Anno 7 - n. N 8 Settembre 2013
Strumento di condivisione della Parrocchia San Martino in Villapizzone - Milano
S
O
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I
O
La lettera dell’Arcivescovo per questo Anno Pastorale ci invita ad uscire dai soliti schemi e ricordare che il Signore ha salvato tutta l’umanità. Per questo dobbiamo trovare modi nuovi per essere in dialogo con tutti gli uomini e le donne con i quali viviamo ogni giorno. La lettera verrà pubblicata lunedì 9. DOMENICA 15 tutti gli operatori pastorali della Parrocchia faranno una GIORNATA DI CONFRONTO per trovare il nostro modo di mettere in pratica le indicazioni del Vescovo. 3
...altro che farfalle!
5
Qual è il tuo sogno?
5
Una vacanza per il
gruppo
6
Danza la vita!
8
Ricordando il Card.
Martini e la sua lettera
Farsi Prossimo
9
Doposcuola
Farsi prossimo
11
Alzati, amica mia,
e vieni, presto!
Redazione
Marco Grassi
Katia Sciarra
Luca Diliberto
Pietro Diliberto
Davide Piantella Andrea Raglio
Gisella Villa
Questo giornalino viene stampato mensilmente per
promuovere la comunicazione all’interno della
Parrocchia.
Ne è responsabile il Parroco attraverso il lavoro della
Redazione.
Ogni contributo è sempre ben accetto!
Manda i tuoi commenti, riflessioni, foto a:
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La Parrocchia
Apertura della chiesa
Tutti i giorni:
Giovedì:
7.30 - 19.00
7.30 - 20.00
Orari Sante Messe
Giorni feriali:
18.00
Giovedì:
9.00 19.00
Prefestiva (sabato): 18.00
Giorni festivi:
8.30 10.30 18.00
Segreteria
parrocchiale
Tutti i giorni:
Da lunedì a venerdì:
L’albero
Martedì:
Mercoledì:
Giovedì:
Centro di Ascolto
don Lorenzo Negri
decanale “Il melograno”
Via Duprè 19, 1° piano
Tel 02.39.215.888
Martedì
10.00 - 12.00
17.00 - 19.00
Mer - Giov - Ven 17.00 - 19.00
Oratorio
347.77.38.981
[email protected]
[email protected]
Tutti i giorni
18.30 - 19.00 Catechismo
9.00 - 11.00 Mercoledì CHIUSO
16.00 - 19.00 don Erminio Pozzi
17.00 - 18.00
Centro Parrocchiale
17.00 - 18.00 San Martino
17.00 - 18.00 Tutti i giorni
14.30 - 18.30
17.00 - 18.00 Giovedì CHIUSO
Patronato ACLI
Lunedì
02.32.72.621
16.30 - 18.00
02.33.00.12.50
347.79.23.764
[email protected]
02.39.44.83.97
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ARCHIVIO
PARROCCHIALE
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DEFUNTI DI LUGLIO-AGOSTO
Pino Francesco – anni 87 – Via Varesina 52
Conti Licia – anni 86 – P.za P. Castelli 14
Volpe Stella – anni 69 – P.za P. Castelli 1
Mapelli Mario – anni 85 – Via C. Marcello 8
Ciccarelli Rosaria – anni 64 – P.za P. Castelli 16
Defranceschi Vittorina – anni 78 – Via E. Bianchi 6
Legnani Lidia – anni 88 – Via P. Mantegazza 20
Chieregati Giovanni – anni 78 – Via Varesina 39
Barzanò Roberto – anni 88 – Via P. Mantegazza 20
2
archivio parrocchiale
...altro che farfalle!
Sguardo
dal pulpito
La riflessione di inizio anno di don Lorenzo ci stimola a ricominciare con libertà e con gioia nuova le nostre
attività perché siamo sempre più consapevoli che proprio le nostre incertezze e fragilità ci fanno capire quale
sia il nostro vero tesoro.
O
gni settembre è un nuovo inizio. Un
po’ è normale… un po’ è “speciale”!
Ogni giorno è nuovo, ma ricominciamo la giornata dando per scontato un gran
numero di cose mancando le quali saremmo
costretti a cambiare molto la nostra vita (che
il sole sorga, che non sia crollata la casa… e
tante altre molto più piccole ma altrettanto
importanti, tipo che esca l’acqua dal rubinetto, che ci sia il dentifricio al suo posto… cose
che se mancano si rischia di iniziare la giornata molto storti!!!).
