Anno Sesto numero QuarantaSette | Settembre Duemilaquattordici | Euro Tre
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MAGRITTE
PAGINA 30
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MALEFICENT
PAGINA 32
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MARCO MELANDRI
PAGINA 38
n°47
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ARIA DI
CAMBIAMENTI
L’Editoriale
DI MICHELE OGGIONI
Eccoci qui, cari lettori, é già settembre.
Queste vacanze sono volate e giá si é ripreso il lavoro.
Da questo mese vi proponiamo il nuovo bergamoup con rilegatura a punto metallico. Ci ricorda il piacere
di sfogliare il libretto del cd del nostro cantante preferito o il libretto di istruzioni dello smartphone. Più
pratico, ci permette di sfogliare la rivista nella sua ampiezza, consentendo una visione perfetta in caso di
testi o foto pubblicati in doppia pagina. Abbiamo quindi abbandonato la rilegatura con brossura fresata.
Questo è uno dei primi passi che ci sta spingendo al mondo del web. Con la nostra APP stiamo andando
al passo con i tempi e anche noi siamo propensi nel salvare i nostri alberi, i nostri boschi e quindi la vita
a 360 gradi poichè le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica
nell’atmosfera. Una famiglia di 4 persone “consuma” 2 alberi ogni anno. Quindi sarebbe bene riciclare: la
carta che si utilizza comunemente nelle stampanti, una volta riciclata ha una resa quasi doppia; cioè 100
fogli di carta nuova opportunamente trattata consente di ottenere 80/90 fogli di carta riciclata. L’utilizzo
della tecnologia é oggi così diffuso che é possibile tagliare l’utilizzo della carta. Ovviamente per le nostre
realtá il percorso é un pò più lento però nel nostro piccolo vogliamo dare il nostro contributo. Vi invitiamo
a scaricare sul vostro ipad e sul vostro iphone la APP di bergamoup per tenerci sempre piú vicino a voi, per
consultarci ogni qual volta ne abbiate voglia. Presto anche per Android.
Stiamo lavorando per voi!
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DOMENICA APERTI
DALLE 15:00 ALLE 19:00
Via Roma 33h Nembro
Tel. 035/470773 fax 035/470776
modadinterni.it [email protected]
Editore
Editrice BergamoUp srl
Direttore Generale
Michele Oggioni
[email protected]
Direttore Responsabile
Renata Sortino
Redazione
Anna Paltrinieri
[email protected]
Segretaria di redazione
Alessia Paganelli
[email protected]
[email protected]
Responsabile Marketing
Pietro Di Bilio
[email protected]
Marketing & Pubbliche relazioni
Ghione Cristiana, Barbara Epis
Responsabile grafica e impaginazione
Carlo Rondi
[email protected]
Progetto grafico
carlorondidesign.tk
Stampa
pixarprinting
Responsabile Web e Social
Chiara De Troia
Fotografi
Matteo Mottari
Carlo Rondi
Chiara De Troia
Hanno Collaborato:
Vip International, Giorgio Arfaras, Andrea Lodetti, Massimo Buttinoni, Samuele Sortino, Nalla Ciombioni, Alice Cerea, Monica D’intino,
Graziano Lanza, Cristiana Ghione, Maurizio Lorenzi, Mr. Pink, Marco Chiari, Helca Locatelli.
Crediti Fotografici:
Per Le Immagini Senza Crediti L’editore Ha Ricercato Con Ogni Mezzo I Titolari Dei Diritti Fotografici Senza Riuscire A Reperirli. È Ovviamente A Piena Disposizione Per L’assolvimento Di Quanto Occorre Nei Loro Confronti.
© Copyright Bergamoup Magazine:
Testi E Immagini Della Presente Pubblicazione Non Possono Essere Riprodotti Con Mezzi Grafici, Meccanici, Elettronici O Digitali Senza
Autorizzazione Firmata Da Editrice Bergamoup Srl.
Ogni Violazione Sarà Perseguita A Norma Di Legge.
Bergamoup,
Periodico Mensile Di Informazione Locale;
Iscrizione Presso Il Tribunale Di Bergamo N. 16/2009 Del Maggio 2009
Editrice Bergamoup Srl - Concessionaria Pubblicità
Sede Legale: Via Calzecchi Onesti 3, Bergamo
Cod. Fisc. E P.iva: 03806600163
Pubblicità e Abbonamenti
035 217665
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SOMMARIO
SETTEMBRE DUEMILAQUATTORDICI
PUBBLIREDAZIONALI
GIONCHILIE 8
INDIVIDUAL LAB
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PINZIMONIO14
CASSANO FESTIVAL18
RUBRICHE............21
EVENT..................59
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REDAZIONALE
OTTICA GIONCHILIE 5th Avenue
UN PASSO AVANTI OLTRE LO STILE. PAROLA D’ORDINE INNOVARE
U
na storia che profuma di tradizione, passione, imprenditoria e perchè no, anche d’amore, quella di
Gionchilie che da poco ha trasferito il negozio in via S. Bernardino 12, all’incrocio delle cinque vie di
Bergamo, dando vita a uno store unico nel suo genere: Ottica Gionchilie 5th Avenue.
Unico perché in 200 mq divisi in due piani, si può contemplare non solo un vasto assortimento di
occhiali (che spazia da quelli di tendenza a quelli più sofisticati e di nicchia, a quelli più tecnologici e
avveniristici) ma anche vere e proprie occasioni più uniche che rare. Infatti al piano sotterraneo, in teche di design e luci
soffuse, si trova l’outlet dell’occhiale per antonomasia, ovvero prodotti scontati dal 50 al 70% fino a promozioni con montature a 1 euro.
Si, avete letto bene. La ricerca di prodotti particolari, di nuove marche e il piacere di essere circondati da occhiali di tendenza e all’avanguardia ha spinto Yuri e Laura, i titolari di Gionchilie Ottica, ad avere una scelta fuori dal comune in fatto di
assortimento. La proposta è in continuo fermento dunque, e piuttosto che lasciare ferme in cassetti montature, che magari
pagano il prezzo di avere qualche mese, Ottica Gionchilie 5th Avenue preferisce proporli a prezzi scontati, scontatissimi, per
amore di fare felici clienti di tutte le tasche e di tutti i target.
«L’occhiale trucca il volto e ne codifica la personalità. Ecco perché ognuno deve scegliere il modello prediletto», raccomanda
Yuri Gionchilie. E non c’è che l’imbarazzo della scelta da Ottica Gionchilie, perché, come nella moda, non c’è un’unica
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tendenza ma tanti stili.
Gli occhiali oltre a offrire un’alta qualità delle lenti devono avere tante caratteristiche: essere leggeri, confortevoli, cioè ergonomici e persino morbidi al tatto, in breve devono essere irresistibili. Brand campione di queste particolarità oltre ad essere
infinitamente cool è “Moscot”, la linea di occhiali firmata da Johnny Deep che sta spopolando in tutto il mondo e che a
Bergamo è un’esclusiva Ottica Gionchilie.
«Le montature sono sempre importanti, in materiale spesso opaco, quasi tattile e attento all’ambiente, grande studio su quelli in legno e in bamboo, ma persino in lana, policarbonato flessibile » racconta Laura, moglie e socia di Yuri, che continua:
«Per esempio la forma a gatta e a farfalla delle dive Anni ‘50 oggi rivive in chiave design e quindi in versione futuristica, ma
niente smancerie con “Caroline Abram” il brand che realizza occhiali raffinati e di stile per donne che amano i particolari».
Le nuove lenti sono sfumate, sulla suggestione dei filtri di Instagram. Incarnano perfettamente le due categorie dello spirito
che hanno fatto la fortuna degli occhiali: desiderio di esibirsi e nascondersi. «Quelle specchiate sono tornate in tutte le forme,
da quelle tipiche a goccia a quelle aviatore. In negozio abbiamo le proposte di J.F. Rey Eyewear Design, Bob sdrunk, Etnik,
Boz, Superdry, Lio -occhiali.it, Pop a art, Glassing brand che soddisfano tutte le esigenze in fatto di moda, tendenza, qualità
e ricerca, prodotti che non passano mai inosservati e colorano la quotidianità» conclude Laura.
La qualità del servizio di Ottica Gionchilie si evince anche nel servizio di assistenza al quale ogni cliente viene sottoposto.
Sarete nelle mani esperte di professionisti che vi seguiranno passo passo, con dedizione, simpatia e competenza. Dall’esame
della vista effettuata con attenzione e scrupolo, al test lacrimale fino alla scelta delle lenti a contatto piuttosto che alla montatura più adatta a voi, e addirittura per uno scatto di una foto in formato fototessera.
Sapevate che solo un italiano su cinque si preoccupa della sua vista e oltre il 60 per cento degli italiani non si è mai sottoposto
a una visita dall’oculista? Una buona ragione per cominciare a pensarci è recarsi presso la nuova sede di Ottica Gionchilie
5th Avenue.
