Se Dio esiste, perché tanti morti innocenti? Se Tu sei qui, i miei cari non moriranno... E invece Dio è qui, sempre, ma non come esenzione dalla morte. Gesù mai ha promesso che i suoi non sarebbero morti. Per lui il bene più grande non è una vita lunghissima, un infinito sopravvivere. Per Gesù l'essenziale non è il non morire, ma il vivere. E il vivere una vita risorta. L'eternità è già entrata in noi, entra in noi molto prima che accada, entra con la vita di fede, con i gesti del quotidiano amore. Il Signore ci insegna ad avere più paura di una vita sbagliata che non della morte. A temere di più una vita vuota e inutile che non l'ultima frontiera che oltrepasseremo aggrappandoci forte al cuore che non ci lascerà cadere. La vita eterna è la cosa più seria e più forte che Gesù ha preparato per noi. Professione di fede La rivelazione cristiana non si accontenta di un vago sentimento di sopravvivenza. La fede nella vita eterna che professiamo nel Credo è un invito alla gioiosa speranza di vedere Dio a faccia a faccia. Con questa certezza nel nostro cuore, rinnoviamo la nostra fede nel Dio della vita e ripetiamo: Credo, Signore! - Io credo che la mia vita non è nelle mani del cieco destino, né che la morte abbia l’autorità di stabilire il significato ultimo della mia esistenza: io credo che la mia vita è nelle mani di Dio, Creatore di tutto ciò che esiste e fonte della vita. - Io credo che Dio si prende personalmente a cuore la mia vita, perciò non la abbandonerà nelle tenebre della morte: anche di fronte alla morte io mi fido di Dio e so che chi spera nel Signore non resterà deluso. - Io credo che Gesù è segno della solidarietà di Dio verso noi uomini; egli, che ha vissuto la nostra vita, sperimentando su di sé il peccato dell’umanità. Non ha evitato la morte per fedeltà al nostro Dio e a noi: ha sperato in Dio e Dio lo ha risuscitato dai morti. Egli è il vivente, anche oggi, e per sempre. - Io credo nello Spirito di Dio, lo Spirito del Signore risorto: egli è la riconciliazione con Dio e comunione che neppure la morte può spezzare. Egli raduna anche oggi, i dispersi figli di Dio nelle Chiese che credono, sperano, amano. - Io credo che le persone, che in vita mi sono state care, anche Dio le ha amate: perciò egli le conserverà in vita. Io credo che Dio può perdonare i peccati di chi crede in lui, e che potremo un giorno, vedere il suo volto. Padre nostro, orazione conclusiva e benedizione - Padre, che nessun altro segno hai dato alla nostra fame di vita che Gesù crocifisso e risorto, fattosi pane per tutti, dona ai cristiani di maturare in sé una profonda comprensione per il tuo mistero, per esserne gioiosi testimoni in mezzo al mondo. Per lo stesso Gesù tuo Figlio e nostro Signore. Amen Adorazione Eucaristica “Io non muoio: entro nella vita” Preghiera da soli, in silenzio Signore Gesù, Figlio di Dio e figlio dell’uomo parola di verità e pane di vita eterna, noi ci riuniamo intorno a Te; abbiamo bisogno di Te per vivere, parla al nostro cuore, nutri la nostra vita. Tu che sei Dio e che per noi ti sei fatto uomo, Tu che sei qui presente nel sacramento del pane, che ci hai lasciato come memoria viva della tua morte e risurrezione, per la nostra salvezza. Facci entrare sempre più in questo mistero di fede, affinché possiamo vivere della tua presenza, Luce che sempre brilli, amore che sempre ardi, dolce Cristo, luce eterna, fonte di santità, datore di ogni bene. Ascoltiamo un invito all’adorazione Preghiera del celebrante Signore Gesù, con gioia ci prostriamo in adorazione presso il tuo santo altare. Con te, o Gesù, tutto è merito di vita eterna, tutto è luce che rischiara la vita, tutto aiuta a proseguire il cammino tutto è dolcezza... anche il dolore! Tu sei fonte copiosa di purissima gioia. Gioia che cominciamo a gustare qui, nella valle del pianto, e che sarà piena quando ci svelerai la tua gloria: al gaudio della fede subentrerà quello della visione. Signore Gesù, tu, pane vivo disceso dal cielo, ci basti. Non abbiamo bisogno di altri. Tu sei la nostra vita. Tu sei la nostra gioia. Tu sei il nostro tutto. Ci affidiamo a te: nostro conforto, nostro gaudio, nostra pace. Preghiera di contemplazione Rit. Noi confidiamo in Te, Signore Gesù Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né la luna illuminerà più la tua notte, ma per te il Signore sarà luce eterna. (Is. 60,19) Il Signore eliminerà la morte per sempre e asciugherà le lacrime su ogni volto (Is 25,8) Dice il Signore: “Io apro i vostri sepolcri e vi risuscito dalla vostre tombe. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”. (Ez 37,13-14) «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; (Gv 11,25) Cristo risuscitato dai morti non muore più: la morte non ha più potere su di lui. (Rm 6,9) Quanti sono stati battezzati in Cristo Gesù, sono stati battezzati nella sua morte. (Rm 6,39) Né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio. (Rm 8,38) Il mondo, la vita, la morte, le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo; e Cristo è di Dio. (1Cor 3,22) Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del Vangelo. (2Tm1.10) Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli. (Ap 22,5) Canto: Canto a te, Signore della vita (libretto bianco n° 780) Ascolto della Parola Dal Vangelo di Giovanni Gesù disse: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane Riflessione La morte è una separazione che non è separazione. La tradizione ortodossa attribuisce la massima importanza a questo punto: i vivi e i morti appartengono a un’ unica famiglia. L’abisso della morte non è insormontabile, poiché possiamo ritrovarci tutti attorno all’altare di Dio. “La Chiesa è il punto d’incontro dei morti, dei viventi e di quelli che devono ancora nascere; tutti, amandosi gli uni gli altri, si riuniscono attorno alla pietra dell’altare per proclamare il loro amore verso Dio. “In Cristo noi viviamo, ci muoviamo e abbiamo l’esistenza. Vivi e morti, siamo tutti in lui: siamo tutti viventi in Lui perché in lui non c’è morte. Il nostro Dio non è un Dio dei morti, ma dei vivi.” Ma come è possibile mantenere questa continua comunione? La comunione che ci unisce non si colloca a livello psichico, ma a livello spirituale e il luogo in cui ci ritroveremo è il banchetto eucaristico! Il fondamento legittimo della nostra comunione con i morti è la comunione nella preghiera, soprattutto nella Liturgia Eucaristica. Noi preghiamo per loro e nello stesso tempo siamo certi che essi intercedono per noi, ed è al di là delle frontiere della morte, in un vincolo di unità saldo e indistruttibile. La preghiera quindi non è un optional ma diventa la modalità in cui noi continuiamo ad amarli. Qui sulla terra noi preghiamo gli uni per gli altri, perché non continuare a pregare per loro dopo che sono morti? Vivi o morti, noi siamo tutti parte di un’unica famiglia, e dunque, vivi o morti, noi intercediamo gli uni per gli altri. In Cristo risorto non esiste separazione fra vivi e morti: “Noi siamo tutti vivi in Lui, perché in Lui non esiste la morte”. La morte fisica non può sciogliere i vincoli dell’amore e della preghiera reciproca che ci uniscono tutti in un solo e medesimo corpo. da "Riconoscete Cristo in voi di K. Ware) A coro alterni il salmo 16 Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: "Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene". Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. Gloria al Padre… Canto: Vivere la vita (libretto bianco n° 899) Riflessione - La liturgia non ha pianti, perché ciò di cui essa fa memoria non è la morte, ma la speranza della risurrezione. La liturgia non ha lacrime, se non asciugate dalla mano di Dio, perché essa non è memoria della lacerazione, ma profezia di futuro, di nuova comunione. «Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto». La fede generosa di Marta, sopraffatta dell'emozione, si sbaglia. È quello che pensiamo anche noi: in questo mio dolore, dov'è Dio?