CHE
NE DICI
SIGNORE,
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO UN
BELL’ALBERO DENTRO
IL MIO CUORE E CI ATTACCO,
INVECE DEI REGALI
I NOMI DI TUTTI I MIEI AMICI?
GLI AMICI LONTANI E VICINI.
GLI ANTICHI ED I NUOVI. QUELLI CHE VEDO
TUTTI I GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO.
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI
CHE ALLE VOLTE RESTANO DIMENTICATI.
QUELLI COSTANTI E QUELLI INTERMITTENTI.
QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E QUELLI DELLE ORE
ALLEGRE. QUELLI CHE SENZA VOLERLO HO
FATTO SOFFRIRE, E QUELLI CHE SENZA VOLERLO
MI HANNO FATTO SOFFRIRE. QUELLI
CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI
QUALI CONOSCO SOLO LE APPARENZE. QUELLI
CHE MI DEVONO POCO E QUELLI AI QUALI MOLTO DEVO.
I MIEI AMICI SEMPLICI E I MIEI AMICI IMPORTANTI.
I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIA PASSATI NELLA
MIA VITA. UN ALBERO CON RADICI MOLTO PROFONDE,
PERCHÉ I LORO NOMI NON ESCANO MAI DAL MIO CUORE. DAI
RAMI MOLTO GRANDI PERCHÉ I NUOVI NOMI VENUTI DA TUTTE LE PARTI SI
UNISCANO AI GIÀ
ESISTENTI. CON
UN’OMBRA MOLTO
GRADEVOLE PERCHÉ
LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO
DI VERO RIPOSO
DURANTE LE LOTTE DELLA VITA.
Una delle più valide scoperte della psicologia moderna è
che l’amore può mantenere o ristabilire l’equilibrio psipsichico. Fu chiesto al padre della psicanalisi qual è il
segreto della felicità. Freud rispose: amare e lavorare.
Il segno dell’uomo normale è la possibilità di rendersi
utile e di voler bene.
Da duemila anni il Vangelo ripete lo stesso concetto.
Non è stato Lenin, ma san Paolo il primo ad affermare:
chi non lavora non mangi.
Quanto all’amore, nessuno è più radicale di Cristo, il
quale impone anche l’affetto verso i nemici.
Noi troviamo Gesù sempre in «cattiva compagnia». Predilige sedersi a tavola con i pubblicani e i peccatori. Accetta la collaborazione delle pie donne, che erano state
tutt’altro che stinchi di sante.
Questo modo di fare del Signore indica che egli non poteva essere figlio del suo tempo.
La discontinuità di Cristo con la civiltà contemporanea
indica la sua statura più che umana.
Gesù, che ha predicato il perdono degli offensori, prega
per i suoi carnefici ed esclama: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Basta questa preghiera per far credere nella sua straordinaria personalità.
Un uomo semplice, straziato da dolori atroci, non è in
grado di pregare per i suoi torturatori.
La stessa impressione di una grazia superiore l’ha data
il papa Giovanni Paolo II il quale è stato gravemente ferito il 13 maggio 1981 e ha esclamato: «Perdono il mio
fratello attentatore e prego per lui». L’amore dei nemici è talmente superiore alle risorse delle creature che
molti lo ritengono impossibile.
L’ebreo Montefiore, che è il maggior esperto israelita del Vangelo, riconosce che l’amore dei nemici è
ignoto all’Antico Testamento, ma aggiunge che per
quanto appaia bello il precetto di amarli è inopportuno e nocivo, perché incoraggia i filibustieri.
Non solo gli ebrei, ma anche i musulmani si beffano
del precetto di porgere l’altra guancia. Lo fanno in
nome del realismo, dicendo: «La guerra è parte
della storia, è ineliminabile. Il Corano allora cerca
di dettare le regole dello sterminio, di impedirne
gli eccessi».
Il ragionamento musulmano poteva sembrare valido
fino a ieri. Oggi, al bagliore demoniaco delle armi
nucleari, il dilemma è tragico: o si accetta l’amore
dei nemici o si precipita nell’Apocalisse. La bomba
atomica è come il lupo di Gubbio, che non ha ceduto
alla potenza delle armi ma a quella dell’amore.
E per noi, comunità di Marciano? E’ ancora attuale
questa proposta? Ne abbiamo bisogno? Possiamo
continuare a parlare di «nemici» riferendosi ai paesi confinanti o agli abitanti dello stesso Comune,
in nome di avvenimenti passati?
Amare e lavorare! Sembra un’ottima soluzione di
vecchie ruggini… Lavoriamo insieme: impegniamoci
nelle iniziative paesane, da qualunque associazione
arrivino,… E un po’ di affetto reciproco, andando
oltre a ciò che divide e guardando al molto che ci
può unire!
Don Alessandro
ORARIO INVERNALE DELLE SANTE MESSE
Festiva: ore 8.00 - ore 11.30 – ore 16.00 (non tutte le domeniche)
Feriale: ore 17.00 S. Rosario e ore 17.30 S. Messa
CONFESSIONI
Il parroco è a disposizione per le Confessioni tutti i giorni prima o dopo la S.Messa feriale delle ore 17.30. Ogni Domenica dopo le celebrazioni delle ore 8.00 e 11.30.
Per coloro che sono ammalati e hanno il desiderio di confessarsi e fare la Comunione oppure per tutti coloro che avessero necessità urgente di parlare con il parroco, è possibile telefonando allo
0575.845491 oppure
339.4985557
Ho sul mio tavolo il settimanale del Corriere della
sera “Sette” e un piccolo libro destinato ai bambini della prima Comunione intitolato “Da cuore a
cuore, il dono dell’Eucaristia” , che nelle prime pagine risponde a tanti perché sulla Messa ed anche
alla domanda: siamo obblligati ad andare a Messa?
La rubrica Attualità del sopracitato settimanale
riporta il parere di un anticlericale: ”l’andare a
Messa, si dice, dà felicità mentre, lui,
l’anticlericale, si rallegra del fatto che sempre
meno italiani ci vanno”.
Quel signore non sa che cos’é la Messa, e forse
non sa nemmeno chi è l’uomo; soprattutto non sa chi è Gesù, magari non ne vuol
sentire parlare per paura di cadere nelle “spire” oscurantiste e minacciose della Chiesa. Non c’è da aver paura: Gesù è
così potente che può rivelarsi anche a
lui; lo ha fatto con un aspirante omicida
come san Paolo!
Resta il problema: si è obbllgati ad andare a Messa o no? Quel libretto per i
bambini risponde: sei obbligato ad abbracciare
papà e mamma? No. Se lo fai è perché li ami.
Ecco scavarsi l’abisso e chiarirsi il divario tra le
due impostazioni: quella fondata sull’amore
e quella fondata sull’osservanza di una norma e sul
timore servile. A Messa andiamo non per un obbligo, non per fare un... favore a Dio o per far contenti i familiari o per farci vedere “praticanti”
Vado a Messa perché l’amore immenso di Dio mi
ha raggiunto, ho conosciuto Dio. Egli è la vita mia,
il mio Creatore e Salvatore, Egli è ... Non serve
molto dirlo a chi dice di non avere la fede e gli fa
comodo restare così. Anche amare non è comodo,
non si può più fare ciò che si vuole; il paradosso è
che è proprio questa la felicità: uno ama per amare, non gliene viene qualche cosa, è solo contento
che l’Altro ci sia, esista dinanzi a se.
Il fratello di cui sopra non sa che ci è necessario
Dio più dell’aria che respiriamo, dell’acqua e del
cibo; forse non ha mai avvertito di essere da lui
amato tanto.
L’andare a Messa è una chiamata e un dono cui si
vuole rispondere con il dono di noi stessi. Si ascolta la Parola e ci si vincola per un’Alleanza che
è comunione di vita. Un “pezzo” di eternità fa irruzione nella nostra storia e viene a toccare la vita. Per uno che ha fede quel “povero” banchetto
in cui si mangia un po’ di pane e si beve un po’ di
vino è il sacrificio che salva il mondo al quale unisco anche il sacrificio del mio quotidiano, della
mia vita. Quel cibo venuto
dal cielo sazia e guarisce la
nostra carne (vita fisicastoria...) e ci rende immortali.
La Messa, nel giorno del Signore, la domenica, è ciò che
definisce i discepoli di Gesù.
