Signore Gesù. concedici le lacrime che ora non abbiamo, per lavare i nostri peccati. Donaci il coraggio di supplicare la tua misericordia. Nel giorno del tuo ultimo giudizio strappa le pagine che elencano i nostri peccati e fa’ che più non siano. Signore Gesù, tu ripeti anche a noi, questa sera, le parole che un giorno hai detto a Pietro: “Mettiti al mio seguito”. Obbedendo al tuo invito, vogliamo seguirti, passo dopo passo, per imparare noi pure a pensare secondo Dio e non secondo gli uomini 40 Presiederà i riti introduttivi S.E. l’Arcivescovo Mons. Vittorio Mondello 2 39 Benedizione finale Sacerdote. Il Signore sia con voi Tutti. E con il tuo Spirito Sacerdote Dio Padre, che nella passione del suo Figlio ci ha manifestato la grandezza del suo amore, vi faccia gustare la gioia dello Spirito nell’umile servizio dei fratelli. Tutti - Amen. Sacerdote Cristo Signore che ci ha salvato con la sua croce dalla morte eterna vi conceda la vita senza fine. Tutti - Amen. Sacerdote Voi, che seguite Cristo umiliato e sofferente, possiate aver parte alla sua risurrezione. Tutti - Amen. Sacerdote E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e Spirito Santo discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. Tutti - Amen. Sacerdote Nel nome del Signore, andate in pace. Tutti - Rendiamo grazie a Dio. Canto finale 38 Era una tarda mattinata primaverile di un anno tra il 30 e il 33 della nostra era. In una strada di Gerusalemme - che nei secoli successivi avrebbe portato il nome di “Via dolorosa” - procedeva un piccolo corteo: un condannato a morte, scortato da una pattuglia dell’esercito romano, avanzava reggendo il braccio trasversale di quella croce il cui palo verticale era già piantato lassù, tra le pietre di un piccolo promontorio roccioso, chiamato in aramaico Golgota e in latino Calvario, ossia “Cranio”. Era questa l’ultima tappa di una storia a tutti nota, al cui centro campeggia la figura di Gesù Cristo, l’uomo crocifisso e umiliato e il Signore risorto e glorioso. Era una storia iniziata nell’oscurità cupa della notte precedente, sotto le fronde degli ulivi di un campo denominato Getsemani, cioè “frantoio per olive”. Una storia che si era sviluppata in modo accelerato anche nei palazzi del potere religioso e politico e che era approdata a una condanna alla pena capitale. Eppure la tomba, offerta generosamente da un possidente di nome Giuseppe D’Arimatea, non avrebbe concluso la vicenda di quel condannato, come invece era avvenuto per tanti altri corpi martoriati nel crudele supplizio della crocifissione, destinato dai romani al giudizio dei rivoluzionari e degli schiavi. Procediamo insieme lungo l’itinerario orante che ci conduce dietro a Gesù, non per semplice memoria storica di un evento passato e di un defunto, ma per vivere la realtà aspra e cruda di una vicenda aperta però alla speranza, alla gioia, alla salvezza. Accanto a noi forse cammineranno anche coloro che ancora sono in ricerca, avanzando l’inquietudine delle loro domande. E mentre procediamo, di tappa in tappa, lungo questa via del dolore e di luce, riecheggeranno le parole vibranti dell’apostolo Paolo: “La morte è stata inghiottita per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!” (1 Cor 15, 54-55.57) 3 Canto Arcivescovo Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo Tutti - Amen. Arcivescovo Carissimi giovani, scesa l’ombra della sera sulla nostra città, così come in quella sera sulle case e sugli orti di Gerusalemme, anche noi ora ci accosteremo agli ulivi del Getsemani e inizieremo a seguire i passi di Gesù di Nazareth nelle ultime ore della sua vita terrena. Sarà un viaggio nel dolore, nella solitudine, nella crudeltà, nel male e nella morte, ma sarà anche un percorso nella fede, nella speranza e nell’amore, perché il sepolcro dell’ultima tappa del nostro cammino non rimarrà sigillato per sempre. Passata la tenebra, all’alba di pasqua si alzerà la luce della gioia, al silenzio subentrerà la parola di vita, alla morte succederà la gloria della risurrezione. Guida La passione di Cristo non finisce con la meditazione dell’ultima stazione, ma continua nella nostra vita. Il