Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d’informazione ANNO LV- N. 28 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi domenica 27 luglio 2008 Parlano i giovani jesini a Sydney “La Gmg, una ricarica per la nostra Fede” È stata una settimana intensa, quella vissuta dai trenta giovani jesini, giunti a Sydney per vivere da vicino la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Per tutti è stata un momento forte, che ha fatto dimenticare le tante difficoltà. Tema principale delle tre catechesi svoltesi nella parrocchia di St. Mary Concord e dei discorsi del Papa, è stato lo Spirito Santo. Molti giovani jesini erano alla loro prima esperienza, come Sara Petrocelli, 17 anni, animatrice Acr di Santa Maria del Piano. “Mi ha colpito molto l’organizzazione ed i tanti volontari. La Via Crucis in particolare mi è piaciuta molto, perché ha dato spazio all’arte ed al balletto: valorizzando queste cose la gente si è sentita più partecipe ed emozionata. Mi ha colpito anche la gente: tutti hanno fatto amicizia con tutti. Ci siamo sentiti tutti fratelli e questo è il bello della Gmg”. Proprio la bellezza della condivisione della propria Fede con quella di tanti altri giovani del mondo, è uno dei punti di forza della Gmg. “Le persone di altri paesi qui si sono sentite unite – raccontano Chiara Taccaliti e Valentina Fossi, rispet- tivamente 18 e 17 anni – Abbiamo visto gente anche da posti che hanno una situazione difficile. È stato bello scambiarsi i gadget con ragazzi di altre nazioni: sembravamo tutti amici”. Nel gruppo c’è anche chi ha avuto la fortuna di vedere il Papa da molto vicino. Emanuele Contadini, infatti, ha partecipato all’incontro tra i seminaristi di tutto il mondo ed il Santo Padre. “Non bisogna avere paura di essere cristiani – dice – ma dobbiamo testimoniare la nostra Fede con la nostra vita. Ho gradito molto la catechesi di Anfossi, sul tema della sofferenza, un argomento che i giovani cercano di sfuggire. Questa Gmg mi ha fatto riscoprire lo Spirito Santo come fattore che ci unisce e ci mette in contatto con il Signore”. Benedetto XVI ha invitato i giovani presenti alla Messa finale a farsi sempre più testimoni della Fede, tramite lo Spirito Santo. “Lo Spirito di Dio è presente nelle situazioni più semplici – spiega Michele Cerasa, 30 anni – Ho vissuto questa Gmg semplicemente, non aspettandomi chissà cosa, ma ho riconosciuto in tutto l’opera di Dio”. In tanti si sono chiesti se era necessario arrivare fino a Sydney per ascoltare il Papa. “Per prima cosa la Gmg non è solo il Papa – risponde decisa, Giulia Romagnoli, 23 anni, alla sua terza Gmg dopo Toronto e Colonia – Lui è il punto di arrivo, colui che ci invia. La Gmg è la rappresentazione dell’unità nella diversità. In queste giornate si vede il più bel clima del mondo. Tutti parlano la lingua del cuore, condividono la strada che Dio ci ha posto davanti. Ognuno è pronto ad aiutare e condividere le cose con chi si trova accanto. È una ricarica che ci permette di andare avanti nel cammino. Queste giornate ci permettono di entrare in un rapporto profondo con il nostro io ma anche di scoprire che lungo la strada non saremo mai soli”. Giuseppe Papadia Le foto, di Giuseppe Papadia e don Giovanni Rossi, sono state scelte dal sito www. agorajesi.it che, da Sydney, i ragazzi jesini partecipanti alla Gmg aggiornano con immagini, file audio e video per permettere ai loro genitori e alla comunità diocesana di partecipare, anche se a distanza, alla Giornata Mondiale della Gioventù. Una crisi economico-finanziaria partita da lontano potrebbe diventare uno tsunami globale? Se l’America piange, purtroppo l’Europa (e l’Italia) non ridono P ochi giorni fa il presidente Bush ha convocato all’improvviso una conferenza stampa per rinfrancare gli americani di fronte all’aggravarsi di una crisi finanziaria in Usa che, ormai da un anno, tiene il mondo economico in apprensione. Si tratta, come tutti sanno, della più grande crisi finanziaria delle banche americane, dopo quella del ’29. I pessimisti paventano un suo ulteriore aggravarsi, a cominciare dalle due maggiori banche americane che gestiscono oltre 5000 miliardi di mutui e che stanno subendo insolvenze paurose; tali da far mancare un’enorme liquidità di dollari al punto che la banca centrale Usa sta sborsando fior di miliardi per evitare il fallimento, un temuto fallimento che ha già spinto i risparmiatori a far la fila agli sportelli per riavere i loro risparmi. In confronto, il fallimento della Parmalat sarebbe come un fiammifero acceso rispetto al focarone della notte della Madonna del Tettarello! Un fuoco che potrebbe travolgere tutto il sistema finanziario mondiale. Sono vicine al collasso ben 150 banche americane. Gli Usa piangono anche i quattromila morti nella guerra irachena, (guerra che costituisce una delle cause principali dell’attuale crisi finanziaria insieme con l’aumento del petrolio), piangono gli infiniti debiti dello Stato che Bush sta scaricando sul mondo con la svalutazione del dollaro, piangono l’inflazione al cinque per cento e la stagnazione produttiva (la cosiddetta stagnazione). E l’Europa non ride perché ha i suoi grossi problemi come Unione, perché la produzione è all’uno per cento e perché l’inflazione è al cinque per cento. La proposta francese di una grande intesa con i 16 Stati extra europei che si affacciano sul Mediterraneo va apprezzata per l’originalità e per le straordinarie positive conseguenze, se veramente si potesse realizzare. Ma gli ostacoli sono infiniti. Siccome però la fortuna aiuta gli audaci, tentare non nuoce. *** Non ride l’Italia perché il ministro Tremonti ha detto a chiare note che “non ci sono tesoretti e la crisi potrebbe aggravarsi”, una crisi che va intesa come conseguenza di quella americana con l’aggiunta delle nostre specifiche difficoltà: inflazione vicino al cinque per cento (soprattutto con l’aumento del costo dei beni di prima necessità come il pane, la benzina, il mangime per il bestiame…), i mutui con tassi mai visti negli ultimi dieci anni, il Pil poco sopra lo zero, un debito pubblico stratosferico che ci costa settanta miliardi all’anno. E gli scandali a pioggia da nord al centro e al sud sembrano voler dare il colpo di grazia alla buona volontà di qualcuno che ancora ci prova a raddrizzare la situazione. Il federalismo fiscale a favore delle Regioni, richiesto a gran voce dalla Lega, vuol dire gettare benzina sul fuoco dopo tutto quello che sta succedendo in alcune di esse (sanità, indennità e assunzioni a livelli paurosi). E’ che certe Regioni non hanno minimamente il senso dello Stato, i loro responsabili sono del tutto irresponsabili: dare ulte- riore autonomia vuol dire suicidarci tutti. E quindi Tremonti ha ragione da vendere quando prevede che la nostra crisi può aggravarsi. La via da battere non è, certo, quella della ventilata (poi smentita) immunità alla casta, che diventerebbe castissima ma, al contrario, quella di chiedere ai deputati l’esempio della riduzione dei loro privilegi a livello di quelli della media europea. Solo con l’esempio i politici riacquisteranno la fiducia dei cittadini, di destra o di sinistra che siano. Allora ben vengano, queste sì, la rigidità dei controlli verso gli assenteisti, la eliminazione di migliaia di vecchie leggi e di tantissimi inutili enti; ben venga la Robin tax (purchè, alla fine, non si scarichi sui cittadini!). Vittorio Massaccesi [email protected] 2 Cultura e società 27 luglio 2008 Del più e del meno La prima intervista di Valeria Consorzio Cir33: premiato per la raccolta Un nuovo sito internet di Giuseppe Luconi N el terzo anniversario della scomparsa dell’attrice, l’11 luglio è stato presentato al teatro Pergolesi il libro “Valeria Moriconi come in uno specchio” che, curato da Franco Cecchini, raccoglie interviste e interventi dell’artista dal 1957 al 2004. Una documentazione importante per il contributo alla conoscenza della donna e dell’attrice. Il libro di Cecchini mi ha riportato indietro nel tempo, all’intervista che feci alla Moriconi nel lontano 1957 e che fu anche la sua prima intervista. Uscì infatti su Voce Adriatica (così si chiamava allora il Corriere Adriatico) il 5 marzo del 1957. Ero incerto se riprodurre qui il testo completo di quell’intervista – che non risulta tra le 550 elencate dal libro di Cecchini - poi ho deciso per il sì, sembrandomi importante una sua rilettura perché Valeria faceva allora un bilancio dei suoi primi tre anni, quelli dell’impegno per farsi conoscere ed apprezzare, e si accingeva ad entrare, con il teatro di Eduardo, nell’olimpo delle grandi attrici... Valeria Moriconi jesina di Jesi Reciterà con Marcellino (pan y vino) Sono le sei del mattino. Roma si sta risvegliando ed i pochi passanti hanno l’aria di avere fretta. Dal portone di un grosso palazzo del centro esce un distinto signore, piuttosto maturo. Da una macchina, ferma poco distante, sguscia fuori una giovane figura femminile e gli va incontro, decisa: “Commendatore, commendatore, scusi…”. “Lei vuol fare del cinema, ho capito”. “Ecco… infatti, si… sì, ma come…?” “Lo sapevo. Beh, vedremo cosa si potrà fare, signorina”. Quel signore distinto era Vittorio De Sica; la signorina era… la signora Valeria Moriconi. L’incontro è di tre anni fa, giorno più giorno meno. Valeria Moriconi, jesina di Jesi, era allora una delle tante venute dalla provincia con un monte di belle speranze; oggi è un’attrice già affermata nel complesso mondo della celluloide; un’attrice dotata di una personalità, volitiva, intelligente; una giovane attrice che conta già al suo attivo ben diciotto film. Ma quell’incontro con De Sica, avuto da Valeria quando era ancora alla ricerca di un biglietto d’ingresso per la Hollywood italiana non ebbe alcuna parte nell’affermazione della giovane jesina. Il suo ingresso nel cinema avvenne diversamente. Ce lo ha raccontato nel corso di una intervista di cui è stata… vittima l’altro giorno, non appena tornata da Roma per una breve visita ai suoi genitori. “Ero partita da Jesi, con mio marito, senza sapere come si potesse entrare nel cinema. Poi seppi che Lattuada cercava delle ragazze per il film”Gli uomini si voltano” e così mi presentai. Proprio in quei giorni Lattuada stava preparando la sceneggiatura del film “La spiaggia” e trovò una parte adatta per me”. Da allora Valeria ha girato, come s’è detto, diciotto film, di cui ci elenca i più importanti: “Gli innamorati”, “Gli anni che non ritornano”, “Totò, lascia o raddoppia”, “Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo”, “I giorni più belli”, “’Na voce, ‘na chitarra e un po’ di luna”. Questi ultimi girati tutti nello spazio di otto mesi. “Il film che mi ha portato fortuna?”, dice. “Gli innamorati”; ed è il film che preferisco per il personaggio affidatomi”. Per quel film – girato con la Lualdi, la Greco ed Interlenghi – Valeria Moriconi partecipò al Festival di Cannes, dove il film, fra quelli prescelti a rappresentare la produzione italiana, ebbe larghi consensi di critica. Addirittura con manifestazioni di entusiasmo da parte del pubblico e della stampa londinesi fu accolta la nostra giovane attrice allorché si recò a Londra in occasione della prima inglese di “La strada”. Ma questo non è lei a dircelo – piuttosto schiva, com’è, a parlare di sé – ma il cav. Angelo Abbruzzetti, il papà di Valeria, il quale ci mostra, con compiaciuta ma legittima soddisfazione, alcuni numeri del “New Chronicle”, del “Daily Mirror” e del “Daily Skech”, nei quali la foto di Valeria occupa addirittura la prima pagina, sotto vistosi titoli. La terza volta che si recò all’estero fu per la lavorazione del film “Gli anni che non ritornano”, girato a Parigi. Ne ha fatta, di strada, Valeria Moriconi, dal tempo che, studentessa liceale, calcava il palcoscenico del Pergolesi con la filodrammatica “Città di Jesi”. La ricordiamo brillante interprete in lavori come “Esami di maturità”, “Gli ultimi cinque minuti”, “Rebecca” e “Se tu non m’ami”. Ripensando alle recite di allora, Valeria confessa di avere sempre avuto passione per il teatro, che è stato e resta al centro delle sue aspirazioni di attrice. Guarda al teatro come al più valido mezzo di realizzazione, quello che realmente consacra un’artista. Ed è facile immaginare, pertanto, con quale entusiasmo e soddisfazione abbia accolto l’invito fattole da Eduardo De Filippo di lavorare nella sua compagnia. “L’8 marzo – dice – debutterò all’Eliseo di Roma appunto con la compagnia di De Filippo ne “Il medico de’ Pazzi” di Scarpetta. Ma l’altra commedia più importante, per me, è “Vincenzo De Pretore”, scritta dallo stesso De Filippo. Questo lavoro, che dovrebbe andare in scena verso il 2 o 3 aprile, servirà per affiatare la nuova compagnia, che sarà composta da elementi giovani, della quale sarò primattrice e Achille Millo primattore”. “Niente più cinema, allora?”. “Sì, farò ancora del cinema, perché girerò nel frattempo anche dei films. Ho già il contratto per “Ragazze sulle nuvole”, un film che sarà ambientato sulle hostess e nel quale lavorerò con la Ralli, Gino Cervi, credo, e un’attrice spagnola, per la regia di Mario Costa. Inoltre dovrò recarmi in Spagna per un film diretto da Ladislao Vajda e nel quale lavorerò con Pablito Calvo, Maurizio Arena e Broderick Crawford. La lavorazione di questo film avrebbe dovuto essere iniziata da diversi mesi, ma è stata costretta ad un rinvio a causa di una lunga indisposizione del piccolo Pablito”. Presente nel cinema e nel teatro, Valeria Moriconi lo è stata anche alla televisione, che è poi cinema e teatro insieme. Ha avuto il battesimo alla TV con la commedia “Cavalieri senza armatura”… (Giuseppe Luconi – Voce Adriatica, 5 marzo 1957) I l CIR33, Consorzio Intercomunale “Vallesina-Misa”, ha ricevuto da Legambiente nazionale ed il Ministero dell’Ambiente il premio per la migliore gestione innovativa della raccolta dell’organico. Tra le motivazioni dell’assegnazione si legge anche la seguente: “Il Consorzio CIR33 ha attivato capillarmente - a partire dal novembre 2007 – il servizio di raccolta differenziata porta a porta in 17 comuni di sua pertinenza in provincia di Ancona; la popolazione interessata dal nuovo servizio è pari a circa 100 mila abitanti.” Il CIR33 ha pubblicato il nuovo sito internet all’indirizzo www.cir33. it con la sezione di servizio ed informazione rivolta al pubblico e la parte istituzionale, più indirizzata agli organi interni e ai collaboratori. Tale distinzione è evidente già dalla prima visita on line, in quanto l’home page si rivolge direttamente al pubblico e presenta, attraverso una suddivisione di immediata e semplice lettura, le istruzioni sul servizio di raccolta, i risultati conseguiti, l’im- piantistica di bacino, i progetti in atto (ecovolontariato, compostaggio domestico, campagne informative) e i servizi a disposizione del cittadino. In aree distinte è possibile accedere alle pagine istituzionali, che presentano il Consorzio e la sua struttura, raccolgono le selezioni e le gare di appalto, offrono un servizio di ufficio stampa on line. Le pagine contenenti le informazioni relative al servizio, i dati sui risultati conseguiti, i servizi a disposizione del cittadino ed il materiale informativo sono personalizzate per ciascun Comune che ha il servizio di raccolta porta a porta. “In questo modo - ha detto il responsabile della comunicazione del consorzio, Matteo Giantomassi - il sito internet vuole proporsi come un portale all’interno del quale i residenti in ciascuna città possono disporre delle informazioni ad essi riservate.” Nella foto il direttore del Consorzio, Laura Filonzi e il responsabile della comunicazione Matteo Giantomassi. Congratulazioni Laura! Lunedì 14 luglio, presso l’Università degli Studi di Bologna, Laura Anderlucci ha conseguito con lode la Laurea Specialistica in Scienze Statistiche, discutendo una tesi sulla “Stima dell’ereditabilità di un carattere attraverso il metodo gemellare: un’applicazione all’indice di massa corporea”. Congratulandosi con lei per il risultato brillantemente raggiunto, la famiglia e gli amici le augurano un futuro radioso, ricco di soddisfazioni personali e professionali. 