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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 7 DICEMBRE 2007
N. 46
In data 7.12.2007 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
ZAMBOTTI Pier Giorgio
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
BRUNELLI Maria Flavia
MIRANTE MARINI Girolamo
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
GATTI Franco
ACCORSI Massimo
MUNARI Emilio
FRIZZI Rocco
PEDERZOLLI Mauro
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
BOMBARDELLI Ivo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– SANTONI Giovanni
– GRAZIOLI Luca
– TRINCHIERI BENATTI Cristian
– SERAFINI Mirella
– DETONI Maurizio
– CIVETTINI Giancarlo
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Partecipa il Vice Segretario del Comune, dott.ssa Anna Cattoi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Matteotti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale
sono stati chiamati ad assistere all’adunanza, per il relativo punto di competenza, il Responsabile
dell’Area Programmazione, Bilancio e Contabilità – Rag. Capo dott. Paolo Franzinelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 24 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti rimasti da trattare nella precedente riunione del
3.12.2007, indicati nell’ordine del giorno emanato con avviso dd. 22.11.2007, regolarmente
notificato ed allegato sub lettera A), come segue:
7. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL
GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2008, DELLA RELAZIONE PREVISIONALE
E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2008/2010 E ALTRI
ALLEGATI (relatore Ass. Bagozzi)
Presidente:
È assente giustificata la Consigliera Serafini, propongo di sostituirla, in quanto
scrutatrice, con la Consigliera Lorenzi Emanuela.
Sottoposta a votazione la proposta
con voti favorevoli : n. 22 (Sindaco, Presidente, Zambotti, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Mirante
Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso,
Dalponte, Gatti, Accorsi, Munari, Frizzi, Pederzolli, Morandi,
Bombardelli, Modena, Benaglio)
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contrari : n. 0
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astenuti : n. 2 (Benamati e Lorenzi Emanuela)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
^^^ Entrano i Consiglieri Santoni e Trinchieri Benatti: il numero dei presenti sale a 26. ^^^
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Presidente:
È aperta la discussione sul bilancio e sulla relazione del signor Sindaco. Prego
Consigliera Lorenzi Emanuela.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Queste le mie osservazioni alla sua relazione, signor Sindaco: individualismo,
disimpegno dalle responsabilità associative e civili, riconoscere la città non tanto luogo di affari,
di gioco sfrenato intorno a interessi personali e di potere. Parole forti signor Sindaco, io sono una
persona molto realista, di solito il mio impegno politico lo esplico sentendo quello che mi dicono
i cittadini e quello che direttamente mi succede. Io sono convinta che per dare un piccolo
contributo alle problematiche che Lei ha riscontrato nella nostra città, sicuramente serve un
esempio personale.
Mi permetta, signor Sindaco, di dirle che in questi anni, gli ultimi anni di vita politica,
non abbiamo certo lavorato in questa prospettiva. Ne ho già parlato in questo Consiglio
comunale, lo ricordo nuovamente, in merito a quanto è successo nelle elezioni del 2003 e del
2005. Di certo non è stato un buon esempio per la città.
Riguardo a quello che Lei dice a proposito dell’impegno civile, dell’impegno per la città,
personalmente nel 2005 avevo lavorato per coinvolgere i cittadini, perché si impegnassero in
politica, ma quanto successo, glielo dico così, amichevolmente, li ha anche un po’ sconvolti. Il
metodo usato non ha dato di certo un buon esempio alla città.
Poi nel suo discorso riguardo al Parco agricolo mi hanno fatto un po’ impressione le
parole che ha usato. Dice che il legislatore provinciale non deve essere allettato da potenziali
elettori, dice che non condivide che il direttivo non possa essere composto da persone non elette
dalla popolazione. Il discorso del Parco agricolo lo affronto dopo, mi interessano le altre
affermazioni che sono abbastanza importanti. Ma le vorrei affrontare con quanto è successo a
me, perché chi non cerca di allettare potenziali elettori? Lei lo sa benissimo: le ho raccontato
cose che sono successe a me, però se qualche componente della sua Giunta riferisce ai cittadini
che certe associazioni non si toccano perché “sono un bacino di voti” non so quale potrebbe
essere la reazione. Il cittadino fa fatica a capire un discorso del genere, perché se c’è un problema
la logica politica vorrebbe che si risolvesse e basta; non che si tirassero fuori questi discorsi.
Giustamente però glielo faccio notare, perché succede.
Le faccio anche un altro esempio di quanto ho riscontrato, solo per segnalare la cosa, che
mi ha un po’ impressionata. Quando ero nei seggi delle ultime elezioni, scrutando le schede,
perché ero rappresentante di partito, mi ha impressionata una cosa: le schede votate per un
determinato partito riportavano, come seconda preferenza, sempre la stessa persona. Tutto lecito
e tutto a posto, però io sono rimasta impressionata, perché mi sembrava strano che ci fosse una
votazione del genere.
Le ricordo anche, signor Sindaco, quanto affermato dal Fifensore civico, la signora
Borgonovo Re. Signor Sindaco, Riva non è esente dalle tematiche che il Difensore civico ha
tirato fuori: ci sono. Ma le assicuro che a volte mettersi in primo piano è difficile, non è così
semplice, non è una cosa che venga spontanea, non può venire, perché possono anche esserci, in
certe situazioni, delle ritorsioni personali e familiari. Non sempre dobbiamo denunciarla, non è
così semplice, perché ognuno ha la propria vita, ognuno vive le proprie esperienze e non tutti
possono essere in prima fila.
Mi permetta anche di ricordare quanto mi è successo dal Giudice di pace nei miei
confronti; lo ricordo di nuovo a questo Consiglio e ci tengo a farlo perché ci sono rimasta male.
Io sono stata tacciata come una prezzolata e faccendiera, insieme ai componenti della mia lista.
Sono stati chiamati a testimoniare dal Giudice di pace il Segretario Generale, la Vice Segretaria,
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un dipendente dell’Ufficio Delibere, mettendo anche in discussione il loro operato! Questa, Le
assicuro signor Sindaco, è stata una cosa del tutto negativa, anche nei confronti della città, perché
la Consigliera che ha portato certe testimonianze per difendersi, le testimonianze che ha portato il
suo avvocato per difenderla, mi hanno offesa. Logicamente la Consigliera poi è stata assolta, e va
bene, la giustizia ha fatto il suo corso, però dal punto di vista umano sicuramente c’è stata una
brutta procedura.
In termine di immagine politica, le ricordo anche il ricorso al Consiglio di Stato che il
partito dei DS ha fatto nel giugno del 2005 contro i Verdi. Anche in quel caso tutto è finito, la
magistratura ha fatto il suo corso e va bene, però anche quello non è stato un bell’esempio per la
città, signor Sindaco. Tutto questo lo sottolineo perché quando poi Lei dice che “c’è
individualismo, che la gente non si impegna in prima persona” forse qualche motivazione c’è. Io
penso sia compito innanzitutto suo e della sua Giunta, dei Presidenti delle società comunali, che
in questo momento lei, la sua Giunta, il Presidente, avete il mandato di governare questa città,
innanzitutto di dare il buon esempio come persone che amano la propria città, come dice lei,
“riconoscendola non come un luogo di affari di basso conio, ma di persone che lavorano per la
soddisfazione della comunità”.
Sindaco:
Mi scusi, Lei sta sostenendo che il sottoscritto, la mia Giunta e il Presidente non si stanno
comportando così?
(Voci fuori microfono)
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Esatto: è un’esortazione. Anche perché voi siete più in vista di tutti gli altri, capisce? Voi
siete più in vista perché avete un mandato da tutta la città.
Le ricordo anche la protesta dei Consiglieri di minoranza, per un paio di Consigli. La
stampa ha riportato che lei si è offeso: non penso si sia offeso perché noi abbiamo preso una certa
posizione e ribadisco che l’abbiamo presa, signor Sindaco, perché ci sentiamo un po’ inutili.
Anche nell’ultimo Consiglio comunale, sui temi che avremmo dovuto discutere, non c’è stato
tanto confronto. Non è una questione di minoranza o maggioranza; dal mio punto di vista: siamo
qui a trattare dei problemi della città e sarebbe indispensabile avere un confronto, perché penso
nessuno sia nel giusto, ma con il confronto si arriva a una mediazione, si arriva a capire perché si
arriva a certe scelte e penso sia solo positività per la città. Ma questo non succede, non so come
mai.
Mi sembra impossibile che su 18 Consiglieri solo due abbiano parlato. In particolare poi
la realtà dei rifiuti la viviamo tutti, tutti i giorni, è impossibile che solo io veda certe cose, che
solo io vada dall’assessore Bagozzi a comunicargli cosa ho visto, cos’è successo, per invitarlo a
provare a vedere. È impossibile.
Adesso mi soffermo su alcune tematiche; le faccio alcune osservazioni, naturalmente dal
mio punto di vista.
Problema casa: ho visto che nelle carte di bilancio, l’ho già detto anche in sede di
capigruppo, viene ancora riportato il contributo per le cooperative di S. Nazzaro. Se
effettivamente c’è questa problematica casa, e c’è, io personalmente avrei portato avanti questo
iter molto più velocemente, perché lì ci sono non so quante famiglie che stanno aspettando di
costruirsi la casa. Addirittura dal 2005, mi sembra, perché credo che la questione sia iniziata in
quell’anno. Io penso che se effettivamente volete dare un esempio alla città, questa pratica
avrebbe dovuto essere portata avanti con una super velocità, super snellezza. Invece ancora non
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si è iniziato nulla. Sicuramente avete le vostre buone ragioni, però penso che forse un sistema per
velocizzare avrebbe dovuto essere trovato.
Riguardo ai trasporti, ho sentito che avete affidato una consulenza esterna, per
un’organizzazione migliore. Anche in questo caso io penso che sia da un paio di anni che ne
parliamo in Consiglio, la spesa è intorno ai 140.000 euro, visto che il Comune di Arco è capofila
e noi abbiamo una spesa di quella entità. Ma qui in Consiglio più volte vi abbiamo segnalato
delle problematiche, io penso che qualcosa avreste potuto sperimentare, per vedere le tratte più
brevi, le tratte Riva-Arco, magari una piccola sperimentazione prima di dare la consulenza
sarebbe servita a vedere com’è veramente la realtà. Abbiamo chiesto qualche intervento
migliorativo: magari sugli orari, c’erano tante possibilità di provare qualcosa. Adesso voi avete
dato la consulenza, e va bene, ma chi dice che il servizio funziona o non funziona è sempre il
cittadino, chi ne usufruisce. A questo punto allora è meglio chiediate a quelli che vorrebbero o
effettivamente usufruiscono del servizio.
Riguardo al teleriscaldamento, questa è la mia osservazione: secondo me questi cantieri
non sono stati ben organizzati, perché ci siamo trovati in alcuni momenti veramente in un disagio
immane. Questa organizzazione di mettere una squadra di qua e una di là, forse poteva andare
bene per le strade del centro, ma io penso che sul viale Rovereto, un viale di grande percorrenza,
sicuramente l’organizzazione avrebbe dovuto essere diversa. Non so se avete notato, sui
cartelloni pubblicitari ci sono un mucchio di negozi in svendita, in viale Rovereto, sicuramente
qualche problema ce l’hanno. Forse avreste dovuto confrontarvi un po’ di più su quel viale.
Riguardo al teleriscaldamento io ho sentito delle osservazioni dei cittadini che abitano lì,
intorno alla nuova centrale che si costruirà. Sono preoccupati: è logico che un camino di 35 metri
li preoccupi. Non si sa bene l’entità dell’inquinamento, l’impatto reale che ci sarà. La
preoccupazione c’è, dico solo questo.
Un altro problema che vorrei affrontare, sempre in merito al teleriscaldamento, è quello
della Cartiera del Garda. Sulla stampa abbiamo letto, alcuni mesi fa, che ci saranno dei
licenziamenti del personale. Anche su questo tema qualche problema mi è stato manifestato. Ci
sarà una parte di personale, come c’era scritto sulla stampa, che verrà esternalizzato. Che tipo di
problemi può portare questo? La ditta che farà la logistica è stata scelta, però la ditta che è stata
scelta, ha delle sedi sia comunali sia in Vallagarina, sia fuori regione. Questo personale potrà
essere chiamato a lavorare, come è logico, dappertutto e questo crea un po’ di problematica a
questi lavoratori.
Ho sentito tante informazioni, però io non sono in grado di vagliarle; vorrei capire quale
sarebbe la soluzione da prendere in questo caso, cosa possiamo fare politicamente per una scelta
di questo tipo. Signor Sindaco, io a questo punto vorrei chiederle se è possibile che lei abbia un
incontro con la Cartiera, con questa ditta che avrà in mano l’esternalizzazione, con i lavoratori,
per vedere se potremo dare un appoggio a questa politica della Cartiera. Spero di essermi
spiegata abbastanza. Giustamente, sono nostri cittadini e ci chiedono una mano.
Il problema che c’è stato con l’approvazione di questo benedetto teleriscaldamento…
(Voci fuori microfono)
Hai ragione, Consigliere Modena: abbiamo approvato la deroga all’altezza del camino, per dare
la possibilità di costruire questa centrale. Sappiamo i problemi che sono sorti, anche tra me e
l’AGS, e le osservazioni che abbiamo fatto in seguito a questa approvazione: ci era stato detto
che il motivo per cui noi tutti abbiamo approvato questa deroga e la possibilità di costruire questa
nuova centrale, era anche la stazionarietà del personale, l’importanza di lasciare il posto di lavoro
a tutti. Adesso le varianti sono cambiate, il mercato cambia continuamente, per cui succede
quello che abbiamo letto sulla stampa.
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Riguardo alle società preciso questo: se ne costituiranno altre due nuove - da quello che
ho letto – e cioè una per la gestione del metano e una per la gestione dei tributi. Signor Sindaco,
io ho qualche perplessità in merito: per me sono un po’ troppe, la loro gestione costa. Io
proporrei almeno di cercare l’accorpamento di qualcuna, se è possibile, perché effettivamente
sono tante. Io non sono in grado di dire quali siano quelle da portare avanti, ma magari qualcuno
più ferrato in materia potrebbe dirci se possiamo farne qualcuna in meno. Tutto questo anche
perché, lo sa benissimo, anche se mi ha già detto che per Lei i compensi dei Presidenti e dei
Consiglieri sono equi al loro lavoro, a quello che danno nella società, ma un gettone di presenza
di 300 euro è quasi una pensione minima: signor Sindaco, glielo faccio notare, perché è tanto.
Siccome bisogna dare il buon esempio, penso che anche in questo caso un piccolo segno sarebbe
positivo per la città.
Ha parlato di Parco agricolo, ha espresso un giudizio piuttosto pesante, da quello che ho
capito io, su una certa organizzazione. Vorrei esprimere alcune impressioni, anche rifacendomi a
quelli che hanno scritto prima di me, in merito al senso di questo Parco agricolo.
Sindaco:
Posso aiutarla Consigliera? Io non mi sono riferito alle impressioni di nessuno, né a
relazioni né ad articoli. Ho preso il testo, 13-14 articoli del disegno di legge, e mi sono limitato a
commentare quelli. Bisogna andare sul concreto, il testo del disegno di legge, niente altro. Non
ho avuto il tempo materiale di leggere né articoli né pareri di altri. La invito a leggere il testo del
disegno di legge depositato agli atti. Il mio commento, nella mia relazione, si riferisce
unicamente a quello.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Non è questione di leggere il giornale, leggendo la paginetta che ha dedicato nella sua
relazione, signor Sindaco, può essere fraintesa, mi permetto di dirglielo.
(Voci fuori microfono)
Aspetti un attimo, signor Sindaco, è importantissimo che gli altri capiscano quello che Lei vuol
dire.
(Voci fuori microfono)
Ma anche io mi sono spaventata…
(Voci fuori microfono)
Signor Sindaco, ha fatto certe affermazioni… io la legge non l’ho vista, io ho partecipato alla
raccolta firme, mi hanno detto che hanno raccolto 9.000 firme, dal mio punto di vista mi
sembrava una bellissima iniziativa popolare dove, come lei dice, non c’è individualismo, perché
tutti si sono dati da fare. Era un segno per la comunità, dal mio punto di vista. Poi, siccome non
sono andata in Provincia a prendermi la legge, mi sono documentata su quello che mi arriva casa.
Penso che arrivi a tutti, anche qui non ne parlano positivamente, fanno alcune osservazioni,
dicono che l’obiettivo era solo quello di tutelare l’Alto Garda, di dare un limite a questa
cementificazione, lo sviluppo del turismo eccetera. Io l’ho trovata una cosa positiva.
Allora andrò a prendermi in Provincia il disegno di legge e vedrò cosa hanno messo su,
perché… io volevo addirittura chiederle di stralciare quella pagina, perché veramente tutti hanno
frainteso quello che lei voleva dire, io penso. Oggi c’è un articolo, del signor Calliari, che spiega
il loro punto di vista e quello che hanno voluto fare. Anche nel comitato io ho sentito alcune
persone che erano sconcertati. Allora, se non ci siamo capiti, se non c’è stata sufficiente
comunicazione, è meglio che Lei parli a queste persone, perché è un peccato, dopo tutto
l’impegno che ci hanno messo, che questa sia la conclusione.
(Voci fuori microfono)
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Bravo, grazie.
Riguardo alle associazioni e agli altri enti: signor Sindaco, glielo dico in Consiglio
comunale, in certe scelte lei deve essere più drastico, lei e la sua Giunta. Non è sufficiente dare i
contributi. Per conto mio, a chi fa l’attività commerciale nelle associazioni il Comune deve
chiedere una contabilità molto dettagliata: non devono essere solo bacini di voto. Lei dice che i
giovani sono individualisti e sostiene che c’è difficoltà di cambio generazionale nelle
associazioni. Anche in merito a questo, io ho sentito qualche giovane che ha tentato di entrare in
qualche associazione, però è difficile, perché si è creato un grande clima solidale tra quelli che ci
sono già e fanno fatica a fare integrare altre persone, far entrare altre persone. Allora forse
bisogna aiutarli in questo. Come in politica, signor Sindaco, quando si fanno tre o quattro
legislature non va bene. Anche in un’associazione, quando si è dato il proprio servizio, si è dato
del tempo a quest’associazione, ad un certo punto bisogna essere capaci di insegnare ad altri a
mettersi al servizio in quel modo. Però se ci si arrocca sempre su se stessi, è difficile che il
giovane entri. Io non penso che i giovani siano tutti così individualisti, abbiamo anche noi delle
esperienze, nella nostra città, molto positive. Però Lei ha riscontrato una difficoltà e c’è.
Riguardo alla Comunità di Valle devo dire che, far capire alla città il senso di questa
Comunità di Valle, non è semplice. Io ho partecipato a qualche incontro, sono andata a sentire e
confrontarmi con le donne, con la Margherita, sono andata a sentire un po’ tutti, però è stata
organizzata in una maniera che… Non so se voi sapete, fare le liste di comunità, delle liste in cui
ci siano dentro persone rappresentanti di tutti i Comuni, votati da tutti i componenti della
Comunità di Valle, vuol dire dei 13 Comuni, non è così semplice. Chi ha un partito organizzato è
molto più avvantaggiato, logicamente, perché se il partito è in ogni Comune… quelli come noi,
delle liste civiche, avranno grandi difficoltà a portare un rappresentante in Comunità di Valle.
Anche riguardo alla questione femminile, ne abbiamo discusso, sarà difficile che qualche donna
riesca a entrare nella Comunità di Valle. Se effettivamente si vuole, come ho detto prima, diamo
il buon esempio, facciamo entrare in Comunità di Valle dei giovani Consiglieri comunali,
giovani donne, diamo loro la possibilità della gestione e di farsi l’esperienza di amministrazione
di una comunità più vasta che il Comune.
Riguardo alle commissioni faccio una breve considerazione: lei fa riferimento alla
Commissione Urbanistica, nella sua relazione. Io più di una volta mi sono lamentata, proprio
nella Commissione Urbanistica, perché io non sono una commissaria e mi sarebbe piaciuto
intervenire, ma ho avuto qualche problema. Lei dice che nei prossimi mesi si parlerà della
variante urbanistica, in Commissione, e ci sarà il segreto…
(Voci fuori microfono)
Ha fatto un’esortazione! Va bene, guardi allora io vorrei proporre un’altra cosa, vista l’esperienza
passata, signor Sindaco, perché io non vorrei mai più trovarmi a discutere e capire un
teleriscaldamento in così poco tempo, mi dispiace, glielo dico nuovamente, ma io sono convinta
che non mi sia stata data la possibilità di avere maggiori informazioni. Siccome questo è un
argomento importantissimo per la nostra città, io auspico che almeno tutti i Consiglieri possano
conoscere, man mano che la Commissione lavora… i commissari diranno ai propri Consiglieri di
cosa si parla, di cosa si discute. Va benissimo il segreto…
(Voci fuori microfono)
Ma, signor Sindaco, io non ho capito se il segreto è tra i Consiglieri della Commissione
Urbanistica… non si è capito. Ma è la stessa cosa: io auspico che veramente ci sia un confronto
tra tutti i Consiglieri prima di arrivare alla votazione, basta. Non pretendo altro. Poi sarà compito
dei vari commissari riferire il tutto. A volte un commissario potrà essere sostituito da un altro
perché possono esserci problemi di conflitto di interesse e allora è logico che un altro Consigliere
verrà a conoscenza di certe scelte.
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Un piccolo accenno al lotto libero: la vicenda della famiglia Vivaldi deve insegnarci
qualcosa. Abbiamo sbagliato in qualche cosa, sicuramente. Io sono andata a vedere questa
villetta, completamente coperta dall’edificio davanti. Se succedesse a noi, sicuramente ci
ribelleremmo, perché credo che questa famiglia vedrà ben poco il sole. Ma ci sono altri esempi in
città, probabilmente quella del lotto libero era una scelta positiva, perché si occupavano degli
spazi tra dei lotti già edificati, solo che probabilmente l’indice dato a questi lotti è stato
completamente sbagliato, come lì, ma come in altre situazioni; dare un ampliamento del genere,
tra tutte le altre case, ha creato questi problemi. Allora penso che anche questo sia un problema
da rivedere.
Ho letto sul sito del Comune, riguardo al gruppo di lavoro che è stato creato per
regolamentare l’acqua del Garda, a Roma. C’era sul sito del Comune.
(Voci fuori microfono)
Perfetto, una cosa molto positiva. Però alcuni cittadini hanno fatto notare un’altra cosa, riguardo
al problema acqua. La privatizzazione dell’acqua: non abbiamo mai parlato da nessuna parte. Mi
hanno fatto notare questo…
(Voci fuori microfono)
Questa è la problematica che mi hanno sottoposto: viste le novità societarie di AGS, cosa
succederà dopo, con l’acqua? Resterà pubblica o, se la società diventerà…
Sindaco:
Le ricordo, Consigliera Lorenzi, che in questo Consiglio comunale abbiamo approvato la
costituzione di AGS.r.l., società di proprietà interamente pubblica, che gestirà l’acqua.
(Voci fuori microfono)
Ma l’acqua da dove viene?
(Voci fuori microfono)
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Vede, signor Sindaco, è meglio che “lo tiriamo fuori” io e i cittadini che lo hanno chiesto,
così ci si chiarisce meglio. La comunicazione non è semplice; noi parliamo di tante cose, però a
volte queste problematiche emergono e quindi è meglio risolverle subito, così ci si chiarisce e il
cittadino capisce cosa stiamo facendo. Visto che siamo qui per loro, ogni tanto ce lo ricordiamo.
Io intanto ho finito. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliera Lorenzi. Altri Consiglieri chiedono la parola? Ha chiesto la parola il
Consigliere Pederzolli, prego Consigliere.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente.
“Si può convenire sull’affermazione che in questo periodo vi sia una decisa contrazione
economica generale, una difficoltà di crescita e di sopravvivenza per diversi nuclei familiari. Ne
abbiamo accennato nel corso della scorsa seduta del Consiglio comunale, in occasione della
discussione sui punti relativi all’ICI, ma credo si possa fare un discorso più approfondito.
Il patto che la Provincia ha sottoscritto con i Comuni, per evitare di incrementare le
entrate attraverso l’imposizione, è un punto di partenza che dovrà riflettersi nel tempo, fino a
quando non vi sia l’inversione di tendenza della generale situazione economica. In tempi in cui vi
è una corsa dei prezzi rivolta al rincaro, e una stabilizzazione o un limitato crescere degli
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stipendi, ogni tassa imposta od onere che aumenta, rischia di diventare un ulteriore ostacolo per
la vita di molti.
Stiamo assistendo a una crescita frenetica dei prezzi della benzina; pane e alimentari, tra
cui frutta e verdura, stanno quasi assumendo il carattere di beni di lusso. L’inflazione sembra
avere ripreso il cammino verso l’alto, i tassi di interesse sui mutui stanno raggiungendo
percentuali che hanno generato la situazione di difficoltà nei rientri al punto che si leggono
spesso articoli di stampa che parlano di acquisizione, da parte delle banche, di diversi immobili,
per mancato pagamento delle rate.
In tutta questa difficoltà c’è il ristagno degli stipendi, che limitano il potere di acquisto e
la possibilità di programmare un tranquillo progredire della vita familiare. Un’analisi dell’Istituto
ricerche economiche, in collaborazione con la Cgil, ha permesso di evidenziare che, a partire
dall’anno 2002, chi aveva un reddito pari a 24.890 euro, ha subito una perdita del potere di
acquisto di circa 1.900 euro, di cui circa 1.200 euro imputabili all’inflazione e circa 700 per
l’aumento della pressione fiscale.
