Impôt reprisé
Tassa riscossa
Ufficio di Jesi
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Est. Est. Est
Odessa
Pulire
il mondo
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Il ritratto
racconta
Personaggi
delle fiere
settimanale d’informazione
Euro 0,80
“Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi”
DIREZIONE E REDAZIONE : JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX 0731.208145
ANNO LII - N. 33
Resistenza ad oltranza di Fazio
San Settimio
Una vicenda che sta compromettendo l’Italia
di Vittorio Massaccesi
[email protected]
“L’attuale governatore della
Banca d’Italia è incompatibile con
la credibilità nazionale; la sua permanenza in carica non è opportuna”. Chi afferma questo contro
Antonio Fazio non è un uomo qualunque, ma il capo del governo
Berlusconi che, dopo un’infinita
attesa e mille incertezze, ha sintetizzato l’orientamento della quasi
totalità dei gruppi politici parlamentari. Solo la Lega, nella sua
intemperanza di sempre, ha
respinto la sfiducia espressa dal
primo ministro contro Fazio
dichiarandola una presa di posizio-
ne del tutto personale.
***
Mai l’Italia aveva vissuto una
divergenza tanto profonda – e tale
da attirare l’attenzione di tutto il
mondo economico e compromettere la sua credibilità - tra le nostre
più rilevanti istituzioni politiche e
finanziarie. La divergenza non è
da oggi. Ad esser comprensivi,
possiamo farla risalire alle grandi
crisi della Cirio e poi della
Parmalat, crisi che hanno bruciato
il risparmio di decine di migliaia di
italiani e compromesso all’estero
Domenica 16 ottobre
Giornata Diocesana del Malato
Alle ore 16 in Cattedrale
Seguendo una bella tradizione aperta vari anni or sono
dall’Unitalsi, la Commissione Diocesana per la Pastorale della
Salute organizza per domenica prossima 16 ottobre una
Celebrazione che vedrà nella nostra Cattedrale tanti ammalati,
anziani e persone diversamente abili per un incontro di amicizia e di fraternità da parte della comunità diocesana
Sarà il nostro Vescovo, Padre Oscar, circondato da sacerdoti e diaconi, a presiedere la Celebrazione Eucaristica, durante la
quale i fratelli sofferenti sentiranno di essere, e non solo per
questa circostanza, al centro dell’affetto e delle cure di tutta la
comunità diocesana,
Sarà anche in invito a tutte le parrocchie a mettere i sofferenti nel cuore di tutti i parrocchiani, con una vicinanza fatta di
attenzione, di affetto, di impegno a rendere la sofferenza una
vita di santificazione e di collaborazione con quanto la Chiesa
compie per portare il Regno di Dio nel cuore di ogni uomo e
delle strutture in cui l’uomo opera.
Un invito a tutte le associazioni di volontariato a mettersi a
disposizione dei parroci per accompagnare i sofferenti nel
Duomo di Jesi, domenica 16 ottobre alle ore 16. Per consentire
alle auto di entrare in piazza Federico II, verrà consegnato –
nell’Arco del Montirozzo (porta Bersaglieri) .- un contrassegno, riconosciuto dal Comune di Jesi.
Contrappunti
La selva
selvaggia
di Riccardo Ceccarelli
Lo scontro è ormai totale.
Non solo tra i due poli, diventati
contenitori di tutto e di più, ma
perfino nell’ambito di ogni singolo schieramento. A favorirlo
sono sia la campagna per le primarie del centrosinistra che
trova l’unità solo nella parola
che lo identifica “Unione”, sia
l’ormai - iniziata da tempo –
campagna elettorale per le politiche del 2006. La Casa delle
Libertà più che una casa, non è
più neanche un condominio, è
una dimora forzata dove ciascuno prova ad uscire e vuol mettere
sulla porta il proprio numero
civico.
La normale dialettica tra i
partiti di maggioranza e di opposizione e le inevitabili discussioni al loro interno si sono trasformate in rissa, dove ciascuno pretende di avere la ragione assoluta. Il dialogo è solo una formalità, un modo di dire, qualche
volta anch’esso mandato al diavolo.
Il muro contro muro, le
dichiarazioni che si rincorrono,
le precisazioni che “precisano”,
le interviste richieste e suggerite,
i giornali che guazzano nella
situazione, i politologi che scrivono e danno ricette, i cittadini
che – se non stanno a guardare
Domenica 2 ottobre 2005
disgustati – vanno ad aumentare
il numero di coloro che hanno la
soluzione esclusiva del problema
e dei problemi. Proprio come l’esercito di allenatori del Bar dello
Sport, che anch’essi sanno di
tutto e di più di ogni singolo
mister della squadra.
Anche chi scopre l’acqua calda in questo contesto diventa uno
statista. Non proferita apertamente, ma nascostamente oggettiva, si è diffusa a macchia
d’olio la delegittimazione dell’altro. La legittimità della presenza sulla piazza della politica
non è fondata dal consenso
popolare e dalla proposta programmatica ma solo dall’appartenenza.
Ci sono coloro che hanno,
non si sa per quale investitura,
l’esclusiva bontà innata della
presenza e della proposta, agli
altri viene riconosciuta al massimo una temporanea tolleranza,
una sopportazione che non di
rado sfocia in aperto rifiuto. A
mala pena si accetta la presenza
fisica del contendente, spesso lo
si evita per non incontrarlo. Il
linguaggio usato è improntato ad
un bellicismo di fatto, pur essendo schierati per la pace. Verbi ed
aggettivi sono più consoni alla
descrizione di una battaglia che
non ad un approfondimento
tematico o ad un resoconto politico.
Frequente è la messa in dubbio dell’altrui capacità di capire
le cose: l’altro è così delegittimato non solo a livello rappresentativo ma anche nella sua
Segue a pag. 4
il nostro sistema imprenditoriale e
bancario. Non v’è dubbio infatti
che, in quelle dolorose circostanze, la prima responsabilità risale
alla mancata vigilanza – o, per
qualcuno, ad una passiva acquiescenza – della Banca d’Italia. I
preallarmi dell’allora ministro
dell’economia non valsero a niente. A tutt’oggi, né il governo con
appropriata legge sul risparmio, né
la Banca d’Italia hanno definito la
via né per un doveroso risarcimento ai tanti sacrifici di tante famiglie
né per scongiurare altri simili disastri finanziari.
A tutto questo aggiungasi le
recenti vicende legate alla Banca
popolare di Lodi il cui primo
responsabile, Gianpiero Fiorani,
straordinariamente affiancato da
Fazio, dopo essere stato sospeso
dalle sue funzioni dalla magistratura, si è dimesso da ogni carica
per tentar di difendere enormi ricchezze accumulate nel frattempo,
sparse in tutto il mondo e coperte
anche da nomi compiacenti.
***
Non è necessario riferire ulteriori episodi che hanno destabilizzato la credibilità di Fazio ( come
ultimo esempio, si pensi al rifiuto
da parte di Fazio delle relazioni
dei suoi più stretti collaboratori
contro Fiorani e al suo ricorrere ad
esperti compiacenti per avere in
mano una relazione positiva).
Ecco allora il paradosso: tutto un
mondo chiede le dimissioni di
Fazio, ma Fazio resiste a tutti (“ho
agito bene”) e la legge è impotente nel costringerlo a lasciare il
governatorato. Così l’eventuale
sua cacciata se la palleggiano il
governo italiano e la Banca centrale europea.
Ma Fazio si fa coraggio perché
in Italia ha ancora dalla sua parte
la Lega, la stessa che fino ad un
anno fa l’avrebbe sotterrato volentieri. Sapete perché? Perché nel
frattempo Fazio ha salvato una
banca della Lega con l’aiuto di
Fiorani: il cerchio si chiude e pure
un profano comprende il pesante
gioco anche di quelli che da sempre gridano contro Roma ladrona.
Così il mondo politico ed economico, agli incontri del G7 e del
Fondo Monetario Mondiale dei
giorni scorsi, hanno assistito al
gelo tra il redivivo ministro dell’economia Tremonti e il nostro
governatore.
Mai avremmo pensato ad una
resistenza così coriacea della persona Fazio. Perché, al di là delle
personali convinzioni di coscienza
tranquilla, c’è un bene comune da
perseguire che può e deve comportare almeno un atto di umiltà.
La città e la Diocesi in festa
si stringono attorno al Pastore
di don Cristiano Marasca
foto Gino Candolfi
Per una settimana, fino al 22
settembre, giorno della festa di
San Settimio, gruppi parrocchiali di ragazzi e ragazze cresimati nel 2004-2005 si sono
alternati a celebrare ogni sera
la memoria del patrono ripercorrendo nell’incontro col
Vescovo e i rispettivi parroci gli
episodi evangelici raffigurati
nelle formelle del portone del
duomo dell’Annibali.
La memoria del Santo
vescovo, mandato da Papa
Marcello come Vescovo a Jesi,
dove, secondo la tradizione,
avrebbe trovato il martirio
come conseguenza delle numerose conversioni al cristianesimo seguite alla sua predicazione è stata sottolineata dal
Concerto d’organo tenutosi in
cattedrale nella sera del 21, e
dall’incontro, svoltosi nella
stessa sera presso la chiesa di
San Pietro Apostolo, dei giovani che hanno partecipato alla
Giornata Mondiale della
Gioventù ad un mese esatto
dall’evento.
Grande la partecipazione
della città alla festa di San
Settimio, con un succedersi
continuo di persone in sosta
davanti all’urna del Santo, alle
diverse celebrazioni e in particolare a quella serale presieduta dal Vescovo Oscar, che, sebbene colto da afonia a causa del
brusco calo di temperature
degli ultimi giorni, ha voluto
presidere alla celebrazione
affiancato dal Vicario mons.
Giuseppe Quagliani, cui ha
affidato la lettura dell’omelia.
In una breve introduzione
all’omelia, il Vicario ha ricordato all’assemblea, oltre alla
festa presente, come quello di
settembre sia per la comunità
ecclesiale un mese carico di
date da ricordare, come l’anniversario dell’ordinazione episcopale del Vescovo, il suo settantaseiesimo
compleanno,
l’anniversario del suo ingresso
come vescovo nella Diocesi di
Jesi come successore di San
Settimio, così come la prossima
assegnazione del titolo di cittadino benemerito da parte del
Consiglio comunale.
Erano tra l’altro presenti
alla celebrazione della memoria di San Settimio, il sindaco
Fabiano Belcecchi, il vice sindaco Paolo Cingolani e l’assessore Ulivi insieme a tanti con-
Oikos
Quindici anni
di solidarietà
L’Oikos ricorda i suoi “quindici anni di solidarietà” con una
serie di iniziative, come al
seguente programma:
Giovedì 29 settembre: alla
Salara del Palazzo della Signoria
inaugurazione di una mostra, che
resterà aperta fino al 9 ottobre;
Venerdì 30 (ore 17), sempre
alla Salara, relazione del prof.
Mario Pollo sul tema “Vivere in
una società liquida”;
Sabato 1° ottobre, dalle 16
alle 20, in piazza della
Repubblica “I giovani protagonisi”, esibizione di gruppi musicali
(in collaborazione con la scuola
musicale “Pergolesi”), e alle 21,
al teatro-studio San Floriano “Il
laboratorio”, rappresentazione
teatrale dei ragazzi della C T
Oikos di Serra de’ Conti;
Domenica 2, dalle 16 alle 20,
in piazza della Repubblica. “Il
futuro sono loro!”, giochi, clown
sui pattini, palloncini colorati
e… bambini; musica con il gruppo “Le variazioni”; a seguire
interventi di autorità, volontari e
genitori. Consegna del “Premio
della Solidarietà” al nostro
Vescovo Padre Oscar.
cittadini, rallegratisi per essere
rappresentati anche dalle istituzioni, a testimoniare personalmente il proprio essere
comunità in festa.
Nel messaggio dell’omelia il
Vescovo ha ricordato alla
comunità l’urgenza di testimoni della speranza cristiana in
questo nostro tempo che attende di riscoprire la bellezza
della fede attraverso il volto di
volti credibili che abbiano lo
sguardo fisso in Dio e che siano
per questi capaci di novità e di
far scoprire il senso autentico
dell’esistenza.
Al termine della Messa il
Vescovo, così come il Vicario,
hanno desiderato insieme a
tutti i presbiteri presenti manifestare il loro grande affetto e
la gratitudine a mons. Costantino Urieli che nel giorno
di San Settimio compie contemporaneamente l’84° compleanno, il suo 60° anno di servizio sacerdotale, anni spesi al
servizio degli altri, della cultura e della Chiesa diocesana che
gli sono valsi un caloroso
abbraccio da parte di Padre
Oscar a nome di tutta l’assemblea.
2
Vita ecclesiale
Domenica 2 ottobre 2005
“Ho aperto col vostro aiuto
un ambulatorio odontologico”
Religione cattolica
l’insegnamento nella scuola
Da Anatuya (Argentina), Sr Eugenia Giampaoletti al nostro
Vescovo:
Carissimo Monsignor Oscar, Marta e tutti del Centro
Missionario, vi scrivo per darvi le mie notizie. Prima di tutto, è
arrivato l’assegno del mese di maggio. Voglio di nuova ringraziare con tutto il cuore Lei e tutti voi del gruppo missionario.
Realmente, grazie a voi, noi missionari possiamo aiutare tanta
gente.. Posso dirvi che ogni volta che arrivano aiuti, sento che
la provvidenza del Signore non manca.