3 Cultura 27 luglio 2008 ANTONIO MAGINI COLETTI:“LA VOCE” DI JESI (1) Un “cantante-attore” amato in tutto il mondo SCUSATE IL BISTICCI O (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) www.peterpun.it Zeppa tra due malanni Che differenza c’è tra un torrentaccio in piena e un filmettaccio di serie D ? Il primo è inguadabile, il secondo è inguardabile. SLOGAN RITOCCATI (in peggio) Cambio di vocale... per sopravvivere PANE E LAVORO ! Sarebbe come dire: IL PASTO E IL POSTO ! TU QUOQUE ! Cambio di vocale sconsolato Il tuo insulto mi ha spezzato il cuore. Sì: sono affranto per l’affronto. COGNOMEN OMEN Bisenso birichino Da una rivista di gossip: “Amy Winehouse brilla ad un party di VIP”. (Vorrei vedere: non si chiama mica Waterhouse) IL VISO PALLIDO E IL DIAVOLO ROSSO Cambio di vocale, augh ! Due celebri eroi dell’epopea western sui contrapposti fronti: il ranger William Frederick Cody e il capo-tribù Toro Seduto. Insomma: Buffalo Xxxx & Sitting Xyxx *** Soluzione del gioco precedente: lavarseli, cavarseli/levarseli LaCitazione a cura di Riccardo Ceccarelli Lo smarrimento delle radici Se una società perde le ragioni della propria esistenza o smarrisce i fini delle proprie radici è destinata a morire. Rino Fisichella in “Fede e libertà” di Ferdinando Adornato e Rino Fisichella, Ed. Liberal, Roma 2007, p. 145 Antonio Magini Coletti, tra i cantanti lirici marchigiani dell’Ottocento, è forse il più grande di tutti: un autentico colosso d’arte, reso ancora più unico da un’infinita ricchezza di umanità; protagonista per tre decenni delle scene di tutto il mondo, il suo patrimonio d’arte si è caratterizzato per una preziosa sintesi delle qualità dell’artista romantico e della sensibilità espressiva del nuovo secolo. DA JESI A ROMA, AL MONDO Nato a Jesi nel febbraio 1855, Antonio era destinato a una professione nel mondo del commercio e e più differenti furono coa tal fine studiava a Roma, stantemente concordi nelquando nel ’78 ascoltò il l’ammirare le belle doti del baritono Mattia Battistini cantante, la sua intelligenin uno spettacolo al Teatro za, il suo buon gusto, la sua Argentina: come folgorato, correttezza, e soprattutto capì che quella era la sua la singolare versatilità sua», strada e intraprese lo studio scrivono di lui i cronisti del canto a “Santa Cecilia”, teatrali di varie testate nasotto la guida di Venceslao zionali. «Egli sbozzò alcuni Persichetti, lo stesso inse- dei tratti più significativi gnante di Battistini. Agli del baritono moderno e insegnamenti di Persichetti, al tempo stesso s’affermò che lodò sempre per tutta come uno degli ultimi dela vita, sommò in seguito positari dell’autentico stile gli importanti studi di per- interpretativo romantico», fezionamento condotti con sottolinea in uno studio di due illustri conterranei, i qualche anno fa il critico e baritoni Francesco Grazia- storico della vocalità Roni ed Enrico Fagotti, artisti dolfo Celletti. fermani entrambi di onorata carriera, entrambi di UN REPERTORIO STERgrandissima scuola: quella MINATO che origina dal Maestro Oltre ai teatri italiani di Domenico Concordia, at- primo piano, approda imtivo dapprima a Fabriano mediatamente anche in e poi spostatosi a Fermo, quelli stranieri; “San Carlo” dove il suo insegnamento di Lisbona, “Liceu” di Barstabilì un’autentica culla di cellona, saltando oltreoartisti internazionali. ceano verso i trionfi del Già nel 1882 Magini-Co- “Colón” di Buenos Aires. letti conosce il battesimo Senza mai trascurare “il del palcoscenico, e in una tempio” italiano, la Scala: cornice di tutto rispet- a Milano, nel corso della to: il Teatro “Costanzi” di sua carriera quasi trentenRoma –struttura creata da nale, canterà per almeno un altro marchigiano, Do- una decina d’anni. Ridotta, menico Costanzi, che nel invece, la presenza nei carprimo Novecento diverrà telloni lirici della sua Jesi, il Teatro dell’Opera– dove sul palcoscenico del Teatro esordì come “Valentino” cittadino che appena pochi nel Faust di Gounod. Il suc- mesi dopo il suo debutto cesso fu tanto significativo a Roma aveva cambiato e il luogo stesso del debutto nome: dall’originario “Conlo ampificò a tal punto da cordia, con cui si era aperto proiettare il giovane barito- nel 1798, al più celebrativo no come astro nascente nel “Pergolesi”, per ricordare panorama contemporaneo, meglio l’illustre figlio compertanto subito ricerca- positore (1883). Forse per i tissimo dai più importan- troppi impegni del baritono ti teatri d’Italia. Nel solo in giro per il mondo, forse ’84, tocca piazze di rilievo per il suo crescente “valocome Roma (Teatro “Ar- re economico” –ma forse gentina”), Napoli, Trieste, anche per non smentire esaltando il pubblico nei l’antico adagio del “nemo panni di “Escamillo” nella profeta”- si ricordano solo Carmen, di cui diverrà uno tre volte di Magini Coletti dei maggiori specialisti ita- al “Pergolesi”. La prima nelliani. «I pubblici più lontani la stagione di settembre del 1885, ancora astro nascen- una rincorsa di grande arte te (in cartellone Lucia di e incontenibile entusiasmo Lammermoor e La favorita), delle platee. Con lui cantacon il tenore Baroncelli e la no le grandi stelle del moprimadonna Palmira Ram- mento: Adelina Patti e la belli, anch’essa jesina: «Ma- Mariani Masi, la Pantaleoni, gini Coletti si immedesima Tamagno e Gayarre, Stagno, talmente nel personaggio Angelo Masini, Enrico Ca–scrive il critico- che ne fa ruso, Gemma Bellincioni e una vera incarnazione, sia Celestine Galli Mariè; tra i con la naturalezza del can- tanti direttori di prestigio, to, sia con la disinvoltura ovviamente, Toscanini. della scena, della quale è abile possessore»; insom- VOCE RARA, RARA DIma, «un successo splendido SCIPLINA e meritato». La seconda nel La sua voce è “unica”: dotasettembre 1892, già divo ta di ottimo timbro, pastointernazionale, interprete sa e molto gradevole, chiadell’opera Guarany di An- ra nel colorito ma estesa e tonio Gomes e propulsore sicura nell’intonazione nei di un evento-concerto a vari registri, potente e inbeneficio dell’erezione di tensa nell’emissione eppure un monumento a Pergolesi capace di un canto a mezza(che vedrà la luce solo nel voce e di una stupefacente 1910); infine, nel settembre padronanza della dinamica, 1900, al culmine della car- in cui riesce a dipanare un riera, nei panni di uno dei uso dei colori a dir poco suoi ruoli più memorabili: emozionante; «è la più belil perfido “Iago” nell’Otello la di quante ve ne sono tra di Verdi. i baritoni viventi», secondo Le opere dei primi anni il celebre collega Antonio sono quelle di Rossi- Cotogni. Essa è particolarni (Matilde di Shabran, Il mente ricca di potenzialità barbiere), di Verdi (Aida, espressive, frutto di studio Rigoletto,Trovatore), di Do- assiduo e di un metodo di nizetti (Poliuto, Lucia, Elisir), canto impeccabile «per la ma anche di Gounod (Faust, perfetta impostazione della Romeo e Giulietta), Meyer- sua voce, per la irreprensibeer (Gli Ugonotti), Bizet bile sua emissione e per la (Carmen, I pescatori di per- maestria nel saperla usare, le), Massenet (Re di Lahore), senza mostrare mai al pubDelibes (Lakmé). Il suo re- blico stanchezza, né incerpertorio è tuttavia sempre tezza, mantenendo sempre in espansione: a fine car- una dizione chiara ed un riera conterà oltre settanta fraseggio elegante», come titoli diversi, dal “belcanto” scrive a inizio secolo il crial Verismo, passando per tico del giornale catanese gli autori francesi e per Wa- “La Sicilia teatrale”. Magini gner, di cui interpreta varie Coletti si distacca compleopere e tutta la Tetralogia. tamente «da coloro che Nel 1889, alla Scala, è il pri- fanno l’arte a colpi di granmo interprete dell’Edgar di cassa: egli dimostra invece Puccini, a fianco del tenore lo studio, l’ingegno e l’aniGabrielesco e delle prime ma di artista che sa profondonne Cataneo e Romilda dere nell’interpretazione Pantaleoni; nel ’91 incon- del personaggio che raptra Cavalleria rusticana e presenta»; carattere che si di lì si aprirà a capolavori esalta al meglio nella grancontemporanei quali Ma- de sapienza del “recitativo”, non Lescaut, Bohème, Tosca, in cui l’estrema musicalità Falstaff, Otello, I pagliacci, si combina al massimo La valchiria, Lohengrin, ma grado con la resa scenica anche a titoli a noi meno dell’azione nella scrittura consueti come Cristofo- drammaturgica. «La forro Colombo di Franchetti, tuna, incostante e capricPromessi sposi di Ponchielli, ciosa dea, a lui è rimasta Fidelio di Beethoven, Dan- fedele, devota», scrivono nazione di Faust di Berlioz, nel 1905, evidenziando la Euryanthe di Weber, insie- sua costanza artistica e lame a tanti altri oggi com- sciando intendere il duro pletamente usciti dal re- lavoro quotidiano messo pertorio e dimenticati. Da in campo per tale successo: Torino a Firenze, Palermo, «possa la resistenza della Parma, a Madrid, Vienna, sua voce essere d’insegnaMosca, San Pietroburgo, mento a quanti non voglioVarsavia, poi oltreoceano no intendere che molto si per tutto il Sudamerica e su canta se molto si studia! E al nord -Boston, Chicago, viceversa». Filadelfia, fino al MetropoGianni Gualdoni litan di New York- è tutta (1/2: continua) Confartigianato: all’Istituto d’Arte di Jesi un laboratorio d’arte orafa A iutiamo i giovani a farsi una idea del mestiere. E’ il progetto che la Confartigianato promuove in collaborazione con l’Istituto Statale d’Arte “E. Mannucci di Jesi. Anche quest’anno i laboratori della sezione “Arte dei metalli e dell’oreficeria” dell’Istituto jesino ospiteranno il tirocinio-laboratorio tenuto dai Maestri orafi Gianfranco Catalani, Marco Cinti, Maria Marchegiani e Luca Zamponi coinvolti dalla Confartigianato in dieci Aiutiamo i giovani a farsi un’idea….del mestiere giornate di stage riservato agli allievi dell’Istituto. 15 studenti del corso curricolare Arte dei metalli e dell’oreficeria hanno aderito all’iniziativa che li vedrà impegnati fino al 25 luglio, nel tirocinio di specializzazione riguardante la formatura anticlastica dei metalli, le tecniche dell’incisione e dell’incastonatura, l’assemblaggio e la finitura. Il corso si svolge presso i laboratori dell’ISA E. Mannucci di Jesi dal lu- nedì al venerdì, la mattina. Agli allievi partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza valido ai fini del credito formativo. Obiettivo del corso è fornire agli allievi le indicazioni basilari del metodo di lavorazione indirizzandoli verso forme plastiche finalizzate alla funzione ornamentale nell’ambito dell’ oreficeria. Tra le materie anche incisione ed incastonatura. Le tecniche di base sono impartite agli allievi allo scopo di com- pletare il manufatto didattico con l’inserimento delle pietre preziose (zirconi con taglio diamante saranno utilizzati nella simulazione). E poi tecniche di assemblaggio e finitura: l’applicazione dei meccanismi funzionali definiranno l’uso dei manufatti (spille, orecchini…) nel tentativo di mettere gli allievi in condizione di portare a termine il proprio elaborato nel pur breve tempo disponibile. Paola Mengarelli 4 Attualità 27 luglio 2008 nel mondo del lavoro: appunti di viaggio di Gabriele Gabrielli* Eluana P “Flessometro”: ovvero il cambiamento che si riavvolge di Riccardo Ceccarelli er Terry Schiavo, morta il 31 marzo 2005, ci vollero 13 giorni per morire di fame e di sete, come probabilmente sarà per Eluana. Allora si disse che mai sarebbe accaduta una cosa simile in Italia. Mai dire mai. Ora sta accadendo anche in Italia. I rispettivi giudici, americano ed italiano, accogliendo le ripetute istanze del marito per Terry e del padre per Eluana, avevano chiesto di rimuovere i sondini con i quali venivano alimentate e dissetate, e non di “staccare la spina”, come ci hanno detto stampa e Tv. Non alimentandosi e non ricevendo acqua si muore tra atroci sofferenze, come è avvenuto per Terry e come sarà (se non ancora avvenuto) per Eluana. Pena di morte non per fucilazione ma per fame e per sete, così hanno deciso i giudici, perché il marito e padre si erano accorti che la vita delle rispettive moglie e figlia non era più “umana”, mentre è pienamente “umano” non dare cibo e acqua, così la natura fa il suo corso, cioè ovviamente lascia morire: soluzione questa pienamente “umana”. Dare cibo e acqua a chi pur non è apparentemente cosciente, è accanimento terapeutico? Cibo e acqua non sono medicinali, sono gli elementi essenziali per vivere, toglierli è far morire, è decretare la morte. Nella situazione di Terry come in quella di Eluana, da anni in una “situazione vegetativa” – come si dice – senza minimamente renderci conto di loro eventuali reazioni, non sembra proprio essere la ragione a guidare richieste, a far emettere sentenze, ad esprimere pareri, a guardare la vita e a decidere su di essa. Più che la ragione sono il fastidio che danno questi ammalati, i problemi che essi creano alle famiglie e alla società, gli aspetti emozionali che suscitano, l’impegno che richiedono per la loro assistenza, la visione efficientistica dell’esistenza, l’allontanamento sistematico del dolore e del limite dalla propria ed altrui vita: se non risponde a questi criteri la vita non è “umana”, come non lo era quella di Terry, come non è stata giudicata tale quella di Eluana. La maggioranza si è espressa, nei sondaggi, a favore della rimozione del sondino, cioè per la morte per fame e per sete di Eluana, non per continuare ad assisterla amorevolmente, alimentandola e dissetandola soltanto, visto che non prende altre medicine. Più che la ragione è una non ben compresa compassione, è una pietà mal intesa. Oramai siamo un po’ tutti in quest’ordine di cose. La vita è efficienza e funzionalità, è la quasi perpetua giovinezza, è la demonizzazione del dolore o della limitazione, è il successo, è l’eterno sorriso stampato sul volto. Solo così la vita è “umana”. Diversamente non è più “umana”. E quindi anche la sua negazione, anche violenta, per fame e per sete, non ci fa più discutere. È il sonno della ragione. Eliminare Eluana, da 16 anni in “stato vegetativo” (come è triste paragonare l’attenzione per Eluana a quella dell’orto di casa, ai vegetali appunto!), è tutto sommato un atto di praticità, come qualcuno ha detto, è eliminare un problema, un fastidio, un peso. E non c’è solo Eluana, tanti altri sono nella sua condizione. Certo la morte toglierebbe ogni problema, ogni fastidio. Ma tutto questo è razionale, è ragionevole, risponde ad una logica “umana”? Siamo più accoglienti e disponibili verso i diversi, quelli di altre religione e cultura (anzi qui siamo pronti a mettere a tacere la nostra), siamo poco accoglienti invece verso gli ammalati, verso tutte le “Eluane” di ogni sembiante, fino ad arrivare a mettere in discussione la loro “umanità”, il senso della loro esistenza. Eluana insomma non è un vegetale, una zucca o un qualsiasi ortaggio. Sarà “una vita differente ma non una non vita”. Condannarla a morte per fame e sete è una sentenza di morte. Questo dice la ragione. Se ne discuta pure. Purché pietà e compassione non siano sinonimi di egoismo. C hi non conosce o non ha mai adoperato un “flessometro”? Chiamasi così, lo leggiamo da Wikipedia (http:// it.wikipedia.org/wiki/Metro_a_nastro), “quello strumento molto comune costituito essenzialmente da una rotella metrica, con nastro di acciaio, in cui una molla arrotola automaticamente il nastro all’interno dell’arrotolatore”. Sì, stiamo parlando del “metro a nastro”, facile da usare e poco ingombrante. Le modalità di funzionamento di questo utensile ci ha fatto sempre venire in mente qualche dinamica del cambiamento nelle organizzazioni, o meglio le situazioni in cui questo – alla stessa stregua di quando lasci andare il nastro nel flessometro – si riavvolge su se stesso con una velocità inaspettata e come se nulla mai fosse successo. Ed ecco allora che devi ricominciare da capo. Se ti dimentichi infatti di azionare l’apposita “frizione” che blocca il nastro alla lunghezza d’interesse la molla richiama automaticamente il nastro che scompare dentro il suo contenitore. Similmente, nei contesti organizzativi ti capita frequentemente di vedere – se ti giri per cinque minuti da un’altra parte – il lavoro che hai fatto con tanta energia e investimenti essere “risucchiato” dalle resistenze al cambiamento, dalle routine di una cultura dura a modificarsi, da chi lotta contro ogni cosa che possa perturbare ciò che si è acquisito, dalla forza inerziale dello stare fermi. In questi contesti, guai a distrarsi anche un solo momento; può essere fatale e “devi stare sul pezzo” ogni momento, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Rischi di trovare sempre qualcuno, infatti, che approfittando della tua distrazione toglie la frizione e fa arrotolare il nastro. No, la distrazione in certi ambienti non è ammessa. E’ disumano ma è così. La questione più complicata è l’azionare sempre la frizione e bloccare quel nastro che hai con difficoltà, centimetro dopo centimetro, srotolato impegnandoti in riunioni, approfondimenti, colloqui gestionali, negoziazioni e quant’altro per avvicinarti o arrivare “fino alla lunghezza di interesse”. Sappiamo bene, infatti, quanto sia neces- sario consolidare il cambiamento. Solidificare nuovi comportamenti e modi di operare, però, è progetto assai difficile e complicato di suo. Figuriamoci quando chi ha la responsabilità di azionare la frizione e aiutarti a consolidare lo spostamento non lo vuole fare, non ha interesse a farlo o si dimentica di farlo per pigrizia e noncuranza o non lo fa perché qualcun altro – da cui “dipende” – gli fa capire che è lì proprio per non bloccare il nastro. Quando è così tutto si riavvolge e il nastro che avevi cominciato ad allungare diventa nuovamente un rotolo inaccessibile, compatto e chiuso dentro la sua scatola. Che fare allora? Si può cambiare metro e provare quelli rigidi che sono certamente meno comodi e maneggevoli, ma che ti danno però un’altra sicurezza e forse maggiore precisione; oppure si può cambiare chi dovrebbe azionare la frizione; o rompere la scatola dove si è racchiuso il nastro liberandolo e srotolarlo manualmente. Ma forse si può fare anche altro. Docente Università LUISS Guido Carli [email protected] L’Oikos: ha aderito al progetto sperimentale Programma Sostegno Famiglie Insieme genitori e figli, anche per giocare “E ’ la prima volta che le famiglie si sono coinvolte senza delegare la risoluzione dei loro problemi alle cosiddette istituzioni educative; le famiglie si sono messe in gioco anche se all’inizio non è stato facile formare il gruppo”: così Rosa Meloni, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Carlo Urbani di Jesi e consigliere provinciale, ha commentato il Programma Sostegno Famiglie. Al programma, conclusosi per Jesi lo scorso giugno, ha partecipato l’associazione “Oikos”, uno dei 47 centri italiani che ha aderito alla sperimentazione del Ministero dell’Istruzione del metodo Strengthening Families Program. I centri nei quali è avvenuta la sperimentazione sono stati scelti tra le strutture affiliate alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche o al Centro Sportivo Italiano o al Forum degli Oratori. Il Programma a Sostegno delle Famiglie (SFP), sperimentato con successo in molti Paesi del Nord America e d’Europa, è uno dei programmi ritenuti più efficaci per la capacità di ottenere cambiamenti positivi nelle famiglie perché non si applica separatamente ai bambini o ai genitori, ma alla Notizie in breve dall’Italia e dal Mondo Somalia Continua la strage degli innocenti a Mogadiscio, capitale della Somalia, in Sudafrica. Nuovi duri combattimenti tra governativi e islamici: tra gli uccisi anche quattro bambini. Sono più di 8.600 i morti nel 2008. Le condizioni di insicurezza, la siccità, raccolti falliti o estremamente ridotti stanno aggravando la sofferenza di milioni di somali. Giustizia e politica Monito del Presidente della Re- famiglia intera. L’Associazione “Oikos” di Jesi è un centro federato della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) e attraverso il Centro Studi e lo Sportello Prevenzione “Zoè” si occupa di interventi di prevenzione al disagio e promozione del benessere nel territorio dell’ambito territoriale sociale, attraverso progetti rivolti a famiglie, scuola, mondo del lavoro e dell’associazionismo. A Jesi, presso la struttura “Mynonna”, da settembre a giugno, 38 nuclei familiari di Jesi e Vallesina con figli tra gli 8 e 11 anni hanno partecipato a 15 incontri settimanali di due ore ciascuno. A conclusione del percorso hanno risposto ai questionari predisposti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia che, fin dall’inizio, ha monitorato l’attività e che il prossimo ottobre, in un convegno nazionale, comunicherà i risultati complessivi. Don Giuliano Fiorentini, presidente dell’Oikos, nel ringraziare Claudio Cardinali che ha seguito il progetto sin dall’inizio e tutti i collaboratori, ha espresso l’auspicio che a Jesi si possa avviare un centro permanente per le famiglie, gestito in collaborazione tra le scuole, le parrocchie, il comune, le associazioni. Il Programma, apprezzato dal senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, sarà, quasi certamente, rifinanziato per permettere ad altre famiglie di vivere questa esperienza che è stata molto apprezzata da chi vi ha partecipato. pubblica per evitare che le udienze di si trasformino in reality: c’è una tendenza alla spettacolarizzazione, occorre recuperare equilibrio e assicurare alle persone coinvolte dignità e decoro. Verso le Olimpiadi Il conto alla rovescia per le Olimpiadi sembra scandito in Cina dall’escalation della tensione. Lunedì scorso l’episodio più grave: due esplosioni su due autobus hanno causato due vittime e 14 feriti. Diversi sono i fronti interni caldi che rischiano di esplodere alla vigilia della competizione sportiva. Hanno collaborato, oltre all’Istituto Comprensivo “Carlo Urbani” di Jesi, capofila del progetto, gli istituti comprensivi S. Francesco, Jesi Centro e Federico II di Jesi. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati che si è svolta la settimana scorsa nella sede dell’Oikos, Emanuela Girini, componente dello staff, composto da sette formatori qualificati e dal coordinatore e group leader Claudio Cardinali, ha evidenziato l’apprezzamento delle famiglie che hanno avuto modo anche di giocare insieme, genitori e figli, e di confrontarsi a casa, sulle tematiche affrontate nel corso. “Siamo disponibili a seguire progetti simili in tutta la Regione – ha concluso Carlo Bellocchi, vicepresidente dell’associazione – e che hanno come risultato la soddisfazione di chi partecipa e di chi li propone.” b.t. Foto Maurizi Nella foto da sinistra: Carlo Bellocchi, vicepresidente dell’Oikos, don Giuliano Fiorentini, presidente dell’Oikos, Rosa Meloni, dirigente scolastico, Claudio Cardinali, group leader del progetto, Emanuela Girini, formatrice per i genitori. IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 5 Regione 27 luglio 2008 NOTIZIE IN BREVE L’avvocato ELUANA E L’EUTANASIA Con Decreto 9 luglio 2008, la Corte D’Appello di Milano ha stabilito che, alla luce della “logica orizzontale compositiva della ragionevolezza”, nel caso di stato vegetativo permanente e, quindi, irreversibile, è possibile disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale, laddove emerga l’inconciliabilità della propria concezione sulla dignità della vita con la perdita totale ed irrecuperabile delle proprie facoltà motorie e psichiche e con la sopravvivenza solo biologica del corpo in uno stato di assoluta soggezione all’altrui volere. La vicenda ebbe inizio il 18 gennaio 1992, quando Eluana Englaro, allora ventunenne, rimase coinvolta in un incidente stradale a seguito del quale le fu diagnosticato un gravissimo trauma cranio-encefalico con lesione di alcuni tessuti cerebrali corticali e subcorticali, da cui derivò prima una condizione di coma profondo, e poi, in progresso di tempo, un persistente stato vegetativo con tetraparesi spastica e perdita di ogni facoltà psichica superiore, quindi di ogni funzione percettiva e cognitiva e della capacità di avere contatti con l’ambiente esterno. Dopo circa quattro anni dall’incidente, essendo stata accertata la mancanza di qualunque modificazione del suo stato, Eluana Englaro fu dichiarata interdetta per assoluta incapacità dal Tribunale di Lecco e il padre fu nominato tutore. Dopo altri tre anni circa prese avvio una lunga vicenda giudiziaria snodatasi in tre principali procedimenti consecutivi, nei quali il padre-tutore, deducendo l’impossibilità per Eluana di riprendere coscienza, nonché l’inguaribilità/irreversibilità della sua patologia e l’inconciliabilità di tale stato e del trattamento di sostegno forzato che le consentiva artificialmente di sopravvivere (alimentazione/idratazione con sondino naso-gastrico) con le sue precedenti convinzioni sulla vita e sulla dignità individuale e, più in generale, con la sua personalità, ha ripetutamente chiesto, nell’interesse e in vece della rappresentata, l’emanazione di un provvedimento che disponesse l’interruzione della terapia di sostegno vitale. Secondo la Corte D’Appello, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario unicamente in presenza dei seguenti presupposti: a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona. Ove l’uno o l’altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l’autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa. Nel caso di specie, il problema non risiede nella le Le vie della legalità risponde gittimità o meno dell’interruzione del trattamento terapeutico vitale, bensì nel soggetto protagonista della vicenda, cioè una persona umana la cui volontà è ricostruita mediante il ricorso alle cosiddette direttive anticipate di trattamento terapeutico o, meglio per il caso in esame, le cosiddette scelte ora per allora di tipo implicito. L’eutanasia passiva è un principio espressamente riconosciuto dalla legge; infatti l’ordinamento vigente già riconosce al soggetto capace il diritto di rifiutare la cura, pur laddove ciò conduca alla morte: gli articoli 13 e 32 della Costituzione (e gli articoli 1 Legge 180/78 e 33 Legge 833/78) rendono lecito il comportamento del medico il quale, prendendo atto di questa volontà, interrompa le terapie, sempre che si versi nella non frequente ipotesi in cui un soggetto allo stadio terminale sia in grado di esprimere un consenso valido. La Cassazione ha affermato che la libertà di cura può significare ripudio delle cure per lasciarsi morire, ma non anche libertà di compiere atti positivi per morire, non spiegandosi altrimenti la possibilità di trattamento sanitario obbligatorio in presenza di gravi tendenze suicide. La sentenza prende posizione anche in ordine alla rilevanza penale del suicidio. Il confine tra lecito ed illecito è da ravvisare nella tipologia di condotta posta in essere: è lecito il contegno omissivo espressivo della libertà di cura; è illecita la condotta attiva diretta al suicidio o quella attiva da altri posta in modo commissivo. Permane il nodo degli incapaci di intendere e di volere per i quali, da più parti, si propone l’introduzione del cosiddetto testamento biologico, avente ad oggetto direttive anticipate di trattamento terapeutico. In realtà, il vero quesito, oggetto di interpretazione da parte degli stessi costituzionalisti, è se il valore presidiato dalla Costituzione sia la vita in sé o, piuttosto, la dignità dell’esistenza, intesa come condizione umana non degradante ma capace di consentire alla persona di vivere senza una sofferenza insopportabile, idonea a tradursi in vera e propria condanna, tortura. Il tutto diventa assolutamente problematico quando il soggetto della cui vita si discute sia un incapace. Eluana non poteva più comunicare con l’esterno e la Corte D’Appello ricostruisce la sua volontà sulla base della sua storia personale ed arriva a dire che oggi ella avrebbe scelto di morire: aveva scelto allora per ora; un diritto supremo, come quello all’autodeterminazione, non può essere precluso sol perché il soggetto diventa incapace ed, allora, è giusto ricostruire la sua volontà per bocca di coloro i quali hanno convissuto con lui. Certo è che i dubbi permangono. Osserva il giurista Giuseppe Buffone: se la dignità della vita si valuta giorno dopo giorno, momento dopo momento, come si può reagire dinnanzi alla scelta “presunta” di un incapace? Come pur si è detto, nessuno è mai stato in coma irreversibile prima di trovarvisi. Atti irripetibili che tolgono la voce a chi li vive. Eluana, fuori dal coma, avrebbe desiderato lasciarsi morire se mai vi si fosse trovata. Ma una volta trovatavisi, sarebbe stata della stessa opinione? Nessuna risposta può mai essere giusta poiché nessuna verità può dirsi qui assoluta. Restano scelte da fare; decisioni, come osserva la stessa Corte D’Appello, a cui non possono “sottrarsi i decidenti, per quanto non senza partecipata personale sofferenza”. Paolo Marcozzi, avvocato Il 25 luglio si terrà il sesto appuntamento di “Le Vie della Legalità”, dal titolo “Il profumo della libertà”, organizzato dall’assessorato alla Cultura e dal circolo Arci di Jesi. Alle ore 17.30, in piazza della Repubblica apertura stand di Libera Terra in collaborazione con la bottega del commercio equo e solidale; alle ore 18 a La Salara di Palazzo della Signoria apertura mostra “Locri 1 Marzo 2008” a cura di Silvia Berruto; alle ore 18.15 dibattito “L’informazione come strumento di lotta alla mafia”. Alle ore 21 in piazza della Repubblica spettacolo teatrale “Poliziotta per amore” in memoria di Emanuela Loi, rimasta uccisa mentre scortava il magistrato Paolo Borsellino; a seguire incontro “Chi ha paura muore ogni giorno” con Giuseppe Ayala, Salvatore Borsellino, Giuseppe Lumia, Rosario Crocetta. Nella foto Vincenzoni, la conferenza stampa di presentazione: da sinistra Francesco Tiberi, Matteo Secchi, Valentina Conti. Ostello, incontro con Maria Lampa L’Associazione Viverecongioia organizza alcune iniziative all’Ostello di Villa Borgognoni a Jesi, l’1 e il 2 agosto. Segnaliamo l’incontro con Maria Lampa che presenterà il suo libro “Il valore nelle orme del cuore”. Sabato 2 agosto alle ore 21,15 Maria Lampa presenterà se stessa e quei motivi interiori e quella forza d’animo che le ha permesso di fissare in un libro-confessione tutta se stessa: la battaglia contro una natura poco generosa, i valori che l’hanno sostenuta, l’entusiasmo della meta vicina che però non si riesce mai ad agguantare in via definitiva, la soddisfazione dell’apertura agli altri, così come gli altri tanti si sono aperti a lei. Vale la pena ascoltarla. Il Buon vivere è a Monsano Monsano diventa per due giorni un laboratorio di economia solidale. Il 2 e 3 agosto al Parco del Santuario di Santa Maria di Monsano, si terrà la quarta edizione di “Naturalmente festival – Terre del buon vivere”, appuntamento organizzato dalla cooperativa “Monsano Informa” nell’ambito di Cohabitat, il programma strategico delle politiche culturali della Provincia di Ancona. A Monsano si daranno appuntamento centinaia di giovani e non, tutti attratti dalle tematiche del vivere naturale, dell’economia equa e solidale e del turismo responsabile. Da non mancare il concerto di Esha Tizafy in programma sabato 2 agosto. La cantante, originaria del Madagascar, la cui musica spazia tra diverse culture, si esibirà alle 21,45, mentre il concerto di domenica sarà dedicato al Flamenco con la musica della compagnia “La Morita”. Per i seminari, sabato pomeriggio alle 18 si parlerà di “cibo e acqua” mentre domenica si parlerà di “compost” in agricoltura con il Cir 33. Interporto L’assemblea dei soci di Interporto Marche spa i ha condiviso la proposta di aumento di capitale sociale fino a 9.241.591 euro e, su richiesta del socio di maggioranza Svim Spa, ha deciso di riconvocarsi il 28 ottobre per definirne le modalità attuative. Roberto Pesaresi, presidente della società ha confermato l’impegno da parte della società Interporto Marche spa a rispettare il cronoprogramma stabilito e finalizzato al completamento del terminal-container entro l’autunno del 2009. Il presidente ha comunicato inoltre che è stato sottoscritto un preliminare di acquisto delle aree necessarie alla realizzazione della “stazione tecnica” di Interporto che consentirà di passare dall’instradamento con tradotta a quello automatico dei treni. Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com 6 Vita ecclesiale 27 luglio 2008 Parola di Dio 27 luglio 2008 - 17^ domenica del tempo ordinario - anno A Che il regno di dio ti conquisti con stupore! Il Regno di Dio è qualcosa di inestimabile valore. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Così grande che vale «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo la pena sacrificarvi trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e comtutto. Grandezza del pra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in dono di Dio e proncerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti tezza dell’uomo. Di i suoi averi e la compra. fronte alla pigrizia Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccospirituale dell’uomo glie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si di oggi, ci si può chiemettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i dere se sia questiocattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i ne di buona volontà. cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e Gesù risponde che stridore di denti. la prima questione è Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: trovare un tesoro. Il «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a distacco scaturisce un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». dall’aver trovato! La Parola del Signore prima questione è discernere ciò che veramente vale nella vita e ciò che è una paccottiglia nel gran bazar della Commento Nelle parabole emerge sia il volto di Dio sia il vol- vita. E’ ciò che ha ripetuto il Papa ai giovani, in to (la risposta) dell’uomo. Perché il Regno di un questa cultura consumistica e idolatria. Dio vuole raggiungere l’uomo per salvarlo, ma Per la terza parabola Gesù prende lo spunto dai pescatori che per ore navigavano sul lago di Tibeaspetta una risposta! I piccoli racconti di questa domenica sono come riade, uno specchio d’acqua molto pescoso. Giundei minifilmati che puoi fare anche col tuo cellula- ti a sera a riva, tirate le reti sul litorale, iniziavano re. C’è la parabola del tesoro e della perla. E’ come la cernita dei pesci. Gesù sembra quasi fermarsi entrare nel mondo delle favole!! Nelle piccole cose a guardarli mentre separano in diversi canestri i Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52) 26 luglio: I genitori della Beata Vergine Maria Agenda Pastorale del Vescovo Santi Gioacchino e Anna Venerdì 25 luglio Giornata di spiritualità con i Diaconi di Jesi e Senigallia al Beato Sante-Mombaroccio Sabato 26 luglio ore 10: S. Messa alla casa di riposo di via Gramsci in occasione della festa di Sant’Anna ore 15: Colle Ameno: incontro con i giovani di Castelbellino e Pantiere ore19.15: Sant’Apollinare, S. Messa nella festa patronale Domenica 27 luglio ore 10: Bellisio Solfare, incontro con Coccinelle FSE e genitori della parr. Divino Amore e Moie ore 15: Beato Angelo, incontro con Coccinelle FSE e genitori della parr. Regina della Pace ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un gruppo di ragazze Martedì 29 luglio Incontro con partecipanti al campo scuola del Gruppo Spontaneo di San Giuseppe a Sarnano Mercoledì 30 luglio Incontro con partecipanti al campo scuola ACR di Moie a Pennabilli ore 21: incontro con il Gruppo di discernimento vocazionale in vista del Diaconato permanente Giovedì 31 luglio Pomeriggio: incontro con i Lupetti Parrocchia di S.M. Kolbe a San Cassiano pesci permessi dalle leggi alimentari bibliche e giudaiche, cioè i pesci che sono kasher, «puri», e gli altri, quelli senza scaglie visibili, proibiti alle mense ebraiche da una norma del libro biblico del Levitico («di tutti gli animali che si muovono nelle acque ma non hanno né pinne né squame non mangerete la carne»: 11, 10). Affiora, allora, sulle labbra di Gesù la seconda lezione, quella della fine e del giudizio. Ora bene e male sono mescolati insieme, spesso chiamati con nomi falsi. Allora, invece, il giudizio di Dio farà finalmente brillare l’autentica verità, il vero amore, la sincera giustizia, ribaltando le folli scale di valori inaugurate dagli uomini, smascherando le ipocrisie di coloro che «chiamano bene il male e male il bene, tenebre la luce e luce le tenebre, amaro il dolce e dolce l’amaro» (Is 5, 20). «Avete capito tutte queste cose?» dice Gesù. Le grandi conquiste esistenziali si fanno pensandoci spesso! della Sabato 2 agosto Mattino: incontro con i Lupetti di Moie a Marina di Montemarciano ore 18: Angeli di Rosora: Festa del Perdono di Assisi Domenica 3 agosto ore 15: Località Canfaito: S. Messa e incontro con i genitori e Esploratori/Guide delle parrocchie di San Pietro Martire, Divino Amore e Regina della Pace ore 21: Incontro a carattere vocazionale con un gruppo di ragazze In ricordo di Santa Teresa della Croce Sabato 9 agosto presso il Teatrino del Duomo di Jesi alle ore 19,30 si svolgerà la commemorazione ricordo di San Teresa Benedetta della Croce, patrona d’Europa. Prima della commemorazione ricordo, alle 18,30, ci sarà la messa vespertina e dopo seguirà un momento conviviale. L’iniziativa in ricordo di Santa Teresa Benedetta della Croce, è organizzata dall’Associazione “Noi operatori di pace” e il Meic – Gruppo Edith Stein di Jesi. La Parola di Dio ci garantisce che i santi sono tantissimi. I santi sono una moltitudine! Pensandoci bene, non può essere altro che così. Dio ci ama tanto da soffrire per noi la passione. È impossibile che la forza del dolore-amore di Dio non porti frutti abbondanti di santità, è impossibile che il sangue di Cristo non sia straordinariamente fecondo. Talvolta non ci accorgiamo della presenza dei santi accanto a noi, ma anche noi sicuramente ne abbiamo conosciuti tanti. Tante mamme piene di amore di Dio, uomini miti e pronti a eroici e nascosti sacrifici, giovani leali e generosi; anziani umili e sereni; ammalati pieni di speranza e di bontà sono dei santi sconosciuti. Un giorno brillerà la loro bontà. Oggi ci basti sapere che la loro santità è il sale che preserva il mondo dalla totale distruzione. E questo pensiero faccia sgorgare dal nostro cuore un grazie commosso al Signore, l’artefice della santità. Pensando alle mamme, ai papà, ai nonni santi, questa settimana vorrei presentarvi la figura dei santi Giacchino e Anna. “Dai frutti conoscerete la pianta”, dice Gesù nel Vangelo (cfr. Mt 7,16). Noi conosciamo il fiore e il frutto soavissimo derivato dai santi Gioacchino ed Anna: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che per divino privilegio fu esente dal peccato originale e fu tabernacolo vivente del Dio fatto uomo. Dalla santità dei frutti, deduciamo la santità di Anna e Gioacchino: non solo genitori di Maria, ma anche nonni di Gesù Cristo! Evidentemente Maria ha ricevuto dai genitori i primi impulsi alla fede, da loro è stata guidata nell’ascolto e nell’attuazione della Parola del Signore. L’etimologia dei loro nomi è alquanto significativa: Gioacchino è un nome ebraico e vuol dire “Dio concede”, “preparazione del Signore”, Anna invece significa “grazia”. Pastore di Gerusalemme, Gioacchino era “un uomo modesto, mite, educato alla legge di Dio, vissuto sobriamente