Rassegna Stampa
Domenica 20 novembre
Lunedì 21 novembre 2011
TREVISO
Domenica 20 novembre 2011, pag. 17
VEDELAGO Domani il caso Barcon verrà discusso dalla giunta provinciale
«Quel progetto è un macello»
Appelli e lettere ai politici: comitati sul piede di guerra
Paolo Calia
Domani pomeriggio il caso Barcon arriva sul tavolo della giunta provinciale. Il sindaco di Vedelago
Paolo Quaggiotto parlerà del mega progetto che vuole trasformare in un polo agro-industriale
un'ampia fetta di campagna: 90 ettari. Quaggiotto illustrerà al presidente Muraro pregi di
un'iniziativa che avrà un impatto enorme e che prevede la creazione di uno dei macelli più grandi
d'Europa, una cartiera, un farmer market dalle dimensioni mai viste (ampio il doppio del Vale
Center) e un casello stradale collegato alla futura Pedemontana. Ma se il primo cittadino vuol
sottolineare i vantaggi, a parlare del lato oscuro dell'operazione ci pensano i comitati Barcon Libera
e Comitato Civico Vedelago che da mesi lottano per allontanare da Barcon la prospettiva di un
simile sviluppo. Alla vigilia dell'incontro al Sant'Artemio, il portavoce Ermes Dondoni ha scritto
due lettere: una a Muraro e una a tutti i consiglieri provinciali. «Come è ormai noto -si legge- le
ditte Colomberotto spa e Rotocart spa (con un investimento annunciato superiore ai 300 milioni di
euro, ndr) con l'assenso del sindaco, hanno presentato la proposta di costruire un macello, un centro
commerciale e una cartiera (attività inquinante di prima classe) su 90 ettari della nostra campagna a
nord di viale Terza Armata in cambio della realizzazione di pochi chilometri di strada».
Un'idea che i 400 componenti dei comitati respingono al mittente: «Ai cittadini di Barcon
questo scambio sembra una follia innanzitutto perché si distrugge per sempre una delle tipiche aree
di campagna trevigiana e si asportano milioni di metri cubi di preziosa ghiaia». E non convince
nemmeno la ventilata creazione di nuovi posti di lavoro: «Pensiamo che in queste strutture
produttive, e in particolare nel macello più grande d'Italia o addirittura d'Europa, lavoreranno
persone che giungono da fuori. Ci chiediamo con angoscia quanti nostri giovani faranno la fila per
lavorare nella catena di montaggio di un macello». In conclusione un'annotazione: «Oltre 400
elettori, circa la metà del corpo elettorale, della frazione di Barcon hanno già firmato per il no».
Quasi un avvertimento.
Domenica 20 novembre 2011, pag. 37
Domenica 20 novembre 2011, pag. 13
Domenica 20 novembre 2011, pag. 31
INAGURAZIONE E POLEMICHE
Rischio piene: «Siamo ancora in pericolo»
MOTTA - (g.r.) Domani il governatore del Veneto Luca Zaia arriva a Motta per inaugurare gli
ultimi lavori lungo gli argini del Monticano, che chiudono un anno di opere finalizzate alla
sicurezza idraulica. «Ma come si fa a inaugurare un intervento a cui manca una parte
fondamentale?» ha sbottato ieri il consigliere di opposizione Maurizio Orlando (Pd). «Zaia inaugura
i lavori, ma a noi risulta che manca un'opera importante, ossia quella del lato destro del Monticano
dal ponte di Redigole fino alla zona Albano. Assurdo parlare di inaugurazione quando siamo ancora
in pericolo. Se capitasse la medesima situazione dello scorso anno, a rischiare sarebbe l'area nei
pressi della zona industriale». L'opera tuttavia sarebbe già messa in preventivo dalla Regione, come
specificato dal consigliere di maggioranza Carlo Pesce: «Gli ultimi lavori hanno riguardato l'argine
destro del Monticano fino a 250 metri a valle del ponte di Redigole. Per l'innalzamento dell'argine
alla medesima quota di quello destro sia per il suo consolidamento nei punti critici Regione ha già
inserito gli interventi nella massima classe di priorità ed è in corso di studio, tra la Regione e il
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio il finanziamento per la loro realizzazione.
