copia VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL GIORNO 7 DICEMBRE 2007 N. 46 In data 7.12.2007 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica. All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori: – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – MOLINARI Claudio - Sindaco ZUCCHELLI Mario - Presidente ZAMBOTTI Pier Giorgio BENAMATI Tomaso DAVES Carlo CALZA' Luigi BRUNELLI Maria Flavia MIRANTE MARINI Girolamo ZANONI Alessio LORENZI Patrick CALZA' Mario VALANDRO Salvador GRASSO Valeria DALPONTE Andrea GATTI Franco ACCORSI Massimo MUNARI Emilio FRIZZI Rocco PEDERZOLLI Mauro MORANDI Giorgio LORENZI Emanuela BOMBARDELLI Ivo MODENA Carlo BENAGLIO Umberto Risultano assenti i Consiglieri signori: – SANTONI Giovanni – GRAZIOLI Luca – TRINCHIERI BENATTI Cristian – SERAFINI Mirella – DETONI Maurizio – CIVETTINI Giancarlo verbale 7. 12. 07 / 1 Partecipa il Vice Segretario del Comune, dott.ssa Anna Cattoi. Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo Matteotti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli. Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale sono stati chiamati ad assistere all’adunanza, per il relativo punto di competenza, il Responsabile dell’Area Programmazione, Bilancio e Contabilità – Rag. Capo dott. Paolo Franzinelli. Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 24 Consiglieri comunali, il signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la riunione per la trattazione dei seguenti argomenti rimasti da trattare nella precedente riunione del 3.12.2007, indicati nell’ordine del giorno emanato con avviso dd. 22.11.2007, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue: 7. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2008, DELLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2008/2010 E ALTRI ALLEGATI (relatore Ass. Bagozzi) Presidente: È assente giustificata la Consigliera Serafini, propongo di sostituirla, in quanto scrutatrice, con la Consigliera Lorenzi Emanuela. Sottoposta a votazione la proposta con voti favorevoli : n. 22 (Sindaco, Presidente, Zambotti, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Munari, Frizzi, Pederzolli, Morandi, Bombardelli, Modena, Benaglio) − contrari : n. 0 − astenuti : n. 2 (Benamati e Lorenzi Emanuela) IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ^^^ Entrano i Consiglieri Santoni e Trinchieri Benatti: il numero dei presenti sale a 26. ^^^ verbale 7. 12. 07 / 2 Presidente: È aperta la discussione sul bilancio e sulla relazione del signor Sindaco. Prego Consigliera Lorenzi Emanuela. Consigliera Lorenzi Emanuela: Queste le mie osservazioni alla sua relazione, signor Sindaco: individualismo, disimpegno dalle responsabilità associative e civili, riconoscere la città non tanto luogo di affari, di gioco sfrenato intorno a interessi personali e di potere. Parole forti signor Sindaco, io sono una persona molto realista, di solito il mio impegno politico lo esplico sentendo quello che mi dicono i cittadini e quello che direttamente mi succede. Io sono convinta che per dare un piccolo contributo alle problematiche che Lei ha riscontrato nella nostra città, sicuramente serve un esempio personale. Mi permetta, signor Sindaco, di dirle che in questi anni, gli ultimi anni di vita politica, non abbiamo certo lavorato in questa prospettiva. Ne ho già parlato in questo Consiglio comunale, lo ricordo nuovamente, in merito a quanto è successo nelle elezioni del 2003 e del 2005. Di certo non è stato un buon esempio per la città. Riguardo a quello che Lei dice a proposito dell’impegno civile, dell’impegno per la città, personalmente nel 2005 avevo lavorato per coinvolgere i cittadini, perché si impegnassero in politica, ma quanto successo, glielo dico così, amichevolmente, li ha anche un po’ sconvolti. Il metodo usato non ha dato di certo un buon esempio alla città. Poi nel suo discorso riguardo al Parco agricolo mi hanno fatto un po’ impressione le parole che ha usato. Dice che il legislatore provinciale non deve essere allettato da potenziali elettori, dice che non condivide che il direttivo non possa essere composto da persone non elette dalla popolazione. Il discorso del Parco agricolo lo affronto dopo, mi interessano le altre affermazioni che sono abbastanza importanti. Ma le vorrei affrontare con quanto è successo a me, perché chi non cerca di allettare potenziali elettori? Lei lo sa benissimo: le ho raccontato cose che sono successe a me, però se qualche componente della sua Giunta riferisce ai cittadini che certe associazioni non si toccano perché “sono un bacino di voti” non so quale potrebbe essere la reazione. Il cittadino fa fatica a capire un discorso del genere, perché se c’è un problema la logica politica vorrebbe che si risolvesse e basta; non che si tirassero fuori questi discorsi. Giustamente però glielo faccio notare, perché succede. Le faccio anche un altro esempio di quanto ho riscontrato, solo per segnalare la cosa, che mi ha un po’ impressionata. Quando ero nei seggi delle ultime elezioni, scrutando le schede, perché ero rappresentante di partito, mi ha impressionata una cosa: le schede votate per un determinato partito riportavano, come seconda preferenza, sempre la stessa persona. Tutto lecito e tutto a posto, però io sono rimasta impressionata, perché mi sembrava strano che ci fosse una votazione del genere. Le ricordo anche, signor Sindaco, quanto affermato dal Fifensore civico, la signora Borgonovo Re. Signor Sindaco, Riva non è esente dalle tematiche che il Difensore civico ha tirato fuori: ci sono. Ma le assicuro che a volte mettersi in primo piano è difficile, non è così semplice, non è una cosa che venga spontanea, non può venire, perché possono anche esserci, in certe situazioni, delle ritorsioni personali e familiari. Non sempre dobbiamo denunciarla, non è così semplice, perché ognuno ha la propria vita, ognuno vive le proprie esperienze e non tutti possono essere in prima fila. Mi permetta anche di ricordare quanto mi è successo dal Giudice di pace nei miei confronti; lo ricordo di nuovo a questo Consiglio e ci tengo a farlo perché ci sono rimasta male. Io sono stata tacciata come una prezzolata e faccendiera, insieme ai componenti della mia lista. Sono stati chiamati a testimoniare dal Giudice di pace il Segretario Generale, la Vice Segretaria, verbale 7. 12. 07 / 3 un dipendente dell’Ufficio Delibere, mettendo anche in discussione il loro operato! Questa, Le assicuro signor Sindaco, è stata una cosa del tutto negativa, anche nei confronti della città, perché la Consigliera che ha portato certe testimonianze per difendersi, le testimonianze che ha portato il suo avvocato per difenderla, mi hanno offesa. Logicamente la Consigliera poi è stata assolta, e va bene, la giustizia ha fatto il suo corso, però dal punto di vista umano sicuramente c’è stata una brutta procedura. In termine di immagine politica, le ricordo anche il ricorso al Consiglio di Stato che il partito dei DS ha fatto nel giugno del 2005 contro i Verdi. Anche in quel caso tutto è finito, la magistratura ha fatto il suo corso e va bene, però anche quello non è stato un bell’esempio per la città, signor Sindaco. Tutto questo lo sottolineo perché quando poi Lei dice che “c’è individualismo, che la gente non si impegna in prima persona” forse qualche motivazione c’è. Io penso sia compito innanzitutto suo e della sua Giunta, dei Presidenti delle società comunali, che in questo momento lei, la sua Giunta, il Presidente, avete il mandato di governare questa città, innanzitutto di dare il buon esempio come persone che amano la propria città, come dice lei, “riconoscendola non come un luogo di affari di basso conio, ma di persone che lavorano per la soddisfazione della comunità”. Sindaco: Mi scusi, Lei sta sostenendo che il sottoscritto, la mia Giunta e il Presidente non si stanno comportando così? (Voci fuori microfono) Consigliera Lorenzi Emanuela: Esatto: è un’esortazione. Anche perché voi siete più in vista di tutti gli altri, capisce? Voi siete più in vista perché avete un mandato da tutta la città. Le ricordo anche la protesta dei Consiglieri di minoranza, per un paio di Consigli. La stampa ha riportato che lei si è offeso: non penso si sia offeso perché noi abbiamo preso una certa posizione e ribadisco che l’abbiamo presa, signor Sindaco, perché ci sentiamo un po’ inutili. Anche nell’ultimo Consiglio comunale, sui temi che avremmo dovuto discutere, non c’è stato tanto confronto. Non è una questione di minoranza o maggioranza; dal mio punto di vista: siamo qui a trattare dei problemi della città e sarebbe indispensabile avere un confronto, perché penso nessuno sia nel giusto, ma con il confronto si arriva a una mediazione, si arriva a capire perché si arriva a certe scelte e penso sia solo positività per la città. Ma questo non succede, non so come mai. Mi sembra impossibile che su 18 Consiglieri solo due abbiano parlato. In particolare poi la realtà dei rifiuti la viviamo tutti, tutti i giorni, è impossibile che solo io veda certe cose, che solo io vada dall’assessore Bagozzi a comunicargli cosa ho visto, cos’è successo, per invitarlo a provare a vedere. È impossibile. Adesso mi soffermo su alcune tematiche; le faccio alcune osservazioni, naturalmente dal mio punto di vista. Problema casa: ho visto che nelle carte di bilancio, l’ho già detto anche in sede di capigruppo, viene ancora riportato il contributo per le cooperative di S. Nazzaro. Se effettivamente c’è questa problematica casa, e c’è, io personalmente avrei portato avanti questo iter molto più velocemente, perché lì ci sono non so quante famiglie che stanno aspettando di costruirsi la casa. Addirittura dal 2005, mi sembra, perché credo che la questione sia iniziata in quell’anno. Io penso che se effettivamente volete dare un esempio alla città, questa pratica avrebbe dovuto essere portata avanti con una super velocità, super snellezza. Invece ancora non verbale 7. 12. 07 / 4 si è iniziato nulla. Sicuramente avete le vostre buone ragioni, però penso che forse un sistema per velocizzare avrebbe dovuto essere trovato. Riguardo ai trasporti, ho sentito che avete affidato una consulenza esterna, per un’organizzazione migliore. Anche in questo caso io penso che sia da un paio di anni che ne parliamo in Consiglio, la spesa è intorno ai 140.000 euro, visto che il Comune di Arco è capofila e noi abbiamo una spesa di quella entità. Ma qui in Consiglio più volte vi abbiamo segnalato delle problematiche, io penso che qualcosa avreste potuto sperimentare, per vedere le tratte più brevi, le tratte Riva-Arco, magari una piccola sperimentazione prima di dare la consulenza sarebbe servita a vedere com’è veramente la realtà. Abbiamo chiesto qualche intervento migliorativo: magari sugli orari, c’erano tante possibilità di provare qualcosa. Adesso voi avete dato la consulenza, e va bene, ma chi dice che il servizio funziona o non funziona è sempre il cittadino, chi ne usufruisce. A questo punto allora è meglio chiediate a quelli che vorrebbero o effettivamente usufruiscono del servizio. Riguardo al teleriscaldamento, questa è la mia osservazione: secondo me questi cantieri non sono stati ben organizzati, perché ci siamo trovati in alcuni momenti veramente in un disagio immane. Questa organizzazione di mettere una squadra di qua e una di là, forse poteva andare bene per le strade del centro, ma io penso che sul viale Rovereto, un viale di grande percorrenza, sicuramente l’organizzazione avrebbe dovuto essere diversa. Non so se avete notato, sui cartelloni pubblicitari ci sono un mucchio di negozi in svendita, in viale Rovereto, sicuramente qualche problema ce l’hanno. Forse avreste dovuto confrontarvi un po’ di più su quel viale. Riguardo al teleriscaldamento io ho sentito delle osservazioni dei cittadini che abitano lì, intorno alla nuova centrale che si costruirà. Sono preoccupati: è logico che un camino di 35 metri li preoccupi. Non si sa bene l’entità dell’inquinamento, l’impatto reale che ci sarà. La preoccupazione c’è, dico solo questo. Un altro problema che vorrei affrontare, sempre in merito al teleriscaldamento, è quello della Cartiera del Garda. Sulla stampa abbiamo letto, alcuni mesi fa, che ci saranno dei licenziamenti del personale. Anche su questo tema qualche problema mi è stato manifestato. Ci sarà una parte di personale, come c’era scritto sulla stampa, che verrà esternalizzato. Che tipo di problemi può portare questo? La ditta che farà la logistica è stata scelta, però la ditta che è stata scelta, ha delle sedi sia comunali sia in Vallagarina, sia fuori regione. Questo personale potrà essere chiamato a lavorare, come è logico, dappertutto e questo crea un po’ di problematica a questi lavoratori. Ho sentito tante informazioni, però io non sono in grado di vagliarle; vorrei capire quale sarebbe la soluzione da prendere in questo caso, cosa possiamo fare politicamente per una scelta di questo tipo. Signor Sindaco, io a questo punto vorrei chiederle se è possibile che lei abbia un incontro con la Cartiera, con questa ditta che avrà in mano l’esternalizzazione, con i lavoratori, per vedere se potremo dare un appoggio a questa politica della Cartiera. Spero di essermi spiegata abbastanza. Giustamente, sono nostri cittadini e ci chiedono una mano. Il problema che c’è stato con l’approvazione di questo benedetto teleriscaldamento… (Voci fuori microfono) Hai ragione, Consigliere Modena: abbiamo approvato la deroga all’altezza del camino, per dare la possibilità di costruire questa centrale. Sappiamo i problemi che sono sorti, anche tra me e l’AGS, e le osservazioni che abbiamo fatto in seguito a questa approvazione: ci era stato detto che il motivo per cui noi tutti abbiamo approvato questa deroga e la possibilità di costruire questa nuova centrale, era anche la stazionarietà del personale, l’importanza di lasciare il posto di lavoro a tutti. Adesso le varianti sono cambiate, il mercato cambia continuamente, per cui succede quello che abbiamo letto sulla stampa. verbale 7. 12. 07 / 5 Riguardo alle società preciso questo: se ne costituiranno altre due nuove - da quello che ho letto – e cioè una per la gestione del metano e una per la gestione dei tributi. Signor Sindaco, io ho qualche perplessità in merito: per me sono un po’ troppe, la loro gestione costa. Io proporrei almeno di cercare l’accorpamento di qualcuna, se è possibile, perché effettivamente sono tante. Io non sono in grado di dire quali siano quelle da portare avanti, ma magari qualcuno più ferrato in materia potrebbe dirci se possiamo farne qualcuna in meno. Tutto questo anche perché, lo sa benissimo, anche se mi ha già detto che per Lei i compensi dei Presidenti e dei Consiglieri sono equi al loro lavoro, a quello che danno nella società, ma un gettone di presenza di 300 euro è quasi una pensione minima: signor Sindaco, glielo faccio notare, perché è tanto. Siccome bisogna dare il buon esempio, penso che anche in questo caso un piccolo segno sarebbe positivo per la città. Ha parlato di Parco agricolo, ha espresso un giudizio piuttosto pesante, da quello che ho capito io, su una certa organizzazione. Vorrei esprimere alcune impressioni, anche rifacendomi a quelli che hanno scritto prima di me, in merito al senso di questo Parco agricolo. Sindaco: Posso aiutarla Consigliera? Io non mi sono riferito alle impressioni di nessuno, né a relazioni né ad articoli. Ho preso il testo, 13-14 articoli del disegno di legge, e mi sono limitato a commentare quelli. Bisogna andare sul concreto, il testo del disegno di legge, niente altro. Non ho avuto il tempo materiale di leggere né articoli né pareri di altri. La invito a leggere il testo del disegno di legge depositato agli atti. Il mio commento, nella mia relazione, si riferisce unicamente a quello. Consigliera Lorenzi Emanuela: Non è questione di leggere il giornale, leggendo la paginetta che ha dedicato nella sua relazione, signor Sindaco, può essere fraintesa, mi permetto di dirglielo. (Voci fuori microfono) Aspetti un attimo, signor Sindaco, è importantissimo che gli altri capiscano quello che Lei vuol dire. (Voci fuori microfono) Ma anche io mi sono spaventata… (Voci fuori microfono) Signor Sindaco, ha fatto certe affermazioni… io la legge non l’ho vista, io ho partecipato alla raccolta firme, mi hanno detto che hanno raccolto 9.000 firme, dal mio punto di vista mi sembrava una bellissima iniziativa popolare dove, come lei dice, non c’è individualismo, perché tutti si sono dati da fare. Era un segno per la comunità, dal mio punto di vista. Poi, siccome non sono andata in Provincia a prendermi la legge, mi sono documentata su quello che mi arriva casa. Penso che arrivi a tutti, anche qui non ne parlano positivamente, fanno alcune osservazioni, dicono che l’obiettivo era solo quello di tutelare l’Alto Garda, di dare un limite a questa cementificazione, lo sviluppo del turismo eccetera. Io l’ho trovata una cosa positiva. Allora andrò a prendermi in Provincia il disegno di legge e vedrò cosa hanno messo su, perché… io volevo addirittura chiederle di stralciare quella pagina, perché veramente tutti hanno frainteso quello che lei voleva dire, io penso. Oggi c’è un articolo, del signor Calliari, che spiega il loro punto di vista e quello che hanno voluto fare. Anche nel comitato io ho sentito alcune persone che erano sconcertati. Allora, se non ci siamo capiti, se non c’è stata sufficiente comunicazione, è meglio che Lei parli a queste persone, perché è un peccato, dopo tutto l’impegno che ci hanno messo, che questa sia la conclusione. (Voci fuori microfono) verbale 7. 12. 07 / 6 Bravo, grazie. Riguardo alle associazioni e agli altri enti: signor Sindaco, glielo dico in Consiglio comunale, in certe scelte lei deve essere più drastico, lei e la sua Giunta. Non è sufficiente dare i contributi. Per conto mio, a chi fa l’attività commerciale nelle associazioni il Comune deve chiedere una contabilità molto dettagliata: non devono essere solo bacini di voto. Lei dice che i giovani sono individualisti e sostiene che c’è difficoltà di cambio generazionale nelle associazioni. Anche in merito a questo, io ho sentito qualche giovane che ha tentato di entrare in qualche associazione, però è difficile, perché si è creato un grande clima solidale tra quelli che ci sono già e fanno fatica a fare integrare altre persone, far entrare altre persone. Allora forse bisogna aiutarli in questo. Come in politica, signor Sindaco, quando si fanno tre o quattro legislature non va bene. Anche in un’associazione, quando si è dato il proprio servizio, si è dato del tempo a quest’associazione, ad un certo punto bisogna essere capaci di insegnare ad altri a mettersi al servizio in quel modo. Però se ci si arrocca sempre su se stessi, è difficile che il giovane entri. Io non penso che i giovani siano tutti così individualisti, abbiamo anche noi delle esperienze, nella nostra città, molto positive. Però Lei ha riscontrato una difficoltà e c’è. Riguardo alla Comunità di Valle devo dire che, far capire alla città il senso di questa Comunità di Valle, non è semplice. Io ho partecipato a qualche incontro, sono andata a sentire e confrontarmi con le donne, con la Margherita, sono andata a sentire un po’ tutti, però è stata organizzata in una maniera che… Non so se voi sapete, fare le liste di comunità, delle liste in cui ci siano dentro persone rappresentanti di tutti i Comuni, votati da tutti i componenti della Comunità di Valle, vuol dire dei 13 Comuni, non è così semplice. Chi ha un partito organizzato è molto più avvantaggiato, logicamente, perché se il partito è in ogni Comune… quelli come noi, delle liste civiche, avranno grandi difficoltà a portare un rappresentante in Comunità di Valle. Anche riguardo alla questione femminile, ne abbiamo discusso, sarà difficile che qualche donna riesca a entrare nella Comunità di Valle. Se effettivamente si vuole, come ho detto prima, diamo il buon esempio, facciamo entrare in Comunità di Valle dei giovani Consiglieri comunali, giovani donne, diamo loro la possibilità della gestione e di farsi l’esperienza di amministrazione di una comunità più vasta che il Comune. Riguardo alle commissioni faccio una breve considerazione: lei fa riferimento alla Commissione Urbanistica, nella sua relazione. Io più di una volta mi sono lamentata, proprio nella Commissione Urbanistica, perché io non sono una commissaria e mi sarebbe piaciuto intervenire, ma ho avuto qualche problema. Lei dice che nei prossimi mesi si parlerà della variante urbanistica, in Commissione, e ci sarà il segreto… (Voci fuori microfono) Ha fatto un’esortazione! Va bene, guardi allora io vorrei proporre un’altra cosa, vista l’esperienza passata, signor Sindaco, perché io non vorrei mai più trovarmi a discutere e capire un teleriscaldamento in così poco tempo, mi dispiace, glielo dico nuovamente, ma io sono convinta che non mi sia stata data la possibilità di avere maggiori informazioni. Siccome questo è un argomento importantissimo per la nostra città, io auspico che almeno tutti i Consiglieri possano conoscere, man mano che la Commissione lavora… i commissari diranno ai propri Consiglieri di cosa si parla, di cosa si discute. Va benissimo il segreto… (Voci fuori microfono) Ma, signor Sindaco, io non ho capito se il segreto è tra i Consiglieri della Commissione Urbanistica… non si è capito. Ma è la stessa cosa: io auspico che veramente ci sia un confronto tra tutti i Consiglieri prima di arrivare alla votazione, basta. Non pretendo altro. Poi sarà compito dei vari commissari riferire il tutto. A volte un commissario potrà essere sostituito da un altro perché possono esserci problemi di conflitto di interesse e allora è logico che un altro Consigliere verrà a conoscenza di certe scelte. verbale 7. 12. 07 / 7 Un piccolo accenno al lotto libero: la vicenda della famiglia Vivaldi deve insegnarci qualcosa. Abbiamo sbagliato in qualche cosa, sicuramente. Io sono andata a vedere questa villetta, completamente coperta dall’edificio davanti. Se succedesse a noi, sicuramente ci ribelleremmo, perché credo che questa famiglia vedrà ben poco il sole. Ma ci sono altri esempi in città, probabilmente quella del lotto libero era una scelta positiva, perché si occupavano degli spazi tra dei lotti già edificati, solo che probabilmente l’indice dato a questi lotti è stato completamente sbagliato, come lì, ma come in altre situazioni; dare un ampliamento del genere, tra tutte le altre case, ha creato questi problemi. Allora penso che anche questo sia un problema da rivedere. Ho letto sul sito del Comune, riguardo al gruppo di lavoro che è stato creato per regolamentare l’acqua del Garda, a Roma. C’era sul sito del Comune. (Voci fuori microfono) Perfetto, una cosa molto positiva. Però alcuni cittadini hanno fatto notare un’altra cosa, riguardo al problema acqua. La privatizzazione dell’acqua: non abbiamo mai parlato da nessuna parte. Mi hanno fatto notare questo… (Voci fuori microfono) Questa è la problematica che mi hanno sottoposto: viste le novità societarie di AGS, cosa succederà dopo, con l’acqua? Resterà pubblica o, se la società diventerà… Sindaco: Le ricordo, Consigliera Lorenzi, che in questo Consiglio comunale abbiamo approvato la costituzione di AGS.r.l., società di proprietà interamente pubblica, che gestirà l’acqua. (Voci fuori microfono) Ma l’acqua da dove viene? (Voci fuori microfono) Consigliera Lorenzi Emanuela: Vede, signor Sindaco, è meglio che “lo tiriamo fuori” io e i cittadini che lo hanno chiesto, così ci si chiarisce meglio. La comunicazione non è semplice; noi parliamo di tante cose, però a volte queste problematiche emergono e quindi è meglio risolverle subito, così ci si chiarisce e il cittadino capisce cosa stiamo facendo. Visto che siamo qui per loro, ogni tanto ce lo ricordiamo. Io intanto ho finito. Grazie. Presidente: Grazie Consigliera Lorenzi. Altri Consiglieri chiedono la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli, prego Consigliere. Consigliere Pederzolli: Grazie Presidente. “Si può convenire sull’affermazione che in questo periodo vi sia una decisa contrazione economica generale, una difficoltà di crescita e di sopravvivenza per diversi nuclei familiari. Ne abbiamo accennato nel corso della scorsa seduta del Consiglio comunale, in occasione della discussione sui punti relativi all’ICI, ma credo si possa fare un discorso più approfondito. Il patto che la Provincia ha sottoscritto con i Comuni, per evitare di incrementare le entrate attraverso l’imposizione, è un punto di partenza che dovrà riflettersi nel tempo, fino a quando non vi sia l’inversione di tendenza della generale situazione economica. In tempi in cui vi è una corsa dei prezzi rivolta al rincaro, e una stabilizzazione o un limitato crescere degli verbale 7. 12. 