Assessorato alla Cultura per l’economia
della conoscenza del Comune di Vercelli
“Vercelli e i suoi eventi”
TEATRO CIVICO
Con il sostegno e la collaborazione della
Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte
Stagione teatrale
2012-2013
La Regione Piemonte conferma il suo impegno e il sostegno per la Fondazione
Circuito Teatrale del Piemonte, istituzione che da anni opera sul territorio con
l’obiettivo di diffondere la cultura teatrale e dello spettacolo in generale. Nel corso di
questi ultimi anni, grazie a un attento lavoro fatto “sul campo” e in condivisione con i
comuni della nostra regione, la Fondazione ha ampliato la sua azione a tutti gli ambiti
dello spettacolo: teatro, danza e musica. Anche per questa stagione il lavoro della
Fondazione si segnala quindi per la sua capacità di organizzare un programma
contraddistinto da significative produzioni artistiche nazionali e internazionali e
comunque sempre interessato ai progetti degli artisti che sul nostro territorio si
esprimono e lavorano. Per questo la Regione Piemonte continua a voler favorire
l’aspetto della formazione e desidera promuovere la cultura dello spettacolo anche nei
suoi aspetti più innovativi. In questo contesto diventa importante dare spazio alla
sperimentazione di nuovi linguaggi e alla creatività dei giovani artisti, con una forte
attenzione agli aspetti di internazionalizzazione.
La Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte - capace di estendere il suo raggio
d’azione al sistema dello spettacolo - si configura come una risorsa per l’intero
territorio regionale, sia per il fondamentale coinvolgimento degli enti locali, che
credono nelle potenzialità di questo strumento per la diffusione della cultura, sia per il
riscontro del pubblico, che continua a partecipare alle stagioni in modo crescente nel
tempo.
L’Assessore
alla Cultura e alle
Politiche Giovanili
Michele Coppola
Il teatro … un evento culturale e artistico che è consustanziale alla vita di ognuno di
noi.
Il teatro è vita e la vita molto spesso è teatro. Il teatro consente di ascoltare, di
guardare, insomma di vivere emozioni, pensieri, sentimenti che albergano nei recessi
profondi della nostra anima e nello scrigno onirico dei nostri ricordi.
Queste impalpabili figure del nostro mondo interiore trovano incarnazione nello
spettacolo teatrale che è formidabile connubio tra spazio fisico e reale e spazio
fantastico e immaginario. A teatro troviamo un vissuto nostalgico e scopriamo
risonanze di palpiti e di fantasie. Il teatro provoca, il teatro fa pensare, il teatro
diverte, il teatro consola, il teatro ci fa volare …
Per questo e per nulle altre considerazioni abbiamo lavorato in un oceano di difficoltà,
ma mossi dalla consapevolezza dell’irrinunciabilità e alla fine abbiamo costruito la
stagione comunale 2012-2013. Lo abbiamo fatto abbinando qualità con compatibilità
economica. Lo sforzo è stato grande e il mio ringraziamento va a tutto lo staff
dell’Assessorato alla Cultura della città di Vercelli e dell’Istituzione Vercelli e i suoi
eventi. Un pensiero grato va alla Fondazione Piemonte dal Vivo e all’Assessorato alla
Cultura della Regione Piemonte che con noi hanno sottoscritto la convenzione per la
stagione teatrale. Tutti mossi da amore per il teatro e dalla ferrea volontà di buttare il
cuore oltre l’ostacolo … Oltre ogni ostacolo perché ancora una volta la città potesse
avere un cartellone teatrale di prim’ordine per rappresentazioni e interpreti.
I due segmenti di “Viva il Teatro” sono stati modulati spaziando in un ambito
propositivo variegato, che toccasse tutte le peculiarità di un teatro di qualità. Abbiamo
voluto aprire con un musical, per tentare nuove forme espressive che coniugano
modernità con racconti sostenuti da musica e danza. I due segmenti “L’emozione è
protagonista” ed “Emozioni vibranti” ospitano opere teatrali straordinarie che toccano
gli estremi che vanno dal teatro tragico alla commedia attraversando tutte le forme
intermedie con grande varietà e raffinatezza, affidandosi ad autori e attori formidabili
che hanno fatto e fanno la storia del teatro.
Abbiamo voluto altresì consentire a compagnie ed attori vercellesi la facoltà e
l’opportunità di esibirsi e di presentare la loro qualità artistica sul palcoscenico del
Teatro Civico della nostra città. Lo abbiamo fatto convinti della bontà di una scelta che
porta alla valorizzazione delle energie artistiche e culturali che da sempre permeano la
città di Vercelli.
Ma ora le parole di presentazione sono esaurite … tutto è pronto … correte al
botteghino, sistematevi in poltrona, le luci si spengano, il sipario si apra: signore e
signori ora a voi l’emozione a teatro 2012-2013. Buon divertimento!
L’Assessore alla Cultura per l’Economia della Conoscenza
della Città di Vercelli
Pier Giorgio Fossale
CITTÁ DI VERCELLI
Assessore alla Cultura per l’economia
della conoscenza del Comune di Vercelli
“Vercelli e i suoi eventi”
TEATRO CIVICO
STAGIONE TEATRALE
Duemila12/Duemila13
INAUGURAZIONE
Mercoledì 24 ottobre 2012 - ore 21.00
TITANIC
il racconto di un sogno
libretto di Federico Bellone e Cristiano Alberghini
collaborazione al libretto di Simone Leonardi e Brian Williams
musiche di di Federico Bellone e Cristiano Alberghini
con Danilo Brugia
e con Valentina Spalletta, Gipeto, Marco D’alberti, Luca Giacomelli, Antonio Orler,
Marco Massari, Nicoletta Ramorino Fanfani, Angelo De Maco, Angela Pascucci,
Sergio Maniscalco, Camilla Maffezzoli, Andrea Fazio
e con la partecipazione straordinaria di Dora Romano
regia di Federico Bellone
BARLEY ARTS
Per i 100 anni (1912-2012) della leggenda sulla nave da crociera più famosa del mondo, arriva
per la prima volta in Italia il musical Titanic, dal regista della nuova edizione di Grease,
Flashdance, e regista associato di Disney La bella e la bestia, High School Musical e Sister Act
e co-prodotto da Barley Arts, leader internazionale nella produzione di spettacoli musicali.
