Città //
di Bassano
del Grappa
IL TEATRO
SIAMO NOI
Teatro
Remondini
Stagione
013
014
Dopo gli eccellenti riscontri registrati lo scorso
anno, la Stagione Teatrale Città di Bassano conferma la sua vocazione autorale definendo la
doppia anima di BASSANO TEATRO D’AUTORE
e BASSANO TEATRO CRONACA. Una divisione che vuole essere una chiara dichiarazione
d’intenti per un teatro d’arte ma anche capace
di guardare ai temi civili e sociali. Un luogo che
rivendica il ruolo di spazio per l’analisi e l’approfondimento, ma anche per l’emozione e il coinvolgimento. Un teatro che punta all’eccellenza,
sia negli artisti individuati che nelle proposte
presentate. E proprio per garantire l’alta qualità
degli spettacoli in cartellone, quest’anno i 10 appuntamenti in programma verranno presentati
tutti in un’unica serata. Un sacrificio necessario,
che fotografa il momento particolare che stiamo
vivendo, ma anche l’impegno con cui l’amministrazione bassanese intende continuare a fare
cultura ai massimi livelli. Una scelta in linea con
una lunga e prestigiosa tradizione teatrale, che
ha saputo intercettare sempre novità e tendenze,
portando sui palcoscenici cittadini artisti affermati come giovani emergenti ancora da scoprire. Il nostro augurio è che le proposte selezionate sappiano appassionare il pubblico, convinti
come siamo che la cultura è tale proprio quando
ci tocca da vicino. Dopo tutto, citando lo slogan
di quest’anno: “Il Teatro siamo Noi”.
Carlo Ferraro
Assessore allo Spettacolo
Città//
di Bassano
del Grappa
Un progetto di
Comune di Bassano del Grappa - Assessorato allo Spettacolo
Sindaco Stefano Cimatti
Lunedì 18 novembre 2013 ore 21.00
Monica Guerritore
END OF THE RAInBOW omaggio a Judy Garland
Giovedì 12 dicembre 2013 ore 21.00
Isabella Ragonese
Taking care of babY di Dennis Kelly
Mercoledì 8 gennaio 2014 ore 21.00
Giuliana Musso
LA FABBRICA DEI PRETI di Giuliana Musso
Mercoledì 22 gennaio 2014 ore 21.00
Teatro Bresci
IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello
Martedì 4 febbraio 2014 ore 21.00
Tosca D’Aquino/Maurizio Casagrande
PRIGIONIERO DELLA II STRADA di Neil Simon
Lunedì 17 febbraio 2014 ore 21.00
Giuseppe Battiston
L’INVENZIONE DELLA SOLITUDINE di Paul Auster
Mercoledì 26 febbraio 2014 ore 21.00
Filippo Nigro
PRETTY un motivo per essere carini di Neil LaBute
Martedì 11 marzo 2014 ore 21.00
Isa Barzizza/Selvaggia Quattrini
GL’INNAMORATI di Carlo Goldoni
Martedì 1 aprile 2014 ore 21.00
Paolo Valerio/attrice da definire
LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD
di Daniel Glattauer
Assessore allo Spettacolo Carlo Ferraro
Dirigente Francesco Frascati
Progetto artistico Carlo Mangolini e Rosa Scapin
Organizzazione Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona
Giovedì 24 aprile 2014 ore 21.00
Patricia Zanco
L’ONORATA SOCIETA’
il Vajont dopo il Vajont di Francesco Niccolini
Il teatro siamo noi, con le nostre attese e le nostre utopie, le guerre
“
mentali e quelle quotidiane, le gioie e le speranze. Noi, soggetto collettivo
sospeso tra il mondo che appare e il mondo reale, in lotta perenne contro
l’imbarbarimento del pensiero. Noi, cercatori di verità che abitano nel profondo delle nostre anime, risvegliati dal sonno ipnotico dell’informazione
globale, figli mai prodighi della dittatura dei media e dell’omologazione culturale. Noi spettatori di un tempo che ci impone ruoli, che ci chiude in categorie, che non ci lascia speranza. Noi che resistiamo con caparbietà, che
scegliamo il teatro per mettere in campo il nostro pieno e... il nostro vuoto!
“
Bassano Teatro d’Autore
IN UN MIX CHE ALTERNA SORRISI E PASSIONI, DIVERTIMENTO E COMMOZIONE, IL TEATRO D’AUTORE METTE
IN CAMPO DUE RACCONTI BIOGRAFICI: L’UNO IN CHIAVE
MUSICALe, LA JUDY GARLAND DI MONICA GUERRITORE, L’ALTRO IN CHIAVE INTIMISTA, IL PAUL AUSTER DI
GIUSEPPE BATTISTOn. NON MANCANO I GRANDI CLASSICI DI PIRANDELLO e GOLDONI, INTERPRETATI DA GIOVANI REGISTI CON SGUARDO CONTEMPORANEO. E PER
CHIUDERE DUE COMMEDIE BRILLANTI, CHE INDAGANO
LA COPPIA TRA CRISI E NUOVI ROMANTICISMI ON LINE.