07 / 8 stipendi, ogni tassa imposta od onere che aumenta, rischia di diventare un ulteriore ostacolo per la vita di molti. Stiamo assistendo a una crescita frenetica dei prezzi della benzina; pane e alimentari, tra cui frutta e verdura, stanno quasi assumendo il carattere di beni di lusso. L’inflazione sembra avere ripreso il cammino verso l’alto, i tassi di interesse sui mutui stanno raggiungendo percentuali che hanno generato la situazione di difficoltà nei rientri al punto che si leggono spesso articoli di stampa che parlano di acquisizione, da parte delle banche, di diversi immobili, per mancato pagamento delle rate. In tutta questa difficoltà c’è il ristagno degli stipendi, che limitano il potere di acquisto e la possibilità di programmare un tranquillo progredire della vita familiare. Un’analisi dell’Istituto ricerche economiche, in collaborazione con la Cgil, ha permesso di evidenziare che, a partire dall’anno 2002, chi aveva un reddito pari a 24.890 euro, ha subito una perdita del potere di acquisto di circa 1.900 euro, di cui circa 1.200 euro imputabili all’inflazione e circa 700 per l’aumento della pressione fiscale. In Italia circa 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro mensili e circa 7,3 milioni non superano nemmeno i 1000 euro mensili. Oggi è pressoché indispensabile il possesso di un’automobile per ogni famiglia, con tutti i costi che questa richiede. In diverse occasioni ci si trova costretti, nel settore dell’assistenza medica, a rivolgersi alla libera professione, per ottenere un servizio rapido, con tutti i costi che vanno a gravare sul richiedente. Acqua, luce e gas sono servizi che lentamente, ma inesorabilmente, appesantiscono la voce uscite delle famiglie. Il mio non vuole essere un discorso disfattista, piuttosto la lettura di un periodo difficile al quale contribuiscono tutti. Il benessere ormai ci ha abituati a ogni comfort e non ci si vuol far mancare nulla, talvolta correndo forti rischi di indebitamento, dal quale molti poi faticano a uscire. Il tutto si ripercuote nella contrazione degli acquisti che generano difficoltà nelle piccole aziende che, toccate da un’elevata tassazione, si trovano costrette a limitare la voce costi e conseguentemente a ridurre il personale dipendente. Basta ripensare alle cronache recenti che hanno descritto diverse chiusure di aziende di fabbriche in ambito provinciale. In ambito locale abbiamo potuto constatare la difficoltà di un’importante azienda quali la Cartiera del Garda, che è ricorsa alla mobilità per un cospicuo numero di lavoratori dipendenti. Come lei, signor Sindaco, ha cenato nella sua relazione, preoccupa anche la situazione della cartiera Fedrigoni, non da ultimo, anche se sul territorio di Arco, della Dana. C’è una sorta di fuga delle imprese verso l’estero o comunque verso altre zone d’Italia, con la conseguente ricaduta di difficoltà sulle famiglie, costretta a fare i conti con le possibili costi di spostamento. Ecco che anche il Comune riveste una parte fondamentale, ovvero quella di essere la più vicina Amministrazione pubblica al cittadino. Motivo che spinge ad aspettarsi che non sia proprio il primo interlocutore ad incrementare la voce uscite dei bilanci familiari. Ritengo che la programmazione dei futuri bilanci del Comune debba rivolgersi verso il contenimento delle spese, limitando i costi, ad esempio di consulenze, incarico o altro, sfruttando le risorse e le conoscenze dei tecnici e dei funzionari assunti in capo allo stesso. Programmare interventi che rivestono carattere di necessità, accantonando quelli che possono generare un indebitamento eccessivo, che costringa poi l’Amministrazione a incrementare le voci di entrata attraverso l’aumento delle imposte e delle tasse comunali. Lei ha rappresentato che sarà attento riguardo proprio alla possibilità di accensione dei mutui, cercando il maggior equilibrio possibile nei bilanci attuali futuri. Credo che il principale compito di noi componenti della minoranza sia proprio quello di porre la massima attenzione affinché tale premessa non venga disattesa. verbale 7. 12. 07 / 9 Altro aspetto cui l’Amministrazione comunale deve, a mio avviso, porre particolare attenzione, è quello legato alla programmazione dei vari interventi. In questo ultimo periodo – e quanto sto per affermare non è solo con uno spirito di chi vuole solamente criticare, ma di chi vuole proporre motivi di riflessione e di valutazione – abbiamo assistito a diverse aperture di cantiere all’interno del territorio cittadino, che hanno avuto una particolare ripercussione sulle aziende commerciali e le loro possibilità di introiti. Con le difficoltà entrate, ogni ritardo nel termine dei lavori o un protrarsi dell’intervento per problematiche non dipendenti dalle scelte comunali, rischia di incidere sulla normale e tranquilla prosecuzione dell’attività commerciali, che devono fare i conti con un’imposizione fiscale che lascia poco spazio alla possibilità di diminuire le proprie entrate. È pur vero che si tratta di un progetto imponente e che non si ripeterà molto facilmente, ma, considerando anche i futuri programmi di riqualificazione, attraverso il progetto Winkler, si potranno riproporre cantieri estesi con tempistica di lavoro ampia. Ci saranno poi le zone interessate della fascia lago, in una zona nevralgica della città. Situazioni che andranno cadenzate e ottimizzate al meglio. Basta pensare agli studi di settore che tracciano un limite al di sotto del quale si corre il rischio di finire in un accertamento per mancanza della congruità prevista dei medesimi. Diventa quindi necessaria un’attenta programmazione, che ponga attenzione a queste considerazioni, con la particolare indicazione che minori introiti possono coincidere con minori posti di lavoro, con la conseguente ricaduta sulle famiglie e di conseguenza sull’economia del Comune. Credo che un particolare aiuto alle aziende, colpite in modo particolare dai lunghi tempi dei cantieri, l’Amministrazione comunale lo possa fornire attraverso un’attestazione che confermi la durata dei tempi dei lavori o di eventuali chiusure stradali, che possono aver avuto una particolare ripercussione sulle possibilità di vendita. Questo permetterebbe alle stesse di poter dichiarare un momentaneo recesso economico, uscendo dai canoni degli studi di settore, con la tranquillità di poter affrontare un possibile accertamento forti anche di una concreta giustificazione. Ciò non significa che il Comune dovrà attestare che le aziende hanno avuto minor guadagno, è chiaro, ma a confermare la presenza di cantieri o chiusure stradali per un determinato periodo. Se questo dovesse superare i 60 giorni permetterebbe all’attività commerciale di poter rivedere i parametri degli studi di settore e quindi ottenere benefici fiscali. In caso di periodo inferiore avranno un documento che, unito ai minori incassi effettuati, consentirà di non avere timori di contestazioni. Lo riterrei un segnale di sensibilità nei confronti dei principali contribuenti dell’Amministrazione comunale e un’assunzione di responsabilità che può avere l’effetto di far sentire vicino al Comune alle stesse aziende. Si sta cercando di migliorare la comunicatività tra Giunta comunale e cittadinanza. Rispetto al recente passato si hanno modo di leggere maggiori informazioni sia sul sito comunale che sulla cronaca locale, circa le varie scelte operate, anche se solamente esposte come intervento, ma non condite da motivazioni e finalità. Un esempio, riferito a un cantiere attuale, è la tempistica legata allo scavo sulla Provinciale 118. In un articolo di stampa è stato spiegato il motivo dell’intervento, ma non sono state esplicitate le motivazioni che hanno portato alla situazione attuale, ovvero un cantiere aperto da oltre un mese senza che vi sia stata la posa di quanto previsto. Diversi cittadini mi riferiscono di una certa difficoltà a comunicare direttamente con il Sindaco. In questo particolare momento mi sono state comunicate situazioni in cui anche il dialogo con gli Assessori non è stato proprio ottimale. Credo che una virtù che debba avere una Giunta comunale sia la pazienza di spiegare e rispiegare scelte, obiettivi e finalità, senza verbale 7. 12. 07 / 10 ostentare una sorta di presunzione e arroganza che rischia di portare il dialogo verso condizioni poco edificanti per tutti. Non è sicuramente sempre colpa dei vari Assessori se il rapporto diventa difficile, ma credo che il saper ascoltare, anche per l’ennesima volta, il dare una risposta, anche attraverso una battuta e un sorriso, siano un modo per evitare facili adagi e costruire un rapporto aperto e pacato con chiunque. È pur vero che, come Lei stesso afferma, signor Sindaco, non ci si debba rivolgere all’ente pubblico per ogni questione, anche minima. Ma non si deve in alcun modo instaurare distanza tra Amministrazione comunale dei cittadini, considerata la delega che questi hanno messo nelle mani della Giunta da Lei governata. L’introduzione legata alle tempistiche dei vari interventi mi porta a proporre una disamina sulle opere pubbliche sull’urbanistica. I lavori del teleriscaldamento, non previsti nel programma quinquennale, hanno concentrato l’attenzione sui problemi legati alla realizzazione del primo anello. Forse andavano fusi in maniera più appropriata, con i progetti inseriti nel programma e previsti in questa fase dell’anno, visto anche il forte dibattito che hanno acceso sia all’interno del Consiglio comunale e sulla stampa. Un regalo arrivato durante le festività natalizie dello scorso anno di cui ancor oggi buona parte della città stenta a comprendere la portata e gli eventuali benefici. Stanno continuando i lavori di costruzione della variante ovest della città, arteria che creerà un forte spostamento di mezzi principalmente nella zona nevralgica di Ceole. Questa costringerà a un importante ragionamento sulla viabilità interna, già oggi in forte difficoltà. Si dovranno pensare nuove vie di penetrazione dall’esterno verso il centro della città, si dovrà porre puntuale attenzione nella zona di via Venezia, via Pasina e via Balino, strade che dovranno sopportare la movimentazione dei mezzi da e verso Varone, siano essi mezzi leggeri o pesanti. Qui si dovrà produrre il massimo sforzo per non rendere la vita degli abitanti di quella zona una specie di inferno. La problematica in questa zona potrà essere acuita per la scelta di realizzare la lottizzazione ITEA nella località Ischia, prevedendo, quale unica arteria di entrata e uscita, la sola via Pigarelli. Il ragionamento sulla viabilità potrebbe trovare anche un accordo su un altro dibattito posto in questi giorni all’attenzione di tutti: la volontà di realizzare il tunnel di raccordo tra Riva del Garda e la Vallagarina. Al di là della scelta se lungo o corto, se a doppia canna o singola, va raccordato, a mio avviso, in maniera adeguata, sia nel Basso Sarca che nella zona di Loppio. Altrimenti si rischia di creare un incolonnamento in galleria o nella viabilità locale. Mi permetta un breve appunto sulla sua proposta di creare un anello quale soluzione tampone nel periodo di tempo intercorrente con l’eventuale realizzazione del tunnel. Creare un senso unico sulla Maza potrebbe portare alla situazione di collasso in caso di incidente sulla stessa, costringendo ad apportare varianti alla circolazione, sistemando, ogni volta che si verificano, agenti del traffico o segnali stradali per deviare su strade alternative. Oltre a ciò dobbiamo considerare che la Maza è l’unica via percorribile dai camion pesanti; una loro deviazione li porterebbe, in arrivo o in uscita dalla Busa, nel centro di Torbole. Senza voler ostentare presunzione, lo ritengo difficilmente percorribile. Sulla viabilità cittadina sono piuttosto critico, dal momento che vedo realizzarsi numerose costruzioni sul territorio, fucina di ulteriore movimento di mezzi, senza riscontrare una programmazione viaria a supporto di quanto si sta realizzando. Ancora oggi attendo una risposta all’interpellanza presentata in data 10 maggio e relativa allo studio dell’urbanista Forer, incarico che l’allora Sindaco Paolo Matteotti aveva commissionato proprio per rilevare lo stato della mobilità della nostra città. verbale 7. 12. 07 / 11 Lo studio segnalava diverse criticità e dava alcune indicazioni, alla luce anche dei grandi interventi viari che stavano per partire. Per quali motivi queste indicazioni sono state accantonate o parzialmente prese in considerazione? Questo è fondamentalmente il quesito dell’istanza. Altro intervento che deve vedere prima possibile la sua conclusione è la pista ciclabile che dal lago raggiunge la parte nord della città. Quella delle piste ciclabili è un’esigenza della città che può incentivare l’uso di mezzi alternativi alla macchina, a patto però che sia adeguatamente collegata nei vari tratti della sua realizzazione. Per questo motivo invito la Giunta comunale a insistere affinché l’accordo S. NazzaroRione Degasperi non avvenga per via stradale, ovvero sfruttando il passaggio pedonale oggi tutelato dal semaforo, ma attraverso la realizzazione di una passerella sopra il ponte che convoglia il torrente Varone. Ritengo questo un intervento imprescindibile senza il quale si corre il rischio di vedere scarsamente utilizzato il percorso, proprio per la pericolosità, in fatto di traffico, che sta assumendo quel delicato tratto stradale. A tal proposito è mia intenzione proporre un ordine del giorno affinché la Giunta comunale venga impegnata per sostenere la realizzazione del passaggio sopraelevato, e non per via stradale, come prevedrebbe l’originario progetto della Provincia; limitando la medesima a prevedere lo stanziamento per la sopraelevazione della pista. Anche i percorsi ciclopedonali realizzati su parti di marciapiedi del centro città, hanno creato una sorta di abitudine legalizzata all’utilizzo dei marciapiedi quali via di percorrenza con la bicicletta. È pacifico che l’obiettivo era quello di rendere più sicuro lo spostamento con questo tipo di mezzo, ma la realizzazione di prati qua e là, senza un particolare filo logico, ha creato più quest’abitudine che è un rapido e facile metodo di spostamento con la bicicletta. I lavori del teleriscaldamento sposteranno nel tempo alcuni interventi previsti per le piazze Battisti e Garibaldi, progetti la cui realizzazione era prevista per quest’anno per quanto riguarda la prima e per il triennio 2009-2012 per la seconda. Questo potrebbe offrire la possibilità di dare la precedenza alla realizzazione del polo scolastico Rione Degasperi, progetto che meriterebbe un’accelerazione, vista la situazione scolastica già satura attualmente e che, con la prima consegna delle abitazioni del lotto ITEA del Grez e dei successivi alloggi che sono previsti, porterà, nel giro di pochi anni, a un incremento della richiesta di posti che la struttura scolastica non potrà sopportare. Oltre a questo, la mancanza della palestra per l’attività didatticosportiva, che da diversi anni obbliga a effettuare tale disciplina in un luogo non proprio ad arte, appropriato per gli alunni. Un adeguamento degli spazi delle nostre scuole si renderà necessario anche per il fenomeno della multiculturalità, come Lei lo ha definito. La presenza di diverse nazionalità tra i ragazzi porterà all’utilizzo di ulteriori spazi per coloro che dovranno superare gli ostacoli legati alla comunicazione e all’integrazione. Permettetemi un sospiro di sollievo per la direzione che ha preso il futuro compendio della Spiaggia degli Olivi. Tramontata l’idea di realizzare il Museo della Vela al suo interno, ora si prospetta la possibilità di recuperare l’area per realizzare un progetto che lo restituisca alla fruibilità dei rivani e nel contempo integrare l’offerta turistica della città. In materia urbanistica voglio ribadire la necessità di porre attenzione al nostro territorio, alla sua salvaguardia e al mantenimento della sua conformazione. Credo che la forte urbanizzazione nella parte centrale della città abbia saturato gli spazi e ora si debbano preservare aree che sono necessarie per garantire una buona qualità della vita. Se facciamo attenzione possiamo constatare che stanno via via sparendo tutte le aree che, fino a oggi, erano utilizzate anche per la realizzazione di manifestazioni. Anche le aree gioco, a mio avviso, non sono sufficienti per offrire adeguati spazi allo svago dei più piccoli, soprattutto durante il periodo estivo, momento di maggior fruizione degli stessi. verbale 7. 12. 07 / 12 Il miglioramento della vivibilità passa anche attraverso i parcheggi. Oramai è in via di ultimazione il Pilati, in fase di realizzazione l’interrato dell’oratorio, sarà realizzato il Monte Oro. Parcheggi che prevedranno solo una parte di posti da destinare alla rotazione, mentre saranno perlopiù destinati all’acquisto da parte dei privati. Considerando la futura pedonalizzazione di via Roma e di parte di viale Dante, in futuro avremo posti auto ricavati dai citati parcheggi, oltre a quelli che saranno realizzati con i vari progetti della fascia lago. Saranno di sicuro un numero di posti, ma per i mezzi provenienti dalla parte nord della città vi sarà l’obbligo di raggiungerli, visto che, con il progetto Rossi sull’area ex ospedale, dove oggi ci sono circa 200 posti auto, rimarrà il solo parcheggio dell’ex cimitero, per evitare uno spostamento verso i posti auto sopra citati. Perché non sostenere la realizzazione di un ulteriore interrato proprio nell’area del vecchio cimitero? La questione parcheggi apre una finestra sulle società partecipate dal comune, un numero cospicuo che, nel limite del possibile, dovrebbe essere ridotto attraverso accorpamenti tra le stesse; il tutto in un’ottica di contenimento delle spese, a cui è chiamata a partecipare anche l’Amministrazione comunale. In particolare APM S.p.A., società che, causa la nota vicenda giudiziaria, potrebbe incidere sulle uscite comunali per la possibile rivalutazione di capitale, qualora vi fosse un parere negativo circa il ricorso proposto. L’uscita che va a unirsi al finanziamento di 600.000 euro infruttifero che l’Amministrazione ha già concesso nell’anno 2004 alla stessa società, coprendo anche la cifra di circa 150.000 euro che APM doveva al Comune per canoni arretrati, per i quali non è stato richiesto alcun interesse. Si può dire che da questa operazione non ne esca un vantaggio per l’Amministrazione. Un interrogativo che ritengo interessante sarebbe quello che vorrei capire quanti degli 823.000 euro incassati dai servizi della società finiscono per sostenere il finanziamento del parcheggio Pilati. Qualora l’accantonamento per finanziare l’opera fosse irrisorio, si potrebbe effettuare un ragionamento che porti verso una riduzione della tariffa oraria dei parcheggi, in modo da ridurre la necessità di realizzare costi per non generare utili. Altro aspetto che sicuramente interessa i colleghi Consiglieri, è quello concernente il progetto, che la società starebbe confezionando – è un’affermazione che risale al maggio di quest’anno –quale ulteriore investimento infrastrutturale, per recuperare le perdite di stalli, conseguenti ai ritrovamenti archeologici. Si ha già qualche precisa indicazione sulle scelte che saranno fatte? Credo che tale argomento potrebbe essere oggetto di discussione in sede di Commissione Urbanistica. Per quanto riguarda il tema delle politiche sociali, alcune considerazioni vanno spese per il servizio Azione 10. I servizi proposti dal servizio – scusate il gioco di parole – non tutti hanno funzionato in modo esauriente. Se da un lato vi sono stati apprezzamenti per i servizi di supporto all’interno della casa di riposo, se quelli riguardanti il verde e la biblioteca non sembrano avere incontrato particolari problematiche, quello relativo all’accompagnamento anziani sembra aver riscontrato qualche difficoltà. Non sembra esserci stata forte adesione, il servizio di pubblicità è partito con forte ritardo rispetto all’avvio del servizio stesso, compromettendo la possibilità di rendere il servizio noto a più persone, che avrebbero potuto fruirne anche nel corso del 2008. Ritengo che vi debba essere maggiore controllo, non solo da parte dei responsabili delle cooperative che gestiscono il servizio, ma anche da parte del Comune, sull’operato dei capisquadra, soggetti preposti alla gestione delle persone assunte e dello svolgimento del servizio loro affidato. Analizzando la rotazione di persone impiegate nel servizio negli anni, a partire dal 1997 a oggi non si riscontra, a quanto affermato dall’assessore Giordani nel corso della Commissione consiliare per le Politiche sociali del 19 settembre 2006, nulla di particolare. Nel corso della riunione la dottoressa affermava che, nello stabilire i soggetti da mettere all’Azione 10, è stata verbale 7. 12. 07 / 13 posta particolare attenzione alla necessità di assicurare un certo grado di mobilità dei soggetti accolti, con riferimento a coloro che risultano avere già più volte beneficiato dell’Azione 10. L’analisi dei dati ha permesso di rilevare che nel corso degli 11 anni sono state impegnate 134 persone di cui 58 impiegate per un solo anno, e di queste ben 19 sono state chiamate quest’anno; mentre ve ne sono 26 che hanno potuto far parte del servizio per almeno cinque anni, arrivando in più casi anche a otto presenze all’interno del progetto. Considerando il continuo crescere delle domande si auspica che l’indirizzo preso quest’anno, di chiamare 19 soggetti nuovi, sia l’inizio di una costante rotazione che possa permettere a più persone il raggiungimento del sostegno, dato dal sussidio di disoccupazione, oltre che dalla possibilità di vedere più persone e avere la possibilità di misurarsi con un possibile inserimento nel mondo lavorativo. Anche gli anziani, assegnatari degli orti nell’area compresa tra via Martini e via Montessori, non hanno ricevuto un bel segnale dall’Amministrazione comunale. Per liberare spazi per i lavori, nell’area immediatamente vicina, non è stata usata, a mio avviso, la dovuta delicatezza, procedendo allo spostamento del capanno delle attrezzature senza alcun preavviso e lasciando alquanto in disordine il materiale lasciato dagli assegnatari. È stato sicuramente un incidente di percorso, che però ha evidenziato poca delicatezza da parte di un apparato dell’Amministrazione comunale. Anche con le associazioni sportive è mancato probabilmente il coordinamento fra i vari Assessorati competenti, situazione che ha generato lamentele e discussioni. Si è proceduto al cambio di orari e di sede di fruizione delle palestre a stagione avviata, con notevoli disagi per le società toccate dal cambiamento. Non sono a conoscenza se vi sia un coordinamento che verifichi le esigenze delle varie associazioni sportive, se venga studiato e vi sia un criterio scritto e noto ai destinatari sulle modalità di assegnazione degli orari e delle strutture sportive. Da quanto ho potuto constatare non c’è una grossa informazione sulle modalità di assegnazione e questo rischia di creare malumori tra le stesse associazioni, invidie e screzi che finiscono con il danneggiare principalmente i fruitori che, nella maggioranza dei casi, sono giovani in età adolescenziale. Se poi pensiamo che diversi corsi si rivolgono anche a persone colpite da disabilità, ecco che il ruolo dell’Assessorato alle Politiche sociali viene chiamato in causa, soprattutto se le associazioni che possono avere ricevuto una penalizzazione, nei tempi e nelle assegnazioni, sono proprio quelle che al loro interno hanno attività rivolte a questi soggetti. Un input deciso e maggiore attenzione la devono ricevere anche le politiche giovanili. Lei stesso, signor Sindaco, nella relazione al bilancio di previsione del 2006 dichiarava di essere preoccupato per la diffusione dell’alcol e delle droghe a livello giovanile. Avviare un progetto in ambito comprensoriale può essere un passo positivo, ma non si può pensare che qualche manifestazione qua e là nel corso dell’anno sia avere risolto il problema. Bisogna concedere spazi, aprire i servizi comunali rivolti ai giovani anche in orario serale, ad esempio la biblioteca; avviare convenzioni con i privati, tra questi anche le parrocchie, per offrire sale libere per l’aggregazione e il divertimento. Spiace vedere girovagare a vuoto per la nostra città, soprattutto la sera, gruppi di ragazzini in età adolescenziale, senza avere un luogo ove ritrovarsi, senza avere punti di riferimento e dovendosi accontentare di luoghi seminascosti dove ammazzare il tempo con l’uso di bevande, perlopiù alcoliche, se non di altro. L’alternativa poi rischia di diventare il “distruggo tutto” o i graffiti. Di sicuro non è solo colpa dell’Amministrazione comunale se accade questo, ritengo però che vada fatto il massimo sforzo per sovvertire una tendenza che rischia di radicarsi in maniera decisa. Il centro giovanile realizzato all’ex colonia Sabbioni sembra avere offerto spazi principalmente ad associazioni che verbale 7. 12. 