ANNO 75 (Nuova Serie 18/a)
N. 3 MARZO 2003
MENSILE - Sped. in abb. post. art. 2 comma 20 lettera C legge n. 662/96
Bollettino Parrocchiale di Correggio
Fondato da Mons. Pietro Tesauri - Proprietario e Direttore responsabile: il Parroco - Parrocchia dei SS. Quirino e Michele Arc. - 42015 CORREGGIO (RE) - CCP N. 15703424
Recapito: Casa parrocchiale - Tel. 0522 641563 / 0522 692505 - 42015 CORREGGIO (RE) - Corso Cavour, 5 - Aut. 333 del 16.01.1973 del Tribunale di RE - Fotocomposizione: in proprio. Stampa: Cromotipografica - Correggio (RE)
Cara assemblea...
“Ai nostri più accaniti
oppositori, noi diciamo: noi
faremo fronte alla vostra
capacità di infliggere sofferenze
con la nostra capacità di
sopportare le sofferenze;
andremo incontro alla vostra
forza fisica con la nostra forza
d’animo.
Fateci quello che volete, e
noi continueremo ad amarvi.
Noi non possiamo, in buona
coscienza, obbedire alle vostre
leggi ingiuste, perché la noncooperazione col male è un
obbligo morale non meno della
cooperazione col bene.
Metteteci in prigione, e noi vi
ameremo ancora.
Lanciate bombe sulle nostre
case e minacciate i nostri figli, e
noi vi ameremo ancora.
Mandate i vostri incappucciati
sicari nelle nostre case, nell’ora
di mezzanotte, batteteci e
lasciateci mezzi morti, e noi vi
ameremo ancora.
Ma siate sicuri che vi
vinceremo con la nostra
capacità di soffrire. Un giorno,
noi conquisteremo la libertà,
ma non solo per noi stessi:
faremo talmente appello al
vostro cuore ed alla vostra
coscienza che alla lunga
conquisteremo voi, e la nostra
vittoria sarà una duplice
vittoria.”
Martin Luther King
http://www.sanquirino.net
- La tua Parrocchia on line! -
[email protected]
2
EDITORIALE
A
DECALOGO DI ASSISI
ll’uomo di oggi, spesso inappagato da un’esistenza vuota ed effimera e alla ricerca della gioia e
dell’amore autentici, Cristo propone il proprio esempio invitando a seguirlo. A chi l’ascolta Egli
chiede di spendere la vita per i fratelli. Da tale dedizione scaturiscono la realizzazione piena
di sé e la gioia, come dimostra l’esempio eloquente di quegli uomini e di quelle donne che, lasciando le
loro sicurezze, non hanno esitato a porre in gioco la propria vita come missionari nelle diverse parti del
mondo.
Giovanni Paolo II,
Messaggio per la Quaresima 2003
1.
NOI CI IMPEGNAMO a proclamare la nostra ferma
convinzione che violenza e terrorismo s’oppongono al vero
spirito religioso, condannando ogni ricorso alla guerra e alla
violenza in nome di Dio o della religione; noi ci impegniamo
a fare tutto il possibile per sradicare le cause del terrorismo.
2.
NOI CI IMPEGNAMO ad educare le persone al
rispetto e alla stima reciproca, affinché si possa giungere ad
una coesistenza pacifica e solidale tra membri d’etnie, culture
e religioni diverse.
3.
NOI CI IMPEGNAMO a promuovere la cultura del
dialogo, in modo da sviluppare la comprensione e la fiducia
reciproche tra gli individui e tra i popoli, perché queste sono
le condizioni di una pace autentica.
4.
NOI CI IMPEGNAMO a difendere il diritto di ogni
persona umana ad una esistenza degna, conforme alla sua
identità culturale e a costituire liberamente una famiglia che
le sia propria.
5.
NOI CI IMPEGNAMO a dialogare con sincerità e
pazienza, non considerando come un muro invalicabile ciò
che ci separa ma, al contrario, riconoscendo che il confronto
con la diversità degli altri può divenire occasione di una più
grande comprensione reciproca.
6.
NOI CI IMPEGNAMO a perdonarci reciprocamente
gli errori e i pregiudizi passati e presenti e sostenerci nello
sforzo comune per vincere l’egoismo e l’abuso, l’odio e la
violenza, e per imparare dal passato che la pace senza giustizia
non è una pace autentica.
7.
NOI CI IMPEGNAMO ad essere dalla parte di
coloro che soffrono la miseria e l’abbandono facendoci voce
dei senza voce e lavorando concretamente per superare tali
situazioni, convinti che nessuno può essere felice da solo.
8.
NOI CI IMPEGNAMO a far nostro il grido di chi non
si rassegna alla violenza e al male e desideriamo contribuire
con tutte le nostre forze a dare all’umanità del nostro tempo
una reale speranza di giustizia e di pace.
9.
NOI CI IMPEGNAMO ad incoraggiare ogni iniziativa
per l’amicizia tra i popoli, convinti che se manca una solida
intesa tra i popoli, il progresso tecnologico espone il mondo a
dei rischi crescenti di distruzione e di morte.
10.
NOI CI IMPEGNAMO a chiedere ai responsabili
delle nazioni di fare tutti gli sforzi possibili perché, a livello
nazionale e internazionale, sia costruito e consolidato un
mondo di solidarietà e di pace fondata sulla giustizia.
Assisi, 24 gennaio 2002
Lettera dal Bangladesh
C
arissimi,
l’inverno di questo anno è stato terribile, con la temperatura sempre vicina allo zero. Non siamo attrezzati nelle
case a combattere un freddo di tale genere. Noi resistiamo per quanto è possibile alla nostra povera gente. Le
cibarie calde sono poche, non esiste di che coprirsi e le case sono fatte di paglia. All’inizio di gennaio inoltre ho
cercato una stufa per la camera ma tutte erano già state comprate dai ricchi con prezzi due o tre volte superiori al loro reale
valore: per questo sono rimasto senza una stufa elettrica. Pazienza. L’anno prossimo spero di averne una per i sacerdoti che
saranno con me.
Dopo l’inaugurazione della nostra cattedrale di Rajshahi, è avvenuto un miracolo. La popolazione di un intero villaggio di
pagani si è convertita alla fede. Saranno state più di 120 persone. La cattedrale ci ha portato tutta questa gente. Ora speriamo
che anche altri, di villaggi vicini, chiedano presto il battesimo: non si sa mai in che modo il Signore opera nella Chiesa. Le
prediche durante le cerimonie hanno cambiato la mentalità di un così gran numero di persone che mai mi sarei aspettato. La
cattedrale è ormai diventata un simbolo di unità nella diocesi.
