SETTEMBRE 2014 N 3. TERZO TRIMESTRE. SETTEMBRE 2014 - Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano Poste Italiane SPA - Spedizione in abbonamento postale D.l. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 2 - DBC SONDRIO - - Collegiata di San Martino (mesi di luglio e agosto) VIGILIARE DEL SABATO SERA E SOLENNITÀ ore 18.00 DOMENICA E SOLENNITÀ ore 08.30 / 10.30 / 18.00 Cappellina della Casa di Riposo VIGILIARE ore 16.00 Santuario della Madonna di Tirano VIGILIARE DEL SABATO SERA E SOLENNITÀ ore 18.00 (ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE) DOMENICA E SOLENNITÀ ore 07.30 / 09.30 / 11.00 / 16.30 / 18.00 (ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE) SANTE MESSE FERIALI ore 07.30 / 09.00 / 16.00 / 17.30 (La Messa feriale delle ore 16.00 solo lunedì e venerdì) Sante Messe feriali in Parrocchia ore 07.00 ore 09.00 ore 17.30 S. AGOSTINO (sospesa il sabato) S. AGOSTINO (ora solare) - ore 18.00 (ora legale) S. AGOSTINO Intenzioni sante messe - Si raccolgono in sagrestia prima e dopo le Messe. Battesimi - SI CELEBRANO (solo nella chiesa parrocchiale) OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE ALLE ORE 15.00. In marzo - aprile durante la VEGLIA PASQUALE. Prendere contatto con il parroco ALMENO UN MESE PRIMA. Meglio se prima della nascita del bambino per vivere con fede un tempo così importante. Significativa e importante la presenza di chi anima i canti durante la celebrazione. Battesimo, Comunione, Cresima in età superiore a quella ‘normale’ richiedono una apposita preparazione con tempi e modi stabiliti dalla Diocesi. Informarsi presso il parroco. Matrimoni Informarsi con largo anticipo sia sulla PREPARAZIONE (che dura circa un anno), sia sui DOCUMENTI da preparare. Funerali Si invitano i famigliari a prendere contatto PERSONALMENTE con il parroco per preparare i vari momenti della celebrazione. -2- 14 e 15 Giugno 2014: Due giorni non di semplice cronaca, ma giornate che fanno parte del nostro vissuto di fede A vvenimenti come quello di una Prima Messa in parrocchia fanno parte, certamente, dei fatti straordinari che si verificano nella storia di una Comunità cristiana. Senza sminuire altri momenti e altri Sacramenti, il Sacerdozio ci riporta nel Cenacolo, dove nell'ambito dell'Ultima Cena viene istituito questo sacramento per perpetuare la memoria del sacrificio di Cristo e per santificare tutti coloro che si sarebbero messi al seguito di Cristo Gesù. Dice il Vangelo: "Dopo aver trascorso una notte intensa in orazione, Gesù chiamò a sé quelli che volle, perché stessero con Lui e diede loro potere di..."; segue l'elenco dei dodici Apostoli. Il Vangelo stesso termina con un comando straordinario, che, a ben guardare, fa tremare il cuore e le ginocchia, per l'impegno e l'ampiezza che comporta: soggetto sono ancora i dodici: "Andate nel mondo intero, predicate il Vangelo a tutte le creature, battezzando, insegnando loro tutto ciò che io vi ho comandato!". A nessun altro Gesù chiede un impegno e affida un compito così preciso e urgente. Ecco perché il Ministero Sacerdotale porta al vertice della missione cristiana, ossia al senso della presenza della Chiesa nel mondo. Ciò ci conduce a compren-3- La parola del Prevosto VALORE DI UNA PRIMA MESSA dere quanto, nel mese di giugno, abbiamo vissuto con la Prima Messa di don Michele Pitino. Non possiamo riferirci solo ad un episodio di cronaca ormai passato: quella celebrazione è entrata e permane nella nostra vita di parrocchia, fa parte del cammino di fede della nostra comunità che è chiamata sempre ad esprimere uno stile e una vivacità nuovi nel suo crescere e nel suo espri- mere la fede. Una vocazione sacerdotale è da considerarsi, certamente con umiltà, anche espressione della vitalità di una parrocchia. Per questo diciamo grazie a Dio, a don Michele, alla sua famiglia e a quanti credono all’efficacia della preghiera per le vocazioni. Don Paolo AVVICENDAMENTI Un nuovo cambio in Oratorio: don Francesco, dopo due anni, è destinato ad approfondire gli studi a Roma. Come nuovo vicario è giunto tra noi don Nicola T irano ormai è abituata a questo! Ancora un cambio di sacerdote tra noi. Qualcuno dirà: “Ma che male abbiamo fatto?” oppure “Come siamo fortunati!”. Non è realtà né di male né di fortuna. Siamo di fronte ancora una volta ad avvicendamenti che oggi, più di ieri, avvengono con una certa celerità. Non ci si abitua e non dobbiamo abituarci! Però ci sono. E non possiamo che accogliere. Certamente non con spirito di rassegnazione ma di comprensione per una realtà di vita che va oltre i nostri pensieri e le nostre parole. C’è una sofferenza per chi lasciamo e c’è una novità per chi incontriamo. Tutto può arricchirci facendo buon tesoro di quanto ci ha portato chi dobbiamo lasciar partire( in questo caso don Francesco) e per quanto ci donerà chi accogliamo (don Nicola). Ad entrambi auguriamo la gioia di una pienezza di vita sacerdotale. Inoltre a don Francesco di custodire un buon ricordo di noi tutti. A don Nicola di offrirci la freschezza del suo ministero indirizzato, in particolare, alla realtà giovanile. -4- INDIRIZZO DI SALUTO A DON FRANCESCO Giorni di oratorio, di programmazione, di formazione, di incontri, di studio… di celebrazioni. Questi sono i “riempitivi” di un sacerdote, di un vicario parrocchiale. E così ora don Francesco, almeno per due anni, interrompe una parte di queste attività e si dedicherà allo studio. A Roma. Speriamo non diventi troppo “romano”!! La sua permanenza tra noi è stata breve (due anni) ma penso intensa. Per lui e per noi! Certo, vorremmo affezionarci maggiormente ai nostri sacerdoti anche se in questi ultimi anni non ci è stata data molta possibilità. Tuttavia possiamo custodire ugualmente quanto di buono ci siamo donati scambievolmente. Anche se poco, sarà una ricchezza! Sappiamo tutti di essere sempre di passaggio. Le valigie in un modo o nell’altro dobbiamo tenerle pronte. Però è bello pensare di averle piene di ricordi, di incontri, di momenti, di volti... che ci hanno arricchiti e ci faranno bene anche in avvenire. Non è semplice nostalgia. È la bellezza di custodire interiormente il nostro vissuto che ci rende persone e che continuamente si dilata in altri incontri, in altri volti, in altri momenti, in altre presenze. A don Francesco, con semplicità ma in sincerità, diciamo il nostro grazie: per la sua persona, la sua preparazione, la sua disponibilità, la dedizione messa a servizio della parrocchia e dell’oratorio in particolare. -5- Tra le tante attività intraprese con la sua presenza penso si possa richiamare e fare buon tesoro dell’avvio del nuovo itinerario di catechesi per i nostri ragazzi. Immagino che le catechiste possano sentirsi arricchite di una bella esperienza! E anche se i percorsi adesso si separano, l’orizzonte però rimane comune. Come cristiani sappiamo bene che nessun luogo è lontano per ricordarsi e affidarsi a Dio con una preghiera. In ciascuno di noi permanga questa certezza cosicché pensiero e affetto restino vivi in noi Don Francesco, con un pensiero di gratitudine anche ai tuoi genitori, ti auguriamo ogni bene nel Signore. Don Paolo e Comunità di Tirano Saluto rivolto il 5 luglio 2014 *********************************+************** BEN ARRIVATO TRA NOI Al Carissimo don Nicola, con affetto e con i nostri fraterni e fervidi auguri di un ministero in mezzo a noi che sia entusiasta, vivo, efficace, illuminato e illuminante a gloria di Dio e a salvezza del Suo popolo anche a te affidato come ministro della Parola e dei Sacramenti. Cordialmente, auguri di cuore. Don Paolo e la Comunità di Tirano Giorno della Prima Messa a Premadio Tirano, 17 agosto 2014 -6- IL GIORNO DELLA PRIMA MESSA Dopo anni di attesa e speranze Tirano ha potuto riabbracciare Michele, partito otto anni fa alla volta del percorso che lo ha condotto a diventare sacerdote. Tanti i parenti e ancor di più gli amici e i conoscenti che hanno partecipato all’ordinazione presbiterale di don Michele lo scorso sabato. E calorosa l’accoglienza riservata al novello sacerdote presso l’oratorio S. Cuore di Tirano il sabato sera. Dopo il breve intervento del neo eletto sindaco di Tirano e gli auguri di don Paolo Busato, parroco della città, don Michele ha espresso gratitudine per il benvenuto offertogli e grande gioia nel vedere un gruppo numeroso di ragazzi ad accoglierlo. Particolarmente emozionante il saluto degli amici di don Michele che ha ripercorso i tanti momenti vissuti insieme al novello sacerdote dai quali risulta che don Michele ha fatto un pezzo di storia dell’oratorio di Tirano con la sua costante presenza al grest, ai campi estivi, ma anche nei normali pomeriggi dell’anno. La sua vocazione è nata in oratorio e sempre in oratorio inizierà il suo cammino di presbitero, in seguito alla nomina di vicario presso la parrocchia di San Bartolomeo e San Rocco a Como. L’oratorio di Tirano si è nuovamente animato la domenica mattina, per accompagnare don Michele verso la chiesa parrocchiale dove avrebbe celebrato la sua prima S. Messa. Sebbene la chiesa di S. Martino sia piuttosto grande, lo spazio non è stato sufficiente per ospitare tutti i fedeli accorsi per l’occasione. Numerosissimi i sacerdoti, tra cui il parroco di S. Bartolomeo, la prossima casa di don Michele e i seminaristi. -7- Sulle note di “Jesus Christ you are my life” ha fatto il suo ingresso la processione di presbiteri che ha partecipato alla S. Messa celebrata per la prima volta da don Michele. A sorpresa l’omelia non è stata fatta dal novello sacerdote, ma da don Alberto Fasola, ex vicario dell’oratorio di Tirano. Tre i consigli fraterni che il sacerdote ha rivolto a don Michele. «Ricordati che prima di diventare sacerdote sei stato ordinato diacono – ha proferito don Alberto -. Non dimenticarti di Gesù che si china e lava i piedi