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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 7 DICEMBRE 2006
N. 30
In data 7.12.2006 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
ZAMBOTTI Pier Giorgio
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
MIRANTE MARINI Girolamo
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
GATTI Franco
ACCORSI Massimo
MUNARI Emilio
FRIZZI Rocco
PEDERZOLLI Mauro
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
BOMBARDELLI Ivo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– BRUNELLI Maria Flavia
– DALPONTE Andrea
– GRAZIOLI Luca
– TRINCHIERI BENATTI Cristian
– MORANDI Giorgio
– MATTEOTTI Pietro
– DETONI Maurizio
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Partecipa il Vice Segretario del Comune, dott.ssa Anna Cattoi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Mattoetti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 23 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con
avviso dd. 23.11.2006, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue:
8. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL
GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2007, DELLA RELAZIONE PREVISIONALE
E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2007/2009 E ALTRI
ALLEGATI (relatore Ass. Bagozzi)
Presidente:
Confermo gli scrutatori nominati nello scorso Consiglio, proseguiamo con il punto n. 8
all’O.d.G.: approvazione del Bilancio.
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 8
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato B) al presente verbale.
PUNTO N. 8: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI
RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2007, DELLA
RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO
PLURIENNALE 2007/2009 E ALTRI ALLEGATI
Presidente:
Prego i Consiglieri di prenotarsi per gli interventi. Se nessuno chiede la parola io chiudo i
primi interventi e poi metto in votazione il punto. Ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli.
^^^ Entra il Consigliere Matteotti: il numero dei presenti sale a 24. ^^^
Consigliere Pederzolli:
Grazie, Presidente. Il Bilancio è un momento molto importante, in cui si disegna un
quadro riassuntivo di quanto si è, si poteva o non si è riusciti a realizzare nel corso dell’anno
appena trascorso, soprattutto in cui si progetta quello futuro. È un momento questo ove chiunque
dovrebbe sforzarsi di valutare i fatti seguendo i canoni dell’imparzialità e della giustezza, senza
forzatamente arroccarsi su posizioni di onnipotenza, da parte di chi presenta e stila il Bilancio, o
di estrema criticità da parte di chi è chiamato a giudicarne la bontà e la condivisione. Non mi
ritengo capace di giudicare la bontà o meno dell’azione dell’Amministrazione comunale in
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questo anno 2006 di legislatura, ritengo però di poter esprimere osservazioni personali ed
intendimenti politici che posso essere diversi rispetto a quelli del Sindaco e della sua
maggioranza. Credo che uno dei compiti di quest’ultima sia quello di accettare osservazioni e
idee politiche diverse, soprattutto se queste hanno l’obiettivo di aprire ragionamenti e dibattiti
per la buona riuscita di progetti per la città. Sono sempre stato un fautore dell’idea che chi è stato
eletto ha il dovere di governare e portare avanti le aspettative della città, ma ciò non deve fare
pensare di poterlo fare senza alcuna necessità di confronto.
D’altronde Lei stesso, signor Sindaco, affermava che: “….con gli Stati generali vi sarebbe
stata la lettura a più voci della realtà a Riva del Garda. Si dovrà saper rivedere le proprie
posizioni, si dovrà portare i cittadini a rassegnare alle istituzioni pubbliche il ruolo di interpreti
dell’interesse generale e del bene della collettività. L’auspicio è che coloro che si relazionano
normalmente con l’Amministrazione comunale, vorranno offrire il loro contributo di
consapevole condivisione. Il Sindaco si impegnerà in particolare nelle competenze che gli sono
proprie, per un miglioramento della relazione tra struttura comunale e cittadinanza”.
In questo, a mio giudizio, è mancata la maggioranza. L’apertura verso la cittadinanza,
complice anche il doppio incarico del Sindaco, è diventata piuttosto limitata, la condivisione con
le componenti di minoranza non mi pare ci sia stata. In merito a questa mia ultima affermazione,
sono di supporto i vari richiami fatti dal Presidente del Consiglio ai vari Consiglieri di
maggioranza, verso una maggiore partecipazione, non solo fisica, nelle varie sedute. Vi sono
state talvolta affermazioni piuttosto dure di fronte a proposte di componenti di minoranza, che
hanno fatto intendere la mancanza di apertura e la poca voglia di ascoltare e di provare a
scambiare impressioni per un ragionamento comune. Non credo che quando parlava di
“consapevole condivisione” Lei intendesse dire che la maggioranza propone e la minoranza deve
saper accettare.
Non voglio pensarlo e nemmeno crederlo, anche se talvolta sono capitate situazioni in
cui dei progetti sono stati presentati il martedì per poi essere portati in Consiglio comunale, per
l’approvazione, il venerdì immediatamente successivo. In questi casi non era possibile nemmeno
un piccolo ragionamento. Anche l’attaccarsi a norme e regolamenti per tardare la consegna di
documentazione richiesta, per chi lo subisce, può essere letto come forma di chiusura.
Nonostante la dimostrazione di responsabilità della minoranza, rimasta più volte al proprio posto
per garantire il regolare svolgimento delle sedute, di fronte al venire meno del numero dei
Consiglieri della maggioranza, per proseguire nell’attività consiliare, abbiamo assistito a scelte
non proprio in linea con il Regolamento e prioritariamente a danno della stessa componente
minoritaria. Non me ne voglia il Presidente, se in questo mio passaggio può sentirsi chiamato in
causa, il mio non deve essere letto come un attacco personale, semmai come una riflessione da
cui far ripartire, o meglio, proseguire un rapporto che sia collaborativo, sincero, paritetico e leale.
Sono state istituite tre Commissioni consiliari, è stata trattata tantissima urbanistica, pochissimo
l’utilizzo della Commissione sociale, in un momento in cui vi è una contrazione economica e un
maggiore ricorso all’assistenza, e una certa disorganizzazione per quanto concerne i lavori della
Commissione Regolamenti. Per altre due ne è stata paventata l’istituzione, salvo poi finire nel
dimenticatoio, piccoli passaggi che possono far leggere una scarsa volontà di condividere idee e
progetti futuri.
È mancata la relazione su argomenti ed incarichi delegati ai vari Consiglieri, volendo
fare un accostamento umoristico, l’attuale Amministrazione dà l’impressione di un treno in corso
che non si cura di limitare la velocità nel passaggio nelle varie stazioni, incurante della
possibilità di investire qualcuno. Non si comprende, in tema di opere pubbliche, il percorso di
alcuni interventi che vengono portati avanti, i quali sembrano slegati da una linea logica. Mi
riferisco ad interventi sulla viabilità, al di là della circonvallazione, della Comai Bis e del futuro
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prolungamento della via Zandonai, nulla. Opere queste che porteranno rapidamente il flusso
veicolare dall’esterno della città verso la periferia della stessa. Non sembrano, però, essere
previsti interventi sulle strade cittadine, che scaricheranno il traffico in entrata dalla
circonvallazione. Risultato: si girerà velocemente attorno alla città, ma per raggiungere parti
della stessa si dovranno percorrere strade che, come per esempio il viale Trento, sono state
ridotte nella dimensione e limitate dalla realizzazione della pista ciclabile. Non si prevede
nemmeno un raccordo che permetta di raggiungere senza particolari percorsi il lato opposto della
città, zona del Brione, per intenderci, aggirando l’esterno della città. Le piste ciclabili iniziano
piano piano ad essere realizzate. Ci si sta principalmente dedicando a quelle di contorno, mentre
quelle di spostamento all’interno delle vie cittadine sono perlopiù costituite da marciapiedi divisi
a metà. Su questo vorrei spendere alcune considerazioni. Recentemente sono state disegnate le
strisce di delimitazione delle piste ciclopedonali, su diversi marciapiedi. Da un lato si è
perlomeno risolta la situazione che vede spesso pedoni e ciclisti bisticciare per l’utilizzo di questi
ultimi, nel marciapiede, dall’altra i simboli disegnati sugli stessi percorsi, consentono l’utilizzo
ad entrambi di quella fascia di colore rosso.
Su questo chi avrà la precedenza? Prendendo ad esempio il viale dei Tigli, non può non
sorgere il pensiero circa la pericolosità di una simile situazione. Diverse uscite da abitazioni
private si affacciano sui due marciapiedi, oltre che dei pedoni, i mezzi in uscita dovranno ora
preoccuparsi delle biciclette in transito, autorizzate a percorrere gli stessi marciapiedi, da quanto
realizzato dal Comune. Il tutto in spazi piuttosto stretti e limitati. Possiamo dire che Riva del
Garda ha realizzato un nuovo sistema di circolazione: il “marciclabile”. Circa i parcheggi, di cui
si è più volte paventata la realizzazione, e che sembrano dover spuntare come funghi,
l’impressione invece è che sembrano seguire la crescita di una pianta secolare.
Scarsi, se non nulli gli interventi per i giovani, salvo i percorsi già realizzati, o in corso di
avvio, che, benché necessari, fino ad ora non hanno sortito alcun nuovo progetto concreto. Mi
piacerebbe conoscere la situazione circa il Centro Giovani dei Sabbioni, consegnato nel mese di
luglio con l’indicazione della sua apertura per ottobre. Ad oggi non mi risulta sia stato avviato il
suo utilizzo. Non si risolve il problema chiudendo soltanto i ragazzi in una sala, si devono offrire
anche degli spazi aperti, all’interno dei quali gli stessi possano realizzare momenti di socialità, di
svago e divertimento. Non si può assistere ogni anno alle lamentele di persone che salvaguardano
i propri interessi, o dover assistere alla raccolta di firme per due beach party nei mesi estivi. Non
sarà neanche questo che risolverà il disagio dei giovani, ma almeno non gli permetterà di dire che
nella nostra città non c’è nulla e li spinga a danneggiare qualsiasi cosa capiti nelle loro
disponibilità. Sappiamo tutti che il problema è a monte, che per prime dovrebbero essere le
famiglie ad interagire con i propri figli, facciamo però in modo che l’Amministrazione meta in
campo tutto quanto sia possibile per sostenere le esigenze dei giovani.
Procedono invece i progetti per la realizzazione delle grandi opere pubbliche, che
modificheranno la nostra città nel corso dei prossimi anni, progetti però senza un contorno di
servizi che possa garantire, per il futuro, un adeguato sostegno a ciò che si sta realizzando. Anche
sotto il profilo turistico sembra che questa Amministrazione voglia limitarne la portata, si vuole
il turista - definito il motore economico della nostra città – per offrirgli una città che vive di una
tranquillità eccessiva. Non si possono realizzare più di una manifestazione al giorno, fatto questo
che, oltre che far perdere spirito di iniziativa ai privati, non consente al turista la possibilità di
scelta. Non credo che tutte le persone che si avvicinano a Riva del Garda siano amanti della
tranquillità, siamo una località che coniuga il lago e la montagna agli sport correlati, con la
possibilità quindi di ospitare appassionati in età non proprio avanzata. Si parla di voler
riqualificare il turismo rivano, attraverso i nuovi, futuri investimenti - parlo del Centro Congressi
e delle Fiere – salvo poi pensare di offrire serate monotematiche. Auspico che, per il futuro, si
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pensi di invertire la rotta, altrimenti, a mio umile modo di vedere, si rischia un grosso flop. Qual
è il motivo di questa mia affermazione? Cito un semplice esempio: nel periodo estivo è stata
realizzata una sfilata di moda, che l’organizzazione voleva porre in essere in data 18 agosto.
La richiesta per tale giorno non è stata accettata e la manifestazione spostata all’8
settembre, con la motivazione che la data prescelta era già prevista una serata dell’Estate in
terrazza. Naturalmente anche le componenti economiche dovranno darsi da fare per realizzare un
cambio di passo in fatto di turismo. Torno a ripetere quanto già prima affermato: mancano aree
per poter svolgere manifestazioni all’aperto, che siano in una zona a ridosso del centro e
rispettose delle esigenze di tutti, altrimenti vivremo le solite lamentele per una serata di
divertimento. In funzione di scelte di varia natura, si stano togliendo, o si rischia di perdere,
buona parte delle tradizioni, ad esempio potrei citare il luna park e le luminarie. Si continua con
la volontà che alla luce delle ultime affermazioni nello scorso Consiglio – non so quanto queste
siano Sue – di voler realizzare il Museo della Vela, nella struttura della Spiaggia degli Olivi.
Sarò nostalgico, ma se penso che in varie località italiane le tradizioni sono usate quale ottimo
vicolo promozionale e di forte appetibilità turistica, mi chiedo il perché di tutto ciò.
Da più di un anno la nostra città soffre di una qualità dell’aria con i livelli di
inquinamento tra i peggiori della provincia, non si notano però interventi integrativi al blocco del
traffico, per ridurre la portata dei veicoli circolanti. Oppure vengano studiati nuovi sistemi di
circolazione che possano evitare il formarsi di code chilometriche, fonte di inquinamento
maggiore rispetto al normale flusso. Su questo argomento mi preme evidenziare la necessità di
miglioramento del trasporto pubblico urbano, attraverso una migliore disponibilità di autobus
nella fascia oraria tra le 7.30 le 8.30, affinché, attraverso anche incentivi economici che possono
concretizzarsi in un abbonamento molto conveniente, i lavoratori possono trovare nel servizio
bus un ottimo sistema di spostamento per il tragitto casa-lavoro. Un’ulteriore proposta potrebbe
essere quella che porta i grossi supermercati a dotarsi di autonomi pullman navetta, che
permettano ai clienti di giungere al centro commerciale gratuitamente e in tuta comodità. Questo
potrebbe contribuire a togliere ulteriori veicoli dalla circolazione quotidiana, potrebbe essere
anche un metodo per provare a far cambiare idea alla gente sul modo di spostarsi.
Per quanto concerne le opere pubbliche, nei programmi si nota, almeno sulla carta, una
sorta di continuità, lo conferma il raffronto tra l’elenco delle opere pubbliche dei trienni 20052007, 2006-2008 e l’ultimo consegnatoci, 2007-2009”.
Per l’analisi di questo settore descriverò in seguito le impressioni raccolte dalla lettura del
programma delle opere pubbliche.
“Leggendo la Relazione programmatica consegnataci, non può non risaltare la quasi
completa uguaglianza con quella consegnataci nello scorso dicembre 2005. Verrebbe da pensare
che, a parte qualche dato, sia stato fatto un copia e incolla con il computer. Al di là delle varie
tabelle che descrivono la situazione anagrafica del personale, delle strutture, serie di dati che
riscuotono parziale interesse, vi sono quelle relative all’economia insediata, alcune delle quali si
riferiscono a anni ormai lontani, con scarse motivazioni di essere proposte, salvo un sensibile
aggiornamento.
Per quanto riguarda la sezione 2 delle risorse, in questa sezione, circa le entrate tributarie
e più precisamente riferendoci all’ICI, ci sorprende il dato che riporta un aumento del gettito
annuo di 200.000 euro, passando da 3.6 milioni a 3, 8 milioni annui. Nel 2005 il gettito aveva
raggiunto i 3,6 milioni grazie ad un aumento delle aliquote, che portava nelle casse ben 400.000
euro in più ed inoltre vi erano 100.000 euro di aumento della base imponibile. Nel 2006 vi è
questo aumento di 200.000 euro, dati dall’aumento della base imponibile, segno che le nuove
edificazioni, al di là del possibile snaturamento della nostra zona, portano comunque benefici
economici per le casse comunali.
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A seguito di tali aumenti, non vi è però altrettanto incremento del fondo specifico per
l’erogazione di contributo a sostegno delle politiche per la casa. Si potrebbe sfruttare una parte
più sensibile, visto che l’incremento, in due anni, del gettito ICI è di ben 700.000 euro.
Osservando i proventi di fitti di immobili strumentali, sarebbe utile conoscere quanto richiesto
per ogni singolo immobile, data la particolarità delle strutture concesse in affitto e, per due di
esse, una particolare dimensione. Stesso discorso anche in merito alle concessioni di immobili
che il Comune ha in corso con uffici pubblici ma anche aziende private, in zone strategiche dal
punto di vista commerciale. Lo scorso anno si rappresentava la previsione di entrata complessiva
di 280.000 euro annui, per l’anno 2007 si prevede un’entrata di 250.000 euro con una riduzione
di 20.000 euro causa i lavori di ristrutturazione del palazzo Salvatori di via Mazzini. Cosa
avrebbe provocato questo calo di 30.000 euro rispetto alle 2 previsioni?
Nella sezione dei canoni di concessione riferibili alla concessione del suolo pubblico, non
posso non sottolineare il maggiore introito di 80.000 euro, rilevato nell’anno 2006. Lo scorso
anno si formulava una previsione di 350.000 euro, con un aumento di 20.000 euro rispetto al
2005: che cosa ha provocato i 60.000 euro di incremento? Vi sono state occupazioni numerose e
non prevedibili? Per quanto riguarda i proventi dai servizi pubblici locali, nell’anno 2005 un
bonus di 30.000 euro che il Comune riceveva da Primiero energia, causa il mancato ritiro di
energia. Era dato in forte calo rispetto agli anni precedenti e, nella relazione di quest’anno è
totalmente sparito. Può essere logico pensare che non si riceva più la quota perché la quota
energia viene oggi ritirata. Sarebbe interessante comprendere il motivo di tale cambiamento. Per
quanto concerne le società partecipate, si segnala il buon risulta della Alto Garda Servizi, che,
nonostante un notevole calo del valore della produzione di circa 2.000.000 di euro, chiude l’anno
2005 con un utile di esercizio di ben 414.000 euro.
Altrettanto bene non si può parlare della APM s.p.a., che a fronte di un incremento delle
entrate di ben 200.000 euro rispetto all’anno precedente, riesce a realizzare circa 18.000 euro
quale risultato di esercizio, migliorando di soli 13.000 euro il risultato del 2004. La società si
segnala per un notevole incremento dei costi relativi alle spese per servizi e, cosa non da poco,
dell’aumento di ben 23.000 euro per le spese del personale: nuove assunzioni o aumenti
stipendiali del personale? Anche la società Ingarda s.p.a. mostra un aspetto poco chiaro di sé: di
fronte ad entrate per 1.605.000 euro, la società affronta una spesa per il personale di ben 747.000
euro. Nasce spontanea una domanda: ma quanti dipendenti ha questa società? Oppure sono pochi
e ben remunerati?
La lettura dei vari programmi non presenta particolari modifiche circa quelli relativi a:
− Gestione e valorizzazione del patrimonio comunale,
− Servizi economici e finanziari,
− Qualità urbana,
− Servizi ai cittadini,
− Reti tecnologiche e manutenzioni varie
− Mobilità urbana
− Protezione civile e navigazione
− Sicurezza urbana
− Cultura,
− Formazione,
− Sport e tempo libero,
− turismo,
− Risorse tributarie,
− Territorio,
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− Programmazione urbanistica,
− Edilizia,
− Agricoltura,
− Attività commerciali,
− Tutela dell’ambiente.
In tutti questi viene fedelmente riportato quanto esposto nella Relazione consegnata lo
scorso anno, oppure vengono utilizzate parole e periodi modificati, senza però modificare, nella
sostanza, il contenuto dei vari programmi. Segno, probabilmente, della mancanza di nuovi
progetti all’interno di queste aree di servizio.
Si rilevano novità in materia di servizi economici e finanziari, per quanto riguarda
l’introduzione nella contabilità degli enti locali, della codifica nazionale SIOPE sui pagamenti e
sulle riscossioni effettuate con la conseguente indicazione, su qualsiasi operazione di incasso o
pagamento, dovrà riportare le indicazioni previste dalla nuova normativa.
Circa i servizi ai cittadini, può essere letta positivamente la volontà di esternalizzare il
servizio di montaggio e smontaggio di palchi e strutture per le manifestazioni, però se hanno
l’intento di sgravare il Cantiere comunale di tale impegno e rendere più sempre efficiente il
servizio. L’importante è che questo non vada ad incidere economicamente sulle varie iniziative
che le associazioni cittadine, già con molteplici difficoltà, intendono proporre. Nella mobilità
urbana si considera la possibilità di introdurre un servizio navetta, a livello sperimentale, via
acqua, tra Riva del Garda e Torbole. Questo dovrà essere un sistema alternativo al trasporto su
gomma. Per quanto attiene questo programma, mi sento in dovere di richiamare e richiedere un
intervento dell’Amministrazione comunale, affinché possa essere migliorato ed integrato il
sistema del servizio di trasporto pubblico urbano, in modo da renderlo appetibile dal cittadino, e,
nel contempo, contribuire ad un drastico calo del livello dell’inquinamento della nostra città.
Nel programma Risorse tributarie si ritrova la novità che attraverso l’istituzione della
Comunità di valle, porterà la gestione associata di determinati servizi, in questo caso la gestione
della TIA, che sarà in forma associata tra tutti i Comuni del Comprensorio. Mi soffermo ad
analizzare alcuni aspetti dei rimanenti programmi e più precisamente: per quanto riguarda il
programma 1, Affari generali ed istituzionali, risorse umane e tecnologie. Questo ambito del
programma presenta alcuni aspetti che richiedono una spiegazione ad alcuni passaggi. Nella parte
dove si dice che: “…verranno attuati percorsi virtuosi, per supportare nell’ambito di controllo di
gestione il gruppo di progetto ed il gruppo di lavoro, nonché, a mezzo di delibere della Giunta,
altre iniziative per ottimizzare l’efficacia del sistema premiante: indennità, incentivi e
valutazioni”. Sarebbe utile comprendere il metodo di valutazione che viene utilizzato e che dà
sfogo ad incentivi e premi al Personale.
È risaputo che taluni uffici che gestiscono particolari entrate comunali hanno diritto, per
Legge, ad un premio in funzione dell’incremento o dell’efficacia della raccolta delle entrate. Per
raggiungere tali obiettivi, però, gli stessi uffici devono avvalersi di altri, che non gestiscono
nessuna entrata. L’eventuale distribuzione di premi o di incentivi tiene conto anche di questi, o si
limita al solo Ufficio titolare dell’entrata di sua competenza? Il sistema a premi può, da un lato,
essere un buon sistema per lo stimolo del personale, ma, qualora non equo per tutti, ingenerare le
invidie che possono portare ripercussioni sull’attività del Comune stesso. Se, da un lato, di
dipendenti di ottavo e settimo livello, ricevono, attraverso valutazione della Giunta comunale, un
incentivo premio, in funzione di un punteggio attribuito dalla stessa, dall’alta i dipendenti dei
rimanenti livelli riescono solamente a ricevere incentivi e premi attraverso i gruppi di progetto ed
i gruppi di lavoro. A questi ultimi, però, partecipano anche i dipendenti settimo livello, ottenendo
così un doppio riconoscimento e riducendo sensibilmente la quota da suddividere sui rimanenti
livelli. Anche il ritardo nella consegna delle pagelle di valutazione, toglie possibili
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riconoscimenti economici ai dipendenti.
Questo può essere fonte di malessere nel personale stesso, sollecito quindi una maggiore
attenzione su questa tematica, in modo da distribuire in maniera soddisfacente per tutto il
personale incentivi e riconoscimenti economici. Non mi è chiara la descrizione che viene fatta
circa una “Partecipazione all’attività amministrativa ed alla conoscenza delle procedure da parte
del pubblico. Si intende valutare la possibilità di inserire innovazioni metodologiche e
organizzative, dando ulteriore impulso alla diffusione delle metodologie di automazione, sia
all’interno che all’esterno, affrontando adeguatamente gli aspetti didattici necessari a rendere il
processo effettivamente efficace. Cosa si vuole realizzare?
Al programma 2: Rapporti con altri enti, istituzioni, società. In questo programma viene
dato atto dell’impegno che si realizza attraverso le società partecipate, mi preme evidenziare che
l’impegno del Comune all’interno delle stesse, sia in termini di partecipazione azionaria che di
investimento economico, è spesso rilevante, il ritorno non sempre gratificante. Invito alla
maggiore prudenza possibile, che sarà sicuramente attuata da Lei e dalla Sua Giunta, in quanto
l’attuale momento di contrazione economica, unito ad un eccessivo impegno nelle partecipate,
potrebbe portare ad una ulteriore fiscalità a carico del cittadino. Ampia operatività viene descritta
con le nuove società in fase di partenza, quali AGS com, Alto Garda power ed il rilancio di AGS
s.p.a. come multiutuility di bacino. Scommesse queste che se opportunamente gestite possono
avere ricadute positive. Un esempio lo fornisce AGS s.p.a., che nel corso degli ultimi anni ha
fornito utili in crescita. Certo è che altrettanto non si può dire per quanto riguarda APM s.p.a.,
una società che, pur incrementando la propria raccolta di ricavi, presenta utili risicati. Si ripete
che, per scelta societaria, non si producono volutamente utili, ma investimenti e servizi ai
cittadini.
Rimango sempre perplesso di fronte a tale affermazione, perché, al di là del proseguire
con estrema lentezza dei lavori del parcheggio Pilati, si presenta quale società con forte
propensione alle spese. Nello stesso tempo, non si riscontrano particolari investimenti che
possano perlomeno far comprendere le motivazioni di una voce di spesa così elevata. Per quanto
riguarda le società facenti riferimento alla holding della Lido di Riva, vi è l’attesa circa l’effettiva
partenza della ristrutturazione e rilancio dell’Hotel Lido, anche se i volumi previsti per la
struttura nel progetto fascia lago non mi trovano favorevole. Struttura che, allo stato attuale, oltre
che rappresentare un pessimo biglietto da visita in una zona di forte richiamato turistico, quale il
nostro lungo lago, non produce alcun beneficio per chi ne detiene la gestione e, di contro, il
Comune di Riva. Mi permetta di ribadire la mia speranza di vedere il decollo del progetto, di cui
dovrebbe essere promotrice la stessa Lido di Riva, e da Lei accennato nel corso del Consiglio
comunale del 1 dicembre, che dovrebbe riportare il compendio Spiaggia degli Olivi alla sua
naturale destinazione di locale turistico, piuttosto che museale, così come lo vorrebbe fortemente
l’Assessore provinciale Berasi. Di Ingarda è già stato evidenziato l’aspetto negativo, circa
l’eccessiva spesa per il personale.