Bassano Teatro CRONACA
LA CRONACA ESCE DALLE PAGINE DEI GIORNALI PER
PRENDERE SPAZIO IN TEATRO CON QUATTRO APPUNTAMENTI CHE AFFRONTANO TEMI DI SCOTTANTE ATTUALITA’. I DELITTI FAMILIARI DIVENTANO SPUNTO PER
INTERPRETARE I NUOVI VOLTI DELLA TRAGEDIA. LE CONTRADDIZIONI CHE CONTRAPPONGONO FEDE E APPARATO SI INTRECCIANO ALLA RINCORSA AI FALSI MITI CONTEMPORANEI, PRIMO TRA TUTTI LA BELLEZZA. MENTRE
LE CATASTROFI RIMOSSE CI METTONO DI FRONTE ALLE
NOSTRE RESPONSABILITà COME CITTADINI.
end of the rainbow
Lunedì 18
novembre 2013 ore 21.00
di Peter Quilter
con
MONICA GUERRITORE
con
Alessandro
Riceci
Aldo
Gentileschi
e con
Vincenzo
Meloccaro
Gino
Binchi
Stefano
Napoli
regia
Juan Diego
Puerta Lopez
coreografie
Gino Landi
vocal coach
Maria Grazia
Fontana
produzione
Francesco Bellomo/
L’Isola Trovata
Monica Guerritore interpreta Judy Garland in un musical biografico firmato da Peter Quilter che ha letteralmente conquistato Broadway. L’attrice darà voce, anima e corpo alla star di Hollywood,
ripercorrendo le ultime sei settimane della sua vita. E’ il Natale
del 1968 e Judy alloggia in una piccola Suite dell’Hotel Ritz
Carlton al Centro di Londra. Con il suo amico Anthony, pianista
e compagno di tante avventure, e con il nuovo giovane amante
Mickey Deans, si prepara per una serie di concerti nella capitale
londinese. Ha 46 anni ed è decisa a tornare alla ribalta alla grande. I matrimoni falliti, i tentativi di suicidio, le dipendenze da alcol
e farmaci sembrano lasciati definitivamente alle spalle, eppure...
Judy Garland, pseudonimo di Frances Ethel Gumm, (Grand Rapids, 10 giugno 1922 – Londra, 22 giugno 1969), era un’artista
straordinaria. Dotata di grande presenza scenica e di una voce
unica, profonda, intensa e duttile, Judy Garland è stata una
delle protagoniste assolute del XX secolo. Eccelse sia come
cantante (famosa per le sue esibizioni da contralto), sia come
ballerina e attrice cinematografica e teatrale. La sua vita privata
fu costellata da diversi matrimoni, conclusi con il divorzio, e da
un grave abuso di farmaci. Nella sua carriera cinematografica
ha recitato in quasi quaranta film. Ha vinto l’Oscar giovanile
nel 1940 all’età di diciott’anni “per le sue rilevanti performance come giovane protagonista dello schermo” e ha ottenuto
due nomination all’Oscar: come miglior attrice protagonista nel
film “È nata una stella” (1954) di George Cukor e come miglior attrice non protagonista nel film “Vincitori e vinti” (1961) di
Stanley Kramer. “End of the Rainbow” racconta la donna dietro
il mito in un musical tragico e divertente allo stesso tempo.
Monica Guerritore canta dal vivo, accompagnata dai musicisti,
otto tra le più belle canzoni della Garland. “In questo spettacolo Judy - dice Monica Guerritore - è innamorata pazza del suo
giovane amante, è scoppiettante, folle, drammatica, stramba e
tenerissima come solo una grande artista può essere ed è disperata come lo è una donna completamente sola nonostante i
suoi innumerevoli amori. Tira avanti con quel che resta della sua
voce e supplisce dando al pubblico la sua anima. La sua vita è la
scena e lì canterà e morirà tra lustrini e paillettes”. BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: 2 ore e 15 minuti
taking care of baby
Giovedì 12
dicembre 2013 ore 21.00
di Dennis Kelly
con
ISABELLA RAGONESE
traduzione Pieraldo Girotto
con
Matteo Angius
Francesco Bonomo
Pieraldo Girotto
Francesca Mazza
Sandra Soncini
in regia Fabrizio Arcuri
in video
Vinicio Marchioni
Fiammetta Olivieri
Paolo Perinelli
materiali sonori SUBSONICA
tratti da mentale/
strumentale
(inedito nel cassetto)
produzione
Napoli
Teatro Festival
Teatro Stabile
di Torino
Accademia
degli Artefatti
Un moderno dramma dei nostri giorni diretto da uno dei più accreditati registi della ricerca teatrale italiana come Fabrizio Arcuri,
attraversato dalle musiche originali composte dai Subsonica, interpretato da una magnifica Isabella Ragonese, protagonista in cinema di pellicole come “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, “Dieci
inverni” di Valerio Mieli, “La nostra vita” di Daniele Luchetti e di
prossima uscita il film di Mario Martone su “Giacomo Leopardi”.
