SETTIMANALE DI INFORMAZIONE FONDATO NEL 1983 Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO 2016 - ANNO 34 N. 2 - EURO 0,20 Confcooperative a congresso REDAZIONE Milza: Ora strategia di sviluppo Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc VIVIPIACENZA Ospite dell’assemblea del 15 febbraio il ministro dell’Economia Padoan A PAGINA 6 Nell’Asl piacentina 14 ginecologi su 20 hanno scelto l’obiezione di coscienza Aborti in calo, a Piacenza il 70% dei medici è obiettore Piacenza Jazz Fest, inizio in grande stile A PAGINA 11 Molinaroli (direttrice consultori): “Nessuna donna è lasciata sola, il servizio AslComune è notevole sia dal punto di vista sanitario che di assistenza psicologica” Decidere di interrompere una gravidanza è una scelta estremamente dolorosa e difficile, un fallimento. L’età media delle donne che si sottopongono a questo intervento oscilla per lo più tra i 20 e i 35 anni, con una massiccia incidenza di straniere. Molinaroli: “La legge 194 del 1978 ha funzionato” Il sindaco scioglierà la riserva a giugno. Il piano B del Pd Municipale, arriva Beppe Fiorello CAMINATI A PAGINA 3 A PAGINA 11 Dal rubinetto Nitrati nelle falde ma l’acqua è buona MURTINU A PAGINA 2 Europa e banche Sforza Fogliani: “Ue un cappio e un incubo” A PAGINA 4 Comune, toto candidati Si pensa già al dopo-Dosi A PAGINA 4 Scuola e formazione nuove opportunità A PAGINA 5 Corriere Padano 11 febbraio 2016 ATTUALITÀ 2 Nitrati nelle falde ma l’acqua di casa è buona da bere Arpae mappa le zone più a rischio nel Piacentino (i pozzi di Alseno, Pontenure e Sarmato), ma Ausl rassicura sulla qualità dell’acqua per uso alimentare: “Nessun allarme” te controllo. La legge stabilisce che, per l’acqua potabile, il limite di nitrati sia di 60 milligrammi/ litro. Per il territorio piacentino, l’Ar- RICCARDO MURTINU Falde freatiche in condizioni critiche, nelle zone di Alseno, Pontenure e Sarmato. Queste sono le zone dove i laboratori di Arpae hanno riscontrato i maggiori problemi, rispetto alla concentrazione di nitrati nell’acqua. È da specificare, tuttavia, che dei 67 pozzi monitorati, soltanto alcuni forniscono acqua agli acquedotti mentre molti sono usati per usi irrigui, produttivi o antincendio. Prima di proseguire, sembra però opportuno soffermarsi su cosa siano i nitrati e quali siano i rischi connessi. Il nitrato è uno ione che deriva principalmente dalla dissociazione dell’acido nitrico, ed ha un’importanza fondamentale per la natura e l’uomo: naturalmente presente nell’acqua, è indispensabile per il metabolismo vegetale, ed è un ottimo ferti- rubinetti non deriva da falde freatiche, anche se da queste derivano le acque dei pozzi profondi. Molto dipende, inoltre dalle condizioni e le caratteristiche del ter- Quella del rubinetto è ricca di calcare ma senza problemi per la salute lizzante (ed è perciò presente in molti alimenti vegetali). Ma i nitrati possono essere anche pericolosi: alcune categorie, infatti, possono trasformarsi in nitriti nel microbiota umano (la cosiddetta flora intestinale) o nella saliva, poi, con una serie di reazioni, in un ambiente acido diventano nitrosammine, che possono avere effetti cancerogeni sul sistema intestinale ed urinario. È evidente, quindi, come la concentrazione di nitrati, soprattutto nell’acqua per uso domestico, debba essere tenuta sotto costan- pae ha elaborato gli ultimi dati disponibili sul monitoraggio (per il 2014) che hanno rilevato, come spiega Elisabetta Russo, responsabile dell’Area monitoraggio e valutazione corpi idrici di Arpae Piacenza “in alcune zone, le falde freatiche superficiali, cioè quelle sotterranee più superficiali, sono pessime” aggiungendo che “qui i nitrati sono altissimi, anche sopra i 100 milligrammi per litro”. Da segnalare che la gran parte dell’acqua che arriva ai nostri reno circostante, come spiega ancora Russo: “le acque superficiali si infiltrano tra le particelle del terreno a diversa velocità: molto velocemente nei terreni sabbiosi e ghiaiosi, molto più lentamente in quelli limo-argillosi”. Le falde freatiche sono alimentate principalmente da alvei fluviali, e quelle ad uso potabile, precisa Russo “è data dagli acquiferi di Nure e Trebbia, che creano grosse riserve ma con poco filtro”. Nelle zone a ridosso del Po, invece, il terreno, più argilloso, opera più filtro, spiegando così la quasi totale assenza di nitrati dalle falde, anche se, conclude Russo “le pratiche antropiche possono compromettere la falda profonda”. Non ci sarebbero, in ogni caso, problemi per le acque ad uso domestico, monitorata anche da Ausl, come spiega Marco Delledonne, direttore del programma di sicurezza alimentare “tra i nostri dati e quelli di Arpae non c’è contrapposizione” spiega “noi siamo chiamati a fare una valutazione di tipo alimentare e da questa prospettiva diciamo che non c’è alcun allarme nitrati”. Il dottor Giuseppe Mion, responsabile del campionamento dell’acqua e a capo dell’U.O. Igiene alimenti e nutrizione dell’Ausl spiega come l’acqua del rubinetto, soprattutto in pianura sia “dura, cioè molto ricca di calcare, che peraltro non dà alcun problema alla salute”. Acqua gratis dai distributori Iren, ambiente e portafoglio ringraziano (r.m.) Ventidue punti di distribuzione, che hanno fornito ai piacentini oltre 13mila metri cubi di acqua di buona qualità, gratis. Questi sono i risultati, forniti da IREN, per l’anno 2015, dei distributori di acqua pubblica su tutto il territorio provinciale, che hanno permesso un considerevole risparmio economico per le famiglie piacentine, stimato in circa 6,7 milioni di euro. Un dato che non sorprende, se si pensa che nei negozi e nella grande distribuzione l’acqua costa non meno di 0,20 euro per bottiglia. Ma i vantaggi della distribuzione di acqua pubblica non finiscono qui: importante è stata anche la riduzione dell’inquinamento ambientale. Secondo i dati, infatti, si è evitato di smaltire qualcosa come 9 milioni di bottiglie di plastica, risparmiando più di 315 tonnellate di pet, oltre a quasi 600 di petrolio ed evitando di emettere nell’atmosfera oltre 800 tonnellate di anidride carbonica. Il primo distributore di acqua presente nel piacentino è stato quello di via XXIV maggio a Piacenza, e, negli anni, la rete si è allargata a tutta la provincia, arrivando a 23 distributori (anche se quello di Gropparello non è ancora contabilizzato nei dati 2015). L’idea dei distributori d’acqua gratis (o a costi simbolici) nasce nel lontano 2003, come spiega Eugenio Bertolini, direttore generale di Iren Acqua e Gas e Iren Emilia: “grazie ad un confronto tra azienda e Comune già nel 2003 nasce il punto distribuzione di via XXIV maggio”. Il successo di quell’esperienza ha poi mostrato, spiega Bertolini “come ci fosse una sensibilità e condivisione del progetto da parte anche di altri Comuni della provincia. Nel 2005, con la messa a regime della gestione del ciclo integrato, abbiamo iniziato a diffondere gli impianti, in parte a carico di Iren, in parte del Comune” fino ai 23 attuali. Tornando ai dati del 2015, è da sottolineare come il record di distribuzione sia nell’area di San Polo e Podenzano dove sono stati erogati oltre 2mila metri cubi di acqua. Ottimi risultati anche nell’area di Rottofreno e San Nicolò con oltre 900 metri cubi, seguiti poi dai due distributori cittadini, in via XXIV maggio e via Radini-Tedeschi, che hanno erogato, rispettivamente, 837 e 791 metri cubi nel 2015. L’idea dei distributori, che inizialmente aveva lo scopo di “far capire alla gente che dell’acqua pubblica ci si può fidare” spiega Bertolini, oggi, può anche “produrre grandi risparmi dal punto di vista economico e ambientale”. E il risparmio di bottiglie e dello smaltimento della plastica derivato dall’uso dei distributori significa anche risparmio nel ciclo dell’acqua: secondo i dati IREN, nel 2015, nella provincia di Piacenza, grazie all’acqua pubblica, si sono risparmiati più di 5mila metri cubi di risorse idriche. 