In essa confluisce il nostro
quotidiano e da essa prende
il via l’atteggiamento con cui viviamo l’esistenza di
ogni giorno, il nostro vivere nella carità e
nell’amore è il contenuto vero della nostra Messa
che perciò non è un semplice rito... consolatorio,
ma il luogo dove diciamo di fare ed impariamo a
fare quello che ha fatto Gesù della sua vita: un
atto di amore.
Ci dispiace che molti italiani, come dice il nostro
amico, non abbiamo questa sapienza. La speranza
è che ciò non sia perché non abbiamo
“raccontato” o non abbiamo “fatto vedere”, sui
nostri volti di risorti, che cosa sia l’amore. L
‘egoismo non porta che alla tristezza. Dio ha avuto una grande considerazione dell’uomo e della
sua libertà: egli vuole essere scelto, non costringe nessuno; se uno va a Messa perché è obbligato
è uno schiavo, non un figlio.
Il dono è lì. Per tutti. Ogni domenica, anche
Venerdì 09 Novembre, alle ore 21, nel Santuario di S. Maria delle Vertighe, è avvenuta la consegna
del Piano Pastorale Diocesano ai membri dei Consigli Pastorali Parrocchiali della zona Valdichiana. Durante la mattina dello stesso giorno era già stato consegnato a tutti i Sacerdoti dal Vescovo mons.
Bassetti, assente la sera in quanto chiamato a presiedere una veglia di preghiera per la pace nel mondo, nella Cattedrale della Madonna del Conforto.
Il Vicario Generale Diocesano, mons. Agostinelli, ha in primo luogo celebrato la liturgia della Parola introdotta dal canto, procedendo con un breve ma significativo momento di preghiera.
Alla luce del brano letto, (At 1,6-11), ci ha esortato alla gratitudine verso il Signore per il dono del Piano Pastorale Diocesano. Tutti noi operatori, ci dobbiamo sentire chiamati personalmente da Dio per
la sua realizzazione, riflettendo sul passato per non ripeterne gli eventuali errori, fra i quali ci potrebbero essere state metodologie non troppo adeguate alle mentalità e agli stili di vita dell’odierna
società, deludendo così le aspettative dei nostri ascoltatori.
Mons. Agostinelli ha incoraggiato vivamente noi laici, invitandoci a cooperare con entusiasmo, insieme ai nostri parroci, per portare a compimento il lavoro proposto dal Piano Pastorale Diocesano: -Nessuno si deve
sentire troppo vecchio o con cultura inadeguata – ci ha detto – in quanto ognuno di noi è prezioso agli occhi di Dio (cfr Is 43,4), Egli ci ama da
sempre (cfr Ger 31,3), ci ha chiamato per nome (cfr Is 43,1) e ci ha disegnato nel palmo della Sua mano (cfr Is 49,16). – Con queste e altre
belle parole ci ha invitato a rispondere con rinnovata fiducia il nostro
“Eccomi!” (Is 6,8) a questo compito, per il quale ci dobbiamo sentire
scelti e chiamati dallo Spirito Santo Il Vicario Generale ha poi passato la parola al Vicario di zona
mons. Walter Jacomoni, di Monte S. Savino, per l’illustrazione del Piano Pastorale Diocesano,
quest’anno incentrato sulla famiglia, “immagine di Dio per l’uomo”, frutto di attenti studi e cooperazioni con esperti del settore. Reduce dall’esperienza di Roma del 22.10, in occasione della beatificazione dei coniugi Beltrame Quattrocchi, mons. Jacomoni ci ha donato una bella esortazione del Santo
Padre: “Famiglia, diventa ciò che sei!” Altro non significa che tutto ciò che dobbiamo essere è già racchiuso in noi coniugi, attraverso la Grazia del Sacramento del Matrimonio. – Chi vuole contemplare Dio
– ci ha detto – volga il proprio sguardo sulla famiglia, in essa si rispecchia l’immagine trinitaria di Dio.
- Non è un caso se il primo miracolo di Gesù è avvenuto alle nozze di Cana (cfr Gv 2,1-11)! Gesù stesso
è lo sposo della Chiesa nella quale riversa tutto il Suo Amore e con i Sacramenti dell’Ordine sacro e
del Matrimonio stabilisce con essa un’alleanza pienamente nuziale (cfr Ef 5,21-33). Il Piano Pastorale
Diocesano di quest’anno, ci ha spiegato mons. Jacomoni, non è un piano per la famiglia, ma con la famiglia, invitata a riscoprirsi dono prezioso che il Signore fa alla Sua Chiesa e al mondo.
Mons. Agostinelli ha poi consegnato i libretti del Piano Pastorale Diocesano a tutti i presenti ed infine
ha impartito la benedizione solenne, aiutandoci ancora a sentirci inviati in missione dal Signore. Sulle
note di “Santa Maria del cammino”, la Madonna delle Vertighe ci ha dato la spinta per il primo passo
“fuori”, che ci aiuterà ad avanzare insieme, nonostante le cadute e gli inevitabili scoraggiamenti, sulle
orme di Gesù e dei beati coniugi Beltrame-Quattrocchi, dono di Dio per una efficace testimonianza
della Chiesa dei nostri giorni!
Liana Castiglionesi
La santa famiglia
Cosa può fare la comunità parrocchiale per la famiglia e con la famiglia?
Questi i timidi tentativi all’interno della nostra parrocchia: giovedì 8 novembre un primo incontro nel quale è stato tracciato un piccolo programma, dopo aver dialogato con le famiglie presenti.
Tutti siamo concordi nell’importanza dell’istituto familiare; d’accordo anche
della necessità di imparare ad essere sposi e genitori; che abbiamo bisogno
di essere cristiani migliori per adempiere a compiti non solo “umani”, accettati nel Sacramento del Matrimonio.
E allora: troviamoci come famiglie! Ma... è facile? con quale modalità? L’idea
sorta è di ritrovarsi come famiglie in piccoli gruppi, nell’ambito familiare.
Per approfondire questa idea e ascoltare chi già ha percorso questa strada,
sono stati invitati, giovedì 22 novembre, due sposi, Stefania e Alberto, della Parrocchia di San Giovanni Valdarno e don Giancarlo Rapaccini, un sacerdote che ha sperimentato i “gruppi-famiglia”.
Hanno raccontato come è nata la pastorale familiare nella loro parrocchia: si
sono incontrati a piccoli gruppi di famiglie cercando, prima di tutto, di creare rapporti di amicizia. Utile a questo, la cena consumata insieme. Poi il confronto con la Parola di Dio e/o una riflessione su un tema riguardante la famiglia, concludeva la serata. Una volta al mese si ripeteva l’incontro. Ogni
volta cambiava la famiglia ospitante. Da qui è nata la voglia di incontrarsi anche per altre occasioni: una gita, un pomeriggio insieme, un ritiro,...
All’interno della parrocchia si erano venuti formando vari “gruppi-famiglia”
che ogni mese si ritrovavano. Poi ogni tanto, i vari gruppi si ritrovavano insieme in parrocchia per vedere il cammino fatto, verificarne la bontà, progettare e correggere... Dopo ormai venti anni
le famiglie continuano a trovarsi per crescere
nella fede, nell’amicizia e dare una buona mano alla vita della comunità parrocchiale.
Abbiamo ascoltato volentieri e ci siamo incontrati con le famiglie interessate al progetto,
mercoledì 5 dicembre per decidere la pastorale familiare parrocchiale.
Insieme a tutte le famiglie e persone di buona volontà ci incontreremo nella “sala parrocchiale”,
mercoledì 12 dicembre, per
prendere visione e dare una lettura del Piano Pastorale Diocesano sulla famiglia.
Carissime famiglie, credete che occorra fare qualcosa per ridare vitalità all’istituzione familiare? Se no, avanti così! Se sì, un invito: abbiamo
il coraggio di pensare a delle soluzioni, abbiamo il coraggio di “perdere”
un po’ di tempo per far sì che la famiglia torni ad essere “una piccola
Tutto proviene da Dio
Creator del cielo e terra
letizia d’ogni figlio
che nel suo cor rinserra
L’offerta che consiglia
a l’umanità ferita
è la Sacra famiglia
giusto esempio di vita
Pei figli, pei genitor
Gesù, Giuseppe, Maria
son sempre in tono d’amor
di pace, preghiera pia.
Nel Piano Pastorale
“la famiglia” n’è il tema
dell’anno il principale,
quant’è bello, ti prema!