In merito al programma relativo ai Servizi economici e finanziari. È stato nuovamente
confermato alla Banca Unicredit il servizio di tesoreria, molti Comuni sono passati dalla stessa
Unicredit a Cassa Centrale delle Casse Rurali, mi domando se sia stata fatta una proposta alla
Cassa Rurale Alto Garda, per la gestione di tale servizio.
Sindaco:
Mi scusi, Presidente, per mozione d’ordine.
Presidente:
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Prego signor Sindaco.
^^^ Entra il Consigliere Trinchieri Benatti: il numero dei presenti sale a 25. ^^^
Sindaco:
Per favore tutto quello che vuole, tranne pensare che il Comune possa affidare, salvo una
gara pubblica, l’appalto del servizio di Tesoreria. È stata fatta una regolare gara, ma non può
nemmeno metterlo in dubbio!
Consigliere Pederzolli:
Sto ponendo una domanda, signor Sindaco.
Sindaco:
No! Per il Suo stesso lavoro Lei non può mettere in dubbio che il Comune di Riva possa
dare il Servizio di Tesoreria se non in appalto, per favore! C’è un limite ad ascoltare tutto, questa
è veramente! lo chiedo sull’onore di questa Amministrazione comunale, signor Presidente: lo
metta a Verbale, per favore.
Presidente:
Grazie, signor Sindaco. Prego Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie. “In caso affermativo – se mi lasciava proseguire il periodo, lo stavo chiedendo con quali riscontri?”. L’obiettivo della mia domanda era questo, signor Sindaco, soltanto che
sono stato interrotto in una premessa e pertanto la frase è rimasta a metà. Non ho nessun..….
Sindaco:
Per lo stesso motivo, Presidente, mi dà la parola? Per difendere l’onorabilità di questa
Amministrazione!
Presidente:
Prego signor Sindaco.
Consigliere Pederzolli:
Non mi sembra di mettere in discussione l’onorabilità, signor Sindaco.
Sindaco:
Ma per favore! Io lo metto a verbale, signor Presidente! Non è ammissibile che un
Consigliere comunale si ponga la domanda su come viene affidato il Servizio di tesoreria - per
favore! - dal Consigliere anziano a chi è stato Assessore alle finanze di questo Comune negli
anni ’70, al Consigliere Modena, vorrei chiedere, se hanno mai assegnato il Servizio di Tesoreria
con una pacca sulle spalle! È un dato di fatto sostanziale dell’essere di un’Amministrazione
comunale.
Consigliere Pederzolli:
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Signor Sindaco, non voglio fare polemica, però nell’ultimo Consiglio comunale abbiamo
parlato della società ICA, cui è stato riconfermato il servizio, ma non credo sia stata fatta una
gara di appalto. Molto probabilmente potrebbe essere stata fatta la stessa cosa! E’ stata fatta a suo
tempo!
Sindaco:
Va bene, Lei ci sta prendendo in giro!
Consigliere Pederzolli:
Io non voglio prendere in giro nessuno, signor Sindaco, ho soltanto fatto una domanda.
Sindaco:
Lei è responsabile comunque delle Sue affermazioni, nei confronti di questa
Amministrazione, per cui va bene.
Consigliere Pederzolli:
Sicuramente non sono certo qui per insinuare assolutamente nulla! Signor Sindaco, sto
soltanto facendo una semplice domanda e la conclusione della mia domanda era questa: “In caso
affermativo, con quali riscontri?”. Non sto proprio dicendo nulla di particolare!
Sindaco:
Ma sono atti pubblici, li venga a richiedere in Comune! Tranquillamente! Qui entra il
sistema già in uso da fonti giornalistiche, che atti pubblici anziché essere reperiti sulla base della
241 in Comune, come basta fare accedendo agli Atti medesimi, devono essere richiesti
pubblicamente per far finta che ci sia qualcosa di secretato! Va bene, io amerei che un
Consigliere comunale queste cose non le pensasse. Lei non solo le pensa, ma le dice e le reitera!
Per cui vuol dire che non ci capiamo!
Presidente:
Grazie Sindaco per le precisazioni, prego Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
“Per quanto riguarda i lavori pubblici, Programma n. 6. Per valutare meglio le scelte
operate in questo settore, abbiamo confrontato il Programma generale delle opere pubbliche del
triennio 2005-2007, di quello 2006-2008, quello consegnatoci in allegato alla Relazione. Bisogna
dare atto che le schede di descrizione delle varie opere pubbliche presentate dalla precedente
Amministrazione erano più complete, in quanto davano anche l’indicazione dell’anno di
inserimento dell’opera nel programma, ed inoltre l’anno di previsione di ultimazione dei lavori.
La lettura ha permesso di notare che nell’ultimo Piano delle opere pubbliche
consegnatoci, sono segnalate molte opere in corso, mentre, allo stato attuale, sono una ventina di
progetti sono realmente in fase di realizzo e di questi circa 10 sono stati avviati dalla precedente
Amministrazione. Gli altri o hanno appena ricevuto il progetto esecutivo, oppure nelle relative
schede di riferimento è riportata l’indicazione di “progetto da approvare entro l’anno”. Forse si
tratta solo di un diverso intendimento dl termine “in corso”, ma volendo leggere tale situazione
in modo negativo, questo sembra la volontà di far apparire un’Amministrazione laboriosa,
quando invece sembra muoversi, in questo settore, con una eccessiva lentezza. La continuità, per
quanto riguarda la scelta delle opere pubbliche, la si nota paragonando gli ultimi 3 programmi
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presentati, i Suoi relativi ai trienni 2006-2008 e 2007-2009, con quello della Giunta Matteotti,
2005-2007, totalmente uguali, salvo piccoli spostamenti di alcune opere all’interno dei vari
settori di destinazione, oppure con qualche piccolo cambiamento, con l’aggiunta o la
cancellazione di progetti. Il dato più significativo che emerge da tale analisi, riguarda il continuo
rinvio di progetti che riguardano le frazioni del Varone e del Rione Degasperi.
La frazione di Varone da diversi anni attende interventi che la possano riqualificare,
posso ricordare l’attesa del marciapiede che sale dall’incrocio della piazza verso la cascata del
Varone, l’illuminazione lungo lo stesso tratto ed infine il tanto paventato arredo urbano del
centro storico della frazione. Quest’ultimo risulta inserito nel Piano delle opere pubbliche dal
triennio ‘97-’99 per l’anno ’98, ed ancora oggi resta inserito nell’elenco aggiuntivo. L’anno
previsto per l’ultimazione dei lavori era indicato nel 2007, si dà invece precedenza alla
realizzazione del parcheggio del Pernone, scelta questa che mi sembrerebbe di supporto ad una
precedente sistemazione della piazza della frazione. Anche il parcheggio di via Venezia è finito
nell’elenco aggiuntivo. L’idea della realizzazione di un parcheggio tra il torrente Varone e le
prime case a ridosso della piazza, sarebbe stata la scelta che avrebbe concesso il salto di qualità
alla frazione. In un secondo tempo il parcheggio al Pernone avrebbe garantito ulteriori spazi
disponibili. Quanto dovrà ancora attendere l’abitato di Varone, prima di vedersi riqualificare la
propria zona?
Analogo discorso lo si può fare per il Rione Degasperi: l’arredo urbano della piazza della
Chiesa di S. Giuseppe, figura, dal triennio 2001-2003 nel Piano delle opere, con termine dei
lavori previsto per il 2008. Oggi l’abitato dovrà attendere l’evolversi dei Piani attuativi
dell’ITEA e le scelte dell’Amministrazione, alla luce dei progetti elaborati dall’Università di
Trento, prima di vedersi muovere qualche lavoro di riqualificazione. Un altro progetto, a mio
avviso indispensabile, riguarda la costruzione del marciapiede tra la scuola Sighele, via Martini e
via 1 maggio, previsto dall’anno 2001 con prospettiva di ultimazione nel 2007, nonostante
l’importanza che riveste per garantire la sicurezza nello spostamento degli alunni frequentanti
l’istituto scolastico, oggi non compare nemmeno nell’elenco aggiuntivo.
Alla luce della Relazione presentata lo scorso anno, risultano terminati i seguenti progetti:
− La manutenzione straordinaria della strada Valmera;
− Illuminazione ad alto rendimento;
− Il parcheggio dell’ex Cimitero;
− Gli interventi ai parchi giochi del Pernone e di via Martini;
− La realizzazione di una via di fuga alla scuola di S. Alessandro;
− Il marciapiede in via Deledda, il nuovo tratto e risistemazione dell’esistente;
− La sistemazione del parco giochi alla materna del 2 giugno;
− La recinzione sul lato nord est della scuola Sighele;
− Infine l’illuminazione e la contro soffittatura delle scuole Pernici e la
pavimentazione in gomma dei Giardini di Porta Orientale.
Si vuole realizzare la copertura dei campi da tennis Casina-Magnolie, per realizzare
attività culturali in estate, anche con tempo avverso. Che cosa sarà dei campi da tennis? In base
alla scelta che si farà questo potrebbe non permettere di installare la struttura tenso statica che in
inverno permette l’attività sportiva. Si provvederà a coprire i campi di viale Carducci? E la sede
del Circolo? Tra quanto tempo vedremo ultimata la viabilità tra il Rione Degasperi e via Maria
Teresa d’Austria. È sparito, a mio giudizio, il bel progetto che avrebbe previsto la realizzazione
della vasca per disabili alla piscina Meroni. Avrebbe permesso di rendere maggiormente fruibile
la struttura e, allo stesso tempo, anche una sua parziale sistemazione. Non posso non parlare
della situazione parcheggi. Il parcheggio Pilati, partito nel mese di aprile 2005, ancora oggi,
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causa anche le difficoltà provocate dai ritrovamenti, presenta una situazione che non fa prevedere
un rapido ultimarsi dei lavori, con le conseguenti problematiche che si ripercuotono sulla
circolazione cittadina.
Gli altri progetti, per motivi analoghi, stentano a prendere il via, lasciando la città nella
possibilità di vivere l’attuale situazione ancora per diverso tempo. Provare a perseguire una scelta
alternativa, magari realizzando un 2 o 3 livelli, nello spazio compreso tra il complesso che ospita
gli uffici del Comprensorio e l’ex Ospedale, potrebbe fornire una importante via di respiro al
fabbisogno di spazi parcheggio, non dovendo comportare attese eccessive dal momento che oggi
tale area viene utilizzata per il medesimo scopo. Ritengo che, nel corso degli anni, siano state
fatte promesse e prospettato possibilità di realizzare progetti per migliorare la città e la sua
vivibilità, che gli elettori hanno saputo pazientemente attendere. In alcuni casi, tra cui anche
quegli esposti precedentemente, ritengo non si debba far trascorrere ulteriore tempo. Non voglio
pensare che il Piano delle opere pubbliche venga utilizzato per attirare il consenso e che i
progetti, vuoi per lungaggini burocratiche, lentezza nel porli in essere, o altri inspiegabili motivi,
possono essere riciclati di campagna elettorale in campagna elettorale.
Per quanto riguarda i servizi alla persona, Programma n. 9: in questo ambito mi preme
evidenziare l’approccio positivo manifestato dall’Assessore Giordani circa le tematica sollevate e
le indicazioni proposte. L’auspicio è che tale riflesso positivo trovi poi adeguato sbocco in
progetti e processi migliorativi. Ritengo che un fenomeno che richiede particolare attenzione,
oltre agli altri che di sicuro non rivestono minore importanza, sia quello legato ai giovani ed al
disagio conseguente dall’insoddisfazione generale, alla mancanza di spazi adeguati, a
problematiche legate ad alcol e droga, oltre che al diffondersi sempre più incessante di bullismo e
vandalismo, questi ultimi due aspetti oggi ancora più evidenti e preoccupanti. In questa
problematica un fondamentale binomio è quello che lega nell’impegno la scuola con i servizi
preposti. Con lo scopo di indicare e segnalare i casi più evidenti. Un particolare impegno si dovrà
spendere per richiamare le famiglie ad una maggiore partecipazione circa i problemi che
gravitano attorno ai loro figli.
Circa l’Azione 10 si dovrà, per quanto possibile, cercare di migliorare l’efficienza del
servizio, cercando, attraverso una maggiore conoscenza delle difficoltà delle persone assunte, di
assegnarle, nell’ambito lavorativo più appropriato, che, per quanto possibile, possa garantire una
maggiore presenza nell’arco di tempo in cui Azione 10 offre opportunità di integrazione
lavorativa. Si dovranno sostenere maggiormente i compiti e l’impegno fornito dai capi squadra,
in modo da offrire una maggiore e costante presenza al manifestarsi di qualsiasi problematica.
Dopo aver ascoltato e letto la Sua Relazione, ho avuto modo di riscontrare, sin dalle
prime battute, alcuni temi trattati nella disamina fin qui fatta. Mi riferisco alla volontà di portare
avanti l’eredità lasciata dalla precedente Amministrazione e l’indicazione circa la ricerca della
positività e della serenità di rapporti reciproci tra maggioranza e minoranza. Non ho trovato,
nella Relazione previsionale, progetti ed interventi legati ai giovani, con un certo compiacimento
li ho riscontrati nella Sua Relazione. Ha richiamato la mia attenzione il passaggio nel quale invita
al dispiegamento di nuove opportunità di lavoro per i giovani, dove devono trovare spazio ed
investimento gli imprenditori, con la collegiale collaborazione dell’ente pubblico. Quello che fa
riferimento alle problematiche legate all’alcol e alla droga, alle quali io mi sono permesso di
segnalare quelle legate al bullismo ed ai vandalismi diffusi. Condivido la sua affermazione circa
la problematicità, sempre più diffusa, nel giungere a fine mese con dignità, voglio sperare che
l’attenzione rivolta verso il massimo contenimento degli aumenti tariffari, a livello comunale,
prosegua incessantemente, considerando comunque le esigenze dell’apparato comunale, sempre
legate a finanziamenti provinciali più risicati. Dare tale indicazione ai concittadini, sia una
piccola consolazione di fronte ad una rincorsa dei prezzi e ad un’imposizione nazionale
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purtroppo sempre in crescita.
(CAMBIO LATO)
…alla luce delle problematiche legate alla qualità dell’aria, mi sarei atteso maggiore
partecipazione, che spingesse ad un massimo impegno, affinché tale servizio sia reso
ulteriormente efficiente e di sostegno ai provvedimenti adottati per il miglioramento della qualità
dell’aria. Sono perplesso, causa la volontà di poter chiedere alla società APM la predisposizione
di massima di un progetto relativo all’edificio che si dovrà realizzare sopra la zona archeologica.
Un ulteriore ampliamento delle competenze porterà, con molte probabilità, ulteriori spese.
Volendo mettere un tono di polemica nel mio intervento, colgo nella Relazione previsionale e
nella Sua Relazione, letta al Consiglio comunale, una sorta di superficialità nell’indicare specifici
progetti. Al di là delle opere pubbliche, ogni programma descrive marginalmente gli ambiti di
intervento, ma non descrive perlomeno i punti focali su cui ci si dedicherà. Lo stesso si risconta
nella Sua Relazione: tanti argomenti ma poche indicazioni di progetti concreti. Siamo vicini al
Santo Natale, mi permetta un breve accenno circa quanto si sta facendo nella nostra città per
creare l’atmosfera natalizia. Non pretendo che si faccia chissà cosa, che si debba forzatamente
emular le altre città vicine, o meno, ma non credo che creino atmosfera o senso del Natale 4
sparuti alberi messi qua e là, con fioche decorazioni luminose sistemate “alla bell’e meglio”. Non
danno, a mio giudizio, un’immagine degna della città di Riva del Garda, spero siano alberi da
completare.
Concludendo, mi sono permesso diverse osservazioni propositive, critiche, o
semplicemente limitate all’esposizione di concetti diversi, con l’obiettivo di contribuire
all’apertura di un dialogo o di una riflessione, affinché ognuno possa contribuire alla crescita
della nostra città. Come premesso in apertura, non credo di essere in grado di esprimere giudizi
sulla bontà di quanto posto in essere dall’Amministrazione comunale, le mie argomentazioni
vogliono aprire ragionamenti e dibattiti per la buona riuscita di progetti per la città”.
Grazie Presidente.
Presidente:
Grazie, Consigliere Matteotti ha la parola.
^^^ Entrano i Consiglieri Grazioli e Dalponte. Esce il Consigliere Bombardelli: il numero dei
presenti sale a 26. ^^^
Consigliere Matteotti:
Grazie Presidente. L’esame annuale del Bilancio, ovviamente spazia su tutti quelli che
possono essere gli argomenti di interesse per i cittadini. Io ho voluto partire da questa foto, non
perché devo parlare di opere pubbliche, perché cercherò di non parlarne mai, ma per un motivo
molto semplice: perché noi riteniamo, come gruppo, anzi ambedue i gruppi che ci rappresentano,
che anche nelle piccole cose la città deve darsi una mossa. Questa è una foto emblematica: qui
abbiamo la caserma dei Carabinieri, che è stata considerata impropriamente – poi spiegherò il
perché – edificio di pregio.
Perché dico impropriamente? Per un motivo molto semplice: perché se il PRG, di cui
parlerà subito dopo, con l’ingegner Polli incaricato giustamente dalla Giunta comunale di
predisporre la variante al PRG, se questo tecnico, che è stato fino all’altro ieri, fino a poco tempo
fa il Dirigente dell’Ufficio Urbanistica della Provincia Autonoma di Trento, se questo
consulente, nel suo lavoro, terrà conto di alcune indicazioni predisposte dagli uffici e della
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Commissione edilizia, in merito ad un certo numero di edifici che per adesso sono 76. Tutte cose
dette in Commissione Urbanistica, quindi non c’è nessun segreto, nel mio intervento non ci sarà
nessun segreto, non si farà alcun nome.
Se in questa variante del Piano il professionista indicherà questo edificio, come altri,
meritevole di vincolo perché rientrante nella categoria edifici di pregio architettonico, è chiaro
che a quel punto chiunque sia il proprietario, qualunque sia il motivo per cui è interessato a
questa caserma, io non sono interessato, chiunque sia potrà fare eventuale osservazione nei
termini di legge. Se la sua osservazione verrà accolta l’edificio verrà svincolato, se non verrà
accolta sarà vincolato e nessuno potrà dire niente. Quello che non ci va bene, lo abbiamo già
detto in tutte le sedi, anche in Consiglio comunale, è che questi vincoli siano stati inseriti in
modo per la verità, secondo noi non completamente corretto. Infatti, sono stati inseriti con una
presa d’atto, con una delibera della Commissione edilizia, che secondo noi non ha nessun valore.
Questo è il succo. Allora noi diciamo che ci va benissimo che voi vincoliate, oltre che casa mia,
anche la casa del Presidente, però questo iter di vincolo deve seguire l’iter del PRTG. Mi sembra
di una banalità spaventosa e che su questo però non siamo ancora in sintonia.
La foto non era riferita – sia chiaro – alla ex caserma dei Carabinieri, ma a questo
elemento, dove vedete l’oasi ecologica, con il suo cassonetto, ecco, questo è il particolare.
Secondo me nel 2006 a Riva, in una via qualunque, di situazioni del genere io ne ho riprese
alcune, perché altrimenti sforavo il termine dell’ora e mezza, però non è possibile che per non
sostituire una pianta di olivo - questo è il succo – si vada ad inserire in questa aiuola una
panchina, che peraltro costa 500 euro, a fianco di un cassonetto e di fronte ad un muro dell’ex
autorimessa della caserma dei Carabinieri. Di fronte alle scuole! Chi frequenta quei posti lo sa
benissimo. Questo è un particolare su via Vannetti, già lo scorso anno vi avevo detto, in sede di
Bilancio, che c’erano delle piante tagliate ad altezza uomo, Anzi, ad altezza di bambino, da
sostituire.
Vi assicuro che, non ve le faccio vedere perché ovviamente ho dovuto scremare, ma
insomma, che sono ancora l’ tagliate. Ecco qui l’elemento. Se poi uno si siede qui ha l’umido,
così rendiamo merito alla raccolta dell’umido, ha il cassonetto enorme dei rifiuti e la pianta di
olivo sotto la panchina. Una cosa che non merita commenti.
Dopo di che vediamoci questa: qui un’altra piccola cosa di cui avevo parlato lo scorso
anno, ma almeno forse vedendole ciascuno si rende conto di che cosa voglio dire, magari così per
il prossimo anno verranno risolte. Qui siamo all’ITC Floriani: questo cartello - di cui vi ho
parlato lo scorso anno, ho qui gli interventi, ma lo ricordo bene - è all’interno della scuola, sul
terreno della scuola, dove c’era quella famosa convenzione con l’Istituto Floriani che dava, per i
sabati e le domeniche di tutto l’anno e per tutto il periodo estivo, 46 posti macchina
all’Amministrazione comunale. Bene, allora ditemi voi che cosa c’entra questo cartello, montato
all’interno, con il disco orario di un’ora nei giorni lavorativi, ma una persona che passa, se non è
di Riva, se non sa che c’era questa convenzione, secondo me neanche qualche Assessore sapeva
che c’era, come fa il tedesco di turno, che vuole parcheggiare lì, nel giorno della Fiera, ad
utilizzare quel parcheggio? Dall’esterno, vi assicuro, se andate a vederlo, non c’è nessun cartello.
Quindi non solo il cartello è sbagliato, perché è chiaro che se lì mettete un’ora a disco orario, è
ovvio che nessuno lo utilizza. Siamo tutti d’accordo? Perché se qualcuno vuole andare a piedi
alla Fiera non ci arriva, con un disco orario di un’ora, ci vuole un quarto d’ora solo per arrivare
all’Inviolata! Anche questo è da cambiare è inutile mettete i segnali dei posti, fra l’altro i posti
non sono neanche così, perché sono a spina, il cartello è un cartello qualsiasi, che però non è
adatto al posto. Ecco, guardate, questi sono i posti, questo, lo vedete, è il cartello che ho
fotografato, dall’esterno, a parte che va a Varone dopo, passa e guarda se ci sono cartelli sulla
parte verso la strada: non ce ne sono. Questo invece – siamo sempre nella stessa zona, già che
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c’ero, siccome dovevo fotografarne una – è l’oasi. Allora, la new entry è questo cassonetto in
grigliato di legno, insomma, secondo me è una porcheria. Punto.
Qui siamo in un punto abbastanza delicato, a parte il cartello, anche lì, un po’ strano.
Questo è quel punto di cui non si parla nel Bilancio, se ne è parlato qualche volta, en passant, in
Commissione Urbanistica, dove verrebbe costruito l’edificio di 4 piani, in questa zona. Un cubo
di 4 piani costruito secondo il progetto, lo schema, l’elaborato, chiamatelo come volete,
preparato dall’Università di Trento. Qui c’è un edificio di 4 paini, poi in questa zona, di fronte a
viale Trento e la Chiesa, ci sono 5 edifici di 2 piani, commerciali. Noi non siamo d’accordo,
perché ho messo questa foto? Intanto perché poi mi serviva per un altro motivo, ma soprattutto
perché noi riteniamo che va bene discutere del Bilancio, va bene discutere di tutto, però che
alcuni argomenti specifici debbano passare in Consiglio comunale, prima della adozione, cioè
prima che passino in Consiglio gli elaborati della variante al Piano Urbanistico. Noi vogliamo,
infatti, che su questo punto dell’Università si ragioni in un Consiglio monotematico, vogliamo
che lo stesso discorso valga per l’area dell’ospedale, e così via. Quei grandi argomenti che hanno
impegnato soldi dell’Amministrazione, quindi soldi pubblici, dunque anche nostri, che sono stati
ipotizzati con gli studi che sono stati fatti, devono essere discussi prima del loro eventuale
inserimento nel PRG.
Noi, su questo, chiediamo, nelle repliche degli Assessori e del Sindaco, un appunto,
qualche cosa, una garanzia in questo senso, perché solo allora potremo sviscerare con cognizione
di causa, un argomento, per essere sicuri che almeno quello che poi, in Consiglio comunale…la
maggioranza ce l’avete voi, non noi, quindi mi sembra una cosa assolutamente di buon senso.
Non dico che io sia d’accordo o meno, io dico solo che ci vuole il buonsenso di discuterne prima
di predisporre le carte, cercando di farlo diversamente da quelle che sono state predisposte dalla
Provincia - quindi il Comune non c’entra, perché in questo caso è vittima – dalla Provincia
nell’elaborato del PUP, che è entrato in salvaguardia il 22 novembre e che per il Comune di Riva
è una vera e propria iattura. Allora, questo elemento: lo scorso anno ve ne avevo parlato, ma è
rimasto lì, non ci sono dubbi che sia pericoloso, che io abbia i figli grandi, come il Consigliere
Modena, anche, quindi non è un problema mio, che qua qualcuno possa cadere non c’è dubbio,
che ci siano le sterpaglie lungo questo torrente anche. Ce ne sono lungo tanti altri torrenti, ne ho
preso un solo, non posso mica fare un’enciclopedia, ho solo un’ora e mezza. Vedete questo
manufatto? Lo scorso anno si era detto, in questo Consiglio, che il cantiere avrebbe provveduto.
