Partita
a pugni
Frecciarotta
Roma, Teatro Olimpico
giovedì 23 febbraio 2012, ore 21
Foligno, Auditorium San Domenico
venerdì 24 febbraio 2012, ore 20.30
L’Aquila,
Ridotto del Teatro Comunale
sabato 25 febbraio 2012, ore 18
Partita
a pugni
Frecciarotta
Marco Zannoni
adattamento scenico
Orchestra Sinfonica
Abruzzese
Vieri Tosatti (1920 - 1999)
Partita a pugni
dramma da concerto in un’introduzione e tre rounds
per soli, coro e orchestra (1952)
libretto di Luciano Conosciani
prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 9 settembre 1953
prima esecuzione assoluta della versione per piccola orchestra (1964)
primo pugile (Palletta)
secondo pugile
l’arbitro
il pubblico
durata 20’ circa
Coro Zaccaria
da Teramo
••••••••••••••••
Paolo Speca
Riccardo Panfili (1979)
maestro del coro
Marcello Bufalini
direttore
una coproduzione
Accademia Filarmonica Romana
Amici della Musica di Foligno
Istituzione Sinfonica Abruzzese
Frecciarotta
una cantata ferroviaria per coro, baritono, soprano,
voce narrante e orchestra (2012)
libretto di Etierre Seicento
prima esecuzione assoluta
commissione dell’Accademia Filarmonica Romana
Tatjana Gromikova,
Presidente di Rusky Deraja
il Presidente di Trenilandia
il Capotreno
tre segretarie di Tatjana
i passeggeri
lo spettacolo è registrato da Rai-Radio3
per successive trasmissioni
Carlo Riccioli baritono
Max René Cosotti tenore
Marco Zannoni attore
durata 35’ circa
Daniela Mazzucato soprano
Carlo Riccioli baritono
Marco Zannoni attore
Patrizia Perozzi, Lucia Eusebi (soprani)
Mariangela Marini (contralto)
Partita a pugni
di Valeria Ravot-Lichèri
Per definire la Partita a pugni occorrerebbe
tener conto della personalità assolutamente poliedrica del Maestro Vieri Tosatti, il
che comporterebbe ben più di una breve
presentazione.
Scritto originariamente come “Oratorio”
(profano!!!) “per grande orchestra e coro”,
Partita a pugni venne presentata in prima
mondiale, con travolgente successo, alla
Biennale di Venezia nel ’53, in veste teatrale.
Il successo si ripeté in altri teatri e anche nell’esecuzione in forma di concerto dell’Orchestra e Coro della Rai nel ’56 a Roma.
Al Maestro, assolutamente digiuno di qualsivoglia adesione a fatti pugilatori, venne,
dall’amico Luciano Conosciani, presentata
una breve ma geniale tranche de vie sui
fatti suddetti: la Partita a pugni, popolare-
Il regista Enrico Colosimo con il baritono Rolando Panerai durante le prove della prima di “Partita a pugni”
(Venezia, Teatro La Fenice, 1953)
sca e vitalissima, di un match borgataro.
Tosatti colse all’istante, da quel breve testo,
la possibilità di trarne l’essenza tragicomica,
a lui tanto congeniale. Fu coinvolto, oltre
che dal match tra i due ‘scaciati’ pugili, dalla
marea montante di un pubblico popolare,
continuamente partecipe, con spassoso sarcasmo, tra lazzi ed entusiasmi di divertita ferocia che assume anche, per un momento,
l’Ombra della Tragedia Attica!
La musica, torrenziale e travolgente ma dal
lessico ‘alto’, parrebbe ‘fare a pugni’ (è il caso
di dirlo!) col contesto dell’azione, violenta e
dissacrante, ma il carattere della Partita è appunto questo!!! Musica che incalza a bordate
gli astanti, i due lottatori e l’annaspante arbitro inutilmente sbracciato a dirimere la faccenda con pretese di correttezza e dignità!!!...
Il tragicomico dramma si articola nei soliti tre
rounds. Nel primo l’attesa impaziente e sfottitoria del pubblico sfocia nell’arrivo del-
l’idolo Palletta, salutato con salve di entusiasmo, che diviene sferzante dileggio al giungere del povero Cannavota, dato per perso
già prima di cominciare, e all’arrivo dell’arbitro, che viene subito zittito: “arbitro, allenta,
ché sapemo tutto”... Nel secondo round la
lotta è fonte di beffarde incitazioni al più debole, che a stento si salva quando suona il
gong... Festa al massacro che seguita nel
terzo round... Nel finale è il Fato che, con rapida mossa, stravolge i fatti umani, e il tutto
termina con la rivolta del popolo pronto
sempre ad abbattere e a innalzare chiunque
e comunque, secondo il vento che tira...
La Partita, nata ed eseguita sempre per
grande orchestra, è però reperibile anche in
una versione per orchestra ridotta (come nel
caso presente). Curata da Chester Kallman
con il titolo di The Prize Fight, esiste inoltre
una traduzione del ‘testo’ (!) nell’inglese dello
slang popolare.
PARTITA A PUGNI
primo pugile (Palletta) baritono
secondo pugile tenore
l’arbitro attore
il pubblico coro
La PARTITA A PUGNI, essendo nata come
opera da concerto, non presenta nel testo
didascalie o altre indicazioni teatrali. Per
realizzare scenicamente il testo in questione, ci si attenga costantemente al ritmo e alla dinamica musicali. Siano
tali le azioni da adeguarsi a detti elementi, e da non contrastare né soverchiare una partitura
che, ripeto, fu composta in base a criteri puramente musicali.
...
Riguardo ai personaggi, è evidente che il primo pugile (baritono) dovrà sfoggiare un aspetto
vigoroso e corpulento, mentre il secondo (tenore) sarà macilento, pavido sempre dinanzi all’aggressività del primo. Entrambi in tenuta regolamentare (calzoni corti; guantoni da allenamento onde potersi colpire senza danno), indosseranno un accappatoio sia all’ingresso nel
ring, sia durante gli intervalli del combattimento. L’arbitro non richiede speciale acconciatura;
e così dicasi del coro, che non avrà costumi appositi, ma vestirà in maniera eterogenea: maglie
sportive, camicie, tute, abiti buoni o malconci, divise, ecc.
Nella parte del coro figurano alcune voci isolate. Particolare rilievo ha quella indicata, nel rigo
dei tenori, come voce di ragazzotto, personaggio tipico della Roma popolare, ragazzo sui
quindici anni, fanatico e ironico a un tempo. Le voci isolate possono essere di elementi estranei
al coro, obbligati nel ritmo ma non nell’intonazione.
...
Per concludere, è sostanziale allo spirito dell’opera che il tutto rientri in un generale tono veristico, tumultuoso e pesante, senza episodi singoli di preminente rilievo. Il coro è protagonista
assoluto: in mezzo ad esso agiscano, non soverchianti, le comparse.
