Anno II
Numero 13
24 luglio 2010
€ 1,00
di Daniele Pertot
. L’impegno del nostro giornale é la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli .
Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - inteRnet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO
Ma nessuno vede
la povertà ?
Mentre gli strapagati politici locali e nazionali continuano nelle
loro danze cortigiane sempre più
sterili ed inquietanti, nessuno di
loro sembra preoccuparsi seriamente del problema più concreto,
evidente e drammatico che investe
tutto il resto della società.
Quello della povertà che sta travolgendo un numero crescente di
persone e famiglie mentre la crisi
economica continua ed è indispensabile provvedere con misure speciali prioritarie.
Anche sui media politicizzati il
problema rimane confinato alle
notizie occasionali d’agenzia su rilevamenti statistici, che messi assieme sono in realtà i bollettini di
guerra di una nazione sempre più
sconfitta. Perché non arretra solo il
benessere, ma persino la sopravvivenza di un numero di famiglie in
difficoltà sempre più gravi, che va
ormai da una su cinque ad una su
quattro, secondo le regioni.
E Trieste sta tra le zone più depresse, malgrado finzioni statistiche e scenografie urbane di facciata
da cui il Comune caccia via apposta
i poveri più visibili.
Ma mentre Dipiazza ed altri insistono in vanterie indecenti su prosperità fittizie, chiunque può vedere
per strada i negozi vuoti che continuino a chiudere, segno evidente
di un rallentamento economico costante che fa sparire ogni giorno
altri posti di lavoro, dipendente ed
autonomo.
Ed anche chi non si trovi personalmente in difficoltà è comunque
sempre più coinvolto da quelle di
figli, nipoti, parenti, amici.
Questo nostro problema vero,
mostruoso e centrale continua invece a sparire dalle chiacchiere
dei politici e dei loro media, se non
come constatazione frammentaria di marginalità inevitabili per le
quali basterebbe la beneficenza delle istituzioni volontarie.
Quando invece si può e si deve
fare molto, e presto, con interventi
socioeconomici seri già sperimentati qui ed altrove nelle situazioni
d’emergenza (ricordando quelli
anglo-americani del dopoguerra),
come la creazione di lavori sociali
veri, e la riduzione dei balzelli anche comunali sulle piccole imprese.
Se chi ci amministra non lo capisce presto, occorrerà farglielo comprendere a pubblici calci nel sedere:
incominciamo?
D.P. - P.G.P.
Perché il Comune deve
essere commissariato
Il migliore dei molti sindaci di Trieste che ho conosciuto era un
commissario. L’allora viceprefetto Siclari, gentiluomo siciliano
di grande spirito, capacità e correttezza. Col suo arrivo paralizzò
immediatamente gli intrallazzi perenni del Comune, e nel suo breve
mandato non diede confidenza a nessuno dei potentati locali ma
pensò ad amministrare nell’interesse dei cittadini. Una rivoluzione
della semplicità doverosa, in una pausa fortuita della solita guerra
per bande politico-affariste.
Affermazione reazionaria, la mia? Forse, ma fondata sui fatti
concreti, invece che sulle chiacchiere di quelli che si ricordano delle
garanzie democratiche solo quando li prendi con le mani nel sacco.
E l’incidente che portò allora alla nomina di un commissario
ed allo scioglimento del consiglio comunale era politico, non di
soldi. Mentre adesso abbiamo un sindaco beccato a farsi una
speculazione personale da 200.000 euro comperando illecitamente
un terreno del Comune vicino ai suoi e rivendendo il tutto ad una
società di grossi costruttori sotto inchiesta per altre operazioni con
la sua amministrazione comunale, dove lui aveva insediato come
assessore competente il procuratore della società.
E l’acquisto illecito è stato reso possibile dalla complicità attive
e passive del segretario comunale, di funzionari, del predetto
assessore, della giunta, della maggioranza consiliare e persino
dell’opposizione.
Quasi tutti riciclati nell’amministrazione attuale e rimasti
compattamente inerti e silenziosi, prima per nove mesi dopo che
l’illecito è stato denunciato da Greenaction e la notizia è uscita con
rilievo sul quotidiano locale, ed ora dopo altre quattro settimane di
nostre campagne pubbliche di disinsabbiamento e nuove denunce,
e persino a fronte di ulteriori sfacciate dichiarazioni del sindaco che
sarebbe tutto regolare.
Sono comportamenti che non si possono ritenere dunque politici,
né occasionali, né di pochi, ma un vero e propri modus operandi di
“sistema” nel compiere e coprire anche trasversalmente ai partiti
attività di malaffare. E che trova pure riscontri precisi in altre
indagini e vicende, presenti ed attuali, incluse quelle del nuovo
piano regolatore ora arenato su un’illegittimità minore ma palese.
Se fossimo al vituperato Sud, dove questi comportamenti
hanno strutture e nomi di riferimento storici, il Comune sarebbe
già commissariato da un pezzo, sospesi il segretario e gli altri
funzionari coinvolti, ed esclusi dalle elezioni un bel po’ di politici.
Perché questo è il solo mezzo, previsto appositamente dalla legge,
per incominciare a fare comunque pulizia.
E allora, ci si spieghi perché a Trieste no. Perché siamo al Nord?
Ma questa è semmai un’aggravante. Perché ci mancano prefetti o
vice? Ma se abbiamo addirittura qui l’efficiente ex vicedirettrice al
SISDE e prefetto a Trieste Annamaria Sorge, e non solo lei.
Oppure il “sistema” è ancora più pervasivo di quanto potesse
sembrare? Ora vedremo, e sempre dai fatti.
Paolo G. Parovel
Ecoturismo
Lettere
e segnalazioni in laguna
a pagina 6 - 7 - 8
a pagina 12
Giunta e Consiglio travolti dal caso Dipiazza
Caso Gasperini-Giurastante:
sconcerto e nuovi documenti
Il caso che abbiamo documentato (v. nostro n. 12)
delle ritorsioni politico-giudiziarie contro l’esponente
ambientalista triestino Roberto Giurastante, che ha
denunciato illeciti urbanistici ed ambientali delle amministrazioni comunali di
Muggia Gasperini-Dipiazza, e molti altri della “casta”
locale, sta suscitando vivo
sconcerto.
Esteso sia in città che in
città che all’estero, ed in particolare nell’area Alpe-Adria
dove egli opera con le note
organizzazioni
ambientaliste Greenaction Trasnational ed Alpe Adria Green;
quest’area si era già allertata per le recenti minacce di
Testamento
biologico
a pagina 13
stampo mafioso (una testa
caprina mozzata) ricevute
dallo stesso Giurastante, ed
insolite per queste regioni.
Si stanno perciò consolidando e coordinando solidarietà a vario livello, anche
istituzionale, sulle quali vi
terremo informati.
Emergono nel frattempo
altre documentazioni su vicende connesse, dalle quali
risulta pure che parallelamente alla vicenda già esaminata l’ex sindaco Gasperini é stato condannato in
primo grado per diffamazione nei confronti degli stessi
ambientalisti, ma poi prosciolto in appello con motivazioni che meritano analisi.
Provvediamo qui a pagina 3.
Storia
di Santa
Croce
a pagina 21
Appuntamenti
di cultura
ed arte
a pagina 26 - 27 - 28
Studio Dentistico del Dott. Antonio Del Ben
TRIESTE - Via Imbriani 6 - Tel. 040 775522 - Fax 040 3721022
E-mail [email protected] - www.studiodelbenit
APERTO PER TUTTO IL MESE DI AGOSTO
Controlli ed interventi innovativi per bambini ed adulti
Foto Giulio Donini
con le migliori tecnologie, le più sicure, le più efficaci e all’avanguardia
2 q il tuono
OSSERVATORIO dELLA SETTIMANA
Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre una
scelta di notizie particolari della settimana sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate.
Storia e miti
Trieste, 20 luglio – è legittimo e pure utile che le
opinioni sulla storia di queste terre siano molte, diverse e variamente fondate. Ma non si può non rimanere impressionati da coloro che non riescono ad
aggiornarle, o non vogliono, restando inchiodati a
versioni propagandistiche d’antiquariato.
Ed è anche vero che siamo il solo Paese europeo
che coltiva ancora come storia ufficiale identitaria un
collage imbarazzante ed inutile, quando non pericoloso, di miti maldestri che vanno dalla romanità al
risorgimento, al fascismo ed alla guerra fredda.
Ma almeno sulla storia dell’incendio del Narodni
dom di Trieste e delle altre violenze connesse di novant’anni fa si potrebbe evitare di continuare a ripetere le tesi giutificazioniste ridicole degli squadristi
di allora, smentite già a quei tempi da Commissioni
internazionali ed indagini accurate su documenti,
che oggi si trovano anche in rete. E come fanno delle
persone di cultura ad insistere a chiamarlo erroneamente “Hotel Balkan”?
Uno degli episodi più significativi della perpetuazione meccanica di queste morchie pseudostoriche
è del 1991, all’inizio della dissoluzione conflittuale
della Jugoslavia. Io la seguivo come analista, ed il
Corriere della Sera mandò qui per un paio di giorni Gianantonio Stella, che avevo sempre apprezzato.
Dopodiché pubblicarono un pezzo suo dove raccontava che nel 1943-45 qui i partigiani sventravano le
donne incinte, eviravano di uomini, collezionavano
occhi ed orecchie, e simili. Gli telefono subito dove
ha raccattato simili scemenze. Da un buon frate, mi
spiega, che gli ha dato un libro. Sei matto, gli dico, è
Flaminio Rocchi, nato Anton Sokolic, ex incursore e
poi frate che, come dice lui stesso ridendo, approfitta della veste per spacciare propagande tanto ferocemente spudorate quanto lui mi era personalmente
simpatico. Stella promette un pezzo riparatore. Ma
il caporedattore Caputo (altro scatenato su queste
cose) glielo blocca, e così la mostruosa panzana rimane fissata per la storia sul quotidiano più autorevole
d’Italia con una firma più che credibile.
Con l’attenuante che in quei giorni pure il Piccolo,
nel suo piccolo, accettava e spacciava qui le storie demenziali su auto nere piene di civili serbi che sparavano sulla gente nei paesini del Carso. Mai smentita,
nemmeno quella.
Sarebbe il caso di fare qualche sforzo per liberarsi, e liberare i media, almeno qui, dalle morchie delle
false memorie. Giusto per non continuare a vivere
ancora su un pianeta sferico come quando si credeva
fosse piatto.
Lelio Luttazzi
Trieste, 21 luglio. – Sono state disperse in mare davanti a Trieste le ceneri di Lelio Luttazzi.
Non ha bisogno di panegirici: la sua storia, iniziata
e conclusa qui, è anche parte della vita e dei ricordi di
moltissimi di noi.
Caccia alle mamme con bambini
Trieste, 22 luglio – Che la giunta Dipiazza continui
imperterrita a scatenare i vigili nella sua vergognosa caccia ai poveri è notizia ormai vecchia. La nuova è
che si stanno specializzando in mamme con bambini.
Se una povera donna chiede l’elemosina per sfamare i figli tenendoseli accanto perché non ha dove
né a chi lasciarli al sicuro, le piombano addosso i
rambi della Municipale a contestarle non solo l’accattonaggio, multandola (in pratica, portandole via
le elemosine) ma anche lo sfruttamento di minore,
col rischio drammatico che glieli portino pure via. E
continuano pure a vantarsene poi con i comunicati
stampa demenzial-entusiastici di venti righe di cui vi
abbiamo già mostrato dei campioni sul nostro numero 10.
Occorrerà forse spiegare a questi nobili eroi dell’ordine pubblico che l’accattonaggio non è più reato da
molti anni, le madri hanno non solo il diritto ma anche il dovere di tenersi accanto i bambini, i poveri
Sabato, 24 luglio 2010
AmministrAzioni di sostegno:
un’AssociAzione di controllo
Continuiamo a ricevere, da Trieste ed altrove, nuove segnalazioni di abusi dell’istituto delle
amministrazioni di sostegno, qui nella gestione giudiziaria precedente l’attuale.
Il problema è ormai noto: la legge e le risorse delle strutture delegate ad attuarla non bastano purtroppo a consentire, in concreto, controlli adeguati sull’applicazione corretta delle norme, né sull’operato effettivo degli amministratori, e questo pone provatamente a grave rischio
i diritti civili, le condizioni di vita ed i beni degli amministrati e delle loro famiglie.
In concomitanza con la nostra campagna stampa di chiarimento è sorta inoltre a Trieste
un’associazione, la AsSostegno, che risulta includere anche alcuni dei corresponsabili di questa
penosa situazione e sembra volerla invece negare o minimizzare (si veda il nostro numero 12,
pag. 6 e qui a pag. 7).
Per contribuire invece a risolverla sta ora sorgendo tra le persone e famiglie colpite dal problema e chi vuole aiutarle una nuova associazione privata, locale e nazionale, che ha lo scopo di
organizzare per intanto da parte della società civile le necessarie funzioni di controllo sull’applicazione e gestione delle amministrazioni di sostegno, ma anche delle tutele e delle curatele.
Ve ne terremo al corrente.
non vanno perseguitati ma soccorsi, e le delibere comunali contrarie hanno il valore giuridico della carta
igienica, quando non costituiscono reati o li fanno
commettere ai vigili.
Ma questa è anche la giunta che, come abbiamo
già scritto nelle pagine sugli animali, deporta spietatamente lontano i nostri cani abbandonati, ne sceglie uno carino per farsi lo spot pubblicitario e dopo
averlo illuso per mezz’ora lo riabbandona a morir di
crepacuore in gabbia.
finiscono invece uccisi o feriti ogni giorno nel Paese
in una guerra patriottica interna vera, quella contro
la criminalità comune ed organizzata (in combutta
con la politica) che ci invade davvero, e combattono
con una paga di fame e mezzi chissà perche sempre
più scarsi?
Sono domande che vanno fatte e ripetute con fermezza a tutta la casta del carrozzone politico commediante. Perché continuano ad esigere risposte.
Il re nudo a Trieste
Macché serpenti
Trieste, 22 luglio – Tra i danni peggiori che si possono fare all’ambiente non ci sono solo gli inquinamenti, gli incendi e simili. C’è anche la diffusione di
notizie allarmistiche ed assurde sugli animali, specie
su quelli che siamo influenzati a temere da ignoranze
naturalistiche sfruttate da filmacci di cassetta.
Così un politico di Dolina ha pensato di rinforzare
le sue polemice lanciando la storia di invasioni di serpenti, dove c’è solo qualche biscia innocua che mangia topi, come dappertutto inclusi i giardini di città.
Non è mai un bello scherzo, perché questi allarmi rischiano sempre di scatenare isterie che finiscono con
l’ammazzamento degli animali, o con pensate come
quelle di un tipo che un paio d’anni fa proprio per
paura di un paio di bisce dava fuoco ogni due settimane a pezzi di bosco del Farneto.
Eroificio a sproposito
Trieste, 23 luglio – Una delle cose che non smettono mai di stupire anche i vecchi corrispondenti esteri
gli analisti più smaliziati di cose italiane è il teatro che
si fa solo in questo Paese ogni volta che ci attaccano,
feriscono od uccidono dei soldati in zona di guerra.
Come se quando li mandiamo appunto in guerra
assieme ad altri i nemici di turno dovessero distinguerli, e se attaccare proprio loro fosse un atto di speciale ed ingiusta perfidia.
A nessuno fa piacere che succeda, ovviamente. Ma
se vai a combattere in guerra, in genere da volontario
e con retribuzioni adeguate al rischio, il rischio è appunto quello di restare feriti, mutilati o morti esattamente come tutti anche se non italiani. Va bene dunque il rammarico, ma perché la meraviglia?
Invece siamo ogni volta alle solite: interviste a famiglie, fidanzate, nipotini, passerella di autorità, plotoni d’onore, bandiere, discorsi commossi e patriottici (come se fossimo noi il pasese invaso), montando
poi tutto il circo politico-mediatico al massimo se c’è
una bara o più da sfruttare, magari con monumenti
e vie dedicati.
L’eroificio a sproposito è cominciato, se ricordo
bene, con i due aviatori abbattuti nei voli di bombardamento sull’Iraq, miracolosamente risparmiati invece che spellati vivi dagli iracheni bombardati, che
ce li hanno pure restituiti solo con qualche ammaccatura.
Anche se a riflettori spenti, sul concreto della vita
quotidiana, vedove ed orfani vengono cinicamente
dimenticati ed abbandonati al loro destino.
Ed in ogni caso, perché non si fanno altrettali
solennità per i poliziotti, carabinieri e finanzieri che
Trieste, 23 luglio – Ricordate la favoletta del re
nudo? L’imbroglione si divertiva ad andarsene in
giro così per sentire i cortigiani che lodavano servili e
imbecilli le sue splendide vesti. Finché un ragazzino
spezza il gioco perverso gridando esattamente quello
che vede.
Qui al posto del re abbiamo un sindaco che ha
commesso un illecito clamoroso, da doversene andare all’istante, e come cortigiani tutte le forze politiche
che fanno finta di niente anche se noi lo gridiamo da
quasi un mese sul nostro giornale, sulle locandine in
tutta la città, ed in rete. Tutti vedono, tutti sanno, tutti ne parlano tra loro. E tutti fanno ufficialmente finta
di niente. O lo lodano.
Ma colmo del paradosso l’hanno forse raggiunto i leghisti, che adesso vogliono eliminare il segretario comunale non perché complice conclamato di
quell’illecito, ma per il pasticcio molto più banale sul
piano regolatore. Dell’illecito non si deve parlare.
Quanto al quotidiano locale, il coraggio professionale gli funziona a rate almeno semestrali: pubblicano la notizia ma si fermano subito, la ripubblicano
a fatica mesi dopo, rifermandosi, e la accompagnano
sempre con dichiarazione e foto sorridenti del sindaco nudo che si dichiara perfettamente vestito; così
come “dimenticano” ogni volta di approfondire, insistere, fare un’inchiesta in nome e per conto dei lettori. Collega Possamai, ma che giornalismo è?
il
tuono
SETTIMANALE PER TRIESTE
E DINTORNI
EditorE: Il Tuono di Daniele Pertot
34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9
Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881
Mailbox: [email protected] - WEb: www.iltuono.it
dirEttorE rEsponsabilE: Paolo G.Parovel
a quEsto nuMEro hanno collaborato:
Claudia Bolboceanu, Diana Collarini, Daniele Fasolo, Mara Guerrini,
Nuria Kanzian, Anna Keber, Massimo Laudani, Denis Locoselli,
Stefania Loretti, Giorgio Marchesi, Giulia Massolino, Alessandro Mlach,
Nicola Napoli, Giuseppe Nava, Sara Stulle, Stefano Tieri
pubblicità: Il Tuono
34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9
grafica e impaginazione: redazione
impaginato in proprio
tipografia: edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6
distribuzione: litoranea editoriale s.r.l.
Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova
Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008
Questo numero e stato chiuso per la stampa il 23 luglio 2010
Diritti riservati
GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE
ed in rete su: www.iltuono.it
GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE
ed in rete su: www.iltuono.it
Sabato, 24 luglio 2010
DOCUMENTI
il tuono q 3
COME L’EX SINDACO DI MUGGIA è STATO CONDANNATO E POI ASSOLTO
Caso Gasperini-Giurastante: i nuovi documenti
Abbiamo già documentato nel nostro numero precedente (pag. 3 e 4) come il noto ambientalista triestino
Roberto Giurastante – dirigente dei Friends of the EarthAmici della Terra, ora di Greenaction Transnational e
portavoce in Italia di Alpe Adria Green – dopo avere
contestato illeciti urbanistici del Comune di Muggia sia
stato sottoposto ad anomale ritorsioni politico-giudiziarie dall’amministrazione dell’allora sindaco arch. Lorenzo Gasperini, organico alle amministrazioni Dipiazza.
Parallelamente a quei procedimenti contro Giurastante si svolgeva un processo penale in cui lo stesso sindaco
Gasperini era invece imputato di diffamazione a mezzo
stampa nei confronti degli Amici della Terra triestini (e
con ciò di Giurastante).
Era infatti accaduto che il Gasperini, non nell’ambito
di polemiche con loro, ma rispondendo ad un consigliere comunale che chiedeva chiarimenti, aveva dichiarato
in intervista al quotidiano locale che essi «si divertono a
denunciare a pié sospinto chiunque intralci le loro attività inventando accuse infamanti.» aggiungendo pure «chi
pagherà le spese legali? Forse chi sottoscrive petizioni con
apparenti altri scopi e versa offerte a sostegno di altre cause, questa volta sì i muggesani.»
In sostanza, aveva falsamente ed offensivamente
rappresentato le loro effettive e fondate contestazioni
ambientaliste come azioni irresponsabili e moralmente
abiette.
Gasperini venne perciò imputato di diffamazione a
mezzo stampa, con recidiva reiterata, e condannato dal
Tribunale nel giudizio di primo grado (giudice dott. Antoni, 2007) a 5.000 euro di multa, più le spese processuali ed il risarcimento del danno, da determinarsi in sede
civile con provvisionale di 10.000 euro e rifusione delle
spese difensive dei denuncianti.
In appello (II Sezione, presidente e relatore dott. Gulotta, 2010) Gasperini è stato invece assolto con motivazione esattamente capovolta benché sui medesimi elementi di prova. La Procura Generale non ha presentato
tuttavìa ricorso, benché sollecitatane dalla parte civile,
così rendendo definitiva l’assoluzione penale.
Ora Giurastante ha fatto perciò oggetto la motivazione ed altre circostanze dell’assoluzione di un’ integrazione all’esposto difensivo che aveva già dovuto presentare
alle sedi superiori di controllo del sistema giudiziario italiane ed europee, e del quale abbiamo pubblicato un vasto
stralcio nel numero precedente.
Dei documenti dell’integrazione pubblichiamo qui pertanto, essendone autorizzati, i seguenti tre stralci, indicandovi con […] le parti omesse.
1. “integrazione all’esposto d.d. 20.04.2009 su
irregolarità processuali di organi inquirenti e giudicanti del Tribunale di Trieste nel procedimento
penale 2685/03 R.G.N.R. e collegati “
«Il 5 novembre 2009 la Corte d’Appello di Trieste II Sezione penale ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Lorenzo Gasperini condannato in primo grado
nell’ambito del procedimento 504/05 R.G.N.R. per diffamazione a mezzo stampa.
Il procedimento è direttamente collegato al 2685/03
R.G.N.R. oggetto del mio esposto del 20 aprile 2009 agli
organi inquirenti e disciplinari […], poiché l’imputato ha
utilizzato a fini difensivi le due sentenze di I° e di II° grado di quel procedimento. Infatti nella sentenza d’appello (ALL. 1) il giudice relatore si sofferma ampiamente su
detto procedimento che a suo dire avrebbe giustificato il
comportamento dell’imputato Gasperini.
La sentenza di appello è diventata irrevocabile perché la
Procura Generale di Trieste, pur in presenza di impugnazione della parte civile in merito alle statuizioni civili, non
ha proposto ricorso in Cassazione, benché doveroso. Per
una disamina completa si rimanda al ricorso per Cassazione della parte civile (ALL. 2), dove si evidenzia la lesione
abnorme che la sentenza arreca, concretandone precedente, al bene costituzionalmente protetto del principio della
parità dei cittadini di fronte alla legge.
[…] Oltre a quanto già segnalato con il ricorso di p.c. in
Cassazione (analisi nel merito della sentenza), si segnala
che la sentenza di appello è stata depositata fuori termine il 25 febbraio 2010 […]. Mentre già 13 giorni dopo il
processo di appello [cioè il 18.novembre 2009, n.d.r.] il
quotidiano di Trieste […] dava notizia dell’assoluzione
di Lorenzo Gasperini (ALL. 4), con particolari dai quali
si evince che […] era già ampiamente informato […] della
sentenza non ancora depositata. […]. Nell’udienza di appello pubblica […] i giudici si erano rigorosamente riservati la motivazione della sentenza. Doveva quindi rimanere impossibile fino alla pubblicazione essere informati del
contenuto della stessa e delle motivazioni.
Vi è stata in tal modo un’ operazione di discredito pub-
blico contro la parte offesa, e di copertura del denunciato,
noto esponente politico locale […].
Informo inoltre di avere segnalato le irregolarità di due
procedimenti penali (R.G.N.R 3540/03 e 3541/03) direttamente collegati al procedimento 2685/03 al Procuratore della Repubblica di Trieste […] (ALL. 6) per l’esercizio
dell’azione penale, di controllo e disciplinare, senza ricevere alcuna comunicazione sull’esito od il trasferimento
delle indagini, che a mio giudizio non potevano comunque
essere svolte dalla Procura di Trieste ex art. 11 c.p.p.
Si segnala quanto sopra […] anche alla luce di quanto
già segnalato nel precedente esposto del 20 aprile 2009.
[…]. Roberto Giurastante.»
2. motivazione della sentenza di primo grado
(depositata il 17.1.2007).
«[…] Ritiene questo Giudice che vada affermata la penale responsabilità dell’imputato [Gasperini, n.d.r.] per il
reato ascrittogli.
In primo luogo, evidente è la carica diffamatoria contenuta dalle espressioni usate dall’intervistato, venendo
gli aderenti al sodalizio “Amici della Terra” denotati quali
calunniatori, ovvero, quali autori di a denunce costruite
su “accuse infamanti” e finalizzate a intralciare chunque si
opponga alle loro “attività”.
Affermazione, anzitutto, grave, intesa a far credere, da
un lato, che il sodalizio compia o si proponga di compiere
attività riprovevoli, dall’altro, che per farlo inventino accuse infondate e denuncino chi si proponga di ostacolarle.
Va poi considerato che siffatta affermazione è anche
del tutto falsa e comunque infondata.
Invero, non vi è in atti alcun elemento (né la difesa ne
ha altrimenti indicati) dal quale si possa desumere che un
legale rappresentante di siffatto sodalizio o un suo membro abbia indirizzato false accuse e ne abbia fatto oggetto
di denuncia nei riguardi di Gasperini o di altro soggetto
a lui vicino. Del resto, l’assoluta genericità dell’accusa rivolta dal Gasperini agli “Amici della Terra”, priva com’è di
un qualsivoglia aggancio a uno specifico fatto, riesce essa
stessa lesiva dell’immagine del sodalizio e costituisce un
profilo del quale si dovrà tenere conto anche nella valutazione della gravità del fatto (per quanto, di questi tempi,
tal genere di prosa sia del tutto abituale nel corrente dibattito politico).
[…] Si deve perciò concludere che la generica espressione diffamatoria contenuta nelle parole del Gasperini
non ha alcun aggancio ad un fatto specifico realmente accaduto e non si giustifica in alcun modo […].
E invero, il Gasperini ben può criticare chi crede – certo
con parole misurate e civili – e a maggior ragione aveva il
destro (e il pieno diritto) di farlo perché egli era un esponente istituzionale (Sindaco del Comune di Muggia) e politico.
Ne consegue che certo il Gasperini aveva il pieno diritto di
esprimere, sulla stampa o nelle sedi istituzionali, il suo punto di vista critico su un qualche oggetto pertinente alle vicende del suo comune e dell’amministrazione da lui diretta.
Tuttavia, l’espressione qui in esame e che si legge nell’articolo non è una critica all’attività degli “Amici della Terra”, ovvero l’espressione equilibrata e civile di un giudizio
riguardo agli scopi, all’attività del sodalizio o dei suoi associati, bensì si risolve nell’attribuire al gruppo, in termini peraltro del tutto generici, la commissione di condotte
in sé riprovevoli. E, posto che – come già detto – i fatti
che vengono attribuiti agli “Amici della Terra” non sono
veri, non vi è il minimo spazio per ravvisare nella condotta
dell’imputato gli estremi dell’esercizio di un diritto.
Infine, non vi è alcuno spazio nemmeno per ravvisare nel caso in esame la causa di non punibilità prevista
dall’art. 599, c. 2 c.p., non venendo provato che l’offeso abbia commesso un qualche fatto ingiusto immediatamente
prima della condotta diffamatoria.
Passando ad un ulteriore profilo, va ancora rlevato
che non è stata nemmeno prospettata dalla difesa l’eventualità che il tenore dell’articolo giornalistico non renda
fedelmente le espressioni effetivamente proferite dal Gasperini; né si rinvengono in atti elementi che possano porre in dubbio siffatta corrispondenza; rafforza tale conclusione la constatazione che la linea difensiva si é piuttosto
ingegnata di dimostrare che le espressioni in questione
non fossero diffamatorie, bensì adeguate a descrivere in
termini negativi sì ma esatti l’attività posta in essere dai
membri del sodalizio, o comunque fossero giustificate per
l’asprezza e l’avversità mostrata dai medesimi nei riguardi
dell’amministrazione comunale di Muggia e del Gasperini
medesimo.
Venendo alle statuizioni finali, va anzitutto sottolineata
la particolare gravità del fatto.
Da un lato, le espressioni usate gettano un’ombra assai
negativa sull’attività del sodalizio e sulle persone dei suoi
aderenti, anche a motivo dell’assoluta indeterminatezza
della condotta che viene loro attribuita. Viene poi in considerazione la persona dell’autore della condotta diffamatrice, che venendo espressa dall’esponente di vertice del
Comune (dunque, acquisendo un profilo di attendibilità e
serietà in qualche misura derivante dal profilo istituzionale del suo autore, posto che le vicende che costituiscono
occasione della sua condotta sono certamente pertinenti
alla conduzione dell’amministrazione), acquista certo una
maggior attitudine diffamatoria, rispetto ad altra e consimile condotta commessa da un esponente politico non
dotato di responsabilità istituzionali.
Dunque, alla stregua dei citeri fissati dall’art. 133 c.p., il
fatto commesso va sanzionato con una pena affatto mite,
che si individua in quella della multa di euro 5.000; va al
riguardo ancora considerato, da un lato che il Gasperini
non è incensurato e che, come detto, il fatto è da ritenersi
grave e che perciò non possono concedersi le circostanze
attenuanti generiche; d’altra parte, i precedenti a carico
non sono particolarmente gravi e dunque va preferita la
pena pecuniaria a quella detentiva.
Consegue, a norma dell’art. 535 c.p.p., la condanna
dell’imputato al pagamento delle spese processuali.
Venendo alle statuizioni dovute in ordine alle domande proposte dalla parte civile, è anzitutto evidente che al
sodalizio la condotta delittuosa ha cagionato un danno di
immagine, anche a motivo della notorietà del suo autore
e della diffusione capillare – in loco – del quotidiano sul
quale l’intervista è stata pubblicata.
Peraltro, l’attività processuale concretamente esplicata dalle parti nel presente processo non permette di addivenire alla precisa determinazione del danno e del conseguente ristoro economico dovuto alla parte civile. Allora,
va pronunciata condanna generica dell’imputato al risarcimento del danno e le parti rimesse avanti al competent
Giudice civile per la sua liquidazione.
Va accolta la domanda avanzata, per tale eventualità,
dalla parte civile, del riconoscimento di una provvisionale
(esecutiva ex lege, ai sensi dell’art. 540, c. 2 c.p.p.), che
può venire fissata nella misura di Euro 10.000. L’imputato
va anche condannato al ristoro delle spese di costituzione
e difesa sostenute dalla costituita parte civile, che si liquidano […].»
3. motivazione della sentenza di appello (depositata il 25.2.2010)
[…] Dal quadro probatorio e documentale […], appare evidente che gli Amici della Terra hanno intentato
un’aspra campagna politica nei confronti dell’ex sindaco
Gasperini sconfinando in attacchi personali ed appare
altresì di solare evidenza come le dichiarazioni incriminate – oltre a corrispondere a verità – altro non siano
che una reazione di natura esclusivamente politica, forse poco eleganti anche se in linea con i parametri attuali
dello scontro politico, ma certamente non diffamatorie
né comportanti attacchi personali. Rientrando le stesse,
quindi, nell’esercizio di un legittimo diritto di critica politica – attese anche le ripetute accuse ricevute – l’imputato va assolto dal reato ascrittogli, perché non punibile
ex art. 51 c.p.»
Gli elementi che Giurastante eccepisce di questa sentenza rispetto a quella di primo grado sono, evidentemente, che essa: interpreti al contrario le medesime prove; neghi contro evidenza la diffamatorietà dell’azione;
presupponga uno scontro politico dove vi era invece contestazione doverosa e fondata di illeciti; lo attribuisca a
parti politiche e paritarie, che sono invece una politicoistituzionale forte (il sindaco Gasperini), ed una debole
appartenente alla società civile (i diffamati); vìoli in tal
modo il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Giurastante è rappresentato e difeso dall’avv. Livio Bernot, del foro di Gorizia.
