SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA Unpli SCN cod. Accr. UNSC NZ01922 Ufficio per il Servizio Civile Nazionale Via Provinciale, 88 - 83020 Contrada Av ENTE 1) Ente proponente il progetto: UNPLI NAZIONALE NZ01922 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NAZIONALE 1^ CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’ 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): SETTORE E: Educazione e Promozione culturale - 13 Minoranze linguistiche e culture locali 1 6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: … ogni viaggio è soprattutto un ritorno, anche se il ritorno, quasi sempre, dura assai poco e viene presto l’ora di andarsene. In queste valli aspre … gli uomini emigravano … e le donne si recavano a piedi da un villaggio all’altro … ma la meta del viaggio era per tutti, ogni volta, il breve ritorno … [C. Magris, Microcosmi, 1997] La Calabria è una delle poche regioni italiane che possa vantare un patrimonio artistico, storico e di culture locali estremamente variegato, con scenari totalmente diversi nel giro di pochi chilometri. Il susseguirsi di dominazioni diverse nel corso della storia ha lasciato il segno in questa regione. Pur riscontrando dall’analisi di studio e preparazione del presente progetto, una molteplicità e diversità di organismi associativi con interessi legati anche alle peculiarità e pluralità linguistiche e culturali esistenti, poco o niente è stato finora realizzato con continuità e concrete strategia operativa e gestionale. Poche azioni, sporadiche, estemporanee e limitate con ulteriore aggravio della frammentazione territoriale, non hanno consentito un adeguato raggiungimento di livelli accettabili di promozione e valorizzazione. Il presente progetto prevede, quindi, anche un lavoro comune tra Pro Loco, Enti locali e pubblici oltre ad Associazioni operanti da anni nei Comuni e nelle province di appartenenza. Il territorio interessato dal progetto rappresenta la culla secolare di varie minoranze linguistica che custodisce immutate le tracce della sua antica natura di crocevia sul Mediterraneo. Per secoli quest’area ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di motivi fra cui la precarietà dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio. Greci, arabi, ebrei stabilirono a lungo una pacifica convivenza in quest’angolo contadino e pastorale dell’estremo sud, una storia di oltre duemilacinquecento anni che lascia segni ricchissimi nella cultura locale (artigianato, musica, ritualità, gastronomia). Il presente progetto nasce dalla consapevolezza che, lo sviluppo del territorio in un’ottica di sostenibilità a medio e lungo termine, debba necessariamente favorire un approccio volto a valorizzare, nel modo migliore, le risorse e il patrimonio culturale locale. Da qui la necessità di una proposta progettuale alla salvaguardia e valorizzazione dei beni immateriali, quali le minoranze linguistiche. Da queste considerazioni sulle attuali esigenze nasce un progetto per una nuova gestione delle singole realtà etnico – linguistiche, ove per gestione deve intendersi l’organizzazione di beni e mezzi materiali e immateriali (risorse umane, saperi, conoscenze, risorse del territorio) in un mix finalizzato alla produzione e successiva erogazione integrata di servizi culturali a realtà sempre più allargate di utenti. L’area coinvolta nel presente progetto ricade su tre province della Calabria, Reggio di Calabria, Cosenza e Vibo Valentia, ciascuna delle quali presenta delle peculiarità la cui conoscenza e fondamentale per l’individuazione di obiettivi trasversali e di azioni che valorizzino si le minoranze di cui sono portatrici ma che allo stesso tempo rispettino il criterio di integrazione e di condivisione di valori comuni. [Area A – Provincia di Reggio di Calabria] > La provincia di Reggio Calabria, con la secolare minoranza linguistica ellenofona e con le tracce della antica natura di crocevia sul Mediterraneo, 2 partecipa con 9 comuni alle attività del presente progetto di Servizio Civile. Per secoli quest’area ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di motivi fra cui la precarietà dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio. Greci, arabi, ebrei stabilirono a lungo una pacifica convivenza in quest’angolo contadino e pastorale dell’estremo sud calabrese, una storia di oltre duemilacinquecento anni che lascia segni ricchissimi nella cultura locale (artigianato, musica, ritualità, gastronomia). Nei borghi interni si parla, soprattutto tra le persone più anziane, il greco di Calabria, un idioma antichissimo con radici che raggiungono l’età magnogreca. L’obiettivo del progetto CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’ è quello di far rivivere e valorizzare, per l’Area A, la cultura e la lingua grecanica, che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore. Per secoli quest’area ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di motivi fra cui la precarietà storica dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio. Per quanto urbanizzata ed antropizzata, per le continue migrazioni della popolazione dei borghi dell’entroterra verso le marine, la fascia costiera conserva spiagge larghe ed accoglienti. Quasi una specie di mondo opposto è invece l’interno, in gran parte collocato dentro i confini del Parco dell’Aspromonte: un pacifico e silenzioso cosmo naturale fatto di solenni fiumare, selvagge montagne che degradano verso il mare con sentieri e prati primaverili di unica bellezza. Il territorio in esame è contraddistinto da una grandissima varietà di caratteristiche territoriali, ambientali e paesaggistiche. La Provincia di Reggio Calabria è la più meridionale della penisola italiana e costituisce la punta del cosiddetto stivale. Si tro va al centro del Mediterraneo e si estende dalla costa del Mar Tirreno allo Jonio. L’Aspromonte (1.956 m) con il suo parco nazionale è interamente compreso nel territorio provinciale. Dalla montagna si originano numerosi torrenti e fiumare. L’unica pianura è ‘a chjana, ossia la Piana di Gioia Tauro, sul Tirreno. Dopo secoli di staticità della distribuzione degli abitanti sul territorio, nell’ultimo dopoguerra è iniziata una vera e propria rivoluzione demografica. La popolazione era sparsa sul territorio e, quelle che venivano classificate come “città”, non erano altro che “paesoni”, solo un po’ più grandi. Nella tabella di seguito sono riportati i dati relativi al numero di abitanti censiti nel 2002 e nel 2011. Dal 2002 al 2011 la popolazione dell’area presa in esame è aumentata di 7394 unità. La tendenza alla riduzione demografica è evidente solo nei piccoli centri, soprattutto interni, dove più basse sono le opportunità lavorative e la disponibilità di servizi alle persone. Nel periodo considerato il comune montano di Mammola registra un decremento della popolazione residente pari a 10,954 %. Solo i centri più importanti registrano un incremento della popolazione residente: Reggio di Calabria pari a 3,497%, Siderno pari a 7,768% e Marina di Gioiosa J.ca pari a 2,995%. Il territorio preso in esame è piuttosto ampio e comprende una superficie pari a 545,755 Kmq. Dal grafico sotto riportato si evidenzia una marcata eterogeneità della densità demografica con un minimo del 10% nel comune di Bova ed un massimo pari al 571,303 ab/Kmq nel comune di Siderno. I valori riferiti al comune di Reggio di Calabria vengono riportati separatamente. 3 La principale infrastruttura stradale che collega la provincia di Reggio Calabria con il territorio nazionale è l’Autostrada A3 (Salerno - Reggio Calabria). Esistono poi altre direttrici: la Strada Statale 106 Jonica (Reggio Calabria – Taranto); la strada di grande comunicazione Iono-Tirreno (Rosarno-Gioiosa Jonica). I collegamenti all’interno della Provincia sono garantiti dalla Strada Statale 183 - Aspromonte Ionio e dalla Strada Statale 184 delle Gambarie. Reggio Calabria è tra i principali nodi del sistema ferroviario nazionale ed è sede compartimentale. La stazione di Reggio Calabria Centrale è il terminale sia della linea Tirrenica che della linea Jonica.La provincia di Reggio è collegata attraverso un sistema di rete ferroviaria articolata in: - Linea Nazionale; - Linea ferroviaria cosiddetta “Metropolitana di Superficie” che si sviluppa lungo la fascia costiera tra Rosarno e Melito di Porto Salvo (78,234 km); - Linea delle ferrovie della Calabro-Lucane La provincia di Reggio Calabria non ha un tessuto industriale sviluppato. Sebbene nei secoli scorsi abbia avuto un certo sviluppo essendo stata punto di riferimento importante per l’industria della seta e del bergamotto, è stata colpita da sfavorevoli episodi storici, fra i quali il terremoto del 1908. La Provincia, come tutta la Regione, ha sempre puntato e punta sul turismo grazie al clima favorevole, alla natura, alle coste e al patrimonio storico-archeologico. Il turismo nella Provincia è distribuito tra la costa ionica e la costa viola; la montagna dell’Aspromonte custodisce la riserva naturalistica del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove a 1400 m s.l.m. sorge la stazione sciistica di Gambarie. Ma anche questa risorsa non sempre è stata valorizzata come sarebbe stato necessario. Favoriti dal clima mite e tipicamente mediterraneo, sono particolarmente sviluppati i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’artigianato. Di fondamentale importanza nell’economia della Provincia è il porto commerciale di Gioia Tauro, il più grande del Mediterraneo. I Servizi offerti alla popolazione sono prevalentemente forniti dalle varie Amministrazioni comunali. Quelli che riguardano l’assistenza alle fasce deboli, invece, sono gestiti da strutture private o Associazioni di volontariato. Gli sportelli di informazione e promozione turistica sono demandati alla competenza delle Pro Loco territoriali. Dall’analisi delle Schede Informative compilate a cura delle singole Pro Loco si evince che il settore trainante è sicuramente l’agricoltura specialmente nei comuni più interni della Provincia, con una media del 32% a fronte del 7% ( settore alberghiero), 11% (settore artigianale), 14% (settore commerciale), 6% ( settore industriale), 12% (settore turistico), 15% (settore dei servizi), 3% (altro). 4 Composizione dell'Economia - Area A Fonte: Schede Informative 2011 Altro 3% Servizi 15% Agricoltura 32% Turismo 12% Industria 6% Artigianato 11% Commercio 14% Accoglienza 7% Nell’analisi dei vari aspetti del patrimonio culturale di un territorio non si può prescindere dal suo patrimonio umano, da chi possiede un bagaglio di saperi e tradizioni e definisce l’unicità di un’area. Questi soggetti possono rivelarsi un valido patrimonio umano su cui investire per lo sviluppo del territorio. Il numero di Associazioni, movimenti politici, sedi di partito, oratori, circoli presenti nei diciannove comuni interessati dal Progetto è di 1116 . Di queste, ben 194 sono associazioni culturali. Alcune, ad esempio Apodiafazi, Ialò tu Vùa, Cum.el.ca e Paleocosmo, si occupano specificamente del Greco di Calabria, della tutela della cultura e del rito grecanico e cercano di valorizzare le tradizioni e i mestieri antichi. Fra tutte c’è l’Associazione “Odisseas” Queste Associazioni continuano il compito de “La Jonica”, fondata nel 1968, che è stata la prima iniziativa per la salvaguardia dell’identità dei Greci di Calabria. Composizione delle strutture di cittadinanza attiva presenti sul territorio - Area A (%) Fonte: Schede Inf ormative 2011 100 92 90 78 80 70 75 61 60 50 40 30 45 31 35 22 28 20 10 0 5 [Area B – Provincia di Cosenza] > La Calabria del nord, compresa nel Parco Nazionale del Pollino e della Sila, è puntellata da paesi di etnia albanese, i calabro albanesi o meglio gli arbresh di Calabria, appartenenti ad una minoranza etnica, fuggiti dalla patria a seguito delle numerose battaglie contro i Turchi. Ancora oggi, a distanza di cinque secoli, le popolazioni albanofone dell’Italia meridionale mantengono usi, costumi e lingua. Loro eroe e condottiero è l’impavido Giorgio Castriota Skanderberg, ancora oggi vivo nella memoria e tramandato nei canti, nelle rapsodie, nelle nenie, nei Vjershe – “versi” cantati senza strumenti dagli uomini, con l’ausilio della voce. Il loro simbolo è l’aquila bifronte su fondo rosso fuoco, segno di lotta, di potenza e di resistenza. Questa etnia vive della sua storia antica, dei suoi sapori, dei suoi riti sacri e profani. La presenza di questa multiforme ricchezza è legata sia alla naturale conformazione territoriale (mare- montagna a distanza ravvicinata) sia a fattori storici e socio-economici. L’obiettivo del progetto CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’ è quello di far rivivere e valorizzare, per l’Area B, la cultura e la lingua arbresh, che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore e a rischio di scomparsa. I centri più popolosi del territorio in esame sono Castrovillari e Rende rispettivamente con 22561 e 35488 abitanti. Dal 2002 al 2011 la popolazione dell’area da noi presa in considerazione è aumentata di 2010 unità. La tendenza alla riduzione demografica (Parenti -1,618 %, Paterno Calabro -2,293, Saracena -5,836 e San Sosti -6,447) è evidente solo nei piccoli centri, soprattutto interni, dove più basse sono le opportunità lavorative e la disponibilità di servizi alle persone. Il territorio preso in esame, piuttosto ampio, si estende per 421,576 Kmq. Le differenze al suo interno riguardano in prima istanza la composizione quantitativa dei comuni. I casi estremi sono Paterno Calabro e Rende Rispettivamente il comune con minore e maggior numero di abitanti. Rende detiene anche il primato della densità abitativa più elevata pari a 640,219 ab/Kmq; il comune di Saracena con densità abitativa pari a 37,287 ab/Kmq e un decremento della popolazione pari a 5,836 è a rischio spopolamento. Nel territorio interessato dal progetto esistono delle direttrici principali: la Strada Statale 106 Jonica (Reggio Calabria – Taranto); la strada di grande comunicazione Ionio - Tirreno (Sibari – Belvedere M.mo) Strada Statale 105. I collegamenti verso l’interno della Provincia di Cosenza avvengono attraverso la Strada Statale 107 Paola – S. Giovanni in Fiore. La provincia di Cosenza è collegata attraverso un sistema di rete ferroviaria: - Linea Nazionale; - Linea delle ferrovie della Calabro-Lucane; Nella Provincia di Cosenza sorgono numerosi porti commerciali e turistici (Corigliano, Cetraro, Amantea). 6 La Città di Cosenza è sede di importanti istituzioni per la formazione e la ricerca (l’Università della Calabria, il Conservatorio Musicale, l’Accademia di Belle Arti) e di importanti istituzioni cult urali (Museo Nazionale, Pinacoteca Civica) che rappresentano un elemento qualificante e una risorsa importante. La Calabria è una delle poche regioni italiane in grado di vantare un patrimonio artistico, storico ed etnoantropologico estremamente variegato, con scenari totalmente diversi nel giro di pochi chilometri. La presenza di questa multiforme ricchezza è legata sia alla naturale conformazione territoriale (mare- montagna a distanza ravvicinata) sia a fattori storici e socio-economici. L’analisi sui territori comunali coinvolti nel Progetto evidenzia la presenza di un comprensorio a forte valenza storico-culturale, in quanto depositario e portatore di importanti beni culturali e di variegate risorse legate all’identità delle singole comunità (tradizioni, storie e culture locali), ed a chiara vocazione turistica, per la presenza di forti fattori di attrattività (insediamenti ed impianti urbanistici di interesse storico – artistico e culturale, ecc.). Favoriti dal clima mite e tipicamente mediterraneo, sono particolarmente sviluppati i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’artigianato che posso contare su specificità, segni tangibili di antichi scenari e di storiche migrazioni, ancora da scoprire e da valorizzare. Dall’analisi delle Schede Informative compilate a cura delle singole Pro Loco si evince che il settore trainante è sicuramente l’agricoltura specialmente nei comuni più interni della Provincia, con una media del 33% a fronte del 8% (settore alberghiero), 11% (settore artigianale), 12% (setto re commerciale), 5% ( settore industriale), 15% (settore turistico); 13% (settore dei servizi), 3% (altro). Composizione dell'Economia - Area B Fonte: Schede Informative 2011 Altro 3% Servizi 13% Agricoltura 33% Turismo 15% Industria 5% Commercio 12% Artigianato 11% Accoglienza 8% Nell’analisi dei vari aspetti del patrimonio culturale di un territorio non si può prescindere dal suo patrimonio umano, da chi possiede un bagaglio di saperi e tradizioni e definisce l’unicità di un’area. Questi soggetti possono rivelarsi un valido patrimonio umano su cui investire per lo sviluppo del territorio. Il numero di Associazioni, movimenti politici, sedi di partito, oratori, circoli presenti nei sedici comuni interessati dal Progetto producono una rete di servizi valida e ben articolata. Il grafico di seguito riportato offre una panoramica della dotazione del territorio di riferimento. I servizi che risultano più coperti sono le associazioni sportive. 