Partita a pugni Frecciarotta Roma, Teatro Olimpico giovedì 23 febbraio 2012, ore 21 Foligno, Auditorium San Domenico venerdì 24 febbraio 2012, ore 20.30 L’Aquila, Ridotto del Teatro Comunale sabato 25 febbraio 2012, ore 18 Partita a pugni Frecciarotta Marco Zannoni adattamento scenico Orchestra Sinfonica Abruzzese Vieri Tosatti (1920 - 1999) Partita a pugni dramma da concerto in un’introduzione e tre rounds per soli, coro e orchestra (1952) libretto di Luciano Conosciani prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 9 settembre 1953 prima esecuzione assoluta della versione per piccola orchestra (1964) primo pugile (Palletta) secondo pugile l’arbitro il pubblico durata 20’ circa Coro Zaccaria da Teramo •••••••••••••••• Paolo Speca Riccardo Panfili (1979) maestro del coro Marcello Bufalini direttore una coproduzione Accademia Filarmonica Romana Amici della Musica di Foligno Istituzione Sinfonica Abruzzese Frecciarotta una cantata ferroviaria per coro, baritono, soprano, voce narrante e orchestra (2012) libretto di Etierre Seicento prima esecuzione assoluta commissione dell’Accademia Filarmonica Romana Tatjana Gromikova, Presidente di Rusky Deraja il Presidente di Trenilandia il Capotreno tre segretarie di Tatjana i passeggeri lo spettacolo è registrato da Rai-Radio3 per successive trasmissioni Carlo Riccioli baritono Max René Cosotti tenore Marco Zannoni attore durata 35’ circa Daniela Mazzucato soprano Carlo Riccioli baritono Marco Zannoni attore Patrizia Perozzi, Lucia Eusebi (soprani) Mariangela Marini (contralto) Partita a pugni di Valeria Ravot-Lichèri Per definire la Partita a pugni occorrerebbe tener conto della personalità assolutamente poliedrica del Maestro Vieri Tosatti, il che comporterebbe ben più di una breve presentazione. Scritto originariamente come “Oratorio” (profano!!!) “per grande orchestra e coro”, Partita a pugni venne presentata in prima mondiale, con travolgente successo, alla Biennale di Venezia nel ’53, in veste teatrale. Il successo si ripeté in altri teatri e anche nell’esecuzione in forma di concerto dell’Orchestra e Coro della Rai nel ’56 a Roma. Al Maestro, assolutamente digiuno di qualsivoglia adesione a fatti pugilatori, venne, dall’amico Luciano Conosciani, presentata una breve ma geniale tranche de vie sui fatti suddetti: la Partita a pugni, popolare- Il regista Enrico Colosimo con il baritono Rolando Panerai durante le prove della prima di “Partita a pugni” (Venezia, Teatro La Fenice, 1953) sca e vitalissima, di un match borgataro. Tosatti colse all’istante, da quel breve testo, la possibilità di trarne l’essenza tragicomica, a lui tanto congeniale. Fu coinvolto, oltre che dal match tra i due ‘scaciati’ pugili, dalla marea montante di un pubblico popolare, continuamente partecipe, con spassoso sarcasmo, tra lazzi ed entusiasmi di divertita ferocia che assume anche, per un momento, l’Ombra della Tragedia Attica! La musica, torrenziale e travolgente ma dal lessico ‘alto’, parrebbe ‘fare a pugni’ (è il caso di dirlo!) col contesto dell’azione, violenta e dissacrante, ma il carattere della Partita è appunto questo!!! Musica che incalza a bordate gli astanti, i due lottatori e l’annaspante arbitro inutilmente sbracciato a dirimere la faccenda con pretese di correttezza e dignità!!!... Il tragicomico dramma si articola nei soliti tre rounds. Nel primo l’attesa impaziente e sfottitoria del pubblico sfocia nell’arrivo del- l’idolo Palletta, salutato con salve di entusiasmo, che diviene sferzante dileggio al giungere del povero Cannavota, dato per perso già prima di cominciare, e all’arrivo dell’arbitro, che viene subito zittito: “arbitro, allenta, ché sapemo tutto”... Nel secondo round la lotta è fonte di beffarde incitazioni al più debole, che a stento si salva quando suona il gong... Festa al massacro che seguita nel terzo round... Nel finale è il Fato che, con rapida mossa, stravolge i fatti umani, e il tutto termina con la rivolta del popolo pronto sempre ad abbattere e a innalzare chiunque e comunque, secondo il vento che tira... La Partita, nata ed eseguita sempre per grande orchestra, è però reperibile anche in una versione per orchestra ridotta (come nel caso presente). Curata da Chester Kallman con il titolo di The Prize Fight, esiste inoltre una traduzione del ‘testo’ (!) nell’inglese dello slang popolare. PARTITA A PUGNI primo pugile (Palletta) baritono secondo pugile tenore l’arbitro attore il pubblico coro La PARTITA A PUGNI, essendo nata come opera da concerto, non presenta nel testo didascalie o altre indicazioni teatrali. Per realizzare scenicamente il testo in questione, ci si attenga costantemente al ritmo e alla dinamica musicali. Siano tali le azioni da adeguarsi a detti elementi, e da non contrastare né soverchiare una partitura che, ripeto, fu composta in base a criteri puramente musicali. ... Riguardo ai personaggi, è evidente che il primo pugile (baritono) dovrà sfoggiare un aspetto vigoroso e corpulento, mentre il secondo (tenore) sarà macilento, pavido sempre dinanzi all’aggressività del primo. Entrambi in tenuta regolamentare (calzoni corti; guantoni da allenamento onde potersi colpire senza danno), indosseranno un accappatoio sia all’ingresso nel ring, sia durante gli intervalli del combattimento. L’arbitro non richiede speciale acconciatura; e così dicasi del coro, che non avrà costumi appositi, ma vestirà in maniera eterogenea: maglie sportive, camicie, tute, abiti buoni o malconci, divise, ecc. Nella parte del coro figurano alcune voci isolate. Particolare rilievo ha quella indicata, nel rigo dei tenori, come voce