V.T.
INTRODUZIONE
coro
Annamo! È ora!
E quanno cominciamo?
A disgraziati! Ce fate perde er tranve!
Ecco Palletta! Arriva!
Palletta! Palletta! Palletta!
... ... ...
Arriva pure l’altro!
An vedi quant’è secco!!!
A canna vota!!!
Pènsace tu, Palletta!
Con due cazzotti sbragalo per terra!
primo pugile
Ma guarda chi me metteno davanti...
Questo lo faccio fôri in due minuti...
secondo pugile
Ammazzalo, che grinta se ritrova...
Vorrei sapè chi me l’ha fatto fa’!!!
coro
A secco, che c’hai fifa?
Nun ci avè fifa! È solo un tutte-mosse!!!
secondo pugile
Me fanno proprio ride ‘sti carciofi...
Vorrei vedelli loro ar posto mio!...
Addìo ce semo: arriva pure l’àrbitro...
arbitro
Venite qui, ragazzi, ed ascoltate.
Voglio che combattiate con la massima lealtà:
né trattenute, né testate, mi raccomando a
voi...
Né colpi bassi...
coro
Arbitro! Arbitro! Che je fai
la confessione?
Aò, se fai er cornuto te menamo!
arbitro
Quando vi dico “Break”, separatevi!...
coro
Arbitro, allenta, ché sapemo tutto!
secondo pugile
Ammazzalo, che grinta se ritrova!...
arbitro
E adesso, alè,
tornate pure all’angolo.
I ROUND
arbitro
Boxe, ragazzi!...
primo pugile
Ma guarda chi me metteno davanti...
C’ha ‘na fifa che crepa...
Abbassa un po’ la guardia, disgraziato!
Mo’ je faccio ‘na finta de sinistro...
secondo pugile
E che so’ pollo che me fai le finte?
Se m’hai preso pe’ fesso sbagli forte...
Io te scappo pe’ tutte le rirprese...
Ohhhhhhhhhhh...
primo pugile
Ah! T’ho beccato, adesso!
Becca pure quest’altro...
secondo pugile
Meno male che questo l’ho parato...
La miseria, che pugno se ritrova!...
primo pugile
... E fermete un momento, disgraziato!
secondo pugile
... Famme scappà, famme scappaà
che ci ho le gambe bone...
coro
Ahòoo! Ma quanno ve menate?!...
Quanno ve menate?!...
E che è ‘na combiné?...
Aridàtece i soldi!... Oò! Oò! Oò!...
secondo pugile
Strillano come tanti gallinacci!...
Famme sta’ attento!...
Ohhhhhhhhhhh...
primo pugile
Ah, t’ho beccato bene!...
Tiè quest’altro!...
coro
Forza Palletta! Sbragalo per terra!...
Palletta! Palletta! Palletta! Palletta!...
primo pugile
Làsciame sta’ le braccia, disgraziato!...
Arbitro, non lo vedi che me tiene?...
arbitro
Break! Break!
Quando vi dico “Break” separatevi!...
secondo pugile
Io continuo a scappà...
(disperato) Ma quanno sona il gonge??...
... C’ha la faccia scoperta...
Famme allungà il sinistro...
primo pugile
Guarda ‘sto disgraziato!
M’ha preso sopra er naso!...
E mò ndo vai? Per tetti?...
secondo pugile
Sta’ zitto che l’ho preso!...
In fondo è proprio un fesso!...
Ma ci ha un cazzotto!... Ohhhhhhhhhhh!...
(disperato) Ma quanno sona er gonge???!!...
arbitro
Tempo, ragazzi.
secondo pugile
... ‘Na ripresa è finita, meno male...
coro
... Aòooo! Ma quanno ve menate??
Menateve, puzzoni,
sete boni a beccà solo i quatrini!!!
Fatece vede er sangue!...
Volemo vede er sangue!...
Ahhhhh!!!...
Daje, Palletta, daje! Fatece vede er sangue!
Ohhhhhhhhhh...
(gong)
II ROUND
arbitro
Boxe, ragazzi.
secondo pugile
M’ha rintronato il petto!...
secondo pugile
Adesso sto un po’ mejo...
Quanno è sonato er gonge
nun me reggevo più...
primo pugile
Becca questo, e poi quest’altro!...
E poi questo, e poi quest’altro...
E poi quest’altro...
primo pugile
Mò vojo attaccà subbito
lo vojo mette giù...
coro
Daje! Daje! Staccaje le frattaje!...
Palletta! Sei un cannone!!!
Mettilo a pecorone!!!...
secondo pugile
... Che grinta se ritrova!...
Voglio allungà er sinistro
tanto pe’ fa ‘na prova...
Ohhhhhhhhh!
primo pugile
E bèccate quest’altro!...
E pure ‘sto diretto!...
primo pugile
Becca pure ‘sto cazzotto!...
secondo pugile
... Me sento tutto rotto...
coro
Daje! Daje!
primo pugile
Ahhhh!... Te ci ho messo giù!...
arbitro
Uno... Due...
bassi del coro
Daje, Palletta, alè!...
arbitro
Tre... Quattro... Cinque...
secondo pugile
... Quasi quasi...
Non me rialzo più...
soprani e contralti del coro
Palletta! Palletta!
Fallo a fette!...
voce di ragazzetto
Palletta, sei ‘n fachiro!!...
secondo pugile
... Io me riarzo... Io tiro...
primo pugile
‘Sto scemo s’è rialzato!...
S’è bello che fregato!...
Becca questo, e quest’altro!...
Eppoi quest’altro!...
E pure ‘sto uppercutte!
coro
Pallè, daje alle costole!
Fracassajele tutte!
Daje! Daje! Staccaje le frattaje!
secondo pugile
Miseria! Sono crogge...
(disperato) Ma quanno sona il gonge???...
coro
Palletta, sei una roccia!
Staccaje la capoccia!
Daje! Daje!
arbitro
Tempo, ragazzi.
primo pugile
Proprio adesso doveva sonà er gonge!...
(gong)
III ROUND E FINALE
coro
Palletta sei un cannone!...
Mettilo a pecorone!...
A ‘sta ripresa buttalo ar tappeto!...
Mannalo alla Madonna de Loreto!...
A secco! Nun ci avè fifa!
Nun ci avè fifa, a secco!
A canna vôta!...
Ahhhhhhh!...
primo pugile
Lo vojo mette giù...
Se vede dalla faccia
che nun ce la fa più...
Tiè, moro, becca questo!...
secondo pugile
Mo’ je reggo le braccia...
primo pugile
A zozzo, nun tenè!...
coro
Arbitro! Arbitro! Nun ce vedi?