agli apostoli, tra cui c’è anche Giuda. Il Signore farà nuove le persone per mezzo di te e del tuo servizio». Il secondo consiglio offer- to da don Alberto è quello di ricordarsi di essere un pastore. «Anzi, più che un pastore, un cane da pastore – ha spiegato il sacerdote -. Sarai come un cane da pastore che è la testa del gregge, ma che sta ai piedi del pastore. È tra questi due estremi che deve giocarsi la tua vita». Infine, l’augurio offerto a don Michele è stato quello di essere un uomo misericordioso, grazie alla consapevolezza dei propri limiti e della fragilità della natura umana. Conclusa la celebrazione, la comunità tiranese unita a tutte le persone che in questi anni hanno potuto conoscere don Michele ha festeggiato il novello sacerdote con il pranzo in oratorio. In serata i ragazzi delle superiori hanno debuttato con il musical “Il principe d’Egitto” al quale hanno lavorato per nove mesi per festeggiare don Michele. Come Mosè, il principe d’Egitto, anche Michele si è arreso alla volontà di Dio, donando la sua vita agli altri nel servizio sacerdotale. Camilla Pitino -8- DUE SECOLI DI VITA... Una Vita che fa storia nella nostra città. La Banda Madonna di Tirano in questo 2014 raggiunge un traguardo che apre a nuove mete… Chissà fra trecento anni come sarà. Lasciamo ai posteri! Intanto felicitazioni per questa ricorrenza tutta meritata di plausi Il ricambio fisiologico generazionale non ha intaccato la vitalità della Banda. Sono passati 200 anni dalla prima “suonata” e la Banda di Tirano è più viva che mai. Erede di un filone storico che la rende ancora attuale, il Corpo bandistico oggi può festeggiare con orgoglio il suo bicentenario. Da questo spazio del Bollettino mi unisco anch’io come parroco di Tirano per ringraziare del servizio che la Banda cittadina presta non solo nell’ambito sociale e civile ma anche in momenti particolari della vita parrocchiale. Credo possiamo considerare questo importante Gruppo una vitale presenza che si adopera a infondere oltre che un amore per la musica, si impegna anche e soprattutto a svolgere un ruolo di integrazione, di socializzazione, di intrattenimento comunitario che non è cosa di poco conto. Auguri per il traguardo raggiunto e felice prosieguo per un avvenire sempre armonioso di note squillanti. Don Paolo -9- VALORE DELLA VISITA PASTORALE Cosa vuol dire la visita Pastorale? Per quale ragione il vescovo compie una vista ufficiale alla Parrocchia? E altro ancora… Lo stesso vescovo si è posto qualche domanda: “Quale scopo ci proponiamo di raggiungere? Quali frutti è lecito sperare?”. Una risposta che il Vescovo Diego ha suggerito è che possa essere per tutti un momento favorevole di conversione e di salvezza. mentalmente, ma a Colui che Gesù Cristo con la sua Parola, la sua Vita, la sua morte e risurrezione ci ha mostrato. Un Dio di amore, di misericordia, di comunione, di servizio, di testimonianza, di fedeltà, di preghiera. Colui che si considera cristiano non può non ricercare queste caratteristiche per farle proprie. Salvezza. Quella donataci da Cristo. È solo Lui il Salvatore, è solo Lui che ci libera dal Male, è solo Cristo Gesù che dà senso ultimo ad ogni nostro respiro. Non giustifichiamo troppo! È vero, Dio è amore, perdono, sa dimenticare… ma ricorda anche, ci sprona anche, ci vuole contenti di essere in relazione con Lui perché, vivendo, raggiungiamo la salvezza. Nella visita del Vescovo dovremmo cogliere una incontro speciale di Cristo che ci invita alla conversione per donarci la salvezza. Quindi la sua “prossimità” alla Parrocchia e a ciascuno di noi vuole esprimere una attenzione particolare affinché l’anelito alla vita cristiana non venga meno, perché non ci accontentiamo “dell’una tantum”, bensì sappiamo stupirci di sen- Riflettendo su queste due parole mi permetto di amplificare. Conversione. A Dio. Al Dio di Gesù Cristo. Non a quello virtuale ed immaginario che si tende magari a costruirsi - 10 - tirci “ben voluti” da un Dio che si è sacrificato sulla croce. Non è bello pensare ad un Dio rattristato per l’eventuale indifferenza. Pensiamolo invece sorridente perché trova figli ben disposti, credenti a quella Parola che Cristo ha proposto, animati dal desiderio di “far bene” nella realtà umana e cristiana. La Visita Pastorale del Ve- scovo Diego, che tra pochi giorni prenderà avvio, ci porta ad una bellissima occasione per rinnovarci nel desiderio e nella responsabilità di convertirci e lasciarci salvare... dal Padre che Cristo ci ha rivelato in comunione con lo Spirito Santo, grazie all’intercessione di Maria e dei Santi Patroni. Così sia! Don Paolo - 11 - DALLA RELAZIONE AL VESCOVO In merito alla visita pastorale è stata predisposta una relazione sulla situazione della Parrocchia in preparazione ai suggerimenti che il Vescovo riterrà opportuno indirizzarci per il cammino pastorale dei prossimi anni. Pensando fare cosa gradita riporto quanto offerto alla sua considerazione e che ritengo importante per la nostra realtà parrocchiale. Trovate, così, alcune mie considerazioni... URGENZE E DIFFICOLTÀ DELLA VITA CRISTIANA NELLA PARROCCHIA Dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli, come è giusto, perché la vostra fede fa grandi progressi e l’amore di ciascuno di voi verso gli altri va crescendo. Così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio, per la vostra perseveranza e la vostra fede. (2 Tess 1,3) Ci chiediamo: queste parole della Scrittura hanno ancora un senso nella nostra vita di cristiani? Ha senso oggi parlare di vita eterna? La nostra società, il nostro paese, le istituzioni, le famiglie, i gruppi, le associazioni, ecc…, sono animati dall’amore di Dio e del prossimo. Se Gesù tornasse ora sulla terra, nella nostra realtà Parrocchiale, vi troverebbe ancora la fede? Anche nella nostra comunità si manifesta un progressivo “allontanamento” simile a tutte le altre realtà parrocchiali. Se da una parte sembrano tenere le tradizioni popolari, le ricorrenze varie e i percorsi di catechesi sull’Iniziazione cristiana, dall’altra non si può nascondere un evidente allontanamento dalla vita sacramentale ed ecclesiale. La partecipazione alla S. Messa domenicale è pari a cir- 12 - ca il 10-12% della popolazione. Più preoccupante è la celebrazione del Sacramento della riconciliazione, un fatto che nella regolarità tocca pochi cristiani. La richiesta dei sacramenti o di altri riti corre il rischio, qualche volta, di risultare più un bisogno celebrativo personale e familiare legato ad aspetti affettivi ed emozionali. La percezione di sentirsi appartenenti - nel senso autentico ad una “comunità” cristiana appare lontana. Eppure la cittadina di Tirano ha in sé una grande vivacità che si manifesta nella presenza di gruppi, associazioni e volontariato operanti in vari ambiti. Le iniziative sono molte e diversificate ma il più delle volte mancano di quell’elemento che potrebbe connotarle meglio anche su un piano spirituale che arricchisca interiormente gli aderenti dei gruppi e i partecipanti alle iniziative. E’ innegabile che ci si trovi di fronte al problema della trasmissione della fede alle giovani generazioni. La catechesi che porta al completamento dell’iniziazione cristiana, alla vita di fede dopo tale cammino ha difficoltà nel trovare la necessaria continuazione in una costante partecipazione e presenza. La pratica religiosa viene “dopo” altre iniziative. Se davvero Cristo è il centro, il cuore della vita cristiana e il bene “irrinunciabile” di ogni fedele, ne consegue che ogni momento di incontro con la persona di Cristo vivente nella sua Chiesa dovrebbe essere il desiderio più grande ed insostituibile delle nostre giornate, o settimane. Come la consumazione dei pasti quotidiani è “essenziale” alla vita del corpo, allo stesso modo l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera ed i sacramenti dovrebbero essere il nutrimento giornaliero della nostra anima. Ciò purtroppo non avviene se - 13 - non per quella percentuale che è stata sopra richiamata. Di conseguenza decade il valore della partecipazione alla S. Messa; i Sacramenti sono solo momenti di festa familiare; la Parrocchia è una specie di agenzia di “cose” religiose. PROPOSTE DI RINNOVAMENTO Occorre comunque guardare con speranza al futuro ricordandoci che Gesù è sempre presente nella sua Chiesa e che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Non esiste altra strada al rinnovamento spirituale delle nostre comunità se non quella della preghiera fiduciosa ed incessante, personale e comunitaria: Personale: oltre a ciò che ogni credente è chiamato a vivere personalmente, esistono in Parrocchia persone che elevano preghiere da soli o aiutandosi con i mezzi di comunicazione. Questi fedeli certamente sono la forte risorsa, nascosta ma vitale, che dà impulso alla vita della parrocchia. Pregano per le vocazioni, per gli ammalati, per le varie intenzioni proposte, per le necessità della Chiesa. Comunitaria: Questa si cerca, ogni volta, di prepararla e viverla bene. Ci si adopera per creare un clima serio e partecipato. Permane comunque una sorta di timore nel mettersi in gioco in servizi liturgici, catechistici, caritativi, ecc... È desiderio anzitutto far emergere il valore della propria identità cristiana. C’è uno sforzo di puntare al valore comunitario della Parrocchia come reale presenza cristiana in un contesto sociale e geografico Si guarda alla formazione di laici che si impegnino nell’ambito catechistico: catechesi pre-battesimale, iniziazione cristiana, giovani, adulti. Ancora troppo è affidato ai sacerdoti! - 14 - Si punta ad offrire una consapevolezza maggiore di cosa significhi vita cristiana, sacramenti, appartenenza, responsabilità. Questo soprattutto nell’ambito familiare: fidanzati, giovani sposi, giovani famiglie, gruppi familiari, mondo della