P.G.P.
4 q il tuono
MEMORIA
Sabato, 24 luglio 2010
1905: le linee di navigazione da TriesTe
il tuono q 5
ATTUALITà
Sabato, 24 luglio 2010
SIMONE NAPOLITANO CONTESTA OPERAZIONI SPECULATIVE
Duino Aurisina: scintille
tra Comitato Rilke e Comune
Il Comune reagisce con chiusure, denunce e contravvenzioni
Nella sua marginalità apparente il piccolo Comune di Duino-Aurisina / Devin Nabrežina
è invece sempre
stato un elemento chiave degli
equilibri politici e
territoriali della
provincia di Trieste.
Dopo gli attriti
pubblici piuttosto violenti tra
l’amministrazione comunale di
centrodestra del
sindaco Ret ed il
Comitato Rilke, su questioni non
da poco, siamo andati a sentire
l’attuale presidente del Comitato, Simone Napolitano, per
un’intervista con esiti interessanti sotto più profili.
Abbiamo seguito su altri media le vostre recenti
polemiche col Comune.
Ci spieghi.
Tutto è cominciato
la
scorsa
estate,
quando l’Amministrazione
Comunale
di
Duino Aurisina
ha presentato in
sordina il Piano
del Commercio.
Con l’obiettivo
di cementificare
il nostro territorio a forza di centri commerciali. Favorendo, in sostanza,
alcuni imprenditori edili del
posto e i proprietari dei terreni dove dovrebbero sorgere
i centri.
Cos’è il Comitato Rilke?
Un’Associazione senza fini
di lucro del comune di DuinoAurisina. Ha sede nel Castello di
Duino, dov’è nato nel 2005 con
soci fondatori la Castello di Duino s.r.l., la CO.L.M.I. - Cooperativa lavorazione maricoltura ed
itticoltura s.c.a.r.l., la Progetto
Turismo s.a.s. di Gabriella Veronese. ed alcuni soci individuali:
Marino Rossa, Sidonja Radetič,
Sergio Bergamasco, Danila Tomasini, Branka Miladinović, Giovanni Gruden, Paolo Pernarcich
e Majda Perič.
Si propone, secondo statuto,
la promozione dello sviluppo turistico ed economico del territorio del Comune per valorizzarlo
meglio nel rispetto della tutela
dell’ambiente e nelle sue tradizioni. Con manifestazioni culturali, artistiche, economiche e sociali, favorendo anche la nascita
di consorzi e organizzazioni affini
e coadiutrici. Il primo presidente
è stato il principe Carlo della Torre e Tasso.
E voi avete reagito?
Il castello di Duino
Ci siamo dati subito da
fare dicendo chiaramente che
A chi?
questi centri andavano a dannegA tutta l’Amministrazione Cogiare l’ambiente ed il turismo.
munale. Il Piano del Commercio
non era affatto obbligatorio, come
Risultati?
ha fatto invece credere il sindaco
Che il vicesindaco Romita ci Ret. Secondo noi è nato solo per
ha chiuso in faccia le porte del venire incontro agli interessi di
Comune, dopo avermi pure in- pochi speculatori contro il bene
viato una serie di sms minacciosi della collettività. Vi immaginate
che conservo. Poi il sindaco Ret una serie di capannoni della granha dichiarato che i fatti da noi de distribuzione che spuntano
denunciati non sussistono, e col come funghi nel verde del Carso,
capogruppo di maggioranza, Col- per fare concorrenza ai troppi già
lecchia, mi hanno attaccato con la presenti nelle vicine Monfalcone,
ridicola accusa di essere un nuovo Gorizia e Trieste, senza contare
partito politico che sta “fornican- quelli della Slovenia?
do” con l’opposizione. Insomma,
gli diamo fastidio, e tanto.
E cosa avete da dire sulla baia di Sistiana, che è da
sempre obiettivo di grosse
Vogliono ridurre
speculazioni?
la Baia
Che la vogliono ridurre a un
formicaio,
com’è già avvenuto
di Sistiana
con l’Hotel Europa, svenduto
come già l’Hotel
dalla Regione e trasformato in un
alveare di piccoli appartamenti
Europa
dai costi astronomici.
Il piano
comunale
del commercio
serve solo
a cementificare
a forza di centri
commerciali
La Baia di Sistiana prima degli interventi speculativi attuali
Ma almeno l’opposizione ha fatto qualcosa per difendervi?
No, niente. In questo
Comune l’opposione in
pratica non esiste: o è latitante, o cavalca l’onda
secondo il vento. Dorme
anche dopo l’approvazione del Piano del Commercio,
avvenuta in modo palesemente
illegale.
L’amministrazione
Ret gestisce la cosa
pubblica come privata,
su esempi nazionali
E non è l’appartamento che il
privato paga, ma il mare su cui si
affaccia, che appartiene a tutti. E
così è anche per la “bonifica” della cava di Sistiana... qui ci mangiano tutto come il carciofo, una
foglia alla volta.
Facciamo un passo indietro: perchè il Comune
vi ha chiuso le porte?
Perché ho osato dire apertamente ciò che penso. E ci hanno tagliati fuori da tutto.
Non veniamo nemmeno più
invitati alle manifestazioni,
e non riceviamo più nessuna
informazione da loro. Tantomeno dal vicesindaco Romita,
che è anche assessore al turismo.
Ma il vaso è traboccato
quando abbiamo creato un
Info point, punto d’informazione turistico-culturale, nella
piazzetta del castello con i soldi dei nostri soci, e ci siamo visti notificare atti di un esposto
penale sottoscritto da cinque
consiglieri di maggioranza
e presentato ai nostri Vigili Urbani. Erano Collecchia,
Eramo, Pilat, Pipan e De Vita,
auspici ovviamente Romita
e Ret, vicesindaco e sindaco.
E ci hanno anche appioppato
una multa di 399 euro per un
cartello che serve ad attrarre
i turisti offrendo loro gratuitamente tutte le informazioni
sulle bellezze del nostro territorio. Di questo cartello, in vista da più di un anno e pagato
coi nostri soldi, nessuno si era
mai preoccupato prima.
In che senso?
Perché prima di portarlo
in approvazione il Comune
lo avrebbe dovuto presentare
alla popolazione ed ottenere
il via libera sulle valutazioni
ambientale strategica (VAS) e
d’ incidenza ambientale (VIA).
Nulla di tutto questo è stato
fatto.
Come mai?
Perché quest’Amministrazione comunale gestisce la cosa
pubblica come un’azienda privata. Sull’ esempio, chissà, di
certi personaggi nazionali.
Il sindaco Ret vi ha accusati sulla stampa di aver
fatto circolare una lettera “vergognosa” contro di
lui...
Era invece, come lui sa benissimo, un mio volantino,
prodotto da semplice cittadino con la precisazione scritta
che il Comitato non c’entrava.
Conteneva l’accusa politica a
sindaco e maggioranza di agire in collusione con imprenditori locali. Se si è sentito
ingiustamente offeso, perché
non si è difeso in altro modo?
Cosa pensate di fare
adesso, avendo tutti i politici contro?
Continueremo a batterci per
difendere il Comitato e il futuro
del nostro territorio e della nostra collettività.
6 q il tuono
L
Sabato, 24 luglio 2010
ETTERE E SEGNALAZIONI
Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti
dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche
di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail
([email protected]), o portarceli direttamente
in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito
postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente
brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni,
sia modifiche di espressioni che fossero querelabili.
Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo
per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad
esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche
di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure,
se espressamente richiesto, su questa.
CASO DIPIAZZA
Sulle speculazioni immobiliari
è diffusa nel nostro paese, ed in particolare qui, , la
preoccupata convinzione che i partiti di opposizione
non svolgano con la dovuta efficacia e determinazione la
loro funzione di contrasto e critica, ovvero di controllo,
nei confronti della maggioranza. Causando con ciò un
affievolimento del tasso di democrazia.
Ma per quanto riguarda la nostra città un cruccio di tal
genere non ha forse motivo di esistere... soffermiamoci,
ad esempio, sul tema delle speculazioni immobiliari ed
edilizie; è stato ripreso in queste ultime settimane, anche ad opera di questo settimanale, il caso dell’acquisto
di un terreno comunale da parte del sindaco attualmente in carica. Un acquisto definito illecito.
Ebbene nella seduta consiliare del 21.12.2006 in occasione della delibera di vendita del terreno in questione, i consiglieri dell’opposizione espressero tutta la loro
contrarietà alla delibera con molteplici considerazioni.
Pensate, il capogruppo Omero spinse il suo ardimento sino a dichiarare che la proposta alienazione “potrebbe dar adito ad un ricorso in Procura”... poi i solerti
oppositori, non sapendo evidentemente che un atto illecito non può venir sanato da una votazione, passarono
temerariamente al voto contrario. E di Procura non si
parlò più.
Anzi non si parlò più di nulla, lasciando il basso incarico di sollevare la questione a qualche eventuale privato
che ci mettesse la faccia, il tempo, il denaro, le energie, il
coraggio di accostarsi alle stanze del Tribunale.
Questo avvenne il 15 ottobre 2009 ed il quotidiano
locale ne dette notizia il 20 successivo con un articolo
ben motivato ed esauriente. Il caso, come noto, è stato
rilanciato clamorosamente da questo settimanale, infrangendo un silenzio totale di otto mesi, ed ecco spuntare, quale novella mosca cocchiera, l’iniziativa di un altro oppositore, tale Adriano Bevilacqua, che, sull’onda
della campagna mediatica, con strenuo disprezzo del
ridicolo e, ripeto, ad otto mesi dalla prima notizia, con
atti di diffida stimola i consiglieri comunali ad occuparsi
della questione.
Sempre in tema di affari fondiari, a margine della
adozione della nuova variante del Piano Regolatore, è
stata interessata la Procura ad indagare sul famoso parcheggio di Opicina, e sulle previsioni urbanistiche interessanti l’ area del Villaggio del Fanciullo. Ma anche in
questa circostanza il protagonista è stato un privato che,
come sopra, ci ha messo la faccia e tutto il resto.
I lettori penseranno: forse delle anomalie segnalate
se ne è accorto soltanto quel privato, essendo un tecnico
della materia. Dobbiamo scomodare il poeta Orazio: i
casi segnalati erano noti “lippis et tonsoribus”, che tradotto per l’opposizione e pure per la maggioranza significa “pure agli orbi e ai barbieri”.
Sempre in tema fondiario va spesa pure qualche parola sullo scellerato tentativo dei soliti noti di trasformare
il Monastero di San Cipriano, risalente al 1200, quindi
parte eccellente della Trieste sacra medievale, in uno dei
soliti condomini di lusso. Anche in quest’occasione si è
levata ardimentosa la voce afona dell’opposizione... con
una nota inserita in un sito internet. Ma su questo caso
avremo modo di tornare con maggiori dettagli.
Va quindi riconosciuto alla opposizione un comportamento ispirato costantemente alla virtù della prudenza, innalzando l’insegna con il motto “non facciamoci del
male”. E anche questo, ci dicono, sarebbe democrazia...
V. B.
Più che giusto.
***
Piano regolatore, e altro
Spettabile Redazione de “Il tuono”
Si dice che la politica è l’arte del possibile, ma a fronte
del corto circuito creatosi tra organi politico-amministrativi e organi tecnici nella vicenda della variante al
PRGC di Trieste, a suo tempo adottata e ora messa in
ghiacciaia, lo snodo può essere superato soltanto se la
politica saprà agire nel pieno rispetto dell’ordinamento vigente, ossia facendo l’esatto contrario di quanto sin
qui avvenuto.
1) Non è possibile sostenere, come ad esempio fa il
consigliere regionale e comunale Piero Camber, che
basti convincere l’Ordine nazionale e locale dei Geologi sulla circostanza che per il futuro l’Amministrazione
Comunale si adeguerà al contenuto della sentenza del
TAR FVG n. 293 del 2009, integralmente confermata
con decisione della Sezione V del Consiglio di Stato n.
4525 del 2010. Evidentemente coloro che ragionano in
questo modo non si rendono conto che gli Ordini professionali sono Enti di diritto pubblico, e non già dei meri
portatori di interessi privati.
Una rinuncia all’azione da parte degli Ordini anzidetti sarebbe stata, forse, possibile prima della pronuncia
che ha definito in via inoppugnabile la causa, ma non
dopo la decisione del Consiglio di Stato, confermativa
della sentenza del TAR. L’elusione della statuizione del
giudice amministrativo si configurerebbe, infatti, come
violazione della Direttiva 2004/18/CE in materia di aggiudicazione dei contratti ad evidenza pubblica. Tale
normativa europea è assolutamente vincolante per tutte
le Pubbliche Amministrazioni italiane, anche laddove
- come nel caso di specie - espressamente impone una
gara pubblica per le acquisizioni dei servizi attinenti
all’urbanistica, alla paesaggistica, nonchè ai servizi affini di consulenza scientifica e tecnica.
Pertanto, anche a prescindere da qualsivoglia accordo
tra il Comune e le sue controparti processuali, la mancata esecuzione della sentenza comporterebbe comunque
un’infrazione dell’ordinamento comunitario, reprimibile da parte della stessa Unione Europea. A questo punto il Comune non può che prendere atto dell’avvenuta
caducazione di tutti gli atti del procedimento finalizzato
all’adozione della Variante susseguenti a quello annullato, ossia l’affidamento senza gara della consulenza geologica all’Università di Trieste, ed è pertanto tenuto a riavviare il procedimento stesso bandendo la gara sin qui
omessa. Non esistono altre soluzioni, poichè qualsiasi
altra decisione assunta dal Comune porterebbe inevitabilmente all’annullamento dell’intera procedura.
2) La riadozione del Piano, con la conseguente riapertura dei termini per la ripresentazione di osservazioni e
opposizioni, nonchè per la conclusione di nuove intese con le Pubbliche Amministrazioni, dovrà auspicabilmente condurre l’Amministrazione Comunale
ad un atteggiamento diverso nei riguardi delle riserve
che sono state sin qui espresse dalla Regione e che,
ove dovessero essere nuovamente riproposte negli
stessi attuali contenuti, dovranno essere recisamente
respinte.
L’art. 63 bis della LR n. 5/2007, recependo opportunamente una consolidata giurisprudenza, limita
infatti la vincolatività delle riserve stesse alle seguenti due ipotesi: a) contrasto dello strumento adottato
con le norme vigenti o con i Piani sovraordinati; b)
mancata osservanza dei vincoli paesaggistici e storico-artistici di cui al DLgs 42/2004 (Codice Urbani e
successive sue modifiche). Viceversa, nel caso della
nostra Variante, la Regione ha di fatto imposto sue
scelte discrezionali, mascherando quali esigenze di
rispetto di standards vere e proprie trasformazioni
della destinazione urbanistica di aree inoppugnabilmente già edificate e che nondimeno vengono precettivamente destinate nella volumetria residua a verde
privato (ossia, non certamente a standard): tutto ciò
facendo illegittimamente scontare ai piccoli proprietari il carico urbanistico viceversa accordato a ben
note e grandi speculazioni edilizie, ancorchè distanti
dalle aree asservite (Villaggio del Fanciullo, ecc.).
A fronte di ciò risultano pertanto destituite da ogni
fondamento le affermazioni di taluni consiglieri comunali secondo le quali la Variante costituirebbe un
buon lavoro, tanto da poter essere riadottata così
come sta. Semmai, proprio taluni rilievi formulati da
altri consiglieri comunali a seguito della predetta decisione del Consiglio di Stato evidenziano una diffusa
disinformazione sui contenuti della Variante da loro
votata e del contesto normativo in cui essa dovrebbe
essere operante (qualcuno crede addirittura che la LR
52 del 1991 sia ancora in vigore!).
Questo stato di cose indurrebbe a riflettere su una
necessaria loro responsabilizzazione non solo politica, ma anche erariale su quanto sta accadendo, posto
che l’amministrazione della città non può per certo
rimanere in simili mani.
3) Un’ultima considerazione. Non vorrei che, stante la dichiarazione del Sindaco comparsa sulla stampa, secondo la quale egli non si fida più di nessuno,
questo preludesse in realtà ad utilizzare la pausa di
riflessione per chiedere un costoso parere “pro veritate”, con ciò arrecando all’Amministrazione Comunale
un altro danno erariale.
Il Sindaco e la Giunta Comunale abbiano invece il
coraggio di revocare immediatamente gli incarichi dirigenziali di tutti coloro che hanno fin qui sbagliato,
reperendo altre risorse umane all’interno dello stesso
Comune o in altre Amministrazioni. E, soprattutto, il
ceto politico abbia finalmente il coraggio di comprendere che è profondamente errata e perversa la logica
delle incentivazioni economiche al personale dirigente fondate sui pareri di comodo che sono graditi al
Sindaco e all’Assessore di turno, ma che non hanno
alcun costrutto tecnico-giuridico: basti pensare alla
concomitante vicenda dell’acquisto da parte dello
stesso Sindaco di un terreno di proprietà comunale,
approvato dagli Uffici anche se espressamente vietato
da una norma di legge conosciuta perfino dagli studenti del primo anno di Giurisprudenza.
Prof. Ing. Marino Valle *
*Già professore a contratto di “Ingegneria
del Territorio” e “Pianificazione
e Organizzazione Territoriale” presso l’Università
degli Studi di Trieste
* * *
Grazie, condividiamo.
Un cortese lettore ha fotografato le emissioni della Ferriera alle 6.30 di mattina di
domenica 18 luglio, rifotografando poi dallo stesso punto
quando un po’ di vento è riuscito a spazzar via buona parte del pulviscolo denso e perfettamente visibile nella prima
foto. Tutto questo continua ad
accadere a ridosso di un’area
abitata da decine di migliaia di persone, senza contare i
miasmi del vicino depuratore
fognario di Sottoservola.
Ogni commento è superfluo.
Sabato, 24 luglio 2010
L
il tuono q 7
ETTERE E SEGNALAZIONI
CASO AMMINISTRAZIONI
DI SOSTEGNO
Lettera aperta
Preg.ma Giudice Dott.ssa Gloria Carlesso,
Preg.mo Professor Paolo Cendon,
Preg.ma Dott. Alessandra Marin,
tramite Internet mi è possibile leggere stampa locale ed
il sito “persona e danno” curato dal Professore.
Ho letto così della costituzione in maggio u.s. di AsSostegno e le motivazioni corredate di punti legislativi a difesa dell’istituto dell’Amministratore di sostegno (Ads).
Dal 26 giugno “Il Tuono” settimanale di Trieste e dintorni ha curato vari commenti di civili impegnati anche in
associazioni soprattutto sulla prassi dell’Ads. I commenti provengono anche da Lazio, Viareggio, Arezzo - e con il
mio ancora dalla provincia di Lucca -.
L’argomento del contendere, per quanto mi riguarda, è
eminentemente materiale.
A titolo di esempio:
nel mio intervento citavo la responsabilizzazione dei
servizi tramite l’art. 406 comma 3 del Codice Civile come
appunto modificato dalla L.6/2004 - non era una critica
alla disposizione, ma un cenno di come si possa tramite
quella by-passare amministrando, parenti, autorità civili,
ed esperire vie d’urgenza. Le specificazioni appena dette nemmeno erano tutte
presenti nel mio commento, ma il “caso Zafran” (citato
come ho visto in convegni come necessità di “diritto alla
cura”) rientrò proprio in questo sorpassamento totale dei
consociati - da allora percepiti inesorabilmente come dannosi o inaffidabili -.
I danni rimostrati altro non si giocano che su un piano
strettamente sostanziale, e sulla percezione di famiglie che
si sono sentite espropriate, maltrattate, violate...
L’alternativa ad un abbandono lato sensu ( di un prodigo, di untossicodipendente,..) non può mai essere la costruzione di un illecito grottesco da parte di un serviziopotere pubblico:
citando il dottor Garano su “Il Tuono” del 17 u.s., che
riferisce una fattispecie astratta di ultranovantenne invaghito di diciannovenne a cui voglia donare tutti i suoi patrimoni (infelice esempio, che associa perversione alla nostra
gente anziana!), è certo preferibile per la sua vita che sussista abbandono piuttosto che - sempre sul lato eminentemente materiale – gli siano trattenute tutte le proprie
sostanze e venga magari internato in uno dei tanti ricoveri
per anziani (biasimati il 23 luglio 2009 anche dal Direttore
emerito ASS Dr Rotelli su Il Piccolo).
Sarebbe invece auspicabile una condotta ragionevole di
Ads “da manuale”.
Sebbene io non sappia quanto l’invadenza del Pubblico nel privato, del Drittwirkung come percepito a Trieste
possa essere trasferito nel resto d’ Italia; ritengo comunque
mettere Loro a conoscenza come primi firmatari di AsSostegno di linee dispositive in materia di Ads, alla cui redazione ho e sto partecipando tuttora in Toscana.
Invio un saluto cordiale, restando a Loro disposizione!
Mirko Gabriele Salotti
Volontario salute mentale CESVOT (centro servizi volontariato toscano)
Iscritto all’Albo nazionale dei soccorritore del 118
Membro associazione “ Voceallavittima! “ - Roma
Ecco quanto si propone per la Toscana:
Si potrebbe avere una etica migliore dell’istituto dell’amministratore di sostegno iniziando con dei punti fermi e
correttivi, quali ad esempio:
assicurare che un amministratore non cumuli più di
10 amministrati (per ribadire l’importanza dell’ascolto e
attenzioni concrete alle persone beneficiarie - stabilendo
anche un tempo di ascolto determinato e settimanale in
ipotesi 2 ore per ogni beneficiario - un’ora per l’interessato
ed un’ora per i famigliari che desiderino parlare con l’AdS);
assicurare che le persone interessate siano debitamente
informate (tornare anche all’avviso su carta) e dove non
possibile si procuri un “protocollo” di comunicazione che
fornisca dovute garanzie agli interessati ;
assicurarsi che quando l’amministratore viene chiesto
da persone non interessate direttamente o che si rivelino
distanti ai bisogni dell’interessato o siano amministrazioni
pubbliche, si proceda a moduli cartacei specifici che verbalizzino il rapporto con la persona interessata e con la famiglia da parte del Giudice tutelare (mai lasciar fuori gli
interessati ed i cari che si prendono cura di loro, malgrado
qualsiasi difficoltà di comunicazione);
andare oltre la “visita” al luogo di dimora della persona che dev’essere amministrata ed alla pseudo-psicologia
clinica specie in salute mentale: il Giudice tutelare deve
sapere o munirsi di una consulenza permanente che precocemente connetta il farmaco al luogo (clozapina non
và sempre d’accordo con soluzioni domiciliari in cui si usa
fumo o caffè che interagiscono con l’emivita dell’importante farmaco). In pratica l’amministratore non deve essere
un ratificatore “alla buona” di scelte deleterie, ma una persona che opera con consapevolezza del valore e dei bisogni
della persona che assiste.
***
Ci sembrano spunti validi per incominciare ad ovviare
agli abusi concreti che la legge purtroppo consente per il
semplice fatto di non avere previsto strutture adeguate di
controllo effettivo sulla massa crescente degli Ads e degli
altri soggetti istituzionali coinvolti
Quale difesa?
In risposta alla
lettera a firma
Dott. Giuseppe
Garano, pubblicata sul vostro
settimanale
in
data 17/07/2010,
il sottoscritto amministratore di
sostegno indipendente, cioè non
iscritto ad associazione alcuna,
Marco Marcon,
desidera anche
alla luce della
propria esperienza nel campo delle tutele sottolineare quanto segue: pur condividendo i
meriti della legge sull’amministrazione di sostegno non
posso non esprimere forti perplessità in merito all’operato dei giudici tutelari che si sono succeduti a Trieste
da Camerlengo alla Carlesso. Sebbene essi fossero a
conoscenza dei pesanti comportamendannosi di alcuni
avvocati, si sono ben guardati dal sollevarli dalle rispettive nomine, nonostante segnalazioni ricevute.
Ciò conferma quanto scritto dal Dott. Borgonuovo da
Arezzo nella lettera pubblicata dal vostro settimanale
lo stesso giorno. È altresì impensabile che tale comportamento non sia stato attuato in virtù di una adeguata
copertura.
Si era sperato che fosse il risultato di pressioni, ma
tale speranza affievolisce sempre più. Così come è logico immaginare che gli avvocati abbiano goduto di
una corsia preferenziale nella scelta del tutore prima e
nell’amministrazione adesso, specie nei casi di conflitti
famigliari generati dall’errata convinzione che il tutore
o A.d.S. una volta nominato diventi padrone di tutto (e
mi chiedo se questa errata convinzione non venga artificialmente generata sì da giustificare la nomina di un
avvocato). Ciò accade in genere proprio con la nomina
di un legale, il quale dispone dei beni in custodia come
crede senza interpellare i parenti ai quali è precluso il
rendiconto (esperienza diretta – nemmeno al Pentagono c’è una tale segretezza) e che peraltro non sarà passato al microscopio a scansione come quello dell’A.d.S
famigliare non avvocato. Non si capisce infatti come
certi rendiconto “incredibili” presentati da avvocati siano stati approvati dal Giudice Tutelare senza batter ciglio. Se non erro, l’amministrazione così come la tutela
è gratuita. Ma anche in questo caso l’avvocato riesce a
farsi “pagare” per il suo disturbo per la tutela gravosa
e complicata, mentre A.d.S. o tutore non avvocato no.
Ma la legge non è uguale per tutti? Nel caso che l’avvocato S.d.S. rubi, provi lei a denunciarlo in un tribunale
dove vige l’immunità parlamentare retroattiva (Berlusconi se lo sogna) prima della nomina a parlamentare
o dove uno che grida in una manifestazione “Partigiano
di m...” (vilipendio delle forze armate di liberazione)
davanti alle forze dell’ordine non viene nemmeno fermato. Mi auguro che la sua associazione sia meritoria in
questa fase della vita che solo chi ha provato indirettamente può realmente comprendere e non sia un rapido
sistema per individuare le potenziali vittime di vere e
proprie spogliazioni legalizzate di beni e risparmi.
Marco Marcon
* * *
Grazie per la lettera su questi problemi. Conosciamo il
caso specifico accennato, che è anche perfettamente documentato.
Ricordando
Marianna
Il 21 luglio 2010 ricorre il sesto anniversario della morte sul lavoro di Marianna di Domenico, lavoratrice interinale a Pasta Zara. Aveva venti anni Marianna. Vent’anni
fatti di sogni, di canzoni, di appuntamenti, di sguardi curiosi verso il mondo, di domande e dubbi sul futuro.
Un futuro di cui faceva parte anche quel lavoro con
contratto atipico, che la legava all’agenzia interinale e
non alla fabbrica, che non le garantiva ne la tutela di un
contratto nazionale di settore, ne se e quando l’azienda
l’avrebbe assunta a tempo indeterminato. Per lei come
per tanti, troppi giovani e non,del nostro Paese, un lavoro senza certezze e garanzie, precario, atipico, impossibile base per la progettazione e per la costruzione di
una vita serena.
Ricordiamo oggi Marianna e i suoi ultimi passi per
via delle Saline, verso quella fabbrica, verso quel turno
dove, in solitudine, ha formulato i suoi ultimi pensieri
e mosso i suoi ultimi gesti. Poi la pressa. Un attimo, e
tutto ciò che Marianna era e poteva diventare, non esisteva più.
Il Gruppo Donne a Confronto - Z*enske se sooc*ajo
della Federazione della Sinistra la ricorda oggi e ricorda insieme a lei tutte e tutti coloro che perdono la loro
vita, quotidianamente, sul posto di lavoro. Lavoratrici
e lavoratori, per cui non si ammainano bandiere o si
chiede un minuto di silenzio, ma che avrebbero diritto
al silenzio pentito e consapevole di chi continua ad anteporre il profitto, alla sicurezza sul lavoro e del lavoro,
che sostiene la negazione della giustizia sociale, che si
avvale dell’applicazione di leggi e normative che la politica ha scientemente costruito per dotare industriali
ed imprenditori di armi inique e ingiuste che annullano
le conquiste nate dalle lotte dei lavoratori, cancellano i
diritti acquisiti e impongono la permanente precarizzazione dell’esistenza umana.
Il Gruppo Donne a Confronto si stringe intorno alla
famiglia, agli amici e alle lavoratrici e ai lavoratori che il
21 luglio la ricorderanno e sostiene la proposta formulata dalla NidiL CGIL di chiedere al Comune di Muggia,
presso i suoi Uffici preposti, l’intitolazione di un tratto di
via delle Saline a Marianna e di fissare permanentemente per la data del 21 luglio di ogni anno una serie di iniziative formative-informative sulla sicurezza, la salute e
la prevenzione nel mondo del lavoro. Marina Coccolo
* * *
Ricordiamo bene quella tragedia, e ci associamo alla
richiesta.
Comunicatori vocali
per chi ha disabilità del parlare
Gentile Redazione,
sono una volontaria di alcune associaizoni di disabili.
Partecipando alla fiera Domus Persona di aprile a
Trieste, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di alcuni fondi statali vincolati all’acquisto di comunicatori
vocali per pazienti con gravi patologie neuro-motorie.
Vi inviamo in allegato una nota del Ministero della
Salute dd. 23.11.2009 (C_17_pubblicazioni_1131_allegato) indirizzata agli Assessori Regionali alla Sanità, da
cui si evince che la Conferenza Stato Regioni ha deliberato l’ammissione al finanziamento per le 14 regioni che
hanno presentato i progetti per i fondi relativi all’anno
2007 e 2008 (non c’era il Friuli Venezia Giulia!!!).
Alla luce della nota sopracitata sembra che la Regione
Friuli Venezia Giulia non abbia presentato alcun progetto
per entrambi gli anni, mentre risulta che con provvedimento Generalità n.723 del 26.03.2009 abbia approvato
di fornire questi comunicatori oculari e che abbia dato
mandato al Gervasutta di stilare un “progetto” dell’intervento (allegato “facilitatori oculari regione fvg”)
Ad oggi non abbiamo ancora capito se, come e dove si
possa chiedere l’accesso a questi fondi...
I rivenditori presenti alla Domus Persona sostenevano che in Lombardia e in Veneto tutti coloro che presentano grave disabilità con compromissione della fonazione o con grave disabilità motoria degli arti superiori
hanno avuto il contributo per l’acquisto dei comunicatori (che tra parentesi sono ad alta tecnologia e costano
minimo 15.000 euro!)
Forse una segnalazione sul un giornale permetterà di
smuovere un po’ le acque o almeno di capire la procedura per attingere all’aiuto.....
grazie mille!
daria
***
Grazie per avere segnalato una possibilità così importante per molte persone sofferenti.
8 q il tuono
Sabato, 24 luglio 2010
ETTERE E SEGNALAZIONI
L’altra faccia del Carnevale muggesano
In un articolo del 3 luglio comparso su “Il Tuono”,
giornale d’inchiesta che tra l’altro ha riscosso e continua
a riscuotere la mia ammirazione, il Sindaco di Muggia
e il suo staff, nell’annunciare il programma estivo del
Carnevale muggesano, si vantava del previsto “crescendo
di un continuum di musica, arte e cultura ma non solo….”
E concludeva augurando: Buon divertimento!
Ebbene vengano arte, cultura e musica ma quella vera
non il puro, fastidioso, amplificato e assordante rumore
proveniente da quasi tutti i bar del centro.
Tengo a sottolineare che i residenti del Centro
storico finora sono stati privati della possibilità di
vivere dignitosamente a casa propria per buona
parte dell’estate. Infatti nell’estate del 2008, con una
petizione, circa 200 cittadini hanno chiesto al Sindaco di
far rispettare le leggi vigenti sull’inquinamento acustico
e sulla tutela della salute pubblica ma, più ancora che
ignorati, sono stati pubblicamente insultati.
La ciliegina sulla torta sarà sicuramente la “frizzante
iniziativa “del Mandracchio reso pedonale in alcune
serate estive, il che significherà schiamazzi e sporcizia
a non finire nel Mandracchio stesso e un pesantissimo
aggravarsi del traffico automobilistico, e quindi
dell’inquinamento atmosferico, nella via Roma, dov’è
già adesso oltre i limiti di sostenibilità.
Non era certo questo quello che ci si aspettava da un
Sindaco che propugnava la sostenibilità ambientale e
la lotta contro ogni forma di inquinamento, compreso
quello acustico.