Pallè, pestaje i piedi!...
arbitro
“Break”, “Break”, quando vi dico “Break”
separatevi!...
secondo pugile
... Se stava così bene
senza beccà un cazzotto!...
coro
Pallè, daje ch’è cotto!...
primo pugile
Tiè questo...
E quest’altro...
E poi quest’altro...
coro
Daje! Daje! Staccje le frattaje!...
secondo pugile
Non jela faccio più!...
Tra poco casco giù!...
coro
Daje, Palletta, mena!...
Che ce n’annamo a cena!...
secondo pugile
Non jela faccio più!...
coro
Mena!... Mena!...
secondo pugile
... Tra poco casco giù!...
Ahhhhh!...
primo pugile
Guarda ‘sto lavativo!...
E allarga un po’ le braccia!...
secondo pugile
... Ci ha scoperta la faccia...
L’ultimo tentativo...
primo pugile
Porc!...
secondo pugile
Madonna!!! È andato giù!
Come cavolo ho fatto?...
arbitro
Cinque... Sei...
coro
Palletta, a rimbambito!...
tenore solo
Era un omo finito!...
arbitro
Sette... Otto...
coro
Fregato da un cazzotto!
(uno urlando, acuto) È andato a fa’ la terra
per i ceci!!...
arbitro
Dieci!...
Alla terza ripresa...
Per fuori combattimento...
Vince...
coro
Ahhhhhhh!!! Disgraziato!! Fottuto!!
È l’arbitro er cornuto...
Palletta zozzo, l’animaccia sua!...
(voce di ragazzetto)
A canna vôta, li mortacci tua!!...
primo pugile
... Che sonno!... Che sonno!
Ma che è stato?...
arbitro
Tre... Quattro...
coro
Sei andato longo!... Zozzo!... Disgraziato!
Palletta, a farabutto!
Mò qui sfasciamo tutto!...
Daje, sfasciamo! Daje!...
Volemo li quatrini, òh! òh! òh!
Volemo li quatrini! Volemo li quatrini!
Da dove cominciamo?
La sedie le bruciamo!...
Spaccamo puro er ringhe!...
E la testa dell’arbitro cornuto!
E quella de Palletta! Aiuto! Aiuto!
Volemo li quatrini! Volemo li quatrini!
Aiuto! Aiuto!
Ahhhhhhh!... ... ...
secondo pugile
Se s’alza pôro me!...
(putiferio generale...)
arbitro
Uno... Due...
bassi e tenori del coro
Palletta! A disgraziato!!...
contralto solo
Ma quello era sonato!...
tenore solo
A disgraziato!...
L’ombrello di Altan e il sig. Frecciarotta
di Riccardo Panfili
Non so se vi sia capitato di notare, nella
conversazione quotidiana – un dialogo tra
due pendolari in attesa del regionale che
ha accumulato laboriosamente 325 minuti
di ritardo – un’espressione che mi è sempre
parsa meravigliosa, leggera: “Hai visto l’ultimo film di Taldeitali?”, “Oh sì! E de che
parla?”.
Questo chiedere “di che cosa parla” un film,
un libro, mi ha sempre fatto pensare ad un
mondo fatato, magico, in cui oggetti, animali, prodotti industriali cominciano a parlare, a raccontare la loro storia.
“Signor Frecciarotta, di che cosa ci parla,
che cosa ci racconta?”. Il sig. Frecciarotta
parla in primo luogo dell’ombrello di Altan,
l’ombrello volante che, in tempi di crisi
economica, volteggia nei cieli in cerca di
un deretano – il più comodo e disponibile
sulla piazza sociale – dove alloggiare e
stanziare il tempo dovuto. L’alcova scelta è
immancabilmente la stessa: mai cambiare
abitudini quando ci si è trovati bene la
prima volta.
All’interesse scientifico per ombrelli volanti
e tappabuchi assortiti, il sig. Frecciarotta
affianca un’incrollabile – se non ardente –
devozione religiosa. Ma non il classico pacchetto devozionale degli intramontabili
monoteismi. Si tratta di una religione
nuova e al contempo antica: neopagana.
Ogni giorno aprendo il giornale, la prima
cosa che il sig. Frecciarotta si affanna a capire è con quale umore si siano svegliati –
dai comodi giacigli di un olimpo tutto
nuovo – gli Dei dei Mercati. Sono nervosi
o di buon umore? Irati? Taciturni?
Gli antichi Arcazi, nei fulmini squarcianti il
cielo, riconoscevano l’ira funesta del Dio
Meteo. La Storia si ripete: gli Dei dei Mercati tengono le traveggole? Ebbene, si portino immediatamente sull’altare della
cassa integrazione 2880 operai, tre scimmiette del bioparco di Venegnole, una
quintalata di bucatini alla matriciana.
Questa nuova religione sta molto a cuore
al sig. Frecciarotta, uomo devoto, nonché
ardente patriota, di professione Capotreno. E proprio a lui è toccato in sorte di
trovarsi in servizio sullo stesso convoglio
in cui un manager di Trenilandia sta trattando la (s)vendita della sua società ad una
manager di Rusky Deraja, importante azienda ferroviaria russa.
E mentre il convoglio attraversa convulsamente la pianura, all’orizzonte, nell’oro
stemperato di un tramonto autunnale, volteggiano cantando stormi di ombrelli volanti. Pronti ad adagiarsi esausti nei loro secolari, comodi giacigli.
FRECCIAROTTA
Tatjana Gromikova, Presidente di Rusky Deraja soprano
il Presidente di Trenilandia baritono
il Capotreno attore
i passeggeri coro misto
tre segretarie di Tatjana due soprani, un contralto
L’azione si svolge in una carrozza di gran lusso di un treno ad alta velocità, scelta come sede
della trattativa di vendita di Trenilandia all’(oscura) azienda russa di cui Tatjana è Presidente.
In memoria di Franco Lechner, con riconoscenza
(Orchestra e Coro si sistemano in palcoscenico. Entra il direttore. Finiti i consueti applausi di benvenuto,
non succede nulla. Lo spettacolo non comincia, il pubblico inizierà a spazientirsi, mentre il direttore e
il primo violino guardano l’orologio e si interrogano, muti... Con voce sensuale, confidenziale, il Capotreno annuncia che il “viaggio” di Frecciarotta inizierà con un ritardo imprecisato).
coro
– L’anima de li mortacci tua.
– No! No! No!
– Guàsteve! Ve pijasse ‘n corbo, a stenneve
tutti!
– Minchia, la coincidenza perdo!
– Andate a remengo, andè a remengo!
– Uè, è roba da terzo mondo!
– That’s incredible these Italians.
(il Coro si rappattuma, si interroga)
Già in ritardo, prima di partire:
come è successo, perché?
La linea, la macchina, il freno:
il guasto allora dov’è?
Che cosa può essere stato?
La neve? La nebbia? Uno sciopero?
