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Settimanale d’informazione
ANNO LV- N. 28
Euro 1
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domenica 27 luglio 2008
Parlano i giovani jesini a Sydney
“La Gmg, una ricarica per la nostra Fede”
È
stata una settimana intensa, quella vissuta dai trenta giovani jesini,
giunti a Sydney per vivere da vicino
la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Per tutti è stata un momento forte,
che ha fatto dimenticare le tante difficoltà.
Tema principale delle tre catechesi svoltesi nella parrocchia di St. Mary Concord
e dei discorsi del Papa, è stato lo Spirito
Santo.
Molti giovani jesini erano alla loro prima
esperienza, come Sara Petrocelli, 17 anni,
animatrice Acr di Santa Maria del Piano.
“Mi ha colpito molto l’organizzazione ed i
tanti volontari. La Via Crucis in particolare mi è piaciuta molto, perché ha dato
spazio all’arte ed al balletto: valorizzando
queste cose la gente si è sentita più partecipe ed emozionata. Mi ha colpito anche
la gente: tutti hanno fatto amicizia con
tutti. Ci siamo sentiti tutti fratelli e questo
è il bello della Gmg”.
Proprio la bellezza della condivisione
della propria Fede con quella di tanti altri giovani del mondo, è uno dei punti di
forza della Gmg. “Le persone di altri paesi qui si sono sentite unite – raccontano
Chiara Taccaliti e Valentina Fossi, rispet-
tivamente 18 e 17
anni – Abbiamo
visto gente anche
da posti che hanno una situazione
difficile. È stato
bello scambiarsi i
gadget con ragazzi di altre nazioni:
sembravamo tutti
amici”.
Nel gruppo c’è
anche chi ha
avuto la fortuna
di vedere il Papa
da molto vicino.
Emanuele
Contadini, infatti, ha
partecipato all’incontro tra i seminaristi di tutto il
mondo ed il Santo Padre. “Non bisogna avere paura di essere cristiani – dice – ma dobbiamo testimoniare la nostra Fede con la nostra vita.
Ho gradito molto la catechesi di Anfossi,
sul tema della sofferenza, un argomento
che i giovani cercano di sfuggire. Questa
Gmg mi ha fatto riscoprire lo Spirito Santo come fattore che ci unisce e ci mette in
contatto con il Signore”.
Benedetto XVI ha invitato i giovani presenti alla Messa finale a farsi sempre più
testimoni della Fede, tramite lo Spirito
Santo. “Lo Spirito di Dio è presente nelle
situazioni più semplici – spiega Michele
Cerasa, 30 anni – Ho vissuto questa Gmg
semplicemente, non aspettandomi chissà
cosa, ma ho riconosciuto in tutto l’opera
di Dio”.
In tanti si sono chiesti se era necessario arrivare fino a Sydney per ascoltare il
Papa. “Per prima cosa la Gmg non è solo il
Papa – risponde decisa, Giulia Romagnoli,
23 anni, alla sua terza Gmg dopo Toronto
e Colonia – Lui è il punto di arrivo, colui
che ci invia. La Gmg è la rappresentazione
dell’unità nella diversità. In queste giornate si vede il più bel clima del mondo. Tutti
parlano la lingua del cuore, condividono la strada che Dio ci ha posto davanti.
Ognuno è pronto ad aiutare e condividere le cose con chi si trova accanto. È una
ricarica che ci permette di andare avanti
nel cammino. Queste giornate ci permettono di entrare in un rapporto profondo
con il nostro io ma anche di scoprire che
lungo la strada non saremo mai soli”.
Giuseppe Papadia
Le foto, di Giuseppe Papadia e don Giovanni
Rossi, sono state scelte dal sito www.
agorajesi.it che, da Sydney, i ragazzi jesini
partecipanti alla Gmg aggiornano con
immagini, file audio e video per permettere
ai loro genitori e alla comunità diocesana
di partecipare, anche se a distanza, alla
Giornata Mondiale della Gioventù.
Una crisi economico-finanziaria partita da lontano potrebbe diventare uno tsunami globale?
Se l’America piange, purtroppo l’Europa (e l’Italia) non ridono
P
ochi giorni fa il presidente
Bush ha convocato all’improvviso una conferenza stampa
per rinfrancare gli americani di
fronte all’aggravarsi di una crisi
finanziaria in Usa che, ormai da
un anno, tiene il mondo economico in apprensione. Si tratta,
come tutti sanno, della più grande crisi finanziaria delle banche
americane, dopo quella del ’29. I
pessimisti paventano un suo ulteriore aggravarsi, a cominciare
dalle due maggiori banche americane che gestiscono oltre 5000
miliardi di mutui e che stanno
subendo insolvenze paurose; tali
da far mancare un’enorme liquidità di dollari al punto che la
banca centrale Usa sta sborsando
fior di miliardi per evitare il fallimento, un temuto fallimento che
ha già spinto i risparmiatori a far
la fila agli sportelli per riavere i
loro risparmi. In confronto, il
fallimento della Parmalat sarebbe come un fiammifero acceso
rispetto al focarone della notte
della Madonna del Tettarello! Un
fuoco che potrebbe travolgere
tutto il sistema finanziario mondiale. Sono vicine al collasso ben
150 banche americane.
Gli Usa piangono anche i quattromila morti nella guerra irachena, (guerra che costituisce
una delle cause principali dell’attuale crisi finanziaria insieme con l’aumento del petrolio),
piangono gli infiniti debiti dello
Stato che Bush sta scaricando
sul mondo con la svalutazione
del dollaro, piangono l’inflazione
al cinque per cento e la stagnazione produttiva (la cosiddetta
stagnazione).
E l’Europa non ride perché ha
i suoi grossi problemi come
Unione, perché la produzione è all’uno per cento e perché
l’inflazione è al cinque per cento. La proposta francese di una
grande intesa con i 16 Stati extra europei che si affacciano sul
Mediterraneo va apprezzata per
l’originalità e per le straordinarie
positive conseguenze, se veramente si potesse realizzare. Ma
gli ostacoli sono infiniti. Siccome però la fortuna aiuta gli audaci, tentare non nuoce.
***
Non ride l’Italia perché il ministro Tremonti ha detto a chiare
note che “non ci sono tesoretti e
la crisi potrebbe aggravarsi”, una
crisi che va intesa come conseguenza di quella americana con
l’aggiunta delle nostre specifiche difficoltà: inflazione vicino
al cinque per cento (soprattutto
con l’aumento del costo dei beni
di prima necessità come il pane,
la benzina, il mangime per il bestiame…), i mutui con tassi mai
visti negli ultimi dieci anni, il Pil
poco sopra lo zero, un debito
pubblico stratosferico che ci costa settanta miliardi all’anno. E
gli scandali a pioggia da nord al
centro e al sud sembrano voler
dare il colpo di grazia alla buona
volontà di qualcuno che ancora
ci prova a raddrizzare la situazione.
Il federalismo fiscale a favore
delle Regioni, richiesto a gran
voce dalla Lega, vuol dire gettare benzina sul fuoco dopo tutto
quello che sta succedendo in alcune di esse (sanità, indennità
e assunzioni a livelli paurosi). E’
che certe Regioni non hanno
minimamente il senso dello Stato, i loro responsabili sono del
tutto irresponsabili: dare ulte-
riore autonomia vuol dire suicidarci tutti. E quindi Tremonti ha
ragione da vendere quando prevede che la nostra crisi può aggravarsi. La via da battere non è,
certo, quella della ventilata (poi
smentita) immunità alla casta,
che diventerebbe castissima ma,
al contrario, quella di chiedere ai
deputati l’esempio della riduzione dei loro privilegi a livello di
quelli della media europea. Solo
con l’esempio i politici riacquisteranno la fiducia dei cittadini,
di destra o di sinistra che siano.
Allora ben vengano, queste sì,
la rigidità dei controlli verso gli
assenteisti, la eliminazione di
migliaia di vecchie leggi e di tantissimi inutili enti; ben venga la
Robin tax (purchè, alla fine, non
si scarichi sui cittadini!).
Vittorio Massaccesi
[email protected]
2
Cultura e società
27 luglio 2008
Del più e del meno
La prima intervista di Valeria
Consorzio Cir33: premiato per la raccolta
Un nuovo sito internet
di Giuseppe Luconi
N
el terzo anniversario
della scomparsa dell’attrice, l’11 luglio
è stato presentato
al teatro Pergolesi il
libro “Valeria Moriconi come in uno
specchio” che, curato
da Franco Cecchini,
raccoglie interviste
e interventi dell’artista dal 1957 al 2004.
Una documentazione importante per il
contributo alla conoscenza della donna e
dell’attrice.
Il libro di Cecchini mi ha riportato
indietro nel tempo,
all’intervista che feci
alla Moriconi nel
lontano 1957 e che fu
anche la sua prima
intervista. Uscì infatti su Voce Adriatica
(così si chiamava
allora il Corriere
Adriatico) il 5 marzo
del 1957. Ero incerto se riprodurre qui
il testo completo di
quell’intervista – che
non risulta tra le 550
elencate dal libro
di Cecchini - poi ho
deciso per il sì, sembrandomi importante una sua rilettura
perché Valeria faceva allora un bilancio dei suoi primi
tre anni, quelli dell’impegno per farsi
conoscere ed apprezzare, e si accingeva ad entrare, con il teatro di Eduardo,
nell’olimpo delle grandi attrici...
Valeria Moriconi jesina di Jesi
Reciterà con Marcellino
(pan y vino)
Sono le sei del mattino. Roma si
sta risvegliando ed i pochi passanti
hanno l’aria di avere fretta. Dal portone di un grosso palazzo del centro
esce un distinto signore, piuttosto
maturo. Da una macchina, ferma
poco distante, sguscia fuori una giovane figura femminile e gli va incontro, decisa:
“Commendatore, commendatore,
scusi…”.
“Lei vuol fare del cinema, ho capito”.
“Ecco… infatti, si… sì, ma
come…?”
“Lo sapevo. Beh, vedremo cosa si
potrà fare, signorina”.
Quel signore distinto era Vittorio
De Sica; la signorina era… la signora
Valeria Moriconi. L’incontro è di tre
anni fa, giorno più giorno meno.
Valeria Moriconi, jesina di Jesi,
era allora una delle tante venute dalla provincia con un monte di belle
speranze; oggi è un’attrice già affermata nel complesso mondo della
celluloide; un’attrice dotata di una
personalità, volitiva, intelligente; una
giovane attrice che conta già al suo
attivo ben diciotto film.
Ma quell’incontro con De Sica,
avuto da Valeria quando era ancora
alla ricerca di un biglietto d’ingresso
per la Hollywood italiana non ebbe
alcuna parte nell’affermazione della
giovane jesina. Il suo ingresso nel
cinema avvenne diversamente. Ce
lo ha raccontato nel corso di una intervista di cui è stata… vittima l’altro giorno, non appena tornata da
Roma per una breve visita ai suoi
genitori.
“Ero partita da Jesi, con mio marito, senza sapere come si potesse
entrare nel cinema. Poi seppi che
Lattuada cercava delle ragazze per
il film”Gli uomini si voltano” e così
mi presentai. Proprio in quei giorni
Lattuada stava preparando la sceneggiatura del film “La spiaggia” e
trovò una parte adatta per me”.
Da allora Valeria ha girato, come
s’è detto, diciotto film, di cui ci elenca i più importanti: “Gli innamorati”,
“Gli anni che non ritornano”, “Totò,
lascia o raddoppia”, “Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo”,
“I giorni più belli”, “’Na voce, ‘na chitarra e un po’ di luna”. Questi ultimi
girati tutti nello spazio di otto mesi.
“Il film che mi ha portato fortuna?”, dice. “Gli innamorati”; ed è il
film che preferisco per il personaggio affidatomi”. Per quel film – girato con la Lualdi, la Greco ed Interlenghi – Valeria Moriconi partecipò
al Festival di Cannes, dove il film,
fra quelli prescelti a rappresentare
la produzione italiana, ebbe larghi
consensi di critica.
Addirittura con manifestazioni
di entusiasmo da parte del pubblico
e della stampa londinesi fu accolta
la nostra giovane attrice allorché
si recò a Londra in occasione della prima inglese di “La strada”. Ma
questo non è lei a dircelo – piuttosto schiva, com’è, a parlare di sé
– ma il cav. Angelo Abbruzzetti, il
papà di Valeria, il quale ci mostra,
con compiaciuta ma
legittima
soddisfazione, alcuni numeri
del “New Chronicle”,
del “Daily Mirror” e
del “Daily Skech”, nei
quali la foto di Valeria occupa addirittura la prima pagina,
sotto vistosi titoli.
La terza volta che si
recò all’estero fu per
la lavorazione del
film “Gli anni che
non ritornano”, girato a Parigi.
Ne ha fatta, di
strada, Valeria Moriconi, dal tempo che,
studentessa liceale,
calcava il palcoscenico del Pergolesi
con la filodrammatica “Città di Jesi”. La
ricordiamo brillante
interprete in lavori
come “Esami di maturità”, “Gli ultimi
cinque minuti”, “Rebecca” e “Se tu non
m’ami”.
Ripensando alle
recite di allora, Valeria confessa di avere
sempre avuto passione per il teatro, che è
stato e resta al centro
delle sue aspirazioni di attrice. Guarda al teatro come al
più valido mezzo di
realizzazione, quello che realmente
consacra un’artista. Ed è facile immaginare, pertanto, con quale entusiasmo e soddisfazione abbia accolto l’invito fattole da Eduardo De
Filippo di lavorare nella sua compagnia.
“L’8 marzo – dice – debutterò
all’Eliseo di Roma appunto con la
compagnia di De Filippo ne “Il medico de’ Pazzi” di Scarpetta. Ma l’altra commedia più importante, per
me, è “Vincenzo De Pretore”, scritta
dallo stesso De Filippo. Questo lavoro, che dovrebbe andare in scena verso il 2 o 3 aprile, servirà per
affiatare la nuova compagnia, che
sarà composta da elementi giovani,
della quale sarò primattrice e Achille Millo primattore”.
“Niente più cinema, allora?”.
“Sì, farò ancora del cinema, perché girerò nel frattempo anche dei
films. Ho già il contratto per “Ragazze sulle nuvole”, un film che sarà
ambientato sulle hostess e nel quale
lavorerò con la Ralli, Gino Cervi, credo, e un’attrice spagnola, per la regia
di Mario Costa. Inoltre dovrò recarmi in Spagna per un film diretto da
Ladislao Vajda e nel quale lavorerò
con Pablito Calvo, Maurizio Arena e
Broderick Crawford. La lavorazione
di questo film avrebbe dovuto essere iniziata da diversi mesi, ma è stata
costretta ad un rinvio a causa di una
lunga indisposizione del piccolo Pablito”.
Presente nel cinema e nel teatro,
Valeria Moriconi lo è stata anche alla
televisione, che è poi cinema e teatro
insieme. Ha avuto il battesimo alla
TV con la commedia “Cavalieri senza armatura”…
(Giuseppe Luconi
– Voce Adriatica, 5 marzo 1957)
I
l CIR33, Consorzio
Intercomunale “Vallesina-Misa”, ha ricevuto
da Legambiente nazionale ed il Ministero
dell’Ambiente il premio
per la migliore gestione
innovativa della raccolta
dell’organico. Tra le motivazioni dell’assegnazione si legge anche la
seguente: “Il Consorzio
CIR33 ha attivato capillarmente - a partire
dal novembre 2007 – il
servizio di raccolta differenziata porta a porta
in 17 comuni di sua pertinenza in provincia di
Ancona; la popolazione
interessata dal nuovo
servizio è pari a circa
100 mila abitanti.”
Il CIR33 ha pubblicato
il nuovo sito internet
all’indirizzo www.cir33.
it con la sezione di servizio ed informazione
rivolta al pubblico e la
parte istituzionale, più
indirizzata agli organi
interni e ai collaboratori. Tale distinzione è
evidente già dalla prima
visita on line, in quanto
l’home page si rivolge
direttamente al pubblico e presenta, attraverso una suddivisione di
immediata e semplice
lettura, le istruzioni sul
servizio di raccolta, i risultati conseguiti, l’im-
piantistica di bacino, i
progetti in atto (ecovolontariato, compostaggio domestico, campagne informative) e i servizi a disposizione del
cittadino. In aree distinte è possibile accedere
alle pagine istituzionali,
che presentano il Consorzio e la sua struttura,
raccolgono le selezioni e
le gare di appalto, offrono un servizio di ufficio
stampa on line.
Le pagine contenenti le
informazioni relative al
servizio, i dati sui risultati conseguiti, i servizi
a disposizione del cittadino ed il materiale
informativo sono personalizzate per ciascun
Comune che ha il servizio di raccolta porta a
porta. “In questo modo
- ha detto il responsabile
della comunicazione del
consorzio, Matteo Giantomassi - il sito internet
vuole proporsi come un
portale all’interno del
quale i residenti in ciascuna città possono disporre delle informazioni ad essi riservate.”
Nella foto il direttore
del Consorzio,
Laura Filonzi e il
responsabile della
comunicazione
Matteo Giantomassi.
Congratulazioni Laura!
Lunedì 14 luglio, presso l’Università degli Studi di Bologna,
Laura Anderlucci ha conseguito con lode la Laurea Specialistica in Scienze Statistiche, discutendo una tesi sulla “Stima dell’ereditabilità di un carattere attraverso il metodo
gemellare: un’applicazione all’indice di massa corporea”.
Congratulandosi con lei per il risultato brillantemente raggiunto, la famiglia e gli amici le augurano un futuro radioso,
ricco di soddisfazioni personali e professionali.
3
Cultura
27 luglio 2008
ANTONIO MAGINI COLETTI:“LA VOCE” DI JESI (1)
Un “cantante-attore” amato in tutto il mondo
SCUSATE IL BISTICCI O
(ghiribizzi lessicali)
Peter Pun (con la u)
www.peterpun.it
Zeppa tra due malanni
Che differenza c’è tra un torrentaccio in
piena e un filmettaccio di serie D ?
Il primo è inguadabile, il secondo è
inguardabile.
SLOGAN RITOCCATI
(in peggio)
Cambio di vocale... per sopravvivere
PANE E LAVORO ! Sarebbe come dire: IL PASTO E IL POSTO !
TU QUOQUE !
Cambio di vocale sconsolato
Il tuo insulto mi ha spezzato il cuore. Sì: sono affranto per l’affronto.
COGNOMEN OMEN
Bisenso birichino
Da una rivista di gossip: “Amy Winehouse
brilla ad un party di VIP”.
(Vorrei vedere: non si chiama mica Waterhouse)
IL VISO PALLIDO
E IL DIAVOLO ROSSO
Cambio di vocale, augh !
Due celebri eroi dell’epopea western sui
contrapposti fronti: il ranger William
Frederick Cody e il capo-tribù Toro Seduto.
Insomma:
Buffalo Xxxx & Sitting Xyxx
***
Soluzione del gioco precedente:
lavarseli, cavarseli/levarseli
LaCitazione
a cura di Riccardo Ceccarelli
Lo smarrimento delle radici
Se una società perde le ragioni della propria
esistenza o smarrisce i fini delle proprie radici è
destinata a morire.
Rino Fisichella in “Fede e libertà” di Ferdinando
Adornato e Rino Fisichella, Ed. Liberal, Roma
2007, p. 145
Antonio Magini Coletti, tra
i cantanti lirici marchigiani dell’Ottocento, è forse il
più grande di tutti: un autentico colosso d’arte, reso
ancora più unico da un’infinita ricchezza di umanità; protagonista per tre
decenni delle scene di tutto
il mondo, il suo patrimonio
d’arte si è caratterizzato per
una preziosa sintesi delle
qualità dell’artista romantico e della sensibilità espressiva del nuovo secolo.