Grazie signor Sindaco, sarà proprio un gran
divertimento!
Daniela Frausin
* * *
Riteniamo che Daniela Frausin abbia ragione.
Treni passeggeri o da bestiame?
A seguito delle precedenti comunicazioni e dell’incontro svolto presso l’Ospedale di Palmanova in data
4 giugno c.a., la scrivente Organizzazione sindacale di
Base, ritiene necessario rimarcare nuovamente una
situazione paradossale che risulta senza alcun dubbio
paragonabile a quelle che si possono facilmente riscontrare sui carri ferroviari adibiti al trasporto del bestiame,
anziché alla situazione incantevole, che la società Trenitalia S.p.A. si sforza ogni giorno di promuovere sugli
organi di informazione nazionali e locali.
In relazione a quanto già in precedenza evidenziato
dalla scrivente, si conferma che la situazione del trasporto ferroviario nella Regione Friuli Venezia Giulia,
non sia affatto migliorata e a distanza di 3 mesi dalle
precedenti segnalazioni, permangono ancora irrisolte le
gravi problematiche relative alle:
condizioni di salute dei lavoratori in seguito alla riorganizzazione del lavoro, in virtù del periodo già trascorso
e delle ripercussioni negative incorse negli operatori
sottoposti a tali riorganizzazioni;
condizioni di salute e sicurezza dei viaggiatori in
seguito alla eventuale mancanza del solo macchinista
alla guida del convoglio ferroviario, anche in virtù delle
esperienze maturate in altre regioni italiane in seguito
ai sempre più frequenti casi di malore del personale che
conduce il treno;
condizioni di sicurezza delle porte d’accesso delle vetture dei treni, anche in funzione delle misure tecniche
adottate da Trenitalia S.p.A. in seguito alle denuncie formali della scrivente Organizzazione sindacale.
Si rende noto che, oltre agli abituali disagi e pericoli
già più volte denunciati, si sono ulteriormente verificati
degli eclatanti episodi che – in particolar modo – nella
giornata di sabato 17 luglio c.a. hanno determinato sul
treno Roma – Trieste - InterCity 592/593:
la partenza dalla stazione di Roma, con almeno una
porta aperta – chiusa solamente dopo alcuni chilometri
di percorso, su espressa segnalazione dei passeggeri;
il posizionamento delle carrozze – roventi – sul bina-
rio di partenza, con il sistema di condizionamento totalmente inattivo e i finestrini sigillati. Lo stesso impianto
è risultato completamente inefficace anche durante il
tragitto, a fronte della temperatura esterna di circa 35
gradi – 43 gradi percepiti;
il malore di numerosi passeggeri presenti nelle carrozze che hanno rischiato il collasso, così come è poi
avvenuto ad una giovane passeggera, che prima di perdere conoscenza, veniva soccorsa dal personale di bordo,
che per oltre mezz’ora si prodigava nell’assistenza;
delle pesanti aggressioni verbali nei confronti del
personale di bordo, da parte di alcuni passeggeri comprensibilmente infuriati, che stavano per trasformarsi in
vere e proprie aggressioni fisiche;
le carrozze interessate erano contrassegnate dai
numeri di serie: 61 83 28-90 042-7, 61 83 21-90 329-5,
61 83 21-90 207-3, 61 83 21-90 585-2, 61 83 21-90 703-1,
61 83 21-90 332-9 e 61 83 80-90 022-4.
Si evidenzia che la situazione sopra descritta non ha
subito variazioni neppure nella giornata successiva, in
quanto le carrozze sono ripartite nella mattinata del 18
luglio c.a. - dalla stazione di Trieste con destinazione
Roma – nelle medesime condizioni nelle quali si trovavano all’arrivo.
Anche a fronte della difficile condizione climatica che
si sta registrando e che si prospetta nelle prossime settimane, si rimane in attesa di un cortese cenno di riscontro da parte dei Preg.mi destinatari della presente.
Willy Puglia
USB – Federazione Trasporti F.V.G
* * *
Condividiamo le valutazioni e lo sdegno per le condizioni in cui sono state ridotte le prima valide Frerrovie
dello Stato.
Sindacati di Polizia: Coisp
“Ci apprestiamo
a fare la cosa più
triste e deludente
che possa capitare
a Servitori dello
Stato che credono
nel proprio ruolo
e nelle proprie
responsabilità e si
trovano
costretti
a manifestare tutta la propria indignazione proprio verso
chi dovrebbe rappresentarli, tutelarli, garantirgli di poter
svolgere il proprio lavoro, prestargli attenzione, appoggio,
condividere con loro l’orgoglio di rappresentare e difendere
le Istituzioni italiane. Mai il Paese si è trovato ad affrontare
un periodo così nero, la prova è che proprio noi, oggi,
vogliamo e dobbiamo chiedere al Ministro dell’Interno di
andare a casa!”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp,
Sindacato Indipendente di Polizia, anticipa e spiega
l’ennesima, grande manifestazione contro la manovra
finanziaria, le cui disposizioni penalizzeranno il comparto
sicurezza al punto da mettere in ginocchio i Poliziotti
e gli altri Operatori delle Forze dell’Ordine, che si
terrà mercoledì, 21 luglio, dalle 10.00 in poi davanti al
Ministero dell’Interno, dove Appartenenti al Sindacato
Indipendente, colleghi e semplici cittadini parteciperanno
ad un volantinaggio alquanto “singolare”, che sarà
caratterizzato da “chicche” cui i membri del Coisp hanno
abituato le varie città d’Italia in questi giorni di luglio, con
le varie iniziative realizzate nell’ambito della campagna di
protesta “Ci hanno pugnalato alle spalle”. Proprio davanti
al Viminale il lugubre esercito di sagome di poliziotti con
un pugnale piantato nella schiena, divenute ormai simbolo
della protesta di tutti gli Appartenenti alle Forze dell’ordine
rimasti atterriti e sconcertati dai tagli e le altre assurde
previsioni della manovra letteralmente vessatorie nei loro
confronti, attorniate dal frastuono delle vuvuzelas del tutto
impossibile da ignorare, chiederà a gran voce e senza mezzi
termini che il ministro Maroni “lasci un incarico che non ha
saputo ricoprire come migliaia di uomini e donne in divisa
attendevano che facesse - spiega ancora Maccari -, come la
stessa concezione dell’Istituzione avrebbe richiesto, come
i cittadini italiani avrebbero meritato, dal momento che
è per loro e solo per loro che i Poliziotti si sono sempre
sacrificati in ogni modo, anche oltre ciò che sarebbe stato
ragionevole chiedere loro.
e giusto farsi sentire e lottare come sempre per quello
in cui crediamo! Proprio perché crediamo fermamente
nel valore delle Istituzioni di questo Paese, proprio perchè
siamo i garanti dell’ordine e della sicurezza, abbiamo il
dovere di lanciare l’allarme quando ci stiamo avviando al
precipizio. Abbiamo il dovere di pretendere che ci lascino
lavorare come sappiamo, come vogliamo e come serve
che sia, perché i Poliziotti non siano solo comparse
negli spot elettorali di un Governo che nella realtà se
ne strafrega di garantire la reale sicurezza, ma possano
continuare a svolgere il proprio lavoro secondo coscienza
e possibilmente... senza dover per questo prendere
pugnalate e ringraziare pure col sorriso sulle labbra!”.
Antonio Capria, Giulia Zampina, Piero
Affatigato, Luigi De Prizio, Giuseppe Campisi
Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale
***
Condividiamo da cittadini l’inquietudine e lo sdegno
per come i politici stanno riducendo le forze dell’ordine
in danno degli operatori e della collettività ed a vantaggio di malaffare e mafie.
Lettera aperta al Presidente
del Consiglio della giornalista
e scrittrice albanese Elvira Dones
Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su
giornali che lei non legge, eppure qualche parola gliela
devo, perché poco tempo fa il suo disinvolto senso dello
humour ha toccato persone a me molto care: “le belle
ragazze albanesi”.
Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta
agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle
ragazze possiamo fare un’eccezione”.
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro
magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in
Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.
A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco
una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di
andare sul marciapiede.Dopo un mese di stupri collettivi
ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò
piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio,
della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora - tre anni
più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia:
così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto
della società, non si innamorerà mai più, non diventerà
mai madre e nonna. Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il
massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in
Italia con il titolo Sole bruciato.
Anni più tardi girai un documentario per la tv svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava
Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie: rapite, mutilate,
appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano
ribellarsi.
Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato, E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua
figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata
in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare,
sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente...
Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione,
le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma
l’avviso, signor Presidente: io alle battute rispondo, non
le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro
famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è
inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse
mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di
poter finalmente camminare a spalle diritte e testa alta.
L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le
umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi
umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora,
non avrebbe che da guadagnarci. Questa “battuta” mi
sembra sia passata sottotono nei ì giorni in cui infuriava
la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company:
pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo
sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli di coloro che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffati sotto gesti galanti o regali costosi.
Mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a
tutte le donne albanesi.
Merid Elvira Dones
* * *
Ci associamo alla lettera.
Sabato, 24 luglio 2010
VOLONTARIATO
il tuono q 9
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
«La LILT non si pone in competizione con l’azienda sanitaria ma ci lavora assieme per garantire che al malato e ai suoi cari sia riservato il trattamento migliore»
La Lega italiana lotta contro i tumori (LILT), con sede a Trieste in piazza
dell’Ospitale n° 2, è una preziosa risorsaistituzione che vive grazie al lavoro gratuito di volontari professionisti e non. Come
tutte le associazioni che aiutano gli altri,
anch’essa è un onore e un vanto per tutta
la cittadinanza. Fin dalla sua fondazione,
nel 1927, usufruendo della volontà della
Sede centrale di Roma di coprire un maggior numero di città aprendo nuove sezioni, l’associazione LILT di Trieste vanta di
esser la più anziana sede inaugurata dopo
quella romana e tutti i suoi 83 anni d’esperienza sono oggi a disposizione di tutti.
Il 2009 ha visto un cambio ai vertici
dell’associazione eleggendo alla presidenza la dott.sa Bruna Scaggiante la cui immediata disponibilità rende possibile per
tutti i lettori de Il Tuono di conoscere il
prezioso lavoro di quest’associazione.
Buongiorno presidente, come Lei
ci ha dichiarato la Lega Italiana per
la Lotta contro i Tumori è un’istituzione con un’esperienza più che
cinquantennale, qual è la ragione di
tanta longevità?
Secondo il mio parere non c’è una
ragione soltanto. Serietà e convinzione
nell’obbiettivo sono le caratteristiche che
dovrebbero caratterizzare ogni associazione. Per quanto riguarda i punti di forza, oltre a quelli di carattere individuale
di ciascun volontario come la dedizione e
la serietà, ci sono anche gli stretti legami
di lavoro della sede centrale con il Ministero della Salute che, annualmente controlla l’operato della LILT e con il quale
vengono contrattati ed elaborati gran
parte dei programmi nazionali dell’associazione. Questo partenariato con il Ministero ha portato la LILT
ad ottenere la personalità
giuridica di Ente pubblico
su base associativa.
Quindi la Lega italiana per la lotta contro i
tumori non è una realtà
solamente regionale?
Non solo regionale. Possiamo dire però che le Sezioni provinciali di Trieste,
Udine, Gorizia e Pordenone
sono vivaci e attive sia per
quanto riguarda l’ottemperamento dei programmi
nazionali discussi assieme
alla sede centrale di Roma,
sia per quanto riguarda le
iniziative locali. Ogni sezione ha delle autonomie
che le permettono di dotarsi della personalità giuridica che più si confà a loro;
per esempio a Trieste la nostra sezione è
una ONLUS. Questa elasticità-autonomia
che la sede centrale dispone è l’asso nella
manica di tutte le sezioni locali in quanto
solo loro, a contatto con i pazienti, sono
capaci di capire e affrontare i problemi
e le situazioni che quotidianamente condizionano la vita dei malati di tumore e
delle persone a loro vicine.
Qual è il ruolo dell’associazione,
in questa fattispecie, della Sezione
di Trieste nei confronti degli Ospedali riuniti di Trieste?
Questo è un aspetto molto importante
che gradirei sottolineare. Il nostro compito e i nostri obbiettivi non sono sostitutivi
dei servizi disponibili dal sistema sanitario pubblico locale, bensì, complementari.
Il nostro scopo è quello di aiutare i malati
di tumore e i loro famigliari nei casi in cui
il servizio pubblico non sia in grado di far
fronte tempestivamente per soddisfare
tutti i bisogni dei pazienti. Perciò la LILT
non si pone in competizione con l’azienda
sanitaria ma ci lavora assieme per garantire che al malato e ai suoi cari sia riservato il trattamento migliore. Grazie a
questa cooperazione tra la nostra sezione
e il sistema sanitario pubblico – in particolare con il Centro Sociale Oncologico – i
servizi resi ai cittadini sono ad oggi alla
portata di tutti e parimenti disponibili.
Chi sono le persone che vi chiedono aiuto?
Le persone che ci chiedono aiuto sono
nella maggioranza dei casi persone afflitte da un tumore, per lo più anziani,
o i loro familiari. Le prime hanno generalmente bisogno di trasporti da e per i
centri di cura, o un pò di compagnia per
appoggio psicologico, o anche per piccole necessità come avere a domicilio i
medicinali. Per quanto concerne i famigliari, generalmente di tratta di persone
più giovani che non sono sempre capaci
di accudire il malato, spesso per problemi di lavoro. La richiesta più frequente
proveniente dai famigliari è difatti quella di trasporto della persona malata
ma anche di sostegno domiciliare per
consentire ai familiari di poter uscire di
casa sapendo che con il proprio caro c’è
qualcuno.
Quando un malato di tumore va in
ospedale, qual è la motivazione che
lo spinge a rivolgersi alla LILT?
Le motivazioni sono molte per rivolgersi alla nostra associazione, ma al
tempo stesso possiamo notare come la
scarsa conoscenza dovuta alla poca informazione e al disinteresse gioca un
ruolo molto negativo per il paziente e di
riflesso per l’associazione. Difatti, per rimediare a ciò, dall’anno scorso, grazie
alla collaborazione con il Centro Sociale
Oncologico, l’associazione è divenuta più
vicina ai malati adibendo una stanza al
piano terra della palazzina di Via Pietà
19 a Punto d’ascolto e d’informazione
a controllare il loro stato di salute, consentono agli operatori sanitari di avere
informazioni precise sull’incidenza delle
patologie.
Per coloro che non sono nella fascia
di età degli screening la nostra associazione offre tutto il suo appoggio per dare
informazioni ed indirizzare gli utenti ai
competenti centri sanitari pubblici delle
diverse specialità.
Il secondo livello su quale l’associazione lavora è quello di supporto a 360 gradi al paziente, compreso quello psiconcologico (progetto Stare Bene). Inoltre,
servizi come il trasporto del paziente da
e per i centri di cura, il punto d’ascolto e
d’informazione di Via Pietà 19, il disbrigo
di pratiche burocratiche e l’assistenza domiciliare sono solo alcuni dei servizi resi
gratuitamente ai cittadini.
LILT. In questa stanza ogni giorno (dalA Trieste non c’è solamente la
le 9.00 alle 12.00, tranne i festivi N.d.R.) LILT che rende questi servizi, qual è
chiunque abbia bisogno d’informarsi il rapporto tra voi e le altre associasulle nostre attività o di parlare dei pro- zioni?
pri problemi legati alla malattia, troverà
Credo fortemente che, laddove ci sia
sempre disponibile un nostro volontario una buona collaborazione tra le associacompetente pronto ad ascoltare e a rac- zioni che lavorano per migliorare la concogliere e trasferire alla nostra segrete- dizione dei malati, non ci saranno mai
ria tutte le richieste di aiuto.
grossi problemi e si riuscirà sempre più
A proposito della Sezione di Trie- a fornire servizi maggiormente efficienste, quali sono gli obbiettivi che vo- ti. Tout court, la collaborazione e non la
lete raggiungere e quelli che volete competizione tra le varie associazioni è
continuare a sostenere?
fondamentale.
Gli obbiettivi da raggiungere per la
Come esperta e professionista,
Sezione di Trieste sono distribuiti su due qual è il suo consiglio ad una persolivelli. Il primo livello, quello sul quale la na alla quale viene diagnosticato un
Sezione sta puntando gran parte delle tumore e quale quello ad una persosue energie, è la prevenzione dei tumori na sana?
aumentando il grado di consapevolezza
Non esiste una regola che vada bene
della cittadinanza sull’importanza di te- per tutti i malati. Se dovessi generalizzanere stili di vita sani. Quello che l’asso- re, per il malato, proverei a fargli capire
ciazione vuol comunicare è che la l’importanza di considerare la malattia
cura dei tumori passa attraverso in maniera globale e completa sotto tutti
la conoscenza della malattia e l’in- i suoi risvolti. Questo, in modo da oggetvestimento in termini di salubrità tivare la malattia e cercare con lui o lei il
che ognuno giorno per giorno fa.” modo migliore per affrontarla e combatPer quanto riguarda la lotta con- terla anche sotto l’importantissimo profitro i tumori generalmente parlan- lo dello stress provocato dalla patologia.
do, la LILT segue le linee guida Noti sono gli studi che dimostrano come
nazionali e mondiali che mirano un approccio più distaccato e – con il
ad allontanare il più possibile nel dovuto rispetto verso i malati – positivo
tempo l’eventuale’insorgenza dei verso la malattia, aumenti le possibilità
tumori o far cronicizzare le pato- di guarigione.
logie di natura tumorale. Questo
A riguardo della persona sana, come
vuol dire che poiché un tumore è il detto in precedenza, la prevenzione pririsultato di molteplici fattori quali maria ossia un stile di vita equilibrato
l’ambiente, la predisposizione ge- e quella secondaria, mediante analisi e
netica, lo stile di vita e le abitudi- controlli periodici, sono l’unica arma che
ni personali bisogna insistere sia oggi abbiamo per prevenire consideresulla prevenzione primaria per volmente l’insorgere di patologie tumoabbattere i fattori che concorrono rali e poterle combattere con il massimo
all’insorgenza dei tumori sia sul- successo.
la prevenzione secondaria, cioè la
Ringraziando la presidente della
diagnosi precoce .
Lega italiana per la lotta contro i tuSempre a riguardo del primo pun- mori, vorremmo sapere quali sono
to, la Lega Italiana per la Lotta contro gli obbiettivi per il futuro dell’assoi Tumori promuove la prevenzione dei ciazione?
tumori attraverso la pubblicizzazione
Gli obbiettivi che ci siamo posti sono
dei controlli, i così detti “screening”. Gli da un lato di continuare a rendere i serscreening, sono gratuiti e sono alla base vizi alle persone che ne hanno bisogno
della lotta contro i tumori. Per la Regio- e dall’altro di promuovere delle campane Friuli Venezia
gne di prevenzione e
Giulia, la quale è
di sensibilizzazione
in cima alla lista
LILT Trieste
che consapevolizzidelle Regioni per
Piazza dell’Ospitale, 2 - Scala A no sempre più il citdiffusione e utiIII piano
tadino nei confronti
lizzo degli scree34129 - Trieste
di queste realtà di
ning da parte dei
[email protected]
vita quotidiana. Per
cittadini, è dove040 398 312
far ciò, continuereroso ricordare
040 9381 757
mo il nostro lavoro
che gli screening
d’informazione per
gratuiti si riferila cittadinanza, per
scono al colon-retto, alla mammella e al i giovani nelle scuole e in collaborazione
collo dell’ utero. Molto spesso un tumo- con gli enti pubblici, ad iniziare dalla Rere diagnosticato in tempo risulta esser gione, ci impegneremo a continuare ad
molto meno pericoloso per il malato e organizzare appuntamenti e convegni
aderire ai programmi sanitari locali è dove tutti sono i benvenuti.
un diritto-dovere dei cittadini che, oltre
Daniele Fasolo
10 q il tuono
RICORDO
Sabato, 24 luglio 2010
la serata memoria e impegno ha reso omaggio a eddie cosina e a tutte le vittime di mafia
Ricordando via D’Amelio
adamo, siulp: «ha reagito lo stato? io posso dire che hanno reagito le forze di polizia»
«Parlate
della
mafia. Parlatene alla
radio, in televisione,
sui giornali. Però
parlatene»
Paolo Borsellino.
Si è tenuta domenica
scorsa la serata Memoria
e impegno in occasione
del XVIII anniversario
della strage di via D’Amelio a Palermo ed in ricordo
di Eddie Cosina – uno degli “angeli” di Paolo Borsellino che ha perso la vita
con lui il 19 luglio 1992 e di tutte le vittime delle
mafie.
La manifestazione si
è tenuta presso il Teatro
Verdi di Muggia ed è stata
organizzata dall’associazione Libera (Associazione, nomi e numeri contro
le mafie) e dal Siulp (Sindacato Italiano Unitario
Lavoratori Polizia), che
hanno presentato il concerto degli allievi del Conservatorio di musica Giuseppe Tartini Le femmine
d’Italia… e di altri siti!.
Lo spettacolo operistico-musicale è stato realizzato in collaborazione con
il Comune di Muggia e a
cura del Dipartimento di
Canto e Teatro musicale
del Conservatorio Tartini con la collaborazione
dei professori: Cinzia De
Mola, Enrico Rinaldo,
Rita Susovsky (canto), Silvano Zabeo (accompagnamento pianistico), Rosalba Trevisan (arte scenica).
Purtroppo non sono
riusciti ad essere presenti all’evento Lorenzo Frigerio, referente di Libera
Lombardia e coordinatore
di Libera-Informazione, e
Felice Romano, Segretario generale del Siulp, che
avrebbero dovuto intervenire durante la manifestazione. A presentare la se-
Via D’Amelio dopo l’attentato in cui persero la vita Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
L’impegno di Libera a Trieste
Libera - associazioni, nomi e
numeri contro le
mafie è presente
a Trieste già da
alcuni anni ed è
attiva soprattutto
nel settore della
formazione, cioè
nell’educazione
alla legalità e alla cittadinanza attiva, in
particolar modo nelle scuole». Attualmente esistono due presidi triestini di
Libera: uno è dedicato alla memoria
del muggesano
Eddie
Cosina,
mentre l’altro è
intitolato a Ilaria
Alpi e Miran
Hrovatin.
Per
contattare Libera
di Trieste bisogna contattare la
referente locale,
Marina Osenda: [email protected].
Il Tuono si è occupato di Libera sul
primo numero pubblicando un’intervista proprio a Marina Osenda.
rata è stata invece Marina
Osenda, rappresentante
provinciale dell’associazione Libera a Trieste, che
ha rivolto il suo primo ringraziamento alla famiglia
Cosina e che ha passato
la parola a Silvia Senna,
la nipote di Eddie, che ha
rivolto la sua riconoscenza
ai presenti, al Tartini e al
suo direttore Massimo Parovel, oltre che ai protagonisti della serata, ovvero
gli allievi del Conservatorio.
«Questa serata – ha Marina Osenda, Roberto Adamo e Massimo Parovel
affermato Silvia Senna –
non è dedicata soltanto a a Palermo. Noi eravamo Conservatorio Giuseppe
mio zio, ma anche agli altri spaventati ma ognuno di Tartini, che ha presentato
ragazzi che hanno perso la noi aveva la volontà di an- lo spettacolo affermando
vita con lui. Ringrazio di dare perché ci credevamo che «sarà allegro, perché
cuore l’associazione Libe- e ci crediamo anche oggi, vogliamo costruire un anra Trieste e il presidio de- ma Eddie disse “Non vi tidoto emotivo a segnali
dicato ad Eddie Cosina». preoccupate, parto io”. negativi come quello delle
Un pensiero inevitabile è Questa era la sua grande statue a Palermo».
Il direttore ha spiegacorso alla profonda indi- generosità». Adamo ha
gnazione che ha suscitato proseguito dicendo che to che il concerto si concentra sull’univerla notizia di questi
so femminile e che
giorni riguardante
«vuole essere un
lo sfregio delle staomaggio anche a tuttue dedicate a Paolo
te le donne che per la
Borsellino e Giovanmafia hanno sofferto
ni Falcone, posizioe che hanno saputo
nate in via Libertà a
reagire». La serata è
Palermo soltanto un
proseguita con arie
giorno prima dell’atdi importanti opere
to vandalico.
quasi tutte al femmiA questo proposito
nile, l’unica voce mal’assessore comunale
schile è stata quella
Rossi ha affermato:
del baritono Nikolaj
«Questo appuntaPintar, che ha cantamento è ogni anno
to nonostante un abun’occasione
per
bassamento di voce.
pensare e riflettere,
Accompagnate
al
soprattutto oggi che
piano da Luca Rosso,
sui giornali si leggole protagoniste sono
no notizie come questate le voci soprano
ste. Ma queste gior- L’agente scelto Eddie Cosina
ucciso
nell’attentato
a
Borsellino
di Claudia Fliegel,
nate costituiscono
Federica Vinci, Inanche la speranza di
superare la rassegnazione purtroppo, anche dopo la grid Iellenz, Mila Soldatić,
che nasce da questo tipo di morte di Falcone e Bor- Jasna Dineva e le mezzosellino, la storia continua soprano di Fabiana Polli,
avvenimenti».
Successivamente
ha a ripetersi: «Dopo questi Margarita Swarczewskaja
preso la parola Roberto fatti ha reagito lo Stato? Io e Martina Rinaldi.
Il Siulp, inoltre, ha mesAdamo, segretario provin- posso dire che hanno reaciale del Siulp ed ex col- gito le forze di polizia. – ha so a disposizione una borlega di Eddie Cosina, che affermato il rappresentan- sa di studio di 500 euro,
lo ha ricordato con que- te del Siulp – Oggi la cri- che verrà assegnata ad
ste parole: «Ricordo quel minalità organizzata è la un allievo meritevole del
giorno di diciotto anni fa vera emergenza nazionale Conservatorio durante la
come se fosse ieri. Dopo la perché un Paese insicuro serata di inaugurazione
morte di Falcone è arriva- non si sviluppa». Infine, la del prossimo anno accata la richiesta di persona- parola è passata a Massi- demico.
Diana Collarini
le specializzato da inviare mo Parovel, direttore del
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Sabato, 24 luglio 2010
MEMORIA
il tuono q 11
1905: le linee di navigazione da TriesTe
12 q il tuono
PUBBLICITà
Sabato, 24 luglio 2010
TRIESTE che lavora
LO TROVATE DA:
- Rivendita tabacchi e giornali - via Diaz, 7 - Drogheria Sandro - Piazza Perugino
- Rivendita tabacchi e giornali via Flavia di Aquilinia 20/a - Aquilinia
- Ricevitoria, giornali, merceria - via dei Carpentieri 1/b - Muggia
TRIESTE che lavora
ONORANZE FUNEBRI
TRIESTE
Via Machiavelli, 17
Tel. 040.773077
Via della Zonta, 5
Tel. 040.773377
MUGGIA
Via C. Battisti, 10
Tel. 040.272272
ALABARDA
OPICINA
Strada per Vienna, 16/G
Tel. 040.2158318
AURISINA
Piazza S. Rocco, 104
Tel. 040.2024067
SAN DORLIGO DELLA VALLE
Bagnoli, 366
Tel. 040.8325057
800-702270
Servizio reperibilità
La professionalità abbinata alla massima
discrezione e cortesia nell’organizzazione
di ogni tipo e classe di funerale.
Sabato, 24 luglio 2010
il tuono q 13
DIRITTI DEI CITTADINI
RACCOLTA E CONSERVAZIONE DEI MODULI SULLE DIRETTIVE ANTICIPATE DI FINE VITA. INIZAITIVA DELLA ChIESA VALDESE E DELLA ChIESA METODISTA
Moduli per il testamento biologico
Libertà di scelta
Si discute molto, attorno a casi tra i più drammatici,
sul diritto della persona di scegliere se quando si troverà, comunque, in condizioni di fine vita dovrà essere o
no sottoposta a terapie per prolungarla oltre il naturale.
Ma queste discussioni si sono sviluppate per lo più
nella direzione assurda di uno scontro politico tra correnti di pensiero religiose ed irreligiose: le une ritengono di difendere la sacralità della vita, le altre di
relativizzarla o negarla.
Queste polarizzazioni ottuse sono tipiche della
nostra cultura occidentale moderna, che ha preteso di
sostituire con il progresso tecnico disumanizzato dal
consumismo l’intero, raffinato patrimonio sapienziale
del saper vivere e saper morire che l’umanità ha accumulato in millenni di esperienze spirituali e riflessioni
filosofiche,
Privati di questa nostra eredità necessaria, ci troviamo così regrediti da azzuffarci
in confronti fasulli tra dogmi religiosi male compresi
e dogmi antireligiosi sostitutivi.
Così non ci si accorge neppure che qui la contraddizione non può esistere, perché si tratta di un oggetto
unico e semplicissimo: la libertà di scelta della persona,
che coincide esattamente sia con i diritti umani fondamentali definiti dal pensiero giuridico aconfessionale,
sia con il principio religioso fondamentale del libero
arbitrio che è proprio anche della dottrina cristianocattolica.
E non ci si accorge nemmeno, dal punto di vista religioso, che la pretesa di giudicare e reprimere questa
scelta come una colpa non perdonabile dalla misericordia e compassione di Dio – suoi attributi essenziali
nel cristianesimo quanto nell’Islàm – è per il credente
un atto di massima arroganza due volte blasfema: per
voler sostituire il proprio giudizio a quello di Dio, e per
l’attribuirgli spietatezza.
Non è dunque un caso che siano state le chiese cristiane valdese e metodista ad assumere l’iniziativa di
predisporre e conservare dei moduli che formalizzino
in maniera chiara ed accurata la volontà delle persone
su questo argomento così delicato.
Dobbiamo essergliene grati, e sperare che l’esempio
venga esteso e consolidato anche a livello istituzionale,
proprio per garantire al cittadino quella libertà sacra
e civile di scegliere che è l’essenza stessa del principio
generale di libertà
p.g.p.
Note sulla raccolta e conservazione dei moduli sulle
direttive anticipate di fine vita.
I moduli possono essere ritirati presso la Chiesa Valdese e/o la Chiesa Metodista di Trieste o richiesti via email all’indirizzo [email protected].
Compilazione del modulo
Si consiglia di compilare il modulo con calma, prendendo tutto il tempo necessario a riflettere sulle domande che vengono poste. Il fiduciario indicato deve essere
una persona che sappia interpretare il volere dell’interessato di fronte a situazioni mediche di vario tipo,
eventualmente anche non contemplate nel formulario.
È utile ricordare che qualora si rendesse necessario il
suo intervento, il fiduciario avrebbe sulle spalle una importante responsabilità. Il formulario può essere compilato anche solo parzialmente ed è possibile inoltre dare
delle indicazioni in modo discorsivo nello spazio apposito. Se tale spazio non fosse sufficiente si può aggiungere
un foglio che verrà poi firmato ed accluso al formulario.
II/i fiduciario/i deve/ono firmare il modulo.
Raccolta dei moduli compilati
I moduli verranno raccolti due volte al mese in presenza di un avvocato e di due testimoni presso i locali
della Chiesa Metodista di Trieste, Scala dei Giganti, l.
Le date di raccolta saranno disponibili chiamando il
numero 339 4782406 o mandando una e-mail all’indirizzo [email protected]
La firma in calce al modulo avverrà in presenza
dell’avvocato e dei testimoni e sarà da questi controfirmata. Se possibile portare 2 fotocopie (3 nel caso siano
indicati due fiduciari; se non verranno portate sarà possibile effettuarle in loco): l’originale verrà conservato in
busta chiusa, firmato dall’interessato, negli archivi della
chiesa; una copia verrà conservata dall’interessato e una
andrà consegnata al/ai fiduciari.
Modifica, ritiro o utilizzo delle direttive
Le diretti ve consegnate potranno essere ritirate, modificate o utilizzate per il loro fine in qualunque momento prendendo contatto con il pastore della Chiesa Valdese e della Chiesa Metodista.
Domande frequenti
1- Il fiduciario deve firmare in presenza dell’avvocato
e dei testimoni?
No, il fiduciario può firmare anche in separata sede,
purchè prima della consegna.
2- Devo presentarmi con i testimoni?
Due testimoni, membri della Chiesa Metodista e/o
della Chiesa Valdese, saranno sempre presenti, ma nulla vieta, se lo si preferisce, di portare dei testimoni di
fiducia, purchè maggiorenni.
