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N° 21 28 NOVEMBRE 2001
In omaggio per i lettori de
GUIDA ALL’EURO
Invece dei contanti
La trasparenza dei prezzi euro
Il Molise in tavola
L’adeguamento dei software
Il mito: la fine, e l’inizio
Europratica
IN COLLABORAZIONE CON
PUBBLICITÀ
INVECE DEI CONTANTI
Problema resti? Stress da centesimi?
Arrotondamenti a braccio?
Se questi sono i principali timori
alla vigilia dell’euro, molte soluzioni
le abbiamo già in tasca.
Passiamo in rassegna alcune
alternative al contante
PAGOBANCOMAT
E CARTE DI CREDITO
Oltre 20 milioni di italiani hanno in tasca un Bancomat, un PagoBancomat
o una carta di credito, ma
il loro utilizzo per i pagamenti è ancora limitato.
Recenti ricerche ci segnalano come fanalino di
coda europeo per quanto
riguarda, ad esempio, gli
acquisti fatti in euro con
le carte di credito.
L’euro agirà comunque
da potente acceleratore
per le “monete di plastica”: ne aumenterà il numero e ne incrementerà
la frequenza d’uso.
Prima di tutto va chiarito
che nel modo di utilizzo
delle carte di credito e
del PagoBancomat non
forte rilancio e diffusione
delle carte di pagamento,
proposte principalmente
dalle varie organizzazioni
commerciali, pronte ad
offrire servizi utili.
La loro funzione è di fidelizzare i consumatori, di
incrementare la loro frequenza d’acquisto, ma la
comodità che assicurano
nei pagamenti non è trascurabile.
Ugualmente, assisteremo
ad una grande diffusione
di carte prepagate e smart
card non solo nel settore
dell’ e-commerce, ma
emesse anche dalle più
svariate
organizzazioni
che intendono agevolare
la clientela ad eliminare la
gestione del contante.
cambia nulla: le tessere
non vanno sostituite (almeno fino alla loro scadenza prevista) e le loro
funzioni non cambiano:
sono già ora adeguate a
consentire prelievi e pagamenti in euro.
Un nuovo vantaggio legato al loro impiego con
l’euro sarà la scomparsa
delle commissioni bancarie relative agli acquisti
effettuati negli altri Paesi
di Eurolandia.
La previsione generale è
comunque un netto incremento delle transazioni, soprattutto per le spese di piccolo importo.
IN AUTOSTRADA
Se una coda non è piacevole al supermercato, lo è
ancora meno in auto.
L’uso del contante ai caselli per pagare i pedaggi
autostradali può essere la
causa, con l’euro, di code
ancora più lunghe. Le alternative ci sono: dall’apparecchiatura Telepass
(basta richiederla nei
Punto Blu Autostrade) ai
Bancomat e alle carte di
credito con funzione Fa-
CARTE DI PAGAMENTO,
PREPAGATE E “SMART”
Assisteremo presto ad un
3
stpay, alla tessera Viacard.
Tutte consentono l’addebito dei pedaggi sul proprio conto corrente.
Previsioni: un netto incremento ai caselli delle corsie riservate alle soluzioni
di pagamento rapido.
BUONI PASTO
Questa formula di servizio, che da oltre 25 anni è
operativa in Italia, consente di pagare il proprio
pasto in oltre 200.000 locali convenzionati con
dei ticket che i dipendenti delle aziende ricevono
insieme allo stipendio.
Sono oltre un milione e
mezzo gli italiani che
ogni giorno pranzano
con un buono pasto, il
più delle volte senza metter mano al borsellino
per pagare.
Il valore dei ticket, definito dalle aziende, passa ora
in modo molto semplice
dalle lire all’euro, e sui
buoni pasto (validi solo in
Italia) è indicato sia il valore in lire che in euro,
semplificando la gestione
dei buoni alla cassa e rendendo automatico il passaggio dalla contabilità in
lire a quella in euro a partire dal 1° gennaio 2002.