di ragazzotto, personaggio tipico della Roma popolare, ragazzo sui quindici anni, fanatico e ironico a un tempo. Le voci isolate possono essere di elementi estranei al coro, obbligati nel ritmo ma non nell’intonazione. ... Per concludere, è sostanziale allo spirito dell’opera che il tutto rientri in un generale tono veristico, tumultuoso e pesante, senza episodi singoli di preminente rilievo. Il coro è protagonista assoluto: in mezzo ad esso agiscano, non soverchianti, le comparse. V.T. INTRODUZIONE coro Annamo! È ora! E quanno cominciamo? A disgraziati! Ce fate perde er tranve! Ecco Palletta! Arriva! Palletta! Palletta! Palletta! ... ... ... Arriva pure l’altro! An vedi quant’è secco!!! A canna vota!!! Pènsace tu, Palletta! Con due cazzotti sbragalo per terra! primo pugile Ma guarda chi me metteno davanti... Questo lo faccio fôri in due minuti... secondo pugile Ammazzalo, che grinta se ritrova... Vorrei sapè chi me l’ha fatto fa’!!! coro A secco, che c’hai fifa? Nun ci avè fifa! È solo un tutte-mosse!!! secondo pugile Me fanno proprio ride ‘sti carciofi... Vorrei vedelli loro ar posto mio!... Addìo ce semo: arriva pure l’àrbitro... arbitro Venite qui, ragazzi, ed ascoltate. Voglio che combattiate con la massima lealtà: né trattenute, né testate, mi raccomando a voi... Né colpi bassi... coro Arbitro! Arbitro! Che je fai la confessione? Aò, se fai er cornuto te menamo! arbitro Quando vi dico “Break”, separatevi!... coro Arbitro, allenta, ché sapemo tutto! secondo pugile Ammazzalo, che grinta se ritrova!... arbitro E adesso, alè, tornate pure all’angolo. I ROUND arbitro Boxe, ragazzi!... primo pugile Ma guarda chi me metteno davanti... C’ha ‘na fifa che crepa... Abbassa un po’ la guardia, disgraziato! Mo’ je faccio ‘na finta de sinistro... secondo pugile E che so’ pollo che me fai le finte? Se m’hai preso pe’ fesso sbagli forte... Io te scappo pe’ tutte le rirprese... Ohhhhhhhhhhh... primo pugile Ah! T’ho beccato, adesso! Becca pure quest’altro... secondo pugile Meno male che questo l’ho parato... La miseria, che pugno se ritrova!... primo pugile ... E fermete un momento, disgraziato! secondo pugile ... Famme scappà, famme scappaà che ci ho le gambe bone... coro Ahòoo! Ma quanno ve menate?!... Quanno ve menate?!... E che è ‘na combiné?... Aridàtece i soldi!... Oò! Oò! Oò!... secondo pugile Strillano come tanti gallinacci!... Famme sta’ attento!... Ohhhhhhhhhhh... primo pugile Ah, t’ho beccato bene!... Tiè quest’altro!... coro Forza Palletta! Sbragalo per terra!... Palletta! Palletta! Palletta! Palletta!... primo pugile Làsciame sta’ le braccia, disgraziato!... Arbitro, non lo vedi che me tiene?... arbitro Break! Break! Quando vi dico “Break” separatevi!... secondo pugile Io continuo a scappà... (disperato) Ma quanno sona il gonge??... ... C’ha la faccia scoperta... Famme allungà il sinistro... primo pugile Guarda ‘sto disgraziato! M’ha preso sopra er naso!... E mò ndo vai? Per tetti?... secondo pugile Sta’ zitto che l’ho preso!... In fondo è proprio un fesso!... Ma ci ha un cazzotto!... Ohhhhhhhhhhh!... (disperato) Ma quanno sona er gonge???!!... arbitro Tempo, ragazzi. secondo pugile ... ‘Na ripresa è finita, meno male... coro ... Aòooo! Ma quanno ve menate?? Menateve, puzzoni, sete boni a beccà solo i quatrini!!! Fatece vede er sangue!... Volemo vede er sangue!... Ahhhhh!!!... Daje, Palletta, daje! Fatece vede er sangue! Ohhhhhhhhhh... (gong) II ROUND arbitro Boxe, ragazzi. secondo pugile M’ha rintronato il petto!... secondo pugile Adesso sto un po’ mejo... Quanno è sonato er gonge nun me reggevo più... primo pugile Becca questo, e poi quest’altro!... E poi questo, e poi quest’altro... E poi quest’altro... primo pugile Mò vojo attaccà subbito lo vojo mette giù... coro Daje! Daje! Staccaje le frattaje!... Palletta! Sei un cannone!!! Mettilo a pecorone!!!... secondo pugile ... Che grinta se ritrova!... Voglio allungà er sinistro tanto pe’ fa ‘na prova... Ohhhhhhhhh! primo pugile E bèccate quest’altro!... E pure ‘sto diretto!... primo pugile Becca pure ‘sto cazzotto!... secondo pugile ... Me sento tutto rotto... coro Daje! Daje! primo pugile Ahhhh!... Te ci ho messo giù!... arbitro Uno... Due... bassi del coro Daje, Palletta, alè!... arbitro Tre... Quattro... Cinque... secondo pugile ... Quasi quasi... Non me rialzo più... soprani e contralti del coro Palletta! Palletta! Fallo a fette!... voce di ragazzetto Palletta, sei ‘n fachiro!!... secondo pugile ... Io me riarzo... Io tiro... primo pugile ‘Sto scemo s’è rialzato!... S’è bello che fregato!... Becca questo, e quest’altro!... Eppoi quest’altro!... E pure ‘sto uppercutte! coro Pallè, daje alle costole! Fracassajele tutte! Daje! Daje! Staccaje le frattaje! secondo pugile Miseria! Sono crogge... (disperato) Ma quanno sona il gonge???... coro Palletta, sei una roccia! Staccaje la capoccia! Daje! Daje! arbitro Tempo, ragazzi. primo pugile Proprio adesso doveva sonà er gonge!... (gong) III ROUND E FINALE coro Palletta sei un cannone!... Mettilo a pecorone!... A ‘sta ripresa buttalo ar tappeto!... Mannalo alla Madonna de Loreto!... A secco! Nun ci avè fifa! Nun ci avè fifa, a secco! A canna vôta!... Ahhhhhhh!... primo pugile Lo vojo mette giù... Se vede dalla faccia che nun ce la fa più... Tiè, moro, becca questo!... secondo pugile Mo’ je reggo le braccia... primo pugile A zozzo, nun tenè!... coro Arbitro! Arbitro! Nun ce vedi? Pallè, pestaje i piedi!... arbitro “Break”, “Break”, quando vi dico “Break” separatevi!... secondo pugile ... Se stava così bene senza beccà un cazzotto!... coro Pallè, daje ch’è cotto!... primo pugile Tiè