Anno II Numero 13 24 luglio 2010 € 1,00 di Daniele Pertot . L’impegno del nostro giornale é la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli . Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - inteRnet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO Ma nessuno vede la povertà ? Mentre gli strapagati politici locali e nazionali continuano nelle loro danze cortigiane sempre più sterili ed inquietanti, nessuno di loro sembra preoccuparsi seriamente del problema più concreto, evidente e drammatico che investe tutto il resto della società. Quello della povertà che sta travolgendo un numero crescente di persone e famiglie mentre la crisi economica continua ed è indispensabile provvedere con misure speciali prioritarie. Anche sui media politicizzati il problema rimane confinato alle notizie occasionali d’agenzia su rilevamenti statistici, che messi assieme sono in realtà i bollettini di guerra di una nazione sempre più sconfitta. Perché non arretra solo il benessere, ma persino la sopravvivenza di un numero di famiglie in difficoltà sempre più gravi, che va ormai da una su cinque ad una su quattro, secondo le regioni. E Trieste sta tra le zone più depresse, malgrado finzioni statistiche e scenografie urbane di facciata da cui il Comune caccia via apposta i poveri più visibili. Ma mentre Dipiazza ed altri insistono in vanterie indecenti su prosperità fittizie, chiunque può vedere per strada i negozi vuoti che continuino a chiudere, segno evidente di un rallentamento economico costante che fa sparire ogni giorno altri posti di lavoro, dipendente ed autonomo. Ed anche chi non si trovi personalmente in difficoltà è comunque sempre più coinvolto da quelle di figli, nipoti, parenti, amici. Questo nostro problema vero, mostruoso e centrale continua invece a sparire dalle chiacchiere dei politici e dei loro media, se non come constatazione frammentaria di marginalità inevitabili per le quali basterebbe la beneficenza delle istituzioni volontarie. Quando invece si può e si deve fare molto, e presto, con interventi socioeconomici seri già sperimentati qui ed altrove nelle situazioni d’emergenza (ricordando quelli anglo-americani del dopoguerra), come la creazione di lavori sociali veri, e la riduzione dei balzelli anche comunali sulle piccole imprese. Se chi ci amministra non lo capisce presto, occorrerà farglielo comprendere a pubblici calci nel sedere: incominciamo? D.P. - P.G.P. Perché il Comune deve essere commissariato Il migliore dei molti sindaci di Trieste che ho conosciuto era un commissario. L’allora viceprefetto Siclari, gentiluomo siciliano di grande spirito, capacità e correttezza. Col suo arrivo paralizzò immediatamente gli intrallazzi perenni del Comune, e nel suo breve mandato non diede confidenza a nessuno dei potentati locali ma pensò ad amministrare nell’interesse dei cittadini. Una rivoluzione della semplicità doverosa, in una pausa fortuita della solita guerra per bande politico-affariste. Affermazione reazionaria, la mia? Forse, ma fondata sui fatti concreti, invece che sulle chiacchiere di quelli che si ricordano delle garanzie democratiche solo quando li prendi con le mani nel sacco. E l’incidente che portò allora alla nomina di un commissario ed allo scioglimento del consiglio comunale era politico, non di soldi. Mentre adesso abbiamo un sindaco beccato a farsi una speculazione personale da 200.000 euro comperando illecitamente un terreno del Comune vicino ai suoi e rivendendo il tutto ad una società di grossi costruttori sotto inchiesta per altre operazioni con la sua amministrazione comunale, dove lui aveva insediato come assessore competente il procuratore della società. E l’acquisto illecito è stato reso possibile dalla complicità attive e passive del segretario comunale, di funzionari, del predetto assessore, della giunta, della maggioranza consiliare e persino dell’opposizione. Quasi tutti riciclati nell’amministrazione attuale e rimasti compattamente inerti e silenziosi, prima per nove mesi dopo che l’illecito è stato denunciato da Greenaction e la notizia è uscita con rilievo sul quotidiano locale, ed ora dopo altre quattro settimane di nostre campagne pubbliche di disinsabbiamento e nuove denunce, e persino a fronte di ulteriori sfacciate dichiarazioni del sindaco che sarebbe tutto regolare. Sono comportamenti che non si possono ritenere dunque politici, né occasionali, né di pochi, ma un vero e propri modus operandi di “sistema” nel compiere e coprire anche trasversalmente ai partiti attività di malaffare. E che trova pure riscontri precisi in altre indagini e vicende, presenti ed attuali, incluse quelle del nuovo piano regolatore ora arenato su un’illegittimità minore ma palese. Se fossimo al vituperato Sud, dove questi comportamenti hanno strutture e nomi di riferimento storici, il Comune sarebbe già commissariato da un pezzo, sospesi il segretario e gli altri funzionari coinvolti, ed esclusi dalle elezioni un bel po’ di politici. Perché questo è il solo mezzo, previsto appositamente dalla legge, per incominciare a fare comunque pulizia. E allora, ci si spieghi perché a Trieste no. Perché siamo al Nord? Ma questa è semmai un’aggravante. Perché ci mancano prefetti o vice? Ma se abbiamo addirittura qui l’efficiente ex vicedirettrice al SISDE e prefetto a Trieste Annamaria Sorge, e non solo lei. Oppure il “sistema” è ancora più pervasivo di quanto potesse sembrare? Ora vedremo, e sempre dai fatti. Paolo G. Parovel Ecoturismo Lettere e segnalazioni in laguna a pagina 6 - 7 - 8 a pagina 12 Giunta e Consiglio travolti dal caso Dipiazza Caso Gasperini-Giurastante: sconcerto e nuovi documenti Il caso che abbiamo documentato (v. nostro n. 12) delle ritorsioni politico-giudiziarie contro l’esponente ambientalista triestino Roberto Giurastante, che ha denunciato illeciti urbanistici ed ambientali delle amministrazioni comunali di Muggia Gasperini-Dipiazza, e molti altri della “casta” locale, sta suscitando vivo sconcerto. Esteso sia in città che in città che all’estero, ed in particolare nell’area Alpe-Adria dove egli opera con le note organizzazioni ambientaliste Greenaction Trasnational ed Alpe Adria Green; quest’area si era già allertata per le recenti minacce di Testamento biologico a pagina 13 stampo mafioso (una testa caprina mozzata) ricevute dallo stesso Giurastante, ed insolite per queste regioni. Si stanno perciò consolidando e coordinando solidarietà a vario livello, anche istituzionale, sulle quali vi terremo informati. Emergono nel frattempo altre documentazioni su vicende connesse, dalle quali risulta pure che parallelamente alla vicenda già esaminata l’ex sindaco Gasperini é stato condannato in primo grado per diffamazione nei confronti degli stessi ambientalisti, ma poi prosciolto in appello con motivazioni che meritano analisi. Provvediamo qui a pagina 3. Storia di Santa Croce a pagina 21 Appuntamenti di cultura ed arte a pagina 26 - 27 - 28 Studio Dentistico del Dott. Antonio Del Ben TRIESTE - Via Imbriani 6 - Tel. 040 775522 - Fax 040 3721022 E-mail [email protected] - www.studiodelbenit APERTO PER TUTTO IL MESE DI AGOSTO Controlli ed interventi innovativi per bambini ed adulti Foto Giulio Donini con le migliori tecnologie, le più sicure, le più efficaci e all’avanguardia 2 q il tuono OSSERVATORIO dELLA SETTIMANA Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre una scelta di notizie particolari della settimana sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate. Storia e miti Trieste, 20 luglio – è legittimo e pure utile che le opinioni sulla storia di queste terre siano molte, diverse e variamente fondate. Ma non si può non rimanere impressionati da coloro che non riescono ad aggiornarle, o non vogliono, restando inchiodati a versioni propagandistiche d’antiquariato. Ed è anche vero che siamo il solo Paese europeo che coltiva ancora come storia ufficiale identitaria un collage imbarazzante ed inutile, quando non pericoloso, di miti maldestri che vanno dalla romanità al risorgimento, al fascismo ed alla guerra fredda. Ma almeno sulla storia dell’incendio del Narodni dom di Trieste e delle altre violenze connesse di novant’anni fa si potrebbe evitare di continuare a ripetere le tesi giutificazioniste ridicole degli squadristi di allora, smentite già a quei tempi da Commissioni internazionali ed indagini accurate su documenti, che oggi si trovano anche in rete. E come fanno delle persone di cultura ad insistere a chiamarlo erroneamente “Hotel Balkan”? Uno degli episodi più significativi della perpetuazione meccanica di queste morchie pseudostoriche è del 1991, all’inizio della dissoluzione conflittuale della Jugoslavia. Io la seguivo come analista, ed il Corriere della Sera mandò qui per un paio di giorni Gianantonio Stella, che avevo sempre apprezzato. Dopodiché pubblicarono un pezzo suo dove raccontava che nel 1943-45 qui i partigiani sventravano le donne incinte, eviravano di uomini, collezionavano occhi ed orecchie, e simili. Gli telefono subito dove ha raccattato simili scemenze. Da un buon frate, mi spiega, che gli ha dato un libro. Sei matto, gli dico, è Flaminio Rocchi, nato Anton Sokolic, ex incursore e poi frate che, come dice lui stesso ridendo, approfitta della veste per spacciare propagande tanto ferocemente spudorate quanto lui mi era personalmente simpatico. Stella promette un pezzo riparatore. Ma il caporedattore Caputo (altro scatenato su queste cose) glielo blocca, e così la mostruosa panzana rimane fissata per la storia sul quotidiano più autorevole d’Italia con una firma più che credibile. Con l’attenuante che in quei giorni pure il Piccolo, nel suo piccolo, accettava e spacciava qui le storie demenziali su auto nere piene di civili serbi che sparavano sulla gente nei paesini del Carso. Mai smentita, nemmeno quella. Sarebbe il caso di fare qualche sforzo per liberarsi, e liberare i media, almeno qui, dalle morchie delle false memorie. Giusto per non continuare a vivere ancora su un pianeta sferico come quando si credeva fosse piatto. Lelio Luttazzi Trieste, 21 luglio. – Sono state disperse in mare davanti a Trieste le ceneri di Lelio Luttazzi. Non ha bisogno di panegirici: la sua storia, iniziata e conclusa qui, è anche parte della vita e dei ricordi di moltissimi di noi. Caccia alle mamme con bambini Trieste, 22 luglio – Che la giunta Dipiazza continui imperterrita a scatenare i vigili nella sua vergognosa caccia ai poveri è notizia ormai vecchia. La nuova è che si stanno specializzando in mamme con bambini. Se una povera donna chiede l’elemosina per sfamare i figli tenendoseli accanto perché non ha dove né a chi lasciarli al sicuro, le piombano addosso i rambi della Municipale a contestarle non solo l’accattonaggio, multandola (in pratica, portandole via le elemosine) ma anche lo sfruttamento di minore, col rischio drammatico che glieli portino pure via. E continuano pure a vantarsene poi con i comunicati stampa demenzial-entusiastici di venti righe di cui vi abbiamo già mostrato dei campioni sul nostro numero 10. Occorrerà forse spiegare a questi nobili eroi dell’ordine pubblico che l’accattonaggio non è più reato da molti anni, le madri hanno non solo il diritto ma anche il dovere di tenersi accanto i bambini, i poveri Sabato, 24 luglio 2010 AmministrAzioni di sostegno: un’AssociAzione di controllo Continuiamo a ricevere, da Trieste ed altrove, nuove segnalazioni di abusi dell’istituto delle amministrazioni di sostegno, qui nella gestione giudiziaria precedente l’attuale. Il problema è ormai noto: la legge e le risorse delle strutture delegate ad attuarla non bastano purtroppo a consentire, in concreto, controlli adeguati sull’applicazione corretta delle norme, né sull’operato effettivo degli amministratori, e questo pone provatamente a grave rischio i diritti civili, le condizioni di vita ed i beni degli amministrati e delle loro famiglie. In concomitanza con la nostra campagna stampa di chiarimento è sorta inoltre a Trieste un’associazione, la AsSostegno, che risulta includere anche alcuni dei corresponsabili di questa penosa situazione e sembra volerla invece negare o minimizzare (si veda il nostro numero 12, pag. 6 e qui a pag. 7). Per contribuire invece a risolverla sta ora sorgendo tra le persone e famiglie colpite dal problema e chi vuole aiutarle una nuova associazione privata, locale e nazionale, che ha lo scopo di organizzare per intanto da parte della società civile le necessarie funzioni di controllo sull’applicazione e gestione delle amministrazioni di sostegno, ma anche delle tutele e delle curatele. Ve ne terremo al corrente. non vanno perseguitati ma soccorsi, e le delibere comunali contrarie hanno il valore giuridico della carta igienica, quando non costituiscono reati o li fanno commettere ai vigili. Ma questa è anche la giunta che, come abbiamo già scritto nelle pagine sugli animali, deporta spietatamente lontano i nostri cani abbandonati, ne sceglie uno carino per farsi lo spot pubblicitario e dopo averlo illuso per mezz’ora lo riabbandona a morir di crepacuore in gabbia. finiscono invece uccisi o feriti ogni giorno nel Paese in una guerra patriottica interna vera, quella contro la criminalità comune ed organizzata (in combutta con la politica) che ci invade davvero, e combattono con una paga di fame e mezzi chissà perche sempre più scarsi? Sono domande che vanno fatte e ripetute con fermezza a tutta la casta del carrozzone politico commediante. Perché continuano ad esigere risposte. Il re nudo a Trieste Macché serpenti Trieste, 22 luglio – Tra i danni peggiori che si possono fare all’ambiente non ci sono solo gli inquinamenti, gli incendi e simili. C’è anche la diffusione di notizie allarmistiche ed assurde sugli animali, specie su quelli che siamo influenzati a temere da ignoranze naturalistiche sfruttate da filmacci di cassetta. Così un politico di Dolina ha pensato di rinforzare le sue polemice lanciando la storia di invasioni di serpenti, dove c’è solo qualche biscia innocua che mangia topi, come dappertutto inclusi i giardini di città. Non è mai un bello scherzo, perché questi allarmi rischiano sempre di scatenare isterie che finiscono con l’ammazzamento degli animali, o con pensate come quelle di un tipo che un paio d’anni fa proprio per paura di un paio di bisce dava fuoco ogni due settimane a pezzi di bosco del Farneto. Eroificio a sproposito Trieste, 23 luglio – Una delle cose che non smettono mai di stupire anche i vecchi corrispondenti esteri gli analisti più smaliziati di cose italiane è il teatro che si fa solo in questo Paese ogni volta che ci attaccano, feriscono od uccidono dei soldati in zona di guerra. Come se quando li mandiamo appunto in guerra assieme ad altri i nemici di turno dovessero distinguerli, e se attaccare proprio loro fosse un atto di speciale ed ingiusta perfidia. A nessuno fa piacere che succeda, ovviamente. Ma se vai a combattere in guerra, in genere da volontario e con retribuzioni adeguate al rischio, il rischio è appunto quello di restare feriti, mutilati o morti esattamente come tutti anche se non italiani. Va bene dunque il rammarico, ma perché la meraviglia? Invece siamo ogni volta alle solite: interviste a famiglie, fidanzate, nipotini, passerella di autorità, plotoni d’onore, bandiere, discorsi commossi e patriottici (come se fossimo noi il pasese invaso), montando poi tutto il circo politico-mediatico al massimo se c’è una bara o più da sfruttare, magari con monumenti e vie dedicati. L’eroificio a sproposito è cominciato, se ricordo bene, con i due aviatori abbattuti nei voli di bombardamento sull’Iraq, miracolosamente risparmiati invece che spellati vivi dagli iracheni bombardati, che ce li hanno pure restituiti solo con qualche ammaccatura. Anche se a riflettori spenti, sul concreto della vita quotidiana, vedove ed orfani vengono cinicamente dimenticati ed abbandonati al loro destino. Ed in ogni caso, perché non si fanno altrettali solennità per i poliziotti, carabinieri e finanzieri che Trieste, 23 luglio – Ricordate la favoletta del re nudo? L’imbroglione si divertiva ad andarsene in giro così per sentire i cortigiani che lodavano servili e imbecilli le sue splendide vesti. Finché un ragazzino spezza il gioco perverso gridando esattamente quello che vede. Qui al posto del re abbiamo un sindaco che ha commesso un illecito clamoroso, da doversene andare all’istante, e come cortigiani tutte le forze politiche che fanno finta di niente anche se noi lo gridiamo da quasi un mese sul nostro giornale, sulle locandine in tutta la città, ed in rete. Tutti vedono, tutti sanno, tutti ne parlano tra loro. E tutti fanno ufficialmente finta di niente. O lo lodano. Ma colmo del paradosso l’hanno forse raggiunto i leghisti, che adesso vogliono eliminare il segretario comunale non perché complice conclamato di quell’illecito, ma per il pasticcio molto più banale sul piano regolatore. Dell’illecito non si deve parlare. Quanto al quotidiano locale, il coraggio professionale gli funziona a rate almeno semestrali: pubblicano la notizia ma si fermano subito, la ripubblicano a fatica mesi dopo, rifermandosi, e la accompagnano sempre con dichiarazione e foto sorridenti del sindaco nudo che si dichiara perfettamente vestito; così come “dimenticano” ogni volta di approfondire, insistere, fare un’inchiesta in nome e per conto dei lettori. Collega Possamai, ma che giornalismo è? il tuono SETTIMANALE PER TRIESTE E DINTORNI EditorE: Il Tuono di Daniele Pertot 34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9 Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881 Mailbox: [email protected] - WEb: www.iltuono.it dirEttorE rEsponsabilE: Paolo G.Parovel a quEsto nuMEro hanno collaborato: Claudia Bolboceanu, Diana Collarini, Daniele Fasolo, Mara Guerrini, Nuria Kanzian, Anna Keber, Massimo Laudani, Denis Locoselli, Stefania Loretti, Giorgio Marchesi, Giulia Massolino, Alessandro Mlach, Nicola Napoli, Giuseppe Nava, Sara Stulle, Stefano Tieri pubblicità: Il Tuono 34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9 grafica e impaginazione: redazione impaginato in proprio tipografia: edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6 distribuzione: litoranea editoriale s.r.l. Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008 Questo numero e stato chiuso per la stampa il 23 luglio 2010 Diritti riservati GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE ed in rete su: www.iltuono.it GLI ARRETRATI SONO DISPONIBILI IN REDAZIONE ed in rete su: www.iltuono.it Sabato, 24 luglio 2010 DOCUMENTI il tuono q 3 COME L’EX SINDACO DI MUGGIA è STATO CONDANNATO E POI ASSOLTO Caso Gasperini-Giurastante: i nuovi documenti Abbiamo già documentato nel nostro numero precedente (pag. 3 e 4) come il noto ambientalista triestino Roberto Giurastante – dirigente dei Friends of the EarthAmici della Terra, ora di Greenaction Transnational e portavoce in Italia di Alpe Adria Green – dopo avere contestato illeciti urbanistici del Comune di Muggia sia stato sottoposto ad anomale ritorsioni politico-giudiziarie dall’amministrazione dell’allora sindaco arch. Lorenzo Gasperini, organico alle amministrazioni Dipiazza. Parallelamente a quei procedimenti contro Giurastante si svolgeva un processo penale in cui lo stesso sindaco Gasperini era invece imputato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti degli Amici della Terra triestini (e con ciò di Giurastante). Era infatti accaduto che il Gasperini, non nell’ambito di polemiche con loro, ma rispondendo ad un consigliere comunale che chiedeva chiarimenti, aveva dichiarato in intervista al quotidiano locale che essi «si divertono a denunciare a pié sospinto chiunque intralci le loro attività inventando accuse infamanti.» aggiungendo pure «chi pagherà le spese legali? Forse chi sottoscrive petizioni con apparenti altri scopi e versa offerte a sostegno di altre cause, questa volta sì i muggesani.» In sostanza, aveva falsamente ed offensivamente rappresentato le loro effettive e fondate contestazioni ambientaliste come azioni irresponsabili e moralmente abiette. Gasperini venne perciò imputato di diffamazione a mezzo stampa, con recidiva reiterata, e condannato dal Tribunale nel giudizio di primo grado (giudice dott. Antoni, 2007) a 5.000 euro di multa, più le spese processuali ed il risarcimento del danno, da determinarsi in sede civile con provvisionale di 10.000 euro e rifusione delle spese difensive dei denuncianti. In appello (II Sezione, presidente e relatore dott. Gulotta, 2010) Gasperini è stato invece assolto con motivazione esattamente capovolta benché sui medesimi elementi di prova. La Procura Generale non ha presentato tuttavìa ricorso, benché sollecitatane dalla parte civile, così rendendo definitiva l’assoluzione penale. Ora Giurastante ha fatto perciò oggetto la motivazione ed altre circostanze dell’assoluzione di un’ integrazione all’esposto difensivo che aveva già dovuto presentare alle sedi superiori di controllo del sistema giudiziario italiane ed europee, e del quale abbiamo pubblicato un vasto stralcio nel numero precedente. Dei documenti dell’integrazione pubblichiamo qui pertanto, essendone autorizzati, i seguenti tre stralci, indicandovi con […] le parti omesse. 1. “integrazione all’esposto d.d. 20.04.2009 su irregolarità processuali di organi inquirenti e giudicanti del Tribunale di Trieste nel procedimento penale 2685/03 R.G.N.R. e collegati “ «Il 5 novembre 2009 la Corte d’Appello di Trieste II Sezione penale ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Lorenzo Gasperini condannato in primo grado nell’ambito del procedimento 504/05 R.G.N.R. per diffamazione a mezzo stampa. Il procedimento è direttamente collegato al 2685/03 R.G.N.R. oggetto del mio esposto del 20 aprile 2009 agli organi inquirenti e disciplinari […], poiché l’imputato ha utilizzato a fini difensivi le due sentenze di I° e di II° grado di quel procedimento. Infatti nella sentenza d’appello (ALL. 1) il giudice relatore si sofferma ampiamente su detto procedimento che a suo dire avrebbe giustificato il comportamento dell’imputato Gasperini. La sentenza di appello è diventata irrevocabile perché la Procura Generale di Trieste, pur in presenza di impugnazione della parte civile in merito alle statuizioni civili, non ha proposto ricorso in Cassazione, benché doveroso. Per una disamina completa si rimanda al ricorso per Cassazione della parte civile (ALL. 2), dove si evidenzia la lesione abnorme che la sentenza arreca, concretandone precedente, al bene costituzionalmente protetto del principio della parità dei cittadini di fronte alla legge. […] Oltre a quanto già segnalato con il ricorso di p.c. in Cassazione (analisi nel merito della sentenza), si segnala che la sentenza di appello è stata depositata fuori termine il 25 febbraio 2010 […]. Mentre già 13 giorni dopo il processo di appello [cioè il 18.novembre 2009, n.d.r.] il quotidiano di Trieste […] dava notizia dell’assoluzione di Lorenzo Gasperini (ALL. 4), con particolari dai quali si evince che […] era già ampiamente informato […] della sentenza non ancora depositata. […]. Nell’udienza di appello pubblica […] i giudici si erano rigorosamente riservati la motivazione della sentenza. Doveva quindi rimanere impossibile fino alla pubblicazione essere informati del contenuto della stessa e delle motivazioni. Vi è stata in tal modo un’ operazione di discredito pub- blico contro la parte offesa, e di copertura del denunciato, noto esponente politico locale […]. Informo inoltre di avere segnalato le irregolarità di due procedimenti penali (R.G.N.R 3540/03 e 3541/03) direttamente collegati al procedimento 2685/03 al Procuratore della Repubblica di Trieste […] (ALL. 6) per l’esercizio dell’azione penale, di controllo e disciplinare, senza ricevere alcuna comunicazione sull’esito od il trasferimento delle indagini, che a mio giudizio non potevano comunque essere svolte dalla Procura di Trieste ex art. 11 c.p.p. Si segnala quanto sopra […] anche alla luce di quanto già segnalato nel precedente esposto del 20 aprile 2009. […]. Roberto Giurastante.» 2. motivazione della sentenza di primo grado (depositata il 17.1.2007). «[…] Ritiene questo Giudice che vada affermata la penale responsabilità dell’imputato [Gasperini, n.d.r.] per il reato ascrittogli. In primo luogo, evidente è la carica diffamatoria contenuta dalle espressioni usate dall’intervistato, venendo gli aderenti al sodalizio “Amici della Terra” denotati quali calunniatori, ovvero, quali autori di a denunce costruite su “accuse infamanti” e finalizzate a intralciare chunque si opponga alle loro “attività”. Affermazione, anzitutto, grave, intesa a far credere, da un lato, che il sodalizio compia o si proponga di compiere attività riprovevoli, dall’altro, che per farlo inventino accuse infondate e denuncino chi si proponga di ostacolarle. Va poi considerato che siffatta affermazione è anche del tutto falsa e comunque infondata. Invero, non vi è in atti alcun elemento (né la difesa ne ha altrimenti indicati) dal quale si possa desumere che un legale rappresentante di siffatto sodalizio o un suo membro abbia indirizzato false accuse e ne abbia fatto oggetto di denuncia nei riguardi di Gasperini o di altro soggetto a lui vicino. Del resto, l’assoluta genericità dell’accusa rivolta dal Gasperini agli “Amici della Terra”, priva com’è di un qualsivoglia aggancio a uno specifico fatto, riesce essa stessa lesiva dell’immagine del sodalizio e costituisce un profilo del quale si dovrà tenere conto anche nella valutazione della gravità del fatto (per quanto, di questi tempi, tal genere di prosa sia del tutto abituale nel corrente dibattito politico). […] Si deve perciò concludere che la generica espressione diffamatoria contenuta nelle parole del Gasperini non ha alcun aggancio ad un fatto specifico realmente accaduto e non si giustifica in alcun modo […]. E invero, il Gasperini ben può criticare chi crede – certo con parole misurate e civili – e a maggior ragione aveva il destro (e il pieno diritto) di farlo perché egli era un esponente istituzionale (Sindaco del Comune di Muggia) e politico. Ne consegue che certo il Gasperini aveva il pieno diritto di esprimere, sulla stampa o nelle sedi istituzionali, il suo punto di vista critico su un qualche oggetto pertinente alle vicende del suo comune e dell’amministrazione da lui diretta. Tuttavia, l’espressione qui in esame e che si legge nell’articolo non è una critica all’attività degli “Amici della Terra”, ovvero l’espressione equilibrata e civile di un giudizio riguardo agli scopi, all’attività del sodalizio o dei suoi associati, bensì si risolve nell’attribuire al gruppo, in termini peraltro del tutto generici, la commissione di condotte in sé riprovevoli. E, posto che – come già detto – i fatti che vengono attribuiti agli “Amici della Terra” non sono veri, non vi è il minimo spazio per ravvisare nella condotta dell’imputato gli estremi dell’esercizio di un diritto. Infine, non vi è alcuno spazio nemmeno per ravvisare nel caso in esame la causa di non punibilità prevista dall’art. 599, c. 2 c.p., non venendo provato che l’offeso abbia commesso un qualche fatto ingiusto immediatamente prima della condotta diffamatoria. Passando ad un ulteriore profilo, va ancora rlevato che non è stata nemmeno prospettata dalla difesa l’eventualità che il tenore dell’articolo giornalistico non renda fedelmente le espressioni effetivamente proferite dal Gasperini; né si rinvengono in atti elementi che possano porre in dubbio siffatta corrispondenza; rafforza tale conclusione la constatazione che la linea difensiva si é piuttosto ingegnata di dimostrare che le espressioni in questione non fossero diffamatorie, bensì adeguate a descrivere in termini negativi sì ma esatti l’attività posta in essere dai membri del sodalizio, o comunque fossero giustificate per l’asprezza e l’avversità mostrata dai medesimi nei riguardi dell’amministrazione comunale di Muggia e del Gasperini medesimo. Venendo alle statuizioni finali, va anzitutto sottolineata la particolare gravità del fatto. Da un lato, le espressioni usate gettano un’ombra assai negativa sull’attività del sodalizio e sulle persone dei suoi aderenti, anche a motivo dell’assoluta indeterminatezza della condotta che viene loro attribuita. Viene poi in considerazione la persona dell’autore della condotta diffamatrice, che venendo espressa dall’esponente di vertice del Comune (dunque, acquisendo un profilo di attendibilità e serietà in qualche misura derivante dal profilo istituzionale del suo autore, posto che le vicende che costituiscono occasione della sua condotta sono certamente pertinenti alla conduzione dell’amministrazione), acquista certo una maggior attitudine diffamatoria, rispetto ad altra e consimile condotta commessa da un esponente politico non dotato di responsabilità istituzionali. Dunque, alla stregua dei citeri fissati dall’art. 133 c.p., il fatto commesso va sanzionato con una pena affatto mite, che si individua in quella della multa di euro 5.000; va al riguardo ancora considerato, da un lato che il Gasperini non è incensurato e che, come detto, il fatto è da ritenersi grave e che perciò non possono concedersi le circostanze attenuanti generiche; d’altra parte, i precedenti a carico non sono particolarmente gravi e dunque va preferita la pena pecuniaria a quella detentiva. Consegue, a norma dell’art. 535 c.p.p., la condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali. Venendo alle statuizioni dovute in ordine alle domande proposte dalla parte civile, è anzitutto evidente che al sodalizio la condotta delittuosa ha cagionato un danno di immagine, anche a motivo della notorietà del suo autore e della diffusione capillare – in loco – del quotidiano sul quale l’intervista è stata pubblicata. Peraltro, l’attività processuale concretamente esplicata dalle parti nel presente processo non permette di addivenire alla precisa determinazione del danno e del conseguente ristoro economico dovuto alla parte civile. Allora, va pronunciata condanna generica dell’imputato al risarcimento del danno e le parti rimesse avanti al competent Giudice civile per la sua liquidazione. Va accolta la domanda avanzata, per tale eventualità, dalla parte civile, del riconoscimento di una provvisionale (esecutiva ex lege, ai sensi dell’art. 540, c. 2 c.p.p.), che può venire fissata nella misura di Euro 10.000. L’imputato va anche condannato al ristoro delle spese di costituzione e difesa sostenute dalla costituita parte civile, che si liquidano […].» 