Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Numero 137 28 Gennaio 2014 105 Pagine Periodico elettronico di informazione motociclistica Speciale Motor Bike Expo 2014 Una tre giorni all’insegna della moto a 360 gradi Novità MV Agusta Dragster 800. La nostra interpretazione di come dovrebbe essere Scarica l’APP del Magazine Nico Cereghini Giochi di squadra e altri guai. Alla Dakar e non solo | prova in pista | KTM RC 250R Moto3 da Pag. 2 a Pag. 11 All’Interno NEWS: Ducati Monster 1200 a marzo in vendita | RAW Honda CBX 1000 | Lifestyle comincia la rubrica di Babila SBK: Il Team Ducati 2014 | I primi Test della stagione 2014 | SUPERCROSS: Villopoto bis a Oakland KTM RC 250R Moto3 Prova in pista La moto Kampione del Mondo La KTM RC 250 R protagonista del Mondiale Moto3 (guidata da Luis Salom, passato ora alla Moto2) è nostra per una sessione di test sul Circuito di Almeria. Scoprite come si comporta la moto campione del mondo: 55 cavalli per 80 chili. Sarà la moto da battere quest’anno di Francesco Paolillo 2 3 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Rookies eroga 47 CV contro i 55 abbondanti della Factory, che può contare su un rapporto di compressione superiore oltre a un allungo maggiore, avendo il limitatore di giri posto a 14.000 giri, e cioè 1.000 giri più in alto della versione meno evoluta. La gestione elettronica del propulsore è affidata a una ECU sviluppata da Dell’Orto per la Factory, mentre la Rookies si affida a una ECU marchiata Athena GET. Una serie di sensori tiene sotto controllo i parametri vitali della RC 250 R Factory, che vanta anche il cannotto di sterzo e il pivot del forcellone regolabili, oltre a una serie di componenti che rendono ancora più esclusiva la ciclistica. Osservando e mettendo a confronto le due moto protagoniste della prova, non passano inosservati il diametro degli steli forcella, marchiati entrambi WP, ma da 35 mm per una e 40 mm per l’altra, così come i due dischi montati sull’avantreno della Factory al posto del singolo che equipaggia la Rookies, in entrambi i casi il fornitore è unico ed è l’italiana Brembo. Media K TM è stata la vera protagonista dei primi due Campionati del Mondo Moto3, una casa costruttrice esordiente che si è permessa il lusso di dominare entrambe le stagioni (ricordiamo che quest’anno ha portato a casa 17 vittorie su 17 gare valide per il campionato) oltre a innumerevoli piazzamenti e podi, annullando la concorrente principale che di nome fa nientemeno che Honda. Il sigillo mondiale quest’anno l’ha posto Maverick Viñales, dopo quello conquistato da Sandro Cortese nel 2012. Difficile fare di più, anche considerando che i primi posti della classifica sono occupati da piloti in sella alle tremende moto austriache. I test invernali che si disputano nel sud della Spagna, e più precisamente sul Circuito di Almeria, sono una ghiotta 4 Scarica l’APP del Magazine Prove Differente è anche il serbatoio della benzina, in alluminio per una, in plastica XPE per l’altra, così come l’impianto di scarico, in entrambi i casi Akrapovic in titanio, EVO7 da 115 db per la più costosa RC 250 R Factory, da 105 db per la Rookies. I cerchi ruota si assomigliano, ma la vera differenza consiste nel materiale di costruzione, esclusivo magnesio per una, più tradizionale e meno costoso alluminio l’altra. La prova bilancia ci dice che la piccola KTM pesa poco più di 80 kg. Si parte! KTM RC 250 Production Race L’apprendistato ha inizio in sella alla RC 250 R protagonista della Red Bull Rookies Cup, cinque giri del tracciato per entrare in confidenza con la leggerissima quarto di litro austriaca. La prima impressione, è facile intuirlo, è che la moto sia stata studiata per piloti dalla taglia e dal peso notevolmente diversi dal mio, ci sono almeno dieci centimetri di troppo in altezza, ma soprattutto occasione per entrare in contatto con queste moto da competizione. Naturalmente l’occasione è stata perfettamente confezionata direttamente dalla casa madre, che ha invitato un ristretto gruppo di giornalisti a saggiare le doti della plurivittoriosa monocilindrica austriaca. Quattro turni da cinque giri l’uno, per entrare in modalità “pilota del Mondiale”. Le moto messeci a disposizione sono due, una versione della RC 250 R Factory, quella più ufficiale, dotazione tecnica compresa, e la versione Production Racer protagonista della Rookies Cup, semplificata nell’allestimento, con materiali meno pregiati, ma anche con un prezzo di acquisto sicuramente meno impegnativo, 45.000 euro +iva, il che vuol dire 30.000 in meno rispetto alla Factory. Tecnicamente le due moto differiscono in vari aspetti, incominciando dal motore, che nella 5 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito una ventina di chili in più di peso (confermiamo il dato! Nota della redazione). La triangolazione sella-pedane-manopole mette a dura prova le articolazioni, ma per cinque giri il problema può anche passare in secondo piano. La RC 250 R è una moto da corsa in tutto e per tutto, quindi per prenderci confidenza ci vuole qualche giro di pista. Detto fatto, due curve e vado largo su un cordolo, con il freno anteriore in mano e preghiere varie sotto il casco, in compenso sento l’anteriore che prende sotto dopo aver fatto un cambio di direzione che mi coglie impreparato per la rapidità di esecuzione consentita dal peso contenuto, e che mi porta a chiudere anticipatamente l’ingresso della seconda curva, con il risultato di passare sopra la riga bianca. Sbacchettata, botta di adrenalina e via, altro giro altro regalo. Il lungo rettilineo che porta al destra-sinistra prima del traguardo mi dà il tempo di riordinare le idee, e al contempo di appurare quanto sia piccola la moto che sto guidando, per riuscire a fendere l’aria al meglio è necessario raggomitolarsi nel 6 Periodico elettronico di informazione motociclistica vero senso della parola, dietro all’esigua carenatura e soprattutto schiacciare il mento sul serbatoio per sfruttare il profilato cupolino. Il motore spinge bene, e anche se dà il meglio di se oltre i 10/11.000 giri, consente di riprendere anche da regimi inferiori, senza “sedersi” più di tanto. I comandi, come su tutte le moto da competizione, rasentano la perfezione, con i freni perfettamente modulabili e un cambio che oltre a essere ben rapportato, si dimostra rapido e preciso. Le sospensioni lavorano egregiamente, significa che i tecnici sono riusciti a trovare un assetto ottimale per il peso dei tester odierni. L’apprendistato in sella alla RC 250 R Rookies Cup è terminato, adesso siamo pronti per la versione Factory! KTM RC 250 R Factory La maggior raffinatezza della RC 250 R Factory emerge non appena inseriamo la moto nella prima curva, la migliore precisione dell’avantreno si tocca con mano, la gomma slick in mescola soft incide letteralmente l’asfalto con precisione Scarica l’APP del Magazine Prove Tutto sulla Factory funziona meglio, qui non si rasenta la perfezione come sulla Rookies, questa è la perfezione 7 8 9 ABBIGLIAMENTO Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Prove La Moto3 come al solito è quella che vede più facce nuove e nella quale si sommano più nazionalità, e in totale saranno 33. La novità certamente più attesa è quella del team Sky VR46, il team di valentino Rossi con sponsor il canale televisivo. In sella alle moto Romano Fenati e Francesco Bagnaia. I due giovani italiani saranno guidati da Vittoriano Guareschi che ha lasciato Ducati per intraprendere questa nuova avventura in Moto3. Casco Shark Race Pro Carbon Tuta IXON Pulsar Air Guanti IXON RS Stivali Alpinestars S-MX Plus Lo schieramento provvisorio della Moto3 2014 3 MATTEO FERRARI ITALIAN SAN CARLO TEAM ITALIA MAHINDRA 4 GABRIEL RAMOS VENEZUELAN KIEFER RACING KALEX KTM 5 ROMANO FENATI ITALIAN TEAM SKY-VR46 KTM 7 EFREN VAZQUEZ SPANISH CARETTA TECHNOLOGY - RTG HONDA 8 JACK MILLER AUSTRALIAN RED BULL KTM AJO KTM 9 SCOTT DEROUE DUTCH RW RACING GP KALEX KTM 10 ALEXIS MASBOU FRENCH ONGETTA-RIVACOLD HONDA 11 LIVIO LOI BELGIAN MARC VDS RACING TEAM KALEX KTM 12 ALEX MARQUEZ SPANISH ESTRELLA GALICIA 0,0 HONDA 17 JOHN McPHEE BRITISH CARETTA TECHNOLOGY - RTG HONDA 19 ALESSANDRO TONUCCI ITALIAN CIP Moto3 MAHINDRA 21 FRANCESCO BAGNAIA ITALIAN TEAM SKY-VR46 KTM 22 ANA CARRASCO SPANISH RW RACING GP KALEX KTM 23 NICCOLO ANTONELLI ITALIAN JUNIOR TEAM GO&FUN Moto3 KTM millimetrica, mentre la forcella appare ancora più lineare e fluida nel funzionamento. In staccata i freni si dimostrano più modulabili, oltre che più potenti, mentre in uscita di curva si sente il monocilindrico spingere con più costanza su tutto l’arco di erogazione, e il regime massimo di rotazione, anticipato prima da una serie di spie sul cruscotto e poi dal limitatore, si raggiunge in un batter d’occhio. Tutto sulla Factory funziona meglio, qui non si rasenta la perfezione come sulla Rookies, questa è la perfezione. I piloti ufficiali che incontriamo in pista, o meglio che ci sverniciano costantemente, ci dimostrano le vere potenzialità di queste moto, a colpi di staccate effettuate metri dopo e gas spalancato metri prima, per non parlare poi delle traiettorie che percorrono quasi sempre con una marcia in più del sottoscritto. Uno spettacolo da vedere. 10 31 NIKLAS AJO FINNISH HUSQVARNA FACTORY RACING KTM 32 ISAAC VINALES SPANISH TEAM CALVO KTM 33 ENEA BASTIANINI ITALIAN JUNIOR TEAM GO&FUN Moto3 KTM 38 HAFIQ AZMI MALAYSIAN SIC-AJO KTM 41 BRAD BINDER SOUTH AFRICAN AMBROGIO RACING MAHINDRA 42 ALEX RINS SPANISH ESTRELLA GALICIA 0,0 HONDA 43 LUCA GRUNWALD GERMAN KIEFER RACING KALEX KTM 44 MIGUEL OLIVEIRA PORTUGUESE MAHINDRA RACING MAHINDRA 51 BRYAN SCHOUTEN DUTCH CIP Moto3 MAHINDRA 52 DANNY KENT BRITISH HUSQVARNA FACTORY RACING HUSQVARNA 55 ANDREA LOCATELLI ITALIAN SAN CARLO TEAM ITALIA MAHINDRA 57 ERIC GRANADO BRAZILIAN MAPFRE ASPAR TEAM Moto3 KALEX KTM 58 JUANFRAN GUEVARA SPANISH MAPFRE ASPAR TEAM Moto3 KALEX KTM 61 ARTHUR SISSIS AUSTRALIAN MAHINDRA RACING MAHINDRA 63 ZULFAHMI KHAIRUDDIN MALAYSIAN ONGETTA-AIRASIA HONDA 65 PHILIPP OETTL GERMAN INTERWETTEN PADDOCK Moto3 KALEX KTM 84 JAKUB KORNFEIL CZECH TEAM CALVO KTM 95 JULES DANILO FRENCH AMBROGIO RACING MAHINDRA 98 KAREL HANIKA CZECH RED BULL KTM AJO KTM 11 speciale motor bike expo 2014 12 13 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Media bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb BMW a Verona con le sue special di serie di Andrea Perfetti | La Casa di Monaco ha ripresentato alla kermesse veronese le sue ultime novità in tema di special di serie, R NineT e Concept 90 S e il segmento custom ha segnato l’origine della rassegna, oggi l’expo si caratterizza anche per la significativa partecipazione delle case motociclistiche, che scelgono la fiera di inizio anno per esporre la nuova gamma di modelli. Presenti sia i grandi marchi che hanno fatto la storia del motociclismo che le factory artigiane; l’elenco di quest’anno comprende anche la tedesca BMW, sempre più vicina al lato passionale del 14 motociclismo. E così, dopo aver stupito gli appassionati con la superbike S1000RR e la nuova naked S1000R tocca ora alla café racer Nine T, la bellissima roadtster nata per celebrare i 90 anni del marchio tedesco. Gradito regalo per i visitatori della kermesse veronese la presenza di un’altra special BMW che ha fatto discutere sul Web negli ultimi tempi: la curatissima Roland Sands Concept 90. 