3- Serve un documento dell’interessato, dei testimoni
o del fiduciario?
Serve il documento dell’interessato e dei testimoni.
4- I minori possono presentare il modulo?
No.
5- I moduli saranno pubblici?
No, verranno conservati in busta chiusa e consegnati
in originale solo all’interessato se capace o al fiduciario
indicato se l’interessato fosse divenuto incapace.
6- È obbligatorio indicare due fiduciari?
No, è una possibilità che viene fornita, ma se ne può
anche indicare uno solo.
7- Quanto costa?
Il servizio è completamente gratuito.
8- L’interessato deve consegnare il modulo personalmente?
Sì e non deve firmare il modulo se non davanti all’avvocato e i testimoni. Il modulo non può essere spedito
per posta o consegnato a mezzo terzi.
9- Bisogna essere residenti a Trieste?
Non necessariamente.
10- Bisogna essere cittadini italiani?
Non necessariamente.
Accade in Germania
Non è reato interrompere le cure che
tengono in vita artificialmente una persona
in stato vegetativo,
se in precedenza il
paziente ha dichiarato
di non volerle.
Lo ha stabilito il
25 giugno la corte di
giustizia federale. I
giudici hanno assolto
Wolfgang Putz, un
esperto di medicina
legale accusato di aver
fatto staccare la spina
all’anziana madre di
una signora di Fulda,
nel land dell’Assia, che
si era rivolta a lui per
una consulenza.
La sentenza, scrive
la Süddeutsche Zeitug,
mettendo fine a una
grave lacuna nella
legislazione tedesca.
(Da Internazionale
854 del 9 luglio 2010).
14 q il tuono
SCIENZE
Sabato, 24 luglio 2010
Il WWF: «SI prepara Il terreno ad una centrale In FrIulI VenezIa GIulIa». Il ruolo del GoVerno e della reGIone FrIulI - VenezIa GIulIa
Nucleare, una centrale in regione?
Governo e Giunta regionale, con l’appoggio anche
di alcuni “insospettabili”, preparano il terreno alla costruzione di una
centrale nucleare in Friuli Venezia Giulia.
Questo
il
commento del
WWF alle recenti
esternazioni – durante
l’incontro
con
Confindustria a
Udine - del ministro Frattini e
soprattutto del
presidente Tondo, secondo il
quale
bisogna
insistere
con
Lubiana affinché l’Italia (o
l’ENEL) partecipi al progetto di raddoppio della centrale di Krško “per verificare le condizioni di sicurezza
ed evitare di essere costretti a costruire una centrale
sul nostro territorio”.
In questo modo il presidente fa però tre importanti ammissioni: 1) Tondo rientra a pieno titolo tra le
vittime della “sindrome di Nimby” (vuole il nucleare,
purché a casa degli altri), dopo di che ammette 2) che
il rischio che una centrale nucleare sia costruita in
Friuli Venezia Giulia è reale, ma non ha il coraggio di
opporvisi; 3) riconosce che la sicurezza della centrale
di Krško non è garantita e non si fida della Slovenia
(perché allora gli sloveni, già riluttanti, dovrebbero
volere partner italiani?).
Frattini e Tondo hanno poi ripetuto il consueto
ritornello sui vantaggi economici del nucleare, accennando anche ad un presunto “deficit energetico”
del Friuli Venezia Giulia.
Affermazione priva di fondamento, poiché i dati di
Terna mostrano nel 2009 un
surplus di oltre il 6 per cento
della produzione di elettricità rispetto ai consumi. Inoltre, se la capacità produttiva
delle centrali esistenti, fosse
sfruttata appieno, il surplus
aumenterebbe di molto.
I favoleggiati vantaggi
economici, in realtà sarebbero solo per chi le centrali le costruirà e le gestirà (scaricando i costi sugli
utenti-contribuenti). Basti
l’esempio dell’Austria, che
ha rinunciato al nucleare nel
1978 – trasformando in museo una centrale già pronta
ad entrare in funzione – dove l’elettricità costa circa il
15 per cento meno che in Belgio, il Paese più nuclearista d’Europa (dopo la Francia), dove il 55 per cento
dell’energia elettrica è prodotto con l’atomo.
Senza contare l’irrisolto, ovunque nel mondo, problema dello smaltimento delle scorie radioattive, i
perduranti problemi di sicurezza (anche con le centrali cosiddette di “terza generazione”) ed il fatto che
il ciclo del combustibile nucleare implica l’emissione
di grandi - e crescenti
nel tempo - quantità di
i favoleggiati
anidride carbonica: altro
vantaggi
che energia “pulita”!
L’insistenza di Toneconomici, in
do, Frattini & co a favore
realtà sarebbero
del nucleare può servire
solo per chi le
soltanto ad accentrali le costruirà quindi
quisire benemerenze nel
e le gestirà
mondo industriale locale, bramoso di attaccarsi
alla greppia delle commesse ENEL (tanto pagherà
Pantalone…), e a preparare nel contempo i cittadini
ad inghiottire il rospo di una centrale in Friuli Venezia Giulia. Eppure lo stesso Tondo aveva detto e ripetuto che il nostro territorio “non presenta le condizioni adatte”. Tuttavia la nuova normativa statale, non
contrastata dalla Giunta Tondo, permette di imporre
centrali nucleari contro la volontà delle comunità lo-
cali e delle Regioni: dove sono i “federalisti” nostrani?
Troppo impegnati con le ronde e altre amenità? Infine, se ritiene di
poter essere costretto ad ospitare una centrale
nucleare, perché
Tondo non va
fino in fondo e
non indica anche, con coraggio, il sito o i siti
possibili? Perché
non la sua Tolmezzo?
A
ingrossare il coro pronucleare
non
poteva mancare
il sottosegretario all’ambiente, Menia, nel
recentissimo convegno sulla sicurezza nucleare di
Trieste (in occasione del quale l’elenco dei siti delle
centrali italiane è stato però rinviato al 2011…), cui
si è aggiunta perfino la benedizione del vescovo di
Trieste, Crepaldi (chissà se le pecorelle del suo gregge
sono d’accordo?).
Che sia in atto un’
“operazione vaseil problema dello
lina”, pare confersmaltimento delle
mato anche dall’inscorie radioattive,
serto - sulla tariffa
elettrica
bioraria
quello della sicurezza
- allegato al Piccolo
e l’emissione di
del 16 luglio. Queanidride carbonica
sto si chiude infatti
con il capitolo “ultime notizie sul nucleare“, che riporta le dichiarazioni
dell’amministratore delegato di ENEL, Fulvio Conti,
il quale – senza ovviamente citare alcun dato – dichiara tra l’altro che il nucleare “permetterà di ridurre
le bollette”. Incredibilmente, l’inserto è sponsorizzato
dalla Lega Consumatori, che dovrebbe tutelare i consumatori-utenti anche dalle mistificazioni interessate
dei venditori di elettricità, non quello di prestarsi a
fare da sponsor ai loro spot ingannatori.
c.s.
le dichiarazioni delll’arcivescovo di TriesTe Mons. GiaMpaolo crepaldi
Sul problema anche la
Chiesa di Trieste dice la sua
Venerdì 17 luglio all’hotel Savoia si è tenuto il seminario, organizzato dalla Sogin (Società Gestione
Impianti Nucleari), La sicurezza nucleare: un bene
comune. Scopo dell’iniziativa quello di verificare le
opportunità di collaborazione fra istituzioni nazionali e
territoriali, istituti di ricerca, imprese e Governo, per
contribuire concretamente
all’elevazione degli standard
di sicurezza nucleare a livello internazionale. La sfida
in effetti sarà quella di partecipare alla costituzione di
una scuola internazionale
sulla Nuclear Security, annunciata dal Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi,
in occasione del Summit di
Washington del 12 e 13 aprile
scorsi.
Questa volta, tra scienziati e politici, anche la Chiesa
ha scelto di partecipare dichiarando la sua posizione
dalla voce di Mons. Giampaolo Crepaldi, Archivescovo di Trieste, che ha
chiuso il seminario
con una riflessione
sulla visione etica
della Chiesa riguardo
lo sviluppo delle conoscenze scientifiche
e tecniche applicate
all’uso pacifico della
tecnologia nucleare
e, in particolare, sul
più elevato senso di
responsabilità al quale si è chiamati per
garantire la massima
sicurezza in ogni fase
del suo impiego.
«Mentre vi sto parlando – ha esordito
Mons. Crepaldi – la
“marea nera” seguita all’esplosione della piattaforma
petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico
continua a causare gravi conseguenze sulle persone,
sull’ambiente e l’economia. L’estensione della “marea”
al 16 giugno scorso era pressappoco pari alle regioni
dell’Italia settentrionale. Non c’è dubbio che, davanti
a queste catastrofi naturali ci si interroghi ancora più
insistentemente sul futuro energetico dell’umanità. Ci
sono, al proposito, varie ipotesi sul tappeto, che però
spesso vengono affrontate con una forte carica ideologica e facilmente estremizzate; oggetto di discussioni
accorate è anche e soprattutto la questione dell’energia
nucleare, davanti alla quale i fronti si dividono spesso
radicalmente, come se attorno al nucleare si combattesse una battaglia assoluta
non vengano valutati solo
tra il bene e il
gli equilibri naturalistici, ma
male».
La Dottrina
anche quelli che riguardano
Sociale
della
le conseguenze sull’uomo
Chiesa, ha chiarito il Monsignore, richiede che non vengano valutati solo gli equilibri naturalistici, ma anche quelli che riguardano le
conseguenze sull’uomo, concependo l’universo come
creato in funzione dell’essere umano ed è quindi necessario secondo la posizione della Chiesa affrontare
anche il discorso nucleare seguendo le strade della razionalità e della scienza.
«L’agire umano – ha precisato – ha in sé la caratteristica di suscitare potenziali rischi, ma anche la capacità di assunzione di responsabilità nel prevenirli e
gestirli. La collaborazione tra gli Stati,
la collaborazione tra
i saperi, la collaborazione tra diversi
livelli amministrativi
di controllo diverranno in questo campo
sempre più importanti».
Dunque la Dottrina sociale della
Chiesa approva o disapprova il ricorso
all’energia nucleare?
In buona sostanza si
può dire che la Chiesa è per il “si” (fatta
ovviamente eccezione all’uso bellico del
nucleare), tanto è vero che la Santa Sede è tra i soci
fondatori della AIEA, l’agenzia dell’ONU per l’energia
nucleare, e che lo statuto dell’organismo afferma che
l’energia nucleare è un diritto inalienabile per lo sviluppo economico e sociale.
Sara Stulle
il tuono q 15
ANIMALI
Sabato, 24 luglio 2010
PICCOLI ANIMALI SELVATICI DA PROTEGGERE
La nostra tartaruga d’acqua europea
Quegli animali straordinari che sono le tartarughe
sono presenti anche da noi con più specie, terrestri ed
acquatiche.
Nelle zone verdi più riparate ed esposte a sud del territorio triestino, ed in particolare sulla costiera clima
submediterraneo, riescono a vivere e riprodursi in libertà non pochi esemplari delle comuni tartarughe terrestri
europee (Testudo graeca, Testudo hermanni), verosimilmente importate prima che il commercio ne venisse rigorosamente vietato dichiarandole specie protette,
e liberate o fuggite da
case e giardini; si nutrono di vegetali, frutta dolce caduta a terra,
ed occasionalmente di
qualche verme, lumaca
od insetto, e per il letargo invernale si scavano
un rifugio fra terriccio e
foglie.
Non vanno, ovviamente, disturbate né
prelevate o trasferite
a meno che si tratti di
sottrarle a pericoli.
In mare si spingono
qui anche sottocosta
delle testuggini marine,
di solito Caretta (Caretta caretta) di varia
taglia, specie onnipresenti che si nutrono di
crostacei,
molluschi,
pesci, e sono anch’esse severamente protette. Gli esemplari raccolti feriti o in difficoltà vanno immediatamente
consegnati per le cure ed il successivo rilascio alle istituzioni di tutela della fauna marina, come il Parco Marino
di Miramare.
Ma c’è un’altra tartaruga autoctona, ed in serio pericolo, della quale si parla e scrive troppo poco: la Testuggine palustre europea (Emys orbicularis), presente qui
un tempo nelle acque dolci e salmastre di tutta la nostra
costa, dal Lisert alle foci dell’Ospo, e lungo l’Istria.
Tanto che sino ad una cinquantina d’anni fa queste
tartarughe d’acqua, vivaci e socievoli, venivano normalmente vendute anch’esse (in particolare gli esemplari
giovanissimi) al pittoresco mercato piazza del Ponterosso, su una bancarella d’animaletti da compagnia che
perpetuando tradizioni antiche offriva uccellini, pesci
rossi e d’estate persino i grilli.
A differenza dalle specie esotiche Pseudemys scripta e simili, che l’hanno poi soppiantata non solo nelle
case, ma anche in molte acque dove vengono rilasciate
(benché non sopravviano sempre al freddo invernale),
la nostra Emys ha livrea nera o bruno-scura picchiettata o anche striata di giallo, con piastrone ventrale giallo
talora con macchie nere o bruno-nerastre, leggermente
concavo nel maschio, come per tutte le testuggini.
A terra cammina svelta, e l’adattamento al nuoto, nel
quale è molto agile e veloce, é evidente nel profilo idrodinamico del carapace (la corazza), nelle zampe posteriori palmate e nella lunga coda; l’adulto é lungo 12-25
cm, eccezionalmente sino a 35, e le femmine hanno taglia maggiore dei maschi. Si nutre di ogni sorta d’animali acquatici: vermi, molluschi, crostacei, insetti, anfibi e
pesci, ma caccia invertebrati anche fuor
d’acqua.
Abita acque dolci,
o anche lievemente salmastre, mosse
o stagnanti di quasi
tutt’Europa, ma da
noi soppravvive solo
marginalmente nelle
zone del Lisert e dei
piccoli laghi carsici di
Pietrarossa e Doberdob.
Usa prendere il sole a lungo sulla riva, dove depone
anche le uova, tuffandosi in acqua al minimo segno di
pericolo, e trascorre l’inverno in letargo dentro una buca
nel fango, ricomparendo ai primi tepori.
Per la sua corazzatura , la capacità di ritrarvi completamente testa, zampe e coda e l’ambiente acquatico non
ha praticamente nemici naturali, tranne che da neonata
o molto giovane.
Il problema è come sempre l’uomo: malgrado la diffusione europea la vivacità e la resistenza climatica, questa
tartaruga rimane legata ad habitat limitati e minacciati
da bonifiche ed inquinamenti, che da noi l’hanno quasi
annientata sia nei torrenti intombati ed inquinati, sia
nelle foci paludose della Rosandra e dell’Ospo, interrate
a “bonifica” industriale con masse di sostanze tossiconocive, e così al Lisert.
Nella tutela e nel ripristino di ciò che rimane di questi
nostri preziosi ambienti acquatici sarà quindi bene non
trascurare un ripopolamento adeguato con questa tartaruga autoctona. Quanto al numero eccessivo di quelle esotiche rilasciate da tanti concittadini, nulla vieta di
catturarle gradualmente e destinarle ad ambienti e bacini artificiali invece che a quelli naturali.
Anche le Emys sono protette e vanno lasciate dove
sono, fuorché per sottrarle a pericoli. E nessuna di queste tartarughe d’acqua, europee od esotiche, va comunque tenuta in cattività per più di un mese senza una vasca d’acqua adeguata per nuotare, spazio asciutto per
prendere il sole e fango per il letargo invernale e l’ovodeposizione.
P.G.P.©
Contributo in favore dell’adozione di cani anziani, un’iniziativa
che dovrebbe essere estesa anche ai cittadini con la pensione minima
Un cane abbandonato o rinunciato dal proprietario la cui
richiesta sia stata accolta dall’ufficio zoofilo del comune, che lo ricordiamo accetta la rinuncia soltanto se ci sono gravi ed accertati
motivi, viene a costare all’amministrazione comunale euro 5,62
giornaliere al netto dell’Iva. Ciò
significa che all’anno ogni singolo animale se non viene adottato
costa ai comuni circa 2.200 euro.
Se calcoliamo che le adozioni
sono rese possibili soltanto grazie all’incessante attività delle
associazioni, possiamo facilmen-
te dedurre che senza il lavoro dei
volontari i costi di mantenimento a carico dei comuni e di conseguenza dei contribuenti sarebbero notevoli.
Quello che lascia perplessi
oltre al fatto che a Trieste non
esista un canile assistenziale,che
agevolerebbe di molto sia i volontari che le adozioni, è la quantità di denaro che i comuni devono sborsare per tenere i poveri
animali in discutibili strutture
private.
Più volte l’assessore con delega
all’ufficio zoofilo del comune di
Black: di proprietà di un individuo che ha
venduto un terreno edificabile abbandonando la bestiola senza nessuna remora morale,
Black è stato adottato da uno degli acquirenti
che tuttavia non intende tenerlo con se! Così
la bella illusione di poter continuare a vivere
assieme ad una nuova famiglia là dove era
cresciuto è durata poco. Ora si trova da solo
nel cantiere dove fra breve verranno ultimate alcune villette,ma alla fine dei lavori per il
povero Black non ci sarà più posto e si apriranno le porte del canile! Chi vuole aiutarlo?
Trieste ha pubblicizzato la lodevole iniziativa di erogare un contributo semestrale di 300 euro a
coloro che avrebbero adottato un
cane dal canile di età superiore
ai 6 anni, tuttavia al momento di
compilare il modulo necessario
per ottenere il contributo,molte
famiglie affidatari si sono viste
negare la possibilità di accedere
alle agevolazioni in quanto il fondo erogato era sufficiente soltanto per dieci cani.
Il canile non deve essere la dimora definitiva di un cane e pertanto vanno incrementate tutte
Dick: dolcissimo Golden retriever adulto
dal carattere socievole, sano, vaccinato,
sterilizzato cerca il contatto umano, è
buono con i bambini con altri cani maschi femmine e gatti. Se lasciato solo
tende a scappare ed è questo il motivo
che ha spinto i proprietari a rinunciarlo.
le iniziative concrete che possono agevolare le adozioni,sarebbe
auspicabile estendere il contributo anche a coloro che percependo la pensione minima pur
desiderando tanto la compagnia
di un cagnolino non riescono a
far fronte alle spese veterinarie e
di mantenimento.
Consigliamo quindi all’assessore di non sperperare il denaro
pubblico con volantini, calendari, pieghevoli etc... a favore delle
adozioni in quanto ci sono già i
volontari coadiuvati dai media
che svolgono ottimamente que-
Scricciolo e Kushi: ancora una volta
bussano al cuore degli umani, sperando nell’aiuto di qualche zoofilo. Sempre
più soli e disperati dopo la morte della
proprietaria che hanno vegliato con costante fedeltà fino all’arrivo dei soccorsi. Sono inseparabili, dolci, buoni con
i gatti e attendono soltanto una carezza
e un po’ di cibo....chi li vuole con sè?
sto compito, ma di concentrare
i fondi disponibili in azioni utili
sia ai nostri amici a 4 zampe sia
ai cittadini meno abbienti che intendono adottarli.
A causa delle ingenti spese
sostenute per aiutare i cani abbandonati l’associazione il Capofonte chiede l’aiuto dei cittadini
per poter continuare a svolgere
l’attività:c/c postale n. 94147162
causale: cani. Per tutti gli appelli
chiamare 040 571623 o scrivere
a : [email protected] per vedere altri cani da adottare: www.
ilcapofonte.it
Kimmy: giovane pastore belga malinoise di appena un anno dal carattere
fermo e deciso con gli altri cani rinunciato a causa della sua esuberanza
e dell’inadeguatezza dei proprietari,
è un cane adatto a conoscitori della razza, sano, vaccinato e sterilizzato si trova al canile da alcuni mesi ma
non accetta la reclusione divenendo
di giorno in giorno più triste e avvilito.
16 q il tuono
PUBBLICITà
Sabato, 24 luglio 2010
TRIESTE che lavora
SPECIALE ATTIVITà STORICHE DI TRIESTE
Traslochi Allegretto “spostiamo Trieste da 70 anni”
A Trieste in Viale R. Sanzio, 16 - Tel. 040.5199298 - Fax 040.5199847
L’Allegretto Traslochi nasce a Trieste negli anni ‘40, fondata da
Renato Allegretto dal quale assume il nome. Sono gli anni in cui
il trasloco viene effettuato con grandi carri trainati dai cavalli.
Alla fine della II guerra mondiale e negli anni successivi, l’Allegretto, visto l’aumentare della richiesta cresce e si sviluppa tanto
da avere nel suo organico circa trenta dipendenti e molti autocarri di proprietà.
Seguono anni più difficili, quelli della morte del fondatore e
dell’avvento sul mercato di altre nuove realtà. In questi anni
l’azienda viene trasformata in società e diventa Allegretto Traslochi s.a.s. ed alla fine degli anni ‘90 modifica definitivamente la
sua ragione sociale in Allegretto Traslochi s.a.s. di Milos Michele,
il quale tutt’oggi coordina e dirige tutte le attività aziendali. Nel
2002 l’Allegretto Traslochi è stata certificata azienda di qualità
secondo le norme ISO EN UNI 9001: 2000 certificazione che è il
risultato di decenni di lavoro serio ed accurato. Nel 2003 l’azienda ha inoltre ottenuto
la medaglia d’oro
dall’Associazione industriali a cui è associata da più di 50
anni. Dal 2006 l’Allegretto Traslochi è
iscritta all’albo nazionale gestori aziendali rifiuti e dal 2009
alla Federazione Autotrasportatori Italia-
di una flotta aziendale composta da mezzi di proprietà
tecnologicamente avanzata il
massimo rispetto e la massima cura del cliente e dei suoi
beni hanno reso l’Allegretto
Traslochi un’azienda efficiente e competitiva in grado
di eseguire lavori a Trieste
esattamente come in tutta
Europa.
ni. Inoltre dal 2010 fa parte
dell’Associazione
imprese
traslocatori italiani.
L’alta qualità del servizio offerto ottenuto anche grazie al
fatto che l’Allegretto dispone
esclusivamente di personale
specializzato e regolarmente
assunto, i prezzi convenienti
e la disponibilità ad effettuare sopralluoghi gratuiti, l’uso
TRIESTE che lavora
SPECIALE PROFESSIONI: IL FALEGNAME
A tu per tu con Felix Andreescu
A Trieste in Via dei Cunicoli, 13/g - Tel. 040.0644858 - Cell. 349.3274202
Ciao Felix, ci puoi raccontare come hai cominciato a fare il
falegname?
Dopo alcuni anni di esperienza in una delle più prestigiose falegnamerie del Triveneto, ho ritenuto di essere pronto per sviluppare un’analoga attività in proprio.
Così nel gennaio 1997 ho aperto la Falegnameria Felix, rilevando i locali da un bravo artigiano e, l’anno successivo, aprendo lo show -room
di Via Giulia per essere in grado di esporre alla mia clientela alcuni
dei prodotti prefiniti che si sono nel frattempo aggiunti alla gamma di
servizi tradizionali della Falegnameria.
Cosa produci nella tua falegnameria?
In questi anni abbiamo prodotto una gran varietà di realizzazioni, a
titolo esemplificativo, mobili su misura, cabine armadio, scale in legno,
restauro di porte e portoni, casellari postali, ma anche l’intero restauro
delle parti lignee di un ristorante-albergo e di alcune villette.... attualmente alcuni architetti si appoggiano a noi per la realizzazione di mobilio di design su loro progettazione.
A queste opere di grande interesse, sono da sempre affiancate le piccole lavorazioni di ogni giorno, ma necessarie ad accontentare le esigenze della clientela tipica di una città di anziani che tengono in modo
particolare a mantenere in efficienza ed esteticamente piacevoli gli arredi, gli infissi e quant’altro si trova nelle loro abitazioni. è con grande
affetto verso queste persone e per le cose del passato che effettuiamo
tutti i nostri lavori.
Cosa ti differenzia dalle altre falegnamerie?
Non me la sento di giudicare il lavoro degli altri. Per quanto mi riguarda io cerco di offrire sempre il meglio ai miei clienti. Offro la massima
disponibilità ad effettuare preventivi e sopralluoghi gratuiti, i lavori
sono eseguiti con la massima professionalità, serietà e rispetto delle
tempistiche di consegna. I miei prezzi sono tra i più competitivi del
Triveneto.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Allargare la falegnameria per migliorare ulteriormente qualità e velocità nella realizzazione dei lavori e diventare l’unico punto di riferimento per tutti coloro che intendano effettuare lavori di falegnameria.
Tra l’altro sono l’unico che offre una garanzia totale di 5 anni su tutti
i miei prodotti.
Se qualcuno avesse bisogno di te, dove ti trova?
Vicino al centro commerciale Il Giulia, in via dei Cunicoli, 13/g.
Tel. 040.0644858 sempre al cellulare 349.3274202.
Felix Andreescu, titolare della Falegnameria Felix
in via dei Cunicoli, 13/g - Trieste
Sabato, 24 luglio 2010
il tuono q 17
PUBBLICITà
TRIESTE che lavora
Le musiche e i canti della tradizione e della storia di Trieste
1 - Pot-pourri
Andemo a Servola - La società dei celibi
Ti col mus, mi col tran - La marcia dei porchi
2 - Pot-pourri
De Trieste fin a Zara
Se le guardie no vol che cantemo
Le galine tute mate
3 - Pot-pourri
In zavate, capel de paia - Ciribiribin
La mula rossa Come la marcia ben
La banda la vien - Molighe ‘l fil, che ‘l svoli
4 - El tran de Opcina
5 - Teresa
6 - No go le ciave del porton
7 - Sangue triestin
8 - Pot-pourri
Ragazze pute - No go le ciave del porton
Sior Popel - Chi xe colpa del mio mal?
Gobo, sentite! Demoghèla - In mezo al mare - Essa
mi pare luna testa imbecile
Dove xe la mia Rosina?
Voio far la sessolota - Ciribiribin
La ga i cavei taiadi a la rotonda - Si, si, Trieste Comare, che bora - Viva San Giusto
9 - Viva Trieste - 10 - Trieste nova
11 - Blangèmose a la Colonia americana
12 - Per aspera ad astra - 13 - Alte Kameraden
14 - Inno austriaco
VOSE DE TRIESTE AUSTRIACA
Voci e suoni degli inizi del secolo
1 - Salata bionda e riza
2 - Canti delle limonere e delle sessolote
3 - Canti dei richiamati
4 - Canti dei marittimi
5 - Canti delle sessolote
6 - Canti dei braccianti
7 - Noi siamo i tre re
8 - Augurio di Francesco Giuseppe
al “Fondo austriaco per vedove
ed orfani di militari”
9 - Canti delle reclute
10 - Blangèmose a la “Colonia Americana”
11 - La Bora
12 - La mia mula
13 - Me devo maridar
14 - Canti dei pescatori
15 - De soto de la flaida
16 - La nuova Bora
17 - La pastorella
18 - Cambio della guardia
1 - Spaun-Marsch (Gustav Schmidt)
2 - Tegetthoff-Marsch (Anton Rosenkranz)
3 - Marine-Marsch (Emil Stole)
4 - Ein Hoch der Kriegsmarine! (Josef Peitler)
6 - Admiral Bourguignon-Marsch (Julius Fucik)
7 - Unter der Admiralsflagge-Marsch (Julius Fucik)
8 - Tegetthoff-Siegesmarsch (Heinrich Piringer)
9 - Novara-Marsch (Josef Rudolf Sawerthal)
10 - Sterneck-Marsch (Alois Rotter)
11 - Tegetthoff-Marsch (Kaspar Modelak)
12 - Admiral-Marsch (Emil Kalinka)
13 - Österreichischer Flottenvereins-Marsch
(Franz Jaksch)
14 - Lovčen-Marsch (Anton Mader)
COMPLESSO BANDISTICO
DELL’ORATORIO SALESIANO DI TRIESTE
Die Musikkapelle des Salesianer
Oratoriums (Triest)
1 - Ricordo di Trieste
2 - Habt Acht Marsch
3 - Inno - Marcia del Reggimento di Fanteria n. 97
4 - Wien bleibt Wien
5 - Souvenir di Trieste
6 - Mahoritsch Defillier Marsch
7 - Viva Trieste!
8 - Achilles
9 - La Bora
10 - Kober Marsch
11 - Die Neue Bora
12 - Banfield Marsch
13 - Bianca e rossa la nostra bandiera
Questi e tanti altri prodotti audiovisivi della storia e della tradizione triestina da:
RECORD - Via A. Diaz, 19 - Tel. 040.304.669
TRIESTE che lavora
Premiata
Pasticceria
Premiata Pasticceria
Nel pieno rispetto delle più antiche
tradizioni triestine
Trieste - Via A. Diaz, 11 - Tel. 040.301530 www.pasticceriapenso.com
La pasticceria nasce nel 1918 ad opera di Narciso Penso, pasticcere
formatosi a Klagenfurt e Vienna. Nel 1963 Italo Stoppar comincia a lavorare
per il signor Penso e con passione impara l’arte della pasticceria.
Nel 1973 ne diviene il titolare e successivamente passa il testimone ai figli Lorenzo
e Antonello, cresciuti nella bottega. Ricette, tradizioni e metodi di lavoro
sono gli stessi dal 1918.
L’attività è una tipica pasticceria mitteleuropea, specializzata in dolci tipici triestini
ed austriaci. Una famosa produzione della pasticceria Penso è la loro Sacher Torte
che ha ottenuto numerosi riconoscimenti dai maestri pasticceri viennesi.
18 q il tuono
CULTURA
Sabato, 24 luglio 2010
AllA riscopertA dei molti film che hAnno preso come sfondo e spunto trieste
Corriere diplomatico
spionaggio internazionale nella trieste indipendente ed anglo-americana del 1952
La trama è molto intriLa nostra città ha destato vivo interesse culturale cata, ma il cast gradevole,
in periodi storici partico- Tyrone Power (che i trielari e sono molti gli arti- stini ribattezzarono “Tirosti, scrittori, poeti e registi ne Povero”) è molto preso
stranieri che se ne siano dalla parte e la regia stessa
serviti per i loro risultati è molto accorta: in piena
creativi o come spunto per Guerra Fredda, Hollywood non si tira indietro e
locazioni e trame di film.
È il caso di Corriere di- fa il suo dovere nella batplomatico, un film diretto taglia politico-ideologica,
nel 1952 dal marchese Henry Leonard de Fiennes,
in arte Henry Hathaway.
L’attore
che
impersona il corriere
diplomatico del titolo è
lo
statunitense
Tyrone
Power,
reduce dal precedente successo
del film L’uomo
dell’est,
diretto
dallo stesso Hathaway. In realtà
a Trieste non ci
venne mai: per
le scene in città si
usò una controfigura, e quelle in
cui compare personalmente furono tutte realizzate
negli Studios di La locandina del film
Hollywood.
Ma nel cast figurano, con una storia esemplare.
ancora all’inizio della loro
L’agente segreto Mike
carriera, alcuni attori che Kelles (Tyrone Power)
ci sono poi divenuti fami- deve ricevere un doculiari come Karl Malden mento importante dal col(noto in Italia come il te- lega Sam. Che viene però
nente Mike Stone della ucciso sul treno fra Safortunata serie “Sulle stra- lisburgo e Trieste mentre,
de di San Francisco”), Lee Mike, anch’egli sul treno,
Marvin e Charles Bronson. arriva a destinazione. A
Trieste incontra Janine, la
fidanzata di Sam, e ritrova
la bella Joan, incontrata
durante il viaggio per raggiungere Trieste, ambedue
impegnate nel doppio gioco con i sovietici. La seconda lo aiuta e lui la salva
in extremis dalla vendetta
dei suoi.
Mike è suo malgrado
costretto a diventare, da corriere, una spia
a tutti gli effetti. Il film è una
delle prime pellicole che trattano una spy
story nell’immediato dopoguerra e in cui
il protagonista
deve recuperare documenti segreti che
metterebbero
a grave rischio
la
sicurezza
dell’Occidente
intero ad opera del Blocco
dell’Est.
La
nostra
città,
allora
Territorio Libero (Zona A) in
amministrazione militare anglo-americana, viene descritta come
un crocevia europeo di
interessi politici mondiali
e di attività di spionaggio, piena di agenti americani, inglesi, jugoslavi
pro e contro Tito, italiani,
filoaustroungarici, ed è
rappresentata come una
Vienna decadente d’allora,
o come un’ambigua Istanbul. I pochi personaggi
triestini inseriti nel film
appaiono ancora sofferen-
Tyrone Power
ti dell’esperienza bellica
e comunque confusi. Non
sanno più cosa siano.
