Flero, il paese infausto 2
La seconda parte inizia con avvenimenti (belli o brutti) che
partono da ottobre 2011 (era del sindaco Pedersoli). Apriamo
(come ordine d’apparizione del tempo) con l’argomento che
riguarda i sikh. “Sic!” (no, non si tratta di una rettifica; è il mio
verso piangente, perché quando tiro in ballo loro… beh, si
capisce!).
Un paradosso! Di questo ottobre 2011, a Borgo San Giacomo
(da Flero, una distanza di circa 25 km), il tempio sikh è rimasto
chiuso. Motivo?
Inizio da qui… Un’impresa andata a monte delle donne di
religione sikh salite in Municipio a mani giunte e con occhi
supplichevoli. Il sindaco Sora ne ha ordinato la chiusura
“ritenuta necessaria, per evitare che indiani provenienti da altre
provincie arrivassero la domenica a creare scompiglio tra i
connazionali in preghiera!” Una sciocchezza che fa ben ridere!
Molto seria la situazione in Flero, invece! Il tempio sikh (seppur
posto in zona industriale e del rione Zerbino dove vivono tante
famiglie), ora considerato il terzo come ampiezza in Italia,è un
ricettacolo per l’adunata pazzesca; una media di 700 persone e
una ridda d’automobili e pullman. Le vie adiacenti la zona sono
invase come notare il raduno della maratona di New York, per
smaltire pian piano l’afflusso che dura fino oltre le ore
quattordici. Agli abitanti la zona non è gradito notare tutte le
sfumature delle diversità della società; li abbiamo sentiti
indignati durante la campagna delle amministrative (2011),
all’incontro nella sala consigliare, al gazebo del mercato; non
racconto cosa combinavano gli stranieri per non urtare la loro
personalità, ma nelle frasi degli indignati… parole ricche di
ostilità.
Ancora oggi, transitando in auto per mia curiosità, io vedo
questi sikh, ogni domenica, come un formicaio interminabile, e
le cinque – sei famiglie della via Neruda le immagino barricate
in casa in attesa dello sgombero totale che viene sempre sul
tardi.
Borgo San Giacomo – Flero: una bella differenza! Il sindaco
(signora) Pedersoli, appena eletta, ha distribuito un volantino
nel quale in una riga ammetteva: “Auguro a tutti – proprio a
tutti – di poter vivere a Flero serenamente e responsabilmente!”
Impossibile: a me non proprio!
Questa è la pag. 21, dell’edizione del 26 ott. 2011, di
“Bresciaoggi”; in basso, a sinistra, l’articolo: “Sikh, scatta la
protesta ma il tempio non riapre” (riguardante Borgo San
Giacomo), ma a lato un trafiletto (non ben visibile) riguardante
Flero:
Esso cita: “L’ALTRO CASO – L’ESODO SIKH MANDA IN
TILT I RESIDENTI”. “È il terzo luogo di culto sikh per
capienza in Italia e spesso diventa metà di un pellegrinaggio di
centinaia di fedeli. L’esodo di auto e pullman verso il centro di
preghiera di Flero, fino a poco tempo fa molto ordinato, sta
ultimamente creando disagi alle famiglie del rione Zerbino e di
via Neruda. In particolare l’ultimo raduno di settecento sikh
ha fatto precipitare i rapporti di buon vicinato. Le proteste e le
lamentele si stanno moltiplicando, tanto che è partita una
raccolta di firme per sollecitare al Comune controlli più
incisivi in occasione dei raduni. “Non vogliamo far chiudere il
centro – specificano i residenti – ma ottenere una maggiore
attenzione ai problemi legati all’afflusso di così tante
persone!”
Cara gente flerese, sapete che prima di occupare Flero, il tempio
sikh stava a Montirone, paese ribelle che è riuscito a mandare
via gente del Pakistan e India? Ma non state lì grattare i
coglioni, bisognerebbe sapere MANDARLA VIA DA FLERO!
Come potrei sentirmi socievole e amico degli stranieri, quando
poi quella “coglionazza” dell’Inps (creata dal Duce), nel 2010,
ha stanziato circa € 25.000 per neo mamme, casalinghe o
disoccupate, che sono stati suddivisi:
ITALIANE 18,75%
STRANIERE 81,25%
Per quanto riguarda il Contributo sostegno affitto, Regione e
Comune, nel 2010 hanno stanziato € 56.428,97 che sono stati
suddivisi:
ITALIANI 47,50%
STRANIERI 52,50%
Debiti mensa e scuola. Ci sono alcuni genitori che hanno debiti
col Comune di Flero per la mensa e lo scuolabus, per il 2011 e
anni precedenti. Cifre e percentuali sono così suddivise:
ITALIANI: € 7.337,23 (32,20%)
STRANIERI: € 15.495,84 (67,80)
RIASSUMENDO: gli stranieri regolari a Flero, nel 2010, erano
solo il 9% della popolazione, ma hanno preso il 52,50% dal
fondo sostegno affitto; 81,25% dell’assegno di maternità e
hanno il 67,80% del debito per mensa e scuolabus! Tutta la
colpa alla Giunta precedente (giunta Prandelli). Ma ora, con
l’evento della Giunta Pedersoli, il Comune è sfaccendato!
“Trallallì, trallallà, somarelli son fleresi… Trallallì, trallallà,
paga paga per donar… Trallallì, trallallà, portafogli da
svuotar… trallallì, trallallà, il Comune il cazzo fa!... Trallallì,
trallallà… Trallallì, trallallà… Trallallì, trallallà…”
Fra i mille “trallallì e trallallà” la Giunta flerese va ad aderire
alla campagna per i diritti di cittadinanza e voto agli stranieri.
Approvata il 28-11-2011! Si capisce: è stata una corsa
forsennata e “affamata” per dare più potere alle sinistre.