3. motivazione della sentenza di appello (depositata il 25.2.2010) […] Dal quadro probatorio e documentale […], appare evidente che gli Amici della Terra hanno intentato un’aspra campagna politica nei confronti dell’ex sindaco Gasperini sconfinando in attacchi personali ed appare altresì di solare evidenza come le dichiarazioni incriminate – oltre a corrispondere a verità – altro non siano che una reazione di natura esclusivamente politica, forse poco eleganti anche se in linea con i parametri attuali dello scontro politico, ma certamente non diffamatorie né comportanti attacchi personali. Rientrando le stesse, quindi, nell’esercizio di un legittimo diritto di critica politica – attese anche le ripetute accuse ricevute – l’imputato va assolto dal reato ascrittogli, perché non punibile ex art. 51 c.p.» Gli elementi che Giurastante eccepisce di questa sentenza rispetto a quella di primo grado sono, evidentemente, che essa: interpreti al contrario le medesime prove; neghi contro evidenza la diffamatorietà dell’azione; presupponga uno scontro politico dove vi era invece contestazione doverosa e fondata di illeciti; lo attribuisca a parti politiche e paritarie, che sono invece una politicoistituzionale forte (il sindaco Gasperini), ed una debole appartenente alla società civile (i diffamati); vìoli in tal modo il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Giurastante è rappresentato e difeso dall’avv. Livio Bernot, del foro di Gorizia. P.G.P. 4 q il tuono MEMORIA Sabato, 24 luglio 2010 1905: le linee di navigazione da TriesTe il tuono q 5 ATTUALITà Sabato, 24 luglio 2010 SIMONE NAPOLITANO CONTESTA OPERAZIONI SPECULATIVE Duino Aurisina: scintille tra Comitato Rilke e Comune Il Comune reagisce con chiusure, denunce e contravvenzioni Nella sua marginalità apparente il piccolo Comune di Duino-Aurisina / Devin Nabrežina è invece sempre stato un elemento chiave degli equilibri politici e territoriali della provincia di Trieste. Dopo gli attriti pubblici piuttosto violenti tra l’amministrazione comunale di centrodestra del sindaco Ret ed il Comitato Rilke, su questioni non da poco, siamo andati a sentire l’attuale presidente del Comitato, Simone Napolitano, per un’intervista con esiti interessanti sotto più profili. Abbiamo seguito su altri media le vostre recenti polemiche col Comune. Ci spieghi. Tutto è cominciato la scorsa estate, quando l’Amministrazione Comunale di Duino Aurisina ha presentato in sordina il Piano del Commercio. Con l’obiettivo di cementificare il nostro territorio a forza di centri commerciali. Favorendo, in sostanza, alcuni imprenditori edili del posto e i proprietari dei terreni dove dovrebbero sorgere i centri. Cos’è il Comitato Rilke? Un’Associazione senza fini di lucro del comune di DuinoAurisina. Ha sede nel Castello di Duino, dov’è nato nel 2005 con soci fondatori la Castello di Duino s.r.l., la CO.L.M.I. - Cooperativa lavorazione maricoltura ed itticoltura s.c.a.r.l., la Progetto Turismo s.a.s. di Gabriella Veronese. ed alcuni soci individuali: Marino Rossa, Sidonja Radetič, Sergio Bergamasco, Danila Tomasini, Branka Miladinović, Giovanni Gruden, Paolo Pernarcich e Majda Perič. Si propone, secondo statuto, la promozione dello sviluppo turistico ed economico del territorio del Comune per valorizzarlo meglio nel rispetto della tutela dell’ambiente e nelle sue tradizioni. Con manifestazioni culturali, artistiche, economiche e sociali, favorendo anche la nascita di consorzi e organizzazioni affini e coadiutrici. Il primo presidente è stato il principe Carlo della Torre e Tasso. E voi avete reagito? Il castello di Duino Ci siamo dati subito da fare dicendo chiaramente che A chi? questi centri andavano a dannegA tutta l’Amministrazione Cogiare l’ambiente ed il turismo. munale. Il Piano del Commercio non era affatto obbligatorio, come Risultati? ha fatto invece credere il sindaco Che il vicesindaco Romita ci Ret. Secondo noi è nato solo per ha chiuso in faccia le porte del venire incontro agli interessi di Comune, dopo avermi pure in- pochi speculatori contro il bene viato una serie di sms minacciosi della collettività. Vi immaginate che conservo. Poi il sindaco Ret una serie di capannoni della granha dichiarato che i fatti da noi de distribuzione che spuntano denunciati non sussistono, e col come funghi nel verde del Carso, capogruppo di maggioranza, Col- per fare concorrenza ai troppi già lecchia, mi hanno attaccato con la presenti nelle vicine Monfalcone, ridicola accusa di essere un nuovo Gorizia e Trieste, senza contare partito politico che sta “fornican- quelli della Slovenia? do” con l’opposizione. Insomma, gli diamo fastidio, e tanto. E cosa avete da dire sulla baia di Sistiana, che è da sempre obiettivo di grosse Vogliono ridurre speculazioni? la Baia Che la vogliono ridurre a un formicaio, com’è già avvenuto di Sistiana con l’Hotel Europa, svenduto come già l’Hotel dalla Regione e trasformato in un alveare di piccoli appartamenti Europa dai costi astronomici. Il piano comunale del commercio serve solo a cementificare a forza di centri commerciali La Baia di Sistiana prima degli interventi speculativi attuali Ma almeno l’opposizione ha fatto qualcosa per difendervi? No, niente. In questo Comune l’opposione in pratica non esiste: o è latitante, o cavalca l’onda secondo il vento. Dorme anche dopo l’approvazione del Piano del Commercio, avvenuta in modo palesemente illegale. L’amministrazione Ret gestisce la cosa pubblica come privata, su esempi nazionali E non è l’appartamento che il privato paga, ma il mare su cui si affaccia, che appartiene a tutti. E così è anche per la “bonifica” della cava di Sistiana... qui ci mangiano tutto come il carciofo, una foglia alla volta. Facciamo un passo indietro: perchè il Comune vi ha chiuso le porte? Perché ho osato dire apertamente ciò che penso. E ci hanno tagliati fuori da tutto. Non veniamo nemmeno più invitati alle manifestazioni, e non riceviamo più nessuna informazione da loro. Tantomeno dal vicesindaco Romita, che è anche assessore al turismo. Ma il vaso è traboccato quando abbiamo creato un Info point, punto d’informazione turistico-culturale, nella piazzetta del castello con i soldi dei nostri soci, e ci siamo visti notificare atti di un esposto penale sottoscritto da cinque consiglieri di maggioranza e presentato ai nostri Vigili Urbani. Erano Collecchia, Eramo, Pilat, Pipan e De Vita, auspici ovviamente Romita e Ret, vicesindaco e sindaco. E ci hanno anche appioppato una multa di 399 euro per un cartello che serve ad attrarre i turisti offrendo loro gratuitamente tutte le informazioni sulle bellezze del nostro territorio. Di questo cartello, in vista da più di un anno e pagato coi nostri soldi, nessuno si era mai preoccupato prima. In che senso? Perché prima di portarlo in approvazione il Comune lo avrebbe dovuto presentare alla popolazione ed ottenere il via libera sulle valutazioni ambientale strategica (VAS) e d’ incidenza ambientale (VIA). Nulla di tutto questo è stato fatto. Come mai? Perché quest’Amministrazione comunale gestisce la cosa pubblica come un’azienda privata. Sull’ esempio, chissà, di certi personaggi nazionali. Il sindaco Ret vi ha accusati sulla stampa di aver fatto circolare una lettera “vergognosa” contro di lui... Era invece, come lui sa benissimo, un mio volantino, prodotto da semplice cittadino con la precisazione scritta che il Comitato non c’entrava. Conteneva l’accusa politica a sindaco e maggioranza di agire in collusione con imprenditori locali. Se si è sentito ingiustamente offeso, perché non si è difeso in altro modo? Cosa pensate di fare adesso, avendo tutti i politici contro? Continueremo a batterci per difendere il Comitato e il futuro del nostro territorio e della nostra collettività. 6 q il tuono L Sabato, 24 luglio 2010 ETTERE E SEGNALAZIONI Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail ([email protected]), o portarceli direttamente in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni, sia modifiche di espressioni che fossero querelabili. Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure, se espressamente richiesto, su questa. CASO DIPIAZZA Sulle speculazioni immobiliari è diffusa nel nostro paese, ed in particolare qui, , la preoccupata convinzione che i partiti di opposizione non svolgano con la dovuta efficacia e determinazione la loro funzione di contrasto e critica, ovvero di controllo, nei confronti della maggioranza. Causando con ciò un affievolimento del tasso di democrazia. Ma per quanto riguarda la nostra città un cruccio di tal genere non ha forse motivo di esistere... soffermiamoci, ad esempio, sul tema delle speculazioni immobiliari ed edilizie; è stato ripreso in queste ultime settimane, anche ad opera di questo settimanale, il caso dell’acquisto di un terreno comunale da parte del sindaco attualmente in carica. Un acquisto definito illecito. Ebbene nella seduta consiliare del 21.12.2006 in occasione della delibera di vendita del terreno in questione, i consiglieri dell’opposizione espressero tutta la loro contrarietà alla delibera con molteplici considerazioni. Pensate, il capogruppo Omero spinse il suo ardimento sino a dichiarare che la proposta alienazione “potrebbe dar adito ad un ricorso in Procura”... poi i solerti oppositori, non sapendo evidentemente che un atto illecito non può venir sanato da una votazione, passarono temerariamente al voto contrario. E di Procura non si parlò più. Anzi non si parlò più di nulla, lasciando il basso incarico di sollevare la questione a qualche eventuale privato che ci mettesse la faccia, il tempo, il denaro, le energie, il coraggio di accostarsi alle stanze del Tribunale. Questo avvenne il 15 ottobre 2009 ed il quotidiano locale ne dette notizia il 20 successivo con un articolo ben motivato ed esauriente. Il caso, come noto, è stato rilanciato clamorosamente da questo settimanale, infrangendo un silenzio totale di otto mesi, ed ecco spuntare, quale novella mosca cocchiera, l’iniziativa di un altro oppositore, tale Adriano Bevilacqua, che, sull’onda della campagna mediatica, con strenuo disprezzo del ridicolo e, ripeto, ad otto mesi dalla prima notizia, con atti di diffida stimola i consiglieri comunali ad occuparsi della questione. Sempre in tema di affari fondiari, a margine della adozione della nuova variante del Piano Regolatore, è stata interessata la Procura ad indagare sul famoso parcheggio di Opicina, e sulle previsioni urbanistiche interessanti l’ area del Villaggio del Fanciullo. Ma anche in questa circostanza il protagonista è stato un privato che, come sopra, ci ha messo la faccia e tutto il resto. I lettori penseranno: forse delle anomalie segnalate se ne è accorto soltanto quel privato, essendo un tecnico della materia. Dobbiamo scomodare il poeta Orazio: i casi segnalati erano noti “lippis et tonsoribus”, che tradotto per l’opposizione e pure per la maggioranza significa “pure agli orbi e ai barbieri”. Sempre in tema fondiario va spesa pure qualche parola sullo scellerato tentativo dei soliti noti di trasformare il Monastero di San Cipriano, risalente al 1200, quindi parte eccellente della Trieste sacra medievale, in uno dei soliti condomini di lusso. Anche in quest’occasione si è levata ardimentosa la voce afona dell’opposizione... con una nota inserita in un sito internet. Ma su questo caso avremo modo di tornare con maggiori dettagli. Va quindi riconosciuto alla opposizione un comportamento ispirato costantemente alla virtù della prudenza, innalzando l’insegna con il motto “non facciamoci del male”. E anche questo, ci dicono, sarebbe democrazia... V. B. Più che giusto. *** Piano regolatore, e altro Spettabile Redazione de “Il tuono” Si dice che la politica è l’arte del possibile, ma a fronte del corto circuito creatosi tra organi politico-amministrativi e organi tecnici nella vicenda della variante al PRGC di Trieste, a suo tempo adottata e ora messa in ghiacciaia, lo snodo può essere superato soltanto se la politica saprà agire nel pieno rispetto dell’ordinamento vigente, ossia facendo l’esatto contrario di quanto sin qui avvenuto. 1) Non è possibile sostenere, come ad esempio fa il consigliere regionale e comunale Piero Camber, che basti convincere l’Ordine nazionale e locale dei Geologi sulla circostanza che per il futuro l’Amministrazione Comunale si adeguerà al contenuto della sentenza del TAR FVG n. 293 del 2009, integralmente confermata con decisione della Sezione V del Consiglio di Stato n. 4525 del 2010. Evidentemente coloro che ragionano in questo modo non si rendono conto che gli Ordini professionali sono Enti di diritto pubblico, e non già dei meri portatori di interessi privati. Una rinuncia all’azione da parte degli Ordini anzidetti sarebbe stata, forse, possibile prima della pronuncia che ha definito in via inoppugnabile la causa, ma non dopo la decisione del Consiglio di Stato, confermativa della sentenza del TAR. L’elusione della statuizione del giudice amministrativo si configurerebbe, infatti, come violazione della Direttiva 2004/18/CE in materia di aggiudicazione dei contratti ad evidenza pubblica. Tale normativa europea è assolutamente vincolante per tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane, anche laddove - come nel caso di specie - espressamente impone una gara pubblica per le acquisizioni dei servizi attinenti all’urbanistica, alla paesaggistica, nonchè ai servizi affini di consulenza scientifica e tecnica. Pertanto, anche a prescindere da qualsivoglia accordo tra il Comune e le sue controparti processuali, la mancata esecuzione della sentenza comporterebbe comunque un’infrazione dell’ordinamento comunitario, reprimibile da parte della stessa Unione Europea. A questo punto il Comune non può che prendere atto dell’avvenuta caducazione di tutti gli atti del procedimento finalizzato all’adozione della Variante susseguenti a quello annullato, ossia l’affidamento senza gara della consulenza geologica all’Università di Trieste, ed è pertanto tenuto a riavviare il procedimento stesso bandendo la gara sin qui omessa. Non esistono altre soluzioni, poichè qualsiasi altra decisione assunta dal Comune porterebbe inevitabilmente all’annullamento dell’intera procedura. 2) La riadozione del Piano, con la conseguente riapertura dei termini per la ripresentazione di osservazioni e opposizioni, nonchè per la conclusione di nuove intese con le Pubbliche Amministrazioni, dovrà auspicabilmente condurre l’Amministrazione Comunale ad un atteggiamento diverso nei riguardi delle riserve che sono state sin qui espresse dalla Regione e che, ove dovessero essere nuovamente riproposte negli stessi attuali contenuti, dovranno essere recisamente respinte. L’art. 63 bis della LR n. 5/2007, recependo opportunamente una consolidata giurisprudenza, limita infatti la vincolatività delle riserve stesse alle seguenti due ipotesi: a) contrasto dello strumento adottato con le norme vigenti o con i Piani sovraordinati; b) mancata osservanza dei vincoli paesaggistici e storico-artistici di cui al DLgs 42/2004 (Codice Urbani e successive sue modifiche). Viceversa, nel caso della nostra Variante, la Regione ha di fatto imposto sue scelte discrezionali, mascherando quali esigenze di rispetto di standards vere e proprie trasformazioni della destinazione urbanistica di aree inoppugnabilmente già edificate e che nondimeno vengono precettivamente destinate nella volumetria residua a verde privato (ossia, non certamente a standard): tutto ciò facendo illegittimamente scontare ai piccoli proprietari il carico urbanistico viceversa accordato a ben note e grandi speculazioni edilizie, ancorchè distanti dalle aree asservite (Villaggio del Fanciullo, ecc.). A fronte di ciò risultano pertanto destituite da ogni fondamento le affermazioni di taluni consiglieri comunali secondo le quali la Variante costituirebbe un buon lavoro, tanto da poter essere riadottata così come sta. Semmai, proprio taluni rilievi formulati da altri consiglieri comunali a seguito della predetta decisione del Consiglio di Stato evidenziano una diffusa disinformazione sui contenuti della Variante da loro votata e del contesto normativo in cui essa dovrebbe essere operante (qualcuno crede addirittura che la LR 52 del 1991 sia ancora in vigore!). Questo stato di cose indurrebbe a riflettere su una necessaria loro responsabilizzazione non solo politica, ma anche erariale su quanto sta accadendo, posto che l’amministrazione della città non può per certo rimanere in simili mani. 3) Un’ultima considerazione. Non vorrei che, stante la dichiarazione del Sindaco comparsa sulla stampa, secondo la quale egli non si fida più di nessuno, questo preludesse in realtà ad utilizzare la pausa di riflessione per chiedere un costoso parere “pro veritate”, con ciò arrecando all’Amministrazione Comunale un altro danno erariale. Il Sindaco e la Giunta Comunale abbiano invece il coraggio di revocare immediatamente gli incarichi dirigenziali di tutti coloro che hanno fin qui sbagliato, reperendo altre risorse umane all’interno dello stesso Comune o in altre Amministrazioni. E, soprattutto, il ceto politico abbia finalmente il coraggio di comprendere che è profondamente errata e perversa la logica delle incentivazioni economiche al personale dirigente fondate sui pareri di comodo che sono graditi al Sindaco e all’Assessore di turno, ma che non hanno alcun costrutto tecnico-giuridico: basti pensare alla concomitante vicenda dell’acquisto da parte dello stesso Sindaco di un terreno di proprietà comunale, approvato dagli Uffici anche se espressamente vietato da una norma di legge conosciuta perfino dagli studenti del primo anno di Giurisprudenza. Prof. Ing. Marino Valle * *Già professore a contratto di “Ingegneria del Territorio” e “Pianificazione e Organizzazione Territoriale” presso l’Università degli Studi di Trieste * * * Grazie, condividiamo. Un cortese lettore ha fotografato le emissioni della Ferriera alle 6.30 di mattina di domenica 18 luglio, rifotografando poi dallo stesso punto quando un po’ di vento è riuscito a spazzar via buona parte del pulviscolo denso e perfettamente visibile nella prima foto. Tutto questo continua ad accadere a ridosso di un’area abitata da decine di migliaia di persone, senza contare i miasmi del vicino depuratore fognario di Sottoservola. Ogni commento è superfluo. Sabato, 24 luglio 2010 L il tuono q 7 ETTERE E SEGNALAZIONI CASO AMMINISTRAZIONI DI SOSTEGNO Lettera aperta Preg.ma Giudice Dott.ssa Gloria Carlesso, Preg.mo Professor Paolo Cendon, Preg.ma Dott. Alessandra Marin, tramite Internet mi è possibile leggere stampa locale ed il sito “persona e danno” curato dal Professore. Ho letto così della costituzione in maggio u.s. di AsSostegno e le motivazioni corredate di punti legislativi a difesa dell’istituto dell’Amministratore di sostegno (Ads). Dal 26 giugno “Il Tuono” settimanale di Trieste e dintorni ha curato vari commenti di civili impegnati anche in associazioni soprattutto sulla prassi dell’Ads. I commenti provengono anche da Lazio, Viareggio, Arezzo - e con il mio ancora dalla provincia di Lucca -. L’argomento del contendere, per quanto mi riguarda, è eminentemente materiale. A titolo di esempio: nel mio intervento citavo la responsabilizzazione dei servizi tramite l’art. 406 comma 3 del Codice Civile come appunto modificato dalla L.6/2004 - non era una critica alla disposizione, ma un cenno di come si possa tramite quella by-passare amministrando, parenti, autorità civili, ed esperire vie d’urgenza. Le specificazioni appena dette nemmeno erano tutte presenti nel mio commento, ma il “caso Zafran” (citato come ho visto in convegni come necessità di “diritto alla cura”) rientrò proprio in questo sorpassamento totale dei consociati - da allora percepiti inesorabilmente come dannosi o inaffidabili -. I danni rimostrati altro non si giocano che su un piano strettamente sostanziale, e sulla percezione di famiglie che si sono sentite espropriate, maltrattate, violate... L’alternativa ad un abbandono lato sensu ( di un prodigo, di untossicodipendente,..) non può mai essere la costruzione di un illecito grottesco da parte di un serviziopotere pubblico: citando il dottor Garano su “Il Tuono” del 17 u.s., che riferisce una fattispecie astratta di ultranovantenne invaghito di diciannovenne a cui voglia donare tutti i suoi patrimoni (infelice esempio, che associa perversione alla nostra gente anziana!), è certo preferibile per la sua vita che sussista abbandono piuttosto che - sempre sul lato eminentemente materiale – gli siano trattenute tutte le proprie sostanze e venga magari internato in uno dei tanti ricoveri per anziani (biasimati il 23 luglio 2009 anche dal Direttore emerito ASS Dr Rotelli su Il Piccolo). Sarebbe invece auspicabile una condotta ragionevole di Ads “da manuale”. Sebbene io non sappia quanto l’invadenza del Pubblico nel privato, del Drittwirkung come percepito a Trieste possa essere trasferito nel resto d’ Italia; ritengo comunque mettere Loro a conoscenza come primi firmatari di AsSostegno di linee dispositive in materia di Ads, alla cui redazione ho e sto partecipando tuttora in Toscana. Invio un saluto cordiale, restando a Loro disposizione! Mirko Gabriele Salotti Volontario salute mentale CESVOT (centro servizi volontariato toscano) Iscritto all’Albo nazionale dei soccorritore del 118 Membro associazione “ Voceallavittima! “ - Roma Ecco quanto si propone per la Toscana: Si potrebbe avere una etica migliore dell’istituto dell’amministratore di sostegno iniziando con dei punti fermi e correttivi, quali ad esempio: assicurare che un amministratore non cumuli più di 10 amministrati (per ribadire l’importanza dell’ascolto e attenzioni concrete alle persone beneficiarie - stabilendo anche un tempo di ascolto determinato e settimanale in ipotesi 2 ore per ogni beneficiario - un’ora per l’interessato ed un’ora per i famigliari che desiderino parlare con l’AdS); assicurare che le persone interessate siano debitamente informate (tornare anche all’avviso su carta) e dove non possibile si procuri un “protocollo” di comunicazione che fornisca dovute garanzie agli interessati ; assicurarsi che quando l’amministratore viene chiesto da persone non interessate direttamente o che si rivelino distanti ai bisogni dell’interessato o siano amministrazioni pubbliche, si proceda a moduli cartacei specifici che verbalizzino il rapporto con la persona interessata e con la famiglia da parte del Giudice tutelare (mai lasciar fuori gli interessati ed i cari che si prendono cura di loro, malgrado qualsiasi difficoltà di comunicazione); andare oltre la “visita” al luogo di dimora della persona che dev’essere amministrata ed alla pseudo-psicologia clinica specie in salute mentale: il Giudice tutelare deve sapere o munirsi di una consulenza permanente che precocemente connetta il farmaco al luogo (clozapina non và sempre d’accordo con soluzioni domiciliari in cui si usa fumo o caffè che interagiscono con l’emivita dell’importante farmaco). In pratica l’amministratore non deve essere un ratificatore “alla buona” di scelte deleterie, ma una persona che opera con consapevolezza del valore e dei bisogni della persona che assiste. *** Ci sembrano spunti validi per incominciare ad ovviare agli abusi concreti che la legge purtroppo consente per il semplice fatto di non avere previsto strutture adeguate di controllo effettivo sulla massa crescente degli Ads e degli altri soggetti istituzionali coinvolti Quale difesa? In risposta alla lettera a firma Dott. Giuseppe Garano, pubblicata sul vostro settimanale in data 17/07/2010, il sottoscritto amministratore di sostegno indipendente, cioè non iscritto ad associazione alcuna, Marco Marcon, desidera anche alla luce della propria esperienza nel campo delle tutele sottolineare quanto segue: pur condividendo i meriti della legge sull’amministrazione di sostegno non posso non esprimere forti perplessità in merito all’operato dei giudici tutelari che si sono succeduti a Trieste da Camerlengo alla Carlesso. Sebbene essi fossero a conoscenza dei pesanti comportamendannosi di alcuni avvocati, si sono ben guardati dal sollevarli dalle rispettive nomine, nonostante segnalazioni ricevute. Ciò conferma quanto scritto dal Dott. Borgonuovo da Arezzo nella lettera pubblicata dal vostro settimanale lo stesso giorno. È altresì impensabile che tale comportamento non sia stato attuato in virtù di una adeguata copertura. Si era sperato che fosse il risultato di pressioni, ma tale speranza affievolisce sempre più. Così come è logico immaginare che gli avvocati abbiano goduto di una corsia preferenziale nella scelta del tutore prima e nell’amministrazione adesso, specie nei casi di conflitti famigliari generati dall’errata convinzione che il tutore o A.d.S. una volta nominato diventi padrone di tutto (e mi chiedo se questa errata convinzione non venga artificialmente generata sì da giustificare la nomina di un avvocato). Ciò accade in genere proprio con la nomina di un legale, il quale dispone dei beni in custodia come crede senza interpellare i parenti ai quali è precluso il rendiconto (esperienza diretta – nemmeno al Pentagono c’è una tale segretezza) e che peraltro non sarà passato al microscopio a scansione come quello dell’A.d.S famigliare non avvocato. Non si capisce infatti come certi rendiconto “incredibili” presentati da avvocati siano stati approvati dal Giudice Tutelare senza batter ciglio. Se non erro, l’amministrazione così come la tutela è gratuita. Ma anche in questo caso l’avvocato riesce a farsi “pagare” per il suo disturbo per la tutela gravosa e complicata, mentre A.d.S. o tutore non avvocato no. Ma la legge non è uguale per tutti? Nel caso che l’avvocato S.d.S. rubi, provi lei a denunciarlo in un tribunale dove vige l’immunità parlamentare retroattiva (Berlusconi se lo sogna) prima della nomina a parlamentare o dove uno che grida in una manifestazione “Partigiano di m...” (vilipendio delle forze armate di liberazione) davanti alle forze dell’ordine non viene nemmeno fermato. Mi auguro che la sua associazione sia meritoria in questa fase della vita che solo chi ha provato indirettamente può realmente comprendere e non sia un rapido sistema per individuare le potenziali vittime di vere e proprie spogliazioni legalizzate di beni e risparmi. Marco Marcon * * * Grazie per la lettera su questi problemi. Conosciamo il caso specifico accennato, che è anche perfettamente documentato. Ricordando Marianna Il 21 luglio 2010 ricorre il sesto anniversario della morte sul lavoro di Marianna di Domenico, lavoratrice interinale a Pasta Zara. Aveva venti anni Marianna. Vent’anni fatti di sogni, di canzoni, di appuntamenti, di sguardi curiosi verso il mondo, di domande e dubbi sul futuro. Un futuro di cui faceva parte anche quel lavoro con contratto atipico, che la legava all’agenzia interinale e non alla fabbrica, che non le garantiva ne la tutela di un contratto nazionale di settore, ne se e quando l’azienda l’avrebbe assunta a tempo indeterminato. Per lei come per tanti, troppi giovani e non,del nostro Paese, un lavoro senza certezze e garanzie, precario, atipico, impossibile base per la progettazione e per la costruzione di una vita serena. Ricordiamo oggi Marianna e i suoi ultimi passi per via delle Saline, verso quella fabbrica, verso quel turno dove, in solitudine, ha formulato i suoi ultimi pensieri e mosso i suoi ultimi gesti. Poi la pressa. Un attimo, e tutto ciò che Marianna era e poteva diventare, non esisteva più. Il Gruppo Donne a Confronto - Z*enske se sooc*ajo della Federazione della Sinistra la ricorda oggi e ricorda insieme a lei tutte e tutti coloro che perdono la loro vita, quotidianamente, sul posto di lavoro. Lavoratrici e lavoratori, per cui non si ammainano bandiere o si chiede un minuto di silenzio, ma che avrebbero diritto al silenzio pentito e consapevole di chi continua ad anteporre il profitto, alla sicurezza sul lavoro e del lavoro, che sostiene la negazione della giustizia sociale, che si avvale dell’applicazione di leggi e normative che la politica ha scientemente costruito per dotare industriali ed imprenditori di armi inique e ingiuste che annullano le conquiste nate dalle lotte dei lavoratori, cancellano i diritti acquisiti e impongono la permanente precarizzazione dell’esistenza umana. Il Gruppo Donne a Confronto si stringe intorno alla famiglia, agli amici e alle lavoratrici e ai lavoratori che il 21 luglio la ricorderanno e sostiene la proposta formulata dalla NidiL CGIL di chiedere al Comune di Muggia, presso i suoi Uffici preposti, l’intitolazione di un tratto di via delle Saline a Marianna e di fissare permanentemente per la data del 21 luglio di ogni anno una serie di iniziative formative-informative sulla sicurezza, la salute e la prevenzione nel mondo del lavoro. Marina Coccolo * * * Ricordiamo bene quella tragedia, e ci associamo alla richiesta. Comunicatori vocali per chi ha disabilità del parlare Gentile Redazione, sono una volontaria di alcune associaizoni di disabili. Partecipando alla fiera Domus Persona di aprile a Trieste, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di alcuni fondi statali vincolati all’acquisto di comunicatori vocali per pazienti con gravi patologie neuro-motorie. Vi inviamo in allegato una nota del Ministero della Salute dd. 23.11.2009 (C_17_pubblicazioni_1131_allegato) indirizzata agli Assessori Regionali alla Sanità, da cui si evince che la Conferenza Stato Regioni ha deliberato l’ammissione al finanziamento per le 14 regioni che hanno presentato i progetti per i fondi relativi all’anno 2007 e 2008 (non c’era il Friuli Venezia Giulia!!!). Alla luce della nota sopracitata sembra che la Regione Friuli Venezia Giulia non abbia presentato alcun progetto per entrambi gli anni, mentre risulta che con provvedimento Generalità n.723 del 26.03.2009 abbia approvato di fornire questi comunicatori oculari e che abbia dato mandato al Gervasutta di stilare un “progetto” dell’intervento (allegato “facilitatori oculari regione fvg”) Ad oggi non abbiamo ancora capito se, come e dove si possa chiedere l’accesso a questi fondi... I rivenditori presenti alla Domus Persona sostenevano che in Lombardia e in Veneto tutti coloro che presentano grave disabilità con compromissione della fonazione o con grave disabilità motoria degli arti superiori hanno avuto il contributo per l’acquisto dei comunicatori (che tra parentesi sono ad alta tecnologia e costano minimo 15.000 euro!) Forse una segnalazione sul un giornale permetterà di smuovere un po’ le acque o almeno di capire la procedura per attingere all’aiuto..... grazie mille! daria *** Grazie per avere segnalato una possibilità così importante per molte persone sofferenti. 