scuola… C’è l’intento di formare almeno un Consiglio Pastorale che sia costituito da laici che sappiano “osare”. Da qui poi l’impulso ad essere “fermento per la pasta”. Il Gruppo Catechiste/i va rafforzato e sostenuto costantemente perché percepisca la propria efficacia e importanza e si senta all’altezza del suo delicato compito. Questo anelito pastorale ci si auspica, e per questo si sta operando, affinché sia in sintonia con il Vicariato locale per meglio distribuire le forze e per una pastorale più uniforme, maggiormente aperta a una collaborazione e a una intesa sulla elaborazione di scelte e itinerari di fede che la Diocesi propone. Don Paolo CERCASI… Tutti cercano... in molti cerchiamo. Cerchiamo volontari, collaboratori, fantasisti per tanti ambiti. Si cercano persone disponibili per qualche ora nella pulizia delle chiese. Sono anche queste un po’ nostre case e settimanalmente necessitano di “aria fresca”. Si cercano uomini e donne disponibile per impegno serio nell’ambito della solidarietà, in speciale modo “Centro di Ascolto”. Si cercano fantasisti/e che hanno voglia di dedicarsi alla stesura del Bollettino Parrocchiale. Anche questo è in difficoltà!!! Si cercano voci per sostenere il canto e le letture nei vari momenti liturgici anche al di fuori delle S. Messe domenicali. Esempio: nei funerali, nei battesimi, nei matrimoni… Si cercano…. È il Signore stesso in ricerca... - 15 - Piano pastorale 2015 Ci vengono proposte ogni anno dal vescovo una serie di indicazioni che solitamente chiamiamo “Piano pastorale” . Il titolo del libriccino, diciannove pagine, è “Una Chiesa in cammino”. L’attenzione è posta sull’ascolto come stile di relazione e sulla sinodalità come metodo. «La parola “sinodalità” vuole indicare l’esperienza specifica della Chiesa quando si pone in dialogo, quando cerca di capire, di operare discernimento comuni- - 16 - tario e condiviso. È sinonimo di familiarità e di fraternità, intrecciate a partire dalla loro fonte che è l’amore di Dio che ci raccoglie e ci unisce… Sinodalità è camminare insieme, non solo collaborare a uno scopo condiviso. Richiede una comune esperienza della Grazia». Da qui tre “sì” per un cammino reale di Chiesa. 1. Diciamo “sì” a forme di comunione con stile familiare. Si tratta di offrire una testimonianza di relazioni interpersonali rinnovate e approfondite in base alla novità e alla gioia del Vangelo che porti a una sincera familiarità che richiama confidenza con uno spirito di accoglienza, di rispetto e di collaborazione pur nella diversità delle età, delle opinioni, degli impegni quotidiani. 2. Diciamo “sì” alla trasformazione missionaria della Chiesa. L’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco è un forte punto di riferimento per leggere la vita odierna e le motivazioni forti che devono portare a cambiamenti di stile di vita cristiana. Occorre, come afferma il papa, prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare, festeggiare. Que- sti verbi ci aiutano a superare quella “forma di stanchezza” che sembra caratterizzare molte comunità. 3. Diciamo “sì” ai Vicariati, per una Chiesa sempre più capace di collaborazione e di condivisione. Vicariato come forma di organizzazione territoriale utile per una missione condivisa sul territorio, per collaborare tra parroc- chie soprattutto nella formazione dei laici e per sostenere i nuovi progetti pastorali che il Vescovo consegna. Con questo “sì” possiamo valorizzare meglio le presenze dei consacrati, delle associazioni, dei movimenti, dell’Azione Cattolica (che andrebbe fortemente promossa in tutte le parrocchie), in vista di una pastorale d’insieme. ENTRATE: dal 19 maggio al 19 settembre Da Questue celebrazioni: € 8.125,00 ie Da Candele votive: € 2.280,00 Graz gno Da Familiari Funerali: € 3.120,00 soste l i r pe Da Familiari Battesimi: € 880,00 Da Celebrazione Matrimoni: € 720,00 Da Gruppo Retiche Ski: € 500,00 Da Palio per uso Oratorio: € 150,00 Totale Benedizioni famiglie: € 3.660,00 Totale mercatino di maggio € 3.058,00 Da S. Messe Trivigno con Festa S. Gaetano: € 2.874,28 Da celebrazione festa S. Rocco: € 262,00 Da Privati: € 50,00-1.000,00-50,00-20,00-200,00-700,00100,00-300,00-2.500,00-500,00-100,00- - 17 - “Non potevamo certo toglierlo dalla sua amata Valtellina…”. Queste sono state le parole del Vescovo Diego nell’annunciare la mia prima destinazione da sacerdote nella nostra parrocchia di Tirano. Parole che oltre ad aver suscitato le ire di compagni e preti valtellinesi destinati in altre zone, hanno suscitato in me una certa gioia. Tirano è una realtà diversa dalle parrocchie dell’Alta Valle da cui provengo, ma ha anche elementi e certe mentalità in comune. Spero di potermi sentire “a casa” e le accoglienze di questi primi giorni lo confermano. È d’obbligo, credo, qualche presentazione, anche a mo’ di saluto. Sono don Nicola Schivalocchi, ho 26 anni, sono originario di Premadio, frazione del comune di Valdidentro. Fin da bambino il mio più grande desiderio era il poter disegnare case e aiutare così mio papà, artigiano edile. Per questo qualche anno dopo ho voluto frequentare la scuola per geometri a Sondrio. Probabilmente al Signore questo andava bene fino ad un certo punto: non ero solo io a disegnare progetti, ma anche Lui ne aveva alcuni su di me! Decisivi sono stati gli anni in collegio dai Salesiani a Sondrio, dove ho sperimentato l’amore per l’educazione e per i giovani di quei preti sullo stile di don Bosco. Per un anno anch’io ho fatto l’assistente ai ragazzi più piccoli, sperimentando difficoltà, ma anche la potenza della fiducia che si può instaurare tra le persone. “Per voi lavoro, per voi studio, per voi prego, per voi sono pronto a dare la vita” è quello che diceva don Bosco ai suoi ragazzi ed è quello che ha mosso in me le prime ricerche, verso quel Dio così grande e amorevole che affascina, seduce e in Gesù dà tutta - 18 - Attività d’Oratorio DON NICOLA... SI PRESENTA la vita per noi. Dare la vita è però un cammino che chiede tempo e pazienza, che si compie solo a piccoli passi, ma che bisogna decidersi a fare. Così ho preso contatti con il seminario di Como e ho iniziato l’anno di propedeutica, dove ho conosciuto don Michele, compagno di viaggio e amico. Con gli studi e la crescita nella vocazione, il seminario ci ha dato la possibilità di dare un occhio a varie realtà parrocchiali, offrendo il nostro piccolo servizio in esse nel fine settimana. Il questi anni sono stato a Fino Mornasco, al Centro Vocazioni della diocesi, in seminario nell’accoglienza dei gruppi, a Tremezzo, a Sondrio e infine l’anno da diacono l’ho trascorso a Bormio. Da queste realtà ho ricevuto tanto, sempre più di quanto ho dato e spero di farlo fruttare qui a Tirano, con l’aiuto di tutti voi. Sono certo che il Signore continuerà a fare grandi cose nelle nostre vite, specialmente lì dove non ce lo si aspettava. Fidiamoci delle parole che i ragazzi dell’Oratorio ci hanno consegnato nel Musical realizzato per la prima Messa di don Michele: “Vedrai miracoli se crederai, la fede non si può fermar”. Ci saranno tante occasioni per incontrarsi e conoscersi, intanto considerate valido l’invito nel passare in Oratorio, anche solo per un saluto o quattro chiacchere! Don Nicola Don Nicola con don Michele il giorno della loro Ordinazione a Como con un gruppo di parrocchiani - 19 - Con la conclusione delle scuole la vita dell’Oratorio cambia ritmo e innesta una marcia che coinvolge oltre 350 persone tra piccoli e grandi È la grande avventura che coinvolge un forte numero di ragazzi, giovani e adulti. Quasi cinque settimane in cui l’Oratorio Sacro Cuore si anima come non mai. Lodevole l’impegno di tante persone: da coloro che gestiscono bar, merenda, angolo infermieristico, agli animatori e educatori di ogni età che oltre a coinvolgere i ragazzi nelle attività devono precedentemente pensare, predisporre, organizzare il tutto con ore in anticipo. Certamente non è mai mancata la presenza super tenace di suor Letizia e di don Francesco o di don Paolo per i giorni di assenza del nostro vicario impegnato per esami o per organizzare il suo “futuro romano”. Tema, già presentato nel numero precedente, è stato “l’Abitare -Piano Terra”. L’abitare di Gesù Cristo in mezzo a noi: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14) e l’abitare di noi tutti su questa terra in un clima di serenità, di armonia, di solidarietà, di crescita insieme. Non siamo diventati né santi, ne perfetti; però ci siamo divertiti e in qualcosa pensiamo di essere cresciuti. - 20 - Attività d’Oratorio GREST 2014 INTERVISTA A PIANO TERRA Mi hanno chiesto di scrivere un articolo sul Grest: che fare? Non mi andava di scrivere il solito articolo, anche perché non sapevo come iniziare, così mi è venuta l'idea di trasformarmi in una giornalista e di intervistare un animatore e di invitarlo in uno studio immaginario per parlare del Grest di Tirano. accompagnatori e agli animatori più grandi. Noi animatori invece ci siamo occupati dei giochi, della piscina e delle altre attività per i ragazzi più grandi, come le Grestiadi, la biciclettata, la caccia al tesoro e altro ancora, organizzando il tutto durante le mattine. Sono state coinvolte anche le mamme, che si sono dedicate ai lavoretti per i più piccoli. GIORNALISTA: Voglio innanzitutto ringraziare il nostro ospite per essersi reso disponibile a parlarci di come l'oratorio Sacro Cuore di Tirano prepara e vive il Grest. Bene, iniziamo con la prima domanda. Quando è iniziato il Grest? G: Secondo te cosa spinge bambini e ragazzi ad andare al Grest e voi delle superiori a fare gli animatori? A: Penso che un animatore venga al Grest perché vuole mettersi al servizio degli altri e poi anche per divertirsi, giocando insieme ai bambini e ai ragazzi. I più piccoli vengono al Grest soprattutto per stare con i