n. 129 settembre 2007 distribuzione gratuita
il mensile del vivere naturale
il piano s/regolatore
friulano: istruzioni per l’uso
il sindacato ai tempi del precario
sardon(ic) day
APPUNTAMENTI DI settembre
’
ENZO ZIGLIO
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Questo numero di Konrad è
dedicato alla memoria di Bruno
Trentin, scomparso il 23 agosto.
Nel 1944 giovanissimo partigiano
con le formazioni di Giustizia e Libertà, negli
anni Settanta segretario dei metalmeccanici
FIOM, poi segretario generale della
CGIL: uomo di rara audacia intellettuale e
sindacalista unitario e coraggioso.
Questo giornale è stato realizzato da un gruppo di
esseri umani non infallibili, che cercano di scoprire
cosa è successo nel mondo, spesso interrogando
altre persone che a volte sono riluttanti a parlare,
a volte oppongono un deciso ostruzionismo e in
altre occasioni parlano troppo.
I costi di Konrad sono interamente ricoperti dagli
annunci e dalle inserzioni esplicitamente pubblicitarie.
Ma la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la
redazione (direttore compreso) non collaborasse
gratuitamente.
n. 129 settembre 2007
SOMMARIO
4 Il piano s/regolatore
6 Perplessità (o peggio)
su una Legge Regionale
7 Friulano: istruzioni per l’uso
8 Il sindacato ai tempi del precario
10Sardon(ic) Day
11Da Lisbona per amore
12L’alfabeto ebraico
13Libri
1450 anni dopo Umberto Saba
15A vànvera
16Bambini depressi
1730 anni di boicottaggio alla Nestlé
18Due film a confronto
19Teatri di confine
20Denaro e dintorni
21Michele Crismani
22I cereali della salute
23Stra-Falcioni
24Brevi
27Appuntamenti di settembre
Mensile di informazione
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Direttore responsabile
Luciano Comida
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Hanno collaborato:
Susanna Berginc
Giacomo e Nadia Bo
Barbara Cantalino
Davide Casali
Walter Chiereghin
Michele Colucci
Stefano Crisafulli
Agnese Ermacora
Giovanna Falcioni
Valerio Fiandra
Petra Kobau
Davide Laugelli
Alessandro Lombardo
Liviana Poropat
Dario Predonzan
Gianni Ursini
Editoriale
Si fa un gran parlare di tasse. E quasi sempre a sproposito:
motociclisti evasori che in televisione dicono quello che gli pare
senza nessun contraddittorio giornalistico, demagoghi che incitano
allo sciopero fiscale, opinionisti e autorevoli dirigenti nazionali che
insinuano l’idea eversiva delle “imposte giuste o ingiuste”. Ad esempio
il cardinal Bertone Segretario di Stato Vaticano o il presidente degli
industriali di Federmeccanica Calearo, secondo i quali le tasse vanno
pagate ma solo se sono “eque” (Ma chi decide se sono tali? In base
a quali criteri?). Insomma, impazza una gran confusione. Mentre
andrebbero ribaditi alcuni semplici concetti. Il primo: le leggi fiscali
approvate dal Parlamento e dai Consigli degli Enti territoriali sono
“giuste”, e dunque vanno applicate, finchè non vengono modificate da
un’altra legge. Secondo: l’ingannevole slogan “meno tasse per tutti”
caro alla destra di tutto il mondo significa in realtà “meno tasse per i
ricchi e meno stato sociale per tutti”. Terzo: gli Stati Uniti hanno una
pressione fiscale inferiore al 30% del Pil, una spesa sociale inferiore al
20% e dunque uno Stato sociale (dalla sanità alle pensioni, dai diritti
di maternità all’istruzione pubblica) ridotto al lumicino. Quarto: i paesi
scandinavi hanno una pressione fiscale attorno al 50% e una spesa
sociale superiore al 40%. Di conseguenza garantiscono ai cittadini
un sistema pubblico di grande livello. Quinto: in Italia è fondamentale
ridurre gli sprechi dei servizi pubblici e i costi più assurdi della politica.
Sesto: va ridotta in modo radicale l’evasione fiscale, che in Italia è a
livelli intollerabili e scandalosi. Settimo: il fisco deve saper distinguere
con flessibile intelligenza tra chi evade con sistematica premeditazione
e chi invece ha commesso errori formali. Ottavo: nel contempo è
altrettanto fondamentale far capire agli italiani che senza le tasse
non possono esistere servizi pubblici efficienti per tutti i cittadini, in
particolare per quelli meno ricchi.
Luciano Comida
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Foto di copertina:
Alex Cibin
Grafica e stampa:
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il piano s/regolatore
A Trieste continuano a prevalere gli interessi
della speculazione immobiliare
Consiglio comunale pochi giorni
prima del voto sulle direttive - e di
salita Contovello, ma addirittura quelli
soltanto presentati, purché dotati di
parere favorevole della Commissione
edilizia (la quale è di fatto controllata
dagli ordini professionali: architetti,
ingegneri, geometri, ecc.). La
salvaguardia nelle zone di maggior
pregio paesaggistico ed ambientale
è in definitiva, assurdamente, minore
rispetto ad altre zone ad alta densità
edilizia del centro città. In queste
ultime potranno comunque proseguire
indisturbati anche interventi di grandi
dimensioni, sul tipo di quelli previsti
nel comprensorio ex Fiat di Campo
Marzio.
Nulla di preciso dicono le direttive
sul destino delle aree dismesse
o di prossima dismissione, quali
le caserme di via Rossetti, l’area
dell’Ospedale infantile, quella della
Fiera campionaria, quella tra l’ex
mercato ortofrutticolo e la stazione di
Campo Marzio, ecc. Per queste aree,
strategiche per il futuro della città,
WWF e Italia Nostra avevano chiesto
una destinazione che privilegiasse
l’insediamento di strutture scientifiche
la vignetta di Colucci
Alla fine di luglio il Consiglio comunale
di Trieste ha votato la delibera con le
direttive per l’attesa variante al piano
regolatore
Malgrado la volontà dichiarata da
quasi tutte le forze politiche, di porre
rimedio agli errori ed agli scempi
consentiti dal piano regolatore
del 1997, le direttive approvate
prefigurano delle modifiche “di
minima”, che non incidono sulle
maggiori criticità dello strumento
urbanistico vigente. Sono assai
blande, per esempio, le misure di
salvaguardia previste, che riguardano
oltre tutto solo poche zone della città e
del territorio.
Non saranno riviste, infatti, le zone
turistiche – cioè la costruzione di
nuovi alberghi, ristoranti, ecc. - e
quelle produttive (capannoni ad uso
commerciale, artigianale, ecc.),
disseminate dal piano vigente sulla
fascia costiera e sull’altopiano carsico,
né si fermeranno la gran parte delle
villettizzazioni sulla costa, poiché
sono esclusi dalla salvaguardia non
soltanto i piani particolareggiati
approvati ed adottati, come quelli
di Cedassammare – approvato dal
Konrad
settembre 2007
“Per un pugno di cemento”
e di ricerca, istituti scolastici ed
edilizia sociale (ATER), in base a piani
particolareggiati di iniziativa pubblica.
Analogamente, gli ambientalisti
avevano chiesto di sottoporre a piano
particolareggiato unitario tutte le Rive
- dalla Sacchetta al Porto Vecchio
incluso - per evitare i rischi di un
“bricolage” urbanistico, come quello
che di fatto si sta attuando mediante
una serie di interventi scoordinati
e casuali, ispirati ora da interessi
privati, ora da confuse iniziative di enti
pubblici (come la tragicomica vicenda
del centro congressi, tra le tante, sta a
dimostrare).
Se su tutto ciò, e su altro, la delibera
di direttive tace, nulla dirà anche la
variante che ora dovrà essere redatta.
La politica urbanistica dei prossimi
anni sarà perciò pesantemente
condizionata dall’assenza di una
strategia chiara per il futuro della città,
che non sia quella della sostanziale
conservazione dello statu quo.
Ha certamente prevalso, nel
determinare le scelte del Consiglio
comunale, il “terrore delle
salvaguardie”, identificato – grazie
al terrorismo psicologico esercitato
dalle lobby legate al mondo delle
costruzioni - come un freno allo
sviluppo della città. Quasi che lo
sviluppo si misuri soltanto in termini
di metri cubi edificati e fatturato del
settore edile. E’ del resto istruttivo
come si sia arrivati al voto sulle
delibera di direttive. Già in un incontro
pubblico, organizzato alla metà di
luglio dal capigruppo della Casa delle
Libertà, era emersa la radicale ostilità
dei costruttori e dell’ordine degli
architetti non soltanto verso le norme
di salvaguardia, ma anche verso
l’idea stessa di una variante al piano
regolatore. Ostilità ribadita con gli
interventi sulla stampa dei presidenti
dell’ordine degli architetti e dell’ordine
degli ingegneri (senza che alcun
iscritto a questi ordini si dissociasse:
chi tace acconsente?). Dulcis in fundo,
alla seduta del Consiglio comunale i
costruttori mandavano a presenziare
tra il pubblico una ventina di
dipendenti, che esibivano una vistosa
t-shirt della “Cassa edile”.
Tanto è bastato. Respinti gli
emendamenti dell’opposizione,
ritenuti “talebani” dalla maggioranza
e suscettibili di “bloccare lo sviluppo
della città”, la delibera veniva votata
dalla sola CdL (l’opposizione era
intanto uscita dall’aula per protesta).
Gli interessi che ruotano intorno
al mondo delle costruzioni e della
speculazione immobiliare, avevano
vinto un altra volta.
Anche il piano regolatore del ’97,
per esplicita dichiarazione dell’allora
sindaco Illy, era stato infatti redatto
con lo scopo di “rilanciare l’edilizia”.
E per maggior sicurezza, la sua
BENé: IL BENESSERE
HA LA SUA FIERA
approvazione e gestione erano state affidate
ad assessori (Cervesi e Barduzzi) espressione
di quel mondo. Non è certo un caso se tutti i
maggiori interventi edilizi attuati di recente o di
prossima attuazione a Trieste, portano la firma
dell’ing. Cervesi (dal complesso nell’area ex Fiat,
a quello dell’ex ospedale della “Maddalena”, alle
dodici nuove ville previste in salita Contovello,
ecc.). Un piano, in definitiva, che ha prodotto
soprattutto ville per i ricchi e lucrosi affari per
gli speculatori immobiliari, ma non ha neppure
provato ad affrontare le vere emergenze del
territorio (drammatica carenza di edilizia sociale,
mancanza di vera tutela per l’ambiente naturale
ed il paesaggio, congestione e inquinamento nel
centro città, ecc.).
Con le direttive per la variante, dunque, quasi
nulla cambierà, malgrado le sparate del sindaco
Dipiazza sugli scempi speculativi ereditati dalla
Giunta Illy. L’occasione per cambiare rotta, dopo
sei anni di immobilismo, c’era stata, ma è stata
sprecata malamente. I cittadini che hanno a
cuore la difesa dell’ambiente e la qualità della
vita in città, e che hanno visto buttare nel cestino
i loro appelli e le loro richieste, ora sanno chi
ringraziare.
Nel frattempo, importanti scelte urbanistiche
passano attraverso strumenti assai più sbrigativi
(ed opachi, e antidemocratici) di un piano
regolatore, come gli accordi di programma,
che scavalcano di fatto il consiglio comunale
e non assegnano alcun ruolo all’opinione della
cittadinanza, ma ne assegnano uno enorme agli
interessi “forti”. Così è stato – tra l’altro - per
l’intervento (l’ennesimo centro commerciale)
nell’ex Silos, come per la nuova sede
dell’International School of Trieste a Basovizza
(un altro pezzo di Carso che sarà cementificato)
e ci si appresta a fare altrettanto per il Parco del
Mare a Campo Marzio. Finirà così anche per
l’area attualmente occupata dal “Burlo” e per
quella delle caserme di via Rossetti?
Che poi ci siano 3.500 domande per alloggi
popolari che l’ATER non sa come soddisfare,
che l’Università sia dispersa tra una molteplicità
di sedi spesso indecorose, che le istituzioni
scientifiche continuino ad essere emarginate in
aree inidonee, non sembra interessare ai decisori
politici ed al mondo economico cittadino. Né
pare che interessi agli urbanisti, il cui assordante
silenzio su questi temi (insieme a quello del
mondo accademico e della cultura) non finisce
di stupire.
Poca meraviglia, invece, che ciò accada in un
contesto di commistione esplicita tra politica
ed affarismo immobiliare nel quale – proprio
nei giorni caldi del dibattito sulle direttive per
la variante al piano regolatore di Trieste – Illy
e Rosato si davano da fare con il ministro per
i beni culturali, Rutelli, affinché il sindaco di
Duino-Aurisina (Ret) abbia udienza al ministero,
con l’obiettivo di trovare il modo di superare
la bocciatura da parte del Soprintendente del
progetto per la mega-speculazione edilizia nella
baia di Sistiana.
Dario Predonzan
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www.wwf.it/trieste e www.eddyburg.it
Konrad settembre 2007
www.sentieridibenessere.it
perplessità (o peggio) su
una legge regionale
Il friulano nelle scuole e negli uffici
Nei prossimi giorni
approderà nell’aula del
Consiglio regionale il
disegno di legge che,
in attuazione di una
legge nazionale, fisserà
le norme per la tutela,
la valorizzazione e la
promozione della lingua
friulana. Ai triestini la cosa potrebbe
interessare solo nella loro veste di
contribuenti, visto che le norme si
applicheranno nei comuni in provincia
di Udine, Pordenone e in parte di
Gorizia. Ma taluni effetti si riverseranno
su tutto il tessuto regionale, ad
esempio data la ventilata proposta di
obbligare le amministrazioni locali a
comunicare in friulano con ogni singolo
cittadino che intenda rivolgersi ad essa
in questa lingua.
La materia si presta dunque a svariate
polemiche e noi vorremmo tenerci
fuori da quelle più smaccatamente
campanilistiche, tanto più che la tutela
di un patrimonio culturale di rilevante
interesse, come quello legato alla
conservazione e alla valorizzazione di
una lingua minoritaria, non può che
vederci favorevoli.
Quando però si passa dalla
formulazione teorica all’attuazione
di norme che influiscono non solo
sulla spesa pubblica, ma anche sui
comportamenti, sull’istruzione, sui
meccanismi di selezione del personale
scolastico e amministrativo, le cose
si fanno alquanto diverse. Per dirne
una: la parificazione della scuola
pubblica a quella privata continua, con
finanziamenti illegittimi, a eludere il
dettato della Costituzione repubblicana
che all’articolo 33 prevede che le
scuole private siano liberamente
istituite “senza oneri per lo Stato”.
Ci sembrano inoltre irrispettose della
realtà dei fatti le affermazioni, da
alcuni date per logiche e scontate,
che vorrebbero parificare la situazione
del friulano a quella dello sloveno. Si
tratta di questioni del tutto diverse: sul
territorio oggetto della legge, il friulano
è una lingua maggioritaria e per di
più parlata da soggetti di nazionalità
italiana, mentre lo sloveno è una lingua
minoritaria parlata da cittadini italiani di
nazionalità slovena.
Per non parlare di alcune norme che
si vengono prefigurando in ambito
scolastico, ad esempio quella sulla
necessità di chiedere l’esonero dalle
lezioni di lingua friulana anziché
eventualmente richiedere l’iscrizione
ad esse.
Senza continuare con un’elencazione,
che sarebbe lunghissima, di perplessità
di ordine politico e culturale rispetto
alla normativa, preferiamo capire (e
far capire ai nostri lettori) di cosa si
sta parlando: quello che è una lingua,
cosa la differenzia da un dialetto,
che tipo di lingua è il friulano parlato
e scritto, quali prospettive si aprono
con la legge che si va predisponendo.
Su questi temi abbiamo intervistato
il professor Rienzo Pellegrini, storico
della lingua e direttore del Dipartimento
di Italianistica, Linguistica,
Comunicazione e Spettacolo
dell’Università di Trieste, che ha al suo
attivo oltre un centinaio i pubblicazioni,
moltissime delle quali inerenti la lingua
e la cultura del Friuli.
Pensiamo con ciò di rendere un
servizio utile a chi vuole occuparsi del
problema o farsi una propria idea in
materia.
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Konrad settembre 2007
FRIULANO:
istruzioni per l’uso
Intervista al professor Rienzo Pellegrini,
direttore del Dipartimento di Italianistica,
Linguistica Comunicazione e Spettacolo
dell’ateneo triestino
Rienzo Pellegrini
Konrad settembre 2007
Professore, vuole spiegarmi che
cos’è una lingua, ovvero quando
una parlata si può definire tale?
Le ragioni che ci inducono a definire
lingua una parlata sono di due
specie, una, di tipo per così dire
interno, deriva dalle caratteristiche
“grammaticali” che lo differenziano
da tutti i dialetti e le lingue circostanti.
L’altra ragione, di tipo esterno, si
realizza quando, recependo istanze
di tipo sociale, culturale e storico, si
produce una disposizione di carattere
pubblico, politico, che ne sanziona
l’esistenza.
Nel caso del friulano, allora,
prima che intervenga la legge in
discussione a giorni in Consiglio
Regionale manca uno dei due
presupposti che lei indica?
Esisteva già la legge regionale 15 del
26 marzo 1996 e, soprattutto, esisteva
la legge 482 del 15 dicembre 1999,
con la quale il Parlamento italiano
dettava “Norme in materia di tutela
delle minoranze linguistiche storiche”.
La legge di cui si discuterà in Consiglio
Regionale regolamenterà la materia
indicata da quella legge nazionale,
che demandava difatti alla Regione la
facoltà di legiferare in quest’ambito.
Il Parlamento ad ogni modo non ha
“inventato” una nuova lingua, perché
il friulano era sentito come tale per la
sua distanza dall’italiano dal parlante
comune e come gruppo autonomo
registrato anche nei manuali.
Sta di fatto che quando mia nonna,
friulana, mi spiegava che il friulano
è una lingua mentre il triestino è un
dialetto mi forniva un’informazione
sbagliata?
Era, e resta, una percezione
largamente diffusa.
Ma cos’è allora un dialetto?
Dialetto è una parola che deriva
dal greco antico e serviva ai greci
per definire una varietà linguistica
senza che al termine fosse dato il
valore gerarchico che attualmente gli
riconosciamo; tali varietà linguistiche,
allora collocate tutte sul medesimo
piano, servivano come lingue
specializzate per genere letterario.
Soltanto nella metà del XVI secolo, a
Firenze, il termine fu recuperato, allo
scopo di dimostrare la superiorità del
fiorentino rispetto alle altre parlate
italiane, ed assunse il carattere
gerarchico che colloca il dialetto su un
livello inferiore rispetto a quello della
lingua.
Ad ogni modo posso dirle che non ci
sono criteri di ordine grammaticale per
definire una parlata “lingua” oppure
“dialetto”.
Il friulano non pare però essere una
parlata uguale in tutto il territorio:
immagino che quello parlato a Villa
Santina sia abbastanza dissimile di
quello parlato a Latisana. È così?
Diciamo che, all’interno di un sistema
linguistico unitario, che sicuramente
esiste, vi sono varietà anche
rilevanti, in alcuni casi anche con
pregevoli tradizioni scritte. Ad ogni
modo il friulano usato da Pasolini
è indubbiamente cosa diversa da
quello adoperato da Pietro Zorutti
nell’Ottocento.
