| PROVA SU STRADA | Volkswagen Golf VII da Pag. 2 a Pag. 45 Da Pag. 44 a Pag. 67 Da Pag. 68 a Pag. 89 Nuova Renault Clio Kia Cee’d Sportswagon Nasce con l’obiettivo di diventare il riferimento per le auto del segmento B la nuova Renault Clio, che viene proposta a partire da 13.500 euro Sarà la best seller della gamma Cee’d ed a breve sarà disponibile anche a GPL. In listino da 14.700 euro arriva in concessionaria forte di uno stile personale e tanta tecnologia come fiore all’occhiello Nuovo look e tanta tecnologia Spazio, design e tecnologia PROVA SU STRADA Volkswagen Golf VII Settima sinfonia di Emiliano Perucca Orfei | Giunge alla settima generazione l’auto oggi icona del brand tedesco. La nuova Volkswagen Golf VII entra in listino da 17.800 euro. In concessionaria da metà ottobre. L’abbiamo guidata in Sardegna 2 3 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » C hi se l’aspettava completamente diversa dalle generazioni sarà rimasto un po’ deluso ma come confermato dallo stesso Giorgetto Giugiaro, che nel 1974 l’ha inventata, la nuova Volkswagen Golf VII (in listino da 17.800 euro) non avrebbe potuto essere diversa da così. E’ la nuova interpretazione di uno spartito scritto 38 anni fa - aggiunge Walter de Silva, Direttore del design del Gruppo Volkswagen - pensata attorno 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove ad una piattaforma completamente nuova sfruttando idee e know how frutto di 38 anni di un’evoluzione mirata a ripetersi...senza ripetersi. E’ proprio questo il segreto della Golf, ovvero quello di essere una certezza prima che un prodotto automobilistico. Una vettura che si può comprare ad occhi chiusi con la certezza di mettere in garage un prodotto tecnologicamente al passo coi tempi, sicuro, caratterizzato da un design concreto ma non impersonale ed in grado di essere rivenduto velocemente e senza troppa svalutazione. 29 milioni di clienti nel mondo Un mix che da sempre fa felici milioni di clienti nel mondo (2,4 dal 1974 ad oggi in Italia...) di cui circa 60.000 all’anno in Italia con un picco di 108.000 unità fatto registrare nel 1987: un anno molto caldo per via del successo di modelli mitici come le GTI e GTD, ma anche per l’affermarsi di un segmento (il C due volumi) che oggi conta il 30% delle vendite in Italia di cui il 40% realizzato da vetture con carrozzerie 3 e 5 porte come la nuova Golf. Valori, quest’ultimi, che fanno immediatamente capire come il nuovo progetto nato sulla piattaforma modulare MQB del Gruppo Volkswagen sia estremamente importante in termini di numeri ma anche come base di sviluppo dei modelli degli altri brand del Gruppo, che alla stregua della Golf offrono i valori di NVH (Noise, Vibration, Harshness) più bassi della categoria oltre che soluzioni meccaniche e tecnologiche di riferimento. Immagine più slanciata Lunga 4.255 mm (+56 mm), larga 1.799 (+13 mm) ed alta 1.542 (-28 mm) il nuovo modello vanta un passo più lungo di 59 mm (2.637) che ha permesso al gruppo di lavoro diretto da Walter de Silva di dare alla Golf un’immagine più slanciata rispetto al passato, grazie ad uno spostamento in avanti di 43 mm delle ruote anteriori ma soprattutto un arretramento dell’abitacolo che ha portato in dote un cofano leggermente più lungo. -100 kg Un insieme di elementi che, combinato alla minor altezza da terra ed alle soluzioni di stile pensate per dare un’idea di maggior impronta a terra hanno permesso di dare riscontro anche nello stile ad un impegno che i tecnici si erano presi nel momento in cui sono andati a progettare la nuova Golf, che era quello di levare ben 100 kg di peso dalla Golf VI a parità di motore. Ispirata alle Golf di Giugiaro e Warkuß Un obiettivo perfettamente centrato grazie anche a soluzioni di stile ispirate, senza mezzi termini, alle Golf I di Giugiaro IV di Warkuß: parliamo, ad esempio, della sostanziale eliminazione della spalla e dell’introduzione di una sezione trasversale semplificata, interrotta nella sua massima larghezza esterna da uno spigolo che va da passaruota a passaruota (ora come in passato i punti più larghi della vettura) segnando in modo evidente anche il portellone, dove passa elegantemente attraverso il logo Volkswagen. Un elemento, 4 5 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove quello della linea che corre attorno alla vettura, che regala estrema coerenza allo stile dimostrando (sempre che ce ne fosse bisogno) che Golf è stata pensata da una sola mano e passata dal foglio bianco alla realtà sfruttando le competenze tecnologiche e tecniche di un Gruppo che, riprendendo una battuta di Giugiaro, costruisce vetture con la stessa precisione di un orologio. C’è il classico montante Di elementi in comune con il passato non c’è solamente la sensazione di una maggiore impronta a terra ma anche la forma e la dimensione del montante posteriore ed il perfetto parallelismo tra la linea che segna il profilo della porta e quella tra montante, gruppo ottico e paraurti, introdotta con la Golf IV. Aria nuova, invece, per quanto riguarda il posizionamento di elementi tecnologici non presenti sul vecchio modello, come nel caso dei LED che tracciano lo sguardo e segnano le linee di coda rendendo Golf riconoscibile anche di notte, della telecamera frontale posta bella vista al centro del paraurti anteriore o dei sistemi anticollisione e lettura dei cartelli stradali che prendono posto appena dietro al parabrezza nella parte alta. 6 Interni all’insegna dell’ergonomia Come per l’esterno la volontà non era quella di stupire per lo stile ma piuttosto per l’ergonomia. Sono più di 600 le persone che hanno preso posto nell’abitacolo della nuova Golf nel corso degli studi di ergonomia e per ognuna di esse è stata messa a punto una serie di accorgimenti come la leva del cambio rialzata di 20 mm o la posizione di guida arretrata di 20 mm che, secondo i vertici Volkswagen, possono rendere l’abitacolo da un lato un po’ più noioso ma dall’altro estremamente piacevole da vivere per via di un’ergonomia da riferimento. 7 8 9 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove La linea che corre attorno alla vettura regala estrema coerenza allo stile dimostrando che Golf è stata pensata da una sola mano e passata dal foglio bianco alla realtà sfruttando le competenze tecnologiche e tecniche di un Gruppo che, riprendendo una battuta di Giugiaro, costruisce vetture con la stessa precisione di un orologio Da 5 ad 8 pollici Una considerazione, quest’ultima, che trova riscontro anche in elementi come i sedili con supporto lombare ergoactive (345 euro) o nel sistema multimediale Discover Pro (1.680 euro) che si propone come alternativa ai più economici sistemi da 5 (160 euro) o 5,8 pollici (250 euro): a differenza di quest’ultimi i comandi possono essere impartiti attraverso un sofisticatissimo sistema touch con sensore di prossimità, pensato per passare di schermata in schermata con la stessa praticità e piacevolezza di uno smartphone. Più spazio per le gambe In termini di numeri l’abitacolo è ora complessivamente più lungo di 14 mm (1.750 totali) ed offre 15 mm in più per le ginocchia di chi siede dietro. Cresce di 31 mm (1.420) anche lo spazio all’altezza delle spalle e di 22 mm (1.469) il valore all’altezza delle spalle. 10 Cresce di 30 litri anche la cubatura del bagagliaio, che ora in configurazione 5 posti tocca quota 380: un valore molto interessante se si considera che il bordo di carico è stato abbassato di 17 mm e la larghezza dell’apertura è aumentata di ben 47 mm. Nuova piattaforma modulare Come precedentemente anticipato lo stile della Golf è stato pensato per evidenziare una forte riduzione di peso (si parte da 1.205 kg) che è stato una delle chiavi di sviluppo dalla piattaforma della Golf VI a quella MQB della VII: la nuova progettazione, l’utilizzo di materiali e lavorazioni in grado di limitare lo spessore dei lamierati ed una maniacale attenzione al contenimento dei pesi richiesta anche ai fornitori (addirittura -6 kg sull’impianto elettrico, 7 kg sui sedili, 0,4 kg sulla plancia...) hanno portato ad un risultato che riporta sostanzialmente il peso a quello della Golf IV pur senza rinunciare a nulla in termini di confort e di soluzioni meccaniche interessanti. Sulla Golf, oltre ai sistemi elettronici e di assistenza alla guida di nuova generazione, debuttano il nuovo sterzo progressivo, il Dynamic Chassis Control di seconda generazione e sospensioni anteriori McPherson con asse modulare posteriore leggero (potenza inferiore ai 122 CV) o modulare Multilink ( oltre 122 CV). Così i motori al lancio I motori disponibili al lancio sono i benzina (30% delle vendite) 1.2 TSI (manuale 6m) da 105 CV e 1.4 TSI (6m o DSG 7m) da 122 e 140 CV. Per quanto concerne i diesel (70%), invece, si vai da 105 CV del 1.6 TDI (5m o DSG 7m) ai 140 CV del 2.0 TDI con cambio manuale o DSG entrambi a sei marce. I quattro cilindri d’accesso alla gamma consumano rispettivamente 4,9 (1.2 TSI) e 3,8 l/100 km (1.6 TDI) contenento i livelli di emissione a 115 g/km e 99 g/km di CO2. Già pronto per entrare in produzione il 1.4 TSI da 140 CV 11 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove con sistema di disattivazione dei cilindri ACT (4,7 l/100 km e 109 g/km) mentre per quanto concerne la 1.6 TDI Bluemotion da 3,2 l/100 km (85 g/km) vista al Salone di Parigi non ci sono ancora programmi ufficiali di commercializzazione. Tecnologie di sicurezza da ammiraglia Numerose le tecnologie di sicurezza e di confort disponibili con la nuova Golf: agli airbag frontali, per la testa di passeggeri anteriori e posteriori, laterali integrati negli schienali e ginocchia lato conducente, Volkswagen offre gli appoggiatesta attivi WOKS, tra cui la frenata anticollisione multipla (di serie), la protezione “proattiva” degli occupanti, la regolazione automatica della distanza di sicurezza/cruise controllo attivo ACC il sistema di monitoraggio anteriore (front assist), l’aiuto alla frenata d’emergenza City, il Lane Assist con funzione di adattamento allo stile di guida, il sistema di riconoscimento della stanchezza (di serie), il Light Assist, il riconoscimento della segnaletica stradale, il park assist, il controllo elettronico dell’assetto DCC ed il differenziale autobloccante a controllo elettronico XDS (di serie). Tre livelli di allestimento Trendline (5%), Comfortline (30%) e Highline (65%). Oltre agli 12 elementi tecnologici da poco citati Trendline offre di serie l’ESC, l’Hill Holder, la predisposizione isofix, l’indicatore pressione pneumatici, lo start&stop, il climatizzatore manuale, gli alzacristalli elettrici, servosterzo, volante regolabile in altezza e profondità, il freno di stazionamento ad attivazione elettroassistita, la radio touch con schermo monocromatico da 5”, la presa aux-in e sd card, i sedili abbattibili 40/60 ed i cerchi in acciaio da 15”. Per trovare i cerchi in lega da 16” bisogna passare alla Confortline, che offre anche il cruise control, la radio Colour da 5”, lettore CD/MP3/ WMA, sedile regolabile in altezza, cassetti portaoggetti sotto i sedili anteriori e la finitura cromata per le bocchette di areazione. L’Highline, infine, aggiunge il clima automatico, i fendinebbia, la radio Media con schermo da 5,8”, la presa USB, il Bluetooth, i sedili anteriori pelle/Alcantara, volante multifunzione ed assetto sportivo con ruote da 17”. Dal vivo: com’è fuori La prima cosa che si nota guardando la Golf dal vivo, sopratutto nei colori chiari, è che la forte somiglianza alla Golf VI che traspare da alcune immagini di lancio sia un fattore limitato a quelle fotografie. L’impressione che si ha dal vivo, come spiegato anche da Giugiaro, è quella di una macchina completamente nuova, più