SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE Domenica 18 luglio 2010 FONDATO NEL 1957 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA Primo Piano Giovani Anniversari Pifferi, segretario Fnp-Cisl, commenta i dati di Porta Aperta sulla crisi Cinque modenesi in Sicilia, sulle terre confiscate alla mafia A PAGINA 4 A Villa Immacolata l’Ac ha ricordato Maria Vecchi A PAGINA 5 A Niscemi per condividere “Dati che purtroppo non stupiscono” A PAGINA 3 Il Punto Più in alto è la croce D Anno LIV n° 27 • euro 1 www.nostrotempo.it • Gianni Borsa opo l’udienza del 30 giugno, prosegue il dibattito attorno alla esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici, e si attende il pronunciamento definitivo dell’Europa, che potrebbe giungere nella prima metà del prossimo anno. Per la verità occorre riconoscere che il confronto si sviluppa con maggiore intensità in Italia, anzitutto perché il procedimento in corso a Strasburgo riguarda un caso emerso nel Belpaese. In secondo luogo perché in Italia il processo di secolarizzazione forse è meno marcato che altrove e soprattutto perché la presenza del “sentimento religioso” e delle attività pastorali, caritative e culturali della Chiesa cattolica risultano più evidenti, radicati, vivaci (ma anche i 10 Paesi che si sono apertamente schierati con il governo italiano a sostegno della esposizione del Crocifisso hanno voluto segnalare il radicamento del credo religioso presso le rispettive popolazioni, storie e culture). In terzo luogo è possibile segnalare che nei Paesi a maggiore presenza di immigrati professanti altre fedi, l’opinione pubblica si sta occupando della presenza di qualunque segno religioso (o tradizionale), concentrando ad esempio l’attenzione sui simboli islamici e orientali: è il caso di Francia, Germania, Gran Bretagna. Comunque, se si riconosce che il cristianesimo è parte integrante della storia e del “patrimonio” continentale (sono poche ormai le voci che fanno eccezione), è utile sottolineare, come ha fatto il filosofo Piergiorgio Grassi, che “la realtà cristiana, con il suo simbolo più pregnante, il Crocifisso, mantiene sensatezza e capacità di unire le persone, pur nella diversità e nella molteplicità delle culture, delle etnie, delle religioni, dei rispettivi simboli”. Lo studioso dell’Università di Urbino – affidando la sua analisi a un articolo intitolato “Processo al Crocifisso”, pubblicato sulla rivista “Dialoghi” – specifica: “Il Crocifisso rimane un ‘simbolo alto’, al quale fanno costante riferimento, a prescindere dalla fede, coloro i quali sperano nel perfezionamento etico e nella crescita pacifica di uomini e popoli”. Grassi aggiunge però un elemento, ricordando che “i simboli non sono esenti dalla corrosione del tempo”. Per quanto riguarda il Crocifisso, quindi, “va tenuta ferma e soprattutto testimoniata dai credenti la sua valenza religiosa che trascende le culture e le civiltà: il suo essere segno visivo della rivelazione di Dio che si è definitivamente manifestata e compiuta nell’evento storico di Gesù Cristo”. Posizione richiamata anche da mons. Aldo Giordano, rappresentante permanente della Santa Sede a Strasburgo, che ha auspicato “una nuova sentenza, illuminata, fondata sul principio di sussidiarietà e rispettosa della diversità culturali dei vari Paesi europei”, aggiungendo: “Ho poi la speranza che tutto il dibattito emerso in questa occasione possa aiutare a riscoprire il contenuto vero del simbolo della croce: l’umanità ha urgente bisogno di questo simbolo che è unico nel proporre il valore della riconciliazione e il rispetto dell’altro e che propone la legge dell’amore fino al dono della vita”. Dai simboli alla realtà, dalla storia al senso pieno della vita. Una vita per l’evangelizzazione Idee a confronto Un forum promosso dalla redazione di Nostro Tempo per parlare della proposta culturale a Modena e in provincia • Stefano Malagoli U n confronto su un tema importante qual è quello della proposta culturale a Modena e in provincia, per avviare anche un dibattito nel quale coinvolgere altre voci e raccogliere ulteriori contributi e stimoli per una riflessione che intende raggiungere la maggior parte delle persone, senza rimanere confinata in ambiti troppo ristretti ed elitari. Nei giorni scorsi Nostro Tempo ha promosso un forum in redazione, coinvolgendo soggetti che, per il ruolo che rivestono, hanno offerto spunti interessanti per avviare un discorso articolato sul tema della vita culturale modenese. Attorno al tavolo, Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione collegio S. Carlo di Modena, Elena Malaguti, assessore provinciale alla Cultura, Istruzione, Politiche giovanili e Sport, padre Lorenzo Prezzi, direttore della rivista “Il Regno” e don Gianni Gherardi, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e la Cultura. I partecipanti al forum, pur con sfumature diverse, hanno convenuto sul livello alto della proposta culturale modenese, ricca per tematiche, interessi e soggetti, individuando però, come elemento di criticità, la frammentarietà e, spesso, la mancanza di una rete e di un coordinamento tra gli attori che a Modena producono cultura. Il dibattito ha fatto emergere come il confronto e il dialogo tra posizioni anche distanti costituiscano un valore; l’apertura e l’attenzione alle ragioni altrui come via per un arricchimento reciproco e ca- pace di produrre risultati. Il discorso è poi scivolato sui parametri che indicano il livello culturale di una comunità, che non si misura solamente con il calcolo numerico dei partecipanti alle iniziative proposte. A questo proposito è stata evidenziata la distinzione tra partecipazione attiva e consumo di un servizio culturale; una differenza qualitativa nella quale gli elementi di positività sono dati dal coinvolgimento diretto e non dalla mera fruizione di un bene o di una proposta culturale. In questo senso assume un particolare valore la formazione, soprattutto dei più giovani, e in quest’ottica la collaborazione delle istituzioni scolastiche diventa fondamentale (è questo il contesto nel quale si colloca il progetto, che sarà attivato a partire dal prossimo anno scolastico, del collegamento streaming live tra le varie scuole modenesi e il coordinamento delle biblioteche della provincia con la Fondazione collegio S. Carlo. Un’occasione per ampliare la platea, in modo attivo e partecipato e a vari livelli, degli attori della proposta culturale). Dopo aver parlato di iniziative e situazioni specifiche (Festivalfilosofia, il nuovo polo culturale del S. Agostino e i risultati positivi conseguiti anche per quest’anno dall’Ateneo modenese nella classifica delle università italia- ne), la discussione sì è concentrata sul rapporto tra cultura e fede, cercando di individuare come possa caratterizzarsi e qualificarsi il contributo della Chiesa modenese al dibattito culturale nella realtà locale. Una domanda alquanto impegnativa che apre a questioni anche di notevole portata, ma tali da non mettere in discussione l’idea di una Chiesa che sia luogo di dialogo e di apertura nella società in cui è inserita, senza paura del confronto. A PAGINA 8 E 9 2 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Associazioni In comunione coi presbiteri Un intervento in seguito agli esercizi spirituali annuali dell’Apostolato della Preghiera • Carla Kubler* G li esercizi annuali del gruppo modenese dell’Apostolato della Preghiera, condivisi con altri movimenti, Moica, Cif, Pasfa, Congregazione mariana, Conferenze S. Vincenzo de’ Paoli, Volontarie del Sacro Cuore, guidati da padre Carlo Beaulieu hanno avuto per tema: ‘Fiumi di acque vive usciranno dal suo cuore’. Il riferimento era al Mistero della Grazia divina, sorgente di verità e di amore che sana il mondo e lo rinnova spiritualmente nella figura dei sacerdoti, chiamati a vivere la loro configurazione a Gesù. Per noi laici l’invito è a offrire, secondo il metodo Riflessioni sulla dell’Apostolato della Preghiera, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze quotidiane, in particolare per la santificazione e la salvezza delle anime consacrate. L’Apostolato della Preghiera, consapevole che quel sangue e acqua, sgorgati dalla ferita del costato di Cristo sono la fonte della vita della Chiesa, intende sviluppare la dimensione apostolica della vita cristiana e affiancare il ministero sacerdotale, per rinnovare lo Spirito di preghiera e di offerta nella Chiesa, nella società e nella famiglia, non solo in momenti di preghiera, ma durante tut- Parola “Di una cosa sola c’è bisogno” (Luca 10 – 42) E G.G. ’ una grande, felice esperienza ospitare amici, o essere ospitati da amici. Sia quando si è potuto preparare l’incontro, sia quando questo giunge inaspettato. Ci si colma reciprocamente di attenzioni, ci si impegna per essere premurosi, per rendere gradevole il soggiorno. Terminato il pranzo, si passa ad un dialogo più disteso, anche più profondo: ci si informa reciprocamente, si sta insieme con poche parole, … a televisione spenta! Gesù sta a tavola con tanti, senza discriminazioni. Accetta inviti che venivano spesso considerati sconvenienti. Non si rendeva conto della qualità di chi lo ospitava? Da quei momenti nascevano spesso guarigioni, conversioni… Questa volta Gesù accetta volentieri l’invio di due sorelle: Marta e Maria. Una era tutta contenta di poterlo ascoltare, di conoscere la buona notizia che lui stava diffondendo. Gli sedeva ai piedi. Marta, invece, dedicava tutte le sue forze a disporre le cose per un soggiorno soddisfacente: è indaffarata, è “distolta per i molti servizi”. E si lamenta anche con Gesù per essere stata lasciata sola dalla sorella a organizzare ogni cosa. Gesù, nella sua delicatezza, non rifiuta il servizio premuroso di Marta. Ma coglie l’occasione per sottolineare ciò che gli preme di più. Non sta andando in giro per i villaggi per ragioni… turistiche. Non è preoccupato particolarmente che gli sia messo a disposizione un tetto e la possibilità di cibarsi. Lui ha una Parola da annunciare, ha una prospettiva di vita da far conoscere, ha una “parte migliore” da far scegliere, di cui far innamorare. Allora mette ordine: “di una cosa sola c’è bisogno!”. Del rapporto di amore profondo con Lui, Figlio di Dio. L’amicizia è l’anima di questo rapporto, quel rapporto che niente al mondo potrà cancellare. Quella intimità con Dio, che Dio stesso promuove e sostiene, e che deve essere nelle preoccupazioni profonde dell’uomo. C’è una gerarchia da scoprire e praticare nella vita, a cui non si può venir meno. ta l’esistenza. La vita di amore di Gesù continua attraverso l’opera dei sacerdoti, chiamati ad essere testimoni della fede e a comunicarla agli uomini, ma il loro insegnamento è spesso ostacolato da grandi nemici che creano difficoltà, incomprensioni e sofferenze. Il primo nemico della fede è satana, padre della menzogna, instancabile nell’oscurare la verità, portare discordia, disordine e confusione, sradicare e corrompere la fede, anche nel cuore dei sacerdoti. La predicazione dei sacerdoti richiede sempre la conversione, della quale anche noi, laici cristiani, siamo chiamati a dare testimonianza sempre più perfetta e profonda. Per vincere i nemici della fede rimaniamo saldamente in comunione con la Chiesa, che è una, santa, apostolica e cattolica, perchè Cristo stesso la assiste con la luce e la grazia dello Spirito Santo. L’ha costruita sulla roccia di Pietro, cattedra della verità. Se rimaniamo in comunione di grazia con Gesù attraverso lo spirito di preghiera e lo studio approfondito del Vangelo, riscopriamo la virtù dell’umiltà, che ci consiglia di cercare luce nell’insegnamento della Chiesa. Con la Grazia, il sacerdote può rispondere ai grandi bisogni dell’ uomo. Bisogno di luce e di verità: l’intelligenza umana raggiunge il suo pieno sviluppo quando è capace di pensare qual è il suo principio e il suo fine, quando raggiunge Dio! Ma oggi l’uso dell’intelletto si ferma spesso a conoscenze materiali e si accontenta delle opinioni. Il sacerdote è in grado di far riscoprire l’anelito di Dio, guidando alla verità. Bisogno di perdono e di consolazione: siamo tutti feriti dalla vita; abbiamo bisogno di un perdono divino, capace di infonderci speranza al di là delle nostre ferite. Il sacerdote, col sacramento della peni- tenza, unge l’anima con la consolazione della divina misericordia e la risana con l’assoluzione, rinnovando la fiducia e la speranza. Bisogno di felicità: tutti siamo alla ricerca della felicità e facciamo l ’e s p e r i e n z a del dolore, nel corpo, nell’anima, nel cuore, nella solitudine, nell’abbandono. Il sacerdote rivela al mondo il valore soprannaturale della sofferenza, risveglia la speranza nell’aiuto divino e aiuta a scoprire la presenza di Dio nei momenti bui dell’esistenza. Bisogno di Dio: anche se lo neghiamo e lo tradiamo, abbiamo bisogno di Dio! Siamo esseri limitati e finiti. Il mediatore tra Dio e l’uomo è Gesù e di tale mediazione rende partecipe il sacerdote, strumento del suo amore e della sua misericordia. Il sacerdote compie gli atti attraverso i quali Gesù stesso edifica il suo popolo; Dio riversa grazie e benedizioni sull’umanità, attraverso la Santa Messa che attualizza il sacrificio di Cristo al Calvario. L’Adorazione, fonte di luce, intelligenza e sapienza: è il luogo dove, nella fede, si rivela il nome di Dio in pienezza. E’ nell’adorazione che l’uomo raggiunge la sua pace, il luogo in cui riconosce il suo principio e il suo fine, si consegna totalmente, anima e corpo, nelle mani del suo creatore. * Responsabile dell’Apostolato della Preghiera di Modena NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 3 Primo Piano Intervista con Pietro Pifferi, segretario Fnp Cisl dopo l’intervento di Giorgio Bonini: “I dati di Porta Aperta non ci stupiscono. Occorre ripensare, insieme, alle priorità” • Paolo Seghedoni “Ormai non si arriva neanche alla terza settimana…” tiene abbastanza in conto il principio della sussidiarietà. vogliamo di nuovo indagare questo aspetto”. Lo afferma Una nostra ricerca del 2005 lo metteva in evidenza, ora Pietro Pifferi, segretario Fnp Cisl, il sindacato dei pensionati, che dal suo osservatorio privilegiato commenta i dati di Porta Aperta e ne fornisce altri. Pifferi, come valuta i numeri di Porta Aperta? Francamente non mi stupiscono affatto, e fanno il paio con le richieste, in netta crescita, che arrivano ai comuni riguardo pagamento di bollette e mutui. La differenza rispetto a tempo fa è che ora ci si rivolge ai centri della Caritas o ai comuni non solo a causa dei problemi legati alla non autosufficienza, ma anche per problemi di natura economica senza implicazioni per la salute. Ormai non si arriva neanche alla terza settimana… E’ in difficoltà chi perde il lavoro, chi non lo trova - oggi un giovane su tre è disoccupato - ma anche chi è in cassa integrazione. Dal vostro osservatorio come vanno le cose? Abbiamo svolto una ricerca sulle pensioni, in provincia di Modena, nel 2009. I dati ‘purtroppo’ sono molto inte- L a scorsa settimana abbiamo ospitato l’intervento di Giorgio Bonini, di Porta Aperta, che ha fornito dati realmente allarmanti riguardo la situazione sociale a Modena. Numeri in grande aumento e il solito timore che, quando gli ammortizzatori sociali cesseranno di far sentire i propri benefici, la situazione diventi ancora più seria: “Possiamo dire che senza l’intervento della Chiesa, attraverso la Caritas e non solo, e più in generale del volontariato, la situazione sarebbe già diventata esplosiva. Purtroppo però il nostro welfare, che pure ha qualità, non L’angolo della Spiritualità Educare celebrando A messa sempre in meno... Non e’ vero! • don nardo masetti R icordiamo il lamento che il profeta Elia per due volte di seguito innalza a Dio: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti... ma sono rimasto solo” (1Re 19.10.14). Ma se Dio è il Signore “degli eserciti”, come può sentirsi solo? Dio lo fa notare ad Elia e lo sollecita a riprendere la missione. Apprezzo il lavoro dei sociologi che, statistiche alla mano, mi fanno sapere che i partecipanti alla Messa domenicale tendono a diminuire. Loro compiono il loro servizio ed indirizzano le loro indagine a determinati “partecipanti”- Noi gente di fede dobbiamo completare la visione, aggiungendo altri importanti “partecipanti”. Immaginiamo una celebrazione eucaristica in una qualsiasi parrocchia. I presenti visibili sono tot. Ma ad essi è doveroso allineare “la Chiesa diffusa su tutta la terra”, “i fedeli defunti”, tutti i santi che in ogni tempo ti furono graditi”, “la moltitudine dei cori celesti”... Insomma una moltitudine immensa, che nessuno può contare (cfr Apocalisse)... Come si fa a dire che siamo in pochi? Ci crediamo al dogma della comunione dei santi? Voi direte: “E tutti quelli che nel mondo non si incontrano mai con Dio a Messa?”