L’osservazione in classe
Le funzioni didattiche
Le Note di Corsaro
Le funzioni pedagogiche
… insegnare
dipende strettamente dal parlare;
il discorso pedagogico è un modo di parlare specifico
organizzato e articolato in specifiche funzioni tendenti a
conseguire obiettivi di insegnamento - apprendimento
G. Ballanti, Discorso e azione nella pedagogia scientifica, Giunti Lisciani, Firenze 1989, pag. 26)
Che cosa si deve osservare quando si vuole osservare l’insegnamento?
I comportamenti di insegnamento che sono
prevalentemente comportamenti verbali
Definizione di liste di categorie a cui ricondurre tutto il comportamento verbale
registrato in classe:
ogni categoria corrisponde a definizione comportamentale di una funzione
pedagogica
I
Identificazione di funzioni pedagogiche desumibili dalla osservazione
registrazione e categorizzazione di interazioni verbali in classe
Le azioni pedagogiche sono comportamenti complessi
È necessario suddividerle in funzioni che devono essere disposte in ordine di
successione
Facilitare
Individualizzare
l’apprendimento
Si insegna assumendo funzioni di
stimolazione e di rinforzo
dell’apprendimento altrui
Gagnè
Gerarchia delle fasi dell’apprendimento
1. Apprendimento di segnali
2. Apprendimento stimolo-risposta
3. Concatenazione di sequenze stimolo risposta
4. associazione verbale
5. Discriminazione
6. Concetti
7. Regole
8. Problem solving
Discriminazioni, concetti regole e soluzione di problemi possono essere appresi
anche verbalmente, nella comunicazione attraverso il linguaggio
Ciò pone il problema dell’insegnamento la cui gerarchia si compone di nove gradi
• Gerarchia delle fasi dell’insegnamento
Discriminazioni, concetti regole e soluzione di problemi possono essere appresi
anche verbalmente, nella comunicazione attraverso il linguaggio
Ciò pone il problema dell’insegnamento la cui gerarchia si compone di nove gradi
Gagnè definisce l’istruzione come “controllo degli avvenimenti esterni nella situazione di apprendimento
e ponendosi nella prospettiva del comportamento di insegnamento
distingue nove essenziali momenti dell’istruzione stessa
GAGNÉ
I 9 momenti dell’istruzione
Comportamenti
di stimolazione
Attirare e controllare l’attenzione
Informare il soggetto dei risultati
attesi
Stimolare il ricordo delle capacità
prerequisite apprese
Momento critico
Presentare stimoli interenti al
compito
Fare da guida all’apprendimento
Fornire il feedback
Fase di rinforzo
Valutare la performance
Provvedere al transfer degli
apprendimenti
Assicurare la ritenzione
Dal primo al quinto comportamenti di stimolazione
Dal sesto - che introduce un “momento critico” si passa da situazioni di stimolazione
a situazioni di apprendimento e rinforzo
L’insegnamento è acceleratore dell’apprendimento perché “il soggetto non spreca tempo a scoprire
regole del tutto sbagliate”
L’apprendimento guidato è apprendimento stimolato: non è imposto né è subito.. Il soggetto anche se
guidato produce attivamente e autonomamente le regole …
Materia: Storia
Attività: Ripasso di Storia
L'insegnante dà l'indicazione di prendere il libro di storia.
L’insegnante introduce l’argomento spiegando che il lavoro
sarà su un ripasso di unità già studiate: “I popoli della Mesopotamia.”
All’alunno in difficoltà l’insegnante dà disposizione di proseguire il lavoro al c
omputer iniziato il giorno prima.
L’insegnante detta il titolo del lavoro e poi la consegna che, ricorda agli alunni, è da evidenziare
con un pallino rosso
L’insegnante inizia a discutere sulle informazioni che servono per completare il lavoro, in
questo modo fa un piccolo ripasso con gli alunni dell’argomento, richiamando i prerequisiti.
Prosegue poi il dettato degli esercizi dividendo il lavoro in tre fasi: Comprendere; Lavorare;
Consegna.
Gli alunni si mettono al lavoro.
L’insegnante definito il tempo per portare a termine il lavoro, invita un alunno a leggere e
spiegare le consegne dell’esercizio,
l’alunno ha difficoltà nel rispondere, l’insegnante lo aiuta con parafrasi dei termini della
consegna.
L’insegnante continua la lezione dalla cattedra, invitando gli alunni a riflettere sulle informazioni
all’interno dell’esercizio svolto
e chiedendo (stimolando) di recuperare in memoria le informazioni da collegare.
Viene identificata una parola “Funzione”. L’insegnante domanda agli alunni di cercare questa parola
sul vocabolario.
