PREVENZIONE E LOTTA INCENDIO
DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81
ARTICOLO 15 - MISURE GENERALI DI TUTELA
1. Le misure generali di tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro
sono:
u) le misure di emergenza da attuare in caso di
primo soccorso, di lotta antincendio, di
evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave
e immediato
ART. 18 - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E
DEL DIRIGENTE
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1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che
organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi
conferite, devono:
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di
pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione
dell’emergenza;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e
dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile,
abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e
immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di
protezione;
l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli
articoli 36 e 37;
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e
sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di
lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei
luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le
disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura
dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle
persone presenti;
ARTICOLO 19 - OBBLIGHI DEL PREPOSTO
1. In riferimento alle attività indicate all’articolo 3, i preposti,
secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:
c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle
situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni
affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona
pericolosa;
d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al
rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio
stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di
protezione;
e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal
richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una
situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed
immediato;
ARTICOLO 20 - OBBLIGHI DEI LAVORATORI
• 2. I lavoratori devono in particolare:
• e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al
dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei
dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi
eventuale condizione di pericolo di cui vengano a
conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza,
nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto
salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le
situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia
al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
• g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre
che non sono di loro competenza ovvero che possono
compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori
ARTICOLO 46 – PREVENZIONE INCENDI
Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere
adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei
lavoratori.
3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e
dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i
Ministri dell’interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di
rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti:
a) i criteri diretti atti ad individuare:
1) misure intese adevitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le
conseguenze qualora esso si verifichi;
2) misure precauzionali di esercizio;
3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature
antincendio;
4) criteri per la gestione delle emergenze;
b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione
antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.
Fino all’adozione dei decreti di cui al comma 3,
continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza
antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi
di lavoro di cui al Decreto del Ministro dell’interno in
data 10 marzo 1998.
Decreto Ministeriale del 26/08/1992
Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica.
Doc. 492H26AG.900 di Origine Nazionale
emanato/a da : Ministro dell'Interno
e pubblicato/a su : Gazzetta Ufficiale Italiana n° 218 del 16/09/1992
riguardante :
ANTINCENDIO - Edifici Civili - Scuole, Ospedali
AMBIENTE - Edilizia e Urbanistica - Edilizia scolastica e impianti sportivi
INDIRIZZI INTERPRETATIVI DEL DLGS 81/08 NELLA SCUOLA
Regione Emilia Romagna (febbraio 2011)
Classificazione Presenza
Tipo
contemporanea
condizioni
Livello di
rischio
Tipo o
fino a 100
persone
Sono presenti sostanze a basso tenore di
infiammabilità, con scarse possibilità di
sviluppo di principi di incendio e di
propagazione
BASSO
Tipo 1
Da 101 a 300
persone
Tipo 2
Da 301 a 500
persone
Tipo 3
Da 501 a 800
persone
le condizioni dei locali e di esercizio offrono
MEDIO
scarsa possibilità di sviluppo di principio di
incendio, ma la possibilità di propagazione non
è da ritenersi limitata