7 Le percentuali sono state calcolate sulla scorta delle informazioni rilevate dalle n.7 Schede Informative compilate a cura delle Pro Loco coinvolte nel presente progetto (una per comune). Nel momento in cui su tutti i Comuni si registra la presenza di un “servizio”, la percentuale è pari al 100% quindi ad una copertura totale Composizione delle strutture di cittadinanza attiva presenti sul territorio - Area B (%) 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Fonte: Schede Inf ormative 2011 75 63 56 44 38 44 31 25 31 [Area C – Provincia di Vibo Valentia] > I primi abitanti di Vibo Valentia furono gli italici Osci che, data la posizione sul Golfo del Tirreno, la chiamarono veip, golfo. Solo in seguito, nel VII secolo a.C. le correnti migratorie greche sulla costa Ionica calabrese diedero vita ad altre nuove e importanti città come Sibari, Crotone, Caulonia, Reggio e Locri. E proprio Locri, verso il 650 a.C. fondò sulla costa tirrenica Hipponion, dove ora si trova Vibo Valentia. Sotto il dominio dei Bruzi il nome Hipponion fu sostituito con l’osco Veipunium per poi essere nuovamente cambiato nel 194 a.C, quando i Romani, cacciati i Bruzi, fondarono una colonia di diritto latino dal nome Valentia unito a quello di veip, nome latinizzato in Vibo.Sotto la dominazione romana Valentia ritrovò il suo antico splendore e intorno al 90 a.C. divenne Municipio romano con il suo attuale nome: Vibo Valentia. Unico porto tra Napoli e la Sicilia, divenne tra le più importanti città dell'Italia Meridionale, fino a quando, con la caduta dell'Impero Romano, la città si avviò alla decadenza e il nome venne cambiato in Vibona. La città subì numerose invasioni barbariche: dai Goti di Alarico, agli Ostrogoti, ai Vandali, ai Longobardi e conobbe la conquista dei Bizantini e i saccheggi dei Saraceni, fino alla definitiva distruzione avvenuta nel 983. Prima di allora Vibona si meritò un altro glorioso nome, quello di Millarmi, perché con solo mille armati seppe respingere un poderoso assalto saraceno. La rinascita, dopo un'attesa di oltre due secoli, si avviò con l'arrivo dei Normanni e sotto la guida del Conte Ruggero. Fu lui a concedere a Bruno di Colonia di costruire, nei verdi boschi delle Serre, la Chiesa intorno alla quale sarebbe sorto il famoso cenobio dei Certosini, tuttora vanto del territorio di Vibo. Con il subentro della dinastia sveva, Vibo prese il nome di Monteleone e conobbe un ulteriore periodo di grande sviluppo che ebbe seguito durante il dominio spagnolo e continuò con il dominio napoleonico, quando Monteleone ricevette il titolo di capoluogo della Calabria. Con l'avvento dei Borboni alla guida del Regno delle Due Sicilie, Monteleone perse i privilegi goduti con i Francesi e si avviò verso un periodo di decadenza economica e sociale. Con l'entrata in città di Garibaldi, i Borboni furono cacciati e Monteleone votò l'annessione al Piemonte. Negli ultimi decenni dell'Ottocento la città vide la nascita di numerosi fogli periodici ricchi di approfondimenti sulle tematiche locali e tra i più famosi ci fu "l'Avvenire Vibonese" diretto da 8 Eugenio Scalfari, avo dell'omonimo giornalista fondatore de "La Repubblica". Le vicende sul nome della città terminarono con l'avvento del potere fascista, quando fu deciso di restituire alla città l'antico nome latino di Vibo Valentia. Dopo il Fascismo iniziò un lungo periodo caratterizzato da un progetto politico amministrativo che rappresentò un sogno per i vibonesi: l'istituzione della Provincia di Vibo Valentia. Ruolo che già Vibo ricoprì nel decennio di dominazione francese mantenendolo fino a maggio del 1816. Il lungo percorso, segnato da alterne vicende e disseminato da ostacoli burocratici e politico amministrativi, grazie all'instancabile lavoro ed impegno del sen. Antonino Murmura (D.C.) approdava alla tanto agognata mèta, con il decreto del Presidente della Repubblica (Francesco Cossiga), n. 253 del 6 marzo 1992. La Provincia si affaccia ad ovest sul Mar Tirreno, confina a nord-est con la Provincia di Catanzaro e a sud-est con la Provincia di Reggio Calabria. In un territorio che misura poco più di mille chilometri quadrati, si passa dall'imponente massiccio montano delle Serre, con i suoi boschi secolari e lussureggianti, alla Costa degli Dei, che da Pizzo fino a Nicotera si dipana tra spiagge bianche e suggestive insenature rocciose. Lungo questo sinuoso ed entusiasmante itinerario, scandito dalla presenza di vestigia millenarie, si incontrano i principali centri rivieraschi che si affacciano sul Tirreno: Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Capo Vaticano. I comuni della Provincia di Vibo Valentia coinvolti nel presente progetto sono sei (6), con un territorio di 135,658 Kmq e una popolazione totale di 59317 abitanti. I valori riferiti al comune di Vibo Valentia vengono riportati separatamente. La Provincia di Vibo Valentia territorialmente si estende tra la costa tirrenica e la catena appenninica calabra delle Serre, comprendendo il vasto comprensorio agricolo dell'altipia no del Poro. Per tale motivo il profilo orografico provinciale risulta vario in ogni sua dimensione territoriale. Esso comprende luoghi di grande bellezza paesaggistica come Capo Vaticano e tutta la Costa degli Dei, attrezzata con numerosi stabilimenti balneari, strutture ricettive, camping e complessi turistici. L'immediato entroterra comprende, invece, coltivazioni di oliveti, vigneti e ortaggi, tra cui la famosa cipolla di Tropea. Seguono le colline ricoperte di vegetazione boschiva che culminano col crinale delle Serre, dove l'assetto produttivo e sociale mantiene i caratteri dell'economia montana, basata sullo sfruttamento economico e turistico del patrimonio boschivo. L'economia della Provincia di Vibo Valentia si basa principalmente sulla produzione agricola. Rilevante è anche il settore dell’artigianato e dell'industria.. Sono presenti centri costieri quali: Tropea, Pizzo e Capo Vaticano (Ricadi), dotati di importanti strutture alberghiere e villaggi vacanze atti ad accogliere flussi turistici di ogni tipo. Dall’analisi delle Schede Informative l’agricoltura si conferma il settore trainante con una media del 35% a fronte del 13% (settore accoglienza), 9% (settore artigianale), 9% (settore commerciale), 3% (settore industria le), 7% (settore dei servizi), 1% (altro). Che il turismo sia un settore trainante per l’economia della provincia di Vibo Valentia è confermato dal 23% registrato dal settore turistico. 9 Composizione dell'Economia - Area C Fonte: Schede Informative 2011 Servizi 7% Turismo 23% Altro 1% Agricoltura 35% Industria 3% Commercio 9% Artigianato 9% Accoglienza 13% Il territorio vibonese è una vera miniera gastronomica che spazia dai formaggi, ottenuti con tecniche antiche, affinate dall'esperienza e dalla capacità dei pastori del Poro, agli insaccati, con l’eccellenza della nduja; dalla cipolla di Tropea, con la sua straordinaria dolcezza, il suo profumo delicato e soprattutto la sua leggerezza, ai funghi delle Serre, con i ricercatissimi porcini, sia freschi che secchi, o conservati sott'olio o sotto sale; dal molto ricercato e apprezzato tonno all'olio d'oliva pescato nel mare di Bivona e Pizzo, agli ottimi vini (Zibibbo, Magliocco, Malvasia, Sangiovese, Greco, Aglianico, Olivarella) e all’eccellente olio di oliva, di colore verde, fruttato, leggermente piccante; dai gustosi e tipici mostaccioli, rappresentanti figure arcaiche e preparati con farina, mosto caldo e miele, ai torroni di mandorle, nocciole e sesamo, agli eccellenti prodotti da forno di San Costantino Calabro, con l’eccellenza della pitta chjina. Tale patrimonio, tuttavia, solo negli ultimi anni ha ricevuto una qualche attenzione da parte della popolazione locale, soprattutto da un mero punto di vista commerciale. Rimane forte, invece, l’oggettiva necessità di considerare il coacervo di conoscenze connesse a questo fattore identitario come vero e proprio bene culturale immateriale da recuperare, valorizzare ed interfacciare con le altre risorse insistenti sui territori di riferimento. Il territorio di riferimento si presenta abbastanza attivo dal punto di vista della partecipazione alla vita sociale e sportiva, un po’ meno rispetto a settori di interesse più specifico: i giovani ancora non sono organizzati al meglio, così come l’attività politica, seppur presente, non coinvolge tutti i centri oggetto del nostro progetto. 10 Composizione delle strutture di cittadinanza attiva presenti sul territorio - Area C (%) Fonte: Schede Inf ormative 2011 100 90 80 63 70 67 60 50 40 51 37 33 30 35 18 20 22 27 10 0 L’indirizzo strategico è volto a tutelare e valorizzare l’ingente patrimonio culturale ed ambientale “caratteristico” dell’Area Arbereshe, Occitana e Grecanica, sia come risorsa fondamentale per il potenziamento del sistema di offerta turistica, che come pre-condizione per il recupero dell’identità delle popolazioni locali, potenziando e mettendo in rete le varie risorse ed aumentando la visibilità e le modalità di fruizione. Ciò prevede azioni per: Salvaguardare e valorizzare l’ingente patrimonio ambientale,puntando sulla particolare combinazione geomorfologia del territorio (rapporto mare- monti) per elevarne la possibilità di fruizione. In tale senso si dovrà operare attraverso un opportuno monitoraggio della situazione attuale ed interventi di qualificazione; Avviare, oltre agli indispensabili interventi puntuali di recupero e tutela del patrimonio storico, interventi di valorizzazione innovativi capaci di mettere in rete le varie risorse; Interventi sulle nuove generazioni per ricostruire la frattura generazionale, che ha portato alla costante perdita di una parte rilevante del rapporto con il territorio e con le proprie “radici”, attraverso il coinvolgimento delle scuole, dei centri sociali e delle famiglie; Promuovere il recupero, la qualificazione e la valorizzazione dei borghi e dei centri interni che presentano maggiori rischi di abbandono rispetto a tutte le dimensioni del problema (recupero fisico dei luoghi e dei manufatti, servizi per la popolazione, sviluppo di attività economiche); Sostenere lo sviluppo integrato delle micro-attività economiche presenti sul territorio (artigianato tipico, turismo rurale), il potenziamento di coltivazioni tipiche uniche (il bergamotto) e di produzioni agricole e alimentari di buona qualità, a valorizzazione di tradizioni e saperi artigianali ormai rari. Dall’analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza, impone che l’attenzione di concentri sulle seguenti problematiche: 1. Scarsa conoscenza delle lingue minoritarie; 2. Inadeguati strumenti di diffusione e di valorizzazione delle minoranze 11 Scarsa conoscenza da parte dei locali delle culture e delle lingue minoritarie. Le varie comunità hanno conosciuti negli ultimi anni un progressivo degrado. L’antica lingua è stata abbandonata perché percepita come elemento di subalternità e per la necessità di uscire dall’isolamento. Tale abbandono è legato al pregiudizio che la cultura minoritaria sia una forma “bassa”di espressione, appannaggio solo di popolazioni analfabete. La scarsezza di registri linguistici ne ha condizionato la sopravvivenza. Decenni di sfrenata cancellazione di ogni traccia di un passato così glorioso hanno fatti si che oggi gli abitanti dell’area non si sentano più discendenti di una cultura che ha radici profonde legate al territorio, alla lingua e ai personaggi. Swot Analysis Punti di Forza Presenza di una minoranza etnica albanese, occitana e grecanica che conservano da circa cinque secoli la lingua, il rito religioso, gli usi e i costumi della terra di origine. Ricca presenza di chiese e santuari: testimoniano la cultura, la storia e i suoi caratteri di ruralità e di identità storicoculturale. Palazzi gentilizi, castelli e chiese : esprimono la continuità storica dei luoghi. Centri storici: con valenze storicoculturali e demo–etno-antropologiche di pregio nel contesto non solo regionale ma anche nazionale. Patrimonio culturale ricco, eterogeneo e diffuso sul territorio caratterizzato da forti elementi di identità Produzione artigianale : lavorazione del legno, del ferro battuto, del rame, della pietra. Punti di Debolezza Il settore dell’agricoltura delle aree interne presenta una situazione caratterizzata da ridotte dimensioni aziendali, scarsa redditività, senilizzazione, basso livello di meccanizzazione, ecc. Basso livello di cooperazione e tendenza all’isolamento della regione nei confronti delle altre aree del Paese e dell’Europa. Mancanza di tutela e valorizzazione di elementi e sistemi importanti del patrimonio socio-culturale dell’area (lingua, tradizioni, saperi, etc.) e per lo sviluppo economico (scarsa valorizzazione dell’artigianato e delle colture locali). Degrado di alcuni centri e borghi interni dovuto al continuo spopolamento ed alla mancanza di interventi di manutenzione, tutela, recupero, restauro ed accessibilità soprattutto di elementi importanti del patrimonio architettonico Attività tradizionali legate all’agricoltura: coltivazione, allevamenti e prodotti enogastronomici DOC. Opportunità La localizzazione geografica ricade in Minacce Consolidamento delle diseconomie di 12 un contesto fortemente differenziato con valenze paesaggistico - ambientali ancora tutte da scoprire e valorizzare. Importanza delle risorse immobili da valorizzare per l’innesco di processi di sviluppo locale. Ruolo crescente del capitale umano nello sviluppo. Politiche regionali, nazionali e comunitarie finalizzate allo sviluppo delle aree marginali, basate sull’idea del territorio inteso come soggetto dello sviluppo. Modelli e strumenti di intervento per lo sviluppo delle aree marginali efficaci e già collaudati con successo sistema e progressivo scoraggiamento delle iniziative imprenditoriali e di sviluppo. Aumento dell’esclusione sociale e depauperamento del capitale umano. Esclusione delle comunità locali dai programmi indirizzati alla promozione delle dinamiche e dalle reti regionali, nazionali ed internazionali sulle quali viaggia il futuro. Continuo e progressivo processo di spopolamento delle aree interne . Più unico che raro deve considerarsi il fenomeno di questa gente che dopo cinque secoli di permanenza in terra straniera, rimane tenacemente attaccata alla parlata, agli usi e costumi della terra d'origine. Destinatari Il “dialetto” è un patrimonio culturale che va tutelato, ma non solo per amore di conservazione o di una malcerta identità, bensì perché una lingua. Il linguista Tullio De Mauro è convinto che “la pluralità linguistica non è un accidente stravagante, ma un fatto fisiologico per la specie e le comunità umane. Chiunque tenti di soffocarla deve sapere che contribuisce a spegnere il cuore pulsante della stessa umanità”. C’è oggi chi vorrebbe utilizzare il dialetto per chiudere virtualmente dei confini, in nome di una identità magari superiore; c’è anche chi lo guarda con l’animo del cantore medievale fine a se stesso, pronto a rimetterlo in gioco. Però il dialetto è un bene culturale a tutti gli effetti. Lo Stato Italiano ha ufficialmente nel 1967, dopo tre anni di lavoro, attraverso la Commissione Franceschini, proposto per la prima volta la definizione di patrimonio culturale e quindi di bene culturale: “Appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i beni aventi come riferimento alla storia della civiltà. Sono assoggettati alla legge i Beni di interesse archeologico, storico, artistico, ambientale e paesistico, archivistico e librario ed ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale avente valore di civiltà”. Sebbene la Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954 definisca materiale un bene culturale fisicamente tangibile, come le opere architettoniche, pittoriche e scultoree, c’è da sottolineare il lavoro della Convenzione di Parigi del 17 ottobre dello stesso anno, che definisce immateriale un bene culturale che non è fisicamente tangibile come il dialetto, una manifestazione folklorica, una ricetta culinaria ecc. Quindi i beni culturali possono essere materiali e immateriali ed, essendo il dialetto un bene immateriale, entra a pieno titolo, come è stato sancito nella Convenzione di Parigi, nel grande patrimonio culturale nazionale e, nel nostro caso, in quello calabrese. La Calabria è stata ed è ancora terra di grande ospitalità. Nel corso della storia non è stata solo terra di emigrazione ma ha rappresentato terra d’accoglienza per comunità e popolazioni che hanno cercato rifugio in questa regione. Albanesi e Occitani sono esempi di comunità che, per sfuggire a persecuzioni nelle proprie zone di residenza, hanno cercato scampo in Calabria. Anche i Grecanici, sono un esempio di comunità linguistica che, ancor oggi, mantiene vivi stile di vita e tradizioni originarie. Arbereshe: Gli italo - albanesi o arbereshe, disseminati in sette regioni dell’Italia centro13 meridionale, costituiscono un insieme di isole etnico – linguistiche gelosamente legate alle proprie tradizioni. E’ da più di cinque secoli che gli arbereshe si sono insediati in Italia, portando in terra d’esilio tutta la Patria: gli usi, i costumi, i canti epici, il folklore, le tradizioni, il rito bizantino - greco. Anche la Calabria è stata interessata da diverse fasi dell’emigrazione albanese a partire dalla fine del 1400. Nonostante una forte erosione dell’area di parlata minoritaria, la Calabria è la regione che attualmente ospita il maggior numero di arbereshe. La Calabria è la regione che vede la maggior presenza di comunità arbereshe, contando circa 45.197 persone che parlano la lingua originaria su un totale di circa 88.727 appartenenti alla comunità italo – albanese, pari al 50,9 %. Ancora, nell’ambito di questa regione, la provincia di Cosenza è il territorio che anche in Italia ospita il numero più elevato di abitanti: circa 38.018 corrispondenti al 42,8% del totale degli abitanti dei comuni d’Italia con parlata arbereshe. Greco di Calabria: E’ difficile stabilire se i greci dell’estremo sud della Calabria siano discendenti delle colonie della Magna Grecia, e dunque di insediamenti anteriori all’epoca cristiana, oppure di colonie bizantine di mille anni più tarde. Di certo l’area ellenofona in Calabria comprendeva, fino a tempi non lontani, un territorio molto più vasto dell’attuale. Nei comuni greci superstiti si stimano approssimativamente 3.000 persone che oggi parlano un dialetto neo – greco con molte influenze, soprattutto lessicali, dell’italiano e del dialetto calabro. La stragrande maggioranza dei