SETTIMANALE DI INFORMAZIONE FONDATO NEL 1983
Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003
(conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc
GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO 2016 - ANNO 34 N. 2 - EURO 0,20
Confcooperative
a congresso
REDAZIONE
Milza: Ora strategia di sviluppo
Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003
(conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc
VIVIPIACENZA
Ospite dell’assemblea del 15 febbraio il ministro dell’Economia Padoan
A PAGINA 6
Nell’Asl piacentina 14 ginecologi su 20 hanno scelto l’obiezione di coscienza
Aborti in calo, a Piacenza
il 70% dei medici è obiettore
Piacenza Jazz Fest,
inizio in grande stile
A PAGINA 11
Molinaroli (direttrice consultori): “Nessuna donna è lasciata sola, il servizio AslComune è notevole sia dal punto di vista sanitario che di assistenza psicologica”
Decidere di interrompere una gravidanza è una
scelta estremamente dolorosa e difficile, un fallimento. L’età media delle donne che si sottopongono a questo intervento oscilla per lo più tra i 20 e i
35 anni, con una massiccia incidenza di straniere.
Molinaroli: “La legge 194 del 1978 ha funzionato”
Il sindaco scioglierà la riserva a giugno. Il piano B del Pd
Municipale, arriva
Beppe Fiorello
CAMINATI A PAGINA 3
A PAGINA 11
Dal rubinetto
Nitrati nelle falde
ma l’acqua è buona
MURTINU A PAGINA 2
Europa e banche
Sforza Fogliani: “Ue
un cappio e un incubo”
A PAGINA 4
Comune, toto candidati
Si pensa già al dopo-Dosi
A PAGINA 4
Scuola e formazione
nuove opportunità
A PAGINA 5
Corriere Padano
11 febbraio 2016
ATTUALITÀ
2
Nitrati nelle falde
ma l’acqua di casa
è buona da bere
Arpae mappa le zone più a rischio nel Piacentino (i pozzi
di Alseno, Pontenure e Sarmato), ma Ausl rassicura sulla
qualità dell’acqua per uso alimentare: “Nessun allarme”
te controllo. La legge stabilisce
che, per l’acqua potabile, il limite
di nitrati sia di 60 milligrammi/
litro.
Per il territorio piacentino, l’Ar-
RICCARDO MURTINU
Falde freatiche in condizioni critiche, nelle zone di Alseno, Pontenure e Sarmato. Queste sono
le zone dove i laboratori di Arpae hanno riscontrato i maggiori
problemi, rispetto alla concentrazione di nitrati nell’acqua. È da
specificare, tuttavia, che dei 67
pozzi monitorati, soltanto alcuni
forniscono acqua agli acquedotti
mentre molti sono usati per usi
irrigui, produttivi o antincendio.
Prima di proseguire, sembra però
opportuno soffermarsi su cosa siano i nitrati e quali siano i rischi
connessi. Il nitrato è uno ione che
deriva principalmente dalla dissociazione dell’acido nitrico, ed
ha un’importanza fondamentale
per la natura e l’uomo: naturalmente presente nell’acqua, è indispensabile per il metabolismo
vegetale, ed è un ottimo ferti-
rubinetti non deriva da falde freatiche, anche se da queste derivano le acque dei pozzi profondi.
Molto dipende, inoltre dalle condizioni e le caratteristiche del ter-
Quella del rubinetto è ricca di calcare
ma senza problemi per la salute
lizzante (ed è perciò presente in
molti alimenti vegetali). Ma i
nitrati possono essere anche pericolosi: alcune categorie, infatti,
possono trasformarsi in nitriti nel
microbiota umano (la cosiddetta
flora intestinale) o nella saliva,
poi, con una serie di reazioni, in
un ambiente acido diventano nitrosammine, che possono avere
effetti cancerogeni sul sistema
intestinale ed urinario.
È evidente, quindi, come la concentrazione di nitrati, soprattutto
nell’acqua per uso domestico,
debba essere tenuta sotto costan-
pae ha elaborato gli ultimi dati
disponibili sul monitoraggio (per
il 2014) che hanno rilevato, come
spiega Elisabetta Russo, responsabile dell’Area monitoraggio e
valutazione corpi idrici di Arpae
Piacenza “in alcune zone, le falde
freatiche superficiali, cioè quelle
sotterranee più superficiali, sono
pessime” aggiungendo che “qui
i nitrati sono altissimi, anche sopra i 100 milligrammi per litro”.
Da segnalare che la gran parte
dell’acqua che arriva ai nostri
reno circostante, come spiega ancora Russo: “le acque superficiali
si infiltrano tra le particelle del
terreno a diversa velocità: molto
velocemente nei terreni sabbiosi
e ghiaiosi, molto più lentamente
in quelli limo-argillosi”. Le falde
freatiche sono alimentate principalmente da alvei fluviali, e quelle ad uso potabile, precisa Russo
“è data dagli acquiferi di Nure
e Trebbia, che creano grosse riserve ma con poco filtro”. Nelle
zone a ridosso del Po, invece, il
terreno, più argilloso, opera più
filtro, spiegando così la quasi totale assenza di nitrati dalle falde,
anche se, conclude Russo “le pratiche antropiche possono compromettere la falda profonda”.
Non ci sarebbero, in ogni caso,
problemi per le acque ad uso
domestico, monitorata anche da
Ausl, come spiega Marco Delledonne, direttore del programma
di sicurezza alimentare “tra i nostri dati e quelli di Arpae non c’è
contrapposizione” spiega “noi
siamo chiamati a fare una valutazione di tipo alimentare e da questa prospettiva diciamo che non
c’è alcun allarme nitrati”.
Il dottor Giuseppe Mion, responsabile del campionamento
dell’acqua e a capo dell’U.O.
Igiene alimenti e nutrizione
dell’Ausl spiega come l’acqua
del rubinetto, soprattutto in pianura sia “dura, cioè molto ricca di
calcare, che peraltro non dà alcun
problema alla salute”.
Acqua gratis dai distributori Iren,
ambiente e portafoglio ringraziano
(r.m.) Ventidue punti di distribuzione, che
hanno fornito ai piacentini oltre 13mila metri
cubi di acqua di buona qualità, gratis. Questi
sono i risultati, forniti da IREN, per l’anno
2015, dei distributori di acqua pubblica su
tutto il territorio provinciale, che hanno permesso un considerevole risparmio economico
per le famiglie piacentine, stimato in circa 6,7
milioni di euro. Un dato che non sorprende, se
si pensa che nei negozi e nella grande distribuzione l’acqua costa non meno di 0,20 euro
per bottiglia. Ma i vantaggi della distribuzione
di acqua pubblica non finiscono qui: importante è stata anche la riduzione dell’inquinamento ambientale. Secondo i dati, infatti, si è
evitato di smaltire qualcosa come 9 milioni di
bottiglie di plastica, risparmiando più di 315
tonnellate di pet, oltre a quasi 600 di petrolio
ed evitando di emettere nell’atmosfera oltre
800 tonnellate di anidride carbonica. Il primo
distributore di acqua presente nel piacentino è
stato quello di via XXIV maggio a Piacenza,
e, negli anni, la rete si è allargata a tutta la
provincia, arrivando a 23 distributori (anche
se quello di Gropparello non è ancora contabilizzato nei dati 2015). L’idea dei distributori
d’acqua gratis (o a costi simbolici) nasce nel
lontano 2003, come spiega Eugenio Bertolini,
direttore generale di Iren Acqua e Gas e Iren
Emilia: “grazie ad un confronto tra azienda
e Comune già nel 2003 nasce il punto distribuzione di via XXIV maggio”. Il successo di
quell’esperienza ha poi mostrato, spiega Bertolini “come ci fosse una sensibilità e condivisione del progetto da parte anche di altri Comuni della provincia. Nel 2005, con la messa
a regime della gestione del ciclo integrato,
abbiamo iniziato a diffondere gli impianti, in
parte a carico di Iren, in parte del Comune”
fino ai 23 attuali. Tornando ai dati del 2015,
è da sottolineare come il record di distribuzione sia nell’area di San Polo e Podenzano
dove sono stati erogati oltre 2mila metri cubi
di acqua. Ottimi risultati anche nell’area di
Rottofreno e San Nicolò con oltre 900 metri
cubi, seguiti poi dai due distributori cittadini,
in via XXIV maggio e via Radini-Tedeschi,
che hanno erogato, rispettivamente, 837 e
791 metri cubi nel 2015. L’idea dei distributori, che inizialmente aveva lo scopo di “far
capire alla gente che dell’acqua pubblica ci si
può fidare” spiega Bertolini, oggi, può anche
“produrre grandi risparmi dal punto di vista
economico e ambientale”. E il risparmio di
bottiglie e dello smaltimento della plastica derivato dall’uso dei distributori significa anche
risparmio nel ciclo dell’acqua: secondo i dati
IREN, nel 2015, nella provincia di Piacenza,
grazie all’acqua pubblica, si sono risparmiati
più di 5mila metri cubi di risorse idriche.
