00090
9
772038 285506
Anno II
Numero 9
26 giugno 2010
€ 1,00
di Daniele Pertot
. L’impegno del nostro giornale é la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli .
Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - Tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - Internet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO
Perché NO
Continuiamo a ricevere sollecitazioni da ambienti di parte, ma
anche da amici benintenzionati,
che visto il successo del giornale ci
chiedono di dare appoggi o risparmiare critiche a qualche fazione
politica o nuova lista elettorale.
Per non perdere altro tempo con
queste cose chiariamo qui a tutti,
ed una volta per tutte, perché la risposta é e rimane NO.
Comprendiamo che nel clima
particolarmente degradato della
politica e dell’informazione in Italia quel genere di richieste possa
sembrare lecito e normale.
Ma questo giornale esiste proprio per tentar di combattere quel
degrado praticando la vera funzione del giornalismo, che non è scrivere al servizio di gruppi od uomini di potere, ma della collettività:
secondo intelletto e coscienza, per
quello che si ritiene sia il bene comune. Anche sbagliando, naturalmente, ma in libertà.
Altrimenti non si fa informazione, ma propaganda. Che, come la
pubblicità, è lecita solo se dichiarata, perché quando la si spaccia per
informazione diventa delitto contro la pubblica fede.
Questo è esattamente ciò che afferma e prescrive anche il codice
deontologico dei giornalisti italiani, benché tanti colleghi si trovino
costretti, e con vera sofferenza, a
scrivere sotto ricatto lavorativo
di padroni politici e finanziari che
esigono la prostituzione più o meno
marcata del giornalismo ai loro interessi.
Altrove è abbastanza normale
che ci siano anche giornali liberi,
padroni di se stessi o proprietà di
editori che ricavano il loro profitto
morale (come il nostro) o materiale
proprio dalla libertà d’informazione che garantiscono.
Ma qui si è ormai così disabituati
all’informazione libera da non concepirla nemmeno più, e da non saperla nemmeno riconoscere quando la si ha di fronte.
Per questo motivo c’è anche chi ci
attribuisce comunque scopi elettorali, padroni o manovratori occulti, e quant’altro di repertorio.
L’editore ed il direttore responsabile di questo giornale vi confermano quindi che non ne abbiamo
affatto. E che il nostro solo interesse politico è quello doveroso e
legittimo di ciascuna persona sensata: che vadano elette le persone
più oneste, intelligenti e competenti
possibile, con i progetti più seri ed i
valori più elevati, anche a prescindere dalle liste con cui si presentano.
Il che si ottiene anzitutto svolgendo verso gli altri ed il malaffare
il semplice ruolo della stampa libera, che è quello di cane da guardia
della società: prima si dà l’allarme,
poi si ringhia il preavviso, ma se insistono si morde. E noi lo facciamo
secondo l’impegno etico cavalleresco che trovate espresso in testata.
Nessuno venga dunque più, per
favore, a chiedere o pretendere che
ne deroghiamo.
D.P. - P.G.P.
I numeri arretrati si trovano presso
la redazione a Trieste, via Filzi 9
DIPIAZZA INDAGATO PER L’ACQUISTO ILLEGITTIMO DI UN TERRENO DEL COMUNE
Speculazione illecita del sindaco:
spiegazioni o dimissioni !
L’ha usato per rivenderlo edificabile ad un gruppo di noti costruttori
L’articolo 1471 del codice civile –
Divieti speciali di comperare
stabilisce che «Non possono essere compratori nemmeno all’asta
pubblica, né direttamente né per
interposta persona: 1) gli amministratori dei beni dello Stato, dei
comuni, delle provincie o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura; 2) gli ufficiali
pubblici […]. Nei primi due casi
l’acquisto è nullo (1418).». È un
divieto di legge imperativo, la cui
violazione ha conseguenze di diritto civile, penale ed amministrativo.
La speculazione illecita
I ruoli e le professionalità di
simili compratori finali rendono
inoltre difficile considerarli ignari
dell’illecito originario, e dunque
acquirenti di buona fede.
Funzionari e politici coinvolti
Sul sito dell’Ospedale della Maddalena dopo lo scempio
dell’abbattimento speculativo di edifici e parco
Il sindaco di Trieste, Roberto
Dipiazza, ha invece fatto mettere in vendita un terreno comunale nel rione di San
Giovanni acquistandolo illegalmente lui
al prezzo di 33.050 euro, per accorparlo
riqualificato a tre suoi fondi proprietà
confinanti allo scopo di realizzare un’operazione speculativa immobiliare privata.
Ha infatti rivenduto il tutto per 370.000
euro dichiarati alla società Generalgiulia 2
s.a.r.l., che (come altra omonima) ha per
procuratore il suo assessore Giorgio Rossi, presidente del Consiglio d’amministrazione il costruttore Donato Riccesi e quali
proprietari le potenti imprese di costruzione Riccesi, Carena, Cividin e Palazzo Ralli.
Sono, in sostanza, gli stessi soggetti sotto
indagine della Procura per la speculazione
edilizia sull’ex Ospedale della Maddalena
di cui riferiamo più sotto in questa stessa
pagina.
Ma la vicenda coinvolge oltre
al sindaco anche altri soggetti ed
organi politici ed amministrativi
comunali, anche perché i contratti pubblici, vendite incluse, si
concludono sempre con un’aggiudicazione provvisoria, che
diventa definitiva soltanto dopo
l’approvazione finale dell’organo
competente a verificarne la regolarità.
Ed in questo caso le verifiche di regolarità risultavano competere, nell’ordine, al segretario comunale e ai funzionari che hanno trattato e redatto l’aggiudicazione e la compravendita al sindaco
più le successive domande tavolari, agli
assessori che l’hanno avallata ed ai consiglieri comunali che l’hanno ratificata.
continua a pagina 2
TRA COMPLICITÀ POLITICHE, INERZIE INVESTIGATIVE ED ARCHIVIAZIONI GIUDIZIARIE
Beni pubblici svenduti alla speculazione edilizia
Forniamo nuovi elementi investigativi sul caso dell’ex ospedale infettivi della Maddalena
Secondo notizie di cronaca le indagini e perquisizioni della Procura nei
confronti dell’assessore Rossi e probabilmente di altri membri delle amministrazioni comunali Dipiazza riguarderebbero in particolare la cessione dell’ex
ospedale e parco della Maddalena alla
speculazione edilizia di un gruppo di
grossi costruttori i cui nomi ricorrevano
già in parte nelle annose e sinora irrisolte indagini sugli appalti. Come anche
nella speculazione illecita del sindaco di
cui ci occupiamo qui sopra.
Il caso della Maddalena aveva già
suscitato scalpore sia per le caratteristiche dell’operazione urbanistico- Gli edifici storici dell’Ospedale della Maddalena
edilizia tra pubblico e privato, sia per
controlli ed interventi tempestivi in opposiziola distruzione inattesa e brutale delle
ne. Come quello doveroso della Soprintendenza
alberature secolari del parco che avrebbe potuper far rispettare il vincolo degli edifici storici,
to diventare uno spazio prezioso di verde pubarricchiti da colonnati ed altri pregevoli eleblico. Ci auguriamo quindi che la magistratura
menti architettonici ed arredi d’epoca.
faccia chiarezza rapida ed inequivoca.
La seconda è che la bonifica dell’amianto,
Chiarezza alla quale noi contribuiamo sin
che avrebbe comportato tempi lunghi e costi
d’ora proponendo alla Procura il controllo imelevati, risulta eseguita solo in minima parte
mediato di tre informazioni investigative da
lasciandone nascoste tonnellate nel sottosuofonti protette dal nostro segreto professionale.
lo. La loro individuazione e rimozione richiede
La prima è che le opere di demolizione degli
perciò il sequestro dell’area.
edifici di pregio risultano esser state effettuaLa terza è che durante gli abbattimentite con rapidità anomala, ad impedire reazioni,
Le vostre
lettere
e segnalazioni
a pagina 6 - 7
Dipendenza
da gioco
a pagina 9
Premi
alla Trieste
scientifica
a pagina 13
lampo (che hanno anche a Trieste noti
precedenti sospetti) non risulterebbe si
sia fatta viva in cantiere nessuna delle
autorità di controllo sanitario, edilizio,
ambientale ed antinfortunistico.
Ma la vicenda della Maddalena non
è isolata, perché appartiene a quella
che è l’altra faccia del “sistema” degli
appalti: un’intera serie di vendite poco
chiare di grandi beni pubblici comunali e regionali alla speculazione edilizia
privata, anche di alcune delle stesse
imprese. Compiuta sia dalle amministrazioni di centrosinistra (Illy) che da
quelle di centrodestra (Dipiazza, Tondo), che hanno in sostanza come denominatore comune soltanto gli interessi
di grossi costruttori.
Stiamo preparando inchieste sui singoli casi,
ma se ne possono già elencare i più eclatanti,
anche perché pare ne incombano di nuovi, non
meno importanti ed opachi.
Come già la cava di Sistiana, che la Regione
ha ceduto senza gara effettiva ed a prezzo di stima irrisorio per la costruzione speculativa edilizia privata di un complesso abitativo costiero
di lusso ad asserita destinazione turistica (come
Porto san Rocco?).
continua a pagina 2
I cani
da adottare
a pagina 14
Appuntamenti
di cultura
ed arte
a pagina 25 - 26 - 27
2 q il tuono
INCHIESTE
Sabato, 26 giugno 2010
Speculazione illecita
del sindaco
segue dalla prima
Le conseguenze civili,
penali ed amministrative
Le conseguenze civili consistono,
come si è visto, nella nullità originaria del contratto di compravendita;
quelle penali, salvo che il fatto non
costituisca reato più grave, nell’abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) punito con
la pena della reclusione da sei mesi a
tre anni, aumentata nei casi di rilevante gravità, come sembra proprio
essere questo; quelle amministrative
nell’impossibilità di ricoprire la carica di sindaco o consigliere comunale (art. 63 D.Lgs. 267/2000), ed
in evidenti profili di danno erariale,
trattandosi di un bene pubblico acquistato illecitamente da un pubblico
amministratore per rivenderlo a terzi
con profitto privato.
La denuncia di Greenaction
La denuncia dei fatti è stata presentata alla Procura di Trieste già il
15.10.09 dall’associazione ambientalista Greenaction Transnational. Ed
era così perfettamente dettagliata e
documentata con le visure tavolari,
quelle camerali, i contratti e gli atti
del Comune da consentire al Pubblico Ministero di assumere immediatamente i provvedimenti doverosi per
proteggere il bene pubblico illecitamente venduto, perfezionare eventualmente le prove e procedere nei
confronti dei responsabili.
Rimarrà da verificare se lo abbia
già fatto, quando e come, poiché ci
risulta che negli ormai nove mesi trascorsi i denuncianti non siano stati
ancora nemmeno contattati.
Si devono ovviamente rispettare le
discrezionalità operative della Procura a fronte di carichi di lavoro abnormi, anche se nel frattempo abbiamo
constatato speditamente espletati
dagli stessi uffici altri procedimenti, incluse archiviazioni sommarie di
esposti rilevanti di Greenaction ed
almeno una denuncia recente d’interesse civilistico.
Stampa ed omertà ambientali
La notizia della denuncia e dei fatti era inoltre di dominio pubblico dal
20.10.2009, per un efficace servizio
giornalistico del quotidiano locale
ove però Dipiazza rispondeva, contro
evidenza e legge, che aveva diritto di
comperare ed era tutto regolare ed
approvato dal Consiglio comunale.
Aggiungendo pure, strafottente, nei
confronti di Greenaction: «Io, a differenza da queste persone, sono uno
che fa». Ma poi il giornale non aveva approfondito l’inchiesta e nessun
politico, coinvolto o no, nemmeno di
opposizione, risulta essersi associato
alla denuncia od aver preso iniziative
proprie benché si trattasse evidentemente di fatti gravissimi da chiarire.
Vi è dunque un quadro obiettivo
di omertà ambientali concrete, che
come tale richiede anch’esso ulteriori
indagini e spiegazioni.
Il terreno e la vendita illecita
Il caso riguarda un terreno comunale di 413 mq nel rione di San
Giovanni (p.c.n. 216 di Guardiella)
confinante con altri di proprietà del
sindaco Dipiazza, a ridosso dell’ex
Ospedale Psichiatrico.
Il fondo era coltivato in affitto da
un anziano signore che ne ricavava
essere ammessa,
od almeno venire
immediatamente
eccepita inammissibile e rigettata
poiché una vendita di terreni comunali al sindaco era
palesemente ille- La cava di Sistiana venduta e sbancata per il villaggio turistico-residenziale
gittima ed illecita;
modificava inoltre favorevolmente la le sue proprietà confinanti e nel dicembre 2008 stipula
classificazione urbanistica del fondo un preliminare di vendita con la società Edil 2004 s.r.l.
(a beneficio dell’acquirente Dipiazza) (veneta, con socio ed amministratore unico Giuseppe
senza la necessaria variante di piano Bison) che lo intavola quale vincolo anche verso terzi.
Ne trasferisce infine i diritti alla Generalgiulia 2 preregolatore.
sieduta
e rappresentata dal Riccesi con procuratore l’asE causava automaticamente l’imsessore
Rossi. Il contratto di compravendita finale alla
possibilità del sindaco a continuare a
Generalgiulia
è del 31 luglio 2009, e reca le firme di Diricoprire la carica.
piazza,
Riccesi
e Bison.
La proposta venne invece messa in
E così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è riuscito ad impadronirsi illegalmente di un terreno comunale modificandone anche la qualificazione urbanistica,
per realizzare una speculazione immobiliare personale
dell’importo dichiarato di 370.000 euro, e favorirne una
edilizia da parte dei soliti noti. Sul che stiamo anche preparando un supplemento d’inchiesta giornalistica.
Conclusioni
L’ex hotel e scuola alberghiera “Europa”, venduta ed ora residence privato
benessere e risorse vitali così importanti nell’età avanzata ed aveva
già chiesto invano da anni di poterlo
acquistare. Nel 2005 il Comune gli
aveva improvvisamente rifiutato il
rinnovo del contratto d’affitto del terreno affermando di volerlo vendere.
Lui aveva chiesto subito di acquistarlo, ma si era fatto avanti il sindaco
Dipiazza ed il Comune aveva indetto
una gara ufficiosa tra i due offerenti.
Mentre agenti della Polizia Municipale avviavano sul posto controlli e
contestazioni nei confronti dell’anziano.
Alla gara ufficiosa (28.9.2006) si
era presentato così solo il Dipiazza,
aggiudicandosi il terreno con un rialzo minimo sul prezzo base. Ed in tutti
gli atti relativi del Comune non si fa
menzione del suo ruolo di sindaco,
che rendeva ipso facto palesemente inammissibile l’offerta e nulla la
compravendita.
L’approvazione del Consiglio
comunale
La delibera d’approvazione del
Consiglio comunale è la n. 119 del
21.12.2006, che non avrebbe dovuto
normale discussione, con interventi
strabilianti sia di maggioranza che di
opposizione e della giunta.
Dai verbali risultano infatti intervenuti contro la delibera i consiglieri
Barbo, Omero, Decarli, Svab, Kakovic, Lupieri e Minisini, ma tutti completamente fuori strada. Secondo
loro la vendita al sindaco rispetta la
legge, ma si deve verificare che non
prevarichi i diritti dell’altro offerente, sarebbe connessa ad interessi del
vicesindaco Lippi (cui Dipiazza aveva venduto la vecchia casa insistente
su quei fondi), e l’illegittimità consisterebbe solo in vecchi vincoli e nella
modifica anomala di destinazione
urbanistica; l’atto andrebbe quindi
sospeso e riportato in Commissione.
A favore intervengono invece
Trebbi e Ferrara: la vendita è legittima sotto tutti gli aspetti, va approvata e le critiche sono preconcette ed
immotivate. L’assessore Tononi conferma e garantisce il tutto da parte
della giunta, di cui risultano presenti
e tacitamente consenzienti anche gli
assessori Bucci, Grilli, Rovis e Savino. Assente Rossi, come Lippi ed il
sindaco Dipiazza.
La vendita radicalmente ed evidentemente illegittima e nulla viene
quindi approvata con 22 voti favorevoli e 13 contrari su 35 in aula. Ed a
prescindere da ovvie considerazioni
sulle capacità ed intenzioni dei consiglieri, comporta loro precise corresponsabilità di ordine civile, penale,
amministrativo ed erariale.
Intavolazione e vendita
L’ex ospedale santorio, venduto e ristrutturato come sede della Sissa
Dell’illegittimità e nullità di legge
di una compravendita tra Comune e
Sindaco non sembra però accorgersi
nemmeno il Giudice tavolare, sicché
il Dipiazza acquisisce tranquillamente la proprietà del fondo, procede a
frazionamenti ed accorpamenti con
Gli aspetti penali del caso competono ovviamente
alla Procura ordinaria, e quelli civilistici ed erariali alla
Procura della Corte dei Conti (che dovrebbe poter anche
azionare la nullità originaria delle compravendite del
terreno comunale).
Ma quelli amministrativi dell’impossibilità a ricoprire
la carica di sindaco e di consigliere comunale si dovevano produrre automaticamente, con loro decadenza immediata ed implicazioni sia su tutto il prosieguo del loro
mandato di allora che sulla loro ricandidabilità ed eleggibilità per il presente. Nel quale comunque il Sindaco
Dipiazza ha compiuto atti inerenti ulteriori, rivendendo
il terreno comunale illegittimamente ed illecitamente
acquistato e detenuto. Problema, questo, la cui valutazione compete anche al Prefetto.
A prescindere da cosa farà ora, e quanto rapidamente,
la Procura per gli aspetti penali, il Sindaco ha il dovere
politico di renderne conto ai cittadini elettori. E di fronte alla gravità del caso ed alle sue prove oggettive non
bastano le sue dichiarazioni generiche che tutto è regolare, né lo scarico di responsabilità sui Consiglieri.
La scelta politica doverosa per il sindaco Dipiazza è quindi soltanto tra immediate spiegazioni pubbliche in contraddittorio, ma dettagliate, serie e fondate in diritto, o le dimissioni
immediate.
Noi abbiamo fatto il nostro dovere di giornalisti: veda ora lui di fare quello che riterrà il suo.
Paolo G. Parovel
Beni pubblici
svenduti
segue dalla prima
Su questo sta anche arrivando una nuova archiviazione sorprendente da parte della Procura.
Ma sulla costa c’è anche l’Hotel Europa, nato come scuola alberghiera di prestigio costruita e finanziata con denaro pubblico,
venduta alla speculazione edilizia privata per ricavarne un residence costiero di lusso.
Ed in splendida posizione panoramica sotto l’Obelisco c’é anche l’ospedale Santorio, ceduto a concorrente unico, un costruttore finanziato con soldi pubblici per acquistarlo, ristrutturarlo e
rivenderlo alla Sissa che aveva già una sede sufficiente, liberata
così ad altre possibili speculazioni.
Vorremmo poi capire cosa sta accadendo con l’ospedale infantile Burlo Garofolo, con le caserme, con la sede della Polizia
Municipale di Viale Miramare, con l’antichissimo convento di
San Cipriano a San Giusto, e con tante altre parti grandi o piccole del patrimonio cittadino troppo appetibili alla speculazione
edilizia privata e troppo esposte in mano a politici che non danno
sufficienti garanzie di attenzione e competenza, o come nel caso
del sindaco Dipiazza fanno addirittura speculazioni in proprio su
beni pubblici a loro stessi affidati.
I mezzi di difesa giudiziari, investigativi ed amministrativi ci
sono, e la stampa libera adesso con noi esiste. Dunque utilizziamoli, e se avete informazioni da segnalare inviatecele.
P.G.P.
Sabato, 26 giugno 2010
Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre una
scelta di notizie particolari della settimana sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate.
Corso Salani e la verità su Ustica
ed altro
Ostia - Trieste. 17 giugno - a 48 anni è morto Corso
Salani, regista, sceneggiatore e attore. Il suo volto è
legato al film di Marco Risi, Il muro di gomma, del
1991: nella pellicola Salani ricopre il ruolo di Rocco
Ferrante, un tenace giornalista (ispirato ad Andrea
Purgatori), che dalle colonne del Corriere della Sera
lotta per scoprire la verità sulla straage avvenuta il 27
giugno 1980 sopra Ustica.
Secondo fonti di intelligence occidentali
dell’epoca, coperte dal nostro segreto professionale,
la spiegazione della tragedia di Ustica sarebbe quella
fugacemente apparsa su una testata italiana ed
immediatamente scomparsa del tutto. In sostanza,
Gheddafi si stava accordando per dare basi aeree ai
sovietici ed era previsto un suo sorvolo dello spazio
aereo italiano. Un pilota libico ne informò i servizi
occidentali, che fecero alzare in volo sotto silenzio
radio dei caccia (non statunitensi) per intercettare
ed abbattere l’aereo del leader arabo. Che però venne
avvertito, pare da qualcuno dei servizi italiani, e
ritornò su Malta senza che si potessero richiamare
i caccia. I quali per maledetta fatalità si trovarono
sul radar nel punto d’incontro previsto la traccia
dell’aereo passeggeri in ritardo, lo abbatterono
scambiandolo per l’altro e rientrarono. Il pilota libico
informatore era fuggito finendo a schiantarsi col suo
aereo sugli Appennini.
Dopodiché il tutto venne coperto con depistaggi
di vario genere e livello per evitare scandali interni
ed internazionali. Proprio come poi i veri motivi
dell’assassinio di Ilaria Alpi e del nostro bravo
collega triestino Milan Hrovatin, e tante, troppe altre
vicende oscure di questo povero Paese.
______________
I politici non si processano?
Roma - Trieste, 18 giugno – Continuano le
condanne, non immotivate, di ufficiali di polizia di
vario grado per gli eccessi repressivi al G8 di Genova
del 19-22 luglio 2001. Che ricordano molto quelli
commessi a Trieste nel 1966 per reprimere la rivolta
popolare contro la chiusura del cantiere San Marco
(chi scrive c’era, e sulle barricate di san Giacomo).
Gli eccessi repressivi a Trieste sono rimasti impuniti
e nemmeno mai processati. A Genova invece sembra
esser rimasto fuori dalle indagini il fatto che l’allora
ministro degli interni Scaiola (ora indagato per
corruzione) abbia ammesso di aver dato addirittura
l’ordine di sparare, e che nella sala operativa della
Questura si fosse installato, anche come autorità più
alta in grado, l’allora vicepremier Gianfranco Fini.
L’impressione è quindi che in Italia si continuino
a perseguire gli esecutori istituzionali di fatti illeciti,
ma non i responsabili politici che li ordinano.
______________
Limiti di sviluppo turistico,
da Lignano e Grado a Sistiana
Grado – Trieste, 18 giugno – Le opposizioni
ambientaliste ad un nuovo villaggio turistico da
500 posti letto progettato a Lignano in una pineta
da tutelare dovrebbero estendersi a quello simile
progettato sull’isola di Grado, ancor più amata e
frequentata da noi triestini.
Il principio è generale: se non si mette un limite
Italiani oltreconfine:
correzione e aggiornamento
Nel numero scorso un refuso ha trasformato
in 6 il 16% degli italiani dichiarati di Slovenia
e Croazia che risulta rappresentato dai dirigenti
ora rieletti dell’Unione Italiana (lista TremulRadin).
Ma il risultato non cambia molto, perché la
maggioranza non rappresentata da costoro, e
che dovrebbe farsi finalmente rispettare, rimane
di uno strabiliante 84%.
Vi si é inoltre aggiunta il 19 giugno un’accusa
di gravi scorrettezze elettorali lanciata dalla
lista minoritaria moderata (Silvano Sau, Orietta
Marot).
il tuono q 3
OSSERVATORIO DELLA SETTIMANA
al carico antropico di una località turistica, tantopiù
se é un’isola, si finisce per distruggerne le attrattive,
cioè il capitale turistico, ambientale e paesaggistico
permanente e collettivo, per profitti speculativi a
breve termine di pochi.
Sono perciò operazioni dannose ed insensate
che oltre ai Comuni dovrebbero essere la Regione
e la Soprintendenza a bloccare per prime, fissando
per ogni località dei limiti di sviluppo sostenibili e
facendoli rispettare.
Il prezioso fascino originario di Grado era fatto
sino a qualche decennio fa dalle atmosfere della
cittadina storica associate a quelle da villeggiatura
della Belle Epoque, del mare pulito, dell’estensione
selvatica della spiaggia turistica sino alla pineta
con le fonti libere d’acque termali, e delle lagune
naturali d’intorno. Chi ha già assistito al suo
scempio graduale con l’occupazione speculativa
più kitsch di ogni lembo di litorale e le conseguenti
lordure anche del mare, non può non ribellarsi
pure da Trieste a nuovi “sviluppi” di un turismo
sempre più autoaffondante.
E tutto questo dovrebbe valere anche qui per la
Baia di Sistiana.
______________
Teatri triestini in pericolo
Trieste, 18 giugno – Le riduzioni di spesa pubblica
per i teatri stanno ammazzando anche quelli triestini,
che pure sono in crescendo di spettatori ed iniziative.
La visione economica dei tagli alla cultura,
come all’istruzione, è di un’idiozia ed
antieconomicità folle, che da anni si riflette
identica dall’amministrazione dello Stato sino
agli organi locali minori. Ed è quella secondo cui
ogni segmento produttivo dovrebbe mantenere sé
stesso sotto il profilo rigidamente contabile delle
proprie spese ed entrate finanziarie.
Omettendo di calcolarne i rendimenti diretti ed
indiretti, e non solo in denaro, come parti funzionali
dell’intero sistema socioeconomico e culturale.
È come se facessimo una valutazione di utilità e
rendimento degli organi del corpo considerandoli
ciascuno come a sé stante invece che come
parti appunto funzionali di un sistema vitale
straordinariamente complesso.
Ed il fatto che la gran parte dei nostri disgraziati
amministratori pubblici grandi e piccoli non abbia
intelligenza sufficiente a rendersene conto sta recando
alla società italiana danni immediati spaventosi che
sarà molto lungo e difficile riassorbire.
______________
Lo zelo dei convertiti
Trieste, 18 giugno – Tra le antiche milizie dell’impero
ottomano i giannizzeri erano cristiani rapiti da
bambini e convertiti, che come tali avrebbero mostrato
uno zelo fanatico ignoto = anche allora = ai musulmani
normali. Ce lo ricorda la foga spasmodica con cui
l’ex dirigente comunista convertito Stelio Spadaro
propaganda “da sinistra” vecchie tesi del nazionalismo
di confine, ottenendo pure lodi presidenziali da Giorgio
Napolitano, suo ex compagno di partito
Ora lo Spadaro denuncia addirittura sui media
come attentato all’italianità la banale trovata
pubblicitaria, nemmeno nuova, di un oste di Isola
che ha ristampato una cartolina d’inizio Novecento
dell’antica osteria mettendoci la sua insegna attuale.
Chi scrive pensa che si debba semplicemente
smettere di ascoltare queste interpretazioni
allucinatorie della normalità quotidiana, perché sono
soltanto sintomi tipici di vecchi fanatismi ossessivi
che hanno già recato troppi danni al nostro diritto
umano fondamentale di vivere oggi ed in pace da
ambedue le parti del confine, parlando e scrivendo in
tutte le lingue che ci pare.
______________
Trieste – Capodistria:
simmetrie apparenti
Ljubljana-Trieste, 19 giugno – Il governo sloveno
formalizza la richiesta di valutazione ambientale
transfrontaliera del piano regolatore del Porto di
Trieste, come ha già fatto Roma per quello sloveno
di Capodistria.
Ma la simmetrìa è solo apparente, perché per
situazione geografica le modifiche del porto di
Capodistria non possono influire (per fortuna)
sul territorio italiano, mentre quelle del porto di
Trieste influirebbero purtroppo anche sul territorio
sloveno.
Per essere informati seriamente:
– sul malaffare in Italia (e connessioni estere),
leggete il quotidiano Il Fatto, che a 1,5 euro
euro vi offre le migliori firme del giornalismo
investigativo italiano, e non solo;
– su quello che accade nel mondo, trovate ogni
venerdì in edicola a soli 3 euro Internazionale,
ottima rassegna settimanale di articoli e notizie
tradotti della migliore stampa estera, su 106 pagine
praticamente senza pubblicità, e così interessanti
e ben fatte che si finisce per leggerle tutte.
Falsi furti nelle tombe
Genova - Trieste, 20 giugno – I media italiani
ripropongono da Genova un caso già esploso da Trieste
una ventina d’anni fa: il fatto che i poveri affossatori
prelevino dalle salme esumate piccoli oggetti preziosi
e denti d’oro altrimenti gettati e dispersi (non è quindi
furto, né vilipendio, ma una sorta di consuetudine
antica ed accettata) ma debbano anche pagarne il pizzo
a dei funzionari per non essere denunciati. Se infatti
rifiutano esplode il caso stampa e giudiziario, che aizza
l’opinione pubblica travolgendo i più disgraziati senza
toccare i corrotti.
La differenza con Trieste è che a Genova la brava
direttrice generale del Comune, Mariangela Danzi, fa
lei quello che fece qui allora soltanto un consigliere
comunale indipendente (chi scrive): difende i più
deboli e chiede di riorganizzare anche a turni il loro
terribile lavoro in maniera più umana.
___________
Visita travisata
Bleiburg - Trieste, 20 giugno – Sui media italiani
viene diffuso un travisamento politico tendenzioso
della visita del presidente croato Josipovic al
monumento carinziano di Loibach che ricorda le
colonne di ustaša ed altri collaborazionisti in fuga
anche con famiglie, che vennero uccisi in massa dalla
polizia politica partigiana jugoslava dopo esserle
stati riconsegnati a questo scopo dalle forze armate
britanniche.
Secondo la versione italiana si sarebbe trattato di
una visita ufficiale solenne di “rinconciliazione” nel
senso in cui la intende Roma. Invece è stata una visita
ufficiosa semiprivata di omaggio doveroso alle sole
vittime incolpevoli di una delle troppe stragi cieche
ed ingiuste della guerra. E non una legittimazione
di criminali collaborazionisti, o rimozione dei loro
crimini, come si vuole ed usa invece da noi.
Anziani deportati,
ragazze senza rifugio
Trieste, 22 giugno – Viene chiusa la Casa di Riposo
don Marzari, a Prosecco, spostandone gli anziani
ospiti al “Gregoretti” di San Giovanni, ed altrove.
Sembra operazione normale ed indifferente. Invece
non lo è affatto, perché per gli anziani con difficoltà
di deambulazione passare dalla struttura di Prosecco,
gradevole, perfettamente accessibile e con un bel parco
a strutture sgradevoli e sostanzialmente reclusorie
non è un trasferimento, ma una deportazione a stare
molto peggio. Una vera vigliaccata verso persone
così deboli e bisognose. Non vorremmo inoltre che
l’operazione preparasse in realtà una delle solite
speculazioni edilizie private su beni sociali di pregio.
Lo stesso vale per la chiusura della casa d’accoglienza
per giovani donne “Stella Maris”. Come se non ce ne
fosse bisogno, e se non fosse possibile integrarla nelle
strutture assistenziali generali invece di chiuderla. E
probabilmente venderla poi a qualcuno dei soliti noti.
Area metropolitana
Trieste, 22 giugno – Un Comitato a guida politica
ha incominciato una raccolta di firme sul progetto di
città metropolitana del quale abbiamo già scritto.
Ora sostengono che realizzerebbe anche
l’autonomia di Trieste e del porto, con un proprio
governatore: una specie di surrogato del Territorio
Libero che ci siamo lasciati fregare cinquant’anni fa.
