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FAI SENTIRE
LA TUA
VOCE!
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Presenza&Dialogo on-­‐line !
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Schede di sussidiazione msacchina a cura dell’Equipe Nazionale MSAC ANNO ASSOCIATIVO 2013/2014 Per questo numero del P&D grazie a…Elena Poser, Gioele Anni, Adelaide Iacobelli INDICE !
1. La Chiesa per la Scuola: Mi SA Che…ci siamo anche noi! 2. Perché “La Chiesa per la scuola” (prefazione di mons. Crociata) 3. La Chiesa per la scuola (intervento del card. Bagnasco) 4. Le 8 parole chiave • Educazione • Europa • Insegnan; • Generazioni e futuro • Umanesimi • Autonomia e sussidiarietà • Comunità • Alleanza educa;va 5. E adesso…che fare? SpunZ per a[vità: • Fai sen;re la tua voce! • La Chiesa per la scuola…siamo noi! !
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1) La Chiesa per la Scuola: Mi SA Che…ci siamo anche noi! !
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Il 10 maggio 2014, in piazza san Pietro a Roma, Papa Francesco incontra gli studenti, gli insegnanti e tutte le parti coinvolte nel mondo della scuola. !
Per noi msacchini, non si tratta di un evento “normale”. Tanto meno, di un appuntamento mediatico come tanti. L’incontro tra Francesco e gli studenti si colloca più o meno a metà del decennio per l’educazione voluto dai nostri vescovi (“Educare alla vita buona del Vangelo” – Orientamenti pastorali 2010 – 2020), e segna una prima tappa nel cammino di riLlessione sulla scuola che la Chiesa italiana sta portando avanti in questi anni. Un primo frutto di questo percorso è maturato appunto nel testo “La Chiesa per la scuola”, nel quale le sLide per la scuola del futuro sono svolte in otto parole chiave. !
Abbiamo sintetizzato il contenuto del libretto in alcune slide. Vi proponiamo così i passaggi più signiLicativi dell’introduzione di monsignor Crociata, dell’intervento del cardinal Bagnasco che spiega il senso del percorso intrapreso, e delle otto parole chiave: !
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Educazione Europa Insegnanti Generazioni e futuro Umanesimo Autonomia e sussidiarietà Comunità Alleanza educativa. Vi invitiamo, se possibile, a recuperare il testo per intero: sicuramente l’UfLicio Scuola della vostra Diocesi ne possiede qualche copia, e tramite il vostro Assistente dovreste riuscire a procurarvelo. Per semplicità, comunque, ecco una sintesi per appunti, con alcune domande relative alle parole chiave, eventualmente utili per la riLlessione nei gruppi. !
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Che cosa vogliamo fare, portando nei gruppi queste riLlessioni? Non delle discussioni astratte: ci importa di far sentire la nostra voce, contribuendo con le sensibilità tipiche di ciascun msacchino e di ciascun gruppo a questo percorso intrapreso dalla Chiesa italiana. Raccoglieremo ogni contributo, per presentare le proposte degli msacchini ai nostri vescovi e a tutti coloro che, nella Chiesa, vogliono spendersi per la scuola. Ma di questo parleremo più dettagliatamente al termine delle schede, con qualche suggerimento per attività nelle scuole. Ora è tempo di addentrarci nel testo, a partire dagli spunti di monsignor Crociata e del cardinal Bagnasco. !
2) Perché “la chiesa per la scuola” !
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- «Il laboratorio nazionale La Chiesa per la scuola (Roma, 3-­‐4 maggio 2013) ha tesZmoniato l’interesse della Chiesa (…) nel quadro del decennio pastorale dedicato all’educazione».
- «La Chiesa ha voluto mebere in abo la propria vicinanza al mondo della scuola e della formazione professionale, e al tempo stesso segnalare che, quando si parla di esso, non sono in gioco solo esigenze economiche o sindacali (…); piubosto si traba di una quesZone che riguarda direbamente la polis, cioè di una quesZone poliZca».
