del 27/06/2012
27 giugno 2012
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/06/26/news/hackmeeting_2012_l_aquila37988013/
HACKER E AGITATORI TELEMATICI PROVANO A RIPRENDERSI
L'AQUILA
C'E' MENO trambusto del solito intorno all'hackmeeting di quest'anno a L'Aquila. Eppure il
quindicesimo incontro delle culture hacker italiane non dovrebbe passare inosservato sia
per la buona qualità dei seminari che ogni anno in questa occasione vengono offerti ai
partecipanti, sia per il luogo, fortemente simbolico, del meeting. E' infatti nella capitale
abruzzese che fatica a riaversi dopo il terremoto, che agitatori digitali e smanettoni d'ogni
specie si sono dati appuntamento dal 29 giugno al primo luglio per il loro incontro annuale.
Il manifesto di convocazione spiega tutto: “L'Aquila è stata e continua ad essere il più
grande laboratorio del nuovo autoritarismo. La sospensione delle libertà di riunione e di
informazione durante la gestione dell'emergenza post-terremoto e una ricostruzione
dettata dai soli interessi della speculazione hanno, da un lato tentato di bloccare la
partecipazione alla ricostruzione, dall'altro smembrato la città in dislocate newtown
uccidendo ogni socialità mentre, come al solito, un'astuta gestione della paura collettiva ha
fatto il resto.”
Contro l'anarco-capitalismo. In linea con la filosofia libertaria della mailing list attraverso
cui viene organizzato l'evento, una ciurma di comunardi poco amanti delle strette regole
incorporate nella tecnologia quotidiana e portatori di principi altri da quelli anarco-capitalisti
della Silicon Valley, daranno a L'Aquila la loro interpretazione di apps per smartphone, di
privacy nei canali sociali e della presunta sicurezza di reti e dispositivi digitali. Ma si
parlerà anche di contrasessualità come tecnologia di resistenza, di videocamere di
sorveglianza e di retrocomputing.
La bacheca dei seminari è quasi pronta, ma nelle mailing list e nei social network se ne
parla davvero poco. I motivi sono molti e diversi. Primo: una cultura hacker divisa fra la
voglia di essere underground e autosufficienti e quella di essere overground e visibili, già
chiaro nel rapporto di amore/odio coi giornalisti che spesso considerano servi o al
massimo precari malpagati e che sono pronti a insultare per un aggettivo di troppo.
Secondo: la difficoltà a passare dalla condivisione alla produzione collettiva, che è cosa
assai più difficile, come dice Clay Shirky, e che però si realizza come produzione di senso
anche quando non produce teorie ma pratiche, ad esempio, andare in un posto
abbandonato o sotto sgombero e presidiarlo riempiendolo di cavi e contenuti affinché
possa camminare meglio sulle proprie gambe quando serve. Terzo. La crisi generalizzata
di un certo modo di veicolare e diffondere sapere critico, proprio di un'era pre-social
network, pre-corsi universitari, pre-agenda digitale.
L'Hackmeeting fa scuola. Eppure l'hackmeeting in Italia ha fatto scuola e cultura. Dal
1998, quando nacque a Firenze per opera del coordinamento di Ecn - lo European
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Counter Network, passando per Milano, Roma, Napoli, Pisa, Palermo -, fino al 2011, di
nuovo a Firenze con Richard Stallman per la critica radicale al software proprietario e a
“faccialibro” insieme a Carlo Formenti per distruggere l'idea “buonista” delle esternalità di
rete e del crowdsourcing.
Collettivamente disinteressati a chi fa le regole per l'Agcom e del vasto movimento
d'opinione organizzato intorno ai temi della trasparenza delle nomine in Rai, alla Privacy e
ai Trasporti, appena attenti a leggi come Acta, Sopa e Pipa, gli hacker dell'hackmeeting
hanno pure idee diverse e controverse sui nuovi miti ribelli: Assange, Anonymous e i
ragazzi con lo smartphone di piazza Tahrir. Però si fa fatica a credere che in mezzo a loro
non ci siano i più politicizzati fra quelli con la maschera di Guy Fawkes. E infatti, molti di
loro, che di giorno conducono vite normalissime, sono sempre i primi ad accorrere se c'è
da riparare un torto o aiutare qualcuno in difficoltà dietro a una tastiera. Ma non si dice e
non si fa in pubblico.