15 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Media Motor Bike Expo al Motor Bike Expo 2014? «Per noi è importantissimo essere qua, intanto perchè noi giochiamo in casa e questo ci da il privilegio di essere lo stand più grande che c’è qui in fiera. Siamo presenti anche con tutto quello che riguarda l’abbigliamento e tutti gli accessori dedicati ai nostri modelli. Penso che questa sia la fiera più grande e più importante del settore in tutta Europa». Quale è la vostra fascia di clientela interessata maggiormente alla vostra gamma? «Qui sono presenti tutti quanti, dalla ragazza giovane, al ragazzo di diciotto anni, al quarantenne, per finire con l’ottantenne che sogna ancora di poter viaggiare in moto in sella ad una nostra Harley-Davidson. Quindi cerchiamo di accontentare tutti e vogliamo poterci riuscire». Harley-Davidson con tutta la gamma moto e l’abbigliamento di Thomas Bressani | Harley-Davidson alla rassegna veronese si è presentata con due stand dedicati alla nuova gamma custom e all’abbigliamento. Tutto rigorosamente marchiato H-D H arley-Davidson non poteva mancare alla rassegna veronese del Motor Bike Expo 2014 e si è presentata con due stand dedicati alla nuova gamma custom e all’abbigliamento. Ovviamente tutto marchiato rigorosamente H-D Claudio Campestrini, Harley-Davidson Verona Quali novità esponete quest’anno al vostro 16 stand presso il Motor Bike Expo 2014 di Verona? «Qui a Verona abbiamo messo in mostra per il pubblico tutta la gamma 2014, dal trike che è la vera new entry dell’anno, dalla Ultra Limited, alla Road King, alla Street Glide, per poi passare alla Breakout, Fat Boy e tutto il resto della nostra gamma». Quanto è importante poter essere presenti qui 17 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Honda PCX 125/150cc Media Il vero debutto in casa Honda però è il PCX. Lo scooter, presente nelle motorizzazioni 125 e 150cc, è stato presentato in anteprima europea proprio al Motor Bike Expo nella nuovissima versione 2014. Tante le novità, estetiche e sostanziali: nuova strumentazione, sella ridisegnata, serbatoio maggiorato e disponibile in cinque colorazioni. Sarà nelle concessionarie questa primavera ad un prezzo non ancora definito. Nell’area scooter presente tutta la gamma 2014: dall’Integra 750 da 55CV agli intramontabili SH 125/150i ABS, SH Mode 125 ed SH300i. Le piccole Non mancano nemmeno le moto pensate per i possessori di patente A2, con la nuova sportiva CBR300R, la supermoto CRF250M, e la gamma da 500cc formata dalla crossover CB500X, dalla CBR500R e dalla naked CB500F. Motor Bike Expo Costantino Paolacci Responsabile ufficio stampa «Honda è presente in tutti i segmenti moto, ma non ha un tradizione custom vera e propria, anche se abbiamo la classica Black Spirit e la VT1300CX. Lo scorso anno abbiamo presentato anche la F6B che è una bagger e sta per arrivare la F6C che sarà invece una custom vera e propria, sempre su base Gold Wing. Per gli amanti delle cruiser c’è la nuova CTX1300 con motore V4 longitudinale che offre tanta coppia, tanta spinta e un bellissimo sound. L’anteprima qui a Verona però è il PCX 2014 che è stato quasi completamente riprogettato con nuova carrozzeria, impianto luci full led, sella spaziosa, start-stop, ruote da 14 pollici e molte altre novità. E’ il 125cc più venduto in Europa, ha avuto un grandissimo successo e ci aspettiamo che rimanga ai vertici del suo segmento». La gamma Honda al gran completo a Verona di Marco Berti | Honda ha portato al Motor Bike Expo la gamma 2014 al gran completo, a farla da padrone a Verona sono state le custom e lo scooter PCX 125/150, presentato in anteprima europea a Veronafiere H onda arriva a Verona con tutta la Gamma esposta come al solito in uno stand che domina la scena sia per dimensioni che per il numero dei mezzi esposti. Occhi puntati sulle 4 cilindri stradali, dalla CBR1000RR Fireblade anche in versione SP alla sport classic CB11ooEX, passando per la maxinakedCB1000R e le medie cilindrate: la CB650F e CBR650F. In tutta la loro maestà non poteva mancare le regine di Honda: 18 la GL1800 Gold Wing, anche in versione ‘bagger’ F6B e la nuova CTX1300 dotata di motore V4 longitudinale da 1.261cc, che qui a Verona sta incontrando la curiosità dei visitatori. Presente anche tutta la gamma dotata del cambio a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission): VFR1200F, Crosstourer, le nuove NC750X ed NC750S, il nuovo Integra 750 e le cruiser CTX700 e CTX700N. 19 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo Kawasaki ha portato il J300 e stupito con la Z1000 di Marco Berti | Nello stand Kawasaki tutte novità 2014 esposte. Molto interesse per il nuovo scooter J300, ma gli sguardi di desiderio sono stati tutti per la muscolosissima Z1000 K awasaki quest’anno ha rinunciato ad una partecipazione ufficiale alla fiera di Verona, ma un gruppo di concessionari ha deciso che al Motor Bike Expo il marchio giapponese non poteva mancare. Nello stand c’è praticamente tutta la gamma esposta e l’immancabile sezione di abbigliamento e accessori. Pierangelo Platini «Siamo riusciti a mettere insieme una presenza in piena regola e a portate quasi tutta la gamma 20 Kawasaki - spiega Pierangelo Platini di Scuderia Platini -. Domani avremo Sykes a firmare autografi e speriamo in un grande afflusso di pubblico. Qui allo stand molti si fermano a guardare il J300, è un prodotto che interessa e adesso con la promozione di bauletto e due anni di garanzia compresi nel prezzo, l’offerta è ancora più allettante. La moto più desiderata è la nuova Z1000. Credo che abbiano espresso una design veramente eccezionale ispirandosi alla pantera nel momento della caccia». 21 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Motor Bike Expo Media Kymco presente con tutta la gamma e il nuovo Agility R16+ di Thomas Bressani | Alla rassegna veronose Kymco si è presentata al pubblico con l’intera gamma scooter rinnovata, quella lanciata a EICMA. Tra le novità esposte ha spiccato sicuramente il Kymco Agility R16+ K ymco, al Motor Bike Expo 2014, si è presentata alla rassegna veronese con tutta la gamma completamente rinnovata e lanciata a EICMA 2013. La più importante novità esposta rimane sicuramente il Kymco Agility R16+ riprendendo le caratteristiche del vecchio modello Agility ma con una serie di interessanti novità. Nel rinnovato Agility R16+ troviamo una nuova sella e una pedana piatta più ampia e nuove pedane passeggero. Tre le 22 cilindrate a disposizione, 50, 125 e 200, ad un prezzo di € 1.900 per Agility 125 R16 Plus e € 2.200 per Agility 200i R16 Plus. Argento, bianco e nero le colorazioni disponibili. Presenti allo stand Kymco l’Xciting 400i e il K-XCT 300i nella loro versione ABS e il Super 8, lo scooter da 50 cc. ristilizzato. Tutte le versioni sono già disponibili presso i concessionari al prezzo di 4.850 per K-XCT e di 5.950 per Xciting, 1.750€ per il Super 8. Luca Paletti, responsabile stampa Kymco Italia All’edizione 2014 del Motor Bike Expo quali novità avete voluto presentare al pubblico? «Portiamo a questa rassegna veronese tutta la gamma completamente rinnovata, già mostrata a EICMA 2013. La grossa novità di quest’anno è sicuramente l’Agility R16+, completamente rinnovato, che ricorda il vecchio Agility ma che porta una serie di novità che lo introducono come completamente nuovo. Abbiamo poi qui esposte le due versioni con l’ABS del nostro top di gamma l’Xciting 400i e il K-XCT 300i, per chiudere con il Super otto, lo scooter da 50 cc. sportivo completamente ristilizzato». Quando e a che prezzo sarà disponibile il nuovo Agility R16+? «L’Agility R16+ sarà disponibile a fine gennaio a un prezzo già definito di 1.900€. Questo è il nostro scooter di principale successo, presenta tante caratteristiche in più, a partire dalla maggior comodità dovuta alla sella piatta, al vano sotto sella più ampio e da uno stile non indifferente grazie alle luci a LED. Contiamo quindi di avere lo stesso successo avuto con l’Agility ruota 16». La fiera ha aperto i battenti oggi, pensate di avere in questi giorni una buona affluenza di pubblico interessati alla vostra gamma scooter? «Da quello che abbiamo potuto vedere già a EICMA 2013 è che la passione dei nostri clienti c’è, non solo negli adulti ma anche da parte dei giovani, quindi ci aspettiamo una buona affluenza di pubblico presso il nostro stand». Le vendite dei vostri scooter come stanno procedendo in questo momento non troppo 23 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb positivo per il mercato moto e scooter? «Attualmente seppure in un mercato difficile, Kymco sta continuando ad aumentare le quote di share, e i veicoli Kymco stanno raggiungendo il 16% del mercato totale. Per noi è sicuramente un bel risultato dovuto anche a un’ampia gamma e ai prezzi convenienti». 24 25 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo Peugeot RCZ R debutta in Italia al Intervista a Enrico Pellegrino Quale riscontro vi aspettate da Verona? Motor Bike Expo. La Casa del Leone ha comunicato il prezzo della Peugeot RCZ R, che arriva sul mercato a partire da 41.700 euro. Con i suoi 270 CV e 330 Nm di coppia massima rappresenta il modello di serie più potente della storia del costruttore francese. In grado di scattare da 0 a 100 km/h in un tempo inferiore a 6 secondi, la Peugeot RCZ R dispone di un propulsore THP da 1,6 litri in grado di rispettare la normativa Euro 6. Il lavoro effettuato sull’aerodinamica ha permesso di aumentare il carico posteriore grazie ad un nuovo spoiler che favorisce la stabilità alle alte velocità (l’auto arriva a 250 km/h), mentre sulla bilancia la RCZ R ha un peso di soli 1.280 kg. Dotata di un assetto ribassato di 10 mm e di ruote da 19 pollici, la RCZ R ha cerchi sportivi specifici bicolore con una R fresata direttamente sulla superficie. «Abbiamo deciso di venire a Verona tre anni fa. Non abbiamo moto, solo scooter, però ci teniamo a esser qui perché l’evoluzione del mercato è chiara e premia chi pone attenzione sulla mobilità urbana. E Verona è la fiera che maggiormente avvicina il pubblico che utilizza l’auto e la moto, che acquista il prodotto che vede in fiera. A Verona ci facciamo conoscere da un pubblico trasversale e che è cambiato molto negli anni, che ora guarda alla mobilità a 360°». Avete un’anteprima auto «Sì, anche quest’anno portiamo a Verona una versione speciale della RCZ. Presentiamo infatti la R, la Peugeot più potente di sempre. Una vera eccellenza tecnologia, un 1.6 turbo con ben 270 cavalli. Questa eccellenza, che ricordo ha 200 anni di storia, coinvolge anche i nostri scooter, Peugeot: RCZ R, il leone alza la criniera! di Andrea Perfetti | La Casa francese ha presentato la potentissima RCZ R da ben 270 cavalli e una versione inedita del Metropolis 400i. Ce ne parla Enrico Pellegrino, direttore della divisione Moto P eugeot porta alla fiera di Verona le novità a due ruote e mostra al pubblico degli appassionati la sportivissima coupe RCZ R da ben 270 cavalli. Presso lo stand della Casa francese è possibile vedere il nuovissimo scooter Django, ma anche Citystar 125/150 Air con gli inediti motori raffreddati ad aria. Enrico Pellegrino (Managing Director di Peugeot Moto in Italia) ci ha presentato la novità a tre ruote, Metropolis 400i, nella versione più 26 sportiva RS, che si differenzia per la colorazione e per una serie di dettagli da vera special. Il Metropolis concentra tutto il know-how del marchio del leone maturato sia nel mondo a due che a quattro ruote. Peugeot Scooters presenta anche le nuove ebike, biciclette a pedalata assistita elettricamente che nell’ultimo anno in Italia sono cresciute esponenzialmente (oltre 60.000 pezzi venduti nel complesso). 27 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb come dimostra il nuovo Metropolis 400i. La versione RS ha finiture in alluminio e cuciture più sportive, e una tecnologia strettamente derivata dal meglio del nostro know how in ambito auto». Importante è anche l’attenzione dedicata alle due ruote a pedale «Il mercato delle due ruote a pedale in Italia vale un numero enorme, circa 1.600.000 pezzi. Il mercato della bici elettrica vale 60.000 unità, oggi è quindi il doppio dei cinquantini ed è in fortissima crescita. C’è un passaggio deciso dai motorini alle bici elettriche, che sono davvero perfette per chi copre 5/8 km al giorno. In più non ha il costo di bollo, assicurazione e carburante ed è appagato dal punto di vista ecologico e di uno stile di vita dinamico. In questo modo non vogliamo certo denigrare chi usa l’auto o la moto, ma offrire un prodotto perfetto per i brevi spostamenti urbani, che sono poi quelli più frequenti. Crediamo che questo sia il futuro della mobilità». 