Se fosse un progetto serio e documentato su
basi giuridiche chiare e serie, ci si potrebbe anche
ragionare su. Invece non ci risulta che lo sia. E
possiamo considerarla solo come una delle tante
sparate elettorali.
4 q il tuono
OSSERVATORIO DELLA SETTIMANA
Roma regala elefanti
Roma -Trieste, 23 giugno – Sin da bambino ho desiderato di avere un elefante indiano: se laggiù ci potevano giocare ed andare in giro i ragazzini della mia
età, perché non io? Ma se me lo avessero regalato,
allora come adesso, non avrei avuto dove metterlo né
i mezzi per allevarlo.
È esattamente quello che sta accadendo in Italia
con la dismissione di preziosi ma ingombranti beni
pubblici dallo Stato alle amministrazioni regionali e
comunali: ti tagliano i finanziamenti in denaro, ed “in
cambio” ti danno beni che così hai ancora meno soldi
per gestire.
Il risultato, non casuale visto che siamo il Paese
dei furbi impuniti al potere, è che i politici nazionali potranno vantare risanamenti contabili dei bilanci
dello Stato (fasulli, perché hanno ridotto il patrimonio), mentre gli enti locali finiranno per volere o dovere svendere i beni alla speculazione immobiliare ed
edilizia, con o senza le tangenti e le altre corruttele
secondo gli usi di piazza del sud, del centro e del nord.
Ringraziano commossi le mafie ed i cartelli degli
appalti, che a loro volta finanziano in circolo virtuoso
gli ambienti politici autori o non-oppositori di questi
giochetti. Così potranno recuperare anche il valore
quel po’ di beni che ogni tanto le parti ancora sane
dello Stato gli sequestrano con tanto rischio e sacrificio, perché se ne vantino poi proprio i politici corrivi
di cui sopra.
E siccome Trieste per questi aspetti non è un’isola
extraterritoriale, ma un’appendice molto significativa del territorio nazionale italiano, noi giornalisti e
gli inquirenti istituzionali faremo bene ad aumentare
seriamente la vigilanza su quello che succederà anche qui.
Giovani maturi
Roma-Trieste, 23 giugno – Agli esami di maturità
quasi nessuno ha scelto il tema politico sulle “foibe”
proposto con tanto clamore di stampa e circoscritto
furbescamente al periodo 1943-54 per evitare tutto
quello che era successo prima.
A riprova che, contrariamente a quanto affermano
in questi giorni sulla stampa molti vecchi soloni nazionali, la gran parte dei nostri giovani sono per molti
aspetti molto più maturi ed intelligenti di loro.
Tanto da percepire con chiarezza che sotto il pretesto di un tema su certezze storiche se ne spacciava
uno politico di parte su materia che in realtà è ancora
così controversa da non aver risolto le contraddizioni,
clamorose, fra le note tesi consolidate sul piano mediatico e pubblicistico e le conclusioni diverse dell’apposita commissione storica di Stato italo-slovena.
E tanto da capire che in ogni caso le vecchie discussioni politiche ossessive del dopoguerra vanno lasciate alla loro decantazione naturale, per affrontare i
problemi veri di un presente ed un futuro ormai completamente diversi. In cui si ha il dovere proritario di
aiutare i giovani e tutte le altre persone in difficoltà
concrete, altrimenti sempre più drammatiche. Ed ancor più a Trieste.
“Decreto intercettazioni”
intercettato
Roma-Trieste, 24 giugno – È un sollievo quasi divertente vedere come la politica italiana, intercettata
e bloccata da Washington e Bruxelles sul “decreto intercettazioni” che favorirebbe criminalità e corruzione
nazionali ed internazionali ne sta ora inscenando un
rinvìo spontaneo e virtuoso, in nome delle priorità finanziarie di fronte alla crisi del Paese.
Il presidente Napolitano ammonisce, quelli che recitano il ruolo dei più saggi si allineano, Berlusconi e
la sua corte insistono per onor di bandiera sembrando isolati, e l’opposizione fa da coro di fondo.
Sabato, 26 giugno 2010
POESIA DE TRIESTE
Ma appena possibile ci riproveranno. Chi? È ovvio:
gli interessi illeciti trasversali che spingono per questo
provvedimento, e tutti i loro referenti politici attivi e
passivi.
Mentre a Trieste accade già che le intercettazioni,
ad esempio sugli appalti, finiscano archiviate per più
semplice ed efficace prescrizione, senza che nessun
politico, di maggioranza od opposizione, protesti o
dica qualcosa. Chissà perché.
Immersione sospetta
Roma-Trieste, 24 giugno – Il parlamentare e sottosegretario triestino Roberto Menia fonda una corrente politica nel gruppo di Gianfranco Fini: rimane tra
i misteri del risanamento etico della destra in Italia
come gli estremismi filofascisti così grevi e dichiarati
del primo possano conciliarsi con il nuovo rigorismo
iperdemocratico ostentato dal secondo.
Che finisce perciò col sembrare sospetto: da quando
il diavolo se ne sta immerso nell’acqua santa?
Fine della fiera
Trieste, 24 giugno – Maggioranza ed opposione politica locali hanno trovato un accordo: sul liquidare
ingloriosamente l’Ente Fiera di Trieste. Come residuo
ormai fallimentare di quando l’economia della città
era più florida perché governata comunque molto meglio di quanto non sappiano o vogliano fare loro.
Che adesso vantano pure il provvedimento come
un atto di saggezza amministrativa, senza ombra di
esame di coscienza ed in contraddizione clamorosa
con tutto quanto di raccontano e promettono sui loro
progetti mirabolanti di sviluppo e radioso destino per
Trieste, se continueremo a mantenerli (letteralmente)
al potere.
Non occorre, ci sembra, nemmeno commento.
Pubblicità ingannevole
Trieste, 24 giugno – Quest’anno l’ordine dei giornalisti ci ha distribuito, assieme alla solita agenda,
un validissimo trattatello sul codice deontologico con
analisi e commenti di livello elaborati per i corsi di
giornalismo. C’è anche un sostanzioso capitolo sul divieto di pubblicità ingannevole in forma redazionale,
analizzato sotto il profilo civile, penale ed appunto deontologico.
Ottima iniziativa, anche perché ci si era accorti da
tempo che tra i colleghi vecchi e nuovi l’argomento era
spesso, diciamo, poco noto od approfondito: adesso
possiamo avere finalmente tutti le idee chiare.
E ce n’era forse bisogno, visti gli imponenti pezzi
redazionali illustrati del quotidiano locale prima per
pubblicizzare a sorpresa vita ed opere dell’industriale
Pierpaolo Cerani (ce ne siamo occupati nel numero
precedente) e poi, oggi, un suo nuovo prodotto dalle
asserite virtù fallico-afrodisiache. Con tanto di parere promozionale del direttore della Scuola di urologia
dell’università che dichiara di non conoscerlo ma che
sarà sicuramente un ottimo prodotto.
Possiamo aspettarci ora anche un bell’articolo illustrato sui collaudi, o ne saremo privati dalla solerzia
deontologica dell’Ordine?
Verità muggesane
Muggia-Trieste, 24 giugno – L’esponente politico
muggesano Claudio Grison dichiara alla stampa che a
Muggia nessun altro sindaco ha fatto quanto Dipiazza
e Gasperini, i quali avrebbero superato tutti i loro predecessori e successori. Pura verità. Ma il problema è in
che cosa, proprio come a Trieste. Anche se Grison forse
non intendeva fare esercizio di umorismo così sottile.
I cocai inamorai
Ieri note
do veci cocai inamorai
i cucava la luna
oltra un buso de nuvole
e lu el ghe diseva:
“Semo veci...
ma te me vol ancora ben?
“Sempre de più...”
la ghe rispondeva
batendo el beco sul scoio
“Sempre de più de una volta,
e no go mai vardà
altri cocai che ti.”
E lu: “anca mi te voio ben
moriria per ti e te dirò
che me piasi ancora rusarme sul tuo colo
e pasarte el beco ne le tue piume
che le xe ancora tanto bele
e te son sempre el mio amor,
che svolava con mi, sul mar...
al’alba in zerca de pese, per i pici
ma adeso sun sto scoio...
cussì veci...
spetemo ancora de sveiarse insieme doman...
o de no sveiarse più.
Wilma Mismas
il
tuono
SETTIMANALE PER TRIESTE
E DINTORNI
Editore: Il Tuono di Daniele Pertot
34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9
Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881
Mailbox: [email protected] - Web: www.iltuono.it
Direttore responsabile: Paolo G.Parovel
A questo numero hanno collaborato:
Claudia Bolboceanu, Mario Cestaro,
Diana Collarini, Sara Cristaldi, Alessia Dagri, Samantha Falcone,
Nuria Kanzian, Anna Keber, Massimo Laudani, Denis Locoselli, Giorgio
Marchesi, Giulia Massolino, Chiara Meriani, Alessandro Mlach, Benedetta
Moro, Nicola Napoli, Daniele Peluso, Samuel Saia, Sara Stulle
Pubblicità: Il Tuono
34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9
Grafica e impaginazione: Redazione
e Luglio Fotocomposizione
Trieste - Via Miani 5/b
Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6
Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l.
Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova
Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008
Questo numero e stato chiuso per la stampa il 25 giugno 2010
Diritti riservati
GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE
ed in rete su: www.iltuono.it
GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE
ed in rete su: www.iltuono.it
il tuono 5
PROBLEMI DELLA CITTà
Sabato, 26 giugno 2010
o
Via Giulia e strade laterali: è il caos
Via Giulia, via Scussa, via Piccolomini, via Ireneo del Croce, via Pindemonte, via Rossetti: i lavori e i disagi sembrano non finire mai
pe auto che attraversano in fase di costruzione. Ci
la zona e sostano un po’ stiamo tutti chiedendo
dove capita. In via Giu- cosa è successo e se mai
lia c’è chi lascia
verranno
la macchina in
ultimati i
«La rotonda?
doppia fila per
lavori»
Ci stiamo tutti
fare il bancomat,
Ormai i
chiedendo cosa cittadini si
chi
parcheggia
è successo e
dove capita sulla
sono quasi
se mai verranno abituati e
carreggiata opultimati i lavori» rassegnaposta per andare
dal macellaio o a
ti ai pezzi
prendere il giordi plastica
nale e così la situazione bianchi e rossi al posto
peggiora.
di un’aiuola e alla confuSpesso gli automobili- sione degli automobilisti
sti spesso sono costretti a che non danno precedeninvadere l’altra corsia per za o non notano le strisce
poter passare e avanzare pedonali, posizionate tra
famiglie con bambini e
passeggini che hanno un
ulteriore disagio nel non
trovare un parcheggio vicino casa.
In queste ultime settimane sono cominciati i
lavori anche in via Pindemonte con restringimenti di carreggiata e divieti
di sosta proprio dove c’è
l’uscita di emergenza del
Teatro Rossetti. Spesso la
si trovano i furgoni delle
compagne teatrali che
bloccano il traffico a partire già da via Rossetti con
code che arrivano anche
in via Battisti.
Via Giulia (foto di Daniele Peluso)
Traffico e cantieri aper- abitanti di queste zone.
ti, in numerose parti della
È a partire dal novemcittà, stanno mettendo a bre scorso che nella zona
dura prova la pazienza dei di via Giulia e dintorni
triestini. regna il caos per l’esecuLa fascia più critica zione di lavori ACEGAS di
sembra quelrinnovo delle
la compresa
reti
acqua,
Traffico e cantieri gas ed elettritra le 10.00
aperti stanno
e le 13.00 e
cità in abbimettendo
a
dura
la situazione
namento alle
non migliora
prova la pazienza opere di foin serata sognatura e padei triestini
prattutto in
vimentazione
concomitandisposte.
za con la chiusura di uffici
Per consentire il regoe attività commerciali. lare svolgimento dei lavoAsfaltatura delle strade, ri, sono stati disposti sui
sistemazione dei marcia- suddetti tratti il divieto di
piedi, ristrutturazione di transito e il divieto di sosta
Viene in mente la mossa a ‘zig zag’ del cavallo, il
percorso obliquo dell’alfiere nel descrivere la viabilità delle strade descritte
messi appunto sotto scacco dai troppi cantieri aperti contemporaneamente,
dai parcheggi insufficienti
e dalle strade sconnesse.
Il problema non sono
i cantieri il problema è la
durata.
La rotonda di via Giulia
è da più di un anno in costruzione.
Nonostante ci lavorino, ogni giorno ci sono gli
operai e i macchinari che
scavano, la situazione è
Via Scussa (foto di Daniele Peluso)
nel traffico creando rallentamenti, nervosismo e
caos.
«Oltre il danno pure
la beffa – racconta A. P.
- perché i vigili spesso si
mettono a multare chi
parcheggia nelle zone vicine. Ma dove dobbiamo
andare?».
Non va meglio a chi, per
spostarsi sceglie i mezzi
pubblici: «Ogni mattina
per venire al lavoro passo 20 minuti sull’autobus
per arrivare in via Battisti.
Meglio scendere e farsela a
piedi……. faccio prima!».
«Non parliamo poi della
rotonda da più di un anno
l’altro in maniera assurda
A breve verrà chiuso
e pericolosa per i pedoni e un tratto di via Rossetti e
per loro stessi.
i residenti sono già preocIn via Piccolomini e via cupati e parecchio innerScussa, dove
vositi all’idea di
i lavori conLa situazione passare un’estate a
tinuano da
caccia di parchegpotrebbe
mesi, i disagi
gi tra il caldo e la
e
dovrebbe
riguardano
stanchezza dopo
cambiare,
i
residenti
una giornata di lama quando? voro.
che si trovano il divieto
La
situazione
di parchegpotrebbe e dovrebgiare sotto casa e spesso be cambiare la domanda
come è capitato devono è come e quando, fra un
lasciare la macchina lon- anno, un mese dopo l’estatano o sulla linea del bus te? Sarebbe ora di finire i
rischiando di prendere la lavori cominciati più di un
multa.
anno fa.
Tante volte si tratta di
Claudia Bolboceanu
Via Piccolomini (foto di Daniele Peluso)
palazzi antichi sono interventi che fanno parte
dell’imponente (e tanto
auspicato e necessario)
programma di manutenzione della città.
Tutti lavori necessari e
apprezzati, dunque, però
interminabili e soprattutto tutti concentrati nella
stressa zona e nello stesso periodo. Di quale zona
parliamo?
Di via Giulia e delle numerose laterali coinvolte.
Si tratta di via Giulia, via
Scussa, via Piccolomini,
via Ireneo del Croce, via
Pindemonte infine via
Rossetti. Una zona ampia
dunque che reca danni agli
e fermata per tutti i veicoli rimasta identica a un anno
con rimozione forzata sui fa.
lati interessati ai
«È un inculavori. Entrambi
bo, un odissea:
Il problema i clacson suonai divieti saranno
vero è la
vigenti per l’inno per evitare di
tero arco della
prendere sotto gli
durata dei
giornata, dalle 0
operai che praticantieri
alle 24, per l’incamente spesso
tero periodo nesi trovano a lacessario all’intervento.
vorare sulla carreggiata
Eventuali deroghe sono in mancanza di spazio, al
consentite soltanto per mattino presto e nel tardo
i mezzi di soccorso, delle pomeriggio le strade poi
forze dell’ordine, di emer- sono congestionate».
genza e per residenti diretti al proprio box, compati- Lavori e sosta
bilmente con l’avanzare selvaggia
del cantiere e la larghezza
Colpa dei lavori, certo
della carreggiata. Divieti e ma anche della sosta seldisagi dunque.
vaggia delle tante, trop-
Via Giulia (foto di Daniele Peluso)
6 q il tuono
L
Sabato, 26 giugno 2010
ETTERE E SEGNALAZIONI
Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti
dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche
di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail
([email protected]), o portarceli direttamente
in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito
postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente
brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni,
sia modifiche di espressioni che fossero querelabili.
Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo
per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad
esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche
di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure,
se espressamente richiesto, su questa.
Tutele, tutori e corresponsabili
sotto indagine giudiziaria
Stiamo svolgendo un’inchiesta giornalistica
anche sul pesante problema delle interdizioni
ed inabilitazioni a Trieste, con i relativi meccanismi di tutela, curatela ed amministrazione di
sostegno. Si tratta infatti di verificare il trattamento di persone tra le più deboli.
I primi risultati, tutti su basi documentali ci
dicono che vi sono situazioni normali, ma anche numerose altre che non sembrano affatto
tali. E che alcune di queste sono già oggetto
di indagini da parte delle sedi giudiziarie che
hanno competenza a verificare comportamenti
di organi del Tribunale di Trieste.
Si tratta di casi la cui tipologia coincide esattamente con quanto segnalato dalla lettera che
perciò appare veritiera e pubblichiamo doverosamente di seguito, omettendo gli elementi
identificativi delle persone coinvolte che rimangono coperti dal nostro segreto professionale.
La gravità dei fatti esposti non richiede commento, e giriamo immediatamente noi stessi la
lettera alla predetta sede d’indagine, precisando qui che siamo assolutamente determinati
a fare tutto il nostro dovere di giornalisti per
dare all’opinione pubblica chiarezza e piena informazione sul problema.
Riteniamo che lo stesso Tribunale di Trieste
debba comunque attivarsi con pari immediatezza e col massimo rigore per impedire, avendone i poteri, che queste situazioni proseguano
o si ripetano.
Invitiamo inoltre i responsabili a non sottovalutare la vigilanza stampa su questi casi.
Colpevoli di essere anziani
Scrivo questa lettera per aiutare oltre alla mia
famiglia altre persone che potrebbero avere gli stessi
problemi per la sola colpa di essere anziani a Trieste
città notoriamente con una percentuale alta di persone
vecchie.
Sono una donna di oltre settan’anni anni sposata con
un uomo di quasi ottanta.
La primavera passata una giudice del tribunale di
Trieste ha deciso che il nostro tenore di vita non era
conforme a ciò che secondo lei avrebbe dovuto essere
e ci hanno affidato ad un “amministratore di sostegno”.
A settembre una persona praticante avvocato si è
presentata a casa nostra con grandi promesse e sorrisi
(purtroppo di circostanza) e ci ha fatto capire subito
che gli ultimi anni della nostra vita sarebbero stati un
paradiso.
Purtroppo già dai giorni seguenti la musica è iniziata
a cambiare e ciò che si prospettava per noi un bel sogno
è diventato un atroce incubo: la nostra posta in entrata è
stata bloccata e deviata allo studio del nostro tutore che
decide se e quando consegnarcela, le nostre pensioni
di circa 2.500 euro totali sono state bloccate e ridotte a
scaglioni fino a raggiungere gli attuali 600 euro mensili
da dividere in due persone, che sono ben sotto il tenore
di povertà, mentre con il resto sono state fatte delle
spese nella maggior parte superflue o esagerate.
La sua opera distruttrice è continuata andando ad
intaccare inoltre i beni di famiglia costruiti con anni di
sacrifici miei, di mio marito, dei miei genitori e dei nostri
figli, che avrebbero dovuto restare alla nostra famiglia
per garantire un eventuale “paracadute” per il futuro in
casi di straordinaria necessità; nonostante che, secondo
la legge, l’amministratore di sostegno avrebbe dovuto
amministrarli con l’oculatezza di un padre di famiglia ed
eventualmente decidere assieme e a noi beneficiari, in
base alle nostre esigenze, se e come utilizzare il denaro
ed i cespiti.
A marzo, è stato venduto contro la nostra volontà
un appartamento sito a Lignano City (nel centro
di Sabbiadoro) al costo di un box auto all’aperto,
nonostante non ci fosse urgente bisogno di liquidità nel
libretto gestito dal nostro tutore.
Sono passati ormai più di sei mesi, la situazione non è
migliorata, anzi, siamo soli, infelici, con il frigorifero e la
dispensa sempre più vuoti mentre vediamo i nostri beni
e risparmi velocemente diminuire.
In realtà all’inizio mio marito ha lasciato fare a quella
persona prima ammaliato dalle sue promesse e poi
perché diceva che se stavamo buoni non ci avrebbe più
fatto così tanto male, e senza motivo, visto che abbiamo
lavorato tutta la vita e non abbiamo fatto alcun reato tale
da giustificare un trattamento simile.
Tengo a precisare che mio marito, pur se affetto da
una malattia che provoca piccoli movimenti incontrollati
del corpo, è perfettamente capace di pensare e fare
ragionamenti di base, logici e tali da non giustificare la
necessità di una persona che decida per lui.
Da un po’ di tempo lui si è rivolto ad un legale per
tentare di difendersi, mentre io ho provato a chiamare
più volte i carabinieri che, purtroppo, non hanno potuto
aiutarmi poiché io dovrei andare in una loro stazione,
ma ho forti difficoltà di movimento per motivi di salute.
Però vorrei lanciare un appello ai lettori del giornale
se qualcuno può consigliare a me cosa fare a come
comportarsi per difendersi (potete scrivere alla mail
[email protected] di mio figlio).
Ringrazio anticipatamente chi vorrà o potrà aiutarci
a tornare a vivere in pace gli ultimi anni della nostra
vita, e la redazione per l’accoglienza che sicuramente
darà al mio problema e mi auguro che non capiti più
a nessun’altra persona anziana di ritrovarsi nella loro
situazione.
***
(lettera firmata)
Gentile signora, abbiamo attivato immediatamente
quanto detto sopra in premessa, ed invitiamo i tutti
lettori sia a sostenervi, sia a segnalarci ogni altro caso
analogo.
Edicole:
di nuovo Periati
Caro editore,
Il sinagi di Trieste
e quello regionale
che io rappresento
non è la
CGIL,
anche se rispetto la
sigla come sindacato
di
lavoratori
dipendenti. La nostra
categoria è formata da micro aziende commerciali
e quindi da lavoratori autonomi che nulla hanno e
avranno mai da spartire con un sindacato di lavoratori
dipendenti. Il mio pensiero non è il mio personale
pensiero ma è quello della maggioranza della categoria
che rappresento nel bene e nel male. Soltanto una
piccolissima parte di punti vendita non condivide la
mia opinione perché non illudo i “sognatori” anche se
sono al servizio della categoria giorno dopo giorno per
risolvere i loro problemi. Non si può vivere immaginando
cose irreali e basta leggere e valutare le richieste di
alcuni edicolanti di San Donato Milanese per capire che
vivono di fantasia e non rispecchiano la realtà. Io voglio
ma non voglio fare nulla per avere!!!!!!!!!
Ps: forse questi emarginati punti vendita non hanno
le p…….. per presentare esposti alla Magistratura se
come dicono sono maltrattati e subiscono vessazioni?
Se sono dei timidi o paurosi allora il sindacato non può
fare nulla perché il sindacato non è il Periatti, come
scrive Gianfranco, nostro iscritto, ma il sindacato è la
categoria. Cioè tutti noi che scendiamo in lotta per
difendere i nostri diritti ma questi che si lamentano non
hanno volontà di lavorare e non chiuderanno mai per
sciopero. Il nostro amico comune in testa.
Mario Periatti
***
Per noi la lettera si commenta da sé nei contenuti e
nei toni. Ma vorremmo sentire cosa ne pensano la
CGIL, il Sinagi nazionale e gli edicolanti di Trieste e
Milano, dei quali ci riserviamo di pubblicare con la loro
autorizzazione le lettere di commento già ricevute.
Vaccino pericoloso per cani
Egregio Direttore,
chiedo la sua ospitalità per rendere nota una
vicenda grave in cui sono stata appena coinvolta con
il mio amato cane.
Pur mal volentieri ma per evitare una multa
di 300€, porto il mio cane a vaccinare contro la
rabbia il pomeriggio del 4 giugno scorso. Prima dell’
inoculazione il veterinario lo visita accuratamente e lo
definisce in perfetta salute ma il giorno dopo appare
strano, mentre il mattino del giorno successivo (36
ore), è evidente la paralisi delle gambe posteriori fino a
metà del corpo. Riesco a prendere al volo due giorni di
ferie e porto Chicco dallo stesso veterinario (a Trieste, )
che rileva una febbre di 39,5° ma nega disperatamente
la responsabilità del vaccino, imputando la paralisi
ad un trauma (quale trauma?!), “perché sarebbe il
primo caso” e ipotizza “un’esplosione midollare”?!
Il sanitario propone l’immediato ricovero nella sua
clinica per animali per tenerlo in osservazione e
la visita urgente di un neurologo, quindi ricovero
successivo in una super clinica di Bologna o Vicenza,
in grado di effettuare una risonanza magnetica e
un’operazione per tentare di sanare la lesione (?)
vertebrale con 3000€. Nel momento di panico, pur
rendendomi conto che il sanitario mi stava prendendo
in giro, accetto il ricovero per quella giornata. Alla sera
ritorno a prendermi Chicco, in condizioni disperate e
“sgancio” € 350 per la radiografia, analisi del sangue,
visita fuori orario, degenza e terapia. Lo porto da
un altro veterinario omeopata e tramite una serie di
cure si vedono i primi miglioramenti, però fino al 21
giugno la paralisi delle gambe posteriori resta. Ma
non basta. Un amico mi passa una lettera pubblicata
il 3/6/10 sul quotidiano Il Trentino dove si racconta
una storia identica solo che termina con la morte
dopo le grandi sofferenze che portano gli animali a
mordere qualsiasi cosa solo per il dolore. Quando il
veterinario mi negava la responsabilità del vaccino gli
ho presentato quella lettera dove tra l’altro si citava
l’affermazione di un veterinario che non ha più usato
nel suo ambulatorio un certo tipo di vaccino, dopo che
su 10 cani vaccinati ben sei sono ritornati “in braccio”
ai loro padroni e sono stati rimessi in piedi grazie
all’uso della flebo. A questo punto ho il dubbio che di
vittime ce ne siano tante anche a Trieste. Ho chiesto
all’Alister, associazione che si batte per la libertà di
vaccinazione ai “cristiani” e mi hanno risposto che
non gli risultano studi sull’efficacia di questo vaccino
né sui cani né sugli uomini. Resta quindi il dubbio
che la si giustifichi anzi obblighi, facendo riferimento
alla prima dimostrazione di Pasteur nell’’800……
Piuttosto presentano quasi una dozzina di studi su
danni neurologici da vaccino antirabbico sul loro sito
www.alister.it. Nella disperazione ho chiesto anche
all’ASTAD (il rifugio per animali di Opicina) dove mi
dicono:
” succede spesso che si paralizzino per quel
vaccino. Noi usiamo una crema all’arnica e di solito
recuperano”(!?). Ma allora questo vaccino previene o
produce una forma di rabbia e magari la diffonde?
Annamaria Pelliccetti
***
Il problema è serio: cosa ne pensano altri
veterinari e lettori?
Alberi a Opcina
In merito alla segnalazione,del sig. Pavel Berdon sul
Vs. settimanale del 19/06/2010 sotto il titolo Opicina
e speculazione edilizia,vorrei precisare al medesimo,a
riguardo del taglio degli alberi nel comprensorio del
Prosvetni dom,che non si è trattato di un capriccio
nel eseguire la potatura degli alberi in loco,bensi della
messa in sicurezza dei medesimi,che per troppi anni
sono stati lasciati a crescere a dismisura in altezza,e
che dopo il disastro che ha provocato la tromba d’aria
abbatutasi la notte del 10/08/2009,provocando
danni ingentissimi come :distruzione del impianto
d’illuminazione esterna,distruzione del pullmino
dell’associazione,e quant’altro dai quali non ci siamo
ancora ripresi e con i tempi che corrono penso che
questo durera’ per molto,questa opera si è dovuta fare
per la sicurezza ed incolumita’ altrui,anche a scapito
del ombra che adesso non c’è,ma che fra un paio di
anni sicuramente la vegetazione si riprendera’.Tanto
per la chiarezza.
Silvano Ferluga
per ASC-SKD-TABOR - Via del Ricreatorio 1 Opicina
***
Spesso bastano potature equilibrate ed operazioni
semplici di dendrochirurgia.
Sabato, 26 giugno 2010
L
ETTERE E SEGNALAZIONI
il tuono q 7
Coop e Comune
L’associazione medica triestina
Sindacato di Polizia - Coisp
Vi invio una nota, che prelude un’azione, è stata già inviata una richiesta in tal senso alla Provincia, contro le irregolarità comportamentali delle Cooperative verso i soci
dipendenti.
Grazie per darci voce e certi di una fattiva collaborazione.
Il 24 dicembre
2009 l’associazione medica triestina
compie 135 anni di
vita. Trattasi di una
associazione di medici operanti a Trieste, con la finalità
dell’aggiornamento
e dell’organizzazione di eventi finalizzati allo stesso.
Definibile come “braccio culturale dell’ ordine dei medici di Trieste”, è una ricchezza non solo per la comunità medica ma è una realtà che dà lustro alla città intera.
L’associazione è stata insignita di numerose onorificenze
cittadine tra cui il sigillo trecentesco e nella sua storia ha
visto susseguirsi prestigiosi presidenti.
Dopo qualche periodo di incertezza nel passato attualmente l’attività scientifica è molto vivace, prima con la
Presidenza del Prof. Cattin, e più recentemente con quella
del dott. Cortivo, due presidenze caratterizzate da consigli direttivi veramente attivi ed innovatori.
L’associazione ha dimostrato grande spirito innovatore
introducendo un giovane membro nel consiglio direttivo
grazie ad una riforma statutaria attuata nel biennio di presidenza Cattin e messa in opera nel biennio presieduto da
Cortivo, che si è appena concluso.
Il giorno 2 dicembre si è svolta l’assemblea annuale dei
soci in cui si sono svolte le elezioni ( a cadenza biennale) del nuovo consiglio direttivo. Tali elezioni hanno visto l’elezione a Presidente del Dott. Alberto Gianmarini
Barsanti (per la prima volta nella storia dell’associazione
è presidente un medico di medicina generale, il medico di
famiglia), segretario tesoriere il sottoscritto dottor Giuliano Pesel (nel precedente direttivo lo Scrivente era consigliere Junior, la figura introdotta dalla riforma statutaria),
vicepresidenti il Dott. Alessandro Cosenzi e il Prof. Fabris.
Nel direttivo vi sono esponenti di spicco della professione medica, sia del mondo universitario, che ospedaliero, che libero-professionale (la lista dei consiglieri è
in allegato alla presente). E’ stato eletto come consigliere
Junior il dott. Riccardo Roseano.
Nell’ambito della ricca attività scientifica 2009 a settembre si è svolto l’incontro intitolato “risk management”
che continua il filone di incontri in cui si affrontano tematiche di tipo medico-legale iniziato l’anno scorso con
l’evento “l’errore in medicina”.
Il Risk management, svoltosi al MIB del Ferdinandeo,
è stato un evento assolutamente interessante, di estrema
attualità, che ha avuto grande risonanza dalla stampa e il
gradimento del pubblico presente in sala. Sono intervenuti relatori di alto livello provenienti da tutte le categorie
interessate alla gestione del rischio medico-legale ovvero
l’avvocato (Gaddo Cecovini), i medici di direzione sanitaria e la figura dell’ assicuratore. Interessante anche l’apporto fornito dai medici di medicina generale che hanno
relazionato della loro esperienza nell’errore in medicina e
nella comunicazione medico-paziente. Essi hanno affrontato alcune delle criticità tipiche della professione medica con particolare attenzione ai problemi medico legali
dell’errore in medicina. E’ intervenuto anche l’assessore
Kosic, che, parlando più da paziente che da politico, ha
affermato che la questione non va affrontata in termini
di contrapposizione medico-paziente bensì costruendo un
rapporto di fiducia, che cresce se vi è un’opportuna comunicazione. Ricordo anche gli altri incontri svoltisi in
questo anno che volge al termine come gli incontri di radiologia e le giornate mediche triestine, il fiore all’occhiello dell’attività dell’associazione, tenutesi nel novembre
scorso su temi neurologici.