Dopo le vacanze (quest’anno ho avuto la fortuna di godermi due settimane di puro riposo!) si ha un po’ la sensazione di vedere le
cose come se fossero nuove (poi il ritmo quotidiano prende presto il sopravvento e la sensazione è quella di non poter mai rialzare la
testa…). Arrivare da fuori è un po’ un tornare
a casa e un po’ come arrivare per la prima volta: l’insieme delle due sensazioni è “magico”… ed è tipico dei primi
giorni di settembre…
La prima volta è stata lunedì 1 settembre 2003 (…come fosse ieri!) e – ci credete?! – oggi ho molte meno
“sicurezze” di allora! Dieci anni fa “si sapeva” che a settembre c’è la Festa dell’Oratorio, si sapeva chi la faceva e
come la si faceva. Quest’anno sarà il 29 settembre (così dice il calendario diocesano): questo è ciò che io, parroco, oggi so a distanza di 20 giorni. Ma non so come sarà, chi la farà… se si farà! È tutto nuovo! E questa cosa ha il
suo fascino! Dieci anni fa “si sapeva” che dopo la festa si inizia il catechismo, si sapeva chi erano le catechiste,
cosa era il catechismo, che giorno era e a che età si faceva… Oggi quello che so ho cercato di scriverlo nella lettera che hanno ricevuto i genitori dei ragazzi: non si chiama più nemmeno catechismo, è un cammino che deve
accompagnare la famiglia dal Battesimo alla Cresima dei ragazzi, che deve
essere fatto anche dai genitori, che devono esserci non solo delle catechiste ma una “comunità educante”… e che tutto questo è ancora da
“inventare”!!!
Ha il suo fascino… certo!!!
Ogni anno c’è qualcosa che sembrava scontata e che non lo è più!
L’elenco è ben più lungo di questi due esempi. Penso che lo possiate continuare anche voi!
E alla fine viene spontaneo chiedersi: ma allora qual è l’essenziale? Qual è
l’anima della Chiesa? Che ci stiamo a fare nel mondo? Perché continua ad
essere così affascinante essere cristiani (e preti, e parroci!) se più il tempo
passa, più sembra mancarci la terra sotto i piedi?!
Non mi impegno a rispondere (alle domande essenziali deve rispondere
ciascuno!), ma osservo: se “siamo costretti” all’essenziale, cambia il volto
della Chiesa! Due aggettivi fanno il titolo di un bel libretto che mi hanno
regalato: “Libera e presente”. Così pensa che debba essere la Chiesa Mons.
Dagens, Vescovo di Agouleme, in Francia. Non ho ancora terminato la lettura… ma mi sono sentito in sintonia prima ancora di aprirlo!
Qualche tempo fa (aprile 2012) vi ho scritto una piccola riflessione sul
“presente” (e la riflessione continua, molto importante, dentro di me); oggi
vorrei lasciare una piccola provocazione per riflettere sulla libertà.
È più libera una farfalla in un prato fiorito o un carcerato dietro le sbarre? Spero che nessuno abbia il benché minisguardo dal pulpito
3
Sguardo
dal pulpito
mo dubbio! Certamente, infinitamente di più… il carcerato!!! Per
quanto
possa
essere
“imbestialito” (appunto!) un uomo potrà sempre “essere libero”,
desiderare, volere, amare… la farfalla può solo svolazzare! La libertà è quella cosa per cui nulla e
nessuno potrà mai impedirci di
essere ciò che siamo e vogliamo
essere!
Mons. Dagens inizia il libro citando San Paolo:
“Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta,
affinché appaia che questa straordinaria potenza
appartiene a Dio, e non
viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma
non schiacciati; siamo
sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non
abbandonati; colpiti, ma
non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro
corpo la morte di Gesù,
perché anche la vita di
Gesù si manifesti nel nostro corpo”. (2Cor 4,7-10)
Forse secoli di storia cristiana in
Occidente ci hanno illusi di avere
realizzato dei bei vasi, adatti per
un tesoro così bello ed importante…
Prima di tutto i vasi di creta siamo noi, sono io. Che se a Villapizzone non ci fosse più un prete… i cristiani dovrebbero esserci
ugualmente, no?! E la Chiesa andrebbe avanti ugualmente, e forse
meglio
(perché
allora
“salterebbe fuori” anche qualcuno che diventa prete!).
E poi ci sono tutte le strutture,
immobiliari e organizzative, che…
non sono il nostro tesoro!!! E ogni anno, ogni giorno, dobbiamo
essere disposti a non darle per
scontate. Se ci sono e servono,
ben vengano. Diversamente…
riscopriamo di più il tesoro e la
libertà!
4
Ve
l’immaginate
un Oratorio senza
oratorio?! O una
Chiesa senza la
chiesa?! In tante
parti del mondo è
successo e continua a succedere! E
così vivono delle
Comunità cristiane
libere, gioiose, ca-
paci di trasmettere il tesoro, che
se c’è quello… si può giocare con
i ragazzi anche ai giardinetti o
celebrare la Messa nelle case o
nei cortili… che forse è anche meglio!!! Ma se avessimo perso il
tesoro, a cosa ci servirebbero le
chiese più belle o le attrezzature
sportive più all’avanguardia o i
mezzi di comunicazione più tecnologici?!
Non preoccupatevi, non è stata
l’altitudine delle montagne di
queste vacanze… è – come sempre – una provocazione –seria! –
a tutti e a ciascuno di noi perché
possiamo insieme obbedire allo
Spirito che ci sta chiaramente
dicendo qualcosa di nuovo, anche quest’anno!