Da questo quindi deriva la
necessità, volendo legislativamente
intervenire sulla materia, di creare
una lingua comune, di fare una sorta
di media tra le parlate locali, pure
riconducibili, come lei ripete, ad un
sistema linguistico unitario?
In passato si sono avuti tentativi di
unificazione o almeno di incontro per
cui singoli autori hanno abbandonato
tratti marcati della propria varietà
allo scopo di addivenire a una forma
di friulano condivisa. Zorutti è stato
un modello. Una accelerazione
in questo senso si è avuta, nel
Novecento, ad opera di un sacerdote,
Giuseppe Marchetti, che ha rafforzato
questa tendenza, sperimentando il
friulano in scritti di storia, di politica,
di economia, che non avevano
precedenti. Si è prodotta così una
forma di friulano comune, una koiné,
corrispondente in gran parte alla
varietà parlata nel Friuli centrale.
Oltre a riguardare il sistema
scolastico, la legge attualmente
in discussione estende l’uso
del friulano anche ai rapporti
amministrativi, il che impone di
necessità la creazione, ex lege, di
una lingua non dirò artificiale, ma
certamente assai standardizzata.
Come storico della lingua e come
filologo, immagino, avrà qualche
perplessità…
Premettiamo che la legge non è un
atto di arbitrio dell’autorità legislativa,
ma recepisce tendenze ed istanze
della società. È evidente che,
soprattutto l’uso amministrativo che
s’intende farne, pone il problema di
un friulano abilitato per tutti gli usi,
per tutti i settori della comunicazione.
Sarà pertanto necessario introdurre
una serie di neologismi (pensi ai
termini della finanza, dell’informatica,
per fare solo due esempi) e si
parla esplicitamente di un friulano
standardizzato.
Non vorrei estorcerle un giudizio
personale, ma di una lingua di
questo tipo lei che ne pensa?
Io sono per una lingua viva: viva nelle
sue varietà in atto ed anche in quelle
del passato, per quanto sono state
vive. E in ogni modo per forme di
comunicazione reale. Di questa lingua
che si viene prefigurando sento il
carattere artificiale. Sarebbe invece
opportuno che il codice comune di
comunicazione fosse il prodotto di un
percorso sociale autentico e condiviso
e non un esercizio a tavolino. Non amo
l’ingegneria linguistica.
Walter Chiereghin
il sindacato ai tempi del
Intervista a Luca Visentini segretario regionale UIL
Vorremmo dirvi che abbiamo incontrato
Luca Visentini, segretario regionale
della UIL, nella saletta un po’ polverosa
della rappresentanza sindacale di
una grande azienda metalmeccanica,
invece abbiamo appuntamento in uno
storico caffé sulle rive. Siamo giustificati
dal fatto che l’incontro si svolge a
mezzogiorno di un sabato di metà
agosto…
Konrad settembre 2007
Visentini, vorrebbe spiegarci come
si fa ad essere segretari regionali di
un importante sindacato confederale
avendo meno di quarant’anni?
Beh, forse dovrei prima spiegarvi come
ho fatto a diventarlo a ventisei. Il fatto
è che lo sconquasso che rivoluzionò
la classe politica nel 1992 ha avuto
pesanti risvolti anche nel mondo
sindacale e così sono stato catapultato
a quella carica in un’età impensabile.
Credo però di essere ancora oggi il più
giovane segretario confederale e questo
è inquietante, per il sindacato. Perchè
vuol dire che c’è poco rinnovamento.
Così com’è preoccupante il fatto
che nel sindacato siano sempre
più numericamente rilevanti le
federazioni dei pensionati rispetto a
quelle dei lavoratori attivi.
La UIL è l’unica organizzazione
confederale in cui la maggioranza degli
iscritti sono lavoratori attivi, mentre
per CISL e CGIL le cose sono molto
diverse. Ciò non toglie che il problema
ovviamente esiste anche per noi e
dobbiamo trovare forme più appropriate
per coinvolgere i lavoratori più giovani,
anche se per una pluralità di ragioni non
è facile.
Tra queste ragioni sicuramente il
precariato, immaginiamo. Come vi
state attrezzando per affrontare la
disaffezione che tiene lontano dal
sindacato queste fasce di lavoratori,
generalmente giovani?
Non si tratta soltanto di disaffezione,
come dite. Il fatto è che un lavoratore
precario che avvicina il sindacato è di
sicuro più esposto a comportamenti
antisindacali da parte del datore di
lavoro e questo è un problema di
non facile soluzione. D’altra parte ci
rendiamo conto che la tutela di quelle
fasce di lavoratori è assolutamente
prioritaria. Noi abbiamo costituito
strutture interne rivolte proprio al mondo
del lavoro precario e per di più abbiamo
affidato tali strutture a sindacalisti che
provengono da quella realtà lavorativa.
Però bisogna ammettere, come si
sarebbe detto un tempo, che troppo
spesso lavoratori di quel tipo hanno una
scarsa propensione alla lotta. Da che
mondo è mondo, l’aggregazione genera
una maggiore capacità contrattuale,
o, come banalmente si dice, “l’unione
fa la forza”. Non comprenderlo e
perseguire soltanto soluzioni individuali
per problemi che sono invece collettivi
non può che ingenerare una maggiore
debolezza.
La situazione attuale del mercato del
lavoro non vede forse il sindacato
attardato su posizioni tradizionali?
Non vi sarebbe invece bisogno di una
visione che includa, ad esempio, i
titolari di partita IVA? Essi non sono
spesso costretti a quella scelta per
l’impossibilità di trovare o mantenere
un posto di lavoro? A volte non sono
addirittura lavoratori dipendenti
camuffati?
Le mutate condizioni del mercato del
lavoro ci hanno imposto e continuano
a imporci uno sforzo di adeguamento
culturale rispetto a una realtà in
sempre più vorticoso movimento. Ci
troviamo spesso di fronte a situazioni
paradossali, a partite Iva finte. Ad
esempio imprese di pulizia che
richiedono alle donne dipendenti di
aprire una partita IVA per trattarle come
se fossero fornitrici, senza alcuna tutela
rispetto alla continuità del rapporto di
lavoro e a tutti gli oneri che dovrebbero
esser propri del datore di lavoro. Oneri
che invece vengono scaricati sulle
lavoratrici, anche attraverso formule
come questa. Su ciò ovviamente il
sindacato è chiamato a vigilare, ma
più in generale ad attrezzarsi per
comprendere e anticipare le tendenze
elusive, gli aggiramenti che sfruttano
ogni possibile risorsa normativa. È un
lavoro non facile, ma siamo impegnati
fortemente su questo aspetto. Sapendo
che non possiamo usare solo gli
strumenti tradizionali del sindacato
ma che dobbiamo inventare nuove
flessibilità di strategia; abbiamo ad
esempio una categoria specifica per i
lavoratori atipici.
Come vive la sua condizione di
dirigente sindacale in una realtà che,
soprattutto a Trieste, vede la classe
operaia sempre più minoritaria,
in una situazione industriale in
inarrestabile declino?
Devo riconoscere che è una cosa
frustrante. In tanti anni di attività
sindacale, mi è capitato soltanto una
volta di gestire una vertenza finalizzata
principalmente alla rivendicazione
di un aumento retributivo, mentre
invece di solito dobbiamo agire su
posizioni difensive, spesso per limitare
i danni che derivano da chiusure o
ristrutturazioni. Ciò non toglie che ci
sentiamo impegnati a porre le premesse
perché tale situazione si modifichi,
perché si coalizzino energie che
individuino un progetto di crescita per
l’economia di questa città, mediante
un’azione condivisa tra imprenditori,
forze sociali e amministratori politici.
A livello politico, lei rileva carenze di
progettualità?
(Una irrefrenabile risata di intervistatori
e intervistato interrompe per qualche
istante il colloquio)
No, ci scusi, seriamente…
Scusate voi. Purtroppo quella risata alla
vostra domanda sarebbe la risposta
più autentica e si tratta di un ridere
amaro. È evidente che la situazione
richiederebbe il massimo impegno e
la massima coerenza nel perseguire
con tenacia pochi obiettivi prioritari,
mentre invece non c’è alcuna tenacia
e non ci sono nemmeno obiettivi
chiaramente individuati. C’è una
grande confusione di dichiarazioni
e di propaganda politica: fare o non
fare il Molo Ottavo, fare o non fare la
piattaforma logistica, fare o non fare il
turismo eno-gastronomico... Le autorità
locali non possono inseguire ogni
farfalla che vola, ipotizzando un giorno
lo sviluppo turistico per la città, il giorno
dopo la creazione di un polo energetico,
il giorno dopo ancora fare marcia
indietro, ad esempio sui rigassificatori,
ammiccando nel contempo alle
società che ne chiedono l’installazione.
Così non si va da nessuna parte.
Fortunatamente a livello regionale la
situazione è abbastanza diversa, mentre
a livello locale essa si presenta ai limiti
del ridicolo, come difatti l’abbiamo
percepita mentre tentavate di farmi la
domanda.
Pure da qualche parte sembra che
ci siano visioni più razionali. Mesi fa
avevamo intervistato il presidente
dell’Autorità Portuale Claudio
Boniciolli che indicava con chiarezza
gli obiettivi dell’azione che nei fatti
sta perseguendo.
È vero. Ma Boniciolli, come del resto
ripete ogni giorno egli stesso, non può
essere il salvatore della patria: per
importante che sia, il porto non può
risolvere da solo i problemi economici
della città. Se non si ricostruisce un
retroterra produttivo, il porto può al
massimo movimentare merci prodotte
altrove e dirette altrove, mentre un
autentico fattore di crescita esige che si
realizzi un tessuto produttivo alle spalle
delle strutture portuali. E per porre,
precario
anche parzialmente, le premesse di uno
sviluppo di questo genere è necessario
che esso sia condiviso e che allo
sviluppo concorra con unità d’intenti
l’intera classe dirigente della città.
In quell’intervista a Konrad, Boniciolli
ipotizzava uno sviluppo della
portualità che integrasse non solo
Trieste con Venezia e Capodistria,
ma addirittura l’insieme dei porti
dell’Adriatico in un unico sistema. Per
contro, ci troviamo a fare i conti con
una maggioranza in Comune che,
per ragioni culturali, non è in grado
di dialogare utilmente nemmeno col
comune di Sesana…
Purtroppo è come dite voi. E la cosa
è tanto più allarmante se si pensa che
la globalizzazione impone di agire
non in ristretti ambiti territoriali, quali
ad esempio il rapporto di Trieste con
la Slovenia, ma addirittura di cercare
contatti con la Cina, con l’India, con i
Paesi più lontani. Su questo fronte non
siamo attrezzati, soprattutto dal punto
di vista culturale.
La nostra rivista, come sa, è
particolarmente attenta ai problemi
ecologici. Il sindacato, che è nato
con altri obiettivi, si trova spesso in
posizione conflittuale con la tutela
dell’ambiente.
In effetti ciò è stato vero nel passato,
ma mi sembra che ora non sia più
così. Premesso che ogni attività di tipo
industriale fatalmente produce danni
all’ambiente circostante, si tratta però
di contemperare con idonee misure le
esigenze della produzione con quelle
della tutela degli ecosistemi. Nello
sforzo del sindacato di tutelare anche
l’ambiente in fabbrica e fuori di essa
non vi è poi contraddizione: i primi a
fare le spese dell’inquinamento sono
gli operai che lavorano all’interno delle
strutture che lo producono.
Lei sa bene che nella nostra
domanda generica ne era contenuta
una più specifica, che riguarda la
Ferriera di Servola.
Certo che lo so, e dico chiaramente
che la Ferriera deve chiudere. Vogliamo
però individuare i tempi e le modalità
di quel passo che alla fine si renderà
necessario, per garantire un futuro a
quanti lavorano in quella fabbrica, ma
anche per cercare soluzioni sostenibili
dal punto di vista ambientale. Noi
eravamo favorevoli al rigassificatore di
Zaule proprio perché avrebbe sostituito
con un’opzione plausibile, e di gran
lunga meno inquinante, la Ferriera.
Il rigassificatore non comporta solo
problemi di inquinamento ma anche
rischi sul piano della sicurezza.
Nessuno ne parla, ma l’esplosione di
un altoforno oppure di altri impianti
industriali presenti in città
sarebbero altrettanto se non più
pericolosi. Il ragionamento astratto sul
potere inquinante di questa o quella
iniziativa economica andrebbe sostituito
dalla domanda: qual è lo sviluppo che
comporta il massimo vantaggio e il
minimo danno per la vita delle persone?
Secondo noi lo scambio tra la chiusura
della Ferriera e un investimento su un
polo di energia-logistica-catena del
freddo sarebbe vantaggioso per la
collettività. Ma queste scelte richiedono
discussioni complesse che rifuggano
da semplici slogan, richiedono
una assunzione di responsabilità
congiunta da parte di tutti gli attori
coinvolti: politica, imprese, sindacati,
associazioni ambientaliste e cittadini. E
poi diciamocelo, il problema di fondo,
forse il problema dei problemi ecologici
di Trieste, è la bonifica dei territori
inquinati dell’area industriale. Per
nuovi insediamenti non esistono luoghi
disponibili. Ma nessun’associazione
ambientalista fa una battaglia seria su
questo fronte, praticamente nessuno si
occupa di cosa fare dell’inquinamento
esistente. Le discussioni sull’ambiente
rischiano così di essere asfittiche,
riducendosi a una serie di no, questo no
e quell’altro no.
E invece?
Prendiamo la chiusura del centro al
traffico veicolare. Intanto, la scelta di
ristrutturare in quel modo le Rive è stata
sbagliatissima: bisognava puntare su
un sistema che bypassasse il centro
cittadino e non portasse ulteriore
traffico in città. Sarebbe costato di più
in termini economici, ma con quale
enorme vantaggio per la qualità della
vita! Però, per affrontare seriamente
il discorso della chiusura del centro,
bisogna capire come e dove si fanno
i parcheggi di interscambio, quali
autobus leggeri e possibilmente elettrici
si impiegano in città...
Problemi complessi.
Per quanto mi riguarda io non guido
l’auto, vado in giro in bici, faccio la
spesa nei negozi bio. Tuttavia anche
questo non basta. Sempre più mi
sto convincendo che per governare i
cambiamenti, siano essi di una persona,
di una città o di una società, bisogna
cercare di unire la complessità delle
elaborazioni e delle strategie di governo
con la radicalità delle scelte individuali.
E questo è prima di tutto e ancora una
volta un problema di cultura.
Walter Chiereghin
e Luciano Comida
occasioni di fine estate...
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Konrad settembre 2007
musica
Sardon(ic) Day
Intendevo sottoporre ai lettori di
Konrad una riflessione sul rapporto
di causa - effetto che intercorre tra
la riforma Gentile e il successo di
spettacoli musicali deprecabili.
L’articolo avrebbe tratto ispirazione
da un recente concerto proposto a
Trieste.
Breve resoconto: al termine di un
nauseante medley disco-annisettanta, l’organizzatore parte con
i ringraziamenti, citando i musicisti,
i tecnici, le istituzioni, i ballerini e,
soprattutto, il pubblico, “voi che
rendete tutto ciò possibile!!”.
Qui manca, a mio avviso, il
ringraziamento più importante, quello
al filosofo Giovanni Gentile e alla
sua celebre riforma dell’ordinamento
scolastico che ha tristemente escluso
la musica dalla formazione culturale
degli italiani.
Costoro, privi di senso critico, si
scorticano le mani per applaudire
esibizioni il cui unico e logico
epilogo sarebbe un laconico lancio
di pomodori (o qualsivoglia ortaggio,
purché marcio).
Grazie Giovanni, dunque.
Stavo ultimando e infiorettando
questa puntuale analisi quando mi
cade l’occhio sul seguente titolo:
“Canzonacce al Sardon Day, 27
famiglie scrivono al sindaco” (“Il
Piccolo, 18 agosto).
Pare che l’esibizione di un noto (?)
gruppo locale, “Le Mitiche Pirie”,
abbia creato un certo panico e spinto
alcuni valorosi difensori della morale
pubblica a prendere carta e penna
per rivolgersi a chi aveva avallato
siffatta porcheria (l’amministrazione
comunale). Casus belli: turpiloquio,
volgarità, allusioni, glorificazione
dell’atto etilico.
Le “Pirie” si difendono (“E’ la prima
volta dopo 15 anni di attività che
qualcuno ci critica”), il sindaco
Dipiazza delega, i politici minimizzano
con slancio bipartisan.
Interessante il commento
dell’assessore Bucci (“Il Piccolo”,
domenica 19 agosto) a proposito
del “Sardon Day”: “questa è una
manifestazione popolare, non siamo
di sicuro alla cena di gala di un circolo
esclusivo”. E non è detto, mi permetto
di aggiungere, che “alla cena di
gala di un circolo esclusivo” il livello
L’Illuminazione non è nulla di strano o dell’altro mondo,
ma solo uno stato del tutto naturale.
“Nella vita vediamo una cosa o l’altra a causa dei
pensieri che generano confusione.
L’Illuminazione vede nella realtà delle cose senza
lasciarsi distrarre dalle idee condizionanti”.
10 Konrad settembre 2007
Alessandro Lombardo
L’Associazione Zen, nata da poco qui a Trieste, si
prefigge di creare un gruppo di persone intenzionate
a condividere pareri, informazioni, attività e
l’apprendimento dello Zen, della ginnastica cinese e dello
Yoga.
Il corso di Ginnastica Cinese e Yoga è un metodo
che conduce il praticante ad acquisire maggior
consapevolezza di sè, del proprio corpo e della propria
energia interna.
Movimenti semplici, dinamici e statici, controllati dalla
mente e sostenuti dalla concentrazione e dalla volontà,
in armonia con il ritmo del respiro, potranno sviluppare
in chi li pratica: scioltezza, elasticità, forza ed equilibrio
del corpo, nonché maggior centratura mentale e
consapevolezza del respiro.
Il corso inizierà il 18 settembre 2007.
Per informazioni e iscrizioni: Sabrina 334 1559187
spazio a cura dell’inserzionista
La parola Zen è l’abbreviativo di Zenna o zenno, che è la
traduzione giapponese della parola cinese “ch’an-na”,
che a sua volta è la traduzione della parola sanscrita
(indiano antico) “dhyana” che significa “meditazione”.
Lo zen è una disciplina del corpo e della mente, nata
dall’ispirazione del Buddha. Può essere definito il
sentiero che conduce all’Illuminazione e cioè alla
comprensione e alla sperimentazione della “Natura
del Buddha” o “natura essenziale”, che a sua volta
può essere definita “verità”, “ciò che è” o “faccia
originaria”.
Lo Zen ci dice di percepire ciò che è adesso, senza la
visione distorta offerta dai preconcetti.
I pensieri distratti e preoccupati, impediscono di vivere
l’unicità della vita; non appena siamo completamente qui
e adesso siamo liberi dall’illusione della “separazione”
... tutto è perfetto... integro... completo... tutto è uno.
di educazione, eleganza e classe
sia molto superiore (cos’è peggio,
l’espressione triviale o l’espressione
facciale di un nouveau riche che
ingurgita uova di lompo credendole
caviale?).
Alle “Pirie” va concesso l’onore della
armi: il “Sardon Day”, festa paesana
della peggior specie, ha fatto notizia.
