Sulla rarità della pietra e
sull’argilla per i mattoni
“dalla montagna di
Magan la diorite fece
scendere”
la sua argilla in luogo
puro
prese
il suo mattone
in luogo puro
impastò
le fondamenta purificò
Gudea, principe sumero della città di
Lagash, che ha edificato nella sua città
un tempio alla dea Ningirsu
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1
La fabbricazione dei mattoni
paglia per far mattoni”
“
“la consegna dei mattoni per noi [è dura]: 110
mattoni al giorno per uomo”
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Il vetro
Alcuni termini per vetro usati in Mesopotamia:
1.anzahhu
È un termine che indica pasta vitrea; ricorre
anche nei testi hittiti.
2.mekku e ehlipakku, = vetro; il primo termine appartiene
all'area semitica occidentale ed è usato anche a Tiro e a Ugarit;
il secondo è un termine di origine hurrica, usato dai Mittani in
Alta Siria e forse è la traduzione del primo
3. zakukitim. Questo termine, palesemente semitico,
richiama alla mente una radice zkk "esser puro, brillante" a
cui si ricollega anche l'ebraico zekūkît.
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3
due testi di Mari:
ARM XXI 222:
lista di vasi preziosi, fra cui due coppe (sappum)
fatte di zakukitim, termine palesemente semitico
(vedi la radice zkk "esser puro, brillante" a cui
si ricollega anche l'ebraico zekūkît).
A2178:
Anche qui ricorre il termine zakukitim; è una
lettera del re di Mari Zimri-lim chiede a Nanipšauri, re di Haburatum, di inviargli dello
zakukitim.
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Ricette sul vetro
Si configurano più come opera tecnico-scientifica che come ‘quaderno di bottega’.
Questi testi hanno:
•la struttura tipica delle ricette, che comporta
–
–
un'introduzione
singole prescrizioni
•le singole prescrizioni hanno cadenze ben definite e distinguibili:
•"se vuoi produrre il vetro x … allora devi fare …."
•"in tot quantità della tal sostanza aggiungi tot di altre sostanze"
•ricorrono termini tecnici per indicare operazioni specifiche
•ricorrono locuzioni standard
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Aspetti magici nella preparazione del vetro
Solidamente intrecciata con la struttura tipica delle ricette, ricorre anche una serie di prescrizioni
particolari quali i rituali per creare una situazione favorevole a preparare il vetro, come la
costruzione di un crogiuolo per la fusione del vetro.
•veniva scelto un giorno propizio per la fabbricazione
•venivano fatti sacrifici ai Kubu, in questo ambito indicati come divinità, ma che nei testi di
metallurgia vengono tradotti come minerali = embrioni
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Artigiani del vetro
Sono coloro che hanno creato e animato le botteghe
I riferimenti sono all’Egitto e al Vicino Oriente
soprattutto per chiarire l’aspetto della maggiore o minore dipendenza degli artigiani dal Palazzo e dal tempio
Il discorso della committenza
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Committenza pubblica e privata
la committenza fondamentale è legata al
sovrano e al tempio giacché sono loro che
riescono a movimentare le grandi quantità di
beni (si pensi ai rapporti fra i sovrani e agli
elenchi dei beni scambiati fra le diverse corti)
Si afferma anche una committenza privata e
una clientela privata per questi artigiani
avevano.
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Artigiani e sacro
Un altro aspetto connesso alla vita
degli artigiani è quello che li vede
associati ai dei rituali:
questo vale soprattutto per quegli
artigiani connessi con il mondo della
fusione:
quindi artigiani del vetro e artigiani
del metallo
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Modelli di documentazione
nel mondo classico
Paola Negri Scafa - ENEA
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Le iscrizioni Greche e Romane
Costituiscono il corpus maggiore
Riguardano argomenti più vari:
– dai documenti ufficiali di carattere politico
– a elenchi di prezzi e salari
– o a bandi di concorso per appalti edili; etc.
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La documentazione del mondo
classico
Le iscrizioni e i papiri greci e latini trovati in
Egitto sono autografi e
costituiscono la documentazione diretta
la rimanente documentazione greca e latina è tutta
indiretta
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I testi Micenei
costituiscono i più antichi documenti in lingua greca:
un greco antichissimo della seconda metà del II millennio
Sono stati trovati a: Cnosso, Pilo,
Micene, Orcomeno, Tirinto, Tebe
Sono schematici documenti
amministrativi di archivi
palatini e contengono
scheletriche indicazioni di
movimenti di materiali e di
costruzioni di oggetti
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I papiri
I papiri più antichi risalgono al IV sec. a.C.
