2013 100 95 75 25 5 0 dicastelincastello Un’estate di spettacoli nei castelli trentini tra arte, musica e teatro CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO Orari:tutti i giorni tranne i lunedì 10.00-18.00 lunedì di agosto aperto Ingresso:8 euro Castello del Buonconsiglio, Trento Tel. 0461 492803 - 0461 233770 www.buonconsiglio.it Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento è il più importante monumento storicoartistico della regione. All’antica fortezza medioevale, Castelvecchio, ingentilita da una raffinata loggia, si aggiunse nel Cinquecento il Magno Palazzo, una delle più sontuose residenze rinascimentali d’Italia. Gli ambienti sono decorati con splendidi affreschi di Girolamo Romanino, Dosso Dossi, Marcello Fogolino e stucchi di Zaccaria Zacchi. Torre Aquila custodisce il celebre “Ciclo dei Mesi”, una delle più importanti testimonianze del gotico internazionale realizzato nel 1400 dal pittore boemo Venceslao. Fino al 6 gennaio 2014 si potrà visitare la mostra “Sangue di drago, squame di serpente: animali fantastici al Castello del Buonconsiglio di Trento”. Castello del Buonconsiglio e Centro storico di Trento martedì 9 luglio, martedì 23 luglio martedì 13 agosto, martedì 20 agosto ore 20.30 e 22.00 dal 29 luglio al 4 agosto Musica nei giardini Alla ricerca degli animali fantastici Un percorso notturno con attori e musici alla scoperta degli animali fantastici che ornano palazzi e strade di Trento. Partendo dal Duomo, con i leoni che ne impreziosiscono i portali, ma che custodisce anche immagini di draghi e serpenti, si raggiungerà il Magno Palazzo dove negli affreschi sono nascosti altri animali e altre storie. venerdì 12 luglio ore 20.45 Festival Risonanze Armoniche “Carte Blanque all’equipe Risonanze Armoniche” A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Prenotazione obbligatoria Ingresso: € 5,00 ( max 30 posti a percorso) Info: da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it Ingresso libero Ingresso libero fino ad esaurimento posti giovedì 25 luglio ore 20.45 Festival Risonanze Armoniche “Roi René” con il quintetto Anemos Ingresso libero fino ad esaurimento posti martedì 27 agosto ore 20.30 Zoo a Due Serata di lettura con alcune fiabe dedicate agli animali, scritte da Giacomo Sartori, tratte dal libro “Zoo a Due”. Ingresso libero giovedì 5 settembre, giovedì 3 ottobre, giovedì 7 novembre, giovedì 5 dicembre ore 17.00 Mauro Neri recita le leggende “Il Volo della Draghessa: draghi e animali fantastici nelle leggende del Trentino”. Ingresso libero MOSTRA A CASTEL THUN CASTEL THUN IL TEMPO IN UNA STANZA Orari:tutti i giorni tranne i lunedì 10.00-18.00 lunedì di agosto aperto Dal 5 luglio al 13 ottobre 2013 la mostra racconta, nello spazio prezioso e raccolto della Torre della biblioteca di Castel Thun, la storia della sorprendente fioritura dell’orologeria in Trentino nel XVIII secolo. Gli esemplari esposti, molti dei quali inediti, si devono alla maestria, alle singolari capacità tecniche e all’inventiva degli orologiai locali. Forme sobrie, talvolta perfino austere, lasciano spazio alla complessità della meccanica, con diverse tipologie di suoneria e carillon, presenza di indicazioni astronomiche e di calendari, che rendono questi esemplari veri e propri emblemi sociali, simboli di agiatezza, prestigio e modernità. L’orologeria trentina del ’700 a Castel Thun Ingresso:6 euro 38010 Ton - Via Castel Thun Tel. 0461 657816 www.buonconsiglio.it Castel Thun viene citato per la prima volta in un atto vescovile del 1258, relativo al conferimento del dosso di Belvesino alla famiglia Thun. La concessione prevedeva il diritto di costruire un castello che prese il nome dal luogo in cui venne edificato.Il nucleo originario del castello, datato alla metà del XIII secolo, era costituito da un mastio probabilmente racchiuso da una palizzata in legno. Nei secoli successivi la struttura fu interessata da continui ampliamenti e migliorie che la trasformarono da modesto fortilizio a grandiosa residenza. Nel corso del Trecento furono costruiti diversi fabbricati all’interno della cinta, a ridosso della muratura stessa. Nel Cinquecento la parte residenziale fu sopraelevata ed abbellita sulla scia del rinnovamento architettonico ed artistico, di gusto rinascimentale, promosso dal principe vescovo Bernardo Cles (1514-1539). Anche gli apparati difensivi furono completamente ridefiniti nel corso del XVI secolo e in quello successivo. Gli ultimi importanti interventi architettonici si ebbero nel Settecento; fu attuata una regolarizzazione generale del palazzo mediante il livellamento dei piani, secondo il gusto del tempo. Molte superfici esterne furono intonacate per creare un senso di omogeneità nella costruzione. Le invasioni napoleoniche segnarono profondamente il castello che venne saccheggiato e spogliato di gran parte degli arredi. Con la fine del principato vescovile (1803) la famiglia perse i proventi delle rendite ecclesiastiche; il loro generoso mecenatismo, unito agli investimenti sbagliati di Matteo II Thun (1813-1892), rese irreversibile il tracollo finanziario. Nel 1926 i proprietari furono costretti alla vendita del castello che venne acquistato dal ramo boemo della famiglia Thun, gli Hohenstein. Questi lo abitarono fino al 1985 quando il conte Zdenko, ultimo discendente, morì senza lasciare eredi. Nel 1992 il castello fu acquisito dalla Provincia autonoma di Trento che lo ha aperto al pubblico nel 2010, dopo un impegnativo restauro. Castel Thun rappresenta una delle più prestigiose residenze trentine con oltre 150 stanze che conservano gli arredi originali delle diverse epoche. domenica 23 giugno ore 18.00 Concerto Cantare Suonando con la partecipazione di Fabio Vettori. Ingresso libero Sabato 13 luglio ore 21.00 Animalie Uno spettacolo di testi, danza e musica prodotto dalla Compagnia Sosta Palmizi. L’incontro con le creature fantastiche, create dalle mitologie o inventate da artisti visionari, riesce a far vibrare le corde dell’innata capacità creativa che, da sempre, stimola la mente umana osservando gli animali. In scena l’attore David Riondino, il danzatore Giorgio Rossi e il clarinettista Gabriele Mirabassi. In collaborazione con: Comune, Vigili del fuoco volontari e Pro Loco di Ton. Ingresso: intero € 5,00 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it Orario: 10.00-18.00 - Ingresso libero CASTEL CASTELLO DI BESENO ROVERETO Orari:tutti i giorni tranne i lunedì 10.00-18.00 Orari:tutti i giorni tranne i lunedì 10.00-18.00 Ingresso:7 euro Ingresso:5 euro 38068 Rovereto (TN) Museo Storico della Guerra Tel. 0464 