“Le Mitiche Pirie” hanno ottenuto il
massimo riconoscimento artistico,
quello di “dividere” l’uditorio, di
promuovere il dibattito, di scatenare la
(sterile) polemica. E hanno trasformato
il “Sardon Day” in “Sardonic Day”. Per
chi non cogliesse il gioco di parole si
rimanda ad un qualsiasi dizionario di
lingua inglese.
Nell’impossibilità di dire alcunché
di intelligente su una diatriba di
così basso rango, non resta che
chiudere con tre considerazioni che
stimoleranno un ulteriore scambio di
opinioni:
a) forse i componenti de “Le Mitiche
Pirie” sono soliti pasteggiare ad
acqua;
b) forse i promotori della letterina
ferragostana, la sera, messi a letto
i bambini (me lo auguro), guardano
avidamente “Lucignolo Bellavita”;
c) forse “Le Mitiche Pirie”
ringrazieranno pubblicamente
strangers in the town
Rui Coelho
11 Konrad settembre 2007
Da Lisbona per amore
Rui Coelho, originario di Lisbona,
arriva in Italia nel 1999 e fino al 2005
gestisce un piccolo bar con la sua
ex-moglie, nel centro città. Lavora da
due anni al Buffet “Da Siora Rosa”,
stupendo i clienti con un triestino
praticamente perfetto e la sua
giovialità tipicamente portoghese.
Cosa ti ha portato a trasferirti
a Trieste?
Sono arrivato in questa città
per amore. Sembra una frase
da romanzo, ma per me è stato
davvero così. Mi innamorai di
una triestina a Londra! Nel 1999
decidemmo di fare i bagagli,
venire a vivere nella sua città
natale, sposarci e “metter su
famiglia”.
Un anno davvero intenso, per te,
quel ‘99…
Già! Spostarmi non è stato mai un
grosso problema: nel 1992 avevo già
lasciato la mia Lisbona per andare a
vivere a Londra. L’unico problema a
Trieste è stato la lingua: non sapevo
una parola di italiano e con mia moglie
continuavo a parlare inglese….
Ora però parli benissimo l’italiano
e anche il triestino. È stato difficile
imparare la lingua e un dialetto così
particolari?
Sono stato fortunato: al nostro arrivo
a Trieste, abbiamo aperto un’attività
di ristorazione. I clienti fissi (alcuni
coccolissimi anziani) sono stati i miei
principali insegnanti. Inoltre, più che
imparare il dialetto, ho adattato la
parlata portoghese a quella triestina,
inglobando ogni giorno qualche
termine nuovo.
Oggi, che ancora lavori nell’ambito
della ristorazione, incontri mai
qualche cliente che individui la tua
provenienza straniera?
No, accadono piuttosto degli episodi
simpatici: mi chiedono se io sia
friulano o veneto. Effettivamente, data
la mia professione, la mia parlata si
è arricchita piano piano di cadenze
e termini istriani, veneti, friulani…
Comunque tutti metterebbero la mano
sul fuoco che sono italiano.
Lisbona, Londra, poi Trieste: sono
città estremamente diverse. Qual
è stata la prima impressione sulla
nostra città?
Ti dirò la verità: non mi ricordo quasi
nulla di quel periodo. Era un momento
di grandi cambiamenti sotto tutti i
punti di vista. Sicuramente l’ho sentita
subito come una città ospitale ed
esteticamente molto piacevole.
A proposito, hai trovato qualche
analogia fra i triestini e i tuoi
conterranei, che sono famosi per la
loro innata ospitalità?
Sicuramente. Per prima cosa il
temperamento allegro e aperto:
dopo tanti anni però penso di poter
affermare che i triestini manifestano
ciò soprattutto quando sono in
gruppo. Presi singolarmente sono
un po’ più riservati. Penso sia
una questione di storia politica e
territoriale: Trieste a questo riguardo è
davvero unica!
Hai conosciuto altri portoghesi che
vivono qui?
Frequento per lo più triestini, per cui
non sono informatissimo. Sicuramente
la “rappresentanza portoghese” è
formata in maggior numero dagli
studenti dell’Università, della Sissa
e dai Professori. Poi mi viene in
mente solo qualche pregiudicato
…..(ride,ndr)
Quando hai lasciato la gestione del
tuo bar, hai avuto difficoltà a trovare
lavoro?
è stato un periodo molto particolare.
Io e mia moglie ci eravamo da poco
lasciati ma continuavamo a lavorare
insieme. Dopo sei mesi di ricerche,
sempre nel campo della ristorazione,
ho trovato questo lavoro, presso
”Siora Rosa”. Da subito mi hanno
fatto un contratto regolare e mi hanno
trattato benissimo. Una rarità perfino
per i triestini.
Hai mai pensato di tornare in
Portogallo?
La mia vita è qui, e qui c’è anche la
mia bambina. Torno comunque molto
volentieri durante le feste e le ferie. Là
ci sono tutti i miei parenti.
Hai mai avuto delle discriminazioni
in città per la tua provenienza
straniera?
Piccole piccole. Ci sono sempre
degli sciocchini che parlano un
po’ a sproposito: mi hanno chiesto
perché non sia rimasto a vivere a
“casa mia”, perché sia dovuto venir
qua… Nonostante io sia cittadino
comunitario, e abbia la cittadinanza
sia portoghese che italiana, alcuni
continuano a sentirmi “straniero”.
So che hai realizzato importanti
studi fotografici a Londra e Lisbona,
e nel tempo libero ti dedichi con
professionalità e passione a questo
ambito. Non hai mai pensato di
lavorare come fotografo?
Ho fatto la scuola di “fotoreporter
giornalistico”e qualche corso di
perfezionamento. Ho provato a
dare un’occhiata in giro per trovare
lavoro in questo settore, ma qui
è impensabile. È un settore poco
sviluppato. Ho collaborato 2 mesi col
giornale “Network”, qualche piccola
mostra e qualche servizio, poi ho
deciso che sarebbe rimasto per me
solo un hobby. Quindi mi diletto a
fotografare quello che rimane il mio
soggetto preferito: mia figlia.
Allora, a quando la prossima
mostra?
Forse il prossimo anno al Knulp, ma
per scaramanzia non aggiungo altro.
Agnese Ermacora
shalom
L’alfabeto ebraico
Davide Casali, compositore, direttore d’orchestra e
di coro, clarinettista, opera da anni in diversi ambiti
musicali: dalla musica di ricerca alla classica, dalla
musica klezmer al rock.
Perché scrivere degli articoli che parlino dell’alfabeto
ebraico? Perché anche questo può essere considerato un
modo per parlare di ebraismo, per raccontare qualcosa di
noi stessi e della nostra cultura. E’ sempre molto difficile
far conoscere e comprendere a chi non è ebreo alcune
sfumature della religione ebraica. Spesso alla fine dei
miei concerti molte persone si fermano per chiedermi
delle curiosità sulla religione ebraica. Non sempre però
riesco a spiegare delle cose che talvolta sono difficili da
capire anche per me. Forse attraverso l’alfabeto sarà più
facile spiegare alcuni piccoli concetti che stanno alla base
dell’ebraismo anche perché l’alfabeto è fatto di suoni ma
anche di simboli e disegni che rappresentano dei concetti
molto importanti. Non bisogna dimenticare che ad ogni
lettera dell’alfabeto ebraico corrisponde un numero e
che mettendo insieme una serie di lettere si forma un
determinato numero. Questa è la base di quella misteriosa
ed affascinante materia di difficilissima decifrazione che è la
Kabbala ebraica.
Desidero parlare della lingua ebraica anche perché,
come tutti i popoli del mondo, gli ebrei hanno un proprio
linguaggio, una propria lingua, un proprio “suono”.
Attraverso la parola passa la conoscenza e la relazione che
si intraprende fra gli individui, lo scambio di informazioni
e lo scambio di concetti fondamentali per la crescita di
un popolo e di una Nazione. Parlare l’ebraico è una delle
massime aspirazioni e degli obbiettivi che ogni ebreo
deve apprendere anche perchè tutte le funzioni ebraiche
all’interno della sinagoga si svolgono in ebraico utilizzando
quella lingua che è parlata da più di 4000 mila anni e che è
anche la lingua che utilizzava Abramo, Mosè e Gesu.
Bene cerchiamo di fare subito un po’ di ordine dandovi
delle indicazioni di massima:
L’alfabeto ebraico è l’alfabeto con cui vengono scritte le
lingue ebraica, yiddish, ladina giudeo-spagnola (non il
ladino dolomitico) e altre lingue ebraiche utilizzate dai ebrei
nel mondo.
La pronuncia differisce tra ashkenaziti e sefarditi, ma la
versione di quest’ultimi è considerata quella standard.
• L'ebraico, come le altre lingue semite, si legge da
destra a sinistra.
• Le 22 lettere dell'alfabeto ebraico servono anche da
numeri; nell'ebraico non sono state "inventate" le cifre . "la
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12 Konrad settembre 2007
scrittura comprende il computo e il computo comprende il
discorso" dice il Libro della formazione
• Le sei lettere
munite di un
punto (daghèsh) al loro interno hanno suono esplosivo.
Nella pronuncia sefardita (attualmente in uso in Israele) la
differenza di pronuncia è conservata solo nelle lettere beth,
kaf e pe.
• Le cinque lettere
in fine di parola
modificano la loro forma in
• Le lettere
sono gutturali.
• Sono considerate "consonanti deboli", assumono
suono vocalico e perciò divengono "quiescenti e sono dette
"matres lectionis" le seguenti lettere:
Come la maggior parte delle scritture semitiche, l’alfabeto
ebraico è di tipo abjad, cioè esclusivamente consonantico.
Consta infatti di 22 lettere, tutte consonanti, il cui numero
e ordine si trova già nelle Lamentazioni di Geremia e in
altri carmi alfabetici della Bibbia, quali i Salmi. La scrittura
procede da destra a sinistra. Le lettere sono caratterizzate
da una o più tozze linee orizzontali dalle estremità oblique
o arrotondate, connesse da linee verticali più sottili,
dalle caratteristiche estremità tracciate a forma di clava.
Molto lettere hanno forme molto simili, ragione per cui è
necessario fare attenzione alla presenza di grazie e al tipo di
connessione tra elementi orizzontali o verticali.
Nelle antiche scritture, le parole non potevano essere
spezzate per andare a capo (tra gli Ebrei la parola scritta
assumeva una particolare sacralità che ne impediva di
fatto la frammentazione); alcune lettere venivano però
opportunamente allungate finché la parola non arrivava
alla fine del rigo. Negli stampati odierni questo uso è ormai
scomparso.
L’alfabeto ebraico viene ancora usato, praticamente
immutato, per scrivere l’odierno neoebraico. Nel corso
dei secoli è stato anche usato per scrivere le parlate dei
luoghi di residenza degli Ebrei, come ad esempio il ladino
(il dialetto spagnolo degli Ebrei di Spagna) e lo jiddisch (la
parlata tedesca degli ebrei dell’Europa centro-orientale).
Bene nel prossimo articolo proveremo ad addentrarci di più
nei concetti delle singole lettere cercando di capire anche il
significato di ogni singola lettere nel frattempo un saluto.
Shalom
Davide Casali
ASSOCIAZONE
YOGA E SALUTE
VENERDì 14 SETTEMBRE 2007 ALLE ORE 20
Con una lezione introduttiva Sn Nirbhayananda Carlo Guni
che insegna con il metodo Satyananda presenterà
i programmi per l’anno 2007/2008
ASANA – PRANAYAMA – YOGANIDRA
I corsi saranno così articolati:
Martedì - Giovedì 17 - 18. 30 / 20 - 21.30
Lunedì-Mercoledì 18.00 - 19.30 / 20 - 21.30
NIRBHAYANANADA Carlo Guni
Via Dei Caldana 9 - Trieste Tel 040 8333343
http://web.tiscali.it/yogasalute
libri
La lobby israeliana
e la politica estera degli Usa
Ho appena finito di leggere due
libri molto interessanti, eppure mi
sento nella condizione di uno che
ha un serio disturbo. Allora va dal
dottor XY e si sente dire che bisogna
operare con urgenza. Ma dato che
la questione è delicata il tizio non
si fida e allora si fa visitare da un
altro medico, KW, la cui diagnosi è
diversissima: di bisturi nemmeno se
ne parla, serve una cura di antibiotici.
è evidente che Tizio è quantomeno
perplesso. Lo stesso accade a me
dopo aver terminato la lettura di
“Una terra due stati” (interviste con
Amos Oz, Datanews) e “La lobby
israeliana e la politica estera
degli Usa” di John Mearsheimer
e Stephen Walt (Asterios Editore
Trieste). Le uniche cose che i due
volumi hanno in comune sono il tema
di fondo (la questione israelianopalestinese), l’ebraicità degli autori,
il prezzo (tredici euro) e le pagine
(centosedici). Perchè le tesi sostenute
sono diametralmente opposte. Walt
e Mearsheimer (docenti americani)
scrivono che da decenni esiste
un’alleanza di uomini e organizzazioni
che condiziona la politica estera di
Washington per il bene di un solo
Paese: Israele, la cui esistenza non
è messa minimamente in pericolo
dagli attentati terroristici e dalla
turbolenza islamica e palestinese. La
loro soluzione per il conflitto medioorientale? La stessa che propongono
alcuni altri isolati intellettuali: uno stato
unico e laico che comprenda israeliani
e palestinesi. Il libro ha suscitato
accesissime polemiche e perfino un
intellettuale radicale come Noam
Chomsky ha contestato che la lobby
possa avere proporzioni tanto enormi
come quelle descritte dagli autori e
giudica del tutto irrealistica l’ipotesi di
un unico stato.
Nelle interviste rilasciate a vari
giornali, lo scrittore Amos Oz ribadisce
le proprie idee, diversissime da quelle
di Mearsheimer e Walt: tra israeliani
e palestinesi non esistono “cattivi” e
“buoni” stabiliti una volta per tutte,
i governi di Gerusalemme hanno
commesso grandi errori ma l’esistenza
di Israele è in drammatico pericolo.
Per Oz una parola fondamentale è
“compromesso”, sia nella vita dei
singoli che in quella delle collettività.
E dunque l’unica soluzione positiva
è arrivare al compromesso Il vero,
grande nemico del fanatismo e della
violenza), due stati sovrani che pian
piano coltivino una condizione di
decente vicinato. L’alternativa è
continuare ad ammazzarsi, certi e
sicuri di essere gli unici “buoni”.
L.C.
Taodao di un abbecedario
Taodao di un
abbecedario
Campanotto Editore
Collana Zeta Green
euro 9,00
13 Konrad settembre 2007
Lo Yang e lo Yin nel libro di Davide Apollonio e Cristiana
Scoppetta.
L’armonia dell’universo si regge sui contrari che toccandosi
non possono che diventare complementari: caldo-freddo;
dentro-fuori; maschio-femmina; poesia-non poesia. Il
passaggio dal caldo al freddo è per tutti un concetto
elementare più o meno come dentro e fuori, sperimentabili
entrambi dal senso comune. Così vale anche per la
differenza tra maschio e femmina, almeno concettualmente,
poi a livello sensibile è forse più opportuno parlare di
genere come inclinazione dell’anima. Può essere invece
per molti vago il confine tra ciò che è poesia è ciò che non
lo è. Il viaggio, o meglio i tanti viaggi, che vengono offerti
dal libro di Davide Apollonio e Cristiana Scoppetta, appena
edito da Campanotto, Taodao di un abbecedario, forse
possono aiutare a decifrare la mappa dei confini dei versi:
la guerra dei Balcani, il viaggio di un clandestino, i moderni
hotel, la “storia di una prostituta slava alla ricerca della sua
libertà” (è anche il titolo di una delle poesie di Apollonio), la
solitudine, la psicanalisi, una violenza su un minore ed un
cane, ma anche tanti altri soggetti ancora, sfidano le crudeli
leggi dell’esistenza e attraverso il fascino della parola scritta
e stampata si presentano come poesie che si intrecciano
nell’esposizione ed il Tao diventa, oltre che parte del titolo
ed una rappresentazione grafica di un concetto olistico,
l’essenza stessa del libro. Non solo i due autori sono
maschio e femmina, ma caratterialmente si definiscono
opposti-complementari, seppure poi, titoli e parole, in più
di qualche testo, si sovrappongono. Così nasce il titolo
del libro: entrambi gli autori hanno scritto una poesia
con parte del titolo identica, “Abbecedario”, per la quale
hanno usato la stessa tecnica (ogni prima lettera del verso
segue l’alfabeto), e la suggellano con la stessa parola. La
bravura dei due autori si testa sicuramente anche su una
caratteristica di affinità: quella di riscrivere l’esistente ed il
vissuto in direzione di ciò che entrambi definiscono il loro
obiettivo: l’armonia universale. Il piacere del lettore è di
condividere questa direzione guidati dal suono dei versi
del libro, non a caso Apollonio (www.davideapollonio.it) e
Scoppetta (www.cristianascoppetta.it) vantano uno stretto
legame con la musica.
Irene Giurovich e Nicola Strizzolo
lettere triestine
Carlo Levi,
Ritratto di Saba
Trieste,
Univerità degli Studi
Itinerari terrestri e celesti
Attualità e anacronismo a 50 anni dalla morte
Questo giornale esce intorno al
venticinque agosto, data in cui
ricorre il cinquantesimo anniversario
della morte di Umberto Saba e
la ricorrenza, assai al di là delle
convenzioni e delle ritualità
giornalistiche, riveste una sua
particolare pregnanza per il fatto
che il poeta aveva più volte
preconizzato una sua fortuna
postuma, indicando proprio
nei cinquant’anni dopo la sua
scomparsa il limite temporale nel
quale la sua opera avrebbe avuto
il dovuto riconoscimento che a
suo dire, ma anche nei fatti, gli era
mancato mentre ancora era in vita.
Spetta dunque a noi, nella nostra
qualità di posteri, verificare se la
profezia di Saba sia corrispondente
alla realtà o se invece si riveli oggi
un abbaglio, una mera illusione del
poeta triestino.
Bocca
La bocca
che prima mise
alle mie labbra il rosa dell’ aurora,
ancora
in bei pensieri ne sconto il profumo.
O bocca fanciullesca, bocca cara,
che dicevi parole ardite ed eri
così dolce a baciare.
Da Ultime cose, 1935-1943
14 Konrad settembre 2007
Come spesso avviene per quel che
riguarda Saba, la realtà esibisce
due differenti antitetiche risposte,
com’era stato nella sua biografia
divisa tra due opposti (la madre
ebrea e il padre “ariano”, l’una che
“tutti sentiva della vita i pesi”, l’altro
che “era un bambino”) dalla quale
sembrano procedere i numerosi
ossimori che sono disseminati nelle
poesie (“la scontrosa grazia”, “la
serena disperazione”, “l’amorosa
spina”).
È, questa ambivalenza, nel fondo
della lettura che anche Arrigo
Stara ha offerto su sollecitazione
del Circolo della Cultura e delle
Arti, che lo ha invitato a tracciare,
lo scorso 24 maggio, un bilancio
in occasione appunto del
cinquantenario sabiano. Curatore
per Mondatori dei due Meridiani che
riguardano tutte le poesie (1988) e
tutte le prose (2001) di Saba, Stara
è erede di una sorta di dinastia
di critici che prima di lui vede in
Mario Lavagetto e prima ancora in
Giacomo Debenedetti (considerato
dallo stesso Saba il “suo De
Sanctis”) i più acuti indagatori che
si sono addentrati nell’esplorazione
dell’opera del poeta triestino.
