SETTEMBRE 2014
N 3. TERZO TRIMESTRE. SETTEMBRE 2014 - Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano
Poste Italiane SPA - Spedizione in abbonamento postale D.l. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 2 - DBC SONDRIO
- -
Collegiata di San Martino (mesi di luglio e agosto)
VIGILIARE DEL SABATO SERA E SOLENNITÀ ore 18.00
DOMENICA E SOLENNITÀ ore 08.30 / 10.30 / 18.00
Cappellina della Casa di Riposo
VIGILIARE
ore 16.00
Santuario della Madonna di Tirano
VIGILIARE DEL SABATO SERA
E SOLENNITÀ
ore 18.00
(ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE)
DOMENICA E SOLENNITÀ
ore 07.30 / 09.30 / 11.00 / 16.30 / 18.00
(ore 18.30 da APRILE a SETTEMBRE)
SANTE MESSE FERIALI
ore 07.30 / 09.00 / 16.00 / 17.30
(La Messa feriale delle ore 16.00
solo lunedì e venerdì)
Sante Messe feriali in Parrocchia
ore 07.00
ore 09.00
ore 17.30
S. AGOSTINO (sospesa il sabato)
S. AGOSTINO
(ora solare) - ore 18.00 (ora legale) S. AGOSTINO
Intenzioni sante messe - Si raccolgono in sagrestia prima e dopo le Messe.
Battesimi
- SI CELEBRANO (solo nella chiesa parrocchiale) OGNI PRIMA DOMENICA DEL
MESE ALLE ORE 15.00. In marzo - aprile durante la VEGLIA PASQUALE.
Prendere contatto con il parroco ALMENO UN MESE PRIMA. Meglio se prima della nascita del bambino per vivere con fede un tempo così importante.
Significativa e importante la presenza di chi anima i canti durante la celebrazione.
Battesimo, Comunione, Cresima in età superiore a quella ‘normale’ richiedono una apposita preparazione con tempi e modi stabiliti dalla Diocesi. Informarsi presso il parroco.
Matrimoni
Informarsi con largo anticipo sia sulla PREPARAZIONE (che dura circa un anno), sia sui DOCUMENTI
da preparare.
Funerali
Si invitano i famigliari a prendere contatto PERSONALMENTE con il parroco per preparare i vari momenti della celebrazione.
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14 e 15 Giugno 2014: Due giorni non di semplice cronaca,
ma giornate che fanno parte del nostro vissuto di fede
A
vvenimenti come quello di
una Prima Messa in parrocchia fanno parte, certamente, dei fatti straordinari che si
verificano nella storia di una
Comunità cristiana.
Senza sminuire
altri momenti e altri
Sacramenti, il Sacerdozio ci riporta nel
Cenacolo,
dove
nell'ambito dell'Ultima
Cena viene istituito
questo sacramento
per perpetuare la memoria del sacrificio di
Cristo e per santificare tutti coloro che si
sarebbero messi al
seguito di Cristo Gesù.
Dice il Vangelo:
"Dopo aver trascorso
una notte intensa in
orazione, Gesù chiamò a sé
quelli che volle, perché stessero con Lui e diede loro potere
di..."; segue l'elenco dei dodici
Apostoli. Il Vangelo stesso termina con un comando straordinario, che, a ben guardare, fa
tremare il cuore e le ginocchia,
per l'impegno e l'ampiezza che
comporta: soggetto sono ancora i dodici: "Andate nel mondo
intero, predicate il Vangelo a
tutte le creature, battezzando,
insegnando loro tutto ciò che io
vi ho comandato!".
A nessun altro Gesù chiede un impegno e affida un compito così preciso e urgente.
Ecco perché il Ministero
Sacerdotale porta al vertice
della missione cristiana, ossia
al senso della presenza della
Chiesa nel mondo.
Ciò ci conduce a compren-3-
La parola del Prevosto
VALORE DI UNA PRIMA MESSA
dere quanto, nel mese di giugno, abbiamo vissuto con la
Prima Messa di don Michele
Pitino.
Non possiamo riferirci solo
ad un episodio di cronaca ormai passato: quella celebrazione è entrata e permane nella
nostra vita di parrocchia, fa parte del cammino di fede della
nostra comunità che è chiamata sempre ad esprimere uno
stile e una vivacità nuovi nel
suo crescere e nel suo espri-
mere la fede.
Una vocazione sacerdotale è da considerarsi, certamente con umiltà, anche espressione della vitalità di una parrocchia.
Per questo diciamo grazie
a Dio, a don Michele, alla sua
famiglia e a quanti credono
all’efficacia della preghiera per
le vocazioni.
Don Paolo
AVVICENDAMENTI
Un nuovo cambio in Oratorio: don Francesco, dopo due
anni, è destinato ad approfondire gli studi a Roma. Come
nuovo vicario è giunto tra noi don Nicola
T
irano ormai è abituata a questo! Ancora un cambio di sacerdote tra noi. Qualcuno dirà: “Ma che male abbiamo fatto?” oppure “Come siamo fortunati!”. Non è realtà né di male né di fortuna.
Siamo di fronte ancora una volta ad avvicendamenti che oggi, più
di ieri, avvengono con una certa celerità. Non ci si abitua e non
dobbiamo abituarci! Però ci sono. E non possiamo che accogliere.
Certamente non con spirito di rassegnazione ma di comprensione
per una realtà di vita che va oltre i nostri pensieri e le nostre parole.
C’è una sofferenza per chi lasciamo e c’è una novità per chi incontriamo. Tutto può arricchirci facendo buon tesoro di quanto ci ha
portato chi dobbiamo lasciar partire( in questo caso don Francesco)
e per quanto ci donerà chi accogliamo (don Nicola). Ad entrambi
auguriamo la gioia di una pienezza di vita sacerdotale. Inoltre a don
Francesco di custodire un buon ricordo di noi tutti. A don Nicola di
offrirci la freschezza del suo ministero indirizzato, in particolare, alla
realtà giovanile.
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INDIRIZZO DI SALUTO
A DON FRANCESCO
Giorni di oratorio, di programmazione, di formazione, di incontri, di
studio… di celebrazioni. Questi sono i “riempitivi” di un sacerdote,
di un vicario parrocchiale.
E così ora don Francesco, almeno per due anni, interrompe
una parte di queste attività e si dedicherà allo studio. A Roma. Speriamo non diventi troppo “romano”!!
La sua permanenza tra noi è
stata breve (due anni) ma penso
intensa. Per lui e per noi!
Certo, vorremmo affezionarci
maggiormente ai nostri sacerdoti
anche se in questi ultimi anni non ci
è stata data molta possibilità.
Tuttavia possiamo custodire
ugualmente quanto di buono ci siamo donati scambievolmente. Anche
se poco, sarà una ricchezza!
Sappiamo tutti di essere sempre di passaggio. Le valigie in un
modo o nell’altro dobbiamo tenerle
pronte.
Però è bello pensare di averle
piene di ricordi, di incontri, di momenti, di volti... che ci hanno arricchiti e ci faranno bene anche in avvenire.
Non è semplice nostalgia. È la bellezza di custodire interiormente il nostro vissuto che ci rende persone e che continuamente
si dilata in altri incontri, in altri volti, in altri momenti, in altre presenze.
A don Francesco, con semplicità ma in sincerità, diciamo il nostro grazie: per la sua persona, la sua preparazione, la sua disponibilità, la dedizione messa a servizio della parrocchia e dell’oratorio
in particolare.
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Tra le tante attività intraprese con la sua presenza penso si
possa richiamare e fare buon tesoro dell’avvio del nuovo itinerario
di catechesi per i nostri ragazzi. Immagino che le catechiste possano sentirsi arricchite di una bella esperienza!
E anche se i percorsi adesso si separano, l’orizzonte però rimane comune. Come cristiani sappiamo bene che nessun luogo è
lontano per ricordarsi e affidarsi a Dio con una preghiera.
In ciascuno di noi permanga questa certezza cosicché pensiero e affetto restino vivi in noi
Don Francesco, con un pensiero di gratitudine anche ai tuoi
genitori, ti auguriamo ogni bene nel Signore.
Don Paolo e Comunità di Tirano
Saluto rivolto il 5 luglio 2014
*********************************+**************
BEN ARRIVATO TRA NOI
Al Carissimo don Nicola,
con affetto e con i nostri fraterni e fervidi auguri di un ministero in mezzo a noi
che sia entusiasta, vivo, efficace, illuminato e illuminante a gloria di Dio e a salvezza del Suo popolo anche a te affidato come ministro della Parola e dei Sacramenti.
Cordialmente, auguri di cuore.
Don Paolo
e la Comunità di Tirano
Giorno della Prima Messa
a Premadio
Tirano, 17 agosto 2014
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IL GIORNO DELLA PRIMA MESSA
Dopo anni di attesa e speranze Tirano ha potuto riabbracciare Michele, partito otto anni fa alla volta del percorso che lo ha condotto
a diventare sacerdote. Tanti i parenti e ancor di più gli amici e i conoscenti che hanno partecipato all’ordinazione presbiterale di don
Michele lo scorso sabato. E calorosa l’accoglienza riservata al novello sacerdote presso l’oratorio S. Cuore di Tirano il sabato sera.
Dopo il breve intervento del neo eletto sindaco di Tirano e gli
auguri di don Paolo Busato, parroco della città, don Michele ha espresso gratitudine per il benvenuto offertogli e grande gioia nel vedere un gruppo numeroso di ragazzi ad accoglierlo.
Particolarmente emozionante il saluto degli amici di don Michele
che ha ripercorso i tanti
momenti vissuti insieme
al novello sacerdote dai
quali risulta che don Michele ha fatto un pezzo
di storia dell’oratorio di
Tirano con la sua costante presenza al grest,
ai campi estivi, ma anche nei normali pomeriggi dell’anno.
La sua vocazione è nata in oratorio e sempre in oratorio inizierà il suo cammino di presbitero, in seguito alla nomina di vicario
presso la parrocchia di San Bartolomeo e San Rocco a Como.
L’oratorio di Tirano si è nuovamente animato la domenica mattina, per accompagnare don Michele verso la chiesa parrocchiale
dove avrebbe celebrato la sua prima S. Messa.
Sebbene la chiesa di S. Martino sia piuttosto grande, lo spazio
non è stato sufficiente per ospitare tutti i fedeli accorsi per
l’occasione. Numerosissimi i sacerdoti, tra cui il parroco di S. Bartolomeo, la prossima casa di don Michele e i seminaristi.
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Sulle note di “Jesus Christ you are my life” ha fatto il suo ingresso la processione di presbiteri che ha partecipato alla S. Messa
celebrata per la prima volta da don Michele.
A sorpresa l’omelia non è stata fatta dal novello sacerdote, ma
da don Alberto Fasola, ex vicario dell’oratorio di Tirano. Tre i consigli fraterni che il sacerdote ha rivolto a don Michele. «Ricordati che
prima di diventare sacerdote sei stato ordinato diacono – ha proferito don Alberto -. Non dimenticarti di Gesù che si china e lava i piedi
agli apostoli, tra cui c’è anche Giuda. Il Signore farà nuove le persone per mezzo di te e del tuo servizio». Il secondo consiglio offer-
to da don Alberto è quello di ricordarsi di essere un pastore. «Anzi,
più che un pastore, un cane da pastore – ha spiegato il sacerdote -.