Il motivo conduttore
della pellicola è la paura
dell’insicurezza creatasi
dopo la fine del secondo
conflitto mondiale. Dobbiamo ricordare che gli
Stati Uniti erano impegnati nella guerra di Corea,
ed assillati dal timore che
l’Est cominciasse ad avere
progetti di espansione al
di là dei paesi ormai aggregati. Corriere diplomatico
propone infatti il timore
di un’ invasione sovietica
della Iugoslavia che quattro anni prima, nel 1948,
si era ribellata a Mosca avvicinandosi all’occidente.
Il microfilm, vero protagonista della pellicola,
La carica dei cento (anni)
contiene appunto questo
piano, che prefigura una
crisi internazionale, ma è
anche una sorta di alibi per
farci vedere una Trieste
ambigua, misteriosa e notturna. Viene
custodito da un’inconsapevole portinaia di un palazzo di
via Capitolina, mentre un orologiaio,
contatto tra il protagonista e l’amante di
Sam, l’amico ucciso,
viene investito di
notte da un’auto in
piena corsa in piazza Hortis. La Piazza
Grande, il castello di San Giusto, le
Rive, il Ponterosso
e il Teatro Romano
fungono da sfondo e
da muti protagonisti nello
stesso tempo. E’ una città
descritta con le forti tinte
del bianco e nero, ancor
più esasperato da riprese
notturne spesso di tono
onirico.
Come molti film girati
durante il secondo conflitto mondiale, anche questo
è in sostanza un prodotto
propagandistico,
anche
se nella Guerra Fredda
(termine coniato dal giornalista americano Walter Lippmann), il nemico
non sono più le potenze
dell’Asse sconfitte ma l’ex
scomodo alleato sovietico
e chiunque mini il nuovo
ordine costituito. È e rimane interessante da vedere.
Non dimenticando che
nella nostra città vennero
realizzate innumerevoli
pellicole nel passato anche remoto del cinema,
cominciando dalla prima
documentata e ancora esistente: Da Trieste a Miramar, del 1911. Tutti film
che è gradevole rivisitare
anche per far conoscere
al pubblico come siamo
serviti da sfondo e spunto a tanti registi italiani e
stranieri.
Alessandro Mlach
Tyrone Power con Karl Malden in una scena del film
“Pochi sanno essere vecchi”.
(François La Rochefoucauld 1613-1680)
Si racconta che un essere mostruoso, appollaiato sul tecnologico, per molti versi imprevisto e imprevedibi- dell’anziano pare abbia trovato, nell’ultimo decennio,
monte Citerone, costringesse i viandanti a risolvere, le, ha coinvolto pesantemente, cogliendola di sorpresa, proprio nell’evoluzione tecnologica che lo aveva condanpena la morte, un enigma: citare l’animale che all’inizio la stessa struttura familiare obbligandola a rivedere gli nato in ambiti premortuali, se non la soluzione, la via
antichi ruoli, alla luce di un solo pa- d’uscita a quei problemi fisiopatologici grandi e piccoli
ha quattro gambe, poi due
che definivano l’età dell’allontanamento
rametro: l’efficienza
ed infine tre. L’indovinello,
produttiva. In poche
all’apparenza
irrisolvibile,
«Qual è quell’animale e del rifiuto.
Riparati e revisionati da opportuparole chi non era in
era, per così dire, sotto gli
che può essere
ni interventi di chirurgia plastica, imgrado di procurare
occhi di tutti; lo decifrò Edivecchio da giovane e
plantologica, protesica, gli accantonati
ulteriori vantaggi al
po pronunciando la parola
giovane da vecchio?» “vecchietti” hanno ripreso a marciare e
gruppo
domestico,
“UOMO” e la Sfinge sconfitta
poi, al comparire dell’inquietante crisi
diventando un imsi suicidò. A ragione, il futupaccio per gli indaffarati parenti, ve- economica, molto simile ad una battaglia in bilico, sono
ro re di Tebe, aveva ravvisato
niva recluso in cronicari più o meno stati reclutati come riservisti, passando perfino, malgranell’essere umano il solo aniconfortevoli con l’ipocrita scusante di do qualche acciacco, all’andatura di carica. Le nuove inmale sottoposto, nel tempo,
combenze, volontariamente e generosamente assunte, di
farlo a fin di bene.
a trasformazioni così marIl linguaggio, sempre pronto a re- finanziatori, aiutanti domestici, autisti, cuochi, accomcate. L’organismo biologico
gistrare nei modi di dire i modi di pagnatori, fiancheggiatori, governanti, e quant’altro,
dettava la cadenza del ciclo
pensare, ha immediatamente collega- hanno sostenuto e continuano a sostenere la prima linea
individuale che l’organismo
to l’appellativo di vecchio, una volta costituita da figli e nipoti, sfiduciati, depressi, demotisociale recepiva assegnando
pronunciato con rispetto e riferito vati, imbelli per intenzione o inclinazione, incapaci di
compiti e funzioni ad ogni fasolo alla misura cronologica, a sino- soddisfare quel requisito minimo di AUTOSUFFICIENscia di età: la formazione del
nimi quali arretrato, incapace, in- ZA, la cui mancanza, reale o presunta, ancora in epoca
giovane passava per l’attività
servibile in opposizione a moderno, recente, giustificava a loro stessi e al mondo, il passaggio
dell’adulto e si concludeva
forzato dell’attempato congiunto dalla solitudine casadinamico, valido.
con la saggia esperienza delAl presente, accusare qualcuno di linga all’isolamento dei gerontocomi.
la senilità. Il ritmo secolare, Edipo e la Sfinge, Giorgio De Chirico (1888-1978)
Oggi la mitica creatura alata, se volesse ottenere la
“vecchiaia” suona come un insulto
ordinato dalla concordanza
tra natura e cultura, non ha subìto variazioni di rilievo che sottolinea, a seconda dei casi, abitudini pantofolaie, medesima risposta, dovrebbe, probabilmente, riformualmeno fino al secondo dopoguerra quando l’esplosio- poltronesche, azioni eccessivamente ponderate e, crude- lare il suo rebus: «Qual è quell’animale che può essere
vecchio da giovane e giovane da vecchio?»
ne industriale non ha imposto le sue regole e, di fatto, le oltraggio, scarsa attività sessuale.
Nicola Napoli
La rivincita, o più pomposamente, la nemesi storica
scomposto l’assetto collettivo. L’impetuoso progresso
Sabato, 24 luglio 2010
CULTURA
il tuono q 19
Ignorando questa sua enorme potenzIalItà comunIcatIva ed espressIva, poche volte vIene fatta uscIre daI luoghI deputatI
Viaggio nella musica classica a Trieste
La musica classica, anche a Trieste, è circonda- ph Haydn e Ludwig van Beethoven.
ta ancora oggi da un’aura elitaria, distante e lontana
C’è anche il Verdi, che di recente ha portato sulle
dalla vita quotidiana dell’uomo. Quasi che non fosse piazze la propria musica, anche se per motivazioni difanch’essa creazione ed espressione dell’essere umano, ferenti: l’iniziativa è stata infatti lanciata per protestadialogo del musicista (compositore o interprete che
sia) con il pubblico, capace di trasmettere sensazioni
e immagini, angosce e gioie, a persone di tutte le età,
indistintamente.
Ignorando questa sua enorme potenzialità comunicativa ed espressiva, poche volte viene fatta uscire dai
luoghi deputati – i teatri, anzitutto il Verdi, le sale del
Conservatorio G. Tartini, l’auditorium del museo Revoltella,… – sebbene quando ciò avvenga il successo
sia maggiore.
E non intendo parlare del concerto di Riccardo
Muti di qualche giorno fa, per il quale non varrebbe il
medesimo discorso, data la fama mondiale del direttore d’orchestra e la presenza di media e Capi di Stato, che hanno di certo contribuito al grande successo
dell’evento.
Parlo invece degli Adventure Trio (si veda l’altro
articolo nella pagina per maggiori informazioni), i
quali dimostrano quanto possa essere l’interesse per
la musica classica da parte del grande pubblico. Ma
Gli Adventure Trio
non solo…
Il conservatorio G. Tartini ha organizzato per l’esta- re contro il decreto legge di Riforma per le Fondazioni
te diversi concerti all’aperto: ad esempio quello dedi- Lirico Sinfoniche emanato il 30 aprile dal ministro dei
cato a Fryderyk Chopin in occasione del duecentesimo Beni Culturali Sandro Bondi, decreto che ha previsto
anniversario della sua nascita, che si terrà a Mirama- ulteriori tagli alla cultura. Una vera e propria protesta
re la sera del 30
quindi (in questo caso all’insegna della
luglio, con Maria
Gli Adventure Trio dimostrano quanto musica) che ha visto il coro e l’orchestra
Letizia Michielon
esibirsi davanti al teatro, in piazza Unipossa essere l’interesse per la musica tà e in piazza Cavana, con grande paral pianoforte; o
classica da parte del grande pubblico tecipazione della popolazione. Lodevole
ancora quello previsto per la sera
l’iniziativa, viene però da chiedersi: perdel 4 agosto nella Corte del castello di Muggia, in cui ché promuovere la musica classica in modo così vivo
verranno suonati dal Quartetto Hoffmeister (due vio- soltanto ora, in seguito ai tagli?
lini, viola e violoncello) componimenti di Franz JoseUn capitolo a parte, poi, lo merita la musica “clas-
sica contemporanea”, per la quale occorre una precisazione di ordine terminologico: sebbene il marchio
di “classicità” dovrebbe di regola essere assegnato dai
posteri, la critica non esita a definire compositori di
musica classica alcuni autori a noi contemporanei.
Parlo ad esempio di Ludovico Einaudi (vincitore
nel 2007 del disco d’oro
grazie alle 80.000 copie
vendute dell’album “divenire”), o di Giovanni Allevi (il primo nella storia
della nostra Repubblica
ad aver suonato in Senato
al concerto di Natale dei
pezzi composti da lui stesso; definito da Repubblica
“il Mozart del 2000” e dal
Corriere della Sera “filosofo del pianoforte”). Entrambi di recente in concerto a Trieste, il primo lo
scorso 23 febbrario, il secondo nel maggio del 2009,
tutti e due al Rossetti. In ambedue i casi le sale erano
piene, e altissima la partecipazione anche da parte dei
giovani, che difficilmente si vedono negli spettacoli di
musica classica.
Da segnalare infine, a livello cittadino, un’attività
corale molto varia, che tocca anche licei e università (con grande partecipazione, perciò, giovanile): tra
questi il coro universitario, nato nel 2000 e attualmente diretto dal maestro Riccardo Cossi, il quale può
vantare un ampio repertorio, contenente – tra l’altro
– musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Shubert, Mozart e
Rachmaninov. Al momento in pausa estiva, sarà possibile ascoltarli di nuovo da settembre.
Adventure Trio
in concerto... per strada
La melodia di “eine kleine nacht music” si insinua
nelle strade attorno a capo di Piazza, e va a disperdersi tra il passeggiare assorto dei passanti nella calura
estiva. A pochi passi dal caffè Tergesteo – dove le note
mozartiane si mescolano al sapore asburgico del caffè
– Slavomir Glos, Ivo Remenec e Klaudia Remencovà,
vestiti in frac (nonostante la temperatura), esattamente
come se stessero suonando ad un concerto della Slovak
Sinfonietta – di cui tutti e tre fanno parte – concedono
prova del loro talento a chi voglia soffermarsi qualche
minuto ad ascoltarli; al violino i primi due, al violoncello la terza. Amici di vecchia data, ma giovani: di 31 anni
Klaudia, di 32 Ivo e Slavomir.
Tanta musica classica: da Bach a Satie, passando per
Mozart, Beethoven, Verdi e Wagner; ma anche Beatles
e canzoni tradizionali italiane, come la Wedding Tarantella, opportunamente riarrangiate per essere suonate
da violini e violoncello.
La prima cosa che colpisce, oltre alla grande
abilità dei musicisti (avvicinatisi alla musica fin da
bambini), è l’eleganza del
vestiario e del portamento,
inusuale per chi suona sulla strada. «Come se foste a
teatro, eh?» ironizza una
passante, fraintendendo
forse lo spirito con cui i tre
slovacchi hanno deciso di
suonare per strada: la musica è per loro un hobby
– fanno sapere –, un piacere che non poteva essere
limitato solo alle esecuzioni nelle sale teatrali. Ma,
allo stesso tempo, suonare per strada è completamente
diverso dal farlo a teatro, e ci tengono a sottolinearlo:
«sulla strada non c’è la tensione di un grande concerto, né nervosismo o paura di sbagliare; mentre sul palco, poi, è tutto molto serio, qui ci possiamo divertire di
più»; e a guardarli quando suonano “Lo Schiacciano-
ci” di Tchaikovsky mentre
ruotano su se stessi – mimando così dei passi di
danza – o quando Slavomir impugna il suo violino
come fosse un ukulele, non
si fatica a crederci.
Un’altra è però la differenza fondamentale: il
rapporto completamente
diverso con il pubblico. A
teatro rimane distante, separato, essendoci meno contatto; non è così per strada,
dove si è in mezzo alla gente, si vedono le sue reazioni
chiare sul volto, e l’interazione con i musicisti è molto
più grande, e riguarda addirittura l’ampliamento del repertorio, «la cui base è composta sì da musica classica
e da qualche pezzo pop o di musica tradizionale, ogni
anno però viene aggiunto qualcosa di nuovo ascoltando i consigli che ci danno le persone». Ed è forse anche
questo aspetto a garantire il loro discreto successo, un
pubblico variegato e numeroso, sempre disposto a fermarsi qualche minuto – ma c’è chi si sofferma anche
per ore, magari prendendo un caffè nei bar attorno – ad
immergersi in un genere musicale scomparso dalla quasi totalità dei media (nella televisione completamente;
nella radio rimane solamente Radio3 Rai), e con cui è
sempre più difficile entrare in contatto.
Un bambino strattona il genitore indaffarato nelle
compere estive, indicando i musicisti impegnati in un
medley che magistralmente unisce le note più conosciute di tutti i loro brani. Li indica e chiede di poter lasciare
un soldino nella custodia del violoncello, lasciata aperta appositamente davanti agli artisti. Ed è sempre lo
stesso bambino, poi, a voler tornare ad ascoltarli, nella
strada di ritorno verso casa. Sono tanti quelli come lui,
forse per quella “eine kleine nacht music” tanto allegra
quanto energica.
È il secondo anno che l’Adventure Trio è tornato a
Trieste, questa volta per più di due settimane; ed è con i
soldi guadagnati suonando per strada che si sono pagati la vacanza; dal 18 luglio sono rientrati in Slovacchia
per riprendere la loro attività, ma è probabile che in
agosto tornino. Questo perché «Trieste è il meglio – dicono entusiasti – il pubblico fantastico, l’accoglienza
unica».
Per chi volesse saggiare la loro bravura, o per chi – pur
avendoli ascoltati – non fosse pago dell’esibizione dal
vivo, qualche loro video lo
si può guardare sul sito ufficiale del gruppo, raggiunFoto e articoli
gibile all’indirizzo http://
di Stefano Tieri
www.adventuretrio.eu/it/
20 q il tuono
ESCURSIONI E VIAGGI
Sabato, 24 luglio 2010
Un viaggio nel ritmo lento e sognante della lagUna di marano
Alle foci dello Stella
Ecoturismo in barca
Quando ancora non esisteva il termine ecoturismo,
Geremia – un pescatore che d’estate accompagnava con
la sua barca Saturno i turisti verso Lignano – decise di
offrire, ai più curiosi, anche la visita alla laguna di Marano: era il 1977 e quelle gite in barca erano uno dei primissimi esempi di ecotour. Oggi Geremia è in pensione,
ma la sua attività prosegue con successo e non è più il
Scivolare silenziosamente sull’acqua, immergendosi
nelle infinite tonalità verdi-azzurre, è il modo migliore
per scoprire la laguna e i suoi tipici casoni maranesi: casette di canna palustre, dove un tempo i pescatori si fermavano diversi giorni, per non dover tornare ogni sera
al paese, distante molte ore con le barche a remi cariche
di pesci. Dagli anni Sessanta, da quando cioè si è diffuso
l’uso del motore, i casoni si sono
lentamente trasformati in luogo
di relax per gli abitanti di Marano, un rifugio silenzioso e placido
lontano dalla vita quotidiana.
La Valle Canal Novo
La Riserva di Canal Novo
solo ad accompagnare i turisti più curiosi e gli amanti
della natura alla scoperta delle foci dello Stella. Le foci di
questo fiume di risorgiva vantano anche un bel primato:
divenute riserva naturale nel ’96, erano oasi protetta già
dal 1976. E, cosa al quanto particolare, lo erano diventate grazie all’iniziativa di alcuni cacciatori, i quali non volevano che una zona così ricca e delicata al tempo stesso
diventasse vittima di un tipo di caccia senza regole né
limiti.
Ma le foci dello Stella non sono
l’unica riserva della zona: la Valle Canal Novo, a pochi passi dal
centro abitato, è contemporaneamente una riserva naturale ed un
centro di ricerca e divulgazione.
Sorto in una valle da pesca, un
tempo utilizzata per l’allevamento ittico, la Valle Canal Novo (che
deriva il suo nome dal latino vallum, argine) accoglie oggi il Centro Visite da cui partono anche le
gite alle foci dello Stella. La valle ospita un acquario, dove si può osservare anche ciò
che vive sotto il pelo dell’acqua; un centro didattico per
conferenze, lezioni e proiezioni; un osservatorio, dove
attendere, in silenzio e con pazienza, l’avvistamento
ravvicinato di qualche abitante della laguna; un laboratorio didattico e multimediale dedicato alle scuole. Oggi
la valle è dotata anche di una foresteria, il “Cason Sar-
Tra tartarughe di mare e aironi
Tutelare le foci del fiume Stella significava – e significa ancor oggi – salvaguardare la vita di centinaia di
specie diverse, che qui trovano un habitat unico. Prima
di immergersi lentamente in laguna, scorrendo lento e
sinuoso, lo Stella disegna canali e curve, tra fitte distese
di canneti palustri: e dove l’acqua dolce del fiume incontra e si mescola con quella salata del mare, trovano casa
sogliole, orate, spigole, anguille, passere, alcune tartarughe di mare e cavallucci marini; mentre tra i folti canneti
nidificano – tra gli altri – gli aironi rossi, che arrivano
in laguna verso la fine di marzo, dopo aver trascorso
l’inverno nel continente africano. Sono molte le specie
migratrici che fanno comparse stagionali e l’elenco degli
uccelli della riserva conta circa 290 specie, che si possono osservare soprattutto durante l’inverno. Tra i più affascinanti i cigni, seseni in dialetto maranese, un veneto
arcaico mantenuto vivo dalla gente del paese.
Vista dal mare sul paese
Centro visite delle riserve di Valle Canal Novo e Foci dello Stella: tel. 0431
67551. La riserva è aperta tutto l’anno da martedì a domenica dalle 9.00 alle
17.00; l’acquario, in estate mercoledì e venerdì pomeriggio; da settembre a
maggio la domenica pomeriggio.
www.riservenaturali.maranolagunare.com
www.comune.maranolagunare.ud.it
Il centro storico, con la “Torre millenaria” sullo sfondo
segna: una nuova struttura accogliente e funzionale per
offrire vitto e alloggio specialmente ai gruppi fino a 62
persone, ideale per le scuole, per gruppi organizzati, per
centri estivi o per svolgere attività didattiche e/o ricreative direttamente a contatto con la natura.
Dulcis in fundo, dopo aver attraversato parte della
Valle Canal Novo sulla caminada sull’acqua (una lunga
passerella in legno appena sopra la palude) ci si può riposare al “Cason Ristoro”, dove le mani esperte di simpatiche cuoche maranesi creano piatti deliziosi a base
di pesce freschissimo e saporiti molluschi di laguna. Ma
chi volesse assaggiare la specialità tipica di Marano, deve
richiedere – con alcuni giorni di anticipo – il bisato in
speo, o anguilla allo spiedo: c’è una
vera e propria compagnia del bisato che organizza serate a tema dove
attendere, magari sorseggiando un
buon vino, la cottura dell’anguilla, che richiede anche quattro ore.
Occasione, questa, per fermarsi in
paese e visitarne il centro storico.
“Se Venesia non la fussi, Maràn
sarìa Venesia” recita un detto locale: ed infatti Marano, pur essendo
di origini romane, è stata forgiata
dalla Serenissima, che ne ha fatto
una piccola ma importante roccaforte della propria repubblica. Con
le sue calli strette ed i suoi canali,
Marano ricorda Venezia, ma – non
essendo stata modificata dal turismo – mantiene intatta la sua anima antica di paese di pescatori.
Chiara Meriani
Navigare
Motonavi Nuova Saturno e Stella Polare
(www.saturnodageremia.it. cell. 335 5368685 tel. 0431-67891) con partenza
da Lignano da lunedì a venerdì sia mattino che pomeriggio nel periodo estivo.
Minicrociere in riserva con sosta ristoro in un casone.
Battello Santa Maria
(www.battellosantamaria.it, cell. 339 6330288) con partenze in mattinata da
Marano e da Lignano ogni martedì nel periodo estivo. Durante l’escursione è possibile assistere a una battuta di pesca con le svariate tecniche di pesca in laguna.
Spaghettata e… se la pesca è andata a buon fine: pesce per tutti!
Oltre alle escursioni diurne il capitano Nico organizza anche serate a bordo
del Battello Santa Maria dove si può ammirare la laguna al tramonto ascoltando
musica dal vivo. Cena a bordo. La prossima gita al tramonto, con partenza da
Aquileia, è prevista per giovedì 29 luglio.
Queen’s Lagoon
Un’oca selvatica mamma con i suoi piccoli (Foto di Gluaco Vicario)
(www.elmaranese.it, cell. 333 7292430) Escursioni in gommone con breve
sosta presso un casone per una bicchierata. Effettua anche servizio noleggio gommoni.
Per chi è dotato di imbarcazione propria, la visita all’interno della riserva è
consentita senza permesso o vincolo alcuno, se non quello di navigare unicamente
nelle vie segnalate o nel corso del fiume. Per informazioni: Portomaran Soc.
Coop. (www.portomaran.com, tel. 0431-67409).
il tuono q 21
CULTURA
Sabato, 24 luglio 2010
TRA ARCHITETTURE DEL 15° SECOLO, LA pESCA E I pASTInI AnTICHI DELLA COSTIERA
Guida alla storia di S. Croce-Križ
S. Croce-Križ è un antico villaggio di pescatori ed agricoltori sloveni affacciato al
mare dal ciglio del Carso su una costiera
fittamente pastinata. Conserva due chiese
notevoli, architetture tipiche con elementi datati dal 15° secolo e suggestivi scorci
d’ambiente di tono medievale.
Il nome
Il nome del villaggio si collega qui alla
dedicazione della chiesa all’Invenzione (ritrovamento) della Croce nel 4° secolo, che
risulta particolarmente diffusa nell’11°; ha
molti analoghi, anche di diversa origine,
sia in area slovena che italiana.
Le versioni slovena Križ ed italiana
S.Croce risultano perciò antiche ed equivalenti sin dalle prime documentazioni
tergestine conservate nel latino medievale: 1325 de Sancta Cruce; 1328 Cris, villa
Sanctae Crucis 1357 de Crixa; 1358 Crix;
1368 de Cris; nel 1455 troviamo registrata
anche la versione ladina tergestina de Santa Crous.
Nel 1923 venne imposto anche qui con
decreto mussoliniano l’uso della sola forma italiana, e quello della slovena potè essere ripristinato soltanto dopo la seconda
guerra mondiale.
Le origini
L’abitato attuale è sorto presso la strada romana e medievale che attraversava il
Carso triestino, ed è il solo insediamento
antico posto tra questa ed il ciglio dell’altopiano, invece che sulla via o verso l’interno; gli stradelli che la collegano al mare
porebbero essere ancor più antichi, e tra i
pàstini si è rinvenuto anche un ripostiglio
di attrezzi agricoli romani.
L’insediamento preromano simile e più
prossimo è il piccolo castelliere sul colle
di Sv. Primoz-S. Primo, munito di robusto vallo semicircolare verso l’altipiano e
difeso verso mare da strapiombi naturali,
ed è tradizione locale che sotto il villaggio
odierno si trovino resti molto più antichi.
Tra i pastini costieri si rinvengono reperti riferibili, come altrove, a ville rustiche romane, certamente dotate anche
qui di porticcioli, mentre sull’altopiano la
strada potrebbe aver giustificato edifici di
servizio e presidio viario, od abitazioni di
agricoltori e cavatori.
Il villaggio attuale si prestava invece agli
insediamenti colonico-presidiari altomedievali che corrispondono alla fase d’insediamento degli Sloveni in ambito bizantino, longobardo e poi franco, tra 7° e 9°
secolo d.C., o qui al più tardi nel 10°. Oltre
che presso la strada, il luogo si trova anche
al confine antico ed attuale del territorio
tergestino.
Relativamente precoci sono anche le
menzioni d’abitanti e della chiesa, documentati nel 1260 coi nomi di un Cernegoryus Sclabus (černegor slavo) e o dell’ecclesia Sanctae Crucis (chiesa della Santa
Croce). Nel 1338 è attestata anche l’esistenza della chiesetta dei Ss. Primo e Feliciano-Sv. Primož in Felicijan sulla quota
omonima del ciglione, dove nel 1343 è confermato anche il toponimo sloveno Straža,
cioè posto di vedetta o di guardia, che da
quella posizione poteva controllare sia il
mare che la strada del Carso.
Oltre ad essere sul contestato confine
tergestino, questo villaggio si trovava
infatti particolarmente esposto verso
mare alle incursioni dei guastatori veneziani, che nelle guerre contro Trieste,
i Patriarchi, Casa d’Austria e l’Impero,
tagliavano alberi e viti, bruciavano le
coltivazioni e distruggevano i muri
dei pastini. Scontri secolari e sanguinosi si ebbero qui anche coi pescatori
di Chioggia, che invadevano il golfo di
Trieste e le acque di quelli di S.Croce
(come anche quelle istriane) rubando
la pesca.
L’attività mista rurale, soprattutto per
la coltivazione della vite e dell’olivo, e di
pesca (inclusa quella dei tonni avvistati
da apposite postazioni elevate) del villaggio è anch’essa almeno medievale. La si
praticava in particolare con le čupe, agili
scafi monoxili scavati in grossi tronchi con
tecnica costruttiva arcaica che nell’Europa nordorientale si è conservata in acque
dolci e salmastre, e potrebbe quindi esser
stata rinnovata qui con l’arrivo delle popolazioni slave da quell’areale originario
d’insediamento.
Qui la pesca, più ancora che la coltivazione dei pastini sulla costiera, richiedeva
il superamento quotidiano di 200 metri di
ripido dislivello, con aggravi di fatica non
indifferenti.
Dal ‘400 ai giorni nostri
Nel ‘400 S.Croce risulta possesso della
famiglia patrizia tergestina dei Peregrini, o Pellegrini, i quali vennero a contesa
col Comune di Trieste che reclamava propri i fondi di S. Primo per il neocostituito
villaggio di Contovello (v. il nostro n. 4);
nel 1445 si riconobbe il confine antico in
ragione dell’uso ab immemorabili, di cui
testimoniarono i sette rappresentanti della comunità locale: Lugkes (Lukeš), Mochor (Mohor), Heller (Hilarij) Suppanus
(župan, cioé capocomunità), Paulus, Crisomanus (Križman), Marinus Lotach e
Marinus Bachar, tutti de Sancta Cruce.
Metà del villaggio, proprietà di Matteo
Pellegrini nel frattempo bandito dalla città, venne ceduta nel 1446 al canonico sloveno triestino Pietro di Vreme, il quale ne
fece legato testamentario al convento benedettino delle monache di S. Cipriano, o
della Cella, in Trieste.
Nel 1467 si fece una nuova ricognizione
del confine con Contovello, e lo si stabilì
in certe masiaris (ladino tergestino: masiere, mucchi di pietre) e di lì verso callem
ferrea, sclabonice selesna scasa (“stradello ferreo, in lingua slava železna steza”),
toponimo che ha fatto pensare ad un antico scivolo a mare per cave di pietra (che
hanno qui una prima menzione nota a fine
‘400).
Le monache ebbero altra parte del villaggio dall’eredità di Antonio Pellegrini,
andata per una metà alla figlia Beneamata, suora della Cella, e per l’altra al fratello
di lei, Pietro, che vendette la proprietà al
convento nel 1471.
Il documento relativo ne menziona anche i confini: una stradetta detta Stesiza
(stežica: stradello) ovvero Sagrace (Zagradec, dietro Gradec), una lapide con croce
scolpita, il luogo detto Maichen Gradez
(majhen gradec, piccolo fortilizio) la via
pubblica per Nabresina verso Duino sino
al luogo detto Dobrovizza (Dobrovica).
Poiché il Majhen gradec si trovava sul lato
dell’abitato opposto al castelliere, potrebbe esser stato una fortificazione medievale
non più individuata; verso la chiesa di S.
Rocco si conserva anche un toponimo Tabor, usato per le fortificazioni contadine
contro le incursioni osmane (v. nostro n.
2), che raggiungevano anche queste terre
dal 1471 sino a tutto il ‘500.
Oltre a subire assalti veneziani, il villaggio venne incendiato nella prima di queste
incursioni, condotta da circa 8000 akyngy,
cavalleggeri.
Nel 1559 le monache acquistarono la
parte residua del villaggio, divenendone
proprietarie per intero; ebbero così anche
il diritto di nominarne il župan, capo e responsabile della comunità dei capifamglia,
i quali si riunivano allo scopo nel cortile del
monastero prima della data di nomina, che
cadevo il 3 maggio, festa della S. Croce).
L’antico edificio con i bassorilievi (Mario Magajna, 1952)
Ma il Comune di Trieste reclamò a sé la
nomina, inviando i propri giudici ad effettuarla in paese in quello stesso giorno, e la
lite dovette venir rimessa a Vienna.
Nel ‘600 l’allontamento delle minacce
turca e veneziana segnò anche per S.Croce
l’inizio di un fase di ripopolamento ed attività, sia per la pesca che per il vino e l’olio.
Nel 1701 il confine tra il territorio di
Trieste (che almeno fino al 1538 giungeva a
Sistiana) e quello di Duino venne ricorretto e stabilito tra S.Croce e Nabresina nella posizione attuale, dal ciglione al mare
presso Brojnica, ben segnato da un muro.
Nel 1781 venne costruita qui sull’antica
via pubblica del Carso, ormai detta Strada
per Cividale o Strada d’Italia, una locanda con stazione di posta per il cambio di
cavalli, con il dazio del quale si conserva
l’edificio del 1806.
Gli abitanti del villaggio continuarono
a dover corrispondere canoni alle monache del convento per i beni di loro pertinenza sino al 1789, quando con le riforme
dell’imperatore Giuseppe II, figlio di Maria
Theresia, anche questi furono incamerati
dal Governo al pubblico erario, e ceduti in
proprietà agli abitanti medesimi.
A questa liberazione dai residui del sistema feudale seguirono le brevi ma dure e
ripetute occupazioni francesi, che sul Carso provocarono ostilità e rivolta.
Nel 1816 gli abitanti della città e territorio infine liberati accolsero il ritorno dell’
imperatore Francesco I erigendo sul confine civico presso S.Croce le due colonne
d’ingresso simbolico tuttora visibile. Dove,
si narra, l’imperatore subito sollecitato dai
triestini con lamentele e manovre di fazioni commentò ironico «Vi ritrovo proprio
come vi ho lasciati».
Dal 1850-57 passò a mezza costa sotto S.Croce la nuova ferrovia Meridionale,
Südbahn, Trieste-Vienna via Lubiana, che
ebbe qui anche una piccola stazione e serbatoi di filtraggio per il nuovo acquedotto
dalle fonti a mare.
Nel 1876 venne sistemato ed ampliato il
porticciolo, dove i pescatori, proprietari di
un centinaio di scafi di vario genere, si consorziarono nel 1908 nella Kriška ribiška
zadruga (Cooperativa di pesca di Križ) alla
quale aderirono anche quelli di Contovello. Nel medesimo anno a sostegno delle attività economiche del paese venne fondata
anche la Hranilnica in posojilnica v Križu
(Cassa di risparmio e credito di Križ), com
cooperativa del tipo Reiffeisen.
