2 GIOVEDì 19 novembre 2015 ore 20,45 TEATRO SOCIALE SONDRIO ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA Edoardo Zosi, violino Maurizio Zanini, direttore 53ª Stagione 2015-2016 Associazione Amici del Teatro Sociale di Sondrio thoven NIA orchestra Con il sostegno di La 53ª stagione 2015-2016 è realizzata con il sostegno di: PROGRAMMA MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI Direzione generale per lo spettacolo dal vivo REGIONE LOMBARDIA Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia COMUNITÀ MONTANA ALTA VALTELLINA DI BORMIO COMUNE DI SONDRIO LUDWIG van BEETHOVEN (1770-1827) COMUNE DI SONDALO B.I.M. Bacino Imbrifero Montano dell’Adda Fondazione Pro Valtellina Fondazione Credito Valtellinese Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op.61 Allegro ma non troppo Larghetto Rondò: Allegro Con la collaborazione di: ASSOCIAZIONE AMICI DEL TEATRO SOCIALE DI SONDRIO ✽ Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica” Allegro con brio Marcia funebre. Adagio assai Scherzo. Allegro vivace Allegro molto AMICI DELLA MUSICA SONDALO Periodico di cultura musicale e spettacolo Direttore Responsabile: IRENE TUCCI Editore: AMICI DELLA MUSICA, Sondalo Autorizzazione Tribunale di Sondrio nr. 214 Registro Stampa del 2.10.1990 Stampa: Lito Polaris - Sondrio Associazione Amici della Musica, Sondalo Via Vanoni, 32 - 23035 Sondalo (SO) Tel. 348 3256939 - Fax 0342 803082 www.amicidellamusica.org - info@ amicidellamusica.org Cod. Fisc.: 83002220149 - P. IVA 00553720145 Durata - 1ª parte: 45’ - pausa: 10’ - 2ª parte: 50’ In copertina: Foto Previsdomini, Tirano Due facce (fra molte) A Roma, soprattutto nella Roma arcaica, si venerava una divinità singolare: Giano. La sua caratteristica distintiva è quella di essere raffigurato con due volti, i quali per la verità non sono dissimili l’uno dall’altro: stessa barba fluente, stesso naso dritto e sguardo fisso davanti a sé. Volti simili, ma orientati nelle due direzioni opposte. Giano era il dio delle porte, dei passaggi e perciò dei cambiamenti. Le sue due facce vigilavano in entrambe le direzioni, custodendo entrata e uscita: simbolicamente, scrutando passato e futuro. Oggi, nell’uso comune, l’espressione «Giano bifronte» è comunemente utilizzata nel significato un po’ diverso di persona o realtà che se guardata con la giusta prospettiva mostra due caratteri molto diversi, talvolta opposti. Ecco, senza con questo voler dire che la Terza sinfonia e il Concerto per violino e orchestra indicano due orientamenti diversi anche in rapporto al percorso poetico complessivo di Beethoven, è comunque vero che proposti nella stessa sera danno luogo a un contrasto ben forte. «Fu nel 1740 che il primo esemplare di magnolia giunse a Nantes, portato a Nantes da un mercante che faceva la spola tra Europa e America. [...] Il fiore è di per sé di una bellezza splendida. Ho appena guardato nel cuore di uno di loro. Il tessuto dei petali è una densa crema; non dovrebbero essere definiti bianchi, perché sono avorio, se mai potete immaginare l’avorio e il color crema combinati in una pasta densa, con tutta la morbidezza e levigatezza della pelle umana giovane. Il suo profumo, che evoca il limone, è insostenibile». Nella sua amplissima biografia di Beethoven, Piero Buscaroli cita queste righe in apparenza estranee alle vicende del compositore tedesco (sono tratte da un libro di Alfredo Cattabiani sul mondo delle piante e dei fiori), commentando fulmineamente: «[Questo] è il profumo del Concerto in re maggiore». Il Concerto per violino e orchestra op. 61 in re maggiore fu