Cristo sofferente e crocifisso sia il nostro compagno che ci aiuta a capire, a portare e valorizzare la sofferenza perché unita alla sua ha un grande valore salvifico per tutto il mondo; portata con amore, sarà trasformata nella gioia della risurrezione. Preghiamo. Guarda con amore, o Padre, questi tuoi figli per i quali il tuo Figlio non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici e a subire il supplizio il supplizio della croce, e fa’ che nella gioia dello Spirito prenda parte alla vittoria del Risorto che si attua nelle prossime feste pasquali. Per Cristo nostro Signore. Tutti - Amen. Dalla lettera di san Paolo Apostolo ai Filippesi (2, 5-11) Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla 4 37 Preghiera terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. Parola di Dio Ti vogliamo ringraziare, o Signore, per il cammino compiuto meditando la tua passione e la tua morte. Siamo affaticati, ma sereni e liberi, ricchi di gioia e di speranza. Ti abbiamo visto, conosciuto, incontrato quando ti sei abbandonato al Padre, quando ci hai affidati alla Vergine tua Madre, Guida La via della Croce è per ciascuno di noi la riscoperta di Cristo, del suo amore per l’umanità, della sua presenza salvifica nella vita della Chiesa e nel mondo. Vogliamo percorrere questo cammino ricordando e rivivendo l’ora della passione in compagnia di Cristo stesso che ci invita alla conversione e alla celebrazione della sua regalità nella nostra vita seguendolo nel cammino della croce. quando hai dato l’ultimo respiro. Ti ringraziamo, Signore della vita. Fa’ che il nostro cammino sulla terra ci porti nella beatitudine dei Santi, nella comunione piena con te, con il Padre, con lo Spirito della vita. Amen Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice Padre nostro, Ave Maria, Gloria 36 Arcivescovo Preghiamo. Signore Gesù, donaci un cuore semplice e povero per vivere con te l’ora suprema della croce; completa nella nostra carne quello che manca ai tuoi patimenti, perché la nostra vita, rinnovata dalla tua generosa offerta sul Golgota, risplenda in attesa dell’eternità con te. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Tutti - Amen. Canto 5 Prima stazione GESÙ ISTITUISCE L’EUCARISTIA Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Matteo Mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Sin dalla tradizione ebraica il pasto non era soltanto il gesto dello sfamarsi, ma ogni pasto assumeva una dimensione di convivialità. L’istituzione dell’Eucaristia ci presenta Gesù che mangia con i suoi. Con il segno del pane e del vino, istituito da Gesù nell'Ultima Cena con le parole “Fate questo in memoria di me” ognuno di noi è chiamato a fare memoria della morte, passione e resurrezione del Signore. Tutto il mistero della Chiesa infatti si riassume nel fatto di poter riprodurre costantemente e realmente nel gesto eucaristico l'istante supremo in cui il Figlio di Dio si è dato totalmente per noi. Al centro dell’Eucaristia arde il desiderio di Cristo di amare e salvare tutta l’umanità, la sete di Cristo di dare la sua vita per gli uomini. L'Eucaristia è il «per voi» del sacrificio del Signore: «Questo è il mio corpo, che è per voi». Gesù «è per noi» e nel suo «essere per noi» si consuma totalmente. È questa missione che come cristiani ci viene affidata e che siamo chiamati a trasmettere fino alla fine dei tempi. 6 INTERCESSIONI So che il tuo amore mi aiuta, Signore. - Quando mi sembra di aver fallito ... - Quando le persone care vengono meno … - Quando non so vedere la luce intorno a me ... Preghiamo O Dio, grande e misericordioso, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del sangue che ci ha redenti. Per Cristo nostro Signore. Amen Padre nostro Canto 35 Quindicesima stazione GESÙ È RISORTO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco L’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura. Ci fermiamo per esultare. Gesù il terzo giorno risuscitò. La tua risurrezione, Signore, è la mia certezza. La mia vita non muore se la vivo con Te, se la spendo per Te, se mi fido e mi affido a Te. Tu non sei venuto per sopprimere la sofferenza, ma per trasformarla. “Io sono la risurrezione e la vita”. Sì, Gesù c’è la pienezza della vita, c’è la pienezza della gioia, c’è la pienezza della gloria. Il calvario, la morte, il sepolcro … sono solo un ricordo ormai lontano. Tutto è passato. Ora c’è il Signore risorto. Ora c’è la Pasqua. Solo ricordando il Suo amore, forse, riusciremo anche noi a migliorare il mondo. 