LA SCUOLA E’ SOGGETTA A SORVEGLIANZA
DEI VIGILI DEL FUOCO
Tipo 4
Da 801 a 1200
persone
Le condizioni di esercizio , l’affollamento
rendono difficoltosa l’evacuazione
Tipo 5
Oltre 1200
persone
LA SCUOLA E’ SOGGETTA A SORVEGLIANZA
DEI VIGILI DEL FUOCO
ELEVATO
REGISTRO DEI CONTROLLI ANTINCENDIO E
VERIFICHE
i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l'informazione e
la formazione del personale, che vengono effettuati, devono essere
annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell'attività.
Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile
ai fini dei controlli di competenza del comando.
Nel documento vanno inseriti gli esiti dell’attività di “sorveglianza”
della squadra interna di prevenzione incendi:
• Verificare che sia presente la cartellonistica e l’illuminazione per
l’emergenza
• Verificare l’agibilità di vie e uscite di esodo
• Curare che siano rispettati gli obblighi di divieto di fumare o usare
fiamme libere nelle aree dove non consentito
• Verificare il buono stato dei mezzi antincendio e di eventuali sistemi
di allarme presenti
• Segnalare le irregolarità presenti.
• Nel registro si annotando anche i controlli da
eseguirsi a cura delle Ditte specializzate, con le
quali si è stipulato un contratto di controllo e
manutenzione programmata. Al termine dei
ciascun controllo l’incaricato della ditta deve
compilare il modulo relativo in ogni sua parte
specificando l’esito delle verifiche e apponendo la
propria firma.
• Alcuni esempi di interventi svolti da soggetti
specializzati, secondo norme particolari quando
presenti (UNI etc.) sono: controllo degli estintori,
degli idranti; verifica funzionamento
dell’illuminazione di emergenza, dei rilevatori di
fumo etc.
La Combustione
• Reazione di trasformazione chimico - fisica
esotermica.
• A seconda della velocità:
• Si tratta di una reazione chimico-fisica di una
sostanza combustibile (tessuto, legno,
idrocarburo, olii, ecc.) con l’ossigeno
(comburente), accompagnata da sviluppo di:
• calore
• fiamma
• gas
• fumo
• luce.
COMPONENTI INIZIALI
PRODOTTI DELLA REAZIONE
C + O2
Carbonio: contenuto nella maggior parte
dei combustibili,
in tutti i materiali di origine organica
Ossigeno: presente nell’aria
CO. + O. + energia
Monossido di carbonio
2 H2 + O2
Idrogeno :contenuto nei materiali
conmbustibili
H2O+ energia sotto forma di calore
Vapore acqueo
CO2 + energia sotto forma di calore
Anidride Carbonica
GLI EFFETTI DEGLI
INCENDI
Danni per l’uomo
 Difficoltà o blocco della respirazione (da 45-50 °C circa)
 Disidratazione dei tessuti
 Scottature
Decessi:
i gas tossici sono la principale causa di morte.
In un incendio solo il 25% nei decessi sono provocati
dal calore
Umidità: presente in grandi quantità  rende più insopportabili le
Fumo
Piccolissime particelle solide (“catrami”)
Le particelle solide sono formate da sostanze incombuste (carbonio etc.)
che sono trascinate nell’aria dai gas caldi.
Poco ossigeno causa una maggiore quantità di materiale incombusto.
Danno il colore nero del fumo.
Piccolissime particelle liquide (“nebbie”)
Costituite da vapore d’acqua dato dall’evaporazione (acqua ed idrogeno)
dai materiali che bruciano.
A temperature inferiori a 100 °C il vapore si condensa  fumi bianchi.
Ossigeno
In aria la normale concentrazione di ossigeno è del 20,9 %. La deficienza di ossigeno può provocare la morte:
% in volume
di ossigeno
Conseguenze
da 19 a 15 % Diminuiscono le capacità lavorative.
da 15 a 12 % Aumenta lo sforzo respiratorio ed il battito cardiaco.
Si hanno problemi di coordinazione e percezione.
da 12 a 10 % Ulteriore aumento dello sforzo respiratorio e del battito
cardiaco.
Scarso discernimento e labbra blu.
da 10 a 8 % Incapacità di ragionamento, debolezza, pallore, nausea,
vomito.
da 8 a 6 %
Fatale nel 50% dei casi in 6 minuti. Altrimenti,
ospedalizzazione.
da 6 a 4 %
Coma in 40 secondi, convulsioni, arresto respiratorio, morte.
Gas tossici
L'ossido o monossido di carbonio
Incolore, inodore, insapore
è un gas che si forma in grande quantità e costituisce il pericolo maggiore. È un
gas che si unisce ai globuli rossi del sangue e va a sostituire l'ossigeno da
essi trasportato provocandone la morte.
Ad ogni atto respiratorio muoiono milioni di globuli rossi, mentre la morte
dell'organismo avviene in 3 o 4 minuti.
Generato in presenza di poco ossigeno in ambiente chiuso con scarsa
ventilazione.
l'anidride carbonica
si forma in grande quantità negli incendi con grande presenza di ossigeno
(ad esempio con vento).
È un gas asfissiante e provoca un aumento degli atti respiratori, per cui
l'organismo tende ad inalarne sempre di più insieme agli altri gas presenti
nell'aria. Più anidride carbonica si inala più si abbassa il livello di ossigeno
nel sangue, con conseguente torpore e perdita di conoscenza, la morte
sopraggiunge per soffocamento.
Deriva in presenza di combustibili organici e si forma sempre in grandi
quantità negli incendi generici.
L’acido Cianidrico
deriva da combustione incompleta di resine e materiali plastici (resine