Di Renata Sortino, photo by Matteo Mottari
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OTTICA GIONCHILIE
5TH AVENUE
VIA SAN BERNARDINO 12
21122 BERGAMO
WWW.OTTICAGIONCHILIE.COM
TEL. 035 319380
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REDAZIONALE
INDIVIDUAL LAB
I
NDIVIDUAL LAB nasce sul territorio di Romano di Lombardia dall’esigenza di offrire un servizio personalizzato al
fine di garantire ai propri utenti il raggiungimento di nuovi obiettivi e di uno stile di vita che abbia come traguardo un
benessere psico-fisico durevole.
INDIVIDUAL LAB, grazie all’ incontro tra la passione e la professionalità di due personal trainer con formazione nelle
scienze motorie e tantissimi altri attestati nel mondo del fitness, Andrea Brevi e Mattia Barelli, mette a disposizione
numero servizi: dal fitness generale alla ginnastica posturale, dal dimagrimento duraturo alla ginnastica pre e post parto,
dalla rieducazione fisico motoria all’osteopatia, avendo sempre un occhio di riguardo a tutti i sintomi stress correlati migliorabili attraverso una corretta alimentazione e ad uno stile di vita sano.
In un settore che va sempre più verso il low cost ed il fai da te, Individual Lab si differenzia sul territorio per la continua
assistenza verso frequentatori del proprio centro e la personalizzazione dei loro programmi d’allenamento.
La programmazione e la frequenza degli allenamenti vengono stabilite solo dopo aver eseguito un accurato colloquio,
seguito da test di valutazione sullo stato di forma (bioimpedenziometria) e test posturali (osservazione posturale e pedana
stabilometrica).
Altro strumento di primaria importanza per la rieducazione motoria, assieme alla pedana stabilometrica, è il Kyros, ossia un
attrezzo che sfrutta la potenza dell’aria compressa, consentendo di programmare l’allenamento in concentrica ma anche in
eccentrica con due forze diverse.
Anni di esperienza nel campo del fitness, tecnologie avanzate e una continua formazione rendono INDIVIDUAL LAB il
centro adatto per ritrovare il proprio stato ideale di forma e di benessere generale.
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REDAZIONALE
PRESTIGIO PRESSO LA
CORTE RICEVIMENTI
A
rcate con mattoni in vista e arredamento moderno rendono attraente e raffinata la location mentre abatjour provenzali e camini riscaldano l’ambiente donandogli un carattere accogliente ed elegante. Così
facendo la Corte Ricevimenti risulta ideale per qualsiasi evento.
La location è situata nella quiete dei colli della Val Cavallina presso la cittadina di Brusaporto, qui si può
rivive la magica atmosfera di un’antica filanda.
L’arte culinaria e l’ospitalità si fondono con storia e tradizione dando vita a La Corte Ricevimenti presso La Vecchia Filanda,
in via Cesare Battisti 6.
La Corte Ricevimenti è prestigiosa e consona a qualsiasi stagione, si possono allestire eventi di classe e banchetti nuziali all’esterno durante la bella stagione mentre all’interno sono disponibili tre grandi Sale banchetti che in totale possono ospitare
400 persone.
È possibile organizzare cene di lavoro, banchetti nuziali, conferenze e ricevimenti.
I locali che un tempo erano destinati a magazzini, sono diventati suggestive ambientazioni per ricevimenti e banchetti. Ed è
proprio in questa atmosfera che La Corte Ricevimenti crea proposte raffinate e di diletto per soddisfare ogni esigenza e per
rendere ogni evento indimenticabile.
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La Corte diventa Ristorante dal venerdì alla domenica previa prenotazione, allestimenti e cucina sono personalizzabili e
sempre di altissimo livello.
Cene raffinate ed eventi esclusivi vengono esaltati dall’architettura rustica della corte che accoglie verso l’interno della
struttura con la Sala S. Francesco. Quest’ultima affaccia sul cortile, verso la Sala Gusto e al piano superiore troviamo la Sala
Tradizione.
-AMBIENTI- La Corte Ricevimenti è in completa sintonia con chi ricerca ambienti ricchi di fascino intenso ed inconfondibile, il luogo ideale anche per matrimoni e ricevimenti di classe per il suo carattere intimo, riservato e per chi esige una
struttura in esclusiva a propria disposizione.
-LA CUCINA- Sapori,colori,profumi inebrianti e intense fusioni, è questo che potranno offrirvi gli chef esperti della Corte
Ricevimenti. Vi condurranno in un delizioso viaggio gastronomico seguendo la filosofia della famiglia Pagano, i gestori della
location, ovvero “servire il meglio come a casa propria” per poter soddisfare ogni tipo di preparazione culinaria richiesta dal
cliente.
I piatti moderni ed innovativi insieme a quelli tradizionali seguiranno la stagionalità delle materie prime.
Lo staff professionale e attento alla cura delle sale si occuperà di allestire in modo personalizzato il vostro banchetto seguendo
ogni fase con la massima premura. Il comfort ed i servizi esclusivi seguono la nobile ed antica arte dell’enogastronomia e
dell’ospitalità. Tutto questo lo ritroverete tra le mura di La Corte Ricevimenti, dove l’ atmosfere d’altri tempi si coniuga ad
un eccellente servizio banqueting. Di Renata Sortino e Anna Paltrinieri, photo by Matteo Mottari
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C/O LA VECCHIA FILANDA
VIA C. BATTISTI, 6 BRUSAPORTO (BG)
TEL. 035. 683191
[email protected]
WWW.LACORTERICEVIMENTI.IT
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REDAZIONALE
CASSANO FESTIVAL
D
al 30 agosto al 9 settembre si è tenuta l’anteprima del Cassano Festival nella splendida cornice del Parco
di Villa Borromeo a Cassano D’Adda.
La celebre Villa si è trasformata per l’occasione in un elegante Open Theatre, palcoscenico della manifestazione di musica e spettacolo che diventerà ufficialmente un Festival nell’estate 2015.
A dare l’avvio a questo nuovo evento per Cassano D’Adda tre concerti di grande richiamo: Angelo Branduardi il 30 agosto con il suo ultimo lavoro “Il Rovo e la Rosa – concerto 2014”, Nicola Piovani il 4
settembre in “Concerto in Quintetto” che ripropone brani scritti per il cinema e per il teatro rivisitati e riarrangiati dall’autore in una versione particolare con un piccolo gruppo di solisti e l’opera rock “The Wall Live” il 9 settembre,è stata una
esecuzione rigorosamente dal vivo eseguita da musicisti e solisti che esaltano la miscela rock e classica dell’opera, un mix in
cui convivono due stili, uno sacro e uno profano, per rendere omaggio all’intramontabile opera rock dei Pink Floyd.
Per la prima volta Cassano D’Adda è stata protagonista di un appuntamento esclusivo che ben si coniuga con la grande
rilevanza del contesto storico geografico in cui era inserita la manifestazione, il che ha offerto agli artisti l’opportunità di
esibirsi in un luogo unico nel suo genere.
Grande merito dell’iniziativa parte da un’intuizione di Marco Calamari insieme a Battista Ceragioli, entrambi consolidati
promoters di iniziative di respiro internazionale, che, conquistati dal fascino del territorio, hanno voluto fortemente contribuire a far conoscere Cassano D’Adda ad un pubblico sempre più numeroso.
Da qui l’idea di un Festival, condiviso con la famiglia proprietaria della Villa, che ha coinvolto gli enti pubblici e privati
della zona, attraverso un progetto patrocinato dall’amministrazione comunale e approvato dall’Assessorato alla Cultura di
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Cassano, dalla Proloco e dai commercianti locali.
L’intento dell’iniziativa era quello di valorizzare le potenzialità culturali e artistiche della città attraverso un cartellone di spettacoli, musica e danza che si terranno ogni anno tra la metà di giugno e la metà di luglio.
Come è accaduto anche quest’anno, durante il Cassano Festival artisti di fama internazionale si sono alternati a spettacoli che
coinvolgono realtà più nazionali e locali in modo da creare un’attenzione trasversale e da attrarre diverse tipologie di pubblico.
Un ringraziamento speciale per l’esibizione dei ballerini della Scala in ragione dell’operazione in ricordo di Walter Albisetti
e della Associazione da luimfondata Waves onlus.
Tutto questo mira a portare notorietà e prestigio al territorio e a diventare un’occasione di crescita dell’offerta culturale locale
destinata ai suoi abitanti ma anche ai turisti e ai visitatori.
È stata una nuova opportunità per le realtà produttive della zona che hanno con entusiasmo intrapreso un cammino di collaborazione con gli organizzatori.
