Ludwig Andreas Feuerbach
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L’ E T I C A D E L L A « I N T E R S O G G E T T I V I T À »
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Introduzione
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 Non c’è dubbio che la
filosofia feuerbachiana
costituisce il momento più
alto del processo di
progressiva umanizzazione
della ragione hegeliana.
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 Feuerbach non si
limita, come
Arnold Ruge e
Bruno Bauer, a
destrutturare il
sistema hegeliano.
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 Egli compie il passo decisivo del rifiuto di
ogni compromissione con l’idealismo di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel,
restituendo l’uomo alla determinatezza
spazio-temporale della sua esistenza
naturale e sensibile.
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 In un radicale
capovolgimento della
prospettiva hegeliana,
non è più la “pallida”
idea al centro della
filosofia, bensì l’uomo in
tutto lo spessore della
sua concreta
esistenzialità, l’uomo “in
carne ed ossa”.
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 Già il giovane Hegel del
periodo di Berna, in una
pagina sorprendentemente
“feuerbachiana”, così aveva
scritto negli ultimi anni del
Settecento:
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 “A
parte altri precedenti tentativi, è stato riservato
soprattutto ai nostri tempi di rivendicare in proprietà agli
uomini, almeno in teoria, i tesori che sono stati dissipati in
cielo. Ma quale età avrà la forza di far valere questo diritto e
d’entrarne in possesso?”.
G.W.F. Hegel, La positività della religione cristiana
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Sembrava che ora quel momento fosse arrivato.
Con l’umanesimo radicale di
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D I L U DW I G A N D R E A S F E U E R BAC H
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 Nato nel 1804 a Landshut, in Baviera, quarto figlio del giurista
Paul Johann Anselm Ritter von Feuerbach e fratello del
matematico Karl Feuerbach, Ludwig studia teologia a
Heidelberg, ma nel 1824 si reca a Berlino, dove subisce
l’influenza di Hegel, sicché nel 1825 abbandona la teologia per
la filosofia.
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 L’anno successivo va a completare gli
studi a Erlangen, dove nel 1828
consegue la laurea e la libera docenza
in filosofia. Dal 1828 al 1836 tiene
saltuariamente corsi presso la
medesima università, ma non ha
successo il suo tentativo di esservi
nominato professore straordinario.
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 Già nel 1830 egli ha pubblicato anonimo il libretto Pensieri
sulla morte e sulla immortalità dell’anima, che contiene la
negazione della immortalità personale e l’affermazione
dell’immortalità nel riassorbimento nella natura, in sintonia
con Baruch Spinoza.
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 La morte rappresenta
un’esperienza privilegiata
(scherzosamente Feuerbach dice
che essa dovrebbe essere
dichiarata “dottore in filosofia”),
in virtù della quale ogni uomo
sperimenta il superamento della
propria effimera individualità e
la restituzione della propria
essenza finita alla infinità dello
spirito universale.
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 Questa posizione, che lo ha
reso sospetto alle autorità
accademiche e religiose del
regno di Baviera, unita alla
difficoltà di parlare in
pubblico, compromette
irrimediabilmente la sua
carriera universitaria.
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 Durante questi anni di polemiche
egli pubblica una Storia della
filosofia moderna da Bacone di
Verulamio a Spinoza (1833) – cui
faranno seguito i volumi su Leibniz
(1837) e Pierre Bayle (1838) –, e il
vivace pamphlet Abelardo ed Eloisa,
o lo scrittore e l’uomo (1834)
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 Nel 1837 sposa Bertha Loewe,
ritirandosi a Bruckberg, dove
vive fino al 1860 grazie
soprattutto ai proventi di una
fabbrica di porcellane, di cui la
moglie è comproprietaria.
 Nello stesso anno viene
invitato da Arnold Ruge a
collaborare agli
Halleschen Jahrbüchern
(“Annali di Halle”).
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 Nel 1839 esce il saggio Per la critica
della filosofia hegeliana, che dà inizio
alla serie dei suoi scritti più noti,
comparsi nell’arco di pochi anni:
L’essenza del Cristianesimo (1841),
Tesi provvisorie per la riforma della
filosofia (1843), Principi della
filosofia dell’avvenire (1843),
L’essenza della religione (1846). Del
1957 è la Teogonia, mentre l’ultima
opera pubblicata in vita è
Spiritualismo e materialismo (1866).
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 Nell’anno della rivoluzione, il
1848, gli studenti lo chiamano a
tenere un corso a Heidelberg,
ma nel 1849 egli torna a
Bruckberg; di qui si trasferisce
nel 1860, dopo un dissesto
finanziario, a Rechenberg,
presso Norimberga, dove vive in
miseria i suoi ultimi anni sino
alla morte avvenuta nel 1872.