Leggo anche nella “Vallesina” che per aiutarci fate molti
sacrifici per mezzo della mostra e altre iniziative. Il vostro ultimo assegno è servito per comperare materiale di cura e strumenti di odontologia, giacché nel quartiere in cui faccio medicina pediatrica, abbiamo deciso di aprire un ambulatorio odontologico, a vantaggio di tante madri che tengono una dentatura
disastrosa, e questo perché da bambine non furono bene alimentate.
Grazie a Dio ho anche incontrato una giovane odontologa
che si è offerta per assistere giovani madri. Già disponiamo di
una sala per praticare odontologia, che fu realizzata grazie ad
una fondazione della Germania, che si chiama “Los Reyes
Magos”. E’ diretta da un vescovo con un gruppo di molti bambini che vanno casa per casa chiedendo aiuto per i bambini
bisognosi. Io inviai un progetto e questa fondazione mi inviò
ottomila euro. Così ho potuto costruire questa sala odontologica, che servirà per i bambini e le giovani madri.
Monsignore, vorrei chiedere a lei se è possibile inviarmi
duemila euro per comperare un apparato odontologico, giacché
ce ne è stato regalato uno molto vecchio, e non ci si può far
tutto, dice la dentista.. Per me sarebbe una grande gioia completare questo ambulatorio.
Monsignore, ho letto nella “Vallesina” che si sta riprendendo dai due interventi. Prego ogni giorno per la sua salute. Le
mie condizioni, grazie a Dio, sono buone. A lei chiedo la santa
benedizione. Saluti a Marta e a tutti del gruppo missionario. Un
forte abbraccio nel Signore Gesù..
di don Cristiano Marasca
E’ in vigore dal 15 agosto
scorso la normativa diocesana
per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni
ordine e grado della Diocesi promulgata sotto gli auspici di San
Bonaventura, vescovo francescano e dottore della Chiesa.
La normativa, dopo le prime
assunzioni in ruolo del 70 per
cento degli insegnanti di religione, nasce dal desiderio di dare
all’insegnamento un assetto confacente alle reali situazioni del
Corso triennale
Consulenti familiari
ed operatori di Consultorio
Festa grande
a Santa Maria
del Piano
Come pubblicato, dal 2
al 16 ottobre è festa a Santa
Maria del Piano. Questi gli
appuntamenti più importanti:
Domenica 2 ottobre
ore 14,30 Pellegrinaggio
a Loreto
Martedì 4 ottobre
ore 21,15 Concerto d’organo
Domenica 9 ottobre
ore 11,15 celebrazione
anniversari di matrimonio
Martedì 11 ottobre
ore 17 Celebrazione
Eucaristica e Unzione malati e anziani
Sabato 15 ottobre
ore 18 Celebrazione
Eucaristica con il Vescovo
Padre Oscar e processione
per le vie della parrocchia;
benedizione conclusiva dei
bambini in piazza don Ezio
Balestra
Il Centro promozionale famiglia del Consultorio “La
Famiglia” di Jesi organizza un
corso per consulenti familiari e
operatori di consultorio, condotto dalla dott.ssa Barbara Lombardi, psicologa e didatta della
scuola Ucipem Consulenti familiari Roma. Per la sua preparazione specifica, il consulente
familiare è in grado di usare
metodologie e tecniche psicoterapiche nella relazione con il
singolo, la coppia, il gruppo
familiare.
Il corso avrà durata triennale
e si articola in training group,
lezioni di apprendimento, maratona o seminari residenziali per
complessive 380 ore. La frequenza nei primi due anni è
quindicinale con alternanza di
lezioni di apprendimento e
gruppi di formazione. La terza
annualità di tirocinio e supervisione è riservata a coloro che
intendono avviarsi alla professione di Consulente Familliare
che abbiano frequentato con
assiduità il Corso e siano stati
valutati idonei dal proprio
Conduttore e dallo staff didattico.
Prevede alcuni distinti momenti: lavoro in gruppo con
supervisione, seminari didattici,
due maratone o seminari residenziali. Saranno ammessi ai
corsi, previo colloquio selettivo,
laureati o diplomati di scuola
media superiore e una età compresa tra i 21 ed i 50 anni. Per
informazioni rivolgersi al
Consultorio nelle mattine dalle
10,30 alle 12, nei pomeriggi di
lunedì, mercoledì e venerdì ore
16,30 alle 18,30.
Vita nel Circolo
“Contardo Ferrini”
Sabato 8 ottobre inizieranno
le attività del Circolo “Ferrini”
con una giornata dedicata alla
programmazione e a un breve
ritiro spirituale, come negli anni
scorsi, al seminario di via
Lorenzo Lotto, dove alle 11,30
il Vescovo Padre Oscar celebrerà la Santa Messa Nel primo
pomeriggio, dopo il “pranzo
insieme”, riunione programmatica seguita dalla proiezione di
un filmato.
Il direttivo del Circolo invita
soci e simpatizzanti a partecipare, iscrivendosi entro il 5 ottobre, presso Primo Bini (tel.
0731.209146), Giorgio Trillini
(tel. 0731.204671) o Mauro
Maldini (tel. 0731.4002).
Cresima a S. Antonio Abate
Domenica 16 ottobre
ore 15,30 spettacolo musicale con banda musicale e
“majorette”
dalle 17 Festa insieme.
Abbonamento annuo
normale: 30 euro
di amicizia: 40 euro
sostenitore: 50 euro
direttamente in redazione (tutti i
giorni feriali dalle 9 alle 11) o a
mezzo posta (su c/c 13334602)
Registrazione Tribunale Ancona
n. 143 del 10.1.1953
Stampa
Litograf s.r.l.
Jesi - Via Abbruzzetti, 12
tel. 0731 211639 - 211694
Preghiera
A fra
Serafino
Dopo tante fatiche
per procurare il pane
ai tuoi fratini,
ora siamo noi tutti tuoi fedel
ad elemosinare a te
doni dal cielo.
Oggi le nostre anime affamate
chiedono
cibo di carità e fede
e tu le nutrirai
con grande amore
come facevi
con i tuoi bambini.
Abbiamo piedi stanchi,
affaticati
per tanti gradini saliti
nelle strade del mondo
scosceso e devastato
dall’egoismo nostro
e dal peccato.
Fra Serafino,
vengo dalla lontana
terra bergamasca
e ti mando
una lode senza fine.
Battesimo-cresima
settimanale
di ispirazione cattolica
Associato alla FISC
Direzione, redazione
amministrazione e pubblicità
Piazza Federico II, 8
60035 Jesi
telefono e fax: 0731 208145
E-mail:
[email protected]
Sito: www.vocedellavallesina.it
nostro tempo, e consegna agli
insegnanti di religione cattolica
di e agli aspiranti tali, un punto
di riferimento certo per quanto
riguarda la selezione dei docenti,
i criteri per la formulazione della
graduatoria interna diocesana,
le modalità per l’assegnazione di
incarichi e supplenze, le modalità per acquisire punteggio.
Il testo, reperibile in Internet
al sito della Diocesi e di cui è
possibile ottenere copia presso
l’ufficio-scuola, prevede le
modalità di accesso alla graduatoria, che si qualifica comunque
come uno strumento non rispondente unicamente ad un mero
meccanismo contabile, ma che
ha piuttosto un carattere essenzialmente orientativo e non giuridico a servizio del Vescovo cui
spetta il discernimento per l’assegnazione degli incarichi e
delle supplenze.
Le nuove regole diocesane
tentano anche di risolvere uno
degli annosi problemi, se pur
limitato a pochi casi, di insegnanti di classe nella scuola primaria che si avvalgono dell’idoneità all’insegnamento della religione, cui la legge prevede di
dover dedicare lo spazio di due
ore settimanali, e che poi non
svolgono affatto i programmi
ministeriali, limitandosi a rari
collegamenti nel corso delle
lezioni e a sporadiche attività in
prossimità delle feste.
La normativa diocesana ribadisce la necessità di frequentare i
corsi di aggiornamento proposti
dalla Diocesi e stabilisce ora che
gli insegnanti di classe che hanno
sospeso per un anno l’insegnamento della religione potranno
riprendere solo dopo aver superato una verifica scritta conclusiva al termine di tale corso.
Il Decreto del Vescovo precisa altresì i termini e le modalità
per ottenere l’idoneità all’insegnamento e i criteri per definire
la propria posizione nella graduatoria.
Maria Borelli Del Vecchio
Voce della Vallesina
Direttore responsabile
Giuseppe Luconi
XXVII Domenica del Tempo Ordinario - 2 ottobre 2005
Nuova normativa diocesana
DAI NOSTRI MISSIONARI
Hanno ricevuto il sacramento della Cresima domenica 18 settembre a Minonna, nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Nella foto,
con il Vescovo Mons. Oscar Sefilippi ed il parroco mons. Luigi
Masè: Giulio Argentati, Mattia Belelli, Chiara Donninelli, Giorgio
Fioretti, Juri Marchegiani, Emanuel Goffi, Eleonora Marzioni,
Giuseppina Mazzone, Elisa Orazi, Paolo Pierella, Manuel
Santinelli, Andrea e Mattia Spaccia, Valentina Spurio.
(foto Candolfi)
Venerdì 30 settembre,
alle ore 21, presso la parrocchia di San Francesco di
Paola – all’Arco Clementino – avrà inizio il corso di
formazione cristiana in preparazione del battesimo e/o
cresima per giovani e adulti. Per partecipare è necessario iscriversi (presso parrocchia San Francesco di
Paola, telef. 0731.52501
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai principi
dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
“Ascoltate un’altra parabola: C’era un
padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a
dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò
i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il
raccolto. Ma quei vignaioli presero i
servi e uno lo bastonarono, l’altro lo
uccisero, l’altro lo lapidarono. Di
nuovo mandò altri servi più numerosi
dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo
mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!
Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori
della vigna e l’uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei
vignaioli?”. Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi
e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo
tempo”. E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: “La
pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal
Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? Perciò io
vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà
fruttificare”.
Un monito
di Adriana Borgognoni
Storia drammatica e sempre attuale. C’è una bellissima vigna, circondata da una siepe, con un frantoio e una torre. E’ stata affidata a
noi, perché la curiamo e la facciamo fruttificare. Ma noi dimentichiamo che ha un padrone che attende di ricavarne frutti, e ce ne appropriamo; non comprendiamo che, come dice S. Agostino, “il nostro
frutto non rende lui più ricco ma noi più felici”, e induriamo il nostro
cuore.
Dio è quel padrone, e la vigna è il suo regno; lui si attende frutti
di conversione, ci vuole cooperatori di salvezza, ma noi poniamo al
centro di tutto la nostra affermazione personale, i nostri interessi particolari, e non ascoltiamo gli inviti ripetuti (pálin…hýsteron…, di
nuovo…poi…) a ravvederci.
Invece di essere segno di risurrezione, ci adagiamo in un atteggiamento quietistico, senza preoccuparci di fare frutti (poieîn karpoús =
inventare di tutto pur di ottenere frutti) e al momento opportuno (en
toîs kairoîs). Invece di essere strumenti di misericordia, spesso operiamo ingiustizie, rifiutando un impegno di vita nuova coerente con
il vangelo e allontanandoci da Cristo ( “lo cacciarono fuori della
vigna e l’uccisero”).
Mettiamo a tacere la nostra coscienza in vista di un’ “eredità” effimera, e così perdiamo un’eredità più grande che c’era stata già data:
“vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”.
La vigna sarà data a chi, a differenza di me, non se ne sente degno;
a chi non aveva mai sperato tanto e che, perciò, vi profonderà tutte le
sue forze, mantenendo una santa gratitudine. E io mi ritroverò fuori.
“Ragazzi per l’unità”
Staffetta sportiva
Domenica prossima, 9 ottobre, i “Ragazzi per l’unità del
Movimento dei Focolari” organizzano una staffetta sportiva
mondiale: per l’Emilia Romagna
e le Marche l’appuntamento è al
Palasport “Flaminio” di Rimini,
dove, dalle 11 alle 12 si correrà
la Staffetta (di corsa, a piedi, in
bici o sui roller) per le vie della
città. Nel pomeriggio, (dalle 14
alle 16.30) giochi, musica, coreografie, testimonianze, quindi (ore
17) conclusione e S. Messa.
Una gara sportiva che sarà
anche gara di solidarietà: i partecipanti potranno donare infatti
materiale scolastico o un contributo per sostenere i trenta
“Progetti Dare” in atto in varie
parti del mondo allo scopo di
finanziare borse di studio per i
loro coetanei dei Paesi in guerra
o in difficoltà.
I“Ragazzi per l’unità” sono
gli adolescenti del Movimento
dei Focolari. Appartenenti a lingue, etnie e culture diverse sono
attualmente 150 mila, presenti in
182 Paesi. Il loro obiettivo è
vivere per costruire un mondo
unito diffondendo la cultura della
comunione tra i popoli, della
pace e della fraternità.
Cultura, spettacoli e dintorni
Reportage - 4
La storia (del fascio)
sui banchi di scuola
di Massimo F. Frittelli
crociate, chi fa finta di niente,
chi tiene d’occhio gli scatoloni
con le uova, chi dorme e chi
guarda, fisso, lontano. Il mio
vicino sulla cinquantina, con i
baffi, i denti marroni e calvo,
mangiava i semi di girasole che
prendeva da una bustina di plastica trasparente. Con fare brusco, caratteristico di quelle terre,
ha provato più volte a parlare
con me e s’è pure risentito quando ha capito che non ero in grado
di conversare con lui. Una temporanea complicità nasceva
durante le soste quando lasciavamo il treno per fumare sulle banchine.