Bene: spero che di qui a dicembre del prossimo anno si faccia. Sono 4 elementi che non servono
a niente, la demolizione, il ripristino, con queste 4 ..addirittura ci sono i gradini, per invitare il
ragazzino di turno a salire!
Andiamo avanti: questa è l’altra posizione, in questa zona c’è un grande edificio di 4
piani e lungo tutta questa fila - chi in Commissione urbanistica ha visto il progetto
dell’Università lo sa- ci sono 5 edifici di 2 piani. Che sia bello o brutto è un parere personale, io
chiedo solo, noi chiediamo, a nome dei nostri 2 gruppi, spero anche degli altri gruppi di
minoranza, che se ne discuta alla luce del sole. Questo lo conoscete tutti: è l’angolo del Liberty
center. Ve lo riferisco perché nel PUP – guardate che io mi sono stampato le normative, sarei
anche in grado di dirvi dove sono gli errori sul Comune di Riva, ma sicuramente gli uffici e gli
amministratori, a cominciare dal Vice Sindaco per continuare con il Sindaco, sono perfettamente
al corrente che quello che è stato presentato…anzi, per la verità, preannunciato con una
grancassa, prima delle ferie estive. Quindi il 30 luglio la Provincia, il Presidente o non so chi,
aveva dichiarato che il PUP era pronto e che sarebbe stato quanto prima discusso ed approvato
con disco verde in Giunta provinciale, per poi iniziare il suo iter. E’ chiaro che quest’ultimo non
è finito, ma quando a giugno – io ho qui i verbali della Commissione urbanistica, se no ci credete
lunedì ve li leggo – prima delle ferie, giuste e sacrosante del Vice Sindaco, di fu una
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Commissione urbanistica – non so se c’era anche il Presidente del Consiglio – in cui fu invitato,
giustamente - sto dicendo le cose giuste io eh! – l’ingegner Polli e presentato ai Commissari.
Ingegner Polli che vi ho detto essere l’estensore della variante del PRG. In quella sede io feci un
intervento molto semplice, dopo aver salutato l’ingegnere, visto che lo conoscevo, perché
l’avevo avuto come controparte, non contro, nel corso della mia esperienza amministrativa. Io
chiesi una cosa all’ingegnere, siccome lui era stato il capo del Servizio Urbanistica della PAT,
fino alla quiescenza, non il capo del quartiere della Clarina, ma il responsabile numero 1.
Siccome mi ricordavo esattamente l’iter del PUP, che peraltro ha 20 anni e deve essere rivisto
ogni 10, adesso ce ne presentano una versione nuova. Quella volta era andata a finire esattamente
così, ve lo dico perché resti: PUP, presentazione del Piano, scatta il regime delle osservazioni,
sono state presentate da tutto il Trentino, dalle associazioni, dal WWF, dai verdi, dai rossi, dai
bianchi, dagli azzurri, dai singoli cittadini, da società. Ne sono state presentate migliaia al
vecchio PUP, quello tuttora in vigore, dopo alcuni mesi di lavoro, sapete come sono finite quelle
osservazioni? La Giunta ha fatto una delibera, non so se c’erano Assessori di Riva, non credo,
forse Pollini, dicendo: tutte le osservazioni sono cassate. Stop. Molto semplice, non ha neanche
risposto, perché per Legge avrebbe dovuto, tanto è vero che allora, contrariamente ad adesso, io
le ho ancora in ufficio le mie osservazioni, guarda caso riguardavano il collegamento con
Rovereto. Allora bisognava pagare una marca da bollo per presentare le osservazioni. Tutte
cassate, non sono entrati nel merito, ne avevano mille, alcune delle quali saranno state anche
giuste, io non pretendo che fossero le mie, sia chiaro.
Qual è il concetto che io ho espresso a Polli in quella sede a giugno? Ho detto: guardi
ingegnere a noi va benissimo, però per prima cosa vorrei che la Urbanistica provinciale, quindi
chi la governa, quindi la Giunta che è l’organo politico, non tratti i cittadini come li aveva trattati
20 anni prima, perché se qualcuno presenta una osservazione sarebbe giusto che gli venisse
risposto, magari chiarendo i motivi per cui non la si condivide. Il secondo motivo era più fine,
per cui io dissi all’Assessore e all’ingegner Polli: verificate a Trento l’iter di questo PUP, perché
non venga fuori che quando lo presentano ci siano dei punti in contrasto con il PRG di Riva.
Siccome quest’ultimo, dopo un iter assolutamente travagliato, durato 10 anni circa, alla fine ha
avuto il via libera dalla Giunta provinciale 3 anni fa, è chiaro che, secondo noi, visto che invece
l’iter della revisione del PUP inganna il tempo molto di più, doveva essere l’Amministratore
comunale, oltre che il tecnico incaricato dall’Amministrazione di seguire comunque la variante
del Piano, a prendersi cura di verificare, di tenere i contatti con Trento, per evitare non dico le
scelte, ma almeno gli errori. Questo me lo dovete concedere. E’ successo che di quello che io
avevo auspicato non è successo niente. Questa strada, perché ho messo questa foto parlando del
PUP? Per un motivo molto semplice: perché qui c’è l’Agraria, questo è il maso, qui c’è il Liberty
Center - per la verità questo è il deposito del signor Casari - ma questa strada che non c’è, perché
l’appalto, adesso non so se magari è stata appaltata, ma non mi risulta, ma ce lo dirà l’ingegnere,
ce lo dirà l’Assessore. Questa strada che non c’è, di fatto non può essere costruita perché nel
PUP quest’area è vincolata come agricola, quindi almeno sulle opere pubbliche di interesse
comunale, non dico sul casa del dottore o sulla casa dell’amico Carlo Daves, ma sulle opere
pubbliche comunali un occhio di riguardo degli amministratori deve esserci.
Non deve essere l’opposizione ad occuparsene, mi sembra, c’è chi è pagato per farlo e
deve fare il proprio dovere. Io non so se ci sia stato un deficit, o se il Piano era blindato, se era
bloccato se non si potevano fare altre modifiche, mi piacerebbe sapere, dall’Assessore
all’Urbanistica, se l’Amministrazione si era accorta per tempo di questi errori. Non credo, perché
altrimenti vi avrebbe posto rimedio. Questa strada dunque è vincolata, ci sono tanti altri errori, vi
dico solo che il tracciato della circonvallazione di Riva non è compreso nel nuovo PUP. La
circonvallazione, quella appaltata! Allora, può anche sfuggire una strada che non c’è, in questo
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caso un strada comunale, quindi era compito dell’Amministrazione, che però ha ricevuto tutti i
permessi dalla Provincia, perché l’attacco sulla Statale deve essere stato approvato da qualcuno.
Ma, indipendentemente da questo, almeno le strade di interesse provinciale, come la
circonvallazione di Riva che è costata 70 e più miliardi di lire, siano inserite nelle mappe.
Guardate che non c’è quella di Riva, ma ci sono delle mulattiere in quel Piano, non è detto
dunque che non ci sia perché è piccola, è l’opposto: non c’è perché se la sono dimenticata. Io li
chiamo errori, voi chiamateli come volete, ma ci sono invece delle mulattiere che sono i percorsi
dei contadini.
Per la verità scavando e ancora scavando, posso dirvi che questi errori ci sono perché il
dramma è che qualche deficiente – visto che non è fra i presenti – qualche disgraziato, qualcuno
che comunque è stato pagato, ha preso le mappe - non so di chi sia la colpa, ma qualche nome
deve saltare fuori! – e ha come base per eseguire il nuovo disegno…guardate che questo mi è
stato detto alle 14, io sono sicuro che è così, perché altrimenti non si dà il caso perché in viale
Dante - o in viale Vannetti - ci sia una striscia triangolare che muore a zero, perché è un
triangolo, che ha i lati lunghi 50 m, il cateto, cioè la base inferiore è di 5 m, quindi è uno spicchio
tagliato all’interno del reticolo delle vie cittadine, che è segnato agricolo di pregio. Qualche
deficiente dunque … si può dire Presidente?
Presidente:
No!
Consigliere Matteotti:
Come no? Va bene Presidente, ha ragione Lei. Qualche deficiente ha fatto questo errore.
Sapete perché? Perché ha preso la base del censimento dell’agricoltura! Ditemi voi se nel 2006,
nel fare un PUP di cui la Provincia, almeno ufficialmente si prenderà tutti i meriti, verranno ad
illustrarlo nelle valli, perché ho qui la lettera dell’Assessore Gilmozzi, io mi informo quando
voglio, che dice che adesso scenderanno dal centro di potere nelle valli per illustrare il PUP. Li
aspetto, spero solo, Presidente, che in quella data, quando ci sarà la riunione pubblica nel
Comprensorio, non mi fissi il Consiglio comunale, giusto? Altrimenti io vado là, ma sono sicuro
che non lo farà.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Verrà anche il Presidente, perché guardate che questo...ci sono delle licenze edilizie che sono
state bloccate dalla salvaguardia. Licenze edilizie faticose, studiate sul territorio, non progetti
miei, ma lo so da colleghi, che sono state presentate sulla base di un documento che tutti
pensavano assolutamente indipendente, cioè il PRG di Riva, che sono state bloccate dalla
salvaguardia. Questa è una di quelle, ecco perché c’era questa foto, non certo per il Liberty o per
altro.
Qui invece siamo in alto mare. Questo è il parcheggio di via Pilati, io ho letto i vari
interventi, ho letto che nella sua Relazione il Sindaco dice che si avvia alla positiva conclusione.
Mi sembra che ci sia una frase del genere nella sua Relazione, ma il problema è che la
conclusione qui non è avviata, perché il lavoro è fermo! Voi potete dirci tutto quel che volete,
potete anche dirci che non è un’opera pubblica ma privata, di una s.p.a. Ma io vi rispondo che
siccome la maggioranza della s.p.a. è del Comune di Riva, è chiaro che secondo me …. “La
prospettiva della positiva conclusione dei lavori”, io mi sono sentito la Relazione l’altro giorno,
me la sono evidenziata, non dico niente altro rispetto a quanto è già stato detto in questa sede. Il
problema è che, secondo me, la conclusione dei lavori non è all’ordine del giorno, i lavori sono
in ritardo, poi il problema è che comunque bisogna fare una variante per questa zona. La variante
subirà lo stesso discorso che secondo me qualcosa che non gira, secondo me, in quella società
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c’è, perché il socio di minoranza farà il progetto, lo considererà prestazione accessoria, quindi il
progetto alla fine non lo paga Molè, che, anzi, intascherà i soldi del progetto! Dopo di che, se
fosse un bel progetto, sarei il primo a dare il mio assenso, ma il problema è che prima devono
variare il progetto, perché in questa zona non si costruisce, perché si trovano sempre questi
reperti archeologici, poi bisogna pagare questo progetto, poi bisogna fare un ulteriore progetto quello di cui si parlava anche nella Relazione del Sindaco - per una eventuale copertura e
chiusura fuori terra.
Secondo me comunque qui una strigliata alla società va fatta. Questo è il cantiere,
insomma! Dopo un anno e mezzo, secondo me, non siamo andati avanti, che cosa volete che vi
dica? Io ho anche altre foto, ma queste sono proprio indicative. Queste sono di oggi, per far
vedere a che punto siamo. Questa è presa da lontano, ma insomma, siamo sempre lì, come vedete
l’escavatore è lì, non c’è nessuno che lavora, il cancello chiuso. L’unica cosa buona che è stata
fatta è la recinzione, da lì praticamente non vede niente nessuno, tranne il ragioner Santi dal suo
Ufficio, ma questo è un altro paio di maniche.
Io ho citato quella come opera pubblica che, secondo me, avrebbe bisogno di una
sollecitazione, questa è un’altra di quelle opere, ce la ritroviamo tutti gli anni nelle opere
pubbliche, è il lungo lago d’Annunzio: non è possibile, dopo tre anni, essere ancora lì. Adesso ci
direte se è finanziata, se non lo è, quanto costa e così via. Ma vi assicuro che per quest’opera
c’era il progetto fin dal 2003, oggi siamo nel 2006, questo è il cantiere allo stato brado, questo è
quello che si vede venendo a Limone. Questa è la situazione. Poi c’è il Tiffany, si vede poco,
allora: siamo tutti d’accordo – è una domanda retorica – che sia un gioiellino da valorizzare?
Diciamo di sì, io ne sono convinto, qualcun altro magari no lo sarà così tanto, siamo tutti
d’accordo però, perfetto.
Io ho letto la polemica, che poi finirà ovviamente in modo molto tranquillo, tra
l’Assessore provinciale dei Verdi, in linea diretta o indiretta con l’Amministrazione, che dice: “Il
Museo s’ha da fare, è stato approvato, la soluzione risulta – leggo qui – ufficialmente
condivisa”. D’altra parte c’è un articolo di 5 colonne che dice che è pronta l’alternativa al Museo
della vela. Bene, allora: io capisco che la Lido s.p.a. – di cui parleremo dopo – sia una s.p.a.
appunto, ma so che le direttive vengono impartite dall’Amministrazione comunale. Conoscendo
il Sindaco, non credo che lasci carta bianca alla Lido. La direttiva generale, se c’è stato questo
studio di fattibilità assegnato al progettista e così via, sicuramente secondo me
l’Amministrazione era d’accordo, ci mancherebbe altro! Io chiedo, in due parole: se ha ragione il
nostro Sindaco, che sostiene che da Roma nessuna certezza perviene sul contributo. Noi
sappiamo che nella prima scrematura Riva non era compresa tra i primi, quindi il contributo non
ci dovrebbe essere. Sicuramente su Roma ha più informazioni il nostro Sindaco che non
l’Assessore provinciale. Se diamo per scontato che probabilmente il contributo non c’è, bisogna
fare qualcos’altro, sono stati buttati via tre anni, secondo noi non ufficialmente, l’unica volta che
si è parlato in pubblico dibattito al Palazzo dei Congressi, del Museo della Vela, noi siamo andati
e io ho sostenuto che secondo me era un errore, dopo di che voi potete dimostrarmi che invece è
un’ottima scelta.
Due anni fa si era anche detto: attenzione, che non si perdano altri due anni. Quindi se il
Comune, attraverso la Lido, ha predisposto, sta facendo predisporre, ha in mente di far
predisporre, mi piacerebbe sapere qual è il tempo del verbo esatto, perché è diverso, un progetto
alternativo. Quello che avevo sostenuto anche in questa sede, credo lo scorso anno, sta in questi
termini: chiunque faccia questo progetto alternativo, chiunque sia l’incaricato, faccia due cose,
anzi, per la verità dovrebbe essere l’Amministrazione a suggerirglielo, perché se non ci pensa il
Presidente della Lido, deve pensarci l’Amministrazione. Le due cose sono molto semplici, questo
è un bene tutelato, il buon Pinter, tra una opzione zero e l’altra, quando era Vice presidente,
verbale 7. 12. 06 /
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aveva fatto, predisporre un libretto - non so se il nostro Sindaco allora fosse in Giunta
provinciale, credo di sì – contenente i beni ambientali cosiddetti “tutelati”. Questo era finito,
insieme alla cascata del Varone, per intendersi, nei beni ambientali, quindi esiste un vincolo
massimo, peccato che si veda poco, ma questo vincolo è molto maggiore di quello della ex 39.
Voi, a questo punto, mi dovete dire a che cosa servono questi vincoli, perché se servono
per far autorizzare questo tendone, che poi abbia un utilizzo è indubitabile, che serva alla Fraglia
altrettanto indubitabile. Io dico solo che va tutto bene, però è una porcheria! Serve alla Fraglia
per le premiazioni quando fanno le regate, serve se piove, se non piove, se tira vento, ma quello
che vorremo vedere in questo edificio del Maroni, è una cosa diversa, più seria. Il concetto è
questo, in due parole, è una domanda che rivolgo agli amministratori: nel predisporre questo
progetto di fattibilità, si è chiesto in Provincia, una cosa molto semplice, anzi, due sono le
domande da fare. La prima è se l’eventuale utilizzo dell’acqua, visto che bisogna ottenere il visto
provinciale, per ricavare quella famosa piscina che di anno in anno, prima è disegnata e poi è
tolta, poi torna dentro. Insomma qui nel semicerchio della Fraglia era predisposto, fin da 10 anni
fa, e nell’ufficio dell’Ingegnere capo c’è il modellino fatto dall’architetto Zucchelli, che
purtroppo è morto da qualche anno. Il modellino lo avevo stilato lui, per ricavare una piscina
semicircolare, dove adesso c’è la fogna, perché questo è il lago in quel punto.
Voi potete dirmi che la balneazione è consentita, ma tutti sanno, perché sono stato
amministratore anche io, che il prelievo lo fanno non certo lì, ma dove c’è quella piattaforma
gialla. Mi va benissimo, sia chiaro, dico solo che la posto di questa fogna a cielo aperto il buon
architetto Zucchelli aveva predisposto una piscina. Poi, non so se anche Winkler, nel suo Piano,
l’avesse prevista, non lo ricordo.
La prima domanda da fare è questa: è possibile utilizzare - perché non so quale sia l’input
dato dalla Lido al progettista, se ha carta bianca o meno - lo spazio delle acque per ricavare una
piscina? Sarebbe a servizio degli alberghi, dei civili, dei disabili, quel che è. Seconda domanda,
più importante, secondo me: fate conto che il tendone non dovrebbe esserci, il volume può essere
ampliato o no? perché siamo in fascia lago con un bene tutelato dall’Assessore Pinter e dalla
Giunta di cui faceva parte. Allora, voi capite che prima di fare un progetto di fattibilità io ho
bisogno che la Provincia, carta su carta, mi dica che non mi darà mai l’acqua per fare una
eventuale piscina, punto 1, e allora il problema della piscina va a cadere. Siamo tutti d’accordo?
Secondo: che non mi lascerà fare neanche un metro cubo di volume sopraelevato. Per la verità,
secondo me, il metro cubo dovrebbero permetterlo, perché se solo si tenesse conto del primo
progetto del Maroni, questo volume ci sarebbe stato, quindi io sarei del parere che siccome
Maroni, nonostante i soloni della Provincia, quegli stessi che fanno il PUP - sono gli stessi,
Presidente - magari ci dicano che non si può fare. Si possono commettere errori sul Piano ma non
si permette l’elevazione di questo edificio.
Se ci dicono che non si può fare, a parte le pressioni della Giunta per ottenere l’esatto
opposto e noi sappiamo che quando si muove la Giunta, per fortuna, riesce ancora a farsi sentire,
sempre se vuole muoversi su questo argomento, ad imporre tempi certi alle lettere che vanno e
che vengono, nonché ad avere anche risposte positive. Io non credo che nessuno a Riva si
scandalizzerebbe, credo neanche il Consigliere Pederzolli, se venisse realizzato un volume che
tenesse conto del progetto Maroni, anzi, sarebbe un vanto per la città, aver portato a termine il
progetto Maroni, dopo ormai 100 anni quasi, è chiaro il concetto? Se queste due risposte, invece,
fossero negative, è inutile che qui ci sia l’alternativa Museo della vela, che preveda chissà che
cosa. per la verità questo discorso, Presidente, dovrebbe essere tenuto in un altro contesto.
Presidente, io questa sera non volevo nemmeno venire in Consiglio, perché non ne ho più
voglia, se sono venuto è per dire quello che penso: poi se non vi interessa è lo stesso! Il numero
legale non ve lo facciamo mancare, però Presidente – scusami - almeno non potranno dire,
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Presidente, che “non sapevano!”
(VOCE FUORI MICROFONO)
Vede Presidente, mi rivolgo a Lei, perché in questo momento è l’unico che c’è lì.
(CAMBIO CASSETTA)
….secondo noi è un auspicio, speriamo che il Museo della vela non venga realizzato. Bisognerà
inventarsi qualcos’altro, che sia un ristorante, che sia un giardino, che sia il piccolo Kursaal di
una cittadina che può anche avere degli ambienti piccoli, a servizio del turismo, che sia una
gelateria, che sia altro, fate quel che volete, fino ad un certo punto, ovviamente. Il concetto vale
anche per il resto - è qui che mi aggancio – delle proprietà della Lido: ci sarà un progetto di
fattibilità, che verrà approvato e discusso.
Si dovrebbe in quel progetto, anche dire che cosa si vuole fare, dopo di che bisognerebbe
fare un cosa molto semplice, secondo me, addirittura automatica, è una cosa che non dovrei
neanche dire: fare un bando di gara, chiaro, con tempi certi, per cui ognuno sa che deve
consegnare una certa cosa entro il 31.12, sa che può fare la piscina, cioè che può utilizzare,
magari per un porticciolo, lo specchio delle acque, che può – o non può – fare il volume in più. A
me sembra una cosa molto semplice. A quel punto questo bando va sul mercato, asta pubblica,
offerta in busta chiusa, progetto di fattibilità, meglio se approvato dal Comune, perché a quel
punto anche la Provincia dovrebbe avere dato l’assenso e viene messo sul mercato. Quindi
ricordati che siano pure 1, 10, 100.000, non interessa, l’importante è che ci sia un progetto
specifico, e che su quello tutti possono partecipare, è chiaro? Non sarà Pietro Matteotti a
partecipare alla gestione del Tiffany, ma il problema deve essere comune, questa trasparenza ci
deve essere anche per altre società.
Nel caso specifico per la società Lido, dove tutti devono essere messi….per la verità il
Sindaco, nel suo intervento, lo ha detto. Se invece che sull’Hotel Lido, per acquisire il pacchetto
azionario - che tutti sapete essere in vendita, per una percentuale che al massimo può arrivare al
40% - ci vogliono due cordate, forse tre, centomila. Deve essere pubblicizzata la cosa deve essere
chiara per tutti e le condizioni per tutti devono essere identiche. Il che vuol dire che a tutti deve
essere consegnato per tempo il progetto Cecchetto, perché noi sappiamo che sull’Hotel Lido c’è
un progetto di massima, che ha già ottenuto, per fortuna, adesso non so, non vedo l’Assessore, se
sia già stato licenziato dalla Commissione edilizia. Sto parlando del progetto Cecchetto sul Lido:
ha già la concessione?
(VOCE FUORI MICROFONO: E’ in distacco)
Era in distacco anche 6 mesi fa, però! È in dirittura finale, probabilmente devono pagare gli
oneri, per cui è chiaro che li paga. Va benissimo, è questo il motivo per cui dico che il
riferimento per la gestione dell’Hotel Lido è chiaro che, oggi come oggi, è il progetto Cecchetto
per l’hotel Lido, mi pare il minimo per cui, se ci devono essere delle cordate che partecipano
devono essere tutte messe sullo stesso piano, quindi tempi certi. Questo anche perché il Comune
o la Lido dovrebbero tendere ad ottimizzare, dal punto di vista del valore del conferimento, ma
anche dell’investimento e quindi poi della gestione, quel bene, altrimenti – per la verità per noi
sarebbe la cosa migliore – meglio metterlo in vendita subito.
Per la verità sull’Hotel Lido io avrei qualche appunto da fare, perché mi riferisco ancora
al PUP. Mettiamola così: 20 anni fa, quando è stato fatto – il Sindaco e il Vice Sindaco attuali
non c’entrano, non c’erano allora, io non sto dando la colpa a nessuno, forse agli amministratori
di allora, sperando che non ci sia mio padre fra questi – il PUP, a parte il discorso delle
osservazioni tutte cassate, gli amministratori di allora non hanno seguito bene la partita. Guardate
che tutti gli alberghi della fascia lago, infatti, sotto viale Rovereto, sono stati, in qualche modo,
esclusi dalla famosa fascia di rispetto. Sto parlando della famosa Legge Galasso, quel
Sottosegretario che si era occupato di ambiente, che aveva stabilito, su base nazionale, un
verbale 7. 12. 06 /
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vincolo diretto di tutela, di quello che ancora si poteva tutelare, delle rive dei laghi e dei mari,
che aveva dimensioni diverse da quelle che potevano andare bene per noi. La Provincia di Trento
allora, impugnò, se ricordo bene, la Legge Galasso, perché la potestà urbanistica appartiene alla
Provincia stessa, giustamente – o meno giustamente, a seconda di come ognuno la può pensare secondo me. Nel PUP la Provincia inserì dei vincoli, inserì le famose rive dei laghi, che sul PUP,
nelle carte leggibili e non in quelle attuali, era di colore giallo. Allora, queste rive dei laghi
escludevano tutti gli alberghi della fascia lago di Riva, non solo quelli da punta Lido a Porto S.
Nicolò, quindi tutti quelli sotto viale Rovereto. La riva dei laghi seguiva - può essere anche un
discorso giusto, perché se non avesse seguito le famose riqualificazioni non potevano avvenire –
più o meno, il confine della proprietà. Quindi ogni albergo poteva ampliarsi e riqualificarsi,
cosa che non avrebbe potuto fare nel caso di vincolo.
Siccome ci sono tanti alberghi in centro storico, anche questi, se andate a vedere il Piano
urbanistico di allora, poi i PRG che sono seguiti, a cominciare dal Riva, per finire al Sole, per
andare al Centrale e così via, sono esclusi da questa riva, pur essendo, sostanzialmente a 10 m
dal lago. Giusto? Bene. Quindi tutti erano riusciti, in qualche modo, ad uscire da questa griglia,
da questa spada di Damocle, anche perché erano alberghi già costruiti, per la verità, non era un
insediamento sul lago di Tovel, ma già realizzati, magari da 50 anni, ecc. L’unico albergo,
presumo, del Trentino, pubblico, in fascia lago, con un parco, una piscina, i campi da tennis, che
è riuscito a non essere inserito nel vincolo delle rive dei laghi, è l’hotel Lido. L’unico! Errori di
20 anni fa che abbiamo scontato, perché naturalmente questo comporta un valore dell’immobile
nettamente inferiore, è per questo motivo che l’Hotel Lido, neanche in deroga, può ottenere
l’aumento di un solo posto letto.