Il semaforo? Uno scambio ingrippato?
(rumori metallici dall’orchestra – scossoni –
clangori. Il Coro diventa un vagone: sussulta,
avanza di un metro, si blocca di nuovo...)
Partiamo! Finalmente! Sììì! Ci siamo!
... ... ... Siamo fermi... (con delusione)
S’ariparte... (rinnovando la speranza)
Soltanto una cosa è sicura:
il nostro viaggio è una tremenda avventura!
(entra di corsa il Capotreno, con berretto, paletta,
fischietto. E una frusta. È evidentemente anche
lui in ritardo. Ha accento napoletano)
Capotreno
Avanti, sbrigatevi, che si deve partire. Datevi
una mossa, veloci! Signorina, io chiudo le
porte!
voci dal coro
Ma chiuditi la bocca, ignorante e prepotente!
Capotreno
La frusta ci vuole con voi! Non perdete altro
tempo! In carrozza, in vettura,
comincia la tremenda avventura.
coro femminile
(con infantile felicità) Juppy jé! Oppalà jé!
Come è bello viaggiar!
Capotreno
(agitando la frusta, fischiando, e ironico)
Obliterare...
coro maschile
Fatto
Capotreno
Salire
coro
Ecco
Capotreno
Sedere
coro
Non c’è più posto
Capotreno
E allora restate in piedi. E silenzio...
Ma soprattutto, che ci teniamo assai:
essere felici!
coro
Juppy jé! Oppalà jé!
Come è bello viaggiar! (con chiusura brusca)
(entra il Presidente di Trenilandia. Agitatissimo,
cammina nervosamente.
Posa la ventiquattrore e comincia, sempre con
estremo nervosismo, a tirare fuori le scartoffie)
Capotreno
(prostrandosi) Buongiorno Eccellenza.
Presidente
(con accento meneghino, e furioso)
Buo... Buo... Buo...
(balbettando dalla rabbia)...
Capotreno
(a parte) Maronn’ come ‘ntartaja...
Tiene un’incazzatura!
(s’avvicina al Presidente. Lo tocca come per
scuoterlo dall’attacco di balbuzie)
Eccellenza?...
Presidente
... Buongiorno del menga!
Cominciamo malissimo. Oggi non voglio
questi dannati ritardi. Parlato chiaro no?
Presidente
(sempre balbettando per la rabbia e l’ansia)
Ba... Ba... Ba...
Capotreno
Maronn’d’o Carmene, balbetta ‘n’ata vota.
(avvicinandosi al Presidente e scrollandolo
rispettosamente) Eccellenza?...
Presidente
... Bauscia, mi prendi per i fondelli?
Son già dieci minuti di ritardo,
dieci minuti prima di partire!
Capotreno
(completamente irresponsabile,
finge di guardare l’orologio)
Dieci minuti? Ma davvero?
È incredibile, impossibile...
(il Presidente disperato guarda verso l’alto,
come per imprecare...)
coro
Gloria in excelsis Deo.
Presidente
(riprendendosi dallo sconforto, quasi esausto)
Almeno i vagoni sono stati puliti?
Capotreno
Specchiati, eccellenza.
coro
È la solita zozzeria.
Presidente
Controllata la temperatura?
Capotreno
Il treno è avvolto in un dolce tepore.
coro
Se schiatta de freddo!
Se more de callo!
Presidente
L’illuminazione generale?
coro
Ritardi non voglio, no! Non ne voglio no!
Capotreno
Uno splendore, un tripudio, una festa di luci.
Capotreno
(sempre deferente) Ma naturalmente cavaliere,
parola d’onore, oggi niente ritardi!
(fanfare gioiose dell’orchestra. Poi, improvvisamente, con due, tre fiotti di intermittenza, se ne
va via la luce: rimangono tutti immersi nel buio)
Capotreno
(esterrefatto) Se n’è ghiut’ a luce! Corro a vedere!
Presidente
Cribbio! Vengo anch’io!
(escono di corsa il Capotreno e il Presidente)
coro femminile
(fermo, come se nel buio qualche maschietto
approfittasse per allungare le mani)
Aoooooooooooooh!
coro maschile
(come un gemito di lussuria)
Aaaaaaaaaaaaaaaaaah!
coro femminile
State fermi con le mani, burini, villani.
coro maschile
Ma chi vi cerca, ma chi vi tocca, befane.
coro femminile
Ignoranti.
coro maschile
Fanatiche.
coro femminile
Cafoni.
coro maschile
Mitomani.
coro
(tutti) Che freddo che fa, che sporco che c’è.
E la luce, dov’è?
(rientrano Capotreno e Presidente. Nel buio, con
degli elmetti cui sono applicate delle torce come i
minatori. Sono agitati e furtivi)
Presidente
(piano, al Capotreno) Te set propri un pirla!
Te ghe veia de fa na gott!
Punto! Basta! Se fra un minuto
non ritorna la luce... Bada!
coro
Siamo il popolo dei pendolari.
Noi paghiamo l’abbonamento, tanto! Tanto!
Ma partiamo in ritardo.
Capotreno
(al Presidente) Eccellenza,
è il solito problema della manutenzione.
Il materiale è vecchio... sarebbe da...
(esita per paura e soggezione... tentenna)
come dire... da... (timoroso, quasi interrogativo)
da sostituire...?!...
coro
Frecciarossa, Frecciabianca,
Carta oro, Frecciargento,
ma che tragedia arrivare
ad Agrigento.
Presidente
Io sostituisco te, ti mando a pulire i cessi!
Ti spedisco a far la guardia di notte ai passaggi a livello!
coro
(come sbottando d’ira) Sempre in ritardo!
Capotreno
(interrotto in continuazione dagli improperi
del Coro) Bastaaaa!!! Mi scusi eccellenza
ma questi... (il Coro protesta)
I ve tagl’e’mmanni!!!
(tra sé) Tenghen’ na cazzimm’ che è para a na
capat’n bocca!...
(ancora voci di dissenso dal Coro)
Disfattisti, agitatori, che non siete altro!!!
E adesso: seduti!
coro
Mmmmmmmmmmmmmmmmm.
(il Coro, mugolando, obbedisce)
Presidente
(a denti stretti) Fai ripartire questa luce fottuta...
Capotreno
Signor Presidente, facciamo il possibile.
Stiamo già provvedendo alla riparazione.
Presidente
Bauscia d’un baluba,
la vuoi capire che oggi
non possiamo assolutamente sbagliare?
O i russi s’accattano l’azienda, oppure
non ce n’è più per nessuno!
Il Presidente Monti chiude questa baracca
e ci mandano tutti a casa!
Capotreno
Lei però con una bella liquidazione, signore.
Presidente
Te set propri un pistola!
Ancora ‘ste menate da comunista primitivo!