Tra i progetti futuri dell’ AMT vi è anche l’organizzazione di momenti di divulgazione scientifica per coinvolgere
la popolazione. Sono certo che il nuovo presidente e i neoeletti consiglieri del direttivo continueranno in questa direzione all’insegna dell’ innovazione e della vivacità. Non
posso che invitare i colleghi medici operanti a Trieste, a
partecipare ai prossimi incontri e a contribuire, se lo volessero , tramite la loro personale adesione, a mantenere
viva l’associazione medica triestina.
Dott. Giuliano Pesel
Segretario Tesoriere
Basta ! Non ci stiamo ! Contro di noi poliziotti un Governo che ha già emanato con una inquietante sollecitudine una serie di provvedimenti avversi alla sicurezza
tout-court e che si appresta ora a sferrare l’ennesimo e
il più pernicioso colpo di mannaia contro noi e le nostre
famiglie.
Di certo il già noto centinaio di sagome di poliziotto
con un pugnale piantato nella schiena ritornerà a breve
nelle vie e nelle piazze di tutta Italia per denunciare la
reale azione del Governo nei confronti della sicurezza
del Paese e nei riguardi di chi è costretto a mettere a
rischio la propria vita per salvare quella degli altri.
Non si vuole per l’occasione tirare in ballo il disegno
di legge sulle intercettazioni che statuirà il silenzio sulle malefatte che hanno enormemente e pesantemente
concorso a portare il Paese sull’orlo di una crisi economica, ma si vuole criticare la manovra finanziaria che di
fatto statuirà la punizione per coloro che, adempiendo
ai propri obblighi, hanno contribuito a svelare fatti di
cotanta spudoratezza.
Ci hanno bloccato il trattamento economico per
quattro anni, compreso quello accessorio; il contratto
economico per il 2008-2009 sarà misero; si sono appropriati degli stanziamenti sinora accantonati per il
nostro riordino delle carriere; hanno stabilito un ritardo di dodici mesi del diritto al trattamento pensionistico per coloro che matureranno il requisito per l’accesso
al pensionamento per vecchiaia o anzianità nel corso
del 2011. E l’elenco potrebbe continuare, purtroppo !
Ieri il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, relativamente alle norme che penalizzano direttamente e fortemente i poliziotti sotto l’aspetto economico, ha rappresentato e mostrato ai sindacati di Polizia che sono stati
predisposti degli emendamenti, sui quali egli – con la
sua spiccata e tipica onestà intellettuale - non ha potuto
comunque esprimere certezze di un loro accoglimento.
Non è nostra intenzione attendere la conversione
in legge di questa pazzesca manovra economica, ma la
contrasteremo sin da subito, noi, che paghiamo le tasse fino all’ultimo centesimo, noi che non godiamo di
alcuno sconto né condono, noi che non abbiamo lauti
guadagni.
Speravamo di non dovere più sfilare con le sagome
del poliziotto con un pugnale piantato nella schiena, ma
questo Governo, che continua a mantenere una condotta irriconoscente e indecente verso di noi, ci induce a riproporle e a breve faranno la loro presenza anche nella
nostra regione.
Pretendiamo che non si tocchino le nostre retribuzioni, i nostri aumenti, le nostre pensioni ! Le sagome
mostreranno ai cittadini la nostra collera.
Dr. Maurizio Iannarelli
Segretario Generale
regionale del Friuli Venezia Gikulia del Sindacato di
Polizia CO.I.S.P.
Subentri di appalto nella gestione dei servizi di
pulizia dei palazzi del Comune di Trieste e cessione di ramo d’azienda delle Cooperative Operaie.
Ancora precariato per i lavoratori
In questi giorni si stanno verificando molti fatti che pongono a rischio diversi posti di lavoro, quali cessioni di ramo
d’azienda e subentri negli appalti.
Situazioni che preoccupano notevolmente i lavoratori
interessati perché è evidente che, in mancanza delle clausole di salvaguardia occupazionale negli accordi di cessione, tali operazioni pongono le condizioni per assimilare ad
un licenziamento collettivo e come tale, andrebbe subito
impugnato di fronte alla magistratura.
Rileviamo che la quasi la totalità degli appaltatori sono
cooperative sociali il cui scopo precipuo è quello di rendere
protagonisti i soci e i lavoratori e tutelare gli stessi con un
lavoro a condizioni migliori di quelle che riuscirebbero ad
avere dal libero mercato.
Sembra invece che, per la cooperazione, la gestione degli
appalti sia un’opportunità e un modo di fare business; in
effetti Il problema principale si pone nel rispettare i servizi contemplati nei vari capitolati d’appalto e poiché questi
vengono banditi al ribasso, l’unico mezzo per far quadrare
i bilanci è interagire con i soci lavoratori e fra le varie operazioni si hanno riduzioni- degli orari di lavoro con un aumento di presenze parziali che fanno sembrare il monte ore
disponibile adeguato. La verità è che premere sui lavoratori
è da sempre il sistema più semplice.
Le Cooperative Operaie hanno l’intenzione di cedere la
gestione dei propri magazzini ad un soggetto terzo che nel
proprio bilancio di cooperativa, per migliorare la produttività aziendale, ha espresso:
“La nostra organizzazione ha adottato gli strumenti necessari per riposizionarsi sui nuovi livelli produttivi:
- Riduzione degli organici attraverso la non conferma
dei contratti a termine
- Gestione di ferie e banca ore
- Adesione agli ammortizzatori sociali in deroga - cassa
integrazione
- Mobilità interna tra reparti.”
Ancora diverso, ma forse ancor più penalizzante, è il caso
del Comune di Trieste che affida i servizi di manutenzione
e di pulizie attraverso un complicato sistema promosso dal
Ministero dell’Economia e delle Finanze il quale delega
CONSIP S.p.A. a svolgere il ruolo di Stazione appaltante ed
il compito di indire una Gara per l’affidamento dei servizi
di Facility Management per immobili, adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni e che i singoli contratti di fornitura
vengono conclusi a tutti gli effetti tra le Amministrazioni
Contraenti ed il Fornitore
Ne deriva un appalto gestito da una ditta fornitore che
ne demanda l’esecuzione ad un raggruppamento temporaneo o consorzio di imprese che dividono l’appalto a sezioni
gestite individualmente dalle stesse.
Il paradossale è che, in questo caso, nello spartirsi pezzi
di appalto, si spartiscono anche pezzi di lavoratori, per cui
un lavoratore si trova ad essere alla mattina dipendente di
una società, al pomeriggio dipendente di una seconda e nei
casi più eclatanti anche di una terza, per non raggiungere
a fine mese il monte ore contrattuale e tutto ciò per risparmiare la retribuzione durante lo spostamento da un posto
di lavoro all’altro.
Abbiamo evidenziato solamente i subentri in corso
d’opera, mentre analoghe situazioni si sono verificate in
passato ed ora nei vari appalti sparsi nella provincia i lavoratori si trovano nelle condizioni di dover prestare la loro
opera in condizioni subcontrattuali e (poiché avrebbero diritto agli utili di gestione che quasi mai appaiono) in più
devono pagare una quota associativa che noi definiamo
una tassa per poter lavorare.
Poiché i sindacati devono principalmente garantire i lavoratori dipendenti affinché siano giustamente tutelati ed i
contratti nazionali siano applicati in modo equo, in primo
luogo la scrivente UGL si ripromette di perseguire tutte le
vie necessarie per la tutela dei lavoratori.
Maria Giovanna D’Este
Segretaria Provinciale del Terziario Trieste
***
Sono situazioni drammatiche di cui dovrebbero occuparsi finalmente anche i politici seri, se ce ne sono ancora.
***
Un’associazione storica che fa piacere ospitare.
***
Collera più che comprensibile.
QUESTURA DI TRIESTE
Ufficio Stampa
Trieste, 22 giugno 2010
NUOVI CERTIFICATI PER MINORI VALIDI PER L’ESPATRIO – Lo scorso 7 giugno
è cambiato il modello dei certificati anagrafici
per i minori di anni 15. I centri civici comunali
rilasciano un nuovo certificato privo della fotografia del minore e, per renderlo valido per
l’espatrio, entrambi i genitori, unitamente al
loro figlio, si dovranno recare presso l’Ufficio
passaporti della Questura o nei Commissariati
di P.S. portando al seguito due fototessere recenti del minore stesso. La validità massima
dei nuovi certificati è di 12 mesi, non sono rinnovabili e alcuni Paesi potrebbero non riconoscerne la validità.
In caso di aggiunta di accompagnatori (altri
due al massimo oltre ai genitori) sarà necessario presentare agli appositi sportelli la fotocopia del documento d’identità degli accompagnatori stessi.
Si precisa, infine, che i tempi per il rilascio di
tali certificati sono di circa 20 giorni.
8 il tuono
o
PROBLEMI DELLA CITTà
Sabato, 26 giugno 2010
Habitat Gretta: diversamente giovani
e diversamente vecchi accerchiati dal cemento
Il rione di Gretta si trova collocato in un’area verde,
dove scorre il Rio Martesin (chiamato anche Rio Carbonara) tra i boschi di Opicina e Roiano e altri rii oggi sotterrati. Questo
florido contesto attrae le
imprese di costruzione e le
ditte di appalti,
il rischio cementificazione
è dunque alto.
Dov’è finita la
bellezza di un
tempo? Il piano regolatore
non ne prevede la tutela. Dietro via
Gorizia vi era
un bel parco
giochi, accanto
alle colline con Case Ater a Gretta
alberi di frutta
e coltivazioni a pastino, ma ora si pensa a un parcheggio;
sopra la chiesa, c’era una casa di riposo per anziani, ormai sostituita da un residence vista mare. Basta fare due
passi nella zona per capire che il verde è in pericolo e tutti si chiedono se ci sia ancora un modo di salvaguardare
l’ambiente con progetti che creino delle aree protette per
uomo, vegetazione e animali. Purtroppo non sono stati
ancora ritrovate tracce di nobili natali di poeti nati nel
rione per poter giustificare la creazione di parchi letterari...
Alla vista di questo paesaggio si può pensare, chiaramente molto più in piccolo, agli slums brasiliani che
sorgono
accanto ai
Il Portierato Sociale nasce con
grattacieli
lo scopo di migliorare la qualità
in Brasile,
ma l’idea
della vita degli abitanti di alcuni
è
molto
complessi di case popolari
simile
a
quella. Infatti, gli alloggi popolari Ater si trovano accanto a lussuose case private, e il parcheggio dietro via Gradisca è stato
costruito per dare adito a nuove possibili speculazioni
edilizie non più così velate. Come possono coesistere tali
differenze in così poco spazio? Ci vorrebbe un sociologo
per spiegarlo. Scarse sono inoltre le aree pedonali o anche solo i marciapiedi liberi per i disabili, e arrivare alla
Posta è un azzardo: si è costretti infatti a camminare a
ridosso delle macchine parcheggiate sulla strada!
Tanto per fare un po’ di storia, nel 1999 il legislatore regionale decise di trasformare i cinque Iacp (Istituti
autonomi
per le case
popolari) in
altrettante
e corrispondenti ATER
(Aziende
territoriali
per l’edilizia residenziale). Tale
trasformazione si accompagnò
ad alcune
significative
innovazioni
tra cui l’esplicita attribuzione alle nuove ATER della natura di ente pubblico economico, la riduzione degli amministratori da tredici a cinque e a specifiche politiche
regionali di settore quali l’attivazione del fondo sociale
a favore degli inquilini che andavano maggiormente tutelati e la progressiva trasformazione dello strumento di
finanziamento per la costruzione e il recupero di nuovi
alloggi.
Dal 2005 il programma Habitat Salute e Sviluppo
della Comunità si avvale di un servizio di Portierato Sociale, gestito in coprogettazione tra Comune e Cooperazione sociale nella aree territoriali di Valmaura, Melara,
Borgo San Sergio, Ponziana e appunto Gretta. Il servizio
nasce da un’intesa fra il Comune, l’Azienda per i servizi
sanitari e l’Ater, con lo scopo di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni complessi di case popolari,
da realizzarsi con le associazioni operanti sul territorio.
Altre realtà attive nel rione, oltre alla chiesa, sono la circoscrizione, visibile nei concerti di villa Prinz, alcune
associazioni e la farmacia
in piena attività.
Il progetto presta particolare attenzione agli
anziani, molto presenti
nell’area, con programmi volti a sviluppare un
senso di appartenenza,
a riappropriarsi del luogo dove si vive. A detta
degli operatori c’è una
differenza tra lo spazio
urbano e la comunità,
fatto di persone, luoghi,
risorse materiali e immateriali da utilizzare.
L’azione della Microarea
Gretta si caratterizza per
la presenza di circa mille
abitanti e l’indice di vecchiaia è circa del 40%,
l’indice di dipendenza anziani del 68% con relativi problemi di barriere architettoniche. I 349 alloggi Ater sono
in locazione e 200 sono stati venduti a privati e sono
senza ascensore, con impianti di riscaldamento assente
o inadeguato.
Il locale di via Toffani n.2 funge da “portierato sociale” per tutti gli abitanti nelle case dell’Ater, poi c’è un’altra sede sempre in via Toffani n.5 che afferisce invece
all’azienda sanitaria e ha annessa una cucina per corsi
e momenti di socializzazione. Le due sedi sono messe a
disposizione degli abitanti della zona come luogo col-
lettivo per riunioni, assemblee, corsi, iniziative locali e
qualsivoglia attività di comunità, la cui organizzazione
viene seguita dagli operatori del progetto.
Alcune delle attività svolte dal portierato sociale sono
state l’animazione teatrale, i canti, la gita alla Grotta
Nera, i canti tradizionali, le feste e per la prima volta
il sabato 3 luglio è stato organizzato un mercatino artigianale e dell’usato
nei tre piazzali di Via
Alcune delle attività
Santi (sulla strada che
svolte dal portierato
porta dal capolinea delsociale: l’animazione
l’autobus n.26 in largo
Osoppo alla filiale della
teatrale, la gita alla
posta in Via CarmelitaGrotta Nera, i canti
ni). è in previsione di
tradizionali, le feste
collocare inoltre una
panchina nel piazzale
del capolinea del bus, dei passamani in via Carmelitani e
un grande vaso circolare nel piazzale antistante la pizzeria a cura di un’associazione di architetti.
I servizi mattutini offerti sono informazioni, sostegno
all’anziano, lettura dei quotidiani, mostre, conferenze e
seminari su tematiche inerenti salute, economia, alimentazione ecc... cineforum, attività per i giovani, organizzazione di piccole gite, animazione e feste di compleanno,
raccolta segnalazioni stabili Ater, mediazione per problemi di vicinato. Mancano ancora dei coordinamenti per ginnastica riabilitativa, mediateche e perché no,
una biblioteca per i diversamente giovani e non solo. Gli
orari di ricevimento del portierato sociale sono al mattino, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 (con Valentina),
mentre l’animazione si tiene due giorni a settimana, nei
giorni di lunedì dalle 16 alle 19 e del giovedì dalle 9.30
alle 12.30 (con Grazia).
Nuria Kanzian
Azione legale dei residenti contro
la costruzione di sette palazzine nella vallata
La manifestazione di mercoledì
state date dal Comune pochi giorni
prima dell’adozione del nuovo Piano Regolatore, nel luglio del 2009 e
più recentemente il Comitato che si
batte per la tutela della valle, nonostante si sia visto respinto il ricorso
al Tar, ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato.
I promotori dell’iniziativa sottolineano come tutti i vincoli paesaggistici siano stati incredibilmente
bypassati durante il cosiddetto iter
di autorizzazione, sia la Valutazione
di Impatto ambientale che l’approvazione di un piano particolareggiato volto a soddisfare le concrete necessità di pubblico interesse, mentre
la salvaguardia del fiume e dei pastini, che in caso di interventi edilizi
andrebbero totalmente stravolti, non è stata nemmeno
presa in considerazione.
La stessa Sopraintendenza non si è espressa, dando il
via libera. A parere del Comitato tutto ebbe inizio con
il Piano Regolatore del 1997, dove a questa area fu assegnata la caratteristica di “Zona della periferia ad alta
densità edilizia”, da allora non è stata mai promossa nessuna iniziativa istituzionale che potesse scongiurare la
cancellazione della valle.
Denis Locoselli
Gli abitanti di Roiano e Gretta, oltre ai vari comitati
spontanei cittadini e gruppi ambientalisti, si sono riuniti
mercoledì scorso nella vallata di Rio Martesin per promuovere una azione legale attraverso il Comitato Spontaneo per la salvezza della valle di via Giusti, contro il
progetto edilizio che prevede la costruzione tra i pastini
della vallata di sette palazzine per un totale complessivo
di 109 appartamenti.
Secondo il Comitato la vicenda che interessa la valle è
uno degli esempi più problematici di come sia possibile
fare a pezzi l’ultimo degli ecosistemi a ridosso del centro cittadino,
a fronte di speculazioni verso chi
ha assecondato sino in fondo tale
scempio.
Il Comitato evidenzia come non
siano valsi i contenuti dello Statuto
Comunale sulla tutela del verde o
le sentenze della Corte Costituzionale che affermano come le Regioni abbiano competenza primaria
in materia urbanistica: l’area verde e boschiva difatti comprende
un corso d’acqua e un sentiero naturalistico finanziato dalla Regione
stessa, che in tempi brevi potrebbe
essere ricoperto da cemento.
Le concessioni edilizie sono La manifestazione di mercoledì
il tuono 9
DIRITTI DEI CITTADINI
Sabato, 26 giugno 2010
o
tra gratta e vinci, lotterie e slot machine non resta che l’imbarazzo della scelta
L’azzardo, una vita in gioco
Un enorme giro d’affari che lo Stato favorisce, ma che ha conseguenze sociali drammatiche
Ormai sono ovunque, non c’è bar che non ne abbia almeno una: stiamo parlando delle moderne slot machine,
conosciute anche come new slot. Il funzionamento è piuttosto semplice: si inserisce
una moneta da 1 euro e sullo
schermo appaiono, in maniera del tutto casuale, cinque
figure. Pigiando sugli appositi
tasti si sceglie quale tenere e
si riavvia il meccanismo nella
speranza che escano cinque
figure uguali o qualche combinazione minore. Se tutto va
bene si riescono a vincere 100
euro.
Le new slot non rappresentano però l’ultima frontiera del settore: a breve arriveranno anche in Itala le Videolotteries, macchine simili esteriormente, ma in grado di offrire una maggiore offerta di
giochi, dal poker alla roulette, passando per il black jack e
il bingo. Insomma, dei piccoli casinò che potranno essere
installati solo in sale bingo, agenzie per le scommesse e
sale pubbliche di gioco. Il costo della giocata sarà più elevato, ma, a detta dei distributori, anche le possibili vincite
saranno maggiori. In prima fila per la gestione di queste
nuove macchinette sembrerebbe esserci anche la Hit, il
colosso sloveno del settore.
Santi, poeti, navigatori... e giocatori
Per chi adora sfidare la sorte il mercato italiano è molto ricco e offre possibilità diverse: oltre alle new slot, infatti, ci si può affidare agli ormai classici Gratta e vinci (di
costi diversi) o buttarsi su Win for Life, Superenalotto,
Bingo, scommesse su sport e poker on line (ben pubblicizzato ovunque).
Lo Stato sembra fare di tutto per foraggiare i diversi tipi
di giochi, anche perché nel 2009 il giro d’affari per tutti i
giochi legali è stato pari a 53,4 miliardi di euro. Di questi
24 miliardi e 803 milioni di euro sono rappresentati dalle
macchinette da bar, le new slot: questo
significa che solo con esse l’erario ha un
gettito di oltre 3 miliardi di euro.
Tutto questo però ha risvolti sociali
assolutamente da non sottovalutare: secondo alcuni dati recenti, il numero dei
giocatori patologici è in aumento e rappresenta ormai il 3% dei giocatori d’azzardo. In Italia circa 700 mila persone
sono vittima di questa dipendenza.
Studi condotti in diversi paesi hanno
dimostrato che la maggior quantità di
giochi a disposizione è direttamente proporzionale all’aumento dei giocatori problematici o patologici, ma tutto questo non sembra preoccupare lo Stato
che, anzi, non fa altro che aumentare le offerte di gioco:
dal 1997 (anno in cui vennero introdotte le doppie giocate di Lotto, Superenalotto e le
sale scommesse) a oggi è stata un’esclation
inarrestabile che
sembra non arrestarsi visto che
periodicamente
vengono lanciati nuovi giochi o
sono aumentate
le estrazioni. Sembrerebbe quasi, cinicamente parlando,
che la dipendenza da gioco sia una malattia conveniente
per lo Stato visti gli incassi che assicura.
a.b.
Sui casinò a Trieste
e nella regione
A Trieste ed in regione
alcuni politici sostengono “patrotticamente”
da anni che dovremmo
aprire casinò ed incrementare
le macchinette da
gioco per
attirarne
i
clienti
e guadagni
che
altrimenti
vanno in
Slovenia e
Croazia.
Ma
il
gioco d’azzardo, clandestino o ufficiale che
sia, rimane una dipendenza, cioè una malattìa, tra le più rovinose
per le persone e le famiglie, attorno alla quale
ruota, vive e si ingrassa
tutto un mondo spietato ed equivoco di
mafia, riciclaggi, usura,
prostituzione,
droga,
corruzioni,
ricatti,
disperazioni e suicidi.
Come sanno benissimo le polizie nazionali
ed internazionali ed i
servizi che seguono da
sempre
proprio
q u e i
casinò
d’oltreconfine.
Volerli
è come
dire che
se
dai
vicini
u n a
malattìa
fa guadagnare bene il
settore medico, farmaceutico e funerario, la
vogliamo anche noi.
È quindi legittimo
e doveroso chiedersi
perché quei nostri politici insistono tanto per
avere i casinò. Mentre il
nostro giornale non ne
accetta neanche la pubblicità.
p.g.p.
Scommesse e probabilità al tavolo verde
L’unico modo per applicare le probabilità al gioco d’azzardo è giocare molto a lungo, ma siete certi che il gioco valga la candela?
Ogni giorno, in ogni momento, noi
scommettiamo. Anche coloro che, non
hanno mai messo piede in casinò e ricevitorie, scommettono, anche se, non se
ne rendono conto. Decidere se portare
o no l’ombrello, se e quando
attraversare la
strada, investire
in borsa: sono
tutte facce della
stessa medaglia:
il calcolo delle
probabilità.
Se “nella vita
le uniche cose
certe sono la
morte e le tasse”
per tutto il resto
ci affidiamo alle
probabilità e quindi, in un certo senso,
scommettiamo…
Il calcolo probabilistico è raramente insegnato a scuola e rappresenta un
grosso scoglio per gli studenti, eppure,
come abbiamo visto, ogni giorno abbiamo a che fare con la probabilità e ce la
caviamo, se non egregiamente, almeno
discretamente.
Quello che può sembrare un paradosso, in realtà si può spiegare facilmente:
nel calcolo matematico si hanno dei dati
certi, a cui si applicano delle formule,
nella vita difficilmente abbiamo molti
dati per cui non calcoliamo le probabilità ma le stimiamo usando delle scorciatoie mentali chiamate “euristiche”. Si
tratta di strategie che abbiamo appreso e
che funzionano quasi sempre; sono anch’esse probabilistiche per cui, in realtà,
nella vita quotidiana facciamo la stima
della stima della probabilità di un certo
evento, capite che la precisione, in questi
casi, è quello che è…
Per fare questa stima noi “peschiamo”
fra i nostri ricordi per vedere quante volte abbiamo visto un certo evento. Questo spiega
ad esempio
perché molte persone
ritengano l’aereo
meno sicuro
rispetto ad
altri mezzi,
perché “ricordiamo”
molti incidenti aerei.
Come potete vedere
siamo tutti “esperti” di probabilità quando si tratta del quotidiano ma cosa succede quando scommettiamo per denaro
cioè giochiamo d’azzardo?
Di solito le
cose vanno
diversamente…
Principalmente
abbiamo due
possibili tipi
di giocatore:
quello
che si affida
alla fortuna
e quello che
si affida al
“sistema”. Il
primo si affida al caso e spera, il secondo si affida alla
probabilità e calcola.
Quale che sia il vostro stile vi forniamo qualche utile informazione probabilistica su Lotto ed Enalotto: la probabilità di azzeccare la “cinquina” al lotto è
dello 0.0000000227 ( 1 su
43.949.268).
Quella di fare 6 al superenalotto è 1 contro
622.614.630. Certo, capita,
ma chiedete molto alla Dea
bendata…
Vediamo ora i giochi da
Casinò, dove dominano i sistemisti: roulette, dadi e carte. Questi giochi hanno una
probabilità specifica, fissa e
proporzionale alla vincita,
inoltre sono pagati alla pari,
cioè, tante sono le probabilità contro, tanto venite pagati, sembra molto equo, ma
allora come mai i casinò sono
molto ricchi e i giocatori no?
Vediamo la più conosciuta la
roulette: per prima
cosa i numeri sono 37, ma
voi siete pagati
come se fossero
36, lo zero è a
parte, rappresenta la quota
del Casinò. Per
comodità di calcolo, lo escluderemo ma, ricordatevi che c’è.
La probabilità
che esca un numero rosso è del 50% esattamente come
per uno nero, quindi è vero che le usci-
te tendono ad equipararsi ma solo sui
grandi numeri quindi 10.000, 100.000,
e oltre, in campioni più piccoli può succedere qualsiasi cosa.
Una
seq u e n z a
come questa
RRRRRRR
ha la stessa
probabilità di questa
NNNNNNN
o di questa
NRNRNRN.
Ogni
giro
della roulette è indipendente
per
cui la probabilità fra
rosso e nero
è sempre la
stessa, quindi
quando
siete pronti a
scommettere la casa, sul fatto che dopo
cinque o sei numeri rossi uscirà il nero,
sappiate che siete vittima di un errore
comune a tutti chiamato “fallacia del
giocatore”. Naturalmente esistono moltissimi sistemi probabilistici per vincere
al Casinò ma funzionano meglio sulla
carta… L’unico modo per applicare le
probabilità al gioco d’azzardo è giocare
molto a lungo, ininterrottamente, dato
che funziona solo sui grandi numeri …
per avere buone chance di vincere, ma
non la certezza, vi servono molti soldi e
molta pazienza, senza dimenticare i debiti scongiuri. Siete certi che il gioco valga la candela?
Samantha Falcone
10 il tuono
o
ASSISTENZA E VOLONTARIATO
Sabato, 26 giugno 2010
La compagnia dell’arpa a dieci corde e l’importanza del ridere
La contagiosa e benefica
allegria dei clown dottori
gia e in Clinica Pediatrica; affrontare il mondo. Non dobbiamo necessariamena Pordenone nell’ospeda- te essere tutti dei clown, ma avere lo spirito clown,
le S. Maria degli Angeli e si!
presso l’Hospice “Pineta
Uno spirito che spinge a scoprire le cose belle deldel Carso” di Duino- Au- la vita, uno spirito per affrontare dimensioni come
risina.Inoltre sono attivi la libertà, la gioia pura e la risata che spesso la quoin collaborazioni con al- tidianità limita.
tre associazioni e gruppi
I clown dottori promuovono la cultura- clown come
per scopi umanitari in strumento educativo, pedagogico e terapeutico.
Italia e all’estero.
L’associazione è impegnata in numerose iniziative.
Oltre ai medici clown, Una delle ultime ha visto la compagna protagonista
numerosi sono i volon- nel progetto Scuola di Piccoli Clown, uno spettacolo
tari formati che operano teatrale svolto insieme ai ragazzi dell’Associazione
in contesti ospedalieri, in Famiglie Diabetiche di Pordenone , la quale opera
L’Associazione Onlus, Gruppo Azione Umanitaria centri per la diversa disabilità, in centri per la ter- nella solidarietà e nel sostegno alle persone affette
(G.A.U.), costituita a Trieste nel 1977, ha lo scopo di za età, in contesti sociali difficili (carceri, quartieri a da diabete, dal 2006 collabora con il G.A.U. Questo
aiutare individualmente, materialmente e spiritual- rischio), nelle scuole, in missioni umanitarie estere, spettacolo oltre a regalare forte emozioni alle famimente chiunque si trovi in stato di bisogno attraverso nel campo della formazione
distribuzioni alimentari e di abiti, organizzazione di (insegnanti, operatori sociosanitari, personale
trasporti per visite mediche e riabilitative senza alcuna discriminazione per
d’azienda) e ovunI clown-dottori
que regni uno stato
quanto riguarda la religione, la razza, il
promuovono la di disagio e di bisosesso o l’ideologia politica.
cultura-clown
Il G.A.U. inoltre, con i suoi clowngno.
come strumento
L’intervento dei
dottori della Compagna dell’arpa a
educativo,
dieci corde, è tra i soci fondatori della
clown-dottori è quello di mutare le emoFederazione Nazionale Clown-Dottori.
pedagogico
Perché si chiamano Compagna delzioni negative delle
e terapeutico
l’arpa a dieci corde?
persone che si trovano in difficoltà di
Il curioso nome è tratto dal Salmo
143 e indica gioia, festa, lode e ringraziamento. L’ar- tipo sanitario o sociale attrapa è uno strumento dolce e melodioso e questo è il verso le arti della clownerie
tipo di approccio che propongono nella loro attività. (comicità, improvvisazione
Operano presso gli ospedali “Burlo Garofolo” di Trie- teatrale, musica e burattini).
L’obiettivo principale è
ste, nei reparti di Chirurgia Pediatrica, Ematoncoloquello di
addolcire
la vita dei degenti scandita da vi- glie e ai bambini malati di diabete che per un giorno
site mediche, esami diagnostici e hanno sorriso felici lontani da aghi e medicine , racterapie attraverso quecoglie fondi che verranno destinati all’ospeste figure amichevoli e
dale S. Damien di Haiti. Per informazioni
Le emozioni
portatrici di comicità
contattare l’Associazione “Gruppo Azione
positive
che donano sorrisi,
Umanitaria” [email protected].
sono potenti
sogni e tanto amore
Il gioco e la comicità di questi meravigliosdrammatizzando le
si clown non sono cosi liberi e senza ombre.
alleate della
paure e le ansie.
nostra salute Ciò che si vede in questa vita di clown è spesLa scienza ha dimoso una “buffa tenerezza”, è fragilità di senstrato che le emozioni
timenti che si spezzano, è volontà per conpositive sono potenti alleate della solare le mamme ed è ancora volontà di farsi clown
nostra salute. Il RIDERE soprat- per consolare il mondo. Ci sono storie malinconiche
tutto è la più potente, duttile e fa- dentro le quali il sorriso portato dall’esterno lascia
cile da reperirsi.
increduli, quasi mette a disagio.
Il sorriso è una modalità per
Claudia Bolboceanu
Un’associazione per l’Amold Chiari I, la Siringomielia e la Scoliosi
L’Associazione Italiana Sindrome di
Amold Chiari I - Siringomielia - Scoliosi
- Filum.Tomizzati odv (AI.SAC.SI.SCO)
è nata dall’idea di un numeroso gruppo
di ammalati che hanno capito che da soli
non potevano continuare a lottare.
Amold Chiari I, Siringomielia e Scoliosi sono differenti espressioni cliniche
della Sindrome da trazione midollare
ti curati in Italia o in Spagna, di confrontare i due sistemi di cura per le malattie
e di cercare di mettere gli ammalati e le
loro famiglie nella condizione di decidere su come proseguire le cure.