Dopo la ricerca e alcune letture delle diverse definizioni, la maestra riassume il concetto e gli alunni
affermanodi aver capito il significato della parola.
L’insegnante stimola gli alunni a riflettere su un altro termine emerso nell’analisi dell’esercizio:
“Eseguire”.
Gli alunni conoscono già il significato di questo termine e lo espongono in modo pertinente.
Il lavoro sul lessico prosegue con un’altra parola che è “assegnare”. L’insegnante chiede (interroga)
ad un alunno di spiegarne il significato, l’alunno è in difficoltà nel rispondere, l’insegnante lo aiuta
con dei suggerimenti che portano l’alunno a dare una risposta pertinente.
Una nuova parola (“casta”) a cui i bambini non sanno dare una definizione corretta, è utilizzata come
spunto dall’insegnante per gestire un ripasso di alcuni concetti di storia precedentemente studiati.
L’insegnante utilizza una tabella sulla lavagna , da lei disegnata, stimolando gli alunni a partecipare
alla costruzione di una piramide divisa in settori (che rappresentano le caste in Mesopotamia) al cui
interno sono inserite alcune categorie delle antiche società Mesopotamiche.
L’insegnante invita a riflettere (stimola) sulle informazioni alla lavagna.
Successivamente interroga lo studente che sembra avere più difficoltà nella definizione della parola
“casta”.
Con dei suggerimenti lo aiuta a comprenderne il significato. L’insegnante analizza con gli alunni ogni
parola che può non essere chiara, abbinando al ripasso il rinforzo e la competenza lessicale.
L’insegnante chiarisce agli alunni l’intenzione di portare avanti il ripasso a causa delle numerose
assenze che le impediscono di presentare nuovi contenuti.
L’alunno al computer interviene informando la maestra di aver concluso il compito assegnatogli.
La maestra lo gratifica con un feedback positivo.
L’insegnante invita a riflettere (stimola) sulle informazioni
alla lavagna.
Successivamente interroga lo studente che sembra avere più
difficoltà nella definizione della parola “casta”.
Con dei suggerimenti lo aiuta a comprenderne il significato.
L’insegnante analizza con gli alunni ogni parola che può
non essere chiara, abbinando al ripasso il rinforzo
e la competenza lessicale.
L’insegnante chiarisce agli alunni l’intenzione di portare avanti
il ripasso a causa delle numerose
assenze che le impediscono di presentare nuovi contenuti.
L’alunno al computer interviene informando la maestra
di aver concluso il compito assegnatogli.
La maestra lo gratifica con un feedback positivo.
NOTE DESCRITTIVE
 REGISTRARE IN MODO PRECISO E
DETTAGLIATO
RELAZIONI , RUOLI,
EVENTI
 LIMITARE AL MASSIMO QUALSIASI
INTERPRETAZIONE PERSONALE
Primo giorno di osservazione
Note pre osservative
Lunedì 15 novembre 2010 ore 8.10-11.10
I.C. “Fratelli Bandiera”- Scuola Primaria Classe V C
attività osservata …………..
Presenti: Insegnante di classe, maestra Gianfranca; insegnante di sostegno,
maestra Laura; alunni; tirocinante …………… (osservatore)
• Note descrittive
• “La maestra Gianfranca entra nell’aula, saluta gli alunni e raggiunge
la cattedra. Rimanendo in piedi, chiede loro di prendere posto, di
stare in silenzio e prestare attenzione. I bambini si siedono nei
banchi. Parlano tra di loro. La maestra li richiama dicendogli di stare
in silenzio. Entra l’insegnante di sostegno Laura, che si siede vicino
ad A., seduto al primo banco a destra della cattedra. L’insegnante di
classe mi presenta al gruppo classe spiegando loro qual è il mio
ruolo e che attività svolgerò all’interno della classe. “
NOTE PERSONALI
. “Sono rimasta colpita dall’attenzione che tutti gli studenti
hanno mantenuto per tutta la lezione. Mi ha intenerito
l’atteggiamento di chi, sentendosi in procinto di essere
interrogato, a voce bassa risolve il quesito che prevede
corrispondergli. E’ molto piacevole assistere a manifestazioni
di entusiasmo da parte di coloro che si sentono pronti nel
fornire la risposta esatta. E’ commovente invece constatare
l’incertezza di chi, essendo stato interpellato, mostra molta
timidezza e imbarazzo perché non riesce a dare il risultato
esatto. “
NOTA METODOLOGICA
RIGUARDANO
• LA SCELTA E L’UTILIZZAZIONE DEGLI
STRUMENTI
• LA POSIZIONE DELL’OSSERVATORE
• LE DECISIONI RELATIVE ALLA PROCEDURA
UTILIZZATA
DURANTE L’INTERO CICLO OSSERVATIVO
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