Non siamo tutti uguali, neh? Però, stiamo
tutti nella stessa barca e se affondo io,
te borli giò anca te, capì?
(nel buio, baluginano tre torce. Entrano tre
segretarie che anticipano l’ingresso di Tatjana
Gromikova, Presidente di Rusky Deraja)
I segretaria
Svotoble Gromikova scianikus,
Rusky Deraja rieblaje.
Ciakoskaya dosvidonski.
II segretaria
Missis Gromikova is arriving.
She likes very much Caikovskij’s music.
III segretaria
Sta entrando madame Gromikova,
direttore generale di Rusky Deraja. Lei amare
molto musica maestro Caikovskij.
Tatjana
(entrando in scena, con accento russo)
Cosa essere questo scuro, voi non pagare
luce?
Prego, una riposta... Nessuno spiega niente?
Presidente
(galante) Madame, una sciocchezza,
un piccolo inconveniente da nulla.
Tatjana
Lei dice da nulla?
(ritorna miracolosamente la luce)
coro
Et lux facta est!
Presidente
Vede? Già tutto risolto.
Si accomodi, questo treno è il nostro gioiello.
L’eleganza italiana, la classe, lo stile,
il design.
Tatjana
Tutto questo non essere solo un mito?
Presidente
Madame! Non dica così!
Mi ascolti...
Guardi questo ambiente: lo chiamiamo
scompartimento,
ma vede, è accogliente come un appartamento.
(il Capotreno porta un vassoio con due calici di
prosecco)
Presidente
Champagne, per cominciare?
Brindiamo al nostro affare!
Tatjana
Prosit!
Presidente
Posso chiamarla Tatjana?
Tatjana
Questo no champagne, prosecco!
Quanto vale vostra azienda?
Presidente
Complimenti, che donna decisa.
Tatjana
Presidente, io non avere molto tempo.
Voi italiani bravissimi con parole,
voi super-esperti
pettinare i koala, sì, vero? Noi però
popolo pratico: vedere, toccare, capire,
comprare o non comprare, fare affare o non
fare affare. Chiarissimo così?
Presidente
Facciamo, facciamo, chiarissimo così.
Sente? Nessun rumore! Eppure filiamo
almeno a trecento, cullati dal paesaggio
toscano. Meraviglie della tecnologia.
coro
Dottò, semo fermi da una vita.
‘Sto cesso de treno se ferma sempre in salita.
Tatjana
Cosa dire popolo?
Tatjana
Sicurezza?
Presidente
Popolo? Cosa dice? Come siete simpatica!
Si lamentano sempre, ma mi creda:
non contano niente.
Presidente
Non può trovare di meglio in tutto il mercato.
Tatjana
(con inquietante freddezza)
Questo essere vero, loro parlare, parlare,
ma niente, contare niente. Questo io sapere
benissimo. Mi parlava della tecnologia...
Presidente
Non le vede, Tatjana?
Sembrano delle ragazze.
Presidente
Ma certo! Questo è un treno totally on-line.
Presidente
(piano) Piano piano. Dovranno naturalmente
aumentare, però... Piano piano...
Tatjana
Wi-fi?
Presidente
Of course.
Tatjana
Hi-tech?
Presidente
Hi-tech, oh yes.
Tatjana
(fintamente maliziosa) Soft light... For night?
Presidente
Oh yes! And our wonderful italian food and
wine!
(all’orecchio di lei, malizioso)
E per stare più comodi... Sedili extra size!!!
Tatjana
Gente di affari vuole puntualità.
Presidente
Facciamo invidia alla Svizzera!
Capotreno
(spazientito dalla marea di frottole del Presidente) Ma che sfaccim’ va dicienn’?
So venti minuti di ritardo, quann’ va bbuono!
Fammen’ aji’ va!
(esce innervosito)
Tatjana
Età delle carrozze?
Tatjana
Tariffe?
(improvvisamente il convoglio è sconvolto da
scossoni furibondi, la luce che va e viene, ad
intermittenza. Il Coro, il Presidente e Tatjana
vengono sbalzati nel vagone. Come se il treno
stesse per deragliare. Poi una frenata disperata)
tutti
Ahhhhh!!!!
Tatjana
O my God! Cosa essere questa frenata?
Perché siamo fermi?
Presidente
(cercando di nascondere l’imbarazzo)
No... no... no... (balbettando)... Normale, è previsto uno stop a Milano Centrale.
coro
Bischero, siamo fermi
in galleria, vicino a Pavia.
Capotreno
(rientra, con affanno, ma anche divertito,
rivolgendosi al Presidente)
Eccellenza, sono costretto a informarla che,
non so come dire... Ma ho l’impressione che
siamo in emergenza. È sparito il macchinista!
Presidente
In agguato c’è sempre un comunista!
(il Coro contesta il Presidente con sberleffi
e pernacchie assortite)
Tatjana
(ironica e acida) Lei avere grande successo
con suo popolo!
Quindi vivere ancora comunisti in Italia?
Wow! So exciting! Ma anche vostri passeggeri
molto eccitati!
Tatjana
(rivolta al Presidente, severa, ieratica)
Tu non puoi offendere loro.
(ora al Coro) Io stare con voi.
Lui trattare la sua gente come animali,
questo voi non accettare!
coro
Macchinista sparito – ritardo garantito.
Etierre Seicento, sei il nostro tormento!
coro
Tatiana aiutaci tu!
Tatjana
(indicando il Coro che brontola e impreca)
Anche loro comunisti?
Presidente
No Tatjana, solo qualche sobillatore!
(viene travolto dalle urla crescenti e sempre
più violente del Coro)
coro
(con furore) Robin Hood, salvaci tu!
Da Roccasecca a Chilivani,
da Settebagni a Massa Martana,
siamo la plebe della ferrovia italiana.
Robin Hood salvaci tu!
Presidente
(rabbioso, verso il Coro)
Siete buoni solo a protestare,
mentre io lavoro per il nostro futuro...
coro
(una grassa risata) Ah ah ah ah!
Presidente
Pappagalli!
coro
Galli galli, galli! Chicchirichììì!
Presidente
Pecore, somari!
coro
(belando e ragliando)
Beeeeeee! Beeeeeee! Ih-ah! Ih-ah! Ih-ah! Ih-ah!
Presidente
(ancora più rabbioso)
Traditori! Viperacce! Maiali!
Tatjana
Vengo da Russia per comprare treni italiani.
coro
Evviva! Evviva!
Tatjana
Prometto voi che migliorerà tutto!
coro
Finalmente! Finalmente!
Tatjana
(seduttiva) Rusky Deraja ama suoi viaggiatori.
Lui, invece, prendere voi per i fondelli.
coro
(ripetendo come in trance le parole di Tatjana)
Per i fondelli...
Tatjana
Voi giusto protestare, voi giusto non pagare!
coro
Non pagare... ?!...
