Le vendite
7 maggio 2007
Maria Lucia Ercole
1
LE VENDITE – I DOCUMENTI
La vendita di beni e servizi rappresenta un’operazione di disinvestimento, per
mezzo della quale l’impresa recupera i mezzi finanziari investiti nell’acquisto dei
fattori produttivi e genera ricavi.
I documenti della vendita
a. La fattura: immediata o differita. Immediata viene emessa al momento della
consegna o spedizione della merce; se la consegna o spedizione risultano da
un apposito documento di consegna o trasporto può essere emessa la fattura
differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione di detto
documento.
b. La ricevuta fiscale o scontrino fiscale: emessi dai commercianti al
dettaglio, dagli esercizi pubblici e dai laboratori artigiani al momento della
consegna della merce o della prestazione del servizio.
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2
LE VENDITE – LA RILEVAZIONE CONTABILE
Fattura
di vendita
(fatturazione attiva)
Credito
verso il
Cliente
(variazione
finanziaria
attiva)
Ricavo per
la vendita
(variazione
economica
positiva)
Debito per
IVA su
fattura
(variazione
finanziaria
passiva)
Emissione fattura
1^ fase
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Aumento di
disponibilità
liquide o
accensione
di un nuovo
credito
(variazione
finanziaria
attiva)
Estinzione del
credito verso
il fornitore
(variazione
finanziaria
passiva)
Regolamento fattura
2^ fase
3
LE VENDITE – LA SCRITTURA SUL LIBRO GIORNALE
La scrittura relativa alla vendita di merci
DATA
COD.
25/3
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
D
0501 Crediti v/ clienti
emessa fattura
n^…
10.080,00
25/3
2101 Merci c/vendite
“
.
8.400,00
25/3
1601 IVA ns. debito
“
1.680,00
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A
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LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 1^ ipotesi
Le vendite possono essere accompagnate dal sostenimento di costi (di
trasporto, di carico e scarico, di imballaggio, di etichettatura, ecc.) che, a
seconda delle clausole contrattuali, gravano sull’impresa fornitrice o
sull’acquirente.
1. i costi di vendita gravano sull’impresa venditrice e costituiscono per essa un
onere (vendite effettuate alla clausola franco magazzino compratore). Esempio:
In data 23-04 viene emessa fattura immediata n. 123 sul cliente Marelli & C. s.n.c. per
vendita di merci per € 5.000+IVA 20%. La merce è consegnata FMV. Lo stesso giorno si
riceve dal vettore Saetta la fattura n.678 di € 80+IVA 20%, relativa ai costi di trasporto delle
merci inviate alla Marelli & C.
Fattura inviata al cliente Marelli
Fattura ricevuta dal corriere Saetta
MERCI
IVA 20%
5.000,00
1.000,00
Trasporto merci
IVA 20%
80,00
16,00
Totale fattura
6.000,00
Totale fattura
96,00
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5
LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 1^ ipotesi
Si registrano due fatture, una attiva e una passiva :
DATA
COD
DENOMINAZIONE
23/4
2101
Merci c/ vendite
23/4
1601
IVA ns. debito
“
23/4
0501
Crediti v/clienti
“
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
23/4
3302
Trasporti su vendite
23/4
0601
23/4
1501
DESCRIZIONE
D
ricevuta fattura n^
123
5.000,00
1.000,00
6.000,00
DESCRIZIONE
D
ricevuta fattura n^ 678
80,00
IVA ns. credito
“
16,00
Debiti v/ fornitori
“
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A
A
96,00
6
LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 2^ ipotesi
2. Le spese accessorie sono a carico dell’impresa acquirente (vendite
effettuate alla clausola FMV), ma vengono anticipati in suo nome e per suo
conto dall’impresa fornitrice, che li addebita in fattura in base all’importo
pagato e risultante da apposita fattura. Si tratta, in questo caso, di costi documentati
che non entrano nella determinazione della base imponibile IVA.
ESEMPIO: In data 14-06 è stata emessa fattura differita n. 123 per € 5.000+IVA ord. sulla ditta
Persico per merci cedute alla clausola FMV. Per conto della ditta Persico (cliente) il 29-05 si
sono pagati in contanti costi di etichettatura prodotti dalla Vision spa, che ha rilasciato la
fattura n. 345 intestata alla ditta Persico per € 120 IVA inclusa.