In Italia circa 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro mensili e circa 7,3
milioni non superano nemmeno i 1000 euro mensili. Oggi è pressoché indispensabile il possesso
di un’automobile per ogni famiglia, con tutti i costi che questa richiede. In diverse occasioni ci si
trova costretti, nel settore dell’assistenza medica, a rivolgersi alla libera professione, per ottenere
un servizio rapido, con tutti i costi che vanno a gravare sul richiedente.
Acqua, luce e gas sono servizi che lentamente, ma inesorabilmente, appesantiscono la
voce uscite delle famiglie.
Il mio non vuole essere un discorso disfattista, piuttosto la lettura di un periodo difficile
al quale contribuiscono tutti. Il benessere ormai ci ha abituati a ogni comfort e non ci si vuol far
mancare nulla, talvolta correndo forti rischi di indebitamento, dal quale molti poi faticano a
uscire. Il tutto si ripercuote nella contrazione degli acquisti che generano difficoltà nelle piccole
aziende che, toccate da un’elevata tassazione, si trovano costrette a limitare la voce costi e
conseguentemente a ridurre il personale dipendente.
Basta ripensare alle cronache recenti che hanno descritto diverse chiusure di aziende di
fabbriche in ambito provinciale. In ambito locale abbiamo potuto constatare la difficoltà di
un’importante azienda quali la Cartiera del Garda, che è ricorsa alla mobilità per un cospicuo
numero di lavoratori dipendenti. Come lei, signor Sindaco, ha cenato nella sua relazione,
preoccupa anche la situazione della cartiera Fedrigoni, non da ultimo, anche se sul territorio di
Arco, della Dana.
C’è una sorta di fuga delle imprese verso l’estero o comunque verso altre zone d’Italia,
con la conseguente ricaduta di difficoltà sulle famiglie, costretta a fare i conti con le possibili
costi di spostamento. Ecco che anche il Comune riveste una parte fondamentale, ovvero quella di
essere la più vicina Amministrazione pubblica al cittadino. Motivo che spinge ad aspettarsi che
non sia proprio il primo interlocutore ad incrementare la voce uscite dei bilanci familiari.
Ritengo che la programmazione dei futuri bilanci del Comune debba rivolgersi verso il
contenimento delle spese, limitando i costi, ad esempio di consulenze, incarico o altro, sfruttando
le risorse e le conoscenze dei tecnici e dei funzionari assunti in capo allo stesso. Programmare
interventi che rivestono carattere di necessità, accantonando quelli che possono generare un
indebitamento eccessivo, che costringa poi l’Amministrazione a incrementare le voci di entrata
attraverso l’aumento delle imposte e delle tasse comunali.
Lei ha rappresentato che sarà attento riguardo proprio alla possibilità di accensione dei
mutui, cercando il maggior equilibrio possibile nei bilanci attuali futuri. Credo che il principale
compito di noi componenti della minoranza sia proprio quello di porre la massima attenzione
affinché tale premessa non venga disattesa.
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Altro aspetto cui l’Amministrazione comunale deve, a mio avviso, porre particolare
attenzione, è quello legato alla programmazione dei vari interventi. In questo ultimo periodo – e
quanto sto per affermare non è solo con uno spirito di chi vuole solamente criticare, ma di chi
vuole proporre motivi di riflessione e di valutazione – abbiamo assistito a diverse aperture di
cantiere all’interno del territorio cittadino, che hanno avuto una particolare ripercussione sulle
aziende commerciali e le loro possibilità di introiti. Con le difficoltà entrate, ogni ritardo nel
termine dei lavori o un protrarsi dell’intervento per problematiche non dipendenti dalle scelte
comunali, rischia di incidere sulla normale e tranquilla prosecuzione dell’attività commerciali,
che devono fare i conti con un’imposizione fiscale che lascia poco spazio alla possibilità di
diminuire le proprie entrate.
È pur vero che si tratta di un progetto imponente e che non si ripeterà molto facilmente,
ma, considerando anche i futuri programmi di riqualificazione, attraverso il progetto Winkler, si
potranno riproporre cantieri estesi con tempistica di lavoro ampia. Ci saranno poi le zone
interessate della fascia lago, in una zona nevralgica della città. Situazioni che andranno cadenzate
e ottimizzate al meglio. Basta pensare agli studi di settore che tracciano un limite al di sotto del
quale si corre il rischio di finire in un accertamento per mancanza della congruità prevista dei
medesimi.
Diventa quindi necessaria un’attenta programmazione, che ponga attenzione a queste
considerazioni, con la particolare indicazione che minori introiti possono coincidere con minori
posti di lavoro, con la conseguente ricaduta sulle famiglie e di conseguenza sull’economia del
Comune.
Credo che un particolare aiuto alle aziende, colpite in modo particolare dai lunghi tempi
dei cantieri, l’Amministrazione comunale lo possa fornire attraverso un’attestazione che
confermi la durata dei tempi dei lavori o di eventuali chiusure stradali, che possono aver avuto
una particolare ripercussione sulle possibilità di vendita. Questo permetterebbe alle stesse di
poter dichiarare un momentaneo recesso economico, uscendo dai canoni degli studi di settore,
con la tranquillità di poter affrontare un possibile accertamento forti anche di una concreta
giustificazione.
Ciò non significa che il Comune dovrà attestare che le aziende hanno avuto minor
guadagno, è chiaro, ma a confermare la presenza di cantieri o chiusure stradali per un
determinato periodo. Se questo dovesse superare i 60 giorni permetterebbe all’attività
commerciale di poter rivedere i parametri degli studi di settore e quindi ottenere benefici fiscali.
In caso di periodo inferiore avranno un documento che, unito ai minori incassi effettuati,
consentirà di non avere timori di contestazioni.
Lo riterrei un segnale di sensibilità nei confronti dei principali contribuenti
dell’Amministrazione comunale e un’assunzione di responsabilità che può avere l’effetto di far
sentire vicino al Comune alle stesse aziende. Si sta cercando di migliorare la comunicatività tra
Giunta comunale e cittadinanza. Rispetto al recente passato si hanno modo di leggere maggiori
informazioni sia sul sito comunale che sulla cronaca locale, circa le varie scelte operate, anche se
solamente esposte come intervento, ma non condite da motivazioni e finalità.
Un esempio, riferito a un cantiere attuale, è la tempistica legata allo scavo sulla
Provinciale 118. In un articolo di stampa è stato spiegato il motivo dell’intervento, ma non sono
state esplicitate le motivazioni che hanno portato alla situazione attuale, ovvero un cantiere
aperto da oltre un mese senza che vi sia stata la posa di quanto previsto.
Diversi cittadini mi riferiscono di una certa difficoltà a comunicare direttamente con il
Sindaco. In questo particolare momento mi sono state comunicate situazioni in cui anche il
dialogo con gli Assessori non è stato proprio ottimale. Credo che una virtù che debba avere una
Giunta comunale sia la pazienza di spiegare e rispiegare scelte, obiettivi e finalità, senza
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ostentare una sorta di presunzione e arroganza che rischia di portare il dialogo verso condizioni
poco edificanti per tutti. Non è sicuramente sempre colpa dei vari Assessori se il rapporto diventa
difficile, ma credo che il saper ascoltare, anche per l’ennesima volta, il dare una risposta, anche
attraverso una battuta e un sorriso, siano un modo per evitare facili adagi e costruire un rapporto
aperto e pacato con chiunque.
È pur vero che, come Lei stesso afferma, signor Sindaco, non ci si debba rivolgere
all’ente pubblico per ogni questione, anche minima. Ma non si deve in alcun modo instaurare
distanza tra Amministrazione comunale dei cittadini, considerata la delega che questi hanno
messo nelle mani della Giunta da Lei governata.
L’introduzione legata alle tempistiche dei vari interventi mi porta a proporre una
disamina sulle opere pubbliche sull’urbanistica. I lavori del teleriscaldamento, non previsti nel
programma quinquennale, hanno concentrato l’attenzione sui problemi legati alla realizzazione
del primo anello. Forse andavano fusi in maniera più appropriata, con i progetti inseriti nel
programma e previsti in questa fase dell’anno, visto anche il forte dibattito che hanno acceso sia
all’interno del Consiglio comunale e sulla stampa.
Un regalo arrivato durante le festività natalizie dello scorso anno di cui ancor oggi buona
parte della città stenta a comprendere la portata e gli eventuali benefici.
Stanno continuando i lavori di costruzione della variante ovest della città, arteria che
creerà un forte spostamento di mezzi principalmente nella zona nevralgica di Ceole. Questa
costringerà a un importante ragionamento sulla viabilità interna, già oggi in forte difficoltà. Si
dovranno pensare nuove vie di penetrazione dall’esterno verso il centro della città, si dovrà porre
puntuale attenzione nella zona di via Venezia, via Pasina e via Balino, strade che dovranno
sopportare la movimentazione dei mezzi da e verso Varone, siano essi mezzi leggeri o pesanti.
Qui si dovrà produrre il massimo sforzo per non rendere la vita degli abitanti di quella
zona una specie di inferno. La problematica in questa zona potrà essere acuita per la scelta di
realizzare la lottizzazione ITEA nella località Ischia, prevedendo, quale unica arteria di entrata e
uscita, la sola via Pigarelli.
Il ragionamento sulla viabilità potrebbe trovare anche un accordo su un altro dibattito
posto in questi giorni all’attenzione di tutti: la volontà di realizzare il tunnel di raccordo tra Riva
del Garda e la Vallagarina. Al di là della scelta se lungo o corto, se a doppia canna o singola, va
raccordato, a mio avviso, in maniera adeguata, sia nel Basso Sarca che nella zona di Loppio.
Altrimenti si rischia di creare un incolonnamento in galleria o nella viabilità locale.
Mi permetta un breve appunto sulla sua proposta di creare un anello quale soluzione
tampone nel periodo di tempo intercorrente con l’eventuale realizzazione del tunnel. Creare un
senso unico sulla Maza potrebbe portare alla situazione di collasso in caso di incidente sulla
stessa, costringendo ad apportare varianti alla circolazione, sistemando, ogni volta che si
verificano, agenti del traffico o segnali stradali per deviare su strade alternative.
Oltre a ciò dobbiamo considerare che la Maza è l’unica via percorribile dai camion
pesanti; una loro deviazione li porterebbe, in arrivo o in uscita dalla Busa, nel centro di Torbole.
Senza voler ostentare presunzione, lo ritengo difficilmente percorribile.
Sulla viabilità cittadina sono piuttosto critico, dal momento che vedo realizzarsi
numerose costruzioni sul territorio, fucina di ulteriore movimento di mezzi, senza riscontrare una
programmazione viaria a supporto di quanto si sta realizzando. Ancora oggi attendo una risposta
all’interpellanza presentata in data 10 maggio e relativa allo studio dell’urbanista Forer, incarico
che l’allora Sindaco Paolo Matteotti aveva commissionato proprio per rilevare lo stato della
mobilità della nostra città.
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Lo studio segnalava diverse criticità e dava alcune indicazioni, alla luce anche dei grandi
interventi viari che stavano per partire. Per quali motivi queste indicazioni sono state accantonate
o parzialmente prese in considerazione? Questo è fondamentalmente il quesito dell’istanza.
Altro intervento che deve vedere prima possibile la sua conclusione è la pista ciclabile
che dal lago raggiunge la parte nord della città. Quella delle piste ciclabili è un’esigenza della
città che può incentivare l’uso di mezzi alternativi alla macchina, a patto però che sia
adeguatamente collegata nei vari tratti della sua realizzazione.
Per questo motivo invito la Giunta comunale a insistere affinché l’accordo S. NazzaroRione Degasperi non avvenga per via stradale, ovvero sfruttando il passaggio pedonale oggi
tutelato dal semaforo, ma attraverso la realizzazione di una passerella sopra il ponte che
convoglia il torrente Varone. Ritengo questo un intervento imprescindibile senza il quale si corre
il rischio di vedere scarsamente utilizzato il percorso, proprio per la pericolosità, in fatto di
traffico, che sta assumendo quel delicato tratto stradale.
A tal proposito è mia intenzione proporre un ordine del giorno affinché la Giunta
comunale venga impegnata per sostenere la realizzazione del passaggio sopraelevato, e non per
via stradale, come prevedrebbe l’originario progetto della Provincia; limitando la medesima a
prevedere lo stanziamento per la sopraelevazione della pista.
Anche i percorsi ciclopedonali realizzati su parti di marciapiedi del centro città, hanno
creato una sorta di abitudine legalizzata all’utilizzo dei marciapiedi quali via di percorrenza con
la bicicletta. È pacifico che l’obiettivo era quello di rendere più sicuro lo spostamento con questo
tipo di mezzo, ma la realizzazione di prati qua e là, senza un particolare filo logico, ha creato più
quest’abitudine che è un rapido e facile metodo di spostamento con la bicicletta.
I lavori del teleriscaldamento sposteranno nel tempo alcuni interventi previsti per le
piazze Battisti e Garibaldi, progetti la cui realizzazione era prevista per quest’anno per quanto
riguarda la prima e per il triennio 2009-2012 per la seconda. Questo potrebbe offrire la possibilità
di dare la precedenza alla realizzazione del polo scolastico Rione Degasperi, progetto che
meriterebbe un’accelerazione, vista la situazione scolastica già satura attualmente e che, con la
prima consegna delle abitazioni del lotto ITEA del Grez e dei successivi alloggi che sono
previsti, porterà, nel giro di pochi anni, a un incremento della richiesta di posti che la struttura
scolastica non potrà sopportare. Oltre a questo, la mancanza della palestra per l’attività didatticosportiva, che da diversi anni obbliga a effettuare tale disciplina in un luogo non proprio ad arte,
appropriato per gli alunni.
Un adeguamento degli spazi delle nostre scuole si renderà necessario anche per il
fenomeno della multiculturalità, come Lei lo ha definito. La presenza di diverse nazionalità tra i
ragazzi porterà all’utilizzo di ulteriori spazi per coloro che dovranno superare gli ostacoli legati
alla comunicazione e all’integrazione.
Permettetemi un sospiro di sollievo per la direzione che ha preso il futuro compendio
della Spiaggia degli Olivi. Tramontata l’idea di realizzare il Museo della Vela al suo interno, ora
si prospetta la possibilità di recuperare l’area per realizzare un progetto che lo restituisca alla
fruibilità dei rivani e nel contempo integrare l’offerta turistica della città.
In materia urbanistica voglio ribadire la necessità di porre attenzione al nostro territorio,
alla sua salvaguardia e al mantenimento della sua conformazione. Credo che la forte
urbanizzazione nella parte centrale della città abbia saturato gli spazi e ora si debbano preservare
aree che sono necessarie per garantire una buona qualità della vita. Se facciamo attenzione
possiamo constatare che stanno via via sparendo tutte le aree che, fino a oggi, erano utilizzate
anche per la realizzazione di manifestazioni. Anche le aree gioco, a mio avviso, non sono
sufficienti per offrire adeguati spazi allo svago dei più piccoli, soprattutto durante il periodo
estivo, momento di maggior fruizione degli stessi.
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Il miglioramento della vivibilità passa anche attraverso i parcheggi. Oramai è in via di
ultimazione il Pilati, in fase di realizzazione l’interrato dell’oratorio, sarà realizzato il Monte
Oro. Parcheggi che prevedranno solo una parte di posti da destinare alla rotazione, mentre
saranno perlopiù destinati all’acquisto da parte dei privati. Considerando la futura
pedonalizzazione di via Roma e di parte di viale Dante, in futuro avremo posti auto ricavati dai
citati parcheggi, oltre a quelli che saranno realizzati con i vari progetti della fascia lago.
Saranno di sicuro un numero di posti, ma per i mezzi provenienti dalla parte nord della
città vi sarà l’obbligo di raggiungerli, visto che, con il progetto Rossi sull’area ex ospedale, dove
oggi ci sono circa 200 posti auto, rimarrà il solo parcheggio dell’ex cimitero, per evitare uno
spostamento verso i posti auto sopra citati. Perché non sostenere la realizzazione di un ulteriore
interrato proprio nell’area del vecchio cimitero?
La questione parcheggi apre una finestra sulle società partecipate dal comune, un numero
cospicuo che, nel limite del possibile, dovrebbe essere ridotto attraverso accorpamenti tra le
stesse; il tutto in un’ottica di contenimento delle spese, a cui è chiamata a partecipare anche
l’Amministrazione comunale. In particolare APM S.p.A., società che, causa la nota vicenda
giudiziaria, potrebbe incidere sulle uscite comunali per la possibile rivalutazione di capitale,
qualora vi fosse un parere negativo circa il ricorso proposto. L’uscita che va a unirsi al
finanziamento di 600.000 euro infruttifero che l’Amministrazione ha già concesso nell’anno
2004 alla stessa società, coprendo anche la cifra di circa 150.000 euro che APM doveva al
Comune per canoni arretrati, per i quali non è stato richiesto alcun interesse. Si può dire che da
questa operazione non ne esca un vantaggio per l’Amministrazione.
Un interrogativo che ritengo interessante sarebbe quello che vorrei capire quanti degli
823.000 euro incassati dai servizi della società finiscono per sostenere il finanziamento del
parcheggio Pilati. Qualora l’accantonamento per finanziare l’opera fosse irrisorio, si potrebbe
effettuare un ragionamento che porti verso una riduzione della tariffa oraria dei parcheggi, in
modo da ridurre la necessità di realizzare costi per non generare utili.
Altro aspetto che sicuramente interessa i colleghi Consiglieri, è quello concernente il
progetto, che la società starebbe confezionando – è un’affermazione che risale al maggio di
quest’anno –quale ulteriore investimento infrastrutturale, per recuperare le perdite di stalli,
conseguenti ai ritrovamenti archeologici. Si ha già qualche precisa indicazione sulle scelte che
saranno fatte? Credo che tale argomento potrebbe essere oggetto di discussione in sede di
Commissione Urbanistica.
Per quanto riguarda il tema delle politiche sociali, alcune considerazioni vanno spese per
il servizio Azione 10. I servizi proposti dal servizio – scusate il gioco di parole – non tutti hanno
funzionato in modo esauriente. Se da un lato vi sono stati apprezzamenti per i servizi di supporto
all’interno della casa di riposo, se quelli riguardanti il verde e la biblioteca non sembrano avere
incontrato particolari problematiche, quello relativo all’accompagnamento anziani sembra aver
riscontrato qualche difficoltà. Non sembra esserci stata forte adesione, il servizio di pubblicità è
partito con forte ritardo rispetto all’avvio del servizio stesso, compromettendo la possibilità di
rendere il servizio noto a più persone, che avrebbero potuto fruirne anche nel corso del 2008.
Ritengo che vi debba essere maggiore controllo, non solo da parte dei responsabili delle
cooperative che gestiscono il servizio, ma anche da parte del Comune, sull’operato dei
capisquadra, soggetti preposti alla gestione delle persone assunte e dello svolgimento del servizio
loro affidato.
Analizzando la rotazione di persone impiegate nel servizio negli anni, a partire dal 1997 a
oggi non si riscontra, a quanto affermato dall’assessore Giordani nel corso della Commissione
consiliare per le Politiche sociali del 19 settembre 2006, nulla di particolare. Nel corso della
riunione la dottoressa affermava che, nello stabilire i soggetti da mettere all’Azione 10, è stata
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posta particolare attenzione alla necessità di assicurare un certo grado di mobilità dei soggetti
accolti, con riferimento a coloro che risultano avere già più volte beneficiato dell’Azione 10.
L’analisi dei dati ha permesso di rilevare che nel corso degli 11 anni sono state
impegnate 134 persone di cui 58 impiegate per un solo anno, e di queste ben 19 sono state
chiamate quest’anno; mentre ve ne sono 26 che hanno potuto far parte del servizio per almeno
cinque anni, arrivando in più casi anche a otto presenze all’interno del progetto. Considerando il
continuo crescere delle domande si auspica che l’indirizzo preso quest’anno, di chiamare 19
soggetti nuovi, sia l’inizio di una costante rotazione che possa permettere a più persone il
raggiungimento del sostegno, dato dal sussidio di disoccupazione, oltre che dalla possibilità di
vedere più persone e avere la possibilità di misurarsi con un possibile inserimento nel mondo
lavorativo.
Anche gli anziani, assegnatari degli orti nell’area compresa tra via Martini e via
Montessori, non hanno ricevuto un bel segnale dall’Amministrazione comunale. Per liberare
spazi per i lavori, nell’area immediatamente vicina, non è stata usata, a mio avviso, la dovuta
delicatezza, procedendo allo spostamento del capanno delle attrezzature senza alcun preavviso e
lasciando alquanto in disordine il materiale lasciato dagli assegnatari. È stato sicuramente un
incidente di percorso, che però ha evidenziato poca delicatezza da parte di un apparato
dell’Amministrazione comunale.
Anche con le associazioni sportive è mancato probabilmente il coordinamento fra i vari
Assessorati competenti, situazione che ha generato lamentele e discussioni. Si è proceduto al
cambio di orari e di sede di fruizione delle palestre a stagione avviata, con notevoli disagi per le
società toccate dal cambiamento. Non sono a conoscenza se vi sia un coordinamento che
verifichi le esigenze delle varie associazioni sportive, se venga studiato e vi sia un criterio scritto
e noto ai destinatari sulle modalità di assegnazione degli orari e delle strutture sportive. Da
quanto ho potuto constatare non c’è una grossa informazione sulle modalità di assegnazione e
questo rischia di creare malumori tra le stesse associazioni, invidie e screzi che finiscono con il
danneggiare principalmente i fruitori che, nella maggioranza dei casi, sono giovani in età
adolescenziale.
Se poi pensiamo che diversi corsi si rivolgono anche a persone colpite da disabilità, ecco
che il ruolo dell’Assessorato alle Politiche sociali viene chiamato in causa, soprattutto se le
associazioni che possono avere ricevuto una penalizzazione, nei tempi e nelle assegnazioni, sono
proprio quelle che al loro interno hanno attività rivolte a questi soggetti.
Un input deciso e maggiore attenzione la devono ricevere anche le politiche giovanili.
Lei stesso, signor Sindaco, nella relazione al bilancio di previsione del 2006 dichiarava di essere
preoccupato per la diffusione dell’alcol e delle droghe a livello giovanile. Avviare un progetto in
ambito comprensoriale può essere un passo positivo, ma non si può pensare che qualche
manifestazione qua e là nel corso dell’anno sia avere risolto il problema.
Bisogna concedere spazi, aprire i servizi comunali rivolti ai giovani anche in orario
serale, ad esempio la biblioteca; avviare convenzioni con i privati, tra questi anche le parrocchie,
per offrire sale libere per l’aggregazione e il divertimento. Spiace vedere girovagare a vuoto per
la nostra città, soprattutto la sera, gruppi di ragazzini in età adolescenziale, senza avere un luogo
ove ritrovarsi, senza avere punti di riferimento e dovendosi accontentare di luoghi seminascosti
dove ammazzare il tempo con l’uso di bevande, perlopiù alcoliche, se non di altro.
L’alternativa poi rischia di diventare il “distruggo tutto” o i graffiti. Di sicuro non è solo
colpa dell’Amministrazione comunale se accade questo, ritengo però che vada fatto il massimo
sforzo per sovvertire una tendenza che rischia di radicarsi in maniera decisa. Il centro giovanile
realizzato all’ex colonia Sabbioni sembra avere offerto spazi principalmente ad associazioni che
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collaborano nella gestione, oltre a qualche corso di ballo o lezione specifica. Sarebbe positivo
conoscere quali altri momenti hanno caratterizzato il centro, per l’impiego da parte dei giovani.
L’associazionismo, altro argomento che Lei ha toccato nella sua relazione: siamo tutti
d’accordo sul fatto che vi sia una preoccupazione circa la possibilità di ricambio all’interno delle
varie associazioni che compongono il tessuto della città, vi sono però gruppi che hanno al loro
interno un folto numero di ragazzi. Questo può e deve fare riflettere sul fatto che non siano solo i
giovani a essere lontani dalle associazioni, ma che non siano anche le stesse ad allontanarli.
Spesso si osservano manifestazioni realizzate da gruppi, rivolte principalmente alla
culinaria o strutturate principalmente per una platea che ha superato l’età giovanile. Quante
manifestazioni vengono realizzati in un anno per i giovani e quante per i meno giovani? Non può
essere proprio questo uno dei motivi che non permettono la conoscenza delle varie realtà
associative ai più giovani? Di sicuro è meglio per i ragazzi un pomeriggio alla play-station,
piuttosto che un pomeriggio con le maniche rimboccate nel realizzare un momento conviviale.
Ritengo che alle associazioni vada lasciata maggiore libertà nel realizzare le varie
manifestazioni, senza doverne limitare la portata giornaliera, ponendo doverosa attenzione alle
possibili sovrapposizioni di tematiche, ma offrendo invece lo stimolo e la possibilità di
collaborare per contribuire maggiormente anche all’offerta turistica.
Altro argomento riferibile alle associazioni è la scarsa conoscenza delle metodologie di
assegnazione dei contributi che il comune distribuisce. Mi chiedo se esista un regolamento
oppure un criterio di erogazione degli stessi. Di certo, se vi fosse maggiore informazione
sull’argomento, potrebbero essere evitate le facili affermazioni o i calcoli di privilegio, che
spesso vengono rivolti verso taluni. Apertura e trasparenza sono le basi per fugare qualsiasi
sospetto o dubbio, così come per l’assegnazione di spazi e strutture, ancor più nella distribuzione
di sostegni, queste componenti devono primeggiare.