Se vai ad Odessa dalla
Moldova non vedi il mare perché
ci arrivi dall’interno e ti fermi
prima di raggiungere la costa. Il
binomio Odessa-mare è inscin-
“Benvenuti nella città-eroe di Odessa”
tro. “Vedi tutti e tutti ti vedono”
ho pensato mentre cercavo un
posto. Su quella “littorina”, ma
più bassa e più larga, ci ho vissuto cinque ore. I chilometri fatti
sono un centinaio, ma, come
prevede l’orario, le soste sono
lunghe. Le fermate di quell’accelerato sono tutte giustificate
perché viaggia su una “linea
calda”.
Parte dalla Moldova attraversa la Transdnistria e arriva nella
Repubblica d’Ucraina. Sulle
frontiere extra-Schengen i controlli richiedono tempo. Prima
d’indugiare nella disamina del
passaporto, chi ha l’uniforme
non te lo chiede, t’intima perentoriamente di darglielo. Solo tra
il personale ucraino ho trovato
una certa professionalità. Per l’economia moldava la ferrovia
Chisinau-Tiraspol-Odessa
è
importante. E’ la via più breve
che la collega al porto più grande della costa settentrionale del
Mar Nero.
Per gli attriti tra Chisinau e
Tiraspol, la capitale dell’oltreDnestr, i collegamenti funzionano a singhiozzo. Quel giorno la
linea era aperta e, fatto insolito,
a percorrerla c’era anche un italiansky. I compagni di viaggio,
impiegati, operai e contadini,
non sembravano sorpresi. Forse
un po’ diffidenti, sta di fatto che
non m’hanno mai tolto gli occhi
di dosso anche quando mordevo
le ciambelle di pane col sesamo.
Lungo il percorso guardavo al
di là dal vetro. L’automotrice
superava corsi d’acqua e costeggiava laghetti. Procedeva a bassa
velocità in un panorama verdissimo. Le casette di legno con le
staccionate lavorate si spargevano sulla pianura mossa da leggere e morbide colline. Di villaggi
ne ho visti pochi. Frequenti,
invece, sono state le stazioncine
fra gli alberi. Solo in Moldova ci
siamo fermati una dozzina volte.
Tra i viaggiatori tanti pendolari e qualche traffichino. Per
ammazzare il tempo c’è chi
gioca a carte, chi fa le parole
3
Un quaderno di terza elementare
Est. Est. Est: Odessa
I
E’ pomeriggio inoltrato quando il treno si ferma all’ottavo
binario, l’ultimo. La giornata di
metà luglio è afosa. Resisto
all’arrembaggio, alcuni entrano
dal finestrino e a fatica metto
piede sull’affollata banchina
della stazione di testa di Odessa.
La città saluta con una lunga
iscrizione sopra la facciata di un
grosso edificio bianco di fronte
ai binari. “Benvenuti nella cittàeroe di Odessa” si legge.
Sono arrivato da Chisinau, la
capitale della Repubblica di
Moldova, con un’automotrice
rossa e gialla. I vagoni sono
senza scompartimenti e non si
fuma. Al centro passa il corridoio. Ai lati ci sono i sedili di
legno con gli schienali bassi; a
due a due e l’uno di fronte all’al-
Domenica 2 ottobre 2005
dibile. Colonia ionica col nome
di Odessos, ce lo ricorda il
modernissimo centro commerciale Athena in mezzo alla vecchia piazza grecheskaya nel
cuore della città. Odessa è stata
bizantina, mongola, lituana,
turca e diventa russa alla fine del
“700.
L’assetto urbanistico del
capoluogo dell’Ukrayina meridionale, che si fa ancora apprezzare e la sua crescita, come attivo centro commerciale e culturale, si devono ad un francese:
Armand du Plessis de Richelieu.
Era fuggito dalla Rivoluzione e
s’era arruolato nell’esercito
russo che combatteva i turchi. Al
servizio della zarina Caterina II,
la Grande, il duca di Richelieu
ha governato la città dal 1803 al
1814 e per questo è considerato
tra i suoi otzy sozdateli, padri
fondatori. Su un piazzale semicircolare dal quale si domina il
golfo col porto, un monumento dove tutti si vogliono far fotografare - lo rappresenta come un
senatore romano con corona
d’alloro in testa. Distante dai
grigi agglomerati sovietici che
costellano l’Est, Odessa ha tanto
verde e in centro è una colorata
città neo-classica vestita del
barocco russo e ucraino.
(1 . continua)
di Giuseppe Luconi
(foto Binci)
Stagione lirica
...E l’Ape se ne volò lontano
Spettatori intimiditi ma sempre più convinti
di Augusta Franco Cardinali
Una farsa in musica d’altri
tempi, una bagatella, uno scherzo. Così può semplicemente
apparire “L’Ape musicale”. Non
è però soltanto questo ed è lo
stesso Lorenzo Da Ponte che lo
scrive nelle sue “Memorie”.
Questo “pastiche” voleva essere
“una critica assai arguta e piacevole del pubblico, degli impresari, de’ cantanti, de’ poeti, dei
maestri di cappella e infine di me
medesimo”. Come dire di tutto il
mondo teatrale del tempo.
Se però il teatro è specchio
della vita occorre andare oltre e
pensare a quest’opera come ad
una metafora in musica della
civile convivenza. Goldoni, dietro le quinte, aveva suggerito il
soggetto. Anche lui aveva emblematicamente mostrato in scena
spaccati di vita teatrale. A confronto però la conclusione di Da
Ponte è più agra. Quando tutti
peccano di protagonismo, fa
intendere, non si ascoltano e non
si comprendono le buone intenzioni. Di conseguenza non si
riesce a costruire niente.
Così ne “L’Ape Musicale”
l’impresario-poeta, che è poi da
Ponte stesso, fallisce; non prima
però di aver mandato alla malora
gli interpreti, dopo averli spogliati della loro vanità. Un bello
sfogo, non c’è che dire. Sapeva
Da Ponte come andava il mondo
e come sarebbe sempre andato;
ma amava nonostante tutto il teatro e gli dedicò i suoi quasi
novant’anni di vita.
***
Il “pastiche” musicale fu un
genere molto frequentato tra
‘600 e ‘700, prima di essere
messo da parte dal grande melodramma. Praticamente scono-
sciuto era al Pergolesi, dove è
stato fatto riapparire con l’inaugurazione della Stagione. Per il
pubblico, piuttosto diffidente,
un’assoluta novità: per i critici
più curiosi e a caccia di spettacoli inconsueti, una vera chicca.
Che cosa è piaciuto de “L’Ape
Musicale”? A parte l’originalità
del soggetto, a prima impressione il fantasioso allestimento, l’eleganza della scenografia e dei
costumi, l’abilità non solo vocale
degli interpreti, il gradevole
coinvolgimento degli spettatori.
La musica, costruita con un filo
d’ironia da Da Ponte con un collage “dei migliori pezzi tratti dai
più celebri maestri di Cappella” è
risultata naturalmente piuttosto
lontana dai gusti del pubblico di
oggi, ma è stata confezionata ad
arte e presentata come una prelibatezza.
Ad osservare più da vicino ci
si è accorti poi di interessanti
dettagli: la ricorrente, appropriata, immagine del pavone, simbolo di vanità, che appare dappertutto; la candida struttura scenica
che suggeriva quella di una torta
di zucchero filato (con riferimento ai nomi di Zuccherina e
Farinella, le due protagonisteantagoniste); l’indovinato costume da mago-grillo ‘cantante’ del
poeta Bonario (Da Ponte stesso);
il buon gusto caricaturale; la leggerezza con cui è stata trattata, in
punta di bacchetta, la partitura;
l’intelligente regia infine che ha
in tutto svelato ed esaltato – utili
anche le didascalie in display – le
intenzioni del Maestro Da Ponte.
Tra meraviglie e sorprese, un
po’ intimiditi, ma sempre più
convinti gli spettatori hanno
spesso applaudito. E L’Ape è
volata in alto.
Finite le vacanze, tutti a scuola. Ho davanti a me un…
reperto storico: un quaderno delle elementari di una volta
e mi viene spontaneo chiedere: la scuola di oggi, del terzo
Millennio, la scuola dei televisori, dei computer, dei telefonini è la stessa scuola di quando non c’era niente di tutto
questo? di quando per scrivere si doveva intingere la penna
nell’inchiostro del calamaio? di quando si andava a scuola a piedi con la borsa di cartone a tracolla? di quando
sulle pareti delle aule c’erano i ritratti del re e del duce?
E’ un quaderno “a righe”, scritto in bella calligrafia,
con poche correzioni e ben conservato. Non è mio, ma leggendolo, mi ci ritrovo, ci ritrovo la scuola dei miei tempi.
Non è soltanto un quaderno: è un documento: il lettore, se
avrà la bontà di seguirmi, capirà perché.
Nelle prime pagine abbiamo
notizie dell’alunno al quale
appartiene il diario. “Io vado a
scuola e frequento la terza classe elementare al casamento
S.Martino. Questo nome ci
ricorda una battaglia combattuta e vinta dagli Italiani contro
gli Austriaci. Il casamento
S.Martino è posto in via Corso
Vittorio Emanuele II che è la
più bella via di Jesi”.
L’alunno deve raccontare il
primo giorno di scuola: “Questa
mattina a scuola la signora
maestra ha detto che oggi è l’inaugurazione dell’anno scolastico. La signora maestra per
ordine dei suoi superiori ci ha
condotto alla Santa Messa e noi
l’abbiamo ascoltata molto
bene”. Poi gli viene chiesto:
“Perché tu vieni a scuola?”. E
lui, che ha imparato la lezione:
“Io vado a scuola per essere
bravo”.
Nel quaderno sono registrati
i vari argomenti trattati a scuola, giorno dopo giorno: c’è una
poesia sull’uva, un dettato sul
sole, una favola sulla zucca, il
racconto
della
scoperta
dell’America; si parla dell’autunno, delle rondini…
C’è anche il testo di una lettera che sembra tratta dal libro
“Cuore”, ma è una pagina vera:
la lettera ad un compagno di
scuola che ha grossi problemi
di salute: “Carissimo Alberto,
noi vediamo nella scuola il tuo
Festival Pergolesi-Spontini
Sospiri e carte amorose
Al musicologo Francesco
Degrada, recentemente scomparso, è stato dedicato l’ultimo evento del Festival, “Vanne, carta
amorosa”, in scena il 10 settembre
al San Floriano, teatro di inquietante suggestione. Ne ha ideato
una cornice elegantemente sofisticata Henning Brockaus (memorabile una sua ‘Traviata’ allo
Sferisterio, esportata in tutto il
mondo). Per questo allestimento
il regista ha sviluppato un’azione
scenica sulle letture estratte da
‘Lettere di una monaca portoghese’ di H. Müller e da una trascrizione di passi de ‘Les liaisons
dangereuses’ di A. Leclos, in
commistione con cantate, ispirate
a lettere d’amore, di musicisti vissuti sul finire del ‘600: Domenico
e Alessandro Scarlatti, O Tarditi,
G. Carissimi, E. D’Astorgia.
Il progetto di uno spettacolo
così configurato era stato suggerito dallo stesso Degrada, ma ulteriore raffinatezza ne ha aggiunto
la proiezione, su tre grandi schermi diversamente dislocati nel teatro, di scene arcadiche o immagini, a volte maliziose, riprese da
opere pittoriche del XVIII secolo.
Il riferimento al tema del viaggio
è indiretto, poiché i testi letti,
musicati e cantati parlano più che
altro di sospirosi distacchi, gelosie, sofferte lontananze.
Determinato a evitare lentezza
e staticità, il regista è ricorso ad
alcuni stratagemmi: come l’apparizione improvvisa degli interpreti su passerelle collocate in punti
diversi dello spazio teatrale e convergenti al palcoscenico, collocato al centro; o l’uso di abiti
moderni, se pure anonimi (le pene
d’amore esistono in tutti i tempi);
o il suggerimento visivamente
espresso nei costumi degli interpreti, dell’ambiguità intesa come
intima identificazione di chi scrive in chi riceve la missiva amorosa, ad indicare l’uno quale ‘alter
ego’ dell’altra, o viceversa.
A tener conto da vicino del
genere musicale, dei significati
letterari, dei riferimenti pittorici
lo spettacolo poteva risultare di
non facile fruizione. Ma era lecito
anche soltanto farsi coinvolgere
dal suo fascino che non alterava,
ma esaltava l’essenza dei contenuti.
Per meriti diversi vanno ricordati, oltre al regista, gli squisiti
interpreti: Monica Piccinini e
Sonia Prina, soprano e contralto;
Adria Mortari e Paolo Serra, attori e l’Accademia Bizantina diretta
da Ottavio Dantone.
Augusta Franco Cardinali
posticino vuoto e proviamo
molta pena… Noi preghiamo la
Madonnina che ti faccia guarire
presto. Ti baciamo con tutto
l’affetto insieme con la signora
maestra. I tuoi compagni di
scuola. 25 ottobre 1935. XIII”.
Il XIII sta per tredicesimo anno
“dell’era fascista” (i fascisti
erano al governo da tredici
anni).
Ed è proprio, andando avanti
nella lettura del quaderno, che
il fascismo è sempre più “presente” nella scuola, anche tra i
più piccoli. E’ il tempo della
guerra d’Africa, della conquista
italiana dell’Etiopia, della fon-
dazione dell’impero. Scrive l’alunno, sotto la data del 7 ottobre: “Quanto fa piacere di vedere tutto il corso imbandierato!