loro amici e per giocare insieme. Ai bambini e ai ragazzi piace giocare ed è bello vederli divertirsi con i giochi e le attività che ANIMATORE: Quest'anno il Grest è iniziato il nove giugno, pochi giorni dopo la fine della scuola, ed è durato quattro settimane e mezza. G: Quante squadre erano presenti? A: Otto squadre in tutto (Rossi, Arancioni, Gialli, Verdi, Azzurri, Blu, Fucsia e Neri), più una: quella degli animatori, perché stando così tanto tempo insieme anche noi siamo diventati una squadra! G: Chi era il responsabile dei giochi e delle gite? A: Chi si occupa delle gite è il don, insieme agli - 21 - tu stesso hai organizzato. I bambini hanno bisogno di noi e noi animatori di loro. In altre parole, chiunque viene al Grest ci viene perché sta bene e si sente accolto indipendentemente dall'età, dal colore della pelle e dai valori in cui crede. Certo, non è sempre tutto rose e fiori, ma qualsiasi ostacolo non è mai troppo grande per essere superato! G: Viste le condizioni meteo di quest’anno, non deve essere stato facile per voi animatori organizzare le giornate... co a poco ritorni indietro nel tempo e ricominci ad apprezzare le cose con la massima semplicità. A: A dir la verità, bene o male il tempo è stato abbastanza clemente. La pioggia è venuta solo poche volte a bagnarci e in quei casi avevamo sempre pronto un "piano pioggia”! G: Un’ultima domanda. Il tema di quest'anno era "Piano Terra": cosa pensate tu e gli altri animatori di questo tema e come avete cercato di trasmetterlo ai ragazzi? G: Riassumi in poche parole il compito dell’animatore. A: Il piano terra è il piano dove c'è la porta d'ingresso.... Ecco, questa porta dovrebbe sempre essere lasciata aperta, così da poter accogliere chiunque varchi la soglia. In altre parole, il piano terra è il piano dell'accoglienza. È questo che abbiamo cercato di trasmettere ai nostri ragazzi in tanti modi: il Vangelo che il don leggeva ogni pomeriggio prima dell’inizio dei giochi, la preghiera che condividevamo tutti insieme e la storia del Grest, che ogni giorno noi animatori recitavamo, filmavamo e proiettavamo in salone. A: Mmm... direi, "impara a dare più di quello che prendi e lascia più di quello che hai trovato". Sono le strofe di una canzone e secondo me riassumono perfettamente quello che fa un animatore!! G: Qual è il segreto per essere preparati ad affrontare il Grest? A: Un segreto è un segreto, solo gli animatori sanno la risposta! G: Perfetto. Cosa ti è piaciuto di più del Grest? G: Bene, grazie di tutto! A: Grazie a te! A: Ritornare bambino! Giocando con i nostri ragazzi e passando così tanto tempo con loro è inevitabile che a po- Mariachiara Ptitno - 22 - PRIMO CAMPO ESTIVO Caspoggio 14 - 20 Luglio Ragazzi di I e II media o rancesc F n o AD eciale p s e i z a un gr aluto e un S A Destra: Sr. Letizia e le mamme cuoche… Grazie - 23 - CRONACA DI UN CAMPO SPECIALE mo fidarci di un amico che ci guidava bendati su un percorso, e poi un momento personale, in cui ognuno si guardava dentro. Dopo queste c'era del tempo libero per giocare e stare in compagnia, giocando a pallavolo, facendo braccialetti, o anche semplicemente chiacchierando insieme. Dopo il pranzo, c'erano le riflessioni di gruppo, in cui, divisi a squadre e con due o tre animatori, cercavamo di parlare della riflessione della mattina. Nel pomeriggio c’erano anche giochi in giro per il paese o nel prato di casa, come le “Campiadi” e il calcio saponato. Prima di cena ci si divideva con i propri gruppi per fare le pulizie di casa: pulire le stanze, i bagni, servire a tavola. Dopo cena si facevano dei giochi, organizzati dai nostri animatori. Finiti i giochi, verso le 23.30, ci si ritrovava nel salone per concludere la giornata con la preghiera della sera. Le giornate erano strutturate in modo simile, ma si vivevano sempre emozioni diverse. Durante la settimana abbiamo fatto due gite, martedì e giovedì, una al Lago Palù e l'altra a Piazzo Cavalli; la seconda ha messo a dura prova il fisico di Dalla cronaca di una giornata tipo e dagli altri particolari di inizio e fine campo, possiamo cogliere il ricordo entusiasta di una esperienza che ci auguriamo abbia risvolti belli e coinvolgenti per la vita d’Oratorio Noi ragazzi di prima e seconda media siamo andati dal 14 al 20 luglio a Caspoggio, accompagnati da don Francesco, suor Letizia, le cuoche Maria,Valeria e Monica, l’educatore Francesco e 13 animatori. La sveglia era prevista per le 8:00, con le lodi facoltative. Dopo la colazione, si affrontava l'argomento del giorno e si facevano le riflessioni singole che riguardavano la fiducia, il non fermarsi alle apparenze, il donare agli altri e l'accoglienza; tutti temi molto significativi e profondi, che ruotavano attorno ad alcuni personaggi degli atti degli apostoli. Durante le riflessioni, era prevista un'attivazione riguardante l'argomento trattato, come quella in cui doveva- 24 - alcuni di noi . Il venerdì, don Francesco e don Michele, che è venuto a trovarci, hanno celebrato la messa nel prato fuori di casa. Il sabato è stato dedicato al "Parla con..." che consiste nel parlare con gli animatori di quello che si vuole, ma soprattutto della settimana passata insieme, di quello che ci hanno lasciato gli animatori e di ciò che abbiamo provato. È un'esperienza molto profonda durante la quale si riesce a conoscere meglio noi stessi e gli altri. L'ultima sera che abbiamo passato insieme ci siamo radunati intorno a un falò e ognuno ha organizzato un gioco, una canzone o una lettera; poi abbiamo guardato le foto della settimana, ricordando i bei momenti vissuti, le risate fatte, la gioia provata; è stato allora il momento di ringraziare amici e animatori e, perché no, di ver- sare qualche lacrima. Dopo la preghiera del “Bendedicat”, siamo andati a “dormire”. Il giorno dopo siamo andati a messa, abbiamo fatto le pulizie della casa, interrompendole spesso per ricordare la nostra amicizia, con delle piccole dediche scritte sui libretti del campo. Prima di lasciare la casa abbiamo detto la preghiera di fine/continuazione campo (perché il campo continua); poi siamo saliti sul pullman e siamo partiti con meta Sondrio, dove abbiamo lasciato Francesco, al quale va un grande e accorato grazie. Arrivati a Tirano abbiamo ringraziato le cuoche, don Francesco, suor Letizia, e soprattutto i nostri animatori. Dopo un abbraccio ognuno è tornato a casa, portando nel cuore tutti gli altri. Giulia, Anastasia e Federica - 25 - IL SECONDO CAMPO Caspoggio 27 Luglio - 3 Agosto Ragazzi III media e I-II- superiore La location è la Valmalenco e precisamente Caspoggio, un paesino pieno di salite, prati e vecchiette; il team degli animatori é carico e affiatato, la casa é spaziale e le cuoche con già il grembiule indosso... Insomma, le premesse ideali per un campo fantastico! Già durante il viaggio in pullman i ragazzi fantasticavano sulle attività che li aspettavano durante la settimana tartassando di domande gli animatori i quali erano felici di rispondere con ilarità per tenere le sorprese ben nascoste. Giunti a destinazione e dopo aver svolto i dovuti convenevoli come la sistemazione nelle camere, é stato presentato il tema del campo e consegnato il libretto che ci ha accompagnati. Tutte le riflessioni vertevano attorno a San Francesco d'Assisi, Santo sempre attuale e apprezzato tra i giovani. La sua vita é stata spunto di interessanti argomenti che i ragazzi hanno sentito molto vicini quali: il donare, l'accogliere, lo stare in famiglia. Le attivazioni, brevi momenti per spiegare concretamente il significato delle riflessioni, sono state affrontate con la dovuta serietà e impegno da parte di tutti, così come le mansioni quotidiane. Ogni giorno a turno le sette squadre si occupavano di servire colazione, pranzo, cena, e di pulire camere, salone e anche bagni per la comune convivenza. Instancabile, la nostra suor Letyé sempre stata disponibile ad aiutare i ragazzi a lavare piatti e posate, e inoltre teneva la parte agli animatori durante i giochi… una presenza fondamentale! Di fondamentale impor- 26 - giata, ma non sono riuscite ad abbattere il nostro umore! Purtroppo, o per fortuna, hanno però impedito le tradizionali gite lasciando tutti un po’ spiazzati: non si vedeva un campo senza gite più o meno dall'82!! Piacevoli sorprese sono state le visite di don Alberto, don Paolo e il neo don Michele che sono stati in nostra compagnia anche durante le riflessioni e i pasti. Altra visita molto gradita é stata quella di alcune persone della protezione civile che ci hanno cucinato polenta e salsicce: un pranzetto da leccarsi i baffi. Le lacrime dell'ultima sera, i sorrisi, gli abbracci e pure le sberle date e ricevute durante “Marito-Moglie” sono conservate con gioia in tutti i cuori e c'è già tantissima voglia del prossimo campo! In attesa vivremo al 100% le proposte dell'oratorio e della Parrocchia creando un gruppo di giovani sempre più unito e, speriamo, più numeroso. tanza anche le tre cuoche, Giovanna, Maura e Rosanna, le quali hanno suscitato l'affetto di tutti e hanno preparato dei piatti squisiti. Non é stata solo una presenza nascosta dietro i fornelli, ma si sono occupate dei malati e in qualsiasi situazione erano più che disponibili! Nei momenti liberi c'era chi giocava a “Lupus in fabula”, chi a carte, chi faceva braccialetti con fili colorati e pure chi si divertiva a legare un animatore ad una panchina con del nastro isolante. La noia sicuramente non ci ha mai fatto compagnia, nemmeno la notte, e gli imprevisti erano all’ordine del giorno come quando le cuoche si sono chiuse fuori dalla loro stanza o quando è accide nta lme nte pa rtit o l’allarme antincendio causando attimi di scompiglio fortunatamente risolti in pochi minuti. A non abbandonarci mai sono state le nuvole e la pioggia che ci hanno concesso solo una