Con la prima guerra mondiale S.Croce
divenne posizione di vedetta e retrovia
della difesa austro-ungarica di Trieste nel
settore meridionale del Fronte dell’Isonzo.
Dopo il 1918 anche questo villaggio, già
centro del movimento operaio, venne sottoposto a crescenti pressioni e violenze sia
politiche che di snazionalizzazione, subendo scorrerie con devastazioni ed incendi
(1921). Diede poi una forte partecipazione
alla Resistenza malgrado arresti, condanne, carcerazioni, internamenti e fucilazioni, che costarono alla comunità locale 72
incarcerati, 22 deportati e 66 Caduti.
Nel dopoguerra venne costruito anche
qui un nuovo insediamento per i profughi
istriani, che come gli altri ha tuttavìa finito per integrarsi.
Edifici notevoli
La fondazione della chiesa, attestata dal
1260, potrebbe risalire, come per altre di
questa dedicazione nell’area, al Patriarca
aquilejese Ulrich (1085-1122).
L’edificio attuale è cinquecentesco, con
rifacimenti, come per la canonnica, dal Seicento al 1955; conserva registri dal 1758.
L’antico edificio vicino detto Stara šola,
scuola vecchia, perché lo fu nell’Ottocento, ha una bella architrave del semiterrato
parzialmente rifinita con scolpiti a bassorilievo due lunghi cartigli sovrapposti ed ornati con iscrizione e data che pare il 1409,
sulla sinistra un rosone e sotto una data
del 1489; numerose pietre delle murature
recano scolpiti segni ed animali
Il tono è tre-quattrocentesco, ma potrebbe trattarsi di collazione di elementi
della chiesa vecchia o da altri edifici, oppure d’esercitazioni di una scuola di scalpellini.
Nell’interrato il Puschi rinvenne nel 1911
un bassorilievo della Vergine col Bambino
di stile tra 12° e 13° secolo, che si adattava
ad una nicchia esterna dello stesso edificio.
Venne però asportata e posta inconguramente sulla porta della cappella del castello di S. Giusto.
Al margine sudorientale del paese si
trova invece una piccola chiesa di S. Rocco, con campaniletto a vela, copertura in
lastre calcaree ed abside tardo-gotica. Accanto al portale, dopo restauri eseguiti nel
1895 col contributo finanziario personale
dell’imperatore Francesco Giuseppe, è stata posta una suggestiva statua di pellegrino
questuante dell’artista locale J. Dovšak.
La chiesetta almeno trecentesca dei
Santi Primo e Feliciano ospitava un monaco- custode, all’uso di eremo (nel ‘400 un
certo Johannis de Castagnovica, Kostanjevica), ma a fine ‘800 era già scomparsa,
tranne che per poche tracce.
P.G.P.©
22 q il tuono
PUBBLICITà
Sabato, 24 luglio 2010
TRIESTE che lavora
L
Studio Dentistico del Dott. Antonio Del Ben
o Studio è composto da un team di professionisti nelle diverse aree
mediche legate alla pratica dentistica e odontoiatrica. Dal 1994 è attivo
a Tolmezzo. Nel 2000 ha aperto una seconda sede anche a Trieste, spostata nel 2003 nel centro città, in via Imbriani 6.
Formazione e aggiornamento sono indispensabili per offrire cure sempre più
mirate ed efficaci. Il nostro studio trova una sua eccellenza proprio nella formazione permanente del suo personale che permette oggi di utilizzare le più
innovative tecnologie mediche in campo odontoiatrico e dentistico come, ad
esempio, l’Invisalign, l’Ozonoterapia, la Laserterapia, la Sedazione Cosciente
attuata da un anestesista specializzato, o, tra i pochi in regione, la TAC.
Ma le competenze multidisciplinari in campo medico non sono tutto: al
centro c’è l’attenzione per il paziente con le sue richieste e le sue abitudini. È
per questo che nel nostro studio si dà la massima importanza non solo a trovare la soluzione, ma a trovare la soluzione più adatta al singolo paziente.
Anche la lingua parlata è importante e il personale medico e paramedico
dello studio è in grado di portare avanti la relazione con il paziente in sette
lingue: italiano, sloveno, croato, serbo, inglese, tedesco e arabo.
Inoltre ci prendiamo cura anche dei pazienti più piccoli! Nei bambini è
fondamentale la prevenzione di disturbi
dentali che possono, se non corretti per
tempo, peggiorare con la crescita e portare in futuro alla necessità di interventi più
complicati ed invasivi.
Lo Studio Del Ben, attraverso l’Odontoiatria Pediatrica, segue da vicino lo sviluppo dentale dei suoi piccoli pazienti per
garantire un benessere duraturo. È importante eseguire controlli fin dall’età dei
denti decidui, i cosiddetti denti da latte, in
modo da prevenire eventuali problemi e
consentire ai denti definitivi di crescere in
modo sano e robusto.
Nostra cura è innanzitutto fornire
ai bambini le informazioni riguardanti
l’igiene orale e l’educazione alimentare
così che fin da piccoli imparino i più sani comportamenti quotidiani e
possano evitare di protrarre nel tempo abitudini sbagliate.
Per rendere la visita dal dentista più serena sia per i bambini che per
i loro accompagnatori, la nostra sala d’attesa è predisposta per accogliere i bimbi in un allegro angolo giochi.
Lo studio si occupa di:
ImplantologIa – ora la perdita di uno o più elementi dentari
non è più un problema: lo sostituiamo saldamente con una
vite in titanio.
ImplantologIa a carIco ImmedIato – siete stanchi delle
solite protesi? In una sola giornata ora si possono mettere gli
impianti e protesizzare le radici artificiali.
InterVentI conserVatIVI – otturazioni eseguite con materiali altamente estetici.
endodonZIa, IgIene orale e sbIancamentI, protesI
fIsse e protesI mobIlI
ortodonZIa classIca e InVIsalIgn – con la metodologia
Invisalign ora è possibile avere un sorriso smagliante senza
usare i soliti attacchini ortodontici.
radIografIe endoralI e panoramIche dIgItalI a bassa esposizione.
Segnaliamo due dei libri sulla salute di Francesco Walter Pansini, giornalista pubblicista
triestino diplomato in erboristeria all’università di Urbino direttore responsabile del trimestrale Salute & Diritti e docente dell’Istituto di Medicina naturale integrata (www.imni.it).
il tuono q 23
SPORT
Sabato, 24 luglio 2010
«Sono Sicuro che faremo vedere il noStro valore»
Ivo Iaconi è il nuovo
allenatore della Triestina
La presentazione di Ivo Iaconi è avvenuta martedì 20 luglio all’ora di pranzo nella sala stampa dello
stadio Rocco. Alle 15 dello stesso giorno c’è stato il
ritrovo della squadra - sempre al Nereo Rocco - per
la partenza per il ritiro di Ravascletto.
«Contiamo
Queste le prime dichiaradi diventare
zioni ufficiali del nuovo micompetitivi in
ster rossoalabardato: «Ho
poco tempo»
scelto la Triestina per la sua
storia, l’ambiente e la società, meritevoli della serie A. E’ un’esperienza da fare
a prescindere dalla categoria. L’aver accettato l’incarico senza sapere con esattezza dove giocheremo ha
fatto la differenza per il presidente. Ci sono le condizioni per fare bene anche se adesso c’è un momento
di impasse - dovuta all’incertezza della categoria - per
la costruzione della squadra. Contiamo di diventare
competitivi in poco tempo. Siamo partiti con il gruppo sotto contratto, poi vedremo di rinforzarlo in base
alla realtà che vivremo.
Nel frattempo potremo prendere dei giovani validi
per entrambe le categorie. Secondo me la Triestina
era composta da buoni giocatori nell’ultima stagione,
ma questa si è rivelata disgraziata. Non posso valutarne i motivi senza conoscere la situazione al 100%.
«I calciatori
Sicuramente molti giocatori
dovranno
si sono espressi sottotono,
dimostrare
ma possono tornare ancora
di essere
utili.
Moduli? Io ne ho utilizzaall’altezza della
ti diversi nella mia carriera e
situazione»
sono dell’idea che il modulo
dipende dai giocatori a disposizione e non viceversa. I punti cardine saranno
Il presidente Stefano Fantinel:
«Per il mercato aspettiamo il 4 agosto»
La presentazione del nuovo allenatore
è stata aperta dal presidente Stefano Fantinel. «È la prima conferenza-stampa che
faccio dal 12 giugno, un giorno drammatico vista la retrocessione. Vi assicuro che
48 ore dopo ci siamo messi al lavoro per
ottenere quel ripescaggio per il quale non
c’erano certezze, ma solo una flebile speranza. Solo questa settimana si è aperta una
piccola possibilità e il
vero pericolo non è il
Verona, ma l’Ancona
che non si dà per vinto
pur non dovendo venir iscritto alla serie B
neanche un anno fa viste le varie irregolarità
commesse. Noi siamo
pienamente in regola con tutto quanto a
differenza dell’Ancona
appunto, della Reggina
e dell’Ascoli. Queste ultime due società sono
state deferite per non aver pagato tutti gli
stipendi. Nel consiglio di amministrazione
del 19 luglio abbiamo messo a punto tutte
le carte per presentare domanda di ripescaggio, alle quali va aggiunta la parte economica (due milioni e ottocentomila euro).
Il Gruppo Banca Intensa ci è venuto in
soccorso con una fideiussione di un milione ottocentomila visto che i soldi provenienti dal mercato, come quelli per la cessione di Ardemagni, sono immobilizzati al
momento dalla Lega. Faccio un’importante
appello alle istituzioni (Regione, Comune,
Provincia, Camera di Commercio) e agli
imprenditori affinchè ci diano una mano
per andare avanti. Noi non abbiamo alcuna intenzione di mollare. Chiediamo aiuto
anche ai tifosi. Sia a quelli che hanno intenzione di
abbonarsi sia ai supporters
che ci seguono pur non frequentando lo stadio. I primi
ci aiuterebbero molto, anticipando una parte dei soldi
degli abbonamenti per il cui
varo bisogna aspettare di
conoscere la categoria.
Ci sono poi altre due possibilità: fare un contributo
volontario a sostegno di
Trieste in B e acquistare la
maglietta del novantennale al costo di 200 euro. Il
mercato? La serie B impone
rose ristrette di 19 giocatori
e la Lega Pro esige 8 giovani in rosa. Al momento non possiamo ad esempio prendere
tali giovani con il rischio di lasciarli fuori
rosa in caso di ripescaggio. Per pensare
agli acquisti dobbiamo aspettare il 4 agosto, quando conosceremo il nostro destino.
È sicuramente una data condizionante, ma
noi non possiamo cambiarla. Il mercato,
in ogni caso, resterà
aperto fino al 31 agosto e ci sono molti giocatori con i contratti
scaduti e cinquecento
calciatori disoccupati
a causa del fallimento
di 21 società. Al momento abbiamo 18 giocatori sotto contratto,
conteggiando
anche
Brosco che è impegnato all’europeo under
19, e in ritiro ci sono
anche 6 Primavera.
Il lavoro fatto a livello giovanile negli
ultimi tre anni è buono visto che Hottor è
andato al Milan, Steffè all’Inter e un ragazzo ci è stato rubato dalla Fiorentina».
Così, invece, il vice sindaco e assessore
allo sport comunale Gilberto Paris Lippi:
«Dopo i dissapori tra il sindaco e il presidente Fantinel ci sono stati i dovuti chiarimenti e c’è la massima volontà di aiutare la
Triestina a iniziare dai trecentomila euro
abbondanti per l’impianto di tele-sorveglianza dello stadio. Ho chiesto, inoltre, a
Roberto Menia di parlare con il sottosegretario con delega allo sport Crimi affinchè
vengano rispettate alla lettera le regole imposte dalla Figc dopo le tante chiacchere
messe in giro dal Verona».
m.l.
ritmo alto e spiccata personalità in modo da essere
padroni delle partite e del nostro destino. Non sarà
facile ritrovare subito l’entusiasmo dell’ambiente
dopo la retrocessione.
Per riconquistare i tifosi i calciatori dovranno dimostrare di essere all’altezza della situazione, dimostrando di saper giocare a calcio. Se lo faremo, la gente riconoscerà la bontà del nostro lavoro. Adesso ci
sarà una corsa contro il tempo per costruire la rosa
e poi ci vorrà un po’ di pazienza per arrivare a esprimersi al meglio. Sono sicuro, comunque, che faremo
vedere il nostro valore»
Massimo Laudani
Il curriculum Ivo Iaconi
La Triestina ha scelto il suo nuovo per pochi mesi. A giugno 2005, dopo
allenatore e si è affidata a Ivo Iaconi, qualche riluttanza iniziale, accettò la
nato a Teramo l’11 marzo 1956. panchina del Frosinone. La compagine
Sarà coadiuvato dal vice-allenatore ciociara, reduce da una stagione di
Umberto Marino (ex Triestina nel C1 culminata con l’eliminazione nella
1990-91), dal preparatore dei portieri semifinale play-off contro il Mantova,
Paolo De Toffol, dai preparatori atletici puntava al salto in serie B. Il presidente
Maurizio Stirpe lo accontentò in sede
Marco Marcattilli e Luca Bossi.
Di ruolo difensore quando era calcia- di campagna-acquisti, prendendo caltore, Iaconi esordì in Serie C negli anni ciatori esperti come Anaclerio, FialSettanta con la maglia del Giulianova. dini, Bellè, Ginestra, Antonioli e Perra.
Il primo posto andò al
Giocò nel ruolo di libero,
Napoli di Edy Reja ed ai
alto e prestante fisicaSarà coadiuvato
play-off Iaconi conquistò
mente, le sue doti migliori
Umberto Marino
la storica promozione fra
furono il colpo di testa ed
Paolo
De
Toffol,
i cadetti per il Frosinone.
il senso tattico. Sfruttando
Nella stagione 2006la statura, andava spesso
Marco Marcattilli
2007 Iaconi è riconferin avanti sui calci piaze Luca Bossi
mato in Serie B alla guida
zati, realizzando parecchie
del Frosinone. Con la
reti. Vestì le maglie della
Fermana, del Carpi e del Francavilla, formazione frusinate Iaconi affronta
squadra con la quale vinse un torneo un campionato di altissimo livello con
di Serie C2. Tornò al Giulianova all’ini- squadre eccellenti (Juventus, Napoli,
zio degli anni Ottanta, diventando una Genoa, Bologna, Brescia) concludendo
bandiera della squadra giallorossa per il campionato con un’ottima salvezza
dieci anni e indossando per diverse sta- a 50 punti, conseguita con un turno
d’anticipo grazie alla vittoria per 2-0
gioni la fascia di capitano.
Nel 1992 lasciò il calcio giocato dopo sull’Albinoleffe.
Nel giugno del 2007 ha firmato un
la retrocessione dalla C2 al CND del
suo Giulianova. Per due stagioni allenò contratto con la società neo-retrocessa
la Sambenedettese in Serie C1, dove dalla A dell’Ascoli. Dopo questa stasuo fratello Andrea era il direttore gione, in cui si piazza all’ottavo posto
sportivo. Nel 1994 ricominciò dal CND in classifica in Serie B ottenendo 62
alla guida del Taranto. Vinse il campio- punti con la squadra marchigiana e
nato, ma l’anno dopo (‘95-’96) in serie sfiorando i play-off, nel luglio del 2008
C2 non ebbe fortuna e fu esonerato. firma un contratto per la stagione
Nonostante il licenziamento, la sta- 2008-2009 con la Cremonese, società
gione successiva saltò in C1 al Trapani, di Prima Divisione, ma viene esonerato
dopo la 16° giornata di andata. Viene
ma retrocesse.
Le stagioni poco positive, dovute ingaggiato in sostituzione di Walter
all’inesperienza, contribuirono alla sua Novellino sulla panchina della Reggina
crescita professionale e infatti iniziò a il 24 ottobre 2009 e a sua volta esonecollezionare promozioni. Con la Fer- rato il giorno 8 febbraio 2010. E ora
mana (C1) si salvò il primo anno, al l’approdo alla Triestina.
m.l.
secondo arrivò primo traghettando la
società marchigiana per la prima volta
in Serie B. Il successo, bello ed inaspettato, ebbe un epilogo amaro: nei cadetti
la squadra retrocesse e passò al Catania in C1, ma venne esonerato dopo
sette gare. Dopo un anno di riflessione
venne ingaggiato dal Pescara dove era
direttore sportivo il fratello Andrea. In
due anni riportò la squadra in serie B,
ma nei cadetti la sorte gli fu avversa:
dopo una metà stagione di buon livello,
la situazione precipitò e Iaconi venne
esonerato.
A febbraio del 2005 guidò il Pisa (C1)
24 q il tuono
SPORT
Sabato, 24 luglio 2010
Gli alabardati precedono di poco Gli scaliGeri.
Ripescaggio, la Triestina
in vantaggio sul Verona
Scaduti ieri i termini di ripescaggio nella serie cadetta, il Consiglio Federale nella
giornata di venerdì 30 dovrà
rendere noto in via ufficiale la
squadra che prenderà il posto
dell’Ancona escluso per inadempienze economiche.
La corsa, anzi la lotta per
agguantare in extremis la serie
B è racchiusa tra la Triestina e
il Verona, con gli alabardati in
leggero vantaggio. La graduatoria per i ripescaggi nella seconda serie nazionale prevede
dei parametri a cui viene dato
un punteggio percentuale: alla posizione di classifica del
campionato precedente viene dato il 50%, mentre alla
tradizione sportiva della città e alla presenza di spettatori allo stadio dal campionato 2004/05 al 2008/09 viene
dato il 25% ciascuno. Inizialmente viene stilata una sorta di graduatoria composta da 36 formazioni aventi diritto a disputare la Lega Pro,
e su di essa viene assegnato
un punteggio decrescente
che varia dai 36 punti della
prima classificata per scendere sino all’ultima che ne
ottiene solo uno.
Alla classifica del campionato come detto viene dato
il valore maggiore in quanto
influisce per ben il 50% del
punteggio totale. La Triestina in questo caso è prima
con 36 punti, ne ottiene 18
per il computo finale (il 50%), visto che ha disputato i
play out salvezza di serie B con il Padova poi persi, mentre il Verona sconfitto nella finale dei play off di Lega Pro
si classifica appena al terzo posto dietro la Cremonese
ottenendo 31 punti (15,5 per il conteggio finale).
Passando alla tradizione sportiva della città in cui il
club proviene, valore pari al 25%, il Verona è nettamen-
te primo totalizzando
così 36 punti e portandone 9 nel resoconto
finale (il 25%), L’Unione la segue a ruota al
secondo posto realizzando così 35 punti
che vanno a sommare
di 8,75% il computo
totale (il 25%). L’ultimo punto riguarda le
presenze allo stadio dal
campionato 2004/05
al 2008/09 a cui va attribuito un valore pari
al rimanente 25%.
Anche in questo caso il Verona è al primo posto, che
così ottiene altri 36 punti, di cui 9 vanno ad aggiungersi
per il punteggio finale (il 25%), la Triestina è appena in
quarta posizione prendendo così 33 punti,di cui 8,25(il
25%) vanno per il conteggio totale. Sommando così tutti
i punteggi di questa graduatoria la Triestina totalizza 35
punti contro i 33,5 del Verona.
Se la matematica non è un opinione la società alabardata ha tutte le carte in regola per disputare il prossimo
campionato in serie B; ora la palla passa al Consiglio
Federale che finalmente a fine mese ufficializzerà i ripescaggi dando fine all’ennesima telenovela calcistica
estiva.
Denis Locoselli
Quasi fatta per il portiere seculin, si tratta per di carmine e gulan
Il mercato dell’alabarda
In attesa della conferma in serie B della
Triestina, il mercato
dell’Unione inizia a
movimentarsi con le
prime trattative in
corso.
Sul fronte arrivi
pare quasi fatta per il
giovane portiere Andrea Seculin in prestito dalla Fiorentina.
Sempre dalla società
viola piacciono altri 2
giocatori di cui si parla un gran bene: l’atAndrea Seculin
taccante Di Carmine,
la stagione scorsa a Gallipoli, e il centrocampista serbo
Gulan, con un passato nelle file dell’Empoli.
La Triestina inoltre sta valutando la possibilità di
riportare in biancorosso Colombo, uno dei pochi a salvarsi nel passato campionato: l’esterno di
proprietà del Torino
fino a qualche settimana fa sembrava destinato al Frosinone,
ma poi la trattativa si
è conclusa sul nulla di
fatto.
Il club ciociaro è interessato a Della Rocca, ma secondo radio
mercato l’attaccante
pugliese non dovrebbe muoversi dal capoluogo giuliano.
D. L. Samuel Di Carmine
a settembre, sui campi dell’asd san luigi si svolgerà il torneo internazionale di calcio a 7 giunto alla sua tredicesima edizione.
Marco Cavallo, torneo tra calcio e musica
Il 3-4-5 settembre, sui
campi dell’ASD San Luigi
di via Felluga 58 a Trieste, si svolgerà il Torneo
internazionale di Calcio a
7 “Marco Cavallo”, giunto alla sua tredicesima
edizione.
Il 13° Torneo Marco
Cavallo viene organizzato dalla Polisportiva Fuoric’entro in collaborazione con il DSM e l’Azienda
Sanitaria Triestina e con
il contributo della Regione FVG, dell’Assessorato
allo Sport del Comune di
Trieste, della Fondazione
Casali e della BCC di Staranzano.
La
manifestazione è riservata a società
che operano nel campo
dell’integrazione sociale,
con particolare riguardo al tema della salute
mentale. Fanno infatti
parte delle squadre in
lizza utenti, operatori e
volontari dei vari Centri
di Salute Mentale, ma
anche semplici sportivi
o appartenenti al variegato mondo del disagio
sociale. L’obiettivo degli
organizzatori della Fuoric’entro, infatti, è creare formule eterogenee,
capaci di stare e crescere assieme, socializzare,
scambiarsi esperienze,
integrando
a 360 gradi
chi sta “dentro” e chi
“sta fuori”
dalla
presunta normalità.
Non
a
caso il torneo di calcio
reca con sé il
nome evocativo di Marco
Cavallo, riferito
all’animale
che nel 1973 squarciò il
silenzio delle mura manicomiali triestine, osando sfilare per le strade
cittadine, colmo dei sogni dei pazienti, dei loro
desideri. Azzurro come
il colore del cielo, come
le luci della libertà. Luci
capaci di fare nascere il
movimento basagliano
che portò alla rivoluzio-
naria Legge 180 che aprì
i manicomi alle città.
Un assunto che ormai,
in occasione della sua
13.a edizione, ha portato il tema Torneo Marco
Cavallo a varcare i confini nazionali, richiamando a Trieste squadre
provenienti da tutta Italia ma anche da Francia
e Spagna. Tra le dodici
squadre che daranno vita
al torneo, saranno infatti
presenti anche le francesi Rouffach ed Erstein,
una formazione spagnola
ancora in via di definizio-
ne e che, probabilmente,
rappresenterà la nazionale dell’Andalusia, oltre
alle squadre italiane di
Lecce, della siciliana Barcellona Pozzo di Gotto,
di Foligno,
Pontedera,
Pordenone,
Udine, Gorizia, Villaggio
del Fanciullo, oltre ai
padroni
di
casa
della
Polisportiva
Fuoric’entro
Trieste.
Le squadre saranno
divise in due
gironi all’italiana di sei
squadre, mentre nella
giornata conclusiva di
domenica 5 settembre si
svolgeranno tutte le finali dal primo sino al 12.o
posto. Accanto al torneo maschile anche uno
femminile composto da
quattro squadre provenienti dalla regione.
Insomma il Marco Cavallo azzurro viene oggi
ricordato anche grazie all’interno della struttuad un evento calcistico ra del campo di San Luigi
unico nel suo genere, ca- con la possibilità di manpace di catalizzare realtà giare un panino o ordinacittadine, nazionali e in- re una grigliata.
Sul palco si esibiranno
ternazionali operanti nel
campo dell’integrazione Toni Bruna, autore di un
sociale di soggetti deboli. folk vero o immaginario,
del quale
Il torneo
è difficile
è divenPolisportiva
definirne
tato una
Fuoric’entro
un
congrande feVia delle Beccherie 14
fine. Rista in cui
34100 Trieste
mane che
ognuno
Tel/Fax: +39 040
si
tratta
gioca sen365687 (mattino)
di un meza l’assillo
www.fuori-centro.org
nestrello,
del risulforse
di
tato agoun poeta.
nistico,
perché a vincere il Marco Con lui ci si può rendeCavallo non è la squadra re conto all’improvviso
più forte, ma quella più di esistere e subito dopo
corretta, cioè quella ca- capire che il centro del
pace di assicurarsi l’am- mondo è a Repentabor
o in bar Ponziana (www.
bita coppa fair play.
Nell’edizione 2010, la tonibruna.com). Quinmanifestazione intende di sarà il turno di Zona
aprirsi più che mai alla Rossa Krew, gruppo di
cittadinanza compren- “hip hop” de L’Aquila che
dendo, oltre a quello cal- tratta tematiche inerencistico, anche un even- ti la salute mentale e de
to musicale, il “Marco La Grande Orchestra, un
Cavallo Festival” che si progetto di inclusione sosvolgerà il 4 settembre ciale del Club Zyp.
c.s.
a partire dalle ore 20
il tuono q 25
SOCIETÀ
Sabato, 24 luglio 2010
Nuove regole per i tatuaggi
Più elasticità per i professionisti dell’ago. Riti e mode di una tradizione molto antica che continua ad affascinare
La recente approvazione di un Regolamento comunale che disciplina, tra le altre, anche l’attività dei tatuatori, dimostra la grande diffusione di questa pratica.
Tanto da richiedere per l’appunto una maggiore definizione delle leggi del settore.
Con le nuove regole i professionisti del tatuaggio e
del piercing possono scegliere l’orario di apertura giornaliera della propria attività in una
fascia che va dalle
5 alle 23 (mentre
prima il limite era
tra le 7 e le 22). Ma
soprattutto adesso
non è più necessario attendere l’autorizzazione comunale per iniziare a
lavorare: è sufficiente presentare
una Dichiarazione
di Inizio Attività
che attesti la conformità dei locali e
delle attrezzature
alle norme vigenti, oltre che il possesso della qualifica professionale. Più elasticità dunque, per una pratica
che continua a esercitare il suo fascino.
Come dimostra anche il successo del Trieste Tattoo
Expo, la kermesse dedicata al tatuaggio che si prepara alla sua terza edizione (alla fine di novembre), con
un numero sempre crescente di visitatori, espositori ed
eventi.
Riti e mode
L’uomo conosce il tatuaggio fin dall’antichità. Infatti
in molte culture esso aveva un significato rituale: po-
teva sancire il passaggio all’età adulta o a un grado più
elevato nella gerarchia sociale, oppure poteva essere
fatto a scopo scaramantico, oppure ancora per indicare
l’appartenenza a un gruppo. Anche oggi molte persone
si tatuano per comunicare qualcosa di così importante
nella loro esistenza da necessitare un segno indelebile.
Frasi particolarmente significative, date da ricordare,
i nomi dei propri cari… Ma ci
sono molte differenze: innanzitutto, nelle società
tribali la pratica
del tatuaggio non
può
prescindere
dall’esperienza del
dolore. La sofferenza fa parte del rito,
assume addirittura
un valore simbolico, mentre invece
nel mondo occidentale si cerca
generalmente di
ridurre al minimo il dolore (anche se si va diffondendo una cultura
similare, legata soprattutto alle pratiche di piercing
e scarificazione, per cui il dolore “fa parte del gioco”). E poi, nel nostro mondo occidentale, il tatuaggio rientra molte volte nella dinamica della moda e
dell’immagine.
E se non piace più?
“La tua amica sfoggia un tatuaggetto, corri a farti un tatuaggetto, d’un tratto non ti piace più, cosa
fai? Ne fai un altro più grosso”: come nella canzone
di Elio e Le Storie Tese, troppo spesso il tatuaggio
è frutto di una voglia momentanea, di una suggestione modaiola. Come
risolvere il problema di
una scelta fatta con leggerezza? Un tatuaggio non è
certo un vestito che si può
chiudere nell’armadio o
rivendere al negozietto dell’usato. La soluzione più efficace è quella dell’intervento con il laser, ma è anche
quella più costosa: bisogna sottoporsi a diverse sedute, ognuna delle quali può costare centinaia di euro; e
più il tatuaggio è esteso, più sedute sono necessarie.
Solo una modalità di laser, detta “q-switch”, garantisce
l’assenza di cicatrici, ma c’è sempre la possibilità che
restino delle ombre sulla pelle, a seconda di quanto
profondamente l’inchiostro è penetrato nel derma. Un
metodo meno diffuso, e molto più aggressivo, è quello
della dermoabrasione: si raschia via lo strato superficiale della pelle, ma il pericolo di cicatrici è molto elevato. Alla fine, la soluzione che sembra essere più seguita è, come nella
canzone, quella di
coprire il vecchio
tatuaggio con uno
nuovo, più grosso
e magari meglio
eseguito. Ma forse
per evitare il problema basterebbe
fare delle scelte
più consapevoli e
meno
avventate,
senza farsi influenzare dalle tendenze
e dalle mode.
Giuseppe Nava
sPesso il buon senso aiuta a viveRe meglio l’abbRonzatuRa estiva
I benefici del sole
Negli anni ’20 Sir Henry Gauvian, medico inglese fautore dell’elioterapia,
scriveva: «Il sole è come un
buon champagne: stimola,
rinvigorisce, ma se si esagera intossica e avvelena».
Come dire: abbronzatevi,
ma non esagerate. Come
ogni anno, anche per l’estate 2010 i medici specialisti
hanno fornito una serie di
regole da seguire per tutti
gli amanti della tintarella.
Accorgimenti, sottolineano
i medici, che dovrebbero
andare di pari passo con il
buon senso della persona
che si accinge a sdraiarsi
sotto il sole.
Sembrerebbe quasi inutile, infatti, ribadire alcuni
accorgimenti per gli amanti della tintarella: evitare
l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata; bere molto; ripararsi
all’ombra e coprirsi il capo
con un cappello. Soprattutto usare un’adeguata crema
solare, graduata in funzione
del tipo di pelle e delle condizioni ambientali.
Accorgimenti
minimi
che vengono però spesso
elusi dai “tintarella dipendenti” andando così incontro a colpi di sole e malesseri vari.
Più interessante e utile
di un’abbronzatura perfetta
è però sapere che una corretta esposizione ai raggi
ultravioletti porta una serie
di benefici da non sottovalutare: una delle azioni
principali del sole è quella di stimolare la sintesi
di vitamina D nella pelle,
vitamina che risulta estremamente importante nella
prevenzione di alcuni disturbi, come la malattie ossee e le cardiopatie, ma non
solo.
La vitamina D, che produciamo per il 90% grazie al sole e per il restante
10% introduciamo con i
cibi, stimola la produzione
di sostanze antibatteriche
ed ha un’azione immunosoppressiva, utile quando
il sistema immunitario è
iperattivo a causa di malat-
tie autoimmuni o patologie la produzione di sostanze
con una grossa componente che migliorano il nostro beimmunitaria e infiammato- nessere.
Sarebbero sufficienti una
ria, come la psoriasi. Una
corretta esposizione favori- o due ore al giorno all’esterno, magasce poi una
ri in moregolariz«Il sole è come un
vimento:
zazione nel
buon champagne:
la luce,
ricambio
stimola, rinvigorisce,
infatti,
cellulare
ma se si esagera
regola
nella pelle.
intossica e avvelena»
il
tono
Ma gli
dell’umoesperti
sottolineano anche che tut- re modulando la sintesi di
ti questi benefici non sono serotonina e interviene su
necessariamente
legati quella della melatonina,
all’abbronzatura: bastereb- garantendo un buon ciclo
be infatti passare più tempo sonno-veglia.
Stare all’aria aperta preall’aria aperta per innescare
viene la cosiddetta “sindrome da malilluminazione”
che colpisce chi passa la
maggior parte del tempo al
chiuso. I sintomi più comuni di questo disturbo sono
stanchezza,
sonnolenza,
tendenza all’isolamento e
alla sedentarietà, aumento
di peso.