34 Intercessioni Ascoltaci Signore - Come Tu hai detto: “Fate questo in memoria di me” concedici o Signore di celebrare nella nostra vita e nella nostra storia la memoria dell’Ultima Cena e fa’ che, uniti nello Spirito dal mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, sappiamo vivere agli incroci della storia consapevoli della missione che Tu affidi a ciascuno per collaborare alla costruzione del Tuo Regno. Preghiamo - Aiutaci o Signore ad essere uomini e donne di comunione, capaci di rompere il muro dell’indifferenza che molto spesso ci separa per riconoscere il Tuo volto nel volto del prossimo e insieme realizzare in pienezza il mistero eucaristico. Preghiamo - Sostienici Signore perché così come quella notte ti donasti gratuitamente a noi nel gesto dello spezzare il pane, allo stesso modo possiamo sperimentare ogni giorno la bellezza dell’essere dono per gli altri, atto d’amore che Tu per primo hai compiuto. Preghiamo Preghiamo O Padre, che doni a ciascuno una vocazione diversa ma con l'unico obiettivo della carità perfetta, rendici forti nelle prove, perché sull'esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore illuminati dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore. Amen Padre nostro Canto 7 Seconda stazione GESÙ È NELL’ORTO DEGLI ULIVI Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo di Luca Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». INTERCESSIONI Ti rendiamo grazie, o Signore Gesù - Perché hai dato la vita per noi... - Perché la tua morte ci ha aperto un futuro di speranza ... - Perché ci hai rivelato il senso della vita nell'amore a Dio e ai fratelli... Preghiamo Signore Gesù, tu sei nel sepolcro. Sei sceso sotto di noi per prenderci su di te, per addossarti i nostri peccati e la nostra morte. Concedici di attuare nella vita la realtà che ci comunichi nella celebrazione dei sacramenti. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto Il momento si avvicina sempre più e Tu, Gesù, l’hai già capito! Chissà come ti sarai sentito in quel momento, quando hai visto quella folla avvicinarsi a Te, quando hai capito che qualcuno ti aveva tradito, qualcuno di cui Tu ti fidavi. È in quel momento Gesù che si rivela tutta al stesso tempo la tua straordinaria “umanità” e “divinità” , che si svela la tua paura, la tua angoscia. È nel tuo dolore, Gesù, che rivivono tutti quegli esseri umani, tuoi figli, che oggi soffrono come Te: quelli che vivono il tradimento di un amico, quelli che hanno paura del futuro, quelli che si sentono finiti e non hanno più voglia di lottare per un bene più grande, quelli che si sentono abbandonati da tutti! 8 33 Quattordicesima stazione GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Giovanni Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. La sepoltura è l’ultimo atto della tragedia della morte. Ma per Gesù non è stato così. Il suo corpo non poteva rimanere nella tomba a marcire e a consumarsi. L’autore della vita è più potente della morte, perciò la sconfigge con gloria e potenza. Se la croce è il segno più chiaro e forte dell’amore di Dio per noi, la risurrezione è il segno che tutto quello che Gesù ha fatto e ha detto è la verità di Dio sull’uomo. Quella tomba resterà chiusa solo pochissimo tempo. Lì si prepara l’avvenire e la salvezza del mondo perché “è Lui la vera speranza”: il Cristo che vive con noi e in noi e che ci chiama a partecipare alla sua stessa vita eterna. Se non siamo soli, se Egli è con noi, anzi, se è Lui il nostro presente ed il nostro futuro, perché temere? La speranza del cristiano è dunque desiderare “il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo” . 32 Che possa essere, Gesù, il tuo Calvario a farli sentire meno soli e la tua vittoriosa risurrezione a farli sperare nel futuro. INTERCESSIONI Donaci, o Gesù, la tua forza. - Nei momenti in cui ci sentiamo traditi ed abbandonati da tutti... - Quando non abbiamo più il coraggio di andare avanti... - Per continuare a sperare nella tua Risurrezione... Preghiamo Signore Gesù, noi temiamo la fragilità della nostra carne: custodiscici nel nostro vegliare, insegnaci a non venire meno nella preghiera, perché, vinta la tentazione, cerchiamo e seguiamo sempre con te la volontà del Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto 9 Terza stazione GESÙ, TRADITO DA GIUDA, È ARRESTATO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?». Poi Gesù disse a coloro che gli erano venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre». Cosa potrebbe significare oggi per noi giovani del sud e in particolari reggini, essere traditi nelle aspettative e quindi deviati nella possibilità di inserimento e realizzazione lavorativa e sociale. Il problema è quello della qualità della vita e del suo essere degradata e sfigurata. Possiamo parlare di giovani con identità non imperfette o incompiute, ma impossibili o negate. Quale identità infatti può darsi un giovane a cui è negato l’ingresso nel mondo lavorativo e perciò la cui iniziazione sociale è zero in termini di esito e di inserimento? Quale identità è possibile senza possibilità di progetto per chi è espropriato del suo futuro al fine che gli hanno persino rubato la capacità di sognare? Oggi preghiamo affinché il lavoro di ogni uomo, nella sua complessità, rispetti in ogni momento e in ogni contesto la dignità della persona. Il lavoro è responsabilità ma anche solidarietà e fonte di speranza. Nonostante i mol10 INTERCESSIONI Ascoltaci Signore - O Padre buono e misericordioso, donaci un pentimento sincero affinché dalla meditazione della passione del Signore riceviamo la forza di proclamare e di vivere con coerenza il Vangelo di Gesù tuo figlio. Preghiamo - Fa' che anche noi, come Giuseppe di Arimatea, accogliamo con più fervore e devozione il tuo corpo, ogni volta che ci nutriamo – nel Sacramento dell’Eucarestia - del pane eucaristico. Preghiamo - Mostrati presente anche oggi nella Chiesa e nel mondo, perché la Vita trionfi sulla Morte. E fa' che ognuno di noi diventi tuo adoratore e tuo testimone di Resurrezione e di Vita, nel sacramento dell'uomo affamato, assetato, infermo, morente. Preghiamo Preghiamo O Padre, grazie per averci offerto il Figlio: egli stese le braccia sulla croce, morendo distrusse la morte e proclamò la risurrezione; ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. Padre nostro Canto 31 Tredicesima stazione GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE TRA LE BRACCIA DELLA MADRE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Giovanni Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Un Giuseppe ti ha protetto quando eri bambino. Un altro Giuseppe ti schioda dolcemente dalla croce. Nelle sue mani tu sei più abbandonato di un bimbo nelle mani della madre. Egli depone il tuo corpo esanime nel sepolcro e fa rotolare la pietra. Il cielo, come all’ora sesta, permane buio, impenetrabile. Tutto è silenzio. Umanamente sembra tutto finito. Il sepolcro appare la fine di ogni speranza umana. Ma ecco che sembrano spiegarsi quelle tue parole: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo, se invece muore produce molto frutto”. O Gesù, la tua tomba è luogo di risurrezione. La tua carne mortale è stata deposta nella terra; ma la tua carne risorta anticipa “cieli nuovi e terra nuova” e matura la nuova creazione. 30 teplici problemi, incomprensioni e difficoltà dobbiamo imparare a non scoraggiarci ma persistere davanti agli ostacoli: infatti il lavoro è anche aggregazione e la consapevolezza che con il nostro impegno possiamo contribuire al benessere e alla crescita della comunità. Il lavoro è cooperazione : Gesù Cristo con la sua vita e morte ha dimostrato che l’ uomo non è individualista, ma è colui che è “relazione aperta a tutti” poiché riconosce il contributo dell’altro affinché nella collaborazione il cammino diventi più umano. INTERCESSIONI Ascoltaci, Signore - Signore fa’ che tutti i giovani abbiano pari diritti nella scelta del lavoro affinché possano realizzarsi e contribuire perciò alla crescita della comunità. Preghiamo - Signore fa’ che tutti i giovani possano dimostrare le loro capacità e il loro valore nel mondo del lavoro affinché vengano apprezzati per il loro merito. Preghiamo - Signore concedici la forza di riuscire a stare in comune unione con chi ci sta a fianco affinché la nostra cooperazione accresca il bene comune. Preghiamo Preghiamo Signore Gesù che hai detto: “ Amatevi come io vi ho amati”, soccorri la nostra debolezza; concedici di donare senza ricevere, di amare pur non amati e i perdonare pur non perdonati. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto 11 Quarta stazione GESÙ È CONDANNATO DAL SINEDRIO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca». INTERCESSIONI Perdona Signore - la tentazione di chiuderci in noi stessi... - la paura della morte... - l'indifferenza verso il dolore... Preghiamo O Signore Gesù, morto per tutti sulla croce, abbi pietà di noi creature mortali. Nell’ora della morte, sempre lontana e sempre vicina, vieni incontro a noi e accoglici. Portaci sulle spalle incontro al Padre, dopo aver lavato i nostri peccati nel tuo Sangue preziosissimo. Amen Padre nostro Canto Gesù si trova di fronte ai sacerdoti che continuano a interrogarlo sulla sua reale identità. Nonostante l'evidenza, nonostante quanto avevano visto e udito, l'ordine costituito ha ancora bisogno di conferme. Manifestano la loro diffidenza, il distacco da ciò che Gesù Cristo aveva donato con la sua vita. "Tu dunque sei il figlio di Dio?" Ancora attuale e centro della nostra fede è questo interrogativo: noi giovani riconosciamo Gesù come testimone dell'infinito amore di Dio? Gesù non ha esitato ad annunciare il mistero che è in Lui pur ritrovandosi solo davanti alle accuse che lo avrebbero portato alla morte, e alla morte in croce; eppure quell'imputato, umiliato dalla corte, invece di scappare dalla verità oggetto di scandalo ricorda a tutti il dovere della testimonianza nella quotidianità. E noi chiamati a testimoniare riusciamo ad affermare questa Verità andando controcorrente senza cedere alle tentazioni? 12 29 Dodicesima stazione GESÙ MUORE SULLA CROCE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. Alla morte di Gesù anche la natura si sente toccata. Il sole si eclissa e si fa buio in tutta la terra. Quante volte nella nostra vita si fa buio? Ci si chiude in se stessi, si perde la forza di seguire la strada del Signore, non si vede più la luce. Ecco Gesù ci lascia un altro insegnamento: grida a gran voce. Non grida per rimproverare chi l’ha crocifisso, chi l’ha deriso… Gesù grida al Padre. Vuole farsi sentire! Si consegna a Dio. Consegna i suoi dolori, le sue sofferenze … consegna il Suo spirito, la parte più intima di se stesso. Ognuno di noi caduto nel peccato deve trovare dentro di sé la forza di alzare la voce e gridare a Dio l’invocazione della Sua misericordia. Un grido d’aiuto al Signore, un grido per affidarsi completamente a Lui, perché è solo Lui che ci può aiutare a rialzarci dal buio della sofferenza. Ci vergogniamo di dire che partecipiamo alla messa? Ci vergogniamo di far sapere che facciamo parte dei gruppi parrocchiali? Ci vergogniamo di essere cristiani? Abbiamo paura? Testimoniare la propria fede ci costringe ad uscire «allo scoperto». Noi invece preferiamo, spesso, nasconderci per non vedere, per non prendere posizione di fronte a situazioni e strutture che non rispettano la dignità dell’uomo. Preferiamo tacere anche quando la nostra coerenza di credenti ci imporrebbe di intervenire per gridare la Tua verità. Il primo passo per essere veri testimoni è cercare l'incontro con Gesù, trovare in Lui il vero amore, quell'amore che ci guida nelle scelte, che ci dà gioia visibile; in fondo testimoniare la nostra fede non significa fare chissà che ma vuol dire essere testimoni dell’Amore di Cristo per noi. Non vergogniamoci di amare! INTERCESSIONI Dio dell'amore, aiutaci ad essere testimoni autentici - Quando siamo di fronte a situazioni d'ostilità e diffidenza... - Quando manifestare la nostra fede significa andare controcorrente... - Quando ci ritroviamo soli nel seguirti... Preghiamo Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pronti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la speranza del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen Padre nostro Canto 28 13 Quinta stazione GESÙ È GIUDICATO DA PILATO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. Quanti incontri, Gesù, lungo la via della tua croce, che ti conduce alla morte per amore. Ora ti trovi di fronte a Pilato, custode del diritto e della giustizia; egli non vorrebbe consegnarti alla morte, ha incrociato il tuo sguardo ed è rimasto turbato. Ha compreso bene dove si trova l’innocenza, ma le urla di morte della folla opprimono quella già debole volontà. Si, di fronte a Pilato oggi si trova la Verità, quella verità che l’uomo di ogni tempo cerca. Di fronte alla paura, ad un arido calcolo, al compromesso politico, oggi scorgiamo la Libertà, perché tu stesso, Gesù, ce lo hai ricordato: “La verità vi farà liberi!”. INTERCESSIONI Noi, ci affidiamo a te, o Maria. - Perché alla domanda “dove siamo” la nostra risposta di giovani cristiani ci faccia guardare attorno per vedere a che punto siamo arrivati nel nostro viaggio verso l’incontro con Cristo... - Perché il nostro cammino diventi un pellegrinaggio spirituale che ci porta all’incontro personale con il Salvatore, l’unico che ha il potere di redimerci e di farci diventare figli di Dio... - Perché l’amore di Dio sia realizzato nella nostra vita e, tramite il nostro vivere, esso possa giungere al numero più grande di persone, a partire da quelle che incontriamo nei quartieri della nostra città... Preghiamo Signore Gesù, che hai fatto di Maria, madre tua e della Chiesa, il tempio vivo della gloria, trasforma tutta la nostra vita in sacrificio d’amore a te gradito, per collaborare fedelmente al tuo mistero di salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto Testimonianza 14 27 Undicesima stazione GESÙ IN CROCE, LA MADRE E IL DISCEPOLO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Giovanni Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Questa undicesima tappa della via dolorosa, ci invita a contemplare l'icona del Cristo morente che ci offre Maria: "Ecco tua madre!". "E da quel momento il discepolo che Gesù amava...la prese nella sua casa" o meglio: "L'accolse nella sua vita, nella sua intimità, tra i suoi beni". Facciamo dunque spazio a Maria nel nostro cuore, per volgere in purezza lo sguardo al Cristo trafitto e risorto. Ma, "fare spazio nel cuore" non deve essere un semplice slancio emotivo, occasionale, di superficie. Tutt'altro: deve essere il volgersi di tutta la nostra vita verso il mistero. Nessun altro bene, né altra intimità se non quella del Cristo, indicata da Maria in quel suo stare ritta sotto la croce, nella fede. Oggi, nella nostra sosta contemplativa, vogliamo stare anche noi sotto la croce, ritti in preghiera, ossia saldi nella fede e pronti a fare spazio nel cuore all'annuncio della risurrezione. 26 INTERCESSIONI Signore, insegnaci ad amare - Signore Gesù, tu che, indifeso, sei stato giudicato da Pilato e dalla folla, insegnaci a proteggere e a stare accanto a quanti oggi soffrono perché condannati dalla solitudine, dalla malattia e dalla povertà, nessuno possa sentirsi escluso ed emarginato. Preghiamo - Quanta libertà occorre, Gesù, per incontrarti: aiutaci a scoprirti come la verità che ci rende liberi, per non lasciarci dominare da noi stessi, dai compromessi e da ogni condizionamento umano. Preghiamo - Tu, o Gesù, che, innocente, sai tacere davanti a chi ti accusa, insegnaci a scoprire la bellezza del silenzio, per imparare a sopportare con serenità le durezze della vita. Preghiamo Preghiamo Signore Gesù, la tua passione è testimonianza di gloria ed insegnamento di umiltà amante. Tutto possiamo attenderci con fiducia dal Padre, perché tu non ti sei accontentato di nascere uomo tra gli uomini, ma hai voluto morire per mano degli uomini da te creati. Grazie, Signore, a te nei secoli. Amen Padre nostro Canto 15 Sesta stazione GESÙ È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Matteo Pilato dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Ho un solo sposo sulla terra: Gesù crocifisso e abbandonato; non ho altro Dio all’infuori di Lui. In Lui è tutto il paradiso con la Trinità e tutta la terra con l’Umanità. Perciò il suo è mio e null’altro. E suo è il dolore universale e quindi mio. Andrò per il mondo cercandolo in ogni attimo della mia vita. Ciò che mi fa male è mio. Mio il dolore che mi sfiora nel presente. Mio il dolore delle anime accanto. Mio tutto ciò che non è pace, gaudio, bello, amabile, sereno… Così per gli anni che mi rimangono: assetata di dolori, di angosce, di disperazioni, di distacchi, di esilio, di abbandoni, di strazi, di tutto ciò che è Lui. Così prosciugherò l’acqua della tribolazione in molti cuori vicini e per la comunione con lo Sposo mio onnipotente, lontani. Passerò come fuoco, che consuma ciò che ha da cadere e lascia in piedi solo la Verità. (Chiara Lubich) 16 INTERCESSIONI Signore, perdonaci - Per le nostre comunità parrocchiali, perché ciascuno comprenda che sotto la tua croce c’è posto proprio per tutti: per il giovane e per l ’anziano, per il povero e per il ricco, per il santo e per il peccatore. Preghiamo - Per ogni cristiano, perché testimoni sempre che il corpo crocifisso di Gesù è come il chicco di grano che genera la vita, è la fonte dell’amore. Preghiamo - Per i giovani e gli adolescenti delle nostre comunità perché possano scoprire, guardando alla croce di Cristo, il valore e il senso della loro esistenza. Preghiamo Preghiamo O Dio, che nella croce del tuo Figlio, segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori, fa che l’umanità non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia, ma sappia discernere i segni dei tempi per essere salva nel tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen Padre nostro Canto 25 Decima stazione GESÙ È CROCIFISSO Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: “Questi è il re dei Giudei”. Passivamente, Gesù si lascia inchiodare le mani e i piedi. Senza una parola, senza un gesto. Ridotto all’impotenza, queste mani non possono più guarire, benedire, spezzare il pane. Questi piedi non possono più percorrere i cammini, né camminare sulle acque del lago, né essere bagnati dalle lacrime della peccatrice. Ma chi è più forte? Gesù che si lascia inchiodare o i violenti che battono a colpi di martello? Il più forte, è il più debole, è colui che non resiste ad una forza cieca. Sul legno della croce, Gesù trasforma tutta la sua energia in energia d’amore per andare fino alla vittoria finale: vincere la morte! 24 INTERCESSIONI Ascoltaci, o Signore. - Per tutti i giovani, affinché, come Paolo, possano testimoniare il Risorto facendolo conoscere a quanti sono in cerca della “grande speranza” che dia senso alla loro esistenza. Preghiamo - Per tutti coloro che soffrono nel mondo, perché non rimangano schiacciati dal dolore ma lo amino amando Gesù nella piaga dell’abbandono per ritrovarsi nella luce del Risorto. Preghiamo - Per tutti i movimenti e le chiese cristiane, affinché siano sempre di più una risposta di luce alla notte collettiva che domina il mondo fino a comporre una grande rete di fraternità universale. Preghiamo Preghiamo Signore Gesù, fa’ che portando sempre e dovunque nel nostro corpo la tua morte, il nostro spirito risplenda e si accenda per il desiderio di te, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto 17 Settima stazione tutti: non basta compatire e provare pietà per gli altri più in difficoltà di noi, ma dobbiamo sostenerci vicendevolmente. GESÙ È CARICATO DELLA CROCE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco I soldati dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Portare la croce non è semplice, Signore, e tu lo sai bene: il peso del legno, la sensazione di non farcela e poi la solitudine … quanto ci si sente soli a portare le proprie croci! Quando mi sento stanco e penso che nessuno possa capirmi, ricordami che Tu ci sei sempre, fammi sentire viva la Tua presenza ed infondimi la forza di continuare il mio cammino verso Te. Testimonianza INTERCESSIONI Perdona Signore il nostro cuore di pietra. - Noi ti offriamo l’amore, la dedizione e le preoccupazioni delle mamme e dei papà custodi delle famiglie, aiutali nel loro compito di educatori. Preghiamo - Signore, preghiamo per quei genitori che non sempre hanno aiutato i loro figli a crescere e ad accogliere la forza della tua presenza nella loro vita; rendili consapevoli dell’importanza del loro ruolo di educatori e aiutali a non considerarti mai assente nel loro impegno. Preghiamo - Signore, apri il nostro cuore, rendici desiderosi di ascoltare la tua parola e di viverla ogni giorno, anche quando costa fatica impegno e sofferenza. Preghiamo Preghiamo Signore Gesù, le genti non potranno conoscerti se non decidiamo di seguirti, consacrando a te la nostra vita per sempre: fa che i giovani, in particolare, si mettano in ascolto per capire il tuo disegno d’amore e ti seguano per fare della propria vita un dono. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen Padre nostro Canto 18 23 Nona stazione GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?». Lungo la via della Croce delle donne piangono il destino del Maestro: sono madri che vedono in Gesù i propri figli, piangono vedendo l’uomo sfinito che si rialza dopo l’ennesima caduta, piangono vedendo l’uomo maltrattato e umiliato che non si lascia abbattere, ma continua a risalire la strada e quando si rivolge a loro, le sue parole non vogliono essere solo un conforto ma principalmente un ammonimento, un insegnamento: “se trattano così il legno verde cosa ne sarà del legno secco?” è la domanda che il Signore rivolge alle donne e sembra voler dire: “ecco vedete Maria? È dietro di me, continua a seguirmi soprattutto ora che il mio destino è segnato. Anche voi dovete fare questo con i vostri figli, siate loro vicine in ogni momento.” È questo l’ultimo grande insegnamento del Signore: “amate i fratelli”, amate come solo una mamma può amare. Le pie donne siamo 22 Testimonianza INTERCESSIONI Perdonaci, Gesù - Quando davanti a una piccola umiliazione o ad un torto reagiamo con la vendetta o la violenza... - Quando offendiamo gli altri, facciamo loro del male e siamo indifferenti... - Quando non siamo capaci di accettare una piccola sofferenza, ma ci lamentiamo continuamente... Preghiamo Signore, tu sei la via che conduce al Padre, ma tu sei anche colui che si è fatto obbediente fino alla morte di croce. Tu ci ricordi che si giunge al Padre, senza passare attraverso la passione. Signore, non dobbiamo inventare il nostro Calvario: esso è la nostra situazione, il nostro momento, la nostra vita di oggi. Aiutaci a camminare con te! Amen Padre nostro Canto 19 Ottava stazione GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Simone era passato di là per caso; non sapeva che quell’incontro sarebbe stato straordinario, e avrebbe cambiato la sua vita. Il gesto del Cireneo, da esecuzione forzata, si trasforma idealmente in un simbolo di tutti gli atti di solidarietà per i sofferenti, gli oppressi e gli affaticati. La croce, la sofferenza, la prova, nessuno le cerca; è Dio che ci fa dono di quella che siamo capaci di portare e ci invita a essere sempre pronti a sostenere i pesi degli altri e a condividere le loro sofferenze. Siamo chiamati a essere collaboratori di Gesù ora nel nostro tempo, nelle persone che incontriamo ogni giorno. Il Cireneo rappresenta così l’immensa schiera delle persone generose, dei samaritani che non “passano oltre dall’altra parte” della strada, ma si chinano sui miseri caricandoli su di sé per sostenerli. Sul capo e sulle spalle di Simone, curve sotto il peso della croce, echeggiano, allora, le parole di San Paolo: “Portate i pesi gli uni degli altri perché così adempirete la legge di Cristo”. INTERCESSIONI Sostienici, Signore - Quando le occupazioni di ogni giorno sembrano esaurire le nostre possibilità e fatichiamo a trovare tempo per te e per gli altri... - Quando siamo tentati di chiuderci nelle nostre difficoltà e non riusciamo a condividere la sofferenza o il disagio dei nostri amici e fratelli... - Quando la croce è troppo pesante e non riusciamo ad accettarla... Preghiamo O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore. Amen Padre nostro Canto Testimonianza 20 21