DALLA TRASPARENZA
ALLA CONVERGENZA
L’euro contribuirà a ridurre
molte differenze nei costi bancari,
nelle tariffe e nei prezzi dei prodotti
in tutta Eurolandia
previsto che dal 1°
gennaio 2002 entri
in vigore un regolamento
che metterà fine ad una
certa deregulation bancaria a livello europeo, ai
costi bancari differenziati
per operazioni all’interno del proprio Paese o in
un’altra nazione di Eurolandia.
Dato che si userà una
stessa moneta, è giusto
che per un prelievo bancomat o per un pagamento con carta di credito si
applichino nei Paesi dell’Unione
commissioni
uguali a quelle vigenti nel
proprio.
È
no, i “picchi” vengono subito alla luce.
“Perché nel mio paese il
prodotto x o il servizio y
costano più euro che negli altri?”
Questa sarà una domanda molto più frequente
di quanto non lo sia oggi;
servirà a mettere in evidenza gli eccessi, a mettere alle corde gli abusi.
Le differenze di prezzo in
Europa sono del resto
molto più rilevanti di
quanto si immagini.
In Finlandia un uovo costa il 50% di più che in
Spagna, e un whisky quasi il triplo che in Italia.
Il costo di una bottiglia di
Coca-Cola va da 1,57 euro in Germania ai 77 centesimi della Spagna.
La trasparenza del prezzi,
la possibilità di confrontarli “alla pari” in euro,
darà quindi una forte
Dal 2003 saranno poi i
bonifici e i pagamenti
con assegni a doversi
adeguare a nuove regole
per tutti i pagamenti in
euro effettuati all’interno
dell’Unione Economica e
Monetaria.
La tabella, con dati che
provengono dalla Commissione Europea, chiarisce la situazione attuale a
cui si cerca di porre rimedio.
Del resto, la trasparenza è
uno dei grandi vantaggi
assicurati dalla moneta
unica: i confronti si allargano a livello europeo, le
differenze si evidenzia-
LA TRASPARENZA DEI PREZZI IN EURO
ROMA
Big Mac McDonald’s
PARIGI
Lire 4.300 Franchi 18,50
€ 2,22
€ 2,82
Un pasto in trattoria
(o locale equivalente)
Lire 35.000
€ 18,08
Franchi 100
€ 15,24
Biglietto del cinema
Lire 13.000
€ 6,71
Franchi 50
€ 7,62
BERLINO
Marchi 5,10
€ 2,60
Marchi 50
€25,57
AMSTERDAM MADRID
Fiorini 5,75
€ 2,60
Fiorini 35 Pesetas 3500
€ 15,88
€ 21,04
Marchi 7 Fiorini 18,50
€ 3,58
€ 8,39
4
Pesetas 395
€ 2,37
Pesetas 650
€ 3,91
QUANTO COSTA
UN BONIFICO?
Importo medio pagato
dai clienti per un trasferimento
di 100 euro all’interno dell’UE.
• Portogallo 31,04 €
• Irlanda
25,04 €
• Spagna
20,56 €
• Italia
19,74 €
• Francia
18,06 €
• Austria
17,40 €
• Finlandia
14,36 €
• Germania 11,93 €
• Belgio
11,87 €
• Paesi Bassi 11,45 €
• Lussemburgo 9,58 €
Fonte: Commissione Europea
spinta alla convergenza
dei prezzi stessi, anche in
presenza di differenti politiche fiscali.
È difficile predire ora se
questo porterà in Italia a
convergenze verso il basso o verso l’alto.
Un esempio di convergenza e di piccola virata
verso l’alto ci viene dalla
Swatch, che da luglio ha
uniformato i listini dei
propri orologi in tutta
Europa, adottando prezzi
in euro. Se prima si pagavano 50 mila lire i modelli meno costosi della casa
svizzera, ora il prezzo è
27,50 euro (53.247 lire).
G L I
A C Q U I S T I
EUROSHOPPING
e sulla passerella
trionfano abiti femminili con audaci trasparenze, è proprio l’abbigliamento uno dei settori dove la trasparenza dei
prezzi creata dall’euro ci
S
capo in pelle?E quali saranno in Europa, tra tanti
nomi prestigiosi, i grandi
magazzini con il miglior
rapporto qualità/prezzo?
A tante domande l’euro
dà una risposta precisa: la
dirà immediatamente dove conviene acquistare.
Meglio scegliere in Francia o in Italia una griffe
francese? Meglio l’Austria
o l’Italia per un loden? La
Spagna o l’Italia per un
Camicia spor tiva
Accappatoio
Lir e 55.000
Lir e 64.000
€ 28, 41
€ 33, 05
Cappello da uomo
Foular d di seta
Lir e 120.000
Lir e 59.000
€ 61, 97
€ 30, 47
T-shir t
Guanti in pelle
Lir e 39.000
Lir e 70.000
€ 20, 14
€ 36, 15
5
moneta unica, senza più
costi e problemi legati ai
cambi, darà un valore europeo ai diversi stili dei
singoli Paesi.
G L I
A C Q U I S T I
URORICETTE
FAGIANO
ALLA
PORTOGHESE
Richiamando alla memoria una ricetta famosa,
questo prestigioso piatto,
da preparare in grandi occasioni, si potrebbe giustamente chiamare fagiano all'arancia, visto che di
arance se ne usano in abbondanza e si arriva addirittura ad adoperare un liquore preparato con lo
stesso frutto.
PROCEDIMENTO
• Preparare un fondo di
cottura facendo cuocere
i fegatini con un cucchiaio di fecola; quando
il composto bolle, aggiungere anche la gelati-
DOSI PER 4 PORZIONI
INGREDIENTI:
Un fagiano: 1,2 Kg
Un bicchiere d’aceto
Gelatina di ribes
6 arance
Zucchero: 150 g
Liquore all’arancia
Un cucchiaio di fecola
Burro
Sale, pepe
na di ribes e lasciare sobbollire per un attimo.
• Versare nel composto il
succo di tre arance e
due cucchiai di liquore,
mescolare a fuoco lento per un minuto.
• In un tegame, preparare
il caramello, facendo
fondere a fuoco lento
lo zucchero con un po'
d'acqua.
• Unire poi il fondo di
cottura dei fegatini.
• Tagliare a listarelle le
bucce d'arancia e scottarle in acqua bollente;
dividere a spicchi le
€ 14,87
€ 0,08
€ 0,26
€ 1,29
€ 0,18
€ 0,12
€ 0,03
Costo totale € 16,83
6
arance rimanenti.
• Fare arrostire il fagiano
in un po' di burro, dopo
averlo salato e pepato
dentro e fuori, quindi
disporlo su un piatto.
• Cospargere e circondare il fagiano con le fette
e le bucce d'arancia,
quindi coprirlo con la
salsa e servirlo mentre
è ancora ben caldo.
L’ I N T E R V I S T A
IL MOLISE IN TAVOLA
CON LO CHEF BOBO VINCENZI
A completamento del nostro giro d’Europa delle ricette,
È Facile chiede ad alcuni noti chef quali sono
le caratteristiche che rendono unica la nostra cucina
e quali novità potrà portare l’euro.
Protagonista di questo numero è il Molise
ato a Rimini, all’età
di sette anni Bobo
Vincenzi si trasferì a Termoli, quando il suo papà
Walter aprì un ristorantino senza pretese.
Così, ancora bambino,
Bobo cominciò a farsi le
ossa, conciliando la scuola e il lavoro in cucina, in
piedi sulle cassette della
frutta per arrivare all’altezza di una grande gri-
N
sche e genuine, di cui il
Molise è ancora ricco.
Per saperne di più sulla
cucina molisana poniamo allora qualche domanda a Bobo Vincenzi,
uno chef sempre pronto
ad accumulare esperienze e a trasferirle, diffonderle, farle amare.
glia a carbone.
Con gli anni, la passione
per la sua terra d’adozione lo ha portato verso la
cucina marinara, in vari
ristoranti di cui ha innalzato il livello, e infine all’apertura di un suo locale “Ribo”a Guglionesi, in
provincia di Campobasso, dove ancora oggi spazia con la fantasia e si dedica a piatti particolari,
creativi
e
sempre diversi. Sono piatti
che nascono
di giorno in
giorno, in base al pescato,
sempre fresco.
Piatti che gli
esperti e i
buongustai
hanno imparato ad apprezzare,
condividendo la sua continua ricerca
di materie
p r i m e f re -
Quali sono le caratteristiche che rendono
unica la cucina molisana?
“Una parte della cucina
molisana è cucina di mare. Le barche dei nostri
pescatori escono e rientrano tutti i giorni, ricche
di pesce meraviglioso.
Poi c’è la cucina di terra,
una cucina “povera”, ma
anche ricca di materie
prime eccezionali. Produciamo, ad esempio, un
olio extravergine d’oliva
di prima spremitura che
è tra i migliori d’Italia e
che viene venduto ad un
prezzo molto basso, circa
7.000 lire al litro, pardon:
3 euro e 60 centesimi.
7
Qui da noi c’è anche la
maggior produzione italiana di tartufi: bianchi e
neri. Fino a pochi anni fa
il tartufo bianco veniva
venduto ad un prezzo ridicolo. Oggi però i produttori si sono adeguati a
quelli praticati ad Alba”.
Tra i suoi clienti di altri paesi europei, qual
è la risposta ai piatti tipici della cucina molisana?
“Il nostro ristorante è in
campagna, ma siamo, in
linea d’aria, a 3 chilometri dal mare; la stella Michelin ci ha dato una mano nel farci conoscere
anche all’estero. Accogliamo soprattutto clienti tedeschi e la cosa che
ultimamente mi ha più
impressionato è proprio
l’evoluzione dei turisti
tedeschi: fino a poco
tempo fa mangiavano un
piatto di pasta, insalata e
via.Adesso scelgono i migliori vini della carta e
puntano su un menu
scelto e completo.
Da tre anni a questa par-
te sono diventati molto
esigenti, si sono formati
una cultura alimentare
decisamente di ottimo livello”.
Tra un mese i clienti
pagheranno in euro e
ci sarà più trasparenza
dei prezzi a livello internazionale. Secondo
lei verrà favorito anche il confronto tra le
varie cucine europee?
“Io sono contrario allo
scambio tra le varie cucine. Ogni territorio deve
coltivare la sua tradizione,
una cucina deve essere
fatta sul posto, perché altrove i prodotti sono diversi.
Non possiamo proporre
qui in Italia, ad esempio, i
piatti francesi.Se uno vuole un piatto francese, è
meglio che vada in Francia. Temo che si stia perdendo una certa cultura
alimentare legata ai prodotti tipici. Alcuni ristoratori fanno la spesa sulla
carta presso la grande distribuzione. Sta scomparendo la voglia di fare la
spesa al mercato. In questo modo diminuiscono i
prodotti agroalimenta-
ri ed artigianali.
Per quanto riguarda l’euro, credo che esso favorirà ulteriormente il turismo anche nella nostra
zona; non ci sarà bisogno
di cambiare le valute europee e ci sarà più trasparenza nei prezzi. Ci sarà
solo qualche problema di
adattamento e di abitudine alla nuova valuta”.
Voi proponete già il
menu in euro?
“Sì, ci siamo attrezzati.
Abbiamo acquistato di
recente un programma
che ci consente di preparare i menu in euro e in
tutte le principali lingue
europee”.
Che cosa ne pensa della cucina degli altri
Paesi dell’Unione Europea? Quale apprezza
di più?
“Penso che la cucina migliore sia la nostra. Io sono innamorato di questa
terra. Vivo qui dal 1957,
da quando mio padre
aprì un ristorante in questa zona.