Proprio mercoledì scorso, nel corso dell’ultima seduta di Commissione per le Politiche
sociali, abbiamo ripreso un discorso interrotto sei mesi fa, quello relativo al servizio di trasporto
delle persone colpite da disabilità. Credo sia passato troppo tempo tra l’intervento dell’altro e
questa convinzione era appesantita dal fatto che era attivo un servizio che è venuto meno, per una
rigidità manifestata dalla Provincia, nei confronti di persone che di difficoltà ne hanno già troppe.
È pur vero che il problema non va affrontato in maniera superficiale e rapida, ma neanche deve
essere lasciato trascorrere eccessivo tempo prima di poter dare una risposta concreta a chi ne
necessita.
D’altronde, nel corso della seduta, i commissari hanno avuto occasione di ascoltare
direttamente dai rappresentanti delle associazioni di disabilità convocate, quali difficoltà vi sono
nel poter fruire del progetto Muoversi, istituito dalla Provincia, mentre era diventato un servizio
comodo, pratico e rapido, quello avviato in ambito comunale, grazie anche alla collaborazione
dei tassisti del nostro Comune.
Un suggerimento che mi sono permesso di esternare è quello che può vedere il comune di
Riva del Garda attivarsi per poter fruire del servizio civile nazionale, istituito dal Ministero della
Solidarietà sociale. Servizio che trova una nuova impronta il 23 agosto 2004, data in cui viene
promulgata la legge che anticipa al 1° gennaio 2005 la sospensione della leva obbligatoria. Tale
data segna di fatto la nuova era del servizio civile nazionale.
Il 2005 quindi è l’anno in cui anche ai ragazzi è concesso di partecipare volontariamente
al predetto servizio. Si è passati dal 6% di adesioni maschili del 2004 al 25% del 2005. Nel 2006
il servizio civile nazionale festeggia il suo primo lustro di vita. E il consenso dei giovani è
cresciuto di anno in anno, dai 181 ragazzi del 2001 si è passati ai 45.175 del 2005, impiegati in
3.451 progetti che coinvolgono 1.601 enti, in attività espletate in Italia. Tra i vari enti accreditati
al servizio vi sono, a livello provinciale, i Comuni di Trento, Rovereto, Arco, Dro, Brentonico,
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Borgo Valsugana e altri Comuni della Provincia. Questo potrebbe essere un ottimo supporto alle
necessità sociali della nostra città, oltre che offrire un’opportunità ai giovani, anche dietro un
piccolo riconoscimento economico.
In tema ambientale la Giunta ha inteso proseguire la propria adesione al piano provinciale
antismog, istituendo divieti per la circolazione, in determinate fasce orarie, dei veicoli euro 0 ed
euro 1. L’auspicio è che per l’anno venturo la nostra Amministrazione abbia il coraggio di dire
basta a questo palliativo intervento di miglioramento. È da più parti risaputo che gli effetti sono
minimi se non nulli, allora perché proseguire colpendo solo una minima parte di persone, con il
solo obiettivo di dimostrare che si stanno proponendo interventi in materia ambientale?
Abbiamo esempi di vicini Comuni che hanno scelto di distogliersi da tale iniziativa,
senza sollevare particolari proclami, ma manifestando un pensiero contrastante e soprattutto
senza attuare altri interventi. Non è certamente un problema facilmente affrontabile e risolvibile,
ma non deve nemmeno essere forzatamente istituito un provvedimento che sappia creare più
mugugni e lamentele che i risultati.
Credo che non si possa evitare un accenno al turismo e alle sue problematiche. Vi sono
state più autorevoli espressioni che hanno affermato la necessità di elevare la qualità del nostro
turismo. Sono state approvate mozioni in Consiglio comunale, il Presidente di InGarda, in
occasione del lontano incontro realizzato dalla testata giornalistica, lo aveva palesato. Ora si
dovranno iniziare a discutere le eventuali contromisure per evitare che i facili guadagni lascino
spazio al costante decadimento dell’offerta turistica.
Le scelte operate da un po’ di tempo a questa parte stanno iniziando a creare le prime
avvisaglie di una crisi del settore, che si affianca a quello alberghiero. Quali sono state, nel corso
dell’anno, le occasioni di incontro proposte dal Comune alle varie associazioni di categoria o
viceversa? I futuri interventi nel settore fieristico e congressuale potranno e dovranno ampliare la
stagionalità, ma si dovrà pensare a un contorno che sappia offrire adeguato supporto alle esigenze
dei congressisti, pena il rischio di vedersi scippare fiere molto importanti per l’economia della
nostra città.
Personalmente non condivido l’adesione che l’Amministrazione comunale ha rivolto al
Consorzio degli operatori commerciali del centro storico. Se per adesione si intende una
partecipazione diretta, avrei preferito un’azione esterna di sostegno alle iniziative che verranno di
volta in volta proposte, per evitare una possibile politicizzazione dello stesso consorzio. Mi
auguro che l’intendimento sia la seconda delle ipotesi da me prospettate.
Sempre con un occhio al turismo, quali potranno essere le tempistiche…
Sindaco:
Se la logica fosse questa, Consigliere Pederzolli, allora il Comune esce da tutto. Perché se
Lei ritiene che il fatto che l’ente Comune, che partecipa a qualche entità associativa, societaria, di
fondazione o altro, politicizzi la medesima, perché oggi ci sono io e domani c’è Lei, allora forse
non abbiamo capito il ruolo del Comune.
Consigliere Pederzolli:
Ho detto che avrei preferito, ho anticipato che era una mia impressione personale.
“Sempre con un occhio al turismo, quali potranno essere le tempistiche dei vari interventi
che riguarderanno la zona più importante e delicata della nostra città, quale è la fascia lago?
Considerando l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’hotel Lido, del procedere dell’iter che
dovrebbe portare alla realizzazione del teatro e del nuovo Centro congressi, il recupero del
compendio Spiaggia degli Olivi, nonché la previsione della ristrutturazione del primo dei poli
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spiaggia, si dovrà fare in modo da non presentare una fascia lago totalmente sottosopra, in modo
da garantire la sua costante appetibilità nel periodo di maggiore afflusso turistico.
Sarà una partita da giocare con i giusti tempi e ritmi, considerando che nel tempo si
dovranno realizzare anche percorsi ciclabili e pedonali, oltre a quanto precedentemente esposto.
Entrando in alcuni dei dati della relazione previsionale e programmatica, tutti avremmo
preferito non vedere alcun aumento della tassazione, benché l’unico aumento sia ricaduto
sull’Imposta Comunale degli Immobili per le attività produttive, con un lieve incremento che
permetterà di realizzare un importo che sosterrà il proseguire delle politiche sociali inerenti la
casa e l’inserimento nel mondo del lavoro.
Solo alcune cifre richiedono alcune precisazioni, dal momento che non riesco a
comprenderne differenze e motivazioni. Analizzando la relazione che ci ha consegnato, al punto
relativo alla dimostrazione dei proventi dei beni dell’ente, a pagina 23, e in particolare alla voce
“fitti dei fabbricati”, emerge un dato che vorrei fosse maggiormente chiarito. Con la
ristrutturazione della casa comunale di via Scaligero, oltre ai 12 alloggi per anziani, sono state
ricavate tre unità di uso commerciale. Di queste una risulta assegnata a una società privata, la B
& B , con un canone annuo per l’anno 2008 pari a 32.226 euro; una da assegnare tramite asta con
una previsione di canone di 36.200 euro e un’ultima unità assegnata a Cipriani Gaetano, per un
canone annuo di 11.244 euro. La sostanziale differenza è data dalla ridotta superficie? Oppure
gradirei conoscere le motivazioni che portano a questa sostanziale differenza.
Analoga situazione viene riscontrata nei fitti di immobili strumentali, dove rientrano i
contratti di affitto dei due poli spiaggia che hanno avuto un canone, per l’anno 2007, pari a
65.857 euro per il polo Spiaggia dei Pini e di 78.658 euro per il polo Sabbioni; il bar “Al
campetto” del Brione, canone 2007 di 5.676 euro e infine il bar “Centro sportivo Malossini” con
un canone di 864 euro per l’anno 2007. Anche qui vorrei avere maggiori chiarimenti circa i
differenti importi previsti tra le varie attività.
È sintomatico che i poli spiaggia abbiano maggiori possibilità di afflusso, benché legate
alla sola stagionalità; di contro a una possibilità legata all’intera annualità per gli altri due
immobili affittati. Risulta particolare il canone richiesto per il bar “Centro sportivo Malossini”
che, stando alle cifre fornite dall’Amministrazione comunale, prevedrebbe un canone mensile di
72 euro.
Per quanto concerne il personale e il funzionamento degli Uffici, va rammentato che
verso la fine dell’anno 2005, inizio anno 2006, la Giunta aveva proposto una modifica degli orari
degli Uffici, al fine di migliorare e garantire un più semplice approccio fra utenza e Uffici.
Questo si è concretizzato nell’istituzione della giornata lunga per l’Ufficio Anagrafe, mentre per
gli altri l’orario è rimasto pressoché invariato.
Preme segnalare che, senza prevedere incremento di personale, l’Ufficio Anagrafe si è
trovato ad avere una giornata lunga, oltre al carico di competenze in continua crescita, legate non
soltanto alla normale attività di documentazione, relativa ai residenti, ma anche da incarichi
attribuiti, per legge, che riguardano il movimento di cittadini stranieri ed extracomunitari.
Questo porta a momenti di forte flusso di persone che hanno tempistiche talvolta lunghe,
dettate dalle difficoltà di comprensione della lingua e dalle informazioni che spesso si rendono
necessarie. Contesto che è stato oggetto di segnalazione anche da parte di altri colleghi
Consiglieri. Tale situazione potrà essere probabilmente superata con la risistemazione del piano
terra del Municipio e con la realizzazione di uno sportello informazioni che potrà sgravare buona
parte del lavoro dei vari Uffici.
Sono state realizzate indagini circa alcuni Servizi comunali. Di questo non è stato riferito
l’esito, con le eventuali problematiche evidenziate. Non sono stati prospettati gli interventi che
sono susseguiti e gli eventuali miglioramenti che si sono resi necessari, ma solo qualche mera
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informazione. Dal momento in cui si è scelto di pubblicizzare le indagini che si stavano
realizzando, ritenevo opportuno riferire pubblicamente gli esiti, sia positivi che negativi. A mio
avviso credo si debba lavorare sull’aspetto che, nella gestione delle varie pratiche comunali
richieste dei cittadini, vi sia un’uniformazione delle conoscenze, delle decisioni e delle risposte
che devono essere fornite agli stessi. Questo per il migliore e rapido iter delle varie istanze,
richieste e concessioni, che non devono avere tempi biblici per essere esaurite.
Lei ci ha garantito che, alla conclusione del percorso che si intende realizzare, fornirà
adeguate e complessive informazioni di quanto scaturito dalle varie indagini. L’auspicio è quello
di non vedere utilizzate risorse economiche che non portino poi a concreti e sostanziali
miglioramenti.
In conclusione vorrei esprimere alcune considerazioni. Alla mia prima esperienza
politica mi aspettavo maggiore coinvolgimento nelle scelte, anche se dalla parte di chi siede nei
banchi della minoranza, ma purtroppo l’attuale sistema elettorale non concede ampi spazi di
dibattito e di conseguenza di partecipazione. Pensando però alle sue parole, esternate nel lontano
maggio 2005, quando veniva insediata la sua Giunta, mi sarei aspettato maggiore possibilità di
dialogo e scambio di opinioni. Di certo a un ulteriore contributo a rendere sempre più ridotte le
possibilità di confronto consiliare ha pensato anche la nuova legge regionale, relativa
all’indennità di Sindaci e Assessori, che ha portato a una contestuale riduzione delle sedute
consiliari, per il contenimento dei costi. Tutto questo va ad aggiungersi al quasi assente scambio
di opinioni fra i Consiglieri comunali dei due rami del Consiglio. Eppure ci sono state diverse
manifestazioni, anche da parte dei Consiglieri che compongono la sua maggioranza, cerca una
sorta di eccessiva autorevolezza nel condividere scelte e obiettivi e anche taluni metodi
gestionali, principalmente nel settore urbanistico.
È proprio di ieri l’esternazione del Consigliere Zambotti che esprime contrarietà al
metodo di governo, forse troppo accentratore. Sarebbe auspicabile un maggior coinvolgimento
dei Consiglieri di maggioranza nella fase decisionale e non solo in quella di ratifica delle
decisioni già prese da altri. Se la lamentela arriva da un Consigliere della maggioranza,
immaginiamo come si può sentire un Consigliere dell’opposizione. Non dico che ogni
Consigliere debba essere informato su ogni passo della Giunta, ma almeno sulle scelte importanti
o che riguardano interventi, non ricevere informazioni attraverso la stampa.
Ritengo che per far pervenire al Consigliere, come avviene oggi per le comunicazioni
delle liste delle delibere settimanali, un avviso che permetta di verificare sul sito Internet del
Comune, naturalmente nell’area riservata agli stessi membri del Consiglio, la delibera, rientri nei
canoni della correttezza. Un sistema rapido per dare informazione delle scelte operate, potrebbe
arrivare in futuro tramite un sms telefonico all’interessato e con una contestuale pubblicazione
della delibera nell’area riservata, per permettere di avere l’oggetto e la descrizione delle scelte
operate dall’Amministrazione, in modo da non sentirsi alla stregua di tutti gli altri cittadini,
informati attraverso la carta stampata.
Sindaco:
Consigliere, ma in questo momento Lei non può accedere al sito del Comune e leggersi le
delibere?
Consigliere Pederzolli:
Certo, posso. Ma spesso capita che arrivi l’elenco delle delibere che però non sono
immediatamente visibili sul sito del Comune. Quindi spesso arriva l’elenco il venerdì e il giorno
stesso io non posso verificarla perché per le tempistiche può non essere inserita nell’elenco
visibile ai Consiglieri.
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Sindaco:
Quindi è un problema tecnico, non di contenuti.
Consigliere Pederzolli:
Certo, senza dubbio.
Sindaco:
Ero preoccupato di questo.
Consigliere Pederzolli:
Ho suggerito innovazioni tecnologiche, non di…
“Di certo, se fossi stato il Consigliere Zambotti – e non me ne abbia a male per questa
esternazione – avrei atteso un altro momento per esprimere una simile affermazione, considerate
le affermazioni e le riprese che sono arrivate da più parti, proprio circa la sua partecipazione e
l’approccio alle sedute”.
La “sua partecipazione” è stata messa in dubbio, non la “sua non partecipazione”.
“Anche per quanto riguarda le società partecipate, non si ha un coinvolgimento circa
l’operato dei progetti delle stesse. Sono state richieste più volte audizioni con il Presidente delle
stesse, importanti progetti riguardano la quasi totalità delle stesse società, ma di informazioni, se
non attraverso le riunioni che hanno decretato e presentato il progetto vincitore, e alle quali non
sempre è possibile partecipare a causa dell’orario prescelto, rientrante nella fascia lavorativa, non
vi sono state altre opportunità di informazioni.
Credo che, come è avvenuto per il progetto di rinnovo del complesso fieristico, maggiori
informazioni e dettagli potevano essere dispensati in sede di Commissione, preferibilmente
allargata a tutti i componenti del Consiglio comunale, anche da parte dei rappresentanti delle
altre società.
Tornando a parlare di società ho una certa perplessità circa la scelta del Comune di
accollarsi l’onere di spesare il piano terra dell’extra stazione MAR, dove oggi ha collocato la sua
base operativa la società InGarda Trentino S.p.A. Nella delibera di indirizzo per il
riconoscimento di un contributo a sostegno delle spese per la nuova sede viene disegnata la
distribuzione dei costi su tutti i sei Comuni che partecipano alla società, in proporzione alla loro
quota di presenze turistiche. Ciò non avviene però per l’Ufficio informazioni, che grava
totalmente sul nostro Comune. Quali sono i motivi che hanno portato a questa scelta?
Chiudo richiamando a una maggiore apertura, partecipazione e scambio di opinioni
all’interno del Consiglio comunale; maggiore ascolto della città e della sua gente, che sono un
modo per garantire una gestione condivisa della città stessa, senza far percepire all’esterno la
volontà di accentrare tutto”. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Pederzolli. Altri Consiglieri chiedono la parola? Prego Consigliere
Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Grazie Presidente. Le devo dire che ho molta difficoltà nell’intervenire in questo periodo
in quest’aula consiliare, perché mi ha preso una specie di sconforto nel vedere come si sta
evolvendo la situazione politica a livello nazionale, a livello provinciale e locale; e anche nello
stesso comportamento della gestione del Consiglio comunale stesso. Molte volte noi Consiglieri
verbale 7. 12. 07 /
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di opposizione dedichiamo ore e lavoro, cerchiamo di proporre, di essere propositivi, ma
purtroppo molto spesso, pur di dare contro, non si riesce a portare a casa nulla, non si riesce
ottenere nulla, non si riesce ad aprire un dialogo, un confronto con la maggioranza.
È chiaro, il Sindaco molto spesso è a Roma, non è presente in città. Se devo essere
sincero non riesco a relazionarmi con i suoi Assessori, perché non riesco mai a capire se hanno
potere decisionale, non riesco a capire e quindi sono bloccato su questo.
Mi ero ripromesso, all’inizio della seduta consiliare sul bilancio, di comportarmi in modo
esemplare, di usare il ruolo del Consigliere come dovrebbe essere fatto; studiare il bilancio,
relazionarmi sul bilancio, fare proposte, però purtroppo questo sconforto non mi ha permesso di
portare a termine quello che mi ero preventivato. Oltre tutto sono anche stato condizionato dalla
relazione del Sindaco. Se devo essere sincero mi ha colpito, mi ha stupito e mi ha leggermente
disarmato.
Ho passato una settimana leggermente travagliata, perché, se devo essere sincero, dedico
alla politica le mie poche ore che rimangono alla sera. Spesso sono stanco e non ho la forza
sufficiente per poter far fronte a cose che vorrei portare. Questa settimana ha prevalso il sano
dormire, accendevo il computer, cercavo gli input per relazionare giustamente, perché penso che
dal momento che il Sindaco ci ha anticipato la relazione, sarebbe stato giusto e doveroso portare
un intervento scritto, per onorare e rispettare in questo modo il ruolo del nostro Sindaco. Ma
stavo non effettuando quello che mi ero prefissato. Ieri per fortuna… quando ho queste
depressioni di solito io vado a rileggermi di personaggi politici ormai non più in vita e mi sono
messo a leggere Gramsci, tra l’altro uno dei miei grandi maestri, e per fortuna sono arrivato a un
capitolo dove ho trovato proprio lo spunto per partire, perché questo passaggio che ora citerò è
proprio la sintesi della sua relazione, quello che avrei voluto dire. È stato proprio un segno del
destino, me lo ha detto Antonio Gramsci, leggendolo.
Anche perché, Sindaco, io vedo e noto che a Lei piacciono le citazioni. Di solito io non
mi accingo a citare mai nessuno e raramente riporto frasi di altri, ma in questo caso mi sembrava
un buon inizio. È chiaro che questa relazione l’ho scritta ieri sera, sempre nello stato
confusionale di sconforto eccetera. È uno scritto molto di pancia, come si suole dire e lo leggo
tutto per intero, perché giustamente vi ho dedicato del tempo ieri sera.
Questa mattina mi è venuto da ridere, ci sono dei passaggi divertenti, passaggi che
magari, nella rielaborazione naturale, non avrei portato, non avrei più scritto, quindi il Sindaco si
può anche arrabbiare…
Sindaco:
Dopo tutta questa attesa spero che Lei mi consegni almeno una fotocopia della citazione
gramsciana.
(Voci fuori microfono)
È il testo della citazione che sarebbe simpatico avere.
Consigliere Frizzi:
Parto proprio con la citazione. Oggi lo rielaborerei, stralciando e tagliando, ma è giusto
così, che lo legga per intero, alle volte si potrebbero avere anche dei passaggi divertenti e, non
dico offensivi, ma… insomma, non si arrabbi, stia lì tranquillo seduto, ascolti, non faccia come
sempre, non alteri la voce.
(Voci fuori microfono)
È chiaro, Lei mi conosce, sa che sono passionale, non offensivo.
(Voci fuori microfono)
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No, non le voglio tanto bene, lo capirà da questo scritto. Inizia così, questa è la citazione:
“L’errore dell’intellettuale, del politico e del governante consiste nel credere che si possa sapere
senza comprendere e specialmente senza sentire ed essere appassionato, non solo del sapere in
sé, ma per l’oggetto del sapere; cioè che l’intellettuale possa essere tale e non un puro pedante, se
distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo,
comprendendole e quindi spiegandole, giustificandole nella determinata situazione storica e
collegandole dialetticamente alle leggi della storia, a una superiore concezione del mondo, e
scientificamente e correttamente e elaborata: il sapere.
Non si fa politica-storia senza questa passione. In assenza di tale nesso i rapporti
dell’intellettuale con il popolo-nazione sono e si riducono a rapporti di ordine burocratico,
formale. Gli intellettuali diventano una casta o un sacerdozio, cosiddetto centralismo organico.
Se il rapporto tra intellettuali e popolazione, tra dirigenti e diretti, tra governanti e governati è
dato da un’adesione organica, il cui sentimento e passione diventa comprensione e quindi sapere,
non meccanicamente, ma in modo vivente, solo allora il rapporto è di rappresentanza e avviene
lo scambio degli elementi individuali tra governati e governanti, tra diretti e dirigenti, cioè si
realizza la vita di insieme che sola è la forza sociale”.
Mi sembra buono no?
(Voci fuori microfono)
Vorrei partire da questa citazione di Antonio Gramsci. “Colgo anch’io l’occasione per ricordare
che siamo nel settantesimo anno dalla sua scomparsa, sicuramente non diventerà santo, come
altri, ma rimarrà nella storia anche lui come difensore di libertà, di giustizia, padre ispiratore
della passione politica e culturale di una grande parte delle giovani e non più generazioni
italiane”. Questo è anche un messaggio, un ricordo che vorrei fare a chi oggi ha scelto una linea
politica diversa dalle nostre radici.
“Utilizzo questo passaggio di Gramsci perché non condivido questo suo continuo
richiamo ai cittadini, accusandoli di disinteresse generale, con una mancata capacità di
distinguere il bene dal male, con un approccio incerto e poco convinto al dato etico. Penso sia un
errore di chi fa politica voler essere banditore e organizzatore di una riforma intellettuale e
morale dettata dall’alto. Oggi in Italia è necessaria una riforma culturale, affinché ci sia più
equità, giustizia ed elevamento civile, di tutti gli strati depressi della società, iniziando
soprattutto da una riforma morale che riguardi la componente politica, affinché ci sia piena
consapevolezza e fiducia del cittadino nei confronti di chi lo rappresenta nelle istituzioni.
La crisi della politica è cronaca, la confusione nelle piazze è alta. Se viene minata la
partecipazione democratica, attraverso la fiducia del popolo nella gestione della cosa pubblica,
vengono a mancare le basi di quei principi fondamentali che formano la costituzione della
Repubblica italiana: la sovranità appartiene al popolo, la Repubblica riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell’uomo, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale.
Quindi tra noi politici, meno omelie e più Costituzione. Lavorare affinché quello scambio
di elementi individuali tra governati e governanti, quel rapporto di rappresentanza sia elevato a
tal punto da costituire realmente intensamente quel valore civile che lei tanto auspica. Un
auspicio condiviso da molti, ma praticato da pochi. Iniziamo partendo da una nostra autocritica,
mettendo sul banco degli imputati questo nuovo modo di concepire il far politica.
L’individualismo sociale si è plasmato sulla collettività dello stesso esempio da chi
governa, da chi svolge attività politica. La politica oggi diventa una professione, un lavoro ben
retribuito. Non ha più quella valenza civica, quel contributo che il dovere, dettato dal non sentirsi
parte importante di una società, chiamava alla partecipazione gratuita e assolutamente convinta i
nostri padri e i nostri nonni. La nostra Repubblica, la nostra Costituzione è nata sotto quei valori
e penso che il ricordo di come quel risultato ha permesso la creazione di questo straordinario
verbale 7. 12. 07 /
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documento, possa essere oggi un insegnamento per cercare un senso nuovo, una via d’uscita a
questa crisi culturale e politica.
La nostra città cambia, o meglio, è cambiata. Disinteresse e individualismo, in sintesi, la
sua sentenza sulla città. Mi permetta, Sindaco, ma non condivido la sua analisi sociologica
dell’evoluzione della nostra città. Causa ed effetto non è solo da imputare al disinteresse
generale, o peggio ancora affermare con estrema leggerezza il pessimismo che c’è un
abbassamento della soglia culturale comune e incapacità. Tutt’altro, causa ed effetto è il risultato
di un’insufficiente azione di governo, che non ha saputo negli anni diffondere una cultura del
rispetto reciproco e della partecipazione etica nel gestire il bene comune.