11 febbraio 2016
Corriere Padano
ATTUALITÀ
3
Aborto, il 70% dei medici è obiettore
Nell’Asl di Piacenza su 20 ginecologi 14 sono obiettori, la provincia della regione con la percentuale più
alta. Ma il numero delle interruzioni di gravidanza è in diminuzione. Forte l’incidenza delle donne straniere
lore più basso è l’Asl di Parma.
“Bisogna domandarsi che ruolo
ha il medico – spiega la dott.ssa
Molinaroli – quello di eseguire
l’intervento e di certificare il
fatto che una donna abbia motivazioni valide per interrompere
la gravidanza. Ha il dovere di
valutare insieme a lei quali sono
gli ostacoli per il proseguimento
e anche l’eventuale superamento. Quello del medico è un ruo-
ELENA CAMINATI
Decidere di interrompere una
gravidanza è una scelta estremamente dolorosa e difficile,
un fallimento. L’età media delle donne che si sottopongono a
questo intervento oscilla per lo
più tra i 20 e i 35 anni, con una
massiccia incidenza di straniere.
I dati Istat mostrano che in
Emilia Romagna la percentuale arriva al 45 %, a Piacenza al
52,8%. Il tasso di abortività è
al 18 per mille tra le straniere e
al 5 per mille tra le italiane. Un
indicatore importante per osservare l’andamento delle interruzioni volontarie di gravidanza
è proprio il tasso di abortività,
ovvero il rapporto tra il numero
di aborti e numero delle donne
in età fertile, tra 15 e 49 anni, in
quell’anno. Il rapporto del Ministro della Salute del novembre 2015 mostra come nel 1983
il tasso di abortività fosse il 17,2
per mille, nel 2014 sceso al 7,2
per mille; analoga situazione in
Emilia Romagna dove è sceso
dall’11 per mille nel 1993 al 7,9
per mille nel 2014. Dati confermati anche dal calo drastico di
aborti in valore assoluto: in italia nell’83 se ne eseguirono 243
mila contro i 97 mila del 2013,
in Emilia Romagna 12mila nel
1993, nel 2014 8474.
Numeri scesi complessivamente dal momento dell’entrata in
vigore della legge 194 del 1978.
“C’è stato un calo evidentissi-
ne che si rivolgono al consultorio per la certificazione relativa
alla pratica dell’interruzione volontaria è molto alto; il servizio
offerto vuole mettere al centro
la donna con offerte e garanzie
particolari.
La donna viene ascoltata dall’ostetrica che la rivede dopo un
paio di giorni per capire a fondo
esigenze ed urgenze del singolo
caso. Dopo il primo counseling
“Nessuna donna è lasciata sola,
a Piacenza il servizio è notevole
sia dal punto di vista sanitario
che di assistenza psicologica”
Molinaroli (direttrice consultori
Asl): “La legge 194 ha funzionato”
mo – sottolinea la dott.ssa Maria Cristina Molinaroli direttore
consultori familiari Asl – questo
significa, a mio parere, che la
legge ha funzionato, ma anche
che sono cambiati i fattori socio
economici. Non è solo merito
dei sanitari ma anche dei cittadini, degli enti e degli utenti.
Interrompere una gravidanza è
un fallimento, perchè significa
rinununciare a qualcosa: per lo
più oggi le donne che vogliono abortire stanno vivendo una
situazione di precarietà, senza
lavoro, disoccupate o licenziate.
E un fallimento, una scelta che
si compie con rimpianti e difficoltà, e quindi una situazione da
superare”.
Parcheggi blu gratuiti dalle 12.30 alle 15,
la mozione di Colosimo (Piacenza Viva)
(r.m.) Parcheggi “blu” gratuiti dalle 12:30 alle
15:00 nei giorni feriali. Questa è la mozione,
che sarà discussa in Consiglio Comunale, lanciata da Marco Colosimo di Piacenza Viva. La
sosta a pagamento nei parcheggi comunemente
definiti “blu” è, oggi, prevista, nei giorni feriali,
dalle 9:00 alle 19:00, mentre la tariffa varia a
seconda della zona dove sono localizzati i parcheggi. L’idea di rendere gratuita la sosta in una
determinata fascia oraria nasce da una considerazione, come si legge nella mozione: “sono
ormai tante le città che per agevolare la sosta
e di conseguenza l’accesso al centro storico,
hanno deciso di adottare, insieme con l’azienda
che gestiste i parcheggi in questione, un nuovo
orario tariffario che consente in una determinata e precisa fascia oraria di poter parcheggiare a
titolo gratuito”.
La mozione, quindi, vorrebbe un nuovo sistema
di tariffazione che preveda “l’esclusione dell’assoggettamento dalle ore 12:30 alle ore 15:00”
tutti i giorni feriali e su ogni area di sosta dove
siano presenti parcometri, senza distinzione di
localizzazione.
In questa scelta, il medico ha un
ruolo fondamentale; la presa in
carico di una donna che decide
di sottoporsi ad una interruzione
volontaria di gravidanza va oltre
la metodica tradizionale. Anche
per il medico, nel senso che non
sempre accetta di eseguire materialmente l’aborto. In Italia la
percentuale dei medici obiettori
di coscienza arriva al 70%, con
punte anche del 90, soprattutto
negli ospedali del sud. Nell’Asl
di Piacenza su 20 medici ginecologi, 14 sono obiettori, il
70%, confermandosi la provincia della regione con la percentuale più alta. Quella con il va-
lo che va al di là di quello che
normalmente gli attribuiamo.
Questa è una situazione in cui si
ci interfaccia con la donna in un
relazione di presa in carico che
va al di là delle norme”.
Per un medico decidere di non
praticare un aborto è prima di
tutto una questione morale, ma
non solo, un lavoro che impegna sotto tutti i punti di vista:
“Dover affrontare questa situazione negativa impegna molto
sotto tutti gli aspetti – conferma
Molinaroli – ed è emotivamente
pesante. Non è così facile continuare a fare questo lavoro”.
A Piacenza il numero delle don-
sarà il medico a visitarla dopo
7 giorni nel pieno rispetto della
tempistica imposta dalla legge.
“Un altro valore importante –
conclude – è l’interfaccia con i
servizi sociali del Comune e con
la psicologa; capita che ci siano persone che abbiano bisogno
di qualcuno che le aiuti a dirimere gli aspetti più confusi. E’
un aiuto importante, credo che
il servizio che riusciamo a garantire sia il massimo dal punto
di vista sanitario e di assistenza
per le donne che si rivolgono a
noi”. (Il servizio completo su
www.zerocinque23.com)
Unione Valtrebbia-Valluretta: telefonate
ai cittadini per avvertire in caso di calamità
Avvisare l’intera popolazione di
eventi calamitosi, permettendo
così di salvare moltissime vite.
È quanto si propone il nuovo
dispositivo Alert System, da
ieri attivo nell’Unione Montana
Valtrebbia-Valluretta. Il sistema, nel dettaglio, permetterà
all’amministrazione di avvisare,
con una telefonata automatica e
un messaggio vocale registrato
dal sindaco con le indicazioni di
emergenza, ogni utente con telefono fisso o cellulare, in base
all’elenco telefonico (i cellulari
sono già registrabili nel sistema,
tramite un modulo online). Alert
System, realizzato da Comunica
Italia srl, è attivo, per ora, solo
nell’Unione Montana Valtrebbia-Valluretta, cioè nei comuni
di Travo, Bobbio, Zerba, Ceri-
gnale, Ottone, Piozzano, Corte
Brugnatella e Coli. È, in ogni
caso, la prima sperimentazione
di questo tipo nel piacentino:
“finalmente abbiamo un prodotto che riteniamo possa dare
risposte efficaci in caso di allarme” spiega il presidente dell’Unione, Lodovico Albasi. Alert
System, a fronte di un investi
mento di 15mila euro annui,
consentirà di effettuare 200mila
chiamate all’ora (più di 7000 al
minuto).
L’utilizzo del sistema sarà comunque graduale e sarà accompagnato dalla partecipazione
della popolazione “faremo incontri pubblici in ogni Comune
per illustrare questo sistema”
spiega ancora Albasi, che aggiunge “i nostri Comuni si sono
presi l’impegno di finanziare
questo strumento, ma speriamo
di avere un sostegno anche da
altri enti come la Protezione Civile”.
Alert System dovrebbe, nei
prossimi mesi, estendersi all’Unione Valnure-Valchero ed anche alla città di Piacenza.
r.m.
Corriere Padano
4
ATTUALITÀ
11 febbraio 2016
Comune, toto candidati
Si pensa già al dopo-Dosi
Il sindaco a giugno scioglierà la riserva sulla sua ricandidatura.