Serate:
Sabato 30 Agosto ore 21:00
Angelo Branduardi in “Il rovo e la rosa”
Giovedì 4 Settembre ore 21:00
Nicola Piovani in “Concerto in Quintetto”
Martedì 9 Settembre ore 21:00
“The Wall” Live - Opera Rock
CON IL PATROCINIO DEL
COMUNE DI CASSANO D’ADDA
CASSANO D’ADDA - PARCO VILLA BORROMEO
PRO LOCO
CASSANO D’ADDA
30 AGOSTO/9 SETTEMBRE
SABATO 30 AGOSTO
ANGELO BRANDUARDI
GIOVEDI 4 SETTEMBRE
NICOLA PIOVANI
MARTEDI 9 SETTEMBRE
THE WALL LIVE
INFO
www.cassanofestival.com - [email protected]
Tel. +39 391 48 68 088
CREDITS
Coordinamento: Marco Calamari
Organizzazione: Battista Ceragioli Management
Allestimenti: Service Audio e Luci Electraservice di Roberto Buttarelli
Ufficio Stampa: Verbavolant - Lia Chirici: 02.84891579 - [email protected]
Responsabile Ticketing/Gruppi organizzati: Simone Giusti - [email protected]
PREVENDITA
Coop Cassano d’Adda
www.ticketone.it
www.bookingshow.it
www.vivaticket.it
www.liveticket.it
Si ringrazia per
la collaborazione:
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VENDITA AUTO USATE
E SERVIZIO OFFICINA
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Via Tonale 46/a, 24061 Albano Sant'Alessandro
[email protected] - www.autosalonealbano.it
Tel: 035 581233
Rubriche
ECONOMIA22
ATTUALITÀ
24
ARTE28
CINEMA30
TELEFILM32
LIBRI34
SPORT36
VIDEOGIOCHI38
MOTORI40
MEDICINA44
BLOG46
CUCINA48
MODA50
RACCONTI54
SICUREZZA56
21
RUBRICHE
ECONOMIA
Di Giorgio Arfaras
Pres Comitato Investimenti SCM SIM
www.scmsim.it [email protected]
LA SECESSIONE DELLA SCOZIA
S
i parla dell'indipendenza della Scozia, dopo trecento e passa anni di unione con l'Inghilterra (e con il
Galles e l'Irlanda del Nord). Si terrà un referendum fra pochi giorni. Si vedranno meglio nei prossimi
tempi, naturalmente se al referendum vincessero i secessionisti, gli aspetti economici della vicenda. Intanto, diamo un'occhiata di massima.
La Scozia con cinque milioni di abitanti ha una popolazione molto più anziana dell'Inghilterra che ha
più di cinquanta milioni di abitanti. Ha quindi delle maggiori spese pensionistiche e sanitarie. Ha però il petrolio, che, pur
essendo in via di lento esaurimento, ha sempre un suo peso.
Ha anche, essendo molto ventosa, le energie rinnovabili in misura copiosa. Inoltre, è in maggioranza laburista. Se si fosse
la secessione, i laburisti, che in Inghilterra contano poco, rischierebbero l'irrilevanza, e perciò i conservatori avrebbero la
maggioranza assoluta.
L'Inghilterra potrebbe finalmente diventare in via definitiva un'isola liberista, così soddisfacendo il sogno della Thatcher.
Possiamo immaginare due modelli. La Scozia potrebbe imitare la vicina Norvegia: un petro-stato socialdemocratico. L'Inghilterra diventerebbe una sorta di Singapore – un Paese aperto al commercio, liberalizzato in ogni suo dove –, ma una città
stato più che uno stato. Naturalmente la differenza - non da poco - sarebbe la democrazia.
Preoccupa gli inglesi la fine della “britishness”, il modo britannico di vivere, come si potrebbe tradurre.
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Ossia, il gran destino che ha fatto di un piccolo popolo un grande Impero, laddove, alla fine, si è avuto un lascito di tolleranza
di pluralismo di cui il mondo è grato. Ma questo è un aspetto minore. Ma qualche inglese – nostalgico - ne parla.
Ieri i sondaggi hanno mostrato che una vittoria dei secessionisti è possibile. I titoli richiamavano in apertura il mal andamento dei mercati finanziari che erano impauriti dalla prospettiva della secessione. A fine giornata la borsa britannica è però scesa
del 0,3%, con l'obbligazione decennale è rimasta dov'era, e, infine, con la sterlina che si è indebolita contro il dollaro del 1%
circa. Insomma per ora non è successo niente.
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RUBRICHE
ATTUALITÀ
Di Renata Sortino
PETER PAN DI TUTTO IL MONDO UNITEVI,
HARRY POTTER CI SALVERA’
I
n questi giorni riflettevo sul fatto che sempre più spesso ci troviamo ad avere a che fare con adulti che in realtà non
vogliono saperne di prendersi responsabilità, (chi più, chi meno) che giocano sul fatto di essere fisicamente ancora
piacenti e su questo stabiliscono tutta la loro vita sociale, che naturalmente è tutta divertimenti, poco impegno e
trallalà.
Bisogna “pensare giovane”, essere tecnologici, non perdersi l’ultimo social network, l’ultima app. Ha preso il sopravvento il mito di una vita priva di riflessione, una vita-giocattolo, dove tutto è a portata di mano.
E’ un dato di fatto, l’immaturità di certe persone (mi ci metto dentro anche io) è talmente esponenziale che ormai nell’immaginario collettivo siamo anche pronti a giustificarli dicendo semplicemente. “ Che vuoi farci, ha la sindrome di Peter
Pan!”.
Così forte è il paragone che sociologi contemporanei parlano proprio di “Generazione Peter Pan” riferendosi a chi è nato
tra gli anni ’70 e ’80.
Peter Pan lo conosciamo tutti, perché i film Disney e il più recente di Steven Spielberg con il rimpianto Robin Williams,
sono entrati nella storia lasciando un magico e fantasioso segno.
Analizziamo però le sue caratteristiche comportamentali. Si tratta di un bambino capace di volare e che si rifiuta di crescere,
trascorrendo un’avventurosa infanzia senza fine sull’ Isola che non c’è, come capo di una banda di “Bimbi Sperduti”, in
compagnia di sirene, indiane, fate e pirati.
Questo è il personaggio. Non tutti sanno però, che Peter Pan non è solo una figura mitologica tipo Babbo Natale, ma che in
realtà è nato dalla fantasia dello scrittore scozzese James Matthew Barrie all’inizio del secolo scorso.
Questa cosa mi ha affascinata. Il personaggio letterario genere fantasy con il quale è iniziato il 1900 è un ragazzino che non
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vuole mai crescere, e si conclude con Harry Potter, l’eroe letterario di fine secolo. Ho avuto un’illuminazione: cent’anni di
immaturità sono stati il tratto distintivo del ventesimo secolo, al quale portiamo uno spiraglio di ottimismo solo grazie a
Joanne K. Rowling con il suo maghetto, ovvero l’esatto opposto caratteriale di Peter Pan.
Si, perché Harry è buono, timido ed educato. Crede nel profondo senso dell’amicizia e dell’amore, ed è sempre in prima
linea contro il male.
Non solo, si dimostra coraggioso nell’affrontare le sue scelte e le conseguenze delle sue azioni, quindi è anche coerente e di
sani principi, e con questi valori combatte nella lotta contro il male, dove apprende una grande verità : il Male è prima di
tutto dentro noi stessi. In particolare contro Lord Voldemort (colui che ha ucciso i suoi genitori), Harry capisce che in realtà
gli somiglia.
Potter stesso lotta contro l’immaturità. Peter fugge, non vuole diventare come i suoi genitori e si rifiuta di crescere. Harry
invece va a scuola, volta le spalle alla spensieratezza e, in un passaggio dopo l’altro, come una sorta d’iniziazione, accetta le
proprie responsabilità.
Inoltre comprende l’intelligenza delle donne (Hermione) e trova l’equilibrio diventando padre a sua volta.
Mi piace pensare questa cosa: se il 1900 ha generato, da una costola di un romanzo una “Generazione Peter Pan”, per un normale sillogismo il 2000 dovrebbe dar alla luce una “Generazione Harry Potter”, ovvero adulti coerenti, fieri e di sani principi.
Confido molto in questo futuro prossimo, sarebbe sicuramente un bene per la società.
Soluzioni intelligenti, perspicacia e fierezza sarebbero i tratti distintivi di questa nuova generazione che affronterebbe il futuro non con codardia ma con eroico coraggio.
Sarebbe bellissimo. Tuttavia, penso che sia un futuro decisamente troppo fantasy per la razza umana e comunque, in tutta
onestà, lasciatemelo dire, ho sempre avuto una fortissima antipatia per Harry Potter.
Chi vivrà vedrà.
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RUBRICHE
ARTE
Di Chiara De Troia
violet-photography.weebly.com
[email protected]
RENÉ MAGRITTE
R
L’ARTISTA DELL’INGANNO VISIVO
ené Magritte, esponente belga del Surrealismo, è forse uno degli artisti di quel periodo più conosciuti al
mondo: grazie alle sue immagini semplici, ordinate e di grande effetto è stato ed è tuttora ripetutamente
copiato dalla grafica e dalla pubblicità (egli stesso è stato anche illustratore e grafico), cosa che ha contribuito alla grande diffusione delle sue opere e alla sua fama non solo nel mondo dell’arte.