questo... E quest’altro... E poi quest’altro... coro Daje! Daje! Staccje le frattaje!... secondo pugile Non jela faccio più!... Tra poco casco giù!... coro Daje, Palletta, mena!... Che ce n’annamo a cena!... secondo pugile Non jela faccio più!... coro Mena!... Mena!... secondo pugile ... Tra poco casco giù!... Ahhhhh!... primo pugile Guarda ‘sto lavativo!... E allarga un po’ le braccia!... secondo pugile ... Ci ha scoperta la faccia... L’ultimo tentativo... primo pugile Porc!... secondo pugile Madonna!!! È andato giù! Come cavolo ho fatto?... arbitro Cinque... Sei... coro Palletta, a rimbambito!... tenore solo Era un omo finito!... arbitro Sette... Otto... coro Fregato da un cazzotto! (uno urlando, acuto) È andato a fa’ la terra per i ceci!!... arbitro Dieci!... Alla terza ripresa... Per fuori combattimento... Vince... coro Ahhhhhhh!!! Disgraziato!! Fottuto!! È l’arbitro er cornuto... Palletta zozzo, l’animaccia sua!... (voce di ragazzetto) A canna vôta, li mortacci tua!!... primo pugile ... Che sonno!... Che sonno! Ma che è stato?... arbitro Tre... Quattro... coro Sei andato longo!... Zozzo!... Disgraziato! Palletta, a farabutto! Mò qui sfasciamo tutto!... Daje, sfasciamo! Daje!... Volemo li quatrini, òh! òh! òh! Volemo li quatrini! Volemo li quatrini! Da dove cominciamo? La sedie le bruciamo!... Spaccamo puro er ringhe!... E la testa dell’arbitro cornuto! E quella de Palletta! Aiuto! Aiuto! Volemo li quatrini! Volemo li quatrini! Aiuto! Aiuto! Ahhhhhhh!... ... ... secondo pugile Se s’alza pôro me!... (putiferio generale...) arbitro Uno... Due... bassi e tenori del coro Palletta! A disgraziato!!... contralto solo Ma quello era sonato!... tenore solo A disgraziato!... L’ombrello di Altan e il sig. Frecciarotta di Riccardo Panfili Non so se vi sia capitato di notare, nella conversazione quotidiana – un dialogo tra due pendolari in attesa del regionale che ha accumulato laboriosamente 325 minuti di ritardo – un’espressione che mi è sempre parsa meravigliosa, leggera: “Hai visto l’ultimo film di Taldeitali?”, “Oh sì! E de che parla?”. Questo chiedere “di che cosa parla” un film, un libro, mi ha sempre fatto pensare ad un mondo fatato, magico, in cui oggetti, animali, prodotti industriali cominciano a parlare, a raccontare la loro storia. “Signor Frecciarotta, di che cosa ci parla, che cosa ci racconta?”. Il sig. Frecciarotta parla in primo luogo dell’ombrello di Altan, l’ombrello volante che, in tempi di crisi economica, volteggia nei cieli in cerca di un deretano – il più comodo e disponibile sulla piazza sociale – dove alloggiare e stanziare il tempo dovuto. L’alcova scelta è immancabilmente la stessa: mai cambiare abitudini quando ci si è trovati bene la prima volta. All’interesse scientifico per ombrelli volanti e tappabuchi assortiti, il sig. Frecciarotta affianca un’incrollabile – se non ardente – devozione religiosa. Ma non il classico pacchetto devozionale degli intramontabili monoteismi. Si tratta di una religione nuova e al contempo antica: neopagana. Ogni giorno aprendo il giornale, la prima cosa che il sig. Frecciarotta si affanna a capire è con quale umore si siano svegliati – dai comodi giacigli di un olimpo tutto nuovo – gli Dei dei Mercati. Sono nervosi o di buon umore? Irati? Taciturni? Gli antichi Arcazi, nei fulmini squarcianti il cielo, riconoscevano l’ira funesta del Dio Meteo. La Storia si ripete: gli Dei dei Mercati tengono le traveggole? Ebbene, si portino immediatamente sull’altare della cassa integrazione 2880 operai, tre scimmiette del bioparco di Venegnole, una quintalata di bucatini alla matriciana. Questa nuova religione sta molto a cuore al sig. Frecciarotta, uomo devoto, nonché ardente patriota, di professione Capotreno. E proprio a lui è toccato in sorte di trovarsi in servizio sullo stesso convoglio in cui un manager di Trenilandia sta trattando la (s)vendita della sua società ad una manager di Rusky Deraja, importante azienda ferroviaria russa. E mentre il convoglio attraversa convulsamente la pianura, all’orizzonte, nell’oro stemperato di un tramonto autunnale, volteggiano cantando stormi di ombrelli volanti. Pronti ad adagiarsi esausti nei loro secolari, comodi giacigli. FRECCIAROTTA Tatjana Gromikova, Presidente di Rusky Deraja soprano il Presidente di Trenilandia baritono il Capotreno attore i passeggeri coro misto tre segretarie di Tatjana due soprani, un contralto L’azione si svolge in una carrozza di gran lusso di un treno ad alta velocità, scelta come sede della trattativa di vendita di Trenilandia all’(oscura) azienda russa di cui Tatjana è Presidente. In memoria di Franco Lechner, con riconoscenza (Orchestra e Coro si sistemano in palcoscenico. Entra il direttore. Finiti i consueti applausi di benvenuto, non succede nulla. Lo spettacolo non comincia, il pubblico inizierà a spazientirsi, mentre il direttore e il primo violino guardano l’orologio e si interrogano, muti... Con voce sensuale, confidenziale, il Capotreno annuncia che il “viaggio” di Frecciarotta inizierà con un ritardo imprecisato). coro – L’anima de li mortacci tua. – No! No! No! – Guàsteve! Ve pijasse ‘n corbo, a stenneve tutti! – Minchia, la coincidenza perdo! – Andate a remengo, andè a remengo! – Uè, è roba da terzo mondo! – That’s incredible these Italians. (il Coro si rappattuma, si interroga) Già in ritardo, prima di partire: come è successo, perché? La linea, la macchina, il freno: il guasto allora dov’è? Che cosa può essere stato? La neve? La nebbia? Uno sciopero? Il semaforo? Uno scambio ingrippato? (rumori metallici dall’orchestra – scossoni – clangori. Il Coro diventa un