00090 9 772038 285506 Anno II Numero 9 26 giugno 2010 € 1,00 di Daniele Pertot . L’impegno del nostro giornale é la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli . Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - Tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - Internet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO Perché NO Continuiamo a ricevere sollecitazioni da ambienti di parte, ma anche da amici benintenzionati, che visto il successo del giornale ci chiedono di dare appoggi o risparmiare critiche a qualche fazione politica o nuova lista elettorale. Per non perdere altro tempo con queste cose chiariamo qui a tutti, ed una volta per tutte, perché la risposta é e rimane NO. Comprendiamo che nel clima particolarmente degradato della politica e dell’informazione in Italia quel genere di richieste possa sembrare lecito e normale. Ma questo giornale esiste proprio per tentar di combattere quel degrado praticando la vera funzione del giornalismo, che non è scrivere al servizio di gruppi od uomini di potere, ma della collettività: secondo intelletto e coscienza, per quello che si ritiene sia il bene comune. Anche sbagliando, naturalmente, ma in libertà. Altrimenti non si fa informazione, ma propaganda. Che, come la pubblicità, è lecita solo se dichiarata, perché quando la si spaccia per informazione diventa delitto contro la pubblica fede. Questo è esattamente ciò che afferma e prescrive anche il codice deontologico dei giornalisti italiani, benché tanti colleghi si trovino costretti, e con vera sofferenza, a scrivere sotto ricatto lavorativo di padroni politici e finanziari che esigono la prostituzione più o meno marcata del giornalismo ai loro interessi. Altrove è abbastanza normale che ci siano anche giornali liberi, padroni di se stessi o proprietà di editori che ricavano il loro profitto morale (come il nostro) o materiale proprio dalla libertà d’informazione che garantiscono. Ma qui si è ormai così disabituati all’informazione libera da non concepirla nemmeno più, e da non saperla nemmeno riconoscere quando la si ha di fronte. Per questo motivo c’è anche chi ci attribuisce comunque scopi elettorali, padroni o manovratori occulti, e quant’altro di repertorio. L’editore ed il direttore responsabile di questo giornale vi confermano quindi che non ne abbiamo affatto. E che il nostro solo interesse politico è quello doveroso e legittimo di ciascuna persona sensata: che vadano elette le persone più oneste, intelligenti e competenti possibile, con i progetti più seri ed i valori più elevati, anche a prescindere dalle liste con cui si presentano. Il che si ottiene anzitutto svolgendo verso gli altri ed il malaffare il semplice ruolo della stampa libera, che è quello di cane da guardia della società: prima si dà l’allarme, poi si ringhia il preavviso, ma se insistono si morde. E noi lo facciamo secondo l’impegno etico cavalleresco che trovate espresso in testata. Nessuno venga dunque più, per favore, a chiedere o pretendere che ne deroghiamo. D.P. - P.G.P. I numeri arretrati si trovano presso la redazione a Trieste, via Filzi 9 DIPIAZZA INDAGATO PER L’ACQUISTO ILLEGITTIMO DI UN TERRENO DEL COMUNE Speculazione illecita del sindaco: spiegazioni o dimissioni ! L’ha usato per rivenderlo edificabile ad un gruppo di noti costruttori L’articolo 1471 del codice civile – Divieti speciali di comperare stabilisce che «Non possono essere compratori nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona: 1) gli amministratori dei beni dello Stato, dei comuni, delle provincie o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura; 2) gli ufficiali pubblici […]. Nei primi due casi l’acquisto è nullo (1418).». È un divieto di legge imperativo, la cui violazione ha conseguenze di diritto civile, penale ed amministrativo. La speculazione illecita I ruoli e le professionalità di simili compratori finali rendono inoltre difficile considerarli ignari dell’illecito originario, e dunque acquirenti di buona fede. Funzionari e politici coinvolti Sul sito dell’Ospedale della Maddalena dopo lo scempio dell’abbattimento speculativo di edifici e parco Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha invece fatto mettere in vendita un terreno comunale nel rione di San Giovanni acquistandolo illegalmente lui al prezzo di 33.050 euro, per accorparlo riqualificato a tre suoi fondi proprietà confinanti allo scopo di realizzare un’operazione speculativa immobiliare privata. Ha infatti rivenduto il tutto per 370.000 euro dichiarati alla società Generalgiulia 2 s.a.r.l., che (come altra omonima) ha per procuratore il suo assessore Giorgio Rossi, presidente del Consiglio d’amministrazione il costruttore Donato Riccesi e quali proprietari le potenti imprese di costruzione Riccesi, Carena, Cividin e Palazzo Ralli. Sono, in sostanza, gli stessi soggetti sotto indagine della Procura per la speculazione edilizia sull’ex Ospedale della Maddalena di cui riferiamo più sotto in questa stessa pagina. Ma la vicenda coinvolge oltre al sindaco anche altri soggetti ed organi politici ed amministrativi comunali, anche perché i contratti pubblici, vendite incluse, si concludono sempre con un’aggiudicazione provvisoria, che diventa definitiva soltanto dopo l’approvazione finale dell’organo competente a verificarne la regolarità. Ed in questo caso le verifiche di regolarità risultavano competere, nell’ordine, al segretario comunale e ai funzionari che hanno trattato e redatto l’aggiudicazione e la compravendita al sindaco più le successive domande tavolari, agli assessori che l’hanno avallata ed ai consiglieri comunali che l’hanno ratificata. continua a pagina 2 TRA COMPLICITÀ POLITICHE, INERZIE INVESTIGATIVE ED ARCHIVIAZIONI GIUDIZIARIE Beni pubblici svenduti alla speculazione edilizia Forniamo nuovi elementi investigativi sul caso dell’ex ospedale infettivi della Maddalena Secondo notizie di cronaca le indagini e perquisizioni della Procura nei confronti dell’assessore Rossi e probabilmente di altri membri delle amministrazioni comunali Dipiazza riguarderebbero in particolare la cessione dell’ex ospedale e parco della Maddalena alla speculazione edilizia di un gruppo di grossi costruttori i cui nomi ricorrevano già in parte nelle annose e sinora irrisolte indagini sugli appalti. Come anche nella speculazione illecita del sindaco di cui ci occupiamo qui sopra. Il caso della Maddalena aveva già suscitato scalpore sia per le caratteristiche dell’operazione urbanistico- Gli edifici storici dell’Ospedale della Maddalena edilizia tra pubblico e privato, sia per controlli ed interventi tempestivi in opposiziola distruzione inattesa e brutale delle ne. Come quello doveroso della Soprintendenza alberature secolari del parco che avrebbe potuper far rispettare il vincolo degli edifici storici, to diventare uno spazio prezioso di verde pubarricchiti da colonnati ed altri pregevoli eleblico. Ci auguriamo quindi che la magistratura menti architettonici ed arredi d’epoca. faccia chiarezza rapida ed inequivoca. La seconda è che la bonifica dell’amianto, Chiarezza alla quale noi contribuiamo sin che avrebbe comportato tempi lunghi e costi d’ora proponendo alla Procura il controllo imelevati, risulta eseguita solo in minima parte mediato di tre informazioni investigative da lasciandone nascoste tonnellate nel sottosuofonti protette dal nostro segreto professionale. lo. La loro individuazione e rimozione richiede La prima è che le opere di demolizione degli perciò il sequestro dell’area. edifici di pregio risultano esser state effettuaLa terza è che durante gli abbattimentite con rapidità anomala, ad impedire reazioni, Le vostre lettere e segnalazioni a pagina 6 - 7 Dipendenza da gioco a pagina 9 Premi alla Trieste scientifica a pagina 13 lampo (che hanno anche a Trieste noti precedenti sospetti) non risulterebbe si sia fatta viva in cantiere nessuna delle autorità di controllo sanitario, edilizio, ambientale ed antinfortunistico. Ma la vicenda della Maddalena non è isolata, perché appartiene a quella che è l’altra faccia del “sistema” degli appalti: un’intera serie di vendite poco chiare di grandi beni pubblici comunali e regionali alla speculazione edilizia privata, anche di alcune delle stesse imprese. Compiuta sia dalle amministrazioni di centrosinistra (Illy) che da quelle di centrodestra (Dipiazza, Tondo), che hanno in sostanza come denominatore comune soltanto gli interessi di grossi costruttori. Stiamo preparando inchieste sui singoli casi, ma se ne possono già elencare i più eclatanti, anche perché pare ne incombano di nuovi, non meno importanti ed opachi. Come già la cava di Sistiana, che la Regione ha ceduto senza gara effettiva ed a prezzo di stima irrisorio per la costruzione speculativa edilizia privata di un complesso abitativo costiero di lusso ad asserita destinazione turistica (come Porto san Rocco?). continua a pagina 2 I cani da adottare a pagina 14 Appuntamenti di cultura ed arte a pagina 25 - 26 - 27 2 q il tuono INCHIESTE Sabato, 26 giugno 2010 Speculazione illecita del sindaco segue dalla prima Le conseguenze civili, penali ed amministrative Le conseguenze civili consistono, come si è visto, nella nullità originaria del contratto di compravendita; quelle penali, salvo che il fatto non costituisca reato più grave, nell’abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni, aumentata nei casi di rilevante gravità, come sembra proprio essere questo; quelle amministrative nell’impossibilità di ricoprire la carica di sindaco o consigliere comunale (art. 63 D.Lgs. 267/2000), ed in evidenti profili di danno erariale, trattandosi di un bene pubblico acquistato illecitamente da un pubblico amministratore per rivenderlo a terzi con profitto privato. La denuncia di Greenaction La denuncia dei fatti è stata presentata alla Procura di Trieste già il 15.10.09 dall’associazione ambientalista Greenaction Transnational. Ed era così perfettamente dettagliata e documentata con le visure tavolari, quelle camerali, i contratti e gli atti del Comune da consentire al Pubblico Ministero di assumere immediatamente i provvedimenti doverosi per proteggere il bene pubblico illecitamente venduto, perfezionare eventualmente le prove e procedere nei confronti dei responsabili. Rimarrà da verificare se lo abbia già fatto, quando e come, poiché ci risulta che negli ormai nove mesi trascorsi i denuncianti non siano stati ancora nemmeno contattati. Si devono ovviamente rispettare le discrezionalità operative della Procura a fronte di carichi di lavoro abnormi, anche se nel frattempo abbiamo constatato speditamente espletati dagli stessi uffici altri procedimenti, incluse archiviazioni sommarie di esposti rilevanti di Greenaction ed almeno una denuncia recente d’interesse civilistico. Stampa ed omertà ambientali La notizia della denuncia e dei fatti era inoltre di dominio pubblico dal 20.10.2009, per un efficace servizio giornalistico del quotidiano locale ove però Dipiazza rispondeva, contro evidenza e legge, che aveva diritto di comperare ed era tutto regolare ed approvato dal Consiglio comunale. Aggiungendo pure, strafottente, nei confronti di Greenaction: «Io, a differenza da queste persone, sono uno che fa». Ma poi il giornale non aveva approfondito l’inchiesta e nessun politico, coinvolto o no, nemmeno di opposizione, risulta essersi associato alla denuncia od aver preso iniziative proprie benché si trattasse evidentemente di fatti gravissimi da chiarire. Vi è dunque un quadro obiettivo di omertà ambientali concrete, che come tale richiede anch’esso ulteriori indagini e spiegazioni. Il terreno e la vendita illecita Il caso riguarda un terreno comunale di 413 mq nel rione di San Giovanni (p.c.n. 216 di Guardiella) confinante con altri di proprietà del sindaco Dipiazza, a ridosso dell’ex Ospedale Psichiatrico. Il fondo era coltivato in affitto da un anziano signore che ne ricavava essere ammessa, od almeno venire immediatamente eccepita inammissibile e rigettata poiché una vendita di terreni comunali al sindaco era palesemente ille- La cava di Sistiana venduta e sbancata per il villaggio turistico-residenziale gittima ed illecita; modificava inoltre favorevolmente la le sue proprietà confinanti e nel dicembre 2008 stipula classificazione urbanistica del fondo un preliminare di vendita con la società Edil 2004 s.r.l. (a beneficio dell’acquirente Dipiazza) (veneta, con socio ed amministratore unico Giuseppe senza la necessaria variante di piano Bison) che lo intavola quale vincolo anche verso terzi. Ne trasferisce infine i diritti alla Generalgiulia 2 preregolatore. sieduta e rappresentata dal Riccesi con procuratore l’asE causava automaticamente l’imsessore Rossi. Il contratto di compravendita finale alla possibilità del sindaco a continuare a Generalgiulia è del 31 luglio 2009, e reca le firme di Diricoprire la carica. piazza, Riccesi e Bison. La proposta venne invece messa in E così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è riuscito ad impadronirsi illegalmente di un terreno comunale modificandone anche la qualificazione urbanistica, per realizzare una speculazione immobiliare personale dell’importo dichiarato di 370.000 euro, e favorirne una edilizia da parte dei soliti noti. Sul che stiamo anche preparando un supplemento d’inchiesta giornalistica. Conclusioni L’ex hotel e scuola alberghiera “Europa”, venduta ed ora residence privato benessere e risorse vitali così importanti nell’età avanzata ed aveva già chiesto invano da anni di poterlo acquistare. Nel 2005 il Comune gli aveva improvvisamente rifiutato il rinnovo del contratto d’affitto del terreno affermando di volerlo vendere. Lui aveva chiesto subito di acquistarlo, ma si era fatto avanti il sindaco Dipiazza ed il Comune aveva indetto una gara ufficiosa tra i due offerenti. Mentre agenti della Polizia Municipale avviavano sul posto controlli e contestazioni nei confronti dell’anziano. Alla gara ufficiosa (28.9.2006) si era presentato così solo il Dipiazza, aggiudicandosi il terreno con un rialzo minimo sul prezzo base. Ed in tutti gli atti relativi del Comune non si fa menzione del suo ruolo di sindaco, che rendeva ipso facto palesemente inammissibile l’offerta e nulla la compravendita. L’approvazione del Consiglio comunale La delibera d’approvazione del Consiglio comunale è la n. 119 del 21.12.2006, che non avrebbe dovuto normale discussione, con interventi strabilianti sia di maggioranza che di opposizione e della giunta. Dai verbali risultano infatti intervenuti contro la delibera i consiglieri Barbo, Omero, Decarli, Svab, Kakovic, Lupieri e Minisini, ma tutti completamente fuori strada. Secondo loro la vendita al sindaco rispetta la legge, ma si deve verificare che non prevarichi i diritti dell’altro offerente, sarebbe connessa ad interessi del vicesindaco Lippi (cui Dipiazza aveva venduto la vecchia casa insistente su quei fondi), e l’illegittimità consisterebbe solo in vecchi vincoli e nella modifica anomala di destinazione urbanistica; l’atto andrebbe quindi sospeso e riportato in Commissione. A favore intervengono invece Trebbi e Ferrara: la vendita è legittima sotto tutti gli aspetti, va approvata e le critiche sono preconcette ed immotivate. L’assessore Tononi conferma e garantisce il tutto da parte della giunta, di cui risultano presenti e tacitamente consenzienti anche gli assessori Bucci, Grilli, Rovis e Savino. Assente Rossi, come Lippi ed il sindaco Dipiazza. La vendita radicalmente ed evidentemente illegittima e nulla viene quindi approvata con 22 voti favorevoli e 13 contrari su 35 in aula. Ed a prescindere da ovvie considerazioni sulle capacità ed intenzioni dei consiglieri, comporta loro precise corresponsabilità di ordine civile, penale, amministrativo ed erariale. Intavolazione e vendita L’ex ospedale santorio, venduto e ristrutturato come sede della Sissa Dell’illegittimità e nullità di legge di una compravendita tra Comune e Sindaco non sembra però accorgersi nemmeno il Giudice tavolare, sicché il Dipiazza acquisisce tranquillamente la proprietà del fondo, procede a frazionamenti ed accorpamenti con Gli aspetti penali del caso competono ovviamente alla Procura ordinaria, e quelli civilistici ed erariali alla Procura della Corte dei Conti (che dovrebbe poter anche azionare la nullità originaria delle compravendite del terreno comunale). Ma quelli amministrativi dell’impossibilità a ricoprire la carica di sindaco e di consigliere comunale si dovevano produrre automaticamente, con loro decadenza immediata ed implicazioni sia su tutto il prosieguo del loro mandato di allora che sulla loro ricandidabilità ed eleggibilità per il presente. Nel quale comunque il Sindaco Dipiazza ha compiuto atti inerenti ulteriori, rivendendo il terreno comunale illegittimamente ed illecitamente acquistato e detenuto. Problema, questo, la cui valutazione compete anche al Prefetto. A prescindere da cosa farà ora, e quanto rapidamente, la Procura per gli aspetti penali, il Sindaco ha il dovere politico di renderne conto ai cittadini elettori. E di fronte alla gravità del caso ed alle sue prove oggettive non bastano le sue dichiarazioni generiche che tutto è regolare, né lo scarico di responsabilità sui Consiglieri. La scelta politica doverosa per il sindaco Dipiazza è quindi soltanto tra immediate spiegazioni pubbliche in contraddittorio, ma dettagliate, serie e fondate in diritto, o le dimissioni immediate. Noi abbiamo fatto il nostro dovere di giornalisti: veda ora lui di fare quello che riterrà il suo. Paolo G. Parovel Beni pubblici svenduti segue dalla prima Su questo sta anche arrivando una nuova archiviazione sorprendente da parte della Procura. Ma sulla costa c’è anche l’Hotel Europa, nato come scuola alberghiera di prestigio costruita e finanziata con denaro pubblico, venduta alla speculazione edilizia privata per ricavarne un residence costiero di lusso. Ed in splendida posizione panoramica sotto l’Obelisco c’é anche l’ospedale Santorio, ceduto a concorrente unico, un costruttore finanziato con soldi pubblici per acquistarlo, ristrutturarlo e rivenderlo alla Sissa che aveva già una sede sufficiente, liberata così ad altre possibili speculazioni. Vorremmo poi capire cosa sta accadendo con l’ospedale infantile Burlo Garofolo, con le caserme, con la sede della Polizia Municipale di Viale Miramare, con l’antichissimo convento di San Cipriano a San Giusto, e con tante altre parti grandi o piccole del patrimonio cittadino troppo appetibili alla speculazione edilizia privata e troppo esposte in mano a politici che non danno sufficienti garanzie di attenzione e competenza, o come nel caso del sindaco Dipiazza fanno addirittura speculazioni in proprio su beni pubblici a loro stessi affidati. I mezzi di difesa giudiziari, investigativi ed amministrativi ci sono, e la stampa libera adesso con noi esiste. Dunque utilizziamoli, e se avete informazioni da segnalare inviatecele. P.G.P. Sabato, 26 giugno 2010 Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre una scelta di notizie particolari della settimana sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate. Corso Salani e la verità su Ustica ed altro Ostia - Trieste. 17 giugno - a 48 anni è morto Corso Salani, regista, sceneggiatore e attore. Il suo volto è legato al film di Marco Risi, Il muro di gomma, del 1991: nella pellicola Salani ricopre il ruolo di Rocco Ferrante, un tenace giornalista (ispirato ad Andrea Purgatori), che dalle colonne del Corriere della Sera lotta per scoprire la verità sulla straage avvenuta il 27 giugno 1980 sopra Ustica. Secondo fonti di intelligence occidentali dell’epoca, coperte dal nostro segreto professionale, la spiegazione della tragedia di Ustica sarebbe quella fugacemente apparsa su una testata italiana ed immediatamente scomparsa del tutto. In sostanza, Gheddafi si stava accordando per dare basi aeree ai sovietici ed era previsto un suo sorvolo dello spazio aereo italiano. Un pilota libico ne informò i servizi occidentali, che fecero alzare in volo sotto silenzio radio dei caccia (non statunitensi) per intercettare ed abbattere l’aereo del leader arabo. Che però venne avvertito, pare da qualcuno dei servizi italiani, e ritornò su Malta senza che si potessero richiamare i caccia. I quali per maledetta fatalità si trovarono sul radar nel punto d’incontro previsto la traccia dell’aereo passeggeri in ritardo, lo abbatterono scambiandolo per l’altro e rientrarono. Il pilota libico informatore era fuggito finendo a schiantarsi col suo aereo sugli Appennini. Dopodiché il tutto venne coperto con depistaggi di vario genere e livello per evitare scandali interni ed internazionali. Proprio come poi i veri motivi dell’assassinio di Ilaria Alpi e del nostro bravo collega triestino Milan Hrovatin, e tante, troppe altre vicende oscure di questo povero Paese. ______________ I politici non si processano? Roma - Trieste, 18 giugno – Continuano le condanne, non immotivate, di ufficiali di polizia di vario grado per gli eccessi repressivi al G8 di Genova del 19-22 luglio 2001. Che ricordano molto quelli commessi a Trieste nel 1966 per reprimere la rivolta popolare contro la chiusura del cantiere San Marco (chi scrive c’era, e sulle barricate di san Giacomo). Gli eccessi repressivi a Trieste sono rimasti impuniti e nemmeno mai processati. A Genova invece sembra esser rimasto fuori dalle indagini il fatto che l’allora ministro degli interni Scaiola (ora indagato per corruzione) abbia ammesso di aver dato addirittura l’ordine di sparare, e che nella sala operativa della Questura si fosse installato, anche come autorità più alta in grado, l’allora vicepremier Gianfranco Fini. L’impressione è quindi che in Italia si continuino a perseguire gli esecutori istituzionali di fatti illeciti, ma non i responsabili politici che li ordinano. ______________ Limiti di sviluppo turistico, da Lignano e Grado a Sistiana Grado – Trieste, 18 giugno – Le opposizioni ambientaliste ad un nuovo villaggio turistico da 500 posti letto progettato a Lignano in una pineta da tutelare dovrebbero estendersi a quello simile progettato sull’isola di Grado, ancor più amata e frequentata da noi triestini. Il principio è generale: se non si mette un limite Italiani oltreconfine: correzione e aggiornamento Nel numero scorso un refuso ha trasformato in 6 il 16% degli italiani dichiarati di Slovenia e Croazia che risulta rappresentato dai dirigenti ora rieletti dell’Unione Italiana (lista TremulRadin). Ma il risultato non cambia molto, perché la maggioranza non rappresentata da costoro, e che dovrebbe farsi finalmente rispettare, rimane di uno strabiliante 84%. Vi si é inoltre aggiunta il 19 giugno un’accusa di gravi scorrettezze elettorali lanciata dalla lista minoritaria moderata (Silvano Sau, Orietta Marot). il tuono q 3 OSSERVATORIO DELLA SETTIMANA al carico antropico di una località turistica, tantopiù se é un’isola, si finisce per distruggerne le attrattive, cioè il capitale turistico, ambientale e paesaggistico permanente e collettivo, per profitti speculativi a breve termine di pochi. Sono perciò operazioni dannose ed insensate che oltre ai Comuni dovrebbero essere la Regione e la Soprintendenza a bloccare per prime, fissando per ogni località dei limiti di sviluppo sostenibili e facendoli rispettare. Il prezioso fascino originario di Grado era fatto sino a qualche decennio fa dalle atmosfere della cittadina storica associate a quelle da villeggiatura della Belle Epoque, del mare pulito, dell’estensione selvatica della spiaggia turistica sino alla pineta con le fonti libere d’acque termali, e delle lagune naturali d’intorno. Chi ha già assistito al suo scempio graduale con l’occupazione speculativa più kitsch di ogni lembo di litorale e le conseguenti lordure anche del mare, non può non ribellarsi pure da Trieste a nuovi “sviluppi” di un turismo sempre più autoaffondante. E tutto questo dovrebbe valere anche qui per la Baia di Sistiana. ______________ Teatri triestini in pericolo Trieste, 18 giugno – Le riduzioni di spesa pubblica per i teatri stanno ammazzando anche quelli triestini, che pure sono in crescendo di spettatori ed iniziative. La visione economica dei tagli alla cultura, come all’istruzione, è di un’idiozia ed antieconomicità folle, che da anni si riflette identica dall’amministrazione dello Stato sino agli organi locali minori. Ed è quella secondo cui ogni segmento produttivo dovrebbe mantenere sé stesso sotto il profilo rigidamente contabile delle proprie spese ed entrate finanziarie. Omettendo di calcolarne i rendimenti diretti ed indiretti, e non solo in denaro, come parti funzionali dell’intero sistema socioeconomico e culturale. È come se facessimo una valutazione di utilità e rendimento degli organi del corpo considerandoli ciascuno come a sé stante invece che come parti appunto funzionali di un sistema vitale straordinariamente complesso. Ed il fatto che la gran parte dei nostri disgraziati amministratori pubblici grandi e piccoli non abbia intelligenza sufficiente a rendersene conto sta recando alla società italiana danni immediati spaventosi che sarà molto lungo e difficile riassorbire. ______________ Lo zelo dei convertiti Trieste, 18 giugno – Tra le antiche milizie dell’impero ottomano i giannizzeri erano cristiani rapiti da bambini e convertiti, che come tali avrebbero mostrato uno zelo fanatico ignoto = anche allora = ai musulmani normali. Ce lo ricorda la foga spasmodica con cui l’ex dirigente comunista convertito Stelio Spadaro propaganda “da sinistra” vecchie tesi del nazionalismo di confine, ottenendo pure lodi presidenziali da Giorgio Napolitano, suo ex compagno di partito Ora lo Spadaro denuncia addirittura sui media come attentato all’italianità la banale trovata pubblicitaria, nemmeno nuova, di un oste di Isola che ha ristampato una cartolina d’inizio Novecento dell’antica osteria mettendoci la sua insegna attuale. Chi scrive pensa che si debba semplicemente smettere di ascoltare queste interpretazioni allucinatorie della normalità quotidiana, perché sono soltanto sintomi tipici di vecchi fanatismi ossessivi che hanno già recato troppi danni al nostro diritto umano fondamentale di vivere oggi ed in pace da ambedue le parti del confine, parlando e scrivendo in tutte le lingue che ci pare. ______________ Trieste – Capodistria: simmetrie apparenti Ljubljana-Trieste, 19 giugno – Il governo sloveno formalizza la richiesta di valutazione ambientale transfrontaliera del piano regolatore del Porto di Trieste, come ha già fatto Roma per quello sloveno di Capodistria. Ma la simmetrìa è solo apparente, perché per situazione geografica le modifiche del porto di Capodistria non possono influire (per fortuna) sul territorio italiano, mentre quelle del porto di Trieste influirebbero purtroppo anche sul territorio sloveno. Per essere informati seriamente: – sul malaffare in Italia (e connessioni estere), leggete il quotidiano Il Fatto, che a 1,5 euro euro vi offre le migliori firme del giornalismo investigativo italiano, e non solo; – su quello che accade nel mondo, trovate ogni venerdì in edicola a soli 3 euro Internazionale, ottima rassegna settimanale di articoli e notizie tradotti della migliore stampa estera, su 106 pagine praticamente senza pubblicità, e così interessanti e ben fatte che si finisce per leggerle tutte. Falsi furti nelle tombe Genova - Trieste, 20 giugno – I media italiani ripropongono da Genova un caso già esploso da Trieste una ventina d’anni fa: il fatto che i poveri affossatori prelevino dalle salme esumate piccoli oggetti preziosi e denti d’oro altrimenti gettati e dispersi (non è quindi furto, né vilipendio, ma una sorta di consuetudine antica ed accettata) ma debbano anche pagarne il pizzo a dei funzionari per non essere denunciati. Se infatti rifiutano esplode il caso stampa e giudiziario, che aizza l’opinione pubblica travolgendo i più disgraziati senza toccare i corrotti. La differenza con Trieste è che a Genova la brava direttrice generale del Comune, Mariangela Danzi, fa lei quello che fece qui allora soltanto un consigliere comunale indipendente (chi scrive): difende i più deboli e chiede di riorganizzare anche a turni il loro terribile lavoro in maniera più umana. ___________ Visita travisata Bleiburg - Trieste, 20 giugno – Sui media italiani viene diffuso un travisamento politico tendenzioso della visita del presidente croato Josipovic al monumento carinziano di Loibach che ricorda le colonne di ustaša ed altri collaborazionisti in fuga anche con famiglie, che vennero uccisi in massa dalla polizia politica partigiana jugoslava dopo esserle stati riconsegnati a questo scopo dalle forze armate britanniche. Secondo la versione italiana si sarebbe trattato di una visita ufficiale solenne di “rinconciliazione” nel senso in cui la intende Roma. Invece è stata una visita ufficiosa semiprivata di omaggio doveroso alle sole vittime incolpevoli di una delle troppe stragi cieche ed ingiuste della guerra. E non una legittimazione di criminali collaborazionisti, o rimozione dei loro crimini, come si vuole ed usa invece da noi. Anziani deportati, ragazze senza rifugio Trieste, 22 giugno – Viene chiusa la Casa di Riposo don Marzari, a Prosecco, spostandone gli anziani ospiti al “Gregoretti” di San Giovanni, ed altrove. Sembra operazione normale ed indifferente. Invece non lo è affatto, perché per gli anziani con difficoltà di deambulazione passare dalla struttura di Prosecco, gradevole, perfettamente accessibile e con un bel parco a strutture sgradevoli e sostanzialmente reclusorie non è un trasferimento, ma una deportazione a stare molto peggio. Una vera vigliaccata verso persone così deboli e bisognose. Non vorremmo inoltre che l’operazione preparasse in realtà una delle solite speculazioni edilizie private su beni sociali di pregio. Lo stesso vale per la chiusura della casa d’accoglienza per giovani donne “Stella Maris”. Come se non ce ne fosse bisogno, e se non fosse possibile integrarla nelle strutture assistenziali generali invece di chiuderla. E probabilmente venderla poi a qualcuno dei soliti noti. Area metropolitana Trieste, 22 giugno – Un Comitato a guida politica ha incominciato una raccolta di firme sul progetto di città metropolitana del quale abbiamo già scritto. Ora sostengono che realizzerebbe anche l’autonomia di Trieste e del porto, con un proprio governatore: una specie di surrogato del Territorio Libero che ci siamo lasciati fregare cinquant’anni fa. Se fosse un progetto serio e documentato su basi giuridiche chiare e serie, ci si potrebbe anche ragionare su. Invece non ci risulta che lo sia. E possiamo considerarla solo come una delle tante sparate elettorali. 