Hacker di carta. Eppure, nonostante la diffidenza per la fabbrica dei media e la poca voglia
di teorizzare, sono molti gli hacker dell'hackmeeting che scrivono per vivere e fanno libri
da vendere. E' infatti dalla cultura degli hacker, degli hacklab e dell'hackmeeting che sono
nati in Italia i collettivi più radicali di scrittura collaborativa di software e di libri. Come
Ippolita, che ha appena dato alle stampe, digitali, “Nell'acquario di Facebook. La resistibile
ascesa dell'anarco capitalismo”; come quelli che dal Bulk di Milano passando per
Indymedia, approdati a Autistici/Inventati, hanno scritto il libro “ Kaos, 10 anni di hacking e
mediattivismo” , o quelli di “Mela Marcia. La mutazione genetica di Apple”. Ma anche
singoli che a quella cultura si sono abbeverati per scrivere “La mela bacata”, “La collera
della Casbah” e “Hacker. Il richiamo della libertà”.
Insomma a L'Aquila si incontreranno gli esponenti di una cultura consapevole di se stessa
e critica verso lo status quo ma che non si pone in maniera egemone rispetto alla società “condividere saperi senza fondare poteri” - , e che, per quanto assimilata nei circuiti
accademici, irreggimentata nel lavoro subordinato, obbligata a fare impresa, trasformata in
ideologia produttiva, è portatrice di una concezione e di un'etica della tecnologia che si
ribella ancora. Come ha dimostrato il progetto “Wikistrike”, una guida online e di carta
contro i soprusi del lavoro. Una cultura i cui aderenti sono sempre pronti a creare nuove
reti di resistenza al capitalismo della profilazione digitale - andando su Diaspora anziché
Facebook - e alla dittatura delle Telco piazzando antenne wifi e tirando cavi come fanno
quelli di EigenLab e Ninux, contro il digital divide e il controllo sociale. Stay Tuned.
Revolution won't be televised. (Rimani sintonizzato. La rivoluzione non sarà trasmessa in
televisione).
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http://www.abruzzo24ore.tv/news/L-Aquila-capitale-degli-hacker-all-Asilo-occupato-tregiorni-di-seminari/88259.htm
L'AQUILA CAPITALE DEGLI HACKER, ALL'ASILO OCCUPATO TRE
GIORNI DI SEMINARI
Fa tappa all'Aquila l'edizione 2012 dell'Hackmeeting, l'evento che annualmente richiama
virtuosi del software da ogni dove, nato nel 1998 a Firenze. Un incontro "totalmente
autogestito" si legge sul sito it.hackmeeting.org, dove "non ci sono organizzatori e fruitori,
ma solo partecipanti". Un appuntamento diventato punto di riferimento delle controculture
digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi
di sviluppo delle tecnologie all'interno della società.
"L'hackit è solo per veri hackers, ovvero per chi vuole gestirsi la vita come preferisce e sa
s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua". Tre giorni di
seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare
assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che
stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire
nell'indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne
lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre piu' stretti.
L'evento sarà ospitato nei locali dell'ex asilo di Viale Duca degli Abruzzi, diventato spazio
sociale dopo l'occupazione da parte di alcuni attivisti. Da venerdì prossimo, 29 giugno, a
lunedì primo luglio.
"Essenzialmente è un evento sociale autorganizzato, autofinanziato - spiegano i promotori
-. Un momento di intenso scambio, durante il quale numerosi fanatici della comunicazione
telematica orizzontale si ritrovano intorno a totem di connettività e hardware per
sperimentare e discutere dell'uso sociale, tecnico e politico di modem e affini. Ma se
vogliamo scendere più nei dettagli, o semplicemente essere più pratici, un hackmeeting
sono tre giorni di campeggio, tre giorni di seminari autorganizzati e autogestiti, tre giorni di
corsi per chi vuole saperne di più". "Collettivamente disinteressati a chi fa le regole per
l'Agcom e del vasto movimento d'opinione organizzato intorno ai temi della trasparenza
delle nomine in Rai, alla Privacy e ai Trasporti, appena attenti a leggi come Acta, Sopa e
Pipa, gli hacker dell'hackmeeting hanno pure idee diverse e controverse sui nuovi miti
ribelli: Assange, Anonymous e i ragazzi con lo smartphone di piazza Tahrir" scrive Arturo
Di Corinto su La Repubblica. "Però si fa fatica a credere che in mezzo a loro non ci siano i
più politicizzati fra quelli con la maschera di Guy Fawkes. E infatti, molti di loro, che di
giorno conducono vite normalissime, sono sempre i primi ad accorrere se c'è da riparare
un torto o aiutare qualcuno in difficoltà dietro a una tastiera. Ma non si dice e non si fa in
pubblico".