vagone: sussulta, avanza di un metro, si blocca di nuovo...) Partiamo! Finalmente! Sììì! Ci siamo! ... ... ... Siamo fermi... (con delusione) S’ariparte... (rinnovando la speranza) Soltanto una cosa è sicura: il nostro viaggio è una tremenda avventura! (entra di corsa il Capotreno, con berretto, paletta, fischietto. E una frusta. È evidentemente anche lui in ritardo. Ha accento napoletano) Capotreno Avanti, sbrigatevi, che si deve partire. Datevi una mossa, veloci! Signorina, io chiudo le porte! voci dal coro Ma chiuditi la bocca, ignorante e prepotente! Capotreno La frusta ci vuole con voi! Non perdete altro tempo! In carrozza, in vettura, comincia la tremenda avventura. coro femminile (con infantile felicità) Juppy jé! Oppalà jé! Come è bello viaggiar! Capotreno (agitando la frusta, fischiando, e ironico) Obliterare... coro maschile Fatto Capotreno Salire coro Ecco Capotreno Sedere coro Non c’è più posto Capotreno E allora restate in piedi. E silenzio... Ma soprattutto, che ci teniamo assai: essere felici! coro Juppy jé! Oppalà jé! Come è bello viaggiar! (con chiusura brusca) (entra il Presidente di Trenilandia. Agitatissimo, cammina nervosamente. Posa la ventiquattrore e comincia, sempre con estremo nervosismo, a tirare fuori le scartoffie) Capotreno (prostrandosi) Buongiorno Eccellenza. Presidente (con accento meneghino, e furioso) Buo... Buo... Buo... (balbettando dalla rabbia)... Capotreno (a parte) Maronn’ come ‘ntartaja... Tiene un’incazzatura! (s’avvicina al Presidente. Lo tocca come per scuoterlo dall’attacco di balbuzie) Eccellenza?... Presidente ... Buongiorno del menga! Cominciamo malissimo. Oggi non voglio questi dannati ritardi. Parlato chiaro no? Presidente (sempre balbettando per la rabbia e l’ansia) Ba... Ba... Ba... Capotreno Maronn’d’o Carmene, balbetta ‘n’ata vota. (avvicinandosi al Presidente e scrollandolo rispettosamente) Eccellenza?... Presidente ... Bauscia, mi prendi per i fondelli? Son già dieci minuti di ritardo, dieci minuti prima di partire! Capotreno (completamente irresponsabile, finge di guardare l’orologio) Dieci minuti? Ma davvero? È incredibile, impossibile... (il Presidente disperato guarda verso l’alto, come per imprecare...) coro Gloria in excelsis Deo. Presidente (riprendendosi dallo sconforto, quasi esausto) Almeno i vagoni sono stati puliti? Capotreno Specchiati, eccellenza. coro È la solita zozzeria. Presidente Controllata la temperatura? Capotreno Il treno è avvolto in un dolce tepore. coro Se schiatta de freddo! Se more de callo! Presidente L’illuminazione generale? coro Ritardi non voglio, no! Non ne voglio no! Capotreno Uno splendore, un tripudio, una festa di luci. Capotreno (sempre deferente) Ma naturalmente cavaliere, parola d’onore, oggi niente ritardi! (fanfare gioiose dell’orchestra. Poi, improvvisamente, con due, tre fiotti di intermittenza, se ne va via la luce: rimangono tutti immersi nel buio) Capotreno (esterrefatto) Se n’è ghiut’ a luce! Corro a vedere! Presidente Cribbio! Vengo anch’io! (escono di corsa il Capotreno e il Presidente) coro femminile (fermo, come se nel buio qualche maschietto approfittasse per allungare le mani) Aoooooooooooooh! coro maschile (come un gemito di lussuria) Aaaaaaaaaaaaaaaaaah! coro femminile State fermi con le mani, burini, villani. coro maschile Ma chi vi cerca, ma chi vi tocca, befane. coro femminile Ignoranti. coro maschile Fanatiche. coro femminile Cafoni. coro maschile Mitomani. coro (tutti) Che freddo che fa, che sporco che c’è. E la luce, dov’è? (rientrano Capotreno e Presidente. Nel buio, con degli elmetti cui sono applicate delle torce come i minatori. Sono agitati e furtivi) Presidente (piano, al Capotreno) Te set propri un pirla! Te ghe veia de fa na gott! Punto! Basta! Se fra un minuto non ritorna la luce... Bada! coro Siamo il popolo dei pendolari. Noi paghiamo l’abbonamento, tanto! Tanto! Ma partiamo in ritardo. Capotreno (al Presidente) Eccellenza, è il solito problema della manutenzione. Il materiale è vecchio... sarebbe da... (esita per paura e soggezione... tentenna) come dire... da... (timoroso, quasi interrogativo) da sostituire...?!... coro Frecciarossa, Frecciabianca, Carta oro, Frecciargento, ma che tragedia arrivare ad Agrigento. Presidente Io sostituisco te, ti mando a pulire i cessi! Ti spedisco a far la guardia di notte ai passaggi a livello! coro (come sbottando d’ira) Sempre in ritardo! Capotreno (interrotto in continuazione dagli improperi del Coro) Bastaaaa!!! Mi scusi eccellenza ma questi... (il Coro protesta) I ve tagl’e’mmanni!!! (tra sé) Tenghen’ na cazzimm’ che è para a na capat’n bocca!... (ancora voci di dissenso dal Coro) Disfattisti, agitatori, che non siete altro!!! E adesso: seduti! coro Mmmmmmmmmmmmmmmmm. (il Coro, mugolando, obbedisce) Presidente (a denti stretti) Fai ripartire questa luce fottuta... Capotreno Signor Presidente, facciamo il possibile. Stiamo già provvedendo alla riparazione. Presidente Bauscia d’un baluba, la vuoi capire che oggi non possiamo assolutamente sbagliare? O i russi s’accattano l’azienda, oppure non ce n’è più per nessuno! Il Presidente Monti chiude questa baracca e ci mandano tutti a casa! Capotreno Lei però con una bella liquidazione, signore. Presidente Te set propri un pistola! Ancora ‘ste menate da comunista primitivo! Non siamo tutti uguali, neh? Però, stiamo tutti nella stessa barca e se affondo io, te borli giò anca te, capì? (nel buio, baluginano tre torce. Entrano tre segretarie che anticipano l’ingresso di Tatjana Gromikova, Presidente di Rusky Deraja) I segretaria Svotoble Gromikova scianikus, Rusky Deraja