. Giusto. Ma ditemi voi: “Anche loro dove stanno andando?!”. La vita è come un imbuto: corriamo, corriamo; poi l’orizzonte si restringe fino a ridursi ad una porta stretta di là dalla quale inizia la vita vera. Sulla soglia c’è Gesù con il quale siamo tutti obbligati ad incontrarci. Che cosa succederà in quel momento? Non lo so. Ma so che anche quelli che non sono andati a Messa si incontreranno con Lui, giudice ma anche salvatore. C’è motivo di essere ottimisti? A me pare di sì. E riteniamo noi stessi dei veri fortunati: ogni domenica possiamo incontrare il Signore! ressanti. Un quarto dei pen- ma bisogna andare versionati percepisce tra 500 e so una maggiore equità e a rivoluzionare il modo di formare i bilanci. Mi spiego: se continuiamo a ragionare in termini di risorse e poi di come allocarle, non ne u s c i a m o. Occorre partire dai farlo insieme, forze politibisogni e poi pensare che e sociali. Questa è una alle risorse, dandosi crisi che cambierà in modo delle priorità ben de- strutturale il nostro sistefinite. E’ chiaro che ma e i livelli di occupazione i bilanci vanno fatti non torneranno quelli di un quadrare, ma dandosi tempo. Dobbiamo quindi delle priorità e non fa- investire nei settori che pos750 euro, il 14% tra 750 e cendo come si è sempre fatto. sono avere una ricaduta occupazionale, penso alla non 1.000 euro, mentre ben il 36% E poi… è al di sotto dei 500 euro. In E poi? autosufficienza degli anziapratica il 75% dei pensionati Due cose sono improcrasti- ni: ci sono già persone che prende meno di mille euro e nabili: la lotta all’evasione si stanno riqualificando e il 61% meno di 750 euro, in fiscale, perché oggi il fisco è provengono dal manifattupratica la pura sussistenza o iniquo, e ai costi della politi- riero; investendo in questo anche meno. E le pensioni ca che, anche qui da noi, non settore da una parte si darà di reversibilità sono ‘donna’: è esente da sprechi e doppio- una risposta a un bisogno, ben 41.160 per una media di ni. A ragionare sulle priori- dall’altra si creeranno posti 536 euro al mese, mentre gli tà ci stiamo, ma dobbiamo di lavoro. uomini che le percepiscono sono 7.049 per 366 euro di media. In termini assoluti le donne pensionate, in media, percepiscono appena 617 euro al mese, contro i 1.138 euro di media degli uomini. In più dobbiamo consideraovità nella segreteria provinciale della Fnp, il sinre come il potere d’acquisto dacato pensionati della Cisl che a Modena e prodelle pensioni continui a cavincia conta oltre 32 mila iscritti. Accanto a Pietro lare, a fronte dell’aumento Pifferi, confermato segretario provinciale, siedono adesso del costo della vita. Dal 2007, Luigi Belluzzi, Giuseppe Polichetti, Antonio Ragazzi col provvedimento della coe Rosanna Tamassia. Sono cambiati anche i segretari di siddetta quattordicesima decinque Leghe (le articolazioni territoriali della Fnp-Cisl): tassata del Governo Prodi, Alvezio Ferrarini è il nuovo segretario di Lega della Fnp non ci sono più stati interdi Mirandola, Lidia Bombarda guida Pavullo, Vincenzo venti per difendere il potere Vandelli è il segretario di Vignola, Sergio Davoli quello di d’acquisto dei pensionati. Modena, mentre Franco Maccaferri è il nuovo segretario Quali proposte avete per della Lega di Castelfranco. Nessun cambiamento, invece, migliorare le cose, consia Sassuolo e Carpi, dove i segretari di Lega della Fnp sono derando che le risorse sono rispettivamente Zina P. Morini e Gian Pietro Gandolfi. assai limitate? E’ vero, le risorse sono scarse, Nuova segreteria per il sindacato pensionati Cisl N Dopo la denuncia di don Dorval Mescoli Risolto il caso della famiglia sfrattata S i è conclusa positivamente la vicenda della famiglia sfrattata e segnalata domenica scorsa da don Dorval Mescoli, parroco di Santa Teresa, durante l’omelia. E’ stata proprio la presa di posizione di don Dorval, in particolare contro l’infelice frase “può dormire al parco” pronunciata alla giovane madre in risposta alla domanda su dove avrebbe dovuto portare i propri figli, ad attivare la comunità. La totale mancanza di sensibilità, la completa assenza non solo di cura ed attenzione, ma anche di rispetto verso il prossimo contenute in queste poche e lapidarie parole (di cui non si conosce l’autore, forse un ufficiale giudiziario o un agente), hanno portato il caso all’attenzione dei vertici delle istituzioni cittadine, che hanno prontamente risposto alla segnalazione del sacerdote modenese. Nella mattinata di lunedì, il sindaco di Modena Giorgio Pighi, l’assessore alle politiche sociali Francesca Maletti e lo stesso parroco di Santa Teresa hanno incontrato la famiglia sfrattata, trovando una soluzione, seppur provvisoria: la coppia insieme con i due bambini troveranno ospitalità presso una struttura, mentre don Dorval si sta impegnando a trovare un’abitazione e il Comune a sostenere spese di ingresso e dilazionare gli arretrati. 4 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Diocesi A Niscemi per condividere Caritas e Animatamente hanno proposto questa iniziativa per cinque ragazzi modenesi, che sono stati ricevuti dal sindaco Pighi D a anni l’impegno dei giovani modenesi per la legalità ha in Libera un punto di riferimento: scambi, esperienze di lavoro sulle terre sottratte alla mafia, accoglienza a Modena di testimoni significativi, anche nei Martedì del Vescovo. E alcuni giovani sono partiti, la scorsa domenica, per una nuova esperienza di condivisione a Niscemi. “Non sottovalutate i giovani – ci ha detto Eros Benassi, di Animatamente – perché su temi come la giustizia e la legalità sono molto sensibili. A volte siamo noi adulti che non sappiamo metterci in gioco su questi argomenti, non so se per pigrizia, per stanchezza o per il timore di dover poi essere coerenti”. I giovani hanno incontrato, prima della partenza, il sindaco Giorgio Pighi e l’assessore alle Politiche giovanili Fabio Poggi Il gruppo, di cui fanno parte 5 ragazze tra i 16 e i 19 anni d’età e i loro tre educatori appartenenti alla Caritas modenese e all’associazione Animatamente, è già impegnato in progetti di educazione alla cittadinanza e alla legalità a cui collabora anche l’Amministrazione comunale. In Sicilia i ragazzi trascorreranno 11 giorni: nei primi quattro avranno modo di conoscere i progetti condotti da alcune cooperative sociali su terreni e beni che lo Stato ha confiscato alla mafia, tra Messina e Catania. In questi prima fase, i modenesi visiteranno anche il carcere minorile di Bicocca, a Catania. La settimana successiva, il gruppo si trasferirà a Niscemi, non lontano da Gela, in provincia di Caltanissetta. Qui i modenesi lavoreranno assieme ai giovani di Libera al progetto “Adotta un parco”, che l’associazione contro le mafie sta realizzando per sottrarre al degrado i parchi del paese. “Lavoriamo a questo progetto dal 2008 - spiega Elena Gazzotti, che per il terzo anno consecutivo si reca a Niscemi il primo anno siamo andati ad aiutare a ripulire i parchi, questa volta invece collaboreremo a progettare e realizzare iniziative di animazione e di cittadinanza attiva nel parco del Sacro Cuore. L’obiettivo è restituire l’area verde alla cittadinanza e soprattutto ai giovani di Niscemi”. Il tema delle iniziative sarà “Il legame che i giovani hanno con il loro territorio”, un argomento che i modenesi hanno già affrontato durante la Settimana dell’educazione (vedi NT numero 25) e su cui ora si confronteranno con i coetanei del sud. La più giovane dei partecipanti è Giulia, 16 anni, studentessa del liceo Muratori, Vania ha invece terminato il Selmi, mentre frequentano l’Università Laura, Giulia e Agnese. Ad accom- pagnarle saranno gli educatori Elena, Stefano e Nicole. Dalle esperienze al sud alla presenza in città: i giovani che da tempo sono impegnati nella riflessione su questi temi, infatti, vorrebbero che la fiaccolata contro tutte le mafie, che da due anni organizzano a Modena assieme all’assessorato alle Politiche giovanili e alla Circoscrizione 3 nella Giornata della memoria e dell’impegno, potesse percorrere anche “via Pierantonio Sandri”. Hanno organizzato una raccolta di firme per sottoporre alla Commissione toponomastica del Comune la proposta di intitolare una strada di Modena al diciannovenne di Niscemi, vittima innocente della lupara bianca. La loro proposta è condivisa dall’assessore alle Politiche giovanili Fabio Poggi. “Questi ragazzi stanno costruendo un ponte di legalità tra il nord e il sud, tra Modena e Niscemi - spiega l’assessore - sarebbe significativo che questo ponte portasse il nome di un giovane vittima di mafia”. Pierantonio Sandri aveva solo 19 anni quando, nel 1995, fu ucciso e fatto sparire, probabilmente perché testimone involontario dei reati commessi da ragazzi suoi vicini di casa. La madre, Ninetta Burgio, che i giovani modenesi hanno conosciuto a Niscemi durante il campo di animazione dei parchi della scorsa estate, per 14 anni ha girato l’Italia chiedendo la verità sulla scomparsa del figlio, “un giovane onesto educato ai valori della solidarietà, dell’accoglienza e della legalità”, come lei stessa disse a Modena lo scorso 21 marzo, ospite nella Giornata dell’impegno. Un intervento che la donna concluse così: “Sono certa che questa città saprà custodire i suoi giovani e alzare la testa, lottare sempre contro tutte le ingiustizie e le mafie”. La verità sulla scomparsa di Sandri ha iniziato a emergere lo scorso anno attraverso la confessione di un detenuto, che ha consentito di recuperare il cadavere del giovane nelle campagne di Niscemi. Sul prossimo numero il diario di viaggio dei 5 ragazzi. Il 12 luglio la celebrazione presieduta da monsignor Antonio Lanfranchi La dedicazione della cattedrale • Mons. Augusto Bergamini S ul finire del 1099 i modenesi costruirono il duomo, in cui portarono, nel 1106 il corpo di s. Geminiano. Nello stesso anno il papa Pasquale II consacrò l’altare. Il 12 luglio 1184, quando la costruzione del Duomo fu ultimata, il Papa Lucio III dedicò solennemente la basilica, cioè la consacrò al culto. Il termine “dedicare”, da cui “dedicazione”, significa intitolare un monumento ad onore di una persona. L’edificio in cui si riunisce la comunità cristiana viene solennemente dedicato con un rito in onore di Dio, in onore della Madonna o di qualche santo. In tal modo l’edificio è adibito al culto e diventa il segno del rapporto con Dio, ma soprattutto il segno della comunità cristiana che in esso si raccoglie. Il nostro Duomo, costruito dal genio di Lanfranco e Wiligelmo, frutto della fede e dell’operosità dei nostri padri, custodisce l’urna La storia C orre l’anno 1099. In tutta Europa stanno sorgendo cattedrali magnifiche, come altrettante colonne miliari della fede cristiana. Anche a Modena si avvertono gli effetti di quel fervore, artistico e religioso insieme. Il tempio che custodisce da secoli la tomba del santo vescovo Geminiano doveva essere ricostruito. I rappresentanti di tutte le classi sociali, riuniti in assemblea plenaria, decidono ad una voce di rinnovare, riedificare ed elevare ilo tempio del santo patrono. La devozione dei modenesi a san Geminiano, loro secondo vescovo, vissuto dal 312 al 397, è quindi all’origine del Duomo, costruito come “domus clari Geminiani”, casa dell’insigne Geminiano, e dedicato ala madre di Dio Incoronata. Come è scritto in un prezioso codice dell’Archivio Capitolare, è trovato provvidenzialmente Lanfraco, artista mirabile e architetto straordinario. I lavori si iniziano sotto la sua direzione il 23 maggio 1099. Tutto il popolo è impegnato nella grande impresa. La prima pietra è posta il 9 giugno 1099. Insieme con Lanfranco lavo0ra il grande lapicida Wiligelmo, che abbellisce con le sue sculture il tempio, in costruzione negli anni 1099 – 1106. col corpo di s. Geminiano, padre della fede della comunità cristiana di Modena. Il Duomo non è un museo, non è soltanto un’opera d’arte, ma è soprattutto un segno, un richiamo e un impegno perché i modenesi siano un segno vivente della presenza e dell’azione di Cristo. L’atto con cui il Duomo è stato dedicato al culto di Dio impegna i credenti a ricordare che soprattutto la vita deve essere dedicata a Dio, perché viene da Dio. Le sculture di Wiligelmo che si trovano sulla facciata, con le scene bibliche di Dio che chiede conto a Caino del fratello Abele da lui ucciso, sono per tutti un forte e continuo richiamo al rispetto della vita, dono di Dio. Queste raffigurazioni bibliche obbligano quindi la società di oggi ad un forte esame di coscienza. Il Duomo perciò non deve essere guardato e tutelato soltanto come una grande opera d’arte, ma soprattutto come un forte richiamo alla coscienza, perché si apra a vivere i grandi valori della vita, dono di Dio. Come va guardato il Duomo I l Duomo di Modena è senza dubbio nel novero dei maggiori monumenti, in ispecie dei più importanti del Romanico. Per cogliere appieno il senso di questo capolavoro, alle disposizioni d’animo del’artista e dello storico si deve aggiungere quella del credente, o almeno lo sforzo di collocarsi nell’ottica del credente. In realtà il Duomo è, prima di tutto, il segno della vita di fede e di culto della comunità cristiana modenese che ne ha voluto la costruzione. L’arte di Lanfranco, Wiligelmo e, in seguito, dei Maestri Campionesi, ha vigorosamente contribuito a fare di questo edificio il luogo della professione e della trasmissione della