parlanti greco è costituita da persone al di sopra dei quaranta anni. Inoltre, pur esistendo un numero ristretto di persone che nell’ultimo decennio ha acquisito, per ragioni che provvisoriamente definiamo culturali, la competenza parziale del codice minoritario, si può dire che il greco non ha più, da oltre un ventennio, nuovi parlanti nativi. Gli ultimi dati certi risalgono al 1964 e furono raccolti da B. Spano su una popolazione complessiva di 14.817 ab., solo 3.900 parlano grecanico; in realtà essi sono diglotti e usano normalmente il dialetto nella comunicazione, anche all’interno del gruppo. Non offre novità di rilievo l’inchiesta dell’AIDLCM (“Associazione Internazionale per la Difesa delle Lingue e Culture Minacciate”), svolta da un’equipe internazionale nel 1975. Essa rielabora i dati dell’inchiesta di Spano, integrandoli con quelli del censimento del 1975. Il fatto più rilevante di quest’ultimo decennio è una decisa contrazione demogra fica, appena mitigata dal tasso di natalità sempre alto e dagli insediamenti alle marine. In tutta l’area grecanica figurano, nel 1971, 13.870 14 abitanti residenti e 1.571 emigrati, di cui 288 verso l’Estero e 1.280 in altri comuni. E’ questo il colpo più grave all’isola alloglotta dell’Aspromonte, tuttora marcata da un drastico isolamento geografico. Occitano: Dal sud della Francia, alla quale appartenevano all’epoca le va lli piemontesi, probabilmente verso la fine del 1300 emigrarono diverse comunità verso il meridione della penisola italiana, sospinte da disagi economici e attratte da facilitazioni per l’agricoltura promesse dai signori calabresi. Oggi la Calabria conserva un carattere linguistico – culturale che viene definito occitano solo in un comune del cosentino con poco più di mille abitanti. L’occitano, detto anche lingua d’oc o provenzale, è una lingua indoeuropea appartenente al gruppo occidentale delle lingue neolatine, formatesi dalle parlate iberiche e celto – liguri, latinizzate dalla successiva conquista romana. La civiltà occitana si è sviluppata nel Medioevo, realizzando una raffinata cultura che ha condizionato tutta l’Europa, interessando il campo della 15 letteratura e della musica. Saranno particolarmente studiate le seguente eccellenze culturali rferibili alle popolazioni in oggetto: le chiesette bizantine di Motta San Giovanni, il borgo di “Sidereo Supe riore” a Siderno, il “teatro greco” di Portigliola, il museo della civiltà popolare e contadina di Scido, la “chiesa matrice” in stile bizantino di Mammola , Monastero Greco-Ortodosso di San Giovanni Theristis, le tradizioni e il folclore delle comunità arbereshe, greche e occitane con la particolare attenzione ai riti dei matrimoni, delle feste, dei balli e delle loro origini e motivazioni. Beneficiari diretti Beneficiari del Progetto di Servizio Civile sono tutti i cittadini di etnie di lingua e cultura arbereshe, grecanica e occitana residenti in Calabria ma anche nel resto d’Italia, in quanto il progetto promuove attività a livello nazionale e in collegamento con enti e istituzioni del settore. Considerati gli obiettivi progettuali, saranno coinvolti non solo i beneficiar i diretti ma anche indirettamente: Enti pubblici e privati (tutti i comuni dell’area e le comunità parrocchiali- per i beni di loro proprietà o gestione, etc) Scuole e agenzie culturali tutti coloro (anche i proprietari privati ed i gestori dei beni) che fruiranno dei risultati raggiunti grazie al lavoro dei volontari che operano nelle sedi di progetto di servizio civile. Beneficiaria è anche la popolazione locale, di qualunque fascia d’età, rivolgendo l’attenzione, in particolar modo, ai più giovani che saranno i futuri veicoli per tramandare una cultura che oggi fatica ad essere riconosciuta e conosciuta. Inoltre, attraverso l’elaborato, che sarà il risultati del lavoro di ricerca, monitoraggio e sistemazione dati che i volontari di SC svolgeranno nei 12 mesi, sarà possibile far conoscere la cultura etnica minoritaria anche al di fuori del territorio che ne rappresenta la culla originaria. Quindi il Progetto sarà anche uno strumento di diffusione extra-territoriale dei beni materiali e immateriali del nostro Territorio. 7) Obiettivi del progetto: Obiettivo progettuale Come sopra riportato, in considerazione delle supe rficialità programmatiche, organizzative e gestionali che hanno limitato e non adeguatame nte permesso una idonea azione di tutela, valorizzazione e diffusione delle culture locali e di quanto esse hanno saputo costruire nel corso di secoli e intere generazioni, si vuole contribuire a creare una rete adeguata di soggetti pubblici e privati, agenzie culturali e profit che possano accres cere la conoscenza e promuovere valori, saperi e testimonianze che sono, comunque, patrimonio tangibile e straordinario della terra di Calabria. Per tali motivazioni questo progetto potrebbe essere propedeutico a continuative e valoriali azioni di promozione e sensibilizzazione verso questo patrimonio altrime nti destinato ad ulteriore appassimento, se non a definitiva scomparsa …. E ciò sarebbe, dopo secoli, una pe rdita immane e non recuperabile per l’intera nazione. 16 Quindi scopo inequivocabile del Progetto è quello di far prende re coscienza che le lingue locali sono testimoni preziosi della storia civile e culturale della nostra Te rra e ci raccontano le dominazioni che si sono susseguite nel tempo. In una lingua locale, che chiame remo solo per comodità “dialetto”, sono racchiusi millenni di storia della regione, di eventi, le origini dei popoli, le lotte e, addirittura, è rispecchiata l’orografia della zona. Ma non sono solo le lingue (idiomi) ad aver dato forza e sostanza all’inte ra regine Calabria bensì tutto quanto tali popolazioni hanno portato con sé e messo a disposizione del patrimonio culturale dei luoghi scelti per vivere in territori dive rsi dalla loro patria di origine e cioè tradizioni, consuetudini, folclori, arte e artigianato in ogni loro es pressione. Non sono rari i casi di opere architettoniche di straordinario valore e certamente non potranno essere dimenticate le aree archeologiche che hanno favorito gli insediamenti greci fin dalla lontana antichità pre romana. Nel nobile linguaggio calabrese, come lo definisce Gerhard Rohlfs, si sono combinati, nel corso dei secoli, termini italici, greci, latini, arabi, francesi, germanici, spagnoli che raccontano una storia affascinante d’incontri, scontri, e passaggio di popoli, tanto che nella regione ci sono ancora diverse minoranze linguistiche. Il dialetto, idioma primordiale, contraddistingue in modo inequivocabile popoli e paesi. In questo senso il ruolo della Pro Loco diventa sempre più importante e necessario. I volontari di Servizio Civile, in relazione alle loro specifiche competenze e abilità, opereranno ad una raccolta delle fonti bibliografiche ed epigrafiche, classificazione, lettura-traduzione, utilizzazione, rielaborazione, riflessioni finalizzate alla ricostruzione di un Quadro delle varie Civiltà che hanno popolato la Calabria”. Catalogare i termini, i modi di dire autenticamente dialettali, e che rischiano l’estinzione: fissandoli sulla carta, sarà possibile riutilizzarli sottraendoli alla dimenticanza. Occorre, dunque, fare tutto il possibile per salvare e ridare nuova vita al nostro dialetto, per fare in modo che la nostra parlata, che tanto ci riempie di profumo di autenticità, di sentimento, non diventi solo un vecchio ricordo nella memoria. Sia invece un bene da tutelare, come parte integrante del patrimonio culturale della nostra regione e della nostra nazione, capace, in quanto anima profonda della nostra storia e di quella dei nostri padri, di accompagnare il progresso economico, sociale e civile, nonché la qualità della vita delle nostre popolazioni. Nello specifico, si intende: Realizzare, attraverso un portale un’offerta integrata di servizi culturali e di risorse del territorio da parte delle pro loco partecipanti al progetto, tutti interessati alla promozione e sviluppo eco-sostenibile delle aree ove insistono le minoranze linguistiche di Calabria; Ottenere soddisfacenti ritorni nei settori del turismo e delle attività socio-economiche a esso collegate negli ambiti territoriali presi in considerazione; Far rivivere e valorizzare la cultura minoritaria grazie alla cooperazione con le realtà associative e istituzionali presenti sul territorio, al contributo dei Partner individuati e soprattutto, grazie all’apporto dei volontari servizio civile; Salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale dell’Area. Vincoli Indispensabile ai fini delle completa realizzazione del progetto sono le interviste ai più anziani, custodi del sapere e della conoscenza più autentica della cultura arbereshe, grecanica e occitana. Da ciò potrebbero derivare delle difficoltà legate sia al ridotto numero di coloro che realmente conoscono tale cultura, sia alla diffidenza di cui spesso sono portatori. L’obiettivo finale del presente progetto nella migliore delle ipotesi prevede un miglioramento della situazione di partenza di circa il 5%, rispetto agli indicatori che sono stati presi come riferimenti 17 oggettivi 1. Conoscenza da parte dei locali delle culture e delle lingue minoritarie. La stragrande maggioranza dei conoscitori delle c ulture minoritarie sono persone al di sopra dei quaranta anni. Inoltre, pur esistendo un numero ristretto di persone che nell’ultimo decennio ha acquisito, per varie ragioni, frammenti di conoscenza di tale cultura, si può dire che il greco non ha più,da numerosi anni, nuovi parlanti nativi. Risultati attesi: i risultati attesi, strettamente connessi agli obiettivi individuati, si muoveranno sulla metodologia del metodo scientifico, più precisamente quello che prevede le tre fasi fondamentali: Osservazione, Analisi, Esperimento: Al quinto mese di progetto: conduzione dello studio sulla livello di conoscenza sulle risorse presenti sul territorio da parte dei residenti e pubblicazione ricerca - Fine fase di Osservazione Al sesto mese: Una volta individuati i punti più critici relativi al grado di conoscenza da parte dei residenti delle risorse territoriali, si avrà la messa a punto di itinerari culturali nel territorio destinati soprattutto ai residenti – Fine fase di analisi Al dodicesimo mese: elaborazione questionari compilati dai partecipanti alle iniziative culturali e produzione di un report finale con i relativi risultati – Fine fase esperimento I risultati indiretti rispetto alle azioni indicate ed insiti dal raggiungimento dell’obiettivo finale implicheranno: la crescita socio - culturale - economica del territorio; l’aumento del senso di appartenenza e di maggiore impegno sociale; la formazione di esperti nel settore cultura 18 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Il diagramma di Gantt sottoriportato afferisce a tutti i momenti dell’attività dei volontari e quelle previste dal progetto e si sviluppa per tutta la durata del progetto/iniziativa. Per attività si intendono quegli aspetti operativi che denotano una certa omogeneità al loro interno, che pos sono essere definiti da un risultato/prodotto preciso, che hanno un arco temporale definibile e le cui risorse fisiche e umane da impiegare siano chiaramente identificabili. Sono da considerarsi tali: gli incontri o i seminari, la progettazione e/o l’aggiornamento di siti Internet, la predisposizione di questionari, la preparazione di un corso di formazione, la realizzazione del corso stesso. le attività di disseminazione dei risultati, l'effettuazione di studi o ricerche, la predisposizione di una banca dati , il lavoro di ricerca e catalogazione, gli incontri con Enti pubblici – privati- Partner, la produzione di materiale didattico, guide informative, depliant, ecc. Le attività di gestione o di amministrazione che si effettuano in maniera costante durante tutta la durata del progetto/iniziativa, non sono state riportate in diagramma, ma è naturale che esse siano talmente continue ed importanti da essere presenti in tutte i momenti formativi e operativi. Conoscenza della cultura e delle minoranze linguistiche della Calabria Attività Studio e analisi del materiale prodotto nella Fase 1 del progetto; lettura e studio della Fase 2 dello stesso con particolare attenzione all’Obiettivo Strategico, agli Obiettivi Specifici.. Periodo Risorse Monitoraggio Primo e Secondo mese UMANE: OLP (S) - esperti messi a disposizione da UNPLI Calabria e dall’ Unpli Provinciale di Reggio Calabria, dai Partner (L) (TA) STRUMENTALI: computer, fotocopiatrice Relazione Dal Terzo al Quinto mese Umane: OLP (S), esperti messi a disposizione dai partner (L), (TA) Strumentali: cartografia, macchine fotografiche, videocamera e automobili Report finale Dal Sesto al Ottavo mese UMANE: OLP (S), esperti messi a disposizione dai partner (L), (TA) STRUMENTALI: computer, materiale visivo ed didattico Materiale didattico ricreativo Resoconto dello stato di avanzamento della catalogazione del patrimonio storico-artistico con l’eventuale aggiornamento o integrazione del materiale censito Ricerca sui beni oggetto di interesse (BOX 6) in particolare sugli idiomi locali, i costumi e le tradizioni (beni culturali immateriali).. Messa a punto del programma con le attività delle giornate studio sulle testimonianze immateriali, oggetto delle ricerche ed organizzazione del materiale. storico 19 Presentazione dei lavori (Laboratori didattici nelle scuole) Pubblicità e promozione dell’esposizione tramite stampa, nelle maggiori manifestazioni seguite dalle Pro loco coinvolte nel progetto e nelle scuole. Elaborazione del report finale. Dal Nono all’ Undicesimo mese UMANE: OLP (S) esperti messi a disposizione da UNPLI Calabria e da Unpli Provinciale di Cosenza, dai Partner (TA) Volontari (L) STRUMENTALI: computer - software specifici video proiettore – sala conferenze – aule scolastiche per laboratori Relazione sulle attività svolte Dodicesimo mese UMANE: OLP (S)-Volontari (L) STRUMENTALI: computer, fotocopiatrice Report finale 20 FASI ATTIVITA’ 1 Accoglienza in Pro Loco:Rappresenta , per i volontari, la fase conoscitiva dell’Associazione e delle dinamiche con le quali essa si muove: l’organizzazione amministrativa e quella dei rapporti istituzionali 2 Formazione Specifica territoriale : curata dall’RLEA per area con formatori specifici 3 Formazione Specifica: curata in sede con OLP e Formatori specifici Formazione Generale: la Formazione Generale sarà concentrata su area regionale sin dal primo mese di collaborazione, in modo da completare la conoscenza relativa al Servizio Civile, al ruolo affidato ai volontari e alle finalità indirette del progetto nel quale sono protagonisti Azioni progettuali: Insieme all’Olp e al responsabile della Pro Loco, i volontari concentrano le attenzioni sul progetto al quale dovranno lavorare, predisponendo la pianificazione del lavoro, la divisione dei compiti e la definizione dei ruoli, nonché gli strumenti utili al raggiungimento degli obiettivi Promozione SCN: l’attività enunciata si realizza mediante pubblicazione di articoli su quotidiani e attraverso periodici incontri con le scuole e i partner, sia in fase di intese istituzionali che in coinvolgimenti relativi ad attività formative generali e specifiche. Particolare cura sarà posta nella promozione on line, sui siti Web nazionali/ regionali/ provinciali e nelle singole sedi di attuazione, nonché con depliant, brochure e manifesti. Importante è il ruolo del “Premio Paese Mio” allegato Azioni progettuali: eventuale aggiornamento delle Schede Informative; analisi dettagliata delle manifestazioni organizzate sul territorio oggetto del presente progetto e delle aree limitrofe atta a verificare la fattibilità e la sostenibilità di eventuali manifestazioni e/o convegni della tematica storica oggetto del progetto stesso 4 5 6 7 8 MESI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Azioni progettuali: revisione degli strumenti di comunicazione, degli strumenti di diffusione e di valorizzazione delle minoranze. Censimento presso gli archivi, le biblioteche, le soprintendenze del materiale presente e catalogazione per ordine di importanza (i grado di importanza varia da comune a comune, dipenderà da quale aspetto dell’identità storica postunitaria vorrà essere valorizzata) 21 9 10 11 12 Azioni progettuali: messa a punto di un efficace ed efficiente piano di catalogazione delle testimonianze delle minoranze linguistiche e dell’identità culturale che attraverso l’arbeshe, occitano e il grecanico si conservano nei comuni aderenti al progetto Azioni progettuali: attività di registrazione di racconti, favole, storie nelle lingue oggetto di valorizzazione. Azioni progettuali Analisi e riscontri sul materiale raccolto e costruzione di strumenti (vocabolario, filmati, …) destinati alla disseminazione dell’identità arbeshe, grecanica e occitana. Incontri, presso la sede della Pro loco capofila con esperti e formatori specifici, finalizzati alla composizione dell’elaborato finale Azioni progettuali: realizzazione di una pubblicazione tematica 14 Azioni progettuali: Organizzazione e realizzazione di una giornata di studio a carattere provinciale, per la presentazione del lavoro conclusivo del progetto MONITORAGGIO DEL PIANO DI FORMAZIONE GENERALE 15 MONITORAGGIO DEL PIANO DI FORMAZIONE SPECIFICA 13 16 17 MONITORAGGIO PROGETTO : Alla fine di ogni quadrimestre si procederà alla rilevazione delle attività svolte e alla evoluzione del vissuto del volontario nella sede operativa. La rilevazione viene effettuata attraverso lo strumento informatico: i volontari compilano la scheda di monitoraggio collegandosi alla sezione del sito Unpli Servizio Civile appositamente predisposta. VALUTAZIONE FINALE DEL PROGETTO E VERIFICA RISULTATI - I volontari avranno la possibilità di far conoscere i risultati del proprio lavoro. Con