Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi A PAG. 3 A PAG. 5 Est. Est. Est Odessa Pulire il mondo A PAG. 4 A PAG. 7 Il ritratto racconta Personaggi delle fiere settimanale d’informazione Euro 0,80 “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi” DIREZIONE E REDAZIONE : JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX 0731.208145 ANNO LII - N. 33 Resistenza ad oltranza di Fazio San Settimio Una vicenda che sta compromettendo l’Italia di Vittorio Massaccesi [email protected] “L’attuale governatore della Banca d’Italia è incompatibile con la credibilità nazionale; la sua permanenza in carica non è opportuna”. Chi afferma questo contro Antonio Fazio non è un uomo qualunque, ma il capo del governo Berlusconi che, dopo un’infinita attesa e mille incertezze, ha sintetizzato l’orientamento della quasi totalità dei gruppi politici parlamentari. Solo la Lega, nella sua intemperanza di sempre, ha respinto la sfiducia espressa dal primo ministro contro Fazio dichiarandola una presa di posizio- ne del tutto personale. *** Mai l’Italia aveva vissuto una divergenza tanto profonda – e tale da attirare l’attenzione di tutto il mondo economico e compromettere la sua credibilità - tra le nostre più rilevanti istituzioni politiche e finanziarie. La divergenza non è da oggi. Ad esser comprensivi, possiamo farla risalire alle grandi crisi della Cirio e poi della Parmalat, crisi che hanno bruciato il risparmio di decine di migliaia di italiani e compromesso all’estero Domenica 16 ottobre Giornata Diocesana del Malato Alle ore 16 in Cattedrale Seguendo una bella tradizione aperta vari anni or sono dall’Unitalsi, la Commissione Diocesana per la Pastorale della Salute organizza per domenica prossima 16 ottobre una Celebrazione che vedrà nella nostra Cattedrale tanti ammalati, anziani e persone diversamente abili per un incontro di amicizia e di fraternità da parte della comunità diocesana Sarà il nostro Vescovo, Padre Oscar, circondato da sacerdoti e diaconi, a presiedere la Celebrazione Eucaristica, durante la quale i fratelli sofferenti sentiranno di essere, e non solo per questa circostanza, al centro dell’affetto e delle cure di tutta la comunità diocesana, Sarà anche in invito a tutte le parrocchie a mettere i sofferenti nel cuore di tutti i parrocchiani, con una vicinanza fatta di attenzione, di affetto, di impegno a rendere la sofferenza una vita di santificazione e di collaborazione con quanto la Chiesa compie per portare il Regno di Dio nel cuore di ogni uomo e delle strutture in cui l’uomo opera. Un invito a tutte le associazioni di volontariato a mettersi a disposizione dei parroci per accompagnare i sofferenti nel Duomo di Jesi, domenica 16 ottobre alle ore 16. Per consentire alle auto di entrare in piazza Federico II, verrà consegnato – nell’Arco del Montirozzo (porta Bersaglieri) .- un contrassegno, riconosciuto dal Comune di Jesi. Contrappunti La selva selvaggia di Riccardo Ceccarelli Lo scontro è ormai totale. Non solo tra i due poli, diventati contenitori di tutto e di più, ma perfino nell’ambito di ogni singolo schieramento. A favorirlo sono sia la campagna per le primarie del centrosinistra che trova l’unità solo nella parola che lo identifica “Unione”, sia l’ormai - iniziata da tempo – campagna elettorale per le politiche del 2006. La Casa delle Libertà più che una casa, non è più neanche un condominio, è una dimora forzata dove ciascuno prova ad uscire e vuol mettere sulla porta il proprio numero civico. La normale dialettica tra i partiti di maggioranza e di opposizione e le inevitabili discussioni al loro interno si sono trasformate in rissa, dove ciascuno pretende di avere la ragione assoluta. Il dialogo è solo una formalità, un modo di dire, qualche volta anch’esso mandato al diavolo. Il muro contro muro, le dichiarazioni che si rincorrono, le precisazioni che “precisano”, le interviste richieste e suggerite, i giornali che guazzano nella situazione, i politologi che scrivono e danno ricette, i cittadini che – se non stanno a guardare Domenica 2 ottobre 2005 disgustati – vanno ad aumentare il numero di coloro che hanno la soluzione esclusiva del problema e dei problemi. Proprio come l’esercito di allenatori del Bar dello Sport, che anch’essi sanno di tutto e di più di ogni singolo mister della squadra. Anche chi scopre l’acqua calda in questo contesto diventa uno statista. Non proferita apertamente, ma nascostamente oggettiva, si è diffusa a macchia d’olio la delegittimazione dell’altro. La legittimità della presenza sulla piazza della politica non è fondata dal consenso popolare e dalla proposta programmatica ma solo dall’appartenenza. Ci sono coloro che hanno, non si sa per quale investitura, l’esclusiva bontà innata della presenza e della proposta, agli altri viene riconosciuta al massimo una temporanea tolleranza, una sopportazione che non di rado sfocia in aperto rifiuto. A mala pena si accetta la presenza fisica del contendente, spesso lo si evita per non incontrarlo. Il linguaggio usato è improntato ad un bellicismo di fatto, pur essendo schierati per la pace. Verbi ed aggettivi sono più consoni alla descrizione di una battaglia che non ad un approfondimento tematico o ad un resoconto politico. Frequente è la messa in dubbio dell’altrui capacità di capire le cose: l’altro è così delegittimato non solo a livello rappresentativo ma anche nella sua Segue a pag. 4 il nostro sistema imprenditoriale e bancario. Non v’è dubbio infatti che, in quelle dolorose circostanze, la prima responsabilità risale alla mancata vigilanza – o, per qualcuno, ad una passiva acquiescenza – della Banca d’Italia. I preallarmi dell’allora ministro dell’economia non valsero a niente. A tutt’oggi, né il governo con appropriata legge sul risparmio, né la Banca d’Italia hanno definito la via né per un doveroso risarcimento ai tanti sacrifici di tante famiglie né per scongiurare altri simili disastri finanziari. A tutto questo aggiungasi le recenti vicende legate alla Banca popolare di Lodi il cui primo responsabile, Gianpiero Fiorani, straordinariamente affiancato da Fazio, dopo essere stato sospeso dalle sue funzioni dalla magistratura, si è dimesso da ogni carica per tentar di difendere enormi ricchezze accumulate nel frattempo, sparse in tutto il mondo e coperte anche da nomi compiacenti. *** Non è necessario riferire ulteriori episodi che hanno destabilizzato la credibilità di Fazio ( come ultimo esempio, si pensi al rifiuto da parte di Fazio delle relazioni dei suoi più stretti collaboratori contro Fiorani e al suo ricorrere ad esperti compiacenti per avere in mano una relazione positiva). Ecco allora il paradosso: tutto un mondo chiede le dimissioni di Fazio, ma Fazio resiste a tutti (“ho agito bene”) e la legge è impotente nel costringerlo a lasciare il governatorato. Così l’eventuale sua cacciata se la palleggiano il governo italiano e la Banca centrale europea. Ma Fazio si fa coraggio perché in Italia ha ancora dalla sua parte la Lega, la stessa che fino ad un anno fa l’avrebbe sotterrato volentieri. Sapete perché? Perché nel frattempo Fazio ha salvato una banca della Lega con l’aiuto di Fiorani: il cerchio si chiude e pure un profano comprende il pesante gioco anche di quelli che da sempre gridano contro Roma ladrona. Così il mondo politico ed economico, agli incontri del G7 e del Fondo Monetario Mondiale dei giorni scorsi, hanno assistito al gelo tra il redivivo ministro dell’economia Tremonti e il nostro governatore. Mai avremmo pensato ad una resistenza così coriacea della persona Fazio. Perché, al di là delle personali convinzioni di coscienza tranquilla, c’è un bene comune da perseguire che può e deve comportare almeno un atto di umiltà. La città e la Diocesi in festa si stringono attorno al Pastore di don Cristiano Marasca foto Gino Candolfi Per una settimana, fino al 22 settembre, giorno della festa di San Settimio, gruppi parrocchiali di ragazzi e ragazze cresimati nel 2004-2005 si sono alternati a celebrare ogni sera la memoria del patrono ripercorrendo nell’incontro col Vescovo e i rispettivi parroci gli episodi evangelici raffigurati nelle formelle del portone del duomo dell’Annibali. La memoria del Santo vescovo, mandato da Papa Marcello come Vescovo a Jesi, dove, secondo la tradizione, avrebbe trovato il martirio come conseguenza delle numerose conversioni al cristianesimo seguite alla sua predicazione è stata sottolineata dal Concerto d’organo tenutosi in cattedrale nella sera del 21, e dall’incontro, svoltosi nella stessa sera presso la chiesa di San Pietro Apostolo, dei giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù ad un mese esatto dall’evento. Grande la partecipazione della città alla festa di San Settimio, con un succedersi continuo di persone in sosta davanti all’urna del Santo, alle diverse celebrazioni e in particolare a quella serale presieduta dal Vescovo Oscar, che, sebbene colto da afonia a causa del brusco calo di temperature degli ultimi giorni, ha voluto presidere alla celebrazione affiancato dal Vicario mons. Giuseppe Quagliani, cui ha affidato la lettura dell’omelia. In una breve introduzione all’omelia, il Vicario ha ricordato all’assemblea, oltre alla festa presente, come quello di settembre sia per la comunità ecclesiale un mese carico di date da ricordare, come l’anniversario dell’ordinazione episcopale del Vescovo, il suo settantaseiesimo compleanno, l’anniversario del suo ingresso come vescovo nella Diocesi di Jesi come successore di San Settimio, così come la prossima assegnazione del titolo di cittadino benemerito da parte del Consiglio comunale. Erano tra l’altro presenti alla celebrazione della memoria di San Settimio, il sindaco Fabiano Belcecchi, il vice sindaco Paolo Cingolani e l’assessore Ulivi insieme a tanti con- Oikos Quindici anni di solidarietà L’Oikos ricorda i suoi “quindici anni di solidarietà” con una serie di iniziative, come al seguente programma: Giovedì 29 settembre: alla Salara del Palazzo della Signoria inaugurazione di una mostra, che resterà aperta fino al 9 ottobre; Venerdì 30 (ore 17), sempre alla Salara, relazione del prof. Mario Pollo sul tema “Vivere in una società liquida”; Sabato 1° ottobre, dalle 16 alle 20, in piazza della Repubblica “I giovani protagonisi”, esibizione di gruppi musicali (in collaborazione con la scuola musicale “Pergolesi”), e alle 21, al teatro-studio San Floriano “Il laboratorio”, rappresentazione teatrale dei ragazzi della C T Oikos di Serra de’ Conti; Domenica 2, dalle 16 alle 20, in piazza della Repubblica. “Il futuro sono loro!”, giochi, clown sui pattini, palloncini colorati e… bambini; musica con il gruppo “Le variazioni”; a seguire interventi di autorità, volontari e genitori. Consegna del “Premio della Solidarietà” al nostro Vescovo Padre Oscar. cittadini, rallegratisi per essere rappresentati anche dalle istituzioni, a testimoniare personalmente il proprio essere comunità in festa. Nel messaggio dell’omelia il Vescovo ha ricordato alla comunità l’urgenza di testimoni della speranza cristiana in questo nostro tempo che attende di riscoprire la bellezza della fede attraverso il volto di volti credibili che abbiano lo sguardo fisso in Dio e che siano per questi capaci di novità e di far scoprire il senso autentico dell’esistenza. Al termine della Messa il Vescovo, così come il Vicario, hanno desiderato insieme a tutti i presbiteri presenti manifestare il loro grande affetto e la gratitudine a mons. Costantino Urieli che nel giorno di San Settimio compie contemporaneamente l’84° compleanno, il suo 60° anno di servizio sacerdotale, anni spesi al servizio degli altri, della cultura e della Chiesa diocesana che gli sono valsi un caloroso abbraccio da parte di Padre Oscar a nome di tutta l’assemblea. 