Nato nel 1898 a Lessines (Belgio), dopo un’infanzia tragica segnata dal suicidio della madre, visse la maggior parte della sua vita da tranquillo borghese a Bruxelles, tranne un breve soggiorno di tre anni a Parigi in compagnia degli
esponenti francesi del Surrealismo.
Dopo una formazione avvenuta in Belgio, inizialmente influenzata dal cubismo e dal futurismo, dove assimilò una particolare tendenza a coniugare l’umorismo e il senso del macabro, entrò in contatto con la pittura di De Chirico, di cui apprezzò
a tal punto la scarsa attenzione alle componenti tecniche rispetto alla centralità dei contenuti figurativi solo apparentemente
realistici da farne uno dei suoi tratti distintivi, dipingendo soggetti e paesaggi caratterizzati da paradossi visivi e dal corrispettivo per immagini dei giochi di parole, da metamorfosi e da accostamenti impossibili.
Altro tema ricorrente nelle opere di Magritte sono gli “omini con la bombetta” protagonisti di situazioni improbabili, a
riflettere la passione dell’artista per il cinema e in particolare per il personaggio di Phantomas, affascinato dall’idea della possibile trasformazione di un tranquillo borghese, come egli stesso si sentiva, in un personaggio libero e trasgressivo.
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Da non dimenticare anche la frequente associazione nei suoi quadri tra la figura della donna e il mare, il ricorrere di figure
avvolte da panni e l’identificazione della donna con la bara, segni del tratto indelebile che ha lasciato la morte della madre
(annegata con una camicia da notte avvolta sul viso) nella coscienza e nell’immaginario di Magritte.
Ciò che lo distingue maggiormente dagli altri surrealisti, oltre alle tematiche trattate e al voluto distacco dal sogno, dall’automatismo psichico e dalle passioni inconsce, è anche la sua passione per la descrizione del pensiero più che delle emozioni, una
sorta di indagine nei meandri della logica, infatti per Magritte la pittura non ha a che fare con la realità, ma con il pensiero
ed è per questo che essa può presentarci immagini che contraddicono le nostre aspettative percettive: “la mente ama l’ignoto,
ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”.
Magritte non avvicina il reale per interpretarlo o ritrarlo, l’intenzione del suo lavoro è alludere a tutto come un mistero e
lasciarlo indefinito. Radicale ed estremo, abbina uno stile pittorico scolastico e riproducibile con la dissacrazione delle apparenze, il ribaltamento dei luoghi comuni: cambia la concezione dell’arte tramite l’uso dell’arte stessa non come semplice
riproduzione della realtà ma come linguaggio convenzionale attraverso cui esprimere un concetto, come la scrittura.
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RUBRICHE
CINEMA
PARLIAMO
DI FILM
Di Davide Comotti
MALEFICENT
D
opo Biancaneve e Hansel e Gretel, tocca a un’altra celebre favola essere trasposta sul grande schermo in
versione dark/gotica: La bella addormentata nel bosco di Charles Perrault diventa Maleficent (2014) di
Robert Stromberg. Come le precedenti, anche questa fiaba subisce una profonda rivisitazione tematica
e stilistica, un po’ “alla Tim Burton” se vogliamo: e forse non è un caso visto che Stromberg, qui al suo
esordio come regista, è stato scenografo proprio di Alice in Wonderland di Burton. Maleficent è un autentico kolossal di straordinaria potenza visiva, in cui le maestose scenografie si fondono con effetti visivi
strabilianti (animazione e computer grafica), frutto dell’esperienza pregressa di Stromberg (non solo il suddetto Alice ma
anche Avatar, Il grande e potente Oz e altri ancora). La Walt Disney, che nel 1959 aveva prodotto il classico film d’animazione
La bella addormentata nel bosco (trasposizione abbastanza fedele), ora co-produce questo film “rivoluzionario”.
Prendendo come soggetto la fiaba di Perrault, gli sceneggiatori puntano l’attenzione non tanto sulla “bella addormentata”
ma soprattutto sulla strega Malefica, interpretata da una splendida e carismatica Angelina Jolie. Il film inizia raccontando
l’antefatto: Malefica è una giovane fata che vive nel felice Regno della Brughiera, abitato solo da fate e altri esseri magici;
la serenità del bosco incantato è minacciata dal vicino Regno di Enrico, abitato da esseri umani che vogliono impadronirsi
della Brughiera. Un giorno, Malefica riceve la visita di Stefano, un ragazzo proveniente dal Regno nemico: fra i due nasce col
tempo una storia d’amore, destinata però a finire quando il giovane succede al trono dell’anziano re morente. Come prova di
fedeltà, deve uccidere proprio Malefica, ma in nome del suo vecchio amore la risparmia e si limita a tagliarle le ali. La fata,
da buona e innamorata, diventa così malvagia e assetata di vendetta: erige una barriera di rovi attorno alla Brughiera e, per
punizione, lancia un incantesimo sulla figlia del nuovo re, Aurora, che morirà al compimento dei 16 anni (qui inizia dunque
la storia della Bella addormentata che tutti conosciamo). Aurora viene allevata da tre fate sotto sembianze umane, e una volta
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diventata adolescente stringe un’insolita amicizia proprio con Malefica, di cui ignora la vera identità.
Se, da una parte, nel film troviamo diversi momenti che si attengono fedelmente al racconto di Perrault, dall’altra prevale
però una rivisitazione totale della favola e dei suoi meccanismi narrativi – tanto da diventare in certe sequenze una sorta di
“anti-favola”. Maleficent sviscera le dinamiche psicologiche del personaggio e delinea una figura che supera il semplice carattere del “cattivo” per sfociare in qualcosa di più sfumato. La storia, così come la fata/strega, conosce una singolare evoluzione:
dall’elegiaca vita nella Brughiera a una condizione di crudeltà e nichilismo assoluti, in cui – come afferma Malefica – “il vero
amore non esiste”. Se vogliamo, è la de-costruzione di un mito (il principe azzurro, la principessa, il bacio), sostituito da un
mondo fatto di malvagità e tradimenti. Grandiosa la Jolie nel trasformarsi da fata felice e innamorata a strega incattivita per
la perdita dell’amore e della fiducia: pur essendo innanzitutto un film di spettacolo, Maleficent è interessante anche per le
complesse sfumature psicologiche della strega (impensabili nella fiaba classica) e del suo rapporto con Aurora (addirittura,
il bacio del principe non servirà a nulla e sarà invece il bacio della strega a risvegliare la ragazza dall’incantesimo). Malefica,
nel suo cuore, non è così cattiva come l’abbiamo sempre immaginata: lo diventa per la crudeltà dell’uomo, ma riuscirà a
redimersi, tant’è vero che nel finale lo spettatore è portato a identificarsi con lei piuttosto che con il re. Appassionanti anche
tutti gli altri personaggi: dal re Stefano a Fosco (il corvo trasformato in umano, poi in lupo e in drago) fino alle tre fate
madrine con i loro discorsi divertenti.
Se Maleficent è rivoluzionario nelle tematiche, altrettanto lo è nello stile: abbracciando l’estetica dark/gotica che tanto va di
moda nel cinema contemporaneo (soprattutto americano), Stromberg mette in scena un universo visivo ipnotico e maestoso, in grado di variare dai colori sfavillanti della Brughiera iniziale ai toni cupi del nuovo regno di Malefica, circondato da
enormi rovi neri. Personaggi fantastici si muovono in alternanza a esseri umani, epiche e fragorose battaglie si contrappongono a splendidi paesaggi, il tutto valorizzato non solo dalla fotografia ma anche da un buon uso dell’animazione in digitale:
memorabile, per esempio, la luce verde fosforescente che si sprigiona da Malefica al momento dell’incantesimo. Il look della
protagonista è destinato a diventare parte del nuovo immaginario cinematografico e fiabesco: la bellissima Jolie con abiti
scuri e un copricapo di corna nere, in pieno stile dark come buona parte del film.
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RUBRICHE
TELEFILM
CONSPIRACY
SERIES
Di Carlo Rondi
“W
UTOPIA
HERE IS JESSICA HYDE? Comincia così, con questa domanda questa serie tv insolita.