11 febbraio 2016 Corriere Padano ATTUALITÀ 3 Aborto, il 70% dei medici è obiettore Nell’Asl di Piacenza su 20 ginecologi 14 sono obiettori, la provincia della regione con la percentuale più alta. Ma il numero delle interruzioni di gravidanza è in diminuzione. Forte l’incidenza delle donne straniere lore più basso è l’Asl di Parma. “Bisogna domandarsi che ruolo ha il medico – spiega la dott.ssa Molinaroli – quello di eseguire l’intervento e di certificare il fatto che una donna abbia motivazioni valide per interrompere la gravidanza. Ha il dovere di valutare insieme a lei quali sono gli ostacoli per il proseguimento e anche l’eventuale superamento. Quello del medico è un ruo- ELENA CAMINATI Decidere di interrompere una gravidanza è una scelta estremamente dolorosa e difficile, un fallimento. L’età media delle donne che si sottopongono a questo intervento oscilla per lo più tra i 20 e i 35 anni, con una massiccia incidenza di straniere. I dati Istat mostrano che in Emilia Romagna la percentuale arriva al 45 %, a Piacenza al 52,8%. Il tasso di abortività è al 18 per mille tra le straniere e al 5 per mille tra le italiane. Un indicatore importante per osservare l’andamento delle interruzioni volontarie di gravidanza è proprio il tasso di abortività, ovvero il rapporto tra il numero di aborti e numero delle donne in età fertile, tra 15 e 49 anni, in quell’anno. Il rapporto del Ministro della Salute del novembre 2015 mostra come nel 1983 il tasso di abortività fosse il 17,2 per mille, nel 2014 sceso al 7,2 per mille; analoga situazione in Emilia Romagna dove è sceso dall’11 per mille nel 1993 al 7,9 per mille nel 2014. Dati confermati anche dal calo drastico di aborti in valore assoluto: in italia nell’83 se ne eseguirono 243 mila contro i 97 mila del 2013, in Emilia Romagna 12mila nel 1993, nel 2014 8474. Numeri scesi complessivamente dal momento dell’entrata in vigore della legge 194 del 1978. “C’è stato un calo evidentissi- ne che si rivolgono al consultorio per la certificazione relativa alla pratica dell’interruzione volontaria è molto alto; il servizio offerto vuole mettere al centro la donna con offerte e garanzie particolari. La donna viene ascoltata dall’ostetrica che la rivede dopo un paio di giorni per capire a fondo esigenze ed urgenze del singolo caso. Dopo il primo counseling “Nessuna donna è lasciata sola, a Piacenza il servizio è notevole sia dal punto di vista sanitario che di assistenza psicologica” Molinaroli (direttrice consultori Asl): “La legge 194 ha funzionato” mo – sottolinea la dott.ssa Maria Cristina Molinaroli direttore consultori familiari Asl – questo significa, a mio parere, che la legge ha funzionato, ma anche che sono cambiati i fattori socio economici. Non è solo merito dei sanitari ma anche dei cittadini, degli enti e degli utenti. Interrompere una gravidanza è un fallimento, perchè significa rinununciare a qualcosa: per lo più oggi le donne che vogliono abortire stanno vivendo una situazione di precarietà, senza lavoro, disoccupate o licenziate. E un fallimento, una scelta che si compie con rimpianti e difficoltà, e quindi una situazione da superare”. Parcheggi blu gratuiti dalle 12.30 alle 15, la mozione di Colosimo (Piacenza Viva) (r.m.) Parcheggi “blu” gratuiti dalle 12:30 alle 15:00 nei giorni feriali. Questa è la mozione, che sarà discussa in Consiglio Comunale, lanciata da Marco Colosimo di Piacenza Viva. La sosta a pagamento nei parcheggi comunemente definiti “blu” è, oggi, prevista, nei giorni feriali, dalle 9:00 alle 19:00, mentre la tariffa varia a seconda della zona dove sono localizzati i parcheggi. L’idea di rendere gratuita la sosta in una determinata fascia oraria nasce da una considerazione, come si legge nella mozione: “sono ormai tante le città che per agevolare la sosta e di conseguenza l’accesso al centro storico, hanno deciso di adottare, insieme con l’azienda che gestiste i parcheggi in questione, un nuovo orario tariffario che consente in una determinata e precisa fascia oraria di poter parcheggiare a titolo gratuito”. La mozione, quindi, vorrebbe un nuovo sistema di tariffazione che preveda “l’esclusione dell’assoggettamento dalle ore 12:30 alle ore 15:00” tutti i giorni feriali e su ogni area di sosta dove siano presenti parcometri, senza distinzione di localizzazione. In questa scelta, il medico ha un ruolo fondamentale; la presa in carico di una donna che decide di sottoporsi ad una interruzione volontaria di gravidanza va oltre la metodica tradizionale. Anche per il medico, nel senso che non sempre accetta di eseguire materialmente l’aborto. In Italia la percentuale dei medici obiettori di coscienza arriva al 70%, con punte anche del 90, soprattutto negli ospedali del sud. Nell’Asl di Piacenza su 20 medici ginecologi, 14 sono obiettori, il 70%, confermandosi la provincia della regione con la percentuale più alta. Quella con il va- lo che va al di là di quello che normalmente gli attribuiamo. Questa è una situazione in cui si ci interfaccia con la donna in un relazione di presa in carico che va al di là delle norme”. Per un medico decidere di non praticare un aborto è prima di tutto una questione morale, ma non solo, un lavoro che impegna sotto tutti i punti di vista: “Dover affrontare questa situazione negativa impegna molto sotto tutti gli aspetti – conferma Molinaroli – ed è emotivamente pesante. Non è così facile continuare a fare questo lavoro”. A Piacenza il numero delle don- sarà il medico a visitarla dopo 7 giorni nel pieno rispetto della tempistica imposta dalla legge. “Un altro valore importante – conclude – è l’interfaccia con i servizi sociali del Comune e con la psicologa; capita che ci siano persone che abbiano bisogno di qualcuno che le aiuti a dirimere gli aspetti più confusi. E’ un aiuto importante, credo che il servizio che riusciamo a garantire sia il massimo dal punto di vista sanitario e di assistenza per le donne che si rivolgono a noi”. (Il servizio completo su www.zerocinque23.com) Unione Valtrebbia-Valluretta: telefonate ai cittadini per avvertire in caso di calamità Avvisare l’intera popolazione di eventi calamitosi, permettendo così di salvare moltissime vite. È quanto si propone il nuovo dispositivo Alert System, da ieri attivo nell’Unione Montana Valtrebbia-Valluretta. Il sistema, nel dettaglio, permetterà all’amministrazione di avvisare, con una telefonata automatica e un messaggio vocale registrato dal sindaco con le indicazioni di emergenza, ogni utente con telefono fisso o cellulare, in base all’elenco telefonico (i cellulari sono già registrabili nel sistema, tramite un modulo online). Alert System, realizzato da Comunica Italia srl, è attivo, per ora, solo nell’Unione Montana Valtrebbia-Valluretta, cioè nei comuni di Travo, Bobbio, Zerba, Ceri- gnale, Ottone, Piozzano, Corte Brugnatella e Coli. È, in ogni caso, la prima sperimentazione di questo tipo nel piacentino: “finalmente abbiamo un prodotto che riteniamo possa dare risposte efficaci in caso di allarme” spiega il presidente dell’Unione, Lodovico Albasi. Alert System, a fronte di un investi mento di 15mila euro annui, consentirà di effettuare 200mila chiamate all’ora (più di 7000 al minuto). L’utilizzo del sistema sarà comunque graduale e sarà accompagnato dalla partecipazione della popolazione “faremo incontri pubblici in ogni Comune per illustrare questo sistema” spiega ancora Albasi, che aggiunge “i nostri Comuni si sono presi l’impegno di finanziare questo strumento, ma speriamo di avere un sostegno anche da altri enti come la Protezione Civile”. Alert System dovrebbe, nei prossimi mesi, estendersi all’Unione Valnure-Valchero ed anche alla città di Piacenza. r.m. Corriere Padano 4 ATTUALITÀ 11 febbraio 2016 Comune, toto candidati Si pensa già al dopo-Dosi Il sindaco a giugno scioglierà la riserva sulla sua ricandidatura. Nel frattempo nel Pd si sta pensando a un adeguato piano B “A giugno deciderò se ricandidarmi o meno”. Queste le parole pronunciate dal sindaco Paolo Dosi qualche settimana fa subito dopo essere stato dimesso dall’ospedale a seguito del malore che lo ha colpito il 6 dicembre. Una dichiarazione che, gioco forza, ha smosso non pochi appetiti, in particolare nel Partito Democratico che conta anche nel 2017 di far sua per la quarta volta consecutiva (dopo i due mandati di Reggi e uno di Dosi) la partita delle elezioni Comunali. Anche se ufficialmente si attenderà di conoscere le riflessioni del primo cittadino, (che dovrà misurare la sua tenuta psicofisica nell’ottica di arrivare fino al 2022), la sensazione è che nel Pd si stia già facendo i conti concretamente con il dopoDosi, quanto meno che si stia pensando a un adeguato piano B. Il terreno su cui i democratici si trovano oggi a ragionare al loro interno