Qui siamo abituati ad
una cucina genuina, semplice, tradizionale.
La cucina francese, ad
esempio, è troppo ricca
di salse, troppo elaborata. Noi siamo ancora
molto legati alle tradizioni, e spero che queste
non vadano perse ma si
sviluppino ancora a lungo, favorite e non ostacolate dall’introduzione
dell’euro”.
LA RICETTA MOLISANA
DI BOBO VINCENZI
INGREDIENTI:
1,700 Kg pesce fresco (purchè
non azzurro)
200 gr. di cozze
100 gr. di vongole
600 gr. di pomodori pelati
2 spicchi di aglio
1/2 peperoncino piccante
3 pezzi di peperone verde fresco
prezzemolo tritato
2 cucchiai di acqua
1/2 bicchiere olio extra vergine
di oliva - Sale q.b.
Costo a porzione: €15,50
Zuppa di pesce
alla termolese
(dosi per 10 persone)
fino a quando non si è
asciugata l’acqua del pomodoro.
Aggiungere poi tutto il
pesce, l’acqua, il sale e far
cuocere per bene un
quarto d’ora.
A questo punto aggiungere le cozze e le vongole e lasciare cuocere per
Pulire e lavare bene il pesce. Se c’è qualche pesce
grosso, tagliarlo a pezzi.
In una teglia di terracotta
mettere la metà dell’olio,
l’aglio tagliato sottile, il
peperoncino, il peperone, la metà del prezzemolo, i pelati schiacciati.
Lasciare cuocere il tutto
8
altri cinque minuti.
Versare il rimanente olio
e prezzemolo e far bollire
il tutto per altri due minuti.
Servire nello stesso tegame, accompagnando la
zuppa con crostini fritti o
abbrustoliti sulla griglia.
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ADATTARE I COMPUTER
ALL’EURO
distanza di due anni del “Millennium
bug”, dalla necessità di
adeguare i computer alla
datazione relativa all’anno 2000, i sistemi informatici richiedono, con
l’euro, una nuova aggiustatina.
Entrati prepotentemente nelle case, divenuti indispensabili nell’attività
quotidiana delle aziende
e degli studi professionali, i computer e i loro
programmi assorbiranno
per l’adeguamento all’euro una fetta considerevole (oltre il 50%) dei
cosiddetti “costi di transizione” delle imprese.
Basta pensare alle attività contabili e amministrative, a quelle nell’ambito statistico, di marketing e commerciale, per
capire come i programmi informatici coinvolti
nel changeover siano
numerosi ed essenziali.
Gli aspetti tecnici più
evidenti nell’adeguamento dei
programmi
alla moneta
unica sono la
conver sione
in euro dei
A
dati e delle informazioni
storiche, l’introduzione
dei decimali e la gestione del periodo di transizione.
Molti hanno individuato
in questo necessario
cambiamento una nuova
sfida da affrontare sul
terreno della competitività e della globalizzazione dei mercati.
L’intervento sul sistema
informativo rappresenta, sotto questo aspetto,
solo il punto di arrivo di
un lavoro che parte dall’analisi dell’impatto dell’euro sull’attività delle
imprese, ne individua le
implicazioni e definisce
nuove strategie e soluzioni, per poi adeguare il
sistema informativo stesso alle strategie.
Nel passare all’operatività quotidiana del lavoro al computer, è chiaro
13
che va considerata la necessità di poter utilizzare il simbolo dell’euro.
Un utente che dispone
di un computer con un
sistema operativo attuale, una stampante con i
font aggiornati e una
versione adatta dei programmi, non incontra
problemi.
Le società che operano
nel settore informatico
hanno infatti apportato
adeguamenti ai sistemi
operativi, alle tastiere, ai
caratteri utilizzati dai
computer, alle stampanti
che devono riprodurre il
simbolo della moneta
unica.