L’impressione nell'esprimere il proprio convincimento che è
doveroso per gli immigrati rispettare le nostre tradizioni, storia,
cultura, religione ecc., ritengano esaurita la loro funzione
sull'argomento. Non credo che basti. Gli immigrati sanno bene
che devono rispettare le leggi del Paese che li ospita. Il problema
è che noi non dobbiamo dar loro, e mi riferisco solo agli
immigrati di fede musulmana, la possibilità, attraverso
l'ottenimento della cittadinanza, di esercitare il diritto di voto e
quindi di modificare le nostre leggi. Una volta eletti non sarà
loro necessario neppure diventare ago della bilancia per
barattare l'introduzione di barbare usanze. Ogni musulmano
che vota in Italia o in Europa è una vittoria per l'islam che non
contempla il rispetto e la coesistenza di altre religioni. Si
obietterà che non si possono fare discriminazioni
nell'attribuzione della cittadinanza, ma dovremo pure inventarci
qualcosa per escludere gli islamici dal voto.
Novembre 2011: nel Salone degli Specchi, Napolitano ha
incontrato i «nuovi cittadini italiani» affermando che «senza gli
immigrati il fardello del debito pubblico sarebbe più difficile da
sostenere». Vero, ma il sottoscritto vede solamente la punta
dell'iceberg che sostiene l'Italia: stranieri che vedo nel mondo
dell'edilizia, delle fabbriche e dell'agricoltura; nel mondo
campagnolo vedo bravissimi lavoratori asiatici, molto affidabili
ed esperti nella cura del bestiame e ci sono venuti volentieri
anche perchè assomiglia alla loro terra. Molti di questi utili
«extra» immigrati si sono stabilizzati, si sono sposati, hanno figli
ed hanno persino comprato casa. Con tutta facilità esiste un
probabile rischio, già analizzato: fra qualche decennio avremo
lavori che gli immigrati (evoluti nel frattempo) rifiuteranno.
Arriveremo, senza ombra di dubbio, al fatto che gli attuali figli
d'immigrati non vorranno più fare certi lavori eseguiti dai
familiari, ma con ogni probabilità ne arriveranno altri, da altri
Paesi più poveri che prenderanno il loro posto. Mai sentito da
avvenenti politici d'alta carica istituzionale parlare e analizzare
l'altro lato della medaglia, proprio laddove io vedo che le nostre
carceri sono colme del 42% di stranieri, e non solo. Dove vedo
un mondo di uomini stranieri che praticano accattonaggio,
vendite abusive, volantinaggio e vedo clandestini che vivono
indisturbati: tutti costoro non depositano il fisco nelle casse
statali! Dove vedo, a guerra già finita in Libia, le migliaia di
profughi ancora trattenuti da noi e coccolati con vitto e alloggio.
Dove vedo nei Tribunali regionali i «colpevoli» che hanno
avvocati con il gratuito patrocinio a spese dello Stato (ragione in
più per continuare a compiere azioni illegali indisturbati). Dove
vedo che infiniti milioni di euro ogni anno lasciano l'Italia:
somme di tutte le rimesse dei lavoratori stranieri da spedire ai
propri familiari in patria. Dove vedo (accertato da una fonte
d'indagine) che una folla di ucraine, polacche, romene non
ambisce che a portare all'altare un ottantenne per prendere in
un sol colpo i classici due piccioni: la cittadinanza subito e la
pensione di reversibilità entro breve tempo. Dove vedo tante altre
cose
imperfette,
accidiose,
eversive...
Mi perdonino, ma io vedo non molto bene gli stranieri da noi!
Non vedo il trionfo sul «fardello del debito pubblico». In che
modo il nostro Presidente e i nostri parlamentari vedono il
perfetto panorama italiano? Evidentemente a molti sta bene
così. (P.s. questo argomento è stato anche pubblicato su
“Bresciaoggi” nell’edizione del 23 novembre 2011).
Ritorniamo dentro Flero e veniamo al primo anno della
Amministrazione Pedersoli-Ghisi (maggio 2012). È il primo
anno della “polleria” comunale. Iniziamo col citare le ire del
signor Ghisi quando, nel periodo dell’opposizione, emanò furie
infernali contro la Giunta Prandelli accusandola (ben bene e
giustamente) di avere cementificato il paese. E, durante la
campagna amministrativa, al candidato sindaco Cominelli
(adoratore del cemento armato, anziché del verde )scrisse su un
volantino: “Che hai fatto in 10 anni? Hai cementificato Flero
rendendolo sempre più simile a una anonima periferia urbana.
Questa è la verità dei fatti ed è sotto gli occhi di tutti. E se gli
elettori non ti fermeranno, proseguirai a cementificare, finché
non ci sarà più un filo d’erba; altro che proteggere l’ambiente!”
Porca vacca, adesso che cosa fa il signor Ghisi? Ha trovato
cinque- sei parchi da cementare dopo le sgridate a Cominelli?
Ha scoperto la voglia di trasformare da verde pubblico a terreno
edificabile
le
aree
verdi
piccole?
La maggioranza Pedersoli-Ghisi, dichiaratasi ecologista,
mangia parola e scopre che il cemento è indice di beltà! Eh, no!
Ho preso carta e penna e… due lettere ai Giornali locali.
Lettere 29 giugno 2012
Gli spazi verdi a Flero
Gentile direttore, l'amministrazione comunale di Flero è decisa
a trasformare due mini-parchi pubblici, definiti «reliquati», in
aree
di
housing
sociale.
Il primo fazzoletto di terra è posto tra via Olivelli e via Paradiso.
È uno dei tanti «polmoni» rimasti nei vari quartieri; ha giochi
per bambini e non capisco la ragione per cui sopprimerlo. Il
secondo è situato in via Battisti, dotato di nove piante (da
abbattere, certamente). Sono piccoli e quindi vuol dire che
l'housing
sociale
occuperà
poco
spazio.
Questi parchi hanno la loro funzionalità, sono usufruiti dalla
gente e dai pargoli, e non si trovano nei luoghi deserti;
funzionano da 30 anni. Perchè strappare due mini-terreni per
inserire dei probabili pochi alloggi e servizi per quelli che non
riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato,
cercando
di
rafforzare
la
loro
condizione?