Protagonista Danilo Brugia, star della fiction di Rai Uno Rossella.
Pur sviluppando una storia più teatrale rispetto all’omonimo film del 1997 campione di incassi
nella storia del cinema, il musical si avvarrà di cambi di scena e costumi di impatto, effetti
speciali (tra cui ovviamente quello dell’affondamento), un’automobile d’epoca in scena, grandi
illusioni e un indimenticabile tema del maestro Ennio Morricone, in un mix di comicità,
sentimento, azione, avventura, sensualità, nostalgia, tensione, mistero, stupore, bellezza e
lusso, per un affresco di personaggi d’inizio secolo, così diversi ma tutti uguali di fronte al
destino.
L’EMOZIONE È PROTAGONISTA
Domenica 11 novembre 2012 - ore 18.00
KRAMER CONTRO KRAMER
di Avery Corman
traduzione e adattamento di Masolino d' Amico
con Daniele Pecci e Federica Di Martino
regia di Patrick Rossi Gastaldi
TEATRO E SOCIETÀ S.R.L.
La storia riguarda una giovane donna costretta a dedicare tutta la sua esistenza al figlioletto
perché il marito ha un lavoro che, mentre lo assorbe, non gli consente l'indipendenza
finanziaria necessaria a prendere un aiuto in casa. Joanna si sente frustrata, intrappolata, né
riesce a far capire al marito la portata del suo disagio. Così prende la clamorosa decisione di
piantarlo in asso per cercare di rifarsi una vita indipendente, il che comporta anche liberarsi dal
vincolo del bambino. Ted scopre così di non essersi mai reso conto della portata dell'impegno
della donna: occuparsi di un bambino di sei anni senza l'aiuto di altri parenti è infatti un
impiego a tempo pieno. Nello sforzo per badare al piccolo Billy trova non solo un nuovo
rapporto con suo figlio, ma anche una dimensione di se stesso che prima ignorava. La
metamorfosi di Ted e le sue faticose piccole vittorie occupa la prima parte del racconto. Nella
seconda c'è il ritorno di Joanna, che avendo raggiunto un equilibrio, adesso si sente pronta a
fare di nuovo la madre e rivuole il piccolo. Come molte altre coppie divorziate anche questa
finisce dunque davanti a un giudice, ciascuno dei due ex coniugi perora la sua causa, e sembra
a questo punto che la ragione sia tutta – per una volta - dalla parte dell'uomo. Ma le cose
stanno davvero così? La commedia imposta un avvincente dibattito in cui tutti si possono
identificare e in cui, come nella vita, dire chi ha torto e chi ha ragione è molto azzardato.
Domenica 2 Dicembre 2012 - ore 18.00
MADAMA BOVARY
scritto e interpretato da Lorena Senestro
liberamente ispirato a Madame Bovary di Gustave Flaubert con brani tratti da Guido Gozzano
regia di Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini
TEATRO DELLA CADUTA con il sostegno della REGIONE PIEMONTE
SPETTACOLO FINALISTA PREMIO SCENARIO 2011
L’universo di Flaubert e l’ambientazione di Madame Bovary sono prossimi alla bruma che
aleggia sui prati della pianura padana, ai personaggi che popolano una certa piemontesità.
Individuano i caratteri propri della vita di provincia, la provincia nella sua dimensione assoluta,
esistenziale.
Lorena Senestro reinventa una Emma Bovary dei nostri giorni, in chiave
piemontese. I personaggi e le atmosfere del romanzo, oltre che per bocca di Flaubert, sono
rievocate attraverso versi di Guido Gozzano e filtrate dall’autobiografia dell’attrice – che è
anche autrice del testo. Lo spettacolo pone al centro l’attore e le sue potenzialità espressive,
alla riscoperta della modernità e della forza evocativa dei classici della letteratura a teatro.
Affronta tematiche di grande attualità: la paura di agire; le false chimere; la dialettica tra città
e provincia, tra nuovo e tradizione. Attraverso un’altalena di sensazioni, situazioni e registri, lo
spettatore viene condotto in un mondo inventato, generato dall’immaginazione creatrice di
Emma Bovary. Sfilano tematiche di grande attualità quali la paura di agire, le false chimere, la
dialettica tra città e provincia, tra nuovo e tradizione.
Domenica 20 gennaio 2013 - ore 18.00
IL LIBRO CUORE E ALTRE STORIE
di Angelo Savelli e Lucia Poli
con il contributo di Edmondo De Amicis e Stefano Benni
con Lucia Poli
e con Massimo Grigò e Francesco Franzosi
regia di Angelo Savelli
PUPI E FRESEDDE - TEATRO DI RIFREDI
Ogni vera grande nazione dovrebbe sapere che è nell’infanzia e nell’educazione che risiede la
base e la forza della propria identità, dei propri valori, del proprio futuro. Eppure è amaro
constatare come da alcuni decenni la scuola venga sottoposta alle più incredibili vessazioni e
sperimentazioni mentre, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, assistiamo impassibili alla
demolizione di quello spirito nazionale a cui il patetico libro Cuore aveva cercato di contribuire.
Certo oggi il libro Cuore può far ridere. Ed infatti questo spettacolo vorrebbe riderci sopra.
