Benemeriti della Cultura e dell’Arte
CARTELLA STAMPA
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi
del Museo Accorsi - Ometto
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Comunicato stampa
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Scheda tecnica
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Percorso espositivo
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Intorno alla mostra
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Costumi di Francesco Tamagno
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Storia del costume
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Cd con immagini della mostra e delle sale del Museo Accorsi – Ometto
Ufficio Stampa:
Vittoria Cibrario
[email protected]
011 817 08 12 – 335 694 88 75
Cristina Giusio
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
www.fondazioneaccorsi.it / [email protected]
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COMUNICATO STAMPA
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
Un incontro tra due collezioni: splendidi esemplari di costumi teatrali del Teatro Regio prendono vita e allo stesso
tempo “abitano”, con il loro carico di fascino, le sale che ospitano i preziosi arredi e le collezioni di Pietro Accorsi.
Questo è il leitmotiv della mostra che il Teatro Regio e la Fondazione Accorsi - Ometto presentano, in collaborazione
con MITO Settembre Musica, dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011 presso il Museo di Arti Decorative.
Il percorso si apre nella Galleria del Museo con i maestosi e onirici costumi di Thaïs di Massenet, disegnati da Stefano
Poda, con accenni a figurini futuristi, saghe siderali cinematografiche e sogni felliniani.
Nelle sale arredate si susseguono Manon Lescaut, Francesca da Rimini, Madama Butterfly, Tosca, Capriccio... in un
itinerario capace di evocare sogni, di suscitare meraviglia, di unire al fruscio delle sete dei “vestiti” di eroine e eroi
dell’Opera i preziosi materiali e i raffinati arredi del Museo, creati per Sovrani, Principi e Nobili e raccolti con passione
da Pietro Accorsi.
Nella progressione delle sale ci si potrà imbattere nella visione magica e fiabesca dei costumi creati da Pregliasco per
Armida, che si rifanno ai fantasiosi modelli seicenteschi del balletto di corte sabaudo; nel costume originale indossato
da Mercedes Capsir, il celebre soprano di origine spagnola, nell’interpretazione di Violetta al Teatro Regio nell’anno
1931 e ancora in quello della principessa Romazov, indossato da Mirella Freni nell’edizione torinese di Fedora, con
Placido Domingo nella parte del Conte Loris Ipanov.
A completare il percorso, nella sala dei pannelli cinesi, saranno esposti - fino al 9 gennaio 2011 - alcuni dei più bei
costumi di scena appartenuti al grande tenore Francesco Tamagno, ora di proprietà del Teatro Regio grazie al sostegno
della Città di Torino e della Compagnia di San Paolo.
Questa piccola galleria di costumi, sugli oltre sessanta posseduti dall’Archivio Storico del Teatro Regio, dimostra come
a metà Ottocento, un grande artista lirico si affermasse per la sua voce e le sue interpretazioni, ma altresì come
manifestasse il proprio prestigio attraverso un ricco guardaroba per ogni opera che interpretava. Francesco Tamagno, il
tenore cannone, certamente una delle voci più importanti della storia del melodramma, faceva economia su tutto, dai
viaggi ai ristoranti, ma non sui costumi del guardaroba personale, anche se, nella sua carriera guadagnò cifre
inimmaginabili anche rispetto ai grandi divi di oggi.
Un torinese giramondo che, nelle sue lunghe tournée, specialmente in Sud America, viaggiava con una carovana al
seguito con bauli per costumi, trucchi, parrucche, stivali, attrezzi e armi dei suoi personaggi, compresa la rigida
armatura dell’Otello verdiano.
A suggellare l’incontro tra la Musica e le Arti Decorative il 16 settembre alle ore 16.00, nella cornice settecentesca del
cortile della Fondazione Accorsi Ometto e nell’ambito del programma di MITO Settembre Musica, si terrà un
concerto dell’Ottetto di fiati Regio Concentus, strumentisti dell’Orchestra del Teatro Regio, con musiche di Mozart e
Beethoven.
Informazioni per la stampa:
Vittoria Cibrario
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011 817 08 12 – 335 694 88 75
Cristina Giusio
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SCHEDA TECNICA
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
SEDE
Museo di Arti Decorative - Torino, Via Po 55
PERIODO
16 settembre 2010 – 26 giugno 2011
CONFERENZA STAMPA
15 settembre 2010, ore 11.00
A CURA DI
Arabella Cifani, direttore artistico della Fondazione Accorsi
Franco Monetti, consigliere della Fondazione Accorsi
Laura Viglione, responsabile sartoria e vestizione del Teatro Regio
Piero Robba, responsabile Archivio storico del Teatro Regio
ORGANIZZAZIONE
Fondazione Accorsi - Ometto
Teatro Regio Torino
CON IL PATROCINIO DI
Regione Piemonte
Provincia di Torino
Città di Torino
IN COLLABORAZIONE CON
MITO Settembre Musica
ORARIO
da martedì a domenica 10.00-13.00; 14.00-18.00.
Lunedì chiuso.
La Mostra è allestita all’interno del percorso museale.
Le visite sono sempre guidate.
INGRESSO
Percorso unico museo + mostra, comprensivo di visita guidata:
intero € 10,00 - ridotto € 8,00 (studenti fino a 26 anni, over 65,
convenzioni)
Gratuito: bambini fino ai 12 anni, possessori Abbonamento Musei
e Torino + Piemonte Card
Prezzi ridotti per:
- gruppi (Ufficio gruppi e promozione 011.837.688 int. 5)
- scuole (Servizi Educativi 011.837.688 int. 4).
Biglietteria: 011.837.688 int. 3
UFFICIO STAMPA
Vittoria Cibrario
[email protected]
011 817 08 12; 335.694.88.75
Cristina Giusio
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011 837 688 int. 6
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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INTORNO ALLA MOSTRA
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
SABATO POMERIGGIO A PALAZZO ACCORSI
Visite alle collezioni: la pittura
Willy Beck inaugura un ciclo di visite dedicate alle collezioni permanenti della Fondazione Accorsi – Ometto, illustrate
nelle loro diverse tipologie: dipinti, mobili, oggetti d’arredo (ceramiche, porcellane…) e d’oreficeria.