Il testo di Dennis Kelly è un raro esempio, almeno per l’Italia, di
teatro/documentario, costruito su reali interviste e materiali relativi
a casi di cronaca. La storia è tratta dalle vicende giudiziarie di Sally
Clark e Angela Cannings, i corrispettivi inglesi del caso Cogne.
Una donna viene accusata di aver assassinato i suoi due bambini.
Una Medea contemporanea, insomma. Una voce, la cui origine
è sempre incerta (dentro o fuori dalla storia, o dallo spettacolo),
pone domande ai protagonisti della vicenda, li richiama ad assumere una posizione, nel tentativo di ricostruire la storia di cui
se ne conoscono solo i tragici esiti, nell’intenzione di rimettere
insieme i pezzi di un mosaico la cui ricomposizione non è mai
definitivamente certa. Ognuno sente di avere una colpa da cui
tenta di difendersi: nessuno è innocente quando una madre arriva a compiere un gesto così tragico. La responsabilità, anche se
non diretta, è sempre diffusa: è una responsabilità sociale, psicologica, relazionale. C’è anche la colpa di chi non ha fatto nulla
per evitare la tragedia. La colpa è antica, storica in qualche modo.
Anche il filtro mediatico rende partecipi di quel dolore, e insieme,
in un modo più o meno consapevole, collusi con quel gesto. Lo
spettatore, televisivo o teatrale che sia, può e deve scegliere a
cosa credere. La sua diventa così una posizione naturalmente critica rispetto alla storia e alla sua rappresentazione. La domanda è
necessaria e inaggirabile: a cosa credere? a chi credere? Questo
è il racconto di una battaglia tra la tenerezza inguaribile di una
tragedia e il tentativo artificioso e lucidamente perverso del suo
racconto. Una battaglia tra la verità sempre rimandata e nascosta, ma per sua natura sempre reale, e la finzione plastica della
rappresentazione. Una battaglia che coinvolge tutti, che chiede
a tutti di scegliere da che parte stare. Uno spaesamento e un
turbamento di chi prova a capire dove sia la verità.
BASSANO TEATRO CRONACA
DURATA: 1 ora e 40 minuti
la fabbrica dei preti
I seminari degli anni ’50 e ’60 hanno formato una generazione
Mercoledì 8
di preti che oggi fa il bilancio di una vita. Una vita da preti che ha
gennaio 2014 ore 21.00
attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello
di Giuliana Musso
con
GIULIANA MUSSO
assistenza e
ricerche
fotografiche
Tiziana De Mario
responsabile tecnico
Claudio Parrino
collaborazione
allestimento
Massimo Somaglino
realizzazione video
Giovanni Panozzo
Gigi Zilli
elementi di scena
Francesca Laurino
ricerche bibliografiche
Francesca Del Mestre
consulenza musicale
RiccardoTordoni
produzione
La Corte Ospitale
si ringrazia
Glesie Furlane
per l’autorizzazione
all’utilizzo del titolo
tratto da
“La fabriche dai predis”
di pre Toni Beline
stesso mondo che li ha generati. La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù della nostra società sul quale vale la pena di
alzare il velo per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro
o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina. Se i seminari
hanno operato per dissociare il mondo affettivo dei piccoli futuri
preti dalla loro dimensione spirituale e devozionale, molti di loro
hanno trascorso la vita cercando coraggiosamente uno spazio in cui
ciò che era stato separato e represso si potesse riunire e liberare.
Istituiti nel ‘500, dopo il Concilio di Trento, come strumento di rigore della Controriforma, i seminari sono stati luogo di formazione o
dissoluzione della personalità di giovani destinati ad essere pastori
di greggi cristiani o scappati lungo altre strade. Luoghi del silenzio
e della sublimazione, ma anche della castrazione dell’identità e di
ogni relazione con l’altro (in primis con l’altro femminile). Luoghi di
cultura del rigore e di grandi contraddizioni. A questi luoghi Giuliana Musso ha dedicato “La fabbrica dei preti”. (...) lo spettacolo ha
un impianto solido, è scritto con lucidità profondamente umana, è
equilibrato, non prende posizioni ma è attraversato da una costante
propensione costruttiva. È soprattutto un lavoro che unisce memoria e vivacità umana, dogmi e commozione, immagini e suoni capaci
di condensare un “piccolo mondo antico” che sembra più lontano di
quanto non sia davvero. La differenza, naturalmente e per fortuna, la
fa Giuliana Musso. Intensa, versatile, intima nei toni e terribilmente
verosimile nel dare corpo e voce al dolore, alle paure, alle fragilità
di un popolo di preti “fabbricati” in vitro senza tener conto che la
vita reale li avrebbe spiazzati. Con un efficace contrappasso, l’attrice
oppone la lettura di brani dal regolamento dei seminari, paradossali
nell’essere fuori dalla realtà, alle storie vere (o verosimili) di un prete
spretato e sposato, di un missionario iperbolico e polemico con il puritanesimo e le gerarchie, di un giovane emiliano strano e remissivo
provato nella psiche dalla vita in fabbrica e divenuto prete-operaio.