Vorrebbe divertire, in maniera un po’ impietosa ma anche un po’ affettuosa, alle spalle
dell’incredibilmente buono Garrone e dell’incredibilmente cattivo Fanti, dell’eterea Maestrina
con la penna rossa e della tisica vecchia maestra, del privilegiato Derossi e dello sfigatissimo
muratorino: una sorta di kantoriana classe morta resuscitata dal sorriso smaliziato della
modernità. Ma sarebbe troppo facile limitarsi a sorridere di un vecchio libro. Questo spettacolo
vorrebbe anche porre una domanda: siamo certi che la scuola di oggi faccia meno ridere di
quella di allora? Come appariranno agli occhi di coloro che vivranno tra altri centocinquant’anni
le mirabolanti peripezie di professoresse sballottate tra pof, programmi integrati, debiti
formativi, commissioni paritetiche, feedback, peer evaluation e burocrazie kafkiane? E le
sciatte pretese libertarie di genitori postsessantottini? Una volta la scuola era un finto padre.
Oggi è una finta mamma. Ma gli italiani siamo riusciti a farli?
Angelo Savelli
Domenica 27 gennaio 2013 - ore 18.00
DESTINATARIO SCONOSCIUTO
con Claudio Ridolfo e Roberto Sbaratto
regia di Paolo Zenoni con la collaborazione di Enrico Coffetti
ASSOCIAZION E CULTURALE IL PORTO – APPI (ASSOCIAZIONE PICCOLI PALCOSCENICI
ITALIANI)
Destinatario sconosciuto è la storia, ambientata nel 1932, di Martin Schulse, tedesco, e di Max
Eisenstein, ebreo americano, soci nella gestione di una Galleria d’Arte in California, nonché
fraterni amici. Martin, grazie al successo economico, decide di tornare a vivere in Germania,
lasciando la gestione della Galleria a Max, che periodicamente invia all’amico le sue quote degli
utili di gestione; i due, oltre ai rapporti d’affari, vivono anche intensi rapporti di amicizia,
testimoniati dalla corrispondenza che si scambiano. L’avvento di Hitler e del nazismo, alle cui
suggestioni Martin non è insensibile, minano però il rapporto tra i due che, di conseguenza,
lentamente si trasforma, fino a divenire impossibile. Malgrado ciò, Max si rivolge un’ultima
volta al vecchio amico chiedendogli di intercedere in favore della propria sorella, attrice
teatrale impegnata a Berlino ma messa in difficoltà dall’ondata di antisemitismo che si sta
scatenando in Germania; l’atteggiamento di Martin risulta sprezzante, e da esso nasce la
tragedia che segna tutta la seconda parte del libro e dello spettacolo. La disperata vendetta di
Max sarà orchestrata machiavellicamente, in un inquietante scambio di ruoli tra vittima e
carnefice, per giungere ad un finale impossibile da dimenticare.
mercoledì 20 febbraio 2013 - ore 21.00
IL DISCORSO DEL RE
di David Seidler
con Luca Barbareschi e Filippo Dini
e con Ruggero Cara, Chiara Claudi, Roberto Mantovani,
Astrid Meloni, Gaincarlo Previati, Mauro Santopietro,
regia di Luca Barbareschi
CASANOVA MULTIMEDIA
La commedia è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30, ed è
centrata sulle vicende di Albert, secondogenito balbuziente del Re Giorgio V. Dopo la morte del
padre, il timido e complessato duca di York non sarebbe dovuto salire al trono d’Inghilterra. Il
primogenito era infatti Edoardo, che divenne sì re ma che, per amore di Wallis Simpson, abdicò
neppure un anno dopo. A Bertie, o meglio ad Albert Frederick Arthur George Windsor, toccò il
peso della corona diventando sovrano con il nome di Giorgio VI.
Un uomo atipico che fu re molto amato dal popolo, legato da vero amore alla moglie: la
volitiva Elisabetta Bowes-Lyon, e che si portava appresso un fardello di costrizioni infantili e un
bisogno di affetto difficili da trovare nell’anaffettiva coppia di genitori regali. Un’insicurezza che
si esprimeva attraverso una balbuzie invalidante e impossibile da gestire nei numerosi e
imbarazzanti discorsi pubblici cui era tenuto. In più, Giorgio VI si trovava a essere la voce del e
per il popolo britannico in un momento difficile della storia, alla vigilia del secondo conflitto
mondiale. Ma che voce poteva essere o quale guida per il popolo? Così venne portato dalla
moglie in visita dal logopedista australiano Lionel Logue, dai metodi anticonformisti, capace di
sondare le anime e di medicarle, attore mancato per eccessiva enfasi, insegnò al Duca di York
come superare l’incubo di parlare in pubblico. Logue pretese subito il “tu” dal reale e sottopose
il futuro re ad una cura che attingendo al laboratorio teatrale quanto alla seduta psicanalitica
gli permise di salire sul trono.
Sabato 2 marzo 2013 – ore 21.00
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
da Leonid Nikolaevič Andreev
libera versione di Glauco Mauri
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
e con Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini,
Roberto Palermo, Marco Manfredi, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso
regia di Glauco Mauri
COMPAGNIA MAURI STURNO
Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo,
dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compera, anche i sentimenti più puri. E allora
diventerà un clown! Sale su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita e, sotto
lacrime dipinte, potrà ridere del suo dolore e con le sue sguaiate risate potrà gridare la sua
ribellione. E’ un pazzo? No! E' uno di quei rari uomini che sperano si possa costruire un mondo
migliore. Un tragico colpo di scena metterà fine al suo sogno. Un apologo, tenero e amaro,
sulla lotta contro l’ingiustizia dei potenti e dei mediocri. Clown, domatrici di leoni, ballerine
mute, piccoli truffatori, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, uno spettacolo, Quello che
prende gli schiaffi, con tutti i colori del caleidoscopio che è la vita: dramma, commedia, farsa,
risata, lacrime, musica, canto e danza. Una “favola” che, attraverso l’emozione e il
divertimento, possa comunicare al pubblico la “civile utilità del Teatro”.