Le nostre truppe hanno occupato Adua. La signora maestra ci
ha ditto che circa quarant’anni
fa i nostri soldati anno perduto
ad Adua perché furono traditi
dagli Abbissini. Ora le nostre
truppe hanno vinto: tutta l’Italia
festeggia la grande vittoria”.
Ottobre è anche il mese della
“marcia su Roma”: il regime
non si lascia scappare la ricorrenza. E’ materia di insegna-
mento anche per un bambino di
otto anni, che racconta quella
pagina di storia così come gliel’hanno spiegata: “Finita la
grande guerra mondiale con la
vittoria di Vittorio Veneto, i
sovversivi volevano che il
popolo si rivoltasse contro chi
l’aveva voluta; ma Benito
Mussolini, vedendo la Patria in
pericolo, fondò a Milano il 23
marzo 1919 i Fasci di
Combattimento, formati da
uomini risoluti, veri patrioti,
che si chiamavano Fascisti”.
La lezione continua: “Il 28
ottobre 1922 per ordine di
Benito Mussolini tre colonne di
camicie nere armate come i soldati marciarono su Roma e sfilarono con ordine davanti al Re.
Erano giovani e anziani lavoratori e d’ogni genere, reduci
della grande guerra e giovanetti. Vittorio Emanuele III capì
che col Fascismo l’Italia avrebbe raggiunto la sua grandezza e
perciò diede al Duce l’incarico
di formare il nuovo Governo”.
E, subito dopo l’alunno annota:
“Lunedì devo venire alle due e
mezza nella scuola in divisa”.
Continua il diario: “Alle tre
siamo stati alla casa del Balilla.
Quando siamo arrivati abbiamo
visto
molte
squadre
di
Avanguardisti, e di Balilla, e di
Piccole Italiane, e di Giovani
Italiane ognuno al suo posto.
Quando eravamo tutti a posto il
signor Direttore ha fatto un bel
discorso. Ha detto tante belle
cose del Fascismo”…
4
Jesi e Vallesina
Domenica 2 ottobre 2005
Conversazioni in giardino
Il “ritratto” racconta
Dell’essere e dell’apparire...
I primi dieci anni
della Banca delle Marche
di Paola Cocola
“Il ritratto”, analizzato nella sua
dimensione
individuale e
psicologica,
nonché
in
quella
più
propriamente
politica, ossia
legata
al
rango, alla dignità e all’appartenenza di ceto, è stato il tema
indagato dalla dott.ssa Loretta
Mozzoni (nella foto) nell’ultima
conferenza di “Conversazioni in
giardino”.
Banalizzato dalla varietà della
miriade di immagini fotografiche
che continuamente influenzano,
nella società odierna, la vita, il
comportamento, gli ideali e i valori, le scelte e lo stile di ogni individuo, il ritratto, comunque intramontabile nel suo valore artistico,
attesta il bisogno dell’uomo avvertito in tutti i tempi - di tramandare ai posteri la propria
immagine come testimonianza del
proprio passaggio, della propria
esistenza, del proprio ruolo sociale
e di quello della propria famiglia;
il bisogno di “raccontarsi” agli
altri per sconfiggere la morte e
andare oltre i limiti psicologici
della vita.
Ritrarre significa “tirar fuori”
(re-trahere), “ricavare con colori,
marmo o altra materia, l’effige, il
simulacro di un individuo”; riprodurre e tenere vivi non solo la
forma ma anche l’unicità interiore
del soggetto ritratto, facendo affiorare, attraverso particolari significativi, il carattere, l’anima, l’aspetto fisico e i segni esteriori che ne
indicano il ruolo sociale”. Il ritratto raffigura le persone così come
vogliono essere rappresentate o
come il pittore le “vede”, cogliendone appieno il messaggio di cui
sono portatrici inconscie.
Nel percorso illustrato dalla
dott.ssa Mozzoni, sempre con
l’ausilio di diapositive, si è cominciato con la ritrattistica greca, proseguendo con la civiltà romana
fino all’inizio dell’età contemporanea. Secondo la fisiognomica,
era possibile determinare l’aspetto
fisico partendo dal segno zodiacale,ì ed esprimendo alcuni elementi
del carattere attraverso riferimenti
ad un determinato animale. Questa
idea ha attraversato tutti i secoli e
la storia della ritrattistica.
Il Caligola “jesino”
La prima esigenza di rappresentazione ritrattistica era di origine dinastica e la conservazione o
distruzione del ritratto era legata al
successo e al favore riscosso dal
soggetto. Ad esempio, a Jesi, viene
conservata una delle tre copie esistenti al mondo del ritratto di
Caligola: tutti gli altri suoi ritratti
vennero distrutti dal furore del
popolo.
Nel ritratto, risultano eloquenti
per la conoscenza della caratura
del personaggio e del suo ruolo
sociale: la dilatazione della figura,
gli sguardi, le mani atteggiate in
un certo modo, l’abito, la postura,
gli oggetti rappresentati. Privato di
ciò, il personaggio muore, non ha
niente da dire, diversamente dalla
donna che può essere rappresentata completamente nuda perché
oggetto del desiderio. Dell’uomo
viene ampliata la dilatazione del
corpo per evidenziarne il potere, la
supremazia: il corpo che si espande e si dilata e sfugge al contorno
del quadro dà l’idea di un potere
illimitato.
Il ritratto mette in evidenza
anche i condizionamenti che il
corpo subisce in rapporto all’abbigliamento. Ancora la scelta di
ritrarre i personaggi di profilo –
propria di un’iconografia legata ad
una prospettiva bidimensionale
ricorrente nelle opere eseguite fino
al 1470, e riferita al verso delle
monete o delle medaglie - esprime
l’appartenenza al potere imperiale
e serve a “creare distanza” perché
non c’è lo sguardo.
Con Leonardo, nella Gioconda,
si ha la concezione moderna del
ritratto esplicata nella torsione dei
corpi e nella complicità attiva che
il personaggio effigiato vuole stabilire con chi lo guarda: per la
prima volta un soggetto si mette in
relazione con l’osservatore, travalicando consuetudini di rappresentare in altro modo. Giorgione
risente della lezione Leonardesca
di rapportarsi con lo spettatore ed
esprimere elementi psicologici.
Dopo la “conquista” della prospettiva nel quattrocento, si afferma nel cinquecento l’individualità,
e l’umanità tutta – non solo i ceti
più elevati - comincia a interessare
i pittori e a popolare le opere.
L’intuizione del Lotto
Lorenzo Lotto è il primo artista
che intuisce il groviglio di emozioni che ci sono all’interno dell’individuo, riuscendo a cogliere elementi psicologici nei suoi perso-
CNH per il sociale
Un trattore per i volontari
Sabato 1° ottobre, presso la direzione generale di
Fontedamo in Jesi (via Ghislieri), si festeggia il decennale
della Banca Marche, una delle realtà più solide nel settore
finanziario italiano e fra le trenta più importanti banche
nazionali. Sviluppa la propria attività prevalentemente
nelle Marche, territorio di tradizionale insediamento, ma
allarga il proprio raggio di azione anche all’Italia centrale
(Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria, Lazio). Come si sa, la
Banca delle Marche è nata dalla fusione delle Casse di
Risparmio di Pesaro, di Macerata e di Jesi, tre aziende radicate nel territorio ed attive da oltre 150 anni.
Via alla tournee
canadese
La
“Barcaccia”
vola
oltreoceano
Domenica
prima recita
a Montreal
musicisti marchigiani Giovan
Battista Pergolesi e Gaspare
Spontini.
La donazione di un trattore
“TN 75 DA” alla Primavera
Cooperativa Sociale (cooperativa
senza scopo di lucro, animata da
un gruppo di volontari, da tempo
impegnati nelle problematiche del
disagio psichico) nell’ambito del
progetto “La fabbrica dei fiori”
vuole essere un felice connubio
tra una fabbrica manifatturiera ed
un progetto di cooperazione
sociale, il cui fulcro è rappresentato dalla cultura della coltivazione della terra.
Programma
ore 10 ingresso in stabilimento
ore 10,30 inizio manifestazione. Interventi di: ing. Fulvio
Manicardi direttore stabilimento
di Jesi; avv. Giorgio Mataloni
governatore distr. Lions 108°;
Sante Crescenzi presidente cooperativa Primavera; Gianmario
Spacca governatore regione Marche; dott. Eduardo Teodorani
Fabbri Corporate Senior V.P. Cnh
ore 11 cerimonia di consegna
del trattore
ore 11,15 visita dello stabilimento.
di Giuseppe Papadia
Lorenzo Lotto, ritratto di giovane con libro (Olio su tela,
Milano, Pinacoteca Castello
Sforzesco)
naggi che ci parlano, ci toccano:
nel quadro riportato, viene ritratto
un ragazzo che è stato disturbato
durante la lettura per cui esprime
con tutta la sua figura, sorpresa e
disappunto. Lotto elimina il diaframma tra l’osservatore e il personaggio effigiato, che diventa
soggetto attivo della rappresentazione; precedentemente, questo
era già successo ma tra l’effigiato
e il pittore, e non tra l’effigiato e
l’osservatore esterno.
In un altro quadro Lotto ritrae
un artigiano con il cappello in
mano, tipica postura di chi si trova
alla presenza di qualcuno superiore a lui; nel modo di “stare” nel
quadro, questi esprime chiara consapevolezza del suo essere, della
sua condizione sociale, delle sue
potenzialità e dei suoi limiti.
Attraverso il ritratto è stata diffusa anche la figura del gentiluomo, del signore che attraversa le
epoche insegnando l’eleganza.
L’elegantone che si esibisce, che
eccede nelle frivolezze contrasta
con l’immagine del personaggio
sobrio di Rembrandt ritratto nell’atto di infilare i guanti come a
significare “l’entrata nel ruolo”
con l’assunzione delle dovute
responsabilità. Con Caravaggio
cominciano ad essere rappresentati, attraverso la ritrattistica,
anche i vizi.
Comincia questo fine settimana la tournee canadese della
“Valchiria”, la divertente commedia in dialetto scritta da Lucio
Longhi e portata in scena dalla compagnia “La Barcaccia”.
Il primo appuntamento della tournee, che si concluderà giovedì 13 ottobre con la recita a Vancouver, è fissato per domenica 2 ottobre alla Oscar Peterson Concert Hall di Montreal.
Nella giornata di sabato invece, la compagnia sarà ospite di una
serata di gala organizzata dall’Alma, l’associazione degli italocanadesi. Le altre tappe saranno Toronto, Edmonton e
Revelstoke. Il rientro in Italia è previsto per sabato 15.
Questo il cast completo che partecipa alla tournee: Dante
Ricci, Maria Eugenia Bellagamba, Sergio Grilli, Lucio Longhi,
Paolo Maria Frattesi, Peppino Renzi, Claudio Belfiori, Fiorella
Cesaroni, Cristiana Casoni, Cristina Memè e Giacomo
Bortoluzzi.
Nella foto, Lucio Longhi con il premio “I racconti delle
fiere” ricevuto in municipio sabato 24 settembre, alla vigilia
della partenza per la tournee canadese
(foto Anna V.Vincenzoni)
I campioni e l’assessore
In gara con il Telefono Azzurro
di Rachele Mancinelli
Si è conclusa domenica 25
settembre al palazzo dei
Convegni la IV edizione del concorso di disegno organizzato dal
comitato jesino per il Telefono
Azzurro. Il concorso, aperto ai
ragazzi di età compresa tra gli
otto e i quattordici anni, aveva
come tema ”Il nostro paese” e ha
ottenuto un notevole consenso.
Così riferisce la sig.ra Ambra
Micciarelli, coordinatrice del
comitato: “Non solo a livello di
partecipazione, ma molto a livello emotivo. Ad un certo punto
della premiazione, nella stanza
colma di persone i bambini presenti hanno dato vita ad un trenino per venire a ritirare le meda-
glie…ma i più piccoli che non
hanno partecipato alla gara volevano anche loro un premio…
Non sapevamo cosa dargli, così
gli abbiamo regalato delle bustine di zucchero… E’ stata una
vera festa.
Ad un certo punto, senza
preavviso una rappresentanza
della banda musicale Pergolesi di
Jesi ha eseguito brani jazz… Le
emozioni erano tangibili in
mezzo ai presenti: davvero una
bella esperienza. Spero che il
prossimo settembre molti altri
partecipino al concorso, e che
soprattutto la gente senta l’importanza del ruolo del Telefono
Azzurro nella tutela dei minori.
Bea e Mas oggi sposi
Dopo la vittoria di Alessia Polita nell’Europeo 600cc femminile,
è arrivato domenica scorsa in casa Polita e del Motor Club Leone
Rampante di Jesi anche il titolo tricolore delle 1000 Superstock per
merito del fratello Alessandro che si è aggiudicato l’ultima prova
del campionato italiano di Velocità all’autodromo “Santamonica”
di Misano Adriatico. Nella foto, Alessandro e Alessia Polita, con le
loro moto e i loro trofei, martedì scorso in piazza della Repubblica,
complimentati dall’assessore allo sport Leonello Rocchetti.
Fotoservizio Gino Candolfi
La selva selvaggia
Segue da pag. 1
www.mattoli.it
CNH è la Società del Gruppo
Fiat che opera nel settore delle
macchine agricole e del movimento terra. La sua presenza nel
mondo con circa venticinque mila
dipendenti, trentanove stabilimenti di produzione e ventisei
centri di ricerca e sviluppo e la
sua diversificata gamma di prodotti la inseriscono come leader
tra i grandi costruttori in entrambi
i settori in cui opera. In Italia,
CNH ha una filiale commerciale a
San Matteo–Modena e stabilimenti di produzione a San Mauro
Torinese, Modena, Imola, Jesi e
Lecce.