Sarai come un cane da pastore che è la testa del gregge, ma che
sta ai piedi del pastore. È tra questi due estremi che deve giocarsi
la tua vita». Infine, l’augurio offerto a don Michele è stato quello di
essere un uomo misericordioso, grazie alla consapevolezza dei
propri limiti e della fragilità della natura umana.
Conclusa la celebrazione, la comunità tiranese unita a tutte le
persone che in questi anni hanno potuto conoscere don Michele ha
festeggiato il novello sacerdote con il pranzo in oratorio. In serata i
ragazzi delle superiori hanno debuttato con il musical “Il principe
d’Egitto” al quale hanno lavorato per nove mesi per festeggiare don
Michele. Come Mosè, il principe d’Egitto, anche Michele si è arreso
alla volontà di Dio, donando la sua vita agli altri nel servizio sacerdotale.
Camilla Pitino
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DUE SECOLI DI VITA...
Una Vita che fa storia nella nostra città. La Banda Madonna di Tirano in questo 2014 raggiunge un traguardo che
apre a nuove mete… Chissà fra trecento anni come sarà.
Lasciamo ai posteri! Intanto felicitazioni per questa ricorrenza tutta meritata di plausi
Il ricambio fisiologico generazionale non ha intaccato la vitalità della
Banda. Sono passati 200 anni dalla prima “suonata” e la Banda di
Tirano è più viva che mai. Erede di un filone storico che la rende
ancora attuale, il Corpo bandistico oggi può festeggiare con orgoglio il suo bicentenario.
Da questo spazio del Bollettino mi unisco anch’io come parroco di Tirano per ringraziare del servizio che la Banda cittadina presta non solo nell’ambito sociale e civile ma anche in momenti particolari della vita parrocchiale.
Credo possiamo considerare questo importante Gruppo una
vitale presenza che si adopera a infondere oltre che un amore per
la musica, si impegna anche e soprattutto a svolgere un ruolo di integrazione, di socializzazione, di intrattenimento comunitario che
non è cosa di poco conto.
Auguri per il traguardo raggiunto e felice prosieguo per un avvenire sempre armonioso di note squillanti.
Don Paolo
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VALORE DELLA VISITA PASTORALE
Cosa vuol dire la visita Pastorale? Per quale ragione il vescovo compie una vista ufficiale
alla Parrocchia? E altro ancora… Lo stesso vescovo si è posto qualche domanda: “Quale
scopo ci proponiamo di raggiungere? Quali frutti è lecito
sperare?”.
Una risposta che il Vescovo Diego ha suggerito è che
possa essere per tutti un momento favorevole di conversione e di salvezza.
mentalmente, ma a Colui che
Gesù Cristo con la sua Parola,
la sua Vita, la sua morte e risurrezione ci ha mostrato. Un
Dio di amore, di misericordia, di
comunione, di servizio, di testimonianza, di fedeltà, di preghiera. Colui che si considera
cristiano non può non ricercare
queste caratteristiche per farle
proprie.
Salvezza. Quella donataci
da Cristo. È solo Lui il Salvatore, è solo Lui che ci libera dal
Male, è solo Cristo Gesù che
dà senso ultimo ad ogni nostro
respiro.
Non giustifichiamo troppo!
È vero, Dio è amore, perdono,
sa dimenticare… ma ricorda
anche, ci sprona anche, ci vuole contenti di essere in relazione con Lui perché, vivendo,
raggiungiamo la salvezza.
Nella visita del Vescovo
dovremmo cogliere una incontro speciale di Cristo che ci invita alla conversione per donarci
la salvezza.
Quindi la sua “prossimità”
alla Parrocchia e a ciascuno di
noi vuole esprimere una attenzione particolare affinché
l’anelito alla vita cristiana non
venga meno, perché non ci accontentiamo “dell’una tantum”,
bensì sappiamo stupirci di sen-
Riflettendo su queste due
parole mi permetto di amplificare.
Conversione. A Dio. Al
Dio di Gesù Cristo. Non a quello virtuale ed immaginario che
si tende magari a costruirsi
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tirci “ben voluti” da un Dio che
si è sacrificato sulla croce.
Non è bello pensare ad un
Dio rattristato per l’eventuale
indifferenza. Pensiamolo invece sorridente perché trova figli
ben disposti, credenti a quella
Parola che Cristo ha proposto,
animati dal desiderio di “far bene” nella realtà umana e cristiana.
La Visita Pastorale del Ve-
scovo Diego, che tra pochi giorni prenderà avvio, ci porta ad
una bellissima occasione per
rinnovarci nel desiderio e nella
responsabilità di convertirci e
lasciarci salvare... dal Padre
che Cristo ci ha rivelato in comunione con lo Spirito Santo,
grazie all’intercessione di Maria
e dei Santi Patroni. Così sia!
Don Paolo
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DALLA RELAZIONE AL VESCOVO
In merito alla visita pastorale è stata predisposta una relazione sulla situazione della Parrocchia in preparazione ai suggerimenti che il
Vescovo riterrà opportuno indirizzarci per il cammino pastorale dei
prossimi anni.
Pensando fare cosa gradita riporto quanto offerto alla sua considerazione e che ritengo importante per la nostra realtà parrocchiale.
Trovate, così, alcune mie considerazioni...
URGENZE E DIFFICOLTÀ DELLA VITA CRISTIANA NELLA PARROCCHIA
Dobbiamo sempre rendere
grazie a Dio per voi, fratelli,
come è giusto, perché la
vostra fede fa grandi progressi e l’amore di ciascuno
di voi verso gli altri va crescendo. Così noi possiamo
gloriarci di voi nelle Chiese
di Dio, per la vostra perseveranza e la vostra fede.
(2 Tess 1,3)
Ci chiediamo: queste parole della Scrittura hanno ancora un
senso nella nostra vita di cristiani? Ha senso oggi parlare di vita eterna? La nostra società, il nostro paese, le istituzioni, le famiglie, i
gruppi, le associazioni, ecc…, sono animati dall’amore di Dio e del
prossimo. Se Gesù tornasse ora sulla terra, nella nostra realtà Parrocchiale, vi troverebbe ancora la fede?
Anche nella nostra comunità si manifesta un progressivo
“allontanamento” simile a tutte le altre realtà parrocchiali. Se da una
parte sembrano tenere le tradizioni popolari, le ricorrenze varie e i
percorsi di catechesi sull’Iniziazione cristiana, dall’altra non si può
nascondere un evidente allontanamento dalla vita sacramentale ed
ecclesiale. La partecipazione alla S. Messa domenicale è pari a cir- 12 -
ca il 10-12% della popolazione. Più preoccupante è la celebrazione
del Sacramento della riconciliazione, un fatto che nella regolarità
tocca pochi cristiani.
La richiesta dei sacramenti o di altri riti corre il rischio, qualche volta, di risultare più un bisogno celebrativo personale e familiare legato ad aspetti affettivi ed emozionali.
La percezione di sentirsi appartenenti - nel senso autentico ad una “comunità” cristiana appare lontana. Eppure la cittadina di
Tirano ha in sé una grande vivacità che si manifesta nella presenza
di gruppi, associazioni e volontariato operanti in vari ambiti. Le iniziative sono molte e diversificate ma il più delle
volte
mancano
di
quell’elemento che potrebbe connotarle meglio anche su un piano
spirituale che arricchisca
interiormente gli aderenti dei gruppi e i partecipanti alle iniziative.
E’ innegabile che ci
si trovi di fronte al problema della trasmissione della fede alle giovani generazioni. La catechesi che porta al completamento
dell’iniziazione cristiana, alla vita di fede dopo tale cammino ha difficoltà nel trovare la necessaria continuazione in una costante partecipazione e presenza. La pratica religiosa viene “dopo” altre iniziative.
Se davvero Cristo è il centro, il cuore della vita cristiana e il
bene “irrinunciabile” di ogni fedele, ne consegue che ogni momento
di incontro con la persona di Cristo vivente nella sua Chiesa dovrebbe essere il desiderio più grande ed insostituibile delle nostre
giornate, o settimane. Come la consumazione dei pasti quotidiani è
“essenziale” alla vita del corpo, allo stesso modo l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera ed i sacramenti dovrebbero essere il nutrimento giornaliero della nostra anima. Ciò purtroppo non avviene se
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non per quella percentuale che è stata sopra richiamata. Di conseguenza decade il valore della partecipazione alla S. Messa; i Sacramenti sono solo momenti di festa familiare; la Parrocchia è una
specie di agenzia di “cose” religiose.
PROPOSTE DI RINNOVAMENTO
Occorre comunque guardare con speranza al futuro ricordandoci che Gesù è sempre presente nella sua Chiesa e che le porte
degli inferi non prevarranno contro di essa.
Non esiste altra strada al rinnovamento spirituale delle nostre comunità se non quella della preghiera fiduciosa ed incessante, personale e comunitaria:
Personale: oltre a ciò che ogni credente è chiamato a vivere
personalmente, esistono in Parrocchia persone che elevano preghiere da soli o aiutandosi con i mezzi di comunicazione. Questi
fedeli certamente sono la forte risorsa, nascosta ma vitale, che dà
impulso alla vita della parrocchia. Pregano per le vocazioni, per gli
ammalati, per le varie intenzioni proposte, per le necessità della
Chiesa.
Comunitaria: Questa si cerca, ogni volta, di prepararla e viverla bene. Ci si adopera
per creare un clima serio
e partecipato. Permane
comunque una sorta di
timore nel mettersi in
gioco in servizi liturgici,
catechistici,
caritativi,
ecc...
È desiderio anzitutto far emergere il valore
della propria identità cristiana. C’è uno sforzo di
puntare al valore comunitario della Parrocchia
come reale presenza cristiana in un contesto sociale e geografico
Si guarda alla formazione di laici che si impegnino nell’ambito catechistico: catechesi pre-battesimale, iniziazione cristiana, giovani,
adulti. Ancora troppo è affidato ai sacerdoti!
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Si punta ad offrire una consapevolezza maggiore di cosa significhi vita cristiana, sacramenti, appartenenza, responsabilità.
Questo soprattutto nell’ambito familiare: fidanzati, giovani sposi,
giovani famiglie, gruppi familiari, mondo della scuola…
C’è l’intento di formare almeno un Consiglio Pastorale che sia
costituito da laici che sappiano “osare”. Da qui poi l’impulso ad essere “fermento per la pasta”.
Il Gruppo Catechiste/i va rafforzato e sostenuto costantemente
perché percepisca la propria efficacia e importanza e si senta
all’altezza del suo delicato compito.
Questo anelito pastorale ci si auspica, e per questo si sta operando, affinché sia in sintonia con il Vicariato locale per meglio distribuire le forze e per una pastorale più uniforme, maggiormente
aperta a una collaborazione e a una intesa sulla elaborazione di
scelte e itinerari di fede che la Diocesi propone.