Sono di vario genere:
 Letterario:
–
–
–
Teologia
Letteratura
Scienze
Documentario
Amministrativi
D’interesse pubblico
D’interesse privato
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Utilità dei papiri per la nostra ricerc
Utilità per la nostra ricerca
Se si tratta di papiri letterari possono fornire una versione
più antica di un testo e servire per la constitutio textus
Se si tratta di papiri documentari possono contenere
importanti indicazioni sulla vita quotidiana e sulle
consuetudini di una comunità [costi, prezzi, gruppi di
artigiani e loro stile di vita
Possono contenere indicazioni su materiali e su tecniche
di lavorazione, oltre che su dati socio-economici
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La redazione scritta dei testi classici
I testi classici sono tramandati
come documenti indiretti
È necessario procedere alla
ricostruzione del testo nella forma più
vicina all’originale
=
constitutio textus
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Per ricostituire il testo…
1. Si raccolgono tutti i manoscritti disponibili dell’opera
di interesse
2. Si confrontano fra di loro per eliminare le copie
conformi
3. Poi si confrontano le varianti all’interno dei singoli
codici per stabilire quali siano i rapporti di ‘parentela’
tra i singoli codici
4. Lo strumento per stabilire questo rapporto è il
confronto fra gli errori e le varianti
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Proviamo con un esempio…
Prendiamo i codici A, B, C, D, E
E è copia di D
ABC coincidono per certi errori che non sono comuni con
D
Per cui derivano da un originale scomparso a
Se poi A e B coincidono in alcuni punti in cui C diverge,
vi sarà un altro archetipo b, scomparso, comune solo ad A
e B, ma non a C.
Se chiamo x l’archetipo originario, avrò questo schema:
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Stemma o albero genealogico di un gruppo di
manoscritti (da xG. Pascucci)
a
D
E
C
b
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B
A
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Questo è solo un esempio….
Un’operazione del genere si chiama recensio
Viene eseguita per stabilire il testo (la constitutio textus)
di ogni autore classico
Si accompagna ad un’altra operazione: l’emendatio ,
ossia la correzione di errori riconosciuti commessi dagli
amanuensi o il tentativo di colmare eventuali lacune dei
manoscritti
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Qualche testo sulle pietre preziose
UN TESTO MICENEO
PY Ta 642.1
to-pe-za ra-e-ja we-a-re-ja a-ja me-na a2-ro[
]u-do-pi ku-wa-no-qe pa-ra-ke-we-qe [ ] e-newo pe-[za]
“una tavola in pietra in cristallo decorate con
acquamarina, con lapislazzuli, con pietra
verde (smeraldo?) con le zampe nuove”
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Plinio Naturalis Historia XXXVII
“Le nuove gemme, senza nome, nascono anche
all’improvviso, come avvenne una volta per una
gemma trovata nelle miniere d’oro di Lampsaco, la
quale fu inviata per la sua bellezza al re Alessandro
(Magno), secondo la testimonianza di Teofrasto”
Una curiosità:
si può considerare antecedenti dei testi medioevali sulla
pietra filosofale?
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I materiali da costruzione romani
Vitruvio, II, 4, 1
“Nelle strutture cementizie occorre in primo luogo
prendere in considerazione l’arena, perché sia
adatta alla preparazione della malta e non abbia
frammista della terra. I generi dell’arena fossicia
sono questi: nera, grigia, rossa, carboncino. Quella
fra queste che strofinata nella mano farà sentire
uno scricchiolio, sarà la migliore; quella che sarà
terrosa, non presenterà asperità.”
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Modalità di costruzione
Vitruvio II 8, 1
“I generi di costruzione sono i seguenti: il
‘reticolato’, che ora tutti adoperano, e l’antico, che si
chiama ‘incerto’. Tra questi il più elegante è il
reticolato, ma è il più predisposto a formare
fessure, poiché ha le commettiture e le giunture
libere da tutti i lati. Invece le pietre del tipo
‘incerto’ collocate saldamente una sopra l’altra e
disposte a mo’ di embrici l’una con l’altra, formano
una struttura meno elegante, ma più salda del tipo
‘reticolato’.