rieblaje. Ciakoskaya dosvidonski. II segretaria Missis Gromikova is arriving. She likes very much Caikovskij’s music. III segretaria Sta entrando madame Gromikova, direttore generale di Rusky Deraja. Lei amare molto musica maestro Caikovskij. Tatjana (entrando in scena, con accento russo) Cosa essere questo scuro, voi non pagare luce? Prego, una riposta... Nessuno spiega niente? Presidente (galante) Madame, una sciocchezza, un piccolo inconveniente da nulla. Tatjana Lei dice da nulla? (ritorna miracolosamente la luce) coro Et lux facta est! Presidente Vede? Già tutto risolto. Si accomodi, questo treno è il nostro gioiello. L’eleganza italiana, la classe, lo stile, il design. Tatjana Tutto questo non essere solo un mito? Presidente Madame! Non dica così! Mi ascolti... Guardi questo ambiente: lo chiamiamo scompartimento, ma vede, è accogliente come un appartamento. (il Capotreno porta un vassoio con due calici di prosecco) Presidente Champagne, per cominciare? Brindiamo al nostro affare! Tatjana Prosit! Presidente Posso chiamarla Tatjana? Tatjana Questo no champagne, prosecco! Quanto vale vostra azienda? Presidente Complimenti, che donna decisa. Tatjana Presidente, io non avere molto tempo. Voi italiani bravissimi con parole, voi super-esperti pettinare i koala, sì, vero? Noi però popolo pratico: vedere, toccare, capire, comprare o non comprare, fare affare o non fare affare. Chiarissimo così? Presidente Facciamo, facciamo, chiarissimo così. Sente? Nessun rumore! Eppure filiamo almeno a trecento, cullati dal paesaggio toscano. Meraviglie della tecnologia. coro Dottò, semo fermi da una vita. ‘Sto cesso de treno se ferma sempre in salita. Tatjana Cosa dire popolo? Tatjana Sicurezza? Presidente Popolo? Cosa dice? Come siete simpatica! Si lamentano sempre, ma mi creda: non contano niente. Presidente Non può trovare di meglio in tutto il mercato. Tatjana (con inquietante freddezza) Questo essere vero, loro parlare, parlare, ma niente, contare niente. Questo io sapere benissimo. Mi parlava della tecnologia... Presidente Non le vede, Tatjana? Sembrano delle ragazze. Presidente Ma certo! Questo è un treno totally on-line. Presidente (piano) Piano piano. Dovranno naturalmente aumentare, però... Piano piano... Tatjana Wi-fi? Presidente Of course. Tatjana Hi-tech? Presidente Hi-tech, oh yes. Tatjana (fintamente maliziosa) Soft light... For night? Presidente Oh yes! And our wonderful italian food and wine! (all’orecchio di lei, malizioso) E per stare più comodi... Sedili extra size!!! Tatjana Gente di affari vuole puntualità. Presidente Facciamo invidia alla Svizzera! Capotreno (spazientito dalla marea di frottole del Presidente) Ma che sfaccim’ va dicienn’? So venti minuti di ritardo, quann’ va bbuono! Fammen’ aji’ va! (esce innervosito) Tatjana Età delle carrozze? Tatjana Tariffe? (improvvisamente il convoglio è sconvolto da scossoni furibondi, la luce che va e viene, ad intermittenza. Il Coro, il Presidente e Tatjana vengono sbalzati nel vagone. Come se il treno stesse per deragliare. Poi una frenata disperata) tutti Ahhhhh!!!! Tatjana O my God! Cosa essere questa frenata? Perché siamo fermi? Presidente (cercando di nascondere l’imbarazzo) No... no... no... (balbettando)... Normale, è previsto uno stop a Milano Centrale. coro Bischero, siamo fermi in galleria, vicino a Pavia. Capotreno (rientra, con affanno, ma anche divertito, rivolgendosi al Presidente) Eccellenza, sono costretto a informarla che, non so come dire... Ma ho l’impressione che siamo in emergenza. È sparito il macchinista! Presidente In agguato c’è sempre un comunista! (il Coro contesta il Presidente con sberleffi e pernacchie assortite) Tatjana (ironica e acida) Lei avere grande successo con suo popolo! Quindi vivere ancora comunisti in Italia? Wow! So exciting! Ma anche vostri passeggeri molto eccitati! Tatjana (rivolta al Presidente, severa, ieratica) Tu non puoi offendere loro. (ora al Coro) Io stare con voi. Lui trattare la sua gente come animali, questo voi non accettare! coro Macchinista sparito – ritardo garantito. Etierre Seicento, sei il nostro tormento! coro Tatiana aiutaci tu! Tatjana (indicando il Coro che brontola e impreca) Anche loro comunisti? Presidente No Tatjana, solo qualche sobillatore! (viene travolto dalle urla crescenti e sempre più violente del Coro) coro (con furore) Robin Hood, salvaci tu! Da Roccasecca a Chilivani, da Settebagni a Massa Martana, siamo la plebe della ferrovia italiana. Robin Hood salvaci tu! Presidente (rabbioso, verso il Coro) Siete buoni solo a protestare, mentre io lavoro per il nostro futuro... coro (una grassa risata) Ah ah ah ah! Presidente Pappagalli! coro Galli galli, galli! Chicchirichììì! Presidente Pecore, somari! coro (belando e ragliando) Beeeeeee! Beeeeeee! Ih-ah! Ih-ah! Ih-ah! Ih-ah! Presidente (ancora più rabbioso) Traditori! Viperacce! Maiali! Tatjana Vengo da Russia per comprare treni italiani. coro Evviva! Evviva! Tatjana Prometto voi che migliorerà tutto! coro Finalmente! Finalmente! Tatjana (seduttiva) Rusky Deraja ama suoi viaggiatori. Lui, invece, prendere voi per i fondelli. coro (ripetendo come in trance le parole di Tatjana) Per i fondelli... Tatjana Voi giusto protestare, voi giusto non pagare! coro Non pagare... ?!... Tatjana Ma certo! Se treni non funzionare, voi non pagare. Noi chiameremo questo... (pausa...) No... I segretaria No... Tatjana Ticket... II segretaria Ticket... Tatjana Day... III segretaria Day... Tatjana e le tre segretarie insieme No ticket day!!! coro (come in un’insurrezione) No ticket day! No ticket day! No ticket day! (anche Tatjana