Don Paolo
CERCASI…
Tutti cercano... in molti cerchiamo. Cerchiamo volontari, collaboratori, fantasisti
per tanti ambiti.
Si cercano persone disponibili
per qualche ora nella pulizia delle chiese. Sono anche queste un po’ nostre
case e settimanalmente necessitano di
“aria fresca”.
Si cercano uomini e donne disponibile per impegno serio
nell’ambito della solidarietà, in speciale modo “Centro di Ascolto”.
Si cercano fantasisti/e che hanno voglia di dedicarsi alla stesura del Bollettino Parrocchiale. Anche questo è in difficoltà!!!
Si cercano voci per sostenere il canto e le letture nei vari momenti liturgici anche al di fuori delle S. Messe domenicali. Esempio:
nei funerali, nei battesimi, nei matrimoni…
Si cercano…. È il Signore stesso in ricerca...
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Piano pastorale 2015
Ci vengono proposte ogni anno
dal vescovo una serie di indicazioni che solitamente chiamiamo “Piano pastorale” .
Il titolo del libriccino, diciannove
pagine, è “Una Chiesa in cammino”.
L’attenzione è posta sull’ascolto
come stile di relazione e sulla
sinodalità come metodo.
«La parola “sinodalità” vuole indicare l’esperienza specifica della Chiesa quando si pone in dialogo, quando cerca di capire, di
operare discernimento comuni-
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tario e condiviso. È sinonimo di
familiarità e di fraternità, intrecciate a partire dalla loro fonte
che è l’amore di Dio che ci raccoglie e ci unisce… Sinodalità è
camminare insieme, non solo
collaborare a uno scopo condiviso. Richiede una comune esperienza della Grazia».
Da qui tre “sì” per un cammino
reale di Chiesa.
1. Diciamo “sì” a forme di comunione con stile familiare.
Si tratta di offrire una testimonianza di relazioni interpersonali
rinnovate e approfondite in base
alla novità e alla gioia del Vangelo che porti a una sincera familiarità che richiama confidenza con uno spirito di accoglienza, di rispetto e di collaborazione pur nella diversità delle età,
delle opinioni, degli impegni
quotidiani.
2. Diciamo “sì” alla trasformazione missionaria della Chiesa.
L’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco è un forte punto di riferimento per leggere la vita odierna e
le motivazioni forti che devono
portare a cambiamenti di stile di
vita cristiana. Occorre, come afferma il papa, prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare, festeggiare. Que-
sti verbi ci aiutano a superare
quella “forma di stanchezza” che
sembra caratterizzare molte comunità.
3. Diciamo “sì” ai Vicariati, per
una Chiesa sempre più capace
di collaborazione e di condivisione. Vicariato come forma di organizzazione territoriale utile per
una missione condivisa sul territorio, per collaborare tra parroc-
chie soprattutto nella formazione
dei laici e per sostenere i nuovi
progetti pastorali che il Vescovo
consegna. Con questo “sì” possiamo valorizzare meglio le presenze dei consacrati, delle associazioni, dei movimenti,
dell’Azione Cattolica (che andrebbe fortemente promossa in
tutte le parrocchie), in vista di
una pastorale d’insieme.
ENTRATE: dal 19 maggio al 19 settembre
Da Questue celebrazioni: € 8.125,00
ie
Da Candele votive: € 2.280,00
Graz gno
Da Familiari Funerali: € 3.120,00
soste
l
i
r
pe
Da Familiari Battesimi: € 880,00
Da Celebrazione Matrimoni: € 720,00
Da Gruppo Retiche Ski: € 500,00
Da Palio per uso Oratorio: € 150,00
Totale Benedizioni famiglie: € 3.660,00
Totale mercatino di maggio € 3.058,00
Da S. Messe Trivigno con Festa S. Gaetano: € 2.874,28
Da celebrazione festa S. Rocco: € 262,00
Da Privati: € 50,00-1.000,00-50,00-20,00-200,00-700,00100,00-300,00-2.500,00-500,00-100,00-
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“Non potevamo certo toglierlo
dalla sua amata Valtellina…”.
Queste sono state le parole del
Vescovo Diego nell’annunciare
la mia prima destinazione da sacerdote nella nostra parrocchia
di Tirano. Parole che oltre ad aver suscitato le ire di compagni e
preti valtellinesi destinati in altre
zone, hanno suscitato in me una
certa gioia.
Tirano è una realtà diversa
dalle parrocchie dell’Alta Valle
da cui provengo, ma ha anche
elementi e certe mentalità in comune. Spero di potermi sentire
“a casa” e le accoglienze di questi primi giorni lo confermano.
È d’obbligo, credo, qualche
presentazione, anche a mo’ di saluto.
Sono don Nicola Schivalocchi, ho 26 anni, sono originario di Premadio, frazione del comune di Valdidentro. Fin da bambino il mio
più grande desiderio era il poter disegnare case e aiutare così mio
papà, artigiano edile. Per questo qualche anno dopo ho voluto frequentare la scuola per geometri a Sondrio. Probabilmente al Signore questo andava bene fino ad un certo punto: non ero solo io a disegnare progetti, ma anche Lui ne aveva alcuni su di me! Decisivi
sono stati gli anni in collegio dai Salesiani a Sondrio, dove ho sperimentato l’amore per l’educazione e per i giovani di quei preti sullo
stile di don Bosco. Per un anno anch’io ho fatto l’assistente ai ragazzi più piccoli, sperimentando difficoltà, ma anche la potenza della fiducia che si può instaurare tra le persone.
“Per voi lavoro, per voi studio, per voi prego, per voi sono
pronto a dare la vita” è quello che diceva don Bosco ai suoi ragazzi
ed è quello che ha mosso in me le prime ricerche, verso quel Dio
così grande e amorevole che affascina, seduce e in Gesù dà tutta
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Attività d’Oratorio
DON NICOLA... SI PRESENTA
la vita per noi. Dare la vita è però un cammino che chiede tempo e
pazienza, che si compie solo a piccoli passi, ma che bisogna decidersi a fare.
Così ho preso contatti con il seminario di Como e ho iniziato
l’anno di propedeutica, dove ho conosciuto don Michele, compagno
di viaggio e amico.
Con gli studi e la crescita nella vocazione, il seminario ci ha
dato la possibilità di dare un occhio a varie realtà parrocchiali, offrendo il nostro piccolo servizio in esse nel fine settimana. Il questi
anni sono stato a Fino Mornasco, al Centro Vocazioni della diocesi,
in seminario nell’accoglienza dei gruppi, a Tremezzo, a Sondrio e
infine l’anno da diacono l’ho trascorso a Bormio.
Da queste realtà ho ricevuto tanto, sempre più di quanto ho
dato e spero di farlo fruttare qui a Tirano, con l’aiuto di tutti voi. Sono certo che il Signore continuerà a fare grandi cose nelle nostre
vite, specialmente lì dove non ce lo si aspettava.
Fidiamoci delle parole che i ragazzi dell’Oratorio ci hanno consegnato nel Musical realizzato per la prima Messa di don Michele:
“Vedrai miracoli se crederai, la fede non si può fermar”.
Ci saranno tante occasioni per incontrarsi e conoscersi, intanto considerate valido l’invito nel passare in Oratorio, anche solo per
un saluto o quattro chiacchere!
Don Nicola
Don Nicola con
don Michele
il giorno della
loro Ordinazione
a Como con
un gruppo di
parrocchiani
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Con la conclusione delle
scuole la vita dell’Oratorio
cambia ritmo e innesta una marcia che coinvolge
oltre 350 persone tra piccoli e grandi
È la grande avventura che coinvolge un forte numero di ragazzi, giovani e adulti. Quasi cinque
settimane in cui l’Oratorio Sacro
Cuore si anima come non mai.
Lodevole l’impegno di tante persone: da coloro che gestiscono
bar, merenda, angolo infermieristico, agli animatori e educatori di
ogni età che oltre a coinvolgere i ragazzi nelle attività devono precedentemente pensare, predisporre, organizzare il tutto con ore in
anticipo. Certamente non è mai mancata la presenza super tenace
di suor Letizia e di don Francesco o di don Paolo per i giorni di assenza del nostro vicario impegnato per esami o per organizzare il
suo “futuro romano”.
Tema, già presentato nel numero precedente, è stato “l’Abitare
-Piano Terra”. L’abitare di Gesù Cristo in mezzo a noi: “E il
Verbo si fece carne e venne
ad abitare in mezzo a noi” (Gv
1,14) e l’abitare di noi tutti su
questa terra in un clima di serenità, di armonia, di solidarietà, di crescita insieme.
Non siamo diventati né
santi, ne perfetti; però ci siamo
divertiti e in qualcosa pensiamo di essere cresciuti.
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Attività d’Oratorio
GREST 2014
INTERVISTA A PIANO TERRA
Mi hanno chiesto di scrivere un articolo sul Grest: che fare? Non mi andava
di scrivere il solito articolo, anche perché non sapevo come iniziare, così mi
è venuta l'idea di trasformarmi in una
giornalista e di intervistare un animatore e di invitarlo in uno studio immaginario per parlare del Grest di Tirano.
accompagnatori e agli animatori più
grandi. Noi animatori invece ci siamo
occupati dei giochi, della piscina e delle altre attività per i ragazzi più grandi,
come le Grestiadi, la biciclettata, la
caccia al tesoro e altro ancora, organizzando il tutto durante le mattine.
Sono state coinvolte anche le mamme, che si sono dedicate ai lavoretti
per i più piccoli.
GIORNALISTA: Voglio innanzitutto
ringraziare il nostro ospite per essersi
reso disponibile a parlarci di come l'oratorio Sacro Cuore di Tirano prepara
e vive il Grest. Bene, iniziamo con la
prima domanda. Quando è iniziato il
Grest?
G: Secondo te cosa spinge bambini e
ragazzi ad andare al Grest e voi delle
superiori a fare gli animatori?
A: Penso che un animatore venga al
Grest perché vuole mettersi al servizio
degli altri e poi anche per divertirsi,
giocando insieme ai bambini e ai ragazzi. I più piccoli vengono al Grest
soprattutto per stare con i loro amici e
per giocare insieme. Ai bambini e ai
ragazzi piace giocare ed è bello vederli divertirsi con i giochi e le attività che
ANIMATORE: Quest'anno il Grest è
iniziato il nove giugno, pochi giorni
dopo la fine della scuola, ed è durato
quattro settimane e mezza.
G: Quante squadre erano presenti?
A: Otto squadre in tutto
(Rossi, Arancioni, Gialli,
Verdi, Azzurri, Blu, Fucsia
e Neri), più una: quella
degli animatori, perché
stando così tanto tempo
insieme anche noi siamo
diventati una squadra!
G: Chi era il responsabile
dei giochi e delle gite?
A: Chi si occupa delle
gite è il don, insieme agli
- 21 -
tu stesso hai organizzato. I bambini hanno bisogno di noi e noi
animatori di loro. In altre parole,
chiunque viene al Grest ci viene
perché sta bene e si sente accolto indipendentemente dall'età, dal
colore della pelle e dai valori in
cui crede. Certo, non è sempre
tutto rose e fiori, ma qualsiasi
ostacolo non è mai troppo grande
per essere superato!