2 Vita ecclesiale Domenica 2 ottobre 2005 “Ho aperto col vostro aiuto un ambulatorio odontologico” Religione cattolica l’insegnamento nella scuola Da Anatuya (Argentina), Sr Eugenia Giampaoletti al nostro Vescovo: Carissimo Monsignor Oscar, Marta e tutti del Centro Missionario, vi scrivo per darvi le mie notizie. Prima di tutto, è arrivato l’assegno del mese di maggio. Voglio di nuova ringraziare con tutto il cuore Lei e tutti voi del gruppo missionario. Realmente, grazie a voi, noi missionari possiamo aiutare tanta gente.. Posso dirvi che ogni volta che arrivano aiuti, sento che la provvidenza del Signore non manca. Leggo anche nella “Vallesina” che per aiutarci fate molti sacrifici per mezzo della mostra e altre iniziative. Il vostro ultimo assegno è servito per comperare materiale di cura e strumenti di odontologia, giacché nel quartiere in cui faccio medicina pediatrica, abbiamo deciso di aprire un ambulatorio odontologico, a vantaggio di tante madri che tengono una dentatura disastrosa, e questo perché da bambine non furono bene alimentate. Grazie a Dio ho anche incontrato una giovane odontologa che si è offerta per assistere giovani madri. Già disponiamo di una sala per praticare odontologia, che fu realizzata grazie ad una fondazione della Germania, che si chiama “Los Reyes Magos”. E’ diretta da un vescovo con un gruppo di molti bambini che vanno casa per casa chiedendo aiuto per i bambini bisognosi. Io inviai un progetto e questa fondazione mi inviò ottomila euro. Così ho potuto costruire questa sala odontologica, che servirà per i bambini e le giovani madri. Monsignore, vorrei chiedere a lei se è possibile inviarmi duemila euro per comperare un apparato odontologico, giacché ce ne è stato regalato uno molto vecchio, e non ci si può far tutto, dice la dentista.. Per me sarebbe una grande gioia completare questo ambulatorio. Monsignore, ho letto nella “Vallesina” che si sta riprendendo dai due interventi. Prego ogni giorno per la sua salute. Le mie condizioni, grazie a Dio, sono buone. A lei chiedo la santa benedizione. Saluti a Marta e a tutti del gruppo missionario. Un forte abbraccio nel Signore Gesù.. di don Cristiano Marasca E’ in vigore dal 15 agosto scorso la normativa diocesana per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado della Diocesi promulgata sotto gli auspici di San Bonaventura, vescovo francescano e dottore della Chiesa. La normativa, dopo le prime assunzioni in ruolo del 70 per cento degli insegnanti di religione, nasce dal desiderio di dare all’insegnamento un assetto confacente alle reali situazioni del Corso triennale Consulenti familiari ed operatori di Consultorio Festa grande a Santa Maria del Piano Come pubblicato, dal 2 al 16 ottobre è festa a Santa Maria del Piano. Questi gli appuntamenti più importanti: Domenica 2 ottobre ore 14,30 Pellegrinaggio a Loreto Martedì 4 ottobre ore 21,15 Concerto d’organo Domenica 9 ottobre ore 11,15 celebrazione anniversari di matrimonio Martedì 11 ottobre ore 17 Celebrazione Eucaristica e Unzione malati e anziani Sabato 15 ottobre ore 18 Celebrazione Eucaristica con il Vescovo Padre Oscar e processione per le vie della parrocchia; benedizione conclusiva dei bambini in piazza don Ezio Balestra Il Centro promozionale famiglia del Consultorio “La Famiglia” di Jesi organizza un corso per consulenti familiari e operatori di consultorio, condotto dalla dott.ssa Barbara Lombardi, psicologa e didatta della scuola Ucipem Consulenti familiari Roma. Per la sua preparazione specifica, il consulente familiare è in grado di usare metodologie e tecniche psicoterapiche nella relazione con il singolo, la coppia, il gruppo familiare. Il corso avrà durata triennale e si articola in training group, lezioni di apprendimento, maratona o seminari residenziali per complessive 380 ore. La frequenza nei primi due anni è quindicinale con alternanza di lezioni di apprendimento e gruppi di formazione. La terza annualità di tirocinio e supervisione è riservata a coloro che intendono avviarsi alla professione di Consulente Familliare che abbiano frequentato con assiduità il Corso e siano stati valutati idonei dal proprio Conduttore e dallo staff didattico. Prevede alcuni distinti momenti: lavoro in gruppo con supervisione, seminari didattici, due maratone o seminari residenziali. Saranno ammessi ai corsi, previo colloquio selettivo, laureati o diplomati di scuola media superiore e una età compresa tra i 21 ed i 50 anni. Per informazioni rivolgersi al Consultorio nelle mattine dalle 10,30 alle 12, nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì ore 16,30 alle 18,30. Vita nel Circolo “Contardo Ferrini” Sabato 8 ottobre inizieranno le attività del Circolo “Ferrini” con una giornata dedicata alla programmazione e a un breve ritiro spirituale, come negli anni scorsi, al seminario di via Lorenzo Lotto, dove alle 11,30 il Vescovo Padre Oscar celebrerà la Santa Messa Nel primo pomeriggio, dopo il “pranzo insieme”, riunione programmatica seguita dalla proiezione di un filmato. Il direttivo del Circolo invita soci e simpatizzanti a partecipare, iscrivendosi entro il 5 ottobre, presso Primo Bini (tel. 0731.209146), Giorgio Trillini (tel. 0731.204671) o Mauro Maldini (tel. 0731.4002). Cresima a S. Antonio Abate Domenica 16 ottobre ore 15,30 spettacolo musicale con banda musicale e “majorette” dalle 17 Festa insieme. Abbonamento annuo normale: 30 euro di amicizia: 40 euro sostenitore: 50 euro direttamente in redazione (tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11) o a mezzo posta (su c/c 13334602) Registrazione Tribunale Ancona n. 143 del 10.1.1953 Stampa Litograf s.r.l. Jesi - Via Abbruzzetti, 12 tel. 0731 211639 - 211694 Preghiera A fra Serafino Dopo tante fatiche per procurare il pane ai tuoi fratini, ora siamo noi tutti tuoi fedel ad elemosinare a te doni dal cielo. Oggi le nostre anime affamate chiedono cibo di carità e fede e tu le nutrirai con grande amore come facevi con i tuoi bambini. Abbiamo piedi stanchi, affaticati per tanti gradini saliti nelle strade del mondo scosceso e devastato dall’egoismo nostro e dal peccato. Fra Serafino, vengo dalla lontana terra bergamasca e ti mando una lode senza fine. Battesimo-cresima settimanale di ispirazione cattolica Associato alla FISC Direzione, redazione amministrazione e pubblicità Piazza Federico II, 8 60035 Jesi telefono e fax: 0731 208145 E-mail: [email protected] Sito: www.vocedellavallesina.it nostro tempo, e consegna agli insegnanti di religione cattolica di e agli aspiranti tali, un punto di riferimento certo per quanto riguarda la selezione dei docenti, i criteri per la formulazione della graduatoria interna diocesana, le modalità per l’assegnazione di incarichi e supplenze, le modalità per acquisire punteggio. Il testo, reperibile in Internet al sito della Diocesi e di cui è possibile ottenere copia presso l’ufficio-scuola, prevede le modalità di accesso alla graduatoria, che si qualifica comunque come uno strumento non rispondente unicamente ad un mero meccanismo contabile, ma che ha piuttosto un carattere essenzialmente orientativo e non giuridico a servizio del Vescovo cui spetta il discernimento per l’assegnazione degli incarichi e delle supplenze. Le nuove regole diocesane tentano anche di risolvere uno degli annosi problemi, se pur limitato a pochi casi, di insegnanti di classe nella scuola primaria che si avvalgono dell’idoneità all’insegnamento della religione, cui la legge prevede di dover dedicare lo spazio di due ore settimanali, e che poi non svolgono affatto i programmi ministeriali, limitandosi a rari collegamenti nel corso delle lezioni e a sporadiche attività in prossimità delle feste. La normativa diocesana ribadisce la necessità di frequentare i corsi di aggiornamento proposti dalla Diocesi e stabilisce ora che gli insegnanti di classe che hanno sospeso per un anno l’insegnamento della religione potranno riprendere solo dopo aver superato una verifica scritta conclusiva al termine di tale corso. Il Decreto del Vescovo precisa altresì i termini e le modalità per ottenere l’idoneità all’insegnamento e i criteri per definire la propria posizione nella graduatoria. Maria Borelli Del Vecchio Voce della Vallesina Direttore responsabile Giuseppe Luconi XXVII Domenica del Tempo Ordinario - 2 ottobre 2005 Nuova normativa diocesana DAI NOSTRI MISSIONARI Hanno ricevuto il sacramento della Cresima domenica 18 settembre a Minonna, nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Nella foto, con il Vescovo Mons. Oscar Sefilippi ed il parroco mons. Luigi Masè: Giulio Argentati, Mattia Belelli, Chiara Donninelli, Giorgio Fioretti, Juri Marchegiani, Emanuel Goffi, Eleonora Marzioni, Giuseppina Mazzone, Elisa Orazi, Paolo Pierella, Manuel Santinelli, Andrea e Mattia Spaccia, Valentina Spurio. (foto Candolfi) Venerdì 30 settembre, alle ore 21, presso la parrocchia di San Francesco di Paola – all’Arco Clementino – avrà inizio il corso di formazione cristiana in preparazione del battesimo e/o cresima per giovani e adulti. Per partecipare è necessario iscriversi (presso parrocchia San Francesco di Paola, telef. 0731.52501 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?”. Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”. Un monito di Adriana Borgognoni Storia drammatica e sempre attuale. C’è una bellissima vigna, circondata da una siepe, con un frantoio e una torre. E’ stata affidata a noi, perché la curiamo e la facciamo fruttificare. Ma noi dimentichiamo che ha un padrone che attende di ricavarne frutti, e ce ne appropriamo; non comprendiamo che, come dice S. Agostino, “il nostro frutto non rende lui più ricco ma noi più felici”, e induriamo il nostro cuore. Dio è quel padrone, e la vigna è il suo regno; lui si attende frutti di conversione, ci vuole cooperatori di salvezza, ma noi poniamo al centro di tutto la nostra affermazione personale, i nostri interessi particolari, e non ascoltiamo gli inviti ripetuti (pálin…hýsteron…, di nuovo…poi…) a ravvederci. Invece di essere segno di risurrezione, ci adagiamo in un atteggiamento quietistico, senza preoccuparci di fare frutti (poieîn karpoús = inventare di tutto pur di ottenere frutti) e al momento opportuno (en toîs kairoîs). Invece di essere strumenti di misericordia, spesso operiamo ingiustizie, rifiutando un impegno di vita nuova coerente con il vangelo e allontanandoci da Cristo ( “lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero”). Mettiamo a tacere la nostra coscienza in vista di un’ “eredità” effimera, e così perdiamo un’eredità più grande che c’era stata già data: “vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”. La vigna sarà data a chi, a differenza di me, non se ne sente degno; a chi non aveva mai sperato tanto e che, perciò, vi profonderà tutte le sue forze, mantenendo una santa gratitudine. E io mi ritroverò fuori. “Ragazzi per l’unità” Staffetta sportiva Domenica prossima, 9 ottobre, i “Ragazzi per l’unità del Movimento dei Focolari” organizzano una staffetta sportiva mondiale: per l’Emilia Romagna e le Marche l’appuntamento è al Palasport “Flaminio” di Rimini, dove, dalle 11 alle 12 si correrà la Staffetta (di corsa, a piedi, in bici o sui roller) per le vie della città. Nel pomeriggio, (dalle 14 alle 16.30) giochi, musica, coreografie, testimonianze, quindi (ore 17) conclusione e S. Messa. Una gara sportiva che sarà anche gara di solidarietà: i partecipanti potranno donare infatti materiale scolastico o un contributo per sostenere i trenta “Progetti Dare” in atto in varie parti del mondo allo scopo di finanziare borse di studio per i loro coetanei dei Paesi in guerra o in difficoltà. I“Ragazzi per l’unità” sono gli adolescenti del Movimento dei Focolari. Appartenenti a lingue, etnie e culture diverse sono attualmente 150 mila, presenti in 182 Paesi. Il loro obiettivo è vivere per costruire un mondo unito diffondendo la cultura della comunione tra i popoli, della pace e della fraternità. Cultura, spettacoli e dintorni Reportage - 4 La storia (del fascio) sui banchi di scuola di Massimo F. Frittelli crociate, chi fa finta di niente, chi tiene d’occhio gli scatoloni con le uova, chi dorme e chi guarda, fisso, lontano. Il mio vicino sulla cinquantina, con i baffi, i denti marroni e calvo, mangiava i semi di girasole che prendeva da una bustina di plastica trasparente. Con fare brusco, caratteristico di quelle terre, ha provato più volte a parlare con me e s’è pure risentito quando ha capito che non ero in grado di conversare con lui. Una temporanea complicità nasceva