8 q il tuono Sabato, 24 luglio 2010 ETTERE E SEGNALAZIONI L’altra faccia del Carnevale muggesano In un articolo del 3 luglio comparso su “Il Tuono”, giornale d’inchiesta che tra l’altro ha riscosso e continua a riscuotere la mia ammirazione, il Sindaco di Muggia e il suo staff, nell’annunciare il programma estivo del Carnevale muggesano, si vantava del previsto “crescendo di un continuum di musica, arte e cultura ma non solo….” E concludeva augurando: Buon divertimento! Ebbene vengano arte, cultura e musica ma quella vera non il puro, fastidioso, amplificato e assordante rumore proveniente da quasi tutti i bar del centro. Tengo a sottolineare che i residenti del Centro storico finora sono stati privati della possibilità di vivere dignitosamente a casa propria per buona parte dell’estate. Infatti nell’estate del 2008, con una petizione, circa 200 cittadini hanno chiesto al Sindaco di far rispettare le leggi vigenti sull’inquinamento acustico e sulla tutela della salute pubblica ma, più ancora che ignorati, sono stati pubblicamente insultati. La ciliegina sulla torta sarà sicuramente la “frizzante iniziativa “del Mandracchio reso pedonale in alcune serate estive, il che significherà schiamazzi e sporcizia a non finire nel Mandracchio stesso e un pesantissimo aggravarsi del traffico automobilistico, e quindi dell’inquinamento atmosferico, nella via Roma, dov’è già adesso oltre i limiti di sostenibilità. Non era certo questo quello che ci si aspettava da un Sindaco che propugnava la sostenibilità ambientale e la lotta contro ogni forma di inquinamento, compreso quello acustico. Grazie signor Sindaco, sarà proprio un gran divertimento! Daniela Frausin * * * Riteniamo che Daniela Frausin abbia ragione. Treni passeggeri o da bestiame? A seguito delle precedenti comunicazioni e dell’incontro svolto presso l’Ospedale di Palmanova in data 4 giugno c.a., la scrivente Organizzazione sindacale di Base, ritiene necessario rimarcare nuovamente una situazione paradossale che risulta senza alcun dubbio paragonabile a quelle che si possono facilmente riscontrare sui carri ferroviari adibiti al trasporto del bestiame, anziché alla situazione incantevole, che la società Trenitalia S.p.A. si sforza ogni giorno di promuovere sugli organi di informazione nazionali e locali. In relazione a quanto già in precedenza evidenziato dalla scrivente, si conferma che la situazione del trasporto ferroviario nella Regione Friuli Venezia Giulia, non sia affatto migliorata e a distanza di 3 mesi dalle precedenti segnalazioni, permangono ancora irrisolte le gravi problematiche relative alle: condizioni di salute dei lavoratori in seguito alla riorganizzazione del lavoro, in virtù del periodo già trascorso e delle ripercussioni negative incorse negli operatori sottoposti a tali riorganizzazioni; condizioni di salute e sicurezza dei viaggiatori in seguito alla eventuale mancanza del solo macchinista alla guida del convoglio ferroviario, anche in virtù delle esperienze maturate in altre regioni italiane in seguito ai sempre più frequenti casi di malore del personale che conduce il treno; condizioni di sicurezza delle porte d’accesso delle vetture dei treni, anche in funzione delle misure tecniche adottate da Trenitalia S.p.A. in seguito alle denuncie formali della scrivente Organizzazione sindacale. Si rende noto che, oltre agli abituali disagi e pericoli già più volte denunciati, si sono ulteriormente verificati degli eclatanti episodi che – in particolar modo – nella giornata di sabato 17 luglio c.a. hanno determinato sul treno Roma – Trieste - InterCity 592/593: la partenza dalla stazione di Roma, con almeno una porta aperta – chiusa solamente dopo alcuni chilometri di percorso, su espressa segnalazione dei passeggeri; il posizionamento delle carrozze – roventi – sul bina- rio di partenza, con il sistema di condizionamento totalmente inattivo e i finestrini sigillati. Lo stesso impianto è risultato completamente inefficace anche durante il tragitto, a fronte della temperatura esterna di circa 35 gradi – 43 gradi percepiti; il malore di numerosi passeggeri presenti nelle carrozze che hanno rischiato il collasso, così come è poi avvenuto ad una giovane passeggera, che prima di perdere conoscenza, veniva soccorsa dal personale di bordo, che per oltre mezz’ora si prodigava nell’assistenza; delle pesanti aggressioni verbali nei confronti del personale di bordo, da parte di alcuni passeggeri comprensibilmente infuriati, che stavano per trasformarsi in vere e proprie aggressioni fisiche; le carrozze interessate erano contrassegnate dai numeri di serie: 61 83 28-90 042-7, 61 83 21-90 329-5, 61 83 21-90 207-3, 61 83 21-90 585-2, 61 83 21-90 703-1, 61 83 21-90 332-9 e 61 83 80-90 022-4. Si evidenzia che la situazione sopra descritta non ha subito variazioni neppure nella giornata successiva, in quanto le carrozze sono ripartite nella mattinata del 18 luglio c.a. - dalla stazione di Trieste con destinazione Roma – nelle medesime condizioni nelle quali si trovavano all’arrivo. Anche a fronte della difficile condizione climatica che si sta registrando e che si prospetta nelle prossime settimane, si rimane in attesa di un cortese cenno di riscontro da parte dei Preg.mi destinatari della presente. Willy Puglia USB – Federazione Trasporti F.V.G * * * Condividiamo le valutazioni e lo sdegno per le condizioni in cui sono state ridotte le prima valide Frerrovie dello Stato. Sindacati di Polizia: Coisp “Ci apprestiamo a fare la cosa più triste e deludente che possa capitare a Servitori dello Stato che credono nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilità e si trovano costretti a manifestare tutta la propria indignazione proprio verso chi dovrebbe rappresentarli, tutelarli, garantirgli di poter svolgere il proprio lavoro, prestargli attenzione, appoggio, condividere con loro l’orgoglio di rappresentare e difendere le Istituzioni italiane. Mai il Paese si è trovato ad affrontare un periodo così nero, la prova è che proprio noi, oggi, vogliamo e dobbiamo chiedere al Ministro dell’Interno di andare a casa!”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, anticipa e spiega l’ennesima, grande manifestazione contro la manovra finanziaria, le cui disposizioni penalizzeranno il comparto sicurezza al punto da mettere in ginocchio i Poliziotti e gli altri Operatori delle Forze dell’Ordine, che si terrà mercoledì, 21 luglio, dalle 10.00 in poi davanti al Ministero dell’Interno, dove Appartenenti al Sindacato Indipendente, colleghi e semplici cittadini parteciperanno ad un volantinaggio alquanto “singolare”, che sarà caratterizzato da “chicche” cui i membri del Coisp hanno abituato le varie città d’Italia in questi giorni di luglio, con le varie iniziative realizzate nell’ambito della campagna di protesta “Ci hanno pugnalato alle spalle”. Proprio davanti al Viminale il lugubre esercito di sagome di poliziotti con un pugnale piantato nella schiena, divenute ormai simbolo della protesta di tutti gli Appartenenti alle Forze dell’ordine rimasti atterriti e sconcertati dai tagli e le altre assurde previsioni della manovra letteralmente vessatorie nei loro confronti, attorniate dal frastuono delle vuvuzelas del tutto impossibile da ignorare, chiederà a gran voce e senza mezzi termini che il ministro Maroni “lasci un incarico che non ha saputo ricoprire come migliaia di uomini e donne in divisa attendevano che facesse - spiega ancora Maccari -, come la stessa concezione dell’Istituzione avrebbe richiesto, come i cittadini italiani avrebbero meritato, dal momento che è per loro e solo per loro che i Poliziotti si sono sempre sacrificati in ogni modo, anche oltre ciò che sarebbe stato ragionevole chiedere loro. e giusto farsi sentire e lottare come sempre per quello in cui crediamo! Proprio perché crediamo fermamente nel valore delle Istituzioni di questo Paese, proprio perchè siamo i garanti dell’ordine e della sicurezza, abbiamo il dovere di lanciare l’allarme quando ci stiamo avviando al precipizio. Abbiamo il dovere di pretendere che ci lascino lavorare come sappiamo, come vogliamo e come serve che sia, perché i Poliziotti non siano solo comparse negli spot elettorali di un Governo che nella realtà se ne strafrega di garantire la reale sicurezza, ma possano continuare a svolgere il proprio lavoro secondo coscienza e possibilmente... senza dover per questo prendere pugnalate e ringraziare pure col sorriso sulle labbra!”. Antonio Capria, Giulia Zampina, Piero Affatigato, Luigi De Prizio, Giuseppe Campisi Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale *** Condividiamo da cittadini l’inquietudine e lo sdegno per come i politici stanno riducendo le forze dell’ordine in danno degli operatori e della collettività ed a vantaggio di malaffare e mafie. Lettera aperta al Presidente del Consiglio della giornalista e scrittrice albanese Elvira Dones Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su giornali che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché poco tempo fa il suo disinvolto senso dello humour ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione”. Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede.Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero. Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tv svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie: rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato, E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: io alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle diritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono nei ì giorni in cui infuriava la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company: pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli di coloro che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffati sotto gesti galanti o regali costosi. Mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi. Merid Elvira Dones * * * Ci associamo alla lettera. Sabato, 24 luglio 2010 VOLONTARIATO il tuono q 9 Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori «La LILT non si pone in competizione con l’azienda sanitaria ma ci lavora assieme per garantire che al malato e ai suoi cari sia riservato il trattamento migliore» La Lega italiana lotta contro i tumori (LILT), con sede a Trieste in piazza dell’Ospitale n° 2, è una preziosa risorsaistituzione che vive grazie al lavoro gratuito di volontari professionisti e non. Come tutte le associazioni che aiutano gli altri, anch’essa è un onore e un vanto per tutta la cittadinanza. Fin dalla sua fondazione, nel 1927, usufruendo della volontà della Sede centrale di Roma di coprire un maggior numero di città aprendo nuove sezioni, l’associazione LILT di Trieste vanta di esser la più anziana sede inaugurata dopo quella romana e tutti i suoi 83 anni d’esperienza sono oggi a disposizione di tutti. Il 2009 ha visto un cambio ai vertici dell’associazione eleggendo alla presidenza la dott.sa Bruna Scaggiante la cui immediata disponibilità rende possibile per tutti i lettori de Il Tuono di conoscere il prezioso lavoro di quest’associazione. Buongiorno presidente, come Lei ci ha dichiarato la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori è un’istituzione con un’esperienza più che cinquantennale, qual è la ragione di tanta longevità? Secondo il mio parere non c’è una ragione soltanto. Serietà e convinzione nell’obbiettivo sono le caratteristiche che dovrebbero caratterizzare ogni associazione. Per quanto riguarda i punti di forza, oltre a quelli di carattere individuale di ciascun volontario come la dedizione e la serietà, ci sono anche gli stretti legami di lavoro della sede centrale con il Ministero della Salute che, annualmente controlla l’operato della LILT e con il quale vengono contrattati ed elaborati gran parte dei programmi nazionali dell’associazione. Questo partenariato con il Ministero ha portato la LILT ad ottenere la personalità giuridica di Ente pubblico su base associativa. Quindi la Lega italiana per la lotta contro i tumori non è una realtà solamente regionale? Non solo regionale. Possiamo dire però che le Sezioni provinciali di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone sono vivaci e attive sia per quanto riguarda l’ottemperamento dei programmi nazionali discussi assieme alla sede centrale di Roma, sia per quanto riguarda le iniziative locali. Ogni sezione ha delle autonomie che le permettono di dotarsi della personalità giuridica che più si confà a loro; per esempio a Trieste la nostra sezione è una ONLUS. Questa elasticità-autonomia che la sede centrale dispone è l’asso nella manica di tutte le sezioni locali in quanto solo loro, a contatto con i pazienti, sono capaci di capire e affrontare i problemi e le situazioni che quotidianamente condizionano la vita dei malati di tumore e delle persone a loro vicine. Qual è il ruolo dell’associazione, in questa fattispecie, della Sezione di Trieste nei confronti degli Ospedali riuniti di Trieste? Questo è un aspetto molto importante che gradirei sottolineare. Il nostro compito e i nostri obbiettivi non sono sostitutivi dei servizi disponibili dal sistema sanitario pubblico locale, bensì, complementari. Il nostro scopo è quello di aiutare i malati di tumore e i loro famigliari nei casi in cui il servizio pubblico non sia in grado di far fronte tempestivamente per soddisfare tutti i bisogni dei pazienti. Perciò la LILT non si pone in competizione con l’azienda sanitaria ma ci lavora assieme per garantire che al malato e ai suoi cari sia riservato il trattamento migliore. Grazie a questa cooperazione tra la nostra sezione e il sistema sanitario pubblico – in particolare con il Centro Sociale Oncologico – i servizi resi ai cittadini sono ad oggi alla portata di tutti e parimenti disponibili. Chi sono le persone che vi chiedono aiuto? Le persone che ci chiedono aiuto sono nella maggioranza dei casi persone afflitte da un tumore, per lo più anziani, o i loro familiari. Le prime hanno generalmente bisogno di trasporti da e per i centri di cura, o un pò di compagnia per appoggio psicologico, o anche per piccole necessità come avere a domicilio i medicinali. Per quanto concerne i famigliari, generalmente di tratta di persone più giovani che non sono sempre capaci di accudire il malato, spesso per problemi di lavoro. La richiesta più frequente proveniente dai famigliari è difatti quella di trasporto della persona malata ma anche di sostegno domiciliare per consentire ai familiari di poter uscire di casa sapendo che con il proprio caro c’è qualcuno. Quando un malato di tumore va in ospedale, qual è la motivazione che lo spinge a rivolgersi alla LILT? Le motivazioni sono molte per rivolgersi alla nostra associazione, ma al tempo stesso possiamo notare come la scarsa conoscenza dovuta alla poca informazione e al disinteresse gioca un ruolo molto negativo per il paziente e di riflesso per l’associazione. Difatti, per rimediare a ciò, dall’anno scorso, grazie alla collaborazione con il Centro Sociale Oncologico, l’associazione è divenuta più vicina ai malati adibendo una stanza al piano terra della palazzina di Via Pietà 19 a Punto d’ascolto e d’informazione a controllare il loro stato di salute, consentono agli operatori sanitari di avere informazioni precise sull’incidenza delle patologie. Per coloro che non sono nella fascia di età degli screening la nostra associazione offre tutto il suo appoggio per dare informazioni ed indirizzare gli utenti ai competenti centri sanitari pubblici delle diverse specialità. Il secondo livello su quale l’associazione lavora è quello di supporto a 360 gradi al paziente, compreso quello psiconcologico (progetto Stare Bene). Inoltre, servizi come il trasporto del paziente da e per i centri di cura, il punto d’ascolto e d’informazione di Via Pietà 19, il disbrigo di pratiche burocratiche e l’assistenza domiciliare sono solo alcuni dei servizi resi gratuitamente ai cittadini. LILT. In questa stanza ogni giorno (dalA Trieste non c’è solamente la le 9.00 alle 12.00, tranne i festivi N.d.R.) LILT che rende questi servizi, qual è chiunque abbia bisogno d’informarsi il rapporto tra voi e le altre associasulle nostre attività o di parlare dei pro- zioni? pri problemi legati alla malattia, troverà Credo fortemente che, laddove ci sia sempre disponibile un nostro volontario una buona collaborazione tra le associacompetente pronto ad ascoltare e a rac- zioni che lavorano per migliorare la concogliere e trasferire alla nostra segrete- dizione dei malati, non ci saranno mai ria tutte le richieste di aiuto. grossi problemi e si riuscirà sempre più A proposito della Sezione di Trie- a fornire servizi maggiormente efficienste, quali sono gli obbiettivi che vo- ti. Tout court, la collaborazione e non la lete raggiungere e quelli che volete competizione tra le varie associazioni è continuare a sostenere? fondamentale. Gli obbiettivi da raggiungere per la Come esperta e professionista, Sezione di Trieste sono distribuiti su due qual è il suo consiglio ad una persolivelli. Il primo livello, quello sul quale la na alla quale viene diagnosticato un Sezione sta puntando gran parte delle tumore e quale quello ad una persosue energie, è la prevenzione dei tumori na sana? aumentando il grado di consapevolezza Non esiste una regola che vada bene della cittadinanza sull’importanza di te- per tutti i malati. Se dovessi generalizzanere stili di vita sani. Quello che l’asso- re, per il malato, proverei a fargli capire ciazione vuol comunicare è che la l’importanza di considerare la malattia cura dei tumori passa attraverso in maniera globale e completa sotto tutti la conoscenza della malattia e l’in- i suoi risvolti. Questo, in modo da oggetvestimento in termini di salubrità tivare la malattia e cercare con lui o lei il che ognuno giorno per giorno fa.” modo migliore per affrontarla e combatPer quanto riguarda la lotta con- terla anche sotto l’importantissimo profitro i tumori generalmente parlan- lo dello stress provocato dalla patologia. do, la LILT segue le linee guida Noti sono gli studi che dimostrano come nazionali e mondiali che mirano un approccio più distaccato e – con il ad allontanare il più possibile nel dovuto rispetto verso i malati – positivo tempo l’eventuale’insorgenza dei verso la malattia, aumenti le possibilità tumori o far cronicizzare le pato- di guarigione. logie di natura tumorale. Questo A riguardo della persona sana, come vuol dire che poiché un tumore è il detto in precedenza, la prevenzione pririsultato di molteplici fattori quali maria ossia un stile di vita equilibrato l’ambiente, la predisposizione ge- e quella secondaria, mediante analisi e netica, lo stile di vita e le abitudi- controlli periodici, sono l’unica arma che ni personali bisogna insistere sia oggi abbiamo per prevenire consideresulla prevenzione primaria per volmente l’insorgere di patologie tumoabbattere i fattori che concorrono rali e poterle combattere con il massimo all’insorgenza dei tumori sia sul- successo. la prevenzione secondaria, cioè la Ringraziando la presidente della diagnosi precoce . Lega italiana per la lotta contro i tuSempre a riguardo del primo pun- mori, vorremmo sapere quali sono to, la Lega Italiana per la Lotta contro gli obbiettivi per il futuro dell’assoi Tumori promuove la prevenzione dei ciazione? tumori attraverso la pubblicizzazione Gli obbiettivi che ci siamo posti sono dei controlli, i così detti “screening”. Gli da un lato di continuare a rendere i serscreening, sono gratuiti e sono alla base vizi alle persone che ne hanno bisogno della lotta contro i tumori. Per la Regio- e dall’altro di promuovere delle campane Friuli Venezia gne di prevenzione e Giulia, la quale è di sensibilizzazione in cima alla lista LILT Trieste che consapevolizzidelle Regioni per Piazza dell’Ospitale, 2 - Scala A no sempre più il citdiffusione e utiIII piano tadino nei confronti lizzo degli scree34129 - Trieste di queste realtà di ning da parte dei [email protected] vita quotidiana. Per cittadini, è dove040 398 312 far ciò, continuereroso ricordare 040 9381 757 mo il nostro lavoro che gli screening d’informazione per gratuiti si riferila cittadinanza, per scono al colon-retto, alla mammella e al i giovani nelle scuole e in collaborazione collo dell’ utero. Molto spesso un tumo- con gli enti pubblici, ad iniziare dalla Rere diagnosticato in tempo risulta esser gione, ci impegneremo a continuare ad molto meno pericoloso per il malato e organizzare appuntamenti e convegni aderire ai programmi sanitari locali è dove tutti sono i benvenuti. un diritto-dovere dei cittadini che, oltre Daniele Fasolo 10 q il tuono RICORDO Sabato, 24 luglio 2010 la serata memoria e impegno ha reso omaggio a eddie cosina e a tutte le vittime di mafia Ricordando via D’Amelio adamo, siulp: «ha reagito lo stato? io posso dire che hanno reagito le forze di polizia» «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene» Paolo Borsellino. Si è tenuta domenica scorsa la serata Memoria e impegno in occasione del XVIII anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo ed in ricordo di Eddie Cosina – uno degli “angeli” di Paolo Borsellino che ha perso la vita con lui il 19 luglio 1992 e di tutte le vittime delle mafie. La manifestazione si è tenuta presso il Teatro Verdi di Muggia ed è stata organizzata dall’associazione Libera (Associazione, nomi e numeri contro le mafie) e dal Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che hanno presentato il concerto degli allievi del Conservatorio di musica Giuseppe Tartini Le femmine d’Italia… e di altri siti!. Lo spettacolo operistico-musicale è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Muggia e a cura del Dipartimento di Canto e Teatro musicale del Conservatorio Tartini con la collaborazione dei professori: Cinzia De Mola, Enrico Rinaldo, Rita Susovsky (canto), Silvano Zabeo (accompagnamento pianistico), Rosalba Trevisan (arte scenica). Purtroppo non sono riusciti ad essere presenti all’evento Lorenzo Frigerio, referente di Libera Lombardia e coordinatore di Libera-Informazione, e Felice Romano, Segretario generale del Siulp, che avrebbero dovuto intervenire durante la manifestazione. A presentare la se- Via D’Amelio dopo l’attentato in cui persero la vita Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’impegno di Libera a Trieste Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie è presente a Trieste già da alcuni anni ed è attiva soprattutto nel settore della formazione, cioè nell’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, in particolar modo nelle scuole». Attualmente esistono due presidi triestini di Libera: uno è dedicato alla memoria del muggesano Eddie Cosina, mentre l’altro è intitolato a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Per contattare Libera di Trieste bisogna contattare la referente locale, Marina Osenda: [email protected]. Il Tuono si è occupato di Libera sul primo numero pubblicando un’intervista proprio a Marina Osenda. rata è stata invece Marina Osenda, rappresentante provinciale dell’associazione Libera a Trieste, che ha rivolto il suo primo ringraziamento alla famiglia Cosina e che ha passato la parola a Silvia Senna, la nipote di Eddie, che ha rivolto la sua riconoscenza ai presenti, al Tartini e al suo direttore Massimo Parovel, oltre che ai protagonisti della serata, ovvero gli allievi del Conservatorio. «Questa serata – ha Marina Osenda, Roberto Adamo e Massimo Parovel affermato Silvia Senna – non è dedicata soltanto a a Palermo. Noi eravamo Conservatorio Giuseppe mio zio, ma anche agli altri spaventati ma ognuno di Tartini, che ha presentato ragazzi che hanno perso la noi aveva la volontà di an- lo spettacolo affermando vita con lui. Ringrazio di dare perché ci credevamo che «sarà allegro, perché cuore l’associazione Libe- e ci crediamo anche oggi, vogliamo costruire un anra Trieste e il presidio de- ma Eddie disse “Non vi tidoto emotivo a segnali dicato ad Eddie Cosina». preoccupate, parto io”. negativi come quello delle Un pensiero inevitabile è Questa era la sua grande statue a Palermo». Il direttore ha spiegacorso alla profonda indi- generosità». Adamo ha gnazione che ha suscitato proseguito dicendo che to che il concerto si concentra sull’univerla notizia di questi so femminile e che giorni riguardante «vuole essere un lo sfregio delle staomaggio anche a tuttue dedicate a Paolo te le donne che per la Borsellino e Giovanmafia hanno sofferto ni Falcone, posizioe che hanno saputo nate in via Libertà a reagire». La serata è Palermo soltanto un proseguita con arie giorno prima dell’atdi importanti opere to vandalico. quasi tutte al femmiA questo proposito nile, l’unica voce mal’assessore comunale schile è stata quella Rossi ha affermato: del baritono Nikolaj «Questo appuntaPintar, che ha cantamento è ogni anno to nonostante un abun’occasione per bassamento di voce. pensare e riflettere, Accompagnate al soprattutto oggi che piano da Luca Rosso, sui giornali si leggole protagoniste sono no notizie come questate le voci soprano ste. Ma queste gior- L’agente scelto Eddie Cosina ucciso nell’attentato a Borsellino di Claudia Fliegel, nate costituiscono Federica Vinci, Inanche la speranza di superare la rassegnazione purtroppo, anche dopo la grid Iellenz, Mila Soldatić, che nasce da questo tipo di morte di Falcone e Bor- Jasna Dineva e le mezzosellino, la storia continua soprano di Fabiana Polli, avvenimenti». Successivamente ha a ripetersi: «Dopo questi Margarita Swarczewskaja preso la parola Roberto fatti ha reagito lo Stato? Io e Martina Rinaldi. Il Siulp, inoltre, ha mesAdamo, segretario provin- posso dire che hanno reaciale del Siulp ed ex col- gito le forze di polizia. – ha so a disposizione una borlega di Eddie Cosina, che affermato il rappresentan- sa di studio di 500 euro, lo ha ricordato con que- te del Siulp – Oggi la cri- che verrà assegnata ad ste parole: «Ricordo quel minalità organizzata è la un allievo meritevole del giorno di diciotto anni fa vera emergenza nazionale Conservatorio durante la come se fosse ieri. Dopo la perché un Paese insicuro serata di inaugurazione morte di Falcone è arriva- non si sviluppa». Infine, la del prossimo anno accata la richiesta di persona- parola è passata a Massi- demico. Diana Collarini le specializzato da inviare mo Parovel, direttore del Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Sabato, 24 luglio 2010 MEMORIA il tuono q 11 1905: le linee di navigazione da TriesTe 12 q il tuono PUBBLICITà Sabato, 24 luglio 2010 TRIESTE che lavora LO TROVATE DA: - Rivendita tabacchi e giornali - via Diaz, 7 - Drogheria Sandro - Piazza Perugino - Rivendita tabacchi e giornali via Flavia di Aquilinia 20/a - Aquilinia - Ricevitoria, giornali, merceria - via dei Carpentieri 1/b - Muggia TRIESTE che lavora ONORANZE FUNEBRI TRIESTE Via Machiavelli, 17 Tel. 040.773077 Via della Zonta, 5 Tel. 040.773377 MUGGIA Via C. Battisti, 10 Tel. 040.272272 ALABARDA OPICINA Strada per Vienna, 16/G Tel. 040.2158318 AURISINA Piazza S. Rocco, 104 Tel. 040.2024067 SAN DORLIGO DELLA VALLE Bagnoli, 366 Tel. 040.8325057 800-702270 Servizio reperibilità La professionalità abbinata alla massima discrezione e cortesia nell’organizzazione di ogni tipo e classe di funerale. Sabato, 24 luglio 2010 il tuono q 13 DIRITTI DEI CITTADINI RACCOLTA E CONSERVAZIONE DEI MODULI SULLE DIRETTIVE ANTICIPATE DI FINE VITA. INIZAITIVA DELLA ChIESA VALDESE E DELLA ChIESA METODISTA Moduli per il testamento biologico Libertà di scelta Si discute molto, attorno a casi tra i più drammatici, sul diritto della persona di scegliere se quando si troverà, comunque, in condizioni di fine vita dovrà essere o no sottoposta a terapie per prolungarla oltre il naturale. Ma queste discussioni si sono sviluppate per lo più nella direzione assurda di uno scontro politico tra correnti di pensiero religiose ed irreligiose: le une ritengono di difendere la sacralità della vita, le altre di relativizzarla o negarla. Queste polarizzazioni ottuse sono tipiche della nostra cultura occidentale moderna, che ha preteso di sostituire con il progresso tecnico disumanizzato dal consumismo l’intero, raffinato patrimonio sapienziale del saper vivere e saper morire che l’umanità ha accumulato in millenni di esperienze spirituali e riflessioni filosofiche, Privati di questa nostra eredità necessaria, ci troviamo così regrediti da azzuffarci in confronti fasulli tra dogmi religiosi male compresi e dogmi antireligiosi sostitutivi. Così non ci si accorge neppure che qui la contraddizione non può esistere, perché si tratta di un oggetto unico e semplicissimo: la libertà di scelta della persona, che coincide esattamente sia con i diritti umani fondamentali definiti dal pensiero giuridico aconfessionale, sia con il principio religioso fondamentale del libero arbitrio che è proprio anche della dottrina cristianocattolica. E non ci si accorge nemmeno, dal punto di vista religioso, che la pretesa di giudicare e reprimere questa scelta come una colpa non perdonabile dalla misericordia e compassione di Dio – suoi attributi essenziali nel cristianesimo quanto nell’Islàm – è per il credente un atto di massima arroganza due volte blasfema: per voler sostituire il proprio giudizio a quello di Dio, e per l’attribuirgli spietatezza. Non è dunque un caso che siano state le chiese cristiane valdese e metodista ad assumere l’iniziativa di predisporre e conservare dei moduli che formalizzino in maniera chiara ed accurata la volontà delle persone su questo argomento così delicato. Dobbiamo essergliene grati, e sperare che l’esempio venga esteso e consolidato anche a livello istituzionale, proprio per garantire al cittadino quella libertà sacra e civile di scegliere che è l’essenza stessa del principio generale di libertà p.g.p. Note sulla raccolta e conservazione dei moduli sulle direttive anticipate di fine vita. I moduli possono essere ritirati presso la Chiesa Valdese e/o la Chiesa Metodista di Trieste o richiesti via email all’indirizzo [email protected]. Compilazione del modulo Si consiglia di compilare il modulo con calma, prendendo tutto il tempo necessario a riflettere sulle domande che vengono poste. Il fiduciario indicato deve essere una persona che sappia interpretare il volere dell’interessato di fronte a situazioni mediche di vario tipo, eventualmente anche non contemplate nel formulario. È utile ricordare che qualora si rendesse necessario il suo intervento, il fiduciario avrebbe sulle spalle una importante responsabilità. Il formulario può essere compilato anche solo parzialmente ed è possibile inoltre dare delle indicazioni in modo discorsivo nello spazio apposito. Se tale spazio non fosse sufficiente si può aggiungere un foglio che verrà poi firmato ed accluso al formulario. II/i fiduciario/i deve/ono firmare il modulo. Raccolta dei moduli compilati I moduli verranno raccolti due volte al mese in presenza di un avvocato e di due testimoni presso i locali della Chiesa Metodista di Trieste, Scala dei Giganti, l. Le date di raccolta saranno disponibili chiamando il numero 339 4782406 o mandando una e-mail all’indirizzo [email protected] La firma in calce al modulo avverrà in presenza dell’avvocato e dei testimoni e sarà da questi controfirmata. Se possibile portare 2 fotocopie (3 nel caso siano indicati due fiduciari; se non verranno portate sarà possibile effettuarle in loco): l’originale verrà conservato in busta chiusa, firmato dall’interessato, negli archivi della chiesa; una copia verrà conservata dall’interessato e una andrà consegnata al/ai fiduciari. Modifica, ritiro o utilizzo delle direttive Le diretti ve consegnate potranno essere ritirate, modificate o utilizzate per il loro fine in qualunque momento prendendo contatto con il pastore della Chiesa Valdese e della Chiesa Metodista. Domande frequenti 1- Il fiduciario deve firmare in presenza dell’avvocato e dei testimoni? No, il fiduciario può firmare anche in separata sede, purchè prima della consegna. 