In paese esistono quasi 500 appartamenti nuovi e vuoti da anni;
che cosa costa a chi ha competenza trovare e accordare risorse
anche
per
la
fascia
dei
meno
abbienti?
Dal canto suo l'assessore Ghisi ha visto altri quattro - cinque
pezzetti di terreno da cementare perchè considerati dei pezzi
residuali piccoli e, tutto sommato, già compensati da altri parchi
che ci sono intorno. Il sindaco promise, durante la campagna
elettorale, che avrebbe valutato tutte le aree verdi derelitte,
indirizzandole a degli interventi correttivi. Promessa mantenuta
sì, ma assurdo che i piccoli parchi non abbiano chances.
Gianmarco Dosselli FLERO
*********
FLERO
Salvare i piccoli parchi e pure l'housing sociale
Ore:
06:00
|
giovedì,
5
luglio
2012
L'Amministrazione comunale di Flero è decisa a trasformare
due mini parchi pubblici, definiti «reliquati», in aree di housing
sociale. Il primo fazzoletto di terra è posto tra via Olivelli e via
Paradiso: è uno dei tanti «polmoni» rimasti nei vari quartieri;
ha dei giochi per i bambini e non capisco la ragione per cui
sopprimerlo. Il secondo è situato in via Battisti, dotato di nove
piante (da abbattere, certamente). Sono piccoli e quindi vuol
dire che l'housing sociale (un intervento dal forte valore sociale)
occuperà poco spazio! Questi parchi hanno la loro funzionalità,
sono usati dalla gente e dai pargoli, e non si trovano nei luoghi
deserti; hanno funzionato da trent'anni. Perché strappare due
mini-terreni per inserire pochi alloggi e servizi per quelli che
non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul
mercato (per ragioni economiche o per assenza di un'offerta
adeguata)? In paese esistono quasi cinquecento appartamenti
nuovi e vuoti da anni; perché guardare in questa direzione? Dal
canto suo, l'assessore Ghisi (paladino del verde, che tanto
combatté contro l'Amministrazione precedente accusandola di
avere cementato il paese) ha visto altri quattro-cinque pezzetti di
terreno da cementare perché considerati «dei pezzi residuali,
piccoli e tutto sommato già compensati da altri parchi che ci
sono intorno». Il sindaco promise, durante la campagna
elettorale, che avrebbe preso in considerazione tutte le aree verdi
«derelitte» migliorandole con interventi correttivi. Promessa
mantenuta, sì, ma assurdo che i piccoli parchi non abbiano
chance!
Gianmarco
Dosselli
Flero
riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it
Ma ecco la difesa trasudata e impennata della Giunta, tramite
volantino: “…il rischio di dover cedere i due appezzamenti è
sfumato.” Bene, complimenti, dieci più!
Altra tiritera da far “ballare”.
Piacevole apprendere che una imprenditrice agricola decide
tramutare la sua cascina in agriturismo con tanto di ristoro,
centro fitness e camere d’albergo; questo anche grazie al piano
di recupero approvato dalla Giunta flerese. Un fatto curioso al
momento dell’approvazione: secondo le regole usate a Flero
negli ultimi anni, la signora avrebbe dovuto versare al Comune
una certa somma, che per il sindaco era troppo eccessiva perché
ha “trovato” le regole non eque. Considerato che la signora è
moglie del consigliere comunale dell’attuale maggioranza,
signor Luigi Pirlo, e mamma di Andrea, l’Amministrazione
decide alla signora uno “sconto” di € 15.840,00. Una faccenda
del genere che sa troppo di tanfo; a me non piace! La notizia si è
sparsa nel paese tramite volantinaggio, lasciando stupefatta la
gente; e, durante un mio volantinare, c’era chi mi chiedeva la
ragione di quello “sconto”, ma io non avevo risposta reale da
porre perché non so come il sindaco avesse visto “non eque”
quelle
regole.!
Ho fatto conoscere la vicenda al “Giornale di Brescia”; la
notizia è stata edita in bellezza il 13 luglio 2012. Per visualizzare
e leggere clicca qui
La risposta del sindaco è una cantilena universale; tutti sanno
ammettere: “parole che non meritano commenti”, “si vuole fare
la polemica”, “sfruttare notorietà di un personaggio”,
“infangare il buon nome”, “accuse senza fondamento”…
Insomma, affermazioni da mondovisione che sono atte di fare
un buco nell’acqua! Vere ciarlatanate! Poi, appare il volantino
della Giunta comunale. “Illuminami d’immenso”: che gioia, ho
capito che sono passati alla controffensiva con tale incipit:
“ È apparso in questi giorni un volantino attraverso cui la Lega
Nord probabilmente nel goffo tentativo di far dimenticare ai
cittadini gli imbarazzanti scandali che hanno interessato la
famiglia Bossi negli ultimi mesi, prova a gettare un po’ di fango
sull’Amministrazione comunale sostenuta dalla nostra lista.
Volendo evitare che i cittadini vengano fuorviati, ci vediamo
costretti a intervenire per smontare le assurde accuse che ci
sono
state
rivolte.”
Bravi! Bravi! Il volantino leghista parlava solo di problemi
locali, e voi avete fatto di una mosca un elefante tale avviso
inserendo scandali nazionali fatti da Bossi, “trota” e
compagnia… Che cazzo c’entrano loro della nostra vicenda di
casa! La Lega ha recuperato consensi fino al 7,3% ( 20-072012: fonte Spincon.it.) dopo una giusta puòizia morale che ci
soddisfa. Che il Pd flerese pensi a Penati e Lusi (seppur questi
ex Margherita ha dato la spada di Damocle sulle teste anche a
dei dirigenti del Pd). Molti nomi sono già stati tirati in ballo, per
accenni, dallo stesso Lusi: da Bianco a Rutelli, ovviamente, ma
anche Franceschini, Bindi, Fioroni, Letta, Donato Mosella.