slanciata ma comunque legata ai modelli precedenti. La Golf è un simbolo di solidità ed una certezza per milioni di automobilisti nel mondo: non avrebbe avuto alcun senso tradirne le origini anche se, non lo nascondiamo, sarebbe uno spunto interessante quello di tornare al gruppo ottico circolare in luodo di quello a doppio elemento carenato adottato con l’avvento della terza generazione. Dal vivo: com’è dentro Gli interni della Golf sono quanto di più razionale esista ma allo stesso tempo sono in grado di accogliere con estrema comodità tutti i 600 dipendenti dal metro e cinquanta ai due metri che si sono prestati agli studi di ergonomia. Sulla Golf, in particolar modo nelle versioni con sedile regolabile in altezza, ci si sente davvero a casa: il posizionamento del volante (registrabile in altezza e profondità) la nuova pedaliera con qualche mm in più tra pedale del freno e acceleratore, la visibilità limitata solo sulla 3/4 posteriore (questioni di stile) ed il posizionamento intuitivo dei comandi permettono a chiunque di sfruttare le potenzialità base della Golf senza ricorrere al manuale d’uso. Più spazio per tutti Anche per chi siede dietro la 13 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove vita è migliorata: le migliori geometrie dell’abitacolo ed il maggior spazio per le gambe fanno il paio con un’accessibilità ai posti posteriori molto buona nella cinque porte e, per forza di cose, discreta nella 3 porte. In quest’ultimo modello la porta è forse un po’ lunga e rende più complicate le operazioni di salita e discesa nel classico parcheggio da supermercato. Si tratta, però, di un problema comune a tutte le vetture dotate di questa architettura. Ok i bagagli Massimo voto al bagagliaio: soglia d’accesso abbassata, maggior larghezza dell’apertura ed una cubatura più generosa fanno per bene la loro parte nel netto miglioramento con la Golf precedente. Tecnologia: touch screen da Smartphone Per il resto ci vuole ovviamente un po’ d’esperienza: il sistema multimediale più avanzato, ad esempio, è intuitivo grazie ad un touch-screen incredibilmente sensibile ed a comandi sul volante molto facili da utilizzare, ma le funzioni sono tante (con il Discover Pro c’è anche il WI-Fi) ed il software richiede un breve periodo di “assuefazione” e di apprendimento. Sorprendente, invece, la mancanza di una porta USB standard o di un connettore accendisigari 12V supplementare: nell’era degli smartphone sempre più assetati di energia un punto di ricarica certo in auto, anche per gli ospiti, è una comodità alla quale è ormai difficile rinunciare. Nella dotazione di serie, anche dei modelli top, mancano purtroppo i sensori di parcheggio e la videocamera posteriore: si pone rimedio spuntandoli nella lista degli optional a 550 e 215 euro. LCD anche per la strumentazione Molto moderna la strumentazione, dotata nelle versioni superiori di display a colori LCD: i principali strumenti rimangono di tipo analogico mentre sul display possono scorrere a piacimento schermate legate al computer di bordo, al multimedia o al navigatore. Il tutto con una grafica molto piacevole ed una sensazione di qualità molto elevata. Assemblaggi da ammiraglia Tra le tante cose che de Silva ha voluto sottolineare della “sua” Golf c’è una certa cura per gli assemblaggi, sia dentro che fuori: gli stampaggi delle lamiere sono davvero ben fatti, così come ha dell’incredibile la costanza di accoppiamento tra le varie parti della carrozzeria. Stesso leit-motiv per gli interni che sono realizzati con grande cura e materiali di ottima qualità in relazione al prezzo di listino. Molto piacevole il rivestimento pelle/Alcantara delle versioni high-line, che completa una seduta molto comoda ed allo stesso tempo piacevolmente “contenitiva” in curva, così come ci è piaciuta (ed è segno di grande cura) l’estensione del rivestimento morbido anche alla tasca portaoggetti delle porte. Abitacolo accogliente e confortevole L’abitacolo della Golf VII è un luogo in cui si sta bene, anche quando il motore è avviato e si viaggia ad andatura autostradale. Il lavoro dei tecnici di Wolfsburg sotto questo punto di vista è eccezionale tanto che anche il più rumoroso 2.0 TDI ora si fa sentire in modo estremamente moderato. Assetto morbido ma efficace Con un occhio di riguardo al confort di bordo è anche l’assetto della vettura: non troppo rigido il setup della nuova Golf permette di tenere ottime andature anche nel misto della Costa Smeralda, dove viene esaltata una componente di sincerità nella perdita di aderenza ed una velocità di inserimento in curva davvero sconosciute alle Golf di precedente generazione. Merito delle nuove sospensioni, dello sterzo molto preciso ma anche di quei 100 kg in meno su cui i tecnici Volkswagen hanno concentrato molte delle loro attenzioni in fase progettuale. 1.4 TSI 140 CV: “rotondo” e potente A trarne vantaggio dal minor peso sono anche le 14 15 16 17 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove l/100 km del TSI a quella di 6.4 l/100 km del turbodiesel. Molto bene il cambio manuale: morbido ma preciso negli innesti si combina ad una frizione non troppo pesante da azionare e caratterizzata da un buon feeling. Molto interessanti le tecnologie di aiuto alla guida: cruise control attivo (fino a 0 km/h) e mantenimento della carreggiata sono talmente a punto che potrebbero permettere alla Golf di guidare da sola anche senza “l’ausilio” del pilota. In conclusione Più moderna nelle forme e notevolmente migliorata nei contenuti la nuova Golf ha tutte le carte in regola per continuare ad essere il punto di riferimento nella sua categoria. Come se non bastasse i vertici di Volkswagen Italia sono riusciti a contenere il prezzo di listino entro un valore addirittura inferiore a quello del modello precedente, verso il quale la VII offre quasi 800 euro di accessori inclusi in più. Secondo Volkswagen la combinazione più venduta sarà in allestimento Highline, con motore TDI e cambio manuale. Siamo perfettamente d’accordo sull’allestimento, che vale davvero uno sforzo in più, mentre per quanto concerne motori e trasmissioni la nostra scelta ricade su cambio DSG (piacevole e confortevole) ed motore 1.4 TSI da 140 CV. motorizzazioni: il 1.4 TSI da 140 CV appare come la motorizzazione perfetta per questa vettura. Silenziosissima e ricca di coppia, soprattutto se abbinata al cambio DSG permette di andare a passeggio così come di forzare il passo grazie alla tecnologia che sfrutta una turbina di piccole dimensioni perfettamente integrata al nuovo collettore di scarico integrato alla testata. Un motore che assicura 212 km/h di velocità massima e 8,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h ed un consumo medio di 5 litri/100 km che scende a 4,7 nella versione ACT, che abbiamo potuto provare in anteprima rispetto al lancio sul mercato previsto la prossima primavera: la disattivazione automatica di due dei quattro cilindri permette consumi inferiori ed è assolutamente impercettibile quando si attiva. Solo una apposita segnalazione ne annuncia il funzionamento. 2.0 TDI: per grandi chilometristi Il 2.0 TDI, che abbiamo scelto di provare con cambio manuale, è una motorizzazione tipica per la Golf. Le prestazioni rispetto al 1.4 TSI di potenza “confrontabile” sono apparentemente migliori ai bassi regimi e, per forza di cose, meno esaltanti con l’avvicinarsi della zona rossa mentre i consumi parlano a favore del TDI anche se non di molto: a fine prova siamo passati da una media di 7.5 18 BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Volkswagen Golf VII Sfoglia i cataloghi in PDF Brochure | Euro NCAP Versioni Guarda le versioni della Casa » Test Drive Prenota Test Drive sul sito della Casa » Store Online Visualizza » Finanziamenti Scopri i finanziamenti della Casa » Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 19 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Giugiaro: «La Golf VII ha finiture e qualità da orologio» di Emiliano Perucca Orfei | Abbiamo incontrato Giorgetto Giugiaro alla presentazione internazionale della settima generazione della “sua” Golf. Lodi al lavoro di De Silva ed alle capacità dell’azienda di cui anche la sua Italdesign fa parte dal 2010 N on è assolutamente un caso il fatto che per la presentazione internazionale della Volkswagen Golf VII la casa di Wolfsburg abbia scelto l’Italia ed, in particolare, il magnifico scenario della Sardegna: la Golf, infatti, è una vettura che piace agli italiani e che da un italiano è stata concepita 20 nell’ormai lontano 1974. Del nuovo modello e del percorso evolutivo che attraverso sette generazioni ha portato Golf ai giorni nostri ne abbiamo parlato con Giorgetto Giugiaro, padre delle forme della prima generazione ed oggi al vertice della Italdesign-Giugiaro S.p.A, azienda con sede a Moncalieri controllata da maggio 2010 dal Gruppo Volkswagen. Sette generazioni ma sempre Golf «La nuova generazione di Golf è la nuova pagina di una bella storia che si rinnova di modello in modello introducendo, di volta in volta, concetti ed idee in grado di evolvere il prodotto pur senza mai tradirne le origini. Golf dall’origine ad oggi ha beneficiato del lavoro straordinario di una grande Casa automobilistica, che in lei ha sempre creduto molto e che per lei ha sempre lavorato sodo per perfezionarla e renderla straordinaria.» C’è molto oltre al disegno «La nuova Golf è una vettura eccezionale, estremamente armonica e caratterizzata da uno stile favoloso. Basta un’occhiata, però, per capire che c’è molto oltre al disegno. C’è una tecnologia costruttiva avanzatissima, che permette di trasformare in realtà le idee degli stilisti, arrivando addirittura ad esaltarle.» Cosa intende per tecnologia costruttiva? «Faccio un esempio. Lo stampaggio delle lamiere è roba dell’altro mondo, così come la precisione degli assemblaggi. Sono cose che quasi non si vedono in un orologio, figuriamoci in un’auto di grande serie come la Golf. Eppure Golf è così: è un disegno eccezionale eseguito in maniera sopraffina. Una perfetta dimostrazione dell’essenza dell’ingegneria di questa azienda e dell’intelligenza dei tecnici che giorno dopo giorno lavorano per alzare l’asticella.» 21 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb C’è la traccia inconfondibile della Golf «Il bello di questa Golf VII sta nel fatto che, nonostante l’evoluzione stilistica, si intravede sempre la traccia inconfondibile della Golf. Volkswagen ha fatto bene a non cadere nell’errore di fare cose troppo originali, che forse qualcuno si sarebbe aspettato da questa Golf ma che dopo un paio di stagioni sarebbero passate di moda. Golf è qualcosa di diverso e segue una filosofia stilistica e progettuale assolutamente personale. Non potrebbe essere diversa da così.» 22 Era una ragazza, oggi è una bella donna «Quando l’ho disegnata (dal 1972 al 1974) ho fatto una ragazzina ed oggi, a quarant’anni di distanza la ritrovo come una bella donna. Ha fatto un percorso di maturità incredibile svolgendo sempre un ruolo fondamentale nel contesto di un’azienda che anno dopo anno si è affermata nell’olimpo dell’eccellenza. Sono davvero orgoglioso di fare parte di questa azienda.» Come è cambiato il modo di lavorare dal 1970 ad oggi? «I creativi di oggi beneficiano di strumenti eccezionali, come la realtà virtuale e molto altro. Ai miei tempi tutte questi aiuti elettronici non c’erano ed era molto difficile anche il solo pensiero di realizzare velocemente una prospettiva. Di fatto, però, queste tecnologie sono a disposizione di tutte le aziende automobilistiche e quindi penso che fondamentalmente la sfida di oggi sia sostanzialmente la stessa di allora. Come sempre, insomma, contano l’intuizione e la capacità di proporre le idee giuste al momento giusto.» Con la tecnologia si lavora bene «Le nuove tecnologie, come i rendering 3d, hanno comunque permesso di migliorare moltissimo la progettazione ma anche molti altri processi legati alla vettura. Pensiamo solamente alle attività di ideazione del prodotto: oggi è possibile far quasi toccare una vettura agli uomini del marketing prima ancora che venga realizzata fisicamente, risparmiando così tempo prezioso da dedicare all’evoluzione di nuove idee o al perfezionamento di quanto già pensato.» 