- «Aborno alla “scuola” vanno raccolZ non solo gli “adde[ ai lavori”, ma tube le persone di buona volontà».
- «L’evento di maggio 2013 (…) rappresenta l’inizio di un ampio percorso di sensibilizzazione e mobilitazione, volto a rilanciare temi e problemi, sicuramente bisognosi e meritevoli di ulteriori riflessioni».
(mons. Mariano Crociata) !
3) La Chiesa per la scuola
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(Intervento del card. Bagnasco al seminario del 3-­‐4 maggio 2013) «La Chiesa è per la scuola, perché interessata a una formazione integrale e armonica dell’individuo».
LA SFIDA EDUCATIVA
- «Il contesto culturale nel quale siamo inseriZ è spesso segnato da uno sce[cismo e un individualismo che sfaldano i presupposZ stessi dell’educazione. Il relaZvismo (…) rende invalido ogni giudizio di valore, ritenuto inevitabilmente parziale e sogge[vo».
- «QuesZ presupposZ fanno venir meno il concebo stesso di autorità e di educazione».
- È necessario quindi che la società nel suo insieme, tanto più in un contesto in cui l’educazione è sempre più concepita come trasmissione di saperi volZ a uno sviluppo esclusivamente tecnico, impari a concepirsi come una comunità che educa, che forma persone e le accompagna nella vita».
LA SCUOLA PER UN’EDUCAZIONE INTEGRALE UNITARIA
- «All’interno di questo contesto generale va considerata la realtà della scuola. (…) Una “scuola-­‐supermarket”, che propone conoscenze quasi fossero prodo[ di uguale valore tra i quali scegliere, diviene incapace di indicare i fini che conferiscono significato ai mezzi proposZ. La frammentarietà di questo scenario deve essere contrastata con un’educazione che offra una visione alta della vita e valorizzi tube le dimensioni della persona».
- «Lo smarrimento avverZto dalla scuola è causato anche dall’insufficiente sostegno delle isZtuzioni».
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- «Fondamentale è il rapporto tra la famiglia e la scuola. La famiglia (…) chiede sempre di più alla scuola. La scuola svolge così, pur senza averne i mezzi adeguaZ, un ruolo di supplenza e di sostegno nei confronZ della famiglia, in una sorta di vera sussidiarietà».
IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ EDUCATIVA
- «La CosZtuzione italiana riconosce alla famiglia il dovere e il diribo di educare e istruire i figli secondo una linea educaZva liberamente scelta».
- «Il carabere pubblico della scuola non implica, è urgente ribadirlo, livellamento e omologazione di tube le scuole a un medesimo modello. Certamente vi devono essere parametri comuni, quelli stabiliZ dallo Stato, ma all’interno di quesZ è salutare che si sviluppino proge[, sensibilità e iniziaZve parZcolari senza giocare al ribasso, e senza indulgere a tendenze il cui scopo è piubosto quello di suggesZonare che di educare veramente».
- «La parità tra scuole statali e non deve divenire effe[va, per evitare dannose conflibualità e far sì che tra esse si stabilisca un rapporto realmente costru[vo».
IL SOSTEGNO ECONOMICO ALLE SCUOLE PARITARIE
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- «Le scuole paritarie rappresentano il 24% delle scuole italiane; la maggioranza sono scuole dell’infanzia (…) e scuole primarie».
- «Una vera sogge[vizzazione del tessuto sociale passa da una maggiore valorizzazione dell’autonomia e da un adeguato sostegno a essa». !
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Le 8 parole chiave 1. Educazione !
- «Il futuro dell’umanità è strebamente legato alla valorizzazione delle “risorse invisibili”»: bisogna «curare la formazione e l’educazione delle nuove generazioni, per consenZre risultaZ adeguaZ ai tempi e la maturazione della persona umana, elemento essenziale per la cosZtuzione del “capitale umano”».