I dipinti dedicati ai ritratti e alle scene di vita quotidiana saranno oggetto delle visite che si svolgeranno tra l’autunno
2010 e la primavera 2011.
Essi si inseriscono armoniosamente nell’arredo delle sale voluto dall’antiquario Accorsi e creano a loro volta un
rapporto particolarmente suggestivo con i costumi teatrali esposti temporaneamente.
La visita si svolge un sabato al mese, dalle 16.30 alle 18.00.
Date nel 2010:
- sabato 9 ottobre, 13 novembre e 4 dicembre 2010
Nel 2011:
- sabato 15 gennaio, 5 febbraio, 12 marzo, 9 aprile, 14 maggio 2011
Costo: ingresso € 8,00.
Visita guidata: € 7,00.
Minimo 10 - massimo 25 persone.
Prenotazione obbligatoria: 011.837688 int. 5 (da lunedì a venerdì).
L’OPERA AL MUSEO
Passeggiata musicale tra arie, romanze, rasi e broccati
Un esperto del Teatro Regio accompagnerà i visitatori alla scoperta degli splendidi costumi teatrali che con il loro
fascino abitano le sale di Palazzo Accorsi: ai maestosi e onirici costumi di Thaïs seguono quelli di Manon Lescaut,
Traviata, Madama Butterfly, Tosca, Fedora, Capriccio, i magici e fiabeschi abiti creati da Pregliasco per Armida, oltre
ai costumi di scena appartenuti al grande tenore Francesco Tamagno.
Il percorso sarà arricchito da ascolti musicali di brani tratti dalle opere citate.
La visita si svolge di domenica, dalle 11.00 alle 12.30.
Date nel 2010:
- domenica 3 e 17 ottobre, 7 e 21 novembre, 12 dicembre 2010
Nel 2011:
- domenica 9 e 23 gennaio, 6 e 20 febbraio, 6 e 20 marzo, 3 e 17 aprile, 8 e 22 maggio 2011.
Costo: ingresso € 8,00.
Visita guidata: € 3,00.
Minimo 10 - massimo 25 persone.
Prenotazione obbligatoria: 011.837688 int. 5 (da lunedì a venerdì).
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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ITINERARI EDUCATIVI PER LA SCUOLA SECONDARIA
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
ITINERARI EDUCATIVI PER LA SCUOLA SECONDARIA
A cura dei Servizi Educativi della Fondazione Accorsi – Ometto
In collaborazione con il Teatro Regio
In occasione della mostra L’ORO E LA SETA, i Servizi Educativi della Fondazione Accorsi – Ometto presentano in
collaborazione con il Teatro Regio di Torino, un nuovo itinerario per la scuola secondaria.
Si potranno ammirare i più bei costumi del teatro d’opera passeggiando tra le sale del Museo, adibite a scenografico
palcoscenico.
In sala conferenze, mediante la proiezione di immagini, i ragazzi saranno immersi nella teatralità della vita aristocratica,
scandita tra trucchi, scenografici banchetti, spettacoli e balli in maschera, rituali e costumi di un’epoca frivola e
capricciosa quale fu il Settecento.
Particolare attenzione sarà riservata alla storia dell’abito e alla sua evoluzione dall’austera moda spagnola fino ai pizzi e
merletti francesi.
Passeggiando nelle sale del Museo di Arti Decorative, i ritratti dei nobili si troveranno di fronte ad affascinanti costumi
teatrali che “riprendono vita” anche grazie all’ascolto di brani d’opera.
Il percorso prosegue al Teatro Regio, attraverso gli itinerari segreti e curiosi di un grande teatro d’opera.
Programma:
Ore: 9.30-11.30 ritrovo a Palazzo Accorsi – introduzione in sala conferenze e visita al Museo
Ore: 11.30-12.00 trasferimento al Teatro Regio
Ore: 12.00-13.30 visita al Teatro Regio
Costi:
Museo Accorsi-Ometto € 5,00 per allievo. Ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori
Teatro Regio € 6,00 per allievo. Ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori.
Prenotazioni: Teatro Regio 011.881.52.09, [email protected]
L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
PERCORSO ESPOSITIVO
GLI SPAZI
L’OPERA
GALLERIA
THAÏS di Jules Massenet (1842-1912).
Il Museo Accorsi - Ometto è stato
Libretto di Louis Gallet, dall’omonimo romanzo di Anatole France.
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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Benemeriti della Cultura e dell’Arte
allestito in quella che era la galleria
dell’antiquario Pietro Accorsi, ricreando
le stanze della casa di Accorsi, Villa
Paola.
L’elegante
galleria
d’ingresso
è
realizzata secondo gli stilemi delle
gallerie degli specchi francesi; ospita
due rare statue in peltro raffiguranti
Arlecchino e Arlecchina e sul fondo una
fontana francese da interno, in
terracotta.
Prima rappresentazione assoluta: Parigi, Théâtre National de l’Opéra, 16
marzo 1894.
ANTICUCINA E CAMERA DA
LETTO DI ACCORSI
ARMIDA di Franz Joseph Haydn (1732-1809).
L’anticucina accoglie prevalentemente
dipinti e mobili del ‘600, tra cui due
preziosi e rari ritratti di coniugi olandesi
eseguiti da WIBRAEND DE GHEST detto
“l’Aquila di Frisia”, un importante tondo
di Ollivero, maestro delle bambocciate
piemontesi e due sedie della collezione
dei principi Trivulzio di Belgioioso.
Nella camera da letto di Accorsi si
trovano gli oggetti più cari all’antiquario:
oltre ad un importante letto lucchese,
sono esposti la sua chaise longue, la
scrivania ligure con le foto di famiglia e
uno splendido dipinto del pittore di
corte di Luigi XV, François Boucher,
affiancato da due preziosi stipi di Piffetti
di recente donazione.
CUCINA E CAMERA VENEZIANA
La cucina, arredata come le tipiche
cucine delle ville piemontesi di
campagna del ‘700, raccoglie circa 380
Costumi di Stefano Poda autore anche di regia, scene, luci e coreografia.
