SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE
Domenica 18 luglio 2010
FONDATO NEL 1957
POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA
Primo Piano
Giovani
Anniversari
Pifferi, segretario Fnp-Cisl, commenta
i dati di Porta Aperta sulla crisi
Cinque modenesi in Sicilia,
sulle terre confiscate alla mafia
A PAGINA 4
A Villa Immacolata l’Ac ha
ricordato Maria Vecchi
A PAGINA 5
A Niscemi
per condividere
“Dati che purtroppo
non stupiscono”
A PAGINA 3
Il Punto
Più in alto è la croce
D
Anno LIV n° 27 • euro 1
www.nostrotempo.it
• Gianni Borsa
opo l’udienza del 30 giugno, prosegue il dibattito
attorno alla esposizione del Crocifisso nei luoghi
pubblici, e si attende il pronunciamento definitivo
dell’Europa, che potrebbe giungere nella prima metà del prossimo anno. Per la verità occorre riconoscere che il
confronto si sviluppa con maggiore intensità in Italia, anzitutto
perché il procedimento in corso a Strasburgo riguarda un caso
emerso nel Belpaese. In secondo luogo perché in Italia il processo di secolarizzazione forse è meno marcato che altrove e
soprattutto perché la presenza del “sentimento religioso” e delle
attività pastorali, caritative e culturali della Chiesa cattolica risultano più evidenti, radicati, vivaci (ma anche i 10 Paesi che si
sono apertamente schierati con il governo italiano a sostegno
della esposizione del Crocifisso hanno voluto segnalare il radicamento del credo religioso presso le rispettive popolazioni,
storie e culture). In terzo luogo è possibile segnalare che nei
Paesi a maggiore presenza di immigrati professanti altre fedi,
l’opinione pubblica si sta occupando della presenza di qualunque segno religioso (o tradizionale), concentrando ad esempio
l’attenzione sui simboli islamici e orientali: è il caso di Francia,
Germania, Gran Bretagna.
Comunque, se si riconosce che il cristianesimo è parte integrante della storia e del “patrimonio” continentale (sono poche ormai
le voci che fanno eccezione), è utile sottolineare, come ha fatto
il filosofo Piergiorgio Grassi, che “la realtà cristiana, con il suo
simbolo più pregnante, il Crocifisso, mantiene sensatezza e capacità di unire le persone, pur nella diversità e nella molteplicità
delle culture, delle etnie, delle religioni, dei rispettivi simboli”.
Lo studioso dell’Università di Urbino – affidando la sua analisi
a un articolo intitolato “Processo al Crocifisso”, pubblicato sulla
rivista “Dialoghi” – specifica: “Il Crocifisso rimane un ‘simbolo alto’, al quale fanno costante riferimento, a prescindere dalla
fede, coloro i quali sperano nel perfezionamento etico e nella
crescita pacifica di uomini e popoli”.
Grassi aggiunge però un elemento, ricordando che “i simboli
non sono esenti dalla corrosione del tempo”. Per quanto riguarda il Crocifisso, quindi, “va tenuta ferma e soprattutto testimoniata dai credenti la sua valenza religiosa che trascende le
culture e le civiltà: il suo essere segno visivo della rivelazione di
Dio che si è definitivamente manifestata e compiuta nell’evento
storico di Gesù Cristo”. Posizione richiamata anche da mons.
Aldo Giordano, rappresentante permanente della Santa Sede
a Strasburgo, che ha auspicato “una nuova sentenza, illuminata,
fondata sul principio di sussidiarietà e rispettosa della diversità
culturali dei vari Paesi europei”, aggiungendo: “Ho poi la speranza che tutto il dibattito emerso in questa occasione possa
aiutare a riscoprire il contenuto vero del simbolo della croce:
l’umanità ha urgente bisogno di questo simbolo che è unico nel
proporre il valore della riconciliazione e il rispetto dell’altro e
che propone la legge dell’amore fino al dono della vita”. Dai
simboli alla realtà, dalla storia al senso pieno della vita.
Una vita per
l’evangelizzazione
Idee a confronto
Un forum promosso
dalla redazione di
Nostro Tempo per
parlare della proposta
culturale a Modena e
in provincia
• Stefano Malagoli
U
n confronto su un
tema importante
qual è quello della
proposta culturale
a Modena e in provincia, per
avviare anche un dibattito nel
quale coinvolgere altre voci e
raccogliere ulteriori contributi e stimoli per una riflessione che intende raggiungere la
maggior parte delle persone,
senza rimanere confinata in
ambiti troppo ristretti ed elitari.
Nei giorni scorsi Nostro Tempo ha promosso un forum in
redazione, coinvolgendo soggetti che, per il ruolo che rivestono, hanno offerto spunti
interessanti per avviare un
discorso articolato sul tema
della vita culturale modenese.
Attorno al tavolo, Carlo Altini, direttore scientifico della
Fondazione collegio S. Carlo
di Modena, Elena Malaguti, assessore provinciale alla
Cultura, Istruzione, Politiche giovanili e Sport, padre
Lorenzo Prezzi, direttore
della rivista “Il Regno” e don
Gianni Gherardi, direttore
dell’Ufficio diocesano per le
Comunicazioni sociali e la
Cultura.
I partecipanti al forum, pur
con sfumature diverse, hanno
convenuto sul livello alto della
proposta culturale modenese,
ricca per tematiche, interessi
e soggetti, individuando però,
come elemento di criticità, la
frammentarietà e, spesso, la
mancanza di una rete e di un
coordinamento tra gli attori che a Modena
producono cultura. Il dibattito
ha fatto emergere
come il confronto e il dialogo tra
posizioni anche
distanti costituiscano un valore; l’apertura e
l’attenzione alle
ragioni altrui come via per un
arricchimento
reciproco e ca-
pace di produrre risultati. Il
discorso è poi scivolato sui parametri che indicano il livello
culturale di una comunità, che
non si misura solamente con il
calcolo numerico dei partecipanti alle iniziative proposte.
A questo proposito è stata
evidenziata la distinzione tra
partecipazione attiva e consumo di un servizio culturale;
una differenza qualitativa nella
quale gli elementi di positività
sono dati dal coinvolgimento
diretto e non dalla mera fruizione di un bene o di una proposta culturale. In questo senso
assume un particolare valore la
formazione, soprattutto dei
più giovani, e in quest’ottica la
collaborazione delle istituzioni
scolastiche diventa fondamentale (è questo il contesto nel
quale si colloca il progetto, che
sarà attivato a partire dal prossimo anno scolastico, del collegamento streaming live tra le
varie scuole modenesi e il coordinamento delle biblioteche
della provincia con la Fondazione collegio S. Carlo. Un’occasione per ampliare la platea,
in modo attivo e partecipato e
a vari livelli, degli attori della
proposta culturale). Dopo aver
parlato di iniziative e situazioni specifiche (Festivalfilosofia,
il nuovo polo culturale del S.
Agostino e i risultati positivi
conseguiti anche per quest’anno dall’Ateneo modenese nella
classifica delle università italia-
ne), la discussione sì è concentrata sul rapporto tra cultura e
fede, cercando di individuare
come possa caratterizzarsi e
qualificarsi il contributo della
Chiesa modenese al dibattito culturale nella realtà locale.
Una domanda alquanto impegnativa che apre a questioni
anche di notevole portata, ma
tali da non mettere in discussione l’idea di una Chiesa che
sia luogo di dialogo e di apertura nella società in cui è inserita, senza paura del confronto.
A PAGINA 8 E 9
2
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Associazioni
In comunione coi presbiteri
Un intervento in seguito agli esercizi spirituali annuali dell’Apostolato della Preghiera
• Carla Kubler*
G
li esercizi annuali
del gruppo modenese dell’Apostolato
della
Preghiera, condivisi con altri
movimenti, Moica, Cif, Pasfa,
Congregazione mariana, Conferenze S. Vincenzo de’ Paoli,
Volontarie del Sacro Cuore,
guidati da padre Carlo Beaulieu hanno avuto per tema:
‘Fiumi di acque vive usciranno
dal suo cuore’. Il riferimento era al Mistero della Grazia
divina, sorgente di verità e di
amore che sana il mondo e lo
rinnova spiritualmente nella
figura dei sacerdoti, chiamati
a vivere la loro configurazione
a Gesù. Per noi laici l’invito è
a offrire, secondo il metodo
Riflessioni
sulla
dell’Apostolato
della
Preghiera, le preghiere
e le azioni, le gioie e le
sofferenze quotidiane,
in particolare per la santificazione e la salvezza
delle anime consacrate. L’Apostolato della
Preghiera, consapevole
che quel sangue e acqua, sgorgati dalla ferita del costato di Cristo
sono la fonte della vita
della Chiesa, intende
sviluppare la dimensione apostolica della vita
cristiana e affiancare il
ministero sacerdotale,
per rinnovare lo Spirito
di preghiera e di offerta nella Chiesa, nella
società e nella famiglia,
non solo in momenti
di preghiera, ma durante tut-
Parola
“Di una cosa sola c’è
bisogno” (Luca 10 – 42)
E
G.G.
’ una grande, felice esperienza ospitare amici, o essere
ospitati da amici.
Sia quando si è potuto preparare l’incontro, sia
quando questo giunge inaspettato. Ci si colma reciprocamente di attenzioni, ci si impegna per essere premurosi,
per rendere gradevole il soggiorno.
Terminato il pranzo, si passa ad un dialogo più disteso, anche
più profondo: ci si informa reciprocamente, si sta insieme con
poche parole, … a televisione spenta!
Gesù sta a tavola con tanti, senza discriminazioni. Accetta inviti che venivano spesso considerati sconvenienti. Non si rendeva conto della qualità di chi lo ospitava?
Da quei momenti nascevano spesso guarigioni, conversioni…
Questa volta Gesù accetta volentieri l’invio di due sorelle:
Marta e Maria.
Una era tutta contenta di poterlo ascoltare, di conoscere la
buona notizia che lui stava diffondendo. Gli sedeva ai piedi.
Marta, invece, dedicava tutte le sue forze a disporre le cose
per un soggiorno soddisfacente: è indaffarata, è “distolta per i
molti servizi”.
E si lamenta anche con Gesù per essere stata lasciata sola dalla
sorella a organizzare ogni cosa.
Gesù, nella sua delicatezza, non rifiuta il servizio premuroso
di Marta.
Ma coglie l’occasione per sottolineare ciò che gli preme di più.
Non sta andando in giro per i villaggi per ragioni… turistiche.
Non è preoccupato particolarmente che gli sia messo a disposizione un tetto e la possibilità di cibarsi.
Lui ha una Parola da annunciare, ha una prospettiva di vita da
far conoscere, ha una “parte migliore” da far scegliere, di cui
far innamorare. Allora mette ordine: “di una cosa sola c’è bisogno!”. Del rapporto di amore profondo con Lui, Figlio di Dio.
L’amicizia è l’anima di questo rapporto, quel rapporto che
niente al mondo potrà cancellare.
Quella intimità con Dio, che Dio stesso promuove e sostiene, e
che deve essere nelle preoccupazioni profonde dell’uomo.
C’è una gerarchia da scoprire e praticare nella vita, a cui non si
può venir meno.
ta l’esistenza. La vita di amore
di Gesù continua attraverso
l’opera dei sacerdoti, chiamati
ad essere testimoni della fede
e a comunicarla agli uomini, ma il loro insegnamento
è spesso ostacolato da grandi
nemici che creano difficoltà,
incomprensioni e sofferenze.
Il primo nemico della fede è
satana, padre della menzogna,
instancabile nell’oscurare la
verità, portare discordia, disordine e confusione, sradicare e
corrompere la fede, anche nel
cuore dei sacerdoti. La predicazione dei sacerdoti richiede
sempre la conversione, della
quale anche noi, laici cristiani,
siamo chiamati a dare testimonianza sempre più perfetta
e profonda.
Per vincere i nemici della fede
rimaniamo saldamente in comunione con la Chiesa, che è
una, santa, apostolica e cattolica, perchè Cristo stesso la assiste con la luce e la grazia dello
Spirito Santo. L’ha costruita
sulla roccia di Pietro, cattedra
della verità. Se rimaniamo in
comunione di grazia con Gesù
attraverso lo spirito di preghiera e lo studio approfondito del
Vangelo, riscopriamo la virtù
dell’umiltà, che ci consiglia di
cercare luce nell’insegnamento
della Chiesa.
Con la Grazia, il sacerdote
può rispondere ai grandi bisogni dell’ uomo.
Bisogno di luce e di verità:
l’intelligenza umana raggiunge
il suo pieno sviluppo quando è
capace di pensare qual è il suo
principio e il suo fine, quando
raggiunge Dio! Ma oggi l’uso
dell’intelletto si ferma spesso a conoscenze materiali e si
accontenta delle opinioni. Il
sacerdote è in grado di far riscoprire l’anelito di Dio, guidando alla verità.
Bisogno di perdono e di consolazione: siamo tutti feriti
dalla vita; abbiamo bisogno
di un perdono divino, capace
di infonderci speranza al di là
delle nostre ferite. Il sacerdote, col sacramento della peni-
tenza, unge
l’anima con la
consolazione
della divina
misericordia e
la risana con
l’assoluzione,
rinnovando
la fiducia e la
speranza.
Bisogno di felicità: tutti siamo alla ricerca
della felicità
e
facciamo
l ’e s p e r i e n z a
del
dolore,
nel
corpo,
nell’anima,
nel
cuore,
nella solitudine, nell’abbandono. Il
sacerdote rivela al mondo il
valore soprannaturale della
sofferenza, risveglia la speranza nell’aiuto divino e aiuta a
scoprire la presenza di Dio nei
momenti bui dell’esistenza.
Bisogno di Dio: anche se lo
neghiamo e lo tradiamo, abbiamo bisogno di Dio! Siamo
esseri limitati e finiti. Il mediatore tra Dio e l’uomo è Gesù e
di tale mediazione rende partecipe il sacerdote, strumento
del suo amore e della sua misericordia. Il sacerdote compie
gli atti attraverso i quali Gesù
stesso edifica il suo popolo;
Dio riversa grazie e benedizioni sull’umanità, attraverso la
Santa Messa che attualizza il
sacrificio di Cristo al Calvario.
L’Adorazione, fonte di luce,
intelligenza e sapienza: è il
luogo dove, nella fede, si rivela il nome di Dio in pienezza.
E’ nell’adorazione che l’uomo
raggiunge la sua pace, il luogo
in cui riconosce il suo principio e il suo fine, si consegna
totalmente, anima e corpo,
nelle mani del suo creatore.
* Responsabile dell’Apostolato
della Preghiera di Modena
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
3
Primo Piano
Intervista con Pietro
Pifferi, segretario Fnp
Cisl dopo l’intervento
di Giorgio Bonini: “I
dati di Porta Aperta
non ci stupiscono.
Occorre ripensare,
insieme, alle priorità”
• Paolo Seghedoni
“Ormai non si arriva neanche
alla terza settimana…”
tiene abbastanza in conto il
principio della sussidiarietà.
vogliamo di nuovo indagare
questo aspetto”. Lo afferma
Una nostra ricerca del 2005
lo metteva in evidenza, ora
Pietro Pifferi, segretario Fnp
Cisl, il sindacato dei pensionati, che dal suo osservatorio
privilegiato commenta i dati
di Porta Aperta e ne fornisce
altri.
Pifferi, come valuta i numeri di Porta Aperta?
Francamente non mi stupiscono affatto, e fanno il paio
con le richieste, in netta crescita, che arrivano ai comuni
riguardo pagamento di bollette e mutui. La differenza
rispetto a tempo fa è che ora
ci si rivolge ai centri della
Caritas o ai comuni non solo a causa dei problemi legati
alla non autosufficienza, ma
anche per problemi di natura
economica senza implicazioni per la salute. Ormai non
si arriva neanche alla terza
settimana… E’ in difficoltà
chi perde il lavoro, chi non lo
trova - oggi un giovane su tre
è disoccupato - ma anche chi
è in cassa integrazione.
Dal vostro osservatorio come vanno le cose?