Parla di individualismo, ma come definisce Lei la scelta di trasformare le municipalizzate
in società per azioni? Penso, come ho già scritto e molte volte detto, che la trasformazione e la
privatizzazione dei beni comuni, in linea con quella logica di mercato che sta distruggendo la
natura dell’uomo, è parte di quell’agire politico che ha contribuito a sbriciolare quel senso di
appartenenza che formava il senso civico delle persone. Sono talmente contrario a queste forme
di privatizzazioni, che con la scusa di una più snella privatizzazione hanno, di fatto, tolto quel
controllo democratico al quale un bene pubblico è vincolato. Le scelte dei Consigli di
Amministrazione sono tutelate dal diritto societario che impone l’interesse per la società, intesa
come società per azioni, e non l’interesse per la collettività.
Se il comportamento del cittadino è vittima dell’individualismo, la causa principale da
ricercare è nell’azione politica. Una politica trasformata in forma oligarchica, che è ormai fine a
se stessa e delle poche persone che la giostrano. Questo cocktail di liberismo e statalismo mozza
il capo alla democrazia, alla partecipazione. Si creano segreterie di partito oligarchiche che
collocano i propri uomini, che spesso sono politici esclusi dal consenso popolare, a capo dei
Consigli di Amministrazione, i quali, a loro volta, dopo riconfermeranno i politici di riferimento.
Un cerchio continuo che oltretutto blocca quel cambio generazionale amministrativo auspicabile
per una sana democrazia, creando un connubio negativo tra politica ed economia.
Abbiamo amministratori che da decenni, senza un vero consenso elettorale, gestiscono le
sorti della nostra economia. Amministratori responsabili di quel cambiamento che tanto Lei cita
nella sua relazione. Questa situazione riguarda anche il nostro Trentino. Lo si può intravedere
nello strapotere del nostro governatore, che dall’alto del suo trono detta leggi e condizioni,
strafottendosi del processo di cambiamento politico che sta nascendo nel nostro paese. Sorrido
quando mi si dice che il centrodestra potrebbe forse vincere in Trentino.
In Trentino non esiste destra o sinistra, ma solo un sistema di potere oligarchico ben
radicato, sostenuto da un intreccio economico consolidato, che non permette cambiamenti dal
basso. La democrazia partecipata è un bello slogan, da utilizzare solo in campagna elettorale.
Questa forma privata di gestire il bene pubblico non conviene a nessuno, si rischia di
creare strutture che sopravvivono solo grazie al continuo foraggiamento dell’ente pubblico.
Un’economia parassitaria che mette a rischio l’economia stessa. Oltretutto, per mantenere questi
pozzi senza fondo, si sacrificano e si accantonano le politiche sociali, culturali, sportive e
ambientali, ovvero il cibo che dà alimento al senso civico del cittadino. La città cambia, ma come
mai non cambiano i politici?
Lei, Sindaco, si lamenta del disinteresse dei cittadini ma redarguisce, paventando
addirittura la possibilità di un progetto eversivo, quando i cittadini utilizzano quel bellissimo
esempio di democrazia partecipata, come l’iniziativa popolare, che consente di presentare un
disegno di legge. Riva del Garda è l’unica città del Trentino che ha attivato questa forma per ben
due volte.” Ricordate la petizione sulla Miralago e ricordate come quella volta quella petizione è
andata stralciata da una volontà che non voleva assolutamente interagire con i cittadini.
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“In entrambi i casi voi Sindaci, invece di cogliere positivamente l’evento di raro
contributo civile, avete storto il naso accusando questo come un’intromissione di campo. Un
consiglio sincero, Sindaco…”
(Voci fuori microfono)
Stiamo stravolgendo tutto, da quello che ho capito. Mi sembra che quello che ha scritto l’abbia
capito solo Lei, visto anche l’intervento che ha fatto oggi Calliari sul giornale della Confdiretti.
(Voci fuori microfono)
Guardi che quando uno scrive, poi deve spiegare, perché se chi ha letto non ha capito vuol dire
che nello scrivere dovrebbe perlomeno…
(Voci fuori microfono)
No, non è questione di essere gramsciani… allora siamo una massa di ignoranti, sia io che la
Consigliera Lorenzi che Calliari, Presidente della Confdiretti… siamo in diversi a non avere
capito.
(Voci fuori microfono)
L’ipotesi di questa paura che si trasformi in un momento di eversione io l’ho letta, poi si potrà
interpretare in un’altra maniera, comunque non c’è problema. Avrà modo in questa sala di
spiegare…
(Voci fuori microfono)
Io spero, dal momento che oltretutto questa delibera popolare arriva in una sede istituzionale
come il Consiglio provinciale, di poter stare tranquilli, perché auspico che i Consiglieri
provinciali abbiano le competenze adeguate per poter valutare questo disegno di legge, dal
momento che è il Consiglio provinciale di Trento a legiferare su questo progetto di legge e non è
sicuramente l’iniziativa popolare ad avere potere giuridico. Questo è un procedimento naturale.
(Voci fuori microfono)
Ma nel capitolo precedente, io – e ribadisco, non soltanto io – e altri l’abbiamo letto in tutt’altro
modo. Comunque mi fa piacere che abbiamo letto male. Io sono stato uno di quei Consiglieri,
come Tommaso Benamati, che hanno contribuito, hanno partecipato e hanno dato disponibilità
per la raccolta delle firme. Io ci credo e mi fa molto piacere…
(Voci fuori microfono)
Mi fa piacere che questo passaggio le darà modo di poter rinforzare e spiegare meglio questo
passaggio, tutto qua.
(Voci fuori microfono)
A Frizzi, a Calliari e ad altre persone che penso non abbiano capito il passaggio desidero fare
questa precisazione.
“Le ricordo comunque che l’articolato della legge non prevede nessun vincolo giuridico,
stia tranquillo, il vostro gioiello istituzionale che sta per nascere, la Comunità di Valle, non verrà
intaccata da una qualsiasi legge disegnata dalla massa popolare. Si critica la forma ma non si
capisce e non si vuole capire la causa.
Entriamo nel tema dell’urbanistica: finalmente i cittadini, i Consiglieri comunali
soprattutto, hanno capito l’importanza dell’urbanistica, lo strumento politico più importante per
pianificare il futuro della città. Quando la Busa era una campagna purtroppo si sottovalutava
l’importanza di questo strumento, lo si considerava difficile e non si entrava mai nel merito.
Oggi, viste le conseguenze dovute a una gestione leggera, la tensione è alta. Spesso, o meglio
sempre, quando l’assessore competente…” e qui pongo una domanda all’Assessore Mosaner:
come mai i cittadini di Riva, i Consiglieri comunali, ma soprattutto i Consiglieri della sua
maggioranza paventano una seria diffidenza nei suoi confronti?
“Quando l’Assessore competente porta le proprie delibere in Consiglio comunale inizia
subito una caccia alle streghe. Non partecipo alle commissioni per motivi politici che ho già
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manifestato, però, le poche volte che ho contribuito, ho recepito questo allarmismo.
Nell’elaborare le pratiche istruttorie si perde più tempo a cercare l’inganno ipotetico e non il
beneficio che potrebbe portare il provvedimento. Questo ritengo sia un problema di metodo che
si riflette sull’agire politico, e quindi diventa un problema politico.
Se fossi l’Assessore Mosaner, vista la sua non nascosta ambizione di voler diventare
finalmente Sindaco di Riva, prenderei seriamente questa mia leggera postilla, nei suoi confronti.
Invito oltretutto il Sindaco e anche l’Assessore Adalberto Mosaner, invece di rimarcare tutte le
volte che l’istruttoria urbanistica è vincolata dal segreto d’ufficio, impegniamoci a trovare un
metodo trasparente di fiducia che possa rimediare a questo pessimo piano regolatore che di fatto
non ha programmato nulla se non l’aumento di cemento, lasciando Riva in un caos urbanistico.
Intorno all’urbanistica non si può certo dire che non ci sia stata partecipazione, dalla
fascia lago alla circonvallazione alla Comunale, aperta oltretutto grazie all’insistenza dei
cittadini, sicuramente non all’insistenza dei politici, alla via Pascoli, S. Tommaso. Un confronto
riaperto forse non avrebbe migliorato o modificato le cose, ma senz’altro il comprendere questi
sentimenti di passione dei cittadini avrebbe arricchito entrambi e soprattutto rafforzato la
convinzione che ognuno è parte fondante per la gestione del bene comune.
La città cambia, mi consenta una critica nel pianificare gli interventi dei lavori causa
teleriscaldamento. Avete veramente dato il peggio, o forse il limite del vostro agire. Siete riuscite
contemporaneamente a chiudere la città mettendo disagio da nord a sud, da est a ovest,
contemporaneamente e senza un minimo di programmazione avete chiuso nodi estremamente
importanti per la viabilità. L’unico provvedimento politico che siete stati in grado di emanare in
questo periodo è stato il divieto per gli euro 0. Avevate l’opportunità per sperimentare la chiusura
del traffico cittadino, attivando i parcheggi periferici serviti da bus navetta, attrezzandoli magari
anche con delle biciclette comunali. No, l’unica ordinanza che è uscita è stata quella di vietare a
300 poveri cristi il transito alle loro vecchie auto”.
Sindaco la invito qua, e Le porto se vuole tutti i dati, la invito a togliere questa inutile e
ingiusta ordinanza. È constatato che questo atto è solamente discriminatorio.
“La città cambia, è un peccato vedere che anni di cultura turistica non abbiano lasciato
nulla nel suo essere amministratore. In 14 pagine di relazione il fulcro della proposta turistica,
che occupa circa quel 50% della nostra economia – un po’ meno – è la scelta di InGarda nel
rilanciare i prodotti locali. Se tutto riguarda la grandissima manifestazione organizzata dalla
medesima società e conosciuta tutto il mondo come la Trauben Kur, devo essere sincero, non
vedo futuro per Riva del Garda. Se a questa mia preoccupazione associo la sua riguardante il
settore industriale, altro settore importante per la nostra economia, l’orizzonte è buio. In un anno
l’ottimismo manifestato con enfasi nella delibera dell’Assessore Mosaner riguardante la Cartiera,
oggi è completamente rovesciato e il problema occupazione si sta allargando anche nella realtà di
Arco, vedi la Dana e la ZF Hurt Marine.
E non ho ancora sentito esprimersi la nostra Amministrazione comunale riguardo queste
problematiche.
La città cambia, è un ritornello che potrebbe andare all’infinito, così come il mio scritto,
ma sono stanco e annoiato, soprattutto perché nella sua relazione non intravedo futuro per la
città. Non c’è una chiara programmazione, il suo scritto è un manifesto del suo carattere
accentratore, non lascia intravedere uno spazio al confronto. E intravedo invece le solite frasi,
come quelle comunemente utilizzate da chi esce dopo aver frequentato corsi di marketing, la
scienza della comunicazione oggi fa molto trend, dove ti viene insegnato che la verità assoluta
dipende da come viene presentata, dove le parole vengono usate per costruire slogan senza
contenuti, e mi riferisco, ad esempio, al suo slogan: “Sistema A riva del Garda”. Forse Lei si è
convinto e ha convinto i suoi colleghi di maggioranza, ma auspico che l’intelligenza dei giovani
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vada oltre questi slogan, questi castelli di sabbia, questi centri commerciali che riducono e
impoveriscono l’intelletto umano, limitando la loro fantasia, l’amore e i loro sogni.
Fin che posso non smetterò mai di invitare il popolo a una sana rivoluzione culturale,
affinché questi tempi vengano abbattuti. E pensare che questo percorso lo aveva iniziato molti
anni fa una persona a lei molto cara, giudicata allora blasfema, radicale, integralista e
massimalista. La città cambia, o meglio, la definizione giusta sarebbe che la città è abbandonata.
Sarebbe opportuno che questo cambiamento fosse seguito costantemente dal Sindaco
della città, per raccogliere e comprendere tutte le sue sfumature. Il sapere e il conoscere li si
ottiene con la presenza costante sul territorio, per mantenere e rispettare quella rappresentanza
ottenuta attraverso la fiducia dei cittadini. In conclusione Le chiedo per l’ennesima volta, come
sempre, non mi stancherò mai di dirlo, di rinunciare a una delle sue cariche. Due anni e mezzo
sono passati e Le assicuro che la città incomincia a sentire l’effetto provocato da un Sindaco in
part-time”. Grazie.
Sindaco:
Uno dei passaggi importanti è anche l’utilizzo dei termini, così ci si capisce. Io per
esempio sono molto alieno dal chiamare governatore il Presidente della Provincia. Se noi
cominciassimo a chiamarlo con un unico titolo, che la legge gli dà, Presidente della Provincia
anziché governatore, cominceremmo a capire la radice democratica del potere che lui ha.
Chiamarlo governatore vuol dire trasferirci in una dimensione quasi imperiale del sistema
trentino.
(Voci fuori microfono)
Allora poteva dire “Presidente della Provincia che ha piacere di farsi chiamare governatore”, se
questo era quello che voleva dire.
Presidente:
Ha chiesto la parola il Consigliere Modena, prego Consigliere.
Consigliere Modena:
Non è facile, dopo gli ultimi due interventi. Io devo rifarmi a quello della Consigliera
Lorenzi, perché il Consigliere Pederzolli, che ha dimostrato una grande attenzione, una grande
preparazione, un grande studio di tutte le carte, non mi consente di seguirlo sulla sua strada, anzi,
potrò usare qualche suo passaggio per alcuni concetti miei. Altre cose poi sono state dette dal
Consigliere Rocco Frizzi, io peraltro volevo fare un intervento di tutt’altro genere.
Chiedo scusa se non ho scritto l’intervento, perché il Consigliere Frizzi ha detto che se
non si scrive è offensivo, io non l’ho scritto, perché volevo seguire l’andamento del Consiglio e
volevo seguire anche quello che Lei ha detto nella sua relazione, per non fare poi una cosa
preconfezionata, come qualche volta si fa.
Cercherò di essere chiaro, per essere bene interpretato, perché mi sono preso i due articoli
dell’intervento del Consigliere Zambotti ieri, per vedere quanto la stessa cosa possa essere
interpretata in due modi diversi. Perché da una parte il Consigliere Zambotti è un grande
strigliatore di Molinari e dall’altra parte è un sostenitore di Molinari. Ha detto le stesse cose, lo
stesso comunicato, l’ho preso come una cosa simpatica, tanto per iniziare il mio dire che, dicevo,
segue in gran parte la relazione del Sindaco. Perché sinceramente non ho scelto la via degli effetti
speciali, non ho scelto le slide, non ho scelto l’esame dei conti, perché sappiamo tutti benissimo
che si può fare, ma lascia il tempo che trova.
Anche perché ci dimentichiamo una cosa qui dentro, forse è amaro, ma ci dimentichiamo,
salvo alcune cose che dirò dopo e che sono state citate dai Consiglieri prima di me, che sono un
verbale 7. 12. 07 /
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discorso di rapporto, dimentichiamo che c’è una maggioranza che ha vinto le elezioni e che
governa e ci sono gli altri, noi, che cerchiamo di fare gli oppositori. In realtà non è questo lo
spirito, l’ho detto tante volte, più divento vecchio e più forse, per gli anni che passano, divento
ancora credulone.
(Voci fuori microfono)
Io ritengo sempre che sia finita la partita delle elezioni, uno vince e l’altro perde, il giorno dopo
dovremmo essere tutti quanti sulla stessa barca a remare e io di questo sono convinto. Sono
convinto che sia il mio Sindaco come è il Sindaco della maggioranza, come è il Sindaco degli
altri cittadini. Quindi è il mio rappresentante, io devo, fino alle prossime elezioni, fare il tifo per
lui. Quando ci saranno le prossime elezioni, se vorrò cercare di farlo perdere, lo farò, ma per
adesso lui mi rappresenta, rappresenta la mia città.
Questo però deve esserci anche dall’altra parte, da parte del Sindaco, da parte della
Giunta. Il Sindaco e la Giunta devono considerare che noi, che consideriamo lui il nostro
rappresentante, dobbiamo essere altrettanto considerati e non si deve cercare, come nell’ultimo
Consiglio comunale, di fare delle delibere in cui si nascondono le parole perché uno non si
accorga di quel che succede. Nemmeno il Sindaco si è accorto, nell’ultimo Consiglio, che la
delibera dei plateatici conteneva una riduzione.
(Voci fuori microfono)
Dalle espressioni che ho visto sui banchi della settimana scorsa, ho visto questo. Non mi appello
a quello che dice la Consigliere Brunelli, quando dice che bisogna scrivere chiaro, perché tutti
possano capire, però fare quelle cosette lì… anche perché sono cose che non cambiano la vita a
nessuno, se sulle piccole cose ci imbrogliamo chissà cosa si fa sulle grandi. Ecco perché, non so
se il Consigliere Frizzi, o chi ha parlato prima di me, ha detto che qualche volta ci si mette più
tempo a pensare cosa c’è dietro che non a quello che in realtà c’è.
Perché uno dei dubbi è che ci sia dietro qualcosa, quando invece leggendo le carte, la
cosa… la citerò dopo sulla questione del Parco agricolo, Sindaco. Posso anticipare il discorso del
Parco agricolo, leggendo attentamente quello che Lei ha scritto si capisce che Lei fa riferimento a
un organismo che è stato previsto. Non so di cosa si tratti perché sinceramente non ho visto la
legge. Io sono andato a farmi dare da uno dei costitutori dell’organizzazione la presentazione
dell’idea, e la condivido fino in fondo. Poi sinceramente non ho visto questa storia, però allarma
chiunque leggere che un Sindaco come Lei, che non è l’ultimo pivello arrivato, dedica una
pagina allarmatissima a una questione del genere. Allora uno pensa che ci sia dell’altro. Se il
Sindaco di Riva, perdonatemi il termine, si incavola così, per una cosa del genere, non c’è solo la
questione di un organismo. Che poi il Consiglio provinciale, nel momento in cui esaminerà
questa cosa, potrà modificare, cassare, non so cosa avverrà. Ma sicuramente c’è dell’altro, così
uno pensa.
Così uno, nella sua replica, si aspetta di sapere se dell’altro c’è, che a tutti noi può essere
sfuggito. Non uso la locuzione “la città cambia” anche io; non c’è Righi stasera qui. Lei ha
cominciato con salutare Righi e io dico che “la città cambia”, cioè stiamo diventando vecchi. Io
ricordo Righi quando il Consigliere Benaglio era Vice Sindaco, era un geometra dell’Ufficio
Tecnico: Righi adesso va in pensione, quindi caro Consigliere Benaglio, significa che è meglio
che anche noi lo seguiamo.
Sindaco, fa alcuni passaggi sul personale. Lei parla di incoraggiamento, impegno e
maggiore empatia, ed è vero. Il personale del Comune, sia esso impiegatizio che di altro genere,
è, per fortuna o purtroppo, la rappresentanza del Sindaco. Se un dipendente è sgarbato la Giunta
non funziona, per l’opinione pubblica. Non pensa che sia quel dipendente a essere sgarbato, e
così via. Ecco perché l’importanza di queste persone, che devono soprattutto sentirsi in questa
condizione.
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26
Apprezzo, Sindaco, che poi ci abbia fatto memoria, come un calendario, delle scadenze,
però si era dimenticato quella del settantesimo di Gramsci, quindi dovrà aggiornare… e nel
leggere una cosa che poi si collega al resto, quella in cui Lei parla della sua locuzione del 4
novembre, alcune cose mi vengono spontanee, non eravamo poi tantissimi a sentire la sua
locuzione, signor Sindaco. Ovviamente non è rivolto a Lei, come è vero che Riva è città di grandi
esaltazioni e di grandi mortificazioni. Siamo in molti protagonisti di questo, non siamo
importanti come Floriani, ma forse abbiamo in prima persona, a volte, vissuto queste cose.
Che sia a ottobre, o novembre che sia, in cui Lei auspica, signor Sindaco, che persone
degne e capaci siano in grado di porsi a disposizione per le prossime elezioni. Ho già avuto modo
di dire nei giorni scorsi che la corsa è cominciata. La corsa è già cominciata, tutto quello che da
oggi a novembre succederà probabilmente sarà collegato a quella scadenza. Quindi non sappiamo
quali forze ci saranno, non sappiamo se la nostra Provincia esprimerà forze analoghe a quelle
nazionali, se ci porremo in modo diverso. È tutto in alto mare e siamo tutti curiosi di vedere
quello che succede. Ma siamo certi che da qui in avanti, a reggere i programmi, a reggere le
discussioni, a reggere i progetti, sarà solo novembre e quindi aumenteranno i contributi, che
saranno finalizzati a quella data, aumenteranno tutti gli altri provvedimenti che sono destinati
semplicemente e solo a quella raccolta che si andrà a fare.
Chissà, forse anche all’interno di questo Consiglio, molti saranno, immagino, i candidati
per novembre. Forse anche all’interno della Giunta. Ma può essere che ci sia qualche
sconvolgimento anche prima.
(Voci fuori microfono)
Anche a livello romano, Sindaco, perché leggendo quello che si legge negli ultimi due o tre
giorni, si vede che tutto è possibile, proprio quando sembrava che la tempesta si fosse placata,
arriva il ciclone successivo.
L’individualismo. Devo dire che molte cose di questa relazione toccano elementi che si
toccano con mano. Poi si tratta sempre di come lo si vede, come una lente, uno vede in un modo
e uno in un altro, è indubbio che c’è individualismo a Riva del Garda. È indubbio che c’è anche
sempre stato, è indubbio che Riva è diversa da altre località, non vi dico come io posso definirla,
ma Lei, Sindaco, che conosce la storia molto meglio di me, sa che il fatto di essere stata un porto
di mare, anche se il mare non ce l’abbiamo, ha portato evidentemente, rispetto ad altre località a
noi vicine e non vicine, qualcosa di diverso. Ha portato quell’immigrazione, che adesso
chiamiamo così, ma che è sempre stata tale, che portava direttamente o indirettamente delle
conoscenze diverse, che portava ad essere individualisti, che portava a essere commercianti, che
portava a essere una serie di cose.
Ma questo non va visto nella Sua ottica completamente negativa, anche se questo
individualismo c’è, perché i giovani hanno gli specchi. Quelle che diceva la Consigliera Lorenzi
sono parole saggissime, dobbiamo vedere cosa sono gli esempi che ci sono davanti. Gli esempi
che ci sono davanti purtroppo portano ad avere dei giovani i quali sono vocati… il sogno del
giovane è fare il dipendente della Provincia. Questo è un sogno? Vuol dire veramente non avere
alcuno stimolo diverso, perché è importante che ci siano quelli che fanno questo lavoro, ma è
anche importante che ci siano quelli che fanno qualcos’altro. Ci sarà qualcuno che deve avere la
forza, la volontà di intraprendere, di studiare qualcosa di diverso.
Così è il discorso del volontariato, lo vedo nelle associazioni. Ovviamente nelle
associazioni in cui opero io, perchè non sono così lungimirante da vedere tutto quello che
succede. Ma ci sono anche dei giovani che hanno voglia di fare. Però cozzano davanti a tutta una
serie di cose che non li aiutano. Cozzano di fronte al fatto che loro… Loro vorrebbero, quelli che
conosco io, tutte le risposte subito, ma non le hanno, non le possono avere, perché il sistema è
così.
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Loro vorrebbero sradicare delle tradizioni, dei regolamenti, cosa che non si può fare,
perché ci sono, bisogna adeguarsi alle regole che ci sono, bisogna cercare di contribuire a
cambiare le regole, ma non si possono sradicare. Vedono che c’è quella cosa che la Consigliera
Lorenzi ha definito prima – e forse anche gli altri – un certo potere attraverso il quale si deve
passare per raggiungere alcune cose che altrimenti non si raggiungerebbero, allora a questi
giovani passa la voglia, oppure vanno a far parte di gruppi che ragionano, sragionano perché
vogliono cambiare queste cose in modo diverso. Fatto sta che il ricambio normale, che è la
gavetta, quella che noi chiamavamo tale, e c’è anche nei partiti, Sindaco, è la stessa cosa… una
volta si faceva la gavetta, si stava lì seduti ad ascoltare, si imparava e un po’ alla volta si andava
avanti, non perché noi non vogliamo andare via, ci mancherebbe altro, il nostro sogno è avere dei
successori, però occorre che ci siano alcuni passaggi da rispettare.
Questo si collega anche al discorso dell’accoglienza. Il discorso dall’accoglienza, fatto dal
Sindaco, è importante. Non so se sono d’accordo o meno sul 4 novembre, direi che è marginale,
sappiamo però di essere in presenza di un fenomeno che esiste, sappiamo che per certi versi
questo fenomeno ci fa anche comodo perché questi immigrati che arrivano qui, vengono a fare
delle professioni che altri non fanno e quindi non c’è dubbio che occorre trovare il sistema per
convivere. Io dico solo una cosa: occorre che ci ricordiamo, o che essi si ricordino, che noi li
stiamo aspettando, li accogliamo a braccia aperte, perché l’accoglienza è questo, però loro
vengono nel nostro paese, vengono nella nostra realtà e devono adattarsi alle nostre regole.
Questo non significa metterli sotto i piedi, significa che se ci sono delle regole bisogna fare in
modo che siano rispettate. Sia voi che li amministrate, sia loro che vengono.
