Numero 5
Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Se pareva Boves____________
In questo numero:
Guida pratica alla maturità
pag.6
Circa, la fonte del dolore pag. 24
Cedesi attività
pag.8
Luna, la mia luna
pag. 24
Ricordo
pag .25
Olimpiadi di matematica
pag.10
Niente sabato a scuola
pag.11
Il mistero dei laboratori
pag.12
Intervista con il boss
pag.13
Cassinisti non per caso
pag.14
La loggia del Cassini
pag.15
PLAYTIME__________________
Lo svarione della domenica
pag.16
L’angolo del Bruzza
A passeggio nel tempo
soluzioni
pag. 30
Pap, Zazza, Pap
pag. 28
Aras, Pap
pag. 29
IL CASSINISTA
pag.17
Visitate il nostro sito!!
Storia della città straniera
Gianluigi di Fieschi
pag. 26
CASSICOMICS_____
Le nostre rubriche:
Happy Hour
Giochi
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pag.18
Quando fuori piove
Nanni un bilancio
pag.19
Sterelove
La lettera di E.B.
pag.20
Faccia da Cassinista
Lorenzo Furio
pag.21
BACHECA
pag.22
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A cura di: Simone Menestrina e Guido Vallarino
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Testimonianze
Il Cassinista e la sua redazione
La redazione del Cassinista è caratterizzata da un clima molto gioviale e sereno grazie ai suoi componenti. Essa,
infatti, è piena di personaggi fantastici ma molto bizzarri.
I nostri articolisti Ken e Fabrizio hanno deciso di darci un assaggio di ciò descrivendo Marco Fiore e Giorgio Rossi
e allegando una foto nella quale li si può notare dare prova del loro quoziente intellettivo superiore.
CEN
SUR
ED
Marco Fiore
Giorgio Rossi
Poeta, artista, filosofo e giornalista freelance, non è
niente di tutto questo. (Cit. L’Oltreuomo). Si definisce
con molti aggettivi con la E si dice che sia estremamente molesto con qualsiasi cosa respiri, ha record
“bizzarri” e con una mossa speciale gli si può far
sanguinare il naso.
In seguito ad un viaggio in Molise scorda la sua vera
identità, tutto’oggi molte città rivendicano i suoi natali
fra cui Durazzo, San Marino e Pietole Virgilio. È un ritardatario cronico, fino al midollo, tanto da non aver
ancora scelto la facoltà che intraprenderà l’anno prossimo (e siamo a giugno).
Un ringraziamento a Rosalia Anderi per l’aiuto che ha dato per la realizzazione di questa pagina.
Che fine hanno fatto l’angolo del capo e l’angolo del vice??
Tranquilli! Sono a pag 4-5. Infatti Sarah ed Edoardo, alunni di quinta, salutano i lettori
del Cassinista con una versione maxi delle loro rubriche. Girate pagina per leggerle!
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL CAPOREDATTORE
-Fine di una avventura-
Cari lettori, questa è l'ultima volta
che posso scrivere "cari lettori", e
sono tristissima.... Probabilmente
in qualità di caporedattrice dovrei
raccontarvi delle mie esperienze
qui con il Cassinista, alcuni aneddoti divertenti o delle persone che
mi hanno accompagnato in questa
bellissima avventura. In realtà
non so nemmeno da dove partire... Credo che per prima cosa dovrei ringraziare Silvia Carosio, che
mi ha fatto conoscere il Cassinista.
Mi ricordo la mia prima riunione,
io una ragazzina di seconda, un
po' timida e insicura, circondata
da una numerosa redazione composta da veterani quali Noemi
Sanna, Beatrice Ballestrero, e poi
anche dal nostro ex Caporedattore
(che ancora all'epoca non lo era),
Luca Pizzimenti. Ho iniziato a
scrivere per gioco, e poi poco a
poco, mi sono appassionata. Uno
dei momenti piú belli vissuti nel
Cassinista è stato quando ho scoperto di essere stata scelta insieme
a Edoardo Rivetti come vicecaporedattrice. Mi é stato detto che però avevo bisogno di Facebook per
assolvere il mio ruolo (Whatsapp
ancora non era ancora così diffuso), e allora ho supplicato i miei
genitori di permettermi di registrarmi su questo social network,
che fino ad allora erano stati contrari. Fortuna che mia mamma ha
un cuore d'oro!
E ora eccomi qua, caporedattrice
insieme a Marco Fiore (che devo
nominare per forza, altrimenti potrebbe lanciarmi una maledizione,
e io ho già la maturità, non posso
affrontare anche questo!). E poi
che dire? Quest'anno, come dico
sempre in ogni numero, ho una
redazione fantastica, e spero che
tutti loro continuino ad impegnarsi come hanno fatto fin ora.
Ora farò ancora qualche nome, ma
in realtà io ringrazio davvero tutti
per avermi supportato e sopportato soprattutto in questo ultimo anno. Per cominciare, probabilmente
pochi di voi sono a conoscenza
della "stamperia Rossi", che a
quanto pare ha fornito quasi il 100% dei manifesti/ volantini con i
quali abbiamo fatto pubblicità al
Cassinista. Giorgio Rossi è un ragazzo di quinta che a quanto pare
non ha nessun problema a stam-
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pare sessanta fogli da distribuire
in tutti i piani per il giorno dopo.
La sua indifferenza all'uso delle
cartucce e dei fogli é da ammirare!
Poi un saluto speciale a Maddalena Cantamessa, della quale avevamo perso per la seconda volta un
suo disegno... fortuna che questo
lo abbiamo ritrovato subito! (Per
chi non lo sapesse, il suo primo
disegno consegnato ad Ottobre, è
stato ritrovato solo qualche settimana fa...!) Poi un ringraziamento
è d'obbligo anche ad Eleonora
Pastorino, alla quale commissiono
disegni lasciandole tutta la libertà
che vuole, e poi mi pento e le faccio rifare il disegno come voglio
io. Santa Eleonora! Inoltre, visto
che la nostra A Scarlatta sembra
carente d'affetto, penso sia giusto
dedicarle un posticino anche qui
insieme a tutti gli altri. :) Ringrazio anche Simone Menestrina per
essersi occupato del nostro sito il
cui indirizzo potete trovare in fondo ad ogni pagina. Ancora, un
sincero apprezzamento per il lavoro di Filippo e Benedetta che
insieme a molti altri di varie classi
hanno scritto la bacheca, dandole
Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
anche una nuova impostazione grafica. Stavo dimenticando di ringraziare il professor
Bruzzaniti di fisica, che come
sempre anche questa volta ci
regala degli spunti di riflessione partendo dal mondo che ci
circonda. Grazie Prof! Devo
infine nominare tra i tanti che
hanno contribuito ai vari numeri, Guido Vallarino, l'impaginatore piú paziente del mondo! (Lui è un po' timido, e
penso si sentirà in dovere di
dirmi prima di pubblicare il
mio articolo che non fa nulla
di piú di quello che deve fare...
Io però so che si impegna moltissimo e voglio lodarlo per
questo!). Volevo ancora raccontarvi un'esperienza bellissima che ho avuto qualche giorno fa... Ho conosciuto Marco
Pesce Maineri, il primo capo
del Cassinista! Il primo! È stata un'emozione fortissima, ho
quasi avuto l'impressione di
parlare con un VIP, perché come altri si può definire colui
che ha fondato il Cassinista, se
non una delle persone piú importanti per noi Cassinisti? Lui
è stato gentilissimo, e avrei voluto intervistarlo, ma a causa
della scadenza della consegna
e dei suoi impegni lavorativi,
non è stato possibile... Però lo
ringrazio infinitamente per aver fondato questo bellissimo
giornalino scolastico! E ora
credo di dover davvero mettere la parola fine a questa mia
meravigliosa avventura durata
quattro anni. Chiedo scusa a
chi non ho nominato, ma sappiate che ringrazio tutti quanti! Anche voi lettori, perché è
grazie a voi che ha un senso il
Cassinista.
Spero troverete interessanti e
divertenti i nostri articoli!
Buona lettura!
Sarah Elia Vignoly Martinez
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L’ANGOLO DEL VICE
The best is yet to come
Per l'ultimo articolo del Vice voglio spendere due parole sul prevedibilissimo tema
del futuro del giornalino. Sono parole che
vanno dette, perché, anche se possono
sembrare forzate dalla circostanza, sono in
realtà sincere. Ciò che rende davvero godibile il Cassinista è, manco a dirlo, la gente
che ci lavora dietro; sono contento di poter
dire che lascio questo giornalino a persone
capaci che davvero mettono il cuore negli
articoli che vi propongono, di qualsiasi
spessore essi siano. Marco Fiore, che sarà
un grande Caporedattore, e Guido Vallarino, che è un impaginatore zelante(parole
che pensavo contrari, prima di quest'anno),
sono solo la punta di un iceberg fatto di
studenti che hanno già costruito il solido
scheletro di questo prodotto.
Complimenti a loro, io sarò sempre legato
a questo giornalino, e mi rende felice vederli all'opera..
Edoardo Rivetti
Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Guida pratica per la maturità
Maturità: basta solo questa parola per
agitare circa un quinto della nostra
scuola. La verità però é che fin dal primo giorno in cui siamo arrivati al Cassini, quando ancora eravamo "primini", la
parola "maturità" ha accompagnato la
nostra vita scolastica, In quinta, ahimè,
è il pane quotidiano di ogni maturando.
Questo articolo però non è per chi sta
per fare dell'Esame di Stato, ma per
quelli che terrorizzati dalla "quinta" si
chiedono come funzioni la maturità.
detta legge in ogni scuola. Ogni insegnante deve insegnare e spiegare alla
propria classe ogni argomento incluso
nel programma, e siccome gli argomenti da trattare sono molti, bisogna studiare molto e cercare di fare pochissime assenze.
zione powerpoint al computer. La nostra scelta dipende quindi anche dalle
nostre capacità informatiche.