28 Non abbiamo moto, solo scooter, però ci teniamo a esser qui perché l’evoluzione del mercato è chiara e premia chi pone attenzione sulla mobilità urbana 29 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Marcello Colona, Direttore Commerciale Quadro Vehicles SA. Media Quali novità presentate al Motor Bike Expo 2014 al pubblico di Verona? «Siamo presenti a Verona con il Quadro S, che abbiamo già presentato nel mese di settembre, ma cerchiamo una conferma del nostro prodotto presentando una nuova struttura rete in Italia che va ad ampliarsi settimana dopo settimana cercando di coprire tutto il territorio per poter preparare il terreno per il lancio del Quadro quattro ruote che vedrà la luce verso la fine dell’anno». Motor Bike Expo Su che fascia di prezzo si aggirerà il Quadro4? «Al momento è ancora prematuro parlare di prezzi, ma possiamo dire che si aggirerà sul prezzo di un qualsiasi maxiscooter, ma con caratteristiche diverse rispetto a quello che si può trovare ora sul mercato». Tornando al Quadro S, sta riscuotendo interesse tra la vostra clientela? «Il Quadro S è arrivato nelle concessionarie verso la fine di novembre e sta riscontrando un notevole interesse. La fascia di età che si avvicina al nostro scooter a tre ruote si aggira nell’uomo tra i 40 e i 55 anni e con l’apertura del mercato speriamo di riuscire ad ottenere i risultati che ci siamo prefissati». Quadro ha esposto i tre e i quattro ruote di Thomas Bressani | Quadro si è presentato alla fiera di Verona con la gamma gamma scooter tre ruote, Quadro S equipaggiato con il nuovo motore monocilindrico a quattro valvole da 27 cv e con la novità Quadro4, scooter a quattro ruote già presentato a EICMA 2013 A l Motor Bike Expo di Verona Quadro è presente con lo scooter a tre ruote Quadro S equipaggiato con il nuovo motore monocilindrico a quattro valvole da 27 cv. Viene presentata anche una nuova struttura rete vendita su tutto il territorio per preparare il terreno per il lancio del Quadro quattro ruote, disponibile verso la fine dell’anno. La novità, di questa fiera di Verona, rimane senza dubbio il Quadro4, scooter a quattro ruote già presentato al grande pubblico di EICMA 2013 30 nella versione definitiva, pronta per arrivare sul mercato verso la fine dell’anno con un prezzo che si aggirerà intorno a quello di un normale maxiscooter. Il cuore del Quadro4 è il monocilindrico a quattro valvole 350, già presente sul Quadro S, con una potenza di 27 cv. Quadro Quattro monta un sistema di sospensione idraulica chiamato HTS (Hidraulic Tylting System), sia all’anteriore e al posteriore, garantendo un livello di sicurezza migliore rispetto ai classici tre ruote. 31 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Suzuki protagonista con V-Strom 1000 e Intruder 1800 di Andrea Perfetti | Suzuki era presente in forma ufficiale a Verona con le novità più importanti: V-Strom 1000 e Intruder M1800RB. Ce ne ha parlato Silvia Procacci, responsabile marketing I l marchio giapponese si presenta alla fiera di Verona con le novità 2014. Gli appassionati possono ammirare la V-Strom 1000 ABS, presentata anche nella versione 3L, con il kit di valigie laterali (29 + 26 litri) e bauletto posteriore dedicato da 35 litri. Accanto alla nuova V-Strom ci sono i rinnovati modelli Burgman 125 e 200 ABS, ma Verona è l’appuntamento italiano dedicato al custom che per Suzuki vuol dire Intruder, a cominciare dalla versione C800B, disponibile da febbraio nella versione total black. La M800 verrà proposta anche nell’allestimento Traveller, con le borse laterali a corredo del codino. Dalle piccole 805 cc si passa ai 1.462 cc del propulsore raffreddato a liquido della C1500T con allestimento da GranTurismo. Ad attirare l’attenzione nostra e dei visitatori è soprattuto la muscolosa M1800RB, la maxi cruiser è infatti presente con una bella livrea bicolore nero/ giallo. Tra le novità esposte a Verona ci saranno anche la naked GSR750, presente nel nuovo allestimento AAC e la GSX-R1300 ABS, l’Hayabusa nelle due nuove accattivanti versioni cromatiche: rosso/nero e nero/grigio. Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb Media bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Van all’Intruder 1800. Sono presenti anche i nuovi Burgman ABS nelle due cilindrate, 125 e 200. Questo perché il nord est del Paese ha una grande importanza per la nostra Casa”. Avete la grande novità 2014. “Sì, Verona è una grande occasione per mostrare al pubblico la V-Strom 1000. Abbiamo fatto una trentina di eventi Vip Night dedicati alla V-Strom, con presentazione tecnica e statica della moto che arriverà a breve dai concessionari. L’accoglienza è stata molto positiva, c’è una grande attesa. Tra poco arriveranno le prime demo bike dai concessionari, mancano pochi giorni”. Anche i custom sono rinnovati. “Sì abbiamo qui la Intruder 1800 in versione bicolore con tante parti dotate di verniciatura dedicata e con l’abbinamento giallo e nero. Costerà 16.300 euro”. Intervista a Silvia Procacci (responsabile marketing Suzuki Moto e Marine) Siete qui ufficialmente? “Sì, siamo qui grazie anche alla collaborazione dei concessionari del nord est. Presentiamo la gamma custom e tutte le nostre principali novità Suzuki al completo, dalla Van 32 33 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo Mr. Martini, cosa ci racconti? Quali sono le tue novità? “Ci sono le Scrambler, che ho presentato a Eicma e che ho voluto riproporre nella mia città perché mi rappresentano veramente tanto. Poi abbiamo presentato una serie di special nuove, BRD in versione monoposto e la Knucker”. Media Triumph e Mr. Martini, classe ed estro di Andrea Perfetti | Triumph e Mr. Martini hanno festeggiato vent’anni di attività insieme in uno stand molto campagnolo, very british, con la gamma Classic e le Special di Nicola Martini T riumph e Mr. Martini festeggiano vent’anni di attività insieme in uno stand molto campagnolo, very british. Qui trovate la gamma Classic e le Special di Nicola Martini parcheggiate su un prato di vera erba su cui si affaccia la casetta di Mr. Martini, che è ben felice di accogliere i visitatori nel suo gazebo esterno. Dobbiamo riconoscere che la creatività non difetta al noto preparatore veneto, sempre più protagonista della scena internazionale (ha appena consegnato una Triumph Mr. Martini a un cliente americano) grazie a moto belle e realizzate con una grandissima cura. Cura che spesso fa la differenza e dà la classica marcia in più a Mr. Martini. Ma non si vive di sole 34 special; anche Bonneville, Scrambler e Thruxton della Casa di Hinckley sono esposte, non troppo distanti dalle Scrambler Special Edition in versione on e off road e da altri pezzi unici di Mr. Martini, tutti costruiti su base Triumph. Nicola Martini e Triumph Motorcycles festeggiano proprio a Verona i primi 20 anni del loro sodalizio. E’ l’occasione perfetta per presentare al pubblico una serie di novità. In primis la Jerolamo R, evoluzione della Jerolamo costruita su base Daytona R, poi la Knucker su base Thruxton, la BRD (British Racing Dream) nata da una Triumph Sprint e caratterizzata dalla colorazione verde inglese. Nicola espone anche BugSuite, armadi dove riporre abbigliamento, casco, stivali. Sei sempre più protagonista del mondo Triumph. “Sì, c’è sempre stato un grande amore tra noi e loro. Il nostro stand vuole ospitare le moto della Casa dentro appunto la nostra casa, e le nostre special modificate nel giardino per dare il senso della passione che va coltivata. Credo di essere un concessionario che ha tanta passione e voglia di fare, penso che insieme funzioniamo molto bene”. Sembra infatti che la Casa inglese ti riconosca questi meriti, interpreti al meglio lo stile Triumph. “Sì, hanno compreso la mia serietà. Nel tempo si è creata una clientela che mi segue, la Casa si è accorta di questo e apprezza il nostro lavoro”. Indicaci due modelli che incontrano la passione dei motociclisti. Uno Triumph e uno Mr. Martini. “Sicuramente le Classic stanno vivendo un grande momento, la gamma è importantissima per il riscontro di vendite che ha. La gente ha voglia di tornare all’essenziale, alla moto semplice e bella da guidare. L’esasperazione non tira più, Bonneville e Scrambler sono belle di serie e belle anche da customizzare, piacciono tanto. Poi voglio lanciare un nuovo progetto, seguire una strada diversa: prendere la supersportiva come la Daytona e darle uno spirito retrò”. E il pubblico cosa ne pensa? “Ci vuole tempo, ma credo che questo genere di moto mi darà grosse soddisfazioni”. 35 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Media kit Project X sviluppato da Deus Ex Machina Italia. Una instant classic che con le sue linee squadrate e il serbatoio opaco non passa inosservata. Purtroppo assente la SR400 una moto che sembra essere concepite per essere personalizzata, un modello giunto quest’anno addirittura al suo 35esimo anno di vita. A Verona, oltre che nella versione standard, sarebbe stato bello riammirare anche le versioni Yard Built viste a novembre ad EICMA e reinterpretate dai customizer danesi Wrenchmonkees, con la SR400 GibbonSlap e dai giapponesi di B.S.R.con la loro Boogie Single Racer. Motor Bike Expo Fabrizio Corsi - Product Manager Yamaha Italia «La MT-07, la ultima nata, presentata a Milano è anche qui la più ammirata. Abbiamo ufficializzato il prezzo bomba di 5.690 € e il pubblico ci sta dando ragione: la MT-07 anche qui a Verona attira molto l’attenzione del pubblico. Qui al Motor Bike Expo, dove l’attenzione è rivolta soprattutto al custom, abbiamo una ulteriore novità 2014 introdotta nel 2013, è la XV950 nelle tre versioni: standard, ABS e “R”, questo è il suo territorio e ci aspettiamo molto interesse. Sarà infatti possibile provarla nell’area esterna». MT-07 e XV950 sono state le Yamaha più ammirate Grandi protagoniste dello stand Yamaha a Verona sono state la nuova MT-07, ammiratissima anche dalle bikers presenti in fiera, e ovviamente le XV950 nelle tre versioni: standard, ABS e “R” Y amaha porta i modelli 2014 alla Fiera di Verona, anticipati a EICMA, ma gli sguardi sono tutti per le ultime nate della famiglia MT, ispirate al “Lato oscuro del Giappone”: la Yamaha MT-09, anche Street Rally, versione cattiva della naked-motard a tre cilindri e la nuovissima MT-07. Per chi al Motor Bike Expo cerca invece solo custom e 36 special la casa dei tre diapason risponde con le nuove bicilindriche Yamaha XV950 (anche ABS) e Yamaha XV950R. Le bobber sono una novità Yamaha presentata nel 2013 ma che si vedranno sulle strade italiane solo quest’anno. Special A Verona c’è anche l’XJR1300 presentata con il 37 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Yamaha ha presentato la WR450 Rally Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Lo stand tre diapason alla fiera di Verona ha ospitato una nuova ed inedita versione dell’enduro più potente della propria gamma Off-road Competition, Yamaha WR450F Rally by Team Rebel Racing. Prezzo: da 14.390 euro L o stand tre diapason alla fiera di Verona ha ospitato una nuova e inedita versione dell’enduro più potente della propria gamma Off-road Competition, la Yamaha WR450F Rally by Team Rebel Racing, primo progetto della nuova partnership di Yamaha con il Team Rebel Racing ed il pilota/sviluppatore Manuel Lucchese, Campione del Mondo Baja 2012 e con alle spalle due partecipazioni al Rally Dakar. Il prototipo, il cui kit di parti speciali verrà commercializzato a partire da maggio 2014, è dedicato ai piloti amatori che sono alla ricerca di un mezzo per gareggiare anche nei più impegnativi Rally, come la celebre Dakar, ma a costi altamente accessibili per il kit di trasformazione. Dalla versione originale eredita motore e ciclistica, arricchendosi di componenti speciali e di alta qualità come scarico, serbatoio, batteria, luci a led, paramotore, sella e cupolino frontale. Prezzo: a partire da 14.390 euro 38 39 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Media A Verona il meglio del mondo custom di Thomas Bressani | A Verona la scena custom si è presentata agli appassionati con numerosissime realizzazioni ad opera dei più importanti customizer del settore. Ben tre i padiglioni a essi dedicati I l Motor Bike Expo di Verona mette in mostra ormai da qualche anno il meglio della scena custom, dando grandissimo spazio alle realizzazioni custom e chopper dei molti customizer presenti in Fiera. Gli appassionati di questo mondo possono ammirare le varie realizzazioni esposte dai numerosis40 simi preparatori visitando ben tre padiglioni. Tra i presenti abbiamo trovato un customizer di grande personalità, David Borras Higuero, meglio conosciuto come El Solitario Heritage Motor Co, officina di tendenza nata nel 2010 in Galizia dove si costruiscono moto anticonvenzionali perfino per l’estroso