e sempre costante nell’amore di Dio, ma invecchiato senza figli” scrive sant’Andrea di Creta, Anna era “amante di Dio, sobria e continente, affezionata al marito… priva di figli, ma alla fine le sue preghiere vennero esaudite”. I due sposi infatti, erano una coppia matura e non avevano bambini. Un giorno, mentre Gioacchino lavorava nei campi, gli apparve un angelo per annunciargli la nascita di un figlio. Anche Anna, mentre era in preghiera, ebbe la stessa visione: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tut- Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 di don Mariano Piccotti [email protected] Il povero e la perla (Swami Paramananda) La perla di gran valore è nascosta profondamente. Come un pescatore di perle, o anima mia, tuffati, tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù, e cerca! Forse non troverai nulla la prima volta. Come un pescatore di perle, o anima mia, senza stancarti, persisti e persisti ancora, tuffati nel profondo, sempre più giù, e cerca! Quelli che non sanno il segreto, si burleranno di te, e tu ne sarai rattristato. Ma non perdere coraggio, pescatore di perle, o anima mia! La perla di gran valore è proprio là nascosta, nascosta proprio in fondo. E’ la tua fede che ti aiuterà a trovare il tesoro ed è essa che permetterà che quello che era nascosto sia infine rivelato. Tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù, come un pescatore di perle, o anima mia. E cerca, cerca senza stancarti! Jesi, Santa Maria to il mondo”. Chiamarono la loro bambina Maria: il nome ha il duplice significato di “amata da Dio”, ed “amarezza”, infatti in Maria ogni sofferenza interiore si tramuterà in gloria e gioia del Signore. Anna visse fino a tarda età, di Ghiacchino invece, non abbiamo più notizie dopo la Presentazione di Maria al Tempio.La grande prova della sterilità coniugale invece di dividere Anna da Gioacchino, che avrebbe potuto sposare un’altra donna, aumentò la comprensione reciproca e ne rinsaldò l’unione. Lo Spirito Santo, la grazia del Sacramento sponsale aiutarono i santi sposi a non perdere di vista la fonte del loro amore e la loro reciproca donazione. Sant’Anna, invocata in caso di sterilità, è patrona della maternità. È invocata come protettrice delle donne incinte che a lei si rivolgono con fiducia. Giordano Maria Mascioni La domenica sera, fino al 31 agosto, a Santa Maria del Piano viene celebrata l’Eucarestia alle ore 21,30. In memoria Mons. Giuseppe Dottori Nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola, sabato 26 luglio alle ore 19 sarà celebrata una Santa Messa nel quinto anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. Vita ecclesiale 27 luglio 2008 7 Ottavo centenario della cattedrale (XIII) E Quella splendida mensa di famiglia gira che ti gira, dopo dodici articoli in cui abbiamo parlato di tutto quanto si trova “attorno”, vogliamo soffermarci finalmente in quello che costituisce il cuore di ogni edificio liturgico cristiano (almeno per cattolici e ortodossi: i protestanti hanno al centro il pulpito): l’altare. Con questo termine, nell’ebraismo e nel mondo greco-romani, si indicava un blocco di pietra situato davanti al tempio, dove venivano uccise e bruciate alla divinità le vittime sacrificali. Il cristianesimo ha radicalmente trasformato questo culto: è solo Cristo il nuovo agnello “offerto in sacrificio per noi”. E nella celebrazione eucaristica viene ripetuto il rito compiuto da Gesù stesso nell’ultima Cena, quando ha distribuito come cibo e bevanda il pane e il vino divenuti suo Corpo e suo Sangue. L’altare cristiano dunque ripresenta sia l’immolazione di Gesù sulla croce, sia la cena pasquale, che egli ha comandato di compiere “in sua memoria”. Sappiamo che quest’ultimo aspetto “conviviale” dell’eucaristia è stato la grande “riscoperta” della riforma liturgica del 1963. Ci chiediamo: come allora nel nostro duomo l’altare è stato adattato a questa ritrovata dimensione? Ricordo al riguardo un piccolo episodio. Quando nel 2004 è stata inaugurata la Porta del Giubileo, è venuto a tenere la conferenza di presentazione mons. Chenis (ora vescovo di Civitavecchia), uno dei massimi esperti di arte sacra in Italia. Guardando con interesse il nostro altare (consacrato insieme alla cattedrale dal vescovo Fonseca nel 1741), mi fa: “Ma come avete fatto ad “adattarlo” così bene alla celebrazione verso il popolo?”. Ancora percepisco la sua sorpresa quando gli ho risposto: “Abbiamo solo tolto i candelieri in mezzo!” Così che il sacerdote non ha avuto altro da fare che spostarsi “dietro” l’altare stesso, già predisposto per tale tipo di celebrazione (fino ad allora riservata al papa nella basilica di S.Pietro). Da dove proveniva la meraviglia di mons. Chenis? Dal fatto che dal ‘600 in poi nel mondo cattolico venivano costruiti regolarmente grandiosi altari “maggiori”, dotati nella parte retrostante di “gradinate” per contenere una selva di spesso splendidi candelieri, con al centro un monu- mentale tabernacolo. Il quale talvolta era pure sormontato dal tronetto per l’esposizione eucaristica, mentre il piano della mensa era di ridotte dimensioni. A riprova che l’eucaristia sembrava finalizzata a realizzare quella “presenza reale”, cui poi era tributato un intenso culto di adorazione (pensiamo al Corpus Domini, alle Quarantore, alle Confraternite del Sacramento). Così che l’aver noi un altare che già due secoli e mezzo fa era “predisposto” alla riforma liturgica del Vaticano II era (ed è) un discreto enigma. Forse una risposta viene dal fatto che la grande cap- Centro di Aiuto alla Vita “Antenori” Luogo di accoglienza B attersi per la vita, al di là dei risultati concreti; continuare ad essere un segno, una presenza importante, un punto di riferimento e un luogo di accoglienza, al di là dei frutti che si raccolgono; non abbandonarsi al rischio dello scoraggiamento, che è sempre dietro l’angolo. Così il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, ha esortato i volontari del Centro di aiuto alla Vita “Savino Antenori”. Invitandoli a continuare nel loro servizio alla vita fin dal suo primo concepimento. Il centro – che fa parte del Movimento per la Vita italiano – è nato a Jesi nell’aprile dell’anno scorso. Associazione apolitica e aconfessionale, si pone come obiettivo la prevenzione dell’aborto volontario e l’aiuto alle mamme in difficoltà. Il Vescovo ha sottolineato l’importanza della formazione e della prevenzione. Lottare per la vita - ha detto - significa costruire una cultura e sviluppare una sensibilità che difenda i diritti dell’uomo dalla nascita alla morte, non dimenticando certo i passaggi intermedi. Dal diritto al lavoro al diritto alla pace e alla giustizia sociale. Il Cav di Jesi ha sede all’interno del centro storico, in via Costa Baldassini 10. È aperto ogni lunedì, dalle 17 Fratelli di Nostra Signora della Misericordia “Le mie preghiere” alle 19. Il numero di cellulare, sempre attivo, è 3343642996. Lucia Romiti Nella foto il Vescovo con il vicepresidente del Cav, Luciano Luminari Roma: il Pio Sodalizio dei Piceni e il premio “Marchigiano dell’anno” Padre Armando Pierucci e la Terra Santa N el corso di una solenne cerimonia svoltasi il 3 giugno scorso nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma, il Padre Armando Pierucci ha ricevuto il prezioso riconoscimento di “Marchigiano dell’Anno 2007”. Questo premio, istituito dal compianto prof. Armando Mazzoni, che ora riposa nella sua Montottone, viene conferito ogni anno a personalità illustri delle Marche che si siano segnalate per meriti speciali nel mondo dell’arte, della letteratura, delle scienze, dell’imprenditoria e di altre attività umane degne di stima. L’assegnazione del premio viene decisa dal Consiglio Direttivo del “Centro Studi Marche” (CESMA), di cui è attualmente Presidente esecutivo Rosanna Vaudetti e presidente onorario Fernando Aiuti. Padre Armando Pierucci è stato prescelto all’unanimità insieme ad altri sette illustri colleghi: Carlo Alighiero (attore), Paolo Ferretti (manager), Antonio Francia (industriale), Mirella Gattucci (artigiano del legno), Pierpaolo Mariani (medico traumatologo), Marcantonio Trevisani (ammiraglio), Igino Straffi (regista). Momento cul- minante della cerimonia è stato la consegna del “Picus del Ver Sacrum” (una pregevole scultura creata da Giò Fiorenzi). Per consegnare il trofeo a padre Armando la signora Vaudetti ha invitato il dott. Paolo Spinucci, presidente del Pio Sodalizio dei Piceni, ed il prof. Edmondo Coccia, presidente del C.I.A.S. (Centro Internazionale Amici della Scuola). Lo stesso prof. Coccia ha illustrato la motivazione che ha indotto a proclamare padre Armando Pierucci “Marchigiano dell’Anno”, cioè la straordinaria e benemerita azione che questo umile francescano sta svolgendo per promuovere la pace in Terra Santa, servendosi di uno strumento così pella di sinistra possiede già il tabernacolo. Ma questo non basta, perché anche chiese che hanno la cappella del Sacramento non sono dotate di un altare-mensa (o “papale”) come il nostro. Rimane comunque il fatto che nelle chiese di antica costruzione è stato necessario risolvere (e non sempre felicemente) dei bei grattacapi per l’adattamento conciliare (anche perché c’è da fare i conti con le rigorose soprintendenze). La anconetana cattedrale di S.Ciriaco, ad esempio, ha inaugurato la sua nuova sistemazione “conciliare” appena una paio di mesi fa! Ma ora fermiamoci a contemplare la “bellezza” del nostro altare. Il quale, anche se non ha la “centralità planimetrica” (come nelle chiese moderne), è dotato tuttavia di una straordinaria “centralità visiva”. Sarà per gretto amor di patria: ma finora non sono riuscito a trovare un altro altare così capace di attirare l’attenzione come questo. Alto di cinque gradini, pur presentandosi di dimensioni notevoli (10 mq!), è tuttavia ben proporzionato con l’insieme della chiesa (gli altari delle immense basiliche romane hanno bisogno del baldacchino per farsi notare un po’!). Liberato ora opportunamente dalla balaustra, con i suoi marmi policromi si staglia magnificamente sul fondo scuro del coro. Mentre il sovrastante Cristo “che si presenta glorioso e con i segni della passione” esprime visivamente la presenza viva del Signore nell’eucaristica. Un altare, dunque, che si offre come una degna “mensa” di quella famiglia diocesana che, attorno al vescovo, è convocata nella sua “domus”, nel Duomo quale casa comune. Don Vittorio Magnanelli universale ed efficace qual è la musica, valore di tutte le culture senza eccezione; ed anche se in situazioni economicamente difficili, Padre Armando è riuscito a creare ed a gestire con successo, a Gerusalemme, una “scuola di musica” aperta a bambini ebrei, musulmani e cristiani, che realizzano, così, quel senso di fraternità in una piacevole attività comune che è alla base di un serio progetto di pace. Padre Armando può ricevere questo premio, ha aggiunto il prof. Coccia, anche a nome del suo fondatore, San Francesco, che si recò in Terra Santa per diffondere il suo messaggio di “Pax et Bonum”, e dello “jesino” Federico II, che egualmente si adoprò più per la pace che per la guerra in Terra Santa, e istituì a Palermo quella Magna Curia dove Arabi, Ebrei, Bizantini e Latini convivevano e operavano insieme per un modo “diverso” di governare: esempio purtroppo rimasto non imitato dall’attuale mondo politico… Grazie, Padre Armando, e continua a salutarci con il tuo francescano “Pax et Bonum”. E. C. In questi giorni è uscita la nuova edizione aggiornata del libretto: “Le mie Preghiere” che fa parte della Collana Conosciamoci. È un libretto tascabile di 86 pagine che contiene le preghiere tradizionali della Chiesa, alcuni salmi, la Via Crucis, una breve catechesi ed altro. Si presenta in forma abbastanza elegante, a colori tenui e con immagini delicate che intendono offrire un aiuto visivo al contenuto delle preghiere. Il libretto potrebbe essere un pensiero-regalo per i comunicandi e i cresimandi, per guidarli ed accompagnarli nella preghiera personale o comunitaria. Anche i gruppi giovanili e le assemblee mariane possono trovare, nel libretto, un compagno di viaggio che li aiuta, nella sua semplicità, ad entrare nel proprio cuore dove Dio risiede. Il libretto “Le mie Preghiere” può interessare i parroci, i responsabili di gruppi cattolici, ed ogni persona che è alla ricerca della fede. Il prezzo per singolo libricino è di due euro; sconti per chi richiede un numero elevato di copie. Si può ottenere presso la sede della direzione di Conosciamoci del Collegio Pergolesi in Via San Marco n. 13 durante le ore d’ufficio: dalle 9 alle 12; dalle 16 alle 18. Fax: 0731. 223954. Tel: 0731. 64444. e.mail: avepia@ motherofmercy.it Auguri Maria! Buon compleanno a Maria Albanesi che, aiutata dalla sorella maggiore Martina, di 6 anni, ha spento le sue tre candeline. Crescano in età e grazia per la gioia dei genitori Massimo e Barbara e dei nonni Giuliani e Albanesi e di quanti le amano. 8 Speciale Notte Bianca 27 luglio 2008 Jesi-sidney: la notte tra sabato 19 e domenica 20 luglio tanti giovani della diocesi partecipano alle Fontane di Luce e alla Santa Messa del Vescovo in diretta con il Papa Emozioni, speranze e preghiere nella Notte Bianca dei giovani Q uesta sera, notte del 19 luglio 2008, si festeggia la giornata mondiale della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù). Per l’evento la diocesi di Jesi ha organizzato questa fantastica nottata piena di attività e di momenti di crescita spirituale. Grazie alle “fontane di luce” sono stati affrontati argomenti di attualità e di fondamentale importanza come la mafia, la libertà di espressione e di lavorare. Una nottata per le vie di Jesi tutti insieme: bambini, ragazzi, anziani passano insieme la notte della GMG in corrispondenza con Sidney, divertendosi con le molte attività.Sette ore senz’altro ricche di emozioni! La città nella notte dello Spirito… Q uando a notte fonda, alle 1.45 di domenica 20 luglio, il Vescovo Gerardo inizia la Messa, sugli schermi appaiono le immagini del Papa a Sidney, anche lui si prepara per la celebrazione Eucaristica. La notte è incominciata! Quando ancora era giorno con le luci del tramonto, il centro di Jesi era pieno di giovani che in diversi luoghi si incontravano, si domandavano, pregavano. Mi torna in mente la notte bianca di giugno organizzata dall’università Colocci. Ebbene, forte è il confronto! Quella notte passata con i negozi aperti e spettacoli per la città, con quella dei giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù, caratterizzata da incontri nelle varie parrocchie del centro. Non voglio fare paragoni! Tutti siamo alla ricerca di senso. In un mondo che più volte viene definito e condannato per il consumismo sfrenato e la ricerca di evasione forsennata, fermarsi un attimo per domandarsi e pregare, diventa provocatorio per tutta la città. Che cosa fanno? Perché lo fanno? Cosa vogliono Christina Avraam Elena Avraam Francesco Pettinelli Elisa Pettinelli Anna Pettinelli dire? Anche se una di queste domande fossero passate nei pensieri dei giovani che ai lati della piazza e in fondo ad essa si tengono lontani dall’evento, già è un provocare, un testimoniare. Giovani che si domandano che posto ha Dio nella loro vita. Giovani che si mettono insieme per costruire un progetto per gli altri e per sè. Giovani che discutono la loro esperienza con “Libera” che li ha visti e li vedrà coinvolti partendo per la Basilicata in un progetto contro la mafia, lavorando a contatto con i loro coetanei del sud. Questo è domandarsi! Non per essere diversi, ma per testimoniare l’esistenza di chi non vuole essere e rimanere confuso dalle luci e dai messaggi del mondo in cui il successo è la misura del confronto. Quella notte a Jesi Sidney è sullo sfondo. Davanti al Vescovo Gerardo una comunità di giovani e meno giovani, che si sono appropriati della città, per una sera, una notte; il centro diventa luogo di una comunità che trova l’occasione per essere visibile e dire a tutti che le fede non è un optional, ma una scelta di vita. Una sera come tante altre, ma diversa! Certo la spiritualità non ha bisogno di piazze o corsi. Necessita di posti appartati come quello della chiesa di San Giovanni Battista predisposta per la preghiera eucaristica, per un attimo di silenzio, per l’Incontro. Appena entrati, nel silenzio della chiesa, di fronte all’Eucarestia esposta, giovani accovacciati ai suoi lati formavano un circolo di fiaccole che definivano uno stare, un rifugiarsi, un ruminare monastico, dove si cerca di bucare l’attimo dell’Infinito per dare un senso alla propria vita. La fiamma dello Spirito che anima deve trovare luoghi per invocarlo, per essere il motore di tutte quelle iniziative che avvicinano l’altro. La nostra vita è la ricerca dello Spirito! Gesù non ci ha lasciati soli! Ci ha lasciato il Suo Spirito, assicurandoci che “sarà con noi fine alla fine dei nostri giorni”. Ecco allora che non dobbiamo sentirci servi di nessun sistema. Lui ci ha liberati! Ci ha fatti diventare suoi amici per costruire una relazione con ognuno di noi. E questa libertà e ricchezza, dobbiamo testimoniarla agli altri, ad un mondo sempre più schiavo del consumo, dell’intolleranza, della divisione, del non rispetto dell’altro, del deterioramento ambientale, della perdita di valori nel tutelare la vita. Siamo abitati dallo Spirito che sta fuori dal tempo, dalla materia. Per questo come dice Gesù “se non diventerete come bambini non entrate nel regno dei cieli”. Perché i bambini nella loro innocenza raffigurano lo stato con cui dobbiamo avvicinarci allo Spirito. Per questo i giovani di tutti i paesi che prendono in mano il loro “stare” vogliono testimoniare che non c’è un tempo definito che possa contrastare una esigenza di comunione che è l’essenza di essere chiesa con una ricerca di senso dello “stare”per influenzare tutti i cuori. Remo Uncini S ono le 7 di mattina, la Piazza della Repubblica è ormai vuota, le oltre 600 persone che fino alle 4,30 l’avevano abitata sono ormai a riposare e da quanto ci hanno detto e ci hanno fatto capire non sono pentiti di aver fatto una “notte in bianco”. La Piazza è ormai restituita al suo splendore, pulita forse come poche volte, è difficile pensare a tutto quello che vi è successo. Tutto è ormai smontato, riposto, siamo rimasti una decina di persone per le ultime sistemazioni ed il trasporto dei materiali. Siamo stanchi, si certamente, anche se dai volti soddisfatti, dai sorrisi, dalle parole scambiate non si direbbe proprio perché abbiamo il cuore gonfio di