Regolamento MobilityDog
FEDERAZIONE ITALIANA
Edizione 2012 ©
CINOFILIA SPORT E SOCCORSO
F o t o Rita Scaringi, Leonardo Massaro
D i s e g n i e s c h e m i Luca Spennacchio
P r o ge t t o G r a f i c o Luisella Vitali
T e s t i Elena Garoni, Luca Spennacchio,
Ivano Vitalini, Luisella Vitali
S tampa digitale: News Europa L a Spezia
MobilityDog è marchio registrato di Rita Scaringi Massaro dato in
concessione d’uso a FICSS
REGOLAMENTO MOBILITYDOG
I N T RO D U Z I O N E
“Le speciali
caratteristiche di
questa disciplina
permettono di
approfondire e
migliorare la
relazione”
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La MobilityDog è uno strumento educativo utilissimo per aumentare le
competenze del team cane-conduttore.
Nata in Svizzera negli anni ’90, ha avuto buon successo e si è diffusa velocemente.
Per le sue caratteristiche è un ottimo strumento per migliorare l’inserimento e l’integrazione del cane nella società urbanizzata.
La disciplina, durante le manifestazioni è aperta e idonea a tutti anche e
soprattutto a binomi senza alcuna competenza, si articola in 18 prove
standard da eseguire ciascuna nel tempo limite di 1 minuto; i tempi di
esecuzione e la tipologia delle prove sono tali da non creare stress psicofisico al cane (e al conduttore) indipendentemente dall’età e dalla taglia.
L’obiettivo finale del corso di MobilityDog è quello di aumentare il piano
esperienziale del cane e del suo conduttore, aumentare l’autostima e prevenire le patologie comportamentali. Le speciali caratteristiche, inoltre,
della Mobility permettono di approfondire e migliorare la relazione e la
gestione del proprio cane.
Il percorso ad ostacoli della MobilityDog viene inserito in un normale
percorso educativo della coppia cane-proprietario. Esso è divertente sia
per il cane sia per il conduttore, e rompe la possibile monotonia di un
normale corso di training.
Affrontare e risolvere piccoli problemi e superare ostacoli di diverso tipo
ha molteplici effetti sulla coppia: aumenta l’autostima, diminuisce l’iperattività, aumenta la capacità di comunicare tra i due soggetti migliorandone
via via l’intesa, aumenta la fiducia in sé stessi e nel proprio compagno, sia
umano che canino, implementa la capacità del cane di concentrarsi e di
prestare attenzione, diminuisce l’insicurezza e di conseguenza mitiga l’insorgere di alcune forme di aggressività, migliora in generale la qualità della
vita della coppia, fornisce innumerevoli opportunità di socializzare e, non
essendovi ansia da prestazione, mancando un qualsiasi aspetto agonistico,
aiuta a rilassarsi e ad eliminare lo stress.
È noto che compiere movimenti non abituali e superare piccoli ostacoli
con successo aumenta la facoltà di apprendere e la flessibilità cognitiva del
cane. Non ultimi gli effetti positivi dell’attività fisica, specie se si considera
che tutto il lavoro di training è impostato sul gioco, già di per sé efficace
movente per il nostro amico quattro zampe.
Fare attività con il nostro cane ci fornisce anche innumerevoli monitor sul
suo stato di salute sia fisica sia psichica, consentendoci di anticipare l’insorgere di problematiche anche gravi. Inutile dire come un cane sano,
equilibrato e con un’ottima relazione con il suo proprietario sia apprezzabile anche e soprattutto da un punto di vista sociale.
La MobilityDog si propone anche come strumento di una maggior diffusione di cultura sul cane; nella prevenzione di incidenti e di maltrattamenti, per lo più involontari, dovuti ad una scarsa conoscenza etologica dello
stesso.
EDIZIONE 2012 ©
P ROV E E O S TAC O L I
Introduzione
Nell’interpretare la realizzazione degli attrezzi e l’esecuzione delle prove
sia per l’addestramento del team sia nelle manifestazioni ufficiali si dovrebbe tener sempre conto dello “spirito” della MobilityDog che si
è cercato di esprimere e trasmettere nel complesso di questo
manualetto. Allora si può intendere perché la “legge” e le
“regole” vadano viste nel loro contenuto sostanziale e non
nella semplice espressione formale. Non si sarà perciò sorpresi
se proprio nel “regolamento” le dimensioni sono “circa”, se le
posizioni sono “quelle che il team preferisce”. Alla base deve
esserci osservazione del binomio, l’educatore deve saper leggere il binomio, capire la comunicazione che intercorre tra i
due e il loro modo di approcciarsi all’attrezzo. Solo passando
attraverso questo faremo la differenza tra metodo e attività.
Dimensioni, distanze, tempi, ecc.
Le dimensioni degli attrezzi e delle “zone d’ostacolo”, le distanze, i tempi,
ed ogni altra “misura” (citate sotto) sono da intendersi “approssimative”.
Realizzazione degli ostacoli e sicurezza
Non vi sono vincoli specifici per i materiali e i modi di realizzazione degli
attrezzi. Deve essere sempre garantita la sicurezza del team e il confort
del cane nell’esecuzione dell’ostacolo. A tal fine tutti i piani di appoggio dei
piedi del cane dovrebbero essere rivestiti in moquette; non vi saranno
chiodi e viti sporgenti, angoli vivi, o altro che possa ferire il cane o il conduttore. Gli ostacoli dovrebbero essere robusti abbastanza da consentire
l’esecuzione sicura anche a soggetti giganti. La costruzione dell’attrezzo e
la sistemazione sul terreno dovrebbe essere tale da garantire la stabilità.
Zona d’ostacolo
Ciascuna prova si svolge all’interno della “zona d’ostacolo”; “partenza o
entrata” e “arrivo o uscita” sono definiti e segnalati con bandierine, conetti, striscia in gesso colorato, o altro.