Oltre alla tesina però, ci sono anche le
terribili “prima, seconda e terza prova”,
che spaventano di più che gli Hunger
Games. Come funzionano tutte queste
La tesina è ciò che occupa meno il pen- prove?
siero di ogni studente di quinta, almeno
Innanzitutto, ognuna di essa ha durata
fino a Maggio. Poi improvvisamente si
diversa, e riguardano materie differenti.
vorrebbe tornare indietro, riprendersi il
Alcuni aspetti sono comuni però. Ad
tempo perduto e aver già cominciato a
esempio, per ogni prova bisogna conseFin dal primo giorno dell'ultimo anno, scrivere la tesina, ma sfortunatamente
gnare i cellulari, e allontanare la cartella
ogni studente comincia ad avvertire u- non si può. Gli argomenti che si possodal banco e depositarla insieme alle alna strana atmosfera grigia e oscura che no scegliere sono infiniti, ma bisogna
tre in un luogo della classe lontana dacome un enorme buco nero, li attira nel considerare innumerevoli fattori: le magli studenti. I protocolli il giorno delle
proprio vortice di desolazione e dispe- terie che si vogliono collegare, l'originaprove vere e proprie sono forniti dalla
razione. Tutti i professori fanno riferilità e anche dove si vuole fare la tesina.
scuola, mentre nelle simulazioni che si
mento almeno tre volte a lezione, al
Infatti, la tesina si può fare sia nel clasfanno durante l'anno, sono gli alunni
famoso “Programma ministeriale”, che sico modo cartaceo, sia come presenta-
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IL CASSINISTA
che si devono ricordare di portarli. La
mattina, bisogna arrivare in anticipo
per scoprire in quale classi si è stati sistemati: infatti viene affisso un tabellone che contiene tutti i nomi dei vari
maturandi, con a fianco il numero della
classe nella quale dovrà svolgere la prova (ad esempio, 2.7). I metodi di assegnazione della classe non sono del tutto casuali come invece potrebbe sembrare. Durante le simulazioni ad esempio, una volta avevano sistemato gli studenti a seconda del nome, una volta a
seconda del cognome, un'altra a seconda della data di nascita. La fantasia delle menti diabolicamente geniali che ideano le sistemazioni è molta, per cui è
anche difficile ritrovarsi con le stesse
persone tutte le volte. A valutarle non
sono necessariamente i nostri insegnanti. Infatti, alcune materie hanno
“prof esterni”, ovvero dei professori di
altre scuole che sostituiscono durante
l'esame gli insegnanti che abbiamo avuto durante l'anno. Sono un po' più fiscali normalmente, perché non ci conoscono e non sanno come noi studiamo di
solito. Per interrogarci loro si basano
sul voto con il quale siamo stati ammessi all'esame. Ogni anno le materie esterne cambiano, per cui è difficile conoscere già all'inizio dell'anno chi sarà a
valutarci. Come si svolgono però le
prove?
Prima prova
Seconda prova
È la prova più temuta, perché consiste
in quesiti dai caratteri più astrusi che
richiedono tutte le nostre conoscenze
matematiche acquisite nel corso degli
anni. Anche questa dura sei ore, e per
le prime tre non è permesso uscire. Inoltre, se si vuole uscire per andare in
bagno, si è scortati da un professore o
una professoressa a seconda del sesso,
che controlla ogni tuo movimento.
Sembra quasi di essere dei criminali!
Inoltre, come quando si fanno le prove
di recupero, non è concesso a nessuno
Dura 6 moduli, e consiste nello svolgi- di sedersi vicino ad un compagno di
mento di un'analisi, un tema, un saggio classe.
breve o un articolo di giornale a scelta Terza prova
tra i titoli dati. È la prova meno complicata delle tre, e quella che si teme me- Consiste in due domande per ognuna
no. Durante le prime tre ore, gli studen- delle 5 materie che sono state estratte
ti non possono uscire dalla classe, nem- per la terza prova. È la prova più stressante, ma non la più difficile. Le materie
meno per andare in bagno, per cui è
che possono esserci sono latino, fisica,
consigliabile non bere un'intera bottiarte, lingua straniera, storia, filosofia.
glia di thè prima di entrare in classe.
Molti si portano la merenda o il pranzo, Dura tre ore, e non si può mai uscire dalla classe per tutta la durata della prova.
per sopravvivere, rischiando però di
ungere il proprio compito con focaccia, Anche in questo caso non ci si può sedere vicino ad un compagno di classe.
brioches, lasagne o panini.
Ho parlato ora delle tre prove scritte, ma
c'è ancora un ultimo “step” che bisogna
affrontare prima di vedere finalmente la
luce: gli orali!
Gli orali
In questo caso l'impressione è di trovarsi
di fronte ad un plotone d'esecuzione: la
disposizione delle sedie e dei banchi della
classe in cui si svolge l'orale viene completamente cambiata: da una parte ci sono dei banchi messi a ferro di cavallo dietro ai quali sono sistemati i prof interni e
i prof esterni insieme al commissario d'esame. Al centro una seggiola dove si siede il candidato e dietro a lui ci sono delle
sedie per tutti i curiosi che vogliono assistere. Qui ci viene detto come sono andate le nostre tre prove, ci viene finalmente
richiesta la nostra tesina e ci vengono fatte domande a caso sugli argomenti visti
durante l'anno. Dura venti-trenta minuti
massimo, ma si ha la consapevolezza di
aver finito.
Questo è il modo in cui si struttura il tanto
temuto Esame di Stato, ma a quanto pare
la maggior parte sopravvive, per cui non
bisogna avere troppa paura, nemmeno dei
commissari esterni. Concludo con augurio
a tutti quelli, che come me, quest'anno si
“matureranno”: Felici esami e possa la
fortuna essere sempre a vostro favore!
Sarah Vignoly, 5 D
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IL CASSINISTA
Cedesi attività
dopo ben tre anni, la rubrica de “l’articolo stupido’’ chiude
Carissimi cassinisti, cassiniste, bi-
pensiero del preside: non divente-
delle, professori e nonne che legge- rai mai preside del Cassini
mezza giornata a Cogoleto?!
- pensiero della ricreazione: e an-
te puntualmente (puntuale stona
- pensiero del mese: ma siamo sicu- che oggi mi sono portato uno
un po’ con il mio nome..) il mio ar-
ri che è legale studiare latino?
ticolo, vi annuncio che sarà
- pensiero pensato: il compagno da- cucchiaino..
yoghurt ma ho lasciato a casa il
l’ultimo. Ecco: ho gufato la mia pre- vanti puzza come un’aringa lasciata E come nell’Addio ai monti del Mancaria ammissione alla maturità.
al sole, speriamo che dia il nulla o-
zoni, l’ultimo giorno della seconda
Non dirò “questi cinque anni sono
sta presto..
liceo si bacia il pavimento sporco
volati”, perché non è vero.. fa fati-
- pensiero della ricreazione: ehi! c’è della succursale per l’ultima volta....
ca a volare l’ora di matematica sia
un gabbiano obeso sul tetto del pa- o la penultima per i ripetenti!
in prima che in quinta! Quello che è lazzo di fronte!!
davvero volato è il tempo libero..
E così il primo anno passa senza
Dal fancazzismo perpetuo dei primi troppi intoppi, anche se molti comanni allo studio forsennato degli
pagni valorosi (non valorosi come
ultimi..Tuttavia c’è sempre tempo
Scalandri ma quasi) cadono sotto il
per scrivere qualcosa per il Cassini- fuoco dei debiti..
sta! Identificandomi con il cassinista medio, potrei fare un bilancio di
questi cinque anni passati tra le
mura di questo istituto psichiatrico.
Terzo anno:
- pensiero della mattina: non conoscevo nessuno in succursale, e non conosco nessuno neppure in sede..
- pensiero della preside: sfigato!
- pensiero del mese: ho più brufoli che
amici
Secondo anno:
- pensiero pensato: perché hanno smistato la mia classe e ora sono con ven- pensiero della mattina: oè.. ma
ticinque compagni mai visti? Non erapensano di farmi passare tutta la
vamo una classe così problematica..
vita in succursale?
- pensiero della ricreazione: dov’è la
Primo anno:
- pensiero del preside: proprio così!
carta igienica?
- pensiero della mattina: quando
- pensiero del mese: ma è nata priIl passaggio drastico dalla terza alla
diventerò preside del Cassini la sali- ma la Carla o il Cassini?
quarta è stato l’introduzione del regita della succursale (ndr: ora ci sono - pensiero pensato: al nautico van- stro elettronico, ovvero: “ora i genii lavori no?) sarà una gigantesca
no una settimana in Sardegna e noi tori possono vedere davvero i miei
scala mobile.
il meglio che riusciamo a ottenere è voti a scuola!”
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO
Quarto anno:
- pensiero della mattina:
DELLE CITAZIONI
“ti prego non consegnare le
password del registro elettroni-
Le massime del Cassinista
co, ti prego non consegnare le
password del registro elettronico!!”
“Sii tu il cambiamento
che vuoi vedere nel mondo. ”
Mahatma Gandhi
-pensiero della preside:
della prof di scienze della V L!!
- pensiero del mese: la leggenda del ‘’basta tavole di arte’’ in
quinta era solo una leggenda
- pensiero pensato: ora posso
mettere la firma sul libretto
rosso! ..ehi dov’è il mio libretto
rosso?!?
password consegnate in mattinata - pensiero della ricreazione:
- pensiero del mese: e anche
campanella liberaci dal male, amen.
quest’anno la gita si fa al Palaz- E poi ci sarà la maturità,
zo Ducale!! (yeee!!)
un’incognita che riesco a imma-
- pensiero pensato: ma la presi- ginare solo come un gigantesco
de esiste?
Italia’s Got Talent, con 11 giudici
-pensiero della ricreazione: ho
e senza Vanessa Incontrada..
una merenda più varia del me-
Una sorta di resa dei conti dove
nù di Eataly..
le anime oneste e diligenti pos-
L’estate della quarta inizia con
sono proseguire verso la luce,
buoni propositi, come studiare
mentre le altre sono condanna-
e portarsi avanti già per la ma-
te all’eterno tormento..
turità dell’anno prossimo.. ma
si conclude con tre mesi di asti- Ps vorrei concludere dicendo
nenza da studio e una tintarella che i presidi non conoscono il
da fare invidia a Carlo Conti!
pericolo che corrono a organiz-
Quinto anno:
zare il loro pranzo sibaritico
- pensiero della mattina: da do- nell’atrio al momento
mani inizio la tesina!
dell’uscita degli studenti-
- pensiero della preside: dob-
zombie affamati: prima o poi
“Se vuoi sapere come è un uomo guarda bene come tratta i suoi inferiori,
non i suoi pari.”
J.K. Rowling
“ La
solitudine è la sorte di tutti gli
spiriti eminenti: talvolta essi ne sospireranno, ma la sceglieranno sempre
come il minore dei due mali.”
Arthur Schopenhauer
“La felicità è il profumo dell’anima.”
Romain Rolland
“L’importante è che la morte ci trovi vivi.”
