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Rassegna stampa
domenica 20 marzo 2011
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Indice
Corriere Romagna Ravenna
Mense, dietrofront sul forfait (prima pagina) (20/03/11 - Prima pagina) pag. 6
“Passa” la convenzione fra Comune PowerCrop (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 7
Approvata la convenzione per la centrale a biomasse (20/03/11 - Economia e Territorio)
pag. 8
Al mare inizio di stagione «col freno a mano tirato» per i bagnini (20/03/11 - Economia e
Territorio) pag. 9
«Insieme per salvare la costa» (20/03/11 - Economia e Territorio, Edilizia e Infrastrutture)
pag. 10
Pescavano in modo illegale in un’area protetta (20/03/11 - Allevamento e Pesca) pag. 11
Matteucci porta in Consiglio il no al nucleare (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 12
Costa: «Perse centinaia di posto di lavoro» (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 13
Premio Giustiniano a Gigi Proietti (20/03/11 - Turismo, Cultura, Spettacoli) pag. 14
Palazzo Rasponi diventerà la “Casa europea della cultura» (20/03/11 - Turismo, Cultura,
Spettacoli) pag. 15
Grossa frana si abbatte su strada provinciale (20/03/11 - Edilizia e Infrastrutture) pag. 16
«Il Rue incentivi l’economia lughese» (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 17
Corriere della Sera
Scelta inevitabile (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 18
Che cosa rischia l'Italia? (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 19
Berlusconi: per il regime è finita I missili libici non sono un pericolo (20/03/11 - Politica
Nazionale) pag. 20
Il premier irritato. E Bossi guida il fronte del no (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 21
Missione legittimata dalla Costituzione (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 22
La sinistra e la guerra In Iraq no, in Libia sì (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 23
bersani dà la linea al Pd: basta divisioni interne, bisogna parlare ai cittadini (20/03/11 Politica Nazionale) pag. 24
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Il Resto del Carlino
Bossi: «Arriveranno milioni di immigrati (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 25
Berlusconi: «Le armi della Libia non possono colpirci» (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 26
LA LEZIONE DELLA STORIA (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 27
«Bella l’Italia dell’arte e dell’industria» (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 28
PIÙ CORAGGIO PER CAMBIARE (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 29
I pulcini del Pd contro il grillino «Caro Favia, privilegiato sarà lei» (20/03/11 - Politica
Nazionale) pag. 30
Il Resto del Carlino Ravenna
Solidarietà nel nome di Biagi (prima pagina) (20/03/11 - Prima pagina) pag. 31
Sfida all'ultima erba (prima pagina Lugo) (20/03/11 - Prima pagina) pag. 32
Ecco l’elenco dei sostenitori e dei vincitori (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 33
Il Premio Biagi va ai ragazzi dell'Arcobaleno (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 34
«Un onore tributare un riconoscimento nel nome del professore» (20/03/11 - Economia e
Territorio) pag. 36
«Un sostegno al lavoro silenzioso dei volontari» (20/03/11 - Economia e Territorio) pag.
37
Crocifisso legittimo: soddisfatti Spadoni e Ancarani (20/03/11 - Politica) pag. 39
Il ‘no’ di Matteucci domani in consiglio (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 40
Due postazioni di lettura per non vedenti alla Classense (20/03/11 - Sanità e Politiche
sociali) pag. 41
Angela Napoli ha inaugurato la sede operativa di Fli (20/03/11 - Politica) pag. 42
Approvata la convenzione Powercrop (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 43
L’Ausl replica alla Ridolfi: «Raggiunti gli obiettivi del Piano» (20/03/11 - Sanità e Politiche
sociali) pag. 44
Il Premio Giustiniano all’‘istrione’ Gigi Proietti (20/03/11 - Turismo, Cultura, Spettacoli)
pag. 45
Il Sole 24 Ore
I valori della persona nel simbolo del crocifisso (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 46
Atto dovuto ma la fine non è scritta (20/03/11 - Economia e Territorio, Politica Nazionale)
pag. 47
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Infrastrutture, il governo accelera (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 48
Bene gli annunci ora decisioni vere (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 50
DOMENICA: Ulisse, le sirene e i tagli drastici (20/03/11 - Turismo, Cultura, Spettacoli)
pag. 51
Famiglie dimenticate da troppo tempo (20/03/11 - Economia e Territorio, Sanità e
Politiche sociali) pag. 53
Appello del Colle alle regioni: dare accoglienza ai migranti (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 54
DOMENICA: Il cinema austriaco e le sue donne (20/03/11 - Turismo, Cultura, Spettacoli)
pag. 55
La Stampa
UN RUOLO CHIAVE PER L’ITALIA (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 56
IlCavaliere equilibrista salda l’asse con ilColle (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 57
Il premier rassicura Napolitano plaude La Lega si dissocia (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 58
Napolitano: è l’ora della solidarietà (20/03/11 - Politica Nazionale) pag. 59
La Voce di Romagna Ravenna
Disabili ‘scippati’dei posti auto (prima pagina) (20/03/11 - Prima pagina) pag. 60
“L’ambiente incurabile” (20/03/11 - Politica) pag. 61
“Più controllo sulla formazione” (20/03/11 - Politica) pag. 62
Il libro parla grazie ai Lions (20/03/11 - Turismo, Cultura, Spettacoli) pag. 63
L’ambiente secondo la Lega (20/03/11 - Politica) pag. 64
“Preoccupati per i tagli alla cultura” (20/03/11 - Politica) pag. 65
“Caro Sama, attendo le scuse” (20/03/11 - Politica) pag. 66
NUCLEARE E GREEN-ECONOMY: SI ALZANO I TONI (20/03/11 - Economia e
Territorio) pag. 67
Il Consorzio Cts sbarca nel porto di Genova (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 68
Quella volta che piansi al Bernabeu” (20/03/11 - Politica) pag. 69
“Sul centro storico solo parole” (20/03/11 - Politica) pag. 71
Nuova sede, la Napoli taglia il nastro (20/03/11 - Politica) pag. 72
“Una casa europea per la cultura” (20/03/11 - Politica) pag. 73
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Marcegaglia porta il Comune al Tar (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 74
Sponsorizzazione Ravenna Calcio I grillini portano le carte in procura (20/03/11 - Politica)
pag. 75
Patti fatti col Comune (20/03/11 - Economia e Territorio) pag. 76
Unità
Napolitano spiega: «Impegno duro ma è per la libertà e i diritti» (20/03/11 - Politica
Nazionale) pag. 77
la Repubblica
ROMBANO I MOTORI DELL’ARMATA D’OCCIDENTE (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 78
Basi, caccia e una portaerei così schierate le nostre forze (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 80
Berlusconi: “Nessun rischio i razzi libici non ci colpiranno” (20/03/11 - Politica Nazionale)
pag. 81
Bossi: “Silvio sbaglia, no alle bombe qualche ministro parla a vanvera” (20/03/11 Politica Nazionale) pag. 82
“Ma la moratoria non diventi un trucco” (20/03/11 - Economia e Territorio, Politica
Nazionale) pag. 83
Nucleare, anche Tremonti adesso frena (20/03/11 - Economia e Territorio, Politica
Nazionale) pag. 84
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CrM'ere
20/03/2011
di Ravenn a
or nere
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di Ravenna Faenza-Lugo e Imola
Anno XIX E N. 78
REDAZIONE E PUBBLICITÀ: VIA DE GASPERI, 5- RAVENNA TEL: 0544-218262 FAX : 0544-33786 . SPEDII. IN A .P. -45% ART2 COMMA2018 LEGGE 662196-FILIALE DI FORI . ALTRE SEDI: RIMINI (0541-354111) ,
FDRLI (0543-35520), CESENA (0547-6119005 FAENZA-LUGO (0540-23120), IMDLA (0542-28780), RSM (0549-995147) -E-MAIL : RAVENNA@CORRIEREROMAGNA, IT- IN ABBINAMENTO CON LA STAMP A
D81431
Il Gp del Qatzlr
apre la stagione :
Capirossi indietro
Tonino Guerra
ai sindaci: «Basta
campanilismi»
DOMENIC A
20 MARZO 201 1
II Tek riparte da'I'on t
in attesa dei concerti
RAVENNA. Sul nuovo sistema tariffario in vigore dal prossimo settembre il Comune ci ripensa
Mense, dietrofront sul forfait
Si pagheranno solo i pasti effettivamente consumati dai bambin i
Bambini atavola a scuola
RAVENNA . L' Amministra zione lo definisce «un piccolo
aggiustamento» della tariffazione sperimentale per le men -
se scolastiche che partirà a set- Ravenna, promotrice di una pe- la base del reddito, indipendentembre, ma tanto basta per far tizione contro la novità intro- temente dalla frequenza co n
tirare un sospiro di sollievo ai dotta dalla riforma sul paga- cui si usufruisce del servizio .
genitori e "calmare" Lista per mento di cifre fisse mensili, sul•SERVIZIO a pagina 3
IMOLA
RAVENNA. Ipotesi centrale
Una nuova frana si abbatte su una strada della collina
Matteucci ribadisce
il «no» al nucleare
Domani in Consigli o
IMOLA. Sempre più imolesi
pizzicati senza assicurazion e
auto o addirittura con
tagliandi falsificati .
•SERVIZIO a pagina 1 7
RAVENNA . Netta contrarietà
al nucleare, e in particolare all a
«sciagurata ipotesi» di una centrale a Ravenna . Lo ribadisce il
sindaco Fabrizio Matteucci .
•SERVIZIO a pagina 9
"Passa" la convenzione
fra Comune PowerCrop
RAVENNA. Russi dice "sì" al pro getto di riconversione dello zucche rificio . E stata approvata ieri la con venzione tra Comune e PowerCrop .
•SERVIZIO a pagina 9
Assicurazion i
mancanti o false
Malcostume aumenta
IMOLA
Sangue cordonale
Le donazioni
crescono
Continua l'emergenza frane in collina (foto Mauro Monti) SERVIZIO a pagina 1 3
La badante assassina lascia Ravenna
Trasferita in Lombardia nel giorno dei funerali dell'arazi,7na uccis a
Nel giorn o
dei funerali di Elsa Morigi, la badante ucraina d i
31 anni che lunedì scors o
ha ucciso l'anziana ch e
assisteva perché la considerava un «demone», è
stata trasferita all'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione dell e
Stiviere .
•SERVIZIO a pagina 7
RAVENNA.
Ubriaco vuole
salire su bus fermo,
arrestato dalla. Polfer
•SERVIZIO
a pagina 7
I MOLA. Dal 2002 a
Imola sono state 818 le
donazioni di sangu e
cordonale.
•SERVIZIO a pagina 1 8
CERVIA
Ponte del 150° :
per gli hotel aperti
è "sold out"
CERVIA. Sagra della
seppia e danze
caraibiche regalano il
primo "pieno" d i
stagione.
•SERVIZIO a pagina 2 5
Diventa socio
( mesi a 755.
Operi day gratuito
9Apri te
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20/03/2011
CrM'ere
di Ravenn a
"Passa" la convenzione
fra Comune PowerCrop
RAVENNA . Russi dice " sì " al pro getto di riconversione dello zucche rificio . E stata approvata ieri la convenzione tra Comune e PowerCrop .
•SERVIZIO a pagina 9
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press L.If1E
20/03/2011
CrM'ere
di Ravenn a
Approvata la convenzion e
per la centrale a biomasse
RAVENNA . Russi dic e
"sì" al progetto di riconversione dello zuccherifi cio Eridania . E stato approvata ieri mattina l a
convenzione tra Comun e
e PowerCrop che vedrà la
realizzazione di un inceneritore a biomass e
nell'ex sito Eridania .
Una discussione serrata
all'interno di un consigli o
comunale durato quattr o
ore, di fronte ad un folt o
pubblico diviso tra soste nitori e contrari . Una di visione che si è riproposta
anche all'interno dell a
stessa maggioranza, con
il voto a sorpresa contra rio della consigliera Sel
Valentina Casali .
«L'accordo con Power Crop che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione - ha dichia rato il sindaco Sergio Re tini - è stato migliorato .
Sant'Eufemia oggi è un
punto fermo, non un'opzione, e in cinque anni po tranno aprire i cantier i
per lo sviluppo del nostr o
territorio» . Il primo cittadino ha espresso pien a
soddisfazione per l'appro vazione del progetto ch e
vedrà «la riconversion e
della filiera bieticola in fi liera agroenergetica, l'adeguamento delle struttu-
re e lo sviluppo di nuov e
aree produttive, oltre a
concreti interventi su l
territorio in campo formativo e culturale» .
Si chiude così una lunga
discussione tra le forz e
politiche locali, che ha visto attriti anche all'interno della maggioranz a
stessa .
Ha stupito infatti il vot o
contrario espresso da Valentina Casali del gruppo Sei, che ha dichiarato :
«I partiti che reggono la
maggioranza hanno appoggiato di fatto la condivisione del progetto della
centrale a biomasse i n
quando c'era lo zuccherificio . La consigliera ha
anche posto l'attenzion e
sulla contrarietà al pro getto di alcune associazio ni agricole locali, perch è
attualmente Russi non ha
ancora approvato il suo Psc e questo potrebbe essere di ostacolo all'avvi o
dell'area di Sant'Eufemia.
Il sindaco ha dunque dichiarato di prendere att o
della contrarietà espressa
dalla consigliera Sel, seppure, a suo dire, tardiva
(Retini ha infatti dichiarato che le «critiche sarebbero dovute emergere
gran parte sulla comprensibile spinta ed urgenza d i
dare risposte al problem a
occupazionale, senza u n
approfondito dibattit o
con i cittadini e una doverosa consultazione popo lare» . La Casali ha spiegato che, anche a Via auto rizzata, sarebbero ancor a
troppe le questioni a cu i
non vengono date risposte esaurienti . In primi s
l'incertezza sull'approvvigionamento del legna me, l'errata localizzazione dell'impianto (tropp o
vicino a Palazzo San Gia como), le emissioni di inquinanti superiori a
Il sindaco Retini: «Oggi
Sant'Eufemia è un punto
fermo, non un'opzione»
prima») .
«E andato tutto come
previsto purtroppo», è il
commento disilluso d i
Roberta Babini, dell'associazione Clan-Destino ,
da sempre contraria alla
realizzazione della centrale . «Il document o
"blindato" è stato approvato senza tenere neppure in considerazione le ri chieste di emendament i
importanti propost i
dall'opposizione» . Tr a
queste la richiesta di un
rinvio a causa di alcune
procedure in via definizione, una maggiore garanzia sui controlli e la ri chiesta di inserir e
nell'Osservatorio anche
rappresentanti "esterni" .
«Quello che ci ha deluso
è stato l'atteggiamento di
totale chiusura della maggioranza, non disponibile
al dialogo neppure quan do si tratta di tutelare la
salute . Persino il parere
della Soprintendenza, che
si era espressa negativa mente, non è stato preso
in considerazione - aggiunge la Babini - se non
dal consigliere di Sei» .
L'associazione ha infine
confermato la sua intenzione di presentare ricor so al Tar .
Valentina Viol a
Ma il consigliere di Sel
ha votato contro
ClanDestino: «Al Tar»
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MaltCUCC, p .
L'ex zuccherificio oggetto della futura riconversione
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CrM'ere
di Ravenn a
Molti stabilimenti balneari sono già aperti, alcuni per eventi a tem a
Al mare inizio di stagione
«col freno a mano tirato»
per bagnini
Il nodo delle concessioni demaniali all'asta
blocca gli investimenti sull'arenile
RAVENNA. La bella stagione non è
più così lontana e in molti pensano gi à
alla movida sulla spiaggia . Dopo un'estate 2010 deludente per colpa di un a
congiuntura tra più fattori - crisi economica, maltempo ed ordinanza "anti-sballo" dell'Amministrazione comunale - gli operatori dei nove lidi ra vennati guardano all ' estate 2011 co n
la speranza di andare incontro ad un a
stagione mediamente apprezzabile, s e
non altro dal punto di vista meteo .
Persiste infatti una forte preoccupa-
Passeggiate in spiaggia nelle prime giornate di sole
zione sulla questione delle concessio ni sul demanio marittimo, che ne l
2015 potrebbero andare all'asta al mi glior offerente, tagliando fuori la mag gior parte degli operatori che al momento le hanno in gestione e che han no investito su di esse, creando strutture e servizi . «Più passa il tempo e
più la preoccupazione si ingigantisc e
- commenta Maurizio Rustignoli, pre sidente della Cooperativa spiagge Ra venna - perché la politica, sia regionale che nazionale, non ha prodotto
alcun riscontro su questo tema . D i
conseguenza, gli operatori del nostr o
territorio preferiscono aspettare pri -
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dell'arenile del Comune» . Insomma ,
se già dalla metà di aprile, bel tempo
permettendo, il 90 per cento degli stabilimenti balneari saranno apert i
con il servizio di bar e ristorante, lettini e zone solarium nel week end, s i
tratterà comunque, afferma Rustignoli, «di una partenza col freno a ma no tirato, anche in termini di personale in servizio . Ma in questo, la crisi
economica c'entra in modo relativo ,
riguarda tutti e non possiamo farci
condizionare . Lo stesso vale per l'ordinanza del sindaco Fabrizio Matteucci, che ricalca quella del 2010, ma
con una integrazione che prevede una deroga sulla chiusura a mezzanotte dei bagni, prorogata fino alle 3 al meno in una delle tre serate a tema
previste . Certo ci aspettavamo un'apertura sulla domenica, che anch e
per quest'anno resta un tabù» .
In attesa dell'avvio di stagione in aprile - con l'apertura quotidiana presumibilmente in coincidenza con l a
festività di Pasqua, che quest'anno
cade il 24 aprile - già ora ci sono dei
bagni aperti nel fine settimana, con i l
servizio di ristorante o eventi particolari in coda all'iniziativa del Mar e
d'Inverno promossa dal Comune . S i
tratta di aperture "a macchia di leopardo", come il bagno Giada ed il ristorante Le Vele a Lido Adriano, il bagno Passatore a Lido di Dante, e l'A loha a Marina Romea . Alcuni bagni ,
come il Nautilus a Punta Marina, organizzano invece eventi particolari ,
come mostre fotografiche sugli anni
'60, presentazioni di libri e cene a te ma .
Mentre di particolare interesse, la
prossima settimana, sarà la collaborazione dei maneggi di Marina Romea e Marina di Ravenna con i bagni
nel progetto "Equitazione didattica" ,
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.M ...e rnaodi ..
«colfreno
tiralo»
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CrM'ere
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di Ravenn a
aInsieme per salvare la costa»
Spadoni: «Erosione e subsidenza continuano ad avanzare »
RAVENNA. «L ' erosione
delle nostre coste e il feno meno della subsidenza ,
sono ormai diventati i ma li incurabili del nostro sistema ambientale» . E' l a
considerazione di Gian franco Spadoni - consigliere comunale e candidato dell'Udc alla presidenza della Provincia all'indomani del disatroso terremoto in Giappone .
In circostanze come quel le, in cui «la forza della na tura si abbatte con violen za sul pianeta», l'uomo «è
assolutamente impotente
e ha difficoltà grossissime
a tenerli sotto controllo» .
Venendo al locale, «l a
nostra costa ormai è risicata all'osso per colpa pre valente del mare ma anche per responsabilit à
dell'uomo in termini d i
prelievi di acqua e gas . E
su questo aspetto le ammi -
nistrazioni locali hann o
fatto la loro parte autorizzando le multinazionali a
prelevare il gas nel sotto suolo, accontentandosi di
ricevere impegni e rassicurazioni, oltre che sponsorizzazioni di iniziativ e
e attività istituzional i
d'interesse locale» .
Mentre i rimedi offerti
dalle società impegnat e
nell'estrazione del ga s
«sono apprezzabili seppur
quasi impercettibili, come l'iniezione di acqu e
nei pozzi al largo della no stra costa, sulla quale per mangono molti dubbi» .
Ma l'erosione non si ferma, sottolinea Spadoni, « e
tutta la serie di palliativi
utilizzati per contrastar e
il fenomeno e difendere la
spiaggia non concorr e
certo a mantenere inalterato l'ambiente natural e
costiero . Saranno possibi-
li opere di costante ripascimento, ma richiedon o
impegni davvero eccezionali cui sono chiamati a
contribuire fortement e
anche lo Stato e la Regione» .
Ravenna dunque «no n
può dormire sonni tranquilli, perché le sue coste
e le sue pinete fra qualche
decennio saranno solo u n
ricordo, a discapit o
dell'ambiente e del sistema turistico appoggiat o
in buona parte a quest o
importante settore . Non s i
possono, dunque - conclude il candidato dell'Udc non accelerare le iniziative di contrasto e di difes a
della costa, d'intesa co n
tutti i soggetti istituzionalmente preposti i n
un'ottica di lavoro sinergico, proprio per evitar e
l'asportazione graduale e
progressiva del suolo» .
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di Ravenn a
Pescavano in modo illegale in un'area protetta
Due marinai di Goro sono stati sanzionati (2mila euro); sequestrato il carico
RAVENNA . Sorpresi a pescare in coppia col sistem a
"volante" (ovvero con attrezzi da traino in grado di catturare una maggiore quantità di prodotti ittici) all'interno di una zona di tutela bio logica denominata "Are a
fuori Ravenna", i comandanti di due pescherecci dell a
marinera di Goro sono stat i
sanzionati nella mattinata di
venerdì dalla Guardia costiera .
Gli uomini della Capitane ria di porto hanno elevato a i
due una sanzione di 2mila eu ro e proceduto al sequestr o
della rete utilizzata per la pesca illegale ; sequestrato anche il pescato (ammontant e
complessivamente a una tonnellata e mezzo) donato ad as sociazioni benefiche previ o
giudizio di ideneità al consumo decretato da parte de l
personale veterinari o
dell'Ausl .
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CrM'ere
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Matteucci porta in Consiglio il no a1 nucleare
«Ipotesi sciagurata una centrale a Ravenna»
Ancarani (Pd0 : «Serve un'ulteriore riflessione»
RAVENNA . Netta contrarietà al nu- esprimeva la sua opposizione all'incleare . Lo ribadisce il sindaco Fabri- stallazione di una centrale nuclear e
zio Matteucci, ricordando le sue di- nel territorio ravennate . E il Pd conchiarazioni, precedenti «di anni» ai ferma il proprio no senza se e senza
tragici eventi del Giappone, nei quali ma .
Una puntata della trasmissione televisiva Ballarò, andata in onda recentemente, asseriva ch e
Ravenna rientrerebbe tra
i siti "candidabili" alla
creazione di un impianto .
Anche Il Sole 24 Ore, ne l
febbraio scorso, avev a
parlato di questa possibilità .
«I ministri del govern o
Berlusconi dicono in questi giorni tutto e il suo con trario -afferma Matteucci
- . In una recente visita a
Ravenna, durante un in contro alla Camera di com mercio, il sottosegretari o
ai Trasporti del Govern o
Berlusconi, Bartolome o
Giachino, aveva detto ch e
il nucleare è uno dei punt i
più importanti del governo di centrodestra . Centrodestra che a Ravenna s i
è pronunciato, per voce d i
Giulio Bazzocchi, in mod o
nettamente favorevole a l
nucleare, respingendo i l
mio appello ad unire la cit tà contro un'ipotesi cos ì
sciagurata . Nelle prossime settimane adotterò le i niziative istituzionali e popolari utili ad impedire l'ipotesi di una centrale nucleare a Ravenna» .
Matteucci dichiara ch e
domani sera informerà il
Consiglio comunale delle
iniziative che intende intraprendere .
«Giulio Bazzocchi no n
risulta ricoprire alcun in carico direttivo, né comunale, né provinciale ne l
nostro partito», sottoline a
il vicecoordinatore comunale vicario del Pdl Alberto Ancarani : le opinion i
che esprime, anche inviando lettere ai giornali ,
sono personali . «Sul nucleare, è necessaria un'ulteriore riflessione, come
suggerisce il governo . Cer tamente, se venisse instal lato un impianto a Modena o a Reggio Emilia, e nel
caso malaugurato di esplosione, le radiazioni ar riverebbero anche a Ravenna» .
«Non c'è componente e motiva nelle motivazion i
con cui il Pd dice no al ritorno del nucleare del governo Berlusconi-Bossi» ,
fa sapere la federazion e
provinciale del Pd . «Rifiutiamo e respingiamo al
mittente ogni forma di ipocrisia a cominciare da
chi, come molti "governa tori" di centrodestra del
nord, si dice favorevole al
nucleare purché lo si faccia in casa d'altri» .
Una centrale nucleare ; il tema è rimbalzato i n
questi giorni sotto i riflettori dopo le tragich e
conseguenze del terremoto in Giappone
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MatteucA
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aroioideare
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di Ravenn a
VICENDA PAE R
Costa : «Perse centinaia di posto di lavoro »
RAVENNA. La mancata autorizzazio ne alla realizzazione della centrale a
biomasse di Paer ha comportato la per dita, almeno potenzialmente, di centinaia di posti di lavoro . E' questa la pre sa di posizione del capogruppo consiliare del Pdl Eugenio Costa . Il progetto ,
bloccato, pur avendo trovato alcun e
"sponde" nella classe dirigente del Pd ,
incontrò una forte opposizione nel sin daco Fabrizio Matteucci e in gran par te della popolazione della località . Il
primo cittadino, commenta Costa, è
«un gran sostenitore della produzion e
di energia tramite le fonti rinnovabili ,
ma finge di ignorare che, oltre a sottrarre all'agricoltura grandi quantit à
di terreno fertilissimo e a deturpar e
l'ambiente come sottolineato anch e
dalle associazioni agricole, senza considerare i problemi legati allo smalti mento dei pannelli solari esausti, i for ti incentivi previsti finora per questa
fonte di energia si scaricheranno sull e
bollette elettriche di tutti gli utenti ,
provocando un aumento del cost o
dell'energia stimato in circa il 20%» .
L'esponente del Pdl si chiede inoltre l e
ragioni per cui da una parte Matteucci
ha detto no alla centrale di Torri d i
Mezzano, mentre il sindaco di Russ i
Sergio Retini si è impegnato con decisione a favore della costruzion e
dell'impianto a biomasse che sostituirà l'ex stabilimento Eridania . Per Costa, non sarebbe vero che il sindaco d i
Ravenna «vuol far crescere a 360 grad i
l'energia pulita e l'economia verde a
Ravenna, anche perché il suo rifiut o
alla centrale Paer ha comportato la pesantissima rinuncia ad un centinaio d i
nuovi posti di lavoro che la central e
avrebbe assicurato, assieme a quell i
occupati nelle grandi serre che sarebbero state costruite a fianco della cen trale per produrre ortaggi pregiati tut to l'anno, assorbendo in tal modo l a
maggior parte dell'anidride carbonic a
prodotta dalla centrale . Non mi risult a
- prosegue il capogruppo consiliare de l
Pdl - che la situazione occupazional e
nel ravennate sia particolarment e
brillante, ed in particolare quella giovanile, per cui trovo davvero assurdo e
sorprendente il silenzio dei sindacat i
che ha accolto la bocciatura a cuor leggero della centrale Paer da parte d i
Matteucci» .
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20/03/2011
CrM'ere
di Ravenn a
Premio Giustiniano a Gigi Proiett i
La serata venerdì all'Alighieri
Ricavato in beneficenza
RAVENNA . Venerdì 25 marzo, alle 20 .30, Gig i
Proietti riceverà al Teatro Alighieri il "Premi o
Giustiniano alle arti e alla cultura" . All'evento ,
giunto alla sua seconda edizione, parteciperanno
anche il conduttore televisivo Cino Tortorella - i l
celeberrimo "Mago Zurlì" - e il fondatore del Giffoni Film Festival Claudio Gubitosi .
Ieri mattina, nel cors o
della presentazione i n
Municipio, il sindac o
Fabrizio Matteucci si è
detto «felice che per il se condo anno si consolid i
questo nuovo appunta mento . L'anno scors o
l'ospite d'onore fu Carl o
Verdone . E abbiamo tanti bei programmi anche
per i prossimi anni» .
A Proietti, ha sottolineato Simone Ortolani ,
presidente del comitat o
promotore dell'iniziativa, sarà conferito il premio (un'opera del mosaicista Marco Bravura )
sia per il suo legame co n
la città di Ravenna, si a
per aver contribuito, interpretando con particolare sensibilità personaggi di straordinari a
popolarità come il Maresciallo Rocca, all'attaccamento dell'opinion e
pubblica nei confront i
delle istituzioni .
«Proietti sta lanciand o
una campagna nazionale sulla sicurezza strada le», ha dichiarato Daniele Perini, presidente d i
Amare Ravenna : un a
campagna che coincide
con le politiche del sindaco Matteucci per la
prevenzione degli incidenti stradali e per la lot ta contro l'abuso di alco lici .
Per desiderio del regi sta e attore romano, il ricavato dell'evento - il cu i
ingresso sarà ad offert a
libera - andrà totalmente in beneficenza a favo re dell'Associazione italiana assistenza spastic i
e dell'Associazione Ami ci delle missionari e
dell'Immacolata per l'adozione di due bambin i
indiani .
Alla serata - promoss a
dalle associazioni Byro n
e Amare Ravenna e dal
giornale online Ravenna
24 Ore, in collaborazion e
con Teleromagna e co n
il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, dell'U nipol e della societ à
"Bambini", interverranno Cino Tortorella, il di rettore artistico del Giffoni Film Festival Claudio Gubitosi, il grupp o
Khorakané e alcuni giovani artisti fra cui il pianista Marco Santià, il so prano Federica Balucani, le cantanti Eleonor a
Mazzotti e Valeria Crescenzi .