acriliche, lana, seta etc.). Ha odore caratteristico di mandorle amare.
Interrompe la catena respiratoria cellulare e provoca alto fabbisogno di
ossigeno, ed in percentuale superiore allo 0.3 % è mortale.
Penetra nell’organismo attraverso l’inalazione, la pelle e l’apparato
digerente
L’Acido Cloridrico
deriva dalla combustione di tutti quei materiali contenenti cloro quali la
maggior parte delle materie plastiche (es. PVC), ha odore acre ed è irritante
per le mucose.
In percentuali superiori a 0.01%: è mortale in tempi brevi.
COME PREVENIRE O ESTINGUERE GLI
INCENDI
Prevenzione
Azioni per diminuire la probabilità dell’incendio.
Protezione attiva
Sistemi per ridurre le conseguenze in caso di incendio. Esempi:
Impianto di rivelazione incendi
Impianto di spegnimento (fisso, automatico etc. etc.)
Sistemi portatili di spegnimento (estintori etc.)
Impianto di evacuazione fumi
Squadra di intervento
Formazione, simulazioni etc.
Protezione passiva
Relativa a locali e materiali presenti. Esempi:
Limitato carico di incendio
Compartimentazione
Caratteristiche di vie di fuga, scale, uscite etc.
Interventi tecnici (DM 10.3.98):
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intervenire sulle attività a rischio incendio svolte;
agire sui materiali immagazzinati e manipolati, compresi gli arredi;
modificare le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro;
intervenire sulle dimensioni e articolazione del luogo di lavoro;
modificare il numero – tipologie ed ubicazione delle persone
presenti, anche non dipendenti;
misure di tipo tecnico e impiantistico:
impianti elettrici realizzati a regola d'arte
messa a terra di impianti, strutture e masse metalliche
realizzazione di impianti di protezione contro le scariche
atmosferiche
ventilazione degli ambienti in presenza di vapori, gas o polveri
infiammabili
adozione di dispositivi di sicurezza.
Criteri per ridurre i pericoli causati da
materiali e sostanze (DM 10.3.98):
rimozione o riduzione dei materiali combustibili quantitativo
richiesto per la normale attività;
sostituzione dei materiali pericolosi con altri meno pericolosi;
immagazzinamento dei materiali infiammabili in locali
realizzati con strutture resistenti al fuoco
conservazione della scorta dei materiali combustibili per l'uso
giornaliero in contenitori appositi;
rimozione o sostituzione dei materiali di rivestimento che
favoriscono la propagazione dell'incendio;
riparazione dei rivestimenti degli arredi imbottiti in modo da
evitare l'innesco diretto dell'imbottitura;
provvedimenti per l'eliminazione dei rifiuti e degli scarti
Misure per ridurre i pericoli causati da
sorgenti di calore (DM 10.3.98):
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rimozione delle sorgenti di calore non necessarie;
sostituzione delle sorgenti di calore con altre più sicure;
controllo dell'utilizzo dei generatori di calore secondo le istruzioni;
schermaggio delle sorgenti di calore pericolose tramite elementi resistenti al
fuoco;
installazione e mantenimento in efficienza dei dispositivi di protezione;
controllo della conformità degli impianti elettrici alle normative tecniche vigenti;
controllo relativo alla corretta manutenzione di apparecchiature elettriche e
meccaniche;
riparazione o sostituzione delle apparecchiature danneggiate;
pulizia e riparazione dei condotti di ventilazione e canne fumarie;
adozione, dove appropriato, di un sistema di permessi di lavoro per addetti alla
manutenzione ed appaltatori;
regolamentazione sul fumo;
divieto dell'uso di fiamme libere nelle aree ad alto rischio.
Prevenzione: Misure organizzative
(DM 10.3.98):
• la formazione dei lavoratori;
• rispetto dell'ordine e della pulizia
• controlli e regolamento interno sulle misure di
sicurezza da osservare.
• l'informazione dei lavoratori e delle altre
persone presenti
Alcune regole pratiche per la
prevenzione
Per applicare correttamente le misure di prevenzione incendi occorre:
• Le vie di esodo e le uscite di sicurezza non devono mai essere intralciate o
ostruite
• L'accesso ai presidi antincendio (idranti, estintori, ecc.) deve essere
costantemente libero da ostacoli e/o materiali in deposito anche
temporaneo
• Non asportare, disattivare, danneggiare o usare per usi impropri impianti
e dispositivi antincendio e di sicurezza installati (è anche un reato)
• Segnalare eventuali anomalie, carenze, comportamenti pericolosi
• Non sovraccaricare le prese di corrente con spine multiple
• Spegnere a fine impiego gli apparecchi elettrici che possono originare
cortocircuiti o surriscaldamenti (fotocopiatrici, lavagne luminose,
apparecchi di riscaldamento, attrezzature per cucinare etc.)
• A fine lavoro mettere in sicurezza gli impianti e le macchine abbassando
gli interruttori generali dell'energia elettrica, chiudendo valvole di gas etc
• Non utilizzare attrezzi, utensili, macchinari con parti elettriche deteriorate
Segnaletica
EMERGENZA TERREMOTO
Dal 2003, i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali in base al loro rischio sismico, calcolato in
base a:

PGA (Peak Ground Acceleration, ovvero picco di accelerazione al suolo)

Frequenza degli eventi

Intensità degli eventi
La classificazione dei comuni è in continuo aggiornamento man mano che vengono effettuati nuovi studi in un
determinato territorio, venendo aggiornata per ogni comune dalla Regione di appartenenza.

Zona 1: sismicità alta,

Zona 2: sismicità media,
PGA fra 0,15 e 0,25g,

Zona 3: sismicità bassa,
PGA fra 0,05 e 0,15g,

Zona 4: sismicità molto bassa,
PGA oltre 0,25g
PGA inferiore a 0,05g,
Se durante la scossa siete
all’interno dell’edificio
il rischio principale è rappresentato dal crollo della struttura e, contemporaneamente,
dalla caduta al suo interno di mobili e suppellettili; è quindi fondamentale identificare
quali possano essere i punti più "solidi" della struttura (in generi le parti portanti, gli
architravi, i vani delle porte e gli angoli in genere) e portarsi nelle loro vicinanze.
Nello stesso tempo cercate di allontanarvi dalle suppellettili che potrebbero cadervi
addosso; può essere opportuno cercare di trovare riparo sotto il tavolo o il letto;
a scuola ci si può riparare sotto i banchi, oppure addossandosi ad un
muro "maestro", in un punto lontano da finestre che potrebbero
rompersi e provocare ferite.
Una volta all’esterno
• Verificare che siano usciti tutti i presenti (alunni, dipendenti, eventuali visitatori,
esterni,.); se mancano persone prendere nota dei nomi e della presunta collocazione
all’interno, per comunicare i dati ai soccorsi interni o esterni
• Se è possibile senza correre rischi, e mai durante una scossa, cercare di sganciare
l'interruttore generale della corrente e del gas, se sono posizionati all’esterno delle
pareti dell’edificio.
• Rientrare al lavoro solo in assenza di danni visibili alla struttura e comunque mai in
caso di forte scossa. Dopo una scossa di terremoto importante, prima di riprendere il
lavoro, occorre far effettuare le verifiche statiche delle strutture portanti, da parte di un
tecnico qualificato.
Al rientro
Immediatamente dopo un terremoto i principali pericoli in cui possiamo imbatterci
sono:
• gli incendi,
• le fughe di gas
• il deterioramento delle condizioni igieniche.
Controllare dall'odore, assolutamente senza accendere fiamme libere, se ci
sono perdite di gas ed in tal caso aprire porte e finestre e, se possibile,
segnalarlo
DM 26 agosto 1992, Art.12:
12.0 Deve essere predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove
di evacuazione, almeno 2 volte nel corso dell’anno scolastico
Scopo degli interventi, in ordine di priorità:
•
•
•
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•
Salvaguardia delle persone
Messa in sicurezza degli impianti di processo
Limitare l’espandersi del fenomeno
Salvaguardia dei beni
Spegnimento dell’incendio
Contenuti generali / premessa:
• Caratteristiche dei luoghi di lavoro (vie di esodo, aree a rischio
etc.)
• Composizione ed ubicazione di lavoratori ed altri soggetti
• Elenco lavoratori incaricati di attuare le misure di pronto
soccorso, salvataggio, prevenzione incendi, lotta antincendio e
gestione delle emergenze
• Mezzi di estinzione disponibili
• Altri sistemi di protezione attiva
• Normali procedure di lavoro (prevenzione)
• Attività di sorveglianza e verifiche periodiche
Contenuti operativi:
Cosa fare se si scopre un’emergenza
Cosa fare se si sente l’allarme
Come cessare l’attività in corso
Se e come evacuare la scuola
Gestione di eventuali dipendenti di altre imprese, ospiti etc.
Gestione disabili
Compiti e responsabilità di tutti
Coordinamento fra i vari soggetti
Modalità per le comunicazioni all'interno dello stabilimento
(incluso l’allarme e l’ordine di evacuazione)
• Chiarire le modalità per le comunicazioni con l’esterno (avvertire
altri soggetti dell’azienda, chiamare i VV.F. etc.)
• Definire il locale che assume la funzione di centro di
coordinamento
• Punto di raccolta ed appello; altre informazioni da “portare fuori”
•
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il piano deve includere anche le planimetrie
ubicate in postazioni strategiche:
• Agli ingressi sella scuola
• In ogni aula
• Nei locali comuni (atri, palestre, sale riunioni..)
nelle quali siano riportati:
•caratteristiche del luogo: destinazione delle varie aree (es locali a rischio!), vie
di esodo, compartimentazioni antincendio;
•tipo, numero ed ubicazione delle attrezzature ed impianti di estinzione;
•l'ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo;
•l'ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica, delle valvole
di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi combustibili.
Dopo la redazione del piano:
• Deve essere divulgato
• Deve essere provato con una simulazione
• Deve essere aggiornato quando necessario
Esercitazioni antincendio
È necessaria almeno due esercitazioni antincendio
all’anno
”per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo
intervento”
Una successiva esercitazione deve essere messa in atto a
seguito di:
• esercitazione con carenze evidenti, dopo i necessari
provvedimenti;
• incremento dei numero dei lavoratori o dei bambini;
• lavori che abbiano comportato modifiche alle vie di
esodo.
Scarica

prevenzione e lotta incendio procedura di emergenza