438100 www.museodellaguerra.it 38060 Besenello (TN) - Via al Castello, 4 Tel. 0464 820021 www.buonconsiglio.it Il castello, il più vasto complesso fortificato del Trentino, si estende sulla sommità del dosso omonimo, occupando una posizione di grande rilievo strategico per il controllo della Vallagarina e delle vie di comunicazione tra l’Impero Germanico e la penisola italiana. Di origini medioevali, la fortezza subì nella prima metà del Cinquecento una profonda ristrutturazione che le conferì l’attuale aspetto. È oggi teatro di spettacoli e importanti rievocazioni storiche, presenta un nuovo allestimento museale, ricco di postazioni multimediali. In questo castello il visitatore è invitato a toccare le armi e indossare le repliche fedeli di armature medievali. Il castello fu teatro della battaglia di Calliano (1487) in cui si scontrano le truppe tirolesi, sostenute dal vescovo di Trento, e l’esercito della Serenissima che come è noto fu duramente sconfitto. domenica 7 luglio ore 18.00 Concerto Cantare Suonando Ingresso libero dal 19 luglio al 1 settembre Rievocazioni storiche con armigeri Nei week end si potrà rivivere l’atmosfera cinquecentesca dei campi di battaglia con tende, soldati, armi, stendardi, abbigliamento ed attrezzature che ricreano la vita quotidiana del tempo e delle battaglie. sabato 3 agosto dalle ore 10.00 alle ore 23.00 domenica 4 agosto dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Il Castello dei Draghi e dei Cavalieri Nell’ineguagliabile ambientazione della più grande fortezza antica della regione, saranno fatte vivere con qualche giorno di anticipo le atmosfere che caratterizzeranno la grande mostra “Sangue di drago, squame di serpente” che aprirà il 9 agosto al Castello del Buonconsiglio. Partendo dagli accampamenti, dove sarà ricostruita la vita castellana di un tempo, guerrieri in armi, in sella a cavalli trasformati in mitici unicorni, raggiungeranno il campo di battaglia per dar vita a combattimenti fantastici, affrontando draghi e altre creature mitologiche. Laboratorio per famiglie “Pulsatilla e Piperita: erbe e pozioni magiche” e “Draghi Volanti” Per i laboratori si consiglia la prenotazione: al n. verde 800 013952 dal lunedì a sabato dalle ore 15.00 alle 19.00 oppure via mail [email protected] In collaborazione con: Comune e Vigili del fuoco volontari di Besenello e Corpo Polizia Municipale Alta Vallagarina. Ingresso: intero € 5,00; ridotto € 3,00. L’accesso al castello è possibile a piedi o utilizzando il servizio di transfert al costo di € 1 a persona: sabato 3 agosto dalle ore 9.30 alle 23.30; domenica 4 agosto dalle ore 9.30 alle 18.30 Le prime fonti che citano il castello di Rovereto, risalgono alla fine della prima metà del XIV secolo: la rocca è menzionata come Casteljunclum de novo edificatum ed è di diritto vescovile. Risale al 1354 la notizia che vede Marcabruno di Castelbarco sottoscrivere un contratto feudale nella sala del camino della fortezza roveretana. I Castelbarco restarono nel capoluogo lagarino fino al primo decennio del 1400 quando per volontà testamentaria cedettero ai veneziani il controllo di tutta la valle. Nel 1416 infatti i veneziani assediarono e presero la città della quercia. A seguito di accordi “diplomatici” ad Aldrighetto Castelbarco furono consegnati Castel Nomi e una pensione annua in cambio del castello di Rovereto, del suburbio e di castel Pradaglia. I veneziani iniziarono un’opera di ristrutturazione e fortificazione del maniero che ne modificò l’assetto medievale; a questi interventi sono da ricondurre la costruzione della seconda cinta muraria, i camminamenti, i torrioni – Marino, Malipiero e Coltrino – lo sperone ed il bastione. Dopo la stagione venexiana, Rovereto fu liberata dalle truppe imperiali il 1° giugno del 1509, e fu elevata da Massimiliano al rango di città. Morto l’imperatore, si pensò di annettere la città al Tirolo, fatto questo che incontrò l’opposizione dei cittadini, timorosi di perdere privilegi ed autonomia. Nel 1564 la città fu occupata nuovamente dagli imperiali, che costrinsero i cittadini a giurare fedeltà a Ferdinando I e che per tutta risposta aggregò la città ai territori tirolesi, privandola dell’autonomia concessa da Massimiliano. Dalla prima metà del XVII secolo il castello perse importanza come piazzaforte e cominciò un lungo processo di abbandono, che vide la conversione del territorio contiguo in area agricola. Nel 1920 iniziarono i lavori di recupero e restauro degli edifici costituenti il castello, finalizzati ad ospitare il Museo storico italiano della guerra, di cui ancora oggi è sede. CASTEL CASTEL TOBLINO DRENA Orari:tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 Ingresso:3 euro Orari:ingresso libero visitabile da fuori 38074 Drena (TN)- Via al Castello, 2 Tel. 0464 541220 www.comune.drena.tn.it 38072 Sarche (TN) - Via Caffaro, 1 www.apt.trento.it In un documento del 1124 è nominato un certo Ulrico de Toblino, con ogni probabilità signore del castello, mentre una non meglio specificata domus de Toblino è citata per la prima volta dalle fonti nel 1190. Quello di Toblino, assieme alla Rocca di Riva, rappresenta l’unico sito fortificato lacustre del Trentino. Venne edificato su un enorme masso staccatosi dal fianco della montagna e finito nel lago. Sorge quindi nel fondovalle e non, come di consueto, in posizione di rilievo facilmente difendibile. Castel Toblino non fu mai centro di potere giurisdizionale e ciò ha fatto ipotizzare che in età medievale possa essere stata una rocca con compiti esclusivamente militari e di controllo della fondamentale via passante per la Valle del Sarca e della Valle dei Laghi. Nel corso del XIII secolo i Toblino vennero scacciati per mano dei da Campo, influente famiglia delle Valli Giudicarie. Questi ultimi, che a metà del secolo potevano vantare la consacrazione di uno di loro, Aldrighetto, a principe vescovo di Trento, in quegli anni avevano avviato una forte espansione territoriale. Nei due secoli successivi i protagonisti furono i potenti Tirolo, che occuparono a lungo Castel Toblino. Solo nel Cinquecento Castel Toblino divenne bene diretto dei principi vescovi: il principe vescovo Bernardo Cles avviò importanti lavori di ammodernamento e abbellimento del castello a cui seguirono quelli voluti dai Madruzzo. Successivamente entrò in possesso della famiglia Wolkenstein. Nel 1703 subì un destino comune ad altri castelli della valle del Sarca: venne incendiato e distrutto dalle truppe francesi che marciavano su Trento. Oggi Castel Toblino è considerato uno dei castelli più suggestivi del territorio trentino