4 q il tuono OSSERVATORIO DELLA SETTIMANA Roma regala elefanti Roma -Trieste, 23 giugno – Sin da bambino ho desiderato di avere un elefante indiano: se laggiù ci potevano giocare ed andare in giro i ragazzini della mia età, perché non io? Ma se me lo avessero regalato, allora come adesso, non avrei avuto dove metterlo né i mezzi per allevarlo. È esattamente quello che sta accadendo in Italia con la dismissione di preziosi ma ingombranti beni pubblici dallo Stato alle amministrazioni regionali e comunali: ti tagliano i finanziamenti in denaro, ed “in cambio” ti danno beni che così hai ancora meno soldi per gestire. Il risultato, non casuale visto che siamo il Paese dei furbi impuniti al potere, è che i politici nazionali potranno vantare risanamenti contabili dei bilanci dello Stato (fasulli, perché hanno ridotto il patrimonio), mentre gli enti locali finiranno per volere o dovere svendere i beni alla speculazione immobiliare ed edilizia, con o senza le tangenti e le altre corruttele secondo gli usi di piazza del sud, del centro e del nord. Ringraziano commossi le mafie ed i cartelli degli appalti, che a loro volta finanziano in circolo virtuoso gli ambienti politici autori o non-oppositori di questi giochetti. Così potranno recuperare anche il valore quel po’ di beni che ogni tanto le parti ancora sane dello Stato gli sequestrano con tanto rischio e sacrificio, perché se ne vantino poi proprio i politici corrivi di cui sopra. E siccome Trieste per questi aspetti non è un’isola extraterritoriale, ma un’appendice molto significativa del territorio nazionale italiano, noi giornalisti e gli inquirenti istituzionali faremo bene ad aumentare seriamente la vigilanza su quello che succederà anche qui. Giovani maturi Roma-Trieste, 23 giugno – Agli esami di maturità quasi nessuno ha scelto il tema politico sulle “foibe” proposto con tanto clamore di stampa e circoscritto furbescamente al periodo 1943-54 per evitare tutto quello che era successo prima. A riprova che, contrariamente a quanto affermano in questi giorni sulla stampa molti vecchi soloni nazionali, la gran parte dei nostri giovani sono per molti aspetti molto più maturi ed intelligenti di loro. Tanto da percepire con chiarezza che sotto il pretesto di un tema su certezze storiche se ne spacciava uno politico di parte su materia che in realtà è ancora così controversa da non aver risolto le contraddizioni, clamorose, fra le note tesi consolidate sul piano mediatico e pubblicistico e le conclusioni diverse dell’apposita commissione storica di Stato italo-slovena. E tanto da capire che in ogni caso le vecchie discussioni politiche ossessive del dopoguerra vanno lasciate alla loro decantazione naturale, per affrontare i problemi veri di un presente ed un futuro ormai completamente diversi. In cui si ha il dovere proritario di aiutare i giovani e tutte le altre persone in difficoltà concrete, altrimenti sempre più drammatiche. Ed ancor più a Trieste. “Decreto intercettazioni” intercettato Roma-Trieste, 24 giugno – È un sollievo quasi divertente vedere come la politica italiana, intercettata e bloccata da Washington e Bruxelles sul “decreto intercettazioni” che favorirebbe criminalità e corruzione nazionali ed internazionali ne sta ora inscenando un rinvìo spontaneo e virtuoso, in nome delle priorità finanziarie di fronte alla crisi del Paese. Il presidente Napolitano ammonisce, quelli che recitano il ruolo dei più saggi si allineano, Berlusconi e la sua corte insistono per onor di bandiera sembrando isolati, e l’opposizione fa da coro di fondo. Sabato, 26 giugno 2010 POESIA DE TRIESTE Ma appena possibile ci riproveranno. Chi? È ovvio: gli interessi illeciti trasversali che spingono per questo provvedimento, e tutti i loro referenti politici attivi e passivi. Mentre a Trieste accade già che le intercettazioni, ad esempio sugli appalti, finiscano archiviate per più semplice ed efficace prescrizione, senza che nessun politico, di maggioranza od opposizione, protesti o dica qualcosa. Chissà perché. Immersione sospetta Roma-Trieste, 24 giugno – Il parlamentare e sottosegretario triestino Roberto Menia fonda una corrente politica nel gruppo di Gianfranco Fini: rimane tra i misteri del risanamento etico della destra in Italia come gli estremismi filofascisti così grevi e dichiarati del primo possano conciliarsi con il nuovo rigorismo iperdemocratico ostentato dal secondo. Che finisce perciò col sembrare sospetto: da quando il diavolo se ne sta immerso nell’acqua santa? Fine della fiera Trieste, 24 giugno – Maggioranza ed opposione politica locali hanno trovato un accordo: sul liquidare ingloriosamente l’Ente Fiera di Trieste. Come residuo ormai fallimentare di quando l’economia della città era più florida perché governata comunque molto meglio di quanto non sappiano o vogliano fare loro. Che adesso vantano pure il provvedimento come un atto di saggezza amministrativa, senza ombra di esame di coscienza ed in contraddizione clamorosa con tutto quanto di raccontano e promettono sui loro progetti mirabolanti di sviluppo e radioso destino per Trieste, se continueremo a mantenerli (letteralmente) al potere. Non occorre, ci sembra, nemmeno commento. Pubblicità ingannevole Trieste, 24 giugno – Quest’anno l’ordine dei giornalisti ci ha distribuito, assieme alla solita agenda, un validissimo trattatello sul codice deontologico con analisi e commenti di livello elaborati per i corsi di giornalismo. C’è anche un sostanzioso capitolo sul divieto di pubblicità ingannevole in forma redazionale, analizzato sotto il profilo civile, penale ed appunto deontologico. Ottima iniziativa, anche perché ci si era accorti da tempo che tra i colleghi vecchi e nuovi l’argomento era spesso, diciamo, poco noto od approfondito: adesso possiamo avere finalmente tutti le idee chiare. E ce n’era forse bisogno, visti gli imponenti pezzi redazionali illustrati del quotidiano locale prima per pubblicizzare a sorpresa vita ed opere dell’industriale Pierpaolo Cerani (ce ne siamo occupati nel numero precedente) e poi, oggi, un suo nuovo prodotto dalle asserite virtù fallico-afrodisiache. Con tanto di parere promozionale del direttore della Scuola di urologia dell’università che dichiara di non conoscerlo ma che sarà sicuramente un ottimo prodotto. Possiamo aspettarci ora anche un bell’articolo illustrato sui collaudi, o ne saremo privati dalla solerzia deontologica dell’Ordine? Verità muggesane Muggia-Trieste, 24 giugno – L’esponente politico muggesano Claudio Grison dichiara alla stampa che a Muggia nessun altro sindaco ha fatto quanto Dipiazza e Gasperini, i quali avrebbero superato tutti i loro predecessori e successori. Pura verità. Ma il problema è in che cosa, proprio come a Trieste. Anche se Grison forse non intendeva fare esercizio di umorismo così sottile. I cocai inamorai Ieri note do veci cocai inamorai i cucava la luna oltra un buso de nuvole e lu el ghe diseva: “Semo veci... ma te me vol ancora ben? “Sempre de più...” la ghe rispondeva batendo el beco sul scoio “Sempre de più de una volta, e no go mai vardà altri cocai che ti.” E lu: “anca mi te voio ben moriria per ti e te dirò che me piasi ancora rusarme sul tuo colo e pasarte el beco ne le tue piume che le xe ancora tanto bele e te son sempre el mio amor, che svolava con mi, sul mar... al’alba in zerca de pese, per i pici ma adeso sun sto scoio... cussì veci... spetemo ancora de sveiarse insieme doman... o de no sveiarse più. Wilma Mismas il tuono SETTIMANALE PER TRIESTE E DINTORNI Editore: Il Tuono di Daniele Pertot 34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9 Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881 Mailbox: [email protected] - Web: www.iltuono.it Direttore responsabile: Paolo G.Parovel A questo numero hanno collaborato: Claudia Bolboceanu, Mario Cestaro, Diana Collarini, Sara Cristaldi, Alessia Dagri, Samantha Falcone, Nuria Kanzian, Anna Keber, Massimo Laudani, Denis Locoselli, Giorgio Marchesi, Giulia Massolino, Chiara Meriani, Alessandro Mlach, Benedetta Moro, Nicola Napoli, Daniele Peluso, Samuel Saia, Sara Stulle Pubblicità: Il Tuono 34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9 Grafica e impaginazione: Redazione e Luglio Fotocomposizione Trieste - Via Miani 5/b Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6 Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l. Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008 Questo numero e stato chiuso per la stampa il 25 giugno 2010 Diritti riservati GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE ed in rete su: www.iltuono.it GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE ed in rete su: www.iltuono.it il tuono 5 PROBLEMI DELLA CITTà Sabato, 26 giugno 2010 o Via Giulia e strade laterali: è il caos Via Giulia, via Scussa, via Piccolomini, via Ireneo del Croce, via Pindemonte, via Rossetti: i lavori e i disagi sembrano non finire mai pe auto che attraversano in fase di costruzione. Ci la zona e sostano un po’ stiamo tutti chiedendo dove capita. In via Giu- cosa è successo e se mai lia c’è chi lascia verranno la macchina in ultimati i «La rotonda? doppia fila per lavori» Ci stiamo tutti fare il bancomat, Ormai i chiedendo cosa cittadini si chi parcheggia è successo e dove capita sulla sono quasi se mai verranno abituati e carreggiata opultimati i lavori» rassegnaposta per andare dal macellaio o a ti ai pezzi prendere il giordi plastica nale e così la situazione bianchi e rossi al posto peggiora. di un’aiuola e alla confuSpesso gli automobili- sione degli automobilisti sti spesso sono costretti a che non danno precedeninvadere l’altra corsia per za o non notano le strisce poter passare e avanzare pedonali, posizionate tra famiglie con bambini e passeggini che hanno un ulteriore disagio nel non trovare un parcheggio vicino casa. In queste ultime settimane sono cominciati i lavori anche in via Pindemonte con restringimenti di carreggiata e divieti di sosta proprio dove c’è l’uscita di emergenza del Teatro Rossetti. Spesso la si trovano i furgoni delle compagne teatrali che bloccano il traffico a partire già da via Rossetti con code che arrivano anche in via Battisti. Via Giulia (foto di Daniele Peluso) Traffico e cantieri aper- abitanti di queste zone. ti, in numerose parti della È a partire dal novemcittà, stanno mettendo a bre scorso che nella zona dura prova la pazienza dei di via Giulia e dintorni triestini. regna il caos per l’esecuLa fascia più critica zione di lavori ACEGAS di sembra quelrinnovo delle la compresa reti acqua, Traffico e cantieri gas ed elettritra le 10.00 aperti stanno e le 13.00 e cità in abbimettendo a dura la situazione namento alle non migliora prova la pazienza opere di foin serata sognatura e padei triestini prattutto in vimentazione concomitandisposte. za con la chiusura di uffici Per consentire il regoe attività commerciali. lare svolgimento dei lavoAsfaltatura delle strade, ri, sono stati disposti sui sistemazione dei marcia- suddetti tratti il divieto di piedi, ristrutturazione di transito e il divieto di sosta Viene in mente la mossa a ‘zig zag’ del cavallo, il percorso obliquo dell’alfiere nel descrivere la viabilità delle strade descritte messi appunto sotto scacco dai troppi cantieri aperti contemporaneamente, dai parcheggi insufficienti e dalle strade sconnesse. Il problema non sono i cantieri il problema è la durata. La rotonda di via Giulia è da più di un anno in costruzione. Nonostante ci lavorino, ogni giorno ci sono gli operai e i macchinari che scavano, la situazione è Via Scussa (foto di Daniele Peluso) nel traffico creando rallentamenti, nervosismo e caos. «Oltre il danno pure la beffa – racconta A. P. - perché i vigili spesso si mettono a multare chi parcheggia nelle zone vicine. Ma dove dobbiamo andare?». Non va meglio a chi, per spostarsi sceglie i mezzi pubblici: «Ogni mattina per venire al lavoro passo 20 minuti sull’autobus per arrivare in via Battisti. Meglio scendere e farsela a piedi……. faccio prima!». «Non parliamo poi della rotonda da più di un anno l’altro in maniera assurda A breve verrà chiuso e pericolosa per i pedoni e un tratto di via Rossetti e per loro stessi. i residenti sono già preocIn via Piccolomini e via cupati e parecchio innerScussa, dove vositi all’idea di i lavori conLa situazione passare un’estate a tinuano da caccia di parchegpotrebbe mesi, i disagi gi tra il caldo e la e dovrebbe riguardano stanchezza dopo cambiare, i residenti una giornata di lama quando? voro. che si trovano il divieto La situazione di parchegpotrebbe e dovrebgiare sotto casa e spesso be cambiare la domanda come è capitato devono è come e quando, fra un lasciare la macchina lon- anno, un mese dopo l’estatano o sulla linea del bus te? Sarebbe ora di finire i rischiando di prendere la lavori cominciati più di un multa. anno fa. Tante volte si tratta di Claudia Bolboceanu Via Piccolomini (foto di Daniele Peluso) palazzi antichi sono interventi che fanno parte dell’imponente (e tanto auspicato e necessario) programma di manutenzione della città. Tutti lavori necessari e apprezzati, dunque, però interminabili e soprattutto tutti concentrati nella stressa zona e nello stesso periodo. Di quale zona parliamo? Di via Giulia e delle numerose laterali coinvolte. Si tratta di via Giulia, via Scussa, via Piccolomini, via Ireneo del Croce, via Pindemonte infine via Rossetti. Una zona ampia dunque che reca danni agli e fermata per tutti i veicoli rimasta identica a un anno con rimozione forzata sui fa. lati interessati ai «È un inculavori. Entrambi bo, un odissea: Il problema i clacson suonai divieti saranno vero è la vigenti per l’inno per evitare di tero arco della prendere sotto gli durata dei giornata, dalle 0 operai che praticantieri alle 24, per l’incamente spesso tero periodo nesi trovano a lacessario all’intervento. vorare sulla carreggiata Eventuali deroghe sono in mancanza di spazio, al consentite soltanto per mattino presto e nel tardo i mezzi di soccorso, delle pomeriggio le strade poi forze dell’ordine, di emer- sono congestionate». genza e per residenti diretti al proprio box, compati- Lavori e sosta bilmente con l’avanzare selvaggia del cantiere e la larghezza Colpa dei lavori, certo della carreggiata. Divieti e ma anche della sosta seldisagi dunque. vaggia delle tante, trop- Via Giulia (foto di Daniele Peluso) 6 q il tuono L Sabato, 26 giugno 2010 ETTERE E SEGNALAZIONI Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail ([email protected]), o portarceli direttamente in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni, sia modifiche di espressioni che fossero querelabili. Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure, se espressamente richiesto, su questa. Tutele, tutori e corresponsabili sotto indagine giudiziaria Stiamo svolgendo un’inchiesta giornalistica anche sul pesante problema delle interdizioni ed inabilitazioni a Trieste, con i relativi meccanismi di tutela, curatela ed amministrazione di sostegno. Si tratta infatti di verificare il trattamento di persone tra le più deboli. I primi risultati, tutti su basi documentali ci dicono che vi sono situazioni normali, ma anche numerose altre che non sembrano affatto tali. E che alcune di queste sono già oggetto di indagini da parte delle sedi giudiziarie che hanno competenza a verificare comportamenti di organi del Tribunale di Trieste. Si tratta di casi la cui tipologia coincide esattamente con quanto segnalato dalla lettera che perciò appare veritiera e pubblichiamo doverosamente di seguito, omettendo gli elementi identificativi delle persone coinvolte che rimangono coperti dal nostro segreto professionale. La gravità dei fatti esposti non richiede commento, e giriamo immediatamente noi stessi la lettera alla predetta sede d’indagine, precisando qui che siamo assolutamente determinati a fare tutto il nostro dovere di giornalisti per dare all’opinione pubblica chiarezza e piena informazione sul problema. Riteniamo che lo stesso Tribunale di Trieste debba comunque attivarsi con pari immediatezza e col massimo rigore per impedire, avendone i poteri, che queste situazioni proseguano o si ripetano. Invitiamo inoltre i responsabili a non sottovalutare la vigilanza stampa su questi casi. Colpevoli di essere anziani Scrivo questa lettera per aiutare oltre alla mia famiglia altre persone che potrebbero avere gli stessi problemi per la sola colpa di essere anziani a Trieste città notoriamente con una percentuale alta di persone vecchie. Sono una donna di oltre settan’anni anni sposata con un uomo di quasi ottanta. La primavera passata una giudice del tribunale di Trieste ha deciso che il nostro tenore di vita non era conforme a ciò che secondo lei avrebbe dovuto essere e ci hanno affidato ad un “amministratore di sostegno”. A settembre una persona praticante avvocato si è presentata a casa nostra con grandi promesse e sorrisi (purtroppo di circostanza) e ci ha fatto capire subito che gli ultimi anni della nostra vita sarebbero stati un paradiso. Purtroppo già dai giorni seguenti la musica è iniziata a cambiare e ciò che si prospettava per noi un bel sogno è diventato un atroce incubo: la nostra posta in entrata è stata bloccata e deviata allo studio del nostro tutore che decide se e quando consegnarcela, le nostre pensioni di circa 2.500 euro totali sono state bloccate e ridotte a scaglioni fino a raggiungere gli attuali 600 euro mensili da dividere in due persone, che sono ben sotto il tenore di povertà, mentre con il resto sono state fatte delle spese nella maggior parte superflue o esagerate. La sua opera distruttrice è continuata andando ad intaccare inoltre i beni di famiglia costruiti con anni di sacrifici miei, di mio marito, dei miei genitori e dei nostri figli, che avrebbero dovuto restare alla nostra famiglia per garantire un eventuale “paracadute” per il futuro in casi di straordinaria necessità; nonostante che, secondo la legge, l’amministratore di sostegno avrebbe dovuto amministrarli con l’oculatezza di un padre di famiglia ed eventualmente decidere assieme e a noi beneficiari, in base alle nostre esigenze, se e come utilizzare il denaro ed i cespiti. A marzo, è stato venduto contro la nostra volontà un appartamento sito a Lignano City (nel centro di Sabbiadoro) al costo di un box auto all’aperto, nonostante non ci fosse urgente bisogno di liquidità nel libretto gestito dal nostro tutore. Sono passati ormai più di sei mesi, la situazione non è migliorata, anzi, siamo soli, infelici, con il frigorifero e la dispensa sempre più vuoti mentre vediamo i nostri beni e risparmi velocemente diminuire. In realtà all’inizio mio marito ha lasciato fare a quella persona prima ammaliato dalle sue promesse e poi perché diceva che se stavamo buoni non ci avrebbe più fatto così tanto male, e senza motivo, visto che abbiamo lavorato tutta la vita e non abbiamo fatto alcun reato tale da giustificare un trattamento simile. Tengo a precisare che mio marito, pur se affetto da una malattia che provoca piccoli movimenti incontrollati del corpo, è perfettamente capace di pensare e fare ragionamenti di base, logici e tali da non giustificare la necessità di una persona che decida per lui. Da un po’ di tempo lui si è rivolto ad un legale per tentare di difendersi, mentre io ho provato a chiamare più volte i carabinieri che, purtroppo, non hanno potuto aiutarmi poiché io dovrei andare in una loro stazione, ma ho forti difficoltà di movimento per motivi di salute. Però vorrei lanciare un appello ai lettori del giornale se qualcuno può consigliare a me cosa fare a come comportarsi per difendersi (potete scrivere alla mail [email protected] di mio figlio). Ringrazio anticipatamente chi vorrà o potrà aiutarci a tornare a vivere in pace gli ultimi anni della nostra vita, e la redazione per l’accoglienza che sicuramente darà al mio problema e mi auguro che non capiti più a nessun’altra persona anziana di ritrovarsi nella loro situazione. *** (lettera firmata) Gentile signora, abbiamo attivato immediatamente quanto detto sopra in premessa, ed invitiamo i tutti lettori sia a sostenervi, sia a segnalarci ogni altro caso analogo. Edicole: di nuovo Periati Caro editore, Il sinagi di Trieste e quello regionale che io rappresento non è la CGIL, anche se rispetto la sigla come sindacato di lavoratori dipendenti. La nostra categoria è formata da micro aziende commerciali e quindi da lavoratori autonomi che nulla hanno e avranno mai da spartire con un sindacato di lavoratori dipendenti. Il mio pensiero non è il mio personale pensiero ma è quello della maggioranza della categoria che rappresento nel bene e nel male. Soltanto una piccolissima parte di punti vendita non condivide la mia opinione perché non illudo i “sognatori” anche se sono al servizio della categoria giorno dopo giorno per risolvere i loro problemi. Non si può vivere immaginando cose irreali e basta leggere e valutare le richieste di alcuni edicolanti di San Donato Milanese per capire che vivono di fantasia e non rispecchiano la realtà. Io voglio ma non voglio fare nulla per avere!!!!!!!!! Ps: forse questi emarginati punti vendita non hanno le p…….. per presentare esposti alla Magistratura se come dicono sono maltrattati e subiscono vessazioni? Se sono dei timidi o paurosi allora il sindacato non può fare nulla perché il sindacato non è il Periatti, come scrive Gianfranco, nostro iscritto, ma il sindacato è la categoria. Cioè tutti noi che scendiamo in lotta per difendere i nostri diritti ma questi che si lamentano non hanno volontà di lavorare e non chiuderanno mai per sciopero. Il nostro amico comune in testa. Mario Periatti *** Per noi la lettera si commenta da sé nei contenuti e nei toni. Ma vorremmo sentire cosa ne pensano la CGIL, il Sinagi nazionale e gli edicolanti di Trieste e Milano, dei quali ci riserviamo di pubblicare con la loro autorizzazione le lettere di commento già ricevute. Vaccino pericoloso per cani Egregio Direttore, chiedo la sua ospitalità per rendere nota una vicenda grave in cui sono stata appena coinvolta con il mio amato cane. Pur mal volentieri ma per evitare una multa di 300€, porto il mio cane a vaccinare contro la rabbia il pomeriggio del 4 giugno scorso. Prima dell’ inoculazione il veterinario lo visita accuratamente e lo definisce in perfetta salute ma il giorno dopo appare strano, mentre il mattino del giorno successivo (36 ore), è evidente la paralisi delle gambe posteriori fino a metà del corpo. Riesco a prendere al volo due giorni di ferie e porto Chicco dallo stesso veterinario (a Trieste, ) che rileva una febbre di 39,5° ma nega disperatamente la responsabilità del vaccino, imputando la paralisi ad un trauma (quale trauma?!), “perché sarebbe il primo caso” e ipotizza “un’esplosione midollare”?! Il sanitario propone l’immediato ricovero nella sua clinica per animali per tenerlo in osservazione e la visita urgente di un neurologo, quindi ricovero successivo in una super clinica di Bologna o Vicenza, in grado di effettuare una risonanza magnetica e un’operazione per tentare di sanare la lesione (?) vertebrale con 3000€. Nel momento di panico, pur rendendomi conto che il sanitario mi stava prendendo in giro, accetto il ricovero per quella giornata. Alla sera ritorno a prendermi Chicco, in condizioni disperate e “sgancio” € 350 per la radiografia, analisi del sangue, visita fuori orario, degenza e terapia. Lo porto da un altro veterinario omeopata e tramite una serie di cure si vedono i primi miglioramenti, però fino al 21 giugno la paralisi delle gambe posteriori resta. Ma non basta. Un amico mi passa una lettera pubblicata il 3/6/10 sul quotidiano Il Trentino dove si racconta una storia identica solo che termina con la morte dopo le grandi sofferenze che portano gli animali a mordere qualsiasi cosa solo per il dolore. Quando il veterinario mi negava la responsabilità del vaccino gli ho presentato quella lettera dove tra l’altro si citava l’affermazione di un veterinario che non ha più usato nel suo ambulatorio un certo tipo di vaccino, dopo che su 10 cani vaccinati ben sei sono ritornati “in braccio” ai loro padroni e sono stati rimessi in piedi grazie all’uso della flebo. A questo punto ho il dubbio che di vittime ce ne siano tante anche a Trieste. Ho chiesto all’Alister, associazione che si batte per la libertà di vaccinazione ai “cristiani” e mi hanno risposto che non gli risultano studi sull’efficacia di questo vaccino né sui cani né sugli uomini. Resta quindi il dubbio che la si giustifichi anzi obblighi, facendo riferimento alla prima dimostrazione di Pasteur nell’’800…… Piuttosto presentano quasi una dozzina di studi su danni neurologici da vaccino antirabbico sul loro sito www.alister.it. Nella disperazione ho chiesto anche all’ASTAD (il rifugio per animali di Opicina) dove mi dicono: ” succede spesso che si paralizzino per quel vaccino. Noi usiamo una crema all’arnica e di solito recuperano”(!?). Ma allora questo vaccino previene o produce una forma di rabbia e magari la diffonde? Annamaria Pelliccetti *** Il problema è serio: cosa ne pensano altri veterinari e lettori? Alberi a Opcina In merito alla segnalazione,del sig. Pavel Berdon sul Vs. settimanale del 19/06/2010 sotto il titolo Opicina e speculazione edilizia,vorrei precisare al medesimo,a riguardo del taglio degli alberi nel comprensorio del Prosvetni dom,che non si è trattato di un capriccio nel eseguire la potatura degli alberi in loco,bensi della messa in sicurezza dei medesimi,che per troppi anni sono stati lasciati a crescere a dismisura in altezza,e che dopo il disastro che ha provocato la tromba d’aria abbatutasi la notte del 10/08/2009,provocando danni ingentissimi come :distruzione del impianto d’illuminazione esterna,distruzione del pullmino dell’associazione,e quant’altro dai quali non ci siamo ancora ripresi e con i tempi che corrono penso che questo durera’ per molto,questa opera si è dovuta fare per la sicurezza ed incolumita’ altrui,anche a scapito del ombra che adesso non c’è,ma che fra un paio di anni sicuramente la vegetazione si riprendera’.Tanto per la chiarezza. Silvano Ferluga per ASC-SKD-TABOR - Via del Ricreatorio 1 Opicina *** Spesso bastano potature equilibrate ed operazioni semplici di dendrochirurgia. Sabato, 26 giugno 2010 L ETTERE E SEGNALAZIONI il tuono q 7 Coop e Comune L’associazione medica triestina Sindacato di Polizia - Coisp Vi invio una nota, che prelude un’azione, è stata già inviata una richiesta in tal senso alla Provincia, contro le irregolarità comportamentali delle Cooperative verso i soci dipendenti. Grazie per darci voce e certi di una fattiva collaborazione. Il 24 dicembre 2009 l’associazione medica triestina compie 135 anni di vita. Trattasi di una associazione di medici operanti a Trieste, con la finalità dell’aggiornamento e dell’organizzazione di eventi finalizzati allo stesso. Definibile come “braccio culturale dell’ ordine dei medici di Trieste”, è una ricchezza non solo per la comunità medica ma è una realtà che dà lustro alla città intera. L’associazione è stata insignita di numerose onorificenze cittadine tra cui il sigillo trecentesco e nella sua storia ha visto susseguirsi prestigiosi presidenti. Dopo qualche periodo di incertezza nel passato attualmente l’attività scientifica è molto vivace, prima con la Presidenza