23 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Walter de Silva: «La Golf si evolve senza ripetersi» di Emiliano Perucca Orfei | Walter de Silva, Responsabile del Design del Gruppo Volkswagen, ci parla della nuova Golf VII e dell’evoluzione del modello dal 1974 ad oggi. Una sinfonia di sette modelli il cui spartito è stato scritto da Giugiaro nel 1974 C ’è molta Italia nello stile della nuova Volkswagen Golf VII e non solo perché la nuova segmento C di Wolfsburg è frutto dell’incessante evoluzione dei concetti 24 firmati nel 1974 da Giugiaro. A mettere la parola definitiva sull’ultima evoluzione del “mito” tedesco, infatti, è stato l’italianissimo Walter de Silva - Responsabile del Design del Gruppo Volkswagen - che nel corso della presentazione stampa internazionale in Costa Smeralda ci ha parlato del passato del presente e del futuro di una delle vetture più celebri e vendute al mondo. E’ un onore disegnare la Golf «Per me il lancio della nuova Golf VII è un momento molto emozionante. Rispetto alla precedente VI, che ho “preso in mano” a progetto ormai ultimato, ho seguito in tutto e per tutto la genesi di questo modello e devo dire di essere estremamente soddisfatto del risultato ottenuto. Disegnare una Golf è una cosa unica ed a differenza di quanto può pensare qualcuno per nulla frustrante. Per me, in simpatica risposta a chi pensa il contrario, sarebbe stato frustrante non averne potuta disegnare almeno una.» Una storia da 29 milioni di vetture «Golf non è una vettura qualsiasi. E’ una vettura mitica, prodotta in 29 milioni di esemplari dal 1974 ad oggi, che ha vissuto tre momenti evolutivi estremamente importanti. Il primo è quello della nascita del primo modello firmato da Giugiaro, di cui sono in circolazione ancora moltissimi esemplari anche di recente costruzione - in Sudafrica la commercializzazione di quel modello si è conclusa di recente - il secondo è quello del debutto di quella che ritengo la massima sintesi dei concetti di Golf, ovvero la quarta generazione firmata Warkuß, ed il terzo è il lancio di questa settima generazone.» Ripetersi...senza ripetersi «La settima generazione è stata pensata attorno ad una piattaforma completamente nuova sfruttando idee e know how frutto di 38 anni di evoluzione. Evoluzione è una parola chiave di questo modello che nella realtà si traduce nello strano ma efficace concetto di ripetersi senza ripetersi. Non e’ una cosa semplice ma alla fin fine è esattamente quello che la rende unica nell’intero panorama automobilistico mondiale.» 25 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Giugiaro ha scritto lo spartito «Golf è un prodotto centrale nella strategia di Volkswagen oltre che un riferimento per tutti i prodotti della gamma che vediamo e vedremo. Giugiaro ha scritto lo spartito e chi l’ha disegnata e la disegnerà è stato e ne sarà l’interprete. Si tratta di una composizione molto raffinata che in quest’ultimo modello abbiamo declinato in un’estetica ed in una coerenza formale di livello assoluto oltre che totalmente coerente con il passato.» La nuova Golf è sportiva «La nuova Golf VII è piu bassa, piu larga, ha il passo piu lungo ed un abitacolo più spazioso. 26 Quando l’abbiamo pensata ci siamo subito concentrati sull’obiettivo progettuale del risparmio di peso. Dovevamo disegnare una Golf che mostrasse inequivocabilmente di pesare 100 kg in meno rispetto alla vecchia e così, giocando sul passo più lungo, abbiamo arretrato l’abitacolo ed introdotto un cofano più lungo, ottenendo un look decisamente più slanciato.» Stile: via la spalla «Scendendo nel dettaglio altri elementi importanti vorrei sottolineare come si sia lavorato per eliminare la spalla. Per farlo ci siamo ispirati alla prima Golf di Giugiaro ed alla 4a serie di Warkuß studiando una sezione trasversale piu’ semplice, interrotta nella sua massima larghezza esterna da uno spigolo che va da passaruota a passaruota, ora studiati per essere i punti più larghi della vettura a tutto vantaggio di una maggior presenza su strada. Al posteriore abbiamo mantenuto il mitico montante Golf ed abbiamo dedicato, come su tutti gli altri modelli del Gruppo, grande attenzione ai gruppi ottici. La targa è incastonata nel pararturti e il portellone è libero. Molto coerente con il resto delle linee quella che arriva dalla fiancata e passa attraverso il logo: si tratta di un elemento che denota inequivocabilmente lo studio all’unisono di ogni componente e la firma di un solo designer. Golf, a differenza di altre vetture, non ha elementi che potrebbero far pensare a firme diverse.» Lamiere di precisione «Sotto il profilo costruttivo non esiste vettura con lamiere trattate con questa precisione. Questo elemento fa parte di un processo di design che non finisce mai e che continuiamo incessantemente con gli uomini della produzione, degli stampi, della lamiere, rimanendo nei target per arrivare alla massima qualità.» Interni: ergonomia prima di tutto «Per quanto concerne gli interni abbiamo affrontato il tema con grande dedizione. Il filo conduttore è stato soprattutto quello dell’ergonomia e per ottenere i migliori risultati abbiamo soddisfatto le esigenze di più di 600 posizioni di guida. Lavorare su questi aspetti è da qualcuno considerato monotono ma alla fin fine la qualità della vita a bordo è un elemento che da sempre distingue questo modello e che da sempre ci vede leader in questo segmento. Vogliamo continuare ad essere leader e abbiamo l’idea e la speranza di aver fatto la miglior auto in questa categoria.» 27 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove C: segmento fondamentale «Golf entra in un segmento che in Italia pesa il 30% delle vendite totali. Le versioni berlina, in questo contesto, sono richieste nel 40% dei casi. Numeri che dimostrano l’ampiezza di un mercato che, rispetto a quello in cui è vissuta la precedente generazione, vanta caratteristiche estremamente differenti. Abbiamo così lavorato per individuare quali fossero le caratteristiche che un cliente cerca oggi in una vettura di questo segmento, scoprendo molti punti in comune con Golf.» Massimo Nordio: «La Volkswagen Golf VII è a misura di italiano» Gli italiani e la Golf «Gli italiani amano spendere bene i loro soldi e Golf, sotto questo punto di vista, offre costi di gestione particolarmente contenuti. Il nuovo modello consuma fino al 23% in meno rispetto alla Golf VI schierando ben due modelli nel range di consumo dei 3 litri/100 km. Un valore sbalorditivo, che solo qualche anno fa celebravamo come futuristico con la Lupo 3l e che oggi è parte di una vettura di due segmenti sopra. Golf, inoltre, mantiene inalterata quella capacità di tenere alto in valore dell’usato oltre che il livello di commerciabilità, tenendo fede alla classica definizione di assegno circolare guadagnato sul campo. Un valore che oggi ha ancora più peso perchè, a parità di versione, la Golf VII ha equipaggiamenti aggiuntivi per 800 euro pur costando meno del modello precedente (si parte da 17.800 euro).» Sicurezza al vertice «Anche la sicurezza è un elemento importante per il pubblico italiano. Con la Golf portiamo avanti il solito concetto di democratizzazione della tecnologia, introducendo sistemi di sicurezza di assoluto rilievo per la categoria. Golf II 2 è stata la prima della categoria a montare l’ABS, Golf III la prima a montare gli airbag mentre con la IV siamo stati i primi a lanciare versioni dotate di ESP. di Emiliano Perucca Orfei | Il Presidente di Volkswagen Group Italia ci parla del lancio della nuova generazione della compatta di Wolfsburg. In listino da 17.800 euro è già ordinabile presso le concessionarie I l lancio della nuova Golf VII è un momento estremamente importante per la Casa di Wolfsburg, anche in Italia dove il nuovo modello entra in concessionaria ad un prezzo addirittura inferiore a quello del modello precedente. Dei contenuti e delle operazioni di marketing che affiancano il lancio della nuova compatta tedesca ne abbiamo parlato con Massimo Nordio, Presidente di Volkswagen Group Italia. 28 La Golf in Italia «Lavorare sulla Golf è sempre un grande onore oltre che una gradita responsabilità. La settima generazione prende il testimone di 2,4 milioni di modelli venduti dal 1974 ad oggi di cui almeno 600.000 ancora circolanti.» 108.000 unità nel 1987 «Mediamente in Italia abbiamo venduto 60.000 Golf all’anno con l’eccezionale picco del 1987 in cui commercializzammo 108.000 unità. Per Volkswagen è dunque un prodotto importantissimo in termini di storia e di numeri ma per noi italiani ha un significato ancor più particolare in quanto è stato sostanzialmente quello che ha fatto scoprire Volkswagen al grande pubblico italiano.» 29 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb Con la VII introduciamo la rilevazione dell’affaticamento, il front assist, il dynamic light assist, il lane assist e molte altre tecnologie tra cui il rilevamento di collisione multipla, che dopo l’attivazione dell’airbag lavora per bloccare la vettura evitando così ulteriori collisioni involontarie.» Grande cura per il dettaglio «Un dettaglio nascosto che mi ha colpito moltissimo della nuova Golf VII riguarda le cuciture delle tappezzerie. 30 Ho guardato bene la nostra realizzazione e quella della concorrenza e vi posso assicurare che l’allineamento dei punti, la distanza costante dal bordo della cucitura stessa ed il passo costante dei punti sono un elemento che non trovano riscontro nemmeno in vetture di segmenti superiori.» Programma Golf-grade «In termini di soluzioni d’acquisto abbiamo voluto rendere il più semplice e facile l’acquisto di un prodotto come Golf. Sull’onda del successo di Up!-grade lanciamo sul Golf il programma Golf-grade che permette di ottenere un finanziamento a tasso 0 per l’acquisto degli optional fino ad un massimo di 5.000 euro. Per quanto riguarda l’acquisto della vettura, invece, proponiamo anche un tasso agevolato al 5%. Anche in termini di assicurazioni contro il furto o contro danneggiamento abbiamo pensato ad una formula che prevede la sostituzione della vettura nel primo, nel secondo e anche nel terzo anno in base alle richieste del cliente. Abbiamo in cantiere anche altre soluzioni ma ne parleremo tra qualche settimana.» Da 17.800 euro «Le motorizzazioni disponibili al lancio sono tre benzina, di cui due 1.4, e due diesel. Gli allestimenti sono come al solito tre ed il preferito dal pubblico sarà quasi certamente il confortline, alla stregua di quanto avveniva in passato. Il listino apre da 17.800 euro della trendiline base, 100 euro in meno della golf 6 di pari allestimento, per arrivare a 26.300 euro highline con motore diesel da 150 cv. Il cambio a doppia frizione dsg per le motorizzazioni che lo prevedono costa 1.900 euro. Gli ordini partono dal 3 ottobre mentre il lancio commerciale è previsto per il 4 novembre. Le prime vetture, in ogni caso, entreranno in concessionaria da metà ottobre.» 