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http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2012/06/26/news/casa-della-cultura-al-servizio-di20-associazioni-1.5322391
CASA DELLA CULTURA AL SERVIZIO DI 20 ASSOCIAZIONI
Venti associazioni cittadine trovano una sede comune nella “casa delle culture”, nei locali
della Fondazione Ignazio Silone in piazza dell'Annunziata. In un momento di grande
smarrimento culturale della città, con le principali sedi deputate chiuse (dal cinema al
teatro, passando per l'eremo), l'ente morale arriva in soccorso dei tanti volontari che –
grazie alle loro associazioni – provano a mantenere viva la città. Il primo piano del palazzo
ospiterà le stanze dedicate ai sodalizi culturali e il secondo una biblioteca, che sarà resa
fruibile anche alle scuole, con 18mila volumi e importanti documenti storici, recuperati
dalla sede aquilana della Fondazione, inagibile dal sisma. «L'idea è di preservare l'identità
delle associazioni, fornendo loro un luogo di riflessione e lavoro comune», ha detto
Domenico Taglieri della Fondazione, «per confrontarsi in futuro anche, chissà, su un
progetto politico e non partitico per la città». Nella pratica, le associazioni che non hanno
una sede potranno usufruire dei centralissimi locali di fronte all'Annunziata per le loro
riunioni periodiche, con possibilità di avere spazi e cassetti chiusi a chiave. Nello stesso
tempo, però, la casa sarà aperta anche a tutti quei sodalizi che hanno una sede, ma che
sentono il bisogno di rapportarsi con le altre realtà locali. Il primo passo della “casa delle
culture” è l'Istituto storico, che avrà lo scopo di coordinare i lavori di scrittura di un libro
sulla storia degli ultimi 100 anni della città. Primo appuntamento (sabato alle 17 al cinema
Pacifico), invece, è il convegno su «emergenza ambientale e sviluppo», in cui sarà
presentato il libro «Puliamo il futuro» di Aldo Forbice, presidente della Fondazione
nazionale Silone.
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http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=37871&IDCategoria=204
RIAPPROPRIARSI DELL'AQUILA. UN ITINERARIO VIRTUALE PER
RIPERCORRERE LE STRADE DEL CENTRO STORICO
"Poesia di strada in realtà aumentata". Questo è il titolo della manifestazione che prenderà
il via sabato nelle strade transitabili del capoluogo d'Abruzzo, ancora "chiuso" dopo il
devastante terremoto di tre anni fa.
In collaborazione con Adam Accademia, un collettivo di circa 30 artisti maceratesi
(www.adamaccademia.it), nato sulla base di un progetto tecno-didattico sviluppato da
Giuliana Guazzaroni all'interno di un percorso di ricerca universitario al Dipartimento di
Ingegneria dell'Informazione e abbinato al premio di "Licenze Poetiche", Poesia di strada,
curato da Alessandro Seri e giunto alla XIV edizione nella città marchigiana, l'edizione
aquilana con le associazioni "L'Aquila eMotion", "Noi, L'Aquila" e soprattutto con il
prezioso supporto di Barbara Vaccarelli e Massimo Prosperococco, metterà in scena un
percorso di realtà aumentata fruibile attraverso una serie di installazioni visualizzabili
attraverso un'app gratuita, Layar, che permetterà di scoprire le "opere-ologramma" con la
fotocamera del proprio smartphone.