è disseminato di ostacoli. Le evidenti lacerazioni che si osservano a livello nazionale si riflettono anche a livello piacentino. Sotto l’ombra del Gotico si scontano gli strascichi di un’irrisolta faida interna che affonda le origini fin dalle primarie per le Comunali del 2012 e che poi è passata anche attraverso due congressi e le elezioni Regionali del novembre 2014. Da una parte i “renziani” della prima ora, l’attuale maggioranza, che oggi hanno nei due consiglieri regionali Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi e nel segretario provinciale Loris Caragnano, oltre al solito regista occulto Roberto Reggi, gli uomini forti del partito in questo preciso momento; dall’altra ci sono i fedelissimi del potente sottosegretario all’economia Paola De Micheli, tra cui l’assessore regionale Paola Gazzolo e il parlamentare Marco Tra i papabili si fanno i nomi degli attuali assessori Giorgio Cisini e Stefano Cugini. Ma il nome che saprebbe mettere d’accordo le due fronde litigiose del partito potrebbe essere quello di Christian Fiazza Bergonzi, che costituiscono l’ala vicina all’ex segretario Pierluigi Bersani. Due fazioni che oggi faticano a parlarsi nonostante proprio in questo periodo di registrino prove di disgelo in ottica elezioni Comunali 2017. Si diceva degli appetiti: i ben informati parlano di ambizioni nemmeno troppo nascoste da parte di due assessori comunali, Giorgio Cisini (Lavori Pubblici e Sport) e Stefano Cugini (Welfare). I due nomi pare però non convincano appieno e allora ecco che si sta cercando una figura che, almeno in questa fase, possa mettere d’accordo le due fronde litigiose. Si vocifera di Christian Fiazza, oggi presidente del Consiglio comunale, ma il discorso pare davvero ancora agli albori. Anche perché prima, nella primavera 2016, c’è un’altra partita importante, quella che si gioca a Fiorenzuola (il secondo Comune più importante della provincia), storicamente elezione che dà il termometro di quello che potrebbe accadere anche l’anno dopo. E anche lì in Valdarda, con più d’un candidato e le primarie in vista, per il Pd non mancano le noci da rompere. Incognite che vanno risolte nonostante dall’altra parte della barricata, nel centrodestra piacentino, le cose sembrano andare ancora peggio. Il progetto Forza Italia non decolla, Fratelli d’Italia non pare avere troppo fiato. Di piani operativi al momento non se ne parla. Qualcuno in questi giorni ha fatto il nome dell’ex questore Michele Rosato, ma poi sembra essere tornato in soffitta. Chi può reclamare qualcosa, ed è forse la volta buona, è la Lega Nord che potrebbe certamente candidarsi come forza perno di un’eventuale coalizione di centrodestra, ma anche in questo caso occorrerà capire come vanno le cose a livello nazionale e i responsi delle amministrative di quest’anno. Nel centrodestra dunque la sensazione è che si capirà qualcosa di più solo dopo l’estate. Intanto sale l’attesa invece di conoscere e capire come si muoverà il Movimento 5 Stelle. Dopo aver fatto il proprio esordio in Consiglio comunale ormai quattro anni fa, è verosimile che i pentastellati presentino un proprio candidato. Sforza Fogliani: “Ue un cappio e un incubo” “L’Unione Europea è vissuta come un cappio e un incubo”. Lo sostiene Corrado Sforza Fogliani, presidente nazionale delle banche popolari (Assopopolari) e presidente della Banca di Piacenza in un’articolata intervista a cura di Goffredo Pistelli pubblicata sul quotidiano Italia Oggi. “L’Europa attuale - spiega l’avvocato Sforza Fogliani - è diventata un’istituzione di burocrati completamente staccati dalla realtà e i politici tengono spesso conto solo delle esigenze degli stessi burocrati che, per continuare a mantenere il proprio potere, devono arrovellarsi su regolamentazioni che di fatto poi portano a risultati ben peggiori dei propositi ufficiali. È così: la burocrazia deve sempre inventarsi qualcosa per mantenersi al potere”. E prosegue: “Spesso penso a mio padre che, quando si trovava di fronte a qualche difficoltà di diritto interno, diceva: “Speriamo nell’Europa”. Oggi ritengo che tutte le persone che hanno creduto nell’Europa nel Secondo Dopoguerra del secolo scorso, a cominciare dai padri fondatori dell’Europa come De Gasperi, Schuman e Adenauer, si rivolteranno nella tomba”. E sulla vicenda delle banche: “Per salvare queste banche e i loro clienti, il sistema bancario era pronto a intervenire con il Fondo interbancario e a provvedere, con mezzi messi a disposizione esclusivamente dalle banche, a risanare queste situazioni. L’Unione Europea si è opposta sostenendo che si sarebbe trattato di un aiuto di Stato ma perché il Fondo interbancario ha, nel suo consiglio di amministrazione, un rappresentante della Banca di Italia, che esercita in sostanza una funzione di controllo, e perché questo Fondo è previsto da una legge dello Stato. Mi sembrano argomenti speciosi, di ben poco conto”. Pessimista, l’avvocato, anche sullo Stato moderno: “Lo Stato ha rappresentato un’istituzione positiva quando era in grado di svolgere quelle funzioni che gli sono proprie, ad esempio l’amministrazione della giustizia, la difesa e altre sempre di carattere generale. Oggi, purtroppo, la situazione è però completamente cambiata e lo stesso Stato non appare più in grado di svolgere le sue funzioni o, quando lo fa, le svolge malamente. Il problema, ancora una volta, è che l’oppressione fiscale, a cui siamo sottoposti oggi, è veramente esagerata: che incentivo possiamo avere a lavorare e produrre se lo Stato come minimo ci toglie il 60-70% del nostro reddito? Le dico di più. Inizio a essere critico anche nei confronti del funzionamento dello Stato liberale in quanto tale, perché oggi la politica non svolge più quella funzione di rappresentanza che le è propria”. L’intervista completa sul sito www.corrierepadano.it (Nelle foto, in alto l’avvocato Sforza Fogliani, qui sopra, da sinistra, De Gasperi, Schuman e Adenauer) 11 febbraio 2016 SCUOLA E FORMAZIONE Diplomati italiani, generazione “smart” Lo rivela un’indagine effettuata da AlmaDiploma su oltre 40 mila studenti nel 2015: giovani concreti, determinati e consapevoli Una generazione di diplomati con caratteristiche molto specifiche: giovani concreti, determinati e consapevoli che il loro futuro dipende in prima istanza dalle loro scelte e dal loro impegno, nello studio così come nel lavoro. In altre parole, una generazione “smart” e tutt’altro che “choosy”. Lo rivela un’indagine di AlmaDiploma che ha coinvolto circa 40 mila diplomati a luglio 2015, appartenenti a circa 250 Istituti scolastici, in particolare di Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria e Toscana. Come emerge dalla lettura attenta dei dati si tratta di studenti che hanno le idee chiare su se stessi e sulle esperienze importanti che devono compiere, ma che quando sono chiamati a scegliere sul loro futuro sono colpiti ancora da incertezze e pentimenti. Da qui la necessità più volte rilevata da AlmaDiploma e AlmaLaurea di investire su corrette politiche di orientamento e di diritto allo studio. La mancanza di queste politiche permette al contesto famigliare di provenienza di esercitare ancora oggi un ruolo rilevante sulle scelte formative e professionali dei giovani determinando così la cristallizzazione di fattori che rappresentano un freno alla valorizzazione del capitale umano e alle esigenze di crescita e innovazione del Paese. I giovani sono “smart” perché: 1) riconoscono l’importanza del life-long learning, ossia la necessità di formarsi per tutta la vita; 2) a scuola si impegnano per rispettare i tempi e ottenere buoni voti; 3) svolgono stage ed esperienze internazionali, grazie alla scuola o su iniziativa personale. E se pos- sono non hanno timore di girare il mondo per inseguire i loro sogni, incontrare maggiori opportunità lavorative e arricchirsi a livello professionale e personale; 4) sono esperti internauti, navigano abitualmente su internet; 5) sono attivi su più fronti: non temono di impegnarsi nel lavoro, praticano attività sportive, si dedicano a volontariato e ad attività culturali; sono aperti alle novità e attratti dalle esperienze che li rendono dinamici e dotati di un buon senso critico; 6) valutano con obiettività pro e contro del mondo della scuola. Analizzando le percezioni dei diplomati, attraverso il percorso AlmaOrièntati, emerge