L’Associazione si prefigge di sensibilizzare i medici di famiglia, i radiologi e
i neurochirurghi nella corretta diagnosi
delle malattie, cercando di smuovere quel-
o della Sindrome del Filum Terminale
Teso, patologia altamente invalidante
che richiede una diagnosi veloce, una
adeguata cura e un intervento chirurgico
frutto di trent’anni di studio di un neurochirurgo spagnolo, il dott. Miguel Royo,
fondatore dell’Institut Chiari & Siringomielia & Scoliosi de Barcelona
Lo scopo dell’Associazione è quello di
sostenere gli ammalati e le famiglie, di
divulgare l’esperienza di quanti sono sta-
l’immobilità che si è creata in Italia intorno alla sindrome di Amold Chiari I, alla
Siringomielia e alla scoliosi che non ha
spinto parte dei neurochirughi e dei radiologi ad aggiornarsi sugli ultimi trent’anni
di studi che hanno rivoluzionato sia la diagnosi che la cura delle malattie.
L’Associazione vuole far ottenere a
tutti gli italiani il rimborso delle spese
sostenute in Spagna, presso l’unico centro specializzato europeo, per l’interven-
to di resezione del filum terminale, circa Royo, del dott. Migliorat e di qualche al15.000,00 euro, intervento che solo il tro neurochirurgo americano, sui diritti
dott. Royo sa eseguire in microchirur- calpestati di noi ammalati ...
gia. Questo intervento
Potete trovare tanto sul sito
è in grado di bloccare
www.aisacsisco.org (in costruGli scopi
la degenerazione della
zione) o sul sito www.institudell’associazione: tchiaribcn.com/it/indexm.htm
malattia e nella maggior
sostenere,
parte dei casi porta a dei
o ancora sul www.chiarifounmiglioramenti evidenti
dationbcn.com.
divulgare,
in poco tempo.
Grazie a tutti quelli, ammalasensibilizzare
Altro punto molto
ti e non, che troveranno il modo
importante che vuole
per sostenerci: iscrivendosi all’
affrontare l’Associazione è una raccolta Associazione, inviando un contributo,
fondi da inviare alla Chiari & Scoliosis una donazione, dandoci consigli...
& Syringomyelia Foundation che opera
Grazie a tutti
con l’obiettivo di promuovere la ricerca,
Cristiana Cattaruzza
la docenza e l’aiuto sociale relativi alle
La presidente
malattie. In modo particolare la Fondazione sostiene la ricerca della dott. sa
Almudena Ramon Cueto per il recupero
delle sequele irreversibili.
AI.SAC.SI.SCO
La ricerca è a buon punto ma la crisi
Via Molino a Vento, 84
che ha colpito l’Europa in questi ultimi
anni ha bloccato anche i fondi ad essa
34137 Trieste
destinati.
www.aisacsisco.org
Sarebbero tantissime le cose da dire su
[email protected]
queste malattie, sulle scoperte del dott.
Informazioni e contatti
Sabato, 26 giugno 2010
MEMORIE DI TRIESTE SUI MARI
il tuono 11
o
12 il tuono
o
PUBBLICITà
Sabato, 26 giugno 2010
TRIESTE che lavora
SPECIALE PROFESSIONI: IL CONSULENTE DI VIAGGI
A tu per tu con Adriano e Mariella titolari dell’Agenzia di Viaggi VIVERE & VIAGGIARE
A Trieste in Via di Roiano, 7 - Tel. 040.410912
Come avete scelto di intraprendere la professione di agenti di viaggio?
Alla base di questa nostra scelta c’è il coronamento di un sogno inseguito da
una vita. Entrambi abbiamo sempre coltivato una smisurata passione per i
viaggi e ci è sembrata una scelta naturale metterci a disposizione di tutti coloro che si avvalgono dei nostri servizi per far si che una vacanza sia degna
di questo nome. Un viaggio male organizzato può trasformarsi in un calvario;
la nostra organizzazione e la nostra esperienza fanno si che chi si affida a noi
debba preoccuparsi esclusivamente di godersi la vacanza.
Come vedete il futuro della professione di agenti di viaggio?
Sicuramente in questi ultimi anni ci sono stati dei grandi cambiamenti. Moltissimi operatori e imprenditori senza scrupoli si sono
improvvisati agenti di viaggio e ogni anno possiamo
apprendere dai mezzi di informazione di innumerevoli vacanze che si trasformano in incubi. Noi, a differenza dei numerosi operatori improvvisati o disonesti
che approffittano dell’anonimato offerto da internet,
amiamo relazionarci direttamente con il cliente, conquistare la sua fiducia mettendo a disposizione la nostra passione, la nostra esperienza e la nostra completa disponibilità nel risolvere tutte le problematiche
si possano presentare prima, durante e dopo il soggiorno. L’agente di viaggio oggi non è più un bigliettaio come trent’anni fa, ma un professionista che deve
preoccuparsi di un’infinità di cose: dalle formalità
burocratiche, alla sicurezza del viaggio, allo stato
degli alberghi ed è una professione che non può essere improvvisata.
Cosa ci proponete per quest’anno?
La nostra agenzia offre lo sconto fino al 10% su alcuni dei maggiori tour operator, tra i quali i villaggi Alpitour, Azemar, Turchese, Sprintours, Skorpion,
Valtur e Veratour e questo solo per nominare i più “conosciuti”.
Ulteriori proposte scontate le trovate nella nostra agenzia, ma ciò che voglia-
mo proporre, approffittando dell’occasione, sono i nostri viaggi, cioé quei
tour che organizziamo a gentile richiesta dei nostri clienti che desiderano
effettuare una vacanza al di fuori dei normali circuiti proposti, magari risparmiando qualcosina e stando tranquilli già dalla partenza, in quanto accompagnati direttamente da Trieste da personale dell’agenzia.
Al momento ciò che proponiamo è Dubai a novembre, un’esperienza da mille
e una notte ad un prezzo accessibile e New York per la prossima primavera,
sette giorni, trasferimenti privati, hotel quattro stelle centrale, due diversi
tour della città, gita in battello, cori Gospel e gite facoltative nel tempo libero, nonostante il notevole anticipo, vi ricordiamo che le migliori tariffe aeree
terminano in fretta. Se poi non avete mai provato una crociera, o semplicemente non avete tempo, potete unirvi a noi per
una breve navigazione in occasione del varo
della nuova Costa Favolosa. Una mini crociera per farvi scoprire la vita di bordo... a quote
gruppo.
Mariella
e Adriano,
titolari dell’Agenzia
Viaggi
VIVERE & VIAGGIARE di Via di Roiano, 7 a Trieste
TRIESTE che lavora
SPECIALE PROFESSIONI: IL CONSULENTE IMMOBILIARE
A tu per tu con Michela Benvenuto responsabile dello Studio Immobiliare BENVENUTO
A Trieste in Via Parini, 9 - Tel. 040.632014
Come hai intrapreso l’attività di agente immobiliare?
Mi sono diplomata perito aziendale e corrispondente in lingue estere nel
1989, tutt’altra materia dell’immobiliare, ma si sa i casi della vita ti portano
su strade che non avresti mai immaginato Ho cominciato a lavorare come
segretaria tecnica in uno studio di progettazione di impianti di riscaldamento
e condizionamento per poi passare ad un’impresa di costruzioni, ad un’amministrazione stabili ed infine in un’agenzia immobiliare cittadina.
Da tutta questa esperienza lavoraviva sono riuscita ad accumulare tanta
esperienza sul campo che ora metto a disposizione di chi si affida a me per le
sue più svariate problematiche immobiliari.
transazione differente dalla precedente. Bisogna essere preparati, attenti e
soprattutto molto versatili. Ci sono problemi di urbanistica, edilizia, impianti
e chi più ne ha più ne metta. Bisogna come è giusto essere multidisciplinari,
credetemi! Per contro è assai gratificante avere le competenze per affrontare
questa difficile professione.
Dove ha lo studio?
Ho lo studio in via Parini, 9 a due passi dall’Ospedale Maggiore, l’ufficio è
piccolo, ma si sa le dimensioni non contano.
Ed ora alla luce di questa “novità” in merito alla liberalizzazione della
professione di agente immobiliare cosa ipotizza per il futuro?
La nostra categoria non aveva proprio bisogno di una “liberalizzazione” selvaggia, quale l’applicazione della direttiva Bolkstein. Già l’agente immobiliare
ha una nomea radicata di faccendiere senza scrupoli che peggiorerà ulteriormente. Poiché la clientela si affidi ad un agente immobiliare ora e più che mai
questo deve, e sottolineo deve, avere la competenza, la cura ed il rispetto nei
confronti del cliente, affinché affidarsi a lei sia meno rischioso e più tranquillizzante che rischiare una trattativa tra privati. In effetti io credo che le agenzie
immobiliari e gli agenti immobiliari stessi dovranno trasformarsi in consulenti
immobiliari, persone di fiducia che il cliente assolda per stare tranquillo. Questo lo potrà fare solamente arricchendo la sua competenza ogni giorno nella
sua attività ed affiancando il cliente con rispetto e professionalità. Auspico inoltre che chi si avvicina ora a questa professione, così articolata e complicata non
abbia aspettativa di grandi guadagni come un tempo.
Come è cambiata la professione di agente immobiliare negli ultimi anni?
Per fare un semplice esempio si può dire che siamo passati da scaricare cassette di verdura al mercato coperto ad abili orologiai. Non esistono più transazioni facili del tipo: Mario vende e Gino compra. Ora ci sono un’infinità
di pericoli ed insidie, oltre ad una opprimente burocrazia che rende ogni
Michela Benvenuto responsabile dello Studio Immobiliare
BENVENUTO
il tuono 13
SCIENZA
Sabato, 26 giugno 2010
o
L’ESO dà il via alla costruzione dello spettrografo più preciso del mondo
Un ESPRESSO da 15 milioni di euro
Avrà il compito di trovare pianeti abitabili simili alla Terra. A Trieste un posto di primo piano nel progetto
È notizia recentissima:
dopo lunghi mesi dedicati allo studio di fattibilità,
l’ESO (European Southern Observatory) ha
dato il suo “sì” alla progettazione e costruzione
di ESPRESSO, uno spettrografo ad altissima precisione che verrà montato
sul telescopio più grande
del mondo, il Very Large
Telescope (VLT) del Cile.
La lettera tanto attesa
che conteneva il responso
dell’ESO è arrivata mercoledì mattina sul tavolo
di Stefano Cristiani, direttore dell’Osservatorio
Astronomico di Trieste:
«L’Osservatorio – spiega
Cristiani – ha un ruolo
importante in questo ambizioso progetto (gestito
da un Consorzio formato
dall’ESO insieme a Italia,
Svizzera, Spagna, Portogallo e Francia) perché ci
occuperemo direttamente della progettazione del
Stefano Cristiani, direttore dell’Osservatorio Astronomico
di Trieste (foto di Kappalab)
software di controllo e di
analisi dei dati oltre che
dell’intera elettronica dello strumento. Saremo almeno in dieci a lavorarci a
tempo pieno».
Ma a che cosa servirà
ESPRESSO? Due saranno gli scopi principali: in
primo luogo attraverso
questo spettrografo sarà
possibile scoprire pianeti
rocciosi simili alla Terra
(per massa e distanza dal
loro “sole”), capaci di ospitare la vita così come la intendiamo noi. Ad oggi, infatti, siamo a conoscenza
di 28 esopianeti con una
massa inferiore a 18 volte
la massa della Terra dei
quali 23 sono stati scoperti con HARPS, il “papà” di
ESPRESSO; ma nessuno
degli strumenti attualmente in circolazione è in
grado di “vedere” pianeti
così piccoli come il nostro.
“HARPS è uno strumento
meraviglioso, di alta precisione, montato su un
telescopio ESO di 3 metri
e sessanta centimetri di
diametro – precisa il direttore – ma ESPRESSO,
una volta in funzione, avrà
una precisione 10 volte
superiore ad HARPS. Sarà
montato sul VLT, un sistema composto da quattro telescopi di 8 metri di
diametro. In questo modo
Very Large Telescope (VLT) (Foto di ESO/H.H.Heyer)
combinando e sommando
la luce di tutti, si potrà ottenere una potenza pari a
quella raccolta da un telescopio di 16 metri di diametro, che oggi non esiste
sulla Terra!
Secondo obiettivo di
ESPRESSO è quello di
mettere in dubbio le costanti della fisica, tutti
quei dati che normalmente diamo per assodati e
che invece potrebbero
rivelarsi variabili. E se il
rapporto tra le masse di
elettrone e protone non
fosse fisso come abbiamo
sempre creduto? La confutazione di questo e altri
“dati di fatto” potrebbero costringerci a rivedere
completamente le nostre
certezze e portare ad una
rivoluzione della fisica
fondamentale.
In sintesi l’80% del tempo di ESPRESSO sarà dedicato alla ricerca di pianeti rocciosi extrasolari,
mentre il 10% alla verifica
delle costanti fondamentali. La restante percentuale verrà suddivisa tra
diversi progetti di ricerca che spazieranno dalla
composizione chimica di
stelle nelle galassie vicine
allo studio del mezzo intergalattico.
I telescopi crescono di
dimensione,
diventano
più complessi e richiedono spettrografi sempre più
precisi e così come HARPS può essere considerato il padre di ESPRESSO,
nel 2020 sarà il figlio di
ESPRESSO, CODEX, a
proseguire il suo lavoro
sui telescopi di nuova generazione attualmente in
fase di progettazione.
f.d.
E il premio Feltrinelli va alla Twas
L’Accademia delle scienze per i Paesi in via di sviluppo, nata a Trieste con Abdus Salam, ha ricevuto comunicazione ufficiale giovedì 24 giugno
È l’equivalente italiano del Nobel. Si chiama Premio
Antonio Feltrinelli e viene concesso solo a enti o persone
che si sono veramente distinte nei vari campi della scienza, che abbiano anche rilevanza sociale e siano mossi
da forte senso morale.
Quest’anno il premio
va alla Twas, l’Accademia delle scienze per i
Paesi in via di sviluppo,
che da sempre si trova a Trieste. La Twas è
infatti stata creata da
un gruppo di 40 rinomati scienziati, guidati
dal pachistano Abdus
Salam, Premio Nobel
e fondatore dell’Ictp
(Internationa
Centre
of Theoretical Physics).
Nel 1983. Si tratta di
un’organizzazione au- Il Premio Nobel Abdus Salam
tonoma internazionale
che opera sotto l’egida dell’UNESCO. Ha sede negli spazi dell’Ictp e oggi è composta da 901 membri e 746 associati. Attualmente sono ben 15 i Premi Nobel che fanno
parte dell’Accademia e solo in Italia ci sono 14 membri.
Qualche nome? Paolo Budinich, Antonino Zichichi,
Carlo Rubbia o Rita Levi Montalcini.
Giovedì scorso alle 10.30 del mattino presso l’Ac- per incrementare la cooperazione scientifica e organizza
cademia dei Lincei è stato comunicato ufficialmente il convegni internazionali per far circolare il flusso di invincitore del premio Feltrinelli, che verrà fisicamente formazioni e scoperte. Il prossimo convegno al quale la
consegnato il prossimo novembre durante la cerimonia Twas sarà presente è l’ESOF 2010, che si terrà a Torino.
di premiazione nelle mani del direttore esecutivo del- Tra le sessioni, infatti, anche una sulla biodiversità, uno
la Twas, Mohamed Hassan. «Siamo molto onorati per dei temi più cari all’Accademia, specialmente quest’anno,
questo prestigiosissimo riconoscimento
che è stato dichiarato
che l’Accademia dei Lincei ci tributa. –
Anno internazionale
racconta il direttore – La Twas promuove
della biodiversità. «Il
l’eccellenza scientifica nel Sud del mondo,
workshop che terreidentificando giovani ricercatori prometmo a Torino – contenti per metterli nelle condizioni di realizclude Hassan – vuozare le loro ricerche applicandole alla risole porre l’attenzione
luzione dei problemi che affliggono il loro
proprio su questo
Paese d’origine. Un nostro punto di forza
tema ricordando che
e insieme
la nostra
addirittura l’80% delmissione è
il
rafforla biodiversità da proUn grande
zamento
della
cooteggere sta nei Paesi
orgoglio
perazione
Sud-Sud
e
del Terzo Mondo, una
per la città
Sud-Nord,
in modo
risorsa inestimabile
da favorire
la circoche si trova proprio
lazione delle conoscenze scientifiche che
nei Paesi più poveri e
sono e devono restare un patrimonio di
che va protetta da tuttutta l’umanità”.
ti. Purtroppo in questi
Ma quali sono le attività della Twas?
luoghi la povertà inL’Accademia
duce la popolazione a
istituisce premi
distruggere gli ecosiper onorare l’ecstemi per poter avere
cellenza scientienergia o carburante,
fica, garantisce Il direttore esecutivo del Twas, Mohamed Hassan ma in questo modo
anche borse di
tutti noi stiamo perstudio e finanziamenti per contribuire alla formazione dendo una ricchezza incredibile. Questo è il messaggio
professionale di giovani scienziati eccellenti; inoltre av- che vogliamo dare al mondo».
via programmi di scambio tra paesi del Sud del mondo
Sara Stulle
14 il tuono
ANIMALI
o
Sabato, 26 giugno 2010
Un rimedio naturale che sembra funzionare e che viene adottato anche da molti comuni
Pipistrelli contro le zanzare
Un’occasione utile anche per sfatare molti miti falsi e negativi che gravitano sui chirotteri
È il nuovo rimedio per combattere le
fastidiose compagne dell’estate. O forse il più antico e naturale. L’utilizzo dei
pipistrelli contro le zanzare sta cono-
contro alle esigenze delle persone.
Negli ultimi tempi l’utilizzo dei pipistrelli come anti zanzare sembra poi
essere esploso e quindi ecco spuntare
La sua dieta
notturna è
composta da
dieci mila insetti
e di questi circa
due mila sono
zanzare
scendo una diffusione sempre maggiore
e, nella maggior parte dei casi, sembra
funzionare.
Nulla di strano, a dire il vero: la sua
dieta notturna è composta da dieci mila
insetti e di questi circa due mila sono
zanzare.
Niente più repellenti chimici o gas che
uccidono, assieme alle zanzare, anche
api e lucciole, quindi, ma un esemplare
di pipistrello è quello che può venire in-
le bat box, delle specie di
nidi o cuccie dove il pipistrello può abitare tra una
volata e l’altra. Solitamente si tratta di un
parallelepipedo di
legno di betulla di circa
35 cm per 60, spesso
soltanto 5 (i pipistrelli,
con le ali piegate, sono
piccini: lunghi dai 5 ai
7 cm, pesano tra i 5 e i
15 grammi), assemblata senza collanti e coloranti nocivi, e inodore,
altrimenti
respinge
l’aspirante inquilino.
Secondo
le indicazioni
la
bat box va
collocata
all’esterno, ad almeno
4
metri dal
suolo, o
in pieno
sole o all’ombra
totale e il
momento
migliorare per posizionare la nuova “casetta”
sarebbe nel periodo compreso tra marzo e aprile.
Questa soluzione
naturale
per combattere la
presenza delle
zanzare è
già stata
adottata
in molti
comuni
d’Italia
e sembra stia
dando ottimi risultati. Il tutto nasce
dal progetto Un pipistrello per amico,
nato in collaborazione con il Museo di
Storia Naturale dell’università di
Firenze, una campagna ecologica
per salvare il chirottero, una specie
a rischio.
Inizialmente le casette per pipistrelli sono state distribuite in tre
regioni italiane (Toscana, Lazio
ed Emilia Romagna), ma ora sono
acquistabili in tutta Italia. Speriamo che la capacità del pipistrello dicacciare le zanzare sia anche
un’occasione per sfatare alcuni
miti negativi legati a questo simpatico animale.
a.b.
Cani smarriti e ritrovati: norme utili da seguire
Al canile sanitario triestino di via Orsera 8 vengono
condotti i cani trovati vaganti nel territorio della provincia di Trieste. Dopo le prime verifiche sanitarie se accertata la presenza del microchip, viene inserito il codice
numerico di identificazione nella banca dati dell’anagrafe
canina che permette di risalire al proprietario del cane.
In realtà questa prassi sembra semplicissima ma il meccanismo si inceppa quando non vengono rispettate alcune regole fondamentali:
1) Il codice numerico di identificazione ed i dati del
proprietario devono essere inseriti nell’anagrafe canina nazionale,altrimenti il cane non risulterà iscritto e di
conseguenza il proprietario sconosciuto.
2) Le variazioni di indirizzo, numero telefonico ed
eventuale cessione dell’animale a terzi devono essere comunicate entro 15 giorni all’ufficio zoofilo del comune di
appartenenza e all’ufficio veterinario dell’azienda sanitaria.
3) La comunicazione di smarrimento del cane deve
essere data immediatamente al canile sanitario e alla
Black: cagnolino di taglia media di 5 anni desideroso di affetto e compagnia dal carattere mite e
socievole rinunciato dal proprietario a causa di
problemi personali.
cooperativa Sette Service incaricata del recupero dei cani impossibile la sua lettura e quindi il riconoscimento. Una
vaganti nella provincia di Trieste.
prassi semplice ma molto utile è diffondere la foto del
Consigliamo inoltre alcune facili norme da seguire:
cane con il vostro recapito tramite volantini.
A) Verificare di persona che il cane smarrito, soprattutC) È buona norma dotare il collare del cane di una meto se sprovvisto di microchip, non sia rinchiuso
daglietta con inciso il numero di telefono
al canile,in quanto le descrizioni effettuate teleaggiornato del proprietario ed il nome del
Alcune regole
fonicamente non corrispondono il più delle volcane in modo da accelerarne la restituziofondamentali
te alla realtà (ad esempio per alcuni un cane di
ne in caso di smarrimento.
da rispettare
20 kg è una taglia media ,per altri è una taglia
Attualmente al canile sanitario sono
grande, per alcuni il cane può essere di colore
ospitati numerosi cani tra i quali: femmifulvo per altri color noce etc...)
na di Pitt Bull adulta color noce trovata in zona Rozzol/
B) Anche se provvisto del codice di identificazione è Melara priva di microchip; femmina akita-inu trovata
necessario che i proprietari si attivino immediatamente vagante zona Opicina/via Commerciale con microchip
nella ricerca del proprio cane senza attendere di essere ungherese non registrato all’anagrafe canina italiana.
contattati dal personale del canile sanitario, segnalando Chi li ha smarriti si rechi immediatamente al canile salo smarrimento e seguendo costantemente la situazione nitario di via Orsera numero 8 - telefono 040 820026 fino al ritrovamento del cane in quanto è possibile - an- orario 7:30-9:00 (mattina) e dalle 9:00 alle 13:00 al cell:
che se accade raramente - che il microchip inserito sotto 3484487013 - o per informazioni chiami il numero 040
la pelle dell’animale venga rigettato, divenga illeggibile 571623.
o si sposti dal punto dell’inserimento rendendo di fatto
Cani da adottare:
Scric: sempre più triste assieme
all’amico Kushi, rimasti senza famiglia
a causa della scomparsa della proprietaria e che verranno tra breve trasferiti
al canile se non troveranno qualcuno
disposto ad accoglierli.
Morgan: meticcio levriero attende disperato una famiglia possibilmente con
giardino dove poter scaricare tutta la
sua esuberanza e velocità caratteristica
della razza.
Si ricorda ai cittadini che l’associazione il Capofonte accoglie le rinunce da parte di proprietari impossibilitati a tenere il loro
cane sostituendosi di fatto alle carenze dell’amministrazione comunale con pesantissimo sforzo economico non più sostenibile visto
l’elevato numero di rinunce: AIUTATECI A CONTINUARE LA NOSTRA ATTIVITÀ IN FAVORE DEI CANI:
c/c postale n 94147162 indispensabile immettere la causale: cani.
Per tutti gli appelli e per smarrimenti/ritrovamenti chiamare lo 040 571623
www.ilcapofonte.it - [email protected]
Nik: stupendo esemplare giovane
affettuoso e dinamico, ubbidiente
al guinzaglio, adatto a conoscitori
della razza,preso da cucciolo per far
contenti i bambini è stato scaricato
come un pacco ingombrante una
volta cresciuto e sostituito con un
cane “toy”
il tuono 15
SALUTE E BENESSERE
Sabato, 26 giugno 2010
o
utili consigli su come affrontare il pasto di mezzogiorno
Dopo avere puntualizzato come sia importante che ogni pasto principale preveda il consumo
di carboidrati e proteine
(anche al fine di favorire
il dimagramento) illustrerò come possa essere
praticamente realizzato
un pranzo equilibrato
dal punto di vista nutrizionale.
Primo piatto
Ha il compito di fornire i carboidrati necessari
a soddisfare le necessità
energetiche
dell’organismo (es. camminare,
respirare, mantenere e
sostenere il battito cardiaco) può essere costituito da pasta o riso (da
L’importanza di un pranzo
sano ed equilibrato
Bevande alcoliche
Non consumare oltre
12 – 13 ml
di etanolo,
corrispondenti a:
100
ml
di vino di
gradazione
compresa
tra 11° e 12°
(corrispondenti al volume di 1
“bicchiere
da vino”);
250 ml di
birra (escluse birre ad elevata gradazione alcolica
come le “birre a
doppio malto”).
Verdura
un minimo di 30 g ad un
massimo di 70 g per porzione – peso a crudo -).
In alternativa può
essere consumato del
pane (tra 30 g e 80 g: da
un minimo di mezzo panino medio ad 1 panino e
mezzo).
I condimenti del primo
piatto dovrebbero essere
a basso contenuto lipidico, esempio:
- olio di oliva;
- pomodoro fresco;
- pomodori passata;
- pomodori pelati in
scatola;
- verdure di stagione
(cotte o crude) saltate
in padella.
Secondo piatto
Ha il compito di fornire le proteine necessarie
ai processi di ricambio
cellulare e rigenerazione
tissutale (produzione di
globuli bianchi, globuli rossi, piastrine, cellule
della pelle, anticorpi, fattori anti – infettivi, ecc.).
Gli alimenti che costituiscono il secondo piatto
dovrebbero essere a basso
contenuto lipidico e variare nel corso della settimana (vedi tabella 1).
Acqua
L’acqua favorisce la
digestione dei cibi e l’assorbimento dei nutrienti
in essi contenuti. È consigliabile consumare
tra due e tre bicchieri
di acqua a pasto (di più
in caso di sete).
Un consumo eccessivo di acqua ai pasti (bere
smodatamente pensando
che ciò aiuti a dimagrire)
diluisce il succo gastrico
rallentandola digestione.
La verdura:
- fornisce vitamine e minerali,
compreso il potassio che riduce
la pressione arteriosa prevenendo e contrastando l’ipertensione;
- è fonte di fibra che stimola la funzione intestinale (contrastando e pre-
venendo la stipsi), riduce
l’assorbimento dei grassi
(prevenendo e contrastando
l’eccesso
ponderale)
e tende, al
pari del potassio, a regolarizzare
la pressione arteriosa;
- fornisce sostanze antiossidanti utili
a mantenere e favorire lo
stato di salute;
- stimola la sensazione
di sazietà contrastando
ulteriormente sovrappeso ed obesità.
Consumare, almeno:
- 90 g di verdura cruda
(corrispondenti, circa, al
volume di “un piatto fondo ben colmo”) OPPURE
- 120 g di verdura cotta
(corrispondenti, grosso
modo, al volume di “un
piatto fondo raso”).
La verdura “non fa
ingrassare” per cui
può essere
consumata in quantità libera.
Per favorire il dimagramento
può essere
utile
cominciare il
pasto dalle
verdure. La sequenza del
pasto diventa: verdure,
primo piatto, secondo
piatto. Iniziare il pasto
dalle
verdure,
oltre a stimolare
la sensazione di
sazietà favorendo il dimagramento, favorisce
l’assorbimento
delle vitamine
contenute
nei
vegetali.
Note
Consumare il pranzo lentamente. Il pranzo dovrebbe durare al-
toregolarsi in relazione
al fabbisogno di cibo (in
altre parole la persona,
dopo un po’, dovrebbe
essere in grado di prelevare,
“istintivamente”,
senza bisogno di pensarci, esattamente la quan-
Complementi
- Aceto, limone spezie: sì.
- Grassi da
condimento: da
un minimo di 5 g ad un
massimo di 20 g (compresi i grassi utilizzati per
la cottura dei cibi) privilegiando
il consumo di oli
vegetali a
quello di
burro/
margarina
e tenendo
conto che:
1 cucchiaino
raso
corrisponde a 5 g di
olio; 1 cucchiaio raso corrisponde a
circa 15 g di olio; 1 “noce”
di burro/margarina corrisponde a circa 10 g di
prodotto.
- Formaggio grana da
aggiungere alla pasta:
non oltre 1 cucchiaino
raso.
- Sale: con moderazione.
meno venti – venticinque
minuti, mangiare in fretta favorisce il consumo di
un eccesso di cibo.
Masticare bene i
cibi. Attivazione del nervo vago (decimo nervo
cranico) con stimolazione della sensazione di sazietà.
Servirsi dal piatto
di portata: da soli e
una sola volta. Favorisce la fisiologica capacità
dell’organismo ad au-
tità di cibo necessaria a
saziarla).
Non alzarsi da tavola con la sensazione
di “stomaco pieno”.
Una sensazione del genere è indicativa del fatto
che si è mangiato troppo,
bisogna alzarsi da tavola prima di percepire la
sensazione di “stomaco
pieno”.
Alzarsi da tavola appena finito di mangiare. La visione del cibo e
gli odori e aromi presenti
in cucina favorirebbero
un ulteriore consumo di
cibo.
Dottor Mario Cestaro
Biologo Nutrizionista
Specialista in Microbiologia
e Virologia
Master, I* livello, in Scienze
dello Sport e del Fitness
www.dietaepeso.it
Cormons (GO)
16 il tuono
PUBBLICITà
o
Sabato, 26 giugno 2010
Studio Immobiliare Benvenuto
TRIESTE che lavora
Trieste - Via Parini, 9 - Tel. 040.632014
Consulenze immobiliari,
compravendite,
locazioni, aste-consulenze,
assistenza contrattuale,
conto terzi,
anche per compravendite
tra privati, valutazioni, stime,
assistenza successioni
non testamentarie.
Ricerca urgente
di appartamento zona
Piazza Venezia
Via Torino con cucina,
soggiorno, 2 stanze,
doppi servizi
per cliente estero.
Definizione immediata
Studio Immobiliare Benvenuto consulenze immobiliari a 360°
Sig.ra Michela cell. 346.1862228 - Sig.ra Daniela cell. 328.8653453
UFFICIO: TRIESTE - VIA PARINI, 9 - TEL. 040.632014
TRIESTE che lavora
PUBBLICITà
Sabato, 26 giugno 2010
il tuono 17
o
TRIESTE che lavora
Vacanze, tour,
soggiorni e crociere
TRIESTE che lavora
Alcune nostre proposte a partire da € 495,00
Capo Verde
Isola di Boavista
in club beach resort
Tour Moorea
Papeete + Bora Bora
hotel 5 stelle
Cina tour
le tre meraviglie
Tour South Africa
Un simpatico gadget in omaggio ai nostri clienti:
vieni a trovarci da VIVERE
& VIAGGIARE
Via di Roiano, 7 - Tel. 040.410912
18 il tuono
o
APPUNTAMENTI
Sabato, 26 giugno 2010
incontro con il pittore triestino dopo il successo della mostra tenutasi ad aprile
Il mondo magico degli spaventapasseri
nei quadri dell’artista Diego Iaconfcic
Oltre 1300 persone hanno avuto la fortuna di vistare la mostra La danza dei corpi immobili, di Diego
Iaconfcic, presso la sala comunale
d’arte dal 1° al 25 aprile. Una serie di opere incredibilmente originali, fuori dai canoni classici, che
avevano come soggetto principale
lo spaventapasseri.