Per questa ragione nel Piano Cecchetto che abbiamo approvato in questa sede, i posti letto
della dependance, come si ricordano i Consiglieri membri della Commissione Urbanistica, sono
stati spostati sulla casa madre. Questo che cosa ha provocato? Attenzione! L’hotel Lido s.p.a. si
occuperà, speriamo al più presto possibile, e nel migliore modo possibile, della ristrutturazione
dell’albergo, il resto della proprietà è sempre della Lido, ma la dependance ha perso tutti i posti
letto. Quindi oggi ci troviamo che nel PRG e nel Piano Cecchetto la dependance nel PRG ha una
destinazione urbanistica alberghiera, ma non ha un posto letto. Noi con questo gioco di spostare i
posti letto sulla casa madre, abbiamo valorizzato e incrementato la possibilità di ristrutturazione
dell’hotel, ma abbiamo perso il valore della ristrutturazione della dependance, che se oggi
venisse ristrutturata non potrebbe avere neanche un posto letto. Non potrebbe neanche diventare
casa, sede di associazioni e così via, perché oggi è retinata alberghiera: mentre l’albergo lo si può
fare con il retino residenziale, non lo puoi fare con il retino alberghiero, il residenziale.
Cosa voglio dire? Che nelle more di quel discorso che si era fatto con l’ingegner Polli,
con l’Amministrazione comunale, con il Presidente della Commissione, con il Vice Sindaco,
ecc., a giugno, l’importante sarebbe stato che l’Amministrazione comunale si fosse fatta avanti.
Io non so adesso se le rive dei laghi comprendono o non comprendono – lo chiedo al Vice
Sindaco – se è stato modificato o meno, ma se non lo fosse stato guardate che è un errore
clamoroso. L’unico albergo che avrebbe potuto essere modificato tranquillamente, perché aveva
un trattamento simile a tutti gli altri alberghi, che naturalmente, togliendogli il vincolo delle rive
dei laghi avrebbe avuto la possibilità di un incremento, e quindi di avere un valore maggiore,
visto che noi abbiamo dentro le quote. Io non so se nella nuova revisione, quella di cui è scattata
la salvaguardia c’è o meno. In ogni caso, secondo me, era fondamentale che ci fosse. Punto.
Questo è il retro della Fraglia, sono zone da dimenticare, spiaggia degli Olivi, che
abbiamo già visto, il retro è da dimenticare, i parcheggi dell’APM, che cosa si capisca da questo
cartello lo sapete solo voi. Io capisco che c’era la Fiera di S. Andrea, questo cartello è su da una
settimana, lo leggete: “Da mercoledì 29.11 questi cancelli verranno chiusi”. Era il giorno prima
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della Fiera di S. Andrea. Toglietelo! Il cancello è chiuso! Per finire questa parte: questo è il
parcheggio della Cartiera, cioè quel parcheggio pubblico che è utilizzato dal pubblico, ma che è
della Cartiera, vedete questa sbarra? Ha tre mesi, è rotta da tre mesi.
Qui c’è il particolare, se vi interessa, questa è via Pigarelli, che ho messo qui per lo stesso
motivo di prima: perché è un altro errore del PUP. Se voi andate a vedere su via Pigarelli la
strada, quella che stata espropriata e costruita dal Comune tre anni fa, tutta questa fascia è
vincolata come area agricola di pregio. Giusto per dare dell’imbecille a chi se lo merita,
Presidente. Questa è dentro come area agricola di pregio, ditemi voi se quello è un PUP! Quella è
una porcheria! Ricordate che se nel 2006 il Piano Urbanistico aveva una scala di riferimento
1:25.000, e aveva delle sotto-mappe molto chiare, 1:10.000, quella delle infrastrutture, quella
degli insediamenti produttivi, quindi si leggeva perfettamente, perché la matrice era la base
catastale, ma sul 10.000 si riusciva a leggere, poi era molto chiaro. Per quello di adesso che cosa
hanno fatto? Non so se l’abbiano fatto apposta, il mio parere è che l’abbiano fatto esattamente
apposta: è 1:50.000. Io vi assicuro che se voi ingrandite le mappe – non ve le ho portate, ma se
volete lunedì ce le faccio vedere – che sono da 10 mega, per cui il computer ci impiega un sacco
a caricarle, ma insomma, ad un certo punto si sgranano così tanto che non vedete assolutamente
niente. Mentre il Comune di Riva, che ha dei tecnici di valore, lo dico non per piaggeria, ma
perché è così, che cosa ha fatto? Si è fatto spedire dalla Provincia, con un programma speciale,
dei set file, ed è riuscito a stampare, con una mappa chiara, che assomiglia come scala – è molto
vicina – al PRG di Riva, queste mappe. Lì si notano chiaramente - gli Assessori lunedì
sicuramente potranno andarle a vedere - quegli errori di cui si parlava prima.
Non è possibile che la Provincia, per correggere quell’errore, stia pensando, io non so se
sia vero o no, ci sono delle delibere bloccate, delle licenze bloccate, i cittadini non ne sono
ancora al corrente, perché fino a che qualcuno non ci sbatte contro non lo sa. Però non è possibile
che la Provincia stia pensando a fare una delibera, o meglio, correggiamo, togliamo la parola
delibera, a fare una circolare esplicativa che sostanzialmente dice – mi sembra che stia uscendo
un’idea del genere, poi vi dico quale sarebbe la mia idea, invece – dovrebbe dire che il vincolo di
salvaguardia è scattato il 22 novembre, ci sono le osservazioni da presentare entro 60 giorni, in
questo periodo, fino alle eventuali correzioni di errori madornali, ci sono errori spaventosi, non
ve li racconto tutti perché sono cose incredibili, da non credere, a meno di non vederli. La
circolare esplicativa della Provincia dovrebbe essere di questo tenore, spedita ovviamente a tutte
le Amministrazioni comunale, quindi a tutti i tecnici delle stesse, quelli che poi devono fare il
lavoro, o all’ingegnere capo che poi deve seguire le opere pubbliche, insomma, a chi di dovere.
In questa circolare esplicativa dovrebbe essere scritto, sostanzialmente, ci sarà un pistolotto che
dirà chissà che cosa, che pensavano al Pinot grigio, non so! Perché è basato sul censimento
agricolo, robe da Francesco Giuseppe, tanto è vero che sono rimasti di ritagli, dove nel frattempo
il Comune, in questo caso ha fatto una strada. Però insomma, per farla breve, la circolare
esplicativa dovrebbe dire: nel caso l’Amministrazione comunale rilevasse degli errori rispetto al
proprio strumento urbanistico, PRG in questo caso, approvato, tenga conto del PRG stesso.
Ditemi che senso ha avere fatto uno studio, che qualcuno avrà pagato, ci sono stati fiori di
consulenti, fiumi di denaro che girava da una parte e dall’altra dell’Italia, o dell’estero, non so chi
l’abbia seguito, tutto si cancella con una frasetta, dicendo: “se però nel PRG quel terreno lì è
edificabile rimane tale”. Oppure: “se è prevista una strada il Comune può farla. Ditemi voi se
non siamo nella famosa repubblica delle banane, in questo caso provincia delle banane”.
Questa è la famosa dependance che ha perso i posti letto, per la verità mi si dice, spero
che non sia vero, che una delle ipotesi, di cui mi piacerebbe discuterne prima in Consiglio
comunale, perché è chiaro che se qui abbiamo perso posti letto - parlo al plurale come se li avessi
persi anche io – è chiaro che bisogna dargli un’altra destinazione. Come vi ho spiegato prima,
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infatti, se non modificate il PUP, questa è persa! Allora, se abbiamo perso i posti letto bisogna
trovare un’altra destinazione per la dependance, i casi sono due: o raderla al suolo, che sarebbe la
cosa migliore, anche se andiamo a perderne il valore; oppure cambiargli la destinazione. Nel fare
questa ultima scelta però, attenzione, perchè mi si dice - spero che non sia vero che qualche
Assessore, ma senza innervosirsi più di tanto, chiedo solo se sia vero o meno – che quella
palazzina è destinata a nuova sede dell’APT. Allora: spero che non sia vero!
(VOCE FUORI MICROFONO)
Lei sa, signor Sindaco, che io sono d’accordo. Anzi, se vuole noi facciamo un O.d.G, da votare in
Consiglio a fine Bilancio, noi siamo assolutamente favorevoli. Mi prendo l’impegno di
convincere il mio Consigliere a votare a favore.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, non credo. Lo dico perché se non è vero, ditelo chiaramente: non se ne parla! Anche perché
l’APT non ha aperto la sede perché non aveva i soldi per farlo, nel frattempo è saltato il
Presidente del BIM, questo può anche non centrare nulla. Il discorso è: per l’anno prossimo la
vogliamo aprire quella sede, che fra l’altro costa fior di milioni, oppure no? Lo chiedo, perché
nel Piano Cecchetto, come avevo avuto modo di spiegare in Consiglio, il piano terra della ex
stazione era destinato a commerciale, sì, vi ricordate, ne abbiamo discusso anche qui. Qui
abbiamo capito che si può radere al suolo, bene.
Ecco, un’altra cosa, signor Sindaco, già che parliamo di quelle aree, perché c’è questa
foto? Perché io mi permetterei di suggerire all’Amministrazione comunale una cosa: nel
presentare le osservazioni al PUP … altrimenti lo possiamo fare noi, Presidente, possiamo fare
un O.d.G. anche in Consiglio. Il concetto è questo: stabilito che le osservazioni al Piano della
fascia lago non scadevano, come ci ha spiegato il signor Sindaco, il 3 o il 4 dicembre, così mi
sembra di avere capito. Stabilito che forse era più semplice che l’addetto stampa del Comune, il
giorno dopo che il Piano è stato approvato dal Comune, o il giorno dopo che fosse stato
pubblicato, dicesse chiaramente sul sito – io non l’ho trovato, può darsi che mi sia sfuggito – ai
cittadini che se qualcuno avesse voluto presentare un’osservazione aveva tempo fino al 13 o 14.
Mi piacerebbe saperlo con esattezza.
Mi piacerebbe sapere anche, dalle vostre risposte, se gli O.d.G. che abbiamo votato,
corretti, modificati, che abbiamo accettato in Consiglio comunale, devono comunque, a termini
di Legge, essere riproposti come osservazioni. Se è così lo facciamo subito, è chiaro? Che non
venga fuori che noi non li presentiamo perché sono stati approvati dal Consiglio comunale, però
dopo non risultano nelle osservazioni e quindi non si può modificare, o meglio, migliorare il
Piano laddove è stato deciso in Consiglio di farlo, modificando appunto gli O.d.G. che avevamo
proposto.
Io proporrei, se l’Amministrazione è d’accordo, una osservazione che, per la verità non
avevo voluto fare la volta scorsa, anche perché ne avevamo 6 a disposizione e le abbiamo usate
tutte e 6, perché il Presidente giustamente diceva che bisogna presentare un O.d.G. per ogni
Consigliere, giusto Presidente? Noi avremmo un'altra osservazione, che se non è questo il
momento presenteremo in un'altra occasione, dove ci sarà scritto: qualora il Piano Cecchetto,
nella versione seconda, quella che uscirà appena tornerà in Consiglio, non so se tra un mese o
due, o tre, comunque prima di settembre, perché altrimenti non vale più, però diciamo che può
scattare in primavera. Qualora quel Piano preveda per l’area in questione, l’ex Rosengarten, una
volumetria edificabile residenziale, si trovi un accordo con la proprietà tale per cui per la Pasqua
del prossimo anno, addirittura prima che il Piano vada nella seconda adozione - o comunque
secondo me il giorno dopo - possa essere raso al suolo questo spettacolo, che è indegno di un
Paese civile. Tutto qui. Se volete lo presentiamo come O.d.G., altrimenti come osservazione.
L’altro punto che avevamo già discusso, che riprendo qui perché nel Bilancio….sì, è
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vero, il Consiglio comunale ha poco da fare, la maggioranza lo vota tranquillamente, noi ci
aspettiamo delle risposte per decidere che cosa fare, lo scorso anno ci siamo astenuti, non
vorremo votare contro, però è chiaro che vogliamo delle risposte. È altrettanto chiaro che, per
esempio, nel Piano Cecchetto una delle cose fondamentali che l’Amministrazione dovrebbe,
secondo noi, perseguire, è quella di andare in Provincia, visto che qua comunque c’è il discorso
del centro fitness o quel che è, e visto che la volontà del legislatore, in questo caso dell’estensore
del Piano, e anche dell’Amministrazione, e non solo della parte maggioritaria, ma anche della
nostra parte quella che non ha i voti per far passare simili cose. Chieda, per non dire impegna,
per non dire obbliga, con forza in Provincia che sempre per la Pasqua dell’anno prossimo guarda, vi lascio l’estate - per il 30 giugno, siano liberati quei 15.000 mq, perché una volta che il
Piano prevede i suoi volumi. I 15.000 mq che sono da destinare gratuitamente alla città, per
aprire una parte del parco, che vengano ceduti, liberati direttamente.
Questo è un cartello che non rende merito alla città, allora i camper dove non dovrebbero
esserci. Guardate questo cartello: sapete tutti dove si trova, no? Qui abbiamo il Luise, 4 stelle,
che guarda questo spettacolo! È chiaro che vende meglio le suite a nord! Per forza, ma a parte
questo, che sono affari di chi lo gestisce, qui abbiamo un divieto di sosta per i camper, ma qui li
vedete. Questo è il cartello che segnala la presenza di un servizio igienico, che è questo, giusto?
C’è la spiaggia segnata! Queste cose sono talmente minimali! È come il cartello dell’ITC girato a
rovescio e sbagliato! Ma insomma: tirateli giù! Piuttosto non metteteli, io sono di questo parere.
Questo è il servizio igienico, capite no? Un’altra cosa: siccome nella Relazione del Sindaco si
parla della Lido e del fatto che dovrà fare degli investimenti sulla fascia lago, noi speriamo che
non siano questi, in sostanza. Per quel che riguarda i Bilanci delle società, qui io non ho ancora
studiato bene le carte, ma ricordo che lo scorso anno, quando si era parlato in Consiglio
comunale di modifiche allo Statuto e al Regolamento d’aula, noi – il mio gruppo sicuramente,
ma non ricordo se anche gli altri della coalizione - alla fine abbiamo votato a favore. In quelle
modifiche ricordo solo che c’erano cose che sostanzialmente erano più favorevoli per la
maggioranza che non per l’opposizione, sia ben chiaro.
Noi crediamo in un Consiglio che funzioni, Presidente, quindi è una questione anche di
buon senso, nonostante ci fossero anche delle pressioni contrarie, noi lo abbiamo votato e siamo
contenti di averlo fatto. Io vi ricordo soltanto due cose, però: ho qui i verbali, dovrei prenderli
fuori e leggerli ma non voglio tediarvi. Io ricordo solo che in quel Consiglio era passata, per
prima cosa, la riduzione del numero legale a 15 in seconda convocazione. Per seconda: il fatto di
accelerare i tempi del Consiglio, visto che non siamo qui per perdere tempo e poi la decisione di
cominciare dopo mezz’ora. Io per problemi di lavoro arrivo più tardi, ma se avete notato quando
io mi siedo qui fino a che il Consiglio non finisce non me ne vado, non è mai successo. Da quel
punto di vista non ho problemi, rispetto ad altri Consiglieri, Presidente, Lei ha già capito di che
cosa sto parlando. Io credo ancora in questo ruolo, non ne ho voglia, ma ci credo ancora e se le
mie due signore mi lasciassero andare ne sarei solo contento.
In quel Consiglio si era deciso per la riduzione dei tempi di intervento, cosa che per voi
era fondamentale, non c’era un limite e lo abbiamo fissato ad un’ora. 45 minuti?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Va bene, ma almeno su queste cose, Presidente! Noi in questo caso abbiamo assolutamente
favorito, non solo, ma abbiamo anche approvato - e poi vado sui lavori della Commissione,
perché quelli non mi sono piaciuti, Presidente – il dispositivo in cui si diceva che non c’era più
l’appello nominale. Se 16 sono 16, che ci sia il Consigliere Benamati, che è entrato alle 18 in
punto, e che non ci sia io che sono arrivato più tardi, se lui se ne va non deve cadere il numero
legale. Se rientra un altro Consigliere siamo a posto, basta che ci siano 16 Consiglieri presenti,
giusto? Anche questo lo abbiamo votato, quindi non dobbiamo ricevere lezioni da nessuno.
verbale 7. 12. 06 /
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Quello che, se vi ricordate, era stato anche detto, erano stati presentati degli O.d.G. - magari per
lunedì prendo tutti gli incartamenti, perché su questo punto bisogna essere onesti – era che noi
volevamo che in quel regolamento ci fosse una clausola che impegnava la Giunta a presentare un
proprio documento che andasse in votazione per tempo. Si era detto “autunno”, ma intendendo
non il 21 dicembre, fine estate-autunno: a noi non interessa se è il 30 settembre o il 30 ottobre.
Comunque si era detto questo, perché c’era la discussione e Lei, Presidente, basta che…siccome
è Lei il garante, prenda i verbali, comunque li ho ritirati, devo solo trovare il punto, ma lo
troverò, di quella discussione.
Dicevo che volevamo che per tempo di discutesse non dei Bilanci, perché avevamo
accettato…ci mancherebbe altro, a noi dei Bilanci…io posso dire che è ridicolo che APM abbia
l’utile che presenta. La Lido, se osservate il suo Bilancio di quest’anno, non vedete niente, perché
vi diranno, giustamente, che stanno facendo la trasformazione e basta. Ma non mi va neanche
bene – lo dico adesso visto che sono in argomento, così evito di perdere tempo dopo - che il
valore dell’Hotel Lido, a mio parere, sia così basso. I 65 milioni stabiliti come valore per l’Hotel
Lido secondo me è una cifra estremamente bassa. Poi, mi direte che c’è il perito, il Tribunale,
che è una s.r.l., che per evitare la nomina del Tribunale. Tutto quel che vorrete, ma il concetto è
che, ovviamente, l’Amministrazione, che aveva la maggioranza di questa società, avrebbe dovuto
fare in modo che il valore fosse il più alto possibile. È chiaro che la controparte, ovviamente,
cercava di fare in modo che fosse il più basso possibile, per forza, perché con il 40% poi governi.
Stiamo parlando dell’Hotel Lido, non della Lido in genere. Ci direte i motivi per cui avete fatto
questa scelta, secondo me è un valore basso, punto.
Il concetto qual era? Che per fare in modo che nel corso dell’anno una volta depositati i
Bilanci, perché è chiaro che quelli devono essere depositati prima dell’estate, anziché consegnare
i Bilanci ai Consiglieri, cosa che è stata fatta, alla fine dell’anno, di solito il giorno in cui
venivano consegnati anche gli Atti del Bilancio comunale. Dovevano per tempo essere dati
questi Bilanci e ci fosse una Relazione del Presidente della società, che indicasse gli inghippi.
Vuoi parlarmi delle terme? Basta che non provi a parlarmi del sesterzo romano! Le terme le
posso anche accettare, ma non la lezione sul sesterzo, perché non interessa a nessuno! Il nostro
Presidente, che come ben sapete è andato fino a Bari a fare il relatore, ad un incontro, il cui titolo
era lo stesso di Bologna: “Il caso Riva del Garda”, giusto Presidente? Spero che a Bari non abbia
tirato fuori il racconto del sesterzo, perché si fa prendere in giro anche dai baresi, oltre che dai
milanesi!
Il concetto era che si venisse in Consiglio, lo scorso anno è venuto qui il Presidente di
APM, peraltro alel 22 di sera, poi, in una fase successiva, il Presidente di Lido di Riva, quindi
Tanas, anche lui dopo il Consiglio, ci sono rimasti pochissimo tempo. Hanno mostrato 4 slide,
come dicono loro, cedo che uno dei due non le abbia neanche consegnate in copia ai Consiglieri,
ma posso sbagliarmi. Poi non c’era stato il tempo per la discussione ed allora si era detto, in fase
di approvazione - è questo il motivo per cui torno lì – delle modifiche al Regolamento d’aula e
allo Statuto comunale, che non avremmo più invitato i Presidenti, perché non vogliamo neanche
che si sentano attaccati. Io non ho niente né contro il primo né contro il secondo, ma vorrei che
facessero bene il loro lavoro, che fossero pagati per questo, ma devono essere pagati in base a
quanto rendono! C’era stata questa proposta, si era stabilito di comune accordo, io se volete non
parlo neanche di Bilanci, non ne parlo perché a me interessano le strategie, però dovete dirmi che
ritardi ci sono sul Pilati, quanto costerà il progetto di ristrutturazione, chi lo deve fare, cosa dovrà
fare la società.
Leggendo la Relazione del Sindaco, per la verità, è chiaro che lui deve difendere gli
amministratori, ci mancherebbe altro, però si intravede una nota positiva su APM, per esempio,
che io non vedo invece nella realtà. Non vedo neanche il discorso di affidare alla società di
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riferimento, nel campo specifico APM, il progetto preliminare, o progetto di fattibilità,
dell’edificio sopra il Pilati, perché non vorrei che questo, oltre ad appesantire i costi della società,
rallentasse i tempi. Non parlo tanto di un problema di costi, ma di tempi. In questa relazione il
“buon Luccatti”, come peraltro il “buon Tanas” nel suo campo, avrebbe dovuto dire ai
Consiglieri: “Guardate, io sto amministrando 600 posti, ho avuto 50 prenotazioni, ho avuto 40
cancellazioni, ne ho in itinere 10, sto trattando per altri interventi”. Avrebbe dovuto dirci se il
fatto di avere delle quote nella Cooperativa Don Bosco era il preludio per avere – secondo me
sarebbe stata un’ottima cosa, l’ho detto anche al Sindaco – la possibilità di acquisire – non so
come sia finita, in questo senso – un intero piano del parcheggio dell’Oratorio. Non so se poi sia
finita bene o male, ho visto che il parcheggio…qui ci dovrebbe essere l’Assessore che ci
spiegherà se almeno all’Oratorio la concessione c’è, o neanche qui?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Neanche quella! Va bene e il Monte Oro allora è inutile che chieda, lo immagino! La
Convenzione sì, ma ho visto che qualche Consigliere l’ha contestata, per la verità. Io sto
aspettando solo che comincino i lavori, devo dire la verità. Ci spiegherà perché non c’è ancora,
no? Il Presidente di APM, quello di Lido, quello di AGS; avrebbero dovuto non tanto venire in
Consiglio e sentirsi attaccati dai Consiglieri, perché non è questo il caso, non è questo il nostro
compito, ma fornire una Relazione dei dati che sono a disposizione. Se l’Amministrazione
comunale è il socio di maggioranza, è inutile che ci diciate che i dati li dobbiamo chiedere ad
APM o alla Lido, li avete voi. Allora, siccome noi stiamo amministrando perché voi … anche
nella Relazione del Sindaco si parla di ruolo dei Consiglieri, del Consiglio, si dice che siamo tutti
amministratori ecc., metteteci in grado di fare questo lavoro.
È un po’ il discorso del video di questa sera, Presidente: se il video è del Comune - lo
dico tra parentesi, lo dico una volta sola – se le prolunghe sono del Comune, se siamo qui per
conto del Comune, non deve succedere che il Consigliere Pietro Matteotti deve telefonare al
Presidente e chiedere per favore di allestire il video per la serata, cosa di cui ringrazio il
ragioniere capo Franzinelli, che è riuscito a recuperarlo. Tutta l’attrezzatura video deve essere in
quest’aula, che è dedicata solo al Consiglio: tenetela sotto un cassetto! Io non me lo porto via di
sicuro, che non venga fuori che la prossima volta mi dite che non c’è, che non si può o altro,
perché per prima cosa me ne vado, ma dopo faccio il cinema. Tutto va bene, ma fino ad un certo
punto.
In sostanza, per farla breve e per chiudere, sulle società si era arrivati ad un accordo fra
maggioranza ed opposizione, di cui è garante il Presidente, ovviamente, che diceva che in
autunno, se non è il 1 settembre può essere il 30 ottobre, si veniva in Consiglio dove c’era una
Relazione dei Presidenti delle società che indicavano i dati di Bilancio. Scusate, non vi dico un
termine brutale, perché ci sono delle poste di Bilancio che si spostano da una parte all’altra, vi
potrei far vedere come variano, perché alcune variazioni sono veramente eclatanti, ma io non
voglio discutere di Bilanci. Io voglio sapere da APM quanti posti gestisce, quanti soldi ha
incassato, che problemi ha avuto, quanto sono costati gli ausiliari del traffico, che risposte ha
avuto nei suoi bandi, ecc. Vi ricordo che nella Relazione del Sindaco, infatti, giustamente si dice
che APM guarderà anche fuori dai confini comunali, ma vi ricordo che APM lo ha già fatto, non
tanto andando a Bari ad illustrare il progetto, quanto nel momento i cui si era proposta
all’Amministrazione comunale di Arco .. che poi non abbia accettato è stato un errore, ma io non
entro sul fatto che sia stato un errore o meno, però aveva già chiesto ad Arco e a Torbole,
ottenendo un risultato molto chiaro, di diniego, da ambedue le parti. Ad Arco, bene o male, senza
APM hanno costruito quel modellino che funziona, di cui hanno venduto tutte le quote, male
hanno fatto a non costruire, per via dei ritardi dato anche dalla componente economica, quindi lì
il Comune di Arco non c’entra, a non costruire il secondo piano. È quello che effettivamente non
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si dovrebbe fare, non so se la licenza sull’Oratorio preveda i due piani, spero di sì, ma spero
anche che vengano realizzati. Poi ci direte qualche cosa, su APM, su quel punto lì, se c’è o non
c’è.