Per le prove che prevedono un ostacolo (o attrezzo), la partenza e l’arrivo
sono a 1.5 m dall’attrezzo.
Tra le zone d’ostacolo vi deve essere una ragionevole distanza.
Per tutte le prove il team deve accedere e lasciare la zona d’ostacolo attraverso i relativi segnali.
Esecuzione
Il conduttore accompagna il cane con o senza guinzaglio e lo può incoraggiare e gratificare in ogni momento; nelle manifestazioni ufficiali l’uso del
cibo non dovrebbe essere ammesso durante l’esecuzione della singola prova, ma può essere tollerato tra le prove se così è previsto dall’organizzatore. L’andatura è al passo tranne dove serva una breve rincorsa. Durante le
“attese” il cane può assumere qualsiasi postura: in piedi, seduto, sdraiato, a
terra. In caso di errore si ripete dalla partenza della zona d’ostacolo. Tutti
gli ostacoli vanno eseguiti nel tempo limite di 1 minuto.
“Non vi sono
vincoli specifici
per i materiali
e i modi di
realizzare
degli attrezzi”
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
INCONTRO CON L’ESTRANEO
Nelle manifestazioni ufficiali il giudice di campo o un operatore incaricato
si avvicinano amichevolmente al team. Il cane non deve mostrare né aggressività né eccessiva paura.
Se questa prova non viene superata il binomio non potrà affrontare gli
altri ostacoli.
PA R E T E I N C L I N ATA O PA L I Z Z ATA
Ostacolo
È simile a quello di agility.
Le rampe sono larghe almeno 80 cm e lunghe almeno 2
Mt.; l’altezza dell’apice dal suolo è di circa 120 cm. Rivestimento: consigliata la moquette. I listelli trasversali completano i piani di salita e discesa.
SI
Esecuzione
Il cane, entra nella “zona d’ostacolo”, percorrere la palizzata per tutta la
sua lunghezza evitando balzi sia nella salita sia nella discesa per evitare
traumi anche di lieve entità, ed esce correttamente dalla “zona d’ostacolo”.
L’ostacolo, come del resto tutti gli altri, non va affrontato in velocità.
Errori
NO
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Nella figura è schematizzato un esempio di errore. La prova è da ripetere. Ricordiamo che il team ha 1 minuto
(circa) per risolvere con successo l’ostacolo, diversamente
la valutazione è “Non Superato”.
Altri errori possono essere l’aggirare l’ostacolo o il salire
fino alla sommità e ridiscendere dal lato sbagliato o uscire
lateralmente dalla “zona d’ostacolo”.
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S A LTO I N A LTO
Ostacolo
L’asticella è a 50 cm per i soggetti di taglia grande e media, a 20
cm per le taglie piccole.
Esecuzione
L’altezza dell’asticella è tale da poter essere agevolmente superata
con una breve rincorsa a bassa velocità. L’entrata e l’uscita dalla
“zona d’ostacolo” devono essere
correte.
SI
Errori
A fianco due esecuzioni errate.
NO
SLALOM
Ostacolo
È di 5 paletti distanti tra loro circa 60 cm.
Esecuzione
Il cane, al passo e non di corsa, entra ed esce a zig-zag
dai paletti, tenendo il primo a sinistra. Il conduttore
mantiene il contatto con il cane e gli indica di volta in
volta la direzione da prendere tra i paletti.
Errori
Se si tralascia un paletto si riparte dall’entrata nella
“zona d’ostacolo”. Al solito, l’uscita dalla “zona d’ostacolo” è quella appositamente delimitata.
SI
NO
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
SCALETTA
Ostacolo
Due scalette con pedata di almeno 20 cm per salire e
scendere da un piano minimo 80 x 80 cm, rialzato a
circa 80 cm.
SI
Esecuzione
Il cane sale adagio poggiando almeno un piede su ogni
scalino, si ferma sul piano per circa 30 secondi segnalati da un cenno
del giudice e scende dall’altra parte poggiando almeno un piede su ogni
scalino.
Errori
Saltare un gradino in salita o
in discesa, balzare direttamente sul piano, non
fermarsi sul piano per il tempo indicato, non uscire correttamente dalla “zona d’ostacolo”.
NO
C A R R E T TO
Ostacolo
Un carretto adatto ad accogliere e trasportare in
totale sicurezza anche una taglia “gigante” e una
“zona d’ostacolo” rettilinea di circa 30 m. Il piano
del carretto è rivestito in moquette.
SI
Esecuzione
Il cane è invitato a saltare nel carretto o, se di
taglia piccola, viene messo nel carretto. Benché non sia richiesta una specifica postura, è suggerito
il seduto.
Il carretto con dentro il cane è spinto al passo per circa 30 m fino al limite
della “zona d’ostacolo”. Durante la marcia il cane non deve abbandonare il
carretto; se il conduttore lo ritiene opportuno può effettuare
delle soste e complimentarsi con il cane.
Errori
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Saltar fuori dal carretto durante
la prova. In tal caso si ripete partendo dall’inizio.
NO
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TUNNEL RIGIDO
Ostacolo
Il tunnel ha diametro minimo di 60 cm ed è lungo almeno 2
m. Va bene qualsiasi materiale purché sia garantito che le due
estremità e le superfici interna ed esterna non abbiano elementi che possano ferire
il cane quali chiodi, sporgenze taglienti e simili. Inoltre il tubo
non deve rotolare.
SI
Esecuzione
Il cane viene invitato ad entrare nel tunnel, lo attraversa
ed esce dall’altra parte.
(Il conduttore insicuro potrà avvalersi dell’aiuto del giudice o dell’assistente di campo, che tratterranno il cane di fronte all’ingresso
del tunnel mentre il conduttore si posizionerà dall’altro lato,
all’uscita, per accoglierlo.)
10 L’uscita dalla “zona d’ostacolo deve essere corretta.
Errori
Qui a lato alcuni esempi di errori. Anche l’entrare e uscire dalla
stessa parte è errato.