del Prof. Cattin, e più recentemente con quella del dott. Cortivo, due presidenze caratterizzate da consigli direttivi veramente attivi ed innovatori. L’associazione ha dimostrato grande spirito innovatore introducendo un giovane membro nel consiglio direttivo grazie ad una riforma statutaria attuata nel biennio di presidenza Cattin e messa in opera nel biennio presieduto da Cortivo, che si è appena concluso. Il giorno 2 dicembre si è svolta l’assemblea annuale dei soci in cui si sono svolte le elezioni ( a cadenza biennale) del nuovo consiglio direttivo. Tali elezioni hanno visto l’elezione a Presidente del Dott. Alberto Gianmarini Barsanti (per la prima volta nella storia dell’associazione è presidente un medico di medicina generale, il medico di famiglia), segretario tesoriere il sottoscritto dottor Giuliano Pesel (nel precedente direttivo lo Scrivente era consigliere Junior, la figura introdotta dalla riforma statutaria), vicepresidenti il Dott. Alessandro Cosenzi e il Prof. Fabris. Nel direttivo vi sono esponenti di spicco della professione medica, sia del mondo universitario, che ospedaliero, che libero-professionale (la lista dei consiglieri è in allegato alla presente). E’ stato eletto come consigliere Junior il dott. Riccardo Roseano. Nell’ambito della ricca attività scientifica 2009 a settembre si è svolto l’incontro intitolato “risk management” che continua il filone di incontri in cui si affrontano tematiche di tipo medico-legale iniziato l’anno scorso con l’evento “l’errore in medicina”. Il Risk management, svoltosi al MIB del Ferdinandeo, è stato un evento assolutamente interessante, di estrema attualità, che ha avuto grande risonanza dalla stampa e il gradimento del pubblico presente in sala. Sono intervenuti relatori di alto livello provenienti da tutte le categorie interessate alla gestione del rischio medico-legale ovvero l’avvocato (Gaddo Cecovini), i medici di direzione sanitaria e la figura dell’ assicuratore. Interessante anche l’apporto fornito dai medici di medicina generale che hanno relazionato della loro esperienza nell’errore in medicina e nella comunicazione medico-paziente. Essi hanno affrontato alcune delle criticità tipiche della professione medica con particolare attenzione ai problemi medico legali dell’errore in medicina. E’ intervenuto anche l’assessore Kosic, che, parlando più da paziente che da politico, ha affermato che la questione non va affrontata in termini di contrapposizione medico-paziente bensì costruendo un rapporto di fiducia, che cresce se vi è un’opportuna comunicazione. Ricordo anche gli altri incontri svoltisi in questo anno che volge al termine come gli incontri di radiologia e le giornate mediche triestine, il fiore all’occhiello dell’attività dell’associazione, tenutesi nel novembre scorso su temi neurologici. Tra i progetti futuri dell’ AMT vi è anche l’organizzazione di momenti di divulgazione scientifica per coinvolgere la popolazione. Sono certo che il nuovo presidente e i neoeletti consiglieri del direttivo continueranno in questa direzione all’insegna dell’ innovazione e della vivacità. Non posso che invitare i colleghi medici operanti a Trieste, a partecipare ai prossimi incontri e a contribuire, se lo volessero , tramite la loro personale adesione, a mantenere viva l’associazione medica triestina. Dott. Giuliano Pesel Segretario Tesoriere Basta ! Non ci stiamo ! Contro di noi poliziotti un Governo che ha già emanato con una inquietante sollecitudine una serie di provvedimenti avversi alla sicurezza tout-court e che si appresta ora a sferrare l’ennesimo e il più pernicioso colpo di mannaia contro noi e le nostre famiglie. Di certo il già noto centinaio di sagome di poliziotto con un pugnale piantato nella schiena ritornerà a breve nelle vie e nelle piazze di tutta Italia per denunciare la reale azione del Governo nei confronti della sicurezza del Paese e nei riguardi di chi è costretto a mettere a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Non si vuole per l’occasione tirare in ballo il disegno di legge sulle intercettazioni che statuirà il silenzio sulle malefatte che hanno enormemente e pesantemente concorso a portare il Paese sull’orlo di una crisi economica, ma si vuole criticare la manovra finanziaria che di fatto statuirà la punizione per coloro che, adempiendo ai propri obblighi, hanno contribuito a svelare fatti di cotanta spudoratezza. Ci hanno bloccato il trattamento economico per quattro anni, compreso quello accessorio; il contratto economico per il 2008-2009 sarà misero; si sono appropriati degli stanziamenti sinora accantonati per il nostro riordino delle carriere; hanno stabilito un ritardo di dodici mesi del diritto al trattamento pensionistico per coloro che matureranno il requisito per l’accesso al pensionamento per vecchiaia o anzianità nel corso del 2011. E l’elenco potrebbe continuare, purtroppo ! Ieri il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, relativamente alle norme che penalizzano direttamente e fortemente i poliziotti sotto l’aspetto economico, ha rappresentato e mostrato ai sindacati di Polizia che sono stati predisposti degli emendamenti, sui quali egli – con la sua spiccata e tipica onestà intellettuale - non ha potuto comunque esprimere certezze di un loro accoglimento. Non è nostra intenzione attendere la conversione in legge di questa pazzesca manovra economica, ma la contrasteremo sin da subito, noi, che paghiamo le tasse fino all’ultimo centesimo, noi che non godiamo di alcuno sconto né condono, noi che non abbiamo lauti guadagni. Speravamo di non dovere più sfilare con le sagome del poliziotto con un pugnale piantato nella schiena, ma questo Governo, che continua a mantenere una condotta irriconoscente e indecente verso di noi, ci induce a riproporle e a breve faranno la loro presenza anche nella nostra regione. Pretendiamo che non si tocchino le nostre retribuzioni, i nostri aumenti, le nostre pensioni ! Le sagome mostreranno ai cittadini la nostra collera. Dr. Maurizio Iannarelli Segretario Generale regionale del Friuli Venezia Gikulia del Sindacato di Polizia CO.I.S.P. Subentri di appalto nella gestione dei servizi di pulizia dei palazzi del Comune di Trieste e cessione di ramo d’azienda delle Cooperative Operaie. Ancora precariato per i lavoratori In questi giorni si stanno verificando molti fatti che pongono a rischio diversi posti di lavoro, quali cessioni di ramo d’azienda e subentri negli appalti. Situazioni che preoccupano notevolmente i lavoratori interessati perché è evidente che, in mancanza delle clausole di salvaguardia occupazionale negli accordi di cessione, tali operazioni pongono le condizioni per assimilare ad un licenziamento collettivo e come tale, andrebbe subito impugnato di fronte alla magistratura. Rileviamo che la quasi la totalità degli appaltatori sono cooperative sociali il cui scopo precipuo è quello di rendere protagonisti i soci e i lavoratori e tutelare gli stessi con un lavoro a condizioni migliori di quelle che riuscirebbero ad avere dal libero mercato. Sembra invece che, per la cooperazione, la gestione degli appalti sia un’opportunità e un modo di fare business; in effetti Il problema principale si pone nel rispettare i servizi contemplati nei vari capitolati d’appalto e poiché questi vengono banditi al ribasso, l’unico mezzo per far quadrare i bilanci è interagire con i soci lavoratori e fra le varie operazioni si hanno riduzioni- degli orari di lavoro con un aumento di presenze parziali che fanno sembrare il monte ore disponibile adeguato. La verità è che premere sui lavoratori è da sempre il sistema più semplice. Le Cooperative Operaie hanno l’intenzione di cedere la gestione dei propri magazzini ad un soggetto terzo che nel proprio bilancio di cooperativa, per migliorare la produttività aziendale, ha espresso: “La nostra organizzazione ha adottato gli strumenti necessari per riposizionarsi sui nuovi livelli produttivi: - Riduzione degli organici attraverso la non conferma dei contratti a termine - Gestione di ferie e banca ore - Adesione agli ammortizzatori sociali in deroga - cassa integrazione - Mobilità interna tra reparti.” Ancora diverso, ma forse ancor più penalizzante, è il caso del Comune di Trieste che affida i servizi di manutenzione e di pulizie attraverso un complicato sistema promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il quale delega CONSIP S.p.A. a svolgere il ruolo di Stazione appaltante ed il compito di indire una Gara per l’affidamento dei servizi di Facility Management per immobili, adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni e che i singoli contratti di fornitura vengono conclusi a tutti gli effetti tra le Amministrazioni Contraenti ed il Fornitore Ne deriva un appalto gestito da una ditta fornitore che ne demanda l’esecuzione ad un raggruppamento temporaneo o consorzio di imprese che dividono l’appalto a sezioni gestite individualmente dalle stesse. Il paradossale è che, in questo caso, nello spartirsi pezzi di appalto, si spartiscono anche pezzi di lavoratori, per cui un lavoratore si trova ad essere alla mattina dipendente di una società, al pomeriggio dipendente di una seconda e nei casi più eclatanti anche di una terza, per non raggiungere a fine mese il monte ore contrattuale e tutto ciò per risparmiare la retribuzione durante lo spostamento da un posto di lavoro all’altro. Abbiamo evidenziato solamente i subentri in corso d’opera, mentre analoghe situazioni si sono verificate in passato ed ora nei vari appalti sparsi nella provincia i lavoratori si trovano nelle condizioni di dover prestare la loro opera in condizioni subcontrattuali e (poiché avrebbero diritto agli utili di gestione che quasi mai appaiono) in più devono pagare una quota associativa che noi definiamo una tassa per poter lavorare. Poiché i sindacati devono principalmente garantire i lavoratori dipendenti affinché siano giustamente tutelati ed i contratti nazionali siano applicati in modo equo, in primo luogo la scrivente UGL si ripromette di perseguire tutte le vie necessarie per la tutela dei lavoratori. Maria Giovanna D’Este Segretaria Provinciale del Terziario Trieste *** Sono situazioni drammatiche di cui dovrebbero occuparsi finalmente anche i politici seri, se ce ne sono ancora. *** Un’associazione storica che fa piacere ospitare. *** Collera più che comprensibile. QUESTURA DI TRIESTE Ufficio Stampa Trieste, 22 giugno 2010 NUOVI CERTIFICATI PER MINORI VALIDI PER L’ESPATRIO – Lo scorso 7 giugno è cambiato il modello dei certificati anagrafici per i minori di anni 15. I centri civici comunali rilasciano un nuovo certificato privo della fotografia del minore e, per renderlo valido per l’espatrio, entrambi i genitori, unitamente al loro figlio, si dovranno recare presso l’Ufficio passaporti della Questura o nei Commissariati di P.S. portando al seguito due fototessere recenti del minore stesso. La validità massima dei nuovi certificati è di 12 mesi, non sono rinnovabili e alcuni Paesi potrebbero non riconoscerne la validità. In caso di aggiunta di accompagnatori (altri due al massimo oltre ai genitori) sarà necessario presentare agli appositi sportelli la fotocopia del documento d’identità degli accompagnatori stessi. Si precisa, infine, che i tempi per il rilascio di tali certificati sono di circa 20 giorni. 8 il tuono o PROBLEMI DELLA CITTà Sabato, 26 giugno 2010 Habitat Gretta: diversamente giovani e diversamente vecchi accerchiati dal cemento Il rione di Gretta si trova collocato in un’area verde, dove scorre il Rio Martesin (chiamato anche Rio Carbonara) tra i boschi di Opicina e Roiano e altri rii oggi sotterrati. Questo florido contesto attrae le imprese di costruzione e le ditte di appalti, il rischio cementificazione è dunque alto. Dov’è finita la bellezza di un tempo? Il piano regolatore non ne prevede la tutela. Dietro via Gorizia vi era un bel parco giochi, accanto alle colline con Case Ater a Gretta alberi di frutta e coltivazioni a pastino, ma ora si pensa a un parcheggio; sopra la chiesa, c’era una casa di riposo per anziani, ormai sostituita da un residence vista mare. Basta fare due passi nella zona per capire che il verde è in pericolo e tutti si chiedono se ci sia ancora un modo di salvaguardare l’ambiente con progetti che creino delle aree protette per uomo, vegetazione e animali. Purtroppo non sono stati ancora ritrovate tracce di nobili natali di poeti nati nel rione per poter giustificare la creazione di parchi letterari... Alla vista di questo paesaggio si può pensare, chiaramente molto più in piccolo, agli slums brasiliani che sorgono accanto ai Il Portierato Sociale nasce con grattacieli lo scopo di migliorare la qualità in Brasile, ma l’idea della vita degli abitanti di alcuni è molto complessi di case popolari simile a quella. Infatti, gli alloggi popolari Ater si trovano accanto a lussuose case private, e il parcheggio dietro via Gradisca è stato costruito per dare adito a nuove possibili speculazioni edilizie non più così velate. Come possono coesistere tali differenze in così poco spazio? Ci vorrebbe un sociologo per spiegarlo. Scarse sono inoltre le aree pedonali o anche solo i marciapiedi liberi per i disabili, e arrivare alla Posta è un azzardo: si è costretti infatti a camminare a ridosso delle macchine parcheggiate sulla strada! Tanto per fare un po’ di storia, nel 1999 il legislatore regionale decise di trasformare i cinque Iacp (Istituti autonomi per le case popolari) in altrettante e corrispondenti ATER (Aziende territoriali per l’edilizia residenziale). Tale trasformazione si accompagnò ad alcune significative innovazioni tra cui l’esplicita attribuzione alle nuove ATER della natura di ente pubblico economico, la riduzione degli amministratori da tredici a cinque e a specifiche politiche regionali di settore quali l’attivazione del fondo sociale a favore degli inquilini che andavano maggiormente tutelati e la progressiva trasformazione dello strumento di finanziamento per la costruzione e il recupero di nuovi alloggi. Dal 2005 il programma Habitat Salute e Sviluppo della Comunità si avvale di un servizio di Portierato Sociale, gestito in coprogettazione tra Comune e Cooperazione sociale nella aree territoriali di Valmaura, Melara, Borgo San Sergio, Ponziana e appunto Gretta. Il servizio nasce da un’intesa fra il Comune, l’Azienda per i servizi sanitari e l’Ater, con lo scopo di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni complessi di case popolari, da realizzarsi con le associazioni operanti sul territorio. Altre realtà attive nel rione, oltre alla chiesa, sono la circoscrizione, visibile nei concerti di villa Prinz, alcune associazioni e la farmacia in piena attività. Il progetto presta particolare attenzione agli anziani, molto presenti nell’area, con programmi volti a sviluppare un senso di appartenenza, a riappropriarsi del luogo dove si vive. A detta degli operatori c’è una differenza tra lo spazio urbano e la comunità, fatto di persone, luoghi, risorse materiali e immateriali da utilizzare. L’azione della Microarea Gretta si caratterizza per la presenza di circa mille abitanti e l’indice di vecchiaia è circa del 40%, l’indice di dipendenza anziani del 68% con relativi problemi di barriere architettoniche. I 349 alloggi Ater sono in locazione e 200 sono stati venduti a privati e sono senza ascensore, con impianti di riscaldamento assente o inadeguato. Il locale di via Toffani n.2 funge da “portierato sociale” per tutti gli abitanti nelle case dell’Ater, poi c’è un’altra sede sempre in via Toffani n.5 che afferisce invece all’azienda sanitaria e ha annessa una cucina per corsi e momenti di socializzazione. Le due sedi sono messe a disposizione degli abitanti della zona come luogo col- lettivo per riunioni, assemblee, corsi, iniziative locali e qualsivoglia attività di comunità, la cui organizzazione viene seguita dagli operatori del progetto. Alcune delle attività svolte dal portierato sociale sono state l’animazione teatrale, i canti, la gita alla Grotta Nera, i canti tradizionali, le feste e per la prima volta il sabato 3 luglio è stato organizzato un mercatino artigianale e dell’usato nei tre piazzali di Via Alcune delle attività Santi (sulla strada che svolte dal portierato porta dal capolinea delsociale: l’animazione l’autobus n.26 in largo Osoppo alla filiale della teatrale, la gita alla posta in Via CarmelitaGrotta Nera, i canti ni). è in previsione di tradizionali, le feste collocare inoltre una panchina nel piazzale del capolinea del bus, dei passamani in via Carmelitani e un grande vaso circolare nel piazzale antistante la pizzeria a cura di un’associazione di architetti. I servizi mattutini offerti sono informazioni, sostegno all’anziano, lettura dei quotidiani, mostre, conferenze e seminari su tematiche inerenti salute, economia, alimentazione ecc... cineforum, attività per i giovani, organizzazione di piccole gite, animazione e feste di compleanno, raccolta segnalazioni stabili Ater, mediazione per problemi di vicinato. Mancano ancora dei coordinamenti per ginnastica riabilitativa, mediateche e perché no, una biblioteca per i diversamente giovani e non solo. Gli orari di ricevimento del portierato sociale sono al mattino, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 (con Valentina), mentre l’animazione si tiene due giorni a settimana, nei giorni di lunedì dalle 16 alle 19 e del giovedì dalle 9.30 alle 12.30 (con Grazia). Nuria Kanzian Azione legale dei residenti contro la costruzione di sette palazzine nella vallata La manifestazione di mercoledì state date dal Comune pochi giorni prima dell’adozione del nuovo Piano Regolatore, nel luglio del 2009 e più recentemente il Comitato che si batte per la tutela della valle, nonostante si sia visto respinto il ricorso al Tar, ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato. I promotori dell’iniziativa sottolineano come tutti i vincoli paesaggistici siano stati incredibilmente bypassati durante il cosiddetto iter di autorizzazione, sia la Valutazione di Impatto ambientale che l’approvazione di un piano particolareggiato volto a soddisfare le concrete necessità di pubblico interesse, mentre la salvaguardia del fiume e dei pastini, che in caso di interventi edilizi andrebbero totalmente stravolti, non è stata nemmeno presa in considerazione. La stessa Sopraintendenza non si è espressa, dando il via libera. A parere del Comitato tutto ebbe inizio con il Piano Regolatore del 1997, dove a questa area fu assegnata la caratteristica di “Zona della periferia ad alta densità edilizia”, da allora non è stata mai promossa nessuna iniziativa istituzionale che potesse scongiurare la cancellazione della valle. Denis Locoselli Gli abitanti di Roiano e Gretta, oltre ai vari comitati spontanei cittadini e gruppi ambientalisti, si sono riuniti mercoledì scorso nella vallata di Rio Martesin per promuovere una azione legale attraverso il Comitato Spontaneo per la salvezza della valle di via Giusti, contro il progetto edilizio che prevede la costruzione tra i pastini della vallata di sette palazzine per un totale complessivo di 109 appartamenti. Secondo il Comitato la vicenda che interessa la valle è uno degli esempi più problematici di come sia possibile fare a pezzi l’ultimo degli ecosistemi a ridosso del centro cittadino, a fronte di speculazioni verso chi ha assecondato sino in fondo tale scempio. Il Comitato evidenzia come non siano valsi i contenuti dello Statuto Comunale sulla tutela del verde o le sentenze della Corte Costituzionale che affermano come le Regioni abbiano competenza primaria in materia urbanistica: l’area verde e boschiva difatti comprende un corso d’acqua e un sentiero naturalistico finanziato dalla Regione stessa, che in tempi brevi potrebbe essere ricoperto da cemento. Le concessioni edilizie sono La manifestazione di mercoledì il tuono 9 DIRITTI DEI CITTADINI Sabato, 26 giugno 2010 o tra gratta e vinci, lotterie e slot machine non resta che l’imbarazzo della scelta L’azzardo, una vita in gioco Un enorme giro d’affari che lo Stato favorisce, ma che ha conseguenze sociali drammatiche Ormai sono ovunque, non c’è bar che non ne abbia almeno una: stiamo parlando delle moderne slot machine, conosciute anche come new slot. Il funzionamento è piuttosto semplice: si inserisce una moneta da 1 euro e sullo schermo appaiono, in maniera del tutto casuale, cinque figure. Pigiando sugli appositi tasti si sceglie quale tenere e si riavvia il meccanismo nella speranza che escano cinque figure uguali o qualche combinazione minore. Se tutto va bene si riescono a vincere 100 euro. Le new slot non rappresentano però l’ultima frontiera del settore: a breve arriveranno anche in Itala le Videolotteries, macchine simili esteriormente, ma in grado di offrire una maggiore offerta di giochi, dal poker alla roulette, passando per il black jack e il bingo. Insomma, dei piccoli casinò che potranno essere installati solo in sale bingo, agenzie per le scommesse e sale pubbliche di gioco. Il costo della giocata sarà più elevato, ma, a detta dei distributori, anche le possibili vincite saranno maggiori. In prima fila per la gestione di queste nuove macchinette sembrerebbe esserci anche la Hit, il colosso sloveno del settore. Santi, poeti, navigatori... e giocatori Per chi adora sfidare la sorte il mercato italiano è molto ricco e offre possibilità diverse: oltre alle new slot, infatti, ci si può affidare agli ormai classici Gratta e vinci (di costi diversi) o buttarsi su Win for Life, Superenalotto, Bingo, scommesse su sport e poker on line (ben pubblicizzato ovunque). Lo Stato sembra fare di tutto per foraggiare i diversi tipi di giochi, anche perché nel 2009 il giro d’affari per tutti i giochi legali è stato pari a 53,4 miliardi di euro. Di questi 24 miliardi e 803 milioni di euro sono rappresentati dalle macchinette da bar, le new slot: questo significa che solo con esse l’erario ha un gettito di oltre 3 miliardi di euro. Tutto questo però ha risvolti sociali assolutamente da non sottovalutare: secondo alcuni dati recenti, il numero dei giocatori patologici è in aumento e rappresenta ormai il 3% dei giocatori d’azzardo. In Italia circa 700 mila persone sono vittima di questa dipendenza. Studi condotti in diversi paesi hanno dimostrato che la maggior quantità di giochi a disposizione è direttamente proporzionale all’aumento dei giocatori problematici o patologici, ma tutto questo non sembra preoccupare lo Stato che, anzi, non fa altro che aumentare le offerte di gioco: dal 1997 (anno in cui vennero introdotte le doppie giocate di Lotto, Superenalotto e le sale scommesse) a oggi è stata un’esclation inarrestabile che sembra non arrestarsi visto che periodicamente vengono lanciati nuovi giochi o sono aumentate le estrazioni. Sembrerebbe quasi, cinicamente parlando, che la dipendenza da gioco sia una malattia conveniente per lo Stato visti gli incassi che assicura. a.b. Sui casinò a Trieste e nella regione A Trieste ed in regione alcuni politici sostengono “patrotticamente” da anni che dovremmo aprire casinò ed incrementare le macchinette da gioco per attirarne i clienti e guadagni che altrimenti vanno in Slovenia e Croazia. Ma il gioco d’azzardo, clandestino o ufficiale che sia, rimane una dipendenza, cioè una malattìa, tra le più rovinose per le persone e le famiglie, attorno alla quale ruota, vive e si ingrassa tutto un mondo spietato ed equivoco di mafia, riciclaggi, usura, prostituzione, droga, corruzioni, ricatti, disperazioni e suicidi. Come sanno benissimo le polizie nazionali ed internazionali ed i servizi che seguono da sempre proprio q u e i casinò d’oltreconfine. Volerli è come dire che se dai vicini u n a malattìa fa guadagnare bene il settore medico, farmaceutico e funerario, la vogliamo anche noi. È quindi legittimo e doveroso chiedersi perché quei nostri politici insistono tanto per avere i casinò. Mentre il nostro giornale non ne accetta neanche la pubblicità. p.g.p. Scommesse e probabilità al tavolo verde L’unico modo per applicare le probabilità al gioco d’azzardo è giocare molto a lungo, ma siete certi che il gioco valga la candela? Ogni giorno, in ogni momento, noi scommettiamo. Anche coloro che, non hanno mai messo piede in casinò e ricevitorie, scommettono, anche se, non se ne rendono conto. Decidere se portare o no l’ombrello, se e quando attraversare la strada, investire in borsa: sono tutte facce della stessa medaglia: il calcolo delle probabilità. Se “nella vita le uniche cose certe sono la morte e le tasse” per tutto il resto ci affidiamo alle probabilità e quindi, in un certo senso, scommettiamo… Il calcolo probabilistico è raramente insegnato a scuola e rappresenta un grosso scoglio per gli studenti, eppure, come abbiamo visto, ogni giorno abbiamo a che fare con la probabilità e ce la caviamo, se non egregiamente, almeno discretamente. Quello che può sembrare un paradosso, in realtà si può spiegare facilmente: nel calcolo matematico si hanno dei dati certi, a cui si applicano delle formule, nella vita difficilmente abbiamo molti dati per cui non calcoliamo le probabilità ma le stimiamo usando delle scorciatoie mentali chiamate “euristiche”. Si tratta di strategie che abbiamo appreso e che funzionano quasi sempre; sono anch’esse probabilistiche per cui, in realtà, nella vita quotidiana facciamo la stima della stima della probabilità di un certo evento, capite che la precisione, in questi casi, è quello che è… Per fare questa stima noi “peschiamo” fra i nostri ricordi per vedere quante volte abbiamo visto un certo evento. Questo spiega ad esempio perché molte persone ritengano l’aereo meno sicuro rispetto ad altri mezzi, perché “ricordiamo” molti incidenti aerei. Come potete vedere siamo tutti “esperti” di probabilità quando si tratta del quotidiano ma cosa succede quando scommettiamo per denaro cioè giochiamo d’azzardo? Di solito le cose vanno diversamente… Principalmente abbiamo due possibili tipi di giocatore: quello che si affida alla fortuna e quello che si affida al “sistema”. Il primo si affida al caso e spera, il secondo si affida alla probabilità e calcola. Quale che sia il vostro stile vi forniamo qualche utile informazione probabilistica su Lotto ed Enalotto: la probabilità di azzeccare la “cinquina” al lotto è dello 0.0000000227 ( 1 su 43.949.268). Quella di fare 6 al superenalotto è 1 contro 622.614.630. Certo, capita, ma chiedete molto alla Dea bendata… Vediamo ora i giochi da Casinò, dove dominano i sistemisti: roulette, dadi e carte. Questi giochi hanno una probabilità specifica, fissa e proporzionale alla vincita, inoltre sono pagati alla pari, cioè, tante sono le probabilità contro, tanto venite pagati, sembra molto equo, ma allora come mai i casinò sono molto ricchi e i giocatori no? Vediamo la più conosciuta la roulette: per prima cosa i numeri sono 37, ma voi siete pagati come se fossero 36, lo zero è a parte, rappresenta la quota del Casinò. Per comodità di calcolo, lo escluderemo ma, ricordatevi che c’è. La probabilità che esca un numero rosso è del 50% esattamente come per uno nero, quindi è vero che le usci- te tendono ad equipararsi ma solo sui grandi numeri quindi 10.000, 100.000, e oltre, in campioni più piccoli può succedere qualsiasi cosa. Una seq u e n z a come questa RRRRRRR ha la stessa probabilità di questa NNNNNNN o di questa NRNRNRN. Ogni giro della roulette è indipendente per cui la probabilità fra rosso e nero è sempre la stessa, quindi quando siete pronti a scommettere la casa, sul fatto che dopo cinque o sei numeri rossi uscirà il nero, sappiate che siete vittima di un errore comune a tutti chiamato “fallacia del giocatore”. Naturalmente esistono moltissimi sistemi probabilistici per vincere al Casinò ma funzionano meglio sulla carta… L’unico modo per applicare le probabilità al gioco d’azzardo è giocare molto a lungo, ininterrottamente, dato che funziona solo sui grandi numeri … per avere buone chance di vincere, ma non la certezza, vi servono molti soldi e molta pazienza, senza dimenticare i debiti scongiuri. Siete certi che il gioco valga la candela? Samantha Falcone 10 il tuono o ASSISTENZA E VOLONTARIATO Sabato, 26 giugno 2010 La compagnia dell’arpa a dieci corde e l’importanza del ridere La contagiosa e benefica allegria dei clown dottori gia e in Clinica Pediatrica; affrontare il mondo. Non dobbiamo necessariamena Pordenone nell’ospeda- te essere tutti dei clown, ma avere lo spirito clown, le S. Maria degli Angeli e si! presso l’Hospice “Pineta Uno spirito che spinge a scoprire le cose belle deldel Carso” di Duino- Au- la vita, uno spirito per affrontare dimensioni come risina.Inoltre sono attivi la libertà, la gioia pura e la risata che spesso la quoin collaborazioni con al- tidianità limita. tre associazioni e gruppi I clown dottori promuovono la cultura- clown come per scopi umanitari in strumento educativo, pedagogico e terapeutico. Italia e all’estero. L’associazione è impegnata in numerose