Marcello Marchesi
“I sogni nel cassetto a lungo fanno la muffa.”
Anonimo
“Non è quello che hai, o chi sei, o dove
sei, o cosa stai facendo che ti rende felice
o infelice. È quello che pensi”
Dale Carneige
“L’importante è non smette mai di porsi
delle domande”
Albert Einstein
biamo cercare la supplente del- qualcuno si avventerà su quelle
la supplente della supplente
della supplente della supplente
Pps Guido for president of Cassinista
ppps: ciao Giudi
“Il pessimista si lamenta al vento,
l’ottimista aspetta che il vento cambi,
Il realista aggiusta le vele”
Sébastien-Roch Nicolas De Chamfort
Giorgio Rossi, 5 L
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IL CASSINISTA
OLIMPIADI DI MATEMATICA
Intervista a Pierfrancesco Beneventano
Per iniziare, in cosa consistono le
Olimpiadi di matematica?
Ci sono diverse gare di matematica alle
quali possiamo prendere part, esse consistono spesso in diverse fasi ed eliminatorie; le prime fasi sono tutte composte da
una serie di esercizi che valgono un numero variabile di punti (per i kangourou)
o fisso (per i giochi di Archimede). Per
quanto riguarda i Kangourou, se rientri
nei primi 20 in Italia della tua categoria,
vai a fare le finali a Mirabilandia; nelle
Olimpiadi, invece, i migliori degli Istituti
passano ai provinciali e successivamente,
i migliori della provincia, ai nazionali! Entrambe le finali a nazionali non sono più a
crocette, i problemi diventano più impegnativi e necessitano di dimostrazioni.
Caso a parte sono le gare a squadre; non
so chi dei lettori abbia partecipato alla
coppa Cassini, su quello stesso stile sono
organizzate gare tra i licei in due fasi: una
locale e una nazionale. Quest’ anno delle
117 squadre presenti alle finali e semifinali nazionali ci siamo classificati terzi in
Italia! Un grande risultato, precedentemente insperato, che dà lustro alla nostra scuola.
Come ci si sente ad essere terzi in tutta
Italia?
Benissimo! Siamo entusiasti del risultato
ma ricordo che la squadra è il “Cassini
Genova”, siamo tutti terzi, non solo noi 7
membri di essa!
E infine, che consigli daresti a chi vuole
raggiungere questi risultati?
Allora, posso dire di frequentare gli allenamenti della squadra, che l’anno prossimo riprenderanno e sono aperti a tutti, a
chiunque sia interessato; in questi la gente più “anziana” trasmetterà le proprie
conoscenze e la propria esperienza ai neofiti. Consiglio di buttarsi e provare ogni
gara alla quale gli si permette di partecipare, non bisogna vergognarsi del possibile risultato negativo e non bisogna fermarsi in caso di mal riuscita di una di
queste. Noi siamo partiti tutti con dei
flop e tutti hanno preso facciate,
“nessuno nasce imparato” dicono a Napoli!
Consiglio di provare a tutti per diversi
motivi, intanto si sviluppa in maniera e-
Fabrizio Gargano, 1 H
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sponenziale la propria intelligenza in
campo scientifico, si migliorano le capacità di “pensiero laterale” (anche dette capacità intuitive) e si apre e rende più elastica la mente. Si scoprono, inoltre, mondi che avremmo conosciuto a scuola e si
viene a contatto con il fascino della matematica e del ragionamento. La matematica non è limiti, derivate, integrali, matrici
ed equazioni di secondo grado, la matematica è filosofia e pensiero libero ( in
più anche svincolato dall’attaccamento al
reale caratteristico della fisica); in matematica tutto è possibile e lecito: e questo secondo me è molto affascinante!
Consiglio di provare qualche allenamento
della squadra e di partecipare a qualche
gara a coloro che vogliono entrare in
qualche università d’eccellenza in campo
scientifico, in quanto i test consistono in
quesiti dello stesso genere di quelli olimpionici (soprattutto delle fasi successive.
Concludo dicendo che in squadra si libereranno tre posti, consiglio a chiunque di
farci un pensierino su!
Ken Xhelaj, 1 H
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Niente sabato a scuola: pro e contro
Quando gli orari diventano insostenibili
È giunto il momento di fare un resoconto dell’anno in corso. Hanno eliminato il
sabato dal nostro orario scolastico: questa decisione è stata presa dalla provincia al fine di risparmiare (perché ogni
volta che devono risparmiare, lo fanno
sull’istruzione? forse che ci guadagnino
qualcosa a mantenerci ignoranti?).
Questo cambiamento però ha creato
alcuni problemi con gli orari scolastici,
infatti le ore da 60 minuti, sono state
trasformate in moduli da 55 minuti,
inoltre sono stati aggiunti due moduli in più alla settimana. Tutto questo
ha portato ad una maggiore difficoltà per chi si occupa dell’organizzazione degli orari delle lezione per
le varie classi. Visti tutti questi cambiamenti, mi sembra doveroso chiedere agli studenti, se da tutto ciò sono stati tratti dei vantaggi o degli
svantaggi; così ho deciso di interpellare alcuni studenti di classi diverse.
Ovviamente le risposte sono state
diverse, ci sono alcuni che hanno espresso
la loro gioia, visto che possono riposare
durante un “lungo weekend”; si sono
lamentati i ragazzi delle sezioni del bilinguismo, perché, ammettiamolo, che uscire tutti i giorni alle 14:30 non è una
passeggiata, soprattutto quando ti attende un esame a fine anno. Altri ancora
hanno affermato che, se ti assenti per
qualche giorno, per diversi motivi, non è
facile recuperare ciò che è stato fatto in
classe. Affermano inoltre che anche il
rendimento scolastico parrebbe essere
calato, perché dopo sei ore a scuola non
è facile riuscire a concentrarsi per studiare. Tra l’altro gli orari non sono stati
ben distribuiti a livello di materie: alcuni
alunni mi hanno fatto notare che talvolta una di esse è spesso concentrata in
una parte di settimana e che quindi il
distacco risulta sfavorevole, sia per lo
studio che per l’apprendimento. Su
quest’ultimo punto però non possiamo
dare la colpa a nessuno, perché gli orari
delle classi, sono formati da incastri di
orari dei docenti; non è molto
semplice far quadrare il tutto.
è stato anzi tutto sensibilizzare su un
argomento che riguarda profondamente
la vita di ciascuno studente e, in secondo luogo, avanzare proposte nello specifico. Naturalmente la decisione finale
intorno a questa questione non spetta a
noi, ma al Collegio docenti, che speriamo possa ascoltare le nostre istanze. A
tal proposito, vi chiedo di proseguire
nella lettura e, nel caso ne condividiate i
contenuti, di sostenere quanto Pietro
Russo chiede agli insegnanti.
Gentili docenti,
a seguito dell'introduzione di un nuovo orario, ciascuno studente ha avuto
modo di registrare sensibili cambiamenti nella vita durante il periodo
scolastico. Ci sono stati pro e contro.
Dopo un anno però è evidente che
qualcosa del nuovo assetto abbia
funzionato bene e qualcos'altro meno
e per questo desidereremmo approfittare dell'esperienza maturata per
esprimere un nostro parere, che abbia anche un valore propositivo. In tutta
la scuola sono presenti 1400 studenti,
per i quali un orario più vicino alle esigenze può voler dire riuscire a seguire
più facilmente un corso al di fuori della
scuola,oppure non dover lasciare un'attività sportiva,oppure ancora essere nelle
condizioni migliori per gestirsi tra spiegazioni e verifiche. Perciò vi chiedo cortesemente di tenere in considerazione
quello che emergerà da questa consultazione quando dovrete stabilire il nuovo
orario.
Pietro Russo, rappresentante d’istituto,
si è interessato a questo tema e ha promosso una consultazione tra tutti noi
per scegliere l'orario che meglio si adatta alle esigenze degli studenti. Le modalità di questa consultazione, che i vostri
rappresentanti avrebbero dovuto comunicarvi, consistono in una prima fase di
raccolta delle proposte nella quale ciascuno studente, dopo aver conquistato
trenta firme e ricevuto un giudizio
positivo di "fattibilità" dalla prof.ssa Medico, presenta la sua proposta e una seconda in cui in ciascuna classe viene vo- Per consigli o chiarimenti resto a
disposizione, Pietro Russo
tata la soluzione migliore per l'anno
prossimo. L'obiettivo di questa iniziativa [email protected]
Alessandra De Simone, 2 B
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IL CASSINISTA
Il mistero dei laboratori al Cassini
Alla ricerca della verità
Molti studenti si sono chiesti il motivo per cui il laboratorio di chimica è
inagibile, mentre a quello di fisica si
può accedere. Frequentando un liceo scientifico, nonché uno dei migliori
della nostra città, abbiamo diritto ad
usufruire di laboratori e strutture
funzionanti, quindi ho deciso di
indagare per fare luce su una
situazione altrimenti poco conosciuta dalla maggior parte
degli studenti, interpellando
Lorenzo Furio, uno dei nostri
rappresentanti d'Istituto e la
professoressa Massa, la nostra
vicepreside.
Chiariamo innanzitutto il motivo per cui il nostro laboratorio
di chimica è stato chiuso: mi
viene detto che ciò è successo
per tutelare la sicurezza di noi
studenti. I nostri laboratori, soprattutto quello di chimica, necessitano di una revisione periodica di reagenti e strumenti
che non ha avuto luogo per
molto tempo in modo dettagliato a causa dell'assenza del
tecnico del laboratorio di chimica. Come ha detto la professoressa Massa, ormai la figura del tecnico
sta scomparendo poiché non esistono più scuole o istituti che formano
queste persone. Inoltre il Ministero
ha deciso di risparmiare sui tecnici
di laboratorio visto che facevano -e
fanno tuttora- la maggior parte delle
loro ore in compresenza con un pro-
fessore, e dunque risultava essere
“una spesa in più”. Non essendoci
più queste figure, il laboratorio di
chimica non è più agibile; quello di
fisica invece è ancora, per nostra
fortuna, monitorato da uno dei pochi tecnici rimasti, Fausto Merlo.
Visto che l'edificio scolastico è stato
costruito circa cinquanta anni fa, l'ubicazione dei laboratori non è quella
prevista dalla norma attuale. Dunque per renderla conforme alle normative di sicurezza si è deciso di costruire una scala esterna per le emergenze. Sorge anche il problema degli armadi che, dovendo contenere i reagenti(anche
pericolosi), sono obsoleti ed anch'essi non a norma. I problemi
che si presentano sono di tipo
amministrativo, pratico e burocratico; non avendo eseguito
questi lavori di volta in volta
che si presentavano, attualmente non si scorge la fine del tunnel, il tunnel della burocrazia.