Curando ogni particolare (...) la Musso diventa carne e pensiero, lacrime, dubbi e ideali di quegli uomini toccati da una grazia pesante e
gravati di una missione impervia. (...) (Giambattista Marchetto)
BASSANO TEATRO CRONACA
DURATA: 90 minuti
il berretto a sonagli
Mercoledì 22
gennaio 2014 ore 21.00
di Luigi Pirandello
con Anna Tringali
Giacomo Rossetto
e con
Massimiliano
Mastroeni
Renzo
Pagliaroto
Anna
DeFranceschi
Eleonora
Panizzo
regia
Giorgio Sangati
produzione
Teatro Bresci
spettacolo
patrocinato
dalla
Regione del Veneto
Un testo attraversato da un umorismo tagliente. Una
tragicommedia, che parla di corna e di pazzia. Pirandello è
uno tra i più grandi drammaturghi italiani. La sua forza è la
sua universalità, la capacità di comunicare al di là di limiti
culturali e temporali. Nella versione proposta dal Teatro
Bresci, compagnia nata dalla Scuola del Teatro Stabile del
Veneto, la scena non si svolge più nel passato e in una cittadina della Sicilia ma nel presente, in un paese di confine
nel Nord d’Italia. Un salotto dal vago sapore anni ‘80, in
una terra caratterizzata da una forte multiculturalità, anche
se fuori da qualsiasi riferimento folklorico.
In un luogo sospeso nello spazio e nel tempo, ma talmente preciso nei riferimenti da apparire reale, “genti diverse” si intrecciano proprio come nel racconto si intrecciano i caratteri dei personaggi e quella verità e quella finzione attorno alle quali Pirandello
ha costruito la propria visione del mondo, traducendola in drammi velati di sottile e tagliente umorismo. Al centro della vicenda
un caso di adulterio: Beatrice è convinta che il marito abbia una
relazione con la moglie del suo segretario Ciampa; ma la sua
volontà di denunciare il fatto e di renderlo pubblico scatenerà
la reazione di quest’ultimo, fino alla sorprendente conclusione.
Non a caso l’intreccio si svolge in un paese dove coesistono anime diverse, come nel testo convivono la mentalità archetipica di
Ciampa (che chiude a chiave la moglie Nina per uscire) e quella
apparentemente più libera di Beatrice (che vuole controllare la
vita del marito). Un paese in cui l’apparenza e la realtà si mescolano in un pericoloso gioco di specchi. Dov’è la verità? E’ semplice: non c’è. Chi dice la verità, chi si assume la responsabilità
di urlarla ai quattro venti, allora come oggi, non può che essere
(definito) pazzo. Infatti onore e rispetto potrebbero essere salvi
solo se la donna, umiliata nel suo amore, fingesse di essere impazzita. In tal modo la sua denuncia cadrebbe nel vuoto, sarebbe
frutto di una mente turbata e la nuda verità non verrebbe mai a
galla, dato che a lei nessuno crederebbe più. Così, per il bene
comune e la difesa del prestigio sociale, la realtà viene nascosta
sotto una maschera - com’è nel teatro pirandelliano - anche a
costo di un prezzo altissimo da pagare.
BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: ....
PRIGIONIERO DELLA II straDA
Martedì 4
febbraio 2014 ore 21.00
di Neil Simon
con TOSCA D’AQUINO
MAURIZIO CASAGRANDE
cast
in definizione
regia
Giovanni
Anfuso
produzione
La Contrada
Teatro
Stabile
di Trieste
Un classico di Neil Simon, divertente e pieno di trovate,
ma anche di inaspettati spunti di riflessione. “Prigioniero
della II strada” risulta oggi di sorprendente attualità, avendo per oggetto una famiglia aggredita dalla crisi economica. Un testo che racconta i malesseri e lo stress del nostro
tempo con grande sapienza teatrale e una raffica di battute
strepitose. Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei,
la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come
solo le donne sanno fare. Per la prima volta insieme a
teatro, due autentici campioni della commedia all’italiana al
servizio di un meccanismo comico dai tempi perfetti.
Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed
esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un condizionatore rotto, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da
cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo
lamentarsi. A fare da contraltare al protagonista, l’affettuosa moglie Edna che, cercando di carpire al marito la causa vera di tanta
insoddisfazione, tenta di tranquillizzarlo. In realtà Mel, da 22 anni
dirigente di un’azienda, adesso in piena crisi economica, è stato
licenziato in tronco; ma per vergogna tiene all’oscuro la moglie,
trincerandosi dietro nevrosi, gastriti e quant’altro. Questo almeno, finché i ladri non gli svaligiano la casa e lui si trova costretto a
svelare, alla moglie, la verità. Senza soldi, senza vestiti, senza alcolici, senza farmaci, in un crescendo tragi-comico gli arriva anche
una secchiata d’acqua da un condomino stanco di sentirlo brontolare. Toccherà ad Edna risollevare le sorti della famiglia provando
a riprendere il suo lavoro di segreteria. Ma la donna non farà nemmeno in tempo, poiché l’azienda, in pieno fallimento, la licenzia
su due piedi. E tornata in casa scopre che non c’è neanche un filo
d’acqua per una doccia distensiva. Adesso è lei ad imprecare contro la vicina, responsabile dell’acqua condominiale. Questa, nonostante l’intero edificio sia senza acqua, tira giù un’altra secchiata
che, anche questa volta, finisce sulla testa dell’incolpevole Mel. Il
quale risponde con un sorriso sincero e rassicurante. Finalmente i
due si sono accorti di quanto il loro amore sia più forte della mancanza di soldi, di lavoro e... delle secchiate d’acqua.
BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: ....
L’invenzione della solitudine
Lunedì 17
febbraio 2014 ore 21.00
di Paul Auster
con
GIUSEPPE BATTISTON
drammaturgia
e regia
Giorgio
Gallione
produzione
Teatro
dell’Archivolto
Qualche settimana dopo l’inattesa scomparsa del padre, lo scrittore Paul Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi
estraneo, che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi
in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli
affetti. Così, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente
attraverso tracce labili, oggetti e carte, il protagonista riscopre
i frammenti di un’esistenza estranea, che è in parte anche la
propria, ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal
mondo. Giuseppe Battiston, diretto da Giorgio Gallione, affronta
la scrittura armonica di Auster, trasformandola in scena in una
poetica sinfonia, fatta di verità taciute e di sentimenti ritrovati.
In “L’invenzione della solitudine” la ricerca del padre scomparso
costringe l’autore, Paul Auster, a fare i conti con una perdita, una
mancanza che lo strazia come uomo e come figlio. Ma “la musica
del caso” vuole che lo stesso Auster, proprio in quei giorni, stia
per abbandonare la moglie e, ineluttabilmente, anche l’amatissimo figlio. In un mosaico di immagini, riflessioni, coincidenze e
associazioni, il destino costringe così lo scrittore a radiografare
un’esistenza e a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e
figlio e su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite.
Paul Benjamin Auster (Newark, 1947) è uno scrittore, saggista,
poeta, sceneggiatore e regista statunitense. Nato da famiglia
ebrea di origini polacche, cresce nei sobborghi di Newark e
durante l’adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Il suo
ultimo anno di liceo è anche quello in cui la famiglia si smembra. Non partecipa alla consegna dei diplomi e per due anni e
mezzo vive a Parigi, in Italia, in Spagna ed in Irlanda, in cui si
reca per “ragioni che c’entravano unicamente con James Joyce”. La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 con
“L’invenzione della solitudine” (romanzo autobiografico generato dalla morte del padre e incentrato sul rapporto problematico
che ha sempre vissuto con lui ), ma è solo nel 1985 che arriva
la consacrazione a livello internazionale con la” Trilogia di New
York”, composta da “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La Stanza
Chiusa”. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore
di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema “Smoke”
e “Blue in the face” e firma come regista “Lulu on the Bridge”.
BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: 1 ora e 15 minuti
PRETTY UN MOTIVO PER ESSERE CARINI
Mercoledì 26
febbraio 2014 ore 21.00
di Neil LaBute
con
FILIPPO NIGRO
e con
Fabrizia
Sacchi
Dejana
Roncione
attore
in definizione
traduzione
Lorenzo
Amato
regia
Fabrizio
Arcuri
produzione
Gli Ipocriti
Un cast cinematografico per una commedia fatta di chiacchiere e incomprensioni amorose. Ma anche una feroce ed
esilarante riflessione sull’ossessione della bellezza nei rapporti
personali. In un mondo in cui le apparenze diventano fondamentali come marchio di successo o come parametro di giudizio su chi o com’è un’altra persona, quanto conta la bellezza?
e soprattutto quanto è importante nella relazione uomo-donna
dal momento che, a giudizio dell’autore, gli elementi predominanti di unione della coppia sono proprio l’aspetto e l’attrazione fisica? Un’analisi ad ampio raggio sui falsi miti dell’epoca
contemporanea, capace di mutare il sorriso in ghigno beffardo.
Due coppie di amici – Greg/Steph e Kent/Carly - compongono un
complicato quadro e tutto ruota intorno al tema della bellezza.