Nel frattempo nel Pd si sta pensando a un adeguato piano B
“A giugno deciderò se ricandidarmi o meno”. Queste le parole pronunciate dal sindaco
Paolo Dosi qualche settimana
fa subito dopo essere stato dimesso dall’ospedale a seguito
del malore che lo ha colpito il
6 dicembre. Una dichiarazione
che, gioco forza, ha smosso non
pochi appetiti, in particolare nel
Partito Democratico che conta
anche nel 2017 di far sua per la
quarta volta consecutiva (dopo
i due mandati di Reggi e uno
di Dosi) la partita delle elezioni
Comunali. Anche se ufficialmente si attenderà di conoscere
le riflessioni del primo cittadino,
(che dovrà misurare la sua tenuta
psicofisica nell’ottica di arrivare fino al 2022), la sensazione è
che nel Pd si stia già facendo i
conti concretamente con il dopoDosi, quanto meno che si stia
pensando a un adeguato piano B.
Il terreno su cui i democratici si
trovano oggi a ragionare al loro
interno è disseminato di ostacoli. Le evidenti lacerazioni che si
osservano a livello nazionale si
riflettono anche a livello piacentino. Sotto l’ombra del Gotico si
scontano gli strascichi di un’irrisolta faida interna che affonda
le origini fin dalle primarie per
le Comunali del 2012 e che poi
è passata anche attraverso due
congressi e le elezioni Regionali
del novembre 2014. Da una parte i “renziani” della prima ora,
l’attuale maggioranza, che oggi
hanno nei due consiglieri regionali Gianluigi Molinari e Katia
Tarasconi e nel segretario provinciale Loris Caragnano, oltre
al solito regista occulto Roberto
Reggi, gli uomini forti del partito in questo preciso momento;
dall’altra ci sono i fedelissimi
del potente sottosegretario all’economia Paola De Micheli, tra
cui l’assessore regionale Paola
Gazzolo e il parlamentare Marco
Tra i papabili si fanno i nomi degli attuali assessori
Giorgio Cisini e Stefano Cugini. Ma il nome che
saprebbe mettere d’accordo le due fronde litigiose
del partito potrebbe essere quello di Christian Fiazza
Bergonzi, che costituiscono l’ala
vicina all’ex segretario Pierluigi
Bersani. Due fazioni che oggi
faticano a parlarsi nonostante proprio in questo periodo di
registrino prove di disgelo in
ottica elezioni Comunali 2017.
Si diceva degli appetiti: i ben
informati parlano di ambizioni
nemmeno troppo nascoste da
parte di due assessori comunali, Giorgio Cisini (Lavori Pubblici e Sport) e Stefano Cugini
(Welfare). I due nomi pare però
non convincano appieno e allora
ecco che si sta cercando una figura che, almeno in questa fase,
possa mettere d’accordo le due
fronde litigiose. Si vocifera di
Christian Fiazza, oggi presidente del Consiglio comunale, ma
il discorso pare davvero ancora
agli albori. Anche perché prima,
nella primavera 2016, c’è un’altra partita importante, quella che
si gioca a Fiorenzuola (il secondo Comune più importante della
provincia), storicamente elezione che dà il termometro di quello che potrebbe accadere anche
l’anno dopo. E anche lì in Valdarda, con più d’un candidato e
le primarie in vista, per il Pd non
mancano le noci da rompere.
Incognite che vanno risolte nonostante dall’altra parte della
barricata, nel centrodestra piacentino, le cose sembrano andare ancora peggio. Il progetto
Forza Italia non decolla, Fratelli
d’Italia non pare avere troppo
fiato. Di piani operativi al momento non se ne parla. Qualcuno in questi giorni ha fatto il
nome dell’ex questore Michele
Rosato, ma poi sembra essere
tornato in soffitta. Chi può reclamare qualcosa, ed è forse la
volta buona, è la Lega Nord che
potrebbe certamente candidarsi
come forza perno di un’eventuale coalizione di centrodestra, ma
anche in questo caso occorrerà
capire come vanno le cose a livello nazionale e i responsi delle
amministrative di quest’anno.
Nel centrodestra dunque la sensazione è che si capirà qualcosa
di più solo dopo l’estate.
Intanto sale l’attesa invece di conoscere e capire come si muoverà il Movimento 5 Stelle. Dopo
aver fatto il proprio esordio in
Consiglio comunale ormai quattro anni fa, è verosimile che i
pentastellati presentino un proprio candidato.
Sforza Fogliani: “Ue
un cappio e un incubo”
“L’Unione Europea è vissuta come un cappio e un incubo”.
Lo sostiene Corrado Sforza Fogliani, presidente nazionale delle banche popolari (Assopopolari) e presidente della Banca di
Piacenza in un’articolata intervista a cura di Goffredo Pistelli
pubblicata sul quotidiano Italia Oggi. “L’Europa attuale - spiega
l’avvocato Sforza Fogliani - è diventata un’istituzione di burocrati completamente staccati dalla realtà e i politici tengono
spesso conto solo delle esigenze degli stessi burocrati che, per
continuare a mantenere il proprio potere, devono arrovellarsi su
regolamentazioni che di fatto poi portano a risultati ben peggiori
dei propositi ufficiali. È così: la burocrazia deve sempre inventarsi qualcosa per mantenersi al potere”. E prosegue: “Spesso
penso a mio padre che, quando si trovava di fronte a qualche difficoltà di diritto interno, diceva: “Speriamo nell’Europa”. Oggi
ritengo che tutte le persone che hanno creduto nell’Europa nel
Secondo Dopoguerra del secolo scorso, a cominciare dai padri
fondatori dell’Europa come De Gasperi, Schuman e Adenauer,
si rivolteranno nella tomba”. E sulla vicenda delle banche: “Per
salvare queste banche e i loro clienti, il sistema bancario era
pronto a intervenire con il Fondo interbancario e a provvedere,
con mezzi messi a disposizione esclusivamente dalle banche, a
risanare queste situazioni. L’Unione Europea si è opposta sostenendo che si sarebbe trattato di un aiuto di Stato ma perché
il Fondo interbancario ha, nel suo consiglio di amministrazione,
un rappresentante della Banca di Italia, che esercita in sostanza
una funzione di controllo, e perché questo Fondo è previsto da
una legge dello Stato. Mi sembrano argomenti speciosi, di ben
poco conto”. Pessimista, l’avvocato, anche sullo Stato moderno: “Lo Stato ha rappresentato un’istituzione positiva quando
era in grado di svolgere quelle funzioni che gli sono proprie,
ad esempio l’amministrazione della giustizia, la difesa e altre
sempre di carattere generale. Oggi, purtroppo, la situazione è
però completamente cambiata e lo stesso Stato non appare più
in grado di svolgere le sue funzioni o, quando lo fa, le svolge
malamente. Il problema, ancora una volta, è che l’oppressione
fiscale, a cui siamo sottoposti oggi, è veramente esagerata: che
incentivo possiamo avere a lavorare e produrre se lo Stato come
minimo ci toglie il 60-70% del nostro reddito? Le dico di più.
Inizio a essere critico anche nei confronti del funzionamento
dello Stato liberale in quanto tale, perché oggi la politica non
svolge più quella funzione di rappresentanza che le è propria”.
L’intervista completa sul sito www.corrierepadano.it
(Nelle foto, in alto l’avvocato Sforza Fogliani, qui sopra, da sinistra, De Gasperi, Schuman e Adenauer)
11 febbraio 2016
SCUOLA E FORMAZIONE
Diplomati italiani,
generazione “smart”
Lo rivela un’indagine effettuata da AlmaDiploma su oltre 40 mila
studenti nel 2015: giovani concreti, determinati e consapevoli
Una generazione di diplomati con
caratteristiche molto specifiche:
giovani concreti, determinati e
consapevoli che il loro futuro dipende in prima istanza dalle loro
scelte e dal loro impegno, nello studio così come nel lavoro.
In altre parole, una generazione
“smart” e tutt’altro che “choosy”.
Lo rivela un’indagine di AlmaDiploma che ha coinvolto circa
40 mila diplomati a luglio 2015,
appartenenti a circa 250 Istituti
scolastici, in particolare di Lazio,
Lombardia, Emilia Romagna, Liguria e Toscana.
Come emerge dalla lettura attenta dei dati si tratta di studenti che
hanno le idee chiare su se stessi
e sulle esperienze importanti che
devono compiere, ma che quando sono chiamati a scegliere sul
loro futuro sono colpiti ancora da
incertezze e pentimenti. Da qui
la necessità più volte rilevata da
AlmaDiploma e AlmaLaurea di
investire su corrette politiche di
orientamento e di diritto allo studio.
La mancanza di queste politiche
permette al contesto famigliare
di provenienza di esercitare ancora oggi un ruolo rilevante sulle
scelte formative e professionali
dei giovani determinando così la
cristallizzazione di fattori che rappresentano un freno alla valorizzazione del capitale umano e alle
esigenze di crescita e innovazione
del Paese.
I giovani sono “smart” perché:
1) riconoscono l’importanza del
life-long learning, ossia la necessità di formarsi per tutta la vita;
2) a scuola si impegnano per rispettare i tempi e ottenere buoni
voti;
3) svolgono stage ed esperienze
internazionali, grazie alla scuola o
su iniziativa personale. E se pos-
sono non hanno timore di girare il
mondo per inseguire i loro sogni,
incontrare
maggiori opportunità lavorative e
arricchirsi a livello professionale e
personale;
4) sono esperti internauti, navigano abitualmente su internet;
5) sono attivi su più fronti: non
temono di impegnarsi nel lavoro,
praticano attività sportive, si dedicano a volontariato e ad attività
culturali; sono aperti alle novità e
attratti dalle esperienze che li rendono dinamici e dotati di un buon
senso critico;
6) valutano con obiettività pro e
contro del mondo della scuola.