Saluto tutti gli amici di Correggio.
Con stima
Costa Paolino Vescovo.
3
Il Sentiero... di don Simone
C
Lettera aperta di don Rino
arissimo don. Simone,
Come potrai vedere in questi anni che trascorrerai tra
tu ed io abbiamo qualcosa in comune oltre il noi, esistono persone che gettano un po’ di luce in mezzo
dono della fede: siamo figli di contadini.
a tanti bla-bla di pettegolezzi. Persone che aiutano a
E’ questo il nostro DNA, che
ricordarti che è straordinariamente
non potremo mai toglierci dalla
bella la vita del prete: uomo per gli
pelle,che ci fa onore e che ci
altri, che sa perdonare e insegna
insegna tanto. Tu perciò sai molto
a perdonare; uomo capace di
bene qual’è l’anima del contadino:
orientare e accompagnare i giovani
-anzitutto il contadino fatica a
lungo scelte coraggiose di vita
sopportare discorsi accademici,
nuova; uomo per gli altri animato
troppo astratti, e nelle discussioni
da Cristo e che come Paolo può
ama arrivare presto a un
dire “sono vivo, ma non mi fa
“dunque”.
vivere il mio io: vive Cristo in me”
-inoltre l’anima del contadino
(Gal. 2,20) .
è paziente perché sa attendere
Dio è esigente con noi preti
i tempi segnati dal ritmo della
perché è AMICO e ha per ciascuno
natura, i tempi di Dio che non sono
di noi qualcosa da chiedere in più:
François Millet, L’Angelus (1858-59), Parigi, Musée d’Orsay
aggrediti dalla fretta, come dice
è un AMICO che ci stima e perciò
l’Apostolo Giacomo:
ci chiede molto.
“GUARDATE L’AGRICOLTORE: EGLI ASPETTA
Sai molto bene che vivere per consumare benessere è
PAZIENTEMENTE IL PREZIOSO FRUTTO DELLA TERRA delusione e che vivere per difendere il proprio benessere
FINCHE’ ABBIA RICEVUTO LE PIOGGE D’AUTUNNO E è illusione.
LE PIOGGE DI PRIMAVERA. SIATE PAZIENTI ANCHE
Evita la gabbia di un piccolo mondo fatto di abitudini
VOI!”
da conservare, di bisogni inutili da soddisfare, di
-infine il contadino ha un’anima contemplativa: sa presunzioni da seguire o di illusioni da consumare. E’
assaporare il bello del creato, della vita e di ogni forma di questa l’orchestrazione del mondo che vive del futile e
vita.
dell’immagine. “TU UOMO DI DIO FUGGI QUESTE COSE”
(1^ Tim.6,11) .
Sono tre qualità che in questi mesi ho riscontrato in
Il senso di concretezza proprio dell’anima contadina,
te, carissimo don Simone. Sai ascoltare molto e questo ti offre sempre una via di speranza in ogni situazione anche
guadagna stima e fiducia.
scabrosa.
Ti toccherà poi nel silenzio, specie quello adorante
“Anche i preti siano capaci di interloquire con ogni genere
davanti all’Eucaristia, rielaborare con pazienza quanto di persone e di situazioni, senza restare nell’ambito
vedi e ascolti, per poi attendere la stagione opportuna, il ‘protetto’ della cerchia di coloro che sono vicini, amici e
momento giusto per parlare ed agire: sarà allora un parlare congeniali” (Card. Ruini) .
e agire da “sapiente” della sapienza del Vangelo.
Non vogliamo essere polli di allevamento, ma sacerdoti
“IL REGNO DI DIO E’ COME UN UOMO CHE GETTA IL “ruspanti” che nell’ampia aia del mondo godono il respiro
SEME NELLA TERRA;DORMA O VEGLI, DI NOTTE O DI dell’aria libera e non ingabbiati nelle meschine stie in cui il
GIORNO, IL SEME GERMOGLIA E CRESCE; COME, EGLI mondo vuole costringere a vivere, anche se dà ad intendere
STESSO NON LO SA. POICHE’ LA TERRA PRODUCE che siano stie nichelate e piene di luci e di applausi. Sono
SPONTANEAMENTE, PRIMA LO STELO, POI LA SPIGA, luci false! “Tu, uomo di Dio fuggi queste cose!” .
POI IL CHICCO PIENO NELLA SPIGA” .
Ho usato ancora una immagine agreste, ma
Ecco perché il contadino è un contemplativo: sa vedere testardamente noi, figli di contadini, non riusciamo a svestirci
l’opera di Dio che porta a compimento la nostra povera di questo stile che portiamo nel sangue. Noi non ci sentiamo
prestazione.
chiamati ad essere conferenzieri su Dio e neppure esperti
in alta teologia. Noi portiamo dentro la nostra umanità il
Una persona di S. Quirino mi ha inviato in data mondo intero soprattutto quando celebriamo l’Eucaristia.
10/02/2002 una bella lettera. Chi scrive è un cuore che Alzando l’Ostia Santa, dopo la consacrazione, sentirai
veramente ama la chiesa senza chiasso. Di questa lettera che in quel pane consacrato offri al Padre insieme col suo
ti offro una parte:
Figlio Benedetto, tutto il peso, le gioie e le sofferenze di
“Carissimo don Rino
quel popolo che la Provvidenza ti affiderà e che per questo
…come cristiana cosa chiedo al Sacerdote?
non potrai non amare.
…io penso che innanzitutto devo accoglierlo, come
Ti consegno le parole di Paolo che mi danno sempre
un dono prezioso mandato dal Vescovo…il Sacerdote è la tanto coraggio “SCIO CUI CREDIDI ET CERTUS SUM!”
persona che viene a presentarmi e a farmi conoscere Gesù.
E’ un motto che ben si addice al blasone della famiglia
La grazia più grande che il cristiano riceve è incontrare Franceschini: una famiglia che è colma della saggezza che
il sacerdote nel Sacramento della riconciliazione: se non le permette di essere stimata da tutti e ancor più ora che
riusciamo a capire la grandezza di tale dono non riusciamo offre con gioia un suo figlio alla Chiesa e in particolare alla
a capire l’amore di Dio…”
nostra comunità di S.Quirino!