che i giovani attribuiscono un grande valore alla formazione a tal punto che per la maggioranza degli studenti è necessario continuare a formarsi per tutta la vita (76%), consapevoli del fatto che il life-long learning aumenta le loro opportunità occupazionali (68%). Anche in merito ai loro punti di forza non hanno dubbi. Tra gli aspetti in cui i giovani si identificano maggiormente emergono l’importanza riconosciuta al lavoro come esperienza per la realizzazione personale (l’83% ci si identifica “molto” o “moltissimo”) e la consapevolezza che con l’impegno personale si possono raggiungere buoni risultati scolastici (83%). A questi elementi si aggiunge l’interesse nei confronti del viaggio, all’81% dei giovani “piacerebbe girare il mondo”: i più lo ritengono infatti un’esperienza molto positiva e ad alto valore aggiunto che li porta a fare esperienze diverse (73%) e a comprendere maggiormente le regole degli ambienti in cui si trovano (82%). Corriere Padano 5 Istituto Marconi, una nuova scuola media a Piacenza Da alcuni anni l’offerta formativa della nostra città è stata arricchita dall’avvio di una nuova scuola media che, con numero di iscritti crescente di anno in anno, sta funzionando presso la Scuola Privata “Istituto G. Marconi” (via Cortesi, 20). Il corso, riconosciuto “Paritario” con D. M. n. 176 del 25 giugno 2010, consente agli alunni di acquisire titoli del tutto equivalenti alle scuole statali. Il piano di studi, strutturato sui programmi ministeriali, viene arricchito con ulteriori argomenti, per meglio rispondere alle nuove sfide culturali e formative. Le famiglie hanno la possibilità, in quest’offerta formativa, di condividere un percorso fondato sulla personalizzazione del programma di studi, sulla costruzione delle competenze di lavoro, sull’utilizzo di tecnologie in linea con i tempi, sulla dimensione internazionale che prevede degli insegnamenti in lingua inglese. La flessibilità, prevista dalla normativa, permetterà soluzioni organizzative che tengano conto delle esigenze delle famiglie come lezioni distribuite su cinque giorni con il sabato libero; orario lungo; assistenza pomeridiana nello studio; servizi durante il periodo estivo; potenziamento e tutoring individuale per l’intero anno scolastico; possibilità di partecipare ad attività aggiuntive finalizzate alla conoscenza di sé, all’autostima, all’acquisizione delle competenze comunicative e relazionali. L’alunno, di cui verranno rispettati i tempi d’apprendimento, sarà al centro di ogni progetto formativo e verrà aiutato a crearsi un proprio metodo di studio al fine di facilitare l’acquisizione delle nozioni a lui indispensabili per il proseguimento degli studi. I docenti, di consolidata esperienza, guideranno gli allievi in costante dialogo e confronto con le famiglie, consapevoli di quanto la coerenza e la condivisione siano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi fissati. La flessibilità organizzativa ed il numero contenuto di allievi per classe costituiranno condizioni assicurate per rispondere anche alle esigenze di giovani con disturbi specifici di apprendimento che potranno inoltre essere seguiti da personale specializzato. Corriere Padano 6 CONGRESSO CONFCOOPERATIVE 11 febbraio 2016 Per “Fare la nuova Italia” arriva il ministro Padoan Ospite all’assemblea di Confcooperative del 15 febbraio all’Alberoni. Il documento programmatico di mandato condiviso da tutti gli associati Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan sarà l’ospite di prestigio al Congresso di Confcooperative Piacenza, previsto il prossimo 15 febbraio presso la Sala degli Arazzi al Collegio Alberoni. Padoan parteciperà al mattino alla parte pubblica dedicata al tema “Ci stiamo a fare la nuova Italia?” che prevede anche gli interventi del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, di Giuseppe Guerini, di Carlo Piccinini, di Paolo Venturi e del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. “Ci fa enormemente piacere avere al nostro congresso una personalità così importante – ha affermato Milza – il ministro ha voluto subito approfondire e conoscere da vicino il mondo della cooperazione, atteggiamento che non possiamo che apprezzare”. La presenza del ministro dell’Economia è stata resa possibile grazie alla determinante collaborazione del sottosegretario piacentino Paola De Micheli – a cui sono andati i ringraziamenti del presidente di Confcooperative - da sempre vicina e attenta alle istanze del mondo della cooperazione piacentina. “Il ministro dell’Economia Padoan ha accolto con piacere – ha spiegato la De Micheli – l’invito a Piacenza. La sua presenza al Congresso provinciale di Confcooperative è un importante segnale di attenzione verso il nostro territorio e verso il mondo della cooperazione, fondamentale per la tenuta sociale del Paese negli anni della crisi e ora artefice della ripresa in atto. Voglio ricordare che questo Governo ha promosso importanti provvedimenti a sostegno delle imprese cooperative, tra questi il contenimento al 5 % dell’aliquota Iva per la cooperazione sociale”. Il congresso provinciale di Confcooperative si tiene dopo un percorso di avvicinamento che ha visto diverse tappa e la partecipazione attiva di tutti i cooperatori associati, i veri protagonisti di ogni azione votata allo sviluppo. Nell’ultimo incontro, tenutosi presso la nuova sede di Confcooperative in viale Sant’Ambrogio 19, alla presenza del presidente Milza, del direttore Nicoletta Corvi, di svariati consiglieri provinciali e di circa una quarantina di coo- Milza: “Investiamo su questo modello di partecipazione attiva. Orgogliosi della presenza del ministro, segnale importante. Prevista la tavola rotonda “Ci stiamo a fare la nuova Italia?” peratori in rappresentanza delle coop associate, si è sviluppato un confronto franco e costruttivo incentrato sui temi contenuti nel documento programmatico nazionale di Confcooperative e finalizzato a stendere in maniera collegiale il manifesto programmatico del quadriennio 20162020. Tra i vari temi toccati, il documento fa riferimento alla necessità di individuare il modello associativo di rappresentanza migliore, a partire dall’Aci (Allenza cooperative italiane); di predisporre un nuovo modello organizzativo che abbia caratteristiche di governance compatibili con i processi istituzionali che sono in atto in questa epoca storica; di aprire un nuovo ciclo di sviluppo imprenditoriale a beneficio dello sviluppo stesso delle cooperative associate (innovazione, internazionalizzazione, produttività); e di insistere sul concetto della qualità e della legalità all’insegna del rispetto delle norme valorizzando gli esempi di buona cooperazione. “Il confronto è stato per me un momento molto particolare – ha riconosciuto il presidente Milza – E’ la prima volta che si sceglie di condividere in maniera collegiale il documento programmatico di mandato. E’ il segnale che Confcooperative intende continuare ad investire su questo modello di partecipazione attiva da parte di tutti gli associati”. Appuntamento dunque lunedì 15 febbraio, dalle ore 10.30, presso la sala degli Arazzi della Galleria Alberoni. Dopo la relazione del presidente Milza, prevista alle 11, e il saluto delle autorità, si terrà la tavola rotonda “Ci stiamo a fare la nuova Italia?” con gli interventi del ministro Pier Carlo Padoan, del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, del presidente di Federsolidarietà Giuseppe Guerini, del presidente di Fedagri Emilia Romagna Carlo Piccinini, del direttore A.I.C.CO.N. Paolo Venturi e del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. Coordina Anna Manca della Commissione Dirigenti Cooperatrici. Nel pomeriggio, dalle 14, la parte di assemblea riservata ai delegati che prevede, tra l’altro, l’adozione del nuovo testo di Statuto sociale, le relazioni dei gruppi di lavoro, l’elezione degli organi sociali provinciali e dei delegati all’assemblea regionale e a quella nazionale. Nella foto in alto il ministro Pier Carlo Padoan. Al centro una riunione di avvicinamento al congresso di Confcooperative 11 febbraio 2016 CONGRESSO CONFCOOPERATIVE Corriere Padano 7 Milza: ‘Lascio un’organizzazione in salute Ora un modello di sviluppo del territorio’ Il presidente uscente di Confcooperative: “Quattro i temi strategici per il prossimo mandato: l’Alleanza