Tatjana
Ma certo! Se treni non funzionare,
voi non pagare. Noi chiameremo
questo... (pausa...)
No...
I segretaria
No...
Tatjana
Ticket...
II segretaria
Ticket...
Tatjana
Day...
III segretaria
Day...
Tatjana e le tre segretarie insieme
No ticket day!!!
coro
(come in un’insurrezione) No ticket day!
No ticket day! No ticket day!
(anche Tatjana e le tre segretarie si uniscono al
grido di rivolta del Coro, sempre più violento)
Presidente
(interrompendo disperato le minacce del Coro)
Basta! Signori, ascoltate! Vi prego!
(malinconico, ricordando)
Anch’io ero un ferroviere,
addetto alla biglietteria, mai un ritardo,
una malattia...
All’inizio anche io ho dovuto prendere
una tessera, una sola... forse due... col tempo
anche tre,
ma sempre in buona fede.
Ho lavorato tanto
per il bene dell’azienda...
Da operaio a dirigente, direttore
e poi Presidente.
(sfinito, quasi accasciandosi a terra)
Sono o non sono
il vostro Presidente?
Tatjana
(stacca un assegno, lo dà al Presidente)
Presidente, ho comprato l’azienda. Tu sei
licenziato. Ho concluso l’affare in mezz’ora.
Dicono che sono spietata,
ma o mangiare o essere mangiata...
E preferisco mangiare io!
Popolo italiano simpatico,
pittoresco, voi fare tanto casino, voi
Don Giovanni, voi molto – come si dice? –
operatic!
Voi parlare, cantare, sì, ma adesso stop!
le tre segretarie
Adesso stop!
Tatjana
Rusky Deraja comprata Trenilandia.
(Tatjana prende il bicchiere di prosecco per il
brindisi. Anche le tre segretarie fanno altrettanto)
Prosit!
le tre segretarie
Prosit!
Tatjana
(imperativa)
Capotreno, adesso noi ripartiamo.
E senza proteste. Chiaro, da?
Capotreno
Servo vostro, padrona Tatjana.
È chiarissimo: non ci sarà mai più una protesta...
Non sente che silenzio?
Non vola una mosca.
E per qualsiasi cosa:
(si toglie il berretto in un mezzo inchino da gregario)
a disposizione.
(Distratta e guardando l’orologio, Tatjana
getta una banconota da 5 euro nel berretto del
Capotreno. Il Capotreno esce)
Tatjana
(alle tre segretarie) Prego, chiamare subito
Vanèt. Subito!
E scappare in aeroporto, io ho un party a
Mosca tonight.
segretaria
All right Madame.
II segretaria
Subito Signora.
III segretaria
Pascvili Moja.
(Esce Tatjana seguita dalle tre segretarie.
Progressivamente si abbassano le luci. Si fa buio
totale. Luce improvvisa sul Coro che riprende la
salmodia iniziale)
coro
L’anima de li mortacci nostri...
Presidente
(balbettando, annichilito)
... No... no... no... nostri...
(... ma l’ultima parola spetta all’orchestra...)
Vieri Tosatti
Nasce a Roma nel 1920. Reagendo alla durezza moralistica della madre e alla bonaria
giovialità del padre, Tosatti si arrocca dall’adolescenza in un mondo di lirismo fantastico e,
nel contempo, di propensione al grottesco e
al dissacrante. Di tale atteggiamento fu certamente causa anche la lotta, sostenuta per
tutta la vita, con la salute costantemente minacciata.
Studia con Cesare Dobici, Carlo Jachino e Goffredo Petrassi. Nel ’42 si diploma in Pianoforte
e Composizione. Dal ’42 al ’44 frequenta, insieme a Mario Zafred, il corso di perfezionamento con Ildebrando Pizzetti. Del ’46 è Il concerto della demenza per voce recitante (che
annaspa tra rumori di ferraglie, telefonate
stranianti e scoppi di petardi), due pianoforti
e “taluni esecutori aggiunti”. Nel ’48 scrive
l’opera in due atti Il sistema della dolcezza, esilarante delirio tra saggezza e follia, e il Divertimento per cinque strumenti, trascritto poi
per orchestra da camera. Nel ’53 viene rappresentata al Festival di Venezia l’opera Partita a
pugni che vedrà, dopo il grande successo iniziale, largo giro di consensi in Italia e all’estero.
Del ’55 è la prima scaligera de Il giudizio universale, satira graffiante di ogni ipocrisia.
L’isola del tesoro dalla narrativa per ragazzi diverrà, nella stesura, un “vasto poema marino”.
La fiera delle meraviglie (Teatro dell’Opera di
Roma, ’59) presenta il vecchio melodramma e
lo sperimentalismo elettronico, entrambi travolti da un gran temporale... Nel ’63 compone
il Requiem. L’Accademia di Santa Cecilia propone per due volte Tosatti a proprio socio, ma
il Maestro oppone sempre un orgoglioso rifiuto. L’ultima opera, Il paradiso e il poeta, è
tratta da un racconto di Poe, arricchito da notazioni comiche e vi è adombrata la figura
dello stesso Tosatti. Nel ’66 scrive il Concerto
per viola e orchestra, i Drei Fünfstimmige Gesänge, i Lieder Einsamkeiten, Venedig e Die
Musik Kommt, il Concerto iperciclico per clarinetto e orchestra e la Deutsche Sonate per la
moglie pianista Valeria Ravot-Lichèri che ne
sarà la prima interprete. Nel ’71 dirige alla Rai
Il paradiso e il poeta, opera della quale (memore di cattive regie) vieta la programmazione lui vivente. Volontariamente isolatosi
dalla vita ufficiale scrive ancora il Gedichtkonzert, una nuova strumentazione dei Wesendonck-Lieder di Wagner e i Sette preludi e fughe
per pianoforte.
Nel 1980 perde la vista. Con raro stoicismo riprende un’attività letteraria già svolta nella
giovinezza, e detta alla moglie un libro di poesie in tedesco, due libri di racconti, una serie
di piccoli saggi (Capitoli scompagni) e il romanzo Principe Azzurro.
Riccardo Panfili
Nato a Terni nel 1979, si è diplomato in Pianoforte con il massimo dei voti, lode e menzione
d’onore con Elio Maestosi. Sotto la guida di
Ivan Vandor ha poi conseguito il diploma di
Composizione con il massimo dei voti e la lode.
Giovanissimo è stato preziosamente guidato
nella stesura dei primi lavori compositivi da
Vieri Tosatti. Dal 2003 al 2006 ha seguito i corsi
tenuti da Azio Corghi all’Accademia Chigiana
di Siena; in occasione dei Corsi del 2004 e 2005,
Corghi gli ha conferito il Diploma di Merito.