Adesso mi addentro in un discorso… ma purtroppo cosa accade? Tutti voi avrete visto gli
ultimi dibattiti televisivi, guardando la tv la sera c’è sempre qualcuno che parla di
quest’argomento, io lo vedo e in più ho un punto di osservazione diverso, che è la scuola, nei
rapporti con Albania e cose di questo tipo, vedo ragionamenti in cui si dice che anche loro sono
come noi, uguali, fatto salvo che probabilmente i primi che sono arrivati qui sono quelli che
erano i più coraggiosi, i più avventurosi e quindi erano quelli che avevano un rispetto forse
minore degli altri a una convivenza normale. Quindi noi abbiamo davanti degli esempi, parlo di
noi a livello generale, e io parlo di quel popolo, ma vale per tutti gli altri, che sono sicuramente
quelli che preoccupano. Anche da noi molto probabilmente, se dovesse succedere, andrebbe via
chi è più coraggioso oppure chi sa più affrontare le sventure o gli avversari che dir si voglia.
Aggiungo anch’io e continuo a sottolinearlo a chi gestisce la casa soggiorno per anziani e
a chi si occupa di tutto quel settore: non so cosa significhi, è scritto molto generico, il centro
giovanile che nascerà a Sacro Monte, perché anche questo è un modo che io trovo, perdonate se
lo dico, una moda, quella di fare i centri giovanili.
(Voci fuori microfono)
Ah, sostituisce quello e basta. Vede, Sindaco, come si può non capire alle volte?
Per la politica della casa vale quello che ho detto prima: facciamo tutto il possibile e
l’impossibile, però pensiamo bene a chi e come diamo la casa. Noi in passato abbiamo fatto degli
sbagli, abbiamo urbanizzato probabilmente più del possibile con delle persone che non serviva
avessero la casa. Abbiamo dato la casa a delle persone che hanno trasformato… che vivendo a
pochi chilometri da noi hanno trasformato la loro casa in seconda casa. In passato, Assessore
Mosaner, non mi guardi male. Quindi questo probabilmente ha inurbato un po’ proprio il nostro
territorio che già ha bisogno di alloggi e ne sta creando molti. Probabilmente avremo alloggi in
più nei prossimi anni, ma avremo alloggi vuoti, e non sono gli alloggi giusti.
Perché adesso, a mio modo di vedere, da quanto ci racconta il Vice Sindaco e da quel
poco che seguo i calcoli che abbiamo vissuto un paio di sere fa, quando si parlava di altri
argomenti, l’ottica è quella che noi andiamo verso la costruzione di alloggi in corso e in futuro
verbale 7. 12. 07 /
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che, fra due o tre anni, dovremmo avere vuoti. Dobbiamo anche porci la domanda: a che cosa
servono. Perché, detto con franchezza, e tenuto per buono quello che ha detto il Consigliere
Pederzolli prima, che poi riprenderò, la bellissima analisi che ha fatto sulla situazione economica
e sulle difficoltà che non solo la popolazione ha, ma che anche gli imprenditori possono avere,
anche se c’è stato un passaggio che poi non ho capito, quando ha detto che le attività
commerciali… non so, probabilmente ho capito male.
Anche in questo caso noi ci troveremmo con investimenti di coloro i quali potranno farli
e quindi terranno lì gli alloggi vuoti per tot tempo, sperando che il mercato cambi, e investimenti
di aziende più piccole o di imprenditori più piccoli o di privati che avranno difficoltà a farli.
Tutto questo va fuori dal discorso dell’alloggio indicato qui, per cui occorrerà ragionare su
questo e vedere se ci sarà il sistema, difficile immagino, per compenetrare le due cose.
Mi piace quando si parla della città che cambia. Sapete che già l’anno scorso ho detto in
sede di bilancio una cosa che ribadisco: il bilancio comunale, che è il documento importante,
“non ha la polpa, perché la polpa è tutta fuori”. La polpa è nelle società consorelle, la polpa è
negli interventi della Provincia. Qui c’è un breve passaggio sulla polpa, su quello che sta
avvenendo: allora mi soffermo di più sulla polpa, chiedendo anche delle notizie, laddove non
capisco e facendo un paio di considerazioni. Siccome, nonostante quello che ho detto prima, che
riguarda la vecchiaia, ogni tanto il politichese mi sfugge, vorrei chiedere al Sindaco cosa
significa che la Provincia non ha abbandonato il progetto del liceo, è un modo come un altro per
dire che non c’è. Quindi mi darà una risposta per capire.
Non voglio nemmeno parlare del torrente Albola e del torrente Varone, perché del
torrente Albola e dei lavori, se cominciassi a parlare di quelle cose probabilmente cambierebbe il
tono. Parlo però della strada di Gronda, che è la variante ovest; si chiama “strada di Gronda”, mi
avete insegnato qui, non si può chiamarla circonvallazione. La strada di Gronda sta andando
avanti, a quello che si dice qui, anzi, abbiamo letto sul giornale l’altro giorno la bellissima
notizia che tra qualche mese la strada di Gronda, una parte di Gronda sarà pronta e quindi
prenderemo dal Monte Oro fino alla COMAI, una “grondina!”.
Chi mi ha preceduto ha detto: “Quando avremo la strada di Gronda; avremo tutto il
traffico sulla strada di Gronda”. Siccome io ho avuto in passato – e continuo tuttora ad avere –
fortissime perplessità rispetto al fatto che tutto il traffico vada sulla strada di Gronda, e siccome
l’avevo esplicitato all’Assessore Grisenti in questa sala, allora l’Assessore ha risposto che certo
la strada di Gronda serve solo se voi, Amministrazione, prendete tutte quelle determinazioni
relative al fatto che occorre poi far sì che la strada di Gronda accolga tutti.
Allora, Sindaco, sono un po’ preoccupato, perché siccome la strada di Gronda è quasi
pronta, come mi avete detto, vi sollecito a porre allo studio tutti questi provvedimenti che poi ci
manderanno tutti sulla strada di Gronda, perché l’autunno è vicino e bisogna pensarci.
(Voci fuori microfono)
L’autunno 2008, è vicino. È proprio quando ci sono le elezioni. È una settimana prima o una
settimana dopo le elezioni, l’autunno 2008. Per allora, Sindaco, occorrerà che ci siano queste
norme comunali che permettono…
Mi chiedo, non avevamo qui dentro… c’era Matteotti, ma non sono passati 10 anni… non
avevamo qui dentro approvato anche noi un ordine del giorno in cui si diceva che sulla strada di
Gronda bisognava fare un progetto per allungarla, passando dietro al Ponale? O forse la mia
vecchiaia…
(Voci fuori microfono)
Ma non si era detto che si faceva un progetto?
(Voci fuori microfono)
C’era l’Assessore Grisenti mi pare.
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(Voci fuori microfono)
Ha più saputo nulla signor Sindaco di questo Lei? Se ha avuto modo di vederlo, ci illustri com’è
questo progetto, se no per cortesia solleciti perché possiamo anche noi sapere. Siccome la strada
non si farà, almeno il progetto vorremmo vederlo.
Parlando di collegamento non posso non andare a parlare del bellissimo pomeriggio
passato al Comprensorio, ospite di due Consiglieri provinciali. Non possono continuare a
sottolinearlo perché, l’ho già detto prima, se Molinari è Molinari, avrebbe dovuto battere i pugni
sul tavolo. Non è assolutamente possibile che il Consiglio provinciale voti un ordine del giorno e
poi i Sindaci fanno un documento il 4 aprile, documento che Lei ci ha esibito qui, in cui dicono
alla Giunta provinciale alcune cose e chiedono una risposta alla Giunta provinciale, 12 Sindaci. I
Sindaci dovrebbero essere i massimi rappresentanti della cittadinanza. Poi, un po’ per forza e un
po’ per buona volontà approviamo qui un ordine del giorno da noi presentato ed emendato tutti
quanti insieme per farla andare, all’unanimità no, perché non ha voluto il Consigliere Valandro,
ma è lo stesso, era unanime meno il Consigliere Valandro. Non credo fosse il voto del
Consigliere Valandro ad avere fermato Dellai.
(Voci fuori microfono)
Allora ho capito perché noi andiamo al Comprensorio chiamati da due Consiglieri provinciali,
con un Consigliere provinciale ex Sindaco che fa l’anfitrione e noi, poveri creduloni, andiamo a
sentire queste belle cose che, tra parentesi, sono belle, perché è la prima volta che la Giunta
provinciale annuncia che si fa il collegamento. Io non ho motivo di non credere che non si faccia,
a questo punto, o che comunque non si faccia un progetto su quel lavoro.
Il patrimonio della Trentino S.p.A., a proposito, ci dice che Lei, Sindaco, sta elaborando
un’ipotesi progettuale da destinare sull’area Miralago. Caspita, bello! Bella e soprattutto
sorprendente la solerzia del patrimonio della Trentino S.p.A., che sta già progettando. Ci sono
dei progetti, vedi quello di prima del tunnel, che non sanno neanche dove andare a farlo
progettare, questo lo stanno già progettando.
Una mozione per passare da Riva a Trento ci mette due mesi, qui è già in fase di
progettazione. Allora, quando diciamo che c’è sotto qualcosa e quando qualcuno qui diceva, mi
pare fosse il Consigliere Matteotti Pietro, diceva che si sapeva che sul tavolo di Dellai c’era una
teca rosa, con dentro un’ipotesi per fare la Miralago, allora non se l’era sognato Matteotti, o chi
ha visto la teca rosa o verde che fosse. Perché mi rifiuto di credere che la Giunta provinciale
fosse lì pronta ad aspettare che Mosaner corresse su col piano di fascia lago per progettare il
giorno dopo la Miralago. Comunque bene, quando vedremo il progetto, se potremo vederlo…
(Voci fuori microfono)
Non ho mica messo in dubbio quello che ha scritto, dico solo che sono stati molto bravi e solerti.
Quando si parla del G-power… volete che mi aggiunga anche io alle litanie di chi mi ha
preceduto? Non si può. Ma, fermo restando che non si può, mentre eravamo tutti
psicologicamente predisposti a che qualche disagio ci sarebbe stato per questi scavi, la 118 è una
cosa inammissibile, grida vergogna. Dovreste voi, indirettamente e direttamente, vergognarvi per
quello che è successo sulla 118. La frana evidentemente non è colpa vostra, perché i collegamenti
con il Padreterno li avrete ma non così stretti, quella è una cosa che succede. Anche lì, abbiamo
avuto la fortuna che la Cartiera non poteva arrivare con il camion, perché se no ci chiudevano
l’autostrada per tre mesi. Stavolta, siccome c’era questo isolamento generale e la Cartiera aveva
bisogno di arrivare con i camion, la solerzia ha fatto sì che la strada si sia aperta. Speriamo che
vada bene. Ma la 118 è stata una cosa così penosa – è stata perché ho visto che adesso
cominciano a chiudere il buco, poi vedremo quello che succede – e soprattutto anche quella è una
di quelle cose da “sfichettom.” Perché quando è stato detto tutto, non è stato detto anche che
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c’era questo disagio, si sarebbe trovata un’alternativa. No, sono quelle cose che vengono fuori
dopo. Come la delibera sui plateatici.
Spiaggia degli Olivi: la Lido immobiliare interverrà sulla struttura del bastione eccetera.
Spiaggia degli Olivi, bene. Adesso praticamente il Consigliere Benaglio sarà contento, con il suo
comitato, il Consigliere Pederzolli è contento, molti sono contenti, perché adesso c’è da
inventarsi cosa c’è da fare. Attenzione perché adesso – io non ero un fautore del museo e
continuo a ribadirlo – però rendiamoci conto che adesso spero che ci sia da pensare tutti quanti
insieme a cosa c’è da fare. Dico spero perché se no significherebbe che è già stato pensato.
Io ho partecipato alla prima unione con la Lido di Riva S.p.A. in cui è stato detto che
adesso cominciano le consultazioni e ho visto che la Lido di Riva S.p.A. ha avuto bisogno di
prendersi un consulente per fare i contatti con le associazioni. Questa è una delle cose, credetemi:
quando si parla di individualismo e di ragazzi che non vogliono avvicinarsi al volontariato,
vedere che una volta tutti quelli che si occupavano di cosa pubblica lo facevano per amor di
patria e adesso no e in più hanno anche i consulenti… Comunque non fa niente, non è una cosa
che mi riguarda.
Adesso c’è da ragionare però, cara Giunta e caro Sindaco, io credo che sarà il timone a
dire cosa succederà e il timone sta qui. Io credo che un paio di quei paletti che sono stati posti
dovranno essere esaminati.
(Voci fuori microfono)
Quali, vuole sapere Lei, giustamente. E glieli dico. Il primo paletto è quello della terrazza. Sono
anche io dell’idea che non si debba costruire di più, che non si debba ampliare la cubatura, però
dare un’occhiata al progetto originale andrebbe fatto, e tenendo anche presente il fatto che quella
terrazza, il cui uso non conosco ancora, perché non sappiamo cosa dovremo fare della Spiaggia
degli Olivi, quella terrazza è bellissima, però la ora da una parte, la pioggia dall’altra, il caldo e il
freddo, vanno tenuti presente.
Come anche va tenuto presente, secondo me, andando indietro di 70 anni o giù di lì, che lì
c’era un’attività inventata dai nostri nonni, anche perché esistevano delle realtà nel centro storico
che non sapevano come fare la balneazione. Quindi io mi rendo conto che l’ipotesi piscina è
difficile da percorrere, però io direi che prima di scartare tutto, adesso che abbiamo ripreso il
ragionamento sulla Spiaggia degli Olivi, un pensiero di quel genere… ma un pensiero forte anche
sulla gestione, adesso non si scandalizzi, Sindaco, se Le dico una frase che è questa: il
ragionamento – non so se posso dirlo, ma immagino di sì – che è stato fatto nella riunione con la
Lido, era un ragionamento economico saggio e serio. Quella di dire che se la Lido di Riva investe
sulla struttura investendo, è chiaro che chi ci va dentro dopo deve tirare fuori i soldi per pagare la
quota degli interessi. Questo è il ragionamento del buon padre di famiglia. È altrettanto vero però
che questo fa correre il rischio che chi va dentro lì, “privatizzi” la Spiaggia degli Olivi. Io credo
che il fatto che non sia stato fatto il museo…. Peraltro la informo, signor Sindaco, che qualche
amministratore provinciale sta dicendo in giro che è stato bocciato a Roma perché ci sarebbe una
lettera del Comune di Riva che rinunciava alla cosa. A me questo non fa né caldo né freddo, ma
dico che se il Comune aveva rinunciato prima, avrebbero potuto dircelo e avremmo guadagnato
qualche mese. Questo per inciso.
Dicevo della privatizzazione eventuale di chi va a gestire quella cosa che non sappiamo
come sarà gestita, quando invece io dico – e qui io uso il termine museo come esempio, non
pensando al museo della vela – che se la cultura rivana ha bisogno di fare un museo, fa un
museo, ma non pensa al rientro dei biglietti. Il ragionamento allora che noi dobbiamo fare, il
primo e il più importante, è quello di dire che se ci serve per fare quello che era lo spirito per cui
era stato costruito settant’anni fa, quindi per usarlo come adesso lo si sta usando, ma meglio, non
possiamo aver un gestore “che ci dà la pila, o quantomeno che ce ne dia tanta”.
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Allora a quel punto è ragionevole e opportuno pensare ad un gestore nostrano. Penso al
fatto che lì ci possono essere le presentazioni di quello che vogliamo noi, che siamo vicino al
Palazzo dei congressi e quindi ragionare con la nostra società prima di ragionare con altri. Se c’è
fantasia e buona volontà, Sindaco, perché servono sempre. Perché poi ci vogliono anche quelli
che portano avanti le idee, come lei sa. Ma su questo qualche riserva ce l’abbiamo.
Questo volevo dire sulla Spiaggia degli Olivi. Sul completamento di via Pilati
consentitemi di non dire niente perché ne ho detto già abbastanza e temo di avere sui cruscotti
“dei killer a strisce” la mia fotografia come “wanted”.
(Voci fuori microfono)
Io vado in bici, ma purtroppo qualche volta non posso. Difatti la viabilità delle catacombe non mi
crea grossi problemi, però qualche volta non si può andare in bici e allora mi accorgo che,
Sindaco, dovrebbero fischiarle le orecchie, perché le peripezie sono molte.
Riguardo a questo dico di aprire questo benedetto parcheggio, chiudere un capitolo della
nostra storia. Due cose però: l’arredo urbano successivo è messo in quelle opere che verranno un
giorno, cioè mai. Vedremo quando si potrà. Aree di inserimento: vuol dire vedremo quando si
potrà.
(Voci fuori microfono)
Parlo del parcheggio, perché lì avete scritto, su via Roma e via Dante, aree di inserimento, quindi
quando si potrà, e poi addirittura c’è una frase che dice: “Tenendo anche presente quello che
faranno i rispettivi proprietari delle case”.
(Voci fuori microfono)
Sì, ho capito, ma visti tutti i sacrifici che abbiamo fatto, lo sfavillio di un bell’arredo non sarebbe
male.
Ripeto che non entro su tutte le opere perché poi ci sarebbe da disquisire, ma lo scrivete
voi stessi sulle opere in corso, che non si sa se l’opera in corso è cominciata, finita, se ci sarà
oppure no. È una disquisizione però che abbiamo fatto in passato ed è inutile continuarla. Perché,
come ho già detto, tutte le opere che voi elencate, lui la vuole prima, io la voglio dopo, ma sono
tutte opere che credo tutti quanti ritengono necessarie.
Dell’urbanistica è già stato detto. Del disegno di legge ho parlato e quindi il Sindaco ci
risponderà. Diciamo che da quel pezzo mi viene in mente che in tutta questa confusione ci siamo
dimenticati di parlare di una cosa: la Comunità di Valle.
Della Comunità di Valle non abbiamo più parlato, stiamo accettando più o meno
supinamente quello che succede, non so se dobbiamo fare qualcosa per esserne protagonisti, non
so se dobbiamo fare qualcosa per sollecitare la cosa più auspicabile, l’elezione a suffragio
universale, in modo tale da avere una partecipazione più democratica.
Sono altrettanto preoccupato che il Sindaco, e penso che lo siano tutti i Consiglieri, spero
che lo siano, anche se pare qualche volta una cosa di scarsa importanza, sul discorso dei livelli
del lago, di cui il Sindaco ha già parlato.
La considerazione che faccio poi sulla comunità del Garda è che ognuno paga le proprie
colpe, se noi abbiamo un’associazione di quel tipo è per colpa nostra, che per troppo tempo
l’abbiamo usata per mandarci amministratori che dovevamo sistemare o collocare, non ci
abbiamo creduto e adesso probabilmente è troppo tardi, ha ragione il Sindaco.
Oggi poi ne ho letta una: il Presidente della Comunità oggi ha mandato a tutti una e-mail,
perché siccome i giornali non scrivono di lui, lui manda una e-mail a tutti per rimediare al fatto
che i giornali non scrivono la notizia che lui ha dato. Non ho parole.
La città cambia. Si evolvono i rapporti con i Comuni vicini. Sapete cosa vuol dire questo?
Non so se va preso in modo positivo o negativo. Io ricordo, per la vecchiaia che mi
contraddistingue e di cui ho parlato, anche se ero bimbo per la verità, il senatore Spagnoli il
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quale, forse, è stato uno dei senatori più presenti del nostro collegio. Poi ce ne sono stati degli
altri; anche Vettori eccetera.
Il senatore Molinari ha inventato una cosa bellissima, per dare questa presenza, lui,
cogliendo l’occasione dei rapporti con tutti i Comuni si cura il suo bel collegio e lo fa in modo
intelligente, perché con tutti questi rapporti che sono stati intessuti, con i 12 Comuni,
evidentemente lui ha una presenza sicuramente rispettabile e quindi tutta questa parte del
collegio è altamente “controllata”, mi perdoni il termine Sindaco.
(Voci fuori microfono)
Questo non lo so, comunque tanto di cappello. Che poi serva anche al Comune… perché poi
serve anche al Comune, perché tutte queste cose che sono state portate a casa sono un
andirivieni. Probabilmente la cosa è cominciata in modo più evidente con la Torbole, quando è
stata sistemata la vicenda dell’AMSEA… c’era già la storia dell’acquedotto. Quindi adesso ci
troviamo in una posizione estremamente felice, per cui possiamo dire che allorquando
discutevamo – e possiamo discuterne anche oggi – dicendo che il senatore c’è e non c’è, è utile e
dannoso. È dannoso quando non c’è, o meglio non è dannoso, non c’è ed è utile quando c’è.
Questo articolo avrebbe potuto essere intitolato “l’utilità del senatore”.
(Voci fuori microfono)
Sì, ma tu avevi un aggancio paterno che permetteva di sapere delle cose che io, che ero un
bambino e basta, non sapevo. Lei è sempre stato raccomandato, Sindaco.
(Voci fuori microfono)
Qui c’è un passaggio sulla storia delle palestre. Vi racconto quella delle palestre, perché devo
farlo. Ponete ad esempio che stasera noi tutti quanti decidiamo che andiamo a cena a casa mia,”
io vi invito a casa mia, poi domani sera alle ore x mangiamo”. Allora il senatore sposta
l’impegno che aveva, perché siccome ci sono anche gli altri non vuole fare brutta figura,
potrebbe andare dall’altra parte, ma ci sono tutti. La Consigliera Brunelli prende un mazzo di
fiori per mia moglie e così via. E si presentano tutti lì, alle ore 20 a suonare il campanello. Suona
il campanello io scendo dalle scale e vi dico: “Signori, sarebbe stato bello, ma mia moglie non
vuole che veniate a cena”. Con che faccia mi presento da voi, in fondo alle scale, lei è venuta con
i fiori, lui ha spostato l’impegno, a dirvi che mia moglie non vi vuole a cena? Così è successo
con le palestre.
Il Comune ha attribuito le palestre a chi le doveva attribuire, senza sapere che le palestre
non erano di sua disponibilità. Il giorno in cui la gente si è presentata in palestra gli hanno detto:
“Tu non entri”. Ora mi chiedo, è possibile una cosa del genere? E poi io ho parlato, gli
amministratori hanno dato la propria disponibilità, il Sindaco ha dato la disponibilità, gli
Assessori hanno dato la disponibilità, però i problemi non sono stati risolti. Ma una cosa del
genere non è possibile. È il discorso che si diceva prima, ci sono dei ragazzi per strada. Dove c’è
un corpo, non ce ne sta un altro.
Nella fattispecie, la società di cui si parla si arrangerà, ma ce n’è un’altra che dice di non
essere stata sistemata. Se questo fosse successo per caso è comprensibile…
(Voci fuori microfono)
Dottor Accorsi, lei per piacere pensi a far tornare la voce alla Vice Segretaria e non a fare queste
illazioni.
Questo anche per parlare del discorso dell’associazionismo. L’associazionismo, quando
trova queste cose… e non mi sento nemmeno di attaccare gli amministratori, perché un
amministratore che fa una riunione per assegnare le palestre senza sapere questo, sarebbe stato
inutilmente credulone. Lì c’è qualcosa che non ha funzionato, però quando qualcosa di quel tipo
non funziona l’amministratore resta col sedere per terra e qualcuno poi gli deve dare modo di
rimettersi in riga, come gli altri.
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Dell’ICI vi ho già parlato la volta scorsa e ne ha parlato bene e lungamente il Consigliere
Pederzolli stasera, quindi non serve che io sottolinei quello che io ritenevo un provvedimento
non congruo. Però volevo sottolineare al signor Sindaco una cosa riguardo al discorso dei negozi.
(Voci fuori microfono)
L’ho immaginato, perché altrimenti non ci sarebbe stato motivo di scriverlo.
Intanto io vi parlo dei negozi, quando il Sindaco dice: “Noi facciamo prezzi di mercato,
perché i nostri negozi sono di valore”, è vero ed è giusto che il Comune possa fare prezzi di
mercato e di valore. Ma nel momento in cui il Comune fa mercato è evidente che corre anche i
rischi del mercato. Quindi fa il prezzo di mercato e, come il mercato rischia di non vendere le
scarpe, il Comune rischia di tenere l’edificio fermo per sei mesi, finché non viene quel signore
interessato e quindi il mercato porta ad acquistare.
Volete che smetta? Ci arrivò un po’ alla volta.
Presidente:
Consigliere Modena ha ancora 30 minuti disponibili.
Consigliere Modena:
Sì, Presidente, ma stia tranquillo che non li uso.
Tra le varie cose delle società, Sindaco, Lei dice una frase interessante, o comunque una
frase che pone un quesito: “Per quanto riguarda la Lido Hotel Palace – quella che ha cominciato i
lavori – dovrà attivarsi ad assicurare il buon andamento dei lavori assumendo tutte le iniziative
utili di carattere societario e finanziario, essendo di grande importanza…”. Questa frase, scritta in
politichese, evidentemente significa qualcosa. Mi chiedo e Le chiedo quali siano queste
iniziative. Ci si è forse accorti che c’è qualche passaggio che deve modificare l’assetto per
permettere qualcosa? Altrimenti non vedo che senso abbia quella frase messa lì dentro, signor
Sindaco.
L’APM in fase cruciale, certo, come croce.
InGarda. Devo parlarvi io di InGarda? No, trovate la persona meno indicata che vi parli di
InGarda, io ne ho accennato, poi c’è qui un dirigente di InGarda, è stato assunto il direttore, lo
abbiamo letto, che prenderà servizio il 1º gennaio, cui auguriamo buon lavoro. Mi chiedo solo se
serviva buttare via tutti quei soldi, ma non quelli dello stipendio, i soldi della commedia, però
probabilmente fa parte della stagione teatrale rivana e quindi è in quel budget. Vediamo cosa
succede dopo, perché temo che tutto quello che io ho visto e sentito ultimamente si tratti di aria
più o meno fritta, come le frittelle che c’erano al Luna Park.