iniziative. Oltre ai medici clown, Una delle ultime ha visto la compagna protagonista numerosi sono i volon- nel progetto Scuola di Piccoli Clown, uno spettacolo tari formati che operano teatrale svolto insieme ai ragazzi dell’Associazione in contesti ospedalieri, in Famiglie Diabetiche di Pordenone , la quale opera L’Associazione Onlus, Gruppo Azione Umanitaria centri per la diversa disabilità, in centri per la ter- nella solidarietà e nel sostegno alle persone affette (G.A.U.), costituita a Trieste nel 1977, ha lo scopo di za età, in contesti sociali difficili (carceri, quartieri a da diabete, dal 2006 collabora con il G.A.U. Questo aiutare individualmente, materialmente e spiritual- rischio), nelle scuole, in missioni umanitarie estere, spettacolo oltre a regalare forte emozioni alle famimente chiunque si trovi in stato di bisogno attraverso nel campo della formazione distribuzioni alimentari e di abiti, organizzazione di (insegnanti, operatori sociosanitari, personale trasporti per visite mediche e riabilitative senza alcuna discriminazione per d’azienda) e ovunI clown-dottori que regni uno stato quanto riguarda la religione, la razza, il promuovono la di disagio e di bisosesso o l’ideologia politica. cultura-clown Il G.A.U. inoltre, con i suoi clowngno. come strumento L’intervento dei dottori della Compagna dell’arpa a educativo, dieci corde, è tra i soci fondatori della clown-dottori è quello di mutare le emoFederazione Nazionale Clown-Dottori. pedagogico Perché si chiamano Compagna delzioni negative delle e terapeutico l’arpa a dieci corde? persone che si trovano in difficoltà di Il curioso nome è tratto dal Salmo 143 e indica gioia, festa, lode e ringraziamento. L’ar- tipo sanitario o sociale attrapa è uno strumento dolce e melodioso e questo è il verso le arti della clownerie tipo di approccio che propongono nella loro attività. (comicità, improvvisazione Operano presso gli ospedali “Burlo Garofolo” di Trie- teatrale, musica e burattini). L’obiettivo principale è ste, nei reparti di Chirurgia Pediatrica, Ematoncoloquello di addolcire la vita dei degenti scandita da vi- glie e ai bambini malati di diabete che per un giorno site mediche, esami diagnostici e hanno sorriso felici lontani da aghi e medicine , racterapie attraverso quecoglie fondi che verranno destinati all’ospeste figure amichevoli e dale S. Damien di Haiti. Per informazioni Le emozioni portatrici di comicità contattare l’Associazione “Gruppo Azione positive che donano sorrisi, Umanitaria” [email protected]. sono potenti sogni e tanto amore Il gioco e la comicità di questi meravigliosdrammatizzando le si clown non sono cosi liberi e senza ombre. alleate della paure e le ansie. nostra salute Ciò che si vede in questa vita di clown è spesLa scienza ha dimoso una “buffa tenerezza”, è fragilità di senstrato che le emozioni timenti che si spezzano, è volontà per conpositive sono potenti alleate della solare le mamme ed è ancora volontà di farsi clown nostra salute. Il RIDERE soprat- per consolare il mondo. Ci sono storie malinconiche tutto è la più potente, duttile e fa- dentro le quali il sorriso portato dall’esterno lascia cile da reperirsi. increduli, quasi mette a disagio. Il sorriso è una modalità per Claudia Bolboceanu Un’associazione per l’Amold Chiari I, la Siringomielia e la Scoliosi L’Associazione Italiana Sindrome di Amold Chiari I - Siringomielia - Scoliosi - Filum.Tomizzati odv (AI.SAC.SI.SCO) è nata dall’idea di un numeroso gruppo di ammalati che hanno capito che da soli non potevano continuare a lottare. Amold Chiari I, Siringomielia e Scoliosi sono differenti espressioni cliniche della Sindrome da trazione midollare ti curati in Italia o in Spagna, di confrontare i due sistemi di cura per le malattie e di cercare di mettere gli ammalati e le loro famiglie nella condizione di decidere su come proseguire le cure. L’Associazione si prefigge di sensibilizzare i medici di famiglia, i radiologi e i neurochirurghi nella corretta diagnosi delle malattie, cercando di smuovere quel- o della Sindrome del Filum Terminale Teso, patologia altamente invalidante che richiede una diagnosi veloce, una adeguata cura e un intervento chirurgico frutto di trent’anni di studio di un neurochirurgo spagnolo, il dott. Miguel Royo, fondatore dell’Institut Chiari & Siringomielia & Scoliosi de Barcelona Lo scopo dell’Associazione è quello di sostenere gli ammalati e le famiglie, di divulgare l’esperienza di quanti sono sta- l’immobilità che si è creata in Italia intorno alla sindrome di Amold Chiari I, alla Siringomielia e alla scoliosi che non ha spinto parte dei neurochirughi e dei radiologi ad aggiornarsi sugli ultimi trent’anni di studi che hanno rivoluzionato sia la diagnosi che la cura delle malattie. L’Associazione vuole far ottenere a tutti gli italiani il rimborso delle spese sostenute in Spagna, presso l’unico centro specializzato europeo, per l’interven- to di resezione del filum terminale, circa Royo, del dott. Migliorat e di qualche al15.000,00 euro, intervento che solo il tro neurochirurgo americano, sui diritti dott. Royo sa eseguire in microchirur- calpestati di noi ammalati ... gia. Questo intervento Potete trovare tanto sul sito è in grado di bloccare www.aisacsisco.org (in costruGli scopi la degenerazione della zione) o sul sito www.institudell’associazione: tchiaribcn.com/it/indexm.htm malattia e nella maggior sostenere, parte dei casi porta a dei o ancora sul www.chiarifounmiglioramenti evidenti dationbcn.com. divulgare, in poco tempo. Grazie a tutti quelli, ammalasensibilizzare Altro punto molto ti e non, che troveranno il modo importante che vuole per sostenerci: iscrivendosi all’ affrontare l’Associazione è una raccolta Associazione, inviando un contributo, fondi da inviare alla Chiari & Scoliosis una donazione, dandoci consigli... & Syringomyelia Foundation che opera Grazie a tutti con l’obiettivo di promuovere la ricerca, Cristiana Cattaruzza la docenza e l’aiuto sociale relativi alle La presidente malattie. In modo particolare la Fondazione sostiene la ricerca della dott. sa Almudena Ramon Cueto per il recupero delle sequele irreversibili. AI.SAC.SI.SCO La ricerca è a buon punto ma la crisi Via Molino a Vento, 84 che ha colpito l’Europa in questi ultimi anni ha bloccato anche i fondi ad essa 34137 Trieste destinati. www.aisacsisco.org Sarebbero tantissime le cose da dire su [email protected] queste malattie, sulle scoperte del dott. Informazioni e contatti Sabato, 26 giugno 2010 MEMORIE DI TRIESTE SUI MARI il tuono 11 o 12 il tuono o PUBBLICITà Sabato, 26 giugno 2010 TRIESTE che lavora SPECIALE PROFESSIONI: IL CONSULENTE DI VIAGGI A tu per tu con Adriano e Mariella titolari dell’Agenzia di Viaggi VIVERE & VIAGGIARE A Trieste in Via di Roiano, 7 - Tel. 040.410912 Come avete scelto di intraprendere la professione di agenti di viaggio? Alla base di questa nostra scelta c’è il coronamento di un sogno inseguito da una vita. Entrambi abbiamo sempre coltivato una smisurata passione per i viaggi e ci è sembrata una scelta naturale metterci a disposizione di tutti coloro che si avvalgono dei nostri servizi per far si che una vacanza sia degna di questo nome. Un viaggio male organizzato può trasformarsi in un calvario; la nostra organizzazione e la nostra esperienza fanno si che chi si affida a noi debba preoccuparsi esclusivamente di godersi la vacanza. Come vedete il futuro della professione di agenti di viaggio? Sicuramente in questi ultimi anni ci sono stati dei grandi cambiamenti. Moltissimi operatori e imprenditori senza scrupoli si sono improvvisati agenti di viaggio e ogni anno possiamo apprendere dai mezzi di informazione di innumerevoli vacanze che si trasformano in incubi. Noi, a differenza dei numerosi operatori improvvisati o disonesti che approffittano dell’anonimato offerto da internet, amiamo relazionarci direttamente con il cliente, conquistare la sua fiducia mettendo a disposizione la nostra passione, la nostra esperienza e la nostra completa disponibilità nel risolvere tutte le problematiche si possano presentare prima, durante e dopo il soggiorno. L’agente di viaggio oggi non è più un bigliettaio come trent’anni fa, ma un professionista che deve preoccuparsi di un’infinità di cose: dalle formalità burocratiche, alla sicurezza del viaggio, allo stato degli alberghi ed è una professione che non può essere improvvisata. Cosa ci proponete per quest’anno? La nostra agenzia offre lo sconto fino al 10% su alcuni dei maggiori tour operator, tra i quali i villaggi Alpitour, Azemar, Turchese, Sprintours, Skorpion, Valtur e Veratour e questo solo per nominare i più “conosciuti”. Ulteriori proposte scontate le trovate nella nostra agenzia, ma ciò che voglia- mo proporre, approffittando dell’occasione, sono i nostri viaggi, cioé quei tour che organizziamo a gentile richiesta dei nostri clienti che desiderano effettuare una vacanza al di fuori dei normali circuiti proposti, magari risparmiando qualcosina e stando tranquilli già dalla partenza, in quanto accompagnati direttamente da Trieste da personale dell’agenzia. Al momento ciò che proponiamo è Dubai a novembre, un’esperienza da mille e una notte ad un prezzo accessibile e New York per la prossima primavera, sette giorni, trasferimenti privati, hotel quattro stelle centrale, due diversi tour della città, gita in battello, cori Gospel e gite facoltative nel tempo libero, nonostante il notevole anticipo, vi ricordiamo che le migliori tariffe aeree terminano in fretta. Se poi non avete mai provato una crociera, o semplicemente non avete tempo, potete unirvi a noi per una breve navigazione in occasione del varo della nuova Costa Favolosa. Una mini crociera per farvi scoprire la vita di bordo... a quote gruppo. Mariella e Adriano, titolari dell’Agenzia Viaggi VIVERE & VIAGGIARE di Via di Roiano, 7 a Trieste TRIESTE che lavora SPECIALE PROFESSIONI: IL CONSULENTE IMMOBILIARE A tu per tu con Michela Benvenuto responsabile dello Studio Immobiliare BENVENUTO A Trieste in Via Parini, 9 - Tel. 040.632014 Come hai intrapreso l’attività di agente immobiliare? Mi sono diplomata perito aziendale e corrispondente in lingue estere nel 1989, tutt’altra materia dell’immobiliare, ma si sa i casi della vita ti portano su strade che non avresti mai immaginato Ho cominciato a lavorare come segretaria tecnica in uno studio di progettazione di impianti di riscaldamento e condizionamento per poi passare ad un’impresa di costruzioni, ad un’amministrazione stabili ed infine in un’agenzia immobiliare cittadina. Da tutta questa esperienza lavoraviva sono riuscita ad accumulare tanta esperienza sul campo che ora metto a disposizione di chi si affida a me per le sue più svariate problematiche immobiliari. transazione differente dalla precedente. Bisogna essere preparati, attenti e soprattutto molto versatili. Ci sono problemi di urbanistica, edilizia, impianti e chi più ne ha più ne metta. Bisogna come è giusto essere multidisciplinari, credetemi! Per contro è assai gratificante avere le competenze per affrontare questa difficile professione. Dove ha lo studio? Ho lo studio in via Parini, 9 a due passi dall’Ospedale Maggiore, l’ufficio è piccolo, ma si sa le dimensioni non contano. Ed ora alla luce di questa “novità” in merito alla liberalizzazione della professione di agente immobiliare cosa ipotizza per il futuro? La nostra categoria non aveva proprio bisogno di una “liberalizzazione” selvaggia, quale l’applicazione della direttiva Bolkstein. Già l’agente immobiliare ha una nomea radicata di faccendiere senza scrupoli che peggiorerà ulteriormente. Poiché la clientela si affidi ad un agente immobiliare ora e più che mai questo deve, e sottolineo deve, avere la competenza, la cura ed il rispetto nei confronti del cliente, affinché affidarsi a lei sia meno rischioso e più tranquillizzante che rischiare una trattativa tra privati. In effetti io credo che le agenzie immobiliari e gli agenti immobiliari stessi dovranno trasformarsi in consulenti immobiliari, persone di fiducia che il cliente assolda per stare tranquillo. Questo lo potrà fare solamente arricchendo la sua competenza ogni giorno nella sua attività ed affiancando il cliente con rispetto e professionalità. Auspico inoltre che chi si avvicina ora a questa professione, così articolata e complicata non abbia aspettativa di grandi guadagni come un tempo. Come è cambiata la professione di agente immobiliare negli ultimi anni? Per fare un semplice esempio si può dire che siamo passati da scaricare cassette di verdura al mercato coperto ad abili orologiai. Non esistono più transazioni facili del tipo: Mario vende e Gino compra. Ora ci sono un’infinità di pericoli ed insidie, oltre ad una opprimente burocrazia che rende ogni Michela Benvenuto responsabile dello Studio Immobiliare BENVENUTO il tuono 13 SCIENZA Sabato, 26 giugno 2010 o L’ESO dà il via alla costruzione dello spettrografo più preciso del mondo Un ESPRESSO da 15 milioni di euro Avrà il compito di trovare pianeti abitabili simili alla Terra. A Trieste un posto di primo piano nel progetto È notizia recentissima: dopo lunghi mesi dedicati allo studio di fattibilità, l’ESO (European Southern Observatory) ha dato il suo “sì” alla progettazione e costruzione di ESPRESSO, uno spettrografo ad altissima precisione che verrà montato sul telescopio più grande del mondo, il Very Large Telescope (VLT) del Cile. La lettera tanto attesa che conteneva il responso dell’ESO è arrivata mercoledì mattina sul tavolo di Stefano Cristiani, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste: «L’Osservatorio – spiega Cristiani – ha un ruolo importante in questo ambizioso progetto (gestito da un Consorzio formato dall’ESO insieme a Italia, Svizzera, Spagna, Portogallo e Francia) perché ci occuperemo direttamente della progettazione del Stefano Cristiani, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste (foto di Kappalab) software di controllo e di analisi dei dati oltre che dell’intera elettronica dello strumento. Saremo almeno in dieci a lavorarci a tempo pieno». Ma a che cosa servirà ESPRESSO? Due saranno gli scopi principali: in primo luogo attraverso questo spettrografo sarà possibile scoprire pianeti rocciosi simili alla Terra (per massa e distanza dal loro “sole”), capaci di ospitare la vita così come la intendiamo noi. Ad oggi, infatti, siamo a conoscenza di 28 esopianeti con una massa inferiore a 18 volte la massa della Terra dei quali 23 sono stati scoperti con HARPS, il “papà” di ESPRESSO; ma nessuno degli strumenti attualmente in circolazione è in grado di “vedere” pianeti così piccoli come il nostro. “HARPS è uno strumento meraviglioso, di alta precisione, montato su un telescopio ESO di 3 metri e sessanta centimetri di diametro – precisa il direttore – ma ESPRESSO, una volta in funzione, avrà una precisione 10 volte superiore ad HARPS. Sarà montato sul VLT, un sistema composto da quattro telescopi di 8 metri di diametro. In questo modo Very Large Telescope (VLT) (Foto di ESO/H.H.Heyer) combinando e sommando la luce di tutti, si potrà ottenere una potenza pari a quella raccolta da un telescopio di 16 metri di diametro, che oggi non esiste sulla Terra! Secondo obiettivo di ESPRESSO è quello di mettere in dubbio le costanti della fisica, tutti quei dati che normalmente diamo per assodati e che invece potrebbero rivelarsi variabili. E se il rapporto tra le masse di elettrone e protone non fosse fisso come abbiamo sempre creduto? La confutazione di questo e altri “dati di fatto” potrebbero costringerci a rivedere completamente le nostre certezze e portare ad una rivoluzione della fisica fondamentale. In sintesi l’80% del tempo di ESPRESSO sarà dedicato alla ricerca di pianeti rocciosi extrasolari, mentre il 10% alla verifica delle costanti fondamentali. La restante percentuale verrà suddivisa tra diversi progetti di ricerca che spazieranno dalla composizione chimica di stelle nelle galassie vicine allo studio del mezzo intergalattico. I telescopi crescono di dimensione, diventano più complessi e richiedono spettrografi sempre più precisi e così come HARPS può essere considerato il padre di ESPRESSO, nel 2020 sarà il figlio di ESPRESSO, CODEX, a proseguire il suo lavoro sui telescopi di nuova generazione attualmente in fase di progettazione. f.d. E il premio Feltrinelli va alla Twas L’Accademia delle scienze per i Paesi in via di sviluppo, nata a Trieste con Abdus Salam, ha ricevuto comunicazione ufficiale giovedì 24 giugno È l’equivalente italiano del Nobel. Si chiama Premio Antonio Feltrinelli e viene concesso solo a enti o persone che si sono veramente distinte nei vari campi della scienza, che abbiano anche rilevanza sociale e siano mossi da forte senso morale. Quest’anno il premio va alla Twas, l’Accademia delle scienze per i Paesi in via di sviluppo, che da sempre si trova a Trieste. La Twas è infatti stata creata da un gruppo di 40 rinomati scienziati, guidati dal pachistano Abdus Salam, Premio Nobel e fondatore dell’Ictp (Internationa Centre of Theoretical Physics). Nel 1983. Si tratta di un’organizzazione au- Il Premio Nobel Abdus Salam tonoma internazionale che opera sotto l’egida dell’UNESCO. Ha sede negli spazi dell’Ictp e oggi è composta da 901 membri e 746 associati. Attualmente sono ben 15 i Premi Nobel che fanno parte dell’Accademia e solo in Italia ci sono 14 membri. Qualche nome? Paolo Budinich, Antonino Zichichi, Carlo Rubbia o Rita Levi Montalcini. Giovedì scorso alle 10.30 del mattino presso l’Ac- per incrementare la cooperazione scientifica e organizza cademia dei Lincei è stato comunicato ufficialmente il convegni internazionali per far circolare il flusso di invincitore del premio Feltrinelli, che verrà fisicamente formazioni e scoperte. Il prossimo convegno al quale la consegnato il prossimo novembre durante la cerimonia Twas sarà presente è l’ESOF 2010, che si terrà a Torino. di premiazione nelle mani del direttore esecutivo del- Tra le sessioni, infatti, anche una sulla biodiversità, uno la Twas, Mohamed Hassan. «Siamo molto onorati per dei temi più cari all’Accademia, specialmente quest’anno, questo prestigiosissimo riconoscimento che è stato dichiarato che l’Accademia dei Lincei ci tributa. – Anno internazionale racconta il direttore – La Twas promuove della biodiversità. «Il l’eccellenza scientifica nel Sud del mondo, workshop che terreidentificando giovani ricercatori prometmo a Torino – contenti per metterli nelle condizioni di realizclude Hassan – vuozare le loro ricerche applicandole alla risole porre l’attenzione luzione dei problemi che affliggono il loro proprio su questo Paese d’origine. Un nostro punto di forza tema ricordando che e insieme la nostra addirittura l’80% delmissione è il rafforla biodiversità da proUn grande zamento della cooteggere sta nei Paesi orgoglio perazione Sud-Sud e del Terzo Mondo, una per la città Sud-Nord, in modo risorsa inestimabile da favorire la circoche si trova proprio lazione delle conoscenze scientifiche che nei Paesi più poveri e sono e devono restare un patrimonio di che va protetta da tuttutta l’umanità”. ti. Purtroppo in questi Ma quali sono le attività della Twas? luoghi la povertà inL’Accademia duce la popolazione a istituisce premi distruggere gli ecosiper onorare l’ecstemi per poter avere cellenza scientienergia o carburante, fica, garantisce Il direttore esecutivo del Twas, Mohamed Hassan ma in questo modo anche borse di tutti noi stiamo perstudio e finanziamenti per contribuire alla formazione dendo una ricchezza incredibile. Questo è il messaggio professionale di giovani scienziati eccellenti; inoltre av- che vogliamo dare al mondo». via programmi di scambio tra paesi del Sud del mondo Sara Stulle 14 il tuono ANIMALI o Sabato, 26 giugno 2010 Un rimedio naturale che sembra funzionare e che viene adottato anche da molti comuni Pipistrelli contro le zanzare Un’occasione utile anche per sfatare molti miti falsi e negativi che gravitano sui chirotteri È il nuovo rimedio per combattere le fastidiose compagne dell’estate. O forse il più antico e naturale. L’utilizzo dei pipistrelli contro le zanzare sta cono- contro alle esigenze delle persone. Negli ultimi tempi l’utilizzo dei pipistrelli come anti zanzare sembra poi essere esploso e quindi ecco spuntare La sua dieta notturna è composta da dieci mila insetti e di questi circa due mila sono zanzare scendo una diffusione sempre maggiore e, nella maggior parte dei casi, sembra funzionare. Nulla di strano, a dire il vero: la sua dieta notturna è composta da dieci mila insetti e di questi circa due mila sono zanzare. Niente più repellenti chimici o gas che uccidono, assieme alle zanzare, anche api e lucciole, quindi, ma un esemplare di pipistrello è quello che può venire in- le bat box, delle specie di nidi o cuccie dove il pipistrello può abitare tra una volata e l’altra. Solitamente si tratta di un parallelepipedo di legno di betulla di circa 35 cm per 60, spesso soltanto 5 (i pipistrelli, con le ali piegate, sono piccini: lunghi dai 5 ai 7 cm, pesano tra i 5 e i 15 grammi), assemblata senza collanti e coloranti nocivi, e inodore, altrimenti respinge l’aspirante inquilino. Secondo le indicazioni la bat box va collocata all’esterno, ad almeno 4 metri dal suolo, o in pieno sole o all’ombra totale e il momento migliorare per posizionare la nuova “casetta” sarebbe nel periodo compreso tra marzo e aprile. Questa soluzione naturale per combattere la presenza delle zanzare è già stata adottata in molti comuni d’Italia e sembra stia dando ottimi risultati. Il tutto nasce dal progetto Un pipistrello per amico, nato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’università di Firenze, una campagna ecologica per salvare il chirottero, una specie a rischio. Inizialmente le casette per pipistrelli sono state distribuite in tre regioni italiane (Toscana, Lazio ed Emilia Romagna), ma ora sono acquistabili in tutta Italia. Speriamo che la capacità del pipistrello dicacciare le zanzare sia anche un’occasione per sfatare alcuni miti negativi legati a questo simpatico animale. a.b. Cani smarriti e ritrovati: norme utili da seguire Al canile sanitario triestino di via Orsera 8 vengono condotti i cani trovati vaganti nel territorio della provincia di Trieste. Dopo le prime verifiche sanitarie se accertata la presenza del microchip, viene inserito il codice numerico di identificazione nella banca dati dell’anagrafe canina che permette di risalire al proprietario del cane. In realtà questa prassi sembra semplicissima ma il meccanismo si inceppa quando non vengono rispettate alcune regole fondamentali: 1) Il codice numerico di identificazione ed i dati del proprietario devono essere inseriti nell’anagrafe canina nazionale,altrimenti il cane non risulterà iscritto e di conseguenza il proprietario sconosciuto. 2) Le variazioni di indirizzo, numero telefonico ed eventuale cessione dell’animale a terzi devono essere comunicate entro 15 giorni all’ufficio zoofilo del comune di appartenenza e all’ufficio veterinario dell’azienda sanitaria. 3) La comunicazione di smarrimento del cane deve essere data immediatamente al canile sanitario e alla Black: cagnolino di taglia media di 5 anni desideroso di affetto e compagnia dal carattere mite e socievole rinunciato dal proprietario a causa di problemi personali. cooperativa Sette Service incaricata del recupero dei cani impossibile la sua lettura e quindi il riconoscimento. Una vaganti nella provincia di Trieste. prassi semplice ma molto utile è diffondere la foto del Consigliamo inoltre alcune facili norme da seguire: cane con il vostro recapito tramite volantini. A) Verificare di persona che il cane smarrito, soprattutC) È buona norma dotare il collare del cane di una meto se sprovvisto di microchip, non sia rinchiuso daglietta con inciso il numero di telefono al canile,in quanto le descrizioni effettuate teleaggiornato del proprietario ed il nome del Alcune regole fonicamente non corrispondono il più delle volcane in modo da accelerarne la restituziofondamentali te alla realtà (ad esempio per alcuni un cane di ne in caso di smarrimento. da rispettare 20 kg è una taglia media ,per altri è una taglia Attualmente al canile sanitario sono grande, per alcuni il cane può essere di colore ospitati numerosi cani tra i quali: femmifulvo per altri color noce etc...) na di Pitt Bull adulta color noce trovata in zona Rozzol/ B) Anche se provvisto del codice di identificazione è Melara priva di microchip; femmina akita-inu trovata necessario che i proprietari si attivino immediatamente vagante zona Opicina/via Commerciale con microchip nella ricerca del proprio cane senza attendere di essere ungherese non registrato all’anagrafe canina italiana. contattati dal personale del canile sanitario, segnalando Chi li ha smarriti si rechi immediatamente al canile salo smarrimento e seguendo costantemente la situazione nitario di via Orsera numero 8 - telefono 040 820026 fino al ritrovamento del cane in quanto è possibile - an- orario 7:30-9:00 (mattina) e dalle 9:00 alle 13:00 al cell: che se accade raramente - che il microchip inserito sotto 3484487013 - o per informazioni chiami il numero 040 la pelle dell’animale venga rigettato, divenga illeggibile 571623. o si sposti dal punto dell’inserimento rendendo di fatto Cani da adottare: Scric: sempre più triste assieme all’amico Kushi, rimasti senza famiglia a causa della scomparsa della proprietaria e che verranno tra breve trasferiti al canile se non troveranno qualcuno disposto ad accoglierli. Morgan: meticcio levriero attende disperato una famiglia possibilmente con giardino dove poter scaricare tutta la sua esuberanza e velocità caratteristica della razza. Si ricorda ai cittadini che l’associazione il Capofonte accoglie le rinunce da parte di proprietari impossibilitati a tenere il loro cane sostituendosi di fatto alle carenze dell’amministrazione comunale con pesantissimo sforzo economico non più sostenibile visto l’elevato numero di rinunce: AIUTATECI A CONTINUARE LA NOSTRA ATTIVITÀ IN FAVORE DEI CANI: c/c postale n 94147162 indispensabile immettere la causale: cani. Per tutti gli appelli e per smarrimenti/ritrovamenti chiamare lo 040 571623 www.ilcapofonte.it - [email protected] Nik: stupendo esemplare giovane affettuoso e dinamico, ubbidiente al guinzaglio, adatto a conoscitori della razza,preso da cucciolo per far contenti i bambini è stato scaricato come un pacco ingombrante una volta cresciuto e sostituito con un cane “toy” il tuono 15 SALUTE E BENESSERE Sabato, 26 giugno 2010 o utili consigli su come affrontare il pasto di mezzogiorno Dopo avere puntualizzato come sia importante che ogni pasto principale preveda il consumo di carboidrati e proteine (anche al fine di favorire il dimagramento) illustrerò come possa essere praticamente realizzato un pranzo equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Primo piatto Ha il compito di fornire i carboidrati necessari a soddisfare le necessità energetiche dell’organismo (es. camminare, respirare, mantenere e sostenere il battito cardiaco) può essere costituito da pasta o riso (da L’importanza di un pranzo sano ed equilibrato Bevande alcoliche Non consumare oltre 12 – 13 ml di etanolo, corrispondenti a: 100 ml di vino di gradazione compresa tra 11° e 12° (corrispondenti al volume di 1 “bicchiere da vino”); 250 ml di birra (escluse birre ad elevata gradazione alcolica come le “birre a doppio malto”). Verdura un minimo di 30 g ad un massimo di 70 g per porzione – peso a crudo -). In alternativa può essere consumato del pane (tra 30 g e 80 g: da un minimo di mezzo panino medio ad 1 panino e mezzo). I condimenti del primo piatto dovrebbero essere a basso contenuto lipidico, esempio: - olio di oliva; - pomodoro fresco; - pomodori passata; - pomodori pelati in scatola; - verdure di stagione (cotte o crude) saltate in padella. Secondo piatto Ha il compito di fornire le proteine necessarie ai processi di ricambio cellulare e rigenerazione tissutale (produzione di globuli bianchi, globuli rossi, piastrine, cellule della pelle, anticorpi, fattori anti – infettivi, ecc.). Gli alimenti che costituiscono il secondo piatto dovrebbero essere a basso contenuto lipidico e variare nel corso della settimana (vedi tabella 1). Acqua L’acqua favorisce la digestione dei cibi e l’assorbimento dei nutrienti in essi contenuti. È consigliabile consumare tra due e tre bicchieri di acqua a pasto (di più in caso di sete). Un consumo eccessivo di acqua ai pasti (bere smodatamente pensando che ciò aiuti a dimagrire) diluisce il succo gastrico rallentandola digestione. La verdura: - fornisce vitamine e minerali, compreso il potassio che riduce la pressione arteriosa prevenendo e contrastando l’ipertensione; - è fonte di fibra che stimola la funzione intestinale (contrastando e pre- venendo la stipsi), riduce l’assorbimento dei grassi (prevenendo e contrastando l’eccesso ponderale) e tende, al pari del potassio, a regolarizzare la pressione