Fin dalle sue origini, sicuramente
fin da subito dopo la pubblicazione
delle Poesie del 1911, la poesia
di Saba è stata consapevolmente
inattuale, confliggente con le mode
e con i gusti imperanti all’epoca
in cui è stata concepita, ad un
tempo legata al “filo d’oro” di una
tradizione che quei tempi vedevano
negletta e anticipatrice, al contrario,
di sensibilità di là da venire e quindi
rivolta ad un pubblico di lettori
futuri.
Chi è chiamato oggi a fornire
risposta alla profezia di Saba
circa la comprensione e il
riconoscimento postumo della
sua opera poetica non può
– afferma Stara – “nascondersi
come quella comprensione
ancora stenti a realizzarsi. Saba
rimane un poeta poco letto, poco
frequentato a confronto con i suoi
grandi contemporanei, Montale o
Ungaretti; il Canzoniere, uno dei
libri più ricchi di vita dell’ intero
Novecento: di vita sofferta, amata,
invocata, qualche volta spregiata
ma mai taciuta o elusa (come
capitava alla contemporanea
poesia ermetica), resta a sua volta
un volume stranamente sigillato,
nel quale solo di rado si vanno a
cercare le parole che consolano,
che salvano, che servono a
decifrare il senso della propria
esperienza”. Più in generale, poi, la
poesia nella nostra epoca si rivolge
ad un pubblico assai circoscritto
ed è evidente a tutti l’inconciliabile
contrasto tra quanto dalla vita
contemporanea è fatto oggetto
di attenzione se non addirittura
di culto ed i valori manifestati
dall’espressione poetica, per sua
stessa natura rifuggente dalla
superficialità e, nel caso di Saba
con particolare accentuazione,
intenta con continuità a ricercare
le proprie stesse ragioni con il
dichiarato obiettivo di produrre
una poesia “onesta”, basata cioè
sull’esibizione più autentica delle
emozioni che ne avevano fornito il
movente.
Di tale inattualità Saba era
dolorosamente consapevole e in
una sorta di preveggenza, giunto
quasi al limite estremo della sua
esperienza umana, così scriveva
(la citazione è ancora di Stara)
all’amico Nello Stock il 9 aprile
1956: “[la solitudine] la stragrande
maggioranza degli uomini non
l’ avvertono, o se vagamente
l’avvertono, hanno per consolarli e
metterli in pace con se stessi i preti
dell’ una o dell’altra religione. Hanno
anche molte altre cose: i giornali e le
riviste a rotocalco, il cinematografo,
le partite di calcio, la Sisal, il lascio
o raddoppio, la televisione e non
so quante altre. Delle donnette che
si danno appuntamento per una
partita a carte non si sentono sole; i
buongustai che si riuniscono per un
buon pranzetto, nemmeno. Lo sono
quanto me, ma in una profondità
alla quale non arrivano, di cui non
hanno nemmeno il sospetto. La mia
solitudine è sempre stata di un’altra
specie. E, dolori e sventure a parte,
sono sceso e salito troppo al di
sotto e, qualche volta, anche troppo
sopra l’umano”.
Se questo è ciò che Saba pensava
del proprio tempo, sicuramente
penserebbe anche peggio del
nostro. E dunque, almeno in
apparenza e certamente dal punto
di vista delle statistiche di marketing
e dei sondaggi d’opinione, può
rivelarsi inesatta quella previsione
che determinava in mezzo
La capra
Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.
Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.
In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.
Da Casa e campagna, 1909 – 1910
di Umberto Saba
Sera di febbraio
Spunta la luna.
Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s’allaccia;
sbanda a povere mète.
Ed è il pensiero
della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Da Ultime cose, 1935-1943
a vànvera
secolo dalla sua scomparsa la
sua rivalutazione, fidando in un
riconoscimento corale che è il solo
inappagato risarcimento che Saba
avrebbe desiderato. Eppure…
Eppure la critica letteraria più
avvertita ha iniziato da tempo
una riflessione che induce a
identificarlo come uno dei grandi
classici della nostra poesia. Per
tutte una voce sola, quella di
Giuseppe Petronio, voce assai
ascoltata e qui a Trieste, dove ha
impregnato di sé generazioni di
insegnanti e di studiosi, persino
venerata come quella di un
Maestro. Ebbene Petronio afferma
di aver considerato, ancora dai
tempi dell’Università, in una triade
di poeti contemporanei allora
quasi unanimemente indicata
in Ungaretti, Montale e Saba, la
grandezza in quest’ordine, salvo
alla fine riconoscere che questa
plausibile gerarchia andava in effetti
capovolta assegnando a Saba il
primato, mentre intravedeva, dal suo
privilegiato osservatorio, il “lievitare
lento ma continuo della stima di lui e
della sua opera”.
Ma anche fuori dalle rarefatte
atmosfere accademiche, nella prima
linea della poesia italiana debiti
con Saba sono stati contratti dai
maggiori della seconda metà del
secolo appena trascorso, sia pure
con differenti graduazioni: nella sua
conferenza Stara ha indicato come
“neofigurativi” i nomi di Penna,
Sereni, Giudici, Bertolucci, che con
Saba hanno avuto rapporti diretti,
ma anche Caproni, Luzi, in parte
Zanzotto e Magrelli, cioè a dire
senza esitazioni il più che in poesia
è stato prodotto negli ultimi decenni.
Siamo ancora, però, nelle referenze,
delle quali la lettura del Canzoniere
non ha affatto necessità, nemmeno
per un lettore del tutto neofita: in
esso difatti si trovano “cose”, figure,
oggetti reali tratti dalla quotidianità
che Saba isola e ripropone, dopo
aver individuato in essi un assunto
più universale, tale per cui, ad
esempio, una capra che bela sotto
la pioggia ci insegna, per il tramite
del poeta, che il dolore è eterno, ha
una voce e non varia.
Di questa materialità Saba si è
giovato per rappresentare nella sua
opera la sua visione dell’umano,
andandola a ricercare, in un
doloroso processo introspettivo
durato tutta una vita, nel più
profondo si sé, in quanto di sublime
e di abietto fa parte della natura
umana. Una visione di solitudine
che sarebbe tale da indurre alla più
cupa disperazione se non fosse
riscattata dalla poesia, che riesce
Walter Chiereghin
Questa Città - la nostra - di progetti & parole sulla carta vive, vivacchia, da tanto
tanto e tanto tempo.
Scrittori e poeti, politicanti, architetti ed altri esperti - i mediocri più degli altri - ci
campano.
(I peggio sono i Trieste-Contras quelli che “era meglio se...”:
confermano la nota teoria Cipollesca secondo la quale è cretino chi fa qualcosa
che, senza recar vantaggio a se stesso, arreca danno ad altri.)
Chi ci abita meno. Muore prima una Città di chi la abita.
Valerio “baotzebao” Fiandra
http://www.baotzebao.wordpress.com
V-DAY
15 Konrad settembre 2007
ad individuare, anche nei momenti
di più sconsolato pessimismo, un
segno di quel doloroso amore della
vita che Saba appassionatamente
non si stanca di indicarci.
Una lettura del Canzoniere, la
grandiosa costruzione unitaria alla
quale il poeta ha atteso per tutta la
vita, può essere compiuta a diversi
livelli, cogliendone di volta in volta
il significato letterale (la descrizione
carica d’affetti della sua città, la
figura – centrale – della sua Lina,
un bestiario intero di animali ed
uccelli dai quali il poeta continua ad
imparare il senso della vita), oppure
seguendone “la trama”, come
fosse un romanzo, o valutandone
magari il progressivo illimpidimento
formale dei versi. Letture diverse
e consigliabili a chiunque per la
sua (apparente) semplicità, ma
in esito alle quali ciascuno avrà
ricavato, comunque, una maggiore
comprensione di se stesso.
Il lettore di cinquant’anni dopo
potrà seguire Saba, parafrasando
una bella immagine di Luzi, nei
suoi itinerari terrestri e celesti,
ricavandone talvolta l’avvertimento
di qualche anacronismo, il più delle
volte di viva e palpitante attualità,
ma sicuramente sempre avendo
contezza di essere in presenza di
qualcosa che travalica il tempo,
come avviene sempre nell’incontro
con i grandi classici.
AGI Associazione Grafologica Italiana
Sezione provinciale di Trieste
L’8 settembre sarà il giorno
del Vaffanculo day, o V-Day.
Corsi di Grafologia
Maggiori informazioni su:
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Informazioni su
BAMBINI DEPRESSI
Dopo la Giornata Mondiale dedicata alla Salute Mentale,
del 6 aprile scorso, è stato reso noto che il 3% dei bambini
soffre di depressione.
Dottor Piazza, cosa sta
accadendo?
Va detto che i dati statistici dedicati
alla salute mentale di adulti e
bambini, argomento che non
sembra immediatamente misurabile,
presentano alcuni elementi di
dubbio e confermano piuttosto
altre valutazioni, che, insieme
all’esperienza clinica degli specialisti,
indicano come la sofferenza mentale
dei bambini sia crescente. I bambini
e gli adolescenti visibilmente non
stanno bene e probabilmente non
sono adeguatamente protetti da
istituzioni sociali di garanzia come la
famiglia e la scuola, oramai in crisi, in
particolare in Italia, come ben sanno
numerosi genitori e insegnanti.
Disegno di
Barbara Cantalino
16 Konrad settembre 2007
Cos’è la depressione infantile?
La depressione infantile è
definibile come un costante
disturbo dell’umore del bimbo e
dell’adolescente, accompagnato
di consueto da una diminuzione
d’interesse e autostima, da
problemi alimentari e del sonno,
da atteggiamenti insofferenti e
malessere latente. La depressione
infantile, soltanto negli ultimi anni,
ha incontrato una convincente
attenzione degli specialisti, ancorati
a parametri diagnostici derivati
dalle psicopatologie dell’adulto,
che adesso vengono rivisitati con
una crescente attenzione a elementi
propri del bambino. I bambini
naturalmente si muovono, sono
mobili fisicamente e psichicamente,
quindi una diagnosi evolutiva diviene
anche in parte mobile, aperta ad
estensioni e revisioni, anche in
considerazione della comorbilità,
cioè della coesistenza nei bambini di
disturbi differenti, come ad esempio
spesso depressione ed ansia,
oppure depressione e disturbo della
condotta.
Come si riconosce?
Il bambino depresso è un bambino
che presenta le caratteristiche di
comportamento descritte e che
spesso propone, a un adulto attento
e convincente, con espressioni
non verbali e verbali di sconforto
visibile. I bambini così riconoscibili
sono aumentati in clinica negli ultimi
anni, probabilmente anche a causa
di una anticipazione dello sviluppo
emozionale dei giovani. Il bambino
depresso è un soggetto che non
è (o non crede di essere) in grado
di contrastare con sicurezza una
serie di life events, cioè esperienze
esistenziali di stress presenti in casa
ed a scuola: ad esempio situazioni
di perdita transitoria o definitiva dei
genitori (abbandono, separazione,
malattia e morte), ambienti
condizionati da elementi di danno
(abuso e negligenza, dipendenza
da sostanze legali ed illegali),
sequele di insuccesso scolastico
ed inibizione dello sviluppo sociale.
La sicurezza del bambino dipende
in misura considerevole da legami
di attaccamento affettivo con i
genitori, non sempre in grado di
assicurare un presidio sicuro contro
esperienze di sofferenza che il figlio
avverte intensamente: i bambini ad
esempio sono spaventati anche dai
danni economici di una separazione
di coppia, oppure disorientati dai
problemi di una struttura familiare
ricostituita, oppure preoccupati
da un disturbo mentale o una
dipendenza non decifrabile di un
genitore, oppure ancora delusi da un
clima scolastico non accogliente e
talora svalutante.
Come si previene?
La prevenzione sociale di un disturbo
mentale come la depressione
infantile dipende da una strategia
politica, che tuteli, attraverso
iniziative di governo, la famiglia e la
scuola, che possono rappresentare
luoghi di crisi ma anche di crescita
di bambini ed adolescenti. Le risorse
devono essere destinate soprattutto
a consolidare socialmente un ruolo
materno, che continua a costituire,
malgrado una revisione in atto delle
caratteristiche di genere femminile
e maschile, un elemento primario di
protezione della salute mentale
infantile. La prevenzione sanitaria è
affidata ad una diagnosi precoce,
che naturalmente dipende dalla
attenzione affettiva dei genitori
nei confronti dei bambini, dalle
osservazioni degli insegnanti,
conoscitori spesso avvertiti
degli alunni loro affidati, e dalla
competenza dei pediatri di famiglia,
interlocutori privilegiati dei servizi
di salute mentale di bambini ed
adolescenti.
Come si cura? Possono verificarsi
delle ricadute?
La depressione infantile,
diversamente da alcuni altri disturbi,
sembra quasi immediatamente
interpretabile come una sofferenza
mentale, quindi curabile attraverso
cure mentali: con parole latine similia
similibus curantur. La depressione
di bambini ed adolescenti si
cura attraverso una valutazione
psicodiagnostica con durata di alcuni
mesi, ed un successivo programma
di psicoterapia dedicata al bambino
ed in misura variabile ai genitori con
durata di alcuni anni, naturalmente
insieme ad una attenzione nei
confronti degli ambienti di sviluppo
sociale interessati. L’orientamento
concettuale della psicoterapia non
costituisce un elemento primario
di scelta, come indicano alcune
indagini, che confermano gli
eguali benefici dei diversi modelli
psicoterapeutici accreditati. I
bambini depressi sono spesso
bambini dotati di una intelligenza non
minore, quindi sono accessibili ad un
percorso di cure dove sono attivati
processi avanzati di comportamento
e pensiero. Alcune situazioni
cliniche, dove la competenza del
bambino sembra deteriorata da
elementi di cronicizzazione, possono
prevedere anche il contributo di
farmaci, somministrati da medici
specialisti in un clima di convincente
collaborazione.
Quale comportamento deve
adottare il genitore in questi casi?
I genitori preoccupati in proposito
possono inizialmente domandare
consiglio al pediatra del bambino,
che conosce la loro situazione e
senza dubbio è in grado di orientare
le scelte successive.
dott. Guido Piazza
Psicologo Psicoterapeuta, Dirigente
Psicologo dell’IRCCS Burlo
Garofolo di Trieste, Struttura di
Neuropsichiatria Infantile
intervistato da Barbara Cantalino
30 anni di boicottaggio
alla nestlé
Intervista a Sofia Quintero Romero, medico,
specializzata in salute pubblica, particolarmente attiva nella promozione di quella
della donna e del bambino.
Non acquistare prodotti della
Nestlé e consociate è da moltissimi
anni per me un rito abituale, ma
sia io, sia le amiche che stanno
facendo altrettanto, abbiamo la
sensazione che il danno economico
sia irrilevante e anche quello
d’immagine modesto.
L’obiettivo non è quello di colpire
la multinazionale dal punto di vista
economico, ma nell’immagine
aumentando sempre più la
consapevolezza dei cittadini sulle
gravi conseguenze dell’alimentazione
artificiale dei neonati in maniera
particolare nel terzo mondo.
Ovviamente chi opera sul mercato
deve vendere i propri prodotti, ma
i sostituti del latte materno diffusi
in quei paesi, vista la precarietà
delle situazioni igieniche, finiscono
coll’essere la causa dell’elevata
mortalità infantile. Anche se la cosa
non è nota al grande pubblico, è
certo che l’immagine al livello delle
organizzazioni internazionali è invece
molto compromessa.
Non è quindi in discussione
la validità del prodotto ma la
promozione impropria e il suo uso
inadeguato. Il boicottaggio diventa
allora un modo per non rendersi
complici di un comportamento
eticamente inaccettabile?
Certamente. Questo è uno strumento
pacifico che diventa efficace nel
tempo. Non possiede infatti la
forza propulsiva dell’esposizione
mediatica, ma la pressione che
riesce ad esercitare è importante. La
situazione oggi sarebbe ancora più
grave se non trovassero degli ostacoli.
Questi 30 anni non sono trascorsi
inutilmente. Sono stati raggiunti due
traguardi significativi. È cresciuta
la consapevolezza di una adeguata
alimentazione infantile ed è stato
formulato un codice internazionale
che regola la commercializzazione
dei sostituti del latte materno, tisane
comprese.
Qual è stato il motivo ispiratore di
questa lunghissima protesta?
Tutto è nato da un libro uscito nel
1974, “The baby killer”, scritto
da Mike Muller, un sudafricano ,
che per questo ebbe anche noie
giudiziarie. Tre anni dopo, nel1977,
30 anni fa appunto, il movimento
cominciò ad organizzarsi negli USA
e poi si diffuse anche in Europa. Sul
fronte della tutela dell’infanzia sono
impegnate, oltre all’OMS e all’UNICEF,
diverse associazioni. La loro opera
di denuncia è costante. Save the
children dichiara che muoiono 3800
bambini al giorno per problemi legati
all’alimentazione. L’allattamento al
seno è la misura di salute pubblica più
efficace per la diminuizione drastica
della mortalità infantile. Può sembrare
incredibile che si rinunci a ciò che è
più naturale per il costoso prodotto
sostitutivo, ma la pubblicità può
indurre a queste scelte. Jean Ziegler,
inviato speciale ONU per il diritto
al cibo, dice che la pubblicità (100
milioni di dollari nelle sole Filippine)
è “fuorviante, ingannevole e maligna
nei suoi intenti”. Nelle Filippine solo il
16% dei neonati di 4-5 mesi è allattato
al seno!
Ho letto anche che i governi dei
paesi interessati non riescono ad
arginare il fenomeno con interventi
legislativi efficaci. Sembra che sia
facile aggirarli e che addirittura
vengano esercitate pressioni sui
governi stessi. Allora cosa si può
fare?
Non bisogna abbassare la guardia.
Dobbiamo diffondere sempre più la
conoscenza informando attraverso
la stampa come stiamo facendo
ora e tenere la Nestlé sempre sotto
attenzione inviando anche lettere
di protesta. E poi monitorare le
violazioni del codice internazionale.
In ogni paese c’è un gruppo che
svolge questo compito. Tutti noi
però dobbiamo sentirci investiti della
responsabilità sociale di tutelare i più
deboli e tra questi i più deboli di tutti,
cioè i bambini.