Com’è iniziata la tua passione per la pittura?
Ho iniziato a dipingere quando avevo 20 anni, anche se disegnavo fin da quando ero piccolo.
L’uso dei colori è iniziato grazie a
un pittore, Zebo, che aveva organizzato un corso di pittura presso la Casa del Popolo Gramsci di
Ponziana.Visto che sapevo già
disegnare, Zebo mi ha subito fatto usare i colori: mi lasciava fare,
senza indirizzarmi, ma dandomi
solo alcuni consigli. Dodichè ho
proseguito per conto mio, sviluppando le tematiche che mi erano
più care.
Quali sono queste tematiche?
Gli argomenti e le atmosfere che più mi interes-
savano erano quelli legati alla magia, agli artisti
da strada, ai giocolieri, ai saltimbanchi: insomma,
a tutto quel mondo un po’ magico legato anche alle
antiche compagnie teatrali, quelle che giravano
con i loro spettacoli, viaggiavano, si arricchivano
di esperienze e di fatto portavano in giro la cultura.
Penso a personaggi come Arlecchino o alle opere
di William Shakespeare. In particolare mi ha sempre attratto il tema della maschera. Mi interessano
molto i riti soprattutto quelli dionisiaci. È l’unico
dio con una maschera, che però è bianca, cioè non
ha espressione e può avere qualsiasi identità. Nei
culti dionisiaci c’è la perdita del proprio status, non
c’è più la classificazione sociale, vengono meno le
gerarchie e uno è libero di essere ciò che è.
E come sei arrivato agli spaventapasseri?
Per un certo periodo ho fatto alcune mostre su
Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien, uno dei maggiori scrittori di fantasy al mondo, autore di opere
famose come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il
Silmarillion N. d. R.). Sono stato tra i 160 artisti
mondiali più importanti per illustrare il mondo di
Tolkien e un mio quadro si trova ora presso un museo in Svizzera. In seguito ho deciso di uscire un po’
da questo campo dell’illustrazione e fare pittura, che
secondo me è una cosa più diretta, un altro tipo di
discorso. Ho dipinto diverse cose, come personaggi
fantastici e demoni, e alla fine ho trovato questo filone degli spaventapasseri, un essere fatto di tutti
gli abiti del mondo, di tutto ciò che viene buttato via
e che viene riciclato. Per me gli
spaventapasseri sono maschere che però non rappresentano
nessun personaggio in particolare, ma sono praticamente
il risultato della fantasia del
contadino. Per chi lo fa diventa
quasi un totem: una volta era
assimilato a Priamo e ai culti della terra perché era usato
per difendersi. Non dimentichiamo che un tempo perdere il
raccolto significava la morte e
quindi entrava in gioco anche
la superstizione.
Dei
personaggi
quasi
vivi...
Si, per me pur essendo vuoti hanno comunque un’anima.
Inoltre anche qui torna il tema
della maschera, ma in modo diverso: lo spaventapasseri è una
maschera, ma forse è
l’unica maschera reale, che non nasconde
un viso. Può essere orribile, ma si presenta così com’è, una maschera che non
porta una maschera: è quello che è,
è se stesso. Mentre la gente indossa
maschere continuamente, lui si presenta com’è, direttamente. Per assurdo è una maschera più reale di tutte
le maschere che non si vedono ma che
portiamo noi ogni giorno.
Nei tuoi quadri lo spaventapasseri è rappresentato in modi
diversi...
Si, lo spaventapasseri mi dà la possibilità di variare all’infinito: odio
ripetermi e mi devo divertire io per
primo a dipingere, se dovessi rifare
sempre la stessa cosa per tutta la vita
mi annoierei a morte. Questo soggetto mi dà invece la possibilità di esprimermi liberamente: si possono raffigurare in tutti i modi, con oggetti e
tutto ciò che si vuole. Inoltre è usato
da me per dire quello che voglio fermo restando la possibilità di dipingere il paesaggio attorno, che mi piace
molto. Non voglio rinunciare al piacere di dipingere il paesaggio: con gli
spaventapasseri sono completamente
libero, non devo sacrificare nulla. Per
me è il massimo come soggetto e rap-
presenta anche un ponte tra l’uomo e la natura.
Quali sono le tue influenze principali?
Sono molto attratto dal Carso e credo che anche il
clima di Trieste, con la sua bora, mi abbia influenzato molto. Grazie al vento qui abbiamo colori vivacissimi, vivi. Il vento è movimento e quindi vita. Lo
stesso nome della mostra, La danza dei corpi immobili, si ispira a questo in quanto lo spaventapasseri
nasconde una tensione immobile: se uno si muove
sempre si perde la sorpresa, mentre se uno sta fermo
immobile ti aspetti che stia per succedere qualcosa.
Lo spaventapasseri è così: passi in un campo, lo vedi
immobile, poi ti volti per vedere se si è mosso. Nella
mia mostra ho cercato di fare danzare gli spaventapasseri attraverso i colori dando loro un’anima.
F.D.
il tuono 19
CULTURA
Sabato, 26 giugno 2010
o
Incontri di parole tra Roveredo e Corona
Non bastavano i posti a sedere nella piccola sala di Androna degli Orti che lunedì
scorso ha ospitato la conferenza Incontri
di parole con gli scrittori Pino Roveredo,
in veste di presentatore, e Mauro Corona,
in qualità di ospite in occasione dell’uscita
del suo ultimo libro, Torneranno le quattro stagioni, che è
disponibile
da questa
settimana
in tutte le
librerie.
Ma nonostante
qualcuno
sia rimasto
in piedi, il
piccolo ambiente dove
si è tenuta
la conferenza, che a causa del maltempo non si è svolta in giardino, ha contribuito al clima di
famigliarità e cordialità che si è creato tra
pubblico e scrittori. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Alt (Associazione di cittadini e familiari per la prevenzione e la lotta alla tossicodipendenza), con
la collaborazione dell’Azienda dei servizi
sanitari, il Dipartimento delle dipendenze
e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste.
Questo incontro è il secondo di una
serie di eventi aperti al pubblico - il primo di essi si è svolto lo scorso mese ed ha
ospitato Giovanni Baglioni - che sono stati organizzati in occasione del ventennale
dell’associazione che si occupa di aiutare
i tossicodipendenti e le loro famiglie. Per
festeggiare il decennale del loro giornale
Volere Volare, creato inizialmente come
Anticamente
l’essere
umano era parte integrata
e integrante della natura
di cui conosceva, seppure
empiricamente, misure e
limiti. E soprattutto si fidava, in mancanza d’altro,
delle proprie esperienze,
che tramandate di generazione in generazione, sotto
forma di proverbi costituivano lo scibile popolare.
Ancora oggi le categorie
più a contatto con l’ambiente naturale, contadini,
pescatori, montanari, hanno un punto di riferimento
nell’antica saggezza e un’
intima correlazione con
l‘ambiente circostante.
Personalmente, quando
vado per mare, l’ultimo
bollettino che ascolto è
quello dei pescatori i quali, mentre riparano le reti o
preparano la barca, scrutano il cielo pronosticando
tempo, vento e pesca fortunata.
In ogni angolo della terra la millenaria sapienza
dei proverbi investe pressoché tutti gli aspetti della
vita quotidiana suggerendo, per ogni situazione, il
comportamento da tenere:
matrimonio, nascite, relazioni coniugali e commerciali, pregi, difetti, vizi e
virtù.
Non pretendeva di essere infallibile ma dava un
orientamento sufficiente a
garantire una certa sicu-
gruppo terapeutico e che negli anni si è
evoluto in una vera e propria redazione.
Appena arrivato, Mauro Corona, vestito
esattamente come lo si vede sulle copertine dei suoi libri - bandana in testa, capelli
lunghi, barba e maglietta senza maniche
-, inizia subito a scherzare con il collega
e con il
pubblico assicurando
scherzosamente
di avere
bevuto
solo «una
birretta».
Pino Roveredo
racconta
che lui e
Corona si
conoscono da molto tempo, prima di iniziare a
scrivere libri, o meglio prima di diventare
«scrittori da copertina», come li definisce
ironicamente l’autore de Il canto delle
manére.
I due amici sono accomunati da un passato difficile e dal fatto che attraverso i loro
libri entrambi raccontano storie popolari, regalando al loro pubblico due visioni
diverse del nostro territorio, che sono lo
specchio delle loro esperienze e delle loro
conoscenze di vita. Roveredo inizia con
l’introdurre brevemente l’ospite e dicendo
quali siano i libri del collega che lui preferisce, ovvero Il volo della martora e Le
voci del bosco, (tra i primi pubblicati da
Mauro Corona). Soprattutto L’ombra del
bastone, anche se alla sua uscita l’opera
è passata un po’ inosservata. Lo scrittore
friulano afferma subito: «Vorrei non par-
lare tanto dei miei libri quanto delle difficoltà della vita, delle dipendenze». Infatti,
l’oretta e mezza di incontro si trasforma
in una chiacchierata in cui l’autore racconta aneddoti, pensieri e
esperienze personali, oltre che
parlare delle sue
più recenti opere
di carta e inchiostro. Roveredo gli
chiede allora quale siano i motivi
per i quali scrive e
lui afferma: «Per
non dimenticare.
Come ha detto
Magris, si scrive
per salvare qualcosa, anche se non
viene pubblicato
e viene lasciato lì
nel cassetto. Scrivere aiuta a sopportarci».
Arriva però il
momento di parlare della sua ultima opera Torneranno
le quattro stagioni, un libro di fiabe per
bambini e adulti, come lo definisce Corona, che ammette: «A dire la verità me le
hanno commissionate, ma le ho fatte col
cuore».
L’autore poi ne racconta una, quella di
uno scultore che va nel bosco e scolpisce
alcuni alberi, scatenando negli arbusti
prescelti un certo orgoglio che li porta a
prendere in giro e denigrare i loro compagni rimasti naturali. Ad un certo punto scoppia un incendio che brucia tutto,
senza distinzioni rendendoli di nuovo tut-
ti uguali: «Solo la morte pareggia i conti
ed elimina l’idiozia di queste diversità»,
commenta infine l’autore della fiaba. Corona poi parla del
suo prossimo libro
pronto per la pubblicazione, in cui
egli immagina un
mondo dove non c’è
più petrolio e dove
le persone recuperano l’utilizzo della
manualità, l’amore per la terra e la
pace, perché, come
spiega lo scrittore,
solo in una situazione di tragedia
planetaria essa è
possibile: «Nel bisogno e nel terrore
della morte la pace
è forzata, diventa
una necessità».
Infine, Pino Roveredo chiede al
suo ospite quanto a
suo parere sia facile
trasformarsi da persone a personaggio in questa cultura dell’apparire. Il collega risponde che è molto
facile e confessa «È successo anche a me.
Per vendere i libri devi andare in televisione, se non dici in tv che sei morto non
lo sa neanche tua moglie – afferma ironicamente Corona –. Io sono timido ma in
quelle occasioni ho fatto più il personaggio anche per creare un ambiente che aiutasse me e le altre persone a divertirsi».
E così, tra risate e applausi, si conclude
“l’incontro di parole” tra Pino Roveredo e
Maurizio Corona.
Diana Collarini
Salute proverbiale
rezza e fiducia nelle proprie
azioni e soprattutto, essendo a “misura d’uomo”, era
facilmente reperibile e verificabile.
Anche il raggiungimento di una buona condizione
fisica, pervenuto fino a noi,
ha un suo prontuario, che
puntualizza come scegliere
medici e medicine.
Schivare
il “Medico
inesperto
cimitero
aperto” e
preferire
quello che
ha uno stato
fisico
provato:
“Un
medico non
è
bravo
se non fu
mai malato”: competenza
e maggior comprensione
per i mali altrui. I dogmatici della fede ippocratica minacciano: “Chi non
obbedisce al medico, obbedirà al becchino”; altri
più scettici constatano con
amarezza che “Mentre i
medici si consultano il paziente muore”. Maliziosi,
e per certi versi ingrati, i
sofferenti di odontalgie decretano, dopo aver saldato
il conto, che “Il dentista
mangia con i denti degli
altri”, costretti a ricorrere
di malavoglia alle sue cure
a causa delle bizzarrie del
tempo. Perché? Lo afferma
il detto: “Quando il tempo
è molle, il dente è più folle”.
Qualche
indicazione
sulle prescrizioni terapeutiche: “Chi ogni tanto si
allena al salto della cena,
mantiene vispo e
snello,
il
corpo e il
cervello”.
Versione
differente
ma medesimo significato: “Vuoi
campare
sano e lesto? Mangia poco e
cena presto”. E poi gli alimenti da evitare “Grassi e
fritture, coliche sicure” o
da ingerire: “Se molto vuoi
campare, salvia hai da
mangiare”; per lo stesso
risultato: “…rape hai da
mangiare”. Si consiglia
pure tartufo e cardo (fanno l’uomo vegliardo); per
la sanità mentale: radici
di valeriana, senza dimenticare la vista (anche l’occhio vuole la sua parte!) a
cui pare faccia bene la ruta
poiché la rende acuta.
Cibi singoli: “Una mela
al giorno leva il medico
di torno”, “Doglia di testa
vuol minestra” o addirittura menù completi: “Dove
entrano il sole, la verza, la
mela, non entra il medico”.
Abbigliamento da usare
in via generale: “Caldo di
panni non fece mai danni” o particolare: “Veste di
lana tien la pelle sana”.
Sempre ai fini di un costante benessere fisico,
validi i piccoli accorgimenti come: “Aria dietro
la schiena nel letto mena”
e in caso di malessere: “Il
letto è già una medicina”.
In ogni caso non compiangetevi troppo e non
rompete le scatole al prossimo perché il vostro medico potrebbe tuonare: “Chi
si lamenta non può guarire!” e forse ha ragione.
Con una simile enciclopedia, disponibile presso
tutti i popoli del globo con
sfumature e postille nazionali, provinciali, comunali,
(interpreti di tradizioni,
usanze e prodotti locali),
stupiscono gli assurdi ammaestramenti con cui l’annunciatore televisivo di
volta in volta ammiccante,
solerte, persuasivo o inquisitorio snocciola ritrovati
per diete, abbigliamenti,
norme igieniche per campare di più e meglio, a seconda della stagione e del
clima.
Non mi si fraintenda:
nulla di meglio che acquisire informazioni per
migliorare la propria salute. Quando però al telegiornale della sera, dopo
il bollettino di catastrofi,
ormai purtroppo quotidiano, l’araldo di cosmiche
sciagure, si impegna (seriamente!) ad enumerare
insegnamenti comportamentali tanto inutili quanto banali, come aumentare
l’assunzione di liquidi in
estate o coprirsi quando fa
freddo, sostenuto da pareri di illustri studiosi, si può
andare incontro a inconvenienti pratici che, come
tutte le assurdità, sconfinano nel comico.
Non è raro ascoltare il
seguace
dell’idratazione
forzata lamentarsi, dopo
essersi abbeverato come
un cammello, lamentarsi
(e meravigliarsi!) di non
riuscire più a dormire per
l’obbligatoria, fastidiosa,
restituzione dell’eccesso
acqueo.
L’equivoco farsesco nasce dall’importanza attribuita al mezzo televisivo
che, se da una parte divulga
opinioni di massima (come
i proverbi) con pontificale
sicurezza, dall’altra paralizza qualsiasi certezza,
calcolata da ognuno dietro
il proprio braccio.
Un feroce dubbio si insinua nella mente umana:
è meglio seguire le raccomandazioni del profeta catodico oppure seguire come
sempre uno stile di vita misurato che, tutto sommato,
ha garantito fino a quel momento un’armoniosa sintonia fra mente e corpo, un
equilibrio tra spensieratezza di esistere e preoccupazione di sopravvivere?
In conclusione riportiamo una lettera consegnata
dalla Scuola di Salerno al
duca di Normandia Roberto II nel 1099 che terminava l’inventario delle
prescrizioni con queste
parole: “Se ti mancano i
medici siano per te medici queste tre cose: l’animo
lieto, la quiete e la moderata dieta”.
Nicola Napoli
20 il tuono
o
CULTURA
Sabato, 26 giugno 2010
Ricordare Sir Richard Burton, esploratore, studioso poliglotta e traduttore
Dalle Montagne della Luna a Trieste
L’avventura alle sorgenti del Nilo e gli studi anche sui nostri castellieri
Riconoscerete forse già dal titolo un celebre film vemente feriti in uno scontro con una tribù
del 1990 che il regista statunitense Bob Rafelson locale (Burton venne colpito da un giavellotto
tra le mascelle). Fu nel 1858 che scoprìrono
ha tratto dal roil Lago Tanganica, alla ricerca delle sorgenti
manzo omonimo
del Nilo tra le montagne della Luna.
di William HarAmmalatosi successivamente Burton, fu
rison, basato sul
Speke a continuare ad esplorare sotto la sua
diario della spedirezione il continente africano, scoprendo il
dizione africana
Lago Vittoria.
di sir Richard
Poichè Burton non poteva più compiere
Francis Burton
esplorazioni, dopo quel primo grande sucnel 1854.
cesso gli vennero affidati incarichi diplomatiDa qui il nostro
ci, come ambasciatore britannico a Fernando
l’interesse partiPoo, a Santos, a Damasco ed infine a Trieste.
colare per questo
Nel 1863 fu cofondatore della Anthropolopersonaggio pogical Society of London e nel 1886 ebbe il
liedrico e grande
Sir Francis in una “scherzosa” stampa dell’epoca
titolo di baronetto dalla Regina Vittoria.
esploratore, insigne traduttore
Trieste e le traduzioni
ed orientalista,
ninsula (Note sui castellieri o rovine Preistoriche
che visse visse
A Trieste si dedicò alle mansioni consolari ed alla della Penisola Istriana) .
nella nostra citBurton sostenne, allora con coraggio, che i Catraduzione di
tà per quasi due
stellieri erano rovine preistoriche, menzionando
testi orientali.
Sembra che la traduzione
decadi, sino alla
Protoveneti ed Illiri quali popolazioni preesistenti
Ma al contrario
de Le notti arabe sia stata
morte.
all’arrivo di Roma. Queste sue Notes furono il risuldella sua conRichard Frantato di sopralluoghi ai Castellieri allora conosciusorte,
Isabel
fatta fra Opcina e la sua
cis Burton era Sir Richard Francis Burton
ti, e naturalmente di una mente particolarmente
Arundel Gorresidenza triestina di città,
nato a Torquay
don che consiVilla Gosleth, l’attuale
in Gran Bretagna il 19 marzo del 1821. Durante la derava Trieste
Villa Economo
prima infanzia passò molto tempo a contatto ed una città molto
amicizia con gruppi Rom, tanto da essere conside- anglosassone,
rato come loro selvaggio, emotivo,
Burton non apprezzava molto la sua nuova
litigioso e vagabondo.
sistemazione. Di Trieste odiava la bora e deDi lingue Burton testava la scarsa “creatività” dei suoi cittadiAbbandonò poi gli studi universine imparò
tari, anzi fu espulso dal Trinity Colni, troppo dediti al lucro ed alle attività compiù di venti
lege dell’Oxford University, per aver
merciali: una specie di prigione dorata per
tra europee,
sfidato a duello un suo compagno di
un uomo che
studi che pare lo avesse deriso per i
ormai viveva
asiatiche ed
suoi baffi da militare. Decise allora
quasi di soli riafricane
di arruolarsi nell’esercito, non tancordi.
to per fare il soldato, ma per poter
I suoi sediviaggiare nell’impero britannico studiando la vita ci volumi della traBurton assieme alla moglie a Trieste
e le lingue duzione de Le notti
dei
popoli arabe, pubblicati fra
aperta alla conoscenza. Scrisse pure sugli usi e sui
d’Oriente.
costumi della popolazione istriana d’allora, talvolta
il 1885 e il 1888 e da
in maniera duramente critica ed anche cinica.
lui intitolati Le mille
Poliglotta
Negli ultimi anni della sua vita si adattò tuttavìa
e una notte sembra
e viaggiaalla città, e continuò a scrivere e tradurre sino alla
siano stati scritti fra
tore
morte sopraggiunta il 19 ottobre 1890.
Opcina e la sua resiSir Richard Burton fu certo uomo rude, ed anche
Di lingue denza triestina di citviolento, ma sempre conscio dell’importanza di ciò
Burton
ne tà: Villa Gosleth, l’atin cui si crede. Era un avventuriero romantico ed un
imparò più tuale Villa Economo. Sir Richard Francis Burton
moderno esploratore delle meraviglie che la moltidi venti tra Tradusse poi pure
e u r o p e e , Il giardino profumato, opera molto criticata per tudine conosce solo per sentito dire. Comprese che
a s i a t i c h e i suoi contenuti fortemente erotici, tanto che alla la conoscenza è un pilastro incrollabile dell’ umaed africane: sua morte la vedova la bruciò assieme a molte altre nità e che
poiché la consi- l’esperienda vero poderava pornogra- za la fa proliglotta, fu
Degne di nota le sue
fica e lesiva della gredire.
uno dei priNote
sui
castellieri
o
È
tutsua reputazione.
mi europei
a
studiare
rovine Preistoriche della Arrecando così, tavia una
secondo l’Enci- personalianche l’hinPenisola Istriana
clopedia Britan- tà “ospite”
dustano, il
si
nica (1997), un (come
gujarati, il
marathi, ma danno irreparabile alla storia e all’antropologia d e f i n i v a )
Sir Richard Francis Burton
ricordail suo inte- mondiale.
ta troppo
resse principale fu sempre rivolto all’antico persiaInteresse per la storia e protostoria
poco dalla
no e all’arabo.
del territorio
nostra citLa sua prima spedizione scientifica neltà, benché
la provincia pakistana del Sind lo preparò
Durante
A Trieste si
abbia fatal suo famoso pellegrinaggio alla Mecca
il lungo sogdedicò alle
to
molto
(1853). Apprese usi e costumi islamici,
giorno trieanche per
raffinò la lingua e gli idiomi locali, e si
stino Burton
mansioni
essa e per
preparò all’impresa, estremamente periconsolari ed alla si interessò
la ricognicolosa per un “infedele”, sino a farsi cirmolto
alla
traduzione di
zione della
concidere.
storia e protesti orientali.
sua storia
Prima di lui il primo pellegrino non
tostoria del
millenaria. Villa Gosleth, ora Villa Economo
islamico a raggiungere la Mecca era stato
nostro terAndrebLudovico de Verthema nel 1503,ma il pellegrinag- ritorio. Degne di nota
be quindi rivisitato non meno di Joyce e di altri
gio di Sir Francis fu il più avventuroso, celebre e sono la sua ricerca sulle
personaggi della cultura internazionale che vissero
meglio documentato.
Terme Romane di Monnella vivace Trieste absburgica cosmopolita, anche
Il suo viaggio successivo lo portò all’esplorazione falcone, e soprattutto
con iniziative in collaborazione con le associazioni
dell’entroterra somalo e proprio in questa avventu- le sue Notes on the Caa lui dedicate in Inghilterra e negli Stati Uniti.
ra gli si affiancò John Hanning Speke. Fu un’esplo- stellieri or Prehistoric Il necrologio sul Piccolo
Alessandro Mlach
razione drammatica, e Speke e Burton furono gra- Ruins of the Istrian Pe- del 19.10.1890
il tuono 21
ESCURSIONI E VIAGGI
Sabato, 26 giugno 2010
o
Ville ottocentesche, fari in mezzo al mare e case di pescatori
Una Croazia per viaggiatori chic
o stile Robinson Crusoe
Terra di mare, con un arcipelago di ben 1185 isole, meta privilegiata per estati torride, ben conosciuta da triestini e non solo. B&b, “zimmer frei”,
campeggi a due passi dal mare e splendide città come Ragusa (Dubrovnik), Fiume (Rijeka), Pola (Pula) e Zara (Zadar). Ma c’è qualcosa che forse
nemmeno i più esperti frequentatori della terra e del mare croato conoscono... sistemazioni originali e fuori dai circuiti del turismo, perfette per
regalare emozioni ed esperienze davvero uniche.
Per chi ama la terra
Passeggiare nei campi, riposare all’ombra di vecchi ulivi e querce antiche,
magari con un cappello di paglia, in un
silenzio dove solo il canto delle cicale
offrono agli ospiti un elegante soggiorno di comodo relax a cinque stelle
con piscina, ristorantino intimo ed un
centro benessere. Un’altra splendida
cornice è quella di Villa San Giovanni,
Foto di Igor Zirojevic per gentile concessione degli uffici amministrativi Regione Istriana
si fa sentire; gustare un piatto di pesce costruita nel 1905 sempre da Attilio
freschissimo nel cuore medioevale di Magnolo. Lussuosa, con un bellissimo
Lovrana (Lovran), deliziosa cittadina giardino ed una scalinata in pietra che
immersa nel verde dell’alloro e nel blu porta alla spiaggia e al lungomare, la
del mare, per poi rilassarsi in un’atmo- Villa è stata recentemente ristruttusfera d’altri tempi rientrando “a casa”, rata ed i suoi ospiti possono scegliere
tra la Residenza Verde in
in una delle splendide
stile classico adornata da
ville ottocentesche che
Le Lovranske
bellissime sete e dettagli in
la cittadella offre ai suoi
Vile, costruite tra
vetro di Murano, e la Resiospiti più esigenti.
la fine del XIX e
denza Orientale, arredata
Situata nella baia del
XX secolo, oggi
con interessanti oggetti delQuarnero, Lovrana si
ospitano
eleganti
l’Estremo Oriente. Attraentrova ai piedi del Monte, per una fuga romantica,
turisti
e
viaggiatori
te Maggiore (Monte
anche la Villa Adela dove un
“di classe”
Učka), uno dei monti
capitano marittimo e la sua
più belli e ricchi di vegebella
cantante
spagnola, Adela appuntazione della regione Adriatica. Le Lovranske Vile, ville di Lovrana, furono to, coronarono il loro sogno d’amore e
costruite tra la fine del XIX e XX secolo lasciarono in eredità ai Lauranesi non
e oggi, ristrutturate, ospitano elegan- solo questa splendida villa, ma anche
ti turisti e viaggiatori “di classe”. Villa le appassionate melodie spagnole.
Attorno a Lovrana si possono traAstra ad esempio, perfetto esempio
scorrere
ore piacevoli andando a cadi gotico veneziano, è stata costruita
vallo,
passeggiando
nei parchi o nei
dall’architetto Attilio Magnolo: a due
boschi,
magari
raccogliendo
fiori o
passi dal mare, prima di una serie di
funghi.
E
con
una
passeggiata
di
pochi
ville con vista sul Golfo del Quarnero
chilometri
dal
lungomare
si
raggiunche, in un’atmosfera di tempi lontani,
ge Abbazia (Opatija), famoso gioiello
istriano. In una posizione riparata ai
piedi del monte Maggiore, anche ad
Abbazia si possono trovare diverse ville rinnovate con gusto e hotel in stile
Belle Époque.
(Rovinj): dalla sua torre alta 23 metri
si apre una vista stupenda su spettacolari tramonti.
Ma c’è anche un’altra possibilità
offerta a chi si sente un po’ Robinson
Crusoe e un po’ vecchio lupo di mare:
soggiornare in quelle che furono le case
Per chi ama il mare e si sente un
dei pescatori di un tempo. Si tratta di
po’ Robinson Crusoe
casette che venivano utilizzate come riPer gli amanti del mare e della solitu- fugio durante la pesca e che, di recendine, non c’è niente di meglio che una te, sono state ristrutturate e rese agibili
fuga in mezzo al blu ed un soggiorno in per ospiti in stile “il vecchio e il mare”.
Si trovano nei pouno dei fari storici situati sulsti più sperduti,
le isole o sui promontori, miUn
soggiorno
spesso senza nesnuscoli paradisi lontani dalla
in uno dei fari storici
sun’altra casa nelfretta e dai rumori della bolo in quelle che furono l’arco di parecchie
gia estiva. Silenzio, riempito
le case dei pescatori
miglia, nello splendal frangersi delle onde e dal
dido arcipelago zagrido roco dei gabbiani. Una
di un tempo
ratino tra le Incoroscogliera personale dalla quale tuffarsi in un mare profondo alme- nate (Kornati), in particolare sulle isole
no cinquanta metri. Piccole, deliziose Zut, Murter e Isola Lunga (Dugi Otok).
insenature sulla roccia da cui sorge il Quasi tutte si raggiungono solo per
mare, non hanno la corrente elettrica
faro.
Proprio l’Istria vanta il faro più an- ma panelli solari che offrono elettricità
tico dell’Adriatico, quello di Salvore appena sufficiente per l’illuminazione;
(Savudrija) che risale al 1818 e si trova i tubi dell’acqua nelle case sono collesu un promontorio a pochi chilome- gati alle rispettive cisterne idriche, i
tri da Umago (Umag). Arroccato su rifornimenti vengono effettuati con la
un’isoletta rocciosa circondata da ac- “barca supermercato” che gira l’arcipeque cristalline, il faro di San Giovanni lago. Ma per chi sa pescare delizie da
(Sveti Ivan) invece, costruito nel 1853, arrostire la sera di certo non mancasi trova sullo scoglio più sporgente del no...
Chiara Meriani
piccolo arcipelago davanti a Rovigno
Foto di Igor Zirojevic per gentile concessione degli uffici amministrativi Regione Istriana
Da sapere
prima di partire
La leggenda
di Sveti Ivan
La leggenda racconta
che una volta, inseguito
dal maltempo, un doge
veneziano
navigava
nella direzione di Rovigno. Il suo equipaggio notò in tempo gli
scogli pericolosi di San
Giovanni (Sveti Ivan)
e riuscì a cambiare la
rotta di navigazione. Il
doge fece il voto a San
Giovanni che, qualora
fosse arrivato sano e
salvo a Rovigno, avrebbe
acceso
sull’omonimo
isolotto una candela
alta come la torre della
cattedrale, in segno di
ringraziamento. Arrivato a Rovigno sano e
salvo, il doge accese una
candela ma questa era
molto, molto più piccola di quella promessa.
Fu alcuni mesi dopo
che, navigando vicino
a San Giovanni, il doge
si trovò nel bel mezzo di
un temporale improvviso: il mare gettò la
sua barca sugli scogli
dell’isola il cui santo era
stato tradito, e l’intero
equipaggio sparì nel
mare.
Se decidete di alloggiare in un faro o
in una casetta di pescatori, ricordate che,
se il mare è burrascoso, può accadere che si
debba restare sull’isolotto in attesa di un tempo
migliore.
È consigliabile contattare la persona incaricata per il trasferimento almeno un giorno prima
della partenza da e per il faro, perché dispone di
dettagliate previsioni meteorologiche.
Informazioni
www.lovranske-vile.com/hr/
Foto di Ivo Pervan, concessa dall’Ente Nazionale Croato per
il Turismo
www.croaziainfo.it
22 il tuono
PUBBLICITà
o
Sabato, 26 giugno 2010
TRIESTE che lavora
Spostiamo a Trieste
da 70 anni
Traslochi privati ed enti
Traslochi nazionali ed internazionali
Trasporto opere d’arte
Mostre - Musei
Autoscale aeree fino 32 mt
Deposito mobili assicurativo
Spedizioni internazionali
Imballaggi fragili su misura
Trasporto, pianoforti, casseforti, colli pesanti
TRIESTE - Viale R. Sanzio, 16
Tel. 040.5199298 - Fax 040.5199847
Numero Verde 800.126.900
E-mail: [email protected]
www.allegrettotraslochi.com
PREVENTIVI GRATUITI
A DOMICILIO
fisiomed italia
fisioterapia
Via Torrebianca, 28 - 34122 Trieste - Tel./Fax 040
DIR. SAN.