Accanto ai loro nomi, somme destinate a spese telefoniche o
informatiche, pagamenti di multe, trasporti o parcelle di
avvocati.
Nel “tema” riguardante la scuola flerese di alfabetizzazione per
stranieri, si son divertiti un mondo ad accennare il “trota”
Renzo accusato di avere acquistato lauree in Albania! Ma che
cosa c’entra; è tema da trattare in altra sede! Siete usciti dal
seminato! Certo che ci interessa che imparino la nostra lingua,
ma inviateli a Brescia dove le opere capitalistiche cristiane
organizzano corsi adatti, perché quelle briciole di €1.500 donate
da Flero fanno gola ai meno abbienti locali in qualche cosa di
utile. Pensi ai fleresi, non a quei succulenti e futuri elettori di
stampo pidiessino, e neppure alle benevolenze dei Sikh invadenti
e che per loro mai un cenno è stato trattato dalla Giunta sulle
esigenze e lamentele della gente locale asserragliata e incazzata
da costoro…
*******
Ritorniamo a parlare del volantino pidiessino che dice:
“L’insinuazione, peraltro amplificata da un tendenzioso titolo
apparso sul “Giornale di Brescia” che utilizza come
“autorevole” fonte un certo Gianmarco Dosselli pare riferirsi
all’azienda Pratum Coller che attraverso un piano di recupero,
ha chiesto di ristrutturare e riaprire l’agriturismo, un tempo
chiamato “La Fazenda”. L’affermazione della Lega Nord per
cui con le regole in vigore nelle Amministrazioni precedenti,
l’azienda avrebbe dovuto pagare €19.200 per monetizzare i
parcheggi, è priva di senso: infatti, nel piano regolatore
precedente al nostro PGT , nessun parcheggio era richiesto per
la realizzazione di un agriturismo. Quindi, con le regole
precedenti, Pratum Coller non avrebbe dovuto pagare nulla. In
ogni caso, la valutazione al metro quadrato del prezzo dell’area
monetizzata dell’azienda è stata effettuata da una società
specializzata della Camera di Commercio di Brescia , che ha
stabilito un valore al metro pari a 14€ . Il Comune ha ritenuto di
maggiorare questo prezzo del 50% , applicando una tariffa pari
a 21€. Risultato? Pratum Coller ha versato in più €3.360 di
quanto avrebbe dovuto pagare con l’Amministrazione Prandelli.
A testimonianza del fatto che per noi tutti i cittadini sono uguali,
senza alcuna distinzione o trattamento privilegiato.”
Bella spiegazione! Questa è
la testimonianza?
“Agriturismo”! Nella Bassa bresciana un mio conoscente ha un
agriturismo da nove anni. I primi cinque anni (come per tutti gli
“Agriturismo”) non ha pagato tasse statali; per il resto ha
dovuto ottemperare la normativa sull’Agriturismo, come sotto
menzionato:
Legge Nazionale sull'Agriturismo n. 730/85
I soggetti di cui al primo comma dell'art. 2, che intendono
svolgere attività agrituristiche, devono presentare al comune,
ove ha sede l'immobile, apposita domanda contenente la
descrizione dettagliata delle attività proposte, con l'indicazione
delle caratteristiche dell'azienda, degli edifici e delle aree da
adibire ad uso agrituristico, della capacità ricettiva, dei periodi
di esercizio dell'attività e delle tariffe che intendono praticare
nell'anno in corso. La regione stabilisce i documenti, pareri e
autorizzazioni da allegare alla domanda, fra i quali in ogni caso
la documentazione dei requisiti di cui agli articoli 11 e 92 del
testo unico approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 ,
e all'art. 5 della legge 9 febbraio 1963, n. 59. Fino a quando la
regione non abbia disciplinato la materia, la domanda deve
essere corredata, oltre che dalla documentazione di cui al
precedente
secondo
comma,
da:
a) copia del libretto sanitario rilasciato alla o alle persone che
eserciteranno
l'attività;
b) parere favorevole dell'autorità sanitaria competente relativo
ai
locali
da
adibire
all'attività;
c)copia della concessione edilizia, ove necessaria, corredata
della
relativa
documentazione;
d) certificato di iscrizione nell'elenco di cui all'art. 6 della Legge
Nazionale sull’Agriturismo.
L’articolo 8 sulla Autorizzazione Comunale dice ben la sua.
Ecco quanto dice:
Il sindaco provvede sulle domande di cui al precedente art. 7
entro novanta giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale
termine senza pronuncia la domanda si intende accolta. Il
sindaco, entro trenta giorni dall'accoglimento della domanda o
dalla scadenza senza pronuncia del termine di cui al primo
comma, rilascia un'autorizzazione che abilita allo svolgimento
delle attività nel rispetto dei limiti e delle modalità stabilite
nell'autorizzazione medesima. L'autorizzazione è sostitutiva di
ogni altro provvedimento amministrativo. Al provvedimento di
autorizzazione si applica l'art. 19, commi quarto e quinto, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 .
Non si applicano le disposizioni di cui alla legge 16 giugno
1939,
n.
1111.
Ho sentito il troppo trambusto a Flero per questa vicenda che ho
sollevato nell’occhio del ciclone. La gente ha dato la sua idea; la
Giunta comunale il suo controbattere che mi dà problemi
credere perché la lettera di un cittadino flerese al Giornale di
Brescia fa sollevare altri dubbi. Vedi sotto:
A FLERO
Più trasparenza sui Piani di recupero
Ore: 06:00 | mercoledì, 18 luglio 2012
Dopo aver letto l'articolo pubblicato sul suo giornale il 13 luglio
u.s. relativo alla polemica in merito ad un certo Piano di
recupero approvato dal Consiglio comunale di Flero mi è sorta
spontanea la voglia di esprimere delle considerazioni in merito
ad alcune scelte dell'attuale maggioranza in Consiglio comunale
capitanata dal sindaco, signora Nadia Pedersoli, che destano
non poche perplessità e malumori nei concittadini di Flero.