07 / 14 collaborano nella gestione, oltre a qualche corso di ballo o lezione specifica. Sarebbe positivo conoscere quali altri momenti hanno caratterizzato il centro, per l’impiego da parte dei giovani. L’associazionismo, altro argomento che Lei ha toccato nella sua relazione: siamo tutti d’accordo sul fatto che vi sia una preoccupazione circa la possibilità di ricambio all’interno delle varie associazioni che compongono il tessuto della città, vi sono però gruppi che hanno al loro interno un folto numero di ragazzi. Questo può e deve fare riflettere sul fatto che non siano solo i giovani a essere lontani dalle associazioni, ma che non siano anche le stesse ad allontanarli. Spesso si osservano manifestazioni realizzate da gruppi, rivolte principalmente alla culinaria o strutturate principalmente per una platea che ha superato l’età giovanile. Quante manifestazioni vengono realizzati in un anno per i giovani e quante per i meno giovani? Non può essere proprio questo uno dei motivi che non permettono la conoscenza delle varie realtà associative ai più giovani? Di sicuro è meglio per i ragazzi un pomeriggio alla play-station, piuttosto che un pomeriggio con le maniche rimboccate nel realizzare un momento conviviale. Ritengo che alle associazioni vada lasciata maggiore libertà nel realizzare le varie manifestazioni, senza doverne limitare la portata giornaliera, ponendo doverosa attenzione alle possibili sovrapposizioni di tematiche, ma offrendo invece lo stimolo e la possibilità di collaborare per contribuire maggiormente anche all’offerta turistica. Altro argomento riferibile alle associazioni è la scarsa conoscenza delle metodologie di assegnazione dei contributi che il comune distribuisce. Mi chiedo se esista un regolamento oppure un criterio di erogazione degli stessi. Di certo, se vi fosse maggiore informazione sull’argomento, potrebbero essere evitate le facili affermazioni o i calcoli di privilegio, che spesso vengono rivolti verso taluni. Apertura e trasparenza sono le basi per fugare qualsiasi sospetto o dubbio, così come per l’assegnazione di spazi e strutture, ancor più nella distribuzione di sostegni, queste componenti devono primeggiare. Proprio mercoledì scorso, nel corso dell’ultima seduta di Commissione per le Politiche sociali, abbiamo ripreso un discorso interrotto sei mesi fa, quello relativo al servizio di trasporto delle persone colpite da disabilità. Credo sia passato troppo tempo tra l’intervento dell’altro e questa convinzione era appesantita dal fatto che era attivo un servizio che è venuto meno, per una rigidità manifestata dalla Provincia, nei confronti di persone che di difficoltà ne hanno già troppe. È pur vero che il problema non va affrontato in maniera superficiale e rapida, ma neanche deve essere lasciato trascorrere eccessivo tempo prima di poter dare una risposta concreta a chi ne necessita. D’altronde, nel corso della seduta, i commissari hanno avuto occasione di ascoltare direttamente dai rappresentanti delle associazioni di disabilità convocate, quali difficoltà vi sono nel poter fruire del progetto Muoversi, istituito dalla Provincia, mentre era diventato un servizio comodo, pratico e rapido, quello avviato in ambito comunale, grazie anche alla collaborazione dei tassisti del nostro Comune. Un suggerimento che mi sono permesso di esternare è quello che può vedere il comune di Riva del Garda attivarsi per poter fruire del servizio civile nazionale, istituito dal Ministero della Solidarietà sociale. Servizio che trova una nuova impronta il 23 agosto 2004, data in cui viene promulgata la legge che anticipa al 1° gennaio 2005 la sospensione della leva obbligatoria. Tale data segna di fatto la nuova era del servizio civile nazionale. Il 2005 quindi è l’anno in cui anche ai ragazzi è concesso di partecipare volontariamente al predetto servizio. Si è passati dal 6% di adesioni maschili del 2004 al 25% del 2005. Nel 2006 il servizio civile nazionale festeggia il suo primo lustro di vita. E il consenso dei giovani è cresciuto di anno in anno, dai 181 ragazzi del 2001 si è passati ai 45.175 del 2005, impiegati in 3.451 progetti che coinvolgono 1.601 enti, in attività espletate in Italia. Tra i vari enti accreditati al servizio vi sono, a livello provinciale, i Comuni di Trento, Rovereto, Arco, Dro, Brentonico, verbale 7. 12. 07 / 15 Borgo Valsugana e altri Comuni della Provincia. Questo potrebbe essere un ottimo supporto alle necessità sociali della nostra città, oltre che offrire un’opportunità ai giovani, anche dietro un piccolo riconoscimento economico. In tema ambientale la Giunta ha inteso proseguire la propria adesione al piano provinciale antismog, istituendo divieti per la circolazione, in determinate fasce orarie, dei veicoli euro 0 ed euro 1. L’auspicio è che per l’anno venturo la nostra Amministrazione abbia il coraggio di dire basta a questo palliativo intervento di miglioramento. È da più parti risaputo che gli effetti sono minimi se non nulli, allora perché proseguire colpendo solo una minima parte di persone, con il solo obiettivo di dimostrare che si stanno proponendo interventi in materia ambientale? Abbiamo esempi di vicini Comuni che hanno scelto di distogliersi da tale iniziativa, senza sollevare particolari proclami, ma manifestando un pensiero contrastante e soprattutto senza attuare altri interventi. Non è certamente un problema facilmente affrontabile e risolvibile, ma non deve nemmeno essere forzatamente istituito un provvedimento che sappia creare più mugugni e lamentele che i risultati. Credo che non si possa evitare un accenno al turismo e alle sue problematiche. Vi sono state più autorevoli espressioni che hanno affermato la necessità di elevare la qualità del nostro turismo. Sono state approvate mozioni in Consiglio comunale, il Presidente di InGarda, in occasione del lontano incontro realizzato dalla testata giornalistica, lo aveva palesato. Ora si dovranno iniziare a discutere le eventuali contromisure per evitare che i facili guadagni lascino spazio al costante decadimento dell’offerta turistica. Le scelte operate da un po’ di tempo a questa parte stanno iniziando a creare le prime avvisaglie di una crisi del settore, che si affianca a quello alberghiero. Quali sono state, nel corso dell’anno, le occasioni di incontro proposte dal Comune alle varie associazioni di categoria o viceversa? I futuri interventi nel settore fieristico e congressuale potranno e dovranno ampliare la stagionalità, ma si dovrà pensare a un contorno che sappia offrire adeguato supporto alle esigenze dei congressisti, pena il rischio di vedersi scippare fiere molto importanti per l’economia della nostra città. Personalmente non condivido l’adesione che l’Amministrazione comunale ha rivolto al Consorzio degli operatori commerciali del centro storico. Se per adesione si intende una partecipazione diretta, avrei preferito un’azione esterna di sostegno alle iniziative che verranno di volta in volta proposte, per evitare una possibile politicizzazione dello stesso consorzio. Mi auguro che l’intendimento sia la seconda delle ipotesi da me prospettate. Sempre con un occhio al turismo, quali potranno essere le tempistiche… Sindaco: Se la logica fosse questa, Consigliere Pederzolli, allora il Comune esce da tutto. Perché se Lei ritiene che il fatto che l’ente Comune, che partecipa a qualche entità associativa, societaria, di fondazione o altro, politicizzi la medesima, perché oggi ci sono io e domani c’è Lei, allora forse non abbiamo capito il ruolo del Comune. Consigliere Pederzolli: Ho detto che avrei preferito, ho anticipato che era una mia impressione personale. “Sempre con un occhio al turismo, quali potranno essere le tempistiche dei vari interventi che riguarderanno la zona più importante e delicata della nostra città, quale è la fascia lago? Considerando l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’hotel Lido, del procedere dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione del teatro e del nuovo Centro congressi, il recupero del compendio Spiaggia degli Olivi, nonché la previsione della ristrutturazione del primo dei poli verbale 7. 12. 07 / 16 spiaggia, si dovrà fare in modo da non presentare una fascia lago totalmente sottosopra, in modo da garantire la sua costante appetibilità nel periodo di maggiore afflusso turistico. Sarà una partita da giocare con i giusti tempi e ritmi, considerando che nel tempo si dovranno realizzare anche percorsi ciclabili e pedonali, oltre a quanto precedentemente esposto. Entrando in alcuni dei dati della relazione previsionale e programmatica, tutti avremmo preferito non vedere alcun aumento della tassazione, benché l’unico aumento sia ricaduto sull’Imposta Comunale degli Immobili per le attività produttive, con un lieve incremento che permetterà di realizzare un importo che sosterrà il proseguire delle politiche sociali inerenti la casa e l’inserimento nel mondo del lavoro. Solo alcune cifre richiedono alcune precisazioni, dal momento che non riesco a comprenderne differenze e motivazioni. Analizzando la relazione che ci ha consegnato, al punto relativo alla dimostrazione dei proventi dei beni dell’ente, a pagina 23, e in particolare alla voce “fitti dei fabbricati”, emerge un dato che vorrei fosse maggiormente chiarito. Con la ristrutturazione della casa comunale di via Scaligero, oltre ai 12 alloggi per anziani, sono state ricavate tre unità di uso commerciale. Di queste una risulta assegnata a una società privata, la B & B , con un canone annuo per l’anno 2008 pari a 32.226 euro; una da assegnare tramite asta con una previsione di canone di 36.200 euro e un’ultima unità assegnata a Cipriani Gaetano, per un canone annuo di 11.244 euro. La sostanziale differenza è data dalla ridotta superficie? Oppure gradirei conoscere le motivazioni che portano a questa sostanziale differenza. Analoga situazione viene riscontrata nei fitti di immobili strumentali, dove rientrano i contratti di affitto dei due poli spiaggia che hanno avuto un canone, per l’anno 2007, pari a 65.857 euro per il polo Spiaggia dei Pini e di 78.658 euro per il polo Sabbioni; il bar “Al campetto” del Brione, canone 2007 di 5.676 euro e infine il bar “Centro sportivo Malossini” con un canone di 864 euro per l’anno 2007. Anche qui vorrei avere maggiori chiarimenti circa i differenti importi previsti tra le varie attività. È sintomatico che i poli spiaggia abbiano maggiori possibilità di afflusso, benché legate alla sola stagionalità; di contro a una possibilità legata all’intera annualità per gli altri due immobili affittati. Risulta particolare il canone richiesto per il bar “Centro sportivo Malossini” che, stando alle cifre fornite dall’Amministrazione comunale, prevedrebbe un canone mensile di 72 euro. Per quanto concerne il personale e il funzionamento degli Uffici, va rammentato che verso la fine dell’anno 2005, inizio anno 2006, la Giunta aveva proposto una modifica degli orari degli Uffici, al fine di migliorare e garantire un più semplice approccio fra utenza e Uffici. Questo si è concretizzato nell’istituzione della giornata lunga per l’Ufficio Anagrafe, mentre per gli altri l’orario è rimasto pressoché invariato. Preme segnalare che, senza prevedere incremento di personale, l’Ufficio Anagrafe si è trovato ad avere una giornata lunga, oltre al carico di competenze in continua crescita, legate non soltanto alla normale attività di documentazione, relativa ai residenti, ma anche da incarichi attribuiti, per legge, che riguardano il movimento di cittadini stranieri ed extracomunitari. Questo porta a momenti di forte flusso di persone che hanno tempistiche talvolta lunghe, dettate dalle difficoltà di comprensione della lingua e dalle informazioni che spesso si rendono necessarie. Contesto che è stato oggetto di segnalazione anche da parte di altri colleghi Consiglieri. Tale situazione potrà essere probabilmente superata con la risistemazione del piano terra del Municipio e con la realizzazione di uno sportello informazioni che potrà sgravare buona parte del lavoro dei vari Uffici. Sono state realizzate indagini circa alcuni Servizi comunali. Di questo non è stato riferito l’esito, con le eventuali problematiche evidenziate. Non sono stati prospettati gli interventi che sono susseguiti e gli eventuali miglioramenti che si sono resi necessari, ma solo qualche mera verbale 7. 12. 07 / 17 informazione. Dal momento in cui si è scelto di pubblicizzare le indagini che si stavano realizzando, ritenevo opportuno riferire pubblicamente gli esiti, sia positivi che negativi. A mio avviso credo si debba lavorare sull’aspetto che, nella gestione delle varie pratiche comunali richieste dei cittadini, vi sia un’uniformazione delle conoscenze, delle decisioni e delle risposte che devono essere fornite agli stessi. Questo per il migliore e rapido iter delle varie istanze, richieste e concessioni, che non devono avere tempi biblici per essere esaurite. Lei ci ha garantito che, alla conclusione del percorso che si intende realizzare, fornirà adeguate e complessive informazioni di quanto scaturito dalle varie indagini. L’auspicio è quello di non vedere utilizzate risorse economiche che non portino poi a concreti e sostanziali miglioramenti. In conclusione vorrei esprimere alcune considerazioni. Alla mia prima esperienza politica mi aspettavo maggiore coinvolgimento nelle scelte, anche se dalla parte di chi siede nei banchi della minoranza, ma purtroppo l’attuale sistema elettorale non concede ampi spazi di dibattito e di conseguenza di partecipazione. Pensando però alle sue parole, esternate nel lontano maggio 2005, quando veniva insediata la sua Giunta, mi sarei aspettato maggiore possibilità di dialogo e scambio di opinioni. Di certo a un ulteriore contributo a rendere sempre più ridotte le possibilità di confronto consiliare ha pensato anche la nuova legge regionale, relativa all’indennità di Sindaci e Assessori, che ha portato a una contestuale riduzione delle sedute consiliari, per il contenimento dei costi. Tutto questo va ad aggiungersi al quasi assente scambio di opinioni fra i Consiglieri comunali dei due rami del Consiglio. Eppure ci sono state diverse manifestazioni, anche da parte dei Consiglieri che compongono la sua maggioranza, cerca una sorta di eccessiva autorevolezza nel condividere scelte e obiettivi e anche taluni metodi gestionali, principalmente nel settore urbanistico. È proprio di ieri l’esternazione del Consigliere Zambotti che esprime contrarietà al metodo di governo, forse troppo accentratore. Sarebbe auspicabile un maggior coinvolgimento dei Consiglieri di maggioranza nella fase decisionale e non solo in quella di ratifica delle decisioni già prese da altri. Se la lamentela arriva da un Consigliere della maggioranza, immaginiamo come si può sentire un Consigliere dell’opposizione. Non dico che ogni Consigliere debba essere informato su ogni passo della Giunta, ma almeno sulle scelte importanti o che riguardano interventi, non ricevere informazioni attraverso la stampa. Ritengo che per far pervenire al Consigliere, come avviene oggi per le comunicazioni delle liste delle delibere settimanali, un avviso che permetta di verificare sul sito Internet del Comune, naturalmente nell’area riservata agli stessi membri del Consiglio, la delibera, rientri nei canoni della correttezza. Un sistema rapido per dare informazione delle scelte operate, potrebbe arrivare in futuro tramite un sms telefonico all’interessato e con una contestuale pubblicazione della delibera nell’area riservata, per permettere di avere l’oggetto e la descrizione delle scelte operate dall’Amministrazione, in modo da non sentirsi alla stregua di tutti gli altri cittadini, informati attraverso la carta stampata. Sindaco: Consigliere, ma in questo momento Lei non può accedere al sito del Comune e leggersi le delibere? Consigliere Pederzolli: Certo, posso. Ma spesso capita che arrivi l’elenco delle delibere che però non sono immediatamente visibili sul sito del Comune. Quindi spesso arriva l’elenco il venerdì e il giorno stesso io non posso verificarla perché per le tempistiche può non essere inserita nell’elenco visibile ai Consiglieri. verbale 7. 12. 07 / 18 Sindaco: Quindi è un problema tecnico, non di contenuti. Consigliere Pederzolli: Certo, senza dubbio. Sindaco: Ero preoccupato di questo. Consigliere Pederzolli: Ho suggerito innovazioni tecnologiche, non di… “Di certo, se fossi stato il Consigliere Zambotti – e non me ne abbia a male per questa esternazione – avrei atteso un altro momento per esprimere una simile affermazione, considerate le affermazioni e le riprese che sono arrivate da più parti, proprio circa la sua partecipazione e l’approccio alle sedute”. La “sua partecipazione” è stata messa in dubbio, non la “sua non partecipazione”. “Anche per quanto riguarda le società partecipate, non si ha un coinvolgimento circa l’operato dei progetti delle stesse. Sono state richieste più volte audizioni con il Presidente delle stesse, importanti progetti riguardano la quasi totalità delle stesse società, ma di informazioni, se non attraverso le riunioni che hanno decretato e presentato il progetto vincitore, e alle quali non sempre è possibile partecipare a causa dell’orario prescelto, rientrante nella fascia lavorativa, non vi sono state altre opportunità di informazioni. Credo che, come è avvenuto per il progetto di rinnovo del complesso fieristico, maggiori informazioni e dettagli potevano essere dispensati in sede di Commissione, preferibilmente allargata a tutti i componenti del Consiglio comunale, anche da parte dei rappresentanti delle altre società. Tornando a parlare di società ho una certa perplessità circa la scelta del Comune di accollarsi l’onere di spesare il piano terra dell’extra stazione MAR, dove oggi ha collocato la sua base operativa la società InGarda Trentino S.p.A. Nella delibera di indirizzo per il riconoscimento di un contributo a sostegno delle spese per la nuova sede viene disegnata la distribuzione dei costi su tutti i sei Comuni che partecipano alla società, in proporzione alla loro quota di presenze turistiche. Ciò non avviene però per l’Ufficio informazioni, che grava totalmente sul nostro Comune. Quali sono i motivi che hanno portato a questa scelta? Chiudo richiamando a una maggiore apertura, partecipazione e scambio di opinioni all’interno del Consiglio comunale; maggiore ascolto della città e della sua gente, che sono un modo per garantire una gestione condivisa della città stessa, senza far percepire all’esterno la volontà di accentrare tutto”. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Pederzolli. Altri Consiglieri chiedono la parola? Prego Consigliere Frizzi. Consigliere Frizzi: Grazie Presidente. Le devo dire che ho molta difficoltà nell’intervenire in questo periodo in quest’aula consiliare, perché mi ha preso una specie di sconforto nel vedere come si sta evolvendo la situazione politica a livello nazionale, a livello provinciale e locale; e anche nello stesso comportamento della gestione del Consiglio comunale stesso. Molte volte noi Consiglieri verbale 7. 12. 07 / 19 di opposizione dedichiamo ore e lavoro, cerchiamo di proporre, di essere propositivi, ma purtroppo molto spesso, pur di dare contro, non si riesce a portare a casa nulla, non si riesce ottenere nulla, non si riesce ad aprire un dialogo, un confronto con la maggioranza. È chiaro, il Sindaco molto spesso è a Roma, non è presente in città. Se devo essere sincero non riesco a relazionarmi con i suoi Assessori, perché non riesco mai a capire se hanno potere decisionale, non riesco a capire e quindi sono bloccato su questo. Mi ero ripromesso, all’inizio della seduta consiliare sul bilancio, di comportarmi in modo esemplare, di usare il ruolo del Consigliere come dovrebbe essere fatto; studiare il bilancio, relazionarmi sul bilancio, fare proposte, però purtroppo questo sconforto non mi ha permesso di portare a termine quello che mi ero preventivato. Oltre tutto sono anche stato condizionato dalla relazione del Sindaco. Se devo essere sincero mi ha colpito, mi ha stupito e mi ha leggermente disarmato. Ho passato una settimana leggermente travagliata, perché, se devo essere sincero, dedico alla politica le mie poche ore che rimangono alla sera. Spesso sono stanco e non ho la forza sufficiente per poter far fronte a cose che vorrei portare. Questa settimana ha prevalso il sano dormire, accendevo il computer, cercavo gli input per relazionare giustamente, perché penso che dal momento che il Sindaco ci ha anticipato la relazione, sarebbe stato giusto e doveroso portare un intervento scritto, per onorare e rispettare in questo modo il ruolo del nostro Sindaco. Ma stavo non effettuando quello che mi ero prefissato. Ieri per fortuna… quando ho queste depressioni di solito io vado a rileggermi di personaggi politici ormai non più in vita e mi sono messo a leggere Gramsci, tra l’altro uno dei miei grandi maestri, e per fortuna sono arrivato a un capitolo dove ho trovato proprio lo spunto per partire, perché questo passaggio che ora citerò è proprio la sintesi della sua relazione, quello che avrei voluto dire. È stato proprio un segno del destino, me lo ha detto Antonio Gramsci, leggendolo. Anche perché, Sindaco, io vedo e noto che a Lei piacciono le citazioni. Di solito io non mi accingo a citare mai nessuno e raramente riporto frasi di altri, ma in questo caso mi sembrava un buon inizio. È chiaro che questa relazione l’ho scritta ieri sera, sempre nello stato confusionale di sconforto eccetera. È uno scritto molto di pancia, come si suole dire e lo leggo tutto per intero, perché giustamente vi ho dedicato del tempo ieri sera. Questa mattina mi è venuto da ridere, ci sono dei passaggi divertenti, passaggi che magari, nella rielaborazione naturale, non avrei portato, non avrei più scritto, quindi il Sindaco si può anche arrabbiare… Sindaco: Dopo tutta questa attesa spero che Lei mi consegni almeno una fotocopia della citazione gramsciana. (Voci fuori microfono) È il testo della citazione che sarebbe simpatico avere. Consigliere Frizzi: Parto proprio con la citazione. Oggi lo rielaborerei, stralciando e tagliando, ma è giusto così, che lo legga per intero, alle volte si potrebbero avere anche dei passaggi divertenti e, non dico offensivi, ma… insomma, non si arrabbi, stia lì tranquillo seduto, ascolti, non faccia come sempre, non alteri la voce. (Voci fuori microfono) È chiaro, Lei mi conosce, sa che sono passionale, non offensivo. (Voci fuori microfono) verbale 7. 12. 07 / 20 No, non le voglio tanto bene, lo capirà da questo scritto. Inizia così, questa è la citazione: “L’errore dell’intellettuale, del politico e del governante consiste nel credere che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed essere appassionato, non solo del sapere in sé, ma per l’oggetto del sapere; cioè che l’intellettuale possa essere tale e non un puro pedante, se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo, comprendendole e quindi spiegandole, giustificandole nella determinata situazione storica e collegandole dialetticamente alle leggi della storia, a una superiore concezione del mondo, e scientificamente e correttamente e elaborata: il sapere. Non si fa politica-storia senza questa passione. In assenza di tale nesso i rapporti dell’intellettuale con il popolo-nazione sono e si riducono a rapporti di ordine burocratico, formale. Gli intellettuali diventano una casta o un sacerdozio, cosiddetto centralismo organico. Se il rapporto tra intellettuali e popolazione, tra dirigenti e diretti, tra governanti e governati è dato da un’adesione organica, il cui sentimento e passione diventa comprensione e quindi sapere, non meccanicamente, ma in modo vivente, solo allora il rapporto è di rappresentanza e avviene lo scambio degli elementi individuali tra governati e governanti, tra diretti e dirigenti, cioè si realizza la vita di insieme che sola è la forza sociale”. Mi sembra buono no? (Voci fuori microfono) Vorrei partire da questa citazione di Antonio Gramsci. “Colgo anch’io l’occasione per ricordare che siamo nel settantesimo anno dalla sua scomparsa, sicuramente non diventerà santo, come altri, ma rimarrà nella storia anche lui come difensore di libertà, di giustizia, padre ispiratore della passione politica e culturale di una grande parte delle giovani e non più generazioni italiane”. Questo è anche un messaggio, un ricordo che vorrei fare a chi oggi ha scelto una linea politica diversa dalle nostre radici. “Utilizzo questo passaggio di Gramsci perché non condivido questo suo continuo richiamo ai cittadini, accusandoli di disinteresse generale, con una mancata capacità di distinguere il bene dal male, con un approccio incerto e poco convinto al dato etico. Penso sia un errore di chi fa politica voler essere banditore e organizzatore di una riforma intellettuale e morale dettata dall’alto. Oggi in Italia è necessaria una riforma culturale, affinché ci sia più equità, giustizia ed elevamento civile, di tutti gli strati depressi della società, iniziando soprattutto da una riforma morale che riguardi la componente politica, affinché ci sia piena consapevolezza e fiducia del cittadino nei confronti di chi lo rappresenta nelle istituzioni. La crisi della politica è cronaca, la confusione nelle piazze è alta. Se viene minata la partecipazione democratica, attraverso la fiducia del popolo nella gestione della cosa pubblica, vengono a mancare le basi di quei principi fondamentali che formano la costituzione della Repubblica italiana: la sovranità appartiene al popolo, la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. Quindi tra noi politici, meno omelie e più Costituzione. Lavorare affinché quello scambio di elementi individuali tra governati e governanti, quel rapporto di rappresentanza sia elevato a tal punto da costituire realmente intensamente quel valore civile che lei tanto auspica. Un auspicio condiviso da molti, ma praticato da pochi. Iniziamo partendo da una nostra autocritica, mettendo sul banco degli imputati questo nuovo modo di concepire il far politica. L’individualismo sociale si è plasmato sulla collettività dello stesso esempio da chi governa, da chi svolge attività politica. La politica oggi diventa una professione, un lavoro ben retribuito. Non ha più quella valenza civica, quel contributo che il dovere, dettato dal non sentirsi parte importante di una società, chiamava alla partecipazione gratuita e assolutamente convinta i nostri padri e i nostri nonni. La nostra Repubblica, la nostra Costituzione è nata sotto quei valori e penso che il ricordo di come quel risultato ha permesso la creazione di questo straordinario verbale 7. 