2
GIOVEDì
19 novembre
2015
ore 20,45
TEATRO
SOCIALE
SONDRIO
ORCHESTRA
FILARMONICA
ITALIANA
Edoardo Zosi, violino
Maurizio Zanini, direttore
53ª Stagione 2015-2016
Associazione Amici del Teatro Sociale
di Sondrio
thoven
NIA
orchestra
Con il sostegno di
La 53ª stagione 2015-2016 è realizzata
con il sostegno di:
PROGRAMMA
MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
Direzione generale per lo spettacolo dal vivo
REGIONE LOMBARDIA
Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie
della Lombardia
COMUNITÀ MONTANA ALTA VALTELLINA
DI BORMIO
COMUNE DI SONDRIO
LUDWIG van BEETHOVEN (1770-1827)
COMUNE DI SONDALO
B.I.M. Bacino Imbrifero Montano dell’Adda
Fondazione Pro Valtellina
Fondazione Credito Valtellinese
Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op.61
Allegro ma non troppo
Larghetto
Rondò: Allegro
Con la collaborazione di:
ASSOCIAZIONE AMICI DEL TEATRO SOCIALE
DI SONDRIO
✽
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55
“Eroica”
Allegro con brio
Marcia funebre. Adagio assai
Scherzo. Allegro vivace
Allegro molto
AMICI DELLA MUSICA
SONDALO
Periodico di cultura
musicale e spettacolo
Direttore Responsabile:
IRENE TUCCI
Editore:
AMICI DELLA
MUSICA, Sondalo
Autorizzazione Tribunale
di Sondrio nr. 214
Registro Stampa del
2.10.1990
Stampa:
Lito Polaris - Sondrio
Associazione Amici della Musica, Sondalo
Via Vanoni, 32 - 23035 Sondalo (SO)
Tel. 348 3256939 - Fax 0342 803082
www.amicidellamusica.org - info@ amicidellamusica.org
Cod. Fisc.: 83002220149 - P. IVA 00553720145
Durata - 1ª parte: 45’ - pausa: 10’ - 2ª parte: 50’
In copertina: Foto Previsdomini, Tirano
Due facce
(fra molte)
A
Roma, soprattutto nella Roma arcaica, si venerava una divinità
singolare: Giano.
La sua caratteristica distintiva è quella di essere raffigurato con due
volti, i quali per la verità non sono dissimili l’uno dall’altro: stessa barba
fluente, stesso naso dritto e sguardo fisso davanti a sé. Volti simili, ma orientati nelle due direzioni opposte. Giano era il dio delle porte, dei passaggi e
perciò dei cambiamenti. Le sue due facce vigilavano in entrambe le direzioni,
custodendo entrata e uscita: simbolicamente, scrutando passato e futuro.
Oggi, nell’uso comune, l’espressione «Giano bifronte» è comunemente
utilizzata nel significato un po’ diverso di persona o realtà che se guardata
con la giusta prospettiva mostra due caratteri molto diversi, talvolta opposti. Ecco, senza con questo voler dire che la Terza sinfonia e il Concerto per
violino e orchestra indicano due orientamenti diversi anche in rapporto al
percorso poetico complessivo di Beethoven, è comunque vero che proposti
nella stessa sera danno luogo a un contrasto ben forte.
«Fu nel 1740 che il primo esemplare di magnolia giunse a Nantes, portato
a Nantes da un mercante che faceva la spola tra Europa e America. [...] Il
fiore è di per sé di una bellezza splendida. Ho appena guardato nel cuore di
uno di loro. Il tessuto dei petali è una densa crema; non dovrebbero essere
definiti bianchi, perché sono avorio, se mai potete immaginare l’avorio
e il color crema combinati in una pasta densa, con tutta la morbidezza e
levigatezza della pelle umana giovane. Il suo profumo, che evoca il limone,
è insostenibile».
Nella sua amplissima biografia di Beethoven, Piero Buscaroli cita queste
righe in apparenza estranee alle vicende del compositore tedesco (sono
tratte da un libro di Alfredo Cattabiani sul mondo delle piante e dei fiori),
commentando fulmineamente: «[Questo] è il profumo del Concerto in re
maggiore».