DR. ANDREA MAGGI
CHIRURGO ORTOPEDICO
TRIESTE che lavora
aut. n. 17/4270-2001
660779 [email protected]
TRIESTE che lavora
Rifacimento e fornitura salotti
Selle moto
Allestimenti nautici
Ampia scelta di tessuti ecopelle
TRIESTE - Via Capodistria, 33/2 - Tel. Fax 040.814375
il tuono 23
SPORT
Sabato, 26 giugno 2010
o
Tra i motivi principali lo scarso impegno economico da parte degli imprenditori locali.
Lo sport di vertice a Trieste
vola sempre più in basso
La prossima stagione vedrà ai nastri
di partenza le nostre principali realtà
sportive cittadine lontano dalle maggiori
categorie del panorama nazionale. Il capoluogo giuliano, ormai da troppi anni
non è rappresentato da un imprenditore
locale disposto ad investire nello sport
di vertice: le dirette conseguenze sono i
risultati spesso scadenti conditi da retrocessioni o nella peggiore delle ipotesi da
fallimenti societari.
Nuova Unione Sportiva Triestina calcio
dalle ceneri della vecchia società fallita che dovette ripartire dal Campionato
Nazionale Dilettanti (l’attuale serie D).
Nella stagione appena terminata ben pochi sono stati i contributi locali derivati
dalle sponsorizzazioni entrati nelle casse
sociali alabardate: tutto ciò è un segnale
abbastanza indicativo dello scarso impe-
Triestina
Iniziamo con
la
Triestina,
dove al comando della gloriosa
società alabardata troviamo
il friulano Fantinel preceduto
nella gestione
da imprenditori provenienti
tutti da fuori
provincia: Tonellotto, Berti (romagnolo), Vendramini
(veneto), Fioretti (friulano), e Trevisan
(lombardo). Per trovare un triestino al
timone della prima squadra cittadina
dobbiamo fare un salto indietro di ben
16 anni, più precisamente all’ormai lontano 1994, quando Del Sabato fondò la
gno economico derivato dalla città nei
confronti della massima espressione calcistica.
Pallacanestro
La Pallacanestro Trieste 2004, anch’essa nata dopo un fallimento disputa
la A Dilettanti (terza serie), attualmente
è sostenuta dalla multi utility AcegasAps
spa che detiene l’intero capitale sociale
della società cestistica. Sembrano lontani i tempi a cavallo degli anni 80 – 90,
quando l’imprenditore trevigiano Stefanel portò la squadra ad un passo dallo
scudetto tricolore (3°posto campionato
1993 – 94) fino a raggiungere la finale di
Coppa Korac, tanto che ancora oggi più
di qualche nostalgico tifoso evoca quei
periodi culminati da notevoli soddisfazioni. L’imprenditore tessile se ne andò
da Trieste, causa discordie con la giunta
comunale di allora sulla costruzione del
palazzo dello sport, nella stagione 1994
– 95 con tutta la squadra si trasferì all’Olimpia Milano,
dove
vinse il titolo
nazionale l’anno successivo
con lo stesso
gruppo
che
rese grande la
squadra giuliana. In epoca successiva ci furono varie
cordate locali a capo della Pallacanestro
Trieste, con sponsorizzazioni targate: Illycaffè (1994 – 95 e 1995 – 96), Genertel (1996 – 97 e 1997 – 98) e Telit (2000
– 01).
spese per affrontare il campionato d’Elite, ed è giocoforza “costretta” a disputare
l’A1 (seconda serie). Nonostante Trieste
disponga di una cittadella dello sport
da fare invidia a molti nella zona di Valmaura: stadio Nereo Rocco e Palatrieste
su tutti con il Grezar in fase finale di ristrutturazione, pare difficile pensare che
nessun imprenditore delle nostre zone
sembri interessato ad un investimento
in ambito sportivo, che di conseguenza
possa fare da volano per l’intera città a
livello nazionale; proseguendo in questo
modo sembra sempre più difficile uscire
dalla situazione attuale e il futuro non
Pallamano
La Pallamano Trieste, società che
vanta un palmarès di tutto rispetto (17
scudetti e 6 Coppe Italia, oltre a 5 titoli
nazionali giovanili), per la terza volta negli ultimi 4 anni non riesce ad iscriversi
nella massima divisione causa la mancanza di budget necessario a coprire le
appare di certo dei più rosei. A quando
la svolta?
Denis Locoselli
Per gli ex alabardati una stagione esaltante
Lontano da Trieste i giocatori che hanno lasciato l’Unione nello scorso campionato sono esplosi
Stagione altamente positiva per qualcuno vincente quella appena trascorsa per i giocatori che hanno
vestito la casacca alabardata nel campionato 2008-09. Iniziamo
con Ardemagni, forse
l’esempio più eloquente: dato in prestito al
Cittadella, l’attaccante proveniente dalle
giovanili del Milan, è
letteralmente esploso
totalizzando alla fine
del torneo cadetto la
bellezza di 22 reti conRiccardo Allegretti
tribuendo così di fatto a
trascinare la compagine veneta ai play off promozione.
Veniamo al reparto difensivo dove Cacciatore, spesso
preso di mira dai tifosi rosso alabardati per le sue scarse prestazioni, si è presto riscattato trovando un discreto minutaggio nelle file della Sampdoria disputando un
buon campionato culminato con la qualificazione dei
blucerchiati nella Champions League.
Nella massima divisione Svizzera, più precisamente
nel Bellinzona, troviamo l’andorrano Lima reduce da
una stagione positiva con 26 presenze e 4 reti al suo
attivo, non male sicuramente per un difensore scoperto attaccante nell’era Tonellotto, mentre Minelli con il
Sassuolo ha raggiunto i play off in serie B. Grande festa a Cesena, dove Petras e Piangerelli hanno portato la
squadra romagnola in serie A, dopo 20 anni di assenza,
risultando i
protagonisti
indiscussi
della storica
promozione.
L’ex capitano Allegretti ha
collezionato
16 presenze
e 3 gol con
la maglia del
Michael Agazzi
Bari, mentre Granoche dopo l’iniziale difficoltà dovuta all’esordio in serie A ha ben figurato con il Chievo.
Menzione particolare va rivolta ad Agazzi, portiere di
sicuro avvenire, ceduto in
prestito (ora in via definitiva) a gennaio al Cagliari
a fare il vice di Marchetti,
attuale estremo difensore
della Nazionale azzurra.
Il centrocampista Antonelli, risultato il migliore
giocatore alabardato della
stagione 2008 – 09, dopo
avere iniziato il campionaPablo Granoche
to a Bari è passato al Torino disputando prestazioni
quasi sempre al di sopra rispetto al collettivo.
Mettendo tutti assieme questi giocatori si riesce quasi a schierare una squadra completa: forse si sarebbe
potuta evitare la retrocessione in Lega Pro con tali atleti
ancora in forze con la maglia della Triestina?
D. L.
II° Prosecco XC Circuit - I° trofeo fuoristrada Giordano Cottur
Gara caratterizzata dal maltempo la “II° Prosecco XC Circuit- I° trofeo fuoristrada Giordano Cottur”, valevole quale
Campionato regionale di Mountainbike.
Ad aggiudicarsi le maglie di
campione del Friuli Venezia
Giulia sono stati: Moreno Pellizzon dell’ASD Caprivesi tra gli
esordienti; Nadir Colledani della
Jam’s Bike Team Buja tra gli Allievi; Stefano Braidot dei Caprivesi tra gli Juniores; Andrea Bravin
del Team Granzon tra gli Open;
Denis Vogrig del Team Granzon
tra gli Elite Sport; Federico Ciani della Caprivesi tra i Master 1;
Gianmarco Gorini della ASD Ca-
privesi tra i Master 2; Massimo
Marcon del Bike Team 53.3 tra i
Master 3; Claudio Remoto, della
Ki Co Sys. Cussigh Bike per i Master 4; Roberto Coral dell’Acido
Lattico Team tra i Master 5.
La competizione ha visto la
partecipazione
di oltre 130 atleti iscritti in ben
dodici categorie,
tanto che
gli
atleti sono stati
fatti partire in
orari diversi.
Per il settore
femminile vittoria assoluta di
Isabella Milani
della Bike Team 53.3, seguita
dalla blasonata Ilenia Lazzaro,
ex professionista del team veneto L’Arcobaleno, prima tra le
Donne Elite. Sul terzo gradino
del podio Nicole Bortoluzzi, della Ciclistica Bujese, prima Donne
Esordienti.
Il Primo Trofeo Fuoristrada
intitolato a Giordano Cottur va
invece alla ASD Caprivesi, migliore delle squadre per vittorie
e piazzamenti. Sul secondo gradino del podio il Team Granzon
di Remanzacco, seguito dal Bike
Team 53.3 di Pordenone.
Tra gli atleti triestini, buona la
prestazione tra i Master 1 dell’ex
dilettante Christian Leghissa, della veneta Bike Club 2000 Show
Running, giunto terzo di categoria. Secondo invece tra gli Open
Daniel Pozzecco, ex campione
italiano esordienti del 2004, del-
l’Arcobaleno Carraro Team. Bene
hanno figurato anche gli atleti
della MBC Trieste nelle rispettive categorie: Dean Kralj, settimo;
Davide Castronovo, settimo; Domenico Mulè, nono.
Entusiasmo tra i partecipanti
che hanno apprezzato il nuovo
percorso disegnato dal campione
regionale 2008 di mountain bike
della S.C. Cottur Gianni Sclip.
Soddisfazione tra gli organizzatori per il successo di pubblico
della manifestazione, nonostante l’inclemenza delle condizioni
meteo e soprattutto per essere
riusciti a portare nella provincia
di Trieste il campionato regionale della specialità.
24 il tuono
SPORT
o
Sabato, 26 giugno 2010
Acegas, Eugenio Dalmasson è il nuovo coach
Il tecnico mestrino succede a Massimo Bernardi sulla panchina della Pallacanestro Trieste
La Pallacanestro Trieste nei giorni scorsi ha scelto il nuovo coach
che siederà sulla panchina giuliana
nella prossima stagione: il veneto
Eugenio Dalmasson. Scelto dal consulente operativo Boniciolli,il tecnico mestrino ha mosso i primi passi
come allenatore proprio nella squadra giovanile della sua città i Bears,
per proseguire successivamente il
suo giro in tutta la penisola sempre
in categorie di una certa importanza.
Il sostituto di Massimo Bernardi è un tecnico molto
preparato ed esperto per il campionato che dovrà affrontare
l’Acegas; tra i risultati di prestigio può annoverare la promozione del Vicenza in serie A2 nel
1999 e quella della Reyer in Lega
Due nel 2008. Per quanto concerne la squadra della prossima
stagione vedremo sicuramente
sul parquet del Palatrieste la coppia Colli e Lenardon ancora sotto
contratto, mentre appaiono quasi scontate le conferme di capitan Bocchini a cui vanno
aggiunte quelle di Benevelli e Benfatto, con una ulteriore
possibilità che potrebbe essere data a Benevelli.
Nel mercato estivo la società dovrebbe puntare sull’acquisto di almeno 3 giocatori di esperienza, a cui vanno aggiunti un paio di ragazzi del settore giovanile.
Il budget a disposizione per la prossima stagione ammonta a 1,2 milioni di euro: cifra importante che consentirebbe di allestire una formazione in grado di raggiungere le prime 8 posizioni in classifica, per potere così
accedere l’anno successivo al campionato di Sviluppo (in
pratica la nuova terza serie).
Infine va ricordato che nel prossimo torneo ogni squadra dovrà avere obbligatoriamente nel proprio roster 3
giocatori Under 23 e 2 atleti Under 21.
Denis Locoselli
Basket: lo sport gioca la partita della solidarietà
Nella prestigiosa cornice del PalaTrieste, si è chiusa
la II edizione della Coppa Internazionale Alto Adriatico
di pallacanestro. L’iniziativa organizzata dall’A.D. Ferr.
Scoglietto è una competizione nata per veterani, ma di
fatto open, a libera partecipazione. A competere ben sette compagini locali, due squadre di Fiume (Croazia) e
una di Capodistria (Slovenia).
Novità di questa edizione la “Coppa Solidarietà”: ogni
squadra è stata abbinata ad una associazione di volontariato. Gli atleti delle squadre perdenti hanno versato una
cifra che e’ andata a costituire un montepremi, devoluto
all’associazione legata alla squadra vincente e all’associazione legata al “team fair-play”, la squadra meno fallosa.
Il torneo è stato vinto dal Kvarner di RIJEKA, abbinato all’ Associazione Goffredo de Banfield, che annovera
nelle sue file atleti di altissima qualità tra cui spicca il
nome di Aramis Naglic olimpionico 92, che in finale ha
sconfitto l’altra formazione fiumana: il Kozala abbinato
all’ A.Ri.C. Associazione Riabilitazione Cerebrolesi. Terzi classificati il Bonifika Boys abbinato all’ AVO Assoc.
Volontari Ospedalieri e quarti gli amici della Virtus abbinati ad Amare il Rene. Due le formazioni premiate per
il fair-play: con 134 falli a testa Spe Videofantasy e The
Tender’s abbinate a Pro Senectute e Bambini di Trieste.
Alcuni numeri: 183 i giocatori scesi in campo, 71 le
partite disputate ed un solo fallo tecnico fischiato, a dimostrazione che lo slogan “Basket. Per sport” scelto dagli organizzatori può essere ancora attuale.
Ricordiamo anche le altre associazioni e le squadre
partecipanti: Gran Bar Italia - Filo d’Argento, InterMuggia - Consultori Familiari, Al Vecio Canal - Croce
Rossa Italiana, Spazzidea
- Associazione Giuliana
Malattie Reumatiche. Soddisfatto Giorgio Wittreich,
Presidente del Scoglietto
il quale ha rinnovato l’appuntamento per Ottobre e
soddisfatti i rappresentanti
delle associazioni che hanno confermato la loro partecipazione anche alla prossima edizione.
Gli organizzatori hanno inoltre premiato gli atleti che
si sono distinti nelle loro prestazioni individuali. Tra tutti ricordiamo Luca Celega giocatore più votato (il voto
viene dato al temine di ogni partita dalla squadra avversaria) e Goran Sucurovic miglior giocatore del torneo.
C.S.
La piscina di plastica di Aurisina è la struttura cardine dell’insegnamento dello sci a Trieste
Trieste ha più tesserati della Liguria nello sci
Lo sci è il re delle discipline sportive invernali e nella nostra provincia sono numerose le società impegnate nell’insegnamento, ma anche nell’attività agonistica:
Sci Club 70, Sci Cai XXX Ottobre, Sci Cai
Trieste, Mladina, Sk Devin ed Ski Brdina.
Tutte quante hanno in particolare considerazione il settore giovanile, il vivaio in
cui i più piccoli imparano la tecnica e in
cui nuove promesse iniziano a muovere i
primi passi.
Si inizia a sciare fin da piccoli, dal periodo della scuola elementare e dei primi
“spazzaneve” fino all’acquisizione della
tecnica corretta, della postura e dei movimenti. A Trieste le varie società si propongono di “Fare sciare tutti e farli sciare
bene fin dai primi passi”, svolgendo quindi
un’attività dapprima pedagogica e sociale,
incentivando la partecipazione di quanti
più ragazzi possibile e poi pian piano iniziando ad orientarli verso il piano agonistico.
La piscina di plastica di Aurisina è la
struttura cardine dell’insegnamento dello
sci a Trieste, città di mare e quindi priva
di ogni genere di impianti di risalita e di
discesa. La pista è perciò un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro
che desiderano muovere i primi passi nell’ambiente ed è l’unico luogo vicino al centro in cui una persona può effettivamente
sciare come su una vera pista di montagna
(o quasi). Non è tutto, però, considerando
che i club organizzano numerose iniziative
in collaborazione con le
scuole, dai
corsi
alle
settimane
bianche,
creando
quindi un
percorso che
unisce l’attività didattica in senso
stretto con
la
pratica
dello sport.
Per quanto
concerne il punto di vista strettamente
agonistico, invece, è di estrema importanza la formazione di un gruppo affiatato e
unito, condizione fondamentale per poter
poi far maturare i giovani più promettenti e farli esprimere al meglio sulle piste.
Anche in quest’ottica l’attività con le clas-
si delle scuole è molto importante poichè
talenti nascosti, ma anche ragazzi normali che forse non avrebbero mai indossato
gli scarponi hanno la possibilità - grazie a
queste iniziative - di provare e successivamente di continuare eventualmente l’attività sportiva.
I trofei e l’agonismo
sono
comunque
un
aspetto parziale di tutto l’universo dello sci,
che vede Trieste
come una delle
città più attive a
livello nazionale.
«Basti pensare
- osserva Gianni
Boschian, presidente provinciale
della Federazione
Italiana Sport Invernali - che a discapito
delle dimensioni geografiche della nostra
provincia, la più piccola d’Italia, i tesseramenti presso le nostre società sciistiche
sono più numerosi di quelli di un’intera
regione come la Liguria». I triestini sono
gente di mare e al tempo stesso profondi
amanti della montagna e dei suoi sport.
Ultimamente, tuttavia, l’intero settore
ha sofferto molto dal punto di vista della
partecipazioni a causa della crisi economica e non solo. Nonostante ciò numerose
iniziative sono state portate avanti dalle
società locali per incentivare un aumento
dell’interesse nei confronti della disciplina
in questione. «Questa intraprendenza è
stata premiata - riprende Boschian - In altri club italiani c’è stato un calo di iscritti,
ma da noi i tesseramenti sono addirittura
aumentati. Purtroppo al momento manca
una figura prominente nello sci italiano,
un protagonista a livello mondiale. L’ascesa di un grande campione potrebbe aiutare sicuramente con la sua immagine a far
risalire dapprima l’interesse che forse si è
perso in gran parte d’Italia e in secondo
luogo il numero di affiliati ai vari team».
Alberto Tomba ha deciso di collaborare
con la Fisi come vero e proprio uomo immagine dello sci azzurro. Il suo carisma e il
suo passato da campionissimo rappresentano un’opportunità preziosa per ricevere
pubblicità e rinnovare il coinvolgimento
verso l’intero movimento e risollevarlo
così da un periodo di ristagnazione
Massimo Laudani.
Con la Muggia-Trieste parte il 21° Giro d’Italia femminile
Con la prima tappa Muggia - Trieste, di 59 km (con
un primo circuito da ripetere 4 volte e un secondo nel
centro della città da ripetere tre)
si aprirà venerdì 2 luglio il 21°
Giro d’Italia di Ciclismo femminile, che vede al via 16 squadre
e complessivamente 135 atlete.
La prima tappa triestina vedrà la partenza da Muggia con
un circuito da ripetere 4 volte
passando davanti allo stabilimento della Pasta Zara (sponsor del Giro d’Italia femminile)
e per riprendere la corsa in linea verso Trieste entrando in città da viale d’Annunzio, per raggiungere le Rive e Piazza Unità d’Italia,
ripetendo per tre volte un circuito cittadino lungo le
Rive stesse.
«Il 21° Giro d’Italia femminile si sviluppa –ha spiegato per l’organizzazione Sara
Brambilla- su 10 tappe complessive, per un totale di quasi
1000 km, 923 per l’esattezza, e
vede nella nona tappa (Livigno
Stelvio) la Cima Coppi, il punto
più alto da scalare, dove si deciderà probabilmente la classifica finale».
L’edizione dello scorso anno
del Giro femminile fu vinto
dalla tedesca Claudia Hausler,
mentre nel 2008 s’impose l’italiana Fabiana Luperini.
C.S.
il tuono 25
APPUNTAMENTI
Sabato, 26 giugno 2010
o
Il vecchio cancello: Angelo Piero Pasino
alla ricerca delle proprie origini
Angelo Piero Pasino guida la macchina
del tempo e ci fa ritornare al suo passato,
trascrivendolo poi ne “Il vecchio cancello”,
un libro pubblicato da Ibiskos editrice Risolo. In poche pagine vengono riassunte le
vicende della sua famiglia: da quando si
stabilì nel ferrarese nel ‘500-‘600, fino ad
arrivare ai primi del ‘900 per poi giungere
al suo arrivo a Trieste, con l’inizio di una
nuova storia.
Il motivo principale di questa iniziativa letteraria è stato la volontà di lasciare
un segno «a beneficio della progenie, in
particolare delle nipotine», ha spiegato
la scrittrice Graziella Semacchi, nei panni
questa volta di critica, alla presentazione
del libro, la scorsa settimana alla libreria
Minerva, in cui è intervenuta anche l’attrice Marisandra Calacione, recitando alcune
parti del racconto. E l’autore ha aggiun-
to: «Quando si diventa
vecchi possono accadere
cose poco allegre e per superarle, si cerca di riattacarsi ai ricordi attraverso
l’annotazione».
Tra le varie fonti da cui
attingere per risalire all’origine del cognome Pasino, specifico della zona
di Alessandria, troviamo
la Satira I di Ludovico
Ariosto in cui l’umanista
nomina mastro Pasino,
un cuoco evidentemente
allora molto noto.
Ulteriori possibilità di
ricerca derivano dal nome
augurale medioevale “Pacinus” o ancora dal troia-
no “Pacinos”.
Bartolomeo
Pasino
pare essere uno dei primi
capi della casata Pasino,
le cui vicissitudini verranno raccontate nei dieci capitoli successivi del
libricino, narrando come
i membri di questa prosapia abbiano vissuto gli
avvenimenti della storia
del tempo.
Giuseppe Pasino, il
successore di Bartolomeo,
avrà sette figli, il cui terzogenito sarà il nonno di
Angelo Pasino, Ernesto.
Che fosse un droghiere o
meglio un alchimista, lo si
capisce chiaramente dalla
passione per le spezie vendute, egregiamente descritta nelle pagine del libro.
Riemergere poi i ricordi del periodo
d’infanzia di Angelo, del Chiossetto Verde,
di Diano Marina, ma ancor prima di Villa
Soleia, costruita su una collina a Mentone,
sulla Costa Azzurra. Gli olivi centenari, le
boungaville rosso-viola, i frutti incolti, i
rari grappoli d’uva sembrano emanare un
profumo che attraversa le pagine, arrivando diretto all’olfatto del lettore. Allo stesso
tempo, però, a poche decine di chilometri
da Villa Soleia, la storia registrava orrori e
disastri: era scoppiata la Seconda Guerra
Mondiale. Angelo Pasino è grato alla vita:
a Villa Soleia si era fortunati perché si viveva come in un piccolo paradiso terrestre,
senza essere intaccati dalle nefandezze del
conflitto.
Benedetta Moro
Paul Weller, The jam e Style council visti da dentro
Oggi, dalle 17 a Seconda stella a destra,
punto di riferimento per musica, cinema e fumetti in via Cadorna 9, si terrà
la presentazione del libro ‘Shout to the
top’. Sarà presente il produttore Dennis
Munday, autore del libro, in cui racconta
i suoi 15 anni a stretto contatto con Paul
weller e le sue storiche band.
Dennis, prima di tutto sono molto curioso di sapere come mai, da
diversi anni, vivi a Ronchi dei legionari..
Nel 1995 avevo già lasciato Londra per
trasferirmi nella periferia inglese: negli
anni 80 ha cominciato a cambiare, ora
non mi piace per niente. Sono venuto in
Italia per riposarmi in seguito a un inci-
dente alla schiena. Comunque, la mia
personalità è più italiana che inglese..
Gli inglesi sono riservati, introversi..
Io sono l’opposto, e qui sono tutti
come me: gridano, gesticolano.. In
Inghilterra nessuno è così!
Quali sono le particolarità
che a tuo parere rendono il libro interessante?
Il mio punto di vista è differente da
quello di un giornalista, un esterno; io
ero lì, sono parte della storia. E penso
che questo dia una visione aggiuntiva di com’era il mercato discografico,
quant’era diverso da ora.
Credi sia cambiato molto da
allora?
Ha iniziato a cambiare a metà degli
anni 70, sta crollando dagli anni 80
in poi. E non ha nulla a che fare col
downloading, gli mp3. Ci sono troppi
avvocati e poca musica.
Potrebbe esserci oggi, da
parte di un discografico, il rapporto che avevi tu con le band? Assolutamente no. Poi oggi ci sono quattro
etichette che si spartiscono l’82% del
mercato musicale.. Se i Beatles fossero
venuti allo scoperto oggi, non avrebbero
ottenuto un contratto.
Nel libro parli anche del fenomeno mod, regolato da un preciso codice di abbigliamento.
Da mods ci vestivamo come le band,
hai presente gli Small faces? Era parte
della società.. Ora che c’è una delle più
grandi depressioni, dovrebbe esserci un
certo tipo di movimento musicale e culturale come risposta, invece non succede
niente.
Cosa ne pensi dei mod revival di altro! Ma sono sempre stato molto amioggi?
chevole con tutti i gruppi con cui ho laCredo che vada bene se ci sono anche vorato. Quando ha deciso di lasciare, ho
belle canzoni, ma forse si guarda troppo pensato che fosse la mossa giusta. Paul
indietro. Nelle ultime due generazioni la doveva andarsene, ha sviluppato il suo
musica non significa più ciò che signifi- songwriting in una certa direzione, alloncava per la nostra. Tutti i ragazzini ascol- tandosi molto da quello che sentivano gli
tavano punk nei settanta. E poi ci sono altri componenti.
troppi soldi. Quando avevo soldi, potevo
Quando hai capito il potenziale
solo scegliere se spenderli per bere o ve- dei The jam, la grande influenza
dere un concerto. Il problema ora è che che avrebbero avuto nel futuro?
il giovane coi soldi può fare un sacco di
Lo sapevo nel 1978. Dopo ‘All mod
cose, tropcons’ pubpe. Quando
blicarono
noi eravadue singomo giovani,
li, ‘Strantutto quel
ge
town’
che avevae
‘When
mo era la
y o u ’ r e
musica – e,
young’, che
se vuoi, il
non vendetfootball!
tero più di
Tu cotanto. L’etinoscevi
chetta non
e
avevi
reagì bene,
u n ’ i n volevano
f l u e n tagliare i fiza
sulla Dennis Munday con Rick Buckler, batterista dei The jam
nanziamenband. Hai
ti, e io diedi
provato a far cambiare idea a Paul di matto, perché ‘All mod cons’ è un granWeller, quando decise di sciogliere de album. Ho scritto un biglietto al mio
i The jam?
boss, una cosa del tipo: ‘Ragazzi, voi siete
No, non mi sarei mai permesso di in- fottutamente matti. Ogni decade ha alcutromettermi nelle sue decisioni. Con lui ne band che entrano nella storia, e i Jam
ho instaurato un bel rapporto per il qua- saranno una di quelle.’ Il mio capo rise
le, per esempio, durante le sessioni di dicendo: ‘Quando la nave affonda, tutti
registrazione potevo dare dei consigli. Il muoiono se restano sulla nave’. E poco
più grande problema era tenerli d’occhio dopo uscì ‘Eton rifles’, la loro più grande
in modo che facessero davvero qualcosa, hit fino ad allora.
senza mettersi a bere o perdere tempo in
Samuel Saia
Albannach e Beltaine chiudono il festival celtico Triskell
Ultimi
giorni
per
immergersi nell’atmosfera
magica del festival
celtico internazionale Triskell, in
programma fino a
domenica 27 giugno presso il Boschetto del Ferdinandeo.
Questa sera, sabato 26 giugno,
alle 21:00, saliranno sul palco i Gens
D’Ys, la scuola di
danze irlandesi più famosa d’Italia, seguiti,
alle 22:30, dagli scozzesi
Albannach. Originali e
diversi da qualsiasi altra
band scozzese di cornamuse e tamburi, gli Albannach rappresentano
un nuovo ed emozionante modo di
fare musica. Un
gruppo
formato
da un campione di
cornamusa e percussionisti che propongono la musica
celtica in una veste
diversa, piena di
energia, trascinante e soprattutto tribale.
Domenica, alle
21:15, sarà invece la volta dei polacchi Beltaine, maestri
nell’unire tradizione celtica e musica moderna.
L’uso di strumenti non
convenzionali e la
bravura dei musicisti trasformano i
concerti dei Beltaine in un vero e proprio evento carico di
energia. Il concerto
del Triskell è anche
l’occasione per presentare al pubblico
il loro nuovo album.
Musica ma non
solo: sabato sera,
infatti, a partire dalle 23:30, andrà in
scena lo spettacolo
di teatro - danza Etain,
la donna che visse più
volte, con i Raccontabosco del Teatro In-Kubo e
con i Claddagh duo.
Domenica, invece, alle
19:30, si terrà la conferenza Storia del whisky.
Dalle origini a oggi, con
Andrew O’Hara del Clan
“Z” Mac Ajvar.
f.d.
26 il tuono
APPUNTAMENTI
o
Sabato, 26 giugno 2010
Dai ghiacci allo spazio con l’OGS
Un libro racconta la storia dell’Anno Polare Internazionale e le attività di ricerca italiane nell’Artico
D a i
ghiacci allo
spazio (Bilion Edizioni, 2009),
l’unica opera italiana
della serie
Polar Books, è stata
presentata
alla libreria Lovat in
collaborazione con
la Regione
FVG e con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale. Il testo racconta di come Karl
Weyprecht abbia ideato l’Anno Polare Internazionale, un programma scientifico di portata mondiale mirato allo studio delle regioni polari, e di come l’idea
di un progetto globale abbia rivoluzionato la storia
della scienza. La ricerca è stata effettuata
dagli autori Enrico Mazzoli, giornalista e
storico; Gianguido Salvi, geologo marino
e ricercatore di geo-scienze all’Università di Trieste; Laura De Santis, ricercatrice geofisica della litosfera e Mauro
Messerotti, ricercatore dell’Osservatorio
Astronomico e professore all’Università
di Trieste.
Le scoperte di Weyprecht
Karl Weyprecht è un ufficiale della marina austro-ungarica formatosi a Trieste
nel 1800, dove avrà occasione di entrare
negli ambienti scientifici, partecipando
Italica
ad un progetto cartografico riguardante le coste dalmate dove inizierà ad interessarsi ai problemi relativi alle correnti marine e al magnetismo terrestre.
L’ufficiale scoprirà ben presto che nell’Artico (Antartide) ci sono le condizioni migliori per studiare tali
questioni, così inizierà a pensare ad una ricerca che
avrebbe unito gli Stati in un progetto comune riguardante i poli. Secondo il geniale ricercatore uno sforzo
internazionale avrebbe fatto evolvere la scienza più
velocemente, ma non solo: progettare un programma
scientifico mondiale avrebbe potuto persino combattere i nazionalismi. Weyprecht è stato un traino per
le esplorazioni successive, e dal suo primo Anno Polare Internazionale del 1882 sono partiti molti altri
“Anni Internazionali” per le discipline scientifiche,
tra cui quello dell’esplorazione spaziale.
l’Antartide, costruendo la postazione Giacomo Bove.