A Jesi, CNH, oltre ad avere lo
Stabilimento (con circa mille
dipendenti) centro di eccellenza
per la produzione di trattori
Utility, Speciality e Cingolati, ha
posto in essere una serie di attività sociali e culturali che mirano a
rafforzare il legame tra la Società
ed il territorio: tra tutte, spiccano
la partecipazione al Consorzio
Nido Industria Vallesina, per la
creazione di un servizio di asilo
nido interaziendale (il primo del
genere in Italia) ed il supporto alla
Fondazione Pergolesi–Spontini,
che organizza, annualmente, un
Festival internazionale, dedicato
alla valorizzazione delle opere dei
intelligenza. Altre volte la creduta propria intelligenza arriva a
fare dell’ironia pesante e del livido sarcasmo fino a nullificare la
personalità dell’altro se ad un
aperto disprezzo.
In questo clima tutti riescono
a trovare sulle piazze folle plaudenti ed inneggianti, illudendosi
di avere il Paese ai loro piedi.
Verranno giorni forse ancor più
difficili per un concreto dialogo
politico, per sapersi incontrare,
per realizzare progetti possibili.
Ho l’impressione che la stagione
che ci aspetta sia all’insegna
dello scontro aperto non giocato
su programmi e “sogni” da realizzare, quanto sulla egoistica
ricerca di un proprio ruolo, su
una miope soddisfazione di un
punto in percentuale conquistato
e sul conseguente peso da esercitare.
La “morte delle ideologie”
che pur rimangono in qualche
formazione politica, ha provocato in tante altre quel vuoto di cultura e di valori, rimasti tutt’al
più solo nominalmente, che favorisce l’inselvaticamento della
politica e degli uomini che essa
esprime. Se le ideologie “bloccavano” la politica, la filosofia,
l’etica, la morale, il dialogo, il
confronto, la stima reciproca, ne
dovevano essere la sostanza e le
strade maestre nel suo pratico
dipanarsi. Invece con l’ideologia
si è buttato via tutto; ci ritroviamo così in questa “selva selvaggia” che non solo “nel pensier”,
ma in concreto, ad ogni aprir di
telegiornale, ad ogni “dichiarazione” di uomo politico, “rinnova la paura”.
Ed una concreta smentita a
questi fatti è più che augurabile.
E’ da un pezzo che la notizia
gira. Beatrice Testadiferro - la
nostra straordinaria collaboratrice per la sua presenza, la
sua generosità e la sua competenza - corona il suo sogno di
sposa proprio oggi 2 ottobre,
presso la chiesa parrocchiale
di Moje.
Gli sarà accanto, affettuoso
futuro marito, Massimiliano
Manoni, nostro elaboratore
del sito di Voce. Massimiliano,
che Beatrice è andato a cercarselo fuori della nostra diocesi,
è tanto innamorato, non solo
della bella sposa ma anche della Vallesina, che ormai lo
avremo vicino a Jesi, anche lui a Moje! ( e magari nostro
redattore).
A Beatrice e a Massimiliano gli auguri più affettuosi da
tutti i collaboratori e da tutti i lettori di Voce della Vallesina.
Michele e Maria Jole sposi
Domenica scorsa dopo cinque
anni di fidanzamento,
Michele
Contadini e Maria
Jole Pellegrini si
sono uniti in matrimonio presso la
chiesa di San Francesco di Paola. A
far festa con loro, i
parenti, gli amici e
tutta l’Azione Cattolica diocesana,
realtà dalla quale
provengono
entrambi. Agli sposi
ed alle loro famiglie, i più sentiti
auguri dalla redazione di Voce della
Vallesina.
Jesi e Vallesina
Montecarotto
Maiolati
“Pulire il mondo” con Legambiente
Insegnare ai giovani il rispetto della natura
Un’occasione per conoscere
il giovane Spontini
di Fabrizio Filippetti
Non è stato possibile sabato
scorso procedere alla pulizia del
parco pubblico di via Amendola,
come da programma, a causa del
terreno ancora troppo bagnato.
Ma il gruppo riunitosi in mattinata per mettere in atto l’iniziativa
di Legambiente non si è perso
l’operazione di pulizia nel centro
storico e in prossimità delle mura
castellane.
Si è svolta così a Montecarotto l’iniziativa di Legambiente
“Puliamo il mondo”, alla quale
hanno partecipato gli alunni delle
scuole medie con i relativi inse-
d’animo e, armato di sacchetti,
guanti e soprattutto tanta buona
volontà, ha deciso di svolgere
gnanti. I ragazzi, con ovvia contentezza nello svolgere un’attività alternativa alle consuete lezioni in classe, hanno raccolto per le
vie del paese carta, plastica,
vetro e lattine. Il paese in realtà
non era così pulito come sembrava, i ragazzi infatti alla fine del
giro hanno riempito ben quattro
scatoloni di rifiuti, procedendo
nel frattempo alla differenziazione dei materiali raccolti.
Un’esperienza significativa
ed importante non tanto per la
quantità di rifiuti raccolti quanto
per l’aspetto simbolico dell’operazione svolta, finalizzata alla
divulgazione del senso di rispetto
e di tutela dell’ambiente in cui
viviamo.
Auguri
Agrochimica
giardinaggio e agricoltura
Via Roma, 6 - Località Macine
tel. 0731.813058 - 60032 CASTELPLANIO (AN)
- Settore agricoltura
- Settore vinicolo
- Laboratorio analisi vini
- Giarninaggio
- Macchine e attezzi
- Impianti di irrigazione
5
In fiera con le gemellate
di Marco Palmolella
Le due recite de “Li finti filosofi”, opera giovanile di Gaspare
Spontini, andata in scena il 9 e
l’11 Settembre a Majolati, hanno
permesso di conoscere e apprezzare, oltre alla bella musica, il
lato umano di un gruppo di studiosi, musicisti ed artisti particolarmente capaci, seri e motivati,
che hanno reso la farsa e il loro
nei due atti ha visto fronteggiarsi
zio e nipote per Berenice. Il saggio spiega con chiarezza il parallelismo tra “L’eroismo ridicolo”
e “Li finti filosofi”, quest’ultima
opera impreziosita da tre arie
brillanti: “Tutta foco, tutta brio”,
Berenice; “Bravi, bravi seguitate”, Eugenio e “Tutti dicon ch’io
son galante”, Don Micco.
Proprio il ruolo di Don Micco
ha ispirato Mario Folena, che
partendo da questo personaggio,
interpretato da Enrico Marabelli,
ha realizzato una serie di bozzetti, acquerelli, sui personaggi
principali dell’opera.
Mario Folena, raffinato flautista, diplomato nel 1978 al
Conservatorio di Padova, ha già
un brillante curriculum: è stato
primo flauto dell’Orchestra
Sinfonica di Sanremo; ha suonato per “Omaggio a Venezia”: nel
1982, accanto a Joan Sutherland
e nel 1985, diretto dal maestro
Henryk Szeryng. Apprezzato
solista in Italia e all’estero, ha
Presenti anche quest’anno, alle fiere di settembre, gli stand delle
città gemellate di Waiblin-gen (Germania) e Mayenne (Francia),
ospitati in piazza Indipendenza. Particolar-mente numerosa e qualificata la delegazione di Mayenne, composta dall’assessore alla
cultura e da tre consiglieri comunali. Oltre a materiale illustrativo
e promozionale, le città gemelle hanno organizzato nei giorni di
fiera un’esposizione di prodotti enogastronomici: si poteva degustare il celebre formaggio francese camembert, lo squisito paté
d’oca e di anatra, accompagnati dal sidro, il tipico vino di mele diffuso nei paesi del nord Europa. Presente anche lo stand di Oria,
città in provincia di Brindisi legata a Jesi da un patto d’amicizia
federiciana.
(foto Anna V. Vincenzoni)
soggiorno majolatese particolarmente gradevole.
La dott.ssa Maria Antonietta
Ribaudo, giovane autrice del saggio inserito nel libretto di sala, è
giunta a Majolati da Erice
(Trapani), partecipando alla
prima recita dell’opera. Nel saggio, oltre a ripercorrere alcuni
aspetti biografici dello Spontini
“napoletano”, poco noti, ha presentato il simpatico intreccio che
Hanno vinto la tombola
Racconti
della
Il giorno 20 settembre, presso il Conservatorio “Rossini”
Fiera
di Pesaro si è diplomato in
canto il tenore Luca Mancini.
Dai familiari e dagli amici
e
tutti, le più vive congratulazioni ed auguri.
Premio
Benvenuti alla vita Bancarella
Che bello un fratellino con
cui trascorrere le vacanze in
montagna a Molveno di
Trento.
Il benvenuto è Alessio
Fioretti di dieci mesi, l’amico
preferito della non più sola
sorella maggiore, Chiara di sei
anni.
Domenica 2 ottobre 2005
collaborato con “I Solisti Veneti”, l’”Orchestra da camera di
Parigi”, “I Filarmonici di Verona” e l’”Orchestra Inter-nazionale d’Italia”.
Ha registrato numerosi dischi
di sonate ed arie; tra questi
segnaliamo “Sonate per traversiere e cembalo obbligato” su
musiche di Johann Sebastian
Bach.
Mario Folena, durante le
prove musicali con l’Accademia
“I Filarmonici” è entrato in confidenza con molti Majolatesi e ha
donato alle signore del Mercatino Missionario, organizzato,
durante l’estate, nei locali parrocchiali, il più bello e significativo dei bozzetti realizzati, concorrendo così all’azione caritatevole organizzata da molti anni a
Majolati.
Fotoservizio Anna V. VIncenzoni
Nella mattinata di sabato 24 settembre, nella residenza municipale,
ha avuto luogo la premiazione de “I Racconti della Fiera”, il concorso
popolare di scrittura della memoria indetto lo scorso anno in occasione dei 700 anni delle Fiere di San Settimio. Per la categoria oltre i 13
anni, il primo premio (300 euro) è andato a Maria Liana Luconi di
Monsano,. il secondo (200 euro) a Primo Mancini di Jesi, il terzo (150
euro) a Lucio Longhi. Per la categoria fino ai 13 anni, primo premio
(200 euro) e il secondo (100 euro) rispettivamente alla classe 5/A e alla
classe 4/C, entrambe della scuola elementare Federico Conti di Jesi.
Una menzione speciale per il suo racconto anche a Cristina Franco.
Premio speciale in memoria di Salvatore Conti al floricoltore Armando
Romagnoli.
Nell’ambito della stessa cerimonia è stato assegnato il 26° Premio
“Bancarella. Su tutte è prevalsa una bancarella per la vendita di coralli, perle, veri gioielli da indossare per la gioia delle signore: titolare
bancarella M’ Baye Mor, un ambulante del Senegal che risiede in Italia
(vicino Roma) da più di venti anni e che da venti anni per le fiere settembrine viene a Jesi, dove ha molte clienti: visibilmente commosso,
nel momento di ricevere la Coppa del Comune, per le attestazioni di
simpatia
Scuola di taglio e cucito
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Nella prima foto: Gaspare
Spontini “Li finti filosofi”, bozzetto di Don Micco, interpretato da Enrico Marabelli; nell’altra foto: il flautista Mario
Folena
Poste Marche
nuovo responsabile
Sandro Cacchiarelli è il
nuovo responsabile regionale
di Poste Italiane per le Marche.
Originario di Macerata, laureato in filosofia con master in
direzione aziendale, 40 anni, è
sposato, con un figlio. Le
Marche contano 465 uffici
postali distribuiti sui 246
Comuni, 908 “postazioni di
lavoro” informatizzate e 66
sportelli automatici che consentono di operare sul proprio
conto corrente in qualsiasi
momento della giornata.
Come da tradizione, anche quest’anno la festa del Patrono si è conclusa con l’estrazione della tombola, organizzata a beneficio dell’Avis
cittadina. E nel rispetto della tradizione, anche quest’anno piazza della
Repubblica era gremita di gente, venuta anche da fuori. La differenza
fra le tombole di ieri e quelle di oggi - a parte il monte premi in crescita anche per il lievitare dell’inflazione – sta nel balcone che ospita
il “rito” dell’estrazione: una volta era il terrazzo della Banca del
Lavoro (palazzo Magagnini), ai giorni nostri è il balcone del teatro
Pergolesi. Per il resto, gli ingredienti di sempre: l’attesa, la curiosità,
la speranza della gente, gli squilli di tromba “alla Chirichindo”, l’annuncio dei numeri estratti. Ad azzeccare la cinquina della prima tombola (2.700 euro) è stato uno studente di 24 anni, Michele Borioni; la
seconda tombola (1.350) ha premiato la famiglia di Vittorio Cesaroni,
che si è presentata per raccogliere la vincincita al gran completo: lui,
Vittorio, con la madre Isolina, il figlio Matteo e il nipotino Goiovanni.
Fotoservizio Gino Candolfi
6
Jesi e Vallesina
Domenica 2 ottobre 2005
Jesi per via
di Paolo Marcozzi
Galeno Claudio (Via, da Via Gramsci
a Via Murri) Medico e filosofo greco
(Pergamo, 130-200 circa). Fu uno dei
maggiori teorici della medicina dell’antichità e di ogni tempo. Frequentò le lezioni di filosofia presso le maggiori scuole
dell’epoca; perfezionò gli studi anatomici
ad Alessandria. Fu chirurgo dei gladiatori
a Pergamo; a Roma acquistò in breve
fama e successo, fu medico alla corte di
Marco Aurelio e poi di Commodo e scrisse in questo periodo molte delle sue opere
principali, destinate da un lato alla formazione dei medici, dall’altro a un più vasto pubblico di aristocratici colti e di intellettuali. Nel 192 ritornò a Pergamo dove morì verso il 200.