fede. Così l’architettura e la scultura sono poste a servizio della comunità dei credenti. La Cattedrale palesa, soprattutto nelle sculture, un chiaro progetto teologico. AGENDA Agenda del Vescovo Domenica 18 luglio ore 11 a Ligorzano S. Messa con i villeggianti ore 17 a Crocette S. Messa nel 65° della morte di don Lenzini Lunedì 19 luglio Udienze Venerdì 23 luglio Ore 15 30 a Monte Obizzo S. Messa Domenica 25 luglio A Cesenatico 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 5 Anniversari Una vita per l’evangelizzazione A Villa Maria Immacolata, la casa dell’Azione Cattolica diocesana, una giornata per ricordare i cento anni dalla nascita di Maria Vecchi. Un ‘fare memoria’ non fine a se stesso, ma pensato per guardare avanti •Enrico Artioli C he bello ritrovare dopo lungo tempo amiche e compagni, ricordi, passioni, amori… questa è stata una delle sensazioni che ha caratterizzato domenica scorsa la commemorazione di Maria Vecchi organizzata nella “sua” Villa Immacolata dall’Azione Cattolica diocesana. In concomitanza con l’avvio della settimana formativa degli adulti di Ac, oltre 70 persone hanno voluto insieme ricordare i 100 anni della nascita di Maria Vecchi, che tanto ha segnato la vita, non solo dell’Azione Cattolica, ma di tutta la Chiesa modenese. Il presidente diocesano di Ac, Paolo Seghedoni, ha fatto gli onori di casa e la giornata è stata nobilitata anche dalla presenza del Vicario Generale, mons. Paolo Losavio, dall’assistente del settore adulti di Ac, don Fernando Bellelli e da don Alberto Zironi, parroco di San Faustino. La ‘memoria’, introdotta da un filmato ben curato e coinvolgente che ha percorso le tappe salienti della vita di Maria (con alcune testimonianze, in primis di Maria Roma Panigadi e Anna Maria Melini), è stata poi sviluppata da Maria Cavazzuti Guerzoni che ha ricordato, dalla nascita a Carpi nel luglio del 1910 fino alla morte per una grave malattia cardiaca, i passaggi principali della sua esistenza, passaggi ricostruiti col rigore delle fonti e col contributo di chi ha l’ha conosciuta direttamente. Maria Vecchi è stata una delle figure di maggior spicco della Chiesa modenese del secolo scorso, fin dal 1933 quando fece il suo ingresso nella Gioventù Femminile di Azione Cattolica, dove ricoprì ben presto incarichi di grande responsabilità fino a divenirne presidente, succedendo a Clara Obici. Anche se infaticabile ed eccezionale organizzatrice, aveva carattere schivo e riservato, ragione per cui, nelle cronache e nelle manifestazioni pubbliche, appare molto meno degli omologhi maschili della Giac. La sua vicenda è particolarmente legata a Villa Maria Immacolata a Dogana Nuova di Fiumalbo, della cui acquisizione e trasformazione in casa di spiritualità e crescita per le giovani, prima, e per tutta la diocesi, poi, fu la principale artefice. Le vicende che caratterizzarono questa avventura hanno del romanzesco e mobilitarono tantissime persone nello sforzo per raggiungere l’obiettivo comune di avere una casa propria. La commemorazione tuttavia non si è limitata a un elenco di fatti e nemmeno a un ripercorrere le vicende del secolo scorso, ma è stata impreziosita da una ‘lettura’ sapienziale delle vicende umane ed ecclesiali che hanno segnato la realtà modenese degli anni passati e che molti dei presenti hanno vissuto e ‘rivissuto’ in prima persona. Varie sono state poi le conclusioni scaturite dal confronto seguito all’intervento: innanzitutto la volontà di completare l’opera di documentazione e di raccolta di informazioni su Maria Vecchi per arrivare a pubblicare un libro su di lei: da qui l’appello a raccogliere testimonianze ed esperienze dirette per poter ricostruire il più fedelmente possibile la sua vita (i contributi di questa natura possono essere trasmessi direttamente alla segreteria dell’Ac presso il Centro Famiglia di Nazareth); l’idea di lanciare, sulla scorta di quanto fu fatto in passato, una raccolta fondi per sistemare la cappella di Villa Immacolata stessa che necessita di lavori di ristruttura- zione (anche in questo caso le indicazioni si possono ricevere presso il centro diocesano); la messa a disposizione del filmato su Maria Vecchi a chi ne faccia richiesta, e alle associazioni parrocchiali di Azione Cattolica in primis, quale introduzione alle prossime assemblee di rinnovo delle cariche associative. La preoccupazione principale che aleggiava in quasi tutti gli interventi è stata quella di come passare Maria Cavazzuti il testimone alle giovani generazioni, di come trasmettere loro il patrimonio di ricchezza spirituale e di profondo amore che ha costituito una ragione di vita per molte persone che, come Luisa Guidotti, la vita sono arrivati a donarla fino al martirio. LA SERENITÀ SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MODENA - VIALE V. REITER 38 - 059.221122 - CARPI - 059.654688 6 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Unitalsi Quel treno bianco per Lourdes Una testimonianza e un invito: partecipare al pellegrinaggio dell’Unitalsi Emilia-Romagna verso Lourdes dal 25 al 31 agosto C • francesca mussati i sono treni che viaggiano ad alta velocità, pensati apposta per rendere più agevole il nostro viaggiare, per dotarci di ogni confort e farci raggiungere la nostra meta nel più breve tempo possibile. Ci sono treni che, al contrario, viaggia- no silenziosi, spesso di notte, spesse volte sono obbligati a fermarsi per farne passare altri; quasi privi di comodità ma assolutamente ricolmi di un ‘qualcosa’ che non può essere completamente racchiuso in poche righe. Sono i treni bianchi, i treni che portano migliaia di ammalati, volontari, medici, infermieri, sacerdoti e pellegrini al santuario di Lourdes. Non so perché si chiamino bianchi, ma so per certo che quello che si sperimenta partendo per Lourdes è una sensazione di profondo benessere, di pace, di silenzio. Non un silenzio sterile, ma anzi uno spazio fecondo per lasciare aperto il cuore. Già dalla partenza ci si sente immersi in un clima di raccoglimento, di accoglienza e ascolto dell’altro, pur con le risate, le chitarre, i tantissimi giovani che sono l’anima di questo viaggio! Il viaggio è certamente f a t i c o s o, sia per i volontari che per i pellegrini, ma la volontà di tutti di viaggiare insieme, di raggiungere insieme la nostra meta come un gruppo, come una famiglia, rende tutto molto piacevole. Il prossimo pellegrinaggio inizierà il giorno 25 agosto, fino al 31. Il treno percorrerà tutta l’Emilia Romagna per giungere a Lourdes carico di persone disposte a vivere una esperienza che cambierà la loro vita. Una volta giunti alla nostra meta il programma è sempre abbastanza intenso, poiché le esperienze da vivere sarebbero tantissime e il tempo per gustarle al meglio è sempre troppo poco. Solitamente all’arrivo, dopo l’accoglienza nelle strutture dell’Unitalsi, si partecipa alla santa Messa la magia di cui tutti parlano tornando dal pellegrinaggio. È una sensazione unica, di benessere, liberazione del cuore, è come se qualcuno ti togliesse i pesi che senti, le tue disabilità, le tue fragilità. Passare sotto a quella grotta, con la parete completamente levigata dai milioni di mani che l’hanno accarezzata per chiedere una grazia a Maria, è una emozione indescrivibile, è come se sentissi nel tuo cuore tutti i sogni, le speranze, le lacrime e i sorrisi di chi è passato prima di te. E’ il luogo in cui Bernadette, ultima degli ultimi, ha ricevuto il grande dono di parlare e pregare con Maria, è il luogo in cui si dice “che il cie- di inizio pellegrinaggio. I giorni successivi sono caratterizzati da celebrazioni molto curate e suggestive, che consentono di entrare nel clima di profonda spiritualità che caratterizza Lourdes. Al mio primo viaggio, ricordo di essere stata un po’ sconvolta dal mio arrivo, mi aspettavo di trovare un luogo silenzioso, povero, essenziale, invece mi sono trovata davanti ad una marea di negozietti con souvenir per turisti, centinaia di ristoranti e alberghi, migliaia di persone non pro- lo ha toccato la terra” e non c’è una frase che lo descriva meglio. Molte persone si trovano in preghiera davanti alla Grotta, alcuni forse si aspettano, curiosi, di assistere ad un miracolo. Io fortunata, di miracoli ne ho visti prio silenziose. La delusione iniziale, devo ammettere, è stata brusca, ma poi sono entrata nell’Esplanade, il luogo sacro all’interno del quale si trova la Grotta, e ho avuto la sensazione di essere nel posto giusto. Una volta davanti alla Grotta, di sera, quando i cancelli erano chiusi, ho sentito molto chiaramente parecchi, uno per ogni persona che ho incontrato, che una volta salita su quel treno non è stata più la stessa. Ho visto il miracolo dell’amicizia, dei legami fortissimi che si creano durante il pellegrinaggio e non si sciolgono mai più, ho visto il miracolo dell’amore, di persone che avevano perso ogni speranza e hanno trovato compagnia, sorrisi, assistenza, ascolto; ho visto il miracolo dell’impegno di centinaia e centinaia di giovani, sempre sulle cronache per quello che non fanno o che fanno troppo male, che hanno spinto carrozzine, imboccato, pianto, pregato, riso, cantato, ballato e vegliato tutta la notte chi aveva bisogno di loro. Ho visto sacerdoti, suore, frati e vescovi parlare senza sosta con chi aveva bisogno del loro conforto; ho visto famiglie unite da un amore profondissimo, ho visto persone malate con una speranza e una voglia di vivere così enormi da avere il potere di cambiare chi sta loro accanto. Ho visto e sentito anche la sofferenza di chi non ce la fa più, di chi ha perso tutto, di chi è arrabbiato e non ha perduto ogni speranza. Tutto questo è Lourdes, è servizio all’altro, ascolto, accoglienza, compagnia, è ridere insieme, è conoscere la vita di un altro, è affezionarsi, amare, è fare un pianto liberatorio. Lourdes è tanto di più di quello che sono riuscita a scrivere, è una esperienza unica che l’Unitalsi ha il privilegio di vivere da più di cento anni. Io consiglio sempre a tutti di salire sul nostro treno bianco, non tanto per sperare di vedere un miracolo, quanto per essere pronti a scoprire il proprio. Durante il mio primo viaggio, una persona mi ha detto che non si decide di andare a Lourdes, ma che è Maria a chiamarti. Non so se ci ho creduto subito, ormai sono passati parecchi anni, so solo che sono salita ogni anno sul treno e ho ricevuto, oltre ad infiniti doni, anche la conferma che aspettavo. Notizie utili Come fare per partire con l’Unitalsi Per partecipare ad un nostro pellegrinaggio è necessario contattare la Sottosezione della nostra città per partire come ammalato, volontario o pellegrino. La Sottosezione Unitalsi di Modena si trova in via Gherarda 4, gli uffici sono aperti al pubblico lunedì - mercoledì dalle 15 alle 18, venerdì dalle 9 alle 12 telefono. Potete contattarci telefonicamente allo 059.219718 o tramite posta elettronica al seguente indirizzo: [email protected]. Cosa devo fare se parto come ammalato o pellegrino Le persone che a Lourdes avranno bisogno di assistenza di qualunque tipo saranno alloggiate presso il Salus Infirmorum, albergo ospedale di proprietà della nostra Associazione, perfettamente attrezzato per ospitare persone disabili, malate o con qualunque genere di problema. Al momento dell’iscrizione, andrà allegato un certificato medico, in cui si specificano la diagnosi e le eventuali terapie che dovranno essere somministrate durante il periodo del pellegrinaggio, per far sì che il personale medico e paramedico possa svolgere il servizio al meglio. La parte spirituale del pellegrinaggio viene curata da sacerdoti e vescovi che, seguendo il tema pastorale dell’Unitalsi di quest’anno “Fare il segno della Croce con Bernadette”, ci guideranno, in un percorso alla scoperta del messaggio di Lourdes. L’arcidiocesi di Ravenna-Cervia celebra il suo pellegrinaggio diocesano, motivo per il quale parteciperà insieme a noi il conosciutissimo e molto amato mons. Verucchi. Cosa fare se desidero partire come volontario I volontari sono la nostra risorsa più importante. Contattando la Sottosezione al numero sopra indicato, si potranno avere informazioni più dettagliate rispetto alle possibilità di servizio. In generale possiamo dire che gli uomini, chiamati Barellieri, possono essere indirizzati al servizio esterno, ossia di accompagnamento di anziani, ammalati e disabili alle funzioni e ai vari appuntamenti del programma giornaliero, alla corsia, con compiti di assistenza e aiuto nell’alzata o nella sistemazione a letto di chi dovesse averne necessità, oppure alle Piscine. Le donne, invece, le Sorelle d’assistenza o, come si diceva una volta, le Dame, hanno possibilità di essere destinate, alla corsia, con mansioni di cura della persona, compagnia, riordino e pulizia delle stanze, al refettorio, assistenza e servizio ai pasti o alle Piscine dove aiutano pellegrini ed ammalati a compiere il gesto dell’immersione nell’acqua che arriva dalla sorgente. Il servizio di corsia, può essere integrato anche con il servizio esterno, similare a quello dei barellieri, con funzione di accompagnamento di anziani e ammalati agli appuntamenti della giornata. I Barellieri e le Sorelle sono tenuti ad indossare sempre la divisa ufficiale dell’associazione, anche quando non sono di turno, proprio perché l’uniforme è segno di appartenenza, di servizio e di riconoscimento; è possibile trovarne disponibili presso la Sottosezione in vendita o a noleggio. Il viaggio Il treno partirà dalla stazione di Modena il giorno 25 in orario ancora da definirsi e arriverà a Lourdes giovedì 26 agosto. Nella quota di partecipazione al pellegrinaggio è tutto compreso, viaggio, pasti, trasferimenti. Il pellegrinaggio inizia alla stazione, entra nel vivo già in treno, con momenti di preghiera, la cappella per l’Adorazione Eucaristica, Gesù ci accompagna per tutto il viaggio, il servizio per i volontari. Esiste anche la possibilità di raggiungere Lourdes in aereo, atterrando all’aeroporto di Tarbes. Il treno ripartirà da Lourdes il 30 agosto per rientrare in Italia il giorno 31. Per conoscere l’associazione UNITALSI e tutti i suoi progetti è possibile consultare il sito www.unitalsi.it. Altri siti utili: www.unitalsiemiliaromagna.it www.lourdes-france.org NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 7 Persone A un anno dalla morte il ricordo del sacerdote che aveva prestato il suo servizio a Gombola • Domenico Cannatà È volato via un anno da quando il buon don Gualtiero Meliconi, parroco di Gombola, ci ha lasciato. Avendo avuto l’onore di essergli amico per più di un ventennio, mi piace ricordarne alcuni tratti caratteristici della sua figura sacerdotale, fedele alla sua missione di parroco per oltre un cinquantennio. Inviato a Gombola dopo qualche anno dall’ordinazione sacerdotale, giovane e creativo, non volle lasciare mai più la sua parrocchia anche se fu attratto da altre sedi più agevoli e più importanti per espansione apostolica. Don Gualtiero fu un gombolese tout court con un forte senso dell’appartenenza al suo popolo. Un’appartenenza sponsale con Gombola, la sua, come ogni buon parroco cura nel