A sinistra la prima edizione ,
nella quale si premiò Carlo Verdone ;
sopra Gigi Proiett i
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20/03/2011
CrM'ere
di Ravenn a
Palazzo Rasponi diventerà la "Casa europea della cultura »
Lo ha annunciato il sindaco alla cerimonia di donazione alla città di un'opera di Corrado Cagli
RAVENNA . Il patrimonio artistico di Ravenna si arricchisce con un quadro del maestr o
Corrado Cagli . L'opera del pittore marchigiano è stata consegnata ieri mattina al sindaco dal
commendatore Francesco Muzzi, responsabile dell'archivio Cagli . «Dopo la diffusione dell o
schema di dossier, la nostra sfida per candidarci a capitale europea della cultura fa un altr o
passo avanti . Realizzeremo a Palazzo Rasponi la Casa europea della cultura : un luogo fisic o
di incontri periodici per elaborare le "nuove visioni", che metteremo al centro del nostr o
programma di candidatura, e per creare una generazione di nuovi talenti», ha dichiarato i l
primo cittadino durante la presentazione . I lavori di Palazzo Rasponi saranno completati ne l
2014 . Il quadro che ha per titolo Le nutrici è stato realizzato in copia unica serigrafata (93x69
centimetri) ed entrerà a far parte della Pinacoteca comunale «arricchendola - ha dichiarat o
Claudio Spadoni, direttore del Mar e della Pinacoteca stessa - di un esemplare pittoric o
realizzato da un maestro del '900 che sviluppò in modo del tutto originale i principi artistic i
della scuola romana del dopoguerra» . Francesco Muzzi ha poi annunciato che presto la citt à
riceverà un secondo omaggio : si tratta del "cartone" realizzato da Cagli negli anni '50 pe r
essere riprodotto in mosaico, che diventerà presto parte della collezione del Mar . (v . v . )
Sopra la consegna del prezioso quadro, che appar e
per intero nella foto a destra (Foto Fiorentini)
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CrM'ere
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di Ravenn a
Grossa frana si abbatte su strada provinciale
I tecnici stavano sistemando le gabbionate
quando il terreno ha ceduto, inghiottendo tutto
di Francesco Donat i
BRISIGH ELLA. Non solo le strade comunali versano in una situazione disastrosa . Il fenomeno franoso è i n
continua evoluzione e coinvolge an -
Qui le abbondanti nevicate e le piogge hann o
causato infiltrazioni d'acqua importanti in uno de i
punti più pittoreschi del la collina, in pieno Parc o
della vena del gesso . Il ter reno ha ceduto propri o
dove si stava lavorando al
ripristino di opere di contenimento .
Inghiottite le gabbionate . Si stavano rifacendo le
"gabbionate" di massi a
protezione della sed e
stradale, quando una frana ha inghiottito il lavor o
svolto fino a quel punto .
Un fronte di terra, sassi e
detriti, lungo un centinaio di metri è precipitato, fortunatamente in un
momento in cui non passava nessuno . La carreg-
che la viabilità provinciale . E' il caso
della "Monticino-Limisano", la strada panoramica che congiunge Brisighella a Riolo Terme .
giata ha retto ed è stato
possibile ripulirla . Ma ora l'intero fronte va messo in sicurezza . «Se ne sta
già occupando la Provincia - afferma il sindac o
Davide Missiroli - : i n
questo caso più che la ne ve hanno inciso le piogg e
dei giorni scorsi» . La situazione permane molto
critica in un elevato numero di strade comunali .
«Per fortuna - aggiung e
Missiroli - non abbiamo
famiglie isolate, ma temiamo ulteriori danni s e
il tempo non regge alme no fino a quando non si
riesce a mettere delle toppe» .
Mancano i fondi . «Venerdì - continua il sindaco - abbiamo accompa-
gnato in un sopralluog o
gli incaricati del Servizi o
tecnico di bacino . Dovranno redigere una relazione da mandare all a
Protezione civile . Mi auguro e spero che interventi possano essere finanziati in via urgente, prima che i danni possano estendersi» .
Chiusure al traffico. Attualmente è chiusa a l
traffico la via che conduce alla Torre del Marino ,
dove esiste un frequentato agriturismo al quale s i
accede solo dal versante
di Riolo Terme . Se i fond i
non dovessero arrivar e
diventa difficile far fronte ad un simile dissest o
generalizzato che potrebbe avere ripercussioni
torio molto vasto e perennemente a rischio» . E '
lungo l'elenco di contributi di cui i comuni com e
Brisighella non possono
più godere : il fondo nazio nale per la montagna, il
fondo per l'assicurazion e
contro le calamità naturali per gli agricoltori, i
fondi per le gestioni asso ciate, per la difesa de l
suolo, per gli investimenti ai piccoli Comuni, per i l
gasolio e il gpl alle zone
non metanizzate. Restan o
i finanziamenti per gli interventi urgenti di Protezione Civile ai quali si è
appellato il sindaco nell a
speranza che gli siano riconosciuti al più presto .
anche sulla sicurezza d i
zone tra le più attraent i
del Parco della vena de i
gessi .
Territorio a rischio. Secondo il vice sindaco Dario Laghi la situazione è
disperata perché «non c i
sono soldi e siamo soli a
dover gestire la sicurezz a
idrogeologica in un terri -
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La "Monticino-Limisano", la panoramica che congiunge Brisighella a Riolo Terme ,
la cui sede sede stradale è già stata ripulita (foto Mauro Monti)
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20/03/2011
CrM'ere
di Ravenn a
«Il Rue incentivi l'economia lu
ese»
Le associazioni imprenditoriali: «Favorire l'insediamento di nuove attività commerciali »
LUGO . Il Rue (Regolamento edilizio urbanistico )
«dovrebbe contenere, oltre agli indirizzi di qualità e d i
tutela tante volte richiamati e condivisi, anche elementi di stimolo e di incentivazione per il settore economico locale, con scelte strategiche coraggiose» .
Ad affermarlo sono le associazioni imprenditorial i
Api, Cia, Cna, Coldiretti,
Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio A scom, Confcooperative ,
Confesercenti, Confindustria, Lega Coop e Agci, intervenute per esprimere le
proprie valutazioni su l
Rue . Viene sottolineata la
necessità di «predisporr e
regolamenti chiari e precisi, limitando il ricorso ad inutili passaggi di numerosissime pratiche edilizie,
riservando tale percorso a i
soli interventi su edific i
vincolati od a particolari
interventi urbanistici d i
importanza rilevante» . Le
associazione vorrebbero
anche «rivedere le norme
riguardanti le facciate degli edifici e le tinteggiature ,
i depositi di materiali a cielo aperto, le vetrine e le serrande, i chioschi, i dehors e
le edicole. Con l'obiettivo d i
arrivare a definire un a
"Città integrata" : una città
in cui le varie funzioni, e-
perfici da ricavare anche
attraverso l'accorpamento
di unità contigue, attenti
alle nuove esigenze proprie
degli insediamenti commerciali e di servizio ed e vitando di ingessare l'iniziativa privata con la previsione di unità minime di
intervento. I Centri commerciali naturali non nascono per caso ma sono il
frutto di politiche attente e
lungimiranti che sann o
comprendere le moderne
dinamiche di una società in
continua evoluzione» . Per
quanto riguarda il mondo
rurale l'obiettivo è quello
di «contenere gli insedia menti di unità abitative in
zona agricola e di lasciare
l'opportunità per chi vive
del lavoro agricolo di costruirsi l'abitazione . A questo punto del confronto giu dichiamo positivamente le
risposte fin qui ricevute
dalla presidenza dell'Unio ne, rese evidenti dall'acco glimento di molte delle po sizioni da noi sostenute con
le osservazioni presentate .
Ribadiamo comunque che
la nostra attenzione continuerà a essere alta affinchè
nel percorso ancora aperto ,
attraverso il dialogo costante e concreto sia possi bile continuare a migliora re questo fondamental e
strumento di governo de l
territorio» .
Amalio Ricci Garotti
conomiche, direzionali, so ciali, abitative, possono es sere presenti e convivere i n
modo armonioso» . All'Unione dei Comuni «abbiamo chiesto una scommessa
di lungo respiro - rimarcano le associazioni - . L'attività edilizia nei centri sto rici non va limitata, secondo noi, al solo restauro conservativo degli edifici, ma è
necessario coniugare la valorizzazione del patrimonio esistente (quello di qualità) con le moderne neces sità del vivere . Favorendo
l'insediamento di attività
commerciali anche all'ingrosso e di servizio nei centri storici attraverso la realizzazione di adeguate su-
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20/03/2011
CORRIERE DELLA SER A
SCELTA INEVITABIL E
di
MASSIMO NAVA
sintomatic o
che Gheddafi
parli come Milosevic e Saddam, utilizzi le stesse minacce contro gli «aggressori», faccia previsioni funeste e denunci l'illegittimità dell'intervento internazionale come ingerenza negli affari interni. Inoltre, come accade nell a
mente dei dittatori che negano la realtà o ne perdo no il contatto, continua a
considerarsi amato d a
quel popolo che aggredisce con carri armati e mer cenari . E evidente lo sco po di insinuare nelle coscienze interrogativi etici
sulla giustezza di un a
guerra (perché di questo
si tratta, dopo che la coalizione dei volenterosi h a
già colpito obiettivi in Libia) e dubbi sulla sua utilità . Ma è altrettanto evidente che le cose stanno i n
modo diverso rispetto ai
«bombardamenti umanitari» del recente passato .
In primo luogo non si
tratta di un'invasione, m a
di interventi mirati e circoscritti, finalizzati a impedire il bagno di sangue ,
prima ancora di discutere
sbocchi politici . A Gheddafi il mondo, quasi al l'unanimità, ha chiesto di
rinsavire e forse gli lasci a
ancora un margine di manovra per consentire un a
transizione .
In secondo luogo, l'intervento preventivato al
vertice di Parigi è sostenuto da una coalizione internazionale che ha la copertura del Consiglio di Sicurezza, il placet della Leg a
araba, la partecipazion e
— per quanto in ordin e
sparso — dei maggiori Paesi europei, con l'eccezio ne della Germania .
Merito del president e
francese Sarkozy, il qual e
non si è curato di accus e
di impulsività e protagoni smo elettorale e ha superato inerzie europee e riserve americane . Meglio
sarebbe stato veder e
un'Europa più coesa fi n
da subito. E sarebbe stata
utile un'iniziativa fort e
dell'Italia, con tempi di reazione adeguati al nostro
Paese, che ha la storia e la
posizione più complicat e
in rapporto alla Libia . Abbiamo subito la determinazione francese e siamo
entrati in un'operazion e
che pochi immaginavano
soltanto una settimana fa .
A Parigi, si è avuta la sensazione di essere arrivati
a cose fatte . Per la nostra
immagine, come ha promesso il presidente Napolitano, speriamo che il Paese si prepari à fare la propria parte .
Se si ricordano le esperienze militari in Iraq e in
Afghanistan (e sotto alcuni aspetti in Kosovo) dobbiamo anche riflettere sui
rischi di pesanti conseguenze per la popolazion e
civile e di risultati opposti
agli obiettivi conclamati .
Se ci si interroga sulle alternative politiche a Gheddafi non ci si può nemmeno nascondere, come h a
scritto ieri sul Corriere Sergio Romano, che sappiamo poco o nulla dei capi
della ribellione che il solo
Sarkozy ha voluto riconoscere . Un'azione internazionalmente condivis a
non diventa moralment e
giusta in assoluto . Ma no n
dovrebbe essere complicato, nel caso della Libia, sapere da che parte stare .
Sia per il governo, sia pe r
l'opposizione .
Ciò che rende diverso il confronto con
interventi del passato è l'atteggiament o
culturale, prima che politico, che si dovrebbe
tenere nei confronti dei popoli arabi . L a
rivoluzione del Maghreb non brucia bandier e
americane ma chiede libertà, democrazia,
distribuzione delle ricchezze e un futuro di
sviluppo che non può essere considerato all a
stregua di minacce per le nostre coste o per l e
nostre economie .
«I popoli arabi — ha promesso Sarkozy —
devono essere padroni del proprio destino» .
Coloro che temono il dopo Gheddafi fors e
sottovalutano le insidie della sua permanenz a
al potere . Per il suo popolo e per le immens e
speranze dei popoli vicini.
Massimo Nava
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20/03/2011
CORRIERE DELLA SER A
Missili, armi chimiche e azioni isolate
Tutte le incognite della vendetta del Raìs
ROMA — L'incogpita adesso ri- '
guarda la potenza militare del regi me di Gheddafi . Perché alcuni anali sti e lo stesso presidente Silvio Berlusconi affermano pubblicamente
che i missili a disposizione non han no la gittata sufficiente per raggiun gere il suolo italiano . Ma in realt à
nessuno è in grado di fornire certez ze sugli armamenti accumulati dopo la revoca dell'embargo e dunqu e
sull'eventualità che il Colonnell o
sia in grado di colpire Lampedusa,
Linosa e addirittura arrivare fino a
Pantelleria. Del resto gli accordi economici stretti negli ultimi anni d a
numerosi Stati occidentali riguarda no anche l'industria bellica, per ò
non esiste una lista ufficiale dell e
apparecchiature consegnate . Gli ap parati di sicurezza sono in regim e
di massima allerta e nessuna ipote si viene scartata quando si analizza no le possibili «ritorsioni» già annunciate dal Raìs contro quegli Sta ti che gli hanno voltato le spalle, in
testa proprio il nostro Paese . Non
rassicura il fatto che nel suo procla ma di ieri Gheddafi abbia minaccia to esplicitamente soltanto Francia e
Gran Bretagna . Perché il conto co n
l'Italia non appare affatto chiuso, so prattutto tenendo conto delle promesse che gli erano state fatte pe r
ottenere la firma al Trattato di Ami cizia e così bloccare i flussi dell'im migrazione clandestina .
Allerta alle frontiere
di terra e mare
Un dispositivo particolare è scat tato a protezione delle ambasciat e
e più in generale di tutte le sedi diplomatiche degli Stati coinvolti ne i
raid, così come sempre avviene i n
caso di una crisi internazionale tan to grave. Non risulta che i servizi di
intelligence abbiano trasmesso al
governo segnalazioni specifiche s u
possibili azioni progettate sul terri torio . Ma due anni fa nessuno previ de che Mohamed Game, cittadin o
libico residente da anni in Italia, s i
sarebbe fatto esplodere di fronte al la caserma Santa Barbara di Milano
per protesta «contro il governo e
Silvio Berlusconi responsabile del la politica estera» . Ed è proprio un
eventuale gesto isolato ad allarma re, come è stato ribadito due giorni
fa durante la riunione del Comitat o
per l'ordine e la sicurezza convoca to al Viminale dal ministro dell'In -
temo Roberto Maroni.
La circolare firmata dal capo del la polizia Antonio Manganelli e in dirizzata a prefetti e questori al mo mento si limita a sollecitare «l a
massima attenzione per gli obietti vi sensibili e soprattutto per le fron tiere marittime e terrestri», ma la
decisione di convocare in maniera
permanente il Comitato di analisi
strategica conferma le preoccupa zioni relative all'evolversi di «una
situazione di guerr a
che può diventare si mile all'Iraq e all'Afghanistan però que sta volta in un Paes e
che si trova a poch e
centinaia di miglia d a
noi». In queste ore si
cerca di scoprire se negli arsenali
del Raìs ci siano armi chimiche . Le
voci sono contrastanti, ma è pur ve ro che l'analisi su quanto stava accadendo nel Paese è apparsa da tempo carente se si tiene conto che nessun servizio segreto occidental e
aveva previsto che cosa sarebbe ac caduto in Libia : né la rivolta degl i
oppositori partita dalla Cirenaica ,
né tantomeno la capacità di Ghed dafi di riconquistare la maggior par te del Paese come ha mostrato d i
poter fare negli ultimi giorni, prima della risoluzione dell'Onu d i
due giorni fa che ha deciso l'intervento militare a protezione della
popolazione .
La ret e
degli ambasciator i
Per cercare di raccogliere il mag gior numero di informazioni i servi zi di intelligence occidentale si affi dano dunque a quegli ambasciatori
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libici che il 21 febbraio hanno deciso di abbandonare il regime e schierarsi con i ribelli. Un documento
congiunto diramato quattro giorn i
dopo si rivolgeva al «popolo in lotta» con un messaggio esplicito :
«Popolo nostro, in questi moment i
noi siamo con te, noi non ti abbandoneremo e ci impegneremo al
massimo per servirti come soldat i
leali al servizio dell'unità nazionale, della libertà e della sicurezza .
Noi rimarremo al nostro posto per
servire il nostro popolo nei Paesi i n
cui siamo, nei quali rappresentiamo il popolo libico . Dio abbia mise ricordia dei martiri del popolo libico» . Firme di spicco erano quelle
del rappresentante diplomatico i n
Italia Hafed Gaddur, quello all'On u
Abdurrahman Shalgam che co n
Gheddafi era stato anche ministro
degli Esteri, entrambi ritenuti fedelissimi del Colonnello.
La nota era stata sottoscritta anche dai loro colleghi in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania ,
Grecia e Malta. Adesso sono tutti lo ro a poter fornire un aiuto prezios o
per comprendere dove e come possa essere indirizzata la vendetta d i
Gheddafi . Il pericolo maggiore riguarda gli italiani e gli altri occiden tali che si trovano ancora in Libia e
potrebbero essere catturati per essere utilizzati poi come merce d i
scambio o comunque in un'azione
di propaganda contro l'Occidente.
Ma la paura per quanto potrà accadere ormai supera i confini dello
Stato africano .
Fiorenza Sarzanin i
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CORRIERE DELLA SER A
20/03/2011
Berlusconi : per il regime è finit a
I missili libici non sono un pericolo
«Spero che un ripensamento del colonnello eviti un intervento massiccio »
DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI — Le basi italiane sono «indispensabili» per le operazioni militari in Libia e per il
rispetto della no-fly zone decisa
dall'Onu . Per questo motivo il
nostro governo ritiene di avere
un ruolo più che «importante»
nell'avvio della fase operativa a
protezione della popolazione li bica e ritiene altresì improbabile che verranno coinvolti mezzi
aerei della nostra aviazione .
Lo ha detto ieri a Parigi il presidente del Consiglio, al termine del vertice tenutosi all'Eliseo . «L'Italia, per il momento,
mette a disposizione le basi e,
attraverso la nostra partecipazione al coordinamento delle
operazioni, potrà essere richiesta una partecipazione con i
suoi mezzi» e «noi abbiamo anticipato che potrebbe essere
possibile», ha dichiarato Berlusconi.
L'irritazione per l'esclusione
da alcuni incontri precedenti il
vertice, tenuti dalla presidenza
francese con americani, inglesi
e canadesi, non è stata esternata ufficialmente, ma fonti governative la abbinano a un diffus o
malumore di molti governi europei per il protagonismo d i
Sarkozy e la tempistica dell e
azioni dell'aviazione transalpina.
Di fronte ai giornalisti il Cava liere ha adottato un profilo di
estrema prudenza, rimarcando
l'obiettivo di un coordinamento delle operazioni alleate nella
base Nato di Capodichino. ll premier ne ha parlato direttamente
sia con Hillary Clinton sia co n
David Cameron, ricevendo «ap prezzamenti», ha sottolineato,
per l'iniziativa.
Su un coinvolgimento diretto, con nostri mezzi aerei, Berlu sconi ha aggiunto che difficilmente accadrà: «Non credo che
Le due fasi
«L'Italia, per ora, mette
a disposizione le bas i
Poi potrebbe partecipare
con i suoi mezzi»
ci saranno particolari esigenze
perché come voi sapete si deve
innanzitutto mettere in atto il rispetto della no-fly zone, cred o
che i mezzi della Francia, dell'Inghilterra e degli altri Paesi siano sufficienti» .
Al termine del vertice il capo
del governo ha reso noto d i
aver chiamato Napolitano, per
riferirgli l'esito degli incontri,
«in accordo completo con lu i
come in accordo con lui abbiamo portato avanti l'iniziativa
del governo».
Il Cavaliere ha tenuto a preci sare un altro tema chiave pe r
l'Italia : «Vorrei tranquillizzare i
nostri concittadini : le nostre forze armate ieri hanno fatto un
esame approfondito della dispo nibilità di armi e di missili de l
regime libico, e la loro conclu sione è che non ci sono arm i
che possano raggiungere il terri torio italiano».
Berlusconi ha infine ripetuto
di coltivare ancora la speranz a
che di un intervento militare
massiccio non ci sia bisogno,
«visto questo schieramento glo bale, non solo dell'Occident e
ma anche del mondo arabo, spero ci possa essere un ripensa mento da parte del regime libico» . Regime la cui sorte appare
comunque segnata, «tutta la co munità internazionale pens a
sia difficile che possa continua re dopo quello che è accaduto».
Marco Galluzz o
m RIPRODUZIONE RISERVATA
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MUSEUM
press L.If1 E
20/03/2011
CORRIERE DELLA SER A
Le divisioni nell'esecutivo Il leader della Lega : con i bombardamenti verranno qua a milioni e perderemo il petrolio e il gas
Il premier irritato . E Bossi guida il «fronte del no»
Il Cavaliere non entra nel vertice a tre Usa-Francia-Germania. Malumori su Frattini e La Russa
ROMA — Neanche l'inizio de i
bombardamenti alleati è riuscito a
coprire le divisioni nel governo ita liano sul ruolo da tenere di fronte al le rivolte in Libia represse nel sangue da Muammar el Gheddafi. «Pen so che la posizione più equilibrata
sia quella della Germania. Era meglio essere più cauti», ha detto ieri
sera il leghista Umberto Bossi, mini stro e socio della maggioranza di go verno secondo soltanto a Silvio Ber lusconi. «Non si capisce cosa sia la
no-fly zone, che sarebbe tener giù
gli altri, però poi si sono alzati in vo lo i francesi e noi rischiamo di perdere petrolio e gas . .. verranno qui
milioni di immigrati», sono i focolai
di timori sui quali ha soffiato Boss i
celebrando a Erba i vent ' anni di una
sede della Lega mentre altri festeggiavano altrove i 15o dell'Unità d'Italia.
«Il mondo è pieno di famosi democratici abilissimi a fare i loro inte ressi, noi invece siamo abilissimi a
prenderla in quel posto», ha continuato sostenendo di preferire accor di con gli svizzeri «più che con l a
Francia o gli Stati Uniti». «Il Consi glio dei ministri aveva rallentato
l'appoggio con una posizione pi ù
cauta di non partecipazione diretta,
ma poi c ' è qualche ministro che cre de di essere più del premier e parl a
a vanvera», ha sostenuto Bossi. Per
«premier» intendeva Berlusconi, a l
quale nel frattempo non aveva fatto
piacere essere andato a Parigi senza
essere invitato all'incontro sugli attacchi alla Libia tra il segretario d i
Stato americano Hillary Clinton, i l
premier britannico David Cameron
e il presidente francese Nicola s
Sarkozy.
In verità era stato tutt'altro ch e
blando il Consiglio dei ministri riunito due giorni fa, almeno nel comu nicato finale con affermazioni sulle
quali, più tardi, è stato ottenuto in
Parlamento un consenso esteso anche a Pd e Udc senza la Lega . Il go-
verno, venerdì, per applicare la riso luzione 1973 dell'Onu, che prevede
la protezione dei civili minacciati da
Gheddafi, si è prefisso «un ruolo at tivo» dell'Italia attraverso «ogni op portuna iniziativa» e «ivi compres a
la concessione in uso di basi militari» agli alleati . Non soltanto con ba si significa con aerei e altro . Bossi, è
evidente, ritiene che i ministri d i
Esteri, Franco Frattini, e Difesa,
Ignazio La Russa, abbiano forzato la
mano traducendo così in Senato l a
decisione del governo.
Per coincidenza, non necessaria mente fortuita, ad avercela con i
due ieri sarebbe stato anche il presi dente del Consiglio, scontento del l'esclusione dalla riunione a tre prima della colazione all'Eliseo tra 22
capi di Stato e di governo . Era arduo
per Berlusconi essere invitato dai
principali promotori di bombarda menti contro Gheddafi dopo gli
oscillamenti tra la linea del non tele fono al Colonnello perché «non mi
permetto di disturbare» (19 febbraio, a repressione di rivolte in corso) ,
la telefonata con il Colonnello . (2 2
febbraio) e la svolta di venerdì .
A Frattini e La Russa, Berluscon i
avrebbe addebitato di non averl o
adeguatamente avvisato del vertice
a tre . Improbabile che ciò venga con fermato, comunque ieri La Russa ri badiva la linea di venerdì sull'Italia
nella «coalizione dei volonterosi» di
Londra e Parigi con aerei e basi, («I l
nostro ruolo non può essere di affittacamere») e Berlusconi si augurava
ammorbidimenti del Colonnello de limitando il contributo italiano a incursioni («L'Italia, per il momento,
mette a disposizione le basi. . .») .
Tra le sollecitazioni degli Usa, Ie
esortazioni di Napolitano a non isolarsi dalle alleanze e i leghisti, Fratti ni ha preferito le prime . Lo stesso La
Russa: agli Usa danno ascolto i mili tari ; l'Esercito conta in Afghanistan,
la Marina in Libano e l'Aeronautic a
sulla Libia ci punta. L'idea maturata
da Frattini è che non vanno lasciat i
a Parigi e Londra assi privilegiat i
con i possibili successori di Ghedda fi. Altri pensano più alle regionali,
vedono in Sarkozy e Cameron soprattutto concorrenti dell'Eni.
Maurizio Caprara
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20/03/2011
CORRIERE DELLA SER A
«Missione legittimata dalla Costituzione»
Napolitano : la Carta consente interventi internazionali per promuovere pace e giustizi a
DAL NOSTRO INVIATO
TORINO — Presidente, l a
missione per una «no-fly zone» sulla Libia è scattata e no i
ne siamo direttamente interessati. Ma i nostri militari
hanno avuto delle regole d'in gaggio particolari per circum navigare, diciamo così, l'articolo 11 della Costituzione ?
«In che senso circumnaviga re?». Nel senso che, siccom e
già in queste prime ore i caccia francesi hanno compiuto
attacchi al suolo, l'operazion e
si rivela più che simbolica:
laggiù ormai si spara.
«Guardi che in quell'artico lo i i si parla di interventi coordinati dalle organizzazioni
internazionali preposte a garantire la pace e la giustizia .. .
E tutto chiaro e non c'è niente
da circumnavigare» . Dunque :
anche se «l'Italia ripudia l a
guerra», come recita appunto
l'articolo 1i della Costituzio ne, l'azione armata sui cieli di
Tripoli e Bengasi è coerente
con la Carta e da essa piena mente legittimata .
Questo spiega Giorgio Napolitano, citando non a cas o
la seconda parte della norma,
che «consente» operazioni come quella cui partecipiam o
(per il momento offrendo so lo l'uso di sette aeroporti militari) quando la loro natura sia
ispirata a sostegno della democrazia e abbia il sigillo della comunità internazionale .
Cioè l'ultima risoluzione dell'Onu.
«Non possiamo rimanere
indifferenti alla sistematica re pressione delle libertà», ave va detto venerdì, dopo che
tutti gli emissari diplomatic i
avevano dovuto arrendersi davanti alla resistenza di Gheddafi . E adesso che la crisi libica ha avuto lo sviluppo pi ù
drastico, respinge doppie letture politiche (subito cominciate, a Roma, con qualche pri mo rimbalzo polemico) sul
nostro coinvolgimento .
Siamo dentro questa partita, e dobbiamo fare la nostra
parte senza ambiguità. Ecco
la riflessione in base alla quale il capo dello Stato ha condi viso, al telefono con Berlusco -
ni da Torino, la scelta del governo, esprimendogli il su o
«compiacimento per l'impor tante intesa» raggiunta al vertice di Parigi e «per il contributo dato e l'impegno assunto dall'Italia» . E una responsabilità pesante, quella che c i
siamo presi. Di sicuro comporta una svolta destinata a
segnare il futuro prossim o
del Paese, e che assilla pur e
lui . Una svolta comunque ine vitabile . «In Europa la pac e
l'abbiamo costruita e consoli data dopo due guerre mondiali», ricorda al Sermig di Erne sto Olivero, ricevendo proprio in questo giorno difficile
il premio «artigiano della pace» (attribuito in anni lontan i
pure a Peroni) . «Oggi l'Euro -
pa vive in pace, ma non così i l
resto del mondo . . . e sappiamo
di che cosa parlo. . . Oggi servi re la pace significa anche trovare il modo di andare incontro alle popolazioni persegui tate, portare aiuto. E un impegno duro, ma, lo ripeto, è u n
impegno per la pace, per i di ritti e la libertà dei popoli» .
Insomma, si può certo discutere problematicament e
su tutto, compresi i rischi di
questa missione . Quando però giunge il momento di decidere, e si decide in nome di
un interesse superiore, le esitazioni e i distinguo non sono
ammessi . «Facciamo la nostra
parte come membro attivo del la comunità internazionale, in teressati come tutti i Paesi ch e
sono nel G8 e nell'organizzazione delle Nazioni Unite. Inte ressati ad affermare dei princi pi e ad esigere il rispetto di va lori fondamentali come i dirit ti umani e le aspirazioni di libertà e giustizia sociale oggi,
in modo particolare nel mondo arabo. E faremo ciò che è
necessario anche noi».
Tutti, esorta Napolitano.
Che, rispondendo a un appello del sindaco dell'isola d i
Lampedusa, stressata dai continui arrivi di boat people dalla Libia, chiede prova della
«più ampia solidarietà» alle
diverse Regioni italiane nel l'accoglienza ai profughi.
Marzio Bred a
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press L.If E
20/03/2011
di PAOLO CONTI
ROMA — L'espressione è diploma tica («il complesso rapporto della sinistra con la guerra . . .») . Però ieri Il
Foglio ha registrato, in suo editoria le, il «sì» del Pd alla risoluzione Onu
sulla Libia («La guerra che piace all a
gauche») . Sottolineando le contraddizioni : no alla cacciata di Saddam
Hussein («obiettivo considerato "imperialista"), sì al bombardamento d i
Belgrado («considerato strument o
indispensabile per l'affermazione d i
ideali umanitari») . E sì oggi in Libia.
11 nodo sinistra-guerra è intricato.
Non tutto è lineare come il «no» di
Gino Strada, identico a quello pronunciato sull'Iraq . Lo dimostra, men tre la sinistra radicale («Onu-Nato-Assassini») manifesta davanti al l'ambasciata di Francia, la spaccatura
a il manifesto tra Rossana Rossanda
e Valentino Parlato. Nel 1999 nessuna esitazione : entrambi per il no. Ros sanda disse al Corriere della Sera :
«Se si arriverà a un intervento di terra nel Kosovo, inviterò alla diserzione e me ne assumerò tutte le responsabilità». Piero Fassino, allora ministro per il Commercio con l'estero
del governo D'Alema pro intervent o
Nato, le rispose duramente : «Lo ripe ta guardando negli occhi i bambini
kosovari» . Oggi Rossanda (9 marzo
scorso) è su posizioni diverse : «Al
manifesto non riesce di dire che la Li bia di Gheddafi non è né una democrazia né uno stato progressista. .. mi
impressiona che nessuno abbia voglia di offrire a questo popolo un aiu to» . Parlato è furiosamente su un altro fronte : «Questa è una guerra vete rocolonialista. Francia e Inghilterra ,
vista la crisi dell'atomo dopo il disastro del Giappone, restituiscono il
dovuto valore al petrolio e vogliono
accaparrarsi quello libico». Sorriso :
«Diciamo che da questo punto di vi sta mi trovo su posizioni filoamerica ne . . .» . Se dovesse decidere lei, Parlato? «Al posto di Berlusconi, tratterei
CORRIERE DELLA SER A
con Gheddafi subito e tenterei d i
mantenere i privilegi dei nostri accor di. Indubbiamente la penso in mod o
molto diverso da Rossana».