durante le soste quando lasciavamo il treno per fumare sulle banchine. Se vai ad Odessa dalla Moldova non vedi il mare perché ci arrivi dall’interno e ti fermi prima di raggiungere la costa. Il binomio Odessa-mare è inscin- “Benvenuti nella città-eroe di Odessa” tro. “Vedi tutti e tutti ti vedono” ho pensato mentre cercavo un posto. Su quella “littorina”, ma più bassa e più larga, ci ho vissuto cinque ore. I chilometri fatti sono un centinaio, ma, come prevede l’orario, le soste sono lunghe. Le fermate di quell’accelerato sono tutte giustificate perché viaggia su una “linea calda”. Parte dalla Moldova attraversa la Transdnistria e arriva nella Repubblica d’Ucraina. Sulle frontiere extra-Schengen i controlli richiedono tempo. Prima d’indugiare nella disamina del passaporto, chi ha l’uniforme non te lo chiede, t’intima perentoriamente di darglielo. Solo tra il personale ucraino ho trovato una certa professionalità. Per l’economia moldava la ferrovia Chisinau-Tiraspol-Odessa è importante. E’ la via più breve che la collega al porto più grande della costa settentrionale del Mar Nero. Per gli attriti tra Chisinau e Tiraspol, la capitale dell’oltreDnestr, i collegamenti funzionano a singhiozzo. Quel giorno la linea era aperta e, fatto insolito, a percorrerla c’era anche un italiansky. I compagni di viaggio, impiegati, operai e contadini, non sembravano sorpresi. Forse un po’ diffidenti, sta di fatto che non m’hanno mai tolto gli occhi di dosso anche quando mordevo le ciambelle di pane col sesamo. Lungo il percorso guardavo al di là dal vetro. L’automotrice superava corsi d’acqua e costeggiava laghetti. Procedeva a bassa velocità in un panorama verdissimo. Le casette di legno con le staccionate lavorate si spargevano sulla pianura mossa da leggere e morbide colline. Di villaggi ne ho visti pochi. Frequenti, invece, sono state le stazioncine fra gli alberi. Solo in Moldova ci siamo fermati una dozzina volte. Tra i viaggiatori tanti pendolari e qualche traffichino. Per ammazzare il tempo c’è chi gioca a carte, chi fa le parole 3 Un quaderno di terza elementare Est. Est. Est: Odessa I E’ pomeriggio inoltrato quando il treno si ferma all’ottavo binario, l’ultimo. La giornata di metà luglio è afosa. Resisto all’arrembaggio, alcuni entrano dal finestrino e a fatica metto piede sull’affollata banchina della stazione di testa di Odessa. La città saluta con una lunga iscrizione sopra la facciata di un grosso edificio bianco di fronte ai binari. “Benvenuti nella cittàeroe di Odessa” si legge. Sono arrivato da Chisinau, la capitale della Repubblica di Moldova, con un’automotrice rossa e gialla. I vagoni sono senza scompartimenti e non si fuma. Al centro passa il corridoio. Ai lati ci sono i sedili di legno con gli schienali bassi; a due a due e l’uno di fronte all’al- Domenica 2 ottobre 2005 dibile. Colonia ionica col nome di Odessos, ce lo ricorda il modernissimo centro commerciale Athena in mezzo alla vecchia piazza grecheskaya nel cuore della città. Odessa è stata bizantina, mongola, lituana, turca e diventa russa alla fine del “700. L’assetto urbanistico del capoluogo dell’Ukrayina meridionale, che si fa ancora apprezzare e la sua crescita, come attivo centro commerciale e culturale, si devono ad un francese: Armand du Plessis de Richelieu. Era fuggito dalla Rivoluzione e s’era arruolato nell’esercito russo che combatteva i turchi. Al servizio della zarina Caterina II, la Grande, il duca di Richelieu ha governato la città dal 1803 al 1814 e per questo è considerato tra i suoi otzy sozdateli, padri fondatori. Su un piazzale semicircolare dal quale si domina il golfo col porto, un monumento dove tutti si vogliono far fotografare - lo rappresenta come un senatore romano con corona d’alloro in testa. Distante dai grigi agglomerati sovietici che costellano l’Est, Odessa ha tanto verde e in centro è una colorata città neo-classica vestita del barocco russo e ucraino. (1 . continua) di Giuseppe Luconi (foto Binci) Stagione lirica ...E l’Ape se ne volò lontano Spettatori intimiditi ma sempre più convinti di Augusta Franco Cardinali Una farsa in musica d’altri tempi, una bagatella, uno scherzo. Così può semplicemente apparire “L’Ape musicale”. Non è però soltanto questo ed è lo stesso Lorenzo Da Ponte che lo scrive nelle sue “Memorie”. Questo “pastiche” voleva essere “una critica assai arguta e piacevole del pubblico, degli impresari, de’ cantanti, de’ poeti, dei maestri di cappella e infine di me medesimo”. Come dire di tutto il mondo teatrale del tempo. Se però il teatro è specchio della vita occorre andare oltre e pensare a quest’opera come ad una metafora in musica della civile convivenza. Goldoni, dietro le quinte, aveva suggerito il soggetto. Anche lui aveva emblematicamente mostrato in scena spaccati di vita teatrale. A confronto però la conclusione di Da Ponte è più agra. Quando tutti peccano di protagonismo, fa intendere, non si ascoltano e non si comprendono le buone intenzioni. Di conseguenza non si riesce a costruire niente. Così ne “L’Ape Musicale” l’impresario-poeta, che è poi da Ponte stesso, fallisce; non prima però di aver mandato alla malora gli interpreti, dopo averli spogliati della loro vanità. Un bello sfogo, non c’è che dire. Sapeva Da Ponte come andava il mondo e come sarebbe sempre andato; ma amava nonostante tutto il teatro e gli dedicò i suoi quasi novant’anni di vita. *** Il “pastiche” musicale fu un genere molto frequentato tra ‘600 e ‘700, prima di essere messo da parte dal grande melodramma. Praticamente scono- sciuto era al Pergolesi, dove è stato fatto riapparire con l’inaugurazione della Stagione. Per il pubblico, piuttosto diffidente, un’assoluta novità: per i critici più curiosi e a caccia di spettacoli inconsueti, una vera chicca. Che cosa è piaciuto de “L’Ape Musicale”? A parte l’originalità del soggetto, a prima impressione il fantasioso allestimento, l’eleganza della scenografia e dei costumi, l’abilità non solo vocale degli interpreti, il gradevole coinvolgimento degli spettatori. La musica, costruita con un filo d’ironia da Da Ponte con un collage “dei migliori pezzi tratti dai più celebri maestri di Cappella” è risultata naturalmente piuttosto lontana dai gusti del pubblico di oggi, ma è stata confezionata ad arte e presentata come una prelibatezza. Ad osservare più da vicino ci si è accorti poi di interessanti dettagli: la ricorrente, appropriata, immagine del pavone, simbolo di vanità, che appare dappertutto; la candida struttura scenica che suggeriva quella di una torta di zucchero filato (con riferimento ai nomi di Zuccherina e Farinella, le due protagonisteantagoniste); l’indovinato costume da mago-grillo ‘cantante’ del poeta Bonario (Da Ponte stesso); il buon gusto caricaturale; la leggerezza con cui è stata trattata, in punta di bacchetta, la partitura; l’intelligente regia infine che ha in tutto svelato ed esaltato – utili anche le didascalie in display – le intenzioni del Maestro Da Ponte. Tra meraviglie e sorprese, un po’ intimiditi, ma sempre più convinti gli spettatori hanno spesso applaudito. E L’Ape è volata in alto. Finite le vacanze, tutti a scuola. Ho davanti a me un… reperto storico: un quaderno delle elementari di una volta e mi viene spontaneo chiedere: la scuola di oggi, del terzo Millennio, la scuola dei televisori, dei computer, dei telefonini è la stessa scuola di quando non c’era niente di tutto questo? di quando per scrivere si doveva intingere la penna nell’inchiostro del calamaio? di quando si andava a scuola a piedi con la borsa di cartone a tracolla? di quando sulle pareti delle aule c’erano i ritratti del re e del duce? E’ un quaderno “a righe”, scritto in bella calligrafia, con poche correzioni e ben conservato. Non è mio, ma leggendolo, mi ci ritrovo, ci ritrovo la scuola dei miei tempi. Non è soltanto un quaderno: è un documento: il lettore, se avrà la bontà di seguirmi, capirà perché. Nelle prime pagine abbiamo notizie dell’alunno al quale appartiene il diario. “Io vado a scuola e frequento la terza classe elementare al casamento S.Martino. Questo nome ci ricorda una battaglia combattuta e vinta dagli Italiani contro gli Austriaci. Il casamento S.Martino è posto in via Corso Vittorio Emanuele II che è la più bella via di Jesi”. L’alunno deve raccontare il primo giorno di scuola: “Questa mattina a scuola la signora maestra ha detto che oggi è l’inaugurazione dell’anno scolastico. La signora maestra per ordine dei suoi superiori ci ha condotto alla Santa Messa e noi l’abbiamo ascoltata molto bene”. Poi gli viene chiesto: “Perché tu vieni a scuola?”. E lui, che ha imparato la lezione: “Io vado a scuola per essere bravo”. Nel quaderno sono registrati i vari argomenti trattati a scuola, giorno dopo giorno: c’è una poesia sull’uva, un dettato sul sole, una favola sulla zucca, il racconto della scoperta dell’America; si parla dell’autunno, delle rondini… C’è anche il testo di una lettera che sembra tratta dal libro “Cuore”, ma è una pagina vera: la lettera ad un compagno di scuola che ha grossi problemi di salute: “Carissimo Alberto, noi vediamo nella scuola il tuo Festival Pergolesi-Spontini Sospiri e carte amorose Al musicologo Francesco Degrada, recentemente scomparso, è stato dedicato l’ultimo evento del Festival, “Vanne, carta amorosa”, in scena il 10 settembre al San Floriano, teatro di inquietante suggestione. Ne ha ideato una cornice elegantemente sofisticata Henning Brockaus (memorabile una sua ‘Traviata’ allo Sferisterio, esportata in tutto il mondo). Per questo allestimento il regista ha sviluppato un’azione scenica sulle letture estratte da ‘Lettere di una monaca portoghese’ di H. Müller e da una trascrizione di passi de ‘Les liaisons dangereuses’ di A. Leclos, in commistione con cantate, ispirate a lettere d’amore, di musicisti vissuti sul finire del ‘600: Domenico e Alessandro Scarlatti, O Tarditi, G. Carissimi, E. D’Astorgia. Il progetto di uno spettacolo così configurato era stato suggerito dallo stesso Degrada, ma ulteriore raffinatezza ne ha aggiunto la proiezione, su tre grandi schermi diversamente dislocati nel teatro, di scene arcadiche o immagini, a volte maliziose, riprese da opere pittoriche del XVIII secolo. Il riferimento al tema del viaggio è indiretto, poiché i testi letti, musicati e cantati parlano più che altro di sospirosi distacchi, gelosie, sofferte lontananze. Determinato a evitare lentezza e staticità, il regista è ricorso ad alcuni stratagemmi: come l’apparizione improvvisa degli interpreti su passerelle collocate in punti diversi dello spazio teatrale e convergenti al palcoscenico, collocato al centro; o l’uso di abiti moderni, se pure anonimi (le pene d’amore esistono in tutti i tempi); o il suggerimento visivamente espresso nei costumi degli interpreti, dell’ambiguità intesa come intima identificazione di chi scrive in chi riceve la missiva amorosa, ad indicare l’uno quale ‘alter ego’ dell’altra, o viceversa. A tener conto da vicino del genere musicale, dei significati letterari, dei riferimenti pittorici lo spettacolo poteva risultare di non facile fruizione. Ma era lecito anche soltanto farsi coinvolgere dal suo fascino che non alterava, ma esaltava l’essenza dei contenuti. Per meriti diversi vanno ricordati, oltre al regista, gli squisiti interpreti: Monica Piccinini e Sonia Prina, soprano e contralto; Adria Mortari e Paolo Serra, attori e l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone. Augusta Franco Cardinali posticino vuoto e proviamo molta pena… Noi preghiamo la Madonnina che ti faccia guarire presto. Ti baciamo con tutto l’affetto insieme con la signora maestra. I tuoi compagni di scuola. 