Dalla lettura degli interventi effettuati in questi ultimi mesi osserviamo che la mole di investimento
per la messa in sicurezza dei nostri argini supera i quattro milioni». Appuntamento quindi alle 12.30
sul ponte di Redigole.
Domenica 20 novembre 2011, pag. 35
Domenica 20 novembre 2011, pag. 16
ZERO BRANCO
È morto Sergio Ghedin
guidò il Consorzio Agrario
ZERO BRANCO - (N.D.) E' mancato all'età di 83 anni Sergio Ghedin, l'imprenditore di Zero
Branco molto noto anche nei comuni limitrofi in particolare nel mondo agricolo. Ghedin era stato
per parecchi anni lo stimato direttore del Consorzio Agrario di Zero Branco con sede in via Trento e
Trieste. Era stato anche il gestore dell'azienda familiare per la distribuzione su scala sovracomunale
di bevande e prodotti per la ristorazione. Nel marzo 1978 aveva inoltre fondato la Giessecaravan in
via Noalese, attività per la vendita e manutenzione di roulottes e camper. L'ultimo saluto a Sergio
Ghedin, che lascia nel dolore la moglie Tommasina Mazzoleni e i figli Diego e Silvio, verrà dato
domani alle 14,45 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Zero Branco.
Domenica 20 novembre 2011, pag. 14
VILLORBA Il centrosinistra: «Si sa troppo poco del progetto esecutivo»
Incognita Pedemontana:
«Le risposte in consiglio»
Si discuterà di Pedemontana al consiglio comunale di mercoledì prossimo alle 19. I consiglieri
all'opposizione Sandra Milani, Ivano Breda, Manuela Borghetto e Mario Carraro (Pd, Idv, La nostra
Villorba), hanno presentato una mozione relativa al «Progetto esecutivo di realizzazione dell'asse
viario Superstrada Pedemontana Veneta, modalità e tempi di esecuzione a Villorba». «La
Pedemontana è stata inaugurata pochi giorni fa e i cittadini di Villorba non hanno avuto molte
informazioni sul tracciato che insisterà sul territorio - commenta il capogruppo Pd Sandra Milani -.
Però la Pedemontana avrà una notevole incidenza sulle direttive del traffico e a quanto pare la
conclusione dei lavori sarà non troppo avanti nel tempo, tra il 2015 e il 2016». In particolare «la
Pedemontana potrà avere un impatto nel centro di Venturali. Come sarà impostata la viabilità? Su
via Montello e via Campagnola erano previsti due sottopassi: è ancora così dopo le modifiche? - si
chiede la Milani -. Senza contare che nel progetto dato in appalto è previsto un innesto per accedere
al casello di Povegliano che corra parallelo alla Pedemontana partendo dal nostro territorio. Ci
chiediamo chi farà quest'opera e con quali soldi». L'idea è quindi di avere un confronto su un tema
importante per il futuro del comune. In particolare, i consiglieri chiedono la visione delle
planimetrie di progetto esecutivo con identificazione del tracciato della Pedemontana nel tratto da
Povegliano all'innesto con l'autostrada A27; le modifiche della viabilità esistente; la viabilità
d'accesso al casello della Pedemontana; le azioni previste per ridurre l'impatto ambientale
dell'opera; studi previsionali sulle direzioni e i flussi di traffico. Le risposte arriveranno in consiglio:
«Daremo puntuale risposta alle domande, legittime, dei consiglieri, - conferma il sindaco Serena. Invece di dare le dovute comunicazioni in sede di apertura del consiglio comunale, ci occuperemo
dell'argomento in un apposito punto all'ordine del giorno».