Il Vangelo ci insegna
di “famiglia” lo stile
la si trova ben degna
e virtuosa, gentile.
Cristo va assai studiato
con la Sua Madre accanto
San Giuseppe imitato:
la vita in loro è incanto!
Questa santa Famiglia
è la via di salvezza
pel figlio e per la figlia
per l’uomo la saggezza.
O famiglie del mondo
vediamoci i difetti
fino al cuore profondo:
usa volontà, smetti!
Rinascerà l’amore,
la sana cordialità
e fra noi tanto onore
e un fiume di carità.
Con la famiglia santa
non più l’odio, la guerra:
la pace i cuori incanta
Dio apre del ciel la serra.
O Spirito grandioso
illumina le menti
via satana, insidioso,
dona pace alle genti!
Offri agli sposi amore
più pensiero all’Eterno,
armonia al genitore
e mai, nei cuor, l’inferno
Don Luigi Valdambrini
Ogni anno celebriamo con gioia la festa del Patrono
parrocchiale: Sant’Andrea, Apostolo e Martire.
La sera precedente, 29 novembre, dopo cena, è stata
proposta una “Confessione comunitaria” in preparazione alla festa. Non c’è stata grande risposta. Non c’è
l’abitudine. Ma dovremo piano piano prendere confidenza con questa celebrazione in preparazione alle
grandi solennità dell’anno liturgico come Natale e Pasqua,.. I sacerdoti sono numericamente meno e con più
parrocchie e non sempre è possibile confessare nelle
Veglie di Natale e Pasqua dalle ore 21.00 alle 24.00,
come è tradizione assodata nelle nostre zone. Una celebrazione comunitaria della Confessione nei giorni
precedenti deve aiutare a non fare le file qualche minuto prima dell’inizio della celebrazioni delle grandi solennità.
Ordinariamente, tutte le domeniche, prima e dopo le
SS. Messe, il sacerdote è a disposizione per le Confessioni, così pure nei giorni feriali.
Il giorno della festa, venerdì 30 novembre, sono state
celebrate le SS. Messe delle ore 8.00 e 11.30. La sera,
ore 18.00, Messa solenne presente il delegato del Vescovo, Mons. Tullio Cappelli.
Bello l’addobbo floreale; bene i Ministranti!
Il coro ha animato la Messa, da par suo, come ormai
succede da diverso tempo. La buona volontà,
l’applicazione settimanale nelle prove e uno spiccato
senso del servizio alla comunità sono ingredienti che
non tradiscono! Ad multos annos!
Una bella partecipazione di popolo ha solennizzato la
Monsignor Franco Agostinelli, vicario generale della diocesi
di Arezzo, è il nuovo vescovo di Grosseto. Lo ha nominato il
Papa, accettando la rinuncia, per motivi di salute, da parte
di monsignor Giacomo Babini, altro vescovo aretino.
Nato a Arezzo il l° gennaio 1944, monsignor Agostinelli è
stato ordinato sacerdote il 9 giugno 1968, per poi proseguire gli studi a Roma dove si è laureato in teologia dogmatica e teologia morale. Dal 1972 al 1986 è stato parroco
nell’importante parrocchia aretina del Sacro Cuore; nel
1984 il vescovo Giovanni D’Ascenzi gli ha affidato il coordinamento di tutta la pastorale, nominandolo Vicario Episcopale per la Pastorale Diocesana. Dal 1984 al 1993 è stato
anche responsabile diocesano della pastorale giovanile e
festa. Ma ancor di più la presenza numerosa di giovani
che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima negli
anni precedenti. Erano presenti, hanno rinnovato le
promesse battesimali e della Cresima insieme
all’assemblea e hanno presenziato attivamente con le
“preghiere dei fedeli” e la “processione offertoriale”.
Un bel segno di speranza per il futuro!
Al termine della S. Messa, al Salone del SS. Crocifisso
è stata posta sulla parete esterna, a destra del portone principale, una lapide-ricordo a Don Guido. Così è
stato pensato con il Consiglio Pastorale e così è stato
deciso. Una breve celebrazione per spiegare il motivo
del gesto: grazie, Don Guido, per il bene che ha fatto
in questa comunità e grazie per aver realizzato il Salone, con il contributo di tutta la popolazione.
Questo il testo della lapide:
LA COMUNITÀ DI MARCIANO
RICORDA CON RICONOSCENZA
DON GUIDO CUTINI
PER IL LUNGO E FEDELE
MINISTERO SACERDOTALE
E PER LA REALIZZAZIONE
DI QUESTO EDIFICO
A. D. 2001
All’interno è stato affisso anche un ricordo a Siro
Santini, uno dei promotori della costruzione del Salone. La bella serata si è conclusa con la cena nella “sala
parrocchiale”.
Una trentina di persone hanno aderito a questo momento conviviale fraterno. Bene!
dell’ufficio scuola e, fino al 1996, direttore dell’ufficio catechistico e
dell’ufficio di pastorale familiare.
Nel 1997 il vescovo Flavio Roberto
Carraro lo ha nominato suo Vicario
Generale, carica confermata nel 1999
dal vescovo Gualtiero Bassetti.
Monsignor Agostinelli riceverà l’ordinazione episcopale
direttamente dalle mani del Papa domenica 6 gennaio, nella festa dell’Epifania, in San Pietro.
Il vescovo uscente Giacomo Babini ha comunicato personalmente la notizia , annunciando l’intenzione di ritirarsi a
Sansepolcro, nella sua terra d’origine.
Mercatino della Solidarietà
Nei giorni di Sabato 8 e Domenica 9 Dicembre presso i locali della Fondazione Palleggi, è
stato organizzato un mercatino della solidarietà “MARCIANOBELLO” dove era possibile
trovare oggettistica in genere (raccolta nelle
soffitte e nelle cantine), ricami, cuscini e merletti (fatti a mano da alcune signore di buona
volontà: GRAZIE!!!) e oggetti dell’artigianato
della Tanzania .
Il ricavato totale è stato di L. 1.992.500 delle
quali L. 470.000 sono da ridare a Gianni Tiezzi per i prodotti dell’artigianato della Tanzania
mentre le restanti L. 1.552.500 saranno devolute in parte per aiuti umanitari in seguito al
terremoto che ha colpito la città di San Salvador in America centrale e in parte per la costruzione di una nuova aula di una scuola media
superiore nella missione in Tanzania di Padre
Fabiano (nipote di Don Guido), inoltre per la
stessa iniziativa di Padre Fabiano saranno devolute anche le L.426.500 raccolte, secondo le
intenzioni dei familiari, in memoria del defunto Rossi Gino.
Restano in cassa L. 3.376.850.
2 bacheche...
Alle due colonne, in fondo alla
Chiesa, sono state poste due
bacheche, come deciso nel
Consiglio Caritas. Hanno come
scopo, tener sveglia la nostra
attenzione sulle necessità del
mondo. In una, verranno riportate le varie “adozioni a distanza” che i parrocchiani hanno fatto in questi ultimi anni. Ci
sarà affisso una specie di “statino” del bambino adottato: la foto con il nome e cognome,
l’età, il paese e la nazione. Inoltre è presente
l’indirizzo dell’Associazione attraverso la quale
è stata fatta l’adozione. Tale indirizzo potrà
essere utilizzato da chi desidera partecipare
all’iniziativa, adottando a sua volta un bambino.
L’altra bacheca riporterà articoli di giornale,
frasi e immagini di problemi positivi e negativi
legati al terzo mondo e al mondo delle missioni.
L’intenzione, come detto, è di aiutare a riflettere!
Giornata Missionaria Mondiale
Il frutto della raccolta in denaro di Domenica
21 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, è
di £ 228.000, ed è stato portato in Curia di
Arezzo.
La Chiesa invita le parrocchie ad aiutare i popoli del terzo mondo. Aiuto che possiamo dare
in vari modi: contattando direttamente un
missionario e con lui decidere le finalità delle
raccolte di denaro - cosa buona, perchè così
sappiamo dove vanno i soldi stanziati; andare
direttamente in missione per trascorrervi un
periodo di conoscenza della realtà e, manualmente, rendersi utili lavorando- senz’altro
formativo e arricchente; oppure utilizzare la
via ufficiale delle Pontificie Opere Missionarie, cioè ogni diocesi, attraverso la Curia e
l’Ufficio Missionario, raccoglie il frutto delle
giornate missionarie e destina al “centro”, le
Pontificie Opere Missionarie, che pensa a dare
secondo il bisogno alle varie missioni del mondo.