- La scuola italiana ha mantenuto un livello di formazione accebabile, ma non si sa per quanto tempo potrà essere garanZto. Le indagini relaZve agli apprendimenZ, soprabubo per alcune aree geografiche e Zpi di scuole, destano preoccupazione.
- «Alle urgenze poste dalla nostra epoca per la formazione e l’educazione dei giovani non sembrano essere state date risposte concrete e convincenZ. (…) La marginalità che la scuola ha nell’agenda dei vari schieramenZ poliZci rischia di estendersi a livello sociale, con gravi conseguenze dal punto di vista umano e civile.»
- «Prendersi cura della scuola si presenta pertanto come un compito urgente e irrinunciabile, sul piano culturale, civile e sociale».
Domande:
1) Quali proposte possiamo prevedere per una scuola che valorizzi il “capitale umano”, oltre la trasmissione meccanica di conoscenze?
2) Su quali emergenze vogliamo porre la nostra aQenzione, se e quando la poliRca deciderà di stanziare risorse adaQe alla scuola? !
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2. Europa !
- «Esiste uno strebo legame fra la capacità di lavoro, la preparazione culturale e la partecipazione consapevole e a[va alla vita sociale e civile delle persone. La cosiddeba inclusione sociale (anche nella prospe[va di un’immigrazione extracomunitaria o di una mobilità interna all’UE) esige un apprendimento che incida sulla capacità conZnua di aggiornarsi e di adabarsi. Tuba la vita esige l’apprendimento conZnuo (lifelong learning).
- Urge una riflessione su tre diverse quesZoni:
1) il modo in cui l’Italia ha cercato di recepire le indicazioni europee (per invesZmenZ e strubura del sistema scuola)
2) Il rapporto tra il processo di innovazione e il ;po di saperi in esso coinvolZ (con abenzione al rapporto tra formazione e lavoro)
3) Il rapporto tra società civile, mondo produ[vo, poliZca e mondo cabolico nella dinamica della formazione. Quanto queste componenZ collocano l’uomo e il suo bisogno di educazione al centro dell’abenzione culturale del mondo d’oggi?
Domande:
1) La scuola di oggi ci forma come ciQadini europei? (conoscenza delle isRtuzioni, formazione uRle a muoversi un domani all’interno dell’Unione Europea…)
2)Le vostre scuole sono aQrezzate in modo consono all’evoluzione tecnologica e sviluppano formule didaXche innovaRve, o rimangono legate a schemi del passato?
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3. InsegnanR !
- Il lavoro dell’insegnante, oggi, non viene percepito «né qualitaZvamente in termini di importanza, né quanZtaZvamente in termini di ore di lavoro a scuola e a casa».
- Da questo deriva «una crescente demo;vazione da parte dei docenZ». Un altro elemento di difficoltà per gli insegnanZ è posto dalla comunicazione intergenerazionale: le tecnologie digitali creano nuovi problemi riferiZ «anche a un diverso approccio alla conoscenza».
- Va dunque recuperato il ruolo del docente, come figura che aiuta gli studenZ a maturare un pensiero criZco e un’autonomia di giudizio, condivide regole e tesZmonia valori culturali, umani e sociali.
- Vi sono per fortuna anche casi posiZvi: docenZ che salvaguardano la miglior tradizione della nostra scuola, che studiano percorsi formaZvi alternaZvi, che denunciano situazioni di difficoltà. Tra resa ed eccellenza, la realtà dei docenZ è dunque variegata.
Domande:
1) Quanto è determinante il ruolo del docente nell’apprendimento delle singole materie?
2) Nei vostri professori vedete più i segni della resa o la ricerca dell’eccellenza?
3)Percepite anche voi un grande “divario generazionale” coi docenR? Se sì, su quali temi/aXtudini?
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4. Generazioni e futuro !
- «Coloro che oggi frequentano le scuole guardano al proprio futuro con estrema incertezza».