La commedia inizia con un furibondo litigio tra Steph e Greg colpevole di aver dichiarato, in una conversazione con il suo amico
e collega Kent, che la sua fidanzata è “normale” ma che non la
cambierebbe per nulla al mondo. Ad ascoltare, per caso, questa
conversazione è Carly che la riferisce parzialmente alla sua amica
Steph; ne scaturiscono gravi conseguenze perché Steph, dal carattere irascibile e polemico, non sopporta di stare con un uomo
che non la considera bella sebbene lei stessa lo pensi e tronca la
relazione con Greg. Anche il rapporto tra Kent e Carly subisce degli
scossoni. Kent, nonostante sia orgoglioso di avere una compagna
bella, non rinuncia ad una tresca con una nuova collega sexy e
molto provocante. Carly vive il dramma della bellezza in altro modo
perché sa di essere attraente e di piacere agli uomini da cui riceve
molte attenzioni e sa che da ciò ne deriva il potere di “manipolare”
le persone; però, vive costantemente nel timore che Kent la tradisca. ”Reasons to be pretty” ci porta ad interrogarci sulla fiducia
e sull’amore, fondamento di qualunque relazione umana. Il testo
è l’ultima parte di una trilogia di Neil LaBute (Detroit 19.03.2013)
cominciata nel 2001 con “The Shape of Things” (La forma delle
cose) e proseguita nel 2004 con “Fat Pig” (Grasso come un maiale). Nel 2009 lo spettacolo ha avuto tre nomination ai Tony Awards
(miglior commedia, miglior interprete maschile, miglior interprete
femminile), tre nomination ai Drama Desk Award ed ha vinto il
Theatre World Award per la miglior interprete femminile.
BASSANO TEATRO CRONACA
DURATA: ....
gl’innamorati
le ho mai raccontato del vento del nord
Martedì 11
marzo 2014 ore 21.00
Martedì 1
aprile 2014 ore 21.00
di Carlo Goldoni
con
ISA BARZIZZA
con
Selvaggia
Quattrini
Stefano
Artissunch
e con
Stefano De Bernardin
Laura Graziosi
Stefano Tosoni
regia
Stefano Artissunch
disegno luci
Giorgio Morgese
scene
Francesco Cappelli
costumi
Sissi Sossi
Luigina Pizzingrilli
Maria Amurri
calzature
Andrea Iommi
maschere
Giuseppe Cordivani
produzione
Synergie Teatrali
Teatro Ventidio Basso
Un gruppo di giovani, capitanati da un’attrice che ha fatto la
storia dello spettacolo italiano come Isa Barzizza, per raccontare
dell’amore tormentato di due ragazzi, fra corteggiamento e
seduzione. La commedia, divertente e romantica, narra la storia
di Eugenia, appartenente alla nobiltà milanese decaduta, e
Fulgenzio, rappresentante della ricca classe borghese. Piena
di situazioni comiche tipiche della commedia dell’arte, “Gli
innamorati” dispensa critiche alla società, ma approfondisce
le sfumature psicologiche che ruotano intorno all’inquietudine
d’amore dei due protagonisti, per poi addentrarsi nelle trepidazioni delle donne sull’agognato rapporto con l’altro sesso.
Il ritratto della famiglia di Eugenia e Fulgenzio è molto simile a quello
tipico della società attuale che, con la sua ipocrisia, il suo desiderio
di apparire ed il suo consumismo patologico, incoraggia la percezione netta che si stia parlando proprio di noi. Il genio di Goldoni
rende possibile l’attualità ed il realismo del testo.….come lo stesso
autore ci ricorda nelle Memorie: “Avevo ascoltato più di una volta le
loro baruffe, le loro grida, le loro disperazioni: i fazzoletti lacerati, gli
specchi spezzati, i coltelli sguainati. I miei innamorati sono esagerati, ma non sono meno veri; c’è più verità che verosimiglianza nella
commedia, lo ammetto; ma sulla certezza dei fatti, credetti poter
ricavare un quadro che faceva ridere gli uni e spaventare gli altri…..e
così fu”. La messa in scena procede con il ritmo della preparazione
di una festa e lo spettacolo sviluppa una narrazione letteraria e suggestiva dove tutti sono protagonisti con le loro reazioni di fronte al
sentimento unico ed immortale dell’amore. Il susseguirsi delle azioni e dei movimenti scenici in uno spazio realistico rendono dinamica
l’interpretazione sia fisica che vocale degli attori grazie al sostegno
della partitura musicale Mozartiana. In un gruppo di sei attori nel
ruolo di Eugenia troviamo la talentuosa figlia d’arte Selvaggia Quattrini, degna erede della grande Paola Quattrini, la straordinaria Isa
Barzizza nel ruolo della zia Fabrizia, che si presenta come millantatrice esagerata ed ostentatrice, colorita da vaniloqui e svenevolezze
assolutamente irresistibili e l’istrionico Stefano Artissunch, un Fulgenzio impetuoso, travolto dal sentimento della gelosia, a seguire
gli altri attori Stefano Tosoni, Stefano De Bernardin e Laura Graziosi
che con acume psicologico interpretano i caratteri della commedia.
BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: ....
di Daniel Glattauer
con
PAOLO VALERIO
cast
e regia
in definizione
produzione
Fondazione
Atlantide
Teatro
Stabile
di Verona
Un’e-mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta
la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato
l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre
irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un’amicizia
giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e
destinata ben presto a evolvere in un sentimento molto più potente,
che rischia di travolgere entrambi. Racconto d’amore epistolare
dell’era Internet, il testo descrive la nascita di un legame intenso,
di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un
rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?
Daniel Glattauer ci fa immergere in una storia d’amore di tempi
moderni, era internet, ma dai contenuti d’altri tempi; un amore epistolare, platonico, celebrale, eppure intenso proprio perché idealizzato e astratto, esente da difetti e imperfezioni donate dalla vita e
dalla convivenza di tutti i giorni. Ci si può dunque innamorare senza
vedersi, senza sentirsi. Si può trascorrere il tempo pensando ad
un’altra persona mai vista, ma che, solo con le parole, scritte, ci è
entrata dentro. Si può aspettare il segnale acustico e il simbolino
della posta su di un monitor con un’intensità capace di far passare in secondo piano l’altra vita, quella terrestre, quella vera. Ma
qual è la vita vera? Dietro alla vita borghese di Emmi c’è qualcosa
che fin’ora nessuno ha colto, come dietro alla vita professionale e
sentimentale del prof. Leo. La cosa straordinaria è che riescono
ad andare così in profondità solo grazie al potere delle parole, un
potere che oscilla tra l’essere penetrante, misterioso, affascinante,
malinconico, sensuale e così frizzante al punto tale che non ci si
staccherebbe mai da quella catena incessante di e-mail. Anche se
più che e-mail sono piccoli frammenti di vita messi per iscirtto,
sono le anime di due persone che si mettono a nudo coprendosi
dietro allo schermo del computer, che per loro non è un ostacolo o
un mezzo attraverso cui descriversi come non si è, ma è il mezzo
per uscire dall’ipocrisia dell’apparenza. Una storia priva di un’io narrante, senza ambientazioni, solo una lunga sequenza di messaggi,
ma non per questo meno coinvolgente, leggera, che riesce ad essere briosa divertente, emozionante e che alla fine, inevitabilmente, pone una riflessione sulla scelta tra rimorsi e rimpianti!
BASSANO TEATRO D’AUTORE DURATA: 1 ora e 30 minuti
EVENTO FUORI ABBONAMENTO
ONORATA SOCIETà VAJONT DOPO VAJONT
Giovedì 24
aprile 2014 ore 21.00
di Francesco Niccolini
con
PATRICIA ZANCO
drammaturgia
Francesco
Niccolini
consulenza
tecnica
Toni
Sirena
regia
Mattiuzzi e Zanco
produzione
fatebenesorelle
teatro
in collaborazione con
Associazione
Culturale
Tina Merlin
Comune
di Bassano
del Grappa
Dopo il successo del lavoro dedicato a Tina Merlin, Patricia Zanco
torna a parlare di Vajont affidandosi alla penna di Francesco Niccolini, già tra gli autori del mitico “Vajont” di Marco Paolini. In scena
la voce di donne che non sono passate dalla mediazione con il
potere e le sue condizioni. Donne capaci di denunciare la violenza
di un genocidio, di guardare dentro a quel che è stata definita la
tragedia dentro la tragedia, Vajont dopo Vajont. Uno spettacolo
per non dimenticare, per provare a ricostruire il dolore e la rabbia,
le truffe, gli inganni, la distruzione di una terra e di due popoli, a
Longarone e a Erto, dove l’interesse privato e la corruzione dello
Stato sono passati sopra la vita di due intere comunità.