Analizzando le percezioni dei diplomati, attraverso il percorso AlmaOrièntati, emerge che i giovani
attribuiscono un grande valore alla
formazione a tal punto che per la
maggioranza degli studenti è necessario continuare a formarsi per
tutta la vita (76%), consapevoli
del fatto che il life-long learning
aumenta le loro opportunità occupazionali (68%). Anche in merito
ai loro punti di forza non hanno
dubbi.
Tra gli aspetti in cui i giovani si
identificano maggiormente emergono l’importanza riconosciuta
al lavoro come esperienza per la
realizzazione personale (l’83% ci
si identifica “molto” o “moltissimo”) e la consapevolezza che con
l’impegno personale si possono
raggiungere buoni risultati scolastici (83%). A questi elementi si
aggiunge l’interesse nei confronti
del viaggio, all’81% dei giovani
“piacerebbe girare il mondo”: i più
lo ritengono infatti un’esperienza
molto positiva e ad alto valore aggiunto che li porta a fare esperienze diverse (73%) e a comprendere
maggiormente le regole degli ambienti in cui si trovano (82%).
Corriere Padano
5
Istituto Marconi,
una nuova scuola media
a Piacenza
Da alcuni anni l’offerta formativa della nostra città è stata
arricchita dall’avvio di una nuova scuola media che, con
numero di iscritti crescente di anno in anno, sta funzionando presso la Scuola Privata “Istituto G. Marconi” (via
Cortesi, 20).
Il corso, riconosciuto “Paritario” con D. M. n. 176 del 25
giugno 2010, consente agli alunni di acquisire titoli del
tutto equivalenti alle scuole statali.
Il piano di studi, strutturato sui programmi ministeriali, viene arricchito con ulteriori argomenti, per meglio
rispondere alle nuove sfide
culturali e formative.
Le famiglie hanno la possibilità, in quest’offerta
formativa, di condividere un
percorso fondato sulla personalizzazione del programma
di studi, sulla costruzione
delle competenze di lavoro, sull’utilizzo di tecnologie in linea con i tempi, sulla
dimensione internazionale che prevede degli insegnamenti
in lingua inglese.
La flessibilità, prevista dalla normativa, permetterà soluzioni organizzative che tengano conto delle esigenze delle
famiglie come lezioni distribuite su cinque giorni con il
sabato libero; orario lungo; assistenza pomeridiana nello
studio; servizi durante il periodo estivo; potenziamento e
tutoring individuale per l’intero anno scolastico; possibilità
di partecipare ad attività aggiuntive finalizzate alla conoscenza di sé, all’autostima, all’acquisizione delle competenze comunicative e relazionali.
L’alunno, di cui verranno rispettati i tempi d’apprendimento, sarà al centro di ogni progetto formativo e verrà aiutato
a crearsi un proprio metodo di studio al fine di facilitare
l’acquisizione delle nozioni a lui indispensabili per il proseguimento degli studi.
I docenti, di consolidata esperienza, guideranno gli allievi
in costante dialogo e confronto con le famiglie, consapevoli di quanto la coerenza e la condivisione siano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi fissati.
La flessibilità organizzativa ed il numero contenuto di
allievi per classe costituiranno condizioni assicurate per
rispondere anche alle esigenze di giovani con disturbi specifici di apprendimento che potranno inoltre essere seguiti
da personale specializzato.
Corriere Padano
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CONGRESSO CONFCOOPERATIVE
11 febbraio 2016
Per “Fare la nuova Italia”
arriva il ministro Padoan
Ospite all’assemblea di Confcooperative del 15 febbraio all’Alberoni.
Il documento programmatico di mandato condiviso da tutti gli associati
Il ministro dell’Economia e
delle Finanze Pier Carlo Padoan sarà l’ospite di prestigio al
Congresso di Confcooperative
Piacenza, previsto il prossimo
15 febbraio presso la Sala degli Arazzi al Collegio Alberoni.
Padoan parteciperà al mattino
alla parte pubblica dedicata al
tema “Ci stiamo a fare la nuova Italia?” che prevede anche
gli interventi del presidente di
Confcooperative Maurizio Gardini, di Giuseppe Guerini, di
Carlo Piccinini, di Paolo Venturi e del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. “Ci fa enormemente
piacere avere al nostro congresso una personalità così importante – ha affermato Milza – il
ministro ha voluto subito approfondire e conoscere da vicino il
mondo della cooperazione, atteggiamento che non possiamo
che apprezzare”. La presenza
del ministro dell’Economia è
stata resa possibile grazie alla
determinante collaborazione del
sottosegretario piacentino Paola
De Micheli – a cui sono andati
i ringraziamenti del presidente
di Confcooperative - da sempre vicina e attenta alle istanze
del mondo della cooperazione
piacentina. “Il ministro dell’Economia Padoan ha accolto con
piacere – ha spiegato la De Micheli – l’invito a Piacenza. La
sua presenza al Congresso provinciale di Confcooperative è un
importante segnale di attenzione
verso il nostro territorio e verso
il mondo della cooperazione,
fondamentale per la tenuta sociale del Paese negli anni della
crisi e ora artefice della ripresa
in atto. Voglio ricordare che
questo Governo ha promosso
importanti provvedimenti a sostegno delle imprese cooperative, tra questi il contenimento al
5 % dell’aliquota Iva per la cooperazione sociale”. Il congresso
provinciale di Confcooperative
si tiene dopo un percorso di avvicinamento che ha visto diverse
tappa e la partecipazione attiva
di tutti i cooperatori associati, i
veri protagonisti di ogni azione
votata allo sviluppo. Nell’ultimo incontro, tenutosi presso la
nuova sede di Confcooperative
in viale Sant’Ambrogio 19, alla
presenza del presidente Milza,
del direttore Nicoletta Corvi, di
svariati consiglieri provinciali e
di circa una quarantina di coo-
Milza: “Investiamo su questo
modello di partecipazione attiva.
Orgogliosi della presenza del
ministro, segnale importante.
Prevista la tavola rotonda
“Ci stiamo a fare la nuova Italia?”
peratori in rappresentanza delle
coop associate, si è sviluppato
un confronto franco e costruttivo incentrato sui temi contenuti
nel documento programmatico
nazionale di Confcooperative e
finalizzato a stendere in maniera
collegiale il manifesto programmatico del quadriennio 20162020. Tra i vari temi toccati, il
documento fa riferimento alla
necessità di individuare il modello associativo di rappresentanza migliore, a partire dall’Aci
(Allenza cooperative italiane);
di predisporre un nuovo modello
organizzativo che abbia caratteristiche di governance compatibili con i processi istituzionali
che sono in atto in questa epoca
storica; di aprire un nuovo ciclo
di sviluppo imprenditoriale a
beneficio dello sviluppo stesso
delle cooperative associate (innovazione, internazionalizzazione, produttività); e di insistere
sul concetto della qualità e della
legalità all’insegna del rispetto delle norme valorizzando gli
esempi di buona cooperazione.
“Il confronto è stato per me un
momento molto particolare –
ha riconosciuto il presidente
Milza – E’ la prima volta che
si sceglie di condividere in maniera collegiale il documento
programmatico di mandato. E’
il segnale che Confcooperative
intende continuare ad investire
su questo modello di partecipazione attiva da parte di tutti gli
associati”. Appuntamento dunque lunedì 15 febbraio, dalle
ore 10.30, presso la sala degli
Arazzi della Galleria Alberoni.
Dopo la relazione del presidente
Milza, prevista alle 11, e il saluto delle autorità, si terrà la tavola
rotonda “Ci stiamo a fare la nuova Italia?” con gli interventi del
ministro Pier Carlo Padoan, del
presidente di Confcooperative
Maurizio Gardini, del presidente di Federsolidarietà Giuseppe
Guerini, del presidente di Fedagri Emilia Romagna Carlo Piccinini, del direttore A.I.C.CO.N.
Paolo Venturi e del presidente di
Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. Coordina
Anna Manca della Commissione Dirigenti Cooperatrici. Nel
pomeriggio, dalle 14, la parte di
assemblea riservata ai delegati
che prevede, tra l’altro, l’adozione del nuovo testo di Statuto
sociale, le relazioni dei gruppi di
lavoro, l’elezione degli organi
sociali provinciali e dei delegati
all’assemblea regionale e a quella nazionale.