Scrisse di anatomia, fisiologia, clinica e terapeutica (famoso
nella tradizione medievale è rimasto il compendio Ars medica):
il medico galenico doveva essere aggiornato sui risultati scientifici del tempo e anche saper utilizzare i metodi dimostrativi
elaborati dalla logica aristotelica e dalla geometria euclidea,
avere una compiuta visione del mondo, ispirata al finalismo
naturale derivato dalla tradizione filosofica classica; le sue
descrizioni del sistema nervoso, osseo, vascolare e muscolare
rimasero insuperate fino ai grandi anatomisti del Rinascimento.
La terapeutica galenica, basata sulla teoria dei temperamenti e
degli umori, rimase dominante nella professione medica almeno fino al Seicento e Galeno (assai più che Ippocrate) fu il
medico per eccellenza nell’Europa medievale e moderna, a
partire dal sec. XII, quando i suoi testi ripresero a circolare
nelle traduzioni latine.
Galilei Galileo (Via, da Via M.L. King
a Viale dello Sport) Scienziato (Pisa,
1564 - Arcetri, Firenze, 1642). Fin da
giovane si dedicò ad osservazioni di fisica (è del 1583 la sua celebre scoperta
dell’isocronismo del pendolo, mentre
osservava le oscillazioni di una lampada
nel duomo della città). Nel 1592 riuscì a
ottenere la cattedra di matematiche presso l’università di Padova, dove trascorse
i 18 anni migliori della sua vita, sia a
causa della grande libertà di pensiero di
cui poté godere, come del resto tutti i docenti dell’ateneo
padovano, per la garanzia fornita dalla protezione della
Repubblica di Venezia contro il prepotere dell’Inquisizione.
Nel 1609 costruì il celebre telescopio, con cui poté iniziare le
sue fortunate osservazioni celesti. Anche se l’invenzione del
cannocchiale non può venire attribuita interamente a Galilei
(sappiamo del resto che, fin dal Medioevo, gli artigiani
occhialai adoperavano vetri a forma di lente per correggere i
difetti della vista), a lui spetta però il merito incomparabile di
essersi servito di tale apparecchio per la ricerca astronomica:
scoprì così i quattro satelliti di Giove, le macchie della Luna,
le fasi di Venere e, più tardi, le macchie del Sole, mettendo in
crisi la vecchia astronomia per abbracciare le teorie copernicane. Nel 1610 adattò il suo «occhiale» alla visione da vicino, osservando la struttura delle mosche e dando così inizio
alla gloriosa microscopia del Seicento. Fidò troppo, però
sulla grande autorità acquisita nel campo degli studi e sulle
potenti amicizie di cui godeva fra le più alte personalità dell’epoca (principi e cardinali), combattendo per circa vent’anni, con fasi alterne, per impedire alla chiesa di irrigidirsi in
una posizione sbagliata: sottoposto a processo, nel 1633, il
vecchio scienziato infermo, debole, sfiduciato, non fu capace
di resistere agli interrogatori con minaccia di tortura; il 30
aprile confessò i propri “errori” e il 22 giugno, dopo aver
udita la sentenza che lo condannava al carcere formale ad
arbitrio dell’autorità ecclesiastica, pronunciò solennemente
l’abiura richiestagli (anche se si dice che, subito dopo, abbia
pronunciato la famosa frase “eppur si muove”, riferendosi al
moto della terra intorno al sole). Due giorni dopo, la condanna al carcere era trasformata in confino.
XI Rassegna Organistica
Proposta per San Nicolò
Concerto per la Luaj
In duomo, ha aperto le feste patronali
La XI Rassegna Organistica
“Suoni dal passato’” è giunta al
suo sesto appuntamento con un
concerto presentato in Duomo il
21 settembre, ad inaugurazione
dei festeggiamenti patronali. La
manifestazione era dedicata,
come le altre della rassegna, ad
un’associazione di volontariato;
in questa circostanza alla Luaj
che, fondata diciotto anni fa, è
ormai “maggiorenne”. Ne sono
state illustrate preliminarmente
struttura e finalità dal prof.
Antonio Ramini, suo presidente e
socio fondatore: circa 350 iscritti
di età compresa fra i 18 e i 90
anni; 13 discipline curricolari;
lezioni tenute da insegnanti ben
qualificati; laboratori, conferenze, viaggi organizzati in occasione di mostre ed eventi di rilevante interesse culturale e, a fine
corso, anche all’estero. Il nuovo
anno si inaugurerà il 2 ottobre.
Le iscrizioni sono ancora in
corso.
Il concerto era tenuto dal maestro Wladimir Matesic, bolognese. L’organista, diplomato in
Italia, ha seguito corsi di perfezionamento in diversi paesi europei. Ha vinto numerosi premi e
conta esibizioni in tutto il
mondo.
Ha voluto dedicare il programma della serata al periodo
del grande romanticismo musicale: ad iniziare da J.B. Bach di cui
ha fatto ascoltare la maestosa
Fantasia e fuga in sol min.
Mettendo in luce un contrasto di
stili ha successivamente presentato il dolcissimo, cantilenante
Offertoire en re min. di
Lefebure–Wely. Dal romanticismo francese, d’impronta liederistica e melodrammatica, si è passati poi a quello tardo romantico
tedesco con la Sonata op. 65 di
Mendelssohn, di carattere liturgico, ma irta di difficoltà tecniche.
Si è ritornati quindi al romanticismo francese con la Fantaisie
op. 16 di C. Franck. La composizione, descrittiva, è introdotta da
una
tranquilla,
meditativa
“pastorale” a cui fa seguito un
“temporale”, poi serenamente
ricomposto. A conclusione, grande sfoggio di audaci sonorità e
solenne finale con la Sonata op.
42 di A. Guilmant, il più moderno tra gli autori presentati.
Il concerto ha avuto anche un
fuori programma, anche questo
molto applaudito dal numeroso
pubblico: una “improvvisazione”, di delicata eleganza stilisti-
ca, sul tema del canto Lodate
Dio.
Il prossimo concerto, tenuto
dal maestro Tomás Thon, avrà
luogo ancora a Jesi, nella chiesa
di San Francesco, sabato 1° ottobre (ore 21,15). Molto speciale il
programma: con la musica saranno lette da Corrado Olmi pagine
de “Il labirinto del mondo e il
paradiso del cuore”, su testi di
Amos Comenius.
a.f.c.
Il sollievo
si mostra
Come “visitare” la chiesa
anche quando è chiusa
Un monumento religioso da valorizzare
di Sandro Alessandroni
Proposta per San Nicolò
In un incontro che ho avuto
con l’assessore alla Cultura,
Leonardo Animali, prima delle
ferie estive, due argomenti possono interessare i lettori di Voce.
Il primo ha riguardato il
numero di “Biblioteca Aperta”
dedicato a Rafael Sabatini, la cui
stampa si è conclusa a fine giugno scorso. Ponendo in rilievo il
Dal 27 settembre e fino al 2
ottobre è aperta al Palazzo dei
Convegni la mostra “Il sollevo si
mostra”. Rassegna itinerante per
la comprensione e la promozione
della salute mentale. Orario 1013 e 17-20.
Croceristi all’enoteca
L’Enoteca regionale di Jesi
presa d’assalto dai croceristi
americani: erano più di settanta,
domenica scorsa. Dopo aver fatto
scalo ad Ancona, hanno visitato
la nostra città, immergendosi
nello spettacolo delle centinaia
di bancarelle che in quei giorni
hanno caratterizzano le giornate
jesine per le fiere di San
Settimio.
* L’asterisco
La “crossmania”
livello internazionale del suddetto numero (alcune pagine sono in
inglese), l’assessore ha detto di
prevederne la presentazione
entro questo autunno 2006, nella
stessa sede, il palazzo della
Signoria, in cui furono tenute,
quattro anni fa (il 9 - 10 novembre 2001), le giornate di studio
sui romanzi del nostro scrittore
jesino di lingua inglese.
Il secondo argomento di un
certo interesse è stato un suggerimento, che io ho colto l’occasione di presentare all’assessore, per valorizzare meglio sul piano turistico - la chiesa di
San Nicolò, una delle chiese
più antiche di Jesi, insieme a
Santa Maria del Piano ed alla
Collegiata di San Marco. Di
questi monumenti religiosi
quello che ha l’interno stilisticamente più nitido e più suggestivo è senza dubbio San
Nicolò.
E’ davvero incredibile come
un simile gioiello di architettura romanico - gotica venga reso
disponibile alla vista dei cittadini e dei visitatori solamente
in occasione di qualche matrimonio o per qualche serata culturale (cioè 10-12 volte l’anno) oppure per qualche mostra
(foto Ubaldi) (durata 7-10 giorni per 4-5
volte l’anno), e rimanga invece
occultato per lunghi periodi che
equivalgono a ben dieci mesi su
dodici!
Tale situazione appare inevi-
di Giacomo Galeazzi
A fare da «apripista» sfoggiandola luccicante su scollature
vertiginose sono state, in America, Madonna e, in Italia,
Simona Ventura. Ormai è di moda indossare la croce, così, da
Pomellato a Pasquale Bruni, anche l’alta gioielleria prende a
prestito il simbolo del cristianesimo. A globalizzare la «crossmania» sono i monili in oro bianco, diamanti, quarzo lilla,
rubino o ambra disegnati dagli stilisti più acclamati.
Il boom della croce griffata, nella versione poco sacra e
molto profana di gioiello sexy al collo di dive come Naomi
Campbell, Anastacia e Nicole Kidman, dilaga dalle passerelle
europee e dallo showbiz americano alla vita quotidiana tanto
da divenire pegno d’amore fra innamorati per San Valentino.
Gioielli da favola con nomi alati che evocano epocali devozioni: «Croce Ghirlanda d’Oriente», «Croce Giardini dell’Eden»,
«Croce Amore». Come dire un oggetto di culto, letteralmente.
A far brillare i decolletè di Francesca Neri, che è anche
testimonial di una casa di gioielli, Manuela Arcuri e Federica
Panicucci, è, ormai costantemente, il simbolo religioso per
eccellenza.
Le foto ritrovate
Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri
Santina Buoncompagni
Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo,
inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel
recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel
primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito.
ANCONA Via Matteotti 9
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SENIGALLIA Via A. Costa 27
tel e fax 071.60597 e-mail [email protected]
Vecchi negativi “ritrovati” e “risviluppati”.
Colpi d’obiettivo fine anni Trenta primi anni
Quaranta. Il dott. Bini, allora studente con macchina fotografica, fissò sulla pellicola momenti e
personaggi vissuti e conosciuti a Santa Maria del
Piano. La foto qui riprodotta coglie e documenta
aspetti caratteristici dell’epoca; ad esempio,
come ci si vestiva: in particolare le donne di una
certa età. La foto venne scattata davanti alla
chiesa di Santa Maria del Piano, verosimilmente
in un giorno di festa. Al centro dell’attenzione, i
bambini (alcuni arrampicati sulla facciata), circondati dalle premure di mamme e nonne. Ma in
quale occasione? Sulla soglia della canonica, un
sacerdote, forse il parroco di allora, don Amedeo
Coltorti. In primo piano, un bambino che si è
tenuto fuori dalla “festa” e osserva – tra il curioso e il diffidente – quella “cosa” che si chiama
macchina fotografica e che qualcuno sta puntando verso il gruppo…
(gi elle)
(foto Alessandroni)
tabile, dato che ai Padri
Carmelitani, proprietari della
chiesa, la città non può imporre
l’obbligo di tener aperto in permanenza il grande portone. Né
può essere il Comune a sostenere
il costo di un paio di custodi, per
mostrare in modo continuativo
l’interno monumentale di quest’edificio del XIII secolo.
Al contrario, io ritengo che la
chiusura di San Nicolò possa
essere superata chiedendo ai
Padri Carmelitani di non opporsi
a modificare il portoncino rettangolare che si trova inserito al
centro del grande portone e di
permetterne la sostituzione senza alcuna spesa a loro carico
- con due lastre di vetro di grosso spessore (tipo antiproiettile),
attraverso le quali l’interno della
chiesa risulterebbe visibile in
tutti i giorni dell’anno. Per assicurare buona visibilità anche nei
giorni di cielo coperto e nelle ore
serali (dal tramonto alle 24),
bisognerà illuminare l’interno
tenendo accese 4 o 5 lampade a
basso consumo, lampade da
allacciare alla rete d’illuminazione pubblica, come lo sono i piccoli fari interrati ai piedi della
facciata.
Spiegando meglio la mia idea,
le lastre in vetro andrebbero a
sostituire non l’intero portoncino, ma solo i due pannelli che
formano il tratto superiore del
portoncino stesso, mentre la zona
inferiore di esso, che forma una
specie di zoccolo, manterrebbe la
sua struttura lignea, sul retro
della quale viene fatto scorrere il
paletto che, dall’interno, chiude
la chiesa verso Corso Matteotti
(per entrare si passa da un piccolo uscio sulla fiancata destra,
verso il monumento a Pergolesi).
Osservando i pannelli da
sostituire, ciascuna delle lastre
misurerebbe cm.50 alla base e
cm.180 in altezza. Le due lastre
abbinate, sviluppandosi per una
superficie globale di mq.1,80,
consentirebbero di vedere in
ogni momento il bellissimo
interno, fino ad oggi tenuto troppo spesso e troppo a lungo
nascosto.