La scelta dell’Aquila come sede della mostra è ovviamente indicata a rappresentare una
vera e propria "scossa per la società": un modo ulteriore sia per muoversi nelle zone
ancora spaccate dal sisma che per riappropriarsi di nuovi scenari di comunicazione, che
ha colpito anche l'attenzione dello scrittore Bruce Sterling, autore di numerosi romanzi di
fantascienza, nati dalle tensioni cyber-punk degli anni '80 e attualizzati in chiave
contemporanea come visioni del futuro, che ha presentato il progetto aquilano sul nuovo
numero del magazine Wired USA. Il centro della città colpita insomma non si rassegna
all'abbandono, nonostante l'enorme difficoltà a sbloccare la situazione: per promuovere la
causa e ritornare a vivere l'Aquila l'appuntamento è sabato alle 17.30 in piazza Duomo.
Per iniziare la passeggiata, smartphone alla mano.
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http://www.webmasterpoint.org/news/terremoto-emilia-romagna-e-laquila-documentarioonline-per-capire-davvero-cosa-e-successo_p47439.html
TERREMOTO EMILIA ROMAGNA E L'AQUILA: DOCUMENTARIO ONLINE
PER CAPIRE DAVVERO COSA È SUCCESSO
Nell'ultimo mese si è parlato molto del terremoto in Emilia, della sua copertura mediatica e
di tutte le notizie false sulla prevedibilità dei terremoti (ribadiamolo ancora una volta: i
terremoti non si possono prevedere, chi lo dice sostiene il falso o in malafede o per
ignoranza), si è parlato molto della stabilità degli edifici, delle leggi che non sono sufficienti
a garantirne la sicurezza. L'esempio del terremoto a L'Aquila è ancora più forte e più
drammatico. E L'Aquila rimane ancora una città abbandonata.
Il giornalista e videomaker Alberto Puliafito ha realizzato un documentario proprio sulla vita
nel capoluogo abruzzese dopo il terremoto, raccontando la realtà anche attraverso l'analisi
di ciò che veniva raccontato dai media. Il documentario, intitolato “Comando e controllo”,
sarà visibile in anteprima sul sito di Wired a partire da domani 27 giugno e per trenta
giorni. L'attualità del terremoto in Emilia rende questi temi molto importanti. Ecco di
seguito la presentazione realizzata dalla redazione di Wired per il documentario di Alberto
Puliafito:
“Lo spettacolo del dolore. Un tema che da sempre appassiona studiosi e giornalisti,
qualcuno ricorda anche l’omonimo libro. Il terremoto de l’Aquila del 2009 è stato un
evidente caso di catastrofe passata alla lenti d’ingrandimento dei media tradizionali così
come quelli di nuova generazione: Internet, social network. Una storia che purtroppo si
ripete anche in questi giorni”.
“Comando e Controllo è un appassionante lavoro del giornalista e videomaker Alberto
Puliafito, prodotto dall’italiana iK produzioni. Meglio e prima di molti altri il documentario
indaga la quotidianità dei terremotati dell’Aquila cercando di spiegare le conseguenze
dalle molte trasformazioni del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile nel corso degli
anni come quelle del filtro televisivo che la vicenda ha inevitabilmente avuto”.
“Da mercoledì 27 giugno per 30 giorni Comando e Controllo sarà in esclusiva Web su
Wired.it. Il film in streaming gratuito e completo oltre un’approfondita intervista con gli
autori per capire meglio cosa è veramente successo all’Aquila e come affrontare al meglio
le simili tragedie più recenti della storia italiana”.
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http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2012/06/26/news/oggi-la-festa-della-solidarietaper-i-terremotati-dell-aquila-1.5322252
OGGI LA FESTA DELLA SOLIDARIETÀ PER I TERREMOTATI
DELL’AQUILA
Un segno di solidarietà concreta per i terremotati dell'Aquila. Un contributo finanziario
elargito dall'Unione di Comuni della Val Vibrata verrà consegnato dal presidente Alberto
Pompizi, nel corso della “Festa della solidarietà”, manifestazione che si svolgerà questa
sera alle ore 21, in piazza XV aprile a Garrufo di Sant'Omero. L'iniziativa, promossa ed
organizzata dalla Proloco di Garrufo, ha il patrocinio dell'Unione di Comuni e del Comune
di Sant'Omero e vede la presenza di associazioni del volontariato, che nella realtà locale
si occupano di tematiche delicate e rilevanti socialmente come quelle legate alla
tossicodipendenza, al lavoro con i detenuti, alle missioni in Africa.
