21 Novembre’15 - Lavorare per un miglioramento didattico evidence based nella scuola La Buona Scuola é Evidence Informed ? Daniela Robasto Pedagogia Sperimentale Università degli Studi di Parma Dipartimento A.L.E.F La struttura dell’intervento odierno Commi di L. Quesiti Buona Scuola sullo stato attuale della scuola (EI)? in Italia Miglioramento nell’ottica EBE Competenze da rinforzare Risposte nelle indagini internazionali D. Robasto - Università degli Studi di Parma 2 La Buona Scuola LEGGE 13 luglio 2015, n. 107: Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. (GU n.162 del 1572015) Vigente al: 16‐7‐2015. Alcuni commi miliari: - Art 1, comma 1 - Mission: “[…]realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica” - Art 1, comma 2 e comma 12 - PtOF (piano triennale dell’offerta formativa) rivisto annualmente. - (Art 1, comma 16, Il PtOF assicura l'attuazione dei principi di pari opportunita' promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parita' tra i sessi) – - Art 1, comma 7 lettera o) e comma 33- Incremento dell’alternanza scuola-lavoro per gli istituti secondari - Art 1, comma 28 e comma 30- Identità digitale dello studente (e relativo profilo delle competenze tracciato) - Art 1 , comma 121– Carta elettronica per la formazione del docente di ruolo di ogni ordine e grado - Art 1, comma 71 e comma 124 - Formazione dei docenti in ruolo, obbligatoria , permanente e strutturale - Art 1, comma 181- Revisione del sistema di valutazione e certificazione delle competenze (in parte già presente nella CM del 13 2 2015) Evidence Informed? La cultura critica dell’evidenza, di cui possiamo indicarne le componenti principali (Calvani, 2014, 9),[…] implica: 1) Una forte consapevolezza autoriflessiva: un soggetto capace di valutare criticamente le proprie asserzioni (vs. opinionismo); 2) Una parallela consapevolezza epistemologica: un’affermazione scientifica riesce a garantire la massima trasparenza relativa al percorso che ha portato a quel risultato; 3) L’adozione di una particolare filosofia della valutazione: un approccio dinamico, autocorrettivo, al fine di operare verso il miglioramento. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 3 Quesiti - Art 1, comma 1 “…realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica” 1. Quando e come si fa ricerca oggi nella scuola? 2. Quando e come si fa sperimentazione nella scuola? 3. Quando e come si produce Innovazione Didattica nella scuola? D. Robasto - Università degli Studi di Parma 4 Quesiti - Art 1, comma 2, 12 etc. – Piano triennale Offerta Formativa (PtOF) • Sulla base di quali evidenze viene redatto il PtOF? • Sulla base di quali evidenze viene rivisto annualmente il PtOF? • Come vengono definiti “i bisogni” formativi del contesto locale? Come vengono rilevati i bisogni formativi degli alunni inseriti in tale contesto? D. Robasto - Università degli Studi di Parma 5 Quesiti - Art 1, comma 7 e 33: Alternanza Scuola-Lavoro • Sulla base di quali evidenze, si definiscono le principali scelte di alternanza scuola lavoro? • Sulla base di quali evidenze si compila la scheda di valutazione del percorso di alternanza scuola-lavoro? • Sulla base di quali evidenze si reiterano/non si reiterano i percorsi di alternanza precedentemente attivati? D. Robasto - Università degli Studi di Parma 6 Quesiti- Art. 1, comma 128: Identità digitale dello studente (e tracciatura profilo delle competenze) • Come si valuta la competenza? • Come si certifica la competenza? [domanda a monte: Sappiamo come si costruisce la competenza?] • Quale il fine della tracciatura sull’identità digitale? • Siamo in linea con la formazione permanente e il Riferimento al Libretto del cittadino prevista dal DecretoLegislativo n. 276/2003, sancita tramite Accordo Stato/Regioni e successivamente tramite D.M del 10 ottobre 2005 a livello nazionale, concepito per documentare gli apprendimenti dei cittadini e dei lavoratori attraverso un formato che, come detto, pone in trasparenza e in valore le esperienze e le competenze delle persone, indipendentemente dal contesto in cui sono state acquisite? [si veda L. 13/13 e il recente D.M del 30 06 2015 nell’ambito della formazione continua] D. Robasto - Università degli Studi di Parma 7 Quesiti - I fini del libretto formativo…D.M 10.10. 2005 I fini del profilo digitale dello studente L.107/2015 Il libretto formativo proposto nel D.M del 10 10 2005 é uno strumento che**: • Risponde alla funzionalità primaria di documentazione trasparente delle acquisizioni in termini di competenza a supporto delle transizioni in ambito formativo e lavorativo; • Costituisce in seconda battuta anche un momento di riflessione della persona sul proprio percorso al fine di renderla consapevole (o maggiormente consapevole) delle proprie potenzialità; • Permette l’avvio di percorsi di “accertamento”, in modo da rendere maggiormente spendibili le competenze possedute, consentire l’inserimento della persona in percorsi formativi in modo da completare la formazione posseduta e formalizzare ulteriori acquisizioni. ** Si veda : Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, 2007, ISFOL, Il Libretto Formativo del Cittadino. Dal Decreto Del 2005 alla Sperimentazione: Materiali e Supporti Metodologici, p. 31 e succ. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 8 Quesiti – Art .1- comma 181 - Revisione del sistema di valutazione e certificazione delle competenze C.M 3 del 13/02/2015 Il processo attuale e la sperimentazione in atto […]Ci si attende che […] possa retroagire positivamente con le pratiche didattiche in atto nella scuola, ispirandole maggiormente a quando previsto dalle Indicazioni/2012. Si intende, infatti, evitare il rischio che l'operazione di certificazione sia interpretata come semplice adempimento amministrativo, trasformandola invece in una occasione per rendere coerenti i momenti della progettazione, dell'azione didattica, della valutazione degli apprendimenti con il quadro pedagogico delle Indicazioni, ispirato non casualmente al tema delle competenze, …Analogamente, si auspica che la nuova impostazione della "certificazione" possa contribuire ad arricchire le pratiche valutative correnti nelle scuole autonome (si indicano, a titolo esemplificativo: verifica degli apprendimenti, uso "intelligente" del voto, valutazioni periodiche, uso degli strumenti formali, accompagnamento alle prove d'esame, significato del testing, ecc.) orientandole verso una dimensione di valutazione autentica… • La strategia complessiva che il MIUR intende perseguire per pervenire in tempi ragionevoli all'adozione generalizzata ed obbligatoria dei nuovi modelli di certificazione è così riassumibile: – a. s. 2014-2015: Adozione sperimentale dei nuovi dispositivi all'interno delle scuole che si dichiarano disponibili, con particolare riferimento a quelle impegnate nelle misure di accompagnamento delle Indicazioni/2012; – a. s. 2015-2016: Adozione generalizzata in tutte le scuole del prototipo di modello, così come validato ed eventualmente integrato dopo la sperimentazione; – a. s. 2016-2017: Adozione obbligatoria del nuovo modello di certificazione mediante il suo recepimento in decreto ministeriale, come previsto dall'articolo 8 del OPR n. 122/2009. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 9 Da tre a quattro livelli di certificazione, un percorso in quattro tappe, prevista anche al termine della scuola primaria Quinta classe primaria Terza classe secondaria di I grado Al termine del biennio della scuola secondaria di II grado Al termine della scuola secondaria di II grado per i soli alunni che superano l'esame di Stato) D. Robasto - Università degli Studi di Parma 10 Quesiti- Art1, commi 121-124 – Formazione del personale docente • Si fa formazione ai docenti? • Si conduce una valutazione sui docenti? • La formazione, quando e se si fa, a quali competenze professionali mira? • La valutazione dei docenti su quali competenze dovrebbe essere declinata? D. Robasto - Università degli Studi di Parma 11 Alcune risposte “evidenti” TALIS 2014 1/3 L’indagine TALIS (Teaching and Learning International Survey) alla sua seconda edizione, ha incluso 34 Paesi, comprendendo oltre alla maggioranza dei Paesi OCSE anche Stati quali Brasile, Malesia, Singapore etc. Lo strumento di rilevazione è costituito da un questionario strutturato; l’indagine si basa interamente su atteggiamenti, opinioni e rappresentazioni dichiarate dai soggetti intervistati, passando per le loro convinzioni pedagogiche e le pratiche didattiche. Lo stesso Rapporto internazionale** precisa esplicitamente (p. 3) che si tratta qui di “dare voce” agli insegnanti e alla loro esperienza, su temi certamente rilevanti per l’efficacia didattica, ma senza includere variabili che permettano di verificare o misurare direttamente tale efficacia.* ** TALIS 2013, Results- An international perspective in teaching and learning * Rapporto TALIS 2013- Italia, p.7 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 12 Il Focus di TALIS 2013: scuola secondaria di primo e secondo grado 2/3 L’indagine TALIS 2013, pur mantenendo il focus sul livello ISCED 2, ha previsto la possibilità di scegliere una o più opzioni tra le seguenti: livello ISCED 1 (scuola primaria), livello ISCED 3 (scuola secondaria superiore), TALIS-PISA link ovvero condurre l’indagine presso le stesse scuole che hanno partecipato all’indagine PISA 2012 (Programme for International Student Assessment). L’Italia ha scelto di estendere l’indagine anche al livello ISCED 3. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 13 Il disegno di ricerca TALIS 2013 3/3 3/3 • Popolazione internazionale di riferimento: dei 34 paesi partecipanti, i docenti di scuola secondaria inferiore ed i dirigenti scolastici delle scuole in cui insegnano. • Dimensione del campione: 200 scuole per ciascun Paese; 20 insegnanti ed 1 dirigente scolastico per ciascuna scuola. (*) Campione: per ciascun Paese, estrazione di un campione rappresentativo di scuole e degli insegnanti che lavorano all’interno di queste. Tassi di partecipazione richiesti : per ciascun Paese il 75% delle scuole selezionate ed il 75% di tutti i docenti del campione. Una scuola è classificata “rispondente” se almeno il 50% dei suoi docenti campionati hanno risposto. • Strumento di rilevazione: due distinti questionari sono stati utilizzati come strumento dell’indagine (uno per i docenti ed uno per i dirigenti scolastici) della durata di circa 45 - 60 minuti ciascuno. • Piano di rilevazione del dato: i questionari potevano essere compilati su carta oppure on line. L’Italia ha scelto la sola modalità on line. • Pianificazione dell’indagine: Settembre-Dicembre 2012 per i Paesi dell’Emisfero Sud; Febbraio-Giugno 2013 per i Paesi dell’Emisfero Nord (In Italia l’indagine presso le scuole è stata condotta dal 1° marzo al 15 maggio 2013). *A TALIS 2013 hanno partecipato per la scuola secondaria di I grado 3.337 docenti e 194 scuole, per la scuola secondaria di II grado 3.659 docenti e 210 scuole. Il campione 14 delle scuole di secondaria di II grado è leggermente sovradimensionato rispetto allo standard di 200 al fine di una migliore significatività delle stime nei singoli strati Il campione: quali le caratteristiche degli insegnanti italiani? D. Robasto - Università degli Studi di Parma 15 Alcune risposte “evidenti” – tipo di lezione (art 1. comma 1 -Innovazione didattica?) D. Robasto - Università degli Studi di Parma 16 Pratica B: Gli studenti lavorano in piccoli gruppi per trovare soluzioni comuni ai problemi e ai compiti assegnati (32%) Pratica F: Controllo i quaderni degli esercizi dei miei studenti, o i compiti per casa (85%) D. Robasto - Università degli Studi di Parma 17 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 18 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 19 Art 1, comma 1 (laboratorio di innovazione e ricerca) art 1 commi 71 e 124 (formazione dei docenti) D. Robasto - Università degli Studi di Parma 20 Alcune risposte“evidenti” – Feedback per autovalutarsi (PtOF, autovalutazione d’Istituto) D. Robasto - Università degli Studi di Parma 21 Art 1, comma 71 e 124 – Formazione del personale docente D. Robasto - Università degli Studi di Parma 22 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 23 Volendo addentrarci nella questione formazione…. Entrando nel merito delle competenze proprie dell’attività didattica, il questionario TALIS ha chiesto ai docenti di indicare: in che misura la formazione iniziale ricevuta ha trattato i contenuti e la didattica (item a quesito 12) della/e materia/e insegnata (item b, quesito 12); se ha offerto opportunità di pratica in classe (item c quesito 12; 2.); in che misura si ritengono oggi preparati in queste aree di competenza nello svolgimento dell’attività in classe (autopercezione della propria competenza). Rispetto agli altri paesi, la formazione iniziale nel nostro Paese risulta carente soprattutto nella pratica d’insegnamento. Solo il 36% dei nostri docenti dichiara di avere svolto esperienze di tirocinio in classe per tutte le materie insegnate e il 12% per alcune delle materie insegnate; a livello medio internazionale le percentuali sono rispettivamente del 67% e del 22%. I nostri docenti si ritengono in ogni caso ben o molto ben preparati all’insegnamento, in tutte e tre le aree di competenza sopra indicate . Il 96% si sente ben preparato/molto ben preparato nei contenuti della/e materia/e che insegna (92% Paesi TALIS) e il 90% nella didattica (88% Paesi TALIS); infine il 91% si sente ben preparato nelle pratiche d’insegnamento in classe (89% Paesi TALIS; Tabella 2.2). D. Robasto - Università degli Studi di Parma 24 Nel caso volessi formarmi… Perché non partecipare ad attività di sviluppo professionale? Barriere percepite dagli insegnanti italiani D. Robasto - Università degli Studi di Parma 25 Il questionario Dirigenti Scolastici: esiste un piano di formazione del personale? Il 91% dei DS italiani afferma di tener conto dei risultati delle ricerche nazionali o internazionali nella pianificazione delle attività della scuola (il riferimento al POF è implicito); la percentuale si abbassa al 71% se si chiede al DS se ha lavorato alla formulazione di un piano di sviluppo professionale per il personale dell’istituto. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 26 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 27 Per fare un piano di sviluppo del personale, occorre la valutazione (o no?) (formativa, diagnostica, autentica che si voglia) Negli ultimi anni, in Italia c’è stato un succedersi di sperimentazioni di progetti a carattere nazionale di valutazione delle Istituzioni scolastiche (VSQ, Valutazione e Miglioramento, Vales, etc) la cui finalità comune è stata l’individuazione dei percorsi più efficaci per il miglioramento del sistema di istruzione e formazione. Sul solco di tali sperimentazioni, è stato poi varato il DPR 80/2013 che regolamenta il Sistema Nazionale di Valutazione delle istituzioni scolastiche (SNV)… a tutt’oggi ancora non esiste alcuna forma istituzionalizzata di valutazione del lavoro dei docenti. * Nota Italia - Rapporto TALIS 2013. D. Robasto - Università degli Studi di Parma 28 Nota ITALIA, TALIS 2013 “L’idea si potrebbe riassumere dicendo che l’efficacia delle pratiche didattiche e dell’istruzione in generale nel nostro Paese sia, in ultima istanza, legata a una sorta di “basso continuo”, cioè a una cultura della professione docente che si nutre di una sensibilità educativa profondamente radicata nelle strutture della vita quotidiana, matura e si rigenera attraverso l’esperienza e lo scambio informale piuttosto che nelle opportunità (pure presenti) della specializzazione formalizzata e dei percorsi istituzionali,… di risorse e di stima sociale”.[TALIS 2013, Teaching and Learning International Survey, GUIDA ALLA LETTURA del Rapporto Internazionale OCSE TALIS 2013 Results: An International Perspective on Teaching and Learning OECD (2014) Focus sull’Italia , p.9] Ingredienti della cultura EB nella scuola? (Calvani, 2014, p.9) 1) Vs opinionismo 2) Trasparenza del percorso che ha portato ad un certo risultato/decisione 3) Cultura della valutazione D. Robasto - Università degli Studi di Parma 29 Quali competenze occorrono per il miglioramento continuo della scuola, in un’ottica EI-EB? 1/2 • (art 1, comma 1) Saper progettare ricerca empirica e azione didattica in ambito scolastico • (art 1., comma 1) Saper interpretare il concetto di sperimentazione nella scuola, declinandolo sul contesto locale e bisogni speciali, sapendo scegliere tra differenti piani sperimentali (ciclicoricorrente, a gruppo unico, a due gruppi, a quattro gruppi, con adeguati strumenti) • (art1., comma 1)- Saper interpretare il concetto di Innovazione didattica. [Cosa è innovativo? E’ innovativo <per me> o é innovativo sull’apprendimento degli studenti?] nelle D. Robasto - Università degli Studi di Parma sue ricadute 30 Quali competenze occorrono per il miglioramento continuo della scuola, in un’ottica EB? 2/5 • (comma 5) – Saper condurre un’analisi dei bisogni formativi per calibrare PtOF realistici, percorribili e non progettati come un piano di Marketing. • (comma 5) – Saper leggere criticamente i risultati delle indagini nazionali ed internazionali (spesso ci dicono già cosa, probabilisticamente, funziona di più o di meno) • (comma 5) – Saper progettare un piano di autovalutazione secondo obiettivi – raggiungibili- e descrittori – rilevabili, e quindi costruire item di valutazione della performance monitorabili (KPI) • (comma 5) – Saper documentare gli obiettivi e i descrittori raggiunti- e quelli non raggiunti- sulla base dei dati raccolti • (comma 5) – Sapere riprogettare il PtOF sulla base dei report di autovalutazione D. Robasto - Università degli Studi di Parma 31 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 32 La Buona Scuola può essere Evidence Informed Ricerca Valutazione Formazione D. Robasto - Università degli Studi di Parma 33 D. Robasto - Università degli Studi di Parma 34 [email protected] D. Robasto - Università degli Studi di Parma 35