G: Viste le condizioni meteo di
quest’anno, non deve essere stato
facile per voi animatori organizzare le
giornate...
co a poco ritorni indietro nel tempo e
ricominci ad apprezzare le cose con la
massima semplicità.
A: A dir la verità, bene o male il tempo
è stato abbastanza clemente. La pioggia è venuta solo poche volte a bagnarci e in quei casi avevamo sempre
pronto un "piano pioggia”!
G: Un’ultima domanda. Il tema di
quest'anno era "Piano Terra": cosa
pensate tu e gli altri animatori di questo tema e come avete cercato di trasmetterlo ai ragazzi?
G: Riassumi in poche parole il compito
dell’animatore.
A: Il piano terra è il piano dove c'è la
porta d'ingresso.... Ecco, questa porta
dovrebbe sempre essere lasciata aperta, così da poter accogliere chiunque varchi la soglia. In altre parole, il
piano terra è il piano dell'accoglienza.
È questo che abbiamo cercato di trasmettere ai nostri ragazzi in tanti modi:
il Vangelo che il don leggeva ogni pomeriggio prima dell’inizio dei giochi, la
preghiera che condividevamo tutti insieme e la storia del Grest, che ogni
giorno noi animatori recitavamo, filmavamo e proiettavamo in salone.
A: Mmm... direi, "impara a dare più di
quello che prendi e lascia più di quello
che hai trovato". Sono le strofe di una
canzone e secondo me riassumono
perfettamente quello che fa un animatore!!
G: Qual è il segreto per essere preparati ad affrontare il Grest?
A: Un segreto è un segreto, solo gli
animatori sanno la risposta!
G: Perfetto. Cosa ti è piaciuto di più
del Grest?
G: Bene, grazie di tutto!
A: Grazie a te!
A: Ritornare bambino! Giocando con i
nostri ragazzi e passando così tanto
tempo con loro è inevitabile che a po-
Mariachiara Ptitno
- 22 -
PRIMO
CAMPO ESTIVO
Caspoggio
14 - 20 Luglio
Ragazzi
di I e II media
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aluto
e un S
A Destra: Sr. Letizia e le mamme cuoche… Grazie
- 23 -
CRONACA DI UN CAMPO SPECIALE
mo fidarci di un amico che ci
guidava bendati su un percorso, e poi un momento personale, in cui ognuno si guardava
dentro. Dopo queste c'era del
tempo libero per giocare e stare in compagnia, giocando a
pallavolo, facendo braccialetti,
o anche semplicemente chiacchierando insieme. Dopo il
pranzo, c'erano le riflessioni di
gruppo, in cui, divisi a squadre
e con due o tre animatori, cercavamo di parlare della riflessione della mattina. Nel pomeriggio c’erano anche giochi in
giro per il paese o nel prato di
casa, come le “Campiadi” e il
calcio saponato. Prima di cena
ci si divideva con i propri gruppi
per fare le pulizie di casa: pulire
le stanze, i bagni, servire a tavola. Dopo cena si facevano
dei giochi, organizzati dai nostri
animatori. Finiti i giochi, verso
le 23.30, ci si ritrovava nel salone per concludere la giornata
con la preghiera della sera. Le
giornate erano strutturate in
modo simile, ma si vivevano
sempre emozioni diverse. Durante la settimana abbiamo fatto due gite, martedì e giovedì,
una al Lago Palù e l'altra a
Piazzo Cavalli; la seconda ha
messo a dura prova il fisico di
Dalla cronaca di una
giornata tipo e dagli
altri particolari di inizio
e fine campo, possiamo
cogliere il ricordo
entusiasta di una esperienza che ci auguriamo
abbia risvolti belli e
coinvolgenti per la vita
d’Oratorio
Noi ragazzi di prima e seconda
media siamo andati dal 14 al
20 luglio a Caspoggio, accompagnati da don Francesco, suor
Letizia, le cuoche Maria,Valeria
e Monica, l’educatore Francesco e 13 animatori.
La sveglia era prevista per le
8:00, con le lodi facoltative. Dopo la colazione, si affrontava
l'argomento del giorno e si facevano le riflessioni singole che
riguardavano la fiducia, il non
fermarsi alle apparenze, il donare agli altri e l'accoglienza;
tutti temi molto significativi e
profondi, che ruotavano attorno
ad alcuni personaggi degli atti
degli apostoli. Durante le riflessioni, era prevista un'attivazione riguardante l'argomento trattato, come quella in cui doveva- 24 -
alcuni di noi . Il venerdì, don
Francesco e don Michele, che
è venuto a trovarci, hanno celebrato la messa nel prato fuori
di casa. Il sabato è stato dedicato al "Parla con..." che consiste nel parlare con gli animatori
di quello che si vuole, ma soprattutto della settimana passata insieme, di quello che ci hanno lasciato gli animatori e di ciò
che abbiamo provato. È un'esperienza molto profonda durante la quale si riesce a conoscere meglio noi stessi e gli altri. L'ultima sera che abbiamo
passato insieme ci siamo radunati intorno a un falò e ognuno
ha organizzato un gioco, una
canzone o una lettera; poi abbiamo guardato le foto della
settimana, ricordando i bei momenti vissuti, le risate fatte, la
gioia provata; è stato allora il
momento di ringraziare amici e
animatori e, perché no, di ver-
sare qualche lacrima. Dopo la
preghiera del “Bendedicat”, siamo andati a “dormire”. Il giorno
dopo siamo andati a messa,
abbiamo fatto le pulizie della
casa, interrompendole spesso
per ricordare la nostra amicizia,
con delle piccole dediche scritte sui libretti del campo. Prima
di lasciare la casa abbiamo detto la preghiera di fine/continuazione campo (perché il campo
continua); poi siamo saliti sul
pullman e siamo partiti con meta Sondrio, dove abbiamo lasciato Francesco, al quale va
un grande e accorato grazie.
Arrivati a Tirano abbiamo ringraziato le cuoche, don Francesco, suor Letizia, e soprattutto i
nostri animatori. Dopo un abbraccio ognuno è tornato a casa, portando nel cuore tutti gli
altri.
Giulia, Anastasia e Federica
- 25 -
IL SECONDO CAMPO
Caspoggio 27 Luglio - 3 Agosto
Ragazzi III media e I-II- superiore
La location è la Valmalenco e precisamente Caspoggio,
un paesino pieno di
salite, prati e vecchiette; il team degli
animatori é carico e
affiatato, la casa é
spaziale e le cuoche con già il grembiule indosso...
Insomma, le premesse ideali per un
campo fantastico!
Già durante il viaggio in pullman i ragazzi fantasticavano sulle attività
che li aspettavano durante la settimana tartassando di domande gli
animatori i quali erano felici di rispondere con ilarità per tenere le
sorprese ben nascoste. Giunti a
destinazione e dopo aver svolto i
dovuti convenevoli come la sistemazione nelle camere, é stato
presentato il tema del campo e
consegnato il libretto che ci ha accompagnati. Tutte le riflessioni
vertevano attorno a San Francesco d'Assisi, Santo sempre attuale
e apprezzato tra i giovani. La sua
vita é stata spunto di interessanti
argomenti che i ragazzi hanno
sentito molto vicini quali: il donare,
l'accogliere, lo stare in famiglia. Le
attivazioni, brevi momenti per
spiegare concretamente il significato delle riflessioni, sono state
affrontate con la dovuta serietà e
impegno da parte di tutti, così come le mansioni quotidiane. Ogni
giorno a turno le sette squadre si
occupavano di servire colazione,
pranzo, cena, e di pulire camere,
salone e anche bagni per la comune convivenza. Instancabile, la
nostra suor Letyé sempre stata
disponibile ad aiutare i ragazzi a
lavare piatti e posate, e inoltre teneva la parte agli animatori durante i giochi… una presenza fondamentale! Di fondamentale impor- 26 -
giata, ma non sono riuscite ad abbattere il nostro umore! Purtroppo, o
per fortuna, hanno però
impedito le tradizionali
gite lasciando tutti un
po’ spiazzati: non si vedeva un campo senza
gite più o meno dall'82!!
Piacevoli sorprese sono
state le visite di don Alberto, don Paolo e il neo
don Michele che sono
stati in nostra compagnia anche durante le riflessioni e i
pasti. Altra visita molto gradita é
stata quella di alcune persone della protezione civile che ci hanno
cucinato polenta e salsicce: un
pranzetto da leccarsi i baffi. Le
lacrime dell'ultima sera, i sorrisi,
gli abbracci e pure le sberle date
e ricevute durante “Marito-Moglie”
sono conservate con gioia in tutti i
cuori e c'è già tantissima voglia
del prossimo campo! In attesa vivremo al 100% le proposte dell'oratorio e della Parrocchia creando
un gruppo di giovani sempre più
unito e, speriamo, più numeroso.
tanza anche le tre cuoche, Giovanna, Maura e Rosanna, le quali
hanno suscitato l'affetto di tutti e
hanno preparato dei piatti squisiti.
Non é stata solo una presenza
nascosta dietro i fornelli, ma si sono occupate dei malati e in qualsiasi situazione erano più che disponibili! Nei momenti liberi c'era
chi giocava a “Lupus in fabula”,
chi a carte, chi faceva braccialetti
con fili colorati e pure chi si divertiva a legare un animatore ad una
panchina con del nastro isolante.
La noia sicuramente non ci ha mai
fatto compagnia, nemmeno la notte, e gli imprevisti erano all’ordine
del giorno come quando le cuoche si sono chiuse fuori dalla loro
stanza o quando è accide nta lme nte
pa rtit o
l’allarme antincendio causando attimi di scompiglio fortunatamente risolti in
pochi minuti. A non abbandonarci mai sono state le nuvole e la pioggia
che ci hanno concesso
solo una giornata soleg-
Noemi e Daniele
- 27 -
Festa di s. Gaetano in Trivigno
Giovedì 7 agosto 2014
Ore 7.00 piazza San Martino si riempie di tutti gli intrepidi pellegrini che, dopo la benedizione del prevosto e la foto ricordo davanti alla chiesa parrocchiale, si incamminano verso la montagna,
diretti a san Gaetano. Tra di loro vi è il nuovo vicario, don Nicola,
che fa la sua entrata ufficiale proprio in questa occasione
Ore 10.15 tre ore più tardi, una ben più numerosa folla di pellegrini viaggianti con mezzi motorizzati accoglie gli stanchi e affaticati camminatori, salutandoli e offrendo loro del tè caldo e biscotti
in località “Al ponte”. Un
quarto d’ora più tardi inizia la processione che
conduce fino alla chiesetta dedicata a san Gaetano, dove si celebra la
Messa in suo onore, presieduta dal neo vicario,
che predica paragonando
lo splendido paesaggio
che circonda la folla alla
fede in Gesù Cristo.
Terminata la celebrazione eucaristica animata con i canti proposti dai giovani e dopo l’augurio di don Michele, nostro parrocchiano, a don Nicola suo
compagno di studi, per un buon ministero pastorale in mezzo a noi,
non poteva che mancare un banchetto, durante il quale (per non
smentire il clima estivo) piove per alcuni minuti.