Sono tre modalità giuste: la prima un po’ più
gratificante, la seconda impegna in prima persona, la terza è la via “ufficiale” che ci fa sentire utili al mondo intero e parte di un’unica
famiglia, anche se non sapremo mai a chi è ar-
In settembre ad una signora della parrocchia
è giunta la foto di un bambino adottato; con la
foto una letterina delle Suore di Santa Elisabetta. La riportiamo per far conoscere i motivi per cui le persone che hanno fatto
l’adozione a distanza con queste Suore, non
abbiano ricevuto notizie. E’ avvenuto così pure
per l’adozione fatta a nome della Parrocchia
di Marciano.
Gentilissima Signora,
finalmente le invio la foto del bambino indiano
che insieme a tanti altri aiutiamo a Madaplathurth - Kerala (India). L’aiuto è esteso anche
alla famiglia del bambino adottato. Come ho
detto per telefono al suo Parroco, le autorità negano il visto alle suore italiane ed
europee, perchè essendo induisti, non vogliono i cristiani. Attualmente le nostre
giovani suore indiane sono da sole, senza
noi italiane.
Questo spiega anche le poche notizie che
abbiamo. La ringrazio
tanto; appena ho foto di
bambini le invierò anche
agli altri che hanno fatto una adozione a distanza.
Dio vi ricompensi di tutto!
Suor M. Lucia Paccini
Il quadro in restauro: storia infinita
Il quadro dell’Adorazione dei Magi che da qualche mese è presso una
ditta di restauri, non sarà terminato entro la data preventivata
dai restauratori: Natale o Epifania.
Quindi dovremo ancora attendere prima di rivederlo nella sua sede originale.
Cassa parrocchiale
Ai primi di dicembre nella cassa parrocchiale si trova la somma di £ 20.421.000.
S. Messa e Sacramenti
A volte si sente dire “oggi c’è la mia Messa”, riferendosi al fatto che durante la celebrazione sarà ricordato il nome di un proprio defunto. E’ senz’altro un modo di dire, si sa che la Messa è di tutti, anche
se si nomina un defunto in particolare. Ma il motivo di questo scritto è un altro: non capisco perchè non
sia possibile celebrare il Sacramento del Battesimo durante la Messa “ordinata” da una famiglia diversa da quella del Battesimo. Teologicamente tutto parte dalla Messa, quindi è bene celebrare il Battesimo all’interno della Messa. Dire il nome del defunto non “offende” il Battesimo. E neppure “si manca di
rispetto” al defunto a celebrare il Battesimo.
Allora? E’ una tradizione che ci portiamo dietro, ma che è senza fondamento? Oppure si pensa che abbinare l’intenzione della Messa con il Battesimo sia una “furbizia” del parroco per guadagnarci due volte?
Che differenza c’è, economicamente, a dire la Messa e ricevere l’offerta e poi subito dopo celebrare il
Battesimo e ricevere l’offerta dello stesso?
E poi c’è da ricordare che le varie offerte che il parroco riceve, non hanno uguali finalità: l’offerta della Messa spetta al sacerdote, invece quella che viene dalla celebrazione dei Sacramenti va alla “cassa
PROGRAMMA E ORARI
DELLE CELEBRAZIONI NATALIZIE
Orari e celebrazioni natalizie
- Novena del Santo Natale a partire dal 15
dicembre, all’interno della Messa del pomeriggio;
- 24 dicembre ore 24.00: S. Messa nella Veglia di Natale;
- ore 23.30 - veglia di preghiera.
25 dic. Solennità del S. Natale
SS. Messe ore 8.00-11.30-16.00;
26 dic. S. Stefano co-patrono della
parrocchia SS. Messe ore 8.00 e 11.30.
Confessioni:
Lunedì 24 dicembre,
vigilia di Natale, dalle ore 9.00 alle ore 12.30
Martedì 25 dicembre - Solennità del S. Natale
- Domenica 30 dicembre, ore 16.45,
la parrocchia organizza una tombola.
- Lunedì 31 dicembre, ore 21.00, la parrocchia organizza, presso il Salone, la “cena di
fine anno”. Iscrizioni presso Roberta tel.
0575/845238 e Marilisa 0575/845016.
- Martedì 1 gennaio, ore 16.45, la parrocchia organizza la consueta tombola.
- Domenica 6 gennaio 2002, ore
16.45, arriva la Befana per i bambini e seguirà la
tombola organizzata dalla parrocchia.
MERCOLEDI 26 DICEMBRE
VISITA AL PRESEPE SULLE
BARCHE A CESENATICO
Partenza - ore 13.45 da Marciano.
Arrivo Cesenatico ore 16.30 circa. Visita al
“Presepe sulle barche”.
Rientro per le ore 21.30-22.00 circa
La spesa del pullman è £ 20.000.
Iscrizioni in parrocchia.
- alla S. Messa delle ore 11.30 e 16.00 sarà presente un
sacerdote per le confessioni.
Festività natalizie:
- Venerdì 21 Dicembre: ore 21.00 nella Chiesa
Parrocchiale Concerto di Natale, organizzato
dall’Amministrazione Comunale.
- Sabato 22 dicembre: ore 21.00 ai giardini
pubblici (PRATO) presepe vivente preparato dai ragazzi
delle scuole elementari e medie.
- Martedì 25 dicembre - S. Natale: ore 16.45,
al Salone, ci divertiamo con la tombola.
IL PRESEPE SIAMO NOI
Finalmente è Natale; gli alunni di tutte le scuole del nostro comune vogliono manifestare quest’anno la
loro sensibilità verso questo evento, proponendosi come personaggi di un presepe vivente per percepire con maggiore consapevolezza l’aspetto religioso della nascita di Gesù.
Essere personaggi di quel presepe che hanno sempre costruito con le statuine li entusiasma e li distoglie
dal natale vissuto all’insegna dei simboli consumistici che finiscono per snaturare il valore autentico di
questo evento eccezionale.
Alunni, genitori e insegnanti, sono impegnatissimi nella realizzazione del progetto che esprime anche la
volontà della scuola di animare la vita del paese, di vivere momenti di aggregazione e soprattutto di
riscoprire insieme quei valori morali che oggi, particolarmente, vediamo calpestati.
La manifestazione si terrà nei giardini pubblici, il giorno 22 Dicembre, alle ore 21,00.
Si ringraziano fin d’ora, per la collaborazione, la Parrocchia, il Comune, la Pro-Loco, la Società sportiva, il Comitato dei festeggiamenti del SS.Crocifisso e si invita tutta la popolazione a partecipare.
A conclusione della serata si avrà l’opportunità di scambiarsi gli auguri natalizi in un clima di conviviale
letizia, gustando leccornie preparate dai genitori.
Costruito nei palazzi dei ricchi o nelle case
dei poveri il presepio rispetta sempre la povertà di una capanna destinata ad accogliere
l’immensità incontenibile di un Dio fatto uomo.
E ci si chiede: «Perché? Come è possibile?»,
ripetendo la domanda di Maria all’Angelo.
«Nulla è impossibile a Dio», risponde l’Angelo.
Rimane sempre il perché di tutto questo: un
perché generato dalla natura stessa dell’amore, che non bada quale prezzo è disposto a pagare, quando si fa dono. Dio, creandoci, pose
nell’uomo qualche cosa di sè, che ci fece simili
a lui, suoi figli. E non si tira indietro alla prospettiva di conoscere e sperimentare la debolezza e lo squallore dell’uomo, qualora egli si
allontana da Dio. E così, da ricco che era, si
fece povero, anzi misero, perché la nostra miseria diventasse in lui e con lui nobiltà.
E’ l’incredibile ma meravigliosa storia di Dio
che sembra sconfinare nella follia. Una follia
alla quale non fanno impressione le paludi della vita dell’uomo, che la sua presenza, quando
è accolta, fa diventare giardini.
Per questo a Natale ci si cerca tutti in mille
modi. Si vorrebbe comunicare con tutti, dare
a tutti un segno che l’amore esiste ancora,
come sorgente di vita. Si vorrebbe cancellare ogni tipo di emarginazione. Si vorrebbe definitivamente sepolto il germe della
violenza.