arteriosa; - fornisce sostanze antiossidanti utili a mantenere e favorire lo stato di salute; - stimola la sensazione di sazietà contrastando ulteriormente sovrappeso ed obesità. Consumare, almeno: - 90 g di verdura cruda (corrispondenti, circa, al volume di “un piatto fondo ben colmo”) OPPURE - 120 g di verdura cotta (corrispondenti, grosso modo, al volume di “un piatto fondo raso”). La verdura “non fa ingrassare” per cui può essere consumata in quantità libera. Per favorire il dimagramento può essere utile cominciare il pasto dalle verdure. La sequenza del pasto diventa: verdure, primo piatto, secondo piatto. Iniziare il pasto dalle verdure, oltre a stimolare la sensazione di sazietà favorendo il dimagramento, favorisce l’assorbimento delle vitamine contenute nei vegetali. Note Consumare il pranzo lentamente. Il pranzo dovrebbe durare al- toregolarsi in relazione al fabbisogno di cibo (in altre parole la persona, dopo un po’, dovrebbe essere in grado di prelevare, “istintivamente”, senza bisogno di pensarci, esattamente la quan- Complementi - Aceto, limone spezie: sì. - Grassi da condimento: da un minimo di 5 g ad un massimo di 20 g (compresi i grassi utilizzati per la cottura dei cibi) privilegiando il consumo di oli vegetali a quello di burro/ margarina e tenendo conto che: 1 cucchiaino raso corrisponde a 5 g di olio; 1 cucchiaio raso corrisponde a circa 15 g di olio; 1 “noce” di burro/margarina corrisponde a circa 10 g di prodotto. - Formaggio grana da aggiungere alla pasta: non oltre 1 cucchiaino raso. - Sale: con moderazione. meno venti – venticinque minuti, mangiare in fretta favorisce il consumo di un eccesso di cibo. Masticare bene i cibi. Attivazione del nervo vago (decimo nervo cranico) con stimolazione della sensazione di sazietà. Servirsi dal piatto di portata: da soli e una sola volta. Favorisce la fisiologica capacità dell’organismo ad au- tità di cibo necessaria a saziarla). Non alzarsi da tavola con la sensazione di “stomaco pieno”. Una sensazione del genere è indicativa del fatto che si è mangiato troppo, bisogna alzarsi da tavola prima di percepire la sensazione di “stomaco pieno”. Alzarsi da tavola appena finito di mangiare. La visione del cibo e gli odori e aromi presenti in cucina favorirebbero un ulteriore consumo di cibo. Dottor Mario Cestaro Biologo Nutrizionista Specialista in Microbiologia e Virologia Master, I* livello, in Scienze dello Sport e del Fitness www.dietaepeso.it Cormons (GO) 16 il tuono PUBBLICITà o Sabato, 26 giugno 2010 Studio Immobiliare Benvenuto TRIESTE che lavora Trieste - Via Parini, 9 - Tel. 040.632014 Consulenze immobiliari, compravendite, locazioni, aste-consulenze, assistenza contrattuale, conto terzi, anche per compravendite tra privati, valutazioni, stime, assistenza successioni non testamentarie. Ricerca urgente di appartamento zona Piazza Venezia Via Torino con cucina, soggiorno, 2 stanze, doppi servizi per cliente estero. Definizione immediata Studio Immobiliare Benvenuto consulenze immobiliari a 360° Sig.ra Michela cell. 346.1862228 - Sig.ra Daniela cell. 328.8653453 UFFICIO: TRIESTE - VIA PARINI, 9 - TEL. 040.632014 TRIESTE che lavora PUBBLICITà Sabato, 26 giugno 2010 il tuono 17 o TRIESTE che lavora Vacanze, tour, soggiorni e crociere TRIESTE che lavora Alcune nostre proposte a partire da € 495,00 Capo Verde Isola di Boavista in club beach resort Tour Moorea Papeete + Bora Bora hotel 5 stelle Cina tour le tre meraviglie Tour South Africa Un simpatico gadget in omaggio ai nostri clienti: vieni a trovarci da VIVERE & VIAGGIARE Via di Roiano, 7 - Tel. 040.410912 18 il tuono o APPUNTAMENTI Sabato, 26 giugno 2010 incontro con il pittore triestino dopo il successo della mostra tenutasi ad aprile Il mondo magico degli spaventapasseri nei quadri dell’artista Diego Iaconfcic Oltre 1300 persone hanno avuto la fortuna di vistare la mostra La danza dei corpi immobili, di Diego Iaconfcic, presso la sala comunale d’arte dal 1° al 25 aprile. Una serie di opere incredibilmente originali, fuori dai canoni classici, che avevano come soggetto principale lo spaventapasseri. Com’è iniziata la tua passione per la pittura? Ho iniziato a dipingere quando avevo 20 anni, anche se disegnavo fin da quando ero piccolo. L’uso dei colori è iniziato grazie a un pittore, Zebo, che aveva organizzato un corso di pittura presso la Casa del Popolo Gramsci di Ponziana.Visto che sapevo già disegnare, Zebo mi ha subito fatto usare i colori: mi lasciava fare, senza indirizzarmi, ma dandomi solo alcuni consigli. Dodichè ho proseguito per conto mio, sviluppando le tematiche che mi erano più care. Quali sono queste tematiche? Gli argomenti e le atmosfere che più mi interes- savano erano quelli legati alla magia, agli artisti da strada, ai giocolieri, ai saltimbanchi: insomma, a tutto quel mondo un po’ magico legato anche alle antiche compagnie teatrali, quelle che giravano con i loro spettacoli, viaggiavano, si arricchivano di esperienze e di fatto portavano in giro la cultura. Penso a personaggi come Arlecchino o alle opere di William Shakespeare. In particolare mi ha sempre attratto il tema della maschera. Mi interessano molto i riti soprattutto quelli dionisiaci. È l’unico dio con una maschera, che però è bianca, cioè non ha espressione e può avere qualsiasi identità. Nei culti dionisiaci c’è la perdita del proprio status, non c’è più la classificazione sociale, vengono meno le gerarchie e uno è libero di essere ciò che è. E come sei arrivato agli spaventapasseri? Per un certo periodo ho fatto alcune mostre su Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien, uno dei maggiori scrittori di fantasy al mondo, autore di opere famose come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion N. d. R.). Sono stato tra i 160 artisti mondiali più importanti per illustrare il mondo di Tolkien e un mio quadro si trova ora presso un museo in Svizzera. In seguito ho deciso di uscire un po’ da questo campo dell’illustrazione e fare pittura, che secondo me è una cosa più diretta, un altro tipo di discorso. Ho dipinto diverse cose, come personaggi fantastici e demoni, e alla fine ho trovato questo filone degli spaventapasseri, un essere fatto di tutti gli abiti del mondo, di tutto ciò che viene buttato via e che viene riciclato. Per me gli spaventapasseri sono maschere che però non rappresentano nessun personaggio in particolare, ma sono praticamente il risultato della fantasia del contadino. Per chi lo fa diventa quasi un totem: una volta era assimilato a Priamo e ai culti della terra perché era usato per difendersi. Non dimentichiamo che un tempo perdere il raccolto significava la morte e quindi entrava in gioco anche la superstizione. Dei personaggi quasi vivi... Si, per me pur essendo vuoti hanno comunque un’anima. Inoltre anche qui torna il tema della maschera, ma in modo diverso: lo spaventapasseri è una maschera, ma forse è l’unica maschera reale, che non nasconde un viso. Può essere orribile, ma si presenta così com’è, una maschera che non porta una maschera: è quello che è, è se stesso. Mentre la gente indossa maschere continuamente, lui si presenta com’è, direttamente. Per assurdo è una maschera più reale di tutte le maschere che non si vedono ma che portiamo noi ogni giorno. Nei tuoi quadri lo spaventapasseri è rappresentato in modi diversi... Si, lo spaventapasseri mi dà la possibilità di variare all’infinito: odio ripetermi e mi devo divertire io per primo a dipingere, se dovessi rifare sempre la stessa cosa per tutta la vita mi annoierei a morte. Questo soggetto mi dà invece la possibilità di esprimermi liberamente: si possono raffigurare in tutti i modi, con oggetti e tutto ciò che si vuole. Inoltre è usato da me per dire quello che voglio fermo restando la possibilità di dipingere il paesaggio attorno, che mi piace molto. Non voglio rinunciare al piacere di dipingere il paesaggio: con gli spaventapasseri sono completamente libero, non devo sacrificare nulla. Per me è il massimo come soggetto e rap- presenta anche un ponte tra l’uomo e la natura. Quali sono le tue influenze principali? Sono molto attratto dal Carso e credo che anche il clima di Trieste, con la sua bora, mi abbia influenzato molto. Grazie al vento qui abbiamo colori vivacissimi, vivi. Il vento è movimento e quindi vita. Lo stesso nome della mostra, La danza dei corpi immobili, si ispira a questo in quanto lo spaventapasseri nasconde una tensione immobile: se uno si muove sempre si perde la sorpresa, mentre se uno sta fermo immobile ti aspetti che stia per succedere qualcosa. Lo spaventapasseri è così: passi in un campo, lo vedi immobile, poi ti volti per vedere se si è mosso. Nella mia mostra ho cercato di fare danzare gli spaventapasseri attraverso i colori dando loro un’anima. F.D. il tuono 19 CULTURA Sabato, 26 giugno 2010 o Incontri di parole tra Roveredo e Corona Non bastavano i posti a sedere nella piccola sala di Androna degli Orti che lunedì scorso ha ospitato la conferenza Incontri di parole con gli scrittori Pino Roveredo, in veste di presentatore, e Mauro Corona, in qualità di ospite in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, Torneranno le quattro stagioni, che è disponibile da questa settimana in tutte le librerie. Ma nonostante qualcuno sia rimasto in piedi, il piccolo ambiente dove si è tenuta la conferenza, che a causa del maltempo non si è svolta in giardino, ha contribuito al clima di famigliarità e cordialità che si è creato tra pubblico e scrittori. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Alt (Associazione di cittadini e familiari per la prevenzione e la lotta alla tossicodipendenza), con la collaborazione dell’Azienda dei servizi sanitari, il Dipartimento delle dipendenze e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste. Questo incontro è il secondo di una serie di eventi aperti al pubblico - il primo di essi si è svolto lo scorso mese ed ha ospitato Giovanni Baglioni - che sono stati organizzati in occasione del ventennale dell’associazione che si occupa di aiutare i tossicodipendenti e le loro famiglie. Per festeggiare il decennale del loro giornale Volere Volare, creato inizialmente come Anticamente l’essere umano era parte integrata e integrante della natura di cui conosceva, seppure empiricamente, misure e limiti. E soprattutto si fidava, in mancanza d’altro, delle proprie esperienze, che tramandate di generazione in generazione, sotto forma di proverbi costituivano lo scibile popolare. Ancora oggi le categorie più a contatto con l’ambiente naturale, contadini, pescatori, montanari, hanno un punto di riferimento nell’antica saggezza e un’ intima correlazione con l‘ambiente circostante. Personalmente, quando vado per mare, l’ultimo bollettino che ascolto è quello dei pescatori i quali, mentre riparano le reti o preparano la barca, scrutano il cielo pronosticando tempo, vento e pesca fortunata. In ogni angolo della terra la millenaria sapienza dei proverbi investe pressoché tutti gli aspetti della vita quotidiana suggerendo, per ogni situazione, il comportamento da tenere: matrimonio, nascite, relazioni coniugali e commerciali, pregi, difetti, vizi e virtù. Non pretendeva di essere infallibile ma dava un orientamento sufficiente a garantire una certa sicu- gruppo terapeutico e che negli anni si è evoluto in una vera e propria redazione. Appena arrivato, Mauro Corona, vestito esattamente come lo si vede sulle copertine dei suoi libri - bandana in testa, capelli lunghi, barba e maglietta senza maniche -, inizia subito a scherzare con il collega e con il pubblico assicurando scherzosamente di avere bevuto solo «una birretta». Pino Roveredo racconta che lui e Corona si conoscono da molto tempo, prima di iniziare a scrivere libri, o meglio prima di diventare «scrittori da copertina», come li definisce ironicamente l’autore de Il canto delle manére. I due amici sono accomunati da un passato difficile e dal fatto che attraverso i loro libri entrambi raccontano storie popolari, regalando al loro pubblico due visioni diverse del nostro territorio, che sono lo specchio delle loro esperienze e delle loro conoscenze di vita. Roveredo inizia con l’introdurre brevemente l’ospite e dicendo quali siano i libri del collega che lui preferisce, ovvero Il volo della martora e Le voci del bosco, (tra i primi pubblicati da Mauro Corona). Soprattutto L’ombra del bastone, anche se alla sua uscita l’opera è passata un po’ inosservata. Lo scrittore friulano afferma subito: «Vorrei non par- lare tanto dei miei libri quanto delle difficoltà della vita, delle dipendenze». Infatti, l’oretta e mezza di incontro si trasforma in una chiacchierata in cui l’autore racconta aneddoti, pensieri e esperienze personali, oltre che parlare delle sue più recenti opere di carta e inchiostro. Roveredo gli chiede allora quale siano i motivi per i quali scrive e lui afferma: «Per non dimenticare. Come ha detto Magris, si scrive per salvare qualcosa, anche se non viene pubblicato e viene lasciato lì nel cassetto. Scrivere aiuta a sopportarci». Arriva però il momento di parlare della sua ultima opera Torneranno le quattro stagioni, un libro di fiabe per bambini e adulti, come lo definisce Corona, che ammette: «A dire la verità me le hanno commissionate, ma le ho fatte col cuore». L’autore poi ne racconta una, quella di uno scultore che va nel bosco e scolpisce alcuni alberi, scatenando negli arbusti prescelti un certo orgoglio che li porta a prendere in giro e denigrare i loro compagni rimasti naturali. Ad un certo punto scoppia un incendio che brucia tutto, senza distinzioni rendendoli di nuovo tut- ti uguali: «Solo la morte pareggia i conti ed elimina l’idiozia di queste diversità», commenta infine l’autore della fiaba. Corona poi parla del suo prossimo libro pronto per la pubblicazione, in cui egli immagina un mondo dove non c’è più petrolio e dove le persone recuperano l’utilizzo della manualità, l’amore per la terra e la pace, perché, come spiega lo scrittore, solo in una situazione di tragedia planetaria essa è possibile: «Nel bisogno e nel terrore della morte la pace è forzata, diventa una necessità». Infine, Pino Roveredo chiede al suo ospite quanto a suo parere sia facile trasformarsi da persone a personaggio in questa cultura dell’apparire. Il collega risponde che è molto facile e confessa «È successo anche a me. Per vendere i libri devi andare in televisione, se non dici in tv che sei morto non lo sa neanche tua moglie – afferma ironicamente Corona –. Io sono timido ma in quelle occasioni ho fatto più il personaggio anche per creare un ambiente che aiutasse me e le altre persone a divertirsi». E così, tra risate e applausi, si conclude “l’incontro di parole” tra Pino Roveredo e Maurizio Corona. Diana Collarini Salute proverbiale rezza e fiducia nelle proprie azioni e soprattutto, essendo a “misura d’uomo”, era facilmente reperibile e verificabile. Anche il raggiungimento di una buona condizione fisica, pervenuto fino a noi, ha un suo prontuario, che puntualizza come scegliere medici e medicine. Schivare il “Medico inesperto cimitero aperto” e preferire quello che ha uno stato fisico provato: “Un medico non è bravo se non fu mai malato”: competenza e maggior comprensione per i mali altrui. I dogmatici della fede ippocratica minacciano: “Chi non obbedisce al medico, obbedirà al becchino”; altri più scettici constatano con amarezza che “Mentre i medici si consultano il paziente muore”. Maliziosi, e per certi versi ingrati, i sofferenti di odontalgie decretano, dopo aver saldato il conto, che “Il dentista mangia con i denti degli altri”, costretti a ricorrere di malavoglia alle sue cure a causa delle bizzarrie del tempo. Perché? Lo afferma il detto: “Quando il tempo è molle, il dente è più folle”. Qualche indicazione sulle prescrizioni terapeutiche: “Chi ogni tanto si allena al salto della cena, mantiene vispo e snello, il corpo e il cervello”. Versione differente ma medesimo significato: “Vuoi campare sano e lesto? Mangia poco e cena presto”. E poi gli alimenti da evitare “Grassi e fritture, coliche sicure” o da ingerire: “Se molto vuoi campare, salvia hai da mangiare”; per lo stesso risultato: “…rape hai da mangiare”. Si consiglia pure tartufo e cardo (fanno l’uomo vegliardo); per la sanità mentale: radici di valeriana, senza dimenticare la vista (anche l’occhio vuole la sua parte!) a cui pare faccia bene la ruta poiché la rende acuta. Cibi singoli: “Una mela al giorno leva il medico di torno”, “Doglia di testa vuol minestra” o addirittura menù completi: “Dove entrano il sole, la verza, la mela, non entra il medico”. Abbigliamento da usare in via generale: “Caldo di panni non fece mai danni” o particolare: “Veste di lana tien la pelle sana”. Sempre ai fini di un costante benessere fisico, validi i piccoli accorgimenti come: “Aria dietro la schiena nel letto mena” e in caso di malessere: “Il letto è già una medicina”. In ogni caso non compiangetevi troppo e non rompete le scatole al prossimo perché il vostro medico potrebbe tuonare: “Chi si lamenta non può guarire!” e forse ha ragione. Con una simile enciclopedia, disponibile presso tutti i popoli del globo con sfumature e postille nazionali, provinciali, comunali, (interpreti di tradizioni, usanze e prodotti locali), stupiscono gli assurdi ammaestramenti con cui l’annunciatore televisivo di volta in volta ammiccante, solerte, persuasivo o inquisitorio snocciola ritrovati per diete, abbigliamenti, norme igieniche per campare di più e meglio, a seconda della stagione e del clima. Non mi si fraintenda: nulla di meglio che acquisire informazioni per migliorare la propria salute. Quando però al telegiornale della sera, dopo il bollettino di catastrofi, ormai purtroppo quotidiano, l’araldo di cosmiche sciagure, si impegna (seriamente!) ad enumerare insegnamenti comportamentali tanto inutili quanto banali, come aumentare l’assunzione di liquidi in estate o coprirsi quando fa freddo, sostenuto da pareri di illustri studiosi, si può andare incontro a inconvenienti pratici che, come tutte le assurdità, sconfinano nel comico. Non è raro ascoltare il seguace dell’idratazione forzata lamentarsi, dopo essersi abbeverato come un cammello, lamentarsi (e meravigliarsi!) di non riuscire più a dormire per l’obbligatoria, fastidiosa, restituzione dell’eccesso acqueo. L’equivoco farsesco nasce dall’importanza attribuita al mezzo televisivo che, se da una parte divulga opinioni di massima (come i proverbi) con pontificale sicurezza, dall’altra paralizza qualsiasi certezza, calcolata da ognuno dietro il proprio braccio. Un feroce dubbio si insinua nella mente umana: è meglio seguire le raccomandazioni del profeta catodico oppure seguire come sempre uno stile di vita misurato che, tutto sommato, ha garantito fino a quel momento un’armoniosa sintonia fra mente e corpo, un equilibrio tra spensieratezza di esistere e preoccupazione di sopravvivere? In conclusione riportiamo una lettera consegnata dalla Scuola di Salerno al duca di Normandia Roberto II nel 1099 che terminava l’inventario delle prescrizioni con queste parole: “Se ti mancano i medici siano per te medici queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la moderata dieta”. Nicola Napoli 20 il tuono o CULTURA Sabato, 26 giugno 2010 Ricordare Sir Richard Burton, esploratore, studioso poliglotta e traduttore Dalle Montagne della Luna a Trieste L’avventura alle sorgenti del Nilo e gli studi anche sui nostri castellieri Riconoscerete forse già dal titolo un celebre film vemente feriti in uno scontro con una tribù del 1990 che il regista statunitense Bob Rafelson locale (Burton venne colpito da un giavellotto tra le mascelle). Fu nel 1858 che scoprìrono ha tratto dal roil Lago Tanganica, alla ricerca delle sorgenti manzo omonimo del Nilo tra le montagne della Luna. di William HarAmmalatosi successivamente Burton, fu rison, basato sul Speke a continuare ad esplorare sotto la sua diario della spedirezione il continente africano, scoprendo il dizione africana Lago Vittoria. di sir Richard Poichè Burton non poteva più compiere Francis Burton esplorazioni, dopo quel primo grande sucnel 1854. cesso gli vennero affidati incarichi diplomatiDa qui il nostro ci, come ambasciatore britannico a Fernando l’interesse partiPoo, a Santos, a Damasco ed infine a Trieste. colare per questo Nel 1863 fu cofondatore della Anthropolopersonaggio pogical Society of London e nel 1886 ebbe il liedrico e grande Sir Francis in una “scherzosa” stampa dell’epoca titolo di baronetto dalla Regina Vittoria. esploratore, insigne traduttore Trieste e le traduzioni ed orientalista, ninsula (Note sui castellieri o rovine Preistoriche che visse visse A Trieste si dedicò alle mansioni consolari ed alla della Penisola Istriana) . nella nostra citBurton sostenne, allora con coraggio, che i Catraduzione di tà per quasi due stellieri erano rovine preistoriche, menzionando testi orientali. Sembra che la traduzione decadi, sino alla Protoveneti ed Illiri quali popolazioni preesistenti Ma al contrario de Le notti arabe sia stata morte. all’arrivo di Roma. Queste sue Notes furono il risuldella sua conRichard Frantato di sopralluoghi ai Castellieri allora conosciusorte, Isabel fatta fra Opcina e la sua cis Burton era Sir Richard Francis Burton ti, e naturalmente di una mente particolarmente Arundel Gorresidenza triestina di città, nato a Torquay don che consiVilla Gosleth, l’attuale in Gran Bretagna il 19 marzo del 1821. Durante la derava Trieste Villa Economo prima infanzia passò molto tempo a contatto ed una città molto amicizia con gruppi Rom, tanto da essere conside- anglosassone, rato come loro selvaggio, emotivo, Burton non apprezzava molto la sua nuova litigioso e vagabondo. sistemazione. Di Trieste odiava la bora e deDi lingue Burton testava la scarsa “creatività” dei suoi cittadiAbbandonò poi gli studi universine imparò tari, anzi fu espulso dal Trinity Colni, troppo dediti al lucro ed alle attività compiù di venti lege dell’Oxford University, per aver merciali: una specie di prigione dorata per tra europee, sfidato a duello un suo compagno di un uomo che studi che pare lo avesse deriso per i ormai viveva asiatiche ed suoi baffi da militare. Decise allora quasi di soli riafricane di arruolarsi nell’esercito, non tancordi. to per fare il soldato, ma per poter I suoi sediviaggiare nell’impero britannico studiando la vita ci volumi della traBurton assieme alla moglie a Trieste e le lingue duzione de Le notti dei popoli arabe, pubblicati fra aperta alla conoscenza. Scrisse pure sugli usi e sui d’Oriente. costumi della popolazione istriana d’allora, talvolta il 1885 e il 1888 e da in maniera duramente critica ed anche cinica. lui intitolati Le mille Poliglotta Negli ultimi anni della sua vita si adattò tuttavìa e una notte sembra e viaggiaalla città, e continuò a scrivere e tradurre sino alla siano stati scritti fra tore morte sopraggiunta il 19 ottobre 1890. Opcina e la sua resiSir Richard Burton fu certo uomo rude, ed anche Di lingue denza triestina di citviolento, ma sempre conscio dell’importanza di ciò Burton ne tà: Villa Gosleth, l’atin cui si crede. Era un avventuriero romantico ed un imparò più tuale Villa Economo. Sir Richard Francis Burton moderno esploratore delle meraviglie che la moltidi venti tra Tradusse poi pure e u r o p e e , Il giardino profumato, opera molto criticata per tudine conosce solo per sentito dire. Comprese che a s i a t i c h e i suoi contenuti fortemente erotici, tanto che alla la conoscenza è un pilastro incrollabile dell’ umaed africane: sua morte la vedova la bruciò assieme a molte altre nità e che poiché la consi- l’esperienda vero poderava pornogra- za la fa proliglotta, fu Degne di nota le sue fica e lesiva della gredire. uno dei priNote sui castellieri o È tutsua reputazione. mi europei a studiare rovine Preistoriche della Arrecando così, tavia una secondo l’Enci- personalianche l’hinPenisola Istriana clopedia Britan- tà “ospite” dustano, il si nica (1997), un (come gujarati, il marathi, ma danno irreparabile alla storia e all’antropologia d e f i n i v a ) Sir Richard Francis Burton ricordail suo inte- mondiale. ta troppo resse principale fu sempre rivolto all’antico persiaInteresse per la storia e protostoria poco dalla no e all’arabo. del territorio nostra citLa sua prima spedizione scientifica neltà, benché la provincia pakistana del Sind lo preparò Durante A Trieste si abbia fatal suo famoso pellegrinaggio alla Mecca il lungo sogdedicò alle to molto (1853). Apprese usi e costumi islamici, giorno trieanche per raffinò la lingua e gli idiomi locali, e si stino Burton mansioni essa e per preparò all’impresa, estremamente periconsolari ed alla si interessò la ricognicolosa per un “infedele”, sino a farsi cirmolto alla traduzione di zione della concidere. storia e protesti orientali. sua storia Prima di lui il primo pellegrino non tostoria del millenaria. Villa Gosleth, ora Villa Economo islamico a raggiungere la Mecca era stato nostro terAndrebLudovico de Verthema nel 1503,ma il pellegrinag- ritorio. Degne di nota be quindi rivisitato non meno di Joyce e di altri gio di Sir Francis fu il più avventuroso, celebre e sono la sua ricerca sulle personaggi della cultura internazionale che vissero meglio documentato. Terme Romane di Monnella vivace Trieste absburgica cosmopolita, anche Il suo viaggio successivo lo portò all’esplorazione falcone, e soprattutto con iniziative in collaborazione con le associazioni dell’entroterra somalo e proprio in questa avventu- le sue Notes on the Caa lui dedicate in Inghilterra e negli Stati Uniti. ra gli si affiancò John Hanning Speke. Fu un’esplo- stellieri or Prehistoric Il necrologio sul Piccolo Alessandro Mlach razione drammatica, e Speke e Burton furono gra- Ruins of the Istrian Pe- del 19.10.1890 il tuono 21 ESCURSIONI E VIAGGI Sabato, 26 giugno 2010 o Ville ottocentesche, fari in mezzo al mare e case di pescatori Una Croazia per viaggiatori chic o stile Robinson Crusoe Terra di mare, con un arcipelago di ben 1185 isole, meta privilegiata per estati torride, ben conosciuta da triestini e non solo. B&b, “zimmer frei”, campeggi a due passi dal mare e splendide città come Ragusa (Dubrovnik), Fiume (Rijeka), Pola (Pula) e Zara (Zadar). Ma c’è qualcosa che forse nemmeno i più esperti frequentatori della terra e del mare croato conoscono... sistemazioni originali e fuori dai circuiti del turismo, perfette per regalare emozioni ed esperienze davvero uniche. Per chi ama la terra Passeggiare nei campi, riposare all’ombra di vecchi ulivi e querce antiche, magari con un cappello di paglia, in un silenzio dove solo il canto delle cicale offrono agli ospiti un elegante soggiorno di comodo relax a cinque stelle con piscina, ristorantino intimo ed un centro benessere. Un’altra splendida cornice è quella di Villa San Giovanni, Foto di Igor Zirojevic per gentile concessione degli uffici amministrativi Regione Istriana si fa sentire; gustare un piatto di pesce costruita nel 1905 sempre da Attilio freschissimo nel cuore medioevale di Magnolo. Lussuosa, con un bellissimo Lovrana (Lovran), deliziosa cittadina giardino ed una scalinata in pietra che immersa nel verde dell’alloro e nel blu porta alla spiaggia e al lungomare, la del mare, per poi rilassarsi in un’atmo- Villa è stata recentemente ristruttusfera d’altri tempi rientrando “a casa”, rata ed i suoi ospiti possono scegliere tra la Residenza Verde in in una delle splendide stile classico adornata da ville ottocentesche che Le Lovranske bellissime sete e dettagli in la cittadella offre ai suoi Vile, costruite tra vetro di Murano, e la Resiospiti più esigenti. la fine del XIX e denza Orientale, arredata Situata nella baia del XX secolo, oggi con interessanti oggetti delQuarnero, Lovrana si ospitano eleganti l’Estremo Oriente. Attraentrova ai piedi del Monte, per una fuga romantica, turisti e viaggiatori te Maggiore (Monte anche la Villa Adela dove un “di classe” Učka), uno dei monti capitano marittimo e la sua più belli e ricchi di vegebella cantante spagnola, Adela appuntazione della regione Adriatica. Le Lovranske Vile, ville di Lovrana, furono to, coronarono il loro sogno d’amore e costruite tra la fine del XIX e XX secolo lasciarono in eredità ai Lauranesi non e oggi, ristrutturate, ospitano elegan- solo questa splendida villa, ma anche ti turisti e viaggiatori “di classe”. Villa le appassionate melodie spagnole. Attorno a Lovrana si possono traAstra ad esempio, perfetto esempio scorrere ore piacevoli andando a cadi gotico veneziano, è stata costruita vallo, passeggiando nei parchi o nei dall’architetto Attilio Magnolo: a due boschi, magari raccogliendo fiori o passi dal mare, prima di una serie di funghi. E con una passeggiata di pochi ville con vista sul Golfo del Quarnero chilometri dal lungomare si raggiunche, in un’atmosfera di tempi lontani, ge Abbazia (Opatija), famoso gioiello istriano. In una posizione riparata ai piedi del monte Maggiore, anche ad Abbazia si possono