mondo del custom. bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Caratterizzate dallo stile estremo e con la carrozzeria quasi interamente costruita a mano, esprimono lo stile “zoomorfo” di David e del suo prezioso collaboratore Frank Freiria, che dà vita alle sue idee. L’atelier di El Solitario è diventato un punto di riferimento non solo per la Spagna, visto che le sue moto, dai nomi irriverenti come Gonzo, Chupito, Petardo o Winning Loser, sono ormai conosciute in tutte il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone. Le costruisce su basi differenti, dalle BMW serie R alle vecchie Yamaha SR250 e Honda CG125, passando per nobili Triumph T120 Bonneville e Harley-Davidson Duo Glide Panhead, senza disdegnare propulsori italiani Ducati e Moto Guzzi. Una delle ultime sue creature, la Petardo, è infatti stati realizzata sulla base di una Ducati 900SS del 1993, praticamente irriconoscibile sotto la carrozzeria in lamiera battuta. Girando tra i padiglioni troviamo anche Gianluca e Cristian dell’officina padovana Stile Italiano con le loro due nuove Harley-Davidson da loro customizzate: uno Sportster realizzato per l’azienda di accessori Motorquality e un modello Dyna modificato in scrambler. Inoltre dopo aver realizzato la Harton CR 1340, trapiantando un motore H-D Evolution in un telaio Norton, hanno presentato la Norvin, connubio tutto inglese, conosciuto già negli anni Sessanta, tra un telaio Featherbed e un motore Vincent 1000. Tra i presenti anche il milanese Andrea Radaelli di Radikal Choppe con cinque sue recenti realizzazioni: una Harley-Davidson Panhead con molti particolari in bronzo, una BMW R65 trasformata in cafe racer, una Kawasaki W650 41 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb scrambler e due classici chopper, contraddistinti dalla cura nei dettagli che ha fruttato ad Andrea diversi riconoscimenti nei bike contest, tra cui la Top20 di LowRide. Cristian Benati e Claudio Secchi di Ironborne Motorcycles da Modena nel loro stand hanno presentato non solo moto ma anche un hot rod Ford Model A del 1930 ribattezzato Popper e realizzato in collaborazione con l’azienda di borse e accessori in pelle Wild Hog. Per realizzare questo hot rod i due modenesi si sono ispirati a una loro precedente costruzione a due ruote, la Borderline, che nel 2012 ha fatto razzia di premi nei bike show. 42 La loro esposizione comprende anche uno Sportster accessoriato con pezzi del catalogo RSD (Roland Sands Design), un Fat Boy la cui livrea riprende i colori dell’aereo P-51 Mustang in forze al reparto Tuskegee Airmen durante la Seconda Guerra Mondiale. Numerosi altri espositori hanno presentato a Verona le loro moto. Tra questi l’officina padovana Speed Bike 43, con il softail Half e tra le nuove realtà anche l’officina Moto di Ferro di Marco Lugato, a Mogliano Veneto (TV), che predilige costruzioni cafe racer su basi BMW, Guzzi e HarleyDavidson. 43 iLike@Motor Bike Expo 2014 Una carellata delle ragazze più belle presenti a Motor Bike Expo 2014 al fianco delle moto esposte a Verona 44 45 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 46 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo 47 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo Media 48 49 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 50 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motor Bike Expo 51 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine News MV Agusta Dragster 800 Il bello di Brutale e Rivale Dopo le prime immagini parziali, e il video teaser di lancio, ecco la nostra interpretazione di come dovrebbe essere la Dragster 800, una sportiva che prende da Brutale e Rivale. Il test stampa è previsto a inizio febbraio P ochi giorni fa abbiamo pubblicato la prima immagine della nuova MV Dragster, la 800 nella quale si mescolano le caratteristiche della celebre Brutale e della recente Rivale. Poi è arrivato il video teaser (vedi sotto) rilasciato da MV e che ha confermato le indiscrezioni. Con le informazioni raccolte vi mostriamo ora la nostra interpretazione - qui sopra nell’elaborazione di Gabriele Pirovano - dell’ultima proposta a tre cilindri di Schiranna. La Dragster riprende la base tecnica della Rivale, ma si differenzia da questa per la linea più bassa e accucciata. Il frontale è simile a quello della Brutale, mentre il posteriore ricorda maggiormente la Rivale. Il portatarga è fissato sul forcellone, nuovo è il musetto - con piccolo deflettore - che riceve un parafango dedicato. Dietro compare l’enorme pneumatico da 200 mm di larghezza. Il manubrio rialzato ha i retrovisori alle estremità, stando a quello che si vede nel video, che sono di tipo ripiegabile come già visto sulla Rivale. Tuttavia non è da escludere che la Dragster possa adottare gli specchietti tradizionali. Il puntale è ristilizzato rispetto a quello della Rivale e cambiano anche gli specchietti retrovisori, che saranno di tipo tradizionale sulla Dragster. Sebbene, appunto, sul video compaiono quelli ripiegabili all’estremità del manubrio. Il prezzo non è stato ancora comunicato, ma abbiamo 52 buone ragioni per credere che sarà inferiore ai 13.500 euro. Due le colorazioni previste, ABS e controllo di trazione di serie. A presto per altre informazioni su questa novità che proveremo a Le Castellet, e sulle altrettando belle strade nel sud della Francia, i primi giorni di febbraio e di cui vi scriveremo presto. 53 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine News arriverà a marzo la nuova Ducati Monster 1200 La nuova Monster 1200 sarà disponibile dal mese di marzo, presso tutte le concessionarie d’Europa, mentre il mercato USA vedrà l’arrivo delle moto dal mese di aprile. Prezzo in Italia di 13.490 euro N ello stabilimento di Borgo Panigale è iniziata la produzione di questo nuovo gioiello Ducati, la nuova Monster 1200 sarà disponibile per il pubblico già dal mese di marzo, presso tutti i concessionari d’Europa, mentre il mercato USA vedrà l’arrivo delle moto a partire dal mese di aprile. Il prezzo chiavi in mano in Italia è di 13.490 euro per la Monster 1200 e 15.990 euro per la versione 1200 S. Le prime Monster 1200 sono già uscite dalla linea di assemblaggio. Per il 2014 Ducati prosegue nell’evoluzione di questa famiglia e presenta l’ultima generazione di questo modello di grande successo che ha saputo modificarsi e reinventarsi negli anni. La nuova Monster 1200 e 1200 S è dotata dello straordinario motore 1198 Testastretta 11° DS di derivazione Superbike. La nuova Monster è dotata di sistema di controllo della trazione a 8 livelli, ABS a 3 livelli e Ride-byWire a 3 livelli, associati ai Riding Mode Ducati, selezionabili attraverso il pulsante di ritorno frecce. La Monster viene proposta nella versione 1200 da 135CV e nell’esclusivo modello 1200 S da 145CV con una coppia di 12.7kgm e un peso a secco di 182kg. La Monster 1200 è disponibile in rosso Ducati con telaio rosso e cerchi neri, mentre, per il Monster 1200 S viene proposta la livrea rosso Ducati con telaio rosso e cerchi nero lucido, oltre a una colorazione bianca con telaio bronzo e cerchi nero lucido. 54 55 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 56 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine News 57 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Media Babila incontra Free Spirits E prova la Boss 88 Parte la collaborazione di Moto.it con la blogger veneta. Babila è esperta di moda e ha una passione smisurata per le moto, meglio se customizzate. Ha incontrato i ragazzi di Free Spirits e provato la Boss 88 P arte la collaborazione di Moto.it con la blogger veneta Babila. Esperta di moda, Babila ha una passione smisurata per le moto e vanta una notevole esperienza di guida. Soprattutto sa unire stile e passione con un occhio meno maschile, più elegante. Sicuramente diverso da come siamo abituati a vivere le due ruote. Dalla passione per la moto e grazie al suo trascorso da stylists, nasce l’ idea di creare il blog RAUR (Ride As You Are), 58 in cui Babila descrive, racconta e prova le moto a modo suo, sviluppando un nuovo modo di interpretare le due ruote e tutto ciò che le circornda. La magia della Boss 88 di Free Spirits Ve lo avevo promesso e sono stata di parola: eccomi di nuovo nell’officina delle meraviglie di Sandra e Marcello di Free Spirits! Con grande entusiasmo mi hanno messo a disposizione Scarica l’APP del Magazine Lifestyle un’altra delle loro special. Da tempo ammiravo il loro cavallo di battaglia, la special Boss 88 realizzata su base Harley Davidson XR 1200, un bolide tutto muscoli e coppia. La giornata grigia mi ha dato la possibilità di fare un bel giro per saggiare le doti dell’americana customizzata da Marcello e dai suoi ragazzi. E’ il caso di dire che il made in Italy in questa moto si vede e si sente in ogni più piccolo dettaglio. La prova me la sono proprio gustata, prima mi sono divertita percorrendo la strada provinciale del Costo che sale verso l’Altopiano di Asiago. Alcuni tornanti e l’adrenalina sale a mille, forse anche troppo! Per questo decido con una staccatona di tornare verso la piazza di Thiene, un ambiente cittadino che mi riporta a un’andatura ragionevole. Sono comunque riuscita ad attirare anche l’attenzione dei Vigili Urbani che dopo il controllo di rito mi hanno pure fatto i complimenti. Sono poi ripartita per la strada del rientro, perché la moto non era stanca, io invece un po’ sì, perché la cosa che più mi ha impegnato è stato il suo peso, che nelle manovre più lente per me è impegnativo. Il gap del peso è colmato dalla sensazione che trasmette il motore di questa Free Spirits che di originale ha ben poco: è una 88 pollici di nome e di fatto. Le parti speciali che hanno montato sono davvero troppe da elencare, ma le foto vi possono illustrare che dall’avantreno al codone è un mix di componentistica di pregio, con una grande attenzione alla funzionalità, bravi. Avete notato altro? Parlo dell’abbigliamento, che si è sposato benissimo con la livrea della moto. La grafica del mio casco e il completo Alpinestars Viki sembrano fatti apposta per la Boss 88. Giacca e pantaloni sono aderenti al punto giusto e lasciano ampia libertà di movimenti, un pregio fondamentale quando si sposta la moto o, semplicemente, quando si scende di sella e non si vuole passare per motociclisti “palombari”. Grazie ancora ragazzi di Free Spirits, avete un cuore grande così. E’ fantastico vedere e toccare da vicino ciò che create. See you soon. Babila 59 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Media Special 999 il posteriore. Lo scarico è stato realizzato da Pipemaster con un tocco finale apportato dal proprietario. L’insoddisfazione per praticamente tutti i supporti oltre che il serbatoio hanno portato Vaughn a realizzarli da zero per adattarli meglio allo styling della moto; la sella è stata rivista tanto nella finitura superficiale che nella struttura (la versione originale aveva causato crepe nella struttura in alluminio sottostante) mentre il telaio è stato sabbiato e verniciato a polvere in bianco. La verniciatura delle sovrastrutture in rosso lucido si è rivelata particolarmente difficoltosa, e solo l’intervento di BNT Panel Shop (verniciatore di Artarmon) ha garantito la riuscita. Il lavoro sulla parte motoristica si è concentrato sul ripristino del propulsore, fermo da tantissimi anni dopo aver percorso solo 9.000 miglia - circa quindicimila chilometri. Guarnizioni, segmenti e cuscinetti sono stati sostituiti; le teste sono state sabbiate a vapore e rifatte completamente per precauzione, così come i cilindri. Dopodiché tutte le parti sono state lavorate per conferirgli finiture in tono con i crismi tradizionali delle Café racer e i colori racing Honda. RAW Honda CBX 1000 di Edoardo Licciardello | Una sei cilindri Honda completamente rivisitata e restaurata per ottenere una special tanto curata quanto prestante V aughn Ryan è un appassionato dotato di grandi doti per la lavorazione del metallo. Anche così, però, il realizzare la carrozzeria - completamente metallica, appunto - che adorna la sua CBX 1000 a sei cilindri è stato un processo durato più di un anno e mezzo, in gran parte per la difficoltà nel creare parti contraddistinte da curvature con raggi contenuti e variabili. Il telaio è 60 stato privato di