Fattura inviata al cliente Persico
MERCI
IVA 20%
Costi documentati di
etichettatura
5.000,00
1.000,00
Totale fattura
6.120,00
120,00
Alla fattura è allegato il documento (fattura rilasciata dalla
Vision spa e intestata al cliente Persico) di € 120 relativo
ai costi anticipati a nome e per conto del cliente.
Il conto Clienti c/costi anticipati è un conto
finanziario attivo acceso al credito che il venditore
vanta nei confronti del compratore per l'anticipo relativo
alla fattura dei costi di etichettatura.
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7
LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 2^ ipotesi
Si registrano due fatture, una del pagamento dell’anticipo alla Vision per conto del cliente
Persico ed una relativa alla fattura di vendita, con l’addebito dell’anticipo.
DATA
COD
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
D
29/5
0526
Anticipazioni per
c/clienti
pagata fattura 345 per
conto Persico
120,00
29/5
0704
Denaro in cassa
“
DATA
COD
14/6
2101 Merci c/ vendite
14/6
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
A
120,00
D
A
emessa fattura n^ 123
5.000,00
1601 IVA ns. debito
“
1.000,00
14/6
0526 Anticipazioni per
c/clienti
“
120,00
14/6
0501 Crediti v/clienti
“
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
6.120,00
8
LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 3^ ipotesi
3. I costi di vendita gravano sull’impresa acquirente (vendite effettuate alla
clausola FMC), ma l’impresa venditrice li sostiene direttamente; li addebita
perciò in fattura al compratore in modo forfetario,senza documentarli. Detti costi
entrano a far parte della base imponibile e sono gravati dall’IVA. Esempio :
Il 23-07 è stata emessa la fattura immediata n. 123 sulla ditta Savona Giorgio per vendita di
merce per € 5.000+IVA ord., costi di trasporto addebitati forfetariamente al cliente € 50. La
merce, venduta alla clausola FMC, è stata consegnata a cura dell’impresa fornitrice presso
il magazzino dell’acquirente.
Fattura n. 123 inviata alla ditta Savona
Merci
Rimborso per costi non documentati di trasporto
5.000,00
50,00
IVA 20%
5.050,00
1.010,00
Totale fattura
6.060,00
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L’IVA si calcola sull’importo
della merce aumentato dei
costi
di
trasporto
non
documentati. I costi di
trasporto non documentati
vengono registrati nel conto
economico acceso ai ricavi
d’esercizio Rimborsi per
trasporti
9
LE VENDITE – SPESE ACCESSORIE / 3^ ipotesi
Si rileva una sola fattura con le spese di trasporto addebitate in fattura
DATA
COD
DENOMINAZIONE
23/7
2101 Merci c/ vendite
23/7
DESCRIZIONE
D
A
emessa fattura n^ 123
5.000,00
1601 IVA ns. debito
“
1.010,00
23/7
2103 Rimborsi per trasporti
“
50,00
23/7
0501 Crediti v/clienti
“
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6.060,00
10
LE VENDITE – RESI E ABBUONI
Nel caso la merce venduta presenti differenze negative di tipo quantitativo e/o
qualitativo rispetto a quanto richiesto, il cliente può:
1. Restituire le merci che sono state spedite in più rispetto a quanto ordinato o
restituire quelle merci che sono talmente danneggiate da non poter essere più
vendute. In questi casi abbiamo dei resi.
2. Richiedere degli abbuoni per quelle merci che non presentano differenze
marcate rispetto a quelle ordinate.
Sia i resi che gli abbuoni sono rettifiche al ricavo di vendita delle merci
rilevato in precedenza in Avere del conto Merci c/vendite. Tali rettifiche non
vanno a ridurre direttamente i ricavi di vendita nel conto Merci c/vendite, ma si
rilevano in conti accesi alle rettifiche di ricavi che funzionano in Dare.
RESI SU VENDITE
ABBUONI PASSIVI


Resi su vendite
Abbuoni e Ribassi PASSIVI
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11
LE VENDITE – RESI E ABBUONI
Quando si hanno resi e/o abbuoni, qualora sia già stata emessa la fattura, il
venditore deve rettificarla con una nota di accredito a favore del compratore.