Domenica 20 novembre 2011, pag. 14
«Una bretella alternativa: così Arcade può salvarsi»
ARCADE - (SDV) «Il sindaco Presti deve spingere in Regione per il progetto di bretella stradale
alternativa, che permetterebbe di salvare il paese di Arcade dall'aumento di traffico che la
Pedemontana genera, - interviene l'ex sindaco, Emanuela Pol -. È questo il problema principale, di
cui l'amministrazione attuale non parla e che non può essere mitigato dalla ciclabile che Povegliano
e Arcade intendono realizzare lungo la Provinciale che li unisce».
24 novembre 2011, pag. 11
Domenica 20 novembre 2011, pag. 32
24 novembre 2011, pag. 3
24 novembre 2011, pag. 6
24 novembre 2011, pag. 11
Lunedì 21 novembre 2011, pag. 29
Domenica 20 novembre 2011, pag. 23 edizione di PADOVA
CARTURA Troppi odori sgradevoli: multe da 75 a 450 euro per i trasgressori
Niente carri con liquame in centro
(Fe.Be.) Meno odori sgradevoli in centro abitato, dove insistono negozi, complessi residenziali ed
esercizi pubblici. Con un'ordinanza la polizia locale di Arzergrande ha stabilito tre nuove regole che
saranno chiamati a rispettare, dal primo dicembre, gli agricoltori e tutti coloro che dovranno
accedere ai loro fondi con rimorchi carichi di fertilizzante organico, in particolare liquami e letame,
destinato alla concimazione dei terreni agricoli.
La prima stabilisce che, se esistono tragitti alternativi, dovrà essere evitato il passaggio per il centro
e in ogni caso dovrà essere scelto il tragitto più breve per creare il minor disagio possibile.
In caso non sia possibile prendere un'altra strada, ecco che entra in gioco la seconda regola, che
dispone che i mezzi di trasporto debbano essere dotati di una copertura idonea, come un telo in pvc,
atta ad impedire sia la dispersione del carico che le emissioni maleodoranti. La terza recita che nei
mesi di giugno, luglio e agosto, in conseguenza della stagione calda, eventuali spargimenti di
concime organico nei terreni agricoli non potranno essere effettuati dopo le 8 e prima delle 20 e che
in ogni caso si dovrà provvedere all'immediato interramento al fine di evitare la diffusione di odori
molesti; per la stessa motivazione anche il trasporto dei materiali dovrà essere effettuato nel rispetto
dei medesimi orari.
Per chi non rispetta tali regole sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 75 euro ad un
massimo di 450 euro, a seconda delle infrazioni riscontrate. A premere sull'emanazione del
provvedimento, oltre alle numerose lamentele pervenute in Municipio da parte di alcuni residenti
che segnalavano disagi, anche un'interrogazione presentata in consiglio dal referente della Lega
Nord, Filippo Lazzarin. «Non volevamo penalizzare gli operatori del settore agricolo - chiarisce
quest'ultimo - bensì volevamo che venissero indicate delle regole nel rispetto di tutti i cittadini, sia
del centro che delle vie più defilate».