«Durante la serata», annuncia il presidente Alberto Pompizi, «consegnerò a Padre Quirino
Salomone della Fraterna Tau dell'Aquila, un contributo finanziario offerto dell'Unione di
Comuni, che rappresenta un gesto reale di solidarietà verso la popolazione aquilana
colpita dal dramma del terremoto. Invito quindi anche gli abitanti della Val Vibrata a
prendere parte all' evento, una bella iniziativa per esprimere a loro volta solidarietà verso
chi si adopera per aiutare il prossimo in difficoltà».
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http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2012/06/26/news/disabile-realizza-il-sogno-sullavetta-del-velino-foto-nbsp-1.5317117
DISABILE REALIZZA IL SOGNO DELLA VITA SULLA VETTA DEL VELINO
La forza di 40 amanti della montagna ha regalato a Henri il sogno di raggiungere la vetta
del Velino. La spedizione, promossa dal Parco regionale Sirente Velino in collaborazione
con FederTrek ed EtnoBrain, ha trasportato un disabile originario di Canistro, ma residente
in Francia, grazie a una joelette (una speciale carrozzella) fino alla cima del monte. Tra
paure ed emozioni. Il gruppo è partito dal piazzale dell'area protetta a pochi passi dalla
frazione di Rosciolo e, percorrendo il sentiero tra boschi e rocce, è arrivato sabato nel
pomeriggio fino alla capanna del Sevice a 2mila e 119 metri. Le difficoltà durante la prima
parte del percorso non sono mancate. Per proteggere Henri Benegni, 47enne residente ad
Avignone, gli alpinisti hanno usato mille accortezze nonostante lo sforzo e la fatica.
Non sono mancati momenti di gioia quando il gruppo, capitanato da Leonardo Paleari,
responsabile dell'area sociale di Federtrek, ideatore e promotore dell'iniziativa, ha
raggiunto il fontanile e subito dopo il rifugio del Sevice, dove sono state montate le tende
per trascorrere la notte. Domenica mattina poi il rush finale. All'alba la spedizione è partita
per la cima del Velino a 2mila 486. Gli alpinisti hanno cercato di alleggerire gli zaini
sapendo che l'ultimo tratto sarebbe stato il più difficile. Il giovane italo-francese, dopo aver
ironizzato sul suo peso, si è accomodato sulla joelette e, non senza paura, si è goduto lo
spettacolo. I volontari hanno affrontato con tenacia gli ultimi 500 metri di dislivello. Una
volta raggiunta la cima, poi, Henri è sceso è a piccoli passi ha raggiunto la croce
posizionata sulla vetta e, tra i battiti di mano e l'emozione di tutto il gruppo, ha suonato la
campana.
«Oggi si è realizzato un mio sogno», ha commentato il giovane «spero che tutti i percorsi
di montagna possano avere una joelette a disposizione per permettere anche ai
diversamente abili di godere di questi panorami».
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http://www.frosinone24.com/cittadinanza-attiva-preoccupazione-per-piante-sulle-tratteferroviarie-roma-cassino-e-roccasecca-avezzano-33729.html
CITTADINANZA ATTIVA: PREOCCUPAZIONE PER PIANTE SULLE
TRATTE FERROVIARIE ROMA-CASSINO E ROCCASECCA-AVEZZANO
L’Associazione Cittadinanza Attiva (Ente Consumatori) della Sezione locale di riferimento
territoriale, torna a sollecitare un intervento da parte di chi di competenza, Regione Lazio –
RFI – FFSS, al fine di eliminare un possibile rischio per il traffico ferroviario rappresentato
dalla presenza di piante di medio ed alto fusto lungo le tratte ferroviarie Roma-Cassino e
Roccasecca-Avezzano.
Non avendo ricevuto notizia in riferimento alla nostra precedente richiesta di intervento, e
considerato la delicatezza dell’argomento trattato, ci è sembrato d’obbligo ritornare sul
tema per chiere se effettivamente è stato effettuato una ricognizione sulle tratte da noi
segnalate e se sono stati valutati eventuali interventi da adottare.