Rivedo le immagini che, l’11 settembre
scorso, giungevano dagli Stati Uniti, e ci
raccontavano
in
diretta la
tragedia
che si è
abbattuta su New
York, su
Washington e sull’umanità tutta. Rivedo anche la
fuga disperata di milioni di profughi afghani. Sto soffrendo con i civili dell’Afghanistan per i bombardamenti americani. Penso all’inaudita violenza che in luglio
a Genova ha accompagnato l’incontro dei
G8. Ma penso anche alla violenza ai bambini, alle donne, ai deboli: una cronaca quotidiana che fa arrossire tutti di vergogna.
Abbiamo avuto momenti di speranza - è vero --, quando per esempio Giovanni Paolo II
ha compiuto i tre difficili viaggi apostolici
in Grecia e in Siria, in Ucraina e in Armenia; o quando più volte l’israeliano Shimon
Peres ha incontrato Yasser Arafat, leader
dei Palestinesi, per parlare di disarmo e di
pace. Non è stato tutto quello che avremmo voluto, ma diamo a quei momenti un titolo, chiamiamoli “atti di buona volontà”,
quella cantata sulla grotta di Betlemme e
che attira la pace di Dio.
Vorremmo che questo “cammino di speranza” passasse per gli Stati Uniti,
l’Afghanistan, la Palestina, i Paesi Arabi,
l’America Latina, il mondo tutto. L’odio
non ha mai vinto una guerra: ha forse conosciuto l’amaro sapore della vittoria di
una battaglia, non la guerra della civiltà
dell’amore, che si ottiene solo con la buona volontà. Vorremmo che a Natale tutti i
grandi della politica, dell’economia, della
cultura e dell’arte gettassero alle ortiche
quella corona di prestigio, di ricchezza e
di potere che si sono fatta, e indossassero quella del servizio, la sola che può stare sulla testa dell’uomo come la corona di
spine sulla testa di Gesù. Allora sì che
possiamo dare fiato alla speranza degli
uomini, che oggi hanno tanta nostalgia di
amore, di giustizia e di pace.
Con il suo Natale Gesù ha reso questa nostalgia una verità che i Pastori, i Re Magi
e tanti altri hanno trovato e vissuto. Il nostro
augurio è che
tutti giungano a
Betlemme
per
“vedere”
e
“gustare” finalmente la pace!
Il mondo è sbigottito per gli avvenimenti di inaudita violenza su New York.
Che fare? Non ci si può accontentare di pensare alle ritorsioni, alla vendetta o al fatalismo
che fa perdere ogni speranza di futuro....
La Chiesa reagisce alla violenza con un’unica arma che conosce: la preghiera.
La nostra comunità parrocchiale si è riunita
martedì 18 settembre per una veglia di preghiera per la pace. E’ nato in quell’occasione il
“fiore della pace”. Un segno visibile della nostra
preghiera articolata in 4 riflessioni: la pace è
frutto della giustizia, del perdono, della solidarietà e della condivisione. Le 4 riflessioni sono
state rese visivamente nei 4 petali del fiore. Ai
piedi del fiore la frase di San Francesco:
”O Signore, fa’ di me uno strumento della tua
pace”.
Qualche giorno dopo, sabato 13 ottobre, è continuata la preghiera con i ragazzi delle scuole
elementari e medie, nella Messa di inizio anno
scolastico.
Riportiamo soltanto alcune preghiere significative che sono state poste vicino al “fiore della
pace”: possiamo servircene ancora, visto che la
pace sembra ancora lontana da venire.
«Gesù, aiuta le persone che hanno perso i familiari nell’attentato in America, aiutali a sopportare il dolore e a non sentirsi tristi e soli».
«Gesù, aiuta i terroristi a capire la gravità di
quello che hanno fatto: la guerra non è un gioco». «Caro Gesù, fai capire agli Americani che
non si devono vendicare perchè sennò le guerre
non finiscono mai». «Caro Gesù, aiuta le persone povere, soprattutto i bambini, fai in modo
che abbiano almeno il necessario per sopravvi-
Due proposte di Giovanni Paolo II per arrivare ad
una soluzione dei conflitti internazionali e favorire il dialogo tra le religioni.
La prima data, quella del digiuno, venerdì 14 dicembre, coincide con la fine del Ramadan islamico.
Questa scelta vuol significare che già nella preghiera le due posizioni oggi maggiormente in conflitto si trovino unite nella preghiera. L’unità che
Dio vuole stabilire tra gli uomini dovrà essere prima di tutto realizzata in questa unità di tutti gli
uomini in Dio. Dio solo può superare i conflitti e
realizzare l’aspirazione di tutti gli uomini ad una
pace che rimane ed è dono di Dio.
Di seguito il testo ufficiale dell’appello del papa.
Carissimi Fratelli e sorelle
1.La scena internazionale continua ad essere turbata da preoccupanti tensioni. Non
possiamo non ricordare le pesanti sofferenze che ancora affliggono tanti nostri
fratelli e sorelle del mondo: migliaia di vittime innocenti nei gravissimi attentati dell’
11 settembre scorso; innumerevoli persone
costrette ad abbandonare le loro abitazioni per affrontare l’ignoto e talvolta la
morte cruenta; donne, vecchi e bambini
esposti al rischio di morire di freddo e di
fame.
In una situazione resa drammatica dalla
sempre incombente minaccia del terrorismo sentiamo l’esigenza di elevare il nostro grido
a Dio. Quanto più insormontabili sembrano le difficoltà e oscure le prospettive, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera per implorare da
Dio il dono della comprensione reciproca, della
concordia e della pace.
2.
Sappiamo che la preghiera acquista forza
se è accompagnata dal digiuno e dall’elemosina.
Così insegna già l’Antico Testamento ed i cristiani, fin dai primi secoli hanno accolto questa lezione e l’hanno applicata, particolarmente nei tempi
di Avvento e di Quaresima. Da parte loro, i fedeli
dell’Islam hanno appena iniziato il Ramadan, mese
consacrato al digiuno e alla preghiera. Noi cristiani
ci avvieremo tra poco nell’Avvento per prepararci,
nella preghiera, alla celebrazione del Natale, giorno
della nascita del “Principe della pace”.
In questo tempo opportuno chiedo ai cattolici che il
prossimo 14 dicembre sia vissuto come giorno di digiuno, durante il quale pregare con fervore Dio perchè conceda al mondo una pace stabile, fondata sulla giustizia, e faccia sì che si possano trovare adeguate soluzioni ai molti conflitti che travagliano il
mondo. Ciò di cui ci si priva nel digiuno potrà essere
messo a disposizione dei poveri, in particolare di
chi soffre in questo momento le conseguenze del
terrorismo e della
guerra.
Vorrei inoltre annunciare che è mia intenzione invitare i rappresentanti delle varie religioni del mondo a venire ad Assisi il 24
gennaio 2002 a pregare per il superamento
delle contrapposizioni
e per la promozione
dell’autentica pace. Ci
si vuol trovare insieme,
in particolare, cristiani
e musulmani, per proclamare davanti al mondo che
ha religione non deve mai diventare motivo di conflitto, di odio e di violenza. Chi veramente accoglie
in sè la parola di Dio, buono e misericordioso, non
può non escludere dal cuore ogni forma di astio e di
inimicizia. In questo momento storico, l’umanità ha
bisogno di vedere gesti di pace e di ascoltare parole di speranza. Come dissi quindici anni fa, annunciando l’incontro di preghiera per la pace che si sarebbe tenuto ad Assisi nell’ottobre successivo:”E’
urgente che un’invocazione corale salga con insi-
stenza dalla terra verso il Cielo, per implorare
dall’Onnipotente, nelle cui mani stanno i destini
del mondo, il grande dono della pace, presupposto
necessario per ogni serio impegno a servizio del
vero progresso dell’umanità”.
3. Affido fin d’ora queste iniziative alla materna
intercessione di Maria Santissima, chiedendoLe di
voler sostenere i nostri sforzi e quelli
dell’umanità intera sulla via della pace.
A Te, Regina della pace, chiediamo di aiutarci a
rispondere con la forza della verità e dell’amore
alle nuove e sconvolgenti sfide del momento presente. Aiutaci a superare anche questo momento
difficile, che turba la serenità di tante persone, e
ad impegnarci senza indugi nel costruire ogni giorno e in ogni ambiente una autentica cultura della
pace.
Giovanni Paolo II
La nostra diocesi e di conseguenza la
nostra comunità parrocchiale aderiscono all’invito del Papa.