proprio territorio per non sentirsi estraneo ad essere insieme uno della famiglia tra Don Gualtiero Meliconi, il parroco che mi piaceva i suoi fedeli. Anche in modo fisico don Meliconi coltivava tale senso di appartenenza al suo popolo di cui decifrava, come diceva don Milani della sua piccola Barbiana, il fiato di ciascun parrocchiano e i rumori che provenivano da ciascuna famiglia. Basti pensare che in più di 50 anni di servizio pastorale egli non si allontanò mai dalla sua parrocchia per le ferie estive (cosa abbastanza rara anche tra il clero). Solo negli ultimi quattro o cinque anni della sua vita si concesse pochi giorni di ferie annuali in compagnia del suo fraterno amico don Franco Mislei. D’ordinario le sue ferie erano lo stare insieme con la sua gente e passare qualche serata in compagnia di confratelli sacerdoti o amici come il sottoscritto in serena armonia. Un altro aspetto del suo ministero sacerdotale era un innato senso dell’accoglienza. Amava più dare che ricevere. Era pro- verbiale la porta eternamente spalancata della sua canonica, pronta ad accogliere tutti in ogni ora della giornata, anche purtroppo qualche potenziale furfante in vena di rubare. E ciò, come potrebbe falsamente credersi, non era frutto di calcoli umani, ma un mezzo che gli consentiva il raggiungimento degli obiettivi pastorali. La generosità, l’amicizia, l’apertura verso tutti gli consentivano di coinvolgere, infatti, nella fede ogni persona della sua parrocchia e di altre. Ogni domenica la sua chiesa accoglieva tanti forestieri che partecipavano alle sacre funzioni, da lui svolte con carisma degno di un santo sacerdote. Le sue omelie, corte, semplici e molto efficaci, erano ogni volta un canto d’amore e di ringraziamento al Signore e ai suoi parrocchiani per la loro fedeltà al dono della fede e la loro perseveranza religiosa. “Grazie, ringrazio” erano le parole maggiormente ricorrenti sulle su labbra. Generosamente ai suoi parrocchiani non fece mai mancare la presenza di un confessore o di un padre predicatore nelle ricorrenze religiose e in occasione dei funerali o matrimoni. Se ne rammaricava anche ad alta voce, lui sempre mite, quando era impossibile averli in parrocchia. Al vertice delle sue cure pastorali c’erano gli anziani e i malati. Li visitava mensilmente nelle varie borgate di Gombola e nei casolari più inaccessibili. Senza mai fretta, sempre paziente, compìto in tutto. Ricordo un Natale. Si era seduti già a tavola e in procinto 1884_Nostro di iniziare il pranzo; mi Tempo avvicinò e con grande delicatezza mi pregò di accompagnarlo con la mia macchina in mon- tagna. Raggiungemmo una sciato sul suo povero divano casa sperduta; c’era un uomo col breviario in mano di ripiuttosto giovane, solo e in torno dalle sue visite agli amgravi condizioni di salute. Egli malati. Davvero esemplare la apparecchiò la tavola, vi mise figura di parroco di don MeliModena_102x132 12-11-2008 16:49 Pagina si cancellerà mai 1 su le vivande, gli fece un bel coni, che non po’ di compagnia e poi con la dalla mia memoria. Fism Modena www.bsgsp.it La scomparsa di Giorgio Caleffi L a morte di Giorgio Caleffi, avvenuta il 2 luglio, ha creato un vuoto nel mondo scolastico modenese. Giorgio per anni ha profuso energie e competenza al settore della scuola dell’infanzia paritaria Fism. Era Presidente della Scuola dell’Infanzia ‘Don Adani’ di Mirandola ed oltre all’impegno per migliorare il servizio educativo della sua scuola ha sempre offerto una valida collaborazione alla Federazione Italiana Scuole Materne (Fism), della quale era tuttora Vicepresidente Provinciale e membro del Consiglio Nazionale. Il Presidente Provinciale ed il Consiglio Direttivo della Fism di Modena, associandosi al dolore della famiglia e della Scuola ‘Don Adani’, ne ricordano la passione educativa e lo spirito di servizio, confermati anche in occasione dell’assemblea dei gestori del 13 maggio scorso, che ha presieduto con il consueto entusiasmo. Le tue radici e il tuo futuro sotto un buon segno. La Regione Emilia-Romagna spegne 40 candeline Richetti ricorda Gorrieri L ’Assemblea legislativa ha celebrato i 40 anni dell’ insediamento del primo Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, in una seduta solenne tenuta a Palazzo Malvezzi, sede di quella prima riunione istituzionale il 13 luglio 1970. Aperta dal presidente dell’Assemblea, Matteo Richetti e chiusa dal presidente della Regione, Vasco Errani, la seduta solenne ha visto tra i protagonisti il primo presidente della Giunta regionale, Guido Fanti, di fronte a una platea di autorità civili, religiose e militari: c’erano anche l’arcivescovo di Bologna card.Carlo Caffarra, accanto al prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia e ai parlamentari ed ex consiglieri regionali Gian Luca Galletti e Pier Luigi Castagnetti. “Guido Fanti e l’allora leader dell’opposizione Ermanno Gorrieri - ha detto il presidente Richetti - hanno costruito la Regione Emilia-Romagna’’. “E questa Regione - ha commentato il presidente Errani - è nata sana’’. Sanità Orari estivi del Cup di Modena R esterà chiuso fino al 28 agosto il Cup di via San Giovanni del Cantone. Sarà invece aperto il Cup del Poliambulatorio di Largo del Pozzo 71/b, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 semplicità di uno che aveva compiuto un dovere se ne tornò con me in canonica. E non indugio qui a ricordare le volte che lo trovai acca- alle 13, lunedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 18 e il sabato dalle 7.30 alle 12. Dal 9 al 13 agosto sarà aperto solo al mattino e chiuso sabato 14 agosto. Per prenotare visite ed esami è possibile recarsi in tutte le farmacie private e comunali oppure chiamare il call center “Tel&prenota”: 848.800.640 da telefono fisso e 059.2025050 da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 13. Le tue radici, il tuo futuro. 8 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Forum Una ‘rete’ per fare cultura Il forum, proposto dalla redazione di Nostro Tempo ha fatto incontrare Carlo Altini, direttore della Fondazione San Carlo; Elena Malaguti, assessore provinciale a cultura e istruzione; padre Lorenzo Prezzi, dehoniano e direttore della rivista ‘Il Regno’; don Gianni Gherardi, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni e la cultura. Un dibattito serrato e aperto, tra dialogo e proposte concrete. E sullo sfondo la necessità di ritrovare luoghi e spazi in cui potersi confrontare davvero • Paolo Seghedoni I nnanzitutto una questione preliminare: come giudicate il livello della proposta, o meglio, della vita culturale modenese. Quali le positività e quali le criticità? Carlo Altini. La mia impressione è che il livello medio sia piuttosto alto, considerando anche le dimensioni di Modena e comparandola con realtà simili. La criticità è che mancano i luoghi, gli strumenti, le persone per fare massa critica: il rischio è di vanificare gli sforzi. In poche parole manca una rete, proprio qui dove si è fatta la fortuna del ‘fare rete’. Non si tratta di teorizzare un ‘Grande fratello’, ma di evitare l’ordine sparso e di far dialogare le istituzioni culturali. Questo non è solo utile, è necessario. Elena Malaguti. La nostra è una realtà ricca per soggetti e tematiche. Come Provincia ci poniamo su un secondo livello, per un coordinamento. Penso alle scuole superiori, ma anche all’ufficio cultura. La Provincia può giocare un ruolo importante di ascolto delle ragioni di tutti; questo un po’ manca e in quanto istituzioni ci poniamo come luogo ideale di incontro proprio in virtù della nostra terzietà. Don Gianni Gherardi. Mi pare ci sia tanto materiale, non so quanto sparso a livello provinciale. In città le proposte sono diverse, però mi sembrano un po’ frammentarie. Anche senza una rete stretta, il rapporto tra i diversi spezzoni è necessario. Modena sconta forse anche il fatto che la Facoltà umanistica è recentissima. Carlo Altini. Ma oggi l’Università sconta problemi diversi, legati principalmente alle risorse, non può essere il luogo di questo dialogo. Padre Lorenzo Prezzi. Le proposte di carattere culturale so- Don Gianni Gherardi no di livello medio/alto, specie in città. I punti critici mi pare facciano riferimento, oltre alla rete di cui si parlava, al fatto che i punti di eccellenza sono scarsi. E l’eccellenza rappresenta un punto chiave su cui far forza, per innalzare in modo complessivo il livello culturale del territorio. Un tempo qualche innovazione di tipo ‘ciappinaro’ era più semplice, oggi vedo maggiore stanchezza di invenzione e meno eccellenze. Da parte nostra dobbiamo chiederci cos’è che possiamo fare come cultura di Chiesa. C’è un radicamento maggiore dell’Istituto di Scienze Religiose e una serie di piccoli luoghi per la diffusione della cultura ecclesiale. Ma bisogna anche dire che un impegno culturale diretto nel- la pastorale, come era stato auspicato al convegno di Verona, non si è verificato. Elena Malaguti. Personalmente provengo dall’Area Nord e non vedo uno sbilanciamento tra Modena e la provincia, mi pare più una percezione dei modenesi. In realtà nei vari distretti c’è una vitalità culturale molto interessante. Sono invece d’accordo sulla stanchezza, che peraltro è diffusa in generale, ma c’è anche un fermento e un desiderio da parte delle persone. L’arricchimento culturale di una comunità è spesso frutto del confronto e dell’integrazione, non sempre facile, tra posizioni anche differenti e a volte distanti: nella realtà modenese esistono secondo voi le condizioni perché avvenga questa opera di mediazione? Cosa serve o cosa servirebbe per questa cultura del confronto? Don Gianni Gherardi. A proposito di questo penso alla scuola e allora torno su questo tema. Un tempo la classe dirigente di Modena proveniva dal Muratori e dal Tassoni, e fuori Modena i luoghi d’eccellenza erano quelli dei seminari di Fiumalbo, di Nonantola e Finale Emilia. Elena Malaguti. Credo si possa dire che oggi, nella scuola, il dinamismo è inversamente proporzionale alla distanza dal centro, questo anche a causa degli investimenti in cultura delle famiglie stesse. Avere vicino tanti luoghi d’interesse porta a una mentalità più legata al consumo e a una maggiore sedentarietà culturale. Don Gianni Gherardi. Sempre riguardo alla scuola è bene citare l’intuizione felice del Fermi, una scelta davvero profetica per il livello alto di istruzione e per aver messo in luce gli ambiti dell’elettronica e della chimica. Questa scuola ha dato una prospettiva a tanti ragazzi. Ancora, a proposito di luoghi di cultura, è bene citare i musei, compresi quelli più recenti e tematici, e la rete delle biblitoteche. Elena Malaguti. In effetti la rete dei musei lavora bene, penso al progetto ‘Musei da gustare’ che propone percorsi tematici e territoriali. I musei sono sempre più interattivi, mentre non dimentichiamo che Modena è l’unica realtà ad avere la rete delle biblioteche, il Cedoc. Carlo Altini. Metto un altro elemento che serve alla cultura del confronto, il livello di partecipazione alle iniziative, ovvero se si tratti di una partecipazione attiva o passiva, direi televisiva. La partecipazione attiva va promossa, altrimenti siamo al modello delle tv. E poi bisogna considerare come la nostra formazione sia troppo specializzata: è necessario ricostruire quello che chiamerei ‘uomo totale’; alla formazione tecnica va aggiunta quella alla cittadinanza, ad esempio. In questo senso parlavo di spinta a fare ‘massa critica’, ovvero a ricercare la rete, per far toccare mondi che sono troppo separati. Allora partecipazione attiva e formazione ampia, dall’individuo alla persona. Una cosa sul discorso che si faceva prima a proposito dell’eccellenza: credo si debba Carlo Altini fare attenzione all’ideologia dell’eccellenza. Nell’università questa ha fatto sì che ci siano cinque o sei atenei eccellenti, deprivando il resto. Sono perplesso di fronte alle torri d’avorio delle eccellenze, svincolate dalla realtà. Don Gianni Gherardi. La maggior parte dei figli di ami- ci studiano all’estero. Questo dato indica una valorizzazione, ma anche un vero e proprio esodo incontrollabile dall’Italia. Padre Lorenzo Prezzi. Resto convinto che senza eccellenza non ci sia crescita culturale, non dobbiamo avere paura di chiedere tanto, di chiedere l’eccellenza. Oltre a questo, come criterio ulteriore, quello dell’internazionalità. Che i nostri ragazzi vadano all’estero e che stranieri vengano qui è sano, condivisibile e necessario. Non si tratta di una fuga, ma è chiaro che questi flussi vanno guidati. Farne a meno, però, sarebbe un vero suicidio. E poi bisogna saper intercettare i flussi anche di stampo economico, penso alla moda a Milano: c’è qualcosa di più etereo e vanesio della moda? Eppure si tratta di un comparto importante. Ancora, sempre riguardo agli immigrati, occorre saperli valorizzare e chiederci cosa ci aspettiamo da loro, specie dai giovani. L’integrazione, certo, ma c’è di più. Infine la questione della tensione morale che la fine delle ideologie rischia di far cadere. Questo non è un elemento positivo, la crescita non può essere solo consumo e individualismo, per questo la questione morale è una questione vera e il venire meno di una esperienza interiore di coerenza e rigore è un dato molto negativo. Sempre in tema di confronto, questa volta tra culture diverse: fino a pochi decenni fa anche solo parlare di multiculturalità a Modena avrebbe potuto creare incomprensioni o fraintendimenti. Le nuove presenze di cittadini fanno oggi in modo che non si possa più eludere il tema della convivenza di culture diverse. Quali le vie da seguire per un incontro proficuo? Ancora: il livello culturale di una comunità si misura solamente con l’affluenza alle mostre, la partecipazione alle iniziative e il coinvolgimento su progetti rivolti magari a target ben definiti oppure anche con altri parametri? Padre Lorenzo Prezzi. La domanda che dobbiamo farci è: cosa succede alla fede cristiana di fronte a questi cambiamenti epocali? Le risposte rischiano di essere da una parte la difesa identitaria che vede l’altro come un nemico, e dall’altra l’opposto, ovvero non fare distinzioni e vedere anche la mia fede come relativa per poter vivere insieme agli altri. Bisogna invece prendere sul serio le diversità religiose e come Chiesa potremmo operare una forma di rappresentanza delle altre religioni, per facilitare l’introduzione delle altre fedi nel contesto occidentale e democratico e far sì che queste fedi diventino feconde qui. Non saremo meno cristiani a causa del dialogo sincero con le altre religioni. Don Gianni Gherardi. Segnalo due proposte in questo ambito. Il libro dell’assistente nazionale della Fuci, Armando Matteo ‘Davanti alla prima generazione incredula’ e la ‘Lettera ai cercatori di Dio’ scritta dalla Cei. Si tratta di un tentativo interessante. Padre Lorenzo Prezzi. Il multiculturalismo, in realtà, è una coperta troppo facilmente NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 9 Forum spostabile. Questo vale a livello religioso, ma anche civile. Elena Malaguti. Sicuramente la dimensione della fede, della fiducia