Teatro Regio, Stagione 2008/09. Allestimento Teatro Regio.
Realizzazione: Sartoria Tirelli di Roma.
La storia. La vicenda, che si staglia sullo sfondo di una Alessandria d’Egitto
opulenta e raffinata, colta e indolente, ci presenta i ‘destini incrociati’ di
Athanaël, un monaco cenobita il cui ardore missionario sconfina nel
fanatismo, e di Thaïs, una famosissima cortigiana che, preoccupata per la
caducità della propria bellezza, si lascia convincere a cercare l’immortalità
nell’amore di Dio. Dopo essersi ritirata in eremitaggio Thaïs morirà per gli
stenti e le penitenze proprio quando il monaco, avendo compreso che non
era stato il suo spirito evangelico a spingerlo verso di lei, la raggiunge per
dichiararle la propria passione, rinnegando infine la propria fede.
Libretto di Jacopo Durandi da un episodio della Gerusalemme liberata di
Torquato Tasso.
Prima rappresentazione assoluta: Castello di Esterházy, 26 febbraio 1784.
Costumi. Figurini di Giacomo Pregliasco ispirati a disegni di Leonardo Marini
del 1770 (gli originali si trovano alla Biblioteca Reale di Torino) che si rifanno
ai fantasiosi modelli seicenteschi del balletto di corte sabaudo. Ricostruiti da
Laura Viglione e realizzati dalla Sartoria Brancato di Milano in occasione della
mostra L’arcano incanto per il 250° anniversario del Teatro Regio, 17401990.
La storia. L’ambiente è quello della prima Crociata in Terra Santa per la
riconquista del Santo Sepolcro. Armida di Damasco, con la complicità di
Zelmira, figlia del Sultano d’Egitto, cerca di irretire i Cristiani e ostacolare la
conquista di Gerusalemme.
Armida, maga bellissima, con il suo fascino e i suoi incantesimi seduce tutti i
mortali. Solo il paladino Rinaldo, forte della fede e dei suoi ideali, tenta di
resisterle, fino a quando Armida riesce a rapirlo e condurlo in un’isola
incantata. Armida, innamorata di Rinaldo, vorrebbe essere riamata, ma né
lusinghe, né incantesimi fanno crollare Rinaldo, nel frattempo liberato dai
compagni. Armida si dispera, delusa come donna e sconfitta come maga dal
virtuoso cavaliere cristiano.
È interessante ricordare che nella Gerusalemme liberata Torquato Tasso, per
descrivere i favolosi giardini dell’isola incantata di Armida, si è ispirato ai
favolosi giardini della Podora, luogo di delizie del Regio Parco della Corte
Sabauda, localizzata alla confluenza del Po con la Dora e distrutta dai
Francesi nell’assedio del 1706.
MANON LESCAUT di Giacomo Puccini (1858-1924).
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e altri, dal romanzo di AntoineFrançois Prévost.
Prima rappresentazione assoluta: Torino, Teatro Regio, 1° febbraio 1893.
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oggetti in rame delle più svariate forme
e dagli usi ormai inconsueti. Nella
nicchia ricavata nella stanza si può
anche ammirare un pregevole arazzo
Aubusson settecentesco, che fa da
sfondo ad un carro da parata
piemontese secentesco, utilizzato per le
feste dell’uva.
La camera Veneziana era la stanza da
letto della sorella di Accorsi e raccoglie
una delle più importanti collezioni
italiane di mobili veneziani. La camera
ricrea il tipico ambiente lagunare in stile
rococò, che si distingue per i colori
pastello e le forme ridondanti e morbide
dei mobili.
SALA DA PRANZO, SECONDA
SALA CIGNAROLI
La Sala da pranzo è un luminoso
ambiente con pareti in papier – peint
raffiguranti cineserie, realizzate alla
maniera di Christian Weerlin. Oltre al
tavolo (di invenzione moderna) la sala
accoglie anche otto pregevolissime
sedie settecentesche milanesi e un
meraviglioso lampadario.
Seconda Sala Cignaroli: la sala presenta
le pareti rivestite da una boiserie in
legno intagliato, dipinto e dorato,
proveniente dalle collezioni Agnelli, in
cui sono inseriti tre grandi dipinti su tela
con scene di caccia di Vittorio Amedeo
Cignaroli.
Al suo interno troviamo arredi lignei
databili tra l’inizio e l’ultimo quarto del
Settecento, di ambito torinese e
francese, tra cui spicca un tavolino
rivestito in bosso e bois de violet e
ornato con preziosi intarsi in avorio
attribuito all’ebanista regio Pietro
Piffetti.
SALA DELLA MUSICA
Costumi di Christian Gasc, scene di Thierry Flamand, regia di Jean Reno.
Teatro Regio, Stagione 2005/06. Allestimento Teatro Regio.
Realizzazione: Annamode Roma e Fashion Home di Roma.
La storia. Manon è accompagnata dal fratello per essere destinata contro la
sua volontà al convento. Giunti sulla piazza di Amiens alloggiano alla locanda
e qui viene scorta dal giovane e brillante cavaliere Des Grieux e tra i due è
colpo di fulmine e amore a prima vista. Alla locanda alloggia anche il
tesoriere Geronte de Ravoir che, forse già in combutta con il fratello di
Manon, trama per rapire la giovane e portarla a Parigi. Des Grieux sventa il
rapimento e convince Manon a fuggire con lui. Sempre tramando con il
vecchio Geronte, Lescaut convince la sorella a lasciare il giovane Des Grieux
e a unirsi con il vecchio e ricco spasimante.
Geronte sorprende in casa sua Manon riallacciatasi con Des Grieux e la fa
arrestare per furto e prostituzione. Manon è condannata alla deportazione a
New Orleans, ma Des Grieux riesce a imbarcarsi con lei. All’arrivo in America
i due riescono a fuggire ma si disperdono nel deserto e, vagando disperati, si
abbandonano abbracciati. Manon muore di stenti e Des Grieux crolla sul
corpo dell’amata.
FEDORA di Umberto Giordano (1867-1948).
Libretto di Arturo Colautti, dall’omonimo dramma di Victorien Sardou.