proprio per il contesto paesaggistico nel quale è inserito. giovedì 25 luglio dalle ore 20.00 alle 24.00 La notte della Fenice Quando il fuoco incontra la magia La fenice, il mitico uccello che rinasce dal fuoco, sarà la guida di un viaggio che, sulle ali della fantasia, farà vivere agli spettatori, nell’impareggiabile scenario del castello sul lago, l’incanto delle arti magiche e dell’illusione. Una singolare avventura notturna in compagnia di maghi, mangiafuoco, incantatori e stregoni. In collaborazione con: Tulio Fedel, Stefano Bertoni, Mauro Santuari e il Comune, i Vigili del fuoco volontari di Calavino Disponibile un servizio di ristorazione Ingresso: intero € 5,00 - ridotto € 3,00 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it Castel Drena è nominato per la prima volta nelle fonti nel 1175, quando i Sejano lo vendettero ai d’Arco, vicini rivali. Edificata su di un aspro sperone roccioso, l’austera struttura sorgeva in posizione strategica tra Castel Madruzzo, a nord, ed il Castello di Arco, a sud. Al centro delle violente lotte tra le famiglie dei Sejano e dei d’Arco, per lungo tempo il castello subì alterne vicende politiche ; i continui rovesci e colpi di mano che caratterizzarono la storia del castello ne suggeriscono la straordinaria importanza strategica. Solamente dal 1398 i d’ Arco se ne impadronirono definitivamente; in quell’epoca, tuttavia, erano ormai venute meno le esigenze militari proprie dell’età feudale, perciò la rocca venne trasformata in casino di caccia signorile. Dato alle fiamme dalle truppe del generale Vendôme, venne definitivamente abbandonato cadendo in rovina. Recentemente acquisito dal Comune di Drena e restaurato, il castello si presenta come un complesso dalle evidenti caratteristiche medievali in cui il mastio rappresenta l’elemento di maggior spicco. La torre, che raggiunge un’altezza di venticinque metri, è dotata di feritoie che rimarcano il carattere difensivo del castello; al suo interno la presenza di sedili ricavati nelle murature sottolinea come la stessa fosse abitata nei momenti di particolare pericolo. Il complesso castellare appare cinto da una cortina esterna, oltrepassata la quale ci si ritrova nel cortile su cui si affacciano vari edifici e stanze con funzioni residenziali. domenica 21 luglio e domenica 11 agosto ore 15.00 e 17.00 Gli animali fantastici di Harry Potter Prendendo spunto da un testo di J. K. Rowling, l’autrice della saga di Harry Potter, gli attori del Gruppo teatrale “Lupus in fabula” accompagnano i bambini e le loro famiglie in un percorso fantastico alla ricerca delle creature che l’immaginario scrittore Newt Scamandro ha elencato nel suo trattato di “Magizoologia”. In collaborazione con: Comune e Vigili del fuoco volontari di Drena. Ingresso: intero € 5,00 - ridotto € 3,00. In caso di pioggia lo spettacolo sarà annullato A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it CASTELLO DI CASTELLO DI SAN GIOVANNI DI BONDONE STENICO Orari:tutti i giorni 14.00-18.00 fino al 31 agosto Ingresso:2 euro Orari:tutti i giorni tranne i lunedì 10.00-18.00 Comune di Bondone Tel. 0465 689133 [email protected] Tel. 0465 771004 www.buonconsiglio.it La prima menzione documentaria relativa al castello di San Giovanni pare risalire al 1086 quando viene citato un castrum de summo lacu. La posizione su uno sperone roccioso a picco sulle acque del Lago d’Idro suggerisce l’identificazione del castrum proprio con il castello di San Giovanni. Posto a controllo dell’imboccatura delle Valli Giudicarie, delicata area di confine dei domini vescovili tridentini e feudo dei Lodrón, dal XIII secolo, rimase in mano alla potente casata ininterrottamente fino al Novecento, eccezion fatta per una breve occupazione da parte delle truppe milanesi del Piccinino nel XV secolo. Negli anni Cinquanta del XX secolo venne acquistato da nuovi proprietari che vi avviarono notevoli lavori di restauro. Come per altri castelli della Valle del Chiese amministrati dai Lodrón, l’elemento militare prevale nettamente su quello abitativo-residenziale. Ne è prova che con l’avvento della polvere da sparo, si provvide ad ammodernare il complesso, trasformato in una piccola fortezza rinascimentale. Costruito utilizzando il granito proveniente dalle lontane cave di Daone, il castello cadde in rovina per la continua spogliazione cui fu sottoposto da parte della popolazione, ansiosa di impadronirsi di pregevole materiale da costruzione. Oggi il castello di proprietà del Comune di Bondone si presenta in ottimo stato di conservazione: i recenti restauri hanno permesso di riportarne alla luce l’antica fisionomia. Ingresso:5 euro sabato 6 luglio ore 21.00 Al dolce suon dell’armonia celeste Un raffinato appuntamento con musiche e danze di corte del Rinascimento italiano fedelmente proposte dal gruppo “La Rossignol”. L’ensemble è impegnato professionalmente nella ricerca storica e nell’esecuzione del repertorio antico. Il programma propone arie e danze dedicate agli astri, ai simboli celesti e mitologici. In collaborazione con: Comune, Vigili del fuoco volontari di Bondone, Pro Loco Bondone – Baitoni e Consorzio Turistico Valle del Chiese. Ingresso: € 5,00 Servizio bus navetta per Castel San Giovanni con partenza dal Camping Miralago dalle ore 20.00. A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it Arroccato sul dosso che domina l’abitato di Stenico, il castello conserva ancora il suo aspetto imponente e massiccio di edificio fortificato. Al suo interno, l’eleganza degli ambienti e la raffinatezza di affreschi e sculture rivelano la destinazione a residenza estiva del principe vescovo di Trento. Un nuovo percorso espositivo dedicato alle arti applicate si snoda nelle sale. La prima menzione del Castello di Stenico risale al 1163: in quell’anno il principe vescovo di Trento Adelpreto concesse in feudo ai fratelli Bozone e Ottone una casa eretta sul dosso del castrum di Stinigo, probabilmente all’epoca non ancora un castello, ma un insieme di fortificazioni rudimentali allestite per la difesa degli abitanti dei villaggi circostanti. Col passaggio del Trentino all’Italia fu sede della pretura e in seguito caserma dei carabinieri, finché, nel 1973, passò sotto la competenza del Provincia autonoma di Trento. Oggi il Castello di Stenico, aperto al pubblico, si conserva in ottimo stato: composto da diversi edifici, ospita ambienti di notevole interesse tra i quali la Sala del giudizio, la Sala del consiglio e la Cappella di San Martino, in cui si possono ancora osservare le pitture romaniche risalenti al XIII secolo. Dal 13 luglio si potrà visitare