Domenica 7 aprile 2013 - ore 18.00
LA VERITÁ
una pièce di Florian Zeller
traduzione di Giulia Serafini
con Marco Columbro, Antonella Elia, Barbara Pieruccetti, Massimo Cimaglia
regia di Maurizio Nichetti
ANDROMEDA SPETTACOLI S.R.L.
Michel e Alice. Una camera. Hanno appena fatto l’amore… così inizia la storia. Michel ha fretta
di rientrare a casa, da Laurence, sua moglie mentre Alice è assalita da continui sensi di colpa,
perché Paul, suo marito, è anche il miglior amico di Michel. Laurence non ci mette molto a
capire che quelle continue riunioni serali in ufficio sono solo una miserabile scusa, ma sopporta
in silenzio come una moglie timorosa di suscitare conseguenze gravi al proprio rapporto di
coppia. Alice non resiste alla tentazione di raccontare tutto al suo amato Paul, che a sua volta
non si scandalizza più di tanto. Secondo lui tutti hanno diritto alle proprie zone di libertà.
Anche lui non è immune da qualche distrazione… Così Michel si troverà a doversi giustificare
col suo migliore amico di un’azione davvero indegna. Ma mai così bassa come quello che Paul
gli confesserà col sorriso sulle labbra…
A questo punto le molteplici verità della storia si complicano. Il pubblico viene condotto per
mano, allegramente, tra tradimenti veri e tradimenti raccontati. La natura dei singoli
personaggi oscilla continuamente dal ruolo della vittima a quella del colpevole… e alla fine al
pubblico rimarrà il piacere di capire dalle ultime battute di Laurence la Verità del titolo… ma
sarà un bene conoscerla davvero ? perché come è noto la Verità può anche far male… Florian
Zeller gioca con il classico tema del tradimento coniugale portandolo alle estreme conseguenze
in un continuo scambio di ruoli tra i quattro personaggi della pièce, un gioco di specchi che è il
vero divertimento della commedia, specchi che rimbalzano verità sorprendenti.
Maurizio Nichetti
EMOZIONI VIBRANTI
Domenica 25 novembre 2012 – ore 18.00
DOPO LA TEMPESTA
recital shakespeariano in due tempi
con Federico Grassi e Alberto Bocchino
regia di Federico Grassi
TRIOHAUSOPERA
Dopo la Tempesta è un recital shakespeariano in cui provano ad interagire tre diverse e
complementari espressioni artistiche: il teatro, la musica e l’arte figurativa. Il tracciato
drammaturgico muove dalla tesi espressa da H. Bloom in un suo famosissimo saggio letterario:
Shakespeare, più che semplici ruoli teatrali o personaggi, ha creato vere e proprie personalità,
ha creato noi, così come oggi ci concepiamo. Un lungo viaggio quindi dentro noi stessi ed i
temi fondamentali dell’esistenza attraverso la rappresentazione dei grandi monologhi di
Prospero, Amleto, Otello, Jago, Macbeth, Riccardo III. La voce recitante di Federico Grassi e la
chitarra di Alberto Bocchino sono il corpo, parola e carne viva, della poesia shakespeariana,
stagliati sullo sfondo delle incisioni ed installazioni scenografiche di Roberto Gianinetti che ne
restituiscono l’anima ed i volti. Ed è proprio a partire da quei volti che prende spunto il
commento musicale che si apre con la Fantasia di J. Dowland, per introdurci nel periodo storico
shakespeariano e, attraverso un percorso articolato con brani del novecento a sottolineare la
modernità dei personaggi di Shakespeare, si chiude con il celebre song Come, heavy sleep. I
volti delle opere di Gianinetti, scavati nel legno, poi stampati a torchio manuale, si presentano
come figure "possibili": matrici, timbri, doppioni, anche cloni; tentano di apparire, cercano un
punto stabile nella voce e nei suoni.
Giovedì 20 dicembre 2012 – ore 21.00
OPERA BALLET ROCK - PEOPLE THINK DIFFERENT
coreografia di Joseph Albano e Marcello Algeri
musiche dei Pink Floyd, A. Franklyn, Deep Purple, B. Brothers
con Sabrina Rinaldi, Bianca Bonaldi, Leslie Sanna, Valentina Quaroni,
Roberta Pedretti, Elena Crespi, Marcello Algeri, Matteo Donetti, Kostantin Neroslov,
Alessandro Romano, Gianni Camperchioli
regia di Marcello Algeri
ARISTON PROBALLET
L’Opera Ballet Rock è un’esplosione di grande energia supportata da una musica pop-rock che
travolge e coinvolge con il suo ritmo incalzante e con la sua espressione di linguaggio
tipicamente moderna e giovane. Una musica ed una coreografia nuove che portano, partendo
dai padri fondatori della danza moderna, all’interno di un genere di danza: il Ballet Rock che è
un modo di concepire la vita attraverso l’arte che definiremo “Think Different”. Il Ballet Rock
racchiude in sé vari linguaggi coreutici come la danza classica, la danza moderno –
contemporanea, la danza jazz, la danza popolare bianca e nera e sfocia in un genere di
movimento che si proietta nel terzo millennio perché unisce tutta la forza universale e la
tecnica del balletto ai più moderni e giovani mezzi di comunicazione e di espressione allo scopo
di creare un cambiamento … “think different”.
Questa nuova Opera Rock vuole portare la Compagnia Proballet all’interno di un mondo rock
moderno e vuole parlare un linguaggio che le generazioni giovani possano comprendere per
creare, attraverso la danza, una nuova community artistica dove tutti possano trovare spazio
per esprimere le loro idee e la loro voglia di comunicazione attraverso il balletto.