Il venditore ha il diritto di effettuare la rettifica dell’IVA, ma non ha l’obbligo di farlo.
Il venditore può allora :
a) Emettere NOTA DI ACCREDITO a favore del compratore senza calcolare l’IVA;
b) Emettere NOTA DI ACCREDITO con il calcolo dell’IVA, e quindi con la modifica
delle posizioni fiscali IVA. In questo caso la nota di accredito viene chiamata
nota di variazione.
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12
LE VENDITE – RESI E ABBUONI
ESEMPIO
La ditta Olmo spa di Celle Ligure, in data 27/9, ha emesso insieme alla merce, la fattura
immediata n. 123 al cliente del negozio Bike&Bike di Andrea Perata di Genova,
relativa a una fornitura di biciclette per € 3.200+IVA 20%.
In data 30/9 Perata restituisce alla Olmo spa due biciclette da corsa, telaio in acciaio, del
costo di € 250 l’una, in quanto non richieste.
Perata richiede anche un abbuono di € 100 perché, tra le biciclette richieste due hanno il
cambio a 8 velocità, anziché a 10.
La Olmo spa, in data 12/10, emette sull’impresa Bike&Bike di Perata :
•la nota di accredito n. 12 con variazione IVA per la merce resa (nota di variazione);
la nota di accredito n. 13 senza variazione IVA per l’abbuono.
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LE VENDITE – RESI E ABBUONI
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
27/9
2101
Merci c/ vendite
27/9
1601
IVA ns. debito
“
27/9
0501
Crediti v/clienti
“
3.840,00
DATA
COD.
DESCRIZIONE
D
12/10
2111
resi su vendite
12/10
1601
IVA ns. debito
“
12/10
0501
Crediti v/clienti
“
DATA
COD.
12/10
2110
Abbuoni e ribassi
passivi
12/10
0501
Crediti v/clienti
DENOMINAZIONE
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
D
3.200,00
emessa fattura n^ 123
emessa nota var. n^12
DESCRIZIONE
emessa nota accr.13
“
A
640,00
A
500,00
100,00
600,00
D
A
100,00
100,00
14
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
LE VENDITE – IL REGOLAMENTO
Il credito V/clienti può essere regolato in diversi modi, ma sempre con il conto
CREDITI V/ clienti in AVERE (VFP). Avremo:
regolamento con…
denaro contante
Variazione FIN. ATTIVA
più denaro in cassa
conto da addebitare
DENARO IN CASSA
ricevendo A/B o A/C più A/B o A/ C in cassa
ASSEGNI IN CASSA
emissione A/B
meno crediti vs banche
BANCA X C/C
ricevendo pagherò
o tratte
aumentano cambiali
attive
CAMBIALI ATTIVE
spiccando tratta sul
cliente
aumentano cambiali
attive
CAMBIALI ATTIVE
giroconto bancario
più crediti vs banche
BANCA X C/C
giroconto postale
più crediti vs posta
C/C POSTALI
spiccando tratta a
favore di fornitori
meno debiti v/ fornitori
DEBITI V/ FORNITORI
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LE VENDITE – IL REGOLAMENTO
Esempio:
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
27/9
0501
Crediti V/clienti
regolamento fattura N^..
27/9
0804
Denaro in cassa
“
1.000,00
27/9
0703
Assegni in cassa
“
1.000,00
27/9
1901
Banca X c/c
“
1.000,00
27/9
1502
Cambiai attive
“
1.000,00
27/9
0503
Cambiali attive
1.000,00
27/9
0702
C/c postali
1.000,00
27/9
1501
Debiti v/ fornitori
1.000,00
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D
A
7.000,00
16
LE VENDITE – RIBASSI E SCONTI
All’atto della riscossione di un credito può accadere di dover concedere ribassi o
sconti. In tal caso la differenza tra l’importo riscosso e l’importo da riscuotere
costituisce un componente negativo di reddito che si registra in Dare del conto
economico acceso ai costi d’esercizio Ribassi e abbuoni passivi, oppure, per gli
sconti commerciali, in Dare del conto economico acceso ai costi d’esercizio Sconti
passivi ai clienti (con o senza regolarizzazione dell’IVA).