31 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Albert Meltzow: «La Golf VII fuori è rimasta compatta ma dentro è più spaziosa» di Emiliano Perucca Orfei | Abbiamo parlato con Albert Meltzow, Head of Golf Project Management, che ha rivelato com’è stato possibile migliorare l’abitabilità interna della nuova Volkswagen Golf VII D urante la presentazione ufficiale della Volkswagen Golf VII abbiamo avuto modo di parlare con Andreas Birkigt, che si è occupato di tutti gli aspetti legati all’Engine Development spiegandoci tutte le novità delle motorizzazioni e con Uwe Lübben, che ha lavorato come Body Engineer 32 rivelandoci le soluzioni tecniche che hanno consentito di risparmiare fino a 100 Kg di peso sulla nuova segmento C di Wolfsburg. Con Albert Meltzow invece, Head of Golf Project Management, abbiamo parlato delle grandi doti chela Golf di nuova generazione promette di garantire in termini di ergonomia e del maggiore spazio a bordo che gli ingegneri sono riusciti a ricavare in fase di progettazione. Un abitacolo più generoso «La Golf VII è la prima vettura del Gruppo Volkswagen che nasce sul pianale modulare MQB, che ha permesso di lavorare molto sugli spazi interni, cresciuti notevolmente rispetto al modello precedente. La nuova Golf è più lunga di 56 mm, di cui 14 mm sono andati direttamente a favore dell’abitacolo. Il volume del bagagliaio è stato incrementato nella capienza di 30 litri raggiungendo una capacità di 380 litri. Lo sbalzo anteriore è stato accresciuto di 30 mm a tutto vantaggio della sicurezza in caso di urto frontale, mentre i 14 mm di spazio interno vanno a favorire gli occupanti, in particolare i passeggeri posteriori che ora possono godere di maggiore spazio per le ginocchia.» «Il veicolo è più largo solo di 13 mm, quindi esternamente la nuova Golf continua ad vere dimensioni compatte come il modello precedente, mentre all’interno può garantire misure nettamente superiori rispetto al passato. La larghezza nella zona spalle anteriore e posteriore è stata allargata di 31 mm e la larghezza in zona gomiti può contare ora su 22 mm in più. L’altezza è stata ridotta di 28 mm e il cofano ora rivela una conformazione più filante, mentre anche grazie alle ruote anteriori spostate maggiormente in avanti, abbiamo ottenuto un miglior rapporto delle proporzioni complessive.» Un’aerodinamica perfezionata «Il sedile di guida è stato abbassato di 12 mm così che anche i clienti più alti non debbano avere alcuna limitazione per quanto riguarda la spazio per la testa. La riduzione dell’altezza della nuova Golf è andata naturalmente a favorire l’aerodinamica, tanto che ora il coefficiente di resistenza Cx è migliorato del 10%, a tutto vantaggio dei consumi di carburante. Le migliori doti aerodinamiche permettono di risparmiare nel ciclo di omologazione 0,5 g /Km di CO2.» «Per quanto riguarda l’ottimizzazione dell’ergonomia 33 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb sono stati presi in considerazione oltre 600 parametri, non solo per offrire ai passeggeri di tutte le taglie lo stesso grado di comfort a bordo, ma anche per garantire a tutti, anche a chi non è mai stato a bordo di una vettura Volkswagen, la possibilità di interfacciarsi facilmente ed in maniera intuitiva con tutti i comandi della vettura. Per questo abbiamo anche tentato di migliorare la configurazione del posto di guida, che ora è più driver-oriented, mentre il sedile anteriore può vantare anche il 34 supporto lombare regolabile in quattro posizioni con funzione di massaggio. È possibile regolare inoltre anche la lunghezza del cuscino di seduta, una particolarità generalmente riservata a vetture di classe superiore.» Soluzioni intelligenti a favore della versatilità «Anche per quanto riguarda il bagagliaio i progettisti hanno studiato una serie di nuove soluzioni con l’obiettivo di offrire ai clienti della nuova Golf maggiore versatilità. La soglia del vano è stata abbassata di 17 mm per agevolare il carico di oggetti pesanti, mentre la larghezza del bagaglio è stata incrementata fino a raggiungere un valore complessivo superiore ad un metro, per la precisione pari a 1.023 mm, un risultato che consente peraltro di caricare comodamente due sacche da Golf... La capacità del bagagliaio, cresciuta di 30 litri, arriva a raggiungere i 380 litri, mentre abbattendo gli schienali del divanetto posteriore si ottiene una superficie di carico piatta e priva di dislivelli. La cappelliera può essere alloggiata sotto il pianale di carico del bagagliaio, una soluzione studiata per agevolare il carico degli oggetti più ingombranti. Un’altra soluzione intelligente è rappresentata dall’alloggiamento del triangolo di emergenza che ora è collocato nel pannello di rivestimento del portellone, ed è quindi facilmente utilizzabile anche quando il veicolo è caricato al massimo.» 35 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove veicoli. La nuova Golf è diventata oggi molto più leggera, ma nonostante questo è più sicura, più grande e confortevole, e sa offrire al tempo stesso maggiore rigidità complessiva e un migliore isolamento acustico. Possiamo dire che i nostri sforzi nello sviluppo della costruzione leggera sono stati ripagati dal momento che il peso della Golf di nuova generazione è stato ridotto fino a 100 Kg rispetto al passato.» Uwe Lübben: «La nuova Golf è più grande e sicura, ma anche più leggera» di Emiliano Perucca Orfei | Uwe Lübben, che si è occupato di tutti gli aspetti legati al Body Engineering, ci ha spiegato com’è stato possibile risparmiare fino a 100 Kg di peso sulla Volkswagen Golf di nuova generazione U na serie di affinamenti tecnici hanno consentito di risparimiare fino a 100 Kg di peso sulla nuova Volkswagen Golf VII, a tutto vantaggio non solo del piacere di guida ma anche del contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti. In occasione della presentazione della 36 nuova segmento C tedesca, Uwe Lübben, che si è occupato di tutti gli aspetti legati al Body Engineering della Golf di nuova generazione, ci ha spiegato le soluzioni concepite in fase di progettazione che hanno permesso di ottenere un simile risultato. Obiettivo: ridurre consumi ed emissioni «Innanzitutto occorre spiegare perché Volkswagen ha destinato così tante energie nella strategia di riduzione del peso della nuova Golf. Ridurre i consumi di carburante, che significa ridurre le emissioni inquinanti, è l’obiettivo principale nello sviluppo dei nostri Ora il 1.4 TSI pesa 40 Kg in meno «Per quanto riguarda motori siamo riusciti a ridurre maggiormente il peso sull’unità 1.4 TSI, che pesa 40 Kg in meno rispetto alla generazione precedente. Questo è stato possibile grazie al largo utilizzo di alluminio che è andato a sostituire la ghisa grigia. Abbiamo risparmiato peso utilizzando anche nuove bielle ed un nuovo albero motore. Il nuovo telaio della Golf contribuisce a ridurre il peso di 26 Kg. L’avantreno per esempio si distingue per una particolare geometria dei supporti oscillanti, che sono stati ottimizzati permettendo di risparmiare 3,4 Kg di peso. Anche il retrotreno multi-link ha consentito di alleggerire la struttura di 4 Kg. La parte elettrica è stata ottimizzata contribuendo a contenere la massa complessiva della vettura di altri 6 Kg, mentre 0,8 Kg sono stata risparmiati grazie all’utilizzo di motori elettrici per gli alzacristalli più compatti e 3 Kg affinando i sistemi elettronici di infotainment. Il climatizzatore ora pesa 2,7 Kg in meno del passato, ma nonostante questo è più compatto e potente.» Acciai di alta qualità consentono di ridurre gli spessori e quindi il peso «Per quanto riguarda la carrozzeria ci siamo serviti di acciai di alta qualità che hanno consentito di ridurre gli spessori e conseguentemente il peso. La riduzione di peso della carrozzeria è stata possibile senza l’uso di materiali sofisticati e costosi come l’alluminio o il magnesio. Abbiamo applicato tre strategie per la realizzazione della struttura leggera in acciaio. Per prima cosa utilizziamo acciai ultra-resistenti e acciai lavorati con lo stampaggio a caldo. Inoltre prestiamo particolare attenzione ad utilizzare solo il materiale strettamente necessario per realizzare una determinata struttura e infine la geometria dei profili delle superfici è stata ottimizzata intensamente. Siccome in passato non si possedeva ancora il sufficiente know-how sugli acciai ad alta resistenza e sugli acciai lavorati con stampaggio a caldo, sulla Golf VI solo il 6% della struttura era realizzata servendosi di questi materiali. La nuova Golf VII invece può vantare il 9% della struttura della carrozzeria realizzata mediante acciai ad alta resistenza e il 28% realizzato mediante acciai stampati a caldo.» Una lavorazione ultratecnologica degli acciai «Gli acciai lavorati a caldo prevedono che la lamiera sia fatta diventare rovente e che poi venga immessa nello stampo. In un secondo momento viene raffreddata di colpo e questa operazione crea una tempra che conferisce al materiale una resistenza sei volte maggiore rispetto all’acciaio convenzionale. Per contenere il peso utilizziamo, oltre allo stampaggio dell’acciaio a caldo, anche un processo di produzione che consente di ottenere lamiere con spessori differenziati che variano da meno di un millimetro fino a due millimetri. Questo permette di avere per ogni componente una lamiera dello spessore adatto a sostenere la sollecitazione locale richiesta. L’utilizzo di queste lamiere dallo spessore differenziato, utilizzate per esempio sul montante centrale, ha consentito di risparmiare 4 Kg di peso. La costruzione leggera in acciaio ha consentito di costruire una carrozzeria che pesa meno di 250 Kg. Pur essendo cresciuta nella dimensioni e pur offrendo maggiori dotazioni di bordo, anche in termini di sicurezza, la nuova Golf si allinea perfettamente ai livelli di peso della Golf IV.» 37 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Andreas Birkigt: «I motori della Golf VII sono profondamente cambiati» di Emiliano Perucca Orfei | Andreas Birkigt, che si occupa dell’Engine Development per la Casa di Wolfsburg, ci ha parlato dei consistenti aggiornamenti tecnici a cui sono stati sottoposti i motori della nuova Volkswagen Golf VII I n occasione della presentazione ufficiale della Volkswagen Golf VII abbiamo avuto modo di approfondire alcuni aspetti tecnici legati alla gamma motorizzazioni prevista per la nuova 38 segmento C di Wolfsburg, che è stata sottoposta ad un consistente aggiornamento, volto principalmente a migliorare l’efficienza in fase di esercizio, per contenere il più possibile consumi ed emissioni. Delle numerose novità introdotte sui propulsori della Golf di nuova generazione ne abbiamo parlato con Andreas Birkigt, che si è occupato in prima persona dell’Engine Development, mettendo a punto una serie di migliorie tecniche nel tentativo di ottenere propulsori sempre più puliti e prestazionali. Nuovi motori più leggeri, più efficienti e più semplici da montare «La gamma motorizzazioni riservata alla nuova Volkswagen Golf VII è stata profondamente rivista a livello tecnico. Per quanto riguarda lo sviluppo dei propulsori riservato alla nuova Golf ci siamo concentrati su determinati target: da un lato volevamo ridurre non solo le emissioni e i consumi, ma anche il peso dei propulsori, dall’altro volevamo sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’estrema versatilità del nuovo ed innovativo pianale modulare MQB. Ecco alcuni esempi che permettono di comprendere i vantaggi offerti dall’utilizzo del pianale MQB. Sulla Golf VI erano previste due posizioni di montaggio per i motori: da un lato quella riservata alle unità a benzina EA111, che venivano rivolte verso la direzione di marcia. Le posizioni di montaggio degli altri motori invece avvenivano al contrario. Ora invece sulla Golf VII, grazie alla nuova piattaforma MQB, siamo riusciti