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Sul mattone crudo
Vitruvio, II, 8, 9
“A proposito del mattoni crudi, finché sono
disposti a perpendicolo, non si detrae nulla, ma
quanto furono valutati quando furono fabbricati,
tanto sempre saranno valutati. Pertanto in
moltissime città è possibile vedere sia edifici
pubblici, sia case private ed anche regge costruite in
mattoni crudi: in primo luogo il muro ad Atene che
guarda verso l’Imetto e il Pentelico; “
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Sulla invenzione della Ruota da Vasaio
Plinio il Giovane, Epistole Morali, XC 31 (facendo
riferimento a Posidonio):
“Disse ‘Anacarsi inventò la ruota del vasaio, con il giro della
quale sono fabbricati i vasi’. Poi, dato che la ruota del vasaio è
citata presso Omero, preferì considerare falsi i versi piuttosto
che la leggenda. Io non nego che Anacarsi sia stato l’inventore
di questo oggetto, e, se lo è stato, appunto questo sapiente
trovò quell’oggetto, ma non per la sua qualità di sapiente,
dato che i sapienti molte cose fanno, in quanto sono uomini,
non in quanto sono sapienti”
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I versi contestati di Omero
E talvolta correvano con i piedi sapienti
Agevolmente, come la ruota ben fatta tra
mano
Prova il vasaio, sedendo, per vedere se corre
(Iliade, Versione di Rosa Calzecchi Onesti, ed.Einaudi,
Torino)
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Miniere - sul Pericolo dei Pozzi
Vitruvio VIII, 6 13
“…così si dovrà fare. Si fa scendere una lucerna
accesa: se questa rimane accesa si scenderà senza
pericolo. Se invece il lume sarà spento dalla forza del
vapore, allora per un secondo pozzo si scavino
sfiatatoi a destra e sinistra; così i vapori si
disperderanno dagli sfiatatoi come da delle narici.
Quando saranno stati eseguiti tutti questi lavori e si
sarà giunti all’acqua, allora si cinga con una struttura
a secco perché le vene non vengano ostruite”.
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La lavorazione dell’oro
Diodoro, III 14, 3-4,
“Gli operai pongono l’oro grezzo in un recipiente
d’argilla e uniscono piombo, sale, stagno, pula di
orzo. Poi chiudono il coperchio perfettamente,
sigillato con mastice, riscaldandolo per cinque
giorni e cinque notti nel forno. Dopo che si è
opportunamente raffreddato, nessuno degli altri
materiali si trova nel recipiente, solo oro puro”.
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La lavorazione del ferro
Plino, Naturalis Historia XXXIV 144 (ed. Einaudi p.
260-261)
“Anche dai procedimenti di fusione esiste una
grande differenza; si fonde nei forni una specie di
nucleo di ferro per renderlo duro e tagliente, e,
con un altro procedimento, si ottiene il ferro
compatto per le incudini e le teste di martello. Ma
la differenza fondamentale deriva dall’acqua in
cui a più riprese si immerge il ferro
incandescente”I Summer School on H-Data and ICT Innovation
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Un cenno alla pittura
La pittura romana è riccamente
documentata da materiale pittorico
e fonti scritte
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Un cenno all’affresco
In questa tecnica i pigmenti, mescolati con acqua, vengono
applicati sull’intonaco fresco e ancora umido e si fissano a
esso grazie al processo chimico attraverso il quale la calce
dell’intonaco si trasforma in carbonato di calcio e diviene
superficie compatta.
Esecuzione:
-applicazione di un primo strato (arriccio) composto in
genere da una calce grassa spenta e due o tre parti di sabbia
silicea di fiume a grana grossa
- applicazione dell’intonaco destinato a ricevere il colore,
composto di sabbia fine, polvere di marmo e calce in parti
quasi uguali e viene applicato sull’arriccio umido (giornata)
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I colori sono di origine minerale, tranne il nero che è32
Un cenno alla Tempera
Consiste di colori sciolti in acqua e addizionati con
un glutine:
1. uovo
2. Xylocolla: preparata con ritagli di pelle di bue
3. Ichthyocolla: preparata con interiora di pesce
Campo di applicazione:
- Pannelli lignei egiziani
- Pinakes greche
- Alcune pitture su gesso di Cnosso, Festo, Tirinto e
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Micene
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- stele greche encausticate
Un cenno ai colori
Le menzioni di colori e pittura negli autori
classici sono moltissimi; ad esempio:
tutto il VII libro del De Architectura di
Vitruvio
Plinio, Naturalis Historia, XXXV,
soprattutto 58 e 149,
Cicerone, Bruto, 18, 70;
Quintiliano XII 10,3
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Dalla villa di Livia
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Per chiudere
Qualcosa sul vetro
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I testi greci sulla natura del vetro
•Aristotele ricollega il vetro a sostanze come
l'oro, l'argento, il rame, lo stagno e il piombo
e lo considera, al pari di essi, fatto di acqua e
quindi soggetto a fondere al calore.
•Teofrasto lo colloca tra le pietre che si
producono riscaldando la terra. Anzi, nello
specifico, è necessario riscaldare una terra
vetrosa (uelitis) per ottenere vetro
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Sulla ‘corporazione’ dei vetrai
Sembrano configurarsi due filoni del sapere:
-uno tecnico, connesso al sapere di bottega,
che prefigura la preparazione di manuali di
testo per addetti, quasi come anticipazione dei
quaderni di bottega;
-l'altro che si rifà a conoscenze di tipo magicoalchemico e che, partendo dai kubu assirobabilonesi, e attraverso l'alchimia greca, rientra
nella trasmissione del sapere occulto
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