Altro che rapporto solo complesso . C'è persino il tormento . Luig i
Manconi, già leader dei Verdi ne l
1999, sempre con D'Alema a Palazzo
Chigi, considerò «sbagliato in sé »
l'intervento contro Saddam in Iraq.
Invece nel 1 999, sul Kosovo, i Verd i
votarono un sofferto sì . Racconta og gi Manconi : «Alla fine la soluzion e
mi appariva inevitabile e chiara, an-
che che perché eravamo forza di gover no». E oggi, lei che non è più parlamentare ma è l'animatore dell'associazione «A buon diritto», avrebbe
votato sì? «Però un mese fa. Si sareb be potuto intervenire in maniera più
efficace e meno cruenta, riconoscendo gli insorti e sostenendoli . Avremmo potuto farlo persino noi se non
avessimo avuto con Gheddafi quel
ruolo di subalternità tutto affidato alla politica di respingimenti disgraziatamente basata sulla negazione dei
diritti fondamentali della persona».
C'è poi il caso articolato del Pd ,
maggior partito di opposizione (oggi) e di maggioranza relativa (nel
1999) . Ai tempi di Saddam il no fu
senza se e senza ma . Nella stagion e
di D'Alema a Palazzo Chigi, altro sen za se e senza ma, però con un sì. Oggi altro sì privo di ombre con Gheddafi. Come si spiega un simile andamento? Dice Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo Pd al Senato : «Sin ceramente non vedo alcuna contraddizione». Allora cominciamo da Saddam: «Lì c'era un unilateralismo ideologico degli Stati Uniti, l'assurdo
tentativo di "esportare la democrazia" che inevitabilmente portò acqu a
al mulino della radicalizzazione dell o
scontro tra civiltà» .
E il Kosovo? Non pesava molto ,
troppo, la presenza di D'Alema a Pa lazzo Chigi? «Dirò anzi che lì arrivam mo in ritardo, a pulizie etniche gi à
concluse, con un Occidente ottusa mente lontano e miope» . E ora arriviamo alla Libia. Siamo verament e
così lontani da Saddam, scusi? Cicchitto ve lo ha fatto notare. «Nulla a
che vedere. Qui si interviene per tute lare i civili, non per "esportare la democrazia" ma per aiutare i libici a riprendersi la loro. Piuttosto vorrei ri spondere a Cicchitto che senza di no i
il governo sarebbe andato sotto . . .» .
Infine Nichi Vendola, Sinistra Eco logia e Libertà, che non ha cambiat o
idea in nessuna delle occasioni d i
guerra : «La logica secondo cui per
fermare un massacro bisogna compierne un altro pone dilemmi e prospettive inquietanti . La cosa più saggia è concentrarsi sul cessate il fuoc o
e puntare sull'isolamento di Gheddafi . Comunque sia, non si può invocare la non ingerenza quando si è in
presenza del terrore di Stato. Ma bisogna puntare su azioni che non sia no la guerra per riuscire a tenere una
cornice internazionale di legalità» .
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press L.IfE
20/03/2011
CORRIERE DELLA SER A
Bersani dà la linea al Pd :
«Basta divisioni interne,
bisogna parlare ai cittadini»
Il confronto dopo le uscite degli ex popolari al Nor d
ROMA — La prossima Dire zione del Partito democratico ,
prevista per il 28 marzo, rischia di diventare incandescen te, dopo il preannunciato eso do di molti amministratori lo cali di area cattolica.
I leader della minoranza in terna che provengono dall'e x
Margherita, come Beppe Fioroni e Paol o
Gentiloni, chiedono al
segretario di non minimizzare la situazione.
Ma i vertici del P d
sembrano invece decisi non solo a non dare
troppa importanza al
disagio, ma anche a
puntare l'indice contro i fuoriusciti, accusandoli di aprire un a
discussione tutta interna al partito e incomprensibile all'ester no . In questo modo rinfocola no il sospetto di quanti, com e
Fioroni e Gentiloni, temon o
che in realtà l'esodo degli ex
ppi non dispiaccia poi troppo
alla dirigenza del Pd, quasi tutta di origine Ds . Ieri sulle agen zie di stampa si sono rincorse
le dichiarazioni dei vari parlamentari della minoranza. Walter Veltroni, al di là delle vicen de specifiche del Veneto e de l
Piemonte, ha scelto il silenzio
fioroni
«Ci vuole un partito pi ù
accogliente anche per i
moderati che voglion o
starci, ma a schiena dritta»
ma appare preoccupato per il
malessere nel partito, che a
suo giudizio merita il massim o
rispetto, e spera che il Pd torni
al suo progetto originario.
Gentiloni, che assieme a Fio roni, si sta impegnando in que ste ore per evitare che altri se guano l'esempio dei transfughi del Veneto e del Piemonte,
spiega che ora «la sfida è quel la di riportare il Pd al suo pro getto iniziale ché non è quell o
di ridursi a una tradizional e
forza della sinistra». Per Genti loni gli abbandoni rappresenta no un «fischio per tutto il parti to e per questo motivo la que stione dovrà essere affrontata
nella prossima direzione» .
L'esponente della minoranza
si rivolge non solo a Bersani
ma anche a Bindi e Franceschi ni, cioè a «quelli che hann o
condiviso l'esperienza della
Margherita», e che a suo giudi zio sono i primi che «non pos sono minimizzare» la situazio-
ne . E un segnale molto chiaro :
una chiamata di responsabilit à
a quei moderati del Pd che secondo la minoranza si sono
troppo appiattiti sulle posizioni degli ex Ds .
Molto preoccupato, ma altrettanto polemico con la maggioranza, Fioroni : «Occorr e
che la dirigenza nazionale s i
renda conto che non basta pi ù
lanciare anatemi o invettive, e
tantomeno minimizzare i fatti.
Il partito deve cambiare line a
politica per far sentire tutti a
casa propria. Mi auguro che coloro che ripetono a Bersani ch e
tutto va bene e che i problemi
dei cattolici democratici non
esistono cambino idea e lavorino per un Pd più accogliente
anche per i moderati che vogliono starci, ma con la schiena dritta».
Quello tra maggioranza e minoranza del Partito democratico sembra però un dialogo tr a
sordi. Bersani, comprensibilmente, non è contento di quanto sta avvenendo : «Il pericolo
vero è che gli elettori del Pd
non comprendano tutti questi
nostri contorcimenti interni» .
Per questa ragione ha mandato avanti il responsabile Enti
Locali Davide Zoggia per esprimere sì il rammarico per queste fuoriuscite, ma anche e soprattutto per mandare questo
avvertimento: «La priorità per
il Pd è quella di dare risposte
agli italiani». E, sottolinea Zoggia, Andrea Causin (il consigliere regionale Veneto che l'al tro ieri ha annunciato il suo ab bandono) non «sembra coglie re questo aspetto del proble -
Clima incandescente
La prossima Direzione ,
prevista per il 28 marzo ,
rischia di diventare
incandescente
imiunamammemmimenn
Pagina 24 di 84
ma, ma si ferma su discussion i
tutte interne che probabilmen te interessano poco i cittadini».
Una dichiarazione che è apparsa eccessivamente liquidatoria non soltanto ai transfughi ma anche a molti parlamentari del Pd. Enrico Gasbar ra, per fare un nome, che dice :
«Sottovalutare quello che st a
accadendo è un errore gravissi mo, tanto più che stavolta que sti abbandoni riguardano no n
deputati e senatori ma ammini stratori locali . Ci vuole un ritor no pieno alla democrazia inter na» . E Gero Grassi critica il ver tice che sembra «sordo» ai richiami dei moderati del partito .
Tutte queste polemiche si ri verseranno nella Direzione de l
28, quando i leader di maggio ranza e minoranza finalment e
si confronteranno direttamen te.
Maria Teresa Mel i
Pagina 1 9
Bereani dà b linea al Pd:
«Basta divisioni interne,
bisogna parlare ai cittadini»
no.,sto
ondo,iN.la.NN
.ìb
LEGHISTA
Il leader de l
Carroccio ,
Umbert o
Rossi: «L a
posizione dell a
Germania è la
pi ù
equilibrata.
Rischiamo d i
perdere
petmlio e gas»
(Sch3ccht)
Bossi : «Arriverann o
milioni di immigrati »
11 Can-ocrio spacca la maggioranza
Francesco Ghidett i
ROMA
SULLA LIBIA la Lega spacca la maggioran za= come già annunciato nei giorni scorsi . 1
U 3,31't t t . > E( . 3 e d . r : -a E3 3 1 ,03, 3
I) a
n e-o
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t att (Ce 3i 3 tse ìì to che ,ol
.ot n :a i i
dateut3 tiel ol to e gas,- Ancora :
«Era meglio essere più cauti» . Con un lapida rio : «li consiglio dei ministri aveva rallentato l'appoggio con una posizione più cauta d i
non partecipazione diretta, ma poi c'è qual che ministro che crede di essere più dei premier e parla a vanvera» . Chiude, attaccand o
Francia e Stati Uniti : «Il mondo è pieno d i
famosi democratici, li conosciamo, che son o
abilissimi a fare i loro interessi . Noi, invece,
siamo abilissimi a prenderlo in quel posto . I
famosi democratici, da Napoleone in poi, l i
conosciamo . Se io dovessi fare un accordo l o
farei con un popolo amico come gli svizzeri» . Per l'Italia, ritiene, è troppo rischioso fa re accordi con «Paesi troppo potenti» . Comunque, tutto il Carroccio aveva espress o
forti dubbi . «Continueremo a dire no all'intervento militare nelle istituzioni e anche
nelle piazze» aveva detto Matteo Sal-vini,
mentre il ministro Roberto Calderoli aveva
chiesto una «riflessione profonda rispetto al le finalità» della missione in Libia, «che devono essere esclusivamente umanitarie» .
Da Parigi, comunque, il premier Silvio Berlusconi — prima delle parole del leader de l
Carroccio aveva detto «L : p. ›s ,, ia : do l
la
Cs Ie . 3 :,.' H, : et li• :rti .3 a t ìì te t.o; 3o
3£a1 e celi 'ono :.4-,z
'oss,: Fatta-, ta le n ost t e
3 s3, .3 t . ) atte :3 :3- £233 3 ,,
e
l
IMMEDIATA reprimenda dell'Udc : quell o
legb ist a è un al te gg iame n
Ne £ :3
it che e, pt ire» :13
a\ e 1 .3a : IC23 t Dies . D' altra parte
taci»»» :
che la situazione sul piano militare stess e
per precipitare lo si era capito dalla mattina,
anche da un incontro a palazzo Chigi tra i l
presidente del Comitato di controllo sui servizi segreti Massimo D'Alema e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta . D'Alema aveva chiesto venerdì la
protezione della Nato contro possibili azioni ritorsive sull'Italia . Col ministro degl i
Esteri Franco Frattini che aveva condivis o
le parole del democratico .
Il Pd, col responsabile relazioni internazionali Lapo Pistelli, ribadisce il pieno sostegno «ad azioni coerenti col mandato delle
Nazioni Unite» che «siamo pronti a ripetere
in Aula la settimana prossima». E l'Idv? D i
Pietro attacca istituendo un parallelo tra
Gheddafi e Berlusconi .
3
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Berluscom': «Le a
11premier
Deluso La Russa ,
aveva detto : «I L
nostro ruolo non pu ò
essere solo quello
degli affittacamere» .
Frattini : <«Gheddaf i
deve )aerare subíto »
ROM A
LA LIBIA non ha ann i
in grado di colpire
\
l'Italia
ni al
i i. t ii. i
ì
;ci min e
rh P
i,3 ,
:ranqitih i ar e
Italiani le noau .;
Or, e 3 ,tjA lìe í
i : g. )
in t i .,tt .3tt
tO d :o La conclusio ne L ei ra è che non ci so no, tu questo momento ,
ti t mi ìn grado di raggiun e i,. il territorio italiano» ,
\:l . n ;naero va al 1986 ,
.tppit i
\\\\,
< i sa Oggi, ha gm. ferile lia l~ia"esa, La bussa,
13(0 sarebbe possibile .
11 premier ci tiene a
ti utquillizzare men tre annuncia che, al
momento, 31 coinvol -
ono colpirci»
ora diamo solo le basi : «Pronti a intervenire con i caccia, ma non servirà»
tranquillizza il Paese. Per
titir«««««««««««k~m«««««««««,..«:
della Libia non P
gimento del nostro Paese nell'operazione dei «volenterosi», si limiterà all'utilizzo di sette basi militari ,
«Noi ---- ha spiegato Berlusconi —
abbiamo dato la disponibilità ad intervenire direttamente nelle operazioni militari ma non credo che c i
saranno particolari esigenze al riguardo,
rendere <in; i It a
i nni., st,C.t i iiile il f
:lii. i. ,
il . :,t :3t3ct t a',
J3 F3 ,t3 t£ 3 t, 1-3
i:ilida ii .t i
t al I' iesi . E' un
passo indietro delfltalia che, nell e
intenzioni del ministro della Difesa e del collega degli Esteri, avrebbe dovuto prendere il comando del le operazioni militari . Parigi ha mutato l'assetto e, per Berlusconi, va
bene così anche per non avvelenare
troppo i rapporti con la Lega che si
è chiamata fuori dal voto parlamentare e dalla scelta politica. Per il re sto, ha insistito per affidare alla Nato il coordinamento delle operazioni e ha rivelato che, probabilmente, la sede del comando sarà a Napo li .
BERLU5CON1 ha spiegato le ritro sie del Carroccio legandole alla «na turale prudenza» di Bossi, concludendo tuttavia sulla necessità, per
l'Italia, di mettere a disposizione l e
proprie basi essendo «il Paese geograficamente più prossimo» . Nel
mondo arabo, dice, si è scatenat o
uno «tsunami, un forte vento di de -
u-_tate Tel in',r_,31e rapi ,it<
europeo . Tra i contraccolpi ipotizzati anche azioni terroristiche : il capo della polizia Manganelli ha innalzato il livello di attenzione sugl i
obiettivi sensibili .
LA PAPI IlA - 01i
- - : - in ---- 13( --itlelli . .. '' '
gin)<- 3a.tare.0 francese i n
ZiOnii e iì
tettitiii'io I teo, hann o
io le carte e ieri it'e stato :in riposizi.ama .nento dei mezzi italiani (come i Tornado arrivati a Trapani da
Piacenza Grosseto e Ghedi) e ,.i 3
4130 13 itle i ti 8 velivoli canadesi a
Trapani ; 6 F16 danesi e $ F18 spagnoli a Sigonella mentre ulteriori
aerei osa sono andati a far base a d
Aviano e velivoli spagnoli e canadesi sono in viaggio per Deciniomannu . Cinque le navi italiane nel Mediterraneo : il cacciatorpedinier e
Andrea Daria e la nave rifornitric e
Etna che sono nel Canale di Sicilia ;
il pattugliatore Libra in rotta verso
Bengasi per portare aiuti con l'appoggio della fregata Euro ; la portaerei Garibaldi è ad Augusta . Sette l e
----------------------------------------------------------------------- -
SICUREZZA
Rischio terrorismo :
cresce il livello
di attenzione alte frontiere
basi interessate : Amendola (cacci a
Amx e velivoli senza pilota Predator)i Gioia del Colle (sede dei nuovi caccia Eurofighter, schierati anche a Grosseto), Sigonella e Aviano
(atte ad ospitare assetti di altri Paesi), Trapani (aerei radar Awacs e
caccia intercettori F-16), Decimomannu (logistica) e Pantelleria (base più vicina alla Libia) . L'Italia è
L'ITALIA offre supporto logistico pronta, ha ribadito La Russa : « I
ma resta inattiva . Il vertice di Pari- Tornado possono decollare in 1 5
; «Gheddafi deve lasciare
gi ha sancito la soluzione più invis a minuti»
subito»
ha
detto il collega Frattini .
a La Russa . Ancora qualche ora pri Ilarl~ Mastrantordo
ma del summit, il ministro aveva ri mocrazia e libertà» che va osservato con attenzione. Il Cavaliere ha ri cordato di agire in sintonia col presidente della Repubblica, col qual e
ieri si è sentito telefonicamente e
che ha mostrato apprezzament o
per l'azione del governo .
petuto : «Proprio perché siamo vicini alla Libia il nostro ruolo no n
può essere quello degli affittacamere, di quello che offre le basi e dà l e
chiavi di casa, deve essere propositivo» . Qualcosa di analogo a quanto
sostenuto dal responsabile degl i
Esteri, Frattini, per il quale all'It a
lia «spetta il ruolo di coordinamento» . Compito che si è assunta l a
Francia, almeno in questa prima fase . l 'aun.i :ae<ì i, o síell'iíali i, i miei i3 :3)0 pt <al t; lt t3 t)( Lt t; 31i L 3 Rtis
t
t
Pagina 26 di 84
LA LEZIONE
DELIA STORIA
per il cento
cinquantenario dell'unitiì nana
stanno ottenendo maggiori
successi rispetto alle previsioni ,
nelle tante iniziative che sono state
realizzate soprattutto con spirito d i
volontariato. Torino, la prima
capitale d'Italia, è il centro dell e
principali iniziative, a cominciare
dalle emblematiche riaperture
della. Camera dei Deputati e de l
Senato .
' fì7W(f70, (.' n/ ;
FESTEGGIA ENTI
dai
al 186(1. Attigue sono l e
sale che contengono, fra i
tantissimi cimeli, anche la
ricostruzione della cella del
carcere dello Spielberg in cui fu
detenuto : ilvio Pellico e le carrozz e
di Cavour e di Garibaldi. Invece a
Palazzo Madama, prima sede de l
Senato, ne è stata addirittur a
ricostruita l'Aula che era stat a
smontata ne111927.
allora, era
nominalmente di nomina regia, m a
sostanzialmente frutto delle
indicazioni espresse dai govern i
che si succedevano . quell'aula
torinese del Senato sono ora
evidenziati i seggi dei principali
senatori dell'epoca risorgimentale
a cominciare da Alessandro
Manzoni, Massimo d'Azeglio e
Terenzio Mamioni della Rovere, a
testimonianza della loro altissim a
qualità intellettuale, u n
insegnamento morale attualissimo .
Infatti, anche se nominati, i
parlamentari, come gli antich i
senatori, possono essere scelti pe r
elet.'ati requisiti. Mali r ,
IL SENATO,
Iryútri la
riduzione del numero dei
parlamentari favorirebbe anche
una dialettica di maggiore qualità,
se in presenza di leggi elettorali
che favoriscano la scelta delle
personalità.
Pagina 27 di 84
«Bella I Italia deII arte e defi Industria»
Napoli/ano ha chiuso ieri la visùa a Torino per le celebrazioni MI ' Unit à
Dall'inviat o
Marco Basano
TORIN O
«TORINO deve vincere la sfid a
dell'auto : si sta facendo uno sforzo esemplare . Noi italiani . siam o
tutti appassionati di Fiat» . Nei capoluogo piemontese per le ulteriori celebrazioni sull 'Unità d'Italia
il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano si schiera a l
fianco della fabbrica torinese e aggiunge : :NattiraIniente essere (api,ale del mon signifi ca sapers i
integrare non altre grandi 37ealta
=ti p Riti ttZint ;
s :; ec
Che ti Snl-i e nel IM),Ild.O . lit .Cf.3eS :.<)
SenSO etICItipdare IO ;A-OPZO Che S i
Sta
h..h ' iXE :q-:TaZi3X :
tra l'Itlia e l'America, tra .Tttiro ,
e Detroit . E' il segno dei tempi e
I:ntt ; S :h(L3
trh:ett,a> .
NAPOLITANO ha poi raccontat o
la sua personale esperienza al volante : «Ho sempre avuto macchine di bassa cilindrata e maneggevoli perché non sono stato mai u n
grande pilota . Però ho guidal o
sempre con piacere» . Più tardi, accompagnato dal presidente della
Pirelli Marco Tronchelti Provera, il Capo dello Stato ha visitat o
il nuovo polo tecnologic o
dell'azienda, ideato da Renzo Pia no, a Settimo Torinese.
Nella reggia di Venaria ha visitato la mostra 'La Bella Italia' su i
tanti volti del Paese, realtà che evidenziano — ha commentato —
«un valore positivo, di cui dobbiamo essere orgogliosi : la pluralità
delle tante Italie, purché siano guidate dal fine dell ' unità» ,
— è stato il commento del curato-
sto nessun ministro a fianco delle
istituzioni locali».
Al Castello del Valentino si è invece affrontato il nodo della ricerca
scientifica. «In generale credo che
la ricerca possa dare risposte a tutti i quesiti che si pone, l'importante è porseli e avere i mezzi per por tare avanti la ricerca». Lo ha detto
il presidente della Repubblica, a
margine del premio «Sapio per l a
Ricerca», a chi gli chiedeva se l a
ricerca potesse dare delle risposte
sul problema del nucleare . Tra i ri -u(3 i pi e-3- - ia - aneh - 3in g l
-, 3 :d reti Ma : ia i .3, :o a are d i - 3
srndìn sulle pnh eri indinattIv e
- messa in sicurezza degli ininati nucleari A q_uestn prope,sì celle bt ha peeisat ,
11
che la enn :3egnt: dei preitnn è un a
pura c 3 .)E del ' a ti U '
re della mostra, Antonio Paolucc i
di aver avere accanto un uom o
orgoglioso di essere italiano, prima ancora di essere presidente .
Con lui abbiamo parlato a lung o
di quello che è il carattere distintivo dell' Italia, la ragione del suo fascino : un Paese con tante sfaccettature» .
Polemicamente, il presidente della provincia di Torino, Antoni o
Saitta, ha sottolineato che «con i l
Capo dello Stato abbiamo avut o
l'occasione di valorizzare le nostre eccellenze nell'industria e nel la cultura : peccato che non ho vi-
IL PRESIDENTE si è anche concesso una battuta ironica sulla super attività di questi giorni legat i
alla celebrazione del 150' an n ive
sario dell ' Unità d'Italia : «in queste giornate non ho fatto altro che
correre, e dovrò continuare ancora» . Sui giovani, infine, Napol.itano ha sottolineato che sarann o
senza avvenire se non ci sarà coesione nazionale, solidarietà, sens o
della missione comune. In Italia
— ha specificato — si vede molt o
di più ciò che divide, ma è molt o
di più ciò che unisce» .
PER IL GRANDE interesse mostrato da Napolitano per le opere
esposte, la visita è durala più de l
previsto . «Ho avuto l'impression e
----------------------------------------------------------------------- SU5PC[ 0
«La città deve vincere La sfida
de[[°auto, si sta facend o
uno sforzo esemplare »
Pagina 1 4
eludile &J'esule e d211Elu :ia
Pagina 28 di 84
PIÙ CORAGGI O
PER CAMBIAR E
IL CONSIGLIERE regionale del
IV!or e'nenio
trillino, Chinarmei .'
<z
rfi ,.,,re
t
rs~;<
t r ` .' r
rie lì
.>,~s~;<r
b,ndcite contro la Regione che
ha def7ìrito en ufficio di
collocamento», contro le commissioni
(«molti colleghi parlano al cellulare,
leggono il giornale»), contro un modo
vecchio di concepire al politica, contro
presunte incompeteuze e privilegi,
hanno sollesollevo re ;<ntolverci e
ÚE1, `Y.Pí
e rtESft?? . £ ; < rii indignati.
me r . eC 2 Sri c Si. .tee
t-
ars..
eh
ah : IO e
.
Ieri si sona sollevati
u
come unaJè .nge libica anche cento
giovani amministratori del Pd (età
media 27 anni) che hanno calalo di
critiche l'esuberante Favia.
Moltre critiche, ma nessuna
autocritica . Travia è impazzito
totalmente? Forse esagera,
probabilmente usa toni troppo alti, m a
qualche spunto di riflessione lo
fornisce. Colpisce (a destra e sinistra)
tanta indignazione senza che nessuno
dica: . forse in quello che afferma c'e
qualche aspetto su cui ragionare. Non
sarebbe una cattiva idea.
Per esempio parla di «quote giovani».
Al di là della carta di identità
u r i>
r
l'appello di Favia per una politica pi ù
libera da schemi sorpassati e pi ù
nuova nella mentalità non è una
eresia . Ci sono molti dinosauri che
hanno lavorato bene, ma hanno fatto
il loro tempo e non toccano più l
e
corde dei cittadini. ll Pd ne sa
qualcosa . E lo ha detto, con parole
diverse e meno irruente, anche Mimo
Ridimi, presidente rna rgheritino
dell'assemblea regionale, che ragiona
in tandem con l'altro Matteo, e cioè
Renzi sindaco di Firenze.
I cento giovanotti del piddì de i
documento arti Favia non
dimostrano di avere tante idee ,tiieschew,
nonostante la giovane età. Dicono
cose vere, ma sono le solite : libertà è
partecipazi ne, è ascoltare, è amare la
nostra terra, è lottare contro i tagli del
governo. Poco o nulla sugli sprechi
degli enti locali, dei costi eccessivi
della politica, di molti amministratori
del Pd senza competenze specifiche
riciclati in società pubblico private
solo per meriti di partita A Modena
un 'inchiesta dei Carlino su «poltrone
rosse» ha creato imbarazzi che, stanino
scuotendo l'ex Pci A<, r b i
'«,sù>c'st u
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l m;, z''t'i' ;r'e e <le 're?ri c e
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S'uve Foraggia.
avanti .
Pagina 29 di 84
Chi ce l'ha si taccia
I pulcini del Pd contro il
«Caro Favia, privi]egiato sarà lei »
&lilla Romagna, under 30 d'attacco : «Non lo sa, ma la politica è sacrificio»
BOLOGN A
LA CARICA dei 114, I giovani M all'attaeco di Giuseppe Pavia, il
griffin o che sul Carlino ha denunciato : «La Regione è un ufficio d i
collocamento». Prendono carta e
penna e dicono no . Botta d'orgoglio : c'è l'assessore all'urbanistic a
di Imola Andrea Bondi, 27 anni ,
ma anche Andrea Gozzi, 20, coordinatore dei Giovani Democratici della Bassa Modenese. Poi consiglieri di quartiere, amministra tori, consiglieri comunali e pro vinciali, segretari, sindaci e vice sindaci . Tutti rigorosamente under 30 . Tutti arrabbiati con il Movimento 5 stelle . Come, giorn i
la consigliera regionale Pd, Palm a
Costi, Silvia Noè (13 dc) ed Enric o
Aimi (Pd) . Proprio quest 'ultim a
due hanno chiesto alla Regione d i
prendere provvedimenti contro
le affermazioni «diffamatorie» de l
grillin o
dio I
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selli dina
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i suoi l
cili slogar; ,he continua pi oela 3 : 3 te i3 f 3 -o i€11:3 ',a 3 s í3 ; i
pi li :alata Perché, vede, siam o
in tanti che per fare politica sacri -
fichiamo parte dei nostri progett i
o sogni personali . Abbiamo fiuto
il nostro percorso di studi, sacrificando quella parte di tempo che
poteva essere dedicata allo svago ,
per fare politica, Per ìn&nnita
(I3e d)la, d r-id peii:13e Cearia :ria dr ed l'O O . 31 pr ,d . ile'313MellO ibènlrb: e
\ti-3eCata du3cn ldnn.:nd da l
7-10 rullo
d dei quali ne
tiene 2,500 e il resto va `per scop i
pubblici' . Quale novità? Già molti consiglieri regionali di altri par .NDNNIT À
«Le nostre valgon o
quaLche centinaia d'€ g
iur o
Non ì suoi 710miLa »
-----------------------------------------------------------------------tifi, come il Pd, destinano parte
importante del loro stipendio a
fin di bene o per finanziare l'attività politica nei territori» .
TIRANO fuori il carattere, i 'picco li' Pd accusati di voler trovare so lo un posto di lavoro facile : «Siamo persone che quotidianamente
provano a lottare contro i tagli de l
governo, per mantenere l'alto li vello di servizi che la nostra regio -
ne conosce. Amministrare un territorio, fare politica non è fare
show . E' un servizio che noi quotidianamente proviamo a svolgere
al nostro meglio, cambiando quel lo che non ci piace, costruend o
proposte, confrontandoci con i cittadini» . Una lettera, un messaggio chiaro e tondo : «La nostra re te non è fatta solo di web, che pute utilizziamo quotidianamente .
E la rete di relazioni umane e d i
valori che condividono gli iscritt i
al Partito Democratica . ,
LA PARTECIPAZIONE, dicono i
giovani amministratori Pd, «è cosa faticosa, perché anche questo le
vogliamo cifre caro consigliere ., la
politica è fatica . E la :niassi :tn a
.C5Pi3Ofle della ti -W :
data proprio drdl'afieninazidne :
'Est tua di votare . . ie :n,esso non vot2VO nessunz~ un idea e'3.renai-mente inclusdella politica che
molto Miglia a eh ch i
ha ia presunzione di ritenersi ne cessaro e che siede a M :lazzo
u
Buon lavoro, con l'augurio ~_che
P
in futuro il desiderio di costruir e
anche in lei riesca a prevalere
sull'ambizione di distruggere» .
Vaterio Baroncin i
Giovanni Panettiere
l -infiE dà Pd zoatro il p:111w
.Cait.]
pny i le .IK.tn ra.;r
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il Resto del Carlino
press LIETE
20/03/2011
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RAVENNA
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E Pubblicità: S.P .E. Ravenna L8.M-3e"
Redazione : via Salare 40, 48100 Ravenna reL 0544 249611 - Fax 0564 39019
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L'assessore cambia idea : gLi scolari
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il Resto del Colino
press LIETE
20/03/2011
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`U Redazione`via XX settembre 15, 48018 Faenza tltel . 0546 26589 - ['tu 0546 66675í? Utl•
Pubblicità : S.P .E . via delta Repubblica, 2 Fusignaro U Tet . 0545 506401 ['ex 0545 5026 7
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In azione i predoni
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Ne sono stati rubati un centinaio
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20/03/2011
nResto del C01%10
RAVENNA
co elenco dei sostenori e dei vinc o
ECCO ch ha partecipato alla sottoscrizione economica per [a quinta edizione deL Premo B ag per L
territorio ravennate :Gruppo Nettuno spa ; Associazione territoriale de[ commercio ; mar c .a . ;
Fondazione Cassa di risparmio ; Rmo R!&e-Umonepmwnda% ;
gapmwnda» cooperativ e
Ravenna ; Unione provincia» degli agricoltori ; Cna venne Oo Qub venne Rosetti Marino spa ;
Confartigianato detta Provincia ; Confindustria Ravenna Ascom Bo&gna Cna tigna Confederazion e
UmndukNa Bologna QQUst &gna .