Il Concerto per violino e orchestra op. 61 in re maggiore fu composto da
Beethoven in poche settimane nell’autunno del 1806; la stessa epoca della
Quarta Sinfonia e dei tre Quartetti op. 59 (Razumowsky). La rapidità della
stesura viene sottolineata da varie fonti, che precisano che il pezzo fu finito
pochissimo prima dell’esecuzione.
Il violinista destinatario del brano fu Franz Clement, virtuoso venticinquenne dal talento multiforme. È tramandata la sua memoria prodigiosa – Haydn
si era convinto per esempio che Clement avesse trafugato una copia della
partitura della Creazione per via del fatto che, semplicemente dopo averla
ascoltata alcune volte, questi era stato in grado di farne una riduzione per
pianoforte. Ma soprattutto si ricordano le sue stravaganze di violinista, tipiche del cliché del virtuoso. La sera della prima esecuzione, Clement decise di
eseguire il primo e il secondo movimento uno di fila all’altro come di regola,
ma poi “rimandare” il terzo movimento alla seconda parte del concerto. Al
posto del terzo tempo, invece, fece seguire un proprio momento di improv-
visazione virtuosistica, evidentemente a scopi spettacolari. Ricordiamo che
comunque, pur senza giungere necessariamente allo “smembramento” di
un brano, il concerto pubblico (chiamato «accademia») era allora di norma
un «contenitore» di cose diverse.
Forse si può ricondurre all’estro particolare del violinista, tale da richiedere
«clemenza», la singolare dedica dell’opera, che gioca sul cognome: «Concerto
per Clemenza, pour Clément».
Intemperanze del solista a parte, il Concerto per violino e orchestra è una
composizione dalla spiccatissima qualità melodica nella quale Beethoven
regala generosamente pagine di sereno lirismo. Il timbro del violino è spesso
esplorato nel registro acuto e sovracuto e ama diventare mezzo di fascinazione sensuale. Queste caratteristiche, insieme a una particolare freschezza
che trova il suo momento più esplicito nel carattere popolare del terzo
movimento, si lasciano davvero ritrarre dalla pagina sulla magnolia e sul
suo profumo, or ora citata.
È interessante spendere qualche parola su quali siano gli elementi di più
netto contrasto fra quest’opera e la Terza sinfonia op. 55 in mi bemolle
maggiore Eroica, di pochi anni precedente (1802–1804). Abbiamo parlato
poc’anzi, a proposito del Concerto, di spiccata qualità melodica. Ecco, di
due cose in particolare si giova una melodia per esercitare su di noi la sua
seduzione: il suo fluire e il suo durare. Entrambe le cose si verificano molto
spesso nel Concerto per violino; quasi mai nella Terza sinfonia.
Per fluire possiamo intendere il comportarsi della melodia come una linea
curva. Nel Concerto, il tema principale del violino si dipana placidamente,
mimando la sinuosità di un corpo o di un paesaggio (fisico o mentale). E
senza scosse: la curva non deve essere spezzata da angoli retti o fratture di
altro genere, altrimenti la placidità necessaria a questa particolare malìa
viene compromessa.
Fluire ma anche durare, dicevamo. Una volta innescata la seduzione, una
cosa soprattutto essa desidera: continuare. Lunghi sono i temi del Concerto,
in particolare nel primo movimento. La curva si evolve in arabesco e prima di
cedere il posto a ciò che segue è come se avesse riempito tutto il campo visivo.