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17
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI - PREMESSA
per capire le vendite di beni
strumentali occorre che
introduciamo il concetto di
AMMORTAMENTO
(cfr. ammortamento_appunti. doc)
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LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE
Dal punto di vista contabile, in P.D. i beni strumentali, siano essi materiali (es.
impianti, attrezzature, automezzi, fabbricati, etc..) o immateriali (es. brevetti,spese di
impianto, avviamento, spese di pubblicità, etc..) accendono due tipi di conti :
0205 attrezzature
0215 Fondo Amm. attrezzature
15.000,00
CONTO ECONOMICO acceso a
costi pluriennali, che accoglie in
DARE il costo storico del bene
acquistato. Il suo valore è costante
nel tempo
13.500,00
CONTO ECONOMICO che accoglie in
AVERE una rettifica al costo storico del
bene acquistato. Il suo valore è
crescente nel tempo, grazie alle quote
annue di ammortamento di anno in anno
aggiunte. (sino a quando raggiunge il costo
storico)
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LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE
DAL CONFRONTO TRA
VALORE
CONTABILE
FONDO DI
AMMORTAMENTO
PREZZO DI VENDITA
OTTENIAMO
PLUSVALENZE
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MINUSVALENZE
20
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con plusvalenza
Vediamo allora, con un esempio, come saranno le diverse fasi di calcolo e le ns.
rilevazioni.
ESEMPIO: cessione di attrezzature dal valore storico di 15.000 € ammortizzato per
il 90%. al prezzo di 2.250 €.+ IVA
 calcolo valore contabile residuo del bene:
Valore storico
15.000
- Fondo ammortamento
13.500 (90% di 15.000)
cioè 1.500 €
 verifica esistenza di una plusvalenza / minusvalenza, sapendo che :
se RICAVO > VALORE CONTABILE RESIDUO
PLUSVALENZA
se RICAVO < VALORE CONTABILE RESIDUO
MINUSVALENZA
Nel ns. caso ricavo 2.250 €,
valore contabile residuo 1.500 €
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino

PLUSVALENZA DI
750 €
21
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con plusvalenza
1. si fa STORNO del Fondo Ammortamento, cioè il trasferimento del suo importo in
AVERE del conto acceso al bene strumentale considerato, in modo che da un
lato si possa “spegnere” il conto Fondo Ammortamento ed il conto relativo al
bene strumentale riporti come saldo il valor contabile residuo.
DATA
COD.
10/4
0215
Fondo Amm.
Attrezzature
0205
Attrezzature
10/4
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
D
13.500
storno ammortamenti
Attrezzature
“
13.500
Attrezzature
15.000
15.000
Fondo Amm. Attrezzature
13.500
A
13.500
Fondo Amm. Attrezzature
13.500
13.500
spento
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22
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con plusvalenza
2. si registra l’emissione della fattura di vendita che rileva il crediti nei confronti del
cliente non nel conto CREDITI V/CLIENTI, ma nel conto CLIENTI DIVERSI (per
tenere qs. operazione i vendita distinta dalle usuali operazioni commerciali
dell’azienda)
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
10/4
0502
Clienti diversi
10/4
0205
Attrezzature
“
2.250
10/4
1601
IVA a ns. debito
“
450
ns. fattura n^ 98
D
A
2.700.
3. si registra la plusvalenza
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
10/4
0205
Attrezzature
10/4
2209
Plusvalenze ordinarie
DESCRIZIONE
D
plusv. su cessione
750
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
“
A
750
23
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con minusvalenza
Vediamo allora, con un esempio, come saranno le diverse fasi di calcolo e le ns.
rilevazioni.
ESEMPIO: cessione di automezzi dal valore storico di 32.500 €, ammortizzato per
29.000, al prezzo di 2.200 € + IVA.
 calcolo valore contabile residuo del bene:
Valore storico
32.500
- Fondo ammortamento
29.000
cioè 3.500 €
 verifica esistenza di una plusvalenza / minusvalenza, sapendo che :
se RICAVO > VALORE CONTABILE RESIDUO
PLUSVALENZA
se RICAVO < VALORE CONTABILE RESIDUO
MINUSVALENZA
Nel ns. caso ricavo 2.200 €,
valore contabile residuo 3.500 €
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino

MINUSVALENZA DI
1.300 €
24
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con minusvalenza
1. si fa STORNO del Fondo Ammortamento,.