IPREMIATI : Rprmopremoèstato assegnato k|kmod2aned voLontariato Arcobaleno di Ravenn a
tde !m|m giuro R prema speciale da 5m|m eum è andato a uni Rosa ontus sempre d Ravenna) .
menzioni speciali da 1500 euro sono state assegnate k|± od2ane Volontari protezione civile M G
kRbkE
dazoneSanQu eppeeSantaRi!a o« d CasteL Bolognese, Centro di Solidarietà d ì
Lugo o g e a Gli amici d Enzo on&s d Ravenna . Sono state consegnate anche diverse targhe : k m
Cooperativa sodate w|m4gogb »d Ravenna, a Cosmo % associazione onLusd Faenza, aMarinan do associazione d %%aratori Ravenna .
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il Resto del Carlino
press LIETE
20/03/2011
RAVENNA
V
ir
gr
I
Fondi e targhe ad altre otto associazioni ravennatL li direttore
E' IL RICORDO affettuoso d i
Yasuo Suwa, professore ordinario
di Diritto del lavoro all'universit à
Flosci di Tokyo . e amico di una vit a
del professor Marco Biagi il momento più delicato che commuove
l'aula della sede centrale del 'Resto
del Carlino' intitolata al giuslavorista ucciso ,
La cerimonia di consegna del 'Premio Marco Biagi il Resto del Carlino per la solidarietà sociale' giunt o
alla sua quinta edizione, si è svolt a
ieri pomeriggio, nel nono anniversario della scomparsa dei professo re . Ad aprire gli interventi un minuto di silenzio per ricordare il professore ucciso a Bologna, sotto casa ,
dalle Br, Tanti i rappresentanti delle Istituzioni presenti e tanti i ravennati seduti in platea dove, per l a
prima volta, anche Marina Orlandi . vedova del professore, ha seguito la cerimonia accompagnata da
uno dei suoi figli . Ed e stato proprio alla famiglia Biagi che sono sta ti dedicati numerosi teneri passaggi del discorso di apertura affidat o
a Vasuo Suwa . «Biagi è ancora con
noi ogni giorno
ha detto in conclusione —, dialogo con lui molte
spesso nel mio cuore» .
RICORDI legati alle intuizioni, alle capacità professionali, ma anch e
alle doti personali nel discorso del
ministro dell'Interno, Roberto Maroni . Biagi fu consulente di Maroni quando quest'ultimo ricopriv a
la carica di ministro del Lavoro .
« test'iniziativa merita un grande
apprezzamento
ha sottolineato
il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi ---- , perché oltre a ricordare
Marco Biagi ne constata l'attualità
del pensiero . Noi oggi vorremmo
davvero completare il ciclo di riforme, realizzando il sogno di Biagi
dello Statuto dei lavori» . «In questi
quattro anni di Premio ---- ha spiegato in apertura il direttore d e
Resto del Carlino, Pierluigi Visci
abbiamo elargito riconoscimenti per l 50mila curo a favore di quanti hanno operato nel territorio bolognese per le persone svantaggiate .
quest'anno distribuiremo premi
per una somma di 63mila curo su
un territorio più vasto poiché i
Premio è stato allargato anche
alle province di Modena e
velina . Ci abbiamo creduto
noi ma ci hanno creduto
che i cittadini, e le istituzioni, a cominciare dal presiden te Napoli-tane che, dall'inizio, ha concesso l'Alto Patronato)) .
TRE le Onlus che si divideranno ex aequo, il primo premio : l'associazione 'Arcobaleno' di Ravenna, la cooperativa
onlus di Bologna
e l'associazione '[)a
noi a te' di Modena . A
ciascuna un assegn o
da lOmila turo . Il riconoscimento speciale da 5mila cure
per il nostro territo rio è andato a Linea Rosa
Onlus . Dodici le associazioni ch e
hanno ricevuto la menzione specia - ga con attestato . In tutto la Giuria,
le (un assegno da 1 .500 cure)) men - presieduta dal direttore del Carlino
tre otto onlus hanno ritirato la Tal: - Pierluigi Visci, ha analizzato i pro getti di 151 le realtà no-profit segna late sui tre territori . In giuria anch e
Lanfranco Gualtieri, presidente del la Fondazione Cassa di Risparmio e
Beppe Rossi, presidente del Circol o
Ravennate e dei forestieri e amic o
personale di Biagi. Seduti tra le isti tuzioni e molto emozionati, anche i l
sindaco Matteucci, il presidente del la Provincia Giangrandi e il prefetto Bruno Corda . In platea non han no fatto mancare la loro presenz a
Giorgio Graziani, segretario genera le della Cisl Emilia Romagna e
Gianfranco Magnani, president e
della Rosei ti Marino,
Leda Santoro
IL PREFETTO CORDA
UN ONORE RAPPRESENTAR E
UN TERRITORIO COSÌ RICC O
DI ONLUS E VOLONTARI »
a.
Visci: Distribuiti 63mild curo »
------------------------------------------------------------------------------------------ -
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il Resto del Colino
press LIETE
20/03/2011
RAVENNA
Sotto l'Alto Patronato
del Presidente della Repubblic a
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Resto Cm-Uno
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Solìdaríetà Sodale
2011
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PA~INEI
Senato
Camera
dea Repubblica dei Deputati
-inPresidenza
- - del Consiglio del Ministr i
. 'i-\\`'12 Ministero dell'Intero
.
GIUR§A Nella foto la giuria che ha assegnato premi, di cui facevano parte i
ravennati Lanfranco Gualtieri e seppe Ro>s i
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iv;inistero della Gioventù
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Ministero dello Sviluppo Economico
ì Ministero del Lavoro
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Provincia
di Bologna
Provincia
di Ravenna
Provincia
di Moden a
Comune
di Bologna
Comune
di Ravenna
Comune
di Modena
SALA GRAM1TA Il minuto di silenzio per ricordare il professore : in sala
rappresentanti di istituzioni, forze delrordíne e associazioni dì volontariato
. . . . . .. . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . .. . . . . . .
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UMVERSITA
DI BOLOGNA
Tutte le immagini
interViSte reaLiZZE3tE? nell a
giornata di consegna de l
Premio Marco Biagi su :
www,drestodetcartino .it/
n3VE?nna .
«
E? LE ?
IL PRESIDENTE GI.ANGRANO I
CERIMONIA COMMOVENTE :
SOTTO I RIFLETTORI REALTA '
SPESSO POCO CONOSCIUTE »
--------------------------------------------------------------------------------------- -
IL SINDACO MATTEUDDI
OGGI IL FORTE TESSUT O
ASSOCIATIVO RAVENNAT E
E' STATO BEN RAPPRESENTATO »
------------------ -
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press LIET E
20/03/2011
il Resto del Carlino
RAVENNA
LE ISTITUMOMI TANTI I RAPPRESENTANTI LOCALI PRESENTI ALLA CERIMONIA NELLA SEDE CENTRALE DEL RESTO DEL CARLIN O
<< .Un onore tributare un riconoscimento nél . nome dèl. professore »
«QUESTO Premio è un onore
per le istituzioni che rappresentano il territorio e un grande riconoscimento per gli sforzi dei volontari ravennati, che sono tantissimi». A parlare così a margine del la consegna del Premio dedicat o
alla solidarietà sociale nel nom e
di Marco Biagi è il prefetto Brun o
Corda . «Una provincia ampia come Ravenna — continua il prefetto
che trova Così tanti riconoscimenti destinati alle categori e
più bisognose di sostegno come i
ragazzi, le donne, la protezione ci vile, dimostra come la solidarietà
e i valori fraterni siano radicati
nella nostra società . La giornata
ci ha regalato forti emozioni . Mi
riferisco in particolare al discorso
di Suwa, che ha offerto a tutti i
presenti una dimensione uman a
del giuslavorista. E' stato un vero
onore tributare un riconoscimen-
to alla figura del professore» .
Il ricordo amichevole e affettuso è
quello che si legge nelle parole d i
Beppe Rossi, presidente del Circolo Ravennate e dei Forestieri e
membro della giuria. «La grande
festa della solidarietà odierna
racconta — è il modo miglior e
per ricordare Biagi . Per me l'emozione è doppia, Il professore è stato un vero amico mio e di Ravenna, ed ha collaborato con tutte l e
realtà sindacali e associative dell a
nostra terra» .
PRESENTE, tra le istituzioni ,
anche il presidente della Provincia Francesco Giangrandi : «E' stata una cerimonia commovente —
evidenzia
e dalla forte valenza
sociale . Finalmente si accendon o
i riflettori su un mondo che svolge quotidianamente un lavoro importantissimo ma che spesso, pur -
lì ministro Maurizio Saccon i
m..
troppo, viene sottovalutato. L a
nostra terra è ricchissima di perso ne che, senza chiedere nulla in
cambio, ogni giorno si spendon o
per il prossimo» . Orgoglioso an ------------------------------------------------------------------------
LA.N FRA N CO CULTI E R I
«La Fondazione Cassa
ha ritenuto quasi doveroso
partecipare aLi:iníziatìva »
che il sindaco Fabrizio Matteucc i
che, già, guarda al futuro . «Il fort e
tessuto associativo ravennate è sta to ben rappresentato oggi sotto linea . Tanto che il prossimo an no, nel decennale della barbara uc cisione del professore, vorremm o
organizzare, in collaborazion e
con il 'affino', un convegno su l
tema del terrorismo per studiare
Pagina 36 di 84
con attenzione il periodo drammatico che ha portato alla morte
di uomini eccellenti come Biagi e
D'Antona» . Tra i principali sostenitori del Premio che, quest'anno
per la prima volta ha coinvolto l a
nostra provincia, anche uno dei
protagonisti della vita economica, sociale e culturale della città ,
la Fondazione Cassa di Risparmio rappresentata, nell'aula Marco Biagi nel giorno della cerimonia, dal presidente Lanfranco
Gualtieri, membro della giuria .
«La Fondazione
afièrrna Guaitieri — ha ritenuto quasi doveroso partecipare . Siamo da sempre,
e istituzionalmente, impegnati
nel sostegno del volontariato e l a
nostra adesione è un'ulteriore testimonianza di questo impegno
per sostenere le realtà di assistenza del territorio» .
s.
il Remo del Carlino
press UnE
20/03/2011
RAVENNA
al lavoro
oso dei volontari»
L Associazione Arcobaleno e Linea Rosa : « Grazie
per questo prezioso aiuto in un momento di elle »
«Un sostegno
RICEVONO il Premio emozionati, con il pensiero che corre, com e
sottolineano tutti i rappresentanti, «ai tantissimi volontari ch e
ogni giorno, in silenzio, lavoran o
per i più deboli sul territorio ravennate». 11 primo, diecimila euro, è stato assegnato tra le onlus ra vennati candidate, all'Associazione Arcobaleno ; il vice-presidente
Aviero Foschini l'ha ritirato direttamente dalle mani di Yasuo Suwa, professore di Diritto del lavoro all'università Flosci e amico
personale di lunga data di Biagi .
«Siamo veramente soddisfatti
rurrni-ì
Pri.crh i ri i —
ne
TriFn-
tari «ma sottolinea Foschm i
— la nostra porta è sempre aperta
a chiunque voglia dedicare un po '
di tempo ai ragazzi» .
TRA le frange più deboli del territorio, dopo i bambini, compaion o
le donne . Ed è proprio a loro che è
stato assegnato il Premio speciale
da 5mila curo . A ritirarlo, dalle
mani del sindaco Fabrizio l'rIatteucci, Alessandra Bagnara, presi dente dell'associazione ` Linea Ro sa onlus'. «11 nostro progetto —
spiega mira ad aiutare le don ne che subiscono violenza, accom pagnandole passo passo nel loro
AVIERO FOSCHIN 1
«Useremo questi fond i
per rafforzare Le attivit à
per ragazzi più disagiati »
ALESSANDRA MONAR A
«Risorse important i
per t'aumento di richieste
di aiuto dalle donne »
un grande sostegno che sicuramente ci aiuterà a rafforzare la nostra attività al servizio dei ragazz i
più disagiati . Li impiegheremo innanzitutto per sistemare la sala de dicata all'attività ludica dei giovani» . L'associazione, nata nel 1992 ,
su disposizione del Tribunale de i
minori di Bologna accoglie i bam -
percorso di autonomia, dalla ricer ca del lavoro al problema dei tra sporti, dal superamento delle difficoltà linguistiche per le straniere
al supporto per chi ha dei bambini» . L'associazione, nata nel 1991 ,
ha assistito fino ad ora ben 450 0
donne vittime di violenze psicologiche, fisiche, di natura sessuale fi no al mobbing . «Nelle abitazion i
bini che provengono da situazioni complesse . Il presidente dell'as sociazione è monsignor Ugo Sal vatori, per tutti don Ugo, parroc o
di san Rocco .
«Ospitiamo e abbiamo ospitat o
nella nostra residenza di via Cana le Molinetto — precisa il vice-pre sidente—figli dì carcerati, di prostitute, di tossicodipendenti o d i
genitori che li hanno abbandona ti . Tutta la nostra attività di formazione ha l'obiettivo di riporta re questi ragazzi a un vero model lo dì famigl ìa»i Oltre a quattro per sone in organico, lavorano ad Ar cobaleno una quindicina di volon -
al momento ospitiamo 13 donne
e 7 bambini — dice la vice-presidente Monica Vodarich — . Son o
le figure che provengono da situazioni di violenze molto efferat e
purtroppo . E il Premio giunge in
un momento dì forte necessità :
dall'inizio dell'anno alla fine d i
febbraio abbiamo già ricevuto richieste da parte di cento donne .
Lo scorso anno, in totale eran o
state 465 . Dalle cifre risulta chiaro quanto sia forte la necessità d i
tendere loro la mano »
Leda Santoro
La Cooperativa
sociale Villaggi o
globale d i
Ravenna mentre
riceve una targa
dal sindaco
Fabrizi o
Matteucci
Pagina 37 di 84
Fracesc o
Giangrancl i
mentre premia
con una targa la
Cosmobel p
Associazione
OnIus di Faenza
Lanfranco
Gualtier i
consegna l a
menzion e
special e
all'associazion e
S . Giuseppe e
S . Rita di Caste/
Bolognes e
press L|f E
nResto del Carlino
20/03/2011
RAVENNA
IL BILANCI O
HANNO ADERITO 32 ASSOCIAZIONI RAVENNAT 1
E 9 SONO STATE PREMIATE ER NELLA SEDE BOLOGNES E
DEL 'CARLINO > RICEVENDO CIRCA 20MLA EUR O
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consegna l a
menzion e
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euro d premi o
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Nwb mt in basso il prefetto _oca mentre
premia 'Centro dSolidarietà a Lugo DB A
rappresentato da Mario Cornacchia, con un a
menzione specbee con premio da 300 ner o
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Fabrizi o
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consegnato una
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primo premi o
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press LIETE
il Resto del Colino
20/03/2011
RAVENNA
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SENTENZ A
Crocifisso legittimo:
soddisfatti
S padoni e Anearan i
«GRANDE . í)t <_ :, _ azione >'
3i3CF; Spadoni (L P
R ave_i3 33£3
;id itlat o
~f p:er i : :ic ;.e ella 1? ; :
1n:C3z£, € <c l f :E-: ;'£ter£"L3 . Ch e
l~ .ì sancito la iegitrimitt i
s 50s1<'.3i;n del Crocifis Si3 3E3 1133 ',.7 pU •b :i í7 . SE` 1 ; it~
chiesto . ndaCO e p3ni
ridene dellaP
:-u n
ree3 . Tr . -ape O ne ;tiss Ca
rare elle
Crocifisso `3est i
eS€;O`,r .(3 i ;Ile aule e nei io :3» .
Alberto . .-.i:te; n-en
Sei íeii ;
. :'ISt carn e
volano di un nuovo process o
cil
_`€'3;_.ee3 z3ene dei
ituoiii.vì .non solo
econorrtic i
7e . i qual : . tesi europe i
53533 ;.3 ;.£; ;3SSieree C (P333 (3 :30 s i
3)0553 •dí'£" > ;l 105 ;;:niente 3 :_i ;. z ~ 3 ::G per 3£3St` : ito .°£ ,. .1£'3.pe .e _
Si3=a dichiarazione
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press LIETE
20/03/2011
il Resto dei Carlino
RAVENNA
........................................................................
NucuAR
R'no' í M tt c c
dom nì ín consì o
Domani s.tava in consigli o
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Mattetiecì
reni l e
inizi ;:ctive contro
di raaall2ziare itna central e
nucleare a Ravenna .
-Nelle ~i n
settiman adotterò l e
iniz3'ct£ve istituzionali c
ponotati utili, La mi a
aletta cztait£ arlsta a l
aiaxel.a;ara: precede di anni i
tragici eventi de l
GiaNxirie,,, dic e
ditattcnc€.i deciso a no n
aspettare che il Goveino
scelga Ravenua<
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press LIET E
il Resto dei Carlino
20/03/2011
RAVENNA
SOLIDARIETA SONO STATE REALIZZATE GRAZIE AL SOSTEGNO DEI QUATTRO L1ONS CLUB RAVENNAT I
Due postazioni di lettura per non vedenti alla Classense
INAUGURATE, nella nuova ala della Biblioteca Classense di Ravenna, due postazioni d i
lettura informatica dell"Audiobiblioteca del libro parlato Lions' per non vedenti, ipovedenti, dislessici o, in generale, per coloro che, a
causa di disabilita fisiche e sensoriali, non so no in grado di leggere autonomamente, Il tutto, grazie al sostegno dei quattro Clubs Lion s
di Ravenna : Host, Bisanzio, fante Alighieri e
Romagna Padusa, e alla convenzione che l'Istituzione Biblioteca Classense stessa ha attivat o
con l'associazione Amici del libro parlato per i
ciechi d'Italia `Robert Hollmann' del Lion s
Club di Verbania . Grazie a tali postazioni, rea lizzate anche con il contributo del servizio Biblioteche della Provincia di Ravenna, che h a
fornito le attrezzature hardware e software, i di sabili visivi potranno accedere, gratuitamente,
ad un ampio catalogo di audiolibri on-line, i n
formato mp3, registrati da 'viva voce' : oltre set temila titoli di opere di narrativa italiana, euro pea e americana, di letteratura classica e saggistica, di religione, sociologia, psicologia, politi ca, teatro, musica, storia, geografia e di nume rosi testi scientifici . «I Lions ravennati, in questo caso insieme alla Biblioteca Classense —
sottolinea il presidente di Circoscrizione Lions, Carlo Simoncelli — aggiungono un ulteriore tassello di sostegno ai disabili della vista,
affinché diritto alla lettura sia garantito anche a chi si trova in difficoltà visive», Il servi zio, completamente gratuito, su prenotazione
è esteso anche alla scuola per il supporto ai
bambini dislessici .
Le postazioni sono state
inaugurate ieri In bàblàoteca.
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il Resto del Carlino
press LIET E
20/03/2011
RAVENNA
L
k2'L. -
Angela Napol i
ha inaugurat o
la sede
operativa di FU
GIORNATA ravennat e
per l'on . Angela Napoli.
L'esponente di Futuro e
libertà è intervenuta al
convegno organizzat o
dall'Unione della camere
penali di Ravenna, dove
ha espresso le proprie
preoccupazioni per alcuni
aspetti della proposta d i
riforma della giustizia . Ha
poi inaugurato la sede
operativa provinciale d i
con il candidato
sindaco Gíanluca
Palazzetti e il candidato
presidente della Provincia
Guido Baldrati . Gli uffic i
sono nell'Isola San
Giovanni «un segnale di
legalità e dì vicinanza alla
gente anche nelle zone
che presentano aspetti di
problematicità».
:Ic.Ina Dina ','2s:eg q :a :03 2.' 3
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press UnE
20/03/2011
il Resto del Carlino
RAVENNA
Approvata la come one Powercrop
A Russi passa il piano di riconversione ex Eridania. Ma la maggioranza si spacca
RICONVERSIONE Eridania : il
consiglio comunale dì Russi h a
approvato (dodici a favore, sei
contrari) il progetto di riconversione dell'ex zuccherificio in un a
centrale per la produzione di energia elettrica da biomasse e la relativa convenzione fra Powercrop (l a
società del gruppo Maccaferri ch e
realizzerà l'impianto) e l'amministrazione comunale . Il via libera è
arrivato dopo quattro ore di dibattito, la delibera è stata approvat a
dalla maggioranza Insieme pe r
Russi, da cui si è però dissociat a
Valentina Casali, del Sel , che h a
votato contro insieme agli esponenti dell'opposizione della lista
civica Libera Russi e del Centro destra Noi per Russi. 11 voto, arri vato poco prima delle 1430, e sta to accolto dagli applausi dei di pendenti dell'Eridania present i
nella sala consigliare con lo striscione del loro consiglio di fabbrica, e dal silenzio ammutolito de i
cittadini contrari al progetto, anche loro presenti con cartelloni .
Questa vicenda continua a divide re il paese in due fazioni .
I lavori sono stati aperti, poco dopo le 10,30 dall'assessore all'urba nistica Enzo Bosi che ha ripercorso brevemente le tappe dì quest a
vicenda, che ha origine nel no -
vembre del 2005 quando la conimissione Ue di fatto decretò l a
chiusura di diversi zuccherifici .
Una 'sciagura' : a Russi lo zuccherificio impiegava non solo 150 dipendenti, ma anche altre centinaia di persone fra indotto e stagionali . «Abbiamo impegnato proprietà e Governo a fare di una scia gura un'occasione di sviluppo» h a
detto Bosi . Tre i punti essenzial i
del progetto . AI rispetto della
compatibilità ambientale, garanti ta dal parere favorevole della Valu tazione di impatto ambientale ;
poi il recupero della filiera bietico lo saccarifera con la costruzione
della filiera agroenergetica, vist o
che ci sono tutte le condizioni pe r
reperire le bio masse nel raggio d i
70 chilometri . Infine il lavoro : i l
polo energetico, assorbirà buon a
pane del personale Eridania e la
trasformazione dell'area agricola
Sant'Eufemia in zona produttiva,
attrezzata di infrastrutture e svincolo autostradale, sarà il train o
della crescita economica di Russi» . L'assessore ha precisato po i
che la convenzione fissa tempi e
impegni stringenti per la società
che realizzerà la Sant'Eufernia e, e
per l'amministrazione comunal e
che dovrà rilasciare nei tempi do -
vut3 permessi e strumenti urbanistici . Soddisfatti i consiglieri d i
maggioranza Alessandro Salvado ri, Filippo Spada, Pierpaolo Mo reni e Giovanna Facchini . Unica
eccezione Gasali . «Dalla lettura
degli atti — ha detto tra l'altro —
emerge con chiarezza che il limite
di 70 chilometri, entro cui si dovrebbero reperite ogni anno l e
270mila tonnellate di biomassa,
può aumentare a dismisura, e c i
potranno essere deroghe» . Enric o
Conti, Libera Russi, ha parlato d i
«convenzione certa per la parte relativa alla centrale, quanto ipoteti ca per quanto riguarda la Sant'Eu femia» . Roberto Venturi, Libera Russi, ha rimarrai() che «si parla
di filiera corta dimenticando ch e
contadini della zona non intendono piantare pioppi». Angelo Cenini Noi per Russi si è chiesto come
possano Regione e Provincia
«aver approvato un progetto che
dove non prevede la viabilità de l
traffico indotto dalla centrale» ,
Per Noi per Russi sono intervenu ti anche Piergiorgio Bentini e
Emanuele Meinardi, Ha concluso il sindaco Sergio Retini ricordando che «l'operazione è nata
per risolvere una grave crisi occupazionale». «L'obbiettivo è far s i
che Russi non diventi un dormito rio : abbiamo ottenuto il raddoppio del confezionamento, dove oggi lavorano in un centinaio . E
avremo la Sant'Eufemia : cinque
anni sono sufficienti per approva re Psc, Rue e Poc» .
Claudia Liverani
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síndaco Sergío Refiní ha Hniarcato glí elementrí posífiv ì
del/"accordo che «evíteranno dà fare dà Russi un dormìtorío»
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20/03/2011
il Resto del Carlino
RAVENNA
Le affermazioni della consigliera
del Pdl Raffaella Ridolfa sull'ospedale a Faenza e sull'asserito depauperamento sono per l'Ausi «incomprensibili» . L'Ausl risponde punto
su punto alla presa di posizione del la Ridip lli . Quanto all'assenza della
guardia medica notturna pediatrica,1'.A.usl spiega che l'organizzazio ne della pediatria è conforme al pro getto approvato dalla Conferenza
territoriale sociale e sanitaria, è sta ta discussa ed è monitorata dal Comitato delle mamme; «Il filtro al
Pronto soccorso per i bambini esiste solo nei festivi e nelle notti .
quando, in analogia a quanto acca de a Lugo, l'assistenza medica è ga rantita in pronta disponibilità» . Capitolo Pronto Soccorso : «La sua re alizzazione non era prevista nel pri mo mandato della direzione Carradori
scrive 1Ansl
L'Azienda
ha destinato un finanziamento integrativo di oltre 4 milioni d .i curo e,
se oggi è stata avviata la progettazio ne esecutiva, è solo grazie all'impe gno dell'Ausl che ha saputo dirottare da altre necessarie destinazion i
questa integrazione finanziaria» ,
«Ci risulta incomprensibile imputa re all'Aissi la responsabilità di man cati progetti realizzati, come la Cor te Est — sottolinea ancora 1'Ausl
soprattutto alla luce di un qua dro generale che vede ad oggi la riduzione di più della metà dei finan ziamenti nell'accordo Stato-Regioni (Patto per la salute) e la mancan za della firma da parte del Govern o
ad investimenti già previsti (per la
Corte est non è disponibile il finanziamento di 13 milioni d .i euro per
la mancata sottoscrizione dell'Accordo di programma Ministero-Regione») .
In relazione all'asserito depaupera mento, l'Aus1 snocciola tutte le cifre degli interventi strutturali, di
manutenzione e per l'acquisto di
tecnologie dai 2004 al 2009 : quas i
14 milioni di euro per interventi
strutturali, quasi 8 milioni di curo
per acquisizione di tecnologie, che
comprendono anche il sistema d i
archiviazione-trasmissione-visualizzazione-elaborazione delle immagini radiologiche (Pacs). «Tutti
gli obiettivi dei mandat o
2004-2009 per Faenza sono stati
raggiunti
conclude 1Ausl
ad
eccezione della Corte Est per i moti vi esposti».
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press LIETE
20/03/2011
il Resto dei Carlino
RAVENNA
ALIGHIERI VENERDÌ LA CONSEGNA DALLI MANI DEL SINDACO
D Premio Giustiniano
aIl"istrione' Gigi Proietti
Giunto alla edizione
o l'esordio con Verdone
SARÀ Gigi Proietti l'ospit e
d'onore della cerimonia 'Giust i
niano 2011' che si terrà venerd ì
prossimo (alle 2030) sul palco de l
Teatro Alighieri . Il premio 'Giustiniano per le arti e la cultura'
promosso dalle associazioni 'Ge orge Gordon Byron' e : Amare Ravenna' e dalla Lestata ordine `Ra -
La
conferenza d ì
presentazione . Da
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20/03/2011
I valori
della persona
nel simbolo
del crocifisso
on è la vittoria di una par te, è la vittoria di tutti . L a
sentenza della Corte eu ropea dei diritti dell'uomo
sull'esposizione obbligatori a
del crocifisso nelle aule dell e
scuole pubbliche italiane non
solo dà voce a un vasto sentir e
dei nostri popoli, ma ribadisc e
anche il principio fondamenta le, decisivo per tutti, che la cultu ra dei diritti dell'uomo non deb ba mai essere pensata in contrapposizione ai fondamenti religiosi della civiltà, in particolare di una civiltà come quella eu ropea, a cui il cristianesimo h a
dato un contributo essenziale.
Si riconosce in questa decisione l'esercizio di una laicità autentica, che vede nel ruolo pubblico delle religioni un diritto
inalienabile da rispettare, analogamente a come va rispettata l a
libertà religiosa dei singoli.
La sentenza riafferma poi il
principio di sussidiarietà, pi ù
che mai necessario per evita re conflitti altrimenti laceranti fra globalità e identità locali : ogni paese della grande "casa europea" deve godere d i
un margine di discrezionalità
riguardo al valore da attribuire ai simboli legati alla propria storia e alla propria identità nazionale, restando d i
conseguenza libero di decide re circa il luogo della loro
esposizione .
Questo vale in particolar e
per i simboli religiosi : se così
non fosse, in nome della libert à
religiosa si verrebbe a limitare e
persino a negare questa libertà,
ignorando le specifiche e legitti me identità storico-culturali,
che - se adeguatamente valorizzate - diventano esse stesse garanzia dell'insieme, chiamato
necessariamente a superarle .
L'esposizione del Crocifisso
non è insomma indottrinamento o violazione dell'altrui libertà, ma espressione dell'identit à
culturale e religiosa dei paesi d i
tradizione cristiana, che in maniera così rilevante hanno contribuito alla nascita dell'Union e
Europea, proprio in quanto ispi rati dai valori che quella tradizione ci ha trasmessi, come di mostrano De Gasperi, Adenauer, Schuman, cristiani convinti e padri dell'Europa unita!
Il Sole 341('I)IfiS
1 primo e fondamentale fr a
questi valori, rappresenta to precisamente dal croci fisso, è quello della persona umana : che l'essere uman o
fosse un caso dell'universale ,
da trattare come numero all'interno di una .pluralità da anteporgli comunque sul piano valoriale, è stata a lungo convinzione diffusa nelle diverse civiltà che si sono susseguite nell a
storia . Che il soggetto umano
libero e consapevole sia valore inalienabile, degno di assoluto rispetto, a prescinder e
dalle condizioni contingent i
del suo grado di cultura, di ricchezza o di possibilità, questo
l'ha testimoniato e trasmesso
al mondo il messaggio cristiano, in particolare a partire dal la straordinaria presa di coscienza collettiva rappresentata dai dibattiti cristologici e trinitari susseguitisi fra il IV e il
V secolo della nostra era: grazie ad essi viene definito il concetto di "persona", che riconosce in ogni soggetto uman o
un'irripetibile singolarità, da
rispettare nei suoi diritti di coscienza e di libertà, e da promuovere nel contesto della comunità delle persone e della
solidarietà verso i più deboli .
Tutto questo fu chiarito riflettendo sul crocifisso : s e
dall'albero della croce pende i l
Figlio di Dio fatto uomo, resos i
in tutto partecipe della condizione umana, eccetto che ne l
peccato, ogni nato da donna n e
viene illuminato nel valore infinito del suo essere singolare,
per quanto provata e crocifiss a
possa essere la sua condizion e
storica. Non si tratta, com'è evidente, di riflessioni astratte o
lontane dalla nostra immedia-
della nazione e nella distribuzione delle sue risorse?