Così diverso il caso della Terza sinfonia, che invece è piena di gesti. E nel
gesto, lì per davvero, servono cesure, brevità, anche angoli retti. Il gesto che
ordina, quello supplica, quello che chiama, quello che frena, tutti questi la
nostra mano potrebbe riprodurli in un breve attimo; non dissimile, la musica
li mima in brevi frasi che non devono fluire né durare, per avere la propria
efficacia rappresentativa e poi concatenarsi l’una all’altra in un percorso
logico. Infinite volte accade a un musicista di ascoltare l’Eroica nella sua
vita, per intero o per frammenti; eppure anche l’ennesimo riascolto (come
può essere, per esempio, quello di alcune pagine prima di stendere un programma di sala) può rivelare qualcuno di questi gesti, sul quale fino a quel
momento la coscienza non si era soffermata. Per lo scrivente, nel recente
riascolto, è stato il caso del secondo tema del primo movimento, che più
che mai esce dagli schemi possibili della melodia: è il semplice ripetersi ai
fiati di un’unica nota, a disegnare un gesto di appello, supplica o chiamata
(e, altra illuminazione del riascolto: anche gli indimenticabili sei accordi
ripetuti in fortissimo alla fine dell’esposizione vengono perciò da lì, anche
se separati da respiri – l’appello è diventato imperioso, volontà titanica).
I gesti dell’Eroica sono i gesti di un immaginario soggetto che plasma la
realtà. E nell’immaginario di Beethoven, per un certo lasso di tempo, a
poter plasmare la realtà fu Napoleone Bonaparte. A lui doveva essere esplicitamente intitolata la sinfonia; finché l’immaginario, nella storia e nella
coscienza di Beethoven, non si scontrò con la realtà. Il momento di rottura,
in base a una cronaca di Ferdinand Ries, viene di solito indicato nel 1804
e nell’incoronazione di Napoleone.
«A proposito di questa sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma
finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e
lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei
suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta
in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte”
e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo
dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli
la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno
scatto d’ira ed esclamò: “Anch’egli non è altro che un uomo comune. Ora
calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si
collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!” Andò al suo
tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra».
Ma già due anni prima, in una lettera scritta dopo il concordato con papa
Pio VII, in risposta a chi gli chiedeva una sonata su temi «rivoluzionari»:
«Vi è forse entrato il diavolo in corpo, miei signori, a propormi di fare una
simile Sonata – forse ai tempi della febbre rivoluzionaria [...] ma ora che
tutto tende a tornare sulla vecchia carreggiata e buonaparte ha concluso il
Concordat col Papa? [...] Semmai, una Missa pro Sancta maria a tre voci, o
un Vesper etc., prenderei subito un pennellone – e con grandi note d’una
libbra butterei giù un Credo in unum».
Il secondo movimento della Terza sinfonia, la Marcia funebre, più che
commemorare una morte fisica perciò incarna il lutto per la morte di un
ideale. Quasi un secolo e mezzo dopo, Richard Strauss avrebbe impiegato
proprio il tema di questa Marcia funebre, prima elaborandolo fittamente e
poi progressivamente chiarificandone l’origine, come simbolo di una civiltà
che nel 1945 esce prostrata dalla guerra.
I testi sulla musica, forse per necessità, rischiano l’artificio: in realtà, non
senza gesti plastici è il Concerto per violino, e non senza melodia è la Terza
sinfonia. Per parlare di qualcosa, si è così spesso tentati di enfatizzarne il
carattere perché diventi più chiaro. È qui che i limiti della musica in rapporto
alla parola si rovesciano in vantaggio schiacciante.
Senza significati definiti, soltanto allusiva è l’arte dei suoni. Mentre la parola di un testo esplicativo (è mai possibile che lo sia?) esibisce le sedicenti
certezze della logica, con le sue caselle, i suoi registri e tabulati. È vero, il
Concerto per violino e orchestra e la Terza sinfonia sono opere molto diverse,
che mostrano due distinte facce (fra le molte) di Beethoven. Eppure solo le
inafferrabili sfumature dell’ascolto, dimentiche della logica, possono riunire
le due facce in unità; e ricomporre l’immagine di un Giano che, un occhio
al passato e uno al futuro, incarna il mistero delle soglie e lo sconcerto del
cambiamento.
Alfonso Alberti
Alfonso Alberti svolge un’intensa attività di pianista in Europa e negli Stati Uniti. Nato nel 1976, ha studiato con Piero
Rattalino e Riccardo Risaliti. Ha esordito nella Sala “Verdi”
del Conservatorio di Milano a diciassette anni eseguendo il
Quarto concerto di Rachmaninov con l’Orchestra della RAI.