il monitoraggio si completa l’obbligo previsto dall’accreditamento e il report finale completerà le iniziative con relazioni e/o pubblicazioni che saranno distribuite a cura dell’Unpli 22 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Valutato che le risorse umane sono strategiche ed essenziali nella realizzazione del progetto e che già gli OLP, gli RLEA, i Selettori, i Monitori, i Formatori per la formazione generale e specialmente i Formatori per la formazione specifica per la loro quantità e qualità (vedi box 37 e 38) siano già di per se sufficienti, si ritiene - in ogni caso - necessario programmare anche l’utilizzazione delle seguenti ulteriori risorse umane che, per competenze, attitudini, conoscenze etc. sono necessarie all’ottimale espletamento delle attività previste dal progetto : - Addetti Segreteria Nazionale e Dirigenti delle Pro Loco e dell’ UNPLI Regionale e Provinciale. Tali risorse sono complementari in maniera diretta alle risorse umane già inserite in progetto (RLEA, Formatori, OLP, Selettori, Monitori etc), e sono : N. Qualifica 2 Mansioni Addetti Segreteria Consulenza e Gestione dei Nazionale – dipendenti volontari per ogni attività fissi (attestati, certificazioni, documentazioni, attività - Perrotti Marco etc) - Urciuolo Antonia - Ente di appartenenza UNPLI Nazionale - Servizio Civile Reperimento risorse economiche per la UNPLI Comitato Provinciale di Responsabili sedi di 25 realizzazione del progetto REGGIO CALABRIA che assume il Servizio Civile- volontari (materiali, consumi, ruolo di capofila; organizzazione etc) Responsabile regionale 1 - volontario Cogliandro Massimo Coordinamento attività e raccolta materiali prodotti, progettazione e realizzazione iniziative con partner regionali, anche per incontri di formazione generale, convegni etc. 4 Presidente Provinciale,volontario, Colgiandro Massimo (Reggio Calabria); Bloise Domenico (Cosenza); Todaro Francesco (Vibo Valentia); Martino Nicodemo (Crotone) 1 Interfaccia dei volontari per Esperto in tutoraggio dei risoluzione problemi, volontari, volontaria, assistenza, informazione (in Iocco Maria Anna pratica uno sportello di ascolto con disponibilità su Coordinamento e realizzazione attività con partner provinciali e locali, anche per incontri di formazione specifica, convegni etc UNPLI REGIONALE CALABRIA Unpli PROVINCIALE DI: Reggio Calabria; Cosenza; Vibo Valentia; Crotone. UNPLI REGIONALE CALABRIA 23 tre giorni la settimana e con un numero di telefono fisso a disposizione ) - Esperti messi a dis posizione dai Partner del progetto. Tali esperti saranno utili nei momenti di formazione specifica, nella promozione e nella diffusione delle attività, nella elaborazione di brochure, depliant, realizzazione DVD etc. Nella tabella che segue sono riportate le risorse previste per l’espletamento delle attività progettuali N. Qualifica Mansioni 2 Docente di Storia dell’arte, Docente di Storia (prof. Filippo Viola di Guida sulle presenze artistiche nel Odisseas e la dottsa Gallicchio territorio, consulenza per storiografie dell’ITC di San Sosti, partner del locali progetto) 3 Esperto in gestione della informazione per i beni culturali Guida sul reperimento notizie in merito (dott. De Chirico Soprintendenza, alla ricerca Domenico Bloiose, Soprintendenza) 1 Esperto in comunicazioni Utilizzazione di news letter, multimediali (Anna Maria Festa di comunicazione e promozione attività on Strelec, partner progetti)) line etc 2 Personale esperto in compilazione Guida alla compilazione di schede di schede rilevamento e catalogazione catalogazione e ricerche, consultazione (Domenico Bloise MIBAC) di archivi storici ed economici 2 Marketing ed azioni promozionali Metodologie e tipo di promozione da attuare 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto Il Progetto CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’, si propone di raggiungere gli obiettivi individuati e le percentuali, i livelli di “crescita” riportati nei due diagrammi del box 7 . Tuttavia, tra le finalità del Servizio Civile, al punto e) dell’art.1 Legge 64/01, vi è quella di: “contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani” Sta di fatto che nel corso dell’anno, a prescindere dalle attività collegate con gli obiettivi progettuali, lo scopo del progetto è anche quello di consolidare nei ragazzi la fiducia in se stessi e soprattutto quello di metterli nelle condizioni di capire meglio le proprie propensioni umane e professionali. Lo faranno mettendosi alla prova giorno per giorno attraverso il contatto con la gente e le istituzioni; questi contatti li aiuteranno a capire meglio i meccanismi che sono alla base della società civile, le priorità burocratiche e 24 le scale gerarchiche previste dalla struttura sociale contemporanea. Particolare attenzione sarà rivolta all’aspetto riguardante le dinamiche di gruppo, perché essi dovranno condividere con i compagni un percorso lungo un anno, che li vedrà impegnati a svolgere compiti delicati negli ambiti in cui l’associazione pro loco opera. Al riguardo un ruolo determinate avrà il loro maestro: l’O.L.P. L’O.L.P. non si limiterà, infatti, ad accompagnarlo nelle svolgimento delle varie fasi progettuali, ma presterà attenzione particolare anche alla sua crescita personale ed al percorso formativo specifico avendo l’obiettivo generale di avere una risorsa in più non solo per l’oggi, per il nostro Ente o per i nostri progetti, ma anche e soprattutto per la costruzione di un nuovo mondo, una nuova società; un mondo e una società possibilmente migliore. Aspetti generali: I Volontari - Sono i protagonisti del raggiungimento degli obiettivi progettuali - Effettuano le attività di cui al box 8.1 - Presentano all’O.L.P., al termine dell’incarico, una Relazione finale sul Progetto realizzato e la compilazione di un questionario di fine servizio. - Saranno formati e guidati all’uso degli strumenti e delle tecnologie utili ai fini della ricerca e della documentazione (schede, riprese video e registrazioni audio, fotografia etc) Programma particolareggiato: Presentazione Ente Nel momento della presa di servizio , assicurati gli adempimenti previsti ( presa visione e firma “Contratto di Assicurazione” e “Carta Etica”, modulo “domicilio fiscale”, modello per apertura “libretto postale” ), il Presidente delle Pro Loco (o suo delegato ) e l’O.L.P. illustreranno ai Volontari l’Ente, il suo ruolo, competenze, strutture e attrezzature di cui dispone. Nei giorni a seguire (fino al secondo mese dall’assunzione), al fine di mettere in condizioni di conoscere in modo adeguato sia i contenuti del Progetto che le risorse a disposizione per la realizzazione ottimale, efficace ed efficiente del Servizio Civile Volontario, l’O.L.P. ed i formatori coinvolti informeranno i Volontari sui seguenti contenuti: Fase propedeutica e - Il Territorio cittadino e il suo patrimonio artistico, storico, ambientale prima formazione - Attività della Pro Loco - Presentazione del Progetto - L’O.L.P. ruolo e competenze - I partner, le scuole e le Istituzioni che saranno coinvolte nelle attività progettuali. Fase di operativo Superate le fasi di “ambientamento”, i Volontari saranno affiancati da persone esperte (O.L.P., formatori, soci della Pro Loco, professionisti esterni…) che servizio permetteranno loro di “imparare facendo” in modo da adempiere agli impegni della Carta Etica e di permettere la massima valorizzazione delle risorse personali di ciascuno di loro. Nelle linee generali saranno impegnati per raggiungere i fini del progetto e, 25 quindi, pienamente coinvolti nelle diverse fasi operative predette. Opereranno prevalentemente all’interno della Sede dell’Ente, ma anche “esternamente” presso Enti Pubblici (Comune, Regione, Provincia, Comunità Montana, Camera di Commercio, Scuole….), Associazioni di Categoria e privati al fine di raccogliere informazioni, dati, e quanto utile per la realizzazione del Progetto. I Volontari incontreranno, professionisti, docenti ed esperti degli Enti Partner del Progetto al fine di realizzare insieme le iniziative concordate e inserite nel Progetto stesso. Per quanto attiene alle attività progettuali si procederà ad una verifica delle programmazioni precedenti, individuando le opzioni migliorative o comunque integrative e finalizzando il tutto ad un idoneo coinvolgimento dei giovani prima e delle Istituzioni e delle Associazioni poi, non escludendo gli operatori economici. I giovani del servizio civile saranno strumenti indispensabili per il monitoraggio e la gestione delle problematiche individuate. Con il supporto soprattutto dell'Operatore Locale, svilupperanno incontri non solo con le figure responsabili della gestione o della proprietà dei beni e dei servizi oggetto di intervento, ma anche con gli Enti e le Associazioni. Il loro sarà un ruolo di rilevazione, raccolta ed analisi dei dati e, con un guidato uso di questionari o di interviste dirette, cercheranno di raccogliere idee, suggerimenti, disponibilità e tutto quanto occorrente per meglio realizzare gli obiettivi. Entro i primi cinque mesi si prevede di esaurire la fase di Formazione generale per i Volontari. Formazione generale e La formazione specifica, che avrà un carattere territoriale e locale, unitamente ad formazione specifica altri momenti formativi e di tirocinio collegati alla realizzazione del Progetto, avverrà nel corso di tutto il servizio; la formazione, pertanto, sarà per il giovane un’attività continua e diffusa. Piano di lavoro L’orario di servizio dei Volontari varierà a seconda dei casi e dipenderà dalle esigenze collegate alla realizzazione del Progetto e le attività connesse. L’impegno settimanale è articolato in 30 ore. Il piano di lavoro medio, previsto per i volontari nel corso dell’anno, si articolerà come illustrato nella tabella che segue: N. Atti vità % media di impegno mensile 1 Monitoraggio e controll o del territori o: 5% i volontari, una volta venuti a conoscenze delle risorse del territorio in cui operano, ne diventeranno sentinelle, preoccupandosi non soltanto di salvaguardarle ma anche di elaborare proposte per la relativa valorizzazione, scoraggiando in tal modo eventuali azioni che 26 potrebbero minacciare il valore d i cui sono portatrici le risorse stesse. 2 Supporto alle iniziati ve della Pro Loco, collegate al Progetto: 15% i volontari saranno parte attiva anche nella realizzazione degli eventi culturali programmati dalla Pro Loco che li ospita, imparando in tal modo le procedure di natura burocratiche necessarie ma anche quelle di ord ine strettamente pratico: ricerca degli sponsor, progettazione e organizzazione evento, etc. 3 Front Office: 5% i volontari dovranno essere messi nelle condizioni di poter forn ire le info rmazioni necessarie ai visitatori che non conoscono il luogo (anche ai residenti) , nonché ai giovani per i quali, attraverso le scuole e non, saranno organizzat i visite guidate sul territorio. Nello stesso tempo i volontari dovranno riuscire a promuovere tutto quanto si muove nel territorio di appartenenza: eventi, le produzioni locali, etc. 4 Produzione e diffusione di Brochure, depli ants, gui de: 5% strettamente legata all’attività d i Front Office è quella della produzione e diffusione di materiale informativo, non necessariamente collegato alle attività proget tuali, con la quale avranno la possibilità d i conoscere a fondo il territorio in cui operano 5 Atti vità di Progetto 50% L’impegno maggiore per i volontari sarà quello di seguire e partecipare attivamente alle fasi progettuali. Nel caso specifico del seguente obiettivo: - Conoscenza del patrimonio culturale da parte dei residenti; Pertanto i ragazzi saranno impegnati nelle attiv ità riportate al bo x 8.1 (vedi tabella descrittiva delle attiv ità e diagramma d i Gantt) 6 Formazione generale e s pecifica: 10% come si potrà evincere nella sezione della formazione, i volontari v ivranno mo menti di formazione articolat i in diverse modalità: quella generale sarà centralizzata a livello provinciale, o regionale laddove sarà possibile, e quella specifica, o rganizzata a livello locale, anche in momenti condivisi con i colleghi delle Pro Loco limit rofe, ma anche prettamente in sede, dove il loro Olp soprattutto avrà modo di formare i ragazzi con regolarità e continuità giornaliera. 7 Organizzazi one di un archi vi o mul timedi ale: 5% il lavoro di archiviazione non semplice, specie per i ragazzi che si apprestano a varcare la soglia per uscire dalla dipendenza familiare. Impareranno quindi l’importan za di poter accedere ai documenti ufficiale della loro sede in man iera immediata, impareranno quanto sia importante seguire un criterio condiviso e facilmente riconoscibile. 8 Promozione e sensibilizzazione del Servizio Ci vile Nazionale : 5% tale attività sarà condivisa e realizzata con gli Enti centrali in primis ma anche localmente presso le scuole e presso i partner di progetto utilizzando i volontari e gli esperti dei partner della co municazione presenti in progetto. In linea di massima la valutazione dei risultati raggiunti avviene con cadenza almeno mensile ad opera dell’O.L.P., il quale si accerta del raggiungimento degli obiettivi precedentemente stabiliti in coerenza con quanto previsto dal progetto; con cadenza trimestrale, ad opera della sede capofila, per una verifica più approfondita del progetto nel suo insieme. Questo raffronto permette di individuare eventuali scostamenti, ricercarne le cause, individuarne le responsabilità e predisporne gli interventi correttivi. MONITORAGGIO Alla fine di ogni quadrimestre, ogni volontario, con l’assistenza dell’O LP e del tutor di riferimento (se necessario) realizzerà una verifica delle attività svolte ricorrendo all’utilizzo di una apposita scheda, detta 27 “Scheda di Monitoraggio”, appositamente predisposta dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile Unpli. Detta scheda sarà trasmessa all’Ufficio Nazionale di Servizio Civile come previsto dal Piano Nazionale di Monitoraggio. Detta scheda sarà verificata dai monitori che provvederanno ad effettuare verifiche degli obiettivi previsti e raggiunti e che redigeranno idonea sintesi per progetto. Verifica Finale La più puntuale attenzione prestata al percorso formativo e al monitoraggio (specie quello generale) risponde peraltro, non solo alle precise indicazioni dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che ha inteso fissare i termini per una gestione dell’esperienza di S.C. più adeguata alle esigenze di tutti gli attori coinvolti, ma anche alle esigenze del nostro Ente che vuole far si che l’esperienza e il senso di appartenenza maturato nell’anno favorisca la permane nza dei volontari nelle sedi non solo per continuare le attività intraprese, ma anche e soprattutto perché essi diventino attori e protagonisti del nostro mondo associativo, oltre che della società più in generale. A tale riguardo e al termine del progetto i Volontari produrranno un “documento” cartaceo e/o multimediale che rappresenta la Relazione consuntiva del Progetto stesso e nella quale vengono descritte le attività svolte, illustrandone le varie fasi ed allegando tutto il materiale prodotto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e, appunto, la volontà di continuare a operare nell’ente con gli stessi obiettivi del progetto (che poi sono gli obiettivi del nostro Ente e delle nostre Sedi). Si richiederà, altresì, all’Operatore Locale di Progetto ed ai Volontari un giudizio attraverso un Questionario semistrutturato sull’esperienza fatta e sui suggerimenti da proporre per il miglioramento continuo del Progetto. 