Questa domanda è al centro di tutta la prima stagione (6 episodi come tipico degli show
targati BBC) e farà perno a tutti i fatti che succedono. Non volendo anticipare troppo per
non togliervi il piacere di guardarla all’oscuro come l’ho vista io, vi riassumo l’incipit da
cui parte il tutto: un gruppo di ragazzi accomunati dalla passione per un fumetto di cui è
uscito solo un numero si ritrova su un forum online e uniti da questa passione decidono
di incontrarsi in un pub a Londra. Tutti loro credono che il fumetto sia bello in sè e vorrebbero un secondo numero (il
prequel) da poter leggere, ma non si trova da nessuna parte, solo uno possiede l’artbook originale e vuole mostrarlo agli
altri, da qui comincia il tutto, questo ragazzo viene ucciso facendolo sembrare un suicidio, ma Grant riesce ad impadronirsene senza essere visto. Comincia così la storia dove questi ragazzi devono scappare dal Network, un organizzazione più
potente del governo stesso che punta a salvare l’umanità dall’umanità. Già da quello che vi ho scritto si evince dunque che
il fumetto non è solo un fumetto ma ben altro... Da qui in poi non svelo più nulla perchè questa serie è una delle più belle
in assoluto, e merita davvero di esser vista senza sapere niente di essa per godersela appieno. Il fatto che questa serie sia un
capolavoro è confermato dal fatto che ne verrà fatto un remake americano (come era capitato solo a Shameless e a The Office) e che la BBC dopo la prima e la seconda stagione (finita ad Agosto 2014) ne ha gia confermato una terza ed una quarta.
Pregio di questa serie oltre alla trama è la fotografia, paesaggi mozzafiato e colori ultrasaturati: nulla di tutto ciò si era mai
visto ne’ su piccolo ne’ su grande schermo. Altro punto a favore di questo show è l’essere esattamente sulla linea di confine
tra realtà e inverosimiltà: infatti tutto può essere reale come non esserlo ma non si varca mai la soglia ne’ da una parte ne’
dall’altra. Ultima chicca: la seconda stagione inizia con un filmato (vero di tg) di 3 minuti sul ritrovamento del cadavere di
Aldo Moro, la voce che lo presenta vi risulterà familiare, e alla fine del filmato infatti viene ripreso un Bruno Vespa in abito
rosa shoking mentre conduceva il tg1... GUARDATELA!
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RUBRICHE
LIBRI
Di Filedelfja Musteqja
L’INCOLORE TAZAKI TSUKURU
E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO
“L’
incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio”, il tanto atteso romanzo del celebre
scrittore giapponese Haruki Murakami, pubblicato il 20 maggio per Einaudi Editore - quasi un
anno dopo l’edizione nipponica – è finalmente arrivato anche in Italia.
Murakami racconta la vicenda di Tazaki Tsukuru, un uomo sui 36 anni, che ha sempre condotto
un’esistenza tranquilla, solitaria, senza amici e dedito al lavoro, che è anche la sua unica passione:
costruire stazioni ferroviarie. Egli si sente insignificante, senza personalità, “incolore”.
Ma non è sempre stato così, c’era un periodo durante la sua adolescenza, in cui era profondamente legato ad un gruppo di
quattro amici, con cui condivideva un sentimento puro e prezioso. “Tsukuru sapeva di aver bisogno degli altri quattro tanto
quanto gli altri avevano bisogno di lui: era questa la sensazione di perfetta armonia che li avvolgeva tutti. Assomigliava a
una reazione chimica incredibilmente felice anche se nata apparentemente per caso: una di quelle che, per quanto si provi a
mettere insieme gli stessi elementi, non si ottengono due volte.”
Ad eccezione di Tsukuru, gli altri quattro, i due maschi Akamatsu e Oumi e, le due femmine Shirane e Kurono, avevano un
cognome che conteneva un colore e si rivolgevano l’un altro chiamandosi con i rispettivi colori.
La loro amicizia prosegue anche dopo gli anni del liceo, nonostante Tsukuru si sia trasferito a Tōkyō per poter studiare, ogni
volta che ritorna a Nagoya per il gruppo degli amici è come se non fosse mai partito. Improvvisamente, al secondo anno di
università Tsukuru viene espulso dal gruppo, senza alcun motivo apparente e senza alcuna spiegazione.
Il dolore e il trauma dell’abbandono lo portano a chiudersi in casa per sei mesi, con un solo pensiero in testa : la morte. Da
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quest’esperienza traumatica, soprattutto in una fase delicata come il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, emergerà profondamente cambiato sia nel corpo che nell’anima, finendo per percepirsi come un contenitore vuoto, che non aveva nulla
da offrire alla gente. La vita di Tsukuru cambia quando incontra Sara, di cui si innamora profondamente.
Lei intuisce la sua inquietudine e lo sprona ad affrontare il passato, a cercare risposte alle domande che lo hanno perseguitato
a lungo. E così inizia il suo pellegrinaggio alla ricerca della verità, alla ricerca dei vecchi amici e delle loro storie; per potersi
vedere attraverso i loro occhi e scoprirsi invece pieno di colori.
Con in sottofondo “Le mal du pays”, una melodia – tratta dalla raccolta per pianoforte “Anni di pellegrinaggio” di Franz
Liszt a cui Murakami potrebbe essersi ispirato per il titolo dell’opera- che quasi come un leitmotiv accompagna Tsukuru
durante il suo percorso introspettivo alla scoperta di se stesso, Murakami ci ha regalato un romanzo evocativo e coinvolgente,
ma al contempo profondo e complesso.
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RUBRICHE
SPORT
LO SPORTIVO
DEL MESE
Di Samuele Sortino
SUPERBIKE: DOPPIETTA PER MELANDRI
E L’APRILIA AL GP DI SPAGNA
D
ue Aprilia RSV4 davanti a tutti nella due gare del round spagnolo del Mondiale SBK. Melandri conquista a Jerez la seconda doppietta stagionale dopo quella di Sepang dello scorso mese di giugno.
Il ravennate porta quindi a cinque il numero di successi stagionali ed a diciotto quelli in carriera nella
competizione, salendo al secondo posto assoluto come numero di vittorie tra i piloti italiani nel Mondiale, dietro solo a Max Biaggi (21). In gara 2 dopo aver ottenuto la seconda posizione ai danni del capo
classifica Tom Sykes (Kawasaki Racing Team), Melandri ha atteso qualche passaggio prima di infilare con successo il compagno di squadra Sylvain Guintoli, ad inizio del sedicesimo giro. L’ex Campione del Mondo 250cc ha gestito la testa della
corsa perfettamente, nonostante i vani tentativi del francese di riappropriarsi della prima posizione, che gli avrebbe permesso
di ridurre notevolmente lo svantaggio in classifica ai danni di Sykes, terzo al traguardo.
Con due round e quattro gare ancora da disputare, il pilota ufficiale Kawasaki detiene ora 31 punti di margine su Guintoli
e 70 su Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike), quinto al traguardo dietro a Chaz Davies (Ducati Superbike Team).
Sesto posto per Eugene Laverty (Voltcom Crescent Suzuki), seguito da un Loris Baz (Kawasaki Racing Team) in difficoltà
dopo un’ottima prima fase della corsa. Chiudono la top 10 Leon Haslam (Pata Honda World Superbike), Alex Lowes (Voltcom Crescent Suzuki) e Toni Elias (Red Devils Roma Aprilia), con Sylvain Barrier undicesimo e primo classificato della
classe EVO davanti a Sheridan Morais (Iron Brain Grillini Kawasaki).
Cadute per i piloti EVO David Salom (Kawasaki Racing Team), Niccolò Canepa (Althea Racing Team) ed Alessandro An-
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dreozzi (Team Pedercini Kawasaki), mentre per l’alfiere del Ducati Superbike Team Davide Giugliano è arrivato un mesto
ritiro, a causa di un problema tecnico al termine del terzo giro.
Per il romano si tratta del terzo passaggio a vuoto consecutivo, dopo quello di gara 1 e della seconda corsa di Laguna Seca.
In gara 1 Melandri ha preceduto sul traguardo il compagno Sylvain Guintoli di 1 secondo e 397. Con una grande rimonta
che lo ha visto risalire dal sesto posto Melandri ha sorpassato Guintoli, in fuga da nove giri quando mancavano cinque tornate alla fine. Con Guintoli al traguardo in seconda posizione, Chaz Davies (Ducati Superbike Team) ha completato il podio
davanti a Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike), al capo classifica Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) ed a Eugene
Laverty (Voltcom Crescent Suzuki).
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RUBRICHE
VIDEOGAMES
Di Anna Paltrinieri
DIVENTA LEGGENDA
P
er gli appassionati di fantascienza e di videogame dal 9 settembre sarà disponibile Destiny per le seguenti
console : PS3, PS4, XBOX 360 e XBOX ONE. Destiny propone una narrazione ed una presentazione
cinematografica completamente diversa se messa a confronto con i suoi predecessori; essa si adatta a
qualsiasi esigenza. Per chi ama giocare in MMO (Massive Multiplayer Online) si troverà ad avere a che
fare con una trama molto ricca che non mancherà di sfide (compresi i PVP). Il gioco è stato sviluppato
da Bungie (i produttori di Halo) e pubblicato da Activision i quali hanno proposto una versione Alpha
tenutasi dal 12 al 16 giugno. Corre l’anno 2714 e il protagonista è un “guardiano”, l’umanità ha vissuto un’era di grandi
scoperte tecnologiche e di colonizzazioni spaziali (età dell’oro), tutto questo ha portato anche a grandi catastrofi. Il sistema
solare è stato invaso da molti nemici e la razza umana viene decimata, i sopravvissuti vengono salvati e portati all’interno
delle mura della città..