DA JESI A ROMA, AL
MONDO
Nato a Jesi nel febbraio
1855, Antonio era destinato a una professione nel
mondo del commercio e e più differenti furono coa tal fine studiava a Roma, stantemente concordi nelquando nel ’78 ascoltò il l’ammirare le belle doti del
baritono Mattia Battistini cantante, la sua intelligenin uno spettacolo al Teatro za, il suo buon gusto, la sua
Argentina: come folgorato, correttezza, e soprattutto
capì che quella era la sua la singolare versatilità sua»,
strada e intraprese lo studio scrivono di lui i cronisti
del canto a “Santa Cecilia”, teatrali di varie testate nasotto la guida di Venceslao zionali. «Egli sbozzò alcuni
Persichetti, lo stesso inse- dei tratti più significativi
gnante di Battistini. Agli del baritono moderno e
insegnamenti di Persichetti, al tempo stesso s’affermò
che lodò sempre per tutta come uno degli ultimi dela vita, sommò in seguito positari dell’autentico stile
gli importanti studi di per- interpretativo romantico»,
fezionamento condotti con sottolinea in uno studio di
due illustri conterranei, i qualche anno fa il critico e
baritoni Francesco Grazia- storico della vocalità Roni ed Enrico Fagotti, artisti dolfo Celletti.
fermani entrambi di onorata carriera, entrambi di UN REPERTORIO STERgrandissima scuola: quella MINATO
che origina dal Maestro Oltre ai teatri italiani di
Domenico Concordia, at- primo piano, approda imtivo dapprima a Fabriano mediatamente anche in
e poi spostatosi a Fermo, quelli stranieri; “San Carlo”
dove il suo insegnamento di Lisbona, “Liceu” di Barstabilì un’autentica culla di cellona, saltando oltreoartisti internazionali.
ceano verso i trionfi del
Già nel 1882 Magini-Co- “Colón” di Buenos Aires.
letti conosce il battesimo Senza mai trascurare “il
del palcoscenico, e in una tempio” italiano, la Scala:
cornice di tutto rispet- a Milano, nel corso della
to: il Teatro “Costanzi” di sua carriera quasi trentenRoma –struttura creata da nale, canterà per almeno
un altro marchigiano, Do- una decina d’anni. Ridotta,
menico Costanzi, che nel invece, la presenza nei carprimo Novecento diverrà telloni lirici della sua Jesi,
il Teatro dell’Opera– dove sul palcoscenico del Teatro
esordì come “Valentino” cittadino che appena pochi
nel Faust di Gounod. Il suc- mesi dopo il suo debutto
cesso fu tanto significativo a Roma aveva cambiato
e il luogo stesso del debutto nome: dall’originario “Conlo ampificò a tal punto da cordia, con cui si era aperto
proiettare il giovane barito- nel 1798, al più celebrativo
no come astro nascente nel “Pergolesi”, per ricordare
panorama contemporaneo, meglio l’illustre figlio compertanto subito ricerca- positore (1883). Forse per i
tissimo dai più importan- troppi impegni del baritono
ti teatri d’Italia. Nel solo in giro per il mondo, forse
’84, tocca piazze di rilievo per il suo crescente “valocome Roma (Teatro “Ar- re economico” –ma forse
gentina”), Napoli, Trieste, anche per non smentire
esaltando il pubblico nei l’antico adagio del “nemo
panni di “Escamillo” nella profeta”- si ricordano solo
Carmen, di cui diverrà uno tre volte di Magini Coletti
dei maggiori specialisti ita- al “Pergolesi”. La prima nelliani. «I pubblici più lontani la stagione di settembre del
1885, ancora astro nascen- una rincorsa di grande arte
te (in cartellone Lucia di e incontenibile entusiasmo
Lammermoor e La favorita), delle platee. Con lui cantacon il tenore Baroncelli e la no le grandi stelle del moprimadonna Palmira Ram- mento: Adelina Patti e la
belli, anch’essa jesina: «Ma- Mariani Masi, la Pantaleoni,
gini Coletti si immedesima Tamagno e Gayarre, Stagno,
talmente nel personaggio Angelo Masini, Enrico Ca–scrive il critico- che ne fa ruso, Gemma Bellincioni e
una vera incarnazione, sia Celestine Galli Mariè; tra i
con la naturalezza del can- tanti direttori di prestigio,
to, sia con la disinvoltura ovviamente, Toscanini.
della scena, della quale è
abile possessore»; insom- VOCE RARA, RARA DIma, «un successo splendido SCIPLINA
e meritato». La seconda nel La sua voce è “unica”: dotasettembre 1892, già divo ta di ottimo timbro, pastointernazionale, interprete sa e molto gradevole, chiadell’opera Guarany di An- ra nel colorito ma estesa e
tonio Gomes e propulsore sicura nell’intonazione nei
di un evento-concerto a vari registri, potente e inbeneficio dell’erezione di tensa nell’emissione eppure
un monumento a Pergolesi capace di un canto a mezza(che vedrà la luce solo nel voce e di una stupefacente
1910); infine, nel settembre padronanza della dinamica,
1900, al culmine della car- in cui riesce a dipanare un
riera, nei panni di uno dei uso dei colori a dir poco
suoi ruoli più memorabili: emozionante; «è la più belil perfido “Iago” nell’Otello la di quante ve ne sono tra
di Verdi.
i baritoni viventi», secondo
Le opere dei primi anni il celebre collega Antonio
sono quelle di Rossi- Cotogni. Essa è particolarni (Matilde di Shabran, Il mente ricca di potenzialità
barbiere), di Verdi (Aida, espressive, frutto di studio
Rigoletto,Trovatore), di Do- assiduo e di un metodo di
nizetti (Poliuto, Lucia, Elisir), canto impeccabile «per la
ma anche di Gounod (Faust, perfetta impostazione della
Romeo e Giulietta), Meyer- sua voce, per la irreprensibeer (Gli Ugonotti), Bizet bile sua emissione e per la
(Carmen, I pescatori di per- maestria nel saperla usare,
le), Massenet (Re di Lahore), senza mostrare mai al pubDelibes (Lakmé). Il suo re- blico stanchezza, né incerpertorio è tuttavia sempre tezza, mantenendo sempre
in espansione: a fine car- una dizione chiara ed un
riera conterà oltre settanta fraseggio elegante», come
titoli diversi, dal “belcanto” scrive a inizio secolo il crial Verismo, passando per tico del giornale catanese
gli autori francesi e per Wa- “La Sicilia teatrale”. Magini
gner, di cui interpreta varie Coletti si distacca compleopere e tutta la Tetralogia. tamente «da coloro che
Nel 1889, alla Scala, è il pri- fanno l’arte a colpi di granmo interprete dell’Edgar di cassa: egli dimostra invece
Puccini, a fianco del tenore lo studio, l’ingegno e l’aniGabrielesco e delle prime ma di artista che sa profondonne Cataneo e Romilda dere nell’interpretazione
Pantaleoni; nel ’91 incon- del personaggio che raptra Cavalleria rusticana e presenta»; carattere che si
di lì si aprirà a capolavori esalta al meglio nella grancontemporanei quali Ma- de sapienza del “recitativo”,
non Lescaut, Bohème, Tosca, in cui l’estrema musicalità
Falstaff, Otello, I pagliacci, si combina al massimo
La valchiria, Lohengrin, ma grado con la resa scenica
anche a titoli a noi meno dell’azione nella scrittura
consueti come Cristofo- drammaturgica. «La forro Colombo di Franchetti, tuna, incostante e capricPromessi sposi di Ponchielli, ciosa dea, a lui è rimasta
Fidelio di Beethoven, Dan- fedele, devota», scrivono
nazione di Faust di Berlioz, nel 1905, evidenziando la
Euryanthe di Weber, insie- sua costanza artistica e lame a tanti altri oggi com- sciando intendere il duro
pletamente usciti dal re- lavoro quotidiano messo
pertorio e dimenticati. Da in campo per tale successo:
Torino a Firenze, Palermo, «possa la resistenza della
Parma, a Madrid, Vienna, sua voce essere d’insegnaMosca, San Pietroburgo, mento a quanti non voglioVarsavia, poi oltreoceano no intendere che molto si
per tutto il Sudamerica e su canta se molto si studia! E
al nord -Boston, Chicago, viceversa».
Filadelfia, fino al MetropoGianni Gualdoni
litan di New York- è tutta (1/2: continua)
Confartigianato: all’Istituto d’Arte di Jesi un laboratorio d’arte orafa
A
iutiamo i giovani a farsi
una idea del mestiere. E’
il progetto che la Confartigianato promuove in collaborazione con l’Istituto
Statale d’Arte “E. Mannucci di Jesi. Anche quest’anno i laboratori della
sezione “Arte dei metalli e
dell’oreficeria” dell’Istituto
jesino ospiteranno il tirocinio-laboratorio tenuto
dai Maestri orafi Gianfranco Catalani, Marco Cinti,
Maria Marchegiani e Luca
Zamponi coinvolti dalla
Confartigianato in dieci
Aiutiamo i giovani a farsi un’idea….del mestiere
giornate di stage riservato
agli allievi dell’Istituto.
15 studenti del corso curricolare Arte dei metalli
e dell’oreficeria hanno
aderito all’iniziativa che li
vedrà impegnati fino al 25
luglio, nel tirocinio di specializzazione riguardante
la formatura anticlastica
dei metalli, le tecniche
dell’incisione e dell’incastonatura, l’assemblaggio e
la finitura.
Il corso si svolge presso i laboratori dell’ISA E.
Mannucci di Jesi dal lu-
nedì al venerdì, la mattina.
Agli allievi partecipanti
sarà rilasciato un attestato
di frequenza valido ai fini
del credito formativo.
Obiettivo del corso è fornire agli allievi le indicazioni basilari del metodo
di lavorazione indirizzandoli verso forme plastiche
finalizzate alla funzione
ornamentale nell’ambito
dell’ oreficeria. Tra le materie anche incisione ed
incastonatura. Le tecniche
di base sono impartite agli
allievi allo scopo di com-
pletare il manufatto didattico con l’inserimento
delle pietre preziose (zirconi con taglio diamante
saranno utilizzati nella simulazione). E poi tecniche
di assemblaggio e finitura:
l’applicazione dei meccanismi funzionali definiranno l’uso dei manufatti
(spille, orecchini…) nel
tentativo di mettere gli allievi in condizione di portare a termine il proprio
elaborato nel pur breve
tempo disponibile.
Paola Mengarelli
4
Attualità
27 luglio 2008
nel mondo del lavoro: appunti di viaggio
di Gabriele Gabrielli*
Eluana
P
“Flessometro”: ovvero
il cambiamento che si riavvolge
di Riccardo Ceccarelli
er Terry Schiavo, morta il 31 marzo
2005, ci vollero 13 giorni per morire
di fame e di sete, come probabilmente
sarà per Eluana. Allora si disse che mai
sarebbe accaduta una cosa simile in Italia. Mai dire mai. Ora sta accadendo anche in Italia. I rispettivi giudici, americano ed italiano, accogliendo le ripetute
istanze del marito per Terry e del padre
per Eluana, avevano chiesto di rimuovere
i sondini con i quali venivano alimentate
e dissetate, e non di “staccare la spina”,
come ci hanno detto stampa e Tv. Non
alimentandosi e non ricevendo acqua si
muore tra atroci sofferenze, come è avvenuto per Terry e come sarà (se non ancora avvenuto) per Eluana. Pena di morte non per fucilazione ma per fame e per
sete, così hanno deciso i giudici, perché il
marito e padre si erano accorti che la vita
delle rispettive moglie e figlia non era più
“umana”, mentre è pienamente “umano”
non dare cibo e acqua, così la natura fa il
suo corso, cioè ovviamente lascia morire: soluzione questa pienamente “umana”.
Dare cibo e acqua a chi pur non è apparentemente cosciente, è accanimento
terapeutico? Cibo e acqua non sono medicinali, sono gli elementi essenziali per
vivere, toglierli è far morire, è decretare
la morte. Nella situazione di Terry come
in quella di Eluana, da anni in una “situazione vegetativa” – come si dice – senza minimamente renderci conto di loro
eventuali reazioni, non sembra proprio
essere la ragione a guidare richieste, a far
emettere sentenze, ad esprimere pareri,
a guardare la vita e a decidere su di essa.
Più che la ragione sono il fastidio che
danno questi ammalati, i problemi che
essi creano alle famiglie e alla società, gli
aspetti emozionali che suscitano, l’impegno che richiedono per la loro assistenza, la visione efficientistica dell’esistenza,
l’allontanamento sistematico del dolore e
del limite dalla propria ed altrui vita: se
non risponde a questi criteri la vita non è
“umana”, come non lo era quella di Terry, come non è stata giudicata tale quella
di Eluana. La maggioranza si è espressa,
nei sondaggi, a favore della rimozione
del sondino, cioè per la morte per fame
e per sete di Eluana, non per continuare
ad assisterla amorevolmente, alimentandola e dissetandola soltanto, visto che
non prende altre medicine. Più che la
ragione è una non ben compresa compassione, è una pietà mal intesa. Oramai siamo un po’ tutti in quest’ordine di
cose. La vita è efficienza e funzionalità, è
la quasi perpetua giovinezza, è la demonizzazione del dolore o della limitazione,
è il successo, è l’eterno sorriso stampato
sul volto. Solo così la vita è “umana”. Diversamente non è più “umana”. E quindi
anche la sua negazione, anche violenta,
per fame e per sete, non ci fa più discutere. È il sonno della ragione. Eliminare
Eluana, da 16 anni in “stato vegetativo”
(come è triste paragonare l’attenzione
per Eluana a quella dell’orto di casa, ai
vegetali appunto!), è tutto sommato un
atto di praticità, come qualcuno ha detto, è eliminare un problema, un fastidio,
un peso. E non c’è solo Eluana, tanti altri sono nella sua condizione. Certo la
morte toglierebbe ogni problema, ogni
fastidio. Ma tutto questo è razionale,
è ragionevole, risponde ad una logica
“umana”? Siamo più accoglienti e disponibili verso i diversi, quelli di altre religione e cultura (anzi qui siamo pronti a
mettere a tacere la nostra), siamo poco
accoglienti invece verso gli ammalati,
verso tutte le “Eluane” di ogni sembiante, fino ad arrivare a mettere in discussione la loro “umanità”, il senso della
loro esistenza. Eluana insomma non è
un vegetale, una zucca o un qualsiasi
ortaggio. Sarà “una vita differente ma
non una non vita”. Condannarla a morte
per fame e sete è una sentenza di morte. Questo dice la ragione. Se ne discuta
pure. Purché pietà e compassione non
siano sinonimi di egoismo.
C
hi non conosce o non ha mai adoperato un “flessometro”? Chiamasi
così, lo leggiamo da Wikipedia (http://
it.wikipedia.org/wiki/Metro­_a_nastro),
“quello strumento molto comune costituito
essenzialmente da una rotella metrica, con
nastro di acciaio, in cui una molla arrotola
automaticamente il nastro all’interno dell’arrotolatore”. Sì, stiamo parlando del “metro
a nastro”, facile da usare e poco ingombrante. Le modalità di funzionamento di
questo utensile ci ha fatto sempre venire in
mente qualche dinamica del cambiamento
nelle organizzazioni, o meglio le situazioni
in cui questo – alla stessa stregua di quando lasci andare il nastro nel flessometro
– si riavvolge su se stesso con una velocità
inaspettata e come se nulla mai fosse successo. Ed ecco allora che devi ricominciare
da capo. Se ti dimentichi infatti di azionare l’apposita “frizione” che blocca il nastro
alla lunghezza d’interesse la molla richiama automaticamente il nastro che scompare dentro il suo contenitore.
Similmente, nei contesti organizzativi ti
capita frequentemente di vedere – se ti
giri per cinque minuti da un’altra parte –
il lavoro che hai fatto con tanta energia e
investimenti essere “risucchiato” dalle resistenze al cambiamento, dalle routine di
una cultura dura a modificarsi, da chi lotta contro ogni cosa che possa perturbare
ciò che si è acquisito, dalla forza inerziale
dello stare fermi. In questi contesti, guai
a distrarsi anche un solo momento; può
essere fatale e “devi stare sul pezzo” ogni
momento, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Rischi di trovare
sempre qualcuno, infatti, che approfittando della tua distrazione toglie la frizione
e fa arrotolare il nastro.
No, la distrazione in certi ambienti non è
ammessa. E’ disumano ma è così. La questione più complicata è l’azionare sempre
la frizione e bloccare quel nastro che hai
con difficoltà, centimetro dopo centimetro, srotolato impegnandoti in riunioni,
approfondimenti, colloqui gestionali, negoziazioni e quant’altro per avvicinarti o
arrivare “fino alla lunghezza di interesse”.
Sappiamo bene, infatti, quanto sia neces-
sario consolidare il cambiamento. Solidificare nuovi comportamenti e modi di
operare, però, è progetto assai difficile
e complicato di suo. Figuriamoci quando chi ha la responsabilità di azionare la
frizione e aiutarti a consolidare lo spostamento non lo vuole fare, non ha interesse a farlo o si dimentica di farlo per
pigrizia e noncuranza o non lo fa perché
qualcun altro – da cui “dipende” – gli fa
capire che è lì proprio per non bloccare
il nastro. Quando è così tutto si riavvolge
e il nastro che avevi cominciato ad allungare diventa nuovamente un rotolo inaccessibile, compatto e chiuso dentro la sua
scatola.
Che fare allora? Si può cambiare metro e
provare quelli rigidi che sono certamente meno comodi e maneggevoli, ma che
ti danno però un’altra sicurezza e forse
maggiore precisione; oppure si può cambiare chi dovrebbe azionare la frizione; o
rompere la scatola dove si è racchiuso il
nastro liberandolo e srotolarlo manualmente. Ma forse si può fare anche altro.
Docente Università LUISS Guido Carli
[email protected]
L’Oikos: ha aderito al progetto sperimentale Programma Sostegno Famiglie
Insieme genitori e figli, anche per giocare
“E
’ la prima volta
che le famiglie si
sono coinvolte senza
delegare la risoluzione dei loro problemi
alle cosiddette istituzioni
educative;
le famiglie si sono
messe in gioco anche se all’inizio non
è stato facile formare
il gruppo”: così Rosa
Meloni,
dirigente
scolastico
dell’Istituto
Comprensivo
Carlo Urbani di Jesi
e consigliere provinciale, ha commentato
il Programma Sostegno Famiglie. Al programma,
conclusosi per Jesi lo scorso
giugno, ha partecipato l’associazione “Oikos”, uno dei 47
centri italiani che ha aderito
alla sperimentazione del Ministero dell’Istruzione del metodo Strengthening Families
Program. I centri nei quali è
avvenuta la sperimentazione
sono stati scelti tra le strutture
affiliate alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche
o al Centro Sportivo Italiano
o al Forum degli Oratori.
Il Programma a Sostegno delle Famiglie (SFP), sperimentato con successo in molti Paesi
del Nord America e d’Europa,
è uno dei programmi ritenuti
più efficaci per la capacità di
ottenere cambiamenti positivi nelle famiglie perché non
si applica separatamente ai
bambini o ai genitori, ma alla
Notizie in breve
dall’Italia e dal Mondo
Somalia
Continua la strage degli innocenti
a Mogadiscio, capitale della Somalia, in Sudafrica. Nuovi duri
combattimenti tra governativi e
islamici: tra gli uccisi anche quattro bambini. Sono più di 8.600 i
morti nel 2008. Le condizioni di
insicurezza, la siccità, raccolti falliti o estremamente ridotti stanno
aggravando la sofferenza di milioni di somali.
Giustizia e politica
Monito del Presidente della Re-
famiglia intera. L’Associazione “Oikos” di Jesi è un centro
federato della FICT (Federazione Italiana Comunità
Terapeutiche) e attraverso il
Centro Studi e lo Sportello
Prevenzione “Zoè” si occupa
di interventi di prevenzione al
disagio e promozione del benessere nel territorio dell’ambito territoriale sociale, attraverso progetti rivolti a famiglie, scuola, mondo del lavoro
e dell’associazionismo.
A Jesi, presso la struttura “Mynonna”, da settembre a giugno,
38 nuclei familiari di Jesi e
Vallesina con figli tra gli 8 e
11 anni hanno partecipato a
15 incontri settimanali di due
ore ciascuno. A conclusione
del percorso hanno risposto
ai questionari predisposti
dall’Università Ca’ Foscari di
Venezia che, fin dall’inizio, ha
monitorato l’attività e che il
prossimo ottobre, in un convegno nazionale, comunicherà i risultati complessivi. Don
Giuliano Fiorentini, presidente dell’Oikos, nel ringraziare
Claudio Cardinali che ha seguito il progetto sin dall’inizio e tutti i collaboratori, ha
espresso l’auspicio che a Jesi
si possa avviare un centro
permanente per le famiglie,
gestito in collaborazione tra
le scuole, le parrocchie, il
comune, le associazioni. Il
Programma, apprezzato dal
senatore Carlo Giovanardi,
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri,
sarà, quasi certamente, rifinanziato per permettere ad
altre famiglie di vivere questa
esperienza che è stata molto
apprezzata da chi vi ha partecipato.
pubblica per evitare che le udienze di si trasformino in reality: c’è
una tendenza alla spettacolarizzazione, occorre recuperare equilibrio e assicurare alle persone
coinvolte dignità e decoro.
Verso le Olimpiadi
Il conto alla rovescia per le Olimpiadi sembra scandito in Cina
dall’escalation della tensione. Lunedì scorso l’episodio più grave:
due esplosioni su due autobus
hanno causato due vittime e 14
feriti. Diversi sono i fronti interni
caldi che rischiano di esplodere
alla vigilia della competizione
sportiva.
Hanno collaborato, oltre all’Istituto Comprensivo “Carlo Urbani” di Jesi, capofila del
progetto, gli istituti
comprensivi S. Francesco, Jesi Centro e
Federico II di Jesi. Nel
corso della conferenza
stampa di presentazione dei risultati che
si è svolta la settimana
scorsa nella sede dell’Oikos, Emanuela Girini, componente dello
staff, composto da sette formatori qualificati
e dal coordinatore e
group leader Claudio
Cardinali, ha evidenziato l’apprezzamento delle famiglie
che hanno avuto modo anche
di giocare insieme, genitori e
figli, e di confrontarsi a casa,
sulle tematiche affrontate nel
corso. “Siamo disponibili a seguire progetti simili in tutta la
Regione – ha concluso Carlo
Bellocchi, vicepresidente dell’associazione – e che hanno
come risultato la soddisfazione di chi partecipa e di chi li
propone.”
b.t.
Foto Maurizi
Nella foto da sinistra: Carlo
Bellocchi, vicepresidente
dell’Oikos, don Giuliano
Fiorentini, presidente
dell’Oikos, Rosa Meloni,
dirigente scolastico, Claudio
Cardinali, group leader del
progetto, Emanuela Girini,
formatrice per i genitori.
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Regione
27 luglio 2008
NOTIZIE IN BREVE
L’avvocato
ELUANA E L’EUTANASIA
Con Decreto 9 luglio 2008, la Corte D’Appello di Milano ha stabilito che, alla luce della “logica orizzontale compositiva della ragionevolezza”, nel caso di stato
vegetativo permanente e, quindi, irreversibile, è possibile disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale, laddove emerga l’inconciliabilità
della propria concezione sulla dignità della vita con la
perdita totale ed irrecuperabile delle proprie facoltà
motorie e psichiche e con la sopravvivenza solo biologica del corpo in uno stato di assoluta soggezione
all’altrui volere.
La vicenda ebbe inizio il 18 gennaio 1992, quando
Eluana Englaro, allora ventunenne, rimase coinvolta
in un incidente stradale a seguito del quale le fu diagnosticato un gravissimo trauma cranio-encefalico
con lesione di alcuni tessuti cerebrali corticali e subcorticali, da cui derivò prima una condizione di coma
profondo, e poi, in progresso di tempo, un persistente
stato vegetativo con tetraparesi spastica e perdita di
ogni facoltà psichica superiore, quindi di ogni funzione percettiva e cognitiva e della capacità di avere contatti con l’ambiente esterno.
Dopo circa quattro anni dall’incidente, essendo stata
accertata la mancanza di qualunque modificazione
del suo stato, Eluana Englaro fu dichiarata interdetta
per assoluta incapacità dal Tribunale di Lecco e il padre fu nominato tutore.
Dopo altri tre anni circa prese avvio una lunga vicenda giudiziaria snodatasi in tre principali procedimenti consecutivi, nei quali il padre-tutore, deducendo
l’impossibilità per Eluana di riprendere coscienza,
nonché l’inguaribilità/irreversibilità della sua patologia e l’inconciliabilità di tale stato e del trattamento di
sostegno forzato che le consentiva artificialmente di
sopravvivere (alimentazione/idratazione con sondino
naso-gastrico) con le sue precedenti convinzioni sulla
vita e sulla dignità individuale e, più in generale, con
la sua personalità, ha ripetutamente chiesto, nell’interesse e in vece della rappresentata, l’emanazione di
un provvedimento che disponesse l’interruzione della
terapia di sostegno vitale.
Secondo la Corte D’Appello, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario unicamente in presenza dei seguenti presupposti: a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un
rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi
sia alcun fondamento medico, secondo gli standard
scientifici riconosciuti a livello internazionale, che
lasci supporre la benché minima possibilità di un
qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e
di ritorno ad una percezione del mondo esterno; b)
sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in
base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle
sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti,
corrispondendo al suo modo di concepire, prima di
cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità
della persona.
Ove l’uno o l’altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l’autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita,
indipendentemente dal grado di salute, di autonomia
e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere,
della qualità della vita stessa.
Nel caso di specie, il problema non risiede nella le
Le vie della legalità
risponde
gittimità o meno dell’interruzione del trattamento terapeutico vitale, bensì nel soggetto protagonista della
vicenda, cioè una persona umana la cui volontà è ricostruita mediante il ricorso alle cosiddette direttive
anticipate di trattamento terapeutico o, meglio per il
caso in esame, le cosiddette scelte ora per allora di tipo
implicito.
L’eutanasia passiva è un principio espressamente riconosciuto dalla legge; infatti l’ordinamento vigente
già riconosce al soggetto capace il diritto di rifiutare
la cura, pur laddove ciò conduca alla morte: gli articoli
13 e 32 della Costituzione (e gli articoli 1 Legge 180/78
e 33 Legge 833/78) rendono lecito il comportamento
del medico il quale, prendendo atto di questa volontà, interrompa le terapie, sempre che si versi nella non
frequente ipotesi in cui un soggetto allo stadio terminale sia in grado di esprimere un consenso valido.
La Cassazione ha affermato che la libertà di cura può
significare ripudio delle cure per lasciarsi morire, ma
non anche libertà di compiere atti positivi per morire,
non spiegandosi altrimenti la possibilità di trattamento sanitario obbligatorio in presenza di gravi tendenze
suicide. La sentenza prende posizione anche in ordine
alla rilevanza penale del suicidio. Il confine tra lecito ed illecito è da ravvisare nella tipologia di condotta
posta in essere: è lecito il contegno omissivo espressivo della libertà di cura; è illecita la condotta attiva diretta al suicidio o quella attiva da altri posta in modo
commissivo.
Permane il nodo degli incapaci di intendere e di volere
per i quali, da più parti, si propone l’introduzione del
cosiddetto testamento biologico, avente ad oggetto
direttive anticipate di trattamento terapeutico.
In realtà, il vero quesito, oggetto di interpretazione da
parte degli stessi costituzionalisti, è se il valore presidiato dalla Costituzione sia la vita in sé o, piuttosto, la
dignità dell’esistenza, intesa come condizione umana
non degradante ma capace di consentire alla persona
di vivere senza una sofferenza insopportabile, idonea
a tradursi in vera e propria condanna, tortura.
Il tutto diventa assolutamente problematico quando il soggetto della cui vita si discute sia un incapace.
Eluana non poteva più comunicare con l’esterno e la
Corte D’Appello ricostruisce la sua volontà sulla base
della sua storia personale ed arriva a dire che oggi ella
avrebbe scelto di morire: aveva scelto allora per ora;
un diritto supremo, come quello all’autodeterminazione, non può essere precluso sol perché il soggetto
diventa incapace ed, allora, è giusto ricostruire la sua
volontà per bocca di coloro i quali hanno convissuto
con lui.
Certo è che i dubbi permangono. Osserva il giurista
Giuseppe Buffone: se la dignità della vita si valuta
giorno dopo giorno, momento dopo momento, come
si può reagire dinnanzi alla scelta “presunta” di un incapace? Come pur si è detto, nessuno è mai stato in
coma irreversibile prima di trovarvisi. Atti irripetibili che tolgono la voce a chi li vive. Eluana, fuori dal
coma, avrebbe desiderato lasciarsi morire se mai vi si
fosse trovata. Ma una volta trovatavisi, sarebbe stata
della stessa opinione?
Nessuna risposta può mai essere giusta poiché nessuna verità può dirsi qui assoluta.
Restano scelte da fare; decisioni, come osserva la stessa Corte D’Appello, a cui non possono “sottrarsi i decidenti, per quanto non senza
partecipata personale sofferenza”.
Paolo Marcozzi, avvocato
Il 25 luglio si terrà il sesto appuntamento di “Le Vie della Legalità”,
dal titolo “Il profumo della libertà”, organizzato dall’assessorato
alla Cultura e dal circolo Arci di Jesi.
Alle ore 17.30, in piazza della Repubblica apertura stand di Libera Terra in collaborazione con la bottega del commercio equo e
solidale; alle ore 18 a La Salara di Palazzo della Signoria apertura
mostra “Locri
1 Marzo 2008”
a cura di Silvia
Berruto; alle ore
18.15 dibattito
“L’informazione
come strumento di lotta alla
mafia”. Alle ore
21 in piazza della Repubblica
spettacolo teatrale “Poliziotta
per amore” in
memoria di Emanuela Loi, rimasta uccisa mentre scortava il
magistrato Paolo Borsellino; a seguire incontro “Chi ha paura
muore ogni giorno” con Giuseppe Ayala, Salvatore Borsellino,
Giuseppe Lumia, Rosario Crocetta.
Nella foto Vincenzoni, la conferenza stampa di presentazione:
da sinistra Francesco Tiberi, Matteo Secchi, Valentina Conti.
Ostello, incontro con Maria Lampa
L’Associazione Viverecongioia
organizza alcune iniziative all’Ostello di Villa Borgognoni
a Jesi, l’1 e il 2 agosto. Segnaliamo l’incontro con Maria
Lampa che presenterà il suo
libro “Il valore nelle orme del
cuore”. Sabato 2 agosto alle ore
21,15 Maria Lampa presenterà
se stessa e quei motivi interiori e quella forza d’animo che le
ha permesso di fissare in un libro-confessione tutta se stessa:
la battaglia contro una natura poco generosa, i valori che
l’hanno sostenuta, l’entusiasmo
della meta vicina che però non
si riesce mai ad agguantare in via definitiva, la soddisfazione
dell’apertura agli altri, così come gli altri tanti si sono aperti a
lei. Vale la pena ascoltarla.
Il Buon vivere è a Monsano
Monsano diventa per due giorni un laboratorio di economia solidale. Il 2 e 3 agosto al Parco del Santuario di Santa Maria di
Monsano, si terrà la quarta edizione di “Naturalmente festival
– Terre del buon vivere”, appuntamento organizzato dalla cooperativa “Monsano Informa” nell’ambito di Cohabitat, il programma strategico delle politiche culturali della Provincia di Ancona.
A Monsano si daranno appuntamento centinaia di giovani e non,
tutti attratti dalle tematiche del vivere naturale, dell’economia
equa e solidale e del turismo responsabile. Da non mancare il
concerto di Esha Tizafy in programma sabato 2 agosto. La cantante, originaria del Madagascar, la cui musica spazia tra diverse
culture, si esibirà alle 21,45, mentre il concerto di domenica sarà
dedicato al Flamenco con la musica della compagnia “La Morita”. Per i seminari, sabato pomeriggio alle 18 si parlerà di “cibo e
acqua” mentre domenica si parlerà di “compost” in agricoltura
con il Cir 33.
Interporto
L’assemblea dei soci di Interporto Marche spa i ha
condiviso la proposta di
aumento di capitale sociale
fino a 9.241.591 euro e, su
richiesta del socio di maggioranza Svim Spa, ha deciso
di riconvocarsi il 28 ottobre
per definirne le modalità
attuative. Roberto Pesaresi,
presidente della società ha
confermato l’impegno da
parte della società Interporto Marche spa a rispettare il
cronoprogramma stabilito e
finalizzato al completamento del terminal-container
entro l’autunno del 2009.
Il presidente ha comunicato
inoltre che è stato sottoscritto un preliminare di acquisto delle aree necessarie
alla realizzazione della “stazione tecnica” di Interporto
che consentirà di passare
dall’instradamento con tradotta a quello automatico
dei treni.
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Vita ecclesiale
27 luglio 2008
Parola di Dio
27 luglio 2008 - 17^ domenica del tempo ordinario - anno A
Che il regno di dio ti conquisti
con stupore! Il Regno
di Dio è qualcosa di
inestimabile valore.
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
Così grande che vale
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo
la pena sacrificarvi
trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e comtutto. Grandezza del
pra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in
dono di Dio e proncerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti
tezza dell’uomo. Di
i suoi averi e la compra.
fronte alla pigrizia
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccospirituale dell’uomo
glie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si
di oggi, ci si può chiemettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i
dere se sia questiocattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i
ne di buona volontà.
cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e
Gesù risponde che
stridore di denti.
la prima questione è
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro:
trovare un tesoro. Il
«Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a
distacco scaturisce
un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
dall’aver trovato! La
Parola del Signore
prima questione è discernere ciò che veramente vale nella vita
e ciò che è una paccottiglia nel gran bazar della
Commento
Nelle parabole emerge sia il volto di Dio sia il vol- vita. E’ ciò che ha ripetuto il Papa ai giovani, in
to (la risposta) dell’uomo. Perché il Regno di un questa cultura consumistica e idolatria.
Dio vuole raggiungere l’uomo per salvarlo, ma Per la terza parabola Gesù prende lo spunto dai
pesca­tori che per ore navigavano sul lago di Tibeaspetta una risposta!
I piccoli racconti di questa domenica sono come riade, uno spec­chio d’acqua molto pescoso. Giundei minifilmati che puoi fare anche col tuo cellula- ti a sera a riva, tirate le reti sul litorale, iniziavano
re. C’è la parabola del tesoro e della perla. E’ come la cernita dei pesci. Gesù sem­bra quasi fermarsi
entrare nel mondo delle favole!! Nelle piccole cose a guardarli mentre separano in diversi canestri i
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
26 luglio: I genitori della Beata Vergine Maria
Agenda
Pastorale
del Vescovo
Santi Gioacchino e Anna
Venerdì 25 luglio
Giornata di spiritualità con i Diaconi di Jesi e
Senigallia al Beato Sante-Mombaroccio
Sabato 26 luglio
ore 10: S. Messa alla casa di riposo di via Gramsci
in occasione della festa di Sant’Anna
ore 15: Colle Ameno: incontro con i giovani di
Castelbellino e Pantiere
ore19.15: Sant’Apollinare, S. Messa nella festa
patronale
Domenica 27 luglio
ore 10: Bellisio Solfare, incontro con Coccinelle
FSE e genitori della parr. Divino Amore e Moie
ore 15: Beato Angelo, incontro con Coccinelle FSE
e genitori della parr. Regina della Pace
ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un
gruppo di ragazze
Martedì 29 luglio
Incontro con partecipanti al campo scuola del
Gruppo Spontaneo di San Giuseppe a Sarnano
Mercoledì 30 luglio
Incontro con partecipanti al campo scuola ACR di
Moie a Pennabilli
ore 21: incontro con il Gruppo di discernimento
vocazionale in vista del Diaconato permanente
Giovedì 31 luglio
Pomeriggio: incontro con i Lupetti
Parrocchia di S.M. Kolbe a San Cassiano
pesci permessi
dalle leggi alimentari bibliche
e giu­daiche, cioè
i pesci che sono
kasher, «puri», e
gli altri, quelli
senza scaglie visibili, proibiti alle
mense ebraiche
da una norma
del libro biblico
del Levitico («di
tutti gli animali
che si muovono
nelle acque ma
non hanno né pinne né squa­me non mangerete
la carne»: 11, 10). Affiora, allora, sulle labbra di
Gesù la seconda lezione, quella della fine e del
giudizio. Ora bene e male sono mescolati insieme,
spesso chiamati con nomi falsi. Allora, invece, il
giudizio di Dio farà final­mente brillare l’autentica
verità, il vero amore, la sincera giustizia, ribaltando le folli scale di valori inaugurate dagli uomini,
smascherando le ipocrisie di coloro che «chiamano bene il male e male il bene, tenebre la luce
e luce le tene­bre, amaro il dolce e dolce l’amaro»
(Is 5, 20). «Avete capito tutte queste cose?» dice
Gesù. Le grandi conquiste esistenziali si fanno
pensandoci spesso!
della
Sabato 2 agosto
Mattino: incontro con i Lupetti di Moie a Marina
di Montemarciano
ore 18: Angeli di Rosora: Festa del Perdono di
Assisi
Domenica 3 agosto
ore 15: Località Canfaito: S. Messa e incontro con
i genitori e Esploratori/Guide delle parrocchie di
San Pietro Martire, Divino Amore e Regina della
Pace
ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un
gruppo di ragazze
In ricordo di Santa Teresa della Croce
Sabato 9 agosto presso il Teatrino del Duomo di Jesi alle
ore 19,30 si svolgerà la commemorazione ricordo di San
Teresa Benedetta della Croce, patrona d’Europa. Prima della commemorazione ricordo, alle 18,30, ci sarà la
messa vespertina e dopo seguirà un momento conviviale. L’iniziativa in ricordo di Santa Teresa Benedetta della
Croce, è organizzata dall’Associazione “Noi operatori di
pace” e il Meic – Gruppo Edith Stein di Jesi.
La Parola di Dio ci garantisce
che i santi sono tantissimi. I
santi sono una moltitudine!
Pensandoci bene, non può
essere altro che così. Dio ci
ama tanto da soffrire per noi
la passione. È impossibile
che la forza del dolore-amore di Dio non porti frutti abbondanti di santità, è impossibile che il sangue di Cristo
non sia straordinariamente
fecondo. Talvolta non ci accorgiamo della presenza dei
santi accanto a noi, ma anche noi sicuramente ne abbiamo conosciuti tanti. Tante mamme piene di amore
di Dio, uomini miti e pronti
a eroici e nascosti sacrifici,
giovani leali e generosi; anziani umili e sereni; ammalati pieni di speranza e di bontà sono dei santi sconosciuti.
Un giorno brillerà la loro
bontà. Oggi ci basti sapere
che la loro santità è il sale
che preserva il mondo dalla
totale distruzione. E questo
pensiero faccia sgorgare dal
nostro cuore un grazie commosso al Signore, l’artefice
della santità. Pensando alle
mamme, ai papà, ai nonni
santi, questa settimana vorrei presentarvi la figura dei
santi Giacchino e Anna.
“Dai frutti conoscerete la
pianta”, dice Gesù nel Vangelo (cfr. Mt 7,16). Noi conosciamo il fiore e il frutto
soavissimo derivato dai santi Gioacchino ed Anna: la
Vergine, Immacolata fin dal
concepimento, colei che per
divino privilegio fu esente
dal peccato originale e fu
tabernacolo vivente del Dio
fatto uomo. Dalla santità dei
frutti, deduciamo la santità
di Anna e Gioacchino: non
solo genitori di Maria, ma
anche nonni di Gesù Cristo!
Evidentemente Maria ha ricevuto dai genitori i primi
impulsi alla fede, da loro è
stata guidata nell’ascolto e
nell’attuazione della Parola del Signore. L’etimologia
dei loro nomi è alquanto
significativa: Gioacchino è
un nome ebraico e vuol dire
“Dio concede”, “preparazione
del Signore”, Anna invece
significa “grazia”. Pastore di
Gerusalemme,
Gioacchino era “un uomo modesto,
mite, educato alla legge di
Dio, vissuto sobriamente e
sempre costante nell’amore
di Dio, ma invecchiato senza figli” scrive sant’Andrea
di Creta, Anna era “amante
di Dio, sobria e continente,
affezionata al marito… priva di figli, ma alla fine le sue
preghiere vennero esaudite”. I due sposi infatti, erano
una coppia matura e non
avevano bambini. Un giorno,
mentre Gioacchino lavorava nei campi, gli apparve un
angelo per annunciargli la
nascita di un figlio. Anche
Anna, mentre era in preghiera, ebbe la stessa visione:
“Anna, Anna, il Signore ha
ascoltato la tua preghiera e
tu concepirai e partorirai e si
parlerà della tua prole in tut-
Settimanale di ispirazione cattolica
fondato nel 1953
di don Mariano Piccotti
[email protected]
Il povero e la perla
(Swami Paramananda)
La perla di gran valore è
nascosta profondamente.
Come un pescatore di perle,
o anima mia, tuffati,
tuffati nel profondo,
tuffati ancora più giù, e
cerca!
Forse non troverai nulla la
prima volta.
Come un pescatore di perle,
o anima mia,
senza stancarti, persisti e
persisti ancora,
tuffati nel profondo,
sempre più giù,
e cerca!
Quelli che non sanno il
segreto,
si burleranno di te,
e tu ne sarai rattristato.
Ma non perdere coraggio,
pescatore di perle, o anima
mia!
La perla di gran valore è
proprio là nascosta,
nascosta proprio in fondo.
E’ la tua fede che ti aiuterà
a trovare il tesoro
ed è essa che permetterà
che quello che era nascosto
sia infine rivelato.
Tuffati nel profondo, tuffati
ancora più giù,
come un pescatore di perle,
o anima mia.
E cerca, cerca senza
stancarti!
Jesi, Santa Maria
to il mondo”. Chiamarono la
loro bambina Maria: il nome
ha il duplice significato di
“amata da Dio”, ed “amarezza”,
infatti in Maria ogni sofferenza interiore si tramuterà
in gloria e gioia del Signore.
Anna visse fino a tarda età,
di Ghiacchino invece, non
abbiamo più notizie dopo
la Presentazione di Maria al
Tempio.La grande prova della sterilità coniugale invece
di dividere Anna da Gioacchino, che avrebbe potuto
sposare un’altra donna, aumentò la comprensione reciproca e ne rinsaldò l’unione.
Lo Spirito Santo, la grazia
del Sacramento sponsale
aiutarono i santi sposi a non
perdere di vista la fonte del
loro amore e la loro reciproca donazione.
Sant’Anna, invocata in caso
di sterilità, è patrona della
maternità. È invocata come
protettrice delle donne incinte che a lei si rivolgono
con fiducia.
Giordano Maria Mascioni
La domenica sera, fino
al 31 agosto, a Santa
Maria del Piano viene
celebrata l’Eucarestia
alle ore 21,30.
In memoria
Mons.
Giuseppe Dottori
Nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola, sabato 26
luglio alle ore 19 sarà
celebrata una Santa Messa nel quinto
anniversario del suo
ritorno alla Casa del
Padre.
Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An
Telefono 0731.208145
Fax 0731.208145
[email protected]
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Vita ecclesiale
27 luglio 2008
7
Ottavo centenario della cattedrale (XIII)
E
Quella splendida mensa di famiglia
gira che ti gira, dopo dodici articoli in
cui abbiamo parlato di tutto quanto
si trova “attorno”, vogliamo soffermarci finalmente in quello che costituisce il
cuore di ogni edificio liturgico cristiano
(almeno per cattolici e ortodossi: i protestanti hanno al centro il pulpito): l’altare. Con questo termine, nell’ebraismo e
nel mondo greco-romani, si indicava un
blocco di pietra situato davanti al tempio,
dove venivano uccise e bruciate alla divinità le vittime sacrificali. Il cristianesimo
ha radicalmente trasformato questo culto: è solo Cristo il nuovo agnello “offerto
in sacrificio per noi”. E nella celebrazione
eucaristica viene ripetuto il rito compiuto da Gesù stesso nell’ultima Cena, quando ha distribuito come cibo e bevanda il
pane e il vino divenuti suo Corpo e suo
Sangue. L’altare cristiano dunque ripresenta sia l’immolazione di Gesù sulla
croce, sia la cena pasquale, che egli ha comandato di compiere “in sua memoria”.
Sappiamo che quest’ultimo aspetto “conviviale” dell’eucaristia è stato la grande “riscoperta” della riforma liturgica
del 1963. Ci chiediamo: come allora nel
nostro duomo l’altare è stato adattato a
questa ritrovata dimensione? Ricordo al
riguardo un piccolo episodio. Quando nel
2004 è stata inaugurata la Porta del Giubileo, è venuto a tenere la conferenza di
presentazione mons. Chenis (ora vescovo
di Civitavecchia), uno dei massimi esperti di arte sacra in Italia. Guardando con
interesse il nostro altare (consacrato insieme alla cattedrale dal vescovo Fonseca
nel 1741), mi fa: “Ma come avete fatto ad
“adattarlo” così bene alla celebrazione verso il popolo?”. Ancora percepisco la sua
sorpresa quando gli ho risposto: “Abbiamo solo tolto i candelieri in mezzo!” Così
che il sacerdote non ha avuto altro da fare
che spostarsi “dietro” l’altare stesso, già
predisposto per tale tipo di celebrazione
(fino ad allora riservata al papa nella basilica di S.Pietro).
Da dove proveniva la meraviglia di mons.
Chenis? Dal fatto che dal ‘600 in poi nel
mondo cattolico venivano costruiti regolarmente grandiosi altari “maggiori”, dotati nella parte retrostante di “gradinate”
per contenere una selva di spesso splendidi candelieri, con al centro un monu-
mentale tabernacolo. Il quale talvolta era
pure sormontato dal tronetto per l’esposizione eucaristica, mentre il piano della
mensa era di ridotte dimensioni. A riprova che l’eucaristia sembrava finalizzata a
realizzare quella “presenza reale”, cui poi
era tributato un intenso culto di adorazione (pensiamo al Corpus Domini, alle
Quarantore, alle Confraternite del Sacramento). Così che l’aver noi un altare che
già due secoli e mezzo fa era “predisposto” alla riforma liturgica del Vaticano II
era (ed è) un discreto enigma. Forse una
risposta viene dal fatto che la grande cap-
Centro di Aiuto alla Vita “Antenori”
Luogo di accoglienza
B
attersi per la vita, al di là dei risultati concreti; continuare ad
essere un segno, una presenza importante, un punto di riferimento e
un luogo di accoglienza, al di là dei
frutti che si raccolgono; non abbandonarsi al rischio dello scoraggiamento, che è sempre dietro l’angolo.
Così il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, ha esortato i volontari
del Centro di aiuto alla Vita “Savino
Antenori”. Invitandoli a continuare nel loro servizio alla vita fin dal
suo primo concepimento. Il centro
– che fa parte del Movimento per la
Vita italiano – è nato a Jesi nell’aprile
dell’anno scorso. Associazione apolitica e aconfessionale, si pone come
obiettivo la prevenzione dell’aborto volontario
e l’aiuto alle mamme in
difficoltà. Il Vescovo ha
sottolineato l’importanza
della formazione e della
prevenzione. Lottare per
la vita - ha detto - significa
costruire una cultura e sviluppare una sensibilità che
difenda i diritti dell’uomo
dalla nascita alla morte,
non dimenticando certo i passaggi
intermedi. Dal diritto al lavoro al diritto alla pace e alla giustizia sociale.
Il Cav di Jesi ha sede all’interno del
centro storico, in via Costa Baldassini 10. È aperto ogni lunedì, dalle 17
Fratelli di Nostra Signora della Misericordia
“Le mie preghiere”
alle 19. Il numero di cellulare, sempre attivo, è 3343642996.
Lucia Romiti
Nella foto il Vescovo con il
vicepresidente del Cav,
Luciano Luminari
Roma: il Pio Sodalizio dei Piceni e il premio “Marchigiano dell’anno”
Padre Armando Pierucci e la Terra Santa
N
el corso di una solenne cerimonia svoltasi il 3 giugno
scorso nella prestigiosa Sala della
Protomoteca del Campidoglio di
Roma, il Padre Armando Pierucci
ha ricevuto il prezioso riconoscimento di “Marchigiano dell’Anno
2007”. Questo premio, istituito
dal compianto prof. Armando
Mazzoni, che ora riposa nella sua
Montottone, viene conferito ogni
anno a personalità illustri delle
Marche che si siano segnalate
per meriti speciali nel mondo dell’arte, della letteratura, delle scienze,
dell’imprenditoria e di altre attività
umane degne di stima. L’assegnazione
del premio viene decisa dal Consiglio
Direttivo del “Centro Studi Marche”
(CESMA), di cui è attualmente Presidente esecutivo Rosanna Vaudetti e
presidente onorario Fernando Aiuti.
Padre Armando Pierucci è stato prescelto all’unanimità insieme ad altri
sette illustri colleghi: Carlo Alighiero (attore), Paolo Ferretti (manager),
Antonio Francia (industriale), Mirella
Gattucci (artigiano del legno), Pierpaolo Mariani (medico traumatologo),
Marcantonio Trevisani (ammiraglio),
Igino Straffi (regista). Momento cul-
minante della cerimonia è stato la
consegna del “Picus del Ver Sacrum”
(una pregevole scultura creata da Giò
Fiorenzi). Per consegnare il trofeo a
padre Armando la signora Vaudetti ha invitato il dott. Paolo Spinucci,
presidente del Pio Sodalizio dei Piceni,
ed il prof. Edmondo Coccia, presidente del C.I.A.S. (Centro Internazionale
Amici della Scuola).
Lo stesso prof. Coccia ha illustrato la
motivazione che ha indotto a proclamare padre Armando Pierucci “Marchigiano dell’Anno”, cioè la straordinaria e benemerita azione che questo
umile francescano sta svolgendo per
promuovere la pace in Terra Santa, servendosi di uno strumento così
pella di sinistra possiede già il tabernacolo. Ma questo non basta, perché anche
chiese che hanno la cappella del Sacramento non sono dotate di un altare-mensa (o “papale”) come il nostro. Rimane
comunque il fatto che nelle chiese di antica costruzione è stato necessario risolvere
(e non sempre felicemente) dei bei grattacapi per l’adattamento conciliare (anche
perché c’è da fare i conti con le rigorose
soprintendenze). La anconetana cattedrale di S.Ciriaco, ad esempio, ha inaugurato
la sua nuova sistemazione “conciliare” appena una paio di mesi fa!
Ma ora fermiamoci a contemplare la “bellezza” del nostro altare. Il quale, anche se
non ha la “centralità planimetrica” (come
nelle chiese moderne), è dotato tuttavia di
una straordinaria “centralità visiva”. Sarà
per gretto amor di patria: ma finora non
sono riuscito a trovare un altro altare così
capace di attirare l’attenzione come questo. Alto di cinque gradini, pur presentandosi di dimensioni notevoli (10 mq!),
è tuttavia ben proporzionato con l’insieme della chiesa (gli altari delle immense basiliche romane hanno bisogno del
baldacchino per farsi notare un po’!). Liberato ora opportunamente dalla balaustra, con i suoi marmi policromi si staglia
magnificamente sul fondo scuro del coro.
Mentre il sovrastante Cristo “che si presenta glorioso e con i segni della passione”
esprime visivamente la presenza viva del
Signore nell’eucaristica. Un altare, dunque, che si offre come una degna “mensa”
di quella famiglia diocesana che, attorno
al vescovo, è convocata nella sua “domus”,
nel Duomo quale casa comune.
Don Vittorio Magnanelli
universale ed efficace qual è la
musica, valore di tutte le culture
senza eccezione; ed anche se in
situazioni economicamente difficili, Padre Armando è riuscito a
creare ed a gestire con successo,
a Gerusalemme, una “scuola di
musica” aperta a bambini ebrei,
musulmani e cristiani, che realizzano, così, quel senso di fraternità
in una piacevole attività comune
che è alla base di un serio progetto di pace. Padre Armando può
ricevere questo premio, ha aggiunto
il prof. Coccia, anche a nome del suo
fondatore, San Francesco, che si recò
in Terra Santa per diffondere il suo
messaggio di “Pax et Bonum”, e dello
“jesino” Federico II, che egualmente si
adoprò più per la pace che per la guerra in Terra Santa, e istituì a Palermo
quella Magna Curia dove Arabi, Ebrei,
Bizantini e Latini convivevano e operavano insieme per un modo “diverso”
di governare: esempio purtroppo rimasto non imitato dall’attuale mondo
politico…
Grazie, Padre Armando, e continua a
salutarci con il tuo francescano “Pax
et Bonum”.
E. C.
In questi giorni è uscita la nuova edizione aggiornata
del libretto: “Le mie Preghiere” che fa parte della Collana Conosciamoci. È un libretto tascabile di 86 pagine
che contiene le preghiere tradizionali della Chiesa, alcuni salmi, la Via Crucis, una breve catechesi ed altro.
Si presenta in forma abbastanza elegante, a colori tenui
e con immagini delicate che intendono offrire un aiuto
visivo al contenuto delle preghiere. Il libretto potrebbe
essere un pensiero-regalo per i comunicandi e i cresimandi, per guidarli ed accompagnarli nella preghiera
personale o comunitaria. Anche i gruppi giovanili e le
assemblee mariane possono trovare, nel libretto, un
compagno di viaggio che li aiuta, nella sua semplicità,
ad entrare nel proprio cuore dove Dio risiede.
Il libretto “Le mie Preghiere” può interessare i parroci,
i responsabili di gruppi cattolici, ed ogni persona che è
alla ricerca della fede. Il prezzo per singolo libricino è
di due euro; sconti per chi richiede un numero elevato
di copie.
Si può ottenere presso la sede della direzione di Conosciamoci del Collegio Pergolesi in Via San Marco n. 13
durante le ore d’ufficio: dalle 9 alle 12; dalle 16 alle 18.
Fax: 0731. 223954. Tel: 0731. 64444. e.mail: avepia@
motherofmercy.it
Auguri Maria!
Buon compleanno a Maria Albanesi che, aiutata dalla
sorella maggiore Martina, di 6 anni, ha spento le sue tre
candeline. Crescano in età e grazia per la gioia dei genitori Massimo e Barbara e dei nonni Giuliani e Albanesi e
di quanti le amano.
8
Speciale Notte Bianca
27 luglio 2008
Jesi-sidney: la notte tra sabato 19 e domenica 20 luglio tanti giovani della diocesi partecipano alle Fontane di Luce e alla Santa Messa del Vescovo in diretta con il Papa
Emozioni, speranze e preghiere nella Notte Bianca dei giovani
Q
uesta sera, notte
del 19 luglio 2008,
si festeggia la giornata
mondiale della GMG
(Giornata Mondiale
della Gioventù). Per
l’evento la diocesi di Jesi
ha organizzato questa
fantastica nottata
piena di attività e di
momenti di crescita
spirituale. Grazie
alle “fontane di luce”
sono stati affrontati
argomenti di attualità
e di fondamentale
importanza come la
mafia, la libertà di
espressione e di lavorare.
Una nottata per le vie
di Jesi tutti insieme:
bambini, ragazzi,
anziani passano insieme
la notte della GMG in
corrispondenza con
Sidney, divertendosi con
le molte attività.Sette
ore senz’altro ricche di
emozioni!
La città nella notte dello Spirito…
Q
uando a notte fonda, alle 1.45 di domenica 20 luglio,
il Vescovo Gerardo inizia la Messa, sugli schermi
appaiono le immagini del Papa a Sidney, anche lui si prepara per la celebrazione Eucaristica. La notte è incominciata! Quando ancora era giorno con le luci del tramonto,
il centro di Jesi era pieno di giovani che in diversi luoghi
si incontravano, si domandavano, pregavano.
Mi torna in mente la notte bianca di giugno organizzata dall’università Colocci. Ebbene, forte è il confronto!
Quella notte passata con i negozi aperti e spettacoli per
la città, con quella dei giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù, caratterizzata da incontri nelle varie
parrocchie del centro. Non voglio fare paragoni! Tutti
siamo alla ricerca di senso. In un mondo che più volte
viene definito e condannato per il consumismo sfrenato e la ricerca di evasione forsennata, fermarsi un attimo
per domandarsi e pregare, diventa provocatorio per tutta
la città. Che cosa fanno? Perché lo fanno? Cosa vogliono
Christina Avraam
Elena Avraam
Francesco Pettinelli
Elisa Pettinelli
Anna Pettinelli
dire? Anche se una di queste domande fossero passate
nei pensieri dei giovani che ai lati della piazza e in fondo
ad essa si tengono lontani dall’evento, già è un provocare,
un testimoniare. Giovani che si domandano che posto
ha Dio nella loro vita. Giovani che si mettono insieme
per costruire un progetto per gli altri e per sè. Giovani
che discutono la loro esperienza con “Libera” che li ha
visti e li vedrà coinvolti partendo per la Basilicata in un
progetto contro la mafia, lavorando a contatto con i loro
coetanei del sud. Questo è domandarsi! Non per essere
diversi, ma per testimoniare l’esistenza di chi non vuole
essere e rimanere confuso dalle luci e dai messaggi del
mondo in cui il successo è la misura del confronto.
Quella notte a Jesi Sidney è sullo sfondo. Davanti al Vescovo Gerardo una comunità di giovani e meno giovani, che si sono appropriati della città, per una sera, una
notte; il centro diventa luogo di una comunità che trova l’occasione per essere visibile e dire a tutti che le fede
non è un optional, ma una scelta di vita. Una sera come
tante altre, ma diversa! Certo la spiritualità non ha bisogno di piazze o corsi. Necessita di posti appartati come
quello della chiesa di San Giovanni Battista predisposta
per la preghiera eucaristica, per un attimo di silenzio,
per l’Incontro. Appena entrati, nel silenzio della chiesa,
di fronte all’Eucarestia esposta, giovani accovacciati ai
suoi lati formavano un circolo di fiaccole che definivano
uno stare, un rifugiarsi, un ruminare monastico, dove
si cerca di bucare l’attimo dell’Infinito per dare un senso alla propria vita. La fiamma dello Spirito che anima
deve trovare luoghi per invocarlo, per essere il motore
di tutte quelle iniziative che avvicinano l’altro. La nostra vita è la ricerca dello Spirito! Gesù non ci ha lasciati
soli! Ci ha lasciato il Suo Spirito, assicurandoci che “sarà
con noi fine alla fine dei nostri giorni”. Ecco allora che
non dobbiamo sentirci servi di nessun sistema. Lui ci
ha liberati! Ci ha fatti diventare suoi amici per costruire
una relazione con ognuno di noi. E questa libertà e ricchezza, dobbiamo testimoniarla agli altri, ad un mondo
sempre più schiavo del consumo, dell’intolleranza, della
divisione, del non rispetto dell’altro, del deterioramento ambientale, della perdita di valori nel tutelare la vita.
Siamo abitati dallo Spirito che sta fuori dal tempo, dalla
materia. Per questo come dice Gesù “se non diventerete come bambini non entrate nel regno dei cieli”. Perché
i bambini nella loro innocenza raffigurano lo stato con
cui dobbiamo avvicinarci allo Spirito. Per questo i giovani di tutti i paesi che prendono in mano il loro “stare” vogliono testimoniare che non c’è un tempo definito
che possa contrastare una esigenza di comunione che è
l’essenza di essere chiesa con una ricerca di senso dello
“stare”per influenzare tutti i cuori.
Remo Uncini
S
ono le 7 di mattina, la Piazza della Repubblica è ormai
vuota, le oltre 600 persone che fino alle 4,30 l’avevano
abitata sono ormai a riposare e da quanto ci hanno detto
e ci hanno fatto capire non sono pentiti di aver fatto una
“notte in bianco”.
La Piazza è ormai restituita al suo splendore, pulita forse
come poche volte, è difficile pensare a tutto quello che vi
è successo. Tutto è ormai smontato, riposto, siamo rimasti
una decina di persone per le ultime sistemazioni ed il trasporto dei materiali. Siamo stanchi, si certamente, anche se
dai volti soddisfatti, dai sorrisi, dalle parole scambiate non
si direbbe proprio perché abbiamo il cuore gonfio di gioia
per l’esperienza di fede vissuta e per aver contribuito a farla
vivere a tante altre persone della nostra Diocesi.
Negli occhi abbiamo ancora le immagini di Sidney e quelle
delle strade di Jesi gremite di persone; nella testa ci risuonano le musiche della GMG che canticchiamo e fischiamo.
Ripensiamo alle parole del Papa ed in particolare alle sue
domande che ha rivolto ai giovani. Ci ricordiamo le voci dei
nostri ragazzi fra i trecento mila dell’ippodromo di Randwick; sembrava essere lì con loro, tante cose ci accomunano
pur se a 14.000 chilometri di distanza, la stanchezza, il cuo-
re pieno di emozioni, la stessa Croce da porre al centro della
nostra esistenza. Peccato per noi non essere stati con loro
vicino al Santo Padre, ma anche peccato per loro non aver
potuto vivere questa nostra Notte Bianca bella e significativa. Se penso ai giovani mi vengono in mente i tanti ragazzi
che hanno collaborato alla sua realizzazione, nelle molteplici difficoltà di tutti i giorni, fra un esame e l’altro, con i pochi mezzi a disposizione, e allora dico: “Grazie Gesù”; ma
lo ringrazio anche per i non più giovani dal cuore giovane,
per riprendere un’espressione del nostro Vescovo, che con
sacrificio, rubando tempo ed energie a volte alle loro famiglie, hanno fatto di questo evento un momento da gustare,
rivolto a tutta la città di Jesi e la Vallesina.
Un’occasione veramente diversa per riflettere sul nostro essere chiesa, sul nostro modo di vivere la fede. Basti pensare
che la chiesa di San Filippo è stata costantemente piena di
gente che ha potuto fermarsi e pregare. Sono state centinaia
le preghiere lasciate nei cestini che poi verranno consegnate
alle nostre suore di clausura per presenti.
Grazie ai ragazzi e agli educatori che hanno preparato questo momento con serietà e profondità. Una luce nella notte
è stato qualcosa che ci ha illuminato dentro e ci ha scosso
Un grande impegno
I preparativi della
notte bianca sono
stati entusiasmanti
ma allo stesso tempo
molto impegnativi
per quanto riguarda
l’organizzazione da
un punto di vista
tecnico. L’ultima
settimana sono state
poche le ore di sonno
ma quanto abbiamo
ricevuto durante la
veglia ci ha più che
ricompensato. La
partecipazione di
Jesi è stata più viva e
numerosa di quanto
previsto ed anche se
siamo rimasti dietro
le quinte abbiamo
recepito una grande
voglia di stare insieme e di condividere
insieme questa espe-
rienza meravigliosa al
di là del tempo e dello
spazio, con qualcuno
così vicino ed allo
stesso tempo così
lontano da noi. Tutto
questo ci ha dato la
carica per andare
avanti cercando di
fare del nostro meglio,
sperando di esserci
riusciti. Un grazie a
tutto lo staff e a coloro che ci hanno aiutato a realizzare tutto
quello che si è potuto
vedere e ascoltare.
Lorenzo Maria
Pellegrini
Maurizio Marzioni
Nella foto i tecnici
nella postazione
allestita accanto
all’altare sotto
il gazebo della Gmg
nel profondo sulla necessità per l’uomo, oggi più che mai, di e di Poggio San Marcello, capitanati dalla magnifica Suor
coltivare nella quotidianità un intenso rapporto con nostro Lucia, ci hanno invece fatto scoprire le problematiche della
Signore.
mondialità divertendoci e non poco!
Per le vie del centro dalle 22 alle 24 si sono andate a cercare Il film, “La Generazione Rubata”, proiettato in curia, bello
le cosiddette “ Fontane di luce”,
e crudo sulla realtà degli aboridiverse tra loro ma ognuna con
geni a noi più sconosciuta, per
Un evento intenso,
la prerogativa di far conoscere
non dimenticare le sofferenze
alcune delle tante sfaccettature
di un popolo che ancora oggi
decisamente particolare ed unico,
del vivere la fede. Dalla musica
lotta per affermare la sua idendel gruppo di Moie “Provetta”
tità. Il giornalismo è stato poi
realizzato con semplicità
alla proposta vocazionale “per
protagonista dopo la mezzadire si a Dio” che Marco Micucci e Claudio Procicchiani ci notte quando sono stati letti in Piazza gli articoli dei ragazzi
hanno fatto gustare. Poi la realtà di Libera!mente, la forza che si sono cimentati nel raccontare nei particolari la Notte
del volontariato contro la mafia, raccontata da ragazzi del Bianca della GMG a Jesi.
gruppo Scout Jesi 4 che hanno vissuto una esperienza di E’ poi giunto il momento di gustarsi la Santa Messa concelavoro in Calabria nei terreni confiscati alla mafia, un’espe- lebrata dal nostro vescovo, che aveva preparato minuto per
rienza forte e cruda che non dobbiamo tacere.
minuto ogni fase per viverla in parallelo con la Messa del
Nei sotterranei di San Filippo è stato possibile giocare con Papa a Sidney. Coinvolgente ed emozionante! Tante persone
la Bibbia scoprendone ancora una volta l’attualità dei suoi si sono trattenute in Piazza fin alle prime luci dell’alba, non
insegnamenti. Anche le mani sono uno strumento per loda- penso solo per il cornetto caldo distribuito alla fine menre Dio ed ecco le proposte dei ragazzi di Santa Maria Nuova tre Benedetto XVI annunciava la prossima GMG 2011 a
e Collina. In Piazza della Signoria i giovani di Castelplanio Madrid. Possiamo dirci soddisfatti, il servizio di Pastorale
Giovanile può dirsi soddisfatto del lavoro di due anni di
Agorà, per i 30 ragazzi che sono andati a Sidney, per questa stupenda Notte Bianca, per la passione che ha contraddistinto quanti hanno collaborato e partecipato agli eventi
diocesani. Lo Spirito ci ha reso autentici amici in Cristo e
ha reso possibile in questa squadra dell’Agorà il rafforzarsi
di un vero feeling, di una bella sintonia. La forza dello Spirito Santo non cessa mai di riempire di vita la Chiesa, ma
dobbiamo farlo entrare in noi, permettergli di penetrare in
noi, di cambiarci dal di dentro e poterci far esprimere, nella diversità di carismi e ministeri, l’unicità del Cristo.
Grazie Don Gerardo per crederci fino in fondo, per essere sempre al nostro fianco, per ispirare le nostre azioni
e per avere questa attenzione particolare verso i giovani
, futuro della nostra società, futuro della chiesa e di tutto il mondo. Aspettiamo il suo ritorno da Lourdes e la
immaginiamo assorto in preghiera nella grotta di Massabielle per affidare a Maria Santissima tutti i giovani della
nostra Diocesi.
Andrea Bordoni
Le foto di queste pagine sono di Gino Candolfi e Maria Luisa Ciafrè
Dalla fontana di luce di Voce della Vallesina
J
esi, ore 22.30, Piazza dell’Indipendenza.
La nostra esplorazione della Notte Bianca della GMG inizia dalla “Fontana di luce”
LIBERA!MENTE, organizzata dal gruppo Scout
Jesi 4, clan La vetta, e dedicato al problema
della mafia. L’estate scorsa questo gruppo si
è recato in Calabria, a Polissena; qui hanno
lavorato la terra insieme ai giovani volontari
della cooperativa Libera, che coltiva le terre
confiscate alla mafia. Lo scopo dei giovani
scout jesini era dimostrare il loro impegno di
cittadini cristiani, nonché la loro solidarietà
ai giovani calabresi. Presso la fontana di luce
si sono impegnati proprio a testimoniare la
loro esperienza, proiettando le immagini del
loro soggiorno a Polissena, con un sottofondo musicale “a tema” (per esempio la canzone Pensa di Fabrizio Moro); inoltre presso
uno stand era anche possibile degustare i
prodotti realizzati da Libera.
Di fronte a loro, presso il chiostro dell’ex Monastero di Sant’Agostino, si trovava un’altra
fontana di luce, questa organizzata da un
gruppo parrocchiale di Santa Maria Nuova
e Collina. La loro proposta è risultata molto
accattivante per i giovani: “La bottega di Ma-
stro Gabri – anche il lavoro è preghiera”. Gli
animatori hanno deciso di proporre a tutti i
partecipanti le stesse attività che svolgono
insieme ai loro ragazzi durante i campi estivi. Mentre Mastro Gabri preparava i componenti per realizzare braccialetti in ricordo
della Notte Bianca, un’altra animatrice ci ha
raccontato che secondo lei ai giovani piace
avere l’occasione di praticare qualche attività manuale, perché si tratta di un modo
alternativo di stare insieme. Tra gli ospiti di
questa fontana di luce c’era il gruppo “post
cresima” di Maiolati; i ragazzi si sono divertiti molto ad intrecciare braccialetti artigianali.
Poi ci siamo spostati verso il corso; abbiamo subito notato dei ragazzi con indosso
delle magliette gialle… Erano le “Sentinelle
del mattino”, incaricate di invitare i giovani
(e non solo) a partecipare ad un percorso
preparato all’interno della chiesa di San Giovanni Battista, per passare un momento di
adorazione e riconciliazione. Siamo andati
a vedere per capire come si svolgesse questo
particolare percorso… Una volontaria, molto
soddisfatta della grande affluenza in chiesa,
ci ha spiegato il significato dei vari simboli lu-
minosi utilizzati per rappresentare
il significato dell’iniziativa. Oltre a
numerosi sacerdoti, era presente
anche il Vescovo.
Proseguendo per il corso, abbiamo raggiunto la chiesa di San Nicolò, di fronte alla quale si stava
svolgendo un concerto del gruppo
punk rock “I Provetta”, che animavano la fontana di luce Youth’s
Song. Alcuni ragazzi presenti tra il pubblico
hanno detto che non si aspettavano un concerto così alla Notte Bianca della GMG.
Non solo i giovani jesini hanno partecipato
a questa serata, ma abbiamo incontrato anche ragazzi dei paesi limitrofi. Un gruppo di
montecarottesi ha detto che hanno preferito
la Notte Bianca della GMG a Jesi alle altre feste paesane presenti nella zona soprattutto
per la novità di un avvenimento così, sicuramente più significativo di molti altri. Uno di
loro, Gabriele, 22 anni, ha detto: “E’ una cosa
nuova, viva, è una festa significativa”. Laura
e Lucia, 16 anni, hanno aggiunto: “E’ un’esperienza veramente positiva”. Sia loro che i ragazzi del gruppo Scout FSE Cupramontana 1
hanno ammesso che avrebbero preferito recarsi a Sidney per partecipare in prima persona alla Giornata Mondiale della Gioventù. I
giovani cuprensi hanno detto che questa è la
prima GMG che si perdono da quella di Parigi
in poi.
Ore 23.30. La nostra passeggiata alla Notte
Bianca della GMG si è conclusa. Siamo contenti di aver sentito il parere di tanti giovani
come noi su questo evento, che personalmente ci ha sorpreso e ci è piaciuto molto.
Siamo rientrati alla base, alla fontana di luce
“Giornalista per una notte”; speriamo di essere riusciti a farvi capire che atmosfera c’era
da queste parti…
Lucia, Paolo e Chiara
10
Cultura e società
27 luglio 2008
Federcasalinghe: lungo la Via dei tesori “L’arte del fare”
Donne creative e socialmente responsabili
H
anno scelto come luogo di questo primo appuntamento la Via dei Tesori, un
percorso che costeggia ampi tratti dell’Esino,
immerso nel verde e ricco di suggestioni antiche: il paesaggio della ruralità fluviale- oggi
riscoperto dopo oltre mezzo secolo di oblioil profumo di una campagna viva in cui la
presenza umana si fonde naturalmente con
l’ambiente, l’opportunità di vivere, passeggiando qui, una dimensione del tempo più
lenta e in armonia con la natura. Hanno
proposto una giornata dedicata all’Arte del
Fare e lungo la Via dei Tesori hanno mostrato i loro “tesori”: originali ricami, creazioni
realizzate con il decoupage, con i sassi raccolti lungo il fiume, splendidi pizzi e intagli,
una mostra fotografica a tema libero, coloratissime bambole di pasta sale, originali borse
realizzate con materiali di recupero, gioielli
frutto di creatività e passione. Il poco di-
venta molto, il niente diventa tutto! Così le
Federcasalinghe hanno presentato a Moie,
il 20 luglio, la loro prima mostra dedicata
all’artigianato artistico femminile: una giornata di festa con musica e prodotti tipici locali. La presidente Maria Elvira Conti Fabbri
ci ha raccontato il senso di questo progetto:
Il nostro obiettivo è riscoprire, valorizzare e
trasmettere la cultura delle antiche tradizioni
locali, in particolare quel patrimonio sommerso rappresentato dall’artigianato artistico
femminile. Mi riferisco a lavori realizzati con
i ferri, l’uncinetto, il cucito, i ricami che impreziosiscono tende, tovaglie, cuscini…Lavori che
molte donne, anche oggi, realizzano e che costituiscono il loro modo di vivere la creatività, per
lasciar emergere quella particolare percezione
della realtà tipicamente femminile che ciascuna ha dentro. Queste attività assumono poi
un valore speciale nei periodi della vita in cui
la donna si avvicina al riposo
lavorativo, e ha portato a compimento il suo ruolo di moglie
e di madre all’interno della
famiglia. Offrire l’opportunità
per valorizzare se stesse, per
scoprire il gusto di imparare
impegnando intelligenza, creatività e passione, significa evitare il sorgere di crisi personali,
depressione, senso di inutilità e
di solitudine che spesso accompagnano questa fase dell’esistenza. Significa migliorare la
qualità di vita delle donne, casalinghe e non (con particolare
attenzione a vedove, anziane,
sole). Una funzione sociale
Parrocchia San Giuseppe: il concerto di Bedoni
Apprezzata esibizione
U
na folla imprevista di
circa 700 persone e tanti applausi entusiasti per il
concerto del tenore, nostro
parrocchiano, Marcello Bedoni.
La chiesa era gremita come
nelle grandi occasioni religiose. Marcello era accompagnato al pianoforte dal Maestro
Stefano Grassoni di Ancona:
a presentare i 12 brani era la
giovanissima Giulia Ciccarelli,
allieva della scuola PergolesiSpontini. In questa giornata
del 20 luglio si è voluto ricordare la felice coincidenza
di due eventi importanti: la
liberazione di Jesi dal nazi-fa- noud, dalle belle canzoni nascismo nel 1944 da parte del poletane: “Torna a Surriento”,
Corpo di Liberazione Nazio- “O paese do sole”, “Tu ca’ nun
nale con in testa gli Alpini chiagne”, fino al gran finale
italiani e la Giornata mon- con “Granada”.
diale della Gioventù a Sidney Si è notata una grande proin Australia, alla quale hanno gressione tra il concerto del
preso parte sei giovani della 2002 e quello odierno, dove
parrocchia.
è stata evidente la completa
Il repertorio che Marcello ha maturità vocale di Marcello.
presentato è stato vario, dal- E’ questo che spiega i suoi
la Turandot di Puccini “Non molteplici impegni che lo
piangere Liù” a Bruno Gior- hanno indotto a risiedere a
dano con la “Fedora”, dalla Francoforte da dove spazia
Fanciulla del Veste “Ch’ella mi sia nell’Europa occidentale
creda” all’Ave Maria di Gou- che in quella orientale. Rin-
Moie: staffetta di solidarietà
in ricordo di Pina
Musica per la Tanzania
C
ontinua a Moie la staffetta di solidarietà per contribuire alla raccolta di fondi per la costruzione
di una scuola in Tanzania, nel villaggio di Chang’ombe. Sabato sera 19 luglio, la piazza Kennedy di Moie, è
stata lo scenario di un concerto musicale dal vivo con
canzoni degli Anni 30, 40 e 50. Giovanissimi i musicisti Leonardo Guerro, Leonardo Tesei, Danilo Cascia, Martina Mercanti, Federico Valentini, Nicoletta e
Ruggero Antonini, Giancarlo Lacchè, Matteo Cantiani
e Sabrina Esposto che ha curato gli arrangiamenti e il
coordinamento. Le voci di Maria Latini, Patrizia Bacci, Patrizia Mancini, Katia Memè, Antonella Zallocco,
Giancarla Bini e Franco Corinaldesi hanno dato vita ad
noviamo da questa colonne
il caloroso ringraziamento a
Marcello, espresso dal parroco don Giuliano Fiorentini
a fine concerto, nutrendo la
viva speranza che in un suo
prossimo ritorno lo si possa
ascoltare ed applaudire nel
nostro bel Teatro Pergolesi.
Flaviano Celli
Nella foto di Anna
Vincenzoni, da sinistra
Flaviano Celli , Stefano
Grassoni, Marcello Bedoni,
Giulia Ciccarelli, Don
Giuliano Fiorentini.
molto importante quindi,
sottolineata anche dalla
presidente nazionale Federcasalinghe Federica
Rossi Gasparrini, presente alla manifestazione
con la rappresentante
dell’Abruzzo Jole Forlini:
La nostra associazione sta
promuovendo iniziative
come questa in altri luoghi del territorio nazionale,
sta organizzando occasioni
per far emergere la ricchezza sommersa delle donne,
per creare le condizioni
affinché escano dal privato
e dalla solitudine e leghino
la qualità e la genialità del
loro lavoro.Ci impegniamo,
anche con specifici percorsi
di formazione, affinché si sentano protagoniste
e socialmente responsabili, imparino a gestire
eventi e manifestazioni legati al territorio e al
turismo, dove valorizzare i loro prodotti artigianali, che rappresentano una ricchezza per
tutta la comunità. Nel momento particolarmente difficile che stiamo vivendo in Italia, non
è da sottovalutare poi l’utile che deriva dalla
vendita dei lavori di artigianato e che può
aiutare ad incrementare il reddito familiare o
la pensione. Una riflessione condivisa dalle
donne protagoniste di L’arte del fare, che evidenzia la sensibilità verso le problematiche
connesse alle condizioni per uno sviluppo
socialmente corretto, attento alle esigenze della persona, rispettoso dell’ambiente e
garante di pari opportunità di promozione
e sviluppo professionale e personale. Una
giornata ricca di significati per le Federcasalinghe, dunque, valorizzate e aiutate nel loro
impegno da molti enti che credono nel valore della loro attività: la Fondazione Cassa di
Risparmio di Jesi, che ha finanziato il progetto “L’arte del Fare”, la Provincia di Ancona, il
Comune di Maiolati Spontini, Cis, Sogenus,
Coldiretti, Fondazione Campagna Amica,
Parrocchia Santa Maria delle Moje, l’Agriturismo Le Piagge, il Gruppo di solidarietà
che ha proposto il “Saltarello marchigiano”.
A testimoniare la vicinanza delle istituzioni
alle Federcasalinghe, la presenza del sindaco
di Maiolati Spontini Giancarlo Carbini e del
consigliere regionale Fabio Badiali.
Fotoservizio Tiziana Tobaldi
In mostra a Castelplanio le maschere di Giusi Bellagamba
Fantasia e creatività senza tempo
P
er la fantasia e la creatività non c’è una stagione
ben precisa, ma un tempo…
senza tempo. E anche se ora
non è Carnevale, delle doti
di inventiva e abilità di Giusi
Bellagamba ne hanno parlato,
in questi giorni, tanto e bene,
diverse TV locali e la stessa
Rai, nei servizi che hanno
dedicato alla sua collezione
intitolata “Le Maschere del
Carnevale di Venezia”.
Costituita da oltre 135 soggetti - tutti protagonisti delle
storiche sfilate della Laguna circa una ventina di essi hanno fatto bella mostra di sè negli ambienti ristrutturati, ma
ancora dal sapore d’antico,
della tavernetta della Vineria
di Palazzo Fossa Mancini, a
Castelplanio, conquistando
il pubblico con la loro affascinante e magica teatralità.
“Molte persone si sono stupite per la fantasia e originalità
incontrata nei vari personaggi; altre per la semplicità dei
materiali utilizzati per realizzarle; oppure, per la particolare cura e attenzione agli
accessori.” ha spiegato l’insegnante jesina che confeziona
un coinvolgente concerto presentato da Liana Pierucci
che, soffermandosi su ogni canzone, ha proposto una
questi pezzi nel suo piccolo
laboratorio domestico col
solo l’aiuto degli abituali attrezzi d’uso quotidiano e di
un “corredo” di materiali di
risulta pazientemente raccolti nel tempo. “Qualcuno
addirittura ha voluto vedere
i bozzetti per rendersi conto
di come nasce e viene realizzata ogni maschera.” Ma
come ci è “arrivata” Giusi a
Castelplanio? Di lei e delle
sue maschere avevano sentito parlare gli operatori della
Proloco che, dovendo orga-
nizzare - per il periodo compreso tra il 16 e il 20 luglio
- la trentacinquesima edizione della Sagra della Crescia
sul Panaro, hanno voluto inserirle nel ricco calendario di
eventi programmati proprio
con l’intento di “proporre al
pubblico qualcosa di diverso,
di nuovo”.
Prossimo appuntamento per
Giusi e la sua incredibile collezione a Santa Maria Nuova,
nel mese di settembre, presso
la sala del teatro.
Fotoservizio Paola Cocola
sorta di guida all’ascolto. In tanti hanno accolto l’invito
del gruppo Carmelo nel Mondo che ha curato l’organizzazione della serata e della cena in piazza. La manifestazione musicale si è aperta con il ricordo di Pina
De Marco, a poco più di un mese dalla sua scomparsa.
Pina ha guidato Casa Cristiano della comunità Exodus
di Mazzangrugno per oltre dieci anni e aveva instaurato un bellissimo rapporto di collaborazione e di amicizia con il gruppo Carmelo nel Mondo che ogni anno
ospitava i ragazzi per la carovana estiva, per lo spettacolo teatrale, per l’animazione. Una serata coinvolgente che, insieme all’ascolto della musica italiana di
un trentennio che, seppur difficile, ha regalato melodie
armoniose e piacevoli, è stata dedicata alla solidarietà
e al ricordo di Pina, una grande donna che, nella sua
seppur breve vita, non si è mai risparmiata dedicandosi al bene degli altri, soprattutto dei più giovani.
b.t.
Vallesina
NotizieBrevi
Santa Maria Nuova
Novecento musica è l’evento di Santa Maria Nuova festival
che si svolge da maggio ad agosto 2008 con la collaborazione
del comune di Santa Maria Nuova, del comune di Agugliano,
del comune di Camerata, del comune di Polverigi, del comune
di Offagna, della Banca Popolare di Ancona, della Provincia di
Ancona e della Pro Loco di S. Maria Nuova.
I prossimi eventi saranno nei giorni venerdì 25 luglio a Polverigi Villa Nappi ore 21.30 “Quartetto Eudora” con Pierluigi
Troilo, che suona il violino insieme a Luca Mengoni, Vincenzo
Pierluca, che suona la viola, Federico Bracalente, che suona il
violoncello e Andrea Andreani, che suona l’oboe con le musiche di J. Pachelbel, B. Marcello, W. A. Mozart, E. Morricone e
A. Piazzolla.
Sabato 9 agosto a Offagna alla Chiesa del Sacramento ore
21.30 Orchestra d’archi “Mannheimer Ensemble” con le musiche di Mozart, Janacek, Strauss, Bizet, Gardel.
L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito; per informazioni rivolgersi all’Assessorato alla Cultura del comune di Santa Maria
Nuova, telefono è 0731.249702.
Giulia M. Mazzarini
Mercatino dei bambini
L’iniziativa del mercatino dei bambini, che quest’anno si tiene
al Campo Boario, sta ottenendo un successo di partecipazione
veramente insperato.
I prossimi due giovedì, il 24 e il 31 luglio, vedranno arricchire
l’iniziativa del contributo di due associazioni che proporranno
attività con i bambini presenti al Mercatino, e con quanti vorranno partecipare. Il 24, l’associazione artistica “Il Camaleonte”, con i propri cavalletti per avviare i più giovani all’interesse
per la pittura. Il 31 luglio: “Riciclato circo musicale”, che terrà
un vero e proprio laboratorio, per far capire come la musica si
può trarre anche da cose che nella società dell’opulenza e dello
spreco, vengono gettate. Il mercatino è proposto dalla Consulta per la Pace di Jesi.
Castelbellino Arte
La XVIII edizione di Castelbellino Arte ruota attorno alla rassegna cinematografica, dedicata quest’anno alla figura di Mario Monicelli, e al premio per la migliore canzone da film, che
si aggiudica Ivano Fossati per la canzone “L’amore trasparente”
contenuta nel film Caos calmo. Durante le giornate di Castelbellino Arte saranno proiettate 5 pellicole dirette da Mario
Monicelli e si terranno 2 convegni per approfondire il ruolo
del regista toscano nel cinema e nel costume del nostro Paese.
Domenica 27 luglio Piazza San Marco ospiterà il tradizionale gala per il conferimento dell’Ercole di Castelbellino a Ivano
Fossati. Purtroppo il musicista ligure non potrà essere presente a causa di un impegno concomitante. E’ invece ancora in
forse la presenza a Castelbellino di Mario Monicelli.
L’ultimo ramo di Castelbellino Arte è quello legato alla filosofia, una sorta di ponte con l’altra grande rassegna che è appunto “Castelbellino Filosofia” e che si svolgerà in autunno. Sabato
2 agosto alla Loggia Rinascimentale si parlerà di “Cartesio e
l’elogio del dubbio” con la professoressa Laura Cavasassi. A seguire sarà proiettato il film Cartesius di Roberto Rossellini.
Tutte le informazioni sono sul sito internet www.comune.castelbellino.an.it o al numero 0731-701606
Monsano Folk Festival
La 23° Rassegna internazionale ed itinerante di musica popolare
originale e di revival:“I luoghi della memoria” è in edizione
straordinaria per i 40 anni de La Macina. Di seguito alcuni degli
appuntamenti della Vallesina:
Sabato 2 agosto, a Jesi, concerto inaugurale, ore 22, al TeatroStudio “Valeria Moriconi”: Giorgio Cellinese-La Macina
e i Gang in “Jemece a ffà un sonnellino in fondo allo stagno”.
Presentazione libro e Cd omonimi. Ingresso Libero.
Martedì 5 agosto, a Montecarotto, in Piazza Latieri, alle ore
22: concerto Grande della Sera – Trio:Gigli-Piccioni-Picchio,
“Da Lord Randal all’Avvelenato” (Il misterioso percorso della
ballata, dall’Europa alle Marche). Ingresso Libero.
Giovedì 7 agosto, a Jesi, chiesa di San Bernardo, alle ore
12,00 – concerto-Aperitivo di Mezzogiorno-Giuseppina Piana
Marcheselli, “O chi mor o chi ismarida o chi s’amaza…” (L’opera
lirica vista dalla parte del popolo). A cura di Gastone
Pietrucci. Ingresso Libero.
Sabato 9 agosto, a Jesi, in piazza delle Monnighette, alle ore 22:
concerto Grande della Sera - La Macina per Franco Scataglini,
“Da Tuto è corpo d’amore a El vive d’omo” con Marino Severini.
Ingresso Libero.
Pianello: Festa d’estate
Dal 24 al 27 luglio, la banda musicale e il gruppo majorettes di
Pianello Vallesina organizzano la Festa d‘estate al parco adiacente al campo sportivo di Pianello. Il programma prevede:
giovedì 24 alle ore 21,30 esibizione di gruppi musicali rock;
venerdì alle ore 21,30 esibizione della banda musicale G. Verdi
di Gela in provincia di Caltanissetta, ospite a Pianello per un
nuovo gemellaggio; a seguire piano bar; sabato 26 alle ore 21
ballo liscio con Benedetta e Gerundini group e a seguire esibizione di ballerine brasiliane in Brazil show; domenica 27 alle
ore 17 sfilata delle bande musicali di Pianello e di Gela per le
vie del paese con partenza dal campo sportivo; alle ore 18,30
esibizione di aereomodellismo con il gruppo Gat Marche; alle
ore 19,30 esibizione della scuola di danza Danzando di Scorcelletti; alle ore 21 esibizione di Danza del ventre con l’associazione Fiori di Carta; a seguire ballo liscio con l’orchestra Ritmo
Italiano. Sabato alle ore 21 e domenica alle ore 19 si svolgerà il
torneo delle playstation. Nel corso della festa funzioneranno
stand gastronomici con specialità locali e gelateria artigianale.
Per informazioni: 347-4810508.
Castelplanio: dagli esercizi spirituali
Il Coraggio
della Speranza
Avevo già rivolto il mio interesse al libero movimento dello Spirito Santo; al
suo agire, al non stare mai fermo, ma
ora devo farlo affrontando il coraggio
del mondo. Di ciò che ci viene richiesto
costantemente, nonostante tutto.
Questo Spirito ci riveste di forza, sia nel
poco che nel tanto creando incontri ed
unità, colpendoci intimamente, con la
parola o il silenzio, generando intuizioni
d’amore.
E’ libero di agire qualsiasi stato noi possiamo essere verso il mondo. La Sua
Natura ci scuote sempre per farci collaborare, per farci sciogliere le vele, come
dice San Paolo. Ed andare dove Lui
vuole, dove Lui ritiene necessario. Ed
il viaggio, il peregrinare, determina ed
esige gratitudine, perché tutti abbiamo
un’anima “sacerdotale”, e quindi possiamo dare e ricevere.
Fare luce. In questa comunione continua in cui Lui che è sempre presente per
sostenerci, esiste un dialogo aperto che
prende il posto delle cose vane, per condurci oltre, facendoci lievitare come un
calice che trabocca in un’amicizia senza
confini per una trasformazione gioiosa
di tutto.
Un’offerta viva che intende salvare tutti quelli che Lui ci ha affidato; e anche
coloro che non conosciamo, ma che ci
sono vicino per esperienza o martirio.
Questo cantiere umano intessuto dello
Spirito, unisce il passato, presente e futuro, e ci spinge ad aderire sempre più
al progetto.
Ma, per correre dietro a Lui, per farci
poi prendere per mano, ci vuole il “coraggio di sperare”, accettando di scendere all’estremo confine dove tutto è bloccato, o nel fisico o negli affetti, dove tutto è dissonante e squalificante, lì, prende forma la via d’uscita: la ricerca che ci
accosta ad una comunione con Lui.
Essere Supremo ed Intelligente, ci investe di verità, affinchè non sbagliamo la
rotta, e non perdiamo la Battaglia. Esigente, di una tensione creativa continua, ci vuole far giungere alla “Corona
della Giustizia”, amando il nostro itinerario. La consapevolezza che il Cristo ci
sta salvando, ci deve rendere orgogliosi
di “ricambiare” tutto ciò, o con opere di
misericordia, o facendoci servire come
semplici anime eucaristiche. Il gioco del
“giogo, andrà avanti fino alla fine, protetto dal nostro si, e da una dignità ricevuta nel battesimo. Che si può ripetere
quando la consapevolezza di voler servire prende forma in una libera accettazione.
Poi, quando il viaggio della nostra anima nella fede è avviato, si scoprono tanti aspetti sorprendenti per i modi che
Cristo adopera pedagogicamente per far
parlare di se, anche nei confronti di chi
pratica il male, annullandolo con la Luce
del gaudio della nostra viva attesa, di ciò
che già in noi è risorto.
Elisabetta Rocchetti
27 luglio 2008
Anniversario
In ricordo
1988 2 agosto 2008
23.1.1912 18.7.2008
Dott.
Francesco Martini
Elena Carletti
Nel ventesimo anniversario della scomparsa del titolare della
nota farmacia di Jesi,
la moglie Alba, i figli, i nipoti Edoardo e
Francesco e i congiunti tutti pensano a lui
con sentito rimpianto
e grande amore.
Il fratello Umberto, la
cognata Maria e la nipote Carla la ricordano con affetto e nella
preghiera. Elena, a 96
anni, ha concluso la
sua lunga vita, dedicata alla famiglia; ora
riposa nella Pace di
Cristo con il figlio Vinicio e il marito Dino.
Il 2 agosto alle ore 8,30
nella chiesa di San
Giovanni Battista (San
Filippo) sarà celebrata una Santa Messa in
ricordo di Francesco
Martini.
In ricordo
Anniversario
2007 8 agosto 2008
In attesa di entrare nel vivo delle celebrazioni per l’VIII Centenario della Fondazione della Cattedrale medievale di San Settimio la Diocesi di
Jesi propone la collettiva fotografica
“Sguardi sulla Cattedrale”, con l’intento di sollecitare la realizzazione di
immagini inedite, di muovere alla scoperta di spazi insoliti, normalmente
inaccessibili, alla ricerca di momenti e suggestioni che la visita interna,
o particolari prospettive esterne del
Duomo, possono offrire. Le immagini
verranno esposte nella mostra che si
terrà dall’8 al 16 novembre nei locali del palazzo dei Convegni in corso
Matteotti. Il bando è sul sito di Voce
della Vallesina – www.vocedellavallesina.it o al Museo Diocesano di Jesi.
Maria Tarquini
ved. Tiberi
tornata al Signore
l’8 luglio 2008
Maria
Te ne sei andata
in punta di piedi
ma già solo ieri
per noi c’eri
Per le scale
nel condominio
passavi indaffarata
e sicura
di mamma, di nonna
la figura.
Dott.
Luigi Savio Triccoli
“Signore, noi
sappiamo che chi non
è più con noi non è
lontano da noi perché
ha creduto e sperato
in te”.
Nel nostro cuore
sono sempre accesi i
sentimenti e le emozioni dei momenti
vissuti insieme, delle
belle cose che ci hai
insegnato e del tanto
amore che ci hai dato.
Pensiamo che ancora vivi, che ci ascolti
e come allora, sorridi.
Sei sempre con noi.
Con immutato affetto
I tuoi cari
“Sguardi sulla Cattedrale”
Collettiva fotografica
11
An ricordo
29.11.1929 18.11.2007
Omero Santoni
Sarai sempre nel cuore di chi ti ama
Il tuo sorriso
il fare naturale
le parole sensate
ogni giorno
nella partenza
e nel ritorno.
Da sola senza il tuo
sposo
più esile e triste
nel riposo
e nella religiosa attesa.
Forse tornando da
Berto
hai dato finalmente un
senso
al tuo tempo
già abituato
a vedervi insieme.
Con affetto Maria
Giannetta Grizi
Anniversario
Domenica 10 agosto
ricorre il sesto anniversario della scomparsa di
Vito Martelli
lo ricordano la moglie
e le figlie con affetto e
nella certezza di averlo ancora vicino.
12
Jesi
27 luglio 2008
il corpo, la mente, l’anima
Il Personaggio
Maurizio Ricci
Maurizio Ricci è originario di San Paolo
di Jesi. Medico fisiatra, svolge la sua professione come primario di Medicina riabilitativa agli Ospedali
Riuniti di Ancona. È
coordinatore nazionale dei fisiatri che
si occupano di linfedema, patologia scatenata dall’alterazione del trasporto della linfa nel
corpo, che può diventare cronica e invalidante. Un
medico, dunque, Maurizio Ricci, specialista nel suo
campo, ma anche neopresidente del Rotary club di
Jesi che, coi suoi 88 soci, fa parte dell’associazione
Rotary International.
I soggetti a rischio - vale a dire anziani e bambini –
devono limitare l’esposizione al caldo e direttamente al sole nelle ore centrali della giornata; tutti devono bere molto, dall’acqua alle bibite e se necessario
assumere degli integratori di sali minerali. In qualità
di medico, Ricci non può evitare di dare dei consigli
per sopportare le alte temperature estive. E, come
presidente del Rotary, non può non parlare dei tanti
progetti in cui l’associazione è impegnata. Uno fra
tutti, la vaccinazione contro la polio di tutti i bambini del mondo. Progetto internazionale per cui ha
stanziato 100 milioni di dollari anche Bill Gates.
Il ricordo più bello? Per Ricci è la sua esperienza
come medico sociale della pallavolo Jesi negli anni
in cui Giulio Velasco era alla guida della società
sportiva come allenatore. “È stato un piacere e un
onore ricoprire quel ruolo” ammette Ricci, che ricorda con affetto anche il suo passato da scoutista.
I sogni e le speranze? Sono tanti, risponde il fisiatra:
“Mi piacerebbe fare qualcosa che vada al di là della
sola professione, e in questo il Rotary mi permette
di mettere in mostra quelle che sono le mie caratteristiche come persona e come jesino”.
Lucia Romiti
Festival Pergolesi Spontini, dal 5 settembre
Il fiorire del genio
I
l festival Pergolesi Spontini, giunto alla sua ottava
edizione, è dedicato, quest’anno al fiorire del genio,
ai primi passi della fantasia
creatrice: “Opera prima” è
il tema e il titolo. Si svolgerà
dal 5 al 14 settembre a Jesi,
Maiolati Spontini, Monsano, Montecarotto, Monte San Vito, San Marcello.
La prevendita dei biglietti
è iniziata il 14 luglio con
sconti fino al 20% con una
speciale promozione attivata tramite internet con
Amit-online sul sito www.
fondazionepergolesispontini.com, oppure con Hellò
Ticket chiamando il Numero Verde 800.90.70.80 (da
cellulare e dall’estero +39
06.48.07.84.00) e ancora
presso tutte le filiali di Banca Marche, fino all’esaurimento della disponibilità.
Gli acquisti con Amit-online e con Hellò Ticket prevedono il pagamento con
carta di credito. Con la formula dell’“early booking” i
biglietti ai singoli appuntamenti del Festival costano
da 13 a 28 euro.
Nei concerti, le opere prime di grandi autori - da
Mozart a Rossini - si alterneranno alle musiche di
maestri che furono pionieri
e precursori: il napoletano
Nicola Fiorenza, poco più
giovane di Pergolesi, e il pistoiese Lodovico Giustini,
coetaneo di Bach, autore
delle prime sonate per il
pianoforte o, meglio, per
il “cimbalo di piano e di
forte”, appena inventato da
Bartolomeo Cristofori. Ce
ne sarà uno, copia esatta
dell’originale costruito nel
1726, nella chiesa mediovale degli Aroli a Monsano,
e verrà suonato da Andrea
Coen. Clavicembali antichi,
fortepiani ottocenteschi, archi e fiati barocchi e classici
troveranno la dimensione
ideale in teatri minuscoli,
come quello di Monte San
Vito – dove Nicolau de Figueiredo suonerà Scarlatti
e Soler – e di Montecarotto,
dove I Filarmonici suoneranno diretti da Giuseppe
Sabbatini, artista che alterna il podio al canto che lo
ha reso famoso nel mondo.
Giovanissimi musicisti che
mostrano
precocemente
il proprio talento animeranno “La notte dei prodigi”
nel centro storico di Jesi:
verranno da tutta Europa e
dal bacino del Mediterraneo. Sono le star del futuro,
che attendono di affrancarsi dal marchio di “ragazzo
prodigio” per entrare nella
carriera, senza perdere il
fuoco vivace della fanciullezza, come non lo persero Mozart e Mendelssohn,
passando dall’infanzia alla
maturità.
La serata inaugurale sarà
venerdì 5 settembre, ore 21
al Teatro Pergolesi con “La
Salustia”, dramma per musica in tre atti da un adattamento anonimo dell’Alessandro Severo di Apostolo
Zeno (prima rappresentazione a Napoli, Teatro S.
Bartolomeo, 1731), musica
di Pergolesi.
L’opera è in prima esecuzione italiana in epoca moderna ed ha un nuovo allestimento in coproduzione
con il festival de Radio
France ed Montpelleir.
di
L’
essere umano è nella natura il
gradino più alto dell’evoluzione.
In un certo senso potremmo dire che
egli è la natura stessa che raggiunge la
consapevolezza di sé. L’uomo è capace
di guardare sé stesso, di agire e di riflettere su ciò che vede e su ciò che fa.
Quando ci avviciniamo all’essere
umano ci accorgiamo che nessuna
scienza è in grado di comprenderlo
totalmente. La biologia, la medicina,
la psicologia, la filosofia… ciascuna
di queste è in grado di cogliere un
aspetto, ma nessuna può esaurirne la
ricchezza e la complessità.
In realtà dovremmo parlare di ‘complessità’ sempre, ogni volta che cerchiamo di comprendere il mondo,
perché ogni aspetto della realtà che le
singole scienze studiano è intrinsecamente connesso con tutti gli altri.
Le scienze, però, nel loro processo
di studio, usano un ‘trucco’: cercano
di superare la complessità attivando
un processo di semplificazione - una
specie di divisione, di sezionamento
- così rendono accessibile alla mente,
e agli strumenti che ne potenziano
le capacità, la comprensione del loro
oggetto di studio. Facciamo così anche noi.
Il nostro oggetto di studio siamo noi
stessi. Questo non facilita certo le
cose… Proviamo comunque. Cercando di semplificare.
Possiamo dire che guardando l’uomo
Federico Cardinali
ne cogliamo almeno tre dimensioni
fondamentali.
Una prima dimensione è quella biologica, fisica. E’ il nostro corpo. Qui siamo
in buona compagnia. Questa dimensione infatti ci colloca sullo stesso piano di tutti gli altri esseri viventi. Con
loro condividiamo un corpo, più o
meno complesso: come loro nasciamo,
ci evolviamo nel tempo in un processo
di crescita, più o meno lungo, finché
un giorno anche noi, come tutti gli
altri, incontriamo la morte che mette
la parola fine alla nostra permanenza
sulla terra.