Partendo dal presupposto che la sicurezza dei passeggeri e del personale di servizio deve
essere garantita in qualsiasi condizione meteorologica, è fondamentale eliminare ogni
possibile fonte di potenziale pericolo, come potrebbero rappresentare proprio le piante di
medio ed alto fusto, a conferma dell’accezione condivisa e che ribadiamo che “prevenire è
meglio che curare”.
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http://www.abruzzoweb.it/contenuti/calciotto-laquila-secondo-memorial-giuseppemagnifico/482316-8/
L'AQUILA: MEMORIAL ''GIUSEPPE MAGNIFICO'', GUIDI SVELA NUOVO
LIBRO
Da sabato 30 giugno fino a sabato 21 luglio 2012, presso il campo sportivo di Preturo si
terrà il 2° Memorial "Giuseppe Magnifico", torneo di calciotto, un evento in beneficenza per
supportare l'Unione italiana ciechi e Ipovedenti Onlus, e la Mensa di Celestino gestita da
padre Quirino Salomone.
L'evento è intitolato a Giuseppe Magnifico, giovane aquilano tragicamente scomparso
nell'ottobre del 2005 a causa di un incidente stradale, ma dedicato a tutte le vittime della
strada e ai loro familiari.
L'obiettivo, spiegano gli organizzatori, è "continuare a mantenere alta l'attenzione su un
dramma, quello degli incidenti stradali, troppo spesso sottovalutato, e lasciato passare
nell'indifferenza generale".
In occasione della serata conclusiva del torneo, il 21 luglio, parteciperà all'Aquila il prof
Antonio Guidi, già ministro della Famiglia, che ha scelto il memorial intitolato a Giuseppe e
il capoluogo abruzzese come luogo simbolo per la presentazione in anteprima nazionale
del suo libro intitolato Dalla tragedia alla rinascita.
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http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=17873
IN PARTENZA PER LA LUNGA MARCIA VERSO L’AQUILA
Nel periodo dal 30 giugno al 5 luglio partirà l'iniziativa, che si chiama "La lunga marcia per
L'Aquila", un trekking di 5 giorni da Roma a L'Aquila per sottolineare la necessità di
ricostruire il capoluogo abruzzese e gli altri comuni distrutti dal sisma del 06 aprile 2009,
come investimento per una "buona crescita" prima di ogni altra grande opera da fare;
l'evento dell' associazione "La lunga marcia dell'aquila" vede tra i molti sostenitori il
patrocinio di Legambiente.
Domenica 01 luglio, la prima tappa del percorso prevede l'attraversamento del Parco
Naturale Regionale dei Monti Lucretili, con la partenza mattutina da Marcellina - prato
Favale, per prato Campitello, Casale Capo di Porco, Monte Pellecchia, l'arrivo al piano
delle "Pratarelle" e infine ad Orvinio. Il percorso segue il sentiero TTP (trekking dei tre
parchi – Carta escursionistica Monti Lucretili – Navegna e Cervia – Edizioni il Lupo) fino al
piano delle pratarelle per poi tagliare verso Orvinio.
La seconda tappa vedrà la partenza da Orvinio, scendendo lungo le vallate in vista di
Pozzaglia Sabina, passando per le trecentesche vestigia dell'abbazia di S.Maria del Piano,
per arrivare sulle rive del lago del Turano.
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http://www.abruzzo24ore.tv/news/Progettoi-Archeo-S-debuttano-le-tre-produzioni-teatraliabruzzesi/88246.htm
PROGETTO ARCHEO.S: DEBUTTANO LE TRE PRODUZIONI TEATRALI
ABRUZZESI
Sono stati presentati questa mattina, presso la Sala Giunta della Regione Abruzzo a
Palazzo Silone, i tre spettacoli abruzzesi prodotti nell'ambito del Progetto Archeo.S, in
vista del loro imminente debutto durante l’Archeo.S Festival che si terrà ad Ancona e
Sirolo dal 28 giugno all’8 luglio.