Venerdì 14 dicembre, alle ore 20.00,
presso il Salone del Crocifisso: veglia
di preghiera (durante l’orario della cena); digiuno; offerta per i poveri pari a
ciò di cui ci siamo privati (l’equivalente
di una cena - le offerte, tramite la
Caritas Diocesana, saranno devolute
per le necessità della Palestina e
dell’Afghanistan). Termineremo con un
momento di festa.
Due belle preghiere
Portando la comunione agli anziani, ho
trovato la Signora Giannini Eugenia
(classe 1906) che nella sua “verde” età ricorda benissimo le preghiere che aveva
imparato da piccola.
Ne riportiamo 2: sono molto belle.
PRIMA DELLA COMUNIONE
Eccomi che mi accosto alla sacra mensa,
dove si dispensa il pane del cielo.
Guardo sotto quel velo,
credo ben che ci sia il bene dell’anima mia
e Dio che mi ama.
Eccolo che mi chiama alla Comunione,
sta esposto nell’altare,
per me sta preparato,
mi parto di viato e lo ricevo
per avere ogni bene di sapore
io mi consacro amore.
Fontana che mi invita a tanto bene
mi dice viene viene a goder l’anima mia
a godere in santa pia la mia presenza,
la santa providenza.
Di Voi non son mai sazio,
Signore mio Dio vi ringrazio.
DOPO LA COMUNIONE
Angeli santi venite tutti quanti
a consolarmi il cuore
che in bocca ci ho il Signore.
Mi parla, mi dice:
Campane a festa
A suo tempo il Vescovo aveva invitato i Parroci a far festa per la nascita dei bambini con il suono della campane.
Quando sentiamo suonare le campane, in genere, ci chiediamo chi è morto???
Ci sembra, invece, opportuno accogliere l’invito del Vescovo e dare voce alle campane per sottolineare la venuta la mondo di una nuova creatura., pertanto chiunque lo desideri, potrà comunicare tale lieto evento al parroco che, suonando le campane, condividerà tale gioia con tutta la
BACHECA DEI GIOVANI
Al Salone è posta una bacheca che di volta in
volta sarà aggiornata. Conterrà alcune proposte di catechesi, schede a tema, inviti vari e
un indirizzo di posta elettronica per entrare
in contatto con la parrocchia e con altri giovani. Vuol essere un piccolo mezzo di incontro! Chi vuole, lo utilizzi liberamente!
Ogni martedì alle ore 21.00 c’è l’incontro del
“gruppo giovani”. E’ stato fatto un
“calendario” di incontri così articolato:
- un martedì “riflessione dal Vangelo”: lettura di un brano, riflessione e condivisione, cioè
ognuno cerca di proporre un personale pensiero nato dalla parola ascoltata.
- un martedì: incontro di catechesi. La pastorale giovanile diocesana propone in questo anno la riflessione sull’ “affettività”. Viene proposta una scheda sulla quale si discute.
- un martedì la “lectio divina”: confronto articolato con la Parola di Dio. Più facile farla
che spiegarla.
- un martedì: incontro di programmazione:
parliamo insieme delle eventuali iniziative di
carattere spirituale, sociale, caritativo o ricreativo. L’incontro è anticipato alle ore 20
perchè ci troviamo insieme per la cena.
Cari giovani, un po’ di coraggio e di buona volontà, poi nasce amicizia reciproca, voglia di
stare insieme, la gioia di ascoltare delle buone parole, il gusto delle cose di Dio. Tutto
questo forma i giovani alla vita.
Casa di Riposo Dreini (Gargonza)
Domenica 25 novembre, alcuni ragazzi della
parrocchia hanno condiviso un pomeriggio di
festa e canti con gli anziani della Casa di Riposo di Dreini.
E’ stata un esperienza speciale che presto
rifaremo ... perché non vieni anche tu?
G.M.G. TORONTO 2001: arriviamo!
Pensiamo già alla Giornata Mondiale della Gioventù in Canada dal 18 al 31 luglio 2002. E’
troppo presto? No! E’ ora il tempo! Se qualcuno desidera partecipare si faccia avanti. Alcuni di noi andranno sicuramente. Può essere un
problema la spesa? Due milioni e centomila.
Pensaci! Se vuoi chiedi informazioni in parrocchia!
G i o v a n i s s i m i
Con i giovani che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima lo scorso anno teniamo un incontro settimanale, il martedì alle ore 15.00.
Un incontro vario:
a partire dal torneo di ping-pong, nell’attesa
che giungano tutti i partecipanti,
quindi il “momento di serietà: “la vita è mia” tema della crescita umana, cristiana, affettiva… Utilizziamo schede, questionari e testimonianze…
al termine la merenda. Ogni martedì un componente porta un dolce, al resto pensa la parrocchia.
Dopo merenda continua il torneo di ping-pong
e alcune ragazze fanno il corso di chitarra
con l’animatrice Nada.
ASSOCIAZIONE DEL SANTO ROSARIO
Domenica 28 ottobre con le iscritte all’associazione del “Rosario Perpetuo”, il nostro parroco Don Alessandro e chi lo desiderava, con il pullman, siamo andati a Firenze in Santa Maria Novella. E’ stata
una bella giornata di canti e di preghiera. Ci ha fatto sentire più uniti fra noi e più vicini alla Madonna.
Che dire della nostra Associazione? Eravamo tante iscritte, ma purtroppo alcune ci hanno lasciato e
ora aspettiamo che si aggiungano delle nuove, soprattutto delle giovani.
L’impegno non è gravoso. Una volta al mese si deve fare un’ora di preghiera, un’ora in compagnia della
Madonna, da sole nelle nostre case oppure insieme la prima domenica
del mese in chiesa.
In passato nel mese di maggio, andavamo sempre a fare un pellegrinaggio-gita ad un santuario. Ricordo a Genova alla Madonna della Guardia,
a Pompei, a Cascia e in tanti altri luoghi. Sicuramente tante persone si
ricorderanno, magari con nostalgia, di quelle belle giornate trascorse
insieme in preghiera, ma anche nel divertimento (che non guata mai).
Faccio un appello a Don Alessandro che insieme riprendiamo queste
buone abitudini. I pellegrinaggi, le gite sono un modo per riunirci e per
stare insieme, insieme si prega meglio e in fondo ci vogliamo anche un
po’ più di bene
La vostra zelatrice Biagini Brunella
COMPAGNIA DEL SS. SACRAMENTO
In altro giornale parrocchiale è stata fatta la storia della Compagnia e delle sue finalità.
Qui vogliamo parlare dell’aspetto economico. La cassa della Compagnia del SS. Sacramento è formata
dalla quote che annualmente pagano i confratelli (£ 5.000); il momento del pagamento della quota è il
tempo di Pasqua.
Al presente nel conto della Compagnia ci sono £ 3.182.500.
Quale l’uso della cassa?
Con questo denaro si fanno celebrare delle SS. Messe per suffragare le anime dei fratelli e sorelle
iscritti all’associazione. In fondo alla chiesa, nel foglietto delle messe settimanali, si scrive messa
“offerta dalla Compagnia”.
Inoltre l’addobbo della chiesa in occasione delle Quarantore di carnevale e di Pasqua è offerto dalla
Compagnia. Così pure il pane che nella celebrazione del Giovedì Santo viene distribuito ai Discepoli e agli altri a cui spetta.
Quando le finanze lo permettono, non trattandosi di somme
eccezionali, si pensa anche a piccole interventi per la chiesa
parrocchiale: manutenzione, arreddi, altro… Questo perché
dobbiamo avere a cuore la nostra chiesa parrocchiale costruita con tanto sacrificio dai nostri padri.
Da ricordare che il Camarlingo della Compagnia è il Sig. Renzoni Raffaello. Il cassiere è il Sig. Marcelli Ivo.
COMITATO DI GESTIONE DEL SALONE
In data 19 novembre 2001 è stato rinnovato il Comitato di Gestione del Salone. Il precedente Comitato era scaduto per decorrenza dei cinque anni, in luglio 2001.
Nel Consiglio Pastorale del 25 ottobre erano stati eletti, come da statuto, 7 membri nella persona di
Emilio Bernocchi, Evaristo Biagini, Piergiorgio Fantozzi, Anna Mori, Marcello Redi, Luca Zama e Marilisa Zama. Il parroco aveva nominato tre esterni al Consiglio pastorale: Giuliano Berni, Giuseppe Bigliazzi e Santino Renzoni.