“Onorata Società” è un carosello negro, degno di una dittatura sudamericana, colletti bianchi e mutande sporche di sangue. Si rapina e
si rapisce, si fanno scomparire i corpi, e poi tutti assolti. Si mangia, si
beve e si brinda, in nome del profitto e della luce elettrica. Debosciati, perversi corruttori che scannano il fiero pasto, fino a spolpamento definitivo. Un feroce banchetto al quale sono seduti presidenti,
vassalli, valvassori, servi e luogotenenti che nella carne affondano i
denti. Impuniti ingrassano, unti e volgari: industriali, scienziati, tecnici, avvocati, giudici, commercialisti, professori universitari, notai,
giornalisti, funzionari dello stato. Vajont, 9 ottobre 1963. Precipita
una montagna, cade su un bacino idroelettrico: 1910 morti. Fatalità,
natura crudele? O calcolo del profitto? Natura violentata, catastrofe
inevitabile e prevedibile. Intatta la diga “capolavoro”. Distruzione e
morte tutto intorno. E dopo? “Onorata Società” è un coro di personaggi, umani e non, frammenti di voci che dalla mezzanotte di quel
giorno raccontano la loro versione della tragedia e di quello che ne
seguì. Tragedia? No, questo è un genocidio. La storia del Vajont è
la storia di un genocidio, del più feroce e arrogante sfruttamento di
una terra che ne uscirà annientata, di una deportazione e di come si
possa distruggere, non solo nei corpi ma anche nello spirito, un’intera comunità. Per molte generazioni e forse per sempre. “Onorata
Società” è la testimonianza di come due voci fuori dal coro, una
giornalista e un avvocato, Tina Merlin e Sandro Canestrini, abbiano
molto da offrire a chi non ha perso la speranza che si possa lavorare
per la ricerca della verità, per difendere la dignità della vita e la più
impossibile delle utopie: il diritto alla felicità. (Francesco Niccolini)
BASSANO TEATRO CRONACA
DURATA: 1 ora e 45 minuti
Tito Gobbi\Wozzeck 1942:
canti in tempo di guerra
di e con
LUCA
SCARLINI
evento
celebrativo
realizzato
in
occasione
dei
100
anni
dalla
nascita
del
celebre
baritono
bassanese
TITO
GOBBI
materiali
video
a cura di
Cecilia
Gobbi
foto
d’archivio
Teatro
alla Scala
Giovedì 17 ottobre 2013 ore 21.00
Il 3 novembre 1942, Tito Gobbi interpreta il ruolo di protagonista nella prima
italiana di “Wozzeck” all’Opera di Roma. Il capolavoro di Alban Berg, vietato
nel Reich, come esempio di “arte degenerata”, fa sensazione: sembra che
narri esattamente il tempo di guerra. Un grande artista di canto si trova nei
crocevia della Storia, e resterà fedele a questo personaggio, straordinario
quanto inedito per il suo repertorio, su cui gli spettatori proiettavano le vicende di un tempo inquieto. “Wozzeck” è un’opera in tre atti tratta dal dramma
teatrale “Woyzeck” di Georg Büchner ed ispirato al fatto di cronaca nera che
vide coinvolto un uomo di Lipsia, Johann Christian Woyzeck, che uccise la
sua amante. Il libretto è sconvolgente e profetico, in quanto è stato scritto
nel primo ottocento ma riporta una trama che è assolutamente novecentesca e che nei contenuti conserva ancora intatta una sorprendente modernità. D’altro canto la modernità compositiva dell’opera deriva dall’essere
strutturata in funzione drammaturgica, come risultato cioè dell’adeguamento della musica alle necessità narrative e della rappresentazione scenica.
Scrive Alban Berg: “[…] nel momento in cui decisi di scrivere un’opera non
avevo altra intenzione che dare al teatro quello che appartiene al teatro, il
che significa configurare la musica in modo tale che sia cosciente, in ogni
istante, del suo dovere di servire il dramma; anzi ancor più, cioè così che
essa attinga soltanto da se stessa tutto ciò di cui il dramma ha bisogno per
tradursi nella realtà del palcoscenico, imponendo in tal modo al compositore
tutti i compiti essenziali di un regista ideale”. La regia occulta di Berg, così
minuziosamente pianificata in ogni dettaglio, diviene allora, anche in virtù
di un realismo esasperato che esprime le intenzioni letterarie di Büchner,
una pratica di integrazione fra le arti quasi descrittiva, tesa a rappresentare
cioè non solo le atmosfere emotive, ma a costruire e codificare addirittura
gli spazi, i luoghi stessi in cui si svolge l’azione, sino a diventare quasi cinematografica. Insomma un’opera che sa innovare il linguaggio e mescolare le
arti, perfetta per le ormai celebri disquisizioni dello scrittore musicologo Luca
Scarlini, di casa a Bassano dove in ogni sua nuova performance, che sia legata alle arti visive, alla musica, alla letteratura o al costume, riesce sempre ad
aprire nuove e inedite prospettive che appassionano e intrigano il pubblico.
Sarà dunque estremamente interessante vedere come saprà rievocare lo
straordinario talento interpretativo del grande baritono bassanese, precursore di generi e stili, maestro indiscusso del recitar cantando.
Biglietti in vendita a Bassano
fino al 7 dicembre 2013 presso Ufficio Operaestate in Via Vendramini, 35
tel. 0424 524214
dal 9 dicembre 2013 presso Ufficio I.A.T. Informazioni e Accoglienza Turistica in Largo Corona d’Italia
tel. 0424 524351
Info anche tel. 0424 519819 - 0424 519804
in collaborazione con Consorzio Vicenza è
www.comune.bassano.vi.it
www.operaestate.it
www.teatroremondini.it
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