Le razze alleate tra loro sono:
•
Umani , raggruppati nell’ultima città in loro possesso (forse in Russia)
•
Insonni, antenati della razza umana provenienti presumibilmente da Alpha Centauri
•
Exo: costruiti dagli esseri umani e con poteri del Viaggiatore, molto resistenti e forti, ma poco agili.
Si potrà scegliere tra tre classi: Cacciatori,Titani e Stregoni mentre per ora le missioni accertate sono circa 30. Sarà possibile
esplorare liberamente anche la torre nella Città, che fungerà da base per il giocatore in cui potrà potenziarsi, armarsi, comprare oggetti,ricevere ricompense, abilità aggiuntive, e potrà incontrarsi con gli altri giocatori. Si potrà anche perlustrare la
“Old Russia”, un territorio russo che si estende a perdita d’occhio oltre le mura della Città. Le dimensioni saranno immense
ed offriranno ambientazioni e segreti sempre nuovi contornati da spettacolari panorami ed atmosfere incantevoli.
Le aspettative per questo gioco sono molto alte si pensa possa superare la serie “Call of Duty vendendo più di 15 milioni di
copie nel mondo.
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RUBRICHE
MOTORI
Di Redazione
ON THE ROAD
CON BERGAMO UP
M
ASERATI GHIBLI 3.0 V6
Prezzo: 69.216 euro
Cilindrata: 2.987 cc
Motore: 6 cilindri turbodisel
Potenza massima: 250 cavalli
Velocità massima: 240Km/ora
Accelerazione da 0 a 100 km/ora: 6’’8 secondi
Cambio: automatico ZF a 8 rapporti
Consumo medio: 16,9 km/l
Emissioni di CO2: 163 grammi/km
Larghezza: 4,97 metri
Bollo: da 583 a 642 euro
Compie un anno la Maserati che sta battendo tutti i record come il modello più venduto di tutti i tempi.
Ha debuttato la scorsa estate e da allora è stato un successo senza precedenti, sarà forse perchè la Ghibli è la prima auto del
Tridente a montare un motore a gasolio?
Secondo la fonte Unrae infatti, considerando le immatricolazioni del segmento F, ovvero quello del lusso, sono aumentate
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del 71 per cento rispetto al 2013. La nuova Maserati Ghibli è saldamente insediata al vertice con 593 immatricolazioni.
Segue la Porsche 911 con solo 356.
Merito sicuramente della linea ultra filante che affascina e fa dimenticare i quasi cinque metri di larghezza. Che abbia 250
o 275 cavalli, il turbo V6 a gasolio si muove in perfetta sintonia con il cambio automatico ZF a otto rapporti, che permette
tra l’altro di non consumare troppo, ma se viene provocata beve come un alcolista anche perché ha la scocca che pesa oltre
2000 kg. A bordo il comfort è elevato, anche qui naturalmente troviamo la selleria in pelle e la radica sullo scaffale, in pura
tradizione Maserati.
CITROEN C4 CATUS
Prezzo: 16.700 euro
Cilindrata: 1.199 cc
Motore: tre cilindri benzina
Potenza massima: 82 cavalli
Velocità massima: 171 km/ora
Accelerazione da 0 a 100 Km/ora: 12”9 secondi
Cambio: manuale a cinque marce
Consumo medio: 21,7 km/l
Emissioni di CO2: 107 grammi/Km
Lunghezza: 4,16 m
Bollo: da 155 a 170 euro
Originale nel design e nelle soluzioni come molte Citroën del passato, presenta linee stondate e uno spazio interno da primato. Tra le scelte progettuali, spiccano i sedili anteriori a panca e una plancia talmente essenziale da imporre il riposizionamento dell’airbag per il passeggero, che si trova nel padiglione; esternamente, i paracolpi sulle portiere sono costituiti da pannelli
plastici contenenti camere d’aria, capaci di assorbire piccoli urti. Ancora incertezza sui motori: alla base ci dovrebbe essere il
1.2 a benzina da 82 CV. È ordinabile da maggio, ma le consegne sono previste a partire da settembre: prezzi da 14.950 euro.
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RUBRICHE
MEDICINA
SALUTE E
BELLEZZA
Di Dott. Massimo Buttinoni
Esperto in medicina estetica e
del benessere
[email protected]
CONSIGLI PER IL BENESSERE
DELLE NOSTRE GAMBE
M
olte donne soffrono frequentemente di pesantezza e affaticamento alle gambe, con gonfiore localizzato alle caviglie, formicolio e dolorabiltà dovuto molto spesso a stili di vita sedentari, alla familiarità, al tipo di calzature adottate (un esempio le scarpe con tacco 12) o agli indumenti troppo
stretti, oltre al fumo di sigaretta che nel tempo altera la parete dei vasi sanguigni.
Nel periodo estivo la natura di tale problematica può essere semplicemente dovuto al micro-circolo
superficiale, che ha seguito di una dilatazione può portare ad un fenomeno di “ristagno di liquidi” che si ripercuote sull’estetica della gamba.
Tra la altre cause di edema degli arti inferiori si annoverano la cellulite, l’artrite a causa dei mediatori dell’infiammazione,
l’insufficienza cardiaca e l’insufficienza venosa per aumento della pressione sanguigna capillare e il difetto di drenaggio linfatico causa del flebo-linfedema.
Per prevenire o contenere questo tipo di problematiche bisogna seguire alcuni semplici consigli:
- evitare il sovrappeso che aumenta il carico di lavoro delle vene e favorisce il crollo della pianta del piede, influendo negativamente sul lavoro della pompa plantare.
- seguire una giusta alimentazione ricca di antiossidanti e fibre. I frutti rossi come i mirtilli, le fragole, le more aiutano il
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microcircolo soprattutto se consumati freschi, i cereali integrali, le proteine soprattutto quelle del pesce e le carni magre, le
uova, oltre a non abusare del sale e utilizzare come condimento l’olio extravergine d’oliva a crudo.
- svolgere dell’attività fisica come il nuoto o la corsa. Ma anche le lunghe passeggiate possono aiutare soprattutto quando
frequenti.
Anche la stessa postura può aiutare, ad esempio quando si è seduti, non accavallare le gambe a lungo, per evitare pressioni
sulle cosce che ostacolano la circolazione.
- utilizzare delle calze elastiche a compressione graduata che svolgono un fondamentale ruolo nella riduzione del calibro
venoso con miglioramento della continenza valvolare, nell’ aumento del ritorno venoso dinamico grazie al potenziamento
della pompa muscolare, nella riduzione della volemia distrettuale dell’arto a riposo, nell’ aumento del flusso veno linfatico
con riassorbimento del liquido interstiziale e aumento dell’ossigenazione cutanea, nell’ aumento del flusso pulsatile arterioso.
Una curiosità sulle calze elasto-compressive è che venivano già utilizzate nel periodo neolitico.
Gli egiziani furono maestri nell’arte dell’applicazione delle fasce su tutte le parti del corpo non solo come è a tutti noto per
rituali funebri (mummificazione) ma anche per la cura e prevenzione delle lesioni cutanee delle gambe. (Papiro di Edwin
Smith, 155 a.c. e Papiro di Ebers, 1400 a.c.).
Per quanto riguarda invece rimedi immediati a fine giornata :
- è utile bagnare la parte con acqua fredda con effetto decongestionante e mantenere le gambe in una posizione di defaticamento sollevandole in modo che il cuore sia posto più in basso rispetto ai piedi.
- si possono applicare sulle gambe dei gel rinfrescanti a base di sostanze venotrope. Dietro consiglio del medico, si possono
assumere sostanze flebotoniche naturali, a base di centella asiatica, ippocastano, mirtillo, vite rossa, il rusco, hammamelis,
che tonificano i vasi e i capillari e stimolano la circolazione.
Altro rimedio efficacissimo: il pediluvio (in vasca, a metà gamba) con acqua e sale marino utilizzando 200 g di sale grosso da
sciogliere in una vasca d’acqua tiepida, e il pediluvio deve durare almeno 10 minuti.
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RUBRICHE
BLOG
Di Alice Cerea
Blogger
babywhatsup.com
RADIO ITALIA LIVE
D
omenica 1 giugno. Milano. Piazza Duomo. Radio Italia Live. Un concerto da non dimenticare. I migliori
cantanti riuniti su un palco e centomila persone in Piazza Duomo (lascio all’immaginazione le condizioni
di “comodità”!) per una notte musicale!
Io c’ero, anzi @thebwustaff c’era! (avete già dato un’occhiata al nuovissimo babywhatsup.com?) ed ora vi
racconto com’è andata.