Però, ripeto, su questo argomento non voglio entrare volutamente, perché non voglio si
pensino delle cose che non devono assolutamente essere pensate.
Mi avvio a concludere, anzi concludo, con una considerazione che volevo esprimere nelle
question time, l’altra volta, ma non ci sono state. L’ho accennato prima, quello che voglio dire fa
parte di quel ragionamento dei rapporti che, secondo me, pur credulone, non mi pare debbano
essere questi. Perché, se io sento il Sindaco, se io chiamo il Sindaco, se ho un colloquio con lui,
vi assicuro che vengo fuori soddisfatto, perché lui mi dice di sì, perché lui condivide,
ragioniamo, discutiamo e condividiamo le cose. Poi però, molte volte… le abbiamo condivise,
come gli ordini del giorno. Come si fa a fare un ordine del giorno in Consiglio comunale… qui
ne abbiamo un paio, ve li ho portati per ricordarvi quello del collegamento con Mori.
Approvato il 19 ottobre in Consiglio comunale, trasmesso alla Giunta provinciale il 10
novembre. Ora, un ordine del giorno non ha mica bisogno di un’istruttoria particolare, chiedo
alla Vice Segretaria, che istruttoria fate per un ordine del giorno, dovete scriverla in bella copia?
Ci vuole un mese per scrivere in bella copia un ordine del giorno? Quello che la riguarda,
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Assessore, è peggio, perché quello che la riguarda l’ho qui e gli faccio un quadretto. Quello che
la riguarda ci ha messo 50 giorni.
(Voci fuori microfono)
Lo so che è l’Assessore, ma è lei che rappresenta il settore. Con chi mi devo arrabbiare io? L’ho
detto prima, è come il dipendente che non fa il servizio…
Deliberazione 14 settembre, trasmessa il 31 ottobre. Mi sembra che 40 giorni per
trasmettere un ordine del giorno, oltretutto poi aggiungiamo la posta che ci mette un mese…
sono queste le cose minori che mi fanno arrabbiare di più e fanno sentire veramente… se poi
andiamo a leggere le risposte, quelle ve le risparmio, ma ho qui anche le risposte a qualche
interpellanza. Perché dovete fare vedere che siete voi a comandare? Si sa. Fatelo con eleganza se
no sembrate come quegli individualisti che ci sono in città, come li chiama il Sindaco.
Ricordo, quando ero meno vecchio di adesso… poi si parla sempre dei parenti, c’è anche
il discorso di MusicaRiva di cui vorrei parlare ma… quando andava via uno, il Consigliere
Benaglio va via, è usciere, è il Presidente dei Combattenti e reduci… tanto non c’è più, è andato,
quindi anche quello che è venuto dopo, cosa ci vuole a dare benemerenza a uno di cui ci si è
liberati, direttamente o indirettamente?
In questa città non esiste, in questa città si tira l’acqua, va via uno e arriva l’altro e ci si
dimentica. Anche questo è l’individualismo di cui parlava il Sindaco, e questo è il rapporto che
qualche volta voi dimostrate con le minoranze.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena. Altri Consiglieri chiedono la parola per il primo intervento?
Nessun altro chiede la parola. Chiuso il primo intervento.
Sindaco:
Se siete d’accordo procederei in questo modo: il signor Vice Sindaco e gli Assessori
fanno qualche intervento chiarificatore o di segnalazione di temi che riguardano le singole
deleghe, o anche di risposta ad alcune questioni sollevate dalle colleghe e dai colleghi Consiglieri
e subito dopo introdurrei la mia prima replica.
Presidente:
Prego Vice Sindaco Mosaner.
^^^ Escono i Consiglieri Dalponte, Munari, Zambotti e Bombardelli: il numero dei presenti
scende a 20. ^^^
Vice Sindaco:
Grazie Presidente. Alcune cose di chiarimento, rispetto ad alcuni problemi sollevati, che
riguardano le materie che sono a me attribuite. Parto con un’affermazione, che mi intriga, quella
del Consigliere Frizzi, laddove ritengo che lui non volesse lanciare un germe di sospetto quando
definisce che ogni tanto, in materia urbanistica, vi è una seria diffidenza nei suoi confronti da
parte dei Consiglieri di maggioranza e di minoranza. Una sana diffidenza fa sempre bene in tutto,
quindi non mi preoccupo della diffidenza se è sana. Qualora non fosse sana allora questo mi
infastidirebbe, ma sana diffidenza va bene, perché vuol dire curiosità, vuol dire cercare di
comprendere e quanto mai io voglio che i Consiglieri comunali approfondiscano il più possibile
questa materia e riescano anche a portare un contributo che possa essere il più positivo possibile.
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Perché evidentemente è una materia che comporta e comporterebbe impegno, studio e
applicazione e non è facile, tante volte evidentemente è una delle materie principali, oltre a
quella economica, quella del bilancio e del Consiglio comunale.
Quindi se questo è, va anche bene. Evidentemente non va bene qualora si volesse
lanciare qualche piccolo germe di sospetto che a questo punto invece dovrei rifiutare. Anche
perché mi pare che la Commissione, con sedute segrete o meno, abbia prodotto confronto, abbia
prodotto ipotesi, idee, sulle quali ci si è confrontati spesso e volentieri e sulle quali i contributi
delle forze dell’opposizione, tante volte, sono stati ampiamente utilizzati. Non dico presi in toto,
ma molto utilizzati, liberamente, dalla maggioranza, quale contributo a un rapporto
assolutamente costruttivo. Il dibattito sulla fascia lago ne è stato uno degli esempi fondamentali.
Ma anche in quello sulle seconde case si è lavorato molto, forse per la mia esperienza
potrei dire fin troppo, si potrebbe essere più proficui qualche volta, forse abbiamo dedicato
troppe sedute. Ma non se ne nega mai una, qualora questa possa servire per approfondire
ulteriormente la materia.
Ma è questo che il Sindaco voleva dire. Io non voglio interpretare la sua relazione, perché
non spetta a me farlo, ma dove lui diceva e scriveva: “Ora non credo che si possa affrontare la
pur modesta variante, se non sgombriamo da subito il campo da atteggiamenti preconcetti”, stia
proprio a significare il fatto che ognuno dovrebbe affrontare questa materia con la
consapevolezza di quello che deve andare a fare, l’apporto collaborativo costruttivo che deve
dare, evidentemente lasciando che anche i tecnici facciano e compiano il loro lavoro. Tutto poi è
discutibile.
Io ricordo, perché l’ho detto in Commissione Urbanistica, laddove era “secretata” sulla
variante Gilmozzi per le seconde case… l’avevo detto in ben due sedute, pur sapendo che la
seduta e gli atti erano secretati, così si dice, l’avevo detto e anzi, avevo fatto l’invito ai membri
della commissione urbanistica, affinché, verbalizzandolo anche, dai primi di agosto alla fine di
agosto, di parlarne ampiamente all’interno dei loro gruppi, discutendone sulla base delle bozze
dei documenti che sono stati allegati, perché tra un mese ci si ritrovi e si possa discutere rispetto
agli apporti collaborativi che avete avuto con i vostri gruppi. Invitando tra l’altro i membri della
commissione a non divulgare quei documenti, a non trasmetterli. Ma il mio invito è stato proprio
nella direzione…
Presidente:
Su richiesta del Consigliere Pederzolli…
Sindaco:
Si può sapere chi manca? Perché questa volta veramente il Sindaco si arrabbia! Io voglio
sapere chi manca! Perché hanno perfettamente ragione.
(Voci fuori microfono)
Io esigo che ci sia la maggioranza in aula mentre si tratta il bilancio. Lo esigo prima di tutto per
la dignità di questa Amministrazione che porta il mio nome.
Presidente:
Grazie signor Sindaco.
Sindaco:
Perché ha perfettamente ragione la minoranza in questo caso.
(Voci fuori microfono)
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I capigruppo di maggioranza si attivino per vedere chi manca. Mi sembra nelle logiche della
democrazia.
(Voci fuori microfono)
Se i tre colleghi che sono presenti rimangono dove sono, il numero legale è garantito. Ma se i tre
colleghi decidessero, legittimamente, di alzarsi e uscire, il numero legale non è garantito. E
francamente il Sindaco di questo Comune, fra la seduta di oggi e la prossima prenderà qualche
decisione in merito. Perché la prima cosa che chiedo è che lunedì mattina alle nove i capigruppo
di maggioranza siano nel mio ufficio. Perché figuracce per conto terzi il sottoscritto non ne fa.
L’impegno per leggere l’ecumenica relazione mi ha portato via un po’ di tempo.
^^^ Entrano i Consiglieri Munari e Zambotti: il numero dei presenti sale a 22. ^^^
Presidente:
Se mi permette, signor Sindaco, chiedo al Consigliere Modena…
(Voci fuori microfono)
Andiamo avanti, in attesa del sedicesimo Consigliere di maggioranza, prego il Vice Sindaco di
continuare la sua relazione. Prego Vice Sindaco.
Vice Sindaco:
Quindi per quanto riguarda l’approntamento della variante, massima disponibilità a
ragionare all’interno della commissione, di modo che su questi passaggi i vari membri abbiano il
tempo di poter dialogare con i propri gruppi, portando all’interno della commissione quei
necessari approfondimenti che si riterranno opportuni. È evidente che alcuni meritano particolare
attenzione, un accenno l’ha fatto il Sindaco nella sua relazione, su alcuni aspetti normativi che
sono quelli ad esempio del lotto libero, sul quale evidentemente io ho delle idee e le manifesterò
in sede di commissione. Ma su ciò abbiamo avuto modo di dialogare con il Sindaco, però
evidentemente non sarà la sede nella quale confrontarci. Io chiederò solo nella prossima riunione
di commissione di cercare di calendarizzare, nei mesi di gennaio e febbraio, i lavori in un modo
particolare.
Trattandosi di una variante che dovrà considerare sia la novità della nuova legge
urbanistica, che noi sappiamo il Consiglio provinciale avere messo in campo per la fine di
gennaio-primi di febbraio, quindi il testo lo conosceremo i primissimi giorni di febbraio, e del
nuovo PUP che sostanzialmente conosciamo già, perché il Consiglio provinciale, data la sua non
emendabilità, dovrà approvarlo o respingerlo, ma è dato per certo che rimanga tale. Poter
affrontare con un calendario abbastanza stringente per evitare di non ricordarsi la volta dopo di
quello che si è discusso la volta precedente. Ed è facile che questo possa succedere, è meglio
rimanere sempre abbastanza freschi e solleciti su questa cosa. Quindi molto probabilmente
dovremo fare un lavoro un po’ sollecito.
In ogni caso c’è qualsiasi tipo di apertura nei confronti dei membri, sempre però tenendo
in considerazione che la variante è fatta nell’interesse pubblico e quindi i documenti…
cercheremo di farlo in modo tale che ci sia magari la possibilità di controfirma da parte di
qualche Consigliere appartenente alle minoranze, in modo che la documentazione visionata o
vista sia proprio quella che è stata vista durante la discussione.
Non si può dire che non se ne sia discusso, tutte le scelte che abbiamo fatto negli ultimi
anni, che siano dalle varie lottizzazioni eccetera, sono state tutte approfondite in commissione.
Ritengo sia una commissione che abbia dato, lo dicevo prima, un contributo assolutamente
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rilevante e importante alle scelte, che poi siano votate è tutt’altra cosa, ma il lavoro è stato
sicuramente improntato, da parte mia, a questo tipo di confronto. Per quanto riguarda un accenno
tecnico al prolungamento o meno del tunnel di via Monte Oro, la soluzione presentata qui
dall’Assessore Grisenti o meno, ricordo che nella variante 2000 al PUP la soluzione era stata
stralciata e che il nuovo PUP la reinserisce. Quindi sostanzialmente è stata stralciata nella
variante 2000 la legge 7 del 2003, e adesso, con il nuovo PUP è stata reinserita. Evidentemente,
reinserita, e spiegherà la propria efficacia nel momento in cui il PUP diventerà legge, perché in
provincia di Trento il PUP si approva con legge, e quindi circa nel mese di marzo.
Due parole brevi sulla questione del teleriscaldamento, per cui la centrale di
cogenerazione, le questioni legate alla cartiera o altro. La Consigliera Lorenzi ha fatto accenno a
qualche licenziamento. Mi pare che non si parli assolutamente di alcun licenziamento. La
Cartiera del Garda non opera alcun licenziamento, ha operato modalità diverse di allocazioni di
una parte dell’attività, ma su questo il Sindaco ha parlato. Non si parla quindi di licenziamenti,
ma per quanto riguarda il Consiglio comunale ricordo – e lo ribadisco – che il Consiglio ha
trattato esclusivamente, ritengo per eccesso di scrupolo, la deroga non alla centrale – e bene ha
detto anche il Consigliere Modena – ma ritengo non per separare le responsabilità o meno, la
Cartiera poteva fare la centrale, ce l’ha già in funzione, poteva rifarla.
Poteva rifarla anche in determinati volumi. Siamo andati a una deroga per l’altezza del
camino su richiesta dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, perché la voleva il
più alto possibile, per tutta una serie di problemi legati agli impatti previsti dallo screening di
valutazione di impatto ambientale che fecero. Quindi chiesero quell’ampliamento. A parte che si
ridurrà di un paio di metri, ma io l’ho sempre di ribadito, fu uno scrupolo, perché i volumi tecnici
non abbisognano di deroga urbanistica. Sapendo che si trattava di una questione abbastanza
delicata abbiamo voluto tagliare la testa al toro dicendo che su questo ci si esprima.
Per quanto riguarda un’affermazione della Consigliera Lorenzi, non si conosce l’impatto
ambientale o ancora non lo si capisce bene. Noi abbiamo due documenti – e fino adesso sono
quelli – lo screening di impatto ambientale, allegato alla domanda fatta dall’azienda, per la
presentazione del progetto e poi la valutazione del dirigente dell’APPA sulla documentazione
allegata allo screening, e a tutti i valori positivi. Su alcuni demanda, evidentemente, al post; a
dopo la costruzione, di quello che sarà l’effetto. Ma ha la documentazione prodotta dalla Cartiera
circa le tecnologie che vorrà usare, ha usato anche un termine inglese che mi spiace in questo
momento non ricordo, ma si usano le migliori tecniche di costruzione previste per l’utilizzo di
materiali che sono necessari, ora non ricordo il termine che esiste nell’autorizzazione integrata
ambientale.
È evidente che dopo dovranno essere misurati tutti gli agenti che saranno prodotti per
vedere se questi corrispondono a quanto precedentemente detto nello screening.
Un ultimo accenno a quello che diceva il Consigliere Pederzolli, mi pare volesse
presentare un ordine del giorno… abbiamo presentato una mozione, mi pare per adesso di avere
affrontato le 2 o 3 cose che sono state sollevate, che recavano qualche dubbio.
Grazie.
Presidente:
Grazie Vice Sindaco. Ha chiesto la parola l’Assessore Matteotti Paolo. Scusi assessore,
un attimo. Prego.
Consigliere Valandro:
Rispetto a quanto successo, non posso che fare ammenda per il disguido. Ovviamente
d’ora in avanti non accetto più, da parte di esponenti di minoranza, che mi venga fatta la morale,
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che mi venga detto che bisogna dare il buon esempio e che bisogna mantenere buoni rapporti fra
maggioranza e minoranza. Questo non l’accetto più nel momento in cui, di fronte a una Giunta
che risponde alle domande poste dalla minoranza, la minoranza intende fare giochini. Quindi non
accetterò più questo tipo di comportamento. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Valandro.
Consigliere Modena:
Per fatto personale: quali sono i giochini citati dal Consigliere Valandro? La minoranza
ha tenuto il numero legale per consentire di continuare il Consiglio comunale, caro signor
Valandro.
Presidente:
Ho dato la parola all’Assessore Matteotti, prego Assessore.
Assessore Matteotti Paolo:
Non ci sono stati rilievi significativi per quanto riguarda l’ambiente e le opere pubbliche,
eccezione fatta per il Consigliere Pederzolli che rinnova le sue critiche al piano di azione per
l’aria. Io ho già spiegato qual è la situazione, non mi dilungo, fatto sta che i giornali
quotidianamente ci fanno capire che la situazione è molto più grave di quanto normalmente si è
portati a pensare. Gli inquinanti sono più pericolosi per la salute di quanto normalmente si è
portati a pensare, e nel momento in cui la Provincia dovesse aderire ufficialmente a un piano
interregionale - che poi è promosso dall’Unione europea, la quale sta per diffidare l’Italia, in
quanto l’Italia del Nord non fa a sufficienza per disinquinare l’aria - noi moralmente non
possiamo tirarci fuori e fare un ragionamento quale quello che ho sentito fare da lei.
Apprendiamo invece con interesse quello che succede nei grandi Comuni italiani, in
particolar modo Milano, dove finalmente si passa a politiche che probabilmente sono più
incisive, per quanto impopolari. Dobbiamo liberarci di questo nemico, di questi veleni, dobbiamo
fare la nostra parte, non possiamo assolutamente tirarci fuori. Ovviamente deciderà il Sindaco la
politica del Comune per i prossimi anni.
Per quanto riguarda l’ambiente, un piccolo riassunto è stato appena realizzato in un
piccolo fascicolo che distribuiremo magari lunedì prossimo, così si avrà un’idea più vasta delle
cifre, di quanto si sta facendo sul territorio del Comune di Riva del Garda, per quanto riguarda
l’ambiente, compreso il teleriscaldamento.
Del teleriscaldamento si è parlato, si cercherà di chiarire maggiormente alla popolazione,
per quanto ci riguarda, di cosa si tratta. Ci sarà anche un incontro il 21 con l’università della terza
età, per esempio, che comunque fa parte delle politiche ambientali del Comune di Riva del
Garda.
Solamente ci sono tante cose, ma appunto potete leggerle sul fascicoletto. Mi rivolgo al
Consigliere Modena – anche se c’è un po’ di trambusto, Presidente vado avanti, devo dire poche
cose che forse sono significative…
Presidente:
Vice Sindaco, c’è un vostro collega che sta parlando.
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Assessore Matteotti Paolo:
Come tutti gli Uffici del Comune, anche i nostri sono sottoposti a intenso lavoro. Per
quanto riguarda gli appalti del 2006-2007, sono stati appaltati lavori, per entrambi gli anni, 21
opere pubbliche e nel 2007 25 opere pubbliche, per cifre che superano i 7 milioni di euro e non è
ancora finita, perché la cifra di quest’anno forse supererà quella dell’anno scorso.
Devo dire che gli Uffici comunali, specie quelli della viabilità, hanno impiegato
moltissimo tempo per seguire i lavori del teleriscaldamento. Vedo che a nessuno interessa, quindi
taglio corto. Sono lavori impopolari e sono stati comunque eseguiti, dopo aver analizzato
scientificamente le possibilità di esecuzione di questo tipo di lavori. Sono stati eseguiti negli
unici momenti possibili nel nostro contesto cittadino, per arrecare minor danno possibile. Ci sono
stati problemi degli scavi archeologici, però la cosa sta andando avanti e sono convinto che
l’anno prossimo, in questo periodo, molti avranno dimenticato i fastidi e anche qualche perdita
economica che si è potuto subire, ma ci si renderà conto che il lavoro, complessivamente, per la
città ha una valenza che nei prossimi anni tutti sapranno far valere e vendere.
Come ultima cosa, il libretto è pratico, ogni anno con la collaborazione dell’ingegnere e
del Sindaco, ovviamente ringrazio tutti gli Uffici per il lavoro che viene sveltito. Ho sentito una
critica velata da parte del Consigliere Modena, ma per quanto riguarda la parte in cui c’è scritto
“opere in corso”, si riferisce ad opere che in realtà sono state ultimate, come forse si potrà
vedere, ma manca la chiusura burocratica. Altre opere in corso sono finite, devo citare la viabilità
del tunnel del Rione 2 Giugno che oggi è stato inaugurato, i lavori sono continuamente in
progresso, traducendo malamente dall’inglese, e alcune opere in corso, sotto la voce opere e
lavori in corso, sono in realtà ultimate dal punto di vista concreto, sempre molto di corsa, come si
suole farne la maggior parte degli Uffici del Comune, si cerca di portare a termine il più
velocemente possibile le altre.
Ho apprezzato qua e là che effettivamente, qualcuno ha detto, c’è una logica nel
programma delle opere pubbliche ed è la conseguenza di quanto è stato scritto parecchi anni fa
ed è la ricerca continua di adattare la città ai continui progressi e anche alle opere che la
Provincia porta avanti.
Un esempio solo: noi abbiamo spostato la realizzazione del marciapiede su via Monte
Oro di un anno, visti i ritardi della Provincia, nel senso che elasticamente si cerca di adattare la
concretizzazione dell’opera al momento esatto in cui deve essere eseguita. Già tutti, compreso il
sottoscritto, abbiamo un brogliaccio dove ci si segnano le opere che potrebbero comparire, a Dio
piacendo, l’anno prossimo.
Solo un appello, in realtà forse è vero che forse noi siamo il palazzo e i cittadini forse
sono più distanti, ma devo dire una cosa, vi posso lasciare il mio cellulare, ma con qualche
Consigliere io ho un rapporto frequente, qualche cittadino mi telefona a casa. La maggior parte
non lo fa, io avrei estremo piacere di sentire critiche e segnalazioni, perché questo è il mio
dovere, di seguirle e accettarle, ma anche vostro, di tutti di segnalarle. Io gradirei quindi sono a
disposizione, per un rapporto più collaborativo tra maggioranza e, come auspica il Consigliere
Modena, l’opposizione, per un contributo fattivo alla città.
Presidente:
Grazie Assessore Matteotti. La parola all’Assessore Bagozzi, competente per quanto
riguarda il bilancio.
Assessore Bagozzi:
Grazie Presidente. Anche io come il mio collega Matteo vi do la mia disponibilità per
qualsiasi informazione che i Consiglieri volessero avere sia nell’ambito delle mie deleghe, sia
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nell’ambito delle deleghe che, ogni tanto è giusto ricordare, mi ha dato il Sindaco nell’ambito dei
rapporti con il Consiglio comunale. Quindi, se c’è bisogno di qualche chiarimento, di qualche
mio intervento per riuscire ad avere informazioni ben venga, io sono a disposizione. Ecco, una
cosa che mi piacerebbe è che mi fossero fatte tutte le osservazioni possibili per rendere più
espliciti, più chiari, tutti gli elaborati che vengono presentati in Consiglio comunale. Nella
fattispecie anche la relazione previsionale e programmatica, che è un po’ il riassunto di tutto
quello che deve essere fatto dall’anno prossimo e negli anni relativi al triennio. Un chiarimento
su quanto richiesto dal Consigliere Pederzolli, non in merito a quanto è scritto sulla relazione,
perché sulla medesima in merito ai fitti e alle concessioni vengono riportate sono le cifre finali.
Al contrario da lui è stato richiesto un dettaglio tecnico di tutte le varie voci, naturalmente tutte
queste voci, anche se si riferiscono a locali o negozi posti uno vicino all’altro, hanno cifre
diverse. Nello specifico mi riferisco al negozio di via Scaligero, perché naturalmente lì esisteva
un’attività che storicamente risiedeva nel palazzo, che si è portata per consentire i lavori e che
rientra con un canone che è stato concordato prima del rilascio del negozio e quindi prima
dell’inizio dei lavori. L’altra cosa che è giusto far presente e che vorrei precisare è il canone che
sembra piuttosto ridotto riguarda il Centro sportivo Malossini. Quella posta di tipo formale, deve
essere inserita in questa maniera, ma in realtà il costo che viene riconosciuto come entrata viene
decurtato da quello che è il contributo dato al centro sportivo per le manutenzioni e la custodia
dello stesso. Quindi viene riconosciuta un’entrata in maniera diversa. È stato poi fatto riferimento
ad un prestito ad APM, che sarebbe stato fatto senza interessi: questo è vero in parte, perché in
effetti parte è stato concordato in questa maniera, ma comunque dettagli di questo genere sarò
magari lieto di spiegarli tramite i funzionari comunali, in una seduta separata. Se poi c’è
qualcos’altro ripeto che io sono sempre a disposizione. Potete pure fare riferimento su di me.
Grazie Presidente.
Presidente:
Grazie assessore Bagozzi. È aperta la discussione per il secondo intervento. Prego i
Consiglieri di prenotarsi. La replica del Sindaco avverrà dopo. Prego signor Sindaco.
Sindaco:
Grazie Presidente. Il tema è questo: gli interventi che si sono succeduti fino ad ora sono
abbastanza complessi. A me francamente piacerebbe rispondere non con una controcitazione, per
esempio al collega Frizzi, ma avrei bisogno di poter elaborare un po’. Per cui io sarei dell’idea,
se voi non siete contrari, di aprire il secondo intervento, piuttosto lasciamo aperta la fase del
secondo intervento, e mi riserverei di fare la mia replica alle 18 di lunedì. Io posso anche tentare
di fare la replica, però sappiate che non è completa, perché mi avete prodotto talmente tante
proposte e osservazioni che non vorrei essere impreciso. In particolare, Consigliere Modena, Lei
mi chiede di decrittare circa otto punti, perché me ne sono preso nota, e non vorrei farlo in
maniera errata.
Presidente:
Grazie signor Sindaco. Ha chiesto la parola il Consigliere Zanoni. Prego, per il secondo
intervento.