Partendo dal Piano di recupero di via Coler, al di là di chi sono i
proprietari che non è, e non dev'essere, significativo, il sindaco
dovrebbe spiegare a chiare lettere ai cittadini perché (si vocifera
in paese) si sarebbe dovuto far ricorso alla modifica del
Regolamento di competenza per poter definire gli oneri a carico
della proprietà anziché provvedere alla quantificazione di tali
oneri in seduta stante all'atto dell'approvazione del Piano di
recupero in discussione anche solo per trasparenza
amministrativa citando eventualmente gli estremi delle leggi di
riferimento, se ci sono, perché la gente comune fa fatica ad
accontentarsi di un semplice «per legge» come riportato
nell'articolo
del
Giornale
di
Brescia.
Un'altra scelta spinosa è invece quella fatta dal sindaco e dal
proprio staff di trasformare due aree, da anni adibite a verde
pubblico (giardinetti attrezzati per lo svago dei bimbi della zona)
all'interno di due zone già sufficientemente edificate, in aree
edificabili a tutti gli effetti. Infatti appare quantomeno strano
che questa operazione non sia stata meglio esplicata sul
periodico della Giunta Comunale «Flero informa» quasi a far
credere che non se ne voglia parlare oppure, peggio ancora, che
si vogliano tacitare le polemiche in atto già sfociate in una
raccolta spontanea di firme di gente contraria a tale scelta.
Perché non dire chiaramente ai cittadini quali sono le vere
intenzioni dell'Amministrazione comunale piuttosto che
liquidare il tutto con semplici dichiarazioni quali ad esempio:
non è detto che si costruisca, possono anche rimanere come
sono
adesso.
C'è un terzo punto che vorrei citare, anche se probabilmente
poche persone ne sono al corrente, che riguarda una piccola
area verde, posta in fianco a degli edifici costruiti in cooperativa
da sempre al di fuori della recinzione privata a suo tempo
realizzata dalla cooperativa stessa, che viene concessa a tutti gli
effetti in proprietà agli attuali proprietari degli appartamenti. Mi
risulta che questa area verde, nei diversi Prg approvati, fosse
identificata come capezzagna di accesso al terreno agricolo
confinante per cui il proprietario del terreno potrebbe
pretenderne l'utilizzo in un qualsiasi momento, così come (a
memoria) mi pare che nel progetto edificatorio della
cooperativa, a suo tempo approvato (circa 25 anni fa), fosse
stata prevista quella capezzagna per non intercludere quel
terreno agricolo confinante. Ritengo che se l'attuale conduttore
del terreno, non il proprietario, non utilizza quell'accesso perché
preferisce utilizzare altri attraversamenti non può essere un
motivo valido per rendere intercluso un appezzamento di
terreno, così come credo legittimo pensare che alla cessione di
aree ai privati l'Amministrazione comunale debba contrapporre
dei validi e concreti motivi affinché tale decisione non debba
apparire un semplice e gratuito favoritismo a determinate
persone.
La mia non vuole essere una polemica fine a se stessa ma
vorrebbe essere una esposizione costruttiva che dovrebbe
invogliare chi di dovere, il sindaco in primo luogo, ad essere
chiari e trasparenti per evitare polemiche e malumori
generalizzati in paese che non portano vantaggio all'immagine
di Flero ne tantomeno ai suoi attuali amministratori.
Franco
Savoldi
Flero
riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it
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Se la Giunta è arrabbiata con la Lega Nord per tale volantino,
beh.. che i Consiglieri all’opposizione dedichino protezione;
ma se con me… proprio me ne frega un cazzo alla Rocco
Siffredi!
Della vicenda Pirlo, meglio precisare (anche se è fuori
programma) sulla “troppo” storia dei Pirlo di origine Sinti.
Molti fleresi (e non solo) non sanno che cosa ne è stato delle
troppe chiacchiere tra forum e pezzulli giornalistici sparati si
Internet! Insomma, chi smentirà che non sono di origine rom?
Stento credere, ma alcuni scrittori e giornalisti ne danno
conferma, però un po’ di tutto sono riuscito a racimolare
qualcosa. Lo faccio da “L'Espresso” e “Agora Vox” (per citarne
alcuni)...
da L’Espresso
La vera storia di Pirlo lo 'zingaro'
di Gianfrancesco Turano
I tifosi avversari lo chiamano così, pensando di insultarlo.
Viene da una famiglia che lavora i metalli secondo la
tradizione Rom. E che nel tempo ha creato un piccolo impero
siderurgico. A cui anche lui si dedica appena esce dal campo.
(14 maggio 2012)
****
L’ha rabbuiato un fresco articolo su di lui, apparso
sull’Espresso, che ha tirato fuori la sua (presunta) ascendenza
sinti (i sinti sono i «cugini» dei rom) e i suoi investimenti nel
siderurgico. Intervista ad Andrea.
Chiariamo:
lei
è
un
sinti
o
no?
«Non è vero. Sono anni che questa storia circola, e non sono
mai riuscito a capire chi l’abbia messa in giro. Io, come tutta
la mia famiglia, sono di Brescia. L’articolo conteneva falsità:
non so perchè sia stato scritto, ma procederò per vie legali»
Non
ci
sarebbe
niente
«Lo so, però non è uno cosa vera».
di
male.
La storia degli investimenti industriali, invece, lo è?
Sì, ma sono affari miei. Sono cose che abbiamo da tanti anni,
con la mia famiglia. E, soprattutto, sono cose che non devono
essere scritte.
Perchè?
Perchè può sembrare che abbiamo troppi soldi, che ho
guadagnato troppo, e a me non piace quando si parla di soldi.
Non parlo mai di soldi. Se ho guadagnato tanto, è perchè me lo
meritavo. La gente non deve essere invidiosa.
Soffre
molto
l’invidia?
L’Italia ha un problema di invidia, soprattutto quando si parla
di soldi e in particolare nei confronti di noi calciatori. Sembra
sempre che tutto sia regalato. Però preferisco lasciar perdere
questo discorso.