14.30 pm di domenica, siamo in partenza: la macchina fotografica c’è, l’acqua c’è, il collegamento a Instagram (@babywhatsupblog) per il dietro le quinte c’è. Siamo pronti!
Milano è bellissima, come sempre, ma caotica come non mai! Ci limitiamo a percorrere il lunghissimo Viale Buenos Aires
a piedi (la metropolitana? Improponibile!) ed eccolo, imponente dinnanzi a noi, il Duomo in tutta la sua magnificenza, ai
suoi piedi un enorme palco e centinaia di maxi schermi disseminati per la città.
Piazza Duomo è colma di gente, centomila persone in una sola piazza ve le immaginate? Ci facciamo largo tra la folla e riusciamo ad accaparrarci un posticino non troppo lontano dal palco. Sono le 17.00, il concerto inizia tra 2 ore, ce la faranno
i nostri eroi a resistere sotto il sole cocente di giugno?
Ebbene sì, ce l’abbiamo fatta! Le 19.00 arrivano in un battibaleno e i migliori cantanti presentati prima da J-ax e poi da Luca
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e Paolo salgono sul palco: da Fedez a Emis Killa, da Emma alla Amoroso, da Baglioni ai Club Dogo, da Bennato ai Negramaro, per concludere in bellezza con Laura Pausini. Una giornata colma di sorprese e risate, complici anche le bancarelle di
specialità culinarie da tutto il mondo (ho fatto indigestione di arancini, giuro!) ed un vestito a ruota in lotta con il vento, ma
questa è un’altra storia!) Non perdetevi i video e tutte le foto su babywhatsup.com. Alla prossima!
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RUBRICHE
CUCINA
LA RICETTA
Di Graziano Lanza
FILETTO DI ROMBO CON VELLUTATA DI
ASPARAGI VERDI E PORRI DORATI
P
rocedimento:
Dopo aver lavato gli asparagi, bollirli in acqua salata e frullarli nella stessa, regolando di gusto con un
pizzico di pepe e un rametto di timo fresco. Tagliare i porri a listarelle e friggerli in olio ben caldo dopo
averli infarinati e setacciati, per eliminare la farina in eccesso.
Infarinare anche i filetti di pesce e cuocerli in padella con olio profumato con timo e aglio in camicia.
Servire il rombo su uno specchio di salsa agli asparagi e decorare il tutto con il porro croccante servito
ancora caldo.
Il rombo è uno dei pesci più apprezzati nei migliori ristoranti
italiani; le sue carni bianche e delicate vengono valorizzate con
preparazioni semplici, senza bisogno di eccessivi condimenti;
il sommelier consiglia in abbinamento un vino bianco fresco,
giovane, come può essere un Vermentino Cala Reale della
cantina sarda Selle & Mosca.
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Ingredienti per 4 porzioni:
•
8 filetti di rombo
•
½ kg di asparagi freschi
•
1 porro
•
Vino bianco
•Farina
•
Olio extravergine di oliva
•
Sale, pepe, timo fresco
•
Olio per frittura
•
1 spicchio d’aglio
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RUBRICHE
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RUBRICHE
RACCONTI
SBIRRO MA
NON SOLO
Di Maurizio Lorenzi
LE POESIE DI DON PINO
F
orse non tutti sanno che c’è una persona speciale che vive e respira a Lampedusa.
Scrive e rimira il mare, mentre scruta il prossimo viandante con i suoi occhi chiari.
È un essere speciale perché si diletta in poesie e sonetti, tutto fatto e confezionato su due piedi, senza troppi patemi. Solo pochi secondi di ingegno, guidato da chissà quale scia prima di prendere carta e penna,
rigorosamente appoggiati sul bancone, dietro la cassa, tra le mura di una pasticceria che inebria per profumi e fragranze.
A lui basta poco per comprendere e sintetizzare l’animo di chi lo fronteggia. Pochi istanti e il foglietto è pronto per essere
consegnato all’ignaro destinatario che insieme allo scontrino, il vassoio di dolci e il retrogusto di pistacchio, riceve anche
una manciata di righe a lui dedicate.
È in quel preciso istante che Don Pino sorride al suo interlocutore, per contenere la sua sorpresa e convincerlo, silenziosamente, che si tratta di spontaneità pura e amore per l’arte della scrittura, da prendere poco sul serio ma da non disprezzare.
Dovreste vederli, amici, questi spaesati clienti che ricevono il sonetto senza averlo richiesto. Lo stupore che li avvolge è emblematico, metafora dei tempi moderni in cui nulla può essere considerato semplicemente (e meravigliosamente) spontaneo
se non filtrato da un probabile interesse recondito.
È uno spettacolo d’uomo, questo Don Pino, che scrive a braccio improvvisando sulle espressioni dei clienti. Galanteria e
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gioia di vivere. In fondo sono questi i segreti di un poeta moderno che da sempre vive nell’isola dall’eterna primavera che
negli ultimi anni si è trasformata nel crocevia delle moderne rote di migrazione.
Ecco perché, adesso, mentre entro nel suo bar, che porta il suo nome e per tutti è, e per sempre resterà, il mitico “da Don
Pino”, lo vedo sempre lì, al suo posto, agguerrito nonostante l’età e sorridente nonostante l’espressione del mondo che lo
circonda.
Lo vedo anche adesso, che non c’è più e fisicamente ha abbandonato la sua amata pasticceria, regno delle prelibatezze. Lo
vedo perché qui tutto parla di lui e i suoi pensieri è come se fluttuassero nell’aria come bolle di sapone inafferrabili.
Tu ci sei, e non potrebbe essere altrimenti.
Sei stato poesia per tutte le stagioni, interpretando le vite delle persone con la sensibilità che abbraccia la leggerezza del vivere, dote che l’uomo smarrisce in fretta, spesso in maniera definitiva. Hai osato sempre dire e scrivere quello che pensavi,
con il coraggio degli impavidi, di chi sa ascoltare il cuore. Con frasi leggere e comprensibili, a modo tuo, come forse non
siamo abituati più a leggere.
Restare eternamente giovani, con un’anima adolescenziale, è un privilegio per pochi, oltre che uno dei tuoi.
Poesia, semplicità e capacità di essere se stessi, ecco chi era Don Pino.
E chi sarà per sempre.
Tutti coloro che mettono piede sull’isola di Lampedusa lo devono sapere. Don Pino è sempre al suo posto, anche se ai nostri
occhi non si mostra in senso tradizionale.
E adesso... battimi lo scontrino, scrutami con i tuoi occhi azzurri e respira insieme al mare e poi, quando sei pronto, scrivimi
una dedica.
Sarà di nuovo una magica sorpresa.
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RUBRICHE
SICUREZZA
Di Marco Chiari
TELECAMERE OVUNQUE: PRIVACY CONTRO SICUREZZA
LE PIÙ AUTOREVOLI OPINIONI NAZIONALI.
N
ei taxi, negli asili, negli uffici, per strada. Le telecamere saranno ovunque. Ma è più importante la nostra sicurezza o la garanzia di non essere sempre spiati?
Quello delle nuove tecnologie, è un problema che impegna non poco l’Authority per la privacy, che
nel tutelare i diritti dei cittadini è chiamata ad operare un bilanciamento senza però esitare neanche
quando la lente è puntata sui colossi del web. “Noi abbiamo cercato di aprire una finestra di dialogo,
ha detto la prof.ssa Licia Califano, membro del Garante - Ciò, peraltro, non ci ha impedito, recentemente, di sanzionare Google per 1 milione di euro in relazione al servizio Street View”.
Ma il futuro che ci aspetta alle porte, circondati da una tecnologia sempre più intelligente, porterà anche notevoli vantaggi.
“L’utilità, anche ai fini investigativi derivanti dall’utilizzo della videosorveglianza, e’ sotto gli occhi di tutti - ha rimarcato il
Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, che lo scorso anno ha avviato il progetto integrato sull’anagrafe - Ne è un esempio quanto si è verificato recentemente proprio nella nostra città, in occasione dell’aggressione mortale ad un cittadino bengalese. Per
la rapida soluzione di questo caso sono state fondamentali la capacità investigativa degli operatori di polizia combinata alla
disponibilità delle telecamere, messe a disposizione delle Forze di Polizia”
L’era del web 3.0 è sempre più vicina, o forse è già iniziata ma nessuno lo dice, sta di fatto che il Privacy Day Forum 2014 al
CNR di Pisa ha portato all’attenzione come il progresso tecnologico sempre più invasivo stia portando molti pregi ma anche
tanti difetti, in cui la sfera privata del cittadino sembra destinata ad essere azzerata in nome del profitto o della sicurezza.
Sono perciò più urgenti che mai nuove regole in materia di data protection. Negli ambienti degli addetti ai lavori, c’è quindi
attesa di vedere se nel secondo semestre del 2014 sarà finalmente approvata la nuova normativa europea sulla privacy. Tutte
i presupposti sono maturati, la parola spetta adesso a Bruxelles.