composto da Beethoven in poche settimane nell’autunno del 1806; la stessa epoca della Quarta Sinfonia e dei tre Quartetti op. 59 (Razumowsky). La rapidità della stesura viene sottolineata da varie fonti, che precisano che il pezzo fu finito pochissimo prima dell’esecuzione. Il violinista destinatario del brano fu Franz Clement, virtuoso venticinquenne dal talento multiforme. È tramandata la sua memoria prodigiosa – Haydn si era convinto per esempio che Clement avesse trafugato una copia della partitura della Creazione per via del fatto che, semplicemente dopo averla ascoltata alcune volte, questi era stato in grado di farne una riduzione per pianoforte. Ma soprattutto si ricordano le sue stravaganze di violinista, tipiche del cliché del virtuoso. La sera della prima esecuzione, Clement decise di eseguire il primo e il secondo movimento uno di fila all’altro come di regola, ma poi “rimandare” il terzo movimento alla seconda parte del concerto. Al posto del terzo tempo, invece, fece seguire un proprio momento di improv- visazione virtuosistica, evidentemente a scopi spettacolari. Ricordiamo che comunque, pur senza giungere necessariamente allo “smembramento” di un brano, il concerto pubblico (chiamato «accademia») era allora di norma un «contenitore» di cose diverse. Forse si può ricondurre all’estro particolare del violinista, tale da richiedere «clemenza», la singolare dedica dell’opera, che gioca sul cognome: «Concerto per Clemenza, pour Clément». Intemperanze del solista a parte, il Concerto per violino e orchestra è una composizione dalla spiccatissima qualità melodica nella quale Beethoven regala generosamente pagine di sereno lirismo. Il timbro del violino è spesso esplorato nel registro acuto e sovracuto e ama diventare mezzo di fascinazione sensuale. Queste caratteristiche, insieme a una particolare freschezza che trova il suo momento più esplicito nel carattere popolare del terzo movimento, si lasciano davvero ritrarre dalla pagina sulla magnolia e sul suo profumo, or ora citata. È interessante spendere qualche parola su quali siano gli elementi di più netto contrasto fra quest’opera e la Terza sinfonia op. 55 in mi bemolle maggiore Eroica, di pochi anni precedente (1802–1804). Abbiamo parlato poc’anzi, a proposito del Concerto, di spiccata qualità melodica. Ecco, di due cose in particolare si giova una melodia per esercitare su di noi la sua seduzione: il suo fluire e il suo durare. Entrambe le cose si verificano molto spesso nel Concerto per violino; quasi mai nella Terza sinfonia. Per fluire possiamo intendere il comportarsi della melodia come una linea curva. Nel Concerto, il tema principale del violino si dipana placidamente, mimando la sinuosità di un corpo o di un paesaggio (fisico o mentale). E senza scosse: la curva non deve essere spezzata da angoli retti o fratture di altro genere, altrimenti la placidità necessaria a questa particolare malìa viene compromessa. Fluire ma anche durare, dicevamo. Una volta innescata la seduzione, una cosa soprattutto essa desidera: continuare. Lunghi sono i temi del Concerto, in particolare nel primo movimento. La curva si evolve in arabesco e prima di cedere il posto a ciò che segue è come se avesse riempito tutto il campo visivo. Così diverso il caso della Terza sinfonia, che invece è piena di gesti. E nel gesto, lì per davvero, servono cesure, brevità, anche angoli retti. Il gesto che ordina, quello supplica, quello che chiama, quello che frena, tutti questi la nostra mano potrebbe riprodurli in un breve attimo; non dissimile, la musica li mima in brevi frasi che