Per chiudere il discorso delle società: si era detto che avrebbe dovuto esserci una
Relazione, che ci sarebbe stata una Relazione della Giunta, un O.d.G., che sarebbe stata messa ai
voti. Voi potete dirmi quello che volete, ma è andata esattamente così. Siccome quest’ano la
ricognizione è finita il giorno prima del Bilancio, non c’è stato un documento della Giunta, non
c’erano le Relazioni dei Presidenti, io mi chiedo: ma allora che fine ha fatto? Guardate che io lo
tirerò fuori, ma nelle dichiarazioni dell’Assessore o di qualcuno era emerso proprio questo, cedo
il Sindaco, sì. Il concetto è che se dobbiamo raddrizzare la barca a giugno, dopo aver preso
visione dei Bilanci, si è ancora in tempo; adesso che cosa volete che ci sia da dire? La
ricognizione è obbligatoria, come ci ha spiegato il Ragioniere capo, giustamente, lui tiene nel suo
Bilancio, nella stesura tecnica del Bilancio, ovviamente, di quanto indicato nei Bilanci delle
società, ma noi vogliamo discutere di altro!
Noi non vogliamo discutere del Bilancio di APM, possiamo dire che costa troppo o che
costa troppo poco, che la res finale, come ha detto anche qualche altro Consigliere prima di me, è
scarsa, ma noi vogliamo discutere di strategie, di che cosa stanno facendo. Per esempio il buon
Presidente della Lido che un anno fa ci aveva detto che erano a buon punto e altre cose, ebbene:
l’albergo è ancora lì, la dependance è lì, i posti letto sono lì, non so se ha insistito con
l’Amministrazione per farsi cambiare la destinazione urbanistica, legittimamente, per ottenere,
dopo 20 anni, lo stesso trattamento di tutti gli altri alberghi. Pari pari! Che cosa volete? Un conto
è poterlo ampliare, un conto è non poterlo fare, poi che debba essere ampliato non con il progetto
Cecchetto, ma con un altro, come ci ha spiegato anche il Vice Sindaco: oggi la base per entrare in
quella società per forza di cose è il progetto Cecchetto. altrimenti dovremo ricominciare tutto
l’iter. Dopo di che voi siete convinti che nel 2007 venga inaugurato l’Hotel Lido? Per la verità se
non ci mettiamo un po’ sotto nel 2007 non verrà neanche demolito l’ex Rosengarten!
Mi auguro che, magari con una delibera, forse signor Sindaco, senza suggerire niente Lei
poteva sfruttare gli eventi dell’ultimo mese. Dopo aver liberato l’immobile, per pubblica
incolumità, farlo radere al suolo; lo abbiamo già fatto sull’ex ITC, come Lei benissimo si ricorda.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, ma Lei se vuole, riesce a studiare bene la questione e a trovare legittimamente, ovviamente, le
strade giuste. Qual era il succo di questo discorso? Noi, oggi come oggi, ma non perché non
vogliamo dirlo, non abbiamo partecipato, chiaramente, alla stesura del Bilancio, ci mancherebbe.
Noi vogliamo tenere conto di tutte le vostre dichiarazioni e le prendiamo per buone, così come
quelle del Vice Sindaco o dell’Assessore. Non ci è piaciuto, dico la verità, che nella Relazione
del signor Sindaco ci fosse solo una riga sul collegamento con Rovereto, perché è la stessa riga,
pressappoco, dovrei recuperarla, che probabilmente era stata scritta lo scorso anno.
Vi ricordate quando, in questo Consiglio comunale, è venuto l’Assessore Grisenti? Non
so se eravate presenti, chi ci fosse, sul discorso del tunnel lungo Monte Oro che cosa aveva fatto?
Il giorno prima, o tre giorni prima, aveva fatto predisporre, perché è andata esattamente così,
fidatevi, dai tecnici uno schizzo, era venuto qui, non aveva voluto chiamarlo progetto
preliminare, aveva proposto due soluzioni, una aveva anche un corridoio interno di ripresa per la
velocità ecc. Si vedeva chiaramente che delle due soluzioni una era come se non ci fosse, ma era
per venire qui in Consiglio e dire che abbiamo a disposizione due ipotesi. Presidente, è andata
esattamente così, Lei c’era. Ci lascia la scelta, per così dire, tra le due. In Consiglio si era ribadito
che l’unica possibile era ovviamente il tunnel lungo, per il Monte Oro che sbucasse all’altezza
dell’Excelsior, cioè dell’attacco della Ponale. Se ne era tornato a casa, c’era anche l’ingegner De
Col e chissà chi altri tra i suoi tecnici, e poi che cosa è rimasto?
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Presidente:
Consigliere Matteotti, La invito a chiudere il Suo intervento.
Consigliere Matteotti:
E le interruzioni?
Presidente:
Un solo secondo.
Consigliere Matteotti:
Mi bastano 60 secondi. Il concetto era che la PAT non ha alibi, fidatevi: non ha alibi. Voi
se volete dovete però andare a chiederlo questo tunnel lungo del Monte Oro. Il collegamento con
Rovereto: nella Relazione del Sindaco è citato in una riga, ma il problema è che una volta
stabilito che la bufala del treno appartiene solo ad un Assessore del Comune di Arco, stabilito
che è inutile mandare nella zona i treni con il traffico merci, per ovvi motivi, stabilito che anche
il treno a scartamento ridotto è una vera bufala, stabilito che il buon Assessore provinciale ai
lavori pubblici aveva più di una volta, sul giornale, ripreso una vecchia idea di un percorso che
lui chiamava dedicato. In sostanza si trattava di un pullman che seguiva il percorso della
ciclabile, che avrebbe permesso di andare avanti e indietro con Rovereto. Stabilito che questo
non ha senso, perché allora Rovereto non ha nessun senso, stabilito che Riva comunque non
c’entra con il progetto del tunnel lungo, ma può, avendo un Senatore, un Sindaco, partecipando a
pieno titolo al C9, visto che siamo il Comune più importante, siamo tutti d’accordo su questo?
(CAMBIO LATO)
…che venga questa soluzione, perché è inutile dire, scusi signor Sindaco, che ci deve essere una
soluzione condivisa, quando poi il Sindaco di Arco comincia a dire: tunnel lungo o al massimo
tunnel medio. L’altro a Trento, il mega Assessore, che però ha vinto il Congresso, tunnel corto,
oppure treno dedicato, oppure l’Assessore Pinter, che magari vincerà un altro Congresso,
opzione zero. Mi sarebbe piaciuto dunque che ci fosse un impegno diretto dell’Amministrazione
comunale di Riva, su queste cose, perché guardate che non è in gioco il ruolo di Pietro Matteotti,
ma quello della città, il destino della città. Senza strade andiamo in crisi non dico alla prima
nevicata, visto che ormai quest’anno non nevica più, ma al primo incidente o al primo stormire di
fronde siamo in crisi. Dopo di che il resto con gli O.d.G. nella prossima puntata.
^^^ Escono i Consiglieri Zambotti e Santoni. Entra la Consigliera Brunelli: il numero dei
presenti scende a 25. ^^^
Presidente:
Grazie Consigliere Matteotti. Innanzitutto vorrei che venisse il Sindaco su questo banco,
perché mi trovo un po’ in difficoltà a vederlo là e mi sento un po’ solo. Poi ha chiesto la parola il
Consigliere Modena, prego.
Consigliere Modena:
Quando noi siamo preoccupati perché Lei è a Roma, abbiamo ben donde, se il Presidente
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si preoccupa subito appena Lei si posta in fondo alla sala!
Presidente:
Il Sindaco non sta bene in fondo alla sala, ma qui, perché è un’ottima immagine.
Consigliere Modena:
Io non sono così ricco come il Consigliere Matteotti, di tecnologia, con tutte le cose ecc.
Io raccolgo le mie poche cose, che sono formate principalmente dalla Relazione del Sindaco,
sulla quale andrò a dire qualche cosa, così come sui documenti presentati. Tenendo presenti
alcune considerazioni che vado a fare mano a mano che parlo, senza dover poi saltare avanti e
indietro. Tralascio le frasi storiche, il Bilancio è il momento più importante, certo, questo sarebbe
il momento di parlare e spaziare, così come ha fatto il Consigliere Matteotti, ma avendolo fatto
lui è inutile che lo faccia anche io, anche perché gran parte delle cose che lui ha detto sono da me
condivise al 100%, soprattutto per quanto riguarda quelle che non vanno avanti.
Dicevo che preferire seguire i documenti che ci sono stati presentati, per avere una linea
che mi permetta di esprimere alcune valutazioni. Tenendo presente che, l’ho detto lo scorso anno
e lo dico anche quest’anno, mi piace spesso sentire il Sindaco e leggere quello che scrive, perché
molti concetti che egli esprime sono da me condivisi. Del resto non credo che siamo molto
lontani come mentalità. Comincio dallo sfogo iniziale del Sindaco, allorquando si arrabbia con i
giornalisti e parla di problemi di comunicazione. Io dico che non credo siano i giornalisti a
crearlo, perché questo tipo di problema c’è sempre stato. Mi viene una battuta stupida, mi viene
in mente che ieri sera ero ad un incontro sulla pallacanestro insieme ad un Consigliere ed i
giornalisti sono come gli arbitri, sono persone e possono sbagliare come tutti.
Non credo che sempre ci sia malafede, credo che evidentemente dovendo loro scrivere e
vendere i giornali a volte abbiano bisogno di titoli particolarmente coloriti per presentare il
proprio prodotto, il proprio menù. Io credo che l’esempio posto in fattispecie, in questione dal
Sindaco come ha detto il Consigliere che mi ha preceduto, potrebbe essere stato risolto in modo
semplice con una comunicazione, perché mi risulta che fosse frutto di una comunicazione errata.
Quindi, Sindaco si arrabbi pure con i giornalisti, non voglio certo difenderli, ma sarebbe forse
meglio se lo facesse in occasioni più pregnanti. Ci sono tante occasioni per potersi arrabbiare con
loro, magari più valide di questa. Io dico solo - come ho fatto qualche giorno fa quando ho avuto
modo di parlarne - che il problema non è quello della stampa, ma di comunicazione da e con la
stampa e da e con i cittadini. Un problema di comunicazione che è amplificato, io non voglio
girare il coltello nella piaga, perché tanto non è il caso, da quello che ha detto poco fa, molto
probabilmente, che è quello dell’assenza del Sindaco, che qualche volta non c’è. Io credo che il
problema di comunicazione non possa essere risolto dall’addetto stampa, che è una figura che
non rappresenta l’Amministrazione; fa da cassa di risonanza della stessa, ma non la rappresenta.
Io credo che il rapporto con l’esterno debba – non voglio insegnarvi nulla, evidentemente –
essere tenuto da un amministratore, che vive i passi dell’Amministrazione, che può interloquire
con l’esterno in modo diverso da quello che è il modo asettico e semplice che possa mettere in
campo l’addetto stampa. Quindi non mi permetto, Sindaco, di darLe un consiglio, ma forse se, in
Sua assenza, ci fosse un Assessore che fa l’addetto stampa, che cura i rapporti con la stessa,
potrebbe essere di maggiore aiuto in quel tipo di contatti.
Il secondo discorso riguarda il rapporto con il cittadino. Ora, in tutte le sedi, in tutte le
Amministrazioni se le sono inventate tutte, perché credo che tutti abbiano questo problema di
poter dare al cittadino la maggior mole di notizie possibile; di poter dare non solo le notizie, io
dico, ma “le istruzioni”, anche. Molte volte, infatti, più spesso di quello che ci si immagina, io mi
accorgo quando ho modo di – non si offendano le signore – incrociare le signore che tornano
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dalla spesa e fanno dei commenti, mi accorgo che la gran parte di questi sono fatti perché la
notizia non arriva nel modo giusto. Io non voglio certo difendere l’operato
dell’Amministrazione, ma capisco il problema che al momento deve affrontare, capisco che le
notizie distorte che pervengono, che poi, di bocca in bocca, passano e si distorcono ancora di più,
sono il danno peggiore per qualunque Amministrazione. Allora io dico, la butto lì, può sembrare
forse una pazzia, un’eresia, ma forse recuperare quelle cose che non significano tanto mandare in
televisione i Consigli comunali come fa qualcuno, che credo sia una cosa che serva a pochissimo,
piuttosto che niente, se non a finanziare le televisioni. Ma forse avere degli spazi ben
pubblicizzati, in cui in periodi certi la Giunta si incontra in quel modo con i cittadini, dicendo
che quel dato giorno spiegherà le cose che sta facendo, non sarebbe una idea da disdegnare. È il
contatto, il colloquio che certo favoriscono rispetto per l’attività di questi signori qui, di cui, a
parte il Consigliere aggiunto, che ho sempre visto da quando frequento questi luoghi, non
interessa niente a nessuno, anche perché molti non capiscono nemmeno che cosa siamo qui a
fare. Non voglio con questo offendere i cittadini.
Io dico che dobbiamo arrivare alle cose più semplici, a quelle più pratiche, non dico il
giornalino come si faceva una volta, che ha i suoi limiti, ma forse qualcosa di più immediato.
Quello che fa l’Assessore Bagozzi con la spazzatura, scusi se la chiamo così per semplicità, io
sento che riscontra favori, ma è chiaro che la Giunta non può andare in giro a fare cose simili,
anche perché il numero di partecipanti è limitato. Io dico di ragionare in questo senso, forse può
sembrare una sciocchezza, ma uno spazio autogestito, in qualche ora, in qualche giorno, ben
pubblicizzato potrebbe essere di aiuto. Io ho sempre detto, soprattutto al Sindaco precedente, che
due cose sono importanti, indipendentemente da quello che si fa, anche se non dico che non si
debba fare niente: la fantasia e la comunicazione. Spesso mancano proprio queste due
componenti: la fantasia e la comunicazione.
Mi viene da pensare all’esempio più clamoroso, che è quello dei trasporti. Oggi non ho
letto i giornali, ma ho visto una locandina che parlava di trasporti. Qualcun altro ne ha parlato, ho
eletto da qualche parte di come male vanno i nostri trasporti, ma non serve leggere, basta vedere
la realtà. Io credo che questo tema va sicuramente esaminato, anche perché ha una valenza, da un
certo punto di vista, strategica, che è quella a cui si accennava prima, che un servizio pubblico
potrebbe aiutare. D’altra parte ha una valenza di Bilancio, perché stiamo buttando i soldi non vi
dico dove, però le due cose dovrebbero intrecciarsi, per trovare una soluzione che possa essere di
utilità. È vero anche che siamo polo urbano ma non siamo una città, quindi ci manca la
tradizione, ci manca la mentalità, ci manca l’abitudine. Abbiamo le frazioni che difficilmente
usano il mezzo pubblico perché non l’hanno mai visto, non voglio offendere le frazioni,
intendiamoci, però non è la Clarina a Trento, dove hanno la corriera che sono abituati a prendere.
Usiamo la fantasia e la comunicazione, che possono essere non la soluzione del problema, ma un
grosso aiuto a risolverlo, oltre che ad un ripensamento dell’esistente che probabilmente
porterebbe ad un taglio di cose che non servono per favorirne altre che invece servono.
Parla di senso civico, il Sindaco: “Senso civico diffuso”. Sindaco Lei mi ricorda quando io
ho fatto quel grave errore di candidarmi a Sindaco, quando, in campagna elettorale avevo scritto:
“Sentirsi orgogliosi di sentirsi rivani”. Io credo che sia indispensabile, per noi 30 che siamo qui,
e anche per gli altri, perché la base di una felice convivenza e della crescita di una città è di
sentirsi parte di quella città, di essere contenti di essere in quella città. Se così non fosse, come
accade nelle società, nelle organizzazioni, in famiglia, in altri posti, è meglio andare – come
dicevano i vecchi rivani di una volta - a buttare i sassolini nel lago per vedere dove vanno.
Riguardo a questo poi ritorno, perché la cosa si combina con un altro argomento che è molto
vicino.
Poi il Sindaco parla di un argomento che mi ha preoccupato tantissimo, non nel leggerlo;
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anzi, mi ha fatto piacere leggerlo sulla sua Relazione, perché era una cosa che da un po’ di tempo
volevo trasformare in qualcosa, in un documento consiliare, non so in che cosa. Non l’ho fatto
perché non sapevo come fare, che cosa fare, sinceramente, dal giorno 23.11, quando io ho aperto
i giornali locali e ho letto che di questi Consiglieri comunali almeno 9 o 10 si sono fatti una
canna. Non ci sono i nomi, evidentemente, non fate queste facce, ma la statistica parla chiaro.
L’Assessore provinciale ha presentato una statistica per cui il 31,2% dei residenti in Provincia si
è fatto una canna almeno una volta. Voi ridete! Io, quando ho letto queste cose mi sono guardato
intorno e mi sono detto: in ogni posto dove io entro il 31% si è fatto una canna. Io adesso non
voglio ghettizzare, non voglio esprimere giudizi più di tanto, spero che ci sia qualche errore in
questa statistica, perché se così fosse realmente mi preoccuperei molto. Anche se poi abbiamo la
chiave di lettura, che è un pochino chiara, se volete tralascio tutti i dati statistici, che io penso che
abbiate letto, perché , ripeto, se ve li leggo, quanto ha detto il Sindaco va sottolineato in giallo e
va veramente preso in considerazione. Oltretutto mi dicono che Riva, che sembra indenne, non è
assolutamente fuori da questa cosa, semplicemente non è venuto fuori nulla adesso di così
eclatante, ma magari un giorno succederà, ma Riva è nella buona media con il resto del Trentino.
Ripeto, due cose mi hanno fatto sorridere, alla fine di questa considerazione. Una mi ha
fatto pensare, perché bene o male la statistica da qualche parte va a parare, che parte soprattutto
dai sedicenni questo tipo di problematica, almeno per quanto riguarda la statistica degli ultimi 12
mesi. Tra i comportamenti associati all’uso di droga troviamo l’aver partecipato a giochi in cui si
spendono soldi, slot machine, lotto, gioco d’azzardo; l’essere coinvolti in risse, quindi ha ragione
il Consigliere Pederzolli quando ne parlava prima; l’aver avuto rapporti sessuali non protetti e
aver bucato almeno tre giorni di scuola; essersi ubriacati recentemente, avere fratelli che abusano
di alcol o fanno uso di sostanze. Ecco, ribaltando questi concetti e questi comportamenti si
arguisce che, in linea teorica si potrebbe stare tranquilli se uno studente non ha problemi di
rendimento a scuola, non accumula assenze, non si ubriaca, non sperpera soldi alle slot machine,
ed è seguito dai genitori così come dico io che dovrebbe sempre essere. Sindaco, su questa storia
dunque che Lei ha evidenziato io credo che si debba oltre che pensare cercare di agire.
Mi ha fatto sorridere, anche se mi rendo conto che in gran parte è vera, la storia che Lei
ha colorito in maniera particolare, secondo cui i ricchi chiedono ai poveri. No, non sorrida sotto i
baffi, ci siamo capiti! Sono le frasi ad effetto che Lei inserisce nelle Sue Relazioni, per dare dei
messaggi, che si capiscono. È anche vero, io non voglio difendere né i ricchi né i poveri, a dire la
verità, o forse più i poveri dei ricchi, ma probabilmente i ricchi pretendono perché qualche volta
sono costretti a dare.
Vado avanti e arrivo all’associazionismo, dove Lei parla di ricambi, di difficoltà di
coabitazione tra generazioni; qui arrivo al discorso di prima, mi ricollego al senso civico diffuso,
al sentirsi orgogliosi di sentirsi rivani, di sentirsi parte della società. Accade anche i politica, in
famiglia, nello sport: Lei guardi a Riva quanti doppioni abbiamo: due squadre di pallacanestro,
per motivazioni diverse, adesso si è trovato un accordo per cui una squadra fa professionismo e
l’altra no, ma abbiamo due squadre di pallacanestro. Non so se c’è ancora la Benacense, ma
abbiamo due squadre di atletica leggera, abbiamo due associazioni di categoria degli albergatori,
abbiamo società paracomunali in abbondanza. Abbiamo tutto doppio o triplo. Per quale motivo?
Probabilmente perché molti di questi doppioni nascono non tanto per divergenze di opinioni, ma
per divergenze di persone, questo provoca e ha provocato anche i passato, per la nostra città – io
non guardo le altre – dei rallentamenti. Poi c’è il discorso del ricambio, con il problema
generazionale che tutti immaginiamo, che è particolarmente acuito rispetto al ricambio
generazionale precedente, a mio modo di vedere. Forse il giovane la pensa, o vede quello che
giovane non è più, in modo diverso da come lo vedeva prima. Poi il giovane cresce! Io adesso vi
faccio l’esempio dello sport, che faccio sempre: parlando con gli insegnanti dei più piccoli, del
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minibasket, senti che dicono – e sono cose vere, ma magari non si pensano, se non capita di
toccarle con mano – che i ragazzi crescono in modo diverso anche dal punto di vista della
mobilità. Una volta i ragazzi crescevano giocando nei modi più semplici, inventandosi le cose,
correndo per i prati, saltando sugli alberi, adesso non lo fanno più, perché stiamo diventando
cittadini. La gente sta davanti a quei giochi televisivi e a tutte quelle cose lì, quindi quando i
ragazzini vanno in palestra ad apprendere qualche cosa, devono imparare prima quello che la
natura dava loro. Nei tempi passati, infatti, correre nel prato era una cosa che naturalizzava; il
giovane, ora, evidentemente cresce in modo diverso dal passato, ha queste sensazioni, questi
stimoli, queste comunicazioni tecnologiche, quindi molto probabilmente siamo in un momento in
cui i blocchi generazionali sono più marcati rispetto al passato, con la conseguente maggiore
difficoltà di coabitare, quando la natura direbbe che i meno giovani servono per trasmettere la
propria esperienza e portando per mano il giovane. Non è così in assoluto, perché ci sono giovani
che ragionano in modo diverso, ci sono persone meno giovani che la pensano in un altro modo.
Di qui arriviamo, con un passaggio che magari riprendo dopo, alla disponibilità a mettersi
in gioco, alle associazioni e ci colleghiamo al discorso di prima, qui io, se mi consentite, ritorno,
dopo tantissimi anni, ad una barzelletta che avevo utilizzato che forse il Sindaco ricorderà.
Quando è stato creato il mondo è stata creata anche Riva del Garda – la ricorda, Sindaco? – il
Creatore, evidentemente, in quel momento veniva dalla pianura padana, dove aveva appena fatto
una spianata perché era stanco per aver creato molto, quando è arrivato qui ha cominciato a
lamentarsi ed è arrivato a Nago a fare le Marmitte dei Giganti, due pini qua e là, la piccola
discesa, il Sarca che scende, con altri particolari, allora il Figlio lo prende per la giacca e gli dice:
“Papà, tu che sei giusto e che dovresti fare le cose uguali e belle per tutti, perché a questi fai le
cose così belle, mentre agli altri hai fatto solo una spianata?”, e lui ha risposto, dicendo: “Stai
tranquillo, adesso faccio la natura, poi ci metto gli abitanti e ci mettiamo in pari!”.
Sindaco:
Questo è l’orgoglio di sentirsi rivani!
Consigliere Modena:
Purtroppo questa è una presa d’atto, Sindaco! Tutti questi doppioni, questo egoismo,
come lo chiamo io, tutte queste iniziative che non collimano, ma ne discutevo proprio oggi con il
Presidente: vi rendete conto che noi abbiamo 3 o 4 società para pubbliche che hanno la stessa
componente societaria? Sono formate dagli stessi azionisti, che vanno in una riunione e votano in
un modo, vanno nella riunione successiva e votano al contrario! È così, ma come si fa a fare
sinergia, quando non si riesce a fare cose semplici? Noi non riusciamo a fare sinergie su questo: è
un discorso di personaggi? È antipatico Modena? E’ antipatico Bassetti? E’ antipatico Garibaldi?
Mazzini? Diciamo loro di fare un passo indietro, facciamo entrare qualcun altro, ma noi
dobbiamo fare un discorso di rete. Come si fa ad avere, in tutte le nostre realtà, uno che guarda in
cagnesco l’altro, o meglio, gli fa un sorriso e poi, non appena esce dalla porta, se può …non vi
spiego che cosa fa. Allora, cerchiamo di capire questo e di fare un ragionamento, ovviamente non
dobbiamo buttare via l’acqua e il bambino insieme, perché evidentemente abbiamo delle risorse
che è un peccato gettare via, però questo ragionamento va fatto. Esempio: l’ultima notizia che
uscita, che può essere anche positiva, è che dopo tutto quel gran parlare che abbiamo fatto del
Lido, dopo una presentazione in cui si annunciava che si sarebbe partiti, che c’era una cordata
che si era formata per acquisire il Lido, che credo – non lo so esattamente – si sta modificando il
progetto per poter partire, adesso ce n’è un’altra. Ma questa cordata vuole aiutare la prima? O
vuole essere antagonista? Io credo e spero che se c’è una cordata nuova sul Lido sia per
supportare la prima, perché noi abbiamo bisogno di tutti, non di uno che fa la guerra all’altro,
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oppure abbiamo bisogno di qualcuno che dice: Benaglio tu vuoi la Lido? Mettici i soldi per la
Lido, Marino tu vuoi la Lido, mettici i soldi che facciamo…dico così per dire, se dovesse
succedere in futuro per la Spiaggia degli Olivi piuttosto che per altro.