ad unificare la posizione di montaggio a tutti i motori, semplificando di gran lunga le operazioni di montaggio e contenendo quindi i costi.» Il motore a benzina pesa 40 Kg in meno «Attualmente la gamma propulsori della Golf include un turbo benzina da 1.2 litri TSI da 105 CV e dal più brillante 1.4 TSI nelle versioni da 122 e da 140 CV. Per quanto riguarda i turbo diesel offriamo la nuova Golf in abbinamento al motore da 1.6 litri TDI da 105 CV e all’unità da 2.0 litri TDI da 150 CV. Per la costruzione dei nuovi motori turbo benzina TSI della famiglia EA211 abbiamo studiato una serie di tecnologie ex-novo, come il nuovo sistema di comando valvole, la tecnologia di disattivazione 39 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Aggiornati anche i turbo diesel «Anche i motori diesel A288 sono stati oggetto di un upgrade tecnico considerevole. Anche qui troviamo il nuovo sistema di comando valvole e il collettore di aspirazione con intercooler integrato proprio come accade sui benzina. Per cercare di rendere più efficienti i motori turbodiesel abbiamo rivisto completamente la gestione termica, che ora prevede tre circuiti di raffreddamento. Questo ci permette di portare in temperatura il motore molto più velocemente che in passato e quindi di tagliare i consumi di carburante. Grazie ad una lunga serie di innovazioni i perfezionamenti tecnici siamo quindi riusciti a tagliare le emissioni di CO2 dei motori a benzina fino al 20% e fino al 40% sui diesel. Per quanto riguarda il futuro possiamo già dire oggi che il programma motori prevede il 2.0 litri della versione GTI, anticipata in versione concept al Salone di Parigi, ma arriveranno anche motori di cilindrata inferiore, assecondando in questo modo la strategia del downsizing.» parziale dei cilindri ACT (Active Cylinder Technology) e il collettore di aspirazione con intercooler incorporato, derivato direttamente dai motori diesel. Per quanto riguarda il contenimento del peso dei motori a benzina EA211 possiamo dire che il basamento presenta un peso ridotto del 45% rispetto al passato, grazie all’utilizzo dell’alluminio al posto della più tradizionale ghisa grigia. L’albero motore presenta un peso ridotto del 20% e le bielle addirittura del 30%. Anche per merito di queste migliorie il 40 motore a benzina della nuova Golf ha permesso di risparmiare 40 Kg di peso rispetto al passato. Un’altra particolarità dei motori della famiglia EA211 è rappresentata dal collettore di scarico incorporato nella testata dei cilindri in modo tale che venga lambito anche dall’acqua del sistema di raffreddamento. Questo permette di far entrare in temperatura il motore più velocemente e quindi di contenere i consumi di carburante.» Contenere i consumi con grazie all’Active Cylinder Technology «Una delle novità più evidenti è però sicuramente rappresentata dal sistema di gestione attiva dei cilindri ACT. Questa tecnologia, in grado di disattivare temporaneamente due dei quattro cilindri disponibili, consente di ridurre i consumi di circa 0,5 l ogni 100 Km. Quando il funzionamento invece avviene sfruttando tutti e quattro i cilindri ci siamo concentrati sul miglioramento delle prestazioni, tanto che grazie ad una serie di accorgimenti tecnici siamo riusciti ad aumentare i valori di coppia erogati del 25%.» 41 PROVA SU STRADA Nuova Renault Clio Nuovo look e tanta tecnologia di Alfonso Rago | Nasce con l’obiettivo di diventare il riferimento per le auto del segmento B la nuova Renault Clio, che viene proposta a partire da 13.500 euro. 42 43 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Q uattro vetture allineate, un solo colpo d’occhio per comprendere quale evoluzione di stile e contenuti tecnici sia alla base della saga della Renault Clio (di cui il nuovo mo dello viene proposto a partire da 13.500 euro), modello che dalla prima versione del 1990 arriva oggi alla quarta. E come spesso accade, i pronipoti con gli antenati ormai hanno in comune solo il nome: nella foto di famiglia, sono i giovani scapigliati, innovatori ed anticonformisti. Il paragone con il resto del parentame è nettamente a loro favore. Beati i giovani, in tutti i sensi. D’altro canto, questa Clio è la prima pietra del nuovo corso Renault, che punta chiaramente a portare il marchio verso una dimensione caratterizzata da un’attenzione spasmodica al luxury, anche nel caso delle city car. Renault prossima espressione del lusso? L’ambizione sembra questa, cercando di mediare tra la passione espressione dello spirito latino e la funzionalità assoluta perseguita dal calvinismo di stampo mitteleuropeo. Anima sportiva La nuova Clio è stata presentata alla stampa internazionale in Toscana, su un percorso nervoso e suggestivo dell’entroterra chiantigiano, affiancato da rapidi trasferimenti su arterie a scorrimento veloce. Un banco di prova voluto da Renault per sottolineare la vocazione non solo urban della nuova vettura. In un segmento agguerrito come quello B, dove certo non mancano competitor importanti, Clio vuole percorrere inesplorati sentieri, ad iniziare dall’estetica e dalla scelta di essere solo cinque porte: uno stile inedito, abbinato a nuovi motori e con la ciliegina sulla torta rappresentata da una presenza hi-tech ai massimi livelli, per portare il livello di infotainment all’interno della vettura a standard di modelli Sempre più bella A chi dare oggi lo scettro di miss segmento B? Sul trono si sono alternate in passato la Peugeot 206 e poi la Ford Fiesta; il titolo torna in Francia, perché davvero la Clio porta l’asticella un gradino più in alto delle rivali. Rispetto alla terza serie, le modifiche apportate dal centro stile capitanato da Laurens van den Acker sono vincenti: il frontale riprende le proposte racchiuse nel concept DeZir con grandi gruppi ottici, luci diurne a led e il grande logo con la losanga nel mezzo; la fiancata è muscolosa, con le maniglie posteriori annegate nei montanti, mentre il posteriore completa il quadro in maniera sobria ma sempre caratteristica. Più lunga ed abitabile Più lunga di 35 mm rispetto al modello precedente, più larga nelle 44 carreggiate di 34 mm e 36 mm, ribassata di 47 mm, con un parabrezza inclinato e uno studio teso a ridurre in maniera significativa la luce dei passaruota, la Clio quarta serie si fa piacere dal primo sguardo e coinvolge emotivamente il pilota ancor prima che questi si accomodi all’interno. La sagoma della vettura s’avvicina così a quella di una coupé, complice anche la buona mimetizzazione delle porte posteriori, con la maniglia nascosta nel montante 45 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Le finiture mostrano alti e bassi: bella la fascia frontale, disponibile anche in tinte sgargianti coordinate con la carrozzeria, ma appaiono non allineati al livello della vettura la scelta di alcune plastiche ed i pannelli degli sportelli posteriori, con manovelle per l’apertura dei finestrini i vetri dall’aria che sembrano un richiamo a tempi passati. La zona di coda comprende il lunotto dalla ridotta superficie vetrata (ingeneroso il paragone con la Clio prima serie), mentre il bagagliaio da 300 litri, pur con soglia di carico innalzata per motivi di stile, cresce di 12 litri rispetto al precedente modello. Diesel o benzina? La nuova Clio è stabile, agile tra le curve, sincera e perdona molto, senza avere quel rollio accentuato, definito alla francese, delle serie precedenti. Nelle salite però, la scelta di un cambio a 5 marce con l’ultimo rapporto pensato per limitare i consumi, obbliga a smanettare con la leva per ritrovare brio, nonostante la coppia di 135 Nm sia disponibile a partire da 2.500 giri grazie al turbocompressore. Inoltre, quando si sfrutta la zona alta del contagiri, il Tce alza la voce, ritornando poi ad essere assolutamente silenzioso ad andatura costante. posteriore. Clio 2013 segna una svolta epocale dal punto di vista del look: abbandono definitivo degli spigoli ed adesione convinta a forme morbide e sensuali, ovvia apertura ad un pubblico più giovane e sportivo rispetto al passato. La tendenza al downsizing delle motorizzazioni si abbina ovviamente ad una maniacale ricerca di alleggerimento della struttura: compito affidato agli ingegner, capaci di portare la Clio 2013 a perdere sulla bilancia un quintale rispetto al modello che rimpiazza. Interni: stazione mobile La 46 rivoluzione si spinge Osservato speciale, il tre cilindri Come anticipato, oltre che nell’estetica, Clio propone importanti primizie sul fronte della meccanica: esordisce il nuovo tre cilindri 900 sovralimentato sulla la versione TCe 90, dotata appunto di 90 CV e coppia di 135 Nm. Questo motore porta la Clio a scattare da 0 a 100 in 12,2 secondi e toccare i 182 km/h, con un consumo dichiarato di 4,5 litri ogni 100 km, con basse emissioni, par a soli 105 g/km di Co2 La stessa potenza è erogata dall’ultimo aggiornamento del turbodiesel 1.500 dCi, che, grazie ad una coppia di 220 Nm, ha prestazioni più vivaci e consumi nell’abitacolo, frutto della matita italiana di Matteo Piguzzi. L’elemento più importante è il pannello centrale, che ricorda un tablet, una soluzione di grande effetto: schermo da 7 pollici che ospita lo smart nav (presente dall’allestimento Live) che annovera navigatore, sistema bluetooth, radio e presa USB, in posizione comoda; più avanti sarà disponibile anche il dispositivo R-Link, che consentirà collegamento ad internet, lettura vocale delle e-mail ed aiuterà il pilota ad una guida più ecologica, fornendo indicazioni elaborate sulla base di informazioni provenienti da diversi sensori sparsi per la vettura. La strumentazione propone un disegno moderno, con il dispay digitale a fare da trait d’union tra due indicatori analogici. Alla fine questi elementi catturano l’attenzione e nobilitano la vista d’insieme, facendo passare in secondo piano l’aspetto spoglio del resto della plancia. L’accessibilità alla zona posteriore è discreta, ma scegliete un’altra vettura per dare un passaggio ai compagni della squadra di basket di vostro figlio: per i più alti i centimetri a disposizione sono appena sufficienti. Il posto di guida vanta - a detta dei tecnici francesi - un record: è quello con la regolazione in altezza del sedile più ampia della categoria, 70 mm. Questioni di millimetri, certo, ma significa che la francesina calza bene ai piloti di tutte le taglie ed il feeling con la zona di guida è immediato. 