Prima rappresentazione assoluta: Milano, Teatro Lirico, 17 novembre 1898.
Costumi e scene di Luisa Spinatelli, regia di Lamberto Puggelli.
Teatro Regio, Stagione 1999/00. Allestimento Teatro Regio, produzione
originale del Teatro alla Scala di Milano.
La storia. L’infelice vicenda della principessa Fedora Romazov, tratta
dall’omonimo dramma che Sardou scrisse per Sarah Bernhardt, contiene
tutte le caratteristiche del grande mélo: storie d’amore impossibili,
tradimenti, omicidi, carceri, veleni tra San Pietroburgo, Parigi e la Svizzera.
Una storia che si ambienta in un palazzo russo, nel salone delle feste di
Fedora a Parigi e nella villa sul lago di Thun, dove la principessa si avvelena
distrutta dal rimorso e muore nelle braccia dell’amato conte Ipanov, da lei
stessa ingiustamente accusato dell’omicidio dell’uomo che tanti anni prima
avrebbe dovuto sposare.
LA CLEMENZA DI TITO di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).
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La Sala della musica è un piccolo salotto
francese al cui centro troneggia il
fortepiano datato 1818 e firmato
Sébastien e Christian Erard. Sul camino
poggiano cristalli Baccarat ottocenteschi
e dall’altro lato un sécretaire in lacca
gialla e pitture con paesaggi a
“chinoiserie”. Alle pareti importanti
dipinti francesi e italiani.
SALONE PIFFETTI
Il Salone Piffetti ricostruisce fedelmente lo studio di Accorsi e raccoglie
pregiati mobili e dipinti provenienti da
casa Savoia: la grande tela raffigurante
Carlo Emanuele III con sullo sfondo la
battaglia di Guastalla, eseguito dalla
Clementina, il monumentale doppio
corpo, capolavoro di Pietro Piffetti,
datato 1738 (interamente lastronato in
palissandro e bosso con una ricchissima
decorazione ad intarsio in avorio e
tartaruga) e un rarissimo arazzo della
manifattura di Bruxelles, ispirato alle
storie di Don Chisciotte.
SALOTTINO LUIGI XV
Il salottino ripropone l’atmosfera,
elegante ed esclusiva, che caratterizzò a
cavallo della metà del Settecento il
periodo che in Francia vide regnare
l’omonimo sovrano. A quell’irrepetibile
momento storico risale in particolare la
straordinaria e rarissima commode di
grandi dimensioni, decorata in lacca
Coromandel, con bronzi cesellati e
dorati a doppio inquadramento, firmata
Dubois.
Libretto di Caterino Mazzolà, dal dramma omonimo di Pietro Metastasio.
Prima rappresentazione assoluta: Praga, Teatro Nazionale, 6 settembre
1791.
Costumi di Jon Morrell, regia di Graham Vick.
Teatro Regio, Stagione 2007/08. Allestimento Teatro Regio.
Realizzazione: Sartoria Teatrale G.P. 11 di Roma.
La storia. Al centro delle vicende dell’opera mozartiana, originariamente
ambientate nella Roma del 79 d.c., vi è l’amore declinato in tutte le sue
diverse sfumature. In un intrigante gioco di coppie, di amori e tradimenti,
l’imperatore Tito rinuncia ai suoi desideri per la felicità altrui e la gloria di
Roma. In questa edizione dell’opera, seconda la visione di Graham Vick,
l’ambientazione non è più nella Roma del primo secolo, ma nel ventennio
fascista; la Roma imperiale è quella piacentiniana, gli arredi sono alla Gio
Ponti, i costumi e l’atmosfera sono quelli dei notabili di regime alla Galeazzo
Ciano, con la sofisticata eleganza degli anni ’20 del Novecento.
FRANCESCA DA RIMINI di Riccardo Zandonai (1883-1944).
Libretto di Gabriele D’Annunzio, dalla sua tragedia omonima.
Prima rappresentazione assoluta: Torino, Teatro Regio, 19 febbraio 1914.
Costumi e scene di Pasquale Grossi, regia di Alberto Fassini.
Teatro Regio, Stagione 1990/91. Allestimento Teatro Regio e Teatro
Comunale di Bologna. Realizzazione: Sartoria Teatrale G.P. 11 di Roma.
La storia. La tragica vicenda amorosa di Paolo e Francesca è stata rievocata
molte volte oltre al celebre quinto canto della Divina Commedia, non
soltanto in letteratura, ma anche in prosa e nell’opera lirica. Il testo di
Gabriele D’Annunzio fu presentato proprio al Teatro Regio nel gennaio 1902
in una straordinaria interpretazione di Eleonora Duse. La riduzione a libretto
per la lirica fu curata dallo stesso D’Annunzio per il Maestro Riccardo
Zandonai, e la tragica lettura del “libro galeotto” tra Paolo e Francesca anche
in musica continua a ottenere vivo successo dal debutto torinese a tutt’oggi.
MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini (1858 – 1924)
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal dramma Madama Butterfly di
David Belasco.
Prima rappresentazione assoluta: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio
1904.
Costumi di Jacques Reynaud, regia di Franco Ripa di Meana
Teatro Regio, Stagione 1995/96. Allestimento Teatro Regio
Realizzazione: Sartoria Devalle di Torino.
La storia
Giacomo Puccini, che con l’aiuto dell’astuto Giulio Ricordi cercava ispirazione
anche nella letteratura e nelle novità internazionali, è attratto da questo
drammaturgo americano, David Belasco, dal quale trarrà Madama Butterfly
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e più tardi La fanciulla del West. L’inizio del Novecento è una molla per il
mondo occidentale, tutto proiettato verso nuove conquiste di mercati e di
esperienze, sia verso l’Est Europeo che verso l’Oriente Asiatico.
Il dramma di Cio-Cio-San, sedotta e abbandonata dal giovane americano, è
un po’ il riflesso della mentalità occidentale dell’epoca, razzista e coloniale.