Consigliere Zanoni:
Sì, grazie Presidente. Anche io vorrei leggere questo mio intervento, anche se, rassicuro
in tal senso il Sindaco, non ci saranno sicuramente delle citazioni. Vorrei anche rassicurarlo…
(Voce fuori microfono)
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Presidente:
Consigliere Frizzi, per favore.
(Voce fuori microfono)
Consigliere Frizzi:
Per mozione d’ordine: purtroppo è il suo secondo intervento e siccome la mia mozione
d’ordine precede praticamente il secondo intervento e io vorrei dire che è brutto fare il secondo
intervento senza la replica del Sindaco al primo intervento. Chiedo se sia possibile
eventualmente passare all’ordine del giorno suppletivo uno, eventualmente demandando il tutto,
con la controrelazione del Sindaco ai primi interventi, nonché i secondi interventi, a lunedì, a
questo punto. Io direi di passare all’ordine del giorno suppletivo adesso, facciamo l’inversione
dei punti all’ordine del giorno, lasciamo i secondi interventi a lunedì, mettendo in apertura del
Consiglio comunale le risposte del Sindaco. Chiedo se tecnicamente sia possibile fare una cosa
del genere.
Sindaco:
C’è un duplice aspetto, proviamo a decodificarlo. Il secondo intervento è un nome tecnico
che diamo al secondo giro, con la consapevolezza che i colleghi Consiglieri di maggioranza, che
si sono già prenotati in numero di quattro, intendono esaurire in questo il loro intervento come
apporto. Mentre è evidente che i colleghi di minoranza, per esempio, intendono rispondere alla
replica. Questo mi sembra evidente, è per questo che poc’anzi ho detto alla Consigliera Lorenzi
che possiamo poi sospendere, replico e si va avanti con il secondo intervento, qualora si ritenesse
di doverlo fare. Devo peraltro dire che se per snellire i lavori fossimo tutti d’accordo
nell’accogliere la proposta del Consigliere Frizzi, sapete però che dobbiamo essere tutti
d’accordo, per invertire l’ordine del giorno, anzi, per anticipare un punto all’ordine del giorno.
(Voci fuori microfono)
Consigliere Frizzi:
Subentra anche una questione tecnica, perché la maggioranza fa un intervento che sarebbe
il secondo intervento, dopo ci dovrebbe essere la relazione del Sindaco, è un nostro ulteriore che
cosa? Il terzo intervento?
Sindaco:
No, sarebbe il secondo intervento.
Consigliere Frizzi:
Sarebbe un secondo intervento posticipato. D’accordo, si può fare anche così.
Sindaco:
Si può fare, basta mettersi d’accordo, Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Non c’è problema, anche perché se il loro intervento magari dura un’ora non riusciamo a
fare l’ordine del giorno suppletivo oggi. Io avanzo questa proposta, sentiamo gli interventi della
maggioranza e poi vediamo quanto tempo ci rimarrà a disposizione, eventualmente, vedremo
dopo.
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Sindaco:
Scusi, Presidente proviamo a dirla, con questo ordine, per essere chiari: noi possiamo
darci l’ambito traguardo delle ore 23 questa sera, e andiamo a vedere, quando saranno finiti gli
interventi che si sono prenotati, a che punto della sera siamo. Semmai lì facciamo subentrare, per
dare un riscontro corretto all’osservazione del Consigliere Frizzi, l’ipotesi che lui ci ha proposto.
Facciamo una via di mezzo. Comunque andiamo avanti con gli interventi che si sono prenotati.
Presidente:
Prego, Consigliere Zanoni.
Consigliere Zanoni:
Bene, riprendo allora il mio intervento, come vi dicevo non farò nessuna citazione, mi
limiterò a solamente a portare alcuni esempi. Non certo perché debbano essere ricopiati in toto,
ma solo perché possono introdurre un argomento di discussione, se lo si riterrà opportuno.
“Scorrendo il programma generale delle opere pubbliche ho notato che anche quest’anno risulta
essere denso di interventi, tesi a riqualificare molti ambiti della nostra città, ma soprattutto anche
delle nostre periferie. Recentissimamente abbiamo inaugurato un’opera importante per la
frazione di Varone, il campo sintetico, un’opera ridimensionata in base ai progetti iniziali, ma
soprattutto un’opera ritarata sulle reali esigenze della frazione, che è stata conclusa anche in
tempi record, grazie al connubio di tutti i soggetti coinvolti. Molte cose sono già state fatte e
molte sono in cantiere, per portare a compimento il nostro programma elettorale, che è stato
ampiamente condiviso dalla maggioranza degli elettori. In tal senso tutto sta andando per il verso
giusto e come Consigliere di maggioranza non posso che esserne soddisfatto. Non avendo nulla
da obiettare su quanto deposto agli atti potrei tranquillamente concludere qui il mio intervento,
annunciando fin d’ora il mio voto favorevole.
Considerato però che la sessione di bilancio è il momento topico di un’amministrazione,
il momento nel quale si tirano le somme di quanto si è fatto, soprattutto il momento nel quale ci
si confronta nel tentativo di delineare le strategie per il futuro, vorrei anche io porre alcune
considerazioni che mi auguro possano tornare utili per portare avanti al meglio l’impegno
assunto nei confronti della nostra città.
Siamo da sempre considerati un polo turistico fra i più importanti del Trentino, da anni il
polo di riferimento nella nostra Provincia per quanto concerne il riparto fiere e congressi, nel
quale l’ente pubblico continua ad investire fortemente. Anche l’artigianato è presenza importante
e recentemente, più per difficoltà altrui che per meriti nostri siamo considerati il principale polo
industriale del Trentino. Tutto questo è la dimostrazione che negli anni si è investito molto sullo
sviluppo economico, nella convinzione che tutto questo potesse garantire un benessere diffuso e
perché questo potesse avverarsi abbiamo accettato di sacrificare alcuni ambiti del nostro
territorio. Probabilmente oggi siamo molto vicini al culmine di questo sviluppo, e cercare di
ricavare ulteriore ricchezza significherebbe, con ogni probabilità, ottenere l’effetto contrario.
Frenare lo sviluppo non significa arretrare, ma semmai evitare che questo nostro sistema
imploda. La nostra economia non è sottodimensionata, non abbiamo problemi nel generare
ricchezza, questo è ampiamente riscontrato nel grande interesse che le banche hanno dimostrato
per la nostra zona e dai dati che loro stesse forniscono sulla raccolta complessiva. Il problema,
semmai, sta nella redistribuzione della ricchezza prodotta, un aspetto che oggi, sempre più, sta
caratterizzando l’intera economia globale.
Oggi la ricchezza è concentrata in un numero sempre più ristretto di persone, sempre
meno persone si arricchiscono e si arricchiscono sempre di più, mentre molte altre percepiscono
redditi talmente bassi da essere spesso insufficienti a condurre un’esistenza normale.
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Un’economia di questo tipo, che redistribuisce in modo troppo ingiusto la ricchezza, sta
annientando la classe media e sta ingenerando pericolose spaccature tra le varie fasce della nostra
società e la violenza in continuo aumento ne è la riprova. Questo vale a livello locale come a
livello mondiale, dove il classico rapporto 20-80, il 20% della popolazione ha a disposizione
l’80% delle risorse, e, viceversa, l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia della
povertà e ha a disposizione solo il 20%, questo rapporto, di anno in anno, si sta ulteriormente
dilatando a sfavore delle fasce più povere, incentivando il fenomeno dell’immigrazione, con tutto
quello che ne consegue.
Penso quindi che oggi nell’alto Garda non sia sufficiente creare nuovo sviluppo, nuove
opportunità e nuovo business, ma sia prioritario porre dei correttivi che tendono a redistribuire in
modo più equo le ricchezze prodotte. Siamo anche Provincia Autonoma, l’autonomia non si
esercita solo gestendo in modo oculato le ingenti poste di bilancio, ma si esercita soprattutto
legiferando, creando nuove regole che rappresentano l’espressione più alta dell’autogoverno. Su
questi temi il nostro Trentino, a mio avviso, dovrebbe interrogarsi per trovare risposte adeguate.
Non è possibile che in un territorio come il nostro, dove la quasi totalità della forza lavoro risulta
essere occupata, siano in costante aumento i nuclei familiari che faticano ad arrivare a fine mese
e che spesso si rivolgono anche al Comune per richiedere i sussidi per l’affitto o per i generi
alimentari. Qualcosa non funziona, il mondo del lavoro così strutturato non funziona più. Una
persona che lavora otto ore al giorno per cinque giorni la settimana e per dodici mesi all’anno
deve avere la possibilità di mantenersi e di mantenere dignitosamente la propria famiglia. Com’è
possibile che una società come la nostra, che fin dal passato ha saputo sviluppare forti realtà
solidaristiche, oggi non sia in grado di reagire? Anzi, proprio queste strutture oggi spesso
beneficiano di vantaggi fiscali per sé e per i propri soci senza averne minimamente bisogno e non
si preoccupano di intervenire laddove esistono le vere emergenze sociali. Spesso magari le
alimentano, utilizzando come criterio per le assunzioni dei propri dipendenti quei contratti di
lavoro atipici, dei contratti che ormai sono largamente utilizzati da tutte le aziende nati con il
pretesto di creare flessibilità nel mondo del lavoro, ma che in realtà servono solo per risparmiare
sulla retribuzione e generano solamente precarietà.
Questo fenomeno colpisce soprattutto i nostri giovani che non sono più in grado di
progettare il loro futuro. Se veramente questa autonomia la vogliamo esercitare credo che questo
sia un buon campo di azione, per dimostrare, a chi ce la invidia e ce la vorrebbe togliere, che
autonomia non significa spendere la ricchezza generata da altri, ma significa conoscere e
reinterpretare i bisogni della propria gente, con la capacità di mettere in campo anche idee
originali e capaci di risolverli. Credo che qualche politica in tal senso si possano attuare anche a
livello comunale, magari ponendo in campo anche sgravi sull’ICI a quelle aziende virtuose che si
impegnano a creare stabilità dei contratti di lavoro. Si potrebbe operare in tal senso anche nei
confronti di quelle aziende che cessino di fare ricorso a società che somministrano lavori
interinali, come spesso accade soprattutto nel nostro settore alberghiero.
Ragionare in tal senso, sviluppando anche nuove tutele nel campo ambientale e dei
trasporti potrebbe tornarci utile per anticipare gli eventi e porci come valida alternativa a tutte
quelle persone, che sono in costante aumento, che si impongono come obiettivo un turismo
responsabile, rispettoso dell’ambiente e delle persone che ci lavorano. Sempre a livello comunale
potremmo ampliare anche nel campo turistico la partecipazione ad Agenda 21. Questo ci
consentirebbe di far aderire il Comune di Riva del Garda alla Carta europea del turismo
sostenibile, per puntare maggiormente su un turismo di qualità, che si caratterizza per il forte
rispetto dell’ambiente e delle persone che ci lavorano. Un turismo fatto di gente responsabile, che
non ama la cementificazione disordinata dei luoghi che frequenta, come succede spesso ad
esempio in alcune coste italiane, dove inoltre questo fenomeno è peggiorato anche per
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l’abusivismo edilizio, ma che predilige quelle realtà che si contraddistinguono per la tutela delle
bellezze naturali e il rispetto dell’ambiente.
Un turismo fatto di gente amica, che ama la nostra terra, che non pone l’enfasi
sull’evasione e sul relax, ma che punta principalmente alla conoscenza dei luoghi, alle loro
culture e tradizioni. Un turismo quindi che non diventa fattore di depauperazione, ma che al
contrario diventa determinante per la tutela e la valorizzazione delle nostre specificità.
Questo mio ragionamento parte da una convinzione ormai diffusa, che la domanda
turistica è di anno in anno sempre più sensibile alle qualità dell’ambiente e quindi anche per
mera opportunità diventa importante porre l’attenzione a queste domande. Altro concetto che ben
si lega con l’idea di turismo responsabile è la cosiddetta mobilità sostenibile. Qualche esempio in
tal senso è già stato messo in atto anche in alcune realtà del nostro Trentino. Penso a Paneveggio,
ma soprattutto al progetto di mobilità sostenibile elaborato dal parco naturale Adamello-Brenta,
in collaborazione con le varie Amministrazioni comunali della Val Rendena, che da ormai
cinque anni caratterizza la mobilità estiva di quella zona.
Questo progetto, nato originariamente per la gestione della mobilità della sola Val
Genova, è stato integrato con il servizio mobilità vacanze della Val Rendena che offre la
possibilità di raggiungere l’alta valle partendo da Tione, ma anche partendo dalle Terme di
Comano.
Il progetto si basa principalmente sulla gestione dei flussi veicolari, correlati alla gestione
dei parcheggi, in connessione a un servizio di trasporto alternativo effettuato con un bus navetta
atto a disincentivare l’utilizzo della vettura privata. Provare a ragionare in tal senso con le varie
amministrazioni del territorio, in stretta sinergia tra pubblico e privato e con il coinvolgimento
diretto di InGarda, probabilmente potrebbe far scaturire qualche soluzione alternativa in grado di
offrire una proposta turistica di qualità, in linea con le nuove esigenze di turismo sostenibile e
certamente meno impattante sulla rete viabilistica del nostro territorio.
Se in aggiunta a tutto questo, per i momenti di maggiore carico veicolare adottassimo altri
provvedimenti, uno dei quali potrebbe essere anche quello espresso di recente dal nostro
Sindaco, quello collegato al grande anello a senso unico, sul quale prima il Consigliere
Pederzolli sembrava un po’ scettico, ma io credo che potrebbe funzionare, soprattutto potrebbe
aiutarci a fare un ragionamento diverso, rispetto al famigerato tunnel lunghissimo, che è
dimensionato sui carichi previsti nei momenti di maggiore utilizzo, penso che quindi questo
progetto potrebbe essere rivisto. Infatti si potrebbe ipotizzare una grande area di interscambio
situata alle balze di Nago, per far scendere poi i turisti nella Busa con un nuovo sistema di
mobilità alternativa che sappia far gustare completamente la visione dell’alto Garda nel suo
insieme. Con il tunnel lungo ovviamente tutto questo verrebbe a scomparire, perché ci si
troverebbe catapultati dalla Busa di Loppio a quella dell’Alto Garda senza renderesne
minimamente conto; perdendo, di fatto, un aspetto importante dell’attrattiva turistica che la
nostra zona ha.
Concludo qui questo mio intervento, forse un mix fra sogno e realtà, che ha anche
l’intento di verificare se tali tematiche possono riscontrare un qualche interesse all’interno di
questo Consiglio comunale ma anche all’interno della nostra città”.
Grazie Presidente.
Presidente:
Grazie Consigliere Zanoni. Ha chiesto la parola il Consigliere Valandro, prego
Consigliere.
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Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Prima di incominciare il mio intervento vorrei chiedere scusa per il
momento di tensione precedente. Siccome cozza con alcuni passaggi del mio intervento volevo
cercare di stemperare le cose e rammaricarmi per quanto è successo.
(Voci fuori microfono)
Grazie Consigliera Lorenzi.
“Le sedute di approvazione del bilancio sono sempre molto stimolanti e permettono di
spaziare quasi a 360° su temi che riguardano la nostra città. Personalmente aspetto sempre con
grande curiosità e attenzione questo appuntamento. Il bilancio è il momento in cui si tiene
aggiornata la nostra agenda operativa e si compie una ricognizione ad ampio raggio sull’attività
amministrativa, su temi e problematiche insorgenti, su adeguamenti opportuni o necessari di
indirizzi e strumenti. Così ci diceva il Sindaco nella sua relazione.
È altresì il momento in cui si cerca di dare una lettura, a volte politica a volte più
personale, a volte pure, purtroppo, strumentale, di quanto accade in città e di come la città cresce,
vive, cambia.
Diventa così motivo di forte attesa, almeno per me, la relazione del Sindaco al nostro
Consiglio. Il momento in cui il Sindaco fa il punto della situazione e cerca di tratteggiare un
quadro complessivo di quella che è l’azione del suo Governo, accompagnando questo esercizio
con note a volte di stimolo, a volte di critica costruttiva della quotidianità di Riva del Garda, sta
poi ai Consiglieri comunali cercare di sviluppare i concetti espressi avventurandosi nel non facile
compito di analizzare il documento contabile tenendo sempre un occhio attento a quanto esposto
dal Sindaco, appunto. Compito quindi della minoranza è cercare di sottolineare in maniera anche
critica le eventuali sbavature, compito invece della maggioranza è quello di rafforzare i concetti
espressi.
Sono incombenze non facili ma che diventano di grande stimolo per chi a ha cuore il
dibattito democratico e crede nell’utilità e nella necessità di un confronto aperto e franco fra le
varie parti.
A tal proposito vorrei, in premessa, ringraziare il Sindaco per una frase in particolare
della sua lunga relazione. Il penultimo capoverso della sua relazione dice così: “La speranza di
un domani nuovo e diverso, positivo e ben compaginato, dove si possano deporre le armi della
diffidenza reciproca, e si possa collaborare con reciproca soddisfazione, questa speranza, intesa
pure come virtù civile, accompagna anche i nostri piccoli passi rivani per il 2008”.
Tale passaggio ricorda molto uno dei passaggi chiave dell’ultima relazione al bilancio di
Cesare Malossini. Il passaggio in cui Cesare serenamente auspicava una città pacificata,
auspicando appunto un clima di reciproco rispetto e di reciproca solidarietà. Ringrazio il signor
Sindaco per questa citazione perché credo faccia bene ogni tanto ricordarsi di quelle parole e
credo serva tanto più in un periodo come il nostro, dove l’individualismo e la cinica voglia di
emergere tante volte offuscano i veri valori e gli importanti ricordi.
Ringrazio ancor più il signor Sindaco per averci permesso così di ricordare Cesare
Malossini a un mese dal quinto anniversario della sua scomparsa. Il gennaio prossimo potrebbe –
e lo auspico vivamente – essere un momento di riflessione approfondita sulla figura di Cesare e
non sarebbe male se il Comune volesse ricordare ufficialmente la figura del nostro amato
Sindaco. Una premessa che ho trovato doveroso fare.
Tornando alla relazione del Sindaco sul bilancio, il messaggio principale che emerge
chiaro e palese è senza dubbio uno: la città cambia. La città cambia nei suoi abitanti, nella sua
conformazione urbanistica, nei suoi assetti economici e sociali, nei suoi valori. Una città, la Riva
del 2008, che ci viene tratteggiata dal Sindaco con tinte ora brillantemente ottimistiche ora con,
mi si permetta, cupa preoccupazione. Una città, la Riva del 2008, che pone delle questioni e delle
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problematicità che chi ha l’onore e l’onere di governarla sa che deve farsene carico. La citazione
di Floriani: “Riva è una città capace di grandi esaltazioni ma anche di grandi mortificazioni”,
appare azzeccata in tal senso. Condivido l’impianto della relazione del Sindaco, come tentativo
di dare risposte efficaci, risposte che vengono praticamente declinate nel bilancio, così come
descritto anche nelle ottime slide dell’Assessore Bagozzi.
Sono convinto che un rivano attento, che legge la relazione del Sindaco, ne può trarre
spunti per una riflessione completa intorno al volersi sentire parte attiva della nostra città, con
importanti dati da poter analizzare e sviluppare più compiutamente. Trovo importantissimo lo
sforzo del farsi carico della situazione dell’associazionismo nella nostra realtà. Credo che
l’impegno del volontariato cittadino sia uno di quei pilastri che sono necessari per sostenere
l’intera struttura della città stessa. Senza un’anima che si impegna e che lavora con il solo scopo
preciso di fare qualcosa per la città, verrebbe a mancare uno dei presupposti fondamentali per
poter parlare effettivamente di una realtà viva. Sono convinto che dare un supporto attivo alle
associazioni, nel difficile cammino della loro vita, di enti fatti di persone e quindi anche di
singole esigenze che diventano comuni, sia uno dei compiti maggiori che un’Amministrazione
deve darsi. E lo deve fare ancor più come segnale tangibile della propria capacità di cavalcare e
saper governare i cambiamenti.
La città cambia, abbiamo detto. Lo fa soprattutto perché cambiano i suoi cittadini e le sue
cittadine, non dimentichiamolo. Un occhio va quindi posto con attenzione a quelli che saranno i
cittadini e le cittadine di domani: i giovani. Personalmente sono convinto di una cosa: Riva del
Garda ha un potenziale in termini di giovani capaci, preparati e attenti che ancora stenta a
rendersi palese ma che già sta dando ampi segnali positivi. Compito dell’Amministrazione è
cercare di favorire questa crescita. Parlo ad esempio, per rimanere nel tema, delle varie
associazioni giovanili che svolgono la propria attività sul nostro territorio cittadino.
Nella mia veste di delegato alle Politiche giovanili non posso non rallegrami della
vivacità e dell’intraprendenza di taluni gruppi di giovani che si impegnano, che creano progetti,
che danno forma a questi progetti e che tante volte cercano di dire qualcosa di nuovo a questa
nostra città. Sono sicuro che questo è un segnale importante e che tale voglia di essere
protagonisti vada incentivata e aiutata da un ente attento quale è il Comune. Sono sicuro che
tanto è stato fatto e tanto si potrà fare in questo senso. Ho trovato in questo la massima
disponibilità da parte del Sindaco. Una disponibilità che vorrei trovare anche nelle categorie
economiche e nei cittadini tutti di Riva. Facciamoci carico del futuro dei giovani rivani dando
loro responsabilità e assecondando la loro voglia di essere protagonisti.
Credo sia un investimento importante che non possiamo lasciarci scappare. Se saremo in
grado di aiutare i giovani in questo cammino di crescita, dando loro strumenti e spazio, ci
garantiremo un futuro come città anche laddove i cambiamenti fisiologici e naturali ci porteranno
a vedersi concludere altre esperienze. Dobbiamo quindi fare lo sforzo di fornire ai giovani i giusti
strumenti. Un lavoro, una casa, certo, ma anche la possibilità di dare corpo alle proprie idee e di
renderle vive, di dare spazio alla creatività e alla voglia di esprimersi.
Il Comune deve cercare di alimentare queste esigenze. Leggo quindi come una svista la
circostanza che al Piano giovani di zona questo Comune abbia destinato solo 13.000 euro, solo
tra virgolette, “un’inezia”. Non è con così ristrette capacità di investimento che si aiutano i
giovani. Tanto più se il termine di paragone sono i 9.000 euro destinati alle associazioni di ex
combattenti, senza nulla togliere a queste ultimi e alle loro meritevoli attività. Ma il futuro è dei
giovani e sul futuro bisogna investire maggiormente. Un futuro che ha bisogno di spazi per
crescere e per sviluppare le proprie tendenze.
In questo senso leggo in maniera estremamente positiva l’apertura fatta dal Sindaco nella
ricerca di spazi da destinare all’intrattenimento giovanile. Trovo alquanto positivo, inoltre,
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l’interessamento all’argomento da parte dei giovani imprenditori rivani. Questo mi fa pensare
che l’esigenza di trovare spazi è un’esigenza condivisa e sentita a più livelli. Mi fa ben sperare,
perché è un tema, questo, su cui vale la pena puntare, anche quando ragioniamo di altre
tematiche. Il polo fieristico e congressuale deve servire anche come contenitore di attività rivolte
ai giovani: il teatro, ma anche il palazzetto e, perché no, lo stesso centro congressuale nella sua
veste progettuale che ci è stata presentata di recente. I processi di rivisitazione urbanistica della
nostra città devono tenere conto anche di queste esigenze. Apriamo senza timore il centro storico
alle attività giovanili, riportiamo i giovani vicini al lago, offrendo loro luoghi di intrattenimento
che non per forza deve essere vuoto e fine a se stesso.
Abbiamo una forte connotazione culturale nella zona della Rocca, della biblioteca e del
costruendo teatro. La Spiaggia degli Olivi è proprio nel mezzo di questo triangolo, approfittiamo
per dare ai giovani cultura e svago nello stesso tempo.
La città cambia. Cambiano con essa anche gli strumenti che la guidano, cambia la politica
e il modo di fare politica. Siamo in un momento di grandi cambiamenti in questo senso. Siamo in
un momento in cui vogliamo lasciarci alle spalle alcune pagine della nostra politica e vogliamo
andare oltre. La costruzione di nuovi modelli, di nuove categorie moderne e più efficaci per
leggere, incontrare e interpretare le esigenze, le potenzialità e le aspettative della comunità,
aggiornare, rivisitare e valorizzare i principi e i valori sui quali ci siamo basati nel nostro
cammino politico. Quello a cui andiamo incontro è un contesto dalle grandi potenzialità.
Dobbiamo saper essere felici interpreti di questa spinta che arriva direttamente dalla nostra gente
per saper interpretare i bisogni di rinnovata partecipazione a tutti i livelli.
Da questa esigenza nasce anche la voglia di essere moderni negli strumenti che
rappresentano la politica. Moderni ma soprattutto efficaci e vicini alla gente, alla nostra gente. Il
modello di approccio più corretto non può che essere quello del civismo, inteso come sforzo di
interpretare e di soddisfare le esigenze che arrivano dalla gente e dalla cittadinanza. Uno sforzo
che deve essere collegato a contenuti chiari e a obiettivi precisi.
Proprio dall’esperienza di governo dei nostri Comuni, specialmente di Arco e Riva del
Garda, dovremmo prendere esempio. Un percorso politico che da ormai quasi dieci anni si è
consolidato portando notevoli benefici al modo di governare le comunità e apportando quindi
notevoli benefici ai cittadini stessi.