la mostra di stampe antiche “Viaggio tra Rocche e Castelli: l’Alto Adige”. sabato 13 luglio e domenica 14 luglio Medievale Due giorni di animazione in costume storico medievale. sabato 3 agosto ore 20.30 Concerto Coro Cima Tosa Ingresso libero fino ad esaurimento posti giovedì 29 agosto ore 20.30 Serata Denominazione di origine Cinematografica Ingresso a pagamento domenica 21 luglio ore 21.00 Animali fantastici con i loro versi e canti Lo scrittore Ermanno Cavazzoni, propone storie di sirene, centauri e di altri animali fantastici che riemergono dal passato e provano a vivere nel mondo di oggi. venerdì 16 agosto ore 21.00 Bestiarium: gli animali nella musica medievale Il Concerto mira a dare un’idea dell’immensa varietà di ispirazione che quadrupedi, uccelli e pesci offrirono alla creatività dell’epoca. In collaborazione con: Comune, Vigili del fuoco volontari di Stenico Ingresso: € 5,00 A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952 0461-213834 www.centrosantachiara.it ROCCA DI CASTELLO DI RIVA DEL GARDA AVIO Orari:10.00-18.00 da maggio a settembre tutti i giorni Orari: 10-18 tutti i giorni tranne i lunedì e i martedì non festivi In agosto aperto anche i martedì Ingresso:3 euro 38066 Riva del Garda (TN) Comune di Riva del Garda Tel. 0464 573869 www.museoaltogarda.it Il nucleo originario della Rocca di Riva venne edificato a partire dal 1124, anno in cui il principe vescovo di Trento Altemanno concesse di costruire una nuova fortificazione nel borgo. Detta anche Castello nuovo, poiché era già presente una più antica fortificazione oggi andata perduta, la Rocca venne innalzata in riva al lago. Scopo primario della struttura era il controllo e la difesa del porto cittadino, preziosissima risorsa economica per l’intero Principato. Col passare del tempo l’aspetto primigenio della Rocca andò trasformandosi: fu modificata e ammodernata. Circondata da un fossato attraversabile grazie ad un ponte levatoio dotato di rivellino, stando a quanto racconta Marin Sanudo nel 1483, essa era altresì protetta da due ordini di mura oggi scomparse. Con tutta probabilità il complesso subì un consistente intervento da parte degli Scaligeri, che governarono Riva alla metà del XIV secolo; la Rocca fu dotata di quattro torri angolari, una delle quali forse il più antico mastio, e di edifici che formarono un cortile interno. Un successivo adeguamento delle strutture difensive conseguente all’introduzione delle armi da fuoco fu operato dai Veneziani, che ebbero il controllo del borgo dal 1440 al 1509. Fu abbellita dagli interventi voluti dal principe vescovo Bernardo Cles e dai suo successori. Risulta pertanto difficile comprendere l’entità dei diversi contributi architettonici e decorativi apportati in questi anni. La struttura agli inizi del ‘700 venne profondamente danneggiata dai bombardamenti francesi; nel secolo successivo, durante l’occupazione austriaca, venne adibita a caserma per lo stazionamento delle truppe. Il complesso fortificato si presenta oggi nella sua integrità, seppur come il risultato delle continue modifiche subite nel corso del tempo. L’elemento più genuino risulta essere il mastio. Attualmente la Rocca ospita il museo civico di Riva del Garda. Ingresso:6 euro 38063 Avio (TN) - Via Al Castello Tel. 0464 684453 9 agosto – 3 novembre Mostra Mostri smisurati e creature fantastiche tra i flutti La sezione di Riva del Garda della mostra “Sangue di drago, squame di serpente. Animali fantastici al Castello del Buonconsiglio” (Trento, Castello de Buonconsiglio, 9 agosto 2013 – 6 gennaio 2014), dal titolo “Mostri smisurati e creature fantastiche tra i flutti”, intende esporre un ristretto ma importante nucleo di opere prevalentemente cinquecentesche aventi per tema creature fantastiche e animali mitici che, nell’immaginario antico, abitavano le acque dei laghi e dei mari. Nelle descrizioni immaginifiche di pittori e scrittori, numerosi mostri hanno trovato rifugio nelle acque dei laghi e dei mari; lo stesso lago di Garda, stando al cronista salodiano Bongianni Grattarolo (1519 circa – 1596/1599), era abitato nella sua parte più meridionale da «certi pesci, o più tosto certi Mostri smisurati, e deformissimi» che terrorizzavano i frati francescani, un tempo residenti sulla cosiddetta Isola di Garda, non lontano da San Felice sul Benaco. Le prime notizie documentarie dell’esistenza del castello risalgono al 1270, mentre pare che nella zona di Avio esistesse già un sito fortificato menzionato nel 1053 quando il monaco bavarese Gotschalcus sulla via del ritorno da Verona vi sostò, ma non è certo si tratti del Castello di Avio. Le fonti divengono più consistenti sul finire del XIII secolo, ossia con l’incastellamento da parte della famiglia Castelbarco. E’ con Guglielmo “il Grande” che il maniero assume funzione di rappresentanza, in quanto diviene –unitamente al castello di Lizzana – la residenza castrobarcense. Agli inizi del ‘400, a seguito della volontà testamentaria di Azzone, i domini castrobarcensi furono assorbiti dalla Repubblica di Venezia che consolidò le strutture difensive affidandole ad una guarnigione. Il dominio veneziano durò fino al 1508, quando le truppe imperiali liberarono tutta la Vallagarina, il castello fu ipotecato poi a Gerardo conte d’Arco che avviò un’ imponente opera di restauro, necessaria dopo gli eventi bellici. Nel 1533 il principe vescovo ne riscattò l’ipoteca. I Quattro Vicariati, e con loro il castello di Avio, furono così retti dal nuovo principe vescovo, Cristoforo Madruzzo, la cui casata dominò la zona fino alla sentenza del consiglio aulico di Vienna del 1654, che riassegnava i Quattro Vicariati ai Castelbarco – ramo di Gresta. Nel 1703 come molti altri castelli lagarini, il maniero fu dato alle fiamme ad opera dei soldati francesi guidati dal Vendôme; il castello per quasi due secoli subì continue spogliazioni che portarono alla sua trasformazione in zona agricola. Dopo la nuova acquisizione dei Castelbarco nel 1937 si avviarono una serie di lavori di consolidamento delle strutture, ma decisiva per il recupero e la valorizzazione del castello fu la sua cessione al F.A.I. sul finire degli anni settanta del ‘900. CASTELPIETRA CASTEL NOARNA CALLIANO Orari:sabato e domenica 10.00-12.30 / 15.00-18.30 gli altri giorni solo su prenotazione Ingresso:6 euro compresa degustazione vini Orari:solo su prenotazione 38060 Nogaredo (TN) Fraz. Noarna - Via Castelnuovo Cell. 335 6295965 (orari ufficio) www.castelnoarna.com 38060 Calliano (TN) - Via Castel Pietra, 1 [email protected] www.castelpietra.info Ingresso:4 euro Le prime notizie documentarie