Nel 2006 è risultato vincitore del primo premio del Concorso internazionale di composizione Santa Cecilia di Roma, con il pezzo per
orchestra Danzario, che è stato eseguito, in
prima assoluta, nel 2009 all’Auditorium Parco
della Musica di Roma diretto da Antonio Pappano e al Festival di musica delle Canarie. Nel
2008 si è aggiudicato il secondo premio della
sesta edizione del Concorso di composizione
“Henri Dutilleux”. Nello stesso anno ha vinto il
terzo premio al Concorso internazionale di
composizione “Egidio Carella”, e si è aggiudicato il terzo premio al secondo Concorso internazionale di composizione “Ton de Leeuw”
di Tirana. A maggio 2011 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso internazionale di
composizione “... a Camillo Togni” (114 partiture da tutto il mondo). Nel 2010 RadioRai ha
selezionato il suo pezzo Le Roi Bombance
(commissione dell’Orchestra Nazionale della
Rai di Torino, eseguito in prima al festival RaiNuovaMusica di Torino) per il prestigioso International Rostrum of Composers di Lisbona.
I suoi lavori sono stati eseguiti dall’Orchestra
Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai di Torino, Orchestra della
Fondazione Toscanini di Parma, Dedalo Ensemble, Ensemble InCanto, Ensemble Dutilleux di Tours, etc.; diretti da Antonio Pappano,
Tito Ceccherini, Pietro Mianiti, Fabio Maestri,
Vittorio Parisi, Carlos Izcaray, Mauro Bonifacio,
e trasmessi da Rai-Radio3.
L’Orchestra della Toscana gli ha commissionato un’opera sulla Fiorentina Calcio che
andrà in scena a fine stagione 2011-12. Il Teatro alla Scala gli ha commissionato un pezzo
per grande orchestra che sarà eseguito in
prima assoluta nella prossima stagione sinfonica.
Marcello Bufalini
Dal suo debutto, nel 1994, con
l’Orchestra Sinfonica di Graz,
di cui fu subito nominato
primo Direttore ospite, ha
avuto inizio un’intensa attività internazionale, che lo ha visto frequente
ospite di orchestre fra cui quella della Suisse
Romande, del Mozarteum di Salisburgo, della
Radio di Monaco di Baviera, del Teatro La Fenice di Venezia, dell’Arena di Verona, la Radio
Symphonieorchester di Vienna e altre ancora,
in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di
Vienna, il Grosses Festspielhaus di Salisburgo,
il Gewandhaus di Lipsia. Come direttore
d’opera è stato ospite dell’Opéra du Rhin di
Strasburgo, della Kammeroper di Vienna, del
Verdi di Sassari, del circuito lombardo As.Li.Co.,
etc. Nel 2001 ha diretto L’Arte della fuga (progetto di trascrizione e completamento ideato
e coordinato da Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Nel 2006 ha realizzato il
completamento e la ricostruzione dell’inedito
Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, registrato per la Decca dal
pianista Roberto Prosseda, con l’Orchestra del
Gewandhaus di Lipsia diretta da Chailly. È docente di Direzione d’orchestra al Conservatorio
dell’Aquila.
Daniela Mazzucato
Artista con un’estensione vocale che le permette di spaziare dal repertorio barocco
ai principali ruoli protagonistici nelle opere di Mozart e
Donizetti, Daniela Mazzucato ha compiuto gli
studi di canto al Conservatorio di Venezia, sua
città natale, debuttando a diciannove anni nel
ruolo di Gilda in Rigoletto al Teatro La Fenice.
Con il fortunato debutto al Teatro alla Scala nel
1973 nelle Nozze di Figaro (Susanna) e nell’Amore delle tre melarance con la direzione di
Abbado e la regia di Strehler, ha iniziato una
brillante carriera internazionale che l’ha vista
esibirsi in alcuni fra i più prestigiosi teatri del
mondo: Covent Garden di Londra, Opéra di Parigi, Arena di Verona, Teatro San Carlo di Napoli,
Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei Due
Mondi di Spoleto, Glyndebourne Opera Festival, etc. Numerose sono le sue esibizioni di successo anche nel campo dell’operetta. È stata
protagonista del musical To be or not to be di Nicola Piovani e ne La Cenerentola.com al Massimo di Palermo.
Max René Cosotti
Interprete apprezzato per le
spiccate doti sceniche, Max
René Cosotti vanta un ampio
repertorio che spazia da Ros-
sini a Verdi, Puccini, Offenbach, Čajkovskij,
Strauss ed è presente da oltre un ventennio nei
maggiori teatri e festival italiani ed esteri (Venezia, Napoli, Trieste, Torino, Roma, Palermo,
Verona, Cagliari, Firenze, Toulouse, Tel Aviv,
Glyndebourne, Salisburgo). Nelle ultime stagioni si è esibito nel ruolo del Dr. Cajus (Falstaff)
a Cleveland, Lucerna, Berlino e New York, in
tournée con la Cleveland Symphony Orchestra;
nel ruolo dell’Imperatore Altoum (Turandot) a
Caracalla, al Teatro Regio di Parma e al Teatro
San Carlo di Napoli; in Die Lustige Witwe (Raoul
de St. Brioche) al Teatro Petruzzelli di Bari. Tra
gli altri impegni recenti e futuri ricordiamo:
Eine Nacht in Venedig a Trieste e Carmen a Pisa.
Ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso
As.Li.Co. di Milano, e il Concorso “Voci Verdiane”.
Carlo Riccioli
Nato a Roma, dal
1996 si è esibito in
importanti istituzioni
musicali italiane tra
le quali, l’Accademia
Nazionale di Santa
Cecilia, il Teatro San
Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma e
in teatri di tradizione come il Valli di Modena,
il Verdi di Sassari e il Borgatti di Cento. È stato
diretto dai maestri Claudio Desderi, Rinaldo
Alessandrini, Alain Lombard, Marco Boemi,
Ciro Visco, Nicola Samale, Gian Carlo Andretta,
Marcello Rota, Eric Hull, Elisabetta Maschio, Valentino Miseracs, Franco Sbacco. Ha lavorato
per le regie di Gianfranco De Bosio, Pier’Alli,
Dario Fo, Tony Servillo, Mario Pontiggia, Pier
Francesco Maestrini. È stato ospite in teatri
d’Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo,
Ungheria, America Latina. Ha effettuato registrazioni radiofoniche per Rai-Radio3 e Radio
Vaticana.