trovare diverse ville rinnovate con gusto e hotel in stile Belle Époque. (Rovinj): dalla sua torre alta 23 metri si apre una vista stupenda su spettacolari tramonti. Ma c’è anche un’altra possibilità offerta a chi si sente un po’ Robinson Crusoe e un po’ vecchio lupo di mare: soggiornare in quelle che furono le case Per chi ama il mare e si sente un dei pescatori di un tempo. Si tratta di po’ Robinson Crusoe casette che venivano utilizzate come riPer gli amanti del mare e della solitu- fugio durante la pesca e che, di recendine, non c’è niente di meglio che una te, sono state ristrutturate e rese agibili fuga in mezzo al blu ed un soggiorno in per ospiti in stile “il vecchio e il mare”. Si trovano nei pouno dei fari storici situati sulsti più sperduti, le isole o sui promontori, miUn soggiorno spesso senza nesnuscoli paradisi lontani dalla in uno dei fari storici sun’altra casa nelfretta e dai rumori della bolo in quelle che furono l’arco di parecchie gia estiva. Silenzio, riempito le case dei pescatori miglia, nello splendal frangersi delle onde e dal dido arcipelago zagrido roco dei gabbiani. Una di un tempo ratino tra le Incoroscogliera personale dalla quale tuffarsi in un mare profondo alme- nate (Kornati), in particolare sulle isole no cinquanta metri. Piccole, deliziose Zut, Murter e Isola Lunga (Dugi Otok). insenature sulla roccia da cui sorge il Quasi tutte si raggiungono solo per mare, non hanno la corrente elettrica faro. Proprio l’Istria vanta il faro più an- ma panelli solari che offrono elettricità tico dell’Adriatico, quello di Salvore appena sufficiente per l’illuminazione; (Savudrija) che risale al 1818 e si trova i tubi dell’acqua nelle case sono collesu un promontorio a pochi chilome- gati alle rispettive cisterne idriche, i tri da Umago (Umag). Arroccato su rifornimenti vengono effettuati con la un’isoletta rocciosa circondata da ac- “barca supermercato” che gira l’arcipeque cristalline, il faro di San Giovanni lago. Ma per chi sa pescare delizie da (Sveti Ivan) invece, costruito nel 1853, arrostire la sera di certo non mancasi trova sullo scoglio più sporgente del no... Chiara Meriani piccolo arcipelago davanti a Rovigno Foto di Igor Zirojevic per gentile concessione degli uffici amministrativi Regione Istriana Da sapere prima di partire La leggenda di Sveti Ivan La leggenda racconta che una volta, inseguito dal maltempo, un doge veneziano navigava nella direzione di Rovigno. Il suo equipaggio notò in tempo gli scogli pericolosi di San Giovanni (Sveti Ivan) e riuscì a cambiare la rotta di navigazione. Il doge fece il voto a San Giovanni che, qualora fosse arrivato sano e salvo a Rovigno, avrebbe acceso sull’omonimo isolotto una candela alta come la torre della cattedrale, in segno di ringraziamento. Arrivato a Rovigno sano e salvo, il doge accese una candela ma questa era molto, molto più piccola di quella promessa. Fu alcuni mesi dopo che, navigando vicino a San Giovanni, il doge si trovò nel bel mezzo di un temporale improvviso: il mare gettò la sua barca sugli scogli dell’isola il cui santo era stato tradito, e l’intero equipaggio sparì nel mare. Se decidete di alloggiare in un faro o in una casetta di pescatori, ricordate che, se il mare è burrascoso, può accadere che si debba restare sull’isolotto in attesa di un tempo migliore. È consigliabile contattare la persona incaricata per il trasferimento almeno un giorno prima della partenza da e per il faro, perché dispone di dettagliate previsioni meteorologiche. Informazioni www.lovranske-vile.com/hr/ Foto di Ivo Pervan, concessa dall’Ente Nazionale Croato per il Turismo www.croaziainfo.it 22 il tuono PUBBLICITà o Sabato, 26 giugno 2010 TRIESTE che lavora Spostiamo a Trieste da 70 anni Traslochi privati ed enti Traslochi nazionali ed internazionali Trasporto opere d’arte Mostre - Musei Autoscale aeree fino 32 mt Deposito mobili assicurativo Spedizioni internazionali Imballaggi fragili su misura Trasporto, pianoforti, casseforti, colli pesanti TRIESTE - Viale R. Sanzio, 16 Tel. 040.5199298 - Fax 040.5199847 Numero Verde 800.126.900 E-mail: [email protected] www.allegrettotraslochi.com PREVENTIVI GRATUITI A DOMICILIO fisiomed italia fisioterapia Via Torrebianca, 28 - 34122 Trieste - Tel./Fax 040 DIR. SAN. DR. ANDREA MAGGI CHIRURGO ORTOPEDICO TRIESTE che lavora aut. n. 17/4270-2001 660779 [email protected] TRIESTE che lavora Rifacimento e fornitura salotti Selle moto Allestimenti nautici Ampia scelta di tessuti ecopelle TRIESTE - Via Capodistria, 33/2 - Tel. Fax 040.814375 il tuono 23 SPORT Sabato, 26 giugno 2010 o Tra i motivi principali lo scarso impegno economico da parte degli imprenditori locali. Lo sport di vertice a Trieste vola sempre più in basso La prossima stagione vedrà ai nastri di partenza le nostre principali realtà sportive cittadine lontano dalle maggiori categorie del panorama nazionale. Il capoluogo giuliano, ormai da troppi anni non è rappresentato da un imprenditore locale disposto ad investire nello sport di vertice: le dirette conseguenze sono i risultati spesso scadenti conditi da retrocessioni o nella peggiore delle ipotesi da fallimenti societari. Nuova Unione Sportiva Triestina calcio dalle ceneri della vecchia società fallita che dovette ripartire dal Campionato Nazionale Dilettanti (l’attuale serie D). Nella stagione appena terminata ben pochi sono stati i contributi locali derivati dalle sponsorizzazioni entrati nelle casse sociali alabardate: tutto ciò è un segnale abbastanza indicativo dello scarso impe- Triestina Iniziamo con la Triestina, dove al comando della gloriosa società alabardata troviamo il friulano Fantinel preceduto nella gestione da imprenditori provenienti tutti da fuori provincia: Tonellotto, Berti (romagnolo), Vendramini (veneto), Fioretti (friulano), e Trevisan (lombardo). Per trovare un triestino al timone della prima squadra cittadina dobbiamo fare un salto indietro di ben 16 anni, più precisamente all’ormai lontano 1994, quando Del Sabato fondò la gno economico derivato dalla città nei confronti della massima espressione calcistica. Pallacanestro La Pallacanestro Trieste 2004, anch’essa nata dopo un fallimento disputa la A Dilettanti (terza serie), attualmente è sostenuta dalla multi utility AcegasAps spa che detiene l’intero capitale sociale della società cestistica. Sembrano lontani i tempi a cavallo degli anni 80 – 90, quando l’imprenditore trevigiano Stefanel portò la squadra ad un passo dallo scudetto tricolore (3°posto campionato 1993 – 94) fino a raggiungere la finale di Coppa Korac, tanto che ancora oggi più di qualche nostalgico tifoso evoca quei periodi culminati da notevoli soddisfazioni. L’imprenditore tessile se ne andò da Trieste, causa discordie con la giunta comunale di allora sulla costruzione del palazzo dello sport, nella stagione 1994 – 95 con tutta la squadra si trasferì all’Olimpia Milano, dove vinse il titolo nazionale l’anno successivo con lo stesso gruppo che rese grande la squadra giuliana. In epoca successiva ci furono varie cordate locali a capo della Pallacanestro Trieste, con sponsorizzazioni targate: Illycaffè (1994 – 95 e 1995 – 96), Genertel (1996 – 97 e 1997 – 98) e Telit (2000 – 01). spese per affrontare il campionato d’Elite, ed è giocoforza “costretta” a disputare l’A1 (seconda serie). Nonostante Trieste disponga di una cittadella dello sport da fare invidia a molti nella zona di Valmaura: stadio Nereo Rocco e Palatrieste su tutti con il Grezar in fase finale di ristrutturazione, pare difficile pensare che nessun imprenditore delle nostre zone sembri interessato ad un investimento in ambito sportivo, che di conseguenza possa fare da volano per l’intera città a livello nazionale; proseguendo in questo modo sembra sempre più difficile uscire dalla situazione attuale e il futuro non Pallamano La Pallamano Trieste, società che vanta un palmarès di tutto rispetto (17 scudetti e 6 Coppe Italia, oltre a 5 titoli nazionali giovanili), per la terza volta negli ultimi 4 anni non riesce ad iscriversi nella massima divisione causa la mancanza di budget necessario a coprire le appare di certo dei più rosei. A quando la svolta? Denis Locoselli Per gli ex alabardati una stagione esaltante Lontano da Trieste i giocatori che hanno lasciato l’Unione nello scorso campionato sono esplosi Stagione altamente positiva per qualcuno vincente quella appena trascorsa per i giocatori che hanno vestito la casacca alabardata nel campionato 2008-09. Iniziamo con Ardemagni, forse l’esempio più eloquente: dato in prestito al Cittadella, l’attaccante proveniente dalle giovanili del Milan, è letteralmente esploso totalizzando alla fine del torneo cadetto la bellezza di 22 reti conRiccardo Allegretti tribuendo così di fatto a trascinare la compagine veneta ai play off promozione. Veniamo al reparto difensivo dove Cacciatore, spesso preso di mira dai tifosi rosso alabardati per le sue scarse prestazioni, si è presto riscattato trovando un discreto minutaggio nelle file della Sampdoria disputando un buon campionato culminato con la qualificazione dei blucerchiati nella Champions League. Nella massima divisione Svizzera, più precisamente nel Bellinzona, troviamo l’andorrano Lima reduce da una stagione positiva con 26 presenze e 4 reti al suo attivo, non male sicuramente per un difensore scoperto attaccante nell’era Tonellotto, mentre Minelli con il Sassuolo ha raggiunto i play off in serie B. Grande festa a Cesena, dove Petras e Piangerelli hanno portato la squadra romagnola in serie A, dopo 20 anni di assenza, risultando i protagonisti indiscussi della storica promozione. L’ex capitano Allegretti ha collezionato 16 presenze e 3 gol con la maglia del Michael Agazzi Bari, mentre Granoche dopo l’iniziale difficoltà dovuta all’esordio in serie A ha ben figurato con il Chievo. Menzione particolare va rivolta ad Agazzi, portiere di sicuro avvenire, ceduto in prestito (ora in via definitiva) a gennaio al Cagliari a fare il vice di Marchetti, attuale estremo difensore della Nazionale azzurra. Il centrocampista Antonelli, risultato il migliore giocatore alabardato della stagione 2008 – 09, dopo avere iniziato il campionaPablo Granoche to a Bari è passato al Torino disputando prestazioni quasi sempre al di sopra rispetto al collettivo. Mettendo tutti assieme questi giocatori si riesce quasi a schierare una squadra completa: forse si sarebbe potuta evitare la retrocessione in Lega Pro con tali atleti ancora in forze con la maglia della Triestina? D. L. II° Prosecco XC Circuit - I° trofeo fuoristrada Giordano Cottur Gara caratterizzata dal maltempo la “II° Prosecco XC Circuit- I° trofeo fuoristrada Giordano Cottur”, valevole quale Campionato regionale di Mountainbike. Ad aggiudicarsi le maglie di campione del Friuli Venezia Giulia sono stati: Moreno Pellizzon dell’ASD Caprivesi tra gli esordienti; Nadir Colledani della Jam’s Bike Team Buja tra gli Allievi; Stefano Braidot dei Caprivesi tra gli Juniores; Andrea Bravin del Team Granzon tra gli Open; Denis Vogrig del Team Granzon tra gli Elite Sport; Federico Ciani della Caprivesi tra i Master 1; Gianmarco Gorini della ASD Ca- privesi tra i Master 2; Massimo Marcon del Bike Team 53.3 tra i Master 3; Claudio Remoto, della Ki Co Sys. Cussigh Bike per i Master 4; Roberto Coral dell’Acido Lattico Team tra i Master 5. La competizione ha visto la partecipazione di oltre 130 atleti iscritti in ben dodici categorie, tanto che gli atleti sono stati fatti partire in orari diversi. Per il settore femminile vittoria assoluta di Isabella Milani della Bike Team 53.3, seguita dalla blasonata Ilenia Lazzaro, ex professionista del team veneto L’Arcobaleno, prima tra le Donne Elite. Sul terzo gradino del podio Nicole Bortoluzzi, della Ciclistica Bujese, prima Donne Esordienti. Il Primo Trofeo Fuoristrada intitolato a Giordano Cottur va invece alla ASD Caprivesi, migliore delle squadre per vittorie e piazzamenti. Sul secondo gradino del podio il Team Granzon di Remanzacco, seguito dal Bike Team 53.3 di Pordenone. Tra gli atleti triestini, buona la prestazione tra i Master 1 dell’ex dilettante Christian Leghissa, della veneta Bike Club 2000 Show Running, giunto terzo di categoria. Secondo invece tra gli Open Daniel Pozzecco, ex campione italiano esordienti del 2004, del- l’Arcobaleno Carraro Team. Bene hanno figurato anche gli atleti della MBC Trieste nelle rispettive categorie: Dean Kralj, settimo; Davide Castronovo, settimo; Domenico Mulè, nono. Entusiasmo tra i partecipanti che hanno apprezzato il nuovo percorso disegnato dal campione regionale 2008 di mountain bike della S.C. Cottur Gianni Sclip. Soddisfazione tra gli organizzatori per il successo di pubblico della manifestazione, nonostante l’inclemenza delle condizioni meteo e soprattutto per essere riusciti a portare nella provincia di Trieste il campionato regionale della specialità. 24 il tuono SPORT o Sabato, 26 giugno 2010 Acegas, Eugenio Dalmasson è il nuovo coach Il tecnico mestrino succede a Massimo Bernardi sulla panchina della Pallacanestro Trieste La Pallacanestro Trieste nei giorni scorsi ha scelto il nuovo coach che siederà sulla panchina giuliana nella prossima stagione: il veneto Eugenio Dalmasson. Scelto dal consulente operativo Boniciolli,il tecnico mestrino ha mosso i primi passi come allenatore proprio nella squadra giovanile della sua città i Bears, per proseguire successivamente il suo giro in tutta la penisola sempre in categorie di una certa importanza. Il sostituto di Massimo Bernardi è un tecnico molto preparato ed esperto per il campionato che dovrà affrontare l’Acegas; tra i risultati di prestigio può annoverare la promozione del Vicenza in serie A2 nel 1999 e quella della Reyer in Lega Due nel 2008. Per quanto concerne la squadra della prossima stagione vedremo sicuramente sul parquet del Palatrieste la coppia Colli e Lenardon ancora sotto contratto, mentre appaiono quasi scontate le conferme di capitan Bocchini a cui vanno aggiunte quelle di Benevelli e Benfatto, con una ulteriore possibilità che potrebbe essere data a Benevelli. Nel mercato estivo la società dovrebbe puntare sull’acquisto di almeno 3 giocatori di esperienza, a cui vanno aggiunti un paio di ragazzi del settore giovanile. Il budget a disposizione per la prossima stagione ammonta a 1,2 milioni di euro: cifra importante che consentirebbe di allestire una formazione in grado di raggiungere le prime 8 posizioni in classifica, per potere così accedere l’anno successivo al campionato di Sviluppo (in pratica la nuova terza serie). Infine va ricordato che nel prossimo torneo ogni squadra dovrà avere obbligatoriamente nel proprio roster 3 giocatori Under 23 e 2 atleti Under 21. Denis Locoselli Basket: lo sport gioca la partita della solidarietà Nella prestigiosa cornice del PalaTrieste, si è chiusa la II edizione della Coppa Internazionale Alto Adriatico di pallacanestro. L’iniziativa organizzata dall’A.D. Ferr. Scoglietto è una competizione nata per veterani, ma di fatto open, a libera partecipazione. A competere ben sette compagini locali, due squadre di Fiume (Croazia) e una di Capodistria (Slovenia). Novità di questa edizione la “Coppa Solidarietà”: ogni squadra è stata abbinata ad una associazione di volontariato. Gli atleti delle squadre perdenti hanno versato una cifra che e’ andata a costituire un montepremi, devoluto all’associazione legata alla squadra vincente e all’associazione legata al “team fair-play”, la squadra meno fallosa. Il torneo è stato vinto dal Kvarner di RIJEKA, abbinato all’ Associazione Goffredo de Banfield, che annovera nelle sue file atleti di altissima qualità tra cui spicca il nome di Aramis Naglic olimpionico 92, che in finale ha sconfitto l’altra formazione fiumana: il Kozala abbinato all’ A.Ri.C. Associazione Riabilitazione Cerebrolesi. Terzi classificati il Bonifika Boys abbinato all’ AVO Assoc. Volontari Ospedalieri e quarti gli amici della Virtus abbinati ad Amare il Rene. Due le formazioni premiate per il fair-play: con 134 falli a testa Spe Videofantasy e The Tender’s abbinate a Pro Senectute e Bambini di Trieste. Alcuni numeri: 183 i giocatori scesi in campo, 71 le partite disputate ed un solo fallo tecnico fischiato, a dimostrazione che lo slogan “Basket. Per sport” scelto dagli organizzatori può essere ancora attuale. Ricordiamo anche le altre associazioni e le squadre partecipanti: Gran Bar Italia - Filo d’Argento, InterMuggia - Consultori Familiari, Al Vecio Canal - Croce Rossa Italiana, Spazzidea - Associazione Giuliana Malattie Reumatiche. Soddisfatto Giorgio Wittreich, Presidente del Scoglietto il quale ha rinnovato l’appuntamento per Ottobre e soddisfatti i rappresentanti delle associazioni che hanno confermato la loro partecipazione anche alla prossima edizione. Gli organizzatori hanno inoltre premiato gli atleti che si sono distinti nelle loro prestazioni individuali. Tra tutti ricordiamo Luca Celega giocatore più votato (il voto viene dato al temine di ogni partita dalla squadra avversaria) e Goran Sucurovic miglior giocatore del torneo. C.S. La piscina di plastica di Aurisina è la struttura cardine dell’insegnamento dello sci a Trieste Trieste ha più tesserati della Liguria nello sci Lo sci è il re delle discipline sportive invernali e nella nostra provincia sono numerose le società impegnate nell’insegnamento, ma anche nell’attività agonistica: Sci Club 70, Sci Cai XXX Ottobre, Sci Cai Trieste, Mladina, Sk Devin ed Ski Brdina. Tutte quante hanno in particolare considerazione il settore giovanile, il vivaio in cui i più piccoli imparano la tecnica e in cui nuove promesse iniziano a muovere i primi passi. Si inizia a sciare fin da piccoli, dal periodo della scuola elementare e dei primi “spazzaneve” fino all’acquisizione della tecnica corretta, della postura e dei movimenti. A Trieste le varie società si propongono di “Fare sciare tutti e farli sciare bene fin dai primi passi”, svolgendo quindi un’attività dapprima pedagogica e sociale, incentivando la partecipazione di quanti più ragazzi possibile e poi pian piano iniziando ad orientarli verso il piano agonistico. La piscina di plastica di Aurisina è la struttura cardine dell’insegnamento dello sci a Trieste, città di mare e quindi priva di ogni genere di impianti di risalita e di discesa. La pista è perciò un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che desiderano muovere i primi passi nell’ambiente ed è l’unico luogo vicino al centro in cui una persona può effettivamente sciare come su una vera pista di montagna (o quasi). Non è tutto, però, considerando che i club organizzano numerose iniziative in collaborazione con le scuole, dai corsi alle settimane bianche, creando quindi un percorso che unisce l’attività didattica in senso stretto con la pratica dello sport. Per quanto concerne il punto di vista strettamente agonistico, invece, è di estrema importanza la formazione di un gruppo affiatato e unito, condizione fondamentale per poter poi far maturare i giovani più promettenti e farli esprimere al meglio sulle piste. Anche in quest’ottica l’attività con le clas- si delle scuole è molto importante poichè talenti nascosti, ma anche ragazzi normali che forse non avrebbero mai indossato gli scarponi hanno la possibilità - grazie a queste iniziative - di provare e successivamente di continuare eventualmente l’attività sportiva. I trofei e l’agonismo sono comunque un aspetto parziale di tutto l’universo dello sci, che vede Trieste come una delle città più attive a livello nazionale. «Basti pensare - osserva Gianni Boschian, presidente provinciale della Federazione Italiana Sport Invernali - che a discapito delle dimensioni geografiche della nostra provincia, la più piccola d’Italia, i tesseramenti presso le nostre società sciistiche sono più numerosi di quelli di un’intera regione come la Liguria». I triestini sono gente di mare e al tempo stesso profondi amanti della montagna e dei suoi sport. Ultimamente, tuttavia, l’intero settore ha sofferto molto dal punto di vista della partecipazioni a causa della crisi economica e non solo. Nonostante ciò numerose iniziative sono state portate avanti dalle società locali per incentivare un aumento dell’interesse nei confronti della disciplina in questione. «Questa intraprendenza è stata premiata - riprende Boschian - In altri club italiani c’è stato un calo di iscritti, ma da noi i tesseramenti sono addirittura aumentati. Purtroppo al momento manca una figura prominente nello sci italiano, un protagonista a livello mondiale. L’ascesa di un grande campione potrebbe aiutare sicuramente con la sua immagine a far risalire dapprima l’interesse che forse si è perso in gran parte d’Italia e in secondo luogo il numero di affiliati ai vari team». Alberto Tomba ha deciso di collaborare con la Fisi come vero e proprio uomo immagine dello sci azzurro. Il suo carisma e il suo passato da campionissimo rappresentano un’opportunità preziosa per ricevere pubblicità e rinnovare il coinvolgimento verso l’intero movimento e risollevarlo così da un periodo di ristagnazione Massimo Laudani. Con la Muggia-Trieste parte il 21° Giro d’Italia femminile Con la prima tappa Muggia - Trieste, di 59 km (con un primo circuito da ripetere 4 volte e un secondo nel centro della città da ripetere tre) si aprirà venerdì 2 luglio il 21° Giro d’Italia di Ciclismo femminile, che vede al via 16 squadre e complessivamente 135 atlete. La prima tappa triestina vedrà la partenza da Muggia con un circuito da ripetere 4 volte passando davanti allo stabilimento della Pasta Zara (sponsor del Giro d’Italia femminile) e per riprendere la corsa in linea verso Trieste entrando in città da viale d’Annunzio, per raggiungere le Rive e Piazza Unità d’Italia, ripetendo per tre volte un circuito cittadino lungo le Rive stesse. «Il 21° Giro d’Italia femminile si sviluppa –ha spiegato per l’organizzazione Sara Brambilla- su 10 tappe complessive, per un totale di quasi 1000 km, 923 per l’esattezza, e vede nella nona tappa (Livigno Stelvio) la Cima Coppi, il punto più alto da scalare, dove si deciderà probabilmente la classifica finale». L’edizione dello scorso anno del Giro femminile fu vinto dalla tedesca Claudia Hausler, mentre nel 2008 s’impose l’italiana Fabiana Luperini. C.S. il tuono 25 APPUNTAMENTI Sabato, 26 giugno 2010 o Il vecchio cancello: Angelo Piero Pasino alla ricerca delle proprie origini Angelo Piero Pasino guida la macchina del tempo e ci fa ritornare al suo passato, trascrivendolo poi ne “Il vecchio cancello”, un libro pubblicato da Ibiskos editrice Risolo. In poche pagine vengono riassunte le vicende della sua famiglia: da quando si stabilì nel ferrarese nel ‘500-‘600, fino ad arrivare ai primi del ‘900 per poi giungere al suo arrivo a Trieste, con l’inizio di una nuova storia. Il motivo principale di questa iniziativa letteraria è stato la volontà di lasciare un segno «a beneficio della progenie, in particolare delle nipotine», ha spiegato la scrittrice Graziella Semacchi, nei panni questa volta di critica, alla presentazione del libro, la scorsa settimana alla libreria Minerva, in cui è intervenuta anche l’attrice Marisandra Calacione, recitando alcune parti del racconto. E l’autore ha aggiun- to: «Quando si diventa vecchi possono accadere cose poco allegre e per superarle, si cerca di riattacarsi ai ricordi attraverso l’annotazione». Tra le varie fonti da cui attingere per risalire all’origine del cognome Pasino, specifico della zona di Alessandria, troviamo la Satira I di Ludovico Ariosto in cui l’umanista nomina mastro Pasino, un cuoco evidentemente allora molto noto. Ulteriori possibilità di ricerca derivano dal nome augurale medioevale “Pacinus” o ancora dal troia- no “Pacinos”. Bartolomeo Pasino pare essere uno dei primi capi della casata Pasino, le cui vicissitudini verranno raccontate nei dieci capitoli successivi del libricino, narrando come i membri di questa prosapia abbiano vissuto gli avvenimenti della storia del tempo. Giuseppe Pasino, il successore di Bartolomeo, avrà sette figli, il cui terzogenito sarà il nonno di Angelo Pasino, Ernesto. Che fosse un droghiere o meglio un alchimista, lo si capisce chiaramente dalla passione per le spezie vendute, egregiamente descritta nelle pagine del libro. Riemergere poi i ricordi del periodo d’infanzia di Angelo, del Chiossetto Verde, di Diano Marina, ma ancor prima di Villa Soleia, costruita su una collina a Mentone, sulla Costa Azzurra. Gli olivi centenari, le boungaville rosso-viola, i frutti incolti, i rari grappoli d’uva sembrano emanare un profumo che attraversa le pagine, arrivando diretto all’olfatto del lettore. Allo stesso tempo, però, a poche decine di chilometri da Villa Soleia, la storia registrava orrori e disastri: era scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Angelo Pasino è grato alla vita: a Villa Soleia si era fortunati perché si viveva come in un piccolo paradiso terrestre, senza essere intaccati dalle nefandezze del conflitto. Benedetta Moro Paul Weller, The jam e Style council visti da dentro Oggi, dalle 17 a Seconda stella a destra, punto di riferimento per musica, cinema e fumetti in via Cadorna 9, si terrà la presentazione del libro ‘Shout to the top’. Sarà presente il produttore Dennis Munday, autore del libro, in cui racconta i suoi 15 anni a stretto contatto con Paul weller e le sue storiche band. Dennis, prima di tutto sono molto curioso di sapere come mai, da diversi anni, vivi a Ronchi dei legionari.. Nel 1995 avevo già lasciato Londra per trasferirmi nella periferia inglese: negli anni 80 ha cominciato a cambiare, ora non mi piace per niente. Sono venuto in Italia per riposarmi in seguito a un inci- dente alla schiena. Comunque, la mia personalità è più italiana che inglese.. Gli inglesi sono riservati, introversi.. Io sono l’opposto, e qui sono tutti come me: gridano, gesticolano.. In Inghilterra nessuno è così! Quali sono le particolarità che a tuo parere rendono il libro interessante? Il mio punto di vista è differente da quello di un giornalista, un esterno; io ero lì, sono parte della storia. E penso che questo dia una visione aggiuntiva di com’era il mercato discografico, quant’era diverso da ora. Credi sia cambiato molto da allora? Ha iniziato a cambiare a metà degli anni 70, sta crollando dagli anni 80 in poi. E non ha nulla a che fare col downloading, gli mp3. Ci sono troppi avvocati e poca musica. Potrebbe esserci oggi, da parte di un discografico, il rapporto che avevi tu con le band? Assolutamente no. Poi oggi ci sono quattro etichette che si spartiscono l’82% del mercato musicale.. Se i Beatles fossero venuti allo scoperto oggi, non avrebbero ottenuto un contratto. Nel libro parli anche del fenomeno mod, regolato da un preciso codice di abbigliamento. Da mods ci vestivamo come le band, hai presente gli Small faces? Era parte della società.. Ora che c’è una delle più grandi depressioni, dovrebbe esserci un certo tipo di movimento musicale e culturale come risposta, invece non succede niente. Cosa ne pensi dei mod revival di altro! Ma sono sempre stato molto amioggi? chevole con tutti i gruppi con cui ho laCredo che vada bene se ci sono anche vorato. Quando ha deciso di lasciare, ho belle canzoni, ma forse si guarda troppo pensato che fosse la mossa giusta. Paul indietro. Nelle ultime due generazioni la doveva andarsene, ha sviluppato il suo musica non significa più ciò che signifi- songwriting in una certa direzione, alloncava per la nostra. Tutti i ragazzini ascol- tandosi molto da quello che sentivano gli tavano punk nei settanta. E poi ci sono altri componenti. troppi soldi. Quando avevo soldi, potevo Quando hai capito il potenziale solo scegliere se spenderli per bere o ve- dei The jam, la grande influenza dere un concerto. Il problema ora è che che avrebbero avuto nel futuro? il giovane coi soldi può fare un sacco di Lo sapevo nel 1978. Dopo ‘All mod cose, tropcons’ pubpe. Quando blicarono noi eravadue singomo giovani, li, ‘Strantutto quel ge town’ che avevae ‘When mo era la y o u ’ r e musica – e, young’, che se vuoi, il non vendetfootball! tero più di Tu cotanto. L’etinoscevi chetta non e avevi reagì bene, u n ’ i n volevano f l u e n tagliare i fiza sulla Dennis Munday con Rick Buckler, batterista dei The jam nanziamenband. Hai ti, e io diedi provato a far cambiare idea a Paul di matto, perché ‘All mod cons’ è un granWeller, quando decise di sciogliere de album. Ho scritto un biglietto al mio i The jam? boss, una cosa del tipo: ‘Ragazzi, voi siete No, non mi sarei mai permesso di in- fottutamente matti. Ogni decade ha alcutromettermi nelle sue decisioni. Con lui ne band che entrano nella storia, e i Jam ho instaurato un bel rapporto per il qua- saranno una di quelle.’ Il mio capo rise le, per esempio, durante le sessioni di dicendo: ‘Quando la nave affonda, tutti registrazione potevo dare dei consigli. Il muoiono se restano sulla nave’. E poco più grande problema era tenerli d’occhio dopo uscì ‘Eton rifles’, la loro più grande in modo che facessero davvero qualcosa, hit fino ad allora. senza mettersi a bere o perdere tempo in Samuel Saia Albannach e Beltaine chiudono il festival celtico Triskell Ultimi giorni per immergersi nell’atmosfera magica del festival celtico internazionale Triskell, in programma fino a domenica 27 giugno presso il Boschetto del Ferdinandeo. Questa sera, sabato 26 giugno, alle 21:00, saliranno sul palco i Gens D’Ys, la scuola di danze irlandesi più famosa d’Italia, seguiti, alle 22:30, dagli scozzesi Albannach. Originali e diversi da qualsiasi altra band scozzese di cornamuse e tamburi, gli Albannach rappresentano un nuovo ed emozionante modo di fare musica. Un gruppo formato da un campione di cornamusa e percussionisti che propongono la musica celtica in una veste diversa, piena di energia, trascinante e soprattutto tribale. Domenica, alle 21:15, sarà invece la volta dei polacchi Beltaine, maestri nell’unire tradizione celtica e musica moderna. L’uso di strumenti non convenzionali e la bravura dei musicisti trasformano i concerti dei Beltaine in un vero e proprio evento carico di energia. Il concerto del Triskell è anche l’occasione per presentare al pubblico il loro nuovo album. Musica ma non solo: sabato sera, infatti, a partire dalle 23:30, andrà in scena lo spettacolo di teatro - danza Etain, la donna che visse più volte, con i Raccontabosco del Teatro In-Kubo e con i Claddagh duo. Domenica, invece, alle 19:30, si terrà la conferenza Storia del whisky. Dalle origini a oggi, con Andrew O’Hara del Clan “Z” Mac Ajvar. f.d. 26 il tuono APPUNTAMENTI o Sabato, 26 giugno 2010 Dai ghiacci allo spazio con l’OGS Un libro racconta la storia dell’Anno Polare Internazionale e le attività di ricerca italiane nell’Artico D a i ghiacci allo spazio (Bilion Edizioni, 2009), l’unica opera italiana della serie Polar Books, è stata presentata alla libreria Lovat in collaborazione con la Regione FVG e con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale. Il testo racconta di come Karl Weyprecht abbia ideato l’Anno Polare Internazionale, un programma scientifico di portata mondiale mirato allo studio delle regioni polari, e di come l’idea di un progetto globale abbia rivoluzionato la storia della scienza. La ricerca è stata effettuata dagli autori Enrico Mazzoli, giornalista e storico; Gianguido Salvi, geologo marino e ricercatore di geo-scienze all’Università di Trieste; Laura De Santis, ricercatrice geofisica della litosfera e Mauro Messerotti, ricercatore dell’Osservatorio Astronomico e professore all’Università di Trieste. Le scoperte di Weyprecht Karl Weyprecht è un ufficiale della marina austro-ungarica formatosi a Trieste nel 1800, dove avrà occasione di entrare negli ambienti scientifici, partecipando Italica ad un progetto cartografico riguardante le coste dalmate dove inizierà ad interessarsi ai problemi relativi alle correnti marine e al magnetismo terrestre. L’ufficiale scoprirà ben presto che nell’Artico (Antartide) ci sono le condizioni migliori per studiare tali questioni, così inizierà a pensare ad una ricerca che avrebbe unito gli Stati in un progetto comune riguardante i poli. Secondo il geniale ricercatore uno sforzo internazionale avrebbe fatto evolvere la scienza più velocemente, ma non solo: progettare un programma scientifico mondiale avrebbe potuto persino combattere i nazionalismi. Weyprecht è stato un traino per le esplorazioni successive, e dal suo primo Anno Polare Internazionale del 1882 sono partiti molti altri “Anni Internazionali” per le discipline scientifiche, tra cui quello dell’esplorazione spaziale. l’Antartide, costruendo la postazione Giacomo Bove. Purtroppo l’industriale lo fa su territorio argentino, e la sua base verrà distrutta. Forse è anche grazie a questo evento che nel 1968 l’Italia inizia a stanziare Ruolo italiano e OGS Base italo - francese Concordia L’Italia finanzia molto tardi le ricerche sul Polo Sud, però ha validi esploratori che singolarmente si aggregano alle spedizioni di altri Paesi. A metà del Novecento, quando le possibilità della tecnica lo consentono, alcuni privati organizzano spedizioni su motovelieri e partono alla volta dell’Artico: tra questi è degno di nota l’imprenditore Cepparo, che vende la sua impresa e parte per dei fondi per le spedizioni nell’Artico: nasce così il Programma Nazionale Ricerche Antartide. Da allora Trieste, e in particolare l’OGS, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella ricerca e nell’esplorazione polare, come anche nella divulgazione scientifica. Riguardo quest’ultima, nella sede dell’ex Opp di Trieste è stato costruito un museo dell’Antartide (lo stesso di Genova e Siena), dedicato ai 137 anni di scoperte al Polo Sud. Il ghiaccio, oltre ad essere una sentinella dei cambiamenti odierni del clima del pianeta, custodisce le sue trasformazioni più antiche: scavando nei ghiacci si riescono a studiare fino a 850.000 anni di variazioni climatiche. Ciò che rende queste ricerche fondamentali è quindi la possibilità di analizzare i cambiamenti climatici del passato per fare luce su quelli di oggi, e risolverne le problematiche. Alessia Dagri Roba da donne. Emancipazione e scrittura dei percorsi di autrici dal mondo “La mia penna può scrivere una tempesta di parole”: questa la frase di Natalia Molebatsi, una delle tante scrittrici, di varie parti del mondo, che hanno dato il loro contributo al libro La curatrice del libro, Silvia Camilotti Roba da donne a cura di Silvia Camilotti, dottore di ricerca in Lingue, Culture e Comunicazione Interculturale presso l’Università di Bologna. L’antologia, stampata nel 2009 dalle edizioni Magrovie, è in vendita ed è stata presentata a Trieste lo scorso 22 giugno alla libreria Lovat in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne di Trieste, centro culturale e di servizi che persegue la finalità di affermare le pari opportunità tra uomini e donne. Fili conduttori del panorama variegato degli interventi del testo sono il tema dell’importanza della scrittura delle donne come strumento di libertà di espressione e quello dell’emancipazione femminile. Un libro sulla voglia di ritrovare se stesse, di misurarsi con le realtà e interrogarsi sulla propria e altrui condizione di donna. Una sfida sostenuta anche da studiosi e studiose che raccontano esperienze femminili d’eccezione. L’antologia è strutturata principalmente in due sezioni, una più teorica nella quale si ritrovano vari saggi di donne di diverse età e provenienze, preceduti da una pezzo narrativo di una scrittrice somala, mentre la seconda è la parte antologizzata in cui viene dato spazio ad autrici immigrate in Italia che si conclude con un’intervista sullo status attuale della letteratura delle donne e sul rapporto con il femminismo a Dacia Marai- ni, una delle più conosciute scrittrici italiane, poetessa, critico e drammaturgo. Altri spunti e concetti che emergono dal libro sono il peso della parola poetica nella società, la scrittura femminile come processo di autocoscienza, il rapporto tra scrittura e soggettività, la dignità femminile, la riflessione sulla questione del tradurre la memoria della Shoah nella scrittura e molti altri. Interessante il saggio dello studioso Raphael d’Abdon che parla dell’importanza delle scrittrici sudafricane che si esprimono con poesie soprattutto orali di forte stampo sociale in un Paese che nonostante sia uscito dall’apartheid non è ancora del tutto pacificato e presenta ancora problemi di censura. «Il titolo è una provocazione - afferma la curatriceho scelto un’espressione a cui spesso si attribuisce un valore dispregiativo, ma le parole di questo libro sono per tutti, anche per gli uomini». I testi sono di: Clementina Sandra Ammendola, Raffaella Baccolini, Silvia Camilotti, Ilaria Crotti, Raphael d’Abdon, Christiana de Caldas Brito, Armando Gnisci, Dacia Maraini, Tiziana Plebani, Ricciarda Ricorda, Cristina Ubax Ali Farah e Laila Wadia. Sara Cristaldi Libro ricordo di Claudio Nerenzi Per una vita editor di Mondadori, Einaudi, Guado, Marietti, ed altri editori, Claudio Nerenzi non aveva mai pubblicato un libro suo. Franco Rosso Editore ha curato ora un libro postumo di Nerenzi, intitolato Racconti & Poesie, per la collana I libri dell’Antico Spazzacamino che Claudio Nerenzi in vita aveva apprezzato. Il volumetto raccoglie 3 racconti e 14 poesie. Claudio Nerenzi nasce a Mantova l’11 giugno 1942 dove compie gli studi medio-superiori e fin da giovane collabora a varie iniziative culturali. Frequenta il corso di dizione nella Scuola del Piccolo Teatro di Milano e successivamente lavora nel mondo del teatro. Collabora da esterno, in qualità di traduttore di francese, revisore dei testi letterari tradotti e correttore di bozze, per le case editrici Mondadori, Guanda, Feltrinelli di Milano e per la Marietti di Genova. È redattore interno di piccole case editrici e dal 1970 al 1984 collabora con periodici e quotidiani, recensendo mostre d’arte, libri, cinema e teatro a Milano. Nel 1984 è a Montreal dove vive e collabora con Il Cittadino Canadese: successivamente si trasferisce a Genova dove vive fino al 1993 collaborando con la casa editrice Marietti. Rientra a Mantova e collabora con la casa editrice La Corte come editor, e con la Gazzetta di Mantova. Dal 1999 si stabilisce a Trieste e collabora con l’editore Asterios ed Einaudi, pur mantenendo costanti rapporti con Mondadori e Rizzoli di Milano. A Trieste si spegne il 22 ottobre 2009. C.S. il tuono 27 CULTURA Sabato, 26 giugno 2010 o Dai bimbi agli anziani: danza del ventre Benefici e divertimento nella danza orientale, disciplina per tutti. Il 27 giugno al teatro Silvio Pellico 27 si esibiranno Naadirah e le Alisee La danza orientale, ribattezzata dall’occidente “danza del ventre” viene vista spesso come un ballo provocante e sensuale, a discapito di tutti gli sforzi delle professioniste della disciplina. Purtroppo essa è stata introdotta alle masse con le danze ammiccanti delle pinup statunitensi, e l’idea erotica della danza del ventre persiste tuttora nell’idea collettiva. In realtà è una danza che si basa sull’isola- Foto di Stefano Tieri mento nel movimento delle diverse parti del corpo, e questo oltre a porre l’accento sulle braccia, su busto, sulle spalle e sul volto sottolinea anche i movimenti del bacino e dei fianchi, il che aveva scandalizzato gli antichi viaggiatori europei che le hanno affibbiato il nome “danza del ventre”. Ad ogni modo, parlare di “danza del ventre” o di “danza orientale” è molto generico: sarebbe come cercare di definire tutto lo scibile danzereccio d’Occidente in “danza occidentale”. Per essa si intende tutta la danza del Medioriente, da quella tramandata di madre in figlia (come le favole e le canzoni nella nostra cultura) al ballo di paese, con movimenti più zingareschi, fino alla danza araba classica, con posture eleganti e morbide, che derivano dai balli di corte. Danza del ventre triestina Foto di Stefano Tieri A Trieste le prime ad insegnare questa danza sono Naadirah, Maya Gaorry e Myriam. Nelle loro scuole da dieci anni a questa parte si è formata l’onda delle insegnanti triestine che adesso affolla la città, dove centinaia di allieve dai due ai settant’anni si scatenano sui palchi e nelle piazze a ritmo di musica, tra ventagli, ali e vestiti svolazzanti. È una danza utile per la muscolatura, le ossa e la circolazione, oltre che per la percezione di sé e del proprio corpo. Alle ragazze piace perché può essere uno sport competitivo, aiuta a rafforzare il fisico, e ognuna ballando trova uno stile proprio, che può essere armonioso e dolce ma anche più aggressivo e vivace. Alle signore piace perché aggrega, fa sentire bene a livello fisico e mentale, aiuta la schiena e le fa sentire a proprio agio con il loro corpo. Ai bimbi piace perché è una danza solare, piena di veli, campanellini e ritmi orecchiabili, e aiuta lo sviluppo. Nelle famiglie arabe infatti è una danza che viene tramandata di padre in figlio, tutta la famiglia viene coinvolta, anche gli uomini (la danza orientale maschile è molto diffusa, ne sono esempi i famosi maestri Yousry Sharif, Saad Ismail e Zaza Hassan). È una danza adatta persino alle partorienti, si può praticare durante tutta la gestazione e fa bene alla mamma e al bambino. Inoltre allevia i dolori mestruali e massaggia tutti gli organi interni, quindi arreca benefici allo stomaco e all’intestino. Storia e fortuna in Occidente I primi balli simili alla danza del ventre risalgono all’India del 1000 a.C., e sono arrivati nel Mediterraneo circa mille anni dopo: erano rituali propiziatori di culto alla Madre Terra. Il Baladī e il Ša’abī sono danze popolari, mentre il Šarqī è l’evoluzione di uno stile che apparteneva ai ceti alti. Fino al Novecento tutta la danza orientale è improvvisazione: poi in Egitto sono state adottate le prime coreografie, e anche la danza altolo- Il Carso nei dipinti di Donatella Bartoli Presso il Centro Didattico Naturalistico di Basovizza (ex vivaio forestale) è possibile visitare fino al 24 luglio la Mostra personale di pittura di Donatella Bartoli. Reduce dalle mostre all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney e all’Expò di Shanghai Donatella Bartoli torna ad esporre nella natia Trieste opere pittoriche incentrate sul paesaggio del Carso, quadri che si sposano con la Prima della pioggia filosofia del Centro Didattico Naturalistico che è un moderno centro visite realizzato e gestito dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia attraverso il Corpo forestale regionale. Tecnologicamente all’avanguardia, rappresenta un centro polifunzionale di educazione ambientale. Si trova nel borgo carsico di Basovizza, nell’area dell’ex Vivaio forestale dove, agli inizi dell’Ottocento, nacque e si sviluppò il grandioso progetto di rimboschimento del Carso. Proprio queste sono le motivazioni che hanno spinto l’artista triestina ad esporre in questa sede per offrire cata si è fatta più complessa, mischiandosi con quella popolare e adottando vari accessori e strumenti. In Occidente da dieci anni a questa parte la danza orientale è diffusissima anche grazie ad una cantante colombiana conosciuta a livello internazionale che la balla insistentemente durante i suoi video. La bellydance è una disciplina riconosciuta a livello sportivo, e con il tempo è diventata un eccezionale luogo di sperimentazioni e fusioni. Evgeniya Kopteva è una ballerina russa che balla la danza del ventre su musica classica, le Bellydance Superstars americane fondono una riflessione estetica ed etica sul tema della conservazione del nostro territorio. Donatella Bartoli ha esposto in Italia e all’estero e si è confrontata anche con artisti quali Dario Fo, Paolo Conte, Tony Esposito, Gino Paoli. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; da poco è uscito per le edizioni Luglio il suo libro Come fiamma a lungo covata, racconto di una donna dai fornelli al sacro fuoco dell’arte, dove narra in modo a volte serio e a volte faceto il suo percorso d’artista ricco di incontri, esperienze, vittorie e sconfitte, con l’obiettivo di spronare i lettori ad esplorare la propria creatività e così vivere una vita più vera e completa che esca dalla passività indotta dalla moderna cultura di massa. C.S. Natutra & Cultura di Donatella Bartoli Centro Didattico Naturalistico di Basovizza Fino al 24 luglio 2010 Orari: martedì e prima domenica del mese: 14.0020.00 lunedì mercoledì giovedì e venerdì: 9.00-13.00 Ingresso libero gli elementi della danza orientale con quelli del Tribal e della cultura Gothic, Gaia Scuderi ballando sulle musiche di Hossam Ramzy mischia le tradizioni del flamenco con la danza del ventre, in un tripudio di musiche, ritmi, tecniche ed accessori di culture molto diverse tra loro. Per avere un assaggio di questa magnifica danza, raggiungete il teatro Silvio Pellico di Via Ananian il 27 giugno alle ore 21, dove si esibiranno Naadirah e le Alisee. Alessia Dagri Alojz Rebula Per i tipi della Felici Editore di Pisa è da poco uscito il nuovo numero della rivista letteraria Aeolo. Dopo i due racconti di Boris Pahor, con i quali la redazione della rivista toscana aveva voluto omaggiare lo scrittore nel giugno del 2009, quest’anno tocca di nuovo a un autore triestino. Viene infatti pubblicata sulle pagine di Aeolo V la versione italiana del racconto di Alojz Rebula dal titolo Lettera a Caterina da Siena, uscito in lingua originale nel 2000 nell’ambito della raccolta Arhipel (Arcipelago) presso la casa edi- trice Slovenska matica e recentemente tradotto in italiano da Primož Sturman. Scrittore poliedrico, Rebula si distingue nella scena letteraria slovena, ma anche in quella internazionale con tre elementi caratteristici della sua opera: l’attaccamento alle proprie radici nazionali e linguistiche, il suo fervente amore per il mondo antico e il suo profondo radicamento nella religione cristiana. La rivista sarà a breve disponibile nelle principali librerie triestine. c.s. 28 il tuono MUSICA o Sabato, 26 giugno 2010 le interviste informali: un occhio e un orecchio alla scena musicale della città Rhapsody of fire: nati a Trieste, famosi in tutto il mondo I Rhapsody of fire hanno creato un intero immaginario fantasy nei loro album, fondendo la poderosità del metal con un ampio uso di melodie neoclassiche e richiami epici/ medioevali. L’ultimo loro album, The frozen tears of angels, è uscito per la Nuclear blast, una delle più grandi case discografiche metal al mondo. Ho intervistato Alex Staropoli, tastierista e uno dei due triestini membri fondatori della band. Allora, penso che anche tu sarai stufo, un pochino, delle solite interviste che ti chiedono com’è il nuovo album, che saresti un matto a non dire che è la cosa migliore che avete fatto finora. Sì, effettivamente, è difficile che uno dica il contrario.. (ride) Allora volevo spiazzarti un attimo chiedendoti quale invece dei passati album che preferisci meno, che avresti cambiato insomma. Devo dire nessuno, perché ogni album ha rappresentato un passaggio. Sia Legendary tales che Symphony of enchanted lands erano frutto di composizioni che avevano 3-4 anni. Dawn of victory era un album che voleva staccarsi un po’ dal sinfonico ed essere più diretto, più metal.. Album dopo album abbiamo sempre voluto cercare di mantenere sempre il genere, che secondo me è la cosa più importante per una band. Chi dice che una band dovrebbe rinnovarsi a ogni album, per me dice una grossa cazzata. Se io voglio una band di un album, lo compro perché mi piace quella band.. Non è che compro quell’album, compro la band. È importante che ci sia lo stampo.. ..Il trademark, il marchio di fabbrica.. Sì. Io e Luca ci conosciamo da tantissimi anni e comprare un album e rimanere delusi perché la band ha cambiato totalmente genere, cioè passa dal metal al rock.. Son quelle cose che ti lasciano completamente perplesso. Infatti voi siete molto coerenti col vostro stile. E quali sono invece gli elementi nuovi in The frozen tears of angels? Per la prima volta siamo partiti a comporre canzoni da zero, senza utilizzare materiale che avevamo già. Ma avete composto insieme in studio? No no, io e Luca componiamo qui a Trieste. In studio andiamo a registrare quando tutto è già pronto: l’album è già preprodotto, praticamente, tutti sanno le loro parti, si ottimizzano i tempi e son tutti felici, insomma. Per questo album siamo partiti da zero per dare un tocco di modernità a questo album. Io personalmente ho caricato meno di orchestrazioni, ho usato più suoni di tastiera.. Le chitarre hanno avuto lo spazio che volevo avessero da tanti anni, poi io sono un amante della chitarra, non è che ragiono da tastierista, ma da produttore, arrangiatore: non è importante se faccio meno tastiere, è il risultato finale quello che conta. Abbiamo m’è stato il rapporto con la città in fase di ascesa del gruppo, c’è stato un sostegno valido, da parte dei fan e della città? A livello di giro di amicizie abbiamo sempre avuto un grosso supporto, a livello di istituzioni no. Abbiamo lavorato molto e suonato poco in giro, concentrandoci di più sull’aspetto compositivo. Sapevamo di avere del materiale nuovo e interessante tra le mani, visti i vari riscontri positivi.. Eravamo contenti di questo. Da lì il passo è stato registrare un demo di dieci canzoni che ab- propria realtà di vita.. Questa è la scelta più difficile. Io conosco musicisti bravissimi che non sono stati capaci di fare queste scelte, quindi sono ancora a casa.. Alla fine la bravura conta relativamente se non hai la determinazione di dire ‘voglio provare, ma voglio provare veramente’. Uno può suonare lo strumento per diletto, allora è una cosa.. Ma se uno è convinto che ha qualcosa da offrire artisticamente e vuole realizzarlo, deve tenere conto che a un certo punto potrà avere problemi.. Io ho avuto problemi con la ragazza, ho lasciato il lavoro, usato molte atmosfere, cercato di trasferire l’ambientazione della saga, molto fredda, nella musica. Terzo elemento, la copertina: che abbiamo volutamente – e finalmente – fatto completamente in digitale, e l’effetto, come puoi vedere, ben si connette alla saga. La prima canzone con testo in italiano era ‘Lamento eroico’, nell’album del 2002 ‘The power of the dragonflame’. Nell’ultimo lo spazio per l’italiano è aumentato. Ultimamente abbiamo visto che il risultato è molto buono anche nelle canzoni veloci, per cui all’inizio non ero molto convinto. Io ho problemi con l’italiano solo quando una band scrive dei pezzi che personalmente reputo infantili, troppo semplici. Poi Luca, scrivendo dei testi molto belli, mi ha fatto cambiare idea. Ho visto che scrivendo le parole giuste suona benissimo; oltretutto la Nuclear blast, una delle prima cose che ci ha chiesto è stata ‘ma.. fate un brano in italiano?’.. Un entusiasmo che davvero mi ha sorpreso. Parliamo di Trieste: co- biamo spedito in Germania, a varie etichette. Com’è andata di preciso? Abbiamo registrato dieci brani qui a Trieste, fatto delle copie che abbiamo spedito a una decina di case discografiche tedesche. Ha risposto la LMP e ci ha proposto di ristampare il demo e renderlo più ufficiale.. Poi, vedendo che ricevevamo recensioni molto buone, ci hanno proposto un contratto e dopo un paio d’anni per rifinire quello che sarebbe stato Legendary tales, è uscito l’album, che ha venduto 70.000 copie in due-tre mesi, il che per una band italiana sconosciuta è una cosa notevole. Il vostro caso è stato particolare. Che consiglio daresti a un giovane musicista triestino che voglia intraprendere la carriera musicale? Di decidere subito se al momento giusto vorrà investire su se stesso facendo delle rinunce. Ti spiego, il problema principale dei musicisti è che dal momento in cui devono fare una scelta, e per scelta intendo abbandonare la città, andare all’estero, investire su se stessi, lasciare la sono partito e sono rimasto tre mesi in Germania: ho rischiato su me stesso, perché credevo in quello che facevo. Se invece uno è pronto a rischiare, ad abbandonare le cose, secondo te qual è il modo migliore di agire quando ha una band e del materiale pronto ma deve ancora registrarlo? Guarda, la cosa più semplice è lavorare, avere soldi da parte, è ovvio, perché sennò non puoi registrare niente.. Andare in giro ed offrire la propria musica e non averla registrata su cd non va.. A meno che non sia una band che suona live già da parecchio tempo, e rende bene dal vivo.. Meglio avere la musica propria su cd, registrata bene. Quindi spendendo un po’ di soldi.. E vabbè, sì, per forza, noi negli anni novanta abbiamo investito dieci milioni per fare un demo, cioè una band sconosciuta.. Ti parlo come se oggi uno spendesse 20.000 € per registrare un demo.. Oggi con quei soldi fanno un cd, certe band metal europee. Quindi noi abbiamo speso un sacco di soldi per avere il miglior risul- tato possibile. Costava anche di più penso, all’epoca.. Poi i costi degli studi erano anche maggiori, bisogna anche dirlo. I computer agevolano molto di più chi registra, quella volta abbiamo registrato tutto su nastro noi, (ride) per cui era una cosa diversa: oggi, col Pro tools, tutto è un po’ più facile. Chi ti ha influenzato di più, come pianisti, tastieristi, compositori? Bè, diciamo che sicuramente Bach, poi io ho studiato un po’ le basi del pianoforte, non mi ritengo un professionista. Ho sempre seguito il mio gusto, ho sempre fatto le cose con molto istinto. Avevo comunque un background di musica classica, ho sempre ascoltato Vivaldi, Bach.. Poi già a 16 anni ho cominciato ad ascoltare rock, metal, per cui si sono mescolate, alternate.. Quali erano le prime che sentivi? La prima in assoluto che mi ha colpito sono stati gli Europe. Poi da lì ho scoperto tutto il mondo del hard-rock, a cominciare da Ronnie James Dio, per arrivare a King Diamond, a Malmsteen, poi Rainbow.. Per arrivare fino a bands tipo Blind guardian, Helloween.. Tornando alla band, qual è il gruppo con cui vi siete trovati meglio in tour, finora? Mah, diciamo.. Forse nessuno! Per noi la realtà migliore è essere headliners, per cui il tour più bello è stato quello nel lontano 2002. Il prossimo tour, che avverrà in autunno, lo sarà. Sai più o meno se suonerete da qualche parte in Italia, quante date farete? No, la quantità di date ancora non si sa. Cominceremo dai paesi asiatici per poi scendere in Europa. Stiamo valutando tutte le offerte. L’ultima domanda: se tu avessi la possibilità di suonare altri generi, che cosa ti piacerebbe sperimentare? Farei musica per film, sicuramente. E’ un ambiente molto ostico, molto duro. Gli interessi sono moltissimi, non è come fare un cd, di rock, metal, pop. C’è moltissima concorrenza, poi ogni film necessita di tagli musicali – magari tu fai un brano di tre minuti, ti ci affezioni, poi di quei tre minuti ne usano venti secondi, lo tagliano.. Per cui è una cosa un po’ così. (ride) Sicuramente sarebbe bello essere connessi al mondo del cinema, magari anche coi Rhapsody of fire. Samuel Saia Temperanter Mercoledì 30 giugno 2010, alle ore 17.45, la Casa Internazionale delle Donne di Via Pisoni 3 ospiterà la presentazione del primo numero della rivista internazionale Temperanter, dedicato al tema : Donne migranti e pari opportunità: una sfida per tutti. Per contatti: Zanette Chiarotto – cell 388 9412616 * * * Compleanno Circolo Stella Sabato 26 giugno ore 19.00, in via Masaccio 24, il Volentieri invita a festeggiare il primo compleanno e l’uscita del numero estivo. Griglia e menù vegetariano, musica con i Sardoni Barcolani Vivi e Animetion Army. Per prenotazioni [email protected] o 3494456571 – 3497422051. * * * Corso di teatro A partire dal 12 luglio, 12 giorni con orario 18 – 22, presso il Teatro dei Fabbri in via dei Fabbri 2. Seconda edizione del Corso di teatro tenuto dall’attore della Contrada e docente all’Accademia Teatrale “Città di Trieste” Maurizio Zacchigna. Il corso è aperto a tutti e partirà con un minimo di 10 iscritti. Costi e iscrizioni julianju83@ yahoo.it, [email protected] * * * Trofeo Colle San Giusto Fino al 15 luglio gli aspiranti poeti residenti in Trieste e in Regione potranno inviare i loro componimenti inediti all’Associazione Artesette di via Rosset- * * * * Infiorata di Opicina Sabato 17 luglio termine delle iscrizioni al concorso denominato Infiorata di Opicina. Il 24 luglio ci sarà la premiazione; le schede per iscriversi gratuitamente si trovano presso i negozi Cobez di via Nazionale e Simic in strada per Vienna. * Fiori di Bach Lunedì 28 giugno ore 17.30, Farmacia alla Borsa, piazza della Borsa 12. Ultimi appuntamento per la serie “Domande e risposte”, con la psicologa Donatella De Colle. * * * Tristano Alberti e la scultura del ‘900 Lunedì 28 giugno ore 18.30 (visitabile fino al 17 luglio). Nello spazio espositivo dell’Associazione culturale “Linea d’Arte”, inaugurazione della mostra Tristano Alberti e la scultura del ‘900. Espositori: Enrico Butti, Sergio Capellini, Giorgio Celiberti, Bruno Chersicla, Salvador Dalì, Dante Pisani, Enzo Pituello, Walter Pugni e Domenico Scolaro. Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 20.00; sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Info: 347/4278480 337/549346. * Martedì 29 giugno ore 17.45, Farmacia alla Borsa, piazza della Borsa 12. Lettura psicologica dei più comuni disturbi femminili e alcune soluzioni possibili. A cura della dottoressa Donatella De Colle, psicologa e musicoterapeuta. * * Domenica 5 luglio, presso il campo sportivo dello Zarja di Basovizza. la sezione di tiro con l’arco dell’A.S.D.C.S.D. Zarja organizza il 3° Trofeo Hunter & Field di tiro con l’arco nonché il Campionato Regionale del Friuli Venezia Giulia. La gara si svolgerà su un percorso di 24 piazzole posizionate a distanze, conosciute e non, che varieranno dai 5 ai 60 metri; si prevede la partecipazione di circa 60 atleti di età compresa tra i 12 e i 60 anni che provengono da tutte le società della regione, da società del Veneto e dalla vicina Slovenia. * Text Works fino al 7 luglio Sabato 26 giugno alle ore 18.00 nella Galleria Spaziocortequattro, Corte San Francesco – Cividale del Friuli, inaugurazione della mostra Text Works, di Claudia Raza. Visitabile fino al 7 luglio 2010. * * Quando il femminile è doloroso * * Due chiacchiere su Tonga e Orbassano e POPlynesia Giovedì 8 luglio ore 19.00. Knulp, via Madonna del mare 7/a. L’Associazione culturale DayDreaming Project, in collaborazione con La Corte del Libro e Knulp presenta Due chiacchiere su Tonga e Orbassano, con Antonio Paradiso. * * Trieste e la Sublime Porta * * Terzo trofeo Hunter&Field * si rivolge come sempre ad artisti provenienti da 23 paesi dell’Europa centroorientale, Italia compresa. I progetti verranno valutati in settembre. Per informazioni: Comitato Trieste Contemporanea, e-mail [email protected], tel 040 639187. Sabato 26 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.00, in via Carlo de’ Marchesetti 2, visita guidata al Civico Orto Botanico in occasione della fioritura delle salvie. Per informazioni tel. 040 36 00 68, e- mail: [email protected] * ti 7/1. Avranno la possibilità di partecipare alle due sezioni del premio con un numero massimo di tre poesie inedite in lingua italiana e tre poesie inedite in dialetto triestino. Il bando si trova anche sul sito www.equilibrate.org/artesette.it o Civico Orto Botanico * * il tuono 29 APPUNTAMENTI Sabato, 26 giugno 2010 Segue l’inaugurazione di POPlynesia, mostra di GP Orbassano a cura di Christiana Viola. La mostra è visitabile fino al 31 luglio. Per ulteriori informazioni: www.daydreamingproject.com, www.cortelibro. com, [email protected]. * * * Pocket luck Concorso di Design Martedì 31 agosto termine delle presentazioni per il concorso internazionale di Design organizzato da Trieste Contemporanea dal tema “Esiste un portafortuna in un mondo che va a rotoli?”. Il concorso Fino al 7 novembre. Museo petrarchesco piccolomineo, via Madonna del Mare 13, 3° piano. L’esposizione Trieste e la Sublime Porta da Pio II all’arciduca Massimiliano d’Asburgo, in italiano e in inglese, è aperta con ingresso libero e visite guidate gratuite. Le visite guidate si svolgono il sabato alle ore 11 e il giovedì alle 17 a cura di Alessandra Sirugo e delle volontarie dell’Associazione “Cittaviva”, la quale effettua, su prenotazione, anche visite in inglese, tedesco, francese, spagnolo, sloveno, croato, russo. Tel. 040/3593611 040/3593601, www.museopetrarchesco.it [email protected]. * * * Mostra “ Natura & Cultura” di Donatella Bartoli Fino al 24 luglio, orario visite: martedì e prima domenica del mese ore 14.00-20.00, lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 9.00-13.00. Presso il centro Didattico Naturalistico di Basovizza (ex vivaio forestale), mostra personale di pittura di Donatella Bartoli. Ingresso libero. Per visite guidate a scuole o a gruppi tel. 040 3773677 E-mail: [email protected] Sportello assicurativo del Comune di Trieste Ogni mercoledì mattina dalle ore 9.00 alle 10.30, presso l’ufficio residenza, pianterreno dell’ingresso del palazzo dell’Anagrafe, Passo Costanzi 1, è aperto al pubblico lo sportello assicurativo. All’interno dello sportello operano un addetto dell’impresa assicuratrice dell’amministrazione comunale e un impiegato del Comune stesso, che hanno il compito di assistere ed agevolare i cittadini nella presentazione di eventuali richieste di risarcimento danni per sinistri rientranti nelle coperture assicurative stipulate dal Comune di Trieste. * * * TriesteGiovane Telefono Amico Il lunedì e il mercoledì dalle ore 17.00 alle 19.00, sono attivi i numeri 040 307363 - 340 3811762, un servizio gratuito di ascolto ed informazione telefonica a beneficio delle donne operate al seno. L’intento è di creare uno spazio di calore e accoglienza in cui sia possibile trasmettere utilissime informazioni soprattutto sull’alimentazione naturale e la gestione del pensiero per affrontare con maggior consapevolezza la delicata fase postoperatoria. Sabato 26 giugno 2010 alle ore 17:00 presso il negozio di cinema, musica e fumetto Seconda stella a destra di via Cadorna 9 (angolo via Felice Venezian) verrà presentato dall’autore Dennis Munday (produttore di Paul Weller, The Jam e The Style Council) il libro SHOUT TO THE TOP. L’autore sarà presente per un incontro con il pubblico. In serata dalle 22.30 Dennis Munday incontrerà i fan durante la serata Whatever, che si tiene all’Etnoblog e dove è possibile acquistare copie del suo libro come anche da Seconda stella a destra. 30 il tuono CALENDARIO o L’oroscopo della settimana Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching) a scemenze assolute e nocive che noi non siamo disposti a pubblicare. Abbiamo scelto perciò di fornirvi un servizio che si avvicina al livello più nobile, assegnando settimanalmente ad ogni casa astrologica convenzionale delle massime che è sempre proficuo meditare. La loro aderenza personale apparterrà al mistero imponderabile della sorte ed alla vostra sensibilità e riflessione critica. Sabato, 26 giugno 2010 Distributori di carburante aperti nei festivi DOMENICA 27 giugno FERIALE Impianti aperti 24 ore su 24 TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36 (superstrada) AGIP - Strada del Friuli 5 AGIP - Via dell’Istria155 lato mare ESSO - Via flavia 120/1 ESSO - Sistiana Centro - Duino Aurisina ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 Km 3+0,67 SHELL - Piazza Duca degli Abruzzi 4 SHELL - Via Locchi 3 OMV - Stazione di Prosecco 35 TRIESTE Impianti self service AGIP - Via dell’Istria 155 AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio AGIP - Viale Miramare 49 AGIP - Via A. Valerio 1 - Università AGIP - Via Forlanini - Cattinara AGIP - Strada del Friuli 5 AGIP - Duino S.S. 14 ESSO - Sgonico S.S. 202 ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67 ESSO - Piazza Foraggi 7 ESSO - Quadrivio di Opicina ESSO - Via Flavia 120 ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738 OMV - Stazione di Prosecco 35 SHELL - Via Locchi 3 SHELL - Autoporto di Fernetti TAMOIL - Via F. Severo 2/3 TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana TOTAL - Via Brigata Casale TAMOIL - Viale Miramare 233/1 Non metterti alla guida se hai abusato di bevande alcoliche *** Linea marittima TRIESTE - MUGGIA Partenza 6.45 7.50 9.00 10.10 11.20 14.10 15.10 16.20 17.30 19.35 MUGGIA MUGGIA TRIESTE 7.15 8.20 9.30 10.40 11.50 14.35 15.40 16.50 18.00 20.05 7.15 8.25 9.35 10.45 11.55 14.35 15.45 16.55 18.05 20.05 7.45 8.55 10.05 11.15 12.25 15.05 16.15 17.25 18.35 20.35 Arrivo Partenza Arrivo FESTIVO TRIESTE Partenza 9.30 11.00 13.30 15.00 16.30 18.00 MUGGIA MUGGIA TRIESTE 10.00 11.30 14.00 15.30 17.00 18.30 10.15 11.45 14.15 15.45 17.15 18.45 10.45 12.10 14.45 16.15 17.45 19.15 Arrivo Partenza Arrivo Regime tariffario linee marittime in vigore dal 1° gennaio 2010 Corsa singola ........................................... Corsa Andata e Ritorno . .......................... Abbonamento nominativo 10 corse.......... Abbonamento nominativo 50 corse.......... Biciclette .................................................. Euro Euro Euro Euro Euro 3,45 6,40 11,00 26,50 0,70 I biglietti ed abbonamenti sono venduti direttamente a bordo dell’imbarcazione. STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE Orario dal 13 giugno 2010 Ariete dal 21 marzo al 20 aprile Giudicare non è solo uno sport difficile. È spesso anche pericoloso a sé ed agli altri. Toro dal 21 aprile al 20 maggio Non sono innate le virtù né i vizi, ma le loro predisposizioni che sta a te coltivare. Gemelli dal 21 maggio al 20 giugno Ieri l’educazione dipendeva più dalla famiglia che dall’esterno. Oggi è il contrario. (5) TRIESTE Centrale Monfalcone Cervignano - S. Giorgio di Nogaro Portogruaro - Caorle S. Donà di Piave VENEZIA Mestre VENEZIA S. Lucia Scorpione dal 23 ottobre al 21 novembre È vero che la società è tutta una recita. Ma non dimenticare che ne fai parte. Sagittario dal 22 novembre al 21 dicembre Chi si esibisce in crudeltà ed abusi non è peggiore di chi se ne resta a guardarli. Capricorno dal 22 dicembre al 19 gennaio La perseveranza è una virtù formidabile. Tranne che nella stupidità e negli errori. Aquario dal 20 gennaio al 18 febbraio Per pentirsi davvero di un’azione sbagliata non è sufficiente ammetterla. Pesci dal 19 febbraio al 20 marzo Carità ed amore si manifestano spesso col silenzio, invece che col parlare. 14.44 15.07 15.19 15.28 15.52 16.12 16.39 16.49 8.18 8.41 8.53 9.02 9.26 9.46 10.13 10.24 Milano (3) Tarvisio Napoli 15.44 15.51 16.25 16.06 16.17 16.48 16.18 17.03 16.27 16.51 17.12 17.37 17.49 prosegue per (2) 6.41 7.04 7.35 7.04 7.29 7.57 7.17 7.41 7.24 | 7.53 8.12 8.15 8.30 8.51 8.55 9.02 Tarvisio (6) (7) 16.44 17.02 17.34 17.07 17.27 17.56 17.19 17.40 18.09 17.28 | 17.52 18.11 18.12 18.26 18.39 18.48 18.49 17.44 18.07 18.19 18.28 18.52 19.12 19.39 19.49 18.44 19.07 19.19 19.28 19.52 20.12 20.39 20.49 Tarvisio * Milano (3) (1) 11.44 12.20 12.07 12.42 12.19 12.56 12.28 12.52 13.12 13.39 13.49 12.44 13.07 13.19 13.28 13.52 14.12 14.39 14.49 13.44 14.07 14.19 14.28 14.52 15.12 15.39 15.49 14.11 14.34 14.48 (1) 19.18 19.46 20.22 21.54 19.41 20.12 20.49 22.20 19.54 20.26 21.02 22.33 20.03 20.35 21.10 22.42 20.32 21.03 21.42 23.08 20.59 21.21 23.25 21.39 21.49 23.49 21.50 22.44 23.17 23.37 23.52 0.34 9.18 9.38 9.41 10.01 9.53 | 10.02 | 10.26 10.40 10.46 | 11.13 11.16 11.24 Milano Tarvisio Tarvisio (8) Udine Lecce (1) Feriale. (2) Festivo. (3) Feriale escluso sabato. (4) (1) TRIESTE Centrale Monfalcone GORIZIA Centrale Cormons UDINE 5.02 5.27 5.51 5.59 6.23 (1) 5.58 6.23 6.48 7.03 7.28 (2) (1) (1) 6.04 6.29 6.53 7.03 7.28 6.20 6.48 7.10 7.25 7.49 6.56 7.19 7.40 7.49 8.04 7.35 8.03 8.26 8.35 8.57 (2) (7) (7) (8) (7) (9) (10) (1) (1) (11) (12) 16.03 16.31 16.28 16.59 16.51 17.22 17.00 17.32 17.24 |17.55 16.56 17.19 17.40 17.49 18.04 17.23 17.51 18.15 18.28 18.49 17.23 17.51 18.15 19.28 18.49 17.56 18.19 18.40 18.49 19.04 18.20 18.49 19.12 19.22 19.46 18.20 18.49 19.12 19.22 19.46 18.56 19.19 19.40 19.49 20.04 19.53 20.04 20.27 20.36 20.57 20.42 21.08 21.31 21.40 22.04 22.21 22.44 23.05 23.14 23.29 22.21 22.44 23.05 23.14 23.29 prosegue per (2) (1) (2) (1) (2) (1) (1) (3) (4) 7.35 8.56 9.56 7.58 9.19 10.24 8.18 9.40 10.48 8.27 9.49 11.01 8.43 10.04 11.23 (2) 10.56 11.19 11.40 11.49 12.04 11.26 11.54 12.19 12.29 12.53 12.08 12.37 |13.01 |13.15 13.38 12.26 12.54 13.19 13.33 13.55 12.56 13.19 13.40 13.49 14.04 12.56 13.19 13.40 13.49 14.04 13.30 14.00 14.25 14.40 15.04 14.21 14.49 15.12 15.21 15.47 14.21 14.49 15.12 15.21 15.47 Sacile Tarvisio (2) (1) (5) (6) TRIESTE Centrale 14.56 Monfalcone 15.19 GORIZIA Centrale 15.40 Cormons 15.49 UDINE 16.04 14.56 15.19 15.40 16.49 16.04 15.51 16.18 16.40 16.49 17.10 16.02 16.30 16.53 17.02 17.24 prosegue per Tarvisio Tarvisio Sacile Sacile (1) Feriale. (2) Festivo. (3) Feriale escluso sabato. (4) Si effettua il sabato e festivi. La gloria maggiore è quella che al mattino ti mostra allo specchio una faccia pulita. Le malignità, come le maledizioni, danneggiano per primo chi le elabora. 5.32 6.06 6.35 5.55 6.28 6.58 6.07 6.42 | 6.16 | 6.40 7.37 7.03 | 7.30 8.15 7.40 Carnia Bilancia dal 23 settembre al 22 ottobre (1) Leone dal 23 luglio al 22 agosto Vergine dal 23 agosto al 22 settembre 4.30 4.53 5.05 5.14 5.37 5.57 6.24 6.34 prosegue per Il buon senso può finire ammazzato dalle scienze che lo studiano per vivisezione. TRIESTE Centrale Monfalcone Cervignano S. Giorgio di Nogaro Portogruaro - Caorle S. Donà di Piave VENEZIA Mestre VENEZIA S. Lucia Cancro dal 21 giugno al 22 luglio I desideri che aumentano quanto più li soddisfi non sono sfoghi, ma dipendenze. AEROPORTO FRIULI VENEZIA GIULIA - RONCHI DEI LEGIONARI Orario estivo 2010 (in vigore dal 28 marzo al 30 ottobre 2010)+++ Gli orari possono subire variazioni da parte delle compagnia aeree senza preavviso Partenze per Partenza Arrivo Frequenza Volo Aereo BELGRADO 13.15 10.35 13.35 13.15 BIRMINGHAM 16.55 18.05 BRUXELLES Ch. 12.30 CAGLIARI 22.10 CATANIA 12.00 DUSSELDORF We. 12.00 20.55 LONDRA St. 12.25 14.30 14.50 15.00 15.00 21.40 MONACO 06.20 10.50 15.00 18.55 NAPOLI 12.00 OLBIA 13.15 ROMA 06.55 07.20 11.20 15.20 19.20 TIRANA 10.30 13.00 15.10 20.40 TRAPANI 20.00 14.50 -----6- 12.10 -----6- 15.10 -2----- 14.50 ---4--- 18.10 ---4--- 19.20 ------7 14.05 --3---7 23.55 1---5-- 15.25 * 13.45 -2-4--- 22.40 -----6- 13.35 ----5-- 15.40 --3---7 16.00 -----6- 16.10 -2-4--- 16.10 ----5-- 21.40 1------ 07.30 * 12.00 * 16.10 * 20.05 12345-7 13.10 * 15.00 -----6- 08.05 * 08.30 123456- 12.30 * 16.30 * 20.30 * 12.00 -2----- 14.40 ----5-- 16.50 -2----- 22.30 ----5-- 21.40 -2-4-6- JU411 JU411 JU411 JU411 FR1097 FR1097 FR2834 FR4808 AZ1705 FR6488 FR6488 FR169 FR169 FR169 FR169 FR169 FR169 LH4007 LH3999 LH4003 LH4005 AZ1705 EN1728 AZ1356 AZ1360 AZ1358 AZ1364 AZ1362 LZ152 LZ152 LZ152 LZ152 FR8648 AT7 fino al 1/5 AT7 dal 8/5 AT7 dal 6/4 AT7 dal 5/5 738 738 738 738 CR9 via Napoli 738 dal 25/5 738 dal 29/5 738 fino al 8/4 738 738 738 738 dal 16/4 738 AT7 AT7 AT7 AT7 no dal 2-22/8 CR9 AT7 dal 12/6 al 28/8 CR9/320 734/320 no dal 3-27/8 734/320 734/M80 no dal 9-22/8 734/320 AT7 fino al 27/4 AT7 fino al 11/6 AT7 dal 15/6 AT7 dal 18/6 738 Note Arrivi da Partenza Arrivo Frequenza BELGRADO 11.00 08.20 11.20 11.00 BIRMINGHAM 13.15 14.25 BRUXELLES Ch. 10.35 CAGLIARI 20.00 CATANIA 08.30 DUSSELDORF We. 09.50 18.45 LONDRA St. 09.00 11.05 14.05 11.25 11.35 11.35 17.05 MONACO 09.05 13.15 17.15 21.05 NAPOLI 10.10 OLBIA 10.15 ROMA 09.20 13.20 17.20 20.50 21.25 TIRANA 08.10 10.30 12.40 18.00 TRAPANI 17.55 12.40 -----6- 10.00 -----6- 13.00 -2----- 12.40 ---4--- 16.30 ---4--- 17.40 ------7 12.05 --3---7 21.45 1---5-- 11.20 * 11.35 -2-4--- 20.30 -----6- 12.00 ----5-- --3---7 FR168 14.25 -----6- 14.35 -2-4--- 14.35 ----5-- 20.05 1------ 10.10 * 14.20 * 18.20 12345-7 22.10 * 11.20 * 12.00 -----6- 10.35 * 14.35 * 18.35 * 22.05 12345-7 22.40 * 09.40 -2----- 12.10 ----5-- 14.30 -2----- 19.40 ----5-- 19.35 -2-4-6- Volo Aereo Note JU411 JU411 JU411 JU411 FR1096 FR1096 FR2833 FR4807 AZ1708 FR6487 FR6487 FR168 738 FR168 FR168 FR168 FR168 LH3998 LH4002 LH4004 LH4006 AZ1708 EN1729 AZ1357 AZ1365 AZ1361 AZ1359 AZ1363 AF5981 AF5983 AF5983 AF5983 FR8647 AT7 AT7 AT7 AT7 738 738 738 738 CR9 738 738 738 fino al 1/5 dal 8/5 dal 6/4 dal 6/5 Frequenze: 1 Lunedì, 2 Martedì, 3 Mercoledì, 4 Giovedì, 5 Venerdì, 6 Sabato, 7 Domenica. * Giornaliero. Compagnie Aeree: AZ Alitalia, EN-Air Dolomiti, FR-Ryanair, JP-Adria Airways, JU-Jat Airways, LH-Lufthansa (operato daAir Dolomiti-Lufthansa Regional), LZ-Belle Air. Aeromobili: 319 Airbus A319, 320 Airbus A320, 734 Boeing B737.400, 738 Boeing B737.800, AT7-ATR72, CR9 Bombardier CRJ900, M80-Boeing MDD MD80. via Napoli dal 25/5 dal 29/9 fino al 9/4 738 738 738 dal 16/4 738 AT7 AT7 AT7 no dal 2-22/8 AT7 CR9 AT7 dal 12/6 al 28/8 734/320 734/M80 no dal 9-22/8 734/320 CR9 no dal 2-26/8 734/320 LZ152 fino al 27/4 LZ152 fino al 11/6 LZ152 dal 15/6 LZ152 dal 18/6 738 FARMACIE DI TURNO sabato 26 giugno dalle 13.00 alle 16.00 Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928 Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni) Tel 040 54393 Muggia – Via Mazzini, 1/a Tel. 040 271124 Sistiana – Tel 040 208731– Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente SERVIZIO NOTTURNO dalle 20.30 alle 8.30 del giorno successivo Via Baiamonti, 50– Tel. 040 812325 domenica 27 giugno dalle 8.30 alle 13.00 Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928 Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni) – Tel 040 54393 Via Baiamonti, 50– Tel. 040 812325 Muggia – Via Mazzini, 1/a Tel. 040 271124 Sistiana – Tel 040 208731 dalle 16.00 alle 20.30 Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928 Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni) Tel 040 54393 Via Baiamonti, 50 – Tel. 040 812325 Muggia – Via Mazzini, 1/a Tel. 040 271124 Sistiana – Tel 040 208731– Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente FARMACIE DI TURNO dal 28 giugno al 2 luglio RAI 3 FVG TELEQUATTRO Cinema e teatri Emergenza sanitaria 118 Vigili del fuoco 115 Carabinieri 112 Polizia 113 Polizia Stradale 040 4194311 Questura 040 3790111 Emergenza infanzia 114 Antiviolenza donna 1522 Antincendio boschivo 1515 Guardia di Finanza 117 Polizia Municipale 040 366111 Guardia Costiera emergenze 1530 Capitaneria del Porto 040 676611 ASL Numero verde 800 991170 Osp. Riuniti Trieste 040 3991111 CRI Servizi sanitari 040 3186118 Protezione civile 800 500300 ENPA Protez. animali 040 910600 ASTAD Rifugio animali 040 211292 Canile sanitario 040 820026 AcegasAps guasti 800 152152 Acegas informazioni 800 237313 ACI Soccorso stradale 803116 Regione centralino 040 3771111 Comune centralino 040 6751 Provincia centralino 040 37981 Camera di Commercio 040 6701111 Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224 ATER 040 39991 Poste centralino 040 6764111 RadioTaxi 040 307730 Taxi 040 390039 Trieste Trasporti 800 016675 Biblioteca Civica 040 6758200 Biblioteca Gambini 040 634753 Biblioteca Statale 040 300725 dalle 13.00 alle 16.00 Piazza Cavana, 1 – Tel. 040 300940 Viale Miramare, 117 (Barcola) Tel 040 410928 Bagnoli della Rosandra Tel. 040 228124– Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente Domenica 27 Sabato 26 o Numeri utili Farmacie di turno (gratuito) A - team tutti i giorni 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 Eclipse Dal 30 giugno 16.45, 19.00, 21.15 F.FELLINI cinema d’essai Viale xx settembre 37 040636495 www.triestecinema. it ARENA ARISTON Il concerto giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 luglio ore 21.15 Proiezioni garantite anche in caso di maltempo. Il concerto Tutti i giorni 16.10, 18.05, 21.40 La nostra vita Tutti i giorni 20.00 GIOTTO MULTISALA CINECITY Multiplex 7 sale (di cui 4 predisposte per il 3D) Torri d’Europa, via D’Alviano 23, tel. 040 6726800 www.cinecity.it Poliziotti fuori - due sbirri a piede libero 16.00, 17.15, 18.30, 19.45, 21.00, 22.15 A - team 16.00, 17.15, 18.30, 19.45, 21.00, 22.15 Lei è troppo per me 18.05, 20.05, 22.05 The hole 3D 16.00 Tata Matilda e il grande botto 16.00 Sex and the city 2 18.15, 21.15 Prince of Persia - le sabbie del tempo 17.50, 20.00, 22.10 Via Giotto 8 040637636 www. triestecinema.it City island tutti i giorni 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 Bright star tutti i giorni 16.20, 18.20, 20.20, 22.15 La papessa tutti i giorni 18.00, 20.00, 22.00 L’imbroglio nel lenzuolo tutti i giorni 16.20 18.20, 20.15 Tata Matilda e il grande botto tutti i giorni 16.20, 18.00 Alice tutti i giorni 19.40, 22.30, 21.30 Saw VI tutti i giorni 21.00 5 appuntamenti per farla innamorare tutti i giorni 16.30, 18.15, 20.15, 22.15 Eclipse dal 30 giugno 16.15, 18.15, 20.15, 22.15 SUPER 040367417 via Paduina 4 angolo Viale XX Settembre 040367417 www.triestecinema.it L’acchiappadenti sabato e domenica 15.45, 17.20, altri giorni al Giotto alle 16.30 Sex and the City 2 sabato e domenica 19.00, 21.30 NAZIONALE MULTISALA Viale xx settembre 30 040635163 www. triestecinema.it Poliziotti fuori - due sbirri a piede libero Teatri a teatro 2010 Martedì 29 tutti i giorni 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 The hole 3D tutti i giorni 22.15 Il principe di Persia tutti i giorni 16.30, Robin hood 16.00, 18.40, 21.30 Twilight saga: Eclipse In prevendita. Dal 30 giugno, 16.00, 17.10, 18.00, 18.30, 20.00, 20.30, 21.15, 22.20. Viale xx settembre,35 Tel. 040662424 www.triestecinema.it Domenica 27 giugno ore 20.30, presso il Teatrino del Parco di San Giovanni, con Alessio Colautti e la regia dello stesso Colautti. Il Teatro Filodrammatico, monumento della storia teatrale triestina ormai ridotto in ruderi in via degli Artisti, ha ospitato nella sua storia i più diversi generi teatrali; l’opera lirica, l’operetta (compresa la burrascosa “prima” a Trieste de La Vedova Allegra nel 1907), il cinema muto, l’avanspettacolo, il varietà, fino ad arrivare a quello che si può considerare 800 848444 Lunedì 28 AMBASCIATORI Poltrona al Filodrammatico ...quando hai bisogno chiama Telefono Amico CeVita Mercoledì 30 il “re”del Filodrammatico, Angelo Cecchelin. Alessio Colautti, accompagnato dall’orchestrinadiretta dal maestro Carlo Tommasi, conduce gli spettatori in un coinvolgente viaggio tra tutti questi generi teatrali, tra un’aria d’operetta, una nostalgica canzone anni ‘20, un brano’opera e tanto, tanto Cecchelin. L’evento è gratuito. L’ingresso è consentito sino a esaurimento dei posti. In occasione dello spettacolo, la Trieste Trasporti ha previsto una corsa straordinaria della linea 17 in partenza alle ore 19.50 da Piazza Tommaseo (cap.17) ed alle ore 22.30 da San Cilino (cap.17-ingresso “alto” ex OPP). Giovedì 1 Venerdì 2 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Ai confini dell’Arizona 12.00 TG 2000 flash 12.45 Borgo Italia 13.30 Il notiziario meridiano 14.00 Itinerari nascosti 14.10 Hard Trek 15.05 Tractor pullings 16.00 TG 2000 - sabato 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 Dai nostri archivi 19.10 Musica, che passione! 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario Sport 20.05 Campagna amica 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Sissi: l’Imperatrice ribelle. Film drammatico 22.35 Colori di montagna 22.55 Qui Tolmezzo 23.00 Il notiziario notturno 23.40 Voci dal Ghetto “I love a piano” 08.30 Salus TV 08.40 Musa TV 08.50 Italia economia 09.40 Rotocalco Adnkronos 10.35 Saul 2000 – Ripartire da Damasco 11.30 Super sea 12.00 Angelus recitato dal Santo Padre - 2010 12.25 La grande storia 13.15 Qui Tolmezzo 13.20 Musica, che passione! 13.35 Expò mittel school 14.00 Camper Magazine 14.30 Campagna amica 15.00 L’equivoco stravagante. Opera buffa 17.20 Borgo Italia 17.50 K2 19.30 Detective per amore 21.00 Mille voci 2010. Programma musicale 23.00 Sissi: l’imperatrice ribelle Film drammatico 00.40 La compagna di viaggio. Film commedia 07.00 Il notiziario mattutino lunedì 07.15 Borgo Italia 07.45 Tractor Pulling 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino lunedì 08.50 Detective per amore 10.25 Novecento contro luce 11.25 Camper magazine 12.00 TG 2000 flash 12.45 Hard trek 13.15 Videomotori 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Animali amici miei 15.05 Novecento contro luce 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 Ritmo in tour: la tv dei viaggi 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.10 Sport estate 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Una bomber. Film drammatico 23.02 Il notiziario notturno 23.35 TG Montecitorio 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 09.00 L’età non conta 09.30 Documentari sulla natura 10.05 Ai confini dell’Arizona 10.55 Documentari sulla natura 12.00 TG 2000 flash 12.35 Ritmo in tour: la tv dei viaggi 13.05 Sport estate 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Nel baule dei tempi 14.35 Super sea 15.30 Borgo Italia 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 Expò mittel school 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.05 Pagine e fotogrammi 20.30 Il notiziario Regione 21.00 I Capuleti e i Montecchi. Opera prima mondiale. 23.22 Il notiziario notturno 23.55 TG Montecitorio 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Ai confini dell’Arizona 12.00 TG 2000 flash 12.05 Super sea 13.00 Expò mittel school 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Attualità 14.35 Videomotori 15.30 Hard Trek 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 La Provincia ti informa 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.05 Qui Tolmezzo 20.10 Dai nostri archivi 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Se tu vens: storiis di oms e di montagnis 21.20 Vivi o preferibilmente morti. Film western 23.02 Il notiziario notturno 23.35 TG Montecitorio 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 09.00 Domani si vedrà 10.05 Ai confini dell’Arizona 12.00 TG 2000 flash 12.05 Rotocalco Adnkronos 12.25 Tractor pulling 12.40 La Provincia ti informa - replica 13.05 Se tu vens: storiis di oms e di montagnis 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Copertina da Udine 15.05 Documentari sulla natura 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 Colori di montagna 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.05 Itinerari nascosti 20.15 Capelli e non solo 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Cold Squad. Serie televisiva 22.30 La grande storia 23.02 Il notiziario notturno 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Ai confini dell’Arizona 12.00 TG 2000 flash 12.55 Pagine e fotogrammi 13.10 Dai nostri archivi 13.20 Capelli e non solo: un sogno diventa realtà 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Tutti i gusti 14.35 Colori di montagna 14.55 Documentari sulla natura 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano - replica 17.00 K2 19.00 A casa del musicista 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.05 Ragazzi in vacanza 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Voci dal Ghetto “My favourite things” 22.25 La grande storia 22.50 Itinerari nascosti 23.02 Il notiziario notturno Sabato 26 e domenica 27 giugno Radioattività il tuono 31 INFORMAZIONI UTILI Sabato, 26 giugno 2010 06.00 Radioattività Drive Time (Musicale) 08.00 Il Buongiorno News 10.30 Radioattività Magazine 10.40 Telekommando con Sara 12.30 Radioattività Rewind (Musicale), 14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale) 15.00 Pomeriggio Radioattivo 17.00 Radioattività Music Box 21.00 The Factory (Musicale) Da lunedì 28 giugno a venerdì 2 luglio 06.00 Radioattività Drive Time (Musicale) 08.00 Il Buongiorno News, 08.15 Radioattività Notizie, 08.30 Aggiornameteo, 08.50 Rassegna stampa, 09.15 Radioattività Notizie, 09.30 Music & News 10.00 Radioattività Magazine, 10.15 GR Oggi Trieste News (locale),10.30 L’aggiornameteo, 10.40 Radioattività Telekommando (Segnalazioni), 11.15 Radioattività Notizie,12.15 Radioattività Notizie 13.00 Radioattività Rewind (Musicale), 13.15 GR Oggi Trieste News (Locale) 14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale), 14.03 Units On Air - Quotidiano Universitario 15.00 Pomeriggio Radioattivo, 15.15 Radioattività Notizie, 15.45 GR Sport (Calcio) 17.00 Radioattività Music Box, 17.15 Radioattività Notizie, 18.15 GR Oggi Trieste News (Locale), 18.45 GR Sport, 19.15 Radioattività Notizie, 20.05Units On Air - Quotidiano Universitario 21.00 The Factory (Musicale) 32 il tuono Pubblicità o Sabato, 26 giugno 2010 THERMENHOTEL RONACHER HHHHH 9546 Bad Kleinkirchheim in Kärnten Tel +43 (0) 4240 282, Fax +43 (0) 4240 282 606 [email protected], www.ronacher.com Alla fonte del benessere Il Thermenhotel Ronacher è un cinque stelle la più alta categoria alberghiera Nuotare nella piscina d’acqua salata con musica subacquea è l’ideale per la cura dello stress e del sonno, e nell’oasi di relax, nella sala “silenzio” o sui morbidi letti d’acqua si ricaricano le energie perdute. L’importanza di un’alimentazione sana All’Hotel la giornata inizia con una ricca colazione a base di pane fresco, cornetti, burro del contadino, yogurt biologici, diversi tipi di frutta e mousse fatti in casa. La cucina utilizza esclusivamente prodotti natuGià nel Medioevo le terme nella vallata rali freschi dei contadini della Carinzia, di Bad Kleinkirchheim erano celebri per ed i piatti sono scelti con molta cura per le loro acque, in particolare per la cura soddisfare ogni tipo di esigenza. degli occhi. La fonte termale si trova sotto Viso e corpo per un aspetto raggiante la suggestiva chiesetta quattrocentesca St. I clienti dell’Hotel hanno a disposizione Kathrein. a tutte le ore un centro fitness equipaggiaDa oltre cent’anni la famiglia Ronacher to con i più moderni attrezzi e la guida di con il suo staff di collaboratori gestisce il personale specializzato. Per il benessere suo Hotel termale, considerato e premiato c’è un team di professionisti della cura del come uno dei migliori dell’Austria, luogo viso e del corpo, che propongono vari tipi ideale per rigenerarsi dai ritmi stressanti di massaggi rigeneranti. quotidiani. Come si arriva Il Termenhotel Ronacher ha 4000 metri Da Trieste attraverso l’autostrada A23 per quadri di superficie con 160 posti letto, Tarvisio si imbocca la strada per Villacco suites, vasto parcheggio coperto, giardini, e via per Bad Kleinkirchheim. Sono poco e cinque ampie piscine per poter nuotare più di due ore di automobile, attrverso i nelle acque termali che sgorgano ad una paesaggi austriaci sereni, tranquilli e ritemperatura di 36°C ricche di calcio, ma- lassanti. gnesio, sodio e potassio. Sono rinomate per il trattamento delle patologie oculari La famiglia Ronacher ha una particolae di una vasta gamma di disturbi della cir- re attenzione per i propri clienti triestini, colazione, reumatici e per le terapie ria- da sempre col cuore vicino all’Austria. Vi aspettiamo per una buona vacanza. bilitative.