Penso, infine, all'acceso di battito sulle dichiarazioni anticipate di trattamento : è la dignità infinita dell'essere persona le - anche in stato vegetativo - a
imporre il duplice no all'eutanasia e all'accanimento terapeutico . E questa stessa dignit à
che esige il rispetto di volont à
espresse senza ambiguità dall a
persona, compatibili con quanto scienza e coscienza impongano ai medici curanti e a ch i
sia legato affettivamente all'infermo. Il crocifisso che grida
"ho sete", poi, fa seriamente
pensare al necessario sostegn o
vitale rappresentato dall'idraportare il rischio e la perdita d i tazione e dall'alimentazione .
altre vite umane, sia pur se in Guardare al crocifisso senza
nome della difesa dei diritti cal- pregiudizi potrà aiutare a trovare vie legislative che da un a
pestati dei più deboli?
Il ripudio della guerra come parte rispettino la dignità permezzo di soluzione dei conflit- sonale e dall'altra impediscan o
ti, recepito anche dalla nostra arbitrii giudiziari.
Una ricerca non facile, cerCarta costituzionale, si radic a
nel patrimonio valoriale che la to: da duemila anni, tuttavia ,
meditazione sul crocifisso ha quel crocifisso ci invita a no n
offerto alla storia, valorizzan- . scegliere scorciatoie comprodo l'essere personale e la soli- missorie, al fine di maturar e
scelte a caro prezzo in nom e
darietà fra gli umani.
Penso, poi, alla tanto dibattu - dell'amore più grande, nella rita questione del federalismo : cerca disinteressata e responautentico arricchimento al ser- sabile del bene comune . Senz a
vizio del bene comune, se pen- quel crocifisso esposto nell e
sato a partire dal rispetto dell e tante "agorà" della vita e dell a
identità locali e del loro patri- storia saremmo, insomma, cermonio spirituale e culturale , tamente peggiori di come siapericolosa iattura, se dovess e mo . Riconoscerne il messagfavorire l'egoismo dei più fort i gio e viverlo insieme, da crea danno delle aree più deboli e denti e non credenti, non potr à
bisognose del paese . Che cos'è che renderci tutti migliori, ere un "federalismo solidale" se di di quel patrimonio cultural e
non l'applicazione dei valori e spirituale cristiano da cui vetrasmessi dal crocifisso in vi - niamo, di cui la celebrazion e
sta dell'equa coniugazione d i dei centocinquant'ann i
globalità e località nella vita dell'unità nazionale sembr a
averci opportunamente resi
più consapevoli e fieri .
tezza, come vorrei mostrare ricorrendo a tre esempi, che ribadiscono quanto prezioso e importante per tutti sia il messaggio che viene dal crocifisso, in
particolare in quanto esposto
in luoghi propri della vita pubblica . Penso, anzitutto, agli attuali rumori di possibili, pesanti e certamente dolorosi inter venti bellici : chi non si è indignato di fronte alla violazion e
dei diritti umani e allo sprezzo
della vita degli stessi propri
connazionali mostrato dal dittatore imprevedibile di un paese a noi così vicino? Chi no n
sente lo spessore drammatic o
di decisioni che potranno com -
Bruno Forte è arcivescovo di Chieti-Vast o
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press LIf1E
20/03/2011
Atto dovuto
ma la fin e
non è scritta
di Alberto Negri
e guerre si sa come cominciano ma non come finiscono.
.-JAnche questa, iniziata dalla
Francia conun'impennata di "grandeur". Gli esempi dell'Iraq e
dell'Afghanistan sono eloquenti,
per non parlare della dimenticat a
Somalia Eppure qualche cosa inLibia bisognava fare : per senso umanitario, per il prestigio delle potenze occidentali, per il mero interesse economico; per evitare che lo
"scatolone di sabbia" sprofondi i n
mani altrui insieme a tutto il suo
gas e petrolio. Già pensare perch é
interveniamo anche noi italiani,
quasi cento anni dopo il nostro primo bombardamento di Tripoli ne l
1911, non è questione secondaria:
l'ombrello dell'Onu, diversament e
da quanto accadde in Iraq, ci mett e
al riparo da divisioni laceranti .
Il Sole 341('I)Ifi S
Ma la fine non è ancora scritta
La comunità internazionale e quella nazionale, con qualche eccezione, sembra unita
nel voler punire il Colonnello. Ma è un'apparenza: se le cose non andassero per il vers o
giusto riaffioreranno i contrasti . Che con la
"no fly zone" si stia facendo la scelta migliore
è da dimostrare: questo è il rischio della guerra, soprattutto se condotta soltanto dal cielo.
Forse è troppo poco e troppo tardi per tentare di salvare la pelle ai ribelli di Bengasi . Tre
settimane fa Gheddafi era dato per spacciato,
oggi ha rioccupato buona parte del territori o
e i terminali petroliferi: basterà l'intervent o
aereo a sbalzare il più longevo dei dittator i
arabi? I precedenti non sono confortanti . In
Bosnia nel '95 i serbi ebbero tutto il tempo d i
massacrare 8mila musulmani a Srebrenica.
Nel ' 91, dopo la guerra del Golfo, la no fly zone
sull'Iraq venne dichiarata quando Sadda m
aveva annientato migliaia di curdi e di sciiti .
Questa volta forse si è appena in tempo pe r
evitare qualche strage orrenda ma non ne siamo del tutto sicuri . Il Colonnello in questo mese _la rivolta di Bengasi è cominciata febbraio _ ha avuto il tempo di riorganizzarsi d opo una fase iniziale in cui sembrava perduto .
Gheddafi ha potuto contare su aiuti militari
esterni, dalla Siria al Sudan, e con una monta gna di quattriniè riuscito non solo a comprar siimercenarima anche ad assicurarsi la fedeltà delle tribù della Tripolitania . Rinsaldata l a
retrovia è passato alla controffensiva anch e
mediatica, mettendo in primo piano il più
istruito della famiglia, Seif Islam.
Gli insorti, grazie anche al supporto dell e
tv, sono stati sicuramente più abili a comuni care sfruttando l'onda emozionale della primavera araba di Tunisi e del Cairo . Al punt o
che forse li avevamo creduti capaci di vince re senza tenere conto del contesto complessivo in cui si svolgeva la battaglia. Il front e
dei ribelli invece non è riuscito a sfondare e
si è arroccato in Cirenaica : la sconfitta è stat a
militare ma anche politica . Tra tante previsioni sbagliate la meno imprecisa si è rivelata quella del direttore dell'Intelligente nazionale americana, James Clapper, il quale io
giorni fa aveva dichiarato al Senato ch e
Gheddafi avrebbe battuto i ribelli: sicuramente, entrando a Bengasi, ci è arrivato vici no . Quale futuro aspetta ora la Libia? I rai d
aerei, oltre che sulle forze di Gheddafi, si fiondano sul corpo di un Paese malato, ben diver so dai suoi vicini come la Tunisia e l'Egitto.
La Libia, come lo fu l'Iraq di Saddam, è una
nazione narcotizzata e brutalizzata che pe r
40 anni si è identificata in maniera assoluta
con il suo leader . Come la Somalia o 1'Afgha nistan dei talebani non può essere considerata uno stato nel vero senso della parola, mancando di un'amministrazione, di istituzioni
certe e persino di forze armate nazionali .
Poi c'è la questione delle divisioni regionali e tribali. "La Libia è fatta di tribù, non esistono partiti politici, solo tribù", ha detto il figli o
di Gheddafi, Seif. Certo è una versione accettabile soprattutto per il Colonnello: dop o
aver provato negli anni `70 a sradicarle con l e
ideologie panarabe e quelle populistiche de l
"Libro Verde", per restare al potere si è affida to alle alleanze tribali. Ma questa non è la sola
lettura della società libica di, oggi, assai pi ù
complessa e influenzata sia dalle ideologie oc cidentali che da quelle di stampo islamista . In
realtà la Libia è una nazione frammentata, in
divenire, ma anche uno Stato da ricostruire ,
superando le antiche resistenze culturali i n
contrasto con le aspirazioni delle nuove gene razioni. Un compito immane, che non si esau risce certo con la "no fly zone" e neppure co n
l'eventuale caduta di Gheddafi . La vecchia Li bia non muore e quella nuova non nasce sol tanto affidandosi ai raid aerei .
Alberto Negr i
(UIUPRODUZIONE RISERVATA
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Pagina I
press LIf1E
20/03/2011
Giorgio Santin i
Valeria Uva
ROMA
Nel decreto legge che tra fine aprile e inizio maggio dovreb be favorire il rafforzamento del la crescita dell'economia italiana ci sarà un corposo capitolo
per sbloccare e accelerare investimenti in infrastrutture . Lo h a
detto ieri a Cernobbio il ministr o
dell'Economia, Giulio Tremonti, lo confermano i lavori al tavo lo tecnico che ogni settimana s i
riunisce per mettere a punto l e
misure da inserire nella manovra primaverile .
Lo sblocco delle risorse finanziare sarà lasciato alle decision i
del Cipe e a quelle del governo
sul piano sud, mentre Tremonti
potrà utilizzare anche le risors e
derivanti da vecchi mutui inutilizzati che ora sta revocando. I l
decreto legge individuerà invece le strozzature e le storture che
pesano sulla realizzazione d i
qualsiasi opera pubblica in Italia ,
dalle piccole rotatorie ai maxilot ti autostradali.
Un'attenzione particolare sarà riservata a quei meccanism i
che al tempo stesso dilatano i
. .. .. .. .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. .. . .. .. .. . .. .. . .. . .. .. ..
tE IL TETTO ATTUAL E
Perle opere della legge
obiettivo esiste già un limit e
del 5% ai lavori accessori
ma non vale perl a
mitigazione ambiental e
:
tempi e fanno crescere i cost i
degli appalti. Tremonti vuol e
intervenire con l'accetta rimuovendo le tentazioni all'origine .
Nel mirino del ministro sono finite le opere compensative, va le a dire quell'elenco di desideri, spesso sterminato, che gli enti locali riescono a tramutare i n
realtà quando è necessaria la loro autorizzazione per approvare una grande opera .
In realtà per le infrastruttur e
strategiche della legge obiettiv o
un limite c'è già : secondo il codice degli appalti le opere compensative non possono pesare più
del 5 ,m) dell'opera «madre» . Que l
tetto potrebbe essere rivisto, così come può essere esteso all e
opere estranee alla legge obiettivo . Ma soprattutto restano fuor i
dal tetto attuale le opere ambientali e Tremonti, con il ministro
delle Infrastrutture, Altero Matteoli, sta studiando un modo pe r
limitare i lavori di mitigazion e
ambientale nel parere Via .
Nella prima bozza del decret o
legge per la crescita messa apun to anche con la collaborazione
del ministro perla Semplificazio-
Il Sole 341('I)IfiS
ne, Roberto Calderoli, si è anch e
pensato di intervenire sulle cosiddette «riserve», lo strument o
con cui l'appaltatore contesta, i n
corso d'opera, vizi del progetto o
imprevisti e chiede l'aument o
del prezzo. Non di rado l'aumento del costo dell'appalto che ne
deriva è elevato . Ma soprattutt o
la possibilità di ricorrere alle riserve induce spesso le imprese a
fare ribassi più consistent i
nell'offerta in gara, nella convinzione che una parte dello scont o
si possa recuperare proprio co n
quel meccanismo . Le riserve hanno quindi una responsabilità an che in un altro dei grandi mali degli appalti di oggi, i maxiribassi .
La cura Tremonti è drastica :
vietare del tutto la riserva se i l
progetto ha passato tutti i controlli ed è stato validato e, dunque, risulta senza vizi.
Altro obiettivo del governo ,
la riduzione del contenzioso ,
anche qui nella convinzion e
che un mercato più lineare e trasparente aiuti l'accelerazione
dei cantieri. Il governo sta lavorando all'idea di punire con san zioni e maggiori spese processuali i furbi che si avventuran o
in liti «temerarie», chi fa cio è
ricorsi del tutto pretestuosi ch e
hanno come unico risultat o
quello di bloccare l'opera vint a
da un concorrente . Un nuov o
pressing sarà inoltre fatt o
dall'Economia sull'abolizion e
totale degli arbitrati negli appalti . Più difficile prevedere l'esit o
di questa opzione perché i n
questo caso i costruttori, inparticolare le grandi imprese, fanno opposizione e non accettano il ritorno a una giustizia ordi naria dai tempi lunghissimi .
I costruttori hanno chiesto al
governo anche di rendere pi ù
veloci le piccole gare, ad esempio, portando fino alla soglia europea dei 4,8 milioni l'esclusione automatica, senza verifich e
delle offerte anomale frutto d i
maxiribassi .
Un capitolo a parte è quello
sull'allargamento della trattati va privata («procedura negoziata» per le regole Ue) che non introduce affatto maggiore trasparenza. Il governo pensava di raddoppiare l'attuale soglia portandola a un milione, ma raddoppiando anche il numero minimo
delle aziende da interpellare . L a
Camera ha invece approvato u n
emendamento allo Statuto delle
imprese che porta la soglia addirittura a l,5 milioni senza ulteriori paletti. Presentata dalla Lega,
la proposta gode praticamente
dell'unanimità: 485 sì su 487 pre senti.Il governo difficilmente potrà modificare la norma.
e
Infrastrutture, il governo accelera
Nella manovra in preparazione stop alle opere compensative e alle riserve negli appalt i
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Il Sole 341('I)Ifi S
press LIf1E
20/03/2011
Il progetto punto per punt o
1
2
IL FAS E IL PIANO
PER IL MEZZOGIORNO
LE RISORSE FERM E
DOPO LE DECISIONI CIP E
La grande partita delle prossim e
settimane sarà l a
riprogrammazione dei fondi Fa s
che arriverà a un primo moment o
decisivo alla fine del mese ,
anzitutto con il nuovo passaggio a l
Cipe del piano Sud . Tre le partit e
da giocare tra il ministro per le
regioni Fitto e i governatori de l
Mezzogiorno : la
riprogrammazione dei fondi Ue e
Fas del periodo 2000-2006 pe r
almeno 10-12 miliardi di euro;
l'assegnazione dei fond i
2007-2013 per circa 18 miliardi d i
euro ; l'individuazione delle poch e
opere strategiche da finanziar e
con i nuovi contratti istituzionali
di sviluppo dedicati alle
infrastrutture. Risorse in vista
anche per edilizia scolastica e
università .
Nelle delibere di programmazion e
delle risorse della legge obiettivo e
del «fondo infrastrutture »
alimentato dal Fas nazionale i l
Cipe ha destinato nel marzo 200 9
circa 11,3 miliardi di euro pe r
infrastrutture e opere pubbliche . I
tempi per l'assegnazione di quest e
risorse sono stati lunghissimi tra
ulteriori decisioni del Cipe e
pubblicazione delle delibere i n
Gazzetta ufficiale, in un rimpallo
senza fine che ha coinvolto anche i l
Parlamento e la Corte dei conti .
Soltanto i118 dicembre 2010 i n
Gazzetta ufficiale l'ultima deliber a
che assegna definitivamente l e
risorse ad alcuni dei programmi
prioritari individuati . Con alcun e
eccezioni, come quella del Mose,
di fatto di quelle risorse è stat o
speso pochissimo .
3
SBLOCCARE IL PIAN O
PER L'HOUSING SOCIAL E
Sono arrivati all'esame del Cip e
per l'approvazione definitiva l e
prime dodici intese firmate tra
ministero delle Infrastrutture e
regioni per sbloccare gli
investimenti nel social housing . I l
valore dei lavori da avviare
ammonta a due miliardi, la quot a
pubblica è di circa 600 milioni
perché una quota di 1,4 miliardi
arriva dai privati . La parte del
leone la farà la Campania ch e
sbloccherebbe opere e
investimenti immobiliari per1, 1
miliardi . Da questa prima tranche
del piano nazionale prevista l a
realizzazione di 12 .106 alloggi .
Manca il via libera di Tremonti ch e
deve accettare di inserire il punto
all'ordine del giorno del Cipe e po i
mettere a disposizione la cassa
per far partirei cantieri .
4
IL RIFINANZIAMENT O
DELLE GRANDI OPERE
Le grandi opere del nord aspettan o
decisioni definitive sui piani ,
finanziari . In questa situazione si
trovano le grandi autostrade i n
concessione, Pedemontana
lombarda e Brebemi, che aspettan o
una decisione della Cassa depositi e
prestiti sulla partecipazione a l
capitale . Per l'alta velocità la
Treviglio-Brescia e i l terzo valico
sono finanziate con un primo lotto
costruttivo ma per la Milano-Genov a
i problemi non sono stati risolt i
ancora . Più difficile la situazione pe r
Torino-Lione, che aspettala
ridiscussione degli accord i
finanziari con i francesi, e Brennero .
Il Mose avrà presto bisogno di nuova
cassa per continuare i lavori .
Verranno in aiuto le risorse derivant i
da vecchi mutui non utilizzati e or a
revocati dall'Economia .
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Il Sole 341('I)IfiS
ROMA
«Bene gli annunci,
ora decisioni vere»
«L'ora degli annunci è finita, adesso è arrivata l'ora dell e
decisioni . O arrivano con l a
prossima manovra oppure risulterà quel che io non voglio
credere, che c'è una cultura po litica che lavora contro le pic cole imprese» . Il president e
dell'Ance, Paolo Buzzetti, ap prezza le aperture che arriva no dal governo, ma aspetta i fat ti . Riconosce, malvolentieri ,
che in due anni e mezzo all'im presa edile non è arrivato nean che un sostegno, mentre i tem pi dei pagamenti della pubbli ca amministrazione continua
no a dilatarsi, Basilea 3 fa teme re una restrizione del credito
all'orizzonte, il mercato immo biliare non riparte e in due an ni la riduzione degli stanzia menti per i lavori pubblici è sta ta di oltre il 20 per cento .
Presidente Buzzetti ,
quando parla di una politica
contro le piccole imprese s i
riferisce a quelle dell'edilizia, immagino .
Parto da lì, è evidente, è
quello il settore che rappresento . Però sento difficoltà e
malessere che va ben oltre e
riguarda anche gli altri settori.Il governo non deve perdere l'occasione della prossima
manovra per sostenere l o
sforzo delle imprese per ripartire . C'è questa possibili. tà, di lavorare tutti insieme
per tornare a crescere, perderla significherebbe avvitarsi in una crisi drammatica .
Che cosa è necessario fare ?
La nostra proposta ha tr e
gambe . La prima è il decret o
legge in preparazione : lì devono trovare posto snelliment i
per gli appalti di tutte le dimensioni e regole di semplificazione dell'edilizia privata
che non sono mai state fatte
con il piano casa. Il govern o
le faccia, poi vedremo qual i
regioni si sottrarranno a questa operazione .
Le altre due cose da
fare subito?
La seconda è l'uso delle risorse programmate dal Cipe e
mai avviate alla spesa.Il governo ci garantisce che quelle risorse ci sono, già accantonate ,
perché non spenderle? Anche
qui, non vogliamo credere che
ci sia stato detto che le risorse
ci sono, quando non ci sono . La
terza gamba è che si acceleri l a
riconversione delle spese Fa s
con due paletti: devono andare alle infrastrutture, basta co n
il bancomat per qualunque esigenza nazionale o regionale, e
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Presidente Ance . Paolo Buzzett i
. .. .. . .. . . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. .. . .. .. .. . .. .. . .. . .. .. ..
«Non voglio creder f
ci sia una cultura pc
che intende colpir e
la piccola impresa»
-.
devono andare non solo all e
grandi opere, ma una quota anche alle piccole .
Si dirà che piangete e sapete chiedere solo aiuto.
Non è vero . A fronte di risor se pubbliche necessarie per ripartire, ce ne sono di privat e
che irrobustiscono la ripresa.
Facciamo l'esempio del
piano per l'housing sociale ,
che è fermo al Cipe e ha insieme investimenti pubblici e privati ?
A me piace citare anche i l
piano per l'edilizia scolastic a
dove le imprese sono pronte a
finanziare in gran parte le opere per mettere in sicurezza l e
nostre scuole .
Sono solo le piccole imprese a soffrire ?
No. Abbiamo anche 200 imprese medie che sono l'ossatu ra del settore e soffrono moltis simo la crisi dei lavori pubblici.
Temono di non avere prospet tive se continua il crollo dell e
risorse per gli appalti e al tempo stesso ci sono lavori in hou se per due miliardi l'anno ch e
sottraggono risorse al mercat o
e aumentano la concorrenz a
scorretta dei soggetti pubblici.
G . Sa .
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Ulisse, le siren e
e i tagli drastic i
Sono ottimista : il ripensamento di Tremonti porterà a correggere
i danni di una gestione dei beni culturali che penalizza le eccellenze
di Francesco Michel i
a battuta del ministro Tremonti
dopo l'incontro con Riccardo Muti: «Veni, vidi, capii» è il segno di
un ripensamento e di una correzione . Voglio essere ottimista
per due ragioni . La prima è che,
anche nel momento in cui ha dovuto usare la
scure sulla spesa pubblica, non ho mai creduto che la sua filosofia si potesse tradurre i n
quell'altra orrenda battuta, «la cultura non s i
mangia», che gli è stata attribuita da malelingue. Giulio Tremonti è un intellettuale raffinato e un politico di grande lucidità, ha capito
trai primi gli effetti della globalizzazione sul la nostra economia, conosce a fondo e spiega
i rischi della crisi finanziaria oggi più grav i
che nel 2007, sente la debolezza di un' Europa con una sola moneta ma tanti sistemi fiscali (vi ricordate la sua battuta «una moneta, un dici fischi»?), con troppa burocrazia e politi che nazionali incompatibili tra di loro . Non è
affetto da analfabetismo culturale e cert o
non ignora l'apporto che le classi creative possono dare all'economia.
La seconda ragione di ottimismo è la diffusione mondiale di una coscienza che è realisticamente consapevole del valore che le arti, l'immaginazione, la musica, il teatro, la letteratura, i beni architettonici e archeologici hann o
per l'economia di una nazione . E sia detto non
solo al di là del prodotto lordo ma anche al di
qua di esso, e cioè dentro i valori materiali che
danno da mangiare. Vien voglia di adattare
una celebre pubblicità: «Chi mangia cultura
campacent'anni». Una grande studiosa americana, Martha Nussbaum in un libretto appena
tradotto spiega che le arti e le lettere sono essenziali perla prosperità e sono anche un pilastro per la cultura aziendale perché l'innovazione richiede intelligenze flessibili aperte e creative . Se anche avessimo in mente «la pura cre-
T
scita economica nazionale» dovremmo difendere questo spazio dell'immaginazione e del l'arte . È vero che il sistema culturale italiano è
profondamente ammalato di suo, è gravato d a
inefficienze, è polveroso, gerontocratico, spes so legato a schemi ideologici e a consorterie paleopolitiche . E dunque convengo che non ba sta criticare, a prescindere, i tagli al fondi dell a
cultura, rifiuto l'idea che i sostegni debbano es sere erogati a scatola chiusa, senza verifich e
sulla responsabilità nella spesa, sulle tecnich e
gestionali, quasi che si trattasse di una form a
di beneficenza forzosa, o di assistenza social e
mascherata. È vero che l'abitudine di vivere i n
un sistema inefficiente è da molti considerat a
comunque intoccabile, che molte istituzioIl blocco
ni liriche e museali
dei finanziament i coni loro direttori Sono arroccate nella pupuò produrre
ra sopravvivenza, ch e
danni ingenti.
spesso i sindacati soMusica, teatro ,
no corporativi, gl i
siti archeologic i
esperti distratti, i no tabili politici del po sono ricchezza
sto velleitarie sempli cistici. Insomma l a
cultura non può pretendere di essere pagata a
pié di lista . I criteri di efficienza devono diventa re severi, i sindacati non devono irrigidirsi, l e
gestioni devono diventare più snelle, aprirsi ai
giovani e armarsi di quello spirito di impresa
che fa funzionare le squadre in funzione dell'obiettivo . Che un'azione di governo fosse ne cessaria per impedire una prosecuzione all'in finito di un sistema viziato è fuori discussione ,
ma la stretta finanziaria non garantisce di per
sé un esito virtuoso ; al contrario rischia di produne un danno maggiore . È possibile che Tremonti abbia pensato di applicare lo schema di
Ulisse con le sirene: legatemi all'albero mae-
stro e voi tappatevi le orecchie in modo che nes suna tentazione ci dissuada dalla linea dura.
L'idea era forse quella di produrre una distruzione creatrice . Abbiamo quattordici teatri lirici, che sono un numero insostenibile . Potremmo, in effetti, permettercene la metà . Così per i
conservatori : ne abbiamo una sessantina e
molti di loro sfornano gente destinata a fare la
fame, moltissimi dovrebbero essere chiusi o accorpati . È probabile che con i tagli si sia fatta
una scelta non bieca, ma finalizzata a una razio nalizzazione, con qualche dose di cinismo : un
po' di asfissia economica farà scomparire le situazionimeno valide . Maquesta ipotesi contiene un errore : si rischia di distruggere anche il
buono e magari di lasciare sopravvivere il peggio . Nel campo musicale rischiano per esempio di chiudere le piccole istituzioni musicali d i
qualità che sono fondamentali per i giovani
che poi crescono e potranno andare nei grandi
teatri . L'intervento a pioggia è micidiale e colpi sce mortalmente sia il buono sia il cattivo . L e
dimissioni di Andrea Carandini da president e
del Consiglio superiore dei beni culturali sono
un atto ben motivato.
Nel dramma della cultura si rispecchia un a
malattia ben più grande del nostro paese, ch e
merita una medaglia olimpica nella disciplina
dello spreco. L'inefficienza si ripete ingigantita e moltiplicatasulla scala di tutt ala spesa del lo Stato : il pubblico impiego, i ministeri, riforme rinviate nei decenni, il taglieggio impost o
dal sistema delle cricche sugli appalti, i costi di
una politica che si è meritata l'appellativo d i
"casta", le false pensioni di invalidità. E il Centro-Nord non si può consolare guardando ai
propri livelli di reddito, di Pil e di servizi ch e
reggono bene il confronto con la Germania ,
perché condivide la responsabilità di uno spreco colossale che si trascina . Se applicassimo alle entrate tributarie un recupero di produttività simile a quello registrato nel settore privat o
grazie anche all'evoluzione dell'automazion e
in fabbrica e all'introduzione delle tecniche informatiche nell'amministrazione, otterremmo un risparmio pari aun centinaio di miliardi
di euro all'anno che magari per un terzo potrebbe essere destinato all'abbattimento del debito
pubblico, per un terzo alla diminuzione dell a
pressione fiscale e per la parte restante destinato al mantenimento dell'attivo dello stato patrimoniale della nazione. Tema ormai dimenticato, per cui non ci si prende più cura della manutenzione della ricchezza, del patrimonio del pa-
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Il Sole 4 ' `
ese, come testimonia il degrado delle nostre città e dei siti archeologici. È come se un'impresa
si occupasse solo del proprio conto economico
e trascurasse gli attivi e gli ammortamenti che
ne rappresentano il mantenimento . Per non
parlare del fatto che lo stato patrimoniale necessita anche di nuovi interventi, come la preservazione e il sostegno della cultura contemporanea, dove lo Stato è assente da molti decenni. Il blocco dei finanziamenti della cultura,
che si accompagna a una stretta sul mondo della scuola, rischia di produrre danni che saran no difficilmente rimediabili . Rischiamo uno
tsunami distruttivo, quand'anche nelle intenzioni volesse essere un'esondazione del Nil o
capace di fare il terreno più fertile . È di moda
ripetere che la cultura per l'Italia valga petrolio : e che far rinsecchire i pozzi è un suicidio .
Tremonti lo sa molto bene . E altrettanto sa che
il fattore tempo oggi è cruciale come mai lo è
stato in passato : per la politica economica, per
le attività imprenditoriali e anche perla Politi ca . Certe distruzioni sono molto più rapide delle possibili ricostruzioni : un solo bilancio per
distruggere il prestigio di un'università odi u n
teatro, una generazione per ricostruirlo.
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La denuncia . Il presidente di Selex Giovanni Pomarico chiede interventi urgent i
«Famiglie dimenticate da troppo tempo »
Attilio Geroni
CERNOBBIO . pai nostro inviat o
ma La famiglia è importante .
Senza la famiglia i consumi no n
ripartono . Giovanni Pomarico ,
presidente di Selex, terzo gruppo italiano della gdo, va alla radi ce del problema, delle dinamiche che determinano gli acquisti o i risparmi. «Da troppo tempo - dice in un'intervista a margine del convegno di Cernobbio
organizzato da Confcommercio - nel nostro paese manca
una politica di sostegno alla fa miglia. La realtà è diventata più
complessa, le difficoltà economiche si inaspriscono e il futur o
è sinonimo d'incertezza . E logico che in un simile contesto ci si
focalizzi su quel comportamento atavico che è il risparmio» . E
le proposte del rapporto Indicod-Ecr, sugli aiuti diretti per le
spese di prima necessità alle famiglie a basso reddito? «Come
inizio non sarebbe male, e poi i
soldi si trovano, basterebbe ridurre sprechi e inefficienze . Però bisogna stare attenti, e di questo si dovrebbe fare carico il governo nel caso dovesse essere
applicata una simile misura, ch e
le risorse destinate alla spes a
primaria vengano usate effettivamente per questo scopo. E importante perché siamo in Itali a
e in Italia, purtroppo, i furbi so no sempre dietro l'angolo» . Alla
testa di un gruppo da 4,4 miliardi di fatturato e con una quota d i
mercato dell'8,8%, Pomarico riconosce la difficoltà di un setto
:
LA STRATEGIA
«I soldi per queste operazion i
si trovano, basta ridurr e
sprechi e inefficienz e
Ma servirebbero poi controlli
sui criteri di spesa»
re che deve comunque adattars i
ai nuovi comportamenti di spesa : «Oggi si vuole essere belli
dentro e belli fuori, quindi l a
gente spende di più per fitness,
chirurgia estetica, viaggi, cultura, corsi di lingue straniere. Tutto bene, per carità, ma noi de l
settore dobbiamo adattarci a
questa realtà in continuo mutamento» . Sono inoltre finiti, aggiunge il presidente di Selex, i
tempi dei grandi ipermercati ,
dei grandi carrelli, delle spese
fatte per durare un mese . «Oggi
gli acquisti sono meno impor tanti, ma più frequenti, si st a
molto attenti ad evitare gli sprechi, mentre la ricerca della sicurezza alimentare è un fattor e
sempre più determinante» . Ed è
su queste linee, inclusa la riqualificazione del personale, anche
culturale, che la grande distribuzione deve muoversi nei prossimi anni. Alla base di tutto però -
e questo tema era già emers o
con forza nella prima giornata
del workshop Confcommercio
- resta la mancanza di una politica fiscale che restituisca potere
d'acquisto alle famiglie . «Abbiamo splendidi esempi in paesi a
noi vicini, come la Francia, dove
l'applicazione del quoziente familiare e la disponibilità di asili
nido sono elementi fondamentali che hanno creato un circol o
virtuoso tra welfare, consumi e
natalità». Il rapporto sui consumi presentato venerdì da Confcommercio ha evidenziato come dal 2007 a oggi si sia ridotto
di 570 euro procapite il reddit o
destinato alla spesa . «Negli ultimi decenni - sottolinea Pomarico - nessuno si è mai preoccupato di ripensare la politica fiscale .