28 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 10) Numero posti con vitto e alloggio: 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 12) Numero posti con solo vitto: 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 16 0 16 0 1.400 monte ore 6 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Flessibilità oraria, lavoro festivo, disponibilità a viaggiare e a dimorare fuori sede 29 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: Nominativi degli Operatori Locali di Progetto N. 1 2 3 4 5 6 7 8 N. Cod. vol. ident. per sede sed Cognome e nome e Cognome e nome 38898 1 COTRUPI IDA 22/ 12/ 1981 CTRDIA81T62 F112G VIA STAZIONE – 98103 LAZZA RO N. 4 1 PRATICO’ VINCENZO 17/ 08/ 1980 PRTVCN80M 17H224V CITTANOVA (RC) VIA DANTE N.55 427 1 SPA GNOLO MURATORI ANTONINO 09/ 06/ 1935 SPGNNN35H09C747W MARINA DI GIOIOSA JONICA (RC) PIAZZA DEI MILLE N. 1 98168 1 SIDOTI ADELE ALBERTA 08/ 04/ 1965 SDTDLB65D48E532I 13422 1 AMBROGIO SANTA 30/ 09/ 1980 MBRSNT80P70H224H 39866 1 VA RA’ VA LERIA 29/ 09/ 1983 VRA VLR83P69H224P 24084 1 VITA LE GIUSEPPE 23/ 01/ 1978 VTLGPP78A23D976I 39826 1 Sede di attuazione Comune del progetto UNPLI COMITATO PROVINCIA LE DI REGGIO CA LABRIA ASSOCIAZIONE CULTURA LE “EUREKA” PRO LOCO PRO CITTANOVA PRO LOCO GIOIOSA MARINA PRO LOCO MOTTA SAN GIOVA NNI PRO LOCO SA N SALVA TORE REGGIO CA LABRIA PRO LOCO SIDERNO PRO LOCO DEL POLLINO CASTROVILLA RI MOTTA SAN GIOVA NNI (RC) MOTTA SAN GIOVA NNI(RC) MOTTA SAN GIOVA NNI (RC) REGGIO CA LABRIA (RC) SIDERNO (RC) CASTROVILLA RI (CS) Indirizzo VIA MAURIZIO GUCCI N.7 LAZZA RO VIA MAURIZIO GUCCI N.7 LAZZA RO VIA COMUNALE SAN GIOVA NNI N.69 – SAN SALVA TORE DI CATAFORIO VIA LUNGOMARE C.SO GA RIBALDI N.160 BONIFATI GERA RDO 26/ 06/ 1967 Cognome e nome Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Data Cognom di C.F e e nome nascit . a BNFGRD67H26C349D 30 9 PRO LOCO PARENTI PARENTI (CS) 10 PRO LOCO RENDE RENDE (CS) 11 PRO LOCO SA N FILI SAN FILI (CS) 12 PRO LOCO “ARTEMISIA” SAN SOSTI SAN SOSTI (CS) 13 PRO LOCO MONGIANA MONGIANA (VV) 14 15 16 PRO LOCO PARGHELIA PRO LOCO TROPEA PRO LOCO VIBO VA LENTIA PARGHELIA (VV) TROPEA (VV) VIBO VA LENTIA (VV) CORSO UMBERTO N.45/ 47 VIA BUSENTO S.N. (PARCO ROBINSON) ROGES VIA XX SETTEM BRE (EX MUNICIPIO) VIA ORTO SACRAMENTO N.1 VIA G. F. CONTY STRUTTURE ANNESSE ALL’EX FABBRICA D’A RMI PIAZZA EUROPA VIA L.GO RUFFA PIAZZA DIAZ N.11 169 1 GUA RASCIO MARIA ROSARIA 08/ 10/ 1974 GRSM RS74R48D086F 13418 1 MORCA VA LLO FRA NCESCO 08/ 02/ 1954 MRCFNC54B08H235B 12741 1 VOMMA RO MANUELA 03/ 10/ 1983 VMMM NL83R43D086V 23656 1 SIRIMA RCO CARM ELO 30/ 05/ 1974 SRM CM L74E30D086J 12893 1 IORFIDA BRUNO 06/ 01/ 1984 RFDBRN84A06C352W 24087 1 25/ 03/ 1950 CCRNNN50C25G335X 13959 1 16/ 05/ 1976 SCHPQL76E16L452L 7877 1 23/ 04/ 1945 TDRFNC45D23D049H ACCORINTI ANTONINO SCHIA RITI PASQUA LE TODA RO FRA NCESCO 31 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Le Associazioni inserite nel Progetto, ognuna nell’ambito del territorio di appartenenza, intendono avviare un perco rso d i pro mo zio ne e d iffus io ne de lle prop r ie attività ed in p artico la re di q ue lle per le q ua li, attra ve rso il Pro ge tto, vie ne o ffe rta l’opportunità a i gio va ni d i un a nno d i Vo lo ntar iato . Si vuo le, da un lato, trasmettere ai giovani il significato ed i contenuti del Servizio Civile Nazionale: “dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore della ricerca di pace” e, dall’altro, collegare il progetto stesso alla comunità locale in cui i volontari prestano servizio, in modo da sensibilizzarla attraverso un naturale processo di promozione del Servizio Nazionale Civile. La nostra visione è quella di una persona che da il meglio e il peggio di sé a seconda delle circostanze e delle sollecitazioni culturali del contesto in cui opera, degli incontri con gli altri, delle occasioni che gli si danno per sperimentare e conoscere meglio se stesso. Presso di noi i giovani possono ri-trovare riferimenti e orizzonti più vasti, sperimentare i sentimenti e imparare a farne buon uso in modo da avviarsi ad una responsabilità consapevole verso la propria comunità e ad un amore sensibile per il proprio territorio, la propria storia, la propria tradizione. Per promuovere il servizio civile e per sensibilizzare i giovani alle attività di volontariato, l’Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia seleziona i valori e le informazioni che l’organizzazione non profit intende veicolare. In coerenza con i contenuti elaborati e con il target da raggiungere, individua inoltre le azioni e gli strumenti di comunicazione, necessari alla campagna d’informazione delle iniziative progettuali. Questa ultima, articolata in ventiquattro ore d’attività, è costituita sia dalla comunicazione mediata, che da quella diretta. La promozione e la sensibilizzazione del servizio civile prevede, infatti, il ricorso ai mezzi di comunicazione, sia tradizionali sia on line, a diffusione locale, provinciale e regionale (Giornali e periodici anche di produzione interna dell’UNPLI quali Organi delle Pro Loco e dei Comitati). Ma privilegia soprattutto la comunicazione interpersonale, dedicando ben dodici ore al coinvolgimento di studenti specialmente delle scuole di secondo grado. I volontari di SC, a tale proposito, predisporranno articoli, newsletter, comunicati stampa e aggiornamenti URL inviati ai partner e agli organi di stampa e, in primo luogo, ai partner della comunicazione che nel presente progetto sono Saranno previsti, inoltre, attività informative che prevedono soprattutto due iniziative: 1) Premio Nazionale “PAESE MIO” è un progetto divulgativo che, intende mettere a fuoco, di volta in volta, i fini cari alla passione territoriale delle Pro Loco , affinché siano maggiormente sviluppate e approfondite le tematiche legate al proprio “paese”. Si auspica, inoltre, che la libertà di approccio possa favorire l’inserimento del Premio Letterario nell’ambito della normale attività didattica delle scuole; in questa chiave il Premio stesso, quindi, va percepito come un’ulteriore opportunità offerta alle scuole nella conoscenza di alcuni aspetti etici e formativi che il Servizio Civile Nazionale, attraverso gli Enti come l’UNPLI, accreditati in prima classe all’Ufficio Nazionale per il Sevizio Civile presso la Presidenza del Consiglio, intende proporre alle nuove generazioni come esempio di “cittadinanza attiva” e difesa non armata della Patria.” (Stralcio dell’allegato bando). Tale iniziativa ha già ottenuto il Patrocinio dell’UNSC (prot. UNSC/32036/I’ del 28/09/2009, quello del MIUR (prot AOOUUFGAB n. 8495/GM del 7 Ott. 2009) nonché il prestigioso riconoscimento della Presidenza della Repubblica con assegnazione della medaglia del Presidente della Repubblica ( prot. SCA/GN 1201-3 del 28/10/2009) che si allegano; 2) percorso informativo- formativo sul Servizio Civile rivolto alle scuole secondarie di secondo grado che ha avuto il riconoscimento del MIUR attraverso l’Ufficio scolastico regionale della Campania con nota n. MIURAOODRCA.UFF.8/4129/U del 9 Marzo 2009 (che si allega) 32 Inoltre, attraverso la redazione di comunicati stampa, l’organizzazione di conferenze stampa e la realizzazione di newsletter istituzionali, l’Unpli veicola le informazioni ai mass media, mentre attraverso incontri e dibattiti avvicina i giovani al servizio civile. Per di più, questi ultimi possono reperire il materiale informativo non solo presso le sedi attuative del servizio civile, ma anche presso biblioteche, centri culturali, punti Informagiovani e uffici per le relazioni con il pubblico, istituiti dalle pubbliche amministrazioni. Lo scopo è quello di trasmettere ai ragazzi tutte le not izie utili per intraprendere il percorso formativo e di far comprendere loro l’importanza del dovere di solidarietà, quello del valore della democrazia e, non ultimo, quello del principio di cittadinanza attiva. L’Unpli e le sedi del servizio civile puntano inoltre a rafforzare l’appartenenza territoriale, pianificando, in occasione dei principali eventi, convegni e tavole rotonde in cui coinvolgere i partner, gli enti e le associazioni presenti sul territorio. Attività progettuale che vedrà l’impegno dell’organizzazione per altre otto ore. Le restanti quattro ore sono state programmate: due per la conferenza stampa di apertura della campagna informativa e due per quella di chiusura, e quindi di report finale. Al fine di ottenere una visione complessiva delle iniziative da intraprendere, è stato ritenuto opportuno schematizzare i passaggi fondamentali della campagna di comunicazione. Attività Istituzioni coinvolte Timing Supporto informativo Ore impegnate Partner, Convegni e tavole Enti comunali, rotonde in occasione sovracomunali, provinciali e delle principali regionali manifestazioni Associazioni presenti sul territorio da approvazione brochure, progetti opuscoli ad avvio al e newsletter servizio 8 Partner, Enti comunali, Allestimento di stand sovracomunali, provinciali e per distribuire regionali materiale informativo Associazioni presenti sul territorio da approvazione brochure, progetti opuscoli ad avvio al e newsletter servizio 2 Conferenza stampa Partner, per far conoscere i Aprile/Maggio punti principali del Amministrazione provinciale 2013 e comunale bando di selezione comunicati stampa e cartella stampa 2 Incontri e dibattiti da approvazione presso tutte le scuole brochure, progetti di secondo grado, Istituti scolastici, enti vari, a conclusione opuscoli redazione di intese associazioni etc anno scolastico e newsletter istituzionali con i 2013/2014 partner etc 8 Comunicati stampa destinati ai media Nessuna provinciali e regionali //////////////// da approvazione fotografie progetti dati statistici Interviste e speciali tv Amministrazione provinciale da marzo 2013 e radio //////////////// e comunale a selezione 2014 provinciali/regionali 2 33 Articoli e speciali su “Arcobaleno” (house Nessuna organ Unpli) da marzo 2013 //////////////// //////////////// Informazioni on line Nessuna sul sito ufficiale 2013-2014 //////////////// //////////////// Conferenza stampa Amministrazioni provinciale Fine per rendicontare e comunale Civile l’attività progettuale comunicati Servizio stampa e cartella stampa Totale ore impegnate 2 24 Per garantire l’efficienza e l’efficacia della campagna di informazione e di sensibilizzazione, l’Unpli e le singole sedi in progetto pianificano infine le attività promozionali da porre in essere. Così, nella seguente tabella sono riportati, nel dettaglio, i mezzi e gli strumenti di comunicazione, e le figure professionali di cui l’organizzazione si avvale a titolo di volontariato in gran parte, con supporto di professionisti ed esperti in misura ridotta. 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Si rinvia al sistema di selezione dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. sede di accreditamento in 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento Si rinvia al sistema di selezione dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento SI 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Si rinvia al sistema di monitoraggio dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditame nto . 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento: Si rinvia al sistema di monitoraggio dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento SI 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Diploma di maturità 34 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Tutte le strutture periferiche dell’UNPLI: Unpli – Comitato prov.le di Reggio Calabria, UNPLI Comitato Provinciale di REGGIO CALABRIA che assume il ruolo di capofila; CITTANOVA; BOVA; MAMMOLA; MARINA DI GIOIOSA JONICA; MOTTA SAN GIOVANNI; PORTIGLIOLA; REGGIO CALABRIA – SAN SALVATORE; SCIDO; SIDERNO; “DEL POLLINO” CASTROVILLARI; PARENTI; PATERNO CALABRO; RENDE; SAN FILI; “ARTEMISIA” SAN SOSTI; “SARUCHA” SARACENA; MILETO; MONGIANA; PARGHELIA; PIZZO; TROPEA; VAZZANO; VIBO VALENTIA; ASSOCIAZIONE SOCIO CULTURALE EUREKA di Motta San Giovanni Prevedono l’investimento di risorse economiche adeguate a soste nere e qualificare la progettazione, la gestione e soprattutto la formazione specifica dei volontari per il Servizio Civile. In particolare l’investimento economico sarà finalizzato ad incrementare le risorse strumentali non obbligatorie e le risorse tecniche e professionali per la formazione specifica, nonché la partecipazione a manifestazioni ed eventi programmati e realizzati dall’UNPLI e dalle sue strutture periferiche quali i Comitati regionali e/o provinciali. Va anche considerata la necessità di stipulare delle polizze assicurative per gli OLP e rimborsi spese per viaggi e missioni dei Volontari e degli OLP. Nella specie si rappresenta l’investimento sotto riportato per ogni singola sede. ENTE COSTI ATTIVITA’ (*) COSTI DEL TOTALE (a) PERSONALE (**) Pro Loco € 2.000 € 1.000 € 3.000 ATTUALE (*) Spese che l’Ente sostiene per la pubblicità del progetto - partecipazione a seminari, convegni acquisto di supporti informatici e risorse strumentali non convenzionali (così come previsto alla voce 25 e nelle voci relative alla formazione specifica), nonché per la pubblicazione del lavoro finale (brochure, dvd, o altro tipo di materiale da specificare in base al progetto al quale si sta lavorando) previsto dal presente progetto. (**) Costo annuo quantizzato per rimborsi uso auto propria e varie relativo agli OLP impegnati per 10 ore la settimana, per i formatori specifici e eventuali altre figure professionali occorrenti, ivi compreso le risorse tecniche di cui alla voce 25. Poiché il costo complessivo per tutte le Sedi coinvolte nel Progetto è previsto come di seguito SEDI RISORSE PER SINGOLA SEDE (a) TOTALE RISORSE SEDI (b) N. 37 € 3.000 € 111.000,00 35 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): I Partner dell’UNPLI (come da allegate copie delle intese) hanno tutti un ruolo di rilievo nella realizzazione del progetto in particolare nella promozione e attivazione delle attività previste. Detti partner saranno utilizzati non solo nelle attività dei progetti locali quali coordinatori della “rete” dei partner, ma anche su quelle di interesse provinciale specie sulla promozione del SC, delle iniziative di aggiornamento delle risorse umane del SC quali OLP, SELETTORI, FORMATORI SPECIFICI e FORMATORI GENERALI), di promozione del SC, di sostegno alle attività di ricerca e produzione elaborati etc. UNIVERSITA’ 1. UNIVERSITA’ MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA–FACOLTA’ DI AGRARIA (il rilievo della facoltà nel progetto è rappresentato dalla cultura enogastronica e dalle coltivazioni che i migranti del passato hanno portato in Calabria uno per tutti il peperoncino): si impegna a mettere a disposizione, a titolo non oneroso, aule per incontri formativi, aule magnae per incontri di promozione e informazione, archivi anche multimediali per ricerche e dati, docenti ed esperti per l’aggiornamento e l’approfondimento delle tematiche afferenti ai progetti, personale tecnico per l’uso delle strutture; PARTNER PROFIT - UNIPOL Agenzia di Reggio Calabria, via T. Gulli n° 2, PI 01156760801si impegna a mettere a disposizione a titolo non oneroso le proprie strutture mobili e immobili: 1. rendere accessibile il proprio sistema informatico con fine di ricavare dati e notizie utili alla ricerca ed alle molteplici attività previste dal progetto fornendo, se del caso, anche supporto alla programmazione, alla progettazione e alle attività di verifica e monitoraggio interessanti il progetto stesso, 2. contribuire alla progettazione e realizzazione di iniziative di divulgazione degli esiti delle ricerche e dei risultati anche attraverso il proprio sito web con gli altri soggetti partner del progetto; 3. collaborare nell’attività di promozione pubblicitaria, informazione e assistenza coinvolgendo i propri professionisti ed esperti del settore; 4. Promozione progetto e attività ad esso legate, uso collegamenti informatici, accessi ad internet e banca dati etc., collaborazione alla preparazione e realizzazione dei momenti formativi generali e specifici, 5. Alla redazione e gestione di campagne promozionali legate all’avvio e alla realizzazione delle attività previste dai progetti, 6. Fornire assistenza logistica nella realizzazione delle attività di ricerca e approfondimento conoscitivo dei beni oggetto di studio, compreso propri tecnici di laboratorio informatico. Per il progetto di quest’anno, CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’ si impegna a mettere a disposizione, sempre a titolo non oneroso, oltre quanto stabilito nel succitato protocollo, anche risorse umane proprie (esperti di marketing e comunicazione, progettisti etc) per le attività dei volontari (box 25) e utili alla ricerca storica e alle attività formative (risorse umane box 8.2 e piano di lavoro box 8.3). Si fornirà l’uso di strumenti tecnologici e multimediali ma anche si metteranno a disposizione i mezzi di locomozione (automobile e autista) per supporto a eventuali spostamenti e azioni progettuali (formazione, indagini e incontri di area etc). In caso di impossibilità all’uso di tali strumenti perché temporaneamente impegnati, UNIPOL si farà garante di contributo economico in rapporto ai costi che si dovranno sostenere e alla proprie disponibilità di bilancio. 36 STRELEC srl, società di comunicazione e marketing, sede in Pellaro (RC), via Naz. Trav H, PI 02368690802, s’impegna a: a) lavorare alla messa a punto di materiale informativo sulle risorse territoriali facendo riferimento anche alle proprie risorse economiche e professionali e le strutture disponibili, predisponendo attività legate alle tematiche afferenti al progetto, oltre che di conoscenza e approfondimento del Servizio Civile Volontario Nazionale (Leggi, Regolamenti, Norme, finalità etc) promuovendo nel contempo, il partner in parola e le sue attività anche per permettere e incentivarne l’accesso ai giovani che in esso operano prevedendo crediti valutativi alle selezioni se riferibili al Decreto n. 173 dell’11 Giugno 2009, prot. N. 21096/II/1 dell’Ufficio nazionale di servizio Civile; b) contribuire alla realizzazione di iniziative di divulgazione degli esiti delle ricerche e dei risultati attraverso realizzazione grafica e la stampa di brochure informative e guide nonché la pubblicizzazione sul proprio sito WEB, c) mettere a disposizione personale esperto nella grafica pubblicitaria, il tutto per agevolare e favorire la ricerca del progetto,. PARTNER NO PROFIT Associazione ODISSEAS, Via Fondo Vena, 1, PI 02252680802 si impegna a mettere a: a) Fornire assistenza organizzativa e operativa con proprio personale esperto; b) Rendere accessibili ai volontari il proprio archivio documentale per favorire acquisizione di dati e ricerche - - - - 2. MIBAC-SOPRINTENDENZA AI BENI STORICI, ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI PER LA CALABRIA, assicurare l’impiego del personale e delle dotazioni strumentali e tecnologiche necessarie al corretto svolgimento dei lavori afferenti alle attività progettuali, sostenere la divulgazione dei risultati scientifici del progetto con la messa a disposizione dei propri spazi per le iniziative di promozione, informazione e assistenza, rendendo operativo il proprio sito web e coinvolgendo i propri professionisti ed esperti del settore, personale tecnico amministrativo, dottorandi e assegnisti di ricerca, personale docente e ricercatore; rendere accessibile il proprio sistema informativo, con fine di ricavare dati e notizie utili alla ricerca ed alle molteplici attività previste dal progetto fornendo, se del caso, anche supporto alla programmazione, alla progettazione e alle attività di verifica e monitoraggio, in accordo con gli enti preposti alla tutela; rendere disponibili i propri archivi, anche multimediali per ricerche e dati per consentire ai volontari del servizio civile la ricerca e l’approfondimento delle informazioni relative al progetto a cui l’Unpli è interessata; contribuire alla progettazione e realizzazione di iniziative di divulgazione degli esiti delle ricerche e dei risultati anche attraverso il proprio sito web, mediante convegni, seminari e pubblicazioni scientifiche e altre forme di promozione. La Soprintendnza inoltre renderà disponibili le proprie attrezzature, previa autorizzazione del responsabile scientifico del laboratorio di archeologia, ai soggetti coinvolti nelle attività di ricerca e approfondimento. Il personale tecnico, docente e ricercatore potrà essere coinvolto in attività formative dirette a sostenere programmi educativi che abbiano ad oggetto le tematiche connesse alla valorizzazione delle risorse territoriali nelle aree definite dal progetto. 