47 48 49 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove ovviamente una maggiore corposità ai regimi medio-bassi, con una risposta più pronta alla sollecitazione del piede destro nelle accelerazioni più decise. Il peso maggiore di questo propulsore (pari a circa 60 kg rispetto al benzina) non provoca fenomeni indesiderati all’avantreno che non siano facilmente controllabili con una maggiore attenzione alla tendenza ad allargare le traiettorie. In linea con l’esigenze di guida quotidiana anche in città, il 1.5 diesel da 90 CV, è un motore onesto, che non vanta record in allungo, ma è a suo agio in città e in autostrada, dove, a differenza del 3 cilindri, consente un ridotto uso del cambio grazie alla migliore disponibilità di coppia in basso. Le prestazioni sono di fatto omologate con quelle del 3 cilindri a benzina, e soprattutto ci è sembrato poco assetato. Al punto di far sembrare meno fantasiosa che in passato l’indicazione presente in cartella stampa di un consumo medio di soli 3,4 l/100 km. “ Carreggiate più larghe per una maggior tenuta di strada Sul misto, Clio evidenzia tutti i vantaggi derivanti dalla scelta di carreggiate più larghe, passo allungato e baricentro abbassato, inferiori (11,7 secondi, 178 km/h e 3,4 l/100 km). Dello stesso motore esistono una variante sempre da 90 CV più virtuosa (3,2 l/100 km) e una da 75 CV (200 Nm, 14,3 secondi, 168 km/h e 3,6 l/100 km). A completare per il momento il quadro, c’è un 1.200 a benzina aspirato, capace a sua volta di 75 cv, che fa da entry level della gamma (107 Nm, 15,4 secondi, 167 km/h e 5,5 l/100 km). Su strada: come vanno Il primo ad essere saggiato è stato il piccolo 900 a benzina: il tre cilindri sovralimentato, chiamato a non far rimpiangere troppo le prestazioni di propulsori di maggiore cubature su percorsi molto guidati, sfrutta senza risparmio l’energia messa a disposizione dalla turbina, che inizia a lavorare piuttosto presto; grazie poi all’attento studio della fluidodinamica, l’erogazione della potenza è fluida come poche fin dai regimi più bassi, al punto che - complice anche una silenziosità di funzionamento davvero sorprendente - sembra di essere alla guida di un motore aspirato. Il range d’uso migliore è compreso tra i 2.500 ed i 5.000 giri, quando la coppia disponibile si può dosare a piacimento senza arrivare al punto di picco oltre il quale il motore perde un po’ d’efficienza e smalto, imponendo il passaggio ad un rapporto diverso. Identico nella potenza rispetto al motore a benzina, il turbodiesel 1.500 mostra 50 esibendo un deciso salto di qualità dal punto di vista del comportamento, innalzando il limite di tenuta e consentendo una guida tonda e precisa. Tra i punti di forza, lo sterzo ad assistenza elettrica, molto diretto e che assicura un preciso rispetto delle traiettorie imposte dal pilota, le sospensioni ad assetto rigido quanto basta per reazioni di qualità senza atteggiamenti di eccessivo relax e l’elevato comfort di bordo, grazie a livelli sonori davvero contenuti. La sensazione finale è che Clio, per le sue caratteristiche, possa ospitare motori più potenti di quelli provati senza doversi per questo Sul misto, Clio evidenzia tutti i vantaggi derivanti dalla scelta di carreggiate più larghe, passo allungato e baricentro abbassato 51 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove attendersi un comportamento meno brillante. L’impianto frenante, consono al livello generale della vettura, ha mostrato - con un leggero sospiro al richiamo del pedale - una certa fatica solo dopo un uso davvero gravoso, alla fine di un impegnativo percorso in discesa con tornanti secchi e pendenze di grande entità. Ma al ritorno su strada “normale”, il fenomeno è subito scomparso, senza provocare allungamenti degli spazi d’arresto. Il listino Disponibile in due motorizzazioni benzina, il 1.2 16V a 4 52 cilindri da 75 CV ed il 1.0 Tce da 90 CV, e due diesel, il 1.5 dCi da 75 CV e 90 CV, Clio ha prezzi dai 13.500 euro della versione 1.2 75 Wave fino ai 17.500 della 1.5 dCi 90 Energy. La 1.0 Tce da 90 CV, in allestimento Energy, costa 15.850 euro. I lettori di maggiore esperienza avranno intuito che si tratta in pratica degli stessi prezzi della Clio terza serie: una scelta di marketing che può diventare decisiva all’atto della scelta, che si abbina ad altri plus come l’adozione della catena di distribuzione garantita a vita, per ridurre ancor di più i costi di manutenzione. La dotazione di serie, a partire dalla versione base Wawe, il clima manuale, l’assistenza alle partenze in salita, ESP, chiusura centralizzata e volante regolabile in altezza e profondità. La versione Live rappresenta il cuore della gamma, proponendo un allestimento davvero completo ed in grado di soddisfare anche i più esigenti: sistema Smart Nav, con navigatore satellitare, touchscreen da 7”, radio Mp3, prese Usb e Aux e kit Bluetooth integrati; sono di serie i fendinebbia e il sedile del guidatore regolabile in altezza. Qualcuno potrebbe pretendere di più? Certo, ma in questo caso nessun problema; al top di gamma, ecco la Energy: cerchi da 16”, chiave elettronica con più funzioni, 53 54 55 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove sistema Start/Stop e dettagli di arredi che danno all’abitacolo un tocco più raffinato. All’inizio del 2013 l’offerta si amplierà poi con l’arrivo di un 1.200 turbo da 120 CV destinato alla versione sportiva RS e la station wagon, vista a Parigi. BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Nuova Renault Clio Clio ad personam Sfoglia i cataloghi in PDF Brochure | Euro NCAP Configuratore Vai al configuratore della Casa » Test Drive Prenota Test Drive sul sito della Casa » Store Online Visualizza » Finanziamenti Scopri i finanziamenti della Casa » Quella delle personalizzazioni è un’altra freccia all’arco di Clio: opportunità quasi infinite, per fornire ad ogni cliente davvero la possibilità di cucirsi addosso la vettura come la sogna. Ogni venditore della rete Renault sarà dotato di un iPad per costruire la Clio su misura, combinando la scelta tra le colorazioni esterne, le diverse finiture interne, le soluzioni cromatiche per i dettagli della carrozzeria. L’ordine viene poi gestito direttamente dalla fabbrica Renault e l’auto arriva dal concessionario proprio come il cliente l’ha voluta. I primi responsi sul gradimento della nuova Clio sono molto incoraggianti: si parla di circa 3.000 preordini in Italia ancor prima del lancio ufficiale, mentre una spinta decisa agli ordini è ovviamente attesa dopo il week end di presentazione al pubblico, previsto per il prossimo 20 e 21 ottobre. 56 Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 57 58 59 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Nuova Renault Clio: pensata per l’Italia di Alfonso Rago | Renault affila le armi per il 2013 proponendo la nuova Clio. Abbiamo intervistato Marco Gianfelice, Press Executive di Renault Italia, per capirne i principali punti di interesse I n una splendida piazzetta di un borgo medievale di Toscana, affacciata sul dolce panorama del Chianti, ci aspettano quattro Renault Clio: un pezzo di storia dell’auto, dalla prima versione del 1990 alla neonata del 2012, passando per la prima importante rivisitazione del 1998 e quella più 60 recente del 2005. Un percorso preciso, che a cadenza settennale riaggiorna e definisce nuovi standard di un prodotto finora venduto in oltre 12 milioni di unità in tutto il mondo. Proprio all’ombra della chiesa storica di Volpaia abbiamo intercettato Marco Gianfelice, Press Executive di Renault Italia, chiedendogli un rapido identikit della vettura protagonista del lancio alla stampa internazionale «Questa è prima auto frutto del nuovo design Renault, affidato all’estro di Laurens Van Den Acker e richiama le linee esibite dalla concept DeZir, presentata a Parigi nel 2010. La nuova Clio è una vettura giovane, sportiva, ricca di tutte le più recenti applicazioni tecnologiche. Tutte caratteristiche che sembrano cucite a mano per il pubblico italiano.» Riassumi in tre punti le qualità di Clio... «Design, innovazione, personalizzazioni: ed ognuno racchiude elementi da menzionare. Per il primo punto, Clio si riconosce per la grande losanga cromata con logo Renault, per la linea da coupé che maschera le cinque porte, le frecce integrate nei retrovisori; ma all’interno troviamo altre meraviglie, con la connettività garantita da un sistema di navigazione con touchscreen da 7”, che integra tutti i servizi, ulteriormente implementabile con il sistema R-Link, tablet con comandi al volante, riconoscimento vocale, navigazione TomTom live, musica e telefono. Infine, Clio sarà personalizzabile da ogni cliente: all’acquisto, con l’iPad in dotazione alla rete vendita sarà possibile “creare” la propria Clio scegliendo tra migliaia di combinazioni di carrozzeria, interni, dettagli tecnici. E dalla linea di montaggio, uscirà la vettura così come il cliente l’ha sognata e voluta.» Un breve cenno alle motorizzazioni: quali sono le prime disponibili? «Per garantire consumi ridotti, Clio proporrà motorizzazioni benzina e diesel migliorate e porta al debutto i nuovi propulsori Energy, il benzina TCe 90, primo tre cilindri prodotto da Renault, ed il dCi 90, entrambi dotati di tecnologia Stop&Start. Propulsori modernissimi, efficienti, che malgrado il downsizing riescono ad 61 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove essere più contenuti nei consumi e nelle emissioni inquinanti senza penalizzare il livello di potenza.» Versioni, dotazioni, listino... «Sono tre i livelli di previsti: Wave, Live, Energy. Il primo, disponibile con il propulsore 1.2 benzina da 75 cv e con il 1.5 dCi da 75 Cv, propone di serie ESP, airbag frontali e laterali, torace e testa, alzacristalli anteriori 62 elettrici, climatizzatore manuale, Cruise Control, fari diurni a led e volante regolabile in altezza e profondità. La versione Live, con le stesse motorizzazioni, rispetto alla prima ha anche Smart Nav, il navigatore con schermo touch screen 7’’, radio e lettore MP3, accesso USB, Bluetooth e comandi al volante, sistema Renault Bass Reflex, fari fendinebbia e sedile conducente regolabile in altezza. Il top di gamma infine è il livello Energy, equipaggiato con i propulsori Energy: questo allestimento propone di serie l’Easy Access System II, il volante e pomello del cambio in pelle e cerchi Flexwheel 16’’ ed abitacolo ancora più rifinito. I prezzi partono da un minimo di 13.500 euro per la Clio Wave a benzina, mentre per quella con motore diesel ne occorrono 15.150 euro. La Live benzina è in listino a 14.600 euro che diventano 16.250 euro per la versione a gasolio. Infine, per la Energy infine si parte da 15.850 euro per la versione benzina e si arriva a 17.500 euro per la diesel. Aderendo poi al programma Renault Way, sarà possibile avere la Clio in garage con soli 199 euro al mese». Ultima curiosità: cosa vi attendete da Clio? «Il segmento B è molto competitivo: ce la vediamo, giusto per citare alcuni rivali, con Opel Corsa, Volkwagen Polo, Peugeot 208, Ford Fiesta. Davvero una bella sfida. Ma ci confortano le oltre 1.300.000 unità vendute finora e l’ottima accoglienza da parte della rete vendita. In portafoglio abbiamo oltre 3.000 prenotazioni e ci aspettiamo un’impennata delle richieste in coincidenza con il lancio ufficiale, previsto in Italia per il 20 ed il 21 ottobre». 