delle cooperative; un nuovo assetto organizzativo; nuove forme cooperative; autenticità e legalità” A CURA DELLA REDAZIONE Confcooperative, con l’assemblea del 15 febbraio prossimo, è chiamata al rinnovo delle cariche provinciali e il presidente Francesco Milza, dopo due mandati alla guida della confederazione delle cooperative “bianche”, cederà il testimone. Presidente Milza, partiamo da questo congresso. “L’abbiamo impostato sui contenuti: una serie di riunioni preparatorie, molto partecipate dagli associati, porteranno nel giorno dell’assemblea a redigere un documento programmatico che verrà consegnato al gruppo dirigente con le linee-guida per il prossimo mandato. Quattro i temi strategici affrontati: l’alleanza delle cooperative; un nuovo modello organizzativo legato anche ai nuovi assetti istituzionali che vanno delineandosi (vedi le tre Camere di Commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia che annunciano l’inizio di un percorso comune per arrivare alla costituzione di un unico ente camerale); un nuovo ciclo di sviluppo imprenditoriale che individua aree di crescita e nuovi modelli cooperativi (ad esempio le cooperative di comunità e le cooperative di utenti) mettendo al centro la persona; l’autenticità cooperativa e la legalità”. Il tema dell’alleanza tra centrali cooperative (Confcoopertive, Legacoop, Agci) lo state affrontando per attenuare la crisi di rappresentanza che oggi riguarda un po’ tutti? “Sì, è un problema che riguarda tutti i soggetti che rappresentano qualcuno. Dai partiti politici al sindacato alle organizzazioni di categoria: tutti si stanno interrogando ma, secondo me, facendo ben poco.” In questo percorso verso l’unità della rappresentanza, però, Confcooperative e Legacoop partono da due posizioni diverse: la prima da una rappresentanza fortemente radicata sul territorio, la seconda tesa a una riorganizzazione cosiddetta di area vasta. Come si conciliano queste due visioni? “Abbiamo due storie diverse: la Lega organizza coop medio/ grandi, in Confcooperative vivono piccole/medie realtà con necessità diverse. Di conseguenza il ruolo dell’organizzazione è diverso. Ma le due cose non sono inconciliabili. Bene l’unità politico-amministrativa ma dobbiamo anche mantenere quei presidi territoriali che devono garantire continuità di relazione. Perché la cooperazione, non dimentichiamolo, nasce sul territorio e per il territorio”. Il territorio, appunto. Vi sono già esempi di collaborazione tra cooperative di centrali diverse? “Abbiamo esempi in ambito sociale, tra cooperative di tipo B, in cui si è lavorato insieme. E sul tema dell’abitare, con buoni risultati, dalla collaborazione tra Concopar e Indacoo. Poi, a livello generale, a Piacenza il rapporto in termini politici tra Legacoop e Confcooperative funziona a meraviglia, con scelte strategiche condivise sui vari tavoli istituzionali. Allo stato non vedo difficoltà di percorso”. L’individuazione di nuovi modelli di sviluppo è una strada economy, attraverso nuove forme e prassi di condivisione e di collaborazione”. Per tornare al processo in corso nelle Camere di Commercio, come vede il fatto che la cooperazione venga tenuta “In questi otto anni abbiamo ricostituito il dialogo con la base associativa, dialogo foriero di nuova progettualità” tracciata? A livello nazionale è attivo un apposito dipartimento, il dipartimento sviluppo, con funzioni di monitoraggio e regìa. Alcune aree di intervento registreranno una evoluzione: l’ambiente o il welfare, per esempio, e su queste aree la cooperazione dovrà dispiegare un intervento più integrato e infrasettoriale. Sviluppo che passa anche attraverso modelli che cambiano con idee nuove anche legate alla sharing ancora, in parte, ai margini? “Oggi ci sono tutti i presupposti per cui la cooperazione debba entrare, ed entri, nella giunta della Camera di Commercio di Piacenza, così come avviene già a Reggio Emilia. La cooperazione lo merita, i tempi ormai sono maturi. Ricordiamoci che l’azienda con il più alto numero di addetti, in provincia di Piacenza, alla fine è una cooperativa” In questi anni, parlando di organizzazione, è stato avvia- to un grande cambiamento nell’associazione, dove vuole arrivare ora Confcooperative? E’ il tempo dell’innovazione? “Gli ultimi otto anni hanno ricostituito il dialogo – intenso, proficuo – con la base associativa, dialogo foriero di nuova progettualità. Oggi non basta più la sola rappresentanza politico-sindacale, l’organizzazione deve farsi motore propulsivo di iniziative economiche, senza naturalmente ingerire nelle scelte delle singole cooperative, bensì mettendo al loro servizio il nostro know how. Si tratta di promuovere un modello aggregativo sull’esempio della rete di imprese che lavorano intorno al marchio Grana Padano e del consorzio ConsiCopra. Il prodotto va ‘costruito’ e alle imprese è necessario indicare la strada giusta. I numeri in questi otto anni ci hanno dato ragione poiché hanno premiato questo modello aggregativo”. Siete l’associazione di categoria che è cambiata maggiormente in questi anni rispetto alle altre. L’immobilismo si ripercuote sul sistema? “Io, da buon motociclista, so- stengo che se ti fermi cadi, devi essere sempre in costante movimento, soprattutto in situazioni mobili e dinamiche come quelle verificatesi in questi ultimi anni. L’immobilismo, caratterizzante il ventennio 1995-2015, è finito”. Esiste, non c’è dubbio la questione legalità. Come contenere la zona grigia che confina con l’illegalità? “Un paradosso: si può arginare rendendo più difficile fare cooperazione. La cooperazione è un modello democratico e come tutti i modelli democratici ha delle fragilità. Il primo punto su cui lavorare è la sensibilità verso i soci, l’obbligo di garantire partecipazione. Dove c’è partecipazione certi fenomeni restano circoscritti. Dobbiamo riportare la governance dentro il momento assembleare. E puntare a una serie di verifiche e di controlli più attenta” Torniamo alla stretta attualità: ci sono progetti di recupero delle aree dismesse. Quello della Baia di San Sisto e dell’ex consorzio agrario sembrano in competizione… cosa ne pensa? “Non è questo il punto, il problema è che serve una strategia complessiva di un territorio, non solo di tipo urbanistico, che significa promuovere l’interesse generale. Altrimenti interventi di questo tipo soddisfano soltanto gli interessi del proponente. Ma questo è il ruolo della politica, ci vuole un modello di sviluppo del territorio. A mag- gior ragione oggi che andiamo a confrontarci con altri territori. Occorre decidere: puntiamo sul sistema agroalimentare? Come lo caratterizziamo? Non vedo il modello. La storia della coppa di Parma promossa dalla Regione, ad esempio, è un falso problema. La colpa è nostra, non sappiamo valorizzare i nostri prodotti, non siamo capaci di fare marketing territoriale. Non sappiamo neanche scegliere su quali eccellenze puntare”. Bilancio di Expo? Ci avevate creduto, è servito? “Vorrei saperlo anch’io. Ho condiviso il modello: lavorare tutti insieme per un obiettivo è il percorso che dobbiamo fare. Poi c’è stata qualche scivolata, l’ottima visibilità data a Piacenza è buona cosa ma non basta. Manca il passaggio relativo alla ‘costruzione’ del prodotto, non abbiamo ancora i dati del ritorno alle aziende coinvolte, i contatti, i risultati in termini di vendite. Staremo a vedere”. Cosa consegna al prossimo presidente? “Una organizzazione sana, anche dal punto di vista economico, che è cresciuta in modo considerevole. Nonché la consapevolezza della necessità di una visione strategica per gli anni a venire”. Nella foto al centro il presidente uscente di Confcooperative Piacenza Francesco Milza. A lato il simbolo dell’Alleanza delle cooperative Corriere Padano 8 11 febbraio 2016 CONGRESSO CONFCOOPERATIVE Corvi: “Il futuro è: coop giovani e nuove sinergie” Il direttore di Confcooperative: “Tra le iniziative un progetto sulla cooperazione sportiva, la partecipazione all’Urban Hub e il nuovo laboratorio We Coop” Innovazione, vicinanza al territorio e nuove sinergie tra le associate sono le strategie che Confcooperative Piacenza intende sviluppare nel prossimo quadriennio (2016-2020). Del nuovo modello organizzativo e di priorità future della Centrale cooperativa piacentina – che associa 108 cooperative per un fatturato di oltre 305 