4
Lettera alla mia assemblea
C
ara assemblea di San Quirino, come tutte le
domeniche vai a Messa, ti trovi con tante persone che
non conosci, scambi il segno di pace, magari unisci
le tue mani durante il Padre nostro, poi senza aspettare la
fine del canto conclusivo esci dalla basilica di S.Quirino. Così
tutte le sante Domeniche. Apparentemente non cambia mai
niente: una volta si danno le tessere dell’Azione Cattolica,
un’altra si presentano i cresimandi, un altra ancora c’è la
presentazione del nuovo diacono, ma tutto passa sopra le
nostre teste. Ma di una cosa bisogna che tu ti accorga: c’è
un mondo di servizio e di disponibilità per far si che la Messa
sia piacevole ma soprattutto “animata”. Il servizio liturgico,
l’animazione, la partecipazione di lettori e lettrici, chierici ed
educatori, suonatori e cantanti è per molti un servizio ignorato,
a volte anche criticato. Quanti si rendono conto che la Messa
è la tua Messa, che Cristo Eucaristia chiama ciascuno di noi al
servizio? Troppo spesso ho visto assemblee spente, che non
partecipano. Che brutto male la timidezza dell’assemblea!
Cara assemblea di S.Quirino, forse non sai che ci sono ben
3 gruppi di animatori che si organizzano per farti cantare alla
Messa domenicale delle ore 10, altri durante altre celebrazioni,
un suonatore tutte le mattine alle 6,50, Medoro, il nostro
valido organista, che ti accompagna le Messe delle 8,30,
quelle vespertine ed i Vespri cantati, un coro molto bravo che
ti aiuta a meditare e imparare nuovi canti, molti chierichetti
che stanno all’altare per aiutare l’officiante, un bel gruppo
di ministri dell’Eucaristia e di accoliti istituiti, e qual è la tua
gratitudine? La qualità della liturgia che frequenti si deve al
modo con cui tu partecipi.
Se posso darti qualche consiglio...: prendi il libretto dei canti
che è stato rinnovato per te e che si trova in fondo alle colonne,
condividine la lettura col tuo vicino, canta, senza curarti se sei
stonata, canta perché il canto è preghiera, non ascoltare il
solista al microfono perché lui non è un professionista ma è
li per te. Batti le mani, senti il ritmo della melodia sulla tua
pelle, aiuti così i chitarristi ed i coristi. Se non vedi nessuno
che legge le letture o le preghiere dei fedeli, non avere paura
ed avvicinati al microfono dell’ ambone, leggi per tutti e prova
la bellezza di sentirti utile ed al centro della liturgia. Prova il
piacere di sbottonarti, di recuperare la gioia dell’essere alla
Messa, alla tua Messa, stai fino alla fine del canto finale. E,
perdonami l’impertinenza, non sentirti tranquilla e a posto
quando esci dalla Chiesa. Anche intorno alla Chiesa ci sono
ragazze e ragazzi che lavorano per te: catechisti ed educatori
che annunciano il Vangelo ai tuoi figli, animatori dell’oratorio
domenicale, volontari di alcune associazioni... Parla loro,
ringraziali qualche volta e fa’ che ti sentano vicino: è un
lavoro duro essere annunciatori di Gesù Cristo e con poche
soddisfazioni. Se poi c’è qualcosa che non ti va a genio, scrivi
a “Il Sentiero”, parla con il parroco o con chi è dentro al servizio.
Ma invece di criticare gratuitamente, è sempre meglio che tu ti
esponga personalmente e venga anche tu a sporcarti le mani:
quante cose da fare! Spero che tu ti muova, che ti svegli dal
tuo torpore da lunedì mattina. Non credo che il tuo sia un male
cronico ed incurabile se ci metti la volontà!
Staremo a vedere la prossima Domenica!
Luca Ghirotto per
il gruppo degli animatori liturgici, i catechisti e gli educatori
della parrocchia dei SS. Quirino e Michele Arcangelo.
I nostri missionari ringraziano...
...e noi con loro!
C
arissimi Correggesi ed in particolare Fratelli in Cristo della parrocchia
di San Quirino. Da tempo ci proponevamo di rendervi partecipi delle
comunicazioni e delle azioni svolte dai Missionari che, grazie alla
vostra generosità, ci è possibile sostenere, non solo con le preghiere, ma anche
con mezzi che facilitano la realizzazione delle opere di evangelizzazione e di
sostegno sociale da loro svolte nei paesi del Terzo Mondo.
Come voi sapete, nostro Signore è stato molto generoso con noi, e ci ha
permesso di conoscere e aiutare diversi MISSIONARI (sacerdoti, religiosi e
laici) che operano in diversi Paesi in via di sviluppo e in particolare in Africa,
Asia, Brasile, India e Indonesia e siccome non mettiamo mai limiti alla “Divina
Provvidenza” siamo sicuri che potremo aiutare anche altri che dovessimo
conoscere in futuro.
Allo scopo di farvi partecipi di questa ricchezza spirituale abbiamo chiesto
ai nostri Missionari di tenerci aggiornati sulle situazioni e sulle attività da loro
svolte affinché anche voi possiate gioire con noi e pregare e contribuire perché
le speranze dei nostri amati Missionari si realizzino nel migliore dei modi.
Diverse sono le situazioni, diversi i carismi, diverse le iniziative intraprese
ma sempre, sempre, nella certezza che è Gesù che salva, è Gesù che
“converte” nel segreto del cuore di ciascuno sia esso del Terzo Mondo, soccorso
da nostra “Sorella Povertà” come era solito chiamarla San Francesco, o del
Mondo Industrializzato, tentato dall’egoismo che scaturisce dal benessere. Noi
ci sentiamo fratelli in Cristo di TUTTI, sia poveri che ricchi !!!
Per ragioni di spazio tipografico e perché resti vivo in voi l’anelito missionario
diluiremo in più volte queste “Testimonianze di Fede e di azione” e riassumeremo
i concetti espressi dai nostri amici Missionari con l’intesa che chiunque voglia
accedere direttamente alla fonte degli scritti potrà rivolgersi senza timore a
Claudio e Graziella Campovecchi che da sempre sono il prezioso raccordo tra i
nostri Missionari e chi nella parrocchia di San Quirino si interessa di “Missione”,
anche tramite la nostra segreteria parrocchiale. Per ragioni affettive, di rispetto
e di riconoscenza, ma anche per seguire quanto insegnatoci da nostro Signore
Gesù Cristo quando dice che: “Gli ultimi saranno i primi”. Vi partecipiamo quanto
scrittoci da S.E.Mons. Pietro Nguyen Van Tot (cittadino di Correggio da oltre
20 anni- Nominato da S.S. Giovanni Paolo II, nel 2003, Arcivescovo e Nunzio
Apostolico in Togo e Benin ) in occasione degli Auguri di Natale.
… “Vi sono molto grato per l’appoggio molto valido ed efficace che mi facilita
il compito nei due paesi africani: BENIN e TOGO. Con il vostro aiuto finanziario,
che mi avete dato in agosto 2002, ho potuto rendere più facile la vita di 12
giovani, fra cui molti allievi e alcuni seminaristi.”