Via Mestre 7 - Pordenone
tel. - fax 0434 28043
17 Konrad settembre 2007
Giovanna Falcioni
due film a confronto
Fearless contro The Protector - La legge del Muay Thai
Arti marziali a confronto
Reduce dalla maratona primaverile del Far East Film di
dei quali campione della propria specialità nel suo Paese
Udine (in una settimana m’ero sciroppato oltre 40 pellicole
d’origine. Huo accetta la sfida e nel 1910 a Shangai si
dell’Estremo Oriente), recalcitravo ad affrontare il tema delle
trova a fronteggiare rispettivamente un pugile inglese,
arti marziali, ma siccome si tratta un argomento che non
uno spadaccino spagnolo, un soldato belga armato di
avevo recensito, mi sono fatto coraggio.
lancia e un giapponese che pratica le arti marziali. La Cina
Il regista di Fearless si chiama Ronny Yu, è nato a Hong
non ha mai dimenticato, e mai lo farà, ciò che avvenne
Kong nel 1950 e si fa notare nel 1986 con Legacy of Rage,
quel giorno a Shangai in quel giorno del 1910. Così
interpretato dal leggendario Brandon Lee. Ma Ronny non
come non lo dimenticherà lo spettatore. Il protagonista
vuole essere ricordato solo come un
Jet Li (supercampione del mondo di
autore di kung-fu e perciò si butta sul
Wushu), il produttore Bill Kong (Hero) e
fantastico-medievale con La strega
il coreografo Yuen Wo Ping (Matrix, La
dai capelli d’argento del 1993, che
Tigre e il Dragone) sono una garanzia
funziona benino e gli dona una certa
di qualità, ma ciò che più importa è che
fama in patria così come, due anni
hanno partecipato alla realizzazione
dopo, il romantico-orrorifico remake
del film non solo per denaro, ma anche
de Il Fantasma dell’Opera in salsa
per idealismo. E Fearless è un ottimo
hongkonghese: due film molto belli
film. Non solo per le scene d’azione, ma
e spettacolari, ma naturalmente non
anche per il messaggio apertamente
trovano la strada per essere distribuiti
progressista e antirazzista: rivendica i
in Occidente. Però Yu è pronto per il
valori dell’antica civiltà cinese contro la
grande salto e, pieno di speranze, vola
politica colonizzatrice e imperialista che le
a Hollywood dove è sicuro di realizzare
potenti nazioni europee portarono avanti
le sue più ambizioni. Come diceva la
durante tutto il secolo diciannovesimo.
defunta Oriana Fallaci: “siamo tutti
Il disprezzo nei confronti del popolo
americani“ (ma non sempre è un gran
cinese sfruttato e deriso arrivò al punto
bene). E infatti negli USA Ronny Yu
che in Occidente per molti anni la Cina
è costretto per campare a girare una
fu definita “nazione dei malati“. Senza
porcata dietro l’altra, a cominciare
dimenticare il trattamento ignobile
dal pessimo La sposa di Chucky
ricevuto dalle migliaia di immigrati cinesi
del 1998, quarto (e speriamo ultimo)
negli USA: prima sfruttati come bestie
capitolo di una saga horror iniziata nel
per costruire le ferrovie, poi emarginati,
1988 da Tom Holland col fortunato
trattati da appestati e chiamati
La bambola assassina. Poi nel 2003
“pericolo giallo”.
Yu dirige l’ancora peggiore Freddy
Se Fearless brilla come una stella di
Vs Jason dove in una intollerabile
prima grandezza, il thailandese The
poltiglia cinematografica si scontrano
Protector-La legge del Muay Thai di
due personaggi-icona del mondo
Prachya Pinkaew è quanto di peggio
orrorifico (Freddy Kruger e Jason
il cinema di arti marziali possa offrire.
Voorhees). A questo punto Ronny
Racconta di Kham (Tony Jaa), giovane
Yu ha molto da farsi perdonare e per
alla ricerca dei suoi elefanti, destinati
riscattarsi torna in patria, dove viene
al Re della Thailandia e rubati da un
scelto per girare Fearless (Hong
gruppo di criminali che hanno pure
Kong-Cina-USA, 2006), basato su
sparato a suo padre. Per recuperarli,
un personaggio realmente vissuto, il
arriverà fino in Australia. Ma pur avendo
maestro di arti marziali HuoYuanjia.
un budget discreto, il regista ricalca
All’inizio della carriera, vanitoso, egoista
pedissequamente una formula vista e
e presuntuoso, combatteva solo per
rivista mille volte: intrattenimento basato
sé stesso e non aveva alcun ideale,
sui combattimenti (molto ben coreografati
né politico nè spirituale. Ma quando la
e veramente “in-credibili”), eroe
Fearless e The Protector
sua arroganza provoca una spaventosa
indistruttibile, cattivi da operetta, morale
tragedia familiare, egli impazzisce e fugge. Grazie alla
semplicistica e lo “scontro finale” è talmente improbabile
dolcezza e generosità di alcune donne, comprende che
da sfiorare l’umorismo involontario: mai rubare gli elefanti
la vera grandezza delle arti marziali sta nella correttezza
a un esperto di arti marziali, le conseguenze potrebbero
e nella lealtà, non nella violenza. Torna allora nella società
essere terribili. Il protagonista Tony Jaa ha un grande
per diffondere questi principi, crea la Federazione sportiva
potenziale e può ambire a diventare una star del cinema
Jingwu che difende i valori della tradizione cinese contro
“coi calci volanti” alla stregua di Jet Li, Bruce Lee, Jackie
l’invasione occidentale. Ma il suo impegno o comincia
Chan. Quanto tempo impiegherà Hollywood a cooptarlo in
a dar fastidio alle potentissime Compagnie di trasporto
produzioni a otto zeri? Speriamo che i suoi film futuri siano
internazionalie, che per distruggerlo organizzano un torneo
più intelligenti di questo. Ma non ci vorrà tanto...
in cui dovrà affrontare quattro lottatori, ognuno
Gianni Ursini
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18 Konrad settembre 2007
teatri di confine
CoisCéim Dance
Theatre - Knots
In alto a destra:
Pina Bausch
Teatro o danza?
Questo è il
dilemma...
Abbiamo chiuso il numero precedente della rubrica ‘Teatri
di confine’ con la notizia dell’assegnazione del premio alla
carriera per la celebre coreografa Pina Bausch nell’ambito
della Biennale Danza di Venezia e da qui ricominciamo
per presentare il numero settembrino dopo la pausa
estiva. Anche perché la Bausch, con il suo storico gruppo
‘Thanztheater Wuppertal’, ha presentato proprio alla Fenice
di Venezia ‘Agua’, il suo nuovo spettacolo sul Brasile,
a metà luglio. Ed è proprio la Biennale di Venezia con il
festival di danza contemporanea ‘Body & Eros’, ad aver
conquistato la curiosità del sottoscritto, attirato in laguna
soprattutto da uno degli spettacoli in cartellone, di cui vi
riferiamo a parte con maggior dovizia di particolari. Tutto
molto bello, direte voi, ma qui si parla assai di danza e poco
di teatro. E avete ragione, però i motivi ci sono.
Intanto, la danza e il teatro spesso si mescolano
felicemente per dare vita a quell’ibrido che porta il nome
di ‘teatro - danza’. La stessa Pina Bausch da sempre ha
portato avanti questa commistione, basti pensare alla sua
storica performance ‘Kontakthof’ del ‘78, poi replicata
più di recente al Mittelfest qualche anno fa con un solo
cambiamento: l’età dei danzatori, che si aggirava attorno
ai 65 anni, senza per questo sfigurare rispetto alla versione
precedente. E, parlando del Mittelfest, che quest’anno
aveva come tema (più che opportuno) i diritti umani, non si
può che elogiare la qualità degli spettacoli che il direttore
Moni Ovadia anche quest’anno è riuscito a portare a
Cividale. Ma al di là di questo, a livello regionale non ci
sono state delle novità eclatanti (vedi la rassegna del
Teatro Romano a Trieste). E in autunno? Il Rossetti ha già
anticipato qualche nome per la prossima stagione: Paolo
Poli, Massimo Dapporto, Franco Branciaroli, Christian De
Sica, Neri Marcoré. Tutti nomi già ipercollaudati, che non
offrono per il momento nulla di veramente coraggioso.
Staremo a vedere.
Biennale danza:
a Venezia in scena
i “nodi” di Lang
‘Non mi rispetto. Non posso rispettare uno che mi rispetti.
Posso solo rispettare qualcuno che non mi rispetta’.
Quello che avete appena letto è un breve esempio tratto
da ‘Nodi’, un libretto dell’antipsichiatra Ronald Laing che
all’inizio degli anni ‘70 fece molto scalpore e che ancora
oggi non ha perso la sua forza. La scommessa di Laing
era descrivere alcuni ‘paradigmi di rapporti intrapsichici
e interpersonali’ non nella forma classica del saggio,
ma in quella ben più atipica della poesia. Ventisette anni
dopo questi nodi relazionali, che spesso impediscono
di vivere in modo sereno ed equilibrato i rapporti con gli
altri, hanno trovato una via di rappresentazione concreta
grazie al CoisCéim dance Theatre, compagnia di danza
contemporanea irlandese diretta dal coreografo Liam Steel.
Lo spettacolo, che porta il titolo originale dell’opera di Laing
(‘Knots’) è stato presentato in giugno alla Biennale Danza di
Venezia presso il Teatro Piccolo dell’Arsenale, nell’ambito
del festival ‘Body & Eros’.
Sei cabine per altrettanti danzatori al centro, due lettini
ospedalieri ai lati: la scena di ‘Knots’ è tutta qui. Ma sarà
comunque sufficiente a fornire agli spettatori un quadro
completo dei vari tipi di nodi relazionali che gli esseri umani
si stringono addosso, per mezzo del linguaggio corporeo e
non verbale della danza. La sfida stava proprio nel tentare
il passaggio dalla parola scritta alla parola danzata e si può
ben dire che a fine spettacolo la traduzione abbia avuto
successo. Anche perché i nodi descritti da Laing sono
tornati al loro luogo d’origine: la comunicazione tra corpi
senzienti. Gli ingredienti fondamentali che hanno permesso
alla coreografia di rivelarsi efficace sono due: la leggerezza e
la sincerità. Leggerezza nel rappresentare rapporti di coppia
ingarbugliati e pieni di sofferenza senza dimenticare il
versante ironico, a cominciare dalla canzone ‘Sweet dreams’
degli Eurythmics che annuncia al pubblico una performance
tutt’altro che dolce. Sincerità nel prelevare dalla propria
vita frammenti di storie che i sei danzatori (tre donne e tre
uomini) hanno poi usato e rielaborato in funzione scenica,
collegandoli ai nodi ‘storici’ di Laing. Lo spettacolo, che
ha ricevuto alla fine i meritati applausi, è stato dedicato da
Liam Steel ‘a tutti coloro che hanno lottato per sbrogliare la
meravigliosa ma anche tortuosa matassa emozionale che si
crea nel corso di una qualsiasi relazione’.
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denaro e dintorni
Economia in pillole: qualche dritta per rendere meno ostici temi
come la moneta, la banca, l’impresa... I puntata
Moneta: soldo, yen, rupia, lira, marco,
sesterzio, scudo, yuan, sterlina,
dollaro, euro... e chi più ne ha più
ne metta. E tu, caro papi, che tra
poco darai la prima paghetta al
tuo Marchino, non sai che razza di
processo metti in moto. E se per caso
l’amato pargolo ti chiede qualcosa,
eccoti alcune dritte per non essere del
tutto impreparato.
Moneta, dicevo. Quanti infiniti nomi
per indicare un “oggetto” che ci
consente di acquistare ciò di cui
abbiamo bisogno. Detta così, la cosa
sembra semplice, ma di fatto non lo è.
Bisogna risalire indietro di qualche
millennio per trovarne le prime tracce,
quando questa geniale trovata pose
fine al baratto. Cioè allo scambio
diretto dei beni tra di essi. Ben
presto s’era capito che il baratto era
scomodo e creava gravi inconvenienti,
perché era difficile far coincidere i
bisogni della gente.
Ci pensarono i cinesi ad ovviare a
simili penose situazioni. L’idea fu
poi imitata dagli abitanti della Lidia
(attuale Turchia) e via via da tutti gli
altri popoli. Moneta non era altro
che una merce. Un intermediario per
acquistare le cose. Con la particolarità
che era più durevole e più facilmente
divisibile e trasportabile. I capi di
bestiame segnarono il confine tra
baratto e moneta poi vennero le
conchiglie, i semi di cacao, l’oro,
l’argento, il rame... e solo molto dopo
banconote e infine carte di credito!
Altra caratteristica importante era
la sua disponibilità non illimitata.
Quindi il materiale in cui la moneta
era fatta, il suo particolare uso, la sua
scarsità ne fecero da subito un bene
dotato di personalità speciale, con
valore quasi mistico. Il fatto di avere
un potere d’acquisto generale, cioè
di permettere qualsiasi transazione,
facilitò il commercio e aumentò
gli scambi, rendendoli sempre più
complessi. Ma anche la moneta aveva
un suo costo, soprattutto per chi ne
aveva poca. Nacque così l’interesse.
Nei tempi antichi l’interesse fu
soprattutto un problema etico. Il ricco
che aveva maggiori disponibilità,
prestava denaro al povero che non ne
aveva. Il ricco però ne percepiva in
cambio l’interesse. Costo per il povero
e guadagno per il ricco che così si
arricchiva sempre di più. Per questo
da subito l’usura, cioè il prestar
denaro, diventò qualcosa di odioso e
rese antipatici coloro che esercitavano
questa professione, che diventò infine
onorevole con un’altra invenzione: la
banca. Solo molto dopo l’interesse fu
catalogato tra i costi di produzione,
ma questo è un altro discorso su cui
torneremo in seguito.
Col tempo dunque oro e argento
diventarono i metalli preferiti con cui
coniar moneta, dal nome della matrice
in cui era impressa, chiamata appunto
conio. Ma ciò contribuì a creare nuovi
problemi.
Nacquero i primi falsari, cioè i tizietti
che frodavano il prossimo, copiando
e fabbricando monete con metalli
di poco valore. Anche i comuni
delinquenti ebbero possibilità di
incrementare i loro affari, con furti
ben piazzati ai danni degli abbienti.
Ma l’aspetto più antipatico fu quello
della frode operata da furboni senza
scrupoli che limavano le monete,
togliendo via metallo prezioso e
impoverendole. Questa operazione
è nota come tosatura della moneta
e di solito è tipica delle epoche di
crisi, come la decadenza dell’impero
romano. Anzi non mancarono
imperatori che favorirono tale pratica
e sottoscrissero accordi non tanto
segreti con chi compiva il misfatto.
Un’ultima affermazione che dimostra
come l’economia segua sempre
una sua logica intrinseca, che ogni
tanto qualcuno si prende la briga
di codificare. Mi riferisco alla legge
di Gresham, finanziere d’epoca
elisabettiana. Essa dice che la moneta
buona scaccia la cattiva. E’ ovvio
che il possessore di euro preferisce
tenerselo e liberarsi di altre monete di
valore e potere d’acquisto inferiori. Ma
dietro a ciò, sappiamo, si nascondono
ben altri interessi: la forza politica,
il ruolo dominante di un sistema
economico, la sua reputazione ed è
evidente che l’euro peserà molto più
di un lek albanese!
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alimentazione
I cereali della salute
I limiti dell’alimentazione moderna
appaiono molto evidenti quando
facendo riferimento alla grande
famiglia dei cereali osserviamo che
sulla tavola sono presenti quasi
esclusivamente prodotti derivanti dal
grano, ossia pane, pasta, biscotti,
crackers, fette biscottate, focacce,
grissini… e riso, tutti bianchi e raffinati.
Il termine cereali deriva da Ceres, la
dea della terra e dell’agricoltura, a
simboleggiare come questa famiglia
di alimenti rappresenti proprio le radici
dell’uomo.
I cereali fanno parte della famiglia
delle graminacee, e nel corso dei
secoli, grazie alla coltivazione
dell’uomo, hanno sempre di più
assunto una forma verticale, mentre
i chicchi perdevano la caratteristica
di disperdersi al vento e aderivano
maggiormente al fusto con la
formazione della spiga.
Così, la vita del cereale inizia dalla
radice, cresce nel fusto e si concentra
nel seme, tanto che un chicco di grano
rimane vivo per almeno dieci anni.
Per rendere l’idea di quanto forte
sia questa spinta vitale verso l’alto,
considerando una piantina alta 1,2
metri e larga 4 mm, la proporzione
rispetto ad un moderno edificio
sarebbe una costruzione di 300 metri!
Tutto questo sforzo viene fatto per
concentrare nel seme la vitalità della
pianta, oltre che i preziosi principi
nutritivi. Nel chicco si distinguono
tre parti: il corpo farinoso, gli strati
corticali e il germe, e tutti e tre sono in
realtà un’unità, tant’è che togliendone
anche solo uno, come avviene nella
sbiancatura della farina, il valore
nutritivo si riduce drasticamente
mentre la vitalità viene completamente
perduta.
Vediamo ora l’aspetto più interessante,
ossia quale possa essere l’azione dei
cereali sull’uomo.
Le diverse scuole e filosofie
alimentari non sono tuttavia concordi
nell’attribuire un valore così primario ai
cereali: alcune, come la macrobiotica,
ne fanno l’alimento base principale
e ne esaltano le qualità, altre invece
tendono a ridimensionarne l’impiego
alla luce di alcuni importanti aspetti
negativi. Il principale di essi è
sicuramente l’elevata presenza di
acido fitico che inibisce l’assimilazione
di alcuni minerali come il ferro, lo zinco
e il calcio.
Anche se è bene non trascurare tale
effetto, soprattutto nei casi delle
donne in gravidanza e dei bambini
– che dovrebbero preferire i cereali
semintegrali - c’è da dire che finora
le carenze di ferro o calcio non sono
mai state associate ad un consumo
eccessivo di cereali, bensì ad altre
cause.
Il più importante merito di questa
categoria di alimenti è quello di
essere la principale fonte di zuccheri
complessi (amido), utili per fornire
energia in tempi lunghi, e quindi
particolarmente adatti per uno stile
di vita sedentario o per attività più
intellettuali che motorie, e idonei per i
climi o le stagioni più fredde, grazie al
potere riscaldante (dovuto anche alla
cottura e al consumo a caldo).
Le altre proprietà dei cereali sono:
un valore discreto di sali minerali
(se si consumano integrali), un buon
contenuto di grassi insaturi, una
discreta percentuale di proteine (anche
se incomplete,) e di vitamine (alcune
delle quali però vengono perse con la
cottura).
Dal punto di vista della salute, i cereali
hanno una serie di effetti benefici:
- regolano il funzionamento
dell’intestino e prevengono le
intossicazioni;
- prevengono le malattie
cardiovascolari grazie al loro effetto
riducente sul colesterolo LDL
favoriscono la vitalità della flora
batterica;
- contenendo molti antiossidanti,
minerali, oligoelementi, grassi
polinsaturi, fitoestrogeni, migliorano
le difese immunitarie e riducono i
processi infiammatori e degenerativi;
- prevengono alcune forme di cancro,
come quello all’intestino, allo stomaco
e al pancreas; prevengono il diabete
perché stimolano debolmente
la resistenza insulinica e l’indice
glicemico.
Grazie all’alto contenuto di silicio e
fosforo, esercitano azione rinforzante
sul cervello e sulle cellule nervose,
mentre il magnesio tonifica cuore e
polmoni.
Per godere appieno del loro valore,
occorre consumare i cereali nella
forma integrale, perché la raffinazione
toglie praticamente tutto l’involucro
esterno del chicco lasciando solo la
parte centrale che è composta da
amido puro, facendo quindi perdere la
maggior parte degli effetti positivi sulla
salute e sulla nutrizione.
Per alcune persone, soprattutto le
prime volte, questo passaggio può
causare problemi digestivi e intestinali,
perché il corpo ha progressivamente
perso la capacità di lavorare il
prodotto integrale, però, iniziando con
piccole quantità, o magari con cereali
semintegrali, gradualmente questa
abilità verrà ripristinata, soprattutto nei
giovani e negli adulti, più lentamente
negli anziani.