25 ottobre 1935. XIII”. Il XIII sta per tredicesimo anno “dell’era fascista” (i fascisti erano al governo da tredici anni). Ed è proprio, andando avanti nella lettura del quaderno, che il fascismo è sempre più “presente” nella scuola, anche tra i più piccoli. E’ il tempo della guerra d’Africa, della conquista italiana dell’Etiopia, della fon- dazione dell’impero. Scrive l’alunno, sotto la data del 7 ottobre: “Quanto fa piacere di vedere tutto il corso imbandierato! Le nostre truppe hanno occupato Adua. La signora maestra ci ha ditto che circa quarant’anni fa i nostri soldati anno perduto ad Adua perché furono traditi dagli Abbissini. Ora le nostre truppe hanno vinto: tutta l’Italia festeggia la grande vittoria”. Ottobre è anche il mese della “marcia su Roma”: il regime non si lascia scappare la ricorrenza. E’ materia di insegna- mento anche per un bambino di otto anni, che racconta quella pagina di storia così come gliel’hanno spiegata: “Finita la grande guerra mondiale con la vittoria di Vittorio Veneto, i sovversivi volevano che il popolo si rivoltasse contro chi l’aveva voluta; ma Benito Mussolini, vedendo la Patria in pericolo, fondò a Milano il 23 marzo 1919 i Fasci di Combattimento, formati da uomini risoluti, veri patrioti, che si chiamavano Fascisti”. La lezione continua: “Il 28 ottobre 1922 per ordine di Benito Mussolini tre colonne di camicie nere armate come i soldati marciarono su Roma e sfilarono con ordine davanti al Re. Erano giovani e anziani lavoratori e d’ogni genere, reduci della grande guerra e giovanetti. Vittorio Emanuele III capì che col Fascismo l’Italia avrebbe raggiunto la sua grandezza e perciò diede al Duce l’incarico di formare il nuovo Governo”. E, subito dopo l’alunno annota: “Lunedì devo venire alle due e mezza nella scuola in divisa”. Continua il diario: “Alle tre siamo stati alla casa del Balilla. Quando siamo arrivati abbiamo visto molte squadre di Avanguardisti, e di Balilla, e di Piccole Italiane, e di Giovani Italiane ognuno al suo posto. Quando eravamo tutti a posto il signor Direttore ha fatto un bel discorso. Ha detto tante belle cose del Fascismo”… 4 Jesi e Vallesina Domenica 2 ottobre 2005 Conversazioni in giardino Il “ritratto” racconta Dell’essere e dell’apparire... I primi dieci anni della Banca delle Marche di Paola Cocola “Il ritratto”, analizzato nella sua dimensione individuale e psicologica, nonché in quella più propriamente politica, ossia legata al rango, alla dignità e all’appartenenza di ceto, è stato il tema indagato dalla dott.ssa Loretta Mozzoni (nella foto) nell’ultima conferenza di “Conversazioni in giardino”. Banalizzato dalla varietà della miriade di immagini fotografiche che continuamente influenzano, nella società odierna, la vita, il comportamento, gli ideali e i valori, le scelte e lo stile di ogni individuo, il ritratto, comunque intramontabile nel suo valore artistico, attesta il bisogno dell’uomo avvertito in tutti i tempi - di tramandare ai posteri la propria immagine come testimonianza del proprio passaggio, della propria esistenza, del proprio ruolo sociale e di quello della propria famiglia; il bisogno di “raccontarsi” agli altri per sconfiggere la morte e andare oltre i limiti psicologici della vita. Ritrarre significa “tirar fuori” (re-trahere), “ricavare con colori, marmo o altra materia, l’effige, il simulacro di un individuo”; riprodurre e tenere vivi non solo la forma ma anche l’unicità interiore del soggetto ritratto, facendo affiorare, attraverso particolari significativi, il carattere, l’anima, l’aspetto fisico e i segni esteriori che ne indicano il ruolo sociale”. Il ritratto raffigura le persone così come vogliono essere rappresentate o come il pittore le “vede”, cogliendone appieno il messaggio di cui sono portatrici inconscie. Nel percorso illustrato dalla dott.ssa Mozzoni, sempre con l’ausilio di diapositive, si è cominciato con la ritrattistica greca, proseguendo con la civiltà romana fino all’inizio dell’età contemporanea. Secondo la fisiognomica, era possibile determinare l’aspetto fisico partendo dal segno zodiacale,ì ed esprimendo alcuni elementi del carattere attraverso riferimenti ad un determinato animale. Questa idea ha attraversato tutti i secoli e la storia della ritrattistica. Il Caligola “jesino” La prima esigenza di rappresentazione ritrattistica era di origine dinastica e la conservazione o distruzione del ritratto era legata al successo e al favore riscosso dal soggetto. Ad esempio, a Jesi, viene conservata una delle tre copie esistenti al mondo del ritratto di Caligola: tutti gli altri suoi ritratti vennero distrutti dal furore del popolo. Nel ritratto, risultano eloquenti per la conoscenza della caratura del personaggio e del suo ruolo sociale: la dilatazione della figura, gli sguardi, le mani atteggiate in un certo modo, l’abito, la postura, gli oggetti rappresentati. Privato di ciò, il personaggio muore, non ha niente da dire, diversamente dalla donna che può essere rappresentata completamente nuda perché oggetto del desiderio. Dell’uomo viene ampliata la dilatazione del corpo per evidenziarne il potere, la supremazia: il corpo che si espande e si dilata e sfugge al contorno del quadro dà l’idea di un potere illimitato. Il ritratto mette in evidenza anche i condizionamenti che il corpo subisce in rapporto all’abbigliamento. Ancora la scelta di ritrarre i personaggi di profilo – propria di un’iconografia legata ad una prospettiva bidimensionale ricorrente nelle opere eseguite fino al 1470, e riferita al verso delle monete o delle medaglie - esprime l’appartenenza al potere imperiale e serve a “creare distanza” perché non c’è lo sguardo. Con Leonardo, nella Gioconda, si ha la concezione moderna del ritratto esplicata nella torsione dei corpi e nella complicità attiva che il personaggio effigiato vuole stabilire con chi lo guarda: per la prima volta un soggetto si mette in relazione con l’osservatore, travalicando consuetudini di rappresentare in altro modo. Giorgione risente della lezione Leonardesca di rapportarsi con lo spettatore ed esprimere elementi psicologici. Dopo la “conquista” della prospettiva nel quattrocento, si afferma nel cinquecento l’individualità, e l’umanità tutta – non solo i ceti più elevati - comincia a interessare i pittori e a popolare le opere. L’intuizione del Lotto Lorenzo Lotto è il primo artista che intuisce il groviglio di emozioni che ci sono all’interno dell’individuo, riuscendo a cogliere elementi psicologici nei suoi perso- CNH per il sociale Un trattore per i volontari Sabato 1° ottobre, presso la direzione generale di Fontedamo in Jesi (via Ghislieri), si festeggia il decennale della Banca Marche, una delle realtà più solide nel settore finanziario italiano e fra le trenta più importanti banche nazionali. Sviluppa la propria attività prevalentemente nelle Marche, territorio di tradizionale insediamento, ma allarga il proprio raggio di azione anche all’Italia centrale (Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria, Lazio). Come si sa, la Banca delle Marche è nata dalla fusione delle Casse di Risparmio di Pesaro, di Macerata e di Jesi, tre aziende radicate nel territorio ed attive da oltre 150 anni. Via alla tournee canadese La “Barcaccia” vola oltreoceano Domenica prima recita a Montreal musicisti marchigiani Giovan Battista Pergolesi e Gaspare Spontini. La donazione di un trattore “TN 75 DA” alla Primavera Cooperativa Sociale (cooperativa senza scopo di lucro, animata da un gruppo di volontari, da tempo impegnati nelle problematiche del disagio psichico) nell’ambito del progetto “La fabbrica dei fiori” vuole essere un felice connubio tra una fabbrica manifatturiera ed un progetto di cooperazione sociale, il cui fulcro è rappresentato dalla cultura della coltivazione della terra. Programma ore 10 ingresso in stabilimento ore 10,30 inizio manifestazione. Interventi di: ing. Fulvio Manicardi direttore stabilimento di Jesi; avv. Giorgio Mataloni governatore distr. Lions 108°; Sante Crescenzi presidente cooperativa Primavera; Gianmario Spacca governatore regione Marche; dott. Eduardo Teodorani Fabbri Corporate Senior V.P. Cnh ore 11 cerimonia di consegna del trattore ore 11,15 visita dello stabilimento. di Giuseppe Papadia Lorenzo Lotto, ritratto di giovane con libro (Olio su tela, Milano, Pinacoteca Castello Sforzesco) naggi che ci parlano, ci toccano: nel quadro riportato, viene ritratto un ragazzo che è stato disturbato durante la lettura per cui esprime con tutta la sua figura, sorpresa e disappunto. Lotto elimina il diaframma tra l’osservatore e il personaggio effigiato, che diventa soggetto attivo della rappresentazione; precedentemente, questo era già successo ma tra l’effigiato e il pittore, e non tra l’effigiato e l’osservatore esterno. In un altro quadro Lotto ritrae un artigiano con il cappello in mano, tipica postura di chi si trova alla presenza di qualcuno superiore a lui; nel modo di “stare” nel quadro, questi esprime chiara consapevolezza del suo essere, della sua condizione sociale, delle sue potenzialità e dei suoi limiti. Attraverso il ritratto è stata diffusa anche la figura del gentiluomo, del signore che attraversa le epoche insegnando l’eleganza. L’elegantone che si esibisce, che eccede nelle frivolezze contrasta con l’immagine del personaggio sobrio di Rembrandt ritratto nell’atto di infilare i guanti come a significare “l’entrata nel ruolo” con l’assunzione delle dovute responsabilità. Con Caravaggio cominciano ad essere rappresentati, attraverso la ritrattistica, anche i vizi. Comincia questo fine settimana la tournee canadese della “Valchiria”, la divertente commedia in dialetto scritta da Lucio Longhi e portata in scena dalla compagnia “La Barcaccia”. Il primo appuntamento della tournee, che si concluderà giovedì 13 ottobre con la recita a Vancouver, è fissato per domenica 2 ottobre alla Oscar Peterson Concert Hall di Montreal. Nella giornata di sabato invece, la compagnia sarà ospite di una serata di gala organizzata dall’Alma, l’associazione degli italocanadesi. Le altre tappe saranno Toronto, Edmonton e Revelstoke. Il rientro in Italia è previsto per sabato 15. Questo il cast completo che partecipa alla tournee: Dante Ricci, Maria Eugenia Bellagamba, Sergio Grilli, Lucio Longhi, Paolo Maria Frattesi, Peppino Renzi, Claudio Belfiori, Fiorella Cesaroni, Cristiana Casoni, Cristina Memè e Giacomo Bortoluzzi. Nella foto, Lucio Longhi con il premio “I racconti delle fiere” ricevuto in municipio sabato 24 settembre, alla vigilia della partenza per la tournee canadese (foto Anna V.Vincenzoni) I campioni e l’assessore In gara con il Telefono Azzurro di Rachele Mancinelli Si è conclusa domenica 25 settembre al palazzo dei Convegni la IV edizione del concorso di disegno organizzato dal comitato jesino per il Telefono Azzurro. Il concorso, aperto ai ragazzi di età compresa tra gli otto e i quattordici anni, aveva come tema ”Il nostro paese” e ha ottenuto un notevole consenso. Così riferisce la sig.ra Ambra Micciarelli, coordinatrice del comitato: “Non solo a livello di partecipazione, ma molto a livello emotivo. Ad un certo punto della premiazione, nella stanza colma di persone i bambini presenti hanno dato vita ad un trenino per venire a ritirare le meda- glie…ma i più piccoli che non hanno partecipato alla gara volevano anche loro un premio… Non sapevamo cosa dargli, così gli abbiamo regalato delle bustine di zucchero… E’ stata una vera festa. Ad un certo punto, senza preavviso una rappresentanza della banda musicale Pergolesi di Jesi ha eseguito brani jazz… Le emozioni erano tangibili in mezzo ai presenti: davvero una bella esperienza. Spero che il prossimo settembre molti altri partecipino al concorso, e che soprattutto la gente senta l’importanza del ruolo del Telefono Azzurro nella tutela dei minori. Bea e Mas oggi sposi Dopo la vittoria di Alessia Polita nell’Europeo 600cc femminile, è arrivato domenica scorsa in casa Polita e del Motor Club Leone Rampante di Jesi anche il titolo tricolore delle 1000 Superstock per merito del fratello Alessandro che si è aggiudicato l’ultima prova del campionato italiano di Velocità all’autodromo “Santamonica” di Misano Adriatico. Nella foto, Alessandro e Alessia Polita, con le loro moto e i loro trofei, martedì scorso in piazza della Repubblica, complimentati dall’assessore allo sport Leonello Rocchetti. Fotoservizio Gino Candolfi La selva selvaggia Segue da pag. 1 www.mattoli.it CNH è la Società del Gruppo Fiat che opera nel settore delle macchine agricole e del movimento terra. La sua presenza nel mondo con circa venticinque mila dipendenti, trentanove stabilimenti di produzione