12. 07 / 21 documento, possa essere oggi un insegnamento per cercare un senso nuovo, una via d’uscita a questa crisi culturale e politica. La nostra città cambia, o meglio, è cambiata. Disinteresse e individualismo, in sintesi, la sua sentenza sulla città. Mi permetta, Sindaco, ma non condivido la sua analisi sociologica dell’evoluzione della nostra città. Causa ed effetto non è solo da imputare al disinteresse generale, o peggio ancora affermare con estrema leggerezza il pessimismo che c’è un abbassamento della soglia culturale comune e incapacità. Tutt’altro, causa ed effetto è il risultato di un’insufficiente azione di governo, che non ha saputo negli anni diffondere una cultura del rispetto reciproco e della partecipazione etica nel gestire il bene comune. Parla di individualismo, ma come definisce Lei la scelta di trasformare le municipalizzate in società per azioni? Penso, come ho già scritto e molte volte detto, che la trasformazione e la privatizzazione dei beni comuni, in linea con quella logica di mercato che sta distruggendo la natura dell’uomo, è parte di quell’agire politico che ha contribuito a sbriciolare quel senso di appartenenza che formava il senso civico delle persone. Sono talmente contrario a queste forme di privatizzazioni, che con la scusa di una più snella privatizzazione hanno, di fatto, tolto quel controllo democratico al quale un bene pubblico è vincolato. Le scelte dei Consigli di Amministrazione sono tutelate dal diritto societario che impone l’interesse per la società, intesa come società per azioni, e non l’interesse per la collettività. Se il comportamento del cittadino è vittima dell’individualismo, la causa principale da ricercare è nell’azione politica. Una politica trasformata in forma oligarchica, che è ormai fine a se stessa e delle poche persone che la giostrano. Questo cocktail di liberismo e statalismo mozza il capo alla democrazia, alla partecipazione. Si creano segreterie di partito oligarchiche che collocano i propri uomini, che spesso sono politici esclusi dal consenso popolare, a capo dei Consigli di Amministrazione, i quali, a loro volta, dopo riconfermeranno i politici di riferimento. Un cerchio continuo che oltretutto blocca quel cambio generazionale amministrativo auspicabile per una sana democrazia, creando un connubio negativo tra politica ed economia. Abbiamo amministratori che da decenni, senza un vero consenso elettorale, gestiscono le sorti della nostra economia. Amministratori responsabili di quel cambiamento che tanto Lei cita nella sua relazione. Questa situazione riguarda anche il nostro Trentino. Lo si può intravedere nello strapotere del nostro governatore, che dall’alto del suo trono detta leggi e condizioni, strafottendosi del processo di cambiamento politico che sta nascendo nel nostro paese. Sorrido quando mi si dice che il centrodestra potrebbe forse vincere in Trentino. In Trentino non esiste destra o sinistra, ma solo un sistema di potere oligarchico ben radicato, sostenuto da un intreccio economico consolidato, che non permette cambiamenti dal basso. La democrazia partecipata è un bello slogan, da utilizzare solo in campagna elettorale. Questa forma privata di gestire il bene pubblico non conviene a nessuno, si rischia di creare strutture che sopravvivono solo grazie al continuo foraggiamento dell’ente pubblico. Un’economia parassitaria che mette a rischio l’economia stessa. Oltretutto, per mantenere questi pozzi senza fondo, si sacrificano e si accantonano le politiche sociali, culturali, sportive e ambientali, ovvero il cibo che dà alimento al senso civico del cittadino. La città cambia, ma come mai non cambiano i politici? Lei, Sindaco, si lamenta del disinteresse dei cittadini ma redarguisce, paventando addirittura la possibilità di un progetto eversivo, quando i cittadini utilizzano quel bellissimo esempio di democrazia partecipata, come l’iniziativa popolare, che consente di presentare un disegno di legge. Riva del Garda è l’unica città del Trentino che ha attivato questa forma per ben due volte.” Ricordate la petizione sulla Miralago e ricordate come quella volta quella petizione è andata stralciata da una volontà che non voleva assolutamente interagire con i cittadini. verbale 7. 12. 07 / 22 “In entrambi i casi voi Sindaci, invece di cogliere positivamente l’evento di raro contributo civile, avete storto il naso accusando questo come un’intromissione di campo. Un consiglio sincero, Sindaco…” (Voci fuori microfono) Stiamo stravolgendo tutto, da quello che ho capito. Mi sembra che quello che ha scritto l’abbia capito solo Lei, visto anche l’intervento che ha fatto oggi Calliari sul giornale della Confdiretti. (Voci fuori microfono) Guardi che quando uno scrive, poi deve spiegare, perché se chi ha letto non ha capito vuol dire che nello scrivere dovrebbe perlomeno… (Voci fuori microfono) No, non è questione di essere gramsciani… allora siamo una massa di ignoranti, sia io che la Consigliera Lorenzi che Calliari, Presidente della Confdiretti… siamo in diversi a non avere capito. (Voci fuori microfono) L’ipotesi di questa paura che si trasformi in un momento di eversione io l’ho letta, poi si potrà interpretare in un’altra maniera, comunque non c’è problema. Avrà modo in questa sala di spiegare… (Voci fuori microfono) Io spero, dal momento che oltretutto questa delibera popolare arriva in una sede istituzionale come il Consiglio provinciale, di poter stare tranquilli, perché auspico che i Consiglieri provinciali abbiano le competenze adeguate per poter valutare questo disegno di legge, dal momento che è il Consiglio provinciale di Trento a legiferare su questo progetto di legge e non è sicuramente l’iniziativa popolare ad avere potere giuridico. Questo è un procedimento naturale. (Voci fuori microfono) Ma nel capitolo precedente, io – e ribadisco, non soltanto io – e altri l’abbiamo letto in tutt’altro modo. Comunque mi fa piacere che abbiamo letto male. Io sono stato uno di quei Consiglieri, come Tommaso Benamati, che hanno contribuito, hanno partecipato e hanno dato disponibilità per la raccolta delle firme. Io ci credo e mi fa molto piacere… (Voci fuori microfono) Mi fa piacere che questo passaggio le darà modo di poter rinforzare e spiegare meglio questo passaggio, tutto qua. (Voci fuori microfono) A Frizzi, a Calliari e ad altre persone che penso non abbiano capito il passaggio desidero fare questa precisazione. “Le ricordo comunque che l’articolato della legge non prevede nessun vincolo giuridico, stia tranquillo, il vostro gioiello istituzionale che sta per nascere, la Comunità di Valle, non verrà intaccata da una qualsiasi legge disegnata dalla massa popolare. Si critica la forma ma non si capisce e non si vuole capire la causa. Entriamo nel tema dell’urbanistica: finalmente i cittadini, i Consiglieri comunali soprattutto, hanno capito l’importanza dell’urbanistica, lo strumento politico più importante per pianificare il futuro della città. Quando la Busa era una campagna purtroppo si sottovalutava l’importanza di questo strumento, lo si considerava difficile e non si entrava mai nel merito. Oggi, viste le conseguenze dovute a una gestione leggera, la tensione è alta. Spesso, o meglio sempre, quando l’assessore competente…” e qui pongo una domanda all’Assessore Mosaner: come mai i cittadini di Riva, i Consiglieri comunali, ma soprattutto i Consiglieri della sua maggioranza paventano una seria diffidenza nei suoi confronti? “Quando l’Assessore competente porta le proprie delibere in Consiglio comunale inizia subito una caccia alle streghe. Non partecipo alle commissioni per motivi politici che ho già verbale 7. 12. 07 / 23 manifestato, però, le poche volte che ho contribuito, ho recepito questo allarmismo. Nell’elaborare le pratiche istruttorie si perde più tempo a cercare l’inganno ipotetico e non il beneficio che potrebbe portare il provvedimento. Questo ritengo sia un problema di metodo che si riflette sull’agire politico, e quindi diventa un problema politico. Se fossi l’Assessore Mosaner, vista la sua non nascosta ambizione di voler diventare finalmente Sindaco di Riva, prenderei seriamente questa mia leggera postilla, nei suoi confronti. Invito oltretutto il Sindaco e anche l’Assessore Adalberto Mosaner, invece di rimarcare tutte le volte che l’istruttoria urbanistica è vincolata dal segreto d’ufficio, impegniamoci a trovare un metodo trasparente di fiducia che possa rimediare a questo pessimo piano regolatore che di fatto non ha programmato nulla se non l’aumento di cemento, lasciando Riva in un caos urbanistico. Intorno all’urbanistica non si può certo dire che non ci sia stata partecipazione, dalla fascia lago alla circonvallazione alla Comunale, aperta oltretutto grazie all’insistenza dei cittadini, sicuramente non all’insistenza dei politici, alla via Pascoli, S. Tommaso. Un confronto riaperto forse non avrebbe migliorato o modificato le cose, ma senz’altro il comprendere questi sentimenti di passione dei cittadini avrebbe arricchito entrambi e soprattutto rafforzato la convinzione che ognuno è parte fondante per la gestione del bene comune. La città cambia, mi consenta una critica nel pianificare gli interventi dei lavori causa teleriscaldamento. Avete veramente dato il peggio, o forse il limite del vostro agire. Siete riuscite contemporaneamente a chiudere la città mettendo disagio da nord a sud, da est a ovest, contemporaneamente e senza un minimo di programmazione avete chiuso nodi estremamente importanti per la viabilità. L’unico provvedimento politico che siete stati in grado di emanare in questo periodo è stato il divieto per gli euro 0. Avevate l’opportunità per sperimentare la chiusura del traffico cittadino, attivando i parcheggi periferici serviti da bus navetta, attrezzandoli magari anche con delle biciclette comunali. No, l’unica ordinanza che è uscita è stata quella di vietare a 300 poveri cristi il transito alle loro vecchie auto”. Sindaco la invito qua, e Le porto se vuole tutti i dati, la invito a togliere questa inutile e ingiusta ordinanza. È constatato che questo atto è solamente discriminatorio. “La città cambia, è un peccato vedere che anni di cultura turistica non abbiano lasciato nulla nel suo essere amministratore. In 14 pagine di relazione il fulcro della proposta turistica, che occupa circa quel 50% della nostra economia – un po’ meno – è la scelta di InGarda nel rilanciare i prodotti locali. Se tutto riguarda la grandissima manifestazione organizzata dalla medesima società e conosciuta tutto il mondo come la Trauben Kur, devo essere sincero, non vedo futuro per Riva del Garda. Se a questa mia preoccupazione associo la sua riguardante il settore industriale, altro settore importante per la nostra economia, l’orizzonte è buio. In un anno l’ottimismo manifestato con enfasi nella delibera dell’Assessore Mosaner riguardante la Cartiera, oggi è completamente rovesciato e il problema occupazione si sta allargando anche nella realtà di Arco, vedi la Dana e la ZF Hurt Marine. E non ho ancora sentito esprimersi la nostra Amministrazione comunale riguardo queste problematiche. La città cambia, è un ritornello che potrebbe andare all’infinito, così come il mio scritto, ma sono stanco e annoiato, soprattutto perché nella sua relazione non intravedo futuro per la città. Non c’è una chiara programmazione, il suo scritto è un manifesto del suo carattere accentratore, non lascia intravedere uno spazio al confronto. E intravedo invece le solite frasi, come quelle comunemente utilizzate da chi esce dopo aver frequentato corsi di marketing, la scienza della comunicazione oggi fa molto trend, dove ti viene insegnato che la verità assoluta dipende da come viene presentata, dove le parole vengono usate per costruire slogan senza contenuti, e mi riferisco, ad esempio, al suo slogan: “Sistema A riva del Garda”. Forse Lei si è convinto e ha convinto i suoi colleghi di maggioranza, ma auspico che l’intelligenza dei giovani verbale 7. 12. 07 / 24 vada oltre questi slogan, questi castelli di sabbia, questi centri commerciali che riducono e impoveriscono l’intelletto umano, limitando la loro fantasia, l’amore e i loro sogni. Fin che posso non smetterò mai di invitare il popolo a una sana rivoluzione culturale, affinché questi tempi vengano abbattuti. E pensare che questo percorso lo aveva iniziato molti anni fa una persona a lei molto cara, giudicata allora blasfema, radicale, integralista e massimalista. La città cambia, o meglio, la definizione giusta sarebbe che la città è abbandonata. Sarebbe opportuno che questo cambiamento fosse seguito costantemente dal Sindaco della città, per raccogliere e comprendere tutte le sue sfumature. Il sapere e il conoscere li si ottiene con la presenza costante sul territorio, per mantenere e rispettare quella rappresentanza ottenuta attraverso la fiducia dei cittadini. In conclusione Le chiedo per l’ennesima volta, come sempre, non mi stancherò mai di dirlo, di rinunciare a una delle sue cariche. Due anni e mezzo sono passati e Le assicuro che la città incomincia a sentire l’effetto provocato da un Sindaco in part-time”. Grazie. Sindaco: Uno dei passaggi importanti è anche l’utilizzo dei termini, così ci si capisce. Io per esempio sono molto alieno dal chiamare governatore il Presidente della Provincia. Se noi cominciassimo a chiamarlo con un unico titolo, che la legge gli dà, Presidente della Provincia anziché governatore, cominceremmo a capire la radice democratica del potere che lui ha. Chiamarlo governatore vuol dire trasferirci in una dimensione quasi imperiale del sistema trentino. (Voci fuori microfono) Allora poteva dire “Presidente della Provincia che ha piacere di farsi chiamare governatore”, se questo era quello che voleva dire. Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Modena, prego Consigliere. Consigliere Modena: Non è facile, dopo gli ultimi due interventi. Io devo rifarmi a quello della Consigliera Lorenzi, perché il Consigliere Pederzolli, che ha dimostrato una grande attenzione, una grande preparazione, un grande studio di tutte le carte, non mi consente di seguirlo sulla sua strada, anzi, potrò usare qualche suo passaggio per alcuni concetti miei. Altre cose poi sono state dette dal Consigliere Rocco Frizzi, io peraltro volevo fare un intervento di tutt’altro genere. Chiedo scusa se non ho scritto l’intervento, perché il Consigliere Frizzi ha detto che se non si scrive è offensivo, io non l’ho scritto, perché volevo seguire l’andamento del Consiglio e volevo seguire anche quello che Lei ha detto nella sua relazione, per non fare poi una cosa preconfezionata, come qualche volta si fa. Cercherò di essere chiaro, per essere bene interpretato, perché mi sono preso i due articoli dell’intervento del Consigliere Zambotti ieri, per vedere quanto la stessa cosa possa essere interpretata in due modi diversi. Perché da una parte il Consigliere Zambotti è un grande strigliatore di Molinari e dall’altra parte è un sostenitore di Molinari. Ha detto le stesse cose, lo stesso comunicato, l’ho preso come una cosa simpatica, tanto per iniziare il mio dire che, dicevo, segue in gran parte la relazione del Sindaco. Perché sinceramente non ho scelto la via degli effetti speciali, non ho scelto le slide, non ho scelto l’esame dei conti, perché sappiamo tutti benissimo che si può fare, ma lascia il tempo che trova. Anche perché ci dimentichiamo una cosa qui dentro, forse è amaro, ma ci dimentichiamo, salvo alcune cose che dirò dopo e che sono state citate dai Consiglieri prima di me, che sono un verbale 7. 12. 07 / 25 discorso di rapporto, dimentichiamo che c’è una maggioranza che ha vinto le elezioni e che governa e ci sono gli altri, noi, che cerchiamo di fare gli oppositori. In realtà non è questo lo spirito, l’ho detto tante volte, più divento vecchio e più forse, per gli anni che passano, divento ancora credulone. (Voci fuori microfono) Io ritengo sempre che sia finita la partita delle elezioni, uno vince e l’altro perde, il giorno dopo dovremmo essere tutti quanti sulla stessa barca a remare e io di questo sono convinto. Sono convinto che sia il mio Sindaco come è il Sindaco della maggioranza, come è il Sindaco degli altri cittadini. Quindi è il mio rappresentante, io devo, fino alle prossime elezioni, fare il tifo per lui. Quando ci saranno le prossime elezioni, se vorrò cercare di farlo perdere, lo farò, ma per adesso lui mi rappresenta, rappresenta la mia città. Questo però deve esserci anche dall’altra parte, da parte del Sindaco, da parte della Giunta. Il Sindaco e la Giunta devono considerare che noi, che consideriamo lui il nostro rappresentante, dobbiamo essere altrettanto considerati e non si deve cercare, come nell’ultimo Consiglio comunale, di fare delle delibere in cui si nascondono le parole perché uno non si accorga di quel che succede. Nemmeno il Sindaco si è accorto, nell’ultimo Consiglio, che la delibera dei plateatici conteneva una riduzione. (Voci fuori microfono) Dalle espressioni che ho visto sui banchi della settimana scorsa, ho visto questo. Non mi appello a quello che dice la Consigliere Brunelli, quando dice che bisogna scrivere chiaro, perché tutti possano capire, però fare quelle cosette lì… anche perché sono cose che non cambiano la vita a nessuno, se sulle piccole cose ci imbrogliamo chissà cosa si fa sulle grandi. Ecco perché, non so se il Consigliere Frizzi, o chi ha parlato prima di me, ha detto che qualche volta ci si mette più tempo a pensare cosa c’è dietro che non a quello che in realtà c’è. Perché uno dei dubbi è che ci sia dietro qualcosa, quando invece leggendo le carte, la cosa… la citerò dopo sulla questione del Parco agricolo, Sindaco. Posso anticipare il discorso del Parco agricolo, leggendo attentamente quello che Lei ha scritto si capisce che Lei fa riferimento a un organismo che è stato previsto. Non so di cosa si tratti perché sinceramente non ho visto la legge. Io sono andato a farmi dare da uno dei costitutori dell’organizzazione la presentazione dell’idea, e la condivido fino in fondo. Poi sinceramente non ho visto questa storia, però allarma chiunque leggere che un Sindaco come Lei, che non è l’ultimo pivello arrivato, dedica una pagina allarmatissima a una questione del genere. Allora uno pensa che ci sia dell’altro. Se il Sindaco di Riva, perdonatemi il termine, si incavola così, per una cosa del genere, non c’è solo la questione di un organismo. Che poi il Consiglio provinciale, nel momento in cui esaminerà questa cosa, potrà modificare, cassare, non so cosa avverrà. Ma sicuramente c’è dell’altro, così uno pensa. Così uno, nella sua replica, si aspetta di sapere se dell’altro c’è, che a tutti noi può essere sfuggito. Non uso la locuzione “la città cambia” anche io; non c’è Righi stasera qui. Lei ha cominciato con salutare Righi e io dico che “la città cambia”, cioè stiamo diventando vecchi. Io ricordo Righi quando il Consigliere Benaglio era Vice Sindaco, era un geometra dell’Ufficio Tecnico: Righi adesso va in pensione, quindi caro Consigliere Benaglio, significa che è meglio che anche noi lo seguiamo. Sindaco, fa alcuni passaggi sul personale. Lei parla di incoraggiamento, impegno e maggiore empatia, ed è vero. Il personale del Comune, sia esso impiegatizio che di altro genere, è, per fortuna o purtroppo, la rappresentanza del Sindaco. Se un dipendente è sgarbato la Giunta non funziona, per l’opinione pubblica. Non pensa che sia quel dipendente a essere sgarbato, e così via. Ecco perché l’importanza di queste persone, che devono soprattutto sentirsi in questa condizione. verbale 7. 12. 07 / 26 Apprezzo, Sindaco, che poi ci abbia fatto memoria, come un calendario, delle scadenze, però si era dimenticato quella del settantesimo di Gramsci, quindi dovrà aggiornare… e nel leggere una cosa che poi si collega al resto, quella in cui Lei parla della sua locuzione del 4 novembre, alcune cose mi vengono spontanee, non eravamo poi tantissimi a sentire la sua locuzione, signor Sindaco. Ovviamente non è rivolto a Lei, come è vero che Riva è città di grandi esaltazioni e di grandi mortificazioni. Siamo in molti protagonisti di questo, non siamo importanti come Floriani, ma forse abbiamo in prima persona, a volte, vissuto queste cose. Che sia a ottobre, o novembre che sia, in cui Lei auspica, signor Sindaco, che persone degne e capaci siano in grado di porsi a disposizione per le prossime elezioni. Ho già avuto modo di dire nei giorni scorsi che la corsa è cominciata. La corsa è già cominciata, tutto quello che da oggi a novembre succederà probabilmente sarà collegato a quella scadenza. Quindi non sappiamo quali forze ci saranno, non sappiamo se la nostra Provincia esprimerà forze analoghe a quelle nazionali, se ci porremo in modo diverso. È tutto in alto mare e siamo tutti curiosi di vedere quello che succede. Ma siamo certi che da qui in avanti, a reggere i programmi, a reggere le discussioni, a reggere i progetti, sarà solo novembre e quindi aumenteranno i contributi, che saranno finalizzati a quella data, aumenteranno tutti gli altri provvedimenti che sono destinati semplicemente e solo a quella raccolta che si andrà a fare. Chissà, forse anche all’interno di questo Consiglio, molti saranno, immagino, i candidati per novembre. Forse anche all’interno della Giunta. Ma può essere che ci sia qualche sconvolgimento anche prima. (Voci fuori microfono) Anche a livello romano, Sindaco, perché leggendo quello che si legge negli ultimi due o tre giorni, si vede che tutto è possibile, proprio quando sembrava che la tempesta si fosse placata, arriva il ciclone successivo. L’individualismo. Devo dire che molte cose di questa relazione toccano elementi che si toccano con mano. Poi si tratta sempre di come lo si vede, come una lente, uno vede in un modo e uno in un altro, è indubbio che c’è individualismo a Riva del Garda. È indubbio che c’è anche sempre stato, è indubbio che Riva è diversa da altre località, non vi dico come io posso definirla, ma Lei, Sindaco, che conosce la storia molto meglio di me, sa che il fatto di essere stata un porto di mare, anche se il mare non ce l’abbiamo, ha portato evidentemente, rispetto ad altre località a noi vicine e non vicine, qualcosa di diverso. Ha portato quell’immigrazione, che adesso chiamiamo così, ma che è sempre stata tale, che portava direttamente o indirettamente delle conoscenze diverse, che portava ad essere individualisti, che portava a essere commercianti, che portava a essere una serie di cose. Ma questo non va visto nella Sua ottica completamente negativa, anche se questo individualismo c’è, perché i giovani hanno gli specchi. Quelle che diceva la Consigliera Lorenzi sono parole saggissime, dobbiamo vedere cosa sono gli esempi che ci sono davanti. Gli esempi che ci sono davanti purtroppo portano ad avere dei giovani i quali sono vocati… il sogno del giovane è fare il dipendente della Provincia. Questo è un sogno? Vuol dire veramente non avere alcuno stimolo diverso, perché è importante che ci siano quelli che fanno questo lavoro, ma è anche importante che ci siano quelli che fanno qualcos’altro. Ci sarà qualcuno che deve avere la forza, la volontà di intraprendere, di studiare qualcosa di diverso. Così è il discorso del volontariato, lo vedo nelle associazioni. Ovviamente nelle associazioni in cui opero io, perchè non sono così lungimirante da vedere tutto quello che succede. Ma ci sono anche dei giovani che hanno voglia di fare. Però cozzano davanti a tutta una serie di cose che non li aiutano. Cozzano di fronte al fatto che loro… Loro vorrebbero, quelli che conosco io, tutte le risposte subito, ma non le hanno, non le possono avere, perché il sistema è così. verbale 7. 12. 07 / 27 Loro vorrebbero sradicare delle tradizioni, dei regolamenti, cosa che non si può fare, perché ci sono, bisogna adeguarsi alle regole che ci sono, bisogna cercare di contribuire a cambiare le regole, ma non si possono sradicare. Vedono che c’è quella cosa che la Consigliera Lorenzi ha definito prima – e forse anche gli altri – un certo potere attraverso il quale si deve passare per raggiungere alcune cose che altrimenti non si raggiungerebbero, allora a questi giovani passa la voglia, oppure vanno a far parte di gruppi che ragionano, sragionano perché vogliono cambiare queste cose in modo diverso. Fatto sta che il ricambio normale, che è la gavetta, quella che noi chiamavamo tale, e c’è anche nei partiti, Sindaco, è la stessa cosa… una volta si faceva la gavetta, si stava lì seduti ad ascoltare, si imparava e un po’ alla volta si andava avanti, non perché noi non vogliamo andare via, ci mancherebbe altro, il nostro sogno è avere dei successori, però occorre che ci siano alcuni passaggi da rispettare. Questo si collega anche al discorso dell’accoglienza. Il discorso dall’accoglienza, fatto dal Sindaco, è importante. Non so se sono d’accordo o meno sul 4 novembre, direi che è marginale, sappiamo però di essere in presenza di un fenomeno che esiste, sappiamo che per certi versi questo fenomeno ci fa anche comodo perché questi immigrati che arrivano qui, vengono a fare delle professioni che altri non fanno e quindi non c’è dubbio che occorre trovare il sistema per convivere. Io dico solo una cosa: occorre che ci ricordiamo, o che essi si ricordino, che noi li stiamo aspettando, li accogliamo a braccia aperte, perché l’accoglienza è questo, però loro vengono nel nostro paese, vengono nella nostra realtà e devono adattarsi alle nostre regole. Questo non significa metterli sotto i piedi, significa che se ci sono delle regole bisogna fare in modo che siano rispettate. Sia voi che li amministrate, sia loro che vengono. Adesso mi addentro in un discorso… ma purtroppo cosa accade? Tutti voi avrete visto gli ultimi dibattiti televisivi, guardando la tv la sera c’è sempre qualcuno che parla di quest’argomento, io lo vedo e in più ho un punto di osservazione diverso, che è la scuola, nei rapporti con Albania e cose di questo tipo, vedo ragionamenti in cui si dice che anche loro sono come noi, uguali, fatto salvo che probabilmente i primi che sono arrivati qui sono quelli che erano i più coraggiosi, i più avventurosi e quindi erano quelli che avevano un rispetto forse minore degli altri a una convivenza normale. Quindi noi abbiamo davanti degli esempi, parlo di noi a livello generale, e io parlo di quel popolo, ma vale per tutti gli altri, che sono sicuramente quelli che preoccupano. Anche da noi molto probabilmente, se dovesse succedere, andrebbe via chi è più coraggioso oppure chi sa più affrontare le sventure o gli avversari che dir si voglia. Aggiungo anch’io e continuo a sottolinearlo a chi gestisce la casa soggiorno per anziani e a chi si occupa di tutto quel settore: non so cosa significhi, è scritto molto generico, il centro giovanile che nascerà a Sacro Monte, perché anche questo è un modo che io trovo, perdonate se lo dico, una moda, quella di fare i centri giovanili. (Voci fuori microfono) Ah, sostituisce quello e basta. Vede, Sindaco, come si può non capire alle volte? Per la politica della casa vale quello che ho detto prima: facciamo tutto il possibile e l’impossibile, però pensiamo bene a chi e come diamo la casa. Noi in passato abbiamo fatto degli sbagli, abbiamo urbanizzato probabilmente più del possibile con delle persone che non serviva avessero la casa. Abbiamo dato la casa a delle persone che hanno trasformato… che vivendo a pochi chilometri da noi hanno trasformato la loro casa in seconda casa. In passato, Assessore Mosaner, non mi guardi male. Quindi questo probabilmente ha inurbato un po’ proprio il nostro territorio che già ha bisogno di alloggi e ne sta creando molti. Probabilmente avremo alloggi in più nei prossimi anni, ma avremo alloggi vuoti, e non sono gli alloggi giusti. Perché adesso, a mio modo di vedere, da quanto ci racconta il Vice Sindaco e da quel poco che seguo i calcoli che abbiamo vissuto un paio di sere fa, quando si parlava di altri argomenti, l’ottica è quella che noi andiamo verso la costruzione di alloggi in corso e in futuro verbale 7. 12. 07 / 28 che, fra due o tre anni, dovremmo avere vuoti. Dobbiamo anche porci la domanda: a che cosa servono. Perché, detto con franchezza, e tenuto per buono quello che ha detto il Consigliere Pederzolli prima, che poi riprenderò, la bellissima analisi che ha fatto sulla situazione economica e sulle difficoltà che non solo la popolazione ha, ma che anche gli imprenditori possono avere, anche se c’è stato un passaggio che poi non ho capito, quando ha detto che le attività commerciali… non so, probabilmente ho capito male. Anche in questo caso noi ci troveremmo con investimenti di coloro i quali potranno farli e quindi terranno lì gli alloggi vuoti per tot tempo, sperando che il mercato cambi, e investimenti di aziende più piccole o di imprenditori più piccoli o di privati che avranno difficoltà a farli. Tutto questo va fuori dal discorso dell’alloggio indicato qui, per cui occorrerà ragionare su questo e vedere se ci sarà il sistema, difficile immagino, per compenetrare le due cose. Mi piace quando si parla della città che cambia. Sapete che già l’anno scorso ho detto in sede di bilancio una cosa che ribadisco: il bilancio comunale, che è il documento importante, “non ha la polpa, perché la polpa è tutta fuori”. La polpa è nelle società consorelle, la polpa è negli interventi della Provincia. Qui c’è un breve passaggio sulla polpa, su quello che sta avvenendo: allora mi soffermo di più sulla polpa, chiedendo anche delle notizie, laddove non capisco e facendo un paio di considerazioni. Siccome, nonostante quello che ho detto prima, che riguarda la vecchiaia, ogni tanto il politichese mi sfugge, vorrei chiedere al Sindaco cosa significa che la Provincia non ha abbandonato il progetto del liceo, è un modo come un altro per dire che non c’è. Quindi mi darà una risposta per capire. Non voglio nemmeno parlare del torrente Albola e del torrente Varone, perché del torrente Albola e dei lavori, se cominciassi a parlare di quelle cose probabilmente cambierebbe il tono. Parlo però della strada di Gronda, che è la variante ovest; si chiama “strada di Gronda”, mi avete insegnato qui, non si può chiamarla circonvallazione. La strada di Gronda sta andando avanti, a quello che si dice qui, anzi, abbiamo letto sul giornale l’altro giorno la bellissima notizia che tra qualche mese la strada di Gronda, una parte di Gronda sarà pronta e quindi prenderemo dal Monte Oro fino alla COMAI, una “grondina!”. Chi mi ha preceduto ha detto: “Quando avremo la strada di Gronda; avremo tutto il traffico sulla strada di Gronda”. Siccome io ho avuto in passato – e continuo tuttora ad avere – fortissime perplessità rispetto al fatto che tutto il traffico vada sulla strada di Gronda, e siccome l’avevo esplicitato all’Assessore Grisenti in questa sala, allora l’Assessore ha risposto che certo la strada di Gronda serve solo se voi, Amministrazione, prendete tutte quelle determinazioni relative al fatto che occorre poi far sì che la strada di Gronda accolga tutti. Allora, Sindaco, sono un po’ preoccupato, perché siccome la strada di Gronda è quasi pronta, come mi avete detto, vi sollecito a porre allo studio tutti questi provvedimenti che poi ci manderanno tutti sulla strada di Gronda, perché l’autunno è vicino e bisogna pensarci. (Voci fuori microfono) L’autunno 2008, è vicino. È proprio quando ci sono le elezioni. È una settimana prima o una settimana dopo le elezioni, l’autunno 2008. Per allora, Sindaco, occorrerà che ci siano queste norme comunali che permettono… Mi chiedo, non avevamo qui dentro… c’era Matteotti, ma non sono passati 10 anni… non avevamo qui dentro approvato anche noi un ordine del giorno in cui si diceva che sulla strada di Gronda bisognava fare un progetto per allungarla, passando dietro al Ponale? O forse la mia vecchiaia… (Voci fuori microfono) Ma non si era detto che si faceva un progetto? (Voci fuori microfono) C’era l’Assessore Grisenti mi pare. verbale 7. 12. 07 / 29 (Voci fuori microfono) Ha più saputo nulla signor Sindaco di questo Lei? Se ha avuto modo di vederlo, ci illustri com’è questo progetto, se no per cortesia solleciti perché possiamo anche noi sapere. Siccome la strada non si farà, almeno il progetto vorremmo vederlo. Parlando di collegamento non posso non andare a parlare del bellissimo pomeriggio passato al Comprensorio, ospite di due Consiglieri provinciali. Non possono continuare a sottolinearlo perché, l’ho già detto prima, se Molinari è Molinari, avrebbe dovuto battere i pugni sul tavolo. Non è assolutamente possibile che il Consiglio provinciale voti un ordine del giorno e poi i Sindaci fanno un documento il 4 aprile, documento che Lei ci ha esibito qui, in cui dicono alla Giunta provinciale alcune cose e chiedono una risposta alla Giunta provinciale, 12 Sindaci. I Sindaci dovrebbero essere i massimi rappresentanti della cittadinanza. Poi, un po’ per forza e un po’ per buona volontà approviamo qui un ordine del giorno da noi presentato ed emendato tutti quanti insieme per farla andare, all’unanimità no, perché non ha voluto il Consigliere Valandro, ma è lo stesso, era unanime meno il Consigliere Valandro. Non credo fosse il voto del Consigliere Valandro ad avere fermato Dellai. (Voci fuori microfono) Allora ho capito perché noi andiamo al Comprensorio chiamati da due Consiglieri provinciali, con un Consigliere provinciale ex Sindaco che fa l’anfitrione e noi, poveri creduloni, andiamo a sentire queste belle cose che, tra parentesi, sono belle, perché è la prima volta che la Giunta provinciale annuncia che si fa il collegamento. Io non ho motivo di non credere che non si faccia, a questo punto, o che comunque non si faccia un progetto su quel lavoro. Il patrimonio della Trentino S.p.A., a proposito, ci dice che Lei, Sindaco, sta elaborando un’ipotesi progettuale da destinare sull’area Miralago. Caspita, bello! Bella e soprattutto sorprendente la solerzia del patrimonio della Trentino S.p.A., che sta già progettando. Ci sono dei progetti, vedi quello di prima del tunnel, che non sanno neanche dove andare a farlo progettare, questo lo stanno già progettando. Una mozione per passare da Riva a Trento ci mette due mesi, qui è già in fase di progettazione. Allora, quando diciamo che c’è sotto qualcosa e quando qualcuno qui diceva, mi pare fosse il Consigliere Matteotti Pietro, diceva che si sapeva che sul tavolo di Dellai c’era una teca rosa, con dentro un’ipotesi per fare la Miralago, allora non se l’era sognato Matteotti, o chi ha visto la teca rosa o verde che fosse. Perché mi rifiuto di credere che la Giunta provinciale fosse lì pronta ad aspettare che Mosaner corresse su col piano di fascia lago per progettare il giorno dopo la Miralago. Comunque bene, quando vedremo il progetto, se potremo vederlo… (Voci fuori microfono) Non ho mica messo in dubbio quello che ha scritto, dico solo che sono stati molto bravi e solerti. Quando si parla del G-power… volete che mi aggiunga anche io alle litanie di chi mi ha preceduto? Non si può. Ma, fermo restando che non si può, mentre eravamo tutti psicologicamente predisposti a che qualche disagio ci sarebbe stato per questi scavi, la 118 è una cosa inammissibile, grida vergogna. Dovreste voi, indirettamente e direttamente, vergognarvi per quello che è successo sulla 118. La frana evidentemente non è colpa vostra, perché i collegamenti con il Padreterno li avrete ma non così stretti, quella è una cosa che succede. Anche lì, abbiamo avuto la fortuna che la Cartiera non poteva arrivare con il camion, perché se no ci chiudevano l’autostrada per tre mesi. Stavolta, siccome c’era questo isolamento generale e la Cartiera aveva bisogno di arrivare con i camion, la solerzia ha fatto sì che la strada si sia aperta. Speriamo che vada bene. Ma la 118 è stata una cosa così penosa – è stata perché ho visto che adesso cominciano a chiudere il buco, poi vedremo quello che succede – e soprattutto anche quella è una di quelle cose da “sfichettom.” Perché quando è stato detto tutto, non è stato detto anche che verbale 7. 12. 07 / 30 c’era questo disagio, si sarebbe trovata un’alternativa. No, sono quelle cose che vengono fuori dopo. Come la delibera sui plateatici. Spiaggia degli Olivi: la Lido immobiliare interverrà sulla struttura del bastione eccetera. Spiaggia degli Olivi, bene. Adesso praticamente il Consigliere Benaglio sarà contento, con il suo comitato, il Consigliere Pederzolli è contento, molti sono contenti, perché adesso c’è da inventarsi cosa c’è da fare. Attenzione perché adesso – io non ero un fautore del museo e continuo a ribadirlo – però rendiamoci conto che adesso spero che ci sia da pensare tutti quanti insieme a cosa c’è da fare. Dico spero perché se no significherebbe che è già stato pensato. Io ho partecipato alla prima unione con la Lido di Riva S.p.A. in cui è stato detto che adesso cominciano le consultazioni e ho visto che la Lido di Riva S.p.A. ha avuto bisogno di prendersi un consulente per fare i contatti con le associazioni. Questa è una delle cose, credetemi: quando si parla di individualismo e di ragazzi che non vogliono avvicinarsi al volontariato, vedere che una volta tutti quelli che si occupavano di cosa pubblica lo facevano per amor di patria e adesso no e in più hanno anche i consulenti… Comunque non fa niente, non è una cosa che mi riguarda. Adesso c’è da ragionare però, cara Giunta e caro Sindaco, io credo che sarà il timone a dire cosa succederà e il timone sta qui. Io credo che un paio di quei paletti che sono stati posti dovranno essere esaminati. (Voci fuori microfono) Quali, vuole sapere Lei, giustamente. E glieli dico. Il primo paletto è quello della terrazza. Sono anche io dell’idea che non si debba costruire di più, che non si debba ampliare la cubatura, però dare un’occhiata al progetto originale andrebbe fatto, e tenendo anche presente il fatto che quella terrazza, il cui uso non conosco ancora, perché non sappiamo cosa dovremo fare della Spiaggia degli Olivi, quella terrazza è bellissima, però la ora da una parte, la pioggia dall’altra, il caldo e il freddo, vanno tenuti presente. Come anche va tenuto presente, secondo me, andando indietro di 70 anni o giù di lì, che lì c’era un’attività inventata dai nostri nonni, anche perché esistevano delle realtà nel centro storico che non sapevano come fare la balneazione. Quindi io mi rendo conto che l’ipotesi piscina è difficile da percorrere, però io direi che prima di scartare tutto, adesso che abbiamo ripreso il ragionamento sulla Spiaggia degli Olivi, un pensiero di quel genere… ma un pensiero forte anche sulla gestione, adesso non si scandalizzi, Sindaco, se Le dico una frase che è questa: il ragionamento – non so se posso dirlo, ma immagino di sì – che è stato fatto nella riunione con la Lido, era un ragionamento economico saggio e serio. Quella di dire che se la Lido di Riva investe sulla struttura investendo, è chiaro che chi ci va dentro dopo deve tirare fuori i soldi per pagare la quota degli interessi. Questo è il ragionamento del buon padre di famiglia. È altrettanto vero però che questo fa correre il rischio che chi va dentro lì, “privatizzi” la Spiaggia degli Olivi. Io credo che il fatto che non sia stato fatto il museo…. Peraltro la informo, signor Sindaco, che qualche amministratore provinciale sta dicendo in giro che è stato bocciato a Roma perché ci sarebbe una lettera del Comune di Riva che rinunciava alla cosa. A me questo non fa né caldo né freddo, ma dico che se il Comune aveva rinunciato prima, avrebbero potuto dircelo e avremmo guadagnato qualche mese. Questo per inciso. Dicevo della privatizzazione eventuale di chi va a gestire quella cosa che non sappiamo come sarà gestita, quando invece io dico – e qui io uso il termine museo come esempio, non pensando al museo della vela – che se la cultura rivana ha bisogno di fare un museo, fa un museo, ma non pensa al rientro dei biglietti. Il ragionamento allora che noi dobbiamo fare, il primo e il più importante, è quello di dire che se ci serve per fare quello che era lo spirito per cui era stato costruito settant’anni fa, quindi per usarlo come adesso lo si sta usando, ma meglio, non possiamo aver un gestore “che ci dà la pila, o quantomeno che ce ne dia tanta”. verbale 7. 12. 07 / 31 Allora a quel punto è ragionevole e opportuno pensare ad un gestore nostrano. Penso al fatto che lì ci possono essere le presentazioni di quello che vogliamo noi, che siamo vicino al Palazzo dei congressi e quindi ragionare con la nostra società prima di ragionare con altri. Se c’è fantasia e buona volontà, Sindaco, perché servono sempre. Perché poi ci vogliono anche quelli che portano avanti le idee, come lei sa. Ma su questo qualche riserva ce l’abbiamo. Questo volevo dire sulla Spiaggia degli Olivi. Sul completamento di via Pilati consentitemi di non dire niente perché ne ho detto già abbastanza e temo di avere sui cruscotti “dei killer a strisce” la mia fotografia come “wanted”. (Voci fuori microfono) Io vado in bici, ma purtroppo qualche volta non posso. Difatti la viabilità delle catacombe non mi crea grossi problemi, però qualche volta non si può andare in bici e allora mi accorgo che, Sindaco, dovrebbero fischiarle le orecchie, perché le peripezie sono molte. Riguardo a questo dico di aprire questo benedetto parcheggio, chiudere un capitolo della nostra storia. Due cose però: l’arredo urbano successivo è messo in quelle opere che verranno un giorno, cioè mai. Vedremo quando si potrà. Aree di inserimento: vuol dire vedremo quando si potrà. (Voci fuori microfono) Parlo del parcheggio, perché lì avete scritto, su via Roma e via Dante, aree di inserimento, quindi quando si potrà, e poi addirittura c’è una frase che dice: “Tenendo anche presente quello che faranno i rispettivi proprietari delle case”. (Voci fuori microfono) Sì, ho capito, ma visti tutti i sacrifici che abbiamo fatto, lo sfavillio di un bell’arredo non sarebbe male. Ripeto che non entro su tutte le opere perché poi ci sarebbe da disquisire, ma lo scrivete voi stessi sulle opere in corso, che non si sa se l’opera in corso è cominciata, finita, se ci sarà oppure no. È una disquisizione però che abbiamo fatto in passato ed è inutile continuarla. Perché, come ho già detto, tutte le opere che voi elencate, lui la vuole prima, io la voglio dopo, ma sono tutte opere che credo tutti quanti ritengono necessarie. Dell’urbanistica è già stato detto. Del disegno di legge ho parlato e quindi il Sindaco ci risponderà. Diciamo che da quel pezzo mi viene in mente che in tutta questa confusione ci siamo dimenticati di parlare di una cosa: la Comunità di Valle. Della Comunità di Valle non abbiamo più parlato, stiamo accettando più o meno supinamente quello che succede, non so se dobbiamo fare qualcosa per esserne protagonisti, non so se dobbiamo fare qualcosa per sollecitare la cosa più auspicabile, l’elezione a suffragio universale, in modo tale da avere una partecipazione più democratica. Sono altrettanto preoccupato che il Sindaco, e penso che lo siano tutti i Consiglieri, spero che lo siano, anche se pare qualche volta una cosa di scarsa importanza, sul discorso dei livelli del lago, di cui il Sindaco ha già parlato. La considerazione che faccio poi sulla comunità del Garda è che ognuno paga le proprie colpe, se noi abbiamo un’associazione di quel tipo è per colpa nostra, che per troppo tempo l’abbiamo usata per mandarci amministratori che dovevamo sistemare o collocare, non ci abbiamo creduto e adesso probabilmente è troppo tardi, ha ragione il Sindaco. Oggi poi ne ho letta una: il Presidente della Comunità oggi ha mandato a tutti una e-mail, perché siccome i giornali non scrivono di lui, lui manda una e-mail a tutti per rimediare al fatto che i giornali non scrivono la notizia che lui ha dato. Non ho parole. La città cambia. Si evolvono i rapporti con i Comuni vicini. Sapete cosa vuol dire questo? Non so se va preso in modo positivo o negativo. Io ricordo, per la vecchiaia che mi contraddistingue e di cui ho parlato, anche se ero bimbo per la verità, il senatore Spagnoli il verbale 7. 12. 07 / 32 quale, forse, è stato uno dei senatori più presenti del nostro collegio. Poi ce ne sono stati degli altri; anche Vettori eccetera. Il senatore Molinari ha inventato una cosa bellissima, per dare questa presenza, lui, cogliendo l’occasione dei rapporti con tutti i Comuni si cura il suo bel collegio e lo fa in modo intelligente, perché con tutti questi rapporti che sono stati intessuti, con i 12 Comuni, evidentemente lui ha una presenza sicuramente rispettabile e quindi tutta questa parte del collegio è altamente “controllata”, mi perdoni il termine Sindaco. (Voci fuori microfono) Questo non lo so, comunque tanto di cappello. Che poi serva anche al Comune… perché poi serve anche al Comune, perché tutte queste cose che sono state portate a casa sono un andirivieni. Probabilmente la cosa è cominciata in modo più evidente con la Torbole, quando è stata sistemata la vicenda dell’AMSEA… c’era già la storia dell’acquedotto. Quindi adesso ci troviamo in una posizione estremamente felice, per cui possiamo dire che allorquando discutevamo – e possiamo discuterne anche oggi – dicendo che il senatore c’è e non c’è, è utile e dannoso. È dannoso quando non c’è, o meglio non è dannoso, non c’è ed è utile quando c’è. Questo articolo avrebbe potuto essere intitolato “l’utilità del senatore”. (Voci fuori microfono) Sì, ma tu avevi un aggancio paterno che permetteva di sapere delle cose che io, che ero un bambino e basta, non sapevo. Lei è sempre stato raccomandato, Sindaco. (Voci fuori microfono) Qui c’è un passaggio sulla storia delle palestre. Vi racconto quella delle palestre, perché devo farlo. Ponete ad esempio che stasera noi tutti quanti decidiamo che andiamo a cena a casa mia,” io vi invito a casa mia, poi domani sera alle ore x mangiamo”. Allora il senatore sposta l’impegno che aveva, perché siccome ci sono anche gli altri non vuole fare brutta figura, potrebbe andare dall’altra parte, ma ci sono tutti. La Consigliera Brunelli prende un mazzo di fiori per mia moglie e così via. E si presentano tutti lì, alle ore 20 a suonare il campanello. Suona il campanello io scendo dalle scale e vi dico: “Signori, sarebbe stato bello, ma mia moglie non vuole che veniate a cena”. Con che faccia mi presento da voi, in fondo alle scale, lei è venuta con i fiori, lui ha spostato l’impegno, a dirvi che mia moglie non vi vuole a cena? Così è successo con le palestre. Il Comune ha attribuito le palestre a chi le doveva attribuire, senza sapere che le palestre non erano di sua disponibilità. Il giorno in cui la gente si è presentata in palestra gli hanno detto: “Tu non entri”. Ora mi chiedo, è possibile una cosa del genere? E poi io ho parlato, gli amministratori hanno dato la propria disponibilità, il Sindaco ha dato la disponibilità, gli Assessori hanno dato la disponibilità, però i problemi non sono stati risolti. Ma una cosa del genere non è possibile. È il discorso che si diceva prima, ci sono dei ragazzi per strada. Dove c’è un corpo, non ce ne sta un altro. Nella fattispecie, la società di cui si parla si arrangerà, ma ce n’è un’altra che dice di non essere stata sistemata. Se questo fosse successo per caso è comprensibile… (Voci fuori microfono) Dottor Accorsi, lei per piacere pensi a far tornare la voce alla Vice Segretaria e non a fare queste illazioni. Questo anche per parlare del discorso dell’associazionismo. L’associazionismo, quando trova queste cose… e non mi sento nemmeno di attaccare gli amministratori, perché un amministratore che fa una riunione per assegnare le palestre senza sapere questo, sarebbe stato inutilmente credulone. Lì c’è qualcosa che non ha funzionato, però quando qualcosa di quel tipo non funziona l’amministratore resta col sedere per terra e qualcuno poi gli deve dare modo di rimettersi in riga, come gli altri. verbale 7. 12. 07 / 33 Dell’ICI vi ho già parlato la volta scorsa e ne ha parlato bene e lungamente il Consigliere Pederzolli stasera, quindi non serve che io sottolinei quello che io ritenevo un provvedimento non congruo. Però volevo sottolineare al signor Sindaco una cosa riguardo al discorso dei negozi. (Voci fuori microfono) L’ho immaginato, perché altrimenti non ci sarebbe stato motivo di scriverlo. Intanto io vi parlo dei negozi, quando il Sindaco dice: “Noi facciamo prezzi di mercato, perché i nostri negozi sono di valore”, è vero ed è giusto che il Comune possa fare prezzi di mercato e di valore. Ma nel momento in cui il Comune fa mercato è evidente che corre anche i rischi del mercato. Quindi fa il prezzo di mercato e, come il mercato rischia di non vendere le scarpe, il Comune rischia di tenere l’edificio fermo per sei mesi, finché non viene quel signore interessato e quindi il mercato porta ad acquistare. Volete che smetta? Ci arrivò un po’ alla volta. Presidente: Consigliere Modena ha ancora 30 minuti disponibili. Consigliere Modena: Sì, Presidente, ma stia tranquillo che non li uso. Tra le varie cose delle società, Sindaco, Lei dice una frase interessante, o comunque una frase che pone un quesito: “Per quanto riguarda la Lido Hotel Palace – quella che ha cominciato i lavori – dovrà attivarsi ad assicurare il buon andamento dei lavori assumendo tutte le iniziative utili di carattere societario e finanziario, essendo di grande importanza…”. Questa frase, scritta in politichese, evidentemente significa qualcosa. Mi chiedo e Le chiedo quali siano queste iniziative. Ci si è forse accorti che c’è qualche passaggio che deve modificare l’assetto per permettere qualcosa? Altrimenti non vedo che senso abbia quella frase messa lì dentro, signor Sindaco. L’APM in fase cruciale, certo, come croce. InGarda. Devo parlarvi io di InGarda? No, trovate la persona meno indicata che vi parli di InGarda, io ne ho accennato, poi c’è qui un dirigente di InGarda, è stato assunto il direttore, lo abbiamo letto, che prenderà servizio il 1º gennaio, cui auguriamo buon lavoro. Mi chiedo solo se serviva buttare via tutti quei soldi, ma non quelli dello stipendio, i soldi della commedia, però probabilmente fa parte della stagione teatrale rivana e quindi è in quel budget. Vediamo cosa succede dopo, perché temo che tutto quello che io ho visto e sentito ultimamente si tratti di aria più o meno fritta, come le frittelle che c’erano al Luna Park. Però, ripeto, su questo argomento non voglio entrare volutamente, perché non voglio si pensino delle cose che non devono assolutamente essere pensate. Mi avvio a concludere, anzi concludo, con una considerazione che volevo esprimere nelle question time, l’altra volta, ma non ci sono state. L’ho accennato prima, quello che voglio dire fa parte di quel ragionamento dei rapporti che, secondo me, pur credulone, non mi pare debbano essere questi. Perché, se io sento il Sindaco, se io chiamo il Sindaco, se ho un colloquio con lui, vi assicuro che vengo fuori soddisfatto, perché lui mi dice di sì, perché lui condivide, ragioniamo, discutiamo e condividiamo le cose. Poi però, molte volte… le abbiamo condivise, come gli ordini del giorno. Come si fa a fare un ordine del giorno in Consiglio comunale… qui ne abbiamo un paio, ve li ho portati per ricordarvi quello del collegamento con Mori. Approvato il 19 ottobre in Consiglio comunale, trasmesso alla Giunta provinciale il 10 novembre. Ora, un ordine del giorno non ha mica bisogno di un’istruttoria particolare, chiedo alla Vice Segretaria, che istruttoria fate per un ordine del giorno, dovete scriverla in bella copia? Ci vuole un mese per scrivere in bella copia un ordine del giorno? Quello che la riguarda, verbale 7. 12. 07 / 34 Assessore, è peggio, perché quello che la riguarda l’ho qui e gli faccio un quadretto. Quello che la riguarda ci ha messo 50 giorni. (Voci fuori microfono) Lo so che è l’Assessore, ma è lei che rappresenta il settore. Con chi mi devo arrabbiare io? L’ho detto prima, è come il dipendente che non fa il servizio… Deliberazione 14 settembre, trasmessa il 31 ottobre. Mi sembra che 40 giorni per trasmettere un ordine del giorno, oltretutto poi aggiungiamo la posta che ci mette un mese… sono queste le cose minori che mi fanno arrabbiare di più e fanno sentire veramente… se poi andiamo a leggere le risposte, quelle ve le risparmio, ma ho qui anche le risposte a qualche interpellanza. Perché dovete fare vedere che siete voi a comandare? Si sa. Fatelo con eleganza se no sembrate come quegli individualisti che ci sono in città, come li chiama il Sindaco. Ricordo, quando ero meno vecchio di adesso… poi si parla sempre dei parenti, c’è anche il discorso di MusicaRiva di cui vorrei parlare ma… quando andava via uno, il Consigliere Benaglio va via, è usciere, è il Presidente dei Combattenti e reduci… tanto non c’è più, è andato, quindi anche quello che è venuto dopo, cosa ci vuole a dare benemerenza a uno di cui ci si è liberati, direttamente o indirettamente? In questa città non esiste, in questa città si tira l’acqua, va via uno e arriva l’altro e ci si dimentica. Anche questo è l’individualismo di cui parlava il Sindaco, e questo è il rapporto che qualche volta voi dimostrate con le minoranze. Presidente: Grazie Consigliere Modena. Altri Consiglieri chiedono la parola per il primo intervento? Nessun altro chiede la parola. Chiuso il primo intervento. Sindaco: Se siete d’accordo procederei in questo modo: il signor Vice Sindaco e gli Assessori fanno qualche intervento chiarificatore o di segnalazione di temi che riguardano le singole deleghe, o anche di risposta ad alcune questioni sollevate dalle colleghe e dai colleghi Consiglieri e subito dopo introdurrei la mia prima replica. Presidente: Prego Vice Sindaco Mosaner. ^^^ Escono i Consiglieri Dalponte, Munari, Zambotti e Bombardelli: il numero dei presenti scende a 20. ^^^ Vice Sindaco: Grazie Presidente. Alcune cose di chiarimento, rispetto ad alcuni problemi sollevati, che riguardano le materie che sono a me attribuite. Parto con un’affermazione, che mi intriga, quella del Consigliere Frizzi, laddove ritengo che lui non volesse lanciare un germe di sospetto quando definisce che ogni tanto, in materia urbanistica, vi è una seria diffidenza nei suoi confronti da parte dei Consiglieri di maggioranza e di minoranza. Una sana diffidenza fa sempre bene in tutto, quindi non mi preoccupo della diffidenza se è sana. Qualora non fosse sana allora questo mi infastidirebbe, ma sana diffidenza va bene, perché vuol dire curiosità, vuol dire cercare di comprendere e quanto mai io voglio che i Consiglieri comunali approfondiscano il più possibile questa materia e riescano anche a portare un contributo che possa essere il più positivo possibile. verbale 7. 12. 07 / 35 Perché evidentemente è una materia che comporta e comporterebbe impegno, studio e applicazione e non è facile, tante volte evidentemente è una delle materie principali, oltre a quella economica, quella del bilancio e del Consiglio comunale. Quindi se questo è, va anche bene. Evidentemente non va bene qualora si volesse lanciare qualche piccolo germe di sospetto che a questo punto invece dovrei rifiutare. Anche perché mi pare che la Commissione, con sedute segrete o meno, abbia prodotto confronto, abbia prodotto ipotesi, idee, sulle quali ci si è confrontati spesso e volentieri e sulle quali i contributi delle forze dell’opposizione, tante volte, sono stati ampiamente utilizzati. Non dico presi in toto, ma molto utilizzati, liberamente, dalla maggioranza, quale contributo a un rapporto assolutamente costruttivo. Il dibattito sulla fascia lago ne è stato uno degli esempi fondamentali. Ma anche in quello sulle seconde case si è lavorato molto, forse per la mia esperienza potrei dire fin troppo, si potrebbe essere più proficui qualche volta, forse abbiamo dedicato troppe sedute. Ma non se ne nega mai una, qualora questa possa servire per approfondire ulteriormente la materia. Ma è questo che il Sindaco voleva dire. Io non voglio interpretare la sua relazione, perché non spetta a me farlo, ma dove lui diceva e scriveva: “Ora non credo che si possa affrontare la pur modesta variante, se non sgombriamo da subito il campo da atteggiamenti preconcetti”, stia proprio a significare il fatto che ognuno dovrebbe affrontare questa materia con la consapevolezza di quello che deve andare a fare, l’apporto collaborativo costruttivo che deve dare, evidentemente lasciando che anche i tecnici facciano e compiano il loro lavoro. Tutto poi è discutibile. Io ricordo, perché l’ho detto in Commissione Urbanistica, laddove era “secretata” sulla variante Gilmozzi per le seconde case… l’avevo detto in ben due sedute, pur sapendo che la seduta e gli atti erano secretati, così si dice, l’avevo detto e anzi, avevo fatto l’invito ai membri della commissione urbanistica, affinché, verbalizzandolo anche, dai primi di agosto alla fine di agosto, di parlarne ampiamente all’interno dei loro gruppi, discutendone sulla base delle bozze dei documenti che sono stati allegati, perché tra un mese ci si ritrovi e si possa discutere rispetto agli apporti collaborativi che avete avuto con i vostri gruppi. Invitando tra l’altro i membri della commissione a non divulgare quei documenti, a non trasmetterli. Ma il mio invito è stato proprio nella direzione… Presidente: Su richiesta del Consigliere Pederzolli… Sindaco: Si può sapere chi manca? Perché questa volta veramente il Sindaco si arrabbia! Io voglio sapere chi manca! Perché hanno perfettamente ragione. (Voci fuori microfono) Io esigo che ci sia la maggioranza in aula mentre si tratta il bilancio. Lo esigo prima di tutto per la dignità di questa Amministrazione che porta il mio nome. Presidente: Grazie signor Sindaco. Sindaco: Perché ha perfettamente ragione la minoranza in questo caso. (Voci fuori microfono) verbale 7. 12. 07 / 36 I capigruppo di maggioranza si attivino per vedere chi manca. Mi sembra nelle logiche della democrazia. (Voci fuori microfono) Se i tre colleghi che sono presenti rimangono dove sono, il numero legale è garantito. Ma se i tre colleghi decidessero, legittimamente, di alzarsi e uscire, il numero legale non è garantito. E francamente il Sindaco di questo Comune, fra la seduta di oggi e la prossima prenderà qualche decisione in merito. Perché la prima cosa che chiedo è che lunedì mattina alle nove i capigruppo di maggioranza siano nel mio ufficio. Perché figuracce per conto terzi il sottoscritto non ne fa. L’impegno per leggere l’ecumenica relazione mi ha portato via un po’ di tempo. ^^^ Entrano i Consiglieri Munari e Zambotti: il numero dei presenti sale a 22. ^^^ Presidente: Se mi permette, signor Sindaco, chiedo al Consigliere Modena… (Voci fuori microfono) Andiamo avanti, in attesa del sedicesimo Consigliere di maggioranza, prego il Vice Sindaco di continuare la sua relazione. Prego Vice Sindaco. Vice Sindaco: Quindi per quanto riguarda l’approntamento della variante, massima disponibilità a ragionare all’interno della commissione, di modo che su questi passaggi i vari membri abbiano il tempo di poter dialogare con i propri gruppi, portando all’interno della commissione quei necessari approfondimenti che si riterranno opportuni. È evidente che alcuni meritano particolare attenzione, un accenno l’ha fatto il Sindaco nella sua relazione, su alcuni aspetti normativi che sono quelli ad esempio del lotto libero, sul quale evidentemente io ho delle idee e le manifesterò in sede di commissione. Ma su ciò abbiamo avuto modo di dialogare con il Sindaco, però evidentemente non sarà la sede nella quale confrontarci. Io chiederò solo nella prossima riunione di commissione di cercare di calendarizzare, nei mesi di gennaio e febbraio, i lavori in un modo particolare. Trattandosi di una variante che dovrà considerare sia la novità della nuova legge urbanistica, che noi sappiamo il Consiglio provinciale avere messo in campo per la fine di gennaio-primi di febbraio, quindi il testo lo conosceremo i primissimi giorni di febbraio, e del nuovo PUP che sostanzialmente conosciamo già, perché il Consiglio provinciale, data la sua non emendabilità, dovrà approvarlo o respingerlo, ma è dato per certo che rimanga tale. Poter affrontare con un calendario abbastanza stringente per evitare di non ricordarsi la volta dopo di quello che si è discusso la volta precedente. Ed è facile che questo possa succedere, è meglio rimanere sempre abbastanza freschi e solleciti su questa cosa. Quindi molto probabilmente dovremo fare un lavoro un po’ sollecito. In ogni caso c’è qualsiasi tipo di apertura nei confronti dei membri, sempre però tenendo in considerazione che la variante è fatta nell’interesse pubblico e quindi i documenti… cercheremo di farlo in modo tale che ci sia magari la possibilità di controfirma da parte di qualche Consigliere appartenente alle minoranze, in modo che la documentazione visionata o vista sia proprio quella che è stata vista durante la discussione. Non si può dire che non se ne sia discusso, tutte le scelte che abbiamo fatto negli ultimi anni, che siano dalle varie lottizzazioni eccetera, sono state tutte approfondite in commissione. Ritengo sia una commissione che abbia dato, lo dicevo prima, un contributo assolutamente verbale 7. 12. 07 / 37 rilevante e importante alle scelte, che poi siano votate è tutt’altra cosa, ma il lavoro è stato sicuramente improntato, da parte mia, a questo tipo di confronto. Per quanto riguarda un accenno tecnico al prolungamento o meno del tunnel di via Monte Oro, la soluzione presentata qui dall’Assessore Grisenti o meno, ricordo che nella variante 2000 al PUP la soluzione era stata stralciata e che il nuovo PUP la reinserisce. Quindi sostanzialmente è stata stralciata nella variante 2000 la legge 7 del 2003, e adesso, con il nuovo PUP è stata reinserita. Evidentemente, reinserita, e spiegherà la propria efficacia nel momento in cui il PUP diventerà legge, perché in provincia di Trento il PUP si approva con legge, e quindi circa nel mese di marzo. Due parole brevi sulla questione del teleriscaldamento, per cui la centrale di cogenerazione, le questioni legate alla cartiera o altro. La Consigliera Lorenzi ha fatto accenno a qualche licenziamento. Mi pare che non si parli assolutamente di alcun licenziamento. La Cartiera del Garda non opera alcun licenziamento, ha operato modalità diverse di allocazioni di una parte dell’attività, ma su questo il Sindaco ha parlato. Non si parla quindi di licenziamenti, ma per quanto riguarda il Consiglio comunale ricordo – e lo ribadisco – che il Consiglio ha trattato esclusivamente, ritengo per eccesso di scrupolo, la deroga non alla centrale – e bene ha detto anche il Consigliere Modena – ma ritengo non per separare le responsabilità o meno, la Cartiera poteva fare la centrale, ce l’ha già in funzione, poteva rifarla. Poteva rifarla anche in determinati volumi. Siamo andati a una deroga per l’altezza del camino su richiesta dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, perché la voleva il più alto possibile, per tutta una serie di problemi legati agli impatti previsti dallo screening di valutazione di impatto ambientale che fecero. Quindi chiesero quell’ampliamento. A parte che si ridurrà di un paio di metri, ma io l’ho sempre di ribadito, fu uno scrupolo, perché i volumi tecnici non abbisognano di deroga urbanistica. Sapendo che si trattava di una questione abbastanza delicata abbiamo voluto tagliare la testa al toro dicendo che su questo ci si esprima. Per quanto riguarda un’affermazione della Consigliera Lorenzi, non si conosce l’impatto ambientale o ancora non lo si capisce bene. Noi abbiamo due documenti – e fino adesso sono quelli – lo screening di impatto ambientale, allegato alla domanda fatta dall’azienda, per la presentazione del progetto e poi la valutazione del dirigente dell’APPA sulla documentazione allegata allo screening, e a tutti i valori positivi. Su alcuni demanda, evidentemente, al post; a dopo la costruzione, di quello che sarà l’effetto. Ma ha la documentazione prodotta dalla Cartiera circa le tecnologie che vorrà usare, ha usato anche un termine inglese che mi spiace in questo momento non ricordo, ma si usano le migliori tecniche di costruzione previste per l’utilizzo di materiali che sono necessari, ora non ricordo il termine che esiste nell’autorizzazione integrata ambientale. È evidente che dopo dovranno essere misurati tutti gli agenti che saranno prodotti per vedere se questi corrispondono a quanto precedentemente detto nello screening. Un ultimo accenno a quello che diceva il Consigliere Pederzolli, mi pare volesse presentare un ordine del giorno… abbiamo presentato una mozione, mi pare per adesso di avere affrontato le 2 o 3 cose che sono state sollevate, che recavano qualche dubbio. Grazie. Presidente: Grazie Vice Sindaco. Ha chiesto la parola l’Assessore Matteotti Paolo. Scusi assessore, un attimo. Prego. Consigliere Valandro: Rispetto a quanto successo, non posso che fare ammenda per il disguido. Ovviamente d’ora in avanti non accetto più, da parte di esponenti di minoranza, che mi venga fatta la morale, verbale 7. 12. 07 / 38 che mi venga detto che bisogna dare il buon esempio e che bisogna mantenere buoni rapporti fra maggioranza e minoranza. Questo non l’accetto più nel momento in cui, di fronte a una Giunta che risponde alle domande poste dalla minoranza, la minoranza intende fare giochini. Quindi non accetterò più questo tipo di comportamento. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Valandro. Consigliere Modena: Per fatto personale: quali sono i giochini citati dal Consigliere Valandro? La minoranza ha tenuto il numero legale per consentire di continuare il Consiglio comunale, caro signor Valandro. Presidente: Ho dato la parola all’Assessore Matteotti, prego Assessore. Assessore Matteotti Paolo: Non ci sono stati rilievi significativi per quanto riguarda l’ambiente e le opere pubbliche, eccezione fatta per il Consigliere Pederzolli che rinnova le sue critiche al piano di azione per l’aria. Io ho già spiegato qual è la situazione, non mi dilungo, fatto sta che i giornali quotidianamente ci fanno capire che la situazione è molto più grave di quanto normalmente si è portati a pensare. Gli inquinanti sono più pericolosi per la salute di quanto normalmente si è portati a pensare, e nel momento in cui la Provincia dovesse aderire ufficialmente a un piano interregionale - che poi è promosso dall’Unione europea, la quale sta per diffidare l’Italia, in quanto l’Italia del Nord non fa a sufficienza per disinquinare l’aria - noi moralmente non possiamo tirarci fuori e fare un ragionamento quale quello che ho sentito fare da lei. Apprendiamo invece con interesse quello che succede nei grandi Comuni italiani, in particolar modo Milano, dove finalmente si passa a politiche che probabilmente sono più incisive, per quanto impopolari. Dobbiamo liberarci di questo nemico, di questi veleni, dobbiamo fare la nostra parte, non possiamo assolutamente tirarci fuori. Ovviamente deciderà il Sindaco la politica del Comune per i prossimi anni. Per quanto riguarda l’ambiente, un piccolo riassunto è stato appena realizzato in un piccolo fascicolo che distribuiremo magari lunedì prossimo, così si avrà un’idea più vasta delle cifre, di quanto si sta facendo sul territorio del Comune di Riva del Garda, per quanto riguarda l’ambiente, compreso il teleriscaldamento. Del teleriscaldamento si è parlato, si cercherà di chiarire maggiormente alla popolazione, per quanto ci riguarda, di cosa si tratta. Ci sarà anche un incontro il 21 con l’università della terza età, per esempio, che comunque fa parte delle politiche ambientali del Comune di Riva del Garda. Solamente ci sono tante cose, ma appunto potete leggerle sul fascicoletto. Mi rivolgo al Consigliere Modena – anche se c’è un po’ di trambusto, Presidente vado avanti, devo dire poche cose che forse sono significative… Presidente: Vice Sindaco, c’è un vostro collega che sta parlando. verbale 7. 12. 07 / 39 Assessore Matteotti Paolo: Come tutti gli Uffici del Comune, anche i nostri sono sottoposti a intenso lavoro. Per quanto riguarda gli appalti del 2006-2007, sono stati appaltati lavori, per entrambi gli anni, 21 opere pubbliche e nel 2007 25 opere pubbliche, per cifre che superano i 7 milioni di euro e non è ancora finita, perché la cifra di quest’anno forse supererà quella dell’anno scorso. Devo dire che gli Uffici comunali, specie quelli della viabilità, hanno impiegato moltissimo tempo per seguire i lavori del teleriscaldamento. Vedo che a nessuno interessa, quindi taglio corto. Sono lavori impopolari e sono stati comunque eseguiti, dopo aver analizzato scientificamente le possibilità di esecuzione di questo tipo di lavori. Sono stati eseguiti negli unici momenti possibili nel nostro contesto cittadino, per arrecare minor danno possibile. Ci sono stati problemi degli scavi archeologici, però la cosa sta andando avanti e sono convinto che l’anno prossimo, in questo periodo, molti avranno dimenticato i fastidi e anche qualche perdita economica che si è potuto subire, ma ci si renderà conto che il lavoro, complessivamente, per la città ha una valenza che nei prossimi anni tutti sapranno far valere e vendere. Come ultima cosa, il libretto è pratico, ogni anno con la collaborazione dell’ingegnere e del Sindaco, ovviamente ringrazio tutti gli Uffici per il lavoro che viene sveltito. Ho sentito una critica velata da parte del Consigliere Modena, ma per quanto riguarda la parte in cui c’è scritto “opere in corso”, si riferisce ad opere che in realtà sono state ultimate, come forse si potrà vedere, ma manca la chiusura burocratica. Altre opere in corso sono finite, devo citare la viabilità del tunnel del Rione 2 Giugno che oggi è stato inaugurato, i lavori sono continuamente in progresso, traducendo malamente dall’inglese, e alcune opere in corso, sotto la voce opere e lavori in corso, sono in realtà ultimate dal punto di vista concreto, sempre molto di corsa, come si suole farne la maggior parte degli Uffici del Comune, si cerca di portare a termine il più velocemente possibile le altre. Ho apprezzato qua e là che effettivamente, qualcuno ha detto, c’è una logica nel programma delle opere pubbliche ed è la conseguenza di quanto è stato scritto parecchi anni fa ed è la ricerca continua di adattare la città ai continui progressi e anche alle opere che la Provincia porta avanti. Un esempio solo: noi abbiamo spostato la realizzazione del marciapiede su via Monte Oro di un anno, visti i ritardi della Provincia, nel senso che elasticamente si cerca di adattare la concretizzazione dell’opera al momento esatto in cui deve essere eseguita. Già tutti, compreso il sottoscritto, abbiamo un brogliaccio dove ci si segnano le opere che potrebbero comparire, a Dio piacendo, l’anno prossimo. Solo un appello, in realtà forse è vero che forse noi siamo il palazzo e i cittadini forse sono più distanti, ma devo dire una cosa, vi posso lasciare il mio cellulare, ma con qualche Consigliere io ho un rapporto frequente, qualche cittadino mi telefona a casa. La maggior parte non lo fa, io avrei estremo piacere di sentire critiche e segnalazioni, perché questo è il mio dovere, di seguirle e accettarle, ma anche vostro, di tutti di segnalarle. Io gradirei quindi sono a disposizione, per un rapporto più collaborativo tra maggioranza e, come auspica il Consigliere Modena, l’opposizione, per un contributo fattivo alla città. Presidente: Grazie Assessore Matteotti. La parola all’Assessore Bagozzi, competente per quanto riguarda il bilancio. Assessore Bagozzi: Grazie Presidente. Anche io come il mio collega Matteo vi do la mia disponibilità per qualsiasi informazione che i Consiglieri volessero avere sia nell’ambito delle mie deleghe, sia verbale 7. 12. 07 / 40 nell’ambito delle deleghe che, ogni tanto è giusto ricordare, mi ha dato il Sindaco nell’ambito dei rapporti con il Consiglio comunale. Quindi, se c’è bisogno di qualche chiarimento, di qualche mio intervento per riuscire ad avere informazioni ben venga, io sono a disposizione. Ecco, una cosa che mi piacerebbe è che mi fossero fatte tutte le osservazioni possibili per rendere più espliciti, più chiari, tutti gli elaborati che vengono presentati in Consiglio comunale. Nella fattispecie anche la relazione previsionale e programmatica, che è un po’ il riassunto di tutto quello che deve essere fatto dall’anno prossimo e negli anni relativi al triennio. Un chiarimento su quanto richiesto dal Consigliere Pederzolli, non in merito a quanto è scritto sulla relazione, perché sulla medesima in merito ai fitti e alle concessioni vengono riportate sono le cifre finali. Al contrario da lui è stato richiesto un dettaglio tecnico di tutte le varie voci, naturalmente tutte queste voci, anche se si riferiscono a locali o negozi posti uno vicino all’altro, hanno cifre diverse. Nello specifico mi riferisco al negozio di via Scaligero, perché naturalmente lì esisteva un’attività che storicamente risiedeva nel palazzo, che si è portata per consentire i lavori e che rientra con un canone che è stato concordato prima del rilascio del negozio e quindi prima dell’inizio dei lavori. L’altra cosa che è giusto far presente e che vorrei precisare è il canone che sembra piuttosto ridotto riguarda il Centro sportivo Malossini. Quella posta di tipo formale, deve essere inserita in questa maniera, ma in realtà il costo che viene riconosciuto come entrata viene decurtato da quello che è il contributo dato al centro sportivo per le manutenzioni e la custodia dello stesso. Quindi viene riconosciuta un’entrata in maniera diversa. È stato poi fatto riferimento ad un prestito ad APM, che sarebbe stato fatto senza interessi: questo è vero in parte, perché in effetti parte è stato concordato in questa maniera, ma comunque dettagli di questo genere sarò magari lieto di spiegarli tramite i funzionari comunali, in una seduta separata. Se poi c’è qualcos’altro ripeto che io sono sempre a disposizione. Potete pure fare riferimento su di me. Grazie Presidente. Presidente: Grazie assessore Bagozzi. È aperta la discussione per il secondo intervento. Prego i Consiglieri di prenotarsi. La replica del Sindaco avverrà dopo. Prego signor Sindaco. Sindaco: Grazie Presidente. Il tema è questo: gli interventi che si sono succeduti fino ad ora sono abbastanza complessi. A me francamente piacerebbe rispondere non con una controcitazione, per esempio al collega Frizzi, ma avrei bisogno di poter elaborare un po’. Per cui io sarei dell’idea, se voi non siete contrari, di aprire il secondo intervento, piuttosto lasciamo aperta la fase del secondo intervento, e mi riserverei di fare la mia replica alle 18 di lunedì. Io posso anche tentare di fare la replica, però sappiate che non è completa, perché mi avete prodotto talmente tante proposte e osservazioni che non vorrei essere impreciso. In particolare, Consigliere Modena, Lei mi chiede di decrittare circa otto punti, perché me ne sono preso nota, e non vorrei farlo in maniera errata. Presidente: Grazie signor Sindaco. Ha chiesto la parola il Consigliere Zanoni. Prego, per il secondo intervento. Consigliere Zanoni: Sì, grazie Presidente. Anche io vorrei leggere questo mio intervento, anche se, rassicuro in tal senso il Sindaco, non ci saranno sicuramente delle citazioni. Vorrei anche rassicurarlo… (Voce fuori microfono) verbale 7. 12. 