e del credere, è determinante e se ne percepisce il bisogno, anche al di là della questione spirituale. Affidare a un Altro, o ad altri da sé il futuro è importante e per questo è necessario battere la diffidenza. Da un autentico dialogo tra le religioni può emergere una nuova civiltà per contaminazione, penso alla cultura ellenistica. L’ a r r i c c h i m e n t o culturale non significa certo rinunciare alle radici, anzi la dimensione della fede è necessaria, specie per i giovani. In fondo si tratta dell’idea stessa del senso. Carlo Altini. Quello che emerge è una attenzione allo spazio comune, al confronto e dimostra la vitalità del territorio. Ma questi grandi problemi non possiamo certamente risolverli qui a Modena. Oggi lo spazio è quello delle immagini, della televisione. Dobbiamo tornare a riflettere sulle ragioni del nostro stare insieme, ad esempio l’Unione Europea non può ridursi alle sole risorse materiali. E’ vero che spostiamo piccole gocce, ma ognuno deve rendersi responsabili di questo cambiamento. La responsabilità è sempre anche individuale. Padre Lorenzo Prezzi. Lo scivolamento verso l’immagine c’è. Mi viene in mente il fatto che i primi cristiani contestavano il teatro e gli attori, ma non si trattava di una questione legata alla morale, bensì alla ‘falsa verità’ del teatro che veniva presa come vera. Oggi questo accade con la televisione. Ma vengo alla seconda parte della domanda e ai casi concreti di eventi cul- Elena Malaguti turali a Modena: il Polo della Cultura al Sant’Agostino, il Festival Filosofia, l’Ateneo… sono luoghi reali, anche se diversi, di alimentazione culturale con capacità di futuro diverse (ovviamente più stabili l’Università e il Polo Culturale rispetto al Festival), ma comunque apprezzabili. Elena Malaguti. A proposito di casi concreti mi viene in mente il progetto della Fondazione San Carlo e della Provincia che ha come obiettivo il far dialogare i vari soggetti culturali presenti a Modena, al di là del Festival della Filosofia che è un evento molto importante, ma che, quindi, dura alcuni giorni. L’idea nasce da un progetto già attuato Carlo Altini dalla Fondazione San Carlo, nelle scuole, sulla democrazia. Questo modo di relazionarsi, che passa anche dalla produ- zione di materiali da parte dei ragazzi con il coinvolgimento di Emilia Romagna Teatro e dell’Università, è molto interessante. Il prossimo anno scolastico partiremo con il tema della Costituzione utilizzando un sistema di rete, in streaming, per arrivare ai ragazzi, ma anche ad altre generazioni, penso ai genitori stessi. La rete delle biblioteche, col Cedoc, sarà utilizzata come luogo pubblico e terminali della circolazione di idee. La cultura è anche formazione e necessita di tempi e strumenti certi. Carlo Altini. L’idea è di far partecipare attivamente chi va a vedere le conferenze. Chiediamo interventi, distribuiamo materiale e lasciamo piena autonomia alle scuole e ai professori: ognuno sceglierà il proprio percorso, ma l’importante sarà farlo sul lungo periodo, attraverso il lavoro quotidiano. I ragazzi interessati sono sostanzialmente quelli dalla terza alla quinta superiore, che entrano in contatto anche con un pubblico diverso, di universitari o altro ancora e che, discutendo, contribuiscono a una riflessione comune. L’obiettivo è di andare verso una partecipazione attiva e di non considerare la cultura come consumo. Un’ultima domanda. Siamo all’interno di un dibattito promosso dal settimanale cattolico modenese: secondo voi in quali termini si pone o si può porre l’apporto della Chiesa locale nella definizione di un più ampio discorso culturale a Modena? Padre Lorenzo Prezzi. La comunità ecclesiale vive le malattie di tutti, ma ha un patrimonio invidiabile di tradizione e di qualità morale da valorizzare: è importante sottolineare la centralità della cultura cristiana e della questione morale all’interno del dibattito pubblico. Andando nel concreto penso alle esperienze delle chiese aperte nei Paesi del Nord Europa in cui tanti eventi vengono realizzati in collaborazione con le chiese, specie quelle storiche. Qui a Modena ricordo appena l’esperienza della mostra su Mazzoni e Begarelli e poco altro. Altro esempio è quello di promuovere forme di dibattito pubblico, ad esempio attraverso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, all’interno del normale dibattito nel territorio. La fede cristiana ha in sé questo compito di confronto con la razionalità, basta pensare a Papa Benedetto, un compito a cui non può rinunciare. Forse altre fedi sono esterne questo contesto razionale, il cristianesimo però non può porsi al di fuori. Questo per dire che la fede soffrirebbe di un abbassamento culturale complessivo. Carlo Altini. Mi augurerei che la Chiesa modenese trovasse le ragioni per diventare davvero uno spazio di dialogo e confronto. Ne avrebbe l’autorità morale, ma soprattutto è l’istituzione meno toccata dalla crisi delle ideologie e potrebbe diventare uno spazio in cui poter discutere, senza aver paura del confronto. Elena Malaguti. Esempi concreti ce ne sono anche fuori diocesi (ad esempio a Carpi) e le chiese aperte potrebbero essere una buona idea, un momento anche di apertura e scambio. Come provincia ci stiamo impegnando, anche attraverso percorsi culturali che toccano le varie pievi, con una circolarità tra chiese e luoghi laici. Tornando al punto toccato da Altini, credo che la Chiesa di Modena possa dare un contributo importante e senza timori su etica, valori, spiritualità, in modo aperto per contribuire a una ricerca che è comunque presente. La ricerca della verità affascina l’uomo di tutti i tempi, la discussione di questi temi richiedono la voce e il protagonismo della Chiesa. “Investiamo in cultura” Intervista ad Andrea Landi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena L a Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha tra i suoi scopi quello di promuovere attività culturali, in particolare attraverso la conservazione, il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico, storicoculturale ed ambientale del territorio. Certamente. L’impegno della Fondazione in quest’ambito è prioritario e le risorse stanziate sono significative. Basti ricordare che, nell’ultimo triennio 2007-2009, per finanziare restauri e interventi edilizi a favore del patrimonio storico sono stati impiegati il 40% dei fondi complessivamente disponibili nel settore culturale. Tra i progetti sostenuti ci sono opere fondamentali, come i restauri della torre Ghirlandina e del Duomo, gli interventi mirati a realizzare nuove biblioteche, come Villa Boschetti a San Cesario e Villa Giacobazzi a Sassuolo, i cantieri riferiti a importanti chiese del territorio, tra i quali ricordiamo San Francesco e San Bartolomeo nel centro storico di Modena e la chiesa della Natività di Maria Santissima a Magreta. L’impegno si estende ad altri immobili da rendere fruibili a nuovi usi civili, a cominciare dalla grande operazione di riqualificazione dell’ex ospedale Sant’Agostino, che vede la Fondazione coinvolta direttamente in un progetto condiviso con il Ministero dei Beni Culturali e il Comune di Modena. É bene ricordare che questi interventi di restauro dei beni artistici e architettonici possono contribuire alla valorizzazione del territorio anche in funzione dello sviluppo del turismo culturale. A metà giugno è stato illustrato il progetto per la realizzazione del nuovo Polo della Cultura modenese al S.Agostino; l’impressione, però, è che non servano solo muri e strutture, per quanto griffate, per creare cultura: cosa altro serve? Il progetto di riqualificazione dell’ex ospedale va ben oltre il tema del ripristino architettonico degli spazi, peraltro necessario per un loro futuro utilizzo, ma si distingue in primo luogo per i contenuti, dai quali si è partiti prima ancora di assegnare la progettazione. Già nel novembre 2007, infatti, la Fondazione, il Ministero dei Beni Culturali e il Comune di Modena hanno sottoscritto un protocollo d’intesa in cui si definiva come prioritario il tema del trasferimento della Biblioteca Estense e della Biblioteca Poletti all’interno del nuovo polo culturale, così da garantire un’opportunità di rilancio a queste istituzioni e consentire lo sviluppo di un polo librario dotato di strutture di eccellenza per la ricerca umanistica e la valorizzazione del patrimonio. Il lavoro successivamente svolto in forma condivisa dalle istituzioni ha consentito poi di mettere a fuoco le destinazioni future del complesso: oltre al polo bibliotecario, un’ampia sede espositiva, un centro per la fotografia e per l’immagine, un centro linguistico e per l’internazionalizzazione, una foresteria, servizi collaterali, attività commerciali e di servizio. Il progetto è molto ambizioso e pensiamo possa costituire una grande occasione per il nostro territorio. E’ stata presentata da pochi giorni la decima edizione di Festival Filosofa, da anni portato (ed esportato anche all’estero) come esempio di divulgazione popolare della cultura alta che scende in piazza, tra la gente. E i numeri delle precedenti edizioni sembrano confermare la validità di questo modello. Qual è il vostro giudizio su iniziative come Andrea Landi questa? La Fondazione ha dimostrato di credere nel Festival Filosofia: lo ha sostenuto sin dalla prima edizione ed è stato tra i promotori del nuovo Consorzio costituitosi nel 2009. Le risorse che destiniamo alla manifestazione sono rilevanti. A prescindere dal dato incoraggiante delle presenze, il festival gioca un ruolo importante dal punto di vista formativo e della sperimentazione di nuove modalità di trasmissione della conoscenza. É in grado di coinvolgere anche il pubblico dei giovani e degli studenti: a questo tema la Fondazione è tradizionalmente molto sensibile. La manifestazione evidenzia inoltre l’affiatamento e la stretta collaborazione tra le istituzioni locali, fattori che hanno consentito al festival di mantenersi radicato al territorio e di superare perfino tentativi di sovrapposizione o imitazione da parte di altre città. La Chiesa locale che apporto può dare in questo ambito? La Chiesa è un interlocutore importante e può apportare un suo contributo specifico al dibattito sulla cultura, soprattutto se si considera la ricchezza dell’associazionismo di area cattolica che, a livello locale, si esprime in una varietà di ambiti e interessa moltissimi settori della cultura, dal volontariato allo sport, dalla cooperazione internazionale al tempo libero. Il fenomeno dell’associazionismo è un patrimonio di grande valore, un capitale per la coesione del territorio. 10 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 dalla Città Stati generali: incontro con i rappresentanti dei parroci Il confronto sui progetti per la città che cambia I l sindaco Giorgio Pighi ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti dei parroci mo- denesi e il vicario generale mons. Losavio per la presentazione del progetto “Effetto Modena. Pensieri sulla città che cambia”. Il primo cittadino ha riferito sui tratti generali del progetto Effetto Modena e sui punti principali di discussione rispetto ai contenuti delle quattro aree individuate dal percorso degli stati generali: stato sociale e sostenibilità; sviluppo e lavoro; urbanistica e spostamento della linea storica della ferrovia; coesione sociale e immigrazione. I presenti hanno sottolineato l’importanza dei temi proposti alla discus- sione e dai parroci è venuta la richiesta di riconvocare l’incontro per la seconda metà di settembre al fine di consentire una presenza più estesa dei rappresentanti delle parrocchie (in questo periodo impegnati nei campi estivi) e per esaminare con maggiore attenzione le proposte formulate dall’amministrazione comunale. Il sindaco ha accolto la richiesta “quale sbocco naturale del confronto che si svilupperà nelle prossime settimane e che, ovviamente, riprenderà e troverà la sua prima conclusione subito dopo la pausa estiva”. L’incontro si è svolto a Villa di Corletto in occasione dell’Assemblea annuale della Compagnia delle Opere Oltre 300 imprenditori per l’incontro con Oscar Giannino • Maria Elena Mele N onostante diversi fattori di deficit competitivo l’Italia mostra, in questo particolare momento, una crescita nel settore manifatturiero pari a quello della Germania che è il più alto in Europa”. E’ una delle risposte che Oscar Giannino, giornalista ed economista, ha dato agli oltre 300 imprenditori associati alla Compagnia delle Opere Emilia intervenuti all’Assemblea annuale dei soci che si è svolta nella splendida cornice di Villa al Corletto. “Questa crescita, inaspettata e discordante rispetto ai fattori competitivi, ha sottolineato “ Giannino, la si può ricondurre alla diffusa imprenditorialità che caratterizza gli italiani e la storia del nostro paese ha già dimostrato, soprattutto tra il 19461960 d’aver la capacità di ripresa economica anche in condizioni sfavorevoli e avverse”. Stimolato dai tanti interventi, Giannino ha trattato temi di stretta attualità: dalla manovra economica alle problematiche che gli imprenditori incontrano investendo sia sul mercato nazionale che internazionale, ma anche temi legati alla finanza, al sistema bancario e allo stato sociale. Dai dati e dal quadro, ben delineato, da Oscar Giannino si capisce che la condizione attuale porta a navigare a vista come C F • f.r. ino a venerdì 30 luglio sarà possibile consegnare progetti per attività in ambito socio-assistenziale per la richiesta di contributi, presso l’Ufficio area Integrazione Sociale, in via Borghi 25, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30 e giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17.30. L’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Modena mette a disposizione complessivamente 15 mila euro a favore di progetti di solidarietà e di assistenza alle fasce deboli della popolazione. I progetti che potranno ricevere contributi possono riguardare interventi di prevenzione, promozione, informazione, volti a diffondere uno spirito di solidarietà, intercultura e integrazione sociale, ad esclusione di attività per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti, e le aree di competenza di altri settori del Comune. Il bando è aperto a gruppi, associazioni di volontariato e di promozione sociale no profit; i progetti presentati devono essere iniziati, in corso, o completati nel 2010. Andranno indicati la qualificazione del soggetto richiedente e il numero d’iscrizione al registro comunale, le finalità, i destinatari e le modalità operative del progetto, l’ammontare del contributo richiesto all’Amministrazione, e l’eventuale presenza di altre forme di sostegno al progetto. Per informazioni e per la modulistica: tel. 059 2033220, 0592033239, cinzia.baraldi@comune. modena.it; www.comune.modena.it. La Provincia promuove percorsi formativi per la reintegrazione nel mondo del lavoro • f.r. necessità in una economia che è cambiata in modo repentino e irreversibile. La condizione per non essere sopraffatti dagli eventi è di non essere soli, ma avere una compa- gnia, un’amicizia operativa, come la Compagnia delle Opere, con la quale attraverso il dialogo e il confronto, una persona può trovare, continuamente, conferma sul prossimo passo da fare. Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo festa della madonna del Carmelo nella parrocchia cittadina di San Biagio: il 13, 14 e 15 luglio alle ore 9 ed alle ore 18.30 la S. Messa, alle ore 18 Contributi economici per i progetti socio-assistenziali Formazione per le categorie deboli San Biagio, chiesa della Beata Vergine Annunziata omincia dal prossimo 13 luglio la preparazione delle Il Comune di Modena mette a disposizione 15 mila euro: scade il 30 luglio il termine per presentare la domanda il Rosario. Venerdì 16 luglio, giorno della celebrazione, alle ore 9 preghiera di Lodi e S. Messa; alle ore 18 il Rosario, alle 18.30 preghiera del Vespro e S. Messa. Alle ore 21, nel chiostro accanto alla chiesa, il concerto del gruppo a plettro “A. Malagoli”. T ra luglio e settembre sono attivi percorsi formativi per l’inserimento al lavoro promossi dalla Provincia di Modena con il primo bando 2010 e finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, per un totale di 1 milione e 800 mila euro. I destinatari sono 580, di cui circa 400 disoccupati, suddivisi tra tecnici di produzione industriale, operatori dell’agroalimentare e dei servizi, progettisti, lavorazioni in carrozzeria, magazzino merci e ristorazione e posatori di piastrelle ceramiche rivolti a disoccupati e lavoratori in cassa integrazione. Rivolti in modo particolare ai giovani, sono invece sette percorsi di formazione superiore per ottenere la qualifica professionale regionale in tecnico delle vendite nel settore biomedicale, amministrazione e controllo di gestione, automazione industriale, logistica, settore abbigliamento e tecnico delle luci e del suono. Inoltre, sono attivi corsi regionali per istruzione e formazione tecnica superiore, automazione industriale, progettazione Cad e tessile-abbigliamento, e undici corsi di trecento ore per persone che possiedono già conoscenze nel settore meccanico, edile, alimentare ed energetico. Altri percorsi formativi sono attivi per persone disabili e per persone in condizioni particolari di svantaggio. Come spiega Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e al lavoro, si tratta di percorsi che tendono a formare professionalità richieste dal mercato per coinvolgere disoccupati e categorie svantaggiate in questo momento di crisi. NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 11 dalla Pianura Nella tre giorni da sabato 24 a lunedì 26 luglio la città dell’Abazzia ospiterà la 17^ edizione della Fiera dell’allevamento e dell’agricoltura, con un’anteprima ricca di concerti nelle settimana precedente • luca beltrami L a musica popolare sarà il tema forte della Fiera dell’allevamento e dell’agricoltura di Nonantola, giunta quest’anno alla 17^ edizione. A partire da sabato 17 luglio, il Komitato Radioattiva presenterà un’anteprima, con tante proposte al giardino Perla Verde. Nonantola, la fiera di luglio tra musica e spettacoli Sabato alle 21.30 i Cefra, gruppo musicale nonantolano, apriranno la Fiera, mentre domenica 18 luglio sempre alle 21.30 è in programma una serata danzante con balli anni ’60, ’70 e ’80 con il gruppo New Condor. Lunedì 19 dalle 21.30 saliranno sul palco gli Skambisti, mentre i Nessuna pretesa e gli Ecos saranno protagonisti rispettivamente nelle serate di martedì e mercoledì. Giovedì 22 luglio musiche latine con la School Dance Puerto Rico. Tra le novità di questa edizione, due mostre a cura dell’archivio storico del Comune, la prima dedicata al celebre locale nonantolano Belfiore (da diversi anni noto con Vox) Mirandola Porta Castello rinasce grazie al Lions Club • Andrea Smerieri L o scorso 18 giugno, su invito del presidente del Lions Club de L’Aquila, il dottor Giulio Mancinelli, il past president del Lions Club di Mirandola, dottor Nunzio Borelli, è stato ospite del club abruzzese. Borelli ha ricambiato così la visita del 15 aprile 2009, quando, a pochi giorni dal terribile terremoto, primi in Italia, il club modenese invitò Mancinelli a raccontare e condividere il terribile momento che la sua terra stava vivendo. Nel corso di quella serata, alla quale erano presenti anche alcuni amici del Lions Club di Carpi, fu raccolta una discreta somma di denaro che fu consegnata nelle mani di Mancinelli. Ad oltre un anno dal terribile sisma, tempo utilizzato per l’emergenza, tanto ancora resta da fare e i nostri contributi verranno utilizzati congiuntamente ad altri per restaurare uno dei simboli più cari della città: Porta Castello. E’ stato infatti stipulato un accordo fra le autorità responsabili della ricostruzione, comprensivo della progettazione e dell’esecuzione del restauro, per il quale figurerà in evidenza una targa che riporterà la dicitura “Restauro realizzato ad opera del Lions Club dell’Aquila”, così quando fra alcuni anni si passerà dal capoluogo abruzzese si potrà dire che un pezzo della Porta Castello esiste anche grazie alla generosità dei soci del Lions Club di Mirandola. e allestita presso la Sala delle Colonne, la seconda nella Torre dei Bolognesi, dedicata alla storia del ballo di coppia a Nonantola. Le altre mostre allestite per l’occasione saranno quella di pittura e scultura a cura dell’associazione ricreativa e culturale “La clessidra” e del gruppo NonantolaArt in piazza Caduti Partigiani e riciclARTE, vetrina della sostenibilità, al centro ambientale di piazza Liberazione, con distribuzione gratuita del kit risparmio energia. Un’ altra novità dell’edizione 2010 è il mercatino dell’antiquariato, che si aggiunge a quello artistico creativo, alle bancarelle degli ambulanti e al luna park, che rimarranno aperti durante tutto il periodo della Fiera. L’inaugurazione ufficiale della Fiera sarà sabato 24 luglio in piazza Alessandrini a partire dalle ore 18.45, alla presenza del sindaco di Nonantola Pier Paolo Borsari e di altre autorità. Nella stessa giornata al parco della Pace proseguirà la mostra di animali da cortile cominciata il giorno precedente, mentre in piazza Liberazione ci sarà la sfida di ballo liscio tradizionale tra le orchestre “Valla & Scurati” e “L’usignolo”. Ricco sarà anche il programma della giornata di dome- nica 25 luglio. Si partirà alle 10 con la tradizionale sfilata di carrozze e cavalli, con partenza da piazza Alessandrini, nel pomeriggio alle 17.30 “la Sgambeda” delle otto contrade di Nonantola, disfida a cavallo tra le frazioni di Campazzo, La Grande, Casette, Via Larga, Redù, Rubbiara, Bagazzano e del centro. Dalle 18 in piazza Liberazione torna “Una piazza per balera”, tre ore di musica e balli con il coro “Al tursein”, l’orchestra “La rumorosa” e gli insegnanti di strumenti popolari delle Officine Musicali, la scuola di musica di Nonantola. Il musical “Urinetown”, storia di corruzione e amore riguardante temi attuali quali la privatizzazione dell’acqua, animerà la serata al giardino Perla Verde, a partire dalle ore 21.30. Alla stessa ora, ma in piazza Liberazione, concerto di musica popolare con i Vizonto, celebre gruppo ungherese che coinvolgerà tutto il pubblico presente con polke, mazurke e altre musiche tradizionali. Lunedì 26 luglio sarà l’ultimo giorno di Fiera e la chiusura sarà affidata alle chitarre di Alberto Radius e Ricky Portera, in concerto al giardino Perla Verde dalle ore 21.30. Il sipario si chiuderà alle 23.30 con lo spettacolo di fuochi artificiali al parco della Pace. Villanova Don Goffredo, prete generoso con la passione della bici • Franco Mantovi A conclusione della messa comunitaria, domenica 11 luglio a Villanova è stato pubblicamente ricordato don Goffredo Polacchini a quasi otto lustri dalla scomparsa, avvenuta per una caduta dalle scale del Policlinico dove, ultraottantenne, si era recato in bicicletta (sua grande passione fin da giovane) per assistere un paesano. Prete dal 1912 e subito cappellano a Finale Emilia, don Polacchini è stato in seguito richiamato al fronte nella grande guerra sul Piave come “infermiere ciclista”. Terminato il conflitto rientrò nel modenese e fu inviato quale aiuto parroco a Formigine fino al 1938, quando il vescovo cappuccino mons. Bussolari lo designò prevosto di Villanova, sulle rive del Secchia. Qui portò a conclusione la grande chiesa neoromanica di San Bartolomeo, progettata dall’architetto Giuseppe Tubini e, nell’ultimo dopoguerra, la scuola materna, poi sede dagli anni ‘80 del “Museo dei presepi d’arte” raccolti da don Sesto Serri. Il canonico Polacchini fu per tanti anni molto richiesto come confessore e per le benedizioni liturgiche come esorcista. Ogni lunedì celebrava nella chiesa comunale del Voto in città (raggiunta sempre in sella alla sua bicicletta), oltre che a Villanova, dove durante il conflitto bellico degli anni ‘40 aveva dato ospitalità e nascosto in canonica ed altrove ebrei e repubblichini, a rischio in più occasioni della sua stessa vita. Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - [email protected] Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Francesca Rossi, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, don Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Enrico Artioli, Annalucia Berardi, mons. Augusto Bergamini, Domenico Cannatà, Gianni Borsa, Francesco Gherardi, Giacomo Gullo, Carla Kubler, Franco Mantovi, don Nardo Masetti, Francesca Mussati, Maria Elena Mele, Francesca Rossi, Andrea Smerieri Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2700 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento fino a dicembre 2010 Ordinario: 15 € - Sostenitore: 80 € Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 - Nostro Tempo - casella postale 357 Modena 3 - Presso la Diocesi: via Sant’Eufemia, 13 Modena (Ufficio Stampa) - Presso la Galleria Incontro Dehoniana: c.so Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni: tel. 059 2133867 il lunedì e il giovedì ore 9-12 [email protected] Pubblicità Contattare MediaMo tel 059/350269 - [email protected] 12 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Vignola. Un’operatrice a disposizione del cittadino straniero U no “Sportello Amico’ con personale multilingue: questa la novità dell’ufficio postale di Vignola, che ha inserito, tra i propri dipendenti, un’ope- dalla Pedemontana Al via lo sportello multilingue ratrice, Ilham El Haitar, che, attraverso la conoscenza di più lingue, facilita la comunicazione con la clientela straniera che spesso vive situazioni di forte disagio per la difficoltà a trasmettere le proprie esigenze. Il personale impiegato, che presenta una spiccata capacità di espressione e scrittura nella lingua di competenza, viene individuato tenendo conto della provenienza e della concentrazione di etnie straniere nelle diverse aree territoriali ed è formato preventivamente da Poste Italiane. In particolare l’operatrice multilingue applicata nell’ufficio postale di Vignola parla prevalentemente l’arabo, l’inglese e il francese e la sua attività consiste nel garantire al cittadino immigrato i seguenti servizi: trasferimen- to fondi, PostePay Twin, PosteMobile, accettazione corrispondenza e spedizioni nazionali ed internazionali, accettazione pratiche per la richiesta e il rinnovo dei permessi di soggiorno. Savignano In bici for Africa 2010 Modena Medina: multiculturalità al centro In gara per la solidarietà M odena Medina fa tappa a Savignano sul Panaro. Domenica 18 luglio si terrà infatti una giornata all’insegna della multiculturalità che avrà inizio alle 17.30 con lo spettacolo di burattini ‘Biancaneve africana’, a cura della compagnia Gran teatro dei burattini. Dalle 18.30 si terrà un laboratorio per bambini realizzato da Aaron e i suoi amici, volontari del Ghana. A cura della comunità ghanese saranno anche i balli e le percussioni a partire dalle 19. Alle 20 buffet etnico a cura delle associazioni di volontariato e delle comunità di stranieri di Savignano mentre dalle 20.30 bile comprare prodotti artigianali a cura delle comunità straniere di Savignano e delle associazioni di volontariato savignanesi. La comunità marocchina eseguirà tatuaggi all’hennè mentre quella ghanese sarà a disposizione per acconciature e treccine. Nel corso di tutta la giornata sarà possibile inoltre comprare libri a cura della libreria per ragazzi Castello di Carta e prodotti del commercio equo-solidale a cumusica cubana e balli di gruppo. ra dell’associazione Overseas Durante la giornata sarà possi- di Spilamberto. D omenica 18 luglio si terrà la 15^ edizione di ‘In bici for Africa’, la manifestazione cicloturistica di solidarietà aperta a tutti, il cui ricavato andrà interamente a finanziare i progetti di volontariato internazionale a cui collaborano attivamente i ciclisti Lauro Magno (del G.S Sassolese) ed Enzo Galavotti (del G.S Cicloamatori M.T.B. Mirandola) e al progetto Itapirapuà in Brasile, cui collabora la Uisp provinciale di Modena. Ci si potrà iscrivere con una quota di 1,50 € (sono gradite comunque offerte) dalle 7.30 alle 10.30 a Mirandola (presso il centro commerciale Le Terrazze), a Magreta (nel piazzale della chiesa) e a Serramazzoni (in piazza, presso la fontana ‘dei ciclisti’). Saranno predisposti, presso i luoghi di iscrizione, dei punti ristoro offerti dal supermercato Sigma ‘Le Terrazze’. A tutti i gruppi e le società iscritte con almeno 5 partecipanti sarà assegnata una premiazione simbolica costituita da prodotti dell’artigianato missionario. I premi saranno consegnati in occasione del cicloraduno Ferrari a Maranello il 15 agosto. In caso di maltempo la manifestazione è rinviata a sabato 24 luglio. Per informazioni: Lauro Magni 338.5005781 –Walter Gualtieri 368.669535 - Luciano Lugli 348.7042854. Levizzano Rangone Cinemusicarte D omenica 25 luglio la suggestiva cornice del castello di Levizzano Rangone ospiterà la rassegna Cinemusicarte. A partire dalle 20 prenderà il via una serata tutta all’insegna del cinema, dell’arte e della musica: alle 20 è in programma la performance di Erik e Claudio Galloni, in collaborazione con la consulta giovani dell’Unione Terre di Castelli. Alle 21.30 il concerto del Domme Acoustic Duo e dei ‘Il cespuglio del riccio’. Alle 21.30 la proiezione di cortometraggi d’autore. A chiudere la serata il concerto degli Ex Presidenti, la celebre surf-punk band modenese. Dalle 20 l’apertura del bar nel cortile del castello, in collaborazione con il pub L’artista. A cura di Nuovi assetti e grandi progetti della nuova segreteria Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel. 059/890846 Fax 059/828456 • Francesco Gherardi N el breve giro di due settimane, il Consiglio della Lega FNP dei nove comuni della Bassa ha dovuto procedere per due volte alla nomina del Segretario di Lega. L’otto giugno fu infatti eletto Luigi Belluzzi, succeduto a Gabriele Reggiani; il Consiglio Direttivo FNP, a seguito dell’azzeramento e quindi del riassetto della Segreteria Provinciale, ha successivamente eletto Luigi Belluzzi componente di quest’ultima e, per ragioni d’incompatibilità statutarie, sono state presentate dal neo segretario provinciale, le dimissioni