non devono fluire né durare, per avere la propria efficacia rappresentativa e poi concatenarsi l’una all’altra in un percorso logico. Infinite volte accade a un musicista di ascoltare l’Eroica nella sua vita, per intero o per frammenti; eppure anche l’ennesimo riascolto (come può essere, per esempio, quello di alcune pagine prima di stendere un programma di sala) può rivelare qualcuno di questi gesti, sul quale fino a quel momento la coscienza non si era soffermata. Per lo scrivente, nel recente riascolto, è stato il caso del secondo tema del primo movimento, che più che mai esce dagli schemi possibili della melodia: è il semplice ripetersi ai fiati di un’unica nota, a disegnare un gesto di appello, supplica o chiamata (e, altra illuminazione del riascolto: anche gli indimenticabili sei accordi ripetuti in fortissimo alla fine dell’esposizione vengono perciò da lì, anche se separati da respiri – l’appello è diventato imperioso, volontà titanica). I gesti dell’Eroica sono i gesti di un immaginario soggetto che plasma la realtà. E nell’immaginario di Beethoven, per un certo lasso di tempo, a poter plasmare la realtà fu Napoleone Bonaparte. A lui doveva essere esplicitamente intitolata la sinfonia; finché l’immaginario, nella storia e nella coscienza di Beethoven, non si scontrò con la realtà. Il momento di rottura, in base a una cronaca di Ferdinand Ries, viene di solito indicato nel 1804 e nell’incoronazione di Napoleone. «A proposito di questa sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte” e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d’ira ed esclamò: “Anch’egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!” Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra». Ma già due anni prima, in una lettera scritta dopo il concordato con papa Pio VII, in risposta a chi gli chiedeva una sonata su temi «rivoluzionari»: «Vi è forse entrato il diavolo in corpo, miei signori, a propormi di fare una simile Sonata – forse ai tempi della febbre rivoluzionaria [...] ma ora che tutto tende a tornare sulla vecchia carreggiata e buonaparte ha concluso il Concordat col Papa? [...] Semmai, una Missa pro Sancta maria a tre voci, o un Vesper etc., prenderei subito un pennellone – e con grandi note d’una libbra butterei giù un Credo in unum». Il secondo movimento della Terza sinfonia, la Marcia funebre, più che commemorare una morte fisica perciò incarna il lutto per la morte di un ideale. Quasi un secolo e mezzo dopo, Richard Strauss avrebbe impiegato proprio il tema di questa Marcia funebre, prima elaborandolo fittamente e poi progressivamente chiarificandone l’origine, come simbolo di una civiltà che nel 1945 esce prostrata dalla guerra. I testi sulla musica, forse per necessità, rischiano l’artificio: in realtà, non senza gesti plastici è il Concerto per violino, e non senza melodia è la Terza sinfonia. Per parlare di qualcosa, si è così spesso tentati di enfatizzarne il carattere perché diventi più chiaro. È qui che i limiti della musica in rapporto alla parola si rovesciano in vantaggio schiacciante. Senza significati definiti, soltanto allusiva è l’arte dei suoni. Mentre la parola di un testo esplicativo (è mai possibile che lo sia?) esibisce le sedicenti certezze della logica, con le sue caselle, i suoi registri e tabulati. È vero, il Concerto per violino e orchestra e la Terza sinfonia sono opere molto diverse, che mostrano due distinte facce (fra le molte) di Beethoven. Eppure solo le inafferrabili sfumature dell’ascolto, dimentiche della logica, possono riunire le due facce in unità; e ricomporre