E sulla libertà… la provocazione
non è finita: «Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire
quando ho compreso che senza
la morte non arriveremmo mai a
fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni
scelta impegnativa noi
abbiamo sempre delle
uscite di sicurezza. Invece
la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio» (Carlo Maria Martini).
Questa è la libertà di un
cristiano!
Anche quando tutti i nostri vasi si spezzeranno,
noi sappiamo che il tesoro è nelle mani di Dio. Morire
così è la vera libertà, è la testimonianza di Gesù e di chi lo segue.
Questo ci rende veramente imbattibili: di chi potremmo più aver paura?!
Ma se abbiamo paura che muoiano i vasi… poveri noi!!!
Se noi abbiamo avuto speranza
in Cristo soltanto per questa vita,
siamo da commiserare più di tutti
gli uomini. (1Cor 15,19)
Sapere che abbiamo un tesoro e
sapere che è in vasi di creta sono
entrambi motivi di gioia e di coraggio! Tra le due cose non c’è
“purtroppo” ma “per fortuna”!!!
Vorrei iniziare così questo anno
nuovo con voi e con tutta la
Chiesa!
don Lorenzo
sguardo dal pulpito
Qual è il tuo sogno?
C
hi è stato a Courma almeno una
volta lo sa: questo è il tipo di vacanza
che ti entra nel cuore
e difficilmente ne esce.
E così è stato anche
per il gruppo medie di
quest’anno!
Tra dure camminate,
messe celebrate ad
alta quota e divertenti
giochi serali, i nostri
ragazzi insieme a quelli dell’oratorio di GMG
hanno avuto modo di
domandarsi: “Qual è il
mio sogno?” . Non è una domanda facile, ma pian piano abbiamo
scoperto che tra di noi c’è chi
sogna di diventare un cuoco,
una pittrice, una stilista, o chi più
semplicemente desidera un mondo senza guerre.
La nostra riflessione però non si è
fermata qui: una volta scoperti i
nostri sogni ci siamo “buttati” tra
la gente di Courmayeur e, a piccoli gruppi, abbiamo chiesto alle
persone che incontravamo quale
fosse il loro più grande sogno. In
CRESCENDO
questo modo abbiamo
fatto degli incontri davvero speciali; abbiamo conosciuto un una giovane
ragazza Indiana che si
trova qui per lavoro e
che vorrebbe tornare nel
suo paese per abbracciare sua figlia, una mamma
che sogna un futuro migliore per tutti noi giovani, un simpatico signore
che vorrebbe abitare in
cima ad una montagna
circondato da immense
praterie e molti altri ancora.
Ognuna di queste storie ci ha
colpito, e senza dubbio ha contribuito a fare di questa esperienza
qualcosa di indimenticabile.
Simona Parrini
Una vacanza per il gruppo
T
utti ci aspettavamo una settimana di servizio come gli
anni precedenti, eravamo
già pronti psicologicamente ad
affrontare realtà diverse e metterci in gioco; invece ci siamo stupiti
della scelta del don e degli educatori: ci è stato chiesto di lavorare su di noi e sul nostro gruppo,
crescendo
cioè di metterci in
gioco in modo diverso e inaspettato,
ugualmente coinvolgente. Senza servizio e impegni giornalieri. Diciamo che
l’unico
impegno
quotidiano, o meno,
fatica
giornaliera,
era la simpatica salita e discesa
che ci separava dal mare.
L’obbiettivo degli educatori è stato quello di amalgamare il gruppo, può sembrare una cosa banale ma
non è semplice tenere
insieme ragazzi con età
diverse e, ogni anno, accogliere nuovi arrivi di età
inferiore. A settimana con-
clusa, tra un bellissimo mare azzurro, risate, infinite salite, discese e focaccia devo ammettere
che la sintonia all’interno del
gruppo è davvero cresciuta!
Siamo pronti a ricominciare un
nuovo anno!
Irene Diliberto
5
CRESCENDO
Danza la vita!
Le voci di Alessia, Sarah, Nicole e Valentina ci riportano all’esperienza fatta dal gruppo 18enni: il Pellegrinaggio da Assisi a Roma. Ascoltiamo i loro passi e il loro cuore.
“Se poi, credi non possa bastare, segui il tempo stai pronto e…
Danza la vita al ritmo dello spirito. Danza, danza al ritmo che c'è in te. Spirito che riempi i nostri cuor. Danza assieme a noi…”
È questo il ritornello della canzone che ci ha accompagnato durante il cammino. Cantata da tutti in qualsiasi momento della giornata. Bastava che uno di noi iniziasse con le parole della prima strofa, per far sì che tutti, ad una
sola voce, proseguissero a cantare “Danza la vita”.
a tensione era visibile qualche giorno prima di partire. C’era chi ci considerava “matti” (partire la settimana
più calda dell’anno!!!), chi ci ammirava, chi anche tra noi aveva dei dubbi, chi li aveva ma non li manifestava.
Ma quella mattina, in stazione, eravamo tutti pronti per affrontare un’avventura che sembrava irrealizzabile.