2- Devo presentarmi con i testimoni? Due testimoni, membri della Chiesa Metodista e/o della Chiesa Valdese, saranno sempre presenti, ma nulla vieta, se lo si preferisce, di portare dei testimoni di fiducia, purchè maggiorenni. 3- Serve un documento dell’interessato, dei testimoni o del fiduciario? Serve il documento dell’interessato e dei testimoni. 4- I minori possono presentare il modulo? No. 5- I moduli saranno pubblici? No, verranno conservati in busta chiusa e consegnati in originale solo all’interessato se capace o al fiduciario indicato se l’interessato fosse divenuto incapace. 6- È obbligatorio indicare due fiduciari? No, è una possibilità che viene fornita, ma se ne può anche indicare uno solo. 7- Quanto costa? Il servizio è completamente gratuito. 8- L’interessato deve consegnare il modulo personalmente? Sì e non deve firmare il modulo se non davanti all’avvocato e i testimoni. Il modulo non può essere spedito per posta o consegnato a mezzo terzi. 9- Bisogna essere residenti a Trieste? Non necessariamente. 10- Bisogna essere cittadini italiani? Non necessariamente. Accade in Germania Non è reato interrompere le cure che tengono in vita artificialmente una persona in stato vegetativo, se in precedenza il paziente ha dichiarato di non volerle. Lo ha stabilito il 25 giugno la corte di giustizia federale. I giudici hanno assolto Wolfgang Putz, un esperto di medicina legale accusato di aver fatto staccare la spina all’anziana madre di una signora di Fulda, nel land dell’Assia, che si era rivolta a lui per una consulenza. La sentenza, scrive la Süddeutsche Zeitug, mettendo fine a una grave lacuna nella legislazione tedesca. (Da Internazionale 854 del 9 luglio 2010). 14 q il tuono SCIENZE Sabato, 24 luglio 2010 Il WWF: «SI prepara Il terreno ad una centrale In FrIulI VenezIa GIulIa». Il ruolo del GoVerno e della reGIone FrIulI - VenezIa GIulIa Nucleare, una centrale in regione? Governo e Giunta regionale, con l’appoggio anche di alcuni “insospettabili”, preparano il terreno alla costruzione di una centrale nucleare in Friuli Venezia Giulia. Questo il commento del WWF alle recenti esternazioni – durante l’incontro con Confindustria a Udine - del ministro Frattini e soprattutto del presidente Tondo, secondo il quale bisogna insistere con Lubiana affinché l’Italia (o l’ENEL) partecipi al progetto di raddoppio della centrale di Krško “per verificare le condizioni di sicurezza ed evitare di essere costretti a costruire una centrale sul nostro territorio”. In questo modo il presidente fa però tre importanti ammissioni: 1) Tondo rientra a pieno titolo tra le vittime della “sindrome di Nimby” (vuole il nucleare, purché a casa degli altri), dopo di che ammette 2) che il rischio che una centrale nucleare sia costruita in Friuli Venezia Giulia è reale, ma non ha il coraggio di opporvisi; 3) riconosce che la sicurezza della centrale di Krško non è garantita e non si fida della Slovenia (perché allora gli sloveni, già riluttanti, dovrebbero volere partner italiani?). Frattini e Tondo hanno poi ripetuto il consueto ritornello sui vantaggi economici del nucleare, accennando anche ad un presunto “deficit energetico” del Friuli Venezia Giulia. Affermazione priva di fondamento, poiché i dati di Terna mostrano nel 2009 un surplus di oltre il 6 per cento della produzione di elettricità rispetto ai consumi. Inoltre, se la capacità produttiva delle centrali esistenti, fosse sfruttata appieno, il surplus aumenterebbe di molto. I favoleggiati vantaggi economici, in realtà sarebbero solo per chi le centrali le costruirà e le gestirà (scaricando i costi sugli utenti-contribuenti). Basti l’esempio dell’Austria, che ha rinunciato al nucleare nel 1978 – trasformando in museo una centrale già pronta ad entrare in funzione – dove l’elettricità costa circa il 15 per cento meno che in Belgio, il Paese più nuclearista d’Europa (dopo la Francia), dove il 55 per cento dell’energia elettrica è prodotto con l’atomo. Senza contare l’irrisolto, ovunque nel mondo, problema dello smaltimento delle scorie radioattive, i perduranti problemi di sicurezza (anche con le centrali cosiddette di “terza generazione”) ed il fatto che il ciclo del combustibile nucleare implica l’emissione di grandi - e crescenti nel tempo - quantità di i favoleggiati anidride carbonica: altro vantaggi che energia “pulita”! L’insistenza di Toneconomici, in do, Frattini & co a favore realtà sarebbero del nucleare può servire solo per chi le soltanto ad accentrali le costruirà quindi quisire benemerenze nel e le gestirà mondo industriale locale, bramoso di attaccarsi alla greppia delle commesse ENEL (tanto pagherà Pantalone…), e a preparare nel contempo i cittadini ad inghiottire il rospo di una centrale in Friuli Venezia Giulia. Eppure lo stesso Tondo aveva detto e ripetuto che il nostro territorio “non presenta le condizioni adatte”. Tuttavia la nuova normativa statale, non contrastata dalla Giunta Tondo, permette di imporre centrali nucleari contro la volontà delle comunità lo- cali e delle Regioni: dove sono i “federalisti” nostrani? Troppo impegnati con le ronde e altre amenità? Infine, se ritiene di poter essere costretto ad ospitare una centrale nucleare, perché Tondo non va fino in fondo e non indica anche, con coraggio, il sito o i siti possibili? Perché non la sua Tolmezzo? A ingrossare il coro pronucleare non poteva mancare il sottosegretario all’ambiente, Menia, nel recentissimo convegno sulla sicurezza nucleare di Trieste (in occasione del quale l’elenco dei siti delle centrali italiane è stato però rinviato al 2011…), cui si è aggiunta perfino la benedizione del vescovo di Trieste, Crepaldi (chissà se le pecorelle del suo gregge sono d’accordo?). Che sia in atto un’ “operazione vaseil problema dello lina”, pare confersmaltimento delle mato anche dall’inscorie radioattive, serto - sulla tariffa elettrica bioraria quello della sicurezza - allegato al Piccolo e l’emissione di del 16 luglio. Queanidride carbonica sto si chiude infatti con il capitolo “ultime notizie sul nucleare“, che riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato di ENEL, Fulvio Conti, il quale – senza ovviamente citare alcun dato – dichiara tra l’altro che il nucleare “permetterà di ridurre le bollette”. Incredibilmente, l’inserto è sponsorizzato dalla Lega Consumatori, che dovrebbe tutelare i consumatori-utenti anche dalle mistificazioni interessate dei venditori di elettricità, non quello di prestarsi a fare da sponsor ai loro spot ingannatori. c.s. le dichiarazioni delll’arcivescovo di TriesTe Mons. GiaMpaolo crepaldi Sul problema anche la Chiesa di Trieste dice la sua Venerdì 17 luglio all’hotel Savoia si è tenuto il seminario, organizzato dalla Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), La sicurezza nucleare: un bene comune. Scopo dell’iniziativa quello di verificare le opportunità di collaborazione fra istituzioni nazionali e territoriali, istituti di ricerca, imprese e Governo, per contribuire concretamente all’elevazione degli standard di sicurezza nucleare a livello internazionale. La sfida in effetti sarà quella di partecipare alla costituzione di una scuola internazionale sulla Nuclear Security, annunciata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in occasione del Summit di Washington del 12 e 13 aprile scorsi. Questa volta, tra scienziati e politici, anche la Chiesa ha scelto di partecipare dichiarando la sua posizione dalla voce di Mons. Giampaolo Crepaldi, Archivescovo di Trieste, che ha chiuso il seminario con una riflessione sulla visione etica della Chiesa riguardo lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecniche applicate all’uso pacifico della tecnologia nucleare e, in particolare, sul più elevato senso di responsabilità al quale si è chiamati per garantire la massima sicurezza in ogni fase del suo impiego. «Mentre vi sto parlando – ha esordito Mons. Crepaldi – la “marea nera” seguita all’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico continua a causare gravi conseguenze sulle persone, sull’ambiente e l’economia. L’estensione della “marea” al 16 giugno scorso era pressappoco pari alle regioni dell’Italia settentrionale. Non c’è dubbio che, davanti a queste catastrofi naturali ci si interroghi ancora più insistentemente sul futuro energetico dell’umanità. Ci sono, al proposito, varie ipotesi sul tappeto, che però spesso vengono affrontate con una forte carica ideologica e facilmente estremizzate; oggetto di discussioni accorate è anche e soprattutto la questione dell’energia nucleare, davanti alla quale i fronti si dividono spesso radicalmente, come se attorno al nucleare si combattesse una battaglia assoluta non vengano valutati solo tra il bene e il gli equilibri naturalistici, ma male». La Dottrina anche quelli che riguardano Sociale della le conseguenze sull’uomo Chiesa, ha chiarito il Monsignore, richiede che non vengano valutati solo gli equilibri naturalistici, ma anche quelli che riguardano le conseguenze sull’uomo, concependo l’universo come creato in funzione dell’essere umano ed è quindi necessario secondo la posizione della Chiesa affrontare anche il discorso nucleare seguendo le strade della razionalità e della scienza. «L’agire umano – ha precisato – ha in sé la caratteristica di suscitare potenziali rischi, ma anche la capacità di assunzione di responsabilità nel prevenirli e gestirli. La collaborazione tra gli Stati, la collaborazione tra i saperi, la collaborazione tra diversi livelli amministrativi di controllo diverranno in questo campo sempre più importanti». Dunque la Dottrina sociale della Chiesa approva o disapprova il ricorso all’energia nucleare? In buona sostanza si può dire che la Chiesa è per il “si” (fatta ovviamente eccezione all’uso bellico del nucleare), tanto è vero che la Santa Sede è tra i soci fondatori della AIEA, l’agenzia dell’ONU per l’energia nucleare, e che lo statuto dell’organismo afferma che l’energia nucleare è un diritto inalienabile per lo sviluppo economico e sociale. Sara Stulle il tuono q 15 ANIMALI Sabato, 24 luglio 2010 PICCOLI ANIMALI SELVATICI DA PROTEGGERE La nostra tartaruga d’acqua europea Quegli animali straordinari che sono le tartarughe sono presenti anche da noi con più specie, terrestri ed acquatiche. Nelle zone verdi più riparate ed esposte a sud del territorio triestino, ed in particolare sulla costiera clima submediterraneo, riescono a vivere e riprodursi in libertà non pochi esemplari delle comuni tartarughe terrestri europee (Testudo graeca, Testudo hermanni), verosimilmente importate prima che il commercio ne venisse rigorosamente vietato dichiarandole specie protette, e liberate o fuggite da case e giardini; si nutrono di vegetali, frutta dolce caduta a terra, ed occasionalmente di qualche verme, lumaca od insetto, e per il letargo invernale si scavano un rifugio fra terriccio e foglie. Non vanno, ovviamente, disturbate né prelevate o trasferite a meno che si tratti di sottrarle a pericoli. In mare si spingono qui anche sottocosta delle testuggini marine, di solito Caretta (Caretta caretta) di varia taglia, specie onnipresenti che si nutrono di crostacei, molluschi, pesci, e sono anch’esse severamente protette. Gli esemplari raccolti feriti o in difficoltà vanno immediatamente consegnati per le cure ed il successivo rilascio alle istituzioni di tutela della fauna marina, come il Parco Marino di Miramare. Ma c’è un’altra tartaruga autoctona, ed in serio pericolo, della quale si parla e scrive troppo poco: la Testuggine palustre europea (Emys orbicularis), presente qui un tempo nelle acque dolci e salmastre di tutta la nostra costa, dal Lisert alle foci dell’Ospo, e lungo l’Istria. Tanto che sino ad una cinquantina d’anni fa queste tartarughe d’acqua, vivaci e socievoli, venivano normalmente vendute anch’esse (in particolare gli esemplari giovanissimi) al pittoresco mercato piazza del Ponterosso, su una bancarella d’animaletti da compagnia che perpetuando tradizioni antiche offriva uccellini, pesci rossi e d’estate persino i grilli. A differenza dalle specie esotiche Pseudemys scripta e simili, che l’hanno poi soppiantata non solo nelle case, ma anche in molte acque dove vengono rilasciate (benché non sopravviano sempre al freddo invernale), la nostra Emys ha livrea nera o bruno-scura picchiettata o anche striata di giallo, con piastrone ventrale giallo talora con macchie nere o bruno-nerastre, leggermente concavo nel maschio, come per tutte le testuggini. A terra cammina svelta, e l’adattamento al nuoto, nel quale è molto agile e veloce, é evidente nel profilo idrodinamico del carapace (la corazza), nelle zampe posteriori palmate e nella lunga coda; l’adulto é lungo 12-25 cm, eccezionalmente sino a 35, e le femmine hanno taglia maggiore dei maschi. Si nutre di ogni sorta d’animali acquatici: vermi, molluschi, crostacei, insetti, anfibi e pesci, ma caccia invertebrati anche fuor d’acqua. Abita acque dolci, o anche lievemente salmastre, mosse o stagnanti di quasi tutt’Europa, ma da noi soppravvive solo marginalmente nelle zone del Lisert e dei piccoli laghi carsici di Pietrarossa e Doberdob. Usa prendere il sole a lungo sulla riva, dove depone anche le uova, tuffandosi in acqua al minimo segno di pericolo, e trascorre l’inverno in letargo dentro una buca nel fango, ricomparendo ai primi tepori. Per la sua corazzatura , la capacità di ritrarvi completamente testa, zampe e coda e l’ambiente acquatico non ha praticamente nemici naturali, tranne che da neonata o molto giovane. Il problema è come sempre l’uomo: malgrado la diffusione europea la vivacità e la resistenza climatica, questa tartaruga rimane legata ad habitat limitati e minacciati da bonifiche ed inquinamenti, che da noi l’hanno quasi annientata sia nei torrenti intombati ed inquinati, sia nelle foci paludose della Rosandra e dell’Ospo, interrate a “bonifica” industriale con masse di sostanze tossiconocive, e così al Lisert. Nella tutela e nel ripristino di ciò che rimane di questi nostri preziosi ambienti acquatici sarà quindi bene non trascurare un ripopolamento adeguato con questa tartaruga autoctona. Quanto al numero eccessivo di quelle esotiche rilasciate da tanti concittadini, nulla vieta di catturarle gradualmente e destinarle ad ambienti e bacini artificiali invece che a quelli naturali. Anche le Emys sono protette e vanno lasciate dove sono, fuorché per sottrarle a pericoli. E nessuna di queste tartarughe d’acqua, europee od esotiche, va comunque tenuta in cattività per più di un mese senza una vasca d’acqua adeguata per nuotare, spazio asciutto per prendere il sole e fango per il letargo invernale e l’ovodeposizione. P.G.P.© Contributo in favore dell’adozione di cani anziani, un’iniziativa che dovrebbe essere estesa anche ai cittadini con la pensione minima Un cane abbandonato o rinunciato dal proprietario la cui richiesta sia stata accolta dall’ufficio zoofilo del comune, che lo ricordiamo accetta la rinuncia soltanto se ci sono gravi ed accertati motivi, viene a costare all’amministrazione comunale euro 5,62 giornaliere al netto dell’Iva. Ciò significa che all’anno ogni singolo animale se non viene adottato costa ai comuni circa 2.200 euro. Se calcoliamo che le adozioni sono rese possibili soltanto grazie all’incessante attività delle associazioni, possiamo facilmen- te dedurre che senza il lavoro dei volontari i costi di mantenimento a carico dei comuni e di conseguenza dei contribuenti sarebbero notevoli. Quello che lascia perplessi oltre al fatto che a Trieste non esista un canile assistenziale,che agevolerebbe di molto sia i volontari che le adozioni, è la quantità di denaro che i comuni devono sborsare per tenere i poveri animali in discutibili strutture private. Più volte l’assessore con delega all’ufficio zoofilo del comune di Black: di proprietà di un individuo che ha venduto un terreno edificabile abbandonando la bestiola senza nessuna remora morale, Black è stato adottato da uno degli acquirenti che tuttavia non intende tenerlo con se! Così la bella illusione di poter continuare a vivere assieme ad una nuova famiglia là dove era cresciuto è durata poco. Ora si trova da solo nel cantiere dove fra breve verranno ultimate alcune villette,ma alla fine dei lavori per il povero Black non ci sarà più posto e si apriranno le porte del canile! Chi vuole aiutarlo? Trieste ha pubblicizzato la lodevole iniziativa di erogare un contributo semestrale di 300 euro a coloro che avrebbero adottato un cane dal canile di età superiore ai 6 anni, tuttavia al momento di compilare il modulo necessario per ottenere il contributo,molte famiglie affidatari si sono viste negare la possibilità di accedere alle agevolazioni in quanto il fondo erogato era sufficiente soltanto per dieci cani. Il canile non deve essere la dimora definitiva di un cane e pertanto vanno incrementate tutte Dick: dolcissimo Golden retriever adulto dal carattere socievole, sano, vaccinato, sterilizzato cerca il contatto umano, è buono con i bambini con altri cani maschi femmine e gatti. Se lasciato solo tende a scappare ed è questo il motivo che ha spinto i proprietari a rinunciarlo. le iniziative concrete che possono agevolare le adozioni,sarebbe auspicabile estendere il contributo anche a coloro che percependo la pensione minima pur desiderando tanto la compagnia di un cagnolino non riescono a far fronte alle spese veterinarie e di mantenimento. Consigliamo quindi all’assessore di non sperperare il denaro pubblico con volantini, calendari, pieghevoli etc... a favore delle adozioni in quanto ci sono già i volontari coadiuvati dai media che svolgono ottimamente que- Scricciolo e Kushi: ancora una volta bussano al cuore degli umani, sperando nell’aiuto di qualche zoofilo. Sempre più soli e disperati dopo la morte della proprietaria che hanno vegliato con costante fedeltà fino all’arrivo dei soccorsi. Sono inseparabili, dolci, buoni con i gatti e attendono soltanto una carezza e un po’ di cibo....chi li vuole con sè? sto compito, ma di concentrare i fondi disponibili in azioni utili sia ai nostri amici a 4 zampe sia ai cittadini meno abbienti che intendono adottarli. A causa delle ingenti spese sostenute per aiutare i cani abbandonati l’associazione il Capofonte chiede l’aiuto dei cittadini per poter continuare a svolgere l’attività:c/c postale n. 94147162 causale: cani. Per tutti gli appelli chiamare 040 571623 o scrivere a : [email protected] per vedere altri cani da adottare: www. ilcapofonte.it Kimmy: giovane pastore belga malinoise di appena un anno dal carattere fermo e deciso con gli altri cani rinunciato a causa della sua esuberanza e dell’inadeguatezza dei proprietari, è un cane adatto a conoscitori della razza, sano, vaccinato e sterilizzato si trova al canile da alcuni mesi ma non accetta la reclusione divenendo di giorno in giorno più triste e avvilito. 16 q il tuono PUBBLICITà Sabato, 24 luglio 2010 TRIESTE che lavora SPECIALE ATTIVITà STORICHE DI TRIESTE Traslochi Allegretto “spostiamo Trieste da 70 anni” A Trieste in Viale R. Sanzio, 16 - Tel. 040.5199298 - Fax 040.5199847 L’Allegretto Traslochi nasce a Trieste negli anni ‘40, fondata da Renato Allegretto dal quale assume il nome. Sono gli anni in cui il trasloco viene effettuato con grandi carri trainati dai cavalli. Alla fine della II guerra mondiale e negli anni successivi, l’Allegretto, visto l’aumentare della richiesta cresce e si sviluppa tanto da avere nel suo organico circa trenta dipendenti e molti autocarri di proprietà. Seguono anni più difficili, quelli della morte del fondatore e dell’avvento sul mercato di altre nuove realtà. In questi anni l’azienda viene trasformata in società e diventa Allegretto Traslochi s.a.s. ed alla fine degli anni ‘90 modifica definitivamente la sua ragione sociale in Allegretto Traslochi s.a.s. di Milos Michele, il quale tutt’oggi coordina e dirige tutte le attività aziendali. Nel 2002 l’Allegretto Traslochi è stata certificata azienda di qualità secondo le norme ISO EN UNI 9001: 2000 certificazione che è il risultato di decenni di lavoro serio ed accurato. Nel 2003 l’azienda ha inoltre ottenuto la medaglia d’oro dall’Associazione industriali a cui è associata da più di 50 anni. Dal 2006 l’Allegretto Traslochi è iscritta all’albo nazionale gestori aziendali rifiuti e dal 2009 alla Federazione Autotrasportatori Italia- di una flotta aziendale composta da mezzi di proprietà tecnologicamente avanzata il massimo rispetto e la massima cura del cliente e dei suoi beni hanno reso l’Allegretto Traslochi un’azienda efficiente e competitiva in grado di eseguire lavori a Trieste esattamente come in tutta Europa. ni. Inoltre dal 2010 fa parte dell’Associazione imprese traslocatori italiani. L’alta qualità del servizio offerto ottenuto anche grazie al fatto che l’Allegretto dispone esclusivamente di personale specializzato e regolarmente assunto, i prezzi convenienti e la disponibilità ad effettuare sopralluoghi gratuiti, l’uso TRIESTE che lavora SPECIALE PROFESSIONI: IL FALEGNAME A tu per tu con Felix Andreescu A Trieste in Via dei Cunicoli, 13/g - Tel. 040.0644858 - Cell. 349.3274202 Ciao Felix, ci puoi raccontare come hai cominciato a fare il falegname? Dopo alcuni anni di esperienza in una delle più prestigiose falegnamerie del Triveneto, ho ritenuto di essere pronto per sviluppare un’analoga attività in proprio. Così nel gennaio 1997 ho aperto la Falegnameria Felix, rilevando i locali da un bravo artigiano e, l’anno successivo, aprendo lo show -room di Via Giulia per essere in grado di esporre alla mia clientela alcuni dei prodotti prefiniti che si sono nel frattempo aggiunti alla gamma di servizi tradizionali della Falegnameria. Cosa produci nella tua falegnameria? In questi anni abbiamo prodotto una gran varietà di realizzazioni, a titolo esemplificativo, mobili su misura, cabine armadio, scale in legno, restauro di porte e portoni, casellari postali, ma anche l’intero restauro delle parti lignee di un ristorante-albergo e di alcune villette.... attualmente alcuni architetti si appoggiano a noi per la realizzazione di mobilio di design su loro progettazione. A queste opere di grande interesse, sono da sempre affiancate le piccole lavorazioni di ogni giorno, ma necessarie ad accontentare le esigenze della clientela tipica di una città di anziani che tengono in modo particolare a mantenere in efficienza ed esteticamente piacevoli gli arredi, gli infissi e quant’altro si trova nelle loro abitazioni. è con grande affetto verso queste persone e per le cose del passato che effettuiamo tutti i nostri lavori. Cosa ti differenzia dalle altre falegnamerie? Non me la sento di giudicare il lavoro degli altri. Per quanto mi riguarda io cerco di offrire sempre il meglio ai miei clienti. Offro la massima disponibilità ad effettuare preventivi e sopralluoghi gratuiti, i lavori sono eseguiti con la massima professionalità, serietà e rispetto delle tempistiche di consegna. I miei prezzi sono tra i più competitivi del Triveneto. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Allargare la falegnameria per migliorare ulteriormente qualità e velocità nella realizzazione dei lavori e diventare l’unico punto di riferimento per tutti coloro che intendano effettuare lavori di falegnameria. Tra l’altro sono l’unico che offre una garanzia totale di 5 anni su tutti i miei prodotti. Se qualcuno avesse bisogno di te, dove ti trova? Vicino al centro commerciale Il Giulia, in via dei Cunicoli, 13/g. Tel. 040.0644858 sempre al cellulare 349.3274202. Felix Andreescu, titolare della Falegnameria Felix in via dei Cunicoli, 13/g - Trieste Sabato, 24 luglio 2010 il tuono q 17 PUBBLICITà TRIESTE che lavora Le musiche e i canti della tradizione e della storia di Trieste 1 - Pot-pourri Andemo a Servola - La società dei celibi Ti col mus, mi col tran - La marcia dei porchi 2 - Pot-pourri De Trieste fin a Zara Se le guardie no vol che cantemo Le galine tute mate 3 - Pot-pourri In zavate, capel de paia - Ciribiribin La mula rossa Come la marcia ben La banda la vien - Molighe ‘l fil, che ‘l svoli 4 - El tran de Opcina 5 - Teresa 6 - No go le ciave del porton 7 - Sangue triestin 8 - Pot-pourri Ragazze pute - No go le ciave del porton Sior Popel - Chi xe colpa del mio mal? Gobo, sentite! Demoghèla - In mezo al mare - Essa mi pare luna testa imbecile Dove xe la mia Rosina? Voio far la sessolota - Ciribiribin La ga i cavei taiadi a la rotonda - Si, si, Trieste Comare, che bora - Viva San Giusto 9 - Viva Trieste - 10 - Trieste nova 11 - Blangèmose a la Colonia americana 12 - Per aspera ad astra - 13 - Alte Kameraden 14 - Inno austriaco VOSE DE TRIESTE AUSTRIACA Voci e suoni degli inizi del secolo 1 - Salata bionda e riza 2 - Canti delle limonere e delle sessolote 3 - Canti dei richiamati 4 - Canti dei marittimi 5 - Canti delle sessolote 6 - Canti dei braccianti 7 - Noi siamo i tre re 8 - Augurio di Francesco Giuseppe al “Fondo austriaco per vedove ed orfani di militari” 9 - Canti delle reclute 10 - Blangèmose a la “Colonia Americana” 11 - La Bora 12 - La mia mula 13 - Me devo maridar 14 - Canti dei pescatori 15 - De soto de la flaida 16 - La nuova Bora 17 - La pastorella 18 - Cambio della guardia 1 - Spaun-Marsch (Gustav Schmidt) 2 - Tegetthoff-Marsch (Anton Rosenkranz) 3 - Marine-Marsch (Emil Stole) 4 - Ein Hoch der Kriegsmarine! (Josef Peitler) 6 - Admiral Bourguignon-Marsch (Julius Fucik) 7 - Unter der Admiralsflagge-Marsch (Julius Fucik) 8 - Tegetthoff-Siegesmarsch (Heinrich Piringer) 9 - Novara-Marsch (Josef Rudolf Sawerthal) 10 - Sterneck-Marsch (Alois Rotter) 11 - Tegetthoff-Marsch (Kaspar Modelak) 12 - Admiral-Marsch (Emil Kalinka) 13 - Österreichischer Flottenvereins-Marsch (Franz Jaksch) 14 - Lovčen-Marsch (Anton Mader) COMPLESSO BANDISTICO DELL’ORATORIO SALESIANO DI TRIESTE Die Musikkapelle des Salesianer Oratoriums (Triest) 1 - Ricordo di Trieste 2 - Habt Acht Marsch 3 - Inno - Marcia del Reggimento di Fanteria n. 97 4 - Wien bleibt Wien 5 - Souvenir di Trieste 6 - Mahoritsch Defillier Marsch 7 - Viva Trieste! 