Ma, dico io, Andrea sarà venuto a conoscenza che a mettere in
giro la voce è stato Costel Antonescu (classe 1988). Non è un
romeno: è uno “mascalzoncello” studente ferrarese.
Si è scoperto che Costel Antonescu è un italiano di Ferrara che
si finge romeno per mettere odio tra romeni, serbi, e albanesi.
Infatti, senza conoscere la storia dei romeni, dei serbi (dei slavi)
e la storia degli albanesi, diciamo che si è peccato
spudoratamente; però nel libro: “Non chiamarmi zingaro”,
edito da Chiarelettere, lo scrittore Pino Petruzzelli ha dedicato a
storie di personaggi rom e sinti: Pirlo è citato come «un famoso
calciatore sinti che ha sfiorato il Pallone d’oro». Di fronte al
silenzio di Pirlo, Petruzzelli commenta: «Chi dichiara di essere
rom o sinti, poi deve giustificarsi, spiegare, difendere... Ma
spiegare cosa? Di essere un essere umano come tutti?».
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l regista azzurro è uno dei centrocampisti più forti del mondo.
Sembra sia di etnia Romani Sinti (da antiche origini paterne),
anche se lui ha smentito e addirittura minacciato di querelare
chiunque lo consideri zingaro. Pirlo ignora che essere Sinti
non è un'offesa, ma tant'è. Il numero 21 degli azzurri si
distingue per la visione di gioco, il tocco delicato del pallone e
la classe sopraffina. In carriera ha vinto praticamente tutto. Il
campionato del mondo del 2006 resta l'apice della carriera, ma
anche tre scudetti, due coppe dei campioni, una coppa del
mondo per club e un campionato europeo under 21 (e un
campo sportivo rozzo e derelitto in suo onore! N.B. In corsivo
nota dell’Autore di questo sito)
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da Wikipedia
Secondo alcune fonti (smentite però dall'interessato) anche Andrea Pirlo avrebbe origini sinti.
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Da un servizio Internet si afferma che fuori dal campo, Pirlo è
un difensivista vecchia scuola. Parla poco e piano, misura le
parole, non scopre mai il fianco e dà l’idea che le conversazioni
siano solo un’inutile seccatura tra una partita e l’altra. O un
tentativo di scardinare la sua normalità. No, ha nessun vezzo da
calciatore contemporaneo («Non mi pettino, non mi asciugo i
capelli, mi rado due volte a settimana») e l’unica concessione
all’isterica è un tatuaggio tra le scapole (il nome del primo
figlio, Niccolò, in caratteri giapponesi, e l’iniziale della figlia,
Angela). Per il resto, si è sposato a 22 anni con Deborah. Di lui
non si ricordano scorribande mondane. E i gol che non accetta
di subire sono quelli contro la privacy sua e della sua famiglia.
Per questo motivo, come afferma un lettore “quando lo
incontriamo è di cattivo umore.” E, a Flero, come vede la gente
il “suo” consigliere Luigi Pirlo?La vergogna di ammettere o il
non sapere come difendersi dalle menzogne altrui?Io, niente di
male, confesso di sentirmi un po’ spagnolo; difatti, stando al
racconto di mia madre, la mia trisnonna materna era spagnola,
sposò un italiano e venne a stare in Italia…
Da un servizio Internet:
“ Il gruppo Pirlo è composto da una mezza dozzina di aziende
tra Flero e Castel Mella, dove inizia la Bassa bresciana, terra
piatta e nebbiosa molto diversa dalle valli dei tondinari a nord
della città. La capogruppo, guidata dal padre Luigi, si chiama
Elg steel e, nell'insieme, tiene piuttosto bene in tempi di
recessione. I ricavi dalla produzione di tubi tondi e quadrati
sono passati dai 41 milioni del 2004 ai 63 del 2010 con un picco
di 72 milioni nel 2008. I bilanci sono in equilibrio e le spese per
il personale si aggirano intorno ai 4 milioni di euro, la metà di
quello che la Juventus spende, a costi aziendali, per il solo
centrocampista con la maglia 21, stesso numero che porta in
Nazionale.
Nella società fondata dal padre trent'anni fa, Andrea ha una
piccola quota attraverso la sua holding personale Ap 10.
Poteva limitarsi a quello e agli investimenti in immobiliare che
fanno tutti i calciatori. Che fa anche lui, del resto. E che fa
bene. Il patrimonio di Ap 10 supera i 15 milioni di euro, in
larga parte edifici a Brescia, una villa a Forte dei Marmi, un
appartamento in via Moscova a Milano e un intero edificio
acquistato a marzo del 2011 nell'altrettanto pregiato corso
Magenta al civico 10. Non poteva mancare l'azienda
vitivinicola, la Pratum Coller sempre nella bassa bresciana,
dove Pirlo si esibisce con uve marzemino, sangiovese e
trebbiano messe in botte nelle cantine di una cascina
medievale.
Ma l'amore per la siderurgia è una passione fisica dominante.
Non c'è altro modo per spiegare quello che passa per la testa di
un tizio che il 23 maggio 2007 vince la finale di Champions
league contro il Liverpool ad Atene e meno di quarantotto ore
dopo, il 25 maggio 2007, sì e no il tempo di tornare dalla
Grecia, fonda a Brescia la Fidbon che di mestiere fucina,
imbutisce (sic), stampa e profila metalli per circa 3 milioni di
euro di ricavi annuali.
Tralasciamo Pirlo e compagnia sua, e veniamo al dunque su
Flero. Da tempo alle redini del Comune, la Giunta Pedersoli
non ha realizzato l'80% delle promesse espresse nei loro
programmi elettorali in tabloid! 1)Lo stadio, dopo le
dichiarazioni espresse dall'assessore Ghisi, a Bresciaoggi, nel
2011 (pagina dedicata tutta al paese), che lo avrebbe “risanato”,
è una “bolletta” di fronzoli e “grovierina” del cazzo! 2)Le
“ciciarade” (chiacchierate) dello spostamento del mercato nel
suo sito originale (piazza) è più che mai attivo. 3)Le vie ciclopedonali grattano i coglioni della gatta. 4)Percorsi segnaletici
(pic nic, convivialità) no: solo la “strada dei vini” per andare a
ubriacare nelle fazende. 5)Casa di riposo: dov'è?; il cimitero!