milioni di euro e 5.300 soci – si parlerà lunedì 15 febbraio in occasione del Congresso di Confcooperative, a cui parteciperà il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. L’appuntamento si svolgerà nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni; il rinnovo della presidenza e dei membri del Consiglio provinciale di Confcooperative saranno preceduti, in mattinata, dall’inaugurazione della nuova sede della Confederazione piacentina, situata oggi in viale S.Ambrogio 19. ‘Durante il Congresso provinciale, consegneremo agli eletti il nuovo Documento programmatico di Confcooperative, scaturito dal lungo percorso partecipato che ha coinvolto, in questi mesi, tutte le cooperative associate e che si è tradotto nella stesura delle linee guida del quadriennio 2016-2020’, afferma il direttore di Confcooperative, Nicoletta Corvi. L’iter proseguirà con il Congresso regionale di Confcooperative Emilia Romagna – nel mese di aprile - e terminerà a maggio con il Congresso nazionale. ‘La partecipazione – aggiunge il direttore - è alla base del modello cooperativo: è solo dopo il confronto con i soci di ogni singola realtà provinciale che giungeremo alla stesura delle linee programmatiche future della Confederazione nazionale’. Titolo del Congresso piacentino sarà ‘Ci stiamo a fare la nuova Italia?’ e la partecipazione del Ministro Padoan valorizzerà il ruolo della cooperazione come modello di sviluppo imprenditoriale: ‘La presenza prestigiosa del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan rappresenta un riconoscimento importante al modello cooperativo - che ha resistito alla crisi meglio di ogni altra forma di impresa -, e al ruolo che Confcooperative sta esercitando sul territorio nazionale’, ricorda il direttore Corvi, che sottolinea a tale proposito l’impegno contro le ‘cooperative spurie’ (attraverso la raccolta firme per la legalità, il controllo capillare sui territori e la premialità di comportamenti virtuosi). ‘Dal confronto con le nostre associate è emersa l’esigenza di coniugare il rapporto di vicinanza con i soci con l’ottimizzazione di alcune funzioni in forma aggregativa, attraverso una progettualità innovativa, capace di coinvolgere più ambiti (produzione e lavoro, welfare e social housing) e di sviluppare – aggiunge Corvi - nuove reti di cooperazione, (dando impulso anche alle cooperative di professionisti)’. Sono numerose le iniziative che si muovono in questa direzione: ‘A marzo coinvolgeremo le società sportive dilettantistiche in un progetto sulla cooperazione sportiva al fine di sviluppare nuove sinergie nella gestione di impianti e nuove partnership tra professionisti dello sport’, aggiunge il direttore Corvi, che ricorda inoltre la valorizzazione della ‘cooperazione rosa’ e di quella giovanile: il 7 marzo a Bologna si terrà l’incontro ‘Governance e leadership al femminile’ con la testimonianza di trenta cooperatrici donne e le riflessioni della professoressa Franca Cantoni dell’Università Cattolica di Piacenza. Si aggiungono la partecipazione all’Urban Hub, Industrie Creative Innovative’ con il progetto BEB (Blue economy brain) sul recupero di materiali di scarto e il nuovo laboratorio ‘We Coop’ insieme all’Università Cattolica per sviluppare nuove forme di rete tra giovani cooperatori. Nella foto in alto il direttore di Confcooperative Nicoletta Corvi Nuova sede: “Servizi innovativi in un ambiente integrato” Lunedì 15 febbraio insieme al Congresso provinciale di Confcooperative, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede della Centrale cooperativa piacentina. L’appuntamento è in programma alle 9:30 in Viale S.Ambrogio 19, alla presenza del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. ‘Con la nuova sede unitaria abbiamo raggiunto un traguardo importante che consentirà a Confcooperative di migliorare i servizi alle associate e di offrirne di nuovi in un ambiente unico e integrato’, afferma il direttore Nicoletta Corvi che aggiunge: ‘La nuova sede risolve le precedenti problematiche legate alla carenza di spazi e alla loro segmentazione e offre l’opportunità di sviluppare un confronto diretto con le nostre associate e di velocizzare decisioni e dinamiche interne’. La nuova palazzina - di colore rosa e di recente costruzione – ospita su tre piani la sede istituzionale di Confcooperative, gli uffici di Unioncoop (Centro servizi amministrativi), l’ente formativo Irecoop, la cooperativa Aurora Domus e il Con- sorzio di cooperative sociali, Sol.Co Piacenza. A breve verrà aperto, infine, lo sportello della cooperativa Gens, che offre ai soci prodotti di sanità integrativa, assicurativi, energetici, tutela e consulenza in risposta ai molteplici bisogni dei soci e delle loro famiglie. 11 febbraio 2016 CONGRESSO CONFCOOPERATIVE Sol.Co, vent’anni di cooperazione sociale SPORT Corriere Padano 9 Il consorzio di coop sociali piacentino continua a dare risposte importanti alla comunità attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati Girone di ritorno, obiettivo vittoria per il Pro Piacenza GIANCARLO TAGLIAFERRI Il Consorzio di cooperative sociali Sol.Co. Piacenza è stato costituito il 19 aprile 1994 e riunisce 14 cooperative sociali: 4 cooperative A (che realizzano servizi socioassistenziali per persone in condizione di svantaggio), 9 cooperative B (che danno lavoro a persone che difficilmente troverebbero occupazione) e 1 cooperativa A/B (che svolge entrambe le attività). Come Consorzio, Sol. Co. ha sempre perseguito una mission volta a permettere alle singole imprese associate di realizzare più efficacemente le proprie finalità istituzionali, a cui si lega una costante tendenza verso l’innovazione che mira ad integrare volumi aziendali diversi per poter reggere in maniera adeguata le sfide del mercato. Negli ultimi anni, a fronte della riduzione delle risorse provenienti dagli enti pubblici e alla necessità di aprirsi ad un ripensamento in chiave propositiva dei servizi sociali, Sol.Co. Piacenza ha sentito sempre più la necessità di aprirsi all’esterno e di andare oltre i propri confini provinciali, aprendo nuove pos- sibilità di lavoro anche in ambito nazionale e transnazionale. La composizione interna del fatturato (tra cooperative di tipo A e tipo B) denota la connotazione attuale del Consorzio, peculiarmente orientato ai processi di inserimento lavorativo, con più dell’80% del fatturato realizzato da cooperative di tipo B. In questo senso il sistema consortile, continua a dare risposte importanti alla comunità piacentina confermando la sua vocazione all’inserimento dei soggetti svantaggiati, non solo attraverso regolari contratti di lavoro, ma anche attraverso lo strumento del tirocinio, come opportunità di conoscere il mondo del lavoro. Negli ultimi anni particolare rilievo sta assumendo l’attività dello Sportello piacentino del Consorzio Mestieri aperto presso la sede del Consorzio Sol.Co. Piacenza per dare una risposta ancora più qualificata al bisogno di lavoro dei soggetti svantaggiati. Contrariamente a quello che ancora tanti pensano, l’inserimento al lavoro di persone in condizioni di “svantaggio” (di tipo fisico, sociale e/o psico-relazionale) non rappresenta necessariamente un costo per le finanze pubbliche, ma, al contrario, può costituire un vero e proprio “guadagno”. Recenti ricerche condotte in varie province del Nord hanno comparato i costi sostenuti dalle pubbliche amministrazioni per l’inserimento lavorativo di tali soggetti con i “ricavi “derivanti dalla mancata/ridotta erogazione di sostegni economici ed il minor utilizzo dei servizi sociosanitari da parte delle persone inserite. Ebbene, in base a tali computi, emerge un guadagno (risparmio netto) per il sistema della pubblica amministrazione, compreso tra 4.000 e 7.000 euro annui per lavoratore inserito. Tutto ciò senza considerare la ricaduta prettamente “sociale” di tali inserimenti, in termini cioè di miglioramento dei livelli di benessere dei soggetti coinvolti, delle loro famiglie e complessivamente di tutta la comunità. La virtuosità ed i risultati del nostro modello cooperativo, non vanno tuttavia considerati come scontati ed acquisiti per sempre. Dipendono innanzitutto dalla nostra capacità imprenditoriale e dalla qualità dei servizi e degli inserimenti realizzati oltre che, ovviamente, dal contesto socioeconomico di riferimento. Ma dipendono