Il pomeriggio si passa in allegria e in gioia, e il nuovo don fa la conoscenza dei numerosissimi giovani e ragazzi accorsi in Trivigno
per accoglierlo e festeggiarlo.
Ore 15.30 inizia il rientro dei pellegrini, che tornano alle loro
case, i più, scroccando un passaggio in macchina, rinfrancati nella
fede dal ricordo del Santo Gaetano, lieti e gioiosi per il nuovo sacerdote che lo Spirito Santo ha mandato in Tirano.
Chiara ed Elia
- 28 -
ANNIVERSARI MATRIMONIO
FESTA DELLA FAMIGLIA
L’abbiamo celebrata domenica 1 giugno con la presenza di un discreto
numero di coppie e rispettivi familiari. A questi sposi e a tutte le coppie
offriamo il seguente testo poetico di Pietro Rattin.
Una poesia che si potrebbe leggere al plurale.
SENTIERO
Cammino tra gli alberi
e mi domando: dove condurrà la strada?
Certo, lo so: ce l’ho una meta.
Ma poi la rifarò a ritroso per tornare: dove?
Non ditemi: “là dove sei partito”.
Non mi basta.
D’altronde il bosco mi cela l’orizzonte
e io non vedo.
Ma ci sarà una meta?
O dovrò sempre accontentarmi d’arrivare
per poi tornare là donde ero partito?
Sei tu Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
In te mi sono rifugiato, mai sarò deluso.
Non ti chiedo panorami seducenti:
mi farebbero sostare inutilmente
e scordare il mio passo di viandante.
Né ti chiedo di porre fine al bosco
in modo ch’io veda l’orizzonte:
no, lascia che cammini ancora,
anche se non vedo.
Mi bastano gli abeti a garanzia,
protèsi audacemente verso il cielo,
senza pentimenti.
E la luce che piove in mezzo a loro
illumini - ogni tanto - il mio sentiero.
- 29 -
Hanno raggiunto questi traguardi
Ada Contessa e
Giovanni Martino Rinaldi
55 anni
Pierina Luigia Foglieni e
Amabile Eugenio Micheli
56 anni
Diana Zala e Italo Sciarmella
Gianna Della Vedova e
Mario Missarelli
57 anni
Bruna Tomasi e Sergio Damiani
60 anni
Lidia Bettini e Alberto Cattalini
50 anni di Professione Religiosa
Sr. Irene Bosisio
Sr. Letizia Franceschina
15 anni
Marisa Zanoli e GianMario De Campo
20 anni
Paola Palotti e Marco Beretti
25 anni
Cristina Della Vedova e
Emanuele Moretta
Nadia Rusconi e Maurizio Proia
Maria Daniela e Paolo Remelli
30 anni
Doris Pesenti e Antonio Schiantarelli
40 anni
Alma Rosa Lorenzi e
Giampiero Della Torre
Renata Cairoli e
Egidio Della Valle
41 anni
Aida Emiliana Mariani e
Francesco Pietro Spada
43 anni
Silvana Ferrari e Silvio Cometti
45 anni
Pilar Novoa e Giancarlo Pola
Liliana Gamba e Marsilio Zandonà
46 anni
Grazie Robustellini e
Lorenzo Baruffaldi
47 anni
Giovanna Bellandi e
Giuseppe Garbellini
50 anni
Pierina Ronzio Zena e
Michele Stoppani
Apollonia Ghilotti e Giovanni Molinari
- 30 -
LA PGS GOODNESS - TIRANO
SALUTA SR SAVINA E ACCOGLIE SR MADDALENA
Estate di cambi anche in casa
Pgs.
A fine agosto abbiamo salutato
Sr Savina, delegata salesiana
della nostra associazione sportiva dal 2008.
In questi sei anni ha supportato
con dedizione e competenza il
lavoro di volontariato di dirigenti
e di allenatori. La sua presenza
attiva nelle riunioni e durante le
varie manifestazioni sportive ha
vivificato lo spirito salesiano
che guida il nostro modo di promuovere lo sport.
Poche parole,tanti gesti concreti di testimonianza del Vangelo
da esempio per le nostre giovani atlete. Un cuore attento ai
bisogni delle persone a lei vicine e a quelli dei bambini lontani
che vivono gravi situazioni di
povertà.
Con il suo banco missionario,
presente nelle feste locali e
provinciali del minivolley, ha avvicinato centinaia di bambine e
ragazze con la convinzione che
il mondo dello sport sia oggi veramente un luogo d'incontro
con i ragazzi come “il cortile
dell'oratorio” lo è stato per Don
Bosco e quindi luogo di educazione ed evangelizzazione.
Grazie Suor Savina dai grandi
e dai piccini della PGS GOODNESS! Auguri per la tua nuova
missione nell'oratorio di Gallarate!
Con gioia accogliamo suor
Maddalena che ha accettato
da subito il suo nuovo incarico
di delegata presso una pgs.
Già dai primi incontri si è stabilito un bel clima di collaborazione e condivisione: continuiamo
così...la stagione sportiva ed
educativa sta per cominciare:
BENVENUTA NELLA GOODNESS!
Appuntamenti
PGS Goodness
Aperte le iscrizioni per la stagione sportiva 2014/2015 (vedi
volantino in oratorio).
Sabato 20 settembre “Vivi lo
Sport”: Parco delle Torri Tirano
- 31 -
Domenica 5 ottobre “Cortile in
oratorio”.
Giovedì 23 ottobre, presso salone dell'oratorio, serata di formazione a cura del Comitato
Regionale Lombardo PGS:
“Talenti & dintorni”. Relatore:
Don Massimiliano Sabbadini.
Aperto a tutti.
- Banco missionario per aiutare
le ragazze del Bangladesh.
Mariluci Vesnaver (Presidente
Pus Goodness Tirano)
UN SALUTO ANCHE A…
Durante l’estate ha lasciato la nostra comunità anche Sr. Gisella
Galbiati per godersi il meritato riposo presso la Casa delle FMA
per le suore anziane di Contra di Missaglia (LC) dove il 1 settembre
2014 ha festeggiato i suoi “primi” 90 anni.
Giunta a Tirano nel
2001 per i primi anni,
in seguito alla partenza
delle suore Misericordine, visitava gli anziani a domicilio portando
loro la Comunione
specialmente nei primi
venerdì del mese. Dal
2005 si è sempre occupata della Cappella
della Casa di Riposo
intrattenendo con gli
“anziani-coetanei” della casa fraterni rapporti oltre ad occuparsi della portineria del Giardino d’Infanzia.
A sr. Gisella giunga tramite il Bollettino il saluto e il “GRAZIE” per il
bene silenzioso spesso fatto “di paroline all’orecchio” che ha profuso nella nosta parrocchia.
- 32 -
All'inizio dell'estate mi ha sorpreso e incuriosito un articolo
che, sullo spunto del libro
"Fitness della mente" di Katz
e Rubin Red edizioni, segnalava
quanto
sia
utile
"scombinare le carte, non ricorrere a soluzioni prestabilite,
cercare il nuovo, lasciare la
routine, che ci appare
invece confortevole, rilassante".
Ho superato il mio pregiudizio verso tanti autori americani, che trovo
eccessivamente pragmatici, fino alla superficialità e alla semplificazione eccessiva, ed ho
letto il libro che ho trovato interessante, con
sufficienti
approfondimenti scientifici di quanto afferma.
Il libretto si propone come un
piccolo manuale di "neurobica",
scienza che aiuta la mente, aiuta a ricordare, a restare attivi, a
sviluppare tutti i sensi; vi si afferma che le novità sono utili,
nutrono e stimolano il nostro
cervello.
Ma perché le abitudini fanno
male al cervello e le novità invece lo arricchiscono?
"Il cervello umano è predispo-
sto, ai fini della sua evoluzione,
a scoprire ogni evento imprevedibile, ricevere informazioni inaspettate provenienti dal mondo
esterno. Tutto ciò lo mette in
moto. In risposta alle novità, si
ha un aumento dell'attività corticale nelle più disparate aree
cerebrali. Questo rafforza le
connessioni sinaptiche, crea
nuovi tipi di collegamenti tra aree diverse e determina la produzione di neurotrofine"
Infatti la corteccia cerebrale è
costituita da una serie incredibilmente ampia di diverse aree,
ciascuna delle quali è specializzata per ricevere, interpretare,
memorizzare le informazioni
provenienti dai sensi. Le neurotrofine, una sorta di nutrimento
- 33 -
Letto per voi
VIVA LE NOVITA'
tavia una vita giocata solo sugli
aspetti prevedibili diventa passiva, piatta, noiosa .
Gli autori evidenziano che nel
nostro modo di vita attuale trascuriamo due aspetti: provare
l'imprevisto e ricorrere all'aiuto
di tutti i sensi nel corso della
giornata. Effettivamente ci affidiamo prevalentemente a vista
e udito per ricevere le informazioni del mondo intorno a noi .
E l'olfatto, il tatto, il gusto?
Gli autori aggiungono anche un
sesto senso: l'emozione; come
molti studi ormai hanno dimostrato la capacità di ricordare è
favorita dal suo contesto emotivo, cioè dalle emozioni, dai
sentimenti
vissuti
durante
quell'esperienza.
E sono le interazioni sociali, ricche di fattori emotivi, e pure di
imprevedibilità, a tenere attivo il
cervello... allora la mia apertura
all'altro non è solo un impegno
etico, ma pure un esercizio positivo per la mia mente?!!
Gli autori suggeriscono numerosi e vari e divertenti esercizi,
assolutamente applicabili alla
vita di tutti i giorni, alla varietà
dei contesti in cui viviamo; sono
descritti vari esercizi che si
possono applicare nei diversi
momenti di vita; è dedicato un
capitoletto ad ogni situazione:
mattino/sera; in ufficio; la spesa; la tavola; in vacanza e nel
tempo libero.
cerebrale che agisce positivamente sulla salute delle cellule
nervose, si sviluppa proprio attraverso l'attività del nostro cervello. E tipi specifici di stimolazione sensoriale, in particolare
esperienze inconsuete producono nuovi modelli di attività,
inducono quantità superiori di
nuerotrofine".
Gli autori precisano che le abitudini non sono di per sé un
male, sono un'intelligente forma
di adattamento che ha consentito alla specie umana, ad ogni
persona, di affrontare gli impegni primari della vita utilizzando
il minor numero di energie; tut- 34 -
Si tratta di esercizi semplici
come la fare la doccia ad occhi
chiusi, lavare i denti con l'altra
mano, cercare nell'armadio gli
indumenti ad occhi chiusi, leggere un giornale diverso dall'abituale; ma pure sono descritti
esercizi più inconsueti come
modificare il posto degli oggetti
nella stanza, riempire una ciottolino di piccoli oggetti e mentre
si è occupati al telefono identificarli con il solo tatto...
Ciò che mi è sembrato interessante è pure il fatto che pensare, programmare questi esercizi
ci pone in un atteggiamento più
attivo e creativo rispetto alla
nostra vita, rallenta il ritmo frenetico delle nostre giornate
consumate più che vissute, dà
importanza a piccole cose che
sfuggono alla nostra attenzione, ma possono invece contribuire ad una buona qualità di
vita.