Mancava di rinnovare le cariche. Passati alle votazioni, sono stati eletti per acclamazione: Giuliano
Berni - presidente; Evaristo Biagini - segretario; Marcello Redi - cassiere.
Non resta che augurare buon lavoro al nuovo Comitato. Insieme un grazie di cuore al Comitato che per
cinque anni ha dato lustro al Salone con tante iniziative e attività. Grazie al presidente Roberta!
Facendo un passo indietro, c’è da lodare alcuni volenterosi che in giugno hanno restaurato tutti gli infissi del Salone, scartandoli e dando mani di vernice.
Al presente, in questi giorni sta concludendo la Rassegna Teatrare Regionale “Il Fanfulla”. Bella idea!
Begli spettacoli! Manca solo la partecipazione dei paesani. Peccato!
Il mese di novembre è dedicato al “ringraziamento”, festa
nata 51 anni fa per volere della
Coldiretti e poi fatta propria
dalla Conferenza Episcopale
Italiana.
Nella nostra parrocchia questa
festa è stata celebrata il 18
novembre.
Piccoli e grandi attrezzi utilizzati dai nostri nonni in agricoltura, hanno addobbato il centro storico del paese accompagnando la comunità a ringraziare, durante la Santa Messa celebrata alle ore 11.30, per i doni che Dio ci dà
continuamente.
La chiesa era addobbata a festa e tanti doni
raccolti dalle famiglie della parrocchia, e non
solo!!, riempivano una sfilata di cesti pronti ad
essere destinati alla beneficenza: gli ospiti delle case di riposo di Dreni e della RSA di Monte
San Savino, hanno ringraziato tutti noi e Dio
per tutto ciò.
Al termine della Santa Messa,
è stato regalato ad ognuno di
noi “un piccolo ricordo” perché
tornando a casa e leggendo la
“Preghiera del Lavoratore” facessimo memoria che ogni cosa
e ogni uomo appartengono a
Dio e che il nostro lavoro e la
nostra fatica producono frutti
ed alimento.
Poi don Alessandro, uscendo
dalla porta del paese, ha benedetto la lunga sfilata di mezzi agricoli con la simpatica presenza della “miccia” del “Fagiolo”!!!
E come si dice, “tutte le feste finiscono in gloria”!!
Tutti a pranzo al Ristorante Belvedere a Monte
San Savino. E tra saccottini, spiedini e barzellette,
tutti hanno ringraziato Dio per “il pane quotidiano”, per l’affetto e per l’armonia che questa festa
dona ai loro cuori, ai nostri cuori.
Cosa dire adesso?! Grazie a tutti, proprio a tutti;
grazie a don Alessandro e a tutta la parrocchia e
grazie a ….. Dio, naturalmente!!
Questa chiesa di stile francescano, vasta, armoniosa ed
arricchita da un bel portico con colonne doriche, risale al
1500, dato che in quel secolo e cioé nel 1562, la troviamo
sede di una fiorente e ben organizzata Compagnia e con
un cappellano deputato alla sua regolare ufficiatura. In
origine era dedicata alla S.S. Annunziata, ma a poco a poco per la venerazione ad un simulacro che era stato posto
nel tempio, dal popolo venne comunemente chiamata
«Chiesa del S.S. Crocifisso». Si trovava situata fuori delle mura castellane, nei pressi ove la strada che viene da
Cesa, si congiungeva con quella che da Marciano prosegue
verso Lucignano.
La chiesa aveva un piccolo campanile a vela
con due campane e
mancava di sagrestia.
Sino a tutto il 1500
nell’interno esisteva un
solo altare, quello dedicato alla Madonna, e
su questo altare troneggiava un bel quadro
in legno di scuola senese, ove sul fondo d’oro era dipinta
la scena dell’Annunciazione. In seguito, probabilmente
quando fu costruito l’altro altare, il quadro venne sostituito da una statua della Vergine in scagliola e, non si sa
da chi, sulle ginocchia di questo simulacro, fu posto, senza riflettere alla riverenza, un piccolo Gesù Bambino di
legno.
Nei primi del 1600, crescendo la venerazione verso il
Crocifisso, si volle costruire sulla parete di sinistra, su
disegno dello scultore Pozzi, un grandioso altare barocco
in gesso per la decorosa conservazione della sacra immagine. Il 20 maggio 1898 per completare la simmetria
del tempio si aggiunse l’altare della Addolorata. La chiesa
possedeva varie opere d’arte, provenienti in gran parte
dalla vecchia Pieve di Santo Stefano: una statua in legno
di Santa Maria Maddalena del sec. XV°, le tele dell’Ultima
Cena e della Crocefissione attribuita al Vasari e due belle
tavole della scuola senese sulle quali erano dipinti i santi
Fabiano e Sebastiano e Maria con l’Angelo.
Come abbiamo già detto, la chiesa mancava di sagrestia e
di un vero e proprio campanile. Per supplire alla prima de-
ficienza, nel maggio 1838 i Magistrati della Compagnia
decretarono la costruzione della sagrestia che, dopo
molte discussioni, venne innalzata per consiglio del capomastro Boldi di Montagnano, tra Levante e Mezzogiorno, dietro l’altare del Crocefisso. La spesa per tale
opera fu di L. 407. Non era ancora terminato il lavoro,
allorché i Magistrati incaricarono il foianese Luigi Radicchi di preparare il progetto del campanile. Il disegno, tuttora esitente, fu ricompensato con L. 5 e nel
tardo novembre 1843 si scavarono le fondamenta. I lavori proseguivano mano a mano che si raggranellavano i
mezzi e solo nel 1849 venne inaugurata la bella torre
campanaria, alta 29 braccia. La somma di L.2.162, necessitata per la costruzione, fu largamente superata
dalle offerte del popolo. A titolo di curiosità, si ricorda che i maggiori offerenti furono il pievano con L. 13,
Francesco e Natale Salvadori con L. 10 ciascuno; gli altri possidenti dettero dalle 3 alle 5 lire; il popolo dagli
8 ai 10 soldi e Lorenzo Spadini offrì un soldo. Fatto il
campanile bisognava provvedere alle campane e i Magistrati della Compagnia, nell’adunanza del 28 settembre
1851, stanziarono 100 scudi per il nuovo concerto companario, che venne affidato ai fratelli Sini di Acquapendente. La fusione si effettuò sotto le logge della
chiesa il 2 agosto 1853 e vennero estratte tre campane del seguente peso: la prima di libbre 1.192, la seconda di libbre 705 e la terza di libbre 380. La spesa totale, oltre il bronzo già esistente, fu di L. 1.542, e siccome la Compagnia non aveva tanto danaro in cassa,
Don Giuseppe Franceschi, Girolamo Tosi e Don Antonio
Ferretti, anticiparono le mancanti 400lire. Il concerto
campanario non riuscì di comune soddisfazione, onde il
27 novembre 1879 venne approvato il progetto del
fonditore Terzo Raffaelli, che prevedeva l’aggiunta di
una quarta campana.
Anche questa volta la fusione fu ripetuta in Marciano
e, si dice, che insieme al vecchio bronzo siano state
gettate nel crogiuolo, molte monete di argento. Così
nel gennaio 1860 si ebbero quattro nuove campane, la
prima delle quali di 1.192 libbre, la seconda di 862, la
terza di 624 e la quarta di 387 libbre.
La rifusione venne a costare L. 1.429, e per saldare il
pistoiese Raffaelli furono prese in prestito 80 monete
In occasione della partenza da Marciano, Don Guido fu invitato a Badicorte per un saluto alla comunità. In quella circostanza Don Luigi offrì una poesia a Don Guido.
Dopo un po’ di tempo, sempre in rima, rispose Don Guido.
Ci sembra bello riportarle entrambe sia per mettere in risalto il bel rapporto di due anziani sacerdoti che per mantenere vivo il ricordo di Don Guido.
Badicorte, 01-10-2000
AL CARISSIMO DON LUIGI E AI SUOI ZELANTI PARROCCHIANI.
A don Guido Cutini
Grazie del tuo saluto,
o don Guido arciprete.
Si, il ringraziamento
giusto è, ti si compete.
T’abbiamo conosciuto
da molti anni in zona,
agile, buon pastore
e di fama che intona.
Ti si ammiran le opere
non solo pastorali
ben accette alle anime
ma anche le ecclesiali:
Pronto riparatore
là do v’è necessario
per chiese e canonica
con fare accorto e serio.
I limiti dell’età
chiedono il buon riposo,
Dio te lo conceda, lungo,
con salute e gioioso.