NO
T U N N E L M O R B I D O O S AC C O
Ostacolo
Simile a quello di agility, è un telo lungo 3 m fissato
ad un ingresso rigido con diametro 70 cm.
Esecuzione ed errori
L’ostacolo è simile al “tunnel rigido” ma con la difficoltà aggiuntiva del
buio all’interno e del non vedere cosa c’è dall’altra parte. Per il resto
vale ciò che è stato detto per il “tunnel rigido” poco sopra
SI
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
OMBRELLO
Ostacolo
Un ombrello e un’area di ostacolo di circa 1,2 x 1,2 m.
Esecuzione
Il team è nell’area di ostacolo e il conduttore apre e chiude l’ombrello
due volte. Il cane non teme questo oggetto che ha la peculiarità di diventare rapidamente da piccolo a grande.
Errore
L’ombrello si considera “Non Superato” qualora il cane mostri di temere
l’oggetto e il conduttore non sia in grado di tranquillizzarlo.
A LTA L E N A
Ostacolo
È un piano di legno di 50 x 100 cm assicurato ai quattro angoli con catenelle ad apposito telaio in modo che il piano sia sollevato
da terra di circa 10 cm e possa oscillare su tutti i lati di 10 – 20 cm.
Esecuzione
Mentre la pedana mobile viene tenuta ferma, il cane vi sale sopra, quindi la
pedana viene liberata e il cane, senza alcun contatto fisico col conduttore,
rimane sull’altalena per 30 secondi (è consigliato
il seduto). Per facilitare la discesa si blocca la pedana.
Errori
Il cane abbandona la pedana prima del
cenno del giudice o il conduttore tocca il
cane per aiutarlo a mantenere l’equilibrio.
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EDIZIONE 2012 ©
PONTE SUI BIDONI
Ostacolo
L’idea è realizzare una passerella che oscilli in senso longitudinale.
La passerella è lunga 3 m e
larga 50 cm ed è appoggiata
su due bidoni con diametro
50 cm. Il gioco dei bidoni
rispetto alla base di appoggio consente alla passerella una oscillazione
longitudinale di circa 10 cm. Molta attenzione deve porsi a realizzare
l’ostacolo in modo da garantire che non si ribalti per il peso di un cane
“gigante” nel salire e scendere.
SI
Esecuzione
Il cane passa sul ponte facendo una sosta al centro di 10
secondi. È consentito aiutare il cane a salire sul ponte.
Errori
Saltare giù dalla passerella lateralmente, non fare l’attesa,
non uscire correttamente dalla zona d’ostacolo.
NO
PODIO
Ostacolo
Un tavolo alto 50 cm, di almeno 80 x 80
cm, è posto a circa 8 m dall’entrata nella
zona d’ostacolo che in questo caso coincide con l’uscita.
SI
Esecuzione
Dalla linea di entrata nella zona d’ostacolo il conduttore invia il cane al podio; il
cane va, sale, si gira e attende per circa
10 secondi che il conduttore, su cenno
del giudice, lo richiami; quindi torna dal conduttore.
L’eventuale guinzaglio dovrà essere di lunghezza adeguata.
NO
Errori
Il podio è tra gli ostacoli più difficili della MobilityDog specie nelle manifestazioni ufficiali (all’aperto) per l’alto livello di stimoli e distrazioni.
Qui a lato un errore, cioè il cane aggira l’ostacolo.
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
S U PE R F I C I E O N D U L ATA
Ostacolo
Un foglio tipo “ondulex” lungo 1,5 m.
Esecuzione
Il cane percorre al passo la superficie insolita perpendicolarmente alle
onde mostrando sufficiente sicurezza.
Errori
Saltare fuori dalla superficie, attraversarla di corsa, mostrasi eccessivamente intimorito o insicuro.
NO
SI
P O RTA R E U N O G G E T TO
Zona d’ostacolo
Rettilineo di 20 m e un cesto con degli oggetti nel caso il conduttore non
ne abbia uno proprio. Gli oggetti non devono contenere cibo.
Esecuzione
All’inizio della zona d’ostacolo il conduttore consegna al cane l’oggetto
che ha portato con sé (non deve contenere cibo) o ne scelgono uno dal
cesto. I due percorrono poi la zona d’ostacolo. Giunti in fondo il conduttore si fa riconsegnare l’oggetto.
Errori
PAGINA 10
Viene considerato errore se il cane lascia cadere
l’oggetto durante il percorso e prima che il conduttore glielo abbia chiesto. Il conduttore può utilizzare
l’oggetto che preferisce a patto
che questo non contenga del
cibo. Viene anche giudicato
“Non Superato” se il cane non
riconsegna l’oggetto entro il
tempo limite (1 minuto).
EDIZIONE 2012 ©
S A LTO AT T R AV E R S O U N PN E U M AT I C O
Ostacolo
Un pneumatico di almeno 80 cm di diametro (da moto) è fissato ad un
telaio con elastici e/o catenelle in modo che possa oscillare. L’attrezzo è
realizzato in modo che l’altezza da terra della parte inferiore
del pneumatico sia normalmente di 40 cm ma possa essere ridotta a 20
cm per le taglie piccole. a seconda che si tratti
Esecuzione
Il cane passa attraverso il pneumatico. Non è un errore toccare il pneumatico o aiutarsi poggiando i piedi all’interno.
(Come nell’ostacolo del tunnel il conduttore potrà, se lo riterrà necessario, avvalersi dell’aiuto del giudice o dell’assistente di campo, per trattenere il cane mentre lui si posiziona dall’altro lato dell’ostacolo.)
SI
Errori
NO
A fianco sono rappresentati gli errori più
comuni. In particolar modo il salto non all’interno del pneumatico ma affianco, o il passare sotto la gomma o il rifiuto aggirando l’ostacolo.
PA S S E R E L L A
Ostacolo
La parte piana è lunga 3 m e larga 50 cm, altezza 50 cm, raccordata con il
terreno a mezzo di due
rampe uguali. Il rivestimento dovrebbe essere
in moquette.