e le tre segretarie si uniscono al grido di rivolta del Coro, sempre più violento) Presidente (interrompendo disperato le minacce del Coro) Basta! Signori, ascoltate! Vi prego! (malinconico, ricordando) Anch’io ero un ferroviere, addetto alla biglietteria, mai un ritardo, una malattia... All’inizio anche io ho dovuto prendere una tessera, una sola... forse due... col tempo anche tre, ma sempre in buona fede. Ho lavorato tanto per il bene dell’azienda... Da operaio a dirigente, direttore e poi Presidente. (sfinito, quasi accasciandosi a terra) Sono o non sono il vostro Presidente? Tatjana (stacca un assegno, lo dà al Presidente) Presidente, ho comprato l’azienda. Tu sei licenziato. Ho concluso l’affare in mezz’ora. Dicono che sono spietata, ma o mangiare o essere mangiata... E preferisco mangiare io! Popolo italiano simpatico, pittoresco, voi fare tanto casino, voi Don Giovanni, voi molto – come si dice? – operatic! Voi parlare, cantare, sì, ma adesso stop! le tre segretarie Adesso stop! Tatjana Rusky Deraja comprata Trenilandia. (Tatjana prende il bicchiere di prosecco per il brindisi. Anche le tre segretarie fanno altrettanto) Prosit! le tre segretarie Prosit! Tatjana (imperativa) Capotreno, adesso noi ripartiamo. E senza proteste. Chiaro, da? Capotreno Servo vostro, padrona Tatjana. È chiarissimo: non ci sarà mai più una protesta... Non sente che silenzio? Non vola una mosca. E per qualsiasi cosa: (si toglie il berretto in un mezzo inchino da gregario) a disposizione. (Distratta e guardando l’orologio, Tatjana getta una banconota da 5 euro nel berretto del Capotreno. Il Capotreno esce) Tatjana (alle tre segretarie) Prego, chiamare subito Vanèt. Subito! E scappare in aeroporto, io ho un party a Mosca tonight. segretaria All right Madame. II segretaria Subito Signora. III segretaria Pascvili Moja. (Esce Tatjana seguita dalle tre segretarie. Progressivamente si abbassano le luci. Si fa buio totale. Luce improvvisa sul Coro che riprende la salmodia iniziale) coro L’anima de li mortacci nostri... Presidente (balbettando, annichilito) ... No... no... no... nostri... (... ma l’ultima parola spetta all’orchestra...) Vieri Tosatti Nasce a Roma nel 1920. Reagendo alla durezza moralistica della madre e alla bonaria giovialità del padre, Tosatti si arrocca dall’adolescenza in un mondo di lirismo fantastico e, nel contempo, di propensione al grottesco e al dissacrante. Di tale atteggiamento fu certamente causa anche la lotta, sostenuta per tutta la vita, con la salute costantemente minacciata. Studia con Cesare Dobici, Carlo Jachino e Goffredo Petrassi. Nel ’42 si diploma in Pianoforte e Composizione. Dal ’42 al ’44 frequenta, insieme a Mario Zafred, il corso di perfezionamento con Ildebrando Pizzetti. Del ’46 è Il concerto della demenza per voce recitante (che annaspa tra rumori di ferraglie, telefonate stranianti e scoppi di petardi), due pianoforti e “taluni esecutori aggiunti”. Nel ’48 scrive l’opera in due atti Il sistema della dolcezza, esilarante delirio tra saggezza e follia, e il Divertimento per cinque strumenti, trascritto poi per orchestra da camera. Nel ’53 viene rappresentata al Festival di Venezia l’opera Partita a pugni che vedrà, dopo il grande successo iniziale, largo giro di consensi in Italia e all’estero. Del ’55 è la prima scaligera de Il giudizio universale, satira graffiante di ogni ipocrisia. L’isola del tesoro dalla narrativa per ragazzi diverrà, nella stesura, un “vasto poema marino”. La fiera delle meraviglie (Teatro dell’Opera di Roma, ’59) presenta il vecchio melodramma e lo sperimentalismo elettronico, entrambi travolti da un gran temporale... Nel ’63 compone il Requiem. L’Accademia di Santa Cecilia propone per due volte Tosatti a proprio socio, ma il Maestro oppone sempre un orgoglioso rifiuto. L’ultima opera, Il paradiso e il poeta, è tratta da un racconto di Poe, arricchito da notazioni comiche e vi è adombrata la figura dello stesso Tosatti. Nel ’66 scrive il Concerto per viola e orchestra, i Drei Fünfstimmige Gesänge, i Lieder Einsamkeiten, Venedig e Die Musik Kommt, il Concerto iperciclico per clarinetto e orchestra e la Deutsche Sonate per la moglie pianista Valeria Ravot-Lichèri che ne sarà la prima interprete. Nel ’71 dirige alla Rai Il paradiso e il poeta, opera della quale (memore di cattive regie) vieta la programmazione lui vivente. Volontariamente isolatosi dalla vita ufficiale scrive ancora il Gedichtkonzert, una nuova strumentazione dei Wesendonck-Lieder di Wagner e i Sette preludi e fughe per pianoforte. Nel 1980 perde la vista. Con raro stoicismo riprende un’attività letteraria già svolta nella giovinezza, e detta alla moglie un libro di poesie in tedesco, due libri di racconti, una serie di piccoli saggi (Capitoli scompagni) e il romanzo Principe Azzurro. Riccardo Panfili Nato a Terni nel 1979, si è diplomato in Pianoforte con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore con Elio Maestosi. Sotto la guida di Ivan Vandor ha poi conseguito il diploma di Composizione con il massimo dei voti e la lode. Giovanissimo è stato preziosamente guidato nella stesura dei primi lavori compositivi da Vieri Tosatti. Dal 2003 al 2006 ha seguito i corsi tenuti da Azio Corghi all’Accademia Chigiana di Siena; in occasione dei Corsi del 2004 e 2005, Corghi gli ha conferito il Diploma di Merito. Nel 2006 è risultato vincitore del primo premio del Concorso internazionale di composizione Santa Cecilia di Roma, con il pezzo per orchestra Danzario, che è stato eseguito, in prima assoluta, nel 2009 all’Auditorium Parco della Musica di Roma diretto da Antonio