giornata soleg- Noemi e Daniele - 27 - Festa di s. Gaetano in Trivigno Giovedì 7 agosto 2014 Ore 7.00 piazza San Martino si riempie di tutti gli intrepidi pellegrini che, dopo la benedizione del prevosto e la foto ricordo davanti alla chiesa parrocchiale, si incamminano verso la montagna, diretti a san Gaetano. Tra di loro vi è il nuovo vicario, don Nicola, che fa la sua entrata ufficiale proprio in questa occasione Ore 10.15 tre ore più tardi, una ben più numerosa folla di pellegrini viaggianti con mezzi motorizzati accoglie gli stanchi e affaticati camminatori, salutandoli e offrendo loro del tè caldo e biscotti in località “Al ponte”. Un quarto d’ora più tardi inizia la processione che conduce fino alla chiesetta dedicata a san Gaetano, dove si celebra la Messa in suo onore, presieduta dal neo vicario, che predica paragonando lo splendido paesaggio che circonda la folla alla fede in Gesù Cristo. Terminata la celebrazione eucaristica animata con i canti proposti dai giovani e dopo l’augurio di don Michele, nostro parrocchiano, a don Nicola suo compagno di studi, per un buon ministero pastorale in mezzo a noi, non poteva che mancare un banchetto, durante il quale (per non smentire il clima estivo) piove per alcuni minuti. Il pomeriggio si passa in allegria e in gioia, e il nuovo don fa la conoscenza dei numerosissimi giovani e ragazzi accorsi in Trivigno per accoglierlo e festeggiarlo. Ore 15.30 inizia il rientro dei pellegrini, che tornano alle loro case, i più, scroccando un passaggio in macchina, rinfrancati nella fede dal ricordo del Santo Gaetano, lieti e gioiosi per il nuovo sacerdote che lo Spirito Santo ha mandato in Tirano. Chiara ed Elia - 28 - ANNIVERSARI MATRIMONIO FESTA DELLA FAMIGLIA L’abbiamo celebrata domenica 1 giugno con la presenza di un discreto numero di coppie e rispettivi familiari. A questi sposi e a tutte le coppie offriamo il seguente testo poetico di Pietro Rattin. Una poesia che si potrebbe leggere al plurale. SENTIERO Cammino tra gli alberi e mi domando: dove condurrà la strada? Certo, lo so: ce l’ho una meta. Ma poi la rifarò a ritroso per tornare: dove? Non ditemi: “là dove sei partito”. Non mi basta. D’altronde il bosco mi cela l’orizzonte e io non vedo. Ma ci sarà una meta? O dovrò sempre accontentarmi d’arrivare per poi tornare là donde ero partito? Sei tu Signore, la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. In te mi sono rifugiato, mai sarò deluso. Non ti chiedo panorami seducenti: mi farebbero sostare inutilmente e scordare il mio passo di viandante. Né ti chiedo di porre fine al bosco in modo ch’io veda l’orizzonte: no, lascia che cammini ancora, anche se non vedo. Mi bastano gli abeti a garanzia, protèsi audacemente verso il cielo, senza pentimenti. E la luce che piove in mezzo a loro illumini - ogni tanto - il mio sentiero. - 29 - Hanno raggiunto questi traguardi Ada Contessa e Giovanni Martino Rinaldi 55 anni Pierina Luigia Foglieni e Amabile Eugenio Micheli 56 anni Diana Zala e Italo Sciarmella Gianna Della Vedova e Mario Missarelli 57 anni Bruna Tomasi e Sergio Damiani 60 anni Lidia Bettini e Alberto Cattalini 50 anni di Professione Religiosa Sr. Irene Bosisio Sr. Letizia Franceschina 15 anni Marisa Zanoli e GianMario De Campo 20 anni Paola Palotti e Marco Beretti 25 anni Cristina Della Vedova e Emanuele Moretta Nadia Rusconi e Maurizio Proia Maria Daniela e Paolo Remelli 30 anni Doris Pesenti e Antonio Schiantarelli 40 anni Alma Rosa Lorenzi e Giampiero Della Torre Renata Cairoli e Egidio Della Valle 41 anni Aida Emiliana Mariani e Francesco Pietro Spada 43 anni Silvana Ferrari e Silvio Cometti 45 anni Pilar Novoa e Giancarlo Pola Liliana Gamba e Marsilio Zandonà 46 anni Grazie Robustellini e Lorenzo Baruffaldi 47 anni Giovanna Bellandi e Giuseppe Garbellini 50 anni Pierina Ronzio Zena e Michele Stoppani Apollonia Ghilotti e Giovanni Molinari - 30 - LA PGS GOODNESS - TIRANO SALUTA SR SAVINA E ACCOGLIE SR MADDALENA Estate di cambi anche in casa Pgs. A fine agosto abbiamo salutato Sr Savina, delegata salesiana della nostra associazione sportiva dal 2008. In questi sei anni ha supportato con dedizione e competenza il lavoro di volontariato di dirigenti e di allenatori. La sua presenza attiva nelle riunioni e durante le varie manifestazioni sportive ha vivificato lo spirito salesiano che guida il nostro modo di promuovere lo sport. Poche parole,tanti gesti concreti di testimonianza del Vangelo da esempio per le nostre giovani atlete. Un cuore attento ai bisogni delle persone a lei vicine e a quelli dei bambini lontani che vivono gravi situazioni di povertà. Con il suo banco missionario, presente nelle feste locali e provinciali del minivolley, ha avvicinato centinaia di bambine e ragazze con la convinzione che il mondo dello sport sia oggi veramente un luogo d'incontro con i ragazzi come “il cortile dell'oratorio” lo è stato per Don Bosco e quindi luogo di educazione ed evangelizzazione. Grazie Suor Savina dai grandi e dai piccini della PGS GOODNESS! Auguri per la tua nuova missione nell'oratorio di Gallarate! Con gioia accogliamo suor Maddalena che ha accettato da subito il suo nuovo incarico di delegata presso una pgs. Già dai primi incontri si è stabilito un bel clima di collaborazione e condivisione: continuiamo così...la stagione sportiva ed educativa sta per cominciare: BENVENUTA NELLA GOODNESS! Appuntamenti PGS Goodness Aperte le iscrizioni per la stagione sportiva 2014/2015 (vedi volantino in oratorio). Sabato 20 settembre “Vivi lo Sport”: Parco delle Torri Tirano - 31 - Domenica 5 ottobre “Cortile in oratorio”. Giovedì 23 ottobre, presso salone dell'oratorio, serata di formazione a cura del Comitato Regionale Lombardo PGS: “Talenti & dintorni”. Relatore: Don Massimiliano Sabbadini. Aperto a tutti. - Banco missionario per aiutare le ragazze del Bangladesh. Mariluci Vesnaver (Presidente Pus Goodness Tirano) UN SALUTO ANCHE A… Durante l’estate ha lasciato la nostra comunità anche Sr. Gisella Galbiati per godersi il meritato riposo presso la Casa delle FMA per le suore anziane di Contra di Missaglia (LC) dove il 1 settembre 2014 ha festeggiato i suoi “primi” 90 anni. Giunta a Tirano nel 2001 per i primi anni, in seguito alla partenza delle suore Misericordine, visitava gli anziani a domicilio portando loro la Comunione specialmente nei primi venerdì del mese. Dal 2005 si è sempre occupata della Cappella della Casa di Riposo intrattenendo con gli “anziani-coetanei” della casa fraterni rapporti oltre ad occuparsi della portineria del Giardino d’Infanzia. A sr. Gisella giunga tramite il Bollettino il saluto e il “GRAZIE” per il bene silenzioso spesso fatto “di paroline all’orecchio” che ha profuso nella nosta parrocchia. - 32 - All'inizio dell'estate mi ha sorpreso e incuriosito un articolo che, sullo spunto del libro "Fitness della mente" di Katz e Rubin Red edizioni, segnalava quanto sia utile "scombinare le carte, non ricorrere a soluzioni prestabilite, cercare il nuovo, lasciare la routine, che ci appare invece confortevole, rilassante". Ho superato il mio pregiudizio verso tanti autori americani, che trovo eccessivamente pragmatici, fino alla superficialità e alla semplificazione eccessiva, ed ho letto il libro che ho trovato interessante, con sufficienti approfondimenti scientifici di quanto afferma. Il libretto si propone come un piccolo manuale di "neurobica", scienza che aiuta la mente, aiuta a ricordare, a restare attivi, a sviluppare tutti i sensi; vi si afferma che le novità sono utili, nutrono e stimolano il nostro cervello. Ma perché le abitudini fanno male al cervello e le novità invece lo arricchiscono? "Il cervello umano è predispo- sto, ai fini della sua evoluzione, a scoprire ogni evento imprevedibile, ricevere informazioni inaspettate provenienti dal mondo esterno. Tutto ciò lo mette in moto. In risposta alle novità, si ha un aumento dell'attività corticale nelle più disparate aree cerebrali. Questo rafforza le connessioni sinaptiche, crea nuovi tipi di collegamenti tra aree diverse e determina la produzione di neurotrofine" Infatti la corteccia cerebrale è costituita da una serie incredibilmente ampia di diverse aree, ciascuna delle quali è specializzata per ricevere, interpretare, memorizzare le informazioni provenienti dai sensi. Le neurotrofine, una sorta di nutrimento - 33 - Letto per voi VIVA LE NOVITA' tavia una vita giocata solo sugli aspetti prevedibili diventa passiva, piatta, noiosa . Gli autori evidenziano che nel nostro modo di vita attuale trascuriamo due aspetti: provare l'imprevisto e ricorrere all'aiuto di tutti i sensi nel corso della giornata. Effettivamente ci affidiamo prevalentemente a vista e udito per ricevere le informazioni del mondo intorno a noi . E l'olfatto, il tatto, il gusto? Gli autori aggiungono anche un sesto senso: l'emozione; come molti studi ormai hanno dimostrato la capacità di ricordare è favorita dal suo contesto emotivo, cioè dalle emozioni, dai sentimenti vissuti durante quell'esperienza. E sono le interazioni sociali, ricche di fattori emotivi, e pure di imprevedibilità, a tenere attivo il cervello... allora la mia apertura all'altro non è solo un impegno etico, ma pure un esercizio positivo per la mia mente?!! Gli autori suggeriscono numerosi e vari e divertenti esercizi, assolutamente applicabili alla vita di tutti i giorni, alla varietà dei contesti in cui viviamo; sono descritti vari esercizi che si possono applicare nei diversi momenti di vita; è dedicato un capitoletto ad ogni situazione: mattino/sera; in ufficio; la spesa; la tavola; in vacanza e nel tempo libero. cerebrale che agisce positivamente sulla salute delle cellule nervose, si sviluppa proprio attraverso l'attività del nostro cervello. E tipi specifici di stimolazione sensoriale, in particolare esperienze inconsuete producono