in maniera significativa anche dai rapporti e dalle relazioni che si instaurano con le Pubbliche amministrazioni, con i soggetti del welfare locale e, più in generale, col tessuto socio-economico di riferimento. In questo senso il Consorzio intende sempre più assumere il ruolo strategico di soggetto aggregatore, facilitatore e promotore di alleanze tra una molteplicità di interlocutori istituzionali e della società civile, anche attraverso le competenze ed abilità sviluppate nel settore dei bandi pubblici (finanziamenti comunitari, nazionali e regionali) che, per loro natura, presuppongono lo sviluppo di partnership e reti “miste“ e complesse. Tutte queste attività favoriscono l’incremento del “capitale sociale“ del territorio, innescando fondamentali processi di moltiplicazione delle risorse e dunque, in ultima analisi, delle opportunità per le persone più fragili e bisognose di tutela. Giovani e lavoro, Busca (Irecoop): “Bene tirocini e autoimprenditorialità” (r.m.) Un 2015 che ha visto l’attivazione di numerosi tirocini e alcuni percorsi con voucher per l’autoimprenditorialità attraverso il programma, co-finanziato dall’Unione Europea, Garanzia Giovani. Elena Busca (foto a destra), responsabile di sede di IRECOOP Piacenza fa il punto sull’attività svolta nell’ultimo anno, con un’attenzione particolare a Garanzia Giovani, progetto che è stato gestito in collaborazione con Consorzio Mestieri:“da quando è partito il progetto, abbiamo attivato diversi tirocini, per giovani inattivi fino ai 29 anni” spiega, aggiungendo “molti hanno avuto esito positivo, attraverso prolungamenti dei tirocini nelle stesse aziende o con la firma di contratti”. Un’attività che ha coinvolto diverse cooperative, ma anche alcune aziende private, che “si sono appoggiate a noi, in particolare per i tirocini” spiega Busca. Nell’ultimo anno sono stati attivati anche alcuni percorsi a voucher per la creazione di nuove imprese come spiega Busca “tre si sono già conclusi mentre due sono ancora in corso; inoltre abbiamo attivato percorsi di orientamento specialistico per giovani che volevano approfondire il tema dell’autoimprenditorialità”. Il progetto Garanzia Giovani sarà prolungato, precisa Busca “sicuramente almeno fino al giugno 2016” permettendo ancora a giovani “neet” (che non studiano e non lavorano) di usufru- ire di tirocini (fino ai 29 anni) e interventi che ne favoriscano l’ingresso nel mondo del lavoro. IRECOOP, per i giovani, ha attivato anche altre iniziative, come percorsi di educazione cooperativa nelle scuole, “abbiamo tenuto tre percorsi al liceo Colombini e al campus agroalimentare Raineri-Marcora, su come i ragazzi vedono la cooperazione e come realizzerebbero la propria impresa cooperativa”. Ma l’attività di IRECOOP non si riferisce solo alla formazione e inserimento nel mondo del lavoro dei giovani: “le nostre attività” spiega ancora Busca “favoriscono l’inserimento di disoccupati, persone svantaggiate o con disabilità, attraverso finanziamenti della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Consorzio Mestieri”. Partirà in queste settimane, ad esempio, un progetto con il Centro per l’Impiego di Piacenza, dal titolo “Interventi a favore dell’occupazione di persone in cerca di lavoro e inattive nel territorio piacentino” che, spiega Busca “attraverso la collaborazione di ECIPAR, FORPIN e ISCOM, svolgerà attività di orientamento, formazione e tirocini, per favorire l’inclusione lavorativa”. Infine, IRECOOP, incentiva anche attività di formazione sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nella logistica, settore fondamentale della cooperazione piacentina. Primo spareggio salvezza del girone di ritorno per il Pro Piacenza. I rossoneri saranno impegnati nel prossimo turno contro la Giana Erminio, formazione che all’andata regalo’ a Viali il primo sorriso stagionale con la vittoria esterna sul terreno di Gorgonzola. Come nel girone ascendente il Pro affronta la formazione allenata da Cesare Albe’ ancora all’asciutto di vittorie: un solo punto racimolato in mezzo a tre sconfitte mentre ad inizio campionato furono i pareggi con Pordenone e Reggiana a muovere la classifica. Nonostante il rendimento non eccelso il margine sulla zona retrocessione rimane in linea con le aspettative della vigilia con la speranza che il quartetto Albinoleffe-Mantova-Lumezzane-Renate continui con il passo rallentato avuto nelle ultime cinque uscite nelle quali solo il Renate e’ riuscito a portare a I rossoneri saranno impegnati nel prossimo turno contro la Giana Erminio casa i tre punti (in due occasioni). La sfida con la Giana rappresenta dunque la prima occasione che il Pro Piacenza per cercare di allungare ulteriormente in graduatoria ed affrontare i prossimi scontri diretti con un maggior margine di sicurezza; certamente le ultime uscite hanno confermato gli imbarazzi offensivi della formazione di Viali capace di segnare nel girone di ritorno solo due reti in quattro partite mentre le assenze di Rieti, Sall, Bini e Piana hanno compromesso in parte la tenuta difensiva con sette reti subite nell’ultimo mese. La Giana Erminio e’ formazione che in trasferta ‘ gia’ stata capace di quattro vittorie e 15 punti portati a casa con un rendimento che nelle ultime sei uscite lontano da Gorgonzola l’ha vista primeggiare tre volte sui campi di Salo’, Lumezzane ed Albinoleffe; attenzione massima al nuovo modulo 3-5-2 con il redivivo Cogliati e Gasbarroni pericoli principali per la difesa rossonera senza dimenticare come all’andata le ali Augello a sinistra e Perico a destra fecero per lunghi tratti soffrire sia Calandra che Ruffini. Proprio il laterale bresciano ha dimostrato di essere uomo importante per creare gioco e velocita’ sulle fasce; l’ex Castiglione dimostra di trovarsi meglio quando puo’ dedicarsi alla manovra offensiva , percio’ non e’ da escludere che Viali possa riproporre un 3-4-1 con Ruffini e Cardin esterni di centrocampo e Rantier a muoversi dietro la coppia Alessandro-Orlando. Il centravanti proveniente dall’Ischia, alla sua prima rete piacentina contro il Cittadella, sembra gia’ integrato a dovere nella squadra e pur essendo il classico bomber da 20 reti a stagione ha evidenziato buone doti tecniche unite alla fisicita’ necessaria a creare quegli spazi e tempi per gli inserimenti dei centrocampisti e delle mezze punte, vitali per permettere una maggiore finalizzazione della manovra. Corriere Padano è un settimanale indipendente: pubblica ogni giovedì ed è distribuito gratuitamente direttamente dall’editore nella città di Piacenza e nei comuni limitrofi attraverso espositori posti nei luoghi di aggregazione e passaggio. Direttore responsabile: Giuseppe De Petro. Editore: Corpad Editore S.R.L. Via Trieste, 39 - PC. Cell. 345.8004819. E-mail: [email protected] Sito internet: www.corrierepadano.it Pubblicità: Sumarte S.R.L. Largo Erfurt, 7 - Pc Tel. 0523/1749570/1 Stampa: Grafiche Lama Piacenza. Registrazione Tribunale di Lodi n.162 in data 20/07/1983 Associato Unione Stampa Periodica Italiana Corriere Padano 10 PUBBLICITÀ 11 febbraio 2016 11 febbraio 2016 Corriere Padano 11 VIVIPIACENZA Handbike: col simulatore donato da Bulla il campione Groppi si prepara per l’Europa (r.m.) Valter Bulla, da sempre attento ai problemi legati alle disabilità e grande appassionato di sport, visto il forte legame di amicizia che lo lega al campione del Giro d’Italia 2015 di handbike (bici che si muove pedalando con le mani) Walter Groppi, appena ha appreso la sua necessità di un simulatore di prestazioni per prepararsi per i prossimi impegni agonistici, ha deciso di donargli lo strumento, che permetterà all’atleta di allenarsi anche da casa: “a Walter, dopo la sua vittoria al Giro d’Italia, ottenuta con una grande prestazione, avevo promesso questo regalo per allenarsi al meglio” spiega Bulla “lo vogliamo sempre vedere vittorioso nelle sue prove, anche perché porta sempre Piacenza a livelli importanti nello sport per disabili”. Il funzionamento del simulatore viene spiegato da un felicissimo Walter Groppi: “si tratta di un rullo evoluto, con un freno elettromagnetico, a cui si collega l’handbike, permettendo di impostare la potenza desiderata”. Ad esempio, continua Groppi “se devo fare un allenamento di 10 minuti a 150 Watt, imposterò a 150 e farò al meglio l’allenamento previsto dal mio preparatore”. Un