Pappano e al Festival di musica delle Canarie. Nel 2008 si è aggiudicato il secondo premio della sesta edizione del Concorso di composizione “Henri Dutilleux”. Nello stesso anno ha vinto il terzo premio al Concorso internazionale di composizione “Egidio Carella”, e si è aggiudicato il terzo premio al secondo Concorso internazionale di composizione “Ton de Leeuw” di Tirana. A maggio 2011 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso internazionale di composizione “... a Camillo Togni” (114 partiture da tutto il mondo). Nel 2010 RadioRai ha selezionato il suo pezzo Le Roi Bombance (commissione dell’Orchestra Nazionale della Rai di Torino, eseguito in prima al festival RaiNuovaMusica di Torino) per il prestigioso International Rostrum of Composers di Lisbona. I suoi lavori sono stati eseguiti dall’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra della Fondazione Toscanini di Parma, Dedalo Ensemble, Ensemble InCanto, Ensemble Dutilleux di Tours, etc.; diretti da Antonio Pappano, Tito Ceccherini, Pietro Mianiti, Fabio Maestri, Vittorio Parisi, Carlos Izcaray, Mauro Bonifacio, e trasmessi da Rai-Radio3. L’Orchestra della Toscana gli ha commissionato un’opera sulla Fiorentina Calcio che andrà in scena a fine stagione 2011-12. Il Teatro alla Scala gli ha commissionato un pezzo per grande orchestra che sarà eseguito in prima assoluta nella prossima stagione sinfonica. Marcello Bufalini Dal suo debutto, nel 1994, con l’Orchestra Sinfonica di Graz, di cui fu subito nominato primo Direttore ospite, ha avuto inizio un’intensa attività internazionale, che lo ha visto frequente ospite di orchestre fra cui quella della Suisse Romande, del Mozarteum di Salisburgo, della Radio di Monaco di Baviera, del Teatro La Fenice di Venezia, dell’Arena di Verona, la Radio Symphonieorchester di Vienna e altre ancora, in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Grosses Festspielhaus di Salisburgo, il Gewandhaus di Lipsia. Come direttore d’opera è stato ospite dell’Opéra du Rhin di Strasburgo, della Kammeroper di Vienna, del Verdi di Sassari, del circuito lombardo As.Li.Co., etc. Nel 2001 ha diretto L’Arte della fuga (progetto di trascrizione e completamento ideato e coordinato da Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Nel 2006 ha realizzato il completamento e la ricostruzione dell’inedito Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, registrato per la Decca dal pianista Roberto Prosseda, con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Chailly. È docente di Direzione d’orchestra al Conservatorio dell’Aquila. Daniela Mazzucato Artista con un’estensione vocale che le permette di spaziare dal repertorio barocco ai principali ruoli protagonistici nelle opere di Mozart e Donizetti, Daniela Mazzucato ha compiuto gli studi di canto al Conservatorio di Venezia, sua città natale, debuttando a diciannove anni nel ruolo di Gilda in Rigoletto al Teatro La Fenice. Con il fortunato debutto al Teatro alla Scala nel 1973 nelle Nozze di Figaro (Susanna) e nell’Amore delle tre melarance con la direzione di Abbado e la regia di Strehler, ha iniziato una brillante carriera internazionale che l’ha vista esibirsi in alcuni fra i più prestigiosi teatri del mondo: Covent Garden di Londra, Opéra di Parigi, Arena di Verona, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Glyndebourne Opera Festival, etc. Numerose sono le sue esibizioni di successo anche nel campo dell’operetta. È stata protagonista del musical To be or not to be di Nicola Piovani e ne La Cenerentola.com al Massimo di Palermo. Max René Cosotti Interprete apprezzato per le spiccate doti sceniche, Max René Cosotti vanta un ampio repertorio che spazia da Ros- sini a Verdi, Puccini, Offenbach, Čajkovskij, Strauss ed è presente da oltre un ventennio nei maggiori teatri e festival italiani ed esteri (Venezia, Napoli, Trieste, Torino, Roma, Palermo, Verona, Cagliari, Firenze, Toulouse, Tel Aviv, Glyndebourne, Salisburgo). Nelle ultime stagioni si è esibito nel ruolo del Dr. Cajus (Falstaff) a Cleveland, Lucerna, Berlino e New York, in tournée con la Cleveland Symphony Orchestra; nel ruolo dell’Imperatore Altoum (Turandot) a Caracalla, al Teatro Regio di Parma e al Teatro San Carlo di Napoli; in Die Lustige Witwe (Raoul de St. Brioche) al Teatro Petruzzelli di Bari. Tra gli altri impegni recenti e futuri ricordiamo: Eine Nacht in Venedig a Trieste e Carmen a Pisa. Ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso As.Li.Co. di Milano, e il Concorso “Voci Verdiane”. Carlo Riccioli Nato a Roma, dal 1996 si è esibito in importanti istituzioni musicali italiane tra le quali, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma e in teatri di tradizione come il Valli di Modena, il Verdi di Sassari e il Borgatti di Cento. È stato diretto dai maestri Claudio Desderi, Rinaldo Alessandrini, Alain Lombard, Marco Boemi, Ciro Visco, Nicola Samale, Gian Carlo Andretta, Marcello Rota, Eric Hull, Elisabetta Maschio, Valentino Miseracs, Franco Sbacco. Ha lavorato per le regie di Gianfranco De Bosio, Pier’Alli, Dario Fo, Tony Servillo, Mario Pontiggia, Pier Francesco Maestrini. È stato ospite in teatri d’Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo, Ungheria, America Latina. Ha effettuato registrazioni radiofoniche per Rai-Radio3 e Radio Vaticana. Marco Zannoni Nasce a Firenze nel 1952 dove compie gli studi e inizia la sua attività teatrale. A Bologna lavora nella Cooperativa Nuova Scena e successivamente al Teatro Stabile di Torino. È nella Compagnia dell’Ater Ert di Modena per Edipo Tiranno (regia di Benno Besson). A