che possono essere riferite a Castel Nuovo riguardano un certo Adelperone de Castro Novo, il cui nome compare nel 1189, quale testimone di un’investitura vescovile avvenuta nella valle del Chiese. Non sono chiare le sorti del castello nel corso del XIII secolo, ma appare evidente l’operato dei Castelbarco che appoggiando la volontà vescovile riguardo l’infeudazione dei Castelnuovo, poterono estendere il loro controllo anche su questi territori, sopraffacendo il casato ormai depotenziato. Infatti nelle investiture del 1307 e del 1314 Castel Nuovo è affidato a Guglielmo di Castelbarco; alla sua morte il castello passa al pronipote Aldrighetto, capostipite del ramo castrobarcense di Castel Nuovo – Castellano – Castel Corno. I Castelbarco ressero la giurisdizione fino al 1456, quando Giovanni si rifiutò di chiedere al principe vescovo l’investitura, sperando nell’appoggio del duca d’Austria. Il principe vescovo Giorgio II di Hack, che da sempre era stato in buoni rapporti con la famiglia Castelbarco, dinanzi al mancato riconoscimento della sua autorità, decise di privare Giovanni di tutti i suoi possedimenti, e concesse il suo beneplacito affinché Giorgio e Pietro Lodron ponessero sotto assedio il castello. Dopo la sua “resa” il maniero fu concesso dal vescovo ai Lodron. Pietro che amava risiedere a Castel Nuovo, avviò nuove opere volte al rinnovo delle difese della fortificazione che però non fu più coinvolta in fatti d’arme. Castel Nuovo fu anche teatro delle detenzioni e delle torture conseguenti ai processi per stregoneria, protrattisi fino al 1717. Dagli inizi del XVIII secolo Castel Noarna rimase disabitato; i Lodron preferirono risiedere nel palazzo di Nogaredo ed adibire il castello a dimora dei contadini che lavoravano i loro fondi. La prima notizia documentaria del castello della Pietra si ha nel 1303, quando Guglielmo di Castelbarco acquista Castrum Lapidis dagli ultimi da Beseno. La particolare posizione lascia supporre che un castello con funzioni di chiusa esistesse già dal XII secolo e che comunque il luogo fosse stato presidiato fin dall’ antichità. Benché il castello comparisse nell’elenco delle proprietà inalienabili del Principato Vescovile di Trento, di fatto, fu governato per 153 anni dai Castelbarco che ne misero in risalto la fortificazione con funzioni daziarie e di controllo sui transiti. Sono da attribuire a questa fase di vita del castello sia la ristrutturazione e l’ampliamento dei fabbricati, sia il potenziamento della cinta muraria. Come il sovrastante Castel Beseno, Castel Pietra fu teatro degli scontri fra la Serenissima, i duchi d’Austria ed i principi di Trento. Dopo la guerra ebbe inizio una lunga serie di infeudazioni che vide come presenza diretta quella di Massimiliano I, arciduca d’Austria. Egli ripensò il sistema fortificato del complesso, facendogli conferire la fisionomia nota attraverso le miniature cinquecentesche. Nel 1509 poiché continuava l’ ostilità con Venezia, Massimiliano I affidò la gestione del castello a Giorgio Trapp, signore di Beseno al fine di esercitare un controllo più efficiente. Ebbero così corso una serie di “passaggi di proprietà” che videro il presidio amministrativo e daziario del sito, ma non la sua occupazione residenziale. Tra i vari signori che si succedettero meritano di essere ricordati i Giovanelli che tennero il castello fino al 1738 e che avviarono una significativa opera di restauro. CASTEL CASTELLO DI IVANO ARCO Orari:dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 15.00; sabato e festivi su prenotazione Ingresso:5 euro Orari:tutti i giorni 10.00-19.00 38059 Ivano Fracena (TN) Tel. 0461 763432 - 339 7742841 [email protected] www.castelivano.it 38062 Arco (TN) - Via Castello, 10 Tel.0464 510156 www.comune.arco.tn.it Ingresso:3,50 euro Il maestoso complesso medievale domina il paese di Ivano Fracena e la Valsugana Orientale. Il nucleo originario del castello si raccoglie attorno al mastio, racchiuso da una cortina di mura. La prima menzione relativa ad una famiglia di Ivano risale al 1187, e vede Jacopino de Yvano essere testimone in un’assemblea feudale “trentina”. Il maniero ha avuto una storia complessa, legata alle aspre lotte che fra il XII e il XV secolo videro opporsi le maggiori dinastie feudali per il possesso della Valsugana e dell’intera parte sudorientale del Trentino. Successivamente al dominio dei conti vescovi di Feltre, nel 1228, Castel Ivano e la bassa Valsugana vengono contesi per quasi due secoli tra vari Signori tra cui Ezzelino da Romano, i da Camino della Marca Trevigiana, gli Scaligeri di Verona, i Carraresi da Padova, Gian Galeazzo Visconti. Nel 1413 la bassa Valsugana viene annessa alla Contea del Tirolo ed entra nell’orbita della Casa d’Austria degli Asburgo. Castel Ivano è governato prima da capitani di fiducia e poi dalla famiglia tirolese Wolkenstein–Trostburg. Con la scomparsa dell’ultimo Wolkenstein, Castel Ivano, occupato dal comando italiano in Valsugana nel corso della Grande Guerra, passa all’amministratore del maniero Franz Staudacher di Brunico, che con la famiglia abitava il castello fin dal 1901. Da allora la famiglia Staudacher è proprietaria del castello. Vengono organizzate mostre d’arte, convegni e manifestazioni. La prima menzione del castello di Arco si ha in un documento del 1196, quando Federico d’Arco - pur rimanendo il bene proprietà della comunità - conferma il suo diritto sul castello ossia rivendica per sé l’amministrazione e la difesa del territorio ad esso afferente. La fortificazione venne edificata su un sperone roccioso, posta a controllo di un territorio compreso tra il basso Sarca e l’alto Garda. La storia del castello è strettamente legata alla dinastia dei d’Arco presenti nella zona già dai primi decenni del XII secolo. I successivi scontri avvenuti nel 1267 con i signori di Sejano per l’egemonia territoriale, portarono i d’ Arco, usciti vincitori, ad acquisire via via sempre più potere tanto da divenire una delle famiglie più influenti del Principato. Dal Duecento a tutto il Quattrocento il castello dovette affrontare due secoli di lotte, minacce ed interferenze politiche, spesso risolte con accordi diplomatici. Il Principato vescovile di Trento, che ne manteneva la proprietà, lo vendette a Mastino II della Scala, signore di Verona; tuttavia i d’Arco mantennero il controllo e l’amministrazione del castello, quali feudatari. La conquistata delle truppe di Gian Galeazzo Visconti dell’intera area determinò la necessità per i d’Arco di allearsi con i milanesi. Nel 1413, in seguito ad un ulteriore cambio di alleanza, i d’Arco