nuovi modelli di attività, inducono quantità superiori di nuerotrofine". Gli autori precisano che le abitudini non sono di per sé un male, sono un'intelligente forma di adattamento che ha consentito alla specie umana, ad ogni persona, di affrontare gli impegni primari della vita utilizzando il minor numero di energie; tut- 34 - Si tratta di esercizi semplici come la fare la doccia ad occhi chiusi, lavare i denti con l'altra mano, cercare nell'armadio gli indumenti ad occhi chiusi, leggere un giornale diverso dall'abituale; ma pure sono descritti esercizi più inconsueti come modificare il posto degli oggetti nella stanza, riempire una ciottolino di piccoli oggetti e mentre si è occupati al telefono identificarli con il solo tatto... Ciò che mi è sembrato interessante è pure il fatto che pensare, programmare questi esercizi ci pone in un atteggiamento più attivo e creativo rispetto alla nostra vita, rallenta il ritmo frenetico delle nostre giornate consumate più che vissute, dà importanza a piccole cose che sfuggono alla nostra attenzione, ma possono invece contribuire ad una buona qualità di vita. E' da notare che questi piccoli gesti sono esercizi, pensieri e comportamenti che forse spontaneamente non faremmo, poiché psicologicamente siamo più spaventati che incuriositi dalle novità, sono semplici esercizi che richiedono però un impegno, prima di pensiero sulla loro importanza e quindi di un'applicazione costante e convinta. L'esperienza di introdurre liberamente novità nei nostri gesti quotidiani significa ritrovare attenzione nuova a ciò che ci circonda - la natura, gli animali, gli umani - significa coltivare pensieri nuovi, significa sviluppare la capacità di vedere le cose, anche solite, con occhi nuovi . Non so se gli autori del libro volevano comunicarci anche questo, ma a me pare che questi semplici esercizi non fanno bene solo alla mente, ma aiutano a costruire una vita piena di senso, producono la gioia di saper gustare le cose piccole, favoriscono la fiducia e l'apertura, l'attenzione ad ogni momento che viviamo, ad ogni rapporto con gli altri (anche quando ci scomodano!). D'altronde già i testi religiosi e filosofici indiani ammonivano: "Fai attenzione ai tuoi pensieri: diventeranno parole; fai attenzione alle tue parole: diventeranno azioni; fai attenzione alle tue azioni: diventeranno abitudini; fai attenzione alle tue abitudini: diventeranno carattere; fai attenzione al tuo carattere: diventerà il tuo destino". Daniela Pianta - 35 - LETTERA CIRCOLARE Della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti Si riportano stralci di quanto è stato scritto in merito al momento liturgico dello scambio della pace durante la S. Messa 1. «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», sono le parole con le quali Gesù promette ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo, prima di affrontare la passione. (…) 2. Nella tradizione liturgica romana lo scambio della pace è collocato prima della Comunione con un suo specifico significato teologico. Esso trova il suo punto di riferimento nella contemplazione eucaristica del mistero pasquale presentandosi così come il "bacio pasquale" di Cristo risorto presente sull'altare. I riti che preparano alla comunione costituiscono un insieme ben articolato entro il quale ogni elemento ha la sua propria valenza e contribuisce al senso globale della sequenza rituale che converge verso la partecipazione sacramentale al mistero celebrato. Con questo gesto, che «ha la funzione di manifestare pace, comunione e carità», la Chiesa «implora la pace e l'unità per se stessa e per l'in- 36 - tera famiglia umana...», cioè al Corpo di Cristo Signore. 3. (…) Nel nostro tempo, così spaventosamente carico di conflitti, questo gesto acquista, anche dal punto di vista della sensibilità comune, un particolare rilievo in quanto la Chiesa avverte sempre più come compito proprio quello di implorare dal Signore il dono della pace e dell'unità. (…) A questo proposito, tuttavia, durante il Sinodo dei Vescovi è stata rilevata l'oppor- tunità di moderare questo gesto, che può assumere espressioni eccessive, suscitando qualche confusione nell'assemblea proprio prima della Comunione. E' bene ricordare come non tolga nulla all'alto valore del gesto la sobrietà necessaria a mantenere un clima adatto alla celebrazione, per esempio facendo in modo di limitare lo scambio della pace a chi sta più vicino». 5. (…) Si offrono di seguito alcune disposizioni pratiche per meglio esprimere il contenuto dello scambio della pace e per moderare le sue espressioni eccessive… 6. (…) Pertanto, si offre alla saggia considerazione delle Conferenze dei Vescovi qualche suggerimento pratico: A) (…) Se si prevede che esso (lo scambio di pace) non si svolgerà adeguatamente a motivo delle concrete circostanze (…) in determinate occasioni, si può omettere. (…) C) Ad ogni modo, sarà necessario che nel momento dello scambio della pace si evitino de- 37 - finitivamente alcuni abusi come: - L'introduzione di un "canto per la pace", inesistente nel Rito romano. - Lo spostamento dei fedeli dal loro posto per scambiarsi il segno della pace tra loro. - L'allontanamento del sacerdote dall'altare per dare la pace a qualche fedele. - Che in alcune circostanze, come la solennità di Pasqua e di Natale, o durante le celebrazioni rituali, come il Battesimo, la Prima Comunione, la Confermazione, il Matrimonio, le sacre Ordinazioni, le Professioni religiose e le Esequie, lo scambio della pace sia occasione per esprimere congratulazioni, auguri o condoglianze tra i presenti. 8. (…) Cristo è la nostra pace, quella pace divina, annunziata dai profeti e dagli angeli, e che Lui ha portato nel mondo con il suo mistero pasquale. Questa pace del Signore Risorto è invocata, annunziata e diffusa nella celebrazione, anche attraverso un gesto umano elevato all'ambito del sacro. Il Santo Padre Francesco, il 7 giugno 2014, ha approvato e confermato quanto è contenuto in questa Lettera circolare, preparata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e ne ha disposto la pubblicazione. RIFLESSIONE SUL GESTO DI PACE Una partecipazione adeguata di tutti i credenti a ciò che si celebra nella messa, passa anche attraverso un certo numero di gesti rituali brevi. Li compiamo, forse ormai abitudinariamente, ma il loro significato e l’autentica portata concorrono alla manifestazione comunitaria della fede. Dopo la recita del Padre nostro e le preghiere che lo seguono, il sacerdote, o il diacono, così si rivolgono all’assemblea: Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà... La pace del Signore sia sempre con voi… e invitano il popolo a scambiarsi la pace e tutti, secondo le consuetudini del luogo, si scambiano gli uni gli altri un segno di pace e di amore fraterno (PNMR 112). Ma oggi vogliamo sottolineare significato e modalità del gesto di pace che sta diventando qualcosa di diverso e lontano dal senso originale: una normale stretta di mano con cui ci si saluta. Diciamo pure che lo scambio della pace è opportunità di crescita nell’amicizia cristiana, un gesto di grande forza - 38 - simbolica: vuol esprimere un impegno spirituale che non lascia indifferenti e può anche significare perdonarsi reciprocamente o riattivare una relazione incrinata. Lo scambio della pace, tra di noi, sta al centro della preparazione alla Comunione già iniziata con la recita del Padre nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Il valore di questo segno, non è, però, solo quello di tacitare le eventuali nostre mancanze di carità verso i fratelli; non è una semplice pace umana già conquistata, o che può essere raggiunta mediante l’amicizia o la solidarietà. Si tratta invece della pace di Cristo risorto, di Lui che è la nostra pace, comunicata attraverso il suo Spirito, artefice della pace dei cuori di ognuno dei fedeli nella Chiesa. Quella che diamo è, prima di tutto, la pace donata dal Signore ai suoi discepoli: Pace a voi! (cfr. Giovanni 20,19). È la pace di Cristo e la offriamo per l’avvenire, per la settimana che si apre e la possiamo dare anche se non abbiamo vissuto perfettamente nei giorni precedenti. L’annuncio del diacono o del sacerdote dovrebbe avvertirci della portata di questo saluto: non il generico Scambiatevi un gesto (o un segno) di pace, ma: Nella carità di Cristo scambiatevi la pace. E, allora, proviamo a non svilire questo momento con teatrali scambi di amichevoli saluti e rincorse a stringere più mani possibili: non trasformiamolo in un momento di distrazione, non diventi un “happening” di spostamenti poco consoni al momento del rito che precede la comunione. La nostra “messa a fuoco” in merito al gesto di pace, prende spunto dalle recenti indicazioni che ci giungono da Roma: Lo scambio del segno di pace durante la Messa dovrà diventare più sobrio, senza confusioni né via vai di persone, e senza canti particolari. (Crcolare agli episcopati di tutto il mondo). Il dicastero per le questioni liturgiche da tempo proponeva di spo- 39 - stare lo scambio della pace in altri momenti della celebrazione. Questa la decisione finale, comunicata ai presidenti delle Conferenze Episcopali e approvata da papa Francesco il 7 giugno u.s.: lo scambio della pace non viene spostato, ma si dovranno evitare eccessi che disturbino il raccoglimento proprio nel momento culminante della celebrazione (IMGR n. 82). Già Benedetto XVI aveva osservato: Durante il sinodo dei vescovi è stata rilevata l’opportunità di moderare questo gesto, che può assumere espressioni eccessive, suscitando qualche confusione nell’assemblea proprio prima della comunione. (Sacramentum Caritatis, n. 49). Una ulteriore raccomandazione suggerita è quella di evitare l’abbandono dell’altare da parte del sacerdote per dare la pace ad alcuni fedeli. Per concludere: ai più