Pinkerton usa la ragazza come un gioco e un passatempo, mettendola contro
la sua famiglia e le sue antiche tradizioni, per poi abbandonarla a sposare
una connazionale. Quando Madama Butterfly scopre la verità e teme anche
di perdere il figlio avuto da Pinkerton, riafferma le sue tradizioni e si suicida
con l’antico rituale d’onore.
PRIMA SALA CIGNAROLI
Prima Sala Cignaroli: altro importante
salotto con arredi lignei databili tra
l’inizio e l’ultimo quarto del Settecento,
di ambito torinese, veneziano e
francese,
presenta
il
medesimo
rivestimento delle pareti in legno
intagliato, dipinto e dorato della
seconda sala Cignaroli e altri tre
capolavori raffiguranti scene di caccia di
Vittorio Amedeo Cignaroli.
LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi (1813-1901).
Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma La Dame aux camélias di
Alexandre Dumas figlio.
Prima rappresentazione assoluta: Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853.
Costume originale di Mercedes Capsir nell’interpretazione di Violetta al
Teatro Regio nell’anno 1931 (donativo eredi Capsir all’Archivio Storico del
Teatro Regio).
La storia. Nella prima metà dell’Ottocento, in una Parigi brillante e festaiola,
la famosa mondana Violetta Valéry conosce il giovane Alfredo Germont. I
due giovani si innamorano e vanno a vivere in una villa in campagna.
Il padre di Alfredo deve difendere l’ipocrita perbenismo borghese e convince
segretamente Violetta a lasciare Alfredo per evitare scandali sul buon nome
della famiglia. Violetta, già minata dalla tisi, pur amando Alfredo lo lascia e
ritorna alla sua vita precedente. Alfredo, accecato dalla gelosia, la insulta
pubblicamente e questa offesa, aggiunta al suo sacrificio sconosciuto e
all’aggravarsi del male, stronca Violetta. Lo stesso Germont ora riconosce la
grandezza d’animo della giovane e con il figlio giungono al capezzale di
Violetta mentre spira.
Storicamente La traviata arriva al Teatro Regio solamente nel 1878, ben
venticinque anni dopo il debutto veneziano, ma al Regio era già apparsa in
via non ufficiale per un evento eccezionale.
La sera del 2 aprile 1860, dopo l’insediamento del primo Parlamento italiano
in Palazzo Madama, al Teatro Regio gran serata di gala con l’unica
eccezionale rappresentazione dell’ultima opera del Maestro Giuseppe Verdi,
La traviata, alla presenza della corte e del corpo diplomatico. Tra il pubblico
il compositore stesso come autore dell’opera e deputato al Parlamento
italiano.
SALA DEI SETTE SACRAMENTI
La sala dei sette sacramenti: la sala
ospita la serie dei Sette Sacramenti
dipinti da Pierre-Charles Trémolières,
per il Cardinale Albani a Roma. Tra due
pendant con cascate di fiori e frutta
realizzati da Michele Antonio Rapous -
TOSCA di Giacomo Puccini (1858-1924).
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal dramma La Tosca di Victorien
Sardou.
Prima rappresentazione assoluta: Roma, Teatro Costanzi, 14 gennaio 1900.
Costumi e scene di Luigi Perego, regia di Daniele Abbado.
Teatro Regio, Stagione 1994/95. Allestimento Teatro Regio.
Realizzazione: Sartoria Teatrale di Roberto Devalle, Torino.
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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Benemeriti della Cultura e dell’Arte
pittore di corte dei Savoia - si trova un
doppio corpo piemontese decorato in
lacca povera.
SALOTTINO CHRISTIAN DIOR
Il Salotto Christian Dior prende il nome
dai pannelli a specchio dorato e
maculato, applicati alle pareti, che
ornavano in origine il “budoir” dello
stilista francese. Notevoli, la coppia di
angoliere intagliate e dipinte, opera
dello scultore regio Francesco Bolgiè e
uno straordinario cassettone di Pietro
Piffetti, con trompe l’oeil sul piano
superiore.
La storia. Nei chiaroscuri del barocco romano del primo Ottocento, al
sorgere dell’apoteosi napoleonica di Marengo, la tragica storia d’amore di
una bella cantante, Floria Tosca, con un giovane pittore, Mario Cavaradossi,
implicato nelle trame cospirative e libertarie della fallita Repubblica romana
nella città del Papa-Re.
Un capo della polizia, il Barone Scarpia, bigotto e sadico, perseguita il pittore
ricattando sessualmente la bella Tosca.
Mario è arrestato e torturato e Scarpia tenta il baratto promettendo a Tosca
la liberazione in cambio dei suoi favori. Tosca, accecata dall’odio uccide
Scarpia e con il fasullo lasciapassare corre a Castel Sant’Angelo per liberare il
suo Mario, che però verrà fucilato per il precedente ordine di Scarpia. Tosca,
circondata dai soldati, si butta dal torrione del Castello.
WERTHER di Jules Massenet (1842-1912).
Libretto di Édouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann dal romanzo Die
Leiden des jungen Werther di J.W. Goethe.
Prima rappresentazione assoluta: Vienna, Teatro dell’Opera, 16 febbraio
1892.
Costumi di Louis Désiré, regia e scene di David e Frédérico Alagna.
Teatro Regio, Stagione 2004/05. Allestimento Teatro Regio.
Realizzazione: Casa d’Arte Brancato di Milano.
La storia. Il giovane Werther è, per antonomasia, il manifesto del
Romanticismo tedesco di fine Ottocento. Amori impossibili e inconsolabili,
sofferente lealtà nell’amicizia, malattie del corpo e dell’anima; l’amore del
nostro eroe è tra la bella Charlotte, già fidanzata e sposata, e la morte
ricercata e agognata. Massenet, che compose l’opera per rispondere anche a
una propria esigenza interiore, ha scritto una musica molto vicina alle
minuziose inflessioni vocali, enfatizzando i momenti di sconforto e quelli di
esaltazione che rendono tanto affascinante (e ardua) la parte del giovane
sognatore Werther. Gli eleganti costumi di questa edizione dell’opera sono
fedeli alla moda fin de siècle.