C’è bisogno di tutti, quindi non di gente che va per proprio conto, ma che tutti concorrano
a formare un esercito forte. Io faccio anche una raccomandazione, su questa vicenda, di cui io ho
appena parlato: io sono stato interpellato, ma su queste cose è bene fare attenzione se ci sono di
mezzo Consiglieri comunali, è meglio che magari non pensino di entrare e ne stiano fuori. Non
dobbiamo mettere altra carne al fuoco, si corre il rischio di bruciarsi! Andiamo via lisci. Sarò più
chiaro: a me è stato chiesto di entrare in una cordata, io avrei voglia di farlo, ma penso che non lo
farò, perché mi pare che nel mio ruolo di Consigliere comunale sia opportuno che non entri.
Punto. Vado avanti su questo argomento, perché mi è particolarmente caro, Sindaco.
Quando Lei parla con la cittadinanza, io dico che purtroppo è difficile capire che ognuno
dovrebbe cercare di rispettare il proprio ruolo, probabilmente qualche volta sbaglio anche io,
però è difficile capire che ognuno ha il proprio ruolo. La cosa che prima avevo omesso per
seguire la Sua Relazione come menabò, è il discorso che Lei faceva sulla necessità degli artigiani
di avere delle aree a disposizione. Io non posso farmi sfuggire questo argomento, per dire una
cosa che la farà molto arrabbiare, Sindaco: la zona artigiana c’era, ma è stata consumata in modo
ormai irreversibile. È chiaro che siamo contenti perché è chiaro che il Palafiere ci vuole, però
forse si poteva fare qualche cosa di diverso.
La Sua Relazione respira tutta di super confini comunali, per esempio l’idea della società
per la gestione dei tributi è la conferma di una cosa che io l’altra sera avevo non dico chiesto al
Consiglio, ma che avevo quasi rilanciato, perché mi pare che faccia parte di una logica del
procedere, che parzialmente c’è già. Io dico solo che dovremmo farlo, cercando di arricchirla
possibilmente di altri contenuti, perché laddove ci siamo, siamo forti, funzioniamo, è opportuno
che sfruttiamo quelle nostre peculiarità per fare, ad esempio come nel campo delle affissioni e
cose del genere.
Poi mi piace una cosa: leggere – visto che ogni tanto qui vengono fuori delle verità – che
le società, che sono sempre state definite partecipate, adesso vengono, giustamente, definite
controllate. Questo è e significa che è vero quanto ha detto prima il Consigliere Matteotti, cioè
che è il Comune a comandare; deve essere così, è giusto che sia così, è giusto dirlo, però è giusto
che il Comune non si nasconda dicendo che non può dire niente, trattandosi delle società. Il
Comune ha la maggioranza delle quote, il Comune esprime i propri desideri, l’Amministratore
che è lì deve fare quello che dice il Comune, il Comune però può anche rispondere nel momento
in cui gli si chiede qualche cosa. Allora, che dire delle società controllate? Ci sarebbe parecchio
da dire, partendo da quanto ha detto il Consigliere Matteotti prima, cioè l’impegno di fare una
riunione ad hoc sulle società. È difficile anche dare dei giudizi, io li esprimo senza entrare nel
merito del Bilancio, delle cifre, di quelle cose lì, perché non serve assolutamente a niente. Le
società dovrebbero avere con noi un contratto di informazione sulle cose che hanno fatto e su
quelle che intendono fare, o meglio: su cosa hanno fatto. Sarebbe bello che su quello che
intendono fare anche noi potessimo dire qualche cosa, esprimendoci su qualcosa che è in fieri. Io
trovo che qui, in quest’aula, la società che si è presentata in un modo degno e che ci ha fatto
applaudire, in senso lato, o comunque riconoscere che sta lavorando in un certo modo è AGS. Lo
avevamo detto in quella occasione, quando è vento il Presidente, sono venuti, hanno fato la loro
bella presentazione, ci hanno spiegato che cosa stanno facendo. Noi abbiamo chiesto quel poco
che potevamo chiedere, anche perché si chiede quello che si capisce, non si può chiedere il resto,
però io credo che la presentazione sia stata sicuramente esaustiva. Ammetto la mia ignoranza:
che cosa è l’AGA?
(VOCE FUORI MICROFONO)
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Costituita da noi?
Sindaco:
No, da AGS.
^^^ Entra il Consigliere Santoni: il numero dei presenti sale a 26. ^^^
Consigliere Modena:
Ah, da AGS. Su APM non posso dire le stesse cose che ho detto di AGS, non voglio
ripetere quanto ha detto il Consigliere Matteotti sulla storia dei sesterzi e di altre amenità di
questo tipo, io dico solo che su APM ci saranno anche le motivazioni, però io vedo che i lavori
sono così come sono stati dimostrati dalla fotografia di prima. Quindi non mi pare che ci sia una
grandissima spinta, al contrario, a me pare che il lavoro di APM adesso sia quello di fare quello
che io definisco “un killeraggio delle macchine” per andare a beccare più multe possibile. Sul
parcheggio sotto la Piazza d’armi, io sono entusiasta sul fatto che si debba progettarlo, ma ho 10
milioni di riserve sul fatto che sia APM a doverlo progettare. Tutto questo per due motivi
fondamentali: prima di tutto perché non si sa se i tempi sono quelli e secondo perché non si sa
nemmeno chi, come, perché , con quali condizionamenti e quali servitù ci nasceranno dopo per il
fatto che i soci di APM – conosciamo tutta la storia – progetterebbero probabilmente perché sono
più esperti. Io quindi desidererei che l’Amministrazione comunale si fornisse di un progetto per
fare un parcheggio sotto il Cimitero, per capirsi, ma ho qualche riserva sul fatto che sia APM ad
occuparsene, anche se logica vorrebbe che una società comunale che ha la gestione dei
parcheggi, dovrebbe essere incaricata della costruzione del parcheggio. Ci sono però quei legami
che portano poi ad una conferma e ad una radicalizzazione della società rispetto a dei soci che, a
mio modo di vedere, hanno tanto avuto e poco dato.
Ho qualche riserva in più sull’idea di costruire sopra il parcheggio, perchè mi pare che si
farebbe un salto indietro di parecchi anni, quando ancora c’erano le scuole commerciali, quando
c’erano le due ipotesi: mantenere le commerciali o abbatterle? Teniamo le commerciali e sotto
costruiamo un parcheggio, oppure addirittura per un certo periodo si è parlato di negozi su
quell’edificio, per finanziare il parcheggio sottostante. Io credo che adesso il parcheggio debba
essere finito così, credo che se ci sarà da valorizzare la zona archeologica questo debba essere
fatto, se c’è qualche cosa da vedere, io per adesso, a parte il sesterzo, non ho visto altro.
Dobbiamo valorizzarla in modo tale che no si creino, a mio modo di vedere strutture che non
c’entrano nulla con la zona archeologica, io non so infatti che cosa possa legare degli uffici ad
una zona archeologica. Se dobbiamo fare qualcosa a livello museale, facciamolo, ma in maniera
limitata proprio alla fascia museale. Poi, per quanto riguarda i rapporti che APM vorrebbe avere
con i Comuni vicini, io credo che per noi, Comune di Riva del Garda, questo sarebbe un
vantaggio, ma saranno poi gli altri Comuni a dover decidere se farlo o meno.
Lido di Riva e Riva Fiere e Congressi. Non spaventatevi, anche se è un argomento su cui
vorrei e potrei parlare molto, faccio solo un accenno, dicendo che condivido la necessità che il
Sindaco ha espresso di: “Coordinando il rinnovo degli organi societari, con un doveroso
ampliamento della compagine sociale”. Il che significa che dobbiamo mettere a posto la
compagine e poi rinnoviamo il Consiglio di Amministrazione. Sono assolutamente d’accordo,
credo e spero, visto che ne abbiamo parlato con il Sindaco a suo tempo, che questo debba passare
attraverso un percorso ben definito, che vuole che noi abbiamo assoluta necessità di portare
dentro nuovi soci in quella che io chiamo Palacongressi per facilità, in Riva del Garda Fiere e
Congressi, però debbano essere soci che portano know how oltre che soldi, perché forse è più
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importante. Io dicevo, quando si ragionava di Camera di Commercio, che dovrebbe essere un
socio istituzionale fin da allora, altri soci di quel tipo ci vorrebbero. Bisogna anche che
all’interno di quella compagine vengano mantenuti quegli equilibri di cui non vi parlo ma che
tutti capite.
Di questa società voglio dire un’altra cosa importante, o che almeno ritengo tale, ma che
qualche volta è stata dimenticata: siccome almeno di questa so qualche cosa, avendola costituita
in prima persona, anche se si chiamava in modo diverso, vorrei richiamare gli amministratori di
quella società e voi, nel momento in cui andate a fare dei ragionamenti sulla stessa società, ai
motivi per cui la società era stata costituita, che, nonostante siano passati gli anni non si sono
affatto modificati. Quindi chiedo che venga preso in considerazione tutto questo nel momento in
cui si dà mandato ai nuovi amministratori di procedere. Non vado ad illustrarvi tutti i motivi di
questo mio invito, io so che il Consiglio comunale si annoia a sentir parlare di queste cose, ma
non sono assolutamente distanti da quel ragionamento che è stato fatto prima. Per essere chiari:
Ingarda deve fare un lavoro che deve essere sinergico con Riva del Garda Fiere e Congressi, che
deve essere altrettanto sinergico con altre società. Laddove il Sindaco mi dice che vuole
incrociare le partecipazioni tra Lido di Riva e AGSA, va benissimo, ovviamente, solo però nel
momento in cui siamo chiari nel dare ad ognuno i propri compiti e le proprie specificità. Noi non
possiamo mettere dentro soci in una società che, a loro volta, si facciano concorrenza. Ora Arco
ha delle specifiche esperienze, che venga a portare qui le proprie esperienze, che rafforzino la
compagine, come noi rafforziamo la loro, ma tenendo presente la raccomandazione che ho fatto
prima.
Ho già parlato del Lido di queste cordate, ho ricordato che ci sono, della Garda Trentino
Fiere vorrei ricordare, a chi sta in minoranza, visto che chi sta in maggioranza lo sa, che GTF
diventa sempre più “padrona” di cose nostre. Io auguro una lunga vita a chi ricorderà a Trento
che questa è una società che ha il soldi della Provincia, ma i cui amministratori dovranno essere
pensati a Riva del Garda. Altrimenti corriamo un rischio, nel giro di uno, due, dieci, quindici
anni, cambiando gli amministratori e dimenticandosi di questo. Molte volte succede che ci si
dimentica, il discorso di Riva del Garda Fiere e Congressi che ho fatto prima, è avvenuto perché
alcune cose che erano nello spirito di costituzione della società vengono dimenticate con il
cambio delle persone che ne sono responsabili. Io non vorrei anche che questa società che man
mano si porta via – comprendete lo spirito di queste parole - il Palazzo dei Congressi, che ha le
Fiere, che fra “x anni” Riva del Garda, che ha fatto a suo tempo grandi sacrifici per mettere i
piedi queste cose, le veda in tv o debba andare a chiedere a Trento ogni volta che ha bisogno di
qualche cosa.
Un passaggio sulla Comunità del Garda; per altro sono cose già dette: il Sindaco sta
facendo un percorso istituzionale corretto, con la storia del Tavolo che si confronta, però sono
cose che noi normali cittadini non riusciamo a capire, perché questi percorsi hanno dei tempi che
sono naturalmente più lunghi di quelle che sarebbero le volontà di ognuno di noi, che vorrebbe
che tutto girasse come quando si accende o si spegne la luce. Allora, io credo, o almeno spero,
che questo lavoro che si sta svolgendo all’interno di questo organismo proti, in realtà, ad una
cosa bella ed importante, alla fine. Ci vuole pulizia, Sindaco, bisogna spazzare via un po’ di
gente che non ci crede e metterci dentro quella che invece ci crede. Per lo stesso discorso della
rivanità che si diceva prima: o ci si crede o si va a casa. Diamo a queste persone un incarico a
qualche società di andare chissà dove a fare i filatelici, ma lasciamo che gli altri lavorino. Il
progetto Garda, di cui Lei torna a parlare, che è stato un successo, soprattutto per averlo, a medio
termine deve, anche se lo abbiamo gestito noi trentini, essere gestito dal Garda.
Un pensiero a Righi, che se ne va, Lei ci ha detto che il Segretario se ne va e quindi non
possiamo fare finta di niente! Qualcuno di noi lo ricorda giovane geometra all’Ufficio tecnico.
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(CAMBIO CASSETTA)
E’ nella logica il discorso che il Sindaco fa sulla figura che lo sostituirà. Non abbiamo capito se
questa persona sarà al di sopra della struttura comunale, non abbiamo capito se la struttura legata
al Sindaco, e quindi a logica…perché ormai è una logica che chi gestisce qualche cosa debba
essere affiancato da persone di cui ha fiducia, che possibilmente parlino la stessa lingua. Non
abbiamo capito se questo ha poi possibilità di dare, nel momento in cui ci fossero ricambi dovuti
alla fine dei mandati, continuità oppure no. Mi spiego meglio: la struttura comunale ha
comunque qualcuno che la guida in questo supervisore, o questa figura sostituisce il Segretario
comunale sic et simpliciter? Questa è una curiosità.
Le opere pubbliche: i progetti, così come ha detto prima il Consigliere Pederzolli,
seguono, evidentemente, l’alveo dello scorso anno, ma mi pare logico! La Giunta dello scorso
anno ha fatto un progetto, andando avanti continuerà con quel progetto, modificandolo
allorquando sarà necessario e togliendo quello che è stato fatto, immettendone qualche altro. Vi
sono secondo me, dei rallentamenti sulle opere pubbliche, ho anche dei punti di domanda, che
poi andrò a leggere. Ci sono new entry che sostituiscono altre opere, ci sono finanziamenti che
mancano per poter cominciare altre opere, ci sono opere senza progetti, io non vorrei che questo
…poi mi spiegherete che cosa si intende quando si parla di “entro fine anno”, naturalmente io
penso che sia il 2007, visto che stiamo discutendo il Bilancio preventivo del 2007, no? Non
vorrei che ci fosse molto ottimismo nel presentare queste opere, perché sinceramente io ho
qualche dubbio in più. Io me lo auguro e lo auguro anche voi, ma ho qualche forte dubbio sulla
possibilità di realizzare di queste opere.
Il Sindaco arriva al termine della sua Relazione parlando di teleriscaldamento: ad
esempio, in questo caso, stiamo parlando di un’opera pubblica con i fiocchi, è un di quelle opere,
però, come molte altre che stanno nascendo a Riva del Garda, che da qui non passeranno mai.
Sono tutte opere che passano attraverso altri canali e quindi il povero Consiglio comunale, il
povero Consigliere comunale, può avere notizie su queste opere o per grazia ricevuta, perché la
Giunta gli dice qualche cosa, o perché ne legge sui giornali. Per la verità sul teleriscaldamento io
so qualche cosa in più, perché ho avuto la visita dei tecnici l’altro giorno, ma come Consigliere
comunale no. Questa è un’opera secondo me importantissima per la città, perché inserisce Riva
fra quelle città che offrono qualche cosa di diverso. Fra parentesi non ho detto nulla del passo in
cui il Sindaco parlava della Cartiera e della nuova società che va ad installarsi in Cartiera, non
come società ma come Centrale. Lui dice: “Questo è probabilmente un consolidamento della
Cartiera”. Io dico: questo è un consolidamento, punto. Non so se sia della Cartiera.
Mi ricollego ora a quanto diceva prima il Consigliere Matteotti: questo teleriscaldamento
è un’opera importantissima, che va ad unirsi all’Ospedale. Noi non abbiamo più saputo nulla
neanche di quest’ultimo, forse ne abbiamo parlato un anno fa in occasione della discussione sul
Bilancio. Stranamente non sappiamo nulla neanche dai giornali, siccome quello dell’ospedale è
un’opera che ci ha trovati tutti quanti d’accordo sulle novità, per le quali siamo tutti vogliosi di
sapere se vanno avanti, ci piacerebbe saperlo! Vorremo essere messi a conoscenza se ci sono dei
problemi. Tra parentesi, parlando prima del discorso dei parcheggi, vorrei dire che so è che è un
parcheggio privato, ma non so se si possa sapere perché all’Oratorio hanno fatto il buco e poi lo
hanno chiuso. Ci sono problemi, per cui non ci sono speranze che vada avanti subito?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non è successo nulla? Io, come lui, come tutti credo, sto aspettando con ansia che sia l’Oratorio
che i privati vadano avanti con questa vicenda. Dicevo che non abbiamo più saputo nulla
dell’Ospedale ed è una cosa che ci interessa, del palazzo delle Fiere abbiamo saputo qualche
cosa, i parcheggi sono quelli che sono, ma tutta la carne, la polpa passa fuori di qui. Tanto che
quando abbiamo chiesto al signor Sindaco, parlando di Cecchetto, che alcuni progetti venissero
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presentati in Consiglio comunale, lui ha risposto dicendo che si tratta di società private. Ma,
vivaddio, lo abbiamo visto prima, Sindaco, che adesso si chiamano società controllate, quindi di
queste cose è opportuno che parliamo. Ecco, dicevo di fare un cenno, avevo una domanda, ma è
talmente ininfluente che non la faccio nemmeno, riguardo ai conteggi.
Volevo andare sulle opere pubbliche, en passant, per alcune cose che mi hanno
incuriosito. Prima volevo vedere un attimo la Relazione previsionale per alcune domande, che
sono sull’ICI per le aree fabbricabili e i relativi controlli più capillari. Complimenti, ne sottolineo
la necessità, perché oggi le vere casseforti sono le aree fabbricabili, credo che siano veramente
quelle che diventano moltiplicatore. Poi avevo un ragionamento che volevo fare sulle palestre: le
troviamo sia a pagina 19 che a pagina 21. Io faccio una proposta che ho già avanzato in passato,
che mi è stata cassata, che però alcuni Comuni hanno realizzato: perché non pensiamo di – come
credo facciate per il campo sportivo – dare alle Associazioni che utilizzano maggiormente le
palestre la gestione delle stesse? Gestione intesa come pulizia e cose di questo tipo. Credo che le
associazioni avrebbero maggiore elasticità e forse maggiori ricavi e il Comune potrebbe
risparmiare. Non serve, immagino, che Le faccia una traduzione, Lei ha capito benissimo, so che
è stato fatto in altri Comuni e che ha dato grosse soddisfazioni.
Per quanto riguarda il passaggio sul Museo, dico una cosa che ho già detto altre 10.000
volte, che continuerò a dire: uno dei problemi del Museo è, anche lì, quello di far sentire ai rivani
che è il loro, in secondo luogo di fare in modo che i rivani siano volano per farlo sentire proprio
anche agli altri, che la gente ci vada. Tra parentesi…
Presidente:
Scusi, Consigliere Modena: Consigliere Santoni, a Lei non interessa l’intervento per del
Consigliere Modena? Per favore!
Consigliere Modena:
Volevo darvi una notizia che peraltro l’Amministrazione conosce già: oggi abbiamo
presentato ufficialmente il progetto) per cui parte un certo iter, il primo passaggio sarà quello di
organizzare un corso per far conoscere agli abitanti – noi ci rivolgiamo principalmente agli
operatori turistici – e a tutti quelli che lo vogliono, il proprio territorio, in modo tale che
diventino essi stessi trasmissione – come dicevo per il Museo – del proprio territorio.
Mi avvio al termine, ma volevo fare un paio di sottolineature ancora, si parla ad un certo
punto di acquisizione dell’Ospedale e volevo appunto, come ho detto prima, sapere le novità al
riguardo. Sul programma delle opere pubbliche avrei un paio di domande da fare. Con la
definizione, ed esempio, della pagina 1, quando parla di: “ opere in corso e opere in area di
inseribilità e aggiuntive”, che cosa si intende? La spiegazione che voi date qui, infatti, non è che
poi coincida con quello che andiamo a vedere dopo, perché il restauro di palazzo Lutti Salvadori
è stato dato come opera in corso, ed è vero, è cominciata, è stato fatto il famoso muro del pianto.
Sembrerebbe però che a parte questo non stia succedendo niente di particolare.
Sulla Comai bis mi viene modo e occasione ancora di ricordare quello che ho detto la
volta scorsa, a cui nessuno ha risposto, chiedo se la realizzazione della barriera fonoassorbente
sia stata fatta con le piante che avevo chiesto io. Spero che sia così, o no? E’ proprio una
barriera? Le piante non si possono proprio mettere? Ecco, poi abbiamo un Palazzo Lutti
Salvadori da adibire a Polo culturale, quarto lotto: “In corso procedure di appalto con gara
europea”, l’avete prevista per il 2007. a me pare un po’ difficile che per il 2007 si riesca a fare la
gara e a cominciare i lavori.
Lo stesso vale per il marciapiede lato sud di via Zara; qui si dice: “Approvato il progetto
esecutivo, pubblicati avvisi, pratica passata all’Ufficio Patrimonio”, ma io non so se si arriverà a
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fare gli espropri e tutto il resto. Di questi esempi ne ho più d’uno: della strada Grez – S. Nazzaro
ha parlato lui prima, con le sue fotografie, non so se queste saranno di intralcio, ma mi pare che
alla fine abbia detto di no, però l’Agraria ormai fa già l’olio lì, a settembre farà anche il vino, non
lo so. Poi addirittura quelle che sono a pagina 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, hanno tutte
qualche magagna: devono tutte partire, essere impegnate entro l’anno prossimo, molte di queste
non hanno ancora il progetto, o comunque non sono ancora perfezionate. Quindi io dico che tutte
queste sono il frutto di un grande ottimismo da parte della Giunta.
Una cosa singolare è riscontrabile poi nelle opere con finanziamento, faccio un esempio
dell’intervento sui terreni della difesa delle frane, a pagina 18, dove si parla di “interventi di
disgaggio con carattere di urgenza” è l’unica opera che ha già un contribuito, ma non ha ancora
un progettista. A me pare che ci sia qualcosa che non va: ci sono i soldi, c’è l’urgenza, ma non
abbiamo ancora progettato. Io dico che è quanto meno singolare, uso questo aggettivo.
Poi ravviso un’altra singolarità, nelle opere in area di inseribilità, in cui siamo invece già
avanti con la progettazione della scuola elementare Nino Pernici, abbiamo anche il
finanziamento, si parla di anno 2007. Pagine 49, 48, anche qui: incarico di progettazione
preliminare per il parcheggio in località Pernone, 1 milione di euro, quindi si parla di un’opera di
un certo tipo. Sarà ben difficile che riusciate a combinare tutto in modo da partire nel 2007,
anche se per la verità, da Consigliere e da cittadino, io ve lo auguro.
L’opera successiva parla del parcheggio di S. Tomaso: “La progettazione addirittura
necessità della preventiva predisposizione del Piano attuativo” e poi c’è da conferire l’incarico,
voi l’avete già finanziata, se riuscite a fare questo in un anno, cioè la progettazione dopo il Piano
attuativo e a conferire l’incarico siete bravi. Me lo direte il prossimo anno e io vi dirò che siete
stati bravi. Non sono andato a vedere di che colore sono i progettisti, naturalmente, perché non
faccio della dietrologia, a pagina 55 è lo stesso architetto, anzi, a questo proposito: incarico
conferito, qui è previsto io finanziamento nel 2008, quindi questi sono incarichi già in via di
realizzazione, si partirà nel 2008. Va bene, del parcheggio ho già detto, dell’area archeologica, a
pagina 64: mi darete una spiegazione, anche se non è importantissimo, sul sintetico che viene
rifatto e una raccomandazione che, da ignorante, vi faccio riguardo a questo – anche se
ovviamente ci avrete già pensato – ma relativamente a quanto si legge sui giornali sul sintetico,
cercate di verificare con la massima attenzione. Al 70 vedo un rifacimento del Polo dei Pini e mi
chiedo perché non quello dei Sabbioni, che sono coevi, quindi dovrebbero avere gli stessi
problemi, visto che si tratta dello stesso architetto, dello stesso costruttore, della stessa
benedizione, dell’inaugurazione lo stesso giorno.
Poi c’è, naturalmente, la ciliegina in fondo, che conferma tutto quanto, che non serviva
che facessimo tutto quello che abbiamo fatto, perché che ci sia una progettazione sulla Spiaggia
degli Olivi c’è scritto nel Bilancio addirittura, quindi non c’era niente da cercare altrove. Ecco, io
per il momento termino qui, poi vedremo lunedì in sede di secondo intervento di integrare o
intervenire in altro modo. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena, ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi.