Buon senso e accortezza
quindi sono le parole d’ordine per abbronzarsi e godere dei benefici che il sole
è in grado di fornirci gratuitamente: un partner per la
nostra salute assolutamente da non sottovalutare.
f.d.
Abbronzati tutto l’anno: attenzione e cautela
Secondo la Società Italiana di dermatologia (SIDeMast) un milione e 700 mila adulti
e 700 mila ragazzi tra i 14 e 18 anni sono da
considerarsi “lettino-dipendenti”: ricorrono
cioè all’abbronzatura artificiale delle lampade due o più volte al mese, in tutti i mesi
dell’anno.
La Regione Toscana, seguendo l’esempio
del Piemonte (che dal 2003 si è dotata di una
normativa per i gestori), ha redatto alcune
linee guida per l’uso corretto di dei lettini solari e simili.
Una delle prime regole adottate è il divieto
della lampada ai minori i quali, se vorranno
abbronzarsi artificialmente, dovranno avere
il consenso dei genitori. Inoltre le lampade
sono sconsigliate alle persone con pelle e capelli chiari; che hanno più di venti nei; che
hanno avuto scottature nell’infanzia o la pelle danneggiata dal sole; chi usa farmaci fotosensibilizzanti; chi ha una storia famigliare o
personale di melanoma.
Per i soggetti che non dovessero rientrare
in nessuna di queste categorie, i medici consigliano comunque di effettuare una visita
dermatologica così da conoscere dose e frequenza delle esposizioni permesse.
La Toscana ha poi redatto una serie di
regole anche per i gestori, i quali dovranno
avere un “patentino” di idoneità, usare lampade rispettose delle norme europee, dare
sempre gli occhialini di protezione ai clienti e non mettere a disposizione prodotti per
accelerare l’abbronzatura. Ogni cliente dovrà poi avere una propria scheda di esposizione personale su cui vanno annotati tipo di
lampada, durata e dose delle esposizioni ed
eventuali reazioni.
f.d.
26 q il tuono
APPUNTAMENTI
Sabato, 24 luglio 2010
Nel suo diario poetico Nidia robba fa uso di uNa rima sparsa, più o meNo fitta, e di uNa metrica varia
Il Quinto elemento di Nidia Robba
86 anni e una grande vitalità intellettuale:
dopo 5 romanzi, un libro
di mottetti e scherzi e 7
raccolte di poesie, Nidia Robba, animo colto
e delicato, dà alle stampe il suo ottavo libro di
rime.
Quinto elemento s’intitola il volume che è stato di recente presentato
nell’affascinante cornice
della villetta un po’ fané,
circondata da un romantico giardino, dove
la scrittrice abita da sempre. All’incontro, condotto
dalla pittrice Helga Lumbar, che ha significativamente illustrato anche la
copertina del libro e letto
alcune liriche della Robba, hanno partecipato, in
qualità di ospiti d’onore,
il direttore dei Civici Musei e dell’Area Cultura del
Comune di Trieste, Adriano Dugulin, e l’architetto
Marianna Accerboni.
Nidia Robba, intelletto profondo e sensibile,
molto amante della natura e degli animali, inizia
a conservare le proprie
opere letterarie solamente dal ‘78, mentre precedentemente le aveva gettate nel fuoco, sospinta
da un intimo pudore. Le
salva per lasciare un ricordo alla figlia, grazie
all’interessamento della
quale inizia a pubblicare
nel 2002. Dopo aver ricevuto numerosi premi,
recentemente è stata insignita di un importante
riconoscimento da parte
del Comune di Trieste.
Nel suo diario poetico
Nidia Robba fa uso di una rima sparsa, più o meno
fitta, e di una metrica
varia, «la
La Robba, pur
quale
non conoscendo
come afferl’esoterismo,
ma l’autriintride i suoi scritti ce - dona
il
tempo,
d’intuizioni riferite
la
vita,
ma
a tale filone
soprattutto regola i
vari componimenti». Che, nell’ultima
raccolta, sono suddivisi in differenti
gruppi: Quattro elementi, Confronti,
Angeli caduti e Angeli risorti per umana bontà. L’ultimo s’intitola invece
Fra cielo e terra, fra lacrime e sorrisi
e rappresenta un corpus
di poesie composte in periodi diversi, più o meno
lontani.
Lo psicologo Fausto
Ranieri, nell’introdurre il
libro, ha posto l’accento
sul fatto che la Robba, pur
non conoscendo l’esoterismo, intride i suoi scritti
d’intuizioni riferite a tale
filone. Giancarlo Bonomo
ha affrontato altri molteplici aspetti della creatività dell’autrice, sottolineando in particolare la
sua capacità di capire il mondo dei giovani,
pur senza condividerne gli atteggiamenti.
Marianna Accerboni ha condiviso
l’eccezionalità della sensibilità esoterica
della Robba, ricordando alcuni episodi
legati al libro L’incantesimo della città
rosa. E ha quindi focalizzato l’attenzione sulla grande cultura, che la scrittrice
ha acquisito fin dalla prima giovinezza
in frequenti viaggi in Italia e in Europa
e lei stessa porge al lettore con levità e
naturalezza.
Benedetta Moro
Nelle immagini alcune delle
opere di Nidia Robba
Al TriesteLovesJazz Festival arrivano
Esperanza Spalding e Omar Hakim
Prosegue la rassegna Ha la grazia di un angelo,
internazione TriesteLo- la voce frizzante e fresca
vesJazz. Sabato 24 luglio, come una giovanile cain piazza Unità, sarà la rezza, ottime doti di struvolta di uno degli eventi mentista (una tecnica nopiù attesi e più fortemente tevole e personalissima) e
voluti dal festival: sale sul di compositrice.Una vera,
palcoscenico Esperanza trascinante rivelazione del
Spalding, accompagnata jazz contemporaneo.
dai suoi partDomenica
ners dal vivo:
25 luglio piazDue grandi
una nuova, gioza Unità ospita
nomi del jazz un altro evento
vane stella del
mondiale
firmamento jazz
speciale di cui
internazionale.
il Festival può
Prodigioso tadefinirsi fiero:
lento sin dai primi anni il Trio Oz di Omar Hadell’educazione alla musi- kim e Rachel Z feat. Benca, questa contrabbassista dik decide di condividere
e cantante dell’Oregon si è un proprio progetto con
definita una virtuosa del TriesteLovesJazz e strutcontrabbasso già a quindi- tura proprio per il festival
ci anni; distintasi come la una produzione originale
più giovane insegnante di ad hoc, in collaborazioBerkley poco più che ado- ne con l’agenzia 00 Jazz
lescente, oggi è universal- (USA). Chi ricorda gli
mente riconosciuta come interventi di Hakim lo
un eccezionale prodigio scorso aprile a Casa della
ed è già collaboratrice, Musica non può che contra gli altri, di Metheney, cordare che si tratta fuor
Lovano, Austin, Clerke. di dubbio di uno dei per-
sonaggi più straordinari
per grandezza artistica ed
energia umana: acclamato per la sua versatilità,
per l’espressività del suo
groove, per l’eccellenza
nell’uso delle tecnologie
in musica, Omar Hakim
è uno dei più quotati batteristi e session man sulla
scena internazionale degli
ultimi 35 anni. Ha collaborato con i più diversi
artisti, da Miles Davis a
Madonna e ha al suo attivo centinaia di registrazioni, molte delle quali a
suo nome. Sul palcoscenico ancora giovanissimo
con la Gil Evans Big Band,
David Sanborn, Patti
Labelle, lega poi il suo
nome al gruppo dei Weather Report, con i quali
ha suonato fino allo scioglimento della band. Alla
fine degli anni Ottanta
aveva già collaborato con
Miles Davis, Dire Straits,
e Sting ma anche, nel corso della lunga ed eclettica
carriera, con George Benson, Lionel Richie, Chaka
Khan, Anita Baker, Bobby
McFerrin, John
Scofield, Urban
Knight’s, Bruce
Springsteen, Michael
Jackson,
Celine Dion, Jewel, J-Lo, D’Angelo, Mariah Carey, e Madonna.
Al festival Hakim porta, dunque, un progetto nuovo,
concordato con 00 Jazz
appositamente per TriesteLovesJazz, con la partecipazione speciale, oltre
alla talentuosa pianista
Rachel Z già apprezzata
a Trieste e la contrabbassista Maeve Royce, anche
del grande sassofonista
norvegese Bendik.
ciesse
Al 6° Festival della Canzone Muggesana vince
la divertente orchestra “Gli andè Casa…dei!”
Le altre canzoni sono state classificate ex aequo al quarHa vinto il festoso brano El vero mucc…esan – la storia di un simpatico calabrese da cinquant’anni a Muggia to posto. Applaudito ospiti sono stati l’attrice cantante
quale muggesano “doc” – con la divertente orchestra “Gli Marzia Postogna che ha anche voluto ricordare Lelio Lutandè Casa…dei!” per la settima edizione del Festival della tazzi con El can de Trieste e il cantautore austriaco Rik che
canzone muggesana svoltosi in piazza Marconi. Il brano ha riproposto la sua canzone Il trovatore di Muggia.
è stato composto dall’autore Stefano
L’evento è stato promosso dal CoTugliach e si è avvalso della collabomune con la Fameja mujesana, con la
razione dei cantanti Livio Pippan e
collaborazione delle Compagnie mugTullio Aiello. I vincitori sono stati pregesane e della locale Pro loco, e con il
miati dal sindaco Nesladek che ha vocoordinamento di Fulvio Marion. Un
luto sottolineare la piacevole riuscita
pubblico molto numeroso ha seguito
dell’evento e le tematiche proposte nei
questa edizione che ha rappresentatesti.
to un piacevole salto di qualità per
Seconda Muja in armonia – una deil buon livello complessivo di questo
dica musicale alla città con il suo mare L’orchestra vincitrice degli “Andè
nuovo e inedito repertorio canoro
e con la sua giovialità – del cantauto- Casa…dei!” (foto Balbi)
dialettale.
re Roberto Tomè e della figlia Andrea
Lodevole è apparsa infine l’iniziaMaura, con le collaborazioni musicali di Diana ed Enrico tiva della Fameia mujesana di mettere a disposizione
Feresin. Terza è stata classificata dalla giuria Ricordi de ti, specifici testi poetici da musicare per spronare gli autori
una giovane storia d’amore composta ed interpretata dal- a rispettare la genuinità del vernacolo locale e sostenerne
le gemelle Manuela e Michela Conrad. Una segnalazione ulteriormente le radici e l’ identità Un Festival che sta prodi merito è andata al ritmato motivo Macarena mujesana gressivamente crescendo qualitativamente coinvolgendo
del cantautore Giuseppe Veronese su versi di Silva Della Muggia per interesse e adesione.
Pietra Lepore.
C.S.
APPUNTAMENTI
Sabato, 24 luglio 2010
il tuono q 27
il teatro, la danza, le arti visive e la musica dal 1992 a trieste
Associazione Actis, seminario
teatrale con percorsi creativi
Flow-er
L’Associazione
Actis
(Associazione Culturale
Teatro Immagine e Suono) si è costituita nel 1992
a Trieste per rendere fruibili ad un ampio pubblico ambiti artistici affini,
quali il teatro, la danza,
le arti visive e la musica.
I corsi teatrali, che ne
costituiscono spesso
l’asse portante, sono
il perno su cui vengono elaborati percorsi creativi per nuove sinergie e forme
espressive.
L’Actis, che conta
ogni anno un centinaio circa di iscritti, è
un’associazione aperta e dinamica, e vanta proposte culturali
che si distinguono per
l’utilizzo di uno spazio
multifunzionale e la
ricerca interdisciplinare. Ha collaborato
con l’Ass. Compagnia
Arearea, la Fabbrica delle Bucce, e lo Studio Open
Space e intende ora portare avanti l’ottava edi-
zione del DanceProject
Festival.
Nel 2009 ha realizzato a Trieste L’Opera del
mendicante di John Gay,
commedia satirica ripresa
e sviluppata poi da Bertold Brecht con il nome di
Opera da tre soldi. L’ope-
ra di Gay, messa in scena
nel 1700, piena di pungente sarcasmo, ribaltava
i valori su cui si reggeva
la società inglese. Essa
ha dato l’avvio alla ballad-opera in Inghilterra,
come dialogo che alternava arie musicali, e ha preparato il terreno all’opéra
comique in Francia.
Negli anni 2002 e 2003
l’Actis si è impegnata anche nel teatro sociale, con
l’organizzazione del Festival Altre espressività rassegna delle diverse abilità e sul disagio sociale
promosso dalla Provincia
di Gorizia. Al suo interno
si è formato da qualche
tempo un vivace gruppo
teatrale, formato da circa
8-10 persone semiprofessioniste e professioniste,
che mette in scena con re-
golarità commedie e spettacoli, tra cui L’opera del
mendicante.
Si rivolge agli istituti
scolastici comunali con
dei progetti educativi di
animazione sulla fiaba,
abbinati a dei laboratori
di biodanza e psicomotricità. I corsi di burattini danno la possibilità ai
più piccoli di inventare,
costruire e usare maschere o altri oggetti scenici,
usando la voce, il movimento e le emozioni;
quelli di danza contemporanea (release technique, graham, con- L’opera del mendicante
tact), moderna, jazz
e classica si rivolgono Trieste nel teatro, nella
agli adulti che voglio- musica e nello spettacono sperimentare tec- lo dal vivo. Questo organiche corporee.
nismo ha
C’è inoltre da
l’ambizioDa martedì
poco l’opportune di man27 luglio un
nità di usufruire
tenere vivo
seminario di
delle innovative
l’interesse
tecniche digitali
base teatrale per il teaper rielaboratro a Trieper giovani
re le immagini
ste, obiettiallievi o e
e le foto, con
professionisti vo che può
dei workshop a
incontrare
già affermati
cura di profesdegli ostasionisti del setcoli orgatore.
nizzativi, l’Actis è riusciL’Associazione Ac- ta con passione ad unire
tis fa parte del circuito molteplici settori artistici
della Casa dei Teatri, che nel corso degli anni e a
nasce nel 2007 dall’ini- produrre spettacoli apziativa di ventisei asso- prezzabili a costi conteciazioni culturali attive a nuti.
Da martedì 27 luglio
a sabato 7 agosto 2010 il
regista teatrale Alessandro Marinuzzi svolgerà
presso la sede dell’Actis
a Trieste in Via Corti 3/a
due seminari, uno di base
e uno per il perfezionamento dei giovani allievi
diplomandi delle scuole
di teatro e la specializzazione dei professionisti
già affermati. Gli interessati possono telefonare
alla segreteria al numero
040/34.80.225 o al 328
2684565 oppure scrivere
un’email a info@actis1.
org. Se volete visitare il
sito internet si trova alla
pagina www.actis1.org
Nuria Kanzian
lA MoSTrA coNclUdE UNA fASE ESPoSITIvA dEllA BGA
Esposizione internazionale
Arte femminile a Gorizia
“Arte al femminile”,è una collettiva internazionale d’arte contemporanea, organizzata con il patrocinio della regione, in occasione della X Biennale Giuliana d’arte.
Questa mostra conclude una fase espositiva della BGA
che ha visto come protagonisti nel 2009 a Trieste la Top
Gallery (Missoni, Cara, Casetti, Chersicla, Goina Gordini,
Pisani, Rosignano) insieme alla mostra personale dello
scultore Villi Bossi (premio X biennale); a Gorizia in autunno la mostra di Giuliano Caporali e infine nel 2010 questa
Mencej Ines, Butterfly effect, olio su tela
rassegna internazionale di solo artiste donne italiane, slovene croate e austriache, con l’intento di rendere omaggio
alla presenza femminile sempre più numerosa, sensibile
e qualificata nel mondo dell’arte contemporanea. Batich,
Benci, Bigarella, Cecchi Burlini, Daus, Delise,Ducaton,
Faidiga, Ferluga, Franza, Goina Gordini, Grison, Jarc, L’architetto Luigi Pitacco, curatore della mostra
Konate,Lazicic, Legovini, Mencej, Moncheri, Morea, Nemarini, Noliani, Nussforfer, Psacaropulo,Raza, Riavini, stata organizzata in collaborazione con il Comune di TrieScarizza, Sbisà, Siauss, Stravisi,Suran, Vilardo, Zerial e ste e Gorizia e l’Università degli Studi di Trieste.
L’esposizione è visitabile nella sale dell’auditorium
Zudic sono le numerose artiste che rendoDora Bassi di Gorizia fino 26 luglio 2010.
no la mostra incantevole e preziosa.
Claudia Bolboceanu
Ci sono opere di grafica, pittura, tecniche miste, opere plastiche,
mosaici, collage su cartoni e installazioni.
Ogni quadro racconta una
storia, lo spirito, la natura, le
radici, i sogni, la fragilità degli
uomini e del mondo. Un mondo
variopinto di colori e passione
dove si respira un’area di amicizia e collaborazione.
Particolare l’opera di Fabiola
Faidiga, un’installazione di 60
gatti, cuscini e scritte che accoglie i visitatori offrendo un
“percorso” e una riflessione sulla vita e l’amore oggi.
La
collettiva,
proposta
dall’architetto Luigi Pitacco, è Fabiola Faidiga, Non sei morto, amore, installazione
28 q il tuono
APPUNTAMENTI
Sabato, 24 luglio 2010
lo spettacolo sta caMBIaNDo QUalcosa, DI Marco tortUl coN UN grUppo DI attorI sogNatorI, IN sceNa IN pIazza hortIs
Il 29 luglio Sta cambiando qualcosa
Il 29 luglio, alle ore
21:00, in piazza Hortis,
la compagnia teatrale di
Trieste Oltre quella sedia
metterà in scena lo spettacolo Sta cambiando qual-
cosa, di Marco Tortul con
un gruppo di attori sognatori.
Il gruppo incontra un
singolo essere umano, gli
dà l’opportunità di espri-
mersi; il singolo dona la
sua vita e le sue emozioni
ed il gruppo cresce e incontra un altro singolo, gli
dà l’opportunità di esprimersi ed egli dona la sua
vita, le sue emozioni ed il
gruppo cresce ed incontra un altro singolo ancora, che sente l’implosione
dentro di sè, apre la valigia dei suoi ricordi e sente
La storia della compagnia Oltre quella sedia
La teatrabilità é nata nel 2002 come idea, l’idea si è
sviluppata in un corso , il corso ha creato uno spettacolo, lo spettacolo ha formato un gruppo (denominato
Oltre quella sedia) e il gruppo è diventato un’opportunità per rinnovarsi e trasmettere una nuova cultura,
cioè che tutti
possiamo realmente giocare
al meraviglioso
spettacolo che
è la vita, non
serve essere né
esperti né inesperti, né professionisti né alle prime
armi, né abili né disabili, né appassionati né curiosi, né
bambini, né giovani né anziani, né forti né deboli, basta
essere esseri umani
La teatrabilità come uno strumento quindi, per
esprimere la propria libertà di essere, per sentirsi
gruppo, per sentirsi accettati per quello che si è, per
fare esperienza di vita.
Lo stile
Un gruppo di persone che promuove le singole individualità attraverso la forza del gruppo, che cerca di
portare una nuova cultura attraverso uno stile, lo stile
Oh poetico parco all’ex Opp
Il 30 luglio si terrà la quarta sessione della rassegna dedicata alla poesia e alla musica
Nella serata del 30 luglio, presso l’area antistante
il padiglione M (via de Pastrovich, 1) del Parco di San
Giovanni, si terrà la quarta sessione della rassegna Oh
poetico parco.
La rassegna ha come oggetto principale la poesia e
la musica, ed è uno tra gli importanti eventi di rivalorizzazione e rinnovamento che, nel corso degli ultimi
anni, hanno reso il Parco di San Giovanni, cioè il parco dell’ex OPP (Ospedale Psichiatrico Provinciale), un
luogo suggestivo, vivo, aperto alle più svariate iniziative della città.
L’appuntamento del 30 luglio comincia alle 19.00
con la conferenza di Riccardo Cepak appassionato bibliofilo che lavora al museo sveviano, intitolata Leggende di uomini: Serge Voronoff innestatore di gioventù; l’argomento della conferenza è la biografia di
Serge Voronoff, il “leggendario” e misterioso scienziato
russo, naturalizzato francese, che condusse degli esperimenti per cercare di creare “l’elisir della lunga vita” e
di potenziare le possibilità sessuali degli esseri umani.
Alle 20.00 verrà presentato il libro del professore
Giulio Favento Poesie inattuali, edito da Asterios editore.
Nella terza parte della serata, dalle ore 21.00, avverrà la lettura, con accompagnamento musicale, dei migliori testi del concorso letterario a tema lgbt … para ti,
zate, per te – Poesie per un corpo, organizzato dall’Associazione Arcobaleno Arcigay Arcilesbica.
La serata si concluderà con un concerto del duo triestino/udinese composto da Eleonora Cedaro, alla chitarra e Laura Comuzzi, al violino. Il duo proporrà un
repertorio di canzoni friulane, ispirato alla tradizione
delle canzoni popolari.
La rassegna, giunta alla sua terza edizione, per il
2010 prevede ancora due appuntamenti, il 27 agosto
e il 24 settembre, che si terranno, tradizionalmente,
all’incirca all’orario del tramonto estivo, orario scelto
per permettere al pubblico l’esperienza della condivisione di un momento particolarmente suggestivo della
“vita naturale del parco”.
Oh poetico parco è un progetto organizzato dall’associazione culturale Nadirpro, con il contributo della
Provincia di Trieste e promosso dall’Azienda per i Servizi Sanitari n. 1, dalla cooperativa La Collina e da Banca Etica, con la collaborazione di Radio Fragola.
Stefania Loretti
In mostra Scatti Viziati a Monfalcone
Prosegue fino al 29 luglio, presso il Centro Giovani di
viale San Marco 70 a Monfalcone, la mostra collettiva
Scatti Viziati - I 7 vizi capitali, a cura del laboratorio
ScattArte. L’ingresso è gratuito.
La collettiva è più che una mostra tradizionale: è un
percorso totale attraverso i sette vizi capitali nel quale
Scatti Viziati - I 7 vizi capitali
Centro Giovani
viale San Marco 70,Monfalcone
Orario: lunedì, martedì e venerdì 17-20
e giovedì 17-24; mercoledì chiuso
Dal 15/07/10 al 29/07/10
Per maggiori informazioni
Telefono: +39-0481-494656
Email: [email protected]
la fotografia diventa mezzo espressivo di un’esperienza
più vasta.
Si tratta del punto di arrivo più alto raggiunto dal laboratorio fotografico ScattArte proposto dal Centro Giovani in collaborazione con l’associazione Banda Larga e
il fotografo Riccardo Berini.
la sua fonte, la abbraccia e
va nel mondo. Ha la chiave della sua vita!
La spontaneità è la vera
arte ……
La semplicità è la vera
forza…….
Per maggiori informazioni http://oltrequellasedia.blogspot.com/
C.S.
teatrabilità.
Attraverso il gruppo, con la spontaneità e la semplicità, i singoli individui si sono scoperti rinnovati
nell’animo, nello spirito, nel corpo e soprattutto nel
quotidiano e questo ha fatto sì di osservare e sentire
che la teatrabilità esce dal contesto teatrale ed entra nel
contesto sociale
a tutti i livelli.
Creiamo anche
spettacoli opere
d’arte che sono
mezzi e non
fini, mezzi per
metterci in gioco davanti ad un pubblico e per dare un
messaggio in modo più amplio.
Il gruppo dà l’opportunità al singolo di sentirsi
accettato per quello che è; la prima cosa che fai quando
ti metti in gioco con noi è quello che sai fare e questo
arricchisce il gruppo che ridona al singolo la fiducia in
sé stesso e l’opportunità di crescere attraverso la stimolazione reciproca spontanea che avviene in questi casi.
Le tre parole chiave di questo stile:
animazione, educazione, libera espressione.
Animare: dare vita
Educere: condurre verso
ex-premere: spingere fuori, forzare all’esterno
Sollazzamenti
in tempo di peste
Domenica 25 luglio, alle ore 21:00, in piazza Hortis, Teatro
Incontro presenta Sollazzamenti in tempo di peste di Sandro
Rossit.
Nel 1348 la peste miete a Firenze migliaia di vittime. L’anno
successivo Giovanni Boccaccio inizia a comporre le cento novelle del “Decameron”, dove gli effetti della terribile epidemia
e la volontà di combatterla da parte di una brigata di dieci giovani predispongono il lettore a una comprensione meno superficiale dell’opera.
Ci piace considerare il capolavoro del Boccaccio soprattutto
come la risposta gioiosa e vitale di un artista nei confronti della
morte, al punto da chiederci se e in quale misura il “Decameron” può divenire una sorta di rimedio capace di contrastare
o se non altro di lenire anche le “pestilenze” dei giorni nostri.
E così alcune di queste novelle sono state sottratte alla pagina scritta e liberamente adattate per il palcoscenico. In questo
spettacolo vengono proposti tre episodi: la scelta non è caduta sulle novelle più famose o emblematiche, ma su quelle che
potevano più efficacemente trasformarsi in un fatto teatrale e
rispondere alle potenzialità dell’intero gruppo di attori.
Nei limiti del possibile si è cercato di non perdere mai di
vista una atmosfera medievale, nella sua dimensione profana
e popolare, riproponendola tuttavia attraverso una sensibilità
contemporanea. Ne è derivato uno spettacolo poliedrico e multifocale, sorretto costantemente dall’idea che ogni favola, sia
essa letteraria o teatrale, possa agire attivamente sulla realtà.
il tuono q 29
APPUNTAMENTI
Sabato, 24 luglio 2010
Infiorata di Opicina
Sabato 24 luglio alle ore 18.00
in piazza Monte Re ad Opicina
avrà luogo la premiazione della IV edizione del concorso Infiorata di Opicina, per i più bei
giardini e terrazze. La popolazione è invitata a partecipare.
Muggia sotto le stelle
Percorso
geopaleontologico
Ogni sabato mattina dalle 10 alle 13, fino al 18
settembre, visite guidate al percorso geopaleontologico
del Civico Orto botanico. Per informazioni
tel. 040-360.068; e- mail: [email protected]
Nuovi occhi
per l’immagine donna
Sabato 24 luglio dalle 17.00
alle 20.00 presso la Casa Internazionale delle Donne di
Trieste, via Pisoni 3, si terrà il secondo appuntamento
del primo workshop di fotografia con Marisa Ulcigrai.
Il corso di formazione
“Nuovi occhi per l’immagine donna” si svilupperà nel
prossimo autunno attraverso
l’analisi dell’immagine della
donna così come viene proposto dai media per proporre
possibili divergenze di sguardi
e re-interpretazioni fotografiche. Iscrizione obbligatoria
– Massimo 15 partecipanti.
Info: Fotografaredonna
3356587294 [email protected] www.fotografaredonna.it
Triestelovesjazz
Trieste, Piazza Unità, Piazza Hortis e Piazza Verdi, 18 luglio - 8 agosto 2010. Le serate hanno inizio alle 21 e sono tutte a ingresso libero.
In piazza Unità: sabato 24 luglio Esperanza Spalding
accompagnata dai suoi partners dal vivo: Leo Genovese (pianoforte), Ricardo Vogt (chitarra), Dana Hawkins
(batteria); domenica 25 luglio Trio of Oz feat. Bendik; lunedì 26 luglio il chitarrista e compositore Larry Carlton,
con lui Gene Coye alla batteria e Trevis Carlton al basso
elettrico (Lerry Carlton Trio); giovedì 29 Pietro Tonolo e
lo spettacolo “Dajaloo”, che vede coinvolti musicisti italiani e senegalesi
In piazza Hortis: martedì 27 luglio Trieste Early Jazz
Orchestra, diretta da Livio Laurenti, è un ensemble di recente costituzione che raccoglie alcuni fra i migliori strumentisti della scena triestina; a seguire Buschini – Gubitsch – Mosalini “Los inaudibles Trio”, dall’Argentina;
mercoledì 28 luglio TriesteLovesJazz Trio (Italia – USA),
formato da Rudy Linka (chitarra), Dan Fabbricatore (basso) e Gabriele Centis (batteria); a seguire Frantisek Uhlir
Team, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia.
Sabato 24 luglio “L’Arte, il
Vino e il Mare”, una manifestazione a cavallo tra arte moderna ed enogastronomia, con
degustazione di vini stiriani
abbinati ai piatti della tradizione muggesana a cura di Asecot.
Sempre sabato 24, ViviMuggia
organizza le Serate colorate con
apertura straordinaria degli
esercizi commerciali aderenti
alla neocostituita Associazione. Ancora, lo spettacolo Ritrovarsi in Musica, con a musica
che ha fatto epoca e i 60 Ruggenti, nel ventesimo anniversario della formazione. Sul
Lungomare Venezia alle 19.30,
inoltre, prenderà il via la tradizionale e coloratissima “Vogadamata”, sfida tra le Compagnie del Carnevale Muggesano
a bordo di originali imbarcazioni realizzate per l’occasione.
Tutti i sabati sera, dal 10 luglio al 14 agosto, il Porticciolo
verrà chiuso al traffico e ospiterà una serie di manifestazioni.
Domenica 25 luglio, spettacolo musicale della Compagnia Bellezze Naturali con
l’esibizione dell’Orchestra Vecia Trieste; venerdì 30 luglio
spettacolo della Compagnia
Ongia e sabato 31 luglio concerto della Compagnia Lampo.
Giovedì 29 luglio alle 21.30
ai Giardini Europa verrà proiettato il film L’Era glaciale 3.
Sempre il 29, in Piazza
Marconi, concerto dei Discoinferno,
miglior
band
italiana del genere Disco e
Funky anni ’70. In apertura, concerto della S.I.P. Band.
Fino al 15 agosto, nella Sala
Comunale d’Arte “Giuseppe
Negrisin” allestita nel Palazzo
del Municipio, Mostra personale del fotografo Fabio Balbi
a cura del Comune di Muggia.
Fino al 31 luglio presso il
Museo d’Arte Moderna Ugo
Carà di via Roma 9 (Muggia)
sarà possibile visitare l’allestimento
dell’esposizione
“Serralunga. I vasi comunicanti. Dove sbocciano le idee”
a cura del Comune di Muggia e dell’associazione Juliet.
Piazza dell’architettura
Da sabato 24 luglio fino al 7
agosto nel Salone degli Incanti, con orario 16.00 – 24.00,
e al Museo Revoltella – galleria d’arte moderna, con orario
10.00 – 19.00 tutti i giorni e
10.00 – 23.00 giovedì e venerdì, sarà possibile visitare la mostra “Piazza dell’architettura”.
Sentiero delle piante
velenose
Domenica 25 luglio, alle ore
16 e 17, al Giardino Botanico
Carsiana di Sgonico si terranno delle visite guidate al “Sentiero delle piante velenose”:
verranno presentate alcune
specie pericolose, comuni in
Carso e nel Friuli Venezia Giulia. Carsiana si trova a Sgonico,
lungo la strada per Gabrovizza.
È aperto dal martedì al vener-
Arte, Vino e… Muggia!
Domenica 25 luglio alle
ore 10.00 in piazza Marconi
5 a Muggia presso Pane
Vino & San Daniele,
verrà inaugurata “Arte,
Vino e... Muggia! - tra
Austria e mare Adriatico”.
Produzioni artistiche,
vignaioli austriaci
accompagnati dai sapori
dell’Adriatico.
dì, dalle ore 10 alle 13; sabato e i festivi dalle 10 alle 13 e
dalle 15 alle 19; visite guidate
i giorni festivi alle ore 16 e 17.
Sollazzamenti
in tempo di peste
Domenica 25 luglio ore
21.00, piazza Hortis, Sollazzamenti in tempo di peste, di Sandro Rossit libero adattamento
dal “Decameron” di Giovanni
Boccaccio. Progetto e allestimento scenico a cura del gruppo canzoni originali di Sandro
Rossit. “Teatro incontro” - Via
Somma, 3. Tel 3381167057;
[email protected]
–
www.teatroincontro.it
Ricordo di Vincent
Van Gogh a Servola
Martedì 27 luglio alle ore
19.30, al Circolo culturale Ivan
Grbec, via di Servola, 124 (bus
n. 29 da P.zza Goldoni) Edoardo Kanzian, operatore culturale del volontariato, con
l’associazione di promozione
sociale Il Pane e le Rose, il Circolo Lumi (affiliato alla FICC
Federazione Italiana Circoli del
Cinema), promuove un ricordo
di Vincent Van Gogh (1853 –
1890) a 120 anni dalla morte.