divennero conti del Impero. A fine Quattrocento il castello subì un assedio veneziano: il borgo venne distrutto, ma la fortificazione resistette. Nel 1703 con l’arrivo del generale francese Vendôme, il castello fu posto sotto assedio: le difese si opposero per otto giorni, finendo poi per capitolare. Una volta saccheggiato, le truppe francesi lo distrussero, dando l’avvio alla successiva spogliazione e decadenza. Il castello, un tempo complesso di straordinaria vastità, come testimonia il celebre affresco del Dürer del 1495, si presenta oggi allo stato di rudere. Poco o nulla si è salvato delle cinte murarie e dei bastioni che scendevano dal castello a protezione del borgo. Delle strutture che erano parte del castello oggi si conserva la Torre Grande simbolo della fortificazione stessa. Il recente restauro condotto sul complesso ha permesso di individuare uno straordinario ciclo di affreschi di tema cortese, preziosa testimonianza della pittura gotica in ambito trentino. CASTEL CASTEL RESTÓR DI ISERA Orari:visita ai ruderi tutti i giorni CORNO Ingresso:libero 38077 Comano Terme (Fraz. Vergonzo) Tel. 0465 702626 (APT Terme di Comano - Dolomiti di Brenta) www.visitacomano.it Orari:sabato e festivi 10.00 -13.00 / 14.00-19.00 Ingresso:gratuito 38060 Isera (TN) Tel. 0464 487094 (Comune Isera) www.comune.isera.tn.it La prima menzione relativa alla signoria di Castel Corno risale al 1178, quando in una contesa tra gli abitanti di Nago, Mori e Gardumo, è nominato un Olderico di Brentonico e Castel Corno. Il castello che prende il nome dalla roccia “a corno” su cui sorge, è situato sopra all’abitato di Lenzima, nel comune di Isera. Pare che i signori di Castel Corno già nella prima metà del XIII secolo non controllassero più la fortificazione. L’investitura del nuovo principe vescovo di Trento, Aldrighetto da Campo, diede avvio ad una rivolta capeggiata dai nobili Jacopo da Lizzana e Umberto da Brentonico che portò ad una risposta vescovile molto dura: i castelli dei rivoltosi furono presi e tra questi anche Castel Corno. Dapprima affidato alla custodia di Aldrighetto di Toblino, venne poi assegnato ai Castelbarco. La prima metà del Quattrocento si caratterizzò per dissidi e lotte tra i rami della famiglia castrobarcense per il controllo di Castel Corno e ciò favorì l’emergere dei Lodron, signori delle Giudicarie. Proprio nel marzo 1456 Castel Corno dovette capitolare dopo l’attacco subito da parte di Giorgio e Pietro Lodron: il vescovo Giorgio Hack riuscì ad ottenere la restituzione pagando 600 ducati ai Lodron. Dopo l’occupazione napoleonica per il castello inizia un lento ed inesorabile declino. Oggi i ruderi del castello sono di proprietà del Comune di Isera; recenti restauri hanno permesso l’apertura al pubblico. sabato 17 agosto dalle ore 14.00 Bestie, bestiole e bestiacce Preceduto da un laboratorio che aiuterà i bambini a creare maschere di animali fantastici, lo spettacolo che avrà inizio alle ore 17.00 ci trasporterà in un tempo in cui l’uomo ancora non dominava il mondo e gli animali erano liberi di abitare ogni angolo della terra. Ed ecco che nella cornice misteriosa di un castello appaiono, in una storia ricca di colpi di scena, esseri buffi e straordinari. Laboratorio per famiglie “Animali fantastici del bosco” (dalle ore 14) Per il laboratorio si consiglia la prenotazione: al n. verde 800 013952 dal lunedì a sabato dalle ore 15.00 alle 19.00 oppure via mail [email protected] In collaborazione con: Comune e Vigili del fuoco volontari di Isera. Ingresso: intero € 5,00; ridotto € 3,00 Servizio di transfert gratuito con partenza da Patone (parcheggio Baita degli Alpini) dalle ore 13.30 fino al termine dello spettacolo. In caso di pioggia lo spettacolo si terrà domenica 18 agosto. A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it CASTELLO ROCCABRUNA DI FORNACE Orari:lun, mar e mer 8.00-12.30 / 14.00-17.30 gio e ven 8.00-14.00 Ingresso:libero 38040 Fornace (TN) - Tel. 0461 849023 [email protected] La prima notizia relativa a Castel Restór risale al 1265, anno in cui il principe vescovo di Trento Egnone di Appiano concesse in feudo a Federico d’Arco il Dosso della Vedova. Con quest’atto il presule permise di costruirvi un castello per proteggere dai pericoli esterni la popolazione della zona. La fortificazione, oggi nel comune del Bleggio, sorse in un territorio di fondamentale importanza per il collegamento tra il Banale, le Giudicarie, il Lomaso e il Basso Sarca. Durante gli anni di guerra tra Venezia e Milano il Trentino occidentale divenne teatro di continue e feroci battaglie. In questo contesto, Castel Restór venne dapprima occupato dal Gattamelata, capitano della Serenissima, più tardi espugnato e distrutto da Paride Lodrón. Una volta ricostruito, mantenne le sue funzioni difensive fino al XVIII secolo, quando venne trasformato in casino di caccia. giovedì, 11 luglio ore 21.00 Concerto del gruppo Camillocromo Musica per ciarlatani, ballerine, tabarin Nell’ambito della manifestazione St’Art. Itinerari Artistici nei Borghi, sarà proposto un concerto del gruppo Camillocromo Del castello di Fornace, situato al centro del paese in posizione dominante sul dosso di San Martino, rimane oggi solo una porzione dell’impianto originario: la cosiddetta porta-torre. Benché la famiglia dei Roccabruna, signori di Fornace trovi menzione già a partire dal 1189, il primo documento che si riferisce al castello risale al 1214 ed è relativo al giuramento di fedeltà al principe e alla conseguente reinfeudazione dei da Fornace. Il nome de Roccabruna compare unitamente quello da Fornace proprio a partire da tale data ed è attribuito ad un ramo della famiglia. I Roccabruna provvidero all’ampliamento dell’impianto fortificato primigenio ed avviarono un’ingente opera per la trasformazione del maniero in dimora residenziale, secondo il gusto rinascimentale. Il complesso tuttavia nell’ottocento fu in parte demolito per far posto alla costruzione della chiesa parrocchiale e perse la caratteristiche dell’edificio fortificato. CASTELLO DI CASTEL BELFORT Orari:tutti i giorni 10.30-19.00, lunedì dalle 17.00 Orari:visita ai ruderi tutti i giorni Ingresso:libero PERGINE Ingresso:libero 38057 Pergine Valsugana (TN) Via al Castello, 10 - Tel. 0461 531158 www.castelpergine.it L’imponente Castello di Pergine domina, da un isolato dosso, l’antico borgo sottostante e l’alta Valsugana, da Civezzano al lago di Caldonazzo. Costruito nel XII secolo, l’antico fortilizio controllava lo sbocco nella piana del perginese della Valle dei Mocheni, ricca di giacimenti minerari, e la strada per Trento. A