(1 – continua)
Sport
Flash sul Raduno dei Granatieri
Domenica 2 ottobre 2005
Volley
Calcio
Monte Schiavo Banca Marche
quasi al completo
Venerdì torna anche la Togut
di Giuseppe Papadia
Un avvenimento – il Raduno nazionale dei Granatieri di
Sardegna, svoltosi quest’anno nella nostra città, il 17 e 18 settembre – che merita ancora qualche flash prima di essere archiviato.
Nella prima foto (di Maurizi), l’interno della chiesa di San Nicolò,
Il sogno dell’Italia femminile
di conquistare per la prima volta
il titolo europeo si è infranto
nella finalissima, vinta dalla
Polonia 3-1. Domenica scorsa a
Zagabria nella partita più importante c’era anche un po’ di Monte
Schiavo Banca Marche rappresentata da Elisa Togut (nella
foto). Sugli spalti dell’impianto
croato c’era anche un piccolo
gruppo di tifosi provenienti da
Jesi che hanno seguito le ragazze
di Bonitta per tutta la rassegna.
L’opposto friulano rientrerà in
città nella giornata di venerdì 30
ed il tecnico Fracascia avrà così
la rosa al completo.
Intanto le “prilline”, già radunate, si sono concesse il lusso di
battere per due volte nel giro di
tre giorni il Perugia campione
d’Italia. Mercoledì al PalaTriccoli un successo per 3-0 al termine di una gara equilibrata, poi
sabato a Città della Pieve
Ritschelova e compagne si sono
ripetute in maniera autoritaria (30).
Le ragazze di Fracascia hanno
chiuso il match con il 48 per
cento di efficienza in attacco,
svolgendo un bel lavoro nella
relazione muro–difesa. Bene la
battuta tattica ed incoraggianti i
segnali di crescita in generale. La
gara in terra umbra ha sostituito
il torneo “Il Perugino”, saltato
per il forfait di
Pesaro
ed
Arzano.
In settimana le “prilline” giocheranno un’amichevole (contro Padova o
Sassuolo):
sarà la prova
generale in
vista dell’esordio in campionato,
previsto per sabato 8 contro Santeramo.
Da mercoledì 21 settembre il
sito internet della Monte Schiavo
si è rinnovato, con novità grafiche, sezioni audio e video che
potranno essere votate dai tifosi.
(foto Candolfi)
Basket
Sicc Bpa e Casale
per la prima del campionato
Gialloverdi in diretta su Rai Sport Sat (20,30)
dove era stata allestita la mostra che, con un’ampia serie di documenti, ha ricostruito la storia dei granatieri dalla loro fondazione
ad oggi. Le altre due foto (di Binci) ripropongono altrettanti
momenti della grande manifestazione al Palatriccoli.
Nel nome
di Federico
Culture e civiltà
differenti si incontreranno a Bari alla Fiera
campionaria federiciana prevista per il prossimo anno: una Fiera
nel nome di Federico
II. Il progetto coinvolgerà dodici regioni italiane e 189 Comuni
europei. Ne dà notizia
il giornale “Leggo”
(un milione e 50 mila
copie), del 23 settembre scorso (Qui, a lato,
il giovane Federico II)
Per la Sicc Bpa le amichevoli sono finite. Da oggi, domenica 2 ottobre, si fa sul serio. I
gialloverdi debuttano nel campionato di Lega due a Casale
Monferrato (ore 20.30) in casa
di una neo-promossa, che ha già
sconfitto gli jesini nel pre-campionato. La gara sarà trasmessa
in diretta su Rai Sport Satellite.
I piemontesi, allenati da
Franco Ciani, possono contare
sull’esperienza e sui punti del
“Diablo” Esposito. Importanti
anche Bougaieff, Masper, i due
americani Wade e Johnson.
La regolar season si disputerà in trenta giornate con partite
di andata e ritorno tra le 16
squadre, fino al 23 aprile 2006.
Al termine, la prima classificata
sarà promossa in serie A, le
squadre classificatesi tra la
seconda e la nona posizione,
giocheranno i play-off per l’altro
posto nella massima categoria.
Le ultime due della classifica
retrocederanno in B1. Nell’ul-
Personaggi delle “Tre fiere”
fotoservizio di Andrea Cherubini
un’opera, alza lo sguardo dal
suo piccolo mondo di rame e
d’argento! Trasformista di cose
semplici e senza valore in oggetti che suscitano pensieri stupendi nella gente, con i suoi 46 anni
di questo lavoro, in giro e nella
sua bottega ad Urbino!
Ha addosso un cappello fuori
moda, una vecchia camicia, una
barba molto lunga e poco curata, la pelle vissuta e logorata dal
suo lavoro e le sue mani consumate ma precise e sicure nell’intrecciare quel filo metallico.
Alcuni in silenzio si siedono in
terra di fronte a lui e, senza
interrompere i suoi lavori sono
curiosi della storia di un uomo
esemplare che s’è buttato, seguendo la sua passione cosciente del pericolo di sopravvivenza
del suo lavoro e chi non vorrebbe fare come lui , ma la paura di
fallire ci blocca!
tima uscita a Porto San Giorgio
nel memorial “Torresi”, Rossini
e compagni hanno finalmente
centrato la prima vittoria stagionale, battendo nella semifinale
di venerdì il Montegranaro 80 a
73. Si è visto finalmente un bel
gioco con ben quattro giocatori
in doppia cifra. Buono l’inserimento di Watson, autore di 16
punti. Nella finale di sabato
però, gli jesini sono tornati a
faticare contro il Teramo, che ha
avuto la meglio 87 a 72.
Ogni lunedì sera alle ore
22.45 Tv Centro Marche trasmetterà la gara domenicale
della Sicc. A trasmettere in
diretta radiofonica tutti gli
incontri dei gialloverdi invece,
sarà ancora una volta Rve. Nei
primi cinque giorni di attività, il
rinnovato sito dell’Aurora
Basket (www.aurorabasket.it)
ha totalizzato oltre mille contatti.
Vola il Real, lenta la Jesina
Oggi a Jesi il Lucrezia, a Moie il Fermignano
La squadra leoncella a
Civitanova pareggia (1-1) pur
dominando; il Real Vallesina
batte la Truentina a Castel di
Lama (1-2).
Real Vallesina
In riva al Tronto (donde il
nome Truentina) per le nostre
rappresentanti di Eccellenza è
andata bene assai: due settimane
fa la Jesina ha vinto largamente
(0-3) e domenica scorsa i realisti
hanno vinto anch’essi corsaramente (1-2). I locali, molto giovani prevalentemente, hanno
ricevuto la quinta sconfitta in
cinque partite, pur combattendo
coraggiosamente.
Il gol segnato dai truentini è
venuto al 92’ dopo una partita
non entusiasmante siglata a
mani basse da due reti: Busca
tocca di testa a Ruggeri, che fa
centro al 27’; e sempre Busca,
ben servito da un cross diagonale, ancora di testa sigla il 0-2 di
tutta sicurezza e siamo alla mezzora. La difesa dei nostri è la
meno perforata del girone e non
lascia spazio; anzi, all’80’ ci
sarebbe il terzo gol, stranamente
annullato.
Ora il Real è secondo in classifica (11 punti) dietro alla
B.Nazzaro (13 punti). Oggi verrà
da noi il Fermignano.
Jesina
A Civitanova anche un pareggio ci starebbe, visto il blasone
dei padroni di casa e l’imbattibilità ancora salva. Però i tifosi
leoncelli, che in folta rappresentanza erano venuti, certamente
speravano in questa Jesina che
ancora non riesce a mantenere le
promesse e a soddisfare le attese.
Grande il ritmo iniziale dei
nostri, che cercano il gol assai
decisamente, secondo l’impostazione data dal mister Giuliani:
già al 14’ su bel lancio di
Ingrosso il puntero Cuccù batte a
rete, stampando il pallone sulla
traversa. La segnatura va maturando, specie per la bella prova
dei centrocampisti leoncelli.. Ed
infatti, su azione veloce
Federico-Sampino, Cuccù gira
al volo in rete ed è 0-1 al 36’.
Dopo il riposo, i civitanovesi
si scuotono e Giansante realizza
di testa, precedendo anche il
portiere Pieralisi. Il risultato
resta 1-1 e tutti… contenti, per
modo di dire!
Oggi, al nostro Comunale
arriva il Lucrezia, che sta tre
punti sotto di noi. Su, sblocchiamoci.
Vir
Prima Categoria
Le sette… sorelle vallesine
nel girone B hanno totalizzato tre
vittorie e quattro sconfitte.
Vittoria del San Marcello a
Camerano (0-2). Sconfitta casalinga del Castelplanio ad opera
del Borghetto (1-3). Vittoria
della Spes ai danni del Borgo Jesi
(2-0). Sconfitta casalinga del
Monserra che ospitava la coriacea Albacina (1-2). A Santa
Maria Nuova la Labor perde col
Marotta (0-1).
Seconda Categoria
Vince la Sampaolese contro la
Nuova Folgore (1-0). A Offagna
va male per il Monsano (3-0).
Pareggia l’Aurora con lo Staffolo
(1-1) ed altrettanto l’Aesina contro il Collemarrino (1-1).
Terza Categoria
In ritardo sugli altri campionati, ha avuto inizio anche quello
di Terza Categoria, nel quale troviamo i seguenti risultati: Acli
San Giuseppe-Montefano 2-0;
Pianello-Montoro
3-2;
Castelbellino-Piandigiano 5-1;
Libertas-Corinaldo(voce 33.73)
B 5-1; Poggio San MarcelloCasebruciate 2-1; Real BorgoVietus Jesi 0-1. Un vero bùm: sei
vittorie e tanti gol.
Brillante partenza del Castelbellino
Gip
Esordio alla grande del Castelbellino nel campionato nazionale di
serie B, girone C, di calcio a cinque. Sabato scorso, 24 settembre, si è
nettamente affermato a San Severino Marche, imponendosi sulla formazione locale per 2-5. Un risultato che conferma la validità della preparazione della squadra, avviata dal 22 agosto scorso agli ordini di
mister Braconi presso il Palamartarelli di via Tobagi nella frazione
Stazione.
Avversarie del Castelbellino, quest’anno, Alma Juventus Fano,
Coar Orvieto, 2000 Calcio Acquaesapone, Forlì, Magione Calcio,
Marina Csa, Chevrolet Team Montesicuro, Palestra Fano, Polizia
Penitenziaria Maran, Real Gubbio, Sangiorgese, San Severino e Vigor
Fabriano.
Sabato 1 ottobre Castelbellino riceve la visita dell’Acquaesapone,
che si presenta con ottime credenziali: proviene infatti da un vistoso 93 casalingo sull’Alma Juventus Fano.
San Settimio
Alle fiere di San Settimio c’erano tante bancarelle, ma, chi
non si è fermato un momento ad
osservare come lavora un artigiano alla vecchia maniera, di
quelli che si trovano raramente
perché
la
produzione
di massa li
ha tagliati
fuori
dal
mercato!!Si
un uomo che
inizia a lavorare alla
mattina presto fino alla
sera tardi
adoperandosi a creare opere uniche dovute alla propria fantasia, creatività e che credere in queste sue
qualità, convinto che ci può
campare senza la monotonia di
un lavoro che non gli piace!
Durante il suo lavoro è concentrato e non fa caso alla calca
di gente che lo accerchia e lo
ammira… Con i suoi strumenti
essenziali quali il filo di rame,
un martello, una piccola incudine, una tavola di legno, pinze e
tronchesi, sa che lo strumento
più importante è proprio lui, con
la sua esperienza e manualità!
Crea un po’ di tutto! Magari
le idee nascono dalle occhiate
curiose che lancia verso la tanta
gente a caccia di una bancarella
con buoni prezzi ed attraenti
prodotti, ogni volta che, finita
7
Dove suonò Spontini
Nell’ambito della rassegna
“Suoni dal Passato, martedì 4
ottobre a Santa Maria del Piano,
le melodie del maestro Stefano
Baktelli, echeggeranno dalle
canne del vecchio organo che,
oltre due secoli fa, diedero vita ai
brani dì studio del giovane
Spontini.
8
Varie
Domenica 2 ottobre 2005
Da domenica 2
a domenica 9
Agenda
A S. Massimiliano
comunità in festa
Il santo del giorno
Festa della comunità parrocchiale a San Massimiliano
Kolbe”. Domenica 2 e domenica
9 ottobre sante messe alle 8,30,
alle 10 ed alle 11,30 in parrocchia
ed alle ore 12 a Tabano. Nei
pomeriggi alle 18,30 incontri di
preghiera animati: il lunedì dai
gruppi dell’Azione Cattolica, il
martedì dagli scout, il mercoledì
dal Rinnovamento nello Spirito, il
venerdì dalla Milizia dell’Immacolata.. Giovedì 6, alle ore
21, incontro per catechisti ed
educatori.
Sabato dalle 15 alle 17 saranno
disponibili sacerdoti per le confessioni dei ragazzi; alle 19 messa
festiva e alle 21,30 concerto di
canti della tradizione dialettale del
gruppo folk “Vincanto”. Nel
pomeriggio di domenica 9, dalle
16 alle 18 sono invitate le famiglie per giocare insieme con gli
animatori del Centro Sportivo
Italiano. Alle 18 celebrazione del
Vespro in onore di San
Massimiliano Kolbe, alle 18,30 i
gruppi parrocchiali presenteranno
le loro attività cui seguirà un
momento conviviale.