Come ha detto la A Scarlatta nel
suo articolo sul numero di questo Febbraio “Noi a scuola viviamo in un regno in cui la regina è
lei”, che in Italia, come in molti
altri paesi del mondo, tende ad
allungare i tempi in cui qualsiasi
questione potrebbe essere risolta.
Secondo me, come secondo la
Un altro problema che ha comporta- maggior parte degli studenti, vedere
to la chiusura è la presenza di tante con i propri occhi e compiere un evalvole quanti sono i tavoli di lavoro: sperimento aiuta molto a fissare i
gli alunni potrebbero utilizzarle, pro- concetti fondamentali della chimica,
vocando eventi che comprometteche altrimenti rimangono solo teorirebbero la sicurezza degli allievi, a
ci e difficili da assimilare.
differenza di quello di fisica che in- Frequentando il nostro liceo qualcovece ha una sola valvola principale
sa in più si può pretendere.
che chiude tutte le altre.
Yasmin El Sayed , 3 D
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
INTERVISTA CON IL BOSS
Il Cassinista con il nostro rappresentante Pietro Russo
Giunti ormai alla fine di questo anno
scolastico, chi sempre più sollevato
per la fine della scuola, chi invece
sempre più angosciato per
l’avvicinarsi inesorabile della maturità, abbiamo ritenuto giusto chiedere
un’intervista al nostro rappresentante d’istituto che ha ottenuto il numero più alto di voti, Pietro Russo! Ci ha
soprattutto colpito la sua grande voglia di fare, la passione e la tenacia
che ha messo nel suo ruolo, rivolgendosi sempre a tutti con un sorriso.
Abbiamo scoperto che è membro impegnato nell’associazione “Libera”
che combatte contro la mafia, e ci ha
ancora più stupito come riuscisse a
conciliare le questioni da rappresentante con lo studio e le attività al di
fuori della scuola. Abbiamo deciso di
rincorrerlo per chiedergli
un’intervista.
questa scuola piena di mezzi per realizzarle. Negli ultimi due anni i rappresentanti si sono concentrati quasi
esclusivamente sulle felpe e i balli
d’istituto, io sono convinto che ci sia
molto altro che si possa fare.
l’idea che le assemblee d’istituto siano una cosa noiosa. Per questo ci
vuole più flessibilità a sperimentare
alternative che vadano bene alla
maggior parte degli studenti, come
abbiamo provato a fare quest’anno.
Inoltre c’è il rischio di rassegnarsi di
fronte alle difficoltà che si incontraTra le difficoltà che ho incontrato c’è no. Ma non bisogna smettere di provarci. Ad esempio bisogna avere il
assicurarsi la partecipazione degli
studenti alle iniziative che si organiz- coraggio di dire quando nelle classi
zano, come le assemblee. Cerchiamo non sono rispettati i diritti allo studi organizzare begli eventi ma è inu- dio, come quando ci sono professori
tile se nessuno o pochi partecipano. che non insegnano bene.
Difficile è anche il rapporto con alcu- Infine penso sarebbe bello valorizzani professori: molti sono in gamba,
re i gruppi extrascolastici presenti
altri invece ci sottovalutano, non
nella scuola: ci sono studenti che apprendendo sul serio le nostre iniziati- partengono a varie associazioni ed è
ve. Considerano ingenue le nostre
giusto che si facciano conoscere.
proposte. Tra i pregi invece, c’è sicu- Gli studenti hanno creduto in te, lo
ramente il fatto che abbiamo a didimostrano i tanti voti che hai ricesposizione questa bella scuola che ha vuto, immagino quindi che molti si
Ciao Pietro! Sappiamo che il ruolo di moltissime risorse e che spesso pur- chiederanno se ti candiderai anche
rappresentante ti impegna molto,
troppo non sono abbastanza sfrutta- l’anno prossimo!
basta girare un po’ per i corridoi du- te. Inoltre essere rappresentante mi Questo non lo so, sarò in quinta
rante le lezioni e ti si vede spesso
permette di parlare con tanta gente. quindi sarà più difficile, ci devo pencorrere da ogni parte! Quindi grazie Dato che hai ben presente la situa- sare…
si essere riuscito a trovare un po’ di zione della scuola, a tuo parere,
Un appello agli studenti?
tempo anche per noi.
quali cose deve migliorare il Cassini? Vorrei dire un sacco di cose, ma ne
Come prima cosa dicci: com’è questa Intanto bisogna vincere
sceglierò una: chi ha buone idee e
tua prima esperienza da rappresen- l’immobilismo e affrontare quei pro- voglia di fare si faccia avanti! Ah votante d’istituto?
blemi che ci sono da tempo e per cui levo cogliere l’occasione per dire che
Beh, nonostante le corse mi diverto sembra non si possa fare nulla. Ad
mi trovo bene con gli altri rappresenmolto e in più conosco tante perso- esempio l’utilizzo dei laboratori che tanti, e grazie al Cassinista per quene, molte sono brillanti e vivaci.
sembrano una prerogativa per poche sta occasione!
Come mai hai deciso di candidarti? classi, e impegnarsi a cercar di risol- Grazie a te Pietro per l’intervista e
Mi sono candidato perché sono con- vere al più presto i problemi ad essi per quest’anno di grande impegno
vinto del potenziale degli studenti e legati senza lasciarli in un angolo a
verso gli studenti!
far le ragnatele. Oppure superare
che si possano fare molte cose in
Quali i pregi e quali sono le difficoltà che hai incontrato?
Silvia Carosio, 5D
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
CASSINISTI, NON PER CASO.
“E così vai a Cassini eh? Mi dispiace!”. Ce
lo siamo sentiti dire almeno una volta
tutti. Quel nome, accostato alla parola
Liceo, fa sempre un po’ di paura, soprattutto a chi, quell’inferno di mattoni arancioni e dai corridoi color vomito, lo vive
ogni giorno, dal Lunedì al Venerdì, dalle
8.00 alle 13.35 (o 14.30, per gli sfortunati
amanti del bilinguismo, come il sottoscritto). Sarà perché chiunque l’ha provato,
anche solo per un anno o due, dice che
non lo rifarebbe mai, sarà perché quando
dici “io vado al Cassini!” la gente ti guarda
come se fossi una suora nel bel mezzo di
un rave party. Più di una volta vi sarete
chiesti ‘’ma io qui perché ci sono venuto?’’, e se non lo avete mai fatto, fidatevi,
è solo questione di tempo. Quando vi accorgerete che nella matematica i numeri,
alla fine, non servono poi a molto,quando
vi chiederete ‘’cosa mi interessa, e soprattutto a cosa mai mi servirà nella vita, sapere a che velocità cade una mucca da
una scogliera sulla Luna?’’, quando spenderete centinaia di euro per calcolatrici
bigliettino, orologi bigliettino, mutande
bigliettino e via discorrendo, quando vi
addormenterete all’1.00 di notte, collassando su un libro alla Spud di Trainspotting, e quando vi sveglierete all’alba, con
alle spalle dieci minuti di sonno, per ripassare argomenti che puntualmente dimenticherete varcata la soglia della classe,ve
lo chiederete anche voi. E non troverete
risposta.
La verità, che ci crediate o meno, è che
qui dentro ci si viene per crescere, affrontando e vivendo tutto ciò che ne comporta. E non vi renderete conto di essere cresciuti, fintanto che non varcherete per
l’ultima volta quella maledetta soglia, ed
uscirete da qui. Perché sarà anche da pazzi pensarlo, ma di questo inferno vi mancherà tutto. Vi mancheranno i corridoi
color vomito, i mattoni arancioni, la palestra piccola,grande e quella della succursale (che non sarà un granché, ma figa,
c’ha il campetto, bordello), vi mancheranno La Giusy, la Mara e tutte le altre bidelle che vi rincuoreranno ogni singolo giorno, dicendovi che tra poco è finita, anche
se siete al primo giorno di scuola, vi mancheranno i tabelloni con gli orari di ogni
professore, controllati quasi spasmodicamente ogni ora, sperando che un semplice ritardo si trasformi in un’assenza, magari pure il giorno della verifica ( MA
QUANDO MAI?!) Vi mancheranno i televisori full hd della succursale (che a dir la
verità sono già un lontano ricordo in terza), e per finire, non meno importanti, vi
mancheranno professori e compagni. I
primi, molte volte, finirete per odiarli, non
li sopporterete più, sognerete vendette
atroci degne di un film di Dario Argento, o
della saga di Saw l’enigmista, ma ricordatevi che, eccetto rarissimi casi, sono i primi ad avervi insegnato come si sta al
mondo. Per i compagni il discorso è simile, se non che con loro passerete i momenti migliori: scambi culturali, gite di
classe alcoliche che finiscono inevitabil-
mente in cori da stadio alla ‘’You ‘ll never
walk alone’’, serate in discoteca, campeggi, vacanze, e perché no, pure assemblee
di classe che si trasformeranno in guerre
di Secessione. In questo inferno, di cui
tanto vi lamenterete, incontrerete il vostro primo amore,la vostra prima delusione, incontrerete chi vi farà cadere ma anche chi vi aiuterà ad alzarvi. Insomma, in
questo inferno di mattoni arancioni, passerete i momenti migliori e quelli peggiori
della vostra adolescenza, e quando uscirete, vi mancheranno. Perché se è vero
che l’adolescenza è il periodo più bello
della vita, è anche vero che senza un luogo come la scuola, la maggior parte delle
emozioni provate andrebbero vissute meno intensamente del dovuto (o peggio
ancora, non vissute proprio), ed il G.D. in
questo è un maestro, perché vi farà vivere intensamente qualsiasi emozione proverete. Nell’arco dei 5,6, e per i più tenaci
7, anni di scuola. In sostanza, quello che
voglio dirvi, è che, faticoso o no, il Cassini
non è altro che la vostra palestra di vita,
la migliore di tutte. Quindi vivetevela bene, perché, che vi piaccia o no, vi mancherà tantissimo, e non potrete più ritornare, a meno che non vi facciate bocciare,
ma non credo sia una scelta intelligente…
Perché sono finito qui al cassini? Per crescere.
E guai a voi se mi date del Francesco Sole,
io questo pensiero l’ho scritto sul Cassinista, mica sui post-it.