e ventisei centri di ricerca e sviluppo e la sua diversificata gamma di prodotti la inseriscono come leader tra i grandi costruttori in entrambi i settori in cui opera. In Italia, CNH ha una filiale commerciale a San Matteo–Modena e stabilimenti di produzione a San Mauro Torinese, Modena, Imola, Jesi e Lecce. A Jesi, CNH, oltre ad avere lo Stabilimento (con circa mille dipendenti) centro di eccellenza per la produzione di trattori Utility, Speciality e Cingolati, ha posto in essere una serie di attività sociali e culturali che mirano a rafforzare il legame tra la Società ed il territorio: tra tutte, spiccano la partecipazione al Consorzio Nido Industria Vallesina, per la creazione di un servizio di asilo nido interaziendale (il primo del genere in Italia) ed il supporto alla Fondazione Pergolesi–Spontini, che organizza, annualmente, un Festival internazionale, dedicato alla valorizzazione delle opere dei intelligenza. Altre volte la creduta propria intelligenza arriva a fare dell’ironia pesante e del livido sarcasmo fino a nullificare la personalità dell’altro se ad un aperto disprezzo. In questo clima tutti riescono a trovare sulle piazze folle plaudenti ed inneggianti, illudendosi di avere il Paese ai loro piedi. Verranno giorni forse ancor più difficili per un concreto dialogo politico, per sapersi incontrare, per realizzare progetti possibili. Ho l’impressione che la stagione che ci aspetta sia all’insegna dello scontro aperto non giocato su programmi e “sogni” da realizzare, quanto sulla egoistica ricerca di un proprio ruolo, su una miope soddisfazione di un punto in percentuale conquistato e sul conseguente peso da esercitare. La “morte delle ideologie” che pur rimangono in qualche formazione politica, ha provocato in tante altre quel vuoto di cultura e di valori, rimasti tutt’al più solo nominalmente, che favorisce l’inselvaticamento della politica e degli uomini che essa esprime. Se le ideologie “bloccavano” la politica, la filosofia, l’etica, la morale, il dialogo, il confronto, la stima reciproca, ne dovevano essere la sostanza e le strade maestre nel suo pratico dipanarsi. Invece con l’ideologia si è buttato via tutto; ci ritroviamo così in questa “selva selvaggia” che non solo “nel pensier”, ma in concreto, ad ogni aprir di telegiornale, ad ogni “dichiarazione” di uomo politico, “rinnova la paura”. Ed una concreta smentita a questi fatti è più che augurabile. E’ da un pezzo che la notizia gira. Beatrice Testadiferro - la nostra straordinaria collaboratrice per la sua presenza, la sua generosità e la sua competenza - corona il suo sogno di sposa proprio oggi 2 ottobre, presso la chiesa parrocchiale di Moje. Gli sarà accanto, affettuoso futuro marito, Massimiliano Manoni, nostro elaboratore del sito di Voce. Massimiliano, che Beatrice è andato a cercarselo fuori della nostra diocesi, è tanto innamorato, non solo della bella sposa ma anche della Vallesina, che ormai lo avremo vicino a Jesi, anche lui a Moje! ( e magari nostro redattore). A Beatrice e a Massimiliano gli auguri più affettuosi da tutti i collaboratori e da tutti i lettori di Voce della Vallesina. Michele e Maria Jole sposi Domenica scorsa dopo cinque anni di fidanzamento, Michele Contadini e Maria Jole Pellegrini si sono uniti in matrimonio presso la chiesa di San Francesco di Paola. A far festa con loro, i parenti, gli amici e tutta l’Azione Cattolica diocesana, realtà dalla quale provengono entrambi. Agli sposi ed alle loro famiglie, i più sentiti auguri dalla redazione di Voce della Vallesina. Jesi e Vallesina Montecarotto Maiolati “Pulire il mondo” con Legambiente Insegnare ai giovani il rispetto della natura Un’occasione per conoscere il giovane Spontini di Fabrizio Filippetti Non è stato possibile sabato scorso procedere alla pulizia del parco pubblico di via Amendola, come da programma, a causa del terreno ancora troppo bagnato. Ma il gruppo riunitosi in mattinata per mettere in atto l’iniziativa di Legambiente non si è perso l’operazione di pulizia nel centro storico e in prossimità delle mura castellane. Si è svolta così a Montecarotto l’iniziativa di Legambiente “Puliamo il mondo”, alla quale hanno partecipato gli alunni delle scuole medie con i relativi inse- d’animo e, armato di sacchetti, guanti e soprattutto tanta buona volontà, ha deciso di svolgere gnanti. I ragazzi, con ovvia contentezza nello svolgere un’attività alternativa alle consuete lezioni in classe, hanno raccolto per le vie del paese carta, plastica, vetro e lattine. Il paese in realtà non era così pulito come sembrava, i ragazzi infatti alla fine del giro hanno riempito ben quattro scatoloni di rifiuti, procedendo nel frattempo alla differenziazione dei materiali raccolti. Un’esperienza significativa ed importante non tanto per la quantità di rifiuti raccolti quanto per l’aspetto simbolico dell’operazione svolta, finalizzata alla divulgazione del senso di rispetto e di tutela dell’ambiente in cui viviamo. Auguri Agrochimica giardinaggio e agricoltura Via Roma, 6 - Località Macine tel. 0731.813058 - 60032 CASTELPLANIO (AN) - Settore agricoltura - Settore vinicolo - Laboratorio analisi vini - Giarninaggio - Macchine e attezzi - Impianti di irrigazione 5 In fiera con le gemellate di Marco Palmolella Le due recite de “Li finti filosofi”, opera giovanile di Gaspare Spontini, andata in scena il 9 e l’11 Settembre a Majolati, hanno permesso di conoscere e apprezzare, oltre alla bella musica, il lato umano di un gruppo di studiosi, musicisti ed artisti particolarmente capaci, seri e motivati, che hanno reso la farsa e il loro nei due atti ha visto fronteggiarsi zio e nipote per Berenice. Il saggio spiega con chiarezza il parallelismo tra “L’eroismo ridicolo” e “Li finti filosofi”, quest’ultima opera impreziosita da tre arie brillanti: “Tutta foco, tutta brio”, Berenice; “Bravi, bravi seguitate”, Eugenio e “Tutti dicon ch’io son galante”, Don Micco. Proprio il ruolo di Don Micco ha ispirato Mario Folena, che partendo da questo personaggio, interpretato da Enrico Marabelli, ha realizzato una serie di bozzetti, acquerelli, sui personaggi principali dell’opera. Mario Folena, raffinato flautista, diplomato nel 1978 al Conservatorio di Padova, ha già un brillante curriculum: è stato primo flauto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo; ha suonato per “Omaggio a Venezia”: nel 1982, accanto a Joan Sutherland e nel 1985, diretto dal maestro Henryk Szeryng. Apprezzato solista in Italia e all’estero, ha Presenti anche quest’anno, alle fiere di settembre, gli stand delle città gemellate di Waiblin-gen (Germania) e Mayenne (Francia), ospitati in piazza Indipendenza. Particolar-mente numerosa e qualificata la delegazione di Mayenne, composta dall’assessore alla cultura e da tre consiglieri comunali. Oltre a materiale illustrativo e promozionale, le città gemelle hanno organizzato nei giorni di fiera un’esposizione di prodotti enogastronomici: si poteva degustare il celebre formaggio francese camembert, lo squisito paté d’oca e di anatra, accompagnati dal sidro, il tipico vino di mele diffuso nei paesi del nord Europa. Presente anche lo stand di Oria, città in provincia di Brindisi legata a Jesi da un patto d’amicizia federiciana. (foto Anna V. Vincenzoni) soggiorno majolatese particolarmente gradevole. La dott.ssa Maria Antonietta Ribaudo, giovane autrice del saggio inserito nel libretto di sala, è giunta a Majolati da Erice (Trapani), partecipando alla prima recita dell’opera. Nel saggio, oltre a ripercorrere alcuni aspetti biografici dello Spontini “napoletano”, poco noti, ha presentato il simpatico intreccio che Hanno vinto la tombola Racconti della Il giorno 20 settembre, presso il Conservatorio “Rossini” Fiera di Pesaro si è diplomato in canto il tenore Luca Mancini. Dai familiari e dagli amici e tutti, le più vive congratulazioni ed auguri. Premio Benvenuti alla vita Bancarella Che bello un fratellino con cui trascorrere le vacanze in montagna a Molveno di Trento. Il benvenuto è Alessio Fioretti di dieci mesi, l’amico preferito della non più sola sorella maggiore, Chiara di sei anni. Domenica 2 ottobre 2005 collaborato con “I Solisti Veneti”, l’”Orchestra da camera di Parigi”, “I Filarmonici di Verona” e l’”Orchestra Inter-nazionale d’Italia”. Ha registrato numerosi dischi di sonate ed arie; tra questi segnaliamo “Sonate per traversiere e cembalo obbligato” su musiche di Johann Sebastian Bach. Mario Folena, durante le prove musicali con l’Accademia “I Filarmonici” è entrato in confidenza con molti Majolatesi e ha donato alle signore del Mercatino Missionario, organizzato, durante l’estate, nei locali parrocchiali, il più bello e significativo dei bozzetti realizzati, concorrendo così all’azione caritatevole organizzata da molti anni a Majolati. Fotoservizio Anna V. VIncenzoni Nella mattinata di sabato 24 settembre, nella residenza municipale, ha avuto luogo la premiazione de “I Racconti della Fiera”, il concorso popolare di scrittura della memoria indetto lo scorso anno in occasione dei 700 anni delle Fiere di San Settimio. Per la categoria oltre i 13 anni, il primo premio (300 euro) è andato a Maria Liana Luconi di Monsano,. il secondo (200 euro) a Primo Mancini di Jesi, il terzo (150 euro) a Lucio Longhi. Per la categoria fino ai 13 anni, primo premio (200 euro) e il secondo (100 euro) rispettivamente alla classe 5/A e alla classe 4/C, entrambe della scuola elementare Federico Conti di Jesi. Una menzione speciale per il suo racconto anche a Cristina Franco. Premio speciale in memoria di Salvatore Conti al floricoltore Armando Romagnoli. Nell’ambito della stessa cerimonia è stato assegnato il 26° Premio “Bancarella. Su tutte è prevalsa una bancarella per la vendita di coralli, perle, veri gioielli da indossare per la gioia delle signore: titolare bancarella M’ Baye Mor, un ambulante del Senegal che risiede in Italia (vicino Roma) da più di venti anni e che da venti anni per le fiere settembrine viene a Jesi, dove ha molte clienti: visibilmente commosso, nel momento di ricevere la Coppa del Comune, per le attestazioni di simpatia Scuola di taglio e cucito Cri Style di Maria Cristina Cesari Opera da 40 anni con corsi permanenti, professionali e progressivi. Lezioni a carattere individuale con sistema didattico esclusivo. Le iscrizioni sono aperte durante tutto l’anno. Corsi di: hobbistica uso familiare, modellista, sarta - fashion designer. JESI - Via Ugo la Malfa, 24 tel e fax 0731.202894 - 202893 cell. 340-3892799 - 347-5475149 - mail [email protected] Nella prima foto: Gaspare Spontini “Li finti filosofi”, bozzetto di Don Micco, interpretato da Enrico Marabelli; nell’altra foto: il flautista Mario Folena Poste Marche nuovo responsabile Sandro Cacchiarelli è il nuovo responsabile regionale di Poste Italiane per le Marche. Originario di Macerata, laureato in filosofia con master in direzione aziendale, 40 anni, è sposato, con un figlio. Le Marche contano 465 uffici postali distribuiti sui 246 Comuni, 908 “postazioni di lavoro” informatizzate e 66 sportelli automatici che consentono di operare sul proprio conto corrente in qualsiasi momento della giornata. Come da tradizione, anche quest’anno la festa del Patrono si è conclusa con l’estrazione della tombola, organizzata a beneficio dell’Avis cittadina. E nel rispetto della tradizione, anche quest’anno piazza della Repubblica era gremita di gente, venuta anche da fuori. La differenza fra le tombole di ieri e quelle di oggi - a parte il monte premi in crescita anche per il lievitare dell’inflazione – sta nel balcone che ospita il “rito” dell’estrazione: una volta era il terrazzo della Banca del Lavoro (palazzo Magagnini), ai giorni nostri è il balcone del teatro Pergolesi. Per il resto, gli ingredienti di sempre: l’attesa, la curiosità, la speranza della gente, gli squilli di tromba “alla Chirichindo”, l’annuncio dei numeri estratti. Ad azzeccare la cinquina della prima tombola (2.700 euro) è stato uno studente di 24 anni, Michele Borioni; la seconda tombola (1.350) ha premiato la famiglia di Vittorio Cesaroni, che si è presentata per raccogliere la vincincita al gran completo: lui, Vittorio, con