37 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI SAN SOSTI s’impegna a “mettere a disposizione le proprie strutture immobili (Aula Magna, Auditorium , Salette etc) e tecnologiche ( centro multimediale, attrezzature di videoproiezioni etc); personale tecnico e ausiliario e docenti per la realizzazione delle attività progettuali, con particolare riguardo alle tematiche afferenti ai volontari impegnati nel Servizio Civile UNPLI e selezionati in tutta Italia sui progetti presentati dall’UNPLI ed approvati dall’Ufficio Nazionale della Presidenza del Consiglio. In particolare si fornirà patrocinio e assistenza alle iniziative promozionali quali il Premio nazionale “PAESE MIO” che intende promuovere la cultura della cittadinanza attiva e i valori dei propri territori nei giovani delle Scuole Secondarie di Secondo Grado e delle Università” ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI SAN FILI s’impegna a “mettere a disposizione le proprie strutture immobili (Aula Magna, Auditorium , Salette etc) e tecnologiche ( centro multimediale, attrezzature di videoproiezioni etc); personale tecnico e ausiliario e docenti per la realizzazione delle attività progettuali, con particolare riguardo alle tematiche afferenti ai volontari impegnati nel Servizio Civile UNPLI e selezionati in tutta Italia sui progetti presentati dall’UNPLI ed approvati dall’Ufficio Nazionale della Presidenza del Consiglio. In particolare si fornirà patrocinio e assistenza alle iniziative promozionali quali il Premio nazionale “PAESE MIO” che intende promuovere la cultura della cittadinanza attiva e i valori dei propri territori nei giovani delle Scuole Secondarie di Secondo Grado e delle Università” 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Ciascuna Sede di servizio e/o Ente interessato dispone di risorse tecniche e strumentali necessarie ed adeguate per l’attuazione degli obiettivi fissati nelle voce 7 ed alle azioni previste alla voce 8 del progetto. Tutte le risorse, tecniche e strumentali, saranno messe a disposizione dei Volontari con modalità e tempi differenti a seconda delle Sedi coinvolte e delle specifiche azioni di Progetto. Le risorse tecniche saranno Messe a disposizione dall’Ente (e quindi ordinarie): responsabile nazionale del sistema informativo, Raffaele Perrotti punto informativo nazionale, Marco Pe rrotti e Antonia Urciouolo, esperto in informatica e sistemi avanzati di telecomunicazioni, Ambrogio S., Vitale G. esperti in comunicazione, Praticò M., Legato F. esperti in beni storico-artistici, Ambrogio M.A., Cotrupi I., De Lorenzo R.A. esperti in lingua e cultura greco-calabra, Tuscano D.F., Violi F. esperti della Pubblica amministrazione (Comuni, Comunità Montane), tecnici informatici e di laboratorio multimediale, Vitale G. esperti di marketing territoriale, Festa C., Romano G. esperti in grafica pubblicitaria, Vitale G. 38 Le risorse materiali tecniche e strumentali che saranno disponibili per ogni sede sono : - 1 stanza come base operativa per gli operatori e per gli incontri di equipe - 1 computer per la gestione dei dati - 1 telefono fissi - 1 telefono cellulare - 1 fax - 1 stampante - 1 fotocopiatrice ‐ 1 connessione Internet ADSL e posta elettronica, ‐ materiale di cancelleria Ulteriori risorse strumentali, rese disponibili dai comitati Provinciali di Reggio Calbria, Vibo Valentia e Cosenza saranno costituite da: risorse ordinarie quali locali lavoro, scrivanie, computer, posta elettronica, etc - risorse straordinarie quali: Telecamera digitale, Fotocamera digitale, riproduttore audiovideo, registratore, banca dati centralizzata, fax, stampanti, copiatrici, connettività internet, laboratori multimediali,link di collegamento con i siti URL di partners del progetto, giornale periodico nazionale (l’Arcobaleno d’Italia), materiale informativo vario e soprattutto una dispensa informativa-formativa su cartaceo con argomenti della formazione , ricerca dati e statistiche su attività inerenti la realizzazione del Progetto,nonché materiale informativo sul Servizio Civile in generale. Per migliorare l’offerta relativa alle risorse tecniche, saranno utilizzate anche risorse professionali esterne avvalendosi delle risorse economiche aggiuntive di cui al punto 24 Sono previste varie fasi di utilizzazione di dette risorse tra cui le principali: Fase propedeutica - Pareri e consulenze tecniche per la progettazione/raccolta dati - Ufficio ed attrezzature sede nazionale e sede regionali UNPLI Materiali per pubblicizzazione e diffusione bandi, progetto Realizzazione di materiale didattico- informativo ad uso dei volontari Fase attuativa - Uffici ed attrezzature delle sedi descritte (terminale, fax, telefono). Aule attrezzate aventi requisiti di sicurezza ai sensi della legge 626 per l’effettuazione di seminari formativi. Ritrovi residenziali per l’effettuazione dei fine settimana formativi, dotati dei comfort necessari per l’alloggiamento. Ad uso personale: - Cartella informativa e cancelleria per gli incontri, inclusa la Carta Etica, copia del progetto, mansionario. - Cartella con diario dei servizi effettuati e degli spostamenti. 39 - Cartella annotazione orari di servizio con firme OLP. - Schede di autovalutazione Pubblicazione, curata dall’Unpli, contenente i saggi redatti dai vari formatori nazionali riguardo il loro specifico settore di intervento, per fornire un supporto didattico- informativo ai volontari. - Le dispense in parola permetteranno ai volontari l’ effettuazione di counselling a distanza , in modo che possano confrontarsi personalmente con i formatori-relatori anche attraverso un servizio di consulenza a distanza via E- mail agli indirizzi di posta elettronica forniti dai formatori stessi e riportati nelle singole relazioni. CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: // 27) Eventuali tirocini riconosciuti : // 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: L’UNPLI, già riconosciuta associazione di Promozione Sociale ai sensi della L.383/2000, provvederà al rilascio di certificazione relativa all’attività svolta. Sono avviati, inoltre, contatti con Ministero dei Beni e Delle Attività Culturali, con Regioni, Università, Associazioni di categoria e, Società di lavoro interinale allo scopo di portare a riconoscimenti della suddetta certificazione sia in relazione ai curricula vitae che a crediti formativi. Il volontario oltre alla crescita umana individuale certa, acquisirà conoscenze su particolari aspetti della nostra società, soprattutto legati al vasto mondo del “non profit” e del Terzo Settore che, soprattutto oggi, sta assumendo un ruolo strategico notevole sia per la vastità che per la qualità dei servizi che offre. In particolare svilupperà capacità operative su: a. progettazione e realizzazione di interventi di anima zione culturale; b. capacità relazionali e di gestione di Uffici aperti al pubblico; c. capacità di ideazione, realizzazione e gestione di eventi, iniziative; d. capacità di raccolta documentale e relativa elaborazione per una ottimale gestione delle risorse culturali ed ambientali del territorio; e. conoscenze teoriche e pratiche utili a una comunicazione di successo delle tematiche turistiche e culturali; f. sensibilità mediatica e le conoscenze necessarie per l'elaborazione di rassegne stampa tematiche; g. conoscenze teoriche e pratiche sui sistemi informatici e sulle modalità operative Windows e office. h. utilizzo delle strumentazioni d’ufficio anche per classificazione e archiviazione documenti. 40 Nel contempo, attraverso un percorso guidato (tutoraggio, formazione etc), trarrà le motivazioni per un più determinato ed efficace inserimento produttivo nel mondo del lavoro. A fine progetto, il volontario, avrà acquisito strumenti necessari per comprendere meglio la vita e orientarsi con più praticità in una società moderna e complessa come quella odierna; avrà appreso a: i. j. migliorare i rapporti relazionali con se stessi e con gli altri, prendere coscienza che realizzare le proprie aspirazioni è sempre possibile se si diventa padroni dei propri comportamenti e delle proprie reazioni emotive, dei propri contesti sociali, del proprio passato e presente o dei propri progetti per il futuro. Fondamentale per ogni volontario diventerà il proprio SAPER ESSERE perché esso è l’elemento che valorizza gli altri saperi (conoscenze e abilità) e consente di sfruttare al meglio le poche o le tante opportunità che offrirà il futuro a questi giovani. Dette competenze saranno certificate e riconosciute dall’UNPLI NAZIONALE e dalle sue diverse ramificazioni nonché dagli enti: - - - IBIS Project, srl, azienda profit per supporto a Pubbliche Amministrazioni, Imprese, NoProfit etc. per lo sviluppo e la realizzazione di progetti di razionalizzazione ed ammodernamento organizzativi e gestionali; PROLOCANDO SAS, azienda profit per supporto a Pubbliche Amministrazioni, Imprese, No-Profit etc. per lo sviluppo e la realizzazione di progetti di razionalizzazione ed ammodernamento organizzativi e gestionali; progettazione, realizzazione e gestione di eventi etc; UNIPOL , azienda leader delle Assicurazioni Nazionali come determinato nell’allegata nota completa dei progetti di riferimento UNPLI comprensivi del presente. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: SEDI REGIONALI e PROVINCIALI UNPLI CALABRIA 30) Modalità di attuazione: La formazione viene effettuata in proprio avvalendosi di tutor e formatori dell’Ente a titolo volontario e delle risorse tecniche di cui al punto 26. Questi saranno affiancati, in maniera sensibilmente inferiore, da Docenti Esterni ed Esperti, anche su base professionale, attraverso la realizzazione di Seminari di Studio e approfondimento. L’intervento formativo si sviluppa in più fasi, attraverso un continuo scambio tra esperienza e momenti didattici, nel corso di tutto il periodo in cui i volontari svolgo no il Servizio Civile. Nella fase iniziale i Volontari ricevono per lo più informazioni e conoscenze necessarie per interpretare correttamente il ruolo richiesto, conoscere gli aspetti etici e giuridici del SC ed inserirsi rapidamente ed efficacemente nel nuovo ambiente lavorativo, adeguandosi alle regole formali ed informali, con particolare riguardo alla cultura organizzativa delle Pro Loco e dell’U.N.P.L.I.. 41 Nelle fasi intermedie, il processo formativo si sofferma su aspetti relativi alla verifica della esperienza in corso, in cui i partecipanti svolgono un ruolo più attivo rispetto alla prima fase, sia in termini di una presa di coscienza e di rielaborazione delle informazioni acquisite, sia in termini propositivi circa eventuali correttivi da apportare alle modalità di realizzazione dell’attività. A prescindere dai momenti formativi “ufficiali” , nel corso dell’anno i volontari saranno seguiti costantemente nella formazione per gli ambiti dei beni culturali, dell’uso degli strumenti informatici e del WEB, nella conoscenza della gestione amministrativa, nella realizzazione di reti di rapporti relazionali etc. Nella fase conclusiva è previsto un momento finale di verifica sul lavoro svolto, finalizzato a rilevare gli apprendimenti, il gradimento da parte dei Volontari ed il livello di rispondenza alle aspettative iniziali. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: SI UNPLI NAZIONALE NZ01922 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione generale dei volontari prevede il ris petto delle Linee Guida indicate dalla cir. 4 Aprile 2006 richiamate dalla Circolare 24 Maggio 2007 prot. UNSC / 21346/II.5 Avrà una durata di 42 ore, distribuite in : ORDINARIE n. 30 ore AGGIUNTIVE n. 12 ore Tale formazione sarà erogata con l’utilizzo di diverse metodologie così previste: Lezioni frontali I/le formatori/formatrici si avvarranno di esperti della materia trattata; i nominativi degli esperti saranno indicati nei registri della formazione a cui verranno allegati i curricula vitae che saranno resi disponibili per ogni richiesta dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile; Dinamiche non formali Si attiveranno dinamiche di gruppo tese a valorizzare le singolarità dei Volontari che, una volta inserite nel contesto complessivo del gruppo, diventeranno patrimonio generale e parametro di valutazione della crescita singolare e collettiva. Particolare attenzione sarà posta alle tematiche del T.group e dell’esercitazione, dei giochi di ruolo e dell’outdoor training, e, in via più generale, sia delle tecniche di apprendimento che dei tipi di esperienze riconducibili alla formazione alle relazioni in gruppo e di gruppo. Formazione a distanza Sarà utilizzato un sistema software adeguato con una “piattaforma”che permetterà la gestione a distanza di corsi di formazione, a seconda delle necessità su una o più classi, monitorati da appositi tutor. Tali percorsi formativi saranno integrati da test di autovalutazione del grado di apprendimento 42 raggiunto; particolare attenzione sarà posta alla realizzazione di una piattaforma che possa contenere percorsi off- line, avendo particolare cura nel permettere una fruizione dei contenuti rapportabile all’eccellenza del singolo volontario. ORE FORMAZIONE ORDINARIE Per tutti i percorsi non saranno superate le 25 unità per aula/gruppo ed i programmi saranno adattati con la previsione di percorsi frontali pari al 50% (15 ore) delle 30 ore previste per la realizzazione dei moduli formativi con particolare attenzione verso l’approfondimento delle tematiche indicate dai moduli 3) 4) e 8) dell’Allegato alle linee guida dell’Ufficio. Il ricorso alle tematiche non formali, invece, vedrà l’impegno temporale del 20% delle ore di formazione (6 ore); mentre il restante 30 % (9 ore) sarà utilizzato per la formazione a Distanza Particolare attenzione si avrà nella distribuzione di materiale didattico e dispense; a tale proposito verrà utilizzato il materiale fornito dall’Ufficio arricchito e integrato da materiale prodotto da quest’Ente - lezioni frontali, momento di formazione d’aula tradizionale, teso a trasferire contenuti prettamente teorici; - proie zioni video- lavagna luminosa, con lo scopo di rinforzare la comunicazione ed agevolare gli apprendimenti; - simulazioni in aula, destinate alla trasmissione di tecniche e strategie operative; lavori di gruppo, verranno realizzati in ambiti provinciali e/o regionali dei seminari di studio e approfondimento tematico degli aspetti generali con rimborsi spese ai volontari e agli OLP,mirati all’apprendimento di sistemi di lavoro in team e allo sviluppo della propensione alla collaborazione fra i volontari; le tecniche all’uopo utilizzate comprendono la sinottica e il metodo dei casi, il T-group e l’esercitazione, i giochi di ruolo e l’outdoor training; - brain storming , tecnica per far riflettere, raccogliere più idee, più dati possibili sull’attività in essere; - colloqui personali, problematiche; - formazione a distanza, i Volontari potranno accedere al percorso formativo, sotto il controllo dei Tutor, attraverso un’area dedicata e realizzata ad hoc all’interno del sito www.serviziocivileunpli.it; la piattaforma sarà basata su sistema operativo MS Windows XP Server e utilizzerà database Microsoft SQL Server 2005 e linguaggio Microsoft Net con contenuti disponibili a seconda della connessione dell’utente. In particolare saranno consultabili interi corsi in formato video (QuickTime) e in formato eBook (PDF), chat per discussioni in tempo reale sia pubbliche che private, forum, newsgroup e test di auto apprendimento e valutazione e countselling a distanza con i formatori. - questionari di valutazione, destinati a verificare il grado di assimilazione dei concetti. mirati ad approfondire particolari aspetti e risolvere eventuali ORE FORMAZIONE AGGIUNTIVE Sarà utilizzata la stessa metodologia delle ore ordinarie ma si prevede l’approfondimento di tematiche legate ai moduli 7, 9, 10 e 11 dell’Allegato alle Linee Guida per la formazione indicate dall’Ufficio, in modo da rendere il volontario più sensibile al territorio di appartenenza e alle peculiarità dell’Ente che lo accoglie; per i percorsi non saranno superate le 25 unità per aula/gruppo ed i programmi saranno adattati con la previsione di percorsi frontali pari al 50% (6 ore) delle 12 ore previste. 43 Il ricorso alle tematiche non formali, invece, vedrà l’impegno temporale del 20% delle ore di formazione (2h e 30 mt); mentre il restante 30 % (3h e 30 mt) sarà utilizzato per la formazione a Distanza I docenti potranno avvalersi dell’utilizzo di strumentazioni didattiche di diverso tipo, quali, ad esempio : P.C. Video Proiettore T.V. e videoregistratore Lavagna luminosa Lavagna a fogli mobili Ai partecipanti verranno forniti dispense e supporti didattici per consentire la massima comprensione dei concetti trasmessi e favorire gli opportuni approfondimenti . 