E' da notare che questi piccoli
gesti sono esercizi, pensieri e
comportamenti che forse spontaneamente non faremmo, poiché psicologicamente siamo
più spaventati che incuriositi
dalle novità, sono semplici esercizi che richiedono però un
impegno, prima di pensiero sulla loro importanza e quindi di
un'applicazione costante e convinta.
L'esperienza di introdurre liberamente novità nei nostri gesti
quotidiani significa ritrovare attenzione nuova a ciò che ci circonda - la natura, gli animali, gli
umani - significa coltivare pensieri nuovi, significa sviluppare
la capacità di vedere le cose,
anche solite, con occhi nuovi .
Non so se gli autori del libro volevano comunicarci anche questo, ma a me pare che questi
semplici esercizi non fanno bene solo alla mente, ma aiutano
a costruire una vita piena di
senso, producono la gioia di
saper gustare le cose piccole,
favoriscono la fiducia e l'apertura, l'attenzione ad ogni momento che viviamo, ad ogni rapporto con gli altri (anche quando ci
scomodano!).
D'altronde già i testi religiosi e
filosofici indiani ammonivano:
"Fai attenzione ai tuoi pensieri:
diventeranno parole; fai attenzione alle tue parole: diventeranno azioni; fai attenzione alle
tue azioni: diventeranno abitudini; fai attenzione alle tue abitudini: diventeranno carattere;
fai attenzione al tuo carattere:
diventerà il tuo destino".
Daniela Pianta
- 35 -
LETTERA CIRCOLARE
Della Congregazione per il Culto divino
e la Disciplina dei Sacramenti
Si riportano stralci di quanto è stato scritto in merito al momento liturgico dello scambio della pace durante la S. Messa
1. «Vi lascio la pace, vi do la
mia pace», sono le parole con le
quali Gesù promette ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo, prima di affrontare la passione.
(…)
2. Nella tradizione liturgica romana lo scambio della pace è
collocato prima della Comunione con un suo specifico significato teologico. Esso trova il suo
punto di riferimento nella contemplazione eucaristica del mistero pasquale presentandosi
così come il "bacio pasquale" di
Cristo risorto presente sull'altare. I riti che preparano alla comunione costituiscono un insieme ben articolato entro il quale
ogni elemento ha la sua propria
valenza e contribuisce al senso
globale della sequenza rituale
che converge verso la partecipazione sacramentale al mistero
celebrato. Con questo gesto,
che «ha la funzione di manifestare pace, comunione e carità», la Chiesa «implora la pace
e l'unità per se stessa e per l'in- 36 -
tera famiglia umana...», cioè al
Corpo di Cristo Signore.
3. (…) Nel nostro tempo, così
spaventosamente carico di conflitti, questo gesto acquista, anche dal punto di vista della sensibilità comune, un particolare
rilievo in quanto la Chiesa avverte sempre più come compito
proprio quello di implorare dal
Signore il dono della pace e
dell'unità. (…) A questo proposito, tuttavia, durante il Sinodo dei
Vescovi è stata rilevata l'oppor-
tunità di moderare questo gesto,
che può assumere espressioni
eccessive, suscitando qualche
confusione nell'assemblea proprio prima della Comunione. E'
bene ricordare come non tolga
nulla all'alto valore del gesto la
sobrietà necessaria a mantenere un clima adatto alla celebrazione, per esempio facendo in
modo di limitare lo scambio della pace a chi sta più vicino».
5. (…) Si offrono di seguito alcune disposizioni pratiche per meglio esprimere il contenuto dello
scambio della pace e per moderare le sue espressioni eccessive…
6. (…) Pertanto, si offre alla saggia considerazione delle Conferenze dei Vescovi qualche suggerimento pratico:
A) (…) Se si prevede che esso
(lo scambio di pace) non si svolgerà adeguatamente a motivo
delle concrete circostanze (…)
in determinate occasioni, si può
omettere. (…)
C) Ad ogni modo, sarà necessario che nel momento dello
scambio della pace si evitino de- 37 -
finitivamente alcuni abusi come:
- L'introduzione di un "canto per
la pace", inesistente nel Rito romano.
- Lo spostamento dei fedeli dal
loro posto per scambiarsi il segno della pace tra loro.
- L'allontanamento del sacerdote dall'altare per dare la pace a
qualche fedele.
- Che in alcune circostanze, come la solennità di Pasqua e di
Natale, o durante le celebrazioni
rituali, come il Battesimo, la Prima Comunione, la Confermazione, il Matrimonio, le sacre Ordinazioni, le Professioni religiose
e le Esequie, lo scambio della
pace sia occasione per esprimere congratulazioni, auguri o condoglianze tra i presenti.
8. (…) Cristo è la nostra pace,
quella pace divina, annunziata
dai profeti e dagli angeli, e che
Lui ha portato nel mondo con il
suo mistero pasquale. Questa
pace del Signore Risorto è invocata, annunziata e diffusa nella
celebrazione, anche attraverso
un gesto umano elevato all'ambito del sacro.
Il Santo Padre Francesco, il 7
giugno 2014, ha approvato e
confermato quanto è contenuto
in questa Lettera circolare, preparata dalla Congregazione per
il Culto Divino e la Disciplina dei
Sacramenti, e ne ha disposto la
pubblicazione.
RIFLESSIONE SUL GESTO DI PACE
Una partecipazione adeguata di
tutti i credenti a ciò che si celebra nella messa, passa anche
attraverso un certo numero di
gesti rituali brevi. Li compiamo, forse ormai abitudinariamente, ma il loro significato e
l’autentica portata concorrono
alla manifestazione comunitaria della fede.
Dopo la recita del Padre nostro e le preghiere che lo seguono, il sacerdote, o il diacono, così si rivolgono all’assemblea: Signore Gesù Cristo, che hai detto
ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla
fede della tua Chiesa, e donale
unità e pace secondo la tua volontà... La pace del Signore sia
sempre con voi… e invitano il
popolo a scambiarsi la pace e
tutti, secondo le consuetudini
del luogo, si scambiano gli uni
gli altri un segno di pace e di amore fraterno (PNMR 112).
Ma oggi vogliamo sottolineare
significato e modalità del gesto
di pace che sta diventando
qualcosa di diverso e lontano
dal senso originale: una normale stretta di mano con cui ci si
saluta. Diciamo pure che lo
scambio della pace è opportunità di crescita nell’amicizia cristiana, un gesto di grande forza
- 38 -
simbolica: vuol esprimere un impegno spirituale che non lascia
indifferenti e può anche significare perdonarsi reciprocamente
o riattivare una relazione incrinata.
Lo scambio della pace, tra di
noi, sta al centro della preparazione alla Comunione già iniziata con la recita del Padre nostro:
rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori. Il valore di questo segno, non
è, però, solo quello di tacitare le
eventuali nostre mancanze di
carità verso i fratelli; non è una
semplice pace umana già conquistata, o che può essere raggiunta mediante l’amicizia o la
solidarietà.
Si tratta invece della pace di
Cristo risorto, di Lui che è la
nostra pace, comunicata attraverso il suo Spirito, artefice della
pace dei cuori di ognuno dei fedeli nella Chiesa. Quella che
diamo è, prima di tutto, la pace
donata dal Signore ai suoi discepoli: Pace a voi! (cfr. Giovanni 20,19). È la pace di Cristo e la
offriamo per l’avvenire, per la
settimana che si apre e la possiamo dare anche se non abbiamo vissuto perfettamente nei
giorni precedenti.
L’annuncio del diacono o del
sacerdote dovrebbe avvertirci
della portata di questo saluto:
non il generico Scambiatevi un
gesto (o un segno) di pace, ma:
Nella carità di Cristo scambiatevi la pace.
E, allora, proviamo a non svilire questo momento con teatrali
scambi di amichevoli saluti e rincorse a stringere più mani possibili: non trasformiamolo in un
momento di distrazione, non diventi un “happening” di spostamenti poco consoni al momento
del rito che precede la comunione.
La nostra “messa a fuoco” in
merito al gesto di pace, prende
spunto dalle recenti indicazioni
che ci giungono da Roma: Lo
scambio del segno di pace durante la Messa dovrà diventare
più sobrio, senza confusioni né
via vai di persone, e senza canti
particolari. (Crcolare agli episcopati di tutto il mondo). Il
dicastero per le questioni liturgiche da tempo proponeva di spo- 39 -
stare lo scambio della pace in
altri momenti della celebrazione.
Questa
la decisione finale,
comunicata ai presidenti delle
Conferenze Episcopali e approvata da papa Francesco il 7
giugno u.s.: lo scambio della
pace non viene spostato, ma
si dovranno evitare eccessi
che disturbino il raccoglimento proprio nel momento culminante della celebrazione
(IMGR n. 82).
Già Benedetto XVI aveva osservato: Durante il sinodo dei vescovi è stata rilevata l’opportunità di moderare questo gesto,
che può assumere espressioni
eccessive, suscitando qualche
confusione nell’assemblea proprio prima della comunione.
(Sacramentum Caritatis, n. 49).
Una ulteriore raccomandazione
suggerita è quella di evitare
l’abbandono dell’altare da parte
del sacerdote per dare la pace
ad alcuni fedeli.
Per concludere: ai più vicini
diamo la pace con le due mani
e non con una sola. Ai più distanti, se proprio non possiamo
farne a meno, accenniamo un
inchino: un gesto semplice e
discreto di partecipazione che
non disturba la celebrazione in
atto.
Giuseppe Garbellini
PER LA MADONNA DEL ROSARIO
IN SAN MARTINO
Riordinando la mia raccolta di
immagini e preghiere mariane,
ho trovato un piccolo pieghevole con copertina a colori. Porta
la scritta I nostri pensieri - i nostri affetti - A MARIA – TIRANO
delineata da una semicornice,
ornata di motivi floreali e con
una falce di luna al piede del
nome Maria.
In un primo momento ho pensato ad una preghiera alla Madonna di Tirano, a me
non nota.
Ma il testo della
preghiera stampata
all’interno della immaginetta pieghevole, mi riconduce
alla nostra parrocchiale.
L’intestazione, infatti, porta: Orazione
composta ad onore
di Maria SS. del Rosario che si venera
in Tirano. Un preciso segnale
dell’esi- stenza in Tirano di una
Confraternita del Santo Rosario
(Ven. Confraternitas SS. Rosarii erectae in Ecclesia S. Martini
Tirani); da un documento contabile del 10 maggio 1681 risul-
ta che una Scola del S. Rosario
era stata eretta nella Collegiata
di san Martino con l’agiutto et
asistenza del nostro R.mo Sig.
Prevosto, Sig. Teologo Homobono Ferrario
Eccomi, col pensiero e con il
ricordo visivo, all’interno della
Collegiata di San Martino: sosto davanti alla Cappella dedicata alla Madonna del Rosario.