6)Raccolta differenziata “che preveda la progressiva
eliminazione dei cassonetti”: i medesimi sono ancora in vista,
sporchi, deformati, rozzi come il culo dalla vacca.
7)Sensibilizzazione della comunità: ossia, di quale genere?
Sostegno agli extracomunitari, adesione cittadinanza italiana e
voto, via vai caotico dei sikh con le lamentele, ancora, dei
residenti in zona? 8) Gli impianti fotovoltaici e geometrici per
edifici pubblici dove sono? O stanno arrivando con placidità?
9)... 10)... 11)... si potrebbe arrivare a 100!
Adesso udite, udite, udite le proposte comunali: ottobre 2012:
corsi di inglese per adulti, 120 euro; corsi di italiano per
extracomunitari, gratis! Capito?
Febbraio 2013; inaugurazione fontana tecnologica, allestita in
via San Martino, alimentata dall'acquedotto comunale ed
avvalendosi di un sofisticato sistema approvato dal Ministero
della Salute. Evviva; il ricorso alla fontana serve anche a
ridurre il consumo delle bottiglie di plastica, riducendo l
´immissione in atmosfera di migliaia di chilogrammi di
anidride carbonica ogni anno. Allegria, gioia infinita... Sì, ma
dove l'hanno messa la fontana? L'hanno installata “in mezzo
ai coglioni”, ossia su una stretta carreggiata ove vige il divieto
di sosta entrambi i lati, mentre sul ciglio del medesimo tratto
c'è un ampio parcheggio dell'ex mercato. “Candelostrega”:
che cos'era mettere la fontana sul piazzale più deserto del
paese, invece installarla sullo spiazzo pedonale del parco
Barbaglio? Quello spiazzo del quale i negligenti (o lazzaroni
nati) vanno a “piantonare” l'auto nel mentre vanno a colmare
le bottiglie d'acqua, e non parcheggiarla dall'altra sponda
dove il parcheggio è vasto!
Ho segnalato la questione sulla Home del Comune; cliccando
sullo spazio “Reclami e segnalazioni” ho stilato il seguente
commento: “Nei pressi fontana gestione acqua, inaugurata il
02-02-2013. Al prelievo, chi non si scomoda parcheggiare auto
nella piazzola mercato preferisce sostarla nello spiazzo
adiacente fine percorso pedonale del parco Barbaglio:
preferibile mettere paletti onde evitare quotidiana sosta
irregolare. Sempre preferibile in via Garibaldi tale sistemazione
paletti sul tratto di marciapiedi sotto il porticato (ex posta): ad
ogni mia camminata quotidiana vengo ostacolato (per modo di
dire) da una a tre autovetture invadenti. Vedete voi se mio
suggerimento è valido... Cordialmente.” Dopo di che una e-mail
di ritorno: “Il nostro operatore risponderà a breve!” Bene!
L'hai vista la risposta? Col “cazzo della gatta” se ti hanno
risposto! Altro che “Al servizio del cittadino”!
Al di là del peggio giunge, inaspettatamente, le “coglionate”
forsennate della Giunta comunale. Vedasi sotto pagina estratta
da “Bresciaoggi” (in basso a sinistra): vuol cambiare “faccia”
alla piazza.
Si pensa sempre al centro del paese! Le periferie che cazzo
sono? Dal 1995 attendo il rifacimento delle fognature nel
tratto della mia strada e fino adesso (2013) nulla di fatto! Per il
“cuore” del paese la gente si è infuriata! Essa chiede
convocazione al sindaco per “chiarimenti” che poi si rivelano
“oscurità notturna”! Date uno sguardo alla pagina sotto.
Edizione del 09-02-2013: nell'articolo di Zuppelli: “Braccio di
ferro tra commercianti e sindaco.” A detta del Sindaco: “...oggi
la piazza è solo un grande parcheggio” e farla rivivere da un
mortorio durato trent'anni! La gente ha sempre detto che la
piazza è luogo ancor oggi “caoticamente” vivacizzata rispetto
altre zone periferiche. Troppa amarezza circola in paese:
l'hobby della popolazione è ora raccogliere le firme di protesta.
Ma nel frattempo, l'amico Savoldi ha inviato una lettera al
quotidiano “Giornale di Brescia”; poi, il sottoscritto lo ha
imitato!
FLERO
Tagli all'Imu al posto della superpiazza
Ore: 06:00 | giovedì, 14 febbraio 2013
Le chiedo questo spazio per esprimere alcune considerazioni in
merito al progetto dell'Amministrazione comunale di Flero, in
cui è previsto lo stravolgimento della piazza principale del paese
in quanto, sulla base di pensiero dell'Assessore Fabio Ghisi
(lettera al direttore del 9 febbraio 2013) è giunto il tempo per
«… coltivare il gusto del bello».
Non voglio entrare oltre misura nello specifico del progetto ma
di questi tempi, con la pesante recessione in atto, disoccupazione
costantemente in aumento e famiglie che fanno fatica a
garantire l'indispensabile ai propri figli, pensare ad un progetto
che graverà sulle spalle dell'intera comunità e di tale portata
(4,5 milioni di euro) per «coltivare il gusto del bello» ha
veramente dell'incredibile. Invece di spendere soldi pubblici per
partorire un tale progetto non era meglio trovare il modo per
non far pagare l'Imu sulla prima casa, che l'Amministrazione
comunale ha invece scelto e preferito incamerare?