vicini diamo la pace con le due mani e non con una sola. Ai più distanti, se proprio non possiamo farne a meno, accenniamo un inchino: un gesto semplice e discreto di partecipazione che non disturba la celebrazione in atto. Giuseppe Garbellini PER LA MADONNA DEL ROSARIO IN SAN MARTINO Riordinando la mia raccolta di immagini e preghiere mariane, ho trovato un piccolo pieghevole con copertina a colori. Porta la scritta I nostri pensieri - i nostri affetti - A MARIA – TIRANO delineata da una semicornice, ornata di motivi floreali e con una falce di luna al piede del nome Maria. In un primo momento ho pensato ad una preghiera alla Madonna di Tirano, a me non nota. Ma il testo della preghiera stampata all’interno della immaginetta pieghevole, mi riconduce alla nostra parrocchiale. L’intestazione, infatti, porta: Orazione composta ad onore di Maria SS. del Rosario che si venera in Tirano. Un preciso segnale dell’esi- stenza in Tirano di una Confraternita del Santo Rosario (Ven. Confraternitas SS. Rosarii erectae in Ecclesia S. Martini Tirani); da un documento contabile del 10 maggio 1681 risul- ta che una Scola del S. Rosario era stata eretta nella Collegiata di san Martino con l’agiutto et asistenza del nostro R.mo Sig. Prevosto, Sig. Teologo Homobono Ferrario Eccomi, col pensiero e con il ricordo visivo, all’interno della Collegiata di San Martino: sosto davanti alla Cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Nella raffigurazione artistica la Madonna, seduta in trono con il Bambino Gesù in braccio, mostra, e quasi sembra porgere, la corona del Rosario, a S. Caterina da Siena e a S. Domenico di Guzman inginocchiati ai - 40 - lati del trono. santi domenicani frequenti s. Rosa da Lima La Madonna del Rosario, è un culto molto antico. Siamo nel sec. XII quando i Domenicani si fanno attivi propagatori del S. Rosario: un modo di pregare semplice, una meditazione del Vangelo senza dover leggere il testo. I cinque misteri della gioia (gaudiosi), del dolore (dolorosi), della gloria (gloriosi), completati da quelli della luce (luminosi) voluti da Giovanni Paolo II nel ... si snodano attraverso la recita del Padre Nostro, di 10 Ave Maria e un Gloria, concludendo con il Salve Regina. Pio V (1504-1572) istituì la festa del Santo Rosario per ringraziare la Vergine della protezione data alla flotta cristiana, vittoriosa sui turchi musulmani, nella battaglia navale di Lepanto (1571). La festa si celebrava la prima domenica di ottobre, ma nel 1913 si fissò al 7 ottobre. La pratica del Rosario, già così diffusa, trovò conferma e nuovo slancio con le apparizioni della Vergine a Lourdes (1858) che raccomandò la pia devozione. Giuseppe Garbellini DON IVAN SALVADORI RETTORE DEL SEMINARIO Nuova Nomina in Diocesi Il nostro parrocchiano… Martedì 2 settembre il Vescovo, in assemblea plenaria con i sacerdoti della diocesi, ha dato l’annuncio che don Ivan è il nuovo rettore del Seminario diocesano. A lui rivolgiamo i nostri migliori auguri con un pensiero speciale al Signore perché lo accompagni e lo sorregga nell’impegnativo compito di guidare i futuri aspiranti al sacerdozio nel discernimento della loro vocazione. - 41 - ELISABETTA (Dio è il mio giuramento, il mio Dio è perfezione, dall’aramaico Elisheba).- Onomastico il 4 luglio: S. Elisabetta regina del Portogallo (1271-1336),entra nel Terz’ordine francescano e si dedica alla preghiera e ai poveri. VERONICA (la vittoriosa, dal greco Bherenike).- Onomastico il 9 luglio: S. Veronica Giuliani (1660-1727) al secolo Orsola, mistica suora clarissa di Città di Castello, ricevette le stigmate; BENEDETTO (colui che augura il bene, che è benedetto da Dio, dal latino benedictus).- Onomastico l’11 luglio: S. Benedetto da Norcia (480-547); fonda l’Ordine dei benedettini (motto: Ora et labora = Prega e lavora) e l’abbazia di Montecassino; protegge agricoltori e contadini, chimici, speleologi, ingegneri e architetti; è Patrono d’Europa dal 1964; FELICE (felice, contento, fertile, dal latino felix).- Onomastico il 12 luglio: S. Felice, soldato nordafricano dell’imperatore Massimiano, giunse a Milano con S. Nabore (luce del profeta, dall’ebraico); convertiti al Cristianesimo, vengono decapitati a Lodivecchia nel 303, sotto Diocleziano e sepolti a Milano nella basilica detta naboriana. È fondatore della nostra Diocesi. G I A CO M O (seguace di D i o, dall’aramaico Ya’agob = seguace di Dio o, colui che divenne primo,).- Onomastico il 25 luglio: S. Giacomo Mag- giore, apostolo, figlio di Zebedeo, fratello di S. Giovanni evangelista, martire nel 42 sotto Erode Agrippa; patrono di Spagna e Guatemala; protegge cappellai, farmacisti, droghieri, calzettai e pellegrini; il 3 maggio si onora S. Giacomo Minore. ANNA (colei che ha misericordia, dall’ebraico Hannàh = grazia, graziosa).- Onomastico il 26 luglio: S. Anna, madre della B.V. Maria e ora ricordata con il suo sposo S. GIOACCHINO (Dio rende forti, Dio solleva, dall’ebraico Yohakim), protettore dei nonni; S. Anna protegge le gestanti, le partorienti, le madri, le vedove, le casalinghe, le operaie, le domestiche, le sarte e merlettaie e molte altre categorie; invocata per facilitare il parto, per ritrovare gli oggetti smarriti e tener lontana la miseria. Nel nostro Santuario c’è un altare con un bel dipinto del pittore sondriese Antonio Caimi (18111878); proverbio tiranese: “Per sant’Ana, i pinciaröi i è ‘n cana”. Altri onomastici in Luglio: ENRICO (possente in patria, ricco, signore, dal tedesco antico Heimrich) il 13; CAMILLO (sacerdote partecipante a speciali sacrifici, ministro di Dio, dall’ebraico kamuel) il 14; ALESSIO (colui che protegge, che difende respingendo, dal greco-bizantino alexo) il 17; DANIELE (Dio è mio giudice, dall’ebraico Dany’hel) il 21; MADDALENA (originaria di Magdala, - 42 - Qualche curiosità I NOSTRI NOMI ... dall’ebraico Magdal) il 22; CRISTINA (devota, seguace, consacrata a Cristo, dal greco Kristós e dal tardo latino Christus) il 24; MARTA (signora, padrona di casa, dall’aramaico maretha) il 29; IGNAZIO (figlio, se dal greco igniatios; igneo, di fuoco, se dal latino ignis) il 31. Clarisse; protettrice della televisione, di ricamatrici, stiratrici, lavandaie e ciechi. GAETANO (che viene da Gaeta, dal latino Caitànus).- Onomastico il 7 agosto: s. Gaetano da Thiene (14801547); nel 1524 fonda la Congregazione dei Teatini per restaurare nella Chiesa la regola primitiva di vita apostolica; a lui è dedicata la chiesetta alpina di Trivigno e si onora il suo giorno con una devota processione che parte dalla parrocchiale di Tirano. DOMENICO (consacrato al Signore, dal latino dominicus).- Onomastico l’ 8 agosto: S. Domenico di Guzmán (1170-1221); fondò l’Ordine dei frati predicatori, i Domenicani per l’istruzione e la cultura dei religiosi; patrono di astronomi, oratori, cucitrici. LORENZO (abitante, nativo di Laurento, dal latino Laurentius).- Onomastico il 10 agosto: S. Lorenzo, diacono a Roma con papa Sisto II, martire nel 258, torturato su una graticola arroventata, è invocato contro incendi e lombaggini; protegge rosticcieri e cuochi, pompieri, vetrai, bibliotecari e librai. CHIARA (luminosa, chiaro, illustre, famosa, dal latino clarus).- Onomastico l’11 agosto: S. Chiara di Assisi (1194-1253), vergine, segue l’esempio di S. Francesco e fonda l’Ordine delle Altri onomastici in Agosto: ALFONSO (valoroso, nobile, pronto alla battaglia, dal tedesco antico Hindefuns) l’1; ROCCO (uomo grande e forte, di alta statura, se dallo scandinavo; colui che ruggisce, se dal tedesco hruk = cornacchia) il 16; ELENA (fiaccola, splendore, fulgore del sole, dal greco Heléne) il 18; ALESSANDRO (protettore di uomini, dal greco aléxein = proteggere + andros = uomo) il 26; MONICA (mamma, sposa, dal greco Mònake = solitario, eremita) il 27; AGOSTINO (consacrato dagli àuguri, venerabile, dal latino Augustus) il 28. Giuseppe Garbellini - 43 - “ oi dialogoi “ quasi a voler sf...ruguliare l'amico Matteo Ciao! “napoli”, come te la passi? E' un po' che non ti si incontra. Dove ti eri cacciato? Simone Ciao, Matteo. Ho trascorso qualche giorno con i miei figli, a Milano. A proposito poi del tuo “napoli”, mi sovviene un simpatico episodio cui assistetti, nel lontano 1968, proprio in uno dei bar-pasticceria, centrale e di lusso, della bella Napoli. Matteo Sei riuscito ad incuriosirmi; racconta, racconta. Simone Un mattino mi trovavo, con un amico napoletano, in una lussuosa pasticceria del centro per gustare un buon caffè (si, perchè a Napoli i baristi fanno a gara per servirti il miglior caffè del mondo), quando fui sollecitato ad osservare bene la scena che stava per svolgersi. Dunque: varcava la soglia del locale una personcina, piuttosto anziana, vestito di tutto punto: abito scuro, farfalla, bastone, cappello e monocolo, che sprizzava portamento di alto rango. Bene. Quel “signore” si avvicinò al banco, ordinò deciso: “un pagato”, quindi recuperò un giornale da una poltrona e si recò a sfogliarlo, seduto comodo ad un tavolino. Il barista si premurò amabilmente a preparare un vassoietto con su la tazzina del caffè ed un bicchier d'acqua e servì, con un inchino rispettoso, il nobile vecchietto. Matteo E quel “pagato”? Simone Bravo! Il mio amico mi ragguagliò poi come a Napoli, nel- 44 - la quasi totalità dei locali- bar, molti avventori costumano, ogni tanto, lasciar “pagato” un caffè per la povera gente. E quel vecchietto era sì nobile, per casato, ma un nobile decaduto che non si poteva permetter più nemmeno un caffè al bar. Matteo Non avrei mai creduto! Proprio a Napoli, poi. Simone Bene: il “pagato” si serve ancora oggi. E ti dirò di più: dall'aprile dell'anno scorso, sempre a Napoli, è corsa l'iniziativa di lasciar “pagato” un panino per chi ne avesse bisogno. Matteo Simone, ho capito la lezione: vuol dire che quando ti dessi del “napoli” ti faccio un