Nella foto in alto il ministro
Pier Carlo Padoan. Al centro
una riunione di avvicinamento
al congresso di Confcooperative
11 febbraio 2016
CONGRESSO CONFCOOPERATIVE
Corriere Padano
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Milza: ‘Lascio un’organizzazione in salute
Ora un modello di sviluppo del territorio’
Il presidente uscente di Confcooperative: “Quattro i temi strategici per il prossimo mandato: l’Alleanza
delle cooperative; un nuovo assetto organizzativo; nuove forme cooperative; autenticità e legalità”
A CURA DELLA REDAZIONE
Confcooperative, con l’assemblea del 15 febbraio prossimo,
è chiamata al rinnovo delle cariche provinciali e il presidente Francesco Milza, dopo due
mandati alla guida della confederazione delle cooperative
“bianche”, cederà il testimone.
Presidente Milza, partiamo da
questo congresso.
“L’abbiamo impostato sui contenuti: una serie di riunioni
preparatorie, molto partecipate
dagli associati, porteranno nel
giorno dell’assemblea a redigere un documento programmatico
che verrà consegnato al gruppo
dirigente con le linee-guida per
il prossimo mandato. Quattro i
temi strategici affrontati: l’alleanza delle cooperative; un
nuovo modello organizzativo
legato anche ai nuovi assetti istituzionali che vanno delineandosi
(vedi le tre Camere di Commercio di Piacenza, Parma e Reggio
Emilia che annunciano l’inizio
di un percorso comune per arrivare alla costituzione di un unico
ente camerale); un nuovo ciclo
di sviluppo imprenditoriale che
individua aree di crescita e nuovi
modelli cooperativi (ad esempio
le cooperative di comunità e le
cooperative di utenti) mettendo
al centro la persona; l’autenticità cooperativa e la legalità”.
Il tema dell’alleanza tra centrali cooperative (Confcoopertive, Legacoop, Agci) lo state
affrontando per attenuare la
crisi di rappresentanza che
oggi riguarda un po’ tutti?
“Sì, è un problema che riguarda
tutti i soggetti che rappresentano
qualcuno. Dai partiti politici al
sindacato alle organizzazioni di
categoria: tutti si stanno interrogando ma, secondo me, facendo
ben poco.”
In questo percorso verso l’unità della rappresentanza, però,
Confcooperative e Legacoop
partono da due posizioni diverse: la prima da una rappresentanza fortemente radicata
sul territorio, la seconda tesa
a una riorganizzazione cosiddetta di area vasta. Come si
conciliano queste due visioni?
“Abbiamo due storie diverse:
la Lega organizza coop medio/
grandi, in Confcooperative vivono piccole/medie realtà con
necessità diverse. Di conseguenza il ruolo dell’organizzazione
è diverso. Ma le due cose non
sono inconciliabili. Bene l’unità politico-amministrativa ma
dobbiamo anche mantenere quei
presidi territoriali che devono
garantire continuità di relazione.
Perché la cooperazione, non dimentichiamolo, nasce sul territorio e per il territorio”.
Il territorio, appunto. Vi sono
già esempi di collaborazione
tra cooperative di centrali diverse?
“Abbiamo esempi in ambito sociale, tra cooperative di tipo B,
in cui si è lavorato insieme. E
sul tema dell’abitare, con buoni risultati, dalla collaborazione
tra Concopar e Indacoo. Poi, a
livello generale, a Piacenza il
rapporto in termini politici tra
Legacoop e Confcooperative
funziona a meraviglia, con scelte strategiche condivise sui vari
tavoli istituzionali. Allo stato
non vedo difficoltà di percorso”.
L’individuazione di nuovi modelli di sviluppo è una strada
economy, attraverso nuove forme e prassi di condivisione e di
collaborazione”.
Per tornare al processo in
corso nelle Camere di Commercio, come vede il fatto che
la cooperazione venga tenuta
“In questi otto anni abbiamo
ricostituito il dialogo con la base
associativa, dialogo foriero
di nuova progettualità”
tracciata?
A livello nazionale è attivo un
apposito dipartimento, il dipartimento sviluppo, con funzioni
di monitoraggio e regìa. Alcune
aree di intervento registreranno
una evoluzione: l’ambiente o il
welfare, per esempio, e su queste aree la cooperazione dovrà
dispiegare un intervento più
integrato e infrasettoriale. Sviluppo che passa anche attraverso
modelli che cambiano con idee
nuove anche legate alla sharing
ancora, in parte, ai margini?
“Oggi ci sono tutti i presupposti
per cui la cooperazione debba
entrare, ed entri, nella giunta
della Camera di Commercio di
Piacenza, così come avviene già
a Reggio Emilia. La cooperazione lo merita, i tempi ormai sono
maturi. Ricordiamoci che l’azienda con il più alto numero di
addetti, in provincia di Piacenza, alla fine è una cooperativa”
In questi anni, parlando di
organizzazione, è stato avvia-
to un grande cambiamento
nell’associazione, dove vuole
arrivare ora Confcooperative?
E’ il tempo dell’innovazione?
“Gli ultimi otto anni hanno ricostituito il dialogo – intenso,
proficuo – con la base associativa, dialogo foriero di nuova
progettualità. Oggi non basta
più la sola rappresentanza politico-sindacale, l’organizzazione
deve farsi motore propulsivo
di iniziative economiche, senza naturalmente ingerire nelle
scelte delle singole cooperative,
bensì mettendo al loro servizio
il nostro know how. Si tratta
di promuovere un modello aggregativo sull’esempio della
rete di imprese che lavorano
intorno al marchio Grana Padano e del consorzio ConsiCopra.
Il prodotto va ‘costruito’ e alle
imprese è necessario indicare la
strada giusta. I numeri in questi
otto anni ci hanno dato ragione
poiché hanno premiato questo
modello aggregativo”.
Siete l’associazione di categoria che è cambiata maggiormente in questi anni rispetto
alle altre. L’immobilismo si
ripercuote sul sistema?
“Io, da buon motociclista, so-
stengo che se ti fermi cadi, devi
essere sempre in costante movimento, soprattutto in situazioni
mobili e dinamiche come quelle
verificatesi in questi ultimi anni.
L’immobilismo, caratterizzante
il ventennio 1995-2015, è finito”.
Esiste, non c’è dubbio la questione legalità. Come contenere la zona grigia che confina
con l’illegalità?
“Un paradosso: si può arginare
rendendo più difficile fare cooperazione. La cooperazione è
un modello democratico e come
tutti i modelli democratici ha
delle fragilità. Il primo punto su
cui lavorare è la sensibilità verso i soci, l’obbligo di garantire
partecipazione. Dove c’è partecipazione certi fenomeni restano
circoscritti. Dobbiamo riportare
la governance dentro il momento assembleare. E puntare a una
serie di verifiche e di controlli
più attenta”
Torniamo alla stretta attualità: ci sono progetti di recupero delle aree dismesse. Quello
della Baia di San Sisto e dell’ex
consorzio agrario sembrano in
competizione… cosa ne pensa?
“Non è questo il punto, il problema è che serve una strategia
complessiva di un territorio, non
solo di tipo urbanistico, che significa promuovere l’interesse
generale. Altrimenti interventi
di questo tipo soddisfano soltanto gli interessi del proponente. Ma questo è il ruolo della
politica, ci vuole un modello di
sviluppo del territorio. A mag-
gior ragione oggi che andiamo
a confrontarci con altri territori.
Occorre decidere: puntiamo sul
sistema agroalimentare? Come
lo caratterizziamo? Non vedo il
modello. La storia della coppa di
Parma promossa dalla Regione,
ad esempio, è un falso problema.
La colpa è nostra, non sappiamo
valorizzare i nostri prodotti, non
siamo capaci di fare marketing
territoriale. Non sappiamo neanche scegliere su quali eccellenze
puntare”.
Bilancio di Expo? Ci avevate
creduto, è servito?
“Vorrei saperlo anch’io. Ho
condiviso il modello: lavorare
tutti insieme per un obiettivo è
il percorso che dobbiamo fare.
Poi c’è stata qualche scivolata,
l’ottima visibilità data a Piacenza è buona cosa ma non basta.
Manca il passaggio relativo alla
‘costruzione’ del prodotto, non
abbiamo ancora i dati del ritorno
alle aziende coinvolte, i contatti,
i risultati in termini di vendite.
Staremo a vedere”.
Cosa consegna al prossimo
presidente?
“Una organizzazione sana, anche dal punto di vista economico, che è cresciuta in modo
considerevole. Nonché la consapevolezza della necessità di una
visione strategica per gli anni a
venire”.
Nella foto al centro il presidente
uscente di Confcooperative
Piacenza Francesco Milza.