gioia per l’esperienza di fede vissuta e per aver contribuito a farla vivere a tante altre persone della nostra Diocesi. Negli occhi abbiamo ancora le immagini di Sidney e quelle delle strade di Jesi gremite di persone; nella testa ci risuonano le musiche della GMG che canticchiamo e fischiamo. Ripensiamo alle parole del Papa ed in particolare alle sue domande che ha rivolto ai giovani. Ci ricordiamo le voci dei nostri ragazzi fra i trecento mila dell’ippodromo di Randwick; sembrava essere lì con loro, tante cose ci accomunano pur se a 14.000 chilometri di distanza, la stanchezza, il cuo- re pieno di emozioni, la stessa Croce da porre al centro della nostra esistenza. Peccato per noi non essere stati con loro vicino al Santo Padre, ma anche peccato per loro non aver potuto vivere questa nostra Notte Bianca bella e significativa. Se penso ai giovani mi vengono in mente i tanti ragazzi che hanno collaborato alla sua realizzazione, nelle molteplici difficoltà di tutti i giorni, fra un esame e l’altro, con i pochi mezzi a disposizione, e allora dico: “Grazie Gesù”; ma lo ringrazio anche per i non più giovani dal cuore giovane, per riprendere un’espressione del nostro Vescovo, che con sacrificio, rubando tempo ed energie a volte alle loro famiglie, hanno fatto di questo evento un momento da gustare, rivolto a tutta la città di Jesi e la Vallesina. Un’occasione veramente diversa per riflettere sul nostro essere chiesa, sul nostro modo di vivere la fede. Basti pensare che la chiesa di San Filippo è stata costantemente piena di gente che ha potuto fermarsi e pregare. Sono state centinaia le preghiere lasciate nei cestini che poi verranno consegnate alle nostre suore di clausura per presenti. Grazie ai ragazzi e agli educatori che hanno preparato questo momento con serietà e profondità. Una luce nella notte è stato qualcosa che ci ha illuminato dentro e ci ha scosso Un grande impegno I preparativi della notte bianca sono stati entusiasmanti ma allo stesso tempo molto impegnativi per quanto riguarda l’organizzazione da un punto di vista tecnico. L’ultima settimana sono state poche le ore di sonno ma quanto abbiamo ricevuto durante la veglia ci ha più che ricompensato. La partecipazione di Jesi è stata più viva e numerosa di quanto previsto ed anche se siamo rimasti dietro le quinte abbiamo recepito una grande voglia di stare insieme e di condividere insieme questa espe- rienza meravigliosa al di là del tempo e dello spazio, con qualcuno così vicino ed allo stesso tempo così lontano da noi. Tutto questo ci ha dato la carica per andare avanti cercando di fare del nostro meglio, sperando di esserci riusciti. Un grazie a tutto lo staff e a coloro che ci hanno aiutato a realizzare tutto quello che si è potuto vedere e ascoltare. Lorenzo Maria Pellegrini Maurizio Marzioni Nella foto i tecnici nella postazione allestita accanto all’altare sotto il gazebo della Gmg nel profondo sulla necessità per l’uomo, oggi più che mai, di e di Poggio San Marcello, capitanati dalla magnifica Suor coltivare nella quotidianità un intenso rapporto con nostro Lucia, ci hanno invece fatto scoprire le problematiche della Signore. mondialità divertendoci e non poco! Per le vie del centro dalle 22 alle 24 si sono andate a cercare Il film, “La Generazione Rubata”, proiettato in curia, bello le cosiddette “ Fontane di luce”, e crudo sulla realtà degli aboridiverse tra loro ma ognuna con geni a noi più sconosciuta, per Un evento intenso, la prerogativa di far conoscere non dimenticare le sofferenze alcune delle tante sfaccettature di un popolo che ancora oggi decisamente particolare ed unico, del vivere la fede. Dalla musica lotta per affermare la sua idendel gruppo di Moie “Provetta” tità. Il giornalismo è stato poi realizzato con semplicità alla proposta vocazionale “per protagonista dopo la mezzadire si a Dio” che Marco Micucci e Claudio Procicchiani ci notte quando sono stati letti in Piazza gli articoli dei ragazzi hanno fatto gustare. Poi la realtà di Libera!mente, la forza che si sono cimentati nel raccontare nei particolari la Notte del volontariato contro la mafia, raccontata da ragazzi del Bianca della GMG a Jesi. gruppo Scout Jesi 4 che hanno vissuto una esperienza di E’ poi giunto il momento di gustarsi la Santa Messa concelavoro in Calabria nei terreni confiscati alla mafia, un’espe- lebrata dal nostro vescovo, che aveva preparato minuto per rienza forte e cruda che non dobbiamo tacere. minuto ogni fase per viverla in parallelo con la Messa del Nei sotterranei di San Filippo è stato possibile giocare con Papa a Sidney. Coinvolgente ed emozionante! Tante persone la Bibbia scoprendone ancora una volta l’attualità dei suoi si sono trattenute in Piazza fin alle prime luci dell’alba, non insegnamenti. Anche le mani sono uno strumento per loda- penso solo per il cornetto caldo distribuito alla fine menre Dio ed ecco le proposte dei ragazzi di Santa Maria Nuova tre Benedetto XVI annunciava la prossima GMG 2011 a e Collina. In Piazza della Signoria i giovani di Castelplanio Madrid. Possiamo dirci soddisfatti, il servizio di Pastorale Giovanile può dirsi soddisfatto del lavoro di due anni di Agorà, per i 30 ragazzi che sono andati a Sidney, per questa stupenda Notte Bianca, per la passione che ha contraddistinto quanti hanno collaborato e partecipato agli eventi diocesani. Lo Spirito ci ha reso autentici amici in Cristo e ha reso possibile in questa squadra dell’Agorà il rafforzarsi di un vero feeling, di una bella sintonia. La forza dello Spirito Santo non cessa mai di riempire di vita la Chiesa, ma dobbiamo farlo entrare in noi, permettergli di penetrare in noi, di cambiarci dal di dentro e poterci far esprimere, nella diversità di carismi e ministeri, l’unicità del Cristo. Grazie Don Gerardo per crederci fino in fondo, per essere sempre al nostro fianco, per ispirare le nostre azioni e per avere questa attenzione particolare verso i giovani , futuro della nostra società, futuro della chiesa e di tutto il mondo. Aspettiamo il suo ritorno da Lourdes e la immaginiamo assorto in preghiera nella grotta di Massabielle per affidare a Maria Santissima tutti i giovani della nostra Diocesi. Andrea Bordoni Le foto di queste pagine sono di Gino Candolfi e Maria Luisa Ciafrè Dalla fontana di luce di Voce della Vallesina J esi, ore 22.30, Piazza dell’Indipendenza. La nostra esplorazione della Notte Bianca della GMG inizia dalla “Fontana di luce” LIBERA!MENTE, organizzata dal gruppo Scout Jesi 4, clan La vetta, e dedicato al problema della mafia. L’estate scorsa questo gruppo si è recato in Calabria, a Polissena; qui hanno lavorato la terra insieme ai giovani volontari della cooperativa Libera, che coltiva le terre confiscate alla mafia. Lo scopo dei giovani scout jesini era dimostrare il loro impegno di cittadini cristiani, nonché la loro solidarietà ai giovani calabresi. Presso la fontana di luce si sono impegnati proprio a testimoniare la loro esperienza, proiettando le immagini del loro soggiorno a Polissena, con un sottofondo musicale “a tema” (per esempio la canzone Pensa di Fabrizio Moro); inoltre presso uno stand era anche possibile degustare i prodotti realizzati da Libera. Di fronte a loro, presso il chiostro dell’ex Monastero di Sant’Agostino, si trovava un’altra fontana di luce, questa organizzata da un gruppo parrocchiale di Santa Maria Nuova e Collina. La loro proposta è risultata molto accattivante per i giovani: “La bottega di Ma- stro Gabri – anche il lavoro è preghiera”. Gli animatori hanno deciso di proporre a tutti i partecipanti le stesse attività che svolgono insieme ai loro ragazzi durante i campi estivi. Mentre Mastro Gabri preparava i componenti per realizzare braccialetti in ricordo della Notte Bianca, un’altra animatrice ci ha raccontato che secondo lei ai giovani piace avere l’occasione di praticare qualche attività manuale, perché si tratta di un modo alternativo di stare insieme. Tra gli ospiti di questa fontana di luce c’era il gruppo “post cresima” di Maiolati; i ragazzi si sono divertiti molto ad intrecciare braccialetti artigianali. Poi ci siamo spostati verso il corso; abbiamo subito notato dei ragazzi con indosso delle magliette gialle… Erano le “Sentinelle del mattino”, incaricate di invitare i giovani (e non solo) a partecipare ad un percorso preparato all’interno della chiesa di San Giovanni Battista, per passare un momento di adorazione e riconciliazione. Siamo andati a vedere per capire come si svolgesse questo particolare percorso… Una volontaria, molto soddisfatta della grande affluenza in chiesa, ci ha spiegato il significato dei vari simboli lu- minosi utilizzati per rappresentare il significato dell’iniziativa. Oltre a numerosi sacerdoti, era presente anche il Vescovo. Proseguendo per il corso, abbiamo raggiunto la chiesa di San Nicolò, di fronte alla quale si stava svolgendo un concerto del gruppo punk rock “I Provetta”, che animavano la fontana di luce Youth’s Song. Alcuni ragazzi presenti tra il pubblico hanno detto che non si aspettavano un concerto così alla Notte Bianca della GMG. Non solo i giovani jesini hanno partecipato a questa serata, ma abbiamo incontrato anche ragazzi dei paesi limitrofi. Un gruppo di montecarottesi ha detto che hanno preferito la Notte Bianca della GMG a Jesi alle altre feste paesane presenti nella zona soprattutto per la novità di un avvenimento così, sicuramente più significativo di molti altri. Uno di loro, Gabriele, 22 anni, ha detto: “E’ una cosa nuova, viva, è una festa significativa”. Laura e Lucia, 16 anni, hanno aggiunto: “E’ un’esperienza veramente positiva”. Sia loro che i ragazzi del gruppo Scout FSE Cupramontana 1 hanno ammesso che avrebbero preferito recarsi a Sidney per partecipare in prima persona alla Giornata Mondiale della Gioventù. I giovani cuprensi hanno detto che questa è la prima GMG che si perdono da quella di Parigi in poi. Ore 23.30. La nostra passeggiata alla Notte Bianca della GMG si è conclusa. Siamo contenti di aver sentito il parere di tanti giovani come noi su questo evento, che personalmente ci ha sorpreso e ci è piaciuto molto. Siamo rientrati alla base, alla fontana di luce “Giornalista per una notte”; speriamo di essere riusciti a farvi capire che atmosfera c’era da queste parti… Lucia, Paolo e Chiara 10 Cultura e società 27 luglio 2008 Federcasalinghe: lungo la Via dei tesori “L’arte del fare” Donne creative e socialmente responsabili H anno scelto come luogo di questo primo appuntamento la Via dei Tesori, un percorso che costeggia ampi tratti dell’Esino, immerso nel verde e ricco di suggestioni antiche: il paesaggio della ruralità fluviale- oggi riscoperto dopo oltre mezzo secolo di oblioil profumo di una campagna viva in cui la presenza umana si fonde naturalmente con l’ambiente, l’opportunità di vivere, passeggiando qui, una dimensione del tempo più lenta e in armonia con la natura. Hanno proposto una giornata dedicata all’Arte del Fare e lungo la Via dei Tesori hanno mostrato i loro “tesori”: originali ricami, creazioni realizzate con il decoupage, con i sassi raccolti lungo il fiume, splendidi pizzi e intagli, una mostra fotografica a tema libero, coloratissime bambole di pasta sale, originali borse realizzate con materiali di recupero, gioielli frutto di creatività e passione. Il poco di- venta molto, il niente diventa tutto! Così le Federcasalinghe hanno presentato a Moie, il 20 luglio, la loro prima mostra dedicata all’artigianato artistico femminile: una giornata di festa con musica e prodotti tipici locali. La presidente Maria Elvira Conti Fabbri ci ha raccontato il senso di questo progetto: Il nostro obiettivo è riscoprire, valorizzare e trasmettere la cultura delle antiche tradizioni locali, in particolare quel patrimonio sommerso rappresentato dall’artigianato artistico femminile. Mi riferisco a lavori realizzati con i ferri, l’uncinetto, il cucito, i ricami che impreziosiscono tende, tovaglie, cuscini…Lavori che molte donne, anche oggi, realizzano e che costituiscono il loro modo di vivere la creatività, per lasciar emergere quella particolare percezione della realtà tipicamente femminile che ciascuna ha dentro. Queste attività assumono poi un valore speciale nei periodi della vita in cui la donna si avvicina al riposo lavorativo, e ha portato a compimento il suo ruolo di moglie e di madre all’interno della famiglia. Offrire l’opportunità per valorizzare se stesse, per scoprire il gusto di imparare impegnando intelligenza, creatività e passione, significa evitare il sorgere di crisi personali, depressione, senso di inutilità e di solitudine che spesso accompagnano questa fase dell’esistenza. Significa migliorare la qualità di vita delle donne, casalinghe e non (con particolare attenzione a vedove, anziane, sole). Una funzione sociale Parrocchia San Giuseppe: il concerto di Bedoni Apprezzata esibizione U na folla imprevista di circa 700 persone e tanti applausi entusiasti per il concerto del tenore, nostro parrocchiano, Marcello Bedoni. La chiesa era gremita come nelle grandi occasioni religiose. Marcello era accompagnato al pianoforte dal Maestro Stefano Grassoni di Ancona: a presentare i 12 brani era la giovanissima Giulia Ciccarelli, allieva della scuola PergolesiSpontini. In questa giornata del 20 luglio si è voluto ricordare la felice coincidenza di due eventi importanti: la liberazione di Jesi dal nazi-fa- noud, dalle belle canzoni nascismo nel 1944 da parte del poletane: “Torna a Surriento”, Corpo di Liberazione Nazio- “O paese do sole”, “Tu ca’ nun nale con in testa gli Alpini chiagne”, fino al gran finale italiani e la Giornata mon- con “Granada”. diale della Gioventù a Sidney Si è notata una grande proin Australia, alla quale hanno gressione tra il concerto del preso parte sei giovani della 2002 e quello odierno, dove parrocchia. è stata evidente la completa Il repertorio che Marcello ha maturità vocale di Marcello. presentato è stato vario, dal- E’ questo che spiega i suoi la Turandot di Puccini “Non molteplici impegni che lo piangere Liù” a Bruno Gior- hanno indotto a risiedere a dano con la “Fedora”, dalla Francoforte da dove spazia Fanciulla del Veste “Ch’ella mi sia nell’Europa occidentale creda” all’Ave Maria di Gou- che in quella orientale. Rin- Moie: staffetta di solidarietà in ricordo di Pina Musica per la Tanzania C ontinua a Moie la staffetta di solidarietà per contribuire alla raccolta di fondi per la costruzione di una scuola in Tanzania, nel villaggio di Chang’ombe. Sabato sera 19 luglio, la piazza Kennedy di Moie, è stata lo scenario di un concerto musicale dal vivo con canzoni degli Anni 30, 40 e 50. Giovanissimi i musicisti Leonardo Guerro, Leonardo Tesei, Danilo Cascia, Martina Mercanti, Federico Valentini, Nicoletta e Ruggero Antonini, Giancarlo Lacchè, Matteo Cantiani e Sabrina Esposto che ha curato gli arrangiamenti e il coordinamento. Le voci di Maria Latini, Patrizia Bacci, Patrizia Mancini, Katia Memè, Antonella Zallocco, Giancarla Bini e Franco Corinaldesi hanno dato vita ad noviamo da questa colonne il caloroso ringraziamento a Marcello, espresso dal parroco don Giuliano Fiorentini a fine concerto, nutrendo la viva speranza che in un suo prossimo ritorno lo si possa ascoltare ed applaudire nel nostro bel Teatro Pergolesi. Flaviano Celli Nella foto di Anna Vincenzoni, da sinistra Flaviano Celli , Stefano Grassoni, Marcello Bedoni, Giulia Ciccarelli, Don Giuliano Fiorentini. molto importante quindi, sottolineata anche dalla presidente nazionale Federcasalinghe Federica Rossi Gasparrini, presente alla manifestazione con la rappresentante dell’Abruzzo Jole Forlini: La nostra associazione sta promuovendo iniziative come questa in altri luoghi del territorio nazionale, sta organizzando occasioni per far emergere la ricchezza sommersa delle donne, per creare le condizioni affinché escano dal privato e dalla solitudine e leghino la qualità e la genialità del loro lavoro.Ci impegniamo, anche con specifici percorsi di formazione, affinché si sentano protagoniste e socialmente responsabili, imparino a gestire eventi e manifestazioni legati al territorio e al turismo, dove valorizzare i loro prodotti artigianali, che rappresentano una ricchezza per tutta la comunità. Nel momento particolarmente difficile che stiamo vivendo in Italia, non è da sottovalutare poi l’utile che deriva dalla vendita dei lavori di artigianato e che può aiutare ad incrementare il reddito familiare o la pensione. Una riflessione condivisa dalle donne protagoniste di L’arte del fare, che evidenzia la sensibilità verso le problematiche connesse alle condizioni per uno sviluppo socialmente corretto, attento alle esigenze della persona, rispettoso dell’ambiente e garante di pari opportunità di promozione e sviluppo professionale e personale. Una giornata ricca di significati per le Federcasalinghe, dunque, valorizzate e aiutate nel loro impegno da molti enti che credono nel valore della loro attività: la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, che ha finanziato il progetto “L’arte del Fare”, la Provincia di Ancona, il Comune di Maiolati Spontini, Cis, Sogenus, Coldiretti, Fondazione Campagna Amica, Parrocchia Santa Maria delle Moje, l’Agriturismo Le Piagge, il Gruppo di solidarietà che ha proposto il “Saltarello marchigiano”. A testimoniare la vicinanza delle istituzioni alle Federcasalinghe, la presenza del sindaco di Maiolati Spontini Giancarlo Carbini e del consigliere regionale Fabio Badiali. Fotoservizio Tiziana Tobaldi In mostra a Castelplanio le maschere di Giusi Bellagamba Fantasia e creatività senza tempo P er la fantasia e la creatività non c’è una stagione ben precisa, ma un tempo… senza tempo. E anche se ora non è Carnevale, delle doti di inventiva e abilità di Giusi Bellagamba ne hanno parlato, in questi giorni, tanto e bene, diverse TV locali e la stessa Rai, nei servizi che hanno dedicato alla sua collezione intitolata “Le Maschere del Carnevale di Venezia”. Costituita da oltre 135 soggetti - tutti protagonisti delle storiche sfilate della Laguna circa una ventina di essi hanno fatto bella mostra di sè negli ambienti ristrutturati, ma ancora dal sapore d’antico, della tavernetta della Vineria di Palazzo Fossa Mancini, a Castelplanio, conquistando il pubblico con la loro affascinante e magica teatralità. “Molte persone si sono stupite per la fantasia e originalità incontrata nei vari personaggi; altre per la semplicità dei materiali utilizzati per realizzarle; oppure, per la particolare cura e attenzione agli accessori.” ha spiegato l’insegnante jesina che confeziona un