tutti gli attacchi inutili, mentre il forcellone è stato allargato e rinforzato con tubi in acciaio a sezione ovale; i comparti sospensioni ed impianto frenante sono quelli di una Ducati 1098R - ovviamente con due monoammortizzatori Ohlins invece di uno. Pedane, leve e comandi provengono da Domino o Tarozzi con qualche tocco Deus Ex Machina. I cerchi provengono rispettivamente da una 1098R l’anteriore e da una 61 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine formano alcuni ristretti gruppi di lavoro, ognuno dei quali agisce su di un modello diverso. Smontaggio, verifiche e rimontaggio vengono effettuati da loro, sotto la guida e il controllo del docente (la parte motoristica viene curata da Massimo Clarke) e con impiego degli attrezzi speciali più appropriati. La scuola dispone di una notevole varietà di motori differenti, dai due tempi, anche a cilindro sdoppiato, ai 4T di costruttori come Gilera (tre modelli diversi), Morini (tre modelli diversi, degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta), Ducati, Yamaha (il classico monocilindrico di grossa cilindrata), etc... Il corso è completato da sessioni dedicate alla verniciatura (cosa può fare un normale appassionato, quali sono gli errori più comuni e come evitarli), alla parte elettrica e alla normativa (leggi in vigore, che fare e a chi rivolgersi se si ha la targa e non il libretto, o viceversa, o nessuno dei due…). Per assicurare la migliore qualità della didattica, a ogni corso sono Tecnica ammessi come minimo dieci e come massimo quindici partecipanti. Alla conclusione viene rilasciato un attestato di partecipazione. Le lezioni teoriche e pratiche si tengono il sabato mattina, dalle 9.00 alle 13.00 presso il Centro di Formazione G.Mazzini, a Cinisello Basamo. Il prossimo corso, che si svolgerà con il patrocinio del Comune di Cinisello Balsamo, della Federazione Motociclistica Italiana, dell’Assomotoracing, dell’ANCMA e della Federazione Italiana Rettificatori, avrà inizio entro il mese di Febbraio. Ai corsi di restauro delle moto storiche si aggiungono quelli di motorismo di base e avanzato/da competizione, attualmente in fase di allestimento, studiati per la formazione e per l’aggiornamento tanto degli appassionati quanto degli addetti ai lavori e realizzati con una filosofia e una durata analoghe. Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere a: Fondazione Paganelli, tel. 02.6128900, [email protected]’associazione Una scuola unica, un progetto straordinario di Massimo Clarke | Alle porte di Milano si svolgono corsi che consentono agli appassionati di non solo di conoscere la tecnica delle moto storiche ma anche di toccare direttamente con mano la loro meccanica Q uanti vanno ai mercatini e comprano moto d’epoca che poi affidano ad altri per il restauro? Quanti vorrebbero lavorare personalmente sulle loro amate due ruote d’epoca ma non si sentono all’altezza o non osano per paura di fare dei guai? Per loro e per tutti gli appassionati l’associazione culturale CEMI di Cinisello Balsamo già da due anni svolge con successo una importante attività 62 didattica. I corsi di restauro delle moto storiche hanno una durata di quaranta ore, ovvero dieci mezze giornate. Per quanto riguarda la meccanica, ogni sessione di quattro ore ne prevede due di teoria, con proiezioni, nelle quali si spiega, con l’ausilio di proiezioni, come funzionano il motore, il cambio e gli altri componenti, perché si interviene e con quali modalità si deve agire. Le altre due ore sono di pratica, con i partecipanti che 63 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito CEMI nasce dalla passione di alcuni esperti della tecnica e della storia del motorismo che hanno deciso di dedicare gran parte della loro attività lavorativa, oltre che alla didattica, alla tutela di un importante patrimonio tecnico e storico, onde evitare il rischio che possa andare disperso. Si tratta di salvare biblioteche private, collezioni e archivi concentrandoli in un autentico luogo dello spirito. Divulgare, comunicare e informare sono altre parole chiave dell’attività di CEMI in questo ambito. Un modo significativo di fare cultura in un settore che vede la passione sposarsi con la capacità tecnica e nel quale il nostro paese ha una tradizione eccezionale. Un contributo importante alla conservazione della memoria di aziende che hanno fatto la storia, di motori formidabili e delle tante altre realizzazioni di grandi tecnici, molti dei quali sono poco conosciuti, ma hanno comunque svolto un’opera meritoria . Vero e proprio epicentro di questo progetto è l’allestimento di una biblioteca tecnica e storica, specifica per il settore motoristico, a disposizione di appassionati, studenti e di quanti 64 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Tecnica lavorano nel settore. Il centro di documentazione verrà integrato da un cospicuo archivio di immagini di modelli, motori e organi meccanici d’epoca e attuali. Non si tratta solo di foto, ma anche di un nutrito numero di disegni tecnici, esplosi e trasparenze. A completamento della attività di questo polo di riferimento culturale e informativo è inoltre prevista l’organizzazione di una serie di seminari su argomenti di particolare interesse, di incontri con importanti protagonisti della scena motoristica e di serate a tema. Fondamentale per la nascita della associazione e per lo sviluppo del progetto è stato il sostegno della Fondazione Paganelli, che ha anche messo a disposizione di CEMI un ufficio amministrativo logistico. La Fondazione è nata 25 anni fa per volontà di quel grande imprenditore e filantropo che è stato Balilla Paganelli, fondatore della attrezzeria meccanica che porta il suo nome e che è stata a lungo una delle più importanti d’Europa, vantando tra i suoi clienti nomi come Mercedes-Benz e Volkswagen, oltre a Fiat e Alfa Romeo 65 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica News USA Le strade più belle in moto degli States di Pietro Ambrosioni | Oggi vi raccontiamo quali sono i percorsi più belli da fare in moto nel Nord America. A dire il vero non sono così tanti, e i nostri Muraglione, Futa e Trebbia sono decisamente più divertenti! C osa mi manca di più quando sono in giro in moto qui negli USA? Le strade italiane! Davvero... Sembra incredibile, ma in un territorio così vasto come gli Stati Uniti le strade veramente belle da percorrere in moto sono pochissime. Tanto che le poche che ci sono hanno nomi “speciali” e sono ritenute delle esperienze immancabili se davvero vuoi chiamarti “motociclista”. Boh... Sta di fatto che qui nel Sudest ci sono una serie di passi sui monti Appalachi e sulle Smoky Mountains che hanno raggiunto lo status di veri e propri luoghi mitologici. Tipo il “Deal’s Gap” o la “Tail of the Dragon” in North Carolina, oppure la “Cherohala Skyway” in Tennessee, oppure ancora il “Devil’s Triangle”, la “Moonshiner”, la “Devil’s Whip”, o la “Six Gap” in Georgia. Io le ho fatte più o meno tutte, e a parte il solito negozietto in cima al passo che prova a venderti magliette ed adesivi commemorativi, non mi sono sembrate nulla di speciale. Ebbene sì, lo ammetto: la magliettina della Tail of the Dragon l’ho comprata, ma giuro che è l’unica. Ma davvero, queste stradine con quattro curve perfettamente levigate non hanno niente a che vedere con una Futa, un Muraglione, una Val Trebbia o una vecchia Cisa. L’unico motivo per cui mi ricordo che la “Tail of the Dragon” ha 318 curve in 11 miglia è grazie a una delle più grosse risate che mi sono fatto negli ultimi anni: a Daytona ho infatti visto una coppia su uno scooter ed entrambi indossavano 66 una maglietta giallo neon con scritto “Florida: 11 curve in 318 miglia”. Grande sfottò! Sì, la triste realtà qui è che le zone veramente divertenti per guidare la moto sono vicino a montagne e colline, che però rappresentano una minima parte del territorio americano. Le meravigliose strade del Colorado, dell’Oregon e della California (forse il posto più bello dove sia mai stato, motociclisticamente parlando) non riescono a compensare le sterminate pianure di assoluto “nulla” di Texas, Kansas, Missouri, New Mexico, gran parte di Nevada e Utah, quasi tutto il Sud, e via dicendo. E tra l’altro, con niente attorno e un limite di velocità ferocemente imposto di 70 miglia all’ora (112.6 km/h) le uniche emozioni per intere giornate derivano dal rischio di rimanere a secco o di addormentarsi per brevi istanti. Sì, mi è successo anche quello! Nel prossimo futuro mi sono prefissato di andare a vedere le Ozark Mountains in Arkansas, e mi hanno parlato bene anche del nord dell’Idaho e dello stato di Washington, dove non ho avuto ancora la possibilità di girare come vorrei perché ero sempre in automobile. Mi sono piaciuti il nord dello stato di New York (verso il Canada), il Vermont e l’interno della Pennsylvania, ma l’aver preso ettolitri d’acqua per una settimana a fila l’ultima volta che ci sono stato non mi ha lasciato proprio un bel ricordo. E tra l’altro qui negli States ho notato che l’abbigliamento antiacqua che si riesce a trovare non è della miglior qualità. Ma questa è un’altra storia... Media 67 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Nico Cereghini Giochi di squadra e altri guai Peterhansel fermato dal supremo interesse del team alla Dakar. Non è la prima volta né sarà l’ultima, per il motorismo. Ma è proprio sicuro che non si possa fare a meno dei giochi di squadra? Qualcuno lo fa Media C iao a tutti! Ho una grande rispetto per Stephane Petheransel, motociclista talentuoso, che ho visto trionfare alla Dakar per la prima volta nel ’91. Il francese è il re delle dune, ha messo in fila sei Dakar con Yamaha e altre cinque in auto, Mitsubishi e Mini. Eppure tanta classe non è bastata: ordini di scuderia, il gioco si faceva duro, la rimonta sul compagno di squadra Roma comportava molti rischi per i due equipaggi 68 Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica al vertice, il direttore sportivo Quandt l’ha fermato. Sono i giochi di squadra, si può essere d’accordo oppure no, ma comprenderli è facile: quando gli interessi in campo sono così alti, il risultato della squadra viene prima di tutto. Era già capitata la stessa cosa nell’89: due Peugeot 405 Turbo 16 in testa alla Parigi-Dakar a lottare tra loro, e il direttore sportivo Jean Todt che lancia una moneta da dieci franchi e decreta “Ickx rallenta e Vatanen vince”. Ero l’inviato di Mediaset sul rally e Todt non mi piaceva, pareva il padrone della corsa, faceva il bello e il cattivo tempo e già l’anno prima, a Bamako, era successo un fatto molto strano. La Peugeot di Vatanen era arrivata in ritardo al bivacco di Bamako, in vetta alla corsa ma con qualche noia meccanica; tutta la notte, alla luce dei generatori, decine di meccanici ci avevano trafficato sopra e poi, al mattino, saltò fuori che la macchina era stata rubata. Rubata, voi ci avreste creduto? La macchina venne ritrovata misteriosamente in tarda mattinata, perfettamente efficiente, e la direzione gara concesse a Vatanen di prendere il via per la speciale diverse ore dopo tutti gli altri. Francese la Peugeot, francese il direttore sportivo, francese l’organizzatore. Ma molti concorrenti protestarono, di farsi prendere per i fondelli non gli garbava, e alla fine Ari Vatanen finì fuori gara. Quando Jean Todt lanciò la famosa monetina fece uno sfoggio di potere e anche di una pretesa trasparenza. Come dire “l’interesse di Peugeot viene prima di tutto e non ho bisogno di nasconderlo”. Eppure la lezione diede fastidio a me e a molti altri. Forse, pensammo, si possono fare le stesse cose con altro stile e meno clamore, o forse si possono evitare proprio. Però la discussione resta aperta. E’ innegabile che i giochi di squadra, nel motorismo, si sono sempre fatti e ancora si faranno. Ma sono proprio inevitabili? In fondo, se la HRC avesse pensato a un gioco di squadra nel 2013, il titolo della MotoGP sarebbe andato probabilmente a Dani Pedrosa invece che al debuttante Marc Marquez. Dani era il numero 1, esperto e collaudato, Marc il pivello che poteva fare con calma il classico apprendistato della classe maggiore, Lorenzo il rivale pronto a rovinare la festa alla Honda. Invece Suppo –mi risulta- non ha disegnato ruoli e strategie. Gli è andata bene, certo, ma alla fine posso dire che preferisco di gran lunga Livio a Quandt e Jean Todt. Editoriale Quando gli interessi in campo sono così alti, il risultato della squadra viene prima di tutto 69 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Superbike Ducati presenta ufficialmente team e piloti 2014 Il britannico Chaz Davies e l’italiano Davide Giugliano sono i piloti che saliranno il sella alla 1199 Panigale per puntare al titolo Superbike. Ducati, assente dal 2010, rientra in forma ufficiale nel campionato SBK L a grande notizia, ma non certo una novità, è che Ducati torna a partecipare in forma ufficiale al Campionato Mondiale Superbike, riprendendo la storica collaborazione con Feel Racing, la struttura logistica ed organizzativa con base a Crespellano, in provincia di Bologna. A presentare programmi e novità tecniche si sono alternati sul palco dell’Auditorium di Borgo Panigale, Claudio Domenicali (Amministratore Delegato Ducati Motor Holding), Luigi Dall’Igna (Direttore Generale Ducati Corse), Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo Ducati Corse), Ernesto Marinelli (Direttore Progetto SBK) e il Team Manager Serafino Foti. Un segno forte e tangibile di quanto Ducati creda in questo campionato e quanto sia importante, per le “rosse di Borgo Panigale” tornare protagoniste nel mondiale SBK. Dopo gli interventi del management sono saliti sul palco i due piloti ufficiali del Team Ducati Superbike, il 26enne gallese Chaz Davies e il 24enne romano Davide Giugliano, che hanno tolto il velo alla versione 2014 della 1199 Panigale nella sua nuova livrea racing dove sono presenti i principali sponsor del team TIM, Fiamm, Valsir e Diadora. 