Vi assicuriamo che in questo momento è difficile per noi esprimere le sensazioni provate. Certo è che, una volta
messo un piede sulla comoda via del ritorno, quello che è rimasto dentro di noi non è la stanchezza o il mal di
piedi, ma qualcosa di molto più profondo… Dunque vogliamo provare a farvi capire cosa succedeva là, tra una
foto sul sito e l’altra.
Immaginate che se la vostra giornata iniziava alle otto, la nostra era già iniziata da quattro ore! La sveglia alle 4
può sembrare esagerata, in realtà era l’unico modo per fare una “colazione veloce ed energizzante” e alle 5 essere in cammino…e tre ore di cammino senza sole sulle sei previste per la mattinata, erano la nostra forza! Anche la
proposta del Don di iniziare il cammino con mezz’ora di silenzio, in un primo momento ci pareva faticosa, ma
senza rendercene conto l’abbiamo trasformata in un’occasione preziosa di riflessione personale: in mezzo a quelle prime ore riuscivamo a vivere la bellezza dell’alba! E, con quel momento magico, tra un passo e l’altro iniziavamo a recitare il Rosario. Bellissimo!
Il pomeriggio tutto diventava un po’ più pesante: lo zaino, le gambe, il caldo! Però sapevamo che avremmo trovato qualcuno che si stava già occupando di noi e qualcuno che avrebbe accolto per la notte. Un’emozione da esplosione!
bbiamo stampati nel cervello i pianti, ma soprattutto chi è stato
a tenderci la mano, a regalarci un “ringo”, a riempire al nostro
posto la bottiglietta dell’acqua, a dirci che andava tutto bene e
anche chi ci faceva sorridere con foto compromettenti con cappelli
(a dir poco) imbarazzanti!
In ognuno di noi sono rimasti ben impressi sia i passi in cui abbiamo
fatto veramente fatica, sia quelli in cui ci siamo divertiti a stare insieme.
E chissà quanti passi abbiamo fatto! Una cosa è certa: passo dopo
passo, giorno per giorno, camminando lentamente abbiamo vissuto
una concezione del tempo diversa dal solito. Questa è una cosa incredibile e stupenda! Quello che abbiamo imparato e provato sulla
pelle è che in quella settimana il cammino è la vita! Il tempo lo vivevamo secondo per secondo, e passo dopo passo ci sincronizzavamo
con il nostro cuore e con quello degli altri.
L
A
6
crescendo
CRESCENDO
La sera, poi, dopo
una bella doccia e
un’abbondante cena, trovavamo un altro momento importante: delle brevi letture del vangelo ci aiutavano a riflettere
su quello che stavamo vivendo. Ognuno di noi era libero di
esprimere davanti agli altri il proprio pensiero, lo stato
d’animo, con una frase o con una preghiera, o con l’esempio
di un episodio vissuto quel giorno.
na cosa su cui abbiamo riflettuto è stata che ognuno
camminava da solo!!! Si, perché usava le proprie gambe, il proprio zaino, la propria testa, ma allo stesso
tempo accadeva che si camminava insieme!!! Da solo ma
con altre dieci persone!!! Spettacolare!
Per farvi capire poi, come si impara ad usare il cuore per camminare, prendiamo come esempio una frase che ha detto la nipote
di Valentina prima di partire: “zia ma perché non andate in macchina a Roma?” Non è stato facilissimo rispondere alla domanda,
perché non si sapeva bene come sarebbe stata questa esperienza. Ma, a questo punto, se Gaia dovesse rifarci la stessa domanda le risponderemmo proprio così: “Non solo con i piedi ma soprattutto con il cuore!” È così che abbiamo vissuto il cammino da
Assisi a Roma!
Se pensiamo al dolore che abbiamo provato ai piedi, c’è da sentirsi male! Ma quei piedi hanno permesso il successo di questa
esperienza, perché quel male pazzesco è diventato gioia infinita all’arrivo in Piazza San Pietro!
E ora provate a immaginare quanto poteva battere forte il CUORE! Durante il cammino lo abbiamo usato molto,
perché lo stupore veniva dal cuore, la bellezza di stare insieme in quel modo veniva dal cuore, quel rosario veniva dal cuore, quei momenti di silenzio venivano dal cuore, la Messa celebrata sulla tomba di San Pietro veniva dal
cuore!
Abbiamo imparato che la fatica aiuta a crescere perché la cosa più difficile era mettere da parte tutto e andare
avanti, camminare, essere determinati a raggiungere la meta. Abbiamo imparato a convivere con il nostro corpo
che si ribellava a noi, con i dolori che sembravano sparire la sera ma ricominciavano la mattina, abbiamo imparato che siamo in grado di fare cose enormi, cose che potrebbero sembrare impossibili. Solo alla fine ce ne siamo
resi conto! Quanto siamo stati coraggiosi e determinati! Siamo cresciuti tanto in questo cammino, perché abbiamo imparato ad apprezzare le piccole cose, quelle a cui nessuno dà peso, come il valore di un bicchiere d’acqua,
molto più prezioso di un telefono di ultima generazione!
bbiamo seguito il tempo, siamo stati pronti… e siamo arrivati a Roma! Detto così sembra sminuire il tutto,
ma in realtà la sensazione è stata questa, abbiamo iniziato gli ultimi 17 km con la restante riserva di energia
che sembrava destinata a morire presto, e invece a un certo punto dovevamo solo girare l’angolo. Vi assicuriamo che è un’emozione da vivere!
E’ stato un cammino che ci ha fatto conoscere non solo la fatica ma anche e soprattutto noi stessi: i nostri pregi, i
nostri difetti, i nostri limiti, i nostri sentimenti, le nostre sensazioni.
Siamo noi, il nostro gruppo (che adesso si può chiamare ancora di più gruppo). Questi undici pazzi volenterosi e
coraggiosi hanno affrontato un percorso di conoscenza, e nonostante le disavventure passate, sono riusciti nel
loro intento.
Vi auguriamo con tutto il cuore di poter un giorno guardarvi in faccia con altri 10 amici stanchi tanto quanto voi e
riconoscere che, in quel momento, state proprio danzando la vita!
Quindi, proviamo tutti insieme a iniziare un altro anno gridando passo dopo passo: “IL CAMMINO PAURA NON
CI FA!”
U
A
crescendo
Sarah Alessia Valentina Nicole
7
QUADERNO
CARITAS
Ricordando il Card. Martini
A un anno esatto dalla scomparsa del Card. Carlo Maria Martini, Arcivescovo emerito della Diocesi di Milano
dal 1979 al 2002, e a ventotto anni dalla pubblicazione della Lettera Pastorale Farsi Prossimo vogliamo ricordarlo con alcune riflessioni su quella Lettera Pastorale per l’anno 1985-86 indirizzata alla Diocesi di Milano.
R
ileggendo gli scritti pastorali
del card. Martini pubblicati
nel corso del suo lungo episcopato colpisce che la sequenza
dei temi affrontati segua uno
schema educativo e pastorale
d’una lucidità estrema.
Proponiamo l’indice delle sue
lettere pastorali e vi invitiamo a
seguire con attenzione il filo rosso tracciato dal cardinal Martini
per la formazione delle coscienze
dei cristiani di questa diocesi:
Luca, Gesù, dopo aver presentato
la profonda unità che c'è tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo, racconta la parabola del
buon samaritano, per indicare
l'ampiezza illimitata e incondizionata dell'impegno con cui dobbiamo farci prossimo di ogni uomo.
[2]
 I bisogni dei fratelli ci mettono
in difficoltà. Rimaniamo chiusi in
noi stessi e scarichiamo sugli altri
le responsabilità. I rapporti sociali




La dimensione contemplativa della vita (1981)
In principio la Parola (1981-82)
Attirerò tutti a me (1982-83)
Partenza da Emmaus (1983-84)





Farsi prossimo (1985-86)
Dio educa il suo popolo (1987-88)
Itinerari educativi (1988-89)
Educare ancora (1989)
Effatà, apriti (1990-91) sulla comunicazione
Le prime quattro sulla scoperta
delle radici del nostro essere credenti, la quinta sullo stile
dell’esercizio della carità, e poi il
ciclo sull’educazione, le due sulla
comunicazione nelle sue diverse
forme, quindi sembra che vengano riproposti i temi del ritornare a
fare i conti con le ragioni profonde del proprio credere e del proprio agire.
Difficile fare un commento complessivo sul contenuto di questa
lettera senza rischiare di cadere
nella banalità, preferisco riportare
alcuni brani che dopo la rilettura
di questo periodo hanno avuto
una risonanza dentro di me:
8
 Nel cap. l0 del Vangelo di San









polato, 1'obbedienza, la testimonianza nei confronti di Gesù. C'è
anzitutto Cristo, c'è il mistero
dell'unione di Cristo con ogni uomo con ogni sofferenza, con ogni
speranza, con ogni storia umana;
c'è il disegno del Padre che ha
voluto che un uomo, Gesù di Nazareth, fosse unito a lui nell'amore
dello Spirito Santo come Figlio
Unigenito e ha voluto che ogni
altro uomo fosse suo figlio per
partecipazione alla vita di Gesù in
forza dello Spirito Santo. [7]
Il lembo del mantello (1991-92) sulla stampa
Sto alla porta (1992-94)
Ripartiamo da Dio (1995-96)
Parlo al tuo cuore (1996-97)
Tre racconti dello spirito (1985-86)
Ritorno al Padre di tutti (1998-99)
Quale bellezza salverà il mondo (1999-2000)
La Madonna del Sabato Santo (2000-2001)
Sulla tua parola (2001-2002)
che ci legano ai nostri simili, senza
la scintilla della carità, restano inerti. Dobbiamo esaminare umilmente le difficoltà che le nostre comunità incontrano nell'esercizio della
carità. [3]
 Nella vita cristiana la carità ha
indubbiamente il primo posto e
non tollera incertezze e ritardi.
Una riflessione organica e programmatica sulla carità chiede
però di essere inserita in un cammino di fede. La carità infatti, è
inseparabile dalla vita di fede. Nella carità i singoli credenti e tutta la
Chiesa esprimono se stessi, la
1oro profonda identità. Orbene
l'identità profonda del cristiano e
della Chiesa è la sequela, il disce-
 La Parola del Signore annuncia per tutti i tempi questo disegno di amore, ci conduce alla
comprensione di colui che è presente nell Eucaristia e ci guida nel
conformare tutta la nostra vita personale e comunitaria all'Eucaristia.
Dall'Eucaristia, poi, vengono i carismi, i doni spirituali, i ministeri,
con cui ogni credente è reso conforme a Cristo, rende presente
Cristo nel mondo, serve i fratelli
nel nome di Cristo, partecipa alla
missione che Cristo ha affidato
alla Chiesa. [8]

L'insegnamento globale riguarda l'operosità della vita cristiana. Matteo scrisse il suo vangelo per una comunità che era
quaderno caritas
e la sua lettera pastorale
Farsi Prossimo
tentata di parole vuote, di entusiasmi superficiali, senza impegnarsi seriamente nelle opere
della carità. Di qui l'invito a non
accontentarsi di dire "Signore,
Signore", ma a fare concretamente la volontà del Padre e a
mettere in pratica la parola del
Signore. Anche la pagina del
giudizio finale va letta in questa
prospettiva di realismo, di operosa concretezza.[20]


Nella società attuale, amare
con paziente concretezza il fratello povero, bisognoso, oppresso significa non limitarsi a fare
qualche intervento personale,
ma anche cercare e risanare le
condizioni economiche, sociali,
politiche della povertà e dell'ingiustizia. In altre parole, per essere buoni samaritani nella società attuale, occorre fare qualcosa di più di quello che ha
fatto, secondo la parabola evangelica, il buon samaritano nella
società di allora, meno complessa e stratificata. Purtroppo la
fretta e la superficialità caratterizzano i nostri incontri col prossimo e disturbano l'esercizio
della carità. [24]
carità ha tracciato nella storia
della Chiesa e della società, lasciandosi provocare dai bisogni
degli uomini… Cerchiamo in
particolare di approfondire la
tradizione di santità e di carità
della nostra chiesa milanese.
[51]
Q
uegli anni furono una vera
Primavera dello Spirito perché sollecitarono le persone di ogni età a mettersi in gioco
e in ricerca, verso un modo per-
Cerchiamo ora di conoscere più da vicino le vie che la
QUADERNO
CARITAS
sonale e originale di esprimere la
propria fede, non come una espressione soggettiva ma in modo corale. Quella fu una fase di
grande fermento e slancio creativo per tutta la Diocesi, molte furono le iniziative che nacquero in
quel periodo. Ma non fu solo
l’epoca del fare ma anche di ricerca interiore per una più sincera e coerente adesione alla Parola, grande esempio di quella ricerca di vitalità e di originalità sta
nell’esperienza dell’Assemblea di
Sichem che vide giovani di tutta
la diocesi impegnarsi in un percorso personale di approfondimento e di riflessione, coinvolgendo i sacerdoti degli oratori
come guide spirituali verso il discernimento personale e le scelte significative per la vita e per la
Chiesa Ambrosiana.
Giusto per la cronaca, uno dei
primi frutti di questa lettera pastorale fu la costituzione della Cooperativa Sociale “Farsi Prossimo”
che ha sede proprio nel territorio
della nostra parrocchia in Via Fusinato.
Tiziano Belloni
Doposcuola - Farsi prossimo
Con questa parola si possono indicare realtà molto diverse!
Cogliamo l’occasione per ricordare che nel settembre 2009 (vorremmo iniziare il quinto anno!) alcuni giovani e adolescenti dell’Oratorio hanno pensato di dedicare tempo ed energie ai ragazzi delle Medie che fanno
fatica a fare i compiti e che in tanti casi hanno anche difficoltà familiari e/o linguistiche perché provenienti da
altri Paesi e culture.
Ai giovani si sono presto aggiunti diversi volontari già più maturi, in genere pensionati ma anche lavoratori,
che mettendo a disposizione umilmente le loro competenze hanno fatto di questa realtà un servizio di qualità al quale molti ragazzi desiderano accedere (anche inviati dalle scuole stesse). Dall’anno scorso c’è una collaborazione molto preziosa anche con gli operatori del Progetto Poliedro.
Questo è ciò che significa “Farsi Prossimo”!!!
Se capisci che può essere una buona occasione anche per te… non fare come il levita e il sacerdote!!!
quaderno caritas
9
diariagenda
Cose fatte...
MOVIMENTO
TERZA ETÁ
prossime tappe!
Attività nuovo anno
Ricominciano le attività del Movimento Terza Età.
Come lo scorso anno ogni terzo giovedì del mese (a cominciare dal 19 settembre) alle 15,30 si celebrerà la Santa
Messa e ogni primo giovedì (a cominciare dal 3ottobre) alle 15,30 si terrà la catechesi Terza Età.