Venerdì 30 settembre San Girolamo – Sabato 1° ottobre
Santa Teresa di Gesù Bambino – San Remigio – Domenica 2
Sant’Eleuterio – Lunedì 3 San Gerardo e Santa Candida –
Martedì 4 San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia – San
Petronio – Mercoledì 5 San Placido – Santa Faustina – Giovedì
6 San Bruno – Santa Fede – Venerdì 7 B.Vergine Maria del
Rosario – Santa Giustina – Sant’Augusto – Sabato 8 Santa
Pelagia – Domenica 9 San Giovanni Leopardi..
Agenda
Sabato 1° ottobre
Jesi – biblioteca Petrucciana (ore 17) conferenza di Pier
Paolo Fanesi su “Verso una democrazia partecipativa, a partire
dal bilancio”.
In televisione
Sabato 1° ottobre – ore 17,15 (Rai Uno) “A sua immagine”.
Domenica 2 ottobre – ore 8,40 Canale 5) “Le frontiere dello
spirito” con mons. Gianfranco Ravasi e Cecilia Sangiorgi – ore
9,25 (Rai Uno) Santa Messa – 10 Santa Messa (Retequattro).
Oggi sposi
Sabato1 ottobre: Roberto Tiberi e Michela Cucchi a San
Marcello;
Domenica 2 ottobre: Massimiliano Manoni e Beatrice
Testadiferro a Moie – Ronni Benedetti e Francesca Andreoli a
San Giuseppe – Francesco Fabrizzi e Simona Gigli a Santa
Lucia
Farmacie di turno
S. Maria Nuova
Moie
Sabato prossimo riapre
il Centro Giovanile
di Luca Gramaccioni
Sabato 8 ottobre alle 16 prende il via ufficialmente, dopo la
pausa estiva, il nuovo anno associativo del Centro Giovanile
Parrocchiale Don Bosco di
Moie. In verità le attività di
quella che è riconosciuta come
una delle realtà giovanili più
vivaci del paese, non si sono di
fatto fermate nemmeno in estate.
Nonostante la chiusura estiva, infatti, l’oratorio ha arricchito il programma delle attività
estive del Comune di Maiolati
Spontini con il “Memorial
Diego Luconi”, torneo di Calcio
a 5 under 16, e con “La
Ventiquattr’ore de le Moje”,
partita di calcio a 5 della durata
di 24 ore non-stop. Particolare
soddisfazioni sono giunte proprio da quest’ultima iniziativa,
che ha permesso di raccogliere
poco meno di mille euro, interamente devoluti a favore del
“Progetto Mokonissa” promosso
dalle Missioni Estere Cappuccine in Etiopia. Torneranno
Maiolati Spontini
Venerdì 30 settembre Moretti – sabato 1° ottobre Barba –
domenica 2 Martini – lunedì 3 Calcatelli – martedì 4 Delle
Grazie – mercoledì 5 Comunale 1 – giovedì 6 Cerni – venerdì
7 Comunale 2 – sabato 8 Grammercato – domenica 9 Coppi.
Mostra-mercato missionaria
di Sara Palmolella
In Viale del Lavoro
Progetti per l’impiego
e la formazione
Il Centro per l’Impiego e la
Formazione informa che il 29
settembre ha dato avvio all’attività di orientamento di gruppo
per la ricerca del lavoro e tirocini in azienda. Si tratta di vari
“progetti” che, attingendo a
risorse del Fondo Sociale
Europeo, mirano a trasmettere ai
partecipanti conoscenze e strumenti per definire il proprio
obiettivo professionale e muoversi efficacemente nella ricerca
del lavoro. I “progetti” sono articolati in attività d’aula (venti ore
e verifica finale) a cui segue attività di tirocinio pratico (durata
due mesi) presso aziende del territorio che si siano rese disponibili.
Le aziende non sosterranno
alcun costo (la Provincia di
Ancona corrisponderà ai partecipanti una borsa di cinquecento
euro mensili e provvederà a tutte
le coperture assicurative necessarie) ed avranno l’opportunità
di entrare in contatto con soggetti fortemente interessati a conoscere il loro specifico settore di
attività.
Saranno organizzati due
seminari (“Cultura della qualità
e competitività delle imprese” e
“Orientamento alla internazionalizzazione”) e dodici laboratori
(“Comunicazione multimediale”, “Ricambio generazionale”,
“For-me di accorpamento aziendale”, “Gestione aziendale e leve
finanziarie”, “Basilea 2”, “Tracciabilità dei prodotti agricoli”,
“Autoimprenditorialità”.
Per informazioni e chiarimenti, gli interessati possono rivolgersi al Centro per l’Impiego e la
Formazione di Jesi, in viale del
Lavoro.
Leoluca Orlando
a Jesi per Prodi
Venerdì 30 settembre alle ore
21, nella sala riunioni della
Seconda Circoscrizione interverrà l’on. Leoluca Orlando, già
sindaco di Palermo, per sostenere la candidatura di Romano
Prodi alle elezioni primarie del
16 ottobre. Fra i numerosi incarichi, ricordiamo Orlando già sindaco di Palermo e deputato al
Parlamento europeo e al Parlamento italiano.
Nuovo direttivo
Carabinieri in congedo
La sezione jesina “Brigadiere
Elio Fileni” dell’Associazione
Carabinieri ha eletto il nuovo
direttivo, che resterà in carica
fino al 2010: presidente Luca
Cori (confermato); segretario
Marcello Lucarini; consiglieri
Gioacchino Belardinelli, Claudio
Zenobi,
Gaspare
Bianchi,
Fernando Belardinelli, Gino
Donzelli, Giulio Pigliapoco e
Massimo Tesei.
Si è tenuta a Majolati la quattordicesima
edizione
della
mostra-mercato realizzata dal
locale Gruppo Volontariato
Missionario. Il lavoro di cucito, la
raccolta di oggetti e la conseguente mostra hanno lo scopo di raccogliere fondi per sostenere i missionari, presenti principalmente
nei Paesi del terzo mondo.
L’esposizione e la vendita di lavori di ricamo e cucito conclude un
anno di lavoro di volontariato,
grazie alla disponibilità delle
signore majolatesi e dei benefattori delle varie zone d’Italia che
concorrono prevalentemente con
doni di tessuti.
Le signore che aderiscono a
questo gruppo di volontariato
majolatese, oltre a realizzare i
classici lavori di cucito e ricamo,
producono anche opere originali
che mostrano una straordinaria
abilità, destando l’interesse e la
curiosità dei residenti e dei numerosi visitatori che durante l’estate
passano per Majolati. Tra i benefattori anche gli artisti presenti a
Majolati per l’opera “Li Finti
Filosofi”; uno di questi ha anche
donato il bozzetto di un personaggio spontiniano.
Nei primi anni di attività del
Gruppo Volontariato Missionario
si era lavorato in favore delle
Chiese dell’Est e pro organizzazioni missionarie non presenti sul
territorio della Diocesi di Jesi. In
quel primo periodo si preferiva
inviare direttamente il materiale,
erano stati confezionati dei paramenti sacri, materiali per la liturgia ed indumenti nuovi; a volte
però l’invio dei pacchi era macchinoso e poco sicuro e quindi si è
deciso di produrre oggetti da
offrire in Italia e inviare alle
Missioni il ricavato. Anche que-
Tr a d u ’ c a m p a n i l i
Saludi
La robba de ‘na ôlta
Da ‘n pò de tempo invece de bongiorno
la gente te domanna: “Come va?”
Te je rispondi: “Bene”. E de ritorno
je dighi: “Caro amico come sta?”
“Quanno li facêa mamma era più boni!”
El dimo tutti e ce lo rdimo spesso
quanno che magnamo i cannelloni
o l’altre cose che se magna adesso.
Ma pure sci je dighi che c’ha ‘n corno
oppure je rispondi trallallà
lu’ non te sente, ma se guarda intorno
e pensa a tutto qual che c’ha da fa.
“Mamma facêa certi minestroni!
Te posso di’: era bôno pure el lesso,
du foje straginade, me minchioni!”
E se continua e pò famo el processo
A uno j ho risposto: “Molto male!”
E’ rmasso teso come ‘n baccalà,
certo pensava: “A me que me ne cale”.
ala robba che ‘n è più genuina
e a tutto quanto oggi ce propina.
Ma ade’ stamme a sentì: sci ce ragioni
Visto accuscì ‘l saludo è de maniera,
tornamo al vecchio, tornamo a saludà
dicenno: “Ciao, bongiorno e bonasera”.
i cappelletti se magnâa a Natale,
le castagnole solo a Carnevale
e c’era fame, essà ch’era più bôni!
Lucio Longhi
st’anno il ricavato della mostra
sarà donato al sacerdote don Luigi
Carrescia, missionario in Brasile;
una minore percentuale del ricavato andrà alla parrocchia Santo
Stefano e un’altra donazione sarà
portata dal parroco Don Fabio
Belelli in Africa. Infatti, in ottobre, il parroco majolatese effettuerà un viaggio in una missione
africana portando con sé una cifra
da destinare alle esigenze della
missione visitata.
Le volontarie di questo Gruppo Missionario, alcune anche
anziane, intendono continuare
questo impegno umanitario, che
costa loro fatica ed impegno, realizzando una mostra-mercato anche per il 2006; a questo proposito invitano i giovani ad unirsi al
loro Gruppo: tutti, in qualche
modo, possono aiutare coloro che
sono meno fortunati di noi.
quindi a risuonare a Moie, nella
zona dietro la chiesa Cristo
Redentore, le voci di decine di
ragazzi che quotidianamente
“vivacizzano” i pomeriggi dei
vicini.
L’idea dalla quale, diciassette
anni fa, ha preso vita il Centro
era quella di offrire ai giovani di
Moie uno spazio dove poter trascorrere il tempo libero in un
ambiente sano, dove poter essere aiutati a riconoscere e valorizzare i propri talenti e le proprie attitudini e dove poter
“essere avvicinati più facilmente” da Gesù e dai suoi insegnamenti….insomma
semplicemente uno spazio dove poter
crescere!
Per far ciò i ragazzi hanno
bisogno di sentirsi amati ed
accolti ed è proprio in quest’ottica che hanno lavorato i parroci e
i collaboratori che si sono susseguiti negli anni. Grazie al contributo di ognuno, oggi il Centro
Giovanile, conta circa centocinquanta adesioni da parte di
ragazzi di diverse fasce di età:
dai primi anni delle scuole
medie, quando si inizia ad uscire
da soli, passando per gli anni
“delle superiori”, quando l’esasperata voglia di indipendenza
offusca un po’ la ragione, fino ad
arrivare alla maggiore età, quando, al volante di un’auto, ogni
cosa sembra a portata di mano.
Non è facile “interessare”
ragazzi di età così diverse ma è
questa la sfida da vincere! Un
tavolo da ping pong, due biliardini, alcuni giochi da tavola, una
postazione informatica con connessione ad Internet, un videoproiettore con maxi-schermo e
impianto home cinema: questi
potrebbero essere apparentemente i “motivi” per i quali i
ragazzi frequentano il Centro
Don Bosco, ma da non sottovalutare è la presenza costante di
un adulto che semplicemente…
è li per loro: per parlare, per
ascoltarli, per giocare con loro e
per rimproverarli quando è
necessario.
Non sembra, ma sapere che è
lì, conta molto per loro anche se
non lo ammetterebbero mai!!
STUDIO MEDICO dott. SANTONI
Chirurgia LASER delle VARICI in Day Surgery
Flebologia, Chirurgia ambulatoriale, Eco color
Doppler, Chirurgia ambulatoriale ed in Day Surgery
Accreditato Regione Marche
prot. 11105 del 3 giugno 2003
Via RADICIOTTI n. 3 - 60035 JESI
Tel. 0731 205103 - 335 8234245
Un auditorium
a Collina
A Collina di Santa Maria
Nuova, con un concerto è stato
inaugurato sabato 24 settembre,
l’auditorium “Divina Pastora”,
riconversione di un magazzino
della settecentesca residenza
della famiglia Moreschi-Rocchi,
oggi cappellina di famiglia dell’avv. Antonio Mastri. Ora anche
Collina ha un suo contenitore
culturale abbellito da antiche
carte geografiche e da una grande tela “Fides et Ratio” di Ivo
Batocco, originario di Collina.
Numerosi gli intervenuti al
concerto; chi ho ha trovato posto
all’interno, ha potuto seguirlo
attraverso il maxischermo sistemato allo scopo nel cortile.
Hanno suonato Andrea Fusco
(clarinetto), Mattia e Niccolò
Serpentini (rispettivamente sassofono e trombone) e Paolo
Zannini (organo); la parte vocale
affidata alla Schola Cantorum di
Collina. Tra i presenti anche
l’ambasciatore d’Italia presso la
Santa Sede, Giuseppe Balboni
Acqua.
Anniversario
Ricorre il quinto anniversario
della scomparsa del ceramista
Franco Rumori
Anche una notte insonne
è un regalo per poter pensare,
sentire,
il sapore diverso delle cose
che stanno intorno
e fanno compagnia.
Un canto d’uccello appena
accennato
fa compagnia alla mia
notte insonne.
Stringo al petto
una tua fotografia
nella mia notte insonne.
Scorrono pensieri
che evocano
dolci parole e
tanto bisogno d’amore
tua Luana
Papà, ti vogliamo immensamente bene.
Luigi e Gianluca
Per ricordarlo, verrà celebrata
una S.Messa il 3 ottobre alle ore
19 nella chiesa parrocchiale di
San Francesco d’Assisi.
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