SI
Esecuzione
Il cane percorre la passerella al passo con una sosta a metà di 10 secondi.
Errori
Saltare giù di lato, non fare la sosta, uscita non corretta dalla zona d’ostacolo.
PAGINA 11
NO
REGOLAMENTO MOBILITYDOG
TAVO L O C O N I N A S T R I
Ostacolo
Un tavolo ai cui bordi sono appesi nastri leggeri e colorati
che arrivano fino quasi a terra così che possano muoversi e ondeggiare liberamente.
Esecuzione
SI
Il cane passa sotto il tavolo, attraverso i nastri; può
uscire da qualunque parte del tavolo ad eccezione di
quella da cui è entrato.
(Anche per questo ostacolo valgono gli aiuti del giudice o dell’assistente di campo (vedi tunnel rigido
e morbido, salto nel pneumatico)).
Errori
Aggirare il tavolo, passarvi sopra,
rifiutare di affrontare l’ostacolo.
NO
A S PE T TA T R A N QU I L L O
Ostacolo
La zona d’ostacolo ha qualcosa cui assicurare un guinzaglio
di almeno 2 m e a circa 8 m vi è un “separé”.
Esecuzione
Il cane, libero o legato al guinzaglio, aspetta tranquillo che il conduttore si
allontani, si nasconda dietro il separé
per 1 minuto e quindi ritorni da lui.
Errori
Il cane mostra eccessiva irrequietezza in una qualsiasi delle fasi dell’esercizio.
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EDIZIONE 2012 ©
E R RO R I DA E V I TA R E
Non è affatto obbligatorio che il cane riesca a
superare un ostacolo al primo tentativo. Buttarlo
al dì la del “problema” non significa averglielo
fatto superare. Ribadiamo che non è tanto il
“saltare al di là” di qualcosa che ci interessa, ma
quello che questa esperienza da al nostro cane. Il
cane non deve essere forzato, ma condotto a fare
un’esperienza. Se ci sono delle paure meglio andarci piano.
Spaventare il cane non solo non è
utile, ma addirittura controproducente.
Non è affatto positivo per la relazione con il nostro cane se è indotto a temere noi e ciò che gli
proponiamo. Il risultato potrebbe essere devastante.
Spesso però l’eccessiva fiducia in qualcosa di già
sperimentato potrebbe indurci in un calo di attenzione, ad abbassare la guardia, per così dire, e
quindi a commettere degli errori. Questi potrebbero, soprattutto per alcuni cani molto sensibili,
tradursi in esperienze assai negative e rovinare il
lavoro fatto fin lì. Ricominciare daccapo è molto
più difficile che procedere mantenendo l’adeguata
attenzione e concentrazione.
Gli ostacoli detti di “equilibrio” richiedono molta attenzione e concentrazione sia per il cane che per il
conduttore, in particolar modo nelle
prime fasi di training.
REGOLAMENTO MOBILITYDOG
L O G I C A D E G L I O S TAC O L I
Un percorso completo di MobilityDog richiede l’acquisizione di diverse
tipologie di competenze.
In effetti si può dire che ci siano ostacoli con differenti gradi di difficoltà e
che, come per tutto il resto, è necessaria una certa gradualità nel percorso esperienziale degli allievi (ovviamente ci si riferisce sia al cane che al
conduttore).
Vediamo alcuni consigli su quali attrezzi affrontare per primi e quali competenze è necessario acquisire per il loro superamento.
La MobilityDog comprende ostacoli di diverse tipologie: “ponti”, le varie
passerelle e la lamiera ondulata; ostacoli di “salto”, salto in alto, il pneumatico, ma anche il carretto per i cani di taglia media o grande e il podio;
ostacoli “mobili” come l’altalena, la passerella su bidoni e il carretto;
“tunnel” come il tubo rigido, tunnel morbido e il tavolo con nastrini.
I PONTI
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Il primo attrezzo da affrontare potrebbe essere la “passerella”.
La sua ampiezza e l’altezza favoriscono il primo approccio della coppia
inesperta agli ostacoli. Fatta correttamente prevede una sosta a metà della
sua intera lunghezza, questo richiede che il binomio abbia già lavorato
sul segnale “FERMO” o “RESTA” o simili. Nessuno vieta di chiedere al
cane il “SEDUTO” o il “TERRA”, cosa che vale per tutti gli ostacoli che
prevedono una sosta, come già ampiamente detto.
Le fattezze e il tipo di abilità necessarie al superamento di questo semplice
attrezzo sono per il cane riconoscibili anche in attrezzi simili che racchiudono difficoltà maggiori, come per esempio il “ponte sui bidoni”, che potrebbe essere il secondo attrezzo di questa tipologia da affrontare. E’ consigliabile abbinare al comportamento del cane intento al superamento di
questi ostacoli una parola che possa richiamargli alla mente una particolare categoria di ostacoli, per esempio si potrebbe dire al cane “PASSA” (o
quello che si preferisce) ogni volta che lo si invita a superare un attrezzo
di questo tipo.
Il terzo attrezzo di questa categoria potrebbe essere la“scaletta”, che necessita di uno sforzo superiore, data la sua maggiore inclinazione e altezza
e favorisce un lavoro di attenzione del cane sulle zampe posteriori. Inoltre
questo tipo di attrezzo, date le sue caratteristiche strutturali, affrontato
nel modo giusto previene la paura che molti cani manifestano nell’affrontare scalinate aperte, quelle cioè che hanno uno spazio vuoto tra un gradino e l’altro e consentono al cane di vederci attraverso (solitamente le
scalinate in ferro).
Il quarto attrezzo di questo gruppo potrebbe essere la “palizzata”, che a
questo punto del training non dovrebbe essere difficoltosa.
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Per questi due ostacoli, nei quali è richiesto un comportamento di ascesa, una sorta di arrampicata, potrebbe essere d’aiuto l’inserimento della
parola “SALI” o “VA’ SU” in sostituzione di “PASSA”.