Con il nuovo aiuto ricevuto dal Gruppo missionario di Correggio all’inizio
del 2003 ha intenzione di offrire un congruo numero di libri teologici al suo
collaboratore Pascal Romaletho e agli oltre 200 studenti di filosofia e teologia
del seminario Maggiore di Tehanvedij perché diventino al più presto “operai”
della messe, che il Signore gli ha affidato. Conclude dicendo: …”La messe è
abbondante e sono felice di lavorare in questo campo del Signore, sapendo che
sono sostenuto dalle vostre preghiere. Vi ricordo ogni giorno nella S. Messa”.
E’ bello sapere che il nostro operato, la nostre preghiere e le nostre offerte
permettono anche a chi, per compito istituzionale, è chiamato a far le veci del
Papa in questi Paesi e a destreggiarsi ogni giorno con diplomatici e governanti,
di occuparsi anche dei bisogni locali, di essere “servo” di tutti e soprattutto di
quelli che credono nella buona Novella del Vangelo di Cristo e sono disposti ad
ogni tipo di sacrificio per poterla annunciare.
Per questo vi ringraziamo e vi chiediamo di continuare a pregare perché la
nostra parrocchia non perda mai la vocazione missionaria e ci siano sempre
persone che, in comunione con noi, continuino sempre ad essere il “Corpo vivo
di Cristo” in terra e continuino a promulgare con forza i valori della Fede, della
Speranza e della Carità, in tutto il mondo, come nostro Signore Gesù ci ha
chiesto di fare.
Questo è il nostro augurio più sincero, questo il nostro GRAZIE a voi che con
le vostre preghiere e il vostro contributo personale ci spronate a continuare nel
nostro impegno missionario.
Nella prossima edizione vi parleremo dell’attività della nostra concittadina
Antonina Neri, missionaria laica nel Nord-Est del Brasile (ora a Salvador de
Bahia) fin dal 1965 !
Alla prossima e di nuovo grazie anche a nome di tutti i Missionari da noi
sostenuti.
Buona Pasqua dal Gruppo Missionario di Correggio
5
MANIFESTANDO... LA PACE!
di Massimo Caffagni
“R
iesce impossibile pensare che nell’era atomica la perché è basata sulla giustizia sociale e sull’uguaglianza di diritti
guerra possa essere utilizzata come strumento di e per arrivare a questo occorre spesso rinunciare a qualcosa di
giustizia”: questa frase rischierebbe di passare proprio, soprattutto da parte di chi, come noi, risulta, in qualche
inosservata, come una delle tante sentite in questo periodo, se modo, privilegiato, rispetto a milioni di altre persone. Non esistono
non fosse proveniente dalla “Pacem in Terris”, l’enciclica di Papa scorciatoie e non si possono accettare strade più brevi, che non
Giovanni XXIII, pubblicata nel 1963.
risolvono i problemi, ma che cercano di assopire la coscienza di
Credo che sia giusto cominciare in questo modo il racconto della ognuno di noi. Ancora Papa Giovanni XXIII nella “Pacem in Terris”
manifestazione per la Pace, svoltasi a Roma (come in tante altre scriveva: “La pace rimane solo suono di parole se non è fondata su
parti del mondo) il 15 febbraio, per sottolineare come questa abbia di un ordine, radicato nella verità, costruito secondo giustizia,
rappresentato solo una delle tante
vivificato e integrato dalla carità,
tappe di un cammino cominciato non
posto in atto nella libertà”.
certo ora.
Per questo, infine, abbiamo
Quanti eravamo? Il balletto delle
manifestato: per difendere il diritto
cifre non mi interessa, ma so di certo
all’esistenza di persone come noi,
che eravamo in tantissimi, tanti che
innumerevoli
uomini,
donne
e
ovunque girassi la testa il mio occhio
bambini che, in caso di conflitto,
si imbatteva in un mare di gente. Il
perderanno la vita, senza vincitori, né
corteo era animato dai gruppi più
vinti: statistiche attendibili, infatti,
diversi, ma i veri protagonisti sono
riportano come più del 90% dei morti
stati proprio i singoli manifestanti, le
nelle guerre degli ultimi 10 anni
famiglie con i figli, i gruppi di ragazzi,
sono civili. Massimo Toschi, a questo
qualcuno più avanti con gli anni,
proposito, ha scritto: “Il loro volto
quasi tutti senza simboli, ma con solo
e la loro sofferenza invocano pace
la bandiera colorata della Pace.
non guerra. Il loro patire diventa il
15 febbraio 2003
Per cosa abbiamo manifestato?
discernimento più grande sulla guerra
sanquirinesi a Roma
Beh, prima di tutto vi posso dire che
e sulle sue apparenti e sofisticate
la maggioranza di noi non ha manifestato contro qualcuno, non ragioni…la pace non può essere costruita con qualunque mezzo:
contro gli Stati Uniti, non contro Bush come persona, non contro il dev’essere costruita con mezzi coerenti con il suo fine. Tutto
nostro governo: non abbiamo manifestato CONTRO perché eravamo questo porta a rifiutare i mezzi violenti, le armi, a maggior ragione
troppo impegnati a manifestare PER la Pace, che è un valore troppo le armi con devastante potere distruttivo”.
grande per essere confuso con altre battaglie.
Fra i tanti slogan gridati alla manifestazione, uno dei più
Perché abbiamo manifestato? Perché, in questo momento così simpatici e che ha catturato la nostra attenzione ci è parso quello
difficile per tutti, ci sembra necessario ribadire che ci sono altri proveniente da un gruppo di bambini di 5 o 6 anni, accompagnati
modi, oltre la violenza, per risolvere i problemi internazionali e dai genitori e guidati dalle urla di una loro coetanea, un po’ paffuta:
che la Pace deve avere il sopravvento su qualsiasi altro interesse.
il loro motto era: “L’unica bomba… è quella alla crema!”. Come si
La Pace è una conquista faticosa da ottenere, più della guerra, può non essere d’accordo?
Proposte per le comunità parrocchiali vicariali
Nell’esperienza missionaria la preghiera e il digiuno fanno parte della vita di ogni
giorno, ed a volte aprono strade che noi riterremmo impossibili da percorrere. Il 23
febbraio Giovanni Paolo II, nell’invitare tutti i cattolici a dedicare il Mercoledì delle
Ceneri alla preghiera e al digiuno per la causa della pace, ha detto:
“E’ doveroso per i credenti, a qualunque religione appartengano, proclamare
che mai potremo essere felici gli uni contro gli altri; mai il futuro dell’umanità potrà
essere assicurato dal terrorismo e dalla logica della guerra.