Purtroppo l’industriale lo fa su territorio argentino,
e la sua base verrà distrutta. Forse è anche grazie a
questo evento che nel 1968 l’Italia inizia a stanziare
Ruolo italiano e OGS
Base italo - francese Concordia
L’Italia finanzia molto tardi le ricerche sul Polo
Sud, però ha validi esploratori che singolarmente si
aggregano alle spedizioni di altri Paesi. A metà del
Novecento, quando le possibilità della tecnica lo consentono, alcuni privati
organizzano
spedizioni su
motovelieri e
partono alla
volta
dell’Artico: tra
questi è degno di nota
l’imprenditore Cepparo,
che vende la
sua impresa
e parte per
dei fondi per le spedizioni nell’Artico: nasce così il
Programma Nazionale Ricerche Antartide. Da allora
Trieste, e in particolare l’OGS, ha sempre avuto un
ruolo fondamentale nella ricerca e nell’esplorazione
polare, come anche nella divulgazione scientifica. Riguardo quest’ultima, nella sede dell’ex Opp di Trieste
è stato costruito un museo dell’Antartide (lo stesso di
Genova e Siena), dedicato ai 137 anni di scoperte al
Polo Sud.
Il ghiaccio, oltre ad essere una sentinella dei cambiamenti odierni del clima del pianeta, custodisce le
sue trasformazioni più antiche: scavando nei ghiacci
si riescono a studiare fino a 850.000 anni di variazioni climatiche. Ciò che rende queste ricerche fondamentali è quindi la possibilità di analizzare i cambiamenti climatici del passato per fare luce su quelli
di oggi, e risolverne le problematiche.
Alessia Dagri
Roba da donne. Emancipazione e scrittura
dei percorsi di autrici dal mondo
“La mia
penna può
scrivere
una tempesta di parole”: questa
la frase di
Natalia Molebatsi, una
delle tante
scrittrici, di
varie parti
del mondo,
che hanno
dato il loro
contributo al libro
La curatrice del libro, Silvia Camilotti
Roba
da
donne a cura di Silvia Camilotti, dottore di ricerca in
Lingue, Culture e Comunicazione Interculturale presso
l’Università di Bologna.
L’antologia, stampata nel 2009 dalle edizioni Magrovie, è in vendita ed è stata presentata a Trieste lo scorso
22 giugno alla libreria Lovat in collaborazione con la
Casa Internazionale delle Donne di Trieste, centro culturale e di servizi che persegue la finalità di affermare
le pari opportunità tra uomini e donne.
Fili conduttori del panorama variegato degli interventi del testo sono il tema dell’importanza della scrittura delle donne come strumento di libertà di espressione e quello dell’emancipazione femminile. Un libro
sulla voglia di ritrovare se stesse, di misurarsi con le
realtà e interrogarsi sulla propria e altrui condizione di
donna. Una sfida sostenuta anche da studiosi e studiose che raccontano esperienze femminili d’eccezione.
L’antologia è strutturata principalmente in due sezioni, una più teorica nella quale si ritrovano vari saggi di donne di diverse età e provenienze, preceduti da
una pezzo narrativo di una scrittrice somala, mentre la
seconda è la parte antologizzata in cui viene dato spazio ad autrici immigrate in Italia che si conclude con
un’intervista sullo status attuale della letteratura delle
donne e sul rapporto con il femminismo a Dacia Marai-
ni, una delle più conosciute scrittrici italiane, poetessa,
critico e drammaturgo.
Altri spunti e concetti che emergono dal libro sono
il peso della parola poetica nella società, la scrittura
femminile come processo di autocoscienza, il rapporto
tra scrittura e soggettività, la dignità femminile, la riflessione sulla questione del tradurre la memoria della
Shoah nella scrittura e molti altri. Interessante il saggio
dello studioso Raphael d’Abdon che parla dell’importanza delle scrittrici sudafricane che si esprimono con
poesie soprattutto orali di forte stampo sociale in un
Paese che nonostante sia uscito dall’apartheid non è
ancora del tutto pacificato e presenta ancora problemi
di censura.
«Il titolo è una provocazione - afferma la curatriceho scelto un’espressione a cui spesso si attribuisce un
valore dispregiativo, ma le parole di questo libro sono
per tutti, anche per gli uomini».
I testi sono di: Clementina Sandra Ammendola, Raffaella Baccolini, Silvia Camilotti, Ilaria Crotti, Raphael
d’Abdon, Christiana de Caldas Brito, Armando Gnisci,
Dacia Maraini, Tiziana Plebani, Ricciarda Ricorda, Cristina Ubax Ali Farah e Laila Wadia.
Sara Cristaldi
Libro ricordo di Claudio Nerenzi
Per una vita editor di Mondadori, Einaudi, Guado,
Marietti, ed altri editori, Claudio Nerenzi non aveva
mai pubblicato un libro suo. Franco Rosso Editore
ha curato ora un libro postumo di Nerenzi, intitolato
Racconti & Poesie,
per la collana I libri
dell’Antico Spazzacamino che Claudio
Nerenzi in vita aveva apprezzato. Il volumetto raccoglie 3
racconti e 14 poesie.
Claudio Nerenzi
nasce a Mantova l’11
giugno 1942 dove
compie gli studi medio-superiori e fin
da giovane collabora a varie iniziative
culturali.
Frequenta il corso di dizione nella
Scuola del Piccolo Teatro di Milano e successivamente lavora nel mondo del teatro. Collabora da esterno,
in qualità di traduttore di francese, revisore dei testi
letterari tradotti e correttore di bozze, per le case editrici Mondadori, Guanda, Feltrinelli di Milano e per la
Marietti di Genova.
È redattore interno di piccole case editrici e dal
1970 al 1984 collabora con periodici e quotidiani, recensendo mostre d’arte, libri, cinema e teatro a Milano. Nel 1984 è a
Montreal dove vive
e collabora con Il
Cittadino Canadese:
successivamente si
trasferisce a Genova dove vive fino al
1993 collaborando
con la casa editrice
Marietti.
Rientra a Mantova e collabora con la
casa editrice La Corte come editor, e con
la Gazzetta di Mantova.
Dal 1999 si stabilisce a Trieste e collabora con l’editore Asterios ed Einaudi, pur mantenendo costanti rapporti con Mondadori e Rizzoli di
Milano.
A Trieste si spegne il 22 ottobre 2009.
C.S.
il tuono 27
CULTURA
Sabato, 26 giugno 2010
o
Dai bimbi agli anziani: danza del ventre
Benefici e divertimento nella danza orientale, disciplina per tutti. Il 27 giugno al teatro Silvio Pellico 27 si esibiranno Naadirah e le Alisee
La danza orientale, ribattezzata dall’occidente “danza del ventre” viene vista spesso come un ballo provocante e sensuale, a discapito di tutti gli sforzi delle
professioniste
della disciplina. Purtroppo
essa è stata introdotta
alle
masse con le
danze ammiccanti delle pinup statunitensi,
e l’idea erotica
della danza del
ventre
persiste tuttora nell’idea collettiva.
In realtà è una
danza che si
basa sull’isola- Foto di Stefano Tieri
mento nel movimento delle diverse parti del corpo, e questo oltre
a porre l’accento sulle braccia, su busto, sulle spalle
e sul volto sottolinea anche i movimenti del bacino e
dei fianchi, il che aveva scandalizzato gli antichi viaggiatori europei che le hanno affibbiato il nome “danza
del ventre”. Ad ogni modo, parlare di “danza del ventre” o di “danza orientale” è molto generico: sarebbe
come cercare di definire
tutto lo scibile danzereccio d’Occidente in “danza
occidentale”. Per essa si
intende tutta la danza del
Medioriente, da quella tramandata di madre in figlia
(come le favole e le canzoni nella nostra cultura)
al ballo di paese, con movimenti più zingareschi,
fino alla danza araba classica, con posture eleganti e
morbide, che derivano dai
balli di corte.
Danza del ventre
triestina
Foto di Stefano Tieri
A Trieste le prime ad insegnare questa danza sono Naadirah, Maya Gaorry e
Myriam. Nelle loro scuole da dieci anni a questa parte
si è formata l’onda delle insegnanti triestine che adesso
affolla la città, dove centinaia di allieve dai due ai settant’anni si scatenano sui palchi e nelle piazze a ritmo
di musica, tra ventagli, ali e vestiti svolazzanti. È una
danza utile per la muscolatura, le ossa e la circolazione, oltre che per la percezione di sé e del
proprio corpo. Alle ragazze piace perché può essere uno sport competitivo,
aiuta a rafforzare il fisico,
e ognuna ballando trova
uno stile proprio, che può
essere armonioso e dolce
ma anche più aggressivo
e vivace. Alle signore piace perché aggrega, fa sentire bene a livello fisico e
mentale, aiuta la schiena
e le fa sentire a proprio
agio con il loro corpo. Ai
bimbi piace perché è una
danza solare, piena di
veli, campanellini e ritmi
orecchiabili, e aiuta lo sviluppo. Nelle
famiglie arabe infatti è una danza che viene tramandata di padre in figlio, tutta la famiglia viene coinvolta,
anche gli uomini (la danza orientale maschile è molto
diffusa, ne sono esempi i famosi maestri Yousry Sharif, Saad Ismail e Zaza Hassan). È una
danza adatta persino alle partorienti, si può
praticare durante tutta la gestazione e fa bene
alla mamma e al
bambino. Inoltre
allevia i dolori mestruali e massaggia tutti gli organi
interni, quindi arreca benefici allo
stomaco e all’intestino.
Storia e fortuna
in Occidente
I primi balli simili alla danza del ventre risalgono all’India del
1000 a.C., e sono arrivati
nel Mediterraneo circa
mille anni dopo: erano
rituali propiziatori di culto
alla Madre Terra. Il Baladī e il Ša’abī sono danze popolari, mentre il Šarqī è l’evoluzione di uno stile che apparteneva ai ceti alti. Fino al Novecento tutta la danza
orientale è improvvisazione: poi in Egitto sono state
adottate le prime coreografie, e anche la danza altolo-
Il Carso nei dipinti di Donatella Bartoli
Presso il Centro Didattico Naturalistico di Basovizza
(ex vivaio forestale) è possibile visitare fino al 24 luglio
la Mostra personale di pittura di
Donatella Bartoli.
Reduce dalle
mostre all’Istituto Italiano di
Cultura di Sydney e all’Expò
di Shanghai Donatella Bartoli
torna ad esporre
nella natia Trieste opere pittoriche incentrate
sul paesaggio del
Carso, quadri che
si sposano con la
Prima della pioggia
filosofia del Centro Didattico Naturalistico che è un moderno centro
visite realizzato e gestito dalla Regione Autonoma del
Friuli Venezia Giulia attraverso il Corpo forestale regionale. Tecnologicamente all’avanguardia, rappresenta un centro polifunzionale di educazione ambientale.
Si trova nel borgo carsico di Basovizza, nell’area dell’ex
Vivaio forestale dove, agli inizi dell’Ottocento, nacque
e si sviluppò il grandioso progetto di rimboschimento
del Carso.
Proprio queste sono le motivazioni che hanno spinto
l’artista triestina ad esporre in questa sede per offrire
cata si è fatta più complessa, mischiandosi con quella
popolare e adottando vari accessori e strumenti.
In Occidente
da dieci anni a
questa parte la
danza orientale
è diffusissima
anche grazie ad
una
cantante
colombiana conosciuta a livello internazionale che la balla
insistentemente
durante i suoi
video. La bellydance è una
disciplina riconosciuta a livello sportivo, e
con il tempo è diventata un eccezionale luogo di sperimentazioni e fusioni. Evgeniya Kopteva è una ballerina russa che balla la danza del ventre su musica
classica, le Bellydance Superstars americane fondono
una riflessione estetica ed etica sul tema della conservazione del nostro territorio.
Donatella Bartoli ha esposto in Italia e all’estero e si è confrontata anche
con artisti quali Dario Fo, Paolo Conte, Tony Esposito, Gino Paoli. Le sue
opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; da poco è uscito per
le edizioni Luglio il suo libro Come
fiamma a lungo covata, racconto di
una donna dai fornelli al sacro fuoco
dell’arte, dove narra in modo a volte
serio e a volte faceto il suo percorso
d’artista ricco di incontri, esperienze,
vittorie e sconfitte, con l’obiettivo di
spronare i lettori ad esplorare la propria creatività e così vivere una vita
più vera e completa che esca dalla
passività indotta dalla moderna cultura di massa.
C.S.
Natutra & Cultura di Donatella Bartoli
Centro Didattico Naturalistico
di Basovizza
Fino al 24 luglio 2010
Orari:
martedì e prima domenica del mese: 14.0020.00
lunedì mercoledì giovedì e venerdì: 9.00-13.00
Ingresso libero
gli elementi della danza orientale con quelli del Tribal e della cultura Gothic, Gaia Scuderi ballando sulle
musiche di Hossam Ramzy mischia le tradizioni del
flamenco con la danza del ventre, in un tripudio di
musiche, ritmi, tecniche ed accessori di culture molto
diverse tra loro.
Per avere un assaggio di questa magnifica danza,
raggiungete il teatro Silvio Pellico di Via Ananian il 27
giugno alle ore 21, dove si esibiranno Naadirah e le
Alisee.
Alessia Dagri
Alojz Rebula
Per i tipi della Felici
Editore di Pisa è da poco
uscito il nuovo numero della rivista letteraria
Aeolo. Dopo i due racconti di Boris Pahor, con
i quali la redazione della
rivista toscana aveva voluto
omaggiare
lo scrittore
nel giugno
del 2009,
quest’anno tocca
di nuovo a
un autore
triestino.
Viene infatti pubblicata
sulle pagine di Aeolo V la versione italiana
del racconto di Alojz Rebula dal titolo Lettera a
Caterina da Siena, uscito in lingua originale nel
2000 nell’ambito della
raccolta Arhipel (Arcipelago) presso la casa edi-
trice Slovenska matica e
recentemente tradotto in
italiano da Primož Sturman.
Scrittore
poliedrico,
Rebula si distingue nella
scena letteraria slovena,
ma anche
in quella
internazionale
con
tre
elementi
caratteristici della
sua opera: l’attaccamento
alle proprie radici
nazionali
e linguistiche, il
suo fervente amore per il mondo
antico e il suo profondo
radicamento nella religione cristiana.
La rivista sarà a breve
disponibile nelle principali librerie triestine.
c.s.
28 il tuono
MUSICA
o
Sabato, 26 giugno 2010
le interviste informali: un occhio e un orecchio alla scena musicale della città
Rhapsody of fire: nati a Trieste,
famosi in tutto il mondo
I Rhapsody of fire hanno
creato un intero immaginario
fantasy nei loro album, fondendo la poderosità del metal
con un ampio uso di melodie
neoclassiche e richiami epici/
medioevali. L’ultimo loro album, The frozen tears of angels, è uscito per la Nuclear
blast, una delle più grandi case
discografiche metal al mondo.
Ho intervistato Alex Staropoli,
tastierista e uno dei due triestini membri fondatori della
band.
Allora, penso che anche
tu sarai stufo, un pochino,
delle solite interviste che ti
chiedono com’è il
nuovo album, che
saresti un matto
a non dire che è la
cosa migliore che
avete fatto finora.
Sì, effettivamente, è
difficile che uno dica il
contrario.. (ride) Allora volevo spiazzarti un attimo
chiedendoti quale
invece dei passati album che preferisci meno, che
avresti cambiato
insomma. Devo dire
nessuno, perché ogni
album ha rappresentato un passaggio.
Sia Legendary tales
che Symphony of enchanted lands erano
frutto di composizioni
che avevano 3-4 anni.
Dawn of victory era
un album che voleva
staccarsi un po’ dal
sinfonico ed essere
più diretto, più metal..
Album dopo album
abbiamo sempre voluto cercare di mantenere sempre il genere, che secondo me è
la cosa più importante per una
band. Chi dice che una band
dovrebbe rinnovarsi a ogni album, per me dice una grossa
cazzata. Se io voglio una band
di un album, lo compro perché
mi piace quella band.. Non è
che compro quell’album, compro la band. È importante che
ci sia lo stampo.. ..Il trademark, il marchio di fabbrica.. Sì. Io e Luca ci conosciamo
da tantissimi anni e comprare
un album e rimanere delusi
perché la band ha cambiato totalmente genere, cioè passa dal
metal al rock.. Son quelle cose
che ti lasciano completamente
perplesso.
Infatti voi siete molto
coerenti col vostro stile. E
quali sono invece gli elementi nuovi in The frozen
tears of angels? Per la prima
volta siamo partiti a comporre
canzoni da zero, senza utilizzare
materiale che avevamo già. Ma
avete composto insieme in
studio? No no, io e Luca componiamo qui a Trieste. In studio andiamo a registrare quando tutto è già pronto: l’album è
già preprodotto, praticamente,
tutti sanno le loro parti, si ottimizzano i tempi e son tutti
felici, insomma. Per questo album siamo partiti da zero per
dare un tocco di modernità a
questo album. Io personalmente ho caricato meno di orchestrazioni, ho usato più suoni
di tastiera.. Le chitarre hanno
avuto lo spazio che volevo avessero da tanti anni, poi io sono
un amante della chitarra, non
è che ragiono da tastierista,
ma da produttore, arrangiatore: non è importante se faccio
meno tastiere, è il risultato finale quello che conta. Abbiamo
m’è stato il rapporto con
la città in fase di ascesa
del gruppo, c’è stato un sostegno valido, da parte dei
fan e della città?
A livello di giro di amicizie abbiamo sempre avuto un
grosso supporto, a livello di
istituzioni no. Abbiamo lavorato molto e suonato poco in
giro, concentrandoci di più sull’aspetto compositivo. Sapevamo di avere del materiale nuovo e interessante tra le mani,
visti i vari riscontri positivi..
Eravamo contenti di questo. Da
lì il passo è stato registrare un
demo di dieci canzoni che ab-
propria realtà di vita.. Questa è
la scelta più difficile. Io conosco
musicisti bravissimi che non
sono stati capaci di fare queste scelte, quindi sono ancora a
casa.. Alla fine la bravura conta relativamente se non hai la
determinazione di dire ‘voglio
provare, ma voglio provare veramente’. Uno può suonare lo
strumento per diletto, allora è
una cosa.. Ma se uno è convinto
che ha qualcosa da offrire artisticamente e vuole realizzarlo, deve tenere conto che a un
certo punto potrà avere problemi.. Io ho avuto problemi con
la ragazza, ho lasciato il lavoro,
usato molte atmosfere, cercato
di trasferire l’ambientazione
della saga, molto fredda, nella musica. Terzo elemento, la
copertina: che abbiamo volutamente – e finalmente – fatto
completamente in digitale, e
l’effetto, come puoi vedere, ben
si connette alla saga.
La prima canzone con
testo in italiano era ‘Lamento eroico’, nell’album
del 2002 ‘The power of the
dragonflame’. Nell’ultimo
lo spazio per l’italiano è
aumentato.
Ultimamente
abbiamo visto che il risultato è molto buono anche nelle
canzoni veloci, per cui all’inizio non ero molto convinto. Io
ho problemi con l’italiano solo
quando una band scrive dei
pezzi che personalmente reputo infantili, troppo semplici. Poi
Luca, scrivendo dei testi molto
belli, mi ha fatto cambiare idea.
Ho visto che scrivendo le parole
giuste suona benissimo; oltretutto la Nuclear blast, una delle prima cose che ci ha chiesto
è stata ‘ma.. fate un brano in
italiano?’.. Un entusiasmo che
davvero mi ha sorpreso.
Parliamo di Trieste: co-
biamo spedito in Germania, a
varie etichette. Com’è andata di preciso? Abbiamo registrato dieci brani qui a Trieste,
fatto delle copie che abbiamo
spedito a una decina di case discografiche tedesche. Ha risposto la LMP e ci ha proposto di
ristampare il demo e renderlo
più ufficiale.. Poi, vedendo che
ricevevamo recensioni molto
buone, ci hanno proposto un
contratto e dopo un paio d’anni
per rifinire quello che sarebbe
stato Legendary tales, è uscito
l’album, che ha venduto 70.000
copie in due-tre mesi, il che per
una band italiana sconosciuta è
una cosa notevole.
Il vostro caso è stato
particolare. Che consiglio
daresti a un giovane musicista triestino che voglia
intraprendere la carriera
musicale?
Di decidere subito se al momento giusto vorrà investire su
se stesso facendo delle rinunce.
Ti spiego, il problema principale
dei musicisti è che dal momento in cui devono fare una scelta,
e per scelta intendo abbandonare la città, andare all’estero,
investire su se stessi, lasciare la
sono partito e sono rimasto tre
mesi in Germania: ho rischiato
su me stesso, perché credevo in
quello che facevo.
Se invece uno è pronto a
rischiare, ad abbandonare le cose, secondo te qual
è il modo migliore di agire
quando ha una band e del
materiale pronto ma deve
ancora registrarlo?
Guarda, la cosa più semplice
è lavorare, avere soldi da parte, è ovvio, perché sennò non
puoi registrare niente.. Andare in giro ed offrire la propria
musica e non averla registrata
su cd non va.. A meno che non
sia una band che suona live già
da parecchio tempo, e rende
bene dal vivo.. Meglio avere la
musica propria su cd, registrata
bene. Quindi spendendo un
po’ di soldi.. E vabbè, sì, per
forza, noi negli anni novanta
abbiamo investito dieci milioni
per fare un demo, cioè una band
sconosciuta.. Ti parlo come se
oggi uno spendesse 20.000 €
per registrare un demo.. Oggi
con quei soldi fanno un cd, certe band metal europee. Quindi
noi abbiamo speso un sacco di
soldi per avere il miglior risul-
tato possibile. Costava anche
di più penso, all’epoca.. Poi
i costi degli studi erano anche
maggiori, bisogna anche dirlo.
I computer agevolano molto
di più chi registra, quella volta
abbiamo registrato tutto su nastro noi, (ride) per cui era una
cosa diversa: oggi, col Pro tools,
tutto è un po’ più facile. Chi
ti ha influenzato di più,
come pianisti, tastieristi,
compositori? Bè, diciamo
che sicuramente Bach, poi io ho
studiato un po’ le basi del pianoforte, non mi ritengo un professionista. Ho sempre seguito
il mio gusto, ho sempre fatto le
cose con molto istinto. Avevo comunque
un background di
musica classica, ho
sempre ascoltato Vivaldi, Bach.. Poi già a
16 anni ho cominciato ad ascoltare rock,
metal, per cui si sono
mescolate, alternate.. Quali erano le
prime che sentivi?
La prima in assoluto che mi ha colpito
sono stati gli Europe.
Poi da lì ho scoperto tutto il mondo del
hard-rock, a cominciare da Ronnie James Dio, per arrivare a King Diamond,
a Malmsteen, poi
Rainbow.. Per arrivare fino a bands tipo
Blind guardian, Helloween.. Tornando
alla band, qual è il
gruppo con cui vi
siete trovati meglio in tour, finora? Mah, diciamo..
Forse nessuno! Per
noi la realtà migliore è essere
headliners, per cui il tour più
bello è stato quello nel lontano
2002. Il prossimo tour, che avverrà in autunno, lo sarà. Sai
più o meno se suonerete
da qualche parte in Italia,
quante date farete? No, la
quantità di date ancora non
si sa. Cominceremo dai paesi
asiatici per poi scendere in Europa. Stiamo valutando tutte le
offerte.
L’ultima domanda: se tu
avessi la possibilità di suonare altri generi, che cosa
ti piacerebbe sperimentare? Farei musica per film, sicuramente. E’ un ambiente molto
ostico, molto duro. Gli interessi
sono moltissimi, non è come
fare un cd, di rock, metal, pop.
C’è moltissima concorrenza,
poi ogni film necessita di tagli
musicali – magari tu fai un brano di tre minuti, ti ci affezioni,
poi di quei tre minuti ne usano
venti secondi, lo tagliano.. Per
cui è una cosa un po’ così. (ride)
Sicuramente sarebbe bello essere connessi al mondo del cinema, magari anche coi Rhapsody of fire.
Samuel Saia
Temperanter
Mercoledì 30 giugno 2010,
alle ore 17.45, la Casa Internazionale delle Donne di Via Pisoni 3 ospiterà la presentazione del
primo numero della rivista internazionale Temperanter, dedicato al tema : Donne migranti
e pari opportunità: una sfida per
tutti. Per contatti: Zanette Chiarotto – cell 388 9412616
*
* *
Compleanno Circolo Stella
Sabato 26 giugno ore 19.00,
in via Masaccio 24, il Volentieri invita a festeggiare il primo
compleanno e l’uscita del numero estivo. Griglia e menù vegetariano, musica con i Sardoni Barcolani Vivi e Animetion Army.
Per prenotazioni [email protected] o 3494456571
– 3497422051.
* * *
Corso di teatro
A partire dal 12 luglio, 12
giorni con orario 18 – 22, presso il Teatro dei Fabbri in via dei
Fabbri 2. Seconda edizione del
Corso di teatro tenuto dall’attore della Contrada e docente
all’Accademia Teatrale “Città
di Trieste” Maurizio Zacchigna.
Il corso è aperto a tutti e partirà con un minimo di 10 iscritti.
Costi e iscrizioni julianju83@
yahoo.it,
[email protected]
* * *
Trofeo Colle San Giusto
Fino al 15 luglio gli aspiranti poeti residenti in Trieste e in
Regione potranno inviare i loro
componimenti inediti all’Associazione Artesette di via Rosset-
* *
* *
Infiorata di Opicina
Sabato 17 luglio termine delle
iscrizioni al concorso denominato Infiorata di Opicina. Il 24
luglio ci sarà la premiazione; le
schede per iscriversi gratuitamente si trovano presso i negozi
Cobez di via Nazionale e Simic
in strada per Vienna.
*
Fiori di Bach
Lunedì 28 giugno ore 17.30,
Farmacia alla Borsa, piazza della
Borsa 12. Ultimi appuntamento
per la serie “Domande e risposte”, con la psicologa Donatella
De Colle.
*
* *
Tristano Alberti
e la scultura del ‘900
Lunedì 28 giugno ore 18.30
(visitabile fino al 17 luglio). Nello spazio espositivo dell’Associazione culturale “Linea d’Arte”, inaugurazione della mostra
Tristano Alberti e la scultura del
‘900. Espositori: Enrico Butti,
Sergio Capellini, Giorgio Celiberti, Bruno Chersicla, Salvador
Dalì, Dante Pisani, Enzo Pituello,
Walter Pugni e Domenico Scolaro. Orario: dal lunedì al venerdì
dalle ore 17.00 alle ore 20.00;
sabato dalle ore 10.00 alle ore
13.00. Info:
347/4278480
337/549346.
*
Martedì 29 giugno ore 17.45,
Farmacia alla Borsa, piazza della
Borsa 12. Lettura psicologica dei
più comuni disturbi femminili
e alcune soluzioni possibili. A
cura della dottoressa
Donatella De Colle,
psicologa e musicoterapeuta.
* *
Domenica 5 luglio,
presso il campo sportivo dello Zarja di
Basovizza. la sezione di tiro con l’arco
dell’A.S.D.C.S.D.
Zarja organizza il
3° Trofeo Hunter &
Field di tiro con l’arco nonché il Campionato Regionale
del Friuli Venezia
Giulia. La gara si
svolgerà su un percorso di 24 piazzole
posizionate a distanze, conosciute e
non, che varieranno
dai 5 ai 60 metri; si prevede la
partecipazione di circa 60 atleti di età compresa tra i 12 e i 60
anni che provengono da tutte
le società della regione, da società del Veneto e dalla vicina
Slovenia.
*
Text Works
fino al 7 luglio
Sabato 26 giugno alle ore 18.00 nella Galleria
Spaziocortequattro, Corte San Francesco – Cividale del Friuli, inaugurazione della mostra
Text Works, di Claudia Raza. Visitabile fino al
7 luglio 2010.
* *
Quando il femminile
è doloroso
* *
Due chiacchiere
su Tonga e Orbassano
e POPlynesia
Giovedì 8 luglio ore 19.00.
Knulp, via Madonna del mare
7/a. L’Associazione culturale
DayDreaming Project, in collaborazione con La Corte del
Libro e Knulp presenta Due
chiacchiere su Tonga e Orbassano, con Antonio Paradiso.
* *
Trieste e la Sublime Porta
* *
Terzo trofeo
Hunter&Field
*
si rivolge come sempre ad artisti provenienti da 23 paesi
dell’Europa
centroorientale,
Italia compresa. I progetti verranno valutati in settembre.
Per informazioni: Comitato
Trieste Contemporanea, e-mail
[email protected], tel 040 639187.
Sabato 26 giugno dalle ore
10.00 alle ore 12.00, in via Carlo
de’ Marchesetti 2, visita guidata
al Civico Orto Botanico in occasione della fioritura delle salvie.
Per informazioni tel. 040 36 00
68, e- mail: [email protected]
*
ti 7/1. Avranno la possibilità di
partecipare alle due sezioni del
premio con un numero massimo di tre poesie inedite in lingua italiana e tre poesie inedite
in dialetto triestino. Il bando si
trova anche sul sito www.equilibrate.org/artesette.it
o
Civico Orto Botanico
*
*
il tuono 29
APPUNTAMENTI
Sabato, 26 giugno 2010
Segue l’inaugurazione di POPlynesia, mostra di GP Orbassano a cura di Christiana Viola.
La mostra è visitabile fino al
31 luglio. Per ulteriori informazioni: www.daydreamingproject.com, www.cortelibro.
com, [email protected].
*
* *
Pocket luck
Concorso di Design
Martedì 31 agosto termine
delle presentazioni per il concorso internazionale di Design
organizzato da Trieste Contemporanea dal tema “Esiste
un portafortuna in un mondo
che va a rotoli?”. Il concorso
Fino al 7 novembre. Museo
petrarchesco piccolomineo, via
Madonna del Mare 13, 3° piano. L’esposizione Trieste e la
Sublime Porta da Pio II all’arciduca Massimiliano d’Asburgo, in italiano e in inglese, è
aperta con ingresso libero e
visite guidate gratuite. Le visite guidate si svolgono il sabato
alle ore 11 e il giovedì alle 17
a cura di Alessandra Sirugo e
delle volontarie dell’Associazione “Cittaviva”, la quale effettua, su prenotazione, anche
visite in inglese, tedesco, francese, spagnolo, sloveno, croato, russo. Tel. 040/3593611
040/3593601, www.museopetrarchesco.it [email protected].
*
* *
Mostra “ Natura
& Cultura”
di Donatella Bartoli
Fino al 24 luglio, orario visite: martedì e prima domenica del mese ore 14.00-20.00,
lunedì, mercoledì, giovedì,
venerdì ore 9.00-13.00. Presso il centro Didattico Naturalistico di Basovizza (ex vivaio
forestale), mostra personale
di pittura di Donatella Bartoli. Ingresso libero. Per visite
guidate a scuole o a gruppi tel.
040 3773677 E-mail: [email protected]
Sportello assicurativo
del Comune di Trieste
Ogni mercoledì mattina dalle ore 9.00 alle 10.30, presso
l’ufficio residenza, pianterreno
dell’ingresso del palazzo dell’Anagrafe, Passo Costanzi 1, è
aperto al pubblico lo sportello
assicurativo. All’interno dello
sportello operano un addetto
dell’impresa assicuratrice dell’amministrazione comunale
e un impiegato del Comune
stesso, che hanno il compito
di assistere ed agevolare i cittadini nella presentazione di
eventuali richieste di risarcimento danni per sinistri rientranti nelle coperture assicurative stipulate dal Comune di
Trieste.
*
* *
TriesteGiovane
Telefono Amico
Il lunedì e il mercoledì dalle
ore 17.00 alle 19.00, sono attivi i numeri 040 307363 - 340
3811762, un servizio gratuito
di ascolto ed informazione telefonica a beneficio delle donne operate al seno. L’intento è
di creare uno spazio di calore
e accoglienza in cui sia possibile trasmettere utilissime
informazioni soprattutto sull’alimentazione naturale e la
gestione del pensiero per affrontare con maggior consapevolezza la delicata fase postoperatoria.