La “lamiera ondulata” è un ostacolo a sé stante che
potrebbe essere affrontato in qualsiasi punto del
percorso di training. Questo ostacolo ha lo scopo
di aumentare il bagaglio esperienziale del cane, con
particolare riferimento alle differenti tipologie di
pavimentazione.
Riassumendo le competenze acquisite in questo
gruppo di attrezzi si può dire che il cane ha appreso:
 a salire su qualcosa
 a percorrere, senza scendere, un tratto sopraelevato
 ad arrampicarsi
 a controllare maggiormente il treno posteriore
 che le superfici sulle quali si può camminare senza paura possono essere di diversa tipologia e
conformazione
 a gestire meglio il suo equilibrio
 il significato delle parole “PASSA”, “SALI” o “VA SU” in presenza di
un ostacolo
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
I S A LT I
PAGINA 16
Il primo ostacolo di questo gruppo potrebbe essere il “podio”. In questo
ostacolo si tratta di lavorare su due aspetti: il salire con un balzo su qualcosa e l’invio in avanti. Diciamo che l’invio in avanti è un aspetto che per
ora non terremo in considerazione dato che si
tratta semplicemente di aumentare gradualmente la distanza di partenza del cane prima di compiere il balzo.
Invitare il cane a saltare sopra qualcosa che ha
una superficie ampia è relativamente semplice e
si potrebbe abbinare a questo tipo di comportamento la parola “VA’ SU” o semplicemente
“SU”, come nel caso della palizzata e della scaletta visti prima. Si può dire che questo tipo si
ostacolo aiuta il cane a sperimentare per la
prima volta una sorta di balzo verso l’alto.
Una volta salito sul podio il cane deve fare una
sosta prima di ridiscendere e tornare dal proprietario, perciò, a differenza degli altri ostacoli
di salto, il cane non oltrepasserà l’ostacolo, ma
salirà e scenderà dallo stesso lato.
Ora, per quanto riguarda l’invio in avanti, dato che l’ostacolo prevede che
il cane venga inviato da una distanza di 8 metri, c’è chi preferisce usare la
parola “VAI” o “AVANTI” unendola poi con “SU” o “SALI” quando il cane sta per raggiungere il podio. Altri invece si limitano a indicare l’obbiettivo e dire al cane solo “VA’ SU”. Inutile dire che anche in questo caso la
gradualità la fa da padrona aumentando la distanza dal target (il podio in
questo caso) poco la volta.
Il secondo ostacolo è il “salto in alto”. Affrontato per gradi, cioè procedendo da un’altezza minima (asticella a terra) via via fino a quella massima
di 50 cm per i cani di taglia media o grande, 20 cm per quelli di taglia piccola, questo ostacolo non comporta particolari
difficoltà. Qui si tratta di un vero e proprio superamento mediante il balzo
(tutte e quattro le zampe si trovano sollevate contemporaneamente da
terra, seppur per un breve istante). Questa nuova competenza sarà utile
nell’affrontare il successivo ostacolo, il salto nel “pneumatico” e potrebbe
essere nominata con la parola “HOP”, per esempio.
La particolarità di questo ostacolo (il pneumatico) sta nel fatto che non si
tratta solo di compiere un balzo, ma di farlo attraversando qualcosa, quindi il cane prova non solo l’esperienza di passare sopra a qualcosa con un
salto, ma anche di passare dentro a qualcosa. Siccome questa è una situazione nuova è necessario, nel percorso di training, prestare maggiore attenzione a questo aspetto, cioè al passare dentro, più che al balzare, cosa
questa già conosciuta negli ostacoli precedenti. Si potrebbe perciò iniziare
EDIZIONE 2012 ©
ad affrontare questo ostacolo appoggiando la gomma al suolo e concentrando il cane su questa nuova esperienza, senza che si debba per ora
preoccupare di dover compiere un balzo.
Quando il cane avrà metabolizzato questa informazione, o nuova esperienza, si potrà passare ad alzare gradualmente il pneumatico dal suolo.
Riassunto delle informazioni e competenze acquisite dal cane in questo
gruppo di ostacoli:
• so balzare sopra qualcosa
• so superare un ostacolo saltandolo
• so saltare dentro qualcosa
• so cosa significa il suono “HOP” quando sono di fronte ad un ostacolo
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
G L I AT T R E Z Z I “ M O B I L I ”
La peculiarità di questo gruppo di attrezzi è la necessità di sviluppare il
senso dell’equilibrio.
Il primo ostacolo consigliato è il “ponte sui bidoni”. Esso è all’aspetto
molto simile alla passerella e la sua oscillazione non né eccessiva né multidirezionale. Infatti il ponte oscilla solo avanti e in dietro di pochi centimetri. Le prime volte che il cane si troverà a fare esperienza di questo tipo di sensazione di precarietà e lieve instabilità lo si potrebbe aiutare limitando l’oscillazione della pedana appoggiandovi un
piede o chiedendo aiuto ad un assistente. Ora si può procedere
con gli altri ostacoli di questo gruppo.
Il carretto e l’altalena sono forse tra i più strani e difficili ostacoli
della MobilityDog, perciò si invita ad una particolare attenzione in
tutte le fasi di approccio e training di tali attrezzi.
Il training al carretto si potrebbe suddividere sommariamente in
tre fasi: l’ingresso, la sosta all’interno, il movimento.
Per i cani di taglia piccola la prima fase, cioè l’ingresso, potrebbe richiedere l’ausilio del conduttore che mette il cane dentro il carretto, dato che
per lui potrebbe rappresentare un balzo eccessivo. E’ possibile utilizzare
una piccola passerella che viene appoggiare al carretto per consentire al
cane di piccola taglia di entrare nella “vasca” da solo, oppure un qualunque rialzo stabile come un piccolo podio o simili.