causa della posizione strategica, fu al centro degli scontri fra le potenze che si contendevano il controllo della regione. Le prime notizie documentarie risalgono al 1147 e si riferiscono ad un domini da Pergine, tale Odolricus de Perzene. È certo che il castello era da tempo feudo vescovile quando nel 1256 fu espugnato ed incendiato dalle truppe di Ezzelino da Romano. Appartenne ai duchi d’Austria e nel 1531 passò al principe vescovo di Trento Bernardo Clesio. Già dal XV secolo, perso ogni interesse tattico, Castel Pergine fu interessato da alcune ristrutturazioni volte soprattutto allo sviluppo del nucleo abitativo e di rappresentanza, nettamente separato dalla zona difensiva. Il castello presenta ancora le opere medievali di difesa, le due cortine murarie che fanno capo al mastio e le torri, e gli edifici rinascimentali residenziali. Ospita mostre d’arte contemporanea. mercoledì 21 agosto ore 21.00 Bestie, bestiole e bestiacce Le Compagnie “I Teatri Soffiati” e “Finisterrae Teatri” hanno scelto la via della collaborazione per realizzare uno spettacolo che ci trasporta in un tempo in cui l’uomo ancora non dominava il mondo e gli animali erano liberi di abitare ogni angolo della terra. Ed ecco che nella cornice misteriosa di un castello appaiono, in una storia ricca di colpi di scena, esseri buffi e straordinari. In collaborazione con: Verena e Teo Schneider, Comune, Vigili del fuoco volontari di Pergine Valsugana Ingresso: € 5,00 In caso di pioggia lo spettacolo si terrà giovedì 22 agosto. A cura del Centro Servizi Culturali S. Chiara Info: Da lunedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 N° verde 800-013952/ 0461-213834 www.centrosantachiara.it CASTEL PENEDE Orari:visite guidate il martedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.00, previa prenotazione in biblioteca (tel 0464/505181) Ingresso:libero Castel Belfort sorge su un dosso isolato nel comune di Spormaggiore, lungo la via che collega l’abitato omonimo a Cavedago. La prima menzione del castello nella documentazione medievale risale al 1311 quando Tissone di Sporo ricevette in feudo il dosso di Malgolo, affinché vi potesse costruire una torre e degli edifici. A partire dal 1350 il castello divenne sede della giurisdizione tirolese di Andalo e Molveno che fu affidata al capitano bolzanino Nicola Reifer. Parzialmente distrutto in un incendio nel 1670, il castello fu ricostruito a partire dal 1699 quando i Saracini lo acquisirono quale feudo. La parte più antica del castello è costituita dal mastio a pianta quadrata da cui si sviluppava una cinta muraria, oggi scomparsa; a fianco del mastio si trovavano una serie di edifici con funzioni residenziali e di servizio. Gli interventi operati dai Saracini agli inizi del XVIII secolo mutarono la fisionomia antica del complesso: furono costruiti una nuova cinta muraria e il grande portale di accesso con lo stemma, si attuarono la sopraelevazione del mastio e la realizzazione del grande caseggiato finestrato. Il castello, oggi allo stato di rudere, è stato recentemente restaurato e aperto al pubblico. Castel Penede occupa il limite meridionale del promontorio roccioso di Nago che si protende verso il lago di Garda, posto in un luogo strategico a controllo dell’intera area e della viabilità. Le prime notizie documentarie sul castello risalgono al 1210 e fu con tutta probabilità eretto da Ulrico II d’Arco, nel periodo compreso tra il 1203 e il 1207, che ne fece la dimora della sua famiglia. Estintosi questo ramo famigliare, il maniero passò dapprima ai conti del Tirolo, poi ai Castelbarco, anche se i d’Arco della linea di Federico III non accettarono mai questa infeudazione, cosa che generò una serie di scontri con l’episcopato di Trento. I Castelbarco continuarono tuttavia a mantenere il controllo del castello fino al 1340, baluardo che rappresentò la punta più estrema dei loro possessi in Vallagarina, nonché l’unico sbocco sul lago di Garda. Proprio nel 1340 il maniero fu posto sotto assedio da Nicolò d’Arco, sostenuto dalle truppe milanesi del Visconti; i Castelbarco per difendere il castello lo posero sotto la protezione vescovile che vi insediò dei capitani trentino-tirolesi. Nel 1703 fu assediato e diroccato dalle truppe francesi. CASTEL PRADAGLIA Orari:visita ai ruderi tutti i giorni Ingresso:libero CASTEL VASIO Orari:tutti i giorni Ingresso:libero Edificato in posizione strategica su un dosso tra Isera e Ravazzone, Castel Pradaglia è menzionato a partire dal 1183, quando venne in parte acquistato dal vescovo di Trento Salomone. Fin dagli inizi del ‘200, il castello, che esercitava sia una funzione di controllo che di asilo e dimora per gli abitanti dei territori limitrofi, fu legato all’abitato di Sacco e al dazio che li veniva riscosso, fonte irrinunciabile per l’episcopato tridentino. Nel 1416 il maniero fu ceduto da Aldrighetto di Castelbarco al Duca Federico d’Austria, conte del Tirolo, in cambio del castello di Nomi; l’instabile situazione politica creatasi in Vallagarina vide ancora una volta Castel Pradaglia tornare in possesso dei Castelbarco e qualche anno dopo lo stesso vescovo Alessandro di Mazovia vi pose a custodia un capitano vescovile. Sul finire del ‘400 il castello era già in stato di rovina ma continuò ad essere concesso quale possesso fondiario fino alla soppressione ottocentesca dei feudi. Dell’originale complesso castellare, oggi allo stato di rudere e recentemente restaurato, si conservano parte della cinta muraria più interna, la cisterna con volta a botte ed alcuni ambienti. CASTELLO DI ALTAGUARDIA Il castello sorge su di un dosso isolato nelle vicinanze della frazione di Vasio, nel comune di Fondo. Posto al centro di una zona adibita a coltivo si ha menzione del maniero a partire dal 1237, quando viene concesso da Egnone II, cugino dei conti d’Appiano, a Bertoldo da Cloz. Nel 1273 alla morte di Egnone il castello ritorna nella disponibilità dell’episcopato trentino. Dalla fine del XIV secolo le investiture principesche risultano a favore dei signori di Castel Vasio a cui segue un breve periodo sotto il dominio Trapp. Nel 1518 i Trapp lo cedettero a Baldessare di Castel Cles ma già sul finire del secolo era possesso dei conti d’Arsio che lo detennero fino al 1878. Proprio sotto i d’Arsio il castello ormai in stato di rovina, vede importanti restauri come testimoniato da alcune epigrafi settecentesche. Recentemente restaurato, il maniero è aperto al pubblico ed ospita un agriturismo in cui è possibile rilassarsi tra le antiche mura e godere appieno del paesaggio della Valle di Non. CASTELLO DI LIVO o ALIPRANDINI Orari:visita ai ruderi tutti i giorni Ingresso:libero Info: Comune di Livo - Tel. 0463 533113 Ingresso:libero Il castello di Altaguardia si trova nella valle di Bresimo, un tempo importante via d’alta quota che collegava la valle di Non con la valle d’Ultimo. Le prime notizie indirette sul maniero risalgono al 1272 quando il principe vescovo Egnone concede in feudo il dosso di Fravigo a Remperto di Altaguardia e Livo affinché lo edifichi con la costruzione di magazzini ed ambienti destinati ad uso agricolo; si tratta probabilmente di un complesso rurale sorto alle dipendenze del castello soprastante. I signori di Altaguardia oltre al fortilizio detengono il controllo sulle miniere della Valle di Sole e riscuotono proventi anche nel territorio di Livo; tuttavia il loro dominio si estingue sul finire del Trecento ed il castello passa ad Antonio di Sant’Ippolito. Come altre fortificazioni della Valle di Non, durante l’insurrezione contadina del 1407, il castello di Altaguardia viene attaccato ed incendiato e benchè lo stesso vescovo Giorgio di Liechtenstein ne avesse proibito la ricostruzione, a partire dal 1420 figura tra i possedimenti dei Thun che ivi risiedono. Del castello oggi si conservano solo alcuni ruderi: una torre quadrangolare, una cisterna, un forno, una serie di ambienti con funzioni di servizio e residenziali che si snodano all’interno di più cortine murarie concentriche. Originatosi da un antica torre medievale posta in posizione strategica e in diretto controllo con le torri di Cassino e di Zockel, il complesso castellare a partire dal XV secolo ha visto l’addossarsi di più edifici che hanno conferito la fisionomia odierna. In epoca rinascimentale a nord dell’originaria torre centrale fu eretto un edificio che incorporava a sua volta una nuova torre – detta “la Toresela”; probabilmente tra le due torri si sviluppava al tempo un cortile coperto in legno. Venne anche eseguita una riqualificazione degli spazi agli ultimi piani, con la creazione di un ampio salone di rappresentanza e un ballatoio perimetrale che permetteva l’accesso alle stanze dei piani superiori. Nel corso dell’ottocento da residenza nobiliare il castello divenne sede di attività commerciali ed agricole con l’aggiunta di nuovi edifici, destinati ad uso abitativo. Dimora dagli inizi del ‘500 della nobile famiglia degli Aliprandini, il cui primo capostipite fu Riprando da Malosco, il “palazzo” oggi – recentemente riaperto dopo un lungo restauro - è sede del Comune di Livo. CASTELLO DI SEGONZANO Orari:visita ai ruderi tutti i giorni Ingresso:libero TORRE DI REGOLA PALAZZO ASSESSORILE CLES Orari: 10.00-12.00, 15.00-18.00 da martedì a domenica. Lunedì chiuso Ingresso:libero Le prime notizie documentarie riferite alla fortificazione risalgono al 1216 quando il principe vescovo Federico Vanga concesse a tal Rodolfo il permesso di edificare un castello a Segonzano. Sorto in posizione strategica in rapporto alla viabilità che collegava le sponde opposte della Val di Cembra, il maniero fin dal 1304 fu controllato dai Conti del Tirolo. Tornato tra i domini dei conti del Tirolo, passò poi all’episcopato trentino (primi decenni del XVI secolo) e con il principe vescovo Bernardo Clesio fu infeudato a Giovan Battista a Prato. Gli eredi a Prato lo mantennero fino al 1777 ma il castello continuò ad essere un feudo fino oltre la metà dell’Ottocento. Nei pressi del castello fu combattuta la battaglia di Segonzano (1796-97) fra le truppe austriache e l’esercito napoleonico, conferma questa dell’importanza strategica del luogo. Dell’originale complesso medievale oggi si conservano solo alcuni tratti della cortina muraria e la cosiddetta “torre delle prigioni”, ma è possibile avere un’idea chiara dell’antica maestosità del complesso castellare ammirando pregevoli dipinti, tra i quali il più noto è l’ acquerello che Albrecht Dürer ebbe modo di dipingere attorno al 1495. Il Palazzo Assessorile sorge sulla piazza municipale dell’abitato di Cles. Ciò che possiamo ammirare è il risultato dell’affiancarsi di più edifici ad una casa torre medievale, oggi completamente inglobata nella costruzione attuale, ma di cui è ancora possibile scorgere le tracce. Nel corso del trecento la proprietà del complesso passò più volte dalla famiglia dei Cles ai Sant’Ippolito e a partire dal quattrocento la casa-torre subì una serie di interventi, quali ampliamenti dei volumi e la sopraelevazione. Si deve alla volontà di Giorgio de Cles l’importante riconfigurazione architettonica che interessò l’edificio nella seconda metà del XVI secolo e che vide l’inserimento in facciata delle quattro bifore a trilobo. Attorno al 1543 è Marcello Fogolino l’esecutore dei fregi a grottesca con figure mitologiche ed allegoriche del secondo piano, e delle stanze di Apollo, Anna e degli Dei del terzo piano, commissionate dal nobile Ildebrando, nipote del principe vescovo Bernardo Clesio. Nel corso del seicento, il palazzo passò per breve tempo alla famiglia Thun che lo cedette alla Magnifica Comunità di Cles; dal 1679 divenne sede dell’assessore delle Valli di Non e Sole. TORRE DEI SICCONI Orari:da lunedì a domenica 9.00-20.00, martedì chiuso, a settembre visitabile solo nei week-end Ingresso:libero Comune di Caldonazzo Cell. 347 1258958 La torre dei Sicconi o castello di Caldonazzo fu costruito su licenza del principe vescovo di Trento, Corrado di Beseno, nel 1201 da Geremia e Alberto figli di Varimberto di Caldonazzo. Unitamente a Castel Brenta costituiva il sistema di controllo del territorio esercitato dai signori di Caldonazzo; la torre dei Sicconi dall’alto del monte Rive presidiava le principali vie di comunicazione. Sembra che durante gli scontri con i vicentini il castello sia stato distrutto e ricostruito solo in parte; fatto certo è che la signoria dei CaldonazzoCastelnuovo uscì di scena e la Valsugana entrò nella sfera d’influenza austro-tirolese. La torre dei Sicconi venne demolita dal Genio militare austriaco nel 1915, per ragioni belliche in quanto costituiva un punto di avvistamento certo. Oggi sull’intera area di monte Rive sorge un parco archeologico; qui è ancora possibile scorgere il basamento della torre e di alcuni edifici che erano parte del complesso fortificato. Referenze fotografiche: Archivio Castello del Buonconsiglio, Archivio APT Valsugana Lagorai Terme Laghi (Franco Voglino e Annalisa Porporato), Dante Brambilla, Albert Ceolan, Giorgio Horak, Augusto Laghi, Matteo Rapanà, Chiara Tomasoni, Gianni Zotta Testi castelli: Annamaria Azzolini e Fabrizio Olivotto 100 95 75 25 5 0 S CENTRO SERVIZI CULTURALI C A N TA H I A R A