A lato il simbolo dell’Alleanza
delle cooperative
Corriere Padano
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11 febbraio 2016
CONGRESSO CONFCOOPERATIVE
Corvi: “Il futuro è: coop
giovani e nuove sinergie”
Il direttore di Confcooperative: “Tra le iniziative un progetto sulla cooperazione
sportiva, la partecipazione all’Urban Hub e il nuovo laboratorio We Coop”
Innovazione, vicinanza al territorio e nuove sinergie tra le
associate sono le strategie che
Confcooperative Piacenza intende sviluppare nel prossimo
quadriennio (2016-2020). Del
nuovo modello organizzativo e
di priorità future della Centrale cooperativa piacentina – che
associa 108 cooperative per un
fatturato di oltre 305 milioni di
euro e 5.300 soci – si parlerà
lunedì 15 febbraio in occasione
del Congresso di Confcooperative, a cui parteciperà il Ministro
dell’Economia e delle Finanze,
Pier Carlo Padoan. L’appuntamento si svolgerà nella Sala
degli Arazzi del Collegio Alberoni; il rinnovo della presidenza e dei membri del Consiglio
provinciale di Confcooperative
saranno preceduti, in mattinata,
dall’inaugurazione della nuova sede della Confederazione
piacentina, situata oggi in viale S.Ambrogio 19. ‘Durante il
Congresso provinciale, consegneremo agli eletti il nuovo
Documento programmatico di
Confcooperative, scaturito dal
lungo percorso partecipato che
ha coinvolto, in questi mesi,
tutte le cooperative associate
e che si è tradotto nella stesura
delle linee guida del quadriennio
2016-2020’, afferma il direttore
di Confcooperative, Nicoletta
Corvi. L’iter proseguirà con il
Congresso regionale di Confcooperative Emilia Romagna – nel
mese di aprile - e terminerà a
maggio con il Congresso nazionale. ‘La partecipazione – aggiunge il direttore - è alla base
del modello cooperativo: è solo
dopo il confronto con i soci di
ogni singola realtà provinciale
che giungeremo alla stesura delle linee programmatiche future
della Confederazione nazionale’. Titolo del Congresso piacentino sarà ‘Ci stiamo a fare la
nuova Italia?’ e la partecipazione
del Ministro Padoan valorizzerà
il ruolo della cooperazione come
modello di sviluppo imprenditoriale: ‘La presenza prestigiosa del Ministro dell’Economia,
Pier Carlo Padoan rappresenta
un riconoscimento importante
al modello cooperativo - che
ha resistito alla crisi meglio di
ogni altra forma di impresa -,
e al ruolo che Confcooperative sta esercitando sul territorio
nazionale’, ricorda il direttore
Corvi, che sottolinea a tale proposito l’impegno contro le ‘cooperative spurie’ (attraverso la
raccolta firme per la legalità, il
controllo capillare sui territori e
la premialità di comportamenti
virtuosi). ‘Dal confronto con le
nostre associate è emersa l’esigenza di coniugare il rapporto
di vicinanza con i soci con l’ottimizzazione di alcune funzioni
in forma aggregativa, attraverso
una progettualità innovativa, capace di coinvolgere più ambiti
(produzione e lavoro, welfare e
social housing) e di sviluppare
– aggiunge Corvi - nuove reti
di cooperazione, (dando impulso anche alle cooperative di
professionisti)’. Sono numerose le iniziative che si muovono
in questa direzione: ‘A marzo
coinvolgeremo le società sportive dilettantistiche in un progetto
sulla cooperazione sportiva al
fine di sviluppare nuove sinergie nella gestione di impianti e
nuove partnership tra professionisti dello sport’, aggiunge
il direttore Corvi, che ricorda
inoltre la valorizzazione della
‘cooperazione rosa’ e di quella
giovanile: il 7 marzo a Bologna
si terrà l’incontro ‘Governance
e leadership al femminile’ con
la testimonianza di trenta cooperatrici donne e le riflessioni
della professoressa Franca Cantoni dell’Università Cattolica di
Piacenza. Si aggiungono la partecipazione all’Urban Hub, Industrie Creative Innovative’ con
il progetto BEB (Blue economy
brain) sul recupero di materiali
di scarto e il nuovo laboratorio
‘We Coop’ insieme all’Università Cattolica per sviluppare
nuove forme di rete tra giovani
cooperatori.
Nella foto in alto il direttore di
Confcooperative Nicoletta Corvi
Nuova sede: “Servizi innovativi
in un ambiente integrato”
Lunedì 15 febbraio insieme al Congresso provinciale di Confcooperative, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede della Centrale cooperativa
piacentina. L’appuntamento è in programma
alle 9:30 in Viale S.Ambrogio 19, alla presenza
del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
‘Con la nuova sede unitaria abbiamo raggiunto
un traguardo importante che consentirà a Confcooperative di migliorare i servizi alle associate
e di offrirne di nuovi in un ambiente unico e
integrato’, afferma il direttore Nicoletta Corvi che
aggiunge: ‘La nuova sede risolve le precedenti
problematiche legate alla carenza di spazi e alla
loro segmentazione e offre l’opportunità di sviluppare un confronto diretto con le nostre associate
e di velocizzare decisioni e dinamiche interne’.
La nuova palazzina - di colore rosa e di recente
costruzione – ospita su tre piani la sede istituzionale di Confcooperative, gli uffici di Unioncoop
(Centro servizi amministrativi), l’ente formativo
Irecoop, la cooperativa Aurora Domus e il Con-
sorzio di cooperative sociali, Sol.Co Piacenza.
A breve verrà aperto, infine, lo sportello della
cooperativa Gens, che offre ai soci prodotti di
sanità integrativa, assicurativi, energetici, tutela
e consulenza in risposta ai molteplici bisogni dei
soci e delle loro famiglie.
11 febbraio 2016
CONGRESSO CONFCOOPERATIVE
Sol.Co, vent’anni
di cooperazione sociale
SPORT
Corriere Padano
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Il consorzio di coop sociali piacentino continua a dare risposte importanti
alla comunità attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati
Girone di ritorno,
obiettivo vittoria
per il Pro Piacenza
GIANCARLO TAGLIAFERRI
Il Consorzio di cooperative sociali Sol.Co. Piacenza è stato
costituito il 19 aprile 1994 e
riunisce 14 cooperative sociali: 4 cooperative A (che realizzano servizi socioassistenziali
per persone in condizione di
svantaggio), 9 cooperative B
(che danno lavoro a persone
che difficilmente troverebbero
occupazione) e 1 cooperativa
A/B (che svolge entrambe le
attività). Come Consorzio, Sol.
Co. ha sempre perseguito una
mission volta a permettere alle
singole imprese associate di realizzare più efficacemente le
proprie finalità istituzionali, a
cui si lega una costante tendenza
verso l’innovazione che mira ad
integrare volumi aziendali diversi per poter reggere in maniera
adeguata le sfide del mercato.
Negli ultimi anni, a fronte della
riduzione delle risorse provenienti dagli enti pubblici e alla
necessità di aprirsi ad un ripensamento in chiave propositiva
dei servizi sociali, Sol.Co. Piacenza ha sentito sempre più la
necessità di aprirsi all’esterno e
di andare oltre i propri confini
provinciali, aprendo nuove pos-
sibilità di lavoro anche in ambito nazionale e transnazionale.
La composizione interna del fatturato (tra cooperative di tipo A
e tipo B) denota la connotazione
attuale del Consorzio, peculiarmente orientato ai processi di
inserimento lavorativo, con più
dell’80% del fatturato realizzato da cooperative di tipo B.
In questo senso il sistema consortile, continua a dare risposte
importanti alla comunità piacentina confermando la sua vocazione all’inserimento dei soggetti
svantaggiati, non solo attraverso
regolari contratti di lavoro, ma
anche attraverso lo strumento del
tirocinio, come opportunità di
conoscere il mondo del lavoro.
Negli ultimi anni particolare rilievo sta assumendo l’attività
dello Sportello piacentino del
Consorzio Mestieri aperto presso la sede del Consorzio Sol.Co.
Piacenza per dare una risposta ancora più qualificata al bisogno di
lavoro dei soggetti svantaggiati.
Contrariamente a quello che ancora tanti pensano, l’inserimento
al lavoro di persone in condizioni di “svantaggio” (di tipo fisico,
sociale e/o psico-relazionale)
non rappresenta necessariamente
un costo per le finanze pubbliche,
ma, al contrario, può costituire
un vero e proprio “guadagno”.
Recenti ricerche condotte in
varie province del Nord hanno
comparato i costi sostenuti dalle
pubbliche amministrazioni per
l’inserimento lavorativo di tali
soggetti con i “ricavi “derivanti
dalla mancata/ridotta erogazione di sostegni economici ed il
minor utilizzo dei servizi sociosanitari da parte delle persone
inserite. Ebbene, in base a tali
computi, emerge un guadagno
(risparmio netto) per il sistema
della pubblica amministrazione,
compreso tra 4.000 e 7.000 euro
annui per lavoratore inserito.
Tutto ciò senza considerare la
ricaduta prettamente “sociale” di
tali inserimenti, in termini cioè
di miglioramento dei livelli di
benessere dei soggetti coinvolti,
delle loro famiglie e complessivamente di tutta la comunità.
La virtuosità ed i risultati del
nostro modello cooperativo, non
vanno tuttavia considerati come
scontati ed acquisiti per sempre.