- I segnali di disagio (dispersione scolasZca, bullismo e violenza, dipendenze) sono molZ. Pare che la scuola non riesca a rispondere a tante domande culturali ma anche affe[ve (sempre più in crisi anche il ruolo della famiglia).
- Nonostante queste difficoltà, la scuola gode della fiducia dei giovani: vi cercano non solo una formazione personale, ma pure una mo;vazione allo studio.
- La scuola deve saper generare una nuova cultura. «La rapidità del cambiamento impone alla scuola di rinnovarsi conZnuamente» nella proposta educaZva. È decisiva l’abenzione all’orientamento come «accompagnamento conZnuo dei giovani nella scoperta delle proprie potenzialità e dei propri interessi». Così si riporta al centro lo studente come persona.
Domande:
1)Vi sembra che il percorso scolasRco sia coerente con i tempi presenR? SenRte che la formazione che ricevete a scuola vi prepara per il domani?
2) La scuola dovrebbe diventare (se non lo è già) un punto di riferimento per più tempo della vostra giornata? Ad esempio con la possibilità di seguire corsi di recupero o potenziamento, aXvità integraRve, sport…
3) Come giudicate l’orientamento ricevuto verso le superiori e, per i più grandi, verso l’università?
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5. Umanesimo !
“Di tuRe le cose misura è l’uomo, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono” (Protagora) e “Sono un uomo, nulla di umano considero estraneo a me” (Terenzio).
- La lingua è la terra dove abita l’humanitas. La lingua permebe di riconoscere l’altro come capace di risposta; permebe di chiarirsi con se stessi e con gli altri; è il fondamento della conoscenza.
- L’humanitas si realizza nella civitas, che è luogo di relazione dove si formano legami affe[vi, isZtuzionali e religiosi.
- La natura umana è mossa dal desiderio e dal bisogno: l’educazione acquista anche il valore fondamentale di limite (non vincolo!) come principio di libertà.
- L’umanesimo è un’area di straordinaria esperienza, non un modello. L’educazione che si ispira ai valori dell’umanesimo deve percorrere vie che incoraggino la creaRvità, la capacità espressiva e relazionale, la consapevolezza criZca di ciò che è stato fabo (esperienza) e di ciò che può essere fabo (ricerca). Domande:
1) Quali aQeggiamenR assumiamo con gli studenR stranieri sempre più numerosi nelle nostre classi? 2) A scuola ci senRamo liberi di mostrare agli altri chi siamo? La scuola ci insegna a porci dei limiR?
3) AQraverso quali strumenR la scuola può incenRvare la creaRvità e sRmolare in noi il desiderio di cercare strade nuove?
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6. Autonomia e sussidiarietà !
- Il principio di sussidiarietà (è un principio regolatore per cui se un ente che sta "più in basso" è capace di fare bene qualcosa, l'ente che sta "più in alto" deve lasciargli questo compito, eventualmente sostenendone anche l'azione) si trova in streba connessione con quello di solidarietà. Per quanto riguarda la scuola ci sono 2 livelli:
a) Passaggio da una scuola dello Stato ad una scuola della società civile. (piano educaZvo della sussidiarietà)
b) Sviluppo di esperienze nell’ambito di vari livelli e Zpologie di scuola che hanno raggiunto notevoli traguardi in forza di poliZche nazionali, locali e sussidiarie. (piano isZtuzionale della sussidiarietà).
- Importante ambito di applicazione della sussidiarietà: formazione professionale.
-­‐ Sussidiarietà (principio funzionale dell’esercizio della libertà nella società) trova punto di incontro con l’autonomia scolasRca (principio struburale dell’esercizio della libertà nella società). Autonomia significa dare “personalità” ad ogni singola scuola e permebere la cosZtuzione di reZ di scuole in grado di collaborare sul piano funzionale e culturale.