Noi cristiani, in particolare, siamo chiamati ad essere sentinelle dalla pace…”.
Anche il nostro Vescovo ci ha invitato a donare tempo per una “preghiera
preventiva” e un “digiuno preventivo”, prima che scoppi un’eventuale guerra.
Invochiamo per noi stessi, per le nostre comunità, per il mondo intero questo
Spirito di pace e di fratellanza con tutto il genere umano.
In comunione con la proposta diocesana “Chiamati ad essere come sentinelle
della pace” ci impegniamo e sollecitiamo ogni cristiano del vicariato di Correggio
a fare scelte concrete di pace. Per questo proponiamo una staffetta di digiuno e
preghiera per il periodo Quaresimale.
Un “Lume della Pace” passerà di casa in casa ogni giorno, come segno concreto
dell’impegno preso dalle nostre famiglie e comunità.
Invitiamo tutti a dare l’adesione segnalando la disponibilità della giornata in cui
si digiuna e si accoglie la lampada a Luca (per info e prenotazioni tel. 340 9256990)
comunicando preferibilmente un indirizzo di posta elettronica (per agevolare l’invio
del calendario completo) o il proprio recapito telefonico.
La lampada sarà presente nei momenti significativi di preghiera e adorazione:
- tutto il giorno di mercoledì alla Casa della Carità di Fosdondo
- Il giovedì in S.Chiara a Correggio dalle ore 18 alle 19
- Il venerdi nelle stazioni quaresimali
a cura del
Co.Mi.Co.
Il Coordinamento Missionario Correggese in collaborazione con
il CMD propone ai gruppi missionari e ai singoli fedeli del vicariato un
cammino di formazione alla missionarietà guidato da don Emanuele
Benatti, sacerdote diocesano, rientrato dal Madagascar, dove
ha operato come missionario dal 1979 al 2001. Don Emanuele è
superiore dei Servi della Chiesa ed è direttore del Centro Missionario
diocesano.
Mercoledì 19 marzo alle ore 21 presso la casa parrocchiale di
Fatima di Correggio il tema sarà “Spiritualità per la missione”: formarsi
e crescere nella preghiera e nello spirito di comunione - servizio.
Mercoledi 9 Aprile alle ore 21 presso la Bottega del Mondo
– Ravinala di Via Petrolini a Reggio Emilia (zona Pappagnocca)
l’incontro sarà dedicato alla formazione specifica dei volontari delle
botteghe del commercio equo e solidale. Chiunque sia interessato
a prestare servizio e collaborare può contattarci ai seguenti recapiti:
Tel. 338 7300504, e-mail: [email protected]
Sabato 3 maggio alle ore 17 presso la casa parrocchiale di S.
Quirino di Correggio l’incontro verterà su “Stili di vita e Vangelo”.
Globalizziamo la solidarietà mettendo in discussione la logica
consumistica, sensibilizzando alle responsabilità comuni verso i
beni e le risorse del pianeta. Particolarmente indicato per giovani e
famiglie.
6
A proposito di
cattolici e politica
L
di Valter Incerti Vecchi
a Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato nel
novembre 2002 un documento circa l’impiego dei cattolici
nella vita politica, approvato dal Papa. Penso valga la pena farlo
conoscere e parlarne. Oggi spesso si ha un’immagine di religione riduttiva,
come se essa riguardasse riti, devozioni, arte, architettura, beneficenza,
studi sui libri sacri, tutte cose che non le sono estranee, ma che sembrano
restare alla periferia dell’esistenza. La nota vaticana ci fa capire che la
religione interpella tutta la persona in ogni sua dimensione umana senza
censure o rimozioni (n. 9). Non si tratta quindi di un’ingerenza indebita del
Magistero, ma dell’applicazione del principio che, per il credente, la fede
non annulla l’uomo, anzi, lo eleva nella sua natura. Si tratta di un tema
molto importante per i cattolici poiché, dalla sua impostazione non corretta
possono prodursi errori sia dottrinali che di scelte operative. A più riprese
nel documento, si riscontra la presenza dei termini: verità sull’uomo,
vera concezione dell’uomo. Ciò non sorprende poiché, essendo l’attività
politica la ricerca del bene comune degli individui in società, se chi vi si
impegna non conosce l’identità della persona, quale è la sua natura ed il
senso della sua vita, come può operare per promuoverne il bene? Possiamo
brevemente esplicitare ciò che l’uomo è, dai contenuti espressi nel testo, il
quale presuppone un’antropologia. Al paragrafo n. 2 si accenna alla ragione
umana che riconosce la Verità trascendente ma non la produce. Tale,
Verità, naturalmente, non coincide col soggetto, ma ha valore oggettivo,
in sé, benché l’intelletto ne abbia un riflesso che gli permette di percepirla.
Il testo applica questa concezione alla legge morale iscritta nella natura
umana. La coscienza infatti trova in sé una norma etica immutabile che
essa non fonda e che rimanda ad una Verità e ad un Bene trascendenti.
La nota poi individua i valori naturali che procedono da questa visione.
La gerarchia nella quale vengono esposti è molto importante, essi sono:
il diritto alla vita dal concepimento alla fine naturale, la tutela dell’unità e
stabilità della famiglia fondata sul matrimonio, la libertà di educazione, la
tutela sociale dei minori, la liberazione dalle moderne forme di schiavitù
(droga, prostituzione, …), la libertà religiosa, un’economia a servizio della
persona, la pace.
Il punto n. 7 afferma “E’ avvenuto in recenti circostanze che anche
all’interno di alcune associazioni ed organizzazioni di ispirazione cattolica,
siano emersi orientamenti a sostegno di forze e movimenti politici che
su questioni etiche fondamentali hanno espresso posizioni contrarie
all’insegnamento morale e sociale della Chiesa. Tali scelte e condivisioni,
essendo in contraddizione con i principi basilari della coscienza cristiana,
non sono compatibili con l’appartenenza ad associazioni od organizzazioni
che si definiscono cattoliche.” Senza voler legittimare schieramenti,
questo passaggio pare riferirsi, nella situazione italiana, ai cattolici
sostenitori di quello nel quale, vari partiti che lo compongono, si sono
espressi in contrasto con l’insegnamento del Magistero della Chiesa sui
temi di morale fondamentali. Il documento insiste poi sulla cultura che,
come conseguenza della fede nella dimensione umana, deve precedere ed
ispirare i comportamenti politici, consolidando quella unità dei fedeli che
è un bene per tutta la società.
Caritas Correggese
Il 3 marzo 2003 si è tenuta l’Assemblea annuale dei soci.
In tale occasione è stata illustrata l’attività svolta, programmata
per raccogliere fondi da elargire in beneficenza.