L'Avv. Paola Di Salvatore, Project Manager della Local Unit abruzzese nonché Dirigente
del Servizio Politiche Culturali, illustrerà il peculiare ruolo dell'Assessorato Politiche
Culturali - Servizio Politiche Culturali nell'ambito dell'articolato progetto: a differenza degli
altri partner, la Regione Abruzzo non è solo ente beneficiario e attuatore insieme, ma
svolge un’ulteriore specifica funzione di coordinamento super partes degli enti culturali
scelti come soggetti attuatori, ai quali è delegato l’allestimento delle tre produzioni teatrali.
Si tratta di “Thalassa …Stay Human…” de L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione (L’Aquila),
un lavoro che fonde i diversi linguaggi di danza, teatro e arti acrobatiche per raccontare il
mare e la sua forza primordiale, “Maria de Buenos Aires” della Società della Musica e del
Teatro “Primo Riccitelli” (Teramo), opera tango per musica di Astor Piazzolla e libretto di
Horacio Ferrer, e “Il Crazy Paradis” dell’Ente Manifestazioni Pescaresi (Pescara), una
performance senza testo che evoca atmosfere circensi.
Le attività di spettacolo dal vivo si inscrivono nelle azioni di progetto quali strumenti di
valorizzazione e promozione dei siti del patrimonio culturale dell’area adriatica.
Le tre produzioni sono state presentate dai direttori artistici de L’Uovo TSI e Ente
Manifestazioni Pescaresi, Antonio Massena e Lucio Fumo, e dal presidente della
“Riccitelli” Maurizio Cocciolito. Interverranno i registi Maria Cristina Giambruno, Raffaele
De Ritis e Marco Chiarini e alcuni degli artisti coinvolti negli allestimenti.
L’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo, è
partner del progetto insieme al Teatro Stabile delle Marche, al Comune di Igoumenitsa
(Grecia), Comune di Pazin (Croazia) e Comune di Fier (Albania), mentre il Teatro Pubblico
Pugliese ne è capofila. Archeo.S è fortemente voluto dall’Assessore alle Politiche Culturali
dr. Luigi De Fanis che crede nel ruolo strategico della Regione Abruzzo in un dialogo di
reciprocità culturale.
Il progetto Archeo.S - System of the Archeological Sites of the Adriatic Sea è finanziato dal
Programma di Cooperazione Transfrontaliero IPA Adriatico 2007-2013.
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LE SCHEDE DEGLI SPETTACOLI
Ente Manifestazioni Pescaresi - Compagnia Circus Blues
IL CRAZY PARADIS
Dimenticate il teatro, il nouveau cirque, il burlesque…Un viaggio onirico in un universo
scomparso di fragili vite notturne, fatto di acrobati, musicisti e comici senza parole.Per il
nuovo spettacolo di Raffaele De Ritis (già con Cirque du Soleil, Arturo Brachetti) un cast
internazionale di deliranti circensi e musica dal vivo, con i colori di Elisabetta Gabbioneta
(già con Antonio Albanese, Paolo Rossi, Aldo/Giovanni/Giacomo) e la collaborazione di
Adrian Schvarzstein (Circus Klezmer).A metà tra Fellini e “The Artist”, un non-luogo di
personaggi dimenticati; un ricettacolo di debolezze umane tra giocolieri virtuosi e
trapeziste senza rete: quelle “attrazioni” un tempo sovrane dei teatri, poi relegate a
prologo dei film, infine rifugiate nell’ombra dei night-clubs; prima di sparire nella voragine
di cimeli del Novecento…
Uno spettacolo di Raffaele De Ritis - coreografie Guido Silveri - scene e costumi
Elisabetta Gabbioneta - consulenza alla drammaturgia Adrian Schvarzstein - production
advisor Ennio Tinari - interpreti: Ilaria Cappelluti, Andrea Ginestra, Mercedes Martin, Max
Masciello, Francesca Persico, Pablo Raffo, Guido Silveri, Esther Slanzi, Jonas Slanzi,
Philippe Tordeaux. - musicisti dal vivo del Pescara Jazz Ensemble: Carmine Ianieri (sax),
Michelangelo Del Conte (batteria).