R.
L’AMBIENTE “CASSINI”
La nostra scuola, il “nostro” Cassini, spesso il suo ambiente permette non solo di crescere ma, grazie allo straordinario
numero di persone che lo frequentano, anche di creare dei legami molto forti che non avvengono solo tra studenti.
A questo proposito abbiamo una dedica degli alunni della V F i quali ci hanno chiesto di pubblicare:
“UN CALOROSO SALUTO DA PARTE DEGLI ALUNNI DI 5 F ALLA SEMPRE SOLARE MOMA PER LA
SUA RARA SIMPATIA E PER IL SUO FONDAMENTALE CONTRIBUTO”
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
La loggia del Cassini
La Massoneria, altresì conosciuta come Libera Muratoria, è tutt’oggi una
delle sette, o società, segrete il cui
nome suscita le più varie sensazioni.
Dei massoni si sa poco: ad esempio,
si sa che la loro fondazione affonda
le sue radici nel mito e che il loro culto è basato sul concetto di equilibrio.
Difatti durante i rituali tengono a terra un’effige di Sophia, la loro dea
dell’ordine, della sapienza, della bellezza e del vento, mentre su d’un
piedistallo quella di Cthulhu, il loro
dio del caos, della guerra
e dell’acqua. Inoltre molte delle analogie che loro
fanno con l’anima vengono dall’architettura
(di fatti la “G” che li contrassegna sta per la parola greca “γεωμετρία”,
geometria). La cosa più
succosa però, è che questa loggia è anche al centro delle più disparate
teorie del complotto a
causa della sua segretezze e diffusione in ogni
parte del mondo. E
quando dico in ogni parte del mondo, mi riferisco a letteralmente ogni
parte del mondo. Come? Non mi credete? E se vi dicessi che ve n’è una
anche nella nostra scuola? Non ci
credereste, ma, per quanto sembri
un paradosso, la P.C.( Propaganda
Cassini) è una realtà, una realtà tangibile ed empiricamente dimostrabile, infatti potreste anche aver compagni o professori ad essa affiliati.
Cosa sappiamo di loro? Poco, invero
molto poco, poiché le uniche informazioni su d’essa non vengono né da
membri né da ex-affiliati, bensì da
avvistatori casuali i quali hanno avuto la fortuna, o la sfortuna,
d’assistere a loro riunioni. Per parla-
re di loro occorre innanzitutto saper
di cosa cotali figuri s’occupino e perché se io studio prendo 5.5 in quanto
mi vengono sottratti punti per
“errori fantasmi”, ma invece, quello
che non ha detto niente nella interrogazione ha preso 8.5? Ora, ammetterete voi stessi che tali frasi, messe
come le ho messe ora, vi susciteranno sospetto ed otterranno un'unica
risposta, cioè che è colpa della P.C.
Questa loggia, il cui corpo è composto da professori e studenti, ha come
scopo quello di indottrinare alla Massoneria le giovini menti degli alunni
coinvolti, mostrando ciò ch’è possibile fare se s’è massoni: infatti gli adepti prendono bei voti senza il sapere necessario e fanno sì che coloro
i quali gli hanno arrecato dei torti o
più semplicemente, gli stanno antipatici per qualche ticchio prendano
voti eccessivamente bassi. Costoro si
riuniscono nell’aula server della sede, ad orari apparente casuali in
giorni apparentemente casuali, per
discutere delle loro losche faccende
ed, essendo riunioni logicamente e
giustamente private, assistervi è pericoloso. L’ultimo che vi ha assistito
fu un certo P.A.G. il 24 Gennaio 201-
3, il quale disse ch’essi avevano bruciato incensi in mole tale da far arrivare il medesimo odore fino al bagno
(ciò è anche il motivo per il quale lui l
scoprì). Una vota entrato nelle infausta auletta, egli riconobbe alcuni
compagni ed amici, tra i quali G.R., V.
O. ed E.I., ed alcuni professori, tra le
quali le professoresse V.T., G.P. e P.
F., che stavano facendo un arcano
rituale di tipo orgiastico con le statue
degli dèi a bocca aperta che ali guardavano.. Inutile è dire ch’il ventisettesimo giorno del medesimo mese del medesimo anno P.A.G. fu espulso. Un avvistamento meno recente invece è datato il 29 Marzo 2008
nel quale due fidanzati
ebbero l’idea di
“giocare” in aula server:
sfortuna volle che anche
loro incontrassero la P.
C. intenta in uno dei loro
riti. La ragazza scomparve per due giorni, e venne trovata in uno stato
comatoso dal quale si
risvegliò solo tre giorni dopo il suo
ritrovamento . Ella proclamò che, entrata in aula server per “giocare” con il
ragazzo suo, trovò uno strano aggregato di persone incappucciate impegnate
nella uccisione d’un polpo; allora, una
mano d’un confratello li prese da dietro e, con l’ausilio d’un panno imbevuto in cloroformio, li tramortì. Tale storia venne creduta alquanto incredibile
dagli inquirenti, i quali credettero che
si fosse fatta di qualche sostanza. Sfortunatamente, il ragazzo non venne mai
trovato. In conclusione, molte son le
storie sulla P.C., ma breve è lo spazio a
mia disposizione, indi lascio a voi il giudizio su questa loggia, verità spietata o
mero parto d’un infantil fantasia?
Leonardo Giannissav
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
>Lo Svarione Della Domenica<
HAPPY HOUR
(Ligabue)
HAPPY HOWARD
(Gabriele De Leo)
Dicono che tutto sia comunque scritto
Quindi tanto vale che non sudi
Nasci da incendiario muori da pompiere dicono…
Dicono che devi proprio farti fuori
Se vuoi fare il rock in qualche modo che ti
portiamo i fiori li nei cimiteri mitici
ZICOno che PRUZZO sia comunque RIZZO
iINDI tanto vale che non SUCIU
nasci da HILARIO muori da OFERE dicono…
Dicono che NEVILLE proprio farti ASTORI
Se vuoi TARE il rock in qualche MODRIC che ti
Portiamo i FIORE li nei BOBO VIERI ILICIC
Sei già dentro l’happy hour
vivere vivere costa la metà
quanto costa fare finta di essere una star?
FREY già dentro l’happy HOWARD
VIVESre VIVESre costa la JEDA
Quanto costa fare finta di essere NEYMAR
Dicono che nasci solo per soffrire ma se
soffri bene vinci il premio di consolazione
Chi non salta l’eccezione è…
Dicono che i sogni sono tutti gratis ma son
quasi tutti quanti usati
Copriti per bene che non ti conviene il mondo qui
Dicono che NASRI solo per RAMIRES ma se SONCIN
bene vinci il GREMIO di KONKOlazione
Chi non MATA l’eccezione è…
Dicono che i TOGNI sono tutti MATRI ma son quasi
tutti quanti ABBIATI
Copriti per NENE che non ti CONTIene il mondo qui
Sei già dentro l’happy hour
Vivere vivere costa la metà
Quanto costa fare finta di essere una star?
Sei già dentro l’happy hour
Vivere vivere solo la metà
E la vita che non spendi che interessi avrà?
FREY già dentro l’happy HOWARD
VIVESre VIVESre costa la KAKA
Quanto costa fare finta di essere GAITAN
FREY già dentro l’happy HOWARD
VIVESre VIVESre solo la FARFAN
E la vita che OTAMENDI che interMESSI EVRA
Si può però morire
Vivendo sempre e solo per sentito dire
Si può però morire per la fame che non hai
Si può DODO morire
BARRIENTOS sempre e solo per PEPITO dire
Si può DODO morire per LANZAFAME che GARAY
Dicono che il cielo ti fa stare in riga
Che all’inferno si può far casino
Mentre il purgatorio te lo devi proprio infliggere
Dicono che il MELO ti fa in stare in BIGLIA
Che al PALERMO si può far DANILO
Mentre il PULGAtorio te lo devi proprio INSIGNEre
Sei già dentro l’happy hour
Vivere vivere costa la metà
Quanto costa fare finta di essere una star?
Sei già dentro l’happy hour
Vivere vivere solo la metà
E la vita che non spendi che interessi avrà?
FREY già dentro l’happy HOWARD
VIVESre VIVESre costa la KHARJA
Quanto costa fare finta di essere NEYMAR
FREY già dentro l’happy HOWARD
VIVESre VIVESre solo NAINNGOLAN
E la vita che OTAMENDI che interMESSI EVRA
Gabriele De Leo, 4 L
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL “BRUZZA”
… spunti di riflessione per cassinisti curiosi…
A passeggio nel tempo
"Se potessi tornare indietro!"
Tutti, almeno una volta, lo
abbiamo pensato. E se fosse
davvero possibile?
Cari cassinisti, cerchiamo di
capire meglio (impresa tutt'altro che semplice) da dove nasce questa possibilità.
Immaginiamo di essere in auto, di procedere a 100 km/h e
di possedere uno strumento
capace di misurare la velocità
che le altre macchine hanno
rispetto alla nostra. A un certo
punto la macchina di Luca, un
nostro amico, ci supera e noi leggiamo
sul nostro strumento che la sua velocità
è di 130 km/h. Gli telefoniamo per indurlo a rallentare poiché pensiamo, legittimamente, che si stia muovendo a
230 km/h. E qui la prima sorpresa: Luca
ci informa che si sta muovendo a una
velocità costante pari a 130 km/h. Allora proviamo ad accelerare per raggiungere i 130 km/h. Arriviamo molto vicini
a questa velocità, ma non riusciamo a
raggiungerla. Nello stesso tempo, il
nostro strumento ci segnala che Luca
continua ad allontanarsi da noi a 130
km/h. Increduli e sorpresi gli telefoniamo ancora per sapere a quale velocità
si sta muovendo ma la risposta di Luca
è sempre la stessa: 130 km/h.
Sarebbe sorprendente, non è vero?
Per le macchine ovviamente non succede così, ma se Luca fosse un raggio di
luce il precedente scenario descriverebbe perfettamente ciò che accade: la
luce viaggia alla stessa velocità (circa
300000 km/s) in qualunque sistema di
riferimento.
Non vi è molto da discutere: la natura è
fatta così.
A scoprirlo fu Albert Einstein nel 1905
con la sua teoria della relatività ristretta.
Le conseguenze di questa teoria sono
straordinarie. Per fare solo un esempio,
se partissimo con un'astronave e viaggiassimo alla velocità di 297000 km/s
per un anno, al nostro ritorno troveremmo la Terra invecchiata di circa
cento anni.