Sabato 26 giugno 2010 alle ore 17:00 presso il negozio
di cinema, musica e fumetto Seconda stella a destra
di via Cadorna 9 (angolo via Felice Venezian) verrà presentato dall’autore Dennis Munday (produttore di Paul
Weller, The Jam e The Style Council) il libro SHOUT TO
THE TOP. L’autore sarà presente per un incontro con il
pubblico.
In serata dalle 22.30 Dennis Munday incontrerà i fan durante la serata Whatever, che si tiene all’Etnoblog e dove
è possibile acquistare copie del suo libro come anche da
Seconda stella a destra.
30 il tuono
CALENDARIO
o
L’oroscopo
della settimana
Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla
saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching)
a scemenze assolute e nocive che noi
non siamo disposti a pubblicare. Abbiamo scelto perciò di fornirvi un servizio che si avvicina al livello più nobile, assegnando settimanalmente ad
ogni casa astrologica convenzionale
delle massime che è sempre proficuo
meditare. La loro aderenza personale
apparterrà al mistero imponderabile
della sorte ed alla vostra sensibilità e
riflessione critica.
Sabato, 26 giugno 2010
Distributori di carburante aperti nei festivi
DOMENICA 27 giugno
FERIALE
Impianti aperti 24 ore su 24
TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE
AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS
AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36
(superstrada)
AGIP - Strada del Friuli 5
AGIP - Via dell’Istria155 lato mare
ESSO - Via flavia 120/1
ESSO - Sistiana Centro - Duino Aurisina
ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 Km 3+0,67
SHELL - Piazza Duca degli Abruzzi 4
SHELL - Via Locchi 3
OMV - Stazione di Prosecco 35
TRIESTE
Impianti self service
AGIP - Via dell’Istria 155
AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio
AGIP - Viale Miramare 49
AGIP - Via A. Valerio 1 - Università
AGIP - Via Forlanini - Cattinara
AGIP - Strada del Friuli 5
AGIP - Duino S.S. 14
ESSO - Sgonico S.S. 202
ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67
ESSO - Piazza Foraggi 7
ESSO - Quadrivio di Opicina
ESSO - Via Flavia 120
ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738
OMV - Stazione di Prosecco 35
SHELL - Via Locchi 3
SHELL - Autoporto di Fernetti
TAMOIL - Via F. Severo 2/3
TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana
TOTAL - Via Brigata Casale
TAMOIL - Viale Miramare 233/1
Non metterti
alla guida
se hai abusato
di bevande alcoliche
***
Linea marittima TRIESTE - MUGGIA
Partenza
6.45
7.50
9.00
10.10
11.20
14.10
15.10
16.20
17.30
19.35
MUGGIA
MUGGIA
TRIESTE
7.15
8.20
9.30
10.40
11.50
14.35
15.40
16.50
18.00
20.05
7.15
8.25
9.35
10.45
11.55
14.35
15.45
16.55
18.05
20.05
7.45
8.55
10.05
11.15
12.25
15.05
16.15
17.25
18.35
20.35
Arrivo
Partenza
Arrivo
FESTIVO
TRIESTE
Partenza
9.30
11.00
13.30
15.00
16.30
18.00
MUGGIA
MUGGIA
TRIESTE
10.00
11.30
14.00
15.30
17.00
18.30
10.15
11.45
14.15
15.45
17.15
18.45
10.45
12.10
14.45
16.15
17.45
19.15
Arrivo
Partenza
Arrivo
Regime tariffario linee marittime
in vigore dal 1° gennaio 2010
Corsa singola ........................................... Corsa Andata e Ritorno . .......................... Abbonamento nominativo 10 corse.......... Abbonamento nominativo 50 corse.......... Biciclette .................................................. Euro Euro Euro Euro Euro 3,45
6,40
11,00
26,50
0,70
I biglietti ed abbonamenti sono venduti direttamente a
bordo dell’imbarcazione.
STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE
Orario dal 13 giugno 2010
Ariete dal 21 marzo
al 20 aprile
Giudicare non è solo uno sport difficile. È
spesso anche pericoloso a sé ed agli altri.
Toro dal 21 aprile
al 20 maggio
Non sono innate le virtù né i vizi, ma le
loro predisposizioni che sta a te coltivare.
Gemelli dal 21 maggio
al 20 giugno
Ieri l’educazione dipendeva più dalla famiglia che dall’esterno. Oggi è il contrario.
(5)
TRIESTE Centrale
Monfalcone
Cervignano - S. Giorgio di Nogaro
Portogruaro - Caorle
S. Donà di Piave
VENEZIA Mestre
VENEZIA S. Lucia
Scorpione dal 23 ottobre
al 21 novembre
È vero che la società è tutta una recita.
Ma non dimenticare che ne fai parte.
Sagittario dal 22 novembre
al 21 dicembre
Chi si esibisce in crudeltà ed abusi non è
peggiore di chi se ne resta a guardarli.
Capricorno dal 22 dicembre
al 19 gennaio
La perseveranza è una virtù formidabile.
Tranne che nella stupidità e negli errori.
Aquario dal 20 gennaio
al 18 febbraio
Per pentirsi davvero di un’azione sbagliata non è sufficiente ammetterla.
Pesci dal 19 febbraio
al 20 marzo
Carità ed amore si manifestano spesso col
silenzio, invece che col parlare.
14.44
15.07
15.19
15.28
15.52
16.12
16.39
16.49
8.18
8.41
8.53
9.02
9.26
9.46
10.13
10.24
Milano
(3)
Tarvisio
Napoli
15.44
15.51
16.25
16.06
16.17
16.48
16.18
17.03
16.27
16.51
17.12
17.37
17.49
prosegue per
(2)
6.41
7.04
7.35
7.04
7.29
7.57
7.17
7.41
7.24
|
7.53
8.12
8.15
8.30
8.51
8.55
9.02
Tarvisio
(6)
(7)
16.44
17.02
17.34
17.07
17.27
17.56
17.19
17.40
18.09
17.28
|
17.52
18.11
18.12
18.26
18.39
18.48
18.49
17.44
18.07
18.19
18.28
18.52
19.12
19.39
19.49
18.44
19.07
19.19
19.28
19.52
20.12
20.39
20.49
Tarvisio
*
Milano
(3)
(1)
11.44
12.20
12.07
12.42
12.19
12.56
12.28
12.52
13.12
13.39
13.49
12.44
13.07
13.19
13.28
13.52
14.12
14.39
14.49
13.44
14.07
14.19
14.28
14.52
15.12
15.39
15.49
14.11
14.34
14.48
(1)
19.18
19.46
20.22
21.54
19.41
20.12
20.49
22.20
19.54
20.26
21.02
22.33
20.03
20.35
21.10
22.42
20.32
21.03
21.42
23.08
20.59
21.21
23.25
21.39
21.49
23.49
21.50
22.44
23.17
23.37
23.52
0.34
9.18
9.38
9.41
10.01
9.53
|
10.02
|
10.26
10.40
10.46
|
11.13
11.16
11.24
Milano
Tarvisio
Tarvisio
(8)
Udine
Lecce
(1) Feriale. (2) Festivo. (3) Feriale escluso sabato. (4)
(1)
TRIESTE Centrale
Monfalcone
GORIZIA Centrale
Cormons
UDINE
5.02
5.27
5.51
5.59
6.23
(1)
5.58
6.23
6.48
7.03 7.28
(2)
(1)
(1)
6.04
6.29
6.53
7.03
7.28
6.20
6.48
7.10
7.25
7.49
6.56
7.19
7.40
7.49
8.04
7.35
8.03
8.26
8.35
8.57
(2)
(7)
(7)
(8)
(7)
(9)
(10)
(1)
(1)
(11)
(12)
16.03 16.31
16.28 16.59
16.51 17.22
17.00 17.32
17.24 |17.55
16.56
17.19
17.40
17.49
18.04
17.23
17.51
18.15
18.28
18.49
17.23
17.51
18.15
19.28
18.49
17.56
18.19
18.40
18.49
19.04
18.20
18.49
19.12
19.22
19.46
18.20
18.49
19.12
19.22
19.46
18.56
19.19
19.40
19.49
20.04
19.53
20.04
20.27
20.36
20.57
20.42
21.08
21.31
21.40
22.04
22.21
22.44
23.05
23.14
23.29
22.21
22.44
23.05
23.14
23.29
prosegue per
(2)
(1)
(2)
(1)
(2)
(1)
(1)
(3)
(4)
7.35 8.56
9.56
7.58 9.19 10.24
8.18 9.40 10.48
8.27 9.49 11.01
8.43 10.04 11.23
(2)
10.56
11.19
11.40
11.49
12.04
11.26
11.54
12.19
12.29
12.53
12.08
12.37
|13.01
|13.15
13.38
12.26
12.54
13.19
13.33
13.55
12.56
13.19
13.40
13.49
14.04
12.56
13.19
13.40
13.49
14.04
13.30
14.00
14.25
14.40
15.04
14.21
14.49
15.12
15.21
15.47
14.21
14.49
15.12
15.21
15.47
Sacile Tarvisio
(2)
(1)
(5)
(6)
TRIESTE Centrale 14.56
Monfalcone
15.19
GORIZIA Centrale 15.40
Cormons
15.49
UDINE
16.04
14.56
15.19
15.40
16.49
16.04
15.51
16.18
16.40
16.49
17.10
16.02
16.30
16.53
17.02
17.24
prosegue per Tarvisio Tarvisio
Sacile
Sacile
(1) Feriale. (2) Festivo. (3) Feriale escluso sabato. (4) Si effettua il sabato e festivi.
La gloria maggiore è quella che al mattino
ti mostra allo specchio una faccia pulita.
Le malignità, come le maledizioni, danneggiano per primo chi le elabora.
5.32
6.06
6.35
5.55
6.28
6.58
6.07
6.42
|
6.16
|
6.40
7.37
7.03
|
7.30
8.15
7.40
Carnia
Bilancia dal 23 settembre
al 22 ottobre
(1)
Leone dal 23 luglio
al 22 agosto
Vergine dal 23 agosto
al 22 settembre
4.30
4.53
5.05
5.14
5.37
5.57
6.24
6.34
prosegue per
Il buon senso può finire ammazzato dalle
scienze che lo studiano per vivisezione.
TRIESTE Centrale
Monfalcone
Cervignano S. Giorgio di Nogaro
Portogruaro - Caorle
S. Donà di Piave VENEZIA Mestre
VENEZIA S. Lucia
Cancro dal 21 giugno
al 22 luglio
I desideri che aumentano quanto più li
soddisfi non sono sfoghi, ma dipendenze.
AEROPORTO FRIULI VENEZIA GIULIA - RONCHI DEI LEGIONARI
Orario estivo 2010 (in vigore dal 28 marzo al 30 ottobre 2010)+++
Gli orari possono subire variazioni da parte delle compagnia aeree senza preavviso
Partenze per
Partenza
Arrivo Frequenza
Volo
Aereo
BELGRADO
13.15
10.35
13.35
13.15
BIRMINGHAM 16.55
18.05
BRUXELLES Ch. 12.30
CAGLIARI
22.10
CATANIA
12.00
DUSSELDORF We. 12.00
20.55
LONDRA St.
12.25
14.30
14.50
15.00
15.00
21.40
MONACO
06.20
10.50
15.00
18.55
NAPOLI
12.00
OLBIA
13.15
ROMA
06.55
07.20
11.20
15.20
19.20
TIRANA
10.30
13.00
15.10
20.40
TRAPANI
20.00
14.50 -----6-
12.10 -----6-
15.10 -2-----
14.50 ---4---
18.10 ---4---
19.20 ------7
14.05 --3---7
23.55 1---5--
15.25
*
13.45 -2-4---
22.40 -----6-
13.35 ----5--
15.40 --3---7
16.00 -----6-
16.10 -2-4---
16.10 ----5--
21.40 1------
07.30
*
12.00
*
16.10
*
20.05 12345-7
13.10
*
15.00 -----6-
08.05
*
08.30 123456-
12.30
*
16.30
*
20.30
*
12.00 -2-----
14.40 ----5--
16.50 -2-----
22.30 ----5--
21.40 -2-4-6-
JU411
JU411
JU411
JU411
FR1097
FR1097
FR2834
FR4808
AZ1705
FR6488
FR6488
FR169
FR169
FR169
FR169
FR169
FR169
LH4007
LH3999
LH4003
LH4005
AZ1705
EN1728
AZ1356
AZ1360
AZ1358
AZ1364
AZ1362
LZ152
LZ152
LZ152
LZ152
FR8648
AT7 fino al 1/5
AT7 dal 8/5
AT7 dal 6/4
AT7 dal 5/5
738
738
738
738
CR9 via Napoli
738
dal 25/5
738
dal 29/5
738
fino al 8/4
738
738
738
738
dal 16/4
738
AT7
AT7
AT7
AT7 no dal 2-22/8
CR9
AT7 dal 12/6 al 28/8
CR9/320
734/320 no dal 3-27/8
734/320
734/M80 no dal 9-22/8
734/320
AT7 fino al 27/4
AT7 fino al 11/6
AT7 dal 15/6
AT7 dal 18/6
738
Note
Arrivi da
Partenza
Arrivo Frequenza
BELGRADO
11.00
08.20
11.20
11.00
BIRMINGHAM 13.15
14.25
BRUXELLES Ch. 10.35
CAGLIARI
20.00
CATANIA
08.30
DUSSELDORF We. 09.50
18.45
LONDRA St.
09.00
11.05
14.05
11.25
11.35
11.35
17.05
MONACO
09.05
13.15
17.15
21.05
NAPOLI
10.10
OLBIA
10.15
ROMA
09.20
13.20
17.20
20.50
21.25
TIRANA
08.10
10.30
12.40
18.00
TRAPANI
17.55
12.40 -----6-
10.00 -----6-
13.00 -2-----
12.40 ---4---
16.30 ---4---
17.40 ------7
12.05 --3---7
21.45 1---5--
11.20
*
11.35 -2-4---
20.30 -----6-
12.00 ----5--
--3---7 FR168
14.25 -----6-
14.35 -2-4---
14.35 ----5--
20.05 1------
10.10
*
14.20
*
18.20 12345-7
22.10
*
11.20
*
12.00 -----6-
10.35
*
14.35
*
18.35
*
22.05 12345-7
22.40
*
09.40 -2-----
12.10 ----5--
14.30 -2-----
19.40 ----5--
19.35 -2-4-6-
Volo
Aereo
Note
JU411
JU411
JU411
JU411
FR1096
FR1096
FR2833
FR4807
AZ1708
FR6487
FR6487
FR168
738
FR168
FR168
FR168
FR168
LH3998
LH4002
LH4004
LH4006
AZ1708
EN1729
AZ1357
AZ1365
AZ1361
AZ1359
AZ1363
AF5981
AF5983
AF5983
AF5983
FR8647
AT7
AT7
AT7
AT7
738
738
738
738
CR9
738
738
738
fino al 1/5
dal 8/5
dal 6/4
dal 6/5
Frequenze: 1 Lunedì, 2 Martedì, 3 Mercoledì, 4 Giovedì, 5 Venerdì, 6 Sabato, 7 Domenica. * Giornaliero.
Compagnie Aeree: AZ Alitalia, EN-Air Dolomiti, FR-Ryanair, JP-Adria Airways, JU-Jat Airways, LH-Lufthansa (operato daAir Dolomiti-Lufthansa Regional), LZ-Belle Air.
Aeromobili: 319 Airbus A319, 320 Airbus A320, 734 Boeing B737.400, 738 Boeing B737.800, AT7-ATR72, CR9 Bombardier CRJ900, M80-Boeing MDD MD80.
via Napoli
dal 25/5
dal 29/9
fino al 9/4
738
738
738
dal 16/4
738
AT7
AT7
AT7 no dal 2-22/8
AT7
CR9
AT7 dal 12/6 al 28/8
734/320
734/M80 no dal 9-22/8
734/320
CR9 no dal 2-26/8
734/320
LZ152 fino al 27/4
LZ152 fino al 11/6
LZ152 dal 15/6
LZ152 dal 18/6
738
FARMACIE DI TURNO
sabato 26 giugno
dalle 13.00 alle 16.00
Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928
Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni)
Tel 040 54393
Muggia – Via Mazzini, 1/a
Tel. 040 271124
Sistiana – Tel 040 208731– Solo per
chiamata telefonica con ricetta urgente
SERVIZIO NOTTURNO
dalle 20.30 alle 8.30
del giorno successivo
Via Baiamonti, 50– Tel. 040 812325
domenica 27 giugno
dalle 8.30 alle 13.00
Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928
Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni) –
Tel 040 54393
Via Baiamonti, 50– Tel. 040 812325
Muggia – Via Mazzini, 1/a
Tel. 040 271124
Sistiana – Tel 040 208731
dalle 16.00 alle 20.30
Piazza Oberdan, 2 – Tel. 040 364928
Piazzale Gioberti, 8 (San Giovanni)
Tel 040 54393
Via Baiamonti, 50 – Tel. 040 812325
Muggia – Via Mazzini, 1/a
Tel. 040 271124
Sistiana – Tel 040 208731– Solo per
chiamata telefonica con ricetta urgente
FARMACIE DI TURNO
dal 28 giugno al 2 luglio
RAI 3 FVG
TELEQUATTRO
Cinema e teatri
Emergenza sanitaria
118
Vigili del fuoco
115
Carabinieri
112
Polizia
113
Polizia Stradale
040 4194311
Questura
040 3790111
Emergenza infanzia
114
Antiviolenza donna
1522
Antincendio boschivo
1515
Guardia di Finanza
117
Polizia Municipale
040 366111
Guardia Costiera emergenze
1530
Capitaneria del Porto
040 676611
ASL Numero verde
800 991170
Osp. Riuniti Trieste
040 3991111
CRI Servizi sanitari
040 3186118
Protezione civile
800 500300
ENPA Protez. animali
040 910600
ASTAD Rifugio animali 040 211292
Canile sanitario
040 820026
AcegasAps guasti
800 152152
Acegas informazioni
800 237313
ACI Soccorso stradale
803116
Regione centralino
040 3771111
Comune centralino
040 6751
Provincia centralino
040 37981
Camera di Commercio 040 6701111
Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224
ATER
040 39991
Poste centralino
040 6764111
RadioTaxi
040 307730
Taxi
040 390039
Trieste Trasporti
800 016675
Biblioteca Civica
040 6758200
Biblioteca Gambini
040 634753
Biblioteca Statale
040 300725
dalle 13.00 alle 16.00
Piazza Cavana, 1 – Tel. 040 300940
Viale Miramare, 117 (Barcola)
Tel 040 410928
Bagnoli della Rosandra
Tel. 040 228124– Solo per chiamata
telefonica con ricetta urgente
Domenica 27
Sabato 26
o
Numeri utili
Farmacie di turno
(gratuito)
A - team
tutti i giorni
16.30, 18.20,
20.15, 22.15
Eclipse
Dal 30 giugno
16.45, 19.00,
21.15
F.FELLINI
cinema d’essai
Viale xx settembre
37 040636495
www.triestecinema.
it
ARENA
ARISTON
Il concerto
giovedì 1,
venerdì 2 e
sabato 3 luglio
ore 21.15
Proiezioni
garantite anche
in caso di maltempo.
Il concerto
Tutti i giorni 16.10,
18.05, 21.40
La nostra vita
Tutti i giorni 20.00
GIOTTO MULTISALA
CINECITY
Multiplex 7 sale
(di cui 4 predisposte per il 3D)
Torri d’Europa, via D’Alviano 23,
tel. 040 6726800
www.cinecity.it
Poliziotti fuori - due
sbirri a piede libero
16.00, 17.15, 18.30,
19.45, 21.00, 22.15
A - team
16.00, 17.15, 18.30,
19.45, 21.00, 22.15
Lei è troppo per me
18.05, 20.05, 22.05
The hole 3D
16.00
Tata Matilda e il
grande botto
16.00
Sex and the city 2
18.15, 21.15
Prince of Persia - le sabbie del
tempo
17.50, 20.00, 22.10
Via Giotto 8 040637636 www.
triestecinema.it
City island
tutti i giorni 16.30, 18.20, 20.15,
22.15
Bright star
tutti i giorni
16.20, 18.20,
20.20, 22.15
La papessa
tutti i giorni
18.00, 20.00,
22.00
L’imbroglio nel
lenzuolo
tutti i giorni
16.20
18.20, 20.15
Tata Matilda e il grande botto
tutti i giorni 16.20, 18.00
Alice
tutti i giorni 19.40, 22.30, 21.30
Saw VI
tutti i giorni 21.00
5 appuntamenti per farla
innamorare
tutti i giorni 16.30, 18.15, 20.15,
22.15
Eclipse
dal 30 giugno 16.15, 18.15,
20.15, 22.15
SUPER
040367417 via Paduina 4 angolo
Viale XX Settembre 040367417
www.triestecinema.it
L’acchiappadenti
sabato e domenica 15.45, 17.20,
altri giorni al Giotto alle 16.30
Sex and the City 2
sabato e domenica 19.00, 21.30
NAZIONALE
MULTISALA
Viale xx
settembre 30
040635163 www.
triestecinema.it
Poliziotti fuori - due sbirri a
piede libero
Teatri a teatro 2010
Martedì 29
tutti i giorni
16.30,
18.20,
20.15,
22.15
The hole
3D
tutti i giorni
22.15
Il principe
di Persia
tutti i giorni
16.30,
Robin hood
16.00, 18.40, 21.30
Twilight saga: Eclipse
In prevendita. Dal
30 giugno, 16.00,
17.10, 18.00,
18.30, 20.00,
20.30, 21.15,
22.20.
Viale xx settembre,35
Tel. 040662424
www.triestecinema.it
Domenica 27 giugno ore 20.30, presso il Teatrino
del Parco di San Giovanni, con Alessio Colautti e la
regia dello stesso Colautti. Il Teatro Filodrammatico,
monumento della storia teatrale triestina ormai ridotto
in ruderi in via degli Artisti, ha ospitato nella sua storia
i più diversi generi teatrali; l’opera lirica, l’operetta
(compresa la burrascosa “prima” a Trieste de La Vedova
Allegra nel 1907), il cinema muto, l’avanspettacolo, il
varietà, fino ad arrivare a quello che si può considerare
800 848444
Lunedì 28
AMBASCIATORI
Poltrona al Filodrammatico
...quando
hai bisogno
chiama
Telefono Amico CeVita
Mercoledì 30
il “re”del Filodrammatico, Angelo Cecchelin. Alessio
Colautti, accompagnato dall’orchestrinadiretta dal
maestro Carlo Tommasi, conduce gli spettatori in un
coinvolgente viaggio tra tutti questi generi teatrali, tra
un’aria d’operetta, una nostalgica canzone anni ‘20, un
brano’opera e tanto, tanto Cecchelin.
L’evento è gratuito. L’ingresso è consentito sino a
esaurimento dei posti. In occasione dello spettacolo, la
Trieste Trasporti ha previsto una corsa straordinaria della
linea 17 in partenza alle ore 19.50 da Piazza Tommaseo
(cap.17) ed alle ore 22.30 da San Cilino (cap.17-ingresso
“alto” ex OPP).
Giovedì 1
Venerdì 2
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Ai confini dell’Arizona
12.00 TG 2000 flash
12.45 Borgo Italia
13.30 Il notiziario meridiano
14.00 Itinerari nascosti
14.10 Hard Trek
15.05 Tractor pullings
16.00 TG 2000 - sabato
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 Dai nostri archivi
19.10 Musica, che passione!
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario Sport
20.05 Campagna amica
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Sissi: l’Imperatrice
ribelle. Film drammatico
22.35 Colori di montagna
22.55 Qui Tolmezzo
23.00 Il notiziario notturno
23.40 Voci dal Ghetto “I love a
piano”
08.30 Salus TV
08.40 Musa TV
08.50 Italia economia
09.40 Rotocalco Adnkronos
10.35 Saul 2000 – Ripartire da
Damasco
11.30 Super sea
12.00 Angelus recitato dal Santo
Padre - 2010
12.25 La grande storia
13.15 Qui Tolmezzo
13.20 Musica, che passione!
13.35 Expò mittel school
14.00 Camper Magazine
14.30 Campagna amica
15.00 L’equivoco stravagante.
Opera buffa
17.20 Borgo Italia
17.50 K2
19.30 Detective per amore
21.00 Mille voci 2010.
Programma musicale
23.00 Sissi: l’imperatrice ribelle
Film drammatico
00.40 La compagna di viaggio.
Film commedia
07.00 Il notiziario mattutino lunedì
07.15 Borgo Italia
07.45 Tractor Pulling
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino lunedì
08.50 Detective per amore
10.25 Novecento contro luce
11.25 Camper magazine
12.00 TG 2000 flash
12.45 Hard trek
13.15 Videomotori
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Animali amici miei
15.05 Novecento contro luce
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 Ritmo in tour: la tv dei
viaggi
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.10 Sport estate
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Una bomber. Film
drammatico
23.02 Il notiziario notturno
23.35 TG Montecitorio
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
09.00 L’età non conta
09.30 Documentari sulla natura
10.05 Ai confini dell’Arizona
10.55 Documentari sulla natura
12.00 TG 2000 flash
12.35 Ritmo in tour: la tv dei
viaggi
13.05 Sport estate
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Nel baule dei tempi
14.35 Super sea
15.30 Borgo Italia
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 Expò mittel school
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.05 Pagine e fotogrammi
20.30 Il notiziario Regione
21.00 I Capuleti e i Montecchi.
Opera prima mondiale.
23.22 Il notiziario notturno
23.55 TG Montecitorio
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Ai confini dell’Arizona
12.00 TG 2000 flash
12.05 Super sea
13.00 Expò mittel school
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Attualità
14.35 Videomotori
15.30 Hard Trek
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 La Provincia ti informa
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.05 Qui Tolmezzo
20.10 Dai nostri archivi
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Se tu vens: storiis di oms e
di montagnis
21.20 Vivi o preferibilmente
morti. Film western
23.02 Il notiziario notturno
23.35 TG Montecitorio
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
09.00 Domani si vedrà
10.05 Ai confini dell’Arizona
12.00 TG 2000 flash
12.05 Rotocalco Adnkronos
12.25 Tractor pulling
12.40 La Provincia ti informa
- replica
13.05 Se tu vens: storiis di oms e
di montagnis
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Copertina da Udine
15.05 Documentari sulla natura
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 Colori di montagna
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.05 Itinerari nascosti
20.15 Capelli e non solo
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Cold Squad. Serie
televisiva
22.30 La grande storia
23.02 Il notiziario notturno
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Ai confini dell’Arizona
12.00 TG 2000 flash
12.55 Pagine e fotogrammi
13.10 Dai nostri archivi
13.20 Capelli e non solo: un
sogno diventa realtà
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Tutti i gusti
14.35 Colori di montagna
14.55 Documentari sulla natura
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano
- replica
17.00 K2
19.00 A casa del musicista
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.05 Ragazzi in vacanza
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Voci dal Ghetto “My
favourite things”
22.25 La grande storia
22.50 Itinerari nascosti
23.02 Il notiziario notturno
Sabato 26 e domenica 27 giugno
Radioattività
il tuono 31
INFORMAZIONI UTILI
Sabato, 26 giugno 2010
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News
10.30 Radioattività Magazine
10.40 Telekommando con Sara
12.30 Radioattività Rewind (Musicale),
14.00 Radioattività Fifty Fifty
(Musicale)
15.00 Pomeriggio Radioattivo
17.00 Radioattività Music Box
21.00 The Factory (Musicale)
Da lunedì 28 giugno a venerdì 2 luglio
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News, 08.15
Radioattività Notizie, 08.30
Aggiornameteo, 08.50 Rassegna
stampa, 09.15 Radioattività
Notizie, 09.30 Music & News
10.00 Radioattività Magazine,
10.15 GR Oggi Trieste News
(locale),10.30 L’aggiornameteo,
10.40 Radioattività
Telekommando (Segnalazioni),
11.15 Radioattività Notizie,12.15
Radioattività Notizie
13.00 Radioattività Rewind (Musicale),
13.15 GR Oggi Trieste News
(Locale)
14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale),
14.03 Units On Air - Quotidiano
Universitario
15.00 Pomeriggio Radioattivo, 15.15
Radioattività Notizie, 15.45 GR
Sport (Calcio)
17.00 Radioattività Music Box, 17.15
Radioattività Notizie, 18.15 GR
Oggi Trieste News (Locale),
18.45 GR Sport, 19.15
Radioattività Notizie, 20.05Units
On Air - Quotidiano Universitario
21.00 The Factory (Musicale)
32 il tuono
Pubblicità
o
Sabato, 26 giugno 2010
THERMENHOTEL RONACHER HHHHH
9546 Bad Kleinkirchheim in Kärnten
Tel +43 (0) 4240 282, Fax +43 (0) 4240 282 606
[email protected], www.ronacher.com
Alla fonte del benessere
Il Thermenhotel Ronacher è un cinque stelle
la più alta categoria alberghiera
Nuotare nella piscina d’acqua
salata con musica subacquea
è l’ideale per la cura dello
stress e del sonno, e nell’oasi
di relax, nella sala “silenzio”
o sui morbidi letti d’acqua si
ricaricano le energie perdute.
L’importanza
di un’alimentazione sana
All’Hotel la giornata inizia con
una ricca colazione a base di
pane fresco, cornetti, burro del
contadino, yogurt biologici,
diversi tipi di frutta e mousse
fatti in casa. La cucina utilizza
esclusivamente prodotti natuGià nel Medioevo le terme nella vallata rali freschi dei contadini della Carinzia,
di Bad Kleinkirchheim erano celebri per ed i piatti sono scelti con molta cura per
le loro acque, in particolare per la cura soddisfare ogni tipo di esigenza.
degli occhi. La fonte termale si trova sotto
Viso e corpo per un aspetto raggiante
la suggestiva chiesetta quattrocentesca St.
I clienti dell’Hotel hanno a disposizione
Kathrein.
a tutte le ore un centro fitness equipaggiaDa oltre cent’anni la famiglia Ronacher to con i più moderni attrezzi e la guida di
con il suo staff di collaboratori gestisce il personale specializzato. Per il benessere
suo Hotel termale, considerato e premiato c’è un team di professionisti della cura del
come uno dei migliori dell’Austria, luogo viso e del corpo, che propongono vari tipi
ideale per rigenerarsi dai ritmi stressanti di massaggi rigeneranti.
quotidiani.
Come si arriva
Il Termenhotel Ronacher ha 4000 metri Da Trieste attraverso l’autostrada A23 per
quadri di superficie con 160 posti letto, Tarvisio si imbocca la strada per Villacco
suites, vasto parcheggio coperto, giardini, e via per Bad Kleinkirchheim. Sono poco
e cinque ampie piscine per poter nuotare più di due ore di automobile, attrverso i
nelle acque termali che sgorgano ad una paesaggi austriaci sereni, tranquilli e ritemperatura di 36°C ricche di calcio, ma- lassanti.
gnesio, sodio e potassio. Sono rinomate
per il trattamento delle patologie oculari La famiglia Ronacher ha una particolae di una vasta gamma di disturbi della cir- re attenzione per i propri clienti triestini,
colazione, reumatici e per le terapie ria- da sempre col cuore vicino all’Austria.
Vi aspettiamo per una buona vacanza.
bilitative.
Scarica

Speculazione illecita del sindaco: spiegazioni o dimissioni