l’immagine di un Giano che, un occhio al passato e uno al futuro, incarna il mistero delle soglie e lo sconcerto del cambiamento. Alfonso Alberti Alfonso Alberti svolge un’intensa attività di pianista in Europa e negli Stati Uniti. Nato nel 1976, ha studiato con Piero Rattalino e Riccardo Risaliti. Ha esordito nella Sala “Verdi” del Conservatorio di Milano a diciassette anni eseguendo il Quarto concerto di Rachmaninov con l’Orchestra della RAI. Ha suonato, tra gli altri, al Konzerthaus di Vienna, al Teatro Dal Verme di Milano, al Passionsspielhaus di Erl, al LACMA di Los Angeles. Ha tenuto concerti insieme a noti musicisti, fra i quali il flautista P.Y. Artaud, il percussionista M. Ben Omar e il trombonista B. Webb; collabora stabilmente con l’Ensemble Prometeo. Ha realizzato numerosi CD solistici e cameristici, tra i quali il disco dedicato all’opera integrale per pianoforte solo di Niccolò Castiglioni e Dispositions furtives, con musiche per pianoforte solo di Gérard Pesson, mentre presto sarà pubblicato un cd Stradivarius con il Concerto per pianoforte e orchestra di Goffredo Petrassi. Degno di nota è l’impegno di Alfonso Alberti per la divulgazione e la promozione della musica del secolo appena trascorso, con un repertorio che spazia dalle avanguardie storiche fino ai compositori più giovani. Sono state da lui tenute a battesimo composizioni per pianoforte solo di J. Baboni Schilingi, P. Castaldi, O. Coluccino, G. Gaslini, S. Gervasoni, G. Giuliano, D. Lombardi, A. Melchiorre, F. Nieder, G. Pesson, R. HP Platz, F. Razzi, G. Shohat, G. Sinopoli, A. Solbiati, Y. Sugiyama, M. Traversa e diversi altri compositori, anche della generazione più giovane. Alfonso Alberti affianca all’attività di pianista quella di musicologo: ha pubblicato Niccolò Castiglioni, 1950-1966 (LIM, 2007), Vladimir Horowitz (L’Epos, 2008) e Le sonate di Claude Debussy (LIM, 2008). A lui, nel 2010, il canale televisivo Sky Classica ha dedicato un documentario per la serie “Notevoli”. Dalla scorsa Stagione collabora stabilmente con gli “Amici della Musica di Sondalo”, per i quali scrive le note critiche dei programmi di sala. EDOARDO ZOSI, violino ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA Nato a Milano nel 1988 comincia lo studio del violino all’età di tre anni dapprima con il violinista russo Sergej Krilov e successivamente con Pierre Amoyal. Si diploma presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano nel luglio 2005 con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Si perfeziona in seguito con il Salvatore Accardo presso l’Accademia “W.Stauffer” di Cremona e l’Accademia Musicale Chigiana di Siena ricevendo il Diploma d’Onore. Nel 2003 vince il Concorso Internazionale per violino e orchestra “Valsesia Musica” dove era il più giovane concorrente. Nel 2005 debutta con il Concerto di Ciaikovskij a Stoccarda nella Beethoven Saal della Liederhalle con i Stuttgarter Philharmoniker e a Berlino nella sala della Philharmonie con i Berliner Symphoniker. Nel 2007 esegue lo stesso concerto in diretta radiofonica per il Festival di Radio France et Montpellier e successivamente a Lugano con l’Orchestra della Svizzera Italiana. Nel 2010 esegue il Concerto n.1 di Paganini al Teatro “San Carlo” di Napoli con l’Orchestra del Teatro e nel 2013 il Concerto n.1 di Bruch con l’RTE Symphony Orchestra di Dublino in diretta radiofonica. Nel 2014 ha debuttato con l’Orchestra Nazionale “S.Cecilia” di Roma alla Sala Santa Cecilia del Parco della Musica. È regolarmente invitato da importanti Orchestre quali Stuttgarter Philharmoniker, Nürberger