07 / 41 Presidente: Consigliere Frizzi, per favore. (Voce fuori microfono) Consigliere Frizzi: Per mozione d’ordine: purtroppo è il suo secondo intervento e siccome la mia mozione d’ordine precede praticamente il secondo intervento e io vorrei dire che è brutto fare il secondo intervento senza la replica del Sindaco al primo intervento. Chiedo se sia possibile eventualmente passare all’ordine del giorno suppletivo uno, eventualmente demandando il tutto, con la controrelazione del Sindaco ai primi interventi, nonché i secondi interventi, a lunedì, a questo punto. Io direi di passare all’ordine del giorno suppletivo adesso, facciamo l’inversione dei punti all’ordine del giorno, lasciamo i secondi interventi a lunedì, mettendo in apertura del Consiglio comunale le risposte del Sindaco. Chiedo se tecnicamente sia possibile fare una cosa del genere. Sindaco: C’è un duplice aspetto, proviamo a decodificarlo. Il secondo intervento è un nome tecnico che diamo al secondo giro, con la consapevolezza che i colleghi Consiglieri di maggioranza, che si sono già prenotati in numero di quattro, intendono esaurire in questo il loro intervento come apporto. Mentre è evidente che i colleghi di minoranza, per esempio, intendono rispondere alla replica. Questo mi sembra evidente, è per questo che poc’anzi ho detto alla Consigliera Lorenzi che possiamo poi sospendere, replico e si va avanti con il secondo intervento, qualora si ritenesse di doverlo fare. Devo peraltro dire che se per snellire i lavori fossimo tutti d’accordo nell’accogliere la proposta del Consigliere Frizzi, sapete però che dobbiamo essere tutti d’accordo, per invertire l’ordine del giorno, anzi, per anticipare un punto all’ordine del giorno. (Voci fuori microfono) Consigliere Frizzi: Subentra anche una questione tecnica, perché la maggioranza fa un intervento che sarebbe il secondo intervento, dopo ci dovrebbe essere la relazione del Sindaco, è un nostro ulteriore che cosa? Il terzo intervento? Sindaco: No, sarebbe il secondo intervento. Consigliere Frizzi: Sarebbe un secondo intervento posticipato. D’accordo, si può fare anche così. Sindaco: Si può fare, basta mettersi d’accordo, Consigliere Frizzi. Consigliere Frizzi: Non c’è problema, anche perché se il loro intervento magari dura un’ora non riusciamo a fare l’ordine del giorno suppletivo oggi. Io avanzo questa proposta, sentiamo gli interventi della maggioranza e poi vediamo quanto tempo ci rimarrà a disposizione, eventualmente, vedremo dopo. verbale 7. 12. 07 / 42 Sindaco: Scusi, Presidente proviamo a dirla, con questo ordine, per essere chiari: noi possiamo darci l’ambito traguardo delle ore 23 questa sera, e andiamo a vedere, quando saranno finiti gli interventi che si sono prenotati, a che punto della sera siamo. Semmai lì facciamo subentrare, per dare un riscontro corretto all’osservazione del Consigliere Frizzi, l’ipotesi che lui ci ha proposto. Facciamo una via di mezzo. Comunque andiamo avanti con gli interventi che si sono prenotati. Presidente: Prego, Consigliere Zanoni. Consigliere Zanoni: Bene, riprendo allora il mio intervento, come vi dicevo non farò nessuna citazione, mi limiterò a solamente a portare alcuni esempi. Non certo perché debbano essere ricopiati in toto, ma solo perché possono introdurre un argomento di discussione, se lo si riterrà opportuno. “Scorrendo il programma generale delle opere pubbliche ho notato che anche quest’anno risulta essere denso di interventi, tesi a riqualificare molti ambiti della nostra città, ma soprattutto anche delle nostre periferie. Recentissimamente abbiamo inaugurato un’opera importante per la frazione di Varone, il campo sintetico, un’opera ridimensionata in base ai progetti iniziali, ma soprattutto un’opera ritarata sulle reali esigenze della frazione, che è stata conclusa anche in tempi record, grazie al connubio di tutti i soggetti coinvolti. Molte cose sono già state fatte e molte sono in cantiere, per portare a compimento il nostro programma elettorale, che è stato ampiamente condiviso dalla maggioranza degli elettori. In tal senso tutto sta andando per il verso giusto e come Consigliere di maggioranza non posso che esserne soddisfatto. Non avendo nulla da obiettare su quanto deposto agli atti potrei tranquillamente concludere qui il mio intervento, annunciando fin d’ora il mio voto favorevole. Considerato però che la sessione di bilancio è il momento topico di un’amministrazione, il momento nel quale si tirano le somme di quanto si è fatto, soprattutto il momento nel quale ci si confronta nel tentativo di delineare le strategie per il futuro, vorrei anche io porre alcune considerazioni che mi auguro possano tornare utili per portare avanti al meglio l’impegno assunto nei confronti della nostra città. Siamo da sempre considerati un polo turistico fra i più importanti del Trentino, da anni il polo di riferimento nella nostra Provincia per quanto concerne il riparto fiere e congressi, nel quale l’ente pubblico continua ad investire fortemente. Anche l’artigianato è presenza importante e recentemente, più per difficoltà altrui che per meriti nostri siamo considerati il principale polo industriale del Trentino. Tutto questo è la dimostrazione che negli anni si è investito molto sullo sviluppo economico, nella convinzione che tutto questo potesse garantire un benessere diffuso e perché questo potesse avverarsi abbiamo accettato di sacrificare alcuni ambiti del nostro territorio. Probabilmente oggi siamo molto vicini al culmine di questo sviluppo, e cercare di ricavare ulteriore ricchezza significherebbe, con ogni probabilità, ottenere l’effetto contrario. Frenare lo sviluppo non significa arretrare, ma semmai evitare che questo nostro sistema imploda. La nostra economia non è sottodimensionata, non abbiamo problemi nel generare ricchezza, questo è ampiamente riscontrato nel grande interesse che le banche hanno dimostrato per la nostra zona e dai dati che loro stesse forniscono sulla raccolta complessiva. Il problema, semmai, sta nella redistribuzione della ricchezza prodotta, un aspetto che oggi, sempre più, sta caratterizzando l’intera economia globale. Oggi la ricchezza è concentrata in un numero sempre più ristretto di persone, sempre meno persone si arricchiscono e si arricchiscono sempre di più, mentre molte altre percepiscono redditi talmente bassi da essere spesso insufficienti a condurre un’esistenza normale. verbale 7. 12. 07 / 43 Un’economia di questo tipo, che redistribuisce in modo troppo ingiusto la ricchezza, sta annientando la classe media e sta ingenerando pericolose spaccature tra le varie fasce della nostra società e la violenza in continuo aumento ne è la riprova. Questo vale a livello locale come a livello mondiale, dove il classico rapporto 20-80, il 20% della popolazione ha a disposizione l’80% delle risorse, e, viceversa, l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà e ha a disposizione solo il 20%, questo rapporto, di anno in anno, si sta ulteriormente dilatando a sfavore delle fasce più povere, incentivando il fenomeno dell’immigrazione, con tutto quello che ne consegue. Penso quindi che oggi nell’alto Garda non sia sufficiente creare nuovo sviluppo, nuove opportunità e nuovo business, ma sia prioritario porre dei correttivi che tendono a redistribuire in modo più equo le ricchezze prodotte. Siamo anche Provincia Autonoma, l’autonomia non si esercita solo gestendo in modo oculato le ingenti poste di bilancio, ma si esercita soprattutto legiferando, creando nuove regole che rappresentano l’espressione più alta dell’autogoverno. Su questi temi il nostro Trentino, a mio avviso, dovrebbe interrogarsi per trovare risposte adeguate. Non è possibile che in un territorio come il nostro, dove la quasi totalità della forza lavoro risulta essere occupata, siano in costante aumento i nuclei familiari che faticano ad arrivare a fine mese e che spesso si rivolgono anche al Comune per richiedere i sussidi per l’affitto o per i generi alimentari. Qualcosa non funziona, il mondo del lavoro così strutturato non funziona più. Una persona che lavora otto ore al giorno per cinque giorni la settimana e per dodici mesi all’anno deve avere la possibilità di mantenersi e di mantenere dignitosamente la propria famiglia. Com’è possibile che una società come la nostra, che fin dal passato ha saputo sviluppare forti realtà solidaristiche, oggi non sia in grado di reagire? Anzi, proprio queste strutture oggi spesso beneficiano di vantaggi fiscali per sé e per i propri soci senza averne minimamente bisogno e non si preoccupano di intervenire laddove esistono le vere emergenze sociali. Spesso magari le alimentano, utilizzando come criterio per le assunzioni dei propri dipendenti quei contratti di lavoro atipici, dei contratti che ormai sono largamente utilizzati da tutte le aziende nati con il pretesto di creare flessibilità nel mondo del lavoro, ma che in realtà servono solo per risparmiare sulla retribuzione e generano solamente precarietà. Questo fenomeno colpisce soprattutto i nostri giovani che non sono più in grado di progettare il loro futuro. Se veramente questa autonomia la vogliamo esercitare credo che questo sia un buon campo di azione, per dimostrare, a chi ce la invidia e ce la vorrebbe togliere, che autonomia non significa spendere la ricchezza generata da altri, ma significa conoscere e reinterpretare i bisogni della propria gente, con la capacità di mettere in campo anche idee originali e capaci di risolverli. Credo che qualche politica in tal senso si possano attuare anche a livello comunale, magari ponendo in campo anche sgravi sull’ICI a quelle aziende virtuose che si impegnano a creare stabilità dei contratti di lavoro. Si potrebbe operare in tal senso anche nei confronti di quelle aziende che cessino di fare ricorso a società che somministrano lavori interinali, come spesso accade soprattutto nel nostro settore alberghiero. Ragionare in tal senso, sviluppando anche nuove tutele nel campo ambientale e dei trasporti potrebbe tornarci utile per anticipare gli eventi e porci come valida alternativa a tutte quelle persone, che sono in costante aumento, che si impongono come obiettivo un turismo responsabile, rispettoso dell’ambiente e delle persone che ci lavorano. Sempre a livello comunale potremmo ampliare anche nel campo turistico la partecipazione ad Agenda 21. Questo ci consentirebbe di far aderire il Comune di Riva del Garda alla Carta europea del turismo sostenibile, per puntare maggiormente su un turismo di qualità, che si caratterizza per il forte rispetto dell’ambiente e delle persone che ci lavorano. Un turismo fatto di gente responsabile, che non ama la cementificazione disordinata dei luoghi che frequenta, come succede spesso ad esempio in alcune coste italiane, dove inoltre questo fenomeno è peggiorato anche per verbale 7. 12. 07 / 44 l’abusivismo edilizio, ma che predilige quelle realtà che si contraddistinguono per la tutela delle bellezze naturali e il rispetto dell’ambiente. Un turismo fatto di gente amica, che ama la nostra terra, che non pone l’enfasi sull’evasione e sul relax, ma che punta principalmente alla conoscenza dei luoghi, alle loro culture e tradizioni. Un turismo quindi che non diventa fattore di depauperazione, ma che al contrario diventa determinante per la tutela e la valorizzazione delle nostre specificità. Questo mio ragionamento parte da una convinzione ormai diffusa, che la domanda turistica è di anno in anno sempre più sensibile alle qualità dell’ambiente e quindi anche per mera opportunità diventa importante porre l’attenzione a queste domande. Altro concetto che ben si lega con l’idea di turismo responsabile è la cosiddetta mobilità sostenibile. Qualche esempio in tal senso è già stato messo in atto anche in alcune realtà del nostro Trentino. Penso a Paneveggio, ma soprattutto al progetto di mobilità sostenibile elaborato dal parco naturale Adamello-Brenta, in collaborazione con le varie Amministrazioni comunali della Val Rendena, che da ormai cinque anni caratterizza la mobilità estiva di quella zona. Questo progetto, nato originariamente per la gestione della mobilità della sola Val Genova, è stato integrato con il servizio mobilità vacanze della Val Rendena che offre la possibilità di raggiungere l’alta valle partendo da Tione, ma anche partendo dalle Terme di Comano. Il progetto si basa principalmente sulla gestione dei flussi veicolari, correlati alla gestione dei parcheggi, in connessione a un servizio di trasporto alternativo effettuato con un bus navetta atto a disincentivare l’utilizzo della vettura privata. Provare a ragionare in tal senso con le varie amministrazioni del territorio, in stretta sinergia tra pubblico e privato e con il coinvolgimento diretto di InGarda, probabilmente potrebbe far scaturire qualche soluzione alternativa in grado di offrire una proposta turistica di qualità, in linea con le nuove esigenze di turismo sostenibile e certamente meno impattante sulla rete viabilistica del nostro territorio. Se in aggiunta a tutto questo, per i momenti di maggiore carico veicolare adottassimo altri provvedimenti, uno dei quali potrebbe essere anche quello espresso di recente dal nostro Sindaco, quello collegato al grande anello a senso unico, sul quale prima il Consigliere Pederzolli sembrava un po’ scettico, ma io credo che potrebbe funzionare, soprattutto potrebbe aiutarci a fare un ragionamento diverso, rispetto al famigerato tunnel lunghissimo, che è dimensionato sui carichi previsti nei momenti di maggiore utilizzo, penso che quindi questo progetto potrebbe essere rivisto. Infatti si potrebbe ipotizzare una grande area di interscambio situata alle balze di Nago, per far scendere poi i turisti nella Busa con un nuovo sistema di mobilità alternativa che sappia far gustare completamente la visione dell’alto Garda nel suo insieme. Con il tunnel lungo ovviamente tutto questo verrebbe a scomparire, perché ci si troverebbe catapultati dalla Busa di Loppio a quella dell’Alto Garda senza renderesne minimamente conto; perdendo, di fatto, un aspetto importante dell’attrattiva turistica che la nostra zona ha. Concludo qui questo mio intervento, forse un mix fra sogno e realtà, che ha anche l’intento di verificare se tali tematiche possono riscontrare un qualche interesse all’interno di questo Consiglio comunale ma anche all’interno della nostra città”. Grazie Presidente. Presidente: Grazie Consigliere Zanoni. Ha chiesto la parola il Consigliere Valandro, prego Consigliere. verbale 7. 12. 07 / 45 Consigliere Valandro: Grazie Presidente. Prima di incominciare il mio intervento vorrei chiedere scusa per il momento di tensione precedente. Siccome cozza con alcuni passaggi del mio intervento volevo cercare di stemperare le cose e rammaricarmi per quanto è successo. (Voci fuori microfono) Grazie Consigliera Lorenzi. “Le sedute di approvazione del bilancio sono sempre molto stimolanti e permettono di spaziare quasi a 360° su temi che riguardano la nostra città. Personalmente aspetto sempre con grande curiosità e attenzione questo appuntamento. Il bilancio è il momento in cui si tiene aggiornata la nostra agenda operativa e si compie una ricognizione ad ampio raggio sull’attività amministrativa, su temi e problematiche insorgenti, su adeguamenti opportuni o necessari di indirizzi e strumenti. Così ci diceva il Sindaco nella sua relazione. È altresì il momento in cui si cerca di dare una lettura, a volte politica a volte più personale, a volte pure, purtroppo, strumentale, di quanto accade in città e di come la città cresce, vive, cambia. Diventa così motivo di forte attesa, almeno per me, la relazione del Sindaco al nostro Consiglio. Il momento in cui il Sindaco fa il punto della situazione e cerca di tratteggiare un quadro complessivo di quella che è l’azione del suo Governo, accompagnando questo esercizio con note a volte di stimolo, a volte di critica costruttiva della quotidianità di Riva del Garda, sta poi ai Consiglieri comunali cercare di sviluppare i concetti espressi avventurandosi nel non facile compito di analizzare il documento contabile tenendo sempre un occhio attento a quanto esposto dal Sindaco, appunto. Compito quindi della minoranza è cercare di sottolineare in maniera anche critica le eventuali sbavature, compito invece della maggioranza è quello di rafforzare i concetti espressi. Sono incombenze non facili ma che diventano di grande stimolo per chi a ha cuore il dibattito democratico e crede nell’utilità e nella necessità di un confronto aperto e franco fra le varie parti. A tal proposito vorrei, in premessa, ringraziare il Sindaco per una frase in particolare della sua lunga relazione. Il penultimo capoverso della sua relazione dice così: “La speranza di un domani nuovo e diverso, positivo e ben compaginato, dove si possano deporre le armi della diffidenza reciproca, e si possa collaborare con reciproca soddisfazione, questa speranza, intesa pure come virtù civile, accompagna anche i nostri piccoli passi rivani per il 2008”. Tale passaggio ricorda molto uno dei passaggi chiave dell’ultima relazione al bilancio di Cesare Malossini. Il passaggio in cui Cesare serenamente auspicava una città pacificata, auspicando appunto un clima di reciproco rispetto e di reciproca solidarietà. Ringrazio il signor Sindaco per questa citazione perché credo faccia bene ogni tanto ricordarsi di quelle parole e credo serva tanto più in un periodo come il nostro, dove l’individualismo e la cinica voglia di emergere tante volte offuscano i veri valori e gli importanti ricordi. Ringrazio ancor più il signor Sindaco per averci permesso così di ricordare Cesare Malossini a un mese dal quinto anniversario della sua scomparsa. Il gennaio prossimo potrebbe – e lo auspico vivamente – essere un momento di riflessione approfondita sulla figura di Cesare e non sarebbe male se il Comune volesse ricordare ufficialmente la figura del nostro amato Sindaco. Una premessa che ho trovato doveroso fare. Tornando alla relazione del Sindaco sul bilancio, il messaggio principale che emerge chiaro e palese è senza dubbio uno: la città cambia. La città cambia nei suoi abitanti, nella sua conformazione urbanistica, nei suoi assetti economici e sociali, nei suoi valori. Una città, la Riva del 2008, che ci viene tratteggiata dal Sindaco con tinte ora brillantemente ottimistiche ora con, mi si permetta, cupa preoccupazione. Una città, la Riva del 2008, che pone delle questioni e delle verbale 7. 12. 07 / 46 problematicità che chi ha l’onore e l’onere di governarla sa che deve farsene carico. La citazione di Floriani: “Riva è una città capace di grandi esaltazioni ma anche di grandi mortificazioni”, appare azzeccata in tal senso. Condivido l’impianto della relazione del Sindaco, come tentativo di dare risposte efficaci, risposte che vengono praticamente declinate nel bilancio, così come descritto anche nelle ottime slide dell’Assessore Bagozzi. Sono convinto che un rivano attento, che legge la relazione del Sindaco, ne può trarre spunti per una riflessione completa intorno al volersi sentire parte attiva della nostra città, con importanti dati da poter analizzare e sviluppare più compiutamente. Trovo importantissimo lo sforzo del farsi carico della situazione dell’associazionismo nella nostra realtà. Credo che l’impegno del volontariato cittadino sia uno di quei pilastri che sono necessari per sostenere l’intera struttura della città stessa. Senza un’anima che si impegna e che lavora con il solo scopo preciso di fare qualcosa per la città, verrebbe a mancare uno dei presupposti fondamentali per poter parlare effettivamente di una realtà viva. Sono convinto che dare un supporto attivo alle associazioni, nel difficile cammino della loro vita, di enti fatti di persone e quindi anche di singole esigenze che diventano comuni, sia uno dei compiti maggiori che un’Amministrazione deve darsi. E lo deve fare ancor più come segnale tangibile della propria capacità di cavalcare e saper governare i cambiamenti. La città cambia, abbiamo detto. Lo fa soprattutto perché cambiano i suoi cittadini e le sue cittadine, non dimentichiamolo. Un occhio va quindi posto con attenzione a quelli che saranno i cittadini e le cittadine di domani: i giovani. Personalmente sono convinto di una cosa: Riva del Garda ha un potenziale in termini di giovani capaci, preparati e attenti che ancora stenta a rendersi palese ma che già sta dando ampi segnali positivi. Compito dell’Amministrazione è cercare di favorire questa crescita. Parlo ad esempio, per rimanere nel tema, delle varie associazioni giovanili che svolgono la propria attività sul nostro territorio cittadino. Nella mia veste di delegato alle Politiche giovanili non posso non rallegrami della vivacità e dell’intraprendenza di taluni gruppi di giovani che si impegnano, che creano progetti, che danno forma a questi progetti e che tante volte cercano di dire qualcosa di nuovo a questa nostra città. Sono sicuro che questo è un segnale importante e che tale voglia di essere protagonisti vada incentivata e aiutata da un ente attento quale è il Comune. Sono sicuro che tanto è stato fatto e tanto si potrà fare in questo senso. Ho trovato in questo la massima disponibilità da parte del Sindaco. Una disponibilità che vorrei trovare anche nelle categorie economiche e nei cittadini tutti di Riva. Facciamoci carico del futuro dei giovani rivani dando loro responsabilità e assecondando la loro voglia di essere protagonisti. Credo sia un investimento importante che non possiamo lasciarci scappare. Se saremo in grado di aiutare i giovani in questo cammino di crescita, dando loro strumenti e spazio, ci garantiremo un futuro come città anche laddove i cambiamenti fisiologici e naturali ci porteranno a vedersi concludere altre esperienze. Dobbiamo quindi fare lo sforzo di fornire ai giovani i giusti strumenti. Un lavoro, una casa, certo, ma anche la possibilità di dare corpo alle proprie idee e di renderle vive, di dare spazio alla creatività e alla voglia di esprimersi. Il Comune deve cercare di alimentare queste esigenze. Leggo quindi come una svista la circostanza che al Piano giovani di zona questo Comune abbia destinato solo 13.000 euro, solo tra virgolette, “un’inezia”. Non è con così ristrette capacità di investimento che si aiutano i giovani. Tanto più se il termine di paragone sono i 9.000 euro destinati alle associazioni di ex combattenti, senza nulla togliere a queste ultimi e alle loro meritevoli attività. Ma il futuro è dei giovani e sul futuro bisogna investire maggiormente. Un futuro che ha bisogno di spazi per crescere e per sviluppare le proprie tendenze. In questo senso leggo in maniera estremamente positiva l’apertura fatta dal Sindaco nella ricerca di spazi da destinare all’intrattenimento giovanile. Trovo alquanto positivo, inoltre, verbale 7. 12. 07 / 47 l’interessamento all’argomento da parte dei giovani imprenditori rivani. Questo mi fa pensare che l’esigenza di trovare spazi è un’esigenza condivisa e sentita a più livelli. Mi fa ben sperare, perché è un tema, questo, su cui vale la pena puntare, anche quando ragioniamo di altre tematiche. Il polo fieristico e congressuale deve servire anche come contenitore di attività rivolte ai giovani: il teatro, ma anche il palazzetto e, perché no, lo stesso centro congressuale nella sua veste progettuale che ci è stata presentata di recente. I processi di rivisitazione urbanistica della nostra città devono tenere conto anche di queste esigenze. Apriamo senza timore il centro storico alle attività giovanili, riportiamo i giovani vicini al lago, offrendo loro luoghi di intrattenimento che non per forza deve essere vuoto e fine a se stesso. Abbiamo una forte connotazione culturale nella zona della Rocca, della biblioteca e del costruendo teatro. La Spiaggia degli Olivi è proprio nel mezzo di questo triangolo, approfittiamo per dare ai giovani cultura e svago nello stesso tempo. La città cambia. Cambiano con essa anche gli strumenti che la guidano, cambia la politica e il modo di fare politica. Siamo in un momento di grandi cambiamenti in questo senso. Siamo in un momento in cui vogliamo lasciarci alle spalle alcune pagine della nostra politica e vogliamo andare oltre. La costruzione di nuovi modelli, di nuove categorie moderne e più efficaci per leggere, incontrare e interpretare le esigenze, le potenzialità e le aspettative della comunità, aggiornare, rivisitare e valorizzare i principi e i valori sui quali ci siamo basati nel nostro cammino politico. Quello a cui andiamo incontro è un contesto dalle grandi potenzialità. Dobbiamo saper essere felici interpreti di questa spinta che arriva direttamente dalla nostra gente per saper interpretare i bisogni di rinnovata partecipazione a tutti i livelli. Da questa esigenza nasce anche la voglia di essere moderni negli strumenti che rappresentano la politica. Moderni ma soprattutto efficaci e vicini alla gente, alla nostra gente. Il modello di approccio più corretto non può che essere quello del civismo, inteso come sforzo di interpretare e di soddisfare le esigenze che arrivano dalla gente e dalla cittadinanza. Uno sforzo che deve essere collegato a contenuti chiari e a obiettivi precisi. Proprio dall’esperienza di governo dei nostri Comuni, specialmente di Arco e Riva del Garda, dovremmo prendere esempio. Un percorso politico che da ormai quasi dieci anni si è consolidato portando notevoli benefici al modo di governare le comunità e apportando quindi notevoli benefici ai cittadini stessi. È già in essere un cammino che inconsapevolmente ha percorso da tempo la strada che porta all’obiettivo ultimo: il Partito Democratico. Esperienze, quelle amministrative cittadine, che pur essendo parallele hanno sempre trovato una convergenza nell’agire amministrativo, supportate da convergenze programmatiche importanti, che hanno saputo dare alla comunità altogardesana un importante sigillo. Sono però evidentemente collaborazioni che si sono costruite col tempo. Solo la quotidianità e il continuo confronto sono stati capaci di consolidare i rapporti ad esempio tra Ds e Margherita. Una delle principali azioni che dobbiamo compiere in questo non facile impegno è quella di riuscire a lavorare sul programma di consiliatura, riuscendo a dare un’anima a quello che facciamo. Troppo spesso infatti succede che l’azione amministrativa, con i suoi carichi di responsabilità finisca per soffocare l’anima politica delle azioni che mettiamo in campo. Noi vogliamo che quell’anima risulti chiara e ben visibile. La gente deve riconoscere il taglio politico che vogliamo dare al governo cittadino. Si deve capire che determinate idee non sono solo frutto della routine ma hanno dietro un ragionamento politico che esula dal semplice intervento per disegnare una strategia più generale, che descriva chi siamo e che cosa vogliamo per la nostra zona. Per questo mi sento in dovere di lanciare un percorso condiviso che affronti diverse tematiche: la variante di assestamento al PRG, la Comunità di Valle, il Parco agricolo, sono i temi per cui vale la pena che i gruppi consiliari che si riconoscono nel progetto verbale 7. 