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I recenti casi di cronaca sono sfociati in un comune dibattito: è necessario installare telecamere di sorveglianza dappertutto
per garantire la sicurezza dei cittadini? Si ipotizzano telecamere sui taxi, dopo il pestaggio a morte del tassista Luca Massari
a Milano. Si ipotizzano telecamere dentro gli asili, per tutelare i bambini e fare da deterrente per eventuali violenze, come
propone Alessandra Mussolini. Nelle cronache recenti, come quello dell’aggressione nella metro di Roma.
Sono una prova chiave. In molti casi queste ipotesi sono già realtà e non è certo un fatto solo italiano, visto che in Gran
Bretagna un nuovo rapporto ammonisce che ci stiamo addentrando sempre più in una società sorvegliata come in 1984 di
George Orwell.
Wired ha intervistato Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, e Luciano Mattarelli, presidente dell’Anvu, (Associazione professionale polizia locale d’Italia) per avere i rispettivi punti di vista su i pro e i contro di questi occhi elettronici che
silenziosamente ci guardano sempre più spesso.
Vediamo da Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, e da Luciano Mattarelli, presidente dell’Anvu, (Associazione professionale polizia locale d’Italia) quali sono i pro e i contro di questi occhi elettronici che silenziosamente ci guardano sempre
più spesso.
Nicola Bernardi, Federprivacy
Non si può controllare ogni movimento. E con una telecamera si può rubare l’identità.
Non si può pensare a una società in cui ogni movimento è controllato, quindi serve di volta in volta una valutazione per
vedere se le telecamere siano indispensabili. La posizione della nostra associazione è quella di incoraggiare alla cautela e
riteniamo sia meglio avere più libertà individuali che sicurezza a tutti i costi. Le istituzioni dovrebbero lavorare invece sulla
cultura e la sensibilizzazione delle persone perché non è con le minacce che si migliora la società. Le telecamere sono una
grande arma in più per individuare i crimini e per trovare i colpevoli, ma personalmente non voglio un futuro da Grande
Fratello e la sfida è quella di bilanciare la sicurezza con la privacy.
Le telecamere negli asili possono anche essere utili, ma vanno valutate la posizione, l’invasività e le modalità, visto che secondo lo statuto dei lavoratori le persone si possono controllare, ma non si può sorvegliare il loro lavoro. Le riprese effettuate, poi, comportano un accumulo enorme di dati, in gran parte non utilizzati, che includono anche tanti
comportamenti non di pertinenza. Bisogna garantire la tutela del cittadino perché potenzialmente la telecamera è l’arma più
diretta per ricostruire la vita di una persona e arrivare, magari, al furto dell’identità.
Ma un altro aspetto pericoloso del problema è la grossa giungla di telecamere che esiste anche nel privato. Noi riceviamo
quotidianamente segnalazioni e assistiamo a litigi fra cittadini per telecamere installate davanti ai loro garage o nei condomini, spesso non dovutamente segnalate. C’è un fai-da-te inquietante, spesso sregolato, da parte di privati che tentano di
fare la propria giustizia e che invece avrebbero bisogno di un’infarinatura di base in materia, per capire cosa sia lecito fare.
D’altra parte il mondo è cambiato in pochi anni e i casi sono due: o facciamo un passo indietro, o ci conviviamo. Ma per
conviverci dobbiamo essere aggiornati.
Luciano Mattarelli, Associazione polizia locale d’Italia
Più sono, meglio è. Le immagini registrate facilitano le indagini e i dati sono al sicuro.
C’è una normativa del Garante che ne stabilisce i limiti di utilizzo, ma per quanto ci riguarda, mettere le telecamere a piacimento per noi è un grande vantaggio. Le immagini che vengono registrate sono fonte di prova e in tanti casi accorciano e
facilitano i tempi di investigazione, costituendo quindi un aiuto molto positivo e valido.
Il trattamento dei dati è tutelato dagli agenti di polizia giudiziaria ed è coperto da segreto istruttorio, quindi non c’è alcun
rischio per i cittadini. E comunque bilanciare la privacy con la sicurezza è un problema dei giuristi, vanno certo vagliate le
eccezioni di costituzionalità. Per quanto ci riguarda, siamo favorevoli a un aumento di questo tipo di attività investigativa
che ci aiuta a portare elementi al magistrato in tempi molto più rapidi.
Mettere le telecamere negli asili dei bambini, per esempio, va bene per tutelare la sicurezza: si è scatenato questo tipo di allarme sociale e bisogna trovare nuovi metodi per risolverlo. I video ci evitano indagini, appostamenti e processi molto lunghi
di raccolta prove, sono uno strumento efficacissimo. Oltre al fatto che segnalare la presenza di una telecamera può servire
come deterrente e prevenire l’insorgere di pericoli. Per certi tipi di reati e per favorire l’ordine pubblico, questi strumenti
sono ormai indispensabili e hanno già svolto tante azioni positive, pensiamo solo all’episodio dell’aggressione nella metro di
Roma. Anche nei taxi, con le dovute avvertenze, non vedo controindicazioni all’utilizzo delle telecamere: il taxi è un servizio
pubblico, come essere in bus o in una piazza, e non posso pretendere di farmi gli affari miei. Gli itinerari, peraltro, sono
brevi, quindi è un metodo indolore per evitare situazioni pericolose, tutelare i tassisti, magari di notte, o, in via generale ed
ipotetica, fornire immagini a uso della polizia giudiziaria in eventuali indagini per terrorismo.
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Events
CIGARS CLUB
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FERRARI E MUSICA
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EVENT
CLUB
UN GUSTO “VINTAGE”
M
artedì 24 giugno il Cigar Club Bergamo in collaborazione con la Porsche Bergamo e B-mobility.it
ha organizzato un evento molto originale nella meravigliosa location della Vacherie di Brusaporto.
Per chi vi ha partecipato sarà difficile dimenticare la splendida serata passata a base di cibo, rock e
degustazioni.
Come diceva Fernando Pessoa “Un buon sigaro e stare ad occhi chiusi” , ma la serata non solo ha
riservato la possibilità di assaporare un ottimo sigaro come il Partagas Lusitanias 2002 vintage, ha anche offerto un incentivo
di unione per i soci i quali hanno avuto la possibilità di gustare un’ottima cena e di ascoltare un gruppo rock anni 70/80.
Vino rosso e bianco sono stati appositamente selezionati dalla cantina della Vacherie ed hanno rappresentato un eccellente
accompagnamento all’ottima cena.
La serata ha ottenuto il Patrocinio dell’Unicef in quanto una parte del ricavato è stato dato in beneficenza per acquistare
vaccini pediatrici.
Una sera positiva nella quale a farla da padrona è stato il gusto ricco, intelligente, complesso e dai ricordi fruttati del Partagas
Lusitanias che ha regalato ai partecipanti all’evento momenti intensi e piacevoli.
Photo by Matteo Mottari
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EVENT
MUSICA
SCUDERIA FERRARI CLUB CAPRINO BERGAMASCO
IN POLE POSITION PER LA CULTURA
A
nche quest’anno, il rinomato club è stato protagonista di progetti ed eventi non soltanto sportivi, ma
anche culturali e didattici. Una felice tradizione, consolidata dalla partnership con il musicista Fabrizio
Frigeni, ideatore della prestigiosa chitarra Nazionale Piloti/Scuderie Ferrari Club, oltre che di un metodo dedicato agli studenti delle scuole medie e superiori di Bergamo e provincia.
“Quando si è trattato di sottoporre a enti o istituzioni del nostro territorio, con l’auspicio di ottenere
il loro sostegno, il progetto didattico Da Mozart agli 883 - racconta Frigeni - ho pensato immediatamente di rivolgermi al presidente Giulio Carissimi e ai numerosi soci del suo dinamico club. Così, poche settimane dopo,
io, il pianista Davide Rossi, la cantante Milena Paris e l’avv. Marco Chiari, eravamo già all’opera, alle prese con un ciclo di
3 incontri rivolti a 150 studenti degli istituti di Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco e Pontida”.
Una prolifica collaborazione, quella tra il virtuoso chitarrista e il celebre club, nata a Monza nel 2009, in occasione della
presentazione di una speciale chitarra dedicata alla rossa di Maranello, donata all’asta in favore delle vittime del terremoto
in Abruzzo e in seguito consegnata al 7 volte Campione del Mondo di Formula 1 Michael Schumacher. “Oggi, a distanza
di 5 anni dal primo traguardo raggiunto insieme - spiega Frigeni - eccoci di nuovo in pista per un altro grande obiettivo:
avvicinare i giovani alla musica in un momento a dir poco delicato per la cultura nel nostro paese”.
Un progetto ricco di spunti artistici, culturali e musicali, culminato con un grande concerto dedicato a Papa Giovanni
XXIII, che si è svolto nella storica Chiesa di San Biagio a Caprino Bergamasco.
Photo by Claudio Colleoni
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2014-09-bergamoup