Dio vuole salvarci nel popolo. Non vuole una salvezza isolata. Ecco perché questa Chiesa di oggi, più che mai, accentua il senso di popolo. E perciò la Chiesa subisce conflitti, perché la Chiesa non vuole la massa, vuole il popolo. La massa è il mucchio di uomini: quanto più sono addormentati, tanto meglio; quanto più conformisti, tanto meglio. E la Chiesa respinge la calunnia del comunismo, di essere oppio del popolo. Essa non vuole essere oppio del popolo. Altre sono le droghe che addormentano e vogliono masse addormentate. La Chiesa vuole stimolare gli uomini nel vero senso di popolo. Che cos'è il popolo? Il popolo è una comunità di uomini in cui tutti contribuiscono al bene comune. PADRE MIO Padre mio, mi abbandono a Te, di me fai quello che ti piace. Grazie di ciò che fai per me spero solamente in Te. Purché si compia il tuo volere in me e in tutti i miei fratelli. Niente desidero di più: fare quello che vuoi Tu. Dammi che ti riconosca dammi che ti possa amare sempre più dammi che ti resti accanto dammi d’essere l’amor. Fra le tue mani depongo la mia anima con tutto l’amore del mio cuore, mio Dio, la dono a Te, perché ti amo immensamente. Sì, ho bisogno di donarmi a Te, senza misura affidarmi alle tue mani, perché sei il Padre mio, perché sei il Padre mio. RIFLESSIONE DEL VESCOVO PROFESSIONE DI FEDE Coloro che faranno la Professione di Fede si presentano davanti al Vescovo, che si rivolge loro con queste parole: V. Cari figli, nella vostra giovinezza avete accolto la voce della Santa Chiesa che da tanti secoli, nel cuore della storia continua a proclamare che Cristo è Risorto e ci salva. Amarlo, conoscerlo e seguirlo è la nostra vita, è la nostra gioia. Ora vi chiediamo di professare pubblicamente la vostra fede, con l’umiltà del padre del fanciullo malato del vangelo, che pregò il Signore di aiutarlo nella sua incredulità. Con la convinzione di chi sa che questo è il centuplo che ha promesso fin d’ora ai suoi discepoli perché lo condividano. Credete in Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra? (Solo i professandi) Credo. Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? Credo. Credete nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne e la vita eterna? Credo. Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa e noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù, nostro Signore. (Tutti) Amen. V. Ed ora rinnoveremo su di voi il gesto dell’Effatà, con cui preghiamo il Signore affinché apra le vostre orecchie all’ascolto della sua Parola, e sciolga la vostra lingua perché possiate testimoniarla. Il Vescovo si avvicina ai professandi e tocca loro l’orecchio destro e sinistro e la bocca chiusa, ripetendo la formula: V. Effatà, cioè: Apriti; perché tu possa professare la tua fede a lode e gloria di Dio. Poi i professandi tornano a posto. Giornata mondiale dei giovani e professione di fede Santa Maria Maddalena, 27 marzo 2010 Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? RESTITUZIONE Dal messaggio del Papa per la XXV Giornata Mondiale della Gioventù Nonostante le difficoltà, non lasciatevi scoraggiare e non rinunciate ai vostri sogni! Coltivate invece nel cuore desideri grandi di fraternità, di giustizia e di pace. Il futuro è nelle mani di chi sa cercare e trovare ragioni forti di vita e di speranza. Se vorrete, il futuro è nelle vostre mani, perché i doni e le ricchezze che il Signore ha rinchiuso nel cuore di ciascuno di voi, plasmati dall’incontro con Cristo, possono recare autentica speranza al mondo! È la fede nel suo amore che, rendendovi forti e generosi, vi darà il coraggio di affrontare con serenità il cammino della vita ed assumere responsabilità familiari e professionali. Impegnatevi a costruire il vostro futuro attraverso percorsi seri di formazione personale e di studio, per servire in maniera competente e generosa il bene comune. Dalle Proposte per un nuovo stile di vita del SERMIG Io ci sto… a restituire e restituirmi. Credo che la vita sia un dono e un’opportunità, per me e per gli altri. Nelle mie mani ho tempo, capacità, intelligenza, beni materiali e spirituali. Tutto ciò mi può rendere egoista o altruista, sapiente o cieco. Restituzione è condividerli, metterli a servizio del bene: allora il loro valore si moltiplica. Restituzione è dare agli altri il meglio di me, è credere ed operare per la giustizia. Ogni giorno 30mila persone muoiono per fame. Se fossero mia madre o mio fratello? Io devo considerare tutti come miei familiari. Restituzione è una mentalità, il segno concreto che la soluzione dei grandi problemi passa anche da me. Restituzione è l’inizio della più grande rivoluzione non violenta: la rivoluzione della commozione e dell’intelligenza. V. Ora, nello spirito di figli di Dio che tutti abbiamo ricevuto il giorno del nostro battesimo, preghiamo insieme come il Signore ci ha insegnato: Padre nostro… V. Sia benedetto il nome del Signore. Ora e sempre. V. Il nostro aiuto è nel nome del Signore. Egli ha fatto cielo e terra. V. Vi benedica Dio onnipotente, Padre ? e Figlio ? e Spirito ? Santo. Amen. V. Lo Spirito Santo è una guida sicura. Andate in pace. Rendiamo grazie a Dio. RESTA ACCANTO A ME Ora vado sulla mia strada con l'amore tuo che mi guida. O Signore, ovunque io vada resta accanto a me. Io ti prego, stammi vicino ogni passo del mio cammino ogni notte, ogni mattino resta accanto a me. Il tuo sguardo puro sia luce per me e la tua parola sia voce per me. Che io trovi il senso del mio andare solo in te, nel tuo fedele amare il mio perché Fa che chi mi guarda non veda che te, fa che chi mi ascolta non senta che te e chi pensa a me, fa che nel cuore pensi a te e trovi quell'amore che hai dato a me. LODE ALLE MERAVIGLIE DEL SIGNORE LA MIA ANIMA CANTA La mia anima canta la grandezza del Signore, il mio spirito esulta nel mio salvatore. Nella mia povertà l’infinito mi ha guardata, in eterno ogni creatura mi chiamerà beata. La mia gioia è nel Signore che ha compiuto grandi cose in me, la mia lode al Dio fedele che ha soccorso il suo popolo e non ha dimenticato le sue promesse d’amore Ha disperso i superbi nei pensieri inconfessabili, ha deposto i potenti ha risollevato gli umili ha saziato gli affamati e aperto ai ricchi le mani. V. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. V. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi. E con il tuo spirito. Dal Diario di Terra Santa di don Santoro Gesù a Gerusalemme: io sono Gerusalemme, Dio è il mio Re. Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, sia santificato il tuo nome. Dammi il pane di ogni giorno, perdona i miei peccati come anch'io tento di perdonare, non m'indurre nella tentazione, liberami dal male. Amen. Io sono la tua Gerusalemme, Signore: sii tu il mio Messia. Cavalca un asino, vieni da me, sii in me. Tu sei in me. Signore. Tu mi abiti. Il Signore è lo stoppino, io la cera. Tutto in me si consumi, bruci, si trasformi. Gesù, fammi luce in te, prendimi e ch'io venga assorbito da te e con te offriamoci al Padre, che lui ci tenga in sé, tra le sue braccia, nel suo cuore, davanti al suo volto. Tu ardi in me Signore, sei il centro di me, il mio mistero più vero, più nascosto, più luminoso. Tu Signore sei il mio cuore, le mie radici, voglio essere attorno a te e piano piano entrare in te. Sono così opaco, inutile, pesante, freddo, cattivo, povero, insignificante. Ma ti desidero e tu pure, non è vero che mi desideri? Non sei venuto apposta? Non mi hai creato apposta? Non ti sei messo apposta intorno, addosso, questa cera così sporca, che sono io, per bruciarla, illuminarla, scioglierla, innalzarla verso l'alto? Non sei morto apposta per farmi morire? Non sei risorto apposta per farmi risorgere? […] Se tu sei in me, come stoppino che arde e mi brucia, allora potrò, dovrò stare sul candelabro, dovrò ardere, dovrò stare in vista, dovrò stare al centro della stanza, sotto gli occhi di tutti, vicino a tutti, nella piazza, per strada, nelle case: non ci sarà pericolo di orgoglio, di farmi idolo, di farmi idoli. Il vanto sarai tu. lo ti darò la cera. Ma a risplendere sarai tu. Grazie, Signore. Abbi pietà di me. LODE A TE, SIGNOR Lode a te Signor, lode a te Signor, mia roccia, mia fortezza, mia vita, mio canto. Lode a te Signor, lode a te Signor. (2 volte tutto) Dal Vangelo secondo Marco (10,17-22) Mentre [Gesù] andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?". Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre". Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza". Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!". Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Dal messaggio del Papa per la XXV Giornata Mondiale della Gioventù Nel giovane del Vangelo, possiamo scorgere una condizione molto simile a quella di ciascuno di voi. Anche voi siete ricchi di qualità, di energie, di sogni, di speranze: risorse che possedete in abbondanza! La stessa vostra età costituisce una grande ricchezza non soltanto per voi, ma anche per gli altri, per la Chiesa e per il mondo. Il giovane ricco chiede a Gesù: “Che cosa devo fare?”. La stagione della vita in cui siete immersi è tempo di scoperta: dei doni che Dio vi ha elargito e delle vostre responsabilità. E’, altresì, tempo di scelte fondamentali per costruire il vostro progetto di vita. E’ il momento, quindi, di interrogarvi sul senso autentico dell’esistenza e di domandarvi: “Sono soddisfatto della mia vita? C'è qualcosa che manca?”. Come il giovane del Vangelo, forse anche voi vivete situazioni di instabilità, di turbamento o di sofferenza, che vi portano ad aspirare ad una vita non mediocre e a chiedervi: in che consiste una vita riuscita? Che cosa devo fare? Quale potrebbe essere il mio progetto di vita? “Che cosa devo fare, affinché la mia vita abbia pieno valore e pieno senso?” (Ibid., n. 3). Non abbiate paura di affrontare queste domande! Lontano dal sopraffarvi, esse esprimono le grandi aspirazioni, che sono presenti nel vostro cuore. Pertanto, vanno ascoltate. Esse attendono risposte non superficiali, ma capaci di soddisfare le vostre autentiche attese di vita e di felicità. Per scoprire il progetto di vita che può rendervi pienamente felici, mettetevi in ascolto di Dio, che ha un suo disegno di amore su ciascuno di voi. Con fiducia, chiedetegli: “Signore, qual è il tuo disegno di Creatore e Padre sulla mia vita? Qual è la tua volontà? Io desidero compierla”. Siate certi che vi risponderà. Non abbiate paura della sua risposta! “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (1Gv 3,20)! Mentre canta l’assemblea entra in chiesa I TUOI PASSI Il nostro mondo ci fa correre su autostrade a tutta velocità non ti ingannare sono piste che non conducono alla felicità. Un sentiero c'è, lo puoi percorrere lassù in cima si, ti farà giungere questo cuore forte forte batte già! Ma il sentiero sale ripido sacrificio chiede la felicità, sono i poveri che bussano apri il cuore tuo alla carità Un sentiero c'è, lo puoi percorrere lassù in cima si, ti farà giungere questo cuore forte forte batte già! Si commuove per chi è in Croce e muove: i tuoi passi,le tue mani nel sentiero senza inganni corri, non ti fermare! Per chi soffre lavorare nuovi amici da incontrare corri, non ti fermare! Verità da ascoltare per non farsi ingannare sempre da questo mondo, la bontà per regalare, aspettare, perdonare sempre chi ti sta intorno. Lungo il cammino fiori troverai portano il profumo della gratuità, col cuore dare senza chiedere sulle orme della verità e bontà. Un sentiero c'è, lo puoi percorrere.... Coraggio, non possiamo attendere una sola vita si può vivere, per il sentiero lesti camminar e la morte in piedi ci dovrà trovar. Un sentiero c'è, lo puoi percorrere.... Si commuove per chi è in Croce e muove..... COSA DEVO FARE? CHI HA RISPOSTO CON LA VITA Dall’intervento di Annalena Tonelli al Convegno sul volontariato il 30 novembre 2001 Null'altro mi interessava così fortemente: LUI e i poveri in LUI. Per LUI feci una scelta di povertà radicale ... anche se povera come un vero povero, i poveri di cui è piena ogni mia giornata, io non potrò essere mai. Vivo a servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza versamento di contributi volontari per quando sarò vecchia. Sono non sposata perché così scelsi nella gioia quando ero giovane. Volevo essere tutta per DIO. Era una esigenza dell'essere quella di non avere una famiglia mia. E così è stato per grazia di DIO. Ho amici che aiutano me e la mia gente da più di trent'anni. Tutto ho potuto fare grazie a loro, soprattutto gli amici del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì. Naturalmente ci sono anche altri amici in diverse parti del mondo. Non potrebbe essere diversamente. I bisogni sono grandi. Ringrazio Dio che me li ha donati e continua a donarmeli. Siamo una cosa sola su due brecce, diverse nella apparenza ma uguali nella sostanza: lottiamo perché i poveri possano essere sollevati dalla polvere e liberati, lottiamo perché gli uomini TUTTI possano essere una cosa sola. Da una lettera di padre Daniele Badiali Riconoscere i segni del Signore è molto difficile, io non sono capace. Però m'accorgo se ciò che vivo va verso la croce o meno. Da questo capisco che Gesù mi chiede di fare sacrifici e di prendere un cammino in salita. Se non c'è la croce di mezzo dubito che sia il cammino di Gesù! E la croce non la scelgo io, sono gli altri che te la danno. E successo a Gesù e succede a chiunque procede verso il cammino del Vangelo. La scommessa è credere che Gesù, alle persone più care, possa dare come regalo la croce... Ai martiri succede così!!! Io non sono a questo punto, stai tranquillo. Ciò che vivo è molto piccolo. L'unica grazia che ricevo è che sono obbligato dai poveri a dare via tutto ciò che ho. Sono loro che mi obbligano perché vengono sempre a bussare alla porta e finché non gli rispondi non ti mollano. Questa è la povera gente e non c'è niente da fare, loro sono più vicini a Gesù di te. Tutto ciò che vivo non è altro che la mia conversione. Ridare a Dio tutto ciò che ho ricevuto, tutto gli appartiene. Se non fossero i poveri a chiedermelo non mi accorgerei di avere cosi tanto. In Italia non si vive questa urgenza perché siamo troppo sicuri di noi stessi e lontano da «pericoli improvvisi»... Solo la morte ci può fare aprire gli occhi. Per questo, o si accetta Dio come padrone della nostra vita, o lo si rifiuta, lo si elimina. E ciò che accade puntualmente anche a me ogni giorno. Mi ritrovo al buio, senza fede perché non so vivere per Dio ogni giorno, ogni peccato, ogni debolezza. Sono la prova del mio continuo tradimento. Devo avere il coraggio di guardare, nonostante i miei peccati, una carità più grande, di fronte alla quale saper chiedere perdono e sapermi rialzare ogni giorno per ricominciare con più slancio del giorno precedente. DOV’È L’AMORE Come ombra è la vita, da giocare, che partita, vieni e passa in un momento, nube spinta via dal vento ma se vorrai salvare la tua vita, la perderai, il mondo che ti servirà Dov'è l'amore,io ti cercherò come un bambino m'incamminerò a mani giunte il tuo nome dirò mani aperte al fratello darò Nella vita accumulare, mai a niente rinunciare, la cultura un dovere, il successo ottenere quello che hai,dallo hai poveri, un tesoro avrai, con la croce mi seguirai Per il povero affamato, nudo, solo, ammalato, non ci sia commozione, del tuo cuore sei padrone quello che hai, fatto ad uno dei miei fratelli l'hai, fatto a me in verità E per l'uomo triste sorte, non c'è scampo dalla morte, darsi alla pazza gioia, stare bene, via la noia stolto perché, la vita questa notte chiederò a te, il mondo che ti servirà Ma se vorrai salvare la tua vita, la perderai, il mondo che ti servirà Dai discorsi di mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador Mai abbiamo predicato la violenza. Solo la violenza dell'amore, quella che lasciò Gesù inchiodato su una croce, che ognuno fa a se stesso per vincere i suoi egoismi e perché non vi siano disuguaglianze tanto crudeli tra noi. Tale violenza non è quella della spada, quella dell'odio. E’ la violenza dell'amore, quella della fraternità, quella che vuole trasformare le armi in falci per il lavoro. Se un giorno ci togliessero la radio, ci sospendessero il giornale, non ci lasciassero parlare, uccidessero tutti i sacerdoti e anche il vescovo e lasciassero voi come un popolo senza sacerdoti, ciascuno di voi dovrebbe essere un microfono di Dio, ciascuno di voi dovrebbe essere un messaggero, un profeta. La Chiesa esisterà finché vi sarà un battezzato, e questo unico battezzato rimasto nel mondo avrà davanti al mondo la responsabilità di mantenere alta la bandiera della verità del Signore e della sua giustizia divina.