Il movimento si basa sull’idea di concepire il mondo attraverso l’arte per riuscire a “cambiare”
con uno slogan ora diventato un movimento mondiale di cambiamento che si riassume nelle
parole “think different”.
Domenica 13 gennaio 2013 – ore 18.00
ENOCH ARDEN
melologo op. 38 per voce recitante e pianoforte
testo di Alfred Tennyson
musica di Richard Strauss
con Roberta Bosetti e Mario Brusa
al pianoforte Massimo Viazzo
regia di Renato Cuocolo
CUOCOLO/BOSETTI IRAA THEATRE
Il quartetto composto dal pianista Massimo Viazzo, dagli attori Roberta Bosetti e Mario Brusa, e
dal regista Renato Cuocolo, artisti di sicura e comprovata esperienza internazionale, sempre
più attratti da sfide nuove e non scontate, ha pensato di recuperare quest’opera rara,
inconsueta, suggestiva e di straordinaria forza evocativa calandola nel nostro tempo
travagliato e inquieto. Gli artisti intendono recuperare lo spirito originario del melologo, senza
orpelli o artifici di sorta, affidando il compito di evocare le più intense atmosfere naturalistiche
e psicologiche, richiamate dal plot di Tennyson, semplicemente all’autorevolezza delle due voci
narranti e a quella timbricamente suggestiva del pianoforte, ben lontana dal ridursi a mero
accompagnamento in uno stile da colonna sonora. Niente scenografia, quindi, né tantomeno
proiezioni: si tradirebbe del tutto la poetica del melologo! Lo spettatore deve essere messo al
centro di una narrazione che non può e non vuole essere cinematografica, ma che al “cinema”
si assimila anticipandolo (siamo nel 1897!), un reading intenso e coinvolgente dove la forza
della musica di Richard Strauss resta l’elemento aggregante ed emotivamente vincente.
Martedì 5 febbraio 2013 – ore 21.00
IL BORGHESE GENTILUOMO
di Molière
con Tosca e Massimo Venturiello
MUSIKERIA e OFFICINA TEATRALE
in collaborazione con ORTOMAGICO MUSICAL
Con Il Borghese Gentiluomo, Molière creò una novità assoluta, non è facile infatti trovare la
giusta definizione per questo indiscusso capolavoro che, riduttivamente, viene definito una
comédie-ballet. L’estrema libertà con cui l’autore tratta la vicenda, i toni farseschi,
satireggianti, gli elementi fiabeschi, onirici, la prosa densa di ritmo, la tessitura musicale scritta
da Jean-Baptiste Lully, la coreografia dei balletti, il tutto, è teso a una teatralità assoluta di
grande effetto comico. La trama è molto semplice: un ricco borghese sogna di diventare
nobile, lo desidera con tutte le sue forze, lo pretende con un’esaltazione fuori dal comune.
Intorno a lui ruota un’umanità di adulatori e di scrocconi, un’umanità priva di autentiche
qualità, che si nutre di ‘senso comune’, che ovviamente lo raggira e asseconda la sua follia,
pur di ottenerne un guadagno. A questi si contrappone la moglie del protagonista, tutta senso
pratico e concretezza, che cerca in ogni modo di farlo rinsavire. Di fronte all’ ennesimo rifiuto
del ‘borghese’ di dare in sposa sua figlia al ragazzo che ama, perché privo di nobili natali, tutti
d’accordo gli giocano la beffa finale attraverso la famosa ‘Cerimonia Turca’ e anche la moglie
che, pur criticandolo aspramente ha fino ad allora cercato di proteggerlo, gli si schiera contro
lasciandolo definitivamente solo, nella sua folle utopia.
Domenica 10 febbraio 2013 – ore 18.00
GL’INNAMORATI
di Carlo Goldoni
con Isa Barzizza, Selvaggia Quattrini, Stefano Artissunch
e con Stefano De Bernardin, Laura Graziosi, Stefano Tosoni
regia di Stefano Artissunch
TEATRO VENTIDIO BASSO ASCOLI PICENO/SYNERGIE TEATRALI
La commedia, divertente e romantica, racconta dell’amore tormentato di due giovani fra
corteggiamento e seduzione: Eugenia, appartenente alla nobiltà milanese decaduta, e
Fulgenzio, rappresentante della ricca classe borghese. Ostacolo alla loro felicità non i soliti
impedimenti esterni ma l'orgoglio e la gelosia che l'uno prova nei confronti dell'altra. L’opera,
ricca di situazioni comiche tipiche della commedia dell’arte, non solo dispensa critiche alla
società ma approfondisce le sfumature psicologiche che ruotano intorno all'inquietudine
d'amore dei due protagonisti per poi addentrarsi nel particolare delle trepidazioni delle donne
sul rapporto amoroso. Il ritratto della famiglia di Eugenia e Fulgenzio è molto simile a quello
tipico della società attuale che, con la sua ipocrisia, il suo desiderio di apparire ed il suo
consumismo patologico, incoraggia la percezione netta che si stia parlando proprio di noi. Il
genio di Goldoni rende possibile l’attualità ed il realismo del testo come lo stesso autore ci
ricorda nelle Memorie: “Avevo ascoltato più di una volta le loro baruffe, le loro grida, le loro
disperazioni: i fazzoletti lacerati, gli specchi spezzati, i coltelli sguainati. I miei innamorati sono
esagerati, ma non sono meno veri; c’è più verità che verosimiglianza nella commedia, lo
ammetto; ma sulla certezza dei fatti, credetti poter ricavare un quadro che faceva ridere gli uni
e spaventare gli altri…..e così fu”.