Abbiamo svolto una ricerca
sulle pensioni, in provincia
di Modena, nel 2009. I dati
‘purtroppo’ sono molto inte-
L
a scorsa settimana
abbiamo
ospitato l’intervento di
Giorgio Bonini, di
Porta Aperta, che ha fornito dati realmente allarmanti
riguardo la situazione sociale
a Modena. Numeri in grande aumento e il solito timore
che, quando gli ammortizzatori sociali cesseranno di far
sentire i propri benefici, la
situazione diventi ancora più
seria: “Possiamo dire che senza l’intervento della Chiesa,
attraverso la Caritas e non
solo, e più in generale del
volontariato, la situazione sarebbe già diventata esplosiva.
Purtroppo però il nostro welfare, che pure ha qualità, non
L’angolo
della
Spiritualità
Educare celebrando
A messa sempre in
meno... Non e’ vero!
• don nardo masetti
R
icordiamo il lamento che il profeta Elia per due
volte di seguito innalza a Dio: “Sono pieno di zelo
per il Signore degli eserciti... ma sono rimasto solo” (1Re 19.10.14). Ma se Dio è il Signore “degli
eserciti”, come può sentirsi solo? Dio lo fa notare ad Elia e lo
sollecita a riprendere la missione.
Apprezzo il lavoro dei sociologi che, statistiche alla mano, mi
fanno sapere che i partecipanti alla Messa domenicale tendono a diminuire. Loro compiono il loro servizio ed indirizzano
le loro indagine a determinati “partecipanti”- Noi gente di
fede dobbiamo completare la visione, aggiungendo altri importanti “partecipanti”.
Immaginiamo una celebrazione eucaristica in una qualsiasi
parrocchia. I presenti visibili sono tot. Ma ad essi è doveroso
allineare “la Chiesa diffusa su tutta la terra”, “i fedeli defunti”,
tutti i santi che in ogni tempo ti furono graditi”, “la moltitudine dei cori celesti”... Insomma una moltitudine immensa,
che nessuno può contare (cfr Apocalisse)... Come si fa a dire
che siamo in pochi? Ci crediamo al dogma della comunione
dei santi?
Voi direte: “E tutti quelli che nel mondo non si incontrano
mai con Dio a Messa?”. Giusto. Ma ditemi voi: “Anche loro
dove stanno andando?!”. La vita è come un imbuto: corriamo, corriamo; poi l’orizzonte si restringe fino a ridursi ad una
porta stretta di là dalla quale inizia la vita vera. Sulla soglia
c’è Gesù con il quale siamo tutti obbligati ad incontrarci. Che
cosa succederà in quel momento? Non lo so. Ma so che anche
quelli che non sono andati a Messa si incontreranno con Lui,
giudice ma anche salvatore. C’è motivo di essere ottimisti? A
me pare di sì. E riteniamo noi stessi dei veri fortunati: ogni
domenica possiamo incontrare il Signore!
ressanti. Un quarto dei pen- ma bisogna andare versionati percepisce tra 500 e so una maggiore equità
e a rivoluzionare
il modo di formare
i bilanci. Mi spiego:
se continuiamo
a ragionare in
termini
di risorse e poi
di come
allocarle,
non ne
u s c i a m o.
Occorre partire dai farlo insieme, forze politibisogni e poi pensare che e sociali. Questa è una
alle risorse, dandosi crisi che cambierà in modo
delle priorità ben de- strutturale il nostro sistefinite. E’ chiaro che ma e i livelli di occupazione
i bilanci vanno fatti non torneranno quelli di un
quadrare, ma dandosi tempo. Dobbiamo quindi
delle priorità e non fa- investire nei settori che pos750 euro, il 14% tra 750 e cendo come si è sempre fatto. sono avere una ricaduta occupazionale, penso alla non
1.000 euro, mentre ben il 36% E poi…
è al di sotto dei 500 euro. In E poi?
autosufficienza degli anziapratica il 75% dei pensionati Due cose sono improcrasti- ni: ci sono già persone che
prende meno di mille euro e nabili: la lotta all’evasione si stanno riqualificando e
il 61% meno di 750 euro, in fiscale, perché oggi il fisco è provengono dal manifattupratica la pura sussistenza o iniquo, e ai costi della politi- riero; investendo in questo
anche meno. E le pensioni ca che, anche qui da noi, non settore da una parte si darà
di reversibilità sono ‘donna’: è esente da sprechi e doppio- una risposta a un bisogno,
ben 41.160 per una media di ni. A ragionare sulle priori- dall’altra si creeranno posti
536 euro al mese, mentre gli tà ci stiamo, ma dobbiamo di lavoro.
uomini che le percepiscono
sono 7.049 per 366 euro di
media. In termini assoluti le
donne pensionate, in media,
percepiscono appena 617
euro al mese, contro i 1.138
euro di media degli uomini.
In più dobbiamo consideraovità nella segreteria provinciale della Fnp, il sinre come il potere d’acquisto
dacato pensionati della Cisl che a Modena e prodelle pensioni continui a cavincia conta oltre 32 mila iscritti. Accanto a Pietro
lare, a fronte dell’aumento
Pifferi, confermato segretario provinciale, siedono adesso
del costo della vita. Dal 2007,
Luigi Belluzzi, Giuseppe Polichetti, Antonio Ragazzi
col provvedimento della coe Rosanna Tamassia. Sono cambiati anche i segretari di
siddetta quattordicesima decinque Leghe (le articolazioni territoriali della Fnp-Cisl):
tassata del Governo Prodi,
Alvezio Ferrarini è il nuovo segretario di Lega della Fnp
non ci sono più stati interdi Mirandola, Lidia Bombarda guida Pavullo, Vincenzo
venti per difendere il potere
Vandelli è il segretario di Vignola, Sergio Davoli quello di
d’acquisto dei pensionati.
Modena, mentre Franco Maccaferri è il nuovo segretario
Quali proposte avete per
della Lega di Castelfranco. Nessun cambiamento, invece,
migliorare le cose, consia Sassuolo e Carpi, dove i segretari di Lega della Fnp sono
derando che le risorse sono
rispettivamente Zina P. Morini e Gian Pietro Gandolfi.
assai limitate?
E’ vero, le risorse sono scarse,
Nuova segreteria per il
sindacato pensionati Cisl
N
Dopo la denuncia di don Dorval Mescoli
Risolto il caso della famiglia sfrattata
S
i è conclusa positivamente la vicenda della famiglia sfrattata
e segnalata domenica scorsa da don Dorval Mescoli, parroco
di Santa Teresa, durante l’omelia. E’ stata proprio la presa di
posizione di don Dorval, in particolare contro l’infelice frase “può
dormire al parco” pronunciata alla giovane madre in risposta alla
domanda su dove avrebbe dovuto portare i propri figli, ad attivare
la comunità. La totale mancanza di sensibilità, la completa assenza
non solo di cura ed attenzione, ma anche di rispetto verso il prossimo contenute in queste poche e lapidarie parole (di cui non si
conosce l’autore, forse un ufficiale giudiziario o un agente), hanno
portato il caso all’attenzione dei vertici delle istituzioni cittadine,
che hanno prontamente risposto alla segnalazione del sacerdote
modenese.
Nella mattinata di lunedì, il sindaco di Modena Giorgio Pighi, l’assessore alle politiche sociali Francesca Maletti e lo stesso parroco di
Santa Teresa hanno incontrato la famiglia sfrattata, trovando una
soluzione, seppur provvisoria: la coppia insieme con i due bambini
troveranno ospitalità presso una struttura, mentre don Dorval si sta
impegnando a trovare un’abitazione e il Comune a sostenere spese
di ingresso e dilazionare gli arretrati.
4
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Diocesi
A Niscemi per condividere
Caritas e Animatamente hanno proposto questa iniziativa per cinque
ragazzi modenesi, che sono stati ricevuti dal sindaco Pighi
D
a anni l’impegno dei
giovani modenesi
per la legalità ha in
Libera un punto di
riferimento: scambi, esperienze
di lavoro sulle terre sottratte alla
mafia, accoglienza a Modena di
testimoni significativi, anche nei
Martedì del Vescovo. E alcuni
giovani sono partiti, la scorsa
domenica, per una nuova esperienza di condivisione a Niscemi. “Non sottovalutate i giovani
– ci ha detto Eros Benassi, di
Animatamente – perché su temi come la giustizia e la legalità
sono molto sensibili. A volte siamo noi adulti che non sappiamo
metterci in gioco su questi argomenti, non so se per pigrizia,
per stanchezza o per il timore di
dover poi essere coerenti”.
I giovani hanno incontrato,
prima della partenza, il sindaco
Giorgio Pighi e l’assessore alle
Politiche giovanili Fabio Poggi
Il gruppo, di cui fanno parte 5
ragazze tra i 16 e i 19 anni d’età
e i loro tre educatori appartenenti alla Caritas modenese e
all’associazione Animatamente,
è già impegnato in progetti di
educazione alla cittadinanza e
alla legalità a cui collabora anche
l’Amministrazione comunale.
In Sicilia i ragazzi trascorreranno 11 giorni: nei primi quattro
avranno modo di conoscere i
progetti condotti da alcune cooperative sociali su terreni e beni
che lo Stato ha confiscato alla
mafia, tra Messina e Catania.
In questi prima fase, i modenesi
visiteranno anche il carcere minorile di Bicocca, a Catania. La
settimana successiva, il gruppo si trasferirà a Niscemi, non
lontano da Gela, in provincia di
Caltanissetta. Qui i modenesi
lavoreranno assieme ai giovani
di Libera al progetto “Adotta un
parco”, che l’associazione contro le mafie sta realizzando per
sottrarre al degrado i parchi del
paese. “Lavoriamo a questo progetto dal 2008 - spiega Elena
Gazzotti, che per il terzo anno
consecutivo si reca a Niscemi il primo anno siamo andati ad
aiutare a ripulire i parchi, questa volta invece collaboreremo a
progettare e realizzare iniziative
di animazione e di cittadinanza
attiva nel parco del Sacro Cuore.
L’obiettivo è restituire l’area verde alla cittadinanza e soprattutto
ai giovani di Niscemi”. Il tema
delle iniziative sarà “Il legame
che i giovani hanno con il loro
territorio”, un argomento che i
modenesi hanno già affrontato
durante la Settimana dell’educazione (vedi NT numero 25) e
su cui ora si confronteranno con
i coetanei del sud.
La più giovane dei partecipanti
è Giulia, 16 anni, studentessa
del liceo Muratori, Vania ha invece terminato il Selmi, mentre
frequentano l’Università Laura,
Giulia e Agnese. Ad accom-
pagnarle saranno gli educatori
Elena, Stefano e Nicole.
Dalle esperienze al sud alla
presenza in città: i giovani che
da tempo sono impegnati nella riflessione su questi temi,
infatti, vorrebbero che la fiaccolata contro tutte le mafie,
che da due anni organizzano a
Modena assieme all’assessorato alle Politiche giovanili e alla
Circoscrizione 3 nella Giornata
della memoria e dell’impegno,
potesse percorrere anche “via
Pierantonio Sandri”. Hanno organizzato una raccolta
di firme per sottoporre alla
Commissione toponomastica
del Comune la proposta di intitolare una strada di Modena
al diciannovenne di Niscemi,
vittima innocente della lupara
bianca.
La loro proposta è condivisa dall’assessore alle Politiche
giovanili Fabio Poggi. “Questi ragazzi stanno costruendo
un ponte di legalità tra il nord
e il sud, tra Modena e Niscemi - spiega l’assessore - sarebbe
significativo che questo ponte
portasse il nome di un giovane
vittima di mafia”.
Pierantonio Sandri aveva solo
19 anni quando, nel 1995, fu
ucciso e fatto sparire, probabilmente perché testimone involontario dei reati commessi
da ragazzi suoi vicini di casa.
La madre, Ninetta Burgio, che
i giovani modenesi hanno conosciuto a Niscemi durante il
campo di animazione dei parchi
della scorsa estate, per 14 anni
ha girato l’Italia chiedendo la
verità sulla scomparsa del figlio,
“un giovane onesto educato ai
valori della solidarietà, dell’accoglienza e della legalità”, come lei
stessa disse a Modena lo scorso
21 marzo, ospite nella Giornata
dell’impegno. Un intervento che
la donna concluse così: “Sono
certa che questa città saprà custodire i suoi giovani e alzare la
testa, lottare sempre contro tutte le ingiustizie e le mafie”. La
verità sulla scomparsa di Sandri
ha iniziato a emergere lo scorso
anno attraverso la confessione di
un detenuto, che ha consentito
di recuperare il cadavere del giovane nelle campagne di Niscemi.
Sul prossimo numero il diario di
viaggio dei 5 ragazzi.
Il 12 luglio la celebrazione presieduta da monsignor Antonio Lanfranchi
La dedicazione della cattedrale
• Mons. Augusto Bergamini
S
ul finire del 1099 i modenesi costruirono il duomo, in cui
portarono, nel 1106 il corpo di s. Geminiano. Nello stesso
anno il papa Pasquale II consacrò l’altare. Il 12 luglio 1184,
quando la costruzione del Duomo fu ultimata, il Papa Lucio III dedicò solennemente la basilica, cioè la consacrò al culto.
Il termine “dedicare”, da cui “dedicazione”, significa intitolare un
monumento ad onore di una persona. L’edificio in cui si riunisce la
comunità cristiana viene solennemente dedicato con un rito in onore
di Dio, in onore della Madonna o di qualche santo. In tal modo l’edificio è adibito al culto e diventa il segno del rapporto con Dio, ma
soprattutto il segno della comunità cristiana che in esso si raccoglie.
Il nostro Duomo, costruito dal genio di Lanfranco e Wiligelmo,
frutto della fede e dell’operosità dei nostri padri, custodisce l’urna
La storia
C
orre l’anno 1099. In tutta Europa stanno sorgendo
cattedrali magnifiche, come altrettante colonne miliari della fede cristiana. Anche a Modena si avvertono gli effetti di quel fervore, artistico e religioso
insieme. Il tempio che custodisce da secoli la tomba del santo
vescovo Geminiano doveva essere ricostruito. I rappresentanti
di tutte le classi sociali, riuniti in assemblea plenaria, decidono
ad una voce di rinnovare, riedificare ed elevare ilo tempio del
santo patrono. La devozione dei modenesi a san Geminiano,
loro secondo vescovo, vissuto dal 312 al 397, è quindi all’origine del Duomo, costruito come “domus clari Geminiani”, casa
dell’insigne Geminiano, e dedicato ala madre di Dio Incoronata.
Come è scritto in un prezioso codice dell’Archivio Capitolare,
è trovato provvidenzialmente Lanfraco, artista mirabile e architetto straordinario. I lavori si iniziano sotto la sua direzione il 23
maggio 1099. Tutto il popolo è impegnato nella grande impresa. La prima pietra è posta il 9 giugno 1099. Insieme con Lanfranco lavo0ra il grande lapicida Wiligelmo, che abbellisce con
le sue sculture il tempio, in costruzione negli anni 1099 – 1106.
col corpo di s. Geminiano, padre della fede della comunità cristiana
di Modena.
Il Duomo non è un museo, non è soltanto un’opera d’arte, ma è soprattutto un segno, un richiamo e un impegno perché i modenesi
siano un segno vivente della presenza e dell’azione di Cristo. L’atto
con cui il Duomo è stato dedicato al culto di Dio impegna i credenti
a ricordare che soprattutto la vita deve essere dedicata a Dio, perché
viene da Dio.
Le sculture di Wiligelmo che si trovano sulla facciata, con le scene
bibliche di Dio che chiede conto a Caino del fratello Abele da lui
ucciso, sono per tutti un forte e continuo richiamo al rispetto della
vita, dono di Dio. Queste raffigurazioni bibliche obbligano quindi
la società di oggi ad un forte esame di coscienza. Il Duomo perciò
non deve essere guardato e tutelato soltanto come una grande opera
d’arte, ma soprattutto come un forte richiamo alla coscienza, perché
si apra a vivere i grandi valori della vita, dono di Dio.
Come va guardato
il Duomo
I
l Duomo di Modena è senza dubbio nel novero dei maggiori monumenti, in ispecie dei più importanti del Romanico. Per cogliere appieno il senso di questo capolavoro,
alle disposizioni d’animo del’artista e dello storico si deve
aggiungere quella del credente, o almeno lo sforzo di collocarsi
nell’ottica del credente. In realtà il Duomo è, prima di tutto, il
segno della vita di fede e di culto della comunità cristiana modenese che ne ha voluto la costruzione. L’arte di Lanfranco, Wiligelmo e, in seguito, dei Maestri Campionesi, ha vigorosamente
contribuito a fare di questo edificio il luogo della professione
e della trasmissione della fede. Così l’architettura e la scultura
sono poste a servizio della comunità dei credenti. La Cattedrale
palesa, soprattutto nelle sculture, un chiaro progetto teologico.
AGENDA
Agenda
del
Vescovo
Domenica 18 luglio
ore 11 a Ligorzano
S. Messa con i villeggianti
ore 17 a Crocette
S. Messa nel 65° della morte di don Lenzini
Lunedì 19 luglio
Udienze
Venerdì 23 luglio
Ore 15 30 a Monte Obizzo
S. Messa
Domenica 25 luglio
A Cesenatico
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10
11 12 13 14 15
16 17 18 19
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
5
Anniversari
Una vita per l’evangelizzazione
A Villa Maria
Immacolata, la casa
dell’Azione Cattolica
diocesana, una giornata
per ricordare i cento
anni dalla nascita di
Maria Vecchi. Un ‘fare
memoria’ non fine a se
stesso, ma pensato per
guardare avanti
•Enrico Artioli
C
he bello ritrovare
dopo lungo tempo
amiche e compagni, ricordi, passioni,
amori… questa è stata una delle
sensazioni che ha caratterizzato domenica scorsa la commemorazione di Maria Vecchi
organizzata nella “sua” Villa
Immacolata dall’Azione Cattolica diocesana. In concomitanza con l’avvio della settimana
formativa degli adulti di Ac,
oltre 70 persone hanno voluto insieme ricordare i 100 anni
della nascita di Maria Vecchi,
che tanto ha segnato la vita, non
solo dell’Azione Cattolica, ma
di tutta la Chiesa modenese. Il
presidente diocesano di Ac, Paolo Seghedoni, ha fatto gli onori
di casa e la giornata è stata nobilitata anche dalla presenza del
Vicario Generale, mons. Paolo
Losavio, dall’assistente del settore adulti di Ac, don Fernando
Bellelli e da don Alberto Zironi,
parroco di San Faustino.
La ‘memoria’, introdotta da un
filmato ben curato e coinvolgente che ha percorso le tappe
salienti della vita di Maria (con
alcune testimonianze, in primis di Maria Roma Panigadi e
Anna Maria Melini), è stata poi
sviluppata da Maria Cavazzuti
Guerzoni che ha ricordato, dalla nascita a Carpi nel luglio del
1910 fino alla morte per una
grave malattia cardiaca, i passaggi principali della sua esistenza,
passaggi ricostruiti col rigore
delle fonti e col contributo di chi
ha l’ha conosciuta direttamente.
Maria Vecchi è stata una delle
figure di maggior spicco della Chiesa modenese del secolo
scorso, fin dal 1933 quando fece
il suo ingresso nella Gioventù
Femminile di Azione Cattolica,
dove ricoprì ben presto incarichi
di grande responsabilità fino a
divenirne presidente, succedendo a Clara Obici. Anche se
infaticabile ed eccezionale organizzatrice, aveva carattere schivo
e riservato, ragione per cui, nelle
cronache e nelle manifestazioni
pubbliche, appare molto meno
degli omologhi maschili della
Giac. La sua vicenda è particolarmente legata a Villa Maria
Immacolata a Dogana Nuova di
Fiumalbo, della cui acquisizione
e trasformazione in casa di spiritualità e crescita per le giovani, prima, e per tutta la diocesi,
poi, fu la principale artefice. Le
vicende che caratterizzarono
questa avventura hanno del romanzesco e mobilitarono tantissime persone nello sforzo per
raggiungere l’obiettivo comune
di avere una casa propria.
La commemorazione tuttavia
non si è limitata a un elenco di
fatti e nemmeno a un ripercorrere le vicende del secolo scorso,
ma è stata impreziosita da una
‘lettura’ sapienziale delle vicende
umane ed ecclesiali che hanno
segnato la realtà modenese degli
anni passati e che molti dei presenti hanno vissuto e ‘rivissuto’ in
prima persona.
Varie sono state poi le conclusioni scaturite dal confronto seguito all’intervento: innanzitutto
la volontà di completare l’opera
di documentazione e di raccolta
di informazioni su Maria Vecchi per arrivare a pubblicare un
libro su di lei: da qui l’appello
a raccogliere testimonianze ed
esperienze dirette per poter
ricostruire il
più fedelmente possibile
la sua vita (i
contributi di
questa natura
possono essere trasmessi
direttamente
alla segreteria
dell’Ac presso
il Centro Famiglia di Nazareth); l’idea
di
lanciare,
sulla scorta
di quanto fu
fatto in passato, una raccolta
fondi
per sistemare
la cappella di
Villa Immacolata stessa
che necessita
di lavori di
ristruttura-
zione (anche in questo caso le
indicazioni si possono ricevere
presso il centro diocesano); la
messa a disposizione del filmato
su Maria Vecchi a chi ne faccia
richiesta, e alle associazioni parrocchiali di Azione Cattolica in
primis, quale introduzione alle
prossime assemblee di rinnovo delle cariche associative.
La preoccupazione principale
che aleggiava
in quasi tutti
gli interventi è
stata quella di
come passare
Maria Cavazzuti
il testimone
alle giovani generazioni, di come
trasmettere loro il patrimonio di
ricchezza spirituale e di profondo amore che ha costituito una
ragione di vita per molte persone che, come Luisa Guidotti, la
vita sono arrivati a donarla fino
al martirio.
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6
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Unitalsi
Quel treno bianco per Lourdes
Una testimonianza e un invito: partecipare al pellegrinaggio dell’Unitalsi Emilia-Romagna verso Lourdes dal 25 al 31 agosto
C
• francesca mussati
i sono treni che
viaggiano ad alta
velocità, pensati
apposta per rendere più agevole il nostro
viaggiare, per dotarci di ogni
confort e farci raggiungere
la nostra meta nel più breve
tempo possibile. Ci sono treni che, al contrario, viaggia-
no silenziosi, spesso di notte,
spesse volte sono obbligati
a fermarsi per farne passare
altri; quasi privi di comodità ma assolutamente ricolmi
di un ‘qualcosa’ che non può
essere completamente racchiuso in poche righe. Sono i
treni bianchi, i treni che portano migliaia di ammalati,
volontari, medici, infermieri,
sacerdoti e pellegrini al santuario di Lourdes. Non so
perché si chiamino bianchi,
ma so per certo che quello
che si sperimenta partendo
per Lourdes è una sensazione di profondo benessere,
di pace, di silenzio. Non un
silenzio sterile, ma anzi uno
spazio fecondo per lasciare
aperto il cuore. Già dalla partenza ci si sente immersi in
un clima di raccoglimento, di
accoglienza e ascolto dell’altro, pur con le risate, le chitarre, i tantissimi giovani che
sono l’anima di questo viaggio! Il viaggio è certamente
f a t i c o s o,
sia per i
volontari
che per i
pellegrini, ma la
volontà
di tutti di viaggiare insieme,
di raggiungere insieme la
nostra meta come un gruppo, come una famiglia, rende tutto molto piacevole.
Il prossimo pellegrinaggio
inizierà il giorno 25 agosto,
fino al 31. Il treno percorrerà
tutta l’Emilia Romagna per
giungere a Lourdes carico di
persone disposte a vivere una
esperienza che cambierà la
loro vita.
Una volta giunti alla nostra
meta il programma è sempre
abbastanza intenso, poiché le
esperienze da vivere sarebbero tantissime e il tempo per
gustarle al meglio è sempre
troppo poco. Solitamente
all’arrivo, dopo l’accoglienza
nelle strutture dell’Unitalsi,
si partecipa alla santa Messa
la magia di cui tutti parlano
tornando dal pellegrinaggio.
È una sensazione unica, di
benessere, liberazione del
cuore, è come se qualcuno ti
togliesse i pesi che senti, le
tue disabilità, le tue fragilità.
Passare sotto a quella grotta,
con la parete completamente
levigata dai milioni di mani
che l’hanno accarezzata per
chiedere una grazia a Maria,
è una emozione
indescrivibile, è come
se sentissi nel
tuo cuore tutti
i sogni, le speranze, le lacrime e i sorrisi
di chi è passato prima di te.
E’ il luogo in
cui Bernadette, ultima degli
ultimi, ha ricevuto il grande
dono di parlare e pregare
con Maria, è il
luogo in cui si
dice “che il cie-
di inizio pellegrinaggio.
I giorni successivi sono
caratterizzati
da celebrazioni molto
curate e suggestive, che
consentono
di entrare nel
clima di profonda spiritualità che
caratterizza
Lourdes. Al
mio primo
viaggio, ricordo di essere stata un
po’ sconvolta
dal mio arrivo, mi aspettavo
di trovare un luogo silenzioso, povero, essenziale, invece
mi sono trovata davanti ad
una marea di negozietti con
souvenir per turisti, centinaia di ristoranti e alberghi,
migliaia di persone non pro-
lo ha toccato la terra” e non
c’è una frase che lo descriva meglio. Molte persone si
trovano in preghiera davanti
alla Grotta, alcuni forse si
aspettano, curiosi, di assistere ad un miracolo. Io fortunata, di miracoli ne ho visti
prio silenziose. La delusione
iniziale, devo ammettere, è
stata brusca, ma poi sono entrata nell’Esplanade, il luogo
sacro all’interno del quale si
trova la Grotta, e ho avuto la
sensazione di essere nel posto giusto. Una volta davanti
alla Grotta, di sera, quando
i cancelli erano chiusi, ho
sentito molto chiaramente
parecchi, uno per ogni persona che ho incontrato, che
una volta salita su quel treno
non è stata più la stessa. Ho
visto il miracolo dell’amicizia, dei legami fortissimi che
si creano durante il pellegrinaggio e non si sciolgono
mai più, ho visto il miracolo
dell’amore, di persone che
avevano perso ogni speranza
e hanno trovato compagnia,
sorrisi, assistenza, ascolto;
ho visto il miracolo dell’impegno di centinaia e centinaia di giovani, sempre sulle
cronache per quello che non
fanno o che fanno troppo
male, che hanno spinto carrozzine, imboccato, pianto,
pregato, riso, cantato, ballato e vegliato tutta la notte
chi aveva bisogno di loro.
Ho visto sacerdoti, suore,
frati e vescovi parlare senza
sosta con chi aveva bisogno
del loro conforto; ho visto
famiglie unite da un amore
profondissimo, ho visto persone malate con una speranza e una voglia di vivere così
enormi da avere il potere di
cambiare chi sta loro accanto. Ho visto e sentito anche
la sofferenza di chi non ce la
fa più, di chi ha perso tutto,
di chi è arrabbiato e non ha
perduto ogni speranza. Tutto
questo è Lourdes, è servizio
all’altro, ascolto, accoglienza,
compagnia, è ridere insieme,
è conoscere la vita di un altro,
è affezionarsi, amare, è fare
un pianto liberatorio. Lourdes è tanto di più di quello
che sono riuscita a scrivere,
è una esperienza unica che
l’Unitalsi ha il privilegio di
vivere da più di cento anni.
Io consiglio sempre a tutti di
salire sul nostro treno bianco, non tanto
per sperare di
vedere un miracolo, quanto per essere
pronti a scoprire il proprio. Durante il mio primo
viaggio, una persona mi ha
detto che non si decide di
andare a Lourdes, ma che è
Maria a chiamarti. Non so se
ci ho creduto subito, ormai
sono passati parecchi anni,
so solo che sono salita ogni
anno sul treno e ho ricevuto,
oltre ad infiniti doni, anche
la conferma che aspettavo.
Notizie utili
Come fare per partire con l’Unitalsi
Per partecipare ad un nostro pellegrinaggio è necessario contattare la Sottosezione della nostra città per partire come
ammalato, volontario o pellegrino. La Sottosezione Unitalsi
di Modena si trova in via Gherarda 4, gli uffici sono aperti
al pubblico lunedì - mercoledì dalle 15 alle 18, venerdì dalle 9 alle 12 telefono. Potete contattarci telefonicamente allo
059.219718 o tramite posta elettronica al seguente indirizzo:
[email protected].
Cosa devo fare se parto come ammalato o pellegrino
Le persone che a Lourdes avranno bisogno di assistenza di
qualunque tipo saranno alloggiate presso il Salus Infirmorum, albergo ospedale di proprietà della nostra Associazione,
perfettamente attrezzato per ospitare persone disabili, malate
o con qualunque genere di problema. Al momento dell’iscrizione, andrà allegato un certificato medico, in cui si specificano la diagnosi e le eventuali terapie che dovranno essere
somministrate durante il periodo del pellegrinaggio, per far
sì che il personale medico e paramedico possa svolgere il servizio al meglio.
La parte spirituale del pellegrinaggio viene curata da sacerdoti e vescovi che, seguendo il tema pastorale dell’Unitalsi
di quest’anno “Fare il segno della Croce con Bernadette”,
ci guideranno, in un percorso alla scoperta del messaggio di
Lourdes. L’arcidiocesi di Ravenna-Cervia celebra il suo pellegrinaggio diocesano, motivo per il quale parteciperà insieme a noi il conosciutissimo e molto amato mons. Verucchi.
Cosa fare se desidero partire come volontario
I volontari sono la nostra risorsa più importante. Contattando la Sottosezione al numero sopra indicato, si potranno
avere informazioni più dettagliate rispetto alle possibilità di
servizio. In generale possiamo dire che gli uomini, chiamati
Barellieri, possono essere indirizzati al servizio esterno, ossia di accompagnamento di anziani, ammalati e disabili alle
funzioni e ai vari appuntamenti del programma giornaliero,
alla corsia, con compiti di assistenza e aiuto nell’alzata o nella
sistemazione a letto di chi dovesse averne necessità, oppure
alle Piscine.
Le donne, invece, le Sorelle d’assistenza o, come si diceva una
volta, le Dame, hanno possibilità di essere destinate, alla corsia, con mansioni di cura della persona, compagnia, riordino e
pulizia delle stanze, al refettorio, assistenza e servizio ai pasti
o alle Piscine dove aiutano pellegrini ed ammalati a compiere
il gesto dell’immersione nell’acqua che arriva dalla sorgente.
Il servizio di corsia, può essere integrato anche con il servizio esterno, similare a quello dei barellieri, con funzione di
accompagnamento di anziani e ammalati agli appuntamenti
della giornata.
I Barellieri e le Sorelle sono tenuti ad indossare sempre la
divisa ufficiale dell’associazione, anche quando non sono di
turno, proprio perché l’uniforme è segno di appartenenza, di
servizio e di riconoscimento; è possibile trovarne disponibili
presso la Sottosezione in vendita o a noleggio.
Il viaggio
Il treno partirà dalla stazione di Modena il giorno 25 in orario ancora da definirsi e arriverà a Lourdes giovedì 26 agosto. Nella quota di partecipazione al pellegrinaggio è tutto
compreso, viaggio, pasti, trasferimenti. Il pellegrinaggio inizia alla stazione, entra nel vivo già in treno, con momenti di
preghiera, la cappella per l’Adorazione Eucaristica, Gesù ci
accompagna per tutto il viaggio, il servizio per i volontari.
Esiste anche la possibilità di raggiungere Lourdes in aereo,
atterrando all’aeroporto di Tarbes. Il treno ripartirà da Lourdes il 30 agosto per rientrare in Italia il giorno 31.
Per conoscere l’associazione UNITALSI e tutti i suoi progetti è possibile consultare il sito www.unitalsi.it.
Altri siti utili:
www.unitalsiemiliaromagna.it
www.lourdes-france.org
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
7
Persone
A un anno dalla
morte il ricordo
del sacerdote che
aveva prestato
il suo servizio a
Gombola
• Domenico Cannatà
È
volato via un anno
da quando il buon
don Gualtiero Meliconi, parroco di
Gombola, ci ha lasciato. Avendo avuto l’onore di essergli
amico per più di un ventennio, mi piace ricordarne alcuni
tratti caratteristici della sua figura sacerdotale, fedele alla sua
missione di parroco per oltre
un cinquantennio.
Inviato a Gombola dopo qualche anno dall’ordinazione sacerdotale, giovane e creativo,
non volle lasciare mai più la
sua parrocchia anche se fu attratto da altre sedi più agevoli
e più importanti per espansione apostolica.
Don Gualtiero fu un gombolese tout court con un forte senso dell’appartenenza al
suo popolo. Un’appartenenza
sponsale con Gombola, la sua,
come ogni buon parroco cura
nel proprio territorio per non
sentirsi estraneo ad essere insieme uno della famiglia tra
Don Gualtiero Meliconi,
il parroco che mi piaceva
i suoi fedeli. Anche in modo
fisico don Meliconi coltivava
tale senso di appartenenza al
suo popolo di cui decifrava,
come diceva don Milani della
sua piccola Barbiana, il fiato di
ciascun parrocchiano e i rumori che provenivano da ciascuna
famiglia. Basti pensare che in
più di 50 anni di servizio pastorale egli non si allontanò
mai dalla sua parrocchia per
le ferie estive (cosa abbastanza rara anche tra il clero). Solo
negli ultimi quattro o cinque
anni della sua vita si concesse
pochi giorni di ferie annuali
in compagnia del suo fraterno amico don Franco Mislei.
D’ordinario le sue ferie erano lo stare insieme con la sua
gente e passare qualche serata
in compagnia di confratelli sacerdoti o amici come il sottoscritto in serena armonia.
Un altro aspetto del suo ministero sacerdotale era un innato
senso dell’accoglienza. Amava
più dare che ricevere. Era pro-
verbiale la porta eternamente
spalancata della sua canonica,
pronta ad accogliere tutti in
ogni ora della giornata, anche
purtroppo qualche potenziale
furfante in vena di rubare. E
ciò, come potrebbe falsamente credersi, non era frutto di
calcoli umani, ma un mezzo
che gli consentiva il raggiungimento degli obiettivi pastorali. La generosità, l’amicizia,
l’apertura verso tutti gli consentivano di coinvolgere, infatti, nella fede ogni persona della
sua parrocchia e di altre.
Ogni domenica la sua chiesa
accoglieva tanti forestieri che
partecipavano alle sacre funzioni, da lui svolte con carisma
degno di un santo sacerdote.
Le sue omelie, corte, semplici e
molto efficaci, erano ogni volta
un canto d’amore e di ringraziamento al Signore e ai suoi
parrocchiani per la loro fedeltà al dono della fede e la loro
perseveranza religiosa. “Grazie, ringrazio” erano le parole
maggiormente ricorrenti sulle
su labbra.
Generosamente
ai
suoi parrocchiani non
fece mai mancare la
presenza di un confessore o di un padre
predicatore nelle ricorrenze religiose e in
occasione dei funerali
o matrimoni. Se ne
rammaricava anche
ad alta voce, lui sempre mite, quando era
impossibile averli in
parrocchia. Al vertice
delle sue cure pastorali c’erano gli anziani
e i malati. Li visitava
mensilmente nelle varie borgate di Gombola e nei casolari più
inaccessibili. Senza mai fretta,
sempre paziente, compìto in
tutto.
Ricordo un Natale. Si era seduti già a tavola e in procinto
1884_Nostro
di iniziare
il pranzo; mi Tempo
avvicinò e con grande delicatezza mi
pregò di accompagnarlo
con la mia macchina in mon-
tagna. Raggiungemmo una sciato sul suo povero divano
casa sperduta; c’era un uomo col breviario in mano di ripiuttosto giovane, solo e in torno dalle sue visite agli amgravi condizioni di salute. Egli malati. Davvero esemplare la
apparecchiò la tavola, vi mise figura di parroco di don MeliModena_102x132
12-11-2008
16:49
Pagina
si cancellerà
mai 1
su le vivande, gli fece un
bel coni, che non
po’ di compagnia e poi con la dalla mia memoria.
Fism Modena
www.bsgsp.it
La scomparsa di Giorgio Caleffi
L
a morte di Giorgio
Caleffi, avvenuta il 2
luglio, ha creato un
vuoto nel mondo scolastico
modenese. Giorgio per anni
ha profuso energie e competenza al settore della scuola
dell’infanzia paritaria Fism.
Era Presidente della Scuola
dell’Infanzia ‘Don Adani’ di
Mirandola ed oltre all’impegno per migliorare il servizio
educativo della sua scuola
ha sempre offerto una valida
collaborazione alla Federazione Italiana Scuole Materne
(Fism), della quale era tuttora
Vicepresidente Provinciale e
membro del Consiglio Nazionale. Il Presidente Provinciale
ed il Consiglio Direttivo della
Fism di Modena, associandosi
al dolore della famiglia e della
Scuola ‘Don Adani’, ne ricordano la passione educativa e lo
spirito di servizio, confermati
anche in occasione dell’assemblea dei gestori del 13 maggio
scorso, che ha presieduto con il
consueto entusiasmo.
Le tue radici e il tuo futuro
sotto un buon segno.
La Regione Emilia-Romagna spegne 40 candeline
Richetti ricorda Gorrieri
L
’Assemblea legislativa ha celebrato i 40 anni dell’ insediamento del primo Consiglio regionale
dell’Emilia-Romagna, in una seduta solenne tenuta a Palazzo Malvezzi, sede di quella prima
riunione istituzionale il 13 luglio 1970. Aperta dal presidente dell’Assemblea, Matteo Richetti
e chiusa dal presidente della Regione, Vasco Errani, la seduta solenne ha visto tra i protagonisti il
primo presidente della Giunta regionale, Guido Fanti, di fronte a una platea di autorità civili, religiose
e militari: c’erano anche l’arcivescovo di Bologna card.Carlo Caffarra, accanto al prefetto di Bologna
Angelo Tranfaglia e ai parlamentari ed ex consiglieri regionali Gian Luca Galletti e Pier Luigi Castagnetti. “Guido Fanti e l’allora leader dell’opposizione Ermanno Gorrieri - ha detto il presidente
Richetti - hanno costruito la Regione Emilia-Romagna’’. “E questa Regione - ha commentato il
presidente Errani - è nata sana’’.
Sanità
Orari estivi del Cup di Modena
R
esterà chiuso fino al
28 agosto il Cup di
via San Giovanni del
Cantone. Sarà invece aperto
il Cup del Poliambulatorio
di Largo del Pozzo 71/b, dal
lunedì al venerdì dalle 7.30
semplicità di uno che
aveva compiuto un
dovere se ne tornò
con me in canonica.
E non indugio
qui a ricordare
le volte che lo
trovai acca-
alle 13, lunedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 18 e
il sabato dalle 7.30 alle 12. Dal
9 al 13 agosto sarà aperto solo al mattino e chiuso sabato
14 agosto. Per prenotare visite ed esami è possibile recarsi
in tutte le farmacie private e
comunali oppure chiamare
il call center “Tel&prenota”:
848.800.640 da telefono fisso
e 059.2025050 da cellulare, dal
lunedì al venerdì dalle 8 alle 19
e il sabato dalle 8 alle 13.
Le tue radici, il tuo futuro.
8
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Forum
Una ‘rete’ per fare cultura
Il forum, proposto dalla redazione di Nostro Tempo ha fatto incontrare Carlo Altini, direttore della Fondazione
San Carlo; Elena Malaguti, assessore provinciale a cultura e istruzione; padre Lorenzo Prezzi, dehoniano e direttore
della rivista ‘Il Regno’; don Gianni Gherardi, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni e la cultura. Un
dibattito serrato e aperto, tra dialogo e proposte concrete. E sullo sfondo la necessità di ritrovare luoghi e spazi in cui
potersi confrontare davvero
• Paolo Seghedoni
I
nnanzitutto una questione preliminare: come giudicate il livello
della proposta, o meglio, della vita culturale modenese. Quali le positività e
quali le criticità?
Carlo Altini. La mia impressione è che il livello medio sia
piuttosto alto, considerando
anche le dimensioni di Modena e comparandola con realtà
simili. La criticità è che mancano i luoghi, gli strumenti, le
persone per fare massa critica:
il rischio è di vanificare gli
sforzi. In poche parole manca
una rete, proprio qui dove si è
fatta la fortuna del ‘fare rete’.
Non si tratta di teorizzare un
‘Grande fratello’, ma di evitare
l’ordine sparso e di far dialogare le istituzioni culturali.
Questo non è solo utile, è necessario.
Elena Malaguti. La nostra è
una realtà ricca per soggetti
e tematiche. Come Provincia
ci poniamo su un secondo livello, per un coordinamento.
Penso alle scuole superiori, ma
anche all’ufficio cultura. La
Provincia può giocare un ruolo importante di ascolto delle
ragioni di tutti; questo un po’
manca e in quanto istituzioni
ci poniamo come luogo ideale di incontro proprio in virtù
della nostra terzietà.
Don Gianni Gherardi. Mi pare
ci sia tanto materiale, non so
quanto sparso a livello provinciale. In città le proposte sono
diverse, però mi sembrano un
po’ frammentarie. Anche senza una rete stretta, il rapporto
tra i diversi spezzoni è necessario. Modena sconta forse
anche il fatto che la Facoltà
umanistica è recentissima.
Carlo Altini. Ma oggi l’Università sconta problemi diversi, legati principalmente alle
risorse, non può essere il luogo
di questo dialogo.
Padre Lorenzo Prezzi. Le proposte di carattere culturale so-
Don Gianni Gherardi
no di livello medio/alto, specie
in città. I punti critici mi pare
facciano riferimento, oltre alla
rete di cui si parlava, al fatto
che i punti di eccellenza sono
scarsi. E l’eccellenza rappresenta un punto chiave su cui
far forza, per innalzare in modo complessivo il livello culturale del territorio. Un tempo
qualche innovazione di tipo
‘ciappinaro’ era più semplice, oggi vedo maggiore stanchezza di invenzione e meno
eccellenze. Da parte nostra
dobbiamo chiederci cos’è che
possiamo fare come cultura
di Chiesa. C’è un radicamento maggiore dell’Istituto di
Scienze Religiose e una serie
di piccoli luoghi per la diffusione della cultura ecclesiale.
Ma bisogna anche dire che un
impegno culturale diretto nel-
la pastorale, come era stato auspicato al convegno di Verona,
non si è verificato.
Elena Malaguti. Personalmente provengo dall’Area Nord e
non vedo uno sbilanciamento
tra Modena e la provincia, mi
pare più una percezione dei
modenesi. In realtà nei vari distretti c’è una vitalità culturale
molto interessante. Sono invece d’accordo sulla stanchezza,
che peraltro è diffusa in generale, ma c’è anche un fermento
e un desiderio da parte delle
persone.
L’arricchimento culturale di
una comunità è spesso frutto
del confronto e dell’integrazione, non sempre facile, tra
posizioni anche differenti e
a volte distanti: nella realtà
modenese esistono secondo voi le condizioni perché
avvenga questa opera di mediazione? Cosa serve o cosa
servirebbe per questa cultura
del confronto?
Don Gianni Gherardi. A proposito di questo penso alla
scuola e allora torno su questo
tema. Un tempo la classe dirigente di Modena proveniva
dal Muratori e dal Tassoni, e
fuori Modena i luoghi d’eccellenza erano quelli dei seminari
di Fiumalbo, di Nonantola e
Finale Emilia.
Elena Malaguti. Credo si possa dire che oggi, nella scuola,
il dinamismo è inversamente
proporzionale alla distanza dal
centro, questo anche a causa
degli investimenti in cultura
delle famiglie stesse. Avere
vicino tanti luoghi d’interesse
porta a una mentalità più legata al consumo e a una maggiore sedentarietà culturale.
Don Gianni Gherardi. Sempre riguardo alla scuola è bene citare l’intuizione felice
del Fermi, una scelta davvero
profetica per il livello alto di
istruzione e per aver messo in
luce gli ambiti dell’elettronica
e della chimica. Questa scuola
ha dato una prospettiva a tanti
ragazzi. Ancora, a proposito di
luoghi di cultura, è bene citare i musei, compresi quelli più
recenti e tematici, e la rete delle biblitoteche.
Elena Malaguti. In effetti la
rete dei musei lavora bene,
penso al progetto ‘Musei da
gustare’ che propone percorsi
tematici e territoriali. I musei
sono sempre più interattivi,
mentre non dimentichiamo
che Modena è l’unica realtà ad
avere la rete delle biblioteche,
il Cedoc.
Carlo Altini. Metto un altro
elemento che serve alla cultura del confronto, il livello di
partecipazione alle iniziative,
ovvero se si tratti di una partecipazione attiva o passiva,
direi televisiva. La partecipazione attiva va promossa, altrimenti siamo al modello delle
tv. E poi bisogna considerare
come la nostra formazione
sia troppo specializzata: è necessario ricostruire quello che
chiamerei ‘uomo totale’; alla
formazione tecnica va aggiunta quella alla cittadinanza, ad
esempio. In questo senso parlavo di spinta a fare ‘massa critica’, ovvero a ricercare la rete,
per far toccare mondi che sono
troppo separati. Allora partecipazione attiva e formazione
ampia, dall’individuo alla persona. Una cosa sul discorso
che si faceva prima a proposito
dell’eccellenza: credo si debba
Carlo Altini
fare attenzione
all’ideologia
dell’eccellenza.
Nell’università questa ha fatto sì che ci siano cinque o sei
atenei eccellenti, deprivando il
resto. Sono perplesso di fronte
alle torri d’avorio delle eccellenze, svincolate dalla realtà.
Don Gianni Gherardi. La
maggior parte dei figli di ami-
ci studiano all’estero. Questo
dato indica una valorizzazione, ma anche un vero e proprio
esodo incontrollabile dall’Italia.
Padre Lorenzo Prezzi. Resto
convinto che senza eccellenza
non ci sia crescita culturale,
non dobbiamo avere paura
di chiedere tanto, di chiedere l’eccellenza. Oltre a questo,
come criterio ulteriore, quello
dell’internazionalità. Che i
nostri ragazzi vadano all’estero
e che stranieri vengano qui è
sano, condivisibile e necessario. Non si tratta di una fuga,
ma è chiaro che questi flussi
vanno guidati. Farne a meno,
però, sarebbe un vero suicidio.
E poi bisogna saper intercettare i flussi anche di stampo
economico, penso alla moda
a Milano: c’è qualcosa di più
etereo e vanesio della moda?
Eppure si tratta di un comparto importante. Ancora, sempre riguardo agli immigrati,
occorre saperli valorizzare e
chiederci cosa ci aspettiamo
da loro, specie dai giovani. L’integrazione,
certo, ma c’è di più. Infine la
questione della tensione morale che la fine delle ideologie
rischia di far cadere. Questo
non è un elemento positivo,
la crescita non può essere solo
consumo e individualismo, per
questo la questione morale è
una questione vera e il venire
meno di una esperienza interiore di coerenza e rigore è un
dato molto negativo.
Sempre in tema di confronto, questa volta tra culture
diverse: fino a pochi decenni fa anche solo parlare di
multiculturalità a Modena
avrebbe potuto creare incomprensioni o fraintendimenti. Le nuove presenze di
cittadini fanno oggi in modo
che non si possa più eludere
il tema della convivenza di
culture diverse. Quali le vie
da seguire per un incontro
proficuo? Ancora: il livello
culturale di una comunità si
misura solamente con l’affluenza alle mostre, la partecipazione alle iniziative e il
coinvolgimento su progetti
rivolti magari a target ben
definiti oppure anche con altri parametri?
Padre Lorenzo Prezzi. La domanda che dobbiamo farci è:
cosa succede alla fede cristiana di fronte a questi
cambiamenti epocali?
Le risposte rischiano
di essere da una parte la difesa identitaria
che vede l’altro come
un nemico, e dall’altra
l’opposto, ovvero non
fare distinzioni e vedere anche la mia fede
come relativa per poter
vivere insieme agli altri.
Bisogna invece prendere sul serio le diversità
religiose e come Chiesa
potremmo operare una
forma di rappresentanza delle altre religioni,
per facilitare l’introduzione delle altre fedi
nel contesto occidentale e democratico e
far sì che queste fedi
diventino feconde qui.
Non saremo meno cristiani a causa del dialogo sincero con le altre
religioni.
Don Gianni Gherardi.
Segnalo due proposte in questo ambito. Il libro
dell’assistente nazionale della
Fuci, Armando Matteo ‘Davanti alla prima generazione
incredula’ e la ‘Lettera ai cercatori di Dio’ scritta dalla Cei.
Si tratta di un tentativo interessante.
Padre Lorenzo Prezzi. Il multiculturalismo, in realtà, è una
coperta troppo facilmente
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
9
Forum
spostabile. Questo vale a livello religioso, ma anche civile.
Elena Malaguti. Sicuramente
la dimensione della fede, della
fiducia e del credere,
è determinante e se
ne percepisce il bisogno, anche al di là
della questione spirituale. Affidare a un
Altro, o ad altri da
sé il futuro è importante e per questo
è necessario battere
la diffidenza. Da un
autentico dialogo
tra le religioni può
emergere una nuova
civiltà per contaminazione, penso alla
cultura ellenistica.
L’ a r r i c c h i m e n t o
culturale non significa certo rinunciare alle radici, anzi
la dimensione della
fede è necessaria,
specie per i giovani.
In fondo si tratta
dell’idea stessa del senso.
Carlo Altini. Quello che emerge è una attenzione allo spazio
comune, al confronto e dimostra la vitalità del territorio.
Ma questi grandi problemi
non possiamo certamente risolverli qui a Modena. Oggi lo
spazio è quello delle immagini, della televisione. Dobbiamo tornare a riflettere sulle
ragioni del nostro stare insieme, ad esempio l’Unione Europea non può ridursi alle sole
risorse materiali. E’ vero che
spostiamo piccole gocce, ma
ognuno deve rendersi responsabili di questo cambiamento.
La responsabilità è sempre anche individuale.
Padre Lorenzo Prezzi. Lo
scivolamento verso l’immagine c’è. Mi viene in mente
il fatto che i primi cristiani
contestavano il teatro e gli
attori, ma non si trattava di
una questione legata alla morale, bensì alla ‘falsa verità’ del
teatro che veniva presa come
vera. Oggi questo accade con
la televisione. Ma vengo alla
seconda parte della domanda
e ai casi concreti di eventi cul-
Elena Malaguti
turali a Modena: il Polo della Cultura al
Sant’Agostino, il Festival Filosofia, l’Ateneo… sono luoghi reali, anche se diversi, di
alimentazione culturale con
capacità di futuro diverse (ovviamente più stabili l’Università e il Polo Culturale rispetto
al Festival), ma comunque apprezzabili.
Elena Malaguti. A proposito
di casi concreti mi viene in
mente il progetto della Fondazione San Carlo e della Provincia che ha come obiettivo
il far dialogare i vari soggetti
culturali presenti a Modena,
al di là del Festival della Filosofia che è un evento molto
importante, ma che, quindi,
dura alcuni giorni. L’idea nasce da un progetto già attuato
Carlo Altini
dalla Fondazione San Carlo,
nelle scuole, sulla democrazia.
Questo modo di relazionarsi,
che passa anche dalla produ-
zione di materiali da parte dei
ragazzi con il coinvolgimento
di Emilia Romagna Teatro e
dell’Università, è molto interessante. Il prossimo
anno scolastico partiremo con il tema
della Costituzione
utilizzando un sistema di rete, in streaming, per arrivare
ai ragazzi, ma anche
ad altre generazioni, penso ai genitori
stessi. La rete delle
biblioteche, col Cedoc, sarà utilizzata
come luogo pubblico e terminali della
circolazione di idee.
La cultura è anche
formazione e necessita di tempi e strumenti certi.
Carlo Altini. L’idea
è di far partecipare
attivamente chi va
a vedere le conferenze. Chiediamo
interventi, distribuiamo materiale e lasciamo piena autonomia alle scuole e ai
professori: ognuno sceglierà
il proprio percorso, ma l’importante sarà farlo sul lungo
periodo, attraverso il lavoro
quotidiano. I ragazzi interessati sono sostanzialmente quelli
dalla terza alla quinta superiore, che entrano in contatto
anche con un pubblico diverso,
di universitari o altro ancora e
che, discutendo, contribuiscono a una riflessione comune.
L’obiettivo è di andare verso
una partecipazione attiva e di
non considerare la cultura come consumo.
Un’ultima domanda. Siamo
all’interno di un dibattito
promosso dal settimanale
cattolico modenese:
secondo voi in quali
termini si pone o si
può porre l’apporto
della Chiesa locale
nella definizione di
un più ampio discorso culturale a Modena?
Padre Lorenzo Prezzi.
La comunità ecclesiale vive le malattie di
tutti, ma ha un patrimonio invidiabile di
tradizione e di qualità
morale da valorizzare:
è importante sottolineare la centralità
della cultura cristiana e della questione
morale
all’interno
del dibattito pubblico. Andando nel
concreto penso alle
esperienze delle chiese aperte nei Paesi del
Nord Europa in cui
tanti eventi vengono
realizzati in collaborazione
con le chiese, specie quelle
storiche. Qui a Modena ricordo appena l’esperienza della
mostra su Mazzoni e Begarelli
e poco altro. Altro esempio è
quello di promuovere forme di
dibattito pubblico, ad esempio
attraverso l’Istituto Superiore
di Scienze Religiose, all’interno del normale dibattito nel
territorio. La fede cristiana ha
in sé questo compito di confronto con la razionalità, basta
pensare a Papa Benedetto, un
compito a cui non può rinunciare. Forse altre fedi sono
esterne questo contesto razionale, il cristianesimo però non
può porsi al di fuori. Questo
per dire che la fede soffrirebbe
di un abbassamento culturale
complessivo.
Carlo Altini. Mi augurerei che
la Chiesa modenese trovasse
le ragioni per diventare davvero uno spazio di dialogo e
confronto. Ne avrebbe l’autorità morale, ma soprattutto è
l’istituzione meno toccata dalla
crisi delle ideologie e potrebbe
diventare uno spazio in cui poter discutere, senza aver paura
del confronto.
Elena Malaguti. Esempi concreti ce ne sono anche fuori
diocesi (ad esempio a Carpi)
e le chiese aperte potrebbero essere una buona idea, un
momento anche di apertura
e scambio. Come provincia ci
stiamo impegnando, anche attraverso percorsi culturali che
toccano le varie pievi, con una
circolarità tra chiese e luoghi
laici. Tornando al punto toccato da Altini, credo che la Chiesa di Modena possa dare un
contributo importante e senza
timori su etica, valori, spiritualità, in modo aperto per
contribuire a una ricerca che è
comunque presente. La ricerca
della verità affascina l’uomo di
tutti i tempi, la discussione di
questi temi richiedono la voce
e il protagonismo della Chiesa.
“Investiamo in cultura”
Intervista ad Andrea Landi, Presidente della Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena
L
a Fondazione Cassa di Risparmio di
Modena ha tra i
suoi scopi quello di
promuovere attività culturali, in particolare attraverso
la conservazione, il recupero
e la valorizzazione del patrimonio artistico, storicoculturale ed ambientale del
territorio.
Certamente. L’impegno della Fondazione in quest’ambito è prioritario e le risorse
stanziate sono significative.
Basti ricordare che, nell’ultimo triennio 2007-2009, per
finanziare restauri e interventi
edilizi a favore del patrimonio
storico sono stati impiegati il
40% dei fondi complessivamente disponibili nel settore
culturale. Tra i progetti sostenuti ci sono opere fondamentali, come i restauri della torre
Ghirlandina e del Duomo, gli
interventi mirati a realizzare
nuove biblioteche, come Villa Boschetti a San Cesario e
Villa Giacobazzi a Sassuolo,
i cantieri riferiti a importanti
chiese del territorio, tra i quali ricordiamo San Francesco
e San Bartolomeo nel centro
storico di Modena e la chiesa
della Natività di Maria Santissima a Magreta. L’impegno
si estende ad altri immobili da
rendere fruibili a nuovi usi civili, a cominciare dalla grande
operazione di riqualificazione
dell’ex ospedale Sant’Agostino, che vede la Fondazione
coinvolta direttamente in un
progetto condiviso con il Ministero dei Beni Culturali e il
Comune di Modena. É bene
ricordare che questi interventi
di restauro dei beni artistici e
architettonici possono contribuire alla valorizzazione del
territorio anche in funzione
dello sviluppo del turismo culturale.
A metà giugno è stato illustrato il progetto per la realizzazione del nuovo Polo
della Cultura modenese al
S.Agostino; l’impressione,
però, è che non servano solo
muri e strutture,
per quanto griffate, per creare
cultura: cosa altro serve?
Il progetto di
riqualificazione
dell’ex ospedale va ben oltre il
tema del ripristino architettonico degli spazi,
peraltro necessario per un loro
futuro utilizzo, ma si distingue
in primo luogo per i contenuti,
dai quali si è partiti prima ancora di assegnare la progettazione.
Già nel novembre 2007, infatti,
la Fondazione, il Ministero dei
Beni Culturali e il Comune di
Modena hanno sottoscritto un
protocollo d’intesa in cui si definiva come prioritario il tema
del trasferimento della Biblioteca Estense e della Biblioteca
Poletti all’interno del nuovo
polo culturale, così da garantire un’opportunità di rilancio a
queste istituzioni e consentire
lo sviluppo di un polo librario
dotato di strutture di eccellenza
per la ricerca umanistica e la valorizzazione del patrimonio. Il
lavoro successivamente svolto in
forma condivisa dalle istituzioni
ha consentito poi di mettere a
fuoco le destinazioni future del
complesso: oltre al polo bibliotecario, un’ampia sede espositiva, un centro per la fotografia e
per l’immagine, un centro linguistico e per l’internazionalizzazione, una foresteria, servizi
collaterali, attività commerciali
e di servizio. Il progetto è molto ambizioso e pensiamo possa
costituire una grande occasione
per il nostro territorio.
E’ stata presentata da pochi
giorni la decima edizione
di Festival Filosofa, da anni
portato (ed esportato anche
all’estero) come esempio di divulgazione popolare della cultura alta che scende in piazza,
tra la gente. E i numeri delle
precedenti edizioni sembrano
confermare la validità di questo modello. Qual è il vostro
giudizio su iniziative come
Andrea Landi
questa?
La Fondazione ha dimostrato
di credere nel Festival Filosofia:
lo ha sostenuto sin dalla prima
edizione ed è stato tra i promotori del nuovo Consorzio costituitosi nel 2009. Le risorse che
destiniamo alla manifestazione
sono rilevanti. A prescindere
dal dato incoraggiante delle
presenze, il festival gioca un
ruolo importante dal punto di
vista formativo e della sperimentazione di nuove modalità
di trasmissione della conoscenza. É in grado di coinvolgere
anche il pubblico dei giovani
e degli studenti: a questo tema la Fondazione è tradizionalmente molto sensibile. La
manifestazione evidenzia inoltre l’affiatamento e la stretta
collaborazione tra le istituzioni
locali, fattori che hanno consentito al festival di mantenersi
radicato al territorio e di superare perfino tentativi di sovrapposizione o imitazione da parte
di altre città.
La Chiesa locale che apporto
può dare in questo ambito?
La Chiesa è un interlocutore
importante e può apportare
un suo contributo specifico al
dibattito sulla cultura, soprattutto se si considera la ricchezza dell’associazionismo di area
cattolica che, a livello locale, si
esprime in una varietà di ambiti e interessa moltissimi settori
della cultura, dal volontariato
allo sport, dalla cooperazione
internazionale al tempo libero.
Il fenomeno dell’associazionismo è un patrimonio di grande
valore, un capitale per la coesione del territorio.
10
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
dalla Città
Stati generali: incontro
con i rappresentanti
dei parroci
Il confronto sui progetti per la città che cambia
I
l sindaco Giorgio Pighi ha
incontrato nei
giorni scorsi
i rappresentanti
dei parroci mo-
denesi e il vicario generale
mons. Losavio per la presentazione del progetto “Effetto
Modena. Pensieri sulla città
che cambia”. Il primo cittadino ha riferito sui tratti
generali del progetto Effetto
Modena e sui punti principali di discussione rispetto ai
contenuti delle quattro aree
individuate dal percorso degli
stati generali: stato sociale e
sostenibilità; sviluppo e lavoro; urbanistica e spostamento della linea storica della
ferrovia; coesione sociale e
immigrazione.
I presenti hanno sottolineato l’importanza dei
temi proposti alla discus-
sione e dai parroci è venuta la
richiesta di riconvocare l’incontro per la seconda metà di
settembre al fine di consentire una presenza più estesa
dei rappresentanti delle parrocchie (in questo periodo
impegnati nei campi estivi) e
per esaminare con maggiore
attenzione le proposte formulate dall’amministrazione
comunale.
Il sindaco ha accolto la richiesta “quale sbocco naturale
del confronto che si svilupperà nelle prossime settimane e
che, ovviamente, riprenderà e
troverà la sua prima conclusione subito dopo la pausa
estiva”.
L’incontro si è svolto a Villa di Corletto in occasione dell’Assemblea annuale della
Compagnia delle Opere
Oltre 300 imprenditori
per l’incontro con Oscar Giannino
• Maria Elena Mele
N
onostante diversi
fattori di deficit competitivo
l’Italia mostra, in
questo particolare momento,
una crescita nel settore manifatturiero pari a quello della
Germania che è il più alto in
Europa”. E’ una delle risposte
che Oscar Giannino, giornalista ed economista, ha dato
agli oltre 300 imprenditori
associati alla Compagnia delle Opere Emilia intervenuti
all’Assemblea annuale dei soci
che si è svolta nella splendida
cornice di Villa al Corletto.
“Questa crescita, inaspettata e
discordante rispetto ai fattori
competitivi, ha sottolineato
“
Giannino, la si può ricondurre
alla diffusa imprenditorialità che
caratterizza gli italiani e la storia
del nostro paese ha già dimostrato, soprattutto tra il 19461960 d’aver la capacità di ripresa
economica anche in condizioni
sfavorevoli e avverse”.
Stimolato dai tanti interventi,
Giannino ha trattato temi di
stretta attualità: dalla manovra
economica alle problematiche
che gli imprenditori incontrano
investendo sia sul mercato nazionale che internazionale, ma
anche temi legati alla finanza,
al sistema bancario e allo stato
sociale.
Dai dati e dal quadro, ben delineato, da Oscar Giannino si
capisce che la condizione attuale porta a navigare a vista come
C
F
• f.r.
ino a venerdì 30
luglio sarà possibile consegnare
progetti per attività in ambito socio-assistenziale per la richiesta di
contributi, presso l’Ufficio
area Integrazione Sociale,
in via Borghi 25, dal lunedì
al venerdì dalle ore 9 alle
ore 12.30 e giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17.30.
L’assessorato alle Politiche
sociali del Comune di Modena mette a disposizione
complessivamente 15 mila
euro a favore di progetti di
solidarietà e di assistenza
alle fasce deboli della popolazione.
I progetti che potranno ricevere contributi
possono riguardare interventi di prevenzione,
promozione, informazione,
volti a diffondere uno spirito di solidarietà, intercultura e integrazione sociale,
ad esclusione di attività
per anziani autosufficienti
o parzialmente autosufficienti, e le aree di competenza di altri settori del
Comune.
Il bando è aperto a gruppi,
associazioni di volontariato e di promozione sociale
no profit; i progetti presentati devono essere iniziati, in corso, o completati
nel 2010. Andranno indicati la qualificazione del
soggetto richiedente e il
numero d’iscrizione al registro comunale, le finalità,
i destinatari e le modalità operative del progetto,
l’ammontare del contributo richiesto all’Amministrazione, e l’eventuale
presenza di altre forme di
sostegno al progetto.
Per informazioni e per
la modulistica: tel. 059
2033220,
0592033239,
cinzia.baraldi@comune.
modena.it;
www.comune.modena.it.
La Provincia promuove percorsi formativi
per la reintegrazione nel mondo del lavoro
• f.r.
necessità in una economia che
è cambiata in modo repentino e
irreversibile.
La condizione per non essere
sopraffatti dagli eventi è di non
essere soli, ma avere una compa-
gnia, un’amicizia operativa, come la Compagnia delle Opere,
con la quale attraverso il dialogo
e il confronto, una persona può
trovare, continuamente, conferma sul prossimo passo da fare.
Solennità della Beata Vergine Maria
del Monte Carmelo
festa della madonna del Carmelo nella parrocchia cittadina di San Biagio: il 13, 14 e
15 luglio alle ore 9 ed alle ore
18.30 la S. Messa, alle ore 18
Contributi economici
per i progetti
socio-assistenziali
Formazione
per le categorie deboli
San Biagio, chiesa della Beata Vergine Annunziata
omincia
dal
prossimo
13
luglio la preparazione delle
Il Comune di Modena mette a disposizione
15 mila euro: scade il 30 luglio il termine
per presentare la domanda
il Rosario.
Venerdì 16 luglio, giorno
della celebrazione, alle ore 9
preghiera di Lodi e S. Messa; alle ore 18 il Rosario, alle
18.30 preghiera del Vespro
e S. Messa. Alle ore 21, nel
chiostro accanto alla chiesa, il concerto del gruppo a
plettro “A. Malagoli”.
T
ra luglio e settembre sono attivi
percorsi formativi
per
l’inserimento al lavoro promossi dalla
Provincia di Modena con il
primo bando 2010 e finanziati con risorse del Fondo
sociale europeo, per un totale di 1 milione e 800 mila
euro. I destinatari sono 580,
di cui circa 400 disoccupati,
suddivisi tra tecnici di produzione industriale, operatori dell’agroalimentare e dei
servizi, progettisti, lavorazioni in carrozzeria, magazzino
merci e ristorazione e posatori di piastrelle ceramiche
rivolti a disoccupati e lavoratori in cassa integrazione.
Rivolti in modo particolare
ai giovani, sono invece sette
percorsi di formazione superiore per ottenere la qualifica professionale regionale
in tecnico delle vendite nel
settore biomedicale, amministrazione e controllo
di gestione, automazione
industriale, logistica, settore abbigliamento e tecnico
delle luci e del suono.
Inoltre, sono attivi corsi regionali per istruzione e formazione tecnica superiore,
automazione
industriale,
progettazione Cad e tessile-abbigliamento, e undici corsi di trecento ore per
persone che possiedono già
conoscenze nel settore meccanico, edile, alimentare ed
energetico.
Altri percorsi formativi sono attivi per persone disabili
e per persone in condizioni
particolari di svantaggio.
Come spiega Francesco
Ori, assessore provinciale
alla Formazione e al lavoro,
si tratta di percorsi che tendono a formare professionalità richieste dal mercato
per coinvolgere disoccupati
e categorie svantaggiate in
questo momento di crisi.
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
11
dalla Pianura
Nella tre giorni
da sabato 24 a
lunedì 26 luglio la
città dell’Abazzia
ospiterà la 17^
edizione della Fiera
dell’allevamento e
dell’agricoltura, con
un’anteprima ricca
di concerti nelle
settimana precedente
• luca beltrami
L
a musica popolare sarà il tema
forte della Fiera
dell’allevamento e
dell’agricoltura di Nonantola, giunta quest’anno alla
17^ edizione. A partire da
sabato 17 luglio, il Komitato Radioattiva presenterà un’anteprima, con tante
proposte al giardino Perla
Verde.
Nonantola, la fiera di luglio
tra musica e spettacoli
Sabato alle 21.30 i Cefra,
gruppo musicale nonantolano, apriranno la Fiera, mentre
domenica 18 luglio sempre alle 21.30 è in programma una
serata danzante con balli anni ’60, ’70 e ’80 con il gruppo
New Condor. Lunedì 19 dalle
21.30 saliranno sul palco gli
Skambisti, mentre i Nessuna pretesa e gli Ecos saranno
protagonisti rispettivamente nelle serate di martedì e
mercoledì. Giovedì 22 luglio
musiche latine con la School
Dance Puerto Rico.
Tra le novità di questa edizione, due mostre a cura dell’archivio storico del Comune,
la prima dedicata al celebre
locale nonantolano Belfiore
(da diversi anni noto con Vox)
Mirandola
Porta Castello rinasce
grazie al Lions Club
• Andrea Smerieri
L
o scorso 18 giugno,
su invito del presidente del Lions
Club de L’Aquila, il dottor
Giulio Mancinelli, il past
president del Lions Club
di Mirandola, dottor Nunzio Borelli, è stato ospite
del club abruzzese. Borelli
ha ricambiato così la visita
del 15 aprile 2009, quando,
a pochi giorni dal terribile
terremoto, primi in Italia,
il club modenese invitò
Mancinelli a raccontare
e condividere il terribile
momento che la sua terra
stava vivendo. Nel corso
di quella serata, alla quale
erano presenti anche alcuni amici del Lions Club
di Carpi, fu raccolta una
discreta somma di denaro
che fu consegnata nelle
mani di Mancinelli.
Ad oltre un anno dal terribile sisma, tempo utilizzato
per l’emergenza, tanto ancora resta da fare e i nostri
contributi verranno utilizzati congiuntamente ad
altri per restaurare uno dei
simboli più cari della città:
Porta Castello.
E’ stato infatti stipulato
un accordo fra le autorità
responsabili della ricostruzione, comprensivo della
progettazione e dell’esecuzione del restauro, per il
quale figurerà in evidenza
una targa che riporterà la
dicitura “Restauro realizzato ad opera del Lions Club
dell’Aquila”, così quando
fra alcuni anni si passerà
dal capoluogo abruzzese
si potrà dire che un pezzo
della Porta Castello esiste
anche grazie alla generosità
dei soci del Lions Club di
Mirandola.
e allestita presso la Sala delle Colonne, la seconda nella
Torre dei Bolognesi, dedicata
alla storia del ballo di coppia
a Nonantola. Le altre mostre
allestite per l’occasione saranno quella di pittura e scultura
a cura dell’associazione ricreativa e culturale “La clessidra”
e del gruppo NonantolaArt
in piazza Caduti Partigiani e
riciclARTE, vetrina della sostenibilità, al centro ambientale di piazza Liberazione,
con distribuzione gratuita del
kit risparmio energia. Un’ altra novità dell’edizione 2010
è il mercatino dell’antiquariato, che si aggiunge a quello
artistico creativo, alle bancarelle degli ambulanti e al luna
park, che rimarranno aperti
durante tutto il periodo della
Fiera.
L’inaugurazione
ufficiale
della Fiera sarà sabato 24 luglio in piazza Alessandrini a
partire dalle ore 18.45, alla
presenza del sindaco di Nonantola Pier Paolo Borsari e
di altre autorità. Nella stessa
giornata al parco della Pace
proseguirà la mostra di animali da cortile cominciata il
giorno precedente, mentre in
piazza Liberazione ci sarà la
sfida di ballo liscio tradizionale tra le orchestre “Valla &
Scurati” e “L’usignolo”.
Ricco sarà anche il programma della giornata di dome-
nica 25 luglio. Si partirà alle
10 con la tradizionale sfilata
di carrozze e cavalli, con partenza da piazza Alessandrini,
nel pomeriggio alle 17.30 “la
Sgambeda” delle otto contrade di Nonantola, disfida a
cavallo tra le frazioni di Campazzo, La Grande, Casette,
Via Larga, Redù, Rubbiara,
Bagazzano e del centro. Dalle 18 in piazza Liberazione
torna “Una piazza per balera”,
tre ore di musica e balli con
il coro “Al tursein”, l’orchestra
“La rumorosa” e gli insegnanti di strumenti popolari delle
Officine Musicali, la scuola di
musica di Nonantola. Il musical “Urinetown”, storia di corruzione e amore riguardante
temi attuali quali la privatizzazione dell’acqua, animerà la
serata al giardino Perla Verde, a partire dalle ore 21.30.
Alla stessa ora, ma in piazza
Liberazione, concerto di musica popolare con i Vizonto,
celebre gruppo ungherese che
coinvolgerà tutto il pubblico
presente con polke, mazurke e
altre musiche tradizionali.
Lunedì 26 luglio sarà l’ultimo
giorno di Fiera e la chiusura
sarà affidata alle chitarre di
Alberto Radius e Ricky Portera, in concerto al giardino
Perla Verde dalle ore 21.30. Il
sipario si chiuderà alle 23.30
con lo spettacolo di fuochi artificiali al parco della Pace.
Villanova
Don Goffredo, prete generoso
con la passione della bici
• Franco Mantovi
A
conclusione della messa comunitaria, domenica 11 luglio a Villanova è stato pubblicamente ricordato don
Goffredo Polacchini a quasi otto lustri dalla scomparsa, avvenuta per una caduta dalle scale del Policlinico dove,
ultraottantenne, si era recato in bicicletta (sua grande passione
fin da giovane) per assistere un paesano. Prete dal 1912 e subito cappellano a Finale Emilia, don Polacchini è stato in seguito
richiamato al fronte nella grande guerra sul Piave come “infermiere ciclista”. Terminato il conflitto rientrò nel modenese e
fu inviato quale aiuto parroco a Formigine fino al 1938, quando il vescovo cappuccino mons. Bussolari lo designò prevosto
di Villanova, sulle rive del Secchia. Qui portò a conclusione
la grande chiesa neoromanica di San Bartolomeo, progettata
dall’architetto Giuseppe Tubini e, nell’ultimo dopoguerra, la
scuola materna, poi sede dagli anni ‘80 del “Museo dei presepi
d’arte” raccolti da don Sesto Serri. Il canonico Polacchini fu
per tanti anni molto richiesto come confessore e per le benedizioni liturgiche come esorcista. Ogni lunedì celebrava nella
chiesa comunale del Voto in città (raggiunta sempre in sella
alla sua bicicletta), oltre che a Villanova, dove durante il conflitto bellico degli anni ‘40 aveva dato ospitalità e nascosto in
canonica ed altrove ebrei e repubblichini, a rischio in più occasioni della sua stessa vita.
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Nardello, Francesca Rossi, Giulia Vellani
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Arletti, Egidio Iotti
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Augusto Bergamini, Domenico Cannatà, Gianni Borsa, Francesco
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12
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Vignola.
Un’operatrice a
disposizione del
cittadino straniero
U
no
“Sportello
Amico’ con personale multilingue: questa la
novità dell’ufficio postale di
Vignola, che ha inserito, tra
i propri dipendenti, un’ope-
dalla Pedemontana
Al via lo sportello multilingue
ratrice, Ilham El Haitar, che,
attraverso la conoscenza di più
lingue, facilita la comunicazione con la clientela straniera
che spesso vive situazioni di
forte disagio per la difficoltà a
trasmettere le proprie esigenze. Il personale impiegato, che
presenta una spiccata capacità
di espressione e scrittura nella lingua di competenza, viene individuato tenendo conto
della provenienza e della concentrazione di etnie straniere
nelle diverse aree territoriali ed
è formato preventivamente da
Poste Italiane. In particolare
l’operatrice multilingue applicata nell’ufficio postale di Vignola parla prevalentemente
l’arabo, l’inglese e il francese e
la sua attività consiste nel garantire al cittadino immigrato
i seguenti servizi: trasferimen-
to fondi, PostePay Twin,
PosteMobile, accettazione corrispondenza e
spedizioni nazionali ed
internazionali, accettazione pratiche per la richiesta e il rinnovo dei
permessi di soggiorno.
Savignano
In bici for Africa 2010
Modena Medina:
multiculturalità al centro
In gara per la solidarietà
M
odena Medina fa
tappa a Savignano sul Panaro.
Domenica 18 luglio si terrà
infatti una giornata all’insegna della multiculturalità
che avrà inizio alle 17.30
con lo spettacolo di burattini ‘Biancaneve africana’, a
cura della compagnia Gran
teatro dei burattini. Dalle
18.30 si terrà un laboratorio
per bambini realizzato da
Aaron e i suoi amici, volontari del Ghana. A cura della
comunità ghanese saranno
anche i balli e le percussioni a partire dalle 19. Alle
20 buffet etnico a cura delle
associazioni di volontariato
e delle comunità di stranieri di
Savignano mentre dalle 20.30
bile comprare prodotti artigianali a cura delle comunità
straniere di Savignano
e delle associazioni
di volontariato savignanesi. La comunità
marocchina eseguirà tatuaggi all’hennè
mentre quella ghanese sarà a disposizione
per acconciature e
treccine. Nel corso di
tutta la giornata sarà
possibile inoltre comprare libri a cura della libreria per ragazzi
Castello di Carta e
prodotti del commercio equo-solidale a cumusica cubana e balli di gruppo. ra dell’associazione Overseas
Durante la giornata sarà possi- di Spilamberto.
D
omenica 18 luglio si terrà la 15^ edizione di ‘In bici for Africa’, la manifestazione cicloturistica di solidarietà aperta a tutti, il cui ricavato andrà interamente a finanziare i progetti di
volontariato internazionale a cui collaborano attivamente i ciclisti Lauro Magno (del G.S
Sassolese) ed Enzo Galavotti (del G.S Cicloamatori M.T.B. Mirandola) e al progetto Itapirapuà
in Brasile, cui collabora la Uisp provinciale di Modena. Ci si potrà iscrivere con una quota di 1,50 €
(sono gradite comunque offerte) dalle 7.30 alle 10.30 a Mirandola (presso il centro commerciale Le
Terrazze), a Magreta (nel piazzale della chiesa) e a Serramazzoni (in piazza, presso la fontana ‘dei
ciclisti’). Saranno predisposti, presso i luoghi di iscrizione, dei punti ristoro offerti dal supermercato
Sigma ‘Le Terrazze’. A tutti i gruppi e le società iscritte con almeno 5 partecipanti sarà assegnata una premiazione simbolica costituita da prodotti dell’artigianato missionario. I premi saranno
consegnati in occasione del cicloraduno Ferrari a Maranello il 15 agosto. In caso di maltempo la
manifestazione è rinviata a sabato 24 luglio. Per informazioni: Lauro Magni 338.5005781 –Walter
Gualtieri 368.669535 - Luciano Lugli 348.7042854.
Levizzano Rangone
Cinemusicarte
D
omenica 25 luglio la suggestiva cornice del castello di Levizzano Rangone ospiterà la
rassegna Cinemusicarte. A partire dalle 20 prenderà il via una serata tutta all’insegna del
cinema, dell’arte e della musica: alle 20 è in programma la performance di Erik e Claudio
Galloni, in collaborazione con la consulta giovani dell’Unione Terre di Castelli. Alle 21.30 il concerto del Domme Acoustic Duo e dei ‘Il cespuglio del riccio’. Alle 21.30 la proiezione di cortometraggi
d’autore. A chiudere la serata il concerto degli Ex Presidenti, la celebre surf-punk band modenese.
Dalle 20 l’apertura del bar nel cortile del castello, in collaborazione con il pub L’artista.
A cura di
Nuovi assetti e grandi
progetti della nuova segreteria
Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena
41124 Modena - via Emilia Ovest, 101
Tel. 059/890846 Fax 059/828456
• Francesco Gherardi
N
el breve giro di due settimane,
il Consiglio della Lega FNP dei
nove comuni della Bassa ha dovuto
procedere per due volte alla nomina
del Segretario di Lega.
L’otto giugno fu infatti eletto Luigi Belluzzi,
succeduto a Gabriele Reggiani; il Consiglio
Direttivo FNP, a seguito dell’azzeramento e
quindi del riassetto della Segreteria Provinciale,
ha
successivamente eletto Luigi Belluzzi
componente di quest’ultima e, per ragioni
d’incompatibilità statutarie, sono state presentate
dal neo segretario provinciale, le dimissioni dal
precedente incarico.
Nella seduta del 23 giugno 2010, il Consiglio
di Lega dell’Area Nord ha proceduto quindi
alla sua sostituzione eleggendo Alvezio Ferrarini
nuovo Segretario.
La nuova Segreteria di Lega è composta, oltre
che da Ferrarini, anche da Gian Carlo Parmigiani
(segretario organizzativo) e Mario Manca
(segretario amministrativo).
Il Consiglio di Lega ha anche approvato, nella
medesima seduta, un ambizioso progetto di
iniziative e attività finalizzate a un rapporto
comunicativo sempre più stretto con gli iscritti per
informarli ed ascoltarli.
In questo senso è stata programmata per il
mese di settembre la Festa della Cisl Area Nord;
altrettanto importante è stata l’approvazione
dell’organizzazione del primo corso di formazione
per l’uso del computer rivolto sia agli operatori
sindacali dei nove comuni, sia agli iscritti interessati.
Si è deciso inoltre di organizzare il servizio
accoglienza installando il bancone-reception
nell’ingresso della sede di via Bernardi 19, lasciando
in questo modo libero l’attuale Ufficio FNP per
le attività degli operatori Adiconsum, Etsi, Sicet
e per ricevere gli iscritti, garantendo in questo
modo il rispetto della privacy.
Lo staff degli operatori della Lega è formato
da: Giorgio Goldoni (Adiconsum – Mirandola
tel. 053521259 – San Felice tel. 053584105),
Reggiani Gabriele (sociosanitario e componente
del comitato consuntivo misto per il controllo
e il miglioramento della qualità nei servizi
sanitari), Riccardo Reggiani (San Martino
Spino), Costantina Reggiani (coordinamento
femminile), Maria Rosa Salvi (Finale Emilia
Tel. 053590901), Franco Pollastri (San Felice tel.
053584105).
Per la consulenza è opportuno prenotare
telefonando allo 0535 21259;
per comunicare via fax il numero è 0535 21233.
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
13
dall’Appennino
Il decano della
politica pavullese
racconta il
periodo eroico
del sindacalismo
nel Frignano
• giancarlo cappellini
I
l sessantesimo compleanno della Cisl fa
riaffiorare
aneddoti,
episodi e il ricordo di
I 60 anni della Cisl
nei ricordi di Antonio Parenti
tante persone, uomini e donne,
che si sono impegnati affinché
i diritti dei lavoratori fossero
riconosciuti, anche in un territorio difficile come la montagna. Ne parliamo con Antonio
Parenti, memoria storica di
tante vicende umane e politi-
che di Pavullo e del Frignano
(ancor oggi è assessore), il quale ripercorre gli anni eroici del
sindacalismo in montagna, dai
primi passi della Cisl, fino alla
sua affermazione La nascita.
“Tutto inizia - ricorda - da
una scissione. Era il 1948. La
Torna il tradizionale appuntamento promosso da Lapam
Incontri per fare cultura
C
ultura come una
delle chiavi per valorizzare il territorio
e per dare maggiore visibilità all’ area dell’Appennino
modenese. Così Erio Munari, presidente generale
Lapam, ha definito il ciclo
di incontri con l’autore in
programma questa estate nei
maggiori centri della montagna e organizzati dalla
federazione di associazioni
modenese. Questi incontri,
a cura di Roberto Armenia,
sono ormai un appuntamento tradizionale dell’estate
modenese e per l’11° anno
consecutivo animeranno le
serate in Appennino, con
il duplice obiettivo di so-
Montecenere
ricorda i suoi
feudatari
• Francesco Gherardi
N
ell’anno
1512,
mentre le soldatesche spagnole e
pontificie occupavano il Frignano, Camilla
Montecuccoli, privata della
protezione del marito e del figlio, imprigionati dal nemico,
si rinchiuse con pochi uomini fedeli nella torre di Montecenere. La moglie del più
importante feudatario estense
del Frignano doveva apparire una facile preda agli occhi
degli spagnoli e dei nemici
della famiglia Montecuccoli;
così, circondato il borgo fortificato, essi decisero di passare all’azione, attaccando la
possente torre di pietra che lo
difendeva. Mal gliene incolse:
Camilla si dimostrò ben altro che una dama spaventata
dal clamore delle armi e, con
l’aiuto dei suoi militi, non solo
resistette all’assedio, ma seppe
incutere il terrore tra le fila
nemiche facendo precipitare
dall’alta torre e sfracellare al
suolo quanti capitavano nelle
mani dei difensori. La torre
dei Montecuccoli a Montecenere, che i secoli di incuria
precedenti al recente restau-
stenere le imprese turistiche
e non della montagna e dare
spazio alla cultura, strumento
fondamentale per la crescita
delle imprese nonostante un
periodo di crisi che limita le
risorse a disposizione. La prima serata del ciclo sarà giovedì
15 luglio a Sestola, con Francesco Guccini che presenterà
la biografia “Non so che viso
avesse” in piazza Vittoria alle
ore 18. Il secondo appuntamento è in calendario venerdì
23 luglio a Pavullo, dove alle 21
lo psichiatra e scrittore Paolo
Crepet parlerà dei suoi ultimi
lavori editoriali, “Sull’amore” e
“Sfamiglia”. Sabato 24 luglio il
Castello di Sestola sarà la cornice d’eccezione dell’incontro
con Sergio Zavoli. L’attuale
presidente di vigilanza Rai
verrà intervistato a partire
dalle ore 18 da Roberto Armenia su temi relativi alla
comunicazione e alla società.
Gli ultimi due appuntamenti
saranno a Fanano il 1° agosto,
con Alberto Angela che presenterà alle 21 al Palaghiaccio
il suo saggio best-seller “Una
giornata nell’antica Roma”,
nell’unico incontro in Italia di
questa estate, mentre lunedì
2 agosto alle 21 piazza Tasso
di Serramazzoni ospiterà Vittorio Sgarbi, che intratterrà i
presenti con la presentazione
dei suoi libri “L’Italia delle
meraviglie” e la biografia di
Caravaggio.
La Torre in festa
ro hanno purtroppo ridotto
ad una più modesta mole, sarà
teatro anche quest’anno della
manifestazione “La Torre in
festa”, giunta oramai alla XIII
edizione. L’antico simbolo di
guerra e di dominio dei tempi
feudali diventa così l’occasione
per far festa insieme e per valorizzare il patrimonio storico,
artistico e paesaggistico di una
terra ancora poco conosciuta
come il Frignano, dove la storia ha lasciato numerose tracce
del suo passaggio. Sono tracce
discrete, che richiedono talvolta
una paziente esplorazione del
territorio per essere riconosciute. Per questo, nella mattinata
di sabato 17 luglio, i soci Cai di
Lama Mocogno offriranno la
possibilità di conoscere luoghi
suggestivi della nostra montagna con un’escursione guidata
che, partendo alle 7.30 dal parcheggio di Montecenere, raggiungerà l’antica podesteria di
Brandola con il suo castello e i
suoi bagni ed il Ponte del Diavolo. Nel pomeriggio, alle 17.30,
la torre di Montecenere vedrà
l‘inaugurazione della mostra di
pittura “Antologica di Massimo Mazzieri dal 1986 ad oggi”,
mentre alle 21 le vie del borgo
risuoneranno di musica eseguita dal vivo. La festa culminerà
nel pomeriggio di domenica
18. quando, dopo spettacoli di
giocoleria e mangiafuoco pensati soprattutto per i più piccini,
alle 18.30 il pubblico incontrerà
una comitiva di dame e cavalieri, che si fermeranno ai piedi
dell’antica torre per gustare un
vero banchetto rinascimentale
al calar del sole.
“Le Donne, i Cavalier, l’Arme e
gli Amori: danze, duelli di spada e parola, giocoleria…”: questo il titolo dello spettacolo che
concluderà la XII edizione de
“La Torre in festa” alle 21.
I figuranti si esibiranno in una
rievocazione storica a cura della
“Società dei Vai” e del Gruppo
storico “Corte dei Montecuccoli”, che da anni si dedica a
rinverdire gli antichi fasti del
Frignano.
componente cattolica di Cgil,
in contrasto con una visione
troppo massimalista della società, simile a quella del Pci, si
staccò, aggiungendo una L alla
sigla, una lettera che significava “libera”. Nel 1950 il sindacato prese il nome attuale”.
I primi passi e le persone.
“In montagna, in poco tempo
- rammenta Parenti - nacquero in tutti i comuni, le unioni
sindacali comunali, guidate da
persone che ancor oggi ricordo
con affetto e gratitudine come
Remo Stradi, che fu segretario
di zona e di Pavullo; Giovanni Vecchi di Polinago; Dante
Varianti di Lama Mocogno;
Teofilo Benassi di Riolunato e Francesco Barraccani di
Serra. In seguito, io stesso fui
nominato prima segretario di
Serra, poi, il 4 aprile del ’59, di
Pavullo”.
Il ruolo. “La Cisl, spesso contro, e qualche volta a fianco
della Cgil, ebbe un ruolo determinante per il miglioramento
sociale del Frignano. Negli anni ’50 e ’60, non c’era certo lo
sviluppo industriale e artigianale che viviamo oggi. Iniziavano, tuttavia, a prendere corpo
le prime aziende di una certa
consistenza, come la ceramica
Campanella, per i lavoratori
della quale, nel 1964, riuscimmo a ottenere il primo accordo
aziendale, che riconosceva l’indennità di produzione. Negli
anni successivi raggiungemmo
altri successi, come l’ottenimento della pianta organica
per i lavoratori dell’ospedale
di Pavullo e l’estensione della
cassa speciale degli autoferrotranvieri per i
dipendenti dell’impresa Macchia, che allora
gestiva le autolinee in
montagna, che permetteva di ottenere
una pensione maggiorata. In agricoltura ricordo il lavoro
fatto per
l’estensione
degli acquedotti ed elettrodotti
rurali in tante zone disagiate”.
Non solo sindacato. “La Cisl, nel Frignano “ha dato le
gambe” a numerose altre associazioni, come l’Unione
Cooperative, lo Ial e i centri
di assistenza tecnica. Tenne
anche a battesimo la Libera
Associazione degli Artigiani
Modenesi, che poi si trasformò
in quella che oggi è la Lapam
e il patronato Inas, del quale
ricordo due grandi figure di
donna come Lidia Ferrari e
Grazia Rossi”.
La Cisl e la politica. “In quegli anni, tanto diversi da quelli
di oggi, il sindacato era molto forte, in Appennino, nella
tradizione della cosiddetta
“Montagna bianca”, contrapposta alla pianura rossa. La Cisl, tuttavia, si è sempre distinta
per una linea il più possibile
autonoma verso i partiti”.
Gli aneddoti. “Due, in particolare. Quando portavamo
le mondariso dal Frignano
nelle risaie del vercellese, del
novarese e del pavese e quando portavamo le lavoratrici
a raccogliere i gelsomini nei
dintorni di Nizza. A quei
tempi erano viaggi tremendi”.
Il rimpianto. “Purtroppo conclude Parenti - tutta la
documentazione storica delle
unioni comunali è stata distrutta, nel 1966, da un improvvido funzionario. È un
vero peccato, era la storia di
tutto quello che il sindacato ha fatto per la montagna.
Una storia che rivendico oggi
con orgoglio e con gratitudine verso chi si è impegnato a
fondo per scriverla”.
Gombola
Sagra della Madonna del Carmelo
V
enerdì 16 e domenica 18 luglio
Gombola festeggia la sua santa
protettrice, la Madonna del
Carmelo. Il venerdì alle 18
don Martino celebra la santa messa, come da tradizione,
nell’antico oratorio del Carmine situato nel vecchio borgo al Castello di Gombola. La
celebrazione sarà solennizzata
dalla presenza del Coro San
Michele Arcangelo.
Alle 21 si terrà un concerto nella chiesa parrocchiale
di San Michele con l’ottetto
vocale “I solisti della Marca”,
all’organo Filippo Sorcinelli.
Seguirà un rinfresco con torte
e vino nel piazzale della chiesa.
Domenica 18, alle 9, la festa
prende il via con una solenne
processione con il Santissimo
Sacramento
accompagnata
dal corpo bandistico “Città
di Pavullo” e dalla “Corale di
Gombola”. Dall’oratorio del
Carmine, la processione si
snoderà lungo la via del Castello e dopo aver attraversato tutto il paese, arriverà nel
piazzale della chiesa. Alle
10 verrà celebrata la santa
messa nel corso della quale
i bambini della parrocchia
riceveranno il sacramento
della Prima Comunione.
Nel pomeriggio, alle 17, recita dei Vespri e adorazione
del Santissimo Sacramento
e al termine verrà aperto lo
stand gastronomico con crescentine, polenta con ragù
e cinghiale e borlenghi. Ci
saranno inoltre giochi, una
pesca con tanti premi, una
lotteria in cui verrà sorteggiato un viaggio in Sardegna
e il tutto sarà accompagnato
da un gruppo musicale.
14
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Brevi dalle zone
Insieme per aiutare chi soffre
A Serramazzoni
l’esperienza
dell’Avap coinvolge
circa 150 volontari,
sempre vicino a chi
ha bisogno
• Annalucia Berardi
L
’Avap,
associazione
volontari
assistenza
pubblica è presente
a Serramazzoni dal
1982 all’inizio furono solo pochi
volontari a dedicare parte del loro tempo agli altri. Oggi questa
grande e importante famiglia è
composta invece da 150 persone.
Si basa sulla gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo
e sul divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci. Attraverso piccole e grandi iniziative
questi angeli del soccorso garantiscono agli ammalati e a chi ne
ha bisogno la possibilità di avere
aiuto e conforto. I servizi erogati
dall’ Avap sono infatti: fornitura
servizi ad aziende Asl, ai Co-
muni, a privati; pronto soccorso
sanitario; Protezione civile. “Il
riscontro sul territorio è sicuramente positivo - ha dichiarato
un cittadino - encomiabile è l’attività e il servizio che offrono. Sa
cosa le dico? Che l’Avap a Serramazzoni rappresenta
un patrimonio importantissimo.
I volontari sono sempre attivi e presenti
intervenendo tempestivamente la dove c’è
bisogno”. Fa eco una
signora che afferma:
“Non ci stancheremo
di ringraziare queste persone
che pur avendo un lavoro e una
famiglia riescono comunque a
dedicare parte del loro tempo ai
meno fortunati o a chi necessita di soccorso. Ci sentiamo più
sicuri sapendo che ci sono loro,
visto che il presidio ospedaliero
più vicino è a Pavullo. Posso aggiungere che sono ben coordinati e organizzati l’unione è la loro
forza. Grazie ragazzi continuate
cosi”.
Infatti sono preparati e aggiornati. Il vicepresidente dell’Associazione Stefano Righi ha spiegato
che durante l’anno partecipano a
corsi di formazione di primo intervento e di soccorso avanzato.
L’equipaggio per le uscite di
emergenza deve esser composto
da minimo due volontari guidati da un leader capace di guidare
le manovre da effettuare: tutti
per uno uno per tutti dunque.
In questi giorni si è svolta come
da calendario anche la tradizionale ‘Festa Sociale’ dell’Avap.
Festa che oltre che ad essere un
momento di aggregazione e socializzazione vuole essere un monito, un appello a tutti i cittadini
giovani e meno giovani affinchè
mettano a disposizione un po’ del
loro tempo per questa importantissima missione a servizio della
collettività. Per chiudere un appello: “ Hai bisogno di noi... Noi
abbiamo bisogno di te”.
Bologna, Villa Pallavicini
Emil Banca, la festa del socio
Q
uasi tremila persone hanno partecipato alla Festa
del Socio 2010 di
Emil Banca, che si è svolta
domenica 4 luglio nel parco
di Villa Pallavicini a Borgo
Panigale (Bologna).
L’evento è stato caratterizzato da tornei di calcetto e
briscola, esibizioni di cabarettisti come Enrico Bertolino (nella foto), concerti
musicali (tra i quali quello
di Silvia Mezzanotte), degustazioni di prodotti tipici
del territorio e una cena nel
parco. Durante la serata sono
stati premiati i soci pionieri;
i riconoscimenti sono andati alle 21 persone che fanno
parte della compagine sociale
di Emil Banca da quaranta
anni. Sono stati premiati
anche gli studenti (soci o
figli di soci) che si sono
diplomati o laureati con
il massimo dei voti; ai
tredici diplomati è stato
consegnato un libretto
di deposito al risparmio
con 500 euro di premio,
ai 38 laureati un libretto
con 500 euro e 200 euro
in quote sociali di Emil
Banca.
Ricordiamo che Emil
Banca è una banca di
credito cooperativo nata
dalla fusione di tredici ex Casse Rurali della
provincia di Bologna,
alcune delle quali più
che centenarie; l’istituto,
che ha cinquanta filiali,
opera anche su Modena
e Ferrara. Attualmente i
soci sono oltre 18 mila.
Biglietterie aperte anche
in luglio e agosto
A CURA DI
A Modena, Finale Emilia, Mirandola, Maranello, Pavullo,
Vignola e Correggio le rivendite aziendali non chiudono per ferie
N
ei mesi di luglio
e agosto sono diverse le biglietterie
ATCM
che non effettueranno alcun
periodo di chiusura, consentendo così agli utenti che ne
avessero bisogno di svolgere
tutte le operazioni (rinnovi,
ricariche, nuove sottoscrizioni) relative agli abbonamenti
al servizio di trasporto pub-
blico. Le biglietterie che resteranno sempre a disposizione
della clientela sono quelle di:
Modena Autostazione, Modena Piazzale Manzoni (presso
la stazione ferroviaria della linea Modena-Sassuolo), Finale
Emilia, Mirandola, Maranello,
Pavullo, Vignola e Correggio.
Resteranno invece chiuse, con
le modalità di seguito indicate, queste biglietterie: Modena
Piazza Dante dal 1
luglio al 31 agosto;
Sassuolo Autostazione dal 15 luglio al
25 agosto (per l’acquisto dei biglietti
è possibile rivolgersi al Bar Terminal);
Carpi Autostazione
dal 19 luglio al 8
agosto; Castelfranco dal 1 al 15 agosto.
In agosto a Modena
l’orario è ridotto
Su tutte le linee urbane i passaggi dei bus
avverranno con frequenza minore
D
al 2 agosto al 28 agosto compresi, sul servizio urbano
di Modena sarà in vigore l’orario ridotto. Le frequenze
di passaggio degli autobus saranno le seguenti. Linea 7:
15 minuti; linee 1 e 4: 20 minuti; linee 2; 3; 5; 6; 8; 9; 10; 11; 12;
13 e 14: 30 minuti; linee 2A; 3A e 14A: 60 minuti; linee 5A; 9A
e 10A: 60 minuti nelle fasce di punta (nelle altre fasce orarie è
attivo il servizio Prontobus). L’orario pieno tornerà in vigore il
14 settembre.
Qualità e Ambiente,
ATCM ancora promossa
Rinnovate a pieni voti le certificazioni UNI EN ISO
A
nche per il 2010
si sono concluse
con esito ampiamente positivo
le consuete visite di controllo in ATCM da parte
degli ispettori di Certiquality, il principale istituto
italiano di certificazione
della qualità nei processi
gestionali delle aziende.
Come già successo nel 2008
e nel 2009, anche quest’anno il percorso di verifica si
è concluso con esito positivo
e senza che sia stata rilevata nessuna procedura “non
conforme”. Di nuovo un
percorso netto, dunque: una
conferma importante che
testimonia il buon lavoro
svolto da tutto il personale
dell’azienda. ATCM detiene
attualmente due certificazioni: quella di Qualità propriamente detta (UNI EN
ISO 9001:2000, rilasciata
nel 2003 e rinnovata annualmente) e quella Ambiente
(UNI EN ISO 14001:2004,
conseguita nel 2005 e rinnovata nel 2008 per tre anni).
La certificazione di Qualità
è stata quindi rinnovata per
la settima volta, mentre per
la certificazione Ambiente si
è trattato di un check-up periodico (tecnicamente definita “visita di sorveglianza”).
Il rapporto dei tecnici di
Certiquality evidenza risultati lusinghieri, in particolare, per quanto attiene alla
formazione del personale,
attività alla
quale viene dedicato
ogni anno
un quantitativo di ore
superiore a
quello stabilito
dal
contratto di
servizio.
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
15
Sport-Csi
Il Centro
Sportivo Italiano
di Modena, in
collaborazione
con quello
di Carpi, ha
presentato la
riqualificazione
del centro
sportivo
parrocchiale di
Mirandola. Un
vero e proprio
‘progetto pilota’
anche per
le comunità
parrocchiali della
nostra diocesi
Lo sport a servizio
dell’educazione
• Marco Costanzini
U
n progetto che sarà realizzato a Mirandola ma che, in
realtà, vuole rappresentare un progetto pilota
per le realtà parrocchiali della nostra diocesi. Il Csi delle
diocesi di Modena e Carpi ha
infatti presentato la riqualificazione del centro sportivo
parrocchiale, situato in via
Posta a Mirandola. Dopo il
saluto di Matteo Richetti,
presidente
dell’Assemblea
Legislativa della Regione
Emilia Romagna, e gli interventi di don Carlo Truzzi,
parroco di Mirandola, Maino
Benatti, sindaco, Enrico Dotti, vice-sindaco e assessore
allo sport, e Cosimo Quarta,
segretario della Fondazione
Cassa di Risparmio di Mi-
Stefano Gobbi
randola, è toccato al Csi (Comitati di Modena e Carpi) e
all’ingegner Luciano Rizzi,
amministratore delegato di
Costruire in Project, illustrare
il progetto in tutti i suoi dettagli.
Il ruolo del Csi. La riqualificazione del centro sportivo
di Mirandola non rappresenta
un’iniziativa isolata. Rientra
infatti nel progetto ‘DiocesiCsi’ fortemente voluto, promosso e sviluppato dal Csi
negli ultimi anni: un progetto
illustrato anche lo scorso dicembre ad Assisi, nel corso
del Meeting nazionale Csi,
dal presidente del Comitato
di Modena, Stefano Gobbi.
Proprio Gobbi ha spiegato
il ruolo del Centro Sportivo nella progettualità della
riqualificazione dei luoghi
aggregativi: “Il Csi si pone
come interlocutore della diocesi – in questo caso di Carpi,
ma ovviamente con la possibilità di farlo per quella di
Modena-Nonantola – con un
obiettivo fondamentale: quello di essere un’associazione a
servizio di tutta la provincia e
dei suoi cittadini per restituire ai luoghi di aggregazione
un significato importante, ricreando quella progettualità
che, nel dopoguerra, ha portato anche alla nascita e allo
sviluppo del Centro Sportivo
Italiano. I nuovi luoghi di aggregazione devono avere la
funzione di ritrovo per le persone, devono essere ambienti
nei quali instaurare relazioni
ma anche dove,
attraverso
la
pratica
sportiva,
venga
data
un’opp o r tunità
di
educazione, crescita e benessere per ciascuna persona. Questi luoghi, però, non
devono intendersi come alternativi alle realtà sportive
e parrocchiali già esistenti:
sono infatti da ritenere com-
plementari, dal momento che
aiutano queste realtà a promuovere meglio le proprie attività. L’intento non è dunque
no modenese. Terzo ambito
caro al Csi è la “rete”, cioè la
costruzione di modelli aggregativi/educativi come, ad
cammina… per tutta la vita
è lo slogan che accompagna
questo progetto e che spiega alla perfezione la conce-
quello di costruire un nuovo
luogo di aggregazione fine
a se stesso, ma di ampliare
un’offerta che potrà poi essere
approfondita all’interno delle
realtà già esistenti: è questo
il tema trainante che dà il ‘la’
ad un percorso che porta al
progetto di riqualificazione
di luoghi aggregativi. Mirandola potrà diventare una
struttura ‘pilota’, un esempio a disposizione di tutte le
parrocchie dell’arcidiocesi di
Modena-Nonantola e della
diocesi di Carpi alle quali il
Csi si vuole rivolgersi proponendo un determinato tipo
di interventi: prima di tutto
la formazione, necessaria per
garantire persone qualificate,
efficienza, qualità e contenuti
educativi ad un luogo di aggregazione; in secondo luogo
la riqualificazione, ovvero la
disponibilità del Csi Modena a realizzare progetti con
le parrocchie per migliorare
e potenziare le proprie attività e i propri spazi. Un buon
esempio in questo senso sono
i circoli culturali-sportiviparrocchiali del Csi nati negli
ultimi anni in diverse realtà,
in molti casi nell’Appenni-
esempio, la rete dei centri
estivi parrocchiali, la rete dei progetti-scuola o la
rete di servizi per i ragazzi
diversamente abili. La collaborazione con le parrocchie
per rispondere ad esigenze
singole può diventare un’opportunità per una più ampia
realizzazione di un progetto,
per un servizio migliore e a
costi più bassi e per un reperimento di maggiori risorse.
Insomma, lavorare in rete, per
il Csi Modena e per le realtà
parrocchiali, significa poter
offrire risposte più facili e sostenibili alle persone”.
Movimento-gioco-sport. E’
proprio questa la linea guida
del progetto di una comunità
attiva – quello di riqualificazione del centro sportivo parrocchiale di Mirandola – che
si propone di promuovere nella popolazione l’attività fisica
per la salute e la vita attiva,
di far crescere l’attività fisica nei gruppi di popolazione
che richiedono particolare
attenzione, di incentivare la
coesione sociale e di ridurre
il rischio di malattie croniche
e la loro conseguente ricaduta economica. Pedala, nuota e
zione della ristrutturazione e
riqualificazione dell’oratorio
mirandolese. Attualmente il
centro sportivo è costituito da
una pista anulare per l’atletica
leggera, un campo all’aperto da beach volley, un centro
calcio con 3 campi (dei quali
uno solo grande e di buona
qualità), un campo all’aperto
da calcetto in sintetico e un
centro tennis costituito da 2
campi all’aperto e due coperti. Nel progetto realizzato da
Csi e Costruire in Project la
grande novità è rappresentata
dalla stazione del movimento,
un insieme di percorsi circolari, brevi e ripetitivi, protetti e
recintati, per il pedala, corri e
cammina (i cosiddetti binari
della stazione) a cielo aperto
e in sicurezza. Il progetto prevede poi il potenziamento dei
parcheggi interni, un campo
da calcetto (ricopribile), un
campo da calcio a 11 illuminato, una palestra per il progetto
movimento, un bar-ristoro, 2
campi da tennis coperti e due
all’aperto ricopribili, un campo da beach e una casa colonica ideale per i gruppi scout.
NostroTempo
Domenica 18 luglio 2010
Cultura
Appuntamenti
Sei giovani artiste premiate
dalla Fondazione Fotografia
Le opere delle vincitrici dei bandi Special Italia e Special Emilia Romagna saranno esposte nel marzo 2011
H
anno partecipato
oltre 100 candidati
da tutta la regione
e da tutta Italia ai
bandi di concorso Special Emilia Romagna (per giovani tra i
18 e i 30 anni residenti nel territorio regionale) e Special Italia
(per artisti tra i 20 e i 35 anni
residenti in Italia), promossi da
Fondazione Fotografia, successivamente ridotti a una rosa di
15 finalisti, le cui opere sono
state in mostra all’ex ospedale
Sant’Agostino di Modena fino
a lunedì scorso.
Lo scopo dei bandi era di individuare le opere di giovani
artisti che andranno a far parte
Sabato 17 luglio inizia l’11^ edizione
Al via la Settimana
Matildica a Frassinoro
della collezione di fotografia
contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di
Modena. Le sei vincitrici di
Special Emilia Romagna e di
Special Italia sono Margherita
Cesaretti (Special Italia), Serena Clessi (Special Italia), Valentina Lapolla (Special Italia),
Nadia Pugliese (Special Ita-
P
rende il via sabato 17 luglio l’undicesima edizione della
Settimana matildica di Frassinoro, il tradizionale appuntamento che rievoca battaglie, mercati, musiche del periodo
Medioevale, e che vede in programma anche numerose conferenze dedicate alle vicende avvenute intorno all’Abbazia fondata nel
1701 da Matilde di Canossa. La manifestazione quest’anno è
dedicata ai “venerabili abati del monastero”, ed è promossa dal
Comune di Frassinoro, in collaborazione con la Provincia di Modena e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna. La realizzazione è curata dal Consorzio europeo rievocazioni storiche e
dall’associazione Musica officinalis. Per info: Comune di Frassinoro, 053 6971811; Unione dei Comuni Valli Dolo Dragone e
Secchia, 053 6962727; [email protected]
Fino al 30 luglio all’Archivio storico
La Modena dell’800
tra musica e teatro
Zocca: i mercoledì al Museo del Castagno
F
ino al 30 luglio è possibile visitare la mostra “Suonare, cantare,
ballare… uno spaccato della società modenese dalle carte dell’Archivio storico
comunale”, presso l’Archivio
storico di Modena in viale Vittorio Veneto 5.
L’esposizione presenta Modena dal periodo della Restaurazione fino alla fine della
dinastia austro-estense, mostrando in particolare l’attività teatrale e concertistica in
relazione con gli avvenimenti
politici dell’epoca, tra feste da
ballo e rappresentazioni al Te-
Prosegue ScArTinello
D
opo il successo dei primi due appuntamenti del 30 giugno e del 14 luglio, prosegue ScArTinello, la rassegna
artistico-gastronomica che anima i mercoledì sera all’interno dell’anfiteatro naturale del Museo del Castagno di
Monte San Giacomo. La compagnia degli ImpertinentiItineranti,
promossa dall’associazione Zocca C’è, vi invita nel suo “paese dei
balocchi” fatto di buona musica ed esposizioni artistiche (fatte con
materiali di recupero), il tutto accompagnato da prodotti biologici
ed enogastronomici tipici del territorio. Lo stand enograstronomico
aprirà alle 19.30 e i concerti inizieranno alle 21.30. Mercoledì 21
luglio l’appuntamento è con il trio acustico Magnani-MercourisSehtl e mercoledì 28 i Flexus presenteranno il loro nuovo album. Le
serate di ScArTinello si confermano la soluzione ideale per chi cerca
un po’ di tregua dal clima torrido della città: buona musica live, prodotti biologici ed equosolidali insieme alla migliore cucina zocchese,
il tutto da assaporare nel clima fiabesco del Museo del Castagno.
O F F E RTA
lia), Cristina Panicali (Special
Emilia Romagna) e Angelica
Porrari (Special Emilia Romagna).
Le opere vincitrici saranno
esposte al pubblico in occasione della mostra Quattro, in
programma per marzo 2011
presso l’ex ospedale Sant’Agostino.
esclusiva
atro Comunale, la cui attuale
sede fu inaugurata nel 1841
con “Adelaide di Borgogna alla
corte di Canossa”, le cui partiture musicali sono presenti
all’interno della mostra.
I documenti esposti, che descrivono la città attraverso il
teatro e la musica, vanno dal
1816 fino al 1860, primo anniversario della guerra di indipendenza e avvio del processo
di unificazione italiana.
La mostra “Suonare, cantare,
ballare…” rimarrà aperta al
pubblico fino al 30 luglio, dal
lunedì al venerdì dalle ore 9
alle 12. Per info: 059 2033454.
In un video
la mostra “Darwin:
Modena e 200 anni
di evoluzione”
E
’ possibile acquistare, al costo di
dieci euro, il video
accompagnato
da
un cd multimediale realizzato dalla Società dei Naturalisti e Matematici di Modena
sul tema “Evoluzione”,
contenente pannelli e
oggetti esposti nella
mostra “Darwin:
Modena e 200 anni di evoluzione”.
Per informazioni e per prenotarne una o più
copie: contattare la Società
dei Naturalisti
e Matematici di
Modena, tel. 059 2055195;
059 2055839;
[email protected]
Per tutto il mese di agosto
I Giovedì al Giardino Ducale
G
iovedì 5 agosto
prende il via la 13°
Edizione della rassegna estiva di concerti al Giardino Ducale, che
proseguirà per tutto il mese.
Il primo appuntamento è con
“Solisti all’opera”, con Stefano
Maffizzoni al flauto, Riccardo
Malfatto al violino, Ludovico
Armellini al violoncelli e Lorella Ruffin al pianoforte.
Si prosegue giovedì’ 12 agosto
con “Duo Novecento”, formato
da Giuseppe Canone alla fisarmonica e Ilaria Schenetti al
pianoforte; giovedì 19 è il turno del “Kaleido Trio”, composto da Tito Ciccarese al flauto,
Raffaele Bertolini al clarinetto e
Gianni Fassetta alla fisarmonica. A conclusione dell’edizione,
giovedì 26 agosto “Magnasco
Movie Quartet” con Gianluca
Campi, campione del mondo di
fisarmonica, Andrea Gardella,
clarinetto e Alessandro Magnasco al pianoforte.
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