Dipendono innanzitutto dalla
nostra capacità imprenditoriale
e dalla qualità dei servizi e degli
inserimenti realizzati oltre che,
ovviamente, dal contesto socioeconomico di riferimento. Ma
dipendono in maniera significativa anche dai rapporti e dalle
relazioni che si instaurano con
le Pubbliche amministrazioni,
con i soggetti del welfare locale
e, più in generale, col tessuto socio-economico di riferimento. In
questo senso il Consorzio intende sempre più assumere il ruolo
strategico di soggetto aggregatore, facilitatore e promotore
di alleanze tra una molteplicità
di interlocutori istituzionali e
della società civile, anche attraverso le competenze ed abilità
sviluppate nel settore dei bandi
pubblici (finanziamenti comunitari, nazionali e regionali) che,
per loro natura, presuppongono
lo sviluppo di partnership e reti
“miste“ e complesse. Tutte queste attività favoriscono l’incremento del “capitale sociale“ del
territorio, innescando fondamentali processi di moltiplicazione
delle risorse e dunque, in ultima
analisi, delle opportunità per le
persone più fragili e bisognose
di tutela.
Giovani e lavoro, Busca (Irecoop):
“Bene tirocini e autoimprenditorialità”
(r.m.) Un 2015 che ha visto l’attivazione di
numerosi tirocini e alcuni percorsi con voucher per l’autoimprenditorialità attraverso il
programma, co-finanziato dall’Unione Europea, Garanzia Giovani. Elena Busca (foto
a destra), responsabile di sede di IRECOOP Piacenza fa il punto sull’attività svolta
nell’ultimo anno, con un’attenzione particolare a Garanzia Giovani, progetto che è
stato gestito in collaborazione con Consorzio
Mestieri:“da quando è partito il progetto, abbiamo attivato diversi tirocini, per giovani
inattivi fino ai 29 anni” spiega, aggiungendo
“molti hanno avuto esito positivo, attraverso
prolungamenti dei tirocini nelle stesse aziende o con la firma di contratti”. Un’attività
che ha coinvolto diverse cooperative, ma anche alcune aziende private, che “si sono appoggiate a noi, in particolare per i tirocini”
spiega Busca. Nell’ultimo anno sono stati
attivati anche alcuni percorsi a voucher per
la creazione di nuove imprese come spiega
Busca “tre si sono già conclusi mentre due
sono ancora in corso; inoltre abbiamo attivato percorsi di orientamento specialistico
per giovani che volevano approfondire il
tema dell’autoimprenditorialità”. Il progetto
Garanzia Giovani sarà prolungato, precisa
Busca “sicuramente almeno fino al giugno
2016” permettendo ancora a giovani “neet”
(che non studiano e non lavorano) di usufru-
ire di tirocini (fino ai 29 anni) e interventi
che ne favoriscano l’ingresso nel mondo del
lavoro.
IRECOOP, per i giovani, ha attivato anche
altre iniziative, come percorsi di educazione
cooperativa nelle scuole, “abbiamo tenuto
tre percorsi al liceo Colombini e al campus
agroalimentare Raineri-Marcora, su come i
ragazzi vedono la cooperazione e come realizzerebbero la propria impresa cooperativa”.
Ma l’attività di IRECOOP non si riferisce
solo alla formazione e inserimento nel mondo del lavoro dei giovani: “le nostre attività”
spiega ancora Busca “favoriscono l’inserimento di disoccupati, persone svantaggiate o
con disabilità, attraverso finanziamenti della
Regione Emilia-Romagna, in collaborazione
con Consorzio Mestieri”. Partirà in queste
settimane, ad esempio, un progetto con il
Centro per l’Impiego di Piacenza, dal titolo “Interventi a favore dell’occupazione di
persone in cerca di lavoro e inattive nel territorio piacentino” che, spiega Busca “attraverso la collaborazione di ECIPAR, FORPIN
e ISCOM, svolgerà attività di orientamento,
formazione e tirocini, per favorire l’inclusione lavorativa”. Infine, IRECOOP, incentiva
anche attività di formazione sulla sicurezza
sul lavoro, in particolare nella logistica, settore fondamentale della cooperazione piacentina.
Primo spareggio salvezza del girone di ritorno per il Pro Piacenza. I rossoneri saranno impegnati nel prossimo turno contro la Giana Erminio, formazione che all’andata regalo’ a Viali
il primo sorriso stagionale con la vittoria esterna sul terreno
di Gorgonzola. Come nel girone ascendente il Pro affronta la
formazione allenata da Cesare Albe’ ancora all’asciutto di vittorie: un solo punto racimolato in mezzo a tre sconfitte mentre
ad inizio campionato furono i pareggi con Pordenone e Reggiana a muovere la classifica.
Nonostante il rendimento non eccelso il margine sulla zona
retrocessione rimane in linea con le aspettative della vigilia
con la speranza che il quartetto Albinoleffe-Mantova-Lumezzane-Renate continui con il passo rallentato avuto nelle ultime
cinque uscite nelle quali solo il Renate e’ riuscito a portare a
I rossoneri saranno
impegnati nel prossimo
turno contro
la Giana Erminio
casa i tre punti (in due occasioni).
La sfida con la Giana rappresenta dunque la prima occasione
che il Pro Piacenza per cercare di allungare ulteriormente in
graduatoria ed affrontare i prossimi scontri diretti con un maggior margine di sicurezza; certamente le ultime uscite hanno
confermato gli imbarazzi offensivi della formazione di Viali
capace di segnare nel girone di ritorno solo due reti in quattro
partite mentre le assenze di Rieti, Sall, Bini e Piana hanno
compromesso in parte la tenuta difensiva con sette reti subite
nell’ultimo mese. La Giana Erminio e’ formazione che in trasferta ‘ gia’ stata capace di quattro vittorie e 15 punti portati
a casa con un rendimento che nelle ultime sei uscite lontano
da Gorgonzola l’ha vista primeggiare tre volte sui campi di
Salo’, Lumezzane ed Albinoleffe; attenzione massima al nuovo modulo 3-5-2 con il redivivo Cogliati e Gasbarroni pericoli principali per la difesa rossonera senza dimenticare come
all’andata le ali Augello a sinistra e Perico a destra fecero per
lunghi tratti soffrire sia Calandra che Ruffini. Proprio il laterale bresciano ha dimostrato di essere uomo importante per
creare gioco e velocita’ sulle fasce; l’ex Castiglione dimostra
di trovarsi meglio quando puo’ dedicarsi alla manovra offensiva , percio’ non e’ da escludere che Viali possa riproporre un
3-4-1 con Ruffini e Cardin esterni di centrocampo e Rantier a
muoversi dietro la coppia Alessandro-Orlando. Il centravanti
proveniente dall’Ischia, alla sua prima rete piacentina contro il
Cittadella, sembra gia’ integrato a dovere nella squadra e pur
essendo il classico bomber da 20 reti a stagione ha evidenziato
buone doti tecniche unite alla fisicita’ necessaria a creare quegli spazi e tempi per gli inserimenti dei centrocampisti e delle
mezze punte, vitali per permettere una maggiore finalizzazione della manovra.
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PUBBLICITÀ
11 febbraio 2016
11 febbraio 2016
Corriere Padano
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VIVIPIACENZA
Handbike: col simulatore donato da Bulla
il campione Groppi si prepara per l’Europa
(r.m.) Valter Bulla, da sempre attento ai problemi legati alle disabilità e grande appassionato di sport,
visto il forte legame di amicizia
che lo lega al campione del Giro
d’Italia 2015 di handbike (bici che
si muove pedalando con le mani)
Walter Groppi, appena ha appreso
la sua necessità di un simulatore
di prestazioni per prepararsi per i
prossimi impegni agonistici, ha deciso di donargli lo strumento, che
permetterà all’atleta di allenarsi
anche da casa: “a Walter, dopo la
sua vittoria al Giro d’Italia, ottenuta con una grande prestazione,
avevo promesso questo regalo per
allenarsi al meglio” spiega Bulla “lo
vogliamo sempre vedere vittorioso nelle sue prove, anche perché
porta sempre Piacenza a livelli
importanti nello sport per disabili”.
Il funzionamento del simulatore
viene spiegato da un felicissimo
Walter Groppi: “si tratta di un rullo
evoluto, con un freno elettromagnetico, a cui si collega l’handbike, permettendo di impostare la
potenza desiderata”.
Ad esempio, continua Groppi “se
devo fare un allenamento di 10
minuti a 150 Watt, imposterò a
150 e farò al meglio l’allenamento
previsto dal mio preparatore”.
Un sistema oggi necessario per
restare ad alti livelli: “me lo ha consigliato il mio preparatore, è una
novità, ma è adatto all’handbike”.
Il pensiero di Groppi, poi, va subito
all’amico: “Valter è una persona
speciale, sono molto contento”.
I prossimi impegni per l’atleta
piacentino saranno il Campionato
Europeo, in programma ad Abu
Dhabi il prossimo 20 marzo, per
poi spostarsi in Francia il 26: “Mi
sto impegnando al massimo per
fare bene” conclude Groppi.
Muncipale, arriva Beppe Fiorello
Un evento di grande richiamo, martedì 16 e mercoledì 17,
al Teatro Municipale: arriva Giuseppe Fiorello con “Penso
che un sogno così”. Prendendo spunto dalla vita di Domenico Modugno, l’attore siciliano accompagnato da un
affiatato gruppo di musicisti insegue i sogni di un ragazzo
del sud, tra speranze e voglia di vivere, storie e personaggi
di un recente passato. Con la regia di Giampiero Solari, lo
spettacolo nelle ultime due stagioni ha ottenuto grande
successo nei più importanti teatri d’Italia.