Ha suonato, tra gli altri, al Konzerthaus di Vienna, al Teatro
Dal Verme di Milano, al Passionsspielhaus di Erl, al LACMA
di Los Angeles. Ha tenuto concerti insieme a noti musicisti,
fra i quali il flautista P.Y. Artaud, il percussionista M. Ben
Omar e il trombonista B. Webb; collabora stabilmente con
l’Ensemble Prometeo.
Ha realizzato numerosi CD solistici e cameristici, tra i quali
il disco dedicato all’opera integrale per pianoforte solo di
Niccolò Castiglioni e Dispositions furtives, con musiche per
pianoforte solo di Gérard Pesson, mentre presto sarà pubblicato un cd Stradivarius con il Concerto per pianoforte e orchestra
di Goffredo Petrassi.
Degno di nota è l’impegno di Alfonso Alberti per la divulgazione e la promozione della musica del secolo appena trascorso, con un repertorio che spazia dalle avanguardie storiche fino ai compositori più giovani.
Sono state da lui tenute a battesimo composizioni per pianoforte solo di J. Baboni Schilingi, P.
Castaldi, O. Coluccino, G. Gaslini, S. Gervasoni, G. Giuliano, D. Lombardi, A. Melchiorre,
F. Nieder, G. Pesson, R. HP Platz, F. Razzi, G. Shohat, G. Sinopoli, A. Solbiati, Y. Sugiyama,
M. Traversa e diversi altri compositori, anche della generazione più giovane.
Alfonso Alberti affianca all’attività di pianista quella di musicologo: ha pubblicato Niccolò
Castiglioni, 1950-1966 (LIM, 2007), Vladimir Horowitz (L’Epos, 2008) e Le sonate di Claude
Debussy (LIM, 2008).
A lui, nel 2010, il canale televisivo Sky Classica ha dedicato un documentario per la serie
“Notevoli”.
Dalla scorsa Stagione collabora stabilmente con gli “Amici della Musica di Sondalo”, per i quali
scrive le note critiche dei programmi di sala.
EDOARDO ZOSI, violino
ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA
Nato a Milano nel 1988 comincia lo studio
del violino all’età di tre anni dapprima con il
violinista russo Sergej Krilov e successivamente
con Pierre Amoyal. Si diploma presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano nel luglio 2005
con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Si perfeziona in seguito con il Salvatore
Accardo presso l’Accademia “W.Stauffer” di
Cremona e l’Accademia Musicale Chigiana di
Siena ricevendo il Diploma d’Onore. Nel 2003
vince il Concorso Internazionale per violino e
orchestra “Valsesia Musica” dove era il più giovane concorrente.
Nel 2005 debutta con il Concerto di Ciaikovskij a Stoccarda nella Beethoven
Saal della Liederhalle con i Stuttgarter Philharmoniker e a Berlino nella sala
della Philharmonie con i Berliner Symphoniker. Nel 2007 esegue lo stesso
concerto in diretta radiofonica per il Festival di Radio France et Montpellier e successivamente a Lugano con l’Orchestra della Svizzera Italiana. Nel
2010 esegue il Concerto n.1 di Paganini al Teatro “San Carlo” di Napoli con
l’Orchestra del Teatro e nel 2013 il Concerto n.1 di Bruch con l’RTE Symphony Orchestra di Dublino in diretta radiofonica. Nel 2014 ha debuttato
con l’Orchestra Nazionale “S.Cecilia” di Roma alla Sala Santa Cecilia del
Parco della Musica.
È regolarmente invitato da importanti Orchestre quali Stuttgarter Philharmoniker, Nürberger Symphoniker, Orchestre National de Montpellier,
Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Lucerna, Sinfonie
Orchester di Wuppertal, Südwestdeutsche Philharmonie di Konstanz, Orchestra Haydn di Bolzano, Orchestra Sinfonica Siciliana, Prague Chamber
Orchestra e collabora con grandi direttori quali Alan Buribayev, Enrique
Diemecque, Gabriel Feltz, Hannu Lintu, Dmitri Sitkovetsky, Muhai Tang,
Alexander Vedernikov.