Quello che abbiamo appena descritto
non è tuttavia un vero e proprio viaggio
nel tempo. È un viaggio di sola andata:
è quello che accadrebbe se, essendone
capaci, ibernassimo una persona e la
facessimo risvegliare circa 100 anni dopo. Sarebbe invece possibile muoversi
liberamente nel tempo? Spostarsi a
nostro piacimento tra passato e futuro,
così come ordinariamente ci si muove,
avanti e indietro, tra Roma e Milano?
La risposta ci è fornita dalla teoria della
relatività generale, elaborata da Einstein tra il 1907 e il 1916. In essa la geometria dello spazio-tempo non è più
quella euclidea cui noi siamo abituati,
ma è una geometria che descrive uno
spazio-tempo curvo la cui curvatura
dipende dalla presenza di
materia. In uno spazio-tempo
curvo possono accadere cose
molto singolari: viaggiare nel
futuro e ritrovarsi, essendosi
mossi lungo una linea chiusa,
nel passato.
Nel 1948 Kurt Gödel scoprì
che le equazioni di Einstein (il
cuore della relatività generale) ammettevano effettivamente una famiglia di soluzioni molto particolari costituite da curve chiuse. Questo
sancì la possibilità (almeno
nel modello costruito da Gödel) di realizzare viaggi nel passato.
Non si tratta di un risultato di poco valore, soprattutto per le conseguenze
paradossali cui ci conduce. Immaginate
che X si metta in viaggio nel passato
fino a raggiungere sua nonna prima
ancora che questa avesse partorito la
figlia, diventata poi la madre di X. Supponiamo ancora che X, una volta raggiunta la nonna, decida di ucciderla.
La situazione paradossale è evidente: X
non sarebbe mai potuto esistere.
Quindi? Dobbiamo rinunciare alla possibilità di viaggiare nel tempo?
È difficile rispondere a domande di
questo tipo, almeno per ora. Allo stato
attuale delle cose, è certamente meglio
lasciare temi di questo tipo, che si pongono al confine tra fisica e fantascienza, alla fantasia e all'abilità di un buon
regista.
Al prossimo numero e, cari cassinisti,
…. BUONE VACANZE !!!
Prof. Giuseppe Bruzzaniti
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Storia della città straniera
capitolo terzo
Gianluigi di Fieschi e la peggior rivolta della storia.
Oggi voglio raccontarvi una storia, una
storia un po’ diversa dal solito eppure
un po’ simile, poiché non tratterà
d’eventi al confine tra realtà e leggenda,
ne d’assurdi e lascivi capi degli sbirri i
quali preferiscono aiutar contrabbandieri piuttosto che fare il proprio dovere,
bensì tratterà della rabbia d’un ragazzo
e d’un duca un po’ tiranno ed un po’
saggio signore. Tratterà d’una famiglia di
nobili di toga finita in disgrazia grazie al
fato e delle conseguenze d’una
promessa mai mantenuta. Tratterà d’un idiota che ha voluto
farsi duca senza averne mai avuto le conoscenze e d’un principe troppo poco lungimirante
per vedere le conseguenze delle sue azioni. I più dotti fra voi
avranno già capito che la storia
d’oggi tratta di Gianluigi di Fieschi e della sua tentata rivolta
per detronizzare l’allora padrone della Serenissima Repubblica, Andrea Doria.
Tutto iniziò prima che Doria
divenisse potente come noi sappiamo ai
giorni nostri, quando contrasse debiti
con molti signori, tra i quali Sinibaldo di
Fieschi, padre di Gianluigi Fieschi.
Doria rispettò gli accordi con i Fieschi
fino alla morte di Sinibaldo, dopo smise
di pagare il denaro promesso ai Fieschi,
costringendoli a trasferirsi nella residenza in campagna, poiché la residenza cittadina era divenuta troppo costosa per
le casse in esaurimento. Così, mentre i
Fieschi decadevano, Doria ascendeva
fino a divenire l’uomo più potente della
Superba e ciò lo portò a compier un ultimo sbeffo all’ormai disgraziata famiglia
Fieschi,: far sposare al fratello Giannettino la promessa sposa di Gianluigi Fieschi, Ginnetta Centurione. Ciò nonostante Gianluca tornò in città con i fratelli
dopo essersi maritato con Eleonora Cibo
di Massa, la cui ricchezza aveva rimesso
a posto i conti della famiglia Fieschi; poco dopo però, venne fuori che Eleonora
tradiva Gianluigi con il fratello di Doria,
Giannettino. Come si suol dire, oltre al
danno anche la beffa! Vedendo il comportamento delle due donne che Gianluigi Fieschi considerava proprie di diritto e considerando ciò che Doria fece alla
sua famiglia, possiamo immaginare che
nella sua mente fosse già nata l’idea di
rivoltare il potere di Doria, ma purtrop-
Lo stemma dei Doria e quello dei Fieschi
po mancavano alleati e delle motivazioni concrete. Le motivazioni furono presto trovati con il pretesto di rinnovare
l’antica libertà repubblicana, la quale
poteva essere ripristinata, a detta di
Gianluigi, solo spodestando l’antica nobiltà filospagnola e ponendo la Repubblica in una posizione neutrale ma con
privilegi verso la Francia. Per gli alleati,
Gianluigi chiamò i fratelli con l’aiuto dello stratega Vincenzo Calcagno, il latifondista Gianbattista Verrina, papa Paolo III
e di qualche soldato repubblicano fedele
agli ideali di Gianluigi. Il piano della rivolta era semplice: occupare le sette
porte della città e la Darsena, liberare gli
schiavi e dirigersi alle residenze dei Doria per ucciderli. Il piano era geniale ma
Gianluigi era un idiota patentato e si fece scoprire dagli spagnoli, i quali avvisarono Andrea Doria.
Domenica 2 Giugno 1547, il giorno della
rivolta, venne trascorsa dal nostro eroe
in modo normale, tanto che andò pure a
pranzo a casa di Doria. Ciò che il nostro
Gianluigi ignorava era che tutti, tranne
Giannettino Doria,del quale al fratello
Andrea Doria non era mai importato
tanto in fin dei conti, sapevano che quella sera vi sarebbe stata una rivolta (di
fatti poco dopo pranzo, Doria, aveva letteralmente barricato i suoi quartieri,
creando così un’inespugnabile
fortezza). Quella sera, a cena,
Gianluigi aveva invitato un gran
numero di nobili di cappa ( nobili che hanno comprato il titolo
o i cui padri l’hanno fatto) ed, in
armatura da guerra completa,
aveva fatto un appassionato
discorso nel quale esortava gli
invitati ad unirsi alla rivolta.
Questa mossa ebbe successo,
indi le fila del Fieschi si riempirono sufficientemente da poter
passare all’azione. Appena i rivoltosi giunsero alle porte in
squadre guidate dai fratelli Fieschi e gli
strateghi sovr’elencati( tranne il papa e
Gianluigi), i soldati fedeli ad essi aprirono loro le porte uccidendo persino Giannettino, che era sceso per fare una semplice passeggiata. Intanto, Gianluigi, aveva preso la Darsena con le navi papali
e liberato gli schiavi mori, ma nel momento di scendere dalla nave e di proclamare la vittoria, egli, cadde in mare e,
poiché aveva l’armatura, morì annegato.
Aquesto punto i mori presero possesso
delle navi papali e se ne tornarono in
Tripolitania, gli alleati vengono respinti
da Doria, che, preparatosi per un attacco ben più aggressivo, giustiziò i rivoltosi
e rase al suolo i loro feudi. E fu così che
finì la peggior rivolta della storia. Sperando d’avervi rilassato o incuriosito vi
rimando al prossimo numero.
Giovanni Alessandro Pedullà, 2 C
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Quando fuori piove…
Nanni, un bilancio
All'alba del mio ultimo articolo vorrei
presentare la mia prima retrospettiva,
focalizzandomi su il cinema di Nanni
Moretti, che si presta ad essere oggetto
di una riflessione di questo tipo.
Nanni muove i primi passi nel cinema da
autore di contestazione e di avanguardia. Avanguardia perché vuole rompere
con i dettami di un passato glorioso ma
ingombrante come quello del cinema
italiano della Commedia di Gassman,
Sordi e Tognazzi; cosparge le sue sceneggiature di risate ciniche, distaccate
per superbia e che lasciano allo spettatore spunti di riflessione.
I film di questo periodo sono ''Ecce
Bombo'' e ''Sogni d'oro'', feroci critiche
alla società, politica e culturale, costituita degli anni '70.
Il secondo periodo è quello della commedia psicologica, che volge lo sguardo
oltr'Alpe ed al cinema d'essai, specialmente di Kiarostami. Il protagonista è
quanto mai un individuo: cambia, pensa
e si evolve con i minuti che passano. Le
sorprese e le trovate tecniche sullo
schermo si susseguono in un vortice di
idee: dal surrealismo dominante di
''Palombella rossa'' alle scene thrilling di
''Bianca''.
Un terzo filone è quello costituito da
film semiautobiografici come ''Aprile'' o
''Caro diario'', dove Moretti sperimenta
la sensibilità del pubblico, si concede
come personaggio in tutta la sua interità, con dubbi, passioni e fragilità; come
poche persone sarebbero in grado di
fare, scherza delle sue idee e del suo
modo di stare al mondo.
Ultimo, ma non per importanza, il filone
dei film più propriamente drammatici.
Iniziato con con ''La messa è finita'' e poi
seguito da capolavori come ''La stanza
del figlio'' ed il recente ''Mia madre''. I
tipo di reazione del pubblico, egli è in
grado di muovere ogni tipo di emozione
e lo fa con eleganza e con trovate, spesso, geniali. Il clima onirico di
''Palombella rossa'' predispone lo spettatore in una maniera molto particolare,
lo fa annegare lentamente nel vortice di
surreale psicotismo e in questo si annega fino alla fine.
personaggi spesso sono passivi, subiscono Fondamentale è il discorso sul finale: nei
i fatti, ma sono talmente umani che non film di Moretti la storia finisce, ma i perpossiamo fare a meno di provare una for- sonaggi no. Cosa significa? Una storia è
tissima empatia con loro e proprio per
esaurita quando abbiamo una conclusioquesto motivo il loro dolore diventa none che soddisfa ogni curiosità sul caso
stro, siamo compartecipi delle loro azioni aperto all'inizio del film. nella quasi totaed, infondo, cosa si può chiedere di più da lità dei film, la storia finisce. King Kong
un film con tematiche così gravose come cade dall'Empire State Building e la stoquelle della perdita di un figlio?
ria finisce. I personaggi però muoiono
quando non hanno altro da dire. A nessuno importa di Ann Darrow dopo che
King Kong cade dall'Empire State
Building, la sua vita non ha motivo di
essere vissuta e così, con la storia, muore anche il personaggio. Nei film di Moretti la storia si esaurisce sempre, ma i
personaggi non muoiono. Tutto ciò che
la nostra curiosità esige dalla storia, viene esaudito, ma le sottotrame non esaurite, i sentimenti umani paralleli che
provano protagonisti e coprotagonisti, li
rendono immortali. Per me la famiglia di
''La stanza del figlio'' è ancora sulla
spiaggia della Liguria ad aspettare qualcosa che non succederà mai.