coinvolgente concerto presentato da Liana Pierucci che, soffermandosi su ogni canzone, ha proposto una questi pezzi nel suo piccolo laboratorio domestico col solo l’aiuto degli abituali attrezzi d’uso quotidiano e di un “corredo” di materiali di risulta pazientemente raccolti nel tempo. “Qualcuno addirittura ha voluto vedere i bozzetti per rendersi conto di come nasce e viene realizzata ogni maschera.” Ma come ci è “arrivata” Giusi a Castelplanio? Di lei e delle sue maschere avevano sentito parlare gli operatori della Proloco che, dovendo orga- nizzare - per il periodo compreso tra il 16 e il 20 luglio - la trentacinquesima edizione della Sagra della Crescia sul Panaro, hanno voluto inserirle nel ricco calendario di eventi programmati proprio con l’intento di “proporre al pubblico qualcosa di diverso, di nuovo”. Prossimo appuntamento per Giusi e la sua incredibile collezione a Santa Maria Nuova, nel mese di settembre, presso la sala del teatro. Fotoservizio Paola Cocola sorta di guida all’ascolto. In tanti hanno accolto l’invito del gruppo Carmelo nel Mondo che ha curato l’organizzazione della serata e della cena in piazza. La manifestazione musicale si è aperta con il ricordo di Pina De Marco, a poco più di un mese dalla sua scomparsa. Pina ha guidato Casa Cristiano della comunità Exodus di Mazzangrugno per oltre dieci anni e aveva instaurato un bellissimo rapporto di collaborazione e di amicizia con il gruppo Carmelo nel Mondo che ogni anno ospitava i ragazzi per la carovana estiva, per lo spettacolo teatrale, per l’animazione. Una serata coinvolgente che, insieme all’ascolto della musica italiana di un trentennio che, seppur difficile, ha regalato melodie armoniose e piacevoli, è stata dedicata alla solidarietà e al ricordo di Pina, una grande donna che, nella sua seppur breve vita, non si è mai risparmiata dedicandosi al bene degli altri, soprattutto dei più giovani. b.t. Vallesina NotizieBrevi Santa Maria Nuova Novecento musica è l’evento di Santa Maria Nuova festival che si svolge da maggio ad agosto 2008 con la collaborazione del comune di Santa Maria Nuova, del comune di Agugliano, del comune di Camerata, del comune di Polverigi, del comune di Offagna, della Banca Popolare di Ancona, della Provincia di Ancona e della Pro Loco di S. Maria Nuova. I prossimi eventi saranno nei giorni venerdì 25 luglio a Polverigi Villa Nappi ore 21.30 “Quartetto Eudora” con Pierluigi Troilo, che suona il violino insieme a Luca Mengoni, Vincenzo Pierluca, che suona la viola, Federico Bracalente, che suona il violoncello e Andrea Andreani, che suona l’oboe con le musiche di J. Pachelbel, B. Marcello, W. A. Mozart, E. Morricone e A. Piazzolla. Sabato 9 agosto a Offagna alla Chiesa del Sacramento ore 21.30 Orchestra d’archi “Mannheimer Ensemble” con le musiche di Mozart, Janacek, Strauss, Bizet, Gardel. L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito; per informazioni rivolgersi all’Assessorato alla Cultura del comune di Santa Maria Nuova, telefono è 0731.249702. Giulia M. Mazzarini Mercatino dei bambini L’iniziativa del mercatino dei bambini, che quest’anno si tiene al Campo Boario, sta ottenendo un successo di partecipazione veramente insperato. I prossimi due giovedì, il 24 e il 31 luglio, vedranno arricchire l’iniziativa del contributo di due associazioni che proporranno attività con i bambini presenti al Mercatino, e con quanti vorranno partecipare. Il 24, l’associazione artistica “Il Camaleonte”, con i propri cavalletti per avviare i più giovani all’interesse per la pittura. Il 31 luglio: “Riciclato circo musicale”, che terrà un vero e proprio laboratorio, per far capire come la musica si può trarre anche da cose che nella società dell’opulenza e dello spreco, vengono gettate. Il mercatino è proposto dalla Consulta per la Pace di Jesi. Castelbellino Arte La XVIII edizione di Castelbellino Arte ruota attorno alla rassegna cinematografica, dedicata quest’anno alla figura di Mario Monicelli, e al premio per la migliore canzone da film, che si aggiudica Ivano Fossati per la canzone “L’amore trasparente” contenuta nel film Caos calmo. Durante le giornate di Castelbellino Arte saranno proiettate 5 pellicole dirette da Mario Monicelli e si terranno 2 convegni per approfondire il ruolo del regista toscano nel cinema e nel costume del nostro Paese. Domenica 27 luglio Piazza San Marco ospiterà il tradizionale gala per il conferimento dell’Ercole di Castelbellino a Ivano Fossati. Purtroppo il musicista ligure non potrà essere presente a causa di un impegno concomitante. E’ invece ancora in forse la presenza a Castelbellino di Mario Monicelli. L’ultimo ramo di Castelbellino Arte è quello legato alla filosofia, una sorta di ponte con l’altra grande rassegna che è appunto “Castelbellino Filosofia” e che si svolgerà in autunno. Sabato 2 agosto alla Loggia Rinascimentale si parlerà di “Cartesio e l’elogio del dubbio” con la professoressa Laura Cavasassi. A seguire sarà proiettato il film Cartesius di Roberto Rossellini. Tutte le informazioni sono sul sito internet www.comune.castelbellino.an.it o al numero 0731-701606 Monsano Folk Festival La 23° Rassegna internazionale ed itinerante di musica popolare originale e di revival:“I luoghi della memoria” è in edizione straordinaria per i 40 anni de La Macina. Di seguito alcuni degli appuntamenti della Vallesina: Sabato 2 agosto, a Jesi, concerto inaugurale, ore 22, al TeatroStudio “Valeria Moriconi”: Giorgio Cellinese-La Macina e i Gang in “Jemece a ffà un sonnellino in fondo allo stagno”. Presentazione libro e Cd omonimi. Ingresso Libero. Martedì 5 agosto, a Montecarotto, in Piazza Latieri, alle ore 22: concerto Grande della Sera – Trio:Gigli-Piccioni-Picchio, “Da Lord Randal all’Avvelenato” (Il misterioso percorso della ballata, dall’Europa alle Marche). Ingresso Libero. Giovedì 7 agosto, a Jesi, chiesa di San Bernardo, alle ore 12,00 – concerto-Aperitivo di Mezzogiorno-Giuseppina Piana Marcheselli, “O chi mor o chi ismarida o chi s’amaza…” (L’opera lirica vista dalla parte del popolo). A cura di Gastone Pietrucci. Ingresso Libero. Sabato 9 agosto, a Jesi, in piazza delle Monnighette, alle ore 22: concerto Grande della Sera - La Macina per Franco Scataglini, “Da Tuto è corpo d’amore a El vive d’omo” con Marino Severini. Ingresso Libero. Pianello: Festa d’estate Dal 24 al 27 luglio, la banda musicale e il gruppo majorettes di Pianello Vallesina organizzano la Festa d‘estate al parco adiacente al campo sportivo di Pianello. Il programma prevede: giovedì 24 alle ore 21,30 esibizione di gruppi musicali rock; venerdì alle ore 21,30 esibizione della banda musicale G. Verdi di Gela in provincia di Caltanissetta, ospite a Pianello per un nuovo gemellaggio; a seguire piano bar; sabato 26 alle ore 21 ballo liscio con Benedetta e Gerundini group e a seguire esibizione di ballerine brasiliane in Brazil show; domenica 27 alle ore 17 sfilata delle bande musicali di Pianello e di Gela per le vie del paese con partenza dal campo sportivo; alle ore 18,30 esibizione di aereomodellismo con il gruppo Gat Marche; alle ore 19,30 esibizione della scuola di danza Danzando di Scorcelletti; alle ore 21 esibizione di Danza del ventre con l’associazione Fiori di Carta; a seguire ballo liscio con l’orchestra Ritmo Italiano. Sabato alle ore 21 e domenica alle ore 19 si svolgerà il torneo delle playstation. Nel corso della festa funzioneranno stand gastronomici con specialità locali e gelateria artigianale. Per informazioni: 347-4810508. Castelplanio: dagli esercizi spirituali Il Coraggio della Speranza Avevo già rivolto il mio interesse al libero movimento dello Spirito Santo; al suo agire, al non stare mai fermo, ma ora devo farlo affrontando il coraggio del mondo. Di ciò che ci viene richiesto costantemente, nonostante tutto. Questo Spirito ci riveste di forza, sia nel poco che nel tanto creando incontri ed unità, colpendoci intimamente, con la parola o il silenzio, generando intuizioni d’amore. E’ libero di agire qualsiasi stato noi possiamo essere verso il mondo. La Sua Natura ci scuote sempre per farci collaborare, per farci sciogliere le vele, come dice San Paolo. Ed andare dove Lui vuole, dove Lui ritiene necessario. Ed il viaggio, il peregrinare, determina ed esige gratitudine, perché tutti abbiamo un’anima “sacerdotale”, e quindi possiamo dare e ricevere. Fare luce. In questa comunione continua in cui Lui che è sempre presente per sostenerci, esiste un dialogo aperto che prende il posto delle cose vane, per condurci oltre, facendoci lievitare come un calice che trabocca in un’amicizia senza confini per una trasformazione gioiosa di tutto. Un’offerta viva che intende salvare tutti quelli che Lui ci ha affidato; e anche coloro che non conosciamo, ma che ci sono vicino per esperienza o martirio. Questo cantiere umano intessuto dello Spirito, unisce il passato, presente e futuro, e ci spinge ad aderire sempre più al progetto. Ma, per correre dietro a Lui, per farci poi prendere per mano, ci vuole il “coraggio di sperare”, accettando di scendere all’estremo confine dove tutto è bloccato, o nel fisico o negli affetti, dove tutto è dissonante e squalificante, lì, prende forma la via d’uscita: la ricerca che ci accosta ad una comunione con Lui. Essere Supremo ed Intelligente, ci investe di verità, affinchè non sbagliamo la rotta, e non perdiamo la Battaglia. Esigente, di una tensione creativa continua, ci vuole far giungere alla “Corona della Giustizia”, amando il nostro itinerario. La consapevolezza che il Cristo ci sta salvando, ci deve rendere orgogliosi di “ricambiare” tutto ciò, o con opere di misericordia, o facendoci servire come semplici anime eucaristiche. Il gioco del “giogo, andrà avanti fino alla fine, protetto dal nostro si, e da una dignità ricevuta nel battesimo. Che si può ripetere quando la consapevolezza di voler servire prende forma in una libera accettazione. Poi, quando il viaggio della nostra anima nella fede è avviato, si scoprono tanti aspetti sorprendenti per i modi che Cristo adopera pedagogicamente per far parlare di se, anche nei confronti di chi pratica il male, annullandolo con la Luce del gaudio della nostra viva attesa, di ciò che già in noi è risorto. Elisabetta Rocchetti 27 luglio 2008 Anniversario In ricordo 1988 2 agosto 2008 23.1.1912 18.7.2008 Dott. Francesco Martini Elena Carletti Nel ventesimo anniversario della scomparsa del titolare della nota farmacia di Jesi, la moglie Alba, i figli, i nipoti Edoardo e Francesco e i congiunti tutti pensano a lui con sentito rimpianto e grande amore. Il fratello Umberto, la cognata Maria e la nipote Carla la ricordano con affetto e nella preghiera. Elena, a 96 anni, ha concluso la sua lunga vita, dedicata alla famiglia; ora riposa nella Pace di Cristo con il figlio Vinicio e il marito Dino. Il 2 agosto alle ore 8,30 nella chiesa di San Giovanni Battista (San Filippo) sarà celebrata una Santa Messa in ricordo di Francesco Martini. In ricordo Anniversario 2007 8 agosto 2008 In attesa di entrare nel vivo delle celebrazioni per l’VIII Centenario della Fondazione della Cattedrale medievale di San Settimio la Diocesi di Jesi propone la collettiva fotografica “Sguardi sulla Cattedrale”, con l’intento di sollecitare la realizzazione di immagini inedite, di muovere alla scoperta di spazi insoliti, normalmente inaccessibili, alla ricerca di momenti e suggestioni che la visita interna, o particolari prospettive esterne del Duomo, possono offrire. Le immagini verranno esposte nella mostra che si terrà dall’8 al 16 novembre nei locali del palazzo dei Convegni in corso Matteotti. Il bando è sul sito di Voce della Vallesina – www.vocedellavallesina.it o al Museo Diocesano di Jesi. Maria Tarquini ved. Tiberi tornata al Signore l’8 luglio 2008 Maria Te ne sei andata in punta di piedi ma già solo ieri per noi c’eri Per le scale nel condominio passavi indaffarata e sicura di mamma, di nonna la figura. Dott. Luigi Savio Triccoli “Signore, noi sappiamo che chi non è più con noi non è lontano da noi perché ha creduto e sperato in te”. Nel nostro cuore sono sempre accesi i sentimenti e le emozioni dei momenti vissuti insieme, delle belle cose che ci hai insegnato e del tanto amore che ci hai dato. Pensiamo che ancora vivi, che ci ascolti e come allora, sorridi. Sei sempre con noi. Con immutato affetto I tuoi cari “Sguardi sulla Cattedrale” Collettiva fotografica 11 An ricordo 29.11.1929 18.11.2007 Omero Santoni Sarai sempre nel cuore di chi ti ama Il tuo sorriso il fare naturale le parole sensate ogni giorno nella partenza e nel ritorno. Da sola senza il tuo sposo più esile e triste nel riposo e nella religiosa attesa. Forse tornando da Berto hai dato finalmente un senso al tuo tempo già abituato a vedervi insieme. Con affetto Maria Giannetta Grizi Anniversario Domenica 10 agosto ricorre il sesto anniversario della scomparsa di Vito Martelli lo ricordano la moglie e le figlie con affetto e nella certezza di averlo ancora vicino. 12 Jesi 27 luglio 2008 il corpo, la mente, l’anima Il Personaggio Maurizio Ricci Maurizio Ricci è originario di San Paolo di Jesi. Medico fisiatra, svolge la sua professione come primario di Medicina riabilitativa agli Ospedali Riuniti di Ancona. È coordinatore nazionale dei fisiatri che si occupano di linfedema, patologia scatenata dall’alterazione del trasporto della linfa nel corpo, che può diventare cronica e invalidante. Un medico, dunque, Maurizio Ricci, specialista nel suo campo, ma anche neopresidente del Rotary club di Jesi che, coi suoi 88 soci, fa parte dell’associazione Rotary International. I soggetti a rischio - vale a dire anziani e bambini – devono limitare l’esposizione al caldo e direttamente al sole nelle ore centrali della giornata; tutti devono bere molto, dall’acqua alle bibite e se necessario assumere degli integratori di sali minerali. In qualità di medico, Ricci non può evitare di dare dei consigli per sopportare le alte temperature estive. E, come presidente del Rotary, non può non parlare dei tanti progetti in cui l’associazione è impegnata. Uno fra tutti, la vaccinazione contro la polio di tutti i bambini del mondo. Progetto internazionale per cui ha stanziato 100 milioni di dollari anche Bill Gates. Il ricordo più bello? Per Ricci è la sua esperienza come medico sociale della pallavolo Jesi negli anni in cui Giulio Velasco era alla guida della società sportiva come allenatore. “È stato un piacere e un onore ricoprire quel ruolo” ammette Ricci, che ricorda con affetto anche il suo passato da scoutista. I sogni e le speranze? Sono tanti, risponde il fisiatra: “Mi piacerebbe fare qualcosa che vada al di là della sola professione, e in questo il Rotary mi permette di mettere in mostra quelle che sono le mie caratteristiche come persona e come jesino”. Lucia Romiti Festival Pergolesi Spontini, dal 5 settembre Il fiorire del genio I l festival Pergolesi Spontini, giunto alla sua ottava edizione, è dedicato, quest’anno al fiorire del genio, ai primi passi della fantasia creatrice: “Opera prima” è il tema e il titolo. Si svolgerà dal 5 al 14 settembre a Jesi, Maiolati Spontini, Monsano, Montecarotto, Monte San Vito, San Marcello. La prevendita dei biglietti è iniziata il 14 luglio con sconti fino al 20% con una speciale promozione attivata tramite internet con Amit-online sul sito www. fondazionepergolesispontini.com, oppure con Hellò Ticket chiamando il Numero Verde 800.90.70.80 (da cellulare e dall’estero +39 06.48.07.84.00) e ancora presso tutte le filiali di Banca Marche, fino all’esaurimento della disponibilità. Gli acquisti con Amit-online e con Hellò Ticket prevedono il pagamento con carta di credito. Con la formula dell’“early booking” i biglietti ai singoli appuntamenti del Festival costano da 13 a 28 euro. Nei concerti, le opere prime di grandi autori - da Mozart a Rossini - si alterneranno alle musiche di maestri che furono pionieri e precursori: il napoletano Nicola Fiorenza, poco più giovane di Pergolesi, e il pistoiese Lodovico Giustini, coetaneo di Bach, autore delle prime sonate per il pianoforte o, meglio, per il “cimbalo di piano e di forte”, appena inventato da Bartolomeo Cristofori. Ce ne sarà uno, copia esatta dell’originale costruito nel 1726, nella chiesa mediovale degli Aroli a Monsano, e verrà suonato da Andrea Coen. Clavicembali antichi, fortepiani ottocenteschi, archi e fiati barocchi e classici troveranno la dimensione ideale in teatri minuscoli, come quello di Monte San Vito – dove Nicolau de Figueiredo suonerà Scarlatti e Soler – e di Montecarotto, dove I Filarmonici suoneranno diretti da Giuseppe Sabbatini, artista che alterna il podio al canto che lo ha reso famoso nel mondo. Giovanissimi musicisti che mostrano precocemente il proprio talento animeranno “La notte dei prodigi” nel centro storico di Jesi: verranno da tutta Europa e dal bacino del Mediterraneo. Sono le star del futuro, che attendono di affrancarsi dal marchio di “ragazzo prodigio” per entrare nella carriera, senza perdere il fuoco vivace della fanciullezza, come non lo persero Mozart e Mendelssohn, passando dall’infanzia alla maturità. La serata inaugurale sarà venerdì 5 settembre, ore 21 al Teatro Pergolesi con “La Salustia”, dramma per musica in tre atti da un adattamento anonimo dell’Alessandro Severo di Apostolo Zeno (prima rappresentazione a Napoli, Teatro S. Bartolomeo, 1731), musica di Pergolesi. L’opera è in prima esecuzione italiana in epoca moderna ed ha un nuovo allestimento in coproduzione con il festival de Radio France ed Montpelleir. di L’ essere umano è nella natura il gradino più alto dell’evoluzione. In un certo senso potremmo dire che egli è la natura stessa che raggiunge la consapevolezza di sé. L’uomo è capace di guardare sé stesso, di agire e di riflettere su ciò che vede e su ciò che fa. Quando ci avviciniamo all’essere umano ci accorgiamo che nessuna scienza è in grado di comprenderlo totalmente. La biologia, la medicina, la psicologia, la filosofia… ciascuna di queste è in grado di cogliere un aspetto, ma nessuna può esaurirne la ricchezza e la complessità. In realtà dovremmo parlare di ‘complessità’ sempre, ogni volta che cerchiamo di comprendere il mondo, perché ogni aspetto della realtà che le singole scienze studiano è intrinsecamente connesso con tutti gli altri. Le scienze, però, nel loro processo di studio, usano un ‘trucco’: cercano di superare la complessità attivando un processo di semplificazione - una specie di divisione, di sezionamento - così rendono accessibile alla mente, e agli strumenti che ne potenziano le capacità, la comprensione del loro oggetto di studio. Facciamo così anche noi. Il nostro oggetto di studio siamo noi stessi. Questo non facilita certo le cose… Proviamo comunque. Cercando di semplificare. Possiamo dire che guardando l’uomo Federico Cardinali ne cogliamo almeno tre dimensioni fondamentali. Una prima dimensione è quella biologica, fisica. E’ il nostro corpo. Qui siamo in buona compagnia. Questa dimensione infatti ci colloca sullo stesso piano di tutti gli altri esseri viventi. Con loro condividiamo un corpo, più o meno complesso: come loro nasciamo, ci evolviamo nel tempo in un processo di crescita, più o meno lungo, finché un giorno anche noi, come tutti gli altri, incontriamo la morte che mette la parola fine alla nostra permanenza sulla terra. Una seconda dimensione è quella psicologica. La nostra mente. E’ quella dimensione che ci permette di pensare, di vivere emozioni, di essere consapevoli di noi stessi. E qui già cominciamo a sentirci un po’ più soli in mezzo alla natura. Se la dimensione biologica ci fa sentire che siamo in compagnia di tutti i viventi, quando ci fermiamo a riflettere su noi stessi ci accorgiamo che gli altri esseri viventi non ci seguono su questo piano, o, per lo meno, non ci seguono al nostro livello. Questo, naturalmente possiamo dirlo allo stato attuale delle conoscenze. Chi sa, magari scopriremo che anche altri viventi, come gli animali o le piante, non sono poi così ‘lontani’ da noi. Una terza dimensione è quella spirituale. E’ la dimensione dell’anima. E’ questa dimensione che ci fa porre la domanda sul senso della vita e sul senso del nostro essere nel mondo. Questa domanda, che è domanda di fondo, può farci avvicinare ad una religione o anche tenercene lontani, ma ci fa tenere sempre aperta questa ricerca del perché siamo nel mondo, nel tentativo di trovare comunque una risposta. Proveremo a riprendere la riflessione su queste aree - il corpo, la mente, l’anima - cercando di entrare un po’ di più in ciascuna di esse. Una nota finale ora. Abbiamo parlato di ‘dimensioni’. Parlare di dimensioni non significa parlare di realtà a sé stanti. Esse sono come ‘aspetti’ diversi, che riusciamo a cogliere quando osserviamo l’essere umano guardandolo da punti di osservazione differenti. Il corpo, la mente, l’anima: aspetti diversi della medesima realtà: l’essere umano. Ora ci lasciamo con una domanda. Se l’uomo è un essere così complesso, quale scienza ci può aiutare nello studio di noi stessi? (1 - continua) Questa rubrica vuole diventare un luogo di dialogo con i lettori. Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected]) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.zza Federico II, 8 - 60035 JESI Anniversario della Liberazione con Luciano Rini, militare del CIL, e il giovane storico Lorenzo Verdolini Un giorno da ricordare per ritrovare ancora energia ed entusiasmo C on una cerimonia un po’ “Ricorderà, sig. Rini, come diversa, movimentata da fosse Jesi quella volta”- ha un intervento speciale, è sta- proseguito il primo cittato celebrato domenica sera il dino- “Oggi ritrova una 64° anniversario della Libera- città molto diversa: non c’è zione di Jesi dall’occupazione più l’aeroporto con gli aenazi-fascista, avvenuta il 20 rei da guerra della Savoia luglio del 1944. Marchetti, ma una fiorente Cominciata alle ore 19 con zona industriale. Non più la la deposizione di una corona povertà che si percepiva da d’alloro presso il cippo degli ogni angolo, ma un benesOrti Pace in via Setificio, la sere abbastanza diffuso; non manifestazione è prosegui- più le ferite della guerra, ma ta, dopo il saluto del sindaco l’orgoglio di una comunità Fabiano Belcecchi, con un viva e vivace che cresce e interessante e commovente affronta le nuove sfide con dialogo pubblico tra il giova- consapevolezza e con coragne storico Lorenzo Verdolini gio.” e Luciano Rini che partecipò “A 64 anni di distanza - ha allora, problemi grandi che alla liberazione della città concluso Belcecchi - ricor- spesso appaiono insormoncome militare del Corpo Ita- diamo quel meraviglioso tabili. Come sembravano inliano di Liberazione. giorno di festa e di speranza sormontabili allora i probleHa concluso l’evento festoso sia per il dovere della Me- mi di chi usciva dalla guerra. il concerto tenuto dal grup- moria; sia per la riconoscen- Riguardano il lavoro, la sicupo “Jam Break” alle 22.30 in za a quanti si sono impegna- rezza, l’integrazione, l’ampiazza della Repubblica. ti, hanno lavorato e lottato biente. Ma dall’ esperienza “Il nostro saluto affettuoso per noi e per il nostro futu- dei nostri padri dobbiamo e il nostro grazie vanno in ro; sia per riportare all’oggi trarre lo stesso entusiasmo, particolare a Lulo stesso senso ciano Rini che civico, la stessa quel giorno, in unità nel risolquanto militare vere ed affrondel Corpo Italiano tare i problemi di Liberazione, è dell’oggi.” stato tra i primi ad Dopo il discorentrare nella Jesi so del sindaco, liberata dal giogo il dialogo tra nazifascista.”- ha Lorenzo Veresordito il sindaco dolini e LuciaFabiano Belcecchi no Rini, “Una - “Grazie, anche persona molto a nome di tutta gentile, di otla cittadinanza, a tantasei anni, lei e a tutti coloche soggiorna ro che in quella alla casa Paolo triste circostanza VI, a Maiolati si sono prodigati Spontini, dove sino al sacrificio passa tutta persino della vita l’estate” scrive per la nostra città e per la questo 20 luglio così lontano, di lui il giovane. sua Liberazione, consenten- per trasmetterne i valori e il “Ho pensato che sarebbe stado agli jesini di assaporare significato, l’autenticità alle to meglio far parlare qualcula libertà e di ricominciare giovani generazioni…Oggi no che quel giorno c’era.”- ha a sperare in un futuro di de- ci troviamo ad affrontare spiegato Verdolini durante mocrazia e di pace.” nuovi problemi rispetto ad la cerimonia - E credo che questo sia anche un modo per mostrarsi attenti e grati a persone che hanno dato tanto, oltre che un’opportunità preziosa per ascoltare da lui i ricordi di quella giornata particolare, del 20 luglio del ’44.” Il dialogo ha affrontato il racconto della Liberazione di Jesi allargando il quadro al contesto più ampio, non limitandosi all’entrata a Jesi degli alpini e delle altre forze che facevano parte del CIL, cercando di chiarire il perché della presenza di tante truppe straniere, e soprattutto in determinate zone e non in altre. Alla sintesi del giovane storico si è alternato il racconto del soldato, dei suoi ricordi che hanno spaziato dal momento del suo arruolamento sino all’ arrivo al fronte; dallo scenario che incontrò nelle diverse fasi della guerra, fino alla giornata memorabile della Liberazione. Racconto allietato anche da qualche aneddoto e ricordo personale come quello dell’incontro al fiume con le donne che lavavano i panni. Fotoservizio Paola Cocola 13 Regione TOPONOMASTICA / JESINA: le fortificazioni e la “mala guerra” del Sanmarino “architettore” Gianbattista Bellucci, ingegnere e soldato L a novità è che, mentre rivalutando così pubblicazioni specia- uno degli uomini listiche ignorano chi sia più significativi delGiambattista Bellucci det- la Repubblica di San to il Sanmarino, l’editore Marino, attraverso Leo S. Holshi diffonde due la diffusione di una volumi (per oltre 800 pagi- completa monograne) sul Sanmarino archi- fia del personaggio tetto militare e trattatista e di iniziative culdel Cinquecento, Agosto turali, (che ci sia2007. Neppure citato, nel- mo perse) mentre l’”Atlante di architettura” avremmo almeno Hoepli 1992; non, nel “Di- potuto onorarlo col zionario di architettura riposizionare la siEinaudi” ultima edizione billina targa topo1992; neanche, nella “En- nomastica con una, ciclopedia Garzanti di Ar- didascalica, semplichitettura” 2001. ce “Via GiambattiCuriosità per curiosità, sta Bellucci, detto nella Universale “Enciclo- “il Sanmarino” -1506 pedia Generale “le Gar- – 1554, architetto zantine / il Giornale”, 2003, militare e trattatista del Parma, Piacenza, Cervia, e Bellucci c’è! Tre righe: Bel- Cinquecento””. C’è sempre Senigallia, Pesaro, Camelucci Monica, attrice del tempo, non so se ce ne sia rino, Vienna. E Jesi? A Jesi cinema… voglia di cultori della cul- viene due volte, chiamato Il “Dizionario enciclope- tura, a palazzo e dintorni. da conti e contesse, dai dico universale Sansoni”, La vita: Giovan Battista tra Ricci e dai Franciolini. 1995, informa di un Giu- corte, mercatura, e amba- Nel suo “Diario autobioseppe Belluzzo ingegnere e scierie. A Pesaro, fa pra- grafico” racconta che in politico italiano, ministro tica di architettura presso città ebbe un’infinità di dell’economia 1925-29; Girolamo Genga (Urbino, “carezze” ma una miseria niente, nell’UTET 1905. 1476-1551; il Dizionario di di soldi. Ci occorse di porChi sarà stato quel dotto architettura Einaudi gli de- gere un “aiutino” ad una cultore di cose cittadine dica una trentina di righe ricercatrice romana che che nell’800 avrà suggerito –dunque, famosissimo). veniva a rilevare i “luoghi” alla Commissione comu- Nel 1543 a Firenze, la gran- jesini per i quali il Bellucci nale per la toponomastica, de svolta: da ambasciatore aveva consegnato progetti: il nome del “S. Marino”? ad “architettore” di Cosimo della vedova Ricci, per una Così riporta la lapide o tar- I de’ Medici, primo inge- casa in città non abbiamo ga in capo alla via, sul pa- gnere militare del Duca di riferimenti probanti; per la lazzetto di Astrea –dov’è la Firenze: è apprezzatissimo casa di campagna, del consede Archeoclub, al civico per i suoi progetti e realiz- te Ricci che voleva mettere n°11. Laconica lapide e per zazioni nell’arte di difen- in fortezza, neanche. Una giunta scorretta, perché dere. Ingegnere e soldato, vaga indicazione rimanda lui, l’architetto Bellucci, è il Bellucci è professionista a verso Coppetella-Aiudetto “il Sanmarino” per- serio, innovatore, e ha in murata, verso il fiume (e ché nato –era noto- nella odio “la mala guerra”. non è detto che una traccia repubblica di San Marino, Numerosissime le piante non si possa, con tempo e ma operante soprattutto o rilievi di città e fortezze pazienza e collaborazione in Toscana dove era cono- dell’Italia Centro- setten- degli interessati propriesciuto come “il Sanmarino” trionale: 62 le piante del tari, identificare, potendo (in città, avemmo un GB. Sanmarino, ci vuole più di così descrivere e valutare Pergolesi, il “pergolese” per una o due pagine per no- tecnica costruttiva e indiprovenienza di famiglia). minarle tutte, da Fiesole, zi che rinviino al Bellucci). Ricerche e studi approfon- Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Un cenno fuggevole merita diti recenti hanno consen- Arezzo, Cortona, Volterra, la sua nozione di fortificatito di celebrare nelle sedi a Chioggia, Verona, Pado- zione: ….”è da sapere che la degne il cinque centenario va, Treviso, Udine e Bolo- fortificazione… non è altro della nascita: 1506 (+1554), gna, Camerino, Modena, che l’assicurare gli uomini per vantaggio del sito da chi volesse offendere. Perciò occorre avere intelligenza grandissima dei siti, delle misure, dei modi di offendere. Il mestiere della guerra (insegna) in concreto è la prima cosa (cioè la pratica sul campo); l’altra, si acquista mediante le Matematiche…che tutto si fa per forza di linee e di angoli, secondo valutazione propria del Geometra”. Dunque, calcolo delle forme, dei materiali, delle armi che portano offesa da presso e da lontano, tirate da mani o da macchine o spinte dal fuoco – da cui difendersi, tenendo i nemici lontani, coprendosi di terra o legnami o altro etc”. (GBB, Della Fortificazione, tav. 12). Basti qui: gradiremmo un contatto, uno scambio di pareri, di possibili iniziative che consentano di estendere il discorso a livello cittadino, a livello di esperti non occasionali, che aiutino a capire il personaggio, le opere, i rapporti in Jesi intessuti. (E, quella lapide, per favore!) Mario Livieri 27 luglio 2008 Il Premio Vallesina sostiene Legambiente Aiuti in Bielorussia U n’ambulanza e un endoscopio monitorizzato per l’ospedale di Vetka. Il progetto Chernobyl 2008 continua a compiere passi da gigante. E’ partito il viaggio della solidarietà in Bielorussia: il gruppo composto dai Vigili del fuoco Serafino Mandolini responsabile del distaccamento di Jesi, Roberto Paoletti, ingegnere nucleare presso la sede di Ancona e da Vincenzo Russo, coordinatore del progetto e volontario del Circolo Azzaruolo di Jesi di Legambiente, dopo aver percorso 2600 km ha raggiunto martedì scorso l’ospedale di Vetka per consegnare un’ambulanza e un endoscopio monitorizzato acquistati grazie ai fondi messi a disposizione dall’associazione Premio Vallesina. Per realizzare tutto ciò gli ambientalisti si sono avvalsi del coordinamento operativo della cooperativa Coo. s.s Marche e della collaborazione di Regione Marche, Provincia di Ancona, Arpam, Comune di Monsano, Comune di Jesi, Asur n. 5, Vigili del Fuoco, Sogenus Spa, Asur Marche 5, Banca Popolare di Ancona, Multiservizi Spa, Automoda, Effe Auto, Trillini Toyota, Fiat Scortichini Pigliapoco, Unipol, Futura, Arcadia Grafica Digitale. Il circolo ambientalista jesino è da tempo impegnato in progetti di accoglienza di bimbi bielorussi e nella realizzazione di un sistema di scambi formativi e aiuti direttamente sul territorio contaminato dalle radiazioni dell’incidente di Chernobyl del 1986. Tutto ciò rientra nell’ambito del percorso già intrapreso da Legambiente nazionale, progetto unico in Italia che si estende alle città di Dobrush e Vetka. L’integrazione di aiuti diretti e scambi formativi tra enti, quali l’Ospedale Provinciale di Vetka e di Jesi, il settore Vigili del fuoco di Dobrush e il sistema Protezione Civile delle Marche coincide continua a favorire una maggiore efficienza della solidarietà internazionale proposta. Il progetto ‘Chernobyl 2008’ ricopre anche un ruolo storico-politico rilevante per l’impegno per la libertà e la pace nella lotta al nazifascismo. Durante l’ultimo conflitto mondiale, migliaia di soldati italiani perirono lungo l’estenuante ritirata dalla Russia e molti furono seppelliti nei cimiteri della Regione di Gomel, attuale territorio Bielorusso. Grazie all’apporto dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e dell’UNIRR (Unione Nazionale Reduci della Russia), alcuni volontari contatteranno i responsabili di associazioni analoghe in Bielorussia con l’obiettivo di individuare nei cimiteri della Regione di Gomel le salme dei nostri soldati italiani per un eventuale rimpatrio. Proprio di questo il coordinatore del progetto Vincenzo Russo accompagnato da una delegazione di Legambiente ha discusso in questi giorni prima a Roma con l’Ambasciatore Bielorusso a Roma Aleksei Skripko e poi ad Ancona con il prefetto Giovanni D’Onofrio. Entrambe le autorità hanno espresso parole di elogio, assicurando la massima collaborazione. Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto salutare con una lettera la spedizione sottolineando l’importanza del volontariato che “ci dà fiducia- è riportato nella nota- in quella volontà di partecipazione e in quello sforzo consapevole, solidale e creativo, che contribuiscono a costruire una società, libera e aperta”. 14 Pagina Aperta 27 luglio 2008 Jesi– Il Palazzo e dintorni AGENDA Il santo del giorno Giovedì 24 luglio S. Cristina, venerdì 25 S. Giacomo Ap., sabato 26 SS. Anna e Gioacchino, domenica 27 S. Liliana, lunedì 28 S. Innocenzo, martedì 29 S. Marta, mercoledì 30 S. Pietro Crisologo, giovedì 31 S. Ignazio di Loyola, venerdì 1° agosto S. Alfonso, sabato 2 S. Gustavo e domenica 3 S. Lidia. Farmacie Farmacia di turno, la notte, a Jesi Giovedì 24 luglio Fausto Coppi, venerdì 25 Comunale 1, sabato 26 Castellani Dr. Cerni, domenica 27 Moretti, lunedì 28 Fausto Coppi, martedì 29 Fausto Coppi, mercoledì 30 Comunale 1, giovedì 31 Castellani Dr. Cerni, venerdì 1° agosto Moretti, sabato 2 e domenica 3 Fausto Coppi. Farmacia di turno in Vallesina Giovedì 24 luglio Lucarelli Moie, venerdì 25 Angeli, sabato 26 Serra San Quirico – Poggio San Marcello, domenica 27 Castelbellino, lunedì 28 Pianello Vallesina, martedì 29 Mergo e Montecarotto, mercoledì 30 Angelico, Moie, giovedì 31 Macine Castelplanio, venerdì 1° agosto Lucarelli Moie, sabato 2 Angeli e domenica 3 Poggio San. Marcello. Anagrafe Nati a Jesi (salvo diversa indicazione ) dal 28 giugno all’11 luglio: Natalia Reparaz, Elisabetta Faini (Monsano), Michele Piersantelli, Samuele De Carlo, Divina Lola, Elena Raffaeli, Melissa Bellanova, Irene Fioretti, Natalia Yavorska, Angelo Yang Cheng Guang (Prato), Eleonora Fugliani, Francesco Mazzanti, Federico Sandroni, Gabriel Lapi (Polverigi) e Thomas Lapi (Polverigi). Deceduti a Jesi (salvo diversa indicazione) dal 28 giugno al 14 luglio: Sergio Alessandrini (62), Marisa Saccucci (67) Filottrano, Aldo Montesi (84), Francesco Tobaldi (91) Staffolo, Lidia Pennacchietti (87), Claudio Renzi (42), Isolina Pettinari (81) Cingoli, Palmira Maiolatesi (85), Mario Piombetti (72) San Marcello, Olimpia Cingolani (82) Filottrano, Maria Gobbi (90), Maria Monetti (83) Maiolati Spontini, Margherita Liberati (75) Castelbellino, Mario Bocchini (78), Anna Benedetti (81), Duilia Lorenzini (76) Filottrano, Otello Grilli (94), Armando Orlandini (79) Osimo, Secondo Ceccacci (80) Belvedere Ostrense, Guglielma Schiaroli (86) Montecarotto, Duilia Serafini (86) Serra San Quirico, Raimondo Coppari (83) Osimo, Gaspare Baldini (82), Maria Tarquini (77), Maria Celeste Moriconi (83), Esuperanzia Marchegiani (94) Monsano, Gilfredo Cerioni (87) Monte Roberto, Alba Catani (92), Gina Grucci (97) Filottrano, Gina Severini (84), Remo Piersigilli (79) Apiro, Vilma Ragni (96), Fabio Monteporzi (77) Roma, Maria Maiolatesi (76) Monte Roberto, Elisa Crallini (94) Staffolo, Adele Roscini (67), Aldesina Boria (88), Pietro Brocani (85) Cupramontana. Jesi: viabilità Nuova rotatoria Firmato l’accordo di programma tra la Provincia di Ancona e il Comune di Jesi per la variante urbanistica necessaria alla realizzazione di una rotatoria e di un incrocio canalizzato tra la provinciale “Vallesina” e quella “Della Barchetta”, nei pressi della Sadam. L’accordo, sottoscritto dalla presidente Patrizia Casagrande e dal sindaco Fabiano Belcecchi, martedì scorso, nella sede della Provincia di Ancona, snellisce di molto le procedure e permetterà di dar seguito in breve tempo alla progettazione definitiva ed esecutiva e al conseguente inizio dei lavori. L’intervento, che avrà un costo di 1 milione e 200 mila euro, prevede la realizzazione di una rotatoria al primo incrocio