Mercoledì 27 febbraio 2013 – ore 21.00
GABRIELE D’ANNUNZIO TRA AMORI E BATTAGLIE
liberamente tratto da L’amante guerriero di Giordano Bruno Guerri
uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini
con Edoardo Sylos Labini, Giorgia Sinicorni, Silvia Siravo, Alice Viglioglia, Dj Antonello Aprea
con la partecipazione di Viola Pornaro nel ruolo di Eleonora Duse
regia di Francesco Sala
RG PRODUZIONI
Nel 2013 ricorre il 150° anniversario della nascita di uno dei più importanti e discussi
personaggi italiani: Gabriele d’Annunzio. Nato a Pescara il 12 marzo 1863, il Vate muore a
settantacinque anni da poeta celebrato nella sua villa mausoleo del Vittoriale, sul lago di
Garda. È proprio dalla straordinaria biografia del poeta abruzzese che prende spunto il nuovo
spettacolo di Edoardo Sylos Labini, Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie. La pièce
sintetizza la vita di un artista che ha saputo imporre i propri sogni, in un susseguirsi di amori,
passioni, infedeltà, avventure politiche e mondane, autentiche provocazioni poetiche vissute
sempre con vittorioso clamore. D’Annunzio, amante instancabile, dalla sua stanza del Vittoriale
rende omaggio alle sue donne: da Eleonora Duse, alla moglie Maria Hardouin d’Altemps, alla
pianista Luisa Baccara, passando per la governante Amélie Mazoyer attraverso i versi de Il
piacere, del Notturno, rivivendo Il fuoco o La pioggia nel pineto in un’insolita versione
elettronica.
Domenica 17 marzo 2013 – ore 18.00
C COME CHANEL
di Valeria Moretti
con Milena Vukotic e David Sebasti
regia di Roberto Piana
TEATRO DELL’ISTANTE/ STEFANO MASCAGNI/ROBERTO PIANA
Coco Chanel attraversa un secolo intero che ha conosciuto il dramma della Prima guerra
mondiale, l’effervescenza degli Anni Folli fino al periodo pieno di speranza del dopoguerra.
Impossibile racchiudere un personaggio, già di per sé così poliedrico e sfaccettato ed un’epoca
così ricca di eventi e di trasformazioni, dentro un unico contenitore. Abbiamo dunque pensato
di procedere su una strada non solo biografica ma legata ad emozioni, suggestioni, fantasie,
“visioni” tanto sceniche quanto letterarie seppur con un occhio attento alle avanguardie
artistiche del momento storico raccontato. Grazie al testo di Valeria Moretti costruito come un
puzzle il più possibile fedele alla cifra di Mademoiselle, una sorta di mosaico, talvolta
drammatico talvolta ironico ma mai banale, lo spettacolo rappresenta innanzitutto una
straordinaria prova d’attore per due grandi interpreti. Il raffinato impianto scenico di Guido
Caodaglio e gli eleganti costumi firmati da Alessandro Lai contribuiscono a ricostruire, o meglio
a ricreare, un’identità sia del personaggio sia di quel mondo indimenticabile (in cui
riecheggiano i nomi di Cocteau, Picasso, Stravinskij, Diaghilev e tanti altri) di cui Chanel è
stata indiscussa protagonista.
Roberto Piana
.
Giovedì 28 marzo 2013 – ore 21.00
A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?
commedia in due parti di Armando Curcio
riduzione di Peppino De Filippo
con Luigi De Filippo
e con Stefania Aluzzi, Marisa Carluccio, Vincenzo De Luca,
Gennaro Di Biase, Riccardo Feola, Roberta Misticone, Paolo Pietrantonio,
Fabiana Russo, Michele Sibilio, Stefania Ventura
regia di Luigi De Filippo
I DUE DELLA CITTÀ DEL SOLE
Questa è una commedia di grande attualità. Andata in scena per la prima volta nel 1940 al
Teatro Quirino di Roma, fu una delle più divertenti commedie che resero celebri i grandi fratelli
De Filippo, Eduardo e Peppino. Interpretata, questa volta, da Luigi De Filippo e dalla sua
Compagnia di Teatro, racconta le vicende del marchese Eduardo Parascandoli che, diventato
serenamente povero, da ricco che era, è un seguace accanito della filosofia stoica. Insegna il
disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, che è il suo più fedele seguace. Eduardo
Parascandoli fa credere a tutti, compreso l’ ingenuo Vincenzino, che quest’ ultimo ha ereditato
una cospicua somma di danaro. Il suo scopo però, è dimostrare che i quattrini non servono a
nulla, e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Infatti, attraverso
comiche situazioni, ci riesce ed anzi, dimostra che per guadagnare del danaro non occorre né
lavorare, né disporre di capitali, ma basta essere furbi. Con la sua comicità ironica ed amara
Luigi De Filippo, considerato ormai fra i più autorevoli rappresentanti del Teatro di grande
tradizione napoletana, è l’ interprete ideale per questa famosa commedia che ancor oggi
diverte e fa riflettere.
Giovedì 11 aprile 2013 – ore 21.00
CAPITAN FRACASSA
da Théophile Gautier e dai canovacci di Francesco Andreini
con Lello Arena
e con Fabrizio Vona, Francesco Di Trio, Giovanna Mangiù, Barbara Giordano
adattamento e regia di Claudio Di Palma
TEATRO STABILE DI CATANIA - BON VOYAGE PRODUZIONI
con la collaborazione del XLVI FESTIVAL TEATRALE DI BORGIO VEREZZI
Le prime trenta pagine del libro, non poche, rapiscono il gusto descrittivo di Gautier
“costringendolo” a soffermarsi con tratto scrupoloso e spietato sulla solitudine che immiserisce
l'umore del Barone di Sigognac. Poi, però, il teatro si propone, provvidenziale e casuale, a
Sigognac per riconvertire il suo silenzio indolente in azione e gli sottopone una grammatica di
segni comici che ne risvegliano gli umori insani riconcedendogli una vita, riassegnandogli
un’identità: Capitan Fracassa. Al nostro Fracassa, ormai maturo, il teatro si presenta con la
forza seduttiva di un’ adolescente inconsciamente adescatrice. Nel gioco teatrale dei contrari,
si finge in scena spavaldo di parola e codardo d'azione contrappuntando la sua reale natura.