Nella raffigurazione artistica la
Madonna, seduta in trono con il
Bambino Gesù in braccio, mostra, e quasi sembra porgere,
la corona del Rosario, a S. Caterina da Siena e a S. Domenico di Guzman inginocchiati ai
- 40 -
lati del trono. santi domenicani
frequenti s. Rosa da Lima
La Madonna del Rosario, è
un culto molto antico. Siamo
nel sec. XII quando i Domenicani si fanno attivi propagatori
del S. Rosario: un modo di pregare semplice, una meditazione del Vangelo senza dover
leggere il testo. I cinque misteri
della gioia (gaudiosi), del dolore (dolorosi), della gloria
(gloriosi), completati da quelli
della luce (luminosi) voluti da
Giovanni Paolo II nel ... si snodano attraverso la recita del
Padre Nostro, di 10 Ave Maria
e un Gloria, concludendo con il
Salve Regina.
Pio V (1504-1572) istituì la festa del Santo Rosario per ringraziare la Vergine della protezione data alla flotta cristiana,
vittoriosa sui turchi musulmani,
nella battaglia navale di Lepanto (1571). La festa si celebrava
la prima domenica di ottobre,
ma nel 1913 si fissò al 7 ottobre. La pratica del Rosario, già
così diffusa, trovò conferma e
nuovo slancio con le apparizioni della Vergine a Lourdes
(1858) che raccomandò la pia
devozione.
Giuseppe Garbellini
DON IVAN SALVADORI
RETTORE DEL SEMINARIO
Nuova Nomina in Diocesi
Il nostro parrocchiano…
Martedì 2 settembre il Vescovo, in
assemblea plenaria con i sacerdoti della diocesi, ha dato l’annuncio che don
Ivan è il nuovo rettore del Seminario
diocesano.
A lui rivolgiamo i nostri migliori auguri con un pensiero speciale al Signore perché lo accompagni e lo sorregga
nell’impegnativo compito di guidare i
futuri aspiranti al sacerdozio nel discernimento della loro vocazione.
- 41 -
ELISABETTA (Dio è il mio giuramento, il mio Dio è perfezione,
dall’aramaico Elisheba).- Onomastico
il 4 luglio: S. Elisabetta regina del Portogallo (1271-1336),entra nel
Terz’ordine francescano e si dedica
alla preghiera e ai poveri.
VERONICA (la vittoriosa, dal greco
Bherenike).- Onomastico il 9 luglio: S.
Veronica Giuliani (1660-1727) al secolo Orsola, mistica suora clarissa di Città di Castello, ricevette le stigmate;
BENEDETTO (colui che augura il bene, che è benedetto da Dio, dal latino
benedictus).- Onomastico l’11 luglio:
S. Benedetto da Norcia (480-547);
fonda l’Ordine dei benedettini (motto:
Ora et labora = Prega e lavora) e
l’abbazia di Montecassino; protegge
agricoltori e contadini, chimici, speleologi, ingegneri e architetti; è Patrono
d’Europa dal 1964;
FELICE (felice, contento, fertile, dal
latino felix).- Onomastico il 12 luglio:
S. Felice, soldato nordafricano
dell’imperatore Massimiano, giunse a
Milano con S. Nabore (luce del profeta, dall’ebraico); convertiti al Cristianesimo, vengono decapitati a Lodivecchia nel 303, sotto Diocleziano e sepolti a Milano nella basilica detta naboriana. È fondatore della nostra Diocesi.
G I A CO M O (seguace di D i o,
dall’aramaico Ya’agob = seguace di
Dio o, colui che divenne primo,).- Onomastico il 25 luglio: S. Giacomo Mag-
giore, apostolo, figlio di Zebedeo, fratello di S. Giovanni evangelista, martire nel 42 sotto Erode Agrippa; patrono
di Spagna e Guatemala; protegge
cappellai, farmacisti, droghieri, calzettai e pellegrini; il 3 maggio si onora S.
Giacomo Minore.
ANNA (colei che ha misericordia,
dall’ebraico Hannàh = grazia, graziosa).- Onomastico il 26 luglio: S. Anna,
madre della B.V. Maria e ora ricordata
con il suo sposo S. GIOACCHINO
(Dio rende forti, Dio solleva,
dall’ebraico Yohakim), protettore dei
nonni; S. Anna protegge le gestanti, le
partorienti, le madri, le vedove, le casalinghe, le operaie, le domestiche, le
sarte e merlettaie e molte altre categorie; invocata per facilitare il parto, per
ritrovare gli oggetti smarriti e tener lontana la miseria. Nel nostro Santuario
c’è un altare con un bel dipinto del pittore sondriese Antonio Caimi (18111878); proverbio tiranese: “Per
sant’Ana, i pinciaröi i è ‘n cana”.
Altri onomastici in Luglio:
ENRICO (possente in patria, ricco,
signore, dal tedesco antico Heimrich)
il 13; CAMILLO (sacerdote partecipante a speciali sacrifici, ministro di
Dio, dall’ebraico kamuel) il 14; ALESSIO (colui che protegge, che difende
respingendo, dal greco-bizantino alexo) il 17; DANIELE (Dio è mio giudice,
dall’ebraico Dany’hel) il 21; MADDALENA (originaria di Magdala,
- 42 -
Qualche curiosità
I NOSTRI NOMI ...
dall’ebraico Magdal) il 22; CRISTINA
(devota, seguace, consacrata a Cristo,
dal greco Kristós e dal tardo latino
Christus) il 24; MARTA (signora, padrona di casa, dall’aramaico maretha)
il 29; IGNAZIO (figlio, se dal greco
igniatios; igneo, di fuoco, se dal latino
ignis) il 31.
Clarisse; protettrice della televisione,
di ricamatrici, stiratrici, lavandaie e
ciechi.
GAETANO (che viene da Gaeta, dal
latino Caitànus).- Onomastico il 7 agosto: s. Gaetano da Thiene (14801547); nel 1524 fonda la Congregazione dei Teatini per restaurare nella
Chiesa la regola primitiva di vita apostolica; a lui è dedicata la chiesetta
alpina di Trivigno e si onora il suo giorno con una devota processione che
parte dalla parrocchiale di Tirano.
DOMENICO (consacrato al Signore,
dal latino dominicus).- Onomastico l’ 8
agosto: S. Domenico di Guzmán
(1170-1221); fondò l’Ordine dei frati
predicatori, i Domenicani per
l’istruzione e la cultura dei religiosi;
patrono di astronomi, oratori, cucitrici.
LORENZO (abitante, nativo di Laurento, dal latino Laurentius).- Onomastico
il 10 agosto: S. Lorenzo, diacono a
Roma con papa Sisto II, martire nel
258, torturato su una graticola arroventata, è invocato contro incendi e
lombaggini; protegge rosticcieri e cuochi, pompieri, vetrai, bibliotecari e librai.
CHIARA (luminosa, chiaro, illustre,
famosa, dal latino clarus).- Onomastico l’11 agosto: S. Chiara di Assisi
(1194-1253), vergine, segue l’esempio
di S. Francesco e fonda l’Ordine delle
Altri onomastici in Agosto:
ALFONSO (valoroso, nobile, pronto
alla battaglia, dal tedesco antico Hindefuns) l’1; ROCCO (uomo grande e
forte, di alta statura, se dallo scandinavo; colui che ruggisce, se dal tedesco
hruk = cornacchia) il 16; ELENA
(fiaccola, splendore, fulgore del sole,
dal greco Heléne) il 18; ALESSANDRO (protettore di uomini, dal greco
aléxein = proteggere + andros = uomo) il 26; MONICA (mamma, sposa,
dal greco Mònake = solitario, eremita)
il 27; AGOSTINO (consacrato dagli
àuguri, venerabile, dal latino Augustus) il 28.
Giuseppe Garbellini
- 43 -
“ oi dialogoi “
quasi a voler sf...ruguliare l'amico
Matteo Ciao! “napoli”, come te la passi? E' un po' che non ti si
incontra. Dove ti eri cacciato?
Simone Ciao, Matteo. Ho trascorso qualche giorno con i miei figli,
a Milano. A proposito poi
del tuo “napoli”, mi sovviene un
simpatico episodio cui assistetti, nel lontano 1968,
proprio in
uno dei bar-pasticceria, centrale e di lusso, della bella Napoli.
Matteo
Sei riuscito ad incuriosirmi; racconta, racconta.
Simone
Un mattino mi
trovavo, con un amico napoletano, in una lussuosa
pasticceria del centro per
gustare un buon caffè (si,
perchè a Napoli i baristi
fanno a gara per servirti il
miglior caffè del mondo),
quando fui sollecitato ad
osservare bene la scena
che stava per svolgersi.
Dunque: varcava la
soglia del locale una personcina, piuttosto anziana, vestito di tutto punto: abito scuro, farfalla, bastone, cappello e monocolo, che sprizzava portamento di alto
rango.
Bene. Quel “signore” si avvicinò al banco, ordinò deciso: “un
pagato”, quindi recuperò un giornale da una poltrona e si recò a
sfogliarlo, seduto comodo ad un tavolino. Il barista si premurò amabilmente a preparare un vassoietto con su la tazzina del caffè ed un
bicchier d'acqua e servì, con un inchino rispettoso, il nobile vecchietto.
Matteo
E quel “pagato”?
Simone Bravo! Il mio amico mi ragguagliò poi come a Napoli, nel- 44 -
la quasi totalità dei locali- bar, molti avventori costumano, ogni tanto, lasciar “pagato” un caffè per la povera gente. E quel vecchietto
era sì nobile, per casato, ma un nobile decaduto che non si poteva
permetter più nemmeno un caffè al bar.
Matteo
Non avrei mai creduto! Proprio a Napoli, poi.
Simone Bene: il “pagato” si serve ancora oggi. E ti dirò di più:
dall'aprile dell'anno scorso, sempre a Napoli, è corsa l'iniziativa di
lasciar “pagato” un panino per chi ne avesse bisogno.
Matteo Simone, ho capito la lezione: vuol dire che quando ti dessi del “napoli” ti faccio un complimento?
Simone Vedi, Matteo, non è questione di complimenti; gli è che le
buone azioni siamo capaci di farle a qualsiasi parallelo, solo che
non tutte si conoscono. E bada bene: non è nemmeno questione di
colore di pelle. Personalmente l'ho potuto constatare proprio in questi giorni che sono stato a Milano. Mi sono spesso scarrozzato in
metropolitana e sai chi mi ha ceduto il posto con un sorriso? Alcuni
giovani sì, ma anche tanti giovani di colore. Ecco: la Società odierna dovrebbe porre molta più attenzione ai giovani. Si dovrebbe aiutarli di più, spronarli, stimolarli, allargare loro gli orizzonti. Sono i
giovani che possono restituirci un mondo migliore dell'attuale. In
somma soltanto dai giovani ben preparati possiamo aspettarci un
futuro di benessere e di serenità per tutti.
effeti
IL GUFO NEI SUOI PENSIERI...
Nella foresta, scoppiò un terribile incendio! Le fiamme divoravano sterpaglie
ed alberi, con voracità inarrestabile. Tutti gli animali si lanciarono in una fuga
disperata, come un fiume disordinato ed urlante, davanti alle fiamme. Solo
un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d'acqua nel becco…
«Cosa credi di fare?», gli chiese il leone. «Vado a spegnere l'incendio!», rispose il piccolo volatile. «Con una goccia d'acqua...?». «Io faccio la mia parte!», rispose il colibrì.