la madre Isolina, il figlio Matteo e il nipotino Goiovanni. Fotoservizio Gino Candolfi 6 Jesi e Vallesina Domenica 2 ottobre 2005 Jesi per via di Paolo Marcozzi Galeno Claudio (Via, da Via Gramsci a Via Murri) Medico e filosofo greco (Pergamo, 130-200 circa). Fu uno dei maggiori teorici della medicina dell’antichità e di ogni tempo. Frequentò le lezioni di filosofia presso le maggiori scuole dell’epoca; perfezionò gli studi anatomici ad Alessandria. Fu chirurgo dei gladiatori a Pergamo; a Roma acquistò in breve fama e successo, fu medico alla corte di Marco Aurelio e poi di Commodo e scrisse in questo periodo molte delle sue opere principali, destinate da un lato alla formazione dei medici, dall’altro a un più vasto pubblico di aristocratici colti e di intellettuali. Nel 192 ritornò a Pergamo dove morì verso il 200. Scrisse di anatomia, fisiologia, clinica e terapeutica (famoso nella tradizione medievale è rimasto il compendio Ars medica): il medico galenico doveva essere aggiornato sui risultati scientifici del tempo e anche saper utilizzare i metodi dimostrativi elaborati dalla logica aristotelica e dalla geometria euclidea, avere una compiuta visione del mondo, ispirata al finalismo naturale derivato dalla tradizione filosofica classica; le sue descrizioni del sistema nervoso, osseo, vascolare e muscolare rimasero insuperate fino ai grandi anatomisti del Rinascimento. La terapeutica galenica, basata sulla teoria dei temperamenti e degli umori, rimase dominante nella professione medica almeno fino al Seicento e Galeno (assai più che Ippocrate) fu il medico per eccellenza nell’Europa medievale e moderna, a partire dal sec. XII, quando i suoi testi ripresero a circolare nelle traduzioni latine. Galilei Galileo (Via, da Via M.L. King a Viale dello Sport) Scienziato (Pisa, 1564 - Arcetri, Firenze, 1642). Fin da giovane si dedicò ad osservazioni di fisica (è del 1583 la sua celebre scoperta dell’isocronismo del pendolo, mentre osservava le oscillazioni di una lampada nel duomo della città). Nel 1592 riuscì a ottenere la cattedra di matematiche presso l’università di Padova, dove trascorse i 18 anni migliori della sua vita, sia a causa della grande libertà di pensiero di cui poté godere, come del resto tutti i docenti dell’ateneo padovano, per la garanzia fornita dalla protezione della Repubblica di Venezia contro il prepotere dell’Inquisizione. Nel 1609 costruì il celebre telescopio, con cui poté iniziare le sue fortunate osservazioni celesti. Anche se l’invenzione del cannocchiale non può venire attribuita interamente a Galilei (sappiamo del resto che, fin dal Medioevo, gli artigiani occhialai adoperavano vetri a forma di lente per correggere i difetti della vista), a lui spetta però il merito incomparabile di essersi servito di tale apparecchio per la ricerca astronomica: scoprì così i quattro satelliti di Giove, le macchie della Luna, le fasi di Venere e, più tardi, le macchie del Sole, mettendo in crisi la vecchia astronomia per abbracciare le teorie copernicane. Nel 1610 adattò il suo «occhiale» alla visione da vicino, osservando la struttura delle mosche e dando così inizio alla gloriosa microscopia del Seicento. Fidò troppo, però sulla grande autorità acquisita nel campo degli studi e sulle potenti amicizie di cui godeva fra le più alte personalità dell’epoca (principi e cardinali), combattendo per circa vent’anni, con fasi alterne, per impedire alla chiesa di irrigidirsi in una posizione sbagliata: sottoposto a processo, nel 1633, il vecchio scienziato infermo, debole, sfiduciato, non fu capace di resistere agli interrogatori con minaccia di tortura; il 30 aprile confessò i propri “errori” e il 22 giugno, dopo aver udita la sentenza che lo condannava al carcere formale ad arbitrio dell’autorità ecclesiastica, pronunciò solennemente l’abiura richiestagli (anche se si dice che, subito dopo, abbia pronunciato la famosa frase “eppur si muove”, riferendosi al moto della terra intorno al sole). Due giorni dopo, la condanna al carcere era trasformata in confino. XI Rassegna Organistica Proposta per San Nicolò Concerto per la Luaj In duomo, ha aperto le feste patronali La XI Rassegna Organistica “Suoni dal passato’” è giunta al suo sesto appuntamento con un concerto presentato in Duomo il 21 settembre, ad inaugurazione dei festeggiamenti patronali. La manifestazione era dedicata, come le altre della rassegna, ad un’associazione di volontariato; in questa circostanza alla Luaj che, fondata diciotto anni fa, è ormai “maggiorenne”. Ne sono state illustrate preliminarmente struttura e finalità dal prof. Antonio Ramini, suo presidente e socio fondatore: circa 350 iscritti di età compresa fra i 18 e i 90 anni; 13 discipline curricolari; lezioni tenute da insegnanti ben qualificati; laboratori, conferenze, viaggi organizzati in occasione di mostre ed eventi di rilevante interesse culturale e, a fine corso, anche all’estero. Il nuovo anno si inaugurerà il 2 ottobre. Le iscrizioni sono ancora in corso. Il concerto era tenuto dal maestro Wladimir Matesic, bolognese. L’organista, diplomato in Italia, ha seguito corsi di perfezionamento in diversi paesi europei. Ha vinto numerosi premi e conta esibizioni in tutto il mondo. Ha voluto dedicare il programma della serata al periodo del grande romanticismo musicale: ad iniziare da J.B. Bach di cui ha fatto ascoltare la maestosa Fantasia e fuga in sol min. Mettendo in luce un contrasto di stili ha successivamente presentato il dolcissimo, cantilenante Offertoire en re min. di Lefebure–Wely. Dal romanticismo francese, d’impronta liederistica e melodrammatica, si è passati poi a quello tardo romantico tedesco con la Sonata op. 65 di Mendelssohn, di carattere liturgico, ma irta di difficoltà tecniche. Si è ritornati quindi al romanticismo francese con la Fantaisie op. 16 di C. Franck. La composizione, descrittiva, è introdotta da una tranquilla, meditativa “pastorale” a cui fa seguito un “temporale”, poi serenamente ricomposto. A conclusione, grande sfoggio di audaci sonorità e solenne finale con la Sonata op. 42 di A. Guilmant, il più moderno tra gli autori presentati. Il concerto ha avuto anche un fuori programma, anche questo molto applaudito dal numeroso pubblico: una “improvvisazione”, di delicata eleganza stilisti- ca, sul tema del canto Lodate Dio. Il prossimo concerto, tenuto dal maestro Tomás Thon, avrà luogo ancora a Jesi, nella chiesa di San Francesco, sabato 1° ottobre (ore 21,15). Molto speciale il programma: con la musica saranno lette da Corrado Olmi pagine de “Il labirinto del mondo e il paradiso del cuore”, su testi di Amos Comenius. a.f.c. Il sollievo si mostra Come “visitare” la chiesa anche quando è chiusa Un monumento religioso da valorizzare di Sandro Alessandroni Proposta per San Nicolò In un incontro che ho avuto con l’assessore alla Cultura, Leonardo Animali, prima delle ferie estive, due argomenti possono interessare i lettori di Voce. Il primo ha riguardato il numero di “Biblioteca Aperta” dedicato a Rafael Sabatini, la cui stampa si è conclusa a fine giugno scorso. Ponendo in rilievo il Dal 27 settembre e fino al 2 ottobre è aperta al Palazzo dei Convegni la mostra “Il sollevo si mostra”. Rassegna itinerante per la comprensione e la promozione della salute mentale. Orario 1013 e 17-20. Croceristi all’enoteca L’Enoteca regionale di Jesi presa d’assalto dai croceristi americani: erano più di settanta, domenica scorsa. Dopo aver fatto scalo ad Ancona, hanno visitato la nostra città, immergendosi nello spettacolo delle centinaia di bancarelle che in quei giorni hanno caratterizzano le giornate jesine per le fiere di San Settimio. * L’asterisco La “crossmania” livello internazionale del suddetto numero (alcune pagine sono in inglese), l’assessore ha detto di prevederne la presentazione entro questo autunno 2006, nella stessa sede, il palazzo della Signoria, in cui furono tenute, quattro anni fa (il 9 - 10 novembre 2001), le giornate di studio sui romanzi del nostro scrittore jesino di lingua inglese. Il secondo argomento di un certo interesse è stato un suggerimento, che io ho colto l’occasione di presentare all’assessore, per valorizzare meglio sul piano turistico - la chiesa di San Nicolò, una delle chiese più antiche di Jesi, insieme a Santa Maria del Piano ed alla Collegiata di San Marco. Di questi monumenti religiosi quello che ha l’interno stilisticamente più nitido e più suggestivo è senza dubbio San Nicolò. E’ davvero incredibile come un simile gioiello di architettura romanico - gotica venga reso disponibile alla vista dei cittadini e dei visitatori solamente in occasione di qualche matrimonio o per qualche serata culturale (cioè 10-12 volte l’anno) oppure per qualche mostra (foto Ubaldi) (durata 7-10 giorni per 4-5 volte l’anno), e rimanga invece occultato per lunghi periodi che equivalgono a ben dieci mesi su dodici! Tale situazione appare inevi- di Giacomo Galeazzi A fare da «apripista» sfoggiandola luccicante su scollature vertiginose sono state, in America, Madonna e, in Italia, Simona Ventura. Ormai è di moda indossare la croce, così, da Pomellato a Pasquale Bruni, anche l’alta gioielleria prende a prestito il simbolo del cristianesimo. A globalizzare la «crossmania» sono i monili in oro bianco, diamanti, quarzo lilla, rubino o ambra disegnati dagli stilisti più acclamati. Il boom della croce griffata, nella versione poco sacra e molto profana di gioiello sexy al collo di dive come Naomi Campbell, Anastacia e Nicole Kidman, dilaga dalle passerelle europee e dallo showbiz americano alla vita quotidiana tanto da divenire pegno d’amore fra innamorati per San Valentino. Gioielli da favola con nomi alati che evocano epocali devozioni: «Croce Ghirlanda d’Oriente», «Croce Giardini dell’Eden», «Croce Amore». Come dire un oggetto di culto, letteralmente. A far brillare i decolletè di Francesca Neri, che è anche testimonial di una casa di gioielli, Manuela Arcuri e Federica Panicucci, è, ormai costantemente, il simbolo religioso per eccellenza. Le foto ritrovate Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri Santina Buoncompagni Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo, inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito. ANCONA Via Matteotti 9 tel e fax 071.201297 e-mail [email protected] SENIGALLIA Via A. Costa 27 tel e fax 071.60597 e-mail [email protected] Vecchi negativi “ritrovati” e “risviluppati”. Colpi d’obiettivo fine anni Trenta primi anni Quaranta. Il dott. Bini, allora studente con macchina fotografica, fissò sulla pellicola momenti e personaggi vissuti e conosciuti a Santa Maria del Piano. La foto qui riprodotta coglie e documenta aspetti caratteristici dell’epoca; ad esempio, come ci si vestiva: in particolare le donne di una certa età. La foto venne scattata davanti alla chiesa di Santa Maria del Piano, verosimilmente in un giorno di festa. Al centro dell’attenzione, i bambini (alcuni arrampicati sulla facciata), circondati dalle premure di mamme e nonne. Ma in quale occasione? Sulla soglia della canonica, un sacerdote, forse il parroco di allora, don Amedeo Coltorti. In primo piano, un bambino che si è tenuto fuori dalla “festa” e osserva – tra il curioso e il diffidente – quella “cosa” che si chiama macchina fotografica e che qualcuno sta puntando verso il gruppo… (gi elle) (foto Alessandroni) tabile, dato che ai Padri Carmelitani, proprietari della chiesa, la città non può imporre l’obbligo di tener aperto in permanenza il grande portone. Né può essere il Comune a sostenere il costo di un paio di custodi, per mostrare in modo continuativo l’interno monumentale di quest’edificio del XIII secolo. Al contrario, io ritengo che la chiusura di San Nicolò possa essere superata chiedendo ai Padri Carmelitani di non opporsi a modificare il portoncino rettangolare che si trova inserito al centro del grande portone e di permetterne la sostituzione senza alcuna spesa a loro carico - con due lastre di vetro di grosso spessore (tipo antiproiettile), attraverso le quali l’interno della chiesa risulterebbe visibile in tutti i giorni dell’anno. Per assicurare buona visibilità anche nei giorni di cielo