Società del Teatro e della Musica “Primo Riccitelli”
MARIA DE BUENOS AIRES
Maria de Buenos Aires è un’opera tango di Astor Piazzolla, composta nel 1967 insieme al
poeta e amico Horacio Ferrer, autore del testo. Viene rappresentata per la prima volta al
Planet Theatre di Buenos Aires nel 1968, diventando da subito un successo consacrato,
qualche decennio più tardi, da Milva e dai Tangoseis che lo hanno reso internazionale.Il
genio musicale di Piazzolla trova in Maria de Buenos Aires una delle sue più compiute e
straordinarie forme di espressione. E’ il linguaggio del nuevo tango, che si esprime qui con
elementi originali e innovativi, una fusion tra tango tradizionale e jazz, con l’uso sapiente
delle dissonanze e l’introduzione di nuovi strumenti come la batteria, le percussioni, la
chitarra elettrica. Maria de Buenos Aires è tutto questo e altro ancora, commistione di
tradizione e innovazione, un monumento al tango, quello che, come dice Piazzolla, “… se
lleva dentro de la piel”.
Magistralmente delineata, la figura femminile della protagonista emerge dal testo di Ferrer
senza filtri, spogliata da ogni protezione, rivelata nei suoi sentimenti più profondi e
inconfessabili. Lei è l’immagine speculare della città - Buenos Aires - con le sue violenze, i
drammi, le leggende e le magie, le allucinazioni di un inferno grottesco evocato dalle fogne
del sottosuolo mentre si consuma un’esistenza disperata nella visione preannunciata di un
futuro ancora da venire ma già, inesorabilmente, segnato.
musica Astor Piazzolla - libretto Horatio Ferrer - regia Marco Chiarini - direzione musicale
Mauro De Federicis - interpreti Tania Furia, Ruben Peloni, Sergio Valastro
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musicisti Massimiliano Pitocco, Rosario Matroserio, Mauro De Federicis, Marco Felicioni,
Daniele Orlando, Ornela Koka, Laura Pennesi, Massimo Magri, Roberto Della Vecchia,
Antonio Vitagliani, Alfredo Laviano - ballerini Roberta Beccarini, Pablo Moyano
L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione onlus
THALASSA …STAY HUMAN…
… ma misi me per l’alto mare aperto …… il mare più bello è quello che non navigammo
…… e ‘l naufragar m’è dolce in questo mare …
Il mare, come l’acqua di cui si nutre, come i grandi capolavori del pensiero, dell’arte e della
letteratura, è polisemico e polisemantico: usa codici di comunicazione diversi, che
esprimono diversi significati. Resta agli umani il compito di decodificarli e rispettarli.
Oppure no.Thalassa, avvalendosi della potenza evocativa del teatro, proprio questo tema
intende esplorare abbracciando gli spettatori in un viaggio oniricamente reale attraverso i
sentieri dell’acqua… dalla placenta, alla goccia di pioggia, dal fiume al mare, ma anche
attraverso clamorosi esempi di ciò che è accaduto e potrà accadere quando questa
insostituibile risorsa in luogo di essere strenuamente protetta venga sprecata, contaminata
e violentata.
Così gli attori daranno voce e corpo a canti e procelle e profondissime quieti e ballate e
fremiti da Omero, Eraclito, Shakespeare, Leopardi, Melville, Goethe, Lorca, Kavafis,
Cordeschi, Baudelaire, Whitman, Kipling, Neruda... Attori, danzatori, acrobati in scena e
fuori scena in felice alchimia con lo spazio, il pubblico e il luogo della rappresentazione, a
comporre un’unica visione.
Uno spazio dove i linguaggi scenici, attraverso l’espressione multidisciplinare, riescono a
creare atmosfere rarefatte, sospese tra realtà e finzione ma di un’intensità tale da lasciare
senza respiro.
drammaturgia e regia - scelte musicali: Maria Cristina Giambruno - collaborazione ai testi
Maurizio Cerini - scenografia Antonio Massena - coreografie Silvia Bertoncelli- costumi
Chiara Defant - contaminazioni video Enzo Testa - musiche originali e gestione suoni
Raffaello Angelini - disegno luci Raffaello Mastrorilli - attori Fabrizio Croci, Barbara
Esposito, Ana Karina Rossi Barra - danzatori Silvia Bertoncelli, Chiara Guglielmi, Alberto
Munarin - acrobata Elena Bidoia - in collaborazione con Stardust - si ringrazia Midia Nazad
CSVAQ | Rassegna stampa
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del 27/06/2012