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L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
I COSTUMI DI FRANCESCO TAMAGNO
Questa piccola galleria di costumi di Francesco Tamagno, sugli oltre sessanta posseduti dall’Archivio Storico del Teatro
Regio, dimostra come, a metà Ottocento, un grande artista lirico si affermava per la sua voce e le sue interpretazioni,
ma il suo prestigio si dimostrava anche con un ricco guardaroba per ogni opera presentata.
Francesco Tamagno, il “tenore cannone”, certamente una delle voci più importanti della storia del melodramma,
risparmiava su tutto, dai viaggi ai ristoranti, anche se nella sua carriera guadagnò cifre inimmaginabili anche dai divi di
oggi, ma non sui costumi del suo guardaroba personale.
Un torinese giramondo che, nelle sue lunghe tournée, specialmente in Sud America, viaggiava con una carovana al
seguito con bauli per costumi, trucchi, parrucche, stivali, attrezzi e armi dei suoi personaggi, compresa la rigida
armatura dell’Otello verdiano.
I costumi riguardano interpretazioni del suo repertorio:
•
Poliuto di Gaetano Donizetti (Poliuto, atto III)
Tunica in panno color avorio con passamaneria in oro, stola larga color rosso, cordone dorato a vita
Teatro Regio, Torino – febbraio 1873 (Nearco);
Teatro Bellini, Palermo – febbraio 1874 (Poliuto);
Teatro Regio, Torino – 1884-1904
In totale Tamagno ha interpretato il personaggio 41 volte, fino al 1904 (Teatro dal Verme, Milano).
•
Il trovatore di Giuseppe Verdi (Manrico, atto IV)
Abito in velluto color verdone scuro, passamaneria dorata, gorgiera in oro e calzamaglia in ferro, mantello
arancione chiaro, cintura in metallo.
Teatro Liceu, Barcellona – 14 dicembre 1876
40 interpretazioni, fino al 1898 (Théâtre Municipal, Nizza).
•
Il Profeta di Giacomo Meyerbeer (Jean de Leyde, atto III)
Lussuoso mantello damascato in lamine d’oro e velluto color azzurro, corona, stola, stivaletti in raso avorio
ornati in oro e spada.
Teatro Colón, Buenos Aires – 23 giugno 1878;
Teatro Regio, Torino – 11 gennaio 1885
28 interpretazioni, fino al 1901 (Montecarlo).
•
Mefistofele di Arrigo Boito (Faust, prologo)
Lungo gabbano color verde alga damascato e contornato da ermellino bianco
Teatro Colón, Buenos Aires – 21 luglio 1881
10 interpretazioni, fino al 1898 (Salle Garnier, Montecarlo).
•
La Gioconda di Amilcare Ponchielli (Enzo Grimaldo, atto III)
Giustacuore color viola e nero rigato in seta e velluto, con passamaneria dorata, pantaloni a sbuffo,
calzamaglia in cotone grigio, scarpe in velluto viola, cintura e cappello in velluto nero con losanghe viola.
Teatro Colón, Buenos Aires – 28 giugno 1884
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3 interpretazioni, fino al 1898 (Théâtre Municipal, Nizza).
•
Otello di Giuseppe Verdi (Otello, atto I)
Armatura con elmo, scudo, mazza e mantello color bianco-avorio (Officina Napoleone Corbella – Milano, da
figurino di Alfredo Edel, 1887)
Teatro alla Scala, Milano – 5 febbraio 1887
62 interpretazioni, fino al 1903 (Teatro Argentina, Roma).
I costumi di Tamagno, già esposti nelle vetrine del centro di Torino, alla Rocca del Castello Medioevale, al’Archivio
storico della Città di Torino e a rotazione nel foyer del Teatro Regio, fanno parte del Fondo Tamagno che, con oltre
millecinquecento pezzi tra lettere, contratti, fotografie, dipinti, documenti privati, diplomi e oggetti diversi, sono stati
acquisiti dall’Archivio Storico del Teatro Regio nel 1997 da una raccolta milanese, grazie al contributo della Compagnia
di San Paolo di Torino.
I bellissimi costumi sono stati realizzati da sartorie dell’epoca di Torino, Milano, Barcellona, Buenos Aires, Roma.
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Storia del Costume
di Lucia Carella
... Ognuno di noi indossa il proprio “costume di scena“ sul grande palcoscenico della vita, così come fanno gli attori
quando indossano i particolari abiti accuratamente disegnati dal costumista il quale cercherà di evidenziare il
carattere del personaggio interpretato, attraverso la scelta della forma e del colore del tessuto...
IL COSTUME TEATRALE
Il costumista è colui che disegna gli abiti di scena per uno spettacolo o un film, scegliendone lo stile, i tessuti e i colori,
previo accordo con il regista e lo scenografo. Il costumista sovrintende alla realizzazione dei costumi da parte delle
sartorie. Spesso delinea bozzetti che vengono poi realizzati dalla sartoria ed il suo lavoro è sovente coadiuvato dall'aiuto
costumista, che si occupa degli aspetti strettamente logistici e tecnici della professione.
Nelle realizzazioni cinematografiche il costumista è spesso, ma non necessariamente, colui dal quale dipende anche il
truccatore, con il quale instaura un rapporto teso a delineare quale stile di mascheramento del corpo il truccatore debba
utilizzare per completare l'idea del costumista sul personaggio.
La sartoria teatrale è quel particolare comparto specializzato dell'industria teatrale che si occupa di realizzare i
costumi per uno spettacolo, basandosi sui disegni o le indicazioni del costumista. Alcuni teatri, soprattutto i più
importanti, hanno una sartoria con personale specializzato.
Il sarto deve avere esperienza nella scelta dei materiali e delle stoffe da usare.
I costumi teatrali sono abiti, appositamente creati per la scena, che vengono indossati dagli attori e cantanti in una
rappresentazione. Il costume riveste una grande importanza nella storia del teatro e la sua evoluzione è strettamente
intrecciata a quella del teatro stesso.