8 - Achilles 9 - La Bora 10 - Kober Marsch 11 - Die Neue Bora 12 - Banfield Marsch 13 - Bianca e rossa la nostra bandiera Questi e tanti altri prodotti audiovisivi della storia e della tradizione triestina da: RECORD - Via A. Diaz, 19 - Tel. 040.304.669 TRIESTE che lavora Premiata Pasticceria Premiata Pasticceria Nel pieno rispetto delle più antiche tradizioni triestine Trieste - Via A. Diaz, 11 - Tel. 040.301530 www.pasticceriapenso.com La pasticceria nasce nel 1918 ad opera di Narciso Penso, pasticcere formatosi a Klagenfurt e Vienna. Nel 1963 Italo Stoppar comincia a lavorare per il signor Penso e con passione impara l’arte della pasticceria. Nel 1973 ne diviene il titolare e successivamente passa il testimone ai figli Lorenzo e Antonello, cresciuti nella bottega. Ricette, tradizioni e metodi di lavoro sono gli stessi dal 1918. L’attività è una tipica pasticceria mitteleuropea, specializzata in dolci tipici triestini ed austriaci. Una famosa produzione della pasticceria Penso è la loro Sacher Torte che ha ottenuto numerosi riconoscimenti dai maestri pasticceri viennesi. 18 q il tuono CULTURA Sabato, 24 luglio 2010 AllA riscopertA dei molti film che hAnno preso come sfondo e spunto trieste Corriere diplomatico spionaggio internazionale nella trieste indipendente ed anglo-americana del 1952 La trama è molto intriLa nostra città ha destato vivo interesse culturale cata, ma il cast gradevole, in periodi storici partico- Tyrone Power (che i trielari e sono molti gli arti- stini ribattezzarono “Tirosti, scrittori, poeti e registi ne Povero”) è molto preso stranieri che se ne siano dalla parte e la regia stessa serviti per i loro risultati è molto accorta: in piena creativi o come spunto per Guerra Fredda, Hollywood non si tira indietro e locazioni e trame di film. È il caso di Corriere di- fa il suo dovere nella batplomatico, un film diretto taglia politico-ideologica, nel 1952 dal marchese Henry Leonard de Fiennes, in arte Henry Hathaway. L’attore che impersona il corriere diplomatico del titolo è lo statunitense Tyrone Power, reduce dal precedente successo del film L’uomo dell’est, diretto dallo stesso Hathaway. In realtà a Trieste non ci venne mai: per le scene in città si usò una controfigura, e quelle in cui compare personalmente furono tutte realizzate negli Studios di La locandina del film Hollywood. Ma nel cast figurano, con una storia esemplare. ancora all’inizio della loro L’agente segreto Mike carriera, alcuni attori che Kelles (Tyrone Power) ci sono poi divenuti fami- deve ricevere un doculiari come Karl Malden mento importante dal col(noto in Italia come il te- lega Sam. Che viene però nente Mike Stone della ucciso sul treno fra Safortunata serie “Sulle stra- lisburgo e Trieste mentre, de di San Francisco”), Lee Mike, anch’egli sul treno, Marvin e Charles Bronson. arriva a destinazione. A Trieste incontra Janine, la fidanzata di Sam, e ritrova la bella Joan, incontrata durante il viaggio per raggiungere Trieste, ambedue impegnate nel doppio gioco con i sovietici. La seconda lo aiuta e lui la salva in extremis dalla vendetta dei suoi. Mike è suo malgrado costretto a diventare, da corriere, una spia a tutti gli effetti. Il film è una delle prime pellicole che trattano una spy story nell’immediato dopoguerra e in cui il protagonista deve recuperare documenti segreti che metterebbero a grave rischio la sicurezza dell’Occidente intero ad opera del Blocco dell’Est. La nostra città, allora Territorio Libero (Zona A) in amministrazione militare anglo-americana, viene descritta come un crocevia europeo di interessi politici mondiali e di attività di spionaggio, piena di agenti americani, inglesi, jugoslavi pro e contro Tito, italiani, filoaustroungarici, ed è rappresentata come una Vienna decadente d’allora, o come un’ambigua Istanbul. I pochi personaggi triestini inseriti nel film appaiono ancora sofferen- Tyrone Power ti dell’esperienza bellica e comunque confusi. Non sanno più cosa siano. Il motivo conduttore della pellicola è la paura dell’insicurezza creatasi dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti erano impegnati nella guerra di Corea, ed assillati dal timore che l’Est cominciasse ad avere progetti di espansione al di là dei paesi ormai aggregati. Corriere diplomatico propone infatti il timore di un’ invasione sovietica della Iugoslavia che quattro anni prima, nel 1948, si era ribellata a Mosca avvicinandosi all’occidente. Il microfilm, vero protagonista della pellicola, La carica dei cento (anni) contiene appunto questo piano, che prefigura una crisi internazionale, ma è anche una sorta di alibi per farci vedere una Trieste ambigua, misteriosa e notturna. Viene custodito da un’inconsapevole portinaia di un palazzo di via Capitolina, mentre un orologiaio, contatto tra il protagonista e l’amante di Sam, l’amico ucciso, viene investito di notte da un’auto in piena corsa in piazza Hortis. La Piazza Grande, il castello di San Giusto, le Rive, il Ponterosso e il Teatro Romano fungono da sfondo e da muti protagonisti nello stesso tempo. E’ una città descritta con le forti tinte del bianco e nero, ancor più esasperato da riprese notturne spesso di tono onirico. Come molti film girati durante il secondo conflitto mondiale, anche questo è in sostanza un prodotto propagandistico, anche se nella Guerra Fredda (termine coniato dal giornalista americano Walter Lippmann), il nemico non sono più le potenze dell’Asse sconfitte ma l’ex scomodo alleato sovietico e chiunque mini il nuovo ordine costituito. È e rimane interessante da vedere. Non dimenticando che nella nostra città vennero realizzate innumerevoli pellicole nel passato anche remoto del cinema, cominciando dalla prima documentata e ancora esistente: Da Trieste a Miramar, del 1911. Tutti film che è gradevole rivisitare anche per far conoscere al pubblico come siamo serviti da sfondo e spunto a tanti registi italiani e stranieri. Alessandro Mlach Tyrone Power con Karl Malden in una scena del film “Pochi sanno essere vecchi”. (François La Rochefoucauld 1613-1680) Si racconta che un essere mostruoso, appollaiato sul tecnologico, per molti versi imprevisto e imprevedibi- dell’anziano pare abbia trovato, nell’ultimo decennio, monte Citerone, costringesse i viandanti a risolvere, le, ha coinvolto pesantemente, cogliendola di sorpresa, proprio nell’evoluzione tecnologica che lo aveva condanpena la morte, un enigma: citare l’animale che all’inizio la stessa struttura familiare obbligandola a rivedere gli nato in ambiti premortuali, se non la soluzione, la via antichi ruoli, alla luce di un solo pa- d’uscita a quei problemi fisiopatologici grandi e piccoli ha quattro gambe, poi due che definivano l’età dell’allontanamento rametro: l’efficienza ed infine tre. L’indovinello, produttiva. In poche all’apparenza irrisolvibile, «Qual è quell’animale e del rifiuto. Riparati e revisionati da opportuparole chi non era in era, per così dire, sotto gli che può essere ni interventi di chirurgia plastica, imgrado di procurare occhi di tutti; lo decifrò Edivecchio da giovane e plantologica, protesica, gli accantonati ulteriori vantaggi al po pronunciando la parola giovane da vecchio?» “vecchietti” hanno ripreso a marciare e gruppo domestico, “UOMO” e la Sfinge sconfitta poi, al comparire dell’inquietante crisi diventando un imsi suicidò. A ragione, il futupaccio per gli indaffarati parenti, ve- economica, molto simile ad una battaglia in bilico, sono ro re di Tebe, aveva ravvisato niva recluso in cronicari più o meno stati reclutati come riservisti, passando perfino, malgranell’essere umano il solo aniconfortevoli con l’ipocrita scusante di do qualche acciacco, all’andatura di carica. Le nuove inmale sottoposto, nel tempo, combenze, volontariamente e generosamente assunte, di farlo a fin di bene. a trasformazioni così marIl linguaggio, sempre pronto a re- finanziatori, aiutanti domestici, autisti, cuochi, accomcate. L’organismo biologico gistrare nei modi di dire i modi di pagnatori, fiancheggiatori, governanti, e quant’altro, dettava la cadenza del ciclo pensare, ha immediatamente collega- hanno sostenuto e continuano a sostenere la prima linea individuale che l’organismo to l’appellativo di vecchio, una volta costituita da figli e nipoti, sfiduciati, depressi, demotisociale recepiva assegnando pronunciato con rispetto e riferito vati, imbelli per intenzione o inclinazione, incapaci di compiti e funzioni ad ogni fasolo alla misura cronologica, a sino- soddisfare quel requisito minimo di AUTOSUFFICIENscia di età: la formazione del nimi quali arretrato, incapace, in- ZA, la cui mancanza, reale o presunta, ancora in epoca giovane passava per l’attività servibile in opposizione a moderno, recente, giustificava a loro stessi e al mondo, il passaggio dell’adulto e si concludeva forzato dell’attempato congiunto dalla solitudine casadinamico, valido. con la saggia esperienza delAl presente, accusare qualcuno di linga all’isolamento dei gerontocomi. la senilità. Il ritmo secolare, Edipo e la Sfinge, Giorgio De Chirico (1888-1978) Oggi la mitica creatura alata, se volesse ottenere la “vecchiaia” suona come un insulto ordinato dalla concordanza tra natura e cultura, non ha subìto variazioni di rilievo che sottolinea, a seconda dei casi, abitudini pantofolaie, medesima risposta, dovrebbe, probabilmente, riformualmeno fino al secondo dopoguerra quando l’esplosio- poltronesche, azioni eccessivamente ponderate e, crude- lare il suo rebus: «Qual è quell’animale che può essere vecchio da giovane e giovane da vecchio?» ne industriale non ha imposto le sue regole e, di fatto, le oltraggio, scarsa attività sessuale. Nicola Napoli La rivincita, o più pomposamente, la nemesi storica scomposto l’assetto collettivo. L’impetuoso progresso Sabato, 24 luglio 2010 CULTURA il tuono q 19 Ignorando questa sua enorme potenzIalItà comunIcatIva ed espressIva, poche volte vIene fatta uscIre daI luoghI deputatI Viaggio nella musica classica a Trieste La musica classica, anche a Trieste, è circonda- ph Haydn e Ludwig van Beethoven. ta ancora oggi da un’aura elitaria, distante e lontana C’è anche il Verdi, che di recente ha portato sulle dalla vita quotidiana dell’uomo. Quasi che non fosse piazze la propria musica, anche se per motivazioni difanch’essa creazione ed espressione dell’essere umano, ferenti: l’iniziativa è stata infatti lanciata per protestadialogo del musicista (compositore o interprete che sia) con il pubblico, capace di trasmettere sensazioni e immagini, angosce e gioie, a persone di tutte le età, indistintamente. Ignorando questa sua enorme potenzialità comunicativa ed espressiva, poche volte viene fatta uscire dai luoghi deputati – i teatri, anzitutto il Verdi, le sale del Conservatorio G. Tartini, l’auditorium del museo Revoltella,… – sebbene quando ciò avvenga il successo sia maggiore. E non intendo parlare del concerto di Riccardo Muti di qualche giorno fa, per il quale non varrebbe il medesimo discorso, data la fama mondiale del direttore d’orchestra e la presenza di media e Capi di Stato, che hanno di certo contribuito al grande successo dell’evento. Parlo invece degli Adventure Trio (si veda l’altro articolo nella pagina per maggiori informazioni), i quali dimostrano quanto possa essere l’interesse per la musica classica da parte del grande pubblico. Ma Gli Adventure Trio non solo… Il conservatorio G. Tartini ha organizzato per l’esta- re contro il decreto legge di Riforma per le Fondazioni te diversi concerti all’aperto: ad esempio quello dedi- Lirico Sinfoniche emanato il 30 aprile dal ministro dei cato a Fryderyk Chopin in occasione del duecentesimo Beni Culturali Sandro Bondi, decreto che ha previsto anniversario della sua nascita, che si terrà a Mirama- ulteriori tagli alla cultura. Una vera e propria protesta re la sera del 30 quindi (in questo caso all’insegna della luglio, con Maria Gli Adventure Trio dimostrano quanto musica) che ha visto il coro e l’orchestra Letizia Michielon esibirsi davanti al teatro, in piazza Unipossa essere l’interesse per la musica tà e in piazza Cavana, con grande paral pianoforte; o classica da parte del grande pubblico tecipazione della popolazione. Lodevole ancora quello previsto per la sera l’iniziativa, viene però da chiedersi: perdel 4 agosto nella Corte del castello di Muggia, in cui ché promuovere la musica classica in modo così vivo verranno suonati dal Quartetto Hoffmeister (due vio- soltanto ora, in seguito ai tagli? lini, viola e violoncello) componimenti di Franz JoseUn capitolo a parte, poi, lo merita la musica “clas- sica contemporanea”, per la quale occorre una precisazione di ordine terminologico: sebbene il marchio di “classicità” dovrebbe di regola essere assegnato dai posteri, la critica non esita a definire compositori di musica classica alcuni autori a noi contemporanei. Parlo ad esempio di Ludovico Einaudi (vincitore nel 2007 del disco d’oro grazie alle 80.000 copie vendute dell’album “divenire”), o di Giovanni Allevi (il primo nella storia della nostra Repubblica ad aver suonato in Senato al concerto di Natale dei pezzi composti da lui stesso; definito da Repubblica “il Mozart del 2000” e dal Corriere della Sera “filosofo del pianoforte”). Entrambi di recente in concerto a Trieste, il primo lo scorso 23 febbrario, il secondo nel maggio del 2009, tutti e due al Rossetti. In ambedue i casi le sale erano piene, e altissima la partecipazione anche da parte dei giovani, che difficilmente si vedono negli spettacoli di musica classica. Da segnalare infine, a livello cittadino, un’attività corale molto varia, che tocca anche licei e università (con grande partecipazione, perciò, giovanile): tra questi il coro universitario, nato nel 2000 e attualmente diretto dal maestro Riccardo Cossi, il quale può vantare un ampio repertorio, contenente – tra l’altro – musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Shubert, Mozart e Rachmaninov. Al momento in pausa estiva, sarà possibile ascoltarli di nuovo da settembre. Adventure Trio in concerto... per strada La melodia di “eine kleine nacht music” si insinua nelle strade attorno a capo di Piazza, e va a disperdersi tra il passeggiare assorto dei passanti nella calura estiva. A pochi passi dal caffè Tergesteo – dove le note mozartiane si mescolano al sapore asburgico del caffè – Slavomir Glos, Ivo Remenec e Klaudia Remencovà, vestiti in frac (nonostante la temperatura), esattamente come se stessero suonando ad un concerto della Slovak Sinfonietta – di cui tutti e tre fanno parte – concedono prova del loro talento a chi voglia soffermarsi qualche minuto ad ascoltarli; al violino i primi due, al violoncello la terza. Amici di vecchia data, ma giovani: di 31 anni Klaudia, di 32 Ivo e Slavomir. Tanta musica classica: da Bach a Satie, passando per Mozart, Beethoven, Verdi e Wagner; ma anche Beatles e canzoni tradizionali italiane, come la Wedding Tarantella, opportunamente riarrangiate per essere suonate da violini e violoncello. La prima cosa che colpisce, oltre alla grande abilità dei musicisti (avvicinatisi alla musica fin da bambini), è l’eleganza del vestiario e del portamento, inusuale per chi suona sulla strada. «Come se foste a teatro, eh?» ironizza una passante, fraintendendo forse lo spirito con cui i tre slovacchi hanno deciso di suonare per strada: la musica è per loro un hobby – fanno sapere –, un piacere che non poteva essere limitato solo alle esecuzioni nelle sale teatrali. Ma, allo stesso tempo, suonare per strada è completamente diverso dal farlo a teatro, e ci tengono a sottolinearlo: «sulla strada non c’è la tensione di un grande concerto, né nervosismo o paura di sbagliare; mentre sul palco, poi, è tutto molto serio, qui ci possiamo divertire di più»; e a guardarli quando suonano “Lo Schiacciano- ci” di Tchaikovsky mentre ruotano su se stessi – mimando così dei passi di danza – o quando Slavomir impugna il suo violino come fosse un ukulele, non si fatica a crederci. Un’altra è però la differenza fondamentale: il rapporto completamente diverso con il pubblico. A teatro rimane distante, separato, essendoci meno contatto; non è così per strada, dove si è in mezzo alla gente, si vedono le sue reazioni chiare sul volto, e l’interazione con i musicisti è molto più grande, e riguarda addirittura l’ampliamento del repertorio, «la cui base è composta sì da musica classica e da qualche pezzo pop o di musica tradizionale, ogni anno però viene aggiunto qualcosa di nuovo ascoltando i consigli che ci danno le persone». Ed è forse anche questo aspetto a garantire il loro discreto successo, un pubblico variegato e numeroso, sempre disposto a fermarsi qualche minuto – ma c’è chi si sofferma anche per ore, magari prendendo un caffè nei bar attorno – ad immergersi in un genere musicale scomparso dalla quasi totalità dei media (nella televisione completamente; nella radio rimane solamente Radio3 Rai), e con cui è sempre più difficile entrare in contatto. Un bambino strattona il genitore indaffarato nelle compere estive, indicando i musicisti impegnati in un medley che magistralmente unisce le note più conosciute di tutti i loro brani. Li indica e chiede di poter lasciare un soldino nella custodia del violoncello, lasciata aperta appositamente davanti agli artisti. Ed è sempre lo stesso bambino, poi, a voler tornare ad ascoltarli, nella strada di ritorno verso casa. Sono tanti quelli come lui, forse per quella “eine kleine nacht music” tanto allegra quanto energica. È il secondo anno che l’Adventure Trio è tornato a Trieste, questa volta per più di due settimane; ed è con i soldi guadagnati suonando per strada che si sono pagati la vacanza; dal 18 luglio sono rientrati in Slovacchia per riprendere la loro attività, ma è probabile che in agosto tornino. Questo perché «Trieste è il meglio – dicono entusiasti – il pubblico fantastico, l’accoglienza unica». Per chi volesse saggiare la loro bravura, o per chi – pur avendoli ascoltati – non fosse pago dell’esibizione dal vivo, qualche loro video lo si può guardare sul sito ufficiale del gruppo, raggiunFoto e articoli gibile all’indirizzo http:// di Stefano Tieri www.adventuretrio.eu/it/ 20 q il tuono ESCURSIONI E VIAGGI Sabato, 24 luglio 2010 Un viaggio nel ritmo lento e sognante della lagUna di marano Alle foci dello Stella Ecoturismo in barca Quando ancora non esisteva il termine ecoturismo, Geremia – un pescatore che d’estate accompagnava con la sua barca Saturno i turisti verso Lignano – decise di offrire, ai più curiosi, anche la visita alla laguna di Marano: era il 1977 e quelle gite in barca erano uno dei primissimi esempi di ecotour. Oggi Geremia è in pensione, ma la sua attività prosegue con successo e non è più il Scivolare silenziosamente sull’acqua, immergendosi nelle infinite tonalità verdi-azzurre, è il modo migliore per scoprire la laguna e i suoi tipici casoni maranesi: casette di canna palustre, dove un tempo i pescatori si fermavano diversi giorni, per non dover tornare ogni sera al paese, distante molte ore con le barche a remi cariche di pesci. Dagli anni Sessanta, da quando cioè si è diffuso l’uso del motore, i casoni si sono lentamente trasformati in luogo di relax per gli abitanti di Marano, un rifugio silenzioso e placido lontano dalla vita quotidiana. La Valle Canal Novo La Riserva di Canal Novo solo ad accompagnare i turisti più curiosi e gli amanti della natura alla scoperta delle foci dello Stella. Le foci di questo fiume di risorgiva vantano anche un bel primato: divenute riserva naturale nel ’96, erano oasi protetta già dal 1976. E, cosa al quanto particolare, lo erano diventate grazie all’iniziativa di alcuni cacciatori, i quali non volevano che una zona così ricca e delicata al tempo stesso diventasse vittima di un tipo di caccia senza regole né limiti. Ma le foci dello Stella non sono l’unica riserva della zona: la Valle Canal Novo, a pochi passi dal centro abitato, è contemporaneamente una riserva naturale ed un centro di ricerca e divulgazione. Sorto in una valle da pesca, un tempo utilizzata per l’allevamento ittico, la Valle Canal Novo (che deriva il suo nome dal latino vallum, argine) accoglie oggi il Centro Visite da cui partono anche le gite alle foci dello Stella. La valle ospita un acquario, dove si può osservare anche ciò che vive sotto il pelo dell’acqua; un centro didattico per conferenze, lezioni e proiezioni; un osservatorio, dove attendere, in silenzio e con pazienza, l’avvistamento ravvicinato di qualche abitante della laguna; un laboratorio didattico e multimediale dedicato alle scuole. Oggi la valle è dotata anche di una foresteria, il “Cason Sar- Tra tartarughe di mare e aironi Tutelare le foci del fiume Stella significava – e significa ancor oggi – salvaguardare la vita di centinaia di specie diverse, che qui trovano un habitat unico. Prima di immergersi lentamente in laguna, scorrendo lento e sinuoso, lo Stella disegna canali e curve, tra fitte distese di canneti palustri: e dove l’acqua dolce del fiume incontra e si mescola con quella salata del mare, trovano casa sogliole, orate, spigole, anguille, passere, alcune tartarughe di mare e cavallucci marini; mentre tra i folti canneti nidificano – tra gli altri – gli aironi rossi, che arrivano in laguna verso la fine di marzo, dopo aver trascorso l’inverno nel continente africano. Sono molte le specie migratrici che fanno comparse stagionali e l’elenco degli uccelli della riserva conta circa 290 specie, che si possono osservare soprattutto durante l’inverno. Tra i più affascinanti i cigni, seseni in dialetto maranese, un veneto arcaico mantenuto vivo dalla gente del paese. Vista dal mare sul paese Centro visite delle riserve di Valle Canal Novo e Foci dello Stella: tel. 0431 67551. La riserva è aperta tutto l’anno da martedì a domenica dalle 9.00 alle 17.00; l’acquario, in estate mercoledì e venerdì pomeriggio; da settembre a maggio la domenica pomeriggio. www.riservenaturali.maranolagunare.com www.comune.maranolagunare.ud.it Il centro storico, con la “Torre millenaria” sullo sfondo segna: una nuova struttura accogliente e funzionale per offrire vitto e alloggio specialmente ai gruppi fino a 62 persone, ideale per le scuole, per gruppi organizzati, per centri estivi o per svolgere attività didattiche e/o ricreative direttamente a contatto con la natura. Dulcis in fundo, dopo aver attraversato parte della Valle Canal Novo sulla caminada sull’acqua (una lunga passerella in legno appena sopra la palude) ci si può riposare al “Cason Ristoro”, dove le mani esperte di simpatiche cuoche maranesi creano piatti deliziosi a base di pesce freschissimo e saporiti molluschi di laguna. Ma chi volesse assaggiare la specialità tipica di Marano, deve richiedere – con alcuni giorni di anticipo – il bisato in speo, o anguilla allo spiedo: c’è una vera e propria compagnia del bisato che organizza serate a tema dove attendere, magari sorseggiando un buon vino, la cottura dell’anguilla, che richiede anche quattro ore. Occasione, questa, per fermarsi in paese e visitarne il centro storico. “Se Venesia non la fussi, Maràn sarìa Venesia” recita un detto locale: ed infatti Marano, pur essendo di origini romane, è stata forgiata dalla Serenissima, che ne ha fatto una piccola ma importante roccaforte della propria repubblica. Con le sue calli strette ed i suoi canali, Marano ricorda Venezia, ma – non essendo stata modificata dal turismo – mantiene intatta la sua anima antica di paese di pescatori. Chiara Meriani Navigare Motonavi Nuova Saturno e Stella Polare (www.saturnodageremia.it. cell. 335 5368685 tel. 0431-67891) con partenza da Lignano da lunedì a venerdì sia mattino che pomeriggio nel periodo estivo. Minicrociere in riserva con sosta ristoro in un casone. Battello Santa Maria (www.battellosantamaria.it, cell. 339 6330288) con partenze in mattinata da Marano e da Lignano ogni martedì nel periodo estivo. Durante l’escursione è possibile assistere a una battuta di pesca con le svariate tecniche di pesca in laguna. Spaghettata e… se la pesca è andata a buon fine: pesce per tutti! Oltre alle escursioni diurne il capitano Nico organizza anche serate a bordo del Battello Santa Maria dove si può ammirare la laguna al tramonto ascoltando musica dal vivo. Cena a bordo. La prossima gita al tramonto, con partenza da Aquileia, è prevista per giovedì 29 luglio. Queen’s Lagoon Un’oca selvatica mamma con i suoi piccoli (Foto di Gluaco Vicario) (www.elmaranese.it, cell. 333 7292430) Escursioni in gommone con breve sosta presso un casone per una bicchierata. Effettua anche servizio noleggio gommoni. Per chi è dotato di imbarcazione propria, la visita all’interno della riserva è consentita senza permesso o vincolo alcuno, se non quello di navigare unicamente nelle vie segnalate o nel corso del fiume. Per informazioni: Portomaran Soc. Coop. (www.portomaran.com, tel. 0431-67409). il tuono q 21 CULTURA Sabato, 24 luglio 2010 TRA ARCHITETTURE DEL 15° SECOLO, LA pESCA E I pASTInI AnTICHI DELLA COSTIERA Guida alla storia di S. Croce-Križ S. Croce-Križ è un antico villaggio di pescatori ed agricoltori sloveni affacciato al mare dal ciglio del Carso su una costiera fittamente pastinata. Conserva due chiese notevoli, architetture tipiche con elementi datati dal 15° secolo e suggestivi scorci d’ambiente di tono medievale. Il nome Il nome del villaggio si collega qui alla dedicazione della chiesa all’Invenzione (ritrovamento) della Croce nel 4° secolo, che risulta particolarmente diffusa nell’11°; ha molti analoghi, anche di diversa origine, sia in area slovena che italiana. Le versioni slovena Križ ed italiana S.Croce risultano perciò antiche ed equivalenti sin dalle prime documentazioni tergestine conservate nel latino medievale: 1325 de Sancta Cruce; 1328 Cris, villa Sanctae Crucis 1357 de Crixa; 1358 Crix; 1368 de Cris; nel 1455 troviamo registrata anche la versione ladina tergestina de Santa Crous. Nel 1923 venne imposto anche qui con decreto mussoliniano l’uso della sola forma italiana, e quello della slovena potè essere ripristinato soltanto dopo la seconda guerra mondiale. Le origini L’abitato attuale è sorto presso la strada romana e medievale che attraversava il Carso triestino, ed è il solo insediamento antico posto tra questa ed il ciglio dell’altopiano, invece che sulla via o verso l’interno; gli stradelli che la collegano al mare porebbero essere ancor più antichi, e tra i pàstini si è rinvenuto anche un ripostiglio di attrezzi agricoli romani. L’insediamento preromano simile e più prossimo è il piccolo castelliere sul colle di Sv. Primoz-S. Primo, munito di robusto vallo semicircolare verso l’altipiano e difeso verso mare da strapiombi naturali, ed è tradizione locale che sotto il villaggio odierno si trovino resti molto più antichi. Tra i pastini costieri si rinvengono reperti riferibili, come altrove, a ville rustiche romane, certamente dotate anche qui di porticcioli, mentre sull’altopiano la strada potrebbe aver giustificato edifici di servizio e presidio viario, od abitazioni di agricoltori e cavatori. Il villaggio attuale si prestava invece agli insediamenti colonico-presidiari altomedievali che corrispondono alla fase d’insediamento degli Sloveni in ambito bizantino, longobardo e poi franco, tra 7° e 9° secolo d.C., o qui al più tardi nel 10°. Oltre che presso la strada, il luogo si trova anche al confine antico ed attuale del territorio tergestino. Relativamente precoci sono anche le menzioni d’abitanti e della chiesa, documentati nel 1260 coi nomi di un Cernegoryus Sclabus (černegor slavo) e o dell’ecclesia Sanctae Crucis (chiesa della Santa Croce). Nel 1338 è attestata anche l’esistenza della chiesetta dei Ss. Primo e Feliciano-Sv. Primož in Felicijan sulla quota omonima del ciglione, dove nel 1343 è confermato anche il toponimo sloveno Straža, cioè posto di vedetta o di guardia, che da quella posizione poteva controllare sia il mare che la strada del Carso. Oltre ad essere sul contestato confine tergestino, questo villaggio si trovava infatti particolarmente esposto verso mare alle incursioni dei guastatori veneziani, che nelle guerre contro Trieste, i Patriarchi, Casa d’Austria e l’Impero, tagliavano alberi e viti, bruciavano le coltivazioni e distruggevano i muri dei pastini. Scontri secolari e sanguinosi si ebbero qui anche coi pescatori di Chioggia, che invadevano il golfo di Trieste e le acque di quelli di S.Croce (come anche quelle istriane) rubando la pesca. L’attività mista rurale, soprattutto per la coltivazione della vite e dell’olivo, e di pesca (inclusa quella dei tonni avvistati da apposite postazioni elevate) del villaggio è anch’essa almeno medievale. La si praticava in particolare con le čupe, agili scafi monoxili scavati in grossi tronchi con tecnica costruttiva arcaica che nell’Europa nordorientale si è conservata in acque dolci e salmastre, e potrebbe quindi esser stata rinnovata qui con l’arrivo delle popolazioni slave da quell’areale originario d’insediamento. Qui la pesca, più ancora che la coltivazione dei pastini sulla costiera, richiedeva il superamento quotidiano di 200 metri di ripido dislivello, con aggravi di fatica non indifferenti. Dal ‘400 ai giorni nostri Nel ‘400 S.Croce risulta possesso della famiglia patrizia tergestina dei Peregrini, o Pellegrini, i quali vennero a contesa col Comune di Trieste che reclamava propri i fondi di S. Primo per il neocostituito villaggio di Contovello (v. il nostro n. 4); nel 1445 si riconobbe il confine antico in ragione dell’uso ab immemorabili, di cui testimoniarono i