Una seconda dimensione è quella psicologica. La nostra mente. E’ quella dimensione che ci permette di pensare,
di vivere emozioni, di essere consapevoli di noi stessi. E qui già cominciamo a sentirci un po’ più soli in mezzo
alla natura. Se la dimensione biologica
ci fa sentire che siamo in compagnia
di tutti i viventi, quando ci fermiamo
a riflettere su noi stessi ci accorgiamo
che gli altri esseri viventi non ci seguono su questo piano, o, per lo meno,
non ci seguono al nostro livello. Questo, naturalmente possiamo dirlo allo
stato attuale delle conoscenze. Chi sa,
magari scopriremo che anche altri viventi, come gli animali o le piante, non
sono poi così ‘lontani’ da noi.
Una terza dimensione è quella spirituale. E’ la dimensione dell’anima. E’
questa dimensione che ci fa porre la
domanda sul senso della vita e sul senso del nostro essere nel mondo. Questa domanda, che è domanda di fondo,
può farci avvicinare ad una religione o
anche tenercene lontani, ma ci fa tenere sempre aperta questa ricerca del
perché siamo nel mondo, nel tentativo
di trovare comunque una risposta.
Proveremo a riprendere la riflessione su queste aree - il corpo, la mente,
l’anima - cercando di entrare un po’ di
più in ciascuna di esse.
Una nota finale ora. Abbiamo parlato
di ‘dimensioni’. Parlare di dimensioni non significa parlare di realtà a sé
stanti. Esse sono come ‘aspetti’ diversi,
che riusciamo a cogliere quando osserviamo l’essere umano guardandolo
da punti di osservazione differenti. Il
corpo, la mente, l’anima: aspetti diversi della medesima realtà: l’essere
umano.
Ora ci lasciamo con una domanda.
Se l’uomo è un essere così complesso,
quale scienza ci può aiutare nello studio di noi stessi?
(1 - continua)
Questa rubrica vuole diventare un luogo di dialogo con i lettori. Chi vuole
scrivere allo psicologo può farlo o per
e-mail ([email protected]
o [email protected]) o per posta a Voce
della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.zza Federico II, 8 - 60035 JESI
Anniversario della Liberazione con Luciano Rini, militare del CIL,
e il giovane storico Lorenzo Verdolini
Un giorno da ricordare
per ritrovare ancora energia ed entusiasmo
C
on una cerimonia un po’
“Ricorderà, sig. Rini, come
diversa, movimentata da fosse Jesi quella volta”- ha
un intervento speciale, è sta- proseguito il primo cittato celebrato domenica sera il dino- “Oggi ritrova una
64° anniversario della Libera- città molto diversa: non c’è
zione di Jesi dall’occupazione più l’aeroporto con gli aenazi-fascista, avvenuta il 20 rei da guerra della Savoia
luglio del 1944.
Marchetti, ma una fiorente
Cominciata alle ore 19 con zona industriale. Non più la
la deposizione di una corona povertà che si percepiva da
d’alloro presso il cippo degli ogni angolo, ma un benesOrti Pace in via Setificio, la sere abbastanza diffuso; non
manifestazione è prosegui- più le ferite della guerra, ma
ta, dopo il saluto del sindaco l’orgoglio di una comunità
Fabiano Belcecchi, con un viva e vivace che cresce e
interessante e commovente affronta le nuove sfide con
dialogo pubblico tra il giova- consapevolezza e con coragne storico Lorenzo Verdolini gio.”
e Luciano Rini che partecipò “A 64 anni di distanza - ha allora, problemi grandi che
alla liberazione della città concluso Belcecchi - ricor- spesso appaiono insormoncome militare del Corpo Ita- diamo quel meraviglioso tabili. Come sembravano inliano di Liberazione.
giorno di festa e di speranza sormontabili allora i probleHa concluso l’evento festoso sia per il dovere della Me- mi di chi usciva dalla guerra.
il concerto tenuto dal grup- moria; sia per la riconoscen- Riguardano il lavoro, la sicupo “Jam Break” alle 22.30 in za a quanti si sono impegna- rezza, l’integrazione, l’ampiazza della Repubblica.
ti, hanno lavorato e lottato biente. Ma dall’ esperienza
“Il nostro saluto affettuoso per noi e per il nostro futu- dei nostri padri dobbiamo
e il nostro grazie vanno in ro; sia per riportare all’oggi trarre lo stesso entusiasmo,
particolare a Lulo stesso senso
ciano Rini che
civico, la stessa
quel giorno, in
unità nel risolquanto militare
vere ed affrondel Corpo Italiano
tare i problemi
di Liberazione, è
dell’oggi.”
stato tra i primi ad
Dopo il discorentrare nella Jesi
so del sindaco,
liberata dal giogo
il dialogo tra
nazifascista.”- ha
Lorenzo Veresordito il sindaco
dolini e LuciaFabiano Belcecchi
no Rini, “Una
- “Grazie, anche
persona molto
a nome di tutta
gentile, di otla cittadinanza, a
tantasei anni,
lei e a tutti coloche soggiorna
ro che in quella
alla casa Paolo
triste circostanza
VI, a Maiolati
si sono prodigati
Spontini, dove
sino al sacrificio
passa
tutta
persino della vita
l’estate” scrive
per la nostra città e per la questo 20 luglio così lontano, di lui il giovane.
sua Liberazione, consenten- per trasmetterne i valori e il “Ho pensato che sarebbe stado agli jesini di assaporare significato, l’autenticità alle to meglio far parlare qualcula libertà e di ricominciare giovani generazioni…Oggi no che quel giorno c’era.”- ha
a sperare in un futuro di de- ci troviamo ad affrontare spiegato Verdolini durante
mocrazia e di pace.”
nuovi problemi rispetto ad la cerimonia - E credo che
questo sia anche un modo
per mostrarsi attenti e grati
a persone che hanno dato
tanto, oltre che un’opportunità preziosa per ascoltare da lui i ricordi di quella
giornata particolare, del 20
luglio del ’44.”
Il dialogo ha affrontato il
racconto della Liberazione
di Jesi allargando il quadro al contesto più ampio,
non limitandosi all’entrata
a Jesi degli alpini e delle
altre forze che facevano
parte del CIL, cercando
di chiarire il perché della
presenza di tante truppe
straniere, e soprattutto in
determinate zone e non in
altre. Alla sintesi del giovane storico si è alternato
il racconto del soldato, dei
suoi ricordi che hanno spaziato dal momento del suo
arruolamento sino all’ arrivo al fronte; dallo scenario
che incontrò nelle diverse
fasi della guerra, fino alla
giornata memorabile della Liberazione. Racconto
allietato anche da qualche
aneddoto e ricordo personale come quello dell’incontro al fiume con le donne che lavavano i panni.
Fotoservizio Paola Cocola
13
Regione
TOPONOMASTICA / JESINA: le fortificazioni e la “mala guerra” del Sanmarino “architettore”
Gianbattista Bellucci, ingegnere e soldato
L
a novità è che, mentre rivalutando
così
pubblicazioni specia- uno degli uomini
listiche ignorano chi sia più significativi delGiambattista Bellucci det- la Repubblica di San
to il Sanmarino, l’editore Marino, attraverso
Leo S. Holshi diffonde due la diffusione di una
volumi (per oltre 800 pagi- completa monograne) sul Sanmarino archi- fia del personaggio
tetto militare e trattatista e di iniziative culdel Cinquecento, Agosto turali, (che ci sia2007. Neppure citato, nel- mo perse) mentre
l’”Atlante di architettura” avremmo almeno
Hoepli 1992; non, nel “Di- potuto onorarlo col
zionario di architettura riposizionare la siEinaudi” ultima edizione billina targa topo1992; neanche, nella “En- nomastica con una,
ciclopedia Garzanti di Ar- didascalica, semplichitettura” 2001.
ce “Via GiambattiCuriosità per curiosità, sta Bellucci, detto
nella Universale “Enciclo- “il Sanmarino” -1506
pedia Generale “le Gar- – 1554, architetto
zantine / il Giornale”, 2003, militare e trattatista del Parma, Piacenza, Cervia, e
Bellucci c’è! Tre righe: Bel- Cinquecento””. C’è sempre Senigallia, Pesaro, Camelucci Monica, attrice del tempo, non so se ce ne sia rino, Vienna. E Jesi? A Jesi
cinema…
voglia di cultori della cul- viene due volte, chiamato
Il “Dizionario enciclope- tura, a palazzo e dintorni.
da conti e contesse, dai
dico universale Sansoni”, La vita: Giovan Battista tra Ricci e dai Franciolini.
1995, informa di un Giu- corte, mercatura, e amba- Nel suo “Diario autobioseppe Belluzzo ingegnere e scierie. A Pesaro, fa pra- grafico” racconta che in
politico italiano, ministro tica di architettura presso città ebbe un’infinità di
dell’economia
1925-29; Girolamo Genga (Urbino, “carezze” ma una miseria
niente, nell’UTET 1905.
1476-1551; il Dizionario di di soldi. Ci occorse di porChi sarà stato quel dotto architettura Einaudi gli de- gere un “aiutino” ad una
cultore di cose cittadine dica una trentina di righe ricercatrice romana che
che nell’800 avrà suggerito –dunque, famosissimo).
veniva a rilevare i “luoghi”
alla Commissione comu- Nel 1543 a Firenze, la gran- jesini per i quali il Bellucci
nale per la toponomastica, de svolta: da ambasciatore aveva consegnato progetti:
il nome del “S. Marino”?
ad “architettore” di Cosimo della vedova Ricci, per una
Così riporta la lapide o tar- I de’ Medici, primo inge- casa in città non abbiamo
ga in capo alla via, sul pa- gnere militare del Duca di riferimenti probanti; per la
lazzetto di Astrea –dov’è la Firenze: è apprezzatissimo casa di campagna, del consede Archeoclub, al civico per i suoi progetti e realiz- te Ricci che voleva mettere
n°11. Laconica lapide e per zazioni nell’arte di difen- in fortezza, neanche. Una
giunta scorretta, perché dere. Ingegnere e soldato, vaga indicazione rimanda
lui, l’architetto Bellucci, è il Bellucci è professionista a verso Coppetella-Aiudetto “il Sanmarino” per- serio, innovatore, e ha in murata, verso il fiume (e
ché nato –era noto- nella odio “la mala guerra”.
non è detto che una traccia
repubblica di San Marino, Numerosissime le piante non si possa, con tempo e
ma operante soprattutto o rilievi di città e fortezze pazienza e collaborazione
in Toscana dove era cono- dell’Italia Centro- setten- degli interessati propriesciuto come “il Sanmarino” trionale: 62 le piante del tari, identificare, potendo
(in città, avemmo un GB. Sanmarino, ci vuole più di così descrivere e valutare
Pergolesi, il “pergolese” per una o due pagine per no- tecnica costruttiva e indiprovenienza di famiglia).
minarle tutte, da Fiesole, zi che rinviino al Bellucci).
Ricerche e studi approfon- Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Un cenno fuggevole merita
diti recenti hanno consen- Arezzo, Cortona, Volterra, la sua nozione di fortificatito di celebrare nelle sedi a Chioggia, Verona, Pado- zione: ….”è da sapere che la
degne il cinque centenario va, Treviso, Udine e Bolo- fortificazione… non è altro
della nascita: 1506 (+1554), gna, Camerino, Modena, che l’assicurare gli uomini
per vantaggio del sito da
chi volesse offendere. Perciò occorre avere intelligenza grandissima dei siti,
delle misure, dei modi di
offendere. Il mestiere della guerra (insegna) in concreto è la prima cosa (cioè
la pratica sul campo); l’altra, si acquista mediante
le Matematiche…che tutto si fa per forza di linee
e di angoli, secondo valutazione propria del Geometra”.
Dunque, calcolo delle forme, dei materiali, delle
armi che portano offesa
da presso e da lontano, tirate da mani o da macchine o spinte dal fuoco – da
cui difendersi, tenendo i
nemici lontani, coprendosi di terra o legnami o altro etc”. (GBB, Della Fortificazione, tav. 12).
Basti qui: gradiremmo
un contatto, uno scambio di pareri, di possibili
iniziative che consentano
di estendere il discorso a
livello cittadino, a livello
di esperti non occasionali,
che aiutino a capire il personaggio, le opere, i rapporti in Jesi intessuti. (E,
quella lapide, per favore!)
Mario Livieri
27 luglio 2008
Il Premio Vallesina sostiene Legambiente
Aiuti in Bielorussia
U
n’ambulanza e un endoscopio monitorizzato
per l’ospedale di Vetka. Il
progetto Chernobyl 2008
continua a compiere passi
da gigante. E’ partito il viaggio della solidarietà in Bielorussia: il gruppo composto dai Vigili del fuoco Serafino Mandolini responsabile
del distaccamento di Jesi,
Roberto Paoletti, ingegnere
nucleare presso la sede di
Ancona e da Vincenzo Russo,
coordinatore del progetto e
volontario del Circolo Azzaruolo di Jesi di Legambiente, dopo aver percorso 2600
km ha raggiunto martedì
scorso l’ospedale di Vetka
per consegnare un’ambulanza e un endoscopio monitorizzato acquistati grazie
ai fondi messi a disposizione dall’associazione Premio
Vallesina.
Per realizzare tutto ciò gli
ambientalisti si sono avvalsi
del coordinamento operativo della cooperativa Coo.
s.s Marche e della collaborazione di Regione Marche,
Provincia di Ancona, Arpam,
Comune di Monsano, Comune di Jesi, Asur n. 5, Vigili
del Fuoco, Sogenus Spa, Asur
Marche 5, Banca Popolare
di Ancona, Multiservizi Spa,
Automoda, Effe Auto, Trillini Toyota, Fiat Scortichini
Pigliapoco, Unipol, Futura,
Arcadia Grafica Digitale.
Il circolo ambientalista jesino è da tempo impegnato
in progetti di accoglienza
di bimbi bielorussi e nella
realizzazione di un sistema
di scambi formativi e aiuti
direttamente sul territorio
contaminato dalle radiazioni dell’incidente di Chernobyl del 1986.
Tutto ciò rientra nell’ambito
del percorso già intrapreso
da Legambiente nazionale, progetto unico in Italia
che si estende alle città di
Dobrush e Vetka. L’integrazione di aiuti diretti e scambi formativi tra enti, quali
l’Ospedale Provinciale di
Vetka e di Jesi, il settore Vigili del fuoco di Dobrush e
il sistema Protezione Civile
delle Marche coincide continua a favorire una maggiore
efficienza della solidarietà
internazionale proposta. Il
progetto ‘Chernobyl 2008’
ricopre anche un ruolo storico-politico rilevante per
l’impegno per la libertà e
la pace nella lotta al nazifascismo. Durante l’ultimo
conflitto mondiale, migliaia
di soldati italiani perirono
lungo l’estenuante ritirata
dalla Russia e molti furono
seppelliti nei cimiteri della
Regione di Gomel, attuale
territorio Bielorusso.
Grazie all’apporto dell’ANPI
(Associazione
Nazionale
Partigiani d’Italia) e dell’UNIRR (Unione Nazionale
Reduci della Russia), alcuni
volontari contatteranno i
responsabili di associazioni
analoghe in Bielorussia con
l’obiettivo di individuare
nei cimiteri della Regione
di Gomel le salme dei nostri
soldati italiani per un eventuale rimpatrio.
Proprio di questo il coordinatore del progetto Vincenzo Russo accompagnato da
una delegazione di Legambiente ha discusso in questi
giorni prima a Roma con
l’Ambasciatore Bielorusso a
Roma Aleksei Skripko e poi
ad Ancona con il prefetto
Giovanni D’Onofrio. Entrambe le autorità hanno espresso parole di elogio, assicurando la massima collaborazione. Anche il Presidente
della Repubblica Giorgio
Napolitano ha voluto salutare con una lettera la spedizione sottolineando l’importanza del volontariato
che “ci dà fiducia- è riportato nella nota- in quella volontà di partecipazione e in
quello sforzo consapevole,
solidale e creativo, che contribuiscono a costruire una
società, libera e aperta”.
14
Pagina Aperta
27 luglio 2008
Jesi– Il Palazzo e dintorni
AGENDA
Il santo del giorno
Giovedì 24 luglio S. Cristina, venerdì 25 S. Giacomo
Ap., sabato 26 SS. Anna e Gioacchino, domenica
27 S. Liliana, lunedì 28 S. Innocenzo, martedì 29
S. Marta, mercoledì 30 S. Pietro Crisologo, giovedì
31 S. Ignazio di Loyola, venerdì 1° agosto S. Alfonso,
sabato 2 S. Gustavo e domenica 3 S. Lidia.
Farmacie
Farmacia di turno, la notte, a Jesi
Giovedì 24 luglio Fausto Coppi, venerdì 25 Comunale 1, sabato 26 Castellani Dr. Cerni, domenica 27
Moretti, lunedì 28 Fausto Coppi, martedì 29 Fausto
Coppi, mercoledì 30 Comunale 1, giovedì 31 Castellani Dr. Cerni, venerdì 1° agosto Moretti, sabato 2 e
domenica 3 Fausto Coppi.
Farmacia di turno in Vallesina
Giovedì 24 luglio Lucarelli Moie, venerdì 25 Angeli,
sabato 26 Serra San Quirico – Poggio San Marcello,
domenica 27 Castelbellino, lunedì 28 Pianello Vallesina, martedì 29 Mergo e Montecarotto, mercoledì
30 Angelico, Moie, giovedì 31 Macine Castelplanio,
venerdì 1° agosto Lucarelli Moie, sabato 2 Angeli e
domenica 3 Poggio San. Marcello.
Anagrafe
Nati a Jesi (salvo diversa indicazione ) dal 28 giugno all’11 luglio: Natalia Reparaz, Elisabetta Faini
(Monsano), Michele Piersantelli, Samuele De Carlo,
Divina Lola, Elena Raffaeli, Melissa Bellanova, Irene Fioretti, Natalia Yavorska, Angelo Yang Cheng
Guang (Prato), Eleonora Fugliani, Francesco Mazzanti, Federico Sandroni, Gabriel Lapi (Polverigi) e
Thomas Lapi (Polverigi).
Deceduti a Jesi (salvo diversa indicazione) dal 28
giugno al 14 luglio: Sergio Alessandrini (62), Marisa Saccucci (67) Filottrano, Aldo Montesi (84), Francesco Tobaldi (91) Staffolo, Lidia Pennacchietti (87),
Claudio Renzi (42), Isolina Pettinari (81) Cingoli, Palmira Maiolatesi (85), Mario Piombetti (72) San Marcello, Olimpia Cingolani (82) Filottrano, Maria Gobbi
(90), Maria Monetti (83) Maiolati Spontini, Margherita Liberati (75) Castelbellino, Mario Bocchini (78),
Anna Benedetti (81), Duilia Lorenzini (76) Filottrano,
Otello Grilli (94), Armando Orlandini (79) Osimo, Secondo Ceccacci (80) Belvedere Ostrense, Guglielma
Schiaroli (86) Montecarotto, Duilia Serafini (86) Serra
San Quirico, Raimondo Coppari (83) Osimo, Gaspare
Baldini (82), Maria Tarquini (77), Maria Celeste Moriconi (83), Esuperanzia Marchegiani (94) Monsano,
Gilfredo Cerioni (87) Monte Roberto, Alba Catani
(92), Gina Grucci (97) Filottrano, Gina Severini (84),
Remo Piersigilli (79) Apiro, Vilma Ragni (96), Fabio
Monteporzi (77) Roma, Maria Maiolatesi (76) Monte Roberto, Elisa Crallini (94) Staffolo, Adele Roscini
(67), Aldesina Boria (88), Pietro Brocani (85) Cupramontana.
Jesi: viabilità
Nuova rotatoria
Firmato l’accordo di programma tra la Provincia di
Ancona e il Comune di Jesi
per la variante urbanistica
necessaria alla realizzazione di una rotatoria e di un
incrocio canalizzato tra la
provinciale “Vallesina” e
quella “Della Barchetta”, nei
pressi della Sadam. L’accordo, sottoscritto dalla presidente Patrizia Casagrande
e dal sindaco Fabiano Belcecchi, martedì scorso, nella sede della Provincia di
Ancona, snellisce di molto
le procedure e permetterà di dar seguito in breve
tempo alla progettazione
definitiva ed esecutiva e al conseguente inizio dei
lavori.