La funzione del costume teatrale dei tempi moderni è diversa da quella del teatro nell'antichità. Al tempo del teatro
nell'antica Grecia o a Roma il costume era codificato da regole e cambiava a seconda del genere rappresentato
(commedia o tragedia), così come cambiavano le calzature indossate. Ad esempio, nella rappresentazione di una
Commedia greca gli attori indossavano quello che successivamente fu denominato in latino "pallium", un mantello
ampio e destrutturato, da cui il nome di "fabula palliata"; la commedia propria dell'antica Roma era chiamata invece
"fabula togata", perché gli attori indossavano la "toga", il mantello romano, e scarpe basse ("socci"). La Tragedia greca
o romana di argomento greco poteva anch'essa essere chiamata "palliata", poiché il mantello indossato era uguale, ma
era caratterizzata dall'uso dei "cothurni", (calzari alti), per cui prendeva il nome di "cothurnata". La Tragedia di
argomento romano prevedeva la toga "praetexta", bianca bordata di color porpora, come quella usata dai magistrati.
Ogni costume serviva alla caratterizzazione del personaggio e doveva essere immediatamente riconoscibile: spada e
clamide per i soldati, farsetto per i popolani, cappello e tabarro per i messaggeri. La maschera nella tragedia era
essenziale perché nascondeva il viso dell'attore, "trasformandolo" nel personaggio rappresentato ed evitando la
sovrapposizione di individuo e personaggio.
Oggi la maschera, nel teatro di tradizione occidentale, di norma non è più usata, ma anzi si richiede all'attore di dare
spessore al personaggio interpretato donandogli parte di sé stesso, ed esprimendosi con la propria mimica facciale e con
lo sguardo. Oggi il costume teatrale ha una duplice funzione: caratterizzare i personaggi creando un'atmosfera
particolare che richiami l'epoca nella quale l'opera teatrale si svolge, ma anche, specie nel teatro sperimentale,
evidenziare aspetti simbolici connessi ai personaggi o alle situazioni. Al tempo stesso il costume serve all'attore per
facilitare la sua identificazione col personaggio, specialmente per quanti si richiamano al metodo Stanislavskij.
La funzione e il significato del costume oggi è molto diversa da quella del passato. Mentre oggi si cerca per il teatro
tradizionale un effetto realistico, e scuole e laboratori di costumistica eseguono accurate ricerche per ricostruire la moda
dei secoli passati o per creare modelli che si ispirino ad essa, i costumi teatrali fino al 1700 circa non rispondevano a
criteri di realismo o di ricerca storica; venivano spesso usati abiti del tempo anche per raffigurare personaggi del
passato. Soprattutto nel XVII secolo, specificatamente per la costumistica legata al teatro lirico e agli intermezzi, si
adottò il criterio di bassa attinenza storica per favorire invece l'estetica: il costume perse quasi definitivamente i
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connotati di sussidio all'arte teatrale per divenire sfoggio e sinonimo di ricercata bellezza, raffinatezza e lusso. Nel
XVIII secolo, tuttavia, sempre in Francia, l'attore Talma intraprese una ricerca filologica ed iconografica sui costumi
teatrali che influenzò fortemente la storia del teatro: allontanandosi dalla mistificazione delle convenzioni teatrali
settecentesche, Talma diede il via alle rappresentazioni con alle spalle una profonda conoscenza storica, adattando
trucco, capigliature e vesti ai reali aspetti dell'epoca nella quale era ambientata la pièce.
Nell'Ottocento iniziò il lavoro di ricerca per rendere il costume più aderente all'epoca in cui si svolgeva l'opera teatrale,
ma gli abiti di scena venivano fatti realizzare dagli attori stessi. Gli attori famosi disponevano di ricchissimi guardaroba
personali, che non obbedivano però a un criterio d'insieme, rischiando a volte un effetto disorganico sulla scena. Il
dramma borghese ed il naturalismo portarono sui palchi gli abiti della vita contemporanea, alla ricerca di un'esasperata
attinenza al "vero" storico e della realtà sensibile. Le avanguardie storiche e i maestri del teatro poi, in netta
contrapposizione con le dottrine precedenti, spogliarono gli attori dei vestiti teatrali per rivestirli di abiti ad alto
significato simbolico, espressionistico, minimalista e così via.
Dal Secondo Dopoguerra, con la crescita dell’importanza della professione di costumista e di regista di teatro, sono nate
ditte e aziende sempre più specializzate nel settore.
Anche noti stilisti e creatori di moda si sono avvicinati al teatro, fino a caratterizzare e a dar fama, con il sigillo della
propria firma, l’intera produzione, portando sulla scena la contemporaneità e le nuove tendenze della moda (a volte in
netto contrasto con quanto rappresentato sul palcoscenico).
Il costume teatrale può essere realizzato seguendo più linee di pensiero, poiché esistono tre generi differenti.
•
•
•
Costume storico: si può ricostruire storicamente un’epoca, riproducendo abiti così come lo erano nella data
epoca, in questo caso è fondamentale una ricerca storica.
Costume contemporaneo: si può attualizzare la vicenda vestendo i personaggi con i nostri abiti quotidiani,
questi possono essere rielaborati. Ad esempio: creando accostamenti inconsueti e bizzarri, dipingendoli in
modo particolare, scegliendo un unico colore (tutto bianco, o nero o rosso, ecc...).
Costume fantastico: è il genere più creativo, che nasce dalla pura fantasia del costumista, pur non rinunciando a
scelte stilistiche precise.
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L'ORO E LA SETA.
I più bei costumi del Teatro Regio tra i preziosi arredi del Museo Accorsi - Ometto
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dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011
IMMAGINI DISPONIBILI
NOME FILE
ARMIDA 02
NOME FILE
Costumi per Armida di Franz Joseph
Haydn, ricostruiti da Laura Viglione e
realizzati dalla Sartoria Brancato di
Milano in occasione della mostra
L’arcano incanto per il 250° del Teatro
Regio (1990)
Figurini di Giacomo Pregliasco per Armida
di Franz Joseph Haydn
Armida figurini
NOME FILE
Fedora 1
Mirella Freni (Fedora Romazov) e
Placido Domingo (Loris Ipanov) in
Fedora di Umberto Giordano. Costumi
e scene di Luisa Spinatelli, regia di
Lamberto Puggelli.
Teatro Regio, Stagione 1999/00.