È già in essere un cammino che inconsapevolmente ha percorso da tempo la strada che
porta all’obiettivo ultimo: il Partito Democratico. Esperienze, quelle amministrative cittadine,
che pur essendo parallele hanno sempre trovato una convergenza nell’agire amministrativo,
supportate da convergenze programmatiche importanti, che hanno saputo dare alla comunità altogardesana un importante sigillo. Sono però evidentemente collaborazioni che si sono costruite
col tempo. Solo la quotidianità e il continuo confronto sono stati capaci di consolidare i rapporti
ad esempio tra Ds e Margherita. Una delle principali azioni che dobbiamo compiere in questo
non facile impegno è quella di riuscire a lavorare sul programma di consiliatura, riuscendo a dare
un’anima a quello che facciamo. Troppo spesso infatti succede che l’azione amministrativa, con i
suoi carichi di responsabilità finisca per soffocare l’anima politica delle azioni che mettiamo in
campo. Noi vogliamo che quell’anima risulti chiara e ben visibile. La gente deve riconoscere il
taglio politico che vogliamo dare al governo cittadino. Si deve capire che determinate idee non
sono solo frutto della routine ma hanno dietro un ragionamento politico che esula dal semplice
intervento per disegnare una strategia più generale, che descriva chi siamo e che cosa vogliamo
per la nostra zona. Per questo mi sento in dovere di lanciare un percorso condiviso che affronti
diverse tematiche: la variante di assestamento al PRG, la Comunità di Valle, il Parco agricolo,
sono i temi per cui vale la pena che i gruppi consiliari che si riconoscono nel progetto
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democratico si confrontino insieme. Un dibattito e un dialogo che deve continuare all’unisono
anche tra la società civile, coinvolgendo in unici momenti le diverse anime.
Bisogna quindi lavorare sul programma, prenderne i punti salienti e dotarli di un supporto
politico sufficiente a renderli comprensibilmente unici. L’azione nel campo dell’urbanistica non
può limitarsi all’approvazione di deroghe e correzioni di errori materiali. Dobbiamo essere in
grado di disegnare quella che sarà la città che vogliamo coinvolgendo ragionamenti di carattere
economico e sociologico. Dobbiamo fare in modo che la parola innovazione non sia solo un
enunciato ma si traduca nell’aggiornamento di regolamenti e di procedure amministrative e
diventi per una volta visibile ai cittadini tutti. L’Amministrazione deve quindi dotarsi e dotare la
città di sistemi di comunicazione degni del terzo millennio. La comunicazione quindi come parte
fondante dell’agire politico: non c’è azione se non viene spiegata e fatta recepire alla gente
comune. Non solo un esempio di trasparenza, ma un sistema efficace per evitare fraintendimenti
e spiacevoli lamentele.
Investire sulla comunicazione vuol dire anche agganciare fasce d’età che rimangono
fisiologicamente distanti dalla vita politica. Pensiamo ai giovani che devono riscoprire il gusto di
impegnarsi e di portare alla città la voglia di essere loro stessi protagonisti in un circuito virtuoso
che comprende giovani o meno giovani. Solo così riusciremo a declinare in maniera corretta la
riconosciuta necessità di un ricambio generazionale all’interno delle associazioni.
Ricambio che non è sostituzione ma voglia di seguire e rendere attuale l’esperienza di
anni di volontariato attivo. Solo così la città potrà sentirsi più viva, dal centro alle periferie. I
quartieri quindi, che troppo spesso si sentono così distanti dal palazzo pretorio, devono essere
messi nelle condizioni di non essere più solo mere indicazioni toponomastiche, ma veri e propri
nuclei pulsanti della città, ognuno con le sue specificità e i suoi problemi da risolvere. In una
città che cambia sono le periferie i primi anelli del sistema a risentire del flusso migratorio.
Dobbiamo conoscere le periferie per conoscere al meglio la nostra gente. Dobbiamo aiutare le
periferie per aiutare la nostra gente a vivere meglio.
Va fatto uno sforzo per rendere visibile l’impronta che noi vogliamo dare all’attuazione
del programma di governo. Va fatto questo sforzo capendo che ci sono sensibilità nella città che
hanno bisogno di vedere riconosciute le proprie richieste e si aspettano che noi lo facciamo
rendendo le nostre azioni parte di un disegno più ampio che le vede come anelli di
un’indissolubile catena che ci lega alla nostra città. Perché voler essere di questa partita, voler
cercare di portare qualcosa di nuovo nel panorama politico, voler cercare di dire qualcosa che
possa aiutare ad avere un nuovo modello di approccio alle varie tematiche non può prescindere
dal fatto che tutta questa generosità e impegno, è concretezza e idealità insieme, e al tempo stesso
capacità di leadership e ascolto rispettoso dei cittadini e delle loro esigenze; è comune
appartenenza alla storia di una comunità che si fa, che fluisce, che si immagina il proprio futuro
giorno dopo giorno e che per ciò stesso lo costruisce. Il Partito Democratico è ed esiste se è tutto
questo e molto altro ancora, altrimenti non è.
A questo punto – chiedo scusa a quanti questo argomento può non interessare – ma mi
sembrava doveroso dire qualcosa anche a proposito del Partito Democratico. Doveroso e utile
tanto più che siamo a metà di questa consigliatura e occorre trovare lo slancio decisivo,
prescindendo da quello che qualcuno chiama “naturale rimpasto di Giunta”, per arrivare in fondo
al nostro cammino. Un cammino che prevede ancora delle tappe importanti. Ne ho citate tre: la
variante di assestamento del PRG, la Comunità di Valle e il Parco agricolo. Sono temi che il
Sindaco ha abbondantemente analizzato nella sua relazione.
Per quanto riguarda la Comunità di Valle la riforma istituzionale ci detta il percorso, sta a
noi ora riempirlo di significati. Dobbiamo fare in modo che l’Alto Garda e la Val di Ledro siano
in grado di ragionare all’unisono sul tema. Dobbiamo tutti insieme cercare di fare sintesi e fronte
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comune al fine di garantire la migliore soluzione possibile. Dobbiamo ampliare e sviluppare il
tema coinvolgendo il più possibile la base e trasmettendo anche ad altri, oltre alla classe
dirigente, la necessità che la riforma istituzionale, e quindi la Comunità di Valle, vedano al più
presto la luce.
Il tema della Comunità di Valle è strettamente legato alle tematiche dell’urbanistica. In
un’ottica più completa andrà avviato un progetto di aggiornamento del PRG. Nasce infatti la
necessità di fare scelte politiche e amministrative che tendano a uno sviluppo armonico, che non
è solo economico o solo sociale o solo a tutela dell’ambiente, ma è integrato ed equilibrato.
Pensiamo a uno sviluppo armonico che poggi sul tripode fondamentale dei valori sociali,
ambientali ed economici non disgiunti, ma sempre considerati nell’insieme.
Ogni nostra decisione, ogni nostra scelta, dovrebbe essere letta in questa chiave perché
alla fine non zoppichi o cada. Ogni opera dovrebbe arricchire il contesto, non impoverirlo; e non
ci riferiamo soltanto all’edilizia che non ha nessun interesse ad arricchire il contesto sociale o
ambientale o architettonico, ma soltanto quello economico di pochissimi. La nostra società ha
bisogno di segnali forti che indichino che la ricchezza può essere distribuita e che le opportunità
ci sono ancora per stare un po’ meglio tutti. Sarà obbligatorio apportare le varianti necessarie atte
a individuare eventuali nuove zone di espansione e a razionalizzare e sistemare altre zone che ora
non lo sono più. Il tutto ovviamente tenendo conto del rispetto di un sistema che non può
prescindere dalla conservazione dell’ambiente e del fragile rapporto con il territorio agricolo.
In questo senso trova significato, conclusa la tornata sul bilancio, proporre una mozione
che introduca e favorisca un dibattito completo intorno al Parco agricolo. Di questo ci faremo
carico, sapendo che quello che ci interessa è l’adesione a un’idea di rafforzata tutela delle aree
agricole e non l’insediamento di nuovi centri di potere che cercano di darsi una ritinteggiata di
verde all’occorrenza.
La città cambia infine. Cambia perché è giusto che sia così. È nella natura delle cose. Il
nostro compito è quello di governare i cambiamenti, di approntare tutte quelle misure e quegli
strumenti atti a far sì che si parli di innovazione e non di rivoluzione; laddove innovazione vuol
dire guardare con speranza al prossimo futuro e laddove rivoluzione vuol dire anche rinnegare un
passato che ci appartiene. Per questo credo che vada sottolineata la bontà del documento
contabile in oggetto come oggetto di previsione di un futuro che ci preme; un bilancio dei
prossimi anni che getta le basi per uno sguardo alla Riva del prossimo decennio, con la
consapevolezza che la città cambia e cambierà ancora”.
Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Valandro. Ha chiesto la parola il Consigliere Calzà Luigi; prego
Consigliere.
Consigliere Calzà Luigi:
Grazie Presidente. Io sarò brevissimo, contrariamente a chi mi ha preceduto, farò solo due
riflessioni sui lavori della Commissione Urbanistica della quale faccio parte. È molto positivo e
qualificante che nel bilancio in discussione in queste serate l’Amministrazione continui nel suo
impegno di sviluppo della città. Ciò è anche stato più volte evidenziato nella relazione del
Sindaco, coerentemente con il programma di legislatura.
L’impegno, che è partito già due anni fa, appunto con l’inizio di questa legislatura, ha tra
gli obiettivi quello del miglioramento delle condizioni di abitabilità, dell’aumento della qualità
dei luoghi d’incontro dei cittadini in un progetto complessivo di sviluppo della città. In
Commissione Urbanistica abbiamo affrontato e discusso temi importanti, come l’ultimo di Riva
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che è arrivata alle case vacanze, secondo me abbiamo esagerato forse nelle riunioni, potevamo
anche farne qualcuna in meno, l’ha detto anche il Vice Sindaco prima. Si poteva dunque essere
più rapidi nel decidere ma comunque l’importante è essere riusciti a dare delle significative
risposte.
Infatti, finalmente dopo anni, quest’anno abbiamo approvato il Piano fascia lago, che mi
sembra aspettasse dal 2000-2001. Abbiamo anche approvato il progetto di riqualificazione del
polo fieristico, quello dell’hotel Lido Palace. C’è stato l’inizio, pure con alcuni problemi che
conosciamo tutti, del teleriscaldamento. Si sta completando il parcheggio di viale Pilati e, da non
dimenticare, i notevoli interventi nell’edilizia pubblica agevolata e l’aumento nel PUP delle aree
agricole di pregio.
Non dobbiamo però sentirci appagati e per questo ora dobbiamo concentrare tutte le
nostre energie sulle molte cose che ancora sono da fare e per le quali i cittadini aspettano una
risposta. Dobbiamo migliorare il sistema di mobilità esterna e interna al centro urbano, riducendo
la congestione dell’inquinamento. Dobbiamo completare la rete delle piste ciclabili a partire da
quella lungo il torrente Varone, completare il sistema parcheggi, rivedere il servizio del trasporto
pubblico e non da ultimo migliorare la segnaletica per migliorare una mobilità che a volte è
molto caotica.
Dobbiamo migliorare la qualità della vita specialmente nelle aree periferiche e nelle
frazioni, aumentandone i servizi, con una particolare attenzione a usufruire degli spazi da parte
dei bambini e degli anziani. Dobbiamo riqualificare e rinnovare il tessuto edilizio urbano
nell’aspetto delle tradizioni particolari e storiche, con particolare attenzione al centro storico e
alle frazioni.
Per questo, vista la complessità dei temi che sono ancora da affrontare, vorrei chiedere
all’Assessore Vice Sindaco e al Presidente della Commissione Urbanistica, se fosse possibile
convocare la commissione sono degli argomenti specifici, cioè delle commissioni frazionate, una
commissione sulla viabilità interna, una sui parcheggi, una sulle piste ciclabili, per concentrarci
maggiormente sui temi da affrontare.
Abbiamo quindi davanti un anno di lavoro intenso, un anno che ci troverà impegnati a
dare delle risposte importanti. Risposte che dovranno creare le condizioni necessarie per uno
sviluppo sociale e di qualità, affinché arriva diventi una città ancora più bella e più dinamica. Per
una città, come dice Lei signor Sindaco, che cambia. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Calzà. Ha chiesto la parola il Consigliere Benamati, prego
Consigliere.
Consigliere Benamati:
Grazie Presidente. Io cercherò, anche se avrei parecchie cose da dire, di essere breve.
Qualcosa sul bilancio anche perché siamo qui per questo, quindi due o tre cose veloci sul
bilancio.
Credo che il bilancio di quest’anno sia sulla falsariga del bilancio dell’anno scorso, con
alcune razionalizzazioni, secondo me, che lo rendono un po’ più equilibrato rispetto a quello
dell’anno scorso. Lo si vede dalle spese correnti che sono circa 16 milioni di euro e dalle spese in
conto capitale, che mi sembra siano 11 milioni, da questo punto di vista mi sembra abbastanza
equilibrato. Le entrate tributarie e le entrate extratributarie sono quasi otto milioni, in pratica gli
stessi otto milioni che noi abbiamo di trasferimento dalla Provincia, quindi non è del tutto vero
che noi viviamo solo, Consigliere Modena, sugli investimenti, i prestiti della Provincia.
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Tu hai detto chiaramente, scusa, che il bilancio non ha molta polpa. Io direi che
razionalizzare il bilancio e stare nei patti di stabilità, proprio per la gente, credo che sia polpa e
anche discretamente buona. Poi ovviamente ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, siamo
qui proprio per confrontarci su queste cose.
L’unico aumento che c’è stato è stato l’adeguamento ISTAT, quei 160.000 euro sull’ICI,
attività produttive. Ben vengano queste cose se vanno a favore di servizi come l‘asilo nido e altri
settori, come istruzione, cultura e settore sociale.
Sulle opere pubbliche, i contributi delle associazioni, le altre cose sono rimaste come
l’anno scorso. C’è una razionalizzazione negli interventi in campo sociale e credo che, rispetto
alla legislatura precedente, in campo sociale – di questo do atto all’Assessore – secondo me sono
stati dati degli indirizzi e fatte cose anche abbastanza importanti, sia per le politiche della casa
che per l’attività di Azione 10, che secondo me è molto più razionale, rispetto agli anni passati.
In più per le politiche della casa c’è il discorso dell’intervento a favore di quella fascia alta può
entrare nelle case ITEA.
Sulle opere pubbliche anche qui, finalmente, vedo una certa razionalizzazione che poi
porta anche a eseguire opere pubbliche migliori. Non c’è l’Assessore Matteotti, ma comunque
già avere un taglio di lettura con le opere in corso, quelle che sono appaltate, quelle in fase di
esproprio e quelle impegnate, può darci l’opportunità sia di valutare quello che è stato fatto,
rispetto al programma, sia valutare quello che vorremmo essere fatto in futuro. Dare quindi una
centralità ad alcune opere rispetto che ad altre.
Vorrei intervenire sulla relazione del Sindaco e soprattutto su quegli aspetti sui quali io
sono più competente, mi sembra anche normale. Intanto io vorrei che fosse sottolineato – visto
che non lo è stato – il discorso che l’anno prossimo – forse perché io ci sono nato – sono 60 anni
dalla nuova Costituzione e credo che il richiamo alla nuova Costituzione sia stato un percorso
molto importante per la democrazia e ringrazio il Consigliere Frizzi per avere sottolineato
questo. Credo che il nostro problema sia proprio quello di rimotivare l’autonomia. Qui io ho
sentito delle cose secondo me abbastanza importanti e l’autonomia secondo me si rimotiva solo
se facciamo degli interventi di carattere legislativo come in parte questo governo di
centrosinistra, autonomista, ha fatto. Proprio rispetto a un trentino che cambia, a un trentino al
quale noi dobbiamo dare futuro.
Poi è chiaro che le cose non sempre escono come vorremmo. Secondo me in questa
legislatura ci sono state alcune leggi molto importanti.
L’altra cosa che vorrei richiamare, signor Sindaco, Le dico la verità, non è retorica questa,
io sono stato molto impressionato e chiaramente mi sono fatto una serie di domande e mi sono
dato una serie di risposte, anche perché questo è il mio campo, sul discorso che lei ha fatto il 4
novembre. Se io penso a quel povero Alois Stork che è morto
per un’idea di nazione, pur senza sapere come sarebbe venuta fuori questa idea di nazione, che ha
tradito, tra virgolette, diciamole queste cose, faceva parte dell’impero austro – ungarico, come
altre persone, penso ai fratelli tirolesi eccetera, per avere una patria un po’ diversa, purtroppo è
morto per degli ideali. Credo che la storia vada rivisitata in questo senso. Ovviamente gli storici
fanno la loro parte, ma noi dovremmo abituarci a fare una festa dell’incontro, proprio per arrivare
– anche se noi non possiamo costruire la storia a tutti i costi – almeno a capire la storia che noi
stiamo attraversando. Anche perché per me, come educatore, questa è una parte abbastanza
importante.
Tralascio il pessimismo, questa relazione del Sindaco l’ho vista come una relazione che
pone dei problemi che poi starà al Consiglio risolvere. È chiaro che io faccio parte della
maggioranza, però cerco anche di porvi in maniera critica, nel senso di riuscire a fare delle
proposte.
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Condivido questa festa dell’incontro. Questa festa dell’incontro logicamente va
organizzata e deve essere una festa che ha dei temi abbastanza importanti. Il tema della
multiculturalità secondo me deve diventare un problema molto importante. Qualcuno – e anche
lei stesso – dice che la società cambia. Io a scuola vedo che purtroppo in alcuni aspetti – poi vi
dico perché purtroppo – la società è cambiata ed è diventata molto complessa. Spesso ci si trova
soli ad affrontare i problemi sono molto grossi. Credo che quando parla di individualismo, io a
volte lo chiamerei anche solitudine, è difficile mettersi in rete. Oggi il mio preside diceva:
“Grazie di avermi fatto partecipare all’amministrazione del territorio, professore, perché in
questa maniera io ho scoperto che la scuola può mettersi in rete con il territorio e capire una serie
di situazioni”. Credo che questo valga anche per l’Amministrazione.
Una parola sul discorso dell’educazione civica che, Lei sottolinea, va introdotta nella
scuola. Noi nella nostra scuola abbiamo un progetto intitolato “cittadiniamoci”. L’obiettivo di
questo progetto è proprio la partecipazione alle attività legislative e quindi la partecipazione agli
organi istituzionali e anche la partecipazione su come risolvere problemi. Però diventa
estremamente difficile poi, per noi, metterci in rete con l’Amministrazione, fare un percorso
molto preciso in cui i ragazzi siano partecipi attivi imparando dall’Amministrazione, perché qui
ci sono delle persone che fanno delle delibere e cercano di risolvere problemi. Come insegnante,
ma anche come cittadino e Consigliere comunale, io ritengo che se ci poniamo come obiettivo
quello della partecipazione è quello di far fare ai ragazzi un percorso, non deve esserlo solo
quello della visita al comune a vedere cosa c’è, o la classica lezione frontale di educazione
civica…
L’altro aspetto che io pongo riguarda anche un po’ il Piano giovani. Noi abbiamo nel
nostro progetto “cittadiniamoci” anche un incontro con la legalità. Infatti arrivano i Carabinieri a
parlarci di problemi, di delinquenza minorile, per far capire ai ragazzi cosa sono il bene e il male,
ma anche questi sono aspetti da sviluppare. Negli stessi insegnanti c’è anche un po’ di
confusione.
Questo per quanto riguarda il rapporto col territorio. Poi vorrei che, come membro della
Giunta comprensoriale, lei facesse cenno, nel momento in cui si parla di Casamia per esempio, al
progetto che non vuole il leghista Boso, ma che secondo me è fondamentale, per dare la
possibilità ai ragazzi di integrarsi, quel progetto sul quale il Comprensorio sta lavorando con
Casamia e dove la scuola è parte attiva. Noi non facciamo politica a scuola: noi dobbiamo
risolvere i problemi ad alcuni ragazzi che non sono di madrelingua italiana, questo è il problema;
e se le famiglie non riescono a seguirli è chiaro che vanno approfondite certe cose.
Visto che il tempo sta per scadere, a me sta bene la partecipazione alla Fondazione Bruno
Kessler e alla Fondazione Museo storico e credo che a questo punto dobbiamo uscire dalla
Comunità del Garda perché la Comunità del Garda – io ho sempre votato a favore – perché ormai
non abbiamo più degli obiettivi chiari e precisi all’interno della Comunità del Garda ed è
impossibile, secondo me, anche nel momento in cui sono usciti, come dice lei, il 40% dei
Comuni, dare un obiettivo serio a questa Comunità del Garda.
Ci sono cose che purtroppo bisogna lasciare morire perché non si ha la pazienza o la
possibilità di costruire. Anche sull’associazionismo io credo che dovremmo avere la capacità e la
forza di costruire tutta una serie di cose, cioè la città è cambiata, quindi dobbiamo costruire
qualcosa di nuovo. Allora alle associazioni – io mi impegno con la mia associazione – noi
dobbiamo mettere come obiettivo non tanto se siamo o non siamo adeguati o cose del genere, ma
mettere come obiettivo che dobbiamo avere un ricambio, perché io non posso fare ricerca storica
eccetera, pensando di essere l’unico sulla cresta dell’onda, ma credo che anche i giovani debbano
avere il diritto di fare ricerca storica come è successo a me. Quindi le associazioni devono porsi
come obiettivo il ricambio e questo vale un po’ per tutte.
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Un discorso di carattere politico, per concludere. Io condivido quella parte – poi anche
l’altra parte, Consigliere Valandro – che riguarda il Partito Democratico; cioè io credo che
quando tu poni come Partito Democratico una nuova forza politica che deve essere in grado di
condividere, ma non solo spiegare e partecipare, bensì condividere alcuni percorsi importanti con
le città e la società civile, credo questa sia una delle prime cose importanti da fare; ed è forse,
signor Sindaco, la cosa che un po’ è manata alla nostra Amministrazione, noi abbiamo
amministrato però non sempre siamo riusciti ad avere un confronto paziente con la società civile.
E nella società civile, per quanto mi riguarda, metto anche i rapporti con i miei partner politici in
Consiglio comunale, sia opposizione che maggioranza.
È chiaro che dovremmo discutere di sistemi di comunicazione. Io non sono un esperto di
sistemi di comunicazione, ma sicuramente noi dobbiamo mettere in preventivo che le cose che
noi facciamo dobbiamo anche comunicarle e allora dobbiamo costruire un percorso di
comunicazione che non è solo la delibera o arrivare a determinate cose, non è solo la
distribuzione di libretti, Assessore Matteotti, ma logicamente – e non sono negativo in queste
cose – è anche e soprattutto l’andare a cercare… perché l’ambiente è troppo importante perché
noi non mettiamo fra le nostre cose la pazienza di comunicare e qualche volta anche ricevere
critiche o cose di questo genere, per comunicare quello che noi vorremmo fare e quello che
stiamo facendo, ma soprattutto il percorso che vogliamo fare per la città. Ricordo che abbiamo
davanti ancora qualche anno di Amministrazione, per cui dobbiamo sì fare opere pubbliche
eccetera, ma anche motivarci come amministratori pubblici.
Poi sono uscite, credo, belle cose che andrebbero discusse con un po’ più di calma, credo
che ci sia il tempo per farlo. Concordo anche – e senza dubbio lo fa anche il mio gruppo – sul
discorso del Parco agricolo, dove però vedo alcuni problemi che lei ha elencato nella sua…
magari con un linguaggio un po’ provocatorio come le è tipico, forse anche con molta foga, però
il legislatore deve fare il suo compito e noi dobbiamo discutere sulle 9.000 firme, ma non per
come sono state fatte. È chiaro che sono 9.000 firme che hanno come obiettivo tutelare
l’ambiente e salvaguardare l’agricoltura, mettere l’agricoltura non dico nelle stesse condizioni
delle altre attività economiche, ma sicuramente in rete con le altre attività economiche; e non
basta che InGarda dica che punta sui prodotti locali, bisogna anche coltivare i prodotti locali e
bisogna anche che i prodotti locali siano un po’ più remunerativi. Quindi ci sono dei problemi.
Concordo con lei su alcuni articoli di quella legge, che secondo me vanno chiariti e
discussi con gli stessi proponenti, perché non possono propormi alcune cose che ci sono in quegli
articoli, questo l’ho detto anche tranquillamente a coloro ai quali ho dato una mano a firmare,
senza problemi, anche perché non l’ho fatto solo perché sono favorevole al Parco agricolo,
perché sono figlio di un contadino; l’ho fatto anche perché fa parte del mio dovere di Consigliere
comunale, quello di sottoscrivere firme che sono state fatte.
Anche sul discorso dello sviluppo della città dobbiamo ragionarci, perché sviluppo non
vuol dire solo andare avanti, vuol dire dare qualità a quello che stiamo facendo. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Benamati.
Lunedì il primo ad avere la parola sarà il Consigliere Gatti. Grazie e buonasera.
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Sono le ore 23.00. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di lunedì 10.12.2007, come
da avviso di convocazione.
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IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL VICE SEGRETARIO
f.to Anna Cattoi
sr.
Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 214 dd.
22.02.2008 senza rettifiche.
IL VICE SEGRETARIO
f.to dott.ssa Anna Cattoi
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