coperto e nelle ore serali (dal tramonto alle 24), bisognerà illuminare l’interno tenendo accese 4 o 5 lampade a basso consumo, lampade da allacciare alla rete d’illuminazione pubblica, come lo sono i piccoli fari interrati ai piedi della facciata. Spiegando meglio la mia idea, le lastre in vetro andrebbero a sostituire non l’intero portoncino, ma solo i due pannelli che formano il tratto superiore del portoncino stesso, mentre la zona inferiore di esso, che forma una specie di zoccolo, manterrebbe la sua struttura lignea, sul retro della quale viene fatto scorrere il paletto che, dall’interno, chiude la chiesa verso Corso Matteotti (per entrare si passa da un piccolo uscio sulla fiancata destra, verso il monumento a Pergolesi). Osservando i pannelli da sostituire, ciascuna delle lastre misurerebbe cm.50 alla base e cm.180 in altezza. Le due lastre abbinate, sviluppandosi per una superficie globale di mq.1,80, consentirebbero di vedere in ogni momento il bellissimo interno, fino ad oggi tenuto troppo spesso e troppo a lungo nascosto. (1 – continua) Sport Flash sul Raduno dei Granatieri Domenica 2 ottobre 2005 Volley Calcio Monte Schiavo Banca Marche quasi al completo Venerdì torna anche la Togut di Giuseppe Papadia Un avvenimento – il Raduno nazionale dei Granatieri di Sardegna, svoltosi quest’anno nella nostra città, il 17 e 18 settembre – che merita ancora qualche flash prima di essere archiviato. Nella prima foto (di Maurizi), l’interno della chiesa di San Nicolò, Il sogno dell’Italia femminile di conquistare per la prima volta il titolo europeo si è infranto nella finalissima, vinta dalla Polonia 3-1. Domenica scorsa a Zagabria nella partita più importante c’era anche un po’ di Monte Schiavo Banca Marche rappresentata da Elisa Togut (nella foto). Sugli spalti dell’impianto croato c’era anche un piccolo gruppo di tifosi provenienti da Jesi che hanno seguito le ragazze di Bonitta per tutta la rassegna. L’opposto friulano rientrerà in città nella giornata di venerdì 30 ed il tecnico Fracascia avrà così la rosa al completo. Intanto le “prilline”, già radunate, si sono concesse il lusso di battere per due volte nel giro di tre giorni il Perugia campione d’Italia. Mercoledì al PalaTriccoli un successo per 3-0 al termine di una gara equilibrata, poi sabato a Città della Pieve Ritschelova e compagne si sono ripetute in maniera autoritaria (30). Le ragazze di Fracascia hanno chiuso il match con il 48 per cento di efficienza in attacco, svolgendo un bel lavoro nella relazione muro–difesa. Bene la battuta tattica ed incoraggianti i segnali di crescita in generale. La gara in terra umbra ha sostituito il torneo “Il Perugino”, saltato per il forfait di Pesaro ed Arzano. In settimana le “prilline” giocheranno un’amichevole (contro Padova o Sassuolo): sarà la prova generale in vista dell’esordio in campionato, previsto per sabato 8 contro Santeramo. Da mercoledì 21 settembre il sito internet della Monte Schiavo si è rinnovato, con novità grafiche, sezioni audio e video che potranno essere votate dai tifosi. (foto Candolfi) Basket Sicc Bpa e Casale per la prima del campionato Gialloverdi in diretta su Rai Sport Sat (20,30) dove era stata allestita la mostra che, con un’ampia serie di documenti, ha ricostruito la storia dei granatieri dalla loro fondazione ad oggi. Le altre due foto (di Binci) ripropongono altrettanti momenti della grande manifestazione al Palatriccoli. Nel nome di Federico Culture e civiltà differenti si incontreranno a Bari alla Fiera campionaria federiciana prevista per il prossimo anno: una Fiera nel nome di Federico II. Il progetto coinvolgerà dodici regioni italiane e 189 Comuni europei. Ne dà notizia il giornale “Leggo” (un milione e 50 mila copie), del 23 settembre scorso (Qui, a lato, il giovane Federico II) Per la Sicc Bpa le amichevoli sono finite. Da oggi, domenica 2 ottobre, si fa sul serio. I gialloverdi debuttano nel campionato di Lega due a Casale Monferrato (ore 20.30) in casa di una neo-promossa, che ha già sconfitto gli jesini nel pre-campionato. La gara sarà trasmessa in diretta su Rai Sport Satellite. I piemontesi, allenati da Franco Ciani, possono contare sull’esperienza e sui punti del “Diablo” Esposito. Importanti anche Bougaieff, Masper, i due americani Wade e Johnson. La regolar season si disputerà in trenta giornate con partite di andata e ritorno tra le 16 squadre, fino al 23 aprile 2006. Al termine, la prima classificata sarà promossa in serie A, le squadre classificatesi tra la seconda e la nona posizione, giocheranno i play-off per l’altro posto nella massima categoria. Le ultime due della classifica retrocederanno in B1. Nell’ul- Personaggi delle “Tre fiere” fotoservizio di Andrea Cherubini un’opera, alza lo sguardo dal suo piccolo mondo di rame e d’argento! Trasformista di cose semplici e senza valore in oggetti che suscitano pensieri stupendi nella gente, con i suoi 46 anni di questo lavoro, in giro e nella sua bottega ad Urbino! Ha addosso un cappello fuori moda, una vecchia camicia, una barba molto lunga e poco curata, la pelle vissuta e logorata dal suo lavoro e le sue mani consumate ma precise e sicure nell’intrecciare quel filo metallico. Alcuni in silenzio si siedono in terra di fronte a lui e, senza interrompere i suoi lavori sono curiosi della storia di un uomo esemplare che s’è buttato, seguendo la sua passione cosciente del pericolo di sopravvivenza del suo lavoro e chi non vorrebbe fare come lui , ma la paura di fallire ci blocca! tima uscita a Porto San Giorgio nel memorial “Torresi”, Rossini e compagni hanno finalmente centrato la prima vittoria stagionale, battendo nella semifinale di venerdì il Montegranaro 80 a 73. Si è visto finalmente un bel gioco con ben quattro giocatori in doppia cifra. Buono l’inserimento di Watson, autore di 16 punti. Nella finale di sabato però, gli jesini sono tornati a faticare contro il Teramo, che ha avuto la meglio 87 a 72. Ogni lunedì sera alle ore 22.45 Tv Centro Marche trasmetterà la gara domenicale della Sicc. A trasmettere in diretta radiofonica tutti gli incontri dei gialloverdi invece, sarà ancora una volta Rve. Nei primi cinque giorni di attività, il rinnovato sito dell’Aurora Basket (www.aurorabasket.it) ha totalizzato oltre mille contatti. Vola il Real, lenta la Jesina Oggi a Jesi il Lucrezia, a Moie il Fermignano La squadra leoncella a Civitanova pareggia (1-1) pur dominando; il Real Vallesina batte la Truentina a Castel di Lama (1-2). Real Vallesina In riva al Tronto (donde il nome Truentina) per le nostre rappresentanti di Eccellenza è andata bene assai: due settimane fa la Jesina ha vinto largamente (0-3) e domenica scorsa i realisti hanno vinto anch’essi corsaramente (1-2). I locali, molto giovani prevalentemente, hanno ricevuto la quinta sconfitta in cinque partite, pur combattendo coraggiosamente. Il gol segnato dai truentini è venuto al 92’ dopo una partita non entusiasmante siglata a mani basse da due reti: Busca tocca di testa a Ruggeri, che fa centro al 27’; e sempre Busca, ben servito da un cross diagonale, ancora di testa sigla il 0-2 di tutta sicurezza e siamo alla mezzora. La difesa dei nostri è la meno perforata del girone e non lascia spazio; anzi, all’80’ ci sarebbe il terzo gol, stranamente annullato. Ora il Real è secondo in classifica (11 punti) dietro alla B.Nazzaro (13 punti). Oggi verrà da noi il Fermignano. Jesina A Civitanova anche un pareggio ci starebbe, visto il blasone dei padroni di casa e l’imbattibilità ancora salva. Però i tifosi leoncelli, che in folta rappresentanza erano venuti, certamente speravano in questa Jesina che ancora non riesce a mantenere le promesse e a soddisfare le attese. Grande il ritmo iniziale dei nostri, che cercano il gol assai decisamente, secondo l’impostazione data dal mister Giuliani: già al 14’ su bel lancio di Ingrosso il puntero Cuccù batte a rete, stampando il pallone sulla traversa. La segnatura va maturando, specie per la bella prova dei centrocampisti leoncelli.. Ed infatti, su azione veloce Federico-Sampino, Cuccù gira al volo in rete ed è 0-1 al 36’. Dopo il riposo, i civitanovesi si scuotono e Giansante realizza di testa, precedendo anche il portiere Pieralisi. Il risultato resta 1-1 e tutti… contenti, per modo di dire! Oggi, al nostro Comunale arriva il Lucrezia, che sta tre punti sotto di noi. Su, sblocchiamoci. Vir Prima Categoria Le sette… sorelle vallesine nel girone B hanno totalizzato tre vittorie e quattro sconfitte. Vittoria del San Marcello a Camerano (0-2). Sconfitta casalinga del Castelplanio ad opera del Borghetto (1-3). Vittoria della Spes ai danni del Borgo Jesi (2-0). Sconfitta casalinga del Monserra che ospitava la coriacea Albacina (1-2). A Santa Maria Nuova la Labor perde col Marotta (0-1). Seconda Categoria Vince la Sampaolese contro la Nuova Folgore (1-0). A Offagna va male per il Monsano (3-0). Pareggia l’Aurora con lo Staffolo (1-1) ed altrettanto l’Aesina contro il Collemarrino (1-1). Terza Categoria In ritardo sugli altri campionati, ha avuto inizio anche quello di Terza Categoria, nel quale troviamo i seguenti risultati: Acli San Giuseppe-Montefano 2-0; Pianello-Montoro 3-2; Castelbellino-Piandigiano 5-1; Libertas-Corinaldo(voce 33.73) B 5-1; Poggio San MarcelloCasebruciate 2-1; Real BorgoVietus Jesi 0-1. Un vero bùm: sei vittorie e tanti gol. Brillante partenza del Castelbellino Gip Esordio alla grande del Castelbellino nel campionato nazionale di serie B, girone C, di calcio a cinque. Sabato scorso, 24 settembre, si è nettamente affermato a San Severino Marche, imponendosi sulla formazione locale per 2-5. Un risultato che conferma la validità della preparazione della squadra, avviata dal 22 agosto scorso agli ordini di mister Braconi presso il Palamartarelli di via Tobagi nella frazione Stazione. Avversarie del Castelbellino, quest’anno, Alma Juventus Fano, Coar Orvieto, 2000 Calcio Acquaesapone, Forlì, Magione Calcio, Marina Csa, Chevrolet Team Montesicuro, Palestra Fano, Polizia Penitenziaria Maran, Real Gubbio, Sangiorgese, San Severino e Vigor Fabriano. Sabato 1 ottobre Castelbellino riceve la visita dell’Acquaesapone, che si presenta con ottime credenziali: proviene infatti da un vistoso 93 casalingo sull’Alma Juventus Fano. San Settimio Alle fiere di San Settimio c’erano tante bancarelle, ma, chi non si è fermato un momento ad osservare come lavora un artigiano alla vecchia maniera, di quelli che si trovano raramente perché la produzione di massa li ha tagliati fuori dal mercato!!Si un uomo che inizia a lavorare alla mattina presto fino alla sera tardi adoperandosi a creare opere uniche dovute alla propria fantasia, creatività e che credere in queste sue qualità, convinto che ci può campare senza la monotonia di un lavoro che non gli piace! Durante il suo lavoro è concentrato e non fa caso alla calca di gente che lo accerchia e lo ammira… Con i suoi strumenti essenziali quali il filo di rame, un martello, una piccola incudine, una tavola di legno, pinze e tronchesi, sa che lo strumento più importante è proprio lui, con la sua esperienza e manualità! Crea un po’ di tutto! Magari le idee nascono dalle occhiate curiose che lancia verso la tanta gente a caccia di una bancarella con buoni prezzi ed attraenti prodotti, ogni volta che, finita 7 Dove suonò Spontini Nell’ambito della rassegna “Suoni dal Passato, martedì 4 ottobre a Santa Maria del Piano, le melodie del maestro Stefano Baktelli, echeggeranno dalle canne del vecchio organo che, oltre due secoli fa, diedero vita ai brani dì studio del giovane Spontini. 