70 71 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine provare a vincere delle gare: dovremo continuare a lavorare nella stessa direzione e sfruttare ogni opportunità che si presenterà durante i weekend di gara. Credo che il rapporto tra me e Davide sarà ottimo e questo ci permetterà di spronarci e supportarci a vicenda e di ottenere risultati positivi in pista». Chaz Davies – Ducati Superbike Team #7 «Sono in sella alla Ducati Panigale da poco tempo ma la mia impressione è che la moto abbia un grande potenziale ancora da esplorare e 72 valorizzare. L’importante sarà lavorare sodo e rimanere focalizzati sullo sviluppo di tutti i componenti della moto. E’ una sfida che trovo molto stimolante e penso che avremo la possibilità di Davide Giugliano – Ducati Superbike Team #34 «La mia nuova Panigale è qualcosa di meraviglioso, una moto che senti subito tua e con la quale vai immediatamente in sintonia. Sono molto contento di come si sta sviluppando la moto e questo è già molto positivo. Chaz è sicuramente un grande pilota, un grande talento, e quest’anno sarà anche uno dei miei avversari più duri da battere, ma so che lavoreremo bene insieme e insieme ci stimoleremo per fare sempre meglio. Ovviamente lo dobbiamo anche ai nostri tifosi, perché vorremmo che tutti gli appassionati che seguono Ducati e la sostengono tornassero Superbike presto a divertirsi e a togliersi delle soddisfazioni! Sono pronto e carico per partire e non vedo l’ora di cominciare questo campionato». Claudio Domenicali - Amministratore Delegato Ducati Motor Holding «E’ con grande soddisfazione che apro la nostra stagione agonistica 2014 presentando il team Ducati Superbike. In una metafora cinematografica, il 2014 è un po’ il nostro “Ritorno al Futuro”, dove Ducati riparte dalle sue origini e dai suoi valori essenziali, guardando con decisione avanti, proiettata verso nuove sfide ma anche verso nuovi traguardi. Da sempre la Superbike rappresenta per Ducati, e per i suoi tifosi ed appassionati, un elemento importante e di grande interesse. La vicinanza con il prodotto, il fatto che la Ducati sia diventata grande nei tempi moderni proprio grazie alle moltissime vittorie delle sue bicilindriche in questo campionato per moto derivate di serie, la possibilità di sviluppare soluzioni e kit da offrire ai nostri clienti e 73 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine dei tempi significativi ma, cosa ancora più importante, sono stati positivi i commenti che hanno fatto sulla moto. Un risultato fondamentale, vista anche l’esperienza che sia Chaz che Davide hanno maturato nelle scorse stagioni, avendo corso sino a pochi mesi fa con moto di riferimento in questo campionato. Entrambi ci stanno fornendo tutte le informazioni che servono per poter sviluppare la 1199 Panigale nel miglior modo possibile. Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare ma sono fiducioso e ottimista e credo che nel corso della stagione riusciremo a riportare la moto nelle posizioni che merita». Paolo Ciabatti - Direttore Sportivo Ducati Corse «Il 2014 inizia sotto una luce positiva. Abbiamo preso la decisione di gestire nuovamente in forma diretta il Team Superbike, in collaborazione con Feel Racing. Insieme a questa struttura abbiamo vinto tanti campionati Superbike negli anni passati e, avendo la sede a pochi chilometri da Bologna, è come se fosse un’emanazione diretta di Ducati Corse. Abbiamo due nuovi piloti, Chaz e Davide, che oltre ad essere giovani sono anche molto ambiziosi e combattivi, e con loro speriamo di tornare presto nelle posizioni che ci competono. Vincere contro le quattro cilindri non sarà facile ma pensiamo di poter ottenere dei buoni risultati quest’anno e di dare finalmente delle soddisfazione ai nostri appassionati anche con la 1199 Panigale». appassionati, tutto questo fa della Superbike un campionato strategico per noi. La Ducati e i suoi tifosi si aspettano di vedere presto la Panigale lottare per il gradino più alto del podio, e l’Ing. Gigi Dall’Igna ha certamente l’esperienza e le competenze per spingere al massimo in questa direzione. Un grande in bocca al lupo a tutto il team, in particolare ai nostri due nuovi alfieri 74 Davide e Chaz, che, ne sono certo, daranno il massimo per riportare il sorriso sui volti di tutti i Ducatisti». Luigi Dall’Igna – Direttore Generale Ducati Corse «I risultati degli ultimi test sono stati incoraggianti. Entrambi i piloti sono riusciti ad ottenere Superbike modificato, grazie ai nuovi dischi freno anteriori Brembo da 328mm. Il motore ha subito già qualche step evolutivo per garantire maggiori prestazioni. Crediamo di avere un buon pacchetto piloti/moto che punta con decisione e convinzione a riportare Ducati nelle parti alte della classifica». Serafino Foti - Team Manager «A mio parere Chaz e Davide hanno una caratteristica che li accomuna: nessuno dei due ha ancora raggiunto l’apice della sua carriera, e questo fattore garantisce ad entrambi una grande motivazione. Tra circa un mese in Australia scopriremo il livello della nostra competitività, ma l’importante è avere fiducia nei propri mezzi e sapere di aver fatto il massimo in questa prima fase. Un’altra cosa importante sarà non perdere mai la concentrazione nel corso della stagione, dato che quello che ci aspetta sarà sicuramente un campionato molto difficile e di altissimo livello. L’obiettivo è quello di regalare le stesse emozioni di una volta a tutti gli appassionati Ducati e a tutti i nostri tifosi: noi ce la metteremo tutta!». Ernesto Marinelli - Direttore Progetto SBK «La versione 2014 della Panigale ha subito diverse evoluzioni rispetto alla passata stagione. Direi che la principale riguarda l’elettronica che è stata modificata totalmente e che ci dà, oltre che un vantaggio dal punto di visto di funzionamento, anche un minor peso dell’intero sistema. A livello ciclistico, il cambiamento più grande è rappresentato dalle nuove sospensioni Ohlins, che da questo anno per regolamento hanno un prezzo massimo. L’impianto frenante è stato 75 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Superbike Conclusi i test di Portimao e Almeria di Carlo Baldi | Terminata la pausa invernale i piloti della SBK sono tornati in pista per prepararsi al primo appuntamento del mondiale in Australia. Suzuki subito veloce. Gli altri lavorano Q uando Sykes non c’è le Suzuki ballano. Si potrebbe riassumere così l’esito dei test di Portimao, dove a sorpresa le più veloci (tempi uffi ciosi) sono state le GSX-R1000 di Lowes e Laverty. Riflettori puntati sul debuttante Alex Lowes, campione BSB 2013, che non conosceva la pista ed ha fatto segnare un crono di 1’42”5 molto vicino al record della pista di Sykes in 1’42”475 (va ricordato che nel round di Giugno 2013 il pilota della Kawasaki in Superpole aveva fatto segnare il tempo di 1’41”360). Purtroppo gran parte dei test sono stati rovinati dalle condizioni meteo, con la pioggia che ha impedito alle squadre di svolgere per intero i programmi di lavoro prefissati. Nei primi due giorni i piloti sono praticamente restati nei box e solo ieri, nell’ultima giornata, 76 77 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito una pista finalmente asciutta ha consentito di girare su tempi interessanti, che però vanno come sempre presi con le molle trattandosi di test e di crono ufficiosi. Ciò non toglie però che il debuttante Alex Lowes sia stato il protagonista delle prove portoghesi, essendo riuscito a precedere anche il suo più titolato compagno di squadra Eugene Laverty. Le Suzuki sono cresciute moltissimo, ma soprattutto quest’anno la squadra inglese ha due piloti estremamente veloci che potranno inserirsi nella lotta per il titolo. Gli altri però non sono lontani a cominciare da Johnny Rea, che prosegue assieme a Leon Haslam (settimo tempo) il lavoro di messa a punto della nuova elettronica, vero tallone d’Achille per le CBR del team Ten Kate dello scorso anno. Il responso del cronometro fa sorridere Rea e 78 Periodico elettronico di informazione motociclistica la squadra olandese, che si preparano ad una stagione da protagonista, così come Haslam, finalmente in buone condizioni fisiche. Da rilevare nella squadra olandese il debutto in qualità di tester del pilota italiano Michele Magnoni che ha fatto segnare il dodicesimo crono. Quarto tempo per Davide Giugliano che in Portogallo ha lavorato molto sulle sospensioni, dimostrando di trovarsi a suo agio sulla Panigale. Il suo compagno di squadra Chaz Davies (sesto tempo a due decimi dall’italiano) meno istintivo e più metodico di Davide sta prendendo le misure a una squadra e a una moto per lui completamente nuovi. Melandri è quinto nella classifica ufficiosa dei tempi e sta lavorando con i tecnici Aprilia per cucirsi addosso la RSV4 soprattutto per quanto riguarda la ciclistica. L’impressione è che ancora non Scarica l’APP del Magazine sia scattato il giusto feeling tra Marco e la moto di Noale, ma è solo questione di tempo. Guintoli, ancora alle prese con la spalla infortunata lo scorso anno, non era presente a Portimao ed al suo posto ha macinato chilometri il tester Alex Hofmann, decimo al termine delle prove. Work in progress in casa MV, con Corti che ha chiuso al nono posto. Ma il cronometro per ora non fa testo e deve lasciare il posto alle tante cose da provare per rendere competitiva la F4RR. Un lungo lavoro attende il team Yakhnich Motorsport ed il pilota comasco, ma l’impegno non mancherà di certo. E le Kawasaki? La squadra KRT ha disertato i test di Portimao ed ha optato invece per Almeria, dove al riparo da occhi indiscreti Tom Sykes e Loris Baz hanno lavorato per due giorni sulle rispettive Ninja e si sono detti soddisfatti Superbike dei progressi compiuti. Non sono stati resi noti i responsi cronometrici, ma nella seconda ed ultima giornata il campione del mondo 2013 ha percorso oltre ottanta giri e solo il freddo è riuscito a rallentarlo. La squadra ufficiale Kawasaki sta portando avanti con successo il programma di lavoro, che consentirà a Sykes e Baz di essere competitivi sin dalle prime gara di Phillip Island. Evo A Portimao c’erano anche le nuove Evo portate in pista dai tre francesi Sylvain Barrier (BMW), Jeremy Guarnoni e Fabien Foret (Kawasaki). Il più veloce è stato il pilota della BMW Italia autore di un soddisfacente ottavo crono. Sylvain è stato più veloce di oltre un secondo rispetto a Guarnoni e di oltre due nei confronti di Foret. Al 79 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito momento le Evo accusano in media un ritardo di un secondo e mezzo dalle Superbike, ma ogni analisi sarebbe prematura in quanto le variabili da valutare sono ancora molte, ad iniziare dalle gomme che la Pirelli fornirà in esclusiva alle Evo e che permetteranno di ridurre il gap con le Superbike. Le dichiarazioni dei protagonisti Davide Giugliano: «Abbiamo svolto molto lavoro in questi quattro giorni e sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto. Abbiamo testato del nuovo materiale e le mie sensazioni sono state buone. Mi trovo sempre più a mio agio sulla Panigale e senza la bandiera rossa che ha concluso in anticipo i test (causa olio in pista) avremmo fatto un’ultima uscita con le gomme da tempo che ci avrebbe permesso di concludere ancora meglio il test, comprendendo le potenzialità della moto». Marco Melandri: «I primi due giorni sono stati, ovviamente, un po’ sprecati. Nell’’ultimo abbiamo fatto molti progressi per quanto riguarda l’elettronica, ma abbiamo avuto qualche problema in più con la ciclistica. Solo verso la fine dei test abbiamo iniziato a capire quale fosse la direzione giusta per il mio stile di guida. Peccato aver perso l’ultima mezz’ora per olio in pista, perché avremmo potuto cercare il giro veloce. Ora abbiamo le idee più chiare e speriamo di riuscire a tornare in pista per un test prima della partenza per Phillip Island». Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Superbike Alex Lowes: «Il test è stato davvero buono anche se devo ancora imparare a conoscere la mia moto e la pista era completamente nuova per me. Nell’ultima giornata abbiamo fatto dei long run con tempi sul giro molto buoni. Abbiamo raccolto un sacco di informazioni sulla moto ed ho anche fatto una simulazione di gara. Ho ancora bisogno di migliorare il mio stile di guida e di lavorare sulla moto, ma non dovrei essere molto distante da questo traguardo. Un grande grazie al team che ha lavorato davvero duramente in questi test. Siamo tutti entusiasti e questo è importante perché dovremo lavorare sodo. Abbiamo una grande sfida davanti a noi ed è bello fare un buon lavoro». Eugene Laverty: «E’ stato davvero un buon test. Nel penultimo giorno abbiamo fatto segnare dei buoni tempi sul bagnato che sono serviti per capire la moto e ieri in condizioni di asciutto il nostro ritmo era davvero veloce. Questo dimostra che il quanto abbiamo fatto sulla parte elettronica è stato importante e che il nostro lavoro sta dando i primi frutti . La mia squadra ha lavorato molto negli ultimi due mesi, soprattutto dopo i test di Jerez . Hanno fatto in sei settimane un lavoro che altre squadre non avrebbero fatto in sei mesi. Mi sento a mio agio sulla GSX -R e non vedo l’ora di correre a Phillip Island». Tom Sykes: «Il test è andato bene ed il calendario dei lavori che volevamo svolgere è stato rispettato. Abbiamo testato tutto quanto c’era da testare ed il responso è sempre stato positivo. Ho percorso più di ottanta giri l’ultimo giorno e penso di aver fatto un bel passo avanti. Solo il freddo mi ha rallentato e non mi ha consentito di esprimermi al 100%. Siamo riusciti a fare alcuni buoni tempi sul giro e siamo quasi pronti per Phillip Island». 80 81 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Superbike Petricca (Red Devils) “Stiamo lavorando per essere al via in Australia” di Carlo Baldi | Intervista al manager del team Red Devils che ci rivela i suoi progetti e le sue ambizioni. Un’altra stagione in SBK con l’Aprilia RSV4 e Toni Elias I Il Team Red Devils non compariva nella lista delle squadre che avevano fatto domanda di iscrizione alla Dorna per partecipare al mondiale Superbike 2014. Ma il team manager Andrea Petricca, non ha mai smesso di lavorare e di impegnarsi per permettere alla sua squadra ed al suo pilota, lo spagnolo Toni Elias, di presentarsi al via delle prime due gare del mondiale che si correranno in Australia a fine Febbraio. Ora sembra che il più sia fatto e che il team Red Devils possa portare a 25 (che potrebbero diventare anche 27 nel caso venga accolta la domanda del team Bimota Alstare) il numero dei piloti al via del mondiale Superbike 2014. La scorsa stagione dopo un ottimo inizio con Michel Fabrizio, la squadra di Petricca sostituì il pilota italiano con lo spagnolo Toni Elias, che si dimostrò subito a suo agio sull’Aprilia RSV4 ed ottenne risultati lusinghieri, 82 pur senza salire mai sul podio. Elias ha sempre dichiarato di sentirsi a casa sua nel team Red Devils e lo ha confermato anche questo inverno, quando ha rifiutato numerose proposte per attendere le decisioni di Petricca e della sua squadra. Ecco le dichiarazioni del manager capitolino. Rivedremo il team Red Devils al via del mondiale SBK 2014? A che punto siete? «Il nostro obiettivo è quello di essere presenti nel mondiale SBK 2014 fin dalla prima gara in Australia, con Toni Elias e la RSV4 Aprilia. Stiamo definendo gli ultimi dettagli e sappiamo che spesso proprio i dettagli possono fare la differenza. Di conseguenza questa è una fase delicata ed importante. Comunque posso dire di avere un team ed un pilota sicuramente molto determinati a far bene in questa nuova stagione». Profilo di Toni elias Grande protagonista in entrambe le classi 125cc e 250cc, in cui ha lottato per il titolo, Toni Elias fa il salto in MotoGP nel 2005. La sua prima vittoria arriva in Portogallo nel 2006 in una sfida al limite contro Rossi. Nel 2008 e 2009 corre prima per il team D’Antin e poi per il San Carlo Honda Gresini con cui chiude 7º in generale. Nel 2010 accetta la sfida Moto2 e vince il titolo con una grande stagione che gli permette di riapprodare alla massima categoria con LCR. Un’annata piena di difficoltà lo costringe al ritorno in Moto2, questa volta con i colori del Mapfre Aspar team. 83 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Superbike aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Il vostro campionato 2013 non è stato facile, ad iniziare dall’ avvicendamento Fabrizio-Elias. A distanza di tempo come lo valuti? «Ritengo che si debba trovare 84 in ogni difficoltà l’opportunità per crescere e per fare meglio. Nel nostro caso credo che tutte le parti in causa abbiano saputo cogliere delle opportunità dalle loro difficoltà. Il mio è un bilancio positivo e posso dire che le cose sono andate molto bene visto che ci hanno portato ad accogliere nella nostra squadra un pilota del calibro di Toni Elias, che non ha certo bisogno di presentazioni e che si è dimostrato subito in sintonia con la mia squadra, sin dalla prima gara di Istanbul». il miglior supporto possibile». Cosa ne pensi della nuova categoria Evo? «Il mio team ed io siamo al momento concentrati e stiamo lavorando sulla SBK, ma nel corso della stagione saremo senza dubbio attenti a come si evolverà la nuova classe Evo. E’ certamente una categoria interessante, che non sottovaluteremo anche perché rappresenta il futuro della Superbike, visto che nel 2015 correranno solo questo tipo di moto, anche se la momento non sappiamo ancora di preciso con quali regolamenti». Quale futuro vedi per i team privati ora in SBK e in futuro in Evo? «La Dorna sta facendo un ottimo lavoro per rilanciare il campionato e la presenza di diverse Case impegnate direttamente o indirettamente ne è la prova concreta. In SBK in futuro vedremo un numero crescente di team privati e questo sarà possibile proprio grazie alla nuova classe Evo, che rappresenta un’ottima possibilità per una squadra privata. Questa stagione ci servirà per capire che direzione seguire in futuro ed in ogni caso con la SBK o con la Evo lo spettacolo per il pubblico non mancherà di certo». Gareggerete in una SBK sempre più competitiva. Chi pensi potrà lottare per il titolo? «I primi test hanno evidenziato una Suzuki molto veloce ed hanno confermato il potenziale dell’Aprilia e della Kawasaki. Non è mia abitudine fare pronostici, però posso dire che mi aspetto una stagione estremamente combattuta, nella quale ci saremo anche noi con l’obiettivo di poterci inserire con costanza nel gruppo dei migliori. Toni Elias è molto determinato ed ansioso di lottare per le prime posizioni e da parte nostra faremo il massimo per offrirgli Il calendario 2014 sembra non tener conto della crisi e della necessità di diminuire i costi. «Sì è un calendario impegnativo, però questo è un campionato del mondo e quindi anche il calendario deve rispecchiare questa titolazione, correndo in tutti e cinque i continenti. In caso contrario sarebbe solamente un campionato europeo. D’altronde come sappiamo, il motorsport è una pratica molto costosa che necessita di budget importanti che vanno definiti e trovati. In caso contrario nessuno è obbligato a partecipare al mondiale SBK». La nuova classe Evo è una categoria interessante che non sottovaluteremo anche perché rappresenta il futuro della Superbike 85 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine AMA SBK per limitare le spese rispetto al kit ufficiale, che verranno poi rese disponibili in piccola serie. Il battesimo della pista avverrà questo fine settimana a Chuckwalla Valley Raceway. Per EBR si tratta invece di un rientro: Erik Buell Racing era presenza fissa della serie Pro Superbike durante la scorsa stagione, ma l’impegno nel Mondiale con May e Yates (nella foto in apertura) aveva ovviamente portato ad un disingaggio dal campionato statunitense. Sarà infatti la struttura del manager e pilota Larry Pegram, fino alla scorsa stagione in gara con Yamaha, a prendere in consegna la EBR 1190 per portarla in gara nella stagione 2014. AMA Pro Superbike Ducati entra, EBR rientra di Edoardo Licciardello | La griglia della serie statunitense torna ad accogliere due marchi storici. Ducati correrà con Jake Holden, EBR rientrerà con il team Pegram I l Campionato AMA Pro Superbike sta per avere inizio. La riduzione a sole cinque prove del calendario (non ancora ufficiale, ma considerando l’avvio a metà marzo possiamo considerarlo definitivo) se da un lato è stata oggetto di forti critiche dai team più forti e naturalmente dal pubblico, ha reso ben più economica ed appetibile la partecipazione, tanto da facilitare l’ingresso di nuove formazioni che riportano nell’AMA due marchi storici come EBR/ 86 Buell e soprattutto Ducati. Il marchio bolognese dovrebbe rientrare (il condizionale è d’obbligo almeno fino all’ufficializzazione del calendario) attraverso il team TPL Racing/Ducati Omaha/Desmo Veloce, con Jake Holden in sella ad una Ducati 1199 Panigale R supportata da Rod Snyder, già dietro a Jake Zemke (Ducati) nell’edizione 2012 del campionato Daytona Sportbike. Le moto sono già pronte nel quartier generale del team, con diverse parti realizzate in proprio 87 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Enduro Rigo Racing L’Enduro made in Italy campione d’Europa con Micheluz di Marco Berti | ll team manager Marco Rigo ci racconta una stagione perfetta con Maurizio Micheluz, spiegandoci le difficoltà di un team di Enduro e le sfide tecniche di una difficile e dura disciplina L Lo scorso anno grazie a Maurizio Micheluz è stata una stagione da incorniciare per Rigo Racing. «Sì, abbiamo vinto l’europeo di enduro sia negli Assoluti che nella Classe 2 (E1 250cc 4 tempi) - attacca Marco Rigo - abbiamo conquistato un terzo posto nel mondiale al GP di Grecia riportando una Suzuki sul podio dopo 21 anni, dal 1992, e ci siamo aggiudicati il secondo posto agli assoluti d’Italia». Rigo Racing, creazione di Marco Rigo, inizia le attuività agonistiche nel 1987. Per due anni con Cagiva parteciperà a rally e motorally. Nel 1989 passa a Yamaha con cui rimarrà fino al 2003. Il passaggio dall’offroad al Motard avviene nel 2001 e porterà anche a nu cambio di livrea, da Yamaha a KTM-Husaberg. Dal 2005 corre con Suzuki, prima in supermotard e dal 2012 nuovamente nell’enduro. I titoli e i premi raccolti in questi 27 anni «sono troppi da ricordare» ricorda Marco Rigo. Ma solo per citarne alcuni: quattro Rally di Sardegna, tre Rally del Titano, un 88 terzo posto al Rally del Nevada con Peterhansel, più di 15 titoli italiani Motorally, etc. L’intervista Come è avvenuto l’incontro con Maurizio Micheluz? «Avevo già contattato Maurizio nel 2011, ma purtroppo lui aveva già impegni contrattuali con un altro team, però l’offerta gli interessava. Già nell’agosto del 2012 infatti mi ha chiamato per accordarci per il 2013. Quindi siamo partiti già a dicembre con i