63 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove hatchback, contribuiscono a conferire un tocco di sportività anche al modello station wagon. L’abitacolo si presenta sostanzialmente identico a quello della cinque porte, ma la versione station si distingue per una capacità di carico pari a 430 litri, un valore superiore di 130 litri rispetto a quello relativo alla cinque porte. La Clio station wagon verrà offerta in abbinamento ad una vasta scelta di motorizzazioni alimentate sia a benzina che a gasolio. Fra tutte quelle disponibili spicca il nuovo motore da 0.9 litri tre cilindri turbo benzina TCe in grado di erogare 90 CV e 135 Nm di coppia. Secondo la Casa questa unità permette di far registrare un livello di consumo pari a 4,3 l /100 Km, con emissioni di CO2 che non superano i 99 g/Km. Naturalmente anche la Clio station wagon può essere equipaggiata con il collaudato propulsore turbo diesel da 1.5 litri dCi capace di sviluppare 90 CV e 220 Nm di coppia. Secondo il costruttore con questa unità la Clio station è in grado di percorrere 100 Km consumando solo 3,2 l di gasolio, con emissioni di CO2 contenute entro la soglia degli 83 g/Km. Chi desiderasse prestazioni più brillanti invece potrà comunque scegliere il turbo benzina TCe da 1.2 litri in grado di erogare 120 CV e 190 Nm, che sarà disponibile a partire dal prossimo anno. Al momento il costruttore non ha comunicato i tempi di commercializzazione ed i prezzi riservati al mercato italiano. Nuova Renault Clio: a Parigi anche la station wagon Nello stand della Casa francese al Paris Expo debutta anche la nuova Renault Clio station wagon, che non rinuncia al carattere dinamico e sportivo della hatchback, offrendo al tempo stesso maggiore capacità di carico I n occasione del Salone dell’Auto di Parigi, quest’anno in programma fino al prossimo 14 ottobre, la Casa della Losanga ha presentato la nuova gamma Renault Clio. Nello stand del costruttore d’Oltralpe infatti, a fianco del già noto modello a cinque 64 porte, vengono mostrate al pubblico anche la versione sportiva RS da 200 CV e la variante di carrozzeria station wagon. La nuova Renault Clio station wagon rivela un design completamente diverso rispetto a quello che caratterizzava il modello di precedente generazione. Ispirata all’affascinante concept car DeZir e realizzata secondo i dettami del nuovo linguaggio stilistico della Casa, la vettura appare complessivamente più dinamica e filante rispetto al passato, mentre alcuni dettagli, come le maniglie posteriori integrate nel montante C, allo stesso modo di quanto avviene sulla 65 PROVA SU STRADA Kia Cee’d Sportswagon Spazio, design e tecnologia di Emiliano Perucca Orfei | Sarà la best seller della gamma Cee’d ed a breve sarà disponibile anche a GPL. In listino da 14.700 euro arriva in concessionaria forte di uno stile personale e tanta tecnologia come fiore all’occhiello 66 67 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove modello vanta un valore di passo identico al passato (2.650 mm) pur essendo più lunga di 195 mm (4.505), più alta di 15 mm (1.485) mentre la larghezza è rimasta fissa a 1.780 mm. Bagagliaio da 528 litri L ’arrivo della nuova Kia Cee’d SportsWagon rappresenta il secondo importante capitolo nella strategia di lancio della seconda generazione della compatta coreana nel Vecchio continente. Un terzo capitolo, che presto inizierà in altri Paesi per poi arrivare in Italia con la sola motorizzazione più potente, sarà scritto tra alcuni mesi, ovvero quando la la variante 3 porte/coupé Pro Cee’d entrerà nel listino italiano con la sola motorizzazione ad alte prestazioni (200 CV). In Europa per l’Europa Disegnata in Europa per l’Europa e costruita presso gli stabilimenti slovacchi di Zilina, la nuova SportsWagon entra in listino a partire da 14.700 euro e nasce per andare a soddisfare le esigenze delle famiglie, in particolar modo con la versione a GPL, ma anche di chi 68 cerca in una wagon una compagna di lavoro: in quest’ultimo caso, afferma Giuseppe Bitti AD di Kia in Italia, le motivazioni d’acquisto saranno l’invidiabile rapporto qualità prezzo della motorizzazione 1.6 turbodiesel da 110 CV ed i 7 anni di garanzia (fino a 150.000 km) che la Casa offre su questo come sugli altri modelli in listino. Elementi cardine ieri, quando lo stile delle Cee’d era discreto ma non certamente ai vertici della categoria, ed importanti oggi quando a fianco della stessa dose di “concretezza” si affiancano il design dall’ex-Volkswagen Peter Schreyer ed una massiccia dose di quella tecnologia di cui i coreani non fanno davvero difetto. E’ lunga 4,5 metri Sviluppata su una versione profondamente aggiornata della piattaforma su cui è stata costruita la vecchia Cee’d, il nuovo Valori che restituiscono un’aria decisamente più importante in termini di presenza scenica, impreziositi da elementi come il profilo della nuova calandra a “naso di tigre” o la firma dei gruppi ottici a led, ma che hanno permesso di fare posto all’interno: a crescere sono lo spazio in altezza per la testa dei passeggeri (+21 mm davanti e 2 mm dietro) ma anche la misura del bagagliaio che ora tocca quota 528 litri in configurazione 5 posti e 1.642 abbattento in modalità 40/60 gli schienali posteriori. Molto interessante, rimanendo in tema di vano bagagli, la possibilità di utilizzare due vani nascosti sotto al piano di carico all’interno del quale stivare oggetti di forme e dimensioni diverse. Come se non bastasse, a dimostrazione di come i tecnici Kia abbiano curato il vano, sono presenti due binari sui quali possono essere agganciate barre in alluminio mobili per trattenere il carico mentre l’auto è in movimento. Come sulla 5 porte anche sulla SportsWagon sono presenti portabicchieri, bracciolo portaoggetti e vano portaoggetti ventilato, così come è disponibile il tetto panoramico in vetro in luogo della classica soluzione “chiusa”. Tecnologia: il fiore all’occhiello Non manca nulla, come dicevamo prima, alla voce tecnologia: la 69 70 71 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Tra le tecnologie pensate per rendere più facile ed ecologica la guida e più piacevole la vita a bordo i tecnici Kia hanno messo a punto la regolazione della servoassistenza FlexSteer su tre posizioni: Comfort, Normale o Sport consolle asimmetrica in favore del conducente cela una sofisticata illuminazione d’ambiente ma anche elementi non solo di pregio estetico come il freno a mano elettrico, i pulsanti d’attivazione del sistema Smart Parking Assist (parcheggio assistito) o la strumentazione di bordo (nei modelli top) con il supervision cluster, ovvero un display LCD a colori con grafica tridimensionale in grado di fornire tutte le informazioni che servono dialogando con il sistema di multimedia/navigazione satellitare che sfrutta un sistema touch-screen 7” con funzione di riconoscimento vocale in 10 lingue. Quest’ultimo 72 elemento è opzionale mentre di serie la proposta si compone di un radio/lettore CD-MP3 con 6 altoparlanti ed entrate Aux/USB/ iPod. Alcuni dei principali comandi multimediali sono disponibili anche da volante mentre per gli utenti di smartphone Kia mette a disposizione la connettività bluetooth - con funzione di streaming audio - oltre che la possibilità di interfacciare o ricaricare le proprie apparecchiature elettroniche attraverso la presa USB disponibile nel pozzetto centrale a fianco della “solita” accendisigari 12V. Flexsteer: sterzo a tre regolazioni Tra le tecnologie pensate per rendere più facile ed ecologica la guida e più piacevole la vita a bordo i tecnici Kia hanno messo a punto la regolazione della servoassistenza FlexSteer su tre posizioni (Comfort, Normale o Sport), l’indicatore del punto ottimale di cambiata e l’avvisatore di superamento di carreggiata LDWS: Lane Departure Warning System previene dal perdere il controllo del volante in caso di stanchezza o di momentanea disattenzione avvisando tramite un segnale acustico. Una telecamera, sopra i 60 km/h, monitora la posizione dell’auto in relazione alla corsia e, se necessario, allerta con un suono. Come la berlina anche 73 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Cee’d SportsWagon mantiene sempre sott’occhio la pressione degli pneumatici e nel caso in cui questa scenda al di sotto di una determinata soglia attiva una spia sul cruscotto segnalando il problema. Cinque livelli di potenza Cinque le motorizzazioni disponibili, di cui due benzina e tre diesel, alle quali se ne affiancherà una a GPL a breve. Per quanto concerne i benzina si parte dal 1.4 MPI da 100 CV e 137 Nm di coppia massima a 4.200 giri (6,6 l/100 km) per arrivare al 1.6 GDI sa 135 CV e 165 Nm di coppia massima a 4.850 giri (6,4 l/100 km) mentre in tema di gasolio apre le danze il 1.4 CDRi da 90 CV e 220 Nm di coppia massima a 2.750 giri e le chiude il 1.6 CRDi da 128 CV e 260 Nm di coppia massima a 1.900 giri. Nel mezzo si posiziona quello che in Italia viene considerato il best seller in ambito lavorativo: il 1.6 CRDi da 128 CV, infatti, è disponibile anche in una versione da 110 CV (260 Nm) che in allestimento EcoDynamics consuma 4,4 litri di gasolio emettendo 116 g/km di CO2. 74 Il GPL BRC a breve Per quanto concerne il GPL il listino e le versioni non sono ancora state ufficializzate, anche se rientreranno anch’esse nel cappello EcoDynamics Kia alla stregua di quanto avvenuto con Venga, ma è certo che a breve gli accordi con BRC porteranno in concessionaria anche una versione a gas della 1.4 MPI da 100 CV. Tutti i motori dispongono di cambi a 6 marce ad eccezione dei millesei diesel e benzina, che possono essere dotati di trasmissione automatica con cambio al volante. Nel caso del diesel si tratta di un classico cambio a convertitore di coppia mentre per quanto concerne il benzina è stato scelto il doppia frizione DCT. Quattro livelli di allestimento Active, Cool, Class e Platinum in esclusiva per la 1.6 CRDi e 1.6 GDI, che di serie hanno anche il cambio automatico. Per tutte gli accessori base sono i 7 anni di garanzia (150.000 km), 6 airbag, ABS, ESP, alzacristalli elettrici, cerchi da 16” in acciaio, chiusura centralizzata, climatizzatore manuale, fendinebbia, radio CD/Aux/USB/ iPod con comandi al volante, regolazione in altezza e profondità del volante, retrovisori regolabili elettricamente e vano porta oggetti lato passeggero refrigerato. I pacchetti optional In base agli allestimenti sono disponibili anche pacchetti di accessori non compresi, come il Convenience Pack (500 euro, offre i sensori di parcheggio posteriori, il BT con comandi al volante ed il cruise control con flex steer) il Comfort Pack (600 euro, offre con Supervision Cluster, freno a mano elettrico, bocchette di ventilazione posteriore e portaoggetti con tendina) il Technology Pack (1.500 75 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove ha voluto per la carrozzeria pur senza andare a limitare spazi utili o tecnologia on board. Molto pratiche, come sulla berlina, le prese USB e 12V installate nel pozzetto centrale alla stregua dell’ingresso aux. La tecnologia di alto livello rimane a pagamento, anche se a prezzi che saranno certamente ritenuti accettabili una volta vista e provata: davvero molto bello il display lcd full-color in cui vengono raffigurati il tachimetro digitale e decine di altre informazioni utili, così come piacevole è il software che “gira” sotto al display da 7” touch. Non si tratta di un semplice navigatore satellitare ma di un vero e proprio computer di bordo che integra perfettamente smartphone e lettori MP3 di qualsiasi marca. Abitabilità e bagagliaio Rispetto alla berlina le grandi differenze si notano, ovviamente, alla voce bagagliaio. Di per sé già molto voluminoso e ben organizzato nella 5 porte, il vano della Cee’d SportsWagon si spinge sino a 528 litri in configurazione cinque posti ed a cubature da “furgone” abbattendo gli schienali visti i 1.642 litri disponibili. Numeri estremamente interessanti che vengono esaltati se si sceglie nella lista degli optional il traveller pack, che tra i vari accessori ne offre uno pensato per limitare il movimento dei bagagli mentre l’auto è in movimento. Interessante anche l’apertura del portellone: si arriva a quasi 1,80 metri a tutto vantaggio della facilità di carico da parte dei più alti. Per quanto riguarda l’abitabilità la nuova Cee’d SportsWagon offre molto spazio per chi siede davanti e centimetri a sufficienza anche per chi siede dietro. I posti omologati sono cinque ma si viaggia comodi in quattro. euro offre Lane Departure Waring, Vision Pack, Smart Parking e Smart Key) o il Traveller Pack che con 350 euro offre il sistema di organizzazione dei bagagli ed una presa supplementare 12 V in bagagliaio. Compresa nel prezzo la vernice pastello mentre per il metallizzato o il perlato il sovrapprezzo è di 500 euro. Dal vivo: com’è fuori Il centro stile di Russelsheim, diretto dall’ex-Volkswagen Peter Schreyer, ha colpito ancora. La nuova Cee’d SportsWagon, come del resto la berlina, è piacevolmente equilibrata nei volumi ed impreziosita da dettagli interessanti, come nel caso dei gruppi 76 ottici a led o le nervature che segnano le forme assicurando quel pizzico di grinta che oggi sembra essere una delle chiavi per avvicinarsi ai gusti della clientela di segmento C. Dal vivo: com’è dentro Le differenze tra il vecchio ed il nuovo modello sono estremamente evidenti anche dentro. La cura per il dettaglio e lo stile sono ormai a livello della produzione tedesca ed anche in termini di ergonomia la nuova Cee’d SportsWagon non ha nulla da invidiare alle competitor prodotte in Europa. L’impostazione della plancia di tipo “driver oriented” sottolinea il tocco sportivo che Schreyer Si vede bene fuori In termini di posizione di guida alla stregua della Cee’d 5 porte abbiamo trovato la SportsWagon molto comoda grazie alla possibilità di regolare sedile e volante in altezza e profondità. Quest’ultimo elemento, però, alla stregua della berlina non ci è piaciuto per forma, impugnatura e dimensionamento: piacevole l’offerta di tre tipologie di tarature del servosterzo (Flexsteer) ma una volta individuata quella preferita è difficile pensare di utilizzarne altre. Ottimi i valori di visibilità, in ogni direzione. I tecnici Kia hanno messo a punto vari sistemi di assistenza al parcheggio, tra cui uno automatico, ma anche senza ricorrere ai radar sui paraurti parcheggiare i 4,50 metri della SW coreana è più facile di quanto può sembrare. 