Analizziamo ora più a fondo l'idea di cinema che Nanni Moretti ha prodotto in
questi anni. Ho deciso di soffermarmi
proprio sul suo cinema perché ciò che
per prima cosa si nota guardando i suoi
film è proprio l' amore verso la settima
arte. Moretti conosce ogni sfacettatura
del concetto di narrazione filmica, ogni
Con queste ultime righe mi congedo, lascio con dispiacere questa rubrica a cui
ho dedicato tanti spunti di riflessione e
grazie alla quale spero che qualcuno abbia potuto affacciarsi, magari con una
spinta critica, alla meravigliosa arte cinematografica.
Poso la mia penna.
Con permesso.
Edoardo Rivetti, 5 E
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
-Stereolove-
A proposito di cuore...
tipo di sicurezza che però stai
ricercando nella persona sbagliata. Prova a capire il perché di
questa infatuazione, magari analizzandone i motivi. Guardati
attorno: sicuramente ci sono
tante persone che possono darti
la sicurezza che cerchi, e di sicuro molto più consone alla tua
età. Prova a parlare di questa
situazione con qualcuno di cui ti
fidi davvero e su cui puoi assolutamente contare. Fai l’enorme
sforzo di cancellare questa persona dal punto di vista sentimentale, cercando di convincerti che non è questa la persona
Cara E.B.,
è importante che tu ti renda con- adatta a te; frequenta i tuoi amici e soprattutto quest’estate
to di ciò che questo significhi
trova il modo di distrarti!
davvero. Rifletti… Con una così
grande differenza di età e di ruo- Chissà… magari alla fine
dell’esta-te qualcosa sarà camli, è praticamente impossibile
biato :)
(come hai detto tu stessa) un
qualcosa tra di voi. Forse quello Con questo ti saluto e ti auguro
buona fortuna.
che cerchi dav-vero è un certo
“Cara Chiara,
ammetto che mi trovo un po’ in
imbarazzo nel mandarti questa
lettera, credevo che non avrei
mai trovato il coraggio. Ho una
cotta ormai da un anno per il
mio professore di ginnastica, non
so cosa fare. So benissimo che
non è neanche pensabile per noi
due un qualcosa, ma non posso
smettere di pensarlo. Quindi la
mia domanda è: ”Come faccio a
dimenticare una persona che so
che non potrebbe mai contraccambiare?”
E.B.
Il defibrillatore del Cassini a
disposizione del quartiere
Che organo straordinario è il cuore!
Senza di esso, senza il suo battito regolare, senza
le sue contrazioni e le sue dilatazioni, per noi umani, non ci sarebbe vita. Per gli uomini è di fondamentale importanza, così tanto che spesso noi
lo rappresentiamo metaforicamente come la sede delle nostre emozioni. Qualche volta però
può accadere che abbia qualche problema e
bisogna intervenire prontamente con gli strumenti adeguati. A questo proposito la professoressa Labò ci ha giustamente chiesto di segnalare la presenza di un defibrillatore nella presidenza della nostra scuola che è a disposizione di
chiunque ne abbia bisogno nelle vicinanze della
scuola durante l’orario di apertura (dalle 7 alle
19). In caso di necessità bisogna rivolgersi agli
addetti del personale ATA o alla prof.ssa Massa.
Una volta ottenuto il dispositivo basta seguire le
istruzione che esso dà, sia acustiche (il defibrillatore parla) sia le figure che illustrano come posizionare le piastre e tutto il resto.
Mi raccomando Cassinisti fate girare voce!!!
DALLE 7 ALLE 19 (lunedì— venerdì)
PER TUTTI COLORE CHE
NELLA ZONA NE AVESSERO
BISOGNO C’È IL
DEFIBRILLATORE DEL CASSINI
Chiara Raffa, 5 D
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Faccia da Cassinista
Inter viste a persone (interessanti?) incontrate per i corridoi
Nome e cognome?
Lorenzo Furio.
Hobby e/o sport?
Hobbies: matematica come
hobby, karate come sport.
Hai qualche lettura da consigliare?
Flatland, é un libro molto
bello di un mondo in due
dimensioni che scopre la
terza dimensione.
Come sei arrivato a fare le
gare di mate?
Una volta in seconda era
passato l'allora capitano
della squadra della scuola a
fare un po' di pubblicità alle
gare, così ho deciso di provare ad andare a qualche
allenamento e mi sono appassionato, nonostante all'inizio fossi proprio scarso.
Come ci si sente ora, dopo
due anni di esperienza,a far
parte della prima squadra?
Sento molto la responsabilità per quelli che vengono
dopo di me, in particolare
mi pongo l'obbiettivo di dare a tutti le stesse opportunità che ho avuto io, di scoprire che la matematica è
molto di più di numeri e formule e che ci si può pure
appassionare.
Ok, sei soddisfatto degli
orari di quest'anno?
Per niente, penso che gestire gli orari in questo modo
renda solo sia le mattinate
che i pomeriggi meno produttivi per tutti gli studenti:
di mattina ci ritroviamo ad
avere più ore e di quelle che
riusciamo a sostenere e mal
distribuite, mentre di pomeriggio arrivi a casa, mangi e
sono già le 4 e hai perso
mezzo pomeriggio. Ma la
colpa non è della scuola, la
Provincia invece che tagliare sui giorni per risparmiare
sul riscaldamento dovrebbe
pensare a fare degli interventi sugli edifici scolastici
in modo da rinnovarli e minimizzare gli sprechi.
Come ti sei sentito quando
sei stato eletto? Quali sono
le difficoltà che avete (o
hai) incontrato durante
l'anno in riguardo alla gestione di tutto?
Quando Pietro ed io ci siamo candidati pensavamo
che non ci avrebbe votato
nessuno, infatti siamo rimasti increduli quando abbiamo saputo di essere stati
eletti entrambi. Mi ricordo
che al dibattito della presentazione delle liste un
ragazzo ci aveva chiesto:
"Secondo voi, concretamente, quante cose riuscirete a
portare a termine di quelle
che avete proposto, in percentuale?" E io gli avevo
risposto: "Secondo me riusciremo a rispettarne un
85%" Ed effettivamente
siamo riusciti a conseguire
molti obbiettivi di quelli
che ci eravamo preposti,
nonostante abbiamo scoperto la dura realtà di scontrarsi con l'ostruzionismo
della burocrazia italiana.
Guido Sanguineti, 2 F
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Se pareba boves
La sezione letteraria del Cassinista
Circe, la fonte del dolore
La delusione d'amore l'aveva forse spinta ad un simile comportamento? Forse il ricordo del
tristo talamo tradito? Forse la bellezza della rivale simile a dea dalla pelle d'avorio e labbra di baci ardenti. Non ardeva forse anche il suo cuore per quelle antiche passioni per i
baci di fuoco. Non era che, come gli dei nutre l'ambrosia e gli dona giovinezza e bellezza e
forza, lei non ringiovaniva nella ricerca di quelle carezze, dei forti abbracci del tumultuoso
amante? E ora cosa farne di quel silenzio, di quel vuoto che le stringeva il cuore come morsa fino a farlo sanguinare? Non si era forse ripromessa di smettere di odiare, di dimenticare ma allora perché le faceva così male? Perché la ferita pulsava ancora nel candido petto? Perché si sfogava con gli uomini che venivano a trovarla? Perché tradiva l'ospitalità sacra agli dei facendoli infimi prigionieri, bestie prive di istinto e ricordo, perché li privava
del loro essere? Questo si domandava Circe assorta e la verga le cadde di mano, andando a
confondersi con le pieghe della veste, la mano al cuore, memore dell'antico amore. Lo
sguardo fisso sull'orizzonte, si alza lo spirito su ali d'uccello, sfiora il sole, riscalda l'anima
ma il passato è troppo freddo per pensare che la speranza sfumi il ricordo.
Luna, mia luna
Luna mia quale animo non sogna le tue dolci sponde. Il tuo abbraccio materno che riscalda,
illumina la notte. Chi non sogna di perdersi nel tuo candore, nella tua purezza. Luna bacio
del cielo che ti ubriachi dei passi della gente in strada. Che sembri così lontana ma sei la
sola compagna nelle lunghe sere. Luna rossa, incendiata di fuoco quando la notte si dirama,
spazzata via dall'aurora. Luna, sottile riflesso nel cielo ma il sole ormai è sorto, sorrido,
sono pronta a vivere.
Aras
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Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
RICORDO
Apro gli occhi. Respiro. Una volta, due, tre. Finalmente
capisco dove sono. Era tanto tempo che non ci tornavo.
Da quando i nonni non ci sono più. Spingo il cancello
cigolante ed entro nel giardino abbandonato. Mentre
salgo gli scalini evito le piastrelle di ceramica spaccate e
piene di erbacce. Quando arrivo vicino all’entrata della
casa, rivolgo lo sguardo alla ringhiera che divide il terrazzino dall’orto, ormai non curato da troppi anni. Mi
ricordo che ci crescevano i pomodori, là in mezzo, rossi,
grossi e maturi. E forse anche l’uva, ma non ne sono sicura. Noto nel verde una figurina mezza sotterrata dalla
terra che mi sorride con i suoi colori sbiaditi. Un piccolo
nano da giardino. Non ricordo di averlo mai visto prima;
chissà quanti anni ha. Lo prendo in mano e seguo con il
dito la ruvida spaccatura nei bordi. Si deve esser scheggiato anni fa. Sento alle mie spalle il cigolio del cancello
che si apre e mi sembra strano perché sono anni che
nessuno entra più qua dentro. Mi giro verso la fonte del
rumore e vedo un uomo che mi viene incontro. Ha indosso l’uniforme bianca della marina militare e ci metto
un po’ a riconoscere i lineamenti di mio nonno in quel
viso liscio e fresco. Solo ora mi accorgo che tutto, intorno a me, è un po’ scolorito, come in una vecchia foto in
bianco e nero. Il fantasma di mio nonno mi supera senza degnarmi di uno sguardo e va dritto verso l’orto, da
dove si sente la voce di una donna cantare una dolce
melodia a bocca chiusa. Si appoggia alla ringhiera e aspetta, ammira la bellezza della donna che sta raccogliendo serenamente le verdure, lasciandole poi in un
cestino poggiato ai suoi piedi. Un sorriso gli increspa il
volto e gli addolcisce gli occhi. Dev’essere sua moglie.