Allestimento Teatro Regio, produzione
originale del Teatro alla Scala di
Milano.
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Francesca da Rimini 1
Elena Mauti Nunziata (Francesca) in
Francesca da Rimini di Riccardo
Zandonai. Costumi e scene di Pasquale
Grossi, regia di Alberto Fassini.
Teatro Regio, Stagione 1990/91.
Allestimento Teatro Regio e Teatro
Comunale di Bologna, realizzazione
Sartoria Teatrale G.P. 11 di Roma.
Foto Davide Peterle
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NOME FILE
Francesca da Rimini 2
Elena Mauti Nunziata (Francesca) in
Francesca da Rimini di Riccardo
Zandonai.
Costumi e scene di Pasquale Grossi,
regia di Alberto Fassini.
Teatro Regio, Stagione 1990/91.
Allestimento Teatro Regio e Teatro
Comunale di Bologna, realizzazione
Sartoria Teatrale G.P. 11 di Roma.
Foto Davide Peterle
NOME FILE
Una scena dell’Atto I de La clemenza di
Tito di Wolfgang Amadeus Mozart
La Clemenza di Tito01
Costumi e scene di Jon Morrell, regia
di Graham Vick.
Teatro Regio, Stagione 2007/08.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Teatrale G.P. 11
di Roma
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
La Clemenza di Tito03
Monica Bacelli (Sesto) e Carmela Remigio
(Vitellia) in La clemenza di Tito di
Wolfgang Amadeus Mozart
Costumi e scene di Jon Morrell, regia
di Graham Vick.
Teatro Regio, Stagione 2007/08.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Teatrale G.P. 11
di Roma
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Giuseppe Filianoti (Tito) in La clemenza di
Tito di Wolfgang Amadeus Mozart
La Clemenza di Tito02
Costumi e scene di Jon Morrell, regia
di Graham Vick.
Teatro Regio, Stagione 2007/08.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Teatrale G.P. 11
di Roma
Foto Ramella&Giannese
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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Benemeriti della Cultura e dell’Arte
NOME FILE
TAMAGNO
NOME FILE
THAIS 01
NOME FILE
THAIS 02
Armatura per Otello di Giuseppe Verdi
(Officina Napoleone Corbella –
Milano, da figurino di Alfredo Edel,
1887)
Teatro alla Scala, Milano – 5 febbraio
1887
Figurini di Stefano Poda autore anche di
regia e scene, per i costumi di Thaïs di
Jules Massenet.
Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Una scena del I atto di Thaïs di Jules
Massenet. In primo piano da sinistra
Alessandro Liberatore (Nicias), Barbara
Frittoli (Thaïs) e Lado Ataneli (Athanaël).
Costumi di Stefano Poda, autore anche
di regia e scene.
Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Tirelli di Roma.
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Thais-museo-accorsi-1
Costumi per Thaïs di Jules Massenet.
Regia, scene e costumi di Stefano
Poda, Teatro Regio Torino Teatro
Regio, Stagione 2008/09. Allestimento
Teatro Regio, realizzazione Sartoria
Tirelli di Roma.
Galleria del Museo di Arti Decorative
Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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NOME FILE
Costume per Thaïs di Jules Massenet.
Thais-museo-accorsi-2
Regia, scene e costumi di Stefano
Poda, Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Tirelli di Roma.
Galleria del Museo di Arti Decorative
Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Costumi per Thaïs di Jules Massenet.
Thais-museo-accorsi-3
Regia, scene e costumi di Stefano
Poda, Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Tirelli di Roma.
Galleria del Museo di Arti Decorative
Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Costume per Thaïs di Jules Massenet.
Thais-museo-accorsi-4
Regia, scene e costumi di Stefano
Poda, Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Tirelli di Roma.
Galleria del Museo di Arti Decorative
Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
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Benemeriti della Cultura e dell’Arte
NOME FILE
Costume per Thaïs di Jules Massenet.
Thais-museo-accorsi-5
Regia, scene e costumi di Stefano
Poda, Teatro Regio, Stagione 2008/09.
Allestimento
Teatro
Regio,
realizzazione Sartoria Tirelli di Roma.
Galleria del Museo di Arti Decorative
Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Capriccio-museoaccorsi-1
Costumi per Capriccio di Richard
Strauss.
Costumi di Sue Willmington, regia di
Jonathan Miller.
Teatro
Regio,
Stagione
2002/03.
Allestimento Teatro Regio, realizzazione
Sartoria Teatrale Devalle di Torino
Sala da pranzo del Museo di Arti
Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Capriccio-museoaccorsi-2
Costume per Capriccio di Richard
Strauss.
Costumi di Sue Willmington, regia di
Jonathan Miller.
Teatro
Regio,
Stagione
2002/03.
Allestimento Teatro Regio, realizzazione
Sartoria Teatrale Devalle di Torino
Sala da pranzo del Museo di Arti
Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
NOME FILE
Capriccio-museoaccorsi-3
Costumi per Capriccio di Richard
Strauss.
Costumi di Sue Willmington, regia di
Jonathan Miller.
Teatro
Regio,
Stagione
2002/03.
Allestimento Teatro Regio, realizzazione
Sartoria Teatrale Devalle di Torino
Sala da pranzo del Museo di Arti
Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Foto Ramella&Giannese
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
www.fondazioneaccorsi.it / [email protected]
Benemeriti della Cultura e dell’Arte
NOME FILE
Salone Luigi XVI – Museo di Arti
Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Luigi-XVI-5
Foto Ernani Orcorte
NOME FILE
Camera da letto di Pietro Accorsi – Museo
di Arti Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Letto-accorsi-3
Foto Ernani Orcorte
NOME FILE
Cucina – Museo di Arti Decorative Accorsi
- Ometto, Torino
Cucina-2
Foto Ernani Orcorte
NOME FILE
Prima sala Cignaroli – Museo di Arti
Decorative Accorsi - Ometto, Torino
Cignaroli-1
Foto Ernani Orcorte
Museo Accorsi - Ometto, Via Po, 55 -10124 Torino, Tel. 011.837.688 interno 3
www.fondazioneaccorsi.it / [email protected]
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