L’intervento, che avrà
un costo di 1 milione e 200 mila
euro, prevede la
realizzazione di
una rotatoria al
primo incrocio
uscendo
dalla
SS76 in direzione
Monsano e di una nuova
intersezione canalizzata tra
la provinciale “Vallesina”
e quella “Della Barchetta”
sempre in direzione Monsano. Oltre all’accordo, la
presidente Casagrande ha
firmato il decreto di approvazione, che sarà portato
al prossimo consiglio comunale di Jesi per la ratifica. L’intervento rientra nel
progetto più complessivo
della riqualificazione del
collegamento delle valli
Musone, Esino e Misa, necessario per migliorare la
viabilità della zona collinare del territorio.
Verso la politica del sì
Mi pare che, finalmente,
la Regione e la nostra
città si stanno muovendo verso la politica del
sì, che in sostanza vuol
dire: facciamo, cerchiamo di trovare la via per
risolvere il problema,
diciamo sì a prospettive
concrete che noi stessi dobbiamo e possiamo ricercare. Ecco due
esempi.
Primo: sì al rigassificatore. Da anni ormai ci
eravamo abituati a sentire, da parte di Comuni e Regioni, solo un no
chiaro e netto perché …
il rigassificatore è pericoloso, inquina e quindi
non stia accanto al mio
giardino.
Finalmente
la Regione Marche e
lo stesso Comune più
direttamente
interessato – Porto Recanati
– si stanno chiaramente orientando verso un
sì che dia la possibilità,
con tutte le garanzie
previste dalla normativa, di un impianto di
rigassificazione a 30 km
circa dalla costa marchigiana. Tutti sanno
che l’Italia, poverissima
di petrolio, carbone e
gas, ha necessità straordinaria di garanzie di
energia, che vuol dire
lavoro, stabilità, produzione. I rigassificatori
– gas che trasformato in
liquido torna gas fino a
raggiungere le nostre
fabbriche e le nostre
case – sono veri e propri depositi di energia da utilizzare anche
come riserve o risparmio. Insomma, se tutto
andrà liscio, anche la
nostra regione, al largo
della sua costa, avrà un
rigassificatore tra quattro-cinque anni. Contribuirà alla realizzazione
di una struttura necessaria nell’interesse del
Paese. Ce ne vorrebbero
almeno una decina.
Secondo - Per la “sicurezza” nella nostra città,
dopo tante riflessioni e
polemiche, pare che ci
si stia orientando verso
tre o quattro iniziative
che garantiscano tranquillità al cittadino. Tra
il Comune e le autorità
interessate ai diversi
livelli c’è questo orientamento: a – aumento
del personale vigili per
garantire anche un pattugliamento notturno;
b – coordinamento con
tutte le altre forze dell’ordine; c - telecamere nei punti strategici
senza trasformare la
città in grande fratello;
d - adeguata e definitiva sistemazione dei due
campi nomadi in modo
che anche i nostri rom
si sentano integrati il
più possibile.
Unica nota stonata in
tutto questo orientamento, che appare accettabile anche per allontanare la tentazione
delle ronde, è il fatto che
Jesi non sta camminando di paripasso con le
esigenze di sicurezza
della Vallesina, la quale tende a camminare
in proprio. E’ vero che
le esigenze possono essere diverse, ma è anche vero che chiudere
la porta da una parte e
lasciarla aperta dall’altra se gli inquilini non
si mettono d’accordo, è
negativo per tutti.
v.m.
Il “Cuppari” ringrazia la Fondazione Carisj
Corsi e stage di lingua inglese
Il mercato del lavoro richiede sempre più la conoscenza
della lingua inglese e l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Pietro
Cuppari” ha ritenuto opportuno rispondere a questa
domanda inserendo nell’Offerta formativa relativi corsi
di potenziamento. Questi
corsi svolti in orario extra
- curriculare e tenuti da una
docente madrelingua al fine
di favorire l’apprendimento
di una lingua sempre più in
evoluzione sono stati richiesti e seguiti da circa 100 studenti delle classi del triennio
dei corsi IGEA ITER Programmatori e Geometri.
Un gruppo di 42 studenti ha
sostenuto, a fine anno 2007,
l’esame di certificazione PET,
un titolo spendibile sia per il
proseguimento degli studi
che per l’inserimento nel
mondo del lavoro; tre gruppi di 60 studenti lo sosteranno entro la fine dell’anno
solare in corso. Inoltre grazie al contributo ricevuto si
è potuto ridurre i costi per
lo stage linguistico svolto
a Malta dal 6 al 13 febbraio
dalla classe terza A ITER.
Fondamentale per la realizzazione dell’attività è stato il
contributo della Fondazione
della Cassa di Risparmio di
Jesi che ha permesso non
solo di organizzare e seguire
dei corsi spendibili in futuro
ma soprattutto di raggiungere dei risultati che saranno parte integrante della
formazione individuale dei
partecipanti. La disseminazione dell’attività è stata
realizzata tramite sito: www.
cuppari.an.it
Maiolati e Scisciano
Domenica 27 luglio, dalla mattina alla sera, per le vie del paese, si svolgerà la Fiera di Sant’Anna e, alle ore 21, al parco Colle Celeste, serata gastronomica e di ballo liscio proposta dal
Maiolati Calcio e dalla Filarmonica Spontini. Le serate di ballo
si ripeteranno l’8 e il 9 agosto; il 14 agosto ci sarà il veglione di
Ferragosto con la cena.
Da mercoledì 13 a sabato 16 agosto, a Scisciano, si svolgerà la
festa di Ferragosto con gara di biliardino, Scala 40 e di briscola, corsa podistica, giochi popolari, ballo liscio con orchestra,
uno spettacolo comico e commedia dialettale. L’organizzazione è a cura dell’associazione ricreativa Scisciano.
Latte Fresco
Alta Qualità
15
Non solo sport
Moie, Twirling Summer Fest dal 24 al 27 luglio
Festa di sport e sapori
S
iamo ormai vicini alla seconda edizione di canzoni folk “Cantastorie” con il gruppo
della “Twirling Summer Fest” manifesta- “La Callarola”
zione che si terrà in Piazza Kennedy a Moie Il Fantasy Twirling ringrazia gli sponsor e
di Maiolati Spontini, nei giorni 24, 25, 26 tutti coloro che con il loro aiuto hanno cone 27 luglio. La passione per lo sport, per la tribuito a rendere possibile l’organizzazione
buona tavola e per il proprio paese per offri- di questa manifestazione.
re alla cittadinanza quattro giorni di festa alChiara Cascio
l’insegna dello spirito sportivo e dello
spettacolo. L’iniziativa, ideata con lo
scopo di far conoscere e promuovere
l’associazione sportiva nel territorio, prevede un fitto programma di
eventi ed attività. Nel programma
sono inseriti spettacoli di intrattenimento, tanta musica, tornei sportivi
abbinati alle degustazioni di prodotti
tipici marchigiani per scoprire sapori
e sport.
Il 24 luglio alle ore 19,30 Apertura
stand gastronomici allietata dalla
musica con una breve esibizione della “Banda Musicale L’ Esina”; alle ore
21 dimostrazione di Twirling, concorso spettacolo “Rock Event” per
Band musicali.
Il 25 luglio alle 19 Esibizione degli
sportivi della Società Libertas di Jesi,
dopo la cena con Rolando Priori, dimostrazione di Twirling, “La Corrida” ed esibizione gruppo Isla Latina
di Jesi.
Il 26 luglio alle ore 20 a cena con ...
il Merlo Nero, alle 20,30 supertorneo
di Play Station Pro Evolution Soccer 2008 e alle ore 21 dimostrazione
di Twirling, a seguire sfilata di abiti
d’epoca “Sposando il passato”.
Il 27 luglio alle ore 21,30 spettacolo
Club Cb Om Jesi: 15 nuove radio ricetrasmittenti per la protezione civile
Volontari con la valigia… “tattica”
U
na valigia davvero “tattica”, di nome e di fatto. E’
quella che i radioamatori del
Club C.B. O.M. di Jesi, associazione di volontariato della protezione civile, hanno
potuto acquistare di recente
grazie a un contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.
La valigia tattica, che esternamente somiglia a un comune trolley, è completa di
apparati radio ricetrasmittenti professionali ed equipaggiata con 15 caricabatteria ad alimentatore interno,
per la ricarica contemporanea di tutti i 15
ricetrasmettitori portatili. La valigetta, oltre
alla dotazione interna, è resistente agli urti,
le sostanze corrosive, l’acqua, le polveri e gli
agenti atmosferici.
Se fino ad oggi il Club aveva operato usando
gli apparati messi a disposizione da alcuni
volontari, con questo acquisto l’associazione si è dotata
di propri apparati radio-portatili professionali, così da
garantire a ogni volontario
di operare autonomamente e
anche di allargare il proprio
raggio d’azione. Un impegno,
quello dei radioamatori jesini, che è cresciuto negli anni,
con diverse attività e partecipazione a grossi eventi.
Nato con lo scopo di agevolare, divulgare e promuovere
l’uso delle radiocomunicazioni a fini civili, sociali, ricreativi, ma anche di pubbli-
27 luglio 2008
Jesi: manutenzione straordinaria degli impianti sportivi
Lo sport migliora la qualità della vita
L’
assessore allo sport, Bruna Aguzzi e
quello ai lavori pubblici, Stefano Tonelli, hanno tenuto una conferenza stampa,
per rendere noto il piano di interventi di
manutenzione straordinaria negli impianti
sportivi della città. “Lo sport è un pezzo di
welfare cittadino”, così ha cominciato l’assessore Aguzzi: “lo sport migliora la qualità della vita ed aiuta l’integrazione”. Ecco
perché l’amministrazione comunale ha
deciso di risistemare gli impianti sportivi
già in uso. Nel novembre del 2007 si sono
visti quali erano gli impianti da rifare e da
rimettere a norma di sicurezza: il Palazzetto dello Sport, che sarà pronto per questo
settembre, l’antistadio del campo di calcio,
il completamento, per la prossima estate,
della piscina scoperta sita in via del Muli-
no, con bagni nuovi e pavimentazione di
un’area verde. Mentre sono in corso i lavori per trasformare l’ex-campo da tennis
Boario, in un campo di calcio non gestito
da società, ma libero, per far giocare i ragazzi ed i bambini. Un campo di pallacanestro, anche questo libero, sarà creato in
via Jugoslavia. Oltre mezzo milione di euro
i soldi che sono serviti per questo progetto
di riqualificazione degli impianti sportivi.
L’obiettivo del 2009, dei due assessorati, è
quello di non lasciare incompiuti i lavori e
la messa a norma della piscina comunale, di
alcune palestre scolastiche (Collodi, Asiago,
Carducci e Federico II) ed il potenziamento
degli impianti sportivi scoperti di via Martin Luther King.
Cristiana Simoncini
Jesina Calcio: presentata la squadra
“Puntiamo alla salvezza”
I
tifosi della Jesina
Calcio
vorrebbero di più. Vorrebbero sentir uscire dalla
bocca della società
grandi proclami, a cui
chiaramente seguano i
fatti. Invece la società,
soprattutto nella persona del presidente
Marco Polita, è prudente: “Puntiamo alla
salvezza” si limita a
dire. Al di là di questa
solo apparente diversità di
aspettative, si può dire che il
rapporto tra i tifosi e la società si sia definitivamente
ricomposto rispetto a qualche tempo fa. E ci si prepara
al prossimo campionato di
Eccellenza con una squadra rinnovata in alcuni dei
suoi elementi ed una società
rafforzata. La presentazione ufficiale della squadra
si è tenuta sabato 19
luglio a Jesi, nella sala
del Lampadario del
Circolo Cittadino, in
una conferenza stampa
aperta al pubblico. Presenti i rappresentanti
della società leoncella
e il tecnico Giovanni
Trillini. Entusiasti i
nuovi elementi: Marco Strappini, Lucas
Javier Cabello e Saverio Mastrojanni, che
andrà a sostituire Crispino,
autore di ben 23 gol nell’ultimo campionato.
Lucia Romiti
Nella foto Saverio
Mastrojanni
Festa D’Estate al Centro Sociale di via Roma
Un cocktail di iniziative
ca utilità in caso di emergenza o calamità, il
Club Cb Om Jesi è un’associazione di protezione civile, iscritta dal 2003 nel Registro
regionale del volontariato, e oltre ad aggregare persone che hanno in comune l’hobby
delle comunicazioni-radio, offre servizi di
radioassistenza e supporto logistico in occasione di manifestazioni
sportive, culturali o religiose,
che possono prevedere grossi afflussi di gente. Ad oggi i
volontari dell’associazione
hanno preso parte a
campagne di prevenzione
antincendio boschivo, l’evento del Papa a Loreto del 2004,
esercitazioni, anche internazionali, di Protezione civile,
come Eurosot 2005 in Sicilia;
alle esequie del Santo Padre
Giovanni Paolo II e alla prima messa del Pontefice Benedetto XVI.
Info: www.clubcbomjesi.it
Quarta festa d’estate
per il centro sociale
“Amleto Stronati” di via
Roma. Tre serate, dal
18 al 20 luglio, organizzate con il patrocinio
e il contributo della
Circoscrizione Centro,
allietate da diverse
iniziative. Ha dato il
via alla manifestazione,
venerdì pomeriggio, il
gruppo folkloristico “I
Scacciapensieri”. La festa è proseguita sabato
col ballo animato da
Marco Bordoni, concludendosi domenica
con ben tre appuntamenti: il pranzo sociale,
la Sfilata Moto d’Epoca
e l’immancabile ballo
con Massimo
Del Liscio.
Presenti in tutte e tre le
serate un’interessante
mostra dei Mestieri, la
Ruota della Fortuna e
stand gastronomici.
Fotoservizio
Paola Cocola
16
Esperienze
27 luglio 2008
All’ostello di villa Borgognoni è equa la festa!
A piccoli passi nella foresta che cresce
U
n bel successo quello riportato
dalla tre giorni all’Ostello di Villa Borgognoni. “Equa la festa. Non
è vero che tutto va peggio”: una ricca
rassegna di attività ludiche, culinarie, musicali, culturali, resa stimolante anche dalle visite guidate
ad aziende agricole della Vallesina.
Un’opportunità di conoscenza reciproca e di crescita, che ha mostrato anche come l’impegno generoso
e tenace di giovani e meno giovani,
affiatati tra loro da un rapporto di
stretta collaborazione, sia un’incredibile controrisposta, una sorta
di calmiere, di moderatore a tutte
quelle cose negative che avvengono e che si apprendono quotidia-
namente. “È vero che fa più rumore un albero che cade! – riconosce
Consuelo Paris, coordinatrice dell’evento, riprendendo le parole del
libro di Jacopo Fo e Michele Dotti
presentato per l’occasione - Ed è
proprio per questo che dobbiamo
e vogliamo più che mai raccontare
la foresta che cresce.”
Prima edizione dunque di una festa multietnica e multiculturale
nella suggestiva cornice ottocente-
sca della struttura gestita da poco che si è svolta in
più di un anno dalla cooperativa maniera tale da
sociale Zanzibar di Ancona.
recare il minor
“Io non faccio parte della coope- disturbo possirativa - ci ha spiegato Consuelo - bile agli abitanti
però sono del gruppo dei quindici del quartiere.
organizzatori che hanno ideato e “Visto che tutrealizzato questa festa condivi- t’attorno non ci
dendola con altre persone sia della sono molti parcooperativa “Mondo Solidale” che cheggi, per creacon altre associazioni del terri- re meno disagio
torio. Abbiamo coinvolto anche possibile
alla
alcune comunità di stranieri, non gente del posto,
molte perché comunque la loro in- abbiamo provvetegrazione e inclusione nel tessuto
sociale costituisce un cammino
abbastanza lungo che comporta la
scansione, il riconoscimento e l’interiorizzazione di regole precise;
una graduale conoscenza reciproca. Ce le siamo poste comunque
come obiettivo perché ci rendiamo
conto che ogni gruppo vive in città
distaccato dall’altro.”
Consuelo lavora in un’agenzia di
viaggi a Jesi. È una volontaria della
Cooperativa “Mondo Solidale” che
in città ha una bottega dove si effettua un commercio equo solidale.
Si tratta, come molti già sanno, di
un commercio ideato appositamente per i piccoli produttori dei
Paesi in via di sviluppo - spesso
riuniti in modeste cooperative che, non riuscendo ad entrare nel
circuito delle multinazionali, non
avrebbero diversamente modo di
vendere ciò che realizzano. Una
formula che in questi ultimi anni si duto al trasporto dei visitatori con
è sviluppata tantissimo.
un mezzo preso da noi a noleggio.”
“Conoscersi meglio tra le varie as- Ha puntualizzato l’autista di turno,
sociazioni, sia di volontariato che Elia Lazzari.Con i ringraziamenti
di stranieri, le Ong, le cooperative a Vallesina tv per il sostegno pubsociali, ossia tra tutte quelle realtà blicitario e a tutte le organizzazioche si impegnano per migliorare ni per l’aiuto puntuale e concreto
le condizioni di vita degli altri. Va- prodigato, le scuse dei ragazzi agli
lorizzare l’Ostello che per noi gio- stessi abitanti per il disagio comunvani - ma anche per il resto della que creato, e un appello: “ Abbiamo
comunità - è comunque una bella bisogno della vostra collaborazione
struttura ricettiva che merita di es- per conservare questa struttura, per
sere conosciuta meglio per la sua renderla sempre più interessante
importante funzione di incontro e affinché non ce la portino via, come
scambio tra culture diverse, e tra le da qualche tempo si ventila, con
associazioni e gli ospiti stessi. Que- una probabile vendita.”
sti gli obiettivi prioritari della festa
Fotoservizio Paola Cocola
La coordinatrice Consuelo Paris
Lilia Paccamicci (foto in alto a
sinistra) alla bancarella dei libri
di scrittori immigrati in Italia da
diversi Paesi del mondo.
Scrivono in lingua italiana
raccontando la loro esperienza
di immigrazione.
Come ha fatto anche lei con la sua
recente pubblicazione La mia vita
ad Amman, nella quale racconta
la sua esperienza di viaggio in
Giordania in veste di migrante,
dove è rimasta tre mesi per
studiare l’arabo. Mediatrice per la
lingua e cultura araba,
lavora da tre anni circa
con la Casa delle Culture.
Arcevia: Notte Bianca, edizione da record
U
Sgarbi presenta Signorelli
na notte bianca riuscita in ogni minimo dettaglio, quella organizzata dal comune di Arcevia
con la Pro-loco, i comitati delle associazioni arceviesi e in collaborazione con l’Avis provinciale di
Ancona e l’Accademia della musica G. Verdi. Una
notte “alla grande”, come è stata definita dagli organizzatori. Tanta la gente, decine di migliaia, che
ha riempito le piazze ed il corso principale, dove
si trovavano concentrati quasi tutti gli eventi della notte bianca, che spaziavano dal teatro, alla
musica, all’arte. Si è cominciato alle 17.30 con la
presentazione del nuovo volume di “Studi Arceviesi” di Paolo Santini e si è continuato con la
sfilata in abiti medievali del gruppo storico “Città
di Cortona” e i suoi sbandieratori. Poi due show
dopo la mezzanotte: direttamente dal famoso programma musicale X-Factor, la cantante umbra
Annalisa, che ha tenuto un concerto di cover e
lo spettacolo di musica brasiliana con il gruppo
“IPanema show”. Oltre la musica anche la conferenza di Vittorio Sgarbi sul pittore Luca Signorelli, che qui ha lasciato diverse opere, dal titolo:
“Luca Signorelli tra Piero della Francesca e Michelangelo (l’intervista al noto critico è on-line
sul sito www.vallesina.tv) e la prima edizione di
Ar[t]cevia international art festival. Inoltre tante le mostre d’arte: quella di pittura di Giuseppe
Gigli e di Valentina Crasto e quella di scultura di
Giuseppe Bagattoni. Per i più piccoli: artisti di
strada, giocolieri e laboratori creativi organizzati
da Legambiente. A chiudere la serata una caccia
al tesoro nel centro storico e, alle 2,30, una spaghettata rigeneratrice.
Cristiana Simoncini
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