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 Critica allo Hegelismo
 Negazione del Teismo = Ateismo
 Negazione dell’Idealismo = Materialismo
 Filosofia dell’avvenire = Umanesimo
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 Critica allo Hegelismo:
Per una nuova filosofia, che colga l’uomo e la realtà nella loro
concretezza,
Feuerbach polemizza
con l’Idealismo in generale
e con lo Hegelismo in particolare.
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 Critica allo Hegelismo:
Nel saggio sulla Critica
dell’idealismo egli elogia la scelta
idealista (soprattutto di Fichte e
di Hegel) di partire dal soggetto,
ma prende posizione contro
l’astrattezza e l’isolamento dell’Io
teorizzato dagli idealisti,
contrapponendovi un uomo
finito, concreto, in relazione con
altri soggetti umani.
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 Critica allo Hegelismo:
In Per la critica della filosofia hegeliana
Feuerbach attacca anzitutto la logica di
Hegel, della cui filosofia critica il
“metodo”. Vengono messe in discussione:
a) la sua pretesa di essere assoluta,
“niente meno che la filosofia in persona”;
b) il sistema totalizzante, in cui la
filosofia si risolve in un monologo del
pensiero con se stesso, con l’esclusione di
ogni riferimento alla realtà concreta.
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 Critica allo Hegelismo:
In L’essenza del cristianesimo
contrappone la propria filosofia
«genetico-critica» a quella
hegeliana, definita «mistica
razionale». Tale scritto vuole essere
“terapeutico”, con un obiettivo
pratico: liberare la coscienza umana
dal potere alienante delle
rappresentazioni religiose.
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 Critica allo Hegelismo:
Nelle Tesi preliminari per la riforma della filosofia
teorizza un rovesciamento dei rapporti di
predicazione.
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 Critica allo Hegelismo:
Hegel viene visto come ultimo termine di una
evoluzione di pensiero che ha smarrito l’uomo:
l’ultima mistificazione del pensiero speculativo.
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 Critica allo Hegelismo:
in quanto smarrimento dell’uomo a beneficio
o di un essere trascendente come Dio
 Teologia,
che attribuisce a Dio
ciò che è proprio dell’uomo
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 Critica allo Hegelismo:
perciò
 Antropologia capovolta
(Lutero come ultimo punto
dello sviluppo teologico)
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 Critica allo Hegelismo:
oppure di una pallida astrazione come l’Idea
 Filosofia mascherata
(Hegel come ultimo punto
dello sviluppo filosofico,
e inclusivamente teologico)
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 Critica allo Hegelismo:
Pertanto,
capovolgere e smascherare Hegel =
trovare la verità.
In particolare, occorre lottare contro
il Teismo e l’Idealismo.
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
 Non è Dio ad aver creato l’uomo,
 ma l’uomo ad aver creato Dio.
 Dio non è che una proiezione
 di ciò che l’uomo non è,
 ma vorrebbe essere.
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
La religione ha una duplice funzione:
 1. Integrazione: promette all’uomo una soluzione futura
dei suoi problemi.
 2. Alienazione: svuota l’uomo della sua essenza e gliela fa
apparire estranea, e lo induce a una inerte accettazione
delle sue miserie storiche.
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
La storia delle religioni è dunque la storia della conoscenza che
l’uomo ha avuto di sé (sia pure indirettamente).
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
L’ateismo viene visto
come vero e proprio dovere morale:
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
«A ogni mancanza sull’uomo è contrapposta una pienezza in
Dio: Dio è e ha precisamente ciò che l’uomo non è né ha.
Quanto è attribuito a Dio è tolto all’uomo e, viceversa,
quanto è dato all’uomo è sottratto a Dio. […] Tanto meno è
Dio, tanto più è l’uomo; tanto meno l’uomo, tanto più Dio. Se
vuoi avere Dio, devi perciò rinunciare all’uomo; se vuoi avere
l’uomo devi rinunciare a Dio; altrimenti tu non hai né l’uno
né l’altro. La nullità dell’uomo è il presupposto dell’aver Dio
un’essenza: affermare Dio significa negare l’uomo; onorare
Dio, disprezzare l’uomo; lodare Dio, denigrare l’uomo».
L’essenza della fede secondo Lutero, 1844
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
Come nasce nell’uomo l’idea di Dio?
A questo proposito Feuerbach si è variamente espresso, nelle
sue diverse opere:
 Essenza del cristianesimo (1841)  coscienza di sé come specie e
come tale si sente infinito e onnipotente.
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 Negazione del Teismo = Ateismo:
 Essenza della religione (1845) 
sentimento di dipendenza dalla natura
(influsso di Friedrich Schleiermacher?)