Mi chiedo che cosa stiamo ancora aspettando . I pannicelli cald i
non bastano più da un pezzo».
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Una scusa a fncurc dei c
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Non solo caldo nclurirucolou Friuli
',®
Il Sole 341('I)IfiS
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Appello del Colle alle regioni:
dare accoglienza ai migrant i
Luca Ostellin o
ROMA .
Impegnato senza sost a
nelle celebrazioni per i 15 o
anni dell'unità d'Italia e nell a
questione libica, Giorgio Na politano che, in queste giornate, come ammette lui stesso, non ha fatto «altro ch e
correre» e dovrà «continuare a farlo», non tralascia di
osservare con attenzione, e
con preoccupazione, l'emergenza sul fronte immigrati e
profughi . Ieri il capo dell o
Stato ha rivolto «un appell o
alla più ampia solidarietà sul
piano dell'accoglienza d a
parte di tutte le regioni italia ne», invitando così anche i
territori meno coinvolti da gli sbarchi e dai continui arri vi a dare il proprio contributo . «Ciascuno deve fare l a
sua parte», ha spiegato, citan do il Pontefice e ricordand o
che nei giorni scorsi Bene detto XVI aveva detto che
«la solidarietà sta insieme alla sussidiarietà: non si tratt a
soltanto di chiedere, ciascuno deve dare secondo le sue
possibilità. Tanti tasselli
messi insieme fanno la solidarietà» .
Napolitano è stato informato dal sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis, che a
questo scopo ha parlato co n
il consigliere del Quirinale
Donato Marra, dello stato di
grande malessere in cui s i
trova la popolazion e
dell'isola . De Rubeis ha auspicato che il presidente della Repubblica manifesti vicinanza ai cittadini di Lampe-
dusa come già fece nel 200 9 sano trasferire entro 2 4-48
durante gli scontri tra civili ore tutti gli immigrati presen e militari. E il capo dello Sta - ti a Lampedusa» . E poi pron to non ha tardato a esprime - to a ripartire oggi (ieri ndr) ,
re tutta la sua solidarietà e ha aggiunto il sindaco, «con
«vicinanza alla popolazion e tre voli programmati, il pondell'isola per le difficolt à te aereo per il trasferiment o
che sta affrontando» co n degli immigrati, altri due sol'emergenza immigrati e pe r no pianificati per doman i
«l'impegno con cui contri- (oggi ndr) e altrettanti pe r
buisce a superarle» .
dopodomani (domani ndr)» .
Il sindaco dell'isola sicilia - Entro martedì, inoltre, assina ha sostenuto con orgogli o cura il primo cittadino d i
che «siamo e ci sentiamo for - Lampedusa, il governo «datemente italiani, amiamo la rà risposte certe . I prossim i
bandiera e per noi il Presi - profughi recuperati a larg o
dente rappresenta più che saranno indirizzati altrove» .
Sullo sfondo delle polemiche provocate dalla Lega, su
1150 ANNI 0Ell'UNITÀ
posizioni differenti anch e
Fini in Carnia : abbiam o
sulla questione libica, proseguono intanto le celebraziobisogno di momenti unitari ,
ni per i 15o anni dell'unit à
chi contest a
d'Italia. Da quella Carnia ch e
le celebrazioni non capisce
si sente orgogliosamente autonoma, ieri Gianfranco Fin i
il sentimento del popol o
. . .. .. .. . .. . .. .. . .. .. .. .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . ha lanciato un appello all'uni tà delle "piccole patrie", riun padre affettuoso e protet - chiamandosi al «federalitivo . Invito tutti - ha aggiun - smo solidale», che non metto - a evitare strumentalizza - ta in contrapposizione i terri zioni politiche in questo mo - tori che rendono ricca l'Itamento di grande difficoltà e lia, nel segno dell'unità celesono convinto che le parole brata in questi giorni, che
di un uomo super partes co- «qualcuno non ha capito» . I l
me il presidente Napolitan o presidente della Camera sotpossano essere di aiuto an- tolinea come l'ampia parteciche in questa direzione» . In pazione della gente ai festegogni caso, ha detto De Ru- giamenti abbia dimostrat o
beis, «ci fanno ben sperare le che «il nostro popolo ha nenotizie che ci giungono dalla cessità di avere momenti unisenatrice Angela Maraventa- tari» . Le polemiche legate al no, vicesindaco dell'isola, la la celebrazione quindi, pe r
quale ha avuto rassicurazio - Fini, «hanno dimostrato che
ni dal ministero sulla dispo- qualcuno non aveva capito »
nibilità del governo per l'uti - il sentimento del popolo .
lizzo di mezzi navali che pos© RIPRODUZIONE RISERVATA
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il cinema austriac o
e le sue donne
BOLOGN A
La regista viennese Jessica Hausne r
inaugura al Cinema Lumière (via Azzo Gardino 65) la rassegna «Nuovi
sguardi del Cinema austriaco» incontrando ilpubblicodopolapresentazione del suo film Lourdes (2009). La manifestazione prosegue con le proiezioni delle opere di Barbara Albert, Nina
Kusturica, Sabine Derflinger e Anj a Sa lomonowitz.
QUANDO
Dal 22 alai marz o
INF O
www.associazioneculturaledioniso.it
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press L.If1E
LA STAMPA
20/03/201 1
UN RUOLO
CHIAVE
PER L'ITALIA
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NAPOL I
e forze della coalizione che vuole rovesciare Gheddafi hanno lanciato l'attacco, e l'Italia torna a l
centro delle operazioni, con i l
comando e controllo dell'intervento nella base americana d i
Capodichino. «Come ai temp i
del Kosovo», ricorda un'autorevole fonte militare, che allora
era impegnata nelle operazion i
e oggi conosce i piani d'attacco.
L
Opzione Kosovo :
bombe, no fly zone
e embargo navale
A
L'Italia di nuovo nella stanza dei bottoni
apoli la prossima pianificazione degli attacchi
CONTINUAAPAGINA5
che questi mezzi sono pronti a qualunque genere di azione, ma intanto
sono già operativi per prevenire il ri petersi di attacchi missilistici contro le coste italiane, già lanciati in
PAOLO MASTROLILLieo,
passato da Tripoli . L'accerchiamenINVIATOA NAPOL I
to è completato dai mezzi nelle sett e
basi messe a disposizione dall'Italia ,
cioé Sigonella, Aviano, Amendola ,
SEGUE DALLA PRIMA PAGIN A
Gioia del Colle, Trapani, Decimomannu e Pantelleria.
a strategia viene descritL'operazione al momento è con ta come una potenzial e dotta da una «coalizione di volente successione di tre fasi: rosi», guidata da potenze occidentabombardamenti, no fly li che includono l'Italia, ma sostenu zone ed embargo navale . ta anche da paesi arabi . Roma fa parUna fonte militare, però, la riassu - te della colazione a pieno titolo, e
me così : prima mostrare i muscoli, quindi parteciperà non solo fornen sperando che la determinazione in- do le basi, ma anche con gli aerei e
ternazionale convinca il leader libi - altre forme di intervento . Il nostro
co a fermarsi ; poi passare «all'op - Paese sta nella «stanza dei bottoni» ,
zione Kosovo», cioé bombarda - cioé nella struttura che si occup a
menti mirati e progressivi, a parti - della pianificazione degli attacchi .
re dalle difese missilistiche, i ra- Al momento la leadership la gestidar e le infrastrutture militari; scono direttamente gli americani, in
quindi, se necessamaniera discreta .
rio, valutar e
«FASE MIE SA*tl » Presto però la geun'escalation ch e Non è esclusa un'escalation stione dovrebb e
includerebbe inpassare apertache preveda l'applicazion e mente nelle mani
frastrutture civili
e operazioni di
di operazioni di terra della Nato, e quinterra . La defini di della base di Nascono la «fase Keh San», dal nome poli, perché sembrano superate l e
della zona collinosa del Vietna m iniziali resistenze frances i
che gli americani rasero al suo pe r
Come all'epoca del Kosovo, ricorannientare i vietcong . Nessuno si dano i nostri militari, la prima ondaaugura che possa arrivare questo ta di attacchi missilistici ha preso di
momento, ma chi ha esperienza di mira le difese libiche lungo la costa ,
guerra non può escluderlo .
in modo da facilitare poi le mission i
L'Italia ha schierato in mare il degli aerei . Fonti di intelligenc e
cacciatorpediniere Andrea Doria , americane stimano che Tripoli posspecializzato nella difesa antiaere a siede oltre 30 installazioni di missil i
e missilistica, la nave rifornitric e terra-aria, 50 vettori SA-5 con una
Etna, il pattugliatore Libra, la fre - gittata di 100 miglia, e un numero
gata Euro, e la Garibaldi, con a bor- imprecisato di SA-5 a lungo raggio .
do sei aerei Harrier a decollo verti - Subito dopo sono partite le operacale . Fonti autorevoli sostengono zioni di jamming, per accecare i ra-
e r s en
L
dar . Fin dalla vigilia dell'attacco, s i mentale per colpire i carri armati e
prevedeva che in questa fase poteva - gli altri mezzi libici a terra .
no svolgere una funzione importanSe a quel punto Gheddafi sarà an te gli aerei italiani dotati di missil i cora al suo posto, bisognerà valutar e
Arm, che sono pensati per distrug- i passi successivi . La campagna ae gere queste apparecchiature . Ne l rea potrebbe intensificarsi, prenden Kosovo erano stati loro ad aprire l a do di mira infrastrutture civili strate via alle incursioni dei bombardier i giche. Le forze fedeli al raiss, però,
americani, e anche stavolta son o
sono praticamente a Bengasi, e quinstati presi di mira gli aeroporti e i di per chiudere la partita potrebb e
mezzi dell'aviazione. Le stime pi ù diventare necessaria qualche azione
accurate sostengono che la Libi a di terra . La risoluzione approvat a
possiede oltre 100
dall'Onu esclude
Mig, circa 30 eliG€.1 ELICOTTERI MANGUSTA questa possibilità,
cotteri e 15 aere i
le truppe spePossono avere un ruolo ma
da trasporto . M a
ciali americane ,
fondamentale
per
colpire
secondo il diretto che erano già inter carri armati e mezzi libici venute al fianco de i
re della Nationa l
Intelligente ameri ribelli in Afghani cana, James Clapper, tra il 75 e
stan per rovesciare i taleban, potreb 1'80% di questi mezzi non sarebb e bero essere già operative al fianc o
operativo .
degli assediati di Bengasi . L'evoluzioSono operazioni che vanno oltr e ne del conflitto, poi, potrebbe riapril'implementazione della no fly zone . re anche gli scenari politici, favoren Nei giorni scorsi infatti si era discus- do nuove prese di posizione della co so anche di una «no drive zone», pe r munità internazionale . Comunque
impedire anche gli spostamenti a per un intervento di terra non segre terra delle truppe fedeli a Gheddafi . to sarebbe indispensabile il coinvolAnche qui gli elicotteri italiani Man- gimento dei Paesi arabi, per evitare
gusta, al fianco degli Apache ameri - l'impressione di una nuova guerr a
cani, possono avere un ruolo fonda- coloniale degli occidentali .
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Opzione Kosovo:
bombe, no I1v zone
anbe:rgo MR411:
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LA STAMPA
Il Cavaliere equilibrista
salda l'asse con il Colle
di casa. Nella capitale francese il Cavaliere era andato apposta: aveva tirato in disparte Cameron e la Clinton, si era raccomandato col cuore i n
mano che il comando delle operazio ni fosse assunto dall'Alleanza atlanti ca, dove ci sentiamo meglio garantit i
anche nella prospettiva di costruir e
un dopo-Gheddafi favorevole all'En i
e alle nostre imprese .
Di traverso ci si era messa la Francia . Con i cugini d'Oltralpe i motivi d i
incomprensione da un po' di tempo s i
moltiplicano, sebbene fonti di gover no super-qualificate tengano a chiarire un potenziale equivoco : l'iniziativ a
del ministro Tremonti per difender e
Lega gli vieterebbe di sguinzagliare i dallo shopping parigino le nostre im Tornado (La Russa scalpita, anch e prese (quelle strategiche, non l e
troppo secondo certi consiglieri de l «commodities») «nulla c'entra con l e
premier: meglio andarci piano con l e questioni libiche» . La coincidenza è
parole) . Nello stesso tempo il Cavalie - stata solo temporale, i due piani sono
re deve impedire che l'Italia venga ta- «completamente diversi» . Quale fosgliata fuori dal gruppo di comando se ieri l'atteggiamento di Sarkozy, lo
delle operazioni . Oltre che uno smac - si è colto anche plasticamente . Accoco d'immagine, sarebbe rischioso gliendo i leader stranieri all'Eliseo, i l
per i nostri interessi laggiù, casoma i Presidente francese è sceso e risalit o
la vittoria baciasse gli insorti . E la li - dai 12 gradini del portone per riceve nea decisa con i l
re la Clinton e, co n
Colle non è affatt o
IL VIA LIBERA DEL QUIR1NAL E tanto di abbraccio ,
quella di restar e
CameMette automaticament e ilronbritannico
inerti dinanzi al
. Con tutti gli all'esecutivo al riparo tri (Berlusconi commassacro delle posul fianco sinistro preso), Sarkozy h a
polazioni civili . Pe r
il momento Berlurisparmiato la fatisconi pare sia riusci L COMMESSE ca degli scalini, atto nel suo scopo : for gli ospit i
In
ballo
anche
i contratt i tendendo
malmente l'Italia è
lassù. Quindi il Cavaper l'estrazione di petrolio liere è stato snobbatra i 5 partecipanti
e i rifornimenti di gas to dal padrone di caall'operazion e
«Odissea all'alba» ,
sa : gli incontri son o
quella anti-contraerea, che fa capo a l stati solo con Hillary, col canadese e
comando Usa di Napoli-Capodichino . col britannico . Silvio è rimasto i n
Le 7 basi messe a disposizione dal go - compagnia della Merkel . Con una difverno e dal Parlamento sono stat e ferenza, però : la Germania ha decis o
giudicate sufficienti per entrare a di tenersi fuori dalle operazioni milipieno titolo nella coalizione dei «vo - tari, proprio come vorrebbe fare Boslenterosi» . Ancora ieri mattina no n si. Il quale teme (lo ha detto quasi co n
ve n'era alcuna certezza . Un margi- la bava alla bocca) che di immigrati i
ne di dubbio ancora sussisteva, se- bombardamenti «ce ne mandino micondo il personale diplomatico d i lioni», oltretutto con lo status di rifusupporto al premier, perfino quando giati di guerra. Come dire che non pol'Airbus di Stato con Berlusconi a tremmo nemmeno rimandarli a casa,
bordo ha decollato da Parigi sulla via andrebbero accolti punto e basta .
Il capo del governo in bilico tra le richieste dei lumbarc l
e la necessità di non essere tagliato fuori dall"operazion e
SEGUE DALLA PRIMA PAGIN A
erlusconi consulta in conti nuazione il Capo dello Stato ,
come sarebbe normale in fon do, ma nel suo caso tanto normale
non è . La prima cosa che ha fatto ,
tornando in ambasciata dopo il ver tice di Parigi, consiste nella telefo nata al Presidente della Repubblica
per ragguagliarlo sui suoi colloqui .
Napolitano non gli ha fatto manca re un pubblico incoraggiamento ,
che mette il governo automatica mente al riparo sul fianco sinistro ,
dove molto aveva lavorato nei gior ni scorsi pure il ministro degli Este ri Frattini, scegliendosi astutamen te come interlocutore D'Alema . Sul
fianco destro (cioè la Lega), Berlu sconi sa di poter stare relativamen te tranquillo, nonostante le intem peranze serali di Bossi . Non risulta
a Silvio che l'Umberto possa o vo glia farlo cadere . A patto però di
non tirare bombe su Tripoli.
Berlusconi è sospeso su un fil o
perché, dunque, anche volendo la
Pagina 8
ll prenúer rasssicun
Xapolitano plaude
La Lez si dissoi n
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press L.If1E
20/03/2011
LA STAMPA
Il premier rassicura
Napolitano plaude
La Lega si dissoci a
Il Cavaliere: "Disponibili a inviare aiuti ma non servirà"
Bossi: non erano i patti, arriveranno milioni di profughi
PAOLO FESTUCCI A
ROM A
All'ora di pranzo, quando il
vertice di Parigi entra nel vivo con i dettagli delle operazioni militari contro la Libia,
Giorgio Napolitano da Torino
chiarisce pienamente il ruolo
e l'impegno italiano : «Si lavo rerà per la pace . E faremo
quel che è necessario» . E, ag giunge, «altrove facciamo la
nostra parte, come membro
attivo della comunità interna zionale», sottolineando, quin di, che sulla questione libic a
sono parte attiva «tutti i Paes i
che sono nel G8, che sono nel l'Onu ad affermare dei princi pi fondamentali, come i diritti
umani, le aspirazioni di liber tà e di giustizia sociale oggi i n
modo particolare nel mondo
arabo» . Insomma servire la
pace, dice Napolitano, «per
andare incontro alle popolazioni perseguitate» . Questa
l'analisi del Capo dello Stato,
assai attento all'evolversi del la crisi libica . Tant'è che lo
stesso Berlusconi, a margine
del vertice, rimarca di ave r
«chiamato Napolitano per in formarlo dei risultati, in accordo completo con lui sulle
iniziative del governo» . Inizia -
tive, chiarisce il premier, pe r
le quali «l'Italia non corre rischi di essere colpita dalle
rappresaglie libiche . Le nostre forze armate hanno fatto
un approfondito esame e la
conclusione certa è che in questo momento non ci sono armi
in grado di raggiungere il nostro territorio» . Dunque, nessun rischio per il Paese .
«Per ora - spiega Berlusconi - l'Italia metterà a disposizione solo delle basi, ma siamo disponibili anche a fornire
mezzi. Siamo pronti, ma no n
credo servirà» . Di certo, lo
snodo logistico delle operazioni militari potrebbe essere Napoli . «L'Italia - aggiunge il premier - parteciperà al coordinamento delle operazioni che
sarà fatto probabilmente nella base di Napoli (Capodichino) . Ne ho parlato con la Clinton e con David Cameron, che
hanno espresso il loro apprezzamento» .
Dunque, tutto è pronto .
Del resto, il via libera dell'Italia, ribadisce il premier, è
giunto «all'unanimità dal nostro Parlamento», e ora abbiamo ancora «la speranza, visto
lo schieramento globale della
comunità internazionale e dei
Paesi arabi, che ci possa esse -
re un ripensamento da parte
del regime libico, e che lo stess o
regime possa ritenere di sua
convenienza porre fine all'attività di contrasto contro le popo lazioni civili» . Fini umanitari ,
dunque. Sui quali fa leva, in que ste ore, la Lega che improvvisa mente con il suo leader Umber to Bossi alza la voce : «Era me glio essere più cauti . C'è il rischio che con i bombardament i
perdiamo il petrolio e il gas e
che verranno qui milioni di im migrati» . E ancora: «Il mondo è
pieno di famosi democratici ,
che sono abilissimi a fare i loro
interessi, mentre noi siamo abi lissimi a prenderla in quel posto : il maggior coraggio, a vol te, vuol dire cautela» . Il Senatùr, dunque, suona l'allarme al la maggioranza . Attacca la «si nistra che sarebbe contenta se
Il Senatùr: nel mondo
tanti democratici fanno
i loro interessi e noi
ci rimettiamo sempre
in Italia arrivassero tanti immi grati : solo così vincerebbero le
elezioni» ; poi raccolti gli umori
dei suoi arringa, «prima o poi la
gente inizierà a chiedersi : se
siamo in Afghanistan a combat tere Al Qaeda, come mai Al Qa eda è arrivata da noi? Il Consi glio dei ministri aveva rallenta to l'appoggio alla guerra co n
una posizione più cauta, poi c' è
qualche ministro che pensa di
essere più del premier e parla a
vanvera. ..» . Intanto il ministro
degli Esteri Franco Frattini attacca : «Gheddafi deve lasciare
il Paese . Abbiamo già offerto
vie diplomatiche, adesso se ha a
cuore la Libia deve andarsene» .
E il ministro della Difesa Igna zio La Russa rincara la dose : «I
nostri caccia sono pronti ad al zarsi in 15 minuti. C'è anche la
nostra portaerei» .
Pagina 8
ll
premier rassicura
Napoffiano plaude
La Lega sidissocia
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LA STAMPA
Napolitano: è l'ora della solidarietà
L'auspicio del presidente della Repubblica : "Ampia disponibilità da parte di tutte le regioni italiane"
JACOPO IACOBON I
TORIN O
Il rovescio della guerra non è
la pace, è l'accoglienza . Quando Giorgio Napolitano nel pomeriggio arriva al Sermig viene salutato da uno scintillio di
facce e etnie multicolori, tantissimi ragazzini, nuovi italian i
che qui, Torino, Italia 2011, hanno trovato casa. E ascolta.
Ascolta tante storie e soprattutto una : la storia di Serge .
«Presidente, sono nato nel
'92 ma sono scappato dal mi o
Paese, la Costa d'Avorio, perché lì c'era una guerra tremenda . Avevano preso il potere i ribelli, e siccome io ero della stessa etnia del presidente deposto, avrei avuto due possibilità:
L'appello del Capo
dello Stato : «Serve
accoglienza peri nuovi
arrivi di immigrati»
o essere massacrato o arruolato in un esercito della morte,
soldato bambino» . E' fuggito,
corri Serge, corri . Non l'hanno
più riacchiappato . «Sono stato
fortunato a trovare l'Italia . Ho
trovato il mio Paese» . Forse s i
può trovare il proprio Paese,
possiamo diventare quello ch e
siamo ?
Quella Torino, a dispetto
delle storie sulla città fredda, o
soltanto chiusa verso gli immigrati, accolse Serge, che prima
s'era nascosto, clandestino,
poi è diventato italiano . La città melting pot, lavoro, fabbriche spesso in via di riutilizzo,
ma anche la città dei nuovi italiani. Porta Palazzo è a un passo . Il mercato del Balòn, antiquariato italiano e oggettistica
africana, si fondono . Napolitano ascolta, seduto accanto a
Ernesto Olivero. Il President e
ha appena ricevuto il premio
Arsenale della Pace, e nel gior no più duro: quello in cui dobbiamo prendere la decisione d i
sostenere un intervento armato e tutto quello che comporterà. «Oggi servire la pace è anche trovare un modo di andar e
incontro a popolazioni perseguitate», dice . «E' un impegno
che può apparire duro, e sapete benissimo di cosa sto parlando, ma è un impegno per la pace» . Quell'impegno significa aveva spiegato in mattinata do po aver visitato la Pirelli di Settimo davanti a 1200 operai i n
tuta verde - «esigere che siano
rispettati i diritti umani fondamentali», eccovi il quadro de l
nuovo interventismo democratico. Ma anche altro .
Il Capo dello Stato lo dovrà
metter nero su bianco in un
complicato pomeriggio ne l
quale, come se non bastasse l a
sua densa giornata - dopo Fiat
e Pirelli (Tronchetti Provera
gli chiederà «Presidente, ma
come fa a superare giornate co sì massacranti?») - sarà tutto
un susseguirsi di telefonate, politica, decisioni, e sempre correndo da un posto a un altro
(«Non ho fatto che correre», di rà Napolitano a Olivero. «I l
premio mia moglie lo meriterebbe per 52 anni di matrimonio con me. . .»). Prima la telefonata del premier Berlusconi, e
il Capo dello Stato «compiaciuto
per l'intesa raggiunta a Parigi» .
Poi una richiesta d'aiuto, una telefonata non minore : quella de l
sindaco di Lampedusa. Napolitano ha risposto subito, e lo ha vo luto fare per iscritto, particolar e
non trascurabile. L'Italia sia solidale con le difficoltà e l'impegno
di Lampedusa - leggasi : possibil i
ritorsioni di Gheddafi sul front e
migratorio. Quindi un appello,
serve «la più ampia solidarietà
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sul piano dell'accoglienza da parte di tutte le regioni italiane» .
Raccontava Diego Novell i
l'altro giorno, dopo l'abbracci o
con «Giorgio», che nel partito i
due antichi compagni eran o
spesso stati su posizioni differenti, ma anche «la componente ri formista del Pci non è mai stat a
meno sensibile di noi "torinesi "
alla questione sociale» . E è questa la chiave di tanto «correre »
del Presidente ieri a Torino: proprio nel momento in cui si pilot a
la posizione italiana verso «difficili decisioni», occorre coltivare
con forza il rapporto con il lavoro italiano, la Fabbrica, i nuovi
cittadini multietnici . Fiat, Pirelli,
il Sermig, infine a teatro le «Operette morali» nella lettura d i
Martone, l'opera leopardian a
più legata ai «doveri» che esser e
italiano comporta.
Perché per Napolitano accogliere significa anche chiedere
doveri . Al Sermig prima del su o
arrivo gli altoparlanti istruivan o
così i ragazzi : «Sta per arrivare
il Presidente, certo potete applaudire, ma restate seduti, diamo l'impressione che quest a
macchia di colore non si scompone». Quale compendio di torinesità, in queste parole: fest a
ma senza sbracare. E' quello che
il Capo dello Stato ha chiesto a
tutta l'Italia, regioni in primi s
(Lega a seguire?), menzionand o
Benedetto XVI: «Cito le parol e
del Papa, solidarietà va insieme
a sussidiarietà. Ecco, ciascun o
faccia la sua parte, non si tratt a
solo di chiedere: ma di dare qualcosa allo Stato» . Un'eco kennediana nella Torino multietnica,
lo spirito che serve da ieri nott e
in poi, non solo tra Bengasi e
Lampedusa.
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Napo nano: è l'ora della solidarietà
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20/03/2011
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press LJfE
20/03/2011
1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
SPADONI
"L'ambiente
incurabile"
RAVENNA - "L'erosione costier a
e la susbidenza sono mali incurabili del nostro sistema ambientale". Lo scrive in una nota Gianfranco Spadoni, candidato LpR a
alla Presidenza della Provincia d i
Ravenna.
"La nostra costa - rileva Spadoni è ormai risicata all'osso per colpa
prevalente del mare, ma anche
per le responsabilità dell'uomo i n
termini di prelievi di acqua e gas .
E su questo aspetto le amministrazioni locali hanno fatto la lor o
parte autorizzando le multinazio nali a prelevare il gas nel sotto suolo, accontentandosi di ricevere in cambio rassicurazioni, oltre
che sponsorizzazioni di iniziative
e attività istituzionali d'interesse
locali. I rimedi offerti dalle società beneficiarie impegnate nel l'attività di estrazione del gas, so no apprezzabili seppur quasi impercettibili : i maggiori intervent i
consistono, ad esempio, nell'iniezione di acque nei pozzi al largo
della nostra costa, ma su tale metodologia permangono molti dubbi. E' del tutto evidente come l'erosione della costa non si fermi e
tutta la serie di palliativi utilizzat i
per difendere la spiaggia non con corre certamente a mantenere
inalterato l'ambiente naturale. Saranno possibili opere di costant e
ripascimento, ma queste richiedono impegni eccezionali cui sono chiamati a contribuire anche
Stato e Regione. Ravenna non può
dormire sonni tranquilli - conclude Spadoni - perché le sue coste e
le sue pinete fra qualche decennio saranno solo un ricordo, a di scapito dell'ambiente e del sistema turistico appoggiato in buona
parte su queste risorse"
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Muore mamma. lui i ubriaca e 4,00 ;vai
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press LJfE
20/03/2011
1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
L'intervento di Spadoni (Udc )
"L 'annnin istrazioi w S ' fin»ení
"Più controllo sulla formazione "
RAVENNA - Gli enti locali si devo no impegnare di più sulle badanti .
E' quanto Gianfranco Spadoni ,
consigliere comunale dcll'Udc, ha
chiesto in una nota alla luce di u n
recente fatto di cronaca . "Non entro nel merito di quanto accadut o
alla signora che ha perso la vita per
mano della badante che l'accudiva
- ha precisato Spadoni - ma ciò im pone agli amministratori pubblici
riflessioni sul fenomeno diffuso Badanti, intervento Ud c
delle badanti". Del resto "sul nostro
territorio sono molte e in buona parte svolgono lavori molto utili e
spesso insostituibili". Tuttavia occorrerebbe "migliorare il sistema d'in tegrazione oltre ad assicurare alle famiglie prestazioni adeguate e qua litativamente idonee" . Nelle strutture sanitarie pubbliche "esiste u n
elenco delle persone disponibili all'assistenza dei malati . Più difficile
la situazione nell'assistenza domiciliare in cui il mercato è libero" . In
questo senso "vanno intensificati alcuni percorsi di formazione".
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20/03/2011
RL ...àgn a
Ravenna
Inaugurate alla Classense le due postazioni di lettura informatic a
Il libro parla grazie ai Lion s
RAVENNA - Inaugurate, nella nuova ala della Biblioteca Classense, le due postazioni di lettura (informatica )
dellAudiobiblioteca del Libro Parlato Lions per lettor i
non vedenti, ipovedenti, dislessici o, in generale, pe r
tuti coloro che non sono in grado di leggere autonoma mente. Il tutto, grazie al sostegno dei 4 Clubs Lions d i
Ravenna : Ravenna Host, Ravenna Bisanzio, Ravenn a
Dante Alighieri e Ravenna Romagna Padusa, e all a
Convenzione che l'Istituzione Classense stessa ha attivato con gli Amici del Libro Parlato per i Ciechi d'Italia "Robert Hollmann" del Lions Club di Verbania .