Giovedì 19 settembre:
Giovedì 3 ottobre:
GIORNATA DEL
SEMINARIO
ore 10,00 si terrà il primo incontro Animatori MTE decanale
presso la nostra parrocchia.
ore 15,30 Santa Messa Terza Età
ore 15,30 Catechesi Terza Età tenuta da don Erminio nella sala dell’Eremita
Domenica
22 settembre
Come tutti gli anni celebriamo la Giornata Diocesana per il Seminario.
In modo particolare ci uniamo nella preghiera per le vocazioni e a sostegno di esse!
Si potrà contribuire con un’offerta straordinaria e con l’abbonamento a “La fiaccola” e “Fiaccolina”.
GIORNATA DECANALE
DELLO SPORT
Domenica
22
settembre
Tutte le Associazioni sportive dei nostri Oratori si sono date un grande appuntamento: Festa dello Sport a GMG!
FESTA DELL’ORATORIO
Domenica
29
settembre
Come sempre, l’ultima domenica di settembre è dedicata alla festa dell’Oratorio e segna la ripresa delle varie attività. Il programma dettagliato sarà esposto nella bacheca dell’oratorio e alle porte della chiesa.
GIORNATE
EUCARISTICHE
Da Lunedì
30 settembre a Domenica 6 ottobre
Quest’anno abbiamo fissato le date ma il programma e la modalità delle Giornate Eucaristiche verrà pensato e
deciso dal nostro Consiglio Pastorale riunito insieme a quello della Parrocchia di GMG nella giornata di confronto
di domenica 15 settembre perché dovrebbe essere un programma comune alle due Parrocchie.
VEGLIA DECANALE
Mercoledì
04
ottobre sera
Da molti anni il nostro decanato ha la bella consuetudine di iniziare l’Anno Pastorale con una Veglia. Quest’anno
il tema sarà la salvaguardia del creato e la Veglia si svolgerà proprio nel giorno in cui si ricorda San Francesco.
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diariAgenda
Alzati, amica mia, e vieni, presto!
SPUNTI
PER...
“Spesso rappresentiamo Cristo in croce con le ferite dorate; in questo modo potremmo riuscire a immaginare
che anche le nostre ferite diventeranno perle luccicanti che ci ornano anziché deturparci”. (Anselm Grun, monaco benedettino).
P
rima di partire per la montagna avevo dato ad alcuni
ammalati della parrocchia
l’appuntamento dopo la festa
dell’Assunta.
Ma loro non mi hanno aspettato,
sono morti prima che potessi salutarli. L’ultimo saluto è importante!
Anche Gesù ha voluto salutare i
suoi amici prima della sua partenza, addirittura con una cena!
Quando mi accade questo, rimango molto male. Non ho vissuto il mese di agosto tranquillo, il
dolore della loro morte mi ha rattristato.
Riflettendo dentro di me, mi sono
detto: “Don Erminio non è fondamentale la tua presenza e la tua
vicinanza. Conta quella di Dio, del
Signore Gesù, della Vergine Maria
e dei loro cari. Non pecchi forse
di superbia?”.
Questo dubbio mi ha accompagnato per alcuni giorni. Sono più
che convinto che Dio accompagna il nostro cammino di vita fino
alla meta e ci aiuta a rendere la
nostra morte una nuova nascita.
Ma quando conosciamo una persona e iniziamo con lei
un’amicizia e una fraternità il legame si fa più forte e vorresti esserle vicino in ogni momento.
L’incontro con gli ammalati mi fa
bene. Pregano con fede, non parlano tanto di guarigione, ma si
affidano a Dio. Una preghiera
che ho insegnato a tanti è questa:
“Nelle tue mani, Signore Gesù,
affido la mia vita!”. Loro la mormorano anche lungo le notti
quanto il sonno tarda a venire.
Alla notizia della loro morte mi
sono raccolto in preghiera. Ero
dispiaciuto ma nel cuore sereno.
Ho parlato a Dio di questi
“fratelli” e “sorelle”, anche Dio mi
spunti per...
ha parlato di questi suoi “figli” e
“figlie” che ha accolto nella Sua
Casa.
La mia “vista” talvolta è “corta”, si
ferma alla morte; la “vista“ di Dio
è “ampia”, spazia l’eternità.
Io parlo di “perdita”, Dio di
“pienezza”.
Accorgersi della mia errata prospettiva è stato l’ultimo regalo
che mi hanno fatto.
Ognuno di loro ha avuto il proprio “ruolo” sulla Terra e nella
Chiesa ed è stato per me una
“parola viva” di Dio. Alcune pagine di vangelo le ho compreso
meglio “attraverso” la loro vita.
n te, Francesco, le parole di
Gesù si sono realizzate : ”Non
temere, piccolo gregge, perché
al Padre vostro è piaciuto dare a
voi il Regno”. Passavi da un reparto all’altre dell’ospedale ma tu eri
sereno, quasi fossi già nel Regno.
La tua vita, Rosaria, ha preso “alla
lettera” le parole di Gesù:
“Cercate, anzitutto, il regno di Dio
e la sua giustizia, e tutte queste
cose vi saranno date in aggiunta”.
Non mi parlavi di guarigione ma
vivevi in pienezza ogni giorno
gustando la tua bellissima famiglia e la gioia della fede.
Lidia sei stata come Gesù “la luce
che splende nelle tenebre”. Nella
tua cecità e immobilità eri una
luce per “quelli che sono nella
casa”. Ho compreso meglio queste parole: “La luce splende nelle
tenebre e le tenebre non l’hanno
vinta”. La tua vita, semplice e priva di gesti clamorosi, ha illuminato noi che “corriamo” sempre e
ci dimentichiamo di contemplare
il “volto” dell’altro.
Roberto, quando Gesù pronunciò
le beatitudini, aveva davanti a sé
uomini e donne come te. Le beatitudini non erano una “lezione
I
teorica”, ma il Maestro beatificava la gente semplice del lago che
lo ascoltava e lo seguiva. E’ stato
motivo di gioia vedere come incarnavi le beatitudini del vangelo:
“Rallegratevi ed esultate, perché
grande è la vostra ricompensa nei
cieli”.
Facendo passare gli incontri di
questi sette anni: quanti ammalati
e ammalate sono stati per me
“maestri di vita”!
llargando lo sguardo sul
mondo, in ogni angolo della
terra vi sono donne e uomini che sono arrivati alla “meta”
dopo una vita buona; che hanno
amato e lavorato per la giustizia,
capaci di condividere quanto avevano con chi aveva di meno. Sono stati uomini e donne misericordiosi, pronti ad offrire anche
l’altra guancia pur di conservare e
costruire la pace.
Sono “i santi” dei quartieri, delle
città, dei villaggi, dei paesi piccoli,
delle bidonville. La loro vita, sul
“Libro della Vita”, è stata scritta
con l’inchiostro d’oro dai loro
Angeli Custodi.
Quando il popolo ebreo si rivolgeva a Dio, iniziava dicendo:
”Ricordati di Abramo, di Isacco, di
Giacobbe”.
Noi possiamo pregare dicendo:
“Ricordati, Signore, di Rosaria, di
Giuseppe, di Lidia, di Roberto“.
A
don Erminio
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“Catechismo” 2013‐2014 I nonni la chiamavano “dottrina”, papà e mamma “catechismo”,
adesso si parla di “iniziazione cristiana”… il vangelo dice che “le
folle facevano ressa attorno a Gesù per ascoltare la parola di Dio”, Gesù stesso dice: “chiunque ascolta queste mie parole e le
mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la
sua casa sulla roccia” e addirittura il Padre ci dice dal cielo:
“Questo è mio Figlio: ascoltatelo!”. Chiamiamola come vogliamo,
ma ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica è una cosa che
riguarda i cristiani da 0 a 100 anni, da 2000 anni a questa parte!!!
Ciò che conta è imparare sempre più ad ascoltare e seguire Gesù. Iniziamo gradualmente, il meglio che riusciamo, ad attuare le
nuove direttive che il Vescovo ci ha dato in maniera precisa, cioè:
A) I genitori che chiedono il Battesimo per i loro figli piccoli devono:
- essere loro per primi “cristiani praticanti”
- frequentare insieme ai loro figli gli incontri formativi (da 0 a 10 anni!)
- partecipare alla formazione degli adulti (prima, dopo e durante la formazione dei figli!)
B)
I ragazzi (che hanno seguito la formazione con i loro genitori dal Battesimo!) faranno la Prima Confessione e la Prima Comunione in quarta elementare (9-10 anni) e riceveranno la Cresima in quinta
elementare (10-11 anni)
C) Ogni Parrocchia deve costituire una Comunità Educante capace di accompagnare i piccoli e i grandi
in questo aspetto irrinunciabile della vita cristiana
Festa dell'Oratorio
e Giornate Eucaristiche
Quest’anno vorremmo iniziare con qualcosa di veramente bello: domenica 29 e tutta la settimana
dal 30 settembre al 6 ottobre sentire e vivere ogni giorno la presenza di Gesù in mezzo a noi: tra le
nostre case! Ci piacerebbe poter celebrare la Messa nei cortili dei condomini… e sentire che davvero il vangelo non ha confini! Ne parleremo domenica 15 e poi… saremo tutti un cuore solo!!!
Terra Santa
Da molti anni la Parrocchia attende un nuovo Pellegrinaggio in Terra Santa! Anche questo va verificato insieme, ma speriamo proprio che possa essere l’anno buono! Certamente si tratterà di un vero e proprio Pellegrinaggio al quale dovrebbero poter partecipare anche (e soprattutto) i giovani e le famiglie giovani.
Lo prepareremo insieme a GMG durante tutto l’anno e ci guideranno due Testimoni eccezionali:
Sant’Ignazio di Loyola e Charles de Foucauld. Due uomini che hanno desiderato intensamente incontrare
Gesù e da questo incontro hanno radicalmente cambiato la loro vita: è quello che vorremmo capitasse anche a noi!!!
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