12. 07 / 48 democratico si confrontino insieme. Un dibattito e un dialogo che deve continuare all’unisono anche tra la società civile, coinvolgendo in unici momenti le diverse anime. Bisogna quindi lavorare sul programma, prenderne i punti salienti e dotarli di un supporto politico sufficiente a renderli comprensibilmente unici. L’azione nel campo dell’urbanistica non può limitarsi all’approvazione di deroghe e correzioni di errori materiali. Dobbiamo essere in grado di disegnare quella che sarà la città che vogliamo coinvolgendo ragionamenti di carattere economico e sociologico. Dobbiamo fare in modo che la parola innovazione non sia solo un enunciato ma si traduca nell’aggiornamento di regolamenti e di procedure amministrative e diventi per una volta visibile ai cittadini tutti. L’Amministrazione deve quindi dotarsi e dotare la città di sistemi di comunicazione degni del terzo millennio. La comunicazione quindi come parte fondante dell’agire politico: non c’è azione se non viene spiegata e fatta recepire alla gente comune. Non solo un esempio di trasparenza, ma un sistema efficace per evitare fraintendimenti e spiacevoli lamentele. Investire sulla comunicazione vuol dire anche agganciare fasce d’età che rimangono fisiologicamente distanti dalla vita politica. Pensiamo ai giovani che devono riscoprire il gusto di impegnarsi e di portare alla città la voglia di essere loro stessi protagonisti in un circuito virtuoso che comprende giovani o meno giovani. Solo così riusciremo a declinare in maniera corretta la riconosciuta necessità di un ricambio generazionale all’interno delle associazioni. Ricambio che non è sostituzione ma voglia di seguire e rendere attuale l’esperienza di anni di volontariato attivo. Solo così la città potrà sentirsi più viva, dal centro alle periferie. I quartieri quindi, che troppo spesso si sentono così distanti dal palazzo pretorio, devono essere messi nelle condizioni di non essere più solo mere indicazioni toponomastiche, ma veri e propri nuclei pulsanti della città, ognuno con le sue specificità e i suoi problemi da risolvere. In una città che cambia sono le periferie i primi anelli del sistema a risentire del flusso migratorio. Dobbiamo conoscere le periferie per conoscere al meglio la nostra gente. Dobbiamo aiutare le periferie per aiutare la nostra gente a vivere meglio. Va fatto uno sforzo per rendere visibile l’impronta che noi vogliamo dare all’attuazione del programma di governo. Va fatto questo sforzo capendo che ci sono sensibilità nella città che hanno bisogno di vedere riconosciute le proprie richieste e si aspettano che noi lo facciamo rendendo le nostre azioni parte di un disegno più ampio che le vede come anelli di un’indissolubile catena che ci lega alla nostra città. Perché voler essere di questa partita, voler cercare di portare qualcosa di nuovo nel panorama politico, voler cercare di dire qualcosa che possa aiutare ad avere un nuovo modello di approccio alle varie tematiche non può prescindere dal fatto che tutta questa generosità e impegno, è concretezza e idealità insieme, e al tempo stesso capacità di leadership e ascolto rispettoso dei cittadini e delle loro esigenze; è comune appartenenza alla storia di una comunità che si fa, che fluisce, che si immagina il proprio futuro giorno dopo giorno e che per ciò stesso lo costruisce. Il Partito Democratico è ed esiste se è tutto questo e molto altro ancora, altrimenti non è. A questo punto – chiedo scusa a quanti questo argomento può non interessare – ma mi sembrava doveroso dire qualcosa anche a proposito del Partito Democratico. Doveroso e utile tanto più che siamo a metà di questa consigliatura e occorre trovare lo slancio decisivo, prescindendo da quello che qualcuno chiama “naturale rimpasto di Giunta”, per arrivare in fondo al nostro cammino. Un cammino che prevede ancora delle tappe importanti. Ne ho citate tre: la variante di assestamento del PRG, la Comunità di Valle e il Parco agricolo. Sono temi che il Sindaco ha abbondantemente analizzato nella sua relazione. Per quanto riguarda la Comunità di Valle la riforma istituzionale ci detta il percorso, sta a noi ora riempirlo di significati. Dobbiamo fare in modo che l’Alto Garda e la Val di Ledro siano in grado di ragionare all’unisono sul tema. Dobbiamo tutti insieme cercare di fare sintesi e fronte verbale 7. 12. 07 / 49 comune al fine di garantire la migliore soluzione possibile. Dobbiamo ampliare e sviluppare il tema coinvolgendo il più possibile la base e trasmettendo anche ad altri, oltre alla classe dirigente, la necessità che la riforma istituzionale, e quindi la Comunità di Valle, vedano al più presto la luce. Il tema della Comunità di Valle è strettamente legato alle tematiche dell’urbanistica. In un’ottica più completa andrà avviato un progetto di aggiornamento del PRG. Nasce infatti la necessità di fare scelte politiche e amministrative che tendano a uno sviluppo armonico, che non è solo economico o solo sociale o solo a tutela dell’ambiente, ma è integrato ed equilibrato. Pensiamo a uno sviluppo armonico che poggi sul tripode fondamentale dei valori sociali, ambientali ed economici non disgiunti, ma sempre considerati nell’insieme. Ogni nostra decisione, ogni nostra scelta, dovrebbe essere letta in questa chiave perché alla fine non zoppichi o cada. Ogni opera dovrebbe arricchire il contesto, non impoverirlo; e non ci riferiamo soltanto all’edilizia che non ha nessun interesse ad arricchire il contesto sociale o ambientale o architettonico, ma soltanto quello economico di pochissimi. La nostra società ha bisogno di segnali forti che indichino che la ricchezza può essere distribuita e che le opportunità ci sono ancora per stare un po’ meglio tutti. Sarà obbligatorio apportare le varianti necessarie atte a individuare eventuali nuove zone di espansione e a razionalizzare e sistemare altre zone che ora non lo sono più. Il tutto ovviamente tenendo conto del rispetto di un sistema che non può prescindere dalla conservazione dell’ambiente e del fragile rapporto con il territorio agricolo. In questo senso trova significato, conclusa la tornata sul bilancio, proporre una mozione che introduca e favorisca un dibattito completo intorno al Parco agricolo. Di questo ci faremo carico, sapendo che quello che ci interessa è l’adesione a un’idea di rafforzata tutela delle aree agricole e non l’insediamento di nuovi centri di potere che cercano di darsi una ritinteggiata di verde all’occorrenza. La città cambia infine. Cambia perché è giusto che sia così. È nella natura delle cose. Il nostro compito è quello di governare i cambiamenti, di approntare tutte quelle misure e quegli strumenti atti a far sì che si parli di innovazione e non di rivoluzione; laddove innovazione vuol dire guardare con speranza al prossimo futuro e laddove rivoluzione vuol dire anche rinnegare un passato che ci appartiene. Per questo credo che vada sottolineata la bontà del documento contabile in oggetto come oggetto di previsione di un futuro che ci preme; un bilancio dei prossimi anni che getta le basi per uno sguardo alla Riva del prossimo decennio, con la consapevolezza che la città cambia e cambierà ancora”. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Valandro. Ha chiesto la parola il Consigliere Calzà Luigi; prego Consigliere. Consigliere Calzà Luigi: Grazie Presidente. Io sarò brevissimo, contrariamente a chi mi ha preceduto, farò solo due riflessioni sui lavori della Commissione Urbanistica della quale faccio parte. È molto positivo e qualificante che nel bilancio in discussione in queste serate l’Amministrazione continui nel suo impegno di sviluppo della città. Ciò è anche stato più volte evidenziato nella relazione del Sindaco, coerentemente con il programma di legislatura. L’impegno, che è partito già due anni fa, appunto con l’inizio di questa legislatura, ha tra gli obiettivi quello del miglioramento delle condizioni di abitabilità, dell’aumento della qualità dei luoghi d’incontro dei cittadini in un progetto complessivo di sviluppo della città. In Commissione Urbanistica abbiamo affrontato e discusso temi importanti, come l’ultimo di Riva verbale 7. 12. 07 / 50 che è arrivata alle case vacanze, secondo me abbiamo esagerato forse nelle riunioni, potevamo anche farne qualcuna in meno, l’ha detto anche il Vice Sindaco prima. Si poteva dunque essere più rapidi nel decidere ma comunque l’importante è essere riusciti a dare delle significative risposte. Infatti, finalmente dopo anni, quest’anno abbiamo approvato il Piano fascia lago, che mi sembra aspettasse dal 2000-2001. Abbiamo anche approvato il progetto di riqualificazione del polo fieristico, quello dell’hotel Lido Palace. C’è stato l’inizio, pure con alcuni problemi che conosciamo tutti, del teleriscaldamento. Si sta completando il parcheggio di viale Pilati e, da non dimenticare, i notevoli interventi nell’edilizia pubblica agevolata e l’aumento nel PUP delle aree agricole di pregio. Non dobbiamo però sentirci appagati e per questo ora dobbiamo concentrare tutte le nostre energie sulle molte cose che ancora sono da fare e per le quali i cittadini aspettano una risposta. Dobbiamo migliorare il sistema di mobilità esterna e interna al centro urbano, riducendo la congestione dell’inquinamento. Dobbiamo completare la rete delle piste ciclabili a partire da quella lungo il torrente Varone, completare il sistema parcheggi, rivedere il servizio del trasporto pubblico e non da ultimo migliorare la segnaletica per migliorare una mobilità che a volte è molto caotica. Dobbiamo migliorare la qualità della vita specialmente nelle aree periferiche e nelle frazioni, aumentandone i servizi, con una particolare attenzione a usufruire degli spazi da parte dei bambini e degli anziani. Dobbiamo riqualificare e rinnovare il tessuto edilizio urbano nell’aspetto delle tradizioni particolari e storiche, con particolare attenzione al centro storico e alle frazioni. Per questo, vista la complessità dei temi che sono ancora da affrontare, vorrei chiedere all’Assessore Vice Sindaco e al Presidente della Commissione Urbanistica, se fosse possibile convocare la commissione sono degli argomenti specifici, cioè delle commissioni frazionate, una commissione sulla viabilità interna, una sui parcheggi, una sulle piste ciclabili, per concentrarci maggiormente sui temi da affrontare. Abbiamo quindi davanti un anno di lavoro intenso, un anno che ci troverà impegnati a dare delle risposte importanti. Risposte che dovranno creare le condizioni necessarie per uno sviluppo sociale e di qualità, affinché arriva diventi una città ancora più bella e più dinamica. Per una città, come dice Lei signor Sindaco, che cambia. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Calzà. Ha chiesto la parola il Consigliere Benamati, prego Consigliere. Consigliere Benamati: Grazie Presidente. Io cercherò, anche se avrei parecchie cose da dire, di essere breve. Qualcosa sul bilancio anche perché siamo qui per questo, quindi due o tre cose veloci sul bilancio. Credo che il bilancio di quest’anno sia sulla falsariga del bilancio dell’anno scorso, con alcune razionalizzazioni, secondo me, che lo rendono un po’ più equilibrato rispetto a quello dell’anno scorso. Lo si vede dalle spese correnti che sono circa 16 milioni di euro e dalle spese in conto capitale, che mi sembra siano 11 milioni, da questo punto di vista mi sembra abbastanza equilibrato. Le entrate tributarie e le entrate extratributarie sono quasi otto milioni, in pratica gli stessi otto milioni che noi abbiamo di trasferimento dalla Provincia, quindi non è del tutto vero che noi viviamo solo, Consigliere Modena, sugli investimenti, i prestiti della Provincia. verbale 7. 12. 07 / 51 Tu hai detto chiaramente, scusa, che il bilancio non ha molta polpa. Io direi che razionalizzare il bilancio e stare nei patti di stabilità, proprio per la gente, credo che sia polpa e anche discretamente buona. Poi ovviamente ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, siamo qui proprio per confrontarci su queste cose. L’unico aumento che c’è stato è stato l’adeguamento ISTAT, quei 160.000 euro sull’ICI, attività produttive. Ben vengano queste cose se vanno a favore di servizi come l‘asilo nido e altri settori, come istruzione, cultura e settore sociale. Sulle opere pubbliche, i contributi delle associazioni, le altre cose sono rimaste come l’anno scorso. C’è una razionalizzazione negli interventi in campo sociale e credo che, rispetto alla legislatura precedente, in campo sociale – di questo do atto all’Assessore – secondo me sono stati dati degli indirizzi e fatte cose anche abbastanza importanti, sia per le politiche della casa che per l’attività di Azione 10, che secondo me è molto più razionale, rispetto agli anni passati. In più per le politiche della casa c’è il discorso dell’intervento a favore di quella fascia alta può entrare nelle case ITEA. Sulle opere pubbliche anche qui, finalmente, vedo una certa razionalizzazione che poi porta anche a eseguire opere pubbliche migliori. Non c’è l’Assessore Matteotti, ma comunque già avere un taglio di lettura con le opere in corso, quelle che sono appaltate, quelle in fase di esproprio e quelle impegnate, può darci l’opportunità sia di valutare quello che è stato fatto, rispetto al programma, sia valutare quello che vorremmo essere fatto in futuro. Dare quindi una centralità ad alcune opere rispetto che ad altre. Vorrei intervenire sulla relazione del Sindaco e soprattutto su quegli aspetti sui quali io sono più competente, mi sembra anche normale. Intanto io vorrei che fosse sottolineato – visto che non lo è stato – il discorso che l’anno prossimo – forse perché io ci sono nato – sono 60 anni dalla nuova Costituzione e credo che il richiamo alla nuova Costituzione sia stato un percorso molto importante per la democrazia e ringrazio il Consigliere Frizzi per avere sottolineato questo. Credo che il nostro problema sia proprio quello di rimotivare l’autonomia. Qui io ho sentito delle cose secondo me abbastanza importanti e l’autonomia secondo me si rimotiva solo se facciamo degli interventi di carattere legislativo come in parte questo governo di centrosinistra, autonomista, ha fatto. Proprio rispetto a un trentino che cambia, a un trentino al quale noi dobbiamo dare futuro. Poi è chiaro che le cose non sempre escono come vorremmo. Secondo me in questa legislatura ci sono state alcune leggi molto importanti. L’altra cosa che vorrei richiamare, signor Sindaco, Le dico la verità, non è retorica questa, io sono stato molto impressionato e chiaramente mi sono fatto una serie di domande e mi sono dato una serie di risposte, anche perché questo è il mio campo, sul discorso che lei ha fatto il 4 novembre. Se io penso a quel povero Alois Stork che è morto per un’idea di nazione, pur senza sapere come sarebbe venuta fuori questa idea di nazione, che ha tradito, tra virgolette, diciamole queste cose, faceva parte dell’impero austro – ungarico, come altre persone, penso ai fratelli tirolesi eccetera, per avere una patria un po’ diversa, purtroppo è morto per degli ideali. Credo che la storia vada rivisitata in questo senso. Ovviamente gli storici fanno la loro parte, ma noi dovremmo abituarci a fare una festa dell’incontro, proprio per arrivare – anche se noi non possiamo costruire la storia a tutti i costi – almeno a capire la storia che noi stiamo attraversando. Anche perché per me, come educatore, questa è una parte abbastanza importante. Tralascio il pessimismo, questa relazione del Sindaco l’ho vista come una relazione che pone dei problemi che poi starà al Consiglio risolvere. È chiaro che io faccio parte della maggioranza, però cerco anche di porvi in maniera critica, nel senso di riuscire a fare delle proposte. verbale 7. 12. 07 / 52 Condivido questa festa dell’incontro. Questa festa dell’incontro logicamente va organizzata e deve essere una festa che ha dei temi abbastanza importanti. Il tema della multiculturalità secondo me deve diventare un problema molto importante. Qualcuno – e anche lei stesso – dice che la società cambia. Io a scuola vedo che purtroppo in alcuni aspetti – poi vi dico perché purtroppo – la società è cambiata ed è diventata molto complessa. Spesso ci si trova soli ad affrontare i problemi sono molto grossi. Credo che quando parla di individualismo, io a volte lo chiamerei anche solitudine, è difficile mettersi in rete. Oggi il mio preside diceva: “Grazie di avermi fatto partecipare all’amministrazione del territorio, professore, perché in questa maniera io ho scoperto che la scuola può mettersi in rete con il territorio e capire una serie di situazioni”. Credo che questo valga anche per l’Amministrazione. Una parola sul discorso dell’educazione civica che, Lei sottolinea, va introdotta nella scuola. Noi nella nostra scuola abbiamo un progetto intitolato “cittadiniamoci”. L’obiettivo di questo progetto è proprio la partecipazione alle attività legislative e quindi la partecipazione agli organi istituzionali e anche la partecipazione su come risolvere problemi. Però diventa estremamente difficile poi, per noi, metterci in rete con l’Amministrazione, fare un percorso molto preciso in cui i ragazzi siano partecipi attivi imparando dall’Amministrazione, perché qui ci sono delle persone che fanno delle delibere e cercano di risolvere problemi. Come insegnante, ma anche come cittadino e Consigliere comunale, io ritengo che se ci poniamo come obiettivo quello della partecipazione è quello di far fare ai ragazzi un percorso, non deve esserlo solo quello della visita al comune a vedere cosa c’è, o la classica lezione frontale di educazione civica… L’altro aspetto che io pongo riguarda anche un po’ il Piano giovani. Noi abbiamo nel nostro progetto “cittadiniamoci” anche un incontro con la legalità. Infatti arrivano i Carabinieri a parlarci di problemi, di delinquenza minorile, per far capire ai ragazzi cosa sono il bene e il male, ma anche questi sono aspetti da sviluppare. Negli stessi insegnanti c’è anche un po’ di confusione. Questo per quanto riguarda il rapporto col territorio. Poi vorrei che, come membro della Giunta comprensoriale, lei facesse cenno, nel momento in cui si parla di Casamia per esempio, al progetto che non vuole il leghista Boso, ma che secondo me è fondamentale, per dare la possibilità ai ragazzi di integrarsi, quel progetto sul quale il Comprensorio sta lavorando con Casamia e dove la scuola è parte attiva. Noi non facciamo politica a scuola: noi dobbiamo risolvere i problemi ad alcuni ragazzi che non sono di madrelingua italiana, questo è il problema; e se le famiglie non riescono a seguirli è chiaro che vanno approfondite certe cose. Visto che il tempo sta per scadere, a me sta bene la partecipazione alla Fondazione Bruno Kessler e alla Fondazione Museo storico e credo che a questo punto dobbiamo uscire dalla Comunità del Garda perché la Comunità del Garda – io ho sempre votato a favore – perché ormai non abbiamo più degli obiettivi chiari e precisi all’interno della Comunità del Garda ed è impossibile, secondo me, anche nel momento in cui sono usciti, come dice lei, il 40% dei Comuni, dare un obiettivo serio a questa Comunità del Garda. Ci sono cose che purtroppo bisogna lasciare morire perché non si ha la pazienza o la possibilità di costruire. Anche sull’associazionismo io credo che dovremmo avere la capacità e la forza di costruire tutta una serie di cose, cioè la città è cambiata, quindi dobbiamo costruire qualcosa di nuovo. Allora alle associazioni – io mi impegno con la mia associazione – noi dobbiamo mettere come obiettivo non tanto se siamo o non siamo adeguati o cose del genere, ma mettere come obiettivo che dobbiamo avere un ricambio, perché io non posso fare ricerca storica eccetera, pensando di essere l’unico sulla cresta dell’onda, ma credo che anche i giovani debbano avere il diritto di fare ricerca storica come è successo a me. Quindi le associazioni devono porsi come obiettivo il ricambio e questo vale un po’ per tutte. verbale 7. 12. 07 / 53 Un discorso di carattere politico, per concludere. Io condivido quella parte – poi anche l’altra parte, Consigliere Valandro – che riguarda il Partito Democratico; cioè io credo che quando tu poni come Partito Democratico una nuova forza politica che deve essere in grado di condividere, ma non solo spiegare e partecipare, bensì condividere alcuni percorsi importanti con le città e la società civile, credo questa sia una delle prime cose importanti da fare; ed è forse, signor Sindaco, la cosa che un po’ è manata alla nostra Amministrazione, noi abbiamo amministrato però non sempre siamo riusciti ad avere un confronto paziente con la società civile. E nella società civile, per quanto mi riguarda, metto anche i rapporti con i miei partner politici in Consiglio comunale, sia opposizione che maggioranza. È chiaro che dovremmo discutere di sistemi di comunicazione. Io non sono un esperto di sistemi di comunicazione, ma sicuramente noi dobbiamo mettere in preventivo che le cose che noi facciamo dobbiamo anche comunicarle e allora dobbiamo costruire un percorso di comunicazione che non è solo la delibera o arrivare a determinate cose, non è solo la distribuzione di libretti, Assessore Matteotti, ma logicamente – e non sono negativo in queste cose – è anche e soprattutto l’andare a cercare… perché l’ambiente è troppo importante perché noi non mettiamo fra le nostre cose la pazienza di comunicare e qualche volta anche ricevere critiche o cose di questo genere, per comunicare quello che noi vorremmo fare e quello che stiamo facendo, ma soprattutto il percorso che vogliamo fare per la città. Ricordo che abbiamo davanti ancora qualche anno di Amministrazione, per cui dobbiamo sì fare opere pubbliche eccetera, ma anche motivarci come amministratori pubblici. Poi sono uscite, credo, belle cose che andrebbero discusse con un po’ più di calma, credo che ci sia il tempo per farlo. Concordo anche – e senza dubbio lo fa anche il mio gruppo – sul discorso del Parco agricolo, dove però vedo alcuni problemi che lei ha elencato nella sua… magari con un linguaggio un po’ provocatorio come le è tipico, forse anche con molta foga, però il legislatore deve fare il suo compito e noi dobbiamo discutere sulle 9.000 firme, ma non per come sono state fatte. È chiaro che sono 9.000 firme che hanno come obiettivo tutelare l’ambiente e salvaguardare l’agricoltura, mettere l’agricoltura non dico nelle stesse condizioni delle altre attività economiche, ma sicuramente in rete con le altre attività economiche; e non basta che InGarda dica che punta sui prodotti locali, bisogna anche coltivare i prodotti locali e bisogna anche che i prodotti locali siano un po’ più remunerativi. Quindi ci sono dei problemi. Concordo con lei su alcuni articoli di quella legge, che secondo me vanno chiariti e discussi con gli stessi proponenti, perché non possono propormi alcune cose che ci sono in quegli articoli, questo l’ho detto anche tranquillamente a coloro ai quali ho dato una mano a firmare, senza problemi, anche perché non l’ho fatto solo perché sono favorevole al Parco agricolo, perché sono figlio di un contadino; l’ho fatto anche perché fa parte del mio dovere di Consigliere comunale, quello di sottoscrivere firme che sono state fatte. Anche sul discorso dello sviluppo della città dobbiamo ragionarci, perché sviluppo non vuol dire solo andare avanti, vuol dire dare qualità a quello che stiamo facendo. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Benamati. Lunedì il primo ad avere la parola sarà il Consigliere Gatti. Grazie e buonasera. verbale 7. 12. 07 / 54 ^^^^^^^^^^ Sono le ore 23.00. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di lunedì 10.12.2007, come da avviso di convocazione. ^^^^^^^^^^ IL PRESIDENTE f.to Mario Zucchelli IL VICE SEGRETARIO f.to Anna Cattoi sr. Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda certifica che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 214 dd. 22.02.2008 senza rettifiche. IL VICE SEGRETARIO f.to dott.ssa Anna Cattoi verbale 7. 12. 07 / 55 verbale 7. 12. 07 / 56