Inaugurazione Lions alla Classense
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20/03/2011
1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
DIBATI1TO
L'ambient e
secondo la Lega
RAVENNA - In attesa di sciogliere il nodo dell'alleanza jo-jo con i l
Pdl, la Lega Nord Romagna prosegue il suo impegno nei confronti dell'ambiente, organizzando u n
dibattito pubblico sul tema "Le
zone umide e le pinete del Territorio Ravennate" (situazione attuale e scenari per una valorizzazione ambientale) . L'incontro ,
aperto alla cittadinanza, si svolgerà mercoledì (ore 21) alla sal a
D'Attorre di Casa Melandri . "La
Lega Nord Romagna - spiega Paolo Guerra - ha da tempo avanzato
una proposta per la realizzazione
di un organismo super partes all'interno del quale, oltre al Comune e alla Provincia, coinvolgere i
fruitori delle Valli e delle Pinet e
per creare una strategia di insieme per il controllo e la valorizzazione di queste aree. La serata
prevede l'intervento di rappresentanti di diverse associazion i
assolutamente indipendenti da l
movimento, le quali porteranno
le loro testimonianze. Fra questi
ricordo Giuseppe Benini, Stefano
Savoia, Claudio Miccoli e Roberto Flamigni". L'incontro, al qual e
sono stati invitati anche i Responsabili all'Ambiente del Comune e
della Provincia, "vuole gettare le
basi per un confronto costruttivo
e un serio approfondimento su
questo tema, che possa favorire i n
termini concreti la tutela dell'ambiente e delle valli, prima che
questi luoghi siano irreversibilmente compromessi". Illustreranno le proposte il candidato all a
Presidenza della Provincia Rud i
Capucci, l'esponente locale dell a
Lega Nord Romagna Paolo Guerra e il Segretario ravennate Vincenzo Papi .
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Muore mamma. lui i ubriaca e 4,00 ;vai
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20/03/2011
1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
Insorgono le cooperative romagnole : "A bilancio mancano 77 milioni di euro"
"Preoccupati per i tagli alla cultura"
RAVENNA - In seguito al congelamento d i
27milioni di euro al Fus (Fondo unico per lo
spettacolo) il Ministero dei Beni culturali h a
subìto, il 10 marzo scorso, un'ulteriore sospensione di 50 milioni di euro per un total e
di 77 milioni di fondi mancanti . Un'azion e
che - anche dopo le rassicurazioni che il ministro Tremonti ha fornito in seguito all'incontro col sindaco di Roma Alemanno e col
maestro ravennate Riccardo Muti - continua a
preoccupare il mondo della cultura : "Abbiamo di fronte un Governo che sta dilapidando
le idee e la forza lavoro del mondo della cultura - ha dichiarato Guido Leotta, president e
della cooperativa Tratti di Faenza - . così facendo si distruggono le basi di un Paese ch e
potrebbe vivere di cultura . Purtroppo 20 an-
nidi televisione selvaggia hanno dato il colp o
di grazia ad una nazione che non ha mai avuto troppi lettori e amanti della cultura".
Silvana Lugaresi, presidentessa di Emilia Romagna Concerti, impegnata di recente nell'organizzazione del Concerto per l'Unità d'I talia nella Basilica di San Francesco, commenta così questo difficile momento : "La
Cooperativa Emilia Romagna Concerti mani festa preoccupazione e sconcerto per il susseguirsi di tagli ministeriali ai bilanci relativi alla cultura che vengono decisi ormai da mes i
senza che però si sia manifestato un serio pro getto di ristrutturazione degli enti lirici e d i
tutta l'industria dello spettacolo. Se è vero che
la crisi di molti enti è dovuta ad una gestione non oculata nè previdente delle risorse
pubbliche, è altrettanto vero che esistono ne l
nostro Paese realtà virtuose che sono in grado
di rispondere con creatività e flessibilità alle
attuali necessità di risparmio".
A livello nazionale Confcooperative fa sentire
la sua voce attraverso le parole del presidente
di Federcultura turismo e sport Lanfranc o
Massari: "Piove sul bagnato . Il congelamento
di 27 milioni di euro sui 258 complessivi assegnati al Fus assesta un altro duro colpo alla
cultura, già provata dai consistenti e continui
tagli degli ultimi anni. Tasse di scopo, come
quella sul cinema e tagli continui - aggiunge
Massari - segnano un'ulteriore battuta di arre sto per il settore cultura che rappresenta una
delle risorse principali del nostro Paese, un o
dei motori di sviluppo del turismo".
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Muore mamma. lui i ubriaca e 4,00 ;vai
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LAVOCE
R6,àgn a
Ravenna
Zaffagnini (Le g
`Caro Sama, attendo le scuse "
Riceviamo e pubblichiamo
"In Italia, per fortuna, esistono diritti costituzionalmente garanti ti, quali la libertà di pensiero e di coscienza . Ora, quando Cesare Sauna (Radicali Ravenna) attacca queste liberto sui giornali co n
frasi del tipo '. . . così come qualche singolo idiota in tutta Italia
non festeggia l'Unita', offende tutti coloro che, per ragioni di cultura, di pensiero e di coscienza hanno liberamente scelto di no n
festeggiare l'Unita . Posto che sono fra coloro che, per scelta per sonale, non hanno festeggiato il 17 marzo, l'offesa 'idiota' di Sa ma è indirizzata anche a me . La divergenza di vedute politiche è
normale in una campagna elettorale, ma non si può continuare a
tollerare la mancanza di rispetto e l'arrogante maleducazione d i
cui Sama, con la sua offesa, ne è l'evidente rappresentante .
Forse Sama non sa che la diffamazione in Italia è reato . Di conseguenza attendo le pubbliche scuse per non rivolgermi all e
competenti autorità giudiziarie, affinché il rispetto delle idee altrui trovi finalmente terreno anche a Ravenna . O nel decantato
pluralismo di Sauna non rientra la libera di pensiero e di coscienza?
Patrizia Zaffagnin i
Responsabile Giustizia
Lega Nord Ravenna
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Muore mamma. lui s ubriaca e 4i11u L'lai
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20/03/2011
RL ...àgn a
Ravenna
NUCLEARE E GREEN-ECONOMY: SI ALZANO I TON I
Energie "diverse" A sin . Eugenio Costa (Pdl) ; a dx il sindaco Matteucc i
RAVENNA - Lo tsunami giapponese plana sull a
politica italiana e, anche a Ravenna, il dibattito sull'energia atomica e le risorse alternative si accende .
In una nota il Capogruppo consiliare del PdL Eugenio Costa che, parlando di green economy, tacci a
di "incoerenza" il sindaco di Ravenna : "Matteucci
- scrive Costa - ha autorizzato tutti gli impianti pe r
la produzione di energia nel territorio ravennate,
tutti con l'eccezione di uno solo : la centrale a biomasse che Paer aveva progettato di costruire in
aperta campagna a Torri di Mezzano . La central e
Paer, giova ricordarlo, aveva ricevuto il consenso
anche da parte dell'ultimo Governo Prodi, il qual e
aveva finanziato il relativo progetto proprio per l a
sua validità, le innovazioni tecnologiche ed il rispetto per l'ambiente. Le motivazioni del rifiuto di
Matteucci a consentire l'installazione di quest a
centrale - prosegue Costa - risiedono nel fatto ch e
il Regolamento Urbanistico Edilizio del comune d i
Ravenna non prevede in quella zona insediamenti
di quelle dimensioni per la produzione di energi a
elettrica . Dunque, sarebbe quanto mai opportun o
che gli elettori che hanno votato nel 2006 per Matteucci e, in particolare, quelli che hanno votato Ulivo-Pd, si ponessero questa domanda: come mai il
sindaco di Russi, Pd come Matteucci, ha invec e
autorizzato la costruzione di una centrale a biomasse alle porte della città, senza tener conto della fortissima opposizione di gran parte dei cittadini, co n
una filiera di produzione delle biomasse assai pi ù
lunga di quella prevista per la centrale Paer e, credo, anche con tecnologie meno innovative? "
"Non è vero, quindi - prosegue il capogruppo del
Pdl - che Matteucci vuoi far crescere a 360° l'energia pulita a Ravenna, anche perché il suo rifiuto al la centrale Paer ha comportato la pesantissima rinuncia ad un centinaio di nuovi posti di lavoro ch e
la centrale avrebbe assicurato . Eidentemente per il
sindaco e per i sindacati cento nuovi posti di lavo-
ro non significano nulla . . . "
"Matteucci - conclude Costa - è un gran sostenitore della produzione di energia tramite le fonti rinnovabili, ma finge di ignorare che, oltre a sottrarr e
all'agricoltura grandi quantità di terreno fertilissimo e a deturpare l'ambiente (come sottolineato anche dalle associazioni agricole, senza considerare i
problemi legati allo smaltimento dei pannelli solari esausti, i forti incentivi previsti finora per questa
fonte di energia si scaricheranno sulle bollette elettriche di tutti gli utenti, provocando un aumento
del costo dell'energia stimato in circa il 20% . Il nostro Paese, che già sconta una sciagurata politica
energetica e ambientale dettata dai "verdi" e assecondata dalla sinistra, si troverà ulteriormente penalizzato da queste scelte.
No al nucleare - E, in tema di energie, il
sindaco Matteucci, in una nota, annuncia che do mani, in consiglio comunale, illustrerà "le iniziative contro il nuclerare a Ravenna "
"La mia netta contrarietà al nucleare - precisa il
primo cittadino - precede di anni i tragici eventi de l
Giappone . La recente puntata di Ballarò ha indicato, come ipotesi al vaglio del Governo, Ravenna fr a
i tre siti più probabili . I ministri del Governo Berlusconi dicono in quesri giorni tutto e il suo contrario. In una recente visita a Ravenna, durante un
incontro alla Camera di Commercio, il sottosegretario ai trasporti del Governo Berusconi, Bartolomeo Giachino, aveva detto che il nucleare è uno
dei punti più importanti del governo di centrodestra.Centrodestra che a Ravenna si é pronunciato ,
per voce di Giulio Bazzocchi, in modo nettament e
favorevole al nucleare, respingendo il mio appello
ad unire la città contro un'ipotesi così sciagurata .
Nelle prossime settimane adotterò le iniziative istituzionali e popolari utili ad impedire l'ipotesi di
una centrale nucleare a Ravenna . Di queste iniziative domani sera infornerò il Consiglio Comunale"
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20/03/2011
1AVOCR6,àgn a
Ravenna
Il Consorzio Cts sbarca
nel porto di Genova
RAVENNA - Dopo l'apertura la scorsa estate della prima filiale "esterna" a Marghera, CTS - il consorzio di autotrasportatori con sede a Roncalceci - ha fatto il bis : aprend o
qualche settimana fa una seconda sede in un altro port o
importante dell'alta Italia, ovvero Genova . Si tratta per or a
di una piccola sede operativa, presidiata da un addetto co n
grande esperienza, che però fin da subito lavora in strett a
collaborazione con gli operatori dello scalo ligure . "Abbiamo deciso di aprire anche a Genova, dopo Marghera - spiega Daniele Sansavini del CTS - perché crediamo che il modo migliore per fronteggiare un periodo non facile com e
quello attuale sia proprio quello di cercare strade nuov e
per ampliare i nostri interventi" .
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RR ...agn a
20/03/2011
Ravenna
L'assessore ai raggi X :"Vorrei essere un violinista e assistere a una partita dei Lakers "
"Quella volta che piansi al Bernabeu"
/due amori di Matteo Casadio : `Barbara e l'In te r
di Ottavio Righin i
RAVENNA - Oggi torniamo ad occuparci di un personaggio della politic a
ravennate . Persona riservata, refrattaria alle ribalte, ama più lavorare ch e
mettersi in mostra e, comunque la pensiate, sta assolvendo un compito ne vralgico nella giunta Matteucci occupandosi di attività produttive in un
momento di grande crisi del Paese .
Si tratta di Matteo Casadio, nato a Ravenna quasi 45 anni fa, da Sergio e
Neva, marito e moglie da 52 anni . Ha una sorella, Alessandra, che vive e
lavora a Milano e due nipoti, Gaia ed Enrico . E' sposato con Barbara e d
è in attesa di adottare un bimbo . Laureato in Giurisprudenza a Bolo,
lavora dal 1995 all'Unione regionale delle Camere di commercio dell'E milia - Romagna, ma dal giugno 2006 è in aspettativa di legge essendo sta to chiamato dal Sindaco di Ravenna a ricoprire l'incarico di Assessore al le Attività Produttive, Personale, Semplificazione Amministrativa e Gran di Infrastrutture . Dalla metà degli anni '80 è stato dirigente dell'Azion e
Cattolica, alla quale è iscritto da 33 anni, e Presidente della Commission e
diocesana per la Pastorale Giovanile nominato dall'allora Arcivescovo Er silio Tonini. Nel Movimento Giovanile della Dd la prima esperienza poli tica . Ha poi ricoperto il ruolo di Segretario provinciale del Partito Popolare Italiano nel 1995 ed è stato eletto Consigliere comunale nel 1999 . Nel
200612007 ha fatto parte dello staff del Sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, Enrico Letta . Appassionato di tutti gli sport di squadra,
ha cominciato a giocare a calcio nei Pulcini del Ravenna e non h a
più smesso . Tifa Inter, gli piace la montagna, d'estate e d'inverno .
Ecco le sue risposte.
La cosa che meno mi piace di me
Quando mi accorgo di essere stato superficiale (spesso )
Quello che mi fa piacere un uomo
Il carisma (ma purtroppo gli esempi sono rarissimi )
Quello che mi fa piacere una donna
Al di là degli aspetti fisici, mi incuriosisce e mi affascina la ri servatezza che spesso è una delle caratteristiche delle donne
più sincere, più vere
Quello che ci vuole per diventarmi amic o
Non so, è magari solo un momento in cui mi accorgo che
una persona mi sta dicendo una cosa che non direbbe a
nessun altro . Gli amici sono quelli con i quali riesci a condividere tutte le tue miserie, con i quali ti puoi permette re di non far finta di essere vulnerabile e ai quali non de vi dimostrare nulla di più di quello che sei in realtà
La volta che sono stato più felic e
Tutte le volte che sento che i miei genitori sono orgoglio
si di me e che forse li ho ripagati dei tanti sacrifici che
hanno fatto per me e che l'amore tra me e Barbara è fort e
La volta che sono stato più infelic e
Sono stati due momenti molto tristi della mia vita privat a
In chi mi cambierei se avessi la bacchetta magic a
In un grande solista della musica classica, un pianista o un violinista . . .
Cosa sognavo di fare da grande
Il calciatore
Quante volte mi sono innamorato
Con il senno di poi dico una, poi tante volte ho creduto di essere innamo rato per poi accorgermi, alla fine, di non essere capace di fare quasi nien te per dimostrarlo
L'errore che non rifare i
La superficialità con la quale ho scelto gli studi universitar i
La persona che ammiro di pi ù
Giovanni Bersani che è stato un grande politico bolognese e che oggi, a
quasi 97 anni, è ancora uno degli esponenti di spicco della cooperazion e
internazionale
La persona che ringrazio Dio di non esser e
Capezzon e
Il rosso o il nero
Nessuno dei due, ma tra i due il nero
Il capriccio che non mi sono mai tolto
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"Quella volta chepiansi alB n~'
'
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uo,•ananreerrae, °
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1IV
1C
RLmà n a
Ravenna
Vedere una partita cli basf ct dei Los Angeles Lakers X 11 '`St a
L'ultima volta che ho pianto
Di brutto, il 22 maggio 2010 a Madrid allo stadio Santiago Bcrnabeu al fi schio finale di Bayenì - Inter, quando abbiamo vinto la Coppa dei Campioni dopo 45 anni e io mi sono reso conto di essere lì davvero
Chi vorrei che fosse il mio angelo custod e
Ce l'ho gi ga e penso sia molto efficiente
Quando mi sono sentito fiero di essere italian o
Sempre, ma in particola e pensando ai tanti martiri che hanno combattuto le mafie al sud, sempre e comunque in nome dello Stat o
Come vorrei morire
Senza grossi rimpianti, avendo mantenuto la fede, con la coscienza a posto, con l'amore mnutato della mia famiglia, nel sonn o
Quando mi sono vergognato di essere italiano
Ma i
La domanda che non mi è stata fatt a
Ma perchè non è vero che "la politica fa schifo" e perché non è vero ch e
" tanto sono tutti uguali"?
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"Quella volta chepiarealBenabee
IA. .,,nriM Mo
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RL ...àgn a
Ravenna
Foschini bacchetta Matteucci (Pd1) : "Che fine ha fatto la grande cabina di regia? "
"Sul centro storico solo parole"
RAVENNA - "Un centro storico ad 'uso misto' ,
una 'grande cabina di regia' per rilanciarlo e la
tutela di tutte le bellezze architettoniche che i l
cuore della città racchiude. Questo è il sunto de l
programma elettorale datato 2006 del sindac o
Fabrizio Matteucci per il centro storico . A cont i
fatti, a guadagnarci per come è stato gestito i l
centro, sono stati invece i rifiuti, le casse del Comune messe all'ingrasso grazie a Sirio e la Coo p
Adriatica che ha preso l'appalto per il mercat o
coperto . Cioè, gli amici rossi della giunta Matteucci". Lo dichiara Nereo Foschini, esponent e
del coordinamento provinciale del Popolo della
Libertà .
"Per un vero e serio rilancio del centro storico ,
per il quale siamo stufi di vedere sempre mess i
da parte gli interessi di chi invece nel proprio lavoro ci spende soldi e passione - spiega Foschin i
- secondo il Pdl avrebbero dovuto essere pres i
seriamente in considerazione le esigenze de i
commercianti e le richieste di chi ne rappresenta gli interessi . E invece, la cabina di regia, vero
Foschini bacchetta il sindaco
organo nel quale svariate volte le associazioni di
categoria hanno tentato di dire la loro, è stat a
convocata tante volte quante dita ha una mano .
In cinque anni, mica in pochi mesi".
"Il rilancio del centro - aggiunge Foschini - è passato solo dagli uffici del sindaco, di alcuni assessori e del Comune, a loro insindacabile giudizio .
E dunque, via con le isole ecologiche interrate,
costringendo residenti, anche anziani, a percorrere interi isolati per gettare la raccolta differenziata . Il centro, culla di bellezze artistiche senza
precedenti, condivide oggi le sue piazze con l o
scarico dei cassoni interrati. Due, tre grand i
eventi nell'arco di dodici mesi non portano una
crescita economica sufficiente a combattere la
crisi se poi non si permette ai ravennati di raggiungere il centro potendovi parcheggiare senz a
essere bloccati da Ztl e telecamere . Tanto più se
si è deciso incoscientemente di chiudere piazza
Kennedy senza prima avere in tasca la certezza
di un'area sosta alternativa".
"La città d'arte - secondo Foschini - non decoll a
perché manca una programmazione di eventi se ria e aperta democraticamente al confronto con
i commercianti . D'altronde è passato un altro inverno senza che il costosissimo progetto de i
dehors abbia portato i suoi risultati : quante attività hanno scelto di dotarsi delle costose attrezzature imposte dal Comune? Il conto si può far e
tenendo comodamente una mano in tasca".
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pimni al IkrnilIvù
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1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
Futuro e Libertà
Anche l'onorevole all'inaugurazion e
Nuova sede, la Noli
tea il nastro
Il taglio del nastro nella nuova sede Fl i
RAVENNA - Venerdì scorso la parlamentare del Fli Ange la Napoli è intervenuta al convegno organizzato dall'Unione delle Camere Penali di Ravenna, evidenziando tutte l e
proprie preoccupazioni "per alcuni aspetti della riform a
della giustizia". La giornata ravennate della Napoli è poi
proseguita con l'inaugurazione della sede provinciale d i
Futuro e Libertà dove, alla presenza del candidato sindaco di Fli Palazzetti e del candidato presidente della Provincia Baldrati, si è intrattenuta con tanti amici e dirigenti . L'Onorevole Napoli ha sottolineato l'importanza strategica della collocazione della sede nell'Isola San Giovann i
°come segnale di vicinanza alla gente anche nelle zon e
che presentano criticità".
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i)uclla n>Itu dx pinini al Ikrn ;il,tù"
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1AVOC
RL,àgn a
Ravenna
Nel giorno consacrato a Cagli, il sindaco annuncia un nuovo progetto
"Una casa europea per la cultura"
RAVENNA - "Dopo la diffusione dello schema d i
dossier, la nostra sfida per candidarci a capitale europea della cultura fa un altro passo avanti . Realizzeremo la casa europea della cultura: un luogo fisico d i
incontri periodici per elaborare le 'nuove visioni' ,
che metteremo al centro del nostro programma d i
candidatura, e per creare una generazione di nuovi
talenti". E' l'annuncio che il sindaco Matteucci ha dato nel corso della cerimonia per la donazione alla
città di un'opera del pittore Corrado Cagli da part e
dellArchivio Cagli che si è svolta ieri in municipio .
"La nostra ricchezza - ha proseguito Matteucci, dopo
aver ringraziato i donatori e Silvana Costa dell'Associazione 'Il cerbero' che l'anno scorso ha organizzato
nell'ambito della festa del Pd, una mostra dedicata al
maestro anconetano - è la diffusione intensa della nostra produzione culturale : oltre a quella promossa dai
principali soggetti culturali : Mar, Ravennantica, Ra- Il progetto : una casa europea per la cultur a
venna Festival, se ne affaccia una più 'sotterranea'
che, come un fiume carsico, talvolta erompe e fa emergere opportunità significative per la città . Tra queste la
donazione di questo quadro di Cagli, che è il risultato di una serie di rapporti costruiti nel tempo".
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Elio Gasperoni Presidente di Ravenna Holding, Gaia Marani responsabile relazioni pubbliche Autorità Portuale di Ravenna, Maurizio Roi Presidente Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo, Miro Fiammenghi Consigliere Regionale, Uber Dondini presidente del Mar .
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IAVOCR :
àgn a
Ravenna
Olio inquinante su terreno di via Baiona : a distanza di 10 anni nuovo round in aula per la bonifica dell'are a
Marcegaglia porta il Comune al Tar
Un annofa, in civile, l'azienda condannata a maxi risarcimento
RAVENNA - Duemila tonnella te di olio aromatico fuoriuscit e
da una condotta tranciata accidentalmente finirono per inondare il terreno adiacente vi a
Baiona, rischiando di inquina re falda, piallassa e quindi i l
canale Candiano . Solo la tempestiva scoperta del danno, i l
rapido intervento di contenimento e la successiva bonific a
richiesta d'urgenza dal Comune, riuscirono ad evitare il peggio . Ora, a distanza di più d i
dieci anni da quell'incident e
che alla ditta Marcegaglia - riconosciuta tra i responsabil i
dell'accaduto - è costato circa 7
milioni di euro di risarcimento, la vicenda giudiziaria e amministrativa prosegue nelle au le del Tar.
Nonostante i procedimenti penali e civili relativi all'episodio - avvenuto la notte del 5
giugno del 1999 - siano d a
tempo giunti a conclusione,
quello avviato in sede amministrativa dal colosso dell'acciai o
per chiedere l'annullament o
delle ordinanze comunali ch e
intimavano all'azienda di fars i
carico della bonifica dell'are a
(privata e pubblica) è invec e
proseguito . Fino ai giorni nostri . Respinta a suo tempo l a
richiesta di sospensiva de i
provvedimenti emanati dall'allora sindaco Mercatali, il ricorso della Marcegaglia è andat o
avanti e a breve verrà valutat o
dai giudici del Tar. Per quest o
l'amministrazione Matteucci s i
è tutelata costituendosi in giudizio e affidando l'incarico pe r
la tutela legale dell'ente pubblico . La vicenda, come detto ,
risale ai primi del giugno '99 .
Da una conduttura sotterrane a
di proprietà della Cabot - utilizzata per trasportare olio aromatico dalle navi cisterna al l'azienda - fuoriuscirono due mila tonnellare di olio . Tutt a
colpa di una lesione alla conduttura, lesione provocata d a
una trivellatrice impegnata i n
opere di scavo per la posa d i
una condotta che avrebbe dovuto collegare la società Rivoi -
re alla Marcegaglia . L'olio fuoriuscito, potenzialmente cancerogeno e inquinante, finì sul
terreno dello stabilimento Barbetti, confinante con quello
dal qual transitava la conduttu -
L'allora
sindaco Mercatali
emise ordinanze
per richiedere
la rapida bonifica
dell'area
inquinata
e scongiurare
così inquinamento
di falda
e Candiano
La ditta Marcegaglia : l'incidente è costato circa 7
milioni di euro di risarciment o
Nel giugno del 99 venne tranciata
una conduttura e 2mila tonnellate
di olio aromatico si riversarono sul terreno
ra sotterranea .
Il Comune chiese tramite ordinanza l'immediata bonifica
dell'area, opera da 10 miliardi
di lire che si accollò la Cabot ,
per altro poi parzialmente scagionata da una perizia. Le responsabilità penali dell'accaduto (per l'inquinamento ambientale e l'esecuzione di opere senza concessione edilizia )
ricaddero su Marcegaglia (sul l'ex direttore di stabilimento) e
Fsf, l'azienda che material mente stava compiendo i lavori di scavo per conto del colosso dell'acciaio . Il giudice riconobbe anche un risarciment o
per il Comune, costituitos i
parte civile . In sede civile, invece, nel marzo 2010 il giudic e
ha stabilito in sette milioni d i
euro il risarcimento che Marcegaglia e Fsf devono alla Cabot e in poco più di un milione quello alla Barbetti .
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RL ...àgn a
Ravenna
Esposto sulla vicenda Carburanti del Candian o
Sponsorizzazione Ravenna Calci o
I grillini portano le carte in procur a
RAVENNA - Il candidat o
sindaco Pietro Vandini (i n
foto) e il consigliere regionale Giovanni Favia de l
Movimento 5 Stelle marted ì
prossimo presenteranno i n
procura l'esposto relativo
alla vicenda della sponsorizzazione del Ravenna Calcio da parte di Carburant i
del Candiano . Il 6 marz o
scorso i "grillini" avevano denunciato pubblicament e
quella "sponsorizzazione moralmente discutibile", 1 . 5
milioni di curo al Ravenna calcio "condizionati dal vi a
libera alla centrale di Carburanti del Candiano Spa .
Centrale che dovrebbe sorgere nella zona portuale al l'interno del sito petrolchimico multisocietario e ch e
sta aspettando la procedura di "via" in Regione e i n
Provincia .
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LA
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L.agn a
Ravenna
Russi Re-tini: così diamo una mano ai lavoratori di tutta la provinci a
fa
Centrale: C
RUSSI - (M .R.) E' stata approvata ieri mattina in consiglio comunale a Russi la convenzione ex-Eridania che stabilisce gli obblighi di Comune e proprietà durante la
fase di costruzione della centrale a bio masse . La questione è passata con i voti favorevoli della maggioranza, escluso quello
di Valentina Casali di Sel che ha votat o
contro insieme alle opposizioni di Libera Russi e Noi per Russi . La convezione
scandisce le fasi di realizzazione dell'area
di Sant'Erifemia, nuova lottizzazione commerciale per la quale i costruttori della
centrale dovranno presentare una proposta di sviluppo . Dal canto suo, l'amministrazione si impegna a fornire tutti gl i
menti urbanistici necessari . A riguardo, il
sindaco Sergio Retini stima sufficienti i
cinque anni previsti dalla convenzione
per aprire i cantieri . Oltre a questo, sono
tanti i punti del documento che scandiranno il futuro prossimo della dita . Si stabilisce, ad esempio, che gli eventuali costi di
co C u e
klio dì il na
!bcra d'accordo
.%etgttt~
Il sindaco Retini porta a casa l'accordo con Powercro p
esproprio per la costruzione dello svincolo autostradale saranno a carico della proprietà . Tra le compensazioni che Power-
crop girerà al Comune per la costruzione
dell'impianto, ci saranno anche soldi de stinati alla scuola di Godo e al Centro Paradiso che si occupa del doposcuola . Nel
documento si fa riferimento anche all'osservatorio che dovrà tenere d'occhio il lavoro della centrale . Creato con una delibera consigliare nel 2008, si tratta ora di dar gli effettivi poteri e già si delineano diverse posizioni, tra chi, come Angelo Cellin i
di Noi per Russi vorrebbe dotarlo della capacità di compiere ispezioni quasi a sorpresa e chi, la maggioranza, assicurer à
nrecise mi di hilàncio ner bio funziona -
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press L,.IfE
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'~'
«È un impegno che può apparire
duro andare a portare aiuto non rimanendo indifferenti alle sofferenze e alle
repressioni ma è un impegno per la pace, per la solidarietà, i diritti, e la libert à
dei popoli» . Non cita la situazione in Li bia il presidente Napolitano anche per ché quelli che lo ascoltano «sanno di co sa parlo» ma ribadisce che «la pace è u n
obiettivo difficile» e per salvaguardarla
«bisogna fare ciò che è necessario» h a
proseguito parlando nell'auditoriu m
del Sermig di Ernesto Olivero che da
quasi cinquanta anni è «un arsenale di
pace» . «In Europa -continua Napolitano- la pace l'abbiamo costruita e consolidata, ma non è così nel resto del mondo . Oggi servire la pace significa anch e
trovare il modo per andare incontro al le popolazioni perseguitate, andare a
portare aiuto non rimanendo indifferenti alle sofferenze e alle repressioni» .
Che non significa decidere di fare l a
guerra . Un'interpretazione che il presi dente non accetta, anzi lo infastidisce .
D'altra parte c'è scritto all'articolo 1 1
della Costituzione che «l'Italia ripudi a
la guerra come strumento di offesa alla
libertà degli altri popoli e come mezz o
di risoluzione delle controversie inter nazionali» anche che «consente, in con dizioni di parità con gli altri Stati, alle
limitazioni di sovranità necessarie a d
un ordinamento che assicuri la pace e
la giustizia fra le Nazioni» e che «pro muove e favorisce le organizzazioni in ternazionali rivolte a tale scopo» . Quin di, «un membro attivo della comunità
internazionale» qual è il nostro Paes e
non poteva che condividere le decisio ni di quanti si battono «per i diritti uma ni e le legittime aspirazioni di libertà
dei popoli«. Sull'evolversi della situazione il Capo dello Stato è stato infor -
runità
Napolitano spiega:
«Impegno duro
ma è per la libertà
e i diritti »
mato telefonicamente dal presidente
del Consiglio . E si «è compiaciuto dell '
importante intesa raggiunta a Parigi» .