dal precedente incarico. Nella seduta del 23 giugno 2010, il Consiglio di Lega dell’Area Nord ha proceduto quindi alla sua sostituzione eleggendo Alvezio Ferrarini nuovo Segretario. La nuova Segreteria di Lega è composta, oltre che da Ferrarini, anche da Gian Carlo Parmigiani (segretario organizzativo) e Mario Manca (segretario amministrativo). Il Consiglio di Lega ha anche approvato, nella medesima seduta, un ambizioso progetto di iniziative e attività finalizzate a un rapporto comunicativo sempre più stretto con gli iscritti per informarli ed ascoltarli. In questo senso è stata programmata per il mese di settembre la Festa della Cisl Area Nord; altrettanto importante è stata l’approvazione dell’organizzazione del primo corso di formazione per l’uso del computer rivolto sia agli operatori sindacali dei nove comuni, sia agli iscritti interessati. Si è deciso inoltre di organizzare il servizio accoglienza installando il bancone-reception nell’ingresso della sede di via Bernardi 19, lasciando in questo modo libero l’attuale Ufficio FNP per le attività degli operatori Adiconsum, Etsi, Sicet e per ricevere gli iscritti, garantendo in questo modo il rispetto della privacy. Lo staff degli operatori della Lega è formato da: Giorgio Goldoni (Adiconsum – Mirandola tel. 053521259 – San Felice tel. 053584105), Reggiani Gabriele (sociosanitario e componente del comitato consuntivo misto per il controllo e il miglioramento della qualità nei servizi sanitari), Riccardo Reggiani (San Martino Spino), Costantina Reggiani (coordinamento femminile), Maria Rosa Salvi (Finale Emilia Tel. 053590901), Franco Pollastri (San Felice tel. 053584105). Per la consulenza è opportuno prenotare telefonando allo 0535 21259; per comunicare via fax il numero è 0535 21233. NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 13 dall’Appennino Il decano della politica pavullese racconta il periodo eroico del sindacalismo nel Frignano • giancarlo cappellini I l sessantesimo compleanno della Cisl fa riaffiorare aneddoti, episodi e il ricordo di I 60 anni della Cisl nei ricordi di Antonio Parenti tante persone, uomini e donne, che si sono impegnati affinché i diritti dei lavoratori fossero riconosciuti, anche in un territorio difficile come la montagna. Ne parliamo con Antonio Parenti, memoria storica di tante vicende umane e politi- che di Pavullo e del Frignano (ancor oggi è assessore), il quale ripercorre gli anni eroici del sindacalismo in montagna, dai primi passi della Cisl, fino alla sua affermazione La nascita. “Tutto inizia - ricorda - da una scissione. Era il 1948. La Torna il tradizionale appuntamento promosso da Lapam Incontri per fare cultura C ultura come una delle chiavi per valorizzare il territorio e per dare maggiore visibilità all’ area dell’Appennino modenese. Così Erio Munari, presidente generale Lapam, ha definito il ciclo di incontri con l’autore in programma questa estate nei maggiori centri della montagna e organizzati dalla federazione di associazioni modenese. Questi incontri, a cura di Roberto Armenia, sono ormai un appuntamento tradizionale dell’estate modenese e per l’11° anno consecutivo animeranno le serate in Appennino, con il duplice obiettivo di so- Montecenere ricorda i suoi feudatari • Francesco Gherardi N ell’anno 1512, mentre le soldatesche spagnole e pontificie occupavano il Frignano, Camilla Montecuccoli, privata della protezione del marito e del figlio, imprigionati dal nemico, si rinchiuse con pochi uomini fedeli nella torre di Montecenere. La moglie del più importante feudatario estense del Frignano doveva apparire una facile preda agli occhi degli spagnoli e dei nemici della famiglia Montecuccoli; così, circondato il borgo fortificato, essi decisero di passare all’azione, attaccando la possente torre di pietra che lo difendeva. Mal gliene incolse: Camilla si dimostrò ben altro che una dama spaventata dal clamore delle armi e, con l’aiuto dei suoi militi, non solo resistette all’assedio, ma seppe incutere il terrore tra le fila nemiche facendo precipitare dall’alta torre e sfracellare al suolo quanti capitavano nelle mani dei difensori. La torre dei Montecuccoli a Montecenere, che i secoli di incuria precedenti al recente restau- stenere le imprese turistiche e non della montagna e dare spazio alla cultura, strumento fondamentale per la crescita delle imprese nonostante un periodo di crisi che limita le risorse a disposizione. La prima serata del ciclo sarà giovedì 15 luglio a Sestola, con Francesco Guccini che presenterà la biografia “Non so che viso avesse” in piazza Vittoria alle ore 18. Il secondo appuntamento è in calendario venerdì 23 luglio a Pavullo, dove alle 21 lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet parlerà dei suoi ultimi lavori editoriali, “Sull’amore” e “Sfamiglia”. Sabato 24 luglio il Castello di Sestola sarà la cornice d’eccezione dell’incontro con Sergio Zavoli. L’attuale presidente di vigilanza Rai verrà intervistato a partire dalle ore 18 da Roberto Armenia su temi relativi alla comunicazione e alla società. Gli ultimi due appuntamenti saranno a Fanano il 1° agosto, con Alberto Angela che presenterà alle 21 al Palaghiaccio il suo saggio best-seller “Una giornata nell’antica Roma”, nell’unico incontro in Italia di questa estate, mentre lunedì 2 agosto alle 21 piazza Tasso di Serramazzoni ospiterà Vittorio Sgarbi, che intratterrà i presenti con la presentazione dei suoi libri “L’Italia delle meraviglie” e la biografia di Caravaggio. La Torre in festa ro hanno purtroppo ridotto ad una più modesta mole, sarà teatro anche quest’anno della manifestazione “La Torre in festa”, giunta oramai alla XIII edizione. L’antico simbolo di guerra e di dominio dei tempi feudali diventa così l’occasione per far festa insieme e per valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico di una terra ancora poco conosciuta come il Frignano, dove la storia ha lasciato numerose tracce del suo passaggio. Sono tracce discrete, che richiedono talvolta una paziente esplorazione del territorio per essere riconosciute. Per questo, nella mattinata di sabato 17 luglio, i soci Cai di Lama Mocogno offriranno la possibilità di conoscere luoghi suggestivi della nostra montagna con un’escursione guidata che, partendo alle 7.30 dal parcheggio di Montecenere, raggiungerà l’antica podesteria di Brandola con il suo castello e i suoi bagni ed il Ponte del Diavolo. Nel pomeriggio, alle 17.30, la torre di Montecenere vedrà l‘inaugurazione della mostra di pittura “Antologica di Massimo Mazzieri dal 1986 ad oggi”, mentre alle 21 le vie del borgo risuoneranno di musica eseguita dal vivo. La festa culminerà nel pomeriggio di domenica 18. quando, dopo spettacoli di giocoleria e mangiafuoco pensati soprattutto per i più piccini, alle 18.30 il pubblico incontrerà una comitiva di dame e cavalieri, che si fermeranno ai piedi dell’antica torre per gustare un vero banchetto rinascimentale al calar del sole. “Le Donne, i Cavalier, l’Arme e gli Amori: danze, duelli di spada e parola, giocoleria…”: questo il titolo dello spettacolo che concluderà la XII edizione de “La Torre in festa” alle 21. I figuranti si esibiranno in una rievocazione storica a cura della “Società dei Vai” e del Gruppo storico “Corte dei Montecuccoli”, che da anni si dedica a rinverdire gli antichi fasti del Frignano. componente cattolica di Cgil, in contrasto con una visione troppo massimalista della società, simile a quella del Pci, si staccò, aggiungendo una L alla sigla, una lettera che significava “libera”. Nel 1950 il sindacato prese il nome attuale”. I primi passi e le persone. “In montagna, in poco tempo - rammenta Parenti - nacquero in tutti i comuni, le unioni sindacali comunali, guidate da persone che ancor oggi ricordo con affetto e gratitudine come Remo Stradi, che fu segretario di zona e di Pavullo; Giovanni Vecchi di Polinago; Dante Varianti di Lama Mocogno; Teofilo Benassi di Riolunato e Francesco Barraccani di Serra. In seguito, io stesso fui nominato prima segretario di Serra, poi, il 4 aprile del ’59, di Pavullo”. Il ruolo. “La Cisl, spesso contro, e qualche volta a fianco della Cgil, ebbe un ruolo determinante per il miglioramento sociale del Frignano. Negli anni ’50 e ’60, non c’era certo lo sviluppo industriale e artigianale che viviamo oggi. Iniziavano, tuttavia, a prendere corpo le prime aziende di una certa consistenza, come la ceramica Campanella, per i lavoratori della quale, nel 1964, riuscimmo a ottenere il primo accordo aziendale, che riconosceva l’indennità di produzione. Negli anni successivi raggiungemmo altri successi, come l’ottenimento della pianta organica per i lavoratori dell’ospedale di Pavullo e l’estensione della cassa speciale degli autoferrotranvieri per i dipendenti dell’impresa Macchia, che allora gestiva le autolinee in montagna, che permetteva di ottenere una pensione maggiorata. In agricoltura ricordo il lavoro fatto per l’estensione degli acquedotti ed elettrodotti rurali in tante zone disagiate”. Non solo sindacato. “La Cisl, nel Frignano “ha dato le gambe” a numerose altre associazioni, come l’Unione Cooperative, lo Ial e i centri di assistenza tecnica. Tenne anche a battesimo la Libera Associazione degli Artigiani Modenesi, che poi si trasformò in quella che oggi è la Lapam e il patronato Inas, del quale ricordo due grandi figure di donna come Lidia Ferrari e Grazia Rossi”. La Cisl e la politica. “In quegli anni, tanto diversi da quelli di oggi, il sindacato era molto forte, in Appennino, nella tradizione della cosiddetta “Montagna bianca”, contrapposta alla pianura rossa. La Cisl, tuttavia, si è sempre distinta per una linea il più possibile autonoma verso i partiti”. Gli aneddoti. “Due, in particolare. Quando portavamo le mondariso dal Frignano nelle risaie del vercellese, del novarese e del pavese e quando portavamo le lavoratrici a raccogliere i gelsomini nei dintorni di Nizza. A quei tempi erano viaggi tremendi”. Il rimpianto. “Purtroppo conclude Parenti - tutta la documentazione storica delle unioni comunali è stata distrutta, nel 1966, da un improvvido funzionario. È un vero peccato, era la storia di tutto quello che il sindacato ha fatto per la montagna. Una storia che rivendico oggi con orgoglio e con gratitudine verso chi si è impegnato a fondo per scriverla”. Gombola Sagra della Madonna del Carmelo V enerdì 16 e domenica 18 luglio Gombola festeggia la sua santa protettrice, la Madonna del Carmelo. Il venerdì alle 18 don Martino celebra la santa messa, come da tradizione, nell’antico oratorio del Carmine situato nel vecchio borgo al Castello di Gombola. La celebrazione sarà solennizzata dalla presenza del Coro San Michele Arcangelo. Alle 21 si terrà un concerto nella chiesa parrocchiale di San Michele con l’ottetto vocale “I solisti della Marca”, all’organo Filippo Sorcinelli. Seguirà un rinfresco con torte e vino nel piazzale della chiesa. Domenica 18, alle 9, la festa prende il via con una solenne processione con il Santissimo Sacramento accompagnata dal corpo bandistico “Città di Pavullo” e dalla “Corale di Gombola”. Dall’oratorio del Carmine, la processione si snoderà lungo la via del Castello e dopo aver attraversato tutto il paese, arriverà nel piazzale della chiesa. Alle 10 verrà celebrata la santa messa nel corso della quale i bambini della parrocchia riceveranno il sacramento della Prima Comunione. Nel pomeriggio, alle 17, recita dei Vespri e adorazione del Santissimo Sacramento e al termine verrà aperto lo stand gastronomico con crescentine, polenta con ragù e cinghiale e borlenghi. Ci saranno inoltre giochi, una pesca con tanti premi, una lotteria in cui verrà sorteggiato un viaggio in Sardegna e il tutto sarà accompagnato da un gruppo musicale. 14 NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Brevi dalle zone Insieme per aiutare chi soffre A Serramazzoni l’esperienza dell’Avap coinvolge circa 150 volontari, sempre vicino a chi ha bisogno • Annalucia Berardi L ’Avap, associazione volontari assistenza pubblica è presente a Serramazzoni dal 1982 all’inizio furono solo pochi volontari a dedicare parte del loro tempo agli altri. Oggi questa grande e importante famiglia è composta invece da 150 persone. Si basa sulla gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo e sul divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci. Attraverso piccole e grandi iniziative questi angeli del soccorso garantiscono agli ammalati e a chi ne ha bisogno la possibilità di avere aiuto e conforto. I servizi erogati dall’ Avap sono infatti: fornitura servizi ad aziende Asl, ai Co- muni, a privati; pronto soccorso sanitario; Protezione civile. “Il riscontro sul territorio è sicuramente positivo - ha dichiarato un cittadino - encomiabile è l’attività e il servizio che offrono. Sa cosa le dico? Che l’Avap a Serramazzoni rappresenta un patrimonio importantissimo. I volontari sono sempre attivi e presenti intervenendo tempestivamente la dove c’è bisogno”. Fa eco una signora che afferma: “Non ci stancheremo di ringraziare queste persone che pur avendo un lavoro e una famiglia riescono comunque a dedicare parte del loro tempo ai meno fortunati o a chi necessita di soccorso. Ci sentiamo più sicuri sapendo che ci sono loro, visto che il presidio ospedaliero più vicino è a Pavullo. Posso aggiungere che sono ben coordinati e organizzati l’unione è la loro forza. Grazie ragazzi continuate cosi”. Infatti sono preparati e aggiornati. Il vicepresidente dell’Associazione Stefano Righi ha spiegato che durante l’anno partecipano a corsi di formazione di primo intervento e di soccorso avanzato. L’equipaggio per le uscite di emergenza deve esser composto da minimo due volontari guidati da un leader capace di guidare le manovre da effettuare: tutti per uno uno per tutti dunque. In questi giorni si è svolta come da calendario anche la tradizionale ‘Festa Sociale’ dell’Avap. Festa che oltre che ad essere un momento di aggregazione e socializzazione vuole essere un monito, un appello a tutti i cittadini giovani e meno giovani affinchè mettano a disposizione un po’ del loro tempo per questa importantissima missione a servizio della collettività. Per chiudere un appello: “ Hai bisogno di noi... Noi abbiamo bisogno di te”. Bologna, Villa Pallavicini Emil Banca, la festa del socio Q uasi tremila persone hanno partecipato alla Festa del Socio 2010 di Emil Banca, che si è svolta domenica 4 luglio nel parco di Villa Pallavicini a Borgo Panigale (Bologna). L’evento è stato caratterizzato da tornei di calcetto e briscola, esibizioni di cabarettisti come Enrico Bertolino (nella foto), concerti musicali (tra i quali quello di Silvia Mezzanotte), degustazioni di prodotti tipici del territorio e una cena nel parco. Durante la serata sono stati premiati i soci pionieri; i riconoscimenti sono andati alle 21 persone che fanno parte della compagine sociale di Emil Banca da quaranta anni. Sono stati premiati anche gli studenti (soci o figli di soci) che si sono diplomati o laureati con il massimo dei voti; ai tredici diplomati è stato consegnato un libretto di deposito al risparmio con 500 euro di premio, ai 38 