Symphoniker, Orchestre National de Montpellier, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Lucerna, Sinfonie Orchester di Wuppertal, Südwestdeutsche Philharmonie di Konstanz, Orchestra Haydn di Bolzano, Orchestra Sinfonica Siciliana, Prague Chamber Orchestra e collabora con grandi direttori quali Alan Buribayev, Enrique Diemecque, Gabriel Feltz, Hannu Lintu, Dmitri Sitkovetsky, Muhai Tang, Alexander Vedernikov. Si esibisce regolarmente nelle più importanti stagioni concertistiche italiane. Ha registrato due CD per Amadeus, il primo con il pianista Bruno Canino dedicato alle Sonate op.18 di Strauss op. 18 e Brahms (op. 108) e successivamente un live del Concerto n.1 di Max Bruch n.1 con l’Orchestra Filarmonica di Torino. Di recente pubblicazione il CD Warner Classics “The Stradivari Session” registrato con lo Stradivari “Il Cremonese” 1715. Il canale televisivo SKY Classica gli ha dedicato un documentario della serie “I notevoli”. Dal 2011 al 2014 ha insegnato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Attualmente è docente di violino al Conservatorio “G.Puccini” di La Spezia. Suona il violino Carlo Bergonzi 1739 ex Mischa Piastro gentilmente concesso dalla Fondazione Pro Canale di Milano. Fondata da più di trent’anni l’Orchestra Filarmonica Italiana (OFI), con sede a Brescia e Piacenza, possiede un’attività di tutto rispetto e polifunzionale nell’impiego di proposte melodrammatiche, sinfoniche e cameristiche con o senza solisti. Conosciuta ed apprezzata non solo nei circuiti teatrali tradizionali italiani, vanta una produzione lirica assai corposa comprendente il più consolidato repertorio popolare italiano, anche meno consueto ed esecuzioni di titoli contemporanei anche in prima mondiale. Nel corso dei suoi trent’anni di attività,l’OFI ha collaborato con direttori e solisti di prestigio internazionale e non si esime di partecipare a progetti che ne evidenziano la sua estrema duttilità e modernità. Prova ne è la sua partecipazione al “Pavarotti International” assieme ad artisti quali Zucchero, Jeff Beck, Elisa, Jovanotti, Andrea Bocelli ed Ennio Morricone, o il suo impegno nella formazione di un’orchestra di utenti della community di YouTube, nel novembre 2008. Scelta dalla London Symphony Orchestra a rappresentare l’Italia assieme all’Orchestra Nazionale della RAI e in compagnia dei più importanti organici provenienti da ventitre Paesi del mondo, OFI ha in quell’occasione messo a disposizione gli skill dei suoi musicisti per la creazione di tutorial audiovisivi destinati al grande pubblico. MAURIZIO ZANINI, direttore Direttore d’orchestra e pianista milanese, Maurizio Zanini si è aggiudicato nel 1986 il Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale “Dino Ciani”. Successivamente ha beneficiato dei preziosi consigli di Maurizio Pollini. Ha tenuto recitals e concerti con orchestra al Teatro alla Scala di Milano, Barbican Centre di Londra, Sala d’Oro del Musikverein di Vienna, Musikhalle di Amburgo, Gasteig di Monaco di Baviera, Kunsthaus di Lucerna, Maison de Radio France di Parigi, Lincoln Center di New York. Solista con la London Royal Philharmonic Orchestra, Philharmonisches Orchester der Stadt Nürnberg, Philharmonisches Staatsorchester Bremen, Sinfonieorchester Luzern, Orquesta Sinfònica de Córdoba, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra RAI, ha collaborato con direttori quali Roberto Abbado, Aldo Ceccato, Myun-Whun Chung, Vladimir Delman, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gerard Korsten, Jerzy Semkow, Alexander Vedernikov, Marcello Viotti. Nel 2000 ha