E’ risultato che nel corso dell’anno 2002 sono stati devoluti Euro
54.299,40, diversamente distribuiti fra i seguenti Enti, Organizzazioni
ed Associazioni: Istituti scolastici S. Tomaso d’Aquino, Casa della
Carità - Fosdondo, Terremotati del Molise, Mense dei poveri sia
del Vescovo che dei Frati di RE, C.E.I.S., Centro di accoglienza,
Missionari locali all’estero, Caritas Diocesana, Opera Associazione
S. Vincenzo, Circolo culturale Piergiorgio Frassati, Società sportiva
Madonna di Fatima, Associazione Volontari Ospedalieri.
Con questi interventi si è inteso collaborare alle iniziative di:
aiuto per l’inserimento scolastico di ragazzi bisognosi di
sostegno; partecipazione all’azione di accoglienza ai portatori di
gravi handicap; aiuto all’attività di recupero dei tossico-dipendenti;
Q
ual è il
limite tra
ragione e
follia?
Fino
a che punto può
spingersi la ricerca di
un’autorealizzazione
personale
ed
originale al di fuori
dei vincoli che la
società impone? Sono queste due delle domande più ricorrenti
che emergono dalle pagine del Don Chisciotte di Cervantes.
Eppure la critica ha da sempre proposto una diversa
interpretazione dell’eroe della Mancia, visto, a seconda dei
casi, come il campione dell’utopia irrealizzabile o come l’uomo
di studio alle prese con le difficoltà dell’azione.
Ora, credo che la problematica legata a Don Chisciotte non
risieda tanto nel personaggio stesso, quanto nel rapporto che
quest’ultimo instaura con la società del proprio tempo: Don
Chisciotte, infatti, nell’età della propria maturità, esponente
della classe agiata degli hidalgos, si mette in viaggio allo
scopo di vendicare torti, difendere gli oppressi e sconfiggere
malandrini e giganti. Ed immediatamente la società entro cui
si muove si affretta a catalogarlo come folle, pazzo, utopista.
Don Chisciotte incontra, così, nel mondo cosiddetto “sano”,
ladri, imbroglioni, prostitute, assassini, ricchi annoiati che gli
tendono burle di ogni genere, ma in mezzo a tutto questo il
folle rimane sempre e solo lui. E allora, dov’è l’errore? A questo
punto occorre ammettere che la follia di Don Chisciotte, il vero
motivo per cui viene bollato come malato di mente, non deriva
dal suo sfortunato peregrinare vestito da cavaliere errante
fuori tempo, che rappresenta al massimo il pretesto, ma dalla
sua fiera opposizione nei confronti di quei valori, potere,
denaro e sesso, che ancora oggi la “società dei sani” continua
liberamente a proporre come vincenti: e sono quei valori, per
inciso, che coincidono straordinariamente con le tentazioni
patite da Gesù nel deserto.
La pazzia di Don Chisciotte, quindi, secondo il parere di chi
gli sta accanto e cerca banalmente di farlo tornare in sé, non
risiede nell’aver attaccato i mulini a vento credendoli giganti,
ma nella gratuità delle proprie azioni, nel disinteresse mostrato
verso il potere di qualsiasi autorità, nell’amore innocente
e fedele a tutto per Dulcinea del Toboso: in poche parole,
nell’aver cercato di vivere eticamente il proprio tempo.
Poco importa, in fondo, se il viaggio di Don Chisciotte ha
termine con la sconfitta e la derisione: queste sono prerogative
profetiche, ma ciò che rimane è un messaggio lanciato a tutti
noi per invitarci ad una riflessione sia sul perbenismo di facciata
che assai spesso nasconde le miserie delle nostre società
apparentemente così perfette, sia sulla nostra effettiva
capacità di vivere compiutamente la nostra esistenza.
MIGUEL DE CERVANTES, Don Chisciotte della Mancia, ed. cons. EINAUDI, TO, 1994.
a cura del C.d.A. Caritas Correggese
essere presenti nella catena di solidarietà in favore di popolazioni
colpite da calamità naturali; sostenere i missionari locali impegnati
nel soccorso e nella evangelizzazione in altri continenti; contribuire
allo sviluppo di attività culturali, sportive e ricreative promosse
con intenti morali e religiosi.
Il tutto con la spinta della carità cristiana che ci insegna e ci
stimola ad agire con amore e solidarietà verso le situazioni che, di
volta in volta, si presentano.
In questi giorni ci ha colpito un grave lutto: la morte del
nostro amato Presidente ALBERTO FICARELLI: un uomo di grande
spessore morale, generoso e disponibile senza limiti.
Ai familiari presentiamo nuovamente le nostre condoglianze ed
invitiamo tutti ad associarsi alle nostre preghiere a suffragio della
sua anima.
7
Notizie brevi
Enzo Bianchi: un itinerario per la Quaresima
a cura di Annamaria Zini
E se il venerdì rinunciassimo anche al pesce? (per il testo completo cfr. Avvenire 10/03/02)
Strettamente legata al digiuno è la pratica
dell’”astinenza”, cioè della privazione di qualcosa.
Oggi, di fronte alle parole “privazione”, “rinuncia”,
anche i cristiani avvertono subito un sentimento di
rivolta. Perché mai astenersi? Perché rinunciare? Al
massimo, qualora vi acconsentano, i cristiani cercano
risposte e motivazioni nell’ambito della carità e
della solidarietà: rinuncia a vantaggio dei poveri,
in vista di una maggiore e più equa condivisione
dei beni. Ragioni assolutamente valide, ma non
sufficienti a dare un fondamento esistenziale e
spirituale all’astinenza. In verità ogni essere umano
ha bisogno di atti di astensione, a volte radicale e
perenne, altre volte parziale e temporanea, perché
non si può fare esperienza di tutto, senza porsi dei
limiti: il scegliere – quindi l’escludere qualcosa
– e l’assumersi la responsabilità della scelta così
come il riconoscere i propri limiti sono condizioni
indispensabili per la maturazione umana, per il
superamento della fase infantile e adolescenziale
della propria vita. Diversamente si imboccano strade
mortifere, cammini di dissoluzione e di violenza.
Nella tradizione ebraico-cristiana c’è sempre stata
attenzione all’astinenza dal cibo, sotto forma di rinuncia
ad alcuni alimenti, in particolare le carni. La chiesa
cattolica propone l’astinenza dalla carne solo nei venerdì
di quaresima, permettendo la sostituzione di questa
pratica con altre opere nei venerdì del resto dell’anno.