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Ma l’uomo dov’è?
È successo tanto tempo fa, nell’antica Grecia, che un
filosofo originale e alquanto fuori dalle righe, s’interrogasse
sul valore intrinseco dell’uomo e ne cercasse, sia pure con
scarsa fiducia, l’esemplare della sua completa realizzazione.
Infatti costui che risponde al nome di Diogene, girava tra
il suo prossimo sicuramente irridente, a cercare l’Uomo,
un vero uomo, brandendo una lanterna accesa nel pieno
sole del mezzogiorno. I suoi concittadini lo chiamavano
per questo, ma non solo, “Socrate impazzito”. C’era di
mezzo anche la faccenda del suo domicilio (una botte) e
delle suppellettili domestiche, una sola ciotola a cui rinunciò
quando, osservando un bambino bere alla fontana nelle
proprie mani, comprese che ne avrebbe potuto fare a
meno. Lezione sconvolgente nel tempo del consumismo
esasperato!
Noi che abbiamo letto Hermann Hesse e grazie a Siddharta
sappiamo molto sul misticismo orientale, possiamo
invece considerare Diogene un saggio che in realtà aveva
capito tutto e vedere nel suo gesto un’estrema ironica
provocazione.
D’allora sono passati tre secoli prima di Cristo e ben due
millenni dopo, eppure se a qualcuno di noi, oggi, nel relax
della vacanza estiva, fosse passata per la mente la stessa
domanda sul significato ultimo di essere “uomo”, credo che
si sarebbe trovato nello stesso imbarazzo. “Io che tipo di
essere umano sono? E se mi mettessi a girare col lanternino
quanti veri uomini incontrerei?” Il problema è ancora lo
stesso. La scienza e la tecnica sembrano fare miracoli, anzi
sono arrivate al punto che potrebbero distruggere l’Umanità
intera, ma non sono capaci di far diventare migliore un solo
essere umano. Questa è un’impresa in cui ognuno di noi
può riuscire solo da sé.
Innamorata da sempre della filosofia greca e di Socrate
in particolare, ogni volta che ascolto i dibattiti dei politici
non posso fare a meno di ricordare i Sofisti, saccenti e non
sapienti, che furono l’espressione della crisi spirituale del
popolo greco. Costoro erano abilissimi nel sostenere con
la stessa efficacia tesi opposte. Ciò che contava non era
la “verità” ma la capacità di persuasione, di fascinazione
dell’oratore. Un vero godimento dell’orgoglio!
La Grecia allora trovò in Socrate il grande maestro che
seppe superare l’etica dei sofisti basata sull’interesse
individuale, sulla propria convenienza tanto da prevedere
anche la violazione della legge se ciò poteva essere fatto
impunemente, con la ricerca del vero bene per l’individuo
e per la società. E anche in questo, chissà perché, c’è
qualcosa che mi suona familiare.
Come non riconoscere nella nostra società, così progredita,
un generale disorientamento, un’evidente crisi dei valori?
Il pensiero principe dei governanti sembra essere lo stato
di salute dell’economia mentre il mondo è afflitto da
mali gravissimi che hanno tutti a che fare con la nostra
mancanza di crescita in umanità e sono l’emergenza
ecologica, la guerra e i crimini contro l’infanzia. È quindi
necessario che si alzi la voce di tanti uomini in grado di
rendere testimonianza con la grandezza morale della loro
persona, ma nessuno di noi può chiamarsi fuori, sentirsi
escluso da questo impegno.
Tornando a Diogene, forse può sorprendere sapere che,
malgrado lo stile minimalista della sua vita, campò a lungo
e morì vecchissimo.
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Capita (di rado) che un imprenditore
si innamori della qualità del proprio
lavoro e dei prodotti che offre alla
propria clientela al punto da trovare
quotidianamente un nuovo obiettivo
di crescita. È il caso di Carina Borlini,
che, non paga dei successi ottenuti col
suo supermercato biologico Naturasì,
ha deciso di portare fino in fondo la
sua sfida di qualità costituendo un
complesso commerciale orientato
al biologico che affianca al negozio
in via di ristrutturazione anche un
ristorante che si chiamerà Puntosi e
che sta sorgendo proprio di fronte al
supermercato, in Androna Economo.
Visitando i cantieri e visionando i
progetti per tale centro, ci si rende
conto dello sforzo per qualificare
ulteriormente sia la
precedente struttura
commerciale che il
ristorante di prossima
apertura, perseguendo
l’obiettivo di una
qualità totale, fortemente orientata
verso l’ecologia e il rigoroso rispetto
di standard finalizzati a consentire
un’alimentazione naturale rispettosa
delle caratteristiche biologiche dei
prodotti proposti alla vendita e al
consumo.
Già in fase di progettazione,
difatti, si sono posti in essere tutti
gli accorgimenti per assicurare il
massimo rispetto dell’ambiente
e della qualità dei prodotti offerti
ai clienti. Un sistema di raccolta
differenziata dei rifiuti che prevede
che nulla, assolutamente nulla venga
smaltito in direzione dell’inceneritore,
mediante l’uso di materiali e imballaggi
totalmente riciclabili ed avviati ad
aziende che ne effettuano il recupero.
Pannelli fotovoltaici assicureranno
l’energia, l’acqua usata per ogni tipo
di attività, dalla cottura dei cibi al
lavaggio delle stoviglie, sarà depurata
mediante appositi impianti, mobili
e arredi saranno di tipo naturale,
costruiti con materiali naturali e
mediante l’uso di tecniche costruttive
che escludano collanti e vernici
tossici. La medesima cura anche per
le parti strutturali del complesso, che
si sta allestendo mediante tecniche
e con l’uso di materiali propri della
bioedilizia.
La rigorosa scelta nell’individuazione
dei fornitori, da ultimo, continuerà
quella che già è attualmente una
politica imprescindibile di acquisto,
tale da garantire il cliente sulla
più scrupolosa osservanza delle
normative biologiche. Tutto questo
complesso di fattori porterà alla fine
alla certificazione di qualità biologica
dell’intero complesso, primo caso a
livello nazionale di azienda di vendita
e di ristorazione ad ottenere tale
qualifica.
All’iniziativa non poteva mancare il
cordiale augurio da parte di Konrad.
C.V.
Perchè sono ambientalista
Legambiente si è occupata delle migliaia di incendi
dolosi che hanno deturpato la penisola (non chiamiamola
emergenza: è la norma). In Sicilia ha diffidato le
amministrazioni comunali che non adempiono alla legge:
“sono ancora troppi i Comuni che non hanno provveduto
a istituire il catasto delle aree percorse dal fuoco e a far
scattare i conseguenti vincoli di immodificabilità della
destinazione d’uso dei suoli incendiati”. L’istituzione del
catasto è un formidabile deterrente, perchè impedisce
di avere vantaggi economici dagli incendi, come dice
Salvatore Granata, segretario di Legambiente Sicilia.
Infatti, nei comuni dove questa norma è stata applicata,
si è registrato un calo del numero degli incendi.
Petra Kobau
Prevenzione discoteche
Con l’arrivo della stagione fredda, i più
giovani ritorneranno a frequentare le
discoteche, sottoponendo il loro udito
ad uno stress veramente pericoloso.
In questi locali infatti, il volume
utilizzato è veramente assordante,
superando talvolta anche i 100
decibel; tale frastuono stimola
l’orecchio a rilasciare radicali liberi
che possono danneggiare in modo
irreparabile le cellule uditive. Non per
niente, l’indebolimento dell’udito sta
diventando un vero e proprio problema
Nuovi prestiti per la difesa
dell’ambiente
Banca Etica ha lanciato il “Progetto Energia”, in base al quale vengono finanziati
a) il risparmio energetico e l’efficienza degli impianti
b) la produzione di energia da
fonti rinnovabili.
Si tratta di mutui chirografari, a
tasso fisso o variabile. Ne possono
beneficiare persone fisiche o giuridiche. Per informazioni, contattare
il banchiere ambulante oppure visitare il sito nazionale della Banca,
alla sezione “Trasparenza”.
24 Konrad settembre 2007
causato non solo dalle sale da ballo,
ma anche dal costante traffico
cittadino, da alcuni tipi di lavori (con
il martello pneumatico ad esempio) o
anche dall’uso sempre più frequente
delle cuffie per ascoltar musica a
volume molto alto.
Su questo problema sociale,
l’Università del Michigan ha pubblicato
sulla rivista “Free Radical Biology &
Medicine” uno studio che dimostra
come l’assunzione di antiossidanti
(vitamine A, C ed E) assieme al
magnesio, si sia dimostrato molto
efficace nel limitare i danni cellulari
provocati dall’esposizione a rumori
assordanti. Lo studio ha evidenziato
come siano i radicali liberi, composti
molto ossidanti, ad innescare la
distruzione cellulare e di come
l’integrazione di sostanze conosciute
come antiossidanti riesca ad annullare,
o perlomeno a ridurre, il danno in
questione.
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Il Sessantotto a Trieste
Tra febbraio e marzo del 1968 alla facoltà di Lettere
si realizza un’occupazione di 15 giorni. Un centinaio
di studenti, di vario orientamento politico, organizza
un’Assemblea Permanente e dà inizio ad una stagione di
lotte e di amori, di scontri e di gioia, di ideologia e di utopia.
Per tutta l’estate si tengono riunioni settimanali con decine
di studenti medi per dar vita ai collettivi delle scuole. Ai
primi di dicembre si svolge il primo corteo, di 1500 studenti
contro l’ennesimo omicidio di stato, quello di tre braccianti
ad Avola e Battipaglia.
L’anno si chiude con una quasi occupazione della sede
centrale dell’Università. Bisognerà aspettare ancora un
anno. A soli 40 anni di distanza, un gruppo di “ragazzi del
‘68”, sta cercando di ricostruire quella tappa centrale della
propria vita. Nei pregi e nei difetti.
Hai partecipato a quel movimento? Tu, un tuo genitore, una
zia, un amico/a più o meno maturi eravate dentro il piccolo
ciclone? Hai documenti di qualsiasi tipo (foto, volantini,
articoli, dischi, ecc.)? Hai voglia di ricordare?
FATTI VIVO/A.
Contatta la redazione di Konrad.
L.C.
Assistenza per le
coppie omosessuali
è nata a Trieste l’Associazione Radicali Friuli Venezia Giulia per assistere
(anche giuridicamente) le coppie omosessuali che vogliano vedere
riconosciuto il proprio matrimonio civile. Mancando ancora in Italia
una legge in materia, una coppia omosessuale che presenti, presso il
comune di residenza, la domanda per l’unione civile, si sentirà opporre
un rifiuto. A questo punto l’Associazione affiancherà la coppia nell’iter per
l’accoglimento della richiesta.
L’Associazione si prefigge anche l’istituzione, nei principali comuni della
Regione, dei registri delle coppie di fatto.
Chi vuole iscriversi: [email protected] oppure [email protected]
Appello per il diritto al matrimonio civile
Riconoscimento del matrimonio civile
per gli omosessuali: per dare un
contributo a questa causa si può firmare
on line il “Manifesto per l’eguaglianza dei
diritti” al sito www.matrimoniodirittogay.it
Ecco le prime righe del testo:
Al Presidente della Repubblica,
ai Membri del Governo, del
Parlamento italiano ed europeo,
ai Rappresentanti delle Istituzioni
locali, alle Associazioni per la difesa
e la promozione dei diritti civili e
umani, alle Parti Sociali, ai media,
alle cittadine e ai cittadini italiani ed
europei Noi sottoscritti, consapevoli
dell’importanza che i valori e i principi
fondamentali di uguaglianza e pari
dignità sociale sanciti dalla nostra
Costituzione hanno per il libero e pieno
sviluppo della persona, riteniamo che il
provvedimento del Governo in materia di
Unioni Civili non esprima una posizione
laica e di respiro europeo e soprattutto
non sia compatibile con il nostro dettato
costituzionale. I diritti di cui è questione
sono evocati e rivendicati come palliativi
di situazioni limite, in altre parole come
meri rimedi giuridici nell’emergenza
o come strumenti di pura gestione
patrimoniale (assistenza ai detenuti, ai
malati e ai morenti; subentro in affitto di
case, eredità), rimedi peraltro in parte
già esistenti nel nostro ordinamento:
al contrario, il diritto a realizzare un
Progetto di Vita comune, matrimoniale
o familiare, è elemento fondante ed
essenziale per il pieno sviluppo della
persona e, in quanto tale, é garantito
dagli articoli 2 e 3 della Costituzione
italiana…
Continua a www.
matrimoniodirittogay.it
Chi vuol dare una mano per raccogliere
le firme si può rivolgere per informazioni
a Clara Comelli (coordinatrice nazionale)
scrivendo a [email protected]
Centro di Formazione per la Danza
“Città di Trieste”
via Machiavelli, 17 - 34132 Trieste
tel./fax 040 360293 - e-mail: [email protected] - www.arteffetto.it
Informazioni dal lunedì al giovedì dalle 17 alle 19
Myrjam 338 8122835
La danza orientale è un arte, e come ogni arte consiste in tre cose: la teoria, la pratica, il cuore;
senza di esso non può esistere (Nelly Mazloum).
25 Konrad settembre 2007
Appuntamenti di settembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di ottobre entro il 21 settembre
Trieste
13 giovedì
1 sabato
Saggezza delle terapie antiche
Incontri di Yoga guidati da Maestra Indiana per
contrastare lo stress quotidiano rinnovando i tessuti
cellulari, rinforzare il sistema immunitario e purificare il
sistema circolatorio e ritrovare l’equilibrio emozionale.
Iscrizioni limitate, presso Centro Lam, piazza Benco, 4.
Info 333 6960201.
2 domenica
Trieste capofila della cultura ebraica
Giornata della Cultura europea ebraica con varie
manifestazioni a Trieste che quest’anno è capofila
per l’italia. Concerto alle ore 21 al teatro Rossetti di
Marco Ferradini che era uno stretto collaboratore di
Herbert Pagani. Continua la mostra dedicata a Pagani
al Museo Ebraico in via Del Monte 2.
3 lunedì
Iscrizioni corsi ginnastica rilassamento
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di: ginnastica
psicofisica, rilassamento metodo Ferriz Ferriére,
preparazione al parto. Corsi d’arte per bambini,
giovani ed adulti. Gite artistico-culturali. Presso il
Centro Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30,
3 piano. Segreteria lunedì dalle 17.00 alle 19.30.
Info 040 390823, 333 4784293.
3 lunedì
Lo yoga della tradizione
L’Associazione culturale Sraddha apre le iscrizioni
agli incontri di yoga in via Valussi e in via Coroneo 15.
“Realizzare lo Yoga, realizzare sè stessi”.
Info 040 362024 ore pasti, www.yogatrieste.it
3 lunedì
ingresso libero
6 giovedì
ingresso libero
Institute of Yogic Culture
Riapre la segreteria con orario dal lunedì al venerdì
17-19. Info e iscrizioni 040 635718, [email protected]
Presentazione ginnastica e rilassamento
Presentazione corsi 2007-2008 di ginnastica e
rilassamento metodo Ferriz-Feriére per la salute
psicofisica, mentale ed emotiva, presso il Centro
Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, 3 piano,
ore 19.30. Info 040 390823, 333 4784293.
7-8 venerdì e sabato
ingresso libero
Yoga: vieni a provare?
L’Institute of Yogic Culture ti invita ad una lezione
dimostrativa venerdì alle 20 e sabato alle 10.30: se
vuoi conoscerci, vestiti comodo e regalati un’ora di
tranquillità. Info 040 635718, [email protected]
9 domenica
Fiera del Disco usato Strumenti Musicali
al Palazzetto dello Sport di Chiarbola con concerto
alla sera di Claudio Simonetti (ex Goblin) e i Daemonia
che ci faranno ascoltare le musiche dei film di Dario
Argento. Info www.musicalibera.it
9 domenica
ingresso libero
Actis - inaugurazione anno 2007/2008
Festa di inaugurazione delle attività 2007/08
dell’Associazione Culturale Teatro Immagine Suono,
inizio alle ore 19 presso la sede di via Corti 3/A.
Info 040 3480225, [email protected]
13 giovedì
Autoconsapevolezza e meditazione
Incontro esperenziale di tecniche di
autoconsapevolezza attraverso visualizzazioni
creative, meditazione, respiro consapevole. Info ed
adesioni: 040 362320 - Centro Benessere Ayurveda
Lakshmi, via Milano 35.
13 giovedì
ingresso libero
Liberarsi dai veleni della mente
è fondamentale non lasciare che la mente,
straordinario strumento, ci avveleni. L’antidoto è
nelle emozioni, nella percezione di sé, nella memoria
profonda. Presentazione del seminario di domenica 16
con Sauro Tronconi presso l’Ass. Espande alle 20.30 in
via Coroneo 15. Info 380 7385996, www.espande.it.
dell’attivita mentale, i livelli, il controllo, la coscienza e i
chakra. Il misticismo puo’ aprire le porte per svillupare
stati di armonia emozionale e razionalità? Come
questa crescita astrale viene vista nell’ambito della
scienza moderna. Con maestra Indiana, presso Centro
Lam, piazza Benco 4. Info 333 6960201
17 lunedì
Corso di pratica Zen
Metodo che conduce il praticante ad acquisire
maggior consapevolezza di sè, a direzionare e calmare
la mente, a contattare l’armonia che soggiace nalla
profondità del nostro Essere. Verranno proposte brevi
meditazioni, semplici esercizi di concetrazione e
riflessioni Zen. Creeremo un gruppo di condivisione.
Ogni lunedì alle ore 18/19.20, presso Associazione
Zen, Via S. Francesco n. 34, I° p., Trieste. Info 334
1559187 Sabrina
17 lunedì
Institute of Yogic Culture
riprendono oggi i corsi di Hatha Yoga. Info e iscrizioni:
segreteria, via S. Francesco 34, da lunedì a venerdì,
ore 17-19, tel. 040 635718, [email protected]
14 venerdì
ingresso libero
18 martedì
Shiatsu professionale
Presentazione corsi triennali di Shiatsu professionale.
Conferenza alle ore 20, relatore Maurizio Battistella,
presso il Centro Studi e Ricerche Olistiche di Via
Palestrina 8. Info 040 382045, 338 7592945,
www.riversintooceans.it [email protected]
Yoga e meditazione al Joytinat
Serata dedicata ad un breve programma di yoga e
meditazione per tutti, sia seduti a terra che sulla sedia,
per mostrare come lo yoga è in verità una pratica di
vita quotidiana. Alle ore 20 in via Felice Venezian 20.
Abbigliamento comodo.
14 venerdì
ingresso libero
18 martedì
14 venerdì
ingresso libero
Yoga aspettando un bambino
per vivere in benessere e serenità gravidanza e parto.
Incontro con Patrizia Milocchi alle ore 20.30 presso
l’Institute of Yogic Culture in via S. Francesco 34.
Info 040 635718.
Danza del ventre - ass. cult. Ombellyki
Presentazione programma e nuovi corsi 2007-2008
di Danza del Ventre, alle ore 20 al Giardino di Iside
- danza orientale in piazza Benco 4, III piano.
Info 333 4573184 Ass. Cult. Ombellyki.
15 sabato
ingresso libero
Tecnologia spirituale
ovvero “Siamo Occidentali”, conferenza di Angelo
Mammetti presentata dall’ass. “EvoluAzionE” alle ore
20 presso la sede di via Batagely 21.