Vive con pienezza un' epopea vitalissima e smodata da Illusion comique sino al sopraggiungere
dell'indifferibile epilogo. E per la chiusura del sipario, per il ritiro dalle scene cosa scegliere?
Assecondare il finale favolistico edulcorato e pacificante suggerito/imposto a Gautier da
familiari ed editore oppure seguire la prima intuizione dell'autore che riduceva Sigognac “ ...
seduto sull'orlo di un sepolcro ad attendere che la morte venisse col suo dito ossuto a spingerlo
nella buia cavità” ? La seconda ipotesi, certo, oltre ad evidenziare la naturale destinazione al
silenzio cui il teatro induce al momento della fine, suggerisce, anche, con forza un rimando
suggestivo alla modalità con la quale Sigognac aveva scelto in partenza di seguire gli attori:
spinto, quasi inerme, dalla passione ( morte ) nella nuda scatola teatrale ( buia cavità ). Quello
della “... pietra verdastra e sgretolata della tomba”, dunque, sembrerebbe lo sfondo ideale
dello scenario conclusivo, ma ...
Il programma potrebbe subire variazioni
TIPOLOGIA ABBONAMENTI
ABBONAMENTO “VIVA IL TEATRO”
N. 16 Spettacoli (comprendente i segmenti “L’Emozione è Protagonista” e “Emozioni
Vibranti”)
ABBONAMENTO “L’EMOZIONE E’ PROTAGONISTA”
N. 7 Spettacoli: 2 alle ore 21.00 e 5 alle ore 18.00 della domenica
ABBONAMENTO “EMOZIONI VIBRANTI”
N. 9 Spettacoli: 5 alle ore 21.00 e 4 alle ore 18.00 della domenica
ABBONAMENTO “EMOZIONI LEGGERE …MA NON TROPPO”
N. 4 Concerti serali (in via di definizione)
MODALITA’ DI VENDITA DEGLI ABBONAMENTI
La vendita degli abbonamenti avverrà per fasi, nei giorni sotto riportati, dando priorità ai possessori
di abbonamenti della Stagione 2011-2012 e precisamente:
1^ FASE
Nei giorni 1, 2 e 3 ottobre 2012, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 (c/o il Botteghino del Teatro
Civico), saranno messi in vendita gli abbonamenti “VIVA IL TEATRO”, ai possessori
dell’abbonamento “VIVA IL TEATRO”, che esibiranno il tagliando della stagione 2011-2012.
Gli stessi potranno rinnovare l’abbonamento mantenendo gli stessi posti della passata Stagione
Comunale
2^ FASE
Nei giorni 4, 5, 8 e 9 ottobre 2012, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 (c/o il Botteghino del Teatro
Civico), saranno messi in vendita gli abbonamenti “L’EMOZIONE E’ PROTAGONISTA” e
“EMOZIONI VIBRANTI”, ai possessori dell’abbonamento “L’EMOZIONE E’ PROTAGONISTA” e
“EMOZIONI BRILLANTI”, che esibiranno il tagliando della stagione 2011-2012.
Gli stessi potranno rinnovare l’abbonamento mantenendo gli stessi posti della passata Stagione
Comunale
3^ FASE
Nei giorni 10, 11 e 12 ottobre 2012, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 (c/o il Botteghino del Teatro
Civico), saranno messi in vendita gli abbonamenti “VIVA IL TEATRO”, ai possessori
dell’abbonamento “L’EMOZIONE E’ PROTAGONISTA” o ”EMOZIONI BRILLANTI”, che
esibiranno il tagliando della stagione 2011-2012..
Gli stessi dovranno scegliere i posti disponibili al momento dell’acquisto.
4^ FASE
Nei giorni 15, 16 e 17.10.2012, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 (c/o il Botteghino del Teatro Civico),
saranno messi in vendita gli abbonamenti “VIVA IL TEATRO”, seguendo l’ordine di arrivo.
5^ FASE
Nei giorni 18 e 19.10.2012, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 saranno messi in vendita gli
abbonamenti “L’EMOZIONE E’ PROTAGONISTA” o ”EMOZIONI VIBRANTI”, seguendo
l’ordine di arrivo.
“EMOZIONI LEGGERE …MA NON TROPPO”
I possessori dell’abbonamento “EMOZIONI LEGGERE …MA NON TROPPO”, che esibiranno il
tagliando della stagione 2011-2012 potranno confermare il posto appena definito il programma e le
modalità di vendita.
I biglietti dei singoli spettacoli inseriti nei predetti programmi saranno messi in vendita presso il
botteghino del teatro 1 ora prima dell’inizio.
SPETTACOLO D’INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE 2012/2013
Venerdì 26 ottobre 2012 - ore 21.00
TITANIC - il Musical
di Federico Bellone, Cristiano Alberghini
con Danilo Brugia
cast in via di definizione
regia di Federico Bellone
BARLEY ARTS
Normali
Ridotti
Poltronissima
€ 25,00
€ 20,00
Poltrona
€ 20,00
€ 17,00
Poltroncina
€ 15,00
€ 12,00
Galleria
€ 10,00
€ 8,00
Palchi:
Poltrona
€ 20,00
Sgabello
€ 15,00
Poltronissime: si intendono le prime otto file del settore centrale.
Le riduzioni sui biglietti saranno accordate: giovani fino a 25 anni, ultrasessantenni, iscritti ai CRAL
cittadini e riduzioni di legge.
Prevendita
(c/o il Botteghino del Teatro Civico)
22 ottobre 2012.
23 ottobre 2012.
24 ottobre 2012.
25 ottobre 2012.