Altra cosa invece per i cani di taglia media o grande che ci possono saltare
dentro da soli. Questa fase, molto delicata, va affrontata con cura. Il cane
a questo punto dovrebbe già aver acquisito la capacità di balzare su qualcosa e quindi il conduttore non dovrà far altro che ricordargliela. Ci si
raccomanda si evitare le rincorse per la fase d’ingresso e di preoccuparsi
di mantenere il carretto ben fermo, specialmente con cani inesperti di
grossa mole. Una volta che il cane sarà balzato all’interno dovrà essere
premiato molto. Ma questa non è ancora la fine della prima fase, bisognerà
far sì che il cane non salti giù immediatamente dopo essere entrato. Con
questo non si dice di trattenere il cane, anzi tutto l’opposto, ma di lavorare affinché il cane rimanga tranquillo all’interno per un tempo sempre più
lungo.
PAGINA 18
Ora si può passare alla seconda fase; una volta che il cane avrà socializzato
con questo nuovo attrezzo gli chiederemo di eseguire alcuni esercizi mentre si trova dentro la vasca del carretto, come il “seduto” e il “terra”.
La posizione consigliata nella terza e ultima fase, cioè quando si spingerà il
carretto in linea retta, è il seduto (non è obbligatoria, ma è più consiglia-
EDIZIONE 2012 ©
ta). Questa fase è cruciale. Solitamente i carretti poggiano al suolo mediante due sostegni fissi e due ruote (vedi disegni degli ostacoli) e quindi
prima di poterli spingere o trainare è necessario sollevarli leggermente
per evitare che i sostegni oppongano resistenza al suolo rendendoci
l’operazione molto ardua.
Per le prime volte è consigliabile sollevare delicatamente, tramite i manici, il carretto e riappoggiarlo subito premiando immediatamente il cane.
Quando il cane avrà capito che non c’è nulla di pericoloso in questa operazione si potrà procedere a spostare molto cautamente di un passo il
carretto. Alla fine, dopo qualche ripetizione potremo ottenere che il
cane se ne stia seduto nel carretto mentre noi lo spingiamo ad attendere
la sua meritata ricompensa. L’esercizio termina quando il conduttore
invita il cane a saltar fuori dal carretto dopo aver percorso i 20 m previsti da questo ostacolo.
L’altalena è molto simile al carretto come tipo di training, anche se qui
oltre che all’equilibrio il cane deve esercitare la sua capacità di rimanere
il più fermo possibile, dato che potrebbe innescare un moto oscillatorio
con un minimo spostamento di peso.
Si fa notare che l’altalena viene tenuta assolutamente ferma mentre il
cane sale e scende e fino a che il cane non si sia posizionato correttamente. La posizione consigliata per i cani di media taglia è il “seduto”,
mentre per i cani di piccola taglia è possibile anche fargli assumere la
posizione di “terra” (ciò dipende dalle ridotte dimensioni della pedana
oscillante).
Riassumiamo cosa ha imparato il cane con questa serie di ostacoli:
• ha acquisito maggior sicurezza in se stesso
• ha acquisito maggior consapevolezza del suo corpo e sa gestire molto
meglio il senso dell’equilibrio
• ha aumentato il grado di fiducia nel suo conduttore
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I TUNNEL
Il primo ostacolo di questo gruppo potrebbe essere il tunnel rigido che
consente al cane di fare esperienza di un passaggio ‘angusto’ ma non cieco, infatti il cane posto ad un’estremità del tubo rigido può vedere la luce
all’altra estremità. Inoltre esistono alcuni tubi che per come sono fatti
hanno la possibilità di essere accorciati, rendendo le cose più semplici per
il cane alle prime armi.
Il conduttore si potrebbe avvalere dell’aiuto di un assistente per affrontare questo attrezzo le prime volte. Infatti l’assistente trattiene il cane ad
una estremità e il conduttore si reca all’altra, il più delle volte sarà sufficiente sfruttare il richiamo per far sì che il cane attraversi il tubo. Un ulteriore aiuto potrebbe essere mettere il cane nella posizione di “terra” d’avanti l’ingresso del tubo, in modo da facilitare le cose.
Lo stesso modo di procedere vale anche per il “tubo morbido”. Per questo ostacolo è importante assicurarsi che la parte di tela, il sacco senza
fondo, sia ben disteso e non ostruito per evitare che il cane ci si impigli
dentro spaventandosi. Le prime volte che il cane affronta questo ostacolo
si consiglia di fare in modo che il cane possa vedere la luce dall’altro lato.
Per far ciò o un assistente o il conduttore stesso terranno aperto il passaggio di stoffa chiamando il cane.
Il terzo ostacolo è perciò il tavolo con nastri. Questo ostacolo non è una
grossa difficoltà se sono già stati affrontati gli altri due.
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Mentre il cane esegue questi esercizi possiamo abbinare le parole
“SOTTO”, “DENTRO” o “TUBO”, per esempio.
Si fa notare che c’è una certa assonanza tra questo tipo di ostacoli e il
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salto attraverso il pneumatico, in effetti si tratta comunque di passare
dentro qualcosa. Perciò potrebbe essere possibile generalizzare il concetto identificando tale comportamento con una stessa parola, e cioè si
potrebbe dire al cane, per esempio, “DENTRO” sia che ci si trovi di
fronte ad un tunnel che al salto nel pneumatico.
Vediamo cosa ha imparato il cane con questo gruppo di ostacoli:
• i luoghi angusti e bui non sono necessariamente un pericolo
• se il mio conduttore dice che si può passare, mi fido di lui, anche se
non vedo l’uscita
• posso usare il muso per farmi strada senza temere cose che pendono
dall’alto
Altri esercizi
Per finire vediamo alcuni consigli per quanto riguarda lo “slalom”,
“aspetta tranquillo” e il “trasporto di un oggetto”.
SLALOM
Questo ostacolo misura le capacità di intesa tra i due partner in una performance di conduzione.