Piacenza Jazz Fest,
inizio in grande stile
Inaugura la Brussels Jazz Orchestra con Jean-Paul Estiévenart ed
Enrico Pieranunzi. Ma non mancano gli eventi collaterali in città
Partenza in grande stile per l’edizione 2016 del Piacenza Jazz
Fest. A inaugurarla, sabato 13
alle ore 21 presso lo Spazio Rotative di via Benedettine, ci penserà infatti un’intera orchestra:
la Brussels Jazz Orchestra con
Jean-Paul Estiévenart alla tromba che presenterà il suo lavoro di
rielaborazione del repertorio di
un musicista molto amato come
Enrico Pieranunzi. Lo stesso Pieranunzi sarà ospite specialissimo
della serata e suonerà al pianoforte insieme ai membri dell’ensemble. Questo concerto inaugurale
presenta al pubblico italiano una
delle ultime avventure musicali della Brussels Jazz Orchestra
(BJO), l’omaggio a uno dei maestri più stimati del Jazz nostrano,
sfociato in una proficua collaborazione. Lui è Enrico Pieranunzi,
grande pianista, compositore ed
arrangiatore romano, che tra i
tanti ammiratori su cui ha esercitato il suo carismatico fascino
può vantare anche la big band
belga.
Come tromba solista suonerà
il belga Jean-Paul Estiévenart,
astro nascente del Jazz europeo
che a trent’anni vanta già una
lunga e luminosa carriera alle sue
spalle e ancor di più sarà quella
che lo aspetta, visti i presupposti.
Prestigiose collaborazioni, un
Django d’Oro come giovane talento nel 2006 oltre ad altri premi
e riconoscimenti.
La Brussels Jazz Orchestra è un
TRIESTE 34, APPUNTAMENTI
PER IL FINE SETTIMANA
Appuntamenti al Teatro Trieste 34, questo fine settimana:
venerdì 12, ore 21.30, rock’n’blues cantautoriale di Valentina e
Matteo; prima dello spettacolo, aperitivo offerto alle ore 20.30.
Sabato 13, appuntamento della rassegna di danza “InSincronia”
(ore 21): sul palco, la compagnia Incongruo con lo spettacolo
che vede in scena Andrea Ferrarini danzatore e collaboratore,
Gabriele Schiavi musicista e compositore e Clo Passaro danzatrice, coreografa e regista. Infine, la domenica dei piccoli prevede lo spettacolo dedicato al cibo “ColazioneMerendaPranzoCena”, con Filippo Arcelloni ed Agostino Bossi (ore 16.30.)
ensemble di 16 elementi che aderisce in maniera pedissequa agli
standard, ma vive lo spirito del
Jazz fino in fondo, andando a cercare un suono d’insieme dinamico e rendendo ciascun orchestrale al contempo anche un brillante
solista. Compie una ricerca molto
accurata sulle composizioni musicali che sceglie di interpretare,
dedica molto tempo alla cura dettagliata degli arrangiamenti, che
sono sempre originali e suona
con grande inventiva.
Oltre alla data inaugurale del 13,
non mancano altri amati appuntamenti come quello del “Gazebo Suonante”: si terrà nel cuore
di Piacenza nel pomeriggio di
sabato 13. Un evento in cui sarà
possibile avere info e acquistare
i biglietti e gli abbonamenti del
festival. Per l’occasione il centro
storico sarà animato da una marchin’ band funky di rara bravura:
la BiFunk Brass Band. Domenica
14, “aperitivo swing” per “Jazz
al Centro” presso la Galleria
Commerciale Gotico con la Large Street Band (ore 17.30). Immancabile, poi, “Piacenza suona
jazz”, rassegna nella rassegna
che porta la migliore musica nei
più bei locali e ritrovi della città e
non solo. Prossimo appuntamento martedì 16 alle ore 22 al ristorante “La Muntà” di via Mazzini
72 con Alessia Galeotti Quartet.
Per ulteriori info invitiamo a seguire la rassegna al sito www.
piacenzajazzclub.it.
COOP INFRANGIBILE, SI RIPARTE
CON TRE GIORNI DI FESTA
Tre giorni di festa - dal 12 al 14 - alla Cooperativa Infrangibile,
per festeggiarne la riapertura. Si parte venerdì 12 con l’apertitivo presso il bar della Coop (dalle ore 17.30); alle 18.30,
presentazione del fumetto “Mafie in Emilia Romagna” presso la
Biblioteca Bruschini-Ferri. Alle 20.30, cena vegana e, a seguire,
concerto di Edoardo Cerea ed Alessandro Colpani. Sabato 13,
ore 18: letture di poesia dialettale piacentina a cura di Stefano
Forlini e Tiziana Innocenti; cena toscana con Chef Tatiana e live
del duo Maccaferri & Little Mama Swing. Domenica 14, alle
12.30, polentata in compagnia e tante iniziative pomeridiane.
Danza, fari accesi su “Giselle”
Terzo appuntamento con la Stagione di danza del Teatro
Municipale di Piacenza: domenica 14 alle ore16, fari accessi
sull’allestimento del Balletto di Maribor di “Giselle”, il
balletto romantico di Adolphe Adam. La prima vera sintesi
tra arti diverse, senza che una di loro tenda mai a prevalere:
il libretto (la prima parte di Jules Henri-Vernoy de SaintGeorges, la seconda di Théophile Gautier), la coreografia
(di Jean Coralli e Jules Perrot) e la partitura musicale (di
Adolphe Adam).
AGENDA WEEKEND
PIACENZA - Turismo e social: potenzialità per il sistema
Piacenza
Venerdì 12 alle ore 9.30 presso l’Auditorium Sant’Ilario di via
Garibaldi 17, incontro “I social network a servizio del Travel 2.0”.
PIACENZA - Piacenza che scrive: La parola al professore
Presentazione del libro «La parola al professore. Riflessioni su
alcune problematiche della scuola di oggi» di Danilo Persicani.
Appuntamento venerdì 12 in Biblioteca Passerini Landi, ore 17.
PIACENZA - Gioca con Piacenza
Incontro dedicato ai ragazzi, sabato 13 alle ore 16, presso la
Biblioteca Ragazzi Giana Anguissola.
PIACENZA - SpazioCIRCUS
Sabato 13 alle ore 17, presso lo Spazio2 di Via XXIV Maggio, palestra aperta di giocoleria e discipline circensi, ad
ingresso gratuito. Info e iscrizioni: [email protected]; tel.
333.1532976
PIACENZA - Pasolini. Ragazzo a vita
Sabato 13 alle ore 17, in Biblioteca Passerini-Landi, presentazione del libro «Pasolini. Ragazzo a vita» di Renzo Paris.
PIACENZA - A teatro con mamma e papà 2015-16
Domenica 14 alle ore 16.30, al Teatro dei Filodrammatici, rassegna di teatro per le famiglie con “Il tenace soldatino di stagno”,
dalla fiaba di H. C. Andersen.
PIACENZA - SPAZIOFOTO - Corso di fotografia avanzato
Lunedì 15 alle 20.30, a Spazio2 (Via XXIV Maggio, 51/53),
corso per chi possiede già le conoscenze tecniche preliminari.
L’obiettivo del corso è di creare un proprio portfolio o progetto
personale. A cura di Digital camera School.
PIACENZA - Rassegna: Ops ... che film
Martedì 16 alle 21 presso lo SPAZIO 4 di Via Alessandro Manzoni, 21, “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino.
PIACENZA - Un pomeriggio da favola!
Martedì 16 alle ore 16.45, alla Biblioteca Ragazzi Giana Anguissola, letture animate di libri dedicati alla fascia d’età 0-6.
EVENTI IN PROVINCIA
CASTEL SAN GIOVANNI - Omaggio a Gershwin
Sabato 13 alle ore 21 va in scena al Teatro Verdi di Castel San
Giovanni “Omaggio a Gershwin”. Con Ilaria Basile (voce), Mario
Rusca (pianoforte) e Emilio Soana (tromba).
CARPANETO - Carnevale
Appuntamento nel centro del paese con maschere e divertimento domenica 14 febbraio, alle ore 14.30. Ingresso gratuito.
SARMATO - 10° carnevale sarmatese
Domenica 14 dalle ore 14.30 presso Piazza Roma di Sarmato,
corteo mascherato per le vie del paese, coro bandistico Don
Orione con majorettes, carri allegorici, trenino, trucca bimbi,
baby dance e giochi di magia, gonfiabili e frittelle.
BOBBIO - Carnevale bobbiese
Sabato 13, dalle ore 22, “Festa in Maschera” presso l’Auditorium Santa Chiara. Domenica 14: dalle ore 14 sfilata di carri
allegorici e gruppi mascherati; a seguire, “pentolaccia” in piazza
Duomo.
Corriere Padano
12
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11 febbraio 2016
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