Info [email protected]
15 sabato
ingresso libero
Yoga: vieni a provare?
ancora un’occasione per conoscerci: una lezione
dimostrativa alle 10.30 presso l’Institute of Yogic
Culture in via S. Francesco 34.
Info 040 635718, [email protected]
16 domenica
Liberarsi dai veleni della mente
Un seminario con Sauro Tronconi di lavoro
sull’autoconsapevolezza con antiche tecniche di
meditazione e purificazione, ma anche di incontri
emozionali con se stessi e con gli altri.
Info 380 7385996, www.trieste.espande.it.
16 domenica
ingresso libero
Gli otto cervelli mistici
spesso si trovano nelle immagini orientali dove gli
dei sono raffigurati con piu mani o piu teste. Dialogo
sulle divisioni della Mente, e su quali sono gli aspetti
T enerife
nella magica atmosfera
del Villaggio di Masca
BED & BREAKFAST camere private
cucina tradizionale
TREKKINGS Percorsi naturalistici
BIRDWATCHING
RELAX nella NATURA
27 Konrad settembre 2007
ingresso libero
Presentazione scuola d’arte Sintesi
Conferenza di presentazione della Scuola d’Arte
Sintesi, per bambini, giovani ed adulti: “Il Bisogno
vitale di creare ed esprimersi in ogni età” Presso il
Centro Culturale di Yoga Jnanakanda via Mazzini 30,
III piano, ore 19.30. Info 040 390823, 333 4784293.
INFORMAzioni e prenotazioni
0034 678729696
ingresso libero
Corso di ginnastica cinese e yoga
Connubio di due metodi e tradizioni antiche, la
cinese e l’indiana... semplici esercizi che consentono
di: mantenere o ripristinare la forza, l’elasticità e
la morbidezza nel corpo; di aumentare la capacità
di concetrazione e calma nella mente; di diventare
abili nel rilassamento. Adatto a tutte le età. Presso
Associazione Zen, via S. Francesco 34.
Ogni martedì e giovedì, ore 13.45-15, 18-19.15.
Info 334 1559187 Sabrina.
18 martedì
Ass. yoga nella vita quotidiana
Informa che sono aperte le iscrizioni ai corsi di yoga
presso l’Arca in via della Guardia 18.
Info 328 3314434.
18 martedì
ingresso libero
19 mercoledì
ingresso libero
19 mercoledì
ingresso libero
Il fascino seduttivo
Un percorso di otto incontri per scoprire il vostro
mezzo espressivo e comunicativo imparando a dare
valore a ciò che siete. Presentazione presso l’Ass.
Espande alle 20.30 in via Coroneo 15.
Info 380 7385996, www.trieste.espande.it
Corso amatoriale di massaggio ayurvedico
Un modo dolce di mantenere l’armonia con il proprio
corpo e gli altri. Serata di presentazione del corso,
meditazione e relax. Info e adesioni 040 362320 Centro benessere Ayurveda Lakshmi via Milano 35.
Conosci te stesso
Conoscere se stessi: il corpo, gli stati emotivi, le
capacità reali a volte celate. La vera libertà nasce
dalla fiducia in se stessi. Presentazione del corso
di 6 incontri presso l’Ass. Espande alle 20.30 in via
Coroneo 15. Info 380 7385996, www.trieste.espande.it.
Appuntamenti di settembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di ottobre entro il 21 settembre
Trieste
22 sabato
20 giovedì
ingresso libero
20 giovedì
ingresso libero
La causa delle malattie...
La causa delle malattie secondo il dott.Hamer e il
dott.Bach. A cura di Paolo Pocaj e Stefano Cattinelli,
presso il Delfino Blu di Via Coroneo 15.
Presentazione ginnastica e rilassamento
Presentazione dei corsi 2007-2008 di ginnastica e
rilassamento metodo Ferriz-Ferriére per la salute
psicofisica, mentale ed emotiva. Presso il Centro
Culturale di Yoga Jnanakanda, via Mazzini 30, 3 piano,
ore 19.30. Info 040 39023, 333 4784293.
20 giovedì
ingresso libero
Intuito: sette settimane per ritrovarlo
Alle ore 20, presentazione a cura di Susanna Berginc,
presso l’Associazione Naturalmente in via Cumano 4.
Info 347 9842995.
21 venerdì
ingresso libero
21 venerdì
ingresso libero
Strategia dello Yoga
Usare il corpo per accedere alla mente ed usare la
mente per controllare il corpo. Incontro con Roberto
Catalano alle 20.15 al CSI di via Conconello 16 a
Opicina. Info 040 214288.
Conferenza di grafologia
L’Associazione Grafologica Italiana sezione di Trieste
organizza una conferenza: “Gli elementi base della
Grafologia o Psicologia della scrittura” alle ore
18, presso il Circolo della Stampa, in Corso Italia
13. Saranno inoltre presentati i corsi e le attività
previste per l’anno 2007-2008. Verificare sul sito
www.grafologiatrieste.it eventuali aggiornamenti e
modifiche. Info 040 364904.
21 venerdì
ingresso libero
Yoga Acquamarina - Global Mala Project
Incontro di yoga aperto a tutti, alle ore 19 presso il
C.C. Saturnia in viale Miramare 35 con l’insegnante
Jane Pahr, della piscina-centro benessere
Acquamarina, in contemporanea con migliaia di
altre città nel mondo, un incontro di yoga a carattere
benefico, nel giorno dell’equinozio e del “United
Nation”, giorno internazionale di pace e di studio,
per aiutare la consapevolezza ed i fondi monetari
planetari delle missioni benefiche più importanti del
nostro tempo. “108 ripetizione del suono OM”
www.beyoganow.info 368 3336795 - offerta libera
21 venerdì
ingresso libero
Il massaggio al neonato e al bambino
amore, attenzione e comprensione attraverso il
contatto tra genitori e figli. Incontro con Mimina
Paccione alle ore 20.30 presso l’Institute of Yogic
Culture. Info 040 635718.
ingresso libero
Medicina antroposofica
Non c’è pane senza spine: la rosa delle malattie
da nutrizione. Uno sguardo diverso all’obesità,
all’anoressia, alla bulimia ed al diabete alla luce della
medicina antroposofica; conferenza del Dott. Angelo
Fierro, medico antroposofo di Bologna organizzata
dalla Società Antroposofica di Trieste, alle ore 20
presso il circolo Ivan Grbec in via di Servola, 124
(autobus 8-29-B9) Info 040 180533, 329 2127278,
www.Rudolfsteiner.it/Trieste.
22-23 sabato e domenica
Reiki usui di 2 livello da cuore a cuore
Il seminario di secondo livello Reiki Usui, si terrà
presso il centro L’Incontro in via S. Francesco 34. Info
Giacomo 347 2637990.
da sabato 22 al 29
I mille occhi - VI edizione
Si terrà a Trieste al Teatro Miela la VI edizione del
Festival internazionale del cinema e delle arti: I mille
occhi. In programma sei cortometraggi sulla divina
Maria Callas nella ricorrenza dell’anniversario della
sua morte. Inoltre per la prima volta insieme saranno
visibili 4 film mediomentraggi di uno dei maestri d’ogni
tempo: Carl Theodor Dreyer. Altre presenze: il cineasta
italiano Vittorio De Seta e i rappresentanti della
Nouvelle Vague francese Jacques Baratier e Jackie
Raynal. Infine verrà assegnato un premio alla carriera
al noto artista portoghese Paulo Rocha.
24 lunedì
ingresso libero
Delfino Blu - presentazione attività
A conclusione della pausa estiva, presentazione delle
attività dell’Associazione Culturale Delfino Blu,
alle ore 20 in via Coroneo 15. Seguirà buffet.
Info 349 2840064, [email protected]
25 martedì
Il sogno: riconoscimento e progettualità
Seminario esperienziale sui 12 guaritori dei Fiori
di Bach, diviso in 12 incontri con inizio martedì 25
settembre, dalle 19 alle 20.30, con Stefano Cattinelli.
Presso il Delfino Blu in via Coroneo 15.
Info 347 7704556.
25 martedì
ingresso libero
Ayurveda e massaggi al Joytinat
Introduzione del percorso base e ricerca culturale e
personale della scuola per operatori ayurveda con
breve proiezione video, alle ore 20
in via Felice Venezian 20.
Info www.joytinat-trieste.org
25 martedì
ingresso libero
Il fascino seduttivo
Un corso per scoprire il fascino della nostra unicità:
contatto con se stessi e con gli altri; i messaggi del
corpo; la voce; espressione e sguardo; saper chiedere;
esprimere la propria essenza; uomo e donna, due
universi paralleli che possono incontrarsi; il carisma
dell’intelligenza. Presentazione presso l’Ass. Espande
alle 20.30 in via Coroneo 15.
Info 380 7385996.
25 martedì
ingresso libero
26 mercoledì
ingresso libero
26 mercoledì
ingresso libero
26 mercoledì
ingresso libero
27 giovedì
ingresso libero
28 venerdì
ingresso libero
29 sabato
ingresso libero
29 sabato
ingresso libero
Traumi e malattie
Un’opportunità per arrivare alla guarigione
attraverso un percorso educativo di comprensione e
trasformazione interiore. Incontro culturale a cura della
Dott.ssa Silene Piscanec, medico chirurgo, e della
Dott.ssa Barbara Toros, psicologa psicoterapeuta,
alle ore 17.45 presso la Farmacia Alla Borsa, in Piazza
della Borsa 12. Info 040 367967.
Il risveglio del cuore
Entra nel tuo cuore e tutto sarà chiaro e limpido.
Tramite il cuore inizia il processo interiore che permette
di ritrovare te stesso. Incontro con Sw.Amano karar
alle ore 20 all’ass. Naturalmente in via Cumano 4.
Info 349 0503413.
Conosci te stesso
Percorso di 6 incontri: il piacere del corpo; il
gusto dell’intelligenza; emozioni utili, emozioni
inutili; sessualità e amore; fiducia in se stessi e
soddisfazione; fiducia e forza d’agire. Presentazione
presso l’Ass. Espande alle 20.30 in via Coroneo 15.
Info 380 7385996.
Reiki - 1° livello
Conferenza introduttiva al corso di 1° livello Reiki alle
ore 18 al Krut in via Cicerone 8. Il corso si terrà il 6-7
ottobre con orario 9-18. Previsto anche il 2°liv. nel
gennaio 2008. Info ed iscrizioni 040 3720062.
Conferenza di grafologia
L’Associazione Grafologica Italiana sezione di
Trieste organizza una conferenza di introduzione alla
Grafologia, presso il Circolo dela Stampa, in Corso
Italia 13. Saranno inoltre presentati i corsi e le attività
previste per l’anno 2007-2008. Verificare sul sito www.
grafologiatrieste.it eventali variazioni o aggiornamenti.
Info 040 364904.
Atma Gita: i canti dell’anima
serata di Canti, Kirthan e Bhajan con Nirvanananda e i
Bhajan Sisters & Brothers, alle ore 20.30 all’Institute of
Yogic Culture in via S. Francesco 34.
Info 040 635718.
Nada yoga e canto armonico
Conferenza del dott. Riccardo Misto su Nada Yoga e
Canto Armonico presso il centro Shanti in via Carducci
12 alle ore 21. Info 388 7433771.
Incontro con il violino
dov’è nat a Trieste?
nat_spaziocorti e nat_spaziobimbi
nella nuova sede di via Corti 2
nat. il concept store per chi ama
il piacere di vivere naturalmente
nat_spaziocorti Trieste, via Corti 2 - da martedì a sabato 10-13 e 16-20
tel. 040 9990006 - [email protected] - www.natdesign.it
a Monfalcone il Konrad lo trovi da: la magia verde in via F.lli Rosselli 63 - tel. 0481 43091
LA GENZIANA in via IX Giugno 61 - tel. 0481 410624
il filo di paglia in via Duca D’Aosta 39 - tel. 0481 43164
a Ronchi dei Legionari lo trovi da: Il fiore dell’arte in via Carducci 21 - tel. 0481 475545
Il M.o Carlo Grandi illustrerà con esempi musicali
la sua metodologia nell’insegnamento del violino e
presenterà il corso per principianti e violinisti che
desiderino perfezionare tecnica e interpretazione, alle
ore 18 presso I Piccoli Musici di Trieste in viale XX
Settembre 40. Info 040 630510, 349 5593299.
inizia i corsi per l’anno 2007-2008. Tutte le informazioni
sui corsi sono sul sito www.grafologiatrieste.it.
Per le iscrizioni tel 040 364904.
Jing tao® - essenza in movimento
29 sabato
Joytinat Yoga Ayurveda
Segreteria lun-mar-gio ore 18-20, tel-fax 040 3220384
cell 339 1293329, e-mail [email protected]
- www.joytinat-trieste.org Om Shanti Shanti Shanti
India e-motion
Jing tao® - essenza in movimentoStage: teoria e pratica del metodo Jing Tao®. Esercizi
interiori e movimento circolare. Trainer Sonia Rizzi
ideatrice e fondatrice del sistema. Info 338 7592945,
www.jingtao.it
30 domenica
Komyo Reiki: seminario primo livello
IL Komyo Reiki nasce dalla volontà del suo fondatore,
il Rev. Hyakuten Inamoto, di riportare la disciplina Reiki
verso la tradizionale spiritualità del metodo originario
di Mikao Usui. Info Giacomo 347 2637990,
Rudy 333 7240918.
Via della Bora - presentazione libro
Sabato 6 ottobre alla Dedalus di ci sarà bora. Alle
ore 17 scopriamo il librino “Via della Bora” insieme a
Rino Lombardi che l’ha scritto e a Guido Pezzolato
che l’ha illustrato. Un appuntamento per i bambini di
tutte le età. Data da segnare, tutti a disegnare!. Info
040 636481 Libreria Dedalus, viale D’Annunzio 27/d,
[email protected]
Corso massaggio Hawaiano Lomilomi Nui
Il Massaggio Hawaiano in un week-end intensivo
pratico il 27/28 ottobre. Apprendimento immediato
ed utilizzabile da subito con rilascio di attestato.
All’Associazione Naturalmente, curato dal maestro
Duilio La Tegola. Info 0432 470057.
Corso di massaggio decontratturante
Sono aperte le iscrizioni al corso amatoriale composto
da 6 lezioni di massaggio base Ayurvedico, eseguito
con olio dalle essenze rilassanti, per sciogliere tensioni
muscolari e articolari. Inizio venerdì 19 ottobre.
Ogni venerdì dalle 20 alle 22 o al sabato con orario
da stabilirsi. Presso l’Associazione Zen in via S.
Francesco 34, I° p., Trieste. Info 334 1559187 Sabrina.
I piccoli musici di Trieste
Sono aperte le iscrizioni agli incontri introduttivi gratuiti
di settembre ai corsi di musica per bambini (3-5-anni),
ai corsi di pianoforte, tastiere, chitarra, violino, flauto,
clarinetto nella sede di Viale XX Settembre 40.
Info 040 630510, 349 5593299.
Conservare la salute con metodi naturali
Incontri con legambiente
Incontri con Legambiente Puoi trovarci ogni mercoledì
dalle 18 alle 20 nella sede di via Donizetti, 5/a (presso
il punto informativo dei soci di Trieste della Banca
Popolare Etica). Circolo Verdeazzurro di Legambiente
Trieste. Info 040 425096, 333 9264187, fax 02
70037217, [email protected] Segui le nostre
iniziative su www.legambientetrieste.it
Yoga a Opicina
Ci troviamo ad Opicina per fare Yoga insieme. L’invito
è rivolto a tutti ma, in particolare, a chi è interessato
ad un approccio positivo e coinvolgente al benessere
e all’equilibrio, e... provare non costa nulla. Non
rinunciare alla tua “marcia in più”. Info Centro Sportivo
Internazionale, tel 040 214211.
Mercoledì 10 ottobre, alle ore 18: conferenza
introduttiva al corso: Conservare la salute con metodi
naturali attraverso semplici esercizi, con l’aiuto della
radioestesia e della radionica. Info 040 3720062 Krut.
Associazione culturale Naturalmente
Lunedì 24 iniziano gli incontri a cura di Susanna
Berginc. - I cinque riti tibetani. Riti millenari che,
riattivando i chakra del nostro corpo, permettono
all’organismo di rinvigorirsi, di riacquistare flessibilità
e di ringiovanirsi. - LunaYoga di Avita Steiner,
dedicato alla donna: un insieme di movimenti e di
danza, utilizzata per equilibrare il ciclo ormonale, per
promuovere la fertilità, per ritrovare il fisico ideale e per
riscoprire la sensualità. Info 347 9842995.
Società antroposofica di Trieste
Ogni martedì, in via Mazzini 30 alle ore 20, studio
aperto a tutti sul testo di Rudolf Steiner “L’iniziazione”.
Ogni Sabato alle 17.30, in sede, studio aperto a tutti
sul testo di Rudolf Steiner “La scienza occulta”. Info
040 280533. Bisettimanalmente di sabato corso di
euritmia ad Opicina. Info 040 576065.
Associazione Enosis: corso di Yoga
Dal 3 settembre lezioni di Yoga, secondo l’antica
tradizione indo-tibetana, presso l’Accademia
Craniosacrale, piazza S. Antonio Nuovo 6. Orari:
lun 18.30 & 20; merc ore 20. Info 347 0149218, 328
4717996, 340 2768293, [email protected]
Craniosacrale biodinamico 1°e 2° livello
Riprendono i corsi di Craniosacrale con approccio
Biodinamico tenuti dall’ITCS, Scuola riconosciuta a
livello nazionale il 5, 6 e 7 ottobre. Info 347 6910549.
Prenotazioni entro il 10 settembre
Corsi di grafologia
L’Associazione Grafologica Italiana sezione di Trieste,
Corso di Tai Chi Chuan
QinShanShi
L’ENDAS - ASD Budo - Panta Rei organizza un corso
di Tai Chi Chuan stile QinShanShi - 108 movimenti per
principianti. Le lezioni si terranno ogni venerdì nella
palestra piccola del Liceo Oberdan, via Besenghi, a
partire da venerdì 5 ottobre. Info 340 5080694.
Studio Therapeia
Si informa tutti gli interessati che con il corrente mese
si riaprono le attività dello Studio. Per informazioni sul
calendraio delle iniziative tel allo 040 639122.
Ass. cult. Mamaya
Riprendono a ottobre i corsi di percussioni africane
(djembe, dunun) e danza dell’Ass. Mamaya. Info Paolo
349 5720522, [email protected], www.mamaya.it
Lezioni di yoga
A settembre inizia il corso di Yoga - lezioni previste
sia al mattino che al pomeriggio. Info e iscrizioni 040
3720062 KRUT, via Cicerone 8 Trieste.
Riprendono i corsi di Jing Tao® (Movimento Circolare)
con frequenza bisettimanale, diurno e pomeridiano.
Trainer Sonia Rizzi ideatrice e fondatrice del sistema.
Info 040 382045, 338 7592945, www.jingtao.it
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di Ashtanga Yoga,
Yogadance e Bharata Natyam. Venerdì 7 alle ore 21
spettacolo di Yogadance e danza classica indiana
Bharata Natyam in piazza Ponte Rosso.
Info 349 0914117.