test. Ci abbiamo messo un po’ a costruirgli addosso una moto che gli piacesse e infatti i risultati sono stati prestazionalmente via via esponenziali. Siamo arrivati alla fine dell’anno riuscendo ad essere davvero molto competitivi. Per il 2014, vista la conclusione dello scorso anno ci aspettiamo di fare una stagione migliore, se possibile. Come avete preparato la moto e quali sono le difficoltà che si incontrano? «La preparazione della moto inizia dalla base di una moto da cross, quindi sviluppata per esigenze diverse da quelle dell’enduro. L’enduro moderno richiede di affrontare situazioni diversissime, per esempio, c’è la prova Estrema che in parte è un percorso da trial in parte da supercross, dove ci sono salti alti e atterraggi pesanti. La cosa difficile è coniugare questa grande diversità di percorsi e avere una moto molto sensibile nelle parti lente e nello stesso tempo quando atterri da 4-5 metri di altezza sul piano hai bisogno di una moto che ti sostenga come una da Supercross. Durante l’anno penso che siamo arrivati ad avere uno sviluppo della ciclistica soddisfacente in ogni condizione. Nell’enduro serve una moto che affronti in sicurezza ogni situazione. Se una moto dà sicurezza a un pilota, il pilota correrà al 95%, con un margine di rischio ridotto, se la moto non gli dà sicurezza correrà al 70%. E’ un lavoro di continuo affinamento durante tutta la stagione, modifiche in funzione di una specifica gara invece sono estremamente rare, proprio per la diversità delle situazioni da affrontare in una gara di enduro». Per quanto riguarda il motore invece? Qual è il lavoro da fare? «Anche qui si parte da una moto da cross e nello specifico le moto giapponesi sono sviluppate per il cross americano e il supercross. Quindi motori molto cattivi a metà erogazione che mal si sposa all’enduro dove serve un motore che parta forte già da zero, che dal Ci piacerebbe riuscire a essere più incisivi nel Campionato Mondiale Enduro E1. Essere più competitivi in tutte le prove alle quali prenderemo parte 89 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito minimo sia subito pronto e reattivo e poi non deve mai avere picchi improvvisi. Nell’enduro il grip è spesso precario e molte volte si curva in contropendenza, in queste situazioni c’è bisogno di un propulsore che offra un’erogazione progressiva e dolce. Il nostro lavoro è stato quello di dare più tiro sotto, meno esplosività in mezzo e più allungo in alto. Per avere un motore più elettrico, come si dice in gergo, che abbia sempre una buona risposta a tutti regimi». 90 Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Dalla moto al pilota. Com’e Micheluz? «Friulano... caparbio! Si allena tantissimo, cura molto anche l’alimentazione e la preparazione a 360°, infatti dal punto di vista fisico anche quando gli altri piloti escono stremati dalle prove più dure lui invece è ancora relativamente fresco. Caratterialmente è una persona molto schietta, tecnicamente è un pilota che riesce ad indicarti con grande precisione quale sia il problema e quali sono le migliorie che vorrebbe». Obiettivi 2014? «La speranza è migliorarsi, ma anche riuscire a confermarsi sarebbe già bello. Ci piacerebbe riuscire a essere più incisivi nel Campionato Mondiale Enduro E1. Essere più competitivi in tutte le prove alle quali prenderemo parte». Altri progetti? «Nel mondo Racing abbiamo siglato un accordo con Diego Nicoletti, pilota vicentino di 27 anni, con cui faremo nella Classe E2 il campionato italiano ed europeo. Anche con lui abbiamo ragione di pensare che faremo una buona stagione, siamo fiduciosi. A noi piace anche supportare giovani talenti che corrono nelle classi 50 e 125 cc e anche quest’anno abbiamo alcune moto con le quali vorremmo dare la possibilità a qualche giovane pilota di poter crescere anche grazie al nostro supporto e trasmettergli la nostra esperienza». Sappiamo che i giovani stanno un po’ perdendo interesse per le due ruote, qual è la situazione nell’offroad? «I numeri sono il problema degli ultimi anni, sia da un punto di vista economico che di interesse. Negli anni settanta tutti i 14enni avevano la moto o il motorino. C’era una passione universale per le due ruote a motore e fuori dalle scuole c’erano fiumi di moto parcheggiate. Oggi i ragazzi sono più appassionati di oggetti elettronici. Una volta quando si usciva da scuola il resto era tutta attività fisica, adesso è elettronica». Enduro Avete in mente qualche progetto per far riscoprire le moto ai giovani? «Sì, noi collaboriamo con Valenti, distributore Suzuki offroad in Italia, che propone un 50 cc che è lo stato dell’arte per l’enduro di quella cilindrata. Insieme a lui stiamo pensando a qualche iniziativa per far conoscere ai giovani la moto». 91 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Supercross Villopoto, bis a Oakland di Massimo Zanzani | L’ufficiale Kawasaki si aggiudica la sua seconda gara stagionale davanti a Stewart e Reed; conferma anche per Anderson nella 250 92 Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica S econda prova di forza per Ryan Villopoto che sul tecnico tracciato di Oakland si è imposto con precisione chirurgica sul ristretto lotto di avversari che quest’anno cercano di dare spezzare l’egemonia triennale del campione in carica. Il californiano dopo aver vinto a mani basse la qualifica ha fatto il bis in finale scavalcando a metà giro Justin Brayton per poi involarsi verso la vittoria mantenendo la testa con sicurezza sino al traguardo. «La partenza sta diventando sempre più importante - ha commentato Villopoto – ed è difficile vincere ripetutamente. Dopo i tanti test che abbiamo fatto dopo la prima prova della stagione le modifiche fatte alla moto sono state molto importanti perché mi hanno permesso di avere più comfort, di essere più sciolto e di curvare meglio. Al cancello ero scattato bene ma la ruota ha pattinato e Brayton ne ha approfittato per prendere la traiettoria migliore e portarsi in testa, ma poco prima delle whoops l’ho passato Motocross e poi non ho più visto nessuno. La pista era bella ma il terreno anche questa volta era di scarsa qualità, per fortuna non ha piovuto e non era umido così non si scivolava come ci è già successo varie volte per cui si è potuto spingere forte. Per quanto riguarda il campionato potevo fare meglio ma sono in una buona posizione e ho ancora margine per migliorarmi» Seconda piazza per James Stewart, che ha ancora una volta mancato il gradino più alto del podio questa volta per un errore sul finale che lo ha allontanato dal battistrada. «Avrei potuto forzare di più ma mi ha fregato lo sbaglio nelle whoops che ho fatto a tre giri dalla fine, ho perso troppo tempo e a quel punto la possibilità di agganciare Villopoto è sfumata. Avrei preso qualche punto in più ma non è andata male ugualmente, dopo tanti anni non mi interessa vincere i singoli eventi ma il campionato e la regolarità di piazzamenti è fondamentale. Di settimana in settimana mi sento sempre meglio, fisicamente sono sempre più forte e le 93 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito modifiche alla moto sono state positive per cui sono molto confidente anche perché in finale ho sempre il rendimento migliore della giornata. La pista mi è piaciuta ma le balle di paglia messe in mezzo alle whoops per separare le due corsi erano molto pericolose perché essendo gli ostacoli molto pronunciati se ne sbagliavi uno potevi benissimo centrare una delle balle. Non vedo l’ora di andare a correre nelle piste dell’Est alle quali sono più abituato, perché senz’altro avrò un rendimento ancora migliore, ma tre volte su quattro sul podio è comunque un buon risultato» Il terzo posto è andato a Chad Reed, questa volta meno incisivo rispetto a sette giorni prima. «La gara è andata bene, ho avuto sempre buone partenze perché ho scelto sempre la linea interna e il fatto di essermi trovato dietro a Villopoto alcune volte mentre tirava fortissimo mi ha 94 Periodico elettronico di informazione motociclistica permesso di evitare gli errori che ha fatto lui. Al secondo giro però ne ho fatto uno grosso anch’io che mi ha fatto venire la pelle d’oca, così ho fatto il quadruplo solo quando arrivavo perfetto ed ero sicuro di potercela fare. Per fortuna prima della finale abbiamo fatto una modifica alla forcella ad aria che mi ha aiutato molto, il problema è che da un paio di anni in allenamento non riusciamo mai a replicare le stesse condizioni che troviamo il giorno della gara ed è un po’ come ripartire da capo. Il risultato è favorevole perché mi sto mantenendo consistente, il problema è che non mi sento orribile sotto nessun aspetto ma neanche superiore in nessun altro. Ogni gara imparo qualcosa, e cerco di metterla in pratica, si tratta di tutti piccoli aggiustamenti che mi portano a dare sempre di più. Il blockpass che mi ha fatto Stewart non è altro che quello che mi posso Scarica l’APP del Magazine aspettare da lui, d’altronde lui vuole vincere quanto me ed è chiaro che si cerca di farlo in tutti i modi. Un buona partenza e superare in modo puliti gli avversari nella prima fase di gara è la chiave per assicurarsi parte del successo della gara, perché poi mentre ai tempi di McGrath o Carmichael il passo era velocissimo per cinque o sei giri oggi lo è anche per dodici o quindici grazie alla facilità delle piste e ai progressi delle moto e degli altri piloti per cui devi mantenere alta la guardia per buona parte della gara ed è diventato ancora più difficile come dimostra il fatto che in prova pur essendo a soli sei decimi di secondi dal primo ero in settima posizione. La pista oggi finalmente non era male, il problema è che iniziamo a correre in una maniera e diventa pronta solo per la finale quando si può dire finalmente a posto. Hanno tre giorni per realizzarla, e non Motocross capisco perché non iniziano a bagnare prima, è sia sempre la stessa storia». Giornata un po’ sottotono invece per Ryan Dungey e Ken Roczen, terminati rispettivamente al quarto e sesto posto. «Oggi per battere Villopoto o Stewart bisognava essere al 100% e i miei piloti non lo sono stati – ha spiegato il team manager KTM Roger De Coster - è vero che in finale per non scontrarsi alla prima curva hanno chiuso troppo preso il gas e la partenza è stata così compromessa, ma anche il loro impegno non è stato sufficiente per puntare alle prime posizioni. Hanno mancato un po’ specie nella zona “ritmica” prima del traguardo, comunque non è stata una giornata esaltante ma neanche terribile specie per Ryan che in definitiva ha portato a casa un discreto risultato» Guarda tutte le classifiche 95 Le Foto più spettacolari di Anaheim II Lo spettacolo tutto americano del Supercross di scena ad Anaheim, con Reed che torna alla vittoria dopo due anni di digiuno. Ecco gli scatti più belli che raccontano la gara dentro e fuori dalla pista di Massimo Zanzani 96 97 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 98 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motocross 99 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Scarica l’APP del Magazine Periodico elettronico di informazione motociclistica Motocross Media 100 101 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito 102 Periodico elettronico di informazione motociclistica Scarica l’APP del Magazine Motocross 103 Ricevi Moto.it Magazine » Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Sport Scarica l’APP del Magazine Editore: CRM S.r.l., Via Melzo 9 - 20129 Milano P. Iva 11921100159 Responsabile editoriale Ippolito Fassati Capo Redattore Andrea Perfetti Redazione Maurizio Gissi Maurizio Tanca Cristina Bacchetti Marco Berti Francesco Paolillo Aimone dal Pozzo Edoardo Licciardello Grafica Thomas Bressani Collaboratori Nico Cereghini Massimo Clarke Giovanni Zamagni Carlo Baldi Massimo Zanzani Lorenzo Boldrini Enrico De Vita Ottorino Piccinato Antonio Privitera Antonio Gola Alfonso Rago COPYRIGHT Tutto il materiale contenuto in Moto. it Magazine è oggetto di diritti esclusivi di CRM S.r.l. con sede in Milano, Via Melzo 9. Ne è vietata quindi ogni riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione scritta di CRM S.r.l. Moto.it Via Melzo 9- 20129 Milano Reg. trib. Mi Num. 680 del 26/11/2003 Capitale Sociale Euro 10.000 i.v. Email: [email protected] 104 105