8 Varie Domenica 2 ottobre 2005 Da domenica 2 a domenica 9 Agenda A S. Massimiliano comunità in festa Il santo del giorno Festa della comunità parrocchiale a San Massimiliano Kolbe”. Domenica 2 e domenica 9 ottobre sante messe alle 8,30, alle 10 ed alle 11,30 in parrocchia ed alle ore 12 a Tabano. Nei pomeriggi alle 18,30 incontri di preghiera animati: il lunedì dai gruppi dell’Azione Cattolica, il martedì dagli scout, il mercoledì dal Rinnovamento nello Spirito, il venerdì dalla Milizia dell’Immacolata.. Giovedì 6, alle ore 21, incontro per catechisti ed educatori. Sabato dalle 15 alle 17 saranno disponibili sacerdoti per le confessioni dei ragazzi; alle 19 messa festiva e alle 21,30 concerto di canti della tradizione dialettale del gruppo folk “Vincanto”. Nel pomeriggio di domenica 9, dalle 16 alle 18 sono invitate le famiglie per giocare insieme con gli animatori del Centro Sportivo Italiano. Alle 18 celebrazione del Vespro in onore di San Massimiliano Kolbe, alle 18,30 i gruppi parrocchiali presenteranno le loro attività cui seguirà un momento conviviale. Venerdì 30 settembre San Girolamo – Sabato 1° ottobre Santa Teresa di Gesù Bambino – San Remigio – Domenica 2 Sant’Eleuterio – Lunedì 3 San Gerardo e Santa Candida – Martedì 4 San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia – San Petronio – Mercoledì 5 San Placido – Santa Faustina – Giovedì 6 San Bruno – Santa Fede – Venerdì 7 B.Vergine Maria del Rosario – Santa Giustina – Sant’Augusto – Sabato 8 Santa Pelagia – Domenica 9 San Giovanni Leopardi.. Agenda Sabato 1° ottobre Jesi – biblioteca Petrucciana (ore 17) conferenza di Pier Paolo Fanesi su “Verso una democrazia partecipativa, a partire dal bilancio”. In televisione Sabato 1° ottobre – ore 17,15 (Rai Uno) “A sua immagine”. Domenica 2 ottobre – ore 8,40 Canale 5) “Le frontiere dello spirito” con mons. Gianfranco Ravasi e Cecilia Sangiorgi – ore 9,25 (Rai Uno) Santa Messa – 10 Santa Messa (Retequattro). Oggi sposi Sabato1 ottobre: Roberto Tiberi e Michela Cucchi a San Marcello; Domenica 2 ottobre: Massimiliano Manoni e Beatrice Testadiferro a Moie – Ronni Benedetti e Francesca Andreoli a San Giuseppe – Francesco Fabrizzi e Simona Gigli a Santa Lucia Farmacie di turno S. Maria Nuova Moie Sabato prossimo riapre il Centro Giovanile di Luca Gramaccioni Sabato 8 ottobre alle 16 prende il via ufficialmente, dopo la pausa estiva, il nuovo anno associativo del Centro Giovanile Parrocchiale Don Bosco di Moie. In verità le attività di quella che è riconosciuta come una delle realtà giovanili più vivaci del paese, non si sono di fatto fermate nemmeno in estate. Nonostante la chiusura estiva, infatti, l’oratorio ha arricchito il programma delle attività estive del Comune di Maiolati Spontini con il “Memorial Diego Luconi”, torneo di Calcio a 5 under 16, e con “La Ventiquattr’ore de le Moje”, partita di calcio a 5 della durata di 24 ore non-stop. Particolare soddisfazioni sono giunte proprio da quest’ultima iniziativa, che ha permesso di raccogliere poco meno di mille euro, interamente devoluti a favore del “Progetto Mokonissa” promosso dalle Missioni Estere Cappuccine in Etiopia. Torneranno Maiolati Spontini Venerdì 30 settembre Moretti – sabato 1° ottobre Barba – domenica 2 Martini – lunedì 3 Calcatelli – martedì 4 Delle Grazie – mercoledì 5 Comunale 1 – giovedì 6 Cerni – venerdì 7 Comunale 2 – sabato 8 Grammercato – domenica 9 Coppi. Mostra-mercato missionaria di Sara Palmolella In Viale del Lavoro Progetti per l’impiego e la formazione Il Centro per l’Impiego e la Formazione informa che il 29 settembre ha dato avvio all’attività di orientamento di gruppo per la ricerca del lavoro e tirocini in azienda. Si tratta di vari “progetti” che, attingendo a risorse del Fondo Sociale Europeo, mirano a trasmettere ai partecipanti conoscenze e strumenti per definire il proprio obiettivo professionale e muoversi efficacemente nella ricerca del lavoro. I “progetti” sono articolati in attività d’aula (venti ore e verifica finale) a cui segue attività di tirocinio pratico (durata due mesi) presso aziende del territorio che si siano rese disponibili. Le aziende non sosterranno alcun costo (la Provincia di Ancona corrisponderà ai partecipanti una borsa di cinquecento euro mensili e provvederà a tutte le coperture assicurative necessarie) ed avranno l’opportunità di entrare in contatto con soggetti fortemente interessati a conoscere il loro specifico settore di attività. Saranno organizzati due seminari (“Cultura della qualità e competitività delle imprese” e “Orientamento alla internazionalizzazione”) e dodici laboratori (“Comunicazione multimediale”, “Ricambio generazionale”, “For-me di accorpamento aziendale”, “Gestione aziendale e leve finanziarie”, “Basilea 2”, “Tracciabilità dei prodotti agricoli”, “Autoimprenditorialità”. Per informazioni e chiarimenti, gli interessati possono rivolgersi al Centro per l’Impiego e la Formazione di Jesi, in viale del Lavoro. Leoluca Orlando a Jesi per Prodi Venerdì 30 settembre alle ore 21, nella sala riunioni della Seconda Circoscrizione interverrà l’on. Leoluca Orlando, già sindaco di Palermo, per sostenere la candidatura di Romano Prodi alle elezioni primarie del 16 ottobre. Fra i numerosi incarichi, ricordiamo Orlando già sindaco di Palermo e deputato al Parlamento europeo e al Parlamento italiano. Nuovo direttivo Carabinieri in congedo La sezione jesina “Brigadiere Elio Fileni” dell’Associazione Carabinieri ha eletto il nuovo direttivo, che resterà in carica fino al 2010: presidente Luca Cori (confermato); segretario Marcello Lucarini; consiglieri Gioacchino Belardinelli, Claudio Zenobi, Gaspare Bianchi, Fernando Belardinelli, Gino Donzelli, Giulio Pigliapoco e Massimo Tesei. Si è tenuta a Majolati la quattordicesima edizione della mostra-mercato realizzata dal locale Gruppo Volontariato Missionario. Il lavoro di cucito, la raccolta di oggetti e la conseguente mostra hanno lo scopo di raccogliere fondi per sostenere i missionari, presenti principalmente nei Paesi del terzo mondo. L’esposizione e la vendita di lavori di ricamo e cucito conclude un anno di lavoro di volontariato, grazie alla disponibilità delle signore majolatesi e dei benefattori delle varie zone d’Italia che concorrono prevalentemente con doni di tessuti. Le signore che aderiscono a questo gruppo di volontariato majolatese, oltre a realizzare i classici lavori di cucito e ricamo, producono anche opere originali che mostrano una straordinaria abilità, destando l’interesse e la curiosità dei residenti e dei numerosi visitatori che durante l’estate passano per Majolati. Tra i benefattori anche gli artisti presenti a Majolati per l’opera “Li Finti Filosofi”; uno di questi ha anche donato il bozzetto di un personaggio spontiniano. Nei primi anni di attività del Gruppo Volontariato Missionario si era lavorato in favore delle Chiese dell’Est e pro organizzazioni missionarie non presenti sul territorio della Diocesi di Jesi. In quel primo periodo si preferiva inviare direttamente il materiale, erano stati confezionati dei paramenti sacri, materiali per la liturgia ed indumenti nuovi; a volte però l’invio dei pacchi era macchinoso e poco sicuro e quindi si è deciso di produrre oggetti da offrire in Italia e inviare alle Missioni il ricavato. Anche que- Tr a d u ’ c a m p a n i l i Saludi La robba de ‘na ôlta Da ‘n pò de tempo invece de bongiorno la gente te domanna: “Come va?” Te je rispondi: “Bene”. E de ritorno je dighi: “Caro amico come sta?” “Quanno li facêa mamma era più boni!” El dimo tutti e ce lo rdimo spesso quanno che magnamo i cannelloni o l’altre cose che se magna adesso. Ma pure sci je dighi che c’ha ‘n corno oppure je rispondi trallallà lu’ non te sente, ma se guarda intorno e pensa a tutto qual che c’ha da fa. “Mamma facêa certi minestroni! Te posso di’: era bôno pure el lesso, du foje straginade, me minchioni!” E se continua e pò famo el processo A uno j ho risposto: “Molto male!” E’ rmasso teso come ‘n baccalà, certo pensava: “A me que me ne cale”. ala robba che ‘n è più genuina e a tutto quanto oggi ce propina. Ma ade’ stamme a sentì: sci ce ragioni Visto accuscì ‘l saludo è de maniera, tornamo al vecchio, tornamo a saludà dicenno: “Ciao, bongiorno e bonasera”. i cappelletti se magnâa a Natale, le castagnole solo a Carnevale e c’era fame, essà ch’era più bôni! Lucio Longhi st’anno il ricavato della mostra sarà donato al sacerdote don Luigi Carrescia, missionario in Brasile; una minore percentuale del ricavato andrà alla parrocchia Santo Stefano e un’altra donazione sarà portata dal parroco Don Fabio Belelli in Africa. Infatti, in ottobre, il parroco majolatese effettuerà un viaggio in una missione africana portando con sé una cifra da destinare alle esigenze della missione visitata. Le volontarie di questo Gruppo Missionario, alcune anche anziane, intendono continuare questo impegno umanitario, che costa loro fatica ed impegno, realizzando una mostra-mercato anche per il 2006; a questo proposito invitano i giovani ad unirsi al loro Gruppo: tutti, in qualche modo, possono aiutare coloro che sono meno fortunati di noi. quindi a risuonare a Moie, nella zona dietro la chiesa Cristo Redentore, le voci di decine di ragazzi che quotidianamente “vivacizzano” i pomeriggi dei vicini. L’idea dalla quale, diciassette anni fa, ha preso vita il Centro era quella di offrire ai giovani di Moie uno spazio dove poter trascorrere il tempo libero in un ambiente sano, dove poter essere aiutati a riconoscere e valorizzare i propri talenti e le proprie attitudini e dove poter “essere avvicinati più facilmente” da Gesù e dai suoi insegnamenti….insomma semplicemente uno spazio dove poter crescere! Per far ciò i ragazzi hanno bisogno di sentirsi amati ed accolti ed è proprio in quest’ottica che hanno lavorato i parroci e i collaboratori che si sono susseguiti negli anni. Grazie al contributo di ognuno, oggi il Centro Giovanile, conta circa centocinquanta adesioni da parte di ragazzi di diverse fasce di età: dai primi anni delle scuole medie, quando si inizia ad uscire da soli, passando per gli anni “delle superiori”, quando l’esasperata voglia di indipendenza offusca un po’ la ragione, fino ad arrivare alla maggiore età, quando, al volante di un’auto, ogni cosa sembra a portata di mano. Non è facile “interessare” ragazzi di età così diverse ma è questa la sfida da vincere! Un tavolo da ping pong, due biliardini, alcuni giochi da tavola, una postazione informatica con connessione ad Internet, un videoproiettore con maxi-schermo e impianto home cinema: questi potrebbero essere apparentemente i “motivi” per i quali i ragazzi frequentano il Centro Don Bosco, ma da non sottovalutare è la presenza costante di un adulto che semplicemente… è li per loro: per parlare, per ascoltarli, per giocare con loro e per rimproverarli quando è necessario. Non sembra, ma sapere che è lì, conta molto per loro anche se non lo ammetterebbero mai!! STUDIO MEDICO dott. SANTONI Chirurgia LASER delle VARICI in Day Surgery Flebologia, Chirurgia ambulatoriale, Eco color Doppler, Chirurgia ambulatoriale ed in Day Surgery Accreditato Regione Marche prot. 11105 del 3 giugno 2003 Via RADICIOTTI n. 3 - 60035 JESI Tel. 0731 205103 - 335 8234245 Un auditorium a Collina A Collina di Santa Maria Nuova, con un concerto è stato inaugurato sabato 24 settembre, l’auditorium “Divina Pastora”, riconversione di un magazzino della settecentesca residenza della famiglia Moreschi-Rocchi, oggi cappellina di famiglia dell’avv. Antonio Mastri. Ora anche Collina ha un suo contenitore culturale abbellito da antiche carte geografiche e da una grande tela “Fides et Ratio” di Ivo Batocco, originario di Collina. Numerosi gli intervenuti al concerto; chi ho ha trovato posto all’interno, ha potuto seguirlo attraverso il maxischermo sistemato allo scopo nel cortile. Hanno suonato Andrea Fusco (clarinetto), Mattia e Niccolò Serpentini (rispettivamente sassofono e trombone) e Paolo Zannini (organo); la parte vocale affidata alla Schola Cantorum di Collina. Tra i presenti anche l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Giuseppe Balboni Acqua. Anniversario Ricorre il quinto anniversario della scomparsa del ceramista Franco Rumori Anche una notte insonne è un regalo per poter pensare, sentire, il sapore diverso delle cose che stanno intorno e fanno compagnia. Un canto d’uccello appena accennato fa compagnia alla mia notte insonne. Stringo al petto una tua fotografia nella mia notte insonne. Scorrono pensieri che evocano dolci parole e tanto bisogno d’amore tua Luana Papà, ti vogliamo immensamente bene. Luigi e Gianluca Per ricordarlo, verrà celebrata una S.Messa il 3 ottobre alle ore 19 nella chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi.