Signore Gesù.
concedici le lacrime
che ora non abbiamo,
per lavare i nostri peccati.
Donaci il coraggio di supplicare
la tua misericordia.
Nel giorno del tuo ultimo giudizio
strappa le pagine
che elencano i nostri peccati
e fa’ che più non siano.
Signore Gesù,
tu ripeti anche a noi, questa sera,
le parole che un giorno
hai detto a Pietro:
“Mettiti al mio seguito”.
Obbedendo al tuo invito,
vogliamo seguirti, passo dopo passo,
per imparare noi pure
a pensare secondo Dio
e non secondo gli uomini
40
Presiederà i riti introduttivi
S.E. l’Arcivescovo
Mons. Vittorio Mondello
2
39
Benedizione finale
Sacerdote.
Il Signore sia con voi
Tutti.
E con il tuo Spirito
Sacerdote
Dio Padre, che nella passione del suo Figlio ci ha manifestato la grandezza del suo amore, vi faccia gustare la
gioia dello Spirito nell’umile servizio dei fratelli.
Tutti - Amen.
Sacerdote
Cristo Signore che ci ha salvato con la sua croce dalla
morte eterna vi conceda la vita senza fine.
Tutti - Amen.
Sacerdote
Voi, che seguite Cristo umiliato e sofferente, possiate
aver parte alla sua risurrezione.
Tutti - Amen.
Sacerdote
E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e
Spirito Santo discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
Tutti - Amen.
Sacerdote
Nel nome del Signore, andate in pace.
Tutti - Rendiamo grazie a Dio.
Canto finale
38
Era una tarda mattinata primaverile di un anno tra il 30 e il 33 della nostra era. In una strada di Gerusalemme - che nei secoli successivi
avrebbe portato il nome di “Via dolorosa” - procedeva un piccolo
corteo: un condannato a morte, scortato da una pattuglia dell’esercito
romano, avanzava reggendo il braccio trasversale di quella croce il cui
palo verticale era già piantato lassù, tra le pietre di un piccolo promontorio roccioso, chiamato in aramaico Golgota e in latino Calvario, ossia
“Cranio”.
Era questa l’ultima tappa di una storia a tutti nota, al cui centro
campeggia la figura di Gesù Cristo, l’uomo crocifisso e umiliato e il Signore risorto e glorioso. Era una storia iniziata nell’oscurità cupa della
notte precedente, sotto le fronde degli ulivi di un campo denominato
Getsemani, cioè “frantoio per olive”. Una storia che si era sviluppata in
modo accelerato anche nei palazzi del potere religioso e politico e che
era approdata a una condanna alla pena capitale. Eppure la tomba,
offerta generosamente da un possidente di nome Giuseppe
D’Arimatea, non avrebbe concluso la vicenda di quel condannato,
come invece era avvenuto per tanti altri corpi martoriati nel crudele
supplizio della crocifissione, destinato dai romani al giudizio dei rivoluzionari e degli schiavi.
Procediamo insieme lungo l’itinerario orante che ci conduce dietro a Gesù, non per semplice memoria storica di un evento passato e di
un defunto, ma per vivere la realtà aspra e cruda di una vicenda aperta
però alla speranza, alla gioia, alla salvezza. Accanto a noi forse cammineranno anche coloro che ancora sono in ricerca, avanzando
l’inquietudine delle loro domande. E mentre procediamo, di tappa in
tappa, lungo questa via del dolore e di luce, riecheggeranno le parole
vibranti dell’apostolo Paolo: “La morte è stata inghiottita per la vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria? Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!” (1 Cor 15, 54-55.57)
3
Canto
Arcivescovo
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Tutti - Amen.
Arcivescovo
Carissimi giovani, scesa l’ombra della sera sulla nostra
città, così come in quella sera sulle case e sugli orti di
Gerusalemme, anche noi ora ci accosteremo agli ulivi
del Getsemani e inizieremo a seguire i passi di Gesù di
Nazareth nelle ultime ore della sua vita terrena.
Sarà un viaggio nel dolore, nella solitudine, nella crudeltà, nel male e nella morte, ma sarà anche un percorso nella fede, nella speranza e nell’amore, perché il sepolcro dell’ultima tappa del nostro cammino non rimarrà sigillato per sempre.
Passata la tenebra, all’alba di pasqua si alzerà la luce
della gioia, al silenzio subentrerà la parola di vita, alla
morte succederà la gloria della risurrezione.
Guida
La passione di Cristo non finisce con la meditazione
dell’ultima stazione, ma continua nella nostra vita. Il Cristo sofferente e crocifisso sia il nostro compagno che ci
aiuta a capire, a portare e valorizzare la sofferenza perché unita alla sua ha un grande valore salvifico per tutto
il mondo; portata con amore, sarà trasformata nella gioia della risurrezione.
Preghiamo.
Guarda con amore, o Padre, questi tuoi figli per i quali il
tuo Figlio non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici e
a subire il supplizio il supplizio della croce, e fa’ che nella
gioia dello Spirito prenda parte alla vittoria del Risorto
che si attua nelle prossime feste pasquali. Per Cristo nostro Signore.
Tutti - Amen.
Dalla lettera di san Paolo Apostolo ai Filippesi
(2, 5-11)
Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in
Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non
considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e
alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha
dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla
4
37
Preghiera
terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù
Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio
Ti vogliamo ringraziare, o Signore,
per il cammino compiuto meditando
la tua passione e la tua morte.
Siamo affaticati, ma sereni e liberi,
ricchi di gioia e di speranza.
Ti abbiamo visto, conosciuto, incontrato
quando ti sei abbandonato al Padre,
quando ci hai affidati alla Vergine tua Madre,
Guida
La via della Croce è per ciascuno di noi la riscoperta di
Cristo, del suo amore per l’umanità, della sua presenza
salvifica nella vita della Chiesa e nel mondo. Vogliamo
percorrere questo cammino ricordando e rivivendo l’ora
della passione in compagnia di Cristo stesso che ci invita alla conversione e alla celebrazione della sua regalità
nella nostra vita seguendolo nel cammino della croce.
quando hai dato l’ultimo respiro.
Ti ringraziamo, Signore della vita.
Fa’ che il nostro cammino sulla terra
ci porti nella beatitudine dei Santi,
nella comunione piena con te,
con il Padre, con lo Spirito della vita.
Amen
Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
36
Arcivescovo
Preghiamo.
Signore Gesù, donaci un cuore semplice e povero per
vivere con te l’ora suprema della croce; completa nella
nostra carne quello che manca ai tuoi patimenti, perché
la nostra vita, rinnovata dalla tua generosa offerta sul
Golgota, risplenda in attesa dell’eternità con te.
Tu che vivi e regni nei secoli
dei secoli.
Tutti - Amen.
Canto
5
Prima stazione
GESÙ ISTITUISCE L’EUCARISTIA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Matteo
Mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro,
dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue
dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei
peccati.
Sin dalla tradizione ebraica il pasto non era soltanto il
gesto dello sfamarsi, ma ogni pasto assumeva una dimensione di convivialità. L’istituzione dell’Eucaristia ci
presenta Gesù che mangia con i suoi. Con il segno del
pane e del vino, istituito da Gesù nell'Ultima Cena con le
parole “Fate questo in memoria di me” ognuno di noi è
chiamato a fare memoria della morte, passione e resurrezione del Signore.
Tutto il mistero della Chiesa infatti si riassume nel fatto
di poter riprodurre costantemente e realmente nel gesto
eucaristico l'istante supremo in cui il Figlio di Dio si è dato totalmente per noi. Al centro dell’Eucaristia arde il desiderio di Cristo di amare e salvare tutta l’umanità, la
sete di Cristo di dare la sua vita per gli uomini.
L'Eucaristia è il «per voi» del sacrificio del Signore:
«Questo è il mio corpo, che è per voi». Gesù «è per noi»
e nel suo «essere per noi» si consuma totalmente. È
questa missione che come cristiani ci viene affidata e
che siamo chiamati a trasmettere fino alla fine dei
tempi.
6
INTERCESSIONI
So che il tuo amore mi aiuta, Signore.
- Quando mi sembra di aver fallito ...
- Quando le persone care vengono meno …
- Quando non so vedere la luce intorno a me ...
Preghiamo
O Dio, grande e misericordioso, accresci in noi la grazia
che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile
ricchezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito
che ci ha rigenerati, del sangue che ci ha redenti. Per
Cristo nostro Signore. Amen
Padre nostro
Canto
35
Quindicesima stazione
GESÙ È RISORTO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco
L’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui.
Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite
ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea.
Là lo vedrete, come vi ha detto». Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di
spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.
Ci fermiamo per esultare. Gesù il terzo giorno risuscitò.
La tua risurrezione, Signore, è la mia certezza.
La mia vita non muore se la vivo con Te, se la spendo
per Te, se mi fido e mi affido a Te.
Tu non sei venuto per sopprimere la sofferenza, ma per
trasformarla.
“Io sono la risurrezione e la vita”. Sì, Gesù c’è la pienezza della vita, c’è la pienezza della gioia, c’è la pienezza della gloria.
Il calvario, la morte, il sepolcro … sono solo un ricordo
ormai lontano. Tutto è passato.
Ora c’è il Signore risorto. Ora c’è la Pasqua.
Solo ricordando il Suo amore, forse, riusciremo anche
noi a migliorare il mondo.
34
Intercessioni
Ascoltaci Signore
- Come Tu hai detto: “Fate questo in memoria di me”
concedici o Signore di celebrare nella nostra vita e nella
nostra storia la memoria dell’Ultima Cena e fa’ che, uniti nello Spirito dal mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, sappiamo vivere agli incroci della storia consapevoli della missione che Tu affidi a ciascuno per collaborare alla costruzione del Tuo Regno. Preghiamo
- Aiutaci o Signore ad essere uomini e donne di comunione, capaci di rompere il muro dell’indifferenza che
molto spesso ci separa per riconoscere il Tuo volto nel
volto del prossimo e insieme realizzare in pienezza il
mistero eucaristico. Preghiamo
- Sostienici Signore perché così come quella notte ti donasti gratuitamente a noi nel gesto dello spezzare il pane, allo stesso modo possiamo sperimentare ogni giorno la bellezza dell’essere dono per gli altri, atto d’amore
che Tu per primo hai compiuto. Preghiamo
Preghiamo
O Padre, che doni a ciascuno una vocazione diversa ma
con l'unico obiettivo della carità perfetta, rendici forti
nelle prove, perché sull'esempio di Cristo impariamo a
condividere con i fratelli il mistero del dolore illuminati
dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore.
Amen
Padre nostro
Canto
7
Seconda stazione
GESÙ È NELL’ORTO DEGLI ULIVI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo di Luca
Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi;
anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi,
pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda
all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore
diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi,
rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò
che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché
dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
INTERCESSIONI
Ti rendiamo grazie, o Signore Gesù
- Perché hai dato la vita per noi...
- Perché la tua morte ci ha aperto un futuro di
speranza ...
- Perché ci hai rivelato il senso della vita nell'amore a
Dio e ai fratelli...
Preghiamo
Signore Gesù, tu sei nel sepolcro. Sei sceso sotto di noi
per prenderci su di te, per addossarti i nostri peccati e la
nostra morte. Concedici di attuare nella vita la realtà che
ci comunichi nella celebrazione dei sacramenti. Tu che
vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
Il momento si avvicina sempre più e Tu, Gesù, l’hai già
capito!
Chissà come ti sarai sentito in quel momento, quando
hai visto quella folla avvicinarsi a Te, quando hai capito
che qualcuno ti aveva tradito, qualcuno di cui Tu ti fidavi. È in quel momento Gesù che si rivela tutta al stesso
tempo la tua straordinaria “umanità” e “divinità” , che si
svela la tua paura, la tua angoscia.
È nel tuo dolore, Gesù, che rivivono tutti quegli esseri
umani, tuoi figli, che oggi soffrono come Te: quelli che
vivono il tradimento di un amico, quelli che hanno paura
del futuro, quelli che si sentono finiti e non hanno più
voglia di lottare per un bene più grande, quelli che si
sentono abbandonati da tutti!
8
33
Quattordicesima stazione
GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in
bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire
per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi
era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel
quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei,
poiché quel sepolcro era vicino.
La sepoltura è l’ultimo atto della tragedia della morte.
Ma per Gesù non è stato così. Il suo corpo non poteva rimanere nella tomba a marcire e a consumarsi.
L’autore della vita è più potente della morte, perciò la
sconfigge con gloria e potenza. Se la croce è il segno più
chiaro e forte dell’amore di Dio per noi, la risurrezione è
il segno che tutto quello che Gesù ha fatto e ha detto è
la verità di Dio sull’uomo. Quella tomba resterà chiusa
solo pochissimo tempo.
Lì si prepara l’avvenire e la salvezza del mondo perché
“è Lui la vera speranza”: il Cristo che vive con noi e in
noi e che ci chiama a partecipare alla sua stessa vita eterna.
Se non siamo soli, se Egli è con noi, anzi, se è Lui il nostro presente ed il nostro futuro, perché temere? La speranza del cristiano è dunque desiderare “il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci
non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello
Spirito Santo” .
32
Che possa essere, Gesù, il tuo Calvario a farli sentire
meno soli e la tua vittoriosa risurrezione a farli sperare
nel futuro.
INTERCESSIONI
Donaci, o Gesù, la tua forza.
- Nei momenti in cui ci sentiamo traditi ed abbandonati
da tutti...
- Quando non abbiamo più il coraggio di andare
avanti...
- Per continuare a sperare nella tua Risurrezione...
Preghiamo
Signore Gesù, noi temiamo la fragilità della nostra carne: custodiscici nel nostro vegliare, insegnaci a non venire meno nella preghiera, perché, vinta la tentazione,
cerchiamo e seguiamo sempre con te la volontà del Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
9
Terza stazione
GESÙ, TRADITO DA GIUDA, È ARRESTATO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li
precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e
si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda,
con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?». Poi Gesù disse a coloro che gli erano venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti
con spade e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle
tenebre».
Cosa potrebbe significare oggi per noi giovani del sud e
in particolari reggini, essere traditi nelle aspettative e
quindi deviati nella possibilità di inserimento e realizzazione lavorativa e sociale. Il problema è quello della
qualità della vita e del suo essere degradata e sfigurata.
Possiamo parlare di giovani con identità non imperfette
o incompiute, ma impossibili o negate. Quale identità infatti può darsi un giovane a cui è negato l’ingresso nel
mondo lavorativo e perciò la cui iniziazione sociale è zero in termini di esito e di inserimento?
Quale identità è possibile senza possibilità di progetto
per chi è espropriato del suo futuro al fine che gli hanno
persino rubato la capacità di sognare?
Oggi preghiamo affinché il lavoro di ogni uomo, nella sua
complessità, rispetti in ogni momento e in ogni contesto
la dignità della persona. Il lavoro è responsabilità ma
anche solidarietà e fonte di speranza. Nonostante i mol10
INTERCESSIONI
Ascoltaci Signore
- O Padre buono e misericordioso, donaci un pentimento
sincero affinché dalla meditazione della passione del Signore riceviamo la forza di proclamare e di vivere con
coerenza il Vangelo di Gesù tuo figlio. Preghiamo
- Fa' che anche noi, come Giuseppe di Arimatea, accogliamo con più fervore e devozione il tuo corpo, ogni volta che ci nutriamo – nel Sacramento dell’Eucarestia - del
pane eucaristico. Preghiamo
- Mostrati presente anche oggi nella Chiesa e nel mondo,
perché la Vita trionfi sulla Morte. E fa' che ognuno di noi
diventi tuo adoratore e tuo testimone di Resurrezione e
di Vita, nel sacramento dell'uomo affamato, assetato, infermo, morente. Preghiamo
Preghiamo
O Padre, grazie per averci offerto il Figlio: egli stese le
braccia sulla croce, morendo distrusse la morte e proclamò la risurrezione; ora vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Padre nostro
Canto
31
Tredicesima stazione
GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE TRA LE BRACCIA
DELLA MADRE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei,
chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo
concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi
andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.
Un Giuseppe ti ha protetto quando eri bambino. Un altro Giuseppe ti schioda dolcemente dalla croce. Nelle
sue mani tu sei più abbandonato di un bimbo nelle mani della madre. Egli depone il tuo corpo esanime nel sepolcro e fa rotolare la pietra. Il cielo, come all’ora sesta,
permane buio, impenetrabile. Tutto è silenzio. Umanamente sembra tutto finito. Il sepolcro appare la fine di
ogni speranza umana. Ma ecco che sembrano spiegarsi
quelle tue parole: “Se il chicco di grano caduto in terra
non muore rimane solo, se invece muore produce molto
frutto”. O Gesù, la tua tomba è luogo di risurrezione. La
tua carne mortale è stata deposta nella terra; ma la tua
carne risorta anticipa “cieli nuovi e terra nuova” e matura la nuova creazione.
30
teplici problemi, incomprensioni e difficoltà dobbiamo
imparare a non scoraggiarci ma persistere davanti agli
ostacoli: infatti il lavoro è anche aggregazione e la consapevolezza che con il nostro impegno possiamo contribuire al benessere e alla crescita della comunità.
Il lavoro è cooperazione : Gesù Cristo con la sua vita e
morte ha dimostrato che l’ uomo non è individualista,
ma è colui che è “relazione aperta a tutti” poiché riconosce il contributo dell’altro affinché nella collaborazione il
cammino diventi più umano.
INTERCESSIONI
Ascoltaci, Signore
- Signore fa’ che tutti i giovani abbiano pari diritti nella
scelta del lavoro affinché possano realizzarsi e contribuire perciò alla crescita della comunità. Preghiamo
- Signore fa’ che tutti i giovani possano dimostrare le loro capacità e il loro valore nel mondo del lavoro affinché
vengano apprezzati per il loro merito. Preghiamo
- Signore concedici la forza di riuscire a stare in comune
unione con chi ci sta a fianco affinché la nostra cooperazione accresca il bene comune. Preghiamo
Preghiamo
Signore Gesù che hai detto: “ Amatevi come io vi ho
amati”, soccorri la nostra debolezza; concedici di donare
senza ricevere, di amare pur non amati e i perdonare
pur non perdonati. Tu che
vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
11
Quarta stazione
GESÙ È CONDANNATO DAL SINEDRIO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del
popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero
davanti al sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo
momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque
sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora
di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua
bocca».
INTERCESSIONI
Perdona Signore
- la tentazione di chiuderci in noi stessi...
- la paura della morte...
- l'indifferenza verso il dolore...
Preghiamo
O Signore Gesù, morto per tutti sulla croce, abbi pietà
di noi creature mortali. Nell’ora della morte, sempre
lontana e sempre vicina, vieni incontro a noi e accoglici. Portaci sulle spalle incontro al Padre, dopo aver lavato i nostri peccati nel tuo Sangue preziosissimo.
Amen
Padre nostro
Canto
Gesù si trova di fronte ai sacerdoti che continuano a
interrogarlo sulla sua reale identità. Nonostante l'evidenza, nonostante quanto avevano visto e udito, l'ordine costituito ha ancora bisogno di conferme. Manifestano la
loro diffidenza, il distacco da ciò che Gesù Cristo aveva
donato con la sua vita. "Tu dunque sei il figlio di Dio?"
Ancora attuale e centro della nostra fede è questo interrogativo: noi giovani riconosciamo Gesù come testimone
dell'infinito amore di Dio? Gesù non ha esitato ad annunciare il mistero che è in Lui pur ritrovandosi solo davanti
alle accuse che lo avrebbero portato alla morte, e alla
morte in croce; eppure quell'imputato, umiliato dalla
corte, invece di scappare dalla verità oggetto di scandalo
ricorda a tutti il dovere della testimonianza nella quotidianità. E noi chiamati a testimoniare riusciamo ad affermare questa Verità andando controcorrente senza cedere alle tentazioni?
12
29
Dodicesima stazione
GESÙ MUORE SULLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il
velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a
gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il
mio spirito». Detto questo spirò.
Alla morte di Gesù anche la natura si sente toccata. Il
sole si eclissa e si fa buio in tutta la terra. Quante volte
nella nostra vita si fa buio? Ci si chiude in se stessi, si
perde la forza di seguire la strada del Signore, non si
vede più la luce. Ecco Gesù ci lascia un altro insegnamento: grida a gran voce. Non grida per rimproverare
chi l’ha crocifisso, chi l’ha deriso… Gesù grida al Padre.
Vuole farsi sentire! Si consegna a Dio. Consegna i suoi
dolori, le sue sofferenze … consegna il Suo spirito, la
parte più intima di se stesso. Ognuno di noi caduto nel
peccato deve trovare dentro di sé la forza di alzare la
voce e gridare a Dio l’invocazione della Sua misericordia. Un grido d’aiuto al Signore, un grido per affidarsi
completamente a Lui, perché è solo Lui che ci può aiutare a rialzarci dal buio della sofferenza.
Ci vergogniamo di dire che partecipiamo alla messa? Ci
vergogniamo di far sapere che facciamo parte dei gruppi
parrocchiali? Ci vergogniamo di essere cristiani? Abbiamo paura? Testimoniare la propria fede ci costringe ad
uscire «allo scoperto». Noi invece preferiamo, spesso,
nasconderci per non vedere, per non prendere posizione
di fronte a situazioni e strutture che non rispettano la
dignità dell’uomo. Preferiamo tacere anche quando la
nostra coerenza di credenti ci imporrebbe di intervenire
per gridare la Tua verità. Il primo passo per essere veri
testimoni è cercare l'incontro con Gesù, trovare in Lui il
vero amore, quell'amore che ci guida nelle scelte, che ci
dà gioia visibile; in fondo testimoniare la nostra fede non
significa fare chissà che ma vuol dire essere testimoni
dell’Amore di Cristo per noi. Non vergogniamoci di amare!
INTERCESSIONI
Dio dell'amore, aiutaci ad essere testimoni
autentici
- Quando siamo di fronte a situazioni d'ostilità e
diffidenza...
- Quando manifestare la nostra fede significa andare
controcorrente...
- Quando ci ritroviamo soli nel seguirti...
Preghiamo
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce,
pronti a far dono della nostra vita per manifestare al
mondo la speranza del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen
Padre nostro
Canto
28
13
Quinta stazione
GESÙ È GIUDICATO DA PILATO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma
essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Ed egli, per la
terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui?
Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le
loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo
in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Quanti incontri, Gesù, lungo la via della tua croce, che ti
conduce alla morte per amore.
Ora ti trovi di fronte a Pilato, custode del diritto e della
giustizia; egli non vorrebbe consegnarti alla morte, ha
incrociato il tuo sguardo ed è rimasto turbato.
Ha compreso bene dove si trova l’innocenza, ma le urla
di morte della folla opprimono quella già debole volontà.
Si, di fronte a Pilato oggi si trova la Verità, quella verità
che l’uomo di ogni tempo cerca. Di fronte alla paura, ad
un arido calcolo, al compromesso politico, oggi scorgiamo la Libertà, perché tu stesso, Gesù, ce lo hai ricordato: “La verità vi farà liberi!”.
INTERCESSIONI
Noi, ci affidiamo a te, o Maria.
- Perché alla domanda “dove siamo” la nostra risposta di
giovani cristiani ci faccia guardare attorno per vedere a
che punto siamo arrivati nel nostro viaggio verso
l’incontro con Cristo...
- Perché il nostro cammino diventi un pellegrinaggio spirituale che ci porta all’incontro personale con il Salvatore, l’unico che ha il potere di redimerci e di farci diventare figli di Dio...
- Perché l’amore di Dio sia realizzato nella nostra vita e,
tramite il nostro vivere, esso possa giungere al numero
più grande di persone, a partire da quelle che incontriamo nei quartieri della nostra città...
Preghiamo
Signore Gesù, che hai fatto di Maria, madre tua e della
Chiesa, il tempio vivo della gloria, trasforma tutta la nostra vita in sacrificio d’amore a te gradito, per collaborare fedelmente al tuo mistero di salvezza. Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
Testimonianza
14
27
Undicesima stazione
GESÙ IN CROCE, LA MADRE E IL DISCEPOLO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di
sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che
egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Questa undicesima tappa della via dolorosa, ci invita a
contemplare l'icona del Cristo morente che ci offre Maria: "Ecco tua madre!". "E da quel momento il discepolo
che Gesù amava...la prese nella sua casa" o meglio:
"L'accolse nella sua vita, nella sua intimità, tra i suoi
beni".
Facciamo dunque spazio a Maria nel nostro cuore, per
volgere in purezza lo sguardo al Cristo trafitto e risorto.
Ma, "fare spazio nel cuore" non deve essere un semplice
slancio emotivo, occasionale, di superficie. Tutt'altro:
deve essere il volgersi di tutta la nostra vita verso il mistero. Nessun altro bene, né altra intimità se non quella
del Cristo, indicata da Maria in quel suo stare ritta sotto
la croce, nella fede.
Oggi, nella nostra sosta contemplativa, vogliamo stare
anche noi sotto la croce, ritti in preghiera, ossia saldi
nella fede e pronti a fare spazio nel cuore all'annuncio
della risurrezione.
26
INTERCESSIONI
Signore, insegnaci ad amare
- Signore Gesù, tu che, indifeso, sei stato giudicato da
Pilato e dalla folla, insegnaci a proteggere e a stare accanto a quanti oggi soffrono perché condannati dalla solitudine, dalla malattia e dalla povertà, nessuno possa
sentirsi escluso ed emarginato. Preghiamo
- Quanta libertà occorre, Gesù, per incontrarti: aiutaci a
scoprirti come la verità che ci rende liberi, per non lasciarci dominare da noi stessi, dai compromessi e da
ogni condizionamento umano. Preghiamo
- Tu, o Gesù, che, innocente, sai tacere davanti a chi ti
accusa, insegnaci a scoprire la bellezza del silenzio, per
imparare a sopportare con serenità le durezze della
vita. Preghiamo
Preghiamo
Signore Gesù, la tua passione è testimonianza di gloria
ed insegnamento di umiltà amante. Tutto possiamo attenderci con fiducia dal Padre, perché tu non ti sei accontentato di nascere uomo tra gli uomini, ma hai voluto
morire per mano degli uomini da te creati. Grazie, Signore, a te nei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
15
Sesta stazione
GESÙ È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Matteo
Pilato dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un
manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela
posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre
gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re
dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano
la canna e lo percuotevano sul capo.
Ho un solo sposo sulla terra: Gesù crocifisso e abbandonato; non ho altro Dio all’infuori di Lui. In Lui è tutto il
paradiso con la Trinità e tutta la terra con l’Umanità.
Perciò il suo è mio e null’altro.
E suo è il dolore universale e quindi mio. Andrò per il
mondo cercandolo in ogni attimo della mia vita. Ciò che
mi fa male è mio. Mio il dolore che mi sfiora nel presente. Mio il dolore delle anime accanto. Mio tutto ciò che
non è pace, gaudio, bello, amabile, sereno… Così per gli
anni che mi rimangono: assetata di dolori, di angosce, di
disperazioni, di distacchi, di esilio, di abbandoni, di strazi, di tutto ciò che è Lui.
Così prosciugherò l’acqua della tribolazione in molti cuori
vicini e per la comunione con lo Sposo mio onnipotente,
lontani. Passerò come fuoco, che consuma ciò che ha da
cadere e lascia in piedi solo la Verità. (Chiara Lubich)
16
INTERCESSIONI
Signore, perdonaci
- Per le nostre comunità parrocchiali, perché ciascuno
comprenda che sotto la tua croce c’è posto proprio per
tutti: per il giovane e per l ’anziano, per il povero e per
il ricco, per il santo e per il peccatore. Preghiamo
- Per ogni cristiano, perché testimoni sempre che il corpo crocifisso di Gesù è come il chicco di grano che genera la vita, è la fonte dell’amore. Preghiamo
- Per i giovani e gli adolescenti delle nostre comunità
perché possano scoprire, guardando alla croce di Cristo,
il valore e il senso della loro esistenza. Preghiamo
Preghiamo
O Dio, che nella croce del tuo Figlio, segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori, fa che l’umanità non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia, ma sappia discernere i segni dei tempi per essere salva nel tuo
nome. Per Cristo nostro Signore. Amen
Padre nostro
Canto
25
Decima stazione
GESÙ È CROCIFISSO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero
Lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello
che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo
schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo
schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: “Questi è
il re dei Giudei”.
Passivamente, Gesù si lascia inchiodare le mani e i piedi.
Senza una parola, senza un gesto. Ridotto all’impotenza,
queste mani non possono più guarire, benedire, spezzare il pane.
Questi piedi non possono più percorrere i cammini, né
camminare sulle acque del lago, né essere bagnati dalle
lacrime della peccatrice.
Ma chi è più forte? Gesù che si lascia inchiodare o i violenti che battono a colpi di martello?
Il più forte, è il più debole, è colui che non resiste ad
una forza cieca.
Sul legno della croce, Gesù trasforma tutta la sua energia in energia d’amore per andare fino alla vittoria finale: vincere la morte!
24
INTERCESSIONI
Ascoltaci, o Signore.
- Per tutti i giovani, affinché, come Paolo, possano testimoniare il Risorto facendolo conoscere a quanti sono in
cerca della “grande speranza” che dia senso alla loro esistenza. Preghiamo
- Per tutti coloro che soffrono nel mondo, perché non rimangano schiacciati dal dolore ma lo amino amando Gesù nella piaga dell’abbandono per ritrovarsi nella luce del
Risorto. Preghiamo
- Per tutti i movimenti e le chiese cristiane, affinché siano sempre di più una risposta di luce alla notte collettiva
che domina il mondo fino a comporre una grande rete
di fraternità universale. Preghiamo
Preghiamo
Signore Gesù, fa’ che portando sempre e dovunque nel
nostro corpo la tua morte, il nostro spirito risplenda e si
accenda per il desiderio di te, che vivi e regni nei secoli
dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
17
Settima stazione
tutti: non basta compatire e provare pietà per gli altri
più in difficoltà di noi, ma dobbiamo sostenerci vicendevolmente.
GESÙ È CARICATO DELLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco
I soldati dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori
per crocifiggerlo.
Portare la croce non è semplice, Signore, e tu lo sai bene: il peso del legno, la sensazione di non farcela e poi
la solitudine … quanto ci si sente soli a portare le proprie
croci!
Quando mi sento stanco e penso che nessuno possa capirmi, ricordami che Tu ci sei sempre, fammi sentire viva
la Tua presenza ed infondimi la forza di continuare il mio
cammino verso Te.
Testimonianza
INTERCESSIONI
Perdona Signore il nostro cuore di pietra.
- Noi ti offriamo l’amore, la dedizione e le preoccupazioni
delle mamme e dei papà custodi delle famiglie, aiutali
nel loro compito di educatori. Preghiamo
- Signore, preghiamo per quei genitori che non sempre
hanno aiutato i loro figli a crescere e ad accogliere la
forza della tua presenza nella loro vita; rendili consapevoli dell’importanza del loro ruolo di educatori e aiutali a
non considerarti mai assente nel loro impegno.
Preghiamo
- Signore, apri il nostro cuore, rendici desiderosi di
ascoltare la tua parola e di viverla ogni giorno, anche
quando costa fatica impegno e sofferenza. Preghiamo
Preghiamo
Signore Gesù, le genti non potranno conoscerti se non
decidiamo di seguirti, consacrando a te la nostra vita per
sempre: fa che i giovani, in particolare, si mettano in
ascolto per capire il tuo disegno d’amore e ti seguano
per fare della propria vita un dono. Tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli. Amen
Padre nostro
Canto
18
23
Nona stazione
GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si
battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi
stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali
si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli:
Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Lungo la via della Croce delle donne piangono il destino
del Maestro: sono madri che vedono in Gesù i propri figli, piangono vedendo l’uomo sfinito che si rialza dopo
l’ennesima caduta, piangono vedendo l’uomo maltrattato e umiliato che non si lascia abbattere, ma continua a
risalire la strada e quando si rivolge a loro, le sue parole non vogliono essere solo un conforto ma principalmente un ammonimento, un insegnamento: “se trattano così il legno verde cosa ne sarà del legno secco?” è
la domanda che il Signore rivolge alle donne e sembra
voler dire: “ecco vedete Maria? È dietro di me, continua
a seguirmi soprattutto ora che il mio destino è segnato. Anche voi dovete fare questo con i vostri figli, siate
loro vicine in ogni momento.” È questo l’ultimo grande
insegnamento del Signore: “amate i fratelli”, amate come solo una mamma può amare. Le pie donne siamo
22
Testimonianza
INTERCESSIONI
Perdonaci, Gesù
- Quando davanti a una piccola umiliazione o ad un torto
reagiamo con la vendetta o la violenza...
- Quando offendiamo gli altri, facciamo loro del male e
siamo indifferenti...
- Quando non siamo capaci di accettare una piccola sofferenza, ma ci lamentiamo continuamente...
Preghiamo
Signore, tu sei la via che conduce al Padre, ma tu sei
anche colui che si è fatto obbediente fino alla morte di
croce. Tu ci ricordi che si giunge al Padre, senza passare
attraverso la passione. Signore, non dobbiamo inventare
il nostro Calvario: esso è la nostra situazione, il nostro
momento, la nostra vita di oggi. Aiutaci a camminare
con te! Amen
Padre nostro
Canto
19
Ottava stazione
GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA
CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di
Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso
la croce da portare dietro a Gesù.
Simone era passato di là per caso; non sapeva che
quell’incontro sarebbe stato straordinario, e avrebbe
cambiato la sua vita. Il gesto del Cireneo, da esecuzione
forzata, si trasforma idealmente in un simbolo di tutti gli
atti di solidarietà per i sofferenti, gli oppressi e gli
affaticati.
La croce, la sofferenza, la prova, nessuno le cerca; è Dio
che ci fa dono di quella che siamo capaci di portare e ci
invita a essere sempre pronti a sostenere i pesi degli altri e a condividere le loro sofferenze.
Siamo chiamati a essere collaboratori di Gesù ora nel
nostro tempo, nelle persone che incontriamo ogni
giorno.
Il Cireneo rappresenta così l’immensa schiera delle persone generose, dei samaritani che non “passano oltre
dall’altra parte” della strada, ma si chinano sui miseri
caricandoli su di sé per sostenerli. Sul capo e sulle spalle
di Simone, curve sotto il peso della croce, echeggiano,
allora, le parole di San Paolo: “Portate i pesi gli uni degli
altri perché così adempirete la legge di Cristo”.
INTERCESSIONI
Sostienici, Signore
- Quando le occupazioni di ogni giorno sembrano esaurire le nostre possibilità e fatichiamo a trovare tempo per
te e per gli altri...
- Quando siamo tentati di chiuderci nelle nostre difficoltà
e non riusciamo a condividere la sofferenza o il disagio
dei nostri amici e fratelli...
- Quando la croce è troppo pesante e non riusciamo ad
accettarla...
Preghiamo
O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio
di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero
del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Padre nostro
Canto
Testimonianza
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21
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Signore Gesù. concedici le lacrime che ora non