Li Long Wushu iscrizioni
Sono aperte le iscrizioni di Taiji Quan, Kung fu, Sanda,
Armi cinesi. Info 348 0992261, www.lilong-wushu.it
Visite mediche Ayurvediche
Il dr. Fabio Basalisco, medico Ayurvedico e medico
di medicina generale, specialista in neurologia
con perfezionamento in medicina psicosomatica,
floriterapeuta, è a vostra disposizione su
appuntamento.
Info 040 362320 - Centro Benessere Ayurveda
Lakshmi via Milano, 35.
Corsi di pittura di Rosamaria Peternelli
Pittura per adulti e bambini il lunedì alle 16.30 o
18 o 20 con la pittrice Rosa Maria Peternelli, che
esegue anche murali per stanze di bambini. Presso
Soc. Antroposofica via Beccaria 6, prenotazioni 333
5930594.
Scuola per istruttori di Yoga
Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di istruttori di
Yoga “Oriente-occidente”. Siamo felici di poter iniziare
finalmente un cammino insieme a voi di ricerca, di
comprensione. A partire da ottobre. Info 347 1312034,
[email protected], via degli Artisti 7/a.
Sinergie associazione culturale
Metodi naturali per migliorare il proprio stato di salute
e ritrovare l’energia vitale. Informazioni e appuntamenti
in sede ogni lunedì dalle 16 alle 19.30 - via Lazzaretto
Vecchio 9. Info 339 1998074.
Ritmi e danze Afro
Riprendono da ottobre a Trieste, i corsi di danza Afro
con Valeria Sangalli e percussioni con Seydou Dao,
a cura dell’associazione Dambà. Info 349 7574204,
www.damba.it
Actis - via Corti 3/a
Riprendono i corsi e laboratori dell’Actis per adulti
e ragazzi di: Teatro, Danza classica, moderna e
contemporanea, Psicomotricità, Biodanza. Info
iscrizioni in sede: ACTIS - Via Corti 3/A
lun. e merc. 18 - 20, 040 3480225, [email protected]
Lo yoga come pratica di vita
Lunedì 1 ottobre l’Associazione Sraddha inizia i corsi
di yoga alla Società Germanica di via Coroneo 15:
lun. e merc. ore 9.30-10.45 o corso leggero 10.4512. Mart. e ven. 18-19.30. Info 040 362024 ore pasti,
www.yogatrieste.it
Manantial: Danza Contemporanea
Corso serale con Valentina Morpurgo. Info Valentina
347 1370328, digilander.libero.it/Manantial
DI MARZI MARINA E LAURA S.N.C.
Integratori alimentari,
tisane e infusi di frutta, olii essenziali,
fiori di Bach, cosmesi naturale, detersivi ecologici
Muggia - Corso Puccini 14/b - Tel..040 274324
Terapia craniosacrale - Ricostruzione unghie
Appuntamenti di settembre
su www.konradnews.it i vostri annunci di ottobre entro il 21 settembre
Gorizia
10 lunedì
ingresso libero
Studio di Antroposofia
Nuovo appuntameneto di studio sul testo di Rudolf
Steiner “Educazione e preparazione degli educatori”
riservato ai genitori presso la scuola Waldorf “Silvana
Coerazza” di Sagrado in largo Castelvecchio 4
alle ore 20. Info 0481 960991, 329 2127278,
www.scuolawaldorfsagrado.it
27 giovedì
ingresso libero
Pedagogia Waldorf
“L’importanza dei ritmi nel primo settennio”:
conferenza dell dott. Paolo Garati di Torino
presso la suola Waldorf “Silvana Corazza” in largo
Castelvecchio, 4 a Sagrado alle ore 14.30.
Info 0481 960991, [email protected],
www.scuolawaldorfsagrado.it
28 venerdì
ingresso libero
Intelligenza emotiva.
L’intelligenza è empatia, intuizione, capacità di
agire, conoscere se stessi e le proprie emozioni.
Presentazione del corso di 7 incontri a cura di
Massimo Bucher alle ore 18.30 presso la Libreria
Rebus in via Matteotti 49 a Cormons.
Info 3404194486.
29 sabato
ingresso libero
Ass.cult. Sanat Kumara inaugurazione!
Vi invitiamo all’inagurazione della nuova Associazione
Culturale Centro d’Ascensione Sanat Kumara in via
San lorenzo 98 a Ronchi dei Leg. dalle ore 15 in poi
musica, meditazione e condivisione.
Info 347 6255942 Cristian.
29-30 sabato e domenica
Ass. cult. Mamaya
Stage di danza africana con Noumoutiè Ouattarà
(Burkina Faso) sab.29 - dom.30 settembre c\o Sala
Biblioteca Staranzano. Info e iscrizioni: Paolo 349
5720522, [email protected], www.mamaya.it
30 domenica
I corpi emozionale e mentale: interazioni
Seminario sulla gestione degli stati emotivi e mentali,
all’Associazione culturale Sanat Kumara in via San
Lorenzo 98 a Ronchi dei Legionari.
Info 347 6255942 Cristian.
Corso di Shiatsu
Centro Studi Discipline Energetiche Orientali - Scuola
di formazione Shiatsu - SoleLuna Il Centro vi invita ai
nuovi appuntamenti per l’autunno 2007:
Shiatsu? … proviamolo!: mercoledì 19 settembre,
dalle 17 alle 20 Venite a sperimentare un massaggio
shiatsu gratuito eseguito dagli allievi della scuola
(previo appuntamento)
Conferenza: La Vita è… Shiatsu!: venerdì 28 settembre
alle ore 20.30 (ingresso libero)
La scuola organizza corsi base e professionali di
Shiatsu, aperti a tutte le persone che vogliono
approfondire le proprie conoscenze sull’equilibrio e sul
benessere della persona, e sono comprensivi di una
parte teorica e una pratica.
Corso Shiatsu Base: 06 e 07 ottobre 2007 - Corso
Shiatsu professionale: inizio 27 e 28 ottobre
Prenotazioni entro il 30 Settembre. I corsi sono a
numero limitato - primavera 2008: “I Canali Principali”
con Franco Bottalo Sede degli incontri: palestra Lucky
Sporting Club – Arti Marziali - via Roma 15, Ronchi
dei Legionari. Info e iscrizioni 339 8435858 SoleLuna
Boldrin Donatella segret. 333 7672687, [email protected],
www.riyue.it
Arteterapia e benessere psicofisico
Attività artistiche in un percorso personale guidato per
esprimere la tua interiorità, raggiungere e mantenere
l’equilibrio psicofisico. Per contatti, informazioni,
atelier, diplomata e docente di arteterapia a Gradisca
d’Isonzo 338 2387714.
Ritmi e danze Afro
Corso di Danza Afro con Valeria Sangalli ogni
lunedì dalle ore 20 presso la palestra Randaccio a
Monfalcone. Ogni martedì dalle ore 18.30 presso il
Punto Giovani di Gorizia corso di percussioni Afro con
Seydou Dao. A cura dell’associazione Dambà. Info
349 7574204, www.damba.it
Corso di massaggio Ayurveda
Corso di Massaggio Ayurvedico di I°livello, presso
l’Associazione Culturale Centro d’Ascensione Sanat
Kumara in via San Lorenzo 98 a Ronchi dei Legionari.
Info 347 6255942 Cristian, 347 0021503 Giorgia.
Pordenone
Organizzazione Umanitaria
Ananda Marga
Ananda Marga Center
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di Ananda Marga
Tantra Yoga e meditazione. Corsi di Yoga per
bambini e anziani. Consulenze fisioterapiche gratuite.
Info Cristiano 348 9035858, piazza S. Pietro 10 a
Cordenons.
Udine
7 venerdì
ingresso libero
Gjeobiologjie: vivi ben intun bon ambient
Conferenza in lingua friulana del radioestesista Valter
Maestra alle ore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
8-9 sabato e domenica
Seminario di consapevolezza...
...e connessione con il SE’ Superiore “Ponte di Luce”
Sabato 8 Seminario di 1° livello “Reiki Karuna” e
domenica 9 a Colloredo di Prato. Info Jo 349 3106265,
Giuliana 347 7098095 ore serali.
11 martedì
ingresso libero
La forza delle costellazioni familiari
“Parlami d’Amore..”: presentazione del nuovo ciclo di
conferenze, incontri e gruppi esperienziali 2007-2008,
condotti dal dr Mario Franchi, alle ore 20,30 presso
GEM in via Canova 13 a Feletto. Info 335 5977306.
13 giovedì
ingresso libero
Erbe, fiori e frutti amici della natura
Conoscere e coltivare le essenze botaniche per
migliorare la salute. Conferenza a cura di Marida
Tuzzi, ricercatrice e consulente in medicine non
convenzionali. Alle 20.30 presso Associazione GEM,
Feletto Umberto, via Canova 13.
Info 0432 574002, www.nutrivita.it
13 giovedì
ingresso libero
14 venerdì
ingresso libero
15 sabato
ingresso libero
Ufo e cerchi di grano
Il mistero degli Ufo e dei cerchi di grano ipotesi,
testimonianze, video. Conferenza con Paolo
Pasqualini, ricercatore indipendente alle ore 20.30
alla Bioteca in via Villa Glori 41.
Automassaggio e riequilibrio muscolare
Incontro all’autunno: automassaggio e riequilibrio
muscolare attraverso il respiro e..una pallina da tennis.
Conferenza con Irene Tessarin, fisioterapista alle ore
20,30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
Ganesha Chaturthi celebrazione
La cerimonia dedicata a Ganesha, la Divinità che
rimuove gli ostacoli. Celebreremo questa importante
ricorrenza Hindu con la preziosa collaborazione
dei Bhajan Sisters & Brothers e gli amici indiani del
Ristorante Annapurna. La graditisssima partecipazione
di Swami Nirvanananda è da confermarsi. Vestiti
comodi e consoni ad una cerimonia, chi desidera abiti
tradizionali. Alle ore 17 da Diabasi in viale Tricesimo
103. Info Gianna 340 2233994, [email protected]
15-17 da sabato a lunedì
Corso di psicobiologia - J.C. Badard
La bio-logica delle malattie e dei comportamenti:
memorie familiari e risentito. Presso l’associazione
GEM a Feletto Umberto, via Canova 13.
Il seminario è a numero chiuso.
Info e iscrizioni. 0432 574002, www.nutrivita.it
19 mercoledì
ingresso libero
20 giovedì
ingresso libero
Presentazione del corso di Hatha Yoga
Conferenza esperienziale condotta da Loredana
Cassan, insegnante di yoga. Alle ore 20 presso
l’Associazione GEM a Feletto Umberto in via Canova
13. Info 0432 574002, www.nutrivita.it
Cibo e respiro
Conosciamo il corpo attraverso la teoria dei cinque
elementi, il cibo ed il respiro. Conferenza a cura di
Ilaria Forte, medico naturopata e omeopata, e Serena
De Prophetis, insegnante di cucina naturale. Alle 20.30
presso l’Associazione GEM a Feletto Umberto,
via Canova 13. Info 0432 574002, www.nutrivita.it
20 giovedì
Conoscersi attraverso il movimento
Riprende dal 1° ottobre l’attività annuale
dell’associazione Gruppo Ricerca Metodo Feldenkrais:
gruppi settimanali e mensili, seminari, lezioni
individuali. L’apertura dei corsi è preceduta da
conferenze e lezioni dimostrative aperte al pubblico.
Per info su luoghi ed orari www.grmfeldenkrais.it
328 9580419 e 347 8188431
21 venerdì
La forza delle costellazioni familiari
Incontro esperienziale per riconoscere i propri nodi
interiori e relazionali attraverso la rappresentazione
del sistema familiare, alle ore 20,30 presso GEM
in via Canova 13 a Feletto. Info 335 5977306
www.ilmutamento.it
21 venerdì
ingresso libero
Nuove prospettive:
dalla terapia ponderale alle terapie energetiche
vibrazionali. Conferenza con Cristina Rizzian, medico
pediatra alle ore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
Scuola di Shiatsu
il Soffio
l’unico mensile gratuito del vivere naturale
che vanta 15.000 copie mensili
la tua pubblicità ha un valore!
Pordenone via Rotate, 10
Tel. 347 5102713
e.mail: [email protected]
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di Shiatsu 2006-2007
per questa pubblicità: 340 4000934, [email protected]
Udine
21 e 28 venerdì
tradizione indo-tibetana, a Latisana, presso il Palazzetto
dello Sport. Ogni martedì alle ore 20. Info 347 0149218,
328 4717996, 340 2768293, [email protected]
ingresso libero
Riscopri chi sei con l’enneagramma
L’Antico Studio sulle tre Intelligenze: Istintuale,
Emotiva e Razionale che spiega come Agire, Sentire
e Pensare possano assumere in ognuno di noi
importanza diversa a seconda del tipo di carattere
che abbiamo sviluppato. Conferenze di presentazione
presso Aligen - viale Venezia 12B Udine.
Info 349 3697385, [email protected]
23 domenica
Arte e danza terapia in natura
Una domenica da dedicare alla creatività per celebrare
l’equinozio e i suoi messaggi. Zona Ramandolo.
Info 0431 422147, Ameya Canci 340 3706330
www.deborasbaiz.it
26 mercoledì
ingresso libero
Il cerchio della luna
Incontri dedicati alle donne che desiderano risvegliare
il proprio femminile. Conducono: Alice Senna
fisioterapista, operatrice Ayurveda e Manuela Bino,
laureata in psicologia, istruttore Rio Abierto Alle 20.30
presso l’Associazione GEM a Feletto Umberto,
via Canova 13.
Info 0432 574002, www.nutrivita.it
27 giovedì
ingresso libero
L’ascolto emotivo del bambino
Incontro per genitori e insegnanti relativo al percorso
di miglioramento delle capacità di ascolto degli adulti
per sviluppare l’intelligenza emotiva dei bambini.
[email protected], 392 9815673.
27 giovedì
ingresso libero
27 giovedì
ingresso libero
28 venerdì
ingresso libero
28 venerdì
ingresso libero
28 venerdì
ingresso libero
GEM, Progetto Mamma
L’obiettivo del progetto è sostenere e accompagnare
mamme e papà durante la gravidanza, il parto, e i
primi mesi di vita per affrontare con serenità questo
percorso di crescita.
Il Progetto Mamma propone le seguenti iniziative:
- Yoga pre-mamma - Musicainfasce® per mamme
e neonati (Metodo E. E. Grodon) - Massaggio
Ayurveda per gestanti e Massaggio Shantala per
neonati - Incontri con l’ostetrica - Medicina naturale
- Alimentazione in gravidanza.
Conferenza alle 20.30 presso l’associazione GEM a
Feletto Umberto, via Canova 13.
Info 0432 574002 www.nutrivita.it
Corso massaggio thailandese
Il Massaggio Thailandese in due week-end intensivo
pratici il 29/30 settembre e 20/21 ottobre. Apprendimento immediato ed utilizzabile da subito con rilascio
di attestato. Diabasi Udine, 0432 470057.
Tutto su www.diabasi.it
Corso Massaggio Hawaiano Lomilomi Nui
Il Massaggio Hawaiano in un week-end intensivo
pratico il 13/14 ottobre. Apprendimento immediato ed
utilizzabile da subito con rilascio di attestato. Diabasi
Udine, 0432 470057. Tutto su www.diabasi.it
Conferenze a Diabasi ad ingresso libero
19 settembre alle 20.30 “Il Massaggio Thailandese,
una professione che può indicare la tua strada” 21
settembre alle 20.30 “La malattia e la guarigione
secondo gli sciamani Hawaiani Kahuna, i sette poteri
e il massaggio Lomilomi” Diabasi, Viale Tricesimo 103.
Info 0432 470057.
Ripresa delle attività al Sonam
Venerdi 7 settembre inizio nuovo corso Spazio
Nascita. Da martedì 11 settembre Invito allo Yoga,
lezioni gratutite per i nuovi soci. Info 0432 547285.
Ritmi e danze Afro
ogni mercoledì dalle ore 20 presso la palestra Marinelli
a Udine corso di Danza Afro con Valeria Sangalli; a
cura dell’associazione Dambà. Info 349 7574204,
www.damba.it
Inizio corsi yoga Joytinat
I corsi Yoga & Ayurveda Joytinat 2007-8 di 1° livello
iniziano lunedì 1 ottobre. I giorni di frequenza sono il
lunedì ed il giovedì dalle 19 alle 20.30. Il livello studenti
(sadhaka) si avvia mercoledì 3 ottobre alle ore 18.30.
(orari. 18.30 - 20.30). Info Gianna 340 2233994,
[email protected]
Escursioni
2 domenica
Paesi aperti con Ulisse Fiab
Pedalata assieme agli amici della FIAB Pordenone
attorno ai paesi di Andreis e Poffabro. 30 km di
saliscendi. Per iscrizioni Ulisse Trieste via del Sale
4/b (giovedì dalle 19 alle 20.30), o tel. Ottavia 349
3829227.
16-22 da domenica a sabato
Settimana europea della mobilità
Assieme ai fisici dei tre dipartimenti dell’università di
Trieste pedalata all’interno della Settimana Europea
della mobilità, organizzata da Ulisse - Fiab. Info ed
iscrizioni passare in sede giovedì dalle 19 alle 20.30
a Trieste in via del Sale 4/b.
23 domenica
Nei dintorni del castello di Spessa
Pedalata tra le viti del Collio assieme all’Ulisse Fiab. 40
km di saliscendi. Per iscrizioni ed informazioni passare
in sede a Trieste in via del sale 4b il giovedì dalle 19
alle 20.30 o tel. a Lella 347 5283030.
23 domenica
Yoga e natura
Escursione con Franco Salvi dell’Institute of Yogic
Culture. Info e adesioni 040 635718.
29-30 sabato e domenica
Kolovrat
La gita in programma è organizzata dall’Ulisse Fiab
è posticipata al 6 e 7 ottobre. La pedalata prevede
un’escursione sulla superpanoramica delle Valli del
Natisone. Info a Trieste in via del Sale 4b (giovedì dalle
19 alle 20.30) o tel. Tiziana 339 7439192.
Improvvisazione vocale
Serata di presentazione degli incontri
d’improvvisazione vocale tenuti da Antonella
Grusovin alle ore 20 presso il Centro ArteMusica di
Campoformido. Info 320 8974581.
Ayurveda e aromaterapia
Una panoramica sulla meditazione, la bellezza e il
benessere attraverso gli aromi. Presentazione del
corso tenuto da Arjuna Dasa, Terapeuta Ayurveda
e Insegnante di Yoga. Presso l’Associazione GEM a
Feletto Umberto, via Canova 13.
Info 0432 574002, www.nutrivita.it
Presentazione corsi yoga Joytinat
Serata esperienziale di presentazione dei corsi Yoga
& Ayurveda Joytinat 2007/8, alle ore 20.30 presso la
sede di Diabasi in viale Tricesimo 103. Info Gianna 340
2233994, [email protected]
Erboristeria alchemica:
introduzione alla terapia spagirica. Conferenza con
Carlo Conti, psicologo e naturopata alle ore 20.30 alla
Bioteca in via Villa Glori 41.
Associazione Enosis: corso di Yoga
Dal 4 settembre lezioni di Yoga, secondo l’antica
Centro Culturale Veritas
via Monte Cengio 2/1a - Trieste
Tel. 040 569205 - [email protected]
Scarica

il piano s/regolatore friulano: istruzioni per lluso il