Domande:
1) Come il MSAC, nei vostri territori, si impegna “dal basso” per far funzionare e vivere meglio la scuola? Quali aXvità organizzate? Riuscite ad interagire con altre organizzazioni sussidiarie?
2) Riuscite, come gruppo MSAC, a proporre aXvità da inserire nel piano dell’offerta formaRva?
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7. Comunità !
- La scuola è una comunità che opera all’interno di altre comunità o in sinergia con esse ed in quanto tale è luogo di relazione e di conversazione.
- MoZvi di crisi della scuola oggi:
a) il deterioramento delle relazioni che conduce alla difficile acquisizione di competenze sociali e di cibadinanza. Se si ostruiscono i canali di comunicazione, la scuola fallisce l’obie[vo di dimostrare che è possibile realizzare comunità di persone legate tra loro da vincoli di solidarietà e di amicizia civile, oltre che personale.
b) demo;vazione del corpo docente dovuta al fabo che lo Stato sembra aver abbandonato la scuola e il territorio non interagisce con essa.
- Nel territorio della scuola ci sono però altre comunità tra cui la parrocchia. Proprio queste comunità potrebbero fare molto per aiutare le famiglie ad interagire con la comunità scolasZca e per sostenere l’opera dei docenZ.
Domande:
1) Si può fare qualcosa per accrescere negli studenR e nei docenR il senRmento di comunità?
2) Quale ruolo possono assumere gli oocc (organi collegiali) affinchè all’interno della scuola divenR il vero spazio in cui si prendono decisioni comunitarie? 3) Come gruppo MSAC possiamo/riusciamo a interagire con le altre comunità (parrocchia, isRtuzioni, ecc..) presenR sul territorio?
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8. Alleanza educaRva !
- Con lo sviluppo sempre più accelerato dei mezzi di comunicazione e delle tecnologie digitali è illusorio immaginare la trasmissione dei saperi e l’educazione come prerogaZva esclusiva di un solo abore. Serve collaborazione sistemaZca e armoniosa di sogge[ diversi.
- La ricerca di un’alleanza educa;va dichiara la volontà di una collaborazione sincera e costru[va fra scuola e famiglia. La logica del paRo esprime il dovere di una rigorosa lealtà reciproca fra insegnanR e alunni.
- L’alleanza è un impegno di natura eZca che comporta, innanzitubo, uno sZle di presenza e tes;monianza da parte degli adulZ.
- Il frubo di quesZ alleanze è una vera comunità educante. Sono le relazioni che rendono buona la vita e che segnano il gioioso compimento dell’alleanza. Le relazioni sono rigeneraRve e sono in grado di prevenire demoRvazione e burnout (è l’esito “patologico” di un processo di stress che porta a logoramento psicofisico).
- L’alleanza consente di fare in modo che nessuno vada perduto e rende la scuola uno spazio inclusivo evitando il fenomeno del dropout.
Domande:
1) Quali sinergie si possono creare all’interno della scuola fra studenR, docenR e genitori?
2) Come possono le nostre scuole essere sempre più inclusive? Cosa possiamo fare, come studenR, per aiutare gli studenR più in difficoltà?
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E adesso…che fare? !
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• FAI SENTIRE LA TUA VOCE! Come avete visto, il percorso de “La Chiesa per la scuola” mette tanta carne al fuoco. D’altronde, è una proposta di riLlessione ampia e strutturata, che tocca tutto il sistema scuola nel suo insieme! Non abbiamo il dovere di pronunciarci su ogni questione, ci mancherebbe. È però bello sapere che la Chiesa s’interroga sulla scuola, e da studenti cattolici, pienamente inseriti tanto nella scuola quanto nella Chiesa, possiamo dare il nostro contributo. !