^^^ Entra il Consigliere Bombardelli: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
Consigliere Frizzi:
Presidente, sarò buono questa sera, ho intenzione di usare il mio intervento per illustrare
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l’O.d.G., anche se prima farò una premessa politica, su un passaggio, che ho trovato importante e
pienamente condivisibile, della Relazione del Sindaco della volta scorsa. Di tutta la Relazione, il
passaggio che io ritengo politicamente più significativo è quello dove il Sindaco dice che vuole
inseguire una chimera. Io penso che dal punto di vista politico il nostro appoggio è stato proprio
quello, perché credevamo veramente che questo Sindaco avesse una chimera da seguire. Si
riferisce, quando lo ha scritto, al senso civico diffuso, e dice che “…chi ha responsabilità
politica, amministrativa, giudiziaria, dipendenti ecc.- poi elenca tutte le varie entità – vuole
chiamare tutti a riflettere sull’impegno quotidiano e fattuale per riconoscere ruoli e
responsabilità, per esprimere, con evidenza, tutti, una società locale ben compaginata, una
identità civile, un riconoscersi, un rispettarsi sostanzialmente, almeno formalmente, un
collaborare – e sottolineo un collaborare – un tendere ad obiettivi comuni”. Questo è il
passaggio più importante, secondo me, da far risaltare di questa Sua Relazione.
Perché dico questo? Ritorno sul mio vecchio problema, che ogni tanto ricordo a questo
Consiglio comunale: Lei parla di responsabilità e di riconoscenza, della collaborazione. Noi,
come Partito, abbiamo creduto in Lei, quando si è presentato come candidato alla carica di
Senatore alle ultime elezioni nazionali, l’abbiamo sostenuta ed appoggiata, anche in base a
questo suo pensiero, alla promessa che aveva fatto e che aveva più volte garantito, dicendo che il
tavolo si sarebbe allargato. D’altronde Lei, Senatore, rappresenta anche quella forza politica dal
nome Rifondazione Comunista, Lei fa parte, a Roma, dell’Unione, non è stato scelto come gli
altri con il proporzionale. Lei, diversamente da altri Senatori, è stato scelto in un Collegio
nominale, dove era a capo di una coalizione, dove è presente anche Rifondazione comunista. Lei
ha firmato un programma, dove, nello specifico, nel capitolo del Carcere - una giustizia penale
uguale per tutti – si parla di “…abolire le sanzioni amministrative per chi detiene sostanze
stupefacenti per uso personale”.
Nel capitolo welfare si specifica che: “Alla tolleranza zero bisogna opporre una strategia
della accoglienza sociale per la persona e per la famiglia che vivono il dramma della droga, a
partire alla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo, quindi il superamento della
normativa in vigore dal 1990”. Si conclude dicendo che: “Il decreto legge del Governo sulle
tossicodipendenze deve essere abrogato”. Lo dico perché scrivere è facile, ma mettere in pratica
ciò che si scrive è molto più difficile.
È questo il motivo per cui io oggi ribadisco che Lei non può fare il Sindaco e, in
contemporanea, anche il Senatore. Voglio ancora pensare che questa Sua dimenticanza,
palesatasi con la firma di quel Programma contro il Decreto Turco, senza pensare di coinvolgere
le forze politiche che Lei rappresenta, sia dovuta ad un eccessivo carico di lavoro. Il Suo essere
Sindaco, il Suo essere Senatore in contemporanea, non permette di poter raggiungere la meta che
si è prefissato, ovvero quella chimera che dà alla figura politica quel senso che penso sia Lei che
io condividiamo, che vorremmo fosse veramente posta in atto. Io penso che questo Suo doppio
ruolo non Le permetta di raggiungere il suo stesso pensiero, che sicuramente Le è proprio, io
credo profondamente che Lei crede in ciò che scrive, ma non ha la possibilità di renderlo
tangibile. Lei non sta facendo un buon servizio, Sindaco, alla collettività, non sta facendo un
buon servizio politico nemmeno come Senatore, perché non rispetta la coalizione, non rispetta
nemmeno la città, in quanto non c’è la presenza del Sindaco, che è importante. Il raggiungimento
di cui Lei parla, di una identità civile, viene fornita dalla presenza, signor Sindaco, nella stessa
città. Io seguo tutti gli eventi culturali e sportivi e mi rendo conto – così come gli stessi cittadini
– che il Comune non ha una presenza forte e chiara dal punto di vista politico. È questo il motivo
per cui io ribadisco la mia richiesta: Lei faccia una scelta. Non Le dico, in base alla Sua firma
apposta su questa lettera contro il Decreto Turco, di dimettersi da Senatore, ma semplicemente di
fare una scelta, per la città oppure per la coalizione che Lei rappresenta. Deve farla, deve
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scegliere l’una o l’altra, per poter fare bene, perché sicuramente Lei è in grado di fare bene sia il
Sindaco che il Senatore, ma non riesce a fare bene ambedue i ruoli in contemporanea.
Dal punto di vista politico volevo rilevare…
Sindaco:
Scusi, Consigliere Frizzi, visto che questa era la premessa politica, e siccome dopo non
posso, volevo solo rispondere con un dato particolare. La Costituzione afferma che i
Parlamentari svolgono la loro funzione senza vincolo di mandato, quindi io non posso …
Consigliere Frizzi:
Vale anche per i Consiglieri comunali.
Sindaco:
Per quanto riguarda i Senatori della Repubblica e i Deputati del Parlamento, la
Costituzione garantisce loro, perché sono l’espressione della unità del Paese, nonostante siano
eletti e per quasi 60 anni tutti i Senatori siano stati eletti su base di collegio uninominale, di
esercitare la loro funzione senza vincolo di mandato. Il che vuol dire che quando ci si atteggia a
opzione di natura politica all’interno del Parlamento della Repubblica, noi non siamo
assolutamente tenuti a rendere conto a chicchessia delle espressioni. Perché noi dobbiamo avere
di fronte soltanto il bene del Paese.
Consigliere Frizzi:
D’accordo, così è anche per noi Consiglieri comunali, che siamo eletti dalle forze
politiche, ci mancherebbe altro. Eticamente e politicamente però Lei è pur sempre il referente di
una coalizione, punto e basta. Quando Lei, Sindaco, scrive queste parole, io le misuro con i fatti,
semplicemente, dopo di che è chiaro che Lei, giustamente ha la libertà di fare quello che vuole.
Nessuno può discuterlo, però mi sia consentito politicamente di richiamarLa su questo, poiché
Lei ha scritto questa frase all’interno della Relazione, avrebbe potuto tranquillamente tralasciarla
e io avrei fatto solo ed esclusivamente il richiamo politico.
Le ribadisco questa mia riflessione, Lei comunque ha sempre la libertà di scegliere se
raccogliere o meno il mio invito, a meno che questa maggioranza un giorno o l’altro non decida
di farLa cadere, perché anche se volesse fare il Sindaco a vita non lo potrebbe fare, perché ha
sempre bisogno di una legittimazione politica. Per fortuna la democrazia è un bel meccanismo,
perché si può dire, si può fare, si può pensare ciò che si vuole.
Questa frase mi ha portato a consegnare oggi un O.d.G., è un po’ articolato, perché
purtroppo essendo solo come rappresentante di una forza politica io posso presentare un solo
O.d.G., quindi ho dovuto raggruppare tre argomenti importanti in un unico O.d.G. Voglio fare un
piccolo preambolo, Presidente Modena, il terzo punto è riferito alla Garda Scuola: io non ho
nulla contro di essa, semplicemente questo è quanto voglio dire. Non voglio portare nessuna
critica alla gestione, o a quello che è la Garda Scuola. Faccio questo preambolo perché voglio
essere assolutamente chiaro su questo punto, il discorso che farò è tutt’altro.
L’O.d.G. è caratterizzato da tre temi: il primo è la tutela della qualità del lavoro dei
dipendenti del Comune di Riva del Garda, delle società partecipate e delle aziende che svolgono
servizi esternalizzati. Il secondo è l’avvio di un laboratorio di partecipazione pubblica alle scelte
del Bilancio. Il terzo è un chiarimento sul ruolo del Comune nella gestione delle scuole private.
“Premesso che la precarietà è un problema dilagante che colpisce ormai fasce sempre
più ampie del mondo del lavoro, i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro, che ha
analizzato nei dettagli la situazione trentina, dimostrano che oltre l’85% dei contratti stipulati
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nel 2005 in provincia di Trento sono stati precari. Questo fenomeno non riguarda solamente il
settore privato, ma coinvolge in modo preoccupante anche il pubblico. Il sostanziale blocco del
turn over degli ultimi anni, ha avuto come diretta conseguenza un’esplosione di assunzioni
precarie. Non a caso ora, per sanare questa grave situazione, la Provincia Autonoma ha
approvato una Legge che si propone di stabilizzarne almeno una quota.
In occasione dell’approvazione della suddetta Legge il Consiglio provinciale ha
approvato un O.d.G. che nella premessa recita: “Da quando è stato effettuato il blocco del turn
over nelle Amministrazioni provinciali si è assistito ad un utilizzo sempre più ampio delle forme
di lavoro atipiche nell’Amministrazione provinciale. L’Ente Pubblico può avere una funzione di
guida, nei processi virtuosi del mercato del lavoro, stabilendo standard di assunzione di
contratti a cui anche il mercato privato tende ad adeguarsi. Negli enti funzionali si fa uso
sempre più frequente di personale precario con forme tipiche di contratto di lavoro.”
L’approvazione della Legge e di questo O.d.G. non risolvono certo il problema nella sua
complessità, ma quanto meno si manifesta la presa d’atto della degenerazione di un sistema
occupazionale che ha visto come protagonista attivo l’ente pubblico. E’ fondamentale invece che
l’ente pubblico, nel suo ruolo di guida nei processi virtuosi del mercato del lavoro, si faccia
promotore di politiche che arginino la precarietà. Ente pubblico inteso come Provincia
Autonoma di Trento, Comuni, enti funzionali, società controllate. Ma non solo: questo ruolo il
pubblico lo deve svolgere anche quando sceglie di esternalizzare a terzi la gestione di
determinati servizi. Nei Comuni abbiamo diversi esempi: dall’assistenza domiciliare agli asili
nido, fino addirittura al servizio di portineria.
L’esternalizzazione giustificata come necessario contenimento della spesa, si risolve
spesso nel più classico dei modi: il mero abbattimento del costo del lavoro. Le ditte o
cooperative appaltatrici applicano ai loro dipendenti, o soci lavoratori, condizioni contrattuali
tra le più sfavorevoli, in termini di garanzie di retribuzione. È noto il recente caso del front
office della PAT, dove due lavoratori venivano pagati poco più di 4 euro l’ora, inquadrati al più
basso livello professionale (“facchini”), con l’applicazione del contratto nazionale
dell’autotrasporto merci, completamente privo di attinenza con le funzioni svolte. Ciò che
risulta più preoccupante è che ciò sia potuto avvenire nel cuore del potere provinciale, a
dimostrazione di una diffusione senza confini di un fenomeno che mette in crisi la stessa stabilità
sociale del nostro territorio.
Inoltre, considerato che: in occasione della discussione del Bilancio è importante
riprendere il ragionamento intorno alla necessità di costruire, intorno al Bilancio stesso, un
processo di coinvolgimento dei cittadini, che li renda davvero protagonisti attivi delle scelte
dell’Amministrazione pubblica, non solo elettori che consegnano una delega in bianco al
Sindaco e alla maggioranza che lo sostiene. Spesso sotto la categoria “partecipazione”
finiscono le iniziative istituzionali volte ad informare i cittadini; nella migliore delle ipotesi essa
viene confusa con la concertazione tra parti sociali, non è nulla di tutto questo. Bisogna ridare a
questo termine il suo reale significato, il suo valore e la sua forza. Partecipazione è la
possibilità data ai cittadini e alle cittadine di esercitare - in forma diretta - il proprio
protagonismo nella costruzione effettiva delle politiche dell’ente pubblico, in questo caso del
Comune.
Lo strumento per fare questo può essere la sperimentazione - anche a Riva del Garda del Bilancio partecipativo. Sono ormai centinaia in tutto il mondo le esperienze che vanno sotto
questo nome, ma la più importante e conosciuta è quella di Porto Alegre, nello stato di Rio
Grande do Sul. Sono, infatti, più di 10 anni che nel Comune brasiliano (che conta 1.400.000
abitanti) ogni anno il Bilancio comunale è elaborato sulla base della partecipazione diretta dei
cittadini e delle cittadine che decidono le priorità. Gli strumenti utilizzati sono quelli della
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democrazia diretta: prima di tutto le assemblee, che sono il vero asse portante del Bilancio
partecipativo e che si sviluppano nel corso di un intero anno, dal quartiere fino alle città, che
libera energie e dà nuova linfa alla politica. Attraverso le assemblee (organizzate sulla base di
regolamenti complessi, frutto di anni di sperimentazione) i cittadini esprimono quelle che
considerano le priorità, in termini di intervento pubblico, per il loro quartiere. È questo il vero
Bilancio: non più documento contabile, lasciato alle cure dei tecnici, ma un documento
fondamentale, restituito alla sua politicità, sul quale costruire un patto tra l’Amministrazione e
la cittadinanza, basato sul rispetto reciproco. Fonte di buon governo e di impegno solidale,
nella costruzione di una città fatta a misura di chi ci vive, il Bilancio partecipativo contribuisce
a creare una nuova visione della cosa pubblica e del ruolo del cittadino. Una visione opposta a
quella dei poteri forti e delle lobby, che vedono le città come luogo di conquista per i loro affari.
Nel contesto di una crisi della politica che allontana i cittadini dalla partecipazione politica, il
Bilancio partecipativo è uno strumento straordinario per riportare tanti all’attivismo e ridare
anche agli istituti di democrazia rappresentativa la loro forza nel confronto continuo con i
cittadini e i loro bisogni. Punto di partenza dovrebbe essere la costituzione - all’interno
dell’Assessorato al Bilancio - di un ufficio al Bilancio partecipativo, con personale e risorse
proprie. Il suo primo compito sarà quello di dare vita ad una prima fase di raccolta delle
informazioni e di elaborare un progetto per la città di Riva. Quali sono gli strumenti di
partecipazione già presenti nelle istituzioni pubbliche della città, come coinvolgerli in un
progetto complessivo, come funziona il Bilancio partecipativo nei Comuni europei ed italiani
che già lo stanno sperimentando… Esaurita questa fase di raccolta di informazioni, il compito
dell’ufficio potrà essere quello di mettere a punto un progetto di Bilancio partecipativo, che
possa eventualmente essere sperimentato. Infine, nella terza fase di lavoro, il Bilancio potrà
essere sperimentato su tutto il Comune, in base ad un progetto condiviso dal Consiglio
comunale.
Per dare vita a quest’avventura, che riporti la politica tra i cittadini, è necessario un
forte impegno politico e la forza e la voglia di ridare protagonismi a coloro che sono stati
espropriati, per anni, della possibilità di far sentire la loro voce.
Infine, constatato che, nella Relazione del Sindaco viene espressa l’ipotesi di una
partecipazione nel 2007 del Comune di Riva del Garda, come socio, alla cooperativa
Gardascuola, che di fatto è una scuola privata. La nostra Costituzione nell’art. 33 prevede: “La
Repubblica detta norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per
lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la
parità, deve assicurare ad essere piena libertà e loro un trattamento scolastico equipollente a
quello degli alunni di scuole statali...” Riteniamo pertanto preoccupante il fatto che questa
commistione di ruoli possa causare un conflitto di interessi tale da mettere a rischio i ruoli
distinti, necessari per garantire i diritti fondamentali per la formazione culturale dei propri
cittadini.
Ciò detto, si impegna la Giunta a:
1.
a. Ad effettuare, entro il termine di 90 giorni, un censimento complessivo
delle funzioni che possono definirsi necessarie e tali per cui il blocco delle
assunzioni non permette la copertura da parte di personale dipendente
con contratto a tempo indeterminato, e riferire i risultati al Consiglio.
b. A effettuare, entro il termine di 90 giorni un censimento di tutti i
lavoratori con forme di assunzione atipiche e precarie, compresi quelli
dipendenti da enti funzionali e società controllate.
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c. Ricorrere ad esternalizzazione di servizi solo quando questi non siano
gestibili in forme dirette dal Comune di Riva del Garda.
d. Nelle procedure di esternalizzazione effettuate dal Comune, dalle società
controllate dove il Comune ha quote di maggioranza, a far sì che le
condizioni contrattuali offerte ai dipendenti delle ditte o cooperative
appaltatrici non siano peggiorative rispetto a quelle garantite, a parità di
mansioni, ad un dipendente comunale.
2.
Costituire a partire dall’anno 2007 un gruppo di lavoro interno al
Comune, avvalendosi anche del supporto dei tecnici delle
Amministrazioni comunali che già hanno avviato questi progetti (es.
Venezia) per definire un percorso che porti all’avvio di un progetto di
Bilancio partecipato.
b. Stanziare nel Bilancio di previsione 2008 adeguate risorse per realizzare
il progetto elaborato.
a.
3.
a. Garantire che l’ipotesi di un partecipazione del Comune di Riva del
Garda, come socio, alla Cooperativa Gardascuola, venga discussa e
approfondita in Commissione cultura, per dare luogo ad una profonda
riflessone sul ruolo del pubblico nelle gestioni private.
b. Far sì che il parere del Consiglio comunale per l’eventuale
partecipazione, sia espresso con voto a maggioranza qualificata”.
Questo è l’O.d.G.
Presidente:
Ce lo può consegnare, Consigliere Frizzi? Prego. Ha chiesto la parola la Consigliera
Lorenzi, prego.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Anche io faccio qualche osservazione in merito a questo Bilancio. Riguardo alla
comunicazione, visto che sono stata ripresa l’altro giorno dal Sindaco, anche io condivido quanto
ha detto il Consigliere Modena: è importantissima, però spesso noi Consiglieri di minoranza non
siamo a conoscenza di quello che succede, di come agisce, in pratica l’Amministrazione. Tante
notizie noi le apprendiamo tramite stampa, per cui non ho capito perché sono stata ripresa,
perché, in pratica, da un articolo di giornale ho presentato una question time e una osservazione
sulla sicurezza del Comune. Naturalmente, siccome sono stata anche ripresa per i parametri che –
sempre dalla stampa - avevo preso riguardo al Comune di Riva del Garda, mi sono recata dal
funzionario addetto, che mi ha spiegato da dove uscivano quei parametri e le variazioni che ci
sono secondo il punto di vista di quest’Amministrazione. La spiegazione che ho avuto è stata
esauriente, però io, signor Sindaco, non vorrei ogni volta andare dai Suoi funzionari a far perdere
loro del tempo, però se Lei ritiene che sia meglio così lo farò.
Sindaco:
Se mi consente, Presidente, questo è il tema sul quale ha interloquito anche il Consigliere
Modena, relativo alla comunicazione.
(VOCE FUORI MICROFONO)
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Consigliera Lorenzi Emanuela:
…..un’altra cosa: sempre per questioni di correttezza dei dati, gentilmente il funzionario
me li ha forniti. Io lo rendo noti al Consiglio, perché nel Bilancio non si trovano, siccome
nell’ultima delibera di AGS c’era specificato che dava al Comune l’1,5% del fatturato, il
funzionario mi ha dato un documento molto dettagliato. Effettivamente AGS ha corrisposto al
Comune, nell’anno 2005, circa 145.000 euro, che non è una cifra indifferente. Poi già che ero lì
ho chiesto anche che cosa viene in tasca al Comune dalle altre società, perché non è soltanto la
divisione dell’utile finale, c’è anche altro. Lido di Riva, per esempio, corrisponde gli incassi del
Porto S. Nicolò, APM corrisponde per le aree di sosta di superficie il 35% dei ricavi, nel 2005 e
nel 2006 il 20%, per un totale di circa 173.000 euro; però il Comune deve dare ad APM una parte
del costo degli ausiliari del traffico, questo lo avevamo deliberato noi in Consiglio comunale.
Poi, quando il Comune occupa delle aree di sosta, deve corrispondere il relativo costo. In pratica
il netto che ci dà APM arriva a 96.000 euro circa.
Inoltre, se le società chiudono in attivo c’è la divisione degli utili finali, nel 2005 AGS ci
ha corrisposto circa 164.000 euro. Abbiamo anche il campeggio - che a me sembrava fosse della
Lido – che corrisponde un canone di circa 85.000 euro al Comune. È interessante a vedere questi
dati molto precisi. Io chiederei anche che quando si fa il Bilancio fossero messi in dettaglio,
perché sono inseriti in un capitolo…
(CAMBIO LATO)
…ad alcune domande ed osservazioni che vorrei fare. Riguardo al campeggio, ho visto che sono
stati sistemati parecchi bungalow nuovi. Prima la zona del campeggio al Brione era tutta dedicata
al campeggio normale, ecco, io volevo sapere se il Comune aveva partecipato a questo
investimento, perché ho visto che questi bungalow sono tanti. Penso che sia un investimento
cospicuo. Volevo anche chiede che cosa sia questa Alto Garda Ambiente, perché questa società
non l’ho mai sentita nominare, per cui l’ho vista nella Relazione dei Sindaco, però non so che
cosa sia.
Riguardo alla Relazione programmatica ho alcune osservazioni da fare, naturalmente di
tipo pratico, di situazioni in cui mi trovo io, o cittadini che me lo fanno notare, riguardo
all’Amministrazione e ad eventuali carenze nei vari uffici. A pagina 33 della Relazione, dove si
parla dell’investimento fatto sui dipendenti per il loro rapporto con i cittadini, per la loro
professionalità, una cosa molto positiva. Ecco, però chiederei anche che i vari Assessori fossero
responsabili di questo. Quando vedo, nei loro uffici, o il personale dei loro uffici che è oberato di
lavoro e hanno delle problematiche a rispondere alle esigenze dei cittadini, che li appoggino un
po’, perché io ho avuto occasione di avere bisogno personalmente di alcune pratiche, però,
effettivamente, ho trovato grossi problemi. Io non voglio stare qui a dirvi di quali uffici sto
parlando, non mi sembra corretto, gli Assessori competenti sapranno e vedranno tutti i giorni
dove hanno delle carenze.
Riguardo al sociale, voglio aggiungere soltanto due parole; anche qui non voglio parlare
molto: devo dire che sicuramente con l’Assessore Giordani si è ben riorganizzato il servizio,
l’ufficio funziona molto bene, perché ho avuto personalmente bisogno di recarmi dal personale
che ci lavora, per le esigenze di alcuni cittadini, e veramente sono le persone giuste al posto
giusto. Sapete bene anche voi che i servizi alla persona sono delicati, veramente ci vogliono le
persone che sanno rapportarsi agli utenti, che se vanno lì hanno delle problematiche vere. Però
vorrei fare questo tipo di osservazione: io l’avevo già fatta lo scorso anno, i locali non mi
sembrano proprio congrui al servizio che viene offerto. Io chiederei nuovamente se si riesce a
trovare un posto in cui le persone che si recano lì si trovino un pochino più proprio agio, anche
per la privacy: sto parlando dell’ufficio delle politiche sociali. A parte che non si sa mai quando
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si può entrare, perché si bussa, poi si attende e non si sa se si può entrare o meno, ma può quando
si entra si possono trovare anche altre persone. Allora, io richiederei che si pensasse ad una
dislocazione diversa.
Un accenno alla Commissione Politiche sociali: non so se ci sia il Consigliere Santoni,
ma abbiamo iniziato e questa è la cosa importante, anche se un po’ tardi. Le ultime due
Commissioni che abbiamo fatto le ho trovate positive abbiamo dovuto affrontare problematiche
particolari, ci siamo incontrati con la Responsabile del Comprensorio, abbiamo trattato
problematiche della casa, dell’Azione 10, tutte cose molto particolari. Per quel che mi riguarda il
giudizio è positivo, per il momento. C’è sempre la difficoltà delle sinergie tra Comune e
Comprensorio, perché, come diceva anche la Responsabile del Comprensorio, i problemi da
trattare sono veramente grossi, particolari e la soluzione comporta spesso immani difficoltà.
Abbiamo affrontato anche il discorso dell’ICI, che è un argomento che ho affrontato spesso,
sicuramente è positivo che chi affitta a canone concordato possa avere anche riduzioni ICI.
Non sono d’accordo però, come ho detto anche l’altro giorno, che noi continuiamo ad
avere una aliquota così alta sulla seconda casa. È stata una scelta di questa Amministrazione, io
spero che prima o poi venga diminuita, perché per me sicuramente, come diceva anche il
Consigliere Frizzi, questo aumento di ICI poi va sempre a ricadere sugli affittuari. Si parla di
ricchi, ma non possiamo dimenticare che una persona, se affitta un appartamento, non lo fa per
assistenza, ma per investimento, poi può usare il canone concordato, ha una scelta, però partire
con il 7 per mille per me è parecchio alto.
Volevo dire due parole sull’ambiente, visto che bisogna rendere la città più vivibile, io di
questo sono convinta, però mi sembra che questa Amministrazione, nelle ultime scelte
urbanistiche, non sia proprio andata in questa direzione. Io mi sono astenuta su via Pascoli, su
altre lottizzazioni, adesso non so se posso dire che cosa ho visto l’altro giorno in Commissione
Urbanistica. Assessore Mosaner: posso dirlo? Non è che poi mi denunciate? È una cosa
pubblica? Sicuro? L’ultima lottizzazione – non è niente Sindaco, è solo una questione di
principio – di via Pigarelli, la zona Pigarelli nord, mi sono spaventata anche lì, perché
effettivamente sorgeranno tre palazzoni, con poca viabilità, un’unica strada, con uscita su via
Fontanella, già pericolosa adesso. Spero che oltre che la costruzione di queste residenze venga
pensata anche una viabilità diversa.