sette rappresentanti della comunità locale: Lugkes (Lukeš), Mochor (Mohor), Heller (Hilarij) Suppanus (župan, cioé capocomunità), Paulus, Crisomanus (Križman), Marinus Lotach e Marinus Bachar, tutti de Sancta Cruce. Metà del villaggio, proprietà di Matteo Pellegrini nel frattempo bandito dalla città, venne ceduta nel 1446 al canonico sloveno triestino Pietro di Vreme, il quale ne fece legato testamentario al convento benedettino delle monache di S. Cipriano, o della Cella, in Trieste. Nel 1467 si fece una nuova ricognizione del confine con Contovello, e lo si stabilì in certe masiaris (ladino tergestino: masiere, mucchi di pietre) e di lì verso callem ferrea, sclabonice selesna scasa (“stradello ferreo, in lingua slava železna steza”), toponimo che ha fatto pensare ad un antico scivolo a mare per cave di pietra (che hanno qui una prima menzione nota a fine ‘400). Le monache ebbero altra parte del villaggio dall’eredità di Antonio Pellegrini, andata per una metà alla figlia Beneamata, suora della Cella, e per l’altra al fratello di lei, Pietro, che vendette la proprietà al convento nel 1471. Il documento relativo ne menziona anche i confini: una stradetta detta Stesiza (stežica: stradello) ovvero Sagrace (Zagradec, dietro Gradec), una lapide con croce scolpita, il luogo detto Maichen Gradez (majhen gradec, piccolo fortilizio) la via pubblica per Nabresina verso Duino sino al luogo detto Dobrovizza (Dobrovica). Poiché il Majhen gradec si trovava sul lato dell’abitato opposto al castelliere, potrebbe esser stato una fortificazione medievale non più individuata; verso la chiesa di S. Rocco si conserva anche un toponimo Tabor, usato per le fortificazioni contadine contro le incursioni osmane (v. nostro n. 2), che raggiungevano anche queste terre dal 1471 sino a tutto il ‘500. Oltre a subire assalti veneziani, il villaggio venne incendiato nella prima di queste incursioni, condotta da circa 8000 akyngy, cavalleggeri. Nel 1559 le monache acquistarono la parte residua del villaggio, divenendone proprietarie per intero; ebbero così anche il diritto di nominarne il župan, capo e responsabile della comunità dei capifamglia, i quali si riunivano allo scopo nel cortile del monastero prima della data di nomina, che cadevo il 3 maggio, festa della S. Croce). L’antico edificio con i bassorilievi (Mario Magajna, 1952) Ma il Comune di Trieste reclamò a sé la nomina, inviando i propri giudici ad effettuarla in paese in quello stesso giorno, e la lite dovette venir rimessa a Vienna. Nel ‘600 l’allontamento delle minacce turca e veneziana segnò anche per S.Croce l’inizio di un fase di ripopolamento ed attività, sia per la pesca che per il vino e l’olio. Nel 1701 il confine tra il territorio di Trieste (che almeno fino al 1538 giungeva a Sistiana) e quello di Duino venne ricorretto e stabilito tra S.Croce e Nabresina nella posizione attuale, dal ciglione al mare presso Brojnica, ben segnato da un muro. Nel 1781 venne costruita qui sull’antica via pubblica del Carso, ormai detta Strada per Cividale o Strada d’Italia, una locanda con stazione di posta per il cambio di cavalli, con il dazio del quale si conserva l’edificio del 1806. Gli abitanti del villaggio continuarono a dover corrispondere canoni alle monache del convento per i beni di loro pertinenza sino al 1789, quando con le riforme dell’imperatore Giuseppe II, figlio di Maria Theresia, anche questi furono incamerati dal Governo al pubblico erario, e ceduti in proprietà agli abitanti medesimi. A questa liberazione dai residui del sistema feudale seguirono le brevi ma dure e ripetute occupazioni francesi, che sul Carso provocarono ostilità e rivolta. Nel 1816 gli abitanti della città e territorio infine liberati accolsero il ritorno dell’ imperatore Francesco I erigendo sul confine civico presso S.Croce le due colonne d’ingresso simbolico tuttora visibile. Dove, si narra, l’imperatore subito sollecitato dai triestini con lamentele e manovre di fazioni commentò ironico «Vi ritrovo proprio come vi ho lasciati». Dal 1850-57 passò a mezza costa sotto S.Croce la nuova ferrovia Meridionale, Südbahn, Trieste-Vienna via Lubiana, che ebbe qui anche una piccola stazione e serbatoi di filtraggio per il nuovo acquedotto dalle fonti a mare. Nel 1876 venne sistemato ed ampliato il porticciolo, dove i pescatori, proprietari di un centinaio di scafi di vario genere, si consorziarono nel 1908 nella Kriška ribiška zadruga (Cooperativa di pesca di Križ) alla quale aderirono anche quelli di Contovello. Nel medesimo anno a sostegno delle attività economiche del paese venne fondata anche la Hranilnica in posojilnica v Križu (Cassa di risparmio e credito di Križ), com cooperativa del tipo Reiffeisen. Con la prima guerra mondiale S.Croce divenne posizione di vedetta e retrovia della difesa austro-ungarica di Trieste nel settore meridionale del Fronte dell’Isonzo. Dopo il 1918 anche questo villaggio, già centro del movimento operaio, venne sottoposto a crescenti pressioni e violenze sia politiche che di snazionalizzazione, subendo scorrerie con devastazioni ed incendi (1921). Diede poi una forte partecipazione alla Resistenza malgrado arresti, condanne, carcerazioni, internamenti e fucilazioni, che costarono alla comunità locale 72 incarcerati, 22 deportati e 66 Caduti. Nel dopoguerra venne costruito anche qui un nuovo insediamento per i profughi istriani, che come gli altri ha tuttavìa finito per integrarsi. Edifici notevoli La fondazione della chiesa, attestata dal 1260, potrebbe risalire, come per altre di questa dedicazione nell’area, al Patriarca aquilejese Ulrich (1085-1122). L’edificio attuale è cinquecentesco, con rifacimenti, come per la canonnica, dal Seicento al 1955; conserva registri dal 1758. L’antico edificio vicino detto Stara šola, scuola vecchia, perché lo fu nell’Ottocento, ha una bella architrave del semiterrato parzialmente rifinita con scolpiti a bassorilievo due lunghi cartigli sovrapposti ed ornati con iscrizione e data che pare il 1409, sulla sinistra un rosone e sotto una data del 1489; numerose pietre delle murature recano scolpiti segni ed animali Il tono è tre-quattrocentesco, ma potrebbe trattarsi di collazione di elementi della chiesa vecchia o da altri edifici, oppure d’esercitazioni di una scuola di scalpellini. Nell’interrato il Puschi rinvenne nel 1911 un bassorilievo della Vergine col Bambino di stile tra 12° e 13° secolo, che si adattava ad una nicchia esterna dello stesso edificio. Venne però asportata e posta inconguramente sulla porta della cappella del castello di S. Giusto. Al margine sudorientale del paese si trova invece una piccola chiesa di S. Rocco, con campaniletto a vela, copertura in lastre calcaree ed abside tardo-gotica. Accanto al portale, dopo restauri eseguiti nel 1895 col contributo finanziario personale dell’imperatore Francesco Giuseppe, è stata posta una suggestiva statua di pellegrino questuante dell’artista locale J. Dovšak. La chiesetta almeno trecentesca dei Santi Primo e Feliciano ospitava un monaco- custode, all’uso di eremo (nel ‘400 un certo Johannis de Castagnovica, Kostanjevica), ma a fine ‘800 era già scomparsa, tranne che per poche tracce. P.G.P.© 22 q il tuono PUBBLICITà Sabato, 24 luglio 2010 TRIESTE che lavora L Studio Dentistico del Dott. Antonio Del Ben o Studio è composto da un team di professionisti nelle diverse aree mediche legate alla pratica dentistica e odontoiatrica. Dal 1994 è attivo a Tolmezzo. Nel 2000 ha aperto una seconda sede anche a Trieste, spostata nel 2003 nel centro città, in via Imbriani 6. Formazione e aggiornamento sono indispensabili per offrire cure sempre più mirate ed efficaci. Il nostro studio trova una sua eccellenza proprio nella formazione permanente del suo personale che permette oggi di utilizzare le più innovative tecnologie mediche in campo odontoiatrico e dentistico come, ad esempio, l’Invisalign, l’Ozonoterapia, la Laserterapia, la Sedazione Cosciente attuata da un anestesista specializzato, o, tra i pochi in regione, la TAC. Ma le competenze multidisciplinari in campo medico non sono tutto: al centro c’è l’attenzione per il paziente con le sue richieste e le sue abitudini. È per questo che nel nostro studio si dà la massima importanza non solo a trovare la soluzione, ma a trovare la soluzione più adatta al singolo paziente. Anche la lingua parlata è importante e il personale medico e paramedico dello studio è in grado di portare avanti la relazione con il paziente in sette lingue: italiano, sloveno, croato, serbo, inglese, tedesco e arabo. Inoltre ci prendiamo cura anche dei pazienti più piccoli! Nei bambini è fondamentale la prevenzione di disturbi dentali che possono, se non corretti per tempo, peggiorare con la crescita e portare in futuro alla necessità di interventi più complicati ed invasivi. Lo Studio Del Ben, attraverso l’Odontoiatria Pediatrica, segue da vicino lo sviluppo dentale dei suoi piccoli pazienti per garantire un benessere duraturo. È importante eseguire controlli fin dall’età dei denti decidui, i cosiddetti denti da latte, in modo da prevenire eventuali problemi e consentire ai denti definitivi di crescere in modo sano e robusto. Nostra cura è innanzitutto fornire ai bambini le informazioni riguardanti l’igiene orale e l’educazione alimentare così che fin da piccoli imparino i più sani comportamenti quotidiani e possano evitare di protrarre nel tempo abitudini sbagliate. Per rendere la visita dal dentista più serena sia per i bambini che per i loro accompagnatori, la nostra sala d’attesa è predisposta per accogliere i bimbi in un allegro angolo giochi. Lo studio si occupa di: ImplantologIa – ora la perdita di uno o più elementi dentari non è più un problema: lo sostituiamo saldamente con una vite in titanio. ImplantologIa a carIco ImmedIato – siete stanchi delle solite protesi? In una sola giornata ora si possono mettere gli impianti e protesizzare le radici artificiali. InterVentI conserVatIVI – otturazioni eseguite con materiali altamente estetici. endodonZIa, IgIene orale e sbIancamentI, protesI fIsse e protesI mobIlI ortodonZIa classIca e InVIsalIgn – con la metodologia Invisalign ora è possibile avere un sorriso smagliante senza usare i soliti attacchini ortodontici. radIografIe endoralI e panoramIche dIgItalI a bassa esposizione. Segnaliamo due dei libri sulla salute di Francesco Walter Pansini, giornalista pubblicista triestino diplomato in erboristeria all’università di Urbino direttore responsabile del trimestrale Salute & Diritti e docente dell’Istituto di Medicina naturale integrata (www.imni.it). il tuono q 23 SPORT Sabato, 24 luglio 2010 «Sono Sicuro che faremo vedere il noStro valore» Ivo Iaconi è il nuovo allenatore della Triestina La presentazione di Ivo Iaconi è avvenuta martedì 20 luglio all’ora di pranzo nella sala stampa dello stadio Rocco. Alle 15 dello stesso giorno c’è stato il ritrovo della squadra - sempre al Nereo Rocco - per la partenza per il ritiro di Ravascletto. «Contiamo Queste le prime dichiaradi diventare zioni ufficiali del nuovo micompetitivi in ster rossoalabardato: «Ho poco tempo» scelto la Triestina per la sua storia, l’ambiente e la società, meritevoli della serie A. E’ un’esperienza da fare a prescindere dalla categoria. L’aver accettato l’incarico senza sapere con esattezza dove giocheremo ha fatto la differenza per il presidente. Ci sono le condizioni per fare bene anche se adesso c’è un momento di impasse - dovuta all’incertezza della categoria - per la costruzione della squadra. Contiamo di diventare competitivi in poco tempo. Siamo partiti con il gruppo sotto contratto, poi vedremo di rinforzarlo in base alla realtà che vivremo. Nel frattempo potremo prendere dei giovani validi per entrambe le categorie. Secondo me la Triestina era composta da buoni giocatori nell’ultima stagione, ma questa si è rivelata disgraziata. Non posso valutarne i motivi senza conoscere la situazione al 100%. «I calciatori Sicuramente molti giocatori dovranno si sono espressi sottotono, dimostrare ma possono tornare ancora di essere utili. Moduli? Io ne ho utilizzaall’altezza della ti diversi nella mia carriera e situazione» sono dell’idea che il modulo dipende dai giocatori a disposizione e non viceversa. I punti cardine saranno Il presidente Stefano Fantinel: «Per il mercato aspettiamo il 4 agosto» La presentazione del nuovo allenatore è stata aperta dal presidente Stefano Fantinel. «È la prima conferenza-stampa che faccio dal 12 giugno, un giorno drammatico vista la retrocessione. Vi assicuro che 48 ore dopo ci siamo messi al lavoro per ottenere quel ripescaggio per il quale non c’erano certezze, ma solo una flebile speranza. Solo questa settimana si è aperta una piccola possibilità e il vero pericolo non è il Verona, ma l’Ancona che non si dà per vinto pur non dovendo venir iscritto alla serie B neanche un anno fa viste le varie irregolarità commesse. Noi siamo pienamente in regola con tutto quanto a differenza dell’Ancona appunto, della Reggina e dell’Ascoli. Queste ultime due società sono state deferite per non aver pagato tutti gli stipendi. Nel consiglio di amministrazione del 19 luglio abbiamo messo a punto tutte le carte per presentare domanda di ripescaggio, alle quali va aggiunta la parte economica (due milioni e ottocentomila euro). Il Gruppo Banca Intensa ci è venuto in soccorso con una fideiussione di un milione ottocentomila visto che i soldi provenienti dal mercato, come quelli per la cessione di Ardemagni, sono immobilizzati al momento dalla Lega. Faccio un’importante appello alle istituzioni (Regione, Comune, Provincia, Camera di Commercio) e agli imprenditori affinchè ci diano una mano per andare avanti. Noi non abbiamo alcuna intenzione di mollare. Chiediamo aiuto anche ai tifosi. Sia a quelli che hanno intenzione di abbonarsi sia ai supporters che ci seguono pur non frequentando lo stadio. I primi ci aiuterebbero molto, anticipando una parte dei soldi degli abbonamenti per il cui varo bisogna aspettare di conoscere la categoria. Ci sono poi altre due possibilità: fare un contributo volontario a sostegno di Trieste in B e acquistare la maglietta del novantennale al costo di 200 euro. Il mercato? La serie B impone rose ristrette di 19 giocatori e la Lega Pro esige 8 giovani in rosa. Al momento non possiamo ad esempio prendere tali giovani con il rischio di lasciarli fuori rosa in caso di ripescaggio. Per pensare agli acquisti dobbiamo aspettare il 4 agosto, quando conosceremo il nostro destino. È sicuramente una data condizionante, ma noi non possiamo cambiarla. Il mercato, in ogni caso, resterà aperto fino al 31 agosto e ci sono molti giocatori con i contratti scaduti e cinquecento calciatori disoccupati a causa del fallimento di 21 società. Al momento abbiamo 18 giocatori sotto contratto, conteggiando anche Brosco che è impegnato all’europeo under 19, e in ritiro ci sono anche 6 Primavera. Il lavoro fatto a livello giovanile negli ultimi tre anni è buono visto che Hottor è andato al Milan, Steffè all’Inter e un ragazzo ci è stato rubato dalla Fiorentina». Così, invece, il vice sindaco e assessore allo sport comunale Gilberto Paris Lippi: «Dopo i dissapori tra il sindaco e il presidente Fantinel ci sono stati i dovuti chiarimenti e c’è la massima volontà di aiutare la Triestina a iniziare dai trecentomila euro abbondanti per l’impianto di tele-sorveglianza dello stadio. Ho chiesto, inoltre, a Roberto Menia di parlare con il sottosegretario con delega allo sport Crimi affinchè vengano rispettate alla lettera le regole imposte dalla Figc dopo le tante chiacchere messe in giro dal Verona». m.l. ritmo alto e spiccata personalità in modo da essere padroni delle partite e del nostro destino. Non sarà facile ritrovare subito l’entusiasmo dell’ambiente dopo la retrocessione. Per riconquistare i tifosi i calciatori dovranno dimostrare di essere all’altezza della situazione, dimostrando di saper giocare a calcio. Se lo faremo, la gente riconoscerà la bontà del nostro lavoro. Adesso ci sarà una corsa contro il tempo per costruire la rosa e poi ci vorrà un po’ di pazienza per arrivare a esprimersi al meglio. Sono sicuro, comunque, che faremo vedere il nostro valore» Massimo Laudani Il curriculum Ivo Iaconi La Triestina ha scelto il suo nuovo per pochi mesi. A giugno 2005, dopo allenatore e si è affidata a Ivo Iaconi, qualche riluttanza iniziale, accettò la nato a Teramo l’11 marzo 1956. panchina del Frosinone. La compagine Sarà coadiuvato dal vice-allenatore ciociara, reduce da una stagione di Umberto Marino (ex Triestina nel C1 culminata con l’eliminazione nella 1990-91), dal preparatore dei portieri semifinale play-off contro il Mantova, Paolo De Toffol, dai preparatori atletici puntava al salto in serie B. Il presidente Maurizio Stirpe lo accontentò in sede Marco Marcattilli e Luca Bossi. Di ruolo difensore quando era calcia- di campagna-acquisti, prendendo caltore, Iaconi esordì in Serie C negli anni ciatori esperti come Anaclerio, FialSettanta con la maglia del Giulianova. dini, Bellè, Ginestra, Antonioli e Perra. Il primo posto andò al Giocò nel ruolo di libero, Napoli di Edy Reja ed ai alto e prestante fisicaSarà coadiuvato play-off Iaconi conquistò mente, le sue doti migliori Umberto Marino la storica promozione fra furono il colpo di testa ed Paolo De Toffol, i cadetti per il Frosinone. il senso tattico. Sfruttando Nella stagione 2006la statura, andava spesso Marco Marcattilli 2007 Iaconi è riconferin avanti sui calci piaze Luca Bossi mato in Serie B alla guida zati, realizzando parecchie del Frosinone. Con la reti. Vestì le maglie della Fermana, del Carpi e del Francavilla, formazione frusinate Iaconi affronta squadra con la quale vinse un torneo un campionato di altissimo livello con di Serie C2. Tornò al Giulianova all’ini- squadre eccellenti (Juventus, Napoli, zio degli anni Ottanta, diventando una Genoa, Bologna, Brescia) concludendo bandiera della squadra giallorossa per il campionato con un’ottima salvezza dieci anni e indossando per diverse sta- a 50 punti, conseguita con un turno d’anticipo grazie alla vittoria per 2-0 gioni la fascia di capitano. Nel 1992 lasciò il calcio giocato dopo sull’Albinoleffe. Nel giugno del 2007 ha firmato un la retrocessione dalla C2 al CND del suo Giulianova. Per due stagioni allenò contratto con la società neo-retrocessa la Sambenedettese in Serie C1, dove dalla A dell’Ascoli. Dopo questa stasuo fratello Andrea era il direttore gione, in cui si piazza all’ottavo posto sportivo. Nel 1994 ricominciò dal CND in classifica in Serie B ottenendo 62 alla guida del Taranto. Vinse il campio- punti con la squadra marchigiana e nato, ma l’anno dopo (‘95-’96) in serie sfiorando i play-off, nel luglio del 2008 C2 non ebbe fortuna e fu esonerato. firma un contratto per la stagione Nonostante il licenziamento, la sta- 2008-2009 con la Cremonese, società gione successiva saltò in C1 al Trapani, di Prima Divisione, ma viene esonerato dopo la 16° giornata di andata. Viene ma retrocesse. Le stagioni poco positive, dovute ingaggiato in sostituzione di Walter all’inesperienza, contribuirono alla sua Novellino sulla panchina della Reggina crescita professionale e infatti iniziò a il 24 ottobre 2009 e a sua volta esonecollezionare promozioni. Con la Fer- rato il giorno 8 febbraio 2010. E ora mana (C1) si salvò il primo anno, al l’approdo alla Triestina. m.l. secondo arrivò primo traghettando la società marchigiana per la prima volta in Serie B. Il successo, bello ed inaspettato, ebbe un epilogo amaro: nei cadetti la squadra retrocesse e passò al Catania in C1, ma venne esonerato dopo sette gare. Dopo un anno di riflessione venne ingaggiato dal Pescara dove era direttore sportivo il fratello Andrea. In due anni riportò la squadra in serie B, ma nei cadetti la sorte gli fu avversa: dopo una metà stagione di buon livello, la situazione precipitò e Iaconi venne esonerato. A febbraio del 2005 guidò il Pisa (C1) 24 q il tuono SPORT Sabato, 24 luglio 2010 Gli alabardati precedono di poco Gli scaliGeri. Ripescaggio, la Triestina in vantaggio sul Verona Scaduti ieri i termini di ripescaggio nella serie cadetta, il Consiglio Federale nella giornata di venerdì 30 dovrà rendere noto in via ufficiale la squadra che prenderà il posto dell’Ancona escluso per inadempienze economiche. La corsa, anzi la lotta per agguantare in extremis la serie B è racchiusa tra la Triestina e il Verona, con gli alabardati in leggero vantaggio. La graduatoria per i ripescaggi nella seconda serie nazionale prevede dei parametri a cui viene dato un punteggio percentuale: alla posizione di classifica del campionato precedente viene dato il 50%, mentre alla tradizione sportiva della città e alla presenza di spettatori allo stadio dal campionato 2004/05 al 2008/09 viene dato il 25% ciascuno. Inizialmente viene stilata una sorta di graduatoria composta da 36 formazioni aventi diritto a disputare la Lega Pro, e su di essa viene assegnato un punteggio decrescente che varia dai 36 punti della prima classificata per scendere sino all’ultima che ne ottiene solo uno. Alla classifica del campionato come detto viene dato il valore maggiore in quanto influisce per ben il 50% del punteggio totale. La Triestina in questo caso è prima con 36 punti, ne ottiene 18 per il computo finale (il 50%), visto che ha disputato i play out salvezza di serie B con il Padova poi persi, mentre il Verona sconfitto nella finale dei play off di Lega Pro si classifica appena al terzo posto dietro la Cremonese ottenendo 31 punti (15,5 per il conteggio finale). Passando alla tradizione sportiva della città in cui il club proviene, valore pari al 25%, il Verona è nettamen- te primo totalizzando così 36 punti e portandone 9 nel resoconto finale (il 25%), L’Unione la segue a ruota al secondo posto realizzando così 35 punti che vanno a sommare di 8,75% il computo totale (il 25%). L’ultimo punto riguarda le presenze allo stadio dal campionato 2004/05 al 2008/09 a cui va attribuito un valore pari al rimanente 25%. Anche in questo caso il Verona è al primo posto, che così ottiene altri 36 punti, di cui 9 vanno ad aggiungersi per il punteggio finale (il 25%), la Triestina è appena in quarta posizione prendendo così 33 punti,di cui 8,25(il 25%) vanno per il conteggio totale. Sommando così tutti i punteggi di questa graduatoria la Triestina totalizza 35 punti contro i 33,5 del Verona. Se la matematica non è un opinione la società alabardata ha tutte le carte in regola per disputare il prossimo campionato in serie B; ora la palla passa al Consiglio Federale che finalmente a fine mese ufficializzerà i ripescaggi dando fine all’ennesima telenovela calcistica estiva. Denis Locoselli Quasi fatta per il portiere seculin, si tratta per di carmine e gulan Il mercato dell’alabarda In attesa della conferma in serie B della Triestina, il mercato dell’Unione inizia a movimentarsi con le prime trattative in corso. Sul fronte arrivi pare quasi fatta per il giovane portiere Andrea Seculin in prestito dalla Fiorentina. Sempre dalla società viola piacciono altri 2 giocatori di cui si parla un gran bene: l’atAndrea Seculin taccante Di Carmine, la stagione scorsa a Gallipoli, e il centrocampista serbo Gulan, con un passato nelle file dell’Empoli. La Triestina inoltre sta valutando la possibilità di riportare in biancorosso Colombo, uno dei pochi a salvarsi nel passato campionato: l’esterno di proprietà del Torino fino a qualche settimana fa sembrava destinato al Frosinone, ma poi la trattativa si è conclusa sul nulla di fatto. Il club ciociaro è interessato a Della Rocca, ma secondo radio mercato l’attaccante pugliese non dovrebbe muoversi dal capoluogo giuliano. D. L. Samuel Di Carmine a settembre, sui campi dell’asd san luigi si svolgerà il torneo internazionale di calcio a 7 giunto alla sua tredicesima edizione. Marco Cavallo, torneo tra calcio e musica Il 3-4-5 settembre, sui campi dell’ASD San Luigi di via Felluga 58 a Trieste, si svolgerà il Torneo internazionale di Calcio a 7 “Marco Cavallo”, giunto alla sua tredicesima edizione. Il 13° Torneo Marco Cavallo viene organizzato dalla Polisportiva Fuoric’entro in collaborazione con il DSM e l’Azienda Sanitaria Triestina e con il contributo della Regione FVG, dell’Assessorato allo Sport del Comune di Trieste, della Fondazione Casali e della BCC di Staranzano. La manifestazione è riservata a società che operano nel campo dell’integrazione sociale, con particolare riguardo al tema della salute mentale. Fanno infatti parte delle squadre in lizza utenti, operatori e volontari dei vari Centri di Salute Mentale, ma anche semplici sportivi o appartenenti al variegato mondo del disagio sociale. L’obiettivo degli organizzatori della Fuoric’entro, infatti, è creare formule eterogenee, capaci di stare e crescere assieme, socializzare, scambiarsi esperienze, integrando a 360 gradi chi sta “dentro” e chi “sta fuori” dalla presunta normalità. Non a caso il torneo di calcio reca con sé il nome evocativo di Marco Cavallo, riferito all’animale che nel 1973 squarciò il silenzio delle mura manicomiali triestine, osando sfilare per le strade cittadine, colmo dei sogni dei pazienti, dei loro desideri. Azzurro come il colore del cielo, come le luci della libertà. Luci capaci di fare nascere il movimento basagliano che portò alla rivoluzio- naria Legge 180 che aprì i manicomi alle città. Un assunto che ormai, in occasione della sua 13.a edizione, ha portato il tema Torneo Marco Cavallo a varcare i confini nazionali, richiamando a Trieste squadre provenienti da tutta Italia ma anche da Francia e Spagna. Tra le dodici squadre che daranno vita al torneo, saranno infatti presenti anche le francesi Rouffach ed Erstein, una formazione spagnola ancora in via di definizio- ne e che, probabilmente, rappresenterà la nazionale dell’Andalusia, oltre alle squadre italiane di Lecce, della siciliana Barcellona Pozzo di Gotto, di Foligno, Pontedera, Pordenone, Udine, Gorizia, Villaggio del Fanciullo, oltre ai padroni di casa della Polisportiva Fuoric’entro Trieste. Le squadre saranno divise in due gironi all’italiana di sei squadre, mentre nella giornata conclusiva di domenica 5 settembre si svolgeranno tutte le finali dal primo sino al 12.o posto. Accanto al torneo maschile anche uno femminile composto da quattro squadre provenienti dalla regione. Insomma il Marco Cavallo azzurro viene oggi ricordato anche grazie all’interno della struttuad un evento calcistico ra del campo di San Luigi unico nel suo genere, ca- con la possibilità di manpace di catalizzare realtà giare un panino o ordinacittadine, nazionali e in- re una grigliata. Sul palco si esibiranno ternazionali operanti nel campo dell’integrazione Toni Bruna, autore di un sociale di soggetti deboli. folk vero o immaginario, del quale Il torneo è difficile è divenPolisportiva definirne tato una Fuoric’entro un congrande feVia delle Beccherie 14 fine. Rista in cui 34100 Trieste mane che ognuno Tel/Fax: +39 040 si tratta gioca sen365687 (mattino) di un meza l’assillo www.fuori-centro.org nestrello, del risulforse di tato agoun poeta. nistico, perché a vincere il Marco Con lui ci si può rendeCavallo non è la squadra re conto all’improvviso più forte, ma quella più di esistere e subito dopo corretta, cioè quella ca- capire che il centro del pace di assicurarsi l’am- mondo è a Repentabor o in bar Ponziana (www. bita coppa fair play. Nell’edizione 2010, la tonibruna.com). Quinmanifestazione intende di sarà il turno di Zona aprirsi più che mai alla Rossa Krew, gruppo di cittadinanza compren- “hip hop” de L’Aquila che dendo, oltre a quello cal- tratta tematiche inerencistico, anche un even- ti la salute mentale e de to musicale, il “Marco La Grande Orchestra, un Cavallo Festival” che si progetto di inclusione sosvolgerà il 4 settembre ciale del Club Zyp. c.s. a partire dalle ore 20 il tuono q 25 SOCIETÀ Sabato, 24 luglio 2010 Nuove regole per i tatuaggi Più elasticità per i professionisti dell’ago. Riti e mode di una tradizione molto antica che continua ad affascinare La recente approvazione di un Regolamento comunale che disciplina, tra le altre, anche l’attività dei tatuatori, dimostra la grande diffusione di questa pratica. Tanto da richiedere per l’appunto una maggiore definizione delle leggi del settore. Con le nuove regole i professionisti del tatuaggio e del piercing possono scegliere l’orario di apertura giornaliera della propria attività in una fascia che va dalle 5 alle 23 (mentre prima il limite era tra le 7 e le 22). Ma soprattutto adesso non è più necessario attendere l’autorizzazione comunale per iniziare a lavorare: è sufficiente presentare una Dichiarazione di Inizio Attività che attesti la conformità dei locali e delle attrezzature alle norme vigenti, oltre che il possesso della qualifica professionale. Più elasticità dunque, per una pratica che continua a esercitare il suo fascino. Come dimostra anche il successo del Trieste Tattoo Expo, la kermesse dedicata al tatuaggio che si prepara alla sua terza edizione (alla fine di novembre), con un numero sempre crescente di visitatori, espositori ed eventi. Riti e mode L’uomo conosce il tatuaggio fin dall’antichità. Infatti in molte culture esso aveva un significato rituale: po- teva sancire il passaggio all’età adulta o a un grado più elevato nella gerarchia sociale, oppure poteva essere fatto a scopo scaramantico, oppure ancora per indicare l’appartenenza a un gruppo. Anche oggi molte persone si tatuano per comunicare qualcosa di così importante nella loro esistenza da necessitare un segno indelebile. Frasi particolarmente significative, date da ricordare, i nomi dei propri cari… Ma ci sono molte differenze: innanzitutto, nelle società tribali la pratica del tatuaggio non può prescindere