laureati un libretto con 500 euro e 200 euro in quote sociali di Emil Banca. Ricordiamo che Emil Banca è una banca di credito cooperativo nata dalla fusione di tredici ex Casse Rurali della provincia di Bologna, alcune delle quali più che centenarie; l’istituto, che ha cinquanta filiali, opera anche su Modena e Ferrara. Attualmente i soci sono oltre 18 mila. Biglietterie aperte anche in luglio e agosto A CURA DI A Modena, Finale Emilia, Mirandola, Maranello, Pavullo, Vignola e Correggio le rivendite aziendali non chiudono per ferie N ei mesi di luglio e agosto sono diverse le biglietterie ATCM che non effettueranno alcun periodo di chiusura, consentendo così agli utenti che ne avessero bisogno di svolgere tutte le operazioni (rinnovi, ricariche, nuove sottoscrizioni) relative agli abbonamenti al servizio di trasporto pub- blico. Le biglietterie che resteranno sempre a disposizione della clientela sono quelle di: Modena Autostazione, Modena Piazzale Manzoni (presso la stazione ferroviaria della linea Modena-Sassuolo), Finale Emilia, Mirandola, Maranello, Pavullo, Vignola e Correggio. Resteranno invece chiuse, con le modalità di seguito indicate, queste biglietterie: Modena Piazza Dante dal 1 luglio al 31 agosto; Sassuolo Autostazione dal 15 luglio al 25 agosto (per l’acquisto dei biglietti è possibile rivolgersi al Bar Terminal); Carpi Autostazione dal 19 luglio al 8 agosto; Castelfranco dal 1 al 15 agosto. In agosto a Modena l’orario è ridotto Su tutte le linee urbane i passaggi dei bus avverranno con frequenza minore D al 2 agosto al 28 agosto compresi, sul servizio urbano di Modena sarà in vigore l’orario ridotto. Le frequenze di passaggio degli autobus saranno le seguenti. Linea 7: 15 minuti; linee 1 e 4: 20 minuti; linee 2; 3; 5; 6; 8; 9; 10; 11; 12; 13 e 14: 30 minuti; linee 2A; 3A e 14A: 60 minuti; linee 5A; 9A e 10A: 60 minuti nelle fasce di punta (nelle altre fasce orarie è attivo il servizio Prontobus). L’orario pieno tornerà in vigore il 14 settembre. Qualità e Ambiente, ATCM ancora promossa Rinnovate a pieni voti le certificazioni UNI EN ISO A nche per il 2010 si sono concluse con esito ampiamente positivo le consuete visite di controllo in ATCM da parte degli ispettori di Certiquality, il principale istituto italiano di certificazione della qualità nei processi gestionali delle aziende. Come già successo nel 2008 e nel 2009, anche quest’anno il percorso di verifica si è concluso con esito positivo e senza che sia stata rilevata nessuna procedura “non conforme”. Di nuovo un percorso netto, dunque: una conferma importante che testimonia il buon lavoro svolto da tutto il personale dell’azienda. ATCM detiene attualmente due certificazioni: quella di Qualità propriamente detta (UNI EN ISO 9001:2000, rilasciata nel 2003 e rinnovata annualmente) e quella Ambiente (UNI EN ISO 14001:2004, conseguita nel 2005 e rinnovata nel 2008 per tre anni). La certificazione di Qualità è stata quindi rinnovata per la settima volta, mentre per la certificazione Ambiente si è trattato di un check-up periodico (tecnicamente definita “visita di sorveglianza”). Il rapporto dei tecnici di Certiquality evidenza risultati lusinghieri, in particolare, per quanto attiene alla formazione del personale, attività alla quale viene dedicato ogni anno un quantitativo di ore superiore a quello stabilito dal contratto di servizio. NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 15 Sport-Csi Il Centro Sportivo Italiano di Modena, in collaborazione con quello di Carpi, ha presentato la riqualificazione del centro sportivo parrocchiale di Mirandola. Un vero e proprio ‘progetto pilota’ anche per le comunità parrocchiali della nostra diocesi Lo sport a servizio dell’educazione • Marco Costanzini U n progetto che sarà realizzato a Mirandola ma che, in realtà, vuole rappresentare un progetto pilota per le realtà parrocchiali della nostra diocesi. Il Csi delle diocesi di Modena e Carpi ha infatti presentato la riqualificazione del centro sportivo parrocchiale, situato in via Posta a Mirandola. Dopo il saluto di Matteo Richetti, presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, e gli interventi di don Carlo Truzzi, parroco di Mirandola, Maino Benatti, sindaco, Enrico Dotti, vice-sindaco e assessore allo sport, e Cosimo Quarta, segretario della Fondazione Cassa di Risparmio di Mi- Stefano Gobbi randola, è toccato al Csi (Comitati di Modena e Carpi) e all’ingegner Luciano Rizzi, amministratore delegato di Costruire in Project, illustrare il progetto in tutti i suoi dettagli. Il ruolo del Csi. La riqualificazione del centro sportivo di Mirandola non rappresenta un’iniziativa isolata. Rientra infatti nel progetto ‘DiocesiCsi’ fortemente voluto, promosso e sviluppato dal Csi negli ultimi anni: un progetto illustrato anche lo scorso dicembre ad Assisi, nel corso del Meeting nazionale Csi, dal presidente del Comitato di Modena, Stefano Gobbi. Proprio Gobbi ha spiegato il ruolo del Centro Sportivo nella progettualità della riqualificazione dei luoghi aggregativi: “Il Csi si pone come interlocutore della diocesi – in questo caso di Carpi, ma ovviamente con la possibilità di farlo per quella di Modena-Nonantola – con un obiettivo fondamentale: quello di essere un’associazione a servizio di tutta la provincia e dei suoi cittadini per restituire ai luoghi di aggregazione un significato importante, ricreando quella progettualità che, nel dopoguerra, ha portato anche alla nascita e allo sviluppo del Centro Sportivo Italiano. I nuovi luoghi di aggregazione devono avere la funzione di ritrovo per le persone, devono essere ambienti nei quali instaurare relazioni ma anche dove, attraverso la pratica sportiva, venga data un’opp o r tunità di educazione, crescita e benessere per ciascuna persona. Questi luoghi, però, non devono intendersi come alternativi alle realtà sportive e parrocchiali già esistenti: sono infatti da ritenere com- plementari, dal momento che aiutano queste realtà a promuovere meglio le proprie attività. L’intento non è dunque no modenese. Terzo ambito caro al Csi è la “rete”, cioè la costruzione di modelli aggregativi/educativi come, ad cammina… per tutta la vita è lo slogan che accompagna questo progetto e che spiega alla perfezione la conce- quello di costruire un nuovo luogo di aggregazione fine a se stesso, ma di ampliare un’offerta che potrà poi essere approfondita all’interno delle realtà già esistenti: è questo il tema trainante che dà il ‘la’ ad un percorso che porta al progetto di riqualificazione di luoghi aggregativi. Mirandola potrà diventare una struttura ‘pilota’, un esempio a disposizione di tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola e della diocesi di Carpi alle quali il Csi si vuole rivolgersi proponendo un determinato tipo di interventi: prima di tutto la formazione, necessaria per garantire persone qualificate, efficienza, qualità e contenuti educativi ad un luogo di aggregazione; in secondo luogo la riqualificazione, ovvero la disponibilità del Csi Modena a realizzare progetti con le parrocchie per migliorare e potenziare le proprie attività e i propri spazi. Un buon esempio in questo senso sono i circoli culturali-sportiviparrocchiali del Csi nati negli ultimi anni in diverse realtà, in molti casi nell’Appenni- esempio, la rete dei centri estivi parrocchiali, la rete dei progetti-scuola o la rete di servizi per i ragazzi diversamente abili. La collaborazione con le parrocchie per rispondere ad esigenze singole può diventare un’opportunità per una più ampia realizzazione di un progetto, per un servizio migliore e a costi più bassi e per un reperimento di maggiori risorse. Insomma, lavorare in rete, per il Csi Modena e per le realtà parrocchiali, significa poter offrire risposte più facili e sostenibili alle persone”. Movimento-gioco-sport. E’ proprio questa la linea guida del progetto di una comunità attiva – quello di riqualificazione del centro sportivo parrocchiale di Mirandola – che si propone di promuovere nella popolazione l’attività fisica per la salute e la vita attiva, di far crescere l’attività fisica nei gruppi di popolazione che richiedono particolare attenzione, di incentivare la coesione sociale e di ridurre il rischio di malattie croniche e la loro conseguente ricaduta economica. Pedala, nuota e zione della ristrutturazione e riqualificazione dell’oratorio mirandolese. Attualmente il centro sportivo è costituito da una pista anulare per l’atletica leggera, un campo all’aperto da beach volley, un centro calcio con 3 campi (dei quali uno solo grande e di buona qualità), un campo all’aperto da calcetto in sintetico e un centro tennis costituito da 2 campi all’aperto e due coperti. Nel progetto realizzato da Csi e Costruire in Project la grande novità è rappresentata dalla stazione del movimento, un insieme di percorsi circolari, brevi e ripetitivi, protetti e recintati, per il pedala, corri e cammina (i cosiddetti binari della stazione) a cielo aperto e in sicurezza. Il progetto prevede poi il potenziamento dei parcheggi interni, un campo da calcetto (ricopribile), un campo da calcio a 11 illuminato, una palestra per il progetto movimento, un bar-ristoro, 2 campi da tennis coperti e due all’aperto ricopribili, un campo da beach e una casa colonica ideale per i gruppi scout. NostroTempo Domenica 18 luglio 2010 Cultura Appuntamenti Sei giovani artiste premiate dalla Fondazione Fotografia Le opere delle vincitrici dei bandi Special Italia e Special Emilia Romagna saranno esposte nel marzo 2011 H anno partecipato oltre 100 candidati da tutta la regione e da tutta Italia ai bandi di concorso Special Emilia Romagna (per giovani tra i 18 e i 30 anni residenti nel territorio regionale) e Special Italia (per artisti tra i 20 e i 35 anni residenti in Italia), promossi da Fondazione Fotografia, successivamente ridotti a una rosa di 15 finalisti, le cui opere sono state in mostra all’ex ospedale Sant’Agostino di Modena fino a lunedì scorso. Lo scopo dei bandi era di individuare le opere di giovani artisti che andranno a far parte Sabato 17 luglio inizia l’11^ edizione Al via la Settimana Matildica a Frassinoro della collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Le sei vincitrici di Special Emilia Romagna e di Special Italia sono Margherita Cesaretti (Special Italia), Serena Clessi (Special Italia), Valentina Lapolla (Special Italia), Nadia Pugliese (Special Ita- P rende il via sabato 17 luglio l’undicesima edizione della Settimana matildica di Frassinoro, il tradizionale appuntamento che rievoca battaglie, mercati, musiche del periodo Medioevale, e che vede in programma anche numerose conferenze dedicate alle vicende avvenute intorno all’Abbazia fondata nel 1701 da Matilde di Canossa. La manifestazione quest’anno è dedicata ai “venerabili abati del monastero”, ed è promossa dal Comune di Frassinoro, in collaborazione con la Provincia di Modena e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna. La realizzazione è curata dal Consorzio europeo rievocazioni storiche e dall’associazione Musica officinalis. Per info: Comune di Frassinoro, 053 6971811; Unione dei Comuni Valli Dolo Dragone e Secchia, 053 6962727; [email protected] Fino al 30 luglio all’Archivio storico La Modena dell’800 tra musica e teatro Zocca: i mercoledì al Museo del Castagno F ino al 30 luglio è possibile visitare la mostra “Suonare, cantare, ballare… uno spaccato della società modenese dalle carte dell’Archivio storico comunale”, presso l’Archivio storico di Modena in viale Vittorio Veneto 5. L’esposizione presenta Modena dal periodo della Restaurazione fino alla fine della dinastia austro-estense, mostrando in particolare l’attività teatrale e concertistica in relazione con gli avvenimenti politici dell’epoca, tra feste da ballo e rappresentazioni al Te- Prosegue ScArTinello D opo il successo dei primi due appuntamenti del 30 giugno e del 14 luglio, prosegue ScArTinello, la rassegna artistico-gastronomica che anima i mercoledì sera all’interno dell’anfiteatro naturale del Museo del Castagno di Monte San Giacomo. La compagnia degli ImpertinentiItineranti, promossa dall’associazione Zocca C’è, vi invita nel suo “paese dei balocchi” fatto di buona musica ed esposizioni artistiche (fatte con materiali di recupero), il tutto accompagnato da prodotti biologici ed enogastronomici tipici del territorio. Lo stand enograstronomico aprirà alle 19.30 e i concerti inizieranno alle 21.30. Mercoledì 21 luglio l’appuntamento è con il trio acustico Magnani-MercourisSehtl e mercoledì 28 i Flexus presenteranno il loro nuovo album. Le serate di ScArTinello si confermano la soluzione ideale per chi cerca un po’ di tregua dal clima torrido della città: buona musica live, prodotti biologici ed equosolidali insieme alla migliore cucina zocchese, il tutto da assaporare nel clima fiabesco del Museo del Castagno. O F F E RTA lia), Cristina Panicali (Special Emilia Romagna) e Angelica Porrari (Special Emilia Romagna). Le opere vincitrici saranno esposte al pubblico in occasione della mostra Quattro, in programma per marzo 2011 presso l’ex ospedale Sant’Agostino. esclusiva atro Comunale, la cui attuale sede fu inaugurata nel 1841 con “Adelaide di Borgogna alla corte di Canossa”, le cui partiture musicali sono presenti all’interno della mostra. I documenti esposti, che descrivono la città attraverso il teatro e la musica, vanno dal 1816 fino al 1860, primo anniversario della guerra di indipendenza e avvio del processo di unificazione italiana. La mostra “Suonare, cantare, ballare…” rimarrà aperta al pubblico fino al 30 luglio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12. Per info: 059 2033454. In un video la mostra “Darwin: Modena e 200 anni di evoluzione” E ’ possibile acquistare, al costo di dieci euro, il video accompagnato da un cd multimediale realizzato dalla Società dei Naturalisti e Matematici di Modena sul tema “Evoluzione”, contenente pannelli e oggetti esposti nella mostra “Darwin: Modena e 200 anni di evoluzione”. Per informazioni e per prenotarne una o più copie: contattare la Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, tel. 059 2055195; 059 2055839; [email protected] Per tutto il mese di agosto I Giovedì al Giardino Ducale G iovedì 5 agosto prende il via la 13° Edizione della rassegna estiva di concerti al Giardino Ducale, che proseguirà per tutto il mese. Il primo appuntamento è con “Solisti all’opera”, con Stefano Maffizzoni al flauto, Riccardo Malfatto al violino, Ludovico Armellini al violoncelli e Lorella Ruffin al pianoforte. Si prosegue giovedì’ 12 agosto con “Duo Novecento”, formato da Giuseppe Canone alla fisarmonica e Ilaria Schenetti al pianoforte; giovedì 19 è il turno del “Kaleido Trio”, composto da Tito Ciccarese al flauto, Raffaele Bertolini al clarinetto e Gianni Fassetta alla fisarmonica. A conclusione dell’edizione, giovedì 26 agosto “Magnasco Movie Quartet” con Gianluca Campi, campione del mondo di fisarmonica, Andrea Gardella, clarinetto e Alessandro Magnasco al pianoforte. 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Società dei Naturalisti e Matematici di Modena 6 16