"Il mondo è in fiamme? Spegni l'incendio, con la tua goccia..."
- 45 -
AVVISI UTILI
Percorso Fidanzati
Le coppie che desiderano
intraprendere la preparazione
al Matrimonio Cristiano tengano
conto che il percorso inizia
la Vigila della Prima Domenica
di Avvento, sabato 29 novembre
attesimi
Celebrazione B
in novembre
e la prima
Dal momento ch
ese è il giorno
domenica del m
razione
della commemo
,
dei fedeli defunti
ica 16
saranno domen
San Martino
Festa Patro
nale
11 novemb
re
ore 10.00
Quest’anno
cade
di martedì.
Saranno inv
itati
tutti i sacerd
oti
del Vicariato
Testimonianza
su don Carlo B
raga
Giovedì 18 otto
bre
Presso Oratorio
di TIRANO
Veglia Missionaria
con la croce
di Lampedusa
Ore 13.00
Suonano le campane
a festa. Perché?
Perché nella comunità
è arrivata una nuova vita!
Venerdì 24 ottobre
a Sondalo
I due vicariati insieme
Era già stato scritto. Alla nascita
di un figlio/a se i padri
lo comunicano suoneranno le
campane a festa per rallegrarci
con mamma e papà
(La croce di Lampedusa è
stata benedetta da papa
Francesco in memoria dei
morti nel mediterraneo)
- 46 -
Sistema Informativo Parrocchiale
Hanno iniziato la vita cristiana con il Battesimo
25 Maggio
Andrea Parisi di Lucio e Debora Bana
01 Giugno
Luigi di Donatella Galasso
Christian Cerone di Luca e Valentina Agosti
Sofia Giovanniello di Milos e Livia Mindroiu
Matilde Brigatti di Simone e Francesca Ambrosini
Loris Giudice di Massimo e Milena Carnevali
Laura De Campo di Alessandro e Dokphihul Waraporu
Anita Corda di Gabriele e Angelica Spada
Tommaso Sutti di Paolo e Silvia Acquistapace
Simone Tresoldi di Andrea e Sabina Gioppi
03 Agosto
Giulio Brevi di Davide e Michela Gianoli
Teodoro De Campo di Matteo e Sonia Baldelli
Carlo Berera di Gianluca e Cristina Culanti Indiano
Lisa Vivienne Del Dot di Nicola e Federica Zampatti
10 Agosto
06 Settembre Tommaso Colombini di Luigi e Silvia Frezzotti
07 Settembre Bianca Pergo di Andrea e Sara Cairoli
Sofia Zanoli di Francesco e Harelda ReKa
Jacopo Garbellini di Gianni e Annalisa Zanoli
Martina Di Stefano di Cristian e Elena Galli
Alice Di Stefano di Cristian e Elena Galli
Keithy Aurora Rossano Alcantara di Ciro
e Joseph Mindry Alcantara
Hanno intrapreso la vita matrimoniale
21 Giugno
21 Giugno
28 Giugno
Giovanni Antonio Giuliano e Marisa Foppoli
Alessandro Tognoli e Deborah De Campo
Federico De Campo e Lara Maletti
12 Luglio
19 Luglio
Luca Regonesi e Camilla Pitino
Andrea Ippolito e Amalia Noemi Volentè
- 47 -
Dati Anagrafici
UFFICIO ANAGRAFE
09 Agosto
30 Agosto
Andrea Portovenero e Silvia Robustellini
Mattia Della Vedova e Dania Maletti
06 Settembre Riccardo Franchetti e Paola Ruggera
Hanno concluso la vita terrena
36. 27 Maggio
Agostino Giovanni Priuli di anni 84
37.
38.
39.
40.
41.
42.
43.
02 Giugno
04 Giugno
06 Giugno
08 Giugno
10 Giugno
24 Giugno
25 Giugno
Iolanda Cipolletti di anni 82
Silvia Caterina Merlo di anni 87
Giancarlo Buttigliero di anni 63
Maria Emilia Federici di anni 97
Domenico Guacci di anni 71
Silvana Colombo di anni 86
Achille Foppoli di anni 80
44.
45.
46.
47.
48.
49.
50.
51.
04 Luglio
05 Luglio
10 Luglio
12 Luglio
18 Luglio
22 Luglio
25 Luglio
28 Luglio
Enrico Rampa di anni 90
Alfio Bassi di anni 56
Nelly Croci di anni 85
Pasquale Di Lorenzo di anni 93
Giuseppe Rinaldi di anni 88
Giancarlo Omodei di anni 69
Gianni Paolo Ferrari di anni 71
Paolo Giuseppe Barbaro Galantino di anni 79
(Rientrato dall’Australia)
52.
53.
54.
55.
56.
57.
58.
03 Agosto
08 Agosto
15 Agosto
16 Agosto
18 Agosto
23 Agosto
24 Agosto
Giuseppe Marchetti di anni 73
Maria Pini di anni 99
Dario De Campo di anni 73
Pia Moraschini di anni 95
Teresina Turcatti di anni 57
Dante Antonio Canetta di anni 81
Augusta Maria Bonazzi di anni 85
59. 01 Settembre Anselmo (Mino) Robustellini di anni 85
60. 03 Settembre Natalino Cabassi di anni 67
61. 07 Settembre Marisa Chiodi di anni 70
- 48 -
GIOCHIAMO INSIEME
a cura di LIDIA ROBUSTELLI
In questo borgo della Normandia, situato a
circa 25 Km. da Lisieux, tra il 1972 e il 1978
Gesù appare a Madeleine Aumont, umile
sposa di un operaio e madre di cinque figli,
alla presenza del suo parroco, l’Abate
L’Horset e di alcune religiose, dettando una
serie di messaggi colmi di insegnamenti e di
avvisi per l’intera umanità. Il messaggio grida
al mondo che il ritorno di Cristo re è vicino. Il
segno della Sua venuta è la Croce Gloriosa.
Ecco perché bisogna traboccare di gioia davanti a tutto e non lamentarsi come coloro
che non hanno speranza. Ciò che Gesù attende da noi è il nostro Sì completo, non tanto a questi messaggi o alle manifestazioni di
tale luogo, ma la conversione al Vangelo. Le
Croci d’Amore luminose vanno tenute vive con le preghiere, quali barriere contro guerre
ed epidemie. Ogni anno, il 28 del 3° mese dell’anno, si festeggia l’anniversario
dell’apparizione della Croce Luminosa. Questo giorno rappresenta l’annuncio dell’ottavo
giorno, giorno beato e santo della nuova era e che è già dentro di noi.
ORIZZONTALI: 1. Pittoresca località della Val di Non. 4. Uno …..sfogo giovanile.
7. La prima persona della Trinità. 8. La definizione di Dio in 1Gv. 4,8. 9. Amata
senza uguali. 11 Infiacchirono Annibale a Capua. 12. A fine secolo. 13. Città della
Svizzera. 15. Un sistema simile all ABS. 16. La sorella della mamma o del papà.
17. Ivan tennista cèco. 19. Diede i natali a Giuseppe Sarto (1835) divenuto papa
S. Pio X. 21. Coda di condor. 22. Una sigla per pile. 23. Nuoro per l’ACI. 25. Azienda Servizi Municipalizzati. 27. Novecento romani. 28. L’arte di chi sa ben parlare.
VERTICALI: 1. Riduce l’uomo in cenere! 2. Ventre tondeggiante. 3. Arcipelago
dell’Oceania. 4. Incitamento all’asino lento. 5. Oggi è detta U.E. 6. Forma corporea
in cui, nello spiritismo, si materializzerebbero un’entità evocata. 10. Altro nome del
Siam. 12. Noto allucinogeno. 14. Non unico, ma quasi. 15. L’eroe che fuggi da
Troia in fiamme. 18. Quello di coscienza ci fa valutare i nostri atti alla luce della
legge morale. 20. Baghdad ne è la capitale. 24. In mezzo agli accumulatori. 26.
Una esortazione a salire. 27. Iniziali di Zavattini.
- 49 -
Sommario - SETTEMBRE 2014
p. 3
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p. 5
p. 6
p. 7
p. 9
p. 10
p. 12
p. 15
p. 16
p. 18
p. 20
p. 21
p. 24
p. 27
p. 28
p. 29
p. 31
p. 33
p. 36
p. 38
p. 40
p. 41
p. 42
p. 44
p. 46
p. 47
p. 49
Valore di una Prima Messa - don Paolo Busato
Avvicendamenti - don Paolo Busato
Indirizzo di saluto a don Francesco - don Paolo Busato
Ben arrivato tra noi - don Paolo Busato
Il giorno della Prima Messa - Camilla Pitino
Due secoli di Vita - don Paolo Busato
Valore della Visita Pastorale - don Paolo Busato
Dalla Relazione al Vescovo - don Paolo Busato
Cercasi...
Piano Pastorale 2014
Don Nicola… si presenta - don Nicola Schivalocchi
Grest 2014
Intervista a Paino Terra - Mariachiara Pitino
Cronaca di un campo speciale - Giulia, Anastasia, Federica
Il secondo Campo - Noemi e Daniele
Festa di San Gaetano in Trivigno - Chiara ed Elia
Anniversari Matrimonio - Festa della Famiglia
PG Goodness - Tirano - Mariluci Vesnaver
Letto per voi - a cura di Daniela Pianta
Lettera Circolare
Riflessioni sul gesto di pace - Giuseppe Garbellini
Per la Madonna del Rosario in S. Martino - Giuseppe Garbellini
Don Ivan Salvadori rettore del rettore
I nostri nomi - a cura di Giuseppe Garbellini
“Oi dialogoi” - effeti
Avvisi Utili
Ufficio Anagrafe
Giochiamo insieme – a cura di Libia Robustelli
- 50 -
Le Campane
di S. Martino
N 3. TERZO TRIMESTRE. SETTEMBRE 2014
Trimestrale della Parrocchia di San Martino in Tirano
Per telefonarci: 0342 70 13 42
Per cambio indirizzo abbonamenti: 349 006 07 55
PER CONTATTARE
LA PARROCCHIA
Prevosto
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tel. 0342 701342
cel. 3336127134
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Collaboratore
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Direttore
PAOLO BUSATO
tel. 0342 701362
Direttore responsabile
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ERCOLE ANDREA PIANI
Direzione e redazione
CASA PARROCCHIALE
PIAZZA SAN MARTINO, 1
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tel. 0342 701369
Residente
Don Renzo Maranta
Stampa
TIPOGRAFIA PETRUZIO
tel. 0342 704636
- questo numero è stato stampato in 730 copie 20 settembre 2014
………………………………………………………
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Madonna di Tirano
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L'ABBONAMENTO
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del Tribunale di Sondrio N. 22/1953
del Registro di Stampa
- 51 -
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Sabato
14 Giugno 2014
Accoglienza
in Oratorio
Domenica
15 Giugno 2014
Prima S. Messa
- 52 -
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settembre 2014 - Parrocchia Prepositurale Collegiata San Martino