Ci sono diverse modalità per riLlettere insieme sui temi proposti. Prima di vederne qualcuna, però, partiamo da alcune note di metodo: • Cerchiamo di stare per quanto possibile nelle scuole. A maggio non ci sono spazi assembleari, ma nulla ci impedisce di chiedere i locali della scuola per un’attività nel pomeriggio o nel Linesettimana. • Coinvolgiamo nella nostra festa l’Uf:icio per la Pastorale Scolastica della Diocesi. Non possiamo ragionare dell’attenzione che la Chiesa ha per la scuola…se non coinvolgiamo chi, nel nostro territorio, svolge questa preziosa funzione di raccordo! L’“UfLicio scuola” diocesano fa parte della Curia, dunque collabora strettamente con il Vescovo. E se i nostri Vescovi si sono impegnati tanto nel decennio dell’educazione, saranno sicuramente felici di poter dialogare con degli studenti che hanno voglia di portare il loro contributo alla discussione. Per fare questo passaggio, l’Assistente del circolo (o del Settore Giovani, dove non è presente l’Assistente MSAC) ci può dare una mano. • Cerchiamo di aprire la nostra festa a tutti coloro che fanno parte della scuola, e che potrebbero essere interessati al processo di riLlessione avviato dalla Chiesa. Genitori, insegnanti, personale non docente, dirigenti, associazioni di volontariato, altri gruppi di studenti…la nostra festa ha senso se si apre, se sappiamo condividere le nostre idee. La Chiesa missionaria di Papa Francesco non ha paura del dialogo, ma si apre al confronto con tutti, forte dei valori che la caratterizzano. !
Ed eccoci ora a qualche suggerimento di attività per la festa di Line anno. Ci concentriamo qui sulle proposte tematiche, ma ragazzi, non c’è festa se non c’è anche musica, divertimento, qualche momento di convivialità insieme…per questo i circoli msacchini non hanno alcun bisogno di suggerimenti!! • Il modo più semplice di sviluppare i temi proposti è una tavola rotonda a più voci. Un suggerimento è di concentrare i temi di cui discutere: scegliamo 2-­‐3 parole chave, e lavoriamo su quelle. Vale il principio di metodo ricordato prima: cerchiamo di ampliare la partecipazione a più !
soggetti possibili. Per esempio, se decideremo di parlare di “Insegnanti”, perché non invitare un docente? Oppure, se parliamo di scuola come “comunità”, non può mancare un preside; e via così… • Possiamo lavorare a gruppi, in forma di laboratorio, su alcune parole chiave: approfondire un tema, magari con un esperto, e con lui individuare delle proposte di azione da sottoporre ai Presidi delle scuole, oppure agli UfLici diocesani per la Pastorale Scolastica o anche agli UfLici Scolastici Provinciali. • Se la festa si terrà dopo il 10 maggio, non dimentichiamo di recuperare il messaggio del Papa agli studenti di tutta Italia! Magari potrete prendervi una mezz’oretta per vedere insieme il video del discorso, o comunque analizzare gli spunti che Francesco avrà voluto inviarci. E dopo la festa? Un percorso di riLlessione non si esaurisce in mezza giornata. Facciamo in modo che i nostri dibattiti, tavole rotonde, laboratori producano qualcosa di concreto. Qualche esempio? • Un manifesto (anche in video!) che riprenda le 8 parole chiave, integrandole con le nostre proposte. • Dei suggerimenti di azioni concrete da mettere immediatamente in atto, per rispondere ad alcune esigenze delle scuole. • Una lettera aperta al Vescovo, per porgli le nostre domande e cominciare insieme un confronto su come gli studenti vivono la scuola. !
Sono solo suggerimenti generici, che ogni circolo saprà calare e sicuramente ampliare o diversiLicare all’interno del proprio contesto territoriale. Sicuramente, durante e dopo la festa sarà importante il lavoro dei Segretari e dell’équipe diocesane: toccherà a voi lavorare sul materiale prodotto durante la festa, perché non rimangano solo parole ma riusciamo Lisicamente a esprimere qualcosa che dica il nostro lavoro ed esprima la passione per la Chiesa e per la scuola. !