Al Sermig a Napolitano è stato consegnato il premio «Artigiano della pace
2011» perché «uomo di pace al di sopra
delle parti» . Un riconoscimento è stato
Nucleare
«Solo la ricerc a
può dare
le giuste risposte »
consegnato anche alla moglie del presi dente, signora Clio «forse perché ha resistito al mio fianco per 52 annidi matri monio» ha scherzato il presidente. Poi,
in un luogo dove la solidarietà è di cas a
verso tutti ha citato il le parole del Pap a
che «nei giorni scorsi ha detto una cosa
importante : che la solidarietà sta insie me alla sussidiarietà» . E l'Italia «anche
se si vede molto, forse troppo, ciò ch e
divide, è molto più ciò che unisce» . Aggiungendo che «lo sforzo della ricerca
dell'unità non è una mia scelta ma è un
preciso dovere . Per la nostra Costituzio ne il Capo dello Stato deve sempre rap presentare l'unità della Nazione e cioè
deve mettere in primo piano ciò che unisce, non ciò che divide» .
Ed a proposito di solidarietà Napoli tano ha espresso vicinanza alla popola zione di Lampedusa per le difficoltà
che sta affrontando e per l'impegn o
con cui contribuisce a superarle .
Ma, nello stesso tempo, ha rivolt o
«un appello alla più ampia solidarietà sul piano dell'accoglienza d a
parte di tutte le regioni italiane» .
Tra le preoccupazioni che affliggono gli italiani c'è anche quell a
del nucleare guardando al Giappone . «Non posso giurare di esser e
un esperto, ma in generale credo
che la ricerca possa dare una risposta a tutti i quesiti . L'importante è
porseli e avere i mezzi per portar e
avanti la ricerca» ha detto il presi dente uscendo dal Politecnico .
Un'altra tappa : «Da quando son o
qui non faccio che correre» . v
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laRepubblica
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ROMBANO
I MOTORI
DELL' ARMATA
D'OCCIDENTE
EUGENIO SCALFAR I
PARIGI ilvertice internaziona le_ dei Paesi interventisti ha deciso l'attacco militare immediato avvertendo Gheddafi che lo sto p
ai raid è subordinato alla sua resa, Gli
aerei delle potenze che agiscono sulla
base della risoluzione dell'Onu son o
arrivati nelle basi itallane. L.'operazio ne militare è cominciata, ma il dibat tito politico in Europa è apertissimo .
Aiutare gli insorti, impedire che le
milizie de_lraîs libico occupino Benga si e Tobruk, soccorrere i profughi e ar ginare Fondata dei migranti, son o
obiettivi condivisi datutti . Resi ainve ce una differenza di opinioni molt o
profonda su i limiti tattici dell'inter vento esuliastrategiapolitica nei con fronti di Gheddafi . Bisogna impacchettarlo consegnandolo alla Corte di
giustizia internazionale e processarl o
per i crimini commessi contro il su o
popolo? Oppure munirlo d'un salva condotto ed esiliarlo? Oppure ancor a
lasciargli una parvenza di potere i n
uria sorta cli libertà vigi[ala disarmat a
e cominissariata? Infine: bisogn a
mantenere L'unità della Libia o pren dere atto che quell'unità è un'inven zione perché Tripolitania e Cirenaica
sono realtà diverse dal punto di :pista
storico, tribale, religioso e la loro fitti zia unità è stata imposta dal coloniali smo italiano prima e dalla (liti alura di
Gbedclafi poi?
SEGUE A PAGINA 37
A
uesto dibattito divid e
trasversalnierite l'opinione pubblica europea ed anche i governi dell'Unione . Soprattutto
divide Parigi da Berlino .
Sarkozy da Angela Merkel .
Bombardare o negoziare, questo è il tema. In Italia divide an che la destra; Beriusconi, dop o
illungo fidanzamento conilrai s
libico, è entrato afarparte degli
interventisti ; Bossisièal!ir eato
con la Merkel . Ma la division e
attraversa anche l'opinion e
pubblica al di là degli schieramenti politici .
Un fenomeno analogo si verificò trent'anni fa, quando
l'Urss cominciò adare palesi se gnati di impiosione .Regnava a l
Cremlino Breznev ma cresce vano le tensioni all'interno cie l
partito e delregime tra chivoleva perpetuare all'infinito la dittatura post-staliniana e chi voleva invece aprire la strada ad
un "comunismo dal volto umano" . L'opinione pubblica e l e
cancellerie occidentali si divisero tra i favorevoli all'innovazione e chi vedeva in Brezne v
una garanzia di stabilità europea e mondiale.
Si sa come finì : Breznev,
stroncato dalla malattia, aprì l a
strada adAndropov, seguito d a
Cernenko, poi venne Gorbaciov, la "perestrojka", Eltsin e
infine Putin .
Si orie molto diverse e no n
para goriabi ti con quella libic a
ma è interessante ricordare come reagì allora l'Occidente e co-
Q
me reagisce oggi sul caso Gheddafi, Le analogie sono forti, All a
base, come sempre avviene in
politica, ci sono i diversi interessi che ispirano l'azione dei
governi e orientano la pubblic a
opinione .
Poche settimane fa, dopo l a
caduta di Mubarak, del dittato re tunisino Ali e delle insorgenze nello Yemen e negli Emirati ,
anche i giovani di Tripoli e soprattutto cliBe , gasi si ribellaro no mettendo a mal partito l a
dittatura di Gheddafi che dura va da oltre quarant'anni. L'Occidente non ebbe esitazioni : i l
caso libico appariva come u n
altro tassello della rivoluzion e
nord-africana ; alQaedaerascavalcata da un movimento ch e
vedeva insieme uomini e don ne, Rio tivato da uno slogan formidabile : "pane e libertà", al
tempo stesso sociale e ideale .
Sembrò e in gran parte riman e
una svolta storica, un'innovazione profonda che scavalcava
il terrorismo di Bin Laden, i l
fondamentalismo coranico e
talebano, aprendo un capitolo
inedito nella convivenza dell e
civiltà .
Questa fu la pri ma e unanime
reazione dell'opinione pubblica ed anche delle cancelleri e
occidentali ma si pose subito i l
problema della gestione politica della fase successiva all'abbaitirnento delle dittature .
In Egitto t'esercito è sempr e
stato il perno dello Stato e no n
poteva che esser l'esercito a ge -
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press L.IfE
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stire la transizione . La stori a
della Turch i ane fornival'esem pio . In Tunisia mancava la "risorsa" dell'esercito e infatti la
transizione si presenta ancora
fragiieeagitata .JaLihiaè un caso a sé, assai diverso dagli altri .
ll paese è geograficamente
immenso, demograficamente
assai poco popolato, non arriva
a cinque milioni di abitanti . Ric co di petrolio solo parzialmente
sfruttato, Da quasi mezzo seco lo guidato da Gheddafi con ma no di ferro, accortarnente popu Usi a, spregiudicato, corrot to, avventuroso oltre ogni limi te . L'esercito non è che una mi lizia ben pagata e ammaestrata .
con reparti speciali mercenari .
una sorta di "legione straniera "
assai contundente e feroce.
Convincerli alla resa è molt o
difficile . Alle brutte i mercenari
si squaglieranno, la milizia triibaie si difenderà fino alla fine .
Dopo l'inizio dell'operazione militare resta dunque la do manda : bombardare fino a che
punto? Negoziare fino a che
punto ?
Si possono, anzi si debbon o
bombardare gli aeroporti, ab battere i caccia se si alzeranno o
distruggerli a terra, smantellare
gli impianti di comunicazione .
colpire le truppe se non si ritire ranno nelle caserme . Più in là
non si può andare . Quanto alla
negoziazione si può forse rilasciare un salva condo tI o al ras e
aisuoi farai arLSenoncista, bisogna abbatterlo, ogni altra so -
laRepubblica
luzione è i mp ensabile, sarebb e
fonte di trappole continue e di
incontrollabili avventure,
A questa strategia vengon o
opposte due obiezioni. La prima sostiene che ilmandato del l'Onu non può violare la sovra nità di uno Stato che tra l'altr o
non ha invaso nessun altro pae se . Saddam Husse i n avevainva so il Kuwait però si ritirò subit o
dopo l'ingiunzione internazionale ma l'armata di Bush in no nedell'Onuioinseguì fino aBaghdad, lo processò e lo giustiziò.
L'Onu di tanto in tanto assu me le sembianze di uno Stat o
mondiale di fronte al q uale le
sovranità nazionali debbon o
cedere il passo . E avvenuto di
rado ma alcune voltele sue riso luzioni hanno avuto questa va lenza, In quante occasion i
avremmo voluto l ' esistenza di
uno Siaio mondiale nell'era
della globalizzazione ?
La seconda obiezione è : che
cosa avverrà dopo? Una Libi a
senza un capo . senza una class e
dirigente, sarà ancora governa bile? Si dividerà in due, in tre, in
cinque pezzi? Diventerà preda
dei signori della guerra? E il su o
petrolio? Le sue città? Le sue
aziende? Gli investimenti esteri?
l pessimisti temono che la Li bia senza Gheddafi sarà un'al tra Somalia, nido di briganti e d i
pirati . un destino che le excolonie italiane facciano tutte
questa fine?
Questaobiezioneè piùperti-
nenie della prima. Non considera però che anche in Tripoli tania e in Cirenaica esiste un
ceto evoluto, esiste una rete di
aziende produttive, un artigianato folto, una gioventù ch e
aspira a cimentarsi con l'amministrazione e con la politica
e una religione che fa da ce mento sociale .
Bisogna accompagnar e
questa fase di rinnovamento,
aiutarli a costruire uno Stato,
un'amnnnistrazione, una rete
di commerci e di produzione .
La Turchia può aiutare, l'Egitto
può aiutare . L'Europa deve
aiutare e l' stalla che ha respon sabilità notevoli a causa di u n
antico e di un recentissim o
passato con parecchi peccat i
da scontare .
Romano Prodiinunareconi e miervista ha tracciato un a
lucida visione del "che fare "
nell'Africa mediterranea e i n
Libia in particolare . Parlava
con la duplice esperienza di ex
presidente del Consiglio e di ex
presidente dell'Unione europea. Proponeva tra le altre cose trattati di associazione dei
Paesi africani mediterranei al l'Unione europea . Non ingresso nell'ì Inione per il quale
non esisto noie condizioni, ma
associazione, amicizia istituzionalizzata a vari livelli secondo le condizioni politiche ,
sociali ed economiche di quei
Paesi .
Queste proposte andrebbero riprese e messe con i pied i
perterra, ll Mediterraneo è stato per millenni il centro del
mondo atlantico . l n tutte* sue
sponde è un mare europeo e
ancora di più lo è oggi con l'im migrazione che in questo Ventunesimo secolo cambieràlafisionomia cinica el continente . Flussi di persone e di famiglie, flussi di capitale e di inve stimenti, flussi culturali e reli giosi, conquista di diritti ,
osservanza di doveri poiché
ogni dovere suscita un diritto e
ogni diritto comporta un dove re,
L'Italia ha una missione di a
adempiere e una grande occasione dia cogliere . Noi ci augu riamo che ne sia all'altezza . Le
esortazioni di Giorgio Napolitano ci siano, anche in questo,
di insegnamento e di stimolo .
In questi mesi la figura del
nostro Presidente ha acquistato uno spessore etico e politic o
che ne fa il pun g o di riferimenlo di tutto il Paese, Questa unanimità non è posticcia né retorica, esprime un sentimento e
un bisogno . Ci rafforza come
nazione . Rafforza i nostri lega mi europei . Suscita all'ester o
rispetto e ascolto, Non eravamo più abituati a questa consi derazione, avevamo scambiato (alcuni avevano scambiato )
la politica delle pacche sulle
spalle per considerazione internazionale . Ora non è pinco sì . Abbiamo una guida ed una
rappresentanza migliore . Possiamo di nuovo considerare la
nostra presenza mediterrane a
come unpunto di forzanon so lo per noie peri nostri legittimi
interessi nazionali, ma per
l'Europae per l'Occidente.
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laRepubblica
Imilitari i .lia€lipartecip nnoall"attuazione della risoluzione Onu, contorni ancora dadefinir e
~~~CABALANU
ROMA — L'Italia è pronta, m a
non è ben chiaro a che cosa . L e
Forze armate hanno avuto l'or dine di prepararsi : partecipe ranno alta messa in pratica dell a
risoluzione 1973 del Consiglio d
Sicurezza delle Nazioni Unite .
In concreto, con lo scenario politico-militare ancora poc o
chiaro, in mancanza di un "cappello" formale di Nato o Union e
europea, i contorni della disponibilità italiana sono per ora de finiti solo in modo parziale.
Le basi . Per le operazioni l a
Difesa ha annunciato 1a disponibilità delle basi italiane, già i n
stato di massima attenzione . Il
ministro Ignazio La Russa ha of ferto sette aeroporti militari : i n
primalinea gli s cali siciliani, pre ziosi per la vicinanza con il terri torio libico, Nella base italo -
Basi, caccia e una portaere i
così schierate le nostre forze
americana. di Sigonela, vicino a
Catania, sono già arrivati sei F 16 danesi, che potrebbero esse re raggiunti da caccia norvegesi ,
belgi e spagnoli, questi ultimi i n
arrivo dallabase diTorrejàn. So no pronte ancheAviano (in pro vincia di Pordenone), Gioia del
Colle (Bari), 4rnendoia (Foggia) ,
Pantelleria e Decimomann u
(Cagliari) : in questo scalo sono
in arrivo caccia e tanker spagno li e jet canadesi .
Icaccia .ATrapani, invece, so no stati rischierati i caccia italia ni Tornado del50esimo stormo ,
abitualmente schierati a Piacenza (specializzati nella distru -
o opm à t,à o
deeRsRonak.
posAedo da
Slot \ fit\é a Napoli
Capod~no
\ eS\ ;\
zione delle difese antiaeree ater ra.) , oltre a quelli del 60 stormo d i
base aGhedi e agli Eurofght:erdi
stanza a Grosseto . Non è be n
chiaro quando e come verranno
impegnati: al momento l'ipotesi
più probabile è che possano es sere usati per scopi di ricognizione, più che per attacchi diret -
ti . Secondo La Russa, in caso d i
necessità «sono pronti a ctecol tare in 15 minuti» ,
Radar e comandi . Su Trapani
faranno base gli aerei radar
Awacs dell'Alleanza atlantica . di
noimabasatinello scalo tedesco
di Geiienkirchen, nel Nord Reno-Westfalia, Sono già tre i
Boeing 707 dotati di antenn a
pronti ai decollo sulla pista sici liana per rimpiazzare a fine tur no di sorveglianza l'altro Awacs
già operativo sui cieli del Nor d
Africa . L'Italia ha ottenuto ch e
anche il comando delle operazioni sia trasferito da Stoccard a
nella base di Capodichino, vici no aNapoli, che è anche punto d i
appoggio della Sesta Flotta Usa .
La Marina. La crisi in Libia ha
già offerto l'opportunità di utilizzare il pattugliatore "Libra "
per portare aiuti umanitari a
Bengasi, scortata dalla fregata
"Euro" . Nei prossimi giorni potrebbe essere adoperata la portaerei "Garibaldi " : dotatadicaccia a decollo corto Harrier ed eli cotteri EH-1 .01 e SH-3D, attualmente è nelle acque della Sicilia.
A bordo della Garibaldi c'è anche un contingente del reggi mento San Marco : militari de i
reparti speciali che servirann o
per i compiti di "force protec .ion", indispensabili soprattutto se l'unità dovesse attraccare
in un porto . Nella zona incrociano anche il cacciatorpediniere
"Andrea Doria" e l'unità di sup porto logistico "Etna" .
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Berlusconi : "Nessun rischio
i razzi libici non ci colpiranno"
llprernierspera che Gheddafisi nri. Tensione con Sarkozy
DAL NOSTRO INVIATO
FRANCESCO BEI
PAR 1G I — «Vorrei tranquillizzare i
nostri concittadini : non ci sono in
questo momento missili in dotazione della Libia che possano rag giungere il territorio italiano;> . La
guerra a Gheddafi è iniziata e Malia, separata dalla Libia da un o
stretto confine liquido, fa i conti
con un possibile contrattacc o
missilistico . Silvio Berlusconi, vo lato aPari gi per partecipare alver tice messo in piedi da Sarkozy, c i
tiene subito a dire che non ci sarà
una nuova Lampedusa, un attacco del Colonnello come q uell o
deli'86 .
Niente missili dunque, ma gl i
altri rischi non sono scongiurati .
Sull'aereo che lo porta a Parigi —
dove lo attende la sgradita sorpre sa di un summit ristretto tra Francia, Usa e GranBretagna— Berl.usconistudialecartechela.Difesa e
gli Esteri gli hanno preparato . E su
tutte spiccano i rapporti dei servizi segreti, coninb ella ev>idenzai risisi di un colpo di coda di Ghedda .fi contro l'Italia . Non i missili ,
ma tutto il resto sì . E' quello che
preoccupa Berlusconi : dalle migliaia di boat-people, fatti imbarcare dai Colonnello con l'intenzione di travolgere l'Italia, alle ipo tesi di cellule in sonno di cittadin i
libici, pronti ame etere in atto azio ni terroristiche contro obiettivi
della coalizione dei volenteros i
sul territorio italiano . Con questi
timori in testa, Berlusconi si adegua riluttante alle decisioni prese
da altri, celando il crescente fastidio per l'interventismo del presidente francese . E tuttavia fino al-
l'ultimo il Cavaliere spera che l'esibizione muscolare dell'Occidente basti a scongiurare il peggio . Mentre i caccia francesi già
sorvolanoBengasi,ilpremierriceve infatti la stampa nella residenza dell'ambasciatore inRue deVarenne ed esterna «la speranza, visto questo schieramento globale ,
che ci possa essere un ripensa mento daparte del regime libico .
Insomma, la distanza politica
tra Berlusconi e la coppia Cameron-Sarkozy è evidente . Anche il
presidente francese non fa nulla
per dissimulare il diverso peso ch e
l'Eliseo attribuisce agli italian i
nella coalizione anti-Gheddafi ,
Berlusconi è ancora in volo sopr a
Parigi e Sarkozy non si fa problemi
ad accogliere calorosamente Cameron e la Clinton. si riuniscon o
in tre un'ora prima degli altri, la
sensazione è che sia quello il «ve ro» Summit . E la faccia scura di
Berlusconi, mentre sale da solo I o
scalone d'onore dell'Eliseo, tradiscel'irrii :azioneperessere si:ato te nuto fuori dalla stanza delle decisioni, nonostante «le nostre basi
siano una partecipazione impor tante e direi indispensabile affinchè queste operazioni possan o
avvenire»,
il braccio di ferro con la Francia
si trasferisce quindi sul coordina mento delle o era.zioni .Beriusconi al. vertice suggerisce che sian o
rimesse sotto l'ombrello della Nato, a Napoli . I francesi fanno finta
di non sentire, il Cavaliere insiste :
«Ne ho parlato — riferisce ai gior nalisti — con la Clinton e con Ca meron, che hanno espresso il lor o
apprezzamento, Credo proprio
che sarà la base Nato di Napoli l a
sede del coordinamento» .
Quanto all'intervento di aere i
con il tricolore, Berlusconi frena il
più possibile . «Noi abbiamo detto
di essere disponibili, ma non credo che ci saranno particolari esigenze ariguardo perché credo che
i mezzi della Francia, dell'Inghil terra e degli altri paesi siano suffi cienti» . Con questa linea «pacifi sta» il premier ritiene anche di
riassorbire il dissenso del Carroc cio . Capisce la «prudenza» di Bos si, ma aggiunge che per l'Itali a
«non è possibile» tenere una posi zione defilata come la Germania ,
perché «le basi di cui noi disponia mo sono determinanti» . Terminato il vertice parigino il Cavaliere
si affretta a informare Napolitano
e dichiara il «pieno accordo» con il
Quirinale .
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Bossi: "Silvio sbaglia, no alle bomb e
qualche
stro parla a vanvera"
Napolitano: Costituzione rispettata . Casini Lega irresponsabile
UMBERTO ROSS O
TORINO -- «Berlusconi non l'h o
ancora sentito, non so com e
l'hanno accolto a Parigi : il Consiglio dei ministri aveva però rallentato l'appoggio con una posizione cauta di non partecipazion.ediretta . Poicisonoministriche
credono di essere più del premie r
e parlano a vanvera» . Così Umberto Bossi prende le distanz a
dalla partecipazione italiana all e
op erazioni in Libia . attaccando i
ministri, più "interventisti" . L a
Lega insiste sulle posizioni filo tedesche e torna a paventare il rischio di una invasione di profughi: «Io penso che ci porteranno
via il petrolio e il gas e con i bom bardamenti che stanno facendo
verranno qua milioni di immigrati, scappano tutti e vengono
qua». A beneficio della sinistra ,
che, dice Bossi, «cerca il voto de gli immigrati» .
La tv annuncia - per primo il
Tg2 - l'inizio dei raid sulla Libia . E
il Senatùr reagisce, ne ha per tutti, Francia e Usa compresi : «I l
inondo è pieno di famosi democratici, che sono abilissimi a fare i
loro interessi, mentre noi siam o
abilissimi a prenderla in quel po sto : il maggior coraggio avo; te è l a
cautela» ,
La posizione del Carro ccio viene però criticata duramente dal l'opposizione . Da Casini in primis, che definisce «intollerabile
la dissociazione della Lega», per ché «in nessun Paese serio - dice -
una delle forze di governo potrebbe dissociarsi in questo modo» . Il Pd condanna il «grave
strappo» dei"hunbard" e giudica
positiva la conclusione del verti ce di Parigi, mentre Italo Bocchino di Fli li invita a «vedere la cartina di Europa e Mediterraneo pe r
capire che non possiamo fare come la Germania» ,
Ma se qualcuno già mette su l
tavolo dubbi e polemiche è ben e
che sappia come la pensa il capo
dello Stato, che del resto già in
mattinata era stato informato d a
Berlusconi sui risultati del vertic e
di Parigi, accogliendo con soddisfazione la decisione diintervenire contro il leader libico . Una linea che Nap olitano aveva sollecitato fin dai primi giorni della rivolta e dei bombardamenti sull a
p opolazione .
Giorgio Napolitan.o ha ricevuto iprimi rapporti sulblitz contro
Cheddaii mentre volgeva al termine il suo viaggio a Torino, e h a
spiegato da capo dello Stato - e
anche da capo delle forze armat e
- quale sarà il ruolo del/' Italiane:
l'intervento .
Innanzitutto, la missione in Libia è scattata «nel rispetto pieno
dell'articolo Il della Costituzion e" . Resta da vedere sete regole d i
ingaggio previste per le nostr e
forze armate rispetteranno l'articolo t i della nostra Costituzione ,
e cioè il ripudio della guerra, o s e
saranno per così dire "circumnavigate" . La risposta del capo dell o
Sen turz SSE\S~\\
d1 lnmtlgratl In
m'Avo. Tg2
p Anno \ d : la
Stato arrivadecisa :«Nonc'èassol:utamente nulla da circumnavigare . L'articolo ll della nostr a
Carta parla proprio espressa mente di interventi coordinati
delle organizzazioni internazionali volti a garantire la pace e l a
giustizia sulla scena mondiale .
Questo faremo» . La mission e
contro il raìs, sotto l'ombrell o
del/' Onu per fermare repressioni
e stragi di civili, rispetta dunqu e
nella forriiaenelasostanza iidet .ato della nostra Carta .
Per Napolitano, e lo spiega incontrando i ragazzi deli"Ausenale della pace" di Ernesto Olivero ,
«oggi servire la pace significa tro vare il modo di andare incontro
alle popolazioni perseguitate» .
Significa intervenire per portar e
aiuto «non rimanendo indifferenti alle sofferenze e alle repres sioni, è un impegno che può apparire duro, ma è un impegno pe r
la pace, perla solidarietà, i diritti,
e la libertà dei popoli» . Impegno
che il capo dello Stato vede altret tanto forte sul piano della rispostami' arrivo deiprofughi e, anch e
dopo una telefonata del sindaco
d i l.am- ed usa che l' ha informato
sul"' emergenza che si sta vivend o
sull'isola,lanciaunappelio : serve
lapiù ampia solidarietà, sul pian o
dell' accoglienza, da parte di tutt e
le regioni italiane.
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laRepubblica
Le reazioni degli ambientali sti all 'Mie iento di Verones i
"Ma la moratoria
non diventi un tmeco "
PAOLA COPPOLA
RG MA—È un primo passo, ma non basta. La scelta dell'energia nucleare non è «inevitabile» . Alla "pausa di riflessione" evocata da Umberto Veronesi gli ainbientalisti re plicano che non si tratta di «rivedere la strategia nella pro gettazione degli impianti», ma quella energetica, perché si
può superare l'atomo . La lezione di Fukushima — dicon o
al direttore dell'Agenzia di sicurezza nucleare—rende pili
stringente lanecessità di puntare sulle energie alternative .
«Ora la moratoria non diventi un
n-ricco — attacca il direttore esecutivo di Greenpeace, Giuseppe
Onufrio
per evitare che gli italiani vadano a votare il referendum» . Elancial'affondo : «Abbiamo contestato la nomina di Veronesi sin dall'inizio in quanto persona non competente in materia
di sicurezza nucleare, Mesi fa ave va fatto dichiarazioni di abnorme
stupidità sulle scorie nucleari e ha
continuato a svolgere il ruolo di
"piazzista nucleare " », Posizione
ideologica e non scientifica «sostenere che il Pianeta ha bisogn o
del nucleare», puntualizza Vitto rio Cogliati Dezza, presidente Legambiente. «Se calcoliamo i megawatt prodotti a fine 2011 dal fotovoltaico e dall'eolico in Italia e
quelli risparmiati con la detrazione fiscale del 55% sono pari all a
produzione di tre centrali, per farle servirebbero 15 anni e maggiori
"NESSUN DIETROFUOI1T9 3
ieri su Repubblica l'intervent o
investimenti. Pili cheunamorato di Umberto Veronesi (nell a
tia serve lungimiranza: il coraggi o
foto) : <=Propongo la moratori a
di investire n ella rivoluzion e enerma non rinnego l'atomo ,
getica» . Perplesso Sergio Ulgiati ,
Voglio impianti supersicuri»
del comitato scientifico del Wwf,
dalla promozione del nucleare
«che spetterebbe al governo e non all'agenzia guidata d a
Veronesi» , Gianni S ilvestrini, direttore scientifico del Kyo to Club, apprezza invitto a fermarsi non per convenienze
elettorali, riconosce che è stata avviata una riflessione po sitiva mainvitaVeronesi adocumentarsi sul fatto che il nu cleare non sarà indisnensabile : l'Italia dove ci sono 200mila impianti solari ed eolici— dice — dovrebbe seguire l'esempio della Germania che entro il 2030 coprirà con le rinnovabili la metà del suo fabbisogno energetico . E aggiunge: «Se è importante continuare la ricerca, gli impianti di 1 V
generazione sono ancora in fase progettuale ed entro il
2020 le centrali in Italia dovrebbero trovarsi a competere
con energie meno costose, come eolico e fo tovoltaico» . Per
Massimo D e Maio, diFareVerde : «Non sipuò più sostenere lasicurezzaintrinsecadelnucleare» mentreRoberto Ro inizi di lsde — Medici per l'ambiente condivide che la fortuna dell'Italia è di partire da zero ma «meglio scartare un a
tecnologia che implica conseguenze pesanti perla salute» .
RIPRODU%IONE RISERVATA
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laRepubblica
Nucleare, anche Tremonti adesso frena
"Difficile che tutto continui coi'neprima ". Romani: "Refe°endumperuohsopernoi "
DAL NOSTRO INVIAT O
LUCA PAGH I
CE =sNOBB O Ilciietrofrontdelgoverno sul piano di rilancio del nucleare in
Italia ora ha anche il timbro del titolar e
dei conti pubblici . «C'è un debito pubblico, un debito privato e un debito atomico . Se certi paesi non avessero il nucleare bisognerebbe ricalcolare il pii ch e
si ridurrebbe rispetto a quello dell'italia» .
Parola di Giulio Tremonti, il cui pare re sulla costruzione di nuove centrali pe sa quasi come una sentenza definitiva
visto che il titolare del dicastero dell'E conomia è colui che tiene i cordoni del la borsa : «Dopo il disastro in Giappon e
occorre una pausa di riflessione» . E il tasto dei costi è proprio quello su cui ha
premuto Tremonti che ieri ha parlato a
un convegno di Confcommercio a Cernobbio : «I paesi che hanno il nucleare
non tengono conto dei costi del dec.ommi.ssi.oning nei calcolare il Pii» . Si tratta
del termine tecnico con cui si indica l o
smantellamento e la messa in sicurezz a
degli impianti una volta che vengono disattivati . Un operazione che, second o
alcuni studi, può arrivare a costare fino a
tre volte le spese per la costruzione di
una centrale . Così, quanto accaduto in
Giappone, ma anche in Nord AFrica, dovrebbe portare a una nuova visione dei
piani energetici, è stata l'ulteriore riflessione di Tremonti . Ad esempio, «finanziare con gli eurobond forme di energie
alternative» .
Ma che il vento siaradicalmente cambiato nel governo lo si è capito anche dalle parole del ministro dello Svilupp o
economico Paolo Romani. Soltanto dieci giorni fa sosteneva come fosse «inimmaginabile che l'Italia torni indietro sta
un percorso già attivato» . Ieri, invece, l a
sua dichiarazione è stata di ben altro tenore : «Abbiamo davanti un referendu m
drammaticamente pericoloso e impopolarepernoi . Se tutto andava come doveva andare potevamo cavarcela mai'evento giapponese è stato spaventoso» .
Sposando così la tesi del ministro dell'Ambiente Stefania Pr- estigiacomo . In
ogni caso, la ricerca deve andare avanti .
E l'argomento usato dal presidente della Repubblica Giorgio Napoletano che ,
per la prima volta, ha parlato sul tema :
«In generale – ha detto il capo dello Stato – credo che la ricerca possa dare risposte a tutti i quesiti che si pone, l'im -
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deRPEcoRumú a
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finanAzare Re
Anno
abR1S' c
Il ministro Giulio Tremont i
portante èporselie avereimezziperportare avanti la ricerca» . Con tutte le su e
implicai.ioni, la questione nucleare è di ventata argomento di scontro politico
anche nella campagna elettorale perl'elezione del sindaco di Milano . Il capo luogo lombardo è socio di controllo d i
A2a, i'utility che ha chiesto al governo d i
far parte di una delle cordate che potrebbe costruire le nuove centrali . Du e
giorni fa, il candidato del centrosinistra,
Giuliano Pisapia, avevapropo sto di con gelare il progetto . E, ieri, gli ha risposto
L.et ziaMoratti,sindacouscentedelcentrodestra .A.suavoita, con una bocciatura delle aspirazioni dei nuclearisti : «Personalmente ritengo che la sicurezza de i
cittadini venga prima di tutto» . Dei resto
a Milano si vota fra meno di due mesi .
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Rassegna stampa - Provincia di Ravenna