 Teogonia (1857) (ma non solo) 
opposizione tra volere e potere e quindi
desideri e realizzazioni: «Dio è l’ottativo
del cuore umano divenuto tempo
presente».
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 Negazione dell’Idealismo = Materialismo:
 Bisogna cogliere l’uomo concreto.
 Occorre rivalutare i sensi.
 La vera conoscenza non è quella del pensiero, ma quella che
trae origine dai sensi e specialmente da quella intuizione
immediata del sensibile che nell’Amore ha la più compiuta
espressione.
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 Negazione dell’Idealismo = Materialismo:
L’Amore non è un semplice sentimento, ma passione rivelatrice
dell’esistenza: «L’amore è la vera prova ontologica
dell’esistenza di un oggetto al di fuori della nostra testa»: per
chi non ama o non è amato è del tutto indifferente che
l’oggetto esista o no.
 Feuerbach Esistenzialista.
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 Negazione dell’Idealismo = Materialismo
 Si tratta quindi di una filosofia dell’uomo
concreto (si veda la sua recensione del 1850
all’opera del medico e filosofo Jacobus
Moleschott, Dottrina degli alimenti per il popolo,
in cui Feuerbach arriva a dire, con un giuoco di
parole: «Der Mensch ist was er ißt») e dell’uomo
in rapporto con gli altri: la dialettica non è un
monologo del pensiero con se stesso, ma dialogo
tra un io e un tu.
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 Filosofia dell’avvenire = Umanesimo:
Feuerbach
attraverso
questa
duplice
negazione
dell’Idealismo e del Teismo (che hanno radici comuni) ritiene
di porre le premesse per una rinnovata Filosofia, che
subentra alla Religione e si propone come Umanesimo
Radicale, ateo e insieme religioso, che bene può ancora
esprimersi nella celebre formula spinoziana: homo homini
deus est.
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 Filosofia dell’avvenire = Umanesimo:
Ciò che l’empirismo tradizionale non ha visto è che,
nell’esperienza sensibile, fondamentale è l’intersoggettività.
Questo significa che nella sensibilità e nel concreto pensare
dell’uomo non si esprime un’attitudine semplicemente
conoscitiva, bensì un’attitudine pratica, impossibile senza la
passione e l’amore.
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 Filosofia dell’avvenire = Umanesimo:
L’Ateismo feuerbachiano si propone dunque come una
Liberazione dell’Uomo: realizzazione terrena delle legittime
aspirazioni e concreto soddisfacimento dei bisogni reciproci:
uguaglianza sociale e felicità materiale e morale.
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 Nella premessa dei Princìpi della filosofia dell’avvenire,
egli sostiene
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 che solo alle future generazioni sarà concesso di
pensare, parlare e agire in modo puramente e
autenticamente umano.
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 L’ultimo Feuerbach:
Sollecitato, sia pur negativamente,
dalla lettura di Arthur Schopenhauer,
egli cerca, in Intorno allo spiritualismo
e al materialismo particolarmente
rispetto alla libertà del volere (1866), di
saldare volontà e istinto di felicità, e
lega il significato positivo del
cosiddetto libero volere alla volontà di
essere felice, e perciò di esser libero da
miseria e costrizione.
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 L’ultimo Feuerbach:
L’apertura di un confronto esplicito con la
filosofia morale (studi in vista della
pubblicazione di un’Etica, appunti che
verranno editi postumi col titolo Per l’etica:
l’eudemonismo [in italiano: Etica e felicità])
può ben essere considerata indicativa
dell’intento di serbare caratteristiche
autonome al proprio materialismo, che non
asseconda certe grossolane operazioni assai
diffuse nel nuovo clima positivistico europeo.
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Conclusione
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 Feuerbach ha influito sul filantropismo ottocentesco,
su Søren Kierkegaard, Karl Marx, Friedrich
Nietzsche, Sigmund Freud, sull’esistenzialismo, e
fornito materiale interessante per uno sviluppo
originale della teologia (specialmente protestante) del
Novecento (si pensi a Karl Barth, che lo chiamò
«Teologo ateo», a Dietrich Bonhoeffer e alla
cosiddetta Teologia della “morte di Dio”).
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Fonti
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 N. Abbagnano, G. Fornero, Protagonisti e Testi della Filosofia, volume C,
Paravia, Torino 1999;
 C. Ciancio, G. Ferretti, A. Pastore, U. Perone, Profilo di storia della
filosofia. Filosofia contemporanea, 3, sei, Torino 1993;
 S. Tassinari, Storia della filosofia occidentale, 3*, Bulgarini, Firenze 1994.
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