26 ottobre 2012
dalle ore 17,00
dalle ore 17,00
dalle ore 17,00
dalle ore 17,00
dalle ore 20.00
alle ore 20,00
alle ore 20,00
alle ore 20,00
alle ore 20,00
alle ore 21,00 (inizio spettacolo)
PREZZI
ABBONAMENTO “W IL TEATRO” (15 spettacoli)
2012/2013 – 15 SPETTACOLI
SEGMENTI PROTAGONISTA e VIBRANTI
ABBONAMENTI
Normali
Poltronissima € 175,00
Poltrona
€ 110,00
Poltroncina
€ 100,00
Galleria
€ 62,00
Palchi:
Poltrona
€ 110,00
Sgabello
€ 95,00
Non sono accordate riduzioni per gli abbonamenti.
Poltronissime: si intendono le prime otto file del settore centrale.
ABBONAMENTI E BIGLIETTI “L’EMOZIONE È PROTAGONISTA”
(7 spettacoli: 2serali alle 21.00; 5domenicali alle 18.00)
2012/2013 – 7 SPETTACOLI
ABBON.
Normali
BIGLIETTI
normali
Ridotti
Poltronissima € 80,00
€ 25,00
==
Poltrona
€ 65,00
€ 20,00
€ 17,00
Poltroncina
€ 52,00
€ 15,00
€ 12,00
Galleria
€ 35,00
€ 10,00
€ 8,00
Poltrona
€ 65,00
€ 20,00
Sgabello
€ 52,00
€ 15,00
Palchi:
Non sono accordate riduzioni per gli abbonamenti.
Poltronissime: si intendono le prime otto file del settore centrale.
Le riduzioni sui biglietti saranno accordate: giovani fino a 25 anni, ultrasessantenni, iscritti ai CRAL
cittadini e riduzioni di legge.
Non saranno accordate riduzioni per le poltronissime.
ABBONAMENTI E BIGLIETTI “EMOZIONI VIBRANTI”
2012/2013 – 8 SPETTACOLI
ABBON.
Normali
BIGLIETTI
normali
Ridotti
Poltronissima € 110,00
€ 25,00
==
Poltrona
€ 95,00
€ 20,00
€ 17,00
Poltroncina
€ 80,00
€ 15,00
€ 12,00
Galleria
€ 50,00
€ 10,00
€ 8,00
Poltrona
€ 95,00
€ 20,00
Sgabello
€ 80,00
€ 15,00
Palchi:
Non sono accordate riduzioni per gli abbonamenti.
Poltronissime: si intendono le prime otto file del settore centrale.
Le riduzioni sui biglietti saranno accordate: giovani fino a 25 anni, ultrasessantenni, iscritti ai CRAL
cittadini e riduzioni di legge.
Non saranno accordate riduzioni per le poltronissime.
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La Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte
in collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa nell’ambito del Progetto C3+
presenta
LAURA MORANTE
in
THE COUNTRY di Martin Crimp
dal 25 ottobre al 4 novembre 2012 al Teatro Astra di Torino
Biglietto intero 18 €
Biglietto Ridotto a 15 € per gli abbonati alla stagione di prosa del Teatro Civico di Vercelli per le
recite dal 31 ottobre al 4 novembre.
Biglietto ridottissimo a 10 € per la recita del 31 ottobre.
INFO BIGLIETTERIA & PRENOTAZIONI
Orari spettacolo: Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21.00 / Mercoledì ore 19.00 / Domenica ore
18.00
Vendita biglietti presso:
Teatro Astra | Via Rosolino Pilo 6, Torino Tel. +39 011.5634352 (dal martedì al sabato ore 16.00 –
19.00)
Infopiemonte | Piazza Castello 165, angolo Via Garibaldi, Torino (aperto tutti i giorni
ore 10.00 – 18.00)
On line | www.fondazionetpe.it
LAURA MORANTE
in
THE COUNTRY
di Martin Crimp
traduzione di Alessandra Serra
e con Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas
regia di Roberto Andò
TEATRO STABILE dell’UMBRIA, FONDAZIONE BRUNELLO CUCINELLI
in collaborazione con NUOVO TEATRO
Martin Crimp è considerato uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei, con grande controllo e
intelligenza teatrale offre una visione critica della società postmoderna geniale e convincente. Al debutto
inglese di questa enigmatica e affascinante commedia ha conquistato straordinari consensi di pubblico e
critica. “Leggendo The country, dapprima nella bella traduzione di Alessandra Serra, poi nell’originale
inglese - scrive Andò nelle sue note di regia - ho avuto la conferma di un autore di prima grandezza, col
dono di una scrittura magistrale. Nella casa in campagna in cui ha convocato i tre personaggi della sua
commedia, Corinne, Richard e Rebecca, Crimp muove il mistero a partire da un incidente che fa da
antefatto all’azione. Richard ha trovato una giovane donna svenuta per strada e l’ha portata in casa,
Corinne ha il dubbio che lui la conoscesse già e da qui, passo dopo passo, lo spettatore verrà informato
che la coppia è da tempo ostaggio di un altro ospite inquietante. Una storia di menzogne, di persone
legate da inesplicabili sottomissioni, da torbide attrazioni sbilanciate, una storia d’amore tra un uomo e
una donna in attesa di redenzione.” Nei panni della protagonista Laura Morante, raffinata e apprezzata
artista capace di affrontare con particolare sensibilità ruoli intensi. L’attrice, dopo i recenti successi
cinematografici, ottenuti nella doppia veste di regista e interprete, torna al teatro dove aveva debuttato
giovanissima, interpretando un’indimenticabile Ofelia nell’Amleto di Carmelo Bene. Protagonista maschile
Gigio Alberti, versatile e affermato attore molto amato dal pubblico. Lo spettacolo è diretto da uno dei
nostri registi più noti e apprezzati, Roberto Andò.
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