dall’esperienza del dolore. La sofferenza fa parte del rito, assume addirittura un valore simbolico, mentre invece nel mondo occidentale si cerca generalmente di ridurre al minimo il dolore (anche se si va diffondendo una cultura similare, legata soprattutto alle pratiche di piercing e scarificazione, per cui il dolore “fa parte del gioco”). E poi, nel nostro mondo occidentale, il tatuaggio rientra molte volte nella dinamica della moda e dell’immagine. E se non piace più? “La tua amica sfoggia un tatuaggetto, corri a farti un tatuaggetto, d’un tratto non ti piace più, cosa fai? Ne fai un altro più grosso”: come nella canzone di Elio e Le Storie Tese, troppo spesso il tatuaggio è frutto di una voglia momentanea, di una suggestione modaiola. Come risolvere il problema di una scelta fatta con leggerezza? Un tatuaggio non è certo un vestito che si può chiudere nell’armadio o rivendere al negozietto dell’usato. La soluzione più efficace è quella dell’intervento con il laser, ma è anche quella più costosa: bisogna sottoporsi a diverse sedute, ognuna delle quali può costare centinaia di euro; e più il tatuaggio è esteso, più sedute sono necessarie. Solo una modalità di laser, detta “q-switch”, garantisce l’assenza di cicatrici, ma c’è sempre la possibilità che restino delle ombre sulla pelle, a seconda di quanto profondamente l’inchiostro è penetrato nel derma. Un metodo meno diffuso, e molto più aggressivo, è quello della dermoabrasione: si raschia via lo strato superficiale della pelle, ma il pericolo di cicatrici è molto elevato. Alla fine, la soluzione che sembra essere più seguita è, come nella canzone, quella di coprire il vecchio tatuaggio con uno nuovo, più grosso e magari meglio eseguito. Ma forse per evitare il problema basterebbe fare delle scelte più consapevoli e meno avventate, senza farsi influenzare dalle tendenze e dalle mode. Giuseppe Nava sPesso il buon senso aiuta a viveRe meglio l’abbRonzatuRa estiva I benefici del sole Negli anni ’20 Sir Henry Gauvian, medico inglese fautore dell’elioterapia, scriveva: «Il sole è come un buon champagne: stimola, rinvigorisce, ma se si esagera intossica e avvelena». Come dire: abbronzatevi, ma non esagerate. Come ogni anno, anche per l’estate 2010 i medici specialisti hanno fornito una serie di regole da seguire per tutti gli amanti della tintarella. Accorgimenti, sottolineano i medici, che dovrebbero andare di pari passo con il buon senso della persona che si accinge a sdraiarsi sotto il sole. Sembrerebbe quasi inutile, infatti, ribadire alcuni accorgimenti per gli amanti della tintarella: evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata; bere molto; ripararsi all’ombra e coprirsi il capo con un cappello. Soprattutto usare un’adeguata crema solare, graduata in funzione del tipo di pelle e delle condizioni ambientali. Accorgimenti minimi che vengono però spesso elusi dai “tintarella dipendenti” andando così incontro a colpi di sole e malesseri vari. Più interessante e utile di un’abbronzatura perfetta è però sapere che una corretta esposizione ai raggi ultravioletti porta una serie di benefici da non sottovalutare: una delle azioni principali del sole è quella di stimolare la sintesi di vitamina D nella pelle, vitamina che risulta estremamente importante nella prevenzione di alcuni disturbi, come la malattie ossee e le cardiopatie, ma non solo. La vitamina D, che produciamo per il 90% grazie al sole e per il restante 10% introduciamo con i cibi, stimola la produzione di sostanze antibatteriche ed ha un’azione immunosoppressiva, utile quando il sistema immunitario è iperattivo a causa di malat- tie autoimmuni o patologie la produzione di sostanze con una grossa componente che migliorano il nostro beimmunitaria e infiammato- nessere. Sarebbero sufficienti una ria, come la psoriasi. Una corretta esposizione favori- o due ore al giorno all’esterno, magasce poi una ri in moregolariz«Il sole è come un vimento: zazione nel buon champagne: la luce, ricambio stimola, rinvigorisce, infatti, cellulare ma se si esagera regola nella pelle. intossica e avvelena» il tono Ma gli dell’umoesperti sottolineano anche che tut- re modulando la sintesi di ti questi benefici non sono serotonina e interviene su necessariamente legati quella della melatonina, all’abbronzatura: bastereb- garantendo un buon ciclo be infatti passare più tempo sonno-veglia. Stare all’aria aperta preall’aria aperta per innescare viene la cosiddetta “sindrome da malilluminazione” che colpisce chi passa la maggior parte del tempo al chiuso. I sintomi più comuni di questo disturbo sono stanchezza, sonnolenza, tendenza all’isolamento e alla sedentarietà, aumento di peso. Buon senso e accortezza quindi sono le parole d’ordine per abbronzarsi e godere dei benefici che il sole è in grado di fornirci gratuitamente: un partner per la nostra salute assolutamente da non sottovalutare. f.d. Abbronzati tutto l’anno: attenzione e cautela Secondo la Società Italiana di dermatologia (SIDeMast) un milione e 700 mila adulti e 700 mila ragazzi tra i 14 e 18 anni sono da considerarsi “lettino-dipendenti”: ricorrono cioè all’abbronzatura artificiale delle lampade due o più volte al mese, in tutti i mesi dell’anno. La Regione Toscana, seguendo l’esempio del Piemonte (che dal 2003 si è dotata di una normativa per i gestori), ha redatto alcune linee guida per l’uso corretto di dei lettini solari e simili. Una delle prime regole adottate è il divieto della lampada ai minori i quali, se vorranno abbronzarsi artificialmente, dovranno avere il consenso dei genitori. Inoltre le lampade sono sconsigliate alle persone con pelle e capelli chiari; che hanno più di venti nei; che hanno avuto scottature nell’infanzia o la pelle danneggiata dal sole; chi usa farmaci fotosensibilizzanti; chi ha una storia famigliare o personale di melanoma. Per i soggetti che non dovessero rientrare in nessuna di queste categorie, i medici consigliano comunque di effettuare una visita dermatologica così da conoscere dose e frequenza delle esposizioni permesse. La Toscana ha poi redatto una serie di regole anche per i gestori, i quali dovranno avere un “patentino” di idoneità, usare lampade rispettose delle norme europee, dare sempre gli occhialini di protezione ai clienti e non mettere a disposizione prodotti per accelerare l’abbronzatura. Ogni cliente dovrà poi avere una propria scheda di esposizione personale su cui vanno annotati tipo di lampada, durata e dose delle esposizioni ed eventuali reazioni. f.d. 26 q il tuono APPUNTAMENTI Sabato, 24 luglio 2010 Nel suo diario poetico Nidia robba fa uso di uNa rima sparsa, più o meNo fitta, e di uNa metrica varia Il Quinto elemento di Nidia Robba 86 anni e una grande vitalità intellettuale: dopo 5 romanzi, un libro di mottetti e scherzi e 7 raccolte di poesie, Nidia Robba, animo colto e delicato, dà alle stampe il suo ottavo libro di rime. Quinto elemento s’intitola il volume che è stato di recente presentato nell’affascinante cornice della villetta un po’ fané, circondata da un romantico giardino, dove la scrittrice abita da sempre. All’incontro, condotto dalla pittrice Helga Lumbar, che ha significativamente illustrato anche la copertina del libro e letto alcune liriche della Robba, hanno partecipato, in qualità di ospiti d’onore, il direttore dei Civici Musei e dell’Area Cultura del Comune di Trieste, Adriano Dugulin, e l’architetto Marianna Accerboni. Nidia Robba, intelletto profondo e sensibile, molto amante della natura e degli animali, inizia a conservare le proprie opere letterarie solamente dal ‘78, mentre precedentemente le aveva gettate nel fuoco, sospinta da un intimo pudore. Le salva per lasciare un ricordo alla figlia, grazie all’interessamento della quale inizia a pubblicare nel 2002. Dopo aver ricevuto numerosi premi, recentemente è stata insignita di un importante riconoscimento da parte del Comune di Trieste. Nel suo diario poetico Nidia Robba fa uso di una rima sparsa, più o meno fitta, e di una metrica varia, «la La Robba, pur quale non conoscendo come afferl’esoterismo, ma l’autriintride i suoi scritti ce - dona il tempo, d’intuizioni riferite la vita, ma a tale filone soprattutto regola i vari componimenti». Che, nell’ultima raccolta, sono suddivisi in differenti gruppi: Quattro elementi, Confronti, Angeli caduti e Angeli risorti per umana bontà. L’ultimo s’intitola invece Fra cielo e terra, fra lacrime e sorrisi e rappresenta un corpus di poesie composte in periodi diversi, più o meno lontani. Lo psicologo Fausto Ranieri, nell’introdurre il libro, ha posto l’accento sul fatto che la Robba, pur non conoscendo l’esoterismo, intride i suoi scritti d’intuizioni riferite a tale filone. Giancarlo Bonomo ha affrontato altri molteplici aspetti della creatività dell’autrice, sottolineando in particolare la sua capacità di capire il mondo dei giovani, pur senza condividerne gli atteggiamenti. Marianna Accerboni ha condiviso l’eccezionalità della sensibilità esoterica della Robba, ricordando alcuni episodi legati al libro L’incantesimo della città rosa. E ha quindi focalizzato l’attenzione sulla grande cultura, che la scrittrice ha acquisito fin dalla prima giovinezza in frequenti viaggi in Italia e in Europa e lei stessa porge al lettore con levità e naturalezza. Benedetta Moro Nelle immagini alcune delle opere di Nidia Robba Al TriesteLovesJazz Festival arrivano Esperanza Spalding e Omar Hakim Prosegue la rassegna Ha la grazia di un angelo, internazione TriesteLo- la voce frizzante e fresca vesJazz. Sabato 24 luglio, come una giovanile cain piazza Unità, sarà la rezza, ottime doti di struvolta di uno degli eventi mentista (una tecnica nopiù attesi e più fortemente tevole e personalissima) e voluti dal festival: sale sul di compositrice.Una vera, palcoscenico Esperanza trascinante rivelazione del Spalding, accompagnata jazz contemporaneo. dai suoi partDomenica ners dal vivo: 25 luglio piazDue grandi una nuova, gioza Unità ospita nomi del jazz un altro evento vane stella del mondiale firmamento jazz speciale di cui internazionale. il Festival può Prodigioso tadefinirsi fiero: lento sin dai primi anni il Trio Oz di Omar Hadell’educazione alla musi- kim e Rachel Z feat. Benca, questa contrabbassista dik decide di condividere e cantante dell’Oregon si è un proprio progetto con definita una virtuosa del TriesteLovesJazz e strutcontrabbasso già a quindi- tura proprio per il festival ci anni; distintasi come la una produzione originale più giovane insegnante di ad hoc, in collaborazioBerkley poco più che ado- ne con l’agenzia 00 Jazz lescente, oggi è universal- (USA). Chi ricorda gli mente riconosciuta come interventi di Hakim lo un eccezionale prodigio scorso aprile a Casa della ed è già collaboratrice, Musica non può che contra gli altri, di Metheney, cordare che si tratta fuor Lovano, Austin, Clerke. di dubbio di uno dei per- sonaggi più straordinari per grandezza artistica ed energia umana: acclamato per la sua versatilità, per l’espressività del suo groove, per l’eccellenza nell’uso delle tecnologie in musica, Omar Hakim è uno dei più quotati batteristi e session man sulla scena internazionale degli ultimi 35 anni. Ha collaborato con i più diversi artisti, da Miles Davis a Madonna e ha al suo attivo centinaia di registrazioni, molte delle quali a suo nome. Sul palcoscenico ancora giovanissimo con la Gil Evans Big Band, David Sanborn, Patti Labelle, lega poi il suo nome al gruppo dei Weather Report, con i quali ha suonato fino allo scioglimento della band. Alla fine degli anni Ottanta aveva già collaborato con Miles Davis, Dire Straits, e Sting ma anche, nel corso della lunga ed eclettica carriera, con George Benson, Lionel Richie, Chaka Khan, Anita Baker, Bobby McFerrin, John Scofield, Urban Knight’s, Bruce Springsteen, Michael Jackson, Celine Dion, Jewel, J-Lo, D’Angelo, Mariah Carey, e Madonna. Al festival Hakim porta, dunque, un progetto nuovo, concordato con 00 Jazz appositamente per TriesteLovesJazz, con la partecipazione speciale, oltre alla talentuosa pianista Rachel Z già apprezzata a Trieste e la contrabbassista Maeve Royce, anche del grande sassofonista norvegese Bendik. ciesse Al 6° Festival della Canzone Muggesana vince la divertente orchestra “Gli andè Casa…dei!” Le altre canzoni sono state classificate ex aequo al quarHa vinto il festoso brano El vero mucc…esan – la storia di un simpatico calabrese da cinquant’anni a Muggia to posto. Applaudito ospiti sono stati l’attrice cantante quale muggesano “doc” – con la divertente orchestra “Gli Marzia Postogna che ha anche voluto ricordare Lelio Lutandè Casa…dei!” per la settima edizione del Festival della tazzi con El can de Trieste e il cantautore austriaco Rik che canzone muggesana svoltosi in piazza Marconi. Il brano ha riproposto la sua canzone Il trovatore di Muggia. è stato composto dall’autore Stefano L’evento è stato promosso dal CoTugliach e si è avvalso della collabomune con la Fameja mujesana, con la razione dei cantanti Livio Pippan e collaborazione delle Compagnie mugTullio Aiello. I vincitori sono stati pregesane e della locale Pro loco, e con il miati dal sindaco Nesladek che ha vocoordinamento di Fulvio Marion. Un luto sottolineare la piacevole riuscita pubblico molto numeroso ha seguito dell’evento e le tematiche proposte nei questa edizione che ha rappresentatesti. to un piacevole salto di qualità per Seconda Muja in armonia – una deil buon livello complessivo di questo dica musicale alla città con il suo mare L’orchestra vincitrice degli “Andè nuovo e inedito repertorio canoro e con la sua giovialità – del cantauto- Casa…dei!” (foto Balbi) dialettale. re Roberto Tomè e della figlia Andrea Lodevole è apparsa infine l’iniziaMaura, con le collaborazioni musicali di Diana ed Enrico tiva della Fameia mujesana di mettere a disposizione Feresin. Terza è stata classificata dalla giuria Ricordi de ti, specifici testi poetici da musicare per spronare gli autori una giovane storia d’amore composta ed interpretata dal- a rispettare la genuinità del vernacolo locale e sostenerne le gemelle Manuela e Michela Conrad. Una segnalazione ulteriormente le radici e l’ identità Un Festival che sta prodi merito è andata al ritmato motivo Macarena mujesana gressivamente crescendo qualitativamente coinvolgendo del cantautore Giuseppe Veronese su versi di Silva Della Muggia per interesse e adesione. Pietra Lepore. C.S. APPUNTAMENTI Sabato, 24 luglio 2010 il tuono q 27 il teatro, la danza, le arti visive e la musica dal 1992 a trieste Associazione Actis, seminario teatrale con percorsi creativi Flow-er L’Associazione Actis (Associazione Culturale Teatro Immagine e Suono) si è costituita nel 1992 a Trieste per rendere fruibili ad un ampio pubblico ambiti artistici affini, quali il teatro, la danza, le arti visive e la musica. I corsi teatrali, che ne costituiscono spesso l’asse portante, sono il perno su cui vengono elaborati percorsi creativi per nuove sinergie e forme espressive. L’Actis, che conta ogni anno un centinaio circa di iscritti, è un’associazione aperta e dinamica, e vanta proposte culturali che si distinguono per l’utilizzo di uno spazio multifunzionale e la ricerca interdisciplinare. Ha collaborato con l’Ass. Compagnia Arearea, la Fabbrica delle Bucce, e lo Studio Open Space e intende ora portare avanti l’ottava edi- zione del DanceProject Festival. Nel 2009 ha realizzato a Trieste L’Opera del mendicante di John Gay, commedia satirica ripresa e sviluppata poi da Bertold Brecht con il nome di Opera da tre soldi. L’ope- ra di Gay, messa in scena nel 1700, piena di pungente sarcasmo, ribaltava i valori su cui si reggeva la società inglese. Essa ha dato l’avvio alla ballad-opera in Inghilterra, come dialogo che alternava arie musicali, e ha preparato il terreno all’opéra comique in Francia. Negli anni 2002 e 2003 l’Actis si è impegnata anche nel teatro sociale, con l’organizzazione del Festival Altre espressività rassegna delle diverse abilità e sul disagio sociale promosso dalla Provincia di Gorizia. Al suo interno si è formato da qualche tempo un vivace gruppo teatrale, formato da circa 8-10 persone semiprofessioniste e professioniste, che mette in scena con re- golarità commedie e spettacoli, tra cui L’opera del mendicante. Si rivolge agli istituti scolastici comunali con dei progetti educativi di animazione sulla fiaba, abbinati a dei laboratori di biodanza e psicomotricità. I corsi di burattini danno la possibilità ai più piccoli di inventare, costruire e usare maschere o altri oggetti scenici, usando la voce, il movimento e le emozioni; quelli di danza contemporanea (release technique, graham, con- L’opera del mendicante tact), moderna, jazz e classica si rivolgono Trieste nel teatro, nella agli adulti che voglio- musica e nello spettacono sperimentare tec- lo dal vivo. Questo organiche corporee. nismo ha C’è inoltre da l’ambizioDa martedì poco l’opportune di man27 luglio un nità di usufruire tenere vivo seminario di delle innovative l’interesse tecniche digitali base teatrale per il teaper rielaboratro a Trieper giovani re le immagini ste, obiettiallievi o e e le foto, con professionisti vo che può dei workshop a incontrare già affermati cura di profesdegli ostasionisti del setcoli orgatore. nizzativi, l’Actis è riusciL’Associazione Ac- ta con passione ad unire tis fa parte del circuito molteplici settori artistici della Casa dei Teatri, che nel corso degli anni e a nasce nel 2007 dall’ini- produrre spettacoli apziativa di ventisei asso- prezzabili a costi conteciazioni culturali attive a nuti. Da martedì 27 luglio a sabato 7 agosto 2010 il regista teatrale Alessandro Marinuzzi svolgerà presso la sede dell’Actis a Trieste in Via Corti 3/a due seminari, uno di base e uno per il perfezionamento dei giovani allievi diplomandi delle scuole di teatro e la specializzazione dei professionisti già affermati. Gli interessati possono telefonare alla segreteria al numero 040/34.80.225 o al 328 2684565 oppure scrivere un’email a info@actis1. org. Se volete visitare il sito internet si trova alla pagina www.actis1.org Nuria Kanzian lA MoSTrA coNclUdE UNA fASE ESPoSITIvA dEllA BGA Esposizione internazionale Arte femminile a Gorizia “Arte al femminile”,è una collettiva internazionale d’arte contemporanea, organizzata con il patrocinio della regione, in occasione della X Biennale Giuliana d’arte. Questa mostra conclude una fase espositiva della BGA che ha visto come protagonisti nel 2009 a Trieste la Top Gallery (Missoni, Cara, Casetti, Chersicla, Goina Gordini, Pisani, Rosignano) insieme alla mostra personale dello scultore Villi Bossi (premio X biennale); a Gorizia in autunno la mostra di Giuliano Caporali e infine nel 2010 questa Mencej Ines, Butterfly effect, olio su tela rassegna internazionale di solo artiste donne italiane, slovene croate e austriache, con l’intento di rendere omaggio alla presenza femminile sempre più numerosa, sensibile e qualificata nel mondo dell’arte contemporanea. Batich, Benci, Bigarella, Cecchi Burlini, Daus, Delise,Ducaton, Faidiga, Ferluga, Franza, Goina Gordini, Grison, Jarc, L’architetto Luigi Pitacco, curatore della mostra Konate,Lazicic, Legovini, Mencej, Moncheri, Morea, Nemarini, Noliani, Nussforfer, Psacaropulo,Raza, Riavini, stata organizzata in collaborazione con il Comune di TrieScarizza, Sbisà, Siauss, Stravisi,Suran, Vilardo, Zerial e ste e Gorizia e l’Università degli Studi di Trieste. L’esposizione è visitabile nella sale dell’auditorium Zudic sono le numerose artiste che rendoDora Bassi di Gorizia fino 26 luglio 2010. no la mostra incantevole e preziosa. Claudia Bolboceanu Ci sono opere di grafica, pittura, tecniche miste, opere plastiche, mosaici, collage su cartoni e installazioni. Ogni quadro racconta una storia, lo spirito, la natura, le radici, i sogni, la fragilità degli uomini e del mondo. Un mondo variopinto di colori e passione dove si respira un’area di amicizia e collaborazione. Particolare l’opera di Fabiola Faidiga, un’installazione di 60 gatti, cuscini e scritte che accoglie i visitatori offrendo un “percorso” e una riflessione sulla vita e l’amore oggi. La collettiva, proposta dall’architetto Luigi Pitacco, è Fabiola Faidiga, Non sei morto, amore, installazione 28 q il tuono APPUNTAMENTI Sabato, 24 luglio 2010 lo spettacolo sta caMBIaNDo QUalcosa, DI Marco tortUl coN UN grUppo DI attorI sogNatorI, IN sceNa IN pIazza hortIs Il 29 luglio Sta cambiando qualcosa Il 29 luglio, alle ore 21:00, in piazza Hortis, la compagnia teatrale di Trieste Oltre quella sedia metterà in scena lo spettacolo Sta cambiando qual- cosa, di Marco Tortul con un gruppo di attori sognatori. Il gruppo incontra un singolo essere umano, gli dà l’opportunità di espri- mersi; il singolo dona la sua vita e le sue emozioni ed il gruppo cresce e incontra un altro singolo, gli dà l’opportunità di esprimersi ed egli dona la sua vita, le sue emozioni ed il gruppo cresce ed incontra un altro singolo ancora, che sente l’implosione dentro di sè, apre la valigia dei suoi ricordi e sente La storia della compagnia Oltre quella sedia La teatrabilità é nata nel 2002 come idea, l’idea si è sviluppata in un corso , il corso ha creato uno spettacolo, lo spettacolo ha formato un gruppo (denominato Oltre quella sedia) e il gruppo è diventato un’opportunità per rinnovarsi e trasmettere una nuova cultura, cioè che tutti possiamo realmente giocare al meraviglioso spettacolo che è la vita, non serve essere né esperti né inesperti, né professionisti né alle prime armi, né abili né disabili, né appassionati né curiosi, né bambini, né giovani né anziani, né forti né deboli, basta essere esseri umani La teatrabilità come uno strumento quindi, per esprimere la propria libertà di essere, per sentirsi gruppo, per sentirsi accettati per quello che si è, per fare esperienza di vita. Lo stile Un gruppo di persone che promuove le singole individualità attraverso la forza del gruppo, che cerca di portare una nuova cultura attraverso uno stile, lo stile Oh poetico parco all’ex Opp Il 30 luglio si terrà la quarta sessione della rassegna dedicata alla poesia e alla musica Nella serata del 30 luglio, presso l’area antistante il padiglione M (via de Pastrovich, 1) del Parco di San Giovanni, si terrà la quarta sessione della rassegna Oh poetico parco. La rassegna ha come oggetto principale la poesia e la musica, ed è uno tra gli importanti eventi di rivalorizzazione e rinnovamento che, nel corso degli ultimi anni, hanno reso il Parco di San Giovanni, cioè il parco dell’ex OPP (Ospedale Psichiatrico Provinciale), un luogo suggestivo, vivo, aperto alle più svariate iniziative della città. L’appuntamento del 30 luglio comincia alle 19.00 con la conferenza di Riccardo Cepak appassionato bibliofilo che lavora al museo sveviano, intitolata Leggende di uomini: Serge Voronoff innestatore di gioventù; l’argomento della conferenza è la biografia di Serge Voronoff, il “leggendario” e misterioso scienziato russo, naturalizzato francese, che condusse degli esperimenti per cercare di creare “l’elisir della lunga vita” e di potenziare le possibilità sessuali degli esseri umani. Alle 20.00 verrà presentato il libro del professore Giulio Favento Poesie inattuali, edito da Asterios editore. Nella terza parte della serata, dalle ore 21.00, avverrà la lettura, con accompagnamento musicale, dei migliori testi del concorso letterario a tema lgbt … para ti, zate, per te – Poesie per un corpo, organizzato dall’Associazione Arcobaleno Arcigay Arcilesbica. La serata si concluderà con un concerto del duo triestino/udinese composto da Eleonora Cedaro, alla chitarra e Laura Comuzzi, al violino. Il duo proporrà un repertorio di canzoni friulane, ispirato alla tradizione delle canzoni popolari. La rassegna, giunta alla sua terza edizione, per il 2010 prevede ancora due appuntamenti, il 27 agosto e il 24 settembre, che si terranno, tradizionalmente, all’incirca all’orario del tramonto estivo, orario scelto per permettere al pubblico l’esperienza della condivisione di un momento particolarmente suggestivo della “vita naturale del parco”. Oh poetico parco è un progetto organizzato dall’associazione culturale Nadirpro, con il contributo della Provincia di Trieste e promosso dall’Azienda per i Servizi Sanitari n. 1, dalla cooperativa La Collina e da Banca Etica, con la collaborazione di Radio Fragola. Stefania Loretti In mostra Scatti Viziati a Monfalcone Prosegue fino al 29 luglio, presso il Centro Giovani di viale San Marco 70 a Monfalcone, la mostra collettiva Scatti Viziati - I 7 vizi capitali, a cura del laboratorio ScattArte. L’ingresso è gratuito. La collettiva è più che una mostra tradizionale: è un percorso totale attraverso i sette vizi capitali nel quale Scatti Viziati - I 7 vizi capitali Centro Giovani viale San Marco 70,Monfalcone Orario: lunedì, martedì e venerdì 17-20 e giovedì 17-24; mercoledì chiuso Dal 15/07/10 al 29/07/10 Per maggiori informazioni Telefono: +39-0481-494656 Email: [email protected] la fotografia diventa mezzo espressivo di un’esperienza più vasta. Si tratta del punto di arrivo più alto raggiunto dal laboratorio fotografico ScattArte proposto dal Centro Giovani in collaborazione con l’associazione Banda Larga e il fotografo Riccardo Berini. la sua fonte, la abbraccia e va nel mondo. Ha la chiave della sua vita! La spontaneità è la vera arte …… La semplicità è la vera forza……. Per maggiori informazioni http://oltrequellasedia.blogspot.com/ C.S. teatrabilità. Attraverso il gruppo, con la spontaneità e la semplicità, i singoli individui si sono scoperti rinnovati nell’animo, nello spirito, nel corpo e soprattutto nel quotidiano e questo ha fatto sì di osservare e sentire che la teatrabilità esce dal contesto teatrale ed entra nel contesto sociale a tutti i livelli. Creiamo anche spettacoli opere d’arte che sono mezzi e non fini, mezzi per metterci in gioco davanti ad un pubblico e per dare un messaggio in modo più amplio. Il gruppo dà l’opportunità al singolo di sentirsi accettato per quello che è; la prima cosa che fai quando ti metti in gioco con noi è quello che sai fare e questo arricchisce il gruppo che ridona al singolo la fiducia in sé stesso e l’opportunità di crescere attraverso la stimolazione reciproca spontanea che avviene in questi casi. Le tre parole chiave di questo stile: animazione, educazione, libera espressione. Animare: dare vita Educere: condurre verso ex-premere: spingere fuori, forzare all’esterno Sollazzamenti in tempo di peste Domenica 25 luglio, alle ore 21:00, in piazza Hortis, Teatro Incontro presenta Sollazzamenti in tempo di peste di Sandro Rossit. Nel 1348 la peste miete a Firenze migliaia di vittime. L’anno successivo Giovanni Boccaccio inizia a comporre le cento novelle del “Decameron”, dove gli effetti della terribile epidemia e la volontà di combatterla da parte di una brigata di dieci giovani predispongono il lettore a una comprensione meno superficiale dell’opera. Ci piace considerare il capolavoro del Boccaccio soprattutto come la risposta gioiosa e vitale di un artista nei confronti della morte, al punto da chiederci se e in quale misura il “Decameron” può divenire una sorta di rimedio capace di contrastare o se non altro di lenire anche le “pestilenze” dei giorni nostri. E così alcune di queste novelle sono state sottratte alla pagina scritta e liberamente adattate per il palcoscenico. In questo spettacolo vengono proposti tre episodi: la scelta non è caduta sulle novelle più famose o emblematiche, ma su quelle che potevano più efficacemente trasformarsi in un fatto teatrale e rispondere alle potenzialità dell’intero gruppo di attori. Nei limiti del possibile si è cercato di non perdere mai di vista una atmosfera medievale, nella sua dimensione profana e popolare, riproponendola tuttavia attraverso una sensibilità contemporanea. Ne è derivato uno spettacolo poliedrico e multifocale, sorretto costantemente dall’idea che ogni favola, sia essa letteraria o teatrale, possa agire attivamente sulla realtà. il tuono q 29 APPUNTAMENTI Sabato, 24 luglio 2010 Infiorata di Opicina Sabato 24 luglio alle ore 18.00 in piazza Monte Re ad Opicina avrà luogo la premiazione della IV edizione del concorso Infiorata di Opicina, per i più bei giardini e terrazze. La popolazione è invitata a partecipare. Muggia sotto le stelle Percorso geopaleontologico Ogni sabato mattina dalle 10 alle 13, fino al 18 settembre, visite guidate al percorso geopaleontologico del Civico Orto botanico. Per informazioni tel. 040-360.068; e- mail: [email protected] Nuovi occhi per l’immagine donna Sabato 24 luglio dalle 17.00 alle 20.00 presso la Casa Internazionale delle Donne di Trieste, via Pisoni 3, si terrà il secondo appuntamento del primo workshop di fotografia con Marisa Ulcigrai. Il corso di formazione “Nuovi occhi per l’immagine donna” si svilupperà nel prossimo autunno attraverso l’analisi dell’immagine della donna così come viene proposto dai media per proporre possibili divergenze di sguardi e re-interpretazioni fotografiche. Iscrizione obbligatoria – Massimo 15 partecipanti. Info: Fotografaredonna 3356587294 [email protected] www.fotografaredonna.it Triestelovesjazz Trieste, Piazza Unità, Piazza Hortis e Piazza Verdi, 18 luglio - 8 agosto 2010. Le serate hanno inizio alle 21 e sono tutte a ingresso libero. In piazza Unità: sabato 24 luglio Esperanza Spalding accompagnata dai suoi partners dal vivo: Leo Genovese (pianoforte), Ricardo Vogt (chitarra), Dana Hawkins (batteria); domenica 25 luglio Trio of Oz feat. Bendik; lunedì 26 luglio il chitarrista e compositore Larry Carlton, con lui Gene Coye alla batteria e Trevis Carlton al basso elettrico (Lerry Carlton Trio); giovedì 29 Pietro Tonolo e lo spettacolo “Dajaloo”, che vede coinvolti musicisti italiani