Viene proiettato il film-documenatrio (durata 60 minuti)
realizzato dal Rijksmuseum di
Amsterdam sul lavoro pittorico
del grande maestro olandese.
Afro Beat
Mercoledì 28 luglio dalle
ore 20.00 all’Etnoblog, Riva
Traiana 1/3, approfittando
del fresco giardino una serata
per ballare con le caldissime
selezioni afro beat a cura di
Dj Tango e John. Ingresso
gratuito con tessera.
La casa è un diritto
Venerdì 30 luglio 2010, alle
ore 19.30, sempre al Circolo culturale Ivan Grbec (Via
di Servola, 124) Edoardo Kanzian promuove un incontro
sul tema: “La casa è un diritto”. Nell’occasione viene
presentato il film di Francesco Rosi “Le mani sulla città”
(B/N - 1963 - 105 min.). A
Trieste 14.000 appartamenti sfitti, speculazione edilizia
diffusa, mafia del cemento,
edilizia sociale marginale,
rendita immobiliare come
metastasi, affitti scandalosi. “Il furto è una proprietà”
- Ennio Flaiano. L’iniziativa
è un dono per gente equosolidale, responsabile, che
pensa alla casa come ad un diritto sociale, all’equo canone.
Oggetti smarriti
Si informa che presso l’Ufficio Oggetti rinvenuti del Comune di Trieste, Palazzo Municipale di piazza dell’Unità d’Italia 4, ammezzato, stanza n. 37, sono depositati i
seguenti oggetti rinvenuti nel mese di giugno 2010 sulla pubblica via: telefono cellulare, anello, catenina, macchina fotografica, orologio, chiave usb e
chiavi varie.
Gli stessi potrenno venire ritirati dai legittimi proprietari dal lunedì al venerdì ore 9:30 - 12:30, il luned’ e mercoledì anche ore 14:00 - 16:00.
Altri oggetti rinvenuti sono visibili presso:
Trieste Trasporti Spa, via dei Lavoratori 2
Trenitalia, sede locale, piazza Libertà 8
30q il tuono
L’oroscopo
della settimana
Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla
saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching)
a scemenze assolute e nocive che
noi non siamo disposti a pubblicare.
Abbiamo scelto perciò di fornirvi un
servizio che si avvicina al livello più
nobile, assegnando settimanalmente ad ogni casa astrologica convenzionale delle massime che è sempre
proficuo meditare. La loro aderenza
personale apparterrà al mistero imponderabile della sorte ed alla vostra sensibilità e riflessione critica.
CALENDARIO
Sabato,24luglio2010
Distributori di carburante aperti nei festivi
DomenIca 25 luglio
FERIALE
ImpIantI apertI 24 ore su 24
TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE
AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS
AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36
(superstrada)
AGIP - Strada del Friuli 5
AGIP - Via dell’Istria155 lato mare
ESSO - Via flavia 120/1
ESSO - Sistiana Centro - Duino Aurisina
ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 Km 3+0,67
SHELL - Piazza Duca degli Abruzzi 4
SHELL - Via Locchi 3
OMV - Stazione di Prosecco 35
TRIESTE
ImpIantI self servIce
AGIP - Via dell’Istria 155
AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio
AGIP - Viale Miramare 49
AGIP - Via A. Valerio 1 - Università
AGIP - Via Forlanini - Cattinara
AGIP - Strada del Friuli 5
AGIP - Duino S.S. 14
ESSO - Sgonico S.S. 202
ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67
ESSO - Piazza Foraggi 7
ESSO - Quadrivio di Opicina
ESSO - Via Flavia 120
ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738
OMV - Stazione di Prosecco 35
SHELL - Via Locchi 3
SHELL - Autoporto di Fernetti
TAMOIL - Via F. Severo 2/3
TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana
TOTAL - Via Brigata Casale
TAMOIL - Viale Miramare 233/1
Non metterti
alla guida
se hai abusato
di bevande alcoliche
***
Linea marittima TRIESTE - MUGGIA
Partenza
6.45
7.50
9.00
10.10
11.20
14.10
15.10
16.20
17.30
19.35
Partenza
9.30
11.00
13.30
15.00
16.30
18.00
MUGGIA
TRIESTE
7.15
8.20
9.30
10.40
11.50
14.35
15.40
16.50
18.00
20.05
7.15
8.25
9.35
10.45
11.55
14.35
15.45
16.55
18.05
20.05
7.45
8.55
10.05
11.15
12.25
15.05
16.15
17.25
18.35
20.35
MUGGIA
MUGGIA
TRIESTE
10.00
11.30
14.00
15.30
17.00
18.30
10.15
11.45
14.15
15.45
17.15
18.45
10.45
12.10
14.45
16.15
17.45
19.15
Arrivo
Partenza
Arrivo
FESTIVO
TRIESTE
MUGGIA
Arrivo
Partenza
Arrivo
Regime tariffario linee marittime
in vigore dal 1° gennaio 2010
Corsasingola........................................... CorsaAndataeRitorno........................... Abbonamentonominativo10corse......... Abbonamentonominativo50corse......... Biciclette................................................. Euro
Euro
Euro
Euro
Euro
3,45
6,40
11,00
26,50
0,70
Ibigliettiedabbonamentisonovendutidirettamentea
bordodell’imbarcazione.
STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE
Orario dal 13 giugno 2010
Ariete dal 21 marzo
al 20 aprile
La diffidenza può garantire la sicurezza,
masediventaossessionerovinalavita.
toro dal 21 aprile
al 20 maggio
Ilfilosirompesempredoveèpiùdebole,
masolosenonpensiamoarafforzarlo.
Gemelli dal 21 maggio
al 20 giugno
Sepretendil’onestàdeivicini,ricordatialmenodichiuderelaportadicasa.
CAnCro dal 21 giugno
al 22 luglio
Quellochechiamiamodestinosonospesso
soltantoazionicompiutesenzapensarci.
leone dal 23 luglio
al 22 agosto
Credereatuttièdasciocchi,maloèanche
ilnonvolercredereanessuno.
VerGine dal 23 agosto
al 22 settembre
TRIESTE Centrale
Monfalcone
Cervignano
S.GiorgiodiNogaro
Portogruaro-Caorle
S.DonàdiPiave
VENEZIA Mestre
VENEZIA S. Lucia
prosegue per
TRIESTE Centrale
Monfalcone
Cervignano-
S.GiorgiodiNogaro
Portogruaro-Caorle
S.DonàdiPiave
VENEZIA Mestre
VENEZIA S. Lucia
prosegue per
Per fare opera di verità non basta dire il
vero:occorreanchedirlotutto.
SCorpione dal 23 ottobre
al 21 novembre
I doni dei nemici possono diventare
piùpericolosidell’avariziadegliamici.
SAGittArio dal 22 novembre
al 21 dicembre
Pochiriesconoafabbricarsiunafortuna,
moltiinvecelapropriainfelicità.
CApriCorno dal 22 dicembre
al 19 gennaio
Laleggenonbastaaportarelibertàesicurezzaachinonèdispostoadifenderle.
AquArio dal 20 gennaio
al 18 febbraio
Emegliononlodarenécriticarelepersonefinchénonleconoscidavverobene.
peSCi dal 19 febbraio
al 20 marzo
Ledifficoltàsonosemprecompagnesgradevoli,maspessoottimemaestre.
(1)
(2)
(3)
(1)
4.30
4.53
5.05
5.14
5.37
5.57
6.24
6.34
5.32
5.55
6.07
6.16
6.40
7.03
7.30
7.40
6.06
6.28
6.42
6.35
6.58
|
|
7.37
|
8.15
7.04
7.29
7.41
|
8.12
8.30
8.55
7.35
7.57
Tarvisio
11.44
12.07
12.19
12.28
12.52
13.12
13.39
13.49
12.44
13.07
13.19
13.28
13.52
14.12
14.39
14.49
13.44
14.07
14.19
14.28
14.52
15.12
15.39
15.49
14.11
14.34
14.48
Napoli
9.18
9.41
9.53
10.02
10.26
10.46
11.13
11.24
12.20
12.42
12.56
Milano
8.18
8.41
8.53
9.02
9.26
9.46
10.13
10.24
9.38
10.01
|
|
10.40
|
11.16
Carnia
6.41
7.04
7.17
7.24
7.53
8.15
8.51
9.02
(5)
(3)
*
(6)
(7)
(1)
14.44
15.07
15.19
15.28
15.52
16.12
16.39
16.49
15.44
16.06
16.18
16.27
16.51
17.12
17.37
17.49
15.51
16.17
16.25
16.48
17.03
Tarvisio
Tarvisio
16.44
17.07
17.19
17.28
17.52
18.12
18.39
18.49
17.02
17.27
17.40
|
18.11
18.26
18.48
17.34
17.56
18.09
Milano
Tarvisio
17.44
18.07
18.19
18.28
18.52
19.12
19.39
19.49
18.44
19.07
19.19
19.28
19.52
20.12
20.39
20.49
Milano
19.18
19.41
19.54
20.03
20.32
20.59
21.39
21.50
19.46
20.12
20.26
20.35
21.03
21.21
21.49
Tarvisio
(8)
20.22
20.49
21.02
21.10
21.42
21.54
22.20
22.33
22.42
23.08
23.25
23.49
Udine
22.44
23.17
23.37
23.52
0.34
Lecce
(1)Feriale.(2)Festivo.(3)Ferialeesclusosabato.(4)
(1)
TRIESTE Centrale
Monfalcone
GORIZIA Centrale
Cormons
UDINE
prosegue per
5.02
5.27
5.51
5.59
6.23
(2)
TRIESTE Centrale 14.56
Monfalcone
15.19
GORIZIA Centrale 15.40
Cormons
15.49
UDINE
16.04
prosegue per
(1)
5.58
6.23
6.48
7.03
7.28
(1)
(2)
(1)
(1)
6.04
6.29
6.53
7.03
7.28
6.20
6.48
7.10
7.25
7.49
6.56
7.19
7.40
7.49
8.04
7.35
8.03
8.26
8.35
8.57
(6)
(2)
(5)
14.56 15.51
15.19 16.18
15.40 16.40
16.49 16.49
16.04 17.10
Sacile
Tarvisio
(2)
(1)
(2)
7.35
8.56
7.58 9.19
8.18
9.40
8.27 9.49
8.43 10.04
(2)
9.56
10.24
10.48
11.01
11.23
10.56
11.19
11.40
11.49
12.04
11.26
11.54
12.19
12.29
12.53
12.08
12.37
|13.01
|13.15
13.38
(7)
(7)
(8)
16.02 16.03 16.31 16.56 17.23 17.23
16.30 16.28 16.59 17.19 17.51 17.51
16.53 16.51 17.22 17.40 18.15 18.15
17.02 17.00 17.32 17.49 18.28 19.28
17.24 17.24 |17.55 18.04 18.49 18.49
Tarvisio Tarvisio
(7)
17.56
18.19
18.40
18.49
19.04
(9)
18.20
18.49
19.12
19.22
19.46
Sacile
(10)
18.20
18.49
19.12
19.22
19.46
Sacile
(1)
(2)
(1)
12.26 12.56 12.56
12.54 13.19 13.19
13.19 13.40 13.40
13.33 13.49 13.49
13.55 14.04 14.04
(1)
(1)
18.56 19.53 20.42
19.19 20.04 21.08
19.40 20.27 21.31
19.49 20.36 21.40
20.04 20.57 22.04
(1)
(3)
(4)
13.30 14.21 14.21
14.00 14.49 14.49
14.25 15.12 15.12
14.40 15.21 15.21
15.04 15.47 15.47
(11)
(12)
22.21 22.21
22.44 22.44
23.05 23.05
23.14 23.14
23.29 23.29
(1)Feriale.(2)Festivo.(3)Ferialeesclusosabato.(4)Sieffettuailsabatoefestivi.
Nonèsempreverochechitacesiacontento:spessoigrandidolorisonomuti.
BilAnCiA dal 23 settembre
al 22 ottobre
AEROPORTO FRIULI VENEZIA GIULIA - RONCHI DEI LEGIONARI
Orario estivo 2010 (in vigore dal 28 marzo al 30 ottobre 2010)+++
Glioraripossonosubirevariazionidapartedellecompagniaaereesenzapreavviso
Partenze per
Partenza
BELGRADO
13.15
10.35
13.35
13.15
BIRMINGHAM 16.55
18.05
BRUXELLESCh. 12.30
CAGLIARI
22.10
CATANIA
12.00
DUSSELDORFWe. 12.00
20.55
LONDRASt.
12.25
14.30
14.50
15.00
15.00
21.40
MONACO
06.20
10.50
15.00
18.55
NAPOLI
12.00
OLBIA
13.15
ROMA
06.55
07.20
11.20
15.20
19.20
TIRANA
10.30
13.00
15.10
20.40
TRAPANI
20.00
Arrivo
Frequenza
14.50 -----6-
12.10 -----6-
15.10 -2-----
14.50 ---4---
18.10 ---4---
19.20 ------7
14.05 --3---7
23.55 1---5--
15.25
*
13.45 -2-4---
22.40 -----6-
13.35 ----5--
15.40 --3---7
16.00 -----6-
16.10 -2-4---
16.10 ----5--
21.40 1------
07.30
*
12.00
*
16.10
*
20.05 12345-7
13.10
*
15.00 -----6-
08.05
*
08.30 123456-
12.30
*
16.30
*
20.30
*
12.00 -2-----
14.40 ----5--
16.50 -2-----
22.30 ----5--
21.40 -2-4-6-
Volo
Aereo
JU411
JU411
JU411
JU411
FR1097
FR1097
FR2834
FR4808
AZ1705
FR6488
FR6488
FR169
FR169
FR169
FR169
FR169
FR169
LH4007
LH3999
LH4003
LH4005
AZ1705
EN1728
AZ1356
AZ1360
AZ1358
AZ1364
AZ1362
LZ152
LZ152
LZ152
LZ152
FR8648
AT7 finoal1/5
AT7 dal8/5
AT7 dal6/4
AT7 dal5/5
738
738
738
738
CR9 viaNapoli
738
dal25/5
738
dal29/5
738
finoal8/4
738
738
738
738
dal16/4
738
AT7
AT7
AT7
AT7 nodal2-22/8
CR9
AT7 dal12/6al28/8
CR9/320
734/320 nodal3-27/8
734/320
734/M80 nodal9-22/8
734/320
AT7 finoal27/4
AT7 finoal11/6
AT7 dal15/6
AT7 dal18/6
738
Note
Arrivi da
Partenza
BELGRADO
11.00
08.20
11.20
11.00
BIRMINGHAM 13.15
14.25
BRUXELLESCh. 10.35
CAGLIARI
20.00
CATANIA
08.30
DUSSELDORFWe. 09.50
18.45
LONDRASt.
09.00
11.05
14.05
11.25
11.35
11.35
17.05
MONACO
09.05
13.15
17.15
21.05
NAPOLI
10.10
OLBIA
10.15
ROMA
09.20
13.20
17.20
20.50
21.25
TIRANA
08.10
10.30
12.40
18.00
TRAPANI
17.55
Arrivo
Frequenza
12.40 -----6-
10.00 -----6-
13.00 -2-----
12.40 ---4---
16.30 ---4---
17.40 ------7
12.05 --3---7
21.45 1---5--
11.20
*
11.35 -2-4---
20.30 -----6-
12.00 ----5--
--3---7 FR168
14.25 -----6-
14.35 -2-4---
14.35 ----5--
20.05 1------
10.10
*
14.20
*
18.20 12345-7
22.10
*
11.20
*
12.00 -----6-
10.35
*
14.35
*
18.35
*
22.05 12345-7
22.40
*
09.40 -2-----
12.10 ----5--
14.30 -2-----
19.40 ----5--
19.35 -2-4-6-
Volo
Aereo
Note
JU411
JU411
JU411
JU411
FR1096
FR1096
FR2833
FR4807
AZ1708
FR6487
FR6487
FR168
738
FR168
FR168
FR168
FR168
LH3998
LH4002
LH4004
LH4006
AZ1708
EN1729
AZ1357
AZ1365
AZ1361
AZ1359
AZ1363
AF5981
AF5983
AF5983
AF5983
FR8647
AT7
AT7
AT7
AT7
738
738
738
738
CR9
738
738
738
finoal1/5
dal8/5
dal6/4
dal6/5
Frequenze:1Lunedì,2Martedì,3Mercoledì,4Giovedì,5Venerdì,6Sabato,7Domenica.*Giornaliero.
CompagnieAeree:AZAlitalia,EN-AirDolomiti,FR-Ryanair,JP-AdriaAirways,JU-JatAirways,LH-Lufthansa(operatodaAirDolomiti-LufthansaRegional),LZ-BelleAir.
Aeromobili:319AirbusA319,320AirbusA320,734BoeingB737.400,738BoeingB737.800,AT7-ATR72,CR9BombardierCRJ900,M80-BoeingMDDMD80.
viaNapoli
dal25/5
dal29/9
finoal9/4
738
738
738
dal16/4
738
AT7
AT7
AT7 nodal2-22/8
AT7
CR9
AT7 dal12/6al28/8
734/320
734/M80 nodal9-22/8
734/320
CR9 nodal2-26/8
734/320
LZ152 finoal27/4
LZ152 finoal11/6
LZ152 dal15/6
LZ152 dal18/6
738
Cinema e teatri
Farmacie di turno
Numeri utili
sabato 24 luglio
dalle 13.00 alle 16.00
Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477
Via di Servola, 44 – Tel 040 816296
Basovizza– Tel. 040 9221294 – Solo per
chiamata telefonica con ricetta urgente
Emergenza sanitaria
118
Vigili del fuoco
115
Carabinieri
112
Polizia
113
Polizia Stradale
040 4194311
Questura
040 3790111
Emergenza infanzia
114
Antiviolenza donna
1522
Antincendio boschivo
1515
Guardia di Finanza
117
Polizia Municipale
040 366111
Guardia Costiera emergenze
1530
Capitaneria del Porto
040 676611
ASL Numero verde
800 991170
Osp. Riuniti Trieste
040 3991111
CRI Servizi sanitari
040 3186118
Protezione civile
800 500300
ENPA Protez. animali
040 910600
ASTAD Rifugio animali
040 211292
Canile sanitario
040 820026
AcegasAps guasti
800 152152
Acegas informazioni
800 237313
ACI Soccorso stradale
803116
Regione centralino
040 3771111
Comune centralino
040 6751
Provincia centralino
040 37981
Camera di Commercio 040 6701111
Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224
ATER
040 39991
Poste centralino
040 6764111
RadioTaxi
040 307730
Taxi
040 390039
Trieste Trasporti
800 016675
Biblioteca Civica
040 6758200
Biblioteca Gambini
040 634753
Biblioteca Statale
040 300725
SERVIZIO NOTTURNO
dalle 20.30 alle 8.30
del giorno successivo
Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125
domenica 25 luglio
dalle 8.30 alle 13.00
Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477
Via di Servola, 44 – Tel 040 816296
Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125
Basovizza– Tel. 040 9221294
dalle 16.00 alle 20.30
Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477
Via di Servola, 44 – Tel 040 816296
Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125
Basovizza– Tel. 040 9221294 – Solo per
chiamata telefonica con ricetta urgente
dal 26 al 30 luglio
dalle 13.00 alle 16.00
Via dell’Orologio, 6 (via Diaz, 2)
Tel. 040 300605
Via Pasteur, 4/1 – Tel 040 911667
Muggia - via Mazzini, 1/a
Tel 040 271124
Prosecco – Tel. 040 225141 – Solo per
chiamata telefonica con ricetta urgente
SERVIZIO NOTTURNO
dalle 20.30 alle 8.30
del giorno successivo
...quando
hai bisogno
chiama
Telefono Amico CeVita
Domenica 25
TELEQUATTRO
RAI 3 FVG
Sabato 24
Viale xx settembre 35 040662424
www.triestecinema.it
Toy story 3 in digitale 3D
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
ARENA ARISTON
Viale Romolo Gessi 14
www.aristontrieste.it
Sherlock Holmes
Sabato 24 e domenica 25 luglio
ore 21.15
La prima cosa bella
Lunedì 26 e martedì 27 luglio ore
21.15
Soul Kitchen
Mercoledì 28 e giovedì 29 luglio
ore 21.15
Hachiko
Venerdì 30 e sabato 31 luglio ore
21.15
Proiezioni garantite anche in caso
di maltempo.
NAZIONALE MULTISALA
Viale xx settembre 30 040635163
www.triestecinema.it
Twilight saga: eclipse
16.20, 18.15, 20.15, 22.15
Toy Story 3 in digitale 2D
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
Solomon Kane
sabato e domenica 16.30, 18.20,
20.15, 22.15; altri giorni 18.20,
20.15
Predators
sabato e domenica 16.30, 18.20,
20.15, 22.15; altri giorni 16.30,
22.15
The losers
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
CINECITY
Multiplex 7 sale
(di cui 4 predisposte per il 3D)
Torri d’Europa, via D’Alviano 23,
tel. 040 6726800 www.cinecity.it
Il solista
Tutti i giorni 16.30, 19.45, 22.00.
Domenica 15.10, 17.30, 19.50,
22.05
The box
Tutti i giorni 16.30, 19.45, 22.00.
Domenica 15.05, 17.25, 19.55,
22.05
Predators
Tutti i giorni16.00, 18.05, 20.10,
22.15. Domenica 15.30, 17.45,
20.00, 22.05
Solomon Kane
16.05, 18.05, 20.05, 22.05.
Domenica 15.20, 17.35, 20.00,
22.05
Toy story 3 - La grande fuga
23.40 3+1Festival dell’Operetta
Oscar night
24 luglio ore 20.30, Teatro Verdi –Trieste. Carrellata fra
le musiche da Oscar del grande cinema. Orchestra e
Coro del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste.
Sissi nei luoghi della storia
29 e 30 luglio ore 20.30 Castello Grassalkovich –
Gödölló´. Da “Sissy” Singspiel in due atti di Ernst e
Hubert Marischka, adattamento di Gianni Gori, Musica
di Fritz Kreisler
Teatri a teatro 2010
Il Campiello
Giovedì 29 luglio alle ore 21.00, nella Corte del Castello
di Duino, l’Accademia Lirica Internazionale di Santa
Croce presenta Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari.
Commedia lirica in tre atti tratta dal libretto di Mario
Ghisalberti, da Goldoni e diretta da Alessandro Svab.
Nel lavoro, in tre atti, diurno e malinconico, traspare
una matrice viennese e si colgono i richiami alle danze
popolari di Schubert, proprio all’inizio, e la struttura che
è tutta intera un omaggio a Mozart.
Venerdì 30 luglio, alle 20.30, nella Sala del Trono del
Castello di Miramare, il Conservatorio Tartini propone
Omaggio a Chopin, recital di Letizia Michielon,
concertista di fama internazionale.
Muri prima e dopo Basaglia
Sabato 31 luglio, alle 20, il Teatro della Cooperativa
presenta in coproduzione con Mittelfest 2009 e il
(gratuito)
Lunedì 26
AMBASCIATORI
Omaggio a Chopin
800 848444
Viale XX Settembre, 6 – Tel. 040 371377
Radioattività
il tuono q 31
INFORMAZIONI UTILI
Sabato, 24 luglio 2010
Martedì 27
In digitale 3D tutti i giorni 16.00,
18.05, 20.10, 22.15. Domenica
15.05, 17.25, 20.00, 22.10. In
pellicola 2D tutti i giorni 15.50,
17.55, 20.00, 22.05 domenica
15.15, 17.40, 19.55, 22.00
The Twilight saga: Eclipse
In digitale tutti i giorni 16.30,
19.50, 22.10. Domenica 14.50,
17.15, 19.50, 22.10
F.FELLINI
cinema d’essai Viale xx settembre
37 040636495 www.triestecinema.it
About Elly
tutti i giorni 16.45, 21.00
Il concerto
tutti i giorni 18.45
GIOTTO MULTISALA
Via Giotto 8 040637636 www.
triestecinema.it
The box
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
Il solista
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
Fish Tank
16.30, 18.25, 20.20, 22.15
sostegno di Regione Lombardia/Progetto Next e la
Provincia di Trieste la messa in scena Muri prima e
dopo Basaglia, di Renato Sarti con Giulia Lazzarini, in
occasione dell’intitolazione del Teatrino di San Giovanni
a Franco e Franca Basaglia prevista per il 31 luglio, si
aprono due giorni dedicati al mondo e alla figura del
grande psichiatra.
Nell’isola dei matti
Domenica 1 agosto, al Teatrino del Parco di San
Giovanni, alle 20.00, La Compagnia Teatro del Go
presenta Nell’isola dei matti, commedia di Mario Frezza
per la regia Lucilla Piacentini Proposta nel 2009 a San
Servolo, è «un’opera buffa ma non troppo», come la
definisce lo stesso autore Mario Frezza, che porta in
scena frammenti di vita incatenate in un manicomio in
cui la malattia viene curata con terapie che si avvalgono
del contenimento fisico, della coercizione, di farmaci
debilitanti e del tristemente famigerato elettroshock.
Giovani storie, giovani passioni
Ogni martedì, giovedì e sabato dal 3 agosto al 4
settembre, il Teatrino del Parco di San Giovanni, alle
21.00, ospiterà la rassegna cinematografica all’aperto
Giovani storie, giovani passioni in collaborazione con
Cooperativa Bonawentura e La Cappella Underground.
Si tratta di uno spaccato della cultura giovanile, con
rarità e film mai visti, provenienti da tutto il mondo.
Giovani registi, giovani protagonisti, storie e passioni di
giovani come la musica, il ballo, i primi passi ed i primi
scontri con i problemi della società di oggi.
Mercoledì 28
Giovedì 29
Venerdì 30
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Ai confini dell’Arizona
12.00 TG 2000 flash
12.05 Borgo Italia
12.45 A casa del musicista
13.10 Seguiamo quei due
13.30 Il notiziario meridiano
14.00 Qui Cortina
14.10 Hard Trek
15.05 Tractor pullings
16.00 TG 2000 - sabato
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.15 Dai nostri archivi
19.30 Il notiziario serale
20.00 Il notiziario sport
20.05 Campagna amica
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Impulsi mortali. Film
thriller/drammatico
22.3 Carnia, terra di emozioni
22.55 Qui Tolmezzo
23.00 Il notiziario notturno
23.35 Se tu vens: storie di uomini
e di montagne
07.00 Concerto del pianista
Chang Chen Chevassus
08.24 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.25 Mukko Pallino
09.30 Rotocalco Adnkronos
10.35 Saul 2000 – Ripartire da
Damasco
11.30 Super sea
12.00 Angelus recitato dal Santo
Padre - 2010
12.25 La grande storia
13.10 Qui Tolmezzo
13.15 Borgo Italia
13.40 Expò mittel school
14.05 Camper Magazine
14.25 Campagna amica
14.50 Faust. Opera registrata
17.50 K2
19.30 Detective per amore
21.00 Mille voci 2010.
Programma musicale
23.00 Impulsi mortali. Film
thriller/drammatico
00.30 Voci dal ghetto “Canzoni
nascoste”
01.39 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
01.50 Il vecchio testamento.
Film d’avventura
07.00 Il notiziario mattutino lunedì
08.05 Storie tra le righe
08.29 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.30 Il notiziario mattutino lunedì
08.50 Detective per amore
10.25 Novecento contro luce
11.25 Camper magazine
12.00 TG 2000 flash
12.45 Hard trek
13.10 Videomotori
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Animali amici miei
15.05 Novecento contro luce
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.00 L’estate è tutta un quiz
19.30 Il notiziario serale
20.05 Sport estate
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Incontri al caffé de La
Versiliana
22.45 Seguiamo quei due
23.02 Il notiziario notturno
23.35 TG Montecitorio
23.40 Pagine e fotogrammi
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.29 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.30 Il notiziario mattutino replica
09.00 L’età non conta
10.05 Daniel Boone. Telefilm
12.00 TG 2000 flash
12.35 Mukko Pallino
13.05 Sport estate
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Nel baule dei tempi
14.35 Super sea
15.30 Borgo Italia
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.00 Expò mittel school
19.30 Il notiziario serale
20.05 Pagine e fotogrammi
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Tancredi. Opera registrata
00.02 Il notiziario notturno
00.35 TG Montecitorio
00.40 Incontri al caffé de La
Versiliana
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.29 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Daniel Boone. Telefilm
12.00 TG 2000 flash
12.05 Super sea
13.00 Expò mittel school
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Attualità
14.35 Videomotori
15.30 Hard Trek
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.00 Rotocalco Adnkronos
19.30 Il notiziario serale
20.05 Qui Tolmezzo
20.10 Dai nostri archivi
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Incontri al caffè de La
Versiliana
23.02 Il notiziario notturno
23.35 TG Montecitorio
23.40 La grande storia
00.30 La grande musica classica
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.29 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.30 Il notiziario mattutino replica
09.00 Domani si vedrà
09.30 Documentari sulla natura
10.05 Daniel Boone. Telefilm
10.55 Documentari sulla natura
12.00 TG 2000 flash
12.05 Documentari sulla natura
12.30 Tractor pulling
12.45 Rotocalco Adnkronos
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Copertina da Udine
15.05 Documentari sulla natura
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.00 Carnia, terra d’emozioni
19.30 Il notiziario serale
20.05 Qui Cortina
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Se tu vens: storie di uomini
e di montagne
21.20 3+1
22.10 La grande storia
23.02 Il notiziario notturno
07.00 Il notiziario mattutino
08.05 Storie tra le righe
08.29 Accesso alle informazioni e
tutela degli utenti
08.30 Il notiziario mattutino replica
10.05 Daniel Boone. Telefilm
12.00 TG 2000 flash
12.45 Pagine e fotogrammi
13.00 Dai nostri archivi
13.10 Se tu vens: storie di uomini
e di montagne
13.30 Il notiziario meridiano
14.05 ... Tutti i gusti
14.35 Carnia, terra d’emozioni
14.55 Mukko Pallino
16.00 TG 2000
16.30 Il notiziario meridiano replica
17.00 K2
19.00 A casa del musicista
19.30 Il notiziario serale
20.05 Seguiamo quei due
20.20 Serestate in città
20.30 Il notiziario Regione
21.00 Incontri al caffè de La
Versiliana
22.50 Qui Cortina
23.02 Il notiziario notturno
23.35 TG Montecitorio
Sabato 24 e domenica 25 luglio
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News
10.30 Radioattività Magazine
10.40 Telekommando con Sara
12.30 Radioattività Rewind (Musicale),
14.00 Radioattività Fifty Fifty
(Musicale)
15.00 Pomeriggio Radioattivo
17.00 Radioattività Music Box
21.00 The Factory (Musicale)
Da lunedì 26 a venerdì 30 luglio
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News, 08.15
Radioattività Notizie, 08.30
Aggiornameteo, 08.50 Rassegna
stampa, 09.15 Radioattività
Notizie, 09.30 Music & News
10.00 Radioattività Magazine,
10.15 GR Oggi Trieste News
(locale),10.30 L’aggiornameteo,
10.40 Radioattività
Telekommando (Segnalazioni),
11.15 Radioattività Notizie,12.15
Radioattività Notizie
13.00 Radioattività Rewind (Musicale),
13.15 GR Oggi Trieste News
(Locale)
14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale),
14.03 Units On Air - Quotidiano
Universitario
15.00 Pomeriggio Radioattivo, 15.15
Radioattività Notizie, 15.45 GR
Sport (Calcio)
17.00 Radioattività Music Box, 17.15
Radioattività Notizie, 18.15 GR
Oggi Trieste News (Locale),
18.45 GR Sport, 19.15
Radioattività Notizie, 20.05Units
On Air - Quotidiano Universitario
21.00 The Factory (Musicale)
32 q il tuono
Un’ottima proposta
Privato vende splendido attico
da 65 mq. al 7° ed ultimo piano,
in casa signorile, con ascensore,
in centro città,
al prezzo di Euro 218.000,00
Appartamento parzialmente
arredato, pari ad un primo ingresso,
composto da ampia entrata, cucina, bagno,
comoda stanza matrimoniale con poggiolo,
ampio e luminoso soggiorno, ripostigli
e ben 145 mq. di impareggiabile terrazzo
con ampia vista panoramica città e mare.
Per informazioni
telefonare
al n. 337.549460
Sabato, 24 luglio 2010
Scarica

Il Tuono