Ovvero mia nonna. Rimane fermo così per un po’ e mi
sento un’intrusa in quel suo momento d’intimità, non
dovrei essere qui, non dovrei vedere l’angolo della sua
bocca che si piega teneramente all’insù o le mani che si
stringono nervosamente sul corrimano, sudate per
l’emozione. Si morde il labbro e sposta il peso da un piede all’altro, ma così facendo scontra la gamba contro
quello che riconosco essere il nanetto che dovrei avere
ancora in mano. Questo si scheggia con un rumore secco e attira l’attenzione della nonna, che alza lo sguardo.
Alla vista del nonno rimane come pietrificata e sussurra
in maniera quasi impercettibile solo due parole. “Sei vivo…” Gli occhi le si riempiono di lacrime e altrettanto
fanno quelli del nonno. Si avvicinano piano l’uno
all’altro, quasi avessero a che fare con un animale esotico, stupendo ma selvatico e facile da spaventare. Si
guardano negli occhi e il loro respiro si affanna lievemente, il desiderio si addensa nell’aria, è quasi tangibile. Finalmente si trovano e io chiudo gli occhi: questo
momento dev’essere solamente loro. Li sento respirare
e piangere, poi lei chiede a bassa voce “Cos’è successo?
Non ho più avuto tue notizie, non hai più risposto alle
mie lettere e non tornavi…” “Lo so, è stato difficile tornare… ci hanno bombardato vicino alle coste della Grecia… la nave è affondata. Credevo di non poter tornare
più… e tuttora non sono ancora sicuro di essere tornato
davvero…” “Cosa intendi?” le loro voci sono venate di
paura, riesco quasi a percepire il terrore nel ricordo della bomba che era caduta troppo poco lontano da lei e le
aveva ferito la gamba, il senso disgusto in fondo alla gola e nello stomaco al pensiero di un’altra guerra. “Ci sono stati tantissimi morti. Innocenti…” la voce del nonno
si affievolisce nella risposta “Ho paura” confessa, la voce sempre più lontana “Ho paura che questa guerra,
tutti questi morti… che non se ne vadano più… che rimangano con me per sempre…”
Riapro gli occhi. Ma è tutto scomparso, scivolato via. E
mi ritrovo a fissare il soffitto bianco, al buio. Poi ricordo
che giorno è oggi.
25 Aprile 2015
Michelle Panzironi, 1 D
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25
Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
PLAY TIME
Scambio di vocali
Maniaco omicida
Falso diminutivo
Un tipo molto speciale
L'autore del XYXYXXX era lui.
L'accusa ne ha appurato la pazzia,
ha detto: ''L'ho compiuto per XYXYXXX”
Da noi il Chicchiricchìal YYYYYYY,
lo urla Stefanone dalla strada.
Non farebbe mai del male a una mosca,
ma, poverino, è XXXXX da legare
Sciarada
Ritorno a casa
Divisione in sillabe
Il cielo stellato sopra di me
Sul ponte della nave la mattina,
dopo un viaggio da Fortaleza,
sentiamo cantare un YYYYY, vuol dire
che siamo finalmente al XXXXX
del nostro amato XXXXXYYYYY
Arrivati a YYZZ cena,
Luca alzò lo sguardo e vide
una XXYYZZ, io dissi:
''Che fortuna! XXYY usa,
dai, esprimi un desiderio''
L'Angolo Ottuso
L'unica rubrica che viene da Lodi per lodarvi, da Piacenza per piacervi, e da Chiavari!
Un gambero in pericolo di vita non ha scampo.
Perché i bunker non possono essere dipinti di viola? Perché sono inviolabili.
È morto per delle scaloppine avvelenate. È proprio vero che a volte basta un secondo.
Cosa fa un terrorista in un campo di grano? Semina il panico.
I panettieri sono brutte persone. Quando li conosci li eviti.
Come si uccide un orologiaio? Col pendolo.
Il formaggio tipico del Sahara. Il Caciocammello.
È morto l'inventore dei dischi. CDspiace.
La storia di una ragazza più pelosa delle altre e della sua lotta contro il paranormale.
Baffi L'Ammazzavampiri.
Sei un idraulico disonesto se rubinetto.
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26
Maggio/Giugno 2015
IL CASSINISTA
Cruci
Orizzontali
Verticali
1. La scuola che inizia alle 21 - 6. Lo promulgò Costantino
nel 313 - 11. I punti di massima distana del Sole - 12.
Squadra di calcio semifinalista dell'Europa League 2015 13. Il fiume dell'oblio - 14. La compagnia aerea low cost
dell'Alitalia - 16. Mao ... Tung - 17. Distaccato, freddo 18. Le prime nel gala - 19. Fa trio con il superio e l'es - 20.
In filosofia, ciò che concerne il singolo essere - 21. La banca del gruppo BNP Paribas - 22. Nome per più bevande
analcoliche alla frutta - 23. Shaquille O'... - 24. Il cerbiatto
della Disney - 26. Le poesie di Catullo - 27. Include tutti 28. Ne segue sempre una reazione - 30. Gestisce l'otto per
mille della Chiesa Cattolica - 31. Risolutezza combattiva 32. Vale a noi - 33. Il Ronaldo calciatore portoghese - 34.
Osso affine alla tibia - 35. Il computer di 2001: Odissea
nello Spazio - 36. La Emma dei Radicali - 37. Quelli d'ottone fanno coppia con i manici di scopa - 38. Città della
Mesopotamia recentemente vandalizzata dall'ISIS - 39. Il
Sidney di Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani - 40. Acme, vetta - 41. Quella natalizia è il canto tradizionale
1. Quelli alla romana si fanno con vitello, prosciutto
crudo e salvia - 2. Antica città greca sede di uno storico
consiglio - 3. Si esclama dopo un gol - 4. La birra ad alta
fermentazione - 15. Un'alternativa a là - 6. La Bonaccorti della TV - 7. Ha una carica negativa ed una positiva 8. Il prefisso greco che vale ''sonno'' - 9. Da questo ricomincia Troisi - 10. Torino sulle targhe - 12. Può essere
vocale se non ti preme nessun tasto - 14. Tutt'altro che
lillipuziana - 15. Teoria filosofica di Popper - 17. Vale
''piuttosto'' - 18. Così si mangia nei fumetti - 20. Urbi
et ... - 21. Soddisfa l'assetato - 22. Vale tutti - 23. Può
essere acondroplasica - 25. Il podere dei Latini - 26. Serve èer affoòare - 28. Meta, finale - 29. Si ascolta con la
mano sul cuore - 31. Stirpi, epigoni - 32. Le sigarette
con una piramide sullo sfondo - 34. Il mitico videogame
del 1972 - 35. Può essere habilis o sapiens - 36. In greco
è una traduzione di ''vita'' - 37. Concede qualcosa - 38.
Non Pervenuto - 29. Articolo in candela
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IL CASSINISTA
CASSICOMICS *
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IL CASSINISTA
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IL CASSINISTA
Cassinista fill:
Spazi vuoti riempiti in modo utile
Ebbene sì, siamo arrivati all’ultimo “Cassinsti fill” dell’anno… Molto probabilmente non ne sentirete la
mancanza quest’estate ma come è di consueto vogliamo utilizzare questo spazio in modo adeguato e utile.
Questa volta è davvero molto importante ringraziare tutti i componenti della redazione di quinta che in questi
anni hanno lavorato per Il Cassinista e che quest’anno lasceranno.
Quindi un saluto ed un grandissimo grazie a:
Sarah Elia Vignoly Martinez
Edoardo Rivetti
Giorgio Rossi
Maddalena Cantamessa
Silvia Carosio
Chiara Raffa
Emanuele Sorzana
Benedetta Parodi
Filippo Giacomini
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i Cassinisti buona estate e per gli studenti in
quinta…. IN BOCCA AL LUPO PER LA MATURITÁ!!!!
Play time - soluzioni
Scambio di vocali; XYXYXXX=delitto/diletto
Sciarada; XXXXXYYYYY=Portogallo
Falso diminutivo;XXXXX=matto/mattino
Scarto; XXYYZZ=cometa
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IL CASSINISTA
La nostra redazione:
CAPOREDATTORI: Sarah Vignoly, Marco Fiore
VICE CAPOREDATTORE: Edoardo Rivetti
ARTICOLISTI: Sarah Vignoly, Giorgio Rossi,
Fabrizio Gargano, Ken Xhelaj, Alessandra De Simone, Yasmin El Sayed, Silvia Carosio, R.,
Leonardo Giannisav, Gabriele De Leo, Professor. Giuseppe Bruzzaniti,
Giovanni Alessandro Pedullà, Edoardo Rivetti, Guido Sanguineti, Aras, Michelle Panzironi.
DISEGNATORI: Filippo Papallo (responsabile), Gabriele De Leo, Eleonora Pastorino,
Giada Proverbio, Zazza, Lucia Gallina, Aras.
GIOCHI E BARZELLETTE: Edoardo Rivetti, Emanuele Sorzana, Giuliano Gisotti, Davide Perri.
IMPAGINATORE: Guido Vallarino
a cura di…..
L’angolo del caporedattore:
Play time:
Sarah Vignoly, 5 D
Edoardo Rivetti &
L’angolo del vice:
Edoardo Rivetti, 5 E
L’angolo delle citazioni:
Guido Vallarino, 3 F
Ken Xhelaj, 1 H
Emanuela Borelli, 3 F
Emauele Sorzana, 5 E
Angolo Ottuso:
Giuliano Gisotti &
Davide Perri, 4 D
BACHECA
Classe 5C
(Benedetta Parodi e Filippo Giacomini
Il Cassinista è un mezzo di libera espressione per tutti gli studenti del liceo: pertanto non costituisce una testata giornalistica, un media o un mezzo di informazione e/o di influenza di massa
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