Eppure, secoli di tradizione spirituale cristiana
avevano conservato queste pratiche dell’astinenza
come un memoriale necessario: per vivere occorre sì
mangiare, ma occorre anche cessare di mangiare e darsi
un limite. Occorre cioè cessare di mangiare tutto e così
non dimenticare che per poter mangiare carne occorre
esercitare una violenza e uccidere l’animale. Quindi non
nutrirsi di animali (e non solo la cosiddetta “carne”, ma
anche i pesci!) è possibile e farlo per determinati periodi
di tempo – come chiedeva l’antica disciplina della chiesa
– significa esercitarsi a rinunciare all’avidità aggressiva
verso la “vita”, significa praticare un’astinenza che insegna
a ripensare la vita come dono e la vita dell’animale come
bene non disponibile in maniera illimitata in quanto vita
che comunque appartiene a Dio e non all’uomo. È bene
non dimenticare che per essere cristiani, donne e uomini
“eucaristici”, cioè che “mangiano la carne del Signore”,
occorre saper discernere di cosa ci si nutre e mangiare
con “rendimento di grazie” e non con un’aggressività che
è violenza.
Antico e Nuovo Testamento ci parlano anche di
un’altra forma di astinenza temporanea: quella sessuale
nello spazio della nuzialità. È un aspetto che un tempo
la chiesa non trascurava di sottolineare. Ma oggi, quanti
sono i giovani che sanno che uno dei precetti della chiesa
prescrive di non celebrare le nozze nei tempi proibiti?
Oggi ci si sposa tranquillamente e anche solennemente
nel tempo quaresimale, ignorando il senso profondo che
questa disposizione veicolava. Infatti gli atti sessuali
vissuti da un uomo e una donna legati nell’alleanza
matrimoniale, in una storia d’amore, sono santi e
benedetti da Dio: l’unione sessuale, come ha ricordato
anche Giovanni Paolo II, è “liturgia dei corpi” davanti
a Dio e invocazione della sua benedizione che sempre
è portatrice di vita in abbondanza. Non si pensi, quindi,
che la chiesa abbia una visione cinica o angosciata
della sessualità. Tuttavia, già l’Antico Testamento e poi
l’apostolo Paolo (cf. 1 Cor 7,5) forniscono consigli per
la pratica di un’astinenza sessuale temporanea. È un
prendere le distanze da un’azione che potrebbe diventare
banale, meccanica, scontata, non più rispondente a un
desiderio ordinato, raffinato; è un imparare ad attendere
che l’incontro avvenga come un’opera d’arte; è un
donarsi nel rispetto del proprio e dell’altrui corpo; è un
convergere insieme degli amanti verso una tensione che
proclama il primato di Dio anche sull’amore umano,
anzi, nell’amore umano. Astinenza sessuale “sinfonica”,
assunta di comune accordo in vista del discernimento dei
desideri, dell’assiduità con il Signore, della preghiera e
del guardare insieme “all’amore di Dio che vale più della
vita”!
2 - continua
Lauree
Con grande gioia
la COMUNITA’ PARROCCHIALE DI SAN QUIRINO
ANNUNCIA
che il giorno 17 marzo 2003
in tempi brevissimi
PAOLA MAZZALI
si e’ brillantemente laureata in
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE.
Nella stessa data, a poche ore di distanza e presso la stessa
Universita’ degli Studi di Bologna, in tempi forse “un po piu’
lunghi” ma con esito altrettanto brillante
MARCO TRUZZI
si e’ laureato in
FILOSOFIA
Colpo grosso per la comunita’: anche gli spazi della comunicazione
e delle indagini filosofiche sono colmati.
Ai neo dottori un augurio affettuosissimo (oltre a sviscerati
complimenti) per un radioso futuro al servizio della comunita’ e
dei fratelli e... proficuo anche sul piano personale e familiare!
“Alla ricerca delle radici della nostra
cultura cristiana” Questo è il titolo
del corso tenuto dal Ch.mo Prof.
Can. Righi don Giulio.I prossimi
incontri, che si terranno nella
casa parrocchiale alle 21, saranno:
mercoledì 26 marzo - Per una
formazione integrale della persona:
sensi, psiche, anima; mercoledì 9
aprile - Catechismo: momento di
Fede e Preghiera verso l’incontro con
Cristo.
 “La verità delle nostre celebrazioni”
Sarà il tema liturgico della conferenza che don Daniele Gianotti terrà il 24 marzo alle 21 presso la casa
parrocchiale.
 Martedì 8 aprile si concluderà il 10°
anno di attività dell’Università del
Tempo Libero. Un grazie ai numerosissimi partecipanti che hanno arricchito tutti gli incontri con la loro
presenza densa di curiosità e intelligenza.
Campeggi Estivi
29 giugno / 9 luglio
Villa Agomer - Penia di Canazei (TN)
IV elementare - II media
9-19 luglio
Casa Alpina Cristo Re - Pinié di Vigo di Cadore (BL)
III media - IV superiore
2-11 agosto
Comasine di Pejo
ragazzi maggiorenni
per informazioni e iscrizioni rivolgersi in segreteria Parrocchiale a
partire dall’ultima settimana di marzo.
Lauree
Il 12 luglio 2002
presso la facolta’ di conservazione dei beni culturali
dell’’Universita’ degli studi di Bologna
DALIA GASPARINI
si e’ brillantemente laureata in
archeologia.
Il 6 marzo 2003
presso la facolta’ di scienze della formazione
dell’’Universita’ degli studi di Bologna
MORENA BIZZARRI
si e’ brillantemente laureata in
pedagogia interculturale.
Complimenti vivissimi alle neo dottoresse e auguri per la loro
professione futura !
8
IOANNES PAVLVS II PONT. MAX
PRECIBVS NOBIS ADHIBITIS LIBENTI ANIMO CONCEDENTES, E QVIBVS TE ACCEPIMVS DE ECCLESIAE REIQVE CATHOLICAE
BONO ATQVE INCREMENTO BENE MERITVM ESSE, VT PATENS GRATAE NOSTRAE VOLVNTATIS TESTIMONIVM PROMAMVS , TE
Medoro Ligabue
e Diocesi Regiensi in Aemilia – Guastallensi
EQVITEM ORDINIS SANCTI SILVESTRI PAPAE ELIGIMVS, FACIMVS AC RENVNTIAMVS, TIBIQVE
FACVLTATEM TRIBVIMVS PRIVILEGIIS OMNIBVS VTENDI, QVAE CVM HAC DIGNITATE SVNT CONIVNCTA.