Al termine delle feste, come Segreteria Nazionale raccoglieremo tutto il materiale che ci verrà inviato dai circoli, e potremo a nostra volta preparare un testo da consegnare ai Vescovi: “Fai sentire la tua voce! Gli msacchini, nella Chiesa per la scuola”. Che ne dite, vi piace l’idea? È il nostro modo di dire “sì!” al processo di dialogo e confronto, intrapreso da tempo e a cui Papa Francesco darà una forte spinta con l’incontro del 10 maggio. !
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• LA CHIESA PER LA SCUOLA…SIAMO NOI! La bellezza di essere un Movimento d’ambiente, che si sviluppa e vive dentro il contesto di vita quotidiano (nel nostro caso la scuola!), ci fa gustare da tanto tempo che cosa signiLichi essere, in prima persona, “Chiesa per la scuola”. Lo stile degli msacchini è appunto quello del servizio alla Chiesa nelle aule di tutta Italia. Lo racconta bene il Documento normativo del MSAC nazionale, quando si sofferma sul nostro simbolo, l’asinello rampante: !
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«Da moltissimi anni gli msacchini hanno scelto come simbolo del Movimento un asinello. Esso dice il loro essere studenti come tutti gli altri: ragazzi pieni di entusiasmo e di voglia di vivere in pienezza, cui però capitano a volte, anche nello studio, momenti di svogliatezza e di disimpegno. Ancora più profondamente l’asinello simboleggia quell’asina che portò su di sé il Signore Gesù e lo fece entrare a Gerusalemme (Mt 21, 1-­5): è segno della volontà degli studenti di AC di essere, fra i loro coetanei e nella scuola italiana, umili e lieti portatori dell’annuncio bellissimo del Salvatore che viene e fa “nuove tutte le cose”». E allora, ecco che questa festa di Line anno può anche essere il momento per fare memoria di come il MSAC è o è stato “Chiesa per la scuola”. Chissà quanti testimoni storici avete nelle vostre diocesi, che possono raccontarvi il signiLicato di essere msacchini magari dopo il Concilio, o negli anni ottanta, o alle soglie del Duemila…sicuramente ci sarebbe tanto da imparare. !
Se invece vogliamo guardare a come noi siamo stati, ultimamente, “Chiesa per la scuola”, la proposta che vi facciamo è di compilare un piccolo annuario degli eventi msacchini dell’ultimo anno. !
Un semplice schema di partenza per il vostro annuario di circolo potrebbe essere questo: 1. Scegliere da 1 a 3 appuntamenti che desiderate mettere in rilievo, e redigere una descrizione che espliciti, per ciascun appuntamento: a. Promotore b. Titolo c. Luogo d. Data e. Link alla pagina web dove siano pubblicati eventuali materiali f. Descrizione (1500-­‐2000 battute totali, spazi inclusi), da articolare in tre punti: i. Perché …(obiettivo dell’iniziativa) ii. Con chi … (relatori intervenuti) iii. Per continuare …(frutti dell’iniziativa, impegni presi come promotore…). 2. Scegliere 3/5 foto per ciascuno degli appuntamenti. !
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3. Elencare gli altri appuntamenti che si desidera segnalare, più in breve, nell’annuario, indicando per ciascuno: a. Promotore b. Titolo c. Luogo d. Data e. Link alla pagina web dove siano pubblicati eventuali materiali. Se poi vorrete inviarci i vostri annuari, avremo cura di raccoglierli e inserirli insieme alle riLlessioni emerse dalle feste di Line anno nel testo “Fai sentire la tua voce! Gli msacchini, nella Chiesa per la scuola” da consegnare ai nostri Vescovi. Il MSAC è Chiesa per la scuola da 104 anni, e su questa strada, insieme ai nostri pastori, vogliamo camminare ancora a lungo!
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Festa di fine anno_faldone - Movimento Studenti di Azione