33) Contenuti della formazione: Visto il D.M 3 Agosto 2006, GURI n° 202-Supplemento Ordinario n° 189 del 31 Agosto 2006) ed in riferimento alla Circolare 4 Settembre 2003, prot. UNSC 807/II/I concernente: “Formazione dei volontari in servizio civile nazionale ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 64 ”nonché alle “Linee guida per la formazione dei giovani in servizio civile nazionale” dettate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Nazionale per il Servizio Civile in data 4 aprile 2006 prot. 18593/I, e richiamate dalla Circolare 24 Maggio 2007 prot. UNSC / 1346/II.5. , la formazione generale dovrà essenzialmente: - fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente l’esperienza del Servizio Civile; - sviluppare all’interno degli Enti la cultura del Servizio Civile; assicurare il carattere unitario, nazionale del Servizio Civile. Per raggiungere questi obiettivi, la formazione sarà articolata in 2 Fasi per complessive n. 42 ore. Prima Fase Fase Ordinaria della durata di n. 30 ore Seconda Fase Fase aggiuntiva della durata di n. 12 ore La prima Fase, a sua volta è suddivisa in 11 moduli , così articolati : 1) L’identità del gruppo in formazione Si tratta di una fase propedeutica alla formazione vera e propria, durante la quale il formatore, partendo dai concetti di “patria”, “difesa senza armi”, “difesa non violenta”, ecc, lavorerà alla definizione di un’identità di gruppo dei Volontari in Servizio Civile. 44 2) Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale : evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà Il punto di partenza del percorso formativo riguarda l’art.1 della legge 64/2001 e la Carta Costituzionale (artt. 2, 3, 4, 5, 9, 11, 52). In particolare: Difesa della Patria come diritto/dovere Costituzionale ed i vari modelli e forme di difesa; Diritti Umani, Civili e Sociali – panoramica sui diritti con particolare riferimento a quelli che riguardano le persone disabili; Principi fondamentali della Costituzione Italiana e le diverse forme di partecipazione attiva. 3) Il dovere di difesa della Patria La fase successiva riguarda la conoscenza del percorso storico del Servizio Civile (Legge n. 230/98): Il significato del Servizio Civile; Servizio Civile, Obiezione di Coscienza e Difesa della Patria – aspetti etici, storici, giuridici, dal 1948 ad oggi; I valori nella storia del Servizio - Nonviolenza e formazione della pace – principi generali della nonviolenza, concetti, idee, metodologie ed alcune esperienze di costruzione del legame di pace tra i popoli. 4) La difesa civile non armata e non violenta Tratta il concetto di difesa civile o difesa non armata. Si approfondiranno le seguenti tematiche: Cenni storici di difesa popolare non violenta; La pace e i diritti umani alla luce della Costituzione Italiana, della Carta Europea e degli ordinamenti delle Nazioni Unite; Sentenze della Corte Costituzionale nn. 164/85, 228/04, 229/04 e 431/05; La gestione del conflitto – saper riconoscere il conflitto nella relazione; Forme attuali di realizzazione della difesa alternativa sul piano istituzionale, di movimento e della società civile (gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti, prevenzione della guerra, peacekeeping, ecc.) 5) La prote zione civile In questo modulo saranno fornite informazioni sulla protezione civile , con particolare riguardo ai seguenti aspetti : - Difesa della Patria correlata a difesa dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni ; - Previsione , identificazione e prevenzione rischi ; - La conoscenza e la difesa del territorio ; - Sicurezza sul lavoro – interventi di primo soccorso . 6) La solidarietà e le forme di cittadinanza Si analizzeranno : I principi di solidarietà sociale e di libertà ed uguaglianza; Povertà e sottosviluppo a livello mondiale ; 45 La Cittadinanza – concetto di cittadinanza, principi, dimensioni pratiche, concrete, storiche; Cittadinanza attiva, per trasferire ai volontari il senso del servizio civile come anno di impegno, di condivisione e di solidarietà; Sussidiarietà e relative competenze di Stato, Regioni, Province e Comuni nei vari ambiti in cui opera il servizio civile (non tralasciando il ruolo delle ASL, le municipalizzate, i consorzi, le società dei servizi, la Questura, la Prefettura,….) ; Correlazioni tra le problematiche locali e le dinamiche di dimensione globale ; 7) Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato Punto cardine di questa fase è l’accostamento del termine “civile” al “servizio”; parte ndo dal concetto di cittadinanza si qualifica il significato dell’impegno dei giovani nel Volontariato: Le affinità e le differenze tra le varie figure che operano nel territorio ; Approfondimento sul significato del termine “civile” in relazione con il termine “servizio” ; Nonprofit, terzo settore; 8) La normativa vigente e la Carta di impegno etico In questo modulo verranno illustrate : Le normative vigenti sul servizio civile che interessano in particolar modo al Volontario; La Carta Etica, diritti e doveri dei Volontari, “senso di appartenenza” ,doveri degli Enti; 9) Diritti e doveri del Volontario del Servizio Civile Questo momento formativo, strettamente collegato al precedente, riguarda più da vicino il Volontario: Il Volontario nel Servizio Civile Nazionale – ruolo, diritti e doveri; Lettura di Circolari e documenti che riguardano il rapporto tra Enti e Volontari . 10) Presentazione dell’Ente Riguarda l’Ente accreditato cioè le Pro Loco e l’UNPLI: La storia delle Pro Loco e la nascita dell’U.N.P.L.I. ; Leggi , normative di riferimento per le Pro Loco e l’UNPLI ; Organizzazione, fini , obiettivi e attività dell’UNPLI e delle Pro Loco; Le “attività di difesa” condotte dall’Ente ; Le Pro Loco ed il Servizio Civile; 11) Il lavoro dei Progetti Questo modulo, collegato al precedente, illustrerà il metodo della progettazione nelle sue articolazioni: Il Progetto – obiettivi e tempi di attuazione; Monitoraggio – verifica dei risultati; Efficacia ed efficienza del progetto; La crescita umana del Volontario in Servizio Civile. 46 La seconda Fase, per complessive n. 12 ore , riguarda una formazione aggiuntiva rispetto a quella sopra elencata e, in particolare, legata al territorio, in ambito regionale, nel quale i Volontari sono inseriti . In questa attività straordinaria di formazione, come detto si provvederà all’approfondimento delle tematiche più attinenti al mondo associativo UNPLI e Pro Loco, oltre agli aspetti progettuali, in particolare si arricchiranno le aree 7,9,10 e 11 previste dalla circolare 4 Luglio: 1) Servizio Civile Nazionale, associazionismo e volontariato, 2) 3) Diritti e doveri del volontario nel Servizio Civile, Presentazione dell’ente- storia, organizzazione, obiettivi, 4) 5) Progetti UNPLI e progettazione –metodi, obiettivi, verifica risultati, Counselling a distanza attraverso E- mail e forum (con approfondimento degli argomenti trattati con esperti e Dirigenti nazionali). Particolare attenzione sarà posta a argomenti quali: - Il Volontario “protagonista” – esperienze di Servizio Civile raccontate da giovani che stanno completando il servizio o che l’hanno completato negli anni addietro. - La cultura del Turismo e il Turismo culturale tra le Pro Loco; - Cultura locale e bene culturale ; Territorio e cultura della protezione del bene culturale; Analisi e progetto di intervento nella valorizzazione del proprio ambito territoriale anche in collaborazione con Enti pubblici, privati e altre forme associative; Consultazione on line di siti di piccole realtà comunali, esame di materiale divulgativo prodotto da altri Enti per la ricerca di informazioni per la predisposizione delle attività d i animazione. - 34) Durata: 42 ORE Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: La fase di avvio del percorso formativo , quelle di verifiche intermedia e la fase finale saranno organizzate su base provinciale presso idonee strutture . La formazione giornaliera , quella continua, avverrà presso le singole sedi di attuazione del Progetto, nello specifico presso le sedi di UNPLI Comitato Provinciale di REGGIO CALABRIA che assume il ruolo di capofila; CITTANOVA; BOVA; MAMMOLA; MARINA DI GIOIOSA JONICA; MOTTA SAN GIOVANNI; PORTIGLIOLA; REGGIO CALABRIA – SAN SALVATORE; SCIDO; SIDERNO; “DEL POLLINO” CASTROVILLARI; PARENTI; 47 PATERNO CALABRO; RENDE; SAN FILI; “ARTEMISIA” SAN SOSTI; “SARUCHA” SARACENA; MILETO; MONGIANA; PARGHELIA; PIZZO; TROPEA; VAZZANO; VIBO VALENTIA; ASSOCIAZIONE SOCIO CULTURALE EUREKA di Motta San Giovanni 36) Modalità di attuazione: La formazione specifica verrà effettuata in proprio con gli OLP e formatori della Pro Loco e dell’UNPLI in possesso di competenze, titoli ed esperienze specifiche, come evidenziato nei punti successivi. Ovviamente viene utilizzata al meglio la risorsa OLP che, come primo formatore, avrà il compito di seguire e adeguare l’esperienza formativa dei volontari alle necessità imposte dal progetto e dall’essere “maestro” nell’insegnamento del “Sapere” del “Saper Fare” e, soprattutto, del “Saper Essere”. I formatori specifici, inoltre, saranno affiancati da esperti messi a disposizione dai Partners. Sono, altresì, previste eventuali partecipazioni a corsi organizzati da Enti locali e scuole che siano attinenti agli Obiettivi individuati nel Progetto. Per quanto riguarda il periodo, non vi è una programmazione predeterminata in quanto, a parte quei momenti formativi che curerà l’OLP nell’arco dei dodici mesi progettuali, per la restante formazione, poiché si terrà su base provinciale , sarà stabilita sulla base dello stato del progetto, della disponibilità delle sedi prescelte e dei Formatori individuati. E’ previsto un monitoraggio dell’attività di formazione specifica con la somministrazione di un modulo di rilevamento fornito da UNPLI SC e distribuito a tutti i volontari. Tale modulo, compilato e sottoscritto dai volontari e dagli OLP di riferimento, sarà utilizzato per valutare la formazione effettuata e la congruità con quanto determinato a livello progettuale oppure l’eventuale scostamento rilevato. Dalla lettura e dall’analisi dei dati si potranno continuare le azioni programmate (in caso di congruità) oppure si programmeranno azioni di correzione per eliminare gli scostamenti e riportare l’attività formativa specifica nel naturale programma preventivato. Anche per tale attività si farà ricorso agli esperti del sistema di monitoraggio regolarmente accreditati in UNSC In ogni caso gli argomenti dovranno seguire la scansione mensile prevista nel diagramma cronologico riportato nel box 40. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: a. FORMATORI SPECIFICI: 1. 2. 3. AMBROGIO Maria Assunta nata a Melito di Porto Salvo (RC) il 15/08/1975, residente a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) in via Saetta n. 22 – CAP 89062; BENEDETTO Rossella Caterina nata a Melito di Porto Salvo (RC) il 04/09/1977, residente a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) in via S. Elia n. 92 – CAP 89062; COGLIANDRO Massimo nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 02/06/1966, residente a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) in via Corso Italia n. 84 – CAP 89062; 4. COTRUPI Ida, nata a Melito di Porto Salvo (RC) il 22/12/1981, residente a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) via Ulisse n. 7 – CAP 89062; 5. D’AGOSTINO Flavia nata a Corigliano Calabro (CS) il 28/04/1964, residente a Civita (CS) in via Scanderbek n. 13 - CAP 87010; 6. DE LORENZO Rita Antonia nata a Reggio Calabria (RC) il 11/01/1976 ed ivi residente in via Nazionale Traversa I n. 34 PELLARO – CAP 89134; 48 7. 8. 9. 10. 11. DE SALVO Antonio Luca, nato a Catrovillari (CS) il 31/12/1980 e residente a Civita (CS) in via San Leonardo n. 4 – CAP 87010; FESTA CATERINA nata a Reggio Calabria (RC) il 14/12/1967 e residente in Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) in via Corso Italia n. 84 – CAP 89062; PRATICO’ Massimo nato a Reggio Calabria (RC) il 30/04/1979 e residente a Reggio Calabria (RC) in via Carrera II n. 55 – CAP 89122; TUSCANO Domenico Francesco, nato a Bova Marina (RC) il 07/12/1956, residente a Bova Marina (RC) in via Belvedere n. 15 – CAP 89035; VIOLI Filippo, nato a Bova Marina (RC) il 01/09/1947, residente a Bova Marina (RC) in via Fondo Vena n. 1 – CAP 89035; 12. TURCO Daniela, nata a Milano (MI) il 04/07/1981, residente a Paterno Calabria (CS) in via Dante Alighieri n. 3/A – CAP 87040; 13. LEGATO Francesco, nato a Reggio di Calabria (RC) il 30/04/1977, residente a Motta San Giovanni (RC), via Sant’Acqua n. 10 – CAP 89065 14. PRATICO’ Vincenzo, nato a Reggio Calabria il 17/08/1980, residente a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) in via Vibo Valentia n. 7 – CAP 89062; 15. SPAGNOLO MURATORI Antonino, nato a Cittanova (RC) il 09/06/1935, residente a Cittanova (RC) in via Largo San Cosma n. 4 – CAP 89022; AGOSTINO Giuseppe Cosimo, nato a Mammola (RC) il 27/09/1958, residente a Mammola (RC) in Piazza Ferrari n 4 – CAP 89045; SIDOTI Adele Albe rta, nata a Lentini (SR) il 08/04/1965, residente a Marina di Gioiosa J. (RC) in via Montezemolo n. 97 – CAP 89046; AMBROGIO Santa, nata a Reggio Calabria il 30/09/1980, residente a Lazzaro di Mo tta San Giovanni (RC) in via Vibo Valentia n. 7 – CAP 89062; ROMANO Giuseppe, nato a Locri (RC) il 03/03/1978, residente a Portigliola (RC) in via Olivarello n. 65 – CAP 89040; 16. 17. 18. 19. 20. VARA’ Valeria, nata a Reggio Calabria il 29/09/1983, residente a Reggio Calabria (RC) in via San Sperato VII trav. priv. n.18 – CAP 89133; 21. SCARFONE Maria Rosa, nata a Scido (RC) il 13/04/1950, residente a Scido (RC) in via Duca degli Abruzzi n. 25 – CAP 89010; 22. VITALE Giuseppe, nato a Locri (RC) il 23/01/1978, residente a Siderno (RC) in via Mediterraneo n.32 – CAP. 89048; 23. BONIFATI Gerardo, nato a Castrovillari (CS) il 26/06/1967, ivi residente in via Crotone, 3 – CAP 87012; GUARASCIO Maria Rosaria, nata a Cosenza il 08/10/1974, residente a Parenti (CS) in via Aldo Moro n. 55 – CAP. 87040; MARTINO Pie ro Domenico, nato a Cosenza il 24/01/1965, residente a Mangone (CS) in via Provinciale – CAP. 87050; MORCAVALLO Francesco, nato a Rende (CS) il 08/02/1954, residente a Rende (CS) in via G. Vercillo n. 15 – CAP. 87036; 24. 25. 26. 27. 28. VOMMARO Manuela, nata a Cosenza il 03/10/1983, residente a San Fili (CS) in via Gramsci n. 72/2 – CAP. 87037; SIRIMARCO Carmelo, nato a Cosenza il 30/05/1974, residente a San Sosti (CS) in via Nazionale n. 16 – CAP. 87010; 49 29. 30. 31. 32. 33. MONTISARCHIO Elisa, nata a Saracena (CS) il 09/07/1951, residente a Saracena (CS) in via Roma n. 159 – CAP. 87010; GANGEMI Francesco, nato a Mileto (VV) il 03/06/1964, residente a Mileto (VV) in via Nicola Lombardi n. 20 – CAP. 89852; IORFIDA Bruno, nato a Catanzaro il 06/01/1984, residente a Mongiana (VV) in via Corso Vittorio Emanuele III° N. 43 – CAP. 89823; ACCORINTI Antonino, nato a Parghelia (VV) il 25/03/1950, residente a Parghelia (VV) in via Michele Bianchi n. 26 – CAP. 89861; TURINO Luigia Angela, nata a Pizzo (VV) il 05/09/1957, residente a Pizzo (VV) in via Nazionale loc. Casale – CAP. 89812; 34. SCHIARITI Pasquale, nato a Tropea (VV) il 16/05/1976, residente a Tropea (VV) in via Campo Inferiore n. 51 – CAP. 89861; 35. MOSCATO Stefano, nato a Vibo Valentia il 18/09/1971, residente a Vazzano (VV) in loc. San Nicolello snc – CAP. 89834; 36. TODARO Francesco, nato a Cortale (CZ) il 23/04/1945, residente a Vibo Valentia in via San Michele n. 6 – CAP. 89900; 37. PANNUTI PELLEGRINO-nato a Melito di Porto Salvo (RC) 01/04/1970, residente in Via IV Novembre, 17 – 89033 BOVA (RC) 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: I formatori specifici sotto riportati hanno tutti competenze ed esperienze (alcuni anche pluriennali) relative all’area valorizzazione storia e cultura locale e alle attività previste dal progetto; anche molte lauree possedute sono attinenti e, in ogni caso, esperienze pluriennali compensano la difformità della laurea o del diploma di maturità. Le Competenze e le conoscenze dei formatori in parola realizzano, quindi, copertura completa delle attività del presente progetto con particolare riferime nto a quelle riportate nelle aree del box 39 Si evidenzia, inoltre, che gli aspetti formativi afferenti alla Pro Loco (moduli 1 e 2 Formazione specifica box 39) saranno curati, come già citato nel box 36) oltre che dagli OLP anche dai formatori con competenze gestionali in Pro Loco che nel caso sono: Franca Petrazzuoli, Gianna De Marco, Marianna Di Lillo, Valentina Arezzo, Filomena Tufano, Emilio Pitocco, Giuseppe Massaro, Marco De Angelis, Enrico Crispino a. FORMATORI SPECIFICI: 1. AMBROGIO Maria Assunta – Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali, esperta in Conservazione dei Beni Architettoni ed Ambientali con particolare riferimento al periodo Bizantino. Esperienza pluriennale in ricerca storica e storiografica già formatrice per i progetti SCN anni 2005, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011; (moduli 3,4,6,9,10) 2. BENEDETTO Rossella Caterina – Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali, esperta in Tutela dell’Ambiente e Valorizzazione delle Risorse Naturali, Docente in Educazione Tecnica e Scienze della Terra con Specializzazione in Turismo Sostenibile. Già formatrice per i progetti SCN anni 2008, 2009, 2010, 2011; (moduli 12) 3. COGLIANDRO Massimo – Diploma di Maturità Tecnica per Geometri, esperto nel mondo delle Pro Loco, del Servizio Civile con riferimento ai vari ruoli quali Volontario, 50 4. OLP, RLEA, ecc. Già formatore per i progetti SCN 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011; (moduli 6,7,12,13) COTRUPI Ida – Laurea in Giurisprudenza, esperta in legislazione dei beni culturali e ambientali e sulla normativa in materia di tutela delle minoranze linguistiche. Già formatrice nei progetti SCN anni 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011; (moduli 3,4,6,12) 6. D’AGOSTINO Flavia – Laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, con particolare riferimento alla cultura ed alla letteratura Albanese. Esperta in Lingua e Letteratura Albanese, Storia e Cultura degli Albanesi d’Italia; (modulo 5) DE LORENZO Rita Antonia – Laurea in Architettura, Esperta in Conservazione e Studio del degrado del Patrimonio Architettonico (vedi Curriculum). Ricercatrice su aspetti dei Beni Culturali locali ha pubblicato numerose ricerche scientifiche ed ha effettuato seminari in diversi anni sulle tematiche architettoniche. Già formatrice per il progetto SCN anni 2007, 2008, 2009 e 2010; (moduli 3,4,6, 13) 7. DE SALVO Antonio Luca – Laurea in Economia, esperto in marketing territoriale e culturale e in informatica. Già formatore nel progetto SCN anno 2010; (modulo 14,13) 5. FESTA CATERINA – Laurea in Accademia di Belle Arti, Esperta in produzione di Depliant e Brochure, Responsabile settore Progettazioni e Realizzazioni Grafiche della Società STRELC Srl,; (moduli 4,9,14) 9. PRATICO’ Massimo – Laurea in Ingegneria e Telecomunicazioni, esperto nella Progettazione e Realizzazione e Sviluppo di Siti Internet, Esperto in Informatica applicata ai beni culturali e tecnologie della comunicazione; (moduli 9,10,11) 10. TUSCANO Domenico Francesco – Laurea in Lettere e Filosofia, esperto in lingua e cultura greco - calabra, interprete e traduttore. Già formatore nel progetto SCN anno 2010; (modulo 5) 11. VIOLI Filippo – Diploma di Laurea in Materie Letterarie, esperto sulla cultura e la lingua grecanica, docente e autore di numerosi libri sul grecanico. Esperienza Pluriennale di Formazione e Collaborazione nel settore di interesse del progetto. Già formatore nel progetto SCN anno 2010; (modulo 5) 12. TURCO Daniela – Laurea in Scienze Politiche, Indirizzo Po litico-Sociale (vecchio ordinamento). Esperta in Catalogazione ed indagini statistiche. Già formatrice nei progetti SCN anni 2008, 2009, 2010. (moduli 1,2,8,11,12,13) 8. 