sistema oggi necessario per restare ad alti livelli: “me lo ha consigliato il mio preparatore, è una novità, ma è adatto all’handbike”. Il pensiero di Groppi, poi, va subito all’amico: “Valter è una persona speciale, sono molto contento”. I prossimi impegni per l’atleta piacentino saranno il Campionato Europeo, in programma ad Abu Dhabi il prossimo 20 marzo, per poi spostarsi in Francia il 26: “Mi sto impegnando al massimo per fare bene” conclude Groppi. Muncipale, arriva Beppe Fiorello Un evento di grande richiamo, martedì 16 e mercoledì 17, al Teatro Municipale: arriva Giuseppe Fiorello con “Penso che un sogno così”. Prendendo spunto dalla vita di Domenico Modugno, l’attore siciliano accompagnato da un affiatato gruppo di musicisti insegue i sogni di un ragazzo del sud, tra speranze e voglia di vivere, storie e personaggi di un recente passato. Con la regia di Giampiero Solari, lo spettacolo nelle ultime due stagioni ha ottenuto grande successo nei più importanti teatri d’Italia. Piacenza Jazz Fest, inizio in grande stile Inaugura la Brussels Jazz Orchestra con Jean-Paul Estiévenart ed Enrico Pieranunzi. Ma non mancano gli eventi collaterali in città Partenza in grande stile per l’edizione 2016 del Piacenza Jazz Fest. A inaugurarla, sabato 13 alle ore 21 presso lo Spazio Rotative di via Benedettine, ci penserà infatti un’intera orchestra: la Brussels Jazz Orchestra con Jean-Paul Estiévenart alla tromba che presenterà il suo lavoro di rielaborazione del repertorio di un musicista molto amato come Enrico Pieranunzi. Lo stesso Pieranunzi sarà ospite specialissimo della serata e suonerà al pianoforte insieme ai membri dell’ensemble. Questo concerto inaugurale presenta al pubblico italiano una delle ultime avventure musicali della Brussels Jazz Orchestra (BJO), l’omaggio a uno dei maestri più stimati del Jazz nostrano, sfociato in una proficua collaborazione. Lui è Enrico Pieranunzi, grande pianista, compositore ed arrangiatore romano, che tra i tanti ammiratori su cui ha esercitato il suo carismatico fascino può vantare anche la big band belga. Come tromba solista suonerà il belga Jean-Paul Estiévenart, astro nascente del Jazz europeo che a trent’anni vanta già una lunga e luminosa carriera alle sue spalle e ancor di più sarà quella che lo aspetta, visti i presupposti. Prestigiose collaborazioni, un Django d’Oro come giovane talento nel 2006 oltre ad altri premi e riconoscimenti. La Brussels Jazz Orchestra è un TRIESTE 34, APPUNTAMENTI PER IL FINE SETTIMANA Appuntamenti al Teatro Trieste 34, questo fine settimana: venerdì 12, ore 21.30, rock’n’blues cantautoriale di Valentina e Matteo; prima dello spettacolo, aperitivo offerto alle ore 20.30. Sabato 13, appuntamento della rassegna di danza “InSincronia” (ore 21): sul palco, la compagnia Incongruo con lo spettacolo che vede in scena Andrea Ferrarini danzatore e collaboratore, Gabriele Schiavi musicista e compositore e Clo Passaro danzatrice, coreografa e regista. Infine, la domenica dei piccoli prevede lo spettacolo dedicato al cibo “ColazioneMerendaPranzoCena”, con Filippo Arcelloni ed Agostino Bossi (ore 16.30.) ensemble di 16 elementi che aderisce in maniera pedissequa agli standard, ma vive lo spirito del Jazz fino in fondo, andando a cercare un suono d’insieme dinamico e rendendo ciascun orchestrale al contempo anche un brillante solista. Compie una ricerca molto accurata sulle composizioni musicali che sceglie di interpretare, dedica molto tempo alla cura dettagliata degli arrangiamenti, che sono sempre originali e suona con grande inventiva. Oltre alla data inaugurale del 13, non mancano altri amati appuntamenti come quello del “Gazebo Suonante”: si terrà nel cuore di Piacenza nel pomeriggio di sabato 13. Un evento in cui sarà possibile avere info e acquistare i biglietti e gli abbonamenti del festival. Per l’occasione il centro storico sarà animato da una marchin’ band funky di rara bravura: la BiFunk Brass Band. Domenica 14, “aperitivo swing” per “Jazz al Centro” presso la Galleria Commerciale Gotico con la Large Street Band (ore 17.30). Immancabile, poi, “Piacenza suona jazz”, rassegna nella rassegna che porta la migliore musica nei più bei locali e ritrovi della città e non solo. Prossimo appuntamento martedì 16 alle ore 22 al ristorante “La Muntà” di via Mazzini 72 con Alessia Galeotti Quartet. Per ulteriori info invitiamo a seguire la rassegna al sito www. piacenzajazzclub.it. COOP INFRANGIBILE, SI RIPARTE CON TRE GIORNI DI FESTA Tre giorni di festa - dal 12 al 14 - alla Cooperativa Infrangibile, per festeggiarne la riapertura. Si parte venerdì 12 con l’apertitivo presso il bar della Coop (dalle ore 17.30); alle 18.30, presentazione del fumetto “Mafie in Emilia Romagna” presso la Biblioteca Bruschini-Ferri. Alle 20.30, cena vegana e, a seguire, concerto di Edoardo Cerea ed Alessandro Colpani. Sabato 13, ore 18: letture di poesia dialettale piacentina a cura di Stefano Forlini e Tiziana Innocenti; cena toscana con Chef Tatiana e live del duo Maccaferri & Little Mama Swing. Domenica 14, alle 12.30, polentata in compagnia e tante iniziative pomeridiane. Danza, fari accesi su “Giselle” Terzo appuntamento con la Stagione di danza del Teatro Municipale di Piacenza: domenica 14 alle ore16, fari accessi sull’allestimento del Balletto di Maribor di “Giselle”, il balletto romantico di Adolphe Adam. La prima vera sintesi tra arti diverse, senza che una di loro tenda mai a prevalere: il libretto (la prima parte di Jules Henri-Vernoy de SaintGeorges, la seconda di Théophile Gautier), la coreografia (di Jean Coralli e Jules Perrot) e la partitura musicale (di Adolphe Adam). AGENDA WEEKEND PIACENZA - Turismo e social: potenzialità per il sistema Piacenza Venerdì 12 alle ore 9.30 presso l’Auditorium Sant’Ilario di via Garibaldi 17, incontro “I social network a servizio del Travel 2.0”. PIACENZA - Piacenza che scrive: La parola al professore Presentazione del libro «La parola al professore. Riflessioni su alcune problematiche della scuola di oggi» di Danilo Persicani. Appuntamento venerdì 12 in Biblioteca Passerini Landi, ore 17. PIACENZA - Gioca con Piacenza Incontro dedicato ai ragazzi, sabato 13 alle ore 16, presso la Biblioteca Ragazzi Giana Anguissola. PIACENZA - SpazioCIRCUS Sabato 13 alle ore 17, presso lo Spazio2 di Via XXIV Maggio, palestra aperta di giocoleria e discipline circensi, ad ingresso gratuito. Info e iscrizioni: [email protected]; tel. 333.1532976 PIACENZA - Pasolini. Ragazzo a vita Sabato 13 alle ore 17, in Biblioteca Passerini-Landi, presentazione del libro «Pasolini. Ragazzo a vita» di Renzo Paris. PIACENZA - A teatro con mamma e papà 2015-16 Domenica 14 alle ore 16.30, al Teatro dei Filodrammatici, rassegna di teatro per le famiglie con “Il tenace soldatino di stagno”, dalla fiaba di H. C. Andersen. PIACENZA - SPAZIOFOTO - Corso di fotografia avanzato Lunedì 15 alle 20.30, a Spazio2 (Via XXIV Maggio, 51/53), corso per chi possiede già le conoscenze tecniche preliminari. L’obiettivo del corso è di creare un proprio portfolio o progetto personale. A cura di Digital camera School. PIACENZA - Rassegna: Ops ... che film Martedì 16 alle 21 presso lo SPAZIO 4 di Via Alessandro Manzoni, 21, “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino. PIACENZA - Un pomeriggio da favola! Martedì 16 alle ore 16.45, alla Biblioteca Ragazzi Giana Anguissola, letture animate di libri dedicati alla fascia d’età 0-6. EVENTI IN PROVINCIA CASTEL SAN GIOVANNI - Omaggio a Gershwin Sabato 13 alle ore 21 va in scena al Teatro Verdi di Castel San Giovanni “Omaggio a Gershwin”. Con Ilaria Basile (voce), Mario Rusca (pianoforte) e Emilio Soana (tromba). CARPANETO - Carnevale Appuntamento nel centro del paese con maschere e divertimento domenica 14 febbraio, alle ore 14.30. Ingresso gratuito. SARMATO - 10° carnevale sarmatese Domenica 14 dalle ore 14.30 presso Piazza Roma di Sarmato, corteo mascherato per le vie del paese, coro bandistico Don Orione con majorettes, carri allegorici, trenino, trucca bimbi, baby dance e giochi di magia, gonfiabili e frittelle. BOBBIO - Carnevale bobbiese Sabato 13, dalle ore 22, “Festa in Maschera” presso l’Auditorium Santa Chiara. Domenica 14: dalle ore 14 sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati; a seguire, “pentolaccia” in piazza Duomo. Corriere Padano 12 PUBBLICITÀ 11 febbraio 2016