, Notre Dame, Pennsylvania, Pittsburg e
tre altri tre sue opere "Nei pressi del tempio di Vesta Rochester). In conclusione, Ettore Roesler Franz, che,
a Roma - Ricordi dell'alluvione", "Scalinata a Tivoli" e secondo alcuni studiosi, può essere considerato non
"Rovine antiche a Ponte Lupo presso Tivoli", fanno, solo come uno dei più validi esempi del filone del
invece, ora parte della collezione d'arte del Gruppo Realismo del tardo Ottocento, ma come uno dei
migliori acquarellisti italiani di ogni tempo, va certabancario Intesa Sanpaolo.
In occasione del 150° anniversario della sua nasci- mente ricordato come il pittore dell'Ottocento romata l'11 maggio 1995 le Poste italiane hanno pre- no che più ha esposto e si é affermato in Italia e
disposto uno speciale annullo, mentre le sue ope- all'estero.
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Villa Ludovisi
NOTE
1) Roberto Zapperi, Una vita in incognito. Goethe a Roma, Torino, Bollati Boringhieri, 2000, pp. 225. L'AUTORE afferma che vi sarebbe stata una relazione
tra Goethe e la giovane Costanza Roesler Franz, figlia del proprietario dell'hotel d'Allemagne.
2) BELLI - Giovanni Incisa della Rocchetta, in Strenna dei Romanisti - Natale di Roma MMDCCVIII - 21 aprile 1955 - Staderini Editore Roma pag.
212: "Da quando il Belli scriveva la quartina: E' venut'uno co' du' baffi neri / Longhi come du' remi de paranze: / Dice: So' ir cacciator di munzù Franze / Che mi manna a porta' li su' doveri", i discendenti di Franz Roesler si sono sempre chiamati "Franze", tutt'al più Roesler Franz".
3) Michele Melga, Necrologia di Giuseppe Roesler Franz, Stamperia del Vaglio, 1854, codice identificativo IT/ICCU/NAP/0183591 - Indice SBN dell'Istituto Centrale per il catalogo unico.
4) E' il botta e risposta tra Ettore Roesler Franz e il direttore de "Il Popolo Romano" Luigi Bellinzoni fu riportato dal giornale nell'edizione uscita in edicola il mercoledÏ
delle Ceneri 1880 (in un altro articolo della stessa pagina si parla infatti dell'ultimo giorno di Carnevale del 1880 con la corsa dei berberi in via del Corso, n.d.r.):
"ESPOSIZIONE ARTISTICA IN PIAZZA DEL POPOLO" da "IL POPOLO ROMANO" di mercoledì (delle Ceneri) del 1880.
"Nell'ultimo nostro articolo non c'ingannavamo nel fare una questione di forma e di convenienza nel ragionare sulla poca concorrenza dei
nostri artisti, e specialmente degli acquarellisti, alle esposizioni annuali di piazza del Popolo.
Nei due scorsi giorni abbiamo ricevute parecchie lettere ed attestazioni in favore delle nostre considerazioni non solo dalla parte degli artisti, ma anche da moltissimi -. che pur ve ne sono in Roma - i quali s'occupano seriamente d'arte, perché conoscono e sentono quali influenze benefiche essa apporti a quei Paesi che meglio le coltivano.
Per oggi crediamo di non fare cosa discara ai nostri lettori consegnando alla pubblicità la lettera di un pittore, che è abituato alle Esposizioni mandando i suoi lavori alle mostre artistiche dell'Inghilterra, come a quelle della Germania, del Belgio, dell'Olanda e dell'Italia. Noi ci prendiamo questa libertà senza la sua autorizzazione, non tanto perché la sua lettera è informata agli stessi principi da noi antecedentemente espressi, ma perché queste frasi buttate sulla carta da un artista attivissimo in un momento di slancio sono le vere e dovrebbero servire per l'avvenire a salvare certe situazioni.
La lettera è tutt'affatto che confidenziale: nell'animo dello scrivente era ben lontana l'idea che potesse servirci per base ad un articolo.
E' un rinforzo valido e, come tale, chi combatte per una causa non deve respingerlo. Perciò speriamo che il giovane pittore non ci voglia
ammettere ad imprudenza un tale atto; ma ce lo voglia scusare in forza del principio.
Ecco la lettera:
"Mio caro Bellinzoni,
ho letto con piacere nella Tua Rivista artistica di stamane le giuste osservazioni per la poca o niuna considerazione nella quale si tiene l'acquarello nell'esposizione (di piazza, n.d.r.) del Popolo.
E' veramente deplorevole che, dopo lo sviluppo che ha preso in Roma questo ramo della pittura, si debba ancora considerarlo come un ninnolo dell'arte ed assegnargli in tutte le esposizioni l'ultimo posto.
Quanto a quella (di piazza, n.d.r.) del Popolo è poi doppiamente doloroso che per rispondere alle premure del benemerito presidente uno
s'induca a mandarvi i proprii lavori per vederli poi esposti in una luce che non è luce e in un ambiente nel quale la miglior cosa che possa
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Cultura
farsi è di fuggir via per non prendere un reuma od altro malanno e per la mancanza di quegli allettamenti di cui tu hai già fatto parola che
si risolvono poi anche in sagrifici maggiori per gli esponenti che si vedono svanita ogni probabilità di vendita.
Nella tua rivista hai trovato ben poco di apprezzabile fra gli acquarelli. Il tuo compito era però difficile! Giacché se quei lavori piuttosto
che attaccati fossero esposti, chi sa che non vi avresti trovato anche degli altri meritevoli delle tue osservazioni?
Tu sai quanto io abbia fatto e faccia affinché l'acquarello prenda un posto notevole fra noi, come lo ha di già altrove.
Ti sarò perciò sempre più grato ogni qualvolta ti adopererai per togliere certi pregiudizi,che pur troppo dominano ancora il campo.
Ti stringe la mano
Il tuo amico
Ettore R. Franz"
In opposizione a questa lettera potrei riportare le osservazioni emesse a voce sul nostro ultimo articolo dal pittore prof. Belloli.
Esso ci ha detto: "L'arte è una sola comunque si faccia".
Ciò è anche nei nostri concetti. L'Arte è una sola. Quella manifestazione più vera, più spirituale, più caratteristica, più grandiosa, più bella
o d'un'idea o d'una cosa in qualunque modo ci venga porta, è arte.
E' un principio intangibile; ma però quando vediamo che questa manifestazione artistica si può ottenere con un mezzo il quale è ben accetto
da una parte di pubblico, perché noi non dovremmo accettare questo mezzo attorniandolo di quelle premure che possono meglio farlo valere?
Ripudiamo lo sterile che esso ci dà, estirpiamo le erbe cattive che pullulano tra i fiori di questo campo, trafiggiamo con gli strali della critica le nullità pretenziose; ma sosteniamo le qualità buone facendole servire allo scopo morale, supremo fine dell'arte.
La scultura ci perdoni questa digressione: domani verrà alla ribalta.
Bellinzoni"
5) Testamento olografo di Ettore Roesler Franz, pubblicato dal notaio Umberto Serafini di Roma con atto del 30 marzo 1907 rep. 48.119 racc. 5617.
"In nome di Dio cosi sia.
Le qui appresso sono le mie disposizioni testamentarie.
Lascio al mio domestico Salvatore Mariotti tutto il mio vestiario e la biancheria di dosso; più gli lascio un ricordo dell'appartamento in Tivoli per un valore di lire 600, che consisterà in mobili, soprammobili, attrezzi di cucina ed altro di sua scelta e dietro stima possibilmente all'amichevole; gli dono inoltre come ricordo personale il mio anello con brillanti e infine affinchè possa star tranquillo sul suo avvenire che gli auguro felice gli lascio 15 azioni della società Anglo-Romana per l'illuminazione a gas ed altri sistemi che gli verranno consegnate libere da ogni
tassa e subito dopo la mia morte.
Lascio al mio allievo Adolfo Scalpelli tutti gli attrezzi e utensili per la pittura sia che si trovino nel mio studio a Roma sia che si trovino nel mio appartamento in Tivoli; tutti i miei libri che hanno attinenza all'arte e agli artisti, tutti i bozzetti, calchi, fotografie ecc.(esclusi acquarelli o quadri completi)
siano di mia mano che di altri artisti e che non possono avere alcun valore commerciale; desidero che gli siano dati, se desidera di ritenerli come
utili per il suo studio; gli lascio inoltre il mio pianoforte "Yot Schreck e C." che si trova in Tivoli; gli lascio come ricordo personale il mio orologio con
lapis d'oro che son solito di portare e affinchè possa avere una piccola somma per far fronte alla sua carriera difficilissima, gli lascio la somma di
lire tremila per una sol volta da consegnarsi subito dopo la mia morte. Oltre di ciò desidero che il mio erede (come appresso) o chi per lui in caso
di morte acquisti dal detto mio allievo Adolfo Scalpelli uno o più lavori per la somma di lire millecinquecento per quattro anni consecutivi cominciando dal primo anniversario dopo la mia morte. I lavori così acquistati resteranno proprietà del mio erede o successori. Questi acquisti si devono fare a scopo di incoraggiamento, perciò nella scelta dei lavori si deve tener presente la ragione di questo mio legato. Se al tempo della mia
morte il mio allievo non si fosse ancora stabilito in uno studio tutto a lui, prego il mio Erede di assisterlo in quel modo che crede migliore a tale scopo. Desidero che tutto ciò che ho donato al mio allievo gli venga dato liberamente e senza tassa di qualunque sorta.
Lascio alla mia cognata Giulia Roesler Franz vedova di mio fratello Alessandro un ricordo del valore di lire cinquemila ed un ricordo personale di due dei miei migliori acquarelli di sua scelta da prendersi nel mio studio in Roma.
Lascio al mio nepote Luigi, tutti i mobili intagliati-intarsiati o semplici che si trovano nella mia abitazione e Studio in Roma; oltre tutti gli oggettini-soprammobili etc. che si trovano nella credenzetta intagliata nel 2° studio; inoltre gli lascio tutti i ritratti di famiglia che conserverà insieme alle mie carte e tutti gli acquarelli miei che si trovano incorniciati sui muri di detta mia abitazione.
Lascio agli altri tre miei nepoti come ricordo mio personale due acquarelli per ciascuno che sceglieranno nella mia cartella in Roma; oltre di ciò ad Arturo gli dono lo spillo ad occhio di gatto; a Francesco, lo spillo a forma di drago che regge una perla e ad Alberto lo spillo a nodo di amore in brillantini.
Lascio a mia cognata Giulia moglie di Adolfo un ricordo in oro di lire mille.
Nomino infine mio esecutore testamentario ed erede universale il mio fratello carissimo Adolfo, nella certezza che sarà per interpretare la
mia volontà nel modo migliore che io stesso farei; così lo prego di non dimenticare di dare qualche piccolo ricordo mio ai miei amici verso i quali ho nutrito sentimenti di schietta affezione.
Augurando bene a tutti il Signore vi proteggerà.
Tivoli questo dì 25 Settembre 1905
Ettore Roesler Franz"
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Cultura
Volare: un sogno
diventato realta’
Viaggio alla scoperta del francobollo
Vi sono parole nel nostro vocabolario che hanno il
potere di far galoppare la fantasia e trasportarci in
un’altra realtà. Una di queste è indubbiamente la
parola “volare”, con la sua capacità di evocare
spazi infiniti, mondi misteriosi e lontani, aquiloni sollevati dal vento e gabbiani che sfrecciano liberi nel
cielo.
I dirigibili, come le mongolfiere, sono basati sul noto “Principio di Archimede”, con la differenza che i dirigibili sono azionati a motore.
Il pensiero corre al leggendario Icaro, all’aerostato dei
fratelli Montgolfier, agli audaci fratelli Wright che nel
1903 riuscirono ad innalzarsi 3 metri da terra.
Un’impresa inaudita per quei tempi ma di immensa
portata storica, perché rappresentò la prima tappa di
uno sviluppo che negli anni successivi avrebbe condotto l’uomo sulla luna.
Assolvendo la loro funzione di testimoni della storia, i
francobolli hanno registrato i passaggi più importanti
di questa evoluzione, dai disegni di Leonardo alle sonde lanciate nello spazio alla ricerca di altre civiltà.
La realizzazione dell’antica aspirazione umana
di volare ha fatto sorgere, infatti, un ricco filone tematico comprendente un’infinità di francobolli, bolli, aerogrammi, buste viaggiate e documenti postali in genere, che continuano ad affascinare generazioni di
collezionisti, soprattutto giovani.
Emissione del 1934
in occasione della crociera del
dirigibile “Graf Zeppelin”.
Dirigibile: emissione
del 1934
(Raduno di mongolfiere)
La prima mongolfiera si innalzò nel cielo
il 4 giugno 1783
Trittico della crociera Nord Atlantica: emissione del 1933.
Nella prima sezione a sinistra del trittico è indicato il
nome dell’apparecchio, costituito dalle prime 4 lettere
del capo equipaggio (in questo esemplare è ROVI –
Umberto Rovis). Le coppie di trittici furono 20, ciascuno con un nome diverso.
Idrovolante: emissione del 1936
Modello dell’aereo costruito in legno e tela dai fratelli
Wright. Il velivolo percorse circa 36 metri in 12 secondi
La “Macchina Volante” disegnata da
Leonardo da Vinci: emissione del 1932
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Busta “per via aerea” bollata nel 1931
(Primo volo transatlantico in formazione
di stormo).
50° anniversario del primo francobollo di posta aerea.
E’ stato riprodotto l’apparecchio usato, un “Pomilio”, e
il bollo del 1917: emissione del 1967
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Cultura
I pionieri dell’Aviazione
Italiana
Mario Cobianchi,
GianniCaproni,
Mario Calderara,
Alessandro Marchetti:
emissione del 2003.
Partecipazione italiana
al Programma di esplorazione di Marte:
emissione del 2005 con annullo primo giorno.
Componenti dei Progetti
Spaziali Europei “Hermes”
e “Columbus”:emissione
del 1991
Emissione dedicata a F. Baracca nel
1968. (Francesco Baracca è stato un
eroico aviatore italiano caduto in battaglia nel 1918 a Nervesa, la località
indicata nell’annullo riprodotto a fianco)
Elicottero NH 500 “Nardi emissione del 1982.
“Frecce Tricolori” - Pattuglia Acrobatica Nazionale
dell’Aeronautica Italiana: emissione del 2005.
Caccia “Eurofighter
2000”: emissione
del 1998 con annullo
per la “Giornata Azzurra”
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Foglietto dedicato alla canzone “Nel blu dipinto di
blu” – più conosciuta come “Volare”:
emissione del 2008
Cartolina realizzata nel 2008 in occasione del XIV
Campionato d’Europa F3A di Aeromodellismo. Raffigura
un biplano, il velivolo più affascinante per l’aeromodellismo, e sullo sfondo, uno stormo di aeroplanini di carta
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Cultura
L'angolo
della via
C'era una volta un
uomo, e forse c'è
ancora. Il suo nome
di Silvia Rognone era, e forse è ancora,
Stefano Tirocchi. Viveva, e forse vive ancora, in un angolo di strada
vicino la piccola cittadina di C. L'angolo preciso
non sappiamo dirvelo, però lui lo conosceva
bene: c'era nato, in quell'angolo di strada, ed
aveva finito per farselo andare bene per tutta la
vita. Rosalina, la moglie, era passata un giorno
in bicicletta proprio su quell'angolo di strada e lui
l'aveva trovata così bella -improvvisamente, senza
pensiero- che aveva deciso d'amarla. In realtà
non era stato così facile, poi: lei era tutto fuorchè
una donnina cedevole.
Ma questa è un'altra
storia. Tornando a Tirocchi, lavorava da anni
ad un suo bislacco
romanzo che non aveva
mai fatto leggere a nessuno. Per pagare la
luce, l'acqua, il telefono
e i libri di Rosalina pubblicava su un giornale
locale alcuni racconti
brevi, piccole perle a
detta sua, che gli davano una grande soddisfazione.
Tutti i giorni, al pomeriggio, andava a caccia di
idee per il suo romanzo
facendo una passeggiata. In quelle ore Tirocchi
pensava solo ed esclusivamente al suo romanzo, che era, sempre a
detta sua, il motivo per
cui era venuto al mondo. Non pensava a Matisse, la conversazione
smisero di venire a cena e Rosalina nascose in
grandi scatoloni tutti i libri che c'erano a casa.
Svuotò gli scaffali che con perizia aveva riempito durante tutta una vita di silenzioso apprendimento mite, liberò le mensole dal peso leggero
delle liriche di Saffo, salutò con una carezza le
belle commedie di Pirandello e ingoiò qualche
lacrima quando anche l'adorabile balocchetto di
Collodi trovò posto sul fondo buio della cantina.
Rosalina, ai figli che non potevano avere, alla morte, ai bisticci delle genti: no! Lui pensava al suo
romanzo.
Dopo cena, quando Rosalina ormai aveva sparecchiato per bene e sedeva sulla poltrona leggendo un libretto, lui metteva su certe scenate da far
rabbrividire, uscendosene con aspri rimproveri
alla moglie che finivano per far andare via tutti gli
amici. Si infuriava, Tirocchi, e si disperava, perchè non sopportava l'idea che il suo romanzo
restasse eternamente incompiuto. Alla vista della
moglie racchiusa in lettura, si figurava sempre
come sarebbero stati felici se lui, finalmente, avesse terminato il proprio romanzo. La povera Rosa-
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La casa si riempì allora di silenzio e Rosalina cercò di scacciarlo dagli angoli polverosi come fosse un grosso ragno, pulendo e ripulendo da cima
a fondo tutte quelle camere svuotate di tutto quello che per lei e il marito era sempre stato bello.
Tirocchi, dal canto suo, poco si accorse delle premure della moglie: dormiva poco e quando stava sveglio era ossessionato dai suoi carteggi.
Un caro amico, resosi conto un giorno della situazione ormai intollerabile, gli domandò come mai
non riuscisse a terminare il suo romanzo. Tirocchi
gli raccontò, con tutta franchezza, che era un problema suo e del romanzo e che nessuno avrebbe
potuto aiutarlo a risolvere la questione, se non forse Dio.
Matisse - donna con abito bianco
lina aveva smesso da tempo di rimproverarlo per
le sue sfuriate e accettava il triste destino del suo
consorte con mirabile dignità. Alle amiche non
raccontava niente e difendeva Tirocchi come una
vecchia leonessa col suo cucciolo cieco.
Tirocchi perdeva fame e sonno e salute e giorni
dietro quel diabolico romanzo e non riusciva a
tirarsene fuori in alcun modo. Le sue passeggiate
pomeridiane divennero un lungo arco di tedio dall'alba al crepuscolo e l'angolo della via, delizioso angolo della sua esistenza, si trasformò in una
gabbia stretta, dove le idee per il suo romanzo si
disperdevano al vento, come foglie. Gli amici
In realtà noi, noi lo sappiamo, che cosa aveva
Tirocchi! Nella sua mente si era disegnato un progetto assurdo che in alcun modo era riuscito a
togliersi di testa. Egli aveva deciso, così come
aveva deciso di amare Rosalina e di vivere tutta
la vita all'angolo della via, che il protagonista del
suo romanzo, un certo Arnaldo Chiaravoce,
avrebbe dovuto mostrarsi a lui, prima o poi, come
un uomo vivo e reale. Solo così lui avrebbe potuto continuare e finire il romanzo, solo vedendo in
viso il suo Arnaldo, sul quale aveva scaricato tutte le immagini dolci del figlio che non aveva mai
avuto.
Seduto sulla sua poltrona, ogni giorno, tornato
dalla passeggiata, Tirocchi iniziava sempre un
nuovo foglio, descrivendo la scena in cui Arnaldo si sarebbe mostrato al suo creatore. Scriveva
anche per ore, ore intense e febbrili, fin quando
qualcosa del foglio lo irritava, deragliava dall'impressione che lui sentiva viva di quell'incontro mai
avvenuto, e lui accartocciava e gettava via con
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Cultura
rabbia tutti i suoi sforzi. Rosalina, che soffriva molto di non poter
più leggere la sera,
raccoglieva quei fogli
uno ad uno e con amore vi si dedicava la
notte, al chiarore di
una piccola lampadina malferma, commuovendosi ogni volta. Ci
vedeva anche lei, in
Arnaldo, il figlio che
non poteva avere.
Disperava forse la
donna? No, no. Amava suo marito più del
modo in cui il mondo
ha di mandare avanti
le cose: credeva davvero che, un giorno,
Arnaldo
sarebbe
apparso
all'angolo
della via. Solamente
non vedeva né come,
né quando: temeva
che il mondo non
avrebbe avuto pietà
per il suo povero marito e di questo aveva
molto paura.
Quella sera Tirocchi e Rosalina si sedettero sul
balcone tenendosi per mano e, proprio mentre
ad alta voce lo scrittore leggeva alla moglie le
pagine che erano state tutto il perché della sua
vita, ecco apparve alla fine della via un giovanotto come Tirocchi se lo era proprio immaginato. Rosalina sgranò gli occhi e cercò di avvertire il marito che Arnaldo stava passando.
Tirocchi, però, la tenne ferma al suo posto e le
comandò con gli occhi di non farsi vedere dal
giovane.
Continuò a leggere, lo scrittore, e i suoi occhi
erano pieni di lacrime. La luce della sera era fievole, tutte le cose del giorno sbiadivano nell'unicità indeterminata delle ombre. Il ragazzo aveva
capelli rossi e uno zaino verde in spalla. A Rosalina sembrò proprio un bell’ ometto, un ragazzo
felice, uno di quelli che fanno belle cose tra i loro
simili.
Una mattina, però, la
piccola tragedia familiare trovò il suo esito:
Tirocchi, svegliandosi
di soprassalto da un
sogno vividissimo, invece che uscire per la sua
sterile passeggiata, Matisse, il sogno
andò immediatamente
alla scrivania e iniziò a picchiare come un pazzo
sulla sua macchina da scrivere, vecchia quasi
quanto lui. Rosalina, intontita dal sonno e dallo stupore, gli svolazzava dietro tenendosi le mani per
la grande euforia e lo incitava con qualche bacio
o qualche carezza quando lui la cercava con gli
occhi. Fu una giornata memorabile: Tirocchi scris-
se per ore ed ore come non aveva mai fatto, con
tanta di quella concentrazione che più volte Rosalina gli dovette detergere la fronte imperlata di
sudore. Il sole stava giusto calando quando lo scrittore tirò via dalla bocca fumante della macchina
l'ultimo foglio ed esclamò: "Ecco! Ho finito!".
E quanto sollievo c'era nel suo sorriso!
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Ancora una volta la donna, commossa, tentò di
scuotere il marito: voleva correre giù, sulla via,
abbracciare il figlio ritrovato, baciarlo, cucinare
per lui, parlare con lui, voleva insomma conoscerlo e sentiva come se egli, quello sconosciuto, fosse frutto del suo grembo, sentiva il dolore
delle doglie mai avute, sentiva quello che tutte le
madri sentono. Ma Tirocchi era irremovibile: la
tacitò di nuovo con gli occhi, le strinse forte la
mano, continuò a leggere con le guance rigate
di pianto.
La luce era ormai solo un chiarore crepuscolare
e il ragazzo stava per passare l'angolo. Rosalina non si trattenne e cercò con gli occhi, intensamente, lo sguardo di Arnaldo. Tirocchi lesse:
"..e Arnaldo alzò gli occhi, una bella signora lo
guardava da una terrazza. Nulla avrebbe poi
ricordato di lei, se non il suo sguardo pieno di
un amore sconosciuto e buono, un amore incondizionato." Arnaldo alzò davvero gli occhi e
Rosalina potè trasmettergli quello che il suo cuore impazzito le faceva vibrare fin oltre la linea
delle ciglia. Per un solo momento, Rosalina ebbe
suo figlio.
Il ragazzo non si fermò, non disse niente, non
salutò, continuò a camminare. Girò l'angolo
dove Tirocchi e Rosalina vivevano da sempre e
se ne sparì, così come era giunto, nei rimasugli
sottili del giorno morente.
In realtà dovete sapere che Arnaldo non era
assolutamente nato dalle pagine di Tirocchi! Che
scemenza potrebbe mai essere questa? No, no:
Arnaldo, che si chiamava in realtà Valerio, era
un semplice viandante, un giramondo, un senza
luogo, un conquistatore di avventure. La sua storia, se la volete sapere, vi basterà leggerla sul
romanzo di Stefano Tirocchi, che in realtà hanno letto solo due, forse tre persone. Non vi stupite: Tirocchi aveva visto lungo, il suo Arnaldo
era proprio Valerio, ma, come amava dire a
Rosalina quando gli domandava perchè mai non
avessero parlato con lui, "non si deve scocciarli,
i protagonisti dei romanzi". Non sarebbe stato
bene incrociarsi più di quel lieve contatto di
occhi. Era bene invece, diceva Toricchi, che
ognuno restasse al suo posto, loro due all'angolo della via e Arnaldo chissà dove.
Dopo quella magnifica giornata di gioia Rosalina riempì nuovamente la casa di colore e sorrisi, gli amici riaffluirono a gran numero, Tirocchi
passeggiò solo il pomeriggio e nel giro di due
anni finì il romanzo. Come vi abbiamo detto,
non fece molto scalpore, come tutte le cose belle e delicate e troppo vere, ma questo non fu
certo un problema per Tirocchi e Rosalina: lo
scrittore, ormai apprezzato per i suoi piccoli racconti da tutta C., prese sotto sua direzione il
giornale sul quale pubblicava storielle ed ebbe
una vita come quella di tutti, felice e infelice a
intervalli casuali.
Rosalina tenne sempre sul comodino il romanzo
su Arnaldo e tutte le sere lesse ad alta voce per
lei e per il marito le avventure di loro figlio, sperso chissà dove.
Ancora oggi, quando spengono la luce e non
hanno forza di amarsi come un tempo, Tirocchi
le prende la testa dolcemente e le sussurra
all'orecchio avventure inedite di Arnaldo.
Solo così Rosalina e Tirocchi si addormentano,
permettendo a noi Ragni di uscire dal buio e tessere le vostre e le nostre trame di silenzio, serenità e sogni.
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Cultura
Convegno MGL,
Massa 2009
Dio abita la tua Storia... Ascoltalo
di Chiara D’Ambrosio
Il convegno nazionale del Movimento Giovani Lasalliani quest’anno si è tenuto dal 2 al 5 Aprile nella scuola
San Filippo Neri di Massa, che festeggiava i suoi 150
dalla fondazione.
L’MGL nasce nel 2001 quando alcuni ragazzi decisero
di riunirsi nel nome di San Giovanni Battista De La Salle, per
condividere uno spazio più
ampio e inspirarsi ai suoi principi di educatore. I cardini del
nostro movimento sono tre: servizio, fede e fraternità. La fede
in Dio e nella sua parola, che
ci accompagna giorno dopo
giorno in ogni nostra scelta, la
fraternità nella vita comunitaria
che ci distingue in ogni azione e il servizio educativo dei
poveri attraverso l’educazione della parola. Oggi il Movimento conta centinaia di giovani ed è una realtà, oltre
che Italiana, anche internazionale.
In questo secondo convegno annuale, ci siamo trovati
a riflettere sul tema della Pastorale, l’ascolto. Solo la
capacità di ascoltare, infatti, ci permette di imparare a
conoscere noi stessi e gli altri. Per riuscire veramente ad
ascoltare però, sono indispensabili tre principi: il Silenzio, l’Essenziale e la Responsabilità, che sono stati i nostri
punti di riferimento e argomenti di dibattito.
Il Silenzio è il mezzo per trovare la perfetta comunione
con Dio senza bisogno delle parole; come la preghiera, che non necessita né di parole, né di pensieri. Nel
silenzio smettiamo di nasconderci di fronte a Dio e la
luce di Cristo ci può raggiungere, guarire e trasformare
anche quello di cui ci vergogniamo terribilmente. Ci siamo trovati in silenzio, incantati davanti allo scorrere di
alcune foto che facevano vibrare le più lontane corde
dell’anima, forse sormontati dai dubbi, forse in pace con
noi stessi e con Dio. Ci capita alle volte di rimanere
apparentemente in silenzio e, tuttavia abbiamo grandi
discussioni dentro di noi; silenzio è capire che le mie
preoccupazioni non possono fare molto.
Nella scoperta dell’Essenziale
abbiamo incontrato, lungo il
nostro cammino, la figura di
Don Lorenzo Milani, l’uomo
dell’essenziale. Abbiamo
seguito le sue tracce e trovato
quattro verbi “essenziali” per
descrivere lui e la sua devozione all’istruzione degli ultimi: amare, decostruire, criticare, dare la vita. Questo è
indispensabile anche a noi
per rispondere ai molti dubbi
che spesso ci avvolgono e che calano un velo davanti
ai nostri occhi, impedendoci di guardare le vere realtà.
Per Don Milani l’essenziale erano i suoi ragazzi. Nel
suo testamento dice “Cari ragazzi, ho voluto più bene
a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto a suo conto”. Riflettendo su alcune lettere e passi del suo libro “L’obbedienza non è più una virtù” ci siamo confrontati e
abbiamo capito che l’essenziale nella vita di ognuno di
noi è l’amore, che ci permette di relazionarci con gli
altri, di concretizzare i rapporti, viverli a pieno e, non
ultimo per importanza, di trovare Dio. Come scritto da
Saint-Exupery ne “Il piccolo principe” l’essenziale è invisibile agli occhi; ci sono alle volte ostacoli che ci impediscono di cogliere ciò che davvero per noi costituisce
il bene primario, ma è solo sormontando questi che
potremo trovare la vera strada per la serenità.
Dopo una mattinata devoti a trovare il nostro Essenzia-
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le, il pomeriggio di Venerdì 3 Aprile l’abbiamo trascorso nella ricerca della vera Responsabilità, terzo punto
indispensabile. Essa è forse ciò che di più concreto
abbiamo nelle nostre vite di Giovani Lasalliani: è ciò
che ci spinge a fare attività di volontariato per stare vicino agli ultimi. Divisi in quattro gruppi (Responsabilità
verso noi stessi, Responsabilità politica, Responsabilità
nell’ascolto della parola, Responsabilità verso gli ultimi)
abbiamo letto diversi brani che trattavano casi di vita
quotidiana con i quali ci troviamo
spesso a confronto come la droga,
l’alcolismo, la prostituzione o il razzismo. La storia, però, mancava di
un finale e il nostro compito era
quello di elaborarne quattro, ognuno con una trama diversa: uno cinico, uno scontato, uno irrazionale e
uno speranzoso. Dopo aver scelto
quello che a nostro giudizio era il
più rappresentativo di noi stessi, siamo stati chiamati a condividerlo con tutti gli altri, riassumendo il nostro personale concetto di Responsabilità
in una frase. Anche se divisi in gruppi diversi, confrontandoci tra di noi ci siamo resi conto che per noi Giovani la Responsabilità è non sottrarsi all’incontro con
Dio nell’altro che trasforma entrambi e impegnarsi concretamente in ciò che siamo chiamati a fare. Tutta la
giornata di Sabato poi, l’abbiamo trascorsa sulle tracce dell’uomo che ci ha guidati in tutto il nostro percor-
so e che ci motiverà sempre a dare di più per gli altri.
Il sacerdote di Barbiana, dopo litigi con la curia di Firenze, nel Dicembre del 1954 venne mandato a Barbiana, minuscolo paesino di montagna del comune di Vicchio, in Mugello, a 150km da Massa. E’ proprio qui
che noi Giovani Lasalliani ci siamo incamminati per tentare di ripercorrerne le tracce, almeno per una giornata. Dopo 45 minuti di estenuante camminata in salita
per raggiungere la sua scuola, eccoci qua finalmente
arrivati nel suo mondo, proprio in
cima alla montagna. Qui iniziò il primo tentativo di scuola a tempo pieno, espressamente rivolto alle classi
popolari che abitavano la zona,
dove sperimentò il metodo della
scrittura collettiva. Infatti opera fondamentale della scuola è “Lettera ad
una professoressa” risalente al Maggio 1966, in cui i suoi ragazzi
denunciavano il sistema scolastico
ed il metodo didattico che favoriva l’istruzione delle più
ricche classi sociali, lasciando la piaga dell’analfabetismo su gran parte del paese. I ragazzi erano i protagonisti principali del libro e, proprio quel giorno, abbiamo
avuto l’onore e la fortuna di incontrare un alunno e autore del libro, Michele. La sua testimonianza è stata forse
il momento più silenzioso, più essenziale e più responsabile dell’intero convegno. Molti di noi avevano letto il
suo libro e quelli di Don Milani, ma sentire raccontare
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Cultura
le vite di quei ragazzi, le loro esperienze e gli aneddoti che li hanno fatti diventare gli uomini che sono
oggi, è stata un’emozione irripetibile.
Ci ha spiegato di come i simboli della scuola siano
tre: il cannocchiale è il primo, realizzato dagli stessi
ragazzi, quando, dopo una spiegazione del Maestro
secondo la quale Saturno avrebbe avuto “gli anelli”,
gli alunni increduli decisero di costruire, a sua insaputa, un cannocchiale per sperimentare se esistesse realmente un pianeta con “gli anelli”. Provvedettero a tutto munendosi di ciò che offriva il bosco ma,
mancando la lente, ruppero il microscopio di Don
Lorenzo; allo scoprire della realizzazione del cannocchiale, il Maestro non si arrabbiò perché gli avevano
rotto il microscopio, ma anzi, li elogiò perché avevano
avuto sete del sapere e si erano impegnati per dissetarla. Il secondo simbolo della scuola è il ponte di Lucianino; Luciano era un bambino piccolo piccolo che,
avendo 36 mucche nella stalla, diceva: “la scuola sarà
sempre meglio della merda”. Ogni mattina per raggiungere Barbiana doveva percorrere
tutta la valle e, raggiunto il fondo,
attraversare un torrente, per poi
risalirla; Lucianino saltava sui sassi
e un giorno, con il torrente in piena, cadde nell’acqua e quasi congelò. Così i suoi compagni gli
misero una tavola di legno, ma
questa, d’inverno, venne spazzata via dal fiume che sembrava inarrestabile. Don Lorenzo, allora, persuase i ragazzi a studiare l’intera
costituzione italiana, a prendere
lezione da Sindacalisti, a prepararsi difficili discorsi. Un anno
dopo infatti i ragazzi si presentarono davanti al Sindaco di Vicchio
che concesse loro un ponte per
Luciano, senza troppe complicazioni. Il terzo simbolo di Barbiana
è la vetrata della cappella. I ragazzi, dopo aver passato del tempo in Germania dove impararono la tecnica per costruire delle vetrate, tornati a Barbiana invitarono Don Milani a mettere al posto del Cristo in
Croce, un disegno di un bambino-studente. Questo
infatti, anche se non è sofferente come Gesù, ha tutti
i simboli della religiosità: il vangelo, i sandali, la veste,
l’aureola.
Fu proprio Don Milani ad adottare il motto “I CARE” letteralmente “m’importa, mi sta a cuore”, in dichiarata
contrapposizione con il detto “me ne frego” fascista, il
quale verrà poi ripreso da numerose organizzazioni religiose e politiche. Questa frase, scritta di suo pugno su
un cartello all’ingresso, riassumeva tutte le finalità educative di una scuola orientata alla presa di coscienza
civile e sociale.
Dopo il confronto diretto con la
realtà di Don Lorenzo Milani,
abbiamo avuto la gioia di festeggiare insieme la cerimonia della
Domenica delle Palme, per poi
dedicarci ad una serata di risate
e puro divertimento.
Il giorno dopo era arrivato il
momento di lasciare Massa: non
abbiamo chiuso tutto in una scatola di ricordi; ogni pensiero, ogni
riflessione, ogni momento condiviso con amici e insegnanti ci servirà per affrontare quei numerosi
obbiettivi che da Giovani Lasalliani ci imponiamo di raggiungere.
Non è stata solo un’occasione di
crescita spirituale, ma anche un
momento che mi ha permesso di
confrontarmi con gli altri e di riscoprire lati di me che
a volte tengo nascosti. Non sono forse riuscita a chiarire i numerosi dubbi che una Giovane Lasalliana si
porta dietro ogni giorno, ma è stato un trampolino di
lancio per dare sempre di più, arrivare più in alto. E
con questo spirito mi sento pronta a continuare il mio
percorso, senza mai cambiare la strada vecchia per
la nuova.
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Day By Day
Alla scoperta di storie
e leggende su Bracciano
Durante il breve
viaggio della III SC.,
considerata l’esigua
distanza, di Bracciano
da Roma, accompadi Augusto Migliori gnati dal professor
D’Achille e dalla professoressa Volterra, abbiamo chiacchierato, riso e scherzato con quella spensieratezza ed allegria che è difficile trovare sui banchi di scuola, durante le lezioni.
La cittadina di Bracciano sorge pittoresca, a
280 metri dalle sponde del suo lago, intorno al
celebre castello quattrocentesco degli Orsini, ora
Odescalchi. L’importanza di questa famosa meta
turistica è legata, infatti, agli Orsini che ne fecero
un centro di potere. Il castello domina austero,
imponente ed inespugnabile, simbolo di quel pote-
re che i feudatari locali si contendevano dalla campagna romana fino al mare.
Durante la visita guidata, al suo interno abbiamo appreso che appartenne ai feudatari di Vivo,
venne iniziato da Napoleone Orsini intorno al
1478 e potenti sovrani, come Carlo VIII e Papi,
come Sisto IV della Rovere vi dimorarono in qualità di ospiti. Così, con la fantasia, immaginavamo i sontuosi banchetti, le congiure che decidevano il destino di popoli, preparati nei saloni che
conservano, tutt’ora, i ricchi affreschi dell’epoca,
le sculture della scuola di Bernini e gli arredi di
lusso. Si narra che il duca di Bracciano, Paolo
Giordano, nel 1560, quando il feudo divenne un
ducato, vi sposò Isabella de’ Medici, ma poi,
innamoratosi di Vittoria Accoramboni, fece uccidere la moglie per infedeltà e anche il marito della sua amante. Il castello, che con questa leggenda si tinge di amore e di morte, passò agli Odescalchi nel XVIII secolo. Provvisto di torrioni cilindrici e pianta poligonale, offre ai suoi visitatori
uno splendido panorama sul lago che occupa le
cavità crateriche dei monti Sabatini.
Seconda tappa della nostra visita è stato il
museo dell’Aeronautica Militare, che fu costruito nel
1977 nel luogo in cui all’inizio del ‘900 venne
impiantato il primo cantiere sperimentale per la
costruzione di dirigibili. Al suo interno è custodito
il più antico reperto aeronautico d’Europa: il Pallone Aerostatico Garnerin che, lanciato in Francia
durante un evento reale, riuscì ad arrivare in Italia.
Vi sono inoltre conservati numerosi apparecchi
aerei risalenti alle guerre mondiali l’SVA10, da cui
Gabriele D’Annunzio lanciò i volantini della sua
campagna interventista. Dopo aver soddisfatto tutte le nostre curiosità grazie alle informazioni forniteci da un ex comandante, ci siamo fermati in un
ristorante tipico per il pranzo.
Siamo rientrati a Roma con gli animi rallegrati dalla bellezza del paesaggio naturale e dalla
straordinaria forza della creatività umana che,
anche in questo luogo, ha lasciato i suoi segni
duraturi.
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Day By Day
IV sc.A
Lezione non convincente
di ecologia
La destinazione della classe IV sc. A quest’anno
è stata Montalto di Castro, un piccolo paese della
Maremma laziale, l’ultimo della regione Lazio al confine con la Toscana (se sono così preciso è perché
ho vissuto là 14 lunghi anni della mia vita!). Certo
non è stato un viaggio lungo, ma sicuramente interessante, anche in relazione con il programma di fisica, importante per un liceo scientifico. Infatti, abbiamo visitato la centrale elettrica, celebre perché 20
anni fa circa fu al centro di grandi polemiche, visto
che inizialmente era stata progettata per essere una
centrale nucleare. Il referendum, nel 1987, bloccò i
lavori di costruzione, ed oggi ci ritroviamo un vero e
proprio “pezzo da museo”, ovvero un gigantesco
reattore quasi completato e ormai rovinato, pieno di
crepe e ricoperto da muschio. Un grande progetto
andato in fumo. Senza cominciare a parlare delle
scelte della politica, torniamo a noi. La nostra visita
è iniziata proprio vedendo un plastico che riporta in
scala tutta la superficie della centrale, un complesso
veramente enorme. A questo, è seguito “un tour” tra
sale controlli e generatori di energia. Oggi la centrale è poli-combustibile, quindi la corrente elettrica
viene prodotta usando vari combustibili, petrolio e
metano soprattutto, ma anche acqua, e a breve verranno attivati addirittura i pannelli fotovoltaici per produrre energia solare. Muniti di elmetto protettivo
(anche se non so da cosa ci avrebbe potuto proteggere, visto che anche la più piccola vite era immensa) abbiamo seguito tutto il percorso che ogni singolo volt fa per arrivare nelle nostre case. La sala
controlli, circondata a 360 gradi da tutte spie che
monitorano ogni singolo elemento della centrale, viene presieduta dai tecnici 24 ore su 24, per garantire la continuità del servizio prevenendo i guasti e
aumentando o diminuendo la produzione di corrente a seconda della richiesta. L’energia elettrica, infatti, non può essere conservata, e deve essere immediatamente adattata al nostro voltaggio, distribuita e
consumata. La nostra guida, che amava dare nomignoli affettuosi ad ogni impianto, e che in un accesso di affettuosità per qualche minuto si faceva anche
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chiamare “zia” da tutti noi, alle nostre domande sull’inquinamento ha preso le difese della centrale, e ci
ha garantito che i fumi di scarico, conseguenza inevitabile della combustione, sono ampiamente depurati, e quindi poco nocivi per la nostra salute, e a
garanzia ci sono dei rilevatori della qualità dell’aria
posti nelle vicinanze della centrale (ma nonostante
tutte le parole spese, nutro forti dubbi sull’effettiva
purezza dell’aria, visto che tutto il territorio circostante riporta molti più casi di tumori rispetto ad altre
zone, e l’inquinamento dell’aria è una tra le cause
di questa malattia). Verso mezzogiorno il tempo peggiora, e ci costringe, con nostro sommo dispiacere
(ovviamente sono ironico), ad interrompere la nostra
visita, che comunque era già quasi giunta al termine. Dopo solo 20 km, che però si sono trasformati
in 30 visti i numerosi errori da parte dell’autista, munito di un navigatore satellitare evidentemente non troppo efficiente, arriviamo a Capalbio, dove ci aspetta la seconda parte della nostra gita, ovvero il
pranzo! Ovviamente non potevamo non mangiare
la specialità locale, ovvero il cinghiale. E così ci siamo lasciati andare a crostini di cinghiale, pappardelle al cinghiale, e per secondo, niente altro che
cinghiale. Sazi e dissetati, c’era chi si intratteneva
a parlare con la professoressa Taglietti, e chi inve-
ce sfidava il professor Cosentino a tressette, che in
questo gioco, grazie ai suoi calcoli matematici
applicati alle carte, è praticamente invincibile! Storditi dal cibo e dalla pioggia incessante, abbiamo
fatto ritorno a Roma. Andare a Montalto per me è
stato un po’ scavare nei miei ricordi; anche se mi
reco là ogni domenica, la centrale ormai non la
vedevo da più da 4 anni. Comunque sia, non si può
dire che non ci siamo divertiti durante le nostre visite, anzi, oltre ad essere stato un momento culturale
per tutti noi, la gita è stata un buon pretesto per stare tutti quanti insieme, e per rafforzare, quindi, tutti
i nostri legami di amicizia!
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Day By Day
Day By Day
Napoli sotterranea
di Vanessa Brozzetti e Federico Guerzoni – I Classico B
Livia Facciolo – I Classico A
È stato molto difficile svegliarsi la mattina del 28 Aprile
dovendo partire dalla stazione Termini alle ore 7:19. Eravamo il I Classico A e B, emozionati, ma anche un po’
stanchi, accompagnati dai professori: Malatesta, Testa e
Cataluddi. Siamo partiti puntualmente, con una gran voglia
di conoscere le meraviglie di Napoli.
A Napoli,ci siamo subito incamminati con la guida.
Abbiamo visitato per prima una casa tipica napoletana
con due stanze, a differenza delle altre che avevano solo
una stanza. Particolare di questa casa è il sotterraneo che
fino a qualche anno fa veniva utilizzato come cantina per
il vino. Successivamente si scoprì che c’era un teatro romano. Poi siamo andati a vedere i sotterranei di Napoli, le
meraviglie più nascoste, vecchi acquedotti dove passava
l’acqua. L'acquedotto greco, poi ampliato dai Romani, è
stato per secoli la primaria fonte di approvvigionamento
idrico della città, ma è stato più volte chiuso per il suo essere spesso veicolo di epidemie di peste e colera. Durante
la seconda guerra mondiale è stato utilizzato anche come
rifugio per i disertori e i suoi pozzi hanno costituito un obiettivo primario dei bombardamenti che Napoli ha subito.
Purtroppo è stato anche utilizzato come discarica di rifiuti
di vario genere, che sono però stati smaltiti con una tecnica di compressione e rivestimento del suolo.
È stato molto emozionante , specialmente quando ad un
certo punto abbiamo preso una candela e ci siamo incamminati per una strettoia buia; è stata una sensazione stra-
ordinaria, tenebrosa, ma divertente, anche per gli scherzi
che il buio induceva a compiere. Inutile aggiungere che
l'umidità dell'aria era spaventosa e il buio e il freddo erano i protagonisti indiscussi di quel luogo.
Tutti, soprattutto quelli che si dichiaravano claustrofobici, usciti dai sotterranei, erano molto felici di essere tornati all’aperto nonostante la pioggia. Da lì ci siamo diretti verso un ristorante tipico napoletano, dove abbiamo assaporato una
autentica pizza napoletana. Assieme ai nostri accompagnatori abbiamo fatto la nostra seconda sosta gastronomica da Gambrinus, una delle più buone e famose pasticcerie napoletane. Anche se pioveva di continuo e non
sembrava cessare, alcuni di noi comunque sono andati a
fare shopping, tornando a Roma con buste e bustine.
Abituati a conoscere Napoli come tipica città mediterranea calda e baciata dal sole, siamo rimasti particolarmente colpiti dall’aspetto piovoso in superficie, umido e buio
nei luoghi sotterranei e dai colori grigi caratteristici delle città piovose del nord.
Soprattutto non pensavamo che nei sotterranei da noi visitati
l’umidità fosse in percentuale così elevata da consentire la vita
alle piante, grazie anche all’esposizione di particolari luci artificiali.Un ringraziamento va ai nostri accompagnatori, che ci
hanno permesso di fare una bellissima esperienza, visitando
luoghi poco conosciuti di questa città per altri aspetti ampiamente nota, e di espandere le
nostre conoscenze.
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Pompei antica
e moderna
Roma, 28 aprile 2009. Cielo grigio e minaccioso: l'unico rammarico di due classi frizzanti e tre professoresse
serene e rilassate. Con tante cose da vedere e poco tempo da dedicare, l'atmosfera si è subito riscaldata, tenendoci compagnia per tutto il tragitto. Appena arrivati,
l'esperienza di uno dei frères della scuola lasalliana ci
ha guidato alla scoperta dell'imponente santuario della
città, progettato su disegno di Antonio Cua.
Terminata la visita, l'istituto Bartolo Longo ha messo a
nostra disposizione una grande sala, dove abbiamo consumato tutti insieme un pranzo un po' particolare, basato sul principio del "porta e condividi", che ciascuno di
noi ha contribuito a rendere speciale.
di Alessia Amato & Francesca Giacomini
tristi realtà. Tra tutte, abbiamo avuto modo di venire a
contatto in modo più che mai diretto con l'allarmante
ignoranza, alla base degli abusi e prevaricazioni largamente diffusi tra i giovani del luogo.
Infine, dopo tre ore di viaggio, eravamo di nuovo a
Roma, contenti non solo di aver conosciuto qualcosa che
non si legge nei libri, né si impara sui banchi di scuola,
ma anche di aver capito quanto siamo fortunati ad essere quello che siamo e a vivere dove viviamo. E sullo sfondo grigio di quella giornata è apparso l'arcobaleno: simbolo di speranza che ognuno di quei ragazzi dovrebbe
portare nel cuore.
Una volta sazi e, se possibile, ancora più euforici, ci siamo rimessi in cammino per le strade di Pompei, alla volta dei celeberrimi scavi dell'antica città, distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Tra i resti più notevoli non
possono non essere citati la casa del Fauno, l'Anfiteatro,
il Lupanare e il Foro, monumenti riportati nella lista dei
patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. E non c'è da meravigliarsi se si pensa che si tratta del secondo sito archeologico più visitato al mondo.
Ciò che stupisce, però, è che questo polo di cultura d'interesse internazionale nasconda, o tenti di nascondere,
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Day By Day
Pompei cristiana
e pagana
di Nicole Pistilli,
Valentina Macaluso
Il 28 aprile il quarto e il quinto ginnasio B siamo
andati in gita a Pompei, purtroppo il brutto tempo che
ci ha inseguito per tutta la giornata. Ci siamo subito diretti verso l'Istituto Bartolo Longo dove frère Salvatore ci ha
accolto.
Un altro frère ci ha accompagnato a visitare il Santuario della Madonna del Rosario. La struttura interna
del santuario è mutata nel corso degli anni: prima
era a croce latina ad una navata poi si è espanso ed
è diventato a tre navate. Sopra l'altare centrale è ben
visibile il quadro della Madonna del Rosario che è
stato donato al santuario dal suo stesso fondatore,
Bartolo Longo. La facciata ha l’aspetto basilicale ed
è caratterizzata da due ordini sovrapposti: l'ordine
inferiore in stile ionico presenta centralmente un corpo avanzato in corrispondenza della navata centrale. In questo ordine sono presenti tre arcate che immettono al portico e quindi ciascuna ad una navata.
L'ordine superiore segue la disposizione di quello infe-
riore nella distribuzione dei pilastri e delle colonne,
ma in stile corinzio. Nella parte centrale dell'ordine
superiore, ovvero al di sopra dell'arcata maggiore, è
situata la loggia papale, caratterizzata da una balaustra di marmo bianco .
L'ordine superiore presenta una cornice abbellita da
mensole e in mezzo un frontone nel cui timpano è
collocato lo stemma in marmo bianco del papa Leone XIII.
Finita la visita al Santuario siamo tornati all'Istituto Bartolo Longo, dove abbiamo pranzato tutti insieme con
le cose portate da casa.
Abbiamo conosciuto gli studenti di quell'Istituto. Ci
siamo resi conto delle differenze che dividono il
nostro modo di vivere dal loro in quanto non hanno
avuto le nostre stesse possibilità di studio a causa di
maggiori problemi economici e sociali, anche in
considerazione del sottosviluppo del sud rispetto al
nord.
Nel pomeriggio sempre seguiti dalla pioggia ci siamo recati agli scavi dell'antica città... All'interno dell'antica città si possono ammirare i calchi in gesso
solidificato. Questi calchi sono un'idea di Fiorelli. Della vita nella tranquilla città c'è una testimonianza originale e sincera nell'epigrafe e nelle "tabulae ceratae". Le pareti sono ricche di iscrizioni e graffiti dai
quali c'è documentata l'organizzazione collegiale dei
lavoratori.
Giunta l'ora di fare ritorno a Roma siamo andati incontro al pullman dove si è verificato un episodio del tutto spiacevole: un nostro compagno è stato provocato
da alcuni ragazzi del posto i quali desiderosi di litigio lo hanno attaccato causando la reazione di un
amico che è intervenuto in suo aiuto. Così si è scatenata una rissa che poi è stata placata dalle professoresse.
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È stata senza dubbio una bella gita, movimentata, varia e culturalmente densa, specialmente
della antica civiltà romana che abbiamo toccato con mano.
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Day By Day
di Sara D’Itri
Todi & Perugia: storia,
arte e gastronomia
Due Classi, il V ginnasio A ed il II scientifico B ,
uno stesso scopo: trascorrere una giornata divertente
e istruttiva in compagnia dei nostri amici e professori. Le porte di Todi si aprono con la presentazione del
Tempio della Conciliazione, grandioso in tutta la sua
imponenza, progettato dal Bramante, ed è un tipico
esempio rinascimentale di tempio a croce greca.
Subito dopo, un interessante approfondimento sulle
origini della città, che sorge sulla cima di una collina
adagiata sulla valle del Tevere. La seconda tappa,
seppur non meno importante è stata presso la chiesa
di San Fortunato, dall’architettura francescana vasta
ed ariosa, nota per la sua bellezza e per il possesso
della cripta in cui riposa il “folle di Cristo”, Iacopone
da Todi.
Attraversando i vicoletti del borgo abbiamo raggiunto la terza tappa: la piazza, circondata da tre
palazzi comunali e dal Duomo. Nonostante la piog-
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gia, dopo aver visitato il Duomo, i nostri accompagnatori, il professor Andrea Sicignano per il II scientifico B e la professoressa Barbara Pozzi per il V ginnasio A, ci hanno concesso alcuni momenti di
libertà, in cui ognuno di noi ha potuto girovagare
per il borgo, non dimenticando l’appuntamento in
piazza, dalla quale ci saremmo, poi, spostati versotorante.
Il pranzo ci ha tanto deliziati con qualsiasi tipicità
locale, che è stato difficile alzarsi e proseguire per
la nostra seconda destinazione: Perugia. A Perugia
scopriamo l’esistenza di una città nascosta, sotterrata da anni ed anni di storia: Rocca Paolina. Visitando la fortezza, voluta da Paolo III Farnese, lo sguardo è catturato dal suggestivo percorso sotterraneo.
Oggi questa rara testimonianza si fonde perfettamente con città.
Emersi da Rocca Paolina, ci dirigiamo, armati di
ombrelli e sorriso, verso Fontana Maggiore,
capolavoro di scultara gotica di Nicola e Giovanni Pisano, e verso il Palazzo dei Priori.
Dopo aver conosciuto le bellezze di Perugia,
ecco altri momenti di libert, in cui molti si affrettavano a comprare il tipico cioccolato, altri semplicemente ridevano e scherzavano, con l’unico piacere
di stare insieme. Un ultimo sguardo all’arco etrusco
che chiude le porte della città e poi, tutti sul pullman,
raggiunto per mezzo di una simpatica e modernissima minimetro.
Il viaggio di ritorno, nonostante la stanchezza, è stato ricco di quell’atmosfera gioiosa per aver trascorso una stupenda giornata insieme.
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Sport
Trofeo di Atletica
fr. Valentino
L’Ufficio Scuola della
Provincia Italia dei Fratelli delle Scuole Cristiane,
diretto da fr. Bernardino
Lorenzini, già Preside deldi Goffredo Forconi la nostra Scuola Media,
nell’ambito dei Giochi
Lasalliani, quest’anno ha ripreso la bella iniziativa del
Trofeo di Atletica fr. Valentino Colaluca.
I Giochi Lasalliani sono una “piccola Olimpiade” tra le
scuole di Italia dei Frères; il trofeo fr: Valentino è un campionato di sola atletica ugualmente tra le scuole dei Frères.
Fr. Valentino Colaluca, morto improvvisamente nel
1995, è stato l’ideatore dei Giochi Lasalliani e l’animatore di molte manifestazioni e sensibilizzazioni sportive per tutta la vita. Oltre che un valente insegnante di
Matematica egli per tutta la vita ha cercato di convincere le autorità scolastiche della importanza educativa
della pratica sportiva nella scuola.
Quando lo sport era considerato una perdita di tempo,
gli sportivi “giovani senza cervello” e gli operatori sportivi insegnanti di serie B, egli ha portato l’educazione
fisica e lo sport alla dignità di insegnamento curriculare
nella scuola. Per questo a lui è dedicato il trofeo di Atletica, “la regina degli sport”.
Su Time Out fr. Remo Guidi lo ricorda come “un gentiluomo per il quale lo sport non fu qualcosa di aggiuntivo, un optional, ma uno dei poli dialettici della sua vita”
L’avv. Sandro Fasciotti, collaboratore di fr. Valentino per
molti anni, conclude il suo ricordo del 1995 così: “Non
posso esimermi dal ringraziare la cara persona di fratel
Valentino, così come avevo fatto in precedenza con
altrettante care figure di Fratelli, per essere stato esempio di numerose azioni virtuose ed in ogni caso capace di insegnamenti che rappresentano la sua eredità
morale per ognuno di noi”.
(Time Out, 1995)
Risultati del Collegio S. Giuseppe
Istituto De Mérode
Il trofeo è diviso in tre categorie
(a cura del prof. Goffredo Forconi)
Categoria Scuola Elementare
Categoria Scuola Media
(7 maggio 2009-Acquacetosa)
4° e 5° Elementare = D (MeF)
1° e 2° Media= C2 (MeF);
3° Media = C(MeF)
60 metri D M
80 metri C1 M
2°
Romano Michael
9.3
6°
15° Landolfi Lamberto
10.5
12° Mariani Federico
11.7
16° Fornari Nicolò
10.5
12° Damiani Edoardo
12.6
600 metri D M
2°
Ottaviani Federico
11° Diofebi Paolo
Troisi Luca
Lupi Alessandro
800 metri C1 M
3°
Gavotti Cesare
2.35.6
2.26.1
7°
Ottaviani Ludovico
2.40.7
2.36.2
11° Ricci Umberto
3-.45
10° Catiglia Giacomo
3.20
14° Di Gioia Gianmaria
2.95
Lancio del vortex D M
1°
Frappiccini Nicholas
41.28
6°
Pinelli Federico
33.70
14° De Fonseca Filippo
26.04
Staffetta 5x50 D M
5°
Frapiccini, Ottaviani,
Landolfi, Romano
11.1
2.05.1
Salto in lungo D N
4°
Boidi Marcello
37.5
2.44.6
Salto in alto C1 M
3°
Gianni Ennio
1.37
8°
Marzano Alessandro
1.25
Staffetta 4x100 C1 F
4°
Fenoaltea-MorbilliCaponnetto-Iaquinta
56.1
80 metri C1 F
2°
Manzoli Ludovica
11.6
4°
Franceschini Nicole
12.0
5°
Sperone Eleonora
12.2
800 metri C1 F
60 metri D F
6°
Conso carola
10.1
2°
Lombardo Beatrice
2.52.5
7°
Sperati Margherita
10.1
4°
Loncordia Valentina
2.56.0
Salto in alto C1 F
600 metri D F
10° Casini Livia
2.40.0
Salto in lungo D F
11° Stefanini M. Chiara
2.46
Taballi Giorgia
2.23
Lancio del vortex D F
5°
Papa M. Elisabetta
9.78
4°
Tomassi Beatrice
1.13
6°
Tomasini Diletta
1.10
Salto in lungo C1 F
1°
Bellini Federica
4.16
9°
Begina Mariasole
3.06
11° Di bagno Delia
ÿ45 ÿ
2.87
Trofeo di atletica fr. Valentino
800 metri C2 F
Getto del peso C1 F kg. 3
7.42
2°
Corsini Nikita
3.01.01
11° Stortoni Benedetta
5.37
5°
Troisi Amelie
3.11.08
13° Verga Martina
4.52
6°
Del Tosto Ludovica
3.12.04
2°
Sforza Caterina
Salto in alto C2 F
Staffetta 4x100 C1 F
1°
Tomassi B.-Franceschini N.
Concordia V.- Manzoli L.
1.00.5
80 metri C2 M
Del Gallo Beatrice
1.16
3°
Gianni Flavia
1.10
4°
Andrower Livia
1.05
Salto in lungo C2 F
4°
Aggravi Zouev Alez
12.0
6°
Palombini Aldo
12.1
4°
Dionisio Isotta
3.53
12° Pozzessere Giovanni
12.8
5°
Riccardi Laura
3.50
Getto del peso C2 F kg. 2
800 metri C2 M
2.40.4
2°
Mari Manuela
6.59
15° Aliero Bruno
3.24.0
7°
Petitti M. Cristina
5.40
16° Pignataro Alessandro
3.29.6
13° Di Mattia R. Francesca
4.79
2°
Marchetti Edoardo
Staffetta 4x100 C2 F
800 metri C2 M
2°
Marchetti Edoardo
2.40.4
15° Aliero Bruno
3.24.0
16° Pignataro Alessandro
3.29.6
Salto in alto C2 M
1°
Marini Filippo
1.25
2°
Stramaccioni L.Paolo
1.20
7°
Cecere G.Maria
1.00
Salto in lungo C2 M
1°
Fedeli Giulio
4.00
4°
Feliziani Leonardo
3.83
6°
Gianserra Vittorio
3.76
Getto del peso C2 M kg. 3
4°
Giacalone Guglielmo
7.05
8°
De Luca Matteo
6.92
9°
Falez Stefano
6.84
Staffetta 4x100 C2 M
1°
58.7
60 metri C2 F
1°
Calò Mia
11° Barelli Beatrice
2°
9.00
9.9
Calò, Del tosto, Dionisio, Troisi 1.02.02
Categoria Liceo
(stadio dell’Acquacetosa-6 maggio2009)
Biennio= B (MeF); Triennio = A (MeF)
100 metri AM
1°
Contri Filippo
11.8
2°
Corsello Andrea
12.1
3°
Galoni Andrea
12.4
5° Valsania Cesare
12.5
6°
12.8
Romano Nicolò
400 metri AM
1°
Marchetti Valerio
55.9
3°
D’Aste Michele
58.3
5°
Mazzaferri Davide
59.6
1000 metri AM
1°
Gianserra V.- Palombini A.
Stramaccioni L.- Marchetti E.
ÿ46 ÿ
2°
De Giacomo Alessandro
2°
Ferrari Manfredi
Salto in alto AM
3°
Cervelli Niccolò
4°
Pacelli Antonio
5°
Romano Nicolò
ÿ47 ÿ
2.59.7
3.11.3
1.55
Trofeo di atletica fr. Valentino
Salto in lungo AM
2°
Rocco Leonardo
3°
Bonini Gregorio
4°
Galoni Andrea
Getto del peso AM Kg.5
2°
D’Attilio Dennis
3°
Carpignoli Adriano
4°
Valsania Cesare
7°
Fabiani Carlo
5.15
5.09
4.91
11.64
11.35
11.126
10.63
Staffetta 4x100 AM
1°
Marchetti-Galoni-Rulli-Contri
47.4
100 metri BM
2°
Iannini Lorenzo
3°
Ramella Edoardo
12.4
12.5
400 metri BM
3°
Margheritini Federico
4°
Trifiò Andrea
6°
Sebastiani Guglielmo
1.01.4
1.01.7
1.18.7
3.49.3
4.10.9
Salto in alto AF
1°
Mottura Elena
2°
Siniscalchi Ilaria
3°
Bassoli Laura
4°
Squillaci M.Teresa
1.32
1.25
1.23
1.15
Salto in lungo AF
2°
Norscia Alessandra
3°
D’Ambrosio Alice
4°
Berni Livia
3.92
3.85
3.75
Getto del peso AF kg. 3
1°
Migliorato Giorgia
2°
Zichichi Ludovica
3°
Macchiuni Chiara
8.35
8.10
7.90
Staffetta 4x100 AF
1°
Bassoli-NorsciaCanestri-Giangrossi
59.1
1000 metri BM
1°
Mattei Edoardo
4°
Schiavone Saverio
3.06.8
3.08.05
Salto in alto BM
3°
Pintucci Francesco
4°
Sanjust Giorgio
5°
Cornetto Galeazzo
100 metri BF
2°
Palombini Lavinia
3°
Bellini Federica
14.6
14.8
1.50
1.45
1.45
Salto in lungo BM
4°
Biotti Alessandro
300 metri BF
1°
Percossi Elena
2°
Giussani Barbara
3°
D’Ambrosio Chiara
49.3
50.7
55.5
4.32
1000 metri BF
1°
Casini Flaminia
3.25.6
Salto in lungo BF
5°
Bonamico Carola
6°
Bozzoni Eleonora
7°
Gasparri Clelia
3.62
3.57
3.45
7.29
6.73
6.42
59.6
Getto del peso BM kg.4
1°
Maraga Andrea
4°
Castellano Antonio
12.33
11.13
Staffetta 4x100 BM
2°
Mattei-Santini-Tagliaferri-Nicolella 50.5
ÿ48 ÿ
1000 metri AF
1°
Romeo Francesca
2°
Monticelli Matilde
100 metri AF
1°
Giangrossi Ludovica
4°
Canestri Ilaria
14.2
15.2
300 metri AF
2°
Baldassi Francesca
3°
Bassoli Laura
4°
Guiducci Giulia
Getto del peso kg. 3
1°
Savarese Lucrezia
6°
Fagioli Lucrezia
7°
Gandola Lucrezia
53.8
54.3
54.7
Staffetta 4x100 BF
1°
Bellini-GiussaniD’Ambrosio-Palombini
ÿ49 ÿ
Sport
Campionati
di atletica 2009
Biennio
100 mt maschile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Valsania
Cesare
V gn A
12"4
13
2°
Iannini
Lorenzo
II sc A
12"9
11
3°
Napolitano
Antonio
IV gn A
13"4
8,5
4°
Reverberi
Andrea
IV gn A
13"4
8,5
5°
De Simone
Manfredi
IV gn A
13"8
6°
Vecchio
Francesco
I sc B
7°
Donato
Emanuele
8°
Gambini
8°
Molinari
Germani
Marco
II sc A
1'09"5
7
6°
Repole
Matteo
V gn B
1'10"3
6
7°
Fontanelli
Dario C. A. II sc A
1'13"0
5
8°
Gaudenti
Francesco
V gn B
1'14"5
4
1000 mt maschile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Gorgerino
Gregorio
V gn A
3'08"4
13
7
2°
Mattei
Edoardo
V gn A
3'10"6
11
13"9
6
3°
Schiavone
Saverio
II sc B
3'11"1
9
II sc A
14"4
5
4°
Percossi
Giulio
V gn B
3'11"9
8
Riccardo
I sc A
14"5
3,5
5°
Boccanelli
Paolo
II sc B
3'18"4
7
Alberto
I sc B
14"5
3,5
6°
Transi
Tommaso
V gn A
3'20"5
6
10° Stefanini
Piero
IV gn B
14"9
2
7°
Alocci
Marco
IV gn B
3'28"2
5
11° Mattia
Alberto
IV gn A
16"6
1
8°
Montefoschi
Lorenzo
I sc B
3'28"3
4
FG Margheritini
Federico
I sc A
13"4
9°
Zappacosta
Luca
IV gn B
4'17"5
3
FG Pelle
Alessio
II sc A
14"1
10° Balsamo
Federico
I sc A
4'28"7
2
11° Rosi
Damiano
I sc B
4'33"8
1
12° Cordaro
Valerio
IV gn A
4'34"0
Filippo
I sc B
4'53"7
200 mt maschile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
1°
Ramella
Edoardo
II sc B
26"1
13
13° Petrucci
2°
Margheritini
Federico
I sc A
27"9
11
Salto in alto maschile
3°
De Carli
Francesco
I sc B
29"9
9
4°
Violante
Giuseppe
II sc A
30"7
8
5°
Mirabile
Luca
II sc B
30"7
6°
Del Giudice
Daniele
II sc A
7°
Nardone
Daniele
8°
Chung
9°
Pellegrini
FG Iannini
Punteggio
Cognome
Nome
Classe
Misura
1°
Pintucci
Francesco
V gn B
1,55
13
7
2°
Sanjust
Giorgio
I sc B
1,45
11
31"1
6
3°
Cornetto
Galeazzo
II sc A
1,45
9
I sc B
31"4
5
4°
Russo
Antonio
IV gn A
1,40
7,5
Seok
IV gn B
31"6
4
4°
Marchini
Alessandro
I sc B
1,40
7,5
Luca
II sc A
31"7
3
6°
Rulli
Giacomo
II sc B
1,40
6
Lorenzo
II sc A
26"5
7°
Diana
Gianluca
II sc B
1,40
5
8°
Recchi
Rodrigo
II sc B
1,40
4
9°
Siniscalchi
Guglielmo
V gn A
1,35
2,5
Edoardo
II sc B
1,35
2,5
II sc B
1,35
1
400 mt maschile
ÿ50 ÿ
5°
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Sebastiani
Guglielmo
V gn A
1'03"9
13
10° Cataldi
2°
Trifilò
Andrea
II sc B
1'04"0
11
11° Angelini
3°
D'Aste
Carlo
V gn B
1'05"1
9
12° Di Gioia
Luigi
I sc B
1,35
4°
Cappa
Andrea
V gn A
1'07"3
8
13° Cocchi
Andrea
I sc A
1,35
ÿ51 ÿ
Tommaso
Punteggio
14° Baldi
Edoardo
II sc A
1,30
10° Pastore
Alexandro
V gn B
8,67
2
15° Testa
Filippo
II sc A
1,25
11° Cornetto
Galeazzo
II sc A
8,66
1
16° Santini
Francesco
I sc A
1,25
12° Chiavari
Giacomo
II sc A
8,46
17° Antonini
Federico
I sc A
1,20
13° Trucco
Giorgio
IV gn B
8,40
18° Pennazzi
Andrea
I sc B
1,10
14° Auci
Nicolò
II sc B
8,38
FG Cervelli
Guglielmo
II sc A
1,40
15° Mastronardi
Guglielmo
V gn B
8,27
FG Germani
Marco
II sc A
1,40
16° Di Risio
Jacopo
II sc B
8,15
FG Cervelli
Leonardo
I sc A
1,30
17° Spinelli
Lorenzo
II sc A
8,00
FG Sciarra
Pier Carlo
I sc A
1,30
18° Navarra
Raffaele
I sc B
7,91
19° Romani
Leone
V gn A
7,43
I sc A
7,38
Salto in lungo maschile
Cognome
Nome
Classe
Misura
Punteggio
1°
Cervelli
Guglielmo
II sc A
4,29
13
2°
Biotti
Alessandro
V gn A
4,08
11
3°
Pensuti
Edoardo
II sc B
3,83
9
4°
Pavoncelli
Edoardo
II sc B
3,78
8
5°
Berionne
Giacomo
V gn B
3,65
7
6°
Crevatin
Gianlorenzo II sc B
3,63
6
7°
Agates
Mattia
I sc B
3,57
5
8°
Lucaferri
Francesco
I sc B
3,44
4
9°
Vannini
Daniele
V gn A
3,25
3
10° Coia
Alessandro
I sc A
3,22
2
11° Prosperi
Ettore
V gn B
3,16
1
12° Cervelli
Leonardo
I sc A
3,08
13° Bellini
Filippo
II sc A
3,04
FG Pistone
Edoardo
I sc A
3,98
FG Gambini
Riccardo
I sc A
3,74
FG Chiavari
Giacomo
II sc A
3,23
FG Ceccarelli
Andrea
II sc A
2,97
FG Sgrulletti
Mauro
I sc A
2,39
20° D'Alessandris Leonardo
21° Zhang
Hong Zhao V gn A
7,13
22° Leotta
Federico
II sc A
7,09
23° Masciotta
Riccardo
I sc A
6,98
24° Mattera
Edoardo
IV gn A
8,40
25° Colonna
Ascanio
I sc A
6,34
25° De Rossi
Gabriele
I sc B
6,34
27° Sgrulletti
Mauro
I sc A
5,92
FG Valsania
Cesare
V gn A
11,74
FG Balsamo
Federico
I sc A
8,26
FG Violante
Giuseppe
II sc A
8,20
FG Bettini
Giovanni
I sc B
7,67
FG Testa
Filippo
II sc A
7,43
Staffetta
1°
2°
Getto del peso maschile
ÿ52 ÿ
Cognome
Nome
Classe
Misura
Punteggio
1°
Maraga
Andrea
II sc B
12,39
13
2°
Castellano
Antonio
II sc B
10,86
11
3°
Ceccarelli
Andrea
II sc A
10,57
9
4°
Pistone
Edoardo
I sc A
10,07
8
5°
Chirieleison
Giorgio
II sc B
9,65
7
6°
Ceribelli
Giacomo
IV gn A
9,58
6
7°
Gallenzi
Filippo
V gn A
9,20
5
8°
Maffey
Alessandro
II sc A
9,07
4
9°
Pedersoli
Carlo
V gn A
9,02
3
3°
4°
5°
Classe
Misura
Punteggio
II sc B
5'43"5
45
De Carli - Servidei - Bettini
Capone - Vecchio
I sc B
Valentini - Lucaferri - Nardone
5'58"5
40
Fontanelli - Gasparri
Cervelli - Trombetti - Pelle
Mazza - Cervelli - Donato
II sc A
6'13"1
35
IV gn B
6'19"8
30
IV gn A 6'27"7
25
Schiavone - Germani
Trifilò - Gandola - Maraga
Castellano - Ramella
Stefanini - PercossiZappacosta - Giancaspro
Alocci - Macaluso
Trucco - Chung
Ceribelli - Lo Foco
Napolitano - Sirna
Reverberi - Palombini
Russo - De Simone
ÿ53 ÿ
Triennio
100 mt maschile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Orsi
Carolina
IV sc B
13"8
16
2°
Oliverio
Francesca
III cl B
14"9
14
3°
Lo Bianco
Elisabetta
III sc A
15"1
12
4°
Simoncelli
Ludovica
II cl B
15"2
10,5
4°
Canestri
Ilaria
III cl B
15"2
10,5
6°
Alvisini
Noemi
I cl A
15"8
9
7°
Cossutta
Elena
III cl A
15"9
8
8°
Violi
Gloria
III cl B
16"2
7
9°
Graux
Nicoletta
III cl B
16"5
6
10° Valente
Nicoletta
II cl A
16"7
5
11° Mascagna
Francesca
II cl A
16"7
4
12° Agates
Lucia
V sc A
16"8
3
13° Grisolia
Martina
I cl B
17"3
2
200 mt femminile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Giangrossi
Ludovica
I cl A
30"7
16
2°
Bassoli
Laura
V sc B
33"3
14
3°
Sala
Costanza
I cl A
35"0
12
4°
Fagioli
Fabrizia
III cl B
35"3
11
5°
Giuliano
Domitilla
IV sc A
35"4
10
6°
Facciolo
Livia
I cl A
35"7
9
7°
Mastrangelo Alessandra
II cl B
35"8
8
8°
Reali
Veronica
V sc B
36"3
6,5
8°
Amodio
Giulia
V sc B
36"3
6,5
Federica
V sc B
37"2
5
I cl B
56"7
4
10° Baldari
11° Della Vecchia Costanza
400 mt femminile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
1°
Baldassi
Francesca
II cl A
1'18"0
16
2°
Guiducci
Giulia
V sc B
1'20"1
14
3°
Ruffo di Calabria Asia
III cl A
1'20"5
12
4°
Vezza
II cl A
1'24"7
11
Emilia
Punteggio
1000 mt femminile
Cognome
Nome
Classe
Tempo
Punteggio
1°
Romeo
Francesca
III cl B
3'45"1
16
2°
Monticelli
Matilde
III cl A
4'02"6
14
3°
Cardinali
Domiziana
III sc A
4'19"4
12
4°
Saponara
Martina
I cl B
4'23"1
11
5°
Mottura
Carla
II cl A
4'28"1
10
6°
Doruk
Buket
V sc A
4'32"9
9
Getto del peso femminile
Staffetta femminile
Cognome
Nome
Classe
Misura
Punteggio
1°
Migliorato
M. Chiara
I cl B
7,82
16
2°
Macchini
M. Chiara
III sc B
7,76
14
Marchetti - Diodori
Santeusanio-Galoni
7°
Bernasconi
Federica
II cl B
4'53"7
8
8°
Diodori
Benedetta
IV sc B
5'37"6
7
3°
Zichichi
Ludovica
III cl A
7,73
12
9°
Gori
Giovanna
IV sc B
6'10"5
6
4°
Bergodi
Domiziana
III cl B
7,58
11
5°
Fazzalari
Francesca
V sc B
7,38
10
6°
Munaretto
Eleonora
I cl B
7,20
9
7°
Del Deo
Francesca
III sc A
6,44
8
Salto in alto femminile
Cognome
Nome
Classe
Misura
Punteggio
1°
Mottura
Elena
II cl A
1,30
16
2°
Siniscalchi
Ilaria
III cl A
1,25
14
3°
Squillaci
M. Teresa
III cl A
1,20
12
8°
Brunetti
Ludovica
III cl A
6,41
7
4°
Ferrone
M. Chiara
V sc A
1,15
11
9°
Lupi
Francesca
III cl A
6,00
6
5°
Caccia
Flaminia
III sc B
1,10
10
10° Zavanella
Maria
III cl B
5,85
5
6°
Pallotta
Francesca
II cl B
1,00
9
11° Piola
Flavia
I cl B
5,85
4
12° Del Gallo
Amanda
I cl B
5,80
3
Salto in lungo femminile
Punteggio
1°
Punteggio
IV sc B
5'19"0
65
III cl B
5'23"1
60
III sc B
5'23"3
55
V sc B
5'37"6
50
cl A
5'39"9
45
III cl A
5'40"8
40
II clA
5'51"1
35
II cl B
5'58"9
30
V sc A
6'00"3
25
III sc A
6'02"3
20
De Giacomo - Romeo
Morlando - Canestri
Bottari - Oliverio
Saponaro - Sarra
3°
Ferrari - Ricci
Mazzaferri - Natoli
Corsello - Macchini
Rulli - Contri
4°
De Leonardis - Guiducci
Santini - Bassoli
Scaravilli - Reali
Cognome
Nome
Classe
Misura
1°
Norscia
Alessandra
I cl B
3,9
16
13° Brozzetti
Vanessa
I cl A
5,76
2
2°
Berni
Livia
I cl B
3,78
14
14° Bianconi
Elisa
II cl A
5,70
1
3°
D'Ambrosio
Alice
V sc A
3,67
12
15° Vesci
Beatrice
III sc B
5,60
4°
Di Lorenzo
Gaia
II cl A
3,59
11
16° Di Girolamo Alessia
II cl A
5,53
17° Sansone
Domitilla
I cl B
5,53
Cordaro - Matella
D'Aste - Reinero
Macchi - Boghi
5°
Nikitenko - Sala
Lo Foco - AlvisiniI
Park - Giangrossi
Riggio - Fanetti
5°
Rognone
Silvia
V sc B
3,57
10
6°
Natoli
Elena
III sc B
3,56
9
7°
Bozzoni
Elisabetta
II cl A
3,47
8
18° Andreozzi
Carola
III sc A
5,50
8°
Moscato
Flaminia
IV sc B
3,44
7
19° Greco
Renee
I cl A
5,48
9°
Valeri
Lucrezia
III sc B
3,30
6
20° Corsi
Francesca
IV sc A
5,44
10° Chiarello
Anna Maria III cl A
3,29
5
11° Reinero
Francesca
III cl A
3,28
4
21° Martellini
Alessia
III sc B
5,35
12° Bandini
Camilla
II cl B
3,05
3
22° Boldrini
Francesca
II cl A
5,10
13° Giacomini
Livia
III cl B
2,99
2
23° Damiani
Eleonora
III cl B
4,91
14° Esposito
Lorelai
III cl B
2,76
1
24° Catalano
Laura
II cl B
4,86
Morlando - Bergodi
15° Bettini
Gaia
IV sc B
2,75
25° Rosi
Elena
III cl B
4,84
Benedizione - Sciubba
16° Paganelli
Fedra
I sc A
2,74
17° Valducci
Benedetta
I cl B
2,71
26° Nappi
Francesca
I cl B
4,81
18° Cozzi
Veronica
I cl A
2,64
27° Rinaudo
Vittoria
I cl B
4,78
19° Auriemma
Carolina
V sc A
2,40
28° Rubei
Lucrezia
V sc B
4,52
Cataldi - Tordi
20° Merilli
Giulia
I cl A
2,33
29° Montesi
Cecilia
I cl A
4,20
10° Saltarello - Lo Bianco
21° Livadiotti
Sabrina
III sc B
2,00
FG Manna
Ludovica
III sc A
6,44
FG Orsi
Carolina
IV sc B
4,32
FG Relai
Veronica
V sc B
6,98
ÿ54 ÿ
Misura
Frigieri - Orsi
Musumeci - Moscato
2°
Classe
6°
Frasca - Ruffo
Lippolis - Moriggi
7°
Tavernese-Baldassi
Coia-Bozzoni
Cotticelli-Mottura
Rocco-Sansone
8°
Corteggiani - Bernasconi
Bonini - Bandini
9°
Abolizione - D'Ambrosio
Speziale - Auriemma
Lomoro - Ferrone
Bernardini - Migliori
Reali - Cardinali
Manni - Molaioni
ÿ55 ÿ
Sport
a cura del prof.
Claudio Cristofori
Primati di atletica leggera
della scuola media
Campionato di atletica leggera 2009 scuola media
Risultati e classifiche
(Stadio della Farnesina - Roma)
80 metri piani femminili 1ª media
1° Calò Mia
2° Barelli Maria Beatrice
3° Lillo Ludovica
400 metri piani maschili 2ª media
A 12”26 N.R.
B 12”57
C 12”94
80 metri piani maschili 1ª media
80 metri piani femminili 2ª media
A 11”91
C 12”71
B 12”80
1° Troisi Amelie
2° Mari Georgeta Manuela
3° Gianni Flavia
11”86
12”66
13”41
1° Marchetti Edoardo
2° Pozzessere Giovanni
3° Marini Filippo
B 11”30
C 11”31
B 11”40
1° Concordia Valentina
2° Regina Maria Sole
C 1’18”70 N.R.
A 1’20”99
C 1’23”11
C 1’23”03
A 1’24”21
C 1’24”28
400 metri piani femminili 2ª media
Ad ogni classificato/a in ogni gara saranno attribuiti i seguenti punteggi: 1-2-3-4-5-6- e così fino all'ultimo; alle staffette i seguenti punteggi: 1 - 5 - 9. Solo i migliori due punteggi della categoria masch. e di quella femminile in ciascuna gara, per ogni classe, saranno sommati
tra loro; la classe che otterrà il miglior punteggio delle parallele sarà proclamata "Campione d'Istituto" e premiata con coppa. Alla classe che
non presenti almeno due iscritti in ciascuna categoria, saranno attribuiti tanti punti quanti ne spettano all'ultimo classificato + 1.
ÿ56 ÿ
1° Sansone Allegra Lucilla
2° Geisser Celesia Giulia
3° Giancaspro Giulia
A
A
A
2’49”88 N.R.
2’57”85
3’00”00
A 3’00”83 N.R.
C 3’17”90
800 metri piani maschili 2ª media
400 metri piani maschili 1ª media
1° Marchini Andrea
2° Sarra Edoardo
3° Pongelli Guglielmo
B
A
A
800 metri piani femminili 2ª media
400 metri piani femminili 1ª media
1° Corsini Nikita
2° Dionisio Isotta
3° Lillo Ludovica
B 3’08”56
C 3’23”95
C 3’30”40
800 metri piani maschili 1ª media
80 metri piani maschili 3ª media
1° Caponnetto Michael
2° Damiani Edoardo
3° Iaquinta Pierpaolo
1’18”81
1’25”95
1’31”18
800 metri piani femminili 1ª media
A 11”30
C 11”76
A 12”15
B
A
B
B
A
B
1° Fenoaltea Enrico Maria
B 1’08”37
2° De vito piscicelli Giuseppe A 1’10”36
3° Ruffo di Calabria Pietro
C 1’11”08
80 metri piani femminili 3ª media
1° Franceschini Nicole
2° Sperone Eleonora
3° Di Bagno Delia
1° Tomassi Beatrice
2° Sperone Eleonora
3° Villani Valentina
400 metri piani maschili 3ª media
80 metri piani maschili 2ª media
1° Paolombini Aldo
2° Derzhylo Roman
3° Pederzoli Giacomo
A 1’14”95
B 1’19”46
C 1’19”71
400 metri piani femminili 3ª media
1° Aggravi Zouev Alexander C 11”97 N.R.
2° Pozzessere Giovanni
A 12”25
3° Cecere Gianmaria
C 12”34
1° Manzoli Ludovica
2° Ravarini Chiara
3° Malossi Carolina
1° Rosati Vincenzo
2° Fracassi Francesco
3° Gatti Ielizar
1’19”95
1’23”42
1’25”34
1° Gavotti Cesare
2° Buttafuoco Saro
3° Lanzetta Giorgio
B 2’39”11 N.R.
A 2’58”82
C 3’07”48
800 metri piani femminili 3ª media
1° Carnevali Carolina
2° Tomasini Diletta
3° Sforza Cesarini Caterina
B 3’12”08
A 3’21”93
C 3’49”93
800 metri piani maschili 3ª media
1° Ricci Umberto
2° Ottaviani Ludovico
3° Nicolini Carlos Maria
ÿ57 ÿ
A 2’42”75 N.R.
B 2’44”30
C 2’48”11
Sport
Primati di atletica leggera
della scuola media
Salto in lungo maschile 2ª media
Salto in alto femminile 1ª media
1° Del Gallo di Roccagiovine Beatrice A
2° Minnetti Francesca
B
3° Transi Ilaria
A
1° Gavotti Cesare
2° Fedeli Giulio
3° Gatti Ielizar
1,18
1,15
1,03
Salto in lungo femminile 3ª media
Salto in alto maschile 1ª media
1° Marini Filippo
2° Cecere Gianmaria
3° Gallo Gennaro
A 1,30
C 1,10
B 1,08
Salto in alto femminile 2ª media
1° Concordia Valentina
2° Bulgari Carlotta Leonilde
3° Nicotera Ida
A 1,20
A 1,10
C 1,05
B
B
B
1,20
1,18
1,15
Salto in alto femminile 3ª media
1° Cipriani Emanuela
2° Damiani Edoardo
A
B
1,30
1,00
Salto in alto maschile 3ª media
1° Gianni Ennio
2° Fenoaltea Enrico Maria
3° Nicolini Carlos Maria
C 1,40
B 1,38
A 1,30
Salto in lungo femminile 1ª media
1° Minnetti Francesca
2° Troisi Amelie
3° Dionisio Isotta
B
B
A
3,67
3,50
3,35
Salto in lungo maschile 1ª media
1° Marchetti Edoardo
2° Gianserra Vittorio
3° Feliziani Leonardo
B 4,09
B 3,67
C 3,62
Salto in lungo femminile 2ª media
1° Manzoli Ludovica
2° Zane’ Nicole
3° Ravarini Chiara
N.R.
1° Franceschini Nicole
2° Di bagno Delia
3° Pensuti Anastasia
B
B
B
3,30
2,91
2,84
Salto in lungo maschile 3ª media
1° Caponnetto Michael
2° Farina Riccardo
3° Ricci Umberto
B
A
A
4,18
4,02
3,74
Lancio del peso femminile da 3 Kg 1ª media
Salto in alto maschile 2ª media
1° Stramaccioni Luca Paolo
2° Sala Eugenio
3° De Martino Vincenzo
B 3,67
B 3,57
C 3,51
A 3,39
B 2,91
C 2,90
1° Petitti maria cristina
B
2° Pascazio chiara
A
3° Catalano Gonzaga Malvina B
5,05
4,90
4,22
Getto del peso maschile da 3 Kg 1ª media
1° De Luca Borri Matteo
2° Nenci Francesco Maria
3° Bozzacchi Filippo Maria
C 6,06
A 5,90
A 4,85
Getto del peso femminile da 3 Kg 2ª media
1° Regina Maria Sole
C 6,32
2° Bulgari Carlota Leonilde
A 5,80
3° Di Mattia Francesca Romana C 4,92
Getto del peso maschile da 3 Kg 2ª media
1° Pagano Gianmaria
2° Buttafuoco Saro
3° Arquilla Federico
C 8,64
A 7,34
A 7,09
Getto del peso femminile da 3 Kg 3ª media
1° Tommasi Beatrice
2° Verga Martina Nicole
3° Stortoni Benedetta
B 6,80
C 5,80
C 5,68
Getto del peso maschile da 3 Kg 3ª media
1° Mastronardi Filippo
2° Ruffo di Calabria Pietro
3° Gianni Ennio
ÿ58 ÿ
B 10,54
C 9,86
C 9,82
Staffetta 4x100 femminile 1ª media
1° Troisi Amelie
B
Staffetta 4x100 maschile 2ª media
1’05”78 N.R
1° Stramaccioni Luca Paolo
Minnetti Francesca
Sala Eugenio
Barelli Maria Beatrice
Gavotti Cesare
Adrower Livia
Fedeli Giulio
2° Pascazio Chiara
A
1’06”36
2° Casas Carlo Maria
Dionisio Isotta
Pagano Gianmaria
Del Gallo di Roccagiovine Beatrice
Lanzetta Giorgio
Calo' Mia
Derzhylo Roman
3° Marrucco Marta
C 1’10”99
3° Rosati Vincenzo
Lillo Ludovica
Pederzoli Giacomo
Gianni Flavia
Palombini Aldo
Corsini Nikita
Buttafuoco Saro
Staffetta 4x100 maschile 1ª media
1° Pinelli Federico Maria
B
1’03”89 N.R
1° Tomassi Beatrice
Franceschini Nicole
Marchetti Edoardo
Di bagno Delia
Gianserra Vittorio
Carnevali Carolina
A
1’04”44
2° Tomasini Diletta
Marchini Andrea
Sperone Eleonora
Feliziani Leonardo
Di troia Rossella
Cecere Gianmaria
Cipriani Emanuela
3° Sarra Edoardo
C 1’04”82
3° Verga Martina Nicole
Pozzessere Giovanni
Stortoni Benedetta
Marini Filippo
Sforza Cesarini Caterina
De Simone Federico
Budini Gattai Francesca
Staffetta 4x100 femminile 2ª media
1° Sansone Allegra Lucilla
A
1’02”80 N.R
1° Mastronardi Filippo
Iaquinta Pierpaolo
Geisser Giulia
Canali Francesco
Concordia Valentina
Caponnetto Michael
2° Renzetti Francesca Romana C 1’07”53
2° Zhu Wei Marco
Regina Maria Sole
Ottaviani Ludovico
Ravarini Chiara
Morzilli Daniel
Gambarini Elisa
Damiani Edoardo
B
C 1’02”80
A
1’04”5
B
1’03”74
A
1’10”67
C 1’12”74
Staffetta 4x100 maschile 3ª media
Manzoli Ludovica
3° Zane’ Nicole
1’00”51
Staffetta 4x100 femminile 3ª media
Micocci Valerio
2° Sperati Pietro
B
1’15”44
3° Ricci Umberto
Malossi Carolina
Nicolini Carlos Maria
De Marchis Ludovica
De vito Piscicelli Giuseppe
Citi Lorenza
Boidi Matteo
ÿ59 ÿ
B
57”43
C
58”22
A
1’00”18
Sport
di Augusto Bartolini
Una giornata di sport
con un campione
Il campione del tennis Stefano Pescosolido, ex Davisman, insieme ad altri due maestri della federazione
italiana tennis, ha incontrato gli alunni delle classi prima A e B della scuola primaria Istituto San Giuseppe- de Mérode. L’incontro, organizzato grazie all’interessamento delle mamme degli alunni e del Rotary
Club Roma Sud insieme alla Onlus “ Lo sport è vita”
si è svolto il 17 aprile 2009; il campione di tennis è
venuto presso la nostra scuola e ha incontrato gli alunni delle classi prime nella palestra grande. La palestra per l’occasione era stata allestita, grazie alla collaborazione di volontari del Rotary Club Roma Sud,
con tre campetti da tennis e una gimkana con birilli.
Gli alunni hanno incontrato Stefano Pescosolido al
quale hanno rivolto tante domande e ottenuto risposte esaurienti ai loro quesiti, poi in piccoli gruppi
hanno “sfidato” il campione e i maestri in una
serie di partitelle. Alla fine tutti i bambini e le
maestre hanno ricevuto una medaglia di partecipazione. Finalità di questo incontro è stata
quella di stimolare nei bambini l’interesse alla
pratica dello sport, al rispetto delle regole, ad
un sano agonismo; la testimonianza del campione ha sicuramente toccato le giuste leve
nell’animo di tutti i piccoli atleti che hanno partecipato con vero
entusiamo all’iniziativa.
ÿ60 ÿ
ÿ61 ÿ
TRATTAM NTO TARM , PARASSITI
P LLICC
PULITURA
CUSTODIA
P RI#I IN S D
RIPARA#IONI
RIM SS A MOD LLO
S RVI#IO A DOMICILIO
STIRATURA L TTRONICA GRATUITA
P LL , R NN , NABU
SCAMOSCIATI, CAPI SINT TICI
PULITURA SP CIALI##ATA
CUSTODIA
TAPP TI
TRATTAM NTO DI PULI#IA
ANTITARMICO CUSTODIA
ROMA NORD L.GO G.MACCAGNO 27
TEL 06 35346441 - 06 35450000
ROMA ST VIA CARLO BUTTARELLI 31
TEL 06 2280200 - 06 2280114
www.pulifur.it
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luglio 2009 - San Giuseppe