Tenendo il primo paletto alla sinistra del cane lo si guida in un percorso
serpeggiante tra i cinque paletti. Meglio evitare di trascinare il cane con il
guinzaglio, ma, piuttosto, guidarlo con la mano libera dal guinzaglio tenuta d’avanti a lui come una sorta di ‘target’. Nel contempo potremmo
pronunciare le parole “VAI” e “VIENI” mentre il cane passa tra i paletti.
Qualche ripetizione sarà sufficiente al cane attento per comprendere
quale sia il comportamento richiesto e ciò contribuirà ad una maggior
fluidità nell’esecuzione.
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A S PE T TA T R A N QU I L L O
Questo esercizio monitora la capacità del cane di attendere tranquillamente il proprio conduttore che si allontana e scompare dalla vista. Il
training a questo ostacolo va fatto con molta gradualità e può essere utile
anche nella prevenzione di patologie come lo stato ansioso dovuto alla
separazione del cane dal proprietario.
In pratica si tratta di un lavoro sul “RESTA”, che tradotto in linguaggio
canino potrebbe essere: non ti preoccupare che tra poco sarò io a tornare da te!
Ovviamente vale la solita parola d’ordine “gradualità” anche in questo
esercizio.
Cominceremo con l’insegnare al cane a rimanere in un punto, magari indicatogli con il supporto di una copertina stesa a terra, mentre noi indietreggiamo poco alla volta. Premieremo il cane ogni volta che ci aspetta
tranquillo anche se per pochi secondi. E’ molto importante che il premio
sia portato al cane senza che lui si debba muovere per prenderlo. Quando
il cane avrà cominciato a capire il senso della parola “RESTA” o
“ASPETTAMI” o quant’altro, potremo aumentare la distanza e scomparire
dietro un riparo, le prime volte per un istante e gradualmente per qualche
secondo fino ad un minuto e così via.
Indubbiamente uno stato emotivo del cane tendente
alla quiete è molto importante in questo esercizio.
Perciò evitiamo di sovreccitarlo sia nella fase di distacco che nella fase di riavvicinamento.
Se durante il training il cane si dovesse agitare o
tentasse di raggiungere il proprietario potrebbe significare che noi si è voluto accelerare i tempi troppo velocemente.
Meglio soffermarsi maggiormente sulle fasi che consentano il cane di conseguire dei successi e procedere con molta più gradualità e pazienza.
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T R A S PO RTO D E L L’O G G E T TO
Questo esercizio origina dall’attività di riporto, anche se in effetti riportare qualcosa a qualcuno è differente dal trasportare qualcosa da un punto ad un altro.
Il training può essere svolto in diversi modi, a seconda delle nostre preferenze e delle attitudini del nostro cane.
Innanzi tutto si potrebbe premiare il cane ogni qual volta noi gli si porga
un oggetto e lui lo prenda in bocca. Allungando i tempi, gradualmente,
della tenuta, si arriva in breve tempo a potersi spostare seguiti dal cane
che trasporta l’oggetto da noi affidatogli.
E’ consigliabile iniziare questo tipo di “gioco” con oggetti conosciuti e
graditi al cane, che rappresentano già di per sé un invito al gioco con la
bocca, per esempio una pallina o un salsicciotto di stoffa.
Potremmo, per esempio, procedere in questo modo:
1.
chiediamo attenzione al nostro cane e premiamolo per avercela
data;
2.
porgiamogli un oggetto in modo che sia chiaro che glielo stiamo
offrendo;
3.
se il cane lo prende diciamo dolcemente “BRAVO!” (questa parola dovrebbe già avere un significato preciso per il nostro cane...) e
premiamolo con un bocconcino;
4.
evidentemente il cane dovrà lasciar cadere l’oggetto per prendere
il bocconcino, perciò facciamo in modo che, se possibile, l’oggetto
in questione ci cada in mano (per le prime volte non è così fondamentale che ciò avvenga).
5.
dopo qualche ripetizione possiamo cominciare ad allungare i tempi di tenuta per evitare che il cane pensi che l’oggetto appena preso vada subito sputato perché sta per arrivare un bocconcino.
6.
se il cane ci anticipa sputando l’oggetto prima che noi gli si dica
“BRAVO!” non importa, non lo premiamo ma raccogliamo l’oggetto nuovamente e ripetiamo l’esercizio.
7.
attendiamo solo un paio di secondi e poi ricompensiamo il cane
che ha tenuto l’oggetto tra i denti.
8.
ora possiamo passare alla fase del “TIENI”, cioè, mentre porgiamo
l’oggetto al cane gli diciamo la parola “tieni” o “prendi” o quello
che preferite voi, e sostituiamo il “BRAVO” con “LASCIA” in
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aggiunta al movimento della mano che si riavvicina al muso del cane
per accogliere l’oggetto.
9.
ora possiamo passare alla fase successiva, cioè possiamo camminare per qualche metro tra il “TIENI e il “LASCIA” facendoci seguire
dal nostro cane che tiene l’oggetto tra i denti.
Quanto detto è solo un esempio, una tecnica. Ci sono altre tecniche, come il “clicker training” per esempio, che ci possono aiutare. Quello che è
importante è che il cane apprezzi ciò che sta facendo e di farlo con il proprio compagno umano.
E’ importante anche generalizzare questo tipo di lavoro usando oggetti di
forma, peso e composizione differenti. Per esempio si potrebbe partire a
giocare al “tieni” con la sua palla preferita (come già detto poco sopra)
per poi passare ad un riportello di stoffa imbottito, come quelli usati per i
retriever nel riporto in acqua. Poi potremmo usare un riportello in plastica leggermente più pesante, come quelli utilizzati per il riporto in obedience, ma nulla ci vieta di utilizzare il nostro astuccio per gli occhiali vecchi, che non utilizziamo più, o una vecchia borsetta da donna o un mazzo
di chiavi o quant’altro.
Al punto 3 potrebbe succedere che il cane non prenda l’oggetto che noi
gli stiamo offrendo e pensi, “Beh? Che vuoi dirmi con quella pallina in mano, perché non la lanci?”