iniziato l’attività direttoriale invitato da Orchestre e Teatri tra cui la Kärntner Sinfonieorchester di Klagenfurt, Orchestra della Svizzera Italiana, Ankara Presidential Symphony, Malta Philharmonic, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Ente Concerti di Sassari, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Marrucino di Chieti, Cameristi della Scala, Istituzioni concertistico-orchestrali di Bari, L’Aquila, Lecce, Milano, Padova, Palermo, Parma, Sanremo, collaborando con solisti quali Linda Campanella, Bruno Canino, Robert Cohen, Alain Meunier, Natalia Roman, Ausrine Stundyte, Daniil Trifonov, Lorna Windsor. Ha diretto La clemenza di Tito al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, Il barbiere di Siviglia di Paisiello al Teatro Verdi di Sassari e al Teatro Marrucino di Chieti, e il più celebre Barbiere rossiniano in tournée con il Teatro “La Fenice” di Venezia all’Emirates Palace Auditorium di Abu Dhabi. Nel 2013/14 è tornato sul podio dell’Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Bari, Orchestra Sinfonica di Lecce, Filarmonica Arturo Toscanini. Ha inoltre debuttato nella Stagione dell’Arena di Verona con un programma sinfonico/corale. INGRESSI Soci: ingresso con abbonamento 53ª Stagione Non soci: biglietto posto numerato - € 25 - € 22 - € 18 (ridotto € 15 - € 12 - € 8) in vendita presso: SONDRIO Biglietteria del Teatro dalle ore 18 del giorno del concerto, anche tramite POS Comune di Sondrio, Ufficio Relazioni con il Pubblico - tel. 0342 526311 I biglietti si possono acquistare online sul sito www.teatrosocialesondrio.it (non sono acquistabili online i biglietti che godono di riduzioni), oppure, presso i seguenti Punti vendita Vivaticket: SONDRIO La Pianola - Via Battisti, 66 - tel.0342 219515 MORBEGNO VanRadio - Via Vanoni, 44 - tel. 0342 612788 CHIAVENNA Musica - Via Dolzino, 14 - tel. 0343 32629 TIRANO Il Mosaico - Viale Italia, 29 - tel. 0342 719785 PROGETTO “–25” Prezzi agevolati agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado, universitari e allievi delle scuole di musica. Ingresso singolo concerto: € 5 (genitore accompagnatore del minorenne: € 8); abbonamento a tutti i concerti: € 30 (solo studenti). SERVIZIO GRATUITO BUS NAVETTA (per i Soci) SEMOGO Isolaccia Piandelvino/Fiordalpe Premadio, bivio BORMIO, Perego Santa Lucia, ponte Grailè SONDALO, v.le Libertà Grosio Grosotto Mazzo/Tovo/Lovero Sernio, Valchiosa TIRANO, p.za Marinoni Madonna, rotonda Villa di Tirano,stazione Bianzone, stazione Tresenda, stazione S.Giacomo, stazione Chiuro/Ponte, stazione Montagna piano, Trippi Sondrio, p.le Bertacchi SONDRIO, TEATRO (via Alessi) 18,45 18,52 18,55 19,00 19,10 19,13 19,25 19,33 19,38 19,41 19,44 19,50 19,55 20,00 20,03 20,06 20.09 20,12 20,16 20,20 20,25 20,30 COLICO, stazione Piantedo Delebio Regoledo, bivio per stazione MORBEGNO, stazione Talamona, stazione Ardenno, bivio centro S.Pietro, bivio Castione, bivio centro Sondrio, rotonda v.le Milano SONDRIO, TEATRO (Via Alessi) 19,30 19,40 19,45 19,50 20,00 20,05 20,10 20,15 20,20 20,25 20,30 PARCHEGGIO AUTO Parcheggio interrato P.za Garibaldi, aperto 24 ore, dopo le ore 19: € 0,50/ora (entrata da Via Alessi) PROVINCIA DI SONDRIO PROVINCIA SONDRIO COMUNE DIDISONDRIO COMUNEDI DISONDALO SONDRIO COMUNE COMUNE DI SONDALO N. 4 - 2015 N. 10 - 2014 SUPPLEMENTO NR.1S.p.A. AL PERIODICO Poste Italiane Spedizione in Abbonamento Postale Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale “AMICI DELLA MUSICA-SONDALO” NR. 5/2014 D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Sondrio art. 1, comma 1, DCB Sondrio