13. LEGATO Francesco – Diploma di Maturità Classica. Giornalista esperto Comunicazioni e Relazioni Esterne ed Addetto Stampa. (moduli 9,10) 14. PRATICO’ Vincenzo – Laurea in Architettura, esperto eventi(moduli 2,8). in in organizzazione di 15. SPAGNOLO MURATORI Antonio – Laurea in Giurisprudenza, docente di discipline giuridiche ed economiche, esperto in legislazione turistica e storia locale. (modulo 3) 16. AGOSTINO Giuseppe Cosimo Laurea in Scienze Biologiche,esperto in turismo,marketing e comunicazione (.modulo 8) 17. SIDOTI Adele Alberta – Maturità classica,magistrale e artistica,esperta in storia e arte greca.(modulo 5) 18. AMBROGIO Santa - Laurea in Architettura,esperta in storia dell’architettura (modulo 4). 19. ROMANO Giuseppe – Laurea in Economia e Commercio,esperto in marketing. (modulo 14) 20. VARA’ Valeria – Laurea in Storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali, 51 esperta in restauro pittorico, storia dell’arte, geometria descrittiva, geologia. (moduli 1,2,4) 21. SCARFONE Maria Rosa – Maturità magistrale,esperta in restauro dei beni architettonici. (modulo 4). 22. VITALE Giuseppe – Diploma di maturità tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche, esperto e docente informatico con linguaggio COBOL, esperto di sistemi multimediali per l’ambiente, esperto in editoria elettronica. 23. BONIFATI Gerardo – Laurea in Scienze della Formazione, esperto in geografia umana, etnostoria, didattica della storia, letteratura italiana. (modulo 4). 24. GUARASCIO Maria Rosaria – Laurea in scienze dell’Educazione. Esperta in organizzazione del Personale e dinamiche di gruppo; (modulo 1,2,12). 25. MARTINO Pie ro Domenico – Laurea in Filosofia, esperto in storia e filosofia(modulo 4).. 26. MORCAVALLO Francesco dell’arte(modulo 4).. – Diploma d’Istituto d’Arte, esperto in storia 27. VOMMARO Manuela – Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, esperta in informazione. 28. SIRIMARCO Carmelo – Laurea in Scienze Politiche. Esperto in percorsi religiosi(modulo 4).; 29. MONTISARCHIO Elisa – Maturità Magistrale; Esperta in tradizioni locali(modulo 4).; 30. GANGEMI Francesco – Laurea in Architettura; Esperto in Restauro e Conservazione dei Monumenti; 31. IORFRIDA Bruno – Laurea in Economia Aziendale; Esperto in Marketing; (modulo 14). 32. ACCORINTI Antonino – 33. TURINO Luigia Angela – Diploma di tecnico nautica, esperta in esercitazioni nautiche. 34. SCHIARITI Pasquale – Laurea in lettere moderne, esperto in etnostoria, storia dell’arte, filologia. 35. MOSCATO Stefano – Diploma di tecnico delle attività alberghiere,esperto in infermieristica. 36. TODARO Francesco – Laurea in Economia matematica,discipline giuridiche ed economiche. e Commercio, esperto in 37. PANNUTI PELLEGRINO - Laurea in Economia e Commercio esperienza pluriennale formativa sul patrimonio linguistico e culturale legato alle minoranze presenti nella Provincia di Reggio Calabria con partecipazione anche a seminari organizzati dall’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione specifica si realizzerà nella Sede operativa della Pro Loco per tutti quegli aspetti che riguardano l’Ente , legislazione regionale, approfondimenti sul progetto, il ruolo del volontario nel progetto , diritti e doveri, lavori di gruppo, monitoraggio. Gli altri argomenti, legati al progetto e che esulano da quelli sopra citati, saranno trattati da Formatori esperti, sempre volontari, a seconda dell’argomento e in sedi provinciali con la partecipazione di tutti I volontari servizio civile che prendono parte al progetto “CALABRIA: MINORANZE, PATRIMONIO DELL’UMANITA’” 52 I contenuti della formazione verranno trattati con l’utilizzo delle seguenti tecniche: lezioni frontali e/o seminari su argomenti inerenti i contenuti del Progetto; simulazioni su casi differenziati per tematiche; lavori di gruppo , Brainstorming; esercitazioni , problem-solving; utilizzo di supporti informatici , Power Point; colloqui diretti , questionari, schede di valutazione; formazione pratica in “affiancamento”; visite guidate nei siti di interesse archeologico,storico, artistico e naturalistico del territorio comunale e provinciale. Nel corso di incontri di brainstorming organizzati su tutto il territorio nazionale a titolo di sperimentazione e verifica del SC, più Volontari hanno parlato del Servizio Civile come di un’opportunità di crescita non solo sociale, ma anche di vera e propria formazione professionale e di “ingresso” nel mondo del lavoro. Nello stesso tempo, però, è emerso che al termine dell’anno di Servizio Civile non sempre i Volontari sono consapevoli del bagaglio di competenze che hanno acquisito in termini di conoscenze, capacità e comportamenti. Da qui anche la relativa difficoltà di analizzare nei dettagli l’esperienza e di segmentarla in modo da individuare tutte le competenze maturate, di valorizzarle e di renderle quanto più possibile spendibili nel mercato del lavoro. In tale contesto si è pensato di inserire, nell’ambito della formazione specifica, un modulo interamente dedicato all’orientamento allo scopo di aiutare i Volontari nella delicata fase di transizione post Servizio Civile. Il modulo dell’orientamento appare ancora più rilevante se inserito nel contesto del mondo del lavoro che vede i giovani tra i 20 e i 28 anni (praticamente la fascia d’età richiesta per accedere al Servizio Civile) in possesso di titoli di studio o qualifiche professionali ancora poco spendibili nel mercato del lavoro in generale, ma soprattutto locale, e per i quali spesso si evidenzia una mancata corrispondenza tra attese lavorative personali e domanda di lavoro espressa da lle imprese. L’orientamento, dunque, riveste il ruolo fondamentale di strumento di integrazione fra istruzione, formazione professionale (ovvero esperienza di Servizio Civile) e inserimento nel mondo del lavoro, favorendo, attraverso una relazione dinamica e continua, un punto di incontro tra le esigenze del Volontario (motivazioni, interessi, competenze) e le opportunità esterne date dall’offerta formativa e dal mercato del lavoro. La metodica che si intende utilizzare è il BILANCIO DI COMPETENZE la cui finalità è proprio quella di aiutare i Volontari a realizzare scelte rispetto alla propria vita, soprattutto quella professionale. Il Bilancio di Competenze serve sostanzialmente a: valorizzare le esperienze professionali e sociali di una persona; definire meglio ciò che si conosce e si sa fare; capire se si possono trasferire altrove le proprie competenze; utilizzare meglio le proprie potenzialità. Il prodotto più importante del bilancio è: un Portafoglio Competenze, cioè una raccolta e descrizione degli elementi che attestano le 53 risorse acquisite suscettibili di valorizzazione. Il “Portafoglio”, che il Volontario può tenere aggiornato con acquisizioni successive, ha duplice valenza di aiuto alla memoria e di autovalutazione da un lato e di progettazione della comunicazione verso l’esterno dall’altro. Il Bilancio di Competenze costituisce un’occasione di apprendimento professionale e di “manutenzione” del proprio patrimonio di conoscenze e di abilità che, opportuname nte rielaborate, diventano un’ottima base di partenza per la costruzione di un Curriculum Vitae, step necessario ed indispensabile per ricercare un lavoro che sia non solo adeguato alla propria figura professionale ma che riesca a garantire anche la soddisfazione dei bisogni personali. Concludendo, il modulo dell’orientamento è importante perché rappresenta: un aiuto concreto ai Volontari (costruzione del portafoglio competenze, costruzione del Curriculum Vitae in formato Europeo, suggerimenti su come sostenere un colloquio di lavoro, suggerimenti per un’efficace ricerca attiva del lavoro attraverso la conoscenza di strutture quali Centri per l’Impiego, Centri di formazione professionale, Informagiovani, Agenzie di lavoro interinale, ecc.) uno strumento di valorizzazione del Servizio Civile inteso come esperienza che dota i Volontari di un “valore aggiunto” perché: - consente loro di sviluppare una serie di competenze “trasversali” in grado di renderli estremamente flessibili e adatti a più tipi di mansioni lavorative; - è in grado di fornire una serie di riferimenti comportamentali (teorici e pratici) su quella che è la dinamica del mondo del lavoro. 40) Contenuti della formazione: Premesso che la formazione specifica è finalizzata a : a. incrementare la conoscenza del contesto in cui il Volontario viene inserito; b. offrire sostegno nella fase di inserimento del Volontario; c. ampliare la formazione del giovane e renderla applicabile al contesto in cui il progetto viene realizzato. La formazione specifica, come detto, sarà tenuta in parte dall’OLP ed in parte da formatori, preferibilmente laureati e con esperienze pluriennali personali o professionali nel settore previsto dal progetto, i cui curricula saranno documentati e depositati presso l’Ufficio Nazionale. Visto che i volontari svolgeranno la loro attività a stretto contatto con le figure più rappresentative delle associazioni assegnatarie, avranno la opportunità di seguirle nelle varie attività svolte, tali “momenti formativi” favoriranno la concreta possibilità di imparare facendo. Nello stesso tempo, però, sarà necessario che per le attività ritenute importanti ai fini della realizzazione del progetto, siano previsti dei momenti di aula, dove si potrà illustrare loro un approfondimento organico di quanto andranno ad apprendere. Le aree tematiche sulle quali i volontari dovranno soffermarsi ai fini della formazione specifica sono quelle indicate nel diagramma riportato sotto le tabelle delle due fasi formative. Nello stesso diagramma si noterà che per alcune fasi non sono previste ore definite, questo proprio in funzione di quanto sopra espresso: per alcuni apprendimenti bisogna vivere l’associazione. Per quanto riguarda le ore di aula, sarà preferibile la massima condivisione delle esperienze in itinere, ecco perché saranno organizzate su base progettuale e per aree geografiche omogenee e tenderanno a raccogliere i volontari delle relative sedi interessate, evitando di superare il numero di 54 25 volontari per modulo. Saranno inoltre previsti, così come per la formazione generale, approfondimenti ricorrendo alla tecnica della formazione a distanza. L’impostazione formativa del presente progetto, non trascurerà il fondamentale dettame della legislazione in merito ai progetti di Servizio Civile: il valore dell’affermazione del senso di appartenenza, che in questo caso sarà il luogo in cui i volontari lavoreranno, dove avranno occasione di toccare con mano le problematiche intrinseche alle dinamiche sociali e le relative risposte da parte di enti pubblici e privati. In seno agli obiettivi più ambiziosi le pro loco lavoreranno perché non venga trascurata la possibilità di vedere nei giovani volontari si Servizio Civile i futuri dirigenti della Pro Loco in cui operano. L’articolazione delle ore di formazione specifica sarà complementare alla formazione generale, gestita a livello superiore dall’Ufficio di Servizio Civile Nazionale. La metodologia di gestione delle diverse ore di formazione, sarà a discrezione dei formatori e di esperti indicati nel presente progetto, ma non dovrà trascurare la necessità di far seguire ad una parte teorica una esercitazione pratica, da realizzarsi in aula, finalizzata ad assicurarsi sia un riscontro positivo al tempo dedicato e sia un documento registrabile da poter utilizzare o archiviare a seconda dei risultati ottenuti. In dettaglio la formazione , dalla durata complessiva di n. 75 ore , sarà articolata in due fasi. FORMAZIONE SPECIFICA ORDINARIA 50 Ore N. Modulo Argomento 1 Presentazione e conoscenza dell’Ente (Pro Loco) in cui il Volontario è inserito e del 7 territorio di attività (attività principalmente curata dall’OLP). 2 Partecipazione attiva alla vita programmatica dell’Ente Pro Loco; rapporto tra l’Ente, il Direttivo e i soci, con il Volontario (attività principalmente sarà curata 8 dagli Olp); azioni di accoglienza, front office e back office 3 Elementi di conoscenza della legislazione regionale in materia di beni culturali, ambientali e dell’Associazionismo no profit con particolare riferimento alle Pro 4 Loco quali Associazioni di tutela e valorizzazione dei Beni Culturali e del Territorio (Formatore specifico: Ambrogio, Cotrupi, De Lorenzo) 4 I Beni Culturali (rif D.Lvo 42/2004) e Ambientali, definizione e attività di ricerca e catalogazione, tutela, promozione (Formatori specifici Ambrogio, Cotrupi, De 5 Lorenzo) 5 Storia locale, lingua e cultura greco-calabra (Formatori specifici: Tuscano, Violi) 6 Approfondimento del Progetto in termini di attività/azioni previste e dei partner coinvolti. Tali attività saranno curate dagli Olp e vedranno il coinvolgimento di 5 esperti messi a disposizione dai partner secondo le intese sottoscritte (UNIVERSITA’ MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA). 7 Il ruolo del Volontario all’interno del Progetto e suoi Diritti e Doveri; Lettura e analisi delle circolari UNSC, a cura del responsabile della sede capofila 6 8 Elementi di comunicazione interna ed esterna (Formatore specifico: Praticò, Turco) 6 9 Elementi di informatica: uso del computer e della posta elettronica (Formatore 4 specifico: Ambrogio, Vitale, Legato) Totale ore n n. ore 5 50 55 FORMAZIONE SPECIFICA AGGIUNTIVA 25 ORE N. Modulo Argomento n. ore 10 Elementi di informatica e di grafica (Ambrogio, Vitale, Legato) 5 11 Elementi di comunicazione (Praticò, Turco) 4 12 Lavoro di gruppo, incontri provinciali o d’area, e lavoro per progetti 7 13 Verifica periodica anche con incontri a carattere territoriale che vedranno coinvolti i volontari, gli OLP (RLEA )ed i Formatori delle sedi del progetto 4 al fine di effettuare una analisi dei risultati raggiunti. 14 Elementi di marketing territoriale e culturale con particolare atte nzione all’analisi del territorio e all’individuazione delle sue potenzialità espresse ed 5 inespresse in relazione alle finalità del progetto (Festa, Romano) Totale ore n 25 Per sopperire ad eventuali costi per la realizzazione della formazione specifica (incontri e seminari su base sovracomunale, rimborsi e materiali occorrenti) saranno utilizzate le risorse finanziarie aggiuntive di cui al punto 23 Come chiaramente indicato nel box 36 è previsto un monitoraggio dell’attività di formazione specifica con la somministrazione di un modulo di rilevamento fornito da UNPLI SC e distribuito a tutti i volontari 56 DIAGRAMMA DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE E SCANSIONE TEMPORALE MES I MODULO AREE TEMATICHE ORE 1 La Pro Loco: Storia organizzazione, rapporti interni e struttura 7 2 Gestione dell’Associazione, attività relazioni etc (archivio, registri, protocollo, etc) 8 3 Legislazione Regionale nel settore cultura, ambiente, territorio e associativo 4 4 Beni culturali, art istici etc e ricerca storica locale, archiv istica e bibliografica 5 5 Storiografia: fonti, bib liografia etc 5 6 Le opportunità e l’impo rtanza della concertazione (protocolli d’intesa, rete di associazioni, etc) attiv ità ed eventi locali 5 7 Attività del progetto e ruolo dei volontari 6 8 Elementi d i co municazione interna ed esterna 10 9 Elementi d i informat ica: uso del computer e della posta elettronica 9 10 Elementi d i informat ica 5 11 Elementi d i co municazione 4 12 Lavoro di gruppo (incontri provinciali o d’area): il lavoro per p rogetti 7 13 Verifica periodica anche con incontri a carattere territoriale che vedranno coinvolti i volontari, gli OLP (RLEA )ed i Formatori delle sedi del progetto al fine di effettuare una analisi dei risultati raggiunti. 4 Elementi d i market ing territoriale e cu lturale con particolare attenzione all’analisi del territorio e all’individuazione delle sue potenzialità espresse ed inespresse in relazione alle finalità del progetto 5 14 TOTALE ORE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 75 57 41) Durata: 75 ore Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: COME DA PIANO DI MONITORAGGIO UNPLI NAZIONALE VERIFICATO DALL’UFFICIO IN SEDE DI ACCREDITAMENTO NZ01922, Data 22 ottobre 2012 Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente Mario Perrotti 58