Domenica 20 novembre 2011, pag. 26 edizione di PORDENONE
VALVASONE
Le barbatelle diventano un caso con i controlli della
municipale
VALVASONE - (em) «Nessuna campagna di controllo con obiettivo solo i mezzi agricoli carichi di
barbatelle». A escluderlo è il sindaco Markus Maurmair che ha così voluto spegnere sul nascere
qualsiasi polemica con il mondo agricolo dei paesi vicini. La questione è venuta fuori in questi
giorni, dopo i malumori manifestati da un gruppo di soci dei Vivai Rauscedo al presidente di
Confcooperative-Fedagri Fvg, Giorgio Giacomello. Di che si tratta? «In questi giorni, in cui il
passaggio di mezzi che trasportano le barbatelle si è intensificato, alcuni soci dei Vivai si sono
lamentati perchè attraversando il paese di Valvasone per dirigersi poi a Rauscedo, sono stati spesso
fermati per dei controlli dalla Polizia locale di Valvasone-San Martino». E sarebbe avvenuto quasi
in modo scientifico: in pochi giorni i controlli sono stati più di una decina. «Capisco se non si
sapesse cosa trasportiamo, ma si sa che sono barbatelle. Assicuro poi che gli agricoltori si sono
prodigati per rispettare il Codice della strada: dal funzionamento corretto dei fanali,
all'assicurazione, al libretto, ai cartelli posti dietro i mezzi». Il sindaco Markus Maurmair getta
acqua sul fuoco, annunciando che c'è già stato un chiarimento con Giacomello. «Partendo dalla
premessa che i cittadini hanno chiesto più volte un maggiore controllo delle strade, escludo
comunque che ci sia stata una verifica puntigliosa e "scientifica" solo verso i mezzi agricoli di
Rauscedo: è invece stato realizzato un controllo verso tutti i mezzi che transitano per le nostre
strade. Se gli agricoltori hanno tutto in regola, non hanno nulla fa temere. In ogni caso, con il
presidente Giacomello ho già chiarito e dunque non c'è nessun caso».
Domenica 20 novembre 2011, pag. 31
Domenica 20 novembre 2011, pag. 2 edizione di VICENZA
AGRICOLTURA & ECONOMIA Dopo 12 anni di diatribe e battaglie legali, in Regione siglata la
pace
Un solo consorzio per l’asparago
I due enti di tutela, presenti nel Bassanese, daranno vita a un unico organismo per il Bianco Dop
Pace fatta sull'asparago bassanese. Dopo circa dodici anni di diatribe che hanno visto contrapporsi
le posizioni del Consorzio di tutela dell'asparago bianco di Bassano Dop e del Consorzio asparago
di Bassano, è stato raggiunto un accordo. Le due realtà antagoniste, che raccolgono i produttori
della zona, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa dal quale nasce ufficialmente il Consorzio
Asparago bianco di Bassano Dop. D'ora in poi, il prodotto più celebre del territorio avrà un unico
marchio e un solo contrassegno a sfondo verde, bianco e rosso. Il risultato è stato conseguito a
Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, dove i rappresentanti dei due vecchi consorzi,
Piergiorgio Bizzotto e Alessandro Sasso, hanno sottoscritto l'accordo con presa d'atto di Regione,
Ministero, Coldiretti, ente di controllo Csaa Certificazioni srl e con l'attestazione di Clodovaldo
Ruffato, presidente del Consiglio regionale, che ha seguito il percorso.
L'accordo inaugura una nuova era per il prelibato ortaggio. Tra i punti fissati, l'impegno da parte
del Consorzio del marchio rosso di cessare la propria attività nel più breve tempo possibile e
comunque entro il 31 gennaio 2012; inoltre, per poter utilizzare il marchio con la Dop ed essere
inseriti negli elenchi, i produttori devono aderire al sistema di controlli eseguiti dall'ente preposto. Il
felice epilogo della vicenda, che si trascinava a suon di ricorsi e carte bollate, è stato accolto con
soddisfazione dalle molteplici parti coinvolte e dalle persone che nel tempo si sono adoperate per
promuovere il prodotto. Tra i primi ad esprimere il loro plauso, il presidente della Confederazione
italiana agricoltori del Veneto, Daniele Toniolo. «La nostra associazione ha sempre auspicato di
arrivare a un solo Consorzio per l'asparago bianco di Bassano Dop», ha commentato, riconoscendo
il ruolo fondamentale svolto dal presidente del Consiglio regionale Ruffato nell'attivazione del
percorso. «Un risultato storico», l'ha definito l'assessore regionale Elena Donazzan. «Non era
questione di colori, rosso o verde, ma della tutela del riconoscimento che con tanta fatica
ottenemmo, con un lavoro di squadra al ministero delle Politiche agricole e poi a livello
comunitario. Una garanzia nel rapporto con i consumatori e un'opportunità per l'agricoltura italiana
e per il nostro territorio».
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