Questo progetto, se approvato in forma definitiva, impegnerà le
risorse economiche del comune di Flero per tantissimi anni
senza produrre alcun beneficio alla comunità flerese, intesi
come qualità e miglioramento dei servizi, oltre che dei diversi
costi di gestione che automaticamente si riflettono sul cittadino
sottoforma di tasse e di costi delle diverse utenze (acqua,
depurazione, tassa rifiuti, ecc.).
All'assessore, ma nel contempo a tutto il gruppo di maggioranza
che amministra il Comune di Flero (Sindaco in primis) vorrei
anche precisare che una progettazione articolata e lungimirante
(come l'assessore stesso ha definito il loro progetto) deve anche
tener conto della realtà concreta di ciò che li circonda e di cosa
vogliono i concittadini, ed in questo momento la comunità
flerese (sicuramente una parte molto significativa) non è
assolutamente d'accordo sul progetto, in primo luogo per il
consistente impegno finanziario ma anche e soprattutto perché
lo ritiene inadeguato alle esigenze del paese, volutamente
tralasciando chi lo classifica quale semplice e puro risultato del
«gusto dell'assurdo».
Franco Savoldi
Flero
riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it
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LA POLEMICA
Flero, il Pgt e il progetto sulla piazza
Ore: 06:00 | venerdì, 15 febbraio 2013
C'era una marea di gente che non conosce alla perfezione tutte
le relazioni ufficiali nei Pgt (Piano Governo del Territorio);
nella lettera espressa dall'assessore Bilancio e opere pubbliche
di Flero («Il progetto sulla Piazza di Flero», del 9 febbraio)
inerente al Piano Particolareggiato della Piazza IV Novembre,
non saprei se l'argomento della lettera sia esplicito, se sia tutto
detto bene, se abbia punti deboli; prima di tutto non si tratta di
pecche gravi, poi perché la politica locale è costretta ad
accogliere gran parte del linguaggio burocratico, senza la
possibilità di «filtrarlo», di migliorarlo, di analizzarlo, per varie
ragioni sulla carta stampata.
L'assessore non ha citato, nella seconda considerazione della
lettera, che nella piazza si realizza l'apertura di un fossato (da
abbellire) che scorre sottoterra; né detto che si pone lastricati in
sostituzione dei porfidi deposti recentemente; né avvisato che la
Giunta intende eliminare il monumento ai Caduti di Guerra,
quel monumento tanto amato anche da mia madre 91enne che,
in quelle rare volte che passeggiamo, sempre mi indica
commossa il nome del fratello morto giovanissimo in Russia e
che quel monumento è sua unica consolazione ricordarlo.
Termina la lettera dell'assessore: «... è venuto finalmente il
tempo di promuovere progetti partecipati e di coltivare il gusto
del "bello", per portare maggior "armonia" nei luoghi e tra gli
abitanti del paese. La nuova piazza che abbiamo immaginato
serve anche a questo».
Ma ne è sicuro? In paese stanno raccogliendo firme di protesta
e la gente, molta, è amareggiata!
Gianmarco Dosselli
Flero
riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it
Concludiamo questo spazio; questa seconda parte de “Flero, il
paese infausto2”. Riprendiamo come argomento la Piazza
flerese... Il volantino “difensore” di “Buonanot...”, opss,
scusate... “Buongiorno Flero” è apparso nelle case. In breve:
“Si discute animatamente della riqualificazione della Piazza
[…] definisce le regole con cui gli abitanti della piazza possono
intervenire (naturalmente a proprie spese) sulle loro abitazioni
[…] Le opere riguardano: costruzione nuovi parcheggi accanto
alla farmacia e sul retro piazza, allargamento parcheggio
esistente presso la scuola d'infanzia, aree verdi piantumate,
pedonalizzazione, la creazione di alcune fontane, l'eventuale
risanamento del vaso che scorre dietro le abitazioni [...]”
Ma, per il parcheggio vicino alla farmacia bisognerebbe
distruggere piante secolari e dai tronchi di diametro superiore ai
trenta centimetri? La legge vieta; lo sanno questi amministratori
ecologici? Sostituendole con le neonate pianticelle l'aria del
centro storico sarà profumata dal fossato putrefatto? Ne
parleremo nella terza parte...
Rifare la piazza costa l'ira di Dio. Eppure, la casa di riposo è
scordata o mandata a 'ffanculo? Magari una bella casa di
riposo, così come promessa dalla vittoriosa giunta Pedersoli,
perché possa io, rimbambito o demente o mentalmente cretino,
un domani, dato che sono scapolo e solingo, avere la vita
conclusiva nel mio paese accanto ai miei adorati nipoti.
Una pecca, fuori programma; per intenderci come i servizi
pubblici dedichino compassione... Dopo la e-mail (segnalazioni
o reclami), ne invio un'altra:
“Riprendendo una segnalazione che feci in data 8 febbraio e
non ottenendo il responso o una conferma (così come propone
il vs. progetto in risposta rapida), mi risulta chiaro che
l'argomento risultasse una pappolata; tralasciamolo, tempo
scaduto. Spero che la segnalazione che sto per proporvi vi sia
qualificata e che meriti perentorietà. Il luogo pubblico più
“incolto” del paese sta all'ultimo tratto di via
Garibaldi(precisamente davanti l'ingresso secondario della
trattoria “Bersagliere” laddove proprio nel piccolo fazzoletto
di marciapiede vige progressi imbrattati dalle deiezioni canine.
Il sindaco dovrebbe saperlo (passaggio giornaliero in auto o a
piedi). Del perchè delle deiezioni canine, fin qui è facile intuire
il motivo, che non vado a dilungarmi... Cordiali saluti.”
La risposta: “Grazie per averci contattato. Un operatore
prenderà in carico la sua segnalazione non appena possibile.”
Risultato: questione aperta; dunque, inconcludente! Almeno
scrivermi: “Non ci rompa troppo i coglioni, caro Gianmarco!”.
Avrei capito loro bene, e li avrei lasciati in pace.
(Fine seconda parte. Segue in “Flero: il paese infausto 3”)
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Flero, il paese infausto 2