Questo perchè il simbolo dell’euro, una volta digitato, deve essere riconosciuto dal sistema
operativo per alcuni o
per tutti i font (le famiglie dei caratteri).
Anche le stampanti, allo
stesso riguardo, devono
contenere il simbolo
dell’euro tra i propri
font. Se le stampanti di
nuova generazione lo incorporano già, per le altre è necessario caricarlo o come font o come
un’immagine o, meglio
ancora, con dei programmi rilasciati dalle
case produttrici.
€ L’AGGIORNAMENTO
Se i nuovi computer con nuove tastiere sono già in grado
di visualizzare e scrivere il simbolo dell’euro, per quelli di
anni precedenti questo non è possibile.
Per risolvere facilmente e gratuitamente il problema si
consiglia di scaricare un software di aggiornamento da
uno dei seguenti siti internet:
http://www.europe.ibm.com
http://www.microsoft.com
http://kwb.austin.ibm.com/eurofix.htm
http://www.novell.com
http://www.lotus.com
Una volta installato l’aggiornamento, il simbolo € può
essere richiamato digitando contemporaneamente i tasti
Alt Gr ed E.
14
I L
M I T O
D I
E U R O P A
LA FINE, E L’INIZIO
Con la morte di Minosse si chiude un’epoca.
Con Dedalo se ne apre una nuova, nel segno e nel nome di Europa
“
È il re dei mari, è lo
stesso Minosse, che
guida una grande flotta
alla tua ricerca. Devi fuggire. Vieni con noi verso
le terre dell’Ovest”.
Questo dissero a Dedalo i
marinai della nave che
l’avevano scorto, le ali ancora legate alle braccia,
sullo scoglio dove piangeva il figlio caduto in
mare.
“Vieni con noi: ci stiamo
allontanando da Creta perché anche Europa, la nostra grande madre, dicono
sia fuggita dal palazzo.”
Nell’ascoltare quel nome
amato, gli occhi di Dedalo si alzarono verso il cielo, come a cercare un segno lontano.
Il segno fu una nube che
sembrava strappata dal
vento: si modellava nella
stessa direzione delle vele come una mano grande e leggera che indicava
l’occidente.
Salì sulla nave.
Fecero rotta verso il re-
,
nosse cadde in un solo
giorno.
Ad abbatterlo furono oltre cento navi greche che
giunsero all’alba da est e
affondarono le sue navi
alla fonda. Furono la ribellione a Creta degli abitanti del suo palazzo e la
fuga verso i monti dei
suoi soldati. Furono le figlie di Cocalo, ambigue
ninfe, che ammaliarono
con arti magiche Minosse
e quand’egli si addormentò esausto nella vasca, non vi versarono l’acqua tiepida del Naro, ma
pece bollente.
Dedalo non sapeva, mentre il sole scendeva all’orizzonte, che in quello
stesso momento, tutto il
suo passato moriva.
Era su una roccia, a picco
sulle onde, richiamato lì
da una voce interiore che
non ammetteva attese.
Solo, di fronte al mare.
Nella luce calda del tramonto vide due aquile.
Ora affiancate, ora distan-
gno di Cocalo.
La fama di Dedalo raggiunse l’isola prima della
nave stessa. Erano stati i
venti a raccontare al re
italico la fuga da Creta
del grande artefice.
Raccontarono anche della flotta di Minosse al suo
inseguimento, del terrore
che l’accompagnava, del
sovrano ritto sulla prua
che gridava i tempi delle
battute ai suoi rematori.
Cocalo accolse Dedalo, e
lo nascose a Minosse, che
dopo un solo giorno approdò alle sue coste.
Minosse chiese di Dedalo; Cocalo diede risposte
vaghe, dispose che i suoi
migliori soldati affiancassero Minosse nelle ricerche, suggerì all’anziano
sovrano di riposarsi, fece
preparare alle sue figlie
un bagno caldo, ai suoi
servi un banchetto.
Come un grande albero
ferito alle radici dagli anni e dal fuoco del sottobosco, l’impero di Mi-
15
ti, ora unite. Due aquile in
amore che sembravano
indicare altri orizzonti.
Sentì le loro grida: quasi
un canto.
Gli parve di riconoscere
la voce di Europa, la sua
amata regina, che volava
verso un amore più alto:
alla fine della sua vita di
madre si ritrovava ancora
fanciulla e amante tra le
ali di Zeus.
Dedalo, mentre le due
aquile si perdevano nel
cielo, vide cadere una
piccola piuma.
L’afferrò e la chiuse tra
due pietre bianche. Mentre si alzava la luna, raccolse tutte le pietre che
aveva intorno. Lavorò tutta la notte. Poi si sedette,
e attese.
Il primo raggio del sole attraversò la porta che aveva costruito. La chiamò la
porta di Europa.
(fine)
EUROPRATICA
anteniamoci in allenamento: soprattutto con i resti, ma anche
con i calcoli rapidi. L’augurio è che, di numero in
numero, questi esercizi di
M
cerà a circolare: saremo
più rapidi nei pagamenti
nei vari punti vendita, sapremo controllare i resti
ed individuare al volo gli
errori, ci sentiremo più
“Europratica” vengano risolti in sempre meno secondi.
La rapidità avrà un risvolto pratico già tra un mese, quando l’euro comin-
tranquilli, potremo dare,
nel caso, qualche consiglio a chi ci precede in
una coda e avrà difficoltà
nel contare gli spiccioli.
Con l’euro alla biglietteria della stazione
Al ritorno da una settimana bianca in gennaio, pagate il biglietto del treno, il cui costo è di 32,43
euro, con un biglietto da 50 euro. Quale di questi è il resto giusto?
1
2
3
16
Mettete in ordine crescente il valore di queste quattro
manciate di euro
1
2
3
4
Come si arrotondano queste cifre in euro?
999,999
a) 999,99
b) 1000,00
c) 10000,01
44,4444
a)
b)
c)
55,5555
44,40
44,44
44,45
a)
b)
c)
55,50
55,55
55,56
11,099
a)
b)
c)
11,09
11,10
12,00
Le risposte esatte verranno pubblicate sul prossimo numero di È Facile
LE RISPOSTE AI QUESITI DEL NUMERO SCORSO
Risposte esatte di Europratica su È Facile N. 20
Esercizio 2: l’arrotondamento corretto delle cifre in euro:
di 119,995 è 120,00 (c)
di 14,4449 è di 14,44 (a)
di 9,09555 è 9,10 (c)
di 11,9909 è 11,99 (a)
Esercizio 1: il resto esatto è il n.1 (€2,84)
Esercizio 3: le monete euro presentate non raggiungono
il valore di 3.000 lire (equivalgono a €1,53)
17
EUROQUIZ
Anche piccoli quiz, calcoli e domande trabocchetto
posso avvicinarci all’euro giorno per giorno
1)
Quale di questi Paesi non ha adottato
l’euro?
a) Danimarca
b) Austria
c) Lussemburgo
2)
A quanto corrisponde lo sconto del 20%
su 61,97 euro?
a) 6,19 euro
b) 12,00 euro
c) 12,39 euro
3)
Fino al 31 dicembre 2001, si possono
emettere assegni in lire utilizzando il
libretto in euro?
a) No
b) Sì
c) Sì, ma a partire dal 15 dicembre
4)
Quanti euro pagherete il francobollo per
spedire una lettera (attualmente è 800
lire)?
a) 0,40
b) 0,41
c) 0,80
5)
Quanti euro pagherete il francobollo per
spedire una lettera con posta prioritaria
(attualmente è 1.200 lire)?
a) 0,52
b) 0,60
c) 0,62
6)
Quanti euro pagherete il francobollo per
spedire una lettera raccomandata
(attualmente è 5.000 lire)?
a) 2,25
b) 2,52
c) 2,58
RISPOSTE ESATTE
1a, 2c, 3a, 4b, 5c, 6c
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