77 78 79 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Sincera su strada In termini di comportamento stradale, la Cee’d SportsWagon dimostra come la cinque porte un notevole passo avanti rispetto al modello precedente. Le sospensioni sono tendenzialmente più rigide di quanto ci si potrebbe attendere ma filtrano bene le irregolarità assicurando, al contempo, interessanti valori di tenuta laterale ed una buona precisione nei cambi di direzione e nelle manovre d’emergenza. Come sulla berlina non abbiamo trovato in linea con le migliori produzioni della categoria lo sterzo: non parliamo tanto di servoassistenza, in cui la tripla regolazione permette di trovare il “contrasto” più vicino ai propri gusti, ma della capacità di comunicare al volante quello che passa sotto le ruote a tutto vantaggio del piacere di guidare. Conclusione La nuova Cee’d SportsWagon conferma tutte le qualità della versione a cinque porte assicurando più spazio e versatilità. Secondo Kia il mix di vendita delle carrozzerie sarà di 75/25 in favore della versione station wagon e c’è da capirlo: il prezzo di listino è molto contenuto ed in termini di stile l’allungamento della coda non ha portato particolari scompensi. Sarà una rivale temibile per tutte le station wagon di segmento C, Ford Focus ed Opel Astra in primis. 1.6 benzina: potrebbe essere più pieno Su strada abbiamo guidato la Cee’d SportsWagon in abbinamento al nuovo 1.6 benzina. Dotato di trasmissione automatica DCT di serie il più moderno dei motori in gamma è certamente una proposta interessante per chi cerca prestazione, anche se qualche cavallo in più ai bassi e medi regimi avrebbe aiutato, e confort di bordo. Tra le varie possibilità offerte dal cambio c’è anche la possibilità di lavorare in modalità manuale: le leve sul volante sono di plastica e la sensazione che trasmettono al tatto non è di grandissima qualità ma sono estremamente efficaci nel risultato visto che le cambiate avvengono precise e veloci ad ogni richiamo. Piacevole il 110 CV diesel Per quanto concerne il millesei turbodiesel, invece, abbiamo trovato molto in forma la versione da 110 CV. Best seller in Italia per quanto concerne la gamma a gasolio anche sulla versione SW si comporta bene assicurando buona silenziosità ai bassi regimi ed una spinta sensibile già a partire dai 1.800 giri. L’unità è abbinata di serie ad un cambio a sei marce che è risultato molto piacevole da azionare. 80 BROCHURE, TEST DRIVE, TUTTO SU: Kia Cee’d Sportswagon Sfoglia i cataloghi in PDF Brochure Configuratore Vai al configuratore della Casa » Virtual Tour Immergiti in un’esperienza tridimensionale » Specifiche Vai sul sito dedicato » Promozioni Scopri le promozioni della Casa » Guarda tutti gli allestimenti » Trovala dai concessionari » 81 82 83 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove Giuseppe Bitti: «Il 2012 di Kia segna una crescita senza precedenti» di Emiliano Perucca Orfei | L’AD di Kia Italia ci spiega come il successo del brand su scala mondiale non sia certamente casuale. Stelle 2013 il nuovo Sorento e la Cee’d SportsWagon. Al debutto europeo anche la ibrida Optima Hybrid A poche ore dal Salone di Parigi, in cui la presenza del brand è stata molto forte in termini di dimensione dello stand e di quantità di novità proposte, Kia torna a 84 parlare di sé con il lancio di tre modelli importanti per il mercato europeo, di cui due pronti per debuttare nelle concessionarie italiane. Parliamo della Cee’d Sportswagon, del restyling della Sorento e della Optima Hybrid che dovrebbe essere lanciata verso la fine del 2013. Dei nuovi modelli e di Kia ne abbiamo parlato con Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Italia. Il 2012 è stato un anno importante per Kia «Il rinnovamento della gamma visto nell’ultimo anno e mezzo non ha precedenti nella storia dell’auto moderna. Abbiamo lavorato sui segmenti A, B, C e D proponendo prodotti di cui rispetto al vecchio modello è rimasto solamente il nome. E’ un modo di lavorare che non ho mai visto in nessun’altra casa automobilistica ed è una grande dimostrazione di determinazione, efficienza ed economie di scala del nostro Gruppo. Nei prossimi 2/3 anni sono previsti ulteriori miglioramenti sotto ogni punto di vista, frutto di importanti investimenti che il nostro Gruppo sta facendo non solo in Corea.» Evoluzione e rivoluzione frutto di investimenti «Kia nel 2009, 2010 e 2011 ha speso 500, 700 e 1 miliardo di euro. Nel 2012 stiamo spendendo la stessa cifra del 2011 e nei prossimi anni la spinta sotto questo punto di vista non è prevista al ribasso. Dalle nostre aziende escono automobili e non giochi di prestigio o avventure finanziarie. Questa, a mio parere, è la miglior risposta al polverone sollevato in questi giorni in Francia contro l’auto coreana dove, tra l’altro, abbiamo quote di mercato contenute al 3%.» I dati Kia e Hyundai sono sempre in crescita. Come mai? «I nostri numeri non nascono da casualità o dal successo di un particolare modello. Scaturiscono da un progetto su scala mondiale che ci ha visto investire per primi in aree oggi divenute strategiche. Siamo stati tra i primissimi ad arrivare in Cina ma anche in India dove abbiamo iniziato a lavorare 15 anni fa, quando la motorizzazione “popolare” era un concetto ancora molto lontano. Questo impegno multinazionale ci permette di avere un forte consolidamento in decine di mercati permettendoci così di 85 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione automobilistica Ricevi Automoto.it Magazine » 23 Ottobre Anno Numero 2012 01 5 »»»Prove 14.700 euro. Proponiamo i soliti 3 livelli di allestimento combinabili con quattro motorizzazioni. Rimangono, anche in questo caso, i pacchetti speciali con cui personalizzare la vettura a proprio piacimento.» Quali saranno le versioni preferite di Cee’d SportsWagon? «Questa vettura seguirà due canali diversi. La versione a 1.4 GPL sarà sicuramente la preferita dai clienti famiglia mentre chi sceglierà questa vettura per il lavoro punterà sulla versione da 115 CV del turbodiesel millesei.» Quanto potrebbe costare Optima Hybrid in Italia? «E’ ancora presto per dire un prezzo definitivo per questa vettura anche se si potrebbe ipotizzare un 33/34.000 euro.» controbilanciare situazioni difficili in mercati che risentono della crisi.» Quanto crescerà ancora il Gruppo? «Il massimo a cui si arriverà come capacità produttiva del nostro Gruppo è al massimo 8 milioni. Siamo ora a 7,5 milioni di unità prodotte su scala mondiale, quindi possiamo dire che per quanto concerne i volumi siamo arrivati all’obiettivo che ci eravamo prefissati. Il nostro obiettivo, ora, è quello di migliorare ulteriormente i nostri prodotti.» 86 I nuovi prodotti «Cee’d è un prodotto straordinario. Tutte le volte che la guido ritrovo una sensazione di qualità e piacevolezza eccezionale. Tecnologia, design e qualità a bordo sono un riferimento per la categoria. Con la Sportswagon ora arricchiamo una gamma che il prossimo anno di arricchirà ulteriormente della Pro Cee’d nella versione hipower, che commercializzeremo appena si renderà disponibile. Per quanto riguarda le motorizzazioni standard di Pro Cee’d i numeri per questo genere di carrozzeria sono un po’ bassi per giustificarne un impegno immediato. Preferiamo puntare sulla versione più potente ma soprattutto sulle versioni a 5 porte e station wagon. Il mix di queste due varianti di carrozzeria sarà 25/75 in favore della station wagon. Per quanto concerne la Optima Hybrid, anche in questo caso abbiamo pensato di ritardarne l’introduzione per via dei numeri un po’ contenuti di questo segmento. Pensiamo comunque di farlo sul finire del prossimo anno.» Quanto costa Cee’d SportsWagon? «La nuova variante station wagon arriverà in concessionaria a Puntiamo molto sul GPL «A settembre il mercato del GPL è cresciuto del 136% passando da 2.8% dello scorso anno a quasi il 9% di quota mercato attuale. Il portafoglio, in questo caso, comanda e poco importa se non ci sono gli incentivi governativi che in passato hanno dato un’importante spinta alle alimentazioni a gas. Da parte nostra, recentemente, abbiamo presentato la versione bi-fuel della Venga che commercializziamo con la sigla EcoDynamics (il brand ecologico Kia). Si tratta di una versione il cui carburante costa 1 euro al litro in meno della benzina e che permette, con un kilometraggio di 10.000 km, un risparmio effettivo di 1.000 euro l’anno. Una soluzione eccezionale se si pensa che siamo l’unico costruttore a garantire 7 anni o 150.000 km questo genere di alimentazione, alla stregua di quanto facciamo per tutte le altre vetture a gasolio o benzina.» La collaborazione con BRC «L’origine della nostra gamma a GPL, che presto si arricchirà anche di Picanto, Rio e Cee’d, è molto particolare: alcuni anni fa BRC ci chiese di realizzare un monomarca con una vettura “normale” alimentata con un carburante ecologico. Il risultato è un campionato di 8 gare il cui costo non supera i 10.000 euro in cui la gente si diverte ed attraverso il quale otteniamo ritorno di immagine e dati importanti per quanto riguarda l’affidabilità delle nostre vetture a GPL.» Non trova che sia ora di cambiare modo di vendere l’auto? «Sì. Bisogna seriamente pensare alle difficoltà dei privati nell’acquisto dell’auto. Il contantista è una specie in via d’estinzione e l’accesso al credito è sempre più complessa. L’idea è quella di lavorare su una sorta di noleggio a lungo termine, che non preveda i soliti 3.000 euro d’anticipo, 1.000 di assicurazione e 300 per il bollo. La nostra idea è quella di far pagare una rata tutto compreso che permetta di noleggiare la vettura a lungo termine, allo stesso prezzo in tutta Italia. Così come fanno le aziende con il noleggio con le partite iva lo dobbiamo fare anche con i privati. Stiamo verificando la possibilità di creare questo sistema con una società specializzata in noleggio a lungo termine (Arval) ed è probabile che nel prossimo futuro la cosa abbia inizio con un prodotto pilota.» Futuro. Cosa vedremo nei prossimi mesi? «Oltre alla versione hi-power della Pro Cee’d, che porteremo anche in Italia, prossimamente sarà la volta di una Soul più SUV e meno monovolume. Sarà una vettura che si posizionerà sotto a Sportage e che conquisterà molti clienti giovani. Per quanto riguarda le tecnologie, invece, Picanto a parte nei prossimi anni avremo un proliferare di versioni ibride visto che è già stato programmata l’introduzione di una variante elettrificata per ogni modello in gamma.» 87