Si esibisce regolarmente nelle più importanti stagioni concertistiche italiane. Ha registrato due CD per Amadeus, il primo con il pianista Bruno
Canino dedicato alle Sonate op.18 di Strauss op. 18 e Brahms (op. 108) e
successivamente un live del Concerto n.1 di Max Bruch n.1 con l’Orchestra
Filarmonica di Torino.
Di recente pubblicazione il CD Warner Classics “The Stradivari Session”
registrato con lo Stradivari “Il Cremonese” 1715.
Il canale televisivo SKY Classica gli ha dedicato un documentario della serie
“I notevoli”. Dal 2011 al 2014 ha insegnato al Conservatorio “Santa Cecilia”
di Roma. Attualmente è docente di violino al Conservatorio “G.Puccini”
di La Spezia.
Suona il violino Carlo Bergonzi 1739 ex Mischa Piastro gentilmente concesso
dalla Fondazione Pro Canale di Milano.
Fondata da più di trent’anni l’Orchestra Filarmonica Italiana (OFI), con sede
a Brescia e Piacenza, possiede un’attività di tutto rispetto e polifunzionale
nell’impiego di proposte melodrammatiche, sinfoniche e cameristiche con
o senza solisti.
Conosciuta ed apprezzata non solo nei circuiti teatrali tradizionali italiani,
vanta una produzione lirica assai corposa comprendente il più consolidato
repertorio popolare italiano, anche meno consueto ed esecuzioni di titoli
contemporanei anche in prima mondiale.
Nel corso dei suoi trent’anni di attività,l’OFI ha collaborato con direttori
e solisti di prestigio internazionale e non si esime di partecipare a progetti
che ne evidenziano la sua estrema duttilità e modernità. Prova ne è la sua
partecipazione al “Pavarotti International” assieme ad artisti quali Zucchero,
Jeff Beck, Elisa, Jovanotti, Andrea Bocelli ed Ennio Morricone, o il suo
impegno nella formazione di un’orchestra di utenti della community di
YouTube, nel novembre 2008. Scelta dalla London Symphony Orchestra a
rappresentare l’Italia assieme all’Orchestra Nazionale della RAI e in compagnia dei più importanti organici provenienti da ventitre Paesi del mondo,
OFI ha in quell’occasione messo a disposizione gli skill dei suoi musicisti
per la creazione di tutorial audiovisivi destinati al grande pubblico.
MAURIZIO ZANINI, direttore
Direttore d’orchestra e pianista milanese, Maurizio Zanini si è aggiudicato
nel 1986 il Primo Premio al Concorso
Pianistico Internazionale “Dino Ciani”.
Successivamente ha beneficiato dei preziosi consigli di Maurizio Pollini.
Ha tenuto recitals e concerti con orchestra al Teatro alla Scala di Milano,
Barbican Centre di Londra, Sala d’Oro
del Musikverein di Vienna, Musikhalle di Amburgo, Gasteig di Monaco di
Baviera, Kunsthaus di Lucerna, Maison de Radio France di Parigi, Lincoln Center di New York. Solista con la
London Royal Philharmonic Orchestra,
Philharmonisches Orchester der Stadt
Nürnberg, Philharmonisches Staatsorchester Bremen, Sinfonieorchester Luzern, Orquesta Sinfònica de Córdoba,
Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra RAI, ha collaborato
con direttori quali Roberto Abbado, Aldo Ceccato, Myun-Whun Chung,
Vladimir Delman, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gerard Korsten,
Jerzy Semkow, Alexander Vedernikov, Marcello Viotti.
Nel 2000 ha iniziato l’attività direttoriale invitato da Orchestre e Teatri tra
cui la Kärntner Sinfonieorchester di Klagenfurt, Orchestra della Svizzera
Italiana, Ankara Presidential Symphony, Malta Philharmonic, Teatro San
Carlo di Napoli, Teatro La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Ente Concerti di Sassari,
Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Marrucino di Chieti, Cameristi
della Scala, Istituzioni concertistico-orchestrali di Bari, L’Aquila, Lecce,
Milano, Padova, Palermo, Parma, Sanremo, collaborando con solisti quali
Linda Campanella, Bruno Canino, Robert Cohen, Alain Meunier, Natalia
Roman, Ausrine Stundyte, Daniil Trifonov, Lorna Windsor.