Tua uscita da Marciano
recherà molto vuoto
tuo lavoro resterà
ai posteri assai noto!
Tutti noi a Badicorte
ti esprimiamo affetto,
ti ringraziamo tanto:
“e vviva !“ forte - netto!
Don Luigi Valdambrini
E i Parrocchiani di Badicorte
NON SAPEVO DEL TUO ESTRO POETICO
CHE MI HA RALLEGRATO E COMMOSSO,
LEGGENDOLO L’HO TROVATO PATETICO
DISPIACIUTO PER NON AVERLO IN LETTURA MOSSO.
LE PAROLE DI LODE ALLA MISSIONE SACERDOTALE
DA TE MESSE, IN MODO APPROPRIATO IN RISALTO
NON FANNO ECCEZIONE; NEL MISISTRO DI DIO E’ NATURALE,
COSI’ ESSER DEVE PER VINCERE DEL DEMONE L’ASSALTO.
QUANTO CONCERNE LA CHIESA, LA CANONICA
E LE MOLTEPLICI STRUTTURE COLLATERALI,
CHE SONO MOLTE, DOVEROSA ATTUAZIONE PERIODICA,
PARTE FAN DELLE VARIE INIZIATIVE SACERDOTALI.
L’INCORAGGIAMENTO E GLI AIUTI DELLA GENTE,
STATI SON SPRONE A FARE ED ANDARE IN AVANTI:
ESIGENZE CHE IL POPOL FEDELE IN SE’ SENTE:
I DESIDERI A PREGAR E LODAR DIO SONO TANTI.
L’AUGURIO DI MERITATO E GIOIOSO RIPOSO,
NEL RITIRO A VITA SCEVRA DA ATTIVITA’ OBBLIGATA,
ESSER DOVREBBE IN PREMIO DEL LUNGO CORSO
GODENDO GIORNI LIETI IN UNA VECCHIAIA BEATA.
DOPO QUARANT’ANNI LASCIANDO IL PAESE DI MARCIANO,
DI CERTO IN ME CI SARA’ UN GRAN VUOTO:
RICORDI, PERSONE, FESTE, EVENTI SCORRON MAN MANO
VENENDO UNO DIETRO L’ALTRO, COME DEL TEMPO IL MOTO.
A DON LUIGI, CHE COME ME E’ PRETE
E HA SPESO LA LUNGA E SOLITARIA VITA
INSEGNANDO AI FEDELI DELLA BONTA’ LE METE
AUGURIAMO UNA FINE FELICE A GIOIA UNITA.
AI BADICORTINI PER LA SCHIETTA RICONOSCENZA,
RIVOLTAMI PER GLI INSEGNAMENTI E BENEFICI RICEVUTI,
QUANDO COME MAESTRO DATO HO DELLA FEDE LA SCIENZA,
INFINITE GRAZIE PER GLI ENCOMI E SALUTI RICEVUTI!
DON GUIDO CUTINI
L’anno liturgico è formato da 52 settimane, come
l’anno civile, però con un ‘impostazione particolare,
perché è liturgico, cioè basato sulla liturgia, che è la
preghiera della Chiesa. Nel corso di questo anno, infatti, viene presentato, attraverso le celebrazioni liturgiche, Gesù Cristo, il suo messaggio e la sua vita.
Viene presentata anche la Chiesa, attraverso la figura
della Vergine Maria e dei Santi, che sono coloro che
hanno vissuto in pienezza l’insegnamento di Gesù. Possiamo dire che l’anno liturgico è il cammino dei cristiani per conoscere e accogliere Gesù nella propria vita.
IL FONDAMENTO
La domenica è il fondamento dell’anno liturgico, perché è
il giorno della risurrezione di Gesù, i primi cristiani in
questo giorno celebravano la Pasqua settimanale. Per
questo la domenica è il giorno del Signore, il giorno
dell’Eucaristia. Successivamente, per un desiderio di approfondire e vivere appieno i misteri di Gesù, si è sviluppato il ciclo pasquale e il ciclo natalizio.
LO SCOPO
L’anno liturgico è un vero e proprio cammino di salvezza,
perché la Chiesa rende presente il mistero di Redenzione
con la sua pienezza di grazia. L’anno liturgico, quindi, è un
anno di grazia del Signore, per questo il cristiano a contatto con questo tempo deve trasformare la propria vita,
rinnovandosi, o meglio, convertendosi, come è avvenuto
per i santi.
I COLORI DELL’ANNO LITURGICO
L’anno liturgico ha i suoi colori che spiegano e orientano
nel tempo che si sta vivendo. Possiamo dire che sono i segnali che fanno subito capire l’itinerario particolare che
si sta percorrendo o la festa che si sta celebrando.
Dall’introduzione al Messale Romano: «La differenza dei
colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei
misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della
vita cristiana in cammino lungo il corso dell’anno liturgico» (n. 37).
- Il colore VIOLA indica penitenza, conversione, attesa e
suffragio; si usa nei tempi di Avvento e di Quaresima e
nella liturgia dei defunti.
- Il colore BIANCO significa risurrezione, purezza e gioia; si usa nel tempo di Natale e nel tempo di Pasqua, nelle
celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei santi
non martiri.
- Il colore VERDE esprime speranza, costanza nel
cammino e ascolto perseverante; si usa nel tempo
ordinario.
- Il colore ROSSO indica amore e martirio; si usa la
domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la domenica
di Pentecoste e nelle celebrazioni dei santi martiri.
- Il colore significa regalità e si può usare per sottolineare l’importanza di alcune Solennità.
(1)
AVVENTO
COLORE LITURGICO: Viola.
DURATA DEL CAMMINO: 4 settimane, dalla domenica 2 dicembre fino al 24 dicembre.
IL MESSAGGIO: Preparazione e attesa gioiosa per
la prossima venuta del Signore Gesù.
(2)
TEMPO DI NATALE
COLORE LITURGICO: Bianco
DURATA DEL CAMMINO: Dalla notte di Natale fino alla festa del Battesimo di Gesù, che si celebra la
domenica seguente l’Epifania.
IL MESSAGGIO: Accogliere Gesù, luce delle genti,
che porta pace e amore.
Battesimi:
Mori Riccardo
Biagini Andrea
Pascucci Angelica
Goti Valentino
Defunti:
Mariottoni Angiolo
Cetica Isabella ved. Palleggi
Rossi Gino
FESTIVITA’ NATALIZIE
? Venerdì 21 Dicembre: ore 21.00 nella Chiesa Parrocchiale Concerto di Natale, organizzato
dall’Amministrazione Comunale.
? Sabato 22 dicembre: ai giardini pubblici (PRATO)
presepe vivente preparato dai ragazzi delle scuole
elementari e medie.
? Domenica 23 dicembre: ore 17.00 Concerto natalizio nella Chiesa parrocchiale di Rigomagno.
? Martedì 25 dicembre - S. Natale: ore 16.45, al
Salone, ci divertiamo con la tombola.
? Mercoledì 26 dicembre: S. Stefano, co-patrono SS. Messe ore 8.00 e 11.30. Nel pomeriggio, ore
Adorazione:
1° giovedì del
mese, ore 21.15
Associazione del
S.Rosario
Ora di guardia
1a domenica del
mese, ore 15.00
13.30 partenza per Cesenatico: visita al
“presepe sulle barche“. Rientro per le ore 21.30
circa. La spesa del pullman è £ 20.000.
? Domenica 30 dicembre : ore 17 tombola al Salone
? Lunedì 31 dicembre, ore 21.00, la parrocchia organizza, presso il Salone, la “cena di fine anno”. Iscrizioni presso Roberta tel. 0575/845238
e Marilisa 0575/845016.
? Martedì 1° gennaio, ore 16.45, la parrocchia organizza la consueta tombola.
? Domenica 6 gennaio 2002, ore 16.45, arriva la
Befana per i bambini e seguirà la tombola organizzata dalla parrocchia.
Famiglie:
Incontri a
piccoli gruppi.
Dare adesione
e disponibilità.
Giovani:
ogni Martedì ore 21.15
Coro:
A chi piace cantare ed ha la voce intonata è il
BENVENUTO...
Giornalino:
Se volete scriveteci le storie e/o
i consigli.
Saranno sul prossimo numero
Laboratorio della carità:
tutti i lunedì, ore 21.15
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che ne dici signore, se in questo natale faccio un bell`albero dentro il