Besson segue il lavoro con Dario Fo, dal quale apprende l’arte del racconto e del raccontare. Da questa e tante altre esperienze di palcoscenico, Marco Zannoni passa a una propria scrittura teatrale e alla rappresentazione dei suoi lavori. Seguono anni di lavoro e scrittura per la Scuola di Drammaturgia di Fiesole con allestimenti dei propri testi. Fra gli incontri di palcoscenico si segnalano quelli con Crivelli, Maranzana, Wertmuller, Chiti e altri. Lavora anche per il cinema e la televisione. È attualmente impegnato nelle riprese del film Romanzo di una strage di Giordana. È in prova il suo ultimo lavoro Salvate Violetta per Maggio Formazione con debutto nella stagione 2011-12 al Teatro Goldoni di Firenze. Orchestra Sinfonica Abruzzese L’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese (ISA) in circa quarant’anni di attività ha avuto il merito di portare il repertorio sinfonico in quasi tutti i comuni abruzzesi. Inserita fra le tredici istituzioni concertistico-orchestrali italiane, è regolarmente invitata dai più prestigiosi enti musicali e nelle principali città italiane, con un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo, con prime esecuzioni assolute. Fra i direttori ospiti si ricordano Muti, Gelmetti, Bellugi, Renzetti; fra i solisti Ashkenazy, Ricciarelli, Milva, Bruson, Domingo, Bocelli, Accardo, Ughi, Gazzelloni, Rava, Canino, Brunello, Berman. Ha inciso per diverse case discografiche e ha registrato per la Rai. Dal 2011 Ettore Pellegrino è il direttore artistico dell’ISA, succedendo a Vittorio Antonellini, che ha ricoperto l’incarico fin dalla fondazione. Solista principale è Fabrizio Meloni; direttore principale ospite è Marcello Bufalini; consulente per l’opera lirica e i programmi inerenti la vocalità è Francesco Sanvitale. violini primi Marco Serino* (spalla) Lucio Santarelli Antonio Scolletta Lorenza Mazzonetto Laura Ann Paolini Mauro Pinelli Matteo Pippa violini secondi Daniela Marinucci* Joanna Griffith-Jones Anton Mircea Popescu Sergio Colantoni Marco Lanci Maddalena Pippa Gustavo Gasperini viole Luigi Gagliano* Marcello Manfrin Marco Di Tonno Fanny Forcucci violoncelli Gianluigi Fiordaliso* Costanza Persichella Livio Fabiani Andrea Crisante contrabbassi Marco Boffa* Antonio De Laurentiis oboe Riccardo Bricchi* clarinetto Gianluca Sulli* fagotti Massimo Martusciello* Giuseppe Reggimenti corni Alessandro Monticelli* Vittorio Sette Antonio Russo trombe Federico Cotturone* Luca De Iuliis tromboni Tino D’Angelo* Stefano Tomasi basso tuba Giovanni Soricone* timpani Andrea D’Intino* percussioni Flavio Tanzi* Giuseppe Saggiomo Alberto Romano pianoforte Massimiliano Caporale* flauti Silvia Colageo* Mariangela Carlodalatri * prime parti Coro Zaccaria da Teramo Il Coro è parte integrante dell’Associazione Musicale “A. Zaccaria da Teramo” nata nel 1984 con fini esclusivamente culturali e con una rilevante attenzione verso lo studio e la diffusione del repertorio polifonico, corale e strumentale, soprattutto di autori locali. Per il decennale dell’Associazione sono state interpretate ed eseguite alcune delle opere di Cesare Tudino da Atri (XVI sec.). La ricerca e la trascrizione delle partiture originali sono state realizzate da Paolo Speca; naturale sviluppo del lavoro è stata nel 1999 l’incisione di un CD su musiche sacre e profane di Cesare Tudino in collaborazione con la Regione Abruzzo. Dal 2000 l’Associazione ha allargato gradatamente i suoi confini proponendosi come ente organizzatore di eventi musicali e laboratorio di varie formazioni musicali: ha inoltre intensificando l’attività di divulga- zione del patrimonio musicale con la diffusione di opere poco conosciute di autori locali e di opere moderne e contemporanee. Fin dalla sua fondazione, il Coro è diretto da Paolo Speca, diplomato in Canto presso l’Istituto Musicale “G. Braga” di Teramo e in Composizione, Direzione e Musica elettronica presso il Conservatorio dell’Aquila e al D.A.M.S. di Bologna. Dal 1986 svolge un’intensa attività concertistica e nel repertorio teatrale anche come baritono esibendosi per importanti teatri e istituzioni musicali. Dal ’98 partecipa agli allestimenti della Stagione Lirica di Teramo ed Atri sia come solista che come direttore del Coro della Stagione Lirica Teramana. Insegna Canto presso il Conservatorio di Pescara; collabora con l’Istituto Nazionale Tostiano e con la Royal Academy of Music di Londra. Soprani I Daniela Santucci Ilaria Micarelli Sabina Davide Patrizia Perozzi Federica Serpente Mezzosoprani Paola Incani Lucia Eusebi Marianna Petrecca Roberta Fanari Mariangela Marini Tenori I Davide Ciarrocchi Carlo Velenosi Stefano Di Claudio Alberto Martinelli Angelo Colella Baritoni (Bassi I) Danil Aceto Tommaso Mangifesta Gianmarco Di Cosimo Nicola Ziccardi Giorgio Tenisci Soprani II Francesca D’Antonio Claudia Silvetti Manuela Navelli Emanuela Rico Simona Marzilli Contralti Gianna Cabriolu Donatella Sichetti Monica Astolfi Debora Ciarma Alessia Di Cencio Tenori II Emanuele Carnevali Mauro Faragalli Lorenzo Izzo Danilo Dell’Oso Michele Natale Bassi II Lucio Di Giovanni Davide Filipponi Sandro Paciocco Lorenzo Grante Roberto Zampana Via Flaminia, 118 • 00196 Roma Tel. + 39 06 320 17 52 www.filarmonicaromana.org Piazza del Teatro • 67100 L’Aquila (AQ) Tel. + 39 0862 411102 www.sinfonicaabruzzese.it Il programma di sala è a cura di Sara Ciccarelli - Finito di stampare nel mese di febbraio 2012 • Stampa O.GRA.RO. - Roma • Progetto grafico e impaginazione Studio Sismondo - Roma Piazza Don Minzoni 2 • 06034 Foligno (PG) Tel. + 39 0742 342183 www.amicimusicafoligno.it