DATVM ROMAE, APVD S. PETRVM, DIE XX Decembris MMII
Generosità dall’11/02 al 4/03
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
Graziana, pro bollettino € 30
La nipote M.G. nel VI anniversario
della morte di Panini Ala, pro bollettino
€ 15; alle suore cappuccine € 25, alla
parrocchia di Fatima per il bollettino
€ 10
Grazia, Stefano, Giampaolo e Silvia
ricordando il caro papà Gastone
Tamagnini nel 17° anniversario della
morte, per opere parrocchiali € 50, pro
bollettino € 50
Famiglia Iotti Romolo, pro bollettino
€ 20
I figli in memoria della carissima
mamma Bellelli Norma, alla Chiesa di
Maria Mediatrice € 50
Famiglia Dott. Tiziano Crotti in memoria
della D.ssa Maria Luisa Cantoni Zuccardi
Merli, alle suore cappuccine € 100, alla
casa della carità € 100
N.N., al C.E.I.S. € 20
E.T. ricordando Valentina, amica
carissima, per opere parrocchiali € 50,
pro bollettino € 20
F. Rosanna, pro bollettino € 30
Famiglia Culzoni Giovanni per ricordare
la zia Giulia Gilocchi Manicardi, per
opere parrocchiali € 50
Ligabue Roberto, pro bollettino € 20
N.N., pro bollettino € 20
Lusetti Odda, pro bollettino € 10
G.Z., per opere parrocchiali € 50
R.B. per ringraziare il Dott. Accorsi, alla
casa della carità € 50
Giancarlo,Giuliana,Silvia in ricordo di
Alessandra e Dino Schiatti, pro bollettino
€ 10, alla casa della carità € 30
Franca Bigliardi in memoria dell’amica
Accorsi Lina, alle suore cappuccine
€ 50
Sorelle Bigliardi a ricordo della mamma
Iemmi Dirce, alle suore cappuccine
€ 50
Paterlini Silva, pro bollettino € 30
Paterlini Franca, pro bollettino € 25
P.F., per opere parrocchiali € 100, alle
suore cappuccine € 200, alla casa della
carità € 200
I figli Manicardi in memoria della
mamma Gilocchi Giulia, per opere
parrocchiali € 200
La moglie e i figli nel 3° anniversario
della scomparsa di Fabrizio Codeluppi,
alla casa di accoglienza “Cilla” € 65
La famiglia in occasione del battesimo di
Lorenzo Matilde, per opere parrocchiali
€ 20
25. La famiglia in occasione del battesimo
di Quartuccio Fortunato, per opere
parrocchiali € 50
26. Pina e Roberto in memoria di Giulio
Vecchi, per opere parrocchiali € 25
27. La moglie e il figlio in memoria del Prof.
Luciano Morselli nel 9° anniversario
della scomparsa, pro bollettino € 30, alla
casa della carità € 250
28. F.S., pro bollettino € 50
29. C.C. in memoria del papà, pro bollettino
€ 10, alla casa della carità € 40
30. I famigliari in memoria di Fontanesi Ida,
per opere parrocchiali € 100
31. Alessandro e Sara, pro oratorio € 40
32. N.N., per restauro organo € 50
33. Lusetti Lea, pro bollettino € 10
34. Spaggiari Renzo, pro bollettino € 15
35. Gli amici in ricordo del caro Zeno
Cavazzoni, per opere parrocchiali € 600
36. Enrico e Teresa in memoria dei propri
genitori, a Padre Edmeo Manicardi
€ 300
37. La moglie e i figli nell’anniversario della
scomparsa del caro Romano Pignagnoli,
pro bollettino € 50, per opere di bene
€ 250
38. F.C.P. pro bollettino € 50
39. I dipendenti Certex, in memoria di Zeno
Cavazzoni, alla casa della carità € 100
40. Fam. Lasagni pro bollettino € 25
41. Fam. Ruozzi-Gavioli pro bollettino € 30
42. Zanichelli Giancarlo pro bollettino € 20
43. Carla V., in memoria di Spaggiari Guido,
per restauro organo € 70
44. Ferrari Enrico e Monica pro bollettino
€ 24
45. N.N., tramite il gruppo missionario,
per sostenere gli studi in medicina di
Patrick, già giovane collaboratore di suor
Germana Munari in Malawi, € 3000
46. Ilde e Gianni in memoria del carissimo
Pier Giorgio, per opere parrocchiali
€ 50, per restauro organo € 50
47. La suocera in ricordo del caro Pier
Giorgio, per opere parrocchiali € 50
48. Lorenza, Matteo e Federico per
ricordare l’amato Pier Giorgio, per opere
parrocchiali € 60, per restauro organo
€ 60
OFFERTE RICEVUTE PER CONTO
CORRENTE
POSTALE
PRO
BOLLETTINO
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Pietri Vittorio € 50
Molinari Egidio € 20
Corradi Guerrina € 30
Carmen Spadoni € 15
Lusetti Norma € 50
Barigazzi Verdun € 50
Cassia Petrella Maria Rosa € 40
Card. Sodano
Secretarius status
Anagrafe Parrocchiale
Battesimi
Il giorno 23 febbraio 2003 sono stati battezzati in S. Quirino:
LORENZO MATILDE
di Francesco e Benassi Alessandra
Padrini: Loschi Luca e
Zanotti Irene
QUARTUCCIO FORTUNATO
di Antonio e Jurkowska Agnieszka
Padrini: Quartuccio Fortunato e Dattola Giovanna
Defunti
ACCORSI LINA
di anni 59
deceduta il 16 febbraio 2003
Riposa nel cimitero di Correggio
SPAGGIARI GUIDO
di anni 86
deceduto il 6 marzo 2003
Riposa nel cimitero di S. Croce di Carpi
FONTANESI IDA ved.
PIRONDINI
di anni 89
deceduta il 28 febbraio 2003
Riposa nel cimitero di S. Prospero
SCACCIA SALVATRICE MARIA
ved. CIRRUTO
di anni 78
deceduta il 9 marzo 2003
Riposa nel cimitero di Correggio
FATTORI PIER GIORGIO
di anni 51
deceduto il 3 marzo 2003
Riposa nel cimitero di Correggio
FICARELLI ALBERTO
di anni 73
deceduto il 9 marzo 2003
Riposa nel cimitero di S. Martino
di Correggio
Il Sentiero
Bollettino Parrocchiale di Correggio
Gennaio 2003
REDAZIONE: don Rino Bortolotti, don Simone Franceschini,
Stefano Guidetti, Mimma Romeo,
Marco Truzzi, Annamaria Zini
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:
M. Caffagni, C. Campovecchi, F. Cavazzoni, M. Chiozzi, Costa
Mons. Paolino, M. Culzoni, don Franco, L. Ghirotto, V. Incerti
Vecchi, A. Lugli, S. Mattioli.
Ideato e realizzato: tiemme-essegi
Scarica

Bollettino Parrocchiale di Correggio