DATA
COD.
10/4
0218
Fondo Amm.
Automezzi
0208
Automezzi
10/4
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
D
29.000
storno ammortamenti
Automezzi
“
29.000
Automezzi
32.500
32.500
Fondo Amm. Automezzi
29.000
A
29.000
Fondo Amm. Automezzi
29.000
29.000
spento
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
25
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – VENDITA SEMPLICE con minusvalenza
2. si registra l’emissione della fattura di vendita che rileva il crediti nei confronti del
cliente non nel conto CREDITI V/CLIENTI, ma nel conto CLIENTI DIVERSI (per
tenere qs. operazione i vendita distinta dalle usuali operazioni commerciali
dell’azienda)
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
10/4
0502
Clienti diversi
10/4
0208
Automezzi
“
2.200
10/4
1601
IVA a ns. debito
“
440
ns. fattura n^ 210
D
A
2.640.
3. si registra la minusvalenza
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
10/4
0208
Automezzi
10/4
4212
Minusvalenze ordinarie
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
DESCRIZIONE
D
1.300
plusv. su cessione
“
A
1.300
26
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – tipologie di PLUSVALENZE / MINUSVALENZE
Le PLUSVALENZE / MINUSVALENZE da alienazioni di beni strumentali sono :
• ORDINARIE se la vendita avviene quando i beni hanno esaurito la loro
utilità a seguito di usura tecnica / obsolescenza
Si usano i conti PLUSVALENZE ORDINARIE cod 2209
MINUSVALENZE ORDINARIE cod 4212
• STRAORDINARIE se la vendita avviene a seguito di ristrutturazioni,
riconversioni e quindi riguardano insiemi più vasti di
beni strumentali
Si usano i conti PLUSVALENZE STRAORDINARIE
MINUSVALENZE STRAORDINARIE
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
27
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – PERMUTA
Quando i beni strumentali non sono più utilizzabili si effettua una sostituzione,
rimpiazzandoli con nuovi Quando la cessione del bene vecchio e l’acquisto del
bene nuovo sono stipulate contemporaneamente e con lo stesso soggetto si ha una
permuta. Sotto il profilo contabile abbiamo la registrazione di due distinte fatture
(una attiva e una passiva), la rilevazione di PLUS / MINUSVALENZE ed il
regolamento della sola differenza tra prezzi concordati per l’acquisto e la vendita.
ESEMPIO:Acquisto il 14/3 di un autocarro al pezzo di € 60.000 + IVA dando in
permuta l’usato del € costo di 42.500, ammortizzato per 38.750. Il prezzo concordato
di vendita dell’usato è di 7.900 + IVA e la differenza è pagata con A/B.
• rilevazione fattura acquisto
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
14/3
0208
Automezzi
14/3
0601
IVA ns. credito
“
14/3
1601
Debiti v/ fornitori
“
fattura n^ 63 concessionaria
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
D
A
60.000.
12.000
72.000
28
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – PERMUTA
• storno fondo ammortamento
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
14/3
0218
Fondo Amm.
Automezzi
14/3
0208
Automezzi
DESCRIZIONE
storno ammortamenti
D
A
38.750
“
38.750
• emissione fattura vendita per l’usato
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
10/4
0502
Clienti diversi
10/4
0208
Automezzi
“
7.900
10/4
1601
IVA a ns. debito
“
1.580
ns. fattura n^ 275
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
D
A
9.480.
29
LE VENDITE DI BENI STRUMENTALI – PERMUTA
• rilevazione PLUSVALENZA realizzata per la permuta
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
10/4
0205
Automezzi
10/4
2209
Plusvalenze ordinarie
DESCRIZIONE
D
plusvalenza su
cessione
4.150
“
A
4.150
• saldo della fattura di acquisto a mezzo A/B , con compensazione DEBITI - CREDITI
DATA
COD.
DENOMINAZIONE
DESCRIZIONE
10/4
0502
Clienti diversi
10/4
0208
Debiti v/ fornitori
“
10/4
1601
Banca X C/C
“
regolamento
Maria Lucia Ercole – IPC “V. Bosso – A. Monti” - Torino
D
A
.
9.480
72.000
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Le vendite