Ha diretto La clemenza di Tito al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, Il
barbiere di Siviglia di Paisiello al Teatro Verdi di Sassari e al Teatro Marrucino di Chieti, e il più celebre Barbiere rossiniano in tournée con il Teatro
“La Fenice” di Venezia all’Emirates Palace Auditorium di Abu Dhabi. Nel
2013/14 è tornato sul podio dell’Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Bari, Orchestra Sinfonica di Lecce, Filarmonica Arturo
Toscanini. Ha inoltre debuttato nella Stagione dell’Arena di Verona con un
programma sinfonico/corale.
INGRESSI
Soci:
ingresso con abbonamento 53ª Stagione
Non soci:
biglietto posto numerato - € 25 - € 22 - € 18 (ridotto € 15 - € 12 - € 8)
in vendita presso:
SONDRIO
Biglietteria del Teatro dalle ore 18 del giorno del concerto, anche tramite POS
Comune di Sondrio, Ufficio Relazioni con il Pubblico - tel. 0342 526311
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.teatrosocialesondrio.it
(non sono acquistabili online i biglietti che godono di riduzioni),
oppure, presso i seguenti Punti vendita Vivaticket:
SONDRIO
La Pianola - Via Battisti, 66 - tel.0342 219515
MORBEGNO VanRadio - Via Vanoni, 44 - tel. 0342 612788
CHIAVENNA Musica - Via Dolzino, 14 - tel. 0343 32629
TIRANO
Il Mosaico - Viale Italia, 29 - tel. 0342 719785
PROGETTO “–25”
Prezzi agevolati agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado, universitari e allievi delle
scuole di musica. Ingresso singolo concerto: € 5 (genitore accompagnatore del minorenne:
€ 8); abbonamento a tutti i concerti: € 30 (solo studenti).
SERVIZIO GRATUITO BUS NAVETTA (per i Soci)
SEMOGO
Isolaccia
Piandelvino/Fiordalpe Premadio, bivio
BORMIO, Perego
Santa Lucia, ponte
Grailè
SONDALO, v.le Libertà
Grosio
Grosotto
Mazzo/Tovo/Lovero
Sernio, Valchiosa
TIRANO, p.za Marinoni
Madonna, rotonda
Villa di Tirano,stazione
Bianzone, stazione
Tresenda, stazione
S.Giacomo, stazione
Chiuro/Ponte, stazione
Montagna piano, Trippi
Sondrio, p.le Bertacchi
SONDRIO, TEATRO (via Alessi)
18,45
18,52
18,55
19,00
19,10
19,13
19,25
19,33
19,38
19,41
19,44
19,50
19,55
20,00
20,03
20,06
20.09 20,12
20,16
20,20
20,25
20,30
COLICO, stazione
Piantedo
Delebio
Regoledo, bivio per stazione
MORBEGNO, stazione
Talamona, stazione Ardenno, bivio centro
S.Pietro, bivio
Castione, bivio centro
Sondrio, rotonda v.le Milano
SONDRIO, TEATRO (Via Alessi)
19,30
19,40
19,45
19,50
20,00
20,05
20,10
20,15
20,20
20,25
20,30
PARCHEGGIO AUTO
Parcheggio interrato P.za Garibaldi,
aperto 24 ore, dopo le ore 19:
€ 0,50/ora (entrata da Via Alessi)
PROVINCIA DI SONDRIO
PROVINCIA
SONDRIO
COMUNE DIDISONDRIO
COMUNEDI
DISONDALO
SONDRIO
COMUNE
COMUNE DI SONDALO
N. 4 - 2015
N. 10 - 2014
SUPPLEMENTO
NR.1S.p.A.
AL PERIODICO
Poste
Italiane
Spedizione
in Abbonamento Postale
Poste Italiane S.p.A.
Spedizione
in Abbonamento
Postale
“AMICI DELLA
MUSICA-SONDALO”
NR. 5/2014
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1,
comma 1, DCB Sondrio
art. 1, comma 1, DCB
Sondrio
Scarica

ix sinfonia - Amici della Musica