uscendo dalla SS76 in direzione Monsano e di una nuova intersezione canalizzata tra la provinciale “Vallesina” e quella “Della Barchetta” sempre in direzione Monsano. Oltre all’accordo, la presidente Casagrande ha firmato il decreto di approvazione, che sarà portato al prossimo consiglio comunale di Jesi per la ratifica. L’intervento rientra nel progetto più complessivo della riqualificazione del collegamento delle valli Musone, Esino e Misa, necessario per migliorare la viabilità della zona collinare del territorio. Verso la politica del sì Mi pare che, finalmente, la Regione e la nostra città si stanno muovendo verso la politica del sì, che in sostanza vuol dire: facciamo, cerchiamo di trovare la via per risolvere il problema, diciamo sì a prospettive concrete che noi stessi dobbiamo e possiamo ricercare. Ecco due esempi. Primo: sì al rigassificatore. Da anni ormai ci eravamo abituati a sentire, da parte di Comuni e Regioni, solo un no chiaro e netto perché … il rigassificatore è pericoloso, inquina e quindi non stia accanto al mio giardino. Finalmente la Regione Marche e lo stesso Comune più direttamente interessato – Porto Recanati – si stanno chiaramente orientando verso un sì che dia la possibilità, con tutte le garanzie previste dalla normativa, di un impianto di rigassificazione a 30 km circa dalla costa marchigiana. Tutti sanno che l’Italia, poverissima di petrolio, carbone e gas, ha necessità straordinaria di garanzie di energia, che vuol dire lavoro, stabilità, produzione. I rigassificatori – gas che trasformato in liquido torna gas fino a raggiungere le nostre fabbriche e le nostre case – sono veri e propri depositi di energia da utilizzare anche come riserve o risparmio. Insomma, se tutto andrà liscio, anche la nostra regione, al largo della sua costa, avrà un rigassificatore tra quattro-cinque anni. Contribuirà alla realizzazione di una struttura necessaria nell’interesse del Paese. Ce ne vorrebbero almeno una decina. Secondo - Per la “sicurezza” nella nostra città, dopo tante riflessioni e polemiche, pare che ci si stia orientando verso tre o quattro iniziative che garantiscano tranquillità al cittadino. Tra il Comune e le autorità interessate ai diversi livelli c’è questo orientamento: a – aumento del personale vigili per garantire anche un pattugliamento notturno; b – coordinamento con tutte le altre forze dell’ordine; c - telecamere nei punti strategici senza trasformare la città in grande fratello; d - adeguata e definitiva sistemazione dei due campi nomadi in modo che anche i nostri rom si sentano integrati il più possibile. Unica nota stonata in tutto questo orientamento, che appare accettabile anche per allontanare la tentazione delle ronde, è il fatto che Jesi non sta camminando di paripasso con le esigenze di sicurezza della Vallesina, la quale tende a camminare in proprio. E’ vero che le esigenze possono essere diverse, ma è anche vero che chiudere la porta da una parte e lasciarla aperta dall’altra se gli inquilini non si mettono d’accordo, è negativo per tutti. v.m. Il “Cuppari” ringrazia la Fondazione Carisj Corsi e stage di lingua inglese Il mercato del lavoro richiede sempre più la conoscenza della lingua inglese e l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Pietro Cuppari” ha ritenuto opportuno rispondere a questa domanda inserendo nell’Offerta formativa relativi corsi di potenziamento. Questi corsi svolti in orario extra - curriculare e tenuti da una docente madrelingua al fine di favorire l’apprendimento di una lingua sempre più in evoluzione sono stati richiesti e seguiti da circa 100 studenti delle classi del triennio dei corsi IGEA ITER Programmatori e Geometri. Un gruppo di 42 studenti ha sostenuto, a fine anno 2007, l’esame di certificazione PET, un titolo spendibile sia per il proseguimento degli studi che per l’inserimento nel mondo del lavoro; tre gruppi di 60 studenti lo sosteranno entro la fine dell’anno solare in corso. Inoltre grazie al contributo ricevuto si è potuto ridurre i costi per lo stage linguistico svolto a Malta dal 6 al 13 febbraio dalla classe terza A ITER. Fondamentale per la realizzazione dell’attività è stato il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi che ha permesso non solo di organizzare e seguire dei corsi spendibili in futuro ma soprattutto di raggiungere dei risultati che saranno parte integrante della formazione individuale dei partecipanti. La disseminazione dell’attività è stata realizzata tramite sito: www. cuppari.an.it Maiolati e Scisciano Domenica 27 luglio, dalla mattina alla sera, per le vie del paese, si svolgerà la Fiera di Sant’Anna e, alle ore 21, al parco Colle Celeste, serata gastronomica e di ballo liscio proposta dal Maiolati Calcio e dalla Filarmonica Spontini. Le serate di ballo si ripeteranno l’8 e il 9 agosto; il 14 agosto ci sarà il veglione di Ferragosto con la cena. Da mercoledì 13 a sabato 16 agosto, a Scisciano, si svolgerà la festa di Ferragosto con gara di biliardino, Scala 40 e di briscola, corsa podistica, giochi popolari, ballo liscio con orchestra, uno spettacolo comico e commedia dialettale. L’organizzazione è a cura dell’associazione ricreativa Scisciano. Latte Fresco Alta Qualità 15 Non solo sport Moie, Twirling Summer Fest dal 24 al 27 luglio Festa di sport e sapori S iamo ormai vicini alla seconda edizione di canzoni folk “Cantastorie” con il gruppo della “Twirling Summer Fest” manifesta- “La Callarola” zione che si terrà in Piazza Kennedy a Moie Il Fantasy Twirling ringrazia gli sponsor e di Maiolati Spontini, nei giorni 24, 25, 26 tutti coloro che con il loro aiuto hanno cone 27 luglio. La passione per lo sport, per la tribuito a rendere possibile l’organizzazione buona tavola e per il proprio paese per offri- di questa manifestazione. re alla cittadinanza quattro giorni di festa alChiara Cascio l’insegna dello spirito sportivo e dello spettacolo. L’iniziativa, ideata con lo scopo di far conoscere e promuovere l’associazione sportiva nel territorio, prevede un fitto programma di eventi ed attività. Nel programma sono inseriti spettacoli di intrattenimento, tanta musica, tornei sportivi abbinati alle degustazioni di prodotti tipici marchigiani per scoprire sapori e sport. Il 24 luglio alle ore 19,30 Apertura stand gastronomici allietata dalla musica con una breve esibizione della “Banda Musicale L’ Esina”; alle ore 21 dimostrazione di Twirling, concorso spettacolo “Rock Event” per Band musicali. Il 25 luglio alle 19 Esibizione degli sportivi della Società Libertas di Jesi, dopo la cena con Rolando Priori, dimostrazione di Twirling, “La Corrida” ed esibizione gruppo Isla Latina di Jesi. Il 26 luglio alle ore 20 a cena con ... il Merlo Nero, alle 20,30 supertorneo di Play Station Pro Evolution Soccer 2008 e alle ore 21 dimostrazione di Twirling, a seguire sfilata di abiti d’epoca “Sposando il passato”. Il 27 luglio alle ore 21,30 spettacolo Club Cb Om Jesi: 15 nuove radio ricetrasmittenti per la protezione civile Volontari con la valigia… “tattica” U na valigia davvero “tattica”, di nome e di fatto. E’ quella che i radioamatori del Club C.B. O.M. di Jesi, associazione di volontariato della protezione civile, hanno potuto acquistare di recente grazie a un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. La valigia tattica, che esternamente somiglia a un comune trolley, è completa di apparati radio ricetrasmittenti professionali ed equipaggiata con 15 caricabatteria ad alimentatore interno, per la ricarica contemporanea di tutti i 15 ricetrasmettitori portatili. La valigetta, oltre alla dotazione interna, è resistente agli urti, le sostanze corrosive, l’acqua, le polveri e gli agenti atmosferici. Se fino ad oggi il Club aveva operato usando gli apparati messi a disposizione da alcuni volontari, con questo acquisto l’associazione si è dotata di propri apparati radio-portatili professionali, così da garantire a ogni volontario di operare autonomamente e anche di allargare il proprio raggio d’azione. Un impegno, quello dei radioamatori jesini, che è cresciuto negli anni, con diverse attività e partecipazione a grossi eventi. Nato con lo scopo di agevolare, divulgare e promuovere l’uso delle radiocomunicazioni a fini civili, sociali, ricreativi, ma anche di pubbli- 27 luglio 2008 Jesi: manutenzione straordinaria degli impianti sportivi Lo sport migliora la qualità della vita L’ assessore allo sport, Bruna Aguzzi e quello ai lavori pubblici, Stefano Tonelli, hanno tenuto una conferenza stampa, per rendere noto il piano di interventi di manutenzione straordinaria negli impianti sportivi della città. “Lo sport è un pezzo di welfare cittadino”, così ha cominciato l’assessore Aguzzi: “lo sport migliora la qualità della vita ed aiuta l’integrazione”. Ecco perché l’amministrazione comunale ha deciso di risistemare gli impianti sportivi già in uso. Nel novembre del 2007 si sono visti quali erano gli impianti da rifare e da rimettere a norma di sicurezza: il Palazzetto dello Sport, che sarà pronto per questo settembre, l’antistadio del campo di calcio, il completamento, per la prossima estate, della piscina scoperta sita in via del Muli- no, con bagni nuovi e pavimentazione di un’area verde. Mentre sono in corso i lavori per trasformare l’ex-campo da tennis Boario, in un campo di calcio non gestito da società, ma libero, per far giocare i ragazzi ed i bambini. Un campo di pallacanestro, anche questo libero, sarà creato in via Jugoslavia. Oltre mezzo milione di euro i soldi che sono serviti per questo progetto di riqualificazione degli impianti sportivi. L’obiettivo del 2009, dei due assessorati, è quello di non lasciare incompiuti i lavori e la messa a norma della piscina comunale, di alcune palestre scolastiche (Collodi, Asiago, Carducci e Federico II) ed il potenziamento degli impianti sportivi scoperti di via Martin Luther King. Cristiana Simoncini Jesina Calcio: presentata la squadra “Puntiamo alla salvezza” I tifosi della Jesina Calcio vorrebbero di più. Vorrebbero sentir uscire dalla bocca della società grandi proclami, a cui chiaramente seguano i fatti. Invece la società, soprattutto nella persona del presidente Marco Polita, è prudente: “Puntiamo alla salvezza” si limita a dire. Al di là di questa solo apparente diversità di aspettative, si può dire che il rapporto tra i tifosi e la società si sia definitivamente ricomposto rispetto a qualche tempo fa. E ci si prepara al prossimo campionato di Eccellenza con una squadra rinnovata in alcuni dei suoi elementi ed una società rafforzata. La presentazione ufficiale della squadra si è tenuta sabato 19 luglio a Jesi, nella sala del Lampadario del Circolo Cittadino, in una conferenza stampa aperta al pubblico. Presenti i rappresentanti della società leoncella e il tecnico Giovanni Trillini. Entusiasti i nuovi elementi: Marco Strappini, Lucas Javier Cabello e Saverio Mastrojanni, che andrà a sostituire Crispino, autore di ben 23 gol nell’ultimo campionato. Lucia Romiti Nella foto Saverio Mastrojanni Festa D’Estate al Centro Sociale di via Roma Un cocktail di iniziative ca utilità in caso di emergenza o calamità, il Club Cb Om Jesi è un’associazione di protezione civile, iscritta dal 2003 nel Registro regionale del volontariato, e oltre ad aggregare persone che hanno in comune l’hobby delle comunicazioni-radio, offre servizi di radioassistenza e supporto logistico in occasione di manifestazioni sportive, culturali o religiose, che possono prevedere grossi afflussi di gente. Ad oggi i volontari dell’associazione hanno preso parte a campagne di prevenzione antincendio boschivo, l’evento del Papa a Loreto del 2004, esercitazioni, anche internazionali, di Protezione civile, come Eurosot 2005 in Sicilia; alle esequie del Santo Padre Giovanni Paolo II e alla prima messa del Pontefice Benedetto XVI. Info: www.clubcbomjesi.it Quarta festa d’estate per il centro sociale “Amleto Stronati” di via Roma. Tre serate, dal 18 al 20 luglio, organizzate con il patrocinio e il contributo della Circoscrizione Centro, allietate da diverse iniziative. Ha dato il via alla manifestazione, venerdì pomeriggio, il gruppo folkloristico “I Scacciapensieri”. La festa è proseguita sabato col ballo animato da Marco Bordoni, concludendosi domenica con ben tre appuntamenti: il pranzo sociale, la Sfilata Moto d’Epoca e l’immancabile ballo con Massimo Del Liscio. Presenti in tutte e tre le serate un’interessante mostra dei Mestieri, la Ruota della Fortuna e stand gastronomici. Fotoservizio Paola Cocola 16 Esperienze 27 luglio 2008 All’ostello di villa Borgognoni è equa la festa! A piccoli passi nella foresta che cresce U n bel successo quello riportato dalla tre giorni all’Ostello di Villa Borgognoni. “Equa la festa. Non è vero che tutto va peggio”: una ricca rassegna di attività ludiche, culinarie, musicali, culturali, resa stimolante anche dalle visite guidate ad aziende agricole della Vallesina. Un’opportunità di conoscenza reciproca e di crescita, che ha mostrato anche come l’impegno generoso e tenace di giovani e meno giovani, affiatati tra loro da un rapporto di stretta collaborazione, sia un’incredibile controrisposta, una sorta di calmiere, di moderatore a tutte quelle cose negative che avvengono e che si apprendono quotidia- namente. “È vero che fa più rumore un albero che cade! – riconosce Consuelo Paris, coordinatrice dell’evento, riprendendo le parole del libro di Jacopo Fo e Michele Dotti presentato per l’occasione - Ed è proprio per questo che dobbiamo e vogliamo più che mai raccontare la foresta che cresce.” Prima edizione dunque di una festa multietnica e multiculturale nella suggestiva cornice ottocente- sca della struttura gestita da poco che si è svolta in più di un anno dalla cooperativa maniera tale da sociale Zanzibar di Ancona. recare il minor “Io non faccio parte della coope- disturbo possirativa - ci ha spiegato Consuelo - bile agli abitanti però sono del gruppo dei quindici del quartiere. organizzatori che hanno ideato e “Visto che tutrealizzato questa festa condivi- t’attorno non ci dendola con altre persone sia della sono molti parcooperativa “Mondo Solidale” che cheggi, per creacon altre associazioni del terri- re meno disagio torio. Abbiamo coinvolto anche possibile alla alcune comunità di stranieri, non gente del posto, molte perché comunque la loro in- abbiamo provvetegrazione e inclusione nel tessuto sociale costituisce un cammino abbastanza lungo che comporta la scansione, il riconoscimento e l’interiorizzazione di regole precise; una graduale conoscenza reciproca. Ce le siamo poste comunque come obiettivo perché ci rendiamo conto che ogni gruppo vive in città distaccato dall’altro.” Consuelo lavora in un’agenzia di viaggi a Jesi. È una volontaria della Cooperativa “Mondo Solidale” che in città ha una bottega dove si effettua un commercio equo solidale. Si tratta, come molti già sanno, di un commercio ideato appositamente per i piccoli produttori dei Paesi in via di sviluppo - spesso riuniti in modeste cooperative che, non riuscendo ad entrare nel circuito delle multinazionali, non avrebbero diversamente modo di vendere ciò che realizzano. Una formula che in questi ultimi anni si duto al trasporto dei visitatori con è sviluppata tantissimo. un mezzo preso da noi a noleggio.” “Conoscersi meglio tra le varie as- Ha puntualizzato l’autista di turno, sociazioni, sia di volontariato che Elia Lazzari.Con i ringraziamenti di stranieri, le Ong, le cooperative a Vallesina tv per il sostegno pubsociali, ossia tra tutte quelle realtà blicitario e a tutte le organizzazioche si impegnano per migliorare ni per l’aiuto puntuale e concreto le condizioni di vita degli altri. Va- prodigato, le scuse dei ragazzi agli lorizzare l’Ostello che per noi gio- stessi abitanti per il disagio comunvani - ma anche per il resto della que creato, e un appello: “ Abbiamo comunità - è comunque una bella bisogno della vostra collaborazione struttura ricettiva che merita di es- per conservare questa struttura, per sere conosciuta meglio per la sua renderla sempre più interessante importante funzione di incontro e affinché non ce la portino via, come scambio tra culture diverse, e tra le da qualche tempo si ventila, con associazioni e gli ospiti stessi. Que- una probabile vendita.” sti gli obiettivi prioritari della festa Fotoservizio Paola Cocola La coordinatrice Consuelo Paris Lilia Paccamicci (foto in alto a sinistra) alla bancarella dei libri di scrittori immigrati in Italia da diversi Paesi del mondo. Scrivono in lingua italiana raccontando la loro esperienza di immigrazione. Come ha fatto anche lei con la sua recente pubblicazione La mia vita ad Amman, nella quale racconta la sua esperienza di viaggio in Giordania in veste di migrante, dove è rimasta tre mesi per studiare l’arabo. Mediatrice per la lingua e cultura araba, lavora da tre anni circa con la Casa delle Culture. Arcevia: Notte Bianca, edizione da record U Sgarbi presenta Signorelli na notte bianca riuscita in ogni minimo dettaglio, quella organizzata dal comune di Arcevia con la Pro-loco, i comitati delle associazioni arceviesi e in collaborazione con l’Avis provinciale di Ancona e l’Accademia della musica G. Verdi. Una notte “alla grande”, come è stata definita dagli organizzatori. Tanta la gente, decine di migliaia, che ha riempito le piazze ed il corso principale, dove si trovavano concentrati quasi tutti gli eventi della notte bianca, che spaziavano dal teatro, alla musica, all’arte. Si è cominciato alle 17.30 con la presentazione del nuovo volume di “Studi Arceviesi” di Paolo Santini e si è continuato con la sfilata in abiti medievali del gruppo storico “Città di Cortona” e i suoi sbandieratori. Poi due show dopo la mezzanotte: direttamente dal famoso programma musicale X-Factor, la cantante umbra Annalisa, che ha tenuto un concerto di cover e lo spettacolo di musica brasiliana con il gruppo “IPanema show”. Oltre la musica anche la conferenza di Vittorio Sgarbi sul pittore Luca Signorelli, che qui ha lasciato diverse opere, dal titolo: “Luca Signorelli tra Piero della Francesca e Michelangelo (l’intervista al noto critico è on-line sul sito www.vallesina.tv) e la prima edizione di Ar[t]cevia international art festival. Inoltre tante le mostre d’arte: quella di pittura di Giuseppe Gigli e di Valentina Crasto e quella di scultura di Giuseppe Bagattoni. Per i più piccoli: artisti di strada, giocolieri e laboratori creativi organizzati da Legambiente. A chiudere la serata una caccia al tesoro nel centro storico e, alle 2,30, una spaghettata rigeneratrice. Cristiana Simoncini