e senegalesi In piazza Hortis: martedì 27 luglio Trieste Early Jazz Orchestra, diretta da Livio Laurenti, è un ensemble di recente costituzione che raccoglie alcuni fra i migliori strumentisti della scena triestina; a seguire Buschini – Gubitsch – Mosalini “Los inaudibles Trio”, dall’Argentina; mercoledì 28 luglio TriesteLovesJazz Trio (Italia – USA), formato da Rudy Linka (chitarra), Dan Fabbricatore (basso) e Gabriele Centis (batteria); a seguire Frantisek Uhlir Team, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia. Sabato 24 luglio “L’Arte, il Vino e il Mare”, una manifestazione a cavallo tra arte moderna ed enogastronomia, con degustazione di vini stiriani abbinati ai piatti della tradizione muggesana a cura di Asecot. Sempre sabato 24, ViviMuggia organizza le Serate colorate con apertura straordinaria degli esercizi commerciali aderenti alla neocostituita Associazione. Ancora, lo spettacolo Ritrovarsi in Musica, con a musica che ha fatto epoca e i 60 Ruggenti, nel ventesimo anniversario della formazione. Sul Lungomare Venezia alle 19.30, inoltre, prenderà il via la tradizionale e coloratissima “Vogadamata”, sfida tra le Compagnie del Carnevale Muggesano a bordo di originali imbarcazioni realizzate per l’occasione. Tutti i sabati sera, dal 10 luglio al 14 agosto, il Porticciolo verrà chiuso al traffico e ospiterà una serie di manifestazioni. Domenica 25 luglio, spettacolo musicale della Compagnia Bellezze Naturali con l’esibizione dell’Orchestra Vecia Trieste; venerdì 30 luglio spettacolo della Compagnia Ongia e sabato 31 luglio concerto della Compagnia Lampo. Giovedì 29 luglio alle 21.30 ai Giardini Europa verrà proiettato il film L’Era glaciale 3. Sempre il 29, in Piazza Marconi, concerto dei Discoinferno, miglior band italiana del genere Disco e Funky anni ’70. In apertura, concerto della S.I.P. Band. Fino al 15 agosto, nella Sala Comunale d’Arte “Giuseppe Negrisin” allestita nel Palazzo del Municipio, Mostra personale del fotografo Fabio Balbi a cura del Comune di Muggia. Fino al 31 luglio presso il Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di via Roma 9 (Muggia) sarà possibile visitare l’allestimento dell’esposizione “Serralunga. I vasi comunicanti. Dove sbocciano le idee” a cura del Comune di Muggia e dell’associazione Juliet. Piazza dell’architettura Da sabato 24 luglio fino al 7 agosto nel Salone degli Incanti, con orario 16.00 – 24.00, e al Museo Revoltella – galleria d’arte moderna, con orario 10.00 – 19.00 tutti i giorni e 10.00 – 23.00 giovedì e venerdì, sarà possibile visitare la mostra “Piazza dell’architettura”. Sentiero delle piante velenose Domenica 25 luglio, alle ore 16 e 17, al Giardino Botanico Carsiana di Sgonico si terranno delle visite guidate al “Sentiero delle piante velenose”: verranno presentate alcune specie pericolose, comuni in Carso e nel Friuli Venezia Giulia. Carsiana si trova a Sgonico, lungo la strada per Gabrovizza. È aperto dal martedì al vener- Arte, Vino e… Muggia! Domenica 25 luglio alle ore 10.00 in piazza Marconi 5 a Muggia presso Pane Vino & San Daniele, verrà inaugurata “Arte, Vino e... Muggia! - tra Austria e mare Adriatico”. Produzioni artistiche, vignaioli austriaci accompagnati dai sapori dell’Adriatico. dì, dalle ore 10 alle 13; sabato e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; visite guidate i giorni festivi alle ore 16 e 17. Sollazzamenti in tempo di peste Domenica 25 luglio ore 21.00, piazza Hortis, Sollazzamenti in tempo di peste, di Sandro Rossit libero adattamento dal “Decameron” di Giovanni Boccaccio. Progetto e allestimento scenico a cura del gruppo canzoni originali di Sandro Rossit. “Teatro incontro” - Via Somma, 3. Tel 3381167057; [email protected] – www.teatroincontro.it Ricordo di Vincent Van Gogh a Servola Martedì 27 luglio alle ore 19.30, al Circolo culturale Ivan Grbec, via di Servola, 124 (bus n. 29 da P.zza Goldoni) Edoardo Kanzian, operatore culturale del volontariato, con l’associazione di promozione sociale Il Pane e le Rose, il Circolo Lumi (affiliato alla FICC Federazione Italiana Circoli del Cinema), promuove un ricordo di Vincent Van Gogh (1853 – 1890) a 120 anni dalla morte. Viene proiettato il film-documenatrio (durata 60 minuti) realizzato dal Rijksmuseum di Amsterdam sul lavoro pittorico del grande maestro olandese. Afro Beat Mercoledì 28 luglio dalle ore 20.00 all’Etnoblog, Riva Traiana 1/3, approfittando del fresco giardino una serata per ballare con le caldissime selezioni afro beat a cura di Dj Tango e John. Ingresso gratuito con tessera. La casa è un diritto Venerdì 30 luglio 2010, alle ore 19.30, sempre al Circolo culturale Ivan Grbec (Via di Servola, 124) Edoardo Kanzian promuove un incontro sul tema: “La casa è un diritto”. Nell’occasione viene presentato il film di Francesco Rosi “Le mani sulla città” (B/N - 1963 - 105 min.). A Trieste 14.000 appartamenti sfitti, speculazione edilizia diffusa, mafia del cemento, edilizia sociale marginale, rendita immobiliare come metastasi, affitti scandalosi. “Il furto è una proprietà” - Ennio Flaiano. L’iniziativa è un dono per gente equosolidale, responsabile, che pensa alla casa come ad un diritto sociale, all’equo canone. Oggetti smarriti Si informa che presso l’Ufficio Oggetti rinvenuti del Comune di Trieste, Palazzo Municipale di piazza dell’Unità d’Italia 4, ammezzato, stanza n. 37, sono depositati i seguenti oggetti rinvenuti nel mese di giugno 2010 sulla pubblica via: telefono cellulare, anello, catenina, macchina fotografica, orologio, chiave usb e chiavi varie. Gli stessi potrenno venire ritirati dai legittimi proprietari dal lunedì al venerdì ore 9:30 - 12:30, il luned’ e mercoledì anche ore 14:00 - 16:00. Altri oggetti rinvenuti sono visibili presso: Trieste Trasporti Spa, via dei Lavoratori 2 Trenitalia, sede locale, piazza Libertà 8 30q il tuono L’oroscopo della settimana Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching) a scemenze assolute e nocive che noi non siamo disposti a pubblicare. Abbiamo scelto perciò di fornirvi un servizio che si avvicina al livello più nobile, assegnando settimanalmente ad ogni casa astrologica convenzionale delle massime che è sempre proficuo meditare. La loro aderenza personale apparterrà al mistero imponderabile della sorte ed alla vostra sensibilità e riflessione critica. CALENDARIO Sabato,24luglio2010 Distributori di carburante aperti nei festivi DomenIca 25 luglio FERIALE ImpIantI apertI 24 ore su 24 TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36 (superstrada) AGIP - Strada del Friuli 5 AGIP - Via dell’Istria155 lato mare ESSO - Via flavia 120/1 ESSO - Sistiana Centro - Duino Aurisina ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 Km 3+0,67 SHELL - Piazza Duca degli Abruzzi 4 SHELL - Via Locchi 3 OMV - Stazione di Prosecco 35 TRIESTE ImpIantI self servIce AGIP - Via dell’Istria 155 AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio AGIP - Viale Miramare 49 AGIP - Via A. Valerio 1 - Università AGIP - Via Forlanini - Cattinara AGIP - Strada del Friuli 5 AGIP - Duino S.S. 14 ESSO - Sgonico S.S. 202 ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67 ESSO - Piazza Foraggi 7 ESSO - Quadrivio di Opicina ESSO - Via Flavia 120 ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738 OMV - Stazione di Prosecco 35 SHELL - Via Locchi 3 SHELL - Autoporto di Fernetti TAMOIL - Via F. Severo 2/3 TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana TOTAL - Via Brigata Casale TAMOIL - Viale Miramare 233/1 Non metterti alla guida se hai abusato di bevande alcoliche *** Linea marittima TRIESTE - MUGGIA Partenza 6.45 7.50 9.00 10.10 11.20 14.10 15.10 16.20 17.30 19.35 Partenza 9.30 11.00 13.30 15.00 16.30 18.00 MUGGIA TRIESTE 7.15 8.20 9.30 10.40 11.50 14.35 15.40 16.50 18.00 20.05 7.15 8.25 9.35 10.45 11.55 14.35 15.45 16.55 18.05 20.05 7.45 8.55 10.05 11.15 12.25 15.05 16.15 17.25 18.35 20.35 MUGGIA MUGGIA TRIESTE 10.00 11.30 14.00 15.30 17.00 18.30 10.15 11.45 14.15 15.45 17.15 18.45 10.45 12.10 14.45 16.15 17.45 19.15 Arrivo Partenza Arrivo FESTIVO TRIESTE MUGGIA Arrivo Partenza Arrivo Regime tariffario linee marittime in vigore dal 1° gennaio 2010 Corsasingola........................................... CorsaAndataeRitorno........................... Abbonamentonominativo10corse......... Abbonamentonominativo50corse......... Biciclette................................................. Euro Euro Euro Euro Euro 3,45 6,40 11,00 26,50 0,70 Ibigliettiedabbonamentisonovendutidirettamentea bordodell’imbarcazione. STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE Orario dal 13 giugno 2010 Ariete dal 21 marzo al 20 aprile La diffidenza può garantire la sicurezza, masediventaossessionerovinalavita. toro dal 21 aprile al 20 maggio Ilfilosirompesempredoveèpiùdebole, masolosenonpensiamoarafforzarlo. Gemelli dal 21 maggio al 20 giugno Sepretendil’onestàdeivicini,ricordatialmenodichiuderelaportadicasa. CAnCro dal 21 giugno al 22 luglio Quellochechiamiamodestinosonospesso soltantoazionicompiutesenzapensarci. leone dal 23 luglio al 22 agosto Credereatuttièdasciocchi,maloèanche ilnonvolercredereanessuno. VerGine dal 23 agosto al 22 settembre TRIESTE Centrale Monfalcone Cervignano S.GiorgiodiNogaro Portogruaro-Caorle S.DonàdiPiave VENEZIA Mestre VENEZIA S. Lucia prosegue per TRIESTE Centrale Monfalcone Cervignano- S.GiorgiodiNogaro Portogruaro-Caorle S.DonàdiPiave VENEZIA Mestre VENEZIA S. Lucia prosegue per Per fare opera di verità non basta dire il vero:occorreanchedirlotutto. SCorpione dal 23 ottobre al 21 novembre I doni dei nemici possono diventare piùpericolosidell’avariziadegliamici. SAGittArio dal 22 novembre al 21 dicembre Pochiriesconoafabbricarsiunafortuna, moltiinvecelapropriainfelicità. CApriCorno dal 22 dicembre al 19 gennaio Laleggenonbastaaportarelibertàesicurezzaachinonèdispostoadifenderle. AquArio dal 20 gennaio al 18 febbraio Emegliononlodarenécriticarelepersonefinchénonleconoscidavverobene. peSCi dal 19 febbraio al 20 marzo Ledifficoltàsonosemprecompagnesgradevoli,maspessoottimemaestre. (1) (2) (3) (1) 4.30 4.53 5.05 5.14 5.37 5.57 6.24 6.34 5.32 5.55 6.07 6.16 6.40 7.03 7.30 7.40 6.06 6.28 6.42 6.35 6.58 | | 7.37 | 8.15 7.04 7.29 7.41 | 8.12 8.30 8.55 7.35 7.57 Tarvisio 11.44 12.07 12.19 12.28 12.52 13.12 13.39 13.49 12.44 13.07 13.19 13.28 13.52 14.12 14.39 14.49 13.44 14.07 14.19 14.28 14.52 15.12 15.39 15.49 14.11 14.34 14.48 Napoli 9.18 9.41 9.53 10.02 10.26 10.46 11.13 11.24 12.20 12.42 12.56 Milano 8.18 8.41 8.53 9.02 9.26 9.46 10.13 10.24 9.38 10.01 | | 10.40 | 11.16 Carnia 6.41 7.04 7.17 7.24 7.53 8.15 8.51 9.02 (5) (3) * (6) (7) (1) 14.44 15.07 15.19 15.28 15.52 16.12 16.39 16.49 15.44 16.06 16.18 16.27 16.51 17.12 17.37 17.49 15.51 16.17 16.25 16.48 17.03 Tarvisio Tarvisio 16.44 17.07 17.19 17.28 17.52 18.12 18.39 18.49 17.02 17.27 17.40 | 18.11 18.26 18.48 17.34 17.56 18.09 Milano Tarvisio 17.44 18.07 18.19 18.28 18.52 19.12 19.39 19.49 18.44 19.07 19.19 19.28 19.52 20.12 20.39 20.49 Milano 19.18 19.41 19.54 20.03 20.32 20.59 21.39 21.50 19.46 20.12 20.26 20.35 21.03 21.21 21.49 Tarvisio (8) 20.22 20.49 21.02 21.10 21.42 21.54 22.20 22.33 22.42 23.08 23.25 23.49 Udine 22.44 23.17 23.37 23.52 0.34 Lecce (1)Feriale.(2)Festivo.(3)Ferialeesclusosabato.(4) (1) TRIESTE Centrale Monfalcone GORIZIA Centrale Cormons UDINE prosegue per 5.02 5.27 5.51 5.59 6.23 (2) TRIESTE Centrale 14.56 Monfalcone 15.19 GORIZIA Centrale 15.40 Cormons 15.49 UDINE 16.04 prosegue per (1) 5.58 6.23 6.48 7.03 7.28 (1) (2) (1) (1) 6.04 6.29 6.53 7.03 7.28 6.20 6.48 7.10 7.25 7.49 6.56 7.19 7.40 7.49 8.04 7.35 8.03 8.26 8.35 8.57 (6) (2) (5) 14.56 15.51 15.19 16.18 15.40 16.40 16.49 16.49 16.04 17.10 Sacile Tarvisio (2) (1) (2) 7.35 8.56 7.58 9.19 8.18 9.40 8.27 9.49 8.43 10.04 (2) 9.56 10.24 10.48 11.01 11.23 10.56 11.19 11.40 11.49 12.04 11.26 11.54 12.19 12.29 12.53 12.08 12.37 |13.01 |13.15 13.38 (7) (7) (8) 16.02 16.03 16.31 16.56 17.23 17.23 16.30 16.28 16.59 17.19 17.51 17.51 16.53 16.51 17.22 17.40 18.15 18.15 17.02 17.00 17.32 17.49 18.28 19.28 17.24 17.24 |17.55 18.04 18.49 18.49 Tarvisio Tarvisio (7) 17.56 18.19 18.40 18.49 19.04 (9) 18.20 18.49 19.12 19.22 19.46 Sacile (10) 18.20 18.49 19.12 19.22 19.46 Sacile (1) (2) (1) 12.26 12.56 12.56 12.54 13.19 13.19 13.19 13.40 13.40 13.33 13.49 13.49 13.55 14.04 14.04 (1) (1) 18.56 19.53 20.42 19.19 20.04 21.08 19.40 20.27 21.31 19.49 20.36 21.40 20.04 20.57 22.04 (1) (3) (4) 13.30 14.21 14.21 14.00 14.49 14.49 14.25 15.12 15.12 14.40 15.21 15.21 15.04 15.47 15.47 (11) (12) 22.21 22.21 22.44 22.44 23.05 23.05 23.14 23.14 23.29 23.29 (1)Feriale.(2)Festivo.(3)Ferialeesclusosabato.(4)Sieffettuailsabatoefestivi. Nonèsempreverochechitacesiacontento:spessoigrandidolorisonomuti. BilAnCiA dal 23 settembre al 22 ottobre AEROPORTO FRIULI VENEZIA GIULIA - RONCHI DEI LEGIONARI Orario estivo 2010 (in vigore dal 28 marzo al 30 ottobre 2010)+++ Glioraripossonosubirevariazionidapartedellecompagniaaereesenzapreavviso Partenze per Partenza BELGRADO 13.15 10.35 13.35 13.15 BIRMINGHAM 16.55 18.05 BRUXELLESCh. 12.30 CAGLIARI 22.10 CATANIA 12.00 DUSSELDORFWe. 12.00 20.55 LONDRASt. 12.25 14.30 14.50 15.00 15.00 21.40 MONACO 06.20 10.50 15.00 18.55 NAPOLI 12.00 OLBIA 13.15 ROMA 06.55 07.20 11.20 15.20 19.20 TIRANA 10.30 13.00 15.10 20.40 TRAPANI 20.00 Arrivo Frequenza 14.50 -----6- 12.10 -----6- 15.10 -2----- 14.50 ---4--- 18.10 ---4--- 19.20 ------7 14.05 --3---7 23.55 1---5-- 15.25 * 13.45 -2-4--- 22.40 -----6- 13.35 ----5-- 15.40 --3---7 16.00 -----6- 16.10 -2-4--- 16.10 ----5-- 21.40 1------ 07.30 * 12.00 * 16.10 * 20.05 12345-7 13.10 * 15.00 -----6- 08.05 * 08.30 123456- 12.30 * 16.30 * 20.30 * 12.00 -2----- 14.40 ----5-- 16.50 -2----- 22.30 ----5-- 21.40 -2-4-6- Volo Aereo JU411 JU411 JU411 JU411 FR1097 FR1097 FR2834 FR4808 AZ1705 FR6488 FR6488 FR169 FR169 FR169 FR169 FR169 FR169 LH4007 LH3999 LH4003 LH4005 AZ1705 EN1728 AZ1356 AZ1360 AZ1358 AZ1364 AZ1362 LZ152 LZ152 LZ152 LZ152 FR8648 AT7 finoal1/5 AT7 dal8/5 AT7 dal6/4 AT7 dal5/5 738 738 738 738 CR9 viaNapoli 738 dal25/5 738 dal29/5 738 finoal8/4 738 738 738 738 dal16/4 738 AT7 AT7 AT7 AT7 nodal2-22/8 CR9 AT7 dal12/6al28/8 CR9/320 734/320 nodal3-27/8 734/320 734/M80 nodal9-22/8 734/320 AT7 finoal27/4 AT7 finoal11/6 AT7 dal15/6 AT7 dal18/6 738 Note Arrivi da Partenza BELGRADO 11.00 08.20 11.20 11.00 BIRMINGHAM 13.15 14.25 BRUXELLESCh. 10.35 CAGLIARI 20.00 CATANIA 08.30 DUSSELDORFWe. 09.50 18.45 LONDRASt. 09.00 11.05 14.05 11.25 11.35 11.35 17.05 MONACO 09.05 13.15 17.15 21.05 NAPOLI 10.10 OLBIA 10.15 ROMA 09.20 13.20 17.20 20.50 21.25 TIRANA 08.10 10.30 12.40 18.00 TRAPANI 17.55 Arrivo Frequenza 12.40 -----6- 10.00 -----6- 13.00 -2----- 12.40 ---4--- 16.30 ---4--- 17.40 ------7 12.05 --3---7 21.45 1---5-- 11.20 * 11.35 -2-4--- 20.30 -----6- 12.00 ----5-- --3---7 FR168 14.25 -----6- 14.35 -2-4--- 14.35 ----5-- 20.05 1------ 10.10 * 14.20 * 18.20 12345-7 22.10 * 11.20 * 12.00 -----6- 10.35 * 14.35 * 18.35 * 22.05 12345-7 22.40 * 09.40 -2----- 12.10 ----5-- 14.30 -2----- 19.40 ----5-- 19.35 -2-4-6- Volo Aereo Note JU411 JU411 JU411 JU411 FR1096 FR1096 FR2833 FR4807 AZ1708 FR6487 FR6487 FR168 738 FR168 FR168 FR168 FR168 LH3998 LH4002 LH4004 LH4006 AZ1708 EN1729 AZ1357 AZ1365 AZ1361 AZ1359 AZ1363 AF5981 AF5983 AF5983 AF5983 FR8647 AT7 AT7 AT7 AT7 738 738 738 738 CR9 738 738 738 finoal1/5 dal8/5 dal6/4 dal6/5 Frequenze:1Lunedì,2Martedì,3Mercoledì,4Giovedì,5Venerdì,6Sabato,7Domenica.*Giornaliero. CompagnieAeree:AZAlitalia,EN-AirDolomiti,FR-Ryanair,JP-AdriaAirways,JU-JatAirways,LH-Lufthansa(operatodaAirDolomiti-LufthansaRegional),LZ-BelleAir. Aeromobili:319AirbusA319,320AirbusA320,734BoeingB737.400,738BoeingB737.800,AT7-ATR72,CR9BombardierCRJ900,M80-BoeingMDDMD80. viaNapoli dal25/5 dal29/9 finoal9/4 738 738 738 dal16/4 738 AT7 AT7 AT7 nodal2-22/8 AT7 CR9 AT7 dal12/6al28/8 734/320 734/M80 nodal9-22/8 734/320 CR9 nodal2-26/8 734/320 LZ152 finoal27/4 LZ152 finoal11/6 LZ152 dal15/6 LZ152 dal18/6 738 Cinema e teatri Farmacie di turno Numeri utili sabato 24 luglio dalle 13.00 alle 16.00 Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477 Via di Servola, 44 – Tel 040 816296 Basovizza– Tel. 040 9221294 – Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente Emergenza sanitaria 118 Vigili del fuoco 115 Carabinieri 112 Polizia 113 Polizia Stradale 040 4194311 Questura 040 3790111 Emergenza infanzia 114 Antiviolenza donna 1522 Antincendio boschivo 1515 Guardia di Finanza 117 Polizia Municipale 040 366111 Guardia Costiera emergenze 1530 Capitaneria del Porto 040 676611 ASL Numero verde 800 991170 Osp. Riuniti Trieste 040 3991111 CRI Servizi sanitari 040 3186118 Protezione civile 800 500300 ENPA Protez. animali 040 910600 ASTAD Rifugio animali 040 211292 Canile sanitario 040 820026 AcegasAps guasti 800 152152 Acegas informazioni 800 237313 ACI Soccorso stradale 803116 Regione centralino 040 3771111 Comune centralino 040 6751 Provincia centralino 040 37981 Camera di Commercio 040 6701111 Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224 ATER 040 39991 Poste centralino 040 6764111 RadioTaxi 040 307730 Taxi 040 390039 Trieste Trasporti 800 016675 Biblioteca Civica 040 6758200 Biblioteca Gambini 040 634753 Biblioteca Statale 040 300725 SERVIZIO NOTTURNO dalle 20.30 alle 8.30 del giorno successivo Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125 domenica 25 luglio dalle 8.30 alle 13.00 Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477 Via di Servola, 44 – Tel 040 816296 Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125 Basovizza– Tel. 040 9221294 dalle 16.00 alle 20.30 Via dell’Istria, 18 – Tel. 040 7606477 Via di Servola, 44 – Tel 040 816296 Piazza Libertà, 6 – Tel. 040 421125 Basovizza– Tel. 040 9221294 – Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente dal 26 al 30 luglio dalle 13.00 alle 16.00 Via dell’Orologio, 6 (via Diaz, 2) Tel. 040 300605 Via Pasteur, 4/1 – Tel 040 911667 Muggia - via Mazzini, 1/a Tel 040 271124 Prosecco – Tel. 040 225141 – Solo per chiamata telefonica con ricetta urgente SERVIZIO NOTTURNO dalle 20.30 alle 8.30 del giorno successivo ...quando hai bisogno chiama Telefono Amico CeVita Domenica 25 TELEQUATTRO RAI 3 FVG Sabato 24 Viale xx settembre 35 040662424 www.triestecinema.it Toy story 3 in digitale 3D 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 ARENA ARISTON Viale Romolo Gessi 14 www.aristontrieste.it Sherlock Holmes Sabato 24 e domenica 25 luglio ore 21.15 La prima cosa bella Lunedì 26 e martedì 27 luglio ore 21.15 Soul Kitchen Mercoledì 28 e giovedì 29 luglio ore 21.15 Hachiko Venerdì 30 e sabato 31 luglio ore 21.15 Proiezioni garantite anche in caso di maltempo. NAZIONALE MULTISALA Viale xx settembre 30 040635163 www.triestecinema.it Twilight saga: eclipse 16.20, 18.15, 20.15, 22.15 Toy Story 3 in digitale 2D 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 Solomon Kane sabato e domenica 16.30, 18.20, 20.15, 22.15; altri giorni 18.20, 20.15 Predators sabato e domenica 16.30, 18.20, 20.15, 22.15; altri giorni 16.30, 22.15 The losers 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 CINECITY Multiplex 7 sale (di cui 4 predisposte per il 3D) Torri d’Europa, via D’Alviano 23, tel. 040 6726800 www.cinecity.it Il solista Tutti i giorni 16.30, 19.45, 22.00. Domenica 15.10, 17.30, 19.50, 22.05 The box Tutti i giorni 16.30, 19.45, 22.00. Domenica 15.05, 17.25, 19.55, 22.05 Predators Tutti i giorni16.00, 18.05, 20.10, 22.15. Domenica 15.30, 17.45, 20.00, 22.05 Solomon Kane 16.05, 18.05, 20.05, 22.05. Domenica 15.20, 17.35, 20.00, 22.05 Toy story 3 - La grande fuga 23.40 3+1Festival dell’Operetta Oscar night 24 luglio ore 20.30, Teatro Verdi –Trieste. Carrellata fra le musiche da Oscar del grande cinema. Orchestra e Coro del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste. Sissi nei luoghi della storia 29 e 30 luglio ore 20.30 Castello Grassalkovich – Gödölló´. Da “Sissy” Singspiel in due atti di Ernst e Hubert Marischka, adattamento di Gianni Gori, Musica di Fritz Kreisler Teatri a teatro 2010 Il Campiello Giovedì 29 luglio alle ore 21.00, nella Corte del Castello di Duino, l’Accademia Lirica Internazionale di Santa Croce presenta Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari. Commedia lirica in tre atti tratta dal libretto di Mario Ghisalberti, da Goldoni e diretta da Alessandro Svab. Nel lavoro, in tre atti, diurno e malinconico, traspare una matrice viennese e si colgono i richiami alle danze popolari di Schubert, proprio all’inizio, e la struttura che è tutta intera un omaggio a Mozart. Venerdì 30 luglio, alle 20.30, nella Sala del Trono del Castello di Miramare, il Conservatorio Tartini propone Omaggio a Chopin, recital di Letizia Michielon, concertista di fama internazionale. Muri prima e dopo Basaglia Sabato 31 luglio, alle 20, il Teatro della Cooperativa presenta in coproduzione con Mittelfest 2009 e il (gratuito) Lunedì 26 AMBASCIATORI Omaggio a Chopin 800 848444 Viale XX Settembre, 6 – Tel. 040 371377 Radioattività il tuono q 31 INFORMAZIONI UTILI Sabato, 24 luglio 2010 Martedì 27 In digitale 3D tutti i giorni 16.00, 18.05, 20.10, 22.15. Domenica 15.05, 17.25, 20.00, 22.10. In pellicola 2D tutti i giorni 15.50, 17.55, 20.00, 22.05 domenica 15.15, 17.40, 19.55, 22.00 The Twilight saga: Eclipse In digitale tutti i giorni 16.30, 19.50, 22.10. Domenica 14.50, 17.15, 19.50, 22.10 F.FELLINI cinema d’essai Viale xx settembre 37 040636495 www.triestecinema.it About Elly tutti i giorni 16.45, 21.00 Il concerto tutti i giorni 18.45 GIOTTO MULTISALA Via Giotto 8 040637636 www. triestecinema.it The box 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 Il solista 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 Fish Tank 16.30, 18.25, 20.20, 22.15 sostegno di Regione Lombardia/Progetto Next e la Provincia di Trieste la messa in scena Muri prima e dopo Basaglia, di Renato Sarti con Giulia Lazzarini, in occasione dell’intitolazione del Teatrino di San Giovanni a Franco e Franca Basaglia prevista per il 31 luglio, si aprono due giorni dedicati al mondo e alla figura del grande psichiatra. Nell’isola dei matti Domenica 1 agosto, al Teatrino del Parco di San Giovanni, alle 20.00, La Compagnia Teatro del Go presenta Nell’isola dei matti, commedia di Mario Frezza per la regia Lucilla Piacentini Proposta nel 2009 a San Servolo, è «un’opera buffa ma non troppo», come la definisce lo stesso autore Mario Frezza, che porta in scena frammenti di vita incatenate in un manicomio in cui la malattia viene curata con terapie che si avvalgono del contenimento fisico, della coercizione, di farmaci debilitanti e del tristemente famigerato elettroshock. Giovani storie, giovani passioni Ogni martedì, giovedì e sabato dal 3 agosto al 4 settembre, il Teatrino del Parco di San Giovanni, alle 21.00, ospiterà la rassegna cinematografica all’aperto Giovani storie, giovani passioni in collaborazione con Cooperativa Bonawentura e La Cappella Underground. Si tratta di uno spaccato della cultura giovanile, con rarità e film mai visti, provenienti da tutto il mondo. Giovani registi, giovani protagonisti, storie e passioni di giovani come la musica, il ballo, i primi passi ed i primi scontri con i problemi della società di oggi. Mercoledì 28 Giovedì 29 Venerdì 30 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Ai confini dell’Arizona 12.00 TG 2000 flash 12.05 Borgo Italia 12.45 A casa del musicista 13.10 Seguiamo quei due 13.30 Il notiziario meridiano 14.00 Qui Cortina 14.10 Hard Trek 15.05 Tractor pullings 16.00 TG 2000 - sabato 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.15 Dai nostri archivi 19.30 Il notiziario serale 20.00 Il notiziario sport 20.05 Campagna amica 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Impulsi mortali. Film thriller/drammatico 22.3 Carnia, terra di emozioni 22.55 Qui Tolmezzo 23.00 Il notiziario notturno 23.35 Se tu vens: storie di uomini e di montagne 07.00 Concerto del pianista Chang Chen Chevassus 08.24 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.25 Mukko Pallino 09.30 Rotocalco Adnkronos 10.35 Saul 2000 – Ripartire da Damasco 11.30 Super sea 12.00 Angelus recitato dal Santo Padre - 2010 12.25 La grande storia 13.10 Qui Tolmezzo 13.15 Borgo Italia 13.40 Expò mittel school 14.05 Camper Magazine 14.25 Campagna amica 14.50 Faust. Opera registrata 17.50 K2 19.30 Detective per amore 21.00 Mille voci 2010. Programma musicale 23.00 Impulsi mortali. Film thriller/drammatico 00.30 Voci dal ghetto “Canzoni nascoste” 01.39 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 01.50 Il vecchio testamento. Film d’avventura 07.00 Il notiziario mattutino lunedì 08.05 Storie tra le righe 08.29 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.30 Il notiziario mattutino lunedì 08.50 Detective per amore 10.25 Novecento contro luce 11.25 Camper magazine 12.00 TG 2000 flash 12.45 Hard trek 13.10 Videomotori 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Animali amici miei 15.05 Novecento contro luce 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.00 L’estate è tutta un quiz 19.30 Il notiziario serale 20.05 Sport estate 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Incontri al caffé de La Versiliana 22.45 Seguiamo quei due 23.02 Il notiziario notturno 23.35 TG Montecitorio 23.40 Pagine e fotogrammi 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.29 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.30 Il notiziario mattutino replica 09.00 L’età non conta 10.05 Daniel Boone. Telefilm 12.00 TG 2000 flash 12.35 Mukko Pallino 13.05 Sport estate 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Nel baule dei tempi 14.35 Super sea 15.30 Borgo Italia 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.00 Expò mittel school 19.30 Il notiziario serale 20.05 Pagine e fotogrammi 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Tancredi. Opera registrata 00.02 Il notiziario notturno 00.35 TG Montecitorio 00.40 Incontri al caffé de La Versiliana 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.29 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Daniel Boone. Telefilm 12.00 TG 2000 flash 12.05 Super sea 13.00 Expò mittel school 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Attualità 14.35 Videomotori 15.30 Hard Trek 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.00 Rotocalco Adnkronos 19.30 Il notiziario serale 20.05 Qui Tolmezzo 20.10 Dai nostri archivi 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Incontri al caffè de La Versiliana 23.02 Il notiziario notturno 23.35 TG Montecitorio 23.40 La grande storia 00.30 La grande musica classica 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.29 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.30 Il notiziario mattutino replica 09.00 Domani si vedrà 09.30 Documentari sulla natura 10.05 Daniel Boone. Telefilm 10.55 Documentari sulla natura 12.00 TG 2000 flash 12.05 Documentari sulla natura 12.30 Tractor pulling 12.45 Rotocalco Adnkronos 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Copertina da Udine 15.05 Documentari sulla natura 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.00 Carnia, terra d’emozioni 19.30 Il notiziario serale 20.05 Qui Cortina 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Se tu vens: storie di uomini e di montagne 21.20 3+1 22.10 La grande storia 23.02 Il notiziario notturno 07.00 Il notiziario mattutino 08.05 Storie tra le righe 08.29 Accesso alle informazioni e tutela degli utenti 08.30 Il notiziario mattutino replica 10.05 Daniel Boone. Telefilm 12.00 TG 2000 flash 12.45 Pagine e fotogrammi 13.00 Dai nostri archivi 13.10 Se tu vens: storie di uomini e di montagne 13.30 Il notiziario meridiano 14.05 ... Tutti i gusti 14.35 Carnia, terra d’emozioni 14.55 Mukko Pallino 16.00 TG 2000 16.30 Il notiziario meridiano replica 17.00 K2 19.00 A casa del musicista 19.30 Il notiziario serale 20.05 Seguiamo quei due 20.20 Serestate in città 20.30 Il notiziario Regione 21.00 Incontri al caffè de La Versiliana 22.50 Qui Cortina 23.02 Il notiziario notturno 23.35 TG Montecitorio Sabato 24 e domenica 25 luglio 06.00 Radioattività Drive Time (Musicale) 08.00 Il Buongiorno News 10.30 Radioattività Magazine 10.40 Telekommando con Sara 12.30 Radioattività Rewind (Musicale), 14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale) 15.00 Pomeriggio Radioattivo 17.00 Radioattività Music Box 21.00 The Factory (Musicale) Da lunedì 26 a venerdì 30 luglio 06.00 Radioattività Drive Time (Musicale) 08.00 Il Buongiorno News, 08.15 Radioattività Notizie, 08.30 Aggiornameteo, 08.50 Rassegna stampa, 09.15 Radioattività Notizie, 09.30 Music & News 10.00 Radioattività Magazine, 10.15 GR Oggi Trieste News (locale),10.30 L’aggiornameteo, 10.40 Radioattività Telekommando (Segnalazioni), 11.15 Radioattività Notizie,12.15 Radioattività Notizie 13.00 Radioattività Rewind (Musicale), 13.15 GR Oggi Trieste News (Locale) 14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale), 14.03 Units On Air - Quotidiano Universitario 15.00 Pomeriggio Radioattivo, 15.15 Radioattività Notizie, 15.45 GR Sport (Calcio) 17.00 Radioattività Music Box, 17.15 Radioattività Notizie, 18.15 GR Oggi Trieste News (Locale), 18.45 GR Sport, 19.15 Radioattività Notizie, 20.05Units On Air - Quotidiano Universitario 21.00 The Factory (Musicale) 32 q il tuono Un’ottima proposta Privato vende splendido attico da 65 mq. al 7° ed ultimo piano, in casa signorile, con ascensore, in centro città, al prezzo di Euro 218.000,00 Appartamento parzialmente arredato, pari ad un primo ingresso, composto da ampia entrata, cucina, bagno, comoda stanza matrimoniale con poggiolo, ampio e luminoso soggiorno, ripostigli e ben 145 mq. di impareggiabile terrazzo con ampia vista panoramica città e mare. 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