complimento? Simone Vedi, Matteo, non è questione di complimenti; gli è che le buone azioni siamo capaci di farle a qualsiasi parallelo, solo che non tutte si conoscono. E bada bene: non è nemmeno questione di colore di pelle. Personalmente l'ho potuto constatare proprio in questi giorni che sono stato a Milano. Mi sono spesso scarrozzato in metropolitana e sai chi mi ha ceduto il posto con un sorriso? Alcuni giovani sì, ma anche tanti giovani di colore. Ecco: la Società odierna dovrebbe porre molta più attenzione ai giovani. Si dovrebbe aiutarli di più, spronarli, stimolarli, allargare loro gli orizzonti. Sono i giovani che possono restituirci un mondo migliore dell'attuale. In somma soltanto dai giovani ben preparati possiamo aspettarci un futuro di benessere e di serenità per tutti. effeti IL GUFO NEI SUOI PENSIERI... Nella foresta, scoppiò un terribile incendio! Le fiamme divoravano sterpaglie ed alberi, con voracità inarrestabile. Tutti gli animali si lanciarono in una fuga disperata, come un fiume disordinato ed urlante, davanti alle fiamme. Solo un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d'acqua nel becco… «Cosa credi di fare?», gli chiese il leone. «Vado a spegnere l'incendio!», rispose il piccolo volatile. «Con una goccia d'acqua...?». «Io faccio la mia parte!», rispose il colibrì. "Il mondo è in fiamme? Spegni l'incendio, con la tua goccia..." - 45 - AVVISI UTILI Percorso Fidanzati Le coppie che desiderano intraprendere la preparazione al Matrimonio Cristiano tengano conto che il percorso inizia la Vigila della Prima Domenica di Avvento, sabato 29 novembre attesimi Celebrazione B in novembre e la prima Dal momento ch ese è il giorno domenica del m razione della commemo , dei fedeli defunti ica 16 saranno domen San Martino Festa Patro nale 11 novemb re ore 10.00 Quest’anno cade di martedì. Saranno inv itati tutti i sacerd oti del Vicariato Testimonianza su don Carlo B raga Giovedì 18 otto bre Presso Oratorio di TIRANO Veglia Missionaria con la croce di Lampedusa Ore 13.00 Suonano le campane a festa. Perché? Perché nella comunità è arrivata una nuova vita! Venerdì 24 ottobre a Sondalo I due vicariati insieme Era già stato scritto. Alla nascita di un figlio/a se i padri lo comunicano suoneranno le campane a festa per rallegrarci con mamma e papà (La croce di Lampedusa è stata benedetta da papa Francesco in memoria dei morti nel mediterraneo) - 46 - Sistema Informativo Parrocchiale Hanno iniziato la vita cristiana con il Battesimo 25 Maggio Andrea Parisi di Lucio e Debora Bana 01 Giugno Luigi di Donatella Galasso Christian Cerone di Luca e Valentina Agosti Sofia Giovanniello di Milos e Livia Mindroiu Matilde Brigatti di Simone e Francesca Ambrosini Loris Giudice di Massimo e Milena Carnevali Laura De Campo di Alessandro e Dokphihul Waraporu Anita Corda di Gabriele e Angelica Spada Tommaso Sutti di Paolo e Silvia Acquistapace Simone Tresoldi di Andrea e Sabina Gioppi 03 Agosto Giulio Brevi di Davide e Michela Gianoli Teodoro De Campo di Matteo e Sonia Baldelli Carlo Berera di Gianluca e Cristina Culanti Indiano Lisa Vivienne Del Dot di Nicola e Federica Zampatti 10 Agosto 06 Settembre Tommaso Colombini di Luigi e Silvia Frezzotti 07 Settembre Bianca Pergo di Andrea e Sara Cairoli Sofia Zanoli di Francesco e Harelda ReKa Jacopo Garbellini di Gianni e Annalisa Zanoli Martina Di Stefano di Cristian e Elena Galli Alice Di Stefano di Cristian e Elena Galli Keithy Aurora Rossano Alcantara di Ciro e Joseph Mindry Alcantara Hanno intrapreso la vita matrimoniale 21 Giugno 21 Giugno 28 Giugno Giovanni Antonio Giuliano e Marisa Foppoli Alessandro Tognoli e Deborah De Campo Federico De Campo e Lara Maletti 12 Luglio 19 Luglio Luca Regonesi e Camilla Pitino Andrea Ippolito e Amalia Noemi Volentè - 47 - Dati Anagrafici UFFICIO ANAGRAFE 09 Agosto 30 Agosto Andrea Portovenero e Silvia Robustellini Mattia Della Vedova e Dania Maletti 06 Settembre Riccardo Franchetti e Paola Ruggera Hanno concluso la vita terrena 36. 27 Maggio Agostino Giovanni Priuli di anni 84 37. 38. 39. 40. 41. 42. 43. 02 Giugno 04 Giugno 06 Giugno 08 Giugno 10 Giugno 24 Giugno 25 Giugno Iolanda Cipolletti di anni 82 Silvia Caterina Merlo di anni 87 Giancarlo Buttigliero di anni 63 Maria Emilia Federici di anni 97 Domenico Guacci di anni 71 Silvana Colombo di anni 86 Achille Foppoli di anni 80 44. 45. 46. 47. 48. 49. 50. 51. 04 Luglio 05 Luglio 10 Luglio 12 Luglio 18 Luglio 22 Luglio 25 Luglio 28 Luglio Enrico Rampa di anni 90 Alfio Bassi di anni 56 Nelly Croci di anni 85 Pasquale Di Lorenzo di anni 93 Giuseppe Rinaldi di anni 88 Giancarlo Omodei di anni 69 Gianni Paolo Ferrari di anni 71 Paolo Giuseppe Barbaro Galantino di anni 79 (Rientrato dall’Australia) 52. 53. 54. 55. 56. 57. 58. 03 Agosto 08 Agosto 15 Agosto 16 Agosto 18 Agosto 23 Agosto 24 Agosto Giuseppe Marchetti di anni 73 Maria Pini di anni 99 Dario De Campo di anni 73 Pia Moraschini di anni 95 Teresina Turcatti di anni 57 Dante Antonio Canetta di anni 81 Augusta Maria Bonazzi di anni 85 59. 01 Settembre Anselmo (Mino) Robustellini di anni 85 60. 03 Settembre Natalino Cabassi di anni 67 61. 07 Settembre Marisa Chiodi di anni 70 - 48 - GIOCHIAMO INSIEME a cura di LIDIA ROBUSTELLI In questo borgo della Normandia, situato a circa 25 Km. da Lisieux, tra il 1972 e il 1978 Gesù appare a Madeleine Aumont, umile sposa di un operaio e madre di cinque figli, alla presenza del suo parroco, l’Abate L’Horset e di alcune religiose, dettando una serie di messaggi colmi di insegnamenti e di avvisi per l’intera umanità. Il messaggio grida al mondo che il ritorno di Cristo re è vicino. Il segno della Sua venuta è la Croce Gloriosa. Ecco perché bisogna traboccare di gioia davanti a tutto e non lamentarsi come coloro che non hanno speranza. Ciò che Gesù attende da noi è il nostro Sì completo, non tanto a questi messaggi o alle manifestazioni di tale luogo, ma la conversione al Vangelo. Le Croci d’Amore luminose vanno tenute vive con le preghiere, quali barriere contro guerre ed epidemie. Ogni anno, il 28 del 3° mese dell’anno, si festeggia l’anniversario dell’apparizione della Croce Luminosa. Questo giorno rappresenta l’annuncio dell’ottavo giorno, giorno beato e santo della nuova era e che è già dentro di noi. ORIZZONTALI: 1. Pittoresca località della Val di Non. 4. Uno …..sfogo giovanile. 7. La prima persona della Trinità. 8. La definizione di Dio in 1Gv. 4,8. 9. Amata senza uguali. 11 Infiacchirono Annibale a Capua. 12. A fine secolo. 13. Città della Svizzera. 15. Un sistema simile all ABS. 16. La sorella della mamma o del papà. 17. Ivan tennista cèco. 19. Diede i natali a Giuseppe Sarto (1835) divenuto papa S. Pio X. 21. Coda di condor. 22. Una sigla per pile. 23. Nuoro per l’ACI. 25. Azienda Servizi Municipalizzati. 27. Novecento romani. 28. L’arte di chi sa ben parlare. VERTICALI: 1. Riduce l’uomo in cenere! 2. Ventre tondeggiante. 3. Arcipelago dell’Oceania. 4. Incitamento all’asino lento. 5. Oggi è detta U.E. 6. Forma corporea in cui, nello spiritismo, si materializzerebbero un’entità evocata. 10. Altro nome del Siam. 12. Noto allucinogeno. 14. Non unico, ma quasi. 15. L’eroe che fuggi da Troia in fiamme. 18. Quello di coscienza ci fa valutare i nostri atti alla luce della legge morale. 20. Baghdad ne è la capitale. 24. In mezzo agli accumulatori. 26. Una esortazione a salire. 27. Iniziali di Zavattini. - 49 - Sommario - SETTEMBRE 2014 p. 3 p. 4 p. 5 p. 6 p. 7 p. 9 p. 10 p. 12 p. 15 p. 16 p. 18 p. 20 p. 21 p. 24 p. 27 p. 28 p. 29 p. 31 p. 33 p. 36 p. 38 p. 40 p. 41 p. 42 p. 44 p. 46 p. 47 p. 49 Valore di una Prima Messa - don Paolo Busato Avvicendamenti - don Paolo Busato Indirizzo di saluto a don Francesco - don Paolo Busato Ben arrivato tra noi - don Paolo Busato Il giorno della Prima Messa - Camilla Pitino Due secoli di Vita - don Paolo Busato Valore della Visita Pastorale - don Paolo Busato Dalla Relazione al Vescovo - don Paolo Busato Cercasi... Piano Pastorale 2014 Don Nicola… si presenta - don Nicola Schivalocchi Grest 2014 Intervista a Paino Terra - Mariachiara Pitino Cronaca di un campo speciale - Giulia, Anastasia, Federica Il secondo Campo - Noemi e Daniele Festa di San Gaetano in Trivigno - Chiara ed Elia Anniversari Matrimonio - Festa della Famiglia PG Goodness - Tirano - Mariluci Vesnaver Letto per voi - a cura di Daniela Pianta Lettera Circolare Riflessioni sul gesto di pace - Giuseppe Garbellini Per la Madonna del Rosario in S. Martino - Giuseppe Garbellini Don Ivan Salvadori rettore del rettore I nostri nomi - a cura di Giuseppe Garbellini “Oi dialogoi” - effeti Avvisi Utili Ufficio Anagrafe Giochiamo insieme – a cura di Libia Robustelli - 50 - Le Campane di S. Martino N 3. TERZO TRIMESTRE. SETTEMBRE 2014 Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano Per telefonarci: 0342 70 13 42 Per cambio indirizzo abbonamenti: 349 006 07 55 PER CONTATTARE LA PARROCCHIA Prevosto Don Paolo Busato tel. 0342 701342 cel. 3336127134 [email protected] Collaboratore Don Alberto Panizza Direttore PAOLO BUSATO tel. 0342 701362 Direttore responsabile Vicario Parrocchiale Don Nicola Schivalocchi ERCOLE ANDREA PIANI Direzione e redazione CASA PARROCCHIALE PIAZZA SAN MARTINO, 1 23037 TIRANO tel. 0342 701369 Residente Don Renzo Maranta Stampa TIPOGRAFIA PETRUZIO tel. 0342 704636 - questo numero è stato stampato in 730 copie 20 settembre 2014 ……………………………………………………… Santuario Madonna di Tirano SOTTOSCRIVI L'ABBONAMENTO ANNUO A Suore M. Ausiliatrice tel. 0342 701203 tel. 0342 706330 Siti internet Le Campane di S. Martino 20,00 euro conto corrente postale n. 10365237 Registrazione del Tribunale di Sondrio N. 22/1953 del Registro di Stampa - 51 - www.parrocchiatirano.it http://oratoriotirano.wordpress.com Sabato 14 Giugno 2014 Accoglienza in Oratorio Domenica 15 Giugno 2014 Prima S. Messa - 52 -