In questo caso potremmo premiare il cane solo perché rivolge lo sguardo
verso l’oggetto che gli stiamo porgendo. In effetti il primo lavoro che in
questo caso dovremmo fare è quello di gratificare l’attenzione del cane ad
un oggetto che noi gli stiamo indicando o mostrando.
Gradualmente il cane arriverà a toccarlo con il naso e poi a prenderlo tra
i denti, se avremo fatto un buon lavoro.
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M A N I F E S TA Z I O N I U F F I C I A L I
Sono degli happening all’insegna del piacere di lavorare insieme al proprio
cane. I giudici e i tecnici di campo sono a disposizione dei partecipanti con
consigli e assistenza. In assenza di agonismo il clima è di collaborazione e
disponibilità reciproca. I terreni di gara sono inseriti in ambiente naturale
così da rendere ancor più piacevole la partecipazione.
Ciò non deve sembrare stridente con le regole che hanno proprio l’obbiettivo di salvaguardare e garantire lo spirito e il senso della MobilityDog
sia per chi l’organizza sia per chi partecipa alla manifestazione.
Il regolamento è disponibile presso la FICSS; qui sono le linee guida e i
dettagli pregnanti.
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Questa è la parte più emozionante e particolare, da sviluppare nel proprio
territorio, i Tecnici certificati hanno l’autorizzazione da FICSS di organizzare in autonomia le manifestazioni, darcene informazione per poter promuoverle sul sito. Non ci sono regole specifiche, è possibile inserire il
numero di attrezzi che desiderate. Promuovete subito il passaggio con i
proprietari neofiti, è la parte più entusiasmante per i proprietari che subito saranno riluttanti e vi diranno: “il mio cane non sa fare nulla…”, “il mio
cane è vecchio…”, non importa, per il proprietario sarà una rivelazione
nel momento che il suo cane farà il saltino o la passerella addirittura si
commuoveranno e saranno stupiti della capacità del proprio cane! Anche
in questo modo si fa cultura cinofila!
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ORGANIZZAZIONE
L’organizzatore, sia persona fisica sia associazione o club o simili, deve
essere socio della FICSS (in regola con il pagamento delle quote sociali e
non deve essere oggetto di azioni disciplinari in corso.)
L’organizzatore nomina un “responsabile tecnico” della manifestazione
scelto nell’elenco dei Tecnici MobilityDog della FICSS, comunica alla Segreteria Nazionale FICSS la Manifestazione.
L’organizzatore e il responsabile tecnico sono insieme responsabili che la
Manifestazione sia organizzata e si svolga nel pieno rispetto dei criteri
ispiratori della MobilityDog.
T E A M C A N E / C O N D U T TO R E
Fate attenzione a:
1. il cane non deve rappresentare un pericolo per gli altri partecipanti
alla manifestazione (sia uomini che cani), spettatori e funzionari;
2. il cane non può essere condotto con strumenti quali: collari a strozzo di qualunque tipo (in catena o corda o quant’altro), collari con
chiodi rivolti al collo del cane, collari con dispositivo elettrico o con
diffusore di sostanze irritanti (citronella o simili);
3. il cane dovrà indossare o una pettorina, o un collare fisso a fascia
larga o un collare a semistrozzo adeguatamente regolato;
4. non potranno partecipare alla manifestazione femmine in calore;
5. non potranno partecipare cani evidentemente ammalati o fortemente a disagio (eccessiva paura, molto affaticati, eccessivamente accaldati, etc.);
La partecipazione ad una manifestazione non è vincolata all’appartenenza
ad un club o associazione. Ogni tipo di cane, sia esso di razza oppure no,
può partecipare.
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REGOLAMENTO MOBILITYDOG
AT T E S TATO D I PROVA
Facoltativo, gradito dai proprietari. Ogni partecipante dovrebbe essere in
possesso del “Libretto del Cane” nel quale viene registrata ogni prova di
Mobility Dog (data, luogo, giudizio).
I L PE R C O R S O
Installazione del percorso
Il percorso è installato su terreno pianeggiante e si compone di 15 prove
(o ostacoli) scelte dall’organizzazione tra le 18 standard; ciascuna prova si
svolge in una “zona d’ostacolo” definita ed ha una partenza e un arrivo
delimitati da bandierine o coni. In Appendice 3 è un esempio di schema di
percorso.
Esecuzione
Il limite di tempo per ogni ostacolo è di 1 minuto (dall’inizio al termine
dell’esecuzione passando per le bandierine). Viene considerato errore
lasciare l’ostacolo prima di aver superato la prova, nonché salire su e giù
lateralmente dall’ostacolo (esecuzione scorretta). Il conduttore accompagna il suo cane lateralmente all’ostacolo e lo può incoraggiare in qualsiasi
momento. In alcuni ostacoli sono previsti degli stop o attese, in quel mentre il cane può rimanere nella posizione che preferisce (seduto, in piedi,
sdraiato). Il percorso può, a discrezione del conduttore, essere eseguito
con o senza guinzaglio.
GIUDIZIO
Le prove vengono giudicate come segue:
• Superata (S)
• Non superata (N)
Il percorso è da considerarsi superato se almeno 12 delle 15 prove o
ostacoli sono state giudicate con “Superate (S)”.
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A P PE N D I C E 2 SCHEMI e MODULISTICA UFFICIALE
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S C HE M A A L L E S T I M E N TO D I U N C A M P O
D I M O B I L I T I PE R L E M A N I F E S TA Z I O N I
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S C HE DA G I U D I Z I O
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“Per una presenza
sempre più qualificata
nella Promozione della cinofilia in
Italia”
FEDERAZIONE
ITALIANA CINOFILIA
SPORT E SOCCORSO
Via Variante Aurelia 9/2 19038 Sarzana (SP)
Siamo su internet:
www.ficss.it
Tel.: 347 4101157
Tel. 0187 916704 - Fax: 0187 610894
E-mail: [email protected]
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