Riguardo alle opere pubbliche, un’osservazione volevo fare, perché da qualche anno
queste voci girano, avevo presentato anche alcune question time in merito. C’è un’Associazione,
un gruppo di cittadini che ci tiene in modo particolare a queste opere, parlo del restauro di Forte
Garda e degli altri manufatti della Prima guerra mondiale, dell’ex Tagliata del Ponale, poi di
questa parte dismessa della Gardesana. Ecco, a me piacerebbe che si facesse qualcosa in più,
perché da qualche anno ormai si trova la voce, però non parte nulla. A meno che dopo non mi
diciate il contrario. Anche io considero questi punti, così come c’è scritto nella descrizione,
suggestivi dal punto di vista turistico ambientale, visto che voi state facendo un discorso
culturale, riguardo agli scavi di viale Dante, S. Cassiano, poi sicuramente si potrebbe fare un
circuito unico che per la città sarebbe una cosa positiva indubbiamente. Grazie Sindaco, che dice
di sì! Volevo richiamare questo tipo di opere alla memoria di tutti, perché se si fa qualcosa in più
è meglio, sono sempre richiamate in questi programmi, ma non si iniziano mai.
Grazie, per il momento ho finito.
Presidente:
Grazie, se nessun altro chiede la parola per il primo intervento, passiamo al secondo
intervento. Ha la parola il Sindaco.
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Sindaco:
Grazie, i signori Assessori cominciano la serie dei loro interventi - dal Vice Sindaco - che
fungono anche da illustrazione di temi che possono anche non essere stati evidenziati nella prima
tornata di interventi. Dopo la seconda serie di interventi dei signori Consiglieri comunali,
chiuderò io con la replica generale, riassumendo le questioni che dovessero emergere nella
seconda.
Presidente:
Grazie, prego Vice Sindaco.
Vice Sindaco:
Grazie Presidente. Sono state poste alcune questioni, uno degli interventi che
maggiormente si è addentrato negli aspetti che riguardano direttamente le mie competenze è stato
quello del Consigliere Matteotti, che ha portato varie argomentazioni. Io, prima di tutto, farei un
passaggio relativo all’anno 2006, rispetto alle attività svolte, che mi paiono importanti, notevoli,
nelle quali, evidentemente, c’è stata sia una partecipazione attiva della Commissione Urbanistica,
su varie tematiche, non solo meramente urbanistiche, ma anche relative a normative di carattere
edilizio, non ultima quella sull’onerosità dei posti auto. Nel tempo e nell’anno, come ci saranno
nei prossimi giorni, ci sono state tante riunioni della Commissione.
Abbiamo affrontato, nel corso del 2006, temi importanti, che da tantissimi anni ci si
aspettava di trattare, non da ultimo quello del Piano attuativo della fascia lago, sul quale è stata
posta una domanda, nonché interventi edilizi, piani per l’edilizia economico-popolare che
vedranno impegnato il Consiglio, probabilmente nelle sessioni post Bilancio. Nella speranza,
anche per me, che l’Amministrazione non sia composta solamente da urbanistica ed edilizia, ci
sono tante altre attività, che sono importante e meritorie. Evidentemente però sono quelle che
hanno accesso diretto al Consiglio comunale, sono quelle che sono trattate in toto all’interno del
Consiglio comunale. E’ una delle poche materie che è rimasta di competenza quasi assoluta del
Consiglio comunale.
È uno sforzo che devo riconoscere sia alla struttura comunale che ai membri della
Commissione Urbanistica, allo stesso lavoro del Consiglio comunale, perché una parte
consistente del proprio lavoro la applica su questa materia. Il 2006 è stato importante, ho citato
solo una delle cose rilevantissime, insieme ad altre; il 2007 sarà altrettanto importante, perché ci
vedrà impegnati con la chiusura del Piano attuativo, facilmente, ma anche con l’impostazione
della variante di assestamento al PRG. Per quanto riguarda le cose che ho sentito sul PUP, a parte
che non occorre che lo dica io, è la stessa norma a dirlo: il PUP è di assoluta competenza della
Giunta provinciale e della sua struttura, nonché del Consiglio provinciale nel momento in cui lo
dovrà licenziare, come la Legge Urbanistica. I Comuni sono stati interessati, con le audizioni
fatte dall’Assessore Gilmozzi, per quanto riguardava l’impianto, ricordo il giro fatto
dall’Assessorato per tutti i Comprensori, con l’approvazione di una serie di norme anticipatorie
al nuovo PUP. In modo particolare tutto l’articolato relativo al famoso art. 18, ter, quater, quinq,
sexis ecc. relativi all’edilizia abitativa, alle case vacanze, a tutto quello che vedrà impegnati
anche noi. Sarà un altro passaggio del 2007, che ci vedrà impegnati nella determinazione delle
quote delle case vacanze, obbligatoria nei primi mesi del prossimo anno. Ci tengo a precisare che
come facilmente i Consiglieri comunali non sono entrati molto nelle carte del PRG nel momento
della sua formulazione, meno che meno 223 Assessori comunali all’Urbanistica della Provincia
di Trento, ma ancora meno 35 Consiglieri provinciali, hanno visto la documentazione e il PUP,
se non il giorno dopo che lo stesso è stato licenziato, il giorno 17.11, dalla Giunta provinciale.
Ne conoscevano i contenuti ispiratori, ne conoscevano le linee di indirizzo, fra il resto già
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pubblicate sul nuovo PUP, gli intendimenti di luglio erano stati ampiamente esposti sulla stampa,
erano stati anche rese pubbliche quelle peculiarità e quelle criticità dei singoli ambiti, dei
Comprensori, sulle quali il PUP tenderebbe a dare risposte.
Le preoccupazioni che ho sentito sulle aree agricole di pregio, sulle contraddittorietà tra
queste ultime e le aree territoriali dedicate all’infrastrutturazione e all’insediativo sono
ampiamente risolte. Non conosco le fonti dirette di taluni tecnici, magari anche
dell’Amministrazione comunale, su cui si fonda questa notizia, ma è chiarissimo il disposto, da
questo punto di vista, laddove nelle misure di salvaguardia, è espressamente dette che: ….nel
caso di eventuale sovrapposizione di aree agricole e agricole di pregio nel PUP, su zone
destinate specificatamente ad insediamento, o ad infrastrutture dei PRG vigenti, le previsioni del
PRG devono intendersi come prevalenti rispetto a quelle del nuovo PUP”.
A me sembra che questo sia ampiamente, lapidarmente chiaro, tanto da non avere bisogno
di ulteriori specificazioni. Quindi laddove la strada è prevista prevale, nonostante magari ci sia
caduta un’area agricola di pregio o un agricolo, l’infrastrutturazione prevista dal Comune. Questo
non lo dice il Vice Sindaco di Riva Adalberto Mosaner, ma la Provincia Autonoma di Trento,
interpretando le misure di salvaguardia. Come altre misure di salvaguardia sono valutate, però a
me preme portare quello che nel corso del tempo, perché ci penserà la Giunta provinciale a
stilare il PUP, non sicuramente il Vice Sindaco di Riva, se non per verificarlo, guardarlo e vedere
se insieme alla Commissione Urbanistica al tempo delle osservazioni, che ricordo essere i 60
giorni dedicati solo alla pubblicazione, che dunque scadrà verso la fine di gennaio. Da quel
termine ci saranno 30 giorni di tempo per tutti i cittadini per presentare osservazioni al PUP, nel
pubblico interesse. Indicativamente, dunque, tutto il mese di febbraio sarà rivolto alle eventuali
osservazioni.
A me interessa sottolineare è una cosa che da tempo si rivendicava a livello generale e a
livello politico: il nuovo PUP sottende un’impostazione completamente diversa dalla precedente
- se vi ricordate, verificata vincolistica, ecc. ma dopo i buoi sono fuggiti comunque dalla stalla
ecc. – che dice, sostanzialmente, in poche parole che il nuovo PUP porta un contenuto innovativo
rispetto agli strumenti precedentemente in vigore. In che senso? Seguendo la Riforma
Istituzionale che è appena stata approvata, quella costitutiva degli ambiti - vedremo poi che
strada percorrerà quella Riforma, ma c’è – il nuovo PUP si prefigura come uno strumento che
assume la funzione di contenuti di un Piano territoriale di coordinamento, che serve a privilegiare
gli aspetti di indirizzo, ponendo a vincolo solo tre o quattro fattispecie, che sono in parte
derivanti dal vecchio PUP, ma penso che siano da parte di tutti condivise, che sono
l’introduzione di materie invarianti, che sono: le aree agricole di pregio, una parte di aree
agricole, le aree che sono nel protocollo di Natura 2000, laghi, fiumi ed altro, più le aree a Parco,
riserve naturali, SIC e tutto quello che ci sta dentro. Il resto è demandato alla pianificazione
d’ambito e ai Piani Regolatori.
In questa fase ci possono essere stati degli errori, anche di natura cartografica, la stessa
Giunta provinciale dice che ci sono essere stati, ma aggiunge di ricordarsi che qualora le aree
agricole di pregio siano sovrapposte all’infrastrutturale o all’insediativo di PRG prevalgono i
PRG. Qualora invece ci fossero, per sovrapposizione, aree agricole che poco si manifestano, la
Giunta dice di stare attenti, che ci hanno a disposizione i periodi di osservazioni. Non solo, dice
che porrà mano alle aree agricole, in modo particolare a quelle di pregio, perché qualora queste
fossero non collegate omogeneamente in un insieme, in un unicum, cercheremo di eliminare
quelle che possono essere parcellizzate sul territorio, per ricomprenderle in un ambito omogeneo
che abbia quanto meno una “pezzatura di x metri quadrati” - che non è ancora definita – ma che
diamo un ambito. Quindi se ci troveremo l’area agricola di pregio di 1500 mq in mezzo ad un
insediativo, verrà tolta, perché questa è la scelta.
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Tutto questo è stato già ampliamente detto alle Amministrazioni comunali. Vi dicevo che
a parte il periodo delle osservazioni, risaltano anche a me alcune questioni, questo per dire che né
il sottoscritto, ne il Sindaco di Riva, né il Consulente avevano minimamente accesso, perché
questo avrebbe voluto dire 223 Amministrazioni, nessuna ha avuto accesso alla redazione della
cartografia, ma non ce l’hanno avuto nemmeno in Consiglieri provinciali, né di maggioranza, né
di opposizione. Adesso l’accesso è consentito, i documenti ci sono, a me interessa sottolineare
un’altra cosa: le scale sono 1:50.000, la Giunta provinciale lo ha ribadito più volte, proprio per il
motivo che ho detto prima: è un Piano di indirizzo, non vincolistico, se non per le grandi aree:
agricole, bosco, laghi, fiumi, interpolati con il Piano Generale Utilizzazione Acque Pubbliche,
con la Carta di rischio geologico e tante altre cose. È evidente che in questo momento andremo a
verificare tutto quanto, le scale 1: 2000 ci possono essere, quelle però che andiamo a trovare
dalla Carta d’uso reale del suolo, andremo a verificare le aree agricole di pregio, quali sono,
come sono sovrapposte o meno. Evidentemente però come Comune andremo a verificare le
macro aree, io vi assicuro che non andrò a vedere se l’area agricola appartiene a Caio, a Tizio,
ma vedrò se le are agricole si sovrappongo al nostro PRG e dove sono difformi. Qualora lo siano
palesemente andremo a manifestarle, sapendo quanto già la Giunta provinciale ci ha detto in
merito alle varie contraddizioni tra insediativo ed aree agricole.
Concordo con la questione relativa all’Hotel Lido, nel senso che la fascia lago sarà una
delle linee proposte alla Giunta comunale, nonché alla Commissione Urbanistica consiliare, che
è quella di delimitare l’ambito delle rive laghi al bordo del torrente Albola. Nel senso che mi
sembra che non sia coerente, nemmeno con lo spirito della stessa Legge Galasso, il fatto che le
aree gialle di protezione dei laghi siano sul broglio, che ha un’altra tutela, non ha quella della
riva laghi. La piazza Battisti ha un’altra tutela, non quella della Riva laghi, nel senso che lì c’è
una tutela del centro storico, che è diversa, non quella per la quale è nata la Legge Galasso, che
era la protezione delle rive dei mari e dei laghi, per la profondità della fascia costiera, laddove
non c’era un costruito. Dire che l’Hotel Lido, costruito nel 1879 – se non vado errando è questo
l’anno in cui è iniziata la costruzione – sia stato allora un errore, oppure lo sia ora a livello
urbanistico, perché è collocato in riva ad un lago, che quindi debba soffrire la presenza delle rive
laghi, indipendentemente dal fatto che l’albergo debba magari rimanere in quelle condizioni - sto
parlando di urbanistica, non di altre cose - ma a me sembra che non abbia una sua coerenza.
Poi ci saranno anche altre cose che andremo a definire nel tempo. A me piace però, in
questo momento, sottolineare una particolarità e il pregio che può avere l’atto di indirizzo, la
prima traduzione da parte della Giunta provinciale, relativamente al nuovo PUP, proprio perché
questo sta a privilegiare gli aspetti di indirizzo, a supporto conoscitivo delle pianificazioni locali,
per quanto riguarda le macro questioni, ad esempio i corridoi della mobilità nazionale ed
internazionale. Noi ne veniamo toccati poco, ma provate a pensare all’asta dell’Adige o della
Vallagarina, nel momento in cui discuteranno del passaggio del corridoio ferroviario. Non è poca
cosa, a noi competerà perché lo sentiremo, ma lì ci sarà una scelta che sarà fondamentale per le
comunità che avranno sul loro territorio quella infrastrutturazione. Il PUP ha fatto la scelta di
individuare un’area, un corridoio, all’interno del quale si collocheranno queste infrastrutture. La
stessa cosa fa anche per le strade di progetto, o, potenzialmente, per quanto riguarda la terza e la
quarta categoria, anzi, al contrario, la prima e la seconda categoria.
Il PUP dunque è un argomento che è per ora una delibera della Giunta provinciale, ha un
iter che si concluderà entro un anno, sul quale dovremmo porre attenzione per alcuni aspetti, che
potranno essere anche misurati e criticati, cogliendone, sperabilmente, alcuni effetti che possono
essere positivi. L’unica cosa sulla quale mi permetto di avanzare qualche dubbio, ma l’ho già
ampiamente manifestato nelle sedi opportune, laddove potevo intervenire, è quella della
pianificazione demandata all’ambito. È una competenza importante, che avrà l’ambito territoriale
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che andremo a costituire con i 12 Comuni, perché avrà competenza urbanistica. Non ne
conosciamo ancora i contenuti precisi, perché la materia delegata all’ambito verrà creata con la
Legge Urbanistica, ma già nelle norme di attuazione collegate al nuovo PUP leggiamo, per
sommi capi, il terreno sul quale il nuovo ambio sarà chiamato a pianificare. Evidentemente
questo vuol dire condivisione nella progettazione del Piano, ex Piano di coordinamento, ma sarà
il Piano di area vasta, non so come la Legge Urbanistica lo chiamerà, che interesserà i 12
Comuni. A quel nuovo organo competerà una certa pianificazione. È evidente che quel
pianificatore non si occuperò della pianificazione dell’insediativo in termini stretti, ma solo la
programmazione delle opere che solo nella nuova disciplina si chiameranno opere di attrazione.
Queste potrebbero essere rappresentate da quelle opere che generano attrazione di servizi, siano
esse palazzetti dello sport, piuttosto che i servizi in senso stretto, che la rete infrastrutturale di
una certa dimensione. È evidente che a quella pianificazione dovremo guardare, però sarà di
competenza dell’organo che andrà a formarsi, e al Comune rimarrà una parte della
pianificazione, seppure ancora importante, ma sostanzialmente sarà privato della pianificazione,
se non per le precisazioni delle varie collocazioni ed ubicazioni. Ma se una struttura andrà da una
parte, a Riva piuttosto che ad Arco, a Dro piuttosto che a Drena, a Molina piuttosto che a
Torbole, sarà il pianificatore a dirlo. Per quanto riguarda queste strutture di attrazione sarà il
pianificatore d’ambito a decidere.
Penso di aver fatto abbastanza chiarezza sulla materia, è evidente, lo richiamo ancora, che
il PUP è di competenza della Giunta provinciale, è depositato per le carte di scala presso la sede
dell’Assessorato all’Urbanistica, Via Jacopo Acconcio, Trento. Questo è il luogo fisico dove
esiste la pianificazione. Noi abbiamo ricevuto l’altro ieri le brochure del Piano, che però sono le
stesse che si possono scaricare anche dal sito della PAT. Abbiamo così appreso anche noi una
serie di cose che nel tempo andremo ad aggiustare.
Per quanto riguarda alcune altre sollecitazioni relative alla pianificazione: avremo, nel
corso del 2007, l’approdo in Consiglio della variante di assestamento, nei contenuti già delineati
durante la Commissione Urbanistica di giugno. È scaduto il termine per le osservazioni, il
consulente le sta valutando, io spero e credo che finita questa grande annata di questioni
urbanistiche che sono state martellanti, finito con l’anno anche un altro Piano attuativo, ci si
possa dedicare, nei primissimi mesi del prossimo anno, a parlare di variante di assestamento, non
appena licenziato il Piano della fascia lago. Credo che per la delineazione abbiamo alcune cose
da mettere in campo, una delle quali, mi dispiace, lo dico con sincerità, no sono riuscito a
portarla all’attenzione del Consiglio comunale, ma io vi chiedo di capire che ci sono dei limiti
anche alla materia e fisici delle persone. Nel senso che le questioni portate sono state veramente
tante e straordinarie anche nei contenuti, nei quali si impegnano ore ed ore, ma una lacuna ce
l’abbiamo ed è quella della integrazione del Regolamento edilizio, per quanto riguarda la
disciplina della bioarchitettura, della bioedilizia, del basso consumo energetico applicato agli
edifici. abbiamo una consulenza in corso, si è leggermente stoppata, in attesa della disciplina
provinciale, che nel tempo è stata abbozzata.
C’è già una parte, è stata avviata una consulenza con l’Università di Trento, da parte
dell’Assessorato all’Energia, abbiamo degli esempi, che già ci sono, come quello del Comune di
Rovereto, come più di una volta ci ha ricordato il Consigliere Matteotti. Noi cercavamo di fare
una cosa un po’ più ragionata e più nuova, anche con i percorsi di casa clima ed altro, con le
certificazioni. Vediamo ed assistiamo anche ad alcune questioni relative al procedimento avviato
presso il Comune di Trento, che leggiamo in questi giorni sui giornali, relativamente al
Regolamento. Anche questo però, ci tengo a precisarlo, me ne dispiaccio, ma cercheremo nei
primi mesi dell’anno entrante di accelerare su questo, per permettere una disciplina che possa
essere il più possibile organica e condivisa dalla Commissione Urbanistica. L’unico fatto che
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abbiamo è che questa legislazione, o meglio, questa regolamentazione premiale, non può portare
allo sconto totale degli oneri di concessione, perché questi derivano dalla Legge urbanistica. Il
minimo è stabilito dalla Legge, quindi potremo, nel caso, aumentarlo da qualche parte per dire
che se qualcuno fa un intervento che rientra in questi parametri si potrà vedere ridotto al minimo
gli oneri, cioè al 5% del costo parametrico del volume che è stabilito annualmente dalla Giunta
provinciale.
Altre cose che ci sono in campo, sono molte, io non vorrei soffermarmi solo su questa,
ma ci sono alcune cose, una in particolare, so che siamo a fine Consiglio, ma lasciatemi 5 minuti
per chiudere questo argomento. Ci sono tre cose, una risposta merita la questione del centro
storico, del Natale, dell’illuminazione, delle luminarie ed altre cose. Abbiamo avuto due Tavoli
di concertazione con gli operatori commerciali, è istituito per Legge, noi l’abbiamo sempre
tenuto in piedi, in modo particolare in quest’anno, con molta soddisfazione, devo dire, mia, ma
penso anche di parte degli operatori, si è costituito il “Consorzio Riva in centro”. È un’iniziativa
importante, ha visto l’adesione di numerosi commercianti e anche di operatori diversi del centro.
Certo, deve maturare, deve crescere, è un Consorzio nel quale vi è la partecipazione di una nuova
classe di giovani commercianti del centro, delle più svariate attività, che si è rivelata un po’
semplice, ma entusiasta nella sua presenza. Nel percorso estivo che abbiamo fatto dopo la nascita
del Consorzio, che risale a maggio, dopo tutte le iniziative che avevamo fatto sul centro storico
come centro commerciale a cielo aperto. È stato un risultato importante, perché ci hanno creduto,
noi lo abbiamo detto: non doveva essere il Comune ad intervenire, ma dovevano essere loro a
crederci e ad andare avanti. Lo hanno fatto, alcuni hanno aderito, altri invece non ci sono, ma ci
si è posti subito il problema di che cosa fare durante il Natale. Pensate, questo accadeva a
maggio!
È stata creata questa iniziativa, che misureremo nei prossimi giorni, nuova, che è partita
dall’entusiasmo di una serie di operatori giovani del centro. Rispetto ad alcune risorse che il
Comune aveva nel Bilancio dello scorso anno, un quantitativo che era fissato, abbiamo detto:
questo è quanto il Comune può mettere in gioco, all’interno del progetto generale di “Natale
Ingorda”, sia chiaro, cioè non ha finanziamenti. È la società Ingarda che ha il pacchetto delle
risorse, al cui interno si doveva giocare anche questa partita. Credo che sia una partita
importante, sia sotto il profilo degli albergatori, per iniziativa degli alberghi aperti nel corso
dell’anno, con il Mercatino di Natale, con Natale nel tennese, con altre cose e questa iniziativa
nata a Riva, che viene aperta domani mattina. Secondo me è una iniziativa da misurare, ma è
complementare a quella di Arco, per fortuna non si sovrappone, fare il mercatino a Riva sarebbe
stata una follia, visto che c’è già lì e quello di Arco è in rete con altri. È un target nuovo diverso,
fresco, che deve essere misurato, ma la borsa è quella che è: o questo o qualcos’altro. Non
potevano fare di tutto e di più, anche perché c’è una questione di eticità nelle risorse che il
Comune spende e affronta in quello che viene definito sostegno pubblico dell’economia.
Non possiamo dare di più rispetto ad altre cose, è vero che si riceve molto dal comparto
turistico-commerciale, abbiamo cercato di dare, misurando un progetto assieme agli operatori.
Non imposto dal Comune dunque, assolutamente, ma presentato, partecipato e condiviso
dall’Amministrazione e da coloro che, istituzionalmente, ci sono nella nostra società, che in
questo caso è Ingarda, apprezzata anche dall’Assessorato provinciale al turismo. È una prova, è
un anno zero, come si diceva, vedremo come questo si misura.
Mi riservo di dire ancora qualcosa sul turismo, magari a fine intervento, perché come
Assessore al turismo vorrei farlo. Una cosa però mi preme sottolineare, rispetto ad un richiamo
che ha fatto il Sindaco: abbiamo affrontato ieri, in Commissione Urbanistica, una tematica
importante relativa alle Cartiere del Garda, è fondamentale, è un intervento importante, di una
azienda che ormai è radicata nella nostra città, sulla quale abbiamo degli ottimi indicatori, sia
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ambientali che di produttività e di lavoro. E’ un’azienda che dà un apporto importante alla città.
Dall’altra parte come ha detto il Sindaco, ma mi tocca sottolinearlo nuovamente, perché ho la
competenza anche sull’industria, ci preoccupa, non in maniera eccessiva ma stiamo seguendo
con particolare attenzione la questione della Cartiera Fedrigoni. Sappiamo che è cambiato
l’passetto societario, il componente storico della Cartiera, Giuseppe Fedrigoni, ha ceduto la sua
partecipazione. Nella società sono rimaste Alessandro Fedrigoni, Alfonsi ed altri, non si
conoscono bene ancora i profili generali del nuovo assetto societario, però alcune preoccupazioni
possono dare due comparti della proprietà che sono, nei nuovi associati, Varone e Verona; di
meno Arco da una parte e Fabriano, o un luogo nei dintorni di Fabriano. Noi abbiamo già avuto
un incontro con il Sindacato dei cartai, con l’Assessorato provinciale e stiamo attendendo una
risposta da quest’ultimo che ha avuto in queste ore, o che avrà nei prossimi giorni, un incontro
con la proprietà per poi ritrovarci a Riva entro Natale, per comprendere l’evoluzione. Il Sindaco,
d’altra parte, sta già per proprio conto facendo degli incontri, a Verona e qui, con
l’organizzazione datoriale. Seguiamo con particolare attenzione l’evoluzione degli eventi, perché
gli operai non sono pochi, sono oltre 140, siamo anche aperti a discutere con la parte datoriale.
Abbiamo messo a disposizione del Sindacato e dell’Assessore Benedetti il nostro contributo,
dicendo loro che il Comune, per quanto possa essere chiamato a partecipare e a dare tutto il suo
sostegno per la soluzione di eventuali problemi che potessero nascere. Questo è un segnale, che
non si dica che è stato appreso solo dal giornale, questo è stato solo l’inizio, ma noi stiamo
seguendo la vicenda con particolare attenzione.
Questo volevo dire, per quanto riguarda invece la parte del turismo, magari lunedì sera
alla fine del secondo intervento dirò qualcosa. Grazie.
Presidente:
Grazie Vice Sindaco. Buonasera, ci ritroviamo lunedì alle ore 18.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 23.10. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di lunedì 11.12.2006, come
da avviso di convocazione.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL VICE SEGRETARIO
f.to Anna Cattoi
sr.
Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 147 dd.
16.02.2007 senza rettifiche.
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IL VICE SEGRETARIO
f.to Dott.ssa Anna Cattoi
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