Marco Zannoni
Nasce a Firenze nel
1952 dove compie
gli studi e inizia la sua
attività teatrale. A Bologna lavora nella
Cooperativa Nuova
Scena e successivamente al Teatro Stabile di Torino. È nella Compagnia dell’Ater Ert di Modena per Edipo Tiranno (regia di Benno Besson). A Besson segue
il lavoro con Dario Fo, dal quale apprende l’arte
del racconto e del raccontare. Da questa e
tante altre esperienze di palcoscenico, Marco
Zannoni passa a una propria scrittura teatrale
e alla rappresentazione dei suoi lavori. Seguono anni di lavoro e scrittura per la Scuola
di Drammaturgia di Fiesole con allestimenti
dei propri testi. Fra gli incontri di palcoscenico
si segnalano quelli con Crivelli, Maranzana,
Wertmuller, Chiti e altri. Lavora anche per il cinema e la televisione. È attualmente impegnato nelle riprese del film Romanzo di una
strage di Giordana. È in prova il suo ultimo lavoro Salvate Violetta per Maggio Formazione
con debutto nella stagione 2011-12 al Teatro
Goldoni di Firenze.
Orchestra Sinfonica Abruzzese
L’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese
(ISA) in circa quarant’anni di attività ha avuto il
merito di portare il repertorio sinfonico in quasi
tutti i comuni abruzzesi. Inserita fra le tredici istituzioni concertistico-orchestrali italiane, è regolarmente invitata dai più prestigiosi enti musicali e nelle principali città italiane, con un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo,
con prime esecuzioni assolute. Fra i direttori
ospiti si ricordano Muti, Gelmetti, Bellugi, Renzetti; fra i solisti Ashkenazy, Ricciarelli, Milva,
Bruson, Domingo, Bocelli, Accardo, Ughi, Gazzelloni, Rava, Canino, Brunello, Berman. Ha inciso per diverse case discografiche e ha registrato per la Rai. Dal 2011 Ettore Pellegrino è il
direttore artistico dell’ISA, succedendo a Vittorio
Antonellini, che ha ricoperto l’incarico fin dalla
fondazione. Solista principale è Fabrizio Meloni;
direttore principale ospite è Marcello Bufalini;
consulente per l’opera lirica e i programmi inerenti la vocalità è Francesco Sanvitale.
violini primi
Marco Serino* (spalla)
Lucio Santarelli
Antonio Scolletta
Lorenza Mazzonetto
Laura Ann Paolini
Mauro Pinelli
Matteo Pippa
violini secondi
Daniela Marinucci*
Joanna
Griffith-Jones
Anton
Mircea Popescu
Sergio Colantoni
Marco Lanci
Maddalena Pippa
Gustavo Gasperini
viole
Luigi Gagliano*
Marcello Manfrin
Marco Di Tonno
Fanny Forcucci
violoncelli
Gianluigi Fiordaliso*
Costanza Persichella
Livio Fabiani
Andrea Crisante
contrabbassi
Marco Boffa*
Antonio
De Laurentiis
oboe
Riccardo Bricchi*
clarinetto
Gianluca Sulli*
fagotti
Massimo Martusciello*
Giuseppe Reggimenti
corni
Alessandro Monticelli*
Vittorio Sette
Antonio Russo
trombe
Federico Cotturone*
Luca De Iuliis
tromboni
Tino D’Angelo*
Stefano Tomasi
basso tuba
Giovanni Soricone*
timpani
Andrea D’Intino*
percussioni
Flavio Tanzi*
Giuseppe Saggiomo
Alberto Romano
pianoforte
Massimiliano
Caporale*
flauti
Silvia Colageo*
Mariangela Carlodalatri * prime parti
Coro Zaccaria da Teramo
Il Coro è parte integrante dell’Associazione Musicale “A. Zaccaria da Teramo” nata nel 1984 con
fini esclusivamente culturali e con una rilevante
attenzione verso lo studio e la diffusione del repertorio polifonico, corale e strumentale, soprattutto di autori locali. Per il decennale dell’Associazione sono state interpretate ed eseguite alcune delle opere di Cesare Tudino da
Atri (XVI sec.). La ricerca e la trascrizione delle
partiture originali sono state realizzate da Paolo
Speca; naturale sviluppo del lavoro è stata nel
1999 l’incisione di un CD su musiche sacre e
profane di Cesare Tudino in collaborazione con
la Regione Abruzzo. Dal 2000 l’Associazione ha
allargato gradatamente i suoi confini proponendosi come ente organizzatore di eventi musicali e laboratorio di varie formazioni musicali:
ha inoltre intensificando l’attività di divulga-
zione del patrimonio musicale con la diffusione
di opere poco conosciute di autori locali e di
opere moderne e contemporanee. Fin dalla sua
fondazione, il Coro è diretto da Paolo Speca, diplomato in Canto presso l’Istituto Musicale “G.
Braga” di Teramo e in Composizione, Direzione
e Musica elettronica presso il Conservatorio dell’Aquila e al D.A.M.S. di Bologna. Dal 1986
svolge un’intensa attività concertistica e nel repertorio teatrale anche come baritono esibendosi per importanti teatri e istituzioni musicali.
Dal ’98 partecipa agli allestimenti della Stagione Lirica di Teramo ed Atri sia come solista
che come direttore del Coro della Stagione Lirica Teramana. Insegna Canto presso il Conservatorio di Pescara; collabora con l’Istituto Nazionale Tostiano e con la Royal Academy of
Music di Londra.
Soprani I
Daniela Santucci
Ilaria Micarelli
Sabina Davide
Patrizia Perozzi
Federica Serpente
Mezzosoprani
Paola Incani
Lucia Eusebi
Marianna Petrecca
Roberta Fanari
Mariangela Marini
Tenori I
Davide Ciarrocchi
Carlo Velenosi
Stefano Di Claudio
Alberto Martinelli
Angelo Colella
Baritoni (Bassi I)
Danil Aceto
Tommaso Mangifesta
Gianmarco Di Cosimo
Nicola Ziccardi
Giorgio Tenisci
Soprani II
Francesca D’Antonio
Claudia Silvetti
Manuela Navelli
Emanuela Rico
Simona Marzilli
Contralti
Gianna Cabriolu
Donatella Sichetti
Monica Astolfi
Debora Ciarma
Alessia Di Cencio
Tenori II
Emanuele Carnevali
Mauro Faragalli
Lorenzo Izzo
Danilo Dell’Oso
Michele Natale
Bassi II
Lucio Di Giovanni
Davide Filipponi
Sandro Paciocco
Lorenzo Grante
Roberto Zampana
Via Flaminia, 118 • 00196 Roma
Tel. + 39 06 320 17 52
www.filarmonicaromana.org
Piazza del Teatro • 67100 L’Aquila (AQ)
Tel. + 39 0862 411102
www.sinfonicaabruzzese.it
Il programma di sala è a cura di Sara Ciccarelli - Finito di stampare nel mese di febbraio 